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Primo Piano

Saltara

Superstrada dei due mari, si muove qualcosa?

Unione Roveresca

Cicoli: gli sprechi non abitano a Saltara PAGINA 7

Don Guiducci e le ragioni della sua decisione PAGINA 14

Quindicinale di informazione locale

N U M ERO

N. 20 del 2012

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Anno 4 ottobre 2012 COPIA GRATUITA PAGINA 20

Poste Italiane Spedizione in abbonamento postale -70% Commerciale Business - Pesaro 91/2009

www.ilmetauro.it

Redazione: via dell’Artigianato 2/2 - 61030 Lucrezia di Cartoceto (PU) • E-mail: redazione@ilmetauro.it

EDITORIALE

Fin che la barca va...

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di Alessandro Marconi

uale migliore coincidenza nel ricordare questa celebre canzone di Orietta Berti e dedicare a lei la copertina di questo numero in onore dei tanti personaggi che ogni anno sono a Sant’Angelo in Vado per la Mostra del Tartufo Bianco Pregiato, una delle rassegne gastronomiche più importanti della Valle del Metauro. Un grillo a colloquio con una formica: “Mi sembra di vedere mio fratello che aveva un grattacielo nel Perù, voleva arrivare fino in cielo e il grattacielo adesso non l’ha più”. Una “perla di saggezza” le strofe di questa conosciutissima canzone popolare. È la teoria di chi troppo vuole e nulla stringe. È il paradosso dell’economia finanziaria che si è talmente staccata da quella reale creando un mondo parallelo che oggi si rivela a noi in tutta la sua inconsistenza e incoscienza. Occorre che la barca, non quella a cui si riferisce la Berti, venga guidata e non lasciata andare alla deriva. Questo è compito della politica anche se i recenti fatti di corruzione non aiutano a darle fiducia. Ma se i politici sono diventati sordi, un ruolo fondamentale lo giocano i cittadini, lo gioca ciascuno di noi. È finito il tempo del voto come “delega in bianco” a chi ci rappresenta. Ciò spesso ha significato favori personali, ma ne abbiamo chiesti troppi e questo è il risultato: la barca non va più! Occorre quindi contrapporre l’azione all’inerzia affinché questa barca vada almeno verso un porto dove ci sia più giustizia sociale ma anche più Cultura, dove i sacrifici, se necessari, siano condivisi in base alla possibilità di ciascuno. Prima di andare alla deriva, è giunta l’ora di riprendersi il timone della barca!

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49a edizione Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche

SPECIALE S. ANGELO IN VADO

È tempo di sua maestà il Tartufo


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N. 20 del 2012


SPECIALE

N. 20 del 2012

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Dal 13 ottobre al 4 novembre

49a edizione della Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche Da 49 anni Sant’Angelo in Vado celebra il simbolo e il vanto di queste terre: sua maestà il Tartufo Bianco! E oltre al tartufo si potranno gustare tutti i prodotti della tradizione gastronomica dell’Alta Valle del Metauro. Da non perdere anche le mostre, i convegni e gli ormai immancabili e attesi vip!

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isalendo la valle, lungo le terre attraversate dal fiume Metauro si giunge nel territorio dell’antica provincia della Massa Trabaria la cui capitale era Sant’Angelo in Vado. Sul territorio è ancora possibile ammirare una natura incontaminata, i campi arati con bellissimi colori e geometrie, e gli antichi borghi medievali ancora integri e ben conservati che hanno saputo mantenere il sapore del “passato”. Sant’ Angelo in Vado è una delle cittadine più ricche di storia, arte e cultura della Provincia di Pesaro e Urbino, nel territorio dell’Alta Valle del Metauro.

Il suo nucleo abitativo più antico è ancora facilmente leggibile in un centro storico ben conservato che si sviluppa tra mura secolari e “fossi” d’acqua del tranquillo e generoso Metauro. Sant’Angelo in Vado era l’antica Tifernum Mataurense, ed accade a volte che la terra riveli tesori inaspettati e qui la terra ne nasconde almeno due il Tuber Magnatum Pico, ossia quella prelibatezza culinaria che prende il nome di Tartufo Bianco Pregiato, e le vestigia del passato con la Domus del Mito del I sec. d.C. Sant’Angelo in Vado “celebra” ogni anno il Tartufo Bianco, sim-

bolo e vanto di queste terre, e il 13 di ottobre apre i battenti la Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche di Sant’Angelo in Vado che proseguirà fino al 4 novembre. La cittadina metaurense ha saputo mantenere nel tempo le tracce della storia ed è possibile compiere un vero e proprio “viaggio nel tempo” par-

tendo dalla splendida Domus del Mito fino a giungere agli splendidi palazzi ottocenteschi realizzati in stile neorinascimentale. Ogni via del centro storico è in grado di raccontare storie ancora ben visibili impresse nelle pietre dei palazzi e delle chiese. Ed è proprio nel cuore storico che si snoda la manifestazione dove

[a sinistra] “IL CAMPANONE” [sopra] ALCUNI OSPITI DELLE SCORSE EDIZIONI

attraverso la proposta di numerosi ristorantini tipici ospitati all’interno di splendide cantine monumentali e stuzzicherie, si potrà conoscer sua maestà il Tartufo Bianco e tutti i prodotti della tradizione gastronomica dell’Alta Valle del Metauro. Oltre alla gastronomia si avrà la possibilità di apprezzare le abili mani di artigiani-artisti che producono i loro manufatti direttamente in loco e di visitare le numerose mostre allestite per l’occasione. Essere giunti alla 49° edizione è sinonimo di longevità e tradizione sia in ambito nazionale che internazionale. Il Tartufo diventa il passpartout che permette di immergersi nell’antico territorio della Massa Trabaria che è una delle terre che ha reso possibile il divenire della storia e della cultura soprattutto per tutta l’Alta Valle del Metauro. Plinio il Vecchio considerava il tartufo un dono del cielo e scriveva: “massimo miracolo della natura è la nascita e la vita di questo tubero che cresce isolato e circondato di sola terra”; Cicerone lo definisce “figlio della terra” e Giovenale lo eleva a “figlio del fulmine”.

Buon tartufo a tutti!


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SPECIALE

INTERVISTA A GIANLUCA CARRABS, AMMINISTRATORE UNICO DI ASSAM

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SANT’ANGELO IN VADO

ianluca Carrabs, amministratore unico di Assam (Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche), ci parla del Centro Sperimentale di Tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado che proprio quest’anno celebra i suoi 30 anni di attività. «Pochi sanno – dice Carrabs - che la moderna tartuficoltura ha origini nelle Marche e nel pesarese in particolare. Nel 1932 viene documentata la prima tartufaia al Furlo ad opera di Francesco Francolini, titolare della Cattedra Ambulante dell’Agricoltura di Marche ed Umbria. Negli anni ’50 -‘60 tutta l’attività viene demandata al Corpo Forestale dello Stato che, nella persona dell’ispettore Mannozzi Torini, realizza diverse tartufaie nella zona, diventando così il riferimento per la tartuficoltura moderna sia a livello nazionale che internazionale. Ancora oggi si parla di un metodo di coltivazione che porta il suo nome». Il Centro sperimentale di Tartuficoltura è segnalato nella legge nazionale sulla tartuficoltura. Si tratta di un centro istituito dal Ministero dell’Agricoltura la cui gestione è poi stata, nel tempo, delegata alla Regione Marche. Il 1982 rappresenta l’anno in cui la regione assegna tre borsisti per portare avanti la ricerca, figure che oggi sono diventate massimi esperti in materia: Gian Luigi Gregori, oggi direttore del Centro, Silvano Elisei direttore del vivaio e Lauretta Pasquini, responsabile dell’ufficio tecnico.

L’organico comprende sette operatori forestali che si occupano del vivaio che sorge accanto al Centro. Nel 2009 in seguito alla necessità di raddoppiare la produzione di piante tartufigene è stato aperto un nuovo vivaio ad Amandola (AP) che serve la parte sud della regione. Il centro esegue l’attività di micorizzazione delle piante tartufigene, in pratica il fungo viene “attaccato” all’apparato radicale. Le tipologie di piante utilizzate sono: la roverella, il cerro, la farnia, il leccio, il carpino nero e il nocciolo. L’altro aspetto fondamentale è la vocazionalità del terreno: occorre che ci sia un suolo adatto per questo tipo di piantumazione. Infine è richiesta una cura della pianta una volta messa a dimora. La percentuale di attecchimento delle piante si avvicina quasi al 100%. «Un agricoltore interessato – continua Carrabs - porta campioni del suo terreno che vengono analizzati per capirne la vocazionalità e il centro esegue analisi di tipo chimico». Il Centro di Tartuficoltura coltiva principalmente piante per la produzione di tartufo nero nello specifico tre sono le tipologie di tartufo commercializzate, in quanto il bianco è quasi tutto non coltivato: Tuber Melanosporum (nero), Tuber Aestivum (scorzone), Tuber Brumale (nero pregiato). Il Centro di S. Angelo in Vado ha prodotto 25.000 piante di Tuber Melanosporum, 10.000 piante di Tuber Aestivum e 3.000 piante di Tuber Brumale. Il vivaio in provincia di Ascoli ben 8.000 piante di Tuber Melanosporum. Di queste 45.000 piante la quasi totalità è riuscita ad attecchire. Occorre considerare che i tempi perché un pianta riesca a produrre tartufo sono abbastanza lunghi e vanno dai 10 ai 15 anni. «La tartuficoltura ha due grandi funzioni – dice Carrabs – è fonte di sviluppo delle aree interne e rappresenta un approccio ecosostenibile perché coltivare il tartufo significa mettere a dimora piante, quindi riforestare intere aree. In questo modo

SARÀ PRESENTATA SABATO 13 OTTOBRE

UNA GUIDA ALLA TARTUFICOLTURA

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SANT’ANGELO IN VADO

a Tartuficoltura nelle Marche: 1982-2012 trenta anni di esperienza” è la prima guida sulla tartuficoltura nella regione edita da Assam con l’obiettivo di avvicinare i cittadini a questo affascinante mondo: una sorta di vademecum con istruzioni per l’uso. Il volume sarà distribuito gratuitamente durante le varie fiere del tartufo in cui Assam prenderà parte con uno stand informativo. La pubblicazione viene presentata ufficialmente a Sant’Angelo in Vado in occasione del convegno sui 30 anni

di attività del Centro Sperimentale di Tartuficoltura che si tiene Sabato 13 ottobre alle ore 14.30 nel Teatro Comunale

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foto: Gian Luigi Gregori

Il Centro di Tartuficoltura compie 30 anni

IL CENTRO DI TARTUFICOLTURA DI SANT’ANGELO IN VADO, UNA SERRA DEL VIVAIO E UNA TARTUFAIA

si contrasta l’erosione del suolo e l’inquinamento. La tartuficoltura esclude ogni utilizzo di fertilizzanti e diserbanti. In questo senso è un’attività molto sostenibile. È fondamentale per questo – continua Carrabs – far conoscere il lavoro che Assam svolge e soprattutto il know how che negli anni è stato creato. Il Centro in questi anni ha prodotto piante e tecnologia a servizio dell’agricoltura. A questo proposito il 13 ottobre si tiene un

importante convegno nell’ambito della Mostra di Sant’Angelo con la partecipazione del Prof. Chevalier del INRA, principale istituto europeo di ricerca sull’agricoltura, a dimostrazione di come la Tartuficoltura marchigiana abbia dato un contributo determinante allo sviluppo nazionale ed europeo. ll giorno successivo, 14 ottobre, a Sant’Angelo incontreremo una delegazione croata con l’intento di creare una collaborazione per trasferire il no-

stro know how intercettando così anche fondi europei. Questo ancora una volta per ribadire il primato delle Marche». Due anteprime in chiusura d’intervista. «Durante la mostra del tartufo presenteremo la prima Guida alla Tartuficoltura delle Marche; grazie invece a dei fondi europei, verrà attivato il primo corso di Tartuficoltura in collaborazione con l’amministrazione comunale vadese» [Alessandro Marconi]

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IL TUBER MAGNATUM PICO

CHE COS’È IL TARTUFO? I

l Tartufo è un fungo. Di certo un fungo raro e prezioso che si può definire anche fungo ipogeo, cioè che nasce e vive sottoterra. Un’antica leggenda che afferma che sono i tuoni e i fulmini a generare i tartufi, poco si discosta dalla realtà scientifica. Infatti i fulmini, generalmente si scagliano su alberi molto ricchi di acqua come la quercia che è “l’albero commensale” preferito dai tartufi. Come i funghi, i tartufi vivono in simbiosi con gli alberi, traendo nutrimento da essi, e restituendo acqua e sali minerali alla pianta. Il tartufo è formato da una corteccia esterna detta peridio, e una massa interna carnosa chiamata gleba. NOME LATINO - Tuberm Magnatum Pico che deriva da “magnatum”, parola latina che significa “dei magnati”, “dei ricchi signori” (Pico, 1778). NOME VOLGARE: Tartufo bianco pregiato. Periodo di raccolta (Legge Regionale 34/87): dal 1° ottobre al 31 dicembre. FORMA - può essere molto varia: rotonda, lombata, con cavità, sinuosa, in relazione ai vari tipi di terreno in cui viene a formarsi. Anche la pezzatura è molto variabile, ma in genere si tratta di tartufi con dimensioni sostenute; non è eccezionale trovare carpofori di 200 o 300 grammi ed a volte addirittura intorno ad un chilogrammo. PERIDIO (esterno) - superficie liscia, di colore giallo ocra o giallo olivastro, ma talora anche grigio verdastro. GLEBA (interno) - bianco giallastra con toni nocciola o marroncini; le varie tonalità di colore sono in relazione al grado di maturazione, al tipo di suolo e alla specie forestale con cui è unito in simbiosi. In alcuni esemplari cresciuti in simbiosi con il tiglio si notano all’interno maculature biancastre, esili e numerose, che si anastomizzano fra loro conferendo alla gleba una certa marezzatura. PROFUMO - particolarmente spiccato e gradevole a

maturità: inconfondibile e caratteristico anche se non facilmente definibile. SAPORE - molto gustoso e tipico, può ricordare quello del formaggio grana. ASCHI (cellule) - di forma globosa, a volte sub-peduncolanti, di 60-120 x 40-100 micron di dimensione: sono distribuiti disordinatamente e contengono al loro interno da una a quattro spore (Ceruti, 1960). SPORE - sono di colore giallo chiaro reticolante a maglie larghe, di forma ovoidale o sferica, di 35-40 x 32-42 micron di dimensione (Ceruti, 1960). HABITAT - è in grado di svilupparsi solo in determinati pedoambienti molto circoscritti, come in terreni marnosi con una buona quantità di sabbia e buona percentuale di argilla. È una specie che predilige ambienti freschi come le zone umide dei fondovalle ed i margini dei fossi. Le tartufaie si trovano anche all’interno o al margine dei boschi e nei coltivi sotto piante isolate. Vive in simbiosi con tigli (soprattutto quelli dei filari stradali), pioppi e salici (lungo i corsi d’acqua), roverelle, cerri, farnie, carpini neri e noccioli. Presente da luglio, matura da ottobre a dicembre, con esemplari precoci in settembre ma dei quali, nelle Marche, è vietata la raccolta

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SPECIALE

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N. 20 del 2012

49a Mostra del Tartufo Bianco Pregiato

UN TESORO ARCHEOLOGICO DA VISITARE

LA VILLA EMERSA DAL MITO IL PROGRAMMA

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SANT’ANGELO IN VADO

ià da diverso tempo si sospettava che il Campo della Pieve custodisse le costruzioni dell’antico abitato di Tifernum Mataurense. Alcune certezze si erano avute attraverso una fortunata serie di fotografie aeree che avevano mostrato un fitto e articolato tessuto di strutture sepolte. A queste avevano fatto seguito dei “saggi esplorativi” negli anni 1999 e 2000, secondo un programma messo a punto dall’Amministrazione Comunale insieme alla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, la Provincia di Pesaro e Urbino e l’Università degli Studi di Macerata. E quando si è cominciato a scavare, in un’area di circa 1.000 metri quadri, è emerso dalla terra un vero e proprio tesoro storico-artistico di indiscutibile valore: una domus gentilizia romana del I secolo d.C. con ben 27 vani con mosaici di soggetti mitologici (da cui la denominazione “Domus del Mito”). Per capire la preziosità dell’opera bisogna rifarsi alle descrizioni di Giuliano de Marinis, Soprintendente per i Beni Archeologici delle Marche: “In quello che è il vestibolo campeggia “il trionfo di Nettuno”, che impugna il tridente, sul carro trainato da due ippocampi, accompagnato dalla sposa Anfitrite, mentre al di sotto nuotano i delfini; segue, nel proba-

SABATO 13 OTTOBRE • Ore 8.30 - Zona Campo Monti XVIII Raduno Camperisti. • Ore 12.30 Apertura Stuzzicherie e Ristorantini. • Ore 15.30 - Piazza Umberto I La “Piazza del Tartufo” stand tartufai. • Ore 16.30 - Apertura stand gastronomici, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate. • Ore 21 - Spettacoli musicali.

DOMENICA 14 OTTOBRE Durante tutta la giornata: stand gastronomici Stuzzicherie e Ristorantini, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre, visite guidate. Spettacoli itineranti.

bile tablinium, un busto di Dioniso con la corona di foglie di vite, in un tondo centrale incorniciato da una raggiera di motivi prospettici, ed eleganti figurine femminili agli angoli. Nelle parte mediana della domus si apre un atrio-peristilio con mosaici geometrici, con basi modanate di colonne che sostenevano l’impluvium, con relativo pozzo al centro, intorno, variamente articolati, si dispongono almeno tre vani di rappresentanza. Una grande sala presenta una complessa policromia di motivi geometrici e vegetali, con un emblema esagonale centrale con la testa della Medusa irta di serpentelli. In un’altra, che si distingue per le

Il Polo Museale di S. Maria Extra Muros

massime dimensioni (m. 7x7 circa), forse il triclinio, compare una ricchissima composizione policroma di tondi figurati con figure simboliche, animali reali e fantastici e altri motivi, e riquadro centrale con scena di animali marini in lotta tra loro (polpo, gamberone, murena); su un lato, una fascia rettangolare bicroma esibisce una scena di caccia, con un battitore che indossa i caratteristici abiti (corta tunica e gambali in pelle), e due cani che incalzano rispettivamente un capro selvatico ed un cinghiale. Altri due vani, infine, presentano complessi e raffinati motivi geometrici, anche policromi, con inserti figurati di vario soggetto”

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• Ore 8.30 - Lago dell’Aiolina - XVIII Gara di Pesca - Trofeo “Un fiume di Tartufo”. • Ore 9 - “Campagna amica” a cura della Coldiretti. • Ore 9.30 - Piazza Umberto I La “Piazza del Tartufo” stand tartufai. • Ore 10 (replica alle 16) – Museo Vecchi Mestieri e Santa Maria Extra Muros I piccoli Narratori raccontano la storia, l’arte e gli antichi mestieri di Sant’Angelo in Vado. • Ore 11 - Piazza Umberto I Inaugurazione della 49a Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche con la Banda cittadina “Santa Cecilia”. • Ore 15.30 - Piazza Umberto I Simulazione di Cerca al Tartufo. • Ore 16 - Zona Archeologica - Inaugurazione della Città Romana Tifernum Metaurense. • Ore 17 - Degustazione prodotti a km 0 della Massa Trabaria. • Ore 21 - Teatro Zuccari “Musica e poesia al Tartufo” direttore artistico Curzio Curzi.

GIOVEDÌ 18 OTTOBRE

LE MOSTRE

• Ore 18 – Palazzo Mercuri “Geologia e vino” a cura del Prof. Rodolfo Coccioni dell’Università di Urbino e Giuseppe Cristini consulente enogastronomico.

VENERDÌ 19 OTTOBRE • Ore 14.30 - Zona Campo Sportivo XXXIV Motoraduno Nazionale – XVII Internazionale del Tartufo Bianco Pregiato organizzato dal Moto Club “Tonino Benelli” di Sant’Angelo in Vado.

SABATO 20 OTTOBRE

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SANT’ANGELO IN VADO

’occasione del restauro della chiesa di S. Maria extra muros consente a Sant’Angelo in Vado di riappropriarsi di una parte importante del proprio patrimonio culturale e di riscoprirne le radici. La chiesa e l’edificio monastico dei Servi di Maria oggi sono anche luogo di esposizione e conservazione di molti reperti archeologici provenienti dalla Domus del Mito e di opere d’arte delle chiese rurali e cittadine ormai perdute al culto. In questo contesto, tali beni archeologici e storico-artistici fanno memoria della loro antica origine e testimoniano la straordinaria complessità del panorama culturale Vadese e del territorio

della Massa Trabaria lungo i secoli. Con questi presupposti di tutela, a salvaguardia del patrimonio di provenienza civile ed ecclesiastica, è nato il progetto di un vero e proprio polo museale per il territorio che afferisce a Sant’Angelo in Vado. La struttura è costituita dalla sezione archeologica e da una raccolta di opere d’arte, di cui l’edificio chiesastico è nucleo. Santa Maria dei Servi o “extra muros” poiché posizionata fuori delle mura cittadine, è stata consacrata nel 1331 ed è classificata Monumento Nazionale. Concepita secondo lo stile romanico e successivamente rimaneggiata in epoca Barocca, conserva opere di Raffaellin del Colle, Francesco Mancini e Ghiberti

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SANT’ANGELO IN VADO

ltre alla Domus del Mito e al Polo Museale di Santa Maria Extra Muros, nel periodo della Mostra del Tartufo il centro storico si arricchisce di altre mostre interessanti: Palazzo Mercuri ne ospita diverse: la personali di Giordano Aloigi intitolata (“F. A.G. - FluorAngioGrafie)”, di Silvia Damasi intitolata “Zahir” e di Giorgio Palma. Sempre a Palazzo Mercuri si potranno visitare la mostra “Paesaggi sensibili” a cura di Italia Nostra e la Mostra didattica “Mosaici e industria tessile nell’antichità”. Nella Bottega del pittore Angelo Marini è allestita la mostra “Senza tempo” mentre al Circolo Arci “La musica al passo coi tempi”

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• Ore 8.30 - Zona Campo Sportivo - XXXIV Motoraduno Nazionale – XVII Internazionale del Tartufo Bianco Pregiato. • Ore 12.30 Apertura Stuzzicherie e Ristorantini. • Ore 15.30 - Piazza Umberto I La “Piazza del Tartufo” stand tartufai. • Ore 16.30 - Apertura stand gastronomici, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate. • Ore 21 - Spettacoli musicali.

DOMENICA 21 OTTOBRE Durante tutta la giornata: stand gastronomici Stuzzicherie e Ristorantini, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre, visite guidate. Spettacoli itineranti.

• Ore 8.30 - Zona Campo Sportivo - XXXIV Motoraduno Nazionale – XVII Internazionale del Tartufo Bianco Pregiato. • Ore 9 - Golf Club Alpe della Luna 3° Ginevra’s Golf Cup - 2° Sant’Angelo in Vado Tartufo Golf Cup. • Ore 9.30 - Piazza Umberto I La “Piazza del Tartufo” stand tartufai. • Ore 15.30 – Piazza Umberto I Simulazione di Cerca al Tartufo.

SABATO 27 OTTOBRE • Ore 10.00 – Sala Parrocchiale VI Mostra Micologica a cura dell’Associazione Micologica Massa Trabaria. • Ore 12.30 Apertura Stuzzicherie e Ristorantini. • Ore 15.30 - Piazza Umberto I La “Piazza del Tartufo” stand tartufai. • Ore 16.30 - Apertura stand gastronomici, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate. • Ore 17 – Sala Consiliare Convegno: “Caritas e Territorio: percorsi di solidarietà”. • Ore 21 - Spettacoli musicali.

DOMENICA 28 OTTOBRE Durante tutta la giornata: stand gastronomici Stuzzicherie e Ristorantini, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre, visite guidate. Spettacoli itineranti.

• Ore 8.30 - Campo Monti “XXXVIII Gara Nazionale di Cerca al Tartufo” - Trofeo Sergio Perrotta. • Ore 9.00 – Golf Club Alpe della Luna 3° Raphne Living Golf Cup - 2° Sant’Angelo in Vado Tartufo Golf Cup. • Ore 9.30 - Piazza Umberto I La “Piazza del Tartufo” stand tartufai. • Ore 9.30 – Santa Maria Extra Muros Trekking per escursionisti “Lungo i sentieri del Tartufo”. • Ore 10 - Sala Parrocchiale VI Mostra Micologica a cura dell’Associazione Micologica Massa Trabaria. • Ore 10 - Corso Garibaldi – XIX Raduno Auto Classiche “Le Strade del Tartufo”. • Ore 10 (replica alle 16) – Museo Vecchi Mestieri e Santa Maria Extra Muros I piccoli Narratori raccontano la storia, l’arte e gli antichi mestieri di Sant’Angelo in Vado. • Ore 10 – Piazza delle Erbe Mercatino del Tartufino. • Ore 11 - Teatro Zuccari Assegnazione del premio “Tartufo d’Oro 2012”. • Ore 15.30 – Piazza Umberto I° Simulazione di Cerca al Tartufo.

SABATO 3 NOVEMBRE • Ore 12.30 Apertura Stuzzicherie e Ristorantini. • Ore 15.30 - Piazza Umberto I La “Piazza del Tartufo” stand tartufai. • Ore 16.30 - Apertura stand gastronomici, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate. • Ore 16.30 – Sala Consiliare Presentazione libro “Francesco Mancini pittore”. • Ore 21 - Basilica Cattedrale XVI Rassegna Internazionale di Cori Polifonici. • Ore 21 - Spettacoli musicali.

DOMENICA 4 NOVEMBRE Durante tutta la giornata: stand gastronomici Stuzzicherie e Ristorantini, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre, visite guidate. Spettacoli itineranti.

• Ore 8 - Corso Garibaldi La Fiera “In Vado”. • Ore 9.30 - Piazza Umberto I La “Piazza del Tartufo” stand tartufai. • Ore 15.30 – Piazza Umberto I Simulazione di Cerca al Tartufo. • Ore 16 – Teatro Zuccari Presentazione libro “Petali di Clessidra” di Gastone Cappelloni. • Ore 17 - Degustazione prodotti a km 0 della Massa Trabaria.

Informazioni e prenotazione visite guidate: 0722 819924 - info@mostratartufo.it Il programma può subire modifiche, aggiornamenti su www.mostratartufo.it


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SPECIALE

N. 20 del 2012

STORIE E LEGGENDE LEGATE AL TARTUFO IL MONDO ANTICO Il Tartufo è certamente conosciuto da un’età remotissima, ma non si può essere certi che gli storici dell’antichità parlassero realmente di questo, oppure di altri funghi ipogei. Perciò è solo un’ipotesi la presenza del tartufo nella dieta di Sumeri ed Ebrei, intorno al 1700–1600 a.C. Le prime notizie certe compaiono nella Naturalis Historia, dell’erudito latino Plinio il Vecchio (79 d.C.). Gli aneddoti riportati dimostrano che il tartufo, in latino definito semplicemente Tuber, era assai apprezzato alla tavola dei Romani, i quali raccolsero

certamente dagli Etruschi l’uso culinario di questo fungo. Nel primo secolo d.C., grazie al filosofo greco Plutarco di Cheronea, si tramandò l’idea che il prezioso fungo nascesse dall’azione combinata dell’acqua, del calore e dei fulmini. Da qui trassero ispirazione vari poeti; uno di questi, Giovenale, spiegò l’origine del prezioso fungo come frutto di un fulmine scagliato da Giove in prossimità di una quercia (albero ritenuto sacro al padre degli Dèi). Poiché Giove era anche famoso per la sua prodigiosa attività sessuale, al tartufo da sempre si sono attribuite qualità afrodisiache.

IL MEDIOEVO E IL RINASCIMENTO Per lungo tempo i naturalisti sono stati in disaccordo sulla classificazione del tartufo. Qualcuno lo definiva una pianta, altri un’escrescenza del terreno, o addirittura un animale! A prescindere dalle credenze comunque il tartufo rimase sempre un cibo altamente apprezzato, soprattutto nelle mense di nobili ed alti prelati. Ma il tartufo suggerì pure concetti totalmente diversi. Per alcuni “scienziati” dell’epoca, il suo aroma era una sorta di “quinta essenza” che provocava sull’essere umano un effetto estati-

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ne un ricco menù di stagione: dal tartufo, ai funghi, dagli stringhetti all’ortica con i funghi, ai sughi al cinghiale, i crostoli, la trota alla grappa, dolci fatti in casa

co. Il tartufo quindi come sublime sintesi della soddisfazione dei sensi a rappresentare l’essenza di un piacere superiore. «Il Tartufo è un portento per chi manca di caldo dentro». Questo è un antico proverbio, uno dei tanti che sottolineano la particolarità, almeno leggendaria, del

tartufo. Cibo “afrodisiaco” termine che deriva da Afrodite, Dea del Desiderio. Ma per quale motivo è detto tale? Forse perché esiste un sottile ma saldo legame tra piacere della gola e piacere dell’olfatto? O sarà soltanto per il prezzo che siamo costretti a pagare per averlo sulle nostre tavole?

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Primo piano Finanziamenti europei e partenariato con privati per terminare la Fano-Grosseto L

PESARO

a Regione ha dichiarato di non aver mai mollato la presa sull’obiettivo di realizzare la Fano-Grosseto. Ed è per ribadire questo concetto che è stata convocata il 28 settembre scorso, al teatro Sperimentale, un’assemblea per spiegare ai cittadini la messa in campo di strategie alternative per portare a termine quella che ormai è annoverata tra le incompiute italiane: la E78, conosciuta come Fano-Grosseto o “Superstrada dei due mari” perché collegherebbe l’Adriatico al Tirreno. All’incontro, oltre al governatore Gian Mario Spacca, sono intervenuti Barbara Marinali (Direttore Generale Ministero Infrastrutture e Trasporti – MIT), Franca Zapparrata (Presidente Commissione tecnica mista MIT), Giampaolo Basoli (Esperto Comitato TEN-T, Commissione Europea), Fabrizio Romozzi (Esperto in progetti infrastrutturali), Vittoriano Solazzi (Presidente Assemblea legislativa delle Marche).

PRIORITÀ NELLE INFRATRUTTURE STRATEGICHE REGIONALI Come ha ricordato Solazzi il piano delle infrastrutture strategiche e della logistica, già approvato dal Consiglio regionale, pone la FanoGrosseto tra le priorità della Regione Marche. Inoltre la stessa strada fa parte dei 31 progetti prioritari portati in comunità europea. L’opera è stata quindi inserita nelle Reti Ten-T (reti di trasporto transnazionali) e questo permetterebbe di accedere a finanziamenti della BEI (Banca Europea degli Investimenti). LA COMMISSIONE PER LA FATTIBILITÀ ECONOMICA Franca Zapparata ha fatto un resoconto sul lavoro della commissione costituita due anni fa dal ministro Altero Matteoli per mettere a confronto i soggetti interessati ma soprattutto per valutare la fattibilità economica dei lavori per portare a termine la tratta (rimanevano infatti 130 kilometri di superstrada da finanziare e da realizzare mentre solo 12 kilometri già finanziati). Il costo stimato era di quasi quattro miliardi di euro, costo che venne giudicato troppo eccessivo. «È per questo – ha continuato ancora la dirigente del Ministero – che la commissione ha deciso di rivedere il tracciato e capire se fosse stato possibile abbattere i costi». L’Anas, ente gestore della strada esistente, ha avuto incarico di fare questo primo studio. Il nuovo percorso è stato stimato in poco meno di tre miliardi di euro (un risparmio di circa un miliardo rispetto al precedente percorso).

La regione ha presentato a Pesaro un piano per terminare l’opera. Dopo decenni di troppe parole, pochi fatti e tante delusioni ai cittadini questa volta più che crederci non resta che sperare… per altri dieci anni!

LE REAZIONI DOPO L’INCONTRO CIRCOLO NUOVA ITALIA

«Spacca ci crede, noi poco»

COME ARRIVERANNO I FONDI NECESSARI A spiegarlo è stato Fabrizio Romozzi (Esperto in progetti infrastrutturali): lo stato in questo momento storico non può permettersi più di fare finanziamenti in conto capitale, e tantomeno può indebitarsi. Quindi occorre un nuovo modello. Questo nuovo modello si rifà a quello del Quadrilatero, il progetto stradale sull’asse Ancona-Perugia e Macerata. Tale modello “ribalta” tutti i rischi sul concessionario, cioè il privato, che però verrà remunerato da più fonti: • finanziamenti europei (almeno il 50%, di più se si otterrà di rientrare nell’asse europeo di viabilità “Spagna-Turchia”) • introito dalle Camere di Commercio (sul tratto stradale ve ne sono cinque) con relativo aumento della tassa di iscrizione alle Camere di Commercio nelle zone interessate; • valorizzazione immobiliare; • quota di canone di disponibilità dallo stato (una sorta di leasing che dura 45 anni); • defiscalizzazione delle opere (lo Stato invece di incamerare il reddito che deriva dall’esercizio della strada, lo lascia a chi ha investito nell’opera, ciò va inoltre a diminuire la quota di partecipazione dello stato); • pedaggio per chi percorre la strada (per circa 40 anni). Ciò presuppone che il privato realizzi l’opera in buona parte a sue

spese. Il resto dei denari gli ritorneranno nel tempo con la defiscalizzazione e il canone di disponibilità. Questo modello sarebbe anche un incentivo a costruire la strada in tempi brevi perché essendo finanziata ad opera finita l’interesse è terminarla il prima possibile altrimenti si perdono soldi o meglio non si cominciano a recuperare. IL PARTENARIATO TRA PUBBLICO E PRIVATO Il modello del quadrilatero che si vuole proporre anche per la FanoGrosseto ha come fondamento il partenariato tra pubblico e privato. Già tre colossi del settore delle costruzioni, riuniti in un’associazione di imprese, presenteranno uno studio di fattibilità entro la fine di ottobre: la Astaldi, la Cmc di Ravenna, appartenente alle Coop, e la Strabag, grande impresa austriaca, indicata come capofila. Se il progetto verrà ritenuto sostenibile sarà portato al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica). I TEMPI PREVISTI Da un primo calcolo è verosimile che i tempi tra valutazione (presentazione al CIPE, gara per scegliere promotore, progetto di fattibilità, che a sua volta dovrà tornare di nuovo al CIPE, è di circa due anni. Quindi l’inizio dei lavori non potrà partire prima del 2015. Per la costruzione sono invece previsti otto anni. Verosimilmente la superstrada non sarà completata prima del 2023

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[Claudio Vagnini]

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L’INCONTRO DEL 28 SETTEMBRE

DEMOCRAZIA DIRETTA

«Sì, ma chi paga?»

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Se la spesa ora è di gran lunga più bassa, rimane il gravoso problema del reperimento dei fondi.

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PESARO

orenzo Lugli di “Democrazia diretta” fa notare come nel project financing, cioè il partenariato tra pubblico e privato, «i privati che investono i loro soldi non lo fanno per spirito di liberalità ma in previsione di lucrosi guadagni. In effetti la ciccia c’è, eccome!» Ma alla fine a pagarne le spese saranno comunque i cittadini: «sia direttamente tramite il pedaggio (mentre finora l’accesso alla superstrada è sempre stato gratuito), sia tramite le imposte. I vantaggi per la popolazione si sono praticamente ridotti a zero tra pedaggio, aumento del traffico pesante e dello smog sommati all’impatto ambientale. Una rapida valutazione costi-benefici sta facendo tornare sulle proprie idee anche gli abitanti della zona che aspettano da oltre 50 anni la realizzazione di questa strada»

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FRONTE DI AZIONE POPOLARE PU

«Il tratto Canavaccio-Fano resti gratuito!»

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PESARO

el dibattito interviene anche il “Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino” per voce del suo presidente Giacomo Rossi: «Se il Project Financing, è l’unico modo per terminare quest’importante opera, è bene che il tratto già ultimato, quello da Canavaccio a Fano, sia esente dal pagamento di qualsiasi pedaggio per gli spostamenti all’interno del tragitto. Questa arteria infatti è l’unica strada seria che serve la nostra Provincia e che collega gran parte dell’entroterra alla costa. Ne usufruiscono ordinariamente i cittadini delle aree interne, sia quelli della Val Metauro che gli stessi fanesi per i collegamenti giornalieri con l’interland e la zona industriale; pedonalizzare questo tratto già costruito coi soldi pubblici sarebbe un abuso assurdo, un’insensata gabella per i cittadini di questa Provincia che inevitabilmente sarebbero costretti a far gravitare i loro transiti sulle strade provinciali minori, come la Flaminia e la s.p 92, già molto gravate dal traffico locale»

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FOSSOMBRONE

l “Circolo Nuova Italia Val Metauro” interviene sull’incontro di Pesaro mostrando alcune perplessità e affermando che le politiche regionali degli ultimi decenni hanno penalizzato il nord delle Marche e la sua economia dando priorità alla realizzazione della Quadrilatero che è un asse viario infinitamente meno importante della Fano–Grosseto”. La Fano– Grosseto ha in sé un potenziale talmente dirompente che il nord della regione potrebbe diventare il motore trainante dell’economia regionale mettendo in ombra altri territori, e questo fa paura. «Ora – dice il portavoce Maurizio Vincenzi – sembra che in fondo al tunnel si possa scorgere la luce. Ahimè ma una luce opaca e a tratti oscura. In tempo di crisi, dove non si riesce più nemmeno ad arrivare a metà mese (già arrivare a fine mese è un lusso) e dove la pressione fiscale è a livelli mai visti, mettere un pedaggio sulla nuova tratta significherebbe mortificare (se già non bastasse) il nostro territorio. Significherebbe limitare il potenziale di questo asse viario, significherebbe alla fine fare ciò che si è fatto negli ultimi decenni: penalizzare il nostro territorio, la nostra economia e le generazioni future»

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ALTROMETAURO «Ingiusto il pedaggio su un’opera che per buona parte è già stata costruita»

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URBANIA

l blog Atrometauro fra le tante discussioni sull’argomento: «La priorità della Regione Marche?. Si, se consideriamo che prima ci sono la terza corsia dell’A14, la Quadrilatero e la pedemontana Marche-Abruzzo-Molise (che parte da Ascoli) potremmo dire che è “la priorità”». E ancora: «Lo Sapete dove credono di risparmiare i soldi? Togliendo i tratti in galleria. Il primo paese a “beneficiarne” sarà proprio Mercatello sul Metauro che si vedrà passare a 10 metri dalle case la strada anziché farla passare sotto terra». In diverse domande rivolte al presidende della Provincia Ricci emergono tanti dubbi. Eccone alcune: «Le modifiche avranno aspetti rilevanti per la vita delle popolazioni locali? Perché nessuno ci aveva pensato prima? Non è ingiusto che l’impresa applichi un pedaggio su un’opera che per buona parte è già stata costruita?»

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Fossombrone

L’ASSESORE PRUSSIANI E GLI INTERVENTI SOCIALI NELLA SCUOLA

Sostegno educativo scolastico: una scelta di campo dell’amministazione

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FOSSOMBRONE

on l’avvio del nuovo anno scolastico, i Servizi Sociali del Comune di Fossombrone hanno ancora una volta provveduto ad integrare il sostegno educativo scolastico con un impegno di poco meno di centomila euro. Le scuole provvedono direttamente al servizio di assistenza educativa, con risorse del Ministero concesse dal locale Provveditorato agli Studi (l’insegnante di sostegno della scuola). Tuttavia il sostegno scolastico non è quasi mai (e lo è sempre meno) sufficiente ad aiutare ragazzi in particolare stato di bisogno. È così che i Comuni hanno facoltà di intervenire con proprie risorse, come previsto dalla L.R. 18/96, al fine di favorire l’autonomia, la socializzazione e la comuni-

PARIDE PRUSSIANI ASSESSORE AI SERVIZI SOCIALI

cazione dell’alunno disabile. Questo intervento, in base alla citata legge, non deve essere considerato sostitutivo né alternativo alle prestazioni fornite dall’insegnante di sostegno, bensì integrativo delle stesse. Non è un obbligo del Comune provvedere a questo tipo di integrazione. È una scelta che alcuni Comuni fanno, in base alla propria sensibilità ed in base alle risorse disponibili. Per il corrente anno scolastico il

Comune di Fossombrone ha deciso di avviare il servizio a favore di 13 alunni con grave disabilità, frequentanti la Scuola Primaria (n. 6), Secondaria di 1° grado (n. 3) e Secondaria di 2° grado (n. 4) per un numero settimanale di 133 ore. È uno sforzo importante quello dell’Amministrazione comunale, che molto spesso passa sotto traccia, perché non molti ne sono a conoscenza e chi lo è pensa che sia un obbligo per il Comune. Non è così. È una scelta, che in casi di difficoltà di bilancio come quelle attuali, prevede il sacrificio di altri tipi di servizi (come le manutenzioni, le asfaltature, gli sfalci dell’erba, l’illuminazione pubblica, ecc.) a favore dell’educazione di un gruppo di ragazzi con difficoltà.

Il problema verrà quando anche i Comuni, in un futuro molto prossimo, non avranno più risorse dirette o indirette (derivanti da trasferimenti regionali) per sostenere questo tipo di servizio. Il fondo per la non autosufficienza a livello nazionale è stato azzerato, così come il fondo unico per il sociale. Per il 2013 la Regione provvederà con fondi propri (circa 9 milioni di euro per l’uno e 10 per l’altro), ma ha già annunciato che non avrà risorse disponibili a partire dal 2014. A fronte dei tagli alla pubblica istruzione e al sociale da parte del Governo, dell’esaurirsi dei fondi suppletivi regionali e della sempre minore capacità di spesa comunale, sia il servizio di assistenza scolastica sia l’integrazione al medesimo consentita dai Comuni rischiano di non essere più garantiti. Quello che accadrà sarà il ritorno ad una società meno civile, più barbara, in cui di fatto alle persone disabili non verrà più garantito il diritto allo studio [p.p.]

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Mezzanotti: «Anche il ministro della Salute GIOVANI E LAVORO ADDIO AL sottolinea il ruolo dei piccoli ospedali»

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FOSSOMBRONE

ell’ultimo consiglio comunale di venerdì 28 settembre il Sindaco ha confermato di aver inviato la lettera di rettifica del voto sul piano di Area Vasta. Il Ministro della salute Balduzzi, intervenuto a Pesaro, ha sottolineato l’importanza di valutare le potenzialità dei piccoli ospedali, di creare una rete e il confronto con il territorio. Il ministro ha inoltre dichiarato che le Regioni hanno una piena autonomia e largo margine di libertà nel gestire la Sanità ed in merito ai piccoli ospedali ha detto che per ogni ospedale va ribadito il suo ruolo. Queste affermazioni smentiscono Prussiani che nell’ultimo consiglio comunale aveva dichiarato che la volontà di Monti era quella di chiudere tutti gli ospedali al di sotto dei 40 posti letto ed è solo grazie alla regione, virtuosa, che ancora sono aperti. E smentiscono anche Mezzolani che ogni volta attribuisce alla Spending Review l’origine di ogni taglio. La Spending Review ha iniziato il suo iter il 6 giugno, Mezzolani i suoi tagli lineari li aveva decisi il 28 maggio con la delibera di giunta n. 784/2012. La Spending Review, all’art. 15, pre-

MAURIZIO MEZZANOTTI

vede la verifica della funzionalità dei piccoli ospedali, come sottolineato dal Ministro. La giunta regionale sta invece depotenziando tutti gli ospedali e in particolare quelli dell’entroterra Pesarese nei quali le acuzie, ovvero il reparto di Medicina, sta scomparendo senza pensare a incrementare altri tipi di servizi e senza progettare alcun riassetto. Sta usando una mannaia piuttosto che una rete per il confronto e la progettazione territoriale come suggerito dal Ministro. Perché la regione non prova a vedere se è possibile tagliare sugli sprechi piuttosto che sui posti letto? La sanità marchigiana ha 3.000 medici, 9.000 infermieri e 10.000 amministrativi. Nella previsione dell’atto aziendale

Marche Nord vi sono nuovi dipartimenti e quindi nuovi dirigenti. Questo piano socio sanitario regionale non fa risparmiare ma prevede tagli di posti letto e l’investimento in nuovi dirigenti. Noi della minoranza grazie alla presentazione della mozione sulla rettifica del voto espresso da Prussiani abbiamo convocato il consiglio comunale e, grazie a noi, il dibattito si è riacceso in sede istituzionale. Rifondazione Comunista ha presentato una mozione uguale alla nostra nella sostanza, appena differente nella forma. È solo per causa formale che Rifondazione non ha sostenuto la nostra mozione mentre noi, che alle apparenze non crediamo, abbiamo sostenuto quella di Rifondazione così da costringere il Sindaco Pelagaggia a rettificare, sebbene controvoglia, il voto sul piano di area vasta trasformandolo da positivo in negativo. Sono molto soddisfatto di questo risultato perché è la testimonianza di persone smarcate da ideologie che tentano la via del dialogo sui temi non negoziabili. Di fronte alla tutela della salute dei cittadini non si può essere meri esecutori degli ordini di partito» [m.m.]

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POSTO FISSO

È RIPARTITO IL PROGETTO “IN-SICUREZZA”

UNO SPORTELLO DI ASCOLTO CONTRO IL DISAGIO GIOVANILE

È

FOSSOMBRONE

ripartito il progetto “In.Sicurezza”, sportelli di ascolto presso le Istituzioni Scolastiche per la prevenzione, l’individuazione e il contrasto delle situazioni di disagio e devianza minorile. Le scuole conivolte sono quelle dei comuni di Cartoceto, Fossombrone, Isola del Piano, Montefelcino, Montemaggiore al Metauro, Saltara, Sant’Ippolito, Serrungarina. L’Ambito Sociale di Fossombrone, che ha redatto il progetto, ha ottenuto per ben cinque volte consecutive il finanziamento regionale che consente di promuovere una gamma di interventi strutturati di sicurezza per la prevenzione del disagio e della devianza giovanile. Gli Sportelli, a cura dello psicologo Giorgio Gualazzi, sono disponibili per famiglie e docenti degli studenti di ogni ordine e grado: a Fossombrone presso l’Istituto Comprensivo “Mercantini”, la Direzione Didattica, il Polo di Istruzione Superiore “Donati”. Inoltre sono stati attivati sportelli presso l’Istituto Comprensivo di Montefelcino, “Leopardi” di Saltara e “M. Polo” di Cartoceto. Il calendario verrà comunicato dalle scuole alle famiglie e ai docenti [c.v.]

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FOSSOMBRONE

ltre cento persone, giovani e meno giovani, hanno preso parte al convegno organizzato dal presidente di Confcommercio di Fossombrone Alex Zanchetti. Tema in discussione erano i giovani ed il loro futuro. I relatori hanno dipinto uno scenario non sicuramente rassicurante in termini di prospettive occupazionali. Amerigo Varotti, direttore di Confcommercio, ha rimarcato la grande potenzialità di creazione di posti di lavoro nel campo della valorizzazione del territorio in termini culturali e turistici. Gabriele Marchetti,

responsabile di Formaconf, ente formatore della Confcommercio, ha sottolineato la necessità che i giovani avranno di dover cambiare lavoro più volte nella vita, fino a 20 diversi lavori, per questo la formazione continua diventa strategica. Alex Zanchetti ha portato la sua esperienza per cui da dipendente si è reinventato imprenditore. Al termine dell’incontro che ha visto un bel dibattito da parte del pubblico, Zanchetti ha lanciato la proposta di portare i corsi Formaconf a Fossombrone al fine di rafforzare il legame dell’Associazione di categoria con l’entroterra [a.m.]

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Fossombrone COSTITUITO L’8 OTTOBRE

Nasce un comitato in difesa dell’Ospedale cittadino

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TEATRO E CARCERE L’ESPERIENZA DELLA PIOLETTA

FOSSOMBRONE

’8 ottobre si è costituito ufficialmente un comitato per la difesa dell’ospedale di Fossombrone. La prima riunione svoltasi presso la sala consiliare è stata preceduta da una pubblica assemblea promossa da Rifondazione comunista. Il comitato ha già diversi aderenti ed è stato costituto in modo autonomo e apartitico. Tra i primi obiettivi c’è la definizione delle forme di lotta da adottare per la difesa dell’ospedale cittadino

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IL NUOVO BASKET FOSSOMBRONE: “FORZA FOSSO!”

on il ritorno dell’autunno riLa tradizione del Basket forsempronese C prendono le attività teatrali all’inFOSSOMBRONE

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FOSSOMBRONE

l Nuovo Basket Fossombrone, società nata nel luglio scorso dalla fusione di tre realtà diverse del forsempronese, ha iniziato l’attività già a metà agosto, con le preparazioni atletiche dell’Under 17 e della Bartoli Mechanics di Serie D, agli ordini dei Preparatori Pietro Giorgi e Simone Casagrande. L’Under 17, allenata da coach Carlo Renzi e dal vice Daniele Menciassi, militerà nel campionato d’Eccellenza Regionale ed i primi due incontri disputati hanno coinciso con altrettante belle vittorie (66 a 71 contro la Stamura Ancona e 77 a 63 contro Fermignano). Le partite casalinghe si giocano al Palazzetto di Via Cairoli a Fossombrone la domenica mattina alle ore 11. La Bartoli Mechanics di Serie D, agli ordini di coach Andrea Serafini, ha esordito invece con una sconfitta contro la “corazzata” del campionato, la Blues Fabriano, al termine di una gara rincorsa sin dal primo minuto e sfiorata solamente, non senza la complicità di qualche fischio molto discutibile proprio negli istanti

LA SQUADRA UNDER 17 CON IL SINDACO PELAGAGGIA

finali (71-75). Le partite casalinghe si giocano sempre presso lo stesso impianto il sabato alle 18. Queste sono solo le due formazioni “più grandi” di una società che conta anche altre due squadre giovanili (Under 15 e Under 13), e quattro di Minibasket (Pulcini, Scoiattoli, Esordienti ed Aquilotti), per un totale di oltre 80 bambini. L’obiettivo posto dal presidente Matteo Gelsomini è di raggiungere quota 100. Gli altri allenatori sono Emanuele Borsella e Pina Dante,

oltre ai vice Andrea Mancinelli e Nicola Sorcinelli. Tutti i bambini che vogliono iscriversi ai corsi, aperti ai nati dal 2007 in poi, possono recarsi al Palazzetto di Fossombrone, oppure chiamare il 3455305265, o inviare una mail a nbfossombrone@libero.it Per ricevere invece info in tempo reale, vedere le foto, consultare gli orari d’allenamento e fare domande direttamente dal pc, è possibile andare alla pagina Facebook NuovoBasketFossombrone

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LA SQUADRA “BARTOLI MECHANICS” CHE MILITA IN SERIE D

terno della casa di reclusione condotte dalla Compagnia Teatrale “La Pioletta” di Cagli, sostenute dall’entusiasmo ed il vivo ricordo del lavoro condotto per l’anno 2011/12, conclusosi lo scorso maggio con lo spettacolo finale dal titolo “I Mulini a Vento”, tratto dal romanzo “Le avventure di Don Chisciotte della Mancia”, a conclusione di un laboratorio teatrale condotto dall’attore e regista Fabrizio Bartolucci. Già dal 2002 “La Pioletta” è presente nel carcere e, dal 2004 con Bartolucci, conduce attività teatrale nella “Sezione Levante” (massima sicurezza) dell’istituto, attraverso la realizzazione di laboratori integrati, cioè partecipati contemporaneamente sia da attori “esterni” che dai detenuti che si iscrivono al corso. Ogni laboratorio coinvolge circa 10 o 15 interni oltre 3 o 4 esterni. Si tratta di progetti che vengono annualmente finanziati dall’ambito regionale. Oggi grazie ai grandi successi cinematografici, ci si accorge della risorsa attoriale-artistica presente tra le persone detenute: lo dimostrano i film “Cesare deve morire” dei Fratelli Taviani, vincitore dell’Orso d’Oro di Berlino 2012, interamente interpretato dai detenuti del carcere romano di Rebibbia e il recentissimo “Reality” del regista Garrone, vincitore a Cannes 2012 del Grand Prix della giuria interpretato da un detenuto del carcere di Volterra. A Fossombrone, per il secondo anno consecutivo si è potuto rappresentare il lavoro alla presenza di un pubblico esterno. Circa cento spettatori erano presenti, tutti fortemente emozionati e coinvolti. Questo è stato un grande traguardo, perché mai prima del 2011 era accaduto.

L’idea che anima il lavoro condotto a Fossombrone, simile a quella di altri carceri italiani, è quella di fare teatro nel vero senso del termine, esattamente come lo si farebbe fuori di lì, ovvero utilizzare un approccio esclusivamente di interesse artistico, con l’intento di sperimentare i diversi linguaggi che il teatro offre: questa è l’idea ispiratrice e lo scopo ultimo, al di là dei risultati raggiunti. Il teatro è lo strumento artistico, forse più di ogni altro, che muove nell’animo dell’essere umano sentimenti profondi che appartengono indistintamente a tutti e che tutti possono riconoscere e vivere. Ogni altro aspetto coinvolto è solo una conseguenza, anche se spesso inevitabile ed entusiasmante. Al termine dello spettacolo Nicola, un detenuto attore, ha preso la parola e ha letto un testo, scritto la sera prima nella sua cella: “Cari spettatori, ciò nonostante anche in un luogo così angusto siamo riusciti a tirar fuori le nostre emozioni e il meglio di noi. Siamo riusciti a trovare spirito di iniziativa e solidarietà per sollevarci dalla nostra condizione. É dall’esperienza negativa che si può trarre maggiore insegnamento, arricchendo così il nostro bagaglio culturale ed emozionale che è come un pozzo senza fondo: non si riempie mai. Ed ora eccoci qui, innanzi a voi affinché possiate considerarci non solo per le fredde documentazioni relative al nostro passato deviato, ma anche per quello che ognuno di noi nel migliorarsi giorno dopo giorno riesce ad esprimere con la propria forza e con il proprio impegno e così trasmettere alla società, che anche chi come noi ha avuto un passato deviato, può migliorare e ha bisogno di un’altra possibilità. A voi la risposta. Questo è tutto bella gente. Grazie”

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[Agnese Anniballi]


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S. Ippolito

IL SINDACO TINTI FA IL PUNTO SUGLI INTERVENTI MESSI IN CAMPO

«Un comune sempre più sostenibile»

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SANT’IPPOLITO

nche in un periodo difficile come quello attuale l’Amministrazione Comunale continua a mettere energie e risorse nei progetti di sviluppo sostenibile per l’intero territorio» questo è il commento del primo cittadino Dimitri Tinti. Il comune che amministra si è distinto per i risultati nella raccolta differenziata, che con un dato 2011 del 78,1% hanno permesso a Sant’Ippolito di raggiungere il primato provinciale e di porsi nel gruppo dei primissimi a livello regionale. Un percorso partito nel 2007 che ha reso il paese più pulito e ha consentito un risparmio sul conferimento dei rifiuti in discarica e la riduzione del 70% dell’ecotassa. Nell’ambito delle politiche energetiche è stato attivato il progetto Menowatt che prevedeva due interventi. Con il primo è stata individuata un’area a Pian di Rose (Piazza XXV Aprile e Via Rossini) dove sono stati ammodernati 35 punti luce della

pubblica illuminazione con l’installazione del Dibawatt, un dispositivo elettronico brevettato “Made in Marche”, che regola la potenza elettrica e riduce i consumi in maniera sensibile; in più sono state sostituite le lampade al mercurio con più efficienti lampade al sodio. Il secondo intervento ha portato alla sostituzione di 1200 lampade votive nei cimiteri di Sant’Ippolito e Sorbolongo, sostituendo quelle incandescenza con lampade LED, più economiche e con una durata operativa più lunga. Inoltre aderendo al progetto

nazionale Votiva+ il Comune può contare sulla fornitura gratuita di altre 1000 lampade LED da utilizzare per le sostituzioni. Di recente è stata inaugurata Fonte Alma impianto pubblico di nuova concezione per l’erogazione acqua fresca e di qualità, a prezzi ridotti, con evidenti vantaggi ambientali. Anche nel settore degli eventi il Comune di Sant’Ippolito, fra i primi in Regione, ha avuto un occhio di riguardo per l’ambiente. Infatti nelle ultime tre edizioni di Scolpire in Piazza tutte le stoviglie erano in MaterBi, materiale naturale e biodegradabile che può essere smaltito come rifiuto organico. Il Sindaco sottolinea «Se con questi interventi avremo delineato un rinnovato modello di società basato su scelte individuali di autoproduzione, riuso, solidarietà, sobrietà, nelle quali sia prevalente l’interesse comune, allora avremo fatto un gran servizio al nostro paese e al nostro futuro» [a.m.]

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POESIA DIALETTALE di Rossana Guerra da Sant’Ippolito “Batt la lima e la raspa”

Èl pésc puzza da la testa! Èn tutt’el giorn dentra i ragionament dla gent, chi robba a destra e chi a mancina, inquisiti, procèsèti e avisèti per ogni sorta d’ rubarja, vann in seconda per un po’ e quatti quatti arvan in prima fila al cmand del paés! Èn tutt’i giorn sul giornèl,

tla television atr ch parln, un giorn dighn t’un mod e po’ el giorn dop arbaltn ni co’, fato sta ch’èn sempr a galla e non sól, c’hann anca la prètésa d’guidè el paés Italia! Porca boja! In Italia sarìa ni co’ d’arfè! Lora el sann com vann l’ cos, c’sarìa da fè qualch taj. . . tutti el savém dó c’è da piè, ma lora stann distant dalla lèma del cortell, e per fè véda che qualco’ fann, vers l’Europa ch controlla e la Merkel ch dètta légg , dann na botta sa’l scorcèll e bussn cassa da la massa! Oh! Èn c’è scamp èn tutti compagn! Èl sann èl sann ch’él pésc puzza da la tèsta . . . ma fann orecchi da mercant!

Isola del Piano MONTEBELLO D’ORO 2012

Premiato Luciano Vasapollo

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ISOLA DEL PIANO

ssegnato il premio “Montebello d’Oro – 2012” a Luciano Vasapollo, docente universitario che negli anni si è distinto per il suo contributo scientifico, etico ed umano rivolto alla diffusione della conoscenza di realtà difficili, presenti soprattutto nei sud del mondo. Nella sua ultima pubblicazione, intitolata “Terroni e Campesindios” (Jaca Book), analizza le molte analogie tra la storia dei contadini del Mezzogiorno d’Italia e i cocaleros delle Ande, dal secolo scorso fino ai nostri giorni. Il premio “Montebello d’oro”, creato da Gino Girolomoni, ren-

LUCIANO VASAPOLLO CON GIOVANNI BATTISTA GIROLOMONI

de merito a donne e uomini che, con la loro attività, sostengono e raccontano il difficile lavoro dei contadini che operano in contesti complessi, sia a livello locale che internazionale [a.m.]

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Montefelcino I comitati nobiogas in Regione: non molliamo!

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MONTEFELCINO

l comitato Nobiogas informa di aver partecipato lo scorso 2 ottobre alla seduta del Consiglio Regionale delle Marche. «In una atmosfera surreale, la metà dei consiglieri è intervenuta per declamare la virtuosità della Regione Marche di fronte agli scandali che squassano altre Regioni. Il tempo trascorso ha

NOZZE D’ORO

impedito di discutere la questione che doveva essere al centro della seduta: la modifica della Legge Regionale 3/2012 e la sospensione degli effetti delle autorizzazioni rilasciate per gli impianti a biogas. Il 20 ottobre in occasione della Fiera della Pesca ad Ancona verificheremo l’operato dei consiglieri perchè non siamo disposti a mollare»

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Auguri ad Anna e Camillo

Camillo Pozzuoli e Anna Anniba-

lini hanno festeggiato il 6 ottobre i 50 anni di matrimonio. Tanti auguri dai figli Antonella, Marco, Stefano e Mauro dai fratelli e sorelle Piero, Elena, Vittorio e Agnese, dai nipoti Paolo, Chiara, Enrico, Lorenzo, Cinzia e Fabrizio e da tutti i parenti e dagli amici

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Fano

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N. 20 del 2012

UNA RACCOLTA DI FIRME PER SOLLECITARE IL SINDACO AD ESPRIMERE PARERE CONTRARIO

DAL 18 AL 20 OTTOBRE

Una mozione popolare contro l’ospedale unico A

Il 24° Fano International Film Festival

FANO

ospedali sia un processo tutt’altro che facile e si chiede che senso abbia parlare di azienda ospedaliera quando il nuovo ospedale unico avrebbe semplice funzione di nodo provinciale mentre l’alta specializzazione rimarrebbe interamente all’ospedale regionale di Torrette. Nel testo della mozione si chiede al sindaco di esprimere parere contrario alla realizzazione dell’Ospedale unico e dare nuovo impulso alle strutture già esistenti. Colucci parla anche dei piccoli ospedali del territorio: «in qualche modo occorre rassicurare le popo-

lazioni dell’entroterra che in caso di emergenza sono troppo distanti dai presidi ubicati sulla costa. La nuova delibera regionale 784 non contempla più ad esempio presidi di pronto intervento h24 che darebbe una soluzione a tale preoccupazione». Le firme si raccolgono ogni sabato (mattina e pomeriggio) in Corso Matteotti all’altezza di palazzo Gabuccini. È previsto anche un ulteriore punto di raccolta nei pressi dell’ingresso dell’Ospedale “Santa Croce” [Alessandro Marconi]

ntonio Colucci, primo firmatario di questa mozione ci spiega le ragioni di questa scelta. «Abbiamo pensato a questo strumento previsto dallo statuto comunale e finora, che io sappia mai utilizzato, per avere una misura della opinione popolare attorno alla questione dell’ospedale unico. Noi crediamo sia maggioritaria fra i fanesi e anche fra i cittadini dell’intera vallata del Metauro, così come quella del Cesano, un’opinione contraria al progetto di ospedale unico in sostituzione

dei due attuali nosocomi delle limitrofe città costiere della nostra provincia». Colucci mette in evidenza come il processo di fusione dei due

POESIA DIALETTALE

LAVORA PER TV 2000, È AUTORE DEL LIBRO “CREDERE ANCORA?”

Grilli finalista al premio “Pasqualón”

Paolo Fucili, un fanese vaticanista P

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FANO

ltro riconoscimento per l’autore dialettale fanese Elvio Grilli finalista con due poesie al Concorso di poesia dialettale “Odoardo Giansanti detto Pasqualón” con l’attribuzione del Premio in ceramica artistica Molaroni riservato ai tre finalisti. La cerimonia di premiazione del concorso, giunto alla XIV° edizione , si è svolta nell’Auditoriom di Palazzo Montani Antaldi a Pesaro sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro che patrocina il concorso dedicato al famoso poeta dialettale pesarese. Grilli è inoltre reduce dalla vittoria del concorso internazionale di poesia “Il Saggio Città di Eboli” (Salerno) dove ha ricevuto la medaglia della Presidenza del Senato lo scorso luglio. Più recente è l’assegnazione della targa “Nicola Piacente” al concorso di poesia dialettale di Bari. Infine, l’Associazione Culturale Circumnavigarte di Brescia gli ha dedicato una recensione sul proprio sito ufficiale [c.v.]

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FANO

re se stessi in una società e una cultura profondamente plasmate dai mass media. Questo sia detto senza nulla togliere alla gravità di scandali (quelli veri, non quelli gonfiati come ad esempio l’ICI) che in questo periodo ‘non semplice’, è vero, tengono banco su giornali e tv.

aolo Fucili, 41 anni, originario di Fano, è l’autore di “Credere ancora? La fede secondo Benedetto XVI” (Elledici, p.64, 6 euro), un agile volumetto nato dalla sua esperienza di giornalista, dal ’99 a Roma, dell’emittente TV 2000, promossa dalla Conferenza episcopale italiana. Come è arrivato un fanese a TV2000? Per vie abbastanza imprevedibili e impreviste, ormai diversi anni fa, dopo un trasferimento a Roma per seguire un corso della famosa Biblioteca apostolica vaticana. È stato allora che, per una serie di circostanze, qualcuna anche fortuita, è tornato di prepotenza in auge un antico sogno di gioventù.

Nel tempo ti sei specializzato come vaticanista. Cosa fa esattamente un vaticanista? Lo dice la parola, segue le notizie dal Vaticano, relative in primo luogo al Papa e alla Santa Sede, poi alla Conferenza episcopale italiana e via via a tutte le realtà in cui si articola la Chiesa. Detto così sembra una materia molto ‘specialistica’, e in parte lo è davvero. Per altri versi, non sfugge ormai a nessuno come la vita, gli insegnamenti, la presenza della Chiesa nel mondo abbiano a che fare con ogni dimensione, si può dire, della vita personale e col-

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lettiva. Perciò il vaticanista spazia in realtà in molti altri settori. Qual è il ruolo di un giornalista in questo periodo “non semplice” che attraversa la Chiesa? Raccontare la verità, non solo adesso, ma sempre, il che comporterebbe anzitutto dare al lettore o telespettatore visioni ‘complete’ e non parziali della realtà. Il guaio è che di alcune istituzioni ‘fa notizia’ come si dice in gergo solo la ‘patologia’, non la ‘fisiologia’. E questo, nel caso specifico della Chiesa, è la somma di un vizio atavico del giornalismo, un pregiudizio diffuso verso la Chiesa e una certa ‘sottovalutazione’, da parte della Chiesa, di quanto sia importante comunica-

“Credere ancora? Le fede secondo Benedetto XVI” è il titolo dell’ultimo tuo libro. Perché consiglieresti di leggerlo? Tu chiedi all’oste se il vino è buono! Cerco comunque di essere discreto e dico che chi volesse sapere perché per papa Ratzinger è attuale, plausibile e ‘conveniente’ credere oggi potrebbe trovarlo un buon approccio. Fin dalla preistoria, si può dire, l’uomo ha manifestato un ‘senso’ religioso che è insieme percezione di un proprio limite e aspirazione a superarlo. Il cristianesimo è la sconvolgente notizia che tutto questo non è vano, perché Dio stesso ha deciso di ‘venirci incontro’. Qual è il tuo legame con Fano, la tua città? Un legame di viscere, oserei dire, fatto pure di periodici week end in cui torno da Roma per stare con la mia famiglia, rivedere gli amici, passeggiare per il corso, andare a vedere l’Alma, bere la moretta, cenare al Pesce azzurro… e qui chiudo, sennò mi commuovo!

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[Alessandro Marconi]

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FANO

iunto alla sua 24a edizione il Festival, fondato e diretto da Fiorangelo Pucci, rappresenta il punto di riferimento del corto e del mediometraggio. Si tratta di un momento di incontro importante per il cinema indipendente d’autore italiano e straniero. L’obiettivo è promuovere le produzioni di giovani registi. Il festival si svolge dal 18 al 20 ottobre al Teatro della Fortuna. Il programma completo è visibile sul sito www.fanofilmfestival.it

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POESIA DIALETTALE

di Roby Gaudino

El pont del Lido Gio’ per Fèn c’è solo un grido: -”Allarghèt stè pont del Lido!” -”Ho capit!! ...sent un che strilla a da essa quel dl’Arzilla”! -”Te se propi un spreca-fièt ...quel l’han sistemet st’estet...!!! -”Me dici alora ...quel che sarìa ...quel davanti la Capitaneria!? -”Propi lò ...le vist le strett!?... ...mica ce passi sa do biciclett!” -”Ej ragion.... quant è p’cina cla pedena... tocca gicc in fila indiena!... un dietra clatre com i soldet! -Sta’ più in la che se sudet!... Gio’ per Fèn c’è solo un grido: -”Allarghèt stè pont del Lido!” -”Ancha perchè la gent ce passa ...è na gran Babilonia... ...tra chi va al mer al Lido e chi alla Sasonia.. ...sa i passegin el sdraio j’ombrelllon... ej da veda te pezz che confusion! Gio’ per Fèn c’e’ solo un grido: -”Allarghèt stè pont del Lido!” -”Comunque se lamentne na mucchia e più de un... -”Digne gnent malà in comun... -”Qualco’ faran alla svelta e poc pugnètt ...se no n’altran vo al mèr alle Torett!


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Fano

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GIORNATA MONDIALE DELL’OSTEOPOROSI

A BELLOCCHI

Osteoporosi: convegni e visite gratuite

Nuova fermata dell’AMI nella zona PEEP

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È

FANO

n occasione della Giornata Mondiale sull’Osteoporosi il Dipartimento Geriatrico e Riabilitativo del Santa Croce dà appuntamento al 20 ottobre nella sede Asur (sala Gialla – Via Ceccarini 32 a Fano) con un convegno dal titolo “Osteoporosi: prevenzione, riabilitazione e nuove terapie”. Durante il convegno, al quale parteci-

peranno come relatori il primario della Geriatria Antonio Lacetera, e i colleghi Giuliano Cenci e Marina Simoncelli, tutti i partecipanti saranno invitati a compilare un questionario per la valutazione del rischio di Osteoporosi. Le persone ritenute a rischio saranno contattate per eseguire gratuitamente la visita specialistica e la Densitometria Ossea

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di Alberto Berardi

BELLOCCHI

stata istituita una nuova fermata dell’autobus nell’area PEEP. Questo ha permesso a residenti e studenti di avere una fermata a pochi passi da casa. Una dimostrazione, comunica AMI, dell’impegno per favorire l’utilizzo dei mezzi pubblici, ridurre l’uso di vetture private e quindi di emissioni nell’ambiente con un’attenzione particolare a chi non ha mezzi propri per spostarsi

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Carlo Bruscia

Carlo, l’arte, la gastronomia e il burraco Carlo

Bruscia, per gli amici Carletto, in riferimento alla non eccelsa statura, un tempo promettente calciatore (carriera interrotta causa incidente) oggi votato interamente all’arte, arte contemporanea beninteso, con colte divagazioni gastronomiche ed incursioni al tavolo di burraco. Ha studiato e poi insegnato all’Istituto d’Arte “Adolfo Apolloni” si è poi specializzato a Roma all’Accademia dove incontrò alcune giovani promesse che oggi, come è il caso di Gino De Dominicis sono stelle di prima grandezza a livello internazionale. Opere di De Dominicis sono presenti in tutti i più prestigiosi Musei e le più importanti Mostre e Carlo ha letteralmente accompagnato “il grande scheletro” nel suo lungo viaggio attraverso l’Europa prima di fargli trovare finalmente pace nel suggestivo contenitore per lui predisposto a Foligno. Monta e smonta, smonta e rimonta gli innumerevoli pezzi della enorme scultura tornavano tutti a posto. Dovunque lodi e stupore che necessariamente ricadevano anche sul buon Carlo. Non è infatti cosa di tutti i giorni trovare un fanese impegnato ad allestire una scultura nei giardini di Versailles o nella Piazza Grande di Brusselles. Ma Carlo è un grande. Spesso, come si dice oggi, a sua insaputa

CARLO BRUSCIA DI FRONTE AL GRANDE SCHELETRO, OPERA DELL’ARTISTA ANCONETANO GINO DE DOMINICIS

o meglio nella non piena consapevolezza del grande lavoro e del grande impegno profuso per liberare dal provincialismo e dalla sottocultura la nostra sfortunata città. Mostre su mostre nella sua piccola galleria nei pressi della Cattedrale, anni dopo anni, autori di prima grandezza troppi per poterli ricordare tutti e mai un riconoscimento pubblico, una targa, un premio dalla città tanto amata ma festosamente ignorante. Carlo ha però vissuto una parentesi felice, quando gestì un luogo irripetibile, “Da Pantalin” un Ristorante dove la creatività iniziava dalla cucina passava dalle pareti e terminava nel piatto. Quante serate e quante notti passate a confrontarci con il meglio della Provincia e della Regione e Carlo instancabile promotore di incontri, dibattiti e premiazioni. Pittori,

scultori, ceramisti, poeti, scrittori, registi, musicisti. Tutti passavano “Da Pantalin”. Non saremo mai abbastanza grati a Carletto per tutte quelle indimenticabili serate. La sua voce illuminava tutto il Ristorante mentre illustrava la vita e l’opera del giovane artista i cui quadri erano appesi alle pareti. Una vita da non morire mai. Sono passati anni da allora e lui è sempre uguale, animato da una energia insopprimibile ed inconsunta. Buono come il pane appena uscito dal forno, sempre disponibile, generoso con tutti. Un fanese vero che mescola la lingua madre all’italiano colto quello che i critici usano per presentare gli artisti. In poche parole si potrebbe dire: “Carlo è uno di noi” ma non sarebbe vero perché Carletto è molto meglio. Una perla nera che impreziosisce l’intera collana

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FANO CALCIO

EQUILIBRIO INSTABILE di Sandro Candelora

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FANO

n un suo celebre film, Louis De Funés veniva a trovarsi aggrappato ad un albero, in bilico su un precipizio, a strapiombo sul mare. Situazione, ne converrete, assai poco invidiabile. Più o meno come quella che sta patendo l’Alma in questo avvio di stagione che ha pochi precedenti per la disarmante pochezza d‘insieme cui si sta assistendo. A memoria, stentiamo in effetti a trovare riscontri storici di una simile mancanza di coesione, raffronti utili cui rapportare la sensazione di totale incompiutezza che ci assale ogni qualvolta assistiamo ai match dei granata. I quali assomigliano a chi tenta di stare in piedi su una lastra di ghiaccio poggiando sulla punta di uno spillo. Praticamente impossibile. A motivo che l’equilibrio non si inventa. Né lo vendono in farmacia. Te lo devi costruire scegliendo bene gli uomini da mandare in campo, selezionandoli in base a caratteristiche che devono essere necessariamente complementari, capaci di sposarsi e creare in tal modo quel giusto assetto che è alla base delle fortune di una squadra. Cosa che, ahimé, manca completamente in questo disgraziato avvio di campionato. Dice: colpa della difesa. Giusto, sacrosanto e condivisibile. Non si improvvisa un pacchetto arretrato spedendo il povero, pur ammirevole Colombaretti a fare il difensore centrale in pianta stabile. Affiancandogli per di più un Merli Sala che, impacciato come un novizio, sta rimediando una brutta figura dopo l’altra. Di terzini, almeno di ruolo e sarebbe auspicabile anche affidabili, poi, fatta eccezione per capitan Amaranti, manco a parlarne… Inevitabile allora che ogni pallone, pure il più innocuo, buttato in area dagli avversari di turno sortisca l’effetto di un uragano tropicale, travolgendo tutto e tutti. Ma il male è anche altrove, proprio in virtù del principio di interazione che regola i rapporti fra i vari reparti di una formazione.

La sensazione di totale incompiutezza ci assale ad ogni match dei granata. I quali assomigliano a chi tenta di stare in piedi su una lastra di ghiaccio poggiando sulla punta di uno spillo.

E una evidente concausa delle figure barbine della retroguardia è la totale incapacità di fare un minimo di filtro da parte della mediana, che dovrebbe garantire quell’essenziale azione di disturbo, interdizione e recupero di palla. In mezzo al campo, dove si vincono e si perdono le partite, troppi sono gli spazi a disposizione dei rivali, che arrivano sempre in superiorità numerica e disinvoltamente dalle parti del portiere. Cazzola, Giannusa, Piccoli, Berretti e via elencando anche i giovani sono giocatori di qualità anche eccelsa ma di fatto non riescono a fare reparto compiuto. In grado non solo di offendere ma anche e soprattutto di coprire. Che fare allora? Difficile raggiungere la quadratura del cerchio al cospetto di un simile cattivo assortimento di uomini. Il guaio temiamo sia strutturale e non figlio della congiuntura, che pure, fra infortuni e ritardi di condizione, sta incidendo non poco. Von Clausewitz direbbe che la migliore difesa è l’attacco. Già, solo che gli altri la difesa ce l’hanno davvero e valla a scalfire! Quanto poi all’arsenale offensivo, i fatti stanno dimostrando che gli basta davvero poco per fare un male della malora

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Personaggi

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PAOLO DEL SIGNORE

Quando l’arte incontra la quotidianità La collaborazione con il mondo degli artigiani ha dato vita ad oggetti dove “vanno a braccetto” due concetti fondamentali: utilità e bellezza

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FANO

a grande eredità del Bauhaus tedesco, le cui idee fanno ancora parte della nostra contemporaneità e i cui “prodotti” arredano ancora le nostre case, ha portato sempre più gli artisti a rapportarsi con la società e con gli oggetti della quotidianità. Se a questo rapporto aggiungiamo anche il connubio tra artista e artigiano a cui ha sempre creduto Gropius, il fondatore di questo movimento, abbiamo molti ingredienti per capire l’arte di Paolo Del Signore e i suoi interessanti progetti o realizzazioni. Del Signore, artista fanese conosciuto dal popolo del carnevale per la geniale invenzione del “prendigetto”, ci racconta la sua arte e soprattutto il rapporto tra creatività e artigianato che si traduce nella realizzazione di oggetti di uso quotidiano.

IL PROFICUO RAPPORTO TRA ARTISTA E ARTIGIANO Il credere fortemente nell’interazione tra artista e luogo in cui vive lo ha portato a coltivare un aspetto fondamentale: il coinvolgimento del sustrato locale per dare vita ad una nuova sinergia. La grande curiosità verso il lavoro dell’artigiano ha prodotto un’interazione con l’industria e con l’artigianato locale dando vita a nuove produzioni. Ne è un esempio la porta-quadro: un vero e proprio quadro che si “trasforma” nell’oggetto con cui tutti quotidianemnte ci rapportiamo: la porta! La realizzazione, ad opera della DiBi di Bellocchi, è ad intarsio, in modelli numerati da 1 a 10. Anche in questo caso l’arte, il quadro, interagisce con l’ambiente, la casa. Il rapporto con gli artigiani lo porta nel tempo ad acquisire esperienza e a far sì che la sua arte abbia mille nuove declinazioni, molte ancora in testa, altre già in fase progettuale, alcune già realizzate. Come le ceramiche della ditta Verzolini o la

collezione “Favole” con i quadrilampade frutto della collaborazione con la Vetreria Fanese. Sul solco di Fortunato Depero, che aveva trasformato in arazzi i suoi quadri, si pone la sperimentazione della tappezzeria nata in collaborazione con l’azienda tessile Tappeti su misura di Biella che ha portato alla nascita di un tappeto-quadro. L’idea, anche in questo caso, scaturisce dalla volontà di vestire l’ambiente in modo nuovo. E lo stesso concetto è riscontrabile anche nella realizzazione delle borse in cui i suoi disegni rivestono un oggetto funzionale alla vita di tutti i giorni. In merito a queste realizzazioni, Del Signore ama puntualizzare che: «Io non ho inventato un prodotto ma ho sviluppato un’idea e in questo mio processo di sviluppo il rapporto con l’artigiano è fondamentale».

IL GRANDE VALORE DIDATTICO E SOCIALE DELL’ARTE Di non secondaria importanza in questo modo di “fare arte” è il grande valore sociale che l’arte stessa riveste nella vità di tutti giorni.

Valore sociale che nell’attività di Del Signore si esprime soprattutto nel coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi sia come insegnante ma anche attraverso i numerosi laboratori condotti nel corso degli anni, fra i quali ama ricordare quelli di “Fano città dei bambini” o quello per il Carnevale fanese del 2003 sotto la direzione artistica di Dario Fo. Il creativo deve meravigliarsi, come fanno i bambini, deve sognare: «Da insegnante – ci dice – ho sempre detto ai miei studenti del corso di design: “Se non sognate, se non vi meravigliate cambiate mestiere!”».

stesso tempo “belli” oltre che rivestire la quotidianità di un alto valore culturale rende le giornate delle persone che “usufruiscono” di questi oggetti sicuramente più allegre e piacevoli tentando di dare un senso e un po’ di colore alla grigia contemporaneità [Claudio Vagnini]

LA CITTÀ DI PAOLO DEL SIGNORE

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Nelle sue opere, e quindi negli oggetti prodotti, compare sempre la città in cui non c’è un unico punto di vista e, come nella realtà, ci si può “perdere”. La città rappresentata con i suoi simboli del vivere quotidiano come i semafori, le strisce pedonali, i lampioni. La città in cui si và qua e là per le strade a visionare il racconto della vita. La città vista anche come una quinta teatrale, una sorta di palcoscenico in cui i personaggi non hanno mai un volto ma una maschera alla quale ognuno può decidere di dare la sia identità. Quando Del Signore parla di teatro è coinvolgente e nel raccontare si scorge tutta la passione per il suo lavoro svolto in questo ambito. Nel “teatro della vita”, mettere sul palcoscenico oggetti “utili” e allo

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PRODOTTE IN COLLABORAZIONE CON LA PELLETTERIA MERLANTI

LE BORSE DA FAVOLA DI PAOLO DEL SIGNORE PESARO

a borsa fa parte a pieno titolo degli oggetti di uso quotidiano, soprattutto nel mondo femminile ma, da qualche anno a questa parte, anche in quella maschile. Il concetto di borsa nasce dalla necessità elementare di trasportare qualcosa durante il passeggio. In questa collezione denominata “Favole”, l’artista Paolo Del Signore riveste la borsa con le sue città che sono anche qui rappresentate con il suo stile inconfondibile. Si tratta di oggetti artigianali in pelle stampata prodotte nel laboratorio pesarese della “Pelletteria Merlanti”. Questa azienda familiare nata oltre 50 anni fa, produce principalmente borse e cinture in pelle in cui tutti i pellami, tessuti e accessori metallici utilizzati sono esclusivamente made in Italy. Essendo un’azienda

artigiana riesce a rispondere alle richieste di cinture fuori misura (memorabile è la realizzazione di una cintura lunga più di 2 metri!) e spesso produce ad hoc su richiesta della clientela, abbinamenti di colore personalizzati o modifiche ai modelli. Insomma, un ambiente artigianale ideale per dar vita a quel connubio tra artista e artigiano così proficuo per l’arte di Paolo Del Signore [c.v.]

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Le borse della serie “Favole” sono in vendita a Pesaro nel punto vendita della Pelletteria Merlanti (Viale XI Febbraio, 27 - Tel. 0721/32002)


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Saltara

LA RISPOSTA ALLE OSSERVAZIONI DELLA MINORANZA

LA MINORANZA SUL CIMITERO COMUNALE

«A Saltara succede Il sindaco Cicoli: «Gli sprechi, di certo, non abitano a Saltara» anche questo...» I

SALTARA

n merito alle riflessioni della minoranza consiliare pubblicate sull’ultimo numero del “Metauro” ritengo opportuno intervenire. Leggendo attentamente l’articolo appare da subito evidente che il consigliere Uguccioni si è già calato nel clima della prossima campagna elettorale ma che soprattutto, da quanto afferma, fa trasparire un enorme disagio nel dover assistere passivamente ad un processo di riorganizzazione globale dell’intero apparato comunale che in appena tre anni ha interessato ormai quasi tutti i settori (vedi Suap, Polizia Locale, Ufficio Tributi e Servizi Demografici) e che con la nascitura Unione dei Comuni si estenderà all’intero apparato. Ed è questa, a mio avviso, la vera applicazione della “Spending Review” voluta dal governo Monti: mantenere gli stessi servizi (migliorandone se possibile la qualità) passando attraverso un attento controllo della spesa ed organizzando nuove forme associative con i comuni limitrofi. Devo evidenziare inoltre che dal punto di vista del personale, che consente alle Amministrazioni di erogare servizi al cittadino, il nostro Comune è notevolmente sottodimensionato. Nella nostra provincia tra i Comuni con 7-8.000 abitanti

solo Saltara e Cartoceto hanno circa 30 dipendenti, contro i 60-70 di tutti gli altri. La responsabilità di tale disparità è ovviamente da ricercare nel passato, quando era possibile sostituire il personale che andava in pensione e che nel nostro Comune non è stato quasi mai fatto. La normativa attuale prevede che bisogna avere almeno tre dipendenti in uscita per consentire una nuova assunzione! Specificamente al caso in questione va sottolineato che non si tratta di una nuova assunzione ma di un rapporto a convenzione attualmente con scadenza al 31 dicembre 2012. Questa nuova figura si interesserà prevalentemente della attività amministrativa e relativa gestione delle procedure di gara relative ad appalti di lavori, servizi e forniture, e della amministrazione del personale dal punto di vista giuridico. È vero che nel triennio passato gli

appalti ed i bandi pubblici sono stati pochi, ma è anche vero che ciò è anche da ascrivere proprio alla cronica carenza di personale nel nostro Comune. Per questo motivo abbiamo preso questa decisione, con la speranza di poter uscire dall’immobilismo che tale carenza ha determinato. Noi siamo convinti che una stazione appalti e bandi pubblici efficiente rivesta oggi un ruolo strategico per un ottimale funzionamento di tutti gli uffici comunali. Non si tratta quindi di una assunzione anticipata per la sostituzione di un possibile pensionamento ma di una figura con mansioni completamente autonome. È ovvio che non ci saranno due persone pagate per fare lo stesso lavoro. È altresì vero che tale convenzione consentirà al Comune di avere una opportunità aggiuntiva in caso di eventuale sostituzione di un responsabile. Per quanto riguarda le osservazioni fatte sul Bilancio Comunale ho già ampiamente spiegato a tutti i cittadini nell’ultimo numero del giornale comunale le decisioni, con relative motivazioni, che questa Amministrazione ha dovuto assumere. Torneremo comunque a discutere quanto prima di tutto ciò in una pubblica assemblea [f.c.]

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11 MAGGIO 2013: LA CRONOMETRO “GABICCE-SALTARA”

Saltara di nuovo nel Giro d’Italia È

SALTARA

ufficiale: nel Giro d’Italia 2013 è stata inclusa la tappa a cronometro Gabicce-Saltara prevista per l’11 maggio. «È un grande risultato per il territorio – ha commentato Matteo Ricci –. Ringraziamo il direttore del Giro Michele Acquarone per la fiducia rinnovata anche per il 2013. Oltre ad Alighiero Omicioli, per la determinazione con cui ha inseguito questa tappa insieme alle istituzioni». Si salda così ulteriormente il legame tra la provincia e la “corsa rosa”.

«La cronometro individuale – aggiunge il presidente – ci consentirà di accendere ancora meglio i riflet-

tori sulle nostre bellezze paesaggistiche e ambientali. Sarà uno spettacolo straordinario per tutto il weekend. In termini di visibilità, si tratta di una promozione notevole per il turismo ambientale e sportivo». Un risultato questo che conferma il ruolo di primaria importanza dalla società ciclistica “Omicioli” di Saltara dopo la Settimana tricolore (2003), la 5ª tappa della Tirreno-Adriatico (2005) e la 5ª tappa Cesena-Saltara dell’89° Giro d’Italia (2006)

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I PANNELLI SOLARI SUI TETTI DEL CIMITERO

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SALTARA

a minoranza denuncia due situazioni che riguardano il cimitero comunale: il mancato allaccio alla rete di un impianto fotovoltaico installato su un padiglione e un ascensore installato da anni che non sarebbe mai entrato in funzione. Nel programma elettorale dell’attuale amministrazione c’era un punto che appariva innovativo: tra i lavori pubblici che la loro Lista si impegnava ad attuare, era prevista la realizzazione di impianti fotovoltaici negli edifici comunali. Quella delle energie rinnovabili è sicuramente una tematica importante e in questi anni molti Comuni si sono adoperati in tal senso. Oltre all’importante aspetto della tutela ambientale grazie alla riduzione dell’emissione di inquinanti in atmosfera, c’è anche una questione economica non secondaria: la produzione di energia elettrica attraverso il fotovoltaico comporta anche entrate economiche non trascurabili, tanto che molti privati hanno investito in questo settore. Nonostante questo impegno, in tre anni e mezzo di amministrazione Cicoli-Perlini, nemmeno un metro quadrato di pannello fotovoltatico è stato montato sui tetti degli edifici comunali. Verrebbe da dire che in fondo questa non è una novità: leggendo il programma elettorale della Lista Cicoli è infatti facile accorgersi che praticamente niente di ciò che era stato promesso è stato mantenuto! Ma in questo caso non si tratta soltanto dell’ennesima promessa mancata. Grazie ad una scelta del-

L’ASCENSORE

la precedente amministrazione, nel periodo 2009-2010 è stato realizzato un impianto fotovoltaico sopra il nuovo padiglione del Cimitero di Saltara. Ebbene, a distanza di anni dalla sua istallazione, questo impianto non è stato ancora allacciato alla rete e tutta l’energia che doveva produrre è andata irrimediabilmente persa e con questa gli introiti a favore del nostro Comune. Inoltre, a partire da quest’anno il contributo ventennale che viene concesso ai nuovi impianti è sensibilmente più basso di quello che era stabilito nel 2010. Così quando l’attuale Giunta si deciderà finalmente a fare ciò che deve, il contributo che il Comune di Saltara riscuoterà sarà inferiore a quello che era previsto. Evidentemente il nostro Comune non ha bisogno di soldi. E c’è di più. Qualche anno fa nel cimitero è stato istallato un ascensore. Il suo scopo era quello di evitare ai cittadini, molte volte anziani, di salire e scendere le scale per raggiungere i padiglioni. Il problema è che l’ascensore non ha mai funzionato. E sapete perché? L’energia elettrica disponibile non è sufficiente. Allora ricapitolando: da un lato il nuovo impianto fotovoltaico non è stato allacciato e dall’altro l’energia della rete non basta per azionare l’ascensore. Sembra una di quelle storielle degne del Tapiro d’oro di “Striscia la Notizia”; una storiella che se non fosse vera farebbe ridere. Purtroppo è vera! Come è vera l’incapacità di questa Giunta non solo di fare lavori utili per la collettività ma anche di far funzionare quelli che altri hanno fatto prima di loro [La Minoranza Consiliare]

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Saltara

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SCUOLA: FANNO DISCUTERE LE DUE ORE DEL SABATO La lettera di un genitore critica la scelta dell’orario scolastico, il dirigente Paolo Olivieri spiega le motivazioni. Per motivi di spazio non è possibile pubblicare i testi integrali che sono visibili sul sito del giornale www.ilmetauro.it

«P

La lettera di un genitore

er alcuni studenti l’inizio dell’anno scolastico ha portato anche una spiacevole novità: quella di un orario scolastico a dir poco assurdo. Si tratta dei genitori della scuola primaria dell’istituto comprensivo “G. Leopardi” di Saltara, che comprende le scuole dei comuni di Saltara e di Montemaggiore. A causa della riforma Gelmini si è persa un’ora e l’intervento fatto sull’orario è stato quello, lasciatemelo dire, tra i più ridicoli mai visti: si è semplicemente tolta l’ultima ora del sabato, portando l’impegno scolastico dalle tre ore dell’anno scorso (già criticato in sede ufficiale dai genitori) alle semplici due ore cioè dalle 8 della mattina alle 10. Il tutto è stato comunicato alle famiglie con un semplice avviso comparso magicamente negli zaini dei bimbi il venerdì per il sabato. A nulla è valsa la protesta dei sindaci che si vedono obbligati ad aprire gli edifici e garantire il trasporto per sole due ore. Le insegnanti ci dicono che loro non possono fare niente, mentre il dirigente Paolo Olivieri si

è ben visto dall’indire una riunione con i genitori di inizio anno. Quello che vogliamo denunciare è una completa mancanza di dialogo per una costruttiva fase di scambio di opinioni per rendere la scuola un ambiente sereno. Ricordo che i bambini delle primarie da lunedì al venerdì, entrano a scuola alle 8 ed escono alle 13, mentre il sabato hanno solo due ore. Si potrebbe secondo i genitori con un piccolo sacrificio da parte del corpo docenti, spostare le due ore del sabato ad un pomeriggio, come del resto è stato fatto anche in passato. Ma è nell’ottica del risparmio tenere aperte le scuole e soprattutto riscaldarle il sabato per sole due ore? [...] Saremmo veramenti lieti di sentire dal dirigente Olivieri come la pensa: incontri tutti i genitori o una delegazione di essi e se verrà con il cuore e la mente aperta vedrà che non siamo nemici contrapposti, ma degli alleati che insieme devono difendere il futuro dei nostri figli. La collaborazione crea sempre un mondo migliore, mentre le dispute lo riducono solo in macerie. Noi siamo in attesa»

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UN PROGETTO INNOVATIVO PER RECUPERARE LA TRADIZIONE

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SALTARA

ndando per mestieri: le opportunità del sapere e del saper fare” è il titolo di un progetto elaborato da Istituto comprensivo “Leopardi”, AS.E.M. Associazione Esercenti Metauro e Pro Loco di Saltara che viene presentato ufficialmente domenica 14 ottobre a Saltara. L’obiettivo è quello di far conoscere ai ragazzi le proprie origini, le proprie tradizioni artigianali per giungere a promuovere una loro progettualità, motivarli in un’ottica di integrazione fra scuola e territorio. Per fare ciò, i ragazzi della scuola secondaria si troveranno ad interagire con esercenti, artigiani locali, professionisti e piccoli imprenditori: una sorta di tirocinio formativo ed operativo che si svolge durante l’anno scolastico, all’interno del percorso curricolare. L’idea di base è quella di promuove-

re la cultura del saper fare e orientare il ragazzo presentando, da subito, quelle che sono le opportunità lavorative del suo territorio di riferimento. In una situazione internazionale fortemente dinamica e competitiva, il progetto si propone di valorizzare mestieri che si stanno perdendo ma che fanno della qualità il loro punto di forza. In questo modo si vogliono formare giovani imprenditori che domani potranno affiancarsi agli attuali e gestire, insieme, il necessario passaggio generazionale. La presenza degli imprenditori a Scuola con le loro competenze professionali è garanzia che il progetto avrà un risvolto “pratico” e non puramente formale. Un progetto educativo, globale ed integrato, che è il frutto di un impegno compiuto e solidale nel territorio

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Ottobre vivace per il Dragone

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SALTARA

l Moto Club Dragone rende note le prossime iniziative. Domenica 21 ottobre in occasione della gara podistica organizzata dall’Avis di Calcinelli-Saltara i soci del club presteranno servizio come apricorsa con moto ed auto d’epoca. Nella stessa data è previsto il mo-

toraduno internazionale del Tartufo a Sant’Angelo in Vado, un appuntamento da non perdere per gli appassionati. Infine per domenica 28 ottobre è in programma una “moto strapazzata” percorrendo un itinerario nel Montefeltro con sosta a Sant’Agata Feltria per la mostra del Tartufo

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NOZZE D’ORO

Auguri a Bruno e Sandra

L’8 ottobre Bruno Berardi, il bar-

biere di Calcinelli, e Sandra Luzi hanno festeggiato i 50 anni di matrimonio. Tanti Auguri da Barbara e Luigi, Federico e Alessia, i nipotini Edoardo, Cecilia e Marco

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La risposta del dirigente Olivieri

tagli del Ministero alle spese scolastiche hanno ridotto l’orario da 30 a 27 ore settimanali che il Consiglio d’Istituto ha deciso di distribuire in 5 ore dal lunedì al venerdì e 2 il sabato. Nella seduta del Consiglio di Istituto del primo settembre si misero ai voti 4 proposte: 1a. 4 ore e mezza dal lunedì al sabato. 2a. 5 ore dal lunedì al giovedì, 4 ore il venerdì, e 3 ore il sabato. 3a. orario flessibile: 1° quadrimestre 29 ore settimanali con 4 ore di sabato e 5 ore dal lunedì al venerdì; 2° quadrimestre 25 ore settimanali con 5 ore dal lunedì al venerdì e sabato libero. 4a. 5 ore dal lunedì al venerdì, due ore il sabato. Il consiglio d’Istituto (formato anche da rappresentanti dei genitori) ha dibattuto a lungo e alla fine ha deliberato la soluzione n. 4. Dopo qualche giorno i comuni di Saltara e Montemaggiore inviano al Dirigente Scolastico una lettera in cui mettono in evidenza alcune criticità in relazione alla scelta organizzativa: Montemaggiore invita a rivedere la decisione che sarebbe antieconomica per il Comune; Saltara comunica che questo orario avrebbe creato problemi per l’orario dei pulmini. In accordo quindi con il Presidente, si decide di riconvo-

care il Consiglio di Istituto (metà di settembre) per annullare la delibera precedente e ritornare sulla decisione relativa all’organizzazione oraria della scuola primaria. All’incontro partecipano anche i sindaci. In quella seduta viene meno il motivo ostativo per dare attuazione alla delibera, in quanto il Sindaco di Saltara ha verificato la compatibilità degli orari con gli autisti dei pulmini. Ciò nonostante il Consiglio ha discusso ancora a lungo se tentare di attuare la proposta n. 3. Ma i problemi relativi alla sua attuazione sarebbero stati diversi, tra cui quello del contratto Collettivo Nazionale del Lavoro degli insegnanti e altri dubbi normativi o i problemi sulla gestione di un orario che sarebbe cambiato radicalmente tra i due quadrimestri. In quella seduta la scuola ha preso l’impegno, di formare una commissione che possa studiare la fattibilità della proposta ed eventualmente riproporla il prossimo anno scolastico. «Colgo con piacere l’opportunità che mi viene offerta di spiegare le dinamiche delle decisioni prese, ma credo - ha terminato il dirigente - che sarei stato in grado, e anche più contento, se qualcuno me l’avesse chiesto, di informare i genitori all’interno della scuola durante uno dei vari incontri a cui periodicamente tutti i genitori vengono invitati»

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Cartoceto

IN UN MESSAGGIO PUBBLICATO IN INTERNET SU FACEBOOK

CANI E PADRONI IN UNA SIMPATICA SFILATA

Le dure parole del parroco: «vittime di molestie o abusi sessuali»

Sei zampe in passerella I

“C

LUCREZIA

he delusione, che amarezza, quando la verità sul passato di Lucrezia e le cicatrici ancora sanguinanti delle vittime di molestie o abusi sessuali vengono nuovamente calpestate dal delirio inarrestabile di onnipotenza dei loro stessi carnefici... ...che vergogna, immensamente grande, quando proprio gli stessi carnefici siedono beffardi in mezzo a noi e, attori del Male compiuto, fanno di tutto per occupare ancora una volta il centro della scena del dramma che stiamo vivendo. ...impotente di fronte alla forza di questi lupi, ancora travestiti da agnelli, non mi resta che esprimere piena solidarietà alle vittime dei

loro esecrandi misfatti; ma da ogni angolo del cuore auguro vergogna e infamia eterna a tutti i carnefici del passato, ai loro complici e agli immancabili ecclesiastici protettori.... che schifo!”. Sono queste le parole che il parroco don Sergio Carettoni ha pubblicato sul suo profilo facebook in data 10 settembre. Peccato che un quotidiano locale se ne sia

accorto solo un mese dopo ed abbia suscitato molto scalpore con un articolo (non firmato) uscito il 6 ottobre titolato: “Parroco riapre scenari a luci rosse. In passato abusi anche a Lucrezia?” creando quell’effetto scoop che non fa bene a nessuno se non alla vendita di tante copie in più del giornale. Perché ora il rischio è che si scateni una vera e propria caccia alle streghe, all’untore. Ci si guarda con sospetto per capire chi possano essere questi “carnefici” che siedono in mezzo a noi. Occorre quindi dare fondamento alle accuse con delle prove precise ed è giunto davvero il momento di fare chiarezza a tutti i livelli per il rispetto delle “vittime” di cui parla don Carettoni ma anche di chi in questa situazione potrebbe essere, anche ingiustamente, additato come responsabile [a.m.]

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LUCREZIA

l Parco centrale è stato pacificamente invaso da una colorata e chiassosa folla di simpatici amici a quattro zampe, accompagnati dai loro orgogliosissimi padroni, per partecipare o semplicemente assistere a “Come ti assomiglio!”. Giunta ormai alla terza edizione, questa goliardica sfilata canina ha avuto un successo al di sopra delle più rosee aspettative degli organizzatori: l’associazione “La banda del lupo” ed il canile e gattile “Melampo”. Ben 56 cani hanno partecipato alla sfilata di bellezza nelle tre categorie previste (taglia piccola, media e grande). Insieme ai loro accompagnatori “bipedi” hanno anche partecipato alla competizione che è la vera peculiarità della manifestazione, ovvero la gara di somiglianza cane-padrone. Per oltre 2 ore i concorrenti hanno sfilato davanti alla giuria composta da ragazzi della scuola elementare di Lucrezia, scatenando un entusia-

smo contagioso tra partecipanti e spettatori. Tutti hanno dato vita ad un tifo da stadio fino agli “spareggi” che si sono spesso resi necessari per decretare i vincitori, ai quali sono andati i premi forniti dai generosi sponsor. Fondamentale il contributo degli amici del centro cinofilo “La Collina di Drago” di Pescara. I proventi della giornata sono stati interamente destinati al canile Melampo, per coibentare e riscaldare un recinto destinato agli ospiti più anziani e deboli, in modo che possano affrontare l’inverno caldi e sereni [c.v.]

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L’AMICIZIA DI ROBERTO MARCHETTI E MARCO PRETI: ORA LE LORO FIGLIE PORTANO LO STESSO NOME

Il terremoto in Emilia non ha prodotto solo macerie N

LUCREZIA

el numero 13 di questo giornale avevamo documentato il viaggio a San Felice sul Panaro (MO) di alcuni lucreziani per consegnare beni di prima necessità raccolti grazie alla generosità di tanti cittadini del comune di Cartoceto. Tutto era nato dall’amicizia fra Roberto Marchetti, lucreziano e Marco Preti di San Felice. Essendo la sua casa inagibile, Marco aveva ordinato una casetta prefabbricata in legno da un fornitore locale e Roberto si era dato da fare per organizzare il trasporto. Così, con alcuni amici, la spedizione è partita verso San Felice con la casetta da montare ed i viveri raccolti che sono stati poi consegnati al sindaco della cittadina modenese. A fine giornata, la casetta in legno era già pronta per ospitare la famiglia di Marco la cui moglie era in attesa di un bambino. A distanza di qualche mese Roberto e gli altri sono stati invitati di nuovo a San Felice, questa volta

che le cose si risolveranno presto». La casa in mattoni dell’amico Marco è ancora in attesa di una verifica statica e, nel frattempo, è stata imbragata con dei cavi. Quella casetta in legno si è rivelata veramente una salvezza per tutta la famiglia. La cerimonia religiosa si è svolta nella chiesa allestita in un tendone LA CHIESA ALLESTITA NEL TENDONE della Protezione Civile. «Ci sono tante belle coincidenze – racconta Roberto – mia moglie e la moglie di Marco si chiamano entrambe Elena. Hanno deciso di chiamare la loro bimba Sara che è anche il nome di nostra figlia». [In alto da sin.] GIUSEPPE ANTONIONI, ROBERTO MARCHETTI, MARCO PRETI, ELENA (moglie di Marco) CON LA PICCOLA SARA, ELENA (moglie di Roberto), ROMINA (sorella di Marco, nell’impossibilità di ringraziare personalmente gli altri Roberto e moglie di Giuseppe) con i rispettivi figli. LA CASA IN LEGNO DELLA FAMIGLIA PRETI amici di Lucrezia, è venuto perper la lieta occasione del battesi- che fossimo lì dalla mattina, pur sonalmente per consegnare a tutti per il montaggio della struttura in mo di Sara, la figlia di Marco ed sapendo che era indaffarato negli una bomboniera del battesimo. legno. Piccoli gesti che comunque ultimi preparativi per la festa, e «In fondo – conclude Roberto – in hanno significato tanto sia per chi Elena. «Marco mi ha contattato chie- non ci ha lasciati un attimo». quel primo viaggio non abbiamo ha ricevuto ma anche per chi ha dendo a tutto il gruppo di andare Roberto racconta di aver trovato fatto nulla di particolare. Ma c’è dato. Ci tenevo a raccontare questo alla festa del battesimo della figlia una situazione simile a qualche stata una grande sensibilità da par- ulteriore sviluppo della storia per Sara. Purtroppo, diversi avevano mese fa. «Ma la gente ha estrema te di tutti: dei cittadini durante la ringraziare nuovamente tutti quangià impegni ma ci siamo organiz- fiducia nelle istituzioni e soprattut- raccolta di generi alimentari, degli ti per la grande disponibilità» zati per essere presenti. Ha preteso to nel loro sindaco. Sono convinti amici che si sono resi disponibili [Alessandro Marconi]

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Cartoceto INIZIATIVE PER PICCOLI E GRANDI E ANCHE UNA MOSTRA FOTOGRAFICA

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PROMOSSI DALL’ASSOCIAZIONE L’ORIZZONTE

Le attività autunnali in biblioteca Laboratori per la creatività e la manualità C L CARTOCETO

on l’avvio dell’anno scolastico riprendono anche le attività della biblioeca comunale “Afra Ciscato”. Sono già partite le letture ad alta voce gratuite del progetto Nati per Leggere ogni mercoledì alle ore 17.30 e proseguono fino al 24 ottobre. Per novembre invece la biblioteca ospiterà la mostra d’arte contemporanea Il Sentimento Agreste, in concomitanza con la mostra dell’olio di Cartoceto, curata dall’artista Gesine Arps, che quest’anno è dedicata ai “sorrisi dal mondo”. Sarà ripetuta a novembre l’esperienza di un corso base di

computer per over 60 (costo 5 euro). La prima edizione ha riscosso molto successo. I posti a disposizione sono limitati. In prossimità del Natale poi si terrà un laboratorio creativo del riciclo (costo 10 euro) a cura di Giovanna Mariani.

Per tutte le attività è richiesta la prenotazione. Avranno la precedenza gli iscritti alla biblioteca. I locali sono comunque fruibili per consultazione, studio individuale. Sono inoltre disponibili due postazioni fisse di computer e due tablet per navigare gratuitamente in internet. Inoltre è attiva una connession wifi gratuita per poter navigare con il proprio pc, smartphone o tablet. La biblioteca è aperta il mercoledì e venerdi dalle 15 alle 19 e si trova nel centro storico di Cartoceto. Info: 0721.898123 (int. 129) E.mail: cartoceto.cultura@tin.it Fb: Biblioteca Afra Ciscato [c.v.]

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SCUOLA CALCIO “REAL METAURO” E I PROGETTI CON I RAGAZZI

Boiani: «Il lavoro svolto non è un’illusione»

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LUCREZIA

appena iniziata la nuova stagione sportiva per la scuola calcio Real Metauro. Ragazzi e bambini sono tornati sui campi da gioco e come sempre ci saranno ad attenderli istruttori e dirigenti pronti ad accoglierli col solito entusiasmo e col solito calore. Avrei tanto desiderato ritrovarmi in tuta e scarpette da gioco con tutti loro per dividere insieme le stesse emozioni, la gioia di giocare e la voglia di divertirsi. La mia passione per il calcio e per le cose importanti che il calcio può offrire ai nostri giovani, mi avevano spinto alla visione ed alla consapevolezza di un nuovo modo di fare sport. Su invito dell’allora direttore generale della Junior Calcio Lucrezia Ivan Rondina accettai con piacere l’incarico di dirigente responsabile delle attività socio-educative. L’attività svolta sul campo e fuori, la bontà di alcune scelte organizzative, l’impegno e la collaborazione di tanti, compresi i genitori, ci avevano permesso di raggiungere innegabili effetti positivi per i ragazzi e per tutto l’ambiente. A distanza di due anni dall’incarico e nell’intento di completare il progetto nell’arco del terzo anno come stabilito da programma iniziale, non posso fare a meno di sentirmi

composti da 5 incontri ciascuno e si tengono il mercoledì dalle 15.30 alle 17 presso la sede dell’Associazione in viale della Stazione. Si parte il 17 ottobre con il primo laboratorio “Il cuscino dei desideri”, il 21 novembre “E’ arrivato il Natale”, il 9 gennaio “Ci vestiamo in maschera”, il 13 febbraio “La borsa morbidosa”, il 20 marzo “Accessori moda”, il 24 aprile “Fantariciclo”. Ogni modulo è autonomo. Per informazioni e iscrizioni chiamare il 3486927840 o il 3387220924

LUCREZIA

’associazione Orizzonte Onlus organizza un “Laboratorio delle creatività” per bambini dai 6 agli 11 anni. In un mondo dove si sta perdendo la capacità di lavorare con le mani, vengono proposti laboratori che aiutano i bambini a sviluppare capacità creative e manipolative. I partecipanti potranno così realizzare divertendosi un manufatto, frutto del loro lavoro e della loro fantasia. I laboratori si svilupperanno attraverso 6 moduli autonomi

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80° COMPLEANNO

Auguri Giovanni

Il 20 ottobre Giovanni Venturi com-

pie 80 anni. Auguri dalla moglie Marina, dai figli Lucio e Lucia, dai cognati Lorella e Attilio e dai nipoti Gianluca, Sofia, Elisa ed Elena

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NOZZE D’ORO

Auguri a Guido e Annamaria

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dispiaciuto e rammaricato dell’impossibilità di non poter continuare a promuovere iniziative e incontri con particolare riferimento al tema dell’aggregazione sportiva, al fair play, alla tutela della salute etc. L’impegno e lo spirito collaborativo di alcune persone supportate dalla condivisione di valori e risultati ottenuti, mi avevano autorizzato a pensare di poter ancora contribuire alla qualità del servizio ludico-motorio ed educativo dei nostri tesserati ed al mantenimento delle relazioni sociali col Comune di Cartoceto con le Scuole medie di Lucrezia, Saltara e Montemaggiore e con l’U.s. Arzilla. Tutto ciò purtroppo non si è reso

possibile perché forse qualcuno ha pensato che il lavoro fatto sia stato soltanto una semplice illusione, ma posso assicurare che tutto ciò che si è potuto realizzare fino ad oggi non si potrà facilmente dimenticare. Mi sento autorizzato a pensare con orgoglio e soddisfazione a tutto ciò che è stato fatto ma anche a tutto quello che si sarebbe potuto fare ancora. Colgo l’occasione per ringraziare, allenatori e dirigenti che hanno sostenuto e reso possibile tale progetto ed in particolare i presidenti Diego Sella, Orlando Gambelli, il Dirigente Ivan Rondina e Vincenzo Brescia [Gianni Boiani]

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uido Foschi e Annamaria Falcioni il 7 ottobre hanno festeggiato i 50 anni di matrimoinio. Auguri da Lorella e Massimo, Elisabetta e Gianfranco, Omer e Michela e dai nipoti Alexa, Gianmarco, Rebecca e Victoria

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NOZZE D’ORO

Auguri a Ivo e Gianna

Il 14 ottobre Ivo Vincenzi e Gianna Monti festeggiano i loro 50 anni di matrimonio. Auguri dalla nipote Maria con Mario, dai pronipoti Michele e Elena

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Montemaggiore

LA MINORANZA TORNA SULLA QUESTIONE TRASPORTO PUBBLICO

«L’amministrazione non ha difeso il servizio dai tagli» L

Esperienza studio-lavoro PULIAMO IL MONDO consegnati i diplomi

MONTEMAGGIORE

a risposta dell’assessore ai servizi sociali Mario Ordonselli pubblicata nell’ultimo numero del giornale conferma quanto denunciato nel nostro articolo e cioè che l’amministrazione non ha messo in essere alcuna azione in difesa del servizio di trasporto locale che, con notevole sforzo, si era riusciti ad ottenere e che avrebbe dovuto essere potenziato piuttosto che diminuito. Non si può pensare di amministrare rivolgendosi solo alle problematiche e agli interessi di pochi senza tenere in considerazione la collettività. I servizi, come ad esempio il trasporto pubblico, permettono lo sviluppo di un paese garantendo

la possibilità a tutti di usufruirne. Quindi, ben venga il taxi sociale del quale condividiamo le finalità, ma l’amministrazione aveva il dovere di difendere un servizio che favoriva tutti i cittadini e garantiva un salto di qualità al nostro territorio. Ci auguriamo infine che l’assessore Ordonselli affronti anche altre tematiche con interventi mirati come quello del taxi sociale, in quanto i servizi sociali si rivolgono a svariate categorie che necessitano di azioni mirate e concrete [f.r.]

Adesioni per la visita a Forbach

Letture animate in biblioteca

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MONTEMAGGIORE

l comune organizza una gita a Forbach, paese tedesco gemellato, dall’1 al 4 novembre. Il programma prevede la visita al museo Unimog di Gaggenau con la possibilità di prova dei veicoli della Mercedes Benz. E’ inoltre prevista la visita alla Fiera delle città gemellate di Karslruhe ed infine la visita alla città di Baden Baden e al suo casinò. Iscrizioni entro il 15 ottobre in comune

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NOZZE DORO

Auguri ad Adele e Francesco

Il 14 ottobre Francesco Guidi e

Adele Capodagli festeggiano 50 anni di matrimonio. Tanti auguri dai figli Daniele e Simone, dalle nuore Mauretta e Michela e dai nipoti Giacomo ed Ilaria

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MONTEMAGGIORE

l sistema bibliotecario CoMeta organizza delle letture animate per bambini nelle varie biblioteche aderenti al sistema nell’ambito del progetto “Nati per leggere”. Questo è il calendario: venerdì 12 ottobre a Tavernelle, mercoledì 17 ottobre a Villanova, venerdì 19 ottobre a Piagge e mercoledì 24 ottobre a Sant’Ippolito. Le letture hanno inizio alle 17.30 [c.v.]

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MONTEMAGGIORE

saggiare”, sperimentare e valutare quanto la scuola sia funzionale ad affrontare con competenza il mondo del lavoro. A fine esperienza ad ogni ragazzo è stata corrisposta una borsa studio di 250 euro e anche quest’anno sono state soddisfatte tutte le adesioni riuscendo a collocare quanto più possibile i ragazzi in situazioni di lavoro coerenti con il corso di studi svolti. Il Direttore Secchiaroli ha tenuto a precisare l’importanza di questa esperienza, l’impegno e la vicinanza della Banca a tutte le realtà territoriali mentre il Sindaco Verdini congratulandosi coi ragazzi per la partecipazione, e raccogliendo da questi l’alto gradimento dell’iniziativa, ha rinnovato l’impegno per il prossimo anno auspicando una sempre più stretta collaborazione con BCC e Centro per l’impiego al fine di far fronte Comune alle tante difficoltà che il mondo del lavoro tutto sta attraversando [t.v.]

ella sala Consiliare del Comune, alla presenza del Sindaco Verdini e del Direttore della BCC Secchiaroli, sono stati consegnati gli attestati di partecipazione ai ragazzi che hanno svolto nel mese di luglio il “Tirocinio formativo e di orientamento”. Si tratta di un’esperienza la cui finalità è quella di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta di tale mondo. Così i 12 partecipanti frequentanti il III e IV anno della Scuola Media “Superiore”, Romagnoli Ilaria, Pedini Luca, Curic Tatiana, Valeri Yari, Cocci Martina, Mercurio Noemi, Eusepi Benedetta, Baldelli Alessandro, Pedini Andrea, Bolzano Sara, Sanchioni Alessandro e Tontini Edoardo per tutto il mese di luglio sono stati impiegati presso le locali aziende. Questo ha permesso ai ragazzi di poter “as-

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Le nozze d’oro delle sorelle Finauri

Il 14 ottobre 1962 si è celebrato il

matrimonio del secolo: nello stesso giorno si sono sposate le sorelle Finauri Mariapia e Mariateresa. Evento unico in 100 anni di storia di Montemaggiore. Tanti auguri dai figli, dai nipoti a dagli amici tutti

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MONTEMAGGIORE

ella consueta cornice festosa, piena di ragazzi e colori, con la benevolenza di una bella giornata e grazie alla partecipazione del gruppo di Protezione Civile Comunale che unitamente al Corpo dei Vigili Urbani hanno garantito il controllo e la sicurezza stradale, anche quest’anno l’Amministrazione comunale di Montemaggiore al Metauro ha partecipato all’iniziativa organizzata da Legambiente Puliamo il Mondo, versione italiana della più grande campagna di volontariato ambientale mondiale CLEAN UP THE WORLD giunta ormai alla 20° edizione, la quarta per Montemaggiore. Come di consueto l’iniziativa locale, svoltasi sabato 29 settembre, ha visto coinvolte la scuola “Media” di Montemaggiore, diverse associazioni di volontariato e tanti cittadini che nella consueta “passeggiata” lungo la provinciale da Piazza Italia a Piazza del Popolo si sono adoperate con un gesto concreto a ripulire dal degrado e dall’incuria la banchina stradale e relative scarpate. Ogni anno vengano raccolti una quantità enorme di materiali a dimostrazione dello scarso senso civico e dei tanti, troppi, che non hanno ancora compreso l’importanza della cura verso l’ambiente che ci circonda [t.v.]

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Serrungarina

NEL 2013 LA PARROCCHIA COMPIRÀ 70 ANNI

SPORT QUAD

Un ‘anno della fede’ Filippo Rondinini è per il giubileo parrocchiale campione italiano di Qx2

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TAVERNELLE

onostante l’infortunio del luglio scorso che ha causato la rottura di entrambi i malleoli, Filippo Rondinini ha recuperato pienamente la forma e questo splendido risultato ne è la prova. Il 30 settembre si è svolta l’ultima gara del campionato ad Esanatoglia (MC) che ha decretato la vittoria del giovane ventiseienne di Tavernelle. Una passione, la sua ereditata dal

padre Gianluca, anche lui appassionato di Quad, il quale ha seguito il figlio in questa avventura e che, sicuramente, grazie a questo successo vede avverarsi in Filippo i tanti sogni in questo sport. L’emozione è evidente anche nell’abbraccio tra padre e figlio al termine della gara documentato dalle immagini. Un grande soddisfazione quindi per i famigliari e gli amici di questo nuovo campione [a.m.]

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LA CENA DI “QUELLI DI BARGNI”

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SERRUNGARINA

n momento conviviale al ristorante “La Tagliata” in cui si sono ritrovati insieme, per il secondo anno consecutivo, tutti gli ex residenti della frazione di Bargni. Erano rappresentate le famiglie Guidi, Rossi, Nobilini, Giuliani, Battistelli, Mancini, Francolini, Zonghetti, Pontellini, Marchionni e Mei. Sono stati amici di infanzia e per motivi di lavoro si sono dovuti trasferire in altre località limitrofe. Il più anziano del gruppo era Settimio Guidi di 92 anni. Appuntamento al prossimo anno!

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TAVERNELLE

nno della fede ed anno della comunità” è il titolo di un opuscolo che il parroco don Piergiorgio Sanchioni ha preparato in occasione di due eventi importanti. Il primo è l’inizio dell’Anno della Fede, indetto dal papa, che si apre ufficialmente l’11 ottobre e si concluderà il 24 novembre 2013. Un anno, come scrive don Sanchioni, che a 50 anni dal Concilio Vaticano II e a 20 anni dal Catechismo della Chiesa Cattolica, nasce dalla necessità di avviare una nuova evangelizzazione per l’Europa e per l’Italia stessa. «La Fede – scrive don Sanchioni – non va confusa con la pratica religiosa perché si può praticare per vari motivi senza credere». L’altro grande evento coinvolge ancora più direttamente la parrocchia perché nel 2013 si celebrano i 70 anni della sua fondazione. Don Sanchioni indica alcune opere da avviare o realizzare in questo giubileo tra cui la sistemazione della canonica di Serrungarina, la tinteggiatura della chiesa di Tavernelle e la sua nuova illuminazione.

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Inoltre, il completamento del centro “La Barca” e il campetto sportivo danneggiato dalla neve. Tutte le famiglie riceveranno questo piccolo libretto che, accanto alle riflessioni, è stato arricchito con diverse immagini, scelte appositamente per rappresentare i tanti aspetti della vita parrocchiale nel suo insieme. Volti di uomini, di donne, di giovani, di gruppi, di sacerdoti che si sono succeduti a sottolineare il valore centrale delle persone che costituiscono una comunità cristiana. Un giubileo parrocchiale che assume un valore ancora più speciale perché coincide con i 40 anni di sacerdozio di don Sanchioni ed i suoi 25 anni di presenza a Tavernelle [a.m.]

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Auguri ad Adrio e Giancarlo

Una notte di preghiera per il Creato S. FRANCESCO IN ROVERETO

abato 13 ottobre, in occasione della Giornata del Creato, le suore di San Francesco in Rovereto organizzano una notte eucaristica. Il programma prevede alle 20.45 la proiezione di un video della Caritas diocesana dal titolo “Il creato ferito”. Alle 21 una relazione del vescovo Mons. Trasarti sull’educazione alla custodia del creato. A seguire la fiaba “Fata Fontanella” lavoro del progetto Famiglia insieme di Saltara e Cartoceto e le conclusioni del parroco don Piergiorgio Sanchioni. Dalle 23 ci sarà poi l’adorazione eucaristica fino alle 6 che terminerà con le lodi mattutine ed una ricca colazione offerta dalle suore. Ricordarsi di portare con sé un sacco a pelo

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Valentina dedica una canzone alla sua Tavernelle

IL LIBRETTO CHE RICEVERANNO TUTTE LE FAMIGLIE DELLA PARROCCHIA

60 ANNI PER I GEMELLI

13 OTTOBRE

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I gemelli Adrio e Giancarlo Baf-

fioni compiono 60 anni il 16 ottobre. Tanti auguri da parte delle mogli, dei figli, dei generi e dei nipotini Leonardo e Riccardo!

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58 ANNI INSIEME

Auguri ad Amilcare e Marcella

Il 14 ottobre Amilcare Lucarelli

e Marcella Monti Bellucci festeggiano 58 anni di matrimonio. Auguri dai figli, dalle nuore, dai generi e tutti i nipoti

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TAVERNELLE

alentina Baldelli, la tredicenne di Tavernelle, sta appassionando sempre più gli abitanti del suo paese e non solo. Grazie alla partecipazione alla trasmissione televisiva di Rai Uno “Ti lascio una canzone” condotta da Antonella Clerici sta dimostrando a tutti di avere delle notevoli doti vocali. Ne sono una prova i tanti voti che riceve sia dal pubblico a casa attraverso il televoto ma anche dai giudizi estremamente positivi della giuria in studio. Per festeggiarla, la parrocchia ha organizzato domenica 7 ottobre una festa presso il centro ricreativo “La Barca” in cui Valentina si è esibita davanti ai suoi amici e alla gente del suo paese che, con grande orgoglio, la sostiene

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Unione Roveresca

Barchi / Orciano / Piagge / S. Giorgio

IL METAURO ENTRA NELL’UNIONE ROVERESCA

INTERVISTA AL SINDACO SAURO MARCUCCI

Da questo numero Il Giornale del Metauro raggiunge ufficialmente tutti i comuni dell’Unione Roveresca. Dopo Piagge, in cui il giornale è distribuito ormai da un paio d’anni, “Il Metauro” potrà essere letto anche nei comuni di San Giorgio, Orciano e Barchi. In questo modo si completa la distribuzione capillare su tutti i comuni della bassa valle del Metauro. Invitiamo i cittadini, gli amministratori, le associazioni a diventare protagonisti di questa avventura editoriale e segnalare alle redazione fatti, misfatti, curiosità, attività per fare in modo che il giornale diventi veramente il giornale di ogni comunità. Ringraziamo sin d’ora le edicole presenti in questi territori che si sono rese disponibili a distribuire il giornale.

DON GIUSEPPE GUIDUCCI E LA SUA AUTOSOSPENSIONE

«Mi sono chiesto: ma di che Chiesa faccio parte io?»

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PIAGGE

a comunicazione ufficiale è arrivata durante la Santa Messa domenicale. Il parroco don Giuseppe Guiducci si è autosospeso. Una decisone, ci fa sapere il sacerdote, maturata dopo un lungo periodo di riflessione condivisa anche con la curia di Fano e quindi il suo Vescovo. Don Giuseppe ha da subito rinunciato al contributo (927 euro) che riceveva per il suo ministero dall’Istituto del Sostentamento del Clero ed attualmente non ha ancora richiesto ufficialmente la riduzione allo stato laicale. «Il tutto è dovuto al fatto che non mi riconosco più in certe posizioni della Chiesa – ci dice – Mi sono preso un anno nel quale deciderò sul mio futuro». A Piagge si respira un certo senso di smarrimento tra i fedeli. Don Giuseppe era un parroco sui generis, animava le celebrazioni liturgiche in modo originale, preferendo alle melodie di Frisina quelle di Celine Dion, Vasco Rossi o Irene Grandi. E come succede nelle famiglie, c’era chi apprezzava questo suo aspetto innovatore e chi invece non accettava queste spinte “futuriste”. Ma non è questo il motivo che lo ha indotto a tale scelta. Le motivazioni sono invece molto più personali e profonde. «Sinceramente, una goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la richiesta di non celebrare più le messe alla mia maniera, addirittura mi era impossibile celebrare matrimoni di amici in altre parrocchie per questo motivo (i parroci non

gradivano). Insomma una serie di situazioni, queste le più recenti, che hanno suscitato in me molti interrogativi profondi del tipo: “Ma di che Chiesa faccio parte io? Che Chiesa è questa?”. Mi ritrovavo a predicare la Chiesa di Dio non condividendone alcune posizioni (eutanasia, staminali…), io credo fermamente in Dio, non credo fermamente in alcune posizioni/comportamenti della Chiesa». Oggi don Giuseppe lavora a Ravenna come responsabile di un ufficio legale per una importante multinazionale di trasporti navali. «Confermo la mia grande stima verso il vescovo Trasarti. In questi anni di riflessione ci siamo sentiti personalmente molte volte e si è sempre dimostrato attento e disponibile alle mie richieste che nascevano da una necessità interiore di chiarire». Per concludere gli chiediamo un commento sui fatti di Lucrezia e sulle ultime dichiarazioni del Parroco circa la denuncia di situazioni poco chiare riferite al passato. «Io sono un lucreziano e sono il primo a sperare davvero che si faccia chiarezza. Soprattutto chi guida la chiesa prenda una posizione netta e decisa. Le vittime di cui parla don Carettoni devono essere le prime ad essere tutelate» [Alessandro Marconi]

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Facciamo il punto sul Comune di Barchi

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BARCHI

ei domande al primo cittadino sull’attività amministrativa e una riflessione sull’efficacia dell’unione tra i comuni. Alle ultime elezioni a Barchi esisteva una sola lista? Come si è spiegato questo “successo personale”? Non so se fosse un successo e se lo è stato, non è certo solo personale ma di gruppo. Sono stato molto fortunato perché ho avuto un gruppo, tra consiglieri e assessori, sia nella prima legislatura che nell’attuale che mi ha dato un grande aiuto. Attualmente quindi in consiglio comunale non esiste una minoranza, non sarebbe stata utile per valutare più criticamente le scelte dell’amministrazione? Nella precedente legislatura avevamo la minoranza con la quale abbiamo avuto un’ottima collaborazione e c’era unità d’intenti. Quali sono le linee guida che contraddistinguono il suo mandato? Non esistono vere e proprie linee guida, esistono le cose da fare che riguardano l’ambiente, i servizi, il recupero degli edifici, il miglioramento del decoro urbano con una filosofia di fondo che è quella del miglioramento continuo, teso alla sostenibilità ambientale ed economica. Ad un anno e mezzo dall’elezione quanto è stato fatto? Bè, siamo riusciti a realizzare in proprio, con i comuni dell’Unione Roveresca, la raccolta differenziata porta a porta spinta che ci ha portato ad un risultato straordinario: da un

IL SINDACO DI BARCHI SAURO MARCUCCI

6% ad un 72% e con una qualità dei materiali recuperati certificata ottima dalle piattaforme di riciclo. Ci siamo concentrati sul recupero di alcuni edifici: la chiesa con vari interventi tra cui il recupero di un pavimento del 600, un edificio intergenerazionale nelle frazioni con un intervento finalizzato al risparmio energetico, un edificio polifunzionale nel centro storico del capoluogo, abbiamo avviato il risanamento del campo sportivo, stiamo realizzando a Villa del Monte una pista polivalente, abbiamo avviato il recupero della pista polivalente e la realizzazione dei marciapiedi del capoluogo. Il suo punto di vista sul valore dell’Unione Roveresca: funziona o no la condivisione dei servizi? Si l’Unione funziona, quantomeno ci consente di sostenere servizi a costi accettabili che da soli nel tempo non ci saremmo più riusciti. C’è ancora un grande lavoro da fare ed accelerare percorsi già avviati nell’ottica di una maggiore integrazione. Questo comporta anche la revisione di tutti i servizi con l’applicazione di modelli aziendalistici. È un cambiamento culturale che dovremo far passare anche a molti dei nostri col-

laboratori. Al cittadino non importa da dove viene il servizio purché questo funzioni e che il prezzo sia adeguato, e per applicare i criteri di efficienza, efficacia, ed economicità non esiste una scala economica predefinita. E’ necessario trovarla di volta in volta, servizio per servizio, tanto è vero che alcuni servizi li abbiamo associati anche con comuni al di fuori dell’Unione. Cosa pensa di una unione tra i comuni della Bassa valle del Metauro? I colleghi sono ottime persone che svolgono con passione il loro incarico e già questa mi pare una ottima base di partenza. Alcuni servizi li abbiamo già associati Tributi, Polizia Municipale, Suap, l’Anagrafe e stanno funzionando bene. Il ruolo di Saltara credo sia determinante e in questo senso l’amministrazione sta svolgendo un ruolo egregio. Non sempre i cittadini riescono a percepire questo lavoro ma sicuramente negli anni ne beneficeranno. Per giungere ad una unione vera e propria serve determinazione, tempo e soprattutto una visione omogenea e mi pare che il percorso avviato prometta bene [Alessandro Marconi]

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GILBERTO E LA CARICA DEI 101

G

S. GIORGIO

ilberto Bianchi ha compiuto 101 anni lo scorso 2 ottobre. Ha sempre vissuto a San Giorgio tranne quando dovette partire come emigrante. Tra il 1951 e il 1959 infatti fu in Brasile. Tornato in Italia e resosi conto che non c’era lavoro ripartì per la Francia dove rimase

15 mesi a lavorare come falegname. Una vita vissuta accanto alla moglie Bruna, scomparsa qualche anno fa. Ha quattro figli di cui due vivono in Brasile e due in altre città italiane. Ancora oggi nonno Gilberto ha una memoria di ferro ed è un grande camminatore: capita spesso di incrociarlo per strada e fermarsi

per un saluto. Gilberto rappresenta sicuramente una bella lezione di vita per tutta la comunità

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N. 20 del 2012

I racconti del Metauro

I CREATIVI METAURENSI

La senilità negli scatti di Eleonora Paganucci

di Marco Manoni

QUANDO GLI ITALIANI SOGNAVANO LO ZIO PAPERONE D’AMERICA

I

ELEONORA PAGANUCCI ALLE PRESE CON L’ALLESTIMENTO DELLA MOSTRA A PIAGGE, SUO PAESE NATALE

UN’IMMAGINE DELLA MOSTRA IN CUI SONO STATI PRESENTATI GLI SCATTI REALIZZATI AGLI ANZIANI DI PIAGGE

“Q

PIAGGE

uello che impressiona in queste fotografie è il sentimento della vita che si testimonia in volti, mani, gesti tempati, espressioni profonde. Sentimento della vita che diventa civiltà storica, percorso del tempo, esperienza viva e amara della quotidianità. Nella sua giovane età la Paganucci rivela una sensibilità unica. Uno sguardo umano e speculare di una realtà che è diventata simbolo di un epoca passata ma sempre viva nella memoria”. Questo è il commento dell’artista Franco Fiorucci dopo aver visitato “Primum” la mostra fotografica di Eleonora Paganucci, laureanda in comunicazione presso la Facoltà di Design Industriale di San Marino. Una mostra che ha significato per Eleonora il debutto ufficiale nel suo paese, realizzata grazie alla collaborazione di Gabriele Polverari e Dolly Daluiso. Nell’occasione sono state esposte alcune sue collezioni fotografiche. «Per me la fotografia è una valvola di sfogo e attraverso questa

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riesco a buttar fuori». Le chiediamo di descriverci il suo ultimo lavoro chiamato “Patrie”. Girovagando con la sua Nikon D 50 ha fissato con uno scatto alcuni dettagli degli anziani di Piagge ed è la prima volta per lei che si cimenta con il colore. «Gli anziani sono una risorsa e non ci si può permettere di rinchiuderli in una casa di riposo. Basta osservare quanto hanno da raccontare le loro rughe». La sua è una posizione molto forte maturata dall’esperienza vissuta in famiglia e legata alla nonna. Una battaglia tutta personale la sua che l’ha avvicinata al grande maestro di fotografia senigalliese Mario Giacomelli il quale, in una sua raccolta dal titolo “Ospizio”, descrive appunto la crudezza delle case di riposo. Oggi Eleonora fa la pasticcera ma sempre con la fotografia nel cuore. «Mi sono sempre adattata a lavorare, non nascondo che mi piacerebbe che questa mia passione per la fotografia diventasse qualcosa di più. Ci sono dei progetti in piedi ma ora mi manca fisicamente il tempo per realizzarli» [Claudio Vagnini]

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ntorno agli anni 1947-48, la guerra era finita da poco e qua e là tornavano gli italiani emigrati in America intorno al 1900. Naturalmente erano quelli che avevano fatto fortuna alcuni possedevano una grande e lussuosa automobile chiamata Cadillac. Ricordo che avevano una look particolare come camicie sgargianti, pantaloni dalla gamba larga, sigari cubani a penzoloni sulle labbra, pance satolle ed un’aria pasciuta di chi ha realizzato i propri sogni. Usavano un lessico misto fra italiano, dialetto e inglese storpiato ma per noi gente di campagna erano l’emblema del successo, una cosa davvero irraggiungibile. Vicino a casa nostra, in via Pilone, abitava una famiglia di casanolanti erano marito e moglie e quattro figli, l’ultimo di nome Berto. Aveva qualche anno più di me, intorno ai diciotto, ma ci consideravamo coetanei, ricordo il suo carattere estroverso, capelli biondi ed occhi azzurri. Era ripieno di fantasie, sognava una vita migliore, voleva uscire dal solito andazzo campagnolo, dove non cambiava mai nulla, mestieri e professioni tramandati da padre in figlio. Rivedere gente emigrante con la valigia di cartone, tornare con tanto ben di Dio era una tentazione troppo grande. Così Berto un giorno si ricordò di avere lontani parenti originari di Calcinelli emigrati in Canada tanto tempo prima, si chiamavano Spadoni, risiedevano a Montreal, nello stato dell’Ontario. Allora decise di mandargli una lettera, ma lui aveva frequentato solo la seconda elementare in un corso serale, perché fin da piccolo faceva il garzone in casa di contadini per procurarsi il mangiare. Passò anche in casa nostra, ed è anche per questo che avevamo un rapporto di particolare amicizia. Io intanto stavo ultimando la quinta elementare, così riunimmo le nostre misere forze intellettive e scrivemmo una lettera agli zii d’America, la spedimmo per “posta aerea”, così impiegava meno tempo per arrivare

a destinazione. Passò qualche mese, quando un giorno il nostro postino Natale, recapitò una lettera indirizzata proprio a Berto: il mittente era lo zio Spadoni d’America. Berto venne subito in casa nostra, la leggemmo insieme e, miracolo, conteneva proprio il suo sogno: la richiesta di andare in America come dipendente del loro panificio. Ricordo che pianse di felicità, si mise subito al lavoro, direi anche un po’ in affanno, perché le scartoffie erano tante per completare il visto di entrata in quel Paese. Il viaggio di andata era previsto con una nave passeggeri dal porto di Genova, così insieme alle sue sorelle riempì due valigie con effetti personali: erano le cosiddette valigie di cartone che hanno accompagnato l’esodo di molti giovani italiani che emigravano all’estero. Nel giorno stabilito per la partenza dovette raggiungere Genova. Dalla stazione di Fano partiva un treno intorno a mezzanotte, ma dal tardo pomeriggio la casa di Berto fu invasa da tutto il vicinato festante. Non mancavano castagnole e vino, tutti esultanti di gioia, perché il nostro amico, dopo un certo numero di anni in America, sarebbe potuto tornare con una camicia sgargiante, sigaro cubano e una luccicante Ca-

dillac. Appena terminata quella specie di baldoria, un vicino di casa che possedeva cavallo e biga, lo accompagnò alla stazione ferroviaria di Fano, ma in mezzo all’enfasi di tutti, si notavano le espressioni tristi nel viso dei suoi genitori che temevano di non rivederlo più. Infatti passarono tanti anni prima che Berto tornasse in Italia e, quando lo fece, portò con lui anche la sua sposa Amelia e due figlioletti, ma i suoi genitori non c’erano più. Non arrivò in Cadillac, ma si era molto ingentilito: indossava panciotto, le bretelle, aveva sbiancato il colore della pelle, ed anche il lessico era cambiato, inframezzava i discorsi con parole in inglese gesticolando. Ricordo che i suoi amici lo tempestavano di domande su quel lontano Paese dalle tante opportunità, e direi che riuscivamo a sognare con un po’ di sana invidia nel profondo del nostro cuore. Berto da allora è tornato in Italia quasi tutti gli anni, ma più tardi arrivarono anche i giorni tristi, con la perdita della sua sposa Amelia. Intanto i suoi figli impiantarono una moderna officina nel centro di Montreal. Così la bella avventura di Berto si colorò di un alone di tristezza perché anche lui fu colpito da ictus e finì in carrozzina anche se le funzioni mentali rimasero buone. Allora, caro Berto, voglio concludere con un mio sogno. So che ancora tu sei in vita, ma non so se potrai leggere questo racconto della nostra vita, spero tanto di si, questo sarebbe il mio sogno. Così voglio dedicarti un aforisma di madre Teresa di Calcutta che dice: “Se con il passare degli anni, non ce la fai più a correre, cammina veloce. Se non ce la farai più a camminare veloce, cammina. Se non ce la farai più a camminare, aiutati con il bastone ma non trattenerti mai”. Caro Berto, ti auguro di continuare a sognare perchè anche su una carrozzina tu possa continuare a vivere intensamente la tua vita

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Rubriche

N. 20 del 2012

psicologia l’esperto risponde

GIORNATA MONDIALE DELL’HOSPICE E DELLE CURE PALLIATIVE 13 OTTOBRE

a cura di Sabina Godi, psicologa

di Alfredo Fogliardi e Fabio Izzicupo

QUANDO L’ANSIA SI ESPRIME Chi desiderasse scrivermi, può inviarmi una mail a CON IL CORPO: sabina.godi@alice.it www.psicologasabinagodi.it 5 strategie per combatterla queste emozioni sono bloccate perchè non si permette di esprimerle e questa energia che deve in qualche modo fluire, sfocia nel corpo che diviene il teatro principale attraverso la somatizzazione. Penso che nella situazione descritta possa essere utile, oltre che seguire le indicazioni del medico curante per quanto riguarda il farmaco, seguire queste 5 strategie per combattere l’ansia:

“Le scrivo perché ormai da qualche tempo soffro di dolori al petto e sensazioni di perdita di equilibrio. Ho fatto indagini dal punto di vista medico ma non c’è niente di rilevante e il dottore mi ha prescritto un farmaco ansiolitico perché dice che si tratta di ansia …è possibile? E cosa posso fare per uscirne senza farmaci?” Caro Lettore o lettrice, la ringrazio per aver portato la sua esperienza e per pormi questo quesito che mi permette di parlare di un argomento interessante: l’ansia che si esprime attraverso il corpo. Voglio iniziare dando una definizione di ansia. L’ansia è una sensazione complessa, non per forza a valenza negativa anzi può essere proattiva cioè spingerci a fare qualcosa (livello sano di ansia). Un esempio: devo consegnare un lavoro importante fra due giorni, provo ansia perché mi rendo conto di essere indietro, ascoltando questa sensazione mi impegnerò di più al fine rispettare la scadenza. Ci sono delle persone che provano un’ansia non misurata e correlata allo stimolo esterno. Esempio: camminare in una strada affollata, non è uno stimolo di per sé pericoloso, ma il semplice pensiero di trovarvisi è fonte di forte ansia anche con segnali del corpo quali: perdita di equilibrio, tachicardia, dolori al petto, sudorazione ecc... Quindi è comprensibile che questo tipo di ansia diventi invalidante: esempio la persona sceglie di non uscire di casa. La sensazione dell’ansia non è mai da sola, infatti, personalmente definisco l’ansia come una coperta che nasconde due emozioni: paura e rabbia. Nella persona fortemente ansiosa

1. STIA ATTACCATO ALLA REALTÀ infatti ciò che dico sempre è che “l’Ansia corrisponde alle nubi sul cielo di domani”, e nel momento in cui percepisce perdita di equilibrio si concentri sulla sensazione dei piedi appoggiati a terra, delle mani appoggiate sul tavolo e sul respiro da regolarizzare e far fluire dal naso fino alla pancia. Questo la aiuterà a riconnettersi con il presente, diminuendo l’attenzione verso il futuro. 2. FACCIA PACE CON LE EMOZIONI cioè consideri le emozioni (specialmente rabbia e paura) come risorse e non come limiti. 3. FACCIA ATTIVITÀ FISICA l’obiettivo è scaricare la tensione! 4. ABBASSI IL GIUDIZIO SU SE STESSO nella mia esperienza la persona ansiosa è la peggior critica di se stessa. Quindi si parli gentilmente. Ad esempio: da “non ne combino una giusta” a “ho fatto cose positive nella mia vita”. 5. DEDICHI DEL TEMPO PER PRENDERSI CURA DI SE’ anche se ha una giornata densa di impegni, si responsabilizzi nel trovare il tempo per fare qualcosa che le piace e la rilassa. Insomma l’obiettivo è quello di prendersi cura di lei, anche per 15 minuti al giorno! Ora tornando alla sua lettera credo che il sostegno del farmaco, che agisce a livello neurologico sia una buona strategia, ma le consiglio anche di prendersi cura di questo malessere seguendo i consigli precedenti e se non dovesse vedere miglioramenti la invito ad effettuare un percorso psicologico che le permetterà di riprendere il “comando” sulle sue capacità di essere persona adulta

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LORETO - Il 13 Ottobre ricorre l’ottava giornata mondiale degli Hospice e delle cure palliative. Quest’anno il tema che è stato scelto è “vivendo fino alla fine: le cure palliative per una popolazione che invecchia”. In questa occasione l’equipe dell’Hospice di Loreto (AN) ha organizzato una settimana di iniziative ed eventi volti alla riflessione ed al confronto circa questa tematica. Dal 6 al 13 si protrarranno le presentazioni del primo opuscolo della collana BibliHospice, Medicina e salute nelle cure del fine vita. Lo scritto vuole essere uno strumento di utile fruizione per chi si accosta alle difficoltà delle persone nelle fasi avanzate di malattia. In questa occasione verrà celebrata dal vescovo Monsignor Giovanni Tonucci, una messa di suffragio nella Basilica di Loreto in ricordo delle persone che hanno vissuto queste espe-

rienze. L’appuntamento Cinema per una notte vedrà la proiezione di due tra le migliori pellicole in circolazione che si occupano di questo tema. Un altro momento importante sarà la conferenza di uno psichiatra membro del Consiglio Nazionale della Società di Cure Palliative (SICP), sul tema. “per una pastorale della finitudine”. Il mercoledì ci sarà un

momento di confronto aperto chiamato Tea Time dove in un’atmosfera conviviale di degustazione si dibatteranno i temi delle difficoltà delle persone nelle ultime fasi di vita. Infine il 13, presso il Cinema Teatro del comune di Loreto, si svolgerà una tavola rotonda che vedrà come ospiti due tra i maggiori esponenti della cultura palliativa in Italia: il professor Umberto Curi ed il dottor Sandro Spinsanti. Il primo professore ordinario di storia della filosofia presso l’università di Padova relazionerà sul tema: “Prendersi cura della morte”. Il secondo bioeticista relazionerà su: “La medicina palliativa: un cambio di paradigma in medicina”. Le relazioni si concluderanno con un dibattito con operatori e cittadini. Per chi vuole saperne di più (http://issuu.com/ayresmarques/docs/ informativo_hospice_2012_1/1

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a cura di Cristina Morbidoni

RIGATONI FUNGHI PISELLI SPECK Se avete voglia di un bel piatto di pasta come

si deve e dove il condimento non è un optional… questo piatto fa per voi! Come sempre, per dubbi, commenti e quant’altro: www.angiolettochecucina.it Metti una sera a cena… Squilla il telefono a metà pomeriggio, è un amico di lunga data che mi avverte che lui e un’altra amica comune stavano armeggiando con il pc a casa sua. Aiuto: ho pensato avessero combinato qualche disastro informatico e volessero un mio intervento, magari con la bacchetta magica… Invece no, mi dice che volevano finire di scrivere una cosa e poi pensavano di mangiare lì. Bene, dico, vengo volentieri, chessimangia??? Mi dice che non lo sa, (mmm, buono, penso) e che aveva intenzione di lasciare la cucina e gli ingredienti che aveva in casa a disposizione mia e dell’altra amica e che avremmo dovuto ricavarci una cenetta per noi tre. Urka! Cos’è un contest? Qual è il premio? C’è anche Gordon Ramsay nella giuria? Va bene, dico, cosa c’è in dispensa? Dice che non lo sa e che qualcosa di utile c’è di sicuro, le galline hanno fatto le uova e, come diceva Maramao, “l’insalata era nell’orto”… Caspita! Mi butto a capofitto nella sfida: i presupposti sono ardui, la cinquantesima lezione per chi deve cucinare. Non si sa il menù, non è dato sapere gli ingredienti disponibili e non so quanto l’altra aiutante chef sarà d’aiuto… Arrivo un po’ trafelata e saluto appena, prima di tuffarmi dentro il frigo e cominciare da lì a fare un mini-inventario delle cose che potremmo usare per una cena. Mi rincuoro subito perché vedo dello speck e della panna, poi mi tuffo in dispensa e vedo dei piselli, dei funghi trifolati e pasta di tutti i formati, olio e cipolla mi assicura che ci sono, l’insalata era sempre nell’orto e le galline avevano lavorato… L’aiutante mi avverte subito che è già affamata, bene… Si mette già nella posizione di aiuto-cuoco o anche mozzo, e si offre molto volentieri per aprirmi le scatolette e tagliare lo speck: proprio quello di cui avevo bisogno come il pane… Mi invento un sugo facendo finta di sapere quello che sto facendo: faccio tagliare la cipolla al mio amico, io mi commuovo a farlo… ne taglia una quantità industriale, a lui piace molto. La mia amica ed io ci guardiamo spaventate degli effluvi che avrebbe causato tutta quella cipolla. Basta quell’occhiata per concordare che, alla prima occasione, una buona metà avrebbe fatto una brutta fine. Una telefonata provvidenziale ci viene in aiuto, et voilà, un po’ di cipolla vola nel bidone dell’immondizia.

Quella rimasta la metto nell’olio, la faccio imbiondire, poi i piselli, sale, pepe e poi i funghi ed infine lo speck che la mia amica aveva tagliato con la riga e la squadra (neanche se mi impegnassi molto mi sarebbero venuti dei quadrati così regolari…) Nel frattempo qualcuno aveva acceso l’acqua per la pasta, cuociamo i rigatoni al dente, abbiamo qualche incertezza nel momento cruciale di scolare e ripassare la pasta in pentola, ma, alla fine, ce la facciamo. La pasta era ottima, anche perché non avevamo per niente lesinato sulle quantità del sugo, per cui era ben condita. “Qualcuno” nel frattempo aveva fatto un’insalata (sì, quella di Maramao…) e delle uova, che dovevano essere mangiate in serata, se volevamo godere del privilegio di gustarle dal produttore al consumatore, una volta tanto. Insomma, bella cenetta, partita maluccio, ma arrivata molto bene! INGREDIENTI (per 4 persone) piselli un barattolo funghi trifolati un barattolo piccolo speck 50/60 gr. rigatoni 360 gr. panna 1 barattolino cipolla una piccola olio, sale, pepe PREPARAZIONE Fare imbiondire la cipolla nell’olio, scolare bene i piselli e versare nella padella, cuocere per qualche minuto, poi aggiungere i funghi ben scolati. Girare bene e far cuocere un po’, aggiungere lo speck tagliato a listarelle e cuocere due minuti, aggiustare di sale e pepe. Cuocere la pasta al dente, aggiungerla al sugo, versare la panna e girare velocemente. Impiattare e macinare del pepe fresco sui piatti individuali

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MUSICA DA “GUSTARE” Tirolerland mein Heimatland [Tiroler Echo]


AGENDA ENERGY DAYS La casa ecocompatibile

URBANIA - Centro storico 20 - 21 ottobre Tradizionale fiera delle merci, dei prodotti biologici e mostra micologica. Info: 0722.313165

FIERA MERCATO DELL’ANTIQUARIATO FANO - Centro storico intera giornata 13 - 14 ottobre

GIORNATA BANDIERE ARANCIONI

FUORI TUTTI

MERCATELLO e MONDAVIO Domenica 14 ottobre Giornata organizzata per far conoscere le eccellenze dei paesi certificati dal Touring. Info: www.bandierearancioni.it

GIRO PODISTICO DEI TRE COLLI CALCINELLI - dalle h 10 Domenica 21 ottobre Gara podistica Info: 333.8928915

S. ANGELO IN VADO Centro storico Dal 13 ottobre al 4 novembre La mostra-mercato, giunta alla 49a edzione propone i prodotti tipici della Massa Trabaria, ristorantini, stuzzicherie, mostre d’arte, visite guidate. Info: www.mostratartufo.it

OSSERVAZIONI SPECIALI

FIERA DEL TARTUFO E DEI PRODOTTI TIPICI PERGOLA - Centro storico 14 - 21ottobre Info: www.comune.pergola.pu.it

CINEFORUM AL MASETTI FANO - Teatro Masetti - h. 21.15 Ogni lunedì fino al 29 ottobre Rassegna cinematografica d’essai, il calendario è visibile su www.cinemamasettifano.it

SALTARA - Museo del Balì Domenica 21 ottobre Appuntamenti tematici per appassionati in cui si utilizza la strumentazione del museo per osservare e riprendere alcuni oggetti celesti. Ingresso a pagamento. Info: www.museodelbali.it

FERMIGNANO - Ex stazione ferroviaria h 9.00 / 18.00 Domenica 14 ottobre Mostre modellistiche, mostra genio ferrovieri, mostra fotografica. Alle ore 10 convegno presso la Sala Comunale Monteverdi: “Le potenzialità della ferrovia Fano-Urbino alla luce degli avvenimenti del 2012”. Info: www.ferroviafvm.it

SCIENZA E CINEMA SALTARA - Museo del Balì, h 16 Domenica 14 ottobre Proiezione di un film a tema. Quest’anno l’argomento proposto è il tempo. Ingresso a pagamento. Info: www.museodelbali.it

TRA ME E TE FERMIGNANO - Sala Bramante Fino al 28 ottobre Disegni, dipinti e cortometraggi degli allievi della Scuola del Libro di Urbino. Orario: sab. 17-19 / dom. 10-12.30 / 17-19 Info: 0722.329892

QUELL’UNIVERSO PARTICOLARISSIMO

XIII FESTA DELLA STAZIONE MOSTRA NAZIONALE DEL TATURFO BIANCO PREGIATO DELLE MARCHE

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FIERA DI SAN LUCA E DELLE DONNE

PESARO - Piazza del Popolo h 9-20 Dal 12 al 14 ottobre Esposizioni, convegni su tematiche ambientali.

SALTARA - Mercati coperti, dalle h 16 Domenica 14 ottobre Stand delle attività commerciali degli associati Asem (Associazione Esercenti Metauro); mostre, musiche, concerti, stand gastronomici a cura della Pro Loco e animazioni per bambini.

Per segnalare un evento inviare una mail a: redazione@ilmetauro.it

RETROSPETTIVA DE INDUSTRIA FERMIGNANO - Museo dell’Architettura Fino al 21 ottobre Mostra retrospettiva delle opere realizzate dal 2007 al 2001. Gli artisti escono dai loro spazi usuali, impegnandosi a lavorare in un’estemporaneo laboratorio aperto ed accettano la sfida tecnica di elaborare la propria opera con materiale di recupero fornito dall’industria. Orario: sab./dom. 16-19 Info: 0722.332142

FANO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL

GIORNATA NAZIONALE DEL TREKKING URBANO

FANO - Teatro della Fortuna - sera Dal 18 al 20 ottobre La manifestazione, giunta alla 24a edizione, si occupa di eventi di produzione filmica, nell’ambito del corto e mediometraggio. Info: www.fanofilmfestival.it

URBINO - Centro storico, h. 15 Sabato 27 ottobre Percorso a piedi con partenza dal “parcheggio consorzio”. A piedi per la città accompagnati dalla lettura delle poesie inedite di Raffaello Sanzio. Info: 0722.2613

Dove trovi il Giornale del Metauro FANO Edicola Stazione FS - Edicola Iacchini, Via Roma 118 - Edicola Bruciati, Via Roma Edicola Biagioli, Via Metauro, 17-A - Edicola Mika, Via Nolfi (ang. via Garibaldi) - Edicola AF News di Seri&Tonucci, Piazza Amiani - Edicola BOF Bruna, Via L.B. Alberti 78 (Quartiere Vallato) - CESAROTTI tabaccheria edicola, via Canale Albani BELLOCCHI Edicola cartoleria Via XXVI strada (vicino scuola) LUCREZIA Scarabocchio Edicola-cartoleria, Circonv. Kennedy, 45 Punto e virgola Edicola-cartoleria, Viale della Repubblica, 39 CARTOCETO Alimentari Mosciatti Via Peschiera, 33 SALTARA Tabacchi Strenga Corso Matteotti, 47 CALCINELLI Merlino Edicola-cartoleria, Via Flaminia Tabaccheria Di Paoli Via Flaminia, 121 MONTEMAGGIORE Barone Bar/edicola, Via Roma VILLANOVA Smoke Net Via Ponte Metauro, 38 L’abcdario di Pinocchio Via De Gasperi, 3 TAVERNELLE Supermercato Sial Via dei Pioppi, 10 Stazione IP Edicola, Via Flaminia Tabacchi Nobili Via Flaminia, 112 PIAGGE Edi Betty, Via Roma S. GIORGIO Cartolibreria Branchini, Via Garibaldi 24 ORCIANO Edicola Saudelli, C.so Matteotti 82 BARCHI Bar-edicola Palazzi, C.so Uberto 26 MONTEFELCINO Edicola “Da Roberta” Via Borgo CUCCURANO Delbene Matteo Edicola, via Buratelli FOSSOMBRONE Ferri Vilma Edicola, Piazza Dante Il rifugio di Pinocchio Edicola-cartoleria, Via Pergamino, 42 Astor bar Via Kennedy, 36 Il Papiro Edicola-cartoleria, Viale Oberdan, S. IPPOLITO Tabaccheria Rosatelli Cristian Via Raffaello, 58 ALIMENTARI BONDI Via Riva Tarugo SORBOLONGO Bar Tabacchi Silvio

GERENZA

65° FESTIVAL NAZIONALE D’ARTE DRAMMATICA

GRADARA - Rocca demaniale Fino al 29 ottobre Il fascino dell’arte fiamminga in cinque capolavori. Orari: lun. 8.30-14 da mar. a dom. 8.30-19.15 Info: www.mostreviaggioinitalia.com

PESARO - Teatri Rossini e Sperimentale Fino al 18 novembre L’appuntamento annuale per gli appassionati di prosa e le compagnie amatoriali di tutta Italia. Info: www.festivalgadpesaro.it

FARMACIE DI TURNO Fossombrone Dalle 8.45 del 6 ottobre alle 8.45 del 12 ottobre EMANUELLI (Corso Garibaldi, 66)

Dalle 8.45 del 12 ottobre alle 8.45 del 20 ottobre DEL CORSO (Corso Garibaldi, 10)

Fano

Bassa Val Metauro

Unione Roveresca

ottobre

ottobre

ottobre

10 mer RINALDI via Negusanti 9 11 gio PIERINI via Gabrielli 13 12 ven BECILLI via S. Lazzaro 14 13 sab VANNUCCI via Cavour 2 14 dom CENTRALE C.so Matteotti 143 15 lun S. ELENA via Alighieri 59 16 mar GIMARRA viale Romagna 133 17 mer PORTO via I Maggio 2 18 gio GAMBA Piazza Unità d’Italia 19 ven ERCOLANI Via Togliatti 3 20 sab S. ORSO via S. Eusebio, 12 21 dom RINALDI via Negusanti 9 22 lun PIERINI via Gabrielli 13 23 mar BECILLI via S. Lazzaro 14 24 mer VANNUCCI via Cavour 2 25 gio CENTRALE C.so Matteotti 143

10 mer LUCREZIA 11 gio TAVERNELLE 12 ven CALCINELLI 13 sab P. DEGLI ALBERI 14 dom SALTARA 15 lun CUCCURANO 16 mar VILLANOVA 17 mer CARTOCETO 18 gio LUCREZIA 19 ven TAVERNELLE 20 sab CALCINELLI 21 dom P. DEGLI ALBERI 22 lun SALTARA 23 mar CUCCURANO 24 mer VILLANOVA 25 gio CARTOCETO

10 mer S. GIORGIO 11 gio MONDAVIO 12 ven BARCHI 13 sab ORCIANO 14 dom ORCIANO 15 lun S. MICHELE AL F. 16 mar ORCIANO 17 mer S. GIORGIO 18 gio MONDAVIO 19 ven BARCHI 20 sab BARCHI 21 dom BARCHI 22 lun S. MICHELE AL F. 23 mar ORCIANO 24 mer S. GIORGIO 25 gio MONDAVIO

Il prossimo numero esce il Quindicinale di informazione locale Anno 4 - n. 20 / 10 ottobre 2012

Direttore responsabile Cecilia Di Lorenzo Redazione Alessandro Marconi Sandra Di Orazio Claudio Vagnini Stampa Rotopress - Loreto (AN) Editore Conte Camillo - Lucrezia

Dalle 8.45 del 20 ottobre alle 8.45 del 27 ottobre EMANUELLI (Corso Garibaldi, 66)

Hanno collaborato: Alberto Berardi Fabio Izzicupo Alfredo Fogliardi Sandro Candelora Agnese Anniballi Coop. Il Cerchio

Chiuso in redazione l’8 ottobre 2012

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OTTOBRE

Redazione e amministrazione

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N. 20 del 2012

Il Metauro n. 20 2012  

Quindicinale di notizie della Valle del Metauro, regioneMarche - Italia