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Progetto e realizzazione grafica iM.coM. sas - ALBA (CN) - V. U. Sacco 4/B - Tel. 0173 290797 - www.im-com@libero.it - www.terraetradizione.com - Periodico anno VIII - Dicembre 2017 - diffusione gratuita

Anno VIII - Dicembre 2017 - Free PressÂ

2T Periodico di Alba - Asti e Provincia

Speciale Natale: mercatini e presepi illuminano il territorio

Territorio: Alba diventa CittĂ Creative Unesco

Il personaggio: Tomaso Zanoletti, una vita per la politica del pratico

Territorio: Acqua e agricoltura riflessioni e proposte


�oduziooe Artiiiiiile

GLI INGREDIENTI FANNO LA DIFFERENZA Abbiamo scelto per voi i migliori ingredienti della gastronomia italiana e reinterpretato le ricette ”classiche” ripresentandole in chiave moderna, fresca e sbarazzina.

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CREDITS

Periodico a diffusione gratuita. Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 6/2010. La redazione non si assume responsabilità per variazioni di date, orari e luoghi delle manifestazioni, e ringrazia tutte le Amministrazioni Comunali per la gentile collaborazione. È vietata la riproduzione anche parziale di impaginazione e grafica. Sede legale, Redazione, Pubblicità, Direzione, Progetto grafico, Pubbliche relazioni, Art Director, Proprietà artistica riservata:

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EDITORIALI 2018: che anno sarà o come lo vorremmo? Ma qual è il vero spirito del Natale? Direttore responsabile: Livio Oggero Testi: Livio Oggero, Gianfranco Iovino, Laura Icardi, Cesare Torta, Daniela Prevignano, Lucio Rinetti, Ufficio Stampa Gaia Spa, Diego De Finis.

Foto: redazione Terra & Tradizione, Pixabay, Freepik, Pexels, Unsplash, Antonio Buccolo, Bruno Murialdo, Clic Foto, Severino Marcato, Enrico Necade, Maurizio Milanesio, Exploria, Comune di Alba, Comune di Dogliani, Gisella Divino, Confagricoltura Cuneo, Langhe.it, Marco Roagna, il turista.info, Ass. Cult. Generazione, Manufatti Sant’Antonio, Dino Remondino, MagdaClan Gli articoli pubblicati esprimono il pensiero dell’autore e non necessariamente quello dell’editore Distribuzione Gratuita “TerraeTradizione Rivista”

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RUBRICHE Gli scansafatiche (A cura di Cesare Torta) Ecoforum 2017 di Legambiente (A cura di GAIA S.p.a. Asti) La certificazione dei contratti (A cura di Daniela Prevignano) Cos’è e come funziona la Legge Salva-suicidi (A cura dell’Avv. Lucio Rinetti) Passione di libri (A cura di Gianfranco Iovino) L’Oro Giallo delle Langhe (A cura della Dott.ssa Laura Icardi)

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PERSONAGGIO Tomaso Zanoletti: la Politica è praticità

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TERRITORIO E TRADIZIONE Montagna: neve, sci e divertimento Agricoltura: il 2017 non soddisfa tutti i settori Alba diventa Città Creative Unesco Piano Ato: l’acqua diventa un problema? Eventi Natalizi nel territori Presepi e Mercatini: Alba e Asti si colorano

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editoriale

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2018: che anno sarà o come lo vorremmo? L’Editore S. Fiora

L’anno che verrà sarà positivo o no? Dipende anche da tutti noi “Buon Natale e Buon Anno!”: parole di rito o parole vere, di reale positività? A fine anno si fa il punto della situazione, un bilancio su come sono andate le cose e sugli obiettivi da raggiungere per l’anno che verrà. Se il 2018 sarà come il 2017, non lamentiamoci: la rivista Terra & Tradizione arriva alla fine dell’anno con il sorriso. Questo grazie al lavoro costante della redazione e di una programmazione che ha sempre cercato di valorizzare il territorio. E l’abbiamo fatto grazie alla voce di diversi personaggi che per le nostre colline hanno fatto, o stanno facendo, tanto, nei diversi settori lavorativi. Abbiamo conosciuto la solarità di Bianca Vetrino, donna che ha saputo unire la sensibilità femminile alla politica. La visione della realtà del regista albese Emanuele Caruso; il grande lavoro per il vino, le grandi strutture e l’immagine, svolto da Giacomo Oddero. La musica apprezzata a livello mondiale del talentuoso cantautore astigiano Paolo Conte, e, su questo numero, apprezziamo la politica pratica e l’unità d’intenti dell’ex Senatore Tomaso Zanoletti.

Cinque personaggi scelti per la loro attitudine, dimostrata durante la loro vita, a portare sulla mano, senza interesse personale, le eccellenze del nostro territorio. E loro stessi sono il frutto di una terra affamata di qualità, capace così tanto di entrare nelle menti e nel cuore di uomini e donne che ne sono poi diventati personaggi-ambasciatori. Leggere le risposte alle domande fatte dal nostro direttore di redazione, è stato come rivivere i momenti salienti della loro vita, a partire da quella giovane età in cui si cullano le passioni che diventano poi lavoro. Tra le righe, cari lettori, avete letto la loro passione per Alba, Asti ed i loro Comuni che animano colline di storia. Oltre a questo abbiamo cercato di trasmettere le eccellenze nelle pagine dei nostri speciali: dal “Pan d’Langa” al vino, dalla musica ai grandi eventi. Tutto passa tra i vigneti, tra le torri dei nostri paesi, tra la tradizione e tra le attività professionali. E proprio a queste mi rivolgo nel saluto finale, dicendo grazie per aver creduto in noi, e per aver permesso che le nostre pagine in qualche modo, vi raccontassero!

L’Editore S. F.

...E che dire, un'altro anno di continui successi è trascorso, questo ci è stato possibile, soltanto Grazie a Tutti Voi !!! Grazie ai nostri lettori, grazie ai collaboratori, grazie a tutti quelli che ci seguono inviando lettere, mail e foto, ma soprattutto un grande , enorme grazie, va a tutti i nostri SPONSORS che ormai da anni, utilizzano la nostra rivista per raggiungere i loro obiettivi di comunicazione, e la nostra azienda per tutto il materiale stampato. 2T Periodico di Alba - Asti e Provincia

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E' col cuore, che lo staff della iM.coM. di Alba, Augura sentitamente Buone Feste !!!


editoriale

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Ma qual è il vero Spirito del Natale? Il direttore Livio Oggero

Da qualsiasi punto di vista si guardi, questa Festività attira tutti “E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi una mano. E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro. E’ Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società. E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale. E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri”. Ho voluto iniziare il mio ultimo editoriale dell’anno con una poesia di Madre Teresa di Calcutta dedicata al Natale. Queste brevi frasi sono ricche della filosofia di vita di questa grande donna che ha lasciato un segno indelebile nel mondo, in una terra, quella indiana, dove la povertà della maggior parte della popolazione è da sempre una piaga sociale da sanare. Voglio partire da qui per riflettere sul vero senso dello Spirito del Natale. Per voi quando è Natale? Come vivete e come vi avvicinate a questa grande Festività. Sì, perché il Natale è una Grande Festa per tutti: i credenti, che lo vivono in modo forse più spirituale e profondo, gli atei, che, seppur se ne dica, vengono inebriati dalla Festa, anche se la vivono magari in modo più materialistico. Senza cadere in discorsi teologici, possiamo dire che il Natale viene vissuto in modi diversi. Allora vuol dire che ognuno di noi plasma lo Spirito del Natale a proprio piacimento? Questo no, perché la diversità dalla quale partiamo per vivere il Natale deve avere sempre la stessa base.

Ed è proprio questa che dobbiamo scoprire, o meglio che dobbiamo capire, perché c’è, ed ha un nome ben preciso. Si chiama Amore. Una parola sulla quale sono stati riempiti migliaia di libri da quando l’uomo ha iniziato a scrivere, ed un sentimento che ha scaldato i cuori ancora prima che fosse inventata la scrittura. Senza addentrarci troppo nel significato dell’Amore, dobbiamo restare concentrati sullo Spirito del Natale che si alimenta di questo Amore. Ma come si manifesta? Semplice, in mille modi, e tutti magari giusti, in base all’approccio che abbiamo verso la grande Festività. Il vero Amore sta sicuramente nel non giudicare gli altri ma nel sentirsi partecipi anche dei loro modi di vivere il Natale, sempre secondo una visione di Amore, quell’Amore che Madre Teresa di Calcutta ha sempre donato al prossimo, e che si ritrova nella sua poesia. Non importa come viviamo il Natale: se è “zuppo” di Amore ne abbiamo capito il senso. Ed il Natale prosegue tutto l’anno perché il suo Spirito è sempre vivo e vegeto, o meglio dovrebbe esserlo nei nostri cuori che, a Natale, fanno il “pieno d’Amore”. E quindi, per concludere, non importa se vediamo gente pregare di più, o persone affannarsi per i regali, o preparare la cena della Vigilia o il pranzo di Natale a casa, o prenotare al ristorante. Questi sono solo modi di fare della vita quotidiana: l’importante è fare tutto con Amore, per rendere felici prima gli altri e poi se stessi. Buon Natale, con Amore! Il direttore Livio Oggero

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rubrica

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Gli scansafatiche A cura del sociologo Cesare Torta

Tutto sembra programmato per ridurre la fatica, ma non sempre è un bene Una delle tendenze che caratterizzano sicuramente il nostro tempo è la progressiva riduzione della fatica nelle nostre azioni quotidiane. Dalle macchine sempre più sofisticate che ci hanno liberato da molte fatiche fisiche (elettrodomestici, macchine automatiche nei luoghi di lavoro) agli strumenti informatici che pensano per conto nostro e trovano soluzioni a tutte le nostre esigenze. Tutto per ridurre, fino quasi ad annullare, ogni sforzo e ogni fatica. Dovrebbe restare solo più il tempo libero, il divertimento, in una parola, la felicità. Tutti sappiamo che non è così. Sia perché tutti questi “elimina fatica” hanno un costo e non tutti se lo possono permettere, sia perché i cambiamenti radicali nei comportamenti delle persone hanno portato anche effetti collaterali negativi, anche gravi, proprio come quelli citati in tutti i “bugiardini” dei medicinali. Intanto la riduzione della fatica ha comportato spesso anche la svalutazione dei risultati ottenuti. Se non mi costa nulla ottenere quello che desidero significa che posso e debbo desiderare sempre qualcosa in più. Risultato: insoddisfazione cronica e incapacità di lottare per mancanza di allenamento. Pare proprio che ci sia una grande differenza tra guadagnarsi il raggiungimento di un traguardo con le proprie forze e la propria fatica e ottenerlo in regalo da qualcun altro (genitore compiacente o strumento automatico). Se il premio è lo stesso la differenza non può che essere attribuita al modo con cui lo si è ottenuto e cioè alla presenza o meno della fatica. La fatica è quindi l’unità di misura della soddisfazione e della realizzazione delle persone. Prendiamo ad esempio quello che accade nell’ambiente della politica. Che cosa pensate sia più faticoso tra la militanza attiva in un partito o in una organizzazione sindacale occupando via via posizioni di responsabilità e di esperienza diversa e il lancio sul mercato di un giovanotto con la lingua sciolta, la bella presenza e un pacchetto di slogan abilmente

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confezionati dagli esperti di marketing del suo movimento? Che dire delle relazioni di amicizia e d’affetto che ognuno di noi coltiva nel quotidiano? Mantenere le relazioni con amici e parenti è una componente essenziale della nostra vita sociale e ha sempre comportato una certa fatica. Essere disponibili quando qualcuno chiede aiuto o semplicemente di essere ascoltato, invitare qualcuno a pranzo, accettare quello che si decide in gruppo anche se non è la nostra massima preferenza, insomma, rinunciare a qualcosa di sé per donare agli altri. Tutto questo costa sacrificio ma di solito dà anche molta soddisfazione. Oggi, grazie agli smartphone, è possibile mantenere un maggior numero di contatti eliminando molte incombenze di ordine fisico come spostamenti e viaggi: è sufficiente mandare un messaggio allegando una foto (gatti e cibo van sempre bene). Se scrivere due righe è ritenuto troppo impegnativo si può sempre cercare una faccetta che ride o altra immagine tra i milioni disponibili in rete, per tutti i gusti e le esigenze. Molto più comodo ma anche molto più squallido a giudicare dai comportamenti di molto giovani e meno giovani che per vecchia abitudine si ritrovano in un locale per stare insieme e si ritrovano isolati ognuno a smanettare sul suo dispositivo senza guardarsi in faccia. Quando nei rapporti sociali a prevalere è l’egoismo anche un invito ricevuto o un dono possono disturbare e mettere in imbarazzo. La ragione è molto semplice: scatta il timore di dover ricambiare e questo è vissuto come un peso e non come un piacere. C’è una sola categoria di persone che non chiede mai nulla in cambio e non si aspetta nulla da noi. Si tratta dei nostri cari defunti. Alcune eccessive attenzioni postume sembrano confermare quel che si dice e cioè che il rimorso sia più difficile da sopportare della gratitudine. Cesare Torta


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L’Astigiano protagonista

Il tavolo dei relatori all’Ecoforum Piemonte (Torino, 22-11-2017)

all’Ecoforum 2017 di Legambiente In occasione dell’Ecoforum Piemonte “L’economia circolare dei rifiuti” organizzato da Legambiente il 22 novembre a Torino, con il patrocinio della Regione Piemonte, Consiglio Regionale del Piemonte Città Metropolitana di Torino e Comune di Torino, GAIA è stata invitata a raccontare la propria esperienza e il sistema integrato dei rifiuti attivo in Provincia di Asti. La sezione Piemonte e Valle d’Aosta dell’Associazione ambientalista nata nel 1980 - forte del successo dell’esperienza a livello nazionale del Forum Rifiuti, che negli ultimi tre anni è stato l’evento di riferimento sulla gestione sostenibile dei rifiuti in Italia - ha deciso di puntare l’attenzione sull’economia circolare e mostrare attraverso gli interventi e le testimonianze dei principali operatori del settore, come i rifiuti possano costituire una risorsa anziché un problema. In particolare si è voluto riflettere sulle criticità della gestione in Piemonte e alle soluzioni per minimizzare lo smaltimento in discarica, massimizzando il recupero e la rigenerazione della materia. Per il Presidente di GAIA ing. Luigi Visconti “aver partecipato da protagonisti all’Ecoforum è stato un onore ma allo stesso tempo anche logico, se penso al cammino degli ultimi anni. Si può essere ambientalisti e contemporaneamente far crescere l’industria, si può fare economia preservando le bellezze UNESCO del nostro territorio. A conclusione dell’Ecoforum possiamo dire di avere uno sguardo più positivo verso il futuro perché il confronto tra movimenti ambientalisti, istituzioni e operatori del settore rifiuti porta a condividere le strategie. Gli obiettivi si raggiungono attraverso l’azione congiunta di tutti gli attori, mantenendo in equilibrio gli aspetti economici, ambientali e sociali”. GAIA da quasi 20 anni si occupa del trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani prodotti dai 115 Comuni Soci della provincia di Asti. Nel 2017 GAIA è stata premiata quale eccellenza piemontese e nazionale ed è il simbolo della rinascita astigiana in campo ambientale. Dopo un momento difficile con la chiusura in emergenza della discarica di Vallemanina, in provincia di Asti si ha avuto la forza di cambiare paradigma, persone, strategia ed intravedere nella tutela dell’Ambiente un interesse dai risvolti anche economici. Dopo 10 anni di costosa esportazione, dopo che GAIA ha costruito e attivato gli impianti nel 2003, il numero di dipendenti è quasi raddoppiato, arrivando ai 133 di oggi, le attività si sono moltiplicate, il fatturato annuo è incrementato attestandosi sui 18 Milioni di Euro, il quantitativo di rifiuti lavorati è aumentato grazie al conferimento di altri soggetti in ambito piemontese (tra

cui le province di Torino, VCO, Alessandria e Cuneo) e ligure. Tutto ciò ha dato modo di verificare sul campo come l’economia circolare non sia solo una definizione, ma è un modo di tutelare il territorio ereditato dai nostri padri, fare economia nel presente e investire nel futuro. Ne sono un esempio il compost, derivato dalla trasformazione dei rifiuti organici che aiuta a dare fertilità ai terreni agricoli, la carta da macero che integra la cellulosa vergine nelle cartiere per fare nuova carta e cartone, la plastica che deriva dal petrolio per cui recuperarla è come aver trovato un giacimento senza controindicazioni ambientali. Sono intervenuti all’Ecoforum anche l’Assessore Regionale all’ambiente Alberto Valmaggia, la responsabile nazionale dei Comuni Ricicloni Laura Brambilla, il presidente della Commissione Ambiente del Comune di Torino Federico Mensio, il presidente di Legambiente Piemonte, Fabio Dovana e molte altre autorevoli voci della galassia “gestione dei rifiuti”. Nel dossier in Piemonte risultano 13 Comuni Rifiuti Free che, oltre ad aver raggiunto il 65% di RD, producono meno di 75 kg pro capite l’anno di rifiuti indifferenziati. Ma a preoccupare l’associazione ambientalista è l’esigua percentuale di Comuni che superano il 65% di raccolta differenziata previsto per legge: appena 242 su 1202, poco più del 20% del totale. Occorre poi fare attenzione perché ci sono Comuni che stanno peggiorando le performance di differenziata: Torino, che dal 2010 al 2016 non si è mossa dal 42%, Alessandria che addirittura ha perso Compost ritirato dagli agricoltori all’impianto di GAIA 4 punti percentuali, passando da un 48% di raccolta differenziata nel 2010 al 44% del 2016. I 13 Comuni Rifiuti Free del Piemonte sono: Barone Canavese (To), Pecetto di Valenza (Al), Vignone (Vb), Castelletto Monferrato (Al), Baldissero Torinese (To), Vogogna (Vb), Poirino (To), Quassolo (To), Riva presso Chieri (To), Quincinetto (To), Montaldo Torinese (To), Pavarolo (To), Azzano d’Asti (At).

G.A.I.A. spa via Brofferio 48 - 14100 Asti Tel. 0141 35.54.08 - Fax 0141 35.38.49 info@gaia.at.it - info@legal.gaia.at.it

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A cura dell’Ufficio Comunicazione di GAIA Spa – Asti


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La certificazione dei contratti Daniela Prevignano

Il sigillo dei rapporti di lavoro La certificazione dei contratti è una procedura volontaria introdotta dal D. Lgs. 276/2003 che definisce l’esatta natura del rapporto di lavoro, orientandosi verso la determinazione della genuinità della loro qualificazione, perseguendo l’obiettivo della riduzione dei contenziosi in merito. Attraverso tale procedimento le parti, Datore di lavoro e Prestatore, si impegnano volontariamente e reciprocamente, per tutelarsi, nel rispetto della normativa giuslavoristica, fiscale, retributiva, previdenziale ed assistenziale e risulta estesa a tutte le fattispecie di rapporto ove sia dedotta, direttamente od indirettamente, una prestazione di lavoro. La qualificazione produce i suoi effetti nei confronti delle parti e di tutti i terzi interessati (INPS, INAIL, Amministrazione finanziaria e Ministero del Lavoro) resistendo altresì alle contestazioni degli organi di vigilanza e conserva efficacia fino a sentenza del Tribunale, rappresentando uno strumento sostanzialmente deflativo delle controversie. La richiesta va indirizzata alle commissioni istituite presso gli organi di certificazione di competenza nel territorio ove sia impiegato il lavoratore, nello specifico presso le commissioni degli Enti Bilaterali o della Direzione Provinciale del Lavoro o presso gli Ordini Provinciali dei Consulenti del lavoro. La commissione di certificazione ha anche la funzione

di consulenza e assistenza alle parti che può essere svolta sia in fase di stipulazione del contratto sia durante lo svolgimento del rapporto, e può riguardare qualsiasi aspetto del contratto e, in particolare, la disponibilità dei diritti e la puntuale qualificazione dei contratti di lavoro. La commissione valuta l’accordo raggiunto dalle parti con il fine ultimo di verificare che lo stesso sia conforme alla legge e al contratto collettivo applicato. L’effetto della certificazione consiste nella temporanea inefficacia di qualsiasi atto che presupponga una qualificazione del contratto diversa da quella certificata. Qualora il rapporto di lavoro, nel suo concreto svolgimento, si discosti dal programma negoziale, la “qualificazione certificata” potrebbe comunque essere contestata: le parti o i terzi interessati devono proporre in primo luogo il tentativo di conciliazione presso la medesima commissione di certificazione e successivamente possono proporre ricorso giudiziario per rivendicare la corretta qualificazione del contratto, con ogni sua conseguenza. Ci auguriamo che questa soluzione possa garantire la salvaguardia sia dei Datori di Lavoro, molto spesso messi a dura prova, sia quella dei Prestatori, che risulterebbero più tutelati. Uno strumento per “dare a Cesare quel che è di Cesare”.

di Un augurio speciale i i lettori tt tu a te s e F e n o u B questi anni in e h c ro lo o c i tt tu ea ostro hanno condiviso il n ale percorso profession Consulente del lavoro Daniela Prevignano Studio in Asti - C.so alla Vittoria, 48 - Tel. 0141 33444 - 0141 530253 daniela.prevignano@gmail.com 88

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A cura della Consulente del lavoro


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La composizione della crisi da sovraindebitamento Cos’è e come funziona la legge Salva-suicidi Dopo un travagliato corso parlamentare è entrata all’ interno del panorama legislativo Italiano la legge n. 3 del 2012 (anche nota come “Legge salva-suicidi”), che introduce nel nostro sistema giuridico una procedura di esdebitazione destinata a tutti quei soggetti che non riescono più a far fronte ai propri debiti. In sostanza, l’Obiettivo perseguito dal Legislatore è quello di offrire una seconda chance a tutti quei soggetti persone fisiche, famiglie, piccole imprese, che - anche in dipendenza dell’attuale crisi economica - si trovano colpite da un indebitamento eccessivo rispetto alle loro capacità patrimoniali o reddituali consentendo, a determinate condizioni, di gestire situazioni debitorie prima impossibili da governare arrivando in ultima istanza alla cancellazione dei debiti. Ricorrere a tale prassi significa rivolgersi in primis ad un Avvocato il quale, con l’ausilio dei nuovi Organismi di composizione della crisi (O.C.C.), possa aiutare il debitore a mettere la parola fine ad una situazione apparentemente irreversibile. Soggetti legittimati I soggetti che possono accedere alla procedura sono i debitori a cui non si applica la legge fallimentare e nello specifico: • Consumatori, se estranei all’attività imprenditoriale o professionale; • Imprenditori commerciali sotto soglia o che hanno cessato l’attività da più di 1 anno; • Enti privati non commerciali: • Imprenditori agricoli (art. 7 L. 3/2012);  • Start up innovative.   Requisiti Per accedere alle procedure previste dalla l. n. 3/2012 il debitore deve trovarsi in stato di sovraindebitamento che, ai sensi dell’art. 6, comma 2, s’intende: • la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte dal debitore ed il suo patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni; • ovvero la definitiva incapacità ad adempierle regolarmente.

istanza al Presidente del Tribunale per la nomina di un Professionista abilitato (il cui nominativo è scelto all’ interno degli Organismi di composizione della crisi) che, prestando la sua opera in maniera imparziale e altamente professionale, una volta esaminata la domanda, esprimerà la propria valutazione circa la fattibilità della proposta . La proposta di accordo Sia la proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti, sia il piano del consumatore, non comportano necessariamente la liquidazione dell’intero patrimonio del soggetto in quanto la procedura prevede che a determinate condizioni, il debitore possa essere ammesso a pagare i propri debiti anche in misura non integrale e con rateazioni. Il procedimento davanti al giudice Una volta redatto il piano, il quale conterrà altresì un giudizio di merito ovverosia una dichiarazione da parte dell’ O.C.C. che il consumatore / debitore ha assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere, questo dovrà essere depositato in Tribunale. Il Giudice, se ritiene che la proposta di accordo soddisfi i requisiti di legge e, in particolare, sia idonea ad accontentare i creditori (c.d. fattibilità espressa), procederà con l’omologazione, il cui effetto principale è quello di bloccare le eventuali azioni esecutive in essere volte al recupero del singolo credito. A chi rivolgersi Nel procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento è necessaria l’assistenza tecnica di un Avvocato in quanto la procedura si svolge davanti ad un Tribunale e può presentare fasi eventualmente contenziose.

Come si svolge Per accedere alla procedura è necessario che il debitore/consumatore per mezzo di un Avvocato, presenti

Avv. Lucio Rinetti P.zza Medici, 16 - Asti - Tel. 0141 1706740 studio@avvocatorinetti.com - www.avvocatorinetti.com 9

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A cura dell’Avvocato Lucio Rinetti


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Passione di libri: a cura di: Gianfranco Iovino giornalista e scrittore

da chi li scrive a chi li legge Laura Garesio Pellisero: una storia vera che diventa un bel romanzo da leggere, perché di grande trasporto ed intensità: “La straordinaria vita di Maria Luigia”, questo il titolo dell’opera a firma dell’astigiana Laura Garesio Pelissero, che ambientato in prevalenza nel Piemonte tra Asti, ed i limitrofi paesi dell’astigiano, e Torino, negli anni tra il 1920 e il 1944, rievoca le vicende di una bambina che si ribella al suo destino infelice, scritto dalla povertà e la miseria morale. L’esistenza di Maria Luigia è contrassegnata da due elementi fondamentali: il coraggio e l’amore; condimenti focali per dare spinta alla grande voglia interiore di migliorare e non arrendersi a nessuna infelicità dell’anima, nonostante la strada della vita sembra già apparentemente segnata dalla mestizia e la tristezza infinita. Autrice apprezzata di importanti libri sul territorio monferrino, Laura Garesio Pelissero, riesce con abile maestria a narrarci una storia vera e reale, grazie al suo stile sobrio ed efficace, che dà grande risalto ad una storia avvincente, fra pace e guerra, nell’Italia tra le 2 grandi guerre, tra ricchezza ed indigenza assoluta; tra un passato assolutamente da ricordare ed un futuro tutto da costruire, senza però dimenticare le proprie radici, che sono fondamenta imprescindibili della propria esistenza. Franca Garesio Pelissero, scrittrice e studiosa astigiana è nata a Cinaglio (AT), si è laureata in Lettere all’Università degli Studi di Torino ed ha insegnato in diversi Ordini di scuole e, da ultimo, presso il Liceo Scientifico F. Vercelli di Asti. Grandissima appassionata di storia locale, ha fatto della sua passione un motivo trainante per scrivere vari saggi pubblicati su prestigiose riviste culturali, tra cui il “Bollettino Storico Bibliografico Subalpino”. Tra i vari libri che portano la sua firma menzioniamo: “I segni del tempo”, “Cultura contadina astigiana “, “Quando all’imbrunire suonava l’Avemaria” a “Il passato religioso dei paesi astigiani della Val Rilate” , indubbiamente una ricca produzione di saggi e narrativa per una cultrice DOC di storia e paesaggi unici del territorio piemontese. “La straordinaria storia di Maria Luigia” di Luara Garesio Pelissero Araba Fenice, 304 pagine €. 16,00

Buon Natale a tutti, anche attraverso la lettura !!! 10 10

NOVITA’ EDITORIALI consigli sotto l’albero In prossimità delle festività natalizie, e dei tanti sospirati regali da depositare sotto l’albero, non c’è occasione migliore per consigliarvi qualche buon titolo, da donare a quanti amano immergersi nella sana lettura che fa bene al cuore e la mente. Partiamo dal famosissimo professor Robert Langdon, che questa volta per mano dell’abile fantasia narrativa di Dan Brown si troverà ad indagare nelle suggestive cornici di Bilbao, Barcellona e Madrid, tra capolavori d’arte ed edifici storici, nell’avvincente “Origin”. Silvia e Gabriele, invece, sono i protagonisti di “Quando tutto inizia”, di Fabio Volo che racconta una bella storia d’amore, ma anche e molto altro, grazie ad una trama avvincente nella quale i sentimenti sono rappresentati nelle loro più profonde sfumature e articolazioni,come ci ha da tempo abituato a trattarli uno dei più amati autori moderni. Tra i consigli prende spazio anche il titolo di Michelle Unziker che nel suo “Una vita apparentemente perfetta” racconta la personale esperienza da prigioniera mentale, vissuta per 4 anni in una setta, sperando che possa aiutare quanti vivono la sua stessa traumatica realtà, dichiarando che può succedere a tutti di obbedire a ordini assurdi e ritrovarsi in un vortice da cui è difficilissimo uscirne. Nei nostri consigli letterari non può mancare “Arabesque” di Alessia Gazzola, già a pieni titoli vero e proprio successo editoriale, che riporta in prima linea Alice Allevi, con un mondo nuovo da scoprire ad attenderla, per lei che da specializzanda è diventata Specialista in Medicina Legale ed è pronta a farci vivere un nuovo affascinante giallo intriso di humor, ambientato nelle corsie di un ospedale romano. E chiudiamo con una domanda che ci pone Alessandro D’Avenia se “l’amore salva dav- vero” da cui parte per dare vita ad un viaggio, da mano nella mano con il lettore, nel suo nuovo “Ogni storia è una storia d’amore” sapendo incantare ed ammaliare grazie ad una scrittura inconfondibile che sa prendere mente e cuore in maniera sublime e completa: da sogno.


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L’oro giallo delle Langhe A cura della Dr.ssa Laura Icardi

L’olio di nocciole, un’eccellenza da gustare Durante il secondo conflitto mondiale, venne introdotta in Italia, oltre ad altri “provvedimenti di guerra” restrittivi la tessera annonaria. Nel gennaio del 1940 i cittadini Italiani vennero informati circa la decisione del Governo di munire la popolazione di un documento nominativo, provvisto di un certo numero di cedole, per l’acquisto di commestibili in giorni ed in quantità prestabilite. La guerra in corso impediva gli approvvigionamenti attraverso il Mediterraneo e si rendeva necessario il razionamento dei generi alimentari: il razionamento coinvolse ben presto tutti i generi alimentari, ma anche vestiti e sapone! I grassi furono particolarmente controllati tanto che i produttori erano obbligati dichiarare le quantità prodotte di olio d’oliva; burro; strutto o lardo. Ogni persona aveva possibilità di acquistarli nella misura di 500 g al mese. Contemporaneamente un altro “provvedimento di guerra” impose l’obbligo dell’ammasso dei prodotti agricoli, ossia il conferimento delle produzioni ad un prezzo sociale deciso dallo stato, presso magazzini controllati dal regime, per assicurare l’approvvigionamento di cibo al paese. Ai produttori di olio ne veniva lasciata una quota minima e a tutti gli altri ne erano assegnati solo due decilitri e mezzo al mese, se disponibile, al prezzo ufficiale di 30 lire al litro, ma sul mercato nero, poteva arrivare anche a 500 lire, proibitivo per l’epoca! I contadini potevano sopportare ogni fatica ed ogni privazione, ma la fame è cosa dura per chi lavora tutto il giorno in campagna! Ma i piemontesi, messi alla prova delle difficoltà, rispondono con ingegno e fantasia e così….girando la testa fuori dalla cascina, arriva l’idea di estrarre l’olio da quelle nocciole che continuavano a crescere rigogliose nonostante la guerra. Con piccoli torchi potevano ottenere un ottimo condimento, utile per insaporire pietanze povere ed energetico per una famiglia dedita a molte ore di duro lavoro. Finita la guerra, finita la necessità, non si sa per quale ragione, questo meraviglioso olio è stato abbandonato per quasi 50 anni… oggi, i nipoti e pronipoti di quegli ingegnosi contadini, stanno riscoprendo questo prodotto pregiato per qualità alimentare e per qualità organolettica. Confrontando l’olio di nocciola al più apprezzato olio extravergine di oliva, notiamo che la quantità di acidi grassi saturi nell’olio extravergine è di 14,46% mentre nell’olio di nocciola arriva a solo 7,40%, gli acidi grassi polinsaturi dell’oliva arrivano a 7,52%, mentre la nocciola a 10,20, gli ac. grassi monoinsaturi sono 73% per l’oliva e 78% per la nocciola! direi proprio

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che siamo di fronte ad un condimento dalle proporzioni fantastiche! Non dimentichiamo poi la vitamina E, alleata di salute e bellezza, 22.4 mg/100g nell’olio extravergine, 47,2 mg/100g nell’olio di nocciola, più del doppio! Per le caratteristiche organolettiche, grandi chef ne fanno uso per il sapore particolare, ma leggero, poco invadente, ma esaltante del sapore della pietanza che lo riceve, olio, ma poco unto perché ne basta veramente poco…quindi, per le caratteristiche di consumo, direi adatto a chi deve fare i conti con le calorie, ma da buongustaio! Da buoni piemontesi e non solo, diamo pertanto spazio a questo prodotto sulle nostre tavole e apprezziamo il buono della nostra terra che…ci vuol bene!


OLIO DI NOCCIOLA BIO La curiosità di non negarmi mai nuove sfide, mi ha premiato ancora! Certo, questa è stata la mia prima intervista e devo proprio dire, una bellissima esperienza! Mi sono preparata leggendo ogni cosa disponibile su questa azienda e sono arrivata con tante domande Ho incontrato il Sig. Franco Cavallotto della ditta Altalanga, un’azienda agricola che coltiva e trasforma nocciole biologiche coltivate nei propri terreni in alta Langa. Tante domande, ma di fronte mi sono trovata un uomo pratico e concreto, di poche parole. È un uomo di Langa, nato a Cerretto Langhe 71 anni fa da agricoltori. Dopo una carriera “fuori casa” nel ramo assicurativo, si è girato indietro e ha rivisto la sua terra. Con poche parole, ma un’espressione che parlava per lui, mi ha spiegato che adora camminare per i suoi noccioleti e mi ha convinto quando si è risistemato sulla sedia, ha alzato il tono, e ha detto “gli alberi che iniziano a produrre quest’anno… scaldano il cuore”. L’azienda è tutta BIO e su questo il Sig. Cavallotto sembra molto deciso. Afferma che il bio è un punto di partenza necessario per definire il proprio impegno verso la terra, associare poi una filiera corta che rappresenta la migliore garanzia anche per i consumatori. Non mi ha negato di lavorare per business, ma ha anche detto che solo grazie all’imprenditoria, e un’imprenditoria sul territorio, si creano possibilità per le generazioni future. Mi convince. Il Sig. Cavallotto mi ha mostrato un laboratorio di trasformazione moderno e tecnologicamente avanzato in cui mostra di credere molto. Alla domanda di cosa lo spingesse a confidare così nei vantaggi della tecnologia, ha risposto che non saper accendere un computer non significa non vedere cosa si può fare con un computer e che se questo è utile e migliora il lavoro, spazio ai giovani che lo sanno usare! (e mi ha indicato la sua giovane collaboratrice) Al momento di parlare del suo olio di nocciola mi ha presentato il responsabile della produzione, un ragazzo altrettanto giovane, preparato e motivato. Mi è piaciuto vedere tanti giovani… anche se al mio interlocutore le energie non mancavano! Il responsabile ha spiegato che l’azienda sceglie nocciole di grande calibro, 15 per l’esattezza, perché più ricche di olio. Sono tostate per “fissare” le note dolci ed aromatiche della nocciola di Langa, quindi spremute con un torchio tradizionale, ma in acciaio, molto lentamente. La spremitura a freddo è lenta e delicata e si protrae solo fino ad estrarre il 50% dell’olio; oltre, mi hanno spiegato, occorrerebbe esercitare pressioni tali da ridurre le qualità organolettiche e, aggiungo io, nutritive dell’olio. L’estratto non viene filtrato, ma lasciato decantare in vasca come una volta. Questo riposo fa si che le particelle di nocciola eventualmente passate, si depositino sul fondo lasciando l’olio limpido e chiaro. La degustazione finale è un semplice assaggio da un bicchierino, come si fa per gli olii di oliva. Certi che il prodotto sia di bell’aspetto, ma soprattutto della giusta acidità e di bouquet caratteristico, si avvia il confezionamento. L’azienda ha scelto bottiglie scure che, se da un lato penalizzano il bel colore dell’olio, sono senz’altro adatte a prevenirne l’ossidazione. Per la stessa ragione sono stati scelti tre format:100 ml per piccoli degustatori, 250 ml per chi ha già adottato questo condimento in famiglia, 500 ml per la ristorazione. Valorizzazione della tradizione, filosofia di lavoro Bio, attenzione alla tecnologia: i prodotti AltaLanga esaltano la nocciola nel modo migliore!

BIO

a cura di Laura Icardi

Rispetto della Terra, del Prodotto, del Consumatore ALBA - C.SO ITALIA, 5 - TEL. 0173 262221 www.altalangaaziendaagricola.it - info@altalangaaziendaagricola.it


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Tomaso Zanoletti:

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"Senatore" del territorio 1977: esattamente 40 anni fa un giovane trentatreenne di nome Tomaso Zanoletti, classe 1944, diventa il più giovane Sindaco di Alba. A questa carica ufficiale ne susseguono numerose altre, fino alla nomina di Senatore nel 1994.

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n questi quattro decenni il “Senatur” cortemiliese, laureato in giurisprudenza e scienze politiche, avvocato e professore di scienze umane e storia, non è stato solo un politico, ma anche un uomo che ha saputo valorizzare, e che continua a farlo, il territorio di Langhe e Roero, con le sue eccellenze, a partire dal vino e dal tartufo. Ed ora, a 73 anni compiuti, continua la sua opera come Presidente della Enoteca Regionale del Piemonte, che ha sede nel Castello di Grinzane Cavour, monumento Unesco. In questa intervista ripercorriamo le tappe salienti della sua vita politica e di quella più privata, e guardiamo ai progetti per il territorio, di cui Tomaso Zanoletti è da sempre “Senatore”: un degno rappresentante consapevole delle nostre Eccellenze e di quel “sentimento di unione” che Langhe e Roero sanno esprimere. Una vita per la politica applicata al territorio: come nasce questa passione da giovane? «La politica è sempre stata una mia attitudine. Fin da ragazzino seguivo le vicende politiche in radio, televisione, sui pochi giornali che circolavano a Cortemilia. Poi al Liceo Classico mi piaceva molto la storia, nella quale la politica rientra sempre. Poi ad Alba mi sono inserito negli ambienti del movimento giovanile della DC, ed in poco tempo ne sono diventato responsabile. Sono stato segretario, assessore e, infine, sindaco di Alba, e così ho iniziato la mia carriera politica basata molto sulla praticità e sui fatti».


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La politica è praticità e unione di intenti 1980: Tomaso Zanoletti, Papa Giovanni Paolo II

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personaggio L’elezione a Sindaco di Alba nel 1977: per tredici anni ha fatto e visto crescere la Capitale delle Langhe. Cosa ricorda di quel periodo in cui era un giovane rampante politico? «Diventare il più giovane Sindaco di Alba è stata una grande emozione e mi sentivo addosso una grande responsabilità perché per me essere primo cittadino significa avere una posizione di primo piano. Mi sono impegnato veramente tanto, ho sempre cercato di essere disponibile con i cittadini, ho avuto la fortuna di lavorare con una squadra che ha sempre cercato il bene comune. Fare sentire la presenza del Sindaco agli albesi è stato importante, perché la politica giusta è quella pratica. E questo approccio è piaciuto anche ai miei collaboratori con cui facevo parecchie giunte. Pensi il gruppo consiliare si riuniva due volte la settimana, soluzione impensabile ai giorni nostri. In questi tredici anni abbiamo avuto modo di ammodernare Alba sotto vari aspetti e, soprattutto, di renderla “Capitale delle Langhe”, vero punto di riferimento per il territorio. Gli interventi che ricordo con orgoglio sono stati: la potabilizzazione delle acque del Tanaro, la risoluzione dei problemi di viabilità in Corso Europa, il collegamento tra il vecchio ponte e quello che sarebbe poi stata la tangenziale da via Pietro Cillario a via Vivaro, il cavalcavia che collega il centro con Corso Piave e Corso Europa, il rifacimento di Corso Langhe, ed i marciapiedi in Corso Cortemilia. Siamo intervenuti per piazza Cristo Re, per l’attuale piazza Cagnasso, il grande parcheggio della Ferrero, piazza Rossetti, aree verdi e posti auto vari. La crescita della società passa anche per lo sport: abbiamo completato il secondo e terzo lotto per l’impianto sportivo di San Cassiano, e la costruzione di quelli dei quartieri Europa, Moretta e Mussotto, di cui vado fiero. Abbiamo costruito il Palazzetto dello Sport in Corso Langhe. Per i servizi sociali: abbiamo migliorato la mensa comunale per scuole e operai, creato i centri anziani nei quartieri Centro Storico, Moretta e Corso Piave e anche mini alloggi per anziani. Attivato il Consultorio familiare, il centro medicina sportiva e l’area PIP. Per il tempo erano tutti interventi all’avanguardia in Piemonte. Per la scuola abbiamo assunto come Comune ben 22 insegnanti di sostegno per i diversamente abili, e inserito la linea del teleriscaldamento,come terza città d’Italia negli anni ‘80». E ci furono altri settori di intervento? «Ricordo la fatica per trasformare la Pro Loco di Alba in Ente Turismo, soluzione che permise la crescita delle

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www.terraetradizione.com manifestazioni sul territorio. Abbiamo costruito il Centro Congressi, il Centro Revisioni per i collaudi auto, il Palazzo del Tribunale. Abbiamo dato un grande esempio di unione del territorio istituendo il Consorzio territoriale di depurazione acque reflue con gli impianti a Govone, il Consorzio per la metanizzazione dei 50 Comuni del territorio, ed il Consorzio per la raccolta rifiuti e discarica a Sommariva Perno, che già allora faceva fertilizzante e energia elettrica dal biogas. Dai soldi della discarica nacque l’attuale parco naturalistico del Roero. Siamo stati molto attenti al centro storico di Alba e ad un piano regolatore generale che fosse equilibrato: l’approvazione senza voti contrari ne è stata la conferma. Per il lavoro abbiamo attivato il servizio Informa Giovani che al tempo era una realtà importante. Nel mondo della cultura: la nuova sala Beppe Fenoglio, la nuova biblioteca civica, e gran parte del Teatro Sociale, poi ultimato dalle amministrazioni successive. La scuola è la base della crescita della società: abbiamo dato la possibilità di studiare all’Istituto Civico Musicale, al Liceo Scientifico, al Liceo Artistico, ed all’Università per la tecnica enologica». Qualche delusione o rimpianto? «Rimpianti direi di no, ma una delusione su tutte c’è: la chiusura del Tribunale di Alba, pensando soprattutto alla decisione illogica che ha portato a rivedere la

Qualche delusione? "La chiusura del Tribunale di Alba"


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mappa della Giustizia in Provincia di Cuneo. Una decisione che non ha tenuto conto del bene comune per il territorio. Un episodio che mi ha portato a lasciare la politica, riflettendo sul modo di fare politica di questi ultimi anni, diverso da quello per cui ho lavorato tanto». Nel 1990 va in Regione, trampolino di lancio per approdare nel 1994 a Roma: diventa Senatore. Come giudica ora quel periodo, fino al 2000? «In quel periodo il mio progetto più significativo fu la

battaglia contro l’Acna in Valle Bormida. Sono nato a Cortemilia e ricordo ancora oggi il colore dell’acqua e la puzza che emanava il fiume Bormida. Riuscii a mettere insieme il territorio albese, e le manifestazioni di consenso non mancarono. E’ stata una pagina importante del mio lavoro per il territorio. Nel 1993 ho accettato la candidatura per la corsa al Senato quando ero assessore all’agricoltura in Regione Piemonte, in un periodo di grande cambiamento all’interno della DC. Furono anni non facili ma riuscii ad essere eletto con ben il 27% di voti, quarto in Italia tra le new entry. Ho cercato di valorizzare il territorio nelle varie Legislature a cui ho partecipato, stando sempre attento nel portare avanti idee giuste per il bene comune, partecipando alla vita politica nel modo migliore possibile. Tra una vicissitudine e l’altra, nel 2002 mi ritrovo ad essere segretario regionale del neo partito UDC, nato dai vari partiti usciti da qualche anno dalla spaccatura tra la vecchia e la nuova guardia della DC. Mi votarono all’unanimità: un risultato che mi diede un’ulteriore spinta a proseguire la mia missione politica».

Fino al 2013 ha potuto dare il suo contributo a favore del territorio di Alba, Bra, Fossano e Mondovì come Senatore a Roma. Quali sono stati i traguardi raggiunti che lei ritiene i più significativi? «Ho fatto 43 anni di politica e poi dopo il 2013 ho capito che quel mondo era cambiato, con troppi scontri e meno attenzione all’aspetto pratico della res publica. Dei miei ultimi 13 anni ricordo con piacere e soddisfazione il mio ruolo di Presidente della Commissione Lavoro in un periodo cruciale per le varie riforme. Eravamo nei primi anni del 2000 ed esaminammo in prima battuta la riforma del lavoro, detta Legge Biaggi, che fu una buona Legge che tenne conto dei cambiamenti della società e delle sue nuove esigenze. Lavorammo anche sulla riforma delle pensioni cercando di aggiornarla, e la cosa importante fu la novità dell’introduzione della previdenza complementare. Una Legge che porta la mia firma è quella relativa alla Parità uomo/donna sul riconoscimento della maternità alle dirigenti d’azienda. Per il territorio fu importante l’approvazione della DOC per i vini Roero, Roero Arneis, Roero Spuamente e Dogliani. Un traguardo raggiunto quando ero presidente del Comitato Nazionale Vini.

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1978 Sandro Pertini,

T. Zanoletti,

1981 T. Zanoletti, Giovanni Spadolini

È

una rarità, una perla da più difficile non solo dal periodo di come PrimaDonna, Marie Jo, Maryan nuovo e vecchio in un mix perfetto tra conservare gelosamente crisi e di difficoltà generali, ma anche Mehlhorn, Chantelle, PrimaDonna cortesia e disponibilità vecchio stamin mezzo ai sempre più dal fatto che Luciana, nonostante Swim, Watercult con la possibilità del po, con consulenze personali e sugpresenti, indefiniti e ge- avesse avuto varie esperienze im- “mix and macht”. gerimenti “cuciti addosso” per ogni nerici centri commerciali e grandi prenditoriali, non si era mai confron- Dopo un anno di assestamento e di cliente, e gusti e tendenze moderne e catene che prediligono la quantità tata con un negozio di intimo. duro lavoro, Luciana capisce che è sempre al passo con i tempi, sia per 1977giunto Corso Langhedi un ulteriore uomo che per donna. rispetto alla qualità e alla cura per- Però si è messa in gioco e ha puntato il momento sonalizzata per i clienti. subito forte sulla qualità dei prodotti, passo avanti: infatti desidera che LUCI1989 La qualità e il “madeBonardi, in Italy”, insieZanoletti, Agnelli E E OMBRE INTIMO : nato O MBRE sia sensibile anche alle noviParliamo di LUCI Nel marchio di fabbrica da sempre ricome alle linee sartoriali e al servizio 2013 ho chiuso la carriera politica a Roma e credo 35 anni fa ad Alba, in via tà e alla moda, nosciuto al in negozio e, oltre a mante- progetti che il Maestra, 98% dial presenza aula, i numerosi di così da poter offrire riparazioni, sono la punta di diamante Legge, le varie nelle Commissioni possano posto dell’oreficeria “Boite d’or”, si è presidenze consacrati e conosciuti, ma della filosofia di LUCI E OMBRE, oltre a nere le griffe già esistenti e apprez- articoli essere del mio impegno profuso tutti nuovi trend appena una cura per il cliente oggi sempre poi spostato in via Paruzzadati 2/B, significativi do- zate, ha ampliato anchein consigliare la scelta inserendo questi anni». più rara. Una clientela che viene invive si trova ancora oggi. le coppe differenziate e permettendo usciti sul mercato. Sono stati Luciana e il marito Beppe così alle clienti di trovare nella bouti- Per farlo nel migliore dei modi, inse- tata a diversi eventi, come “L’amore Lei non è solo un uomo di politica: nella sua vita ha a credere nella forza di questa bou- que le albese tutta la corsetteria e linee risce nell’attività la figlia Ilaria, lau- in Langa” a Mango, in programma il saputo valorizzare Eccellenze del territorio. tique e a immaginarne l’assoluta in scienze della comunicazione. 5 giugno a “Villa Althea”, o il premio costumi (reggiseni, body, shape) Chi è Tomaso Zanoletti, “Senatore” di Langhereata e Roero, e non solo? “Ancalau” 2016, a Bosia, il 19 giu- Goria bellezza e le potenzialità, tanto da dalla coppa “A” alla coppa “I”. Un contributo giovane e un modo di 1990 T. Zanoletti, Giovanni «Laa sfidare mia vita politica sempre stata attenta territorio: spingerli, nel 2010, la sorte nuovo arricchiscono ancor gno, manifestazione darà l’occasione Coppeèdifferenziate proposte in linee alguardare miÈ sono messo servizioe idee di Langhe e Roero rilevando l’attività. una bella, ma acorsetteria più molti il mondo di questa bouti- per omaggiare, a chi visiterà, lo stand mare e swim fir- diper anni, e continuo a farlo ora nelle diverse iniziative in complicata avventura, resa ancora mate da brand di assoluto prestigio que  che ha trovato l’equilibrio tra LUCI E OMBRE un gradito “gadget”.

cui sono impegnato. Ho sempre creduto nell’unione tra i protagonisti e, quando questo c’è stato, devo dire che i risultati sono stati raggiunti, come ho testimoniato nelle risposte precedenti. Insieme ad altri siamo riusciti a fare crescere il territorio sotto vari punti di vista, ed abbiamo creato una rete di turismo che si è intensificata molto, raggiungendo risultati eccellenti che ora sono da mantenere e mi-

LUCI E OMBRE INTIMO sempre al servizio dei clienti 1993 T. Zanoletti, DonValentino

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Carlo Bottero


personaggio gliorare con iniziative sempre più nuove e con strutture moderne. Ho sempre cercato di proporre le nostre eccellenze eno-gastronomiche come ambasciatrici di un territorio da conservare e preservare, tanto affascinante quanto fragile, perché molto prezioso». Lei è Presidente dell’Enoteca Regionale del Piemonte, che ha sede nel castello di Grinzane Cavour. Ci parli di questa sua avventura e di come vi muovete per valorizzare i produttori. (532) «L’Enoteca Regionale del Piemonte da 50 anni è testimone del mondo del vino del nostro territorio. Seconda realtà in Italia, è da sempre punto di riferimento per l’enologia. Dopo il periodo positivo con Paganelli e De Giacomi (Ordine dei Cavalieri), l’Enoteca ha passato un periodo di stallo. Nel 2000 ho accettato la richiesta che mi fece Rossetto e ne sono diventato presidente. Grazie alla grande collaborazione tra istituzioni, e tra queste e varie associazioni, siamo riusciti a farle occupare il posto che merita tra le eccellenze d’Italia. In questi anni abbiamo, ad esempio, rifatto le cucine, l’atrio, il museo, rendendo l’edificio tutto nuovo, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Alba. Grazie alla Legge Mangia sono riuscito a fare investire ben 1.5 milioni di Euro (L’investimento totale è stato di oltre 2 milioni di Euro). La struttura nel Castello di Grinzane Cavour ospita anche l’Osservatorio Nazionale del Vino con la sala pedagogica, unica in Italia, in cui viene spiegato tutto il procedimento del vino, come bere moderatamente, e messi in evidenza gli effetti benefici di questa bevanda alcolica. Ospitiamo anche l’Ordine dei Cavalieri de Tartufo Bianco di Alba, l’ONAF, e l’Unione dei Giuristi della Vite e del Vino. Il ruolo centrale dell’Enoteca è quello di sensibilizzare le persone al mondo del vino ed alle nostre eccellenze, attraverso convegni, riunioni ed incontri, anche di livello internazionale». Il Castello di Grinzane Cavour: una sede affascinante e strategica per l’Asta Mondiale del Tartufo. Qual è il suo pensiero su questo evento di portata internazionale? «L’Asta Mondiale del Tartufo è un evento che negli anni è diventato sempre più seguito da tutto il mondo. Il metodo originale dell’asta, proposto da Bruno Ceretto, permette di unire il mondo in un clic, possiamo dire. Durante quella giornata il tartufo ed il territorio con i suoi vini sono sotto l’occhio del mondo mediatico,

www.terraetradizione.com che segue con grande attenzione la nostra iniziativa. Io penso che il successo sia legato ai due fattori sui quali si fonda: fare conoscere i nostri vini, la cucina, il territorio, e la cultura attraverso il tartufo, e raccogliere fondi per uno scopo benefico. E questo avviene in ogni paese collegato a Grinzane Cavour durante l’asta. Noi abbiamo elargito contributi rilevanti all’Ospedale di Candiolo, siamo intervenuti per aiutare le popolazioni terremotate, abbiamo dato un mano per iniziative sul nostro territorio. L’Asta, come si può vedere, non si esaurisce alla semplice giornata in cui vengono messi i tartufi all’incanto, ma vive nel quotidiano, segnato dal profumo del tartufo e delle eccellenze di Langhe e Roero».

Tomaso Zanoletti: i suoi valori e le sue passioni, oltre la politica ed il territorio. «Ho avuto una vita molto impegnata tra politica e lavoro personale (avvocato, insegnante, agente assicurativo), ho avuto la fortuna di avere una moglie che mi ha sempre seguito dandomi una mano, ed un figlio che mi appoggiato, anche sul lavoro. Sono riuscito a conciliare i vari impegni, basandomi anche sui valori che ho imparato da bambino. La mia era una famiglia semplice, guidata da un padre severo che mi ha insegnato l’onestà, la lealtà ed il senso del dovere tramite la religione, ed il rispetto degli altri. Ho sempre creduto nell’unione della comunità, e

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credo che alcuni risultati ottenuti siano frutto di tutto questo. Ho sempre studiato molto e, ancora oggi, sono appassionato di lettura, storia, sociologia, scienze umane e religione. La cultura è alla base della crescita della società». Un pensiero sul territorio che lei ha contribuito a fare crescere e qual è la sua visione del futuro. «Il territorio albese ha un’economia complementare che è servita a superare anche la crisi che ha toccato l’industria in Italia alcuni anni fa. La crescita del comparto vino e del turismo hanno permesso di attutire il pugno della crisi. Vedo un territorio “prezioso e fragile”: prezioso per le sue eccellenze, e fragile proprio perché è talmente prezioso che bisogna fare attenzione nel preservarlo. Credo che la sensibilità in Langa e Roero non manchi, ma bisogna continuare a crescere a livello professionale e di iniziative. Il territorio ha raggiunto un livello tale che certe azioni non sono più sufficienti, bisogna “alzare ancora l’asticella”, anche con nuove strutture per accogliere certi tipi di eventi. Il punto fondamentale è: agire in sinergia, e non fermarsi al campanilismo che a volte prevale, ancora oggi. Per il futuro sono un po’ preoccupato solo per questo ultimo aspetto, ma fiducioso che, se la condivisione di intenti verrà posta come pre-condizione, il territorio saprà ancora regalare grandi soddisfazioni a tutti».

1994 T. Zanoletti, Carlo Azeglio Ciampi

2006 T. Zanoletti, Gorbaciov

La passione, la ricercatezza del gusto e la qualità dei cibi, proposti da Loredana e Roberto, sono stati nuovamente riconosciuti dal Gambero Rosso, che anche quest'anno ha inserito il Ristorante Pizzeria LA ROSA BLU, unica sede a San Martino Alfieri, nella sua Guida Pizzerie d'Italia 2018 !

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CARRIERA POLITICA: LE TAPPE PIU’ SIGNIFICATIVE Esponente politico durante la sua carriera per: DC, PPI, CDU, UDC, PDL 1970-1977: Assessore al Comune di Alba 1977-1990: Sindaco di Alba 1990-1994: Consigliere in Regione Piemonte 1994-2013: Senatore per 5 Legislature e presidente di varie Commissioni al Governo

STUDIO GRAFICO & STAMPA

IN SENATO Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari: Membro dal 16 giugno 1994 all'8 maggio 1996 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): Membro dal 31 maggio 1994 all'8 maggio 1996 Commissione parlamentare per le questioni regionali: Membro dal 6 luglio 1995 all'8 maggio 1996 Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa: Membro dal 25 maggio 1994 all'8 maggio 1996

SISTEMI VISIVI

Commiss. parlam. d'inchiesta sull'Az. di Stato per interventi nel mercato agricolo: Membro dal 26 sett. 1995 all'8 mag. 1996 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale): Membro dal 30 maggio 1996 al 5 giugno 1996 Vicepresidente dal 5 giugno 1996 al 21 luglio 1998: Membro dal 22 luglio 1998 all'11 febbraio 1999 Vicepresidente dal 12 febbraio 1999 al 29 maggio 2001 13ª Commiss. permanente (territorio, ambiente, beni ambientali): Membro dal 30 magg. 1996 al 17 marzo 1998 Commissione parlamentare consultiva in ordine all'attuazione della riforma amministrativa ai sensi della legge 15 marzo 1997, n. 59: Membro dal 18 febbraio 1999 al 15 settembre 1999 Commissione parlam. di inchiesta dissesto della Feder. ita. dei cons. agrari: Membro dal 9 dic. 1998 al 29 mag. 2001 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale): Membro dal 22 giugno 2001 al 25 giugno 2001 Presidente dal 26 giugno 2001 al 6 ottobre 2003 Presidente dal 7 ottobre 2003 al 27 aprile 2006 Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche": Membro dal 12 maggio 2005 al 27 aprile 2006 Giunta per il Regolamento: Membro dal 16 maggio 2006 al 28 aprile 2008 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): Membro dal 6 giugno 2006 al 28 aprile 2008 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): Membro dal 31 marzo 2009 al 14 marzo 2013 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale): Membro dal 10 marzo 2010 al 5 dicembre 2011 (in sostituzione del Sottosegretario di Stato Mario Mantovani fino al 5 Dic. 2011)

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Montagna:

neve, sci e tanto divertimento! L’ autunno

in montagna ha regalato una perturbazione ricca di neve. E così gli impianti sono aperti dalla seconda metà del mese di novembre e la stagione 2017/18 sembra essere iniziata con il piede giusto.

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così gli impianti sono aperti dalla seconda metà del mese di novembre e la stagione 2017/18 sembra essere iniziata con il piede giusto. Dopo l’ultima stagione da record per il turismo della neve, gli impianti sciistici ed i paesi di montagna sono pronti ad accogliere gli appassionati. E si riparte. Tuta, guanti e sci ai piedi: inizia la stagione invernale 2017/18, in un Piemonte che ancora una volta si conferma una tra le mete preferite degli appassionati degli sport sulla neve.

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Si riparte dai dati da record del 2016/17: dai dati dell’Osservatorio della Montagna (Arpiet e Unione Industriale), sono stati venduti 2,4 milioni di skipass (+29,9% rispetto al 2015/16), con più di 26 milioni di passaggi (+35.5%). I ricavi degli skipass ammontano a 49,5 milioni di Euro (+31.3%). Il 70,1% dei ricavi si concentra nel torinese, il 22% nel cuneese e il 7,1% nel nord-est del Piemonte. 679 i lavoratori impiegati direttamente nelle stazioni sciistiche , con un aumento del 19,3% dei lavoratori stagionali. Quest’anno la Regione Piemonte ha stanziato 5 milioni di Euro per l’innevamento programmato e per progetti di eventuali bacini si stoccaggio idrico e di pompaggio in area montana. Ora alziamo gli occhi al cielo, e, soprattutto in montagna, speriamo che le nevicate come quella di fine ottobre non manchino, per un’altra stagione positiva, per valorizzare le nostre catene montuose,

per gli appassionati. Presentando brevemente le “magnifiche tre” possiamo dire che Artesina, in zona Rocche Giardina, offre piste per sciatori esperti, ma la maggior parte delle sue piste sono per sciatori di livello intermedio. Prato Nevoso è adatto alle famiglie con il suo Snow Park ed i divertenti itinerari fuori pista dove i freeskier possono trovare pane per i loro denti, o meglio la neve giusta per i loro sci. Gli impianti di Frabosa Soprana sono situati al Monte Moro regalano divertimento per tutti. Tutti le stazioni sono facilmente raggiungibili tra di loro, grazie a seggiovie panoramiche di impatto visivo notevole che dominano gli oltre 130 km di piste, di cui circa 97 per lo sci alpino e 34 di impianti di risalita. Si può praticare il classico sci alpino, il fuoripista in sicurezza, lo snowboard, il bob, il pattinaggio, lo sci di fondo, e tutto con un unico ski pass! E lo spettacolo si unisce all’emozione dello sci notturno

un’altra unicità del Piemonte. Scopriamo i maggiori centri per poter sciare e divertirsi, scegliendo le diverse discipline sportive che si possono praticare sulla neve.

a Prato Nevoso per diverse sere a settimane, dalle ore 20 alle ore 23. Gli ingredienti giusti non mancano di certo per una stagione invernale da protagonisti.

PROVINCIA DI CUNEO:

MONDOLE’ SKI

PROVINCIA DITORINO:

Mondolè Ski è il più vasto comprensorio sciistico della Provincia di Cuneo: unisce le stazioni sciistiche di Artesina, Frabosa Soprana e Prato Nevoso, e, negli ultimi anni, è diventato un punto di riferimento

Se pensiamo alla Via Lattea, ci viene subito in mente lo spazio, dove è presente il nostro sistema solare. Ma se viaggiamo un po’ meno con la

VIA LATTEA

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speciale fantasia, a non molta distanza, possiamo arrivare alle montagne torinesi che compongono la Via Lattea, formata dalle stazioni sciistiche di Sestriere, Sansicario, Sauze d'Oulx, Claviere, Cesana Torinese, Pragelato e la francese Montgenèvre, che regalano ben 400 km di piste di tutti i livelli. Il Sestriere è la località più mondana. Creata dalla famiglia Agnelli sul colle a cavallo della Val Chisone e della Val Susa, in Piemonte, a 2035 mt, è sede del grande sci professionistico che ha dato spettacolo sulle sue piste durante le gare di Coppa del Mondo, ed ha beneficiato di un moderno rinnovamento in occasione dei Giochi Olimpici Invernali del 2006 di Torino.

Le piste sono state studiate per chi vuole divertirsi in modo anche adrenalinico: 5 sono “nere”, cioè per gli sciatori più esperti e preparati. Le 10 piste per i principianti si sviluppano per 42 km nella parte più bassa della montagna, e per gli intermedi ci sono ben 102 km che si snodano sulle 20 piste. Di fronte alle piste di Coppa del Mondo vi è un versante meno sfruttato da cui passa il collegamento con San Sicario attraverso la cima del Monte Fraiteve. Da qui si sceglie se scendere a Sauze d'Oulze o a Sansicario.E al Sestriere non finisce qui: ci sono anche l’eliski, lo sci in notturna, le escursioni in motoslitta con le ciaspole o sulla slitta con cani. L’alpinismo, il fuoripista, lo sci di fondo, il pattinaggio e tanti divertimento nei locali notturni e diurni, tra sport, buona cucina e allegria per una vacanza che non si dimentica. Sansisario è nel Comune di Cesana Torinese e gli impianti sono a Sansicario Alto, con

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www.terraetradizione.com le piste che si snodano tra i boschi e si collegano a quelle del Sestriere ed a Sauze d'Oulx a monte, mentre a valle con quelle di Cesana Torinese. Ottimi i pendii per sci a diversi livelli. Sauze d'Oulx offre sci in una conca panoramica tra boschi da fiaba, e facilmente raggiungibile perché più vicina all'autostrada Torino - Bardonecchia. Conta su 8 seggiovie e 4 skilift collegate a piste di media difficoltà (34 rosse, 6 nere, 17 blu). E sulla Gran Pista rossa si scende per 9 km dal Monte Fraiteve sino a Jovenceaux. Claviere si trova sul Colle del Monginevro, a 2 km da Montgenèvre.


speciale

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Sul Colle Bercia, a 2293 mt., si trovano 17 piste rosse, 6 nere e 10 blu. Dal Colle Bercia si può scendere verso le altre località della Vialattea, mentre la seggiovia Col Boeuf porta gli sciatori oltre confine verso Montgenèvre. Gli appassionati di fondo possono divertirsi sui 3 anelli di difficoltà crescente, per un totale di 16 km tra il versante italiano e quello francese. A Cesana Torinese, nella conca protetta dal massiccio del Monte Chaberton, ed al centro della Via Lattea, ci sono impianti sciistici serviti da tre moderne seggiovie che collegano i 110 km di tracciati per tutti i gusti:16 piste rosse, 9 nere e 11 blu, per lo sci alpino. A Pratogelato, il ben esposto bacino ai piedi dell'Albergian, nell'Alta Val Chisone, ci sono 80 km di piste, e la località è frequentata dagli amanti del freeride che si divertono sugli itinerari fuoripista, e da chi ama lo sci di fondo, che può trovare pane per propri denti su ben sette anelli. Dal 1° gennaio 2012 Pragelato è entrato ufficialmente a far parte della ristretta cerchia europea delle Alpine Pearls.

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Agricoltura:

un 2017 che NON soddisfa tutti i settori L’annata siccitosa

ha condizionato alcune colture tra cui la frutta, ma la qualità complessiva non è mancata. Per il Piemonte si parla di quantità minori. I dati sul settore della carne sono positivi. L’eccellenza del prodotto è richiesta sul mercato, Cuneo e Asti, sono ricche di preziose unicità

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speciale

S

i dice che il sole sia la fonte della nostra vita. Affermazione vera ma quando “scalda troppo” puo’ creare qualche problema. E in questo 2017 è stato così, con un andamento altalenante per le diverse colture in Piemonte. In queste pagine analizziamo i prodotti che vengono coltivati in particolare in Provincia di Cuneo ed Asti, senza dimenticare anche gli allevamenti dei capi di bestiame che, da sempre, sono parte integrante dell’economia agricola dei nostri territori. I dati raccolti (Fonte: Confagricoltura Piemonte) sono interessanti e rendono chiaro il quadro di una situazione che premia la qualità, purtroppo non accompagnata da grande quantità, fattore dominante nei vari settori

MERCATO AVICUNICOLO E AVICOLTURA Andamento di mercato positivo per gli avicunicoli, con incremento dei consumi e, di conseguenza, della domanda. I listini hanno fatto segnare un leggero miglioramento delle quotazioni rispetto al 2016, ma la siccità e il caldo dell’estate hanno fatto salire i costi, principalmente per l’aumentato utilizzo dell’energia elettrica per il condizionamento degli impianti produttivi. Annata delicata per quanto riguarda l'avicoltura, con la vicenda Fipronil e Amitraz che ha inciso negativamente sulla capacità produttiva, anche a causa del coinvolgimento di alcune aziende

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per le condizioni atmosferiche caratterizzate dalla siccità. Diciamo che il bicchiere è “mezzo pieno”, ed ho scritto “mezzo pieno” perché si deve pensare positivo, a fronte di dati che premiano la qualità, dalla quale si deve partire per valorizzare il 2017 della nostra terra che, ogni giorno, viene coltivata con passione. In Piemonte le aziende agricole iscritte al Registro Imprese sono 54.522 su un totale nazionale di 756.457 (fonte: Infocamere – dicembre 2016), oltre 20mila nella sola provincia di Cuneo, seguita da quelle di Torino e di Alessandria. Al secondo trimestre 2017 il settore primario rappresenta il 12,3% di tutte le imprese subalpine (fonte: Unioncamere Piemonte giugno 2017). Numeri significativi per realtà importanti.

piemontesi nell'emergenza. Il prezzo delle uova alla produzione non ha avuto ripercussioni significative da questa vicenda; i prezzi sono aumentati, in misura variabile, a seconda dei contratti, dal 5 al 7%. Confagricoltura Piemonte collaborerà con le autorità sanitarie per la diffusione dei piani di autocontrollo da realizzarsi con una cadenza regolare, con esami di laboratorio miranti a escludere la contaminazione delle uova. Confagricoltura Piemonte sostiene inoltre la richiesta della timbratura delle uova a livello di ogni singola azienda di allevamento, al fine di salvaguardarne l’origine e di tutelare la provenienza del prodotto nazionale.

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speciale LE PRODUZIONI ZOOTECNICHE Buono l’andamento per i suini, collegato alla ripresa dei consumi, in crescita sia per quanto riguarda le carni suine fresche, sia per i salumi. Il 2017 si conferma un buon anno per l'andamento delle quotazioni dei suini, e continua l’iter positivo del tonico 2016 tonico, dopo il critico 2015. Le produzioni, in generale, sono in aumento. Da segnalare, a causa del caldo estivo eccessivo, una minore produzione. In aumento anche i prezzi dei suini lattonzoli. Per il Bovini da carne i prezzi sono stabili, ormai da oltre un decennio, per le razze da carne francesi, ma con un moderata tendenza all’aumento negli ultimi mesi. Continua invece l’interesse per la Piemontese, unica razza che fa segnare aumenti un po’ più consistenti delle quotazioni. Attualmente (novembre 2017) le vitelle Piemontesi della coscia valgono 3,90 euro al kg, mentre i maschi di Limousine valgono 2,78 euro e quelli di Garronese 3 euro. In aumento del 5-10% anche i prezzi degli capi da allevamento di razza Piemontese. Il caldo eccessivo dell’estate ha provocato, in determinati periodi, lievi perdite di incremento ponderale. Per il latte la domanda non è male, anche grazie all’aumento delle richieste di burro, a causa delle polemiche sull’impiego dell’olio di colza, che ha rappresentato un’opportunità i prodotti italiani di qualità. Il prezzo del latte però non ha però tratto beneficio da questa situazione: oggi alla stalla il latte è pagato da 36,50 a 38 euro per 100 litri, in aumento del 15% circa rispetto allo scorso anno. Il prezzo del latte “spot”, ossia di quello sul mercato libero, non contrattualizzato, è di 43,80 euro per 100 litri (44,85 euro un anno fa). Il prezzo del latte piemontese alla stalla è in ogni caso inferiore a quello della Lombardia, mediamente di un 6 – 8%. Da rilevare inoltre che nel 2007 valeva 36 euro per 100 litri e nel 1997 era pagato 39 euro per 100 litri (prezzo superiore a quello odierno). Un litro di latte al consumo allora – 1997 costava 2.000 lire, poco più di 1 euro, mentre oggi costa da 1,60 a 1,80 euro al litro. Da rilevare ancora l’aumento dei costi di produzione, a partire dall’estate, per l’incremento del prezzo del foraggio: il fieno maggengo è passato da 8 euro al quintale dell’anno scorso agli attuali 15 euro al quintale, con punte di 18 euro.

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA Cresce l’interesse per il biologico. A livello nazionale il 2016 ha visto un forte incremento sia delle superfici, sia degli operatori. L’incremento è stato trainato dagli incentivi dei Psr, per cui si tratterà di verificare come il dato “terrà” nei prossimi anni, tenendo presente che, superata la fase pionieristica, oggi il biologico inizia a rappresentare un’opportunità anche in termini reddituali. La superficie complessiva italiana a bio è di 1.796363 ettari (+20,4%, pari al 14,5% della SAU nazionale). A livello piemontese l’aumento è stato

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www.terraetradizione.com ancora superiore: siamo passati da 34.136 ettari a 45.732 ettari (+ 34%, pari al 4,8% della SAU piemontese). Le aziende biologiche in Piemonte sono il 3,8% del totale (4,4% in Italia) e hanno una superficie media di 22,6 ettari (media italiana 28 ettari). I produttori biologici in Italia sono 55.567, dei quali 1.798 in Piemonte (a cui vanno aggiunti preparatori e importatori, per un totale di 2.803 operatori). Sono 2.845 gli ettari di vigneto biologico (su un totale di circa 44.000 ettari). In quest’ottica di maggiore attenzione alla natura, il Piemonte è la quinta regione d’Italia per numero di agriturismi. La prima è la Toscana, seguita dal Trentino Alto Adige, la Lombardia e il Veneto. Le strutture subalpine sono 1300, 5 in meno rispetto all’anno precedente, ma comunque il 47,4% in più rispetto al 2007 su dati decennali. In Piemonte il 71,5% delle strutture fornisce alloggio, il 58,7% ristorazione, il 76,7% attività di animazione (le strutture possono fornire più servizi). Rispetto a dieci anni fa, diminuisce il numero degli agriturismi che offrono il pernottamento (-5%), aumentano le attività di animazione di quasi 10% ed è sostanzialmente in linea il dato riferito al servizio di ristorazione. Circa la metà delle strutture del Nord Ovest Italia si trova in collina. L’agriturismo si conferma anche il settore con un’alta titolarità femminile dell’attività: 36% in Italia (rispetto al 29% della generalità delle imprese agricole) e addirittura il 38,4% nel Nord Ovest. Le fattorie didattiche censite ad agosto 2017 sono oltre 330; erano 247 nel 2015.

L’UVA Il calo medio della produzione è stato del 30% circa (Avevamo scritto sull’argomento nel numero scorso) rispetto al 2016, a causa di caldo, siccità, gelate tardive e grandinate primaverili ed estive Il germogliamento – rileva Ismea nel suo rapporto sulle previsioni vendemmiali - è iniziato con circa due settimane di anticipo rispetto alla media e

anche fioritura e allegagione sono state anticipate, ma non sempre hanno potuto contare su condizioni climatiche favorevoli, mostrando quindi una certa disomogeneità tra le diverse zone. L’accelerazione dello stato vegetativo si è ripresentata con l’invaiatura, con situazioni di totale eccezionalità: molte delle vigne hanno invaiato nei primi 20 giorni di luglio, con una ventina di giornate di anticipo sul dato medio. L’anticipo della raccolta è stato in alcuni casi anche di 30 giorni rispetto a una vendemmia considerata normale. Le uve si sono presentate sane alla


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vendemmia, ma in molti casi i viticoltori hanno preferito anticipare il raccolto di qualche giorno per cercare di mantenere il miglior equilibrio zuccheri-acidi. La scarsità di produzione e la riduzione delle giacenze oltre i limiti fisiologici ha determinato aumenti dei prezzi delle uve nell’ordine del 10-15% in Langa e Monferrato e del 20% nell’Alto Piemonte, a seconda delle varietà.

LA FRUTTA In generale l’annata siccitosa ha fatto aumentare i costi di produzione per quanto riguarda le irrigazioni. L’andamento climatico siccitoso ha favorito il contenimento delle crittogame, limitando la necessità di trattamenti contro le malattie fungine. Gli attacchi di cimice asiatica (Halyomorpha nonostante il miglior halys) ha provocato danni a tutte le prezzo rispetto allo coltivazioni di fruttiferi. Le gelate primaverili scorso anno. Le pere hanno fortemente compromesso le quest’anno sono state produzioni, mentre la siccità e le alte colpite in modo violento temperature hanno fatto anticipare i raccolti dagli attacchi di cimice di 10-15 giorni rispetto al 2016. asiatica, in particolare le Per tutte le varietà di frutta si registra varietà Kaiser e Williams un crescente interesse per le produzioni (meno colpita la varietà biologiche che spuntano prezzi decisamente Abate). Le gelate hanno superiori a quelle ottenute con metodo causato, in generale, una convenzionale. Scarsa la produzione di contrazione del raccolto actinidia, con un calo del 30-40% rispetto nell’ordine del 20% circa. al 2016. Prezzi in tensione, con le qualità Eccellente la qualità migliori scambiate con prezzi attorno a 80organolettica dei frutti, ma con pezzature e aspetto non sempre 110 Euro al quintale. idonei. Buono sotto il profilo produttivo (+ 10% circa rispetto al Da segnalare una sempre più preoccupante 2016) il raccolto di castagne, ma con una qualità non eccellente. intensificazione del fenomeno della “moria I prezzi indicano un calo del 40 – 45% rispetto allo scorso anno del kiwi” che sta costringendo all’estirpazione (80 euro al quintale). di vaste superfici. bv orto frutta 11-12-2012 12:31 Pagina 1 Stagione difficile per la frutta estiva, in bv orto frutta 11-12-2012 12:31 Pagina 1 particolare per le pesche, a causa di un mercato interno non remunerativo, della mancanza di competitività con i produttori esteri e dei danni provocati dall'embargo russo. Dal 2000 a oggi il Piemonte ha perso circa il 40% della superficie coltivata a pesche, il doppio di quanto ha perso complessivamente l'Italia. Nel Cuneese molta merce è rimasta stoccata dei magazzini e, in alcuni casi, i produttori iniziano a riconvertire gli impianti, ALBA - CORSO CORTEMILIA 3/1 - Tel. 333.1696239 - P.IVA 03203870047 procedendo con le operazioni di estirpo, ALBA- CORSO - CORSOCORTEMILIA PIAVE 17/E - 3/1 Tel.-339.1892417 - ortofruttaepoi@libero.it ALBA Tel. 333.1696239 - P.IVA 03203870047 anche se permane una profonda incertezza ALBA - CORSO PIAVE 17/E - Tel. 339.1892417 - ortofruttaepoi@libero.it sulle nuove colture da adottare. PER TUTTO IL MESE DI LUGLIO PER TUTTO IL MESE DI LUGLIO La produzione 2017 è risultata in contrazione, OGNI OGNI 8 EURO DI SPESA IN SURGELATI, 8 EURO DI SPESA IN SURGELATI, IN OMAGGIO UNA FRAGRANTE BRIOCHE dal 20 al 30%, rispetto all’anno precedente. IN OMAGGIO UNA FRAGRANTE BRIOCHE Nelle zone scarsamente irrigue (alcune aree del Tortonese, per esempio) la qualità della frutta si è rivelata eccellente sotto il profilo organolettico ma di pezzatura ridotta. Per quanto riguarda le albicocche la produzione si è rivelata scarsa in Piemonte (-30-40%) ma abbondante in Romagna, nelle regioni meridionali e nella penisola iberica. Ciò ha determinato un vero e proprio crollo dei prezzi (-40% e oltre) rispetto all’anno scorso. Produzioni ridotte anche per ciliegie e susine (-40% circa), con prezzi stazionari. Le gelate del mese di aprile, periodo in cui i meleti erano in fioritura, hanno limitato fortemente i quantitativi di mele prodotti. Il Piemonte ha patito meno di altre regione (in Trentino e Alto Adige il calo arriva fino al ALBA ALBA CORSO CORTEMILIA Tel 3331696239 CORSO CORTEMILIA 3/1 ·3/1 Tel ·3331696239 60%), ma il raccolto si è comunque ridotto ALBA CORSO PIAVE Tel 3391892417 ALBA CORSO PIAVE 17/E17/E · Tel ·3391892417 di un 20-25% rispetto all’anno scorso. La produzione più bassa non è comunque stata “compensata” sul fronte dei ricavi,

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Territorio

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A L B A

Riconoscimenti

Città Creative Unesco e miglior “Comune Fiorito” d’Italia

E’ terminata da poco la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba che, tra i ricordi, lascia sicuramente anche una doppia soddisfazione agli albesi: la Città di Alba ha ricevuto due importanti riconoscimenti, entrambi dichiarati a novembre. La Capitale delle Langhe è diventata “Città Creative Unesco” e miglior “Comune Fiorito” d’Italia sopra i 5 mila abitanti. 30


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Partiamo da Alba come “Città Creative Unesco”: dufarvi sentire i nostri gusti abbinati ai vostri. rante la Fiera la cittadina ha ospitato Parma AlimenLavorare insieme ad Alba è un’occasione fantastica tare “Parma Unesco City of Gastronomy”, all’interno per sommare insieme l’alta qualità. dello stand del consorzio, nell’area espositiva in piazza Il contesto della gastronomia mondiale è molto ampio, Giovanni Falcone per un “gemellaggio di gusto” con quindi cerchiamo di fare relazione perché i rapporti il Tartufo Bianco d’Alba attraverso show cooking desono la chiave dell’internazionalizzazione del futuro». dicati. «La mia città dichiarata Città Creativa Unesco per la Sono stati degustati il Parmigiano Reggiano DOP, i Gastronomia - ha spiegato Fabio Sicilia di Belém – si salumi tipici, le produzioni dolciarie tradizionali partrova in mezzo all’Amazzonia Brasiliana in una provinmensi. L’incontro “Alba e Parma Città Creative Unesco cia molto ricca ma io sono nato come professionista per la Gastronomia”, è avvenuto sabato 11 novembre qui in Piemonte e quando ho scoperto che Alba voleva all’interno di “Alba Truffle Show” nella sala “Beppe Fecandidarsi, l’ho appoggiata. noglio”. Ho voluto essere qui perché dobbiamo lavorare inSul palco il Sindaco di Alba Maurizio Marello, il Sindasieme per questo rapporto molto importante e perché co di Parma Federico Pizzarotti, l’assessore alla Cultuparte della nostra esperienza in Amazzonia proviene ra ed al Turismo del Comune di Alba Fabio Tripaldi, dall’esperienza in questa regione». l’assessore al Progetto Unesco del Comune di Parma «Due anni fa – ha spiegato l’assessore al Progetto UneCristiano Casa e Fabio Sicilia, esponente di Belém città sco del Comune di Parma Cristiano Casa – abbiamo brasiliana Creativa Unesco per Gastronomia. scelto di collaborare. Lo abbiamo fatto ed oggi siamo «Alba e Parma sono le due città italiane dichiarate Citentrambe Città tà Creative Unesco per la Gastronomia tra le 26 città Creative. Quenel mondo che hanno questa certificazione – ha ricorsto è un esemCOMPOSIZIONI PRÊT-À-PORTER dato il Sindaco Maurizio Marello – Insieme abbiamo pio virtuoso per pensato ad un progetto ambizioso che è quello di col’Italia». struire il distretto gastronomico Alba Parma. «Durante il Se riusciremo a realizzarlo sarà il più importante del percorso di nostro paese ed uno dei più importanti in Europa, in candidatura dialogo con altre città europee che stanno lavorando - ha affermato sulla gastronomia. l’assessore alla Ringrazio il Sindaco Pizzarotti e l’assessore Casa. Cultura ed al Siamo davvero contenti di aver iniziato insieme questo Turismo del Cocammino». mune di Alba «Ringrazio i nostri cuochi che sono qui e che portano le Fabio Tripaldi nostre tradizioni culinarie nel mondo – ha sottolineato - ho guidato il Sindaco Federico Pizzarotti - in questo caso la sfida è

COMPOSIZIONI

PRÊT-À-PORTER

I fiori come espressione di sentimenti

NUOVA APERTURA ! a Dicembre !! BA AL V.le Vico, 2 -

Fiori e...Fiocchetti, il nuovo negozio di fiori di Delfina, un’imprenditrice che crede da sempre nell’arte floreale, a cui ci si affida per esprimere i propri sentimenti. I fiori sono ambasciatori della nostra vita, e le composizioni “opere d’arte” da ammirare. Come è nata la sua passione per i fiori? «Semplice: è nata insieme a me. Ho avuto la fortuna di nascere in campagna e di giocare in mezzo ai prati, tornavo a casa la sera con mazzi di fiori di campo, bouquet di grano, papaveri e fiordalisi. I fiordalisi sono scomparsi, divorati dai diserbanti». Per fare la differenza nella sua professione, come bisogna lavorare? «In continua evoluzione. Come in tutti i settori negli ultimi anni il mercato è stato inflazionato e globalizzato. Non credo serva oggi abbassare i prezzi, credo serva innalzare la professionalità e migliorare il servizio. Si chiama “arte floreale”: bisogna trasmettere l'armonia dei colori, delle forme e dei complementi che fa di un fiore “il fiore”, di un mazzo un quadro, dove il fiorista diventa l'artefice di una cosa unica». Ci spieghi il suo progetto, come sarà il suo nuovo negozio? «Fresco, allegro, variopinto. Improntato sul metodo francese del “pret-a porter”. Hai fretta? Trovi bouquet già pronti con assortimento di fiori e prezzi per acquisti “al volo”. Fiori freschi e stabilizzati, pianta verde o fiorita, la scelta è ampia. Un fiore è armonia e benessere, questo è quello che vorremmo i nostri clienti provassero». Che cosa si può esprimere attraverso un fiore, secondo lei? «Ogni fiore ha una sua identità, un suo colore, un suo profumo. Allo stesso modo ognuno di loro viene associato da secoli ad un sentimento ed utilizzato per esprimerlo. Alcuni esempi: la rosa rossa è amore e passione, la mimosa è simbolo di femminilità e forza, il girasole è gioia e allegria, il narciso è da sempre simbolo di vanità. Si regala un fiore per tanti motivi, e soprattutto per esprimere un sentimento».

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Territorio una squadra che sapeva lavorare molto bene, quindi è stato un piacere ed un onore seguire l’iter. Ora, la prospettiva di lavorare con città distanti nel mondo è una sfida difficile ma affascinante. La affronteremo con preziosi e valorosi compagni di viaggio ed insieme a loro continueremo questo percorso. Guardando al nostro paese ma anche al mondo intero». «Il progetto delle Città Creative Unesco è nato per caso – ha raccontato Antonio Degiacomi presidente del Centro Studi Tartufo - Ho incontrato a Roma una persona che mi ha parlato di questo circuito. L’ho ascoltato, ho verificato su internet ed ho capito che questo poteva essere interessante per una città già proiettata a livello internazionale come la nostra. Oggi sappiamo che bisogna lavorare insieme agli altri. Interessante non solo l’interazione con la gastronomia ma anche con le altre città creative in altri settori dove la creatività è positiva per lo sviluppo umano ma anche economico». All’evento coordinato dal vice presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba Marco Scuderi, è intervenuto anche il consigliere dello stesso ente Luca Sensibile. Premio chiama premio… ed Alba si aggiudica anche il massimo riconoscimento con Quattro Fiori e primo premio riservato ai Comuni con popolazione superiore ai 5 mila abitanti al concorso nazionale “Comuni Fioriti”. A Spello (Perugia) sono stati ritirati i 2 mila Euro di premio in fornitura piante ed il massimo riconoscimento

www.terraetradizione.com previsto dalla selezione nazionale dedicata alla cura del verde pubblico e privato. Oltre a ciò una targa speciale è andata all’“Accademia Social Food” di Fabio Girolametti di Alba per il progetto “Alba-Social Green Corner” con il coinvolgimento di anziani, bambini, adolescenti e persone diversamente abili nella coltivazione di verdure ed erbe aromatiche nei centri urbani, con l’obiettivo di riqualificare aree incolte della città e sanare situazioni di orti abusivi, educando contemporaneamente ad una corretta alimentazione ed ad un sano stile di vita. Il concorso "Comuni fioriti" è rivolto alle amministrazioni locali che si impegnano a “fiorire” il proprio territorio con il coinvolgimento di privati ed associazioni ed è organizzato dall’Asproflor in collaborazione con l’Atl Distretto Turistico dei Laghi e la consulenza dello Studio Urbafor.

! ascotte m a r t s la no Rasty,

UNA NUOVA SEDE PER LA LAVANDERIA ARCOBALENO Avviare un’attività di lavaggio capi di abbigliamento e crescere anno dopo anno, dimostrando passione e dedizione per il proprio lavoro. Si può fare, e Lina De Francesco lo dimostra, ogni giorno, nel suo laboratorio dietro il bancone dove riceve i clienti che le portano gli indumenti, e non solo. Ma come nasce la voglia di mettersi così in gioco? Ce lo spiega la stessa Lina: «Sono molti anni che svolgo questo mestiere. Dopo un lungo periodo di circa 20 anni, ho deciso di iniziare l’avventura da sola, basandomi sulla mia esperienza.

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E così, dieci anni fa, ho rilevato un’attività del settore già avviata. Pian piano sono cresciuta ed ho instaurato una buona sinergia con la clientela: fiducia e buon rapporto qualità/prezzo. Sto molto attenta alla tecnologia, mi aggiorno costantemente ed a breve, nei locali nuovi in cui mi trasferirò ad inizio 2018, potrò utilizzare una macchina di ultima generazione per il lavaggio ad acqua di capi molto delicati, tra cui il cashmere. Metto in campo la mia professionalità, ringrazio tutti i clienti che da sempre mi apprezzano, e auguro Buone Feste a Tutti ! ».

Da FEBBRAIO 2018 Vi aspettiamo nella nuova sede di Alba SEMPRE in Via D. Scaglione ma al N. 4/b


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Il Fascino delle Langhe stupisce sempre A San Pietro di Monforte le rovine dell’antico monastero Il territorio delle Langhe nasconde ancora (se mai possibile) alcuni luoghi molto interessanti dal punto di vista storico e culturale, capaci di portarci indietro nel tempo e di farci capire qualcosa di più sulle origini dei paesi delle nostre colline. È il caso delle rovine di un antico monastero benedettino sul Bricco San Pietro di Monforte. La prima testimonianza scritta sull'esistenza di questo monastero risale al 1014, in una bolla pontificia di Papa Benedetto VIII. Fra i beni dell'Abbazia della Novalesa, dipendente da quella di Breme, compare anche una cella monastica di San Pietro nel territorio di Monforte. Si tratta dunque di un insediamento molto antico e non c'è da stupirsene, visto che intorno all'anno Mille (poco prima o poco dopo) sono sorti nelle Langhe numerosi insediamenti Benedettini, in uno sforzo, portato avanti dall'ordine monastico di ripopolare una zona allora molto selvatica e con popolazione scarsa. In quell'epoca sono sorti presumibilmente monasteri a Alba, Castino (addirittura due), San Benedetto Belbo, La Morra. Di quello di Monforte ci sono ancora le rovine anche se non è facile individuarle. Si trovano presso il Bricco di San Pietro, la collina accanto a quella su cui sorge il centro storico noto col

Ristorante Pizzeria

nome di Saracca. La collina di San Pietro è coperta da un folto bosco. Vi si può andare da una deviazione che si incontra a sinistra rispetto alla strada principale che conduce verso Monforte arrivando da Alba, in prossimità della Cappella della Natività. La via si conclude presso delle abitazioni private, purtroppo non c'è un sentiero chiaro che porta verso l'antico monastero, che comunque è raggiungibile, per chi è disposto ad avventurarsi in una zona selvatica. Le rovine si trovano sulla cima della collina in mezzo a piante selvatiche e rovi, d'inverno il sito è più facile da raggiungere, la vegetazione è più rada. Restano in piedi le mura portanti, ed è riconoscibile l'abside di una chiesa (probabilmente romanica). Piante e arbusti si fanno strada nei varchi lasciati aperti nelle massicce mura. Un edificio di indubbio fascino, anche se oggi in rovina. La zona è anche ottima per ammirare lo splendido paesaggio langarolo, dalla collina nelle giornate limpide si può ammirare la corona alpina e alcune zone di produzione del pregiato Barolo.

Serenella

Diego De Finis

anni ...da 20 oi !!! con V

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Provincia di Cuneo Gestione risorse

Piano Ato: l’acqua diventa un problema?

Le preoccupazioni dei 10 Comuni dell’Unione di Comuni colline di Langa e del Barolo per l’approvazionedel Piano d’Ambito 2018-2047 dell’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale n. 4 Cuneese, si aggiungono a quelle già manifestate in questo ultimo periodo dal Comune di Fossano, dai 20 Comuni del Roero, dagli 11 della pianura saluzzese riuniti in Ottavia e dai 38 dell’Alta Langa. 34


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IL CRONOPROGRAMMA «In secondo luogo, siamo preoccupati che il cronoprogramma delle opere previste per il prossimo trentennio risulti non adeguato alle esigenze di un territorio così vasto e vario, soprattutto per quanto riguarda l’entità del piano tariffario degli investimenti e la loro distribuzione sul territorio. In particolare temiamo che, non essendoci ancora parametri oggettivi sulla futura distribuzione degli interventi di manutenzione, si possa correre il rischio di una mancata corrispondenza tra l’entità degli investimenti e le necessità dei territori, in particolar modo per i territori a bassa densità abitativa come i nostri».

LE PROPOSTE DELL’UNIONE

Un dissenso trasversale al territorio provinciale, a cui Confindustria Cuneo continua a dar voce, mentre si avvicina la scadenza dei 90 giorni di tempo concessi ai Comuni per presentare le loro osservazioni sul Piano dell’Ato dopo la sua approvazione l’11 settembre scorso. I 10 Comuni che fanno parte dell’Unione di Comuni colline di Langa e del Barolo rappresentano più di 10mila abitanti della provincia di Cuneo e sono: Barolo, Castiglione Falletto, Grinzane Cavour, Monchiero, Monforte d’Alba, Novello, Roddi, Roddino, Sinio e Verduno. Ecco la loro articolata posizione al riguardo, di cui si fa portavoce il Presidente dell’Unione di Comuni colline di Langa e del Barolo, Roberto Passone. La dichiarazione del Presidente: «Premesso che occorre tributare un particolare ringraziamento a quanti, con abnegazione e impegno, in questi mesi si sono impegnati per lo studio e la stesura del Piano, come sindaci dell’Unione di Comuni colline di Langa e del Barolo non possiamo esimerci, nell’interesse del territorio da noi rappresentato, di far presenti perplessità e preoccupazioni che scaturiscono dalla sua analisi, visto che il Piano in oggetto costituisce un passaggio epocale nella programmazione dello sviluppo dei Comuni e che gli amministratori hanno dimostrato la volontà di incidere nella scrittura dello stesso nella ricerca dell’interesse superiore delle proprie comunità».

«I 10 Comuni delle colline di Langa e del Barolo vedono positivamente, in un’ottica di sistema, gli investimenti di grande scala su territori ampi, ma solo a patto che questi rientrino in un disegno più ampio e in una visione di insieme ove l’attenzione per le grandi opere non avvenga a scapito delle necessità minori dei piccoli centri (minori in termini di costi ma non meno importanti dal punto di vista sociale). In questa direzione come Unione proporremo di posticipare ad un secondo momento quegli interventi di area vasta che ad oggi risultano derogabili, liberando nell’immediato risorse da subito spendibili per gli interventi di manutenzione della rete esistente e andando così a rispondere alle preoccupazioni degli amministratori e dei cittadini. Rimarcheremo, altresì, la necessità che ci si attivi per ottenere risorse aggiuntive extra tariffa per far fronte agli investimenti di sistema, così da poter aumentare la quota destinata alle manutenzioni, con particolare attenzione alle aree marginali. Avremmo preferito che le nostre preoccupazioni venissero prese in considerazione prima dell’approvazione del Piano, ma, allo stato attuale, possiamo solo provare a cercare di far valere le richieste del nostro territorio presentando dettagliate e motivate osservazioni. Noi Sindaci dell’Unione di Comuni colline di Langa e del Barolo, riteniamo che il Piano degli investimenti debba essere un momento di forte coesione territoriale nell’interesse di tutti e per questo va ricercata, attraverso il confronto dialettico tra tutti gli attori, una soluzione unitaria in grado di rispondere ai bisogni del nostro territorio. Questo per noi non è questo il momento della divisione ma è il tempo della condivisione, anche perché i tubi non hanno né colori né ideologie».

LA MANUTENZIONE «La nostra prima e grande preoccupazione – continua Roberto Passone - riguarda gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, sia della rete fognaria che di quella delle condotte dell’acqua. Ci sembra che il Piano, pur provvedendo ad un’analisi dettagliata della situazione di partenza, non tenga debitamente conto, nella previsione degli investimenti, del fatto che si tratta di due reti la cui età media è ormai avanzata e sulle quali c’è l’impellente necessità di effettuare corposi interventi prima che sia troppo tardi ed eventuali danni diventino irreparabili, evitando di dover agire con urgenza con il rischio di inevitabili aggravi di costi».

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Eventi Natalizi nel territorio Luci, colori, sapori, allegria, calore umano: il Natale diventa protagonista anche nei nostri territori di Alba e di Asti, nei diversi eventi organizzati nei vari paesi grazie all’impegno delle persone che credono nella tradizione. Dai classici appuntamenti natalizi agli appuntamenti a tavola dedicati ai prodotti stagionali. In questa carrellata sicuramente troverete la giornata, o le giornate, di vostro gradimento per avvicinarvi al periodo delle Festività e per viverlo nel modo migliore.

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Asti e dintorni

Iniziamo dal weekend lungo della Festività dedicata all’Immacolata. A San Damiano d’Asti viene inaugurato il presepe il 7 dicembre. L’8 dicembre “Mercatino di Natale e Presepe” di Anna Rosa Nicola ad Albugnano presso la Canonica di Santa Maria di Vezzolano. Iniziano i “Presepi nel Monferrato” anche a Aramengo, Cocconato, Passerano Marmorito, mentre a Tonco tutti a tavola per la “Polentata”, ed a Pino d’Asti per la “Bagna Cauda”. A Cantarana l’antica tradizione del “Turnuma a Vjè”, antico modo di passare qualche ora con gli amici nelle loro case, come si faceva una volta nelle borgate. Si respira aria di Natale ad Isola d’Asti con i “Mercatini natalizi”, come a Baldichieri d’Asti. Sabato 9 dicembre si può visitare gratuitamente con guida il Museo Eugenio Guglielminetti, nei sotterranei di Palazzo Alfieri (Corso Alfieri 375) con orario 16-18, e la mostra "Nella città d'Asti in Piemonte" presso Palazzo Mazzetti alle ore 17. A Mombaruzzo presso il teatro sociale alle ore 18 “Concerto Jazz”, mentre il “Mercatino di Natale e Presepe” di Anna Rosa Nicola ad Albugnano. Per gli acquisti natalizi in Piazza San Secondo ad Asti ecco “Bioagroarte”. Domenica 10 dicembre si torna al Museo Eugenio Guglielminetti per le visite gratuite. A Castagnole delle Lanze alle ore 21.30 la musica torna protagonista con il “Blues Channel - Trudy Linn”. A San Damiano d’Asti inizia la “Fiera del Cappone” che, in due giorni, riporta in paese il grande ed unico sapore di questo pennuto, per i piatti della tradizione. A San Paolo Solbrito “Natale in bancarella” per le vie del paese, come a Mombercelli, ed a Cocconato, dove si servono anche “Polenta, frittelle e Vin Brulè”, come da classico copione natalizio. Il 15 dicembre inizia a Montiglio

www.terraetradizione.com Monferrato una curiosa rassegna dal titolo "Moncirco" dedicata al circo contemporaneo fino al 21 aprile (moncirco.com). Ad Asti continuano i “Mercatini di Natale”, fino al 24 dicembre. Il 16 dicembre ancora visite gratuite guidate al Museo Eugenio Guglielminetti e, a Palazzo Mazzetti, “Family friendly”, attività per bimbi 1-3 anni durante l’iniziativa “Benvenuti nella casa di Babbo Natale”. Inizia il “Presepe Vivente” a San Damiano d'Asti al Borgo dei Sutè. A Cortadone va in scena “Aspettando Babbo Natale”. Il 17 dicembre musica protagonista a Rocchetta Tanaro con il “Concerto di Natale”. A Nizza Monferrato “Mercatino dell'Antiquariato e dell'Agricoltura”, come a San Damiano d’Asti per quel che riguarda l’Antiquariato. Si passa direttamente alla Vigilia di Natale: domenica 24 dicembre di può passare visitando il Museo Eugenio Guglielminetti, ascoltando i Blues Channel - Michael M.Smith & Friends a Castagnole delle Lanze, presso la chiesa parrocchiale alle ore 21. Rappresentazione del Presepe vivente a Cessole, auguri di Natale a Rocchetta Palafea, e “Distribuzione cioccolata” ad Asti, sul sagrato della chiesa di Don Bosco. A Valfenera ci si scalda al “Falò di Natale”. Dopo i bagordi di Natale si può smaltire nei giorni successivi al “Mercatino dell'antiquariato” ad Asti, il 26 dicembre sotto i Portici Piazza Alfieri. Il 28 dicembre “Milaresol” musica 2017 presso la sala verde del Castello di Castell'Alfero Castello alle ore 21. Ci si avvicina a Capodanno, il 30 dicembre, con le visite gratuite guidate al Museo Eugenio Guglielminetti, e la premiazione del concorso letterario "Raccontami il Natale" a Revigliasco d'Asti presso la Sala Consiliare alle ore 16.30. L’anno nuovo, come da tradizione, inizia con alcuni concerti e mostre: inizia “Scatti d'Autore” fino al 6 gennaio a Costigliole d'Asti, presso Castello Asinari (sabato 16-18, domenica 1012/16-18). A Rocchetta Tanaro note al “Concerto di Capodanno”, come ad Asti, dove l’Orchestra Sinfonica di Asti si esibirà al Teatro Alfieri alle 17.30 e alle 21.Ammirazione di fronte alla tradizione del presepe con “Il borgo e i suoi presepi”, fino al 10 gennaio a Cocconato. E, fino al 14 gennaio, si pattina sul ghiaccio in Piazza Statuto ad Asti.

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Alba e dintorni Il territorio albese e la sua capitale offrono eventi dedicati a cultura, arte, storia, musica e, ovviamente, alle Festività natalizie. Fino al 17 dicembre continua “Alba Panoramica”: visita guidata per vedere il centro storico dall’alto, in programma ogni terza domenica alle 15.30 da Piazza Risorgimento (Per info: www.turismoinlanga.it). Fino al 31 dicembre si potrà ammirare ad Alba “Dedalo Montali”, mostra presso il Museo Diocesano (Per info: museo@alba.chiesacattolica.it). Sempre ad Alba, fino al 31 dicembre, visite guidate a “Alba Sotterranea” ogni seconda e quarta domenica del mese dalle ore 15, ogni terzo sabato del mese dalle ore 10.30. Anche nelle date del 8 e 10 dicembre e dal 29 al 31 dicembre. (Su prenotazione nella sezione PRENOTA su www.ambientecultura.it, via email a info@ambientecultura.it). Fino al 7 gennaio mostra d’arte dal titolo “Bibbia e

Sacro Vino - Marc Chagall e Visioni Contemporanee” presso l'Aula Picta di Barolo. Orari di apertura: da lunedì a domenica 10.00 - 18.00, chiuso il martedì. Fino 31 dicembre si potrà ancora ammirare la mostra d’arte “Botero & Botero” presso Palazzo Lucerna di Rorà a Bene Vagienna. Orari di apertura: sabato dalle 15.00 alle 18.00, domenica e festivi dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Ingresso libero. Arte protagonista fino al 14 gennaio anche a Cherasco, dedicata a “Lucio Fontana e l'annullamento della pittura. Da Gruppo Zero all'Arte Analitica” presso Palazzo Salmatoris. Orari di apertura: da mercoledì a domenica e giorni festivi dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle dalle 15 alle 19. Fino al 22 aprile altra mostra dal titolo “Square the Circle - curated by Luca Beatrice” a Santo Stefano Belbo presso il Relais San Maurizio. Orari di apertura: dalle 12.00 a mezzanotte. Atmosfera di Natale a Monticello con i “Mercatini di Natale” in frazione Sant’Antonio presso la Manufatti Sant’Antonio. Fino al 28 gennaio mostra dedicata al grande “Bruce Springsteen. Further up the Road - Frank

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Stefanko” presso la galleria Wall of Sound Gallery in via Gastaldi, 4. Orari di apertura: dal martedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. Ingresso libero. E fino al 17 dicembre alla Banca d’Alba di Alba in via Cavour mostra su “Poeti/Pittori/Poeti - Bartolini, de Pisis, Fortini, Lattes, Levi, Montale, Pasolini e Zigaina” che hanno segnato il XX secolo. Sempre il 17 dicembre, a Bene Vagienna sono in programma i “Mercatini di Augusta Antiquaria”, con 300 banchi di esposizione nel centro storico. Il 1 gennaio si inizia bene il 2018 ad Alba con il “Concerto di Capodanno” “Italy&USA Alba Music Festival”, giunto alla 11ª edizione, presso la chiesa di San Domenico alle ore 17.30. Domenica 10 dicembre, BIG CHRISTMAS! Le Notti della Nativitá festeggiano 10 anni sfavillanti con il concerto gratuito del Big Boy, the Best Sergio Sylvestre, gratis in piazza Duomo!!!


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Natale: ma lo sapevi che?... Le curiosità sul Natale non mancano di certo, ma ce ne sono che si riferiscono a fatti sicuramente singolari ed unici. Il regalo più grande mai fatto per Natale? La famosa Statua della Libertà, simbolo della città di New York, donata dai francesi agli Stati Uniti d’America proprio nel giorno di Natale. Trasportata in 1883 casse via nave e simboleggia l’amicizia tra francesi e americani, e commemora la dichiarazione d’Indipendenza di circa un secolo prima. La base della Statua della Libertà venne così pagata dai cittadini attraverso una sottoscrizione pubblica.

Giotto e la Stella Cometa Quando si dice essere geniali: il pittore Giotto, nel 1299, fu il primo ad aver disegnato la Stella Cometa… con la coda. La creò con una sfavillante luce, discostandosi dall’iconografia tradizionale della stella stilizzata costituita da molte punte.

Il primo Albero di Natale artificiale? E’ tedesco. Furono i germanici i primi ad addobbarlo, e lo fecero con piume d’oca tinte di verde, a simboleggiare le foglie. Soluzione poco ortodossa…

Natale ed i regali: perché? L’usanza sarebbe nata da quella della festa pagana dei Saturnali, per omaggiare il dio Saturno, protettore delle semine. Nei banchetti i regali erano d’obbligo e sembra che questa usanza non sia mai passata di moda…

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Perché le palline colorate sull’Albero? Simboleggiano l’abilità del giocoliere: la tradizione vuole che, a Betlemme, un povero artista si esibisse durante il periodo natalizio. Non aveva nulla da offrire a Gesù Bambino perché era povero, e allora allestì uno spettacolo per lui, e riuscì a farlo sorridere. Un regalo che simboleggia la felicità per la venuta del Signore.

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Presepi e Mercatini: Alba e Asti si colorano per il Natale

Il fiato che esce dalla bocca e dal naso e che si perde nell’aria dopo aver formato figure che prendono le sembianze di qualcosa di magico, illuminate dalle luci delle casette, degli alberi addobbati, tra profumi di caldarroste, dolciumi e leccornie varie, in un’atmosfera unica, che rende tutti felici.

Non siamo in una favola, ma è come se lo fossimo: siamo in pieno periodo natalizio, tra mercatini e presepi che colorano anche Alba, Asti ed i loro rispettivi territori, in questo periodo natalizio in cui la tradizione del presepe e quella dei mercatini diventano le vere protagoniste. Un viaggio che si perde nella notte dei tempi e che anima le nostre colline che, anche a Natale, sanno regalare emozioni a grandi e piccini. I territori albesi ed astigiani sono diventati, negli ultimi anni, anche la meta di coloro che amano trascorrere le fredde giornate invernali scaldando cuore e anima nel

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tepore di piazze e vie in cui la magica atmosfera del Natale inebria la mente. La crescita del turismo natalizio ha portato all’ascesa delle manifestazioni dedicate a presepi e mercatini anche nella nostra zona. Basti pensare che il Magico Paese di Natale, che si svolge e a Govone, è considerato tra i primi mercatini natalizi in Italia. In queste pagine vi proponiamo alcuni luoghi in cui potete vivere al meglio la vostra preparazione alle Festività Natalizie. Cittadine, paesi grandi o piccoli, non importa: la magia del Natale è importante in ogni luogo.


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Il Presepe Natale dell’1223 d.C.: San Francesco, grazie alla sua concretezza e creatività, inventa il presepe nell’Eremo di Greccio, dopo che il 29 novembre Papa Onorio III, con la bolla “Solet annuere”, approvò definitivamente la Regola dei frati Minori. Da quel periodo di Festa, il Natale si celevra anche attraverso il presepe. Il primo fu molto semplice: un bue, un asinello intorno al Frate che celebrò l’Eucarestia. Sono passati 794 anni di crescita di questa idea che è diventata una tradizione riconosciuta in tutto il mondo. Da quella semplice e autentica rappresentazione si è arrivati a vere e proprie mostre di presepi meccanici fantastici, fino a quelli viventi che regalano forti emozioni. Ma lo Spirito religioso non si è mai perso, anzi è stato rinforzato da questa attenzione dell’uomo verso Gesù Bambino, Giuseppe e Maria, e verso quello che era la vita del tempo. Il presepe è simbolo della quotidianità della vita e la esprime tramite i lavori rappresentati. Si va dal pastore, ai mestieri antichi che ci sono ancora oggi, fino a quelli moderni. Il senso di questa rappresentazione sta nel riflettere sulla vita di tutti i giorni, per poterne trarre degli insegnamenti corretti se si guarda alla Luce che esce dalla grotta.

Proprio per la sua plasticità il presepio si presta a rappresentazioni in cui il particolare può diventare segno della concretezza della quotidianità della vita. E proprio tali particolari della vita umana - i vestiti dei pastori, le pecore che brucano l'erba, il fanciullo attaccato alla gonna di mamma, eccetera - sono stati rappresentati anche come ulteriori indizi del realismo cristiano che scaturisce proprio dall'Incarnazione. Senza andare oltre confine, se guardiamo all’Italia, ci sono tanti presepi diventati famosi: da quello napoletano a quello romano, da quello trentino a quello siciliano: Tra fantasia, realtà e un arte, il presepe è diventato un punto di riferimento artistico per molte persone. Senza presepe non è Natale!

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I Mercatini di Natale

Natale 1434: siamo a Dresda, in Germania, e qui si svolge il primo Mercatino di Natale ufficiale Ufficiale perché in un documento ufficiale viene riportata questa manifestazione dal nome Striezelmarkt (mercato degli 'Striezel', un dolce tedesco), diventata poi, dopo la riforma protestante, Christkindlmarkt (che letteralmente in tedesco significa il mercato del Bambino Gesù). 583 anni di mercatini, praticamente in tutto il mondo, con un’alta concentrazione in Europa. Ma che cosa è il Mercatino di Natale? E’ un evento commerciale pubblico che cerca di far vivere l’atmosfera natalizia ai consumatori. Dalle bancarelle alle casette, si cerca di offrire un’esperienza particolare, tra musica, maschere natalizie reali e fantasiose, tra mito e leggenda di una Festa che, pur avendo un forte connotato religioso, è stata contaminata dalla mente dell’uomo. In Italia ci sono mercatini di natale molto famosi, e tra i migliori possiamo citare quello di Govone che, con il suo Magico Paese di Natale, propone quasi 100 casette, spettacoli, magia, ambientazioni dedicate

a Babbo Natale, possibilità di pranzare e tanto spettacolo. Oggi, i mercati di Natale più famosi in Europa sono quelli tedeschi ad Augusta, Norimberga, Dresda, Colonia, in Austria a Vienna, in Svizzera a Zurigo, in Francia a Strasburgo e Parigi, ed in Italia a Trento e Bolzano. Ce ne sono anche altri ma, a livello storico, questi sono i più importanti. Ad esempio a Colonia si tengono ben sette mercati, in differenti luoghi della città, di cui uno in una imbarcazione sul Reno. I più storici come datazione sono il già citato Dresda (1434), e quelli di Strasburgo che risale al 1570 e di Norimberga del 1628.

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Govone: il magico paese di Natale

e sono state studiate per accontentare bambini, adulti e diversi tipi di palato. Se si preferisce un pranzo comodamente seduti, si può optare per la “Locanda del Magico Paese di Natale”, in cui il servizio del catering garantisce piatti della tradizione, preparati con ingredienti freschi e di stagione, per esaltare le bontà della stagione. Menù alla carta, menù per bimbi, celiaci e vegetariani. Consigliata la prenotazione sul sito della manifestazione. Non manca lo “Street Food”: tra il Viale ed il Castello si potranno trovare gli chalet che proporranno cibi con ingredienti locali e materie prime selezionate, per un pranzo da passeggio. Qualche esempio: la farinata, gli Hamburger di allevatori di razza Piemontese, i Plin e i Tajarin con sughi fatti al momento, piatti vegetariani, dolci tipici, cioccolata calda, la piccola pasticceria sabauda e molto altro ancora. Cucina sotto forma di spettacolo nella “Cucina di Mamma Natale”: Babbo Natale ha deciso di ristrutturare la sua casa trasferendo la cucina di Mamma Natale nella Serra della sua dependance a Govone. E qui, insieme ai cuochi Monsieur Saucisson e Monsieur Andouillette e il suo tenero aiutante Farinel, darà vita ad un nuovo spettacolo interattivo con musica, comicità e cultura, tutto dedicato al pane, antico alimento per gli uomini, degno di essere raccontato con passione, simboli e tanto divertimento. La regia è di Vincenzo Santagata (attore e regista del Teatro delle Dieci di Torino, dal 2011 direttore artistico degli spettacoli live), e lo spettacolo è dedicato a bambini ed adulti. E attenzione agli Elfi di Babbo Natale: vi terranno la loro simpatica compagnia. Ne “La Casa di Babbo Natale” si possono visitare luoghi ancora inesplorati quali l’Officina Reale dei giocattoli di Natale, la Stanza dei Lunghi Viaggi di Babbo Natale e la Corte della casa, dove si può vedere la slitta e le renne partire per il loro giro del mondo durante la consegna dei regali. In questo luogo si possono scoprire giocattoli storici, ed ascoltare le antiche memorie tramite la narrazione che toccano il cuore. Per chi non vuole rinunciare alla storia, è possibile visitare il castello di Govone, monumento Patrimonio Unesco dell’Umanità, famoso per il suo giardino del ‘700 e per le sue stanze barocche, volute così dai Conti Solaro. Una visita la vale!

Il mercatino di Govone ha due “fratelli minori”: a Canale ed a Monticello d’Alba. A Canale, la capitale del Roero, il 3, il 10 ed il 17 dicembre dalle ore 10 alle ore 18, dopo il successo dello scorso anno, torna il “Mercatino dell’artigianato e della gastronomia”, grazie alla presenza di oltre 40 espositori. Non mancheranno musica e animazione da strada, ed il nuovo trenino che porterà in giro i turisti alla scoperta dei Presepi, dalla Chiesa in Piazza San Bernardino, fino al Convento e ritorno. A Monticello d’Alba il 2, 8, 9 e 16 dicembre il castello accoglie un “Natale da Favola”, durante il quale si potranno incontrare Babbo Natale ed i suoi collaboratori. E, dopo i racconti svelati da Babbo Natale, tutti a cena nella foresteria addobbata a festa per la speciale occasione. E domenica 17 dicembre si può anche arrivare in treno… a vapore, con partenza da Torino Porta Nuova ed arrivo ad Alba, tappa in bus a Canale e tanta allegria (Per i costi di prenotazione vedere il sito). Tornando a Govone, oltre ai mercatini, ci sono altre tematiche che rendono interessante la visita nei giorni di apertura del Magico Paese di Natale. Partiamo dalla Gastronomia: le offerte non mancano,

I laboratori del divertimento

“L’artigianato 100%” prestato al Natale: questa la tematica dell’edizione 2017 del Magico Paese di Natale che si svolge a Govone dal 18 novembre al 26 dicembre (Approfondimenti ed orari su www. magicopaesedinatale.com). Una manifestazione natalizia capace di trovare spazio tra le migliori proposte sul territorio nazionale, grazie alla qualità dell’offerta ed alla presenza di ben 95 casette in cui gli espositori fanno rivivere il fascino antico del Natale, grazie ai loro prodotti artigianali, molto curati, e scrigni di storie e significati unici. Oltre a questa parte dedicata all’artigianato, capace di abbellire le piazze del paese, nella piazza Baratti&Milano, arricchita dalla Giostra a carosello e da una Bolla di Neve Gigante, l’associazione Casa Malta presenta “Profumi e Balocchi”, un mercatino vintage unico, dedicato a oggettistica d’altri tempi in chiave natalizia. Un viaggio nel tempo tra vecchi balocchi in legno, intarsiati con maestria e passione dai maestri artigiani, libri e dischi rari, stampe d’epoca, illustrazioni, materiale fotografico di valore storico, senza dimenticare il collezionismo vintage, vestiti e accessori, complementi d’arredo e piccola mobilia. Un appuntamento nell’appuntamento.

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Iniziamo da quello dedicato ai bambini: “Brick4kids” è un laboratorio costruttivo per migliorare la manualità e il calcolo. Gran divertimento con il metodo S.T.E.M per la costruzione di modelli motorizzati con parti tecniche e motori Lego®, e tutto sarà in movimento. Vengono fatti con gli adulti, per un lavoro di famiglia che avvicino grandi e piccini. Ed alla fine verrà rilasciato l’Attestato di Elfo Costruttore del Magico Paese di Natale! L’ “Omino di pan di zenzero” non poteva di certo mancare! Zucchero, farina, e tanta fantasia per dare vita a questo personaggio magico e gustoso. E ci sarà anche una ricetta speciale da portare a casa. Si va da una goloseria all’altra: ne “Il regno del magico cioccolato”, il Re Willy vi aspetta nella sua fabbrica del cioccolato, un mondo meraviglioso dove monete d’oro di cioccolato e di felicità aspettano grandi e piccini. In questo laboratorio si conoscerà il cioccolato piemontese nei pasticcini di cacao preparati dalle esperte mani dei Maestri Cioccolatai. Se si vuole conoscere la tradizione delle Langhe, “Nonna Pannocchia” è pronta


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I Vostri viaggi in assoluta sicurezza con i nostri autisti d’esperienza trentennale a raccontarla nel suo laboratorio dove si imparerà a fare il burro, la polenta, a conoscere l’acciuga ed a mangiare la merenda perfetta. Divertimento assicurato con Conte Mais e Nonna Pannocchia, tra Masche e racconti di giochi antichi immersi nel mondo contadino. Un altro laboratorio sono “Le officine” che, da alcuni anni, hanno sempre il loro successo. Narrare gusti e sapori, emozioni della tavola vuol dire fare rivivere ricette legate all’entusiasmo antico di cucinare insieme, in cucina. Ci penserà l’attrice Daniela Febino, cantastorie e sapiente conoscitrice di storie della tradizione popolare locale, nazionale ed europea. E per gli amanti del buon vino? Non manca l’Enoteca in cui sommelier e produttori attendono il pubblico per brevi degustazioni gratuite e per la vendita di confezioni regalo da portarsi a casa per Natale. Spazio all’avventura con il “Mini parco” tra ponti sospesi in corda, tarzaning, trampoli e tanto divertimento da equilibristi. Non poteva mancare il “laboratorio del legno” nella bottega dei balocchi in cui, attraverso un percorso didattico, i bambini potranno rendersi conto del valore educativo del gioco grazie al progetto Laboratorio Quota Verde di Renato Priolo, inventore e gestore dei parchi tematici con giochi in legno. Un momento formativo e interessante. A proposito di invenzioni c’è anche il presepe meccanico a cura dell’associazione La Collina degli Elfi, ed in piazza Vittorio Emanuele II la giostra a carosello che fa tanto Natale, e riempie cuore ed anima di sentimenti antichi che fanno stare bene. Arte di strada e pittura naturalistica e country non potevano mancare. Lungo e vie ci saranno 4 spettacoli di teatro pop up del Collettivo Scirò, ispirati a favole natalizie, ed una mostra di dipinti e ricordi con l’artista Gioia Ferri che ha ottenuto riconoscimenti in concorsi di livello nazionale, fra questi ultimi “Illustrare la natura” al museo di paleontologia di Napoli, e al premio nazionale di disegno naturalistico: “Disegna la natura”, organizzato dalla rivista Oasis, come opera premiata e pubblicata su catalogo. E allora Buon Natale, da festeggiare a Govone!

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Dogliani : la storicità della rappresentazione 1975: una data importante per il paese di Dogliani. Un gruppo di giovani amici nella sera del 24 dicembre iniziano una grande avventura, proponendo la rappresentazione del “Presepe Vivente”. Una intuizione nata a cena, quasi per scherzo, per vivacizzare l’attesa del Natale in Borgo Castello. Così viene descritta quella 1ª edizione: “Con tante idee, poche risorse, tanta buona volontà e l’aiuto dei compaesani, quell'anno avviene la 1ª Edizione del Presepe Vivente. Questo era il programma: alle 20,30, in chiesa, con una breve recita c’è l'annunciazione a Maria. Gli spettatori escono, giunge un centurione a cavallo che legge l’editto di Ottaviano e poco dopo giungono Maria e Giuseppe con l’asinello che chiedono ospitalità nelle cinque osterie senza ottenerla. Ci sono circa 250 comparse che, con le attrezzature più impensate, svolgono il loro lavoro nelle cantine, nei garage e nei porticati disseminati in tutte le vie del borgo. Gelindo, pastore langarolo, indica con un lungo dialogo in piemontese a Giuseppe e Maria la capanna per riposarsi. L’impianto voce trasmette L'Alleluia e sul Torrione appaiono gli Angeli e la cometa che annuncia la nascita di Gesù. Il pubblico sfila silenzioso e devoto davanti alla Sacra Famiglia e i pastori intonano i loro canti” (Fonte www.prolococastello.it). E’ così da un’idea quasi scherzosa “Il Presepe Vivente” è diventato un appuntamento per molti visitatori che non si perdono neanche un’edizione di questa manifestazione che è la più storica.

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E così la Pro Loco di Dogliani Castello organizza anche quest’anno una due giorni in cui il paese si veste di storicità, di fascino, di spiritualità. Le vie doglianesi diventano le vie di Betlemme, gli abitanti vestono i panni del popolo che accolse il Messia nella grotta, lo Spirito del Natale scalda le menti ed i cuori del pubblico, tra le voci, i rumori e la magia della notte. Il Presepe Vivente di Dogliani viene allestito con grande impegno tra legna da tagliare, stoppe e canne da legare, arredi da preparare per rendere reali le botteghe artigiane, le locande, la grotta, e tutto il necessario per rendere l’evento affascinante e suggestivo. Si vedono scene di vita quotidiana del tempo, tra pastori erranti, viandanti infreddoliti, abitanti del tempo indaffarati. E, in tutto questo, spiccano le figure di Maria e Giuseppe in cerca di un riparo per la notte, consono alla Nascita di Gesù Bambino. La scena inizia proprio dalla ricerca della camera: i due sposi percorrono sul dorso dell’asino le strette vie del Borgo antico in mezzo alla gente, e, grazie alle indicazioni del buon “Gelindo”, pastore langarolo che rappresenta l’operoso popolo contadino, che vive legato saldamente alle proprie radici ed alle proprie tradizioni, trovano la grotta. E qui il pubblico può vivere tutto il “calore” di quel momento speciale. La grotta, allestita nell’antico Torrione medioevale del paese, accoglie la paglia, il bue e l'asinello (veri, come tutti i personaggi), Maria, Giuseppe ed il Bambino. La musica rilassante dei pastori, ed il rispettoso e allegro silenzio delle persone che fanno visita a Gesù, arricchiscono anima e corpo. Visitare almeno una volta “Il Presepe Vivente” di Dogliani Castello, creato e diretto senza un vero regista o coreografie altisonanti, è quasi d’obbligo, per vivere bene l’antivigilia e la Vigilia di Natale, in preparazione al Natale. Come vuole la tradizione, la manifestazione si svolge con qualsiasi condizione atmosferica ed è ad ingresso con offerta libera. I visitatori sono accolti in ampi parcheggi illuminati ed è attivo un servizio navetta che dalla chiesa parrocchiale del Borgo porta i visitatori all’entrata del Presepe presso il Castello.


Territorio

Revigliasco : avvento, presepe e… Un paese che si veste di antico, in attesa della Grande Notte in cui il Salvatore è venuto alla luce per la salvezza del mondo. Il presepe è una tradizione che si perde nella notte dei tempi ed a Revigliasco dal 2006 mettono in scena la vita ai tempi di Gesù, e la Sacra Rappresentazione della Natività va in scena nel centro storico del paese la sera del 24 dicembre. E non è la solita rappresentazione statica del Presepe vivente: è una storia raccontata come su un palcoscenico di un teatro, dove l’azione di oltre cento figuranti è supportata da un testo narrativo ispirato alle Sacre Scritture, e da una suggestiva colonna sonora che alterna brani musicali a canti eseguiti dal vivo. Le scene sono: Annunciazione, visita di Maria ad Elisabetta, annuncio del censimento e partenza di Maria e Giuseppe per Betlemme. Ma alla Natività ci si prepara durante “L'Avvento Revigliaschese”. Dopo il successo della prima edizione nel 2016, anche quest’anno si è deciso di riproporre questo cammino composto da tappe di avvicinamento al Natale. Domenica 3 dicembre, alle ore 16.30, la settecentesca chiesa parrocchiale di Revigliasco d’Asti ospiterà il primo appuntamento dell’avvento Revigliaschese promosso dalla parrocchia con la collaborazione e il contributo dell’amministrazione comunale e il patrocinio del Progetto Culturale della Diocesi di Asti. Nata nel 2015 per celebrare la decima edizione della Sacra Rappresentazione della Natività, che coinvolge l’intero paese la notte del 24 dicembre, la rassegna culturale segnerà il cammino verso il Natale attraverso una serie di eventi che, spaziando dalla musica al canto al teatro e alla letteratura, proporranno al pubblico un viaggio alla ricerca della bellezza che è dentro e fuori di noi, a volte celata dal velo delle brutture che feriscono la nostra epoca; un percorso di ascolto e riflessione volto a ridare senso all’attesa in un frangente storico dominato dall’immediatezza e dalla fretta. L’ingresso a tutti gli eventi in programma è libero. Il programma: domenica 3 dicembre, ore 16.30, Concerto d’organo nell’ambito del festival Organistico Internazionale “Cantantibus Organis”. Venerdì 8 dicembre, ore 16.30, spettacolo teatrale “Scatti” della compagnia "Gli Instabili" di Alba. Domenica 17 dicembre, ore 16.30, concerto della “Banda Città di Canelli” con canti eseguiti da Ilaria Marello. E dalle ore 22 del 24 dicembre inizia la Sacra Rappresentazione della Natività. La manifestazione, organizzata dalla parrocchia con il patrocinio del

www.terraetradizione.com Comune di Revigliasco, della Provincia di Asti e del Progetto culturale della Diocesi di Asti, è una situazione in cui si riflette sul significato spirituale del Natale, con il pubblico che entra in questa scena che ha fatto grande il mondo. Un vero e proprio teatro popolare in cui i figuranti sono supportati da un testo narrativo letto da Erika Marello e Giuliano Gerbo e da una colonna sonora che alterna brani musicali a canti eseguiti dal vivo da Ilaria Marello. I momenti salienti della Natività, dall’annunciazione alla visita dei Magi, sono vissuti intensamente e scaldano il cuore. Il percorso parte da via Bertolotti, dove c’è il ritrovo, lungo la salita che conduce alla Chiesa. La prima parte della rappresentazione in piazza Garons dove si svolgono le scene dell’Annunciazione, della visita di Maria a Elisabetta, dell’annuncio del censimento e della partenza di Maria e Giuseppe per Betlemme. Piazza Vittorio Alfieri, trasformata per l’occasione nel villaggio della Giudea, fa da sfondo alla seconda parte: l’arrivo di Maria e Giuseppe per farsi censire, la natività, la visita dei pastori e dei Magi.

Luca Benedicti

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Territorio

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Mercatini di Natale in provincia di Asti A Cocconato d’Asti il 10 e l'11 ed il 17 e 18 dicembre scende in piazza la “Mostra mercato di qualità”, organizzata all’interno della suggestiva location del Salone Comunale di Cocconato, organizzata dall’Associazione Giovani&dintorni, curata da Francesca Boi. Un evento che viaggia tra l’ingegno e le abilità manuali dell’artigianato in Piemonte. Una kermesse itinerante su autoproduzione, ingegno, abilità manuali in Piemonte. Tra le bancarelle si possono trovare prodotti provenienti da agricoltura biologica, biodinamica, a KmZero, della filiera corta.

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Grandi eccellenze e Presidi alimentari per un Natale in cui la parte enogastronomica prende il suo posto in prima fila. Oltre a questo progetto sull’educazione alimentare, arredamento, antiquariato, editoria, abbigliamento, gioielli, materie prime naturali, e chi più ne ha più ne metta. Un appuntamento sicuramente interessante. Orari: Sabato 10 e 17 dicembre, ore 15.30/20.00 Domenica 11 e 18 dicembre ore 10,00/18,00. Sotto i Portici di Piazza Alfieri ed in Piazza San Secondo ad Asti dal 12 al 24 dicembre il “Mercatino di Natale” abbellisce i mercati dell’antiquariato già presenti, per un’atmosfera natalizia che va vivere al meglio la storicità del centro storico del capoluogo astigiano. Ad Albugnano presso la Chiesa Romanica “Santa Maria” Vezzolano il 6 e l’8 dicembre va in scena “Natale an Soran”, con Mercatino di Natale e Presepe a Vezzolano. Mercatino con bancarelle, presepe realizzato con materiali poveri e di recupero, creta, legno, stoffa, elementi naturali e miniature in cera colorata. Nel weekend dell’Immacolata il Natale ed i Mercatini animeranno i paesi di Berzano San Pietro, Cantarana, Isola d’Asti, Mombercelli.


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Terra e Tradizione - Dicembre 2017  

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