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Anno XVI - n° 93

Euro 2,50 • Poste Italiane • Sped. in a. p. 45% • art. 2 comma 20/b legge 662/96 • Aut. DCO/DCBA 23/2003 del 23/01/2003 • Tassa riscossa • ANNO X • Edizione bimestrale • Contiene I.P.

Il magazine dedicato al mondo della pizza e della ristorazione

n.93 MAG-GIU 2018

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Diamogli il meglio!

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na nuova stagione estiva è ormai prossima, un momento dell’anno che, come tutti ben sappiamo, rappresenta per chi si occupa di ristorazione un periodo chiave per far quadrare i conti e recuperare quanto non realizzato nei mesi dove gli affari girano meno. Le news all’orizzonte sono buone non solo perché l’estate si preannuncia calda e assolata (anche se non proprio come quella da record del 2017) ma soprattutto perché il turismo in Italia, anche per il 2018, proseguirà nella sua fase di crescita, si prevede infatti un incremento di presenze di circa il 5%. Non male. L’Italia, con i suoi 53 siti Unesco, è il primo Paese al mondo per disponibilità di patrimonio artistico-culturale ed è fra i primi tre migliori Paesi dove si consiglia viaggiare quest’anno. A trainare l’industria turistica nazionale saranno le città medio piccole che custodiscono gran parte del nostro patrimonio artistico e culturale. In questi luoghi, unici al mondo, i visitatori stranieri

rappresenteranno oltre il 60% delle presenze ai quali, aggiunti gli italiani in vacanza sul suolo patrio, si stima un movimento di almeno 120 milioni di persone. E allora se è vero come è vero che Ristorazione e Turismo sono due facce della stessa medaglia, ecco una grande opportunità di guadagno e di crescita che i nostri amici ristoratori e pizzaioli non possono lasciarsi sfuggire. In altri termini far giungere in Italia milioni di stranieri attratti dalle bellezze architettoniche, artistiche e paesaggistiche per poi “prenderli per la gola” fidelizzarli, conquistarli definitivamente è una chance irripetibile. Ma è pronto il mondo della ristorazione per sostenere il boom che è alle porte? O deve fare i conti con quegli operatori improvvisati perché attratti dai facili guadagni che illusoriamente si pensa possano esserci “li dove si mangia”? Perché, parliamoci chiaro, sul mercato, purtroppo, non mancano soggetti che senza preparazione, a volte senza avere la minima idea di

cosa devono fare e di cosa li attende, si lanciano e fanno un sacco di danni a tutto il sistema. La loro inadeguatezza ricade inevitabilmente su tutto il sistema sano e sugli operatori bravi e capaci che hanno investito in formazione, che lavorano con coscienza e professionalità. Ecco quindi che la buona notizia, il turismo che cresce, può nascondere delle insidie, perché un turista scottato dal conto salato e deluso dalla qualità del cibo, dall’accoglienza non sempre all’altezza, di locali improvvisati non parlerà certo bene sui social e probabilmente la prossima volta andrà in vacanza da qualche altra parte. Sono tutti convinti che il settore del turismo e dell’accoglienza è il nostro petrolio, la nostra risorsa più grande e preziosa, ok, siamo d’accordo. Ma a fronte di questo tesoro dalle irripetibili opportunità, gli operatori del settore sono chiamati a svolgere il loro compito al meglio, mettendo in campo tutta la loro professionalità, sperando che gli improvvisati facciano meno danni possibili. Giuseppe ROTOLO

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Editoriale PRIMO PIANO: Extra Ordinario Eventi: Pizza&core Exibit dalMondo: New York, New YorK! Michele D’amelio nonsoloClassica: Pizza carciofi e tartufo PizzaChef: Sara Palmieri berebeneinpizzeria: Ottocentorosa un tocco di brio al tuo menù Pubbliredazionale: Clausthaler la regina delle birre analcoliche Pubbliredazionale: McCAIN: Crispers la patatina più social che ci sia Pubbliredazionale: Schar cala il poker Pubbliredazionale: SanBenedetto The lattine Sleek Special Edition ilocalidelcuore firmati Cirio: L’Arte della Pizza locali: La Voglia Matta locali: Mazz & Panell glingredintidiDemetra: L’estate è piccante con Wiberg Eventi: Ristoprof ancora successo per Italmill Eventi: Agugiaro&Figna con Slow Food Italia Eventi: I° Trofeo Internazionale Ciak che Pizza Eventi: Torna Elrmenti , i volti dell’impasto Eventi: Open Pizza Selezione Casillo Eventi: TuttoPizza News: La Famiglia Ferrario sostiene il restauro dell’Abazia di santa Maria di Cerrate News:Umerto Fornito. Da Frattamaggiore a Las Vegas Eventi: Gurmandia Eventi: Oscar della Pizza Eventi: Mulino Caputo un’estate in fermento Eventi: Napoli Pizza Village La provocazione: “Ristorazione e malavita...” In agenda Abbonamento e gerenza

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primo piano

Extra Ordinario

a cura di Giuseppe ROTOLO

I locali che fanno sognare 9


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tavolta, amici lettori, non vogliamo parlare di cifre, analisi, numeri, suggerimenti e quanto sia frutto di elaborazioni matematiche e previsioni economiche. Vogliamo sognare con voi, guardare oltre il confine della quotidianità e sbirciare fra i progetti e le idee di chi sogna un nuovo modo di fare ristorazione o di chi ha osato farlo. Desideriamo mostrarvi schizzi di mondi possibili o realtà già esistenti guardati con ammirazione (o invidia) dal mondo, locali diversi fra loro che in modi differenti ci fanno fantasticare. Pronti? La pizzeria sulle spiagge del mondo Iniziamo con la pizzeria pensata da Vincenzo Sorrentino, un food designer di Napoli con la passione di cambiare e creare nuove cose, che nella sua mente vede il “simbolo culinario” della sua città cotto e mangiato fuori dalle mura della pizzeria, sulle spiagge: la sua idea di pizzeria è Sail, un luogo costruito con il legno, una struttura removibile che può “spostarsi” come una pizzeria itinerante, di spiaggia in

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spiaggia, facendo il giro del mondo, trainata da un camion. Una pizzeria non solo giramondo, ma anche amante delle culture; una pizzeria pellegrina, possiamo dire, che ha una “missione”, mixare diverse culture e condividerle intorno alla pizza. Nove piloni mantengono le “vele” di questo “open space” dove non c’è aria condizionata ma brezza marina. Il pavimento è fatto con legno fissato su una struttura di metallo, il lungo tavolo a zig zag è fatto con legno e metallo e si fissa sul telaio metallico lungo il pavimento. Il bancone ha una base di metallo ed è fatto anch’esso di legno, il bancone della pizza è, come nelle migliori pizzerie tradizionali, di marmo. Con questo progetto di pizzeria itinerante, Sorrentino ha vinto l’ultima edizione del premio Desita Pizza Experience. La pizzeria automatizzata Lasciamo il sogno delle spiagge caraibiche, del profumo della brezza marina, e spostiamoci in città: da sempre le pizzerie vorrebbero “andare a casa del cliente”. Se ieri c’era il pony pizza in motorino, do-


Desideriamo mostrarvi schizzi di mondi possibili o realtà già esistenti guardati con ammirazione (o invidia) dal mondo, locali diversi fra loro che in modi dif ferenti ci fanno fantasticare. mani ci sarà (forse) il drone che volerà al vostro balcone. La catena Domino’s già sperimenta i robottini volanti in Nuova Zelanda, dove i clienti vedono la pizza planare a casa loro, trasportata dagli elicotterini guidati a distanza, mentre in Australia è stato sperimentato un mini veicolo robot su ruote. Magari le pizzerie da asporto si evolveranno a tal punto da avere ambienti futuristici e, in una visione un po’ azzardata, il pizzaiolo sarà un robot, come Rodyman, frutto dell’esperimento di robotica italiano in cui la manualità dei pizzaioli, complessa e specifica, è stato un grande obiettivo da raggiungere per gli scienziati. O ancora il ristorante del domani potrebbe avere il volto di un format già sperimentato da un esperto in tecnologia di San Francisco, il ristorante Eatsa: qui i cuochi non si vedono, sono nascosti, e il

locale è asettico, privo di camerieri e cassieri; meno costi, zero rapporti umani, una sorta di vending in cui però, almeno, il cibo è cotto da persone reali e il processo automatizzato è limitato al servizio. Il menu si guarda dallo schermo touch, dal quale si ordina. Quando il piatto è pronto il cliente è avvisato da un messaggio. Un “cubo” viene aperto dal cliente che può prelevare il piatto. Freddo, informale, ma super veloce ed efficiente: sarà questo il locale del 2050? Eatsa ad oggi non ha avuto grande successo, ma è un antesignano di quello che potrebbe essere un domani una fetta della ristorazione. Di certo questo format nel nostro immaginario fa viaggiare nel tempo, nel futuro più estremo, quasi fossimo catapultati in un film di fantascienza. A casa dello chef Oppure il locale del domani sarà l’opposto di Eatsa, sarà lontano dai film di fantascienza e sarà, al contrario, più un ritorno all’intimità. Come The Black Swan at Oldstead, in Inghilterra, 1 1


splendida casetta tipica indipendente immersa nel verde, nella quale è possibile anche soggiornare. Il Castello Se dobbiamo parlare di luoghi “da sogno” in cui mangiare bene immersi in un contesto fuori dall’ordinario, non possiamo fare a meno che citare un castello fiabesco. Grazie al recupero dell’antico castello di Padernello, oggi c’è in questo borgo di ottanta abitanti un “villaggio gourmand di cinque ristoranti” molto accorsato.

ristorante decretato dagli utenti di TripAdvisor il migliore del 2017 (siamo in curiosa attesa del migliore del 2018, non ancora decretato mentre scriviamo). The Black Swan at Oldstead rappresenta “uno stuzzicante viaggio nei sapori. Questo ristorante è una vera chicca. I sapori, le combinazioni di ingredienti e la maestria del menu sono spettacolari”. Il menu è ispirato agli ingredienti coltivati intorno a Oldstead. Un menu esteticamente semplice, ma a km 0. Ma la location non è da meno: una

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Il ristorante sott’acqua Abbiamo iniziato con il progetto della pizzeria itinerante sulla spiaggia e concludiamo, chiudendo il cerchio, con un ristorante che l’acqua l’ha sfidata: Ithaa Undersea è un locale sottomarino in stile acquario, dove gli ospiti si possono godere una vista panoramica a 270 gradi sui pesci tropicali. Il ristorante Ithaa Undersea si trova alle Maldive, sull’isola di Rangali. Altra meraviglia è il ristorante Subsix a Niyama, Maldives, sempre sotto il mare dalle cui vetrate è possibile ammirare le bellezze della barriera corallina.


eventi

cambia il modo di far incontrare i professionisti del settore Se hai un locale, se la tua professione è la ristorazione, se la tua passione è la Pizza, allora non puoi perdere questo appuntamento. Con l’invito INCONTRA IL TUO MONDO, Pizza&core lancia una grande novità, un evento esclusivo riservato agli operatori del mondo della pizzeria e della ristorazione. In un’ esclusiva location andrà “in scena” il meglio del mondo della Pizza. E con il meglio le novità più rilevanti, gli argomenti, i prodotti, le tecniche, le idee sulle quali confrontarsi e valutare le innovazioni che sempre più caratterizzano e rendono evoluto il settore. A Pizza&core Exhibit sarà anche di scena la cultura della pizza e della ristorazione, perché la crescita del settore passa anche attraverso lo scambio di saperi e della conoscenza. Pizza&core Exhibit è stato progettato per consentire ai partecipanti più attività armonicamente integrate fra loro, come la presentazione di nuovi prodotti con Demo e Networking, attività di business, nuove opportunità e soprattutto l’incontro con i migliori professionisti del settore… a cominciare da te. Presenti inoltre i più qualificati produttori con tante nuove proposte e soprattutto tante opportunità. 1 4

Per info chiama lo 080.9306460 (ore 9,30-13,30) o scrivi a redazione@inputedizioni.it

Perché partecipare? • È un evento unico nel suo genere, coinvolgente e ricco di novità per il tuo lavoro. • Partecipare non costa nulla… devi solo registrarti per tempo. • Non attendere l’ultimo momento i pass d’ingresso sono limitati • Per chi partecipa, shooting fotografico con pubblicazione sulla rivista.

L’evento è a Monopoli (Ba) nella sede della storica rivista Pizza&core Avrà luogo 22 (lunedì) e 23 (martedì) ottobre 2018 Gli ospiti potranno scegliere in funzione delle loro esigenze di tempo e spostamento in quale dei due giorni partecipare. L’agenda dei lavori sarà replicata nei due giorni previsti.


eventi

Incontra il tuo mondo 22 | 23

OTTOBRE

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MONOPOLI (Ba) Info: Tel. 080.9306460 (ore 9,30 - 13,30) - redazione@inputedizioni.it OBBLIGATORIA REGISTRAZIONE

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a cura di Marianna Iodice

“These vagabond shoes are longing to stray, and step around the heart of it, New York, New York” cantava Liza Minelli e la dedichiamo al personaggio di questo numero di Dal Mondo

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ichele D’Amelio è, come si dice papale papale “uno di quelli bravi che ha fatto carriera” negli USA, una carriera che non passa dall’essere titolare di una pizzeria, ma “Corporate Pizzaiolo”. Nel pratico lavora per una ditta di importazione di prodotti italiani e rappresenta due aziende italiane. Il suo nome, per quest’intervista che vuol raccontarvi

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la pizza nel mondo, c’è stato suggerito dall’azienda Gi.Metal, altra realtà italiana che s’è affermata negli USA con le sue attrezzature e pale, pale che ovviamente usa anche il nostro intervistato. Michele, spiegaci in che consiste il tuo lavoro. «Il mio è un full time training e dimostrazioni a tutti i nostri clienti americani, viaggio di lungo e in largo


molto soddisfacente, meglio ancora se poi fatti bene. Ovviamente prima di essere catapultato in questo mondo, sono venuto preparato, ho studiato le farine e i diversi tipi di lievitazioni per essere formato a livello teorico e non solo tecnico. Insomma credo che bisogna anche “meritare” di stare qui!»

per gli USA portando nuove tecniche e assicurandomi che i miei clienti facciano un prodotto eccellente». Sei campano, dove sei nato precisamente? «Sono nato ad Avellino e ho 30 anni. Vivo a New York dal 2015». Com’è iniziata la passione per il mondo pizza? «La mia carriera professionale di pizzaiolo è iniziata dal 2009 ma l’input è arrivato da mia madre che ogni settimana produceva pane e altri lievitati.» Cosa ti piace della tua vita newyorkese? «Ciò che mi affascina della vita a NY è la varietà di cibi e culture che si riescono a trovare. Lavorare a NY è una grande soddisfazione e motivo di orgoglio. Saper di rappresentare le tradizioni, l’arte, la cultura sia del cibo che dei modi di vivere italiani è

Che tipo di pizza proponi? «Lo stile di pizza che mi contraddistingue di più è la pizza napoletana, sono un campano puro, la pizza napoletana è sulla mia carta d’identità, ho il profumo di basilico addosso e il caffè lo prendo a tutte le ore. Ma ho anche imparato altri tipi di pizza, dalla pizza in teglia alla pizza romana e quella in pala o la buonissima focaccia barese. Insomma, non mi dispiace imparare e proporre qualcosa di nuovo. La mia clientela è orientata sulla tradizione, quindi sulla pizza Napoletana con Pomodoro dell’Agro Nocerino DOP, mozzarella di bufala campana e olio extravergine puramente italiano, senza mai mettere da parte un impasto lievitato bene con le giuste ore». Le maggiori difficoltà che hai incontrato in questo percorso all’estero quali sono state? «Le maggiori difficoltà potrebbero essere la lingua e il saper adattarsi a diversi stili di vita. Per mia fortuna la lingua non è stato un grande ostacolo, ma ho trovato più difficile adattarmi al diverso stile di vita. Un esempio banale è andare al bar e prendere un semplice caffè e cornetto. Oppure, per esempio, non riuscivo a distinguere il giovedì dalla domenica (perché si lavora sempre e i negozi sono sempre aperti)». 1 7


classica

Pizza carciofi e tartufo In questo numero vi presentiamo una pizza tonda preparata dal tecnico Paolo Spadaro nel cui impasto è presente la farina Mora Agugiaro&Figna: questa farina si differenzia dalle convenzionali farine integrali per leggerezza e per il suo retrogusto pulito grazie all’assenza del primo strato di crusca, la parte più ricca di lignina responsabile del retrogusto amarognolo. Mora è calibrata per essere utilizzata in purezza nella lievitazione di tutti i lievitati da forno (pizza, pane, grandi lievitati di pasticceria) perché sostiene l’espansione in lievitazione favorendo una consistenza soffice.

aro by Paolo Spad

Ingredienti Impasto - 70% di Mora, farina integrale di grano tenero Agugiaro&Figna - 30% di pasta di riporto - Acqua - Lievito - Sale Ingredienti farcitura - Carciofi sottolio - Crema al tartufo con base di porcini - Fior di latte Procedimento

Miscelare la farina Mora integrale con acqua, lievito di birra, sale e pasta acida. Lasciar riposare l’impasto fino al raggiungimento del volume desiderato. Dividere l’impasto in piccole pagnotte e stenderle a mano. Condire con fior di latte, carciofi sott’olio e crema al tartufo con base di porcini. Infornare. 1 8

www.agugiarofigna.com


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Sara Palmieri

Giovanissima pizzaiola, uno dei volti femminili della kermesse “Una pizza per l’Estate 2018”, Sara Palmieri ha soli 22 anni e già fa parlare di sé nel mondo della pizza. Nata ad Agropoli, pizzaiola per passione, da 3 anni si dedica unicamente alla pizza senza glutine. «Sei anni fa ho scoperto di essere celiaca - racconta - e da lì è partita la mia battaglia e dopo tante prove e farina buttata sono arrivata ad un buon prodotto ed è diventato il mio lavoro». Sara ha respirato il “mestiere” in casa: già a 13 anni ha iniziato a dare una mano nella pizzeria di suo fratello e come dice lei stessa “sono cresciuta con la cultura della pizza”. Ha trascorso anche un anno in Francia, ma rientrata in Italia vuole crearsi un percorso autonomo, nella sua patria. «Mi piacerebbe fare qualcosa di bello anche qui, casa è sempre casa». Attualmente è lavorativamente ferma, per dedicarsi allo studio degli impasti. «Ho lavorato 7 anni nella pizzeria di mio fratello a Nusco, inizialmente come tutto fare e poi dedicandomi al senza glutine, poi ho deciso di fare nuove esperienze per vedere cosa offre il mondo e sono andata un anno a Parigi; mi avevano contattata per fare la prima pizzaiola in una nuova pizzeria dedicata al senza glutine e sono partita. A marzo sono stata anche a San Francisco a fare una serata di pizza napoletana senza glutine. Sono esperienze che servono, soprattutto alla mia età».

Pizza Fresca

Impasto di farina Farina FioreGlut Mulino Caputo Ingredienti • Stracciatella • Rucola selvatica • Polvere di menta • Alice marinata di Cetara • Limone di Sorrento • Olio Ravece • Fiori edibili Procedimento Stendere il disco di pasta, condirlo con un filo di olio e infornarlo. In uscita farcire con rucola selvatica, stracciatella, polvere di menta, alici marinate di Cetara, limone di Sorrento, olio Ravece e fiori edibli.

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Bene

a cura di Marianna Iodice

Un tocco di brio al tuo menu’ Scopri lo Spumante di Lambrusco rosato OTTOCENTOROSA fresco, fruttato e leggero, ideale anche con la pizza. Ottocentorosa è per chi tra di voi è audace; è per chi vuole proporre un abbinamento davvero speciale ai suoi clienti. Pizza e bollicine è l’idea vincente; una tonda classica ai frutti di mare, un trancio per un “aperipizza” gourmet: le idee sono innumerevoli per creare nel vostro locale un momento gustativo che farà la differenza per il tuo cliente quando, a fine giornata, sogna un momento speciale. Ottocentorosa è uno Spumante Rosé Extra Dry, che vuole sedurre. Ed è rosa, come le donne, rosa come il primo fiore dell’uva, rosa come la bellezza, rosa come il relax. Rosa come un bacio: un bacio di brioso perlage che stuzzica le papille gustative.

ABBINAMENTO Ideale come aperitivo e da tutto pasto. Si abbina con antipasti leggeri, piatti freddi, risotti, carni, bianche, pesce e crostacei. Si sposa perfettamente anche con pizze bianche, farcite con gamberetti, salmone, pesce o frutti di mare. 2 2

www.riuniteciv.com/

VITIGNI Lambrusco Grasparossa, Lambrusco di Sorbara NOTE DEGUSTATIVE Colore: rosa ciclamino con spuma chiara. Profumo: floreale di violetta e rosa canina intenso. Gusto: fresco e fruttato con sentori di ciliegia e mirtillo, con retrogusto leggermente citrino che ricorda il pompelmo rosa.

Pizza Atlantide INGREDIENTI • Mascarpone al gorgonzola • Salmone fresco marinato • Insalata iceberg • Sale fino Sulla base pizza infornata spalmare il mascarpone, il salmone marinato, l’insalata iceberg e il sale.


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TASTE THE FULL LIFE

La regina delle birre analcoliche ha un nuovo vestito

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in dagli anni ’60 un grandissimo numero di birrerie hanno affrontato la sfida della birra analcolica. Creare una birra analcolica che mantenesse lo stesso gusto inconfondibile mantenendo un basso apporto calorico e rispettando l’Editto della Purezza del 1516 sembrava una sfida impossibile, fin quando i Mastri Birrai di Clausthaler non lo resero possibile. Dopo giorni e mesi passati a studiare la corretta strategia, progettarono una nuova tecnica per fermare la fermentazione prima che si sviluppasse l’alcol. Questo procedimento passò alla storia con il nome di Fermentazione Controllata Clausthaler rendendo, di fatto, i Mastri Birrai dei Pionieri del mondo della birra. Com’è noto, tuttavia, i pionieri non sono soliti fermarsi alla prima conquista. La più grande sfida che dovettero affrontare, dopo la creazione della prima birra analcolica che non sembrasse una birra analcolica, fu convincere i tedeschi a provarla. Fu lì che arrivo il lampo di genio.

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Prendendo spunto da Ulisse e dal suo Cavallo di Troia, lanciarono sul mercato la Prinzen Bier una nuovissima birra, che in realtà non era altro che Clausthaler analcolica. Fu un successo talmente grande che quando il trucco fu rivelato, Clausthaler dimostrò a tutti di meritare il suo posto nell’olimpo delle birre tedesche. L’ultima grande sfida dei Mastri Birrai di Clausthaler fu quella di sfidare se stessi, e superarsi. Clausthaler Unfiltered è la prima birra analcolica non filtrata e luppolata a freddo con luppolo cascade, una birra che unisce la grande tradizione tedesca con l’innovazione dei luppoli americani. Il risultato è una birra dal gusto ricco e fragrante, con note dolci di malto e un retrogusto amaro luppolato, con un colore intenso e naturalmente torbido. Oggi Clausthaler si presenta con un nuovo packaging, in piena linea con lo spirito pioneristico dei suoi creatori, pronta per stupire ancora. www.qualitybeeracademy.it


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CRISPERS

la Patatina più Social che ci sia, da Condividere in tutti i sensi!

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ell’era di Facebook, Instagram & Co avere un profilo social è ormai diventato un must have per promuovere in modo efficace la propria attività, soprattutto per chi opera nel mondo della ristorazione. Queste piattaforme sono infatti delle vere e proprie vetrine dove è possibile dar visibilità al locale, sponsorizzare serate a tema e mostrare le specialità del menù, nonché presentare le ultime novità. Per farlo la scelta vincente è quella di mostrare contenuti food accattivanti che trasmettano emozioni e passione per

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il cibo. I clienti hanno così un assaggio “virtuale” di quel che troveranno nel piatto e possono partecipare attivamente lasciando commenti, postando e taggando con hashtag, come #foodporn, le foto di piatti stupefacenti. In pochi click si crea così una vera e propria onda social, un vero passaparola 2.0. McCain, per rispondere ai foodgrammer più affamati di novità, ha da poco lanciato le Crispers: rivoluzionarie patatine dalla forma a V che con il loro look trendy, sono il soggetto perfetto da postare sui social!


Grazie alla loro resa scenica valorizzano qualsiasi piatto, dal burger ricercato, alle ricette della tradizione, ma anche ai taglieri da condividere durante l’aperitivo. Le Crispers creano quell’effetto wow a cui i clienti non sapranno resistere: le portate non faranno tempo ad arrivare al tavolo che gli smartphone saranno già pronti per immortalare e condividere all’istante, una vera pubblicità indiretta. Il portale per “condividere” le nuove Crispers Conquistare i propri clienti-follower presentando la novità Crispers sui social non è mai stato così semplice! Da Aprile, grazie al portale McCain www.crisperspromo.com in pochi e semplici click ogni ristoratore può creare e personalizzare un promo-banner da caricare sui propri profili social. Promuovere le gustose ed invitanti Crispers, sponsorizzare il locale con immagini “croccanti” e frasi personalizzate aumenterà, non solo il traffico online, ma anche quello reale.

SCOPRI COME PROMUOVERE IN MODO CREATIVO LE NUOVE CRISPERS IN 3 SEMPLICI PASSAGGI

1 SCEGLI IL TUO STILE: seleziona uno scatto in-

vitante delle patate Crispers e abbinalo alla grafica che meglio rappresenta l’identità del tuo locale.

2 PERSONALIZZA: aggiungi delle frasi che catturino l’attenzione dei tuoi clienti, come uno slogan, un messaggio, un invito.

e CONDIVIDI: il tuo banner è pronto 3 SCARICA per essere condiviso su tutti i profili social e a ricevere infiniti like: i tuoi clienti non vedranno l’ora di assaggiare le tue nuove patatine #Crispylicious!

Per maggiori informazioni visitare il sito web di McCain dedicato ai ristoratori www.mccainfoodservice.it

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r e k o p cala il Quattro soluzioni per ristoranti e pizzerie

l piacere di una pizza al ristorante è un momento che non dovrebbe essere negato a nessuno, soprattutto a chi soffre di intolleranze alimentari o a chi ha esigenze nutrizionali specifiche. In particolare, con quasi 200.000 celiaci in Italia (198.427 secondo relazione annuale al Parlamento sulla celiachia del 2016), le nuove diagnosi in continuo aumento e l’altissimo numero di persone ancora ignare di essere intolleranti al glutine (si stima siano oltre 400.000), anche il mondo della ristorazione ha dovuto affrontare queste nuove esigenze e abbracciare questa importante fetta di mercato.

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Per questo motivo, la ristorazione fuori casa rappresenta la nuova “frontiera” nel campo del senza glutine, un confine che Dr. Schär, da oltre 35 anni leader europeo di questo mercato, ha deciso di varcare e conquistare istituendo nel 2009 la divisione Dr. Schär Foodservice, che risponde alle diverse esigenze dell’Horeca. E proprio per la preparazione della pizza, una delle regine della tavola italiana, Dr. Schär Foodservice ha studiato quattro prodotti specifici ed innovativi che permettono al ristoratore di offrire alla sua clientela


intollerante al glutine una gustosa pizza gluten free in totale sicurezza. Da sempre l’obbiettivo dell’azienda italiana, con sede a Postal in Aldo Adige, è quello di migliorare la vita delle persone con esigenze nutrizionali specifiche e consentire a tutti di sedersi a tavola senza preoccupazioni. E questo deve poter avvenire anche in tutti i ristoranti e pizzerie.

Primo risultato della ricerca e competenza di Dr. Schär è l’innovativo Impasto Pizza surgelato monoporzione, senza glutine e senza lattosio: accorcia i tempi di preparazione, diminuisce il consumo di farina da spolvero, è versatile e si adatta, oltre che per ottime pizze, anche a preparazioni sia salate, come crackers, focacce, sgonfiotti ma anche gnocchi e strozzapreti, che dolci, ad esempio buonissime pizze dessert da farcire a piacimento con ingredienti naturalmente privi di glutine. L’Impasto Pizza Schär si presenta come una pallina di pasta, con il grande vantaggio di essere surgelato e di poter così durare più a lungo nel freezer di ristoranti e pizzerie avendo una ‘shelf life’ di ben 14 mesi. La sua confezione singola permette inoltre di gestire al meglio le porzioni, qualunque sia il piatto che si vuole preparare. In abbinamento Dr. Schär Foodservice propone la Fa-

rina Stendipizza, una farina di riso, senza glutine e senza lattosio in comoda confezione da 5 kg, ideale come farina da spolvero per tutte le pizze ma perfetta anche per leggere impanature. La Base Pizza è invece la soluzione pratica e veloce per ogni pizzeria. La pasta della pizza è già stesa, ha un diametro di 27 cm, è surgelata e precotta e fornita con teglia anticontaminazione. La Base Pizza è senza glutine, senza frumento, senza lattosio e senza conservanti, subito pronta da condire ed infornare: è l’ideale per chi ha problemi di spazio in cucina e vuole una soluzione sicura e soprattutto veloce, da poter farcire e infornare al momento a seconda delle esigenze e delle richieste del cliente. Infine Food Service Mix, una farina universale ottima anche per le torte dolci e salate, il pane e molte altre preparazioni senza glutine, completa l’offerta per la ristorazione professionale. Insomma, davvero una scelta ampia per tutti i ristoratori e pizzerie d’Italia, che da oggi potranno allargare i propri orizzonti e ampliare la propria clientela offrendo a chiunque si sieda alla loro tavola pietanze gustose e sicure. Tutti i prodotti Dr. Schär Foodservice firmati Schär sono infatti privi di glutine, notificati al Ministero della Salute secondo il regolamento CE 41/2009 e il D.M. 111/92, studiati per azzerare il rischio di contaminazione e pensati per le esigenze di praticità, velocità e sicurezza della gastronomia professionale. Per maggiori informazioni http://www.drschaer-foodservice.com/it/ 2 9


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Lattine Sleek Special Edition “I Love You” by Naba

an Benedetto incontra il design e presenta la nuova edizione delle lattine “sleek” Special Edition, disegnate dagli studenti della prestigiosa NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Quest’anno il tema sviluppato è legato al claim della nuova campagna di comunicazione “San Benedetto, I Love You!” con tre nuove grafiche dal design affascinante, raffiguranti un abbraccio che trasmette emozione, tradizione e semplicità. Infatti, come per la celebre campagna che vede protagonista la bellis-

sima top model Cindy Crawford, viene scelta la donna come colonna portante del progetto grafico delle nuove lattine “sleek” Special Edition. Sono tre i gusti dal sapore rinfrescante ed autentico di Thè San Benedetto, rappresentati dai colori identificativi: rosa per la Pesca, giallo per il Limone e verde per il Thè Verde con Aloe Vera. Le tre nuove lattine da collezione hanno un design fresco e moderno, che contraddistingue San Benedetto e che strizza l’occhio a tutti i giovani d’Italia e del mondo, rendendo ancor più memorabile e desiderabile il prodotto per i consumatori. www.thesanbenedetto.it

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ilocalidel del cuore

firmati

L’ARTE DELLA PIZZA

Salvatore Vizzi, per gli amici Salvo, è un pizzaiolo che unisce il dono della bravura all’innata simpatia e loquacità: nella sua pizzeria L’Arte della Pizza, di fronte al mare di Licata (siamo in provincia di Agrigento) propone antipasti di mare e un menu pizze ricco: trenta pizze classiche e una serie di pizze con farciture gourmet, come la pizza con crema di zucca, la pizza con crema di asparagi, la pizza al tartufo. La sua pizza tonda classica un po’ croccante è apprezzatissima dai suoi clienti che possono contare sull’esperienza di un pizzaiolo che fa anche l’istruttore (presso Pizza News School). Come ci racconta lui stesso, l’arte bianca lo ha sempre affascinato e sin

Pizza Taormina

da piccolo è strato instradato verso questo mestiere. La pizzeria l’Arte della Pizza è stata aperta nel 2004 e in estate ospita 150 commensali. Oltre all’impasto classico è possibile scegliere anche impasto Rustico o con farina macinata a pietra. Tutti gli impasti maturano da 24 a 48 ore. «Uso Cirio Alta Cucina da sempre – spiega Salvo - in particolare Cuor di Pomodoro Cirio Alta Cucina per la mia pizza, perchè ha una resa ottima e un gusto fresco e delicato». Per i lettori di Pizza&core Salvo ci dà la sua ricetta della Pizza Taormina.

Cuor Di Pomodoro Cirio Alta Cucina è una polpa ricca e cremosa, generosa nella salsatura, unica per corposità e resa, gusto intenso e condibilità. Ideale per ricette che esaltano il sapore deciso del pomodoro, è particolarmente indicata per primi piatti a breve cottura, eccellente per pizze dall’aspetto invitante. www.cirioaltacucina.it

Base rossa con Cuor di Pomodoro Cirio Alta Cucina, mozzarella, spinaci spadellati, salame piccante, scamorza, olive, origano. Tutto in cottura. L’ARTE DELLA PIZZA - Via Principe di Napoli, 27 Licata (AG) 3 2


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locali

Una pizzeria davvero per tutti

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alla buona pizza alla ottima carne alla brace, a La Voglia Matta di Frugarlo il buon gusto è di casa. Lui è Eupremio Giuseppe Bianchini, (Beppe per gli amici) nato in Puglia (provincia di Taranto), ma ormai da quasi trent’anni trapiantato in quel del Piemonte, in provincia di Alessandria per la precisione, dove ha costruito la sua brillante carriera di pizzaiolo e operatore della ristorazione a tutto tondo. Il suo locale La Voglia Matta si propone con un format assolutamente vincente, anzitutto buona cucina, ma anche sala da ballo e spazio ludico per i più piccoli, un locale polifunzionale che attira e soddisfa un ampia e variegata

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clientela. A dar mano forte nella gestione la signora Maria Concetta Talò. «Ho sempre avuto la passione per la pizza - dichiara Bianchini - ho cominciato a mettere le mani in pasta da ragazzo, in verità come pasticcere, ma poi la sera per arrotondare davo una mano in pizzerie, giù al mio paese a San Giuseppe di San Marzano nel Tarantino. Dopo il diploma all’Istituto Alberghiero, qualche esperienza come docente e la gestione di un paio di locali, ho deciso di trasferirmi al Nord per mettere meglio al frutto quanto appreso e misurarmi un una nuova sfida». Da allora sono passati quasi trent’anni e possiamo


dire che la sfida è abbondantemente vinta, il locale la Voglia Matta è uno dei top della zona apprezzato per la qualità delle pizza. Nel frattempo Bianchini è diventato istruttore della NIP azienda che fa capo a Dovilio Nardi e ha partecipato a diversi eventi fra i quali l’evento da Guiness dei primati, la pizza più lunga del mondo che si è tenuto a Rho Milano in occasione dell’Expo 2015. «Sono assolutamente soddisfatto della mia carriera - dichiara Bianchini - rifarei ogni cosa con la stessa passione e lo stesso entusiasmo. Gestire un locale, far da mangiare, cogliere la soddisfazione dei propri

clienti è un esperienza gratificante. Non è un mestiere facile, chi si occupa di ristorazione, oltre a sapere di cibi e cucina deve essere organizzato e preciso, oltre che avere il locale sempre in ordine e pulito. Ma soprattutto deve sempre conservare quella capacità di relazione e la curiosità di apprendere cose nuove per stupire i propri clienti, gratificarli e quindi fidelizzarli». La Voglia Matta super attrezzata e frequentatissima è organizzata per soddisfare al meglio ogni genere di clientela. Un locale per tutti, soprattutto per i più piccoli dove negli ampi spazi di cui il locale dispone possono divertirsi nella aree ludiche (mentre i genitori mangiano una buona pizza tranquilli); per i più piccoli, inoltre, c’è un menu dedicato, dove spiccano pizze con la forma di simpatici animaletti, oltre alle classiche crocchette, hamburger, patatine e altre gioie per il loro piccolo ma già goloso palato. Alla Voglia Matta la proposta pizze è superlativa, dalle classiche alle speciali con annesso corredo di focaccine e calzoni. Fra le pizze segnaliamo la “Voglia Matta” con mozzarella, prosciutto crudo, pomodorini, rucola e scaglie di grano. Anche l’assortimento birre e beverage è ottimo, assicurato dalla Bevingros srl di Alessandria.

Ristorante - Pizzeria - Griglieria La Voglia Matta Strada Statale 35 Bis dei Giovi Frugarolo - ALESSANDRIA - Tel. 0131.296950 - www.lavogliamatta.net 3 5


locali

La pizza napoletana di Patrizio De Biase

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atrizio De Biase ha quarantadue anni ed è nato a Napoli. Aveva solo dieci anni quando ha iniziato a guardare e fare le prime pizze. Anche suo nonno era pizzaiolo e buon sangue non mente. Ha quindi, pur essendo un giovane uomo, tanta esperienza alle spalle, maturata anche con l’aiuto di due importanti “maestri di vita”: Giovanni Magno, che oggi ha quasi 80 anni e Luigi Capuano, oggi titolare della Pizzeria Capuonos a Milano. Come De Biase ci dice «Sono stati per prima cosa

maestri di valori e comportamento, poi insegnanti per il mio lavoro». Da oltre un decennio ha lavorato al Vomero, ma poi ha scelto di aprire “Mazz e Panell” a Marano di Napoli. Come lui ci dice al telefono «Ci 3 6


sono cose che fai da anni, le fai bene, ma non sempre le sai spiegare a dovere». In effetti la pizza prima che spiegata va gustata, punto e basta, perché mangiare alla fine è un fatto che appartiene ai sensi e solo assaporando la sua tipica pizza napoletana si può capirne la bontà. Oltre alla pizza napoletana, con cornicione alto “si ma non a canotto come si usa adesso”, il suo locale propone friggitoria tipica (frittate di pasta con provola affumicata, crocchi con un pizzico di pepe, arancini) e naturalmente primi piatti locali.

«Gli impasti poi sono quelli della tradizione partenopea più verace. Le pizze morbide e con cornicione lievemente pronunciato sono tutte farcite con prodotti di elevatissima qualità e materie prime di eccellenza. Per gli impasti uso da circa un anno e mezzo la farina Molino Iaquone; me ne hanno parlato bene e testandola mi sono convinto e adopero la Rossa». Per quanto riguarda la pizzeria come “luogo” l’ambiente è moderno e fresco: colori chiari, una grande sala interna e un dehor esterno, un ristorante pizzeria per ogni occasione, dalla cena a due alle feste più grandi. Mazz & Panell Trattoria e Pizzeria made in Naples Via Giordano Bruno, 7 - 80016 Marano di Napoli NA - Tel. 081 742 7932 - www.mazzepanell.net/ 3 7


ingredienti L’estate è piccante con La gamma Demetra, sintesi tra la tradizione gastronomica italiana e la cucina moderna ed innovativa, con oltre 500 innovative specialità ricettate destinate a tutti gli operatori della ristorazione moderna, si arricchisce con le spezie Wiberg. Un antipasto gustoso o un secondo leggero: che sia prima o dopo la pizza o la pasta, un piatto ai frutti di mare, crostacei e altri prodotti della pesca arricchisce sempre il menu di ogni ristorante pizzeria, soprattutto nella stagione estiva e immancabilmente nei locali delle città di mare. A questi piatti aggiungete il Pepe al limone WIBERG: è una scoperta su ogni portata di mare. Incredibilmente buono anche sulle pietanze crude. E se in menu avete anche una pizza gourmet ai frutti di mare o al salmone, per esempio, cospargete Pepe al limone WIBERG: sarà un tocco da chef che farà la differenza.

PEPE AL LIMONE Miscela aromatizzata Sapore: intenso di pepe e limone Uso: ideale per carne di manzo, selvaggina, piatti vegetariani, pesce e frutti di mare Caratteristiche del prodotto: ingredienti naturali, senza glutine, senza lattosio, vegani, senza aggiunta di allergeni ai sensi del regolamento UE 1169/2011, senza additivi con obbligo di indicazione.

Demetra è importatore esclusivo per l’Italia e la Francia di Wiberg 3 8

DEMETRA SRL - Via Roma, 751 - 23018 TALAMONA (Sondrio) ITALY Ph. +39 0342 674011 - Fax +39 0342 674030

demetrafood.it

wiberg.demetrafood.it


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ancora successo per

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bbiamo spesso un pensiero difensivo. Se non lavoriamo, se non facciamo… Una squadra sempre in difesa prima o poi subirà il goal. Invece dobbiamo avere un pensiero positivo: siamo in pizzeria e siamo lì per vendere, e dobbiamo vendere il miglior prodotto possibile». Questo è un esempio dei tanti suggerimenti che il Tecnico Italmill Tiziano Casillo ha dato alla platea di pizzaioli intervenuti alla demo del 17 aprile presso l’aula Ristoprof (l’aula di formazione e dimostrazioni pratiche ideata e realizzata dalla rivista Pizza&core). Consigli sulla gestione e sul saper ottimizzare il lavoro, oltre ai suggerimenti tecnici e alla dimostrazione pratica della preparazione della Scrocchiarella, sono stati i contenuti che le ottanta persone che hanno riempito l’aula hanno portato a casa come bagaglio di conoscenze. Scrocchiarella, come molti sanno, è il cavallo di battaglia di Italmill e si contraddistingue come

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prodotto leggero, croccante, buono, gustabile persino dopo diverso tempo dopo l’uscita dal forno; una versione d’eccellenza della pizza in pala che Italmill porta in tutto il mondo nelle svariate fiere di settore. Le farciture proposte sono sempre con pochi prodotti per far emergere il sapore della base e dare al pelato un equilibrio di sapori. Un esempio? Mozzarella e poca salsa con un pizzico di ‘nduja, oppure mortadella su base semplice o ancora mortadella, basilico e zucchine. Ma con l’impasto idratato di Scrocchiarella è possibile fare una pizza classica tonda morbida e digeribile, del pane da farcire, o dei grissini, tutti esempi dimostrati davanti agli occhi di Ristoprof. Ad aiutare Tiziano Casillo due ottimi pizzaioli che hanno dato il proprio contributo nella fase di preparazione dell’impasto: Fabrizio Iacovella e Marco Bovio. www.italmill.com


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Dopo il Cibus il prossimo appuntamento è Terra Madre Salone del Gusto

al XV° secolo Agugiaro&Figna Molini opera nel pieno rispetto dell’ambiente e della materia prima facendo propri i concetti di biodiversità, lentezza e sostenibilità nel processo di macinazione della farina. Un sistema produttivo certificato dai due centri di produzione sperimentale che ideano, verificano e provano la qualità e la bontà di ogni prodotto. Grazie a questa filosofia di lavoro, l’azienda è diventata sostenitrice ufficiale di Slow Food: i sostenitori ufficiali di Slow Food sono aziende che per la loro attività, storia e obiettivi futuri sono individuati da Slow Food Italia per condividere un percorso comune. «Muovendoci nel solco dei valori condivisi e di ciò che avvicina queste realtà al mondo Slow Food, insieme si affrontano alcuni temi strategici per il futuro del cibo, nell’ottica del diritto al buono, pulito, giusto e sano per tutti» spiega Daniele Buttignol, segretario generale di Slow Food Italia. «Le farine - raccontano Giorgio Agugiaro e Alberto Figna - contribuiscono a fare la differenza nelle preparazioni gastronomiche, così come le appropriate ma-

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cinazioni rendono le farine caratteristiche e differenti. Consapevoli che un prodotto di rispetto nasca in un ambiente di rispetto, ricerchiamo i migliori grani italiani ed esteri, ovunque essi siano e ci impegniamo per la sostenibilità del nostro fare. Come l’acqua e il sole fanno crescere il nostro grano così li utilizziamo come fonti della nostra energia». Pur essendo un ingrediente importante della nostra dieta, spesso c’è molta confusione sulla farina. Per questo Slow Food ha promosso, proprio insieme ad Agugiaro&Figna, un questionario (su https://slowfooditalia.typeform.com/to/ BDYctG) per capire quali sono le conoscenze dei consumatori sulla farina e quali informazioni vorrebbero trovare scritte sul packaging. Dopo la presenza al Cibus di Parma (in cui s’è tenuta anche la conferenza stampa “Dal chicco al pane quotidiano: idee e progetti di Slow Food Italia dedicati al grano tenero e al pane”) Agugiaro&Figna sarà partner della Fucina Pizza & Pane a Torino, un’area della manifestazione Terra Madre Salone del Gusto (20 - 24 settembre), interamente dedicata ai prodotti da forno. www.agugiarofigna.com


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“I° Trofeo Internazionale Ciak che Pizza”

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rriva sul palcoscenico delle gare di pizza un nuovo evento: “I° Trofeo Internazionale Ciak che pizza”: l’evento è organizzato da Fabio Sociani, Antonio Baldi, Marco Manzi con la collaborazione di Enrico Bianchini, speaker durante l’evento nonché curatore della comunicazione. La gara si terrà l’11 giugno a Roma e fra i concorrenti registrati si annoverano già tanti iscritti provenienti da diversi paesi esteri (Germania, Serbia, Romania, c’è persino un peruviano fra i concorrenti). Ovviamente tanti i registrati provenienti dalle varie regioni italiane. I gareggianti si affronteranno in diverse categorie di gara, con farine tradizionali, ma anche particolari od alternative come la

Moringa e Tibetana. Per infornare le pizze non mancheranno le pale di LILLY CODROIPO, sponsor dell’evento. Fra gli sponsor ricordiamo anche la presenza di Molino Iaquone. All’interno del format di gara principale è stato anche previsto un premio speciale chiamato “Lady Ciak che pizza 2018”, dedicato e riservato alle donne, alle pizzaiuole; saliranno sul podio in rosa le prime tre che avranno conseguito i migliori punteggi totali in almeno due categorie. Le competizioni si svolgeranno alla presenza di ospiti e personaggi del mondo del cinema, tv, giornalismo e campioni dello sport, con giurie miste di maestri pizzaioli e chef, integrati tuttavia opportunamente da giudici popolari. Il trofeo sarà preceduto da una due giorni di “pizza fest” con un ampio programma musicale ed artistico che terrà conto anche dei piccoli amanti della pizza. 4 3


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Torna “Elementi, i volti dell’impasto”

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opo il successo delle scorse edizioni, torna in Italia “Elementi, i volti dell’impasto”, il contest creato da Molino Vigevano per eleggere il miglior pizzaiolo professionista d’Italia. Con l’obiettivo di unire la cultura del prodotto e della materia prima di qualità al divertimento e alla professionalità, “Elementi” nasce non solo come una competizione, ma anche come momento di confronto e formazione sui fattori che fanno di una pizza una grande pizza. Farina, pomodoro, mozzarella e materie prime di ottima qualità, elementi fondamentali che concorrono alla creazione di un ottimo prodotto, saranno protagonisti delle sfide. Sotto la guida della presentatrice d’eccezione Tania Mauri, i concorrenti si sfideranno in due diverse prove: • Test sugli impasti crudi Per verificare la conoscenza e la sensibilità del pizzaiolo nei confronti di un impasto crudo, ai pizzaioli saranno presentati diversi impasti, dei quali dovranno riconoscere la forza della farina usata, le ore di lievitazione e l’idratazione. • Blind Taste I pizzaioli, bendati, dovranno riconoscere gli impasti che gli verranno serviti servendosi solo di gusto e olfatto. Oltre agli impasti, oggetto della gara saranno anche latticini e pomodori. “Elementi” percorre l’Italia con un tour da Napoli (23 maggio durante TUTTOPIZZA) a Milano passando per Roma: i pizzaioli vincitori delle singole tappe parteciperanno alla gara finale, che si terrà contestualmente alla tappa di Milano. Durante la finalissima, davanti ad una giuria formata da personaggi di spicco del mondo food e della pizza, i

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migliori pizzaioli si cimenteranno in un’ultima fondamentale prova: creare, stendere e cuocere perfettamente una pizza gourmet, utilizzando non solo ingredienti scelti da loro ma anche quelli selezionati dallo chef giudice di gara. Il contest è realizzato grazie al main sponsor Così Com’è, Joy Ful, Moretti Forni e Siggi Group; main partner Molino Vigevano. Ricordiamo che la prima tappa è stata vinta da Pasquale Stabile, Mario Verdicchio, Luciano Colangelo, Carmine Dionisi. Maggiori informazioni sulle prossime tappe sono disponibili su elementitour.com Molino Vigevano fa tappa al Tutto Pizza Al Salone Internazionale della Pizza l’azienda è stata presente con le sue farine professionali e un ricco programma di cooking show curati da maestri pizzaioli. Presente al Pad.1 Stand 2, il team ha organizzato una serie di cooking show dedicati all’impasto con due nuove farine lanciate a inizio 2018, la Moreschina Ricca e la Risciola, grazie a un ricco parterre de rois di maestri pizzaioli (fra cui Andrea Lepore, Fabiano Pansini, Andrea Cucciniello, Luigi Ricci, Pietro Fontana, Pasquale Stabile e Guido Palladino). Tutto Pizza è stata quindi l’occasione per testare la linea di farine per pizza di Molino Vigevano. Grazie ad un procedimento esclusivo brevettato che prevede l’estrazione a freddo e la macinazione a pietra, sono farine che conservano la vitalità ed i principi attivi del germe di grano. È stato anche possibile apprezzarne il risultato gustando le pizze, appena sfornate, che i maestri pizzaioli hanno preparato durante i 3 giorni dell’evento. www.molinovigevano.com


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Vince la pizza “Mordi la Puglia”

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a seconda edizione di OPEN PIZZA, challange organizzato dall’azienda pugliese Selezione Casillo, ha visto nella finalissima del 12 aprile, i dieci pizzaioli i quali, caricata la foto della propria ricetta online durante la fase “social” del contest, hanno ricevuto più like dal pubblico online. La sfida fra i concorrenti s’è tenuta in contemporanea degli Open di tennis “Città della Disfida” presso il Circolo Tennis Barletta. La giuria, assaggio dopo assaggio, ha decretato come “miglior pizza” in assoluto quella preparata da Giuseppe Riontino. La ricetta della pizza “Mordi la Puglia” è concepita con prodotti (dalla

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farina al topping) tutti locali. Come spiega lo stesso giovane pizzaiolo di Margherita di Savoia, l’impasto è stato fatto con Grano Arso Senatore Capelli e farina tipo zero. Come farcitura un equilibrio di sapori terra-mare: mozzarella di bufala del Parco del Gargano, riccio di mare del Gargano, cipolla rossa di Margherita di Savoia, pomodoro ciliegino, gambero viola di Gallipoli. La giuria era composta da: Paolo Sanguedolce (Responsabile R&D Selezione Casillo); Michele Aucelli (Pizzaiolo professionista e testimonial Selezione Casillo); Maria Vittoria Petrosillo (redazione Pizza&core); Enrico Bianchini (esperto settore pizzeria; Felice Sgarra (chef stellato).


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A Napoli tutto il meglio del mondo pizza

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uttopizza (21,22,23 maggio) s’è confermata fiera di livello, tutta dedicata e focalizzata sul mondo pizza. La Mostra d’Oltremare di è stata affollata da visitatori professionisti dell’arte bianca, accorsi per il ricco programma di eventi interni (come per esempio il primo corso per assaggiatori professionali di pizza) e per vistare le tante aziende di settore presenti con un proprio stand. La redazione di Pizza&core ha così potuto salutare vecchi e nuovi amici, fra pizzaioli e aziende. E parlando di aziende segnaliamo la presenza di Pernigotti che ha curato con Luciano Sorbillo delle demo sulla pizza dessert, Gi.Metal con le sue pale innovative, Mulino Caputo che con Marco Amoriello ha anche fatto dimostrazioni sul senza glutine

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usando FioreGlut, Lilly Codroipo con le sue pale dall’estetica accattivante, Cirio Alta Cucina con la sua linea di pomodoro per la ristorazione, Molino Vigevano con la tappa di Elementi Tour, Selezione Casillo con le sue farine, Molecola, la cola italiana, presso lo stand dei distributori Perrella, Izzo Forni, Marana Forni, Moretti Forni, Cantine Riunite con il frizzante Ottocento, Caffè Santa Cruz, Damarila, Molino Pizzutti, Molino Denti, Molino Magri con la linea Pizza Plus, la gamma di farine studiate per la pizza. Infine, ricordiamo che il “Ristorante Pizzeria S. Martino - La Vera Pizza Napoletana” in Portogallo ha vinto il terzo trofeo #TuttoPizza tenutosi durante l’omonimo evento.


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La Famiglia Ferrario sostiene il restauro del mulino e del forno dell’Abbazia di Santa Maria di Cerrate

L Photo: Renna e De Maddi (Archivio FAI)

a Famiglia Ferrario, proprietà dell’azienda Italmill SpA, arriva fino al Salento, sostenendo il restauro di una parte importante dell’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, affidata in concessione al FAI – Fondo Ambiente Italiano dal 2012. Nel Salento, terra vocata ai sapori semplici ma forti, si scopre, nell’Abbazia di Santa Maria di Cerrate del XII° secolo, tipica espressione del Romanico otrantino, anche la Stanza del Mulino e la Stanza del Forno. Dalla metà del XII° secolo, infatti, i monaci basiliani, riparatisi in Salento per sfuggire alle persecuzioni iconoclaste di Bisanzio, abitarono stabilmente Cerrate, dove, secondo le fonti, fondarono una biblioteca e uno scriptorium e l’abbazia da centro spirituale si trasformò in Abbazia agricola, con produzione di beni alimentari quali pane, olio e vino. Grazie al sostegno della Famiglia Ferrario, le due stanze, che riconducono alla tradizione molitoria dell’epoca, la Stanza del Mulino e la Stanza del Forno, il cui restauro si è appena concluso,

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vengono definitivamente restituite al pubblico, per raccontare la storia del pane del Salento. La Stanza del Mulino tornerà a vivere grazie all’intero restauro della grande macina, riposizionata nell’alloggio originale, mentre la Stanza del Forno verrà adibita a laboratorio per far sì che tutti possano familiarizzare con la farina e l’arte di fare il pane. L’amore per l’arte appartiene da sempre alla Famiglia Ferrario: «Siamo soci FAI dal 2000 e ci faceva piacere contribuire in modo concreto al recupero delle bellezze italiane. L’oggetto del restauro era assolutamente in linea con la nostra storia di azienda leader nelle farine, Italmill SpA». Le parole del Dott. Filippo Ferrario, figlio del Dott. Enrico Ferrario e Vice Presidente dell’azienda, esprimono in sintesi la motivazione di un nobile gesto che ha consentito di restituire al pubblico la fruibilità di un bene artistico di altissimo valore che comprende anche un pezzo di storia importante della tradizione molitoria e dell’arte della panificazione italiana.


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Da Frattamaggiore a Las Vegas, l’irresistibile ascesa di

Umberto Fornito

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ominciamo con il dire che non sono da tutti e non sono per tutti le imprese che ha compiuto Umberto Fornito nella sua storica carriera di pizzaiolo, sono tutte da incorniciare. La lista dei successi è lunghissima e corona l’impegno di una persona che ha fatto del lavoro e della passione per la pizza il suo credo assoluto. La sua ultima e forse più prestigiosa vittoria è in quel di Las Vegas, (durante International Pizza Expo dal 3 al 6 marzo 2018) un contest dove si esibiscono le eccellenze, un palcoscenico internazionale dove Umberto ha saputo ancora stupire con le sue creazioni e la sua riconosciuta abilità tecnica. Fornito appartiene al team italiano APN - Mulino Caputo e rappresenta uno dei pizzaioli della tradizione. Ma a Las Vegas ha vinto grazie alla capacità di innovare, dimostrando che anche la scuola napoletana guarda al futuro. La pizza vincitrice ha stuzzicato la giuria americana perché è una pizza con precottura. La base bianca è con farina americana 100% della Mulino Caputo, leader negli States proprio con questo prodotto, con ag-

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giunta di lievito madre. La pizza ha passato poi una seconda cottura veloce con la farcitura: pomodoro, fior di latte misto bufala, funghi, erba cipollina, tartufo nero e l’ingrediente obbligatorio della mistery box, cioè i “pepperoni”, e il salame piccante della tradizione americana. Insomma Umberto ha colpito ancora, tornando a casa con due assegni da 5.000 e 4.000 dollari. Una bella storia che viene da lontano Da Frattamaggiore nell’interland Napoletano fino a Las Vegas, la storia della famiglia Fornito viene da molto lontano, parliamo degli inizi del ‘900, quando il nonno di Umberto, si chiamava Giuseppe, iniziò ad impastare le prime pizze. Poi è la stata la volta di Pasquale che ha condotto la pizzeria fino a quando il nostro Umberto è subentrato. Il locale (ormai storico) di Frattamaggiore oggi vede sulla plancia di comando una nuova generazione di Fornito, il figlio di Umberto e soprattutto l’amato nipote Umbertino che portano avanti con la medesima passione e maestria l’antica e nobile arte della pizza napoletana.


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Nuove frontiere per la pizza Farine da oasi protette, pizza “crunch” e pizza gourmet farcita con prodotti tutti di mare

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a pizza ha avuto un ruolo importantissimo nell’evento Gourmandia, da un’idea di Davide Paolini, tenutasi dal 12 al 14 maggio all’ex Filanda di Santa Lucia di Piave. Ricerca e innovazione in cucina sono stati i fili conduttori di Gourmandia, che ha visto alternarsi molti nomi e molte idee in diversi show cooking e demo, come la dimostrazione a cura di Ferrarelle con Sasá Martucci della Pizzeria I Masanielli (CE) il quale ha mostrato preparazione e cottura di pizza con bufala, pomodori San Marzano dop e olio evo Koinè di Benedetta Cipriani (presidio Slow Food) oltre ad altri ingredienti speciali. Nel laboratorio: “Il veneto nel piatto: farine di oasi e prodotti tipici per la pizza Tonda Crunch”, Denis Lovatel della Pizzeria Da Ezio di Alano di Piave (BL) ha presentato la sua famosa “Tonda Crunch” preparata con farine ottenute da grani coltivati in “Oasi” protette e incontaminate e farcita con prodotti tipici veneti. Per una filiera di origine 100% italiana, tracciata e certifi-

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cata. Nell’ultima giornata di Gourmandia s’è tenuta la demo “La pizza in un gioco tra nord e sud, tra dolcezza e acidità”: Beniamino Bilali di Pummà a Milano ha preparato una pizza “che dialoga con due prodotti dall’identità forte e imprescindibilmente legati a un territorio”: la mortadella e i latticini di bufala. Non è solo una questione di provenienza, ma anche di caratteristiche organolettiche precise, che vedono dolcezza e acidità incontrarsi per esaltare il sapore della pizza in sé. Infine, nello show cooking “Oasi tra terra e laguna: pizza in teglino a 4 mani”, la raffinata cucina dello Chef Martino Scarpa dell’Osteria Ai Do Campanili di Cavallino-Treporti (VE) ha incontrato gli impasti del pizzaiolo Michael Sartor della Pizzeria Cavazuccherina di Jesolo, realizzati con farine biologiche per una degustazione di pizze gourmet che celebra i prodotti ittici della Laguna Veneta. Protagonisti assoluti il farro, i cereali integrali, i semi oleosi del girasole, del lino e del sesamo.


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MASCHIO BONAVENTURA

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Partecipa anche tu al contest internazionale #PizzAward e gli Oscar della Pizza

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orte del successo delle scorse edizioni che hanno sostenuto la candidatura Unesco dell’arte dei pizzaioli napoletani, MySocialRecipe conferma il format del contest internazionale e raddoppia con una serata speciale nel corso della quale verranno attribuiti gli Oscar della Pizza: «Il nostro obiettivo - ha spiegato Francesca Marino, biologa nutrizionista e ideatrice della manifestazione e del sito MySocialRecipe - è puntare i riflettori sul mondo della pizza, in continua e costante crescita qualitativa e quantitativa in Italia e all’estero. Lo facciamo in modo nuovo e originale, un mix di impegno nel web e gara davanti a una giuria. A dimostrazione della maturità di una categoria che ha fatto passi da gigante nell’ultimo decennio». La giuria è tutta nuova, presieduta da Anna Scafuri (giornalista Rai), e composta da Giorgio Calabrese (medico nutrizionista), Antonio Puzzi (antropologo dell’alimentazione), Patrizio Roversi (conduttore televisivo “Linea Verde”), Antonio Scuteri (responsabile di Repubblica Sapori) e Scott Wiener (foodblogger americano), coordinata da Tommaso Esposito (medico e giornalista enogastronomico) che valuterà le proposte in gara: #pizzAward2018 al vincitore del contest e le categorie Pizzaiolo Chef, Migliore Pizza dall’estero, Migliore Pizza Healthy e Migliore Pizza

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Senza Glutine. Il contest inizierà lunedì 7 maggio e terminerà martedì 7 agosto 2018, periodo in cui i maestri pizzaioli, da tutto il mondo, avranno la possibilità di registrare gratuitamente le loro creazioni originali sul sito MySocialRecipe.com. Tra i 10 finalisti selezionati in gara live sarà nominato il vincitore del #PizzAward 2018 che sarà annunciato durante il gran galà della “Notte degli Oscar della Pizza”, previsto per il prossimo 16 ottobre a Napoli. A una speciale commissione, Pizza Academy, costituita da un panel di esperti del settore, determinerà delle nomination e quindi un vincitore. Nella serata di premiazione, saranno assegnati, quindi, anche gli Oscar al Pizzaiolo Protagonista dell’Anno, alla Carriera, alla Pizza dagli Effetti Speciali, alla Migliore Pizza in Teglia e alla Pizza in Rosa, riconoscimenti anche per i non partecipanti alla competizione. Importanti, infine, anche le menzioni speciali attribuite dai main sponsor del contest: Molino Caputo, Ferrarelle, La Fiammante, Olitalia, Parmigiano Reggiano, Scugnizzo Napoletano, Sorì. Tra gli sponsor anche la Birra Baladin. Sponsor tecnici sono Event Planet Food, Gi.Metal e partner API (Associazione Pizzerie Italiane), la Scuola Dolce&Salato, Scuola di Pizzaiolo, Sicilian School of pizza, Unione Pizzerie Storiche Napoletane “Le Centenarie”. www.mysocialrecipe.com


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Un’estate in fermento

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nche l’estate è un periodo di grande fermento per l’azienda Mulino Caputo che non si ferma mai nel promuovere, in parallelo, tradizione e innovazione della pizza, attraverso eventi di varia natura. Come per esempio l’evento “Una pizza per l’estate” che in quest’edizione 2018 s’è tinto di rosa: a scegliere il menu dei mesi caldi, come in una sfilata di moda (in questo caso potremmo parlare di una sfilata di sapori), sono state donne che si sono dedicate con passione all’arte bianca: Marzia Buzzanca, ristoratrice de L’Aquila che, dopo il terremoto del 2009, si è reinventata pizzaiola e ha conquistato i tre spicchi del Gambero Rosso; Giorgia Caporuscio, da otto anni a New York; la giovane irpina Sara Palmieri che, dalla pizzeria di famiglia (Antica Osteria Nusco) è volata a Parigi, presso la catena Big

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Mamma, dove si è specializzata negli impasti gluten free; Teresa Iorio, già campionessa del mondo nel XIV° Trofeo Caputo e ancora Maria Carmela Scola, Isabella De Cham, Assunta Pacifico. Dopo questa passerella di donne che si son fatte strada nel mondo della ristorazione l’attenzione si sposta sull’atteso vincitore (o vincitrice) del Campionato mondiale del Pizzaiuolo - Trofeo Caputo: per scoprire chi sarà dovremo aspettare il 6 giugno. La gara sarà ancora una volta ospitata dal Napoli Pizza Village e durerà ben tre giorni (dal 4 al 6 giugno). In gara tante nazioni rappresentate dai vincitori delle varie tappe dell’itinerante Caputo Cup. Ricordiamo, infine, che il Napoli Pizza Villagge aprirà le “porte” sul lungomare Caracciolo, gremito con le sue cinquanta pizzeria allestite nei chioschi sotto il cielo di Napoli, il 1 giugno e si concluderà il 10.


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Obiettivo 1 milione di visitatori

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i svolgerà dal 1° al 10 giugno, sul lungomare di Napoli, l’ottava edizione del Napoli Pizza Village, l’evento dedicato al mondo della pizza organizzato da Oramata Grandi Eventi. La manifestazione ospiterà ancora una volta il Campionato Mondiale del Pizzaiuolo, che durerà tre giorni (4-5-6 giugno) per assegnare i nove titoli iridati in palio. Saranno 50 le pizzerie storiche che saranno presenti all’evento, il cui posizionamento è stato deciso con un’estrazione ufficiale al Pan (Palazzo delle Arti di Napoli). Questa del 2018 sarà un’edizione all’insegna della comunicazione e, soprattutto, all’insegna della comunicazione social: obiettivo dell’evento, per l’edizione 2018, di 1 milione di visitatori. La formula della manifestazione vede da un lato ampliare le giornate di celebrazione della pizza passando da nove a dieci - e dall’altra tornare alla tradizionale apertura esclusivamente serale a partire dalle 18.00. Confermata anche la partnership con la prima radio in Italia RTL 102.5 e, di conseguenza, la collaborazione per la pianificazione artistica con la realizzazione di un calendario di artisti di fama nazionale che si esibiranno sul palco nei dieci giorni per lasciare spazio, poi, con una formula particolare alla serata di giovedì sette quando allo stadio

San Paolo si svolgerà la serata celebrativa dedicata a Pino Daniele. Riproposte anche le giornate in collaborazione con Rossopomodoro con l’iniziativa NPV Pizza Class, i segreti della pizza napoletana cotta nei forni domestici svelati dai diversi Top Player della pizza nel mondo sotto la guida dei responsabili della nota catena di pizzerie mondiali. Continua anche NPV Kids, lo spazio ludico-didattico riservato ai bambini con animazione a tema e laboratorio in cui impastare ed infornare pizze in appositi forni. Due saranno gli appuntamenti invece dedicati alla promozione del settore, il primo affronterà la tematica economica del settore in vista dell’aumento dell’ IVA, il secondo invece sarà dedicato al mondo della pizza e realizzato in collaborazione con la Fondazione Univerde dell’ex Ministro delle Politiche Agricole, On. Alfonso Pecoraro Scanio.

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rubrica a cura del Direttore Giuseppe Rotolo

“Ristorazione e malavita: quando il piatto puzza di losco”

I

n questo numero della provocazione parliamo di qualcosa di cui non sempre è “comodo” parlare ma che, dati alla mano, è un fenomeno presente e pervasivo nel mondo della ristorazione italiana, un settore che, come purtroppo altri della nostra economia, è contaminato da situazioni e da “soggetti” che poco hanno a che fare con la legalità. Da uno studio presentato dal Centro Studi Italgrob (Federazione Italiana Distributori Horeca), leggiamo che il settore Horeca (Hotel Restaturant Cafe) il cosiddetto mercato dei consumi fuori casa, è il terzo comparto dell’economia per infiltrazioni malavitose, dopo gli storici settori dell’edilizia, (al primo posto) e della grande distribuzione organizzata. Un dato increscioso che viene confermato anche da un rapporto della Coldiretti secondo il quale in Italia le mafie gestiscono almeno 5mila ristoranti. La parola “almeno” sta a significare che i dati sono stimati al ribasso, fonti non ufficiali affermano che il fenomeno è molto più ampio e soprattutto in rapida espansione.

Tutti dentro Ristoranti, agriturismi, aziende agricole, bar, bed&breakfast, trattorie, osterie, purtroppo nessuno è escluso. Così come nessun territorio risulta immune, non solo le terre storicamente legate alla criminalità organizzata, ma anche Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e soprattutto Lazio raccontano quotidianamente di collusioni con il malaffare per un giro di affari di mi6 0

Fonte foto: Il giornale del cibo

liardi di euro. I dati più allarmanti si registrano nelle grandi città dove addirittura un ristorante ogni cinque (parliamo del 20%) sarebbe nelle mani di persone non proprio immacolate e con stretti rapporti con la malavita organizzata. Mentre sulle nuove aperture i numeri sono più drammatici, si parla di 2 locali ogni 5. La piaga è dovuta a un sistema malavitoso che impone ricatti ed estorsioni e che acquisisce locali, completando la sua filiera criminale. Con queste modalità purtroppo inquina il settore e distorce le dinamiche concorrenziali, producendo danni aggiuntivi, anche di natura reputazio-


nale per tutto il comparto che, è doveroso ribadirlo è fatto per la stragrande maggioranza di operatori perbene, che lavorano e faticano valorizzando la filiera agro-alimentare. La gestione dei locali da parte della malavita non avviene solo con la formula diretta, ovvero il delinquente che lo gestisce, sul mercato della ristorazione i meccanismi con i quali il malaffare agisce sono diversi, a volte molto sottili e complessi e si configurano in uno spettro molto ampio che va dallo strozzinaggio, a graduali infiltrazioni con mediazione occulta di qualche prestanome. L’unica trama comune è il riciclaggio del denaro accumulato con attività illegali. È ormai acclarato che le organizzazioni malavitose si servono di prestanomi più o meno credibili per acquistare le attività commerciali in difficoltà, poi il copione è il solito: ristrutturazioni, cambio di arredamenti, fatturazione di scontrini fasulli, ordini di merce fantasma: tutto serve a far ripulire il denaro sporco, giustificando cifre altrimenti ingiustificabili. Famoso (poi scoperto) è stato il caso di un caffè nella famosa via Veneto a Roma che era stato acquistato per 2,2 milioni di euro da un barbiere dell’Aspromonte con un reddito dichiarato di 15mila, un’incongruenza talmente evidente che ha indirizzato l’indagine della Guardia di Finanza che proprio seguendo la pista del bar in Via Veneto ha poi scoperchiato altri traffici illeciti per 200 milioni di euro Un cancro Sotto la patina patinata della ristorazione si nasconde quindi qualcosa di non raccontabile che è veramente difficile accettare, ma la realtà non lascia alcun dubbio. È inutile nascondersi dietro un dito, il fenomeno esiste ed è pervasivo, sinuoso e oltremodo pericoloso per un settore che dovrebbe brillare per ben altri motivi, considerando che il cibo, la gastronomia Italiana, la storia, le tradizioni e la cultura che contiene e le tante eccellenze che lo rappresentano viene apprezzato per altri valori. Se ne comincia a parlare Fortunatamente di questo increscioso fenomeno se ne

comincia a parlare e dibattere. Ad esempio l’ultimo rapporto di Agromafie ha fatto luce sui nuovi metodi della criminalità organizzata, sempre più attratta - e sempre più infiltrata - nella ristorazione e nella distribuzione. Al recente Festival del Giornalismo Alimentare, il tema è stato sviscerato in un panel dal titolo “Le mafie nella ristorazione e distribuzione”. Anche per la rivista il Gambero Rosso è un vero è proprio virus che sta avvelenando il terreno commerciale nei principali centri urbani e nelle località di maggior richiamo turistico. Hamburgerie, paninoteche, polpetterie, trattorie, raviolerie, pizzerie, friggitorie, botteghe del ramen, templi del sushi, cattedrali dell’alta cucina. L’offerta surclassa la domanda, alla faccia di qualsiasi logica di mercato. Da un recente convegno, sempre organizzato dal Gambero Rosso è emerso che se ne parla poco se non in sporadiche occasioni, anche Il giornalismo gastronomico, che è coinvolto in prima persona, lo rimuove addirittura dalla coscienza come una colpa da celare per non turbare l’equilibrio di un settore in ascesa (soltanto) apparente. Un settore dove salvo eccezioni, con acritica superficialità, si plaude ogni nuova apertura come se fosse sempre una lieta novella. Anche quando l’ombra della mafia è un sospetto incombente. E lo è, come abbiamo detto prima, almeno 2 volte ogni 5. FIPE, (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) pur affermando l’esistenza del fenomeno, puntualizza che complessivamente rappresenta una percentuale minima rispetto al totale dei Pubblici Esercizi italiani, che richiede grande attenzione, azione di prevenzione e di denuncia del malaffare, in collaborazione costante con l’encomiabile attività delle Forze dell’Ordine e della Magistratura. Allo stesso tempo auspica che venga ripreso e rafforzato il controllo del territorio, monitorato lo sviluppo delle imprese, individuando indici di allerta (socio effettivo, importo degli avviamenti pagati, corrispettivi incassati, concentrazione di attività) che evidenziano anomalie sulle quali intervenire, proteggendo i veri imprenditori del settore che devono poter svolgere il loro lavoro liberamente, senza ricatti o distorsioni e soprattutto senza subire una concorrenza sleale e impari. 6 1


Gourmet è l’evento B2B rivolto agli operatori professionali del mondo Ho.re.ca. Dopo il successo delle prime due edizioni, Gourmet replica nel 2018, dal 10 al 12 giugno. Grazie al format innovativo dell’Expoforum, Gourmet risponde alle esigenze di domanda e offerta e rappresenta un importante appuntamento che guarda al futuro del settore. Il cuore pulsante della manifestazione è il ricco calendario di eventi, come le finali europee del Bocuse d’Or e la Coppa del Mondo di Pasticceria www.gourmetforum.it

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Dal 20 al 24 settembre a Torino durante Terra Madre Salone del Gusto, Agugiaro&Figna sarà partner della Fucina Pizza & Pane, un’area interamente dedicata ai prodotti da forno. In questo spazio saranno realizzati 30 Laboratori del Gusto: si affronteranno temi come la diversità nei grani teneri, le caratteristiche dell’impasto e della lievitazione e l’interpretazione delle tradizioni nel pane e nelle pizze. Inoltre Agugiaro&Figna contribuirà, insieme a Esmach, alla realizzazione di un grande spazio, visibile al pubblico, per la produzione del pane. https://salonedelgusto.com


M.P.I. Movimento Pizzaioli Italiani ripropone ad ottobre un appuntamento che vanta ben 18 anni di edizioni: il Campionato di Pizza Piccante. Il 23 e 24 ottobre sarà ancora un a volta Scalea la città che ospiterà questa gara “storica” che celebra il peperoncino, tipico ingrediente calabrese, insieme alla pizza, piatto nazionale e popolare. A supportare l’evento l’Accademia Italiana del Peperoncino e come sponsor il brand Le5Stagioni. Le iscrizioni sono già aperte da aprile. Informazioni: 0985 81130 -info@movimentopizzaioliitaliani.it -www.movimentopizzaioliitaliani.it

Arriva la 6a edizione di Cosmofood, fiera dedicata al Food service, Beverage, Contract ed al mondo Professional Equipment in programma presso la Fiera di Vicenza da domenica 11 a mercoledì 14 Novembre. Cosmofood è la fiera di riferimento per l’intero mercato Ho.Re.Ca del Nord Est Italia e conterà su 500 espositori provenienti da tutto il territorio nazionale ed internazionale. Grazie alla collaborazione tra Italian Exhibition Group e Trenitalia è offerta agli espositori, buyer e visitatori la possibilità di acquistare biglietti ferroviari con degli interessanti sconti (incluse le Frecce). info@cosmofood.it - www.cosmofood.it

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n.93 MAG-GIU 2018

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