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I Grandi Vini Vini I Grandi

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TRAVAGLINI

Piemonte

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TENUTE MOKARTA

LE MANZANE

Sicilia

Veneto

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pag. 80 Sator

Toscana

pag. 68 CANTINA COOPERATIVA DI PITIGLIANO Olio | Toscana

pag. 88

MONTE VALENTINO LO SPERONE

Toscana

pag. 70

Umbria

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azienda agricola giovani

Olio | Toscana

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CANTINE BARSENTO Puglia

pag. 58

CANTINA RAUSCEDO PIERA MARTELLOZZO

Friuli

pag. 47

Friuli

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ANTICA MASSERIA JORCHE

COLLE MASSARI Toscana

Puglia

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L’APPARITA Toscana

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I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

pag. 44

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A WORLD OF OPPORTUNITIES

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Partecipare a Vinexpo, per tutti i professionisti del vino e degli alcolici, è vivere un momento forte nel cuore di un evento mondiale che riunisce quasi 50 paesi espositori. Vinexpo rappresenta un posto privilegiato per osservare le nuove tendenze ed afferrare i mutamenti di un settore in piena evoluzione. Si tratta altresì di un’opportunità unica per allacciare nuovi contatti con i responsabili del mercato.

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In copertina Celestino Gaspari foto di Stefano Gasparato

Editore Cluster Editori Registrazione Tribunale di Grosseto n° 9 del 02/11/2005 Direzione e Redazione Via dei Termini 72a – 53100 – Siena Tel. 057745561 – Fax 0577270774 info@igrandivini.com Direttore Responsabile Giovanni Pellicci Direttore Editoriale Fabrizio Barbagli Coordinamento Editoriale Stefania Abbattista Segretaria di Redazione Claudia Cataldo Traduzioni a cura di Mariavera Speciale Hanno collaborato a questo numero Stefania Abbattista, Elisa Berti, Lorenzo Bianciardi, Max Brod, Claudia Cataldo, Marina Ciancaglini, Francesca Droghini, Irene Graziotto, Cristiano Magi, Chiara Martinelli, Marta Mecatti, Laura Morelli, Mariavera Speciale Art Director Linda Frosini Stampa Petruzzi – Via Venturelli, 7 Città di Castello (PG)

Concessionaria Pubblicità Cluster Editori Via dei Termini 72a – 53100 – Siena Tel. 0577 45561 – Fax 0577 270774 info@clustereditori.it Direttore commerciale Laura Dami - l.dami@igrandivini.com Account

Max Brod – maxbrod@clustereditori.it Anna D’Urso – anna@clustereditori.it Beatrice Ginanneschi – beatrice@igrandivini.com Chiara Martinelli – c.martinelli@igrandivini.com Marta Mecatti – m.mecatti@clustereditori.it

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Associato a:

Aderente al Sistema Confindustriale

Bordeaux. Dentro ci sono griffe del calibro di Banfi, Cantine Ferrari, Sartori, Zonin, Giv, Gancia e altri ancora e la loro decisione fa capire che è davvero possibile mettere da parte campanili e invidie, giocando per un unico obiettivo comune. Specie in trasferta. Il tutto mentre ci continuiamo ad interrogare su come riuscire a porre un freno all’emorragia di consumi interni e un’altra mazzata, in tal senso, è dietro l’angolo con il sempre più possibile nuovo aumento dell’Iva, destinata a salire fino al 22%. Come leggerete nelle prossime pagine con L’Inchiesta e I Grandi Vini Tour, noi siamo convinti che una soluzione sia più a portata di mano di quanto si pensi. I numeri più che positivi – conditi da anche da una sempre maggiore propensione all’acquisto di souvenir da mangiare o sorseggiare – che arrivano dal turismo enogastronomico possono infatti rappresentare una miccia da innescare nel nostro Paese per dare il là ad una concreta politica in grado di investire risorse a favore della valorizzazione del patrimonio di eccellenze dell’agroalimentare italiano. Anche come motivazione di viaggio. Nell’agenda programmatica stilata dal Premier Enrico Letta si trovano ampi riferimenti a questa intenzione e, nonostante un mandato a tempo determinato che difficilmente andrà oltre il 2014, possono esserci i margini per fare qualcosa. Nelle prossime pagine entreremo nelle tante realtà produttive italiane all’interno delle quali ogni giorno è dedicato alla tutela della qualità produttiva e alla voglia di emergere nel panorama mondiale. Ancora una volta l’assenza di sistema è avvertita come causa del mancato decollo di un fenomeno che ha le carte in regola per andare ben oltre la nic-

chia. In questo numero siamo stati in Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, e poi Toscana e Calabria raccogliendo spunti, idee, critiche, riflessioni, progetti che hanno tutto per essere vincenti. L’altra partita fondamentale continua a giocarsi all’estero, dove l’Italia è chiamata a tentare il miracolo di fare bene almeno come lo scorso anno. Non sarà facile, ma anche qui le carte sono tutte in regola e gli strumenti ci sono. A partire dal nuovo bando della Ocm Vino che mette a disposizione la bellezza di oltre 100 milioni di euro di co-finanziamenti per il biennio 2013-14. C’è tempo fino al prossimo 28 giugno per avanzare progetti che vedranno innanzitutto le Regioni capofila (il 70% delle risorse fa infatti capo a loro). Poi la procedura porterà il Ministero delle Politiche Agricole ad esprimersi sui quelli più efficaci entro il prossimo 5 agosto. La tendenza sembra quella di puntare i fari dell’export su mercati esteri strategici ma finora meno battuti, ovvero quelli emergenti che rispondono ai nomi di Brasile, Cina (qui sta subentrando il rischio di nuovi dazi doganali pesantissimi), Russia (vera rivelazione del primo semestre 2013 con numeri di esportazioni made in Italy record) e Sudafrica, senza ovviamente trascurare quelli più consolidati, ma investendo anche a favore dell’incoming in Italia di operatori esteri, incentivati a toccare con mano tutta la nostra qualità. Sarà fondamentale fare ricorso sistematico alle nuova modalità di comunicazione (smartphone e social network sono ormai imprescindibili anche in cantina), nell’obiettivo di ripetere i successi dei passati bandi, che hanno contribuito in modo determinante al boom di export in mercati come quello a stelle e strisce. Allora, facciamo squadra?•

Giovanni Pellicci Direttore Responsabile

I Grandi Vini Vini I Grandi

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Responsabile sviluppo abbonamenti: Claudia Cataldo per abbonarsi scrivere a claudia@igrandivini.com oppure info@igrandivini.com

Fare squadra” è il nuovo mantra del mondo del vino. Lo invocano tutti e, condividendolo, aggiungiamo anche: se il rilancio dei consumi di vino interni passasse anche attraverso una più convinta politica a sostegno dei flussi enoturistici? A metà di un 2013 ancora tutto da decifrare quanto a trend economici (la crisi morde ancora), andamento dell’export (difficile ripetere un 2012 da record) e andamento politico nazionale (abbiamo un Governo ma sarà sicuramente a corto raggio), l’unica certezza si chiama infatti turismo del vino. Lo confermano i numeri dell’ultima edizione di Cantine Aperte, nonostante le bizze del meteo e le ristrettezze economiche. E allora perché non elaborare un mix di strumenti in grado di arrivare all’Expo 2015 con una vera offerta (eno)turistica nazionale? Sarebbe il miglior modo per fare sistema (o squadra come è più politically correct dire ora). Gli esempi non mancano. Uno da cui prendere spunto arriva dall’Australia, da sempre regina nelle politiche turistiche, dove sono stati stanziati 140 miliardi di dollari australiani per incentivare il turismo del vino, facendo confluire le forze delle principali cantine con quelle dell’agenzia di promozione Tourism Australia. Si tratta di risorse che non possono certo essere paragonate a quelle che l’Italia può mettere in campo - come d’altronde non si può mettere sullo stesso livello la qualità dei vini australiani con i nostri! - ma si tratta di un segnale che fa capire in quale direzione sta andando il mondo. Allora ben vengano azioni virtuose come quella decisa da 12 grandi marchi italiani del vino che si presenteranno sotto l’insegna “Italia del Vino-Consorzio” al Vinexpo di

EDITORIALE

Anno IX • Numero 72 • Maggio/Giugno 2013 www.igrandivini.com

Fare squadra e puntare sull’enoturismo

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SATOR • VINO COME PURA ESPRESSIONE DEL TERROIR

sommario 5 6 8 12 18 20 22 26 28 30 33 34 36 38 40 42 44 47 49 51

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72 DELICATA ARMONIA DI NOTE ROSATE • L’APPARITA 73 SUVERAIA, PERLA ROSA DELLA TOSCANA 74 CANTINE APERTE IN UMBRIA: 75 75 77 78 80 82 86 87 88 89 90 94 95 95 97 99 100 101 102 103 107 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118

LA DESCRIZIONE DI UN SUCCESSO MONTE VALENTINO: UN VERO SOLLUCCHERO! AL ROCOL, SCOPRI LA FRANCIACORTA PROFUMO DI LEGNO E FIORI: BENVENUTI A CAMIGNONE PROSECCO: UN VINO GIOVANE DI ANTICHI NATALI LE MANZANE, VERSIONE 20.10 SCELTI PER VOI • (i vini) BOLLICINE NEWS EXTRAVERGINE NEWS I GRANDI OLI • CANTINA COOPERATIVA DI PITIGLIANO SCELTI PER VOI • (gli oli) FOOD AND BEVERAGENDA CALICI IN CINA PELLICOLE DI GUSTO IL VINO NEL BRIC DISTILLATI & CO. A TUTTA BIRRA IL LIBRO VINONLINE NEWS BIO & GREEN VIGNA & CANTINA • MACCHINE PER L’ENOLOGIA REFRIGERAZIONE • ZANOTTI WINEBLOCK GESTIONALE • GIAS CANTINE DI AGRONICA PRESSE • VACUUM SYSTEM DI SIPREM INTERNATIONAL TAPPI • GRUPPO TAPPI SINTETICI ESPANSI SINTESI ROTOGRAF VARESE • NOI BADIAMO ALL’ETICHETTA MAGUGLIANI, IL MEGLIO DELLA TECNOLOGIA COLOMBARDO • LA DEFOGLIATRICE A VERDE PER VIGNETO ENÒ, LE BIOTECNOLOGIE NUOVA FRONTIERA BARTOLI PACKAGING PER FAR LA SCATOLA CI VUOLE IL SARTO AEDES MACCHINE AGRICOLE TECNICA INNOVATIVA PER LA VITICOLTURA NEWS TECNICHE DALLE AZIENDE

I Grandi Vini Vini I Grandi

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L’EDITORIALE SOMMARIO ULTIME DAL MONDO DEL VINO VINITALY STORY NASCE “I GRANDI VINI TV” FACCIA @ FACCIA CON… RICCARDO COTARELLA L’INCHIESTA • ENOTURISMO CHEF • NORBERT NIEDERKOFLER LA POLITICA NEL VINO COVER STORY • ZYMÈ TENUTE MOKARTA, SICILIANI FRA PASSATO E FUTURO CANTINA ENOTRIA • DALLA MAGNA GRECIA A OGGI CONSORZIO VINO E OLIO CESENA: L’UNIONE FA LA FORZA CONSORZIO VINI DOC COLLI PIACENTINI: È TEMPO DI FARCI SENTIRE TONINO LAMBORGHINI • TALENTO DA BERE TENUTA BIODINAMICA MARA • PRODURE IL VINO PER “EMOZIONE” FRESCA, GIOVANE, BRILLANTE: COME LE SUE PERLE. PIERA MARTELLOZZO CANTINA RAUSCEDO, LE RADICI DEL VINO (E NON È UNA FRASE FATTA) UN SORSO DI GATTINARA. NON CHIEDO DI PIÙ TESTIMONI DEL PASSATO CON LO SGUADRO AL FUTURO • CANTINA DI GATTINARA TRAVAGLINI. QUELLA BOTTIGLIA INIMITABILE UN VINO SINCERO COME QUELLO DI UNA VOLTA. VILLA REMOTTI EOLO SCUOTE IL VIGNETO PUGLIA CANTINE BARSENTO: VINI DAL CARATTERE PUGLIESE ANTICA MASSERIA JORCHE. IL SALENTO, NEL BICCHIERE LA CARICA DELLA COSTA TOSCANA MAREMMA WINE FOOD SHIRE TASTE TRENTINO CLAUDIO TIPA: COSÌ NASCE COLLE MASSARI LA FATTORIA DI SAN QUINTINO PUNTA SUL SAN TORPÈ SATOR • VINO COME PURA ESPRESSIONE DEL TERROIR UNA NUOVA SFIDA CHIAMATA LO SPERONE

LA FATTORIA DI SAN QUINTINO PUNTA SUL SAN TORPÈ

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Ultime dal mondo del Vino

AD OGNI VINO, IL GIUSTO CLIMA.

di Giovanni Pellicci

personaggi qualità

Arrivano dagli antociani le risposte sulla tracciabilità del Brunello

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Arrivano dagli antociani le risposte che il mondo del Brunello di Montalcino chiedeva alla scienza in termini di tracciabilità. Dal recente convegno “Tracciabilità del Sangiovese a Montalcino: ricerche e sperimentazioni per l’identificazione dell’origine”, promosso dal Consorzio del Vino Brunello, è infatti emerso che il metodo cosiddetto degli “antociani” (e non quello del DNA come finora si pensava) è quello più efficace e sicuro per tracciare l’origine del vino contenuto in ciascuna bottiglia di Brunello. Dalle evidenze emerse è infatti il metodo del profilo antocianico, cui si affianca per una ulteriore definizione territoriale quello degli isotopi stabili, a far dormire sonni tranquilli ai produttori ma soprattutto al consumatore, indicando la presenza del vitigno in purezza. Questo metodo è risultato più attendibile rispetto a quello del DNA, che attualmente non consente risultati scientificamente riproducibili per un controllo sicuro ed esteso su tutta la produzione e soprattutto non è sufficiente a stabilire la purezza di un vino (se è cioè monovitigno nel caso del Brunello), ma solo se quel tipo di varietà (in questo caso Sangiovese) è presente, senza escludere quella di altri. Ovviamente il discorso si fa più complesso in caso di blend. “Ringraziamo innanzitutto i ricercatori che hanno contribuito, con la loro esperienza e la loro serietà, a rendere possibile questo nostro sogno, che coltiviamo da molto tempo, di individuare un metodo scientifico per la tracciabilità del vino - ha commentato il Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci. Crediamo sia un importante risultato, non solo per il panorama italiano ma anche per il settore enologico internazionale. Il merito va tutto ai ricercatori che hanno lavorato ai progetti, ma siamo fieri e orgogliosi di aver creato un “precedente” e contribuito, anche se indirettamente, allo sviluppo di un metodo di riferimento”. Al convegno sono intervenuti anche il Presidente di Federdoc Riccardo Ricci Curbastro e Oreste Gerini in rappresentanza della Direzione Nazionale dell’ICQRF del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Il mondo del vino piange la scom- perfezione) all’annata di Brunello parsa di Franco Biondi Santi, il Si- 1891, vino che allora aveva 103 gnore del Brunello di Montalcino, anni. Nel 1999 Wine Spectator annoverò la Riserva scomparso il 7 aprile 1955 tra i “migliori 12 2013 all’età di 91 anni. Il Signore vini prodotti al monFranco Biondi Santi del Brunello do nel XX secolo”. – che anche I Grandi di Montalcino Tra i tanti messaggi Vini ama ricordare daci ha lasciati di ricordo e cordovanti al suo focolare il 7 aprile 2013 glio, riprendiamo un domestico durante una all’età di 91 anni passaggio della nota delle interviste che ci diffusa il giorno stesha rilasciato in questi anni, sempre con grande disponi- so della morte di Franco Biondi bilità e signorilità – era alla guida Santi da parte del Presidente del della Tenuta Greppo di Montalci- Consorzio del Vino Brunello di no dagli anni ‘70. Profondissimo il Montalcino, Fabrizio Bindocci. “È suo legame con la terra del Bru- scomparso uno dei simboli della nello. Basti ricordare che nel 1934 qualità e dell’eccellenza del vino il nonno Ferruccio Biondi Santi fu italiano nel mondo, sicuramente riconosciuto dal MAF come “l’in- uno dei più importanti artefici del ventore del Brunello”. Tantissimi i successo del Brunello di Monriconoscimenti a livello mondiale, talcino a livello internazionale. tra cui quello di Decanter nel 1994 Grazie a lui il Brunello è uno dei che assegnò 10/10 (ovvero la marchi più noti e apprezzati del

made in Italy. Con lui, il Consorzio e tutto il territorio, oltre a perdere un grande produttore, perdono un grandissimo uomo, dalla profonda sensibilità e umanità. A lui dobbiamo molto e siamo sicuri che il suo esempio e la sua bravura saranno portati avanti da coloro che gli succederanno alla guida dell’azienda”. Il testimone dell’azienda passa al figlio Jacopo Biondi Santi che ha già ribadito la volontà di proseguire sulla strada della difesa della tradizione, tracciata con grande determinazione e fedeltà dalle precedenti generazioni.

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Nasce il primo tappo ad emissioni zero La chiusura di Nomacorc rispetta l’ambiente ed è ideale per vini bio e biodinamici Nasce (by Nomacorc) la prima chiusura per vino al mondo a zero emissioni di carbonio. Si chiama Select Bio ed è realizzata dall’azienda leader nella produzione di tappi per vino alternativi con polimeri a base vegetale derivati dalla canna da zucchero. Si tratta di chiusura progettata per essere la soluzione migliore per le cantine sostenibili ed i loro vini. Select Bio è riciclabile al 100% e realizzata con materiali rinnovabili d’origine vegetale. Che, oltre a ridurre al minimo l’impatto ambientale dei vini, ne impedirà il deterioramento e la perdita a causa di difetti come l’ossidazione e la riduzione. “Select Bio è una pietra miliare nella lunga storia di Nomacorc di leader del settore della ricerca e dell’innovazione - spiega Lars von Kantzow, presidente & CEO, Nomacorc LLC - Non solo siamo in grado di servire aziende vinicole che cercano una soluzione di

imballaggio più affidabile e sostenibile, ma possiamo ridurre la nostra impronta di carbonio aziendale complessiva muovendo un primo importante passo verso il nostro obiettivo di ridurre al minimo in tutta la nostra intera gamma di prodotti l’uso di materiali e fonti fossili di energia”. Select Bio è particolarmente adatto per i vini biologici e biodinamici che minimizzano l’uso di solfiti per la conservazione del vino. Attraverso il processo di co-estrusione brevettato Nomacorc, Select Bio ha la capacità di controllare l’ingresso di ossigeno in bottiglia, riducendo la suscettibilità di un vino a deterioramento a causa di una cattiva gestione dei gas, migliorando l’invecchiamento in bottiglia. La Cantina San Polo di Montalcino, di proprietà della famiglia Allegrini, è tra le primissime aziende italiane a dotarsi della nuova chiusura firmata Nomacorc.

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I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

E’ il metodo del profilo antociano quello più efficace per accertare l’origine del vino in ciascuna bottiglia prodotta a Montalcino

L’addio a Franco Biondi Santi

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Forum Top ®

Ultime dal mondo del Vino di Giovanni Pellicci

Seminari Personaggi

Adua Villa, Paolo Basso e Luca Martini: sommelier sugli scudi La giovane abruzzese, noto volto televisivo, premiata come Ambasciatrice del Vermentino

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Dal 4 al 7 luglio la 68^ edizione del Congresso ad Alba Saranno tradizione e innovazione le parole chiave del 68^ Congresso nazionale di Assoenologi, in programma dal 4 al 7 luglio ad Alba. “Cinquant’anni di doc: il territorio, il vino e l’enologo” è il titolo generale dell’evento che prevede anche tre interessanti sessioni di lavoro tra confronti, relazioni e dibattiti su temi tecnici e commerciali. In particolare il focus sarà su “L’approccio al mercato del vino. Le esperienze di Piero Antinori, Angelo Gaja e Angelo Maci”, “Il Piemonte il suo territorio i suoi vini” e “La viti-

coltura del nuovo Mondo alla luce delle recenti condizioni climatiche. Le esperienze di Bob Bertheau, Alberto Antonini, Len Knoetze e Heinè Janse van Rensburg”. Assoenologi torna in Piemonte per la terza volta nella sua storia, proprio laddove l’Associazione degli Enologi Enotecnici Italiani nac-

que nel 1891, ben 122 anni fa. Il Congresso sarà anche il battesimo ufficiale per la nuova governance che, oltre al confermato Giuseppe Martelli nel ruolo di Direttore Generale, vede come nuovo Presidente Riccardo Cotarella per il triennio 2013-15. Cotarella, che raccoglie il testimone da Giancarlo Prevarin, sarà coadiuvato da Emilio Renato Defilippi (riconfermato) e da una new entry, quella di Filippi Stephan.

Radici nel passato, sguardo al futuro.

Leggi l’intervista completa al nuovo Presidente di Assoenologi nel Faccia@Faccia

Emilia romagna

Nugareto presenta Giullare, Cantastorie e Monello Dopo il grande successo ottenuto a Vinitaly da Giullare e Cantastorie, vini da uve Pignoletto nella versione frizzante e superiore, l’Azienda Vinicola Nugareto è pronta per presentare, alla fine di giugno, il Monello, un Rosso Bologna Doc. Questo,interprete virtuoso del nuovo disciplinare dei Colli Bolognesi, il prossimo anno sarà poi seguito dal Sapiente e dallo Speziale, etichette che completeranno la gamma biologica proposta dall’azienda, caratterizzata da nomi legati alla Bologna medioevale. Nugareto continua così il proprio progetto enologico,che

prevede anche la nascita di una cantina e il passaggio da una produzione di 13 mila bottiglie del primo anno a 20

mila. Nella tenuta di 100 ettari, a quindici minuti da Bologna, sarà inaugurata a settembre

L’azienda dei Colli Bolognesi porta avanti il suo progetto enologico, insieme a quello per la valorizzazione del territorio in cui è immersa

una sala di degustazione e di accoglienza, che sarà anche punto di partenza per passeggiate immerse nella natura tra i boschi circostanti e che sarà affiancata nei prossimi anni da un agriturismo, un museo didattico e da un frantoio, che servirà anche da servizio per il territorio. Così l’enologia si fonde alla natura e Nugareto diventa un luogo di pace, benessere, boschi e vigne.

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E’ Adua Villa l’Ambasciatrice del Vermentino 2013. Durante la quarta edizione di Benvenuto Vermentino, che si è svolta a Castelnuovo Magra in provincia di La Spezia, la bella sommelier abruzzese, cliccatissima sul web e volto noto della televisione, ha ricevuto il premio di Ambasciatore del Vermentino. Premi a livello mondiale anche per altri sommelier made in Italy. Il toscano Luca Martini è infatti il nuovo miglior sommelier del mondo secondo Ais, dopo una lunga sfida con tanti agguerriti colleghi che si è svolta a Londra, mentre Paolo Basso, nato in Svizzera ma di chiare origini italiane, è il migliore secondo la rigida selezione internazionale Asi, che riunisce le organizzazione mondiali nel campo della Sommellerie.

AssoEnologi a confronto tra tradizione e innovazione

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I numeri di Vinit aly 2013

148 mila presenze total i - +6% rispetto al 2012 53 mila operatori stran ieri - +10% rispetto al 2012 120 i paesi rappresent ati dagli operatori 4.200 aziende presen ti 2.643 giornalisti pres enti da 47 paesi de l

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mondo

Vinitaly col segno + di Giovanni Pellicci foto di Pamela Bralia

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dei produttori e la sensazione diffusa che, proprio dal vino, l’Italia abbia tutte le carte in regola per ripartire. La fiducia, in questi casi, può davvero fare la differenza e il post Vinitaly ha lasciato sensazioni positive tra gli addetti alla filiera. I piedi vanno mantenuti ben piantati per terra, anche perché nei prossimi mesi sarà difficilissimo riuscire a confermare i numeri

record dell’export 2012, ma il Belpaese si conferma estremamente all’altezza rispetto agli altri competitor. Anche l’organizzazione di Verona Fiere si merita un voto positivo. I parcheggi, la mobilità e la connettività interna ai padiglioni hanno registrato un miglioramento rispetto al 2012. Niente di straordinario, sia chiaro, perché altrove tutto ciò è scontato. Ma gli an-

Il sistema Italia ha le carte in regola per ripartire. Dal vino

nunciati miglioramenti della vigilia sono stati confermati dai fatti che hanno permesso a tutti gli operatori di lavorare in buone condizioni durante la 4 giorni di fiera. I costi degli alberghieri e quelli necessari per gli allestimenti degli stand restano, invece, le note dolenti e, vista la concorrenza sempre più serrata di altre fiere a partire dalla Prowein, occorrerà fare una riflessione seria. Intanto l’appuntamento 2014 è fissato dal 6 al 9 aprile con l’esordio di VinitalyBio che sarà allestito in collaborazione con FederBio. •

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uello 2013 è stato un Vinitaly di grande successo. Non era affatto scontato. Basta ricordare le premesse di grande incertezza che avevano accompagnato la vigilia. Ma, al momento di alzare il sipario, i timori legati alla crisi economica, hanno lasciato il posto ad una leggera ventata di ottimismo. Le presenze in crescita (più di qualità del passato), i tanti operatori stranieri “assetati” dei nostri vini (specie la giornata del lunedì, in alcuni stand, è stata da record), i cauti, ma incoraggianti, sorrisi

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12-16 novembre 2013

Gli assaggi

Pamela Bralia ©

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Il mio Vinitaly arà che la congiuntura economica è quella che è, ma nei padiglioni di Vinitaly quest’anno il mercato è sembrato tutt’altro che depresso. Per la 47^ edizione, ancora una volta è andata in scena l’Italia migliore, quella che davanti all’efficiente Germania, alla blasonata Francia, all’ambiziosa e dilagante Cina, sfodera il suo patrimonio più convincente. Quello del gusto e del ritorno alle origini, con tutti gli autoctoni da riscoprire e ai fornelli per spadellare accompagnamenti. Quest’anno c’era anche MasterChef Italia, simbolo un po’ abusato della cucina che non sa fare più a meno della televisione, con Bastianich produttore da un lato e la vincitrice della seconda edizione Tiziana Stefanelli dall’altro, a cucinare live nello spazio dell’azienda toscana Campo alla Sughera. Gli autoctoni, dicevamo, ovvero: identità nazionale e terroir. Se ne parla tanto, perché nulla come il terroir può distinguerci dal resto del mon-

do, e dai tentativi di imitazione sempre più scandalosi (Coldiretti aveva appositamente allestito un “angolo della vergogna”, con tanto di wine kit in bric, Primitivi svedesi e Barbera rumeni, e trovarselo davanti ci ha fatto un certo effetto). L’orgoglio è forte, quasi quasi saltando di stand in stand ci si dimentica dello spread e anche della congestionata Verona, che puntualmente collassa sulle strade intasate. Abbiamo gli autoctoni ma la fluidità è una chimera. Per fortuna, gli scambi di impressioni con i produttori hanno evidenziato tanta motivazione e sorpresa per il successo di visite; non di rado ho raccolto un “Non me lo aspettavo, questo Vinitaly è andato oltre le previsioni”. Quasi che le aziende di casa nostra, partite un po’ in sordina, abbiano ripreso man mano fiato e coraggio. Adesso, a luci spente, ognuno a modo raccoglie i frutti. E tutti aspettano un aiuto concreto dal nuovo Ministro (finalmente).

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no D’Ignazi ha ribadito alla prova dei fatti la persistenza aromatica e il corpo di questo vino, affinato in legno solo per il 20%. Questo perché, per la filosofia aziendale, la barrique deve avere un’impronta leggera, non deve coprire ma “incrementare quelli che sono già gli anticorpi del vino stesso”. La degustazione verticale ha visto protagoniste, oltre all’annata 2010, la 2007, 2001 e 1997. Sorprendente il viaggio negli anni, che ha confermato un vino eccellente e capace di invecchiare alla pari di un rosso strutturato. Abb i a m o assaggiato le quattro annate insieme a piatti sostenuti, a cui il bianco marchigiano ha tenuto testa: riso selvaggio con gamberetti in salsa tartufata e chitarrine cacio e pepe con baccalà. Sapori preparati da Andrea Angeletti, una stella Michelin col ristorante “Le Busche”.

( Per Pradio, friulani da Oscar ) L’Oscar è “il nuovo acquisto” dell’azienda friulana, di proprietà della famiglia vicentina Cielo. Parliamo dell’enologo Gianni Menotti, Oscar del Vino 2012 di Bibenda, che ha messo la sua firma sui vari Sauvignon Sobaja, Gaiare e tutta la gamma, a partire dalla vendemmia 2012. La degustazione condotta proprio da Menotti a Vinitaly è stata l’occasione di scoprire questi bianchi friulani, di personalità ed eleganza. Forse ancora poco conosciuti, non troppo blasonati,

come il territorio da cui arrivano, le Grave. “Questa parte del Friuli ha delle potenzialità ancora inespresse”, ammette Menotti nel classico turn over di assaggi davanti ai giornalisti. Tutte le etichette hanno evidenziato la mano dell’enologo, dimostrando complessità aromatica, finezza, equilibrio. Di lui, oltre alla passione con cui parla dei suoi vini, ci è piaciuta l’umiltà. Non è cosa da tutti gli Oscar.

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I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è tra i bianchi che stanno riscuotendo maggior successo. Ormai sono diverse le aziende marchigiane in grado di interpretare al meglio il vitigno, tirando fuori prodotti dal gusto moderno, fresco, di carattere. Tra queste c’è sicuramente Moncaro. L’azienda di Montecarotto, vicino Ancona, si è aggiudicata con il suo Verdicchio Riserva Docg Vigna Novali 2010 la Gran Medaglia D’Oro al 20° Concorso Enologico Internazionale di Vinitaly, nella categoria “vini bianchi affinati in legno”. Il nostro assaggio in compagnia dell’enologo Giulia-

battista di Stefania Ab

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Verona premia il Verdicchio firmato Moncaro

ENOVITIS via San Vittore al Teatro, 3 20123 Milano - Italia tel. +39 02 72222825/26/28 fax +39 02 866575 www.enovitis.it – info@enovitis.it15


( Il mio Vinitaly )

Story

La regione, inserita tra le Top Wine Destinations a livello mondiale, conferma la sua costante crescita qualitativa all’insegna della riscoperta degli autoctoni

di Claudia Cataldo foto di Pamela Bralia

La fiera di Verona è solo una delle anime di Vinitaly ma in realtà il progetto è ben più ampio: se già con Vinitaly International le barriere nazionali erano state oltrepassate, quest’ultima edizione ha visto il debutto di vinitalyclub.it, sito di e-commerce, ma anche blog e wine club. E si sa, se lo fa Vinitaly, pioniere indiscusso nella promozione del comparto vino, non c’è che da riflettere e allinearsi. Cercare una chiave di lettura in una fiera così vibrante è consigliato se non addirittura indispensabile; la mia, chiamatela deformazione professionale, è stata la comunicazione. Per guardare commercialmente lontano, le nuove frontiere della comunicazione sono sul web: se qualche anno fa le aziende del vino sono state chiamate a dotarsi di un sito internet, adesso sono le logiche del web 2.0 a fare da padrone, anche se il settore non sembra ancora averlo capito. Nei convegni Digital Media Tecnology & Wine Series questo tema è stato affrontato secondo diverse angolazioni: l’importanza dei social network per raggiungere i così detti millennium, il diffuso utilizzo dei siti ecommerce, l’importanza di fidelizzare il cliente investendo risorse per dare al proprio marchio credibilità e riconoscibilità. Anche perché ogni sforzo – se ben fatto– nella rete, per quanto difficile da valutare in termini di Roi, ha una risonanza immediata che non ha

eguali per numero di potenziali clienti raggiunti: basti pensare al colosso cinese Tencent, che conta 300 milioni di users da 20 Paesi diversi. Accanto al “come”, il contenuto veicolato mantiene un ruolo primario: ecco che progetti come “Mediterranean Wines”, oltre a rappresentare un bell’esempio di sinergia inter – stato, creano una base culturale comune che può essere la giusta leva per la promozione. Il progetto, presentato nella conferenza stampa presso il Padiglione 1, vede la collaborazione di Emilia Romagna, Peloponneso e Tracia che uniti si propongono di diffondere lo stile di consumo dei Paesi mediterranei, puntando sulla tipicità e sui valori condivisi. Anche la degustazione organizzata da Veronafiere e Civiltà del Bere è andata in questa direzione: “Wine is more” è stata l’occasione per assaggiare ottimi vini e riscoprire la vocazione etica che forse la viticoltura ha sempre avuto. Argiolas, Tasca d’Almerita, Zonin, Allegrini, Lungarotti, Antinori, Villa Russiz, Michele Chiarlo, San Patrignano e Masi, insieme per raccontare i propri impegni sociali. Come a dire: c’è un messaggio nella bottiglia, che va oltre al buon tannino o al corpo rotondo dei nostri prodotti. Insomma, il vino italiano è ricco di storia, entusiasmo e valori, e Vinitaly lo ha ancora una volta confermato. Il resto, è digital!

Tra le regioni più dinamiche viste a Vinitaly 2013 c’è stata sicuramente la Puglia, capace di mettere in vetrina tutte le sue eccellenze enogastronomiche. Una progressione positiva, quella del comparto vitivinicolo pugliese, che va di pari passo con la valorizzazione del territorio regionale, con notevoli ricadute positive nel turismo. La parola enoturismo rappresenta l’unicum, non a caso, capace di portare la regione ad essere inserita tra le dieci mete top a livello mondiale, secondo la prestigiosa rivista Wine Enthusiast. Azzeccata, in tal senso, anche la formula “Taste, Press & Blog”, iniziativa promossa dal Movimento Turismo del Vino Puglia e giunta alla quarta edizione, che ha permesso ai media di confrontarsi con gruppi selezionati di produttori, in modo tale da poter degustare, senza la tipica frenesia di Vinitaly, alcune delle etichette made in Puglia. Una sorta di faccia a faccia che ha messo in evidenza la grande crescita qualitativa che i viticultori pugliesi stanno portando avanti con passione, determinazione e lungimiranza, valorizzando una forte identità territoriale vissuta all’insegna della consapevolezza e dei vitigni autoctoni. Sei, nel mio caso, le aziende “degustate”: Valle dell’Asso (con due diverse interpretazioni di Negroamaro Salento Rosso Igt: Negroamaro 2010 bio e Piromàfo 2008); Libera Terra Puglia (realtà confiscata alle mafie con Alberelli de la Santa Negroamaro Rosato Salento Igt 2012; Renata Fonte Negroamaro Salento Igt 2011 e Antò Primitivo Puglia Igt 2011); Cantina di Copertino (Copertino Riserva 2007 da uve Negroamaro, Malvasia Nera e Montepulciano e Spinello dei Falconi Salento Rosato Igt da uve Negroamaro); Torrevento (Bacca Rara Puglia Igt Bianco 2011 da uve 50% Bombino e 50% Chardonnay; Veritas Castel del Monte Bombino Nero Docg 2012 e Vigna Pedace Castel del Monte Doc Riserva da uve Nero di Troia); Masseria L’Astore (Krita Salento Igt 2012 da uve Malvasia Bianca e Alberelli di Negroamaro 2008 da un vitigno originario del 1947) e Bonsegna (Primo Rosso Igt Salento e Danze della Contessa Nardò Rosato Doc). (g.p.)

( tinazzi )

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È stata Marilisa Allegrini a fare gli onori di casa nella splendida cornice di Villa della Torre, nella serata più glamour fra gli appuntamenti collaterali al Vinitaly. Fra gli ospiti Matteo Renzi, il sindaco di Verona Flavio Tosi, Oscar Farineti in veste di produttore con il suo “Vino Libero”, Ettore Riello (presidente di Verona Fiere)

e Paolo Bedoni (presidente di Cattolica Assicurazioni). Nei calici, i protagonisti indiscussi sono il famoso Chateau Musar e l’Amarone della Valpolicella, abbinati ai piatti del 3 stelle Michelin “Da Vittorio”. Per l’occasione si festeggia anche il 30^ anniversario de La Grola, con un’etichetta speciale disegnata da Milo Manara. (c.c.)

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Martedì 9 aprile si è svolta “La festa Italiana” di Tinazzi: un evento tutto italiano, attraverso la musica e l’enogastronomia del Belpaese. A fare da cornice all’evento è stata Tenuta Valleselle di Bardolino, di proprietà della famiglia Tinazzi, immersa tra i vigneti del Lago di Garda. La nuova comunicazione ideata per questa edizione di Vinitaly ben descrive gli intenti aziendali: “Open Tinazzi, Open Italy” vuole sottolineare lo stretto legame con le tradizioni del nostro Paese, attraverso l’uso di immagini simbolo e icone di stile. (c.c.)

( ALLEGRINI )

Le cene più glamour di Vinitaly

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T&M ASSOCIATI www.tiemme.org

I passi da gigante della Puglia

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Nasce I Grandi Vini TV

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a novità de I Grandi Vini per Vinitaly 2013 è stata il lancio del nuovo format IGRANDIVINI TV. Abbiamo infatti approfittato dell’evento per lanciare sul web il nostro nuovo canale di informazione video, mettendo a frutto le competenze e la creatività di tutto lo staff della nostra redazione. Gli espositori sono stati entusiasti della novità, e in molti hanno accolto la nostra proposta: raccontarsi in prima persona, senza filtri, davanti ad una telecamera. È stato parti-

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Vinitaly, fiera del vino. Certo ma non solo e la cucina diventa una fedele compagna del divino nettare anche quando si parla di accordi commerciali e listini. Dimentichiamo quindi i tempi nei quali l’unico alimento a sostenere, tra un bicchiere e l’altro, importatori, ristoratori e giornalisti era un triste grissino o qualche pezzo di formaggio. Le aziende e i consorzi, consci probabilmente dell’inarrestabile fenomeno d’interesse intorno agli chef, si sono at-

trezzati allestendo delle vere e proprie cucine all’interno dei propri stand, organizzando cooking show e ospitando cuochi di fama, come attrazione della giornata. Che MasterChef sia il programma culinario dell’anno e, oltre alla vincitrice Tiziana Stefanelli, era impossibile passare di fronte allo stand dell’azienda friulana di Joe Bastianich senza non notare la folla che si creava intorno al severo giudice di MasterChef. Solo il

colarmente interessante anche per noi notare come i produttori, stimolati dai microfoni, ma “costretti” dai tempi televisivi, abbiano tirato fuori il meglio di sé, ovvero il concentrato, il nettare (per dirla come Bacco) della loro attività. Vedere per credere, si direbbe, e allora non resta che invitarvi a cliccare sul nostro portale enogastronomico, o sul canale youtube de I GRANDI VINI TV, per degustare con gli occhi i racconti delle migliori aziende vitivinicole italiane. (m.b.)

meglio per Arnaldo Caprai, che ha offerto ai propri clienti un pranzo esclusivo preparato dallo stellato Gennaro Esposito, all’interno del MotorHome. Confortante la proposta gastronomica che è stata offerta alla presentazione della monografia “Lambrusco Filosofia Frizzante”, alla presenza del filosofo Carlo Sini e del giornalista Giorgio Melandri, nello stand del Consorzio emiliano. Forse scontato ma di sicura riuscita l’immancabile abbinamento con un assaggio di un ottimo cotechino. Cala la sera e gli chef continuano a

essere i protagonisti di feste e cene. D’altronde, il matrimonio tra cibo e vino non è da sempre il più riuscito? (m.c.)

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Vinitaly e fornelli

Pamela Bralia ©

Story

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Riccardo Cotarella • Presidente Assoenologi

Enologo fa rima con comunicazione,

valorizzazione e semplificazione

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e di anticipare le Detto questo, il nuove tendenze. Ministro, essendo I dati dell’ultimo Donna, possiede biennio indicano la tenacia che è sostanzialmente una caratteristica come ormai metà indispensabile del vino prodotto per poter in Italia venga rappresentare consumato all’estero in maniera e se consideriamo egregia le istanze che 20 anni fa oltre del mondo miglior enologo il 60% dell’intera agroalimentare Riccardo Cotarella, l Vino Ais 2013 secondo gli Oscar de produzione ed ha in più nazionale era la mia fiducia perché proviene dalla Campania, una destinata al mercato interno appare regione che io amo particolarmente evidente come il futuro del vino ed in cui, grazie anche alla sensibilità italiano sia sempre più legato al dei produttori, sono riuscito a scrivere mercato estero”. pagine importanti della mia vita @ In Italia ci sono ancora aree vitivinicole da scoprire a fondo e dalle professionale”. @ Il tema dei consumi interni tiene quali immaginare grandi risultati ancora banco. produttivi e Secondo lei qualitativi? Con Riccardo conviene insistere “Sotto questo nell’individuare la punto di vista Cotarella, neo formula giusta per devo dire che in Presidente di un loro rilancio Italia dal 1980 al Assoenologi, viaggio 2000, soprattutto o concentrarsi su di una ancora più in una professione in dagli enologi e efficace azione Università, continua evoluzione dalle all’estero? è stato svolto un “Il mercato del grande lavoro vino è in continua evoluzione e le di ricerca che tra le altro cose ha aziende devono essere sempre pronte portato alla classificazione di un a riposizionarsi, modificando le patrimonio di più di 500 vitigni strategie produttive e commerciali in attivi e di circa 300 cultivar. Se uno scenario in cui il consumo interno consideriamo poi che circa il 40% soffre di un continuo e strutturale calo delle denominazioni (334 DOC e mentre si registrano crescite a due cifre 73 DOCG) fanno riferimento alle in alcuni paesi extraeuropei. In questo sole regioni del Nord direi che, più contesto la conoscenza dei mercati, a che da scoprire, c’è da valorizzare al cui accennavo prima, è fondamentale meglio quelle regioni che fino agli perché consente, soprattutto in quello anni ’80 erano considerate a scarsa domestico, di individuare le esigenze vocazione vinicola e che si trovano

maggiormente al Centro e al Sud”. @ Gettando lo sguardo verso il futuro, per il vigneto Italia che sensazioni ha? “Nell’ultimo decennio il Vigneto Italia ha perso in media ogni anno circa 10 mila ettari di superficie vitata. Se a questo aggiungiamo l’impatto del cambiamento climatico che, nell’ultima vendemmia, ci ha visto anticipare la raccolta con circa un mese di anticipo rispetto a 30 anni fa ed ottenere vini con gradazione alcolica mediamente superiore di un grado rispetto ai disciplinari, ritengo che dobbiamo iniziare a meditare su un ripensamento complessivo della viticoltura nel nostro Paese in cui la figura dell’enologo assume sempre più un ruolo chiave nel processo produttivo. La tendenza generale al consumo di vini meno alcolici ci spinge inevitabilmente alla ricerca di soluzioni agronomiche che comporteranno tra l’altro maggiori oneri in termini economici, dall’anticipo di vendemmia all’irrigazione, dalle potature verdi alla vendemmia notturna. In tutto questo dovremo essere affiancati da una legislazione più flessibile che, fatta sempre salva la qualità, ci venga sempre più incontro. Sul fronte della chiarezza e della semplificazione normativa Assoenologi è impegnata attivamente da anni ma recentemente in Francia, dove opero da anni, quando ho letto che i nuovi protocolli che regolano lo Champagne e ne garantiscono la qualità, stabiliscono anche cosa possono e non possono fare i produttori in caso di variazioni climatiche ho pensato su quanta molta strada ci sia ancora da fare”.•

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on Riccardo Cotarella, neo eletto Presidente di Assoenologi, tracciamo un quadro tra il presente e il futuro della professione dell’enologo e quindi della viticoltura. @ Quali sono i principali obiettivi che si pone nel suo mandato da Presidente? “Fermo restando i capisaldi imprescindibili della nostra Associazione che sono sempre stati l’alto livello di competenza tecnica e l’affermazione della centralità della figura professionale nel processo produttivo, lavoreremo sul consolidamento della conoscenza dei mercati nazionali ed esteri e la comunicazione, elementi ormai strategici. In particolare per le nuove generazioni di colleghi è, e sarà, sempre più importante, saper comunicare i nostri territori, le nostre uve, le nostre tradizioni e soprattutto i risultati delle nostre ricerche scientifiche che hanno svelato un’Italia vitivinicola che nessuno conosceva”. @ E’ una donna la nuova guida del Ministero delle Politiche Agricole. Come Presidente di Assoenologi, enologo e produttore cosa si aspetta dal neo Ministro Nunzia De Girolamo? Le sembra la figura giusta per guidare un settore chiave come l’agroalimentare? “Vorrei che l’Onorevole De Girolamo si impegnasse affinché l’Agricoltura riesca finalmente ad assumere la rilevanza e la centralità che le spetta nel Sistema Paese, dove l’intero comparto ha dimostrato una capacità di reazione nei confronti della crisi certamente superiore a quella di molti altri settori della nostra economia.

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Enoturismo al nord e al sud: analogie o differenze?

L’INCHIESTA

La ricchezza dell’offerta enoturistica è trasversale al Paese: ogni regione italiana, indipendentemente dalla latitudine, ha il suo paniere di eccellenze, i suoi centri culturali, le sue bellezze paesaggistiche e tradizioni culinarie. Ma quali sono le analogie, le differenze, le criticità? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Vellano, Presidente Movimento Turismo del Vino Piemonte e a Sebastiano De Corato, Presidente Movimento Turismo del Vino Puglia. Il comune denominatore: fare sistema e un uso sempre più massiccio delle nuove tecnologie.

Enoturismo

di Claudia Cataldo e Marina Ciancaglini

Enoturismo:

Maurizio Vellano, Presidente Movimento Turismo del Vino Piemonte

quel turismo che non teme la crisi Il prodotto agroalimentare diventa souvenir e, al nord come al sud, la “ricerca di emozioni” e la comunicazione social sono fattori con potenzialità ancora inespresse su cui vale la pena lavorare

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Perché la spesa per i prodotti enogastronomici registra un trend positivo nel complesso dell’impatto economico del turismo in Italia? “Se guardiamo agli ultimi 4 anni (2008 – 2012) possiamo osservare che il settore ricettivo e quello relativo alla ristorazione sono altalenanti, più o meno è lo stesso anche per attività ricreative, culturali e di intrattenimento. Il dato che invece merita attenzione è l’andamento discendente di abbigliamento e calzature, sostituito in valori percentuale da quello agroalimentare: formaggi, vini, salumi, prodotti tipici diventano souvenir che il turista sceglie di portarsi a casa. Forse in tempi di crisi si ritiene preferibile spendere per un prodotto a cui si riconosce maggiore utilità e concretezza, territorialmente connotato e quindi comunque legato al ricordo della vacanza”. Quali sono le ricchezze che l’Italia possiede per giocare la carta

dell’enoturismo? “Il nostro è un Paese estremamente ricco dal punto di vista enogastronomico. Basti pensare che se si va negli Stati Uniti, anche percorrendo 500 chilometri, spesso la cucina e l’alimentazione restano invariate; in Italia, invece, è sufficiente spostarsi di 15 – 20 chilometri per imbattersi in scenari gastronomici del tutto nuovi. E questo non è ad esclusivo retaggio di una regione: certo, ci sono regioni e province più conosciute che fungono da traino, ma ci sono tante realtà minori che hanno comunque molto da offrire”. Quali sono le criticità e cosa si può migliorare? “Possiamo ancora fare molto. Ad esempio puntare di più sulla territorialità: esistono realtà in cui si tende ancora a proporre una cucina e dei vini di stampo internazionale, mentre l’offerta dovrebbe essere maggiormente legata al luogo di appar-

tenenza. Bisognerebbe inoltre potenziare il contatto diretto, che è il momento più importante per comunicare al visitatore le caratteristiche del prodotto, la storia e le tradizioni di una terra. Al contatto diretto dovrebbe poi far seguito un’adeguata comunicazione online, con strumenti di ecommerce per proseguire l’acquisto anche da distanza. Altro punto fondamentale riguarda l’educazione: al turista dovrebbero essere forniti gli strumenti per difendersi da agropiarateria e contraffazione”. Che consiglio darebbe agli attori dell’enoturismo? “Far vivere al turista un’esperienza completa, creare un ricordo. La sehnsucht, come la chiamano i tedeschi (nostalgia, ndr), è una delle leve più potenti per stimolare questo tipo di turismo. Questo vale per le grandi realtà, ma anche per i piccoli centri che sempre più devono cogliere queste nuove opportunità”.•

“Si tratta di un pubblico decisamente trasversale per quanto riguarda età, gusti ed interessi. Il principale tratto comune è probabilmente la curiosità, la voglia di scoprire e capire. Se tutto ciò, inoltre, è vero per i turisti italiani, lo è ancora di più per gli stranieri”. Quali sono i suoi prossimi obiettivi in qualità di Presidente? “Sicuramente allargare la base associativa, coinvolgere in maniera sempre più forte e attiva le aziende associate e allargare il ventaglio di eventi rilevanti nel corso dell’anno. A differenza che in altre regioni, in Piemonte troppi enoturisti fanno coincidere il Movimento Turismo del Vino con Cantine Aperte e poco altro. È chiaro che i produttori di vino hanno molto più da offrire e raccontare, anche negli altri periodi dell’anno”. Come Movimento organizzate anche molti corsi di formazione. Ritiene che sotto l’aspetto dell’enoturismo ci siano ancora degli aspetti da migliorare? “ Il nostro Movimento adotta una standard di qualità per quanto riguarda l’accoglienza in cantina e devo dire che la media delle cantine piemontesi associate è molto buona. Ovviamente, c’è sempre da migliorarsi e imparare; per quanto mi riguarda, sono convinto che ci sia molto da fare sul versante del know how nella comunicazione e nella promozione, attraverso tutti i canali oggi disponibili”. Esistono delle applicazioni per le Strade del Vino. Il futuro del turismo è sempre di più verso queste tecnologie o rimangono sempre fondamentali gli strumenti più tradizionali, come guide, uffici del turismo, ecc…? “I canali tradizionali rimarranno ma le nuove tecnologie acquisiranno un peso sempre maggiore. La diffusione dei dispositivi mobile e il loro utilizzo sempre più diffuso, hanno rivoluzionato l’approccio che il turista ha con il territorio. La geolocalizzazione, i concetti di marketing di prossimità, reputazione on line, comunicazione social, non possono venire ignorati da chi fa enoturismo. Essere aggiornati è l’unico modo per cogliere le grandi opportunità offerte da mobile e web 2.0. Come sempre, chi prima arriva, meglio alloggia. Noi di MTV Piemonte stiamo lavorando molto proprio in questa direzione”.

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on la crisi economico – finanziaria i consumi non necessariamente si contraggono, ma come nel caso dei prodotti agroalimentari semplicemente cambiano. Questo è quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sul rapporto presentato dall’Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche), nel quale si legge che, sebbene negli ultimi 5 anni la contrazione dei consumi turistici sia stata del -6,7%, il settore agroalimentare sia uno dei pochi a tenere, con ben 10,1 miliardi di euro spesi in prodotti tipici (+43%). L’ennesima conferma che il turismo enogastronomico piace e ed è capace di muovere un importante giro d’affari. Ne parliamo con Lorenzo Bazzana di Coldiretti. Grazie inoltre ai contributi dei MTV Piemonte e Puglia, abbiamo voluto tracciare un quadro più ampio del fenomeno, facendo il punto della situazione e individuando i prossimi obiettivi.

Quali sono i punti di forza Movimento del Turismo del Vino del Piemonte? “MTV Piemonte è costituito da aziende molto attente al rapporto con l’enoturista. Siamo convinti che una comunicazione efficace sia importante per la valorizzazione del prodotto e per la promozione dei principali eventi che organizziamo nel corso dell’anno, da Cantine Aperte a Benvenuta Vendemmia. E oggi, i canali attraverso cui fluiscono le informazioni sono i più disparati, dai media tradizionali, ai social network.”. Il vino e il cibo possono essere un’attrattiva che determina la scelta tra una regione e l’altra? “È indubbio che la grande ricchezza dell’Italia risiede proprio nell’estrema varietà di offerta enogastronomica. Il Piemonte si pone come una delle regioni più quotate per questo tipo di proposta, ma non solo: si tratta di una regione estesa, ciò comporta grandi differenze da provincia a provincia. Il turista può degustare vini differenti e ammirare diversi paesaggi, secondo che visiti il Monferrato, le Langhe o altre zone della regione”. Le istituzioni sono state un supporto? “Si sa che la difficile congiuntura economica che stiamo vivendo, non solo in Italia, condiziona in maniera rilevante anche il sostegno che le istituzioni sono in grado di offrire. Fermo restando il mantenimento di rapporti improntati all’apertura, alla collaborazione e alla sinergia di intenti e obiettivi con gli esponenti della cosa pubblica, cerchiamo di essere autonomi e di camminare con le nostre gambe”. Quali sono gli aspetti principali che ricerca un turista che viene in questa regione? “Il vino è senza dubbio il plus ricercato dal turista che viene da noi, ma sarebbe sbagliato ritenere che sia tutto lì. Il turista moderno è affamato di esperienze ed emozioni, cerca storie, aneddoti, curiosità. Vuole conoscere i volti, le persone che si celano dietro a un’etichetta. Essenziale diventa allora il rapporto, il contatto umano che si costruisce tra il produttore e il turista. Raccontare e raccontarsi, parlare di sé, della propria azienda, della storia e della cultura del territorio è il vero valore aggiunto”. Può tracciare un profilo medio del vostro turista?

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L’INCHIESTA Enoturismo

Sebastiano De Corato, Presidente Movimento Turismo del Vino

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Cantine Aperte: l’evento più “enoturistico” dell’anno Il tempo non è stato dei migliori ma certo non ha fermato gli 800 mila visitatori che hanno preso parte all’edizione numero 21 di Cantine Aperte. Si è chiuso anche il sondaggio online indetto da MTV: la Toscana si conferma la regione più visitata (21%), con la migliore offerta enoturistica (26%), seguita dal Piemonte a pari merito con la Puglia e poi dal Friuli. Tra i territorio emergenti spicca l’Irpinia, forte del recente successo dei vini campani nelle guide internazionali.

I Grandi Vini in tour non è che questo: diventare enoturisti, oltre che per passione, anche per professione. Raccontare in prima persona le realtà enologiche italiane, incontrando gli attori del territorio, assaggiando le eccellenze locali, fotografando scorci e panorami mozzafiato. Perchè l’averne avuto esperienza diretta, rende più facile e “vero” il racconto: nelle prossime pagine non mancheranno consigli utili e suggerimenti per il lettore, che sia amante del vino per passione…o professione!

vacanziero, tra i 30 e i 50 anni e solitamente con famiglia che frequenta i mesi estivi e che sceglie una località visitandone i dintorni, si è aggiunto il turista visitatore, principalmente straniero e mediamente di età più avanzata, che gira la regione, spesso in gruppo e nei mesi primaverili o autunnali prestando grande attenzione agli aspetti culturali e enogastronomici.” Ci sono degli aspetti che si potrebbero ancora migliorare nella vostra regione per quanto riguarda le infrastrutture e i servizi turistici? “Le infrastrutture sono molto migliorate negli ultimi 10 anni e, per quanto tutto è migliorabile, non possiamo lamentarci. Dobbiamo invece secondo me fare molta attenzione a elevare la professionalità dell’offerta turistica, quella ricettiva in particolare. I turisti sono sempre più esigenti e, in particolare quelli stranieri, hanno tante altre destinazioni da scegliere per i loro viaggi. La professionalità è necessaria per consolidare la Puglia come meta affascinante, genuina, ma anche di qualità e far si che il turista torni o inneschi il passaparola che è la forma migliore di promozione”. Esiste una App per le Strade del Vino pugliese. Il futuro del turismo è sempre di più verso queste tecnologie o rimangono sempre fondamentali gli strumenti più tradizionali? “Si, esiste una App avente questo oggetto, sviluppata da una giovane realtà imprenditoriale pugliese. L’utilizzo delle nuove tecnologie per la promozione e la divulgazione dell’offerta turistica è fondamentale perché facilita, in una cornice di professionalità, la fruizione del bene turistico e diventa uno dei tanti elementi di qualificazione dello stesso”. Quali sono i suoi prossimi obiettivi in qualità di Presidente? “Certamente continuare il cammino di collaborazione con le istituzioni e far si che i produttori diventino sempre più consapevoli che con la collaborazione possiamo raggiungere risultati che pochi anni fa, a causa dell’individualismo, erano impensabili”.•

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Quali sono i punti di forza MTV della Puglia? “Il MTV Puglia, oltre a condividere e a portare avanti le politiche di promozione dell’enoturismo proprie del MTV nazionale, rappresenta da anni un luogo di confronto e di collaborazione tra le aziende vinicole pugliesi, oltre 50, che ne fanno parte e che hanno deciso poco più di un anno fa di dargli la forma di consorzio”. Secondo lei il vino e il cibo può essere un’attrattiva che determina la scelta tra una regione e l’altra? “Non so se determinante, ma certamente influente. Il vino e il cibo sono certamente elementi molto caratterizzanti di un territorio e sempre di più interessano il turista consapevole che non limita più la propria esperienza di vacanza al solo relax, magari in spiaggia, ma cerca di cogliere tutte le emozioni, in primis quelle enogastronomiche, che la meta da lui scelta può offrire”. La Puglia è una regione in forte crescita sia turistica, sia da un punto di vista di comunicazione sui propri vini, che in passato non hanno goduto della rilevanza di altre regioni vinicole . Un aspetto può aver influenzato l’altro? “La Puglia sta certamente vivendo un momento felice nella costruzione di un’ immagine positiva generale che si riflette nella crescita

del turismo. Gli sforzi nella comunicazione sui nostri vini da un lato beneficiano di tutto questo, dall’altro contribuiscono alla causa. Siamo nel pieno vortice di un circolo virtuoso, una volta tanto. E dobbiamo saperne approfittare”! Le istituzioni sono state un supporto? “I circoli virtuosi non si innescano per caso e né i privati, seppur volenterosi, possono avere la forza di farlo. In effetti, da diversi anni l’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia ha compreso l’importanza del comparto vitivinicolo regionale per le ricadute positive su tutto il territorio e ha quindi investito in maniera decisa sulla promozione. Ma soprattutto ha compreso l’importanza del dialogo con gli operatori che si battono tutti i giorni nelle proprie cantine, ma anche sui mercati di tutto il mondo per l’affermazione dei loro vini e indirettamente del loro territorio. Riuscire a concertare le iniziative di promozione sulla base delle reali esigenze di mercato è forse il risultato più importante di questa collaborazione”. Quali sono gli aspetti principali che ricerca un turista che viene in Puglia? “Potrei fare riferimento alle spiagge, ai trulli, alle cattedrali, alle bellissime campagne e all’enogastronomia, ma forse l’aspetto che più attira e rimane nel cuore del turista e che fa da cornice alle attrazioni cui facevo riferimento è la “pugliesità” intesa non tanto come folklore, che pure funge esso stesso attrattiva, ma come spirito solare, positivo e accogliente della popolazione che ci viene riconosciuto e che è un plus spontaneo e naturale che fa la differenza”. Può tracciare un profilo medio del vostro turista? “Direi che ci sono almeno un paio di profili differenti, ma complementari, che si alternano a seconda dei periodi dell’anno. Al turista

Enoturisti…di professione

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Chef di Giovanni Pellicci

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i siete mai chiesti come cambia cucinare, e quindi mangiare, in alta quota? Intorno ai 3 mila metri cambiano tanti aspetti: non solo la temperatura che percepiamo, ma anche elementi come la pressione atmosferica, la quantità di ossigeno nell’aria e, se si tratta di far bollire dell’acqua in una pentola, il tempo che occorre. Fattori indispensabili nel creare il perfetto equilibrio che regola la preparazione di un piatto. Un’altra variabile è ovviamente l’incedere delle stagioni e quindi i diversi tipi di prodotti che possono essere utilizzati. Elementi, questi, che hanno un impatto fondamentale nel lavoro quotidiano di uno chef e, sopratutto, su ciò che potrà cucinare. Messi alle spalle freddo e neve dell’inverno 2013, ci tuffiamo nell’estate in compagnia di Norbert Niederkofler, 2 stelle Michelin e Executive Chef del St. Hubertus, ristorante

Con lo chef stellato Norbert Niederkofler esaltiamo profumi e colori dell’estate in montagna

da soli 9 tavoli del Rosa Alpina, splendido Hotel e Spa a San Cassiano in Alta Badia. Per un cuoco per il quale il metodo della cottura giusto è praticamente un dogma, calibrare i giusti tempi in base all’altitudine è un aspetto fondamentale. Come cambia cucinare in alta quota? “Cucinare in alta quota è molto difficile perché manca un elemento indispensabile: l’ossigeno. L’ho fatto perfino a 5 mila metri in Nepal, e devo dire che è stato tutto molto di-

verso. Nel preparare piatti come la pasta o il riso va fatta molta attenzione, perché l’acqua bolle già a 70-80° C, a seconda dell’altitudine, anziché a 100° C. Quindi anche la cottura cambia completamente. A modificarsi è però anche la percezione del consumatore: ho cucinato per una compagnia aerea e ci siamo interrogati se a cambiare fosse il cibo o il palato. Non è semplice trarre conclusioni ben precise ma sicuramente ci sono delle differenze”. Un altro fattore fondamentale in montagna sono le stagioni. Come cambia il suo lavoro? “Nel mio ristorante, già dallo scorso anno, abbiamo cambiato metodo di lavoro, utilizzando esclusivamente prodotti di montagna che ci arrivano da un ristretto gruppo di fornitori della filiera locale. Dobbiamo impostare la nostra cucina con anticipo, perché poi con il freddo e la neve sarà impossibile

ne che abbiamo deciso di dedicare ai Reisling, con la selezione di 240 etichette provenienti da Germania, Austria e Italia. Si tratta di un vitigno eccezionale che permette tantissimi tipi di abbinamento, senz’altro ideale per la nostra tipologia di cucina”. L’attualità del momento parla di crisi economica e di boom degli show televisivi dedicati alla cucina. Cosa ne pensa? “In questa fase il nostro lavoro deve essere sempre più onesto, pulito, trasparente e rispettoso della filiera. Non si possono più raccontare balle perché il consumatore è anche disposto a spendere ma desidera mangiare ciò che vuole. I clienti sono più attenti e preparati: nel nostro caso è piaciuta molta l’esperienza di portare in evidenza le storie di tanti piccoli produttori locali che lavorano quotidianamente. Lo step successivo deve puntare a portare questo tipo di educazione alimentare all’interno delle scuole, educando i bambini quali nostri clienti del futuro. Stiamo lavorando ad un progetto che punti a garantire un insegnamento sui prodotti e sulla materia a favore dei più piccoli che devono riscoprire certi sapori”. E del fenomeno dei cuochi in tv cosa ne pensa? “E’ sicuramente la moda del momento ma in televisione si può avvicinare la gente alla cucina ma certo non educarla ad un consumo consapevole. In cucina è fondamentale poter toccare, annusare, gustare e quindi assaggiare ciò che viene preparato. Per questo è importante ripartire dagli asili per educare i consumatori di domani su cosa quali siano le differenze tra un pesce pescato o allevato”. •

Massimo Bottura al terzo posto dei World’s 50 Best Restaurant El Cellar di Girona (Spagna) è il miglior ristorante al mondo Spagna, Danimarca e Italia questo il podio della nuova edizione del premio “World’s 50 Best Restaurant” organizzato da San Pellegrino a Londra. Nella top 10 sempre più global (3 spagnoli ai vertici ma anche Usa, Germani, Austria, Brasile e Regno Unito), El Celler di Girona, guidato dai 3 fratelli Joan, Josep e Jordi Roca a due passi da Barcellona, è il miglior ristorante al mondo, capace di spodestare il Noma di René Redzepi, dopo tre anni di regno incontrastato. Il ristorante spagnolo si è guadagnato la propria fama mondiale grazie alla combinazione di cucina catalana, tecniche all’avanguardia e passione per l’ospitalità. L’Italia si piazza al terzo posto con l’ascesa del 3 stelle Michelin Massimo Bottura dell’Osteria Francescana che, dopo il quinto posto dell’edizione 2012, sale al terzo posto. Tra i primi 50 altri 3 cuochi e ristoranti italiani, con la conferma di Massimo Alajmo che con il suo Le Calanche di Rubano (Padova) si trova al 27^ posto. Le new entry sono Davide Scabin del Combal.Zero di Rivoli, in provincia di Torino, e Enrico Crippa del Piazza Duomo ad Alba. L’Italia è premiata anche con la tristellata Nadia Santini dell’Osteria Il Pescatore di Canneto sull’Oglio incoronata come miglior chef donna dell’anno. (g.p.)

I Grandi Vini Vini I Grandi

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Cucinare in alta quota V

reperire certi prodotti. Ad esempio già a marzo scorso ho concluso l’ordine di tutte le verdure che mi occorreranno per la prossima stagione invernale, in modo tale che i contadini possano impostare semine e culture sulla base di ciò che ci dovranno fornire. Ovviamente però tutto dipenderà dalla natura e dagli scherzetti che potranno verificarsi durante i mesi estivi. Lo scorso inverno abbiamo lavorato senza mai utilizzare il pomodoro: ciò porta alla realizzazione di una cucina innovativa ma molto fedele al territorio regionale e soprattutto alle stagioni”. Quale sarà l’ingrediente protagonista nella sua cucina nell’estate 2013? “In montagna i prati che si trovano appena fuori dai boschi diventano veri e propri campi da gioco con la bella stagione. In questa stagione è fondamentale lavorare con ingredienti freschi per dare vita a piatti verdi, colorati, capaci di inspirare e sprigionare tutti gli aspetti che caratterizzano l’estate. Anche avvalendosi di specifiche tecniche. Per questo la mia cucina valorizza molto le verdure e in questo periodo potrò contare molto sulle carote, sulle erbette e proprio sul pomodoro che tornerà grande protagonista. Grazie al nostro fornitore, possiamo contare su quasi 25 diverse specie di pomodoro. Nel frattempo, già nei mesi primaverili abbiamo impostato il lavoro per quando tutto ciò sarà più difficile, ovvero l’inverno, preparando alcuni ingredienti, marinando e mettendo da parte ciò che ci tornerà utile”. Per quanto riguarda la sua carta dei vini qual è la geografia delle etichette proposte? “Al numero uno c’è l’Alto Adige, poi l’Italia e la Francia. La novità è la grande attenzio-

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di Giovanni Pellicci

Amarone in pianura? E’ guerra in Valpolicella

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E’ scontro tra il Consorzio le Famiglie dell’Amarone per le modifiche introdotte al disciplinare produttivo che adesso contempla anche vigneti sotto i 300 metri di altitudine Tedeschi, Nicolis, Tommasi, Venturini e altri ancora), battagliere nel tutelare la qualità a scapito della quantità, continuando a produrre solo con uve dai terreni collinari (i vigneti più pregiati sfiorano i 450 mila euro di valore ad ettaro). “La modifica è nata dalla volontà di garantire una maggiore coerenza fra il disciplinare e la fotografia reale dei vigneti, dato che altrimenti circa i 2/3 della produzione rischiavano di non essere certificati. – è la spiegazione di Christian Marchesini, Presidente del Consorzio Valpolicella – Questo non vuol dire ampliare la zona di produ-

zione, perché il Valpolicella, l’Amarone e il Recioto continueranno ad essere prodotti dove lo sono stati finora”. Di tutt’altro avviso le Famiglie dell’Amarone. “Con la modifica – spiega la Presidente Marilisa Allegrini – si decreta l’omologazione tra tutte le aree produttive della denominazione. Basti pensare che solo nel 2008 il Consorzio aveva riconosciuto la diversità di zonazione, attribuendo alla collina il 53%, il 23% alla fascia pedecollinare e il 24% alla zona di fondovalle. La notizia che il Consorzio convocherà un tavolo interprofessionale

Avete idee, spunti, riflessioni su questo e su altri temi? Scrivete a g.pellicci@igrandivini.com Su Twitter @giopellix

è il segno che, forse, qualche problema all’interno della denominazione c’è. Il nostro obiettivo non è quello di polemizzare ma ribadire con fermezza la nostra idea di ‘bene per la Valpolicella’. Il dibattito è segno di democrazia e anche di intraprendenza imprenditoriale”. Sullo sfondo, inoltre, la diatriba tra grandi e piccoli produttori e quindi deleghe e voti in seno al Consorzio che, per certi aspetti, ricorda le recenti schermaglie nel Brunello di Montalcino per la modifica (poi respinta) del disciplinare produttivo. “Certi temi così importanti andrebbero spiegati e discussi prima dell’assemblea. Noi chiediamo anche chiarimenti sulla costituzionalità dell’articolo 16 dello Statuto del Consorzio su deleghe e voti – afferma Alessandro Castellani, a nome dei Vignaioli Indipendenti della Valpolicella (Fivi) che riunisce 30 aziende – perché, di fatto, crea un cartello che taglia fuori i piccoli dai processi decisionali”. Basterà adesso il tavolo interprofessionale, auspicato dall’Assemblea dei soci del Consorzio, a ricompattare tutte le anime della Valpolicella? •

I Grandi Vini Vini I Grandi

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ettimane agitate nel cuore della Valpolicella. Tra i produttori dell’Amarone si è scatenata una vera e propria “guerra” dialettica sulle novità volute dal Cda del Consorzio e che hanno portato alla modifica di alcune norme del disciplinare produttivo, in particolare quella che risale al 1968 ed era descritta al comma 2 dell’articolo 4 (ovvero escludendo “dalla produzione i vigneti impiantati su terreni freschi, situati in pianura o nei fondovalle” a favore, esclusivo, di quelli in collina, dai 300 metri in su) abrogata dall’assemblea consortile con voto a maggioranza il 10 maggio scorso. Di modifiche introdotte ce ne sono anche altre (tra cui la possibilità di utilizzare il tappo a vite per Valpolicella Classico, Superiore e Valpantena; l’obbligo del 4^ anno di età del vigneto per poter produrre Amarone e Recioto) ma è stata l’estensione dei terreni vocati all’Amarone a scatenare le reazioni. Specie da parte delle aziende che compongono l’Associazione Famiglie dell’Amarone (che riunisce 11 marchi storici come Allegrini, Masi,

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St r e v

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Celestino Gaspari,

vignaiolo per missione di Giovanni Pellicci

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onoscere e parlare di vino con Celestino Gaspari vuol dire mettere da parte i soliti canoni, entrando in una dimensione più consapevole, che esalta il rapporto con madre natura e quindi con la terra, anche come filosofia di vita quotidiana. I vini che prendono forma nella sua azienda agricola Zýmē, a San Pietro in Cariano in Valpolicella, sono come un libro, in cui le pagine si compongono appunto dall’incredibile alchimia che l’imprevedibilità della natura e la passione dell’uomo possono comporre assieme. Il suo legame con il mondo del vino nasce in Val d’Illasi circa 40 anni fa. Quale ricordo in particolare conserva di quel suo primo contatto? “Fin da piccolo il legame personale con il mondo della natura è stato più forte di qualsiasi altro facente parte il cerchio del nostro esistere. Non è mai stato importante lo specifico segmento all’interno del comparto agricoltura ma ciò che veramente era unico per me era appunto dedicarmi ad essa. Non sono nato in una famiglia di viticoltori poiché all’epoca i miei genitori si dedicavano alla zootecnia, provenen-

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do da generazioni che vivevano in montagna; ma la cura della vite vi entra a partire dagli anni ’70. Fu quindi l’incontro con Maria Rosa, figlia più giovane di Giuseppe Quintarelli e che poi divenne mia moglie, a introdurmi definitivamente nel settore viticolo-enologico, ove sono ormai da trent’anni, prima nella veste di vignaiolo appunto con Giuseppe Quintarelli, poi di enologo-consulente per altre aziende

e infine, per lo meno fino al presente, imprenditore (vitivinicolo) a 360 gradi con Zýmē. La passione quindi, il prendere il proprio lavoro come missione utile e possibile nel teatro della vita è stata, ed è, ciò che muove tutto quello che mi ruota attorno. Per principio reputo che come vignaiolo ho il dovere di conoscere il mio mestiere, di rispettare e custodire il mio territorio e di esprimere e far apprezzare il frutto della

Zýmē è un laboratorio dove la ricerca e la sperimentazione non si fermano mai. Tre sono i fronti su cui lavoriamo: 1. la proposta che ci fa madre natura attraverso eventi o singole variabili come può essere una mutazione genetica “albina” (From black to white); la rielaborazione di vitigni lasciati in disparte per caratteristiche considerate generalmente difficili come Oseleta (Oz); l’unione di molti vitigni in un unico vino (Kairos e Harlequin). 2. lo studio delle reazioni fisico-chimiche date dall’unione di fattori quali diversi vitigni, appassimento, fermentazione e affinamento, dove a seconda della combinazione e del momento si può arrivare a risultati completamenti differenti. 3. ma non ultimo, le persone che compongono la realtà Zýmē; questa è un’altra chiave molto importante al pari della selezione e vinificazione; la sensibilità, il rispetto, la passione di considerarsi determinanti per il successo dell’azienda come successo personale sono doti fondamentali.

nostra terra e del nostro lavoro. “Conoscere il mio mestiere” significa creare un rapporto con il territorio, ovvero relazionarsi con le caratteristiche che lo rendono unico: la terra, il clima, la varietà del vitigno, la gente che ci vive e lavora, rispettarlo e custodirlo è una conseguenza della conoscenza dei miei limiti e virtù e infine farlo apprezzare perché solo amandolo si sviluppa la sensibilità e il rapporto continuativo con esso. Per me questi sono i valori, i cardini di una logica sostenibile che non si limita a dare per avere ma crea ed accompagna continuamente un territorio oggi ma anche domani. Ora che sono imprenditore a tempo pieno, il rapporto che io voglio avere con la vigna e il suo contesto e l’essere impresa mettono in prim’ordine la volontà che ogni cosa abbia un senso, sia motivo di riflessione e che ogni persona che fa parte del progetto si senta autore e parte determinante per se stessa e per il domani dell’azienda”. Qual è la sua opinione sulle recenti diatribe all’interno del Consorzio di Tutela Vini Valpolicella?

me potremmo fare molto di più e, per stare nel contesto attuale del forte momento di crisi, anche con costi molto più bassi?”. Come definisce la sua interpretazione di Amarone della Valpolicella? “Pensando al progetto vino nel significato generale del termine, ma ancor più a determinati vini come il nostro Amarone, il mio concetto è che questo si deve poter leggere esattamente come un libro, cioè ogni elemento che lo compone deve avere un posizionamento al suo interno ben definito e paradossalmente separato dagli altri. Per l’Amarone è necessario avere ancora più rispetto del normale ciclo, in quanto pretende conoscenza nel saper fare selezione già in vigna, richiede capacità nell’accompagnare poi il processo di trasformazione e professionalità nella sua definizione: questo vino è infatti il frutto della capacità di saper coniugare le bizzarrie delle stagioni, la genetica dei vitigni che lo compongono e la complessità aggiunta dal processo di appassimento. Per il vino fresco, giovane, semplice la capacità sta nell’abilità di esprimere o meno il carattere della materia prima, in termini non solo di leggibilità bensì di definizione del particolare sapendo gestire un passaggio molto rapido e delicato tra uva, mosto, vino, qui si vede quindi la pretesa del vignaiolo stesso. Tutto

Marta Gaspari (figlia) Perito Agro-Industriale, responsabile produzione

sta nel saper cogliere, dividere, esprimere e realizzare”. Quali sono i nuovi mercati esteri a cui guarda con interesse per l’export dei suoi vini, oltre ai classici contesti di riferimento? “I nostri mercati sono ormai numerosi: Europa, Usa, Canada, Giappone, Cina, Russia, fino ad arrivare talvolta in Israele e Australia, esportando quasi l’85% del nostro fatturato. Non ho particolari interessi verso un mercato specifico rispetto ad altri, ciò che per me è importante è avere la maggiore visibilità possibile e quindi maggior distribuzione. Anche qui però bisogna considerare la veloce evoluzione in atto, il sistema sta rapidamente cambiando: da un lato noi produttori assieme ai consumatori

finali vorremmo tagliare i costi in termini di tempo, tassazione e ricarico, dall’altro i vari importatori non si limitano più a lavorare nella propria area di mercato ma cercano di spingersi in qualsiasi altra parte del mondo pur di vendere, e questo a breve aprirà a scenari sicuramente nuovi, come effettivamente già sta avvenendo. L’Italia come primo paese produttore di vino al mondo in termini di quantità e secondo come valore aggiunto sta investendo molto nel settore viticolo, sia nelle singole aziende che nelle varie forme consortili, rimanendo sempre difficile comunque la capacità di fare squadra proprio per la natura di essere italiano. Non bisogna drammatizzare perché in effetti e soprattutto per la promozione all’estero l’aggregazione c’è ma preferibilmente facente parte di diverse aree italiane piuttosto che essere unitaria e specifica di una singola zona. L’attuale OCM stessa sta favorendo gli investimenti di tutto ciò che è comunicazione, anche se è una realtà che l’Italia rimanga sempre un paese sviluppato da Nord a Sud”. • AZIENDA AGRICOLA ZYME’ S.S. di Celestino Gaspari Via Ca’ Del Pipa, 1 37029 San Pietro in Cariano (VR) Tel 045 7701108 Fax 045 6831477 www.zyme.it

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Le parole chiave di Zýmē

La filosofia dell’azienda agricola Zýmē, nel cuore della Valpolicella, esalta il rapporto tra la natura e la passione dell’uomo

“La Valpolicella ancora oggi vive il travaglio di essere un territorio ricco per le sue risorse: dal vino, al marmo, all’arte, lasciate in eredità da chi ci ha preceduto, e allo stesso tempo ha la fortuna di essere riconosciuta a livello mondiale. Dall’altra parte però la sua gente spesso si rivela miope, senza progetti che abbiano la coscienza di ciò che ha ricevuto e la responsabilità di conservarlo per chi viene dopo. Questa di fatto è la preoccupazione più grande oltre che per me anche per gli altri, ma purtroppo siamo in pochi a pensarla allo stesso modo e spesso poco organizzati per fare gruppo. E’ di questi mesi la diatriba apertasi all’interno del Consorzio di Tutela Vini Valpolicella nella chiamata a modifica di alcuni articoli del disciplinare, ed è veramente svilente la differente visione degli argomenti da parte dei numerosi consorziati. Si stanno creando correnti nuove, talvolta in sovrapposizione o comunque di differente visione dei problemi, ma ciò che ancora una volta conferma il nostro essere cittadini in Italia è il già noto atteggiamento di “distruggere per ricostruire”. Ciò che veramente mi sembra di vista corta, seppur ripetendomi, è la mancanza di coscienza dell’essere tutti uguali, che abbiamo tutti delle qualità e dei limiti, e mi chiedo continuamente perché quindi non considerare che assie-

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Sicilia

Celestino Gaspari, vinegrower for mission

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To know Celestino Gaspari and talk with him about wine is a journey beyond the canons into a more conscious reality where nature and the land are daily partners. The labels produced at Zýmē, in San Pietro in Cariano, in Valpolicella, are like a book whose pages are made by the incredible alchemy that nature and human passion compose together. Your bond with wine-making begins in Val d’Illasi about 40 years ago, which particular memory do you associate to your first contact with this world? Since I was a child I have had the feeling that our bond with nature is stronger than any other one in our life. It didn’t matter which field of agriculture I could deal with, what was important for me was the possibility to devote myself to it. I wasn’t born in a family of vine-growers, my parents worked in zootechnics and came from generations that used to live on the mountains. Vine-growing become part of our story in the ’70. Then I met

Maria Rosa, Giuseppe Quintarelli’s younger daughter, who later became my wife and introduced me in the world of wine-making. Now 30 years have passed and I have become vine-grower first, with Giuseppe Quintarelli, then oenologist and adviser for other wineries, and now entrepreneur with Zýmē. Passion and the idea that this work is first of all a mission is what has leaded and still leads me and determines everything that surrounds me. I think that as a vine-grower I must know well my activity and I have the duty to respect and protect my territory, and also to exploit and promote the fruit of our land and of our work. To know my job means to create a bond with this territory, that is, to understand the peculiarities that make it unique: the soil, the climate, the grape varieties, the people who lives in it. To respect and to protect it is only a consequence of this understanding. My mission is to let people to know and appreciate it, because sensibility and respect comes from

able and well defined. For what concerns Amarone, it is necessary a peculiar respect for the natural cycle, because it requires a wise selection in the vineyard, skillfulness during the production process and professionalism in the last phases: this wine is the result of the ability to manage the capricious seasons, the genetics of the grape varieties that compose it and the complexity of the drying process. For a fresh and young wine, the ability of the oenologist lies in his/her capacity to let it express the character of the raw material, managing well a delicate and rapid passage from grape to must to wine, and here is the ability of the vine-grower too. Everything lies in the ability to understand, divide, express and realize. Which are the new international markets you are looking to with interest? Our foreign markets are now Europe, Usa, Canada, Japan, China, Russia, and also Israel and Australia. We export about a 85% of our prodution. I’m not interested in a foreign market more than in the others, what’s important for me is to get the best visibility and distribution. But even in this field it is necessary to consider how the system is changing: on one hand, the producers and consumers would like to reduce the costs in terms of time, taxes and markup, on the other, the importers don’t operate only in their own areas but they try to conquer always new markets opening new scenarios. Italy as the first producer of wine in the world in terms of quantity and second in term of surplus value is investing many resources in this field, both privates and consortiums, but it is still very difficult to operate together as a team, due to the Italian character. Anyway, we should not dramatize, because for what concerns the promotion abroad of the Italian products there is a form of aggregation, even if it’s regional and not unitary. OCM is investing in communication but it’s a fact that Italy is still a developed country from North to South.

Siciliani, fra passato e futuro S ono gli anni della Prima Guerra Mondiale quando la siciliana Tenute Mokarta viene alla luce. Gestita dalla famiglia Favuzza, oggi a tenerne le redini è il giovane Mario Emanuele, che ha saputo conferire alle procedure aziendali un’impronta moderna e all’avanguardia. A rendere più facile il lavoro è sicuramente l’alta qualità delle uve, di buona acidità e alcolicità e con un corredo aromatico unico che, una volta ceduto al vino, ricorda il calore e i profumi di questa bella isola. Il portafoglio prodotti è ampio: ogni vino ha un suo carattere, ma non dimentica mai le sue origini. Ad esempio il Grillo in purezza, floreale e con note esotiche. Il Cataratto Chardonnay, passato in barrique, fre-

sco e armonico. Oppure i rossi, primo fra tutti il Nero d’Avola, vitigno principe di questa regione: accanto alla versione base, la Selezione è una vera limited edition, con sole 516 bottiglie numerate, frutto delle sole uve migliori e tecniche innovative in fase di vinificazione. Vera chicca di Tenute Mokarta è lo Zibibbo secco, ovvero vinificato come vino da tavola: perfetto come aperitivo, per accompagnare il pasto o per il dopo cena, è un vino trasversale, aromatico e fresco. Un’ottima intuizione, assolutamente da provare. Sempre 100% Moscato d’Alessandria, lo Zibibbo Ambrosia è invece il vino da dessert che ci aspettiamo, ma con un profumo e una dolcezza che difficilmente si dimenticano. (c.c.)•

Tenuta Mokarta Srl C.da San Ciro 487 91018 Salemi (TP) Tel./Fax. +39 0924 1855124 Cell. 3343633792 www.tenutemokarta.it info@tenutemokarta.com

Tenute Mokarta, nel territorio di Salemi, racconta i diversi volti della Sicilia enoica. E chi l’ha detto che lo Zibibbo è solo vino dolce?

Sicilians, between past and future Tenute Mokarta, from Salemi, shows the many different faces of the Sicilian wine. And who tells that Zibibbo is only a sweet wine? Tenute Mokarta was founded in the years of the First World War. Managed by the Favuzza family, nowadays the winery is leaded by the young Mario Emanuele who is giving it a modern and up with the times style. What makes his job easier is the high quality of his grapes, with a good acidity and alcohol content, and unique aromas that give to the wine warmth and perfume. The range of products proposed by this winery is wide but always bonded to this wonderful territory. An example of it is Grillo in purity, a flowery wine with exotic inklings. Then a fresh and harmonic Cataratto Chardonnay, aged in barrique. Or the red wines, Nero d’Avola first of all, the main grape variety of this region: beside the basic version the winery proposes also a limited edition la Selezione: 516 numered bottles, fruit of the best grapes processed with innovative techniques. The purest jewel of Tenute Mokarta is a dry Zibibbo, vinified as table wine: ideal as aperitif, as well as with every dish or after dinner, a versatile, fresh and aromatic wine. An excellent intuition that no taster should miss. Naturally, there is also Zibibbo Ambrosia, 100% Moscato d’Alessandria, the typical dessert wine that we can expect but with unforgettable perfumes and sweetness.•

Exellent wines in Italy

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The philosophy of Zýmē, from the heart of Valpolicella, exalts the relationship between nature and human passion

love. These values are the basis of a philosophy that cannot be reduce in a “do ut des” attitude but create and follow a territory day by day. Now that I am a full-time entrepreneur, the relationship that I want to have with the vineyards and their surroundings is the result of reasoned choices that involve every person who is part of the project and understands that its contribution is important for the future of the winery. What’s your opinion on the recent quarrels in the Consorzio di Tutela Vini Valpolicella? Valpolicella’s trouble is its richness: from wine to marble, to art it’s a territory that enjoys plenty of resources that are also acknowledged at an international level. But its people reveal often blind, projectless and irresponsible: they show to be unaware of their patrimony and of the importance to protect it for the future generations. This is my principal worry but only few of us agree about it and often we are not able to work together as a team. In these last months inside the Consorzio a quarrel started about the possibility to modify some articles of the disciplinary and on that occasion we had to notice that the partners have very different ideas and visions of our work. It was really depressing. New currents are emerging, overlapping sometimes, but it’s the typical Italian attitude to “destroy to reconstruct”. What seems to me particularly shortsighted is the non-consciousness that we are all equal, that everyone has its qualities and limits. Together we could do much more than this in the contest of the current crisis, even with lower costs, so why not considering the possibility of a better teamwork? How would you define your interpretation of Amarone della Valpolicella? Thinking about the project of wine in the most general meaning of this word, and most of all about some particular wines like our Amarone, my idea is that one could be able to read it as a book: every element that composes it must be recogniz-

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Calabria

Calabria Gaetano Cianciaruso Presidente e Saverio Calabretta Tecnico Responsabile dell’azienda.

“Petelia”, tutti con vinificazione in acciaio. Completano la gamma anche un vino Novello Rosso IGT e un Frizzante Bianco. La massima espressione, però, è il Cirò Rosso Classico Superiore Riserva “Piana delle Fate”: un breve passaggio in barrique, dopo un’accurata selezione delle uve, consente di ottenere un vino dal profumo caldo e dal sapore autorevole, “degno degli atleti vittoriosi”.• Cantina Enotria S.S 106 Jonica, Loc. S.Gennaro 88811 Cirò Marina (KR) Tel. +39 0962 371181 Fax +39 0962 370327 www.cantinaenotria.com cantinaenotria@infinito.it

Cantina Enotria: from Magna Grecia to our times A journey into a land where vine has ancient origins: Calabria

Testo e foto di Pamela Bralia

Cantina Enotria:

dalla Magna Grecia a oggi Viaggio in una terra, la Calabria, dove la vite ha origini antichissime

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nalità, rappresenta una delle maggiori realtà vitivinicole della Calabria. Sono oltre 130 gli ettari vitati, ubicati nei vari comuni della Doc, dove si coltivano principalmente vitigni autoctoni. Il Gaglioppo è il vero principe a bacca rossa, insieme al Greco nero al Calabrese (detto Nero d’Avola) usati per il taglio, mentre il Greco Bianco è quello più usato a bacca bianca. Diversi i vini prodotti: Cirò Rosso Classico, Cirò Rosato, Cirò Bianco, Melissa Rosso Il marchio in etichetta raffigura un atleta greco, per ricordare che il vino di Krimisa (oggi Cirò), ai tempi della Magna Grecia veniva offerto in dono agli atleti vittoriosi dei giochi olimpici.

It controls more than 130 hectares of vineyards in the municipalities of the Doc area, where grow autochthonous grape varieties. Gaglioppo is the most important red variety together with Greco Nero and Calabrese (called Nero d’Avola) used for blending, while Greco Bianco is the white berry variety. The winery produces Cirò Rosso Classico, Cirò Rosato, Cirò Bianco, and Melissa Rosso “Petelia”, all aged in steel. The range is completed by Novello Rosso IGT and Frizzante Bianco. The buttonhole is Cirò Rosso Classico Superiore Riserva “Piana delle Fate”: a short passage in barrique, after a careful selection of the grapes, makes a wine with a warm perfume and a structured taste that is worth winning athletes. •

I grandi vigneti baciati dal sole

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P

ercorrendo la 106 Jonica senza avere fretta, passando tra gli svariati paesini che costeggiano il mar Ionio, si raggiunge, nel Crotonese, una delle zone della Doc Cirò (comprensiva di quattro comuni: Crucoli, Melissa, Cirò e Cirò Marina, queste ultime due denominate “zone Classiche”). Arriviamo a Cirò Marina, dove si trova la sede della Cantina Enotria. Con il Presidente della Cantina, Gaetano Cianciaruso, facciamo un viaggio nella storia della viticoltura calabrese: “Le civiltà come i Fenici

e poi i Greci – ci racconta - sbarcarono sulla costa Jonica colonizzando questo territorio, e introdussero la cultura della vite. In un secondo momento si accorsero che quella terra era effettivamente molto vocata”. Oggi il nome Enotria identifica la fascia che da Sibari arriva a Reggio Calabria. Qui la vite rappresenta l’economia primaria del territorio. “La provincia di Crotone – continua Cianciaruso - essendo priva di un’economia trainante ha fortunatamente l’agroalimentare come risorsa unica, per soddisfare le esigenze della zona”. La Cantina nasce nel 1970 dall’ impegno di un gruppo di produttori agricoli. Negli anni ’80 è stato edificato il complesso aziendale, che oggi, con modernità di attrezzature e funzio-

Driving slowly through 106 Ionic, passing by many small villages that overlooks the sea we reach the Doc Cirò area, in the province of Crotone (made of four municipalities: Crucoli, Melissa, Cirò and Cirò Marina – the last two ones called “the Classic areas”). In Cirò Marina, rises Cantina Enotria. The president of the cooperative Gaetano Cianciaruso tells us the story of vine-making in Calabria: “When Phoenics and Greeks arrived on the Ionic shore to colonize it, they introduced vine-growing and soon they discovered that this territory was particularly suited for it.”. The name Enotria identifies an area that spreads from Sibari to Reggio Calabria. Here vine-growing is the most important element of the local economy: “The province of Crotone – says Cianciaruso – lacks a driving economy but fortunately has a flourishing agricultural and food sector that satisfies the

needs of the area”. Cantina Enotria was founded in 1970 thanks to the efforts of a team of producers. In the 80s the winery has built its seat, that is now equipped with modern systems and technologies. It represents one of the most important realities of the region.

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Emilia Romagna

Emilia Romagna

cune politiche commerciali e la capacità di muoverci insieme è maggiore della somma delle singole potenzialità di ciascun socio e rappresenta sempre una spinta preziosa per migliorarci e, allo stesso tempo, contribuire sempre più alla valorizzazione del nostro territorio”. Il Consorzio è molto attivo sul territorio, con degustazione ed eventi, il più atteso dei quali, a dicembre 2013, è la II edizione del Cesena

L’unione fa la forza di Marina Ciancaglini foto di Pamela Bralia

Consorzio Vino e Olio di Cesena: giovane e intraprendente per comunicare un territorio ancora poco conosciuto ma dalle grandi potenzialità

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L’altitudine varia dai circa 100 metri s.l.m., dove si ottengono vini freschi, da bersi giovani, fino a quasi 400 m, andando verso sud, dove invece i vini acquisiscono una complessità maggiore. I vitigni che qui hanno trovato il loro habitat ideale sono il Sangiovese, il Trebbiano, l’Albana, il Pagadebit, oltre agli internazionali. Anche l’olio trova un suo posto d’onore tra le produzioni, caratterizzato da delicatezza e da sentori fruttati. Tra tutte le cantine che fanno parte del Consorzio ci sono punti in comune, ovvero la qualità dei vini prodotti, molti dei quali insigniti di riconoscimenti importanti, un’impronta verso la sostenibilità ambientale, la

presenza di imprenditoria al di sotto dei 40 anni o femminile e l’avere delle strutture attrezzate per l’accoglienza. “Il dialogo e la collaborazione reali tra le

aziende associate - sottolinea Alessandro Giunchi - sono il nostro vero punto di forza. Il risultato della messa in rete delle cantine, la condivisione di al-

Le aziende del Consorzio: Altavita, Galassi Maria, Il Glicine, La Castellana, La Gritta, La Montagnola, Podere Palazzo, Tenuta Casali, Tenuta Neri, Tenuta San Martino, Terre della Pieve, Valmorri, Zavalloni Stefano. Il Presidente del Consorzio, Alessandro Giunchi

United we stand Consorzio Vino e Olio di Cesena: young and enterprising winery that promote a not yet very well know territory with a great potential

On the hills of Cesena, once famous more for its fruit production than for wine-making, a true renaissance of oenology is happening , thanks to a group of wineries that have started to work in synergy. Consorzio Vino e Olio di Cesena was created in 2010 to promote this initiative: the group gathers 13 producers of this area and is managed by the young president Alessandro Giunchi. Hte first aim of the Consorzio is to promote a ter-

ritory with a great potential that isn’t very well known yet. Its altitude is variable: from 100 metres a.s.l., where grow the vineyards for the production of fresh and young wines, to 400 metres, in the southern part of the territory, where the grapes give more complexity to the wine. Here Sangiovese, Trebbiano, Albana, Pagadebit, and other International grape varieties, have found their ideal habitat. Olive oil has its place in the production too, and is characterized by delicate and fresh fruity inklings. The wineries that compose the Consorzio have a peculiar common characteristics: the pursuit of quality first of all (many labels have received important acknowl-

edgments), but also a sustainable management of the territory, the presence of women young entrepreneurs and a peculiar attention to oenoturism. “The cooperation between the partners – says Alessandro Giunchi – is the strength point of our work. It’s the result of a synergy that springs from a shared vision of some marketing policies: working together we can be stronger, our potential as a group is undoubtedly greater and it represent an incentive to improve our quality but also to promote our territory”. The Consorzio organizes many tasting and events: the most awaited is the second edition of Cesena Wine Festival, that will take place

in December. During the last edition, Sangiovese di Romagna has challenged Chianti and in the next one it will be compared to the Sangiovese from another area of Tuscany. The Consorzio is also working to face the International markets with its competitive and high quality products, thanks to an Ocm financing program. • CONSORZIO DEI PICCOLI PRODUTTORI DI VINO E DI OLIO DELLE COLLINE CESENATI Via Tranzano 820 47521 Cesena (FC) Tel. 0547 645996 Fax 0547 645996 info@vinoeoliocesena.it www.vinoeoliocesena.it

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N

elle colline di Cesena, un tempo famose soprattutto per il comparto frutticolo e dove la coltivazione della vigna era secondaria, si sta assistendo a una vera e propria rinascita della viticoltura, grazie a un determinato gruppo di cantine. Per rappresentarlo, nasce nel 2010, il Consorzio Vino e Olio di Cesena, di cui fanno parte tredici produttori della zona, guidato dal giovane Presidente Alessandro Giunchi. L’obiettivo è di far emergere un territorio che per anni è stato poco conosciuto ma che invece, per le caratteretteristiche pedoclimatiche, ha una vocazione naturale alla viticoltura.

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Wine Festival, con convegni e banchi d’assaggio. Nella passata edizione il Sangiovese di Romagna ha voluto “sfidare” il Chianti e, nella prossima, si preparerà a incontrare il Sangiovese di un’altra zona toscana. Il Consorzio si sta organizzando per affrontare i mercati esteri, programmando anche un progetto di finanziamento Ocm, forte di un portafoglio di prodotti competitivi e di qualità.•

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Emilia Romagna

Emilia Romagna Consorzio Vini Doc Colli Piacentini Strada Valnure, 3 29122 Piacenza (PC) Tel. 0523 591720 Fax: 0523 592564 www.piacenzafoodvalley.it piacedoc@virgilio.it

Consorzio Vini Doc

Colli Piacentini:

è tempo di farsi sentire di Claudia Cataldo foto di Pamela Bralia

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L

asciata la città di Piacenza, bastano pochi minuti di auto e lo scenario cambia radicalmente. Siamo in compagnia di Roberto Miravalle, presidente del Consorzio Vini Doc Colli Piacentini. Quattro valli, tre Doc, tre “principesse”, come

le chiama Roberto, riferendosi ai vitigni che qua vengono maggiormente coltivati: Barbera, Croatina (localmente detta Bonarda) e Malvasia di Candia, l’unica delle 17 Malvasie italiane ad essere aromatica. La Val Tidone è l’area del piacentino maggiormente dedicata alla viticoltura e dai suoi dolci declivi proviene circa il 55% delle uve. Qua incontriamo ad esempio Ziano Piacentino, uno dei comuni italiani maggiormente vitati (e basta uno sguardo per averne la conferma). La Val Trebbia, invece, dicono essere una delle valli più belle del nord Italia e, assieme a Val Nure e Val d’Arda, si caratterizza per una confromità più boschiva e selvaggia: zone in cui si coltiva meno vigneto ma con risultati eccellenti. Piacenza è terra di confine, da sempre crocevia di popoli: parlando di viticoltura, non ha mai raggiunto i volumi

che caratterizzano l’Emilia ma da questa ha ereditato la produzione di vini frizzanti, mentre per base ampelografica e certi caratteri di austerità ricorda il vicino Piemonte. Dai 6 mila ettari produttivi, circa 320 mila ettolitri confluiscono nelle Doc, mentre solo 70 – 80 mila ettoli-

tri diventano Igt o vino da tavola. Gran parte delle uve, quindi, sono destinate a far parte di una delle tre Doc tutelate dal Consorzio: Gutturnio, Ortrugo e Colli Piacentini, denominazione ombrello con un alto numero di sottozone. Il Gutturnio lo troviamo in versione frizzante, Superiore e Riserva; l’Ortrugo è un vitigno autoctono estremamente versatile, solitamente spumantizzato o frizzante, piacevole, profumato, con un caratteristico retrogusto amarognolo. “Dopo anni di silenzio, è giunto il momento di dare voce a questa terra generosa, diffondendo conoscenza e reputazione. I vini dei Colli Piacentini hanno da sempre riscontrato un tale successo nelle zone limitrofe da non aver avvertito la necessità di promuoversi altrove. Ma questo oggi non è più pensabile. Ecco che il Consorzio ha deciso di guardare oltre”. •

A generous land, where food and drink are excellent, with a soul from Emilia but also with influences from Piedmont, a place where vines have deep roots and wines have different personalities. Roberto Miravalle talks about it

Few minutes after leaving the city of Piacenza, the landscape changes completely. We are in company with Roberto Miravalle, the president of Consorzio Vini Doc Colli Piacentini. Four valleys and three Doc, three “princesses”, as Roberto says when he talks about the grape varieties that grow here: Barbera, Croatina (called Bonarda) and Malvasia di Candia, the only aro-

matic one among the 17 kinds of Italian Malvasia. Val Tidone is the most suited area for wine-making in the surrounding of Piacenza: 55% of the grapes come from its sweet hills. Here we discover Ziano Piacentino, a municipality that can boast the Italian supremacy for the extension of vineyards (and a look is enough to have a confirmation of it). Val Trebbia is, instead, one of the most beautiful valley in Italy, together with Val Nure and Val d’Arda: it’s characterized by a wild and woody landscape. It’s an area where vineyards are less diffused but with excellent results. Piacenza is a border land, and a crossroad of civilizations. In terms of vine-growing it has never reached the volumes of Emilia but it has inherited from it the predilection for sparkling wines, while

from an ampelographic point of view it reminds Piedmont. From its 6,000 productive hectares of land, about 320,000 hl of must become Doc wine, while only 70– 80,000 become Igt or table-wine. The greatest part of the grapes become one of the three Doc protected by the Consorzio: Gutturnio, Ortrugo and Colli Piacentini, a denomination that includes many

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Una terra generosa, dove si mangia e si beve bene, emiliana ma con influenze piemontesi. Dove la vite ha radici antiche e i vini personalità molto diverse. A raccontarcela è Roberto Miravalle

Consorzio Vini Doc Colli Piacentini: it’s time to rise our voice

areas. Gutturnio have three versions: sparkling, Superiore and Riserva; Ortrugo, a versatile autochthonous grape variety is sparkling pleasant and perfumed, with a typical bitter aftertaste. “After a long period of silence it’s time to give voice to this generous land, promoting it and giving its products their proper place in the oenological survey. The wines from Colli Piacentini have always had a great success in the surrounding areas and for this reason the producers have never had the necessity to promote them abroad. But times have changed and the Consorzio now looks beyond our borders”. •

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Emilia Romagna

Emilia Romagna OFFICINA GASTRONOMICA SRL TONINO LAMBORGHINI SPA via Funo 41 - Funo di Argelato (BO) Tel. 051 862628 - Fax. 051 864956 info@lamborghini-lounge.com www.lamborghini-lounge.com

Official Distributor: IMEDHIA GESTIONI srl Via Verdi 46/a (PC) Tel +39 335 5646108 stefano@imedhia.com www.villaoppi.com

A glass of talent

Marcello Galetti. The range of products that Lamborgini promotes includes two brands that expresses a strong relationship with the Emilia and the most interesting terroirs of Italy. Sangue di Miura, a brand that takes its name from a famous and strong breed of bulls includes Supertuscan, Vigna delle Rose (made of “brachetto miliardi” vinified in red; a not sparkling wine and for this reason unique), Merlot from Umbria, a dry Malvasia di Candia, Vermentino from Maremma and Metodo Classico brut based on Pinot Nero and Chardonnay, an elegant wine that is proposed only in magnum bottles. Palazzo del Vignola, a brand

Sangue di Miura and Palazzo del Vignola: Tonino Lamborghini’s oenological brands that represent the Italian excellence in the world

Talento da bere Veduta di Villa Oppi, sede di Imedhia Gestioni, distributore ufficiale dei vini Palazzo del Vignola e Sangue di Miura

“Pure Italian talent”: this phrase that encloses a mix of lush and craftsmanship express at best Tonino Lamborghini’s oenological project. In fact he is a wine lover and connoisseur and represents one of the best expressions of Made in Italy. His philosophy leaded him to select the best oenological productions and promote them in the world, under the supervision of the wine expert Stefano Agazzi and of the oenologist Il Comm. Tonino Lamborghini

Le etichette in ceramica naturale delle linee Palazzo del Vignola, Sangue di Miura e Superitaly.

di Marina Ciancaglini

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Puro talento italiano”, questa è la frase che, racchiudendo quel mix di lusso e di artigianalità, esprime al meglio il progetto legato al vino di Tonino Lamborghini, rappresentante di uno dei marchi portavoce del Made in Italy e da sempre appassionato di enologia. La filosofia, da cui tutto è nato,

grande eleganza, prodotto esclusivamente in magnum. Di Palazzo del Vignola, nome che deriva dalla cinquecentesca villa che oggi è sede della Tonino Lamborghini Spa, fanno parte il Cabernet Sauvignon, il Gutturnio e il Sauvignon dei Colli Piacentini, il Chianti, il Monte Rosso Val d’Arda e uno Charmat

Il Magnum Sangue di Miura aperto con la sciabola

di Pinot Nero e Chardonnay. A questa selezione si sono aggiunti gli ultimi tre nati sotto il marchio Sangue di Miura, i vini che più di ogni altro rappresentano la qualità e proprio per questo soprannominati “Superitaly”: l’Amarone della Valpolicella, il Barolo e il Brunello. Anche le etichette sono un qualcosa di unico, realizzate in ceramica naturale, fatte a mano, rendono ogni bottiglia una piccola opera d’arte. Lo scorso anno sono state prodotte solo cinquantamila bottiglie per pochi selezionati clienti nel mondo, in mercati come Cina, Corea, Brasile, Stati Uniti e Russia. Tutti i vini della Tonino Lamborghini infatti godono di un alto posizionamento e di una distribuzione molto selettiva, dedicata a ristoranti, lounge ed enoteche più esclusivi in tutto il mondo. •

whose name comes from the XIV century villa that nowadays is seat of Tonino Lamborghini Spa, proposes Cabernet Sauvignon, Gutturnio, Sauvignon dei Colli Piacentini, Chianti, Monte Rosso Val d’Arda and a Charmat made of Pinot Nero e Chardonnay. Beside this selection, there are the three last born by Sangue di Miura, wines that are synonymous of the Italian quality in the world, called for this reason “Superitaly”: Amarone della Valpoli-

cella, Barolo e il Brunello. Labels too are unique masterpieces: made of white natural handmade ceramic, they makes every bottle a little work of art. Last year only 50,000 bottles have been produced, a jewel for selected collectors from China, Chorea, Brazil, USA and Russia. Tonino Lamborghini’s wines enjoy a selected high quality market and distribution: only the most exclusive restaurants, lounge bars, and winehouses.•

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Sangue di Miura e Palazzo del Vignola, i marchi vinicoli di Tonino Lamborghini che rappresentano l’eccellenza italiana nel mondo

è stata quella di selezionare le migliori produzioni vinicole italiane e da questo produrre un qualcosa di unico, che rappresenti l’eccellenza dell’Italia nel mondo, sotto la supervisione del wine expert Stefano Agazzi e dell’enologo Marcello Galetti. La gamma aziendale è composta da due marchi, le cui etichette hanno un forte legame con il territorio emiliano e con i migliori terroir della nostra penisola. Il brand Sangue di Miura, che prende il nome dalla più aggressiva e celebre razza di tori da combattimento, comprende il Supertuscan, il Vigna delle Rose ( a base di uve “brachetto miliardi” vinificato in rosso, non frizzante quindi unico nel suo genere), il Merlot umbro, la Malvasia di Candia secca, il Vermentino maremmano e il Metodo Classico, un brut a base di Pinot Nero e Chardonnay di

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Emilia Romagna

Emilia Romagna Tenuta Biodinamica Mara Via Ca’ Bacchinno s.n. 47832 San Clemente (RN) Italy Tel: +39 0541 859607 info@tenutamara.com www.tenutamara.it

Making wine for “the emotion” it gives

Produrre il vino per “emozione” di Max Brod

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Un viaggio nell’universo della Tenuta biodinamica Mara, dove Giordano Emendatori fa crescere la vite in un habitat unico, che dona al vino caratteristiche suggestive Andando a visitare la Tenuta Biodinamica Mara, scoprirete che Giordano Emendatori (l’imprenditore di successo di cui sopra), è riuscito a trovare

un movente ancora più alto: lui il vino lo fa per l’“emozione”. A spiegarci il motivo di questa scelta è l’amministratore-vigneron Leonardo Pironi: “Quando raggiungi col vino il massimo della sua qualità, bisogna renderlo oltre che buono, soprattutto emozionante, per renderlo unico”. Così nasce l’azienda in quel di San Clemente (Rimini) grazie anche all’aiuto dell’agronomo biodinamico Leonello Anello. Per scelta nessun intervento da parte di “enologi di grido” che hanno il vizio di fare i vini tutti uguali. Tenuta Mara fa crescere l’uva in un ambiente il più possibile ricco di biodiversità e, ovviamente, suggestioni: dei 3,5 ettari vitati (che a breve diventeranno 6), una parte ascolta musica classica 24 ore su 24. I vigneti sono costellati di cassette per far nidificare gli uccelli, con punti di proliferazione per gli insetti (soprattutto gli imenotteri antagonisti dei parassiti della vite), una parte dell’azienda (che conta 17 Ha totali)

ospiterà un parco naturale, e sono già pronti i ricoveri per i cavalli: la grande passione di Giordano Emendatori. La cura della vite segue le prassi biodinamiche, che hanno lo scopo di “rendere elevata la vitalità della pianta” come ci spiega Pironi mostrandoci le due selezioni massali di Sangiovese, dalle quali si produce l’unico vino dell’azienda: “Maramia”. La vendemmia si fa a mano, in un clima di festa che coinvolge amici e parenti (anche voi potreste partecipare, facendo richiesta sul sito dell’azienda), l’uva viene selezionata su più di sei metri di tavolo di cernita (con oltre 16 selezionatori) in modo che caschino nel tino (per gravità) solo i chicchi perfetti. In cantina la fermentazione è spontanea, ad opera dei lieviti presenti sulla ricca buccia dell’uva, e non c’è impianto di refrigerazione, perché la fermentazione raggiunge da sola il suo equilibrio termico; non pressano le vinacce perché vogliono che solo il mosto fiore

continui il suo viaggio per diventare un grande vino. Tutto il processo procede senza additivi (ad esclusione di una piccola quantità di SO2 indispensabile a non far diventare il vino, aceto) fino all’imbottigliamento. Assente anche la filtrazione, il vino decanta naturalmente durante l’affinamento in botti, tonneux e barriques. La vendemmia 2011 è già stata decretata “miglior biodinamico d’Italia” da Luca Maroni (Annuario Vini 2013), e come potrete immaginare le bottiglie di Tenuta Mara vengono vendute in un batter d’occhio, soprattutto sui mercati esteri dove la sensibilità ai temi della biodinamica è maggiore. Ma i progetti di Emendatori non finiscono qui: è in costruzione una “cantina d’autore” direttamente collegata ad un resort per l’ospitalità di amici e clienti. Un obiettivo ambizioso, che una volta concluso, accompagnerà degnamente le suggestioni che suscita il suo Sangiovese e, ancora una volta, ci farà emozionare.•

When a successful entrepreneur decides to join the world of wine-making either it’s a matter of business or passion. At Tenuta Biodinamica Mara, Giordano Emendatori has been able to find an even higher aim: he makes wine for the emotion it gives. It’s the vigneron-manager Leonardo Pironi who explains us what it means: “When you reach the top you have to make your wine not simply good but moving. That’s what makes it unique”. This is the leading philosophy of this winery from San Clemente (Rimini), that gains excellent results also thanks to the biodynamic agronomist Leonello Anello.

Here there are no famous oenologists, that sometimes make one-style wines. Tenuta Mara let its grape to grow in a biologically and “culturally” rich environment: in a peculiar area of its 3.5 hectares (that soon will become 6), the vines enjoy classical music 24 house a day. Also, in the vineyards there are small structure that can host bird-nests and proliferation points for insects (in particular the antagonists of the vine parasites). Soon another area of the estate (which consists in

17 ha in total) will be a natural park with shelter for horses, another Giordano Emendatori’s great passion. Vineayards are managed according to a biodynamic philosophy with the intention of increase the vigour of the plants” as Pironi says, showing the two massal selections of Sangiovese, that composes “Maramia”, the only label of this winery. Harvest is manual and family members and friends are invited to enjoy its merry athmosphere (the winery welcomes also all the guests

who wish to take part in it). Then the bunches are selected on a 6 metres table (with more than 16 selectors) to let drop in the vinification vats only the best grapes. In the cellar, fermentation is spontaneous and there is no refrigerating system because it reaches naturally it thermal balance. Marc is not pressed to let the must to continue its slow process and become a great wine. No additives are employed (except a necessary small quantity of SO2) until the bottling. Even filtration is avoided, wine decants naturally during the ageing in tonneux barrels and barriques. 2011 harvest has already appointed by Maroni as the best Italian biodynamical wine, and as you can probably imagine, the bottles branded Tenuta Mara are almost immediately sold out after their launching, most of all in the foreign markets where the demand for biodynamical products is high. But Emendatori has other new projects in his mind: an “author cellar” connected with a resort to welcome friends and customers. An ambitious project that will give new emotions .•

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uando un imprenditore di successo – come spesso accade – decide di mettersi a produrre il vino, può farlo per due scopi: business o passione.

A journey into the universe of Tenuta Biodinamica Mara, the winery where Giordano Emendatori let grow the vines in a unique habitat that gives to the wine suggestive peculiarities

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Friuli - Venezia Giulia

Fresca, giovane, brillante:

come le sue Perle

di Claudia Cataldo foto di Pamela Bralia

A

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Così è l’azienda Piera Martellozzo, che punta molto su formazione, comunicazione, apertura verso nuovi mercati. Ma al primo posto c’è sempre la qualità

nominato “Scuola di Vino”. In attesa della stagione estiva, non possiamo che consigliare le colorate “Perle di Piera”: bollicine piacevoli, fresche, che hanno raccolto il plauso straniero con premi da San Francisco e Hong Kong. Per chi sceglie “bio”, consigliamo invece

la linea “Giade” , che con il restyling ha acquisito nuova veste: “il biologico ha spesso un’immagine agreste, invece può anche essere elegante”, dice Piera. Questa ne è la prova, e il Prosecco Frizzante con chiusura a spago sprigiona sentori di acacia, glicine e buonumore.•

As fresh young and brilliant, as her “perls” Piera Martellozzo’s winery bets on training, communication and new markets but first of all there’s always quality

Even wine can be market oriented, that means working hard in terms of communication but nonetheless looking always for quality. That’s Piera Martellozzo’s winning philosophy: her wines are fine and aesthetically refined but they never leave the taster disappointed and tells the stories of the territory of Friuli through personal interpretations of autochthonous grape varieties, or propose her aperture to international inspirations. From sparkling wines to important red wine, passing through lively and easy-to-drink white wines: the range of products proposed by her winery is rich and satisfy different demands. On this stony soils grow Ribolla Gialla, Malvasia Istriana and Refosco dal Peduncolo Rosso beside Sauvignon, Traminer and Pinot Grigio. A peculiar attention is reserve to the foreign markets, such as China, Mexico, Perù, East European countries and Indonesia. Here, Piera says, it is very important to under stand the ways of life, the local cuisine, the tastes and combine training and bargaining power. The winery has in fact invested very much in training, involving also the final consumer: an example of it is the cycle of seminaries called “Wine School” that take place from October to June. Waiting for the summer we cannot but think about the colourful “Perle di Piera”: pleasant and fresh sparkling wines that have been awarded

in many foreign countries from San Francisco to Hong Kong. For those who prefer organic wines, there is the line “Giade” , with a brand-new packaging: “Organic products are often associated with country-

style but they can be very chic too” says Piera. And these wines are a proof of it: a fresh sparkling Prosecco Frizzante chordtied with perfumes of acacia, wisteria and happiness. •

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nche nel vino si può essere market oriented, lavorare bene in termini di comunicazione, ma non per questo abrogare la legge (non scritta) della qualità: questa sembra essere la formula – assolutamente vincente – di Piera Martellozzo e della sua azienda friulana. E i suoi vini, belli e ricercati nell’estetica, non deludono mai al bicchiere, raccontando la tipicità del territorio attraverso personali interpretazioni dei vitigni autoctoni. Oppure aprendosi ad ispirazioni internazionali. Dalle bollicine ai grandi rossi, passando per bianchi vivaci e beverini: la linea di prodotti è ricca e varia e soddisfa ogni gusto e occasione di consumo. Su queste terre ciottolose Ribolla Gialla, Malvasia Istriana e Refosco dal Peduncolo Rosso trovano il loro habitat naturale, ma anche Sauvignon, Traminer e Pinot Grigio si sentono ormai a casa. Molta attenzione è rivolta verso l’estero, con Paesi consolidati e nuovi acquirenti, come Cina, Messico, Perù, Paesi dell’Est europeo, Indonesia. Qua, racconta Piera, l’importante è capire quali siano gli stili di vita, l’arte culinaria e i gusti, fare molta formazione, affiancare la forza vendita. Proprio la formazione è un altro punto su cui l’azienda ha sempre investito, anche rivolgendosi al consumatore finale, organizzando ad esempio da tre anni (da ottobre a giugno) un ciclo di incontri de-

Piera Martellozzo Spa Via Pordenone, 33 33080 San Quintino (PN) Tel. +39 0434 963100 Fax +39 0434 963115 www.pieramartellozzo.com welcome@martellozzo.com

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LL Communication

Palletways non si ferma mai, nemmeno d’estate!

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“The water divides men, while wine unites them”. With this motto Cantina Rauscedo started its activity 60 years ago. Nowadays it’s one of the most representative realties of the Friuli wine-making. The staff is young (average age 35), modern entrepreneurial attitude, as shown by the minimalist style of the labels. Here grapes grow in an extraordinary position: between the rivers Meduna, Cellina and Tagliamento. Water permeates the soil and pours in the southernmost sources. For this reason, the soil is made of sediments and we can notice white pebbles alongside the rows of vines that create a beautiful contrast of colours in the summer when the vines flourish. We should remember that this territory is the one that protected the European vines from the phylloxera. In fact, Rauscedo can be defined the capital of vine-roots. Among the range of wines proposed by this winery, the buttonhole is Sauvignon, created thanks to a good team-work that combined to the natural high temperature range can give to the wine its excellent aromas. Michele Leon (major of Rauscedo too) tells about the projects for the future: “In two years we aim to become the point of reference for the Dop Friuli Grave area, improving quality and combining excellence of grapes and wine with a charming packaging. This winery can boast also 4 shops where wines are matched with the local Dop products. Also, during the harvest, the winery will welcome all guests who wish to know better a unique patrimony. •

Cantina Rauscedo, le radici del vino

(e non è una frase fatta)

L’acqua divide gli uomini, il vino li unisce”. Con questo motto è nata la Cantina Rauscedo 60 anni fa. Oggi una delle realtà rappresentative del Friuli vitivinicolo. Staff giovane (età media 35 anni), mentalità imprenditoriale e moderna, come dimostra anche l’eleganza essenziale di tutte le etichette. I terreni vitati hanno caratteristiche straordinarie: posti tra i fiumi Meduna, Cellina e Tagliamento. L’acqua si infiltra nel sottosuolo e riaffiora più a sud con le risorgive. Il suolo è perciò composto dal sedimento lasciato dai fiumi negli anni: ciottoli bianchi lungo i filari “quasi a contrastare il verde delle piante di vite nel periodo estivo”. Non dimentichiamoci

che questo è anche il territorio che ha preservato la vite europea dalla fillossera. Oggi Rauscedo è di diritto “capitale mondiale della barbatella”. Tra i vini in gamma, la varietà di punta è il Sauvignon: con un attento lavoro di squadra e grazie alle escursioni termiche tra giorno e notte, sa restituire aromi inediti, freschi e piacevoli. Il progetto per il futuro ce lo racconta Michele Leon (che di Rauscedo è anche Sindaco): “Entro 2 anni vogliamo diventare l’azienda di riferimento per la zona Dop Friuli Grave, innalzando ancora la qualità in un connubio tra eccellenza negli aromi primari delle uve e del vino, nome e packaging della bottiglia”.

Viaggio in un territorio unico, dove la tecnica moderna si intreccia alla storia della vite

Alfredo Bertuzzi, Presidente di Cantina Rauscedo da oltre 13 anni

La Cantina vanta anche 4 punti vendita diretta in cui i vini vengono abbinati alle Dop dell’agroalimentare locale, e nel periodo della vendemmia resterà aperta per le visite guidate. Porte aperte per scoprire un patrimonio unico al mondo (s.a.). •

CANTINA RAUSCEDO S.c.a. Via del Sile, 16 33095 Rauscedo (PN) Tel. +39 0427 94020 Fax +39 0427 94374 www.cantinarauscedo.com info@cantinarauscedo.com

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Cantina Rauscedo, the roots of wine (and it’s not a cliché) A journey into a unique territory, where modern technique meets the history of wine-making

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Piemonte

Piemonte

Piemonte

Nel ricco panorama enologico piemontese, questa piccola denominazione rischia spesso di finire in una zona d’ombra. Ingiustamente. Espressione di un grande Nebbiolo, dal carattere montano di Claudia Cataldo

Un sorso di Gattinara.

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quella delle Alpi. La posizione delle vigne, ai piedi della catena del Monte Rosa, spiega lo scheletro del suolo e il particolare microclima, con forti escursioni termiche soprattutto nei mesi di agosto e settembre. Allo stesso tempo, accantonando per un attimo gli aspetti più tecnici, contribuisce al fascino di questi – poco meno di 100 – ettari vitati. In cantina, il vino atto a divenire Gattinara Docg deve riposare 35 mesi, di cui almeno 2 anni in botti di legno. Tempi ancora più lunghi sono quelli richiesti per fregiarsi della dicitura Riserva: 47 mesi, di cui almeno 3 anni in legno, e un titolo alcolometrico naturale più elevato. La zona di Gattinara ha una lunga storia enologica alla sue spalle: la timeline inizia col II secolo a.C., quando i Romani piantarono i primi vigneti, e approda al 1990, con il riconoscimento della Denominazione. Una storia importante, condizioni pedoclimatiche ottimali per il Nebbiolo, produzioni legate alla tradizione e orientate alla qualità si materializzano nel bicchiere con un vino di grande corpo, struttura, ricco di profumi e intensità, apprezzabile ora come dopo anni. •

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Non chiedo di più

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a sua produzione è consentita solo nel comune omonimo, in provincia di Vercelli: stiamo parlando del Gattinara Docg, la cui base ampelografica – come da Disciplinare – è per minimo il 90% Nebbiolo, chiamato localmente Spanna. Un grande protagonista della viticoltura piemontese, modesto solo per estensione territoriale e numero di bottiglie ma non certo per carattere. A scriverne fu anche Mario Soldati, “inventore” (fra le altre cose) nel 1956 del format del “reportage enogastronomico” pensato per la neonata televisione. Scrive Soldati, ne “La messa dei villeggianti”: “Meglio un Gattinara cattivo che un Chianti buono!” grido allora io, arrabbiato. È mia ferma opinione, infatti, che si debba sempre, fin che si può, mangiare e bere del paese in cui ci si trova, o almeno dei luoghi più vicini. E ancora: Un sorso di Gattinara. Purchè vero. Non chiedo di più. I vigneti del Gattinara seguono la conformazione collinare della zona e affondano le radici in terreni argillosi, limosi, sabbiosi, in alcune zone estremamente rocciosi, con una composizione mineralogica che è

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Piemonte

Piemonte

Testimoni del passato, con lo sguardo al futuro

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toria dell’uomo e storia del vino: un intreccio affascinante che passa anche attraverso realtà come quella della Cantina di Gattinara. Nata nel 1908 con l’intento di salvaguardare la viticultura gattinarese, oggi grazie a 40 soci “per passione tramandata” ha mantenuto la sua coerenza. A difesa della tradizione, al riparo dalle mode del momento. Oggi, dopo oltre 100 vendemmie, la Cantina è una delle realtà enologiche più rappresentative della zona. La punta di diamante è il Gattinara Docg. Un vino (e una filosofia produttiva) fedele a se stesso. Le tendenze commerciali lo vorrebbero più ruffiano, invece qui di ruffiano non c’è niente: lo stile è classico e puro, il vino invecchia a lungo in botti di rovere, senza uso di barriques, ha un carattere austero e un po’ “scontroso”. Per farsi apprezzare chiede tempo. Come nel ciclo della vite, è il tempo dell’attesa e della pazienza, della giusta meditazione che pre-

Gesti lenti e ripetuti da più di 100 anni per un vino di spessore. Ecco il segreto della Cantina di Gattinara cede qualcosa di grande. Non è un veloce aperitivo e va assaggiato insieme a piatti forti della tradizione piemontese. Nel bicchiere, lentamente si aprono i profumi delle colline pedemontane, della terra e della roccia da cui nasce, dei ripidi pendii che richiedono audacia e tenacia per essere coltivati. La Cantina di Gattinara organizza anche escursioni sui sentieri che conducono dal borgo di Gattinara alla vetta del Monte San Lorenzo lungo i vigneti. Dopo, la degustazione è d’obbligo, per scoprire che tutta questa bellezza è possibile, ma solo a patto di non avere fretta. (s.a.)•

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When men’s story merges with the story of wine: a charming combination as it is for Cantina di Gattinara. Founded in 1908 to save the vinegrowing tradition of Gattinara, nowadays the cooperative counts 40 passionate partners but it’s first target is to protect tradition from shortlived fashions. After 100 harvests, the winery is one of the most representative realities of this area. The buttonhole of the production is obviously Gattinara Docg: a winery that mirrors a productive philosophy alias coherent. In spite of the markets trends, this wine remains honest and rich of personality: its style is classic and pure; it ages in oak barrels for a long time (no barriques are employed) and has a severe

and a bit “rough”. To be appreciated, it needs time. As well as the natural cycle of vine, wait and patience, meditation, leads to something great. It’s not suitable for a quick aperitif but it has to be tasted with the typical structured traditional dishes of piedmont. In the glass, it reveals slowly characteristics perfumes of its hills and land, of the rocks and steep slopes where it springs. Cantina di Gattinara organizes also tours on the mountain paths that lead from the village of Gattinara to the top of Mount San Lorenzo, alongside the vineyards. After such an amazing trip, a tasting is the ideal conclusion, to discovery that all this beauty is possible only when one forgets hurry. •

CANTINA SOCIALE DI GATTINARA SCRL Via Monte Grappa, 6 - 13045 Gattinara (VC) - Tel. +39 0163 833568 - Fax +39 0163 826302 info@cantinagattinara.it - www.cantinagattinara.it

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

Witnesses of the past that looks towards the future Slow gestures that have been repeated for more than 100 years make an important wine: that’s the secret of Cantina di Gattinara

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Piemonte

Piemonte

Travaglini,

quella bottiglia inimitabile di Claudia Cataldo foto di Pamela Bralia

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orreva l’anno 1958 e Giancarlo Travaglini aveva un sogno. Quello di rinunciare alle grandi quantità per una viticoltura d’eccellenza, riponendo grandi speranze in questa terra e nel suo vitigno principe, il Nebbiolo. Questo sogno, oggi, è l’azienda che ne porta il nome: frutto di una visione lungimirante e non subito compresa, di dedizione, tradizione, valori, poi raccolti dalla figlia Cinzia e da Massimo, suo marito. Dei 100 ettari della produzione della Docg Gattinara, 59 sono di proprietà dell’azienda. Si colti-

va solo Nebbiolo, la cui grande finezza e mineralità vanno ricercate nelle forti escursioni termiche – siamo ai piedi delle Alpi – e nella composizione rocciosa dei terreni, fatti di porfido, granito e ferro. Nelle migliori annate e solo dalle migliori posizioni di ogni vigneto vengono selezionate le uve che danno vita al Gattinara Docg Riserva, vinificato in vasche d’acciaio e poi affinato per almeno tre anni in legno, riconosciuto da Luca Gardini come uno dei migliori 100 vini del mondo. L’eleganza, la finezza, la grande struttura che si ac-

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Travaglini, an inimitabile bottle

Cinzia Travaglini talks about her father’s deram, that now represents more than 50% of the production of Gattinara

It was 1958 and Giancarlo Travaglini had a dream: to renounce to great quantities in favour of an excellence vine-growing, that would bet on this land and on its main grape variety, Nebbiolo. This dream is now reality: a winery that has his name and is the fruit of a farsighted, and not immediately understood, devotion to the values of tradition. Nowadays Giancarlo’s spirit has been inherited by his daughter Cinzia and her husband Massimo. The winery owns 59 hectares of the 100 that compose the Docg Gattinara. Here grow Nebbiolo only, a grape variety whose great fine and mineral character is due to the high temperature range – we are at the foot of Alpi – and to the rocky composition of the soil, made of porphyry, granite and iron. In the best year and only in the best areas of the vineyards, the winery selects the grapes for Gattinara Docg Riserva, a wine vinified in steel vats and refined three years in wood. This label has been acknowledged by Luca Gardini as one of the best 100 wines of the world. The elegance, finesse and structure, together with an easy-to-drink character, are the main peculiarities of the three Gattinara Travaglini: beside Riserva, the winery proposes a basic version and Tre Vigne, a wine that was bottled for the first time in 1997 blend the products of three historical vineyards. “And then comes Il Sogno (the

dream) – tells Cinzia – the label dedicated to my dad. He started this project in 2004, just few months before he died. We wanted to continue what he had started, but we couldn’t know the finial result. The harvested grapes are placed on the racks until January and then the wine ages in wood for 4 years: this wine has all the peculiarities of Gattinara, its complex and mineral inklings but with a light sweet ending”. Quality is the strength point of this new management too, together with experimentation and studies (one example of it is the planting of 300 Co Bianco vines, a new clone of Nebbiolo), and the continue improvements both in the vineyards and in the cellar (the new vineyards have a den-

sity of 5.500 vines/ha). But there is an element that characterizes this winery in the world: its bent bottle, designed by Giancarlo in 1958; it looks like a small decanter and it’s inimitable and well-know in the world still today. • campagna finanziata ai sensi del regolamento ce n 134/07

Travaglini Giancarlo Via delle Vigne, 36 - 13045 Gattinara (VC) Tel. +39 0163 833588 - Fax +39 0163 826382 info@travaglinigattinara.it - www.travaglini.it

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

Cinzia Travaglini descrive il sogno di suo padre Giancarlo e di come oggi, quel sogno, rappresenti più del 50% della produzione del Gattinara

compagna alla facilità di beva, sono il denominatore comune dei tre Gattinara Travaglini: accanto alla Riserva, una versione base e il Tre Vigne, imbottigliato per la prima volta nel 1997 dall’assemblaggio di tre vigneti storici. “E poi c’è Il Sogno – racconta Cinzia – il vino dedicato a papà. Fu lui stesso ad iniziare questo progetto nel 2004, qualche mese prima di venire a mancare. Abbiamo voluto continuare quello che aveva iniziato, senza ben sapere quale sarebbe stato il risultato. Le uve, dopo la raccolta, vengono messe sui graticci fino a gennario e poi affinate in legno per quattro anni: il vino mantiene le caratteristiche del Gattinara, la sua complessità e mineralità, ma con un finale leggermente dolce”. Anche con l’attuale generazione, l’ago della bussola punta sempre verso la qualità: continuano le sperimentazioni e gli studi (ne è un esempio l’impianto di 300 viti di Co Bianco, un nuovo clone di Nebbiolo), così come le migliorie in vigna e in cantina (il sesto di impianto nelle nuove vigne è di 5.500 viti per ettaro). Ma c’è un elemento, inequivocabile, che identifica l’azienda: la bottiglia “storta”, disegnata nel 1958 dallo stesso Giancarlo a mo’ di piccolo decanter e ancora oggi inimitabile e conosciuta in tutto il mondo. •

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Piemonte

Piemonte

Un vino sincero,

A sincere wine… as once ago

come quello di una volta di Claudia Cataldo foto di Pamela Bralia

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Una villa ottocentesca, circondata da vigne – giardino. Villa Remotti produce Barbera d’Asti Docg, Barbachina e, l’ultimo arrivato, lo Sha’har

cata nel solo acciaio, per dare vini sinceri e schietti, in memoria della tradizione. Il resto del racconto è nelle bottiglie. “I vini sono venuti fin da subito buonissimi, con una loro personalità unica. Sono espressione di queste terre, senza artifici né retorica. Frutto di un accurato lavoro in vigna, vinificazioni separate delle parcelle, tempi di lavoro che seguono le stagioni e il clima. Siamo partiti dal terreno, lo abbiamo assecondato e il risultato è stato assolutamente

straordinario”, racconta Raffaella. E continua: “Abbiamo circa 6 ettari di vigneto, da cui otteniamo per scelta qualitativa 25 mila bottiglie. La prima Barbera l’abbiamo chiamata Fanciot, fanciullo in dialetto monferrino ; l’altra, il Raffardo, è l’unione dei nostri nomi. Abbiamo anche il Barbachina, una Barbera aromatizzata alla china digestivo non impegnativo. L’ultimo arrivato è un bianco Chardonnay, che sarà presto in commercio con il nome

di Sha’ar”. Il perché di questo nome è quanto mai affascinante: “La parola Chardonnay ha origini ebraiche: il vitigno veniva coltivato sulle pendici che portavano al tempio di Gerusalemme. Per questo era chiamato Shahar Adonay, ovvero la porta di Dio. Da qui Sha’ar”. Lasciare Villa Remotti e le sue vigne – che ricordano un giardino tanta è la cura – è piuttosto suggestivo. Una risposta italiana ai francesi chateaux, nel basso Monferrato. •

“That’s a lucky wine, a wine that presents itself”. Let’s do a step backward: in 2002, Raffaella Rossi and her husband Riccardo restore the XIX century Villa Remotti, in Fubine Monferrato, and invest on the annexed lands, an area always suited for vine-growing. Thanks to the advises of Donato Lanati, who in Fubine, few steps far from here, has created his “Enosis” and to the long passionate experience of his vine-grower Giorgio, they start to plant the first vines, after studying the soil, the water resources, the microclimate and looking for the best exposure. Their approach to the world of wine-making is humble but enthusiastic: their wish is to do everything at the best of their possibility. Now we can taste a drop of this spirit in their wines: Barbera vinified in steel only, in

order to obtain sincere and frank wines, in the name of tradition. “Our wines have a unique personality: they are the purest expression of this land, without any trickery or rhetorical. They are the fruit of a careful work in the vineyard, of separated vinification processes, of a work that respect the natural

rhythms of seasons and climate. We started from the land, we let it express its potential and the result has been extraordinary”, says Raffaella. And she continues: “We own about 6 ha of vineyards, from which we get only 25,000 bottles, due to our qualitative choices. Our first Barbera was called Fanciot, “child” in local dialect; the other one, Raffardo, take sits name from a combination of our names. Also, we propose Barbachina, a china aromatized Barbera, a pleasant digestive. The last born is a white

Chardonnay, that soon will be marketed with the name Sha’ar”. What does this name mean? The explanation is a charming one: “The word Chardonnay has Jewish origins. This grape variety grew on the foot of the hill where was the temple of Jerusalem. That’s why it was called Shahar Adonay, that means, the door of God. So Sha’ar”. Villa Remotti and its vineyards remind a garden cultivated with care: an Italian answer to the French chateaux, in the low Monferrato. •

Villa Remotti Strada privata Remotti - 15043Fubine Monferrato (AL) Tel. +39 335 6560624 villaremotti@yahoo.it - www.villaremotti.it

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

Questo è un vino fortunato, che si racconta da solo”. Dobbiamo fare un passo indietro, al 2002, quando Raffaella Rossi e il marito Riccardo ristrutturano l’ottocentesca Villa Remotti, a Fubine Monferrato, e intervengono sulle terre a questa annesse, da lunga data vocate alla viticoltura. Con gli amichevoli consigli iniziali di Donato Lanati, che proprio a Fubine, due colline più in là, ha realizzato la sua “Enosis” e alla lunga esperienza e passione del responsabile agricolo Giorgio, si cominciano a piantare le prime vigne, cercando l’esposizione ideale, studiando il terreno, la falda di acque, il microclima. Ci si approccia al vino con l’umiltà di chi ha fatto anche altro nella vita, ma con la volontà di fare le cose nel miglior modo possibile e soprattutto dando un’impronta che oggi si ritrova nel bicchiere: la Barbera deve essere vinifi-

A XIX century villa, surrounded by vineyards and a garden: Villa Remotti produces Barbera d’Asti Docg, Barbachina and the last born Sha’har

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e r e r l Pa

I Antonio Resta

Presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria

Eolo scuote il vigneto Puglia e non è la brezza del Mediterraneo di Stefania Abbattista

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“alimentate” a energia eolica. La Puglia, insieme a Campania, Sicilia e Sardegna, è la regione maggiormente interessata. Ma una cosa è certa: non se ne può fare un uso indiscriminato, non si può prescindere dal contesto. Questo è anche il parere dei vignaioli pugliesi, che da molti mesi hanno fatto sinergia contro il progetto di installare i parchi eolici proprio “a casa loro”. E per casa si intendono proprio le vigne di Primitivo e di Salice Salentino. Che l’unione fa la forza lo andiamo ripetendo spesso, e in virtù di questo principio

c’è chi ha pensato di organizzare sul tema eolico una tavola rotonda. L’obiettivo? Intercettare le istituzioni, avere finalmente una cassa di risonanza. L’obiettivo è stato centrato. Il 16 maggio a Cellino San Marco, con Angelo Maci a fare da padrone di casa a Cantine Due Palme, c’erano tutti gli attori principali della vicenda, non solo produttori ma anche esponenti della politica, funzionari tecnici e giornalisti. Oggi, se la minaccia “pale in vigna” non può dirsi finita, di sicuro è stata allontanata.•

Presidente del Consorzio di Tutela del Salice Salentino Tavola rotonda del 16 maggio: è soddisfatto di come è andata? Come giudica la partecipazione degli Assessori Nardoni e Nicastro? “Sono molto soddisfatto. Il territorio ha risposto con grande interesse; tanti i produttori intervenuti all’incontro, tante le autorità, un segnale forte per la politica, che ha potuto registrare un alto grado di preoccupazione. Sono grato al presidente Introna e all’assessore Nardoni poiché hanno chiarito la posizione della Regione, che solo nel 2007 ha iniziato a regolare la materia, e hanno preso degli impegni precisi con la platea, assicurando che le terre del Salice e del Primitivo non saranno devastate”. Qual è stato un punto saliente emerso dall’incontro, su cui secondo lei si dibatterà ancora parecchio nei prossimi mesi? “È venuto fuori con chiarezza quanto sia importante far convivere gli interessi delle aziende che investono sul territorio in energie rinnovabili con quelli di chi, qui da sempre, si occupa e si preoccupa di curare la terra. L’agroalimentare è un settore in crescita, che meno degli altri ha sentito la crisi. C’è richiesta dei nostri prodotti dall’estero e noi abbiamo bisogno che le istituzioni si facciano baluardo per difendere le nostre produzioni tipiche dalle aggressioni delle multinazionali. L’appello è giunto anche dal mio amico Gianni Zonin che nel corso della tavola rotonda, unendo la sua alle nostre voci, ha chiesto di lasciar libere le campagne, di non sciuparne la bellezza e magari di puntare su forme alternative di recupero energetico che siano più compatibili con la realtà locale, con le sue tradizioni e con le sue vocazioni primarie”. Quante sono all’incirca le pale che si vorrebbe installare nei vigneti vitati a Salice, e quale soluzione proporrebbe per scongiurare questa “invasione”? “Il progetto che vede coinvolto il solo territorio del Salice Salentino prevede la realizzazione di 27 parchi per un totale di 601 torri che svilupperebbero più di 1400 megawatt. Mi vengono i brividi al solo pensiero di dover convivere con una centrale di tale portata, soprattutto perché all’incremento di parchi eolici e fotovoltaici non corrisponde una diminuzione della lavorazione del carbone nella vicina Centrale di Cerano, che da anni è il segno di un ambiente violentato”. Cosa succederà adesso? “Abbiamo già predisposto una relazione a margine della tavola rotonda che invieremo alle province di Brindisi, Lecce e Taranto, alla Regione Puglia e per conoscenza anche ai Ministri delle Politiche Agricole e dello Sviluppo Economico. I produttori del Salento non mollano”. Cosa risponde a chi dice che le pale eoliche sono energia verde e non hanno mai fatto male a nessuno? “Noi non siamo contrari a prescindere, anzi, siamo i primi sostenitori delle energie alternative e siamo convinti della loro bontà ed efficacia. Chiediamo solo che venga valutata con più attenzione e con più rispetto la loro collocazione”.

I Grandi Vini Vini I Grandi

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l tacco d’Italia in questi ultimi mesi è stato scosso da un vento insolito: quello generato dalle pale eoliche. Qualcuno le chiama “giganti buoni”. Giganti senza dubbio: gli impianti sono normalmente composti da torri alte tra i 60 e i 100 metri, e anche quando si parla di “mini eolico”, si va dai 15 metri in su. Buoni, dipende. Trattasi di energia verde e pulita, si stima che nel 2013 l’energia del vento riuscirà a coprire circa il 5% del fabbisogno elettrico annuo del Paese. E già nel 2012 oltre 5 milioni di famiglie si sono

Tavola rotonda del 16 maggio: è soddisfatto di come è andata? Come giudica la partecipazione degli Assessori Nardoni e Nicastro (rispettivamente di Politiche Agroalimentari e Ambiente, ndr)? “Si, sono soddisfatto e giudico positivamente la partecipazione degli Assessori Nardoni e Nicastro, che hanno risposto all’invito manifestando interesse per l’argomento. Ho sentito molto anche la vicinanza del Senatore Stefàno, che ci ha sempre seguito in questi anni, dando un grande supporto al mondo agricolo. E consentendoci, col Primitivo, di fare un piccolo miracolo. Primitivo che oggi sta dando frutti e reddito al territorio, non dimentichiamocelo”. Qual è stato un punto saliente emerso dall’incontro, su cui secondo lei si dibatterà ancora parecchio nei prossimi mesi? “Le Istituzioni presenti alla Tavola Rotonda si sono espresse dichiarando unitamente che, nelle zone riconosciute dal MIPAAF a Doc e Docg, non devono insistere progetti, siano essi eolici o fotovoltaici, che possano alterare il territorio in maniera preponderante”. Cosa succederà adesso? “Seguiremo con attenzione l’evoluzione della vicenda, auspicando che il buon senso prevalga sulle scelte finali”. Cosa risponde a chi dice che le pale eoliche sono energia verde e non hanno mai fatto male a nessuno? “Concordo con quanti affermano ciò, purché l’insediamento eolico vada a interessare zone sgombre e non deturpi, in maniera “selvaggia”, un territorio da sempre vocato a colture prestigiose e di eccellenza (Vino Primitivo di Manduria Doc e Docg, Olio extravergine, ecc.).”

Angelo Maci

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Cantine Barsento: vini dal carattere pugliese

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a Murgia Carsica un tempo era un territorio aspro, arido e sassoso, ma grazie alla laboriosità dei suoi abitanti, che hanno spietrato i campi e terrazzato le colline, con i secoli si è trasformata in una terra ideale per la

coltivazione della vite, caratterizzata anche da 1600 ore di sole l’anno, da forti escursioni termiche e da una giusta ventilazione. Proprio nel cuore di questo territorio è nata negli anni Sessanta, dal sogno di Gilda e Pietro

Colucci, l’Azienda Barsento, con l’intento di produrre vini di pregio che potessero allora sostenere il confronto con quelli più conosciuti e apprezzati delle altre regioni italiane. Il lavoro dei primi anni ha così visto impegnata l’azienda nella valorizzazione dei vitigni autoctoni della zona e anche Rocco Colucci, che gestisce l’azienda oggi, ha portato avanti questo progetto di qualità totale, vedendo i prodotti Barsento essere apprezzati da un consumatore attento che riconosce

Nella Murgia Carsica, l’azienda produce dagli anni Sessanta vini di grande pregio, fortemente legati al territorio

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Murgia Carsica was an arduous, stony and rugged territory, but thanks to its inhabitants’ laborious work, in the centuries it has become an ideal land for vinegrowing, also due to its exposure to the sun for 1600 hours a day, its high temperature range and the proper airing it enjoys. Right in the heart of this territory, in the 70s was founded Gilda and Pietro Colucci’s Cantine Barsento, the winery that produces precious wines that can compete with the most famous Italian labels. During the first year of activity, the winery has betted on the autochthonous grape va-

rieties . Rocco Colucci, who now manages the winery, has carried out this project too, and has noticed how these wines has been appreciated in time by the most attentive consumers, due to their quality and to the care for the territory that they show. Barsento’s wine are fruits of autochthonous varieties such as Primitivo, Malvasia Nera and Malvasia Bianca; their peculiar ageing excludes a passage in barrique in order to protect the unique characteristics of the grapes and the typical taste of this territory. Before being launched on the market, these wines are refined in a

13 metres underground cave that preserve its quality and peculiar characteristics. It is possible to taste Barsento’s wine also in the restaurant of the winery, that proposes typical dishes of the territory and excellent pizzas. •

Antica Masseria Jorche:

il Salento, nel bicchiere dare le caratteristiche uniche delle uve del territorio. Prima di essere immessi nel mercato sono inoltre tenuti a riposo in una cavea carsica a 13 metri di profondità, che permette di consegnare al cliente un prodotto perfettamente conservato ed integro. Per degustare i vini Barsento, in azienda è presente un ristorante, gestito da Francesco Colucci, che propone ottimi abbinamenti con la cucina del territorio e con delle ottime pizze. (l.m.)• CANTINE BARSENTO Contrada San Giacomo 70015 Noci (Ba) Tel. 080 4979657 Fax 080 4976126 info@cantinebarsento.it www.cantinebarsento.it

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Da cinque generazioni coltiviamo la passione per la viticoltura come un prezioso tesoro di famiglia

a cinque generazioni, la famiglia Gianfreda coltiva la passione per il vino. E lo fa in Salento, su una terra rossa ricca di ossidi di ferro e arenaria, baciata dal sole di questo angolo di Puglia e toccata dalle brezze marine. Qua nascono i vini di Antica Masseria Jorche, tipici figli del loro passato ma con lo sguardo rivolto al fututo. La coltivazione della vite è improntata a tecniche tradizionali: le peculiarità del terroir permettono di ridurre al minimo gli interventi dell’uomo, lasciando la vite libera di esperire le sue potenzialità. Sia nel vigneto di antica data e che nei sei ettari di

Antica Masseria Jorche: a drop of Salento Our family has been guarding its passion for wine-making for five generations a sit was a family treasure The Gianfreda family has been growing a passion for winemaking for five generations in the heart of Salento. This generous red land, rich of iron and

sand, is kissed by the sun and caressed by the sea breeze. Here Antica Masseria Jorche produces the ancient typical wines of Apuliae, always looking towards the

impianto più recente si coltivano esclusivamente varietà autoctone. Primitivo, ma anche Negramaro, Fiano e Bianco d’Alessano, una varietà tipica della zona che, come altre, Jorche punta a recuperare e valorizzare. Con la costruzione dell’attuale cantina è iniziata una nuova fase nella storia di Jorche: nuovi vini e maggiore apertura commerciale, in Italia come all’estero. Antica Masseria Jorche è anche struttura ricettiva, immersa fra mare e campagna, dove concedersi un po’ di relax e scoprire i colori e i profumi di questa terra, magari sorseggiando un buon Primitivo. (c.c.)•

future. The winery manages vinegrowing according to traditional methods: the peculiarities of this terroir allowed to reduce to the minimum any human intervention. Here vines can express their best potential without interferences. Both in the eldest vineyard and in the most recent ones grow

exclusively autochthonous grape varieties such as Primitivo, but also Negramaro, Fiano and Bianco d’Alessano, a typical variety of this area that Jorche aims to recover and exploit. With the building of the new cellar a new phases of the story of Jorche has begun: new wines and new markets, both in Italy and abroad. Antica Masseria Jorche is also an agritourism plunged in a wonderful landscape between the countryside and the sea: the ideal place for a relaxing holiday and to discovery the colours and perfumes of this land with good glass of Primitivo.• Antica Masseria Jorche Contrada Jorche - 74020 - Torricella - Taranto Tel. +39.099.9573232 jorche@jorche.it - www.jorche.it

I Grandi Vini Vini I Grandi

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Cantine Barsento: the character of Apuliae In the Murgia Carsica, the winery produces precious territorial wines since the 70s

l’elevata qualità e che dimostra amore per un territorio completamente riscoperto. I vini Barsento nascono dai vitigni autoctoni della zona come Primitivo, Malvasia nera e Malvasia bianca e loro peculiarità è quella di non essere mai passati in barriques, per salvaguar-

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Toscana

Toscana

La carica della costa

toscana

di Marina Ciancaglini

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l brand Maremma ha ingranato la quinta e sembra non fermarsi. Lasciato alle spalle il Vinitaly, con un padiglione dedicato, il territorio maremmano è stato nuovamente protagonista di un evento ormai consolidato, il Maremma Wine Food Shire, andato in scena dal 17 al 19 maggio scorso. La novità di quest’anno è stato lo spostamento dal Centro fieristico Braccagni al centro storico di Grosseto, il cuore della Marem-

ma, animando le strade e le piazze dalla mattina fino alla sera, con stand di degustazioni ed eventi. La manifestazione, organizzata dalla Camera di Commercio in collaborazione con il Comune di Grosseto

Maremma Wine Food Shire: format che vince, a volte si cambia…

e la Provincia di Grosseto, con l’obiettivo non solo di far conoscere i prodotti del territorio ma anche uno “stile di vita maremmano”. Un appuntamento che,si inserisce in un programma più globale di comunicazione del brand territoriale, rivolto non solo ai potenziali turisti ed appassionati di enogastrnomia ma anche, e soprattutto, ai mercati internazionali e alla stampa• www.maremmawineshire.it

Toscana

Conversazioni sul vino

con Attilio Scienza

I

mpossibile non conoscere l’importanza del prof. Attilio Scienza per la moderna enologia. Ebbene, proprio lui sarà il protagonista di Conversazioni sul vino in Biblioteca, un  ciclo di seminari con degustazione di vini a tema, che si terranno nella “Biblioteca del Vino” di Guado al Melo, l’azienda vitivinicola sperimentale di proprietà di Scienza e del figlio.

Maggio divino:

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 Per dare il benvenuto alla bella stagione nasce Maggio di Vino, dal primo giorno di primavera fino al 23 giugno, un programma che raccoglie gli eventi e le iniziative turistico enogastronomiche della provincia di Livorno e delle isole dell’arcipelago toscano. L’iniziativa è organizzata dal Consorzio La Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi, con l’intento di far conoscere le bellezze e le eccellenze di un territorio unico, a partire dalla primavera, attraverso un ricco calendario di eventi e pacchetti turistici. www.lastradadelvino.com

Il programma: Venerdì 12 luglio, ore 18.30: “Alle radici della civiltà del vino in Occidente: la viticoltura e l’enologia della Georgia“. Venerdì 19 luglio, ore 18.30: “Quale vino per il futuro: territorio o vitigno?” Come evolve il gusto del vino, quanto conta il territorio e quanto la varietà. Venerdì 2 agosto, ore 18.30: “La sostenibilità ambientale in viticoltura. Esperienze a confronto”. Il punto della situazione e possibili sviluppi futuri. Venerdì 23 agosto, ore 18.30: Presentazione del libro di Giovanni Negri “Prendete e bevetene tutti“, con la presenza dell’autore. www.guadoalmelo.it

Il vino ha sempre sedotto anime e corpi, uomini e donne. IMENEUS , un vino raro, diverso, che viene dal passato, da un vitigno quasi dimenticato, il Prugnolo Gentile, coltivato da oltre 100 anni nei nostri vigneti autoctoni, sulle colline del Chianti Pisano che si affacciano sul Mar Tirreno.

fattoriedeidolfi.it TOSCANA - ITALIA

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

per assaporare i sapori della costa degli etruschi

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Toscana

Trentino Alto Adige

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Nomine

Rinnovamento e continuità a Montepulciano e Montalcino Novità nei Consigli di Amministrazione che guidano i Consorzi di Tutela del Vino Nobile di Montepulciano e del Brunello di Montalcino. Come già anticipato nel precedente numero de I Grandi Vini a Montepulciano, Federico Carletti ha lasciato il testimone ad Andrea Natalini (Azienda Le Bèrne e già vice Presidente) che, eletto all’unanimità, resterà in carica fino al 2016. La nuova Giunta si compone, oltre che dal presidente, dai Vicepresidenti Andrea Contucci (Contucci) e Fabrizio Sallusti (Vecchia Cantina) e dagli altri due membri Franco Fierli (Fattoria del Cerro e Piero Di Betto (Vecchia Cantina). Compongono inoltre il Consiglio Virginie Saverys (Avignonesi), Adriano Giuliarini

(La Braccesca), Simona Fabroni Ruggeri (Villa S.Anna), Miriam Caporali (Valdipiatta) ed Eros Trabalzini, Adriano Ciofini, Doriano Della Giovampaola (viticoltori conferenti alla Vecchia Cantina). Novità anche per il CdA alla guida del Brunello di Montalcino che si compone di Gianni Bernazzi, Fabrizio Bindocci, Marcello Bucci, Patrizio Cencioni, Donatella Cinelli Colombini, Mario Cuccia, Carlo Arturo Lisini Baldi, Bernardo Losappio, Andrea Machetti, Ermanno Morlacchetti, Francesco Mulinari, Emilia Nardi, Francesco Ripaccioli, Adriano Rubegni, Fabian Schwarz. Scontata (ma non ratificata al momento di andare in stampa) la conferma di Fabrizio Bindocci, Direttore della Tenuta Il

Poggione, come Presidente. (g.p.)

Eletti i nuovi CdA per i Consorzi del Brunello e del Nobile

Nomine

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E’ Donatella Cinelli Colomini la nuova Presidente del Consorzio dell’Orcia Doc, l’area vitivinicola che si trova nel Sud della Toscana, riconosciuta patrimonio dell’Umanità Unesco. La giovane denominazione (è nata il giorno di San Valentino del 2000), si estende su 13 comuni della zona e comprende 37 aziende, 29 delle quali imbottigliano con marchio proprio. Il territorio ha nel turismo il suo motore economico più importante ed infatti,

lo scorso anno, sono stati registrati ben 1,8 milioni di presenze turistiche. “Proprio la bellezza del territorio della Doc Orcia e i turisti che ogni anno vengono a visitarlo sono secondo Donatella Cinelli

La denominazione nata nel 2000 si estende su di un territorio ad alta vocazione turistica che nel 2012 ha registrato quasi 2 milioni di presenze

Colombini - la principale destinazione commerciale della giovane denominazione, nata fra due colossi come il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano”. Oltre a Donatella Cinelli

Colombini, nel nuovo CdA siedono 8 membri: Andrea Bruni (vicepresidente) agronomo consulente di Podere Forte di Castiglion d’Orcia, Roberto Terzuoli dell’Azienda Sasso di Sole Torrenieri – Montalcino, Paolo Salviucci Cantina Campotondo di Castiglion d’Orcia, Marco Capitoni dell’omonima azienda di Pienza, Antonio Rovito dell’Azienda Val d’Orcia Terre Senesi di Castiglion d’Orcia, Gabriella Giannetti dell’azienda San Savino, ancora di Castiglion d’Orcia.

Taste Trentino di Marina Ciancaglini

al consumatore e al turista”. Quanto è importante e come si riesce a fare sistema in un territorio nel quale esistono aziende di dimensioni e tipologia diverse? “Direi che l’idea di fare sistema è una convinzione radicata nell’animo delle genti trentine. Non a caso nel Dopoguerra si diffonde proprio in Trentino uno spirito cooperativistico che ha dato vita ad un modello socio-organizzativo ancor oggi preso a riferimento da altre realtà nazionali ed internazionali. Tuttavia è indiscutibile che le logiche della globalizzazione inaspriscano la competizione e mettano in risalto le differenti strategie fra l’attività di grandi e piccoli. Il sistema vitivinicolo trentino è sempre stato estremamente vivace, con consapevolezza che le differenti interpretazioni del patrimonio enologico locale sono una ricchezza da difendere e valorizzare stemperando gli opposti estremismi in nome di un’immagine condivisa e coesa della vitivinicoltura trentina”. Quali sono le attività che riscuotono un maggiore interesse da parte del pubblico? “L’interesse per l’enogastronomia è probabilmente qualcosa di più che una semplice moda. E’ una componente del vivere quotidiano, collegata alla ricerca del piacere e del benessere che la crisi può attenuare, ma non cancellare. Per questo le iniziative di Palazzo Roccabruna e dell’Enoteca trovano ampio riscontro di pubblico sia a livello locale che presso i turisti. Il calendario degli eventi copre tutte le produzioni tra-

dizionali trentine. In questa sede vale la pena ricordarne alcune: l’Olio del Garda a febbraio, il Trentino Doc Vino Santo ad aprile, la Mostra dei vini trentini a maggio e “Bollicine su Trento” a novembre, la manifestazione dedicata alle Bollicine del Trentodoc”. La Camera di Commercio coordina anche l’Osservatorio delle Produzioni Trentine, di cosa si tratta? “L’Osservatorio è un centro di ricerca economica la cui operatività è rivolta a monitorare le dinamiche di prezzo e posizionamento dei vini trentini nei diversi canali della distribuzione in sinergia con gli altri soggetti che si occupano di vino, come la Provincia autonoma e il Consorzio di tutela vini del Trentino. L’Osservatorio si è occupato negli anni anche di marketing strategico per la promozione del settore vitivinicolo e agroalimentare locale con indagini di diverso tipo volte ad approfondire la situazione dei vari comparti o i gusti e le tendenze del consumatore”. Quali sono i progetti futuri? “Pur in un periodo di contrazione delle risorse pubbliche, la Camera di Commercio di Trento non intende rivedere il suo impegno di valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti. Per questo nel prossimo futuro si prevede un consolidamento dell’attività con particolare attenzione per due delle nostre eccellenze agroalimentari: le bollicine del Trentodoc, lo spumante metodo classico che rappresenta il vanto del Trentino e i formaggi di malga per i quali si è messo a punto un progetto di tutela e valorizzazione con un apposito disciplinare che coinvolge tutta la filiera: dall’origine alla distribuzione”. • www.palazzoroccabruna.it

Il Palazzo di Roccabruna è la risposta della Camera di Commercio di Trento per la diffusione del patrimonio enogastronomico del territorio

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

Con Donatella Cinelli Colombini l’Orcia Doc fa rima con turismo

no dei punti di riferimento del Trentino per la diffusione della cultura enogastronomica, così nevralgica per questa regione, è il Palazzo di Roccabruna, dimora cinquecentesca sede dell’Enoteca provinciale e organo della Camera di Commercio di Trento. Mauro Leveghi, Segretario generale della CCIAA di Trento, ne spiega le finalità e le attività. Quali sono gli obiettivi principali dell’enoteca provinciale? “L’Enoteca è inserita nella cornice storica di Palazzo Roccabruna, scelta dall’Ente camerale per essere la Casa della cultura e dei prodotti trentini, sede di promozione e valorizzazione degli aspetti storici, agroalimentari e artigianali più rappresentativi del territorio. In questo senso l’Enoteca, che è nel centro storico di Trento è una sorta di vetrina delle produzioni enologiche che più definiscono l’identità vitivinicola locale. Ma il vino non è il solo protagonista, in abbinamento si possono degustare salumi e formaggi delle nostre montagne, oltre a dei menù territoriali cucinati dagli chef. Nel corso della settimana, la cucina dell’Enoteca ospita corsi enogastronomici per operatori di settore o semplici consumatori, organizzati dalla Camera di Commercio tramite la sua azienda speciale, Accademia d’Impresa, anche in collaborazione con l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. Da questo punto di vista l’Enoteca non è che una tessera di un più ampio mosaico di marketing territoriale, condiviso, che fa leva sulla divulgazione delle espressioni produttive distintive di un territorio montano quale è il nostro e sulla formazione a tutti i livelli: dall’operatore di settore fino

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Toscana

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©Pamela Bralia

©Pamela Bralia

Claudio Tipa: così nasce

ColleMassari

di Claudia Cataldo

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te emotività con il castello, allora semi diroccato, di ColleMassari, tanto “che ci siamo sentiti subito a casa”: e nel giro di poco meno di 15 anni – “era settembre 1999 quando abbiamo piantato la prima vite” – nasce un trittico di eccellenza, ColleMassari, Grattamacco e Poggio di Sotto, a cui si è aggiunta nel 2009 anche la storica Tenuta di Montecucco. “Arrivati a ColleMassari ci è sembrato palese puntare sul Sangiovese, in anni in cui la tenden-

za portava invece a prediligere un carattere più internazionale. Una scelta che si è rivelata azzeccata. Pensavamo in origine ad una realtà di 10 o 20 ettari, diciamo che poi ci siamo fatti prendere un po’ la mano: oggi ColleMassari conta 1.400 ettari, di cui 125 vitati e 20 mila piante di ulivo. Siamo la prima azienda europea, per estensione, che pratica agricoltura biologica”, racconta Claudio Tipa. Gli studi sul terreno e le selezioni massali,

Poi sono arrivate Grattamacco, Poggio di Sotto e, nel 2009, Tenuta di Montecucco. Un progetto ambizioso che inizia dalla passione per il vino (e per il mare). Oggi anche arte, territorio, ospitalità

d’eccellenza toscana. In questa visione, il vino non è solo vino: ma anche architettura (la cantina di ColleMassari è dell’architetto Milesi, con linee geometriche, legno e cemento bianco), arte,

musica classica, progetti sociali e territoriali (vedi la Fondazione Bertarelli) e ospitalità, con due strutture ricettive di gusto tradizionale ma dotate di numerosi servizi. •

Claudio Tipa: where the story of Collemassari begins

stories, a strong feeling for the abandoned castle of ColleMassari, where “we immediately felt at home”. In about 15 years – “we planted our first vine in September 1999” – they create an excellence triptych: ColleMassari, Grattamacco and Poggio di Sotto, and in 2009 also the historical Tenuta di Montecucco. “As we arrived at ColleMassari, we immediately thought that is was natural to bet on Sangiovese, even if the fashion was oriented towards wines with a more international character. And it was a winning choice, indeed. At first we thought about a small

Then Grattamacco, Poggio di Sotto and Tenuta di Montecucco: an ambitious project that starts with a passion for wine and the sea, now also art, territory and hospitality

“This winery is a fruit of passion: starting a new activity at the age of 50 is a folly, if it’s not lead by passion”. With these words Claudio Tipa tells us how he created his winery, together with his sister Maria Iris, in ColleMassari: an entrepreneurial spirit, a passion for wine-making, some family

©Pamela Bralia

©Pamela Bralia

reality 10 or 20 hectares, but we lost control and now ColleMassari consists in 1,400 hectares, 125 of which are vineyards and 20,000 are olive trees. We are the largest organic winery in Europe”, says Claudio Tipa. Studies on the soil and careful selections, an intelligent approach in the cellar (where “wood” means a particular wood from particular producers), create the Monteucco Doc line, with the red wines Lombrone, ColleMassari and Rigoleto, and the white wines Irisse e Melacce. The second venture, in chronological order, has been Grattamacco, in 2007, an estate that overlooks the sea of Bolgheri and that is an important name in the international oenological array. It’s a wine that

doesn’t need any presentation, due to its story and personality; fruit of the unique pedoclimatic conditions of Bolgheri. And then, there is Montalcino (2011), with Fattoria Poggio di Sotto, on the south-east side of the hills. Looking at this project in its complexity one can see how the different parts that compose it, show a synthesis of the Tuscan oenology. In this vision wine is not only wine but also architecture (the cellar of ColleMassari has been designed by Milesi, with geometric lines, wood and white cement), art, classical music, social projects and initiatives for the territory (like Fondazione Bertarelli) and hospitality, with two structures with many comforts. •

ColleMassari Spa Poggi del Sasso - 58044 Cinigiano (GR) - Tel. +39 0564 990496 - Fax + 39 0564 990498 info@collemassari.it www.collemassari.it -

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

L’azienda nasce da una passione: iniziare a 50 anni un’attività completamente nuova, se non sostenuta da passione, diventa una forma di follia”, queste le parole di Claudio Tipa, artefice con la sorella Maria Iris del domaine enologico toscano che ha il suo quartier generale a ColleMassari. Metti insieme spirito imprenditoriale, il vino vissuto come passione e con qualche gene ereditato, un impatto di for-

l’attenzione in cantina (dove il legno non è “generico” legno, ma solo di una certa qualità e di certi produttori), oggi si concretizzano nella linea dei Monteucco Doc, con i rossi Lombrone, ColleMassari e Rigoleto, e i bianchi Irisse e Melacce. La seconda acquisizione, per ordine cronologico, è stata quella di Grattamacco, classe 1977, affacciata sul mare di Bolgheri e già nome affermato nell’enologia internazionale. Un vino che si presenta da solo, forte della sua storia e di quelle caratteristiche pedoclimatiche che rendono le produzioni di bolgheri sorprendenti per gli stessi bordolesi. È poi la volta di Montalcino (2011), con la Fattoria Poggio di Sotto, ubicata sul versante sud-est della collina, da sempre ritenuto il più generoso. Da una visione di insieme, ne emerge un progetto integrato e ampio che parte dall’acquisizione di tasselli – apprezzati per il loro valore intrinseco e mai stravolti – fino a dare una sintesi della viticoltura

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Toscana

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La Fattoria di San Quintino

punta sul San Torpè

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è stata dotata delle più moderne tecnologie, tra cui degli impianti di refrigerazione per il controllo della temperatura che permettono di seguire la strada dell’innovazione senza mai dimenticare

L’azienda ha recentemente rilanciato la Doc, il cui disciplinare è stato rivisto nel 2011 il sapere tradizionale. La gamma di vini prodotta dalla Fattoria di San Quintino è vasta e comprende varie tipologie. Ad un Chianti Docg si affiancano infatti un Rosato Igt, un bianco dal nome “Nicchiaia”, il sangio-

vese in purezza “La Fagiana”, il Merlot in purezza “Quinto”, ma anche una grappa e un Vin Santo. “Inoltre nostro prodotto di punta in questo momento è il Bianco Doc San Torpè, com-

posto da Trebbiano e Malvasia ed appartenente alla vecchia Doc Bianco Pisano di San Torpè recentemente rivisitata, per la quale stiamo preparando altri vini, primo tra tutti un rosato”,

The winery has recently launched again the Doc, whose disciplinary has been modified in 2011

After leaving the village of San Miniato, 8 km far from it, going through the hill of San Quintino, we reach the homonymous winery. Founded in 1967, it now consists of 200 hectares and produces high quality wines and olive oil. Vineyards spread for 20 hectares; on its clayey-muddy hilly soils grow Sangiovese, Merlot, Trebbiano, Malvasia and, due to a recent implantation, Vermentino too. The 80% of the reconversion has already been achieved and this project will be completed in two years

Chianti 2011 e con due Diplomi di Merito della Selezione Italiana Vini per “La Fagiana” 2009 e il “Quinto” 2009. Per conoscere i prodotti firmati Fattoria di San Quintino è possibile visitare il punto di degusta-

time, increasing the production of the winery up to 200.000 bottles per year.The cellar rises on the top of the hill. It was built in the 70s but recently it has been equipped with the utmost modern technologies to control the temperature and to guarantee high quality to the final product. The range of wines branded Fattoria di San Quintino is rich and proposes different typologies: beside a Chianti Docg there are a Rosato Igt, a white wine called “Nicchiaia”, a 100% Sangiovese called “La Fagiana”, a 100% Merlot called “Quinto”, but also a grappa and a Vinsanto. “Another buttonhole product of our winery is Bianco Doc San Torpè, made of Trebbiano and Malvasia, an expression of the old Doc Bianco Pisano di San Torpè, that has been recently modified. We are also

zione e vendita interno all’azienda, dove è possibile conoscere anche l’Olio Extra Vergine di Oliva dell’azienda e una vasta scelta di prodotti al tartufo di cui la zona è grande produttrice. (l.m.)•

preparing a new range of products, first of all a Rosé wine”, says Sandro Angiolini, oenologist of the winery. And he goes on: “San Torpè is a structured wine with definite fragrances and fruity aromas. It has an important structure and we are sure that it will give us more and more satisfaction”. And talking about great satisfaction, we have to mention the acknowledgments received by San Quintino: the Best of Wein Plus for Chianti 2011 and two Diploma di Merito from Selezione Italiana Vini for “La Fagiana” 2009 and “Quinto” 2009. To know better the production of Fattoria di San Quintino it is possible to visit its tasting point and wine shop, where it’s possible to taste also its extra virgin olive oil and a wide range of products based on truffle.•

FATTORIA DI SAN QUINTINO Via San Quintino, 3 - 56028 San Miniato (Pi) - Tel./fax 0571 408005 info@fattoriasanquintino.it - www.fattoriasanquintino.it - Facebook: Fattoria di San Quintino

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soddisfazioni”. E a proposito di grandi soddisfazioni è da sottolineare che l’azienda, rivista nell’organizzazione da poco tempo, ha già raggiunto risultati importanti, con il Best of di Wein Plus per il

Fattoria di San Quintino bets on San Torpè

foto di Linda Frosini opo aver oltrepassato il paese di San Miniato da circa 8 km e dopo aver percorso l’intera collina di San Quintino, si giunge nel cuore della fattoria omonima. Questa, nata nel 1967, ha raggiunto negli anni un’estensione di 200 ettari, nei quali vengono prodotti vino e olio di prima qualità. I 20 ettari di vigneto, con terreno argilloso-limoso, si trovano poco distanti, tra i saliscendi delle colline, e sono composti da Sangiovese, Merlot, Trebbiano, Malvasia e, grazie ad un nuovissimo impianto, anche da Vermentino. La loro riconversione è ormai giunta all’ottanta per cento e giungerà a termine in due anni, permettendo così all’azienda di raggiungere la capacità produttiva di 200.000 bottiglie. La cantina, posta proprio nel culmine del colle, fu costruita negli anni Settanta, ma recentemente

ci dice Sandro Angiolini, enologo dell’azienda che aggiunge “Il San Torpè è un vino molto corposo, dai profumi decisi, con sentori di frutta molto accentuati. Ha una grande struttura e sicuramente continuerà a darci grandi

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Toscana

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trollate e con l’utilizzo di lieviti selezionati solo per il Vermentino, all’invecchiamento del vino che, a seconda della tipologia, avviene in barriques di primo, secondo o terzo passaggio e per intervalli diversi. I vini prodotti dalla Sator sono il Sator Igt Toscana Vermentino, le cui uve attualmente provengono da un vigneto condotto in affitto, il Sator Doc Montescudaio

(composto da Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon), e i monovarietali della linea Sileno: l’Igt Toscana Ciliegiolo, l’Igt Toscana Sangiovese e l’Igt Toscana Merlot. A settembre 2013 uscirà inoltre l’annata 2011 del nuovo Opera 11, un blend composto da 50% Sangiovese, Ciliegiolo e Teroldego in parti uguali, nel quale la famiglia Moscardini crede moltissimo. (l.m.)•

In azienda è presente un accogliente locale degustazione dove i visitatori, previa prenotazione, possono conoscere non solo i vini aziendali, ma anche l’olio e il miele prodotti dalla stessa nel nome della genuinità.

Vino come pura

espressione del terroir foto di Linda Frosini

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vicine Alpi Apuane e dell’ancor più vicino mare che si trova a soli 6/7 chilometri. Il secondo è la ridotta insorgenza di malattie fungine dovuta all’esposizione dei vigneti a venti di terra o di mare, fattore questo che si traduce in una ridotta necessità di ricorrere a trattamenti contro queste patologie. Ultimo, ma altrettanto fondamentale beneficio, è che grazie alla variabilità del terreno che si riscontra

In provincia di Pisa l’azienda Sator produce vino nel nome della valorizzazione delle uve e del terreno da cui proviene

all’interno di ogni singolo vigneto, che passa dall’argilla pura al ciottoloso minerale, si sono individuate zone per ottenere i crù”. Sator, nata nel 2008, per valorizzare la storica azienda di famiglia, è composta da due vigneti principali, il Campo San Giovanni, dove si trovano Ciliegiolo, Sangiovese e Cabernet Sauvignon e il Campo al Pino, con Merlot, Sangiovese e Teroldego, ma è presente anche un piccolo

vigneto più vecchio completamente dedicato al Sangiovese. In vigna tutto è gestito manualmente, compresa la raccolta e, dopo aver fatto una cernita delle uve, ogni varietà viene vinificata separatamente. La ricerca della valorizzazione del territorio prosegue quindi in cantina, dove l’enologo Emiliano Falsini supervisiona tutte le operazioni, dalla fermentazione che avviene a temperature con-

In the province of Pisa Sator produces its wine in the name of the territory and its tastes

I Grandi Vini in Tour leads its readers to the discovery of Sator, a winery that rises in Pomaia, municipality of Santa Luce, extreme north border of the Doc Montescudaio, a territory not very well known yet by winelovers but that can offer great surprises, due to its peculiar environmental characteristics. “Our vineyards grow in an altiplane that enjoys three benefits – as the agronomist Gianni Moscardini says, who manages the winery with his sister Roberta – First of all, during the vegetative season, we have warm and sunny days and fresh nights, due to the influence of the Apuan Alps and of the sea, which is only 6/7 kilometres far; then there is the scarceness of fungal diseases, due to the exposure of the vine-

yards to sea and land breezes, that implies a reduced need to use chemicals; last but not least, the variability of the soil, from clayey to pebbles and mineral, give us the possibility to create our cru”. Sator, was founded in 2008 from the historical family winery composed of two vineyards: Campo San Giovanni, where grow Ciliegiolo, Sangiovese and Cabernet Sauvignon; and Campo al Pino, where grow Merlot, Sangiovese e Teroldego; also, the winery owns another older small vineyard of Sangiovese. The management of these vineyards is completely manual, including harvest; then the grapes are selected and vinified separately. The oenologist Emiliano Falsini supervisions all the production, from the fermentation at controlled temperature, with selected yeasts for Vermentino only, to the ageing of wine – different for every grape variety – in first, second and third passage barriques.

SATOR s.s. Via Macchi al Pino - Pomaia (Pi) Tel./Fax 050 740529 - Cel. 345 9400874 -

The wines branded Sator are: Sator Igt Toscana Vermentino, whose grapes comes from an actually rented Vineyard; Sator Doc Montescudaio, made of Sangiovese, Merlot and Cabernet Sauvignon; and the monovarietal labels of the line Sileno (Igt Toscana Ciliegiolo, Igt Toscana Sangiovese and Igt Toscana Merlot). In September 2013 the

info@satorwines.com - www.satorwines.com

winery will launch the 2011 harvest of the new label Opera 11, a blend of Sangiovese, Ciliegiolo and Teroldego in equal proportions. The winery welcomes its guests in a warming tasting area, where visitors can know better the products by Sator: not only wine but also olive oil, honey and other genuine products. •

I Grandi Vini Vini I Grandi

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I

Grandi Vini in Tour oggi porta i lettori a conoscere l’azienda vinicola Sator, ubicata a Pomaia nel comune di Santa Luce, nell’estremo lembo Nord della Doc Montescudaio, in un territorio ancora poco conosciuto nel panorama enologico italiano, eppure particolarmente vocato alla coltivazione della vite, grazie alle peculiarità micro ambientali che lo contraddistinguono. “I nostri vigneti sono posti su una sorta di altopiano che ci permette di raggiungere contemporaneamente ben tre benefici importanti. – ci dice in merito Gianni Moscardini, titolare dell’azienda con la sorella Roberta e agronomo – Il primo di questi è che durante la stagione vegetativa si ha un’alternanza di giornate calde e assolate e notti con temperature più fresche, particolarità questa data dall’influsso delle

Wine as the purest expression of a terroir

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Toscana

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lerio Coltellini), ma i consensi che ha raccolto confermano la naturale vocazione di queste terre e preparano al futuro con moderato ottimismo. “Stiamo anche pensando di costruire qualche sinergia sul territorio: oggigiorno non si può fare a meno di pensare all’export e insieme è sicuramente più facile arrivare lontano e cogliere migliori opportunità”. •

Una nuova sfida chiamata Lo Sperone R di Claudia Cataldo foto di Pamela Bralia osso e Brunello di Montalcino, entrambi con una scritta dorata che li accomuna ma diversi nei colori dell’etichetta: la scritta, quella in oro appunto, è la firma de Lo Spero-

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ne, piccola azienda ilcinese che ha iniziato una nuova fase della sua vita nel 2009, con l’acquisizione da parte di Luciano Innocentini e della sua fami-

piuttosto fare un buon lavoro”, racconta Luciano Innocentini e prosegue ”il nostro primo Rosso di Montalcino è l’annata 2010, per il Brunello invece dobbiamo attendere il prossimo anno, con la vendemmia 2009”. In vigna si può notare il terreno difficile,

ciottoloso, ma foriero di grandi profumi nelle uve e poi nel vino. Il Brunello Lo Sperone attualmente in commercio ha visto l’intervento della nuova gestione solo nelle fasi di maturazione e trasformazione (con le preziose consulenze dell’enologo Va-

The advantage is represented by Montalcino: the results are Rosso and Brunello, wines with important perfumes due to a special exposure and to a particularly stony soil

Rosso and Brunello di Montalcino, both characterized by a gold label and the brand Lo Sperone, a small winery from Montalcino that in 2009 has started a new phase of its story thank to Luciano Innocentini and his family. 10 ha of vineyards 1 kilometre far from the well-know hometown of Brunello, on the northwest slope of the hill, the one that overlooks the sea. Luciano has taken over an already existing winery and after planting new vineyards and buying some other hectares he has modernized the cellar. Now his project is ready to get off the ground. The first target of this winery is quality, even if it requires other investments: “We aim to reach a production of 20,000 bottles per year; we don’t want either to be too big or to be too small: the work in the vineyard and in the cellar is inspired by this philosophy. Our yields are under the limits imposed by the disciplinary. We do not care to sell some bottles more” says Luciano Innocentini “our first Rosso di Montalcino is 2010, for Brunello we have to wait until the next

year with 2009 harvest”. In the vineyards a hard stony soil gives great perfumes to the grapes and to the wine. The now on the market Brunello by Lo Sperone has experimented a change in the management during the ageing phases (with the oenologist Valerio Coltellini’s precious advises), but the acknowledgment received confirm the natural vocation of these lands to wine-making and let expect for a shining future. “We would like to create some synergy with the territory too. Nowadays we must think about the prospect to work together with the other producers of this area, a way to go far and to get better opportunities. •

Società Agricola Lo Sperone Località Due Portine 53024 Montalcino (SI) Tel. e Fax +39 06 86202993 Cell. +39 335 7347386 www.cantinalosperone.it losperone.montalcino@libero.it

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

Ma il vantaggio iniziale c’è ed è Montalcino. Rosso e Brunello, di grandi profumi, grazie ad un’esposizione particolare e un terreno estrememamente ciottoloso

glia. 10 ettari (di cui una parte a vigneto) a circa 1 chilometro dal famoso paese del Brunello, sul versante nord-ovest, quello che guarda verso il mare. La proprietà ha rilevato un’azienda già esistente e i suoi vini, proseguendone il commercio, ha iniziato a impiantare nuovi vigneti, ha acquisito qualche altro ettaro e si è dotata delle migliori attrezzature in cantina: le fasi preliminari sembrano essersi concluse e il progetto è pronto a decollare. L’obiettivo primario è quello della qualità, anche a costo di investire qualcosa in più. “Vogliamo arrivare ad una produzione di circa 20 mila bottiglie, per non essere troppo piccoli ma neppure troppo grandi. Il lavoro in vigna, così come in cantina, si ispira all’ottenimento di un prodotto di grande qualità: le rese ad ettaro, ad esempio, sono ben al di sotto dei limiti imposti dal disciplinare, proprio perché non ci interessa vendere qualche bottiglia in più, ma

A new challenge called Lo Sperone

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Toscana

Toscana

Delicata armonia di note rosate

Strenua sostenitrice del concetto secondo cui l’unione fa la forza, l’azienda Suveraia si è fatta co-ideatrice dei LoungeRoomHotel, eventi trimestrali itineranti negli alberghi di Pisa, realizzati in leale collaborazione con altre aziende del territorio.

L’ultima sfida vinta dalla società L’Apparita

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orgono ordinate e ben esposte ai caldi raggi del sole, le vigne dell’azienda agricola L’Apparita. Un paesaggio mozzafiato, tutelato dai Beni Ambientali, a 20 Km a Nord di Grosseto in direzione Siena. La società agricola, guidata dalla famiglia Ropolo, è stata costituita nel 1978 e, agli inizi del nuovo millennio, ha cominciato a dedicarsi alla viticoltura ed all’olivicoltura, prestando una profonda attenzione alla cura del territorio ed alle varie fasi di produzione. L’obiettivo primario dell’azienda è quello di produrre vini di pregio, destreggiandosi in sfide che per-

mettano di coniugare l’alta qualità con l’originalità. Dal 2012 l’azienda si è dedicata alla produzione del “San Michele di Poggio L’Apparita ROSATO”, frutto della vinificazione in purezza di uve sangiovese trattate con il tradizionale metodo del “salasso toscano”. Il vino, classificato Doc Maremma, è stato presentato all’ultima edizione del Vinitaly, dove ha avuto un ottimo riscontro, grazie al suo gusto fresco, raffinato e cordiale che lo vede ideale come aperitivo, ma, allo stesso tempo, perfetto in abbinamento con pesci, crostacei, frutti di mare e carni bianche. (e.b.)•

Per saperne di più www.loungeroomhotel.it

Suveraia, perla rosa della Toscana Grandi rossi, ma anche bianchi e un nuovo rosato in edizione limitata. Questa è Suveraia

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A delicate harmony of rose The last winning challenge of L’Apparita

creativity. Since 2012 the winery produces “San Michele di Poggio L’Apparita ROSATO”, a red wine made with Sangiovese grapes vinified in purity with the traditional Tuscan method called “salasso toscano”. This Doc Maremma label has been presented at the last edition of Vinitaly, where it has been very well appreciated due to its fresh, elegant and cordial taste that makes it the ideal companion for an aperitif but also for fish, shellfish, mussels and white meat. • Società Agricola L’Apparita Località L’Apparita - Paganico - 58045 Civitella Paganico (GR)Tel. 3496125948 info@lapparita.com www.lapparita.com -

Soc. Agr.Suveraia Loc. Campetroso 26 - 58025 Monterotondo M.mo Tel. :338 1291996 - Fax: 0566 910020 suveraiawines@gmail.com - www.suveraia.it

radicata nel territorio e rispettosa amante della tradizione, è quello di mantenere uno standard qualitativo elevato per non tradire le aspettative dei clienti e la propria storia. •

Suveraia has been producing excellent wines in the heart of Tuscany for more than 60 years. Nowadays, the winery is leaded by the Camerini family and thanks to its womanly management it still distinguishes itself, in spite of the difficult current economical situation. It’s strength point is a dynamic spirit that pushes it always forward and helps it to face problems and new challenges. A proof of it is the recent restyling of the labels, that look fresh and inviting, and also the limited production of “Femmina”, a rosé wine made of Sangiovese that has been launched three years ago. The first aim of this winery is to respect its territory and its tradition, keeping high its quality standard to satisfy its customers, who know well its story and its precious wines. •

I Grandi Vini Vini I Grandi

20 Km north of Grosseto, looking towards Siena, grow the orderly vineyards of L’Apparita, kissed by the sun among a breathtaking landscape protected by the Environmental and Natural Resources. The winery is managed by the Ropolo family and has been founded in 1978. At the beginning of the new millennium the winery started a new project of wine-making and olivegrowing, using a peculiar care for the territory and supervising rigorously all the different phases of the production. The first aim of the winery is to make prestigious wines that combines high quality and

a oltre 60 anni l’azienda Suveraia, nel cuore della Toscana, si dedica alla viticoltura. Oggi, sotto la guida della famiglia Camerini e con una gestione tutta al femminile, fa ancora parlare di sé sprezzante della crisi di mercato e delle difficoltà economiche degli ultimi anni. E’ la capacità di rigenerarsi e di rinnovarsi che contraddistingue l’azienda, giovane e dinamica, pronta a fronteggiare problemi e cambiamenti . Ne sono palesi esempi la recente rivisitazione della veste grafica, resa da poco più fresca ed appetibile, e la produzione di “Femmina”, rosato da uve sangiovese presentato appena 3 anni fa e prodotto in edizione limitata. L’obiettivo primario dell’azienda, profondamente

Suveraia, the rose pearl of Tuscany Great red wines but also, white wines and a new limited edition rosé: that’s Suveraia

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Umbria

Umbria

Monte Valentino:

Cantine Aperte in Umbria:

un vero Sollucchero

la descrizione di un successo

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di Max Brod

Una delle manifestazioni più sentite dagli umbri e dai turisti raccontata da chi sta alla “regia” dell’evento: Filippo Antonelli, presidente Movimento Turismo del Vino in Umbria

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’Umbria è sicuramente una delle regioni dove la manifestazione Cantine Aperte, nata dal Movimento Turismo del Vino, è più sentita da italiani e stranieri. L’ultima edizione ha portato, il 26 maggio scorso, numerose persone a conoscere il territorio e i suoi vini, nonostante il clima poco favorevole. Ci racconta il successo della manifestazione Filippo Antonelli, Presidente Movimento Turismo del Vino Umbria. Qual è il bilancio dell’ultimo “Cantine Aperte”? “Nonostante il maltempo abbia frenato le visite, le presenze sono state più che buone; consideri che in Umbria la manifestazione è molto sentita e mobilita oltre 60 mila persone tra turisti e umbri, che

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i chiama “Sollucchero”, parola che non a caso significa “sentimento di grande soddisfazione e di vivo compiacimento” il prodotto di punta dell’Azienda Agricola Monte Valentino, che domina in cima a una collina la valle del Carpina a Pietralunga (Perugia). Gli autori del vino liquoroso dalle antiche origini sono Nicola Polchi e la moglie Fabrizia Gargano che, affascinati dalla vecchia proprietà di famiglia in Pietralunga, e accomunati dalla passione per la natura, hanno rimesso a posto la tenuta Monte Valentino, producendo un felice connubio tra vino rosso e visciole (le note ciliegie autoctone). I profumi del frutto tipico si mischiano al corpo del vino rosso e nasce così un prodotto particolare, alcolico ma giustamente acido, con sentori di frutta fresca e amarena: “Sollucchero”, frutto di 600 preziose piante inserite nei 40 ettari aziendali, che si trova anche nella versione riserva, affinata in barriques. Ma il panora-

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ma e la straordinarietà del luogo ispirano la coppia a non fermarsi qui: Monte Valentino - che è stato in passato residenza del Duca di Urbino - è anche agriturismo. Tra i progetti futuri inoltre, c’è quello di produrre delle farine per la panificazione in loco, rigorosamente biologiche, come del resto tutta la filosofia aziendale. Non vi resta allora che visitare Monte Valentino, un posto che si preannuncia.. un vero Sollucchero! •

Monte Valentino Loc. Montevalentino - 06026 - PIETRALUNGA (PG) - Tel e Fax: 075 9462092 info@sollucchero.it - http://www.sollucchero.it

Nasce dall’unione di vino e visciole, su una collina panoramica che domina la valle del Carpina, un prodotto biologico il cui nome è garanzia di soddisfazione e compiacimento

Its name, “Sollucchero”, means “feeling of great satisfaction and pleasure”: it’s the buttonhole product of Monte Valentino, the winery that dominates the Carpina valley in Pietralunga (Perugia). The creators of this original liquor are Nicola Polchi and his wife Fabrizia Gargano who, enchanted by the ancient family estate in Pietralunga, and united by a passion for nature, have restored Monte Valentino and created a perfect marriage between red wine and sour black cherry (the famous autochthonous cherries). The fruity perfumes merges with the structure of wine creating a unique liquor which is alcoholic but properly acidulous, with fresh fruit inklings: “Sollucchero”, is fruit of 600 precious vines that grow in the 40 hectares owned by the winery and is proposed also as Riserva, aged in barriques. But the landscape and the peculiarity of this place inspired the married couple to go further: Monte Valentino – that has been the residence of the Duke of Urbino – is also an agritourism. Among the projects for the future there is the production of organic flour for bread-making. So, let’s come to Monte Valentino, a place that is a true pleasure! •

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I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

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VO O U

concorso fotografico su Instagram “AmiciXLAvite”, per raccontare la giornata in tempo reale con le foto scattate direttamente in vigna”. C’è stata anche un’iniziativa di beneficenza.. “Sì, anche quest’anno vi era la possibilità di acquistare il bicchiere da degustazione a 5 euro. Il ricavato delle vendite (circa 20 mila bicchieri all’anno) lo devolviamo - come ormai da 20 anni - al Comitato per la Vita Daniele Chianelli che, con questi fondi, ha realizzato e sostiene un centro unico in Europa, che ospita le famiglie dei malati di tumori e leucemie dell’Ospedale di Perugia, soprattutto i bambini. Inoltre, è stato possibile effettuare la raccolta dei tappi di sughero in cantina, in collaborazione con Amorim Cork Italia e il “progetto etico”, a favore dell’Associazione Viva per il supporto alle attività sportive per i disabili”. Qual è il segreto del successo dell’edizione umbra di “Cantine Aperte”? anche quest’anno si sono suddivisi tra le “In primis lo staff del Movimento, che in 52 cantine socie aderenti”. Umbria ha sempre funzionato bene, poi Quali sono state le principali novità anche la popolazione, che è fiera delle rispetto alle passate edizioni? sue cantine, le quali con generosità ri“Innanzitutto, l’introduzione dell’“enospondono alla chiamata del Movimento metro”, il misuratore di degustazioni, che e mettono a disposizione gratuitamente i dava l’opportunità di fare massimo di 6 loro locali e prodotti. Infine, il territorio assaggi di vino, un invito al bere consaricco Series e accogliente. pevole, vista la presenza di molti giovani. S E L E C Tumbro, naturalmenteSelect Lavoriamo tutti per realizzare il nostro Poi avevamo organizzato in alcune cantiobiettivo comune: rendere il turista il prine selezionate delle degustazioni guidate mo ambasciatore del vino italiano”.• di cioccolato con gli esperti e, infine, il

Monte Valentino: a true satisfaction A mix of wine and sour black cheery on the panoramic hill that overlooks the Carpina valley: an organc product whose name guarantee satisfaction

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Dormire in Franciacorte

di Claudia Cataldo, foto di Pamela Bralia

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Siamo ad Ome, fra le colline moreniche della Franciacorta. Al Rocol è un piccolo angolo di paradiso, immerso nella natura, fra prati verdeggianti e atmosfere boschive. L’azienda, a conduzione familiare, è oggi gestita da Gianluigi e Francesca Vimercati Castellini che hanno ben chiaro in che direzione andare. Dai 34 ettari di proprietà – di cui 13 vitati – vengono prodotte circa 70 mila bottiglie di vino che, questa è la loro

scelta, vengono vendute solo presso l’azienda: “vogliamo mantenere un rapporto diretto con il cliente – spiega Gianluigi – accompagnarlo nella degustazione, fargli scoprire i nostri prodotti e spiegargli i nostri metodi. Per questo non abbiamo una rete commerciale”. La produzione si compone di una decina di vini: quattro tipologie di Franciacorta, Curtefranca Doc bianco e rosso, e altri. Ma si viene Al Rocol non solo per visitare la cantina o degustare un ottimo Franciacorta: la struttura, da circa 20 anni, ha puntato molto sull’accoglienza e oggi è agriturismo, fattoria didattica, ristorante con cucina tipica. Si organizzano laboratori didattici, corsi di cucina, degustazioni, visite in inglese e francese, escursioni anche in

mountain bike. Presso il ristorante si possono assaporare i piatti della tradizione bresciana e franciacortina, come mamma li fa (è proprio il caso di dirlo, visto che ai fornelli c’è mamma Daniela): “casonsèi” ripieni di carne o con il pregiato bagoss, tagliatelle ai funghi porcini, le crostate con marmellate fatte in casa. Così, quando arriva il momento di ripartire, ci portiamo a casa un po’ della Franciacorta: forse una bottiglia, o forse molto di più. •

Al Rocol Via Provinciale, 79 25050 Ome (BS) Tel. +39 030 6852542 Fax +39 030 6852542 www.alrocol.com info@alrocol.com

Al Rocol: discovering Franciacorta Agriturism, winery, didactic farm, restaurant: who visit Al Rocol goes away taking a piece of Franciacorta in his heart 70,000 bottles of wine per year, that, due to a In Ome, among the moranic hills of Frandefinite strategy, are sold exclusively directly ciacorta rises Al Rocol, a little corner of in the winery: “We want to have a personal reparadise, plunged in nature among green lationship with our customers – says Gianlupastures and woods. The family winery is igi – we want to guide them, explaining our managed by Gianluigi and Francesca Viproduction methods and making them to mercati Castellini, who know very well their discover the tastes of our territory. That’s why targets. From its 34 hectares of land – 13 we don’t have a sales network”. This winery of which are vineyards – they produce about proposes around ten labels: among them, four versions of Franciacorta, Curtefranca Doc white and red. But Al Rocol is not only an interesting winery that offers an excellent Franciacorta: since 20 years the estate welcomes tourists and guests in its agriturism, didactic farm, and typical restaurant. Also, they organize workshops, kitchen lessons, tasting, guided tours, mountain bike tours. The restaurant offers the typical dishes of the homemade tradition of Brescia and Franciacorta (the chef is right mamma Daniela): “casonsèi” stuffed with meat or with the fine bagoss, homemade pasta with mushrooms,

Profumo di legno e fiori: benvenuti a Camignone Davanti al cancello che piano piano lascia intravedere il piazzale del bed and breakfast Camignone, si può subito avere un assaggio del buon gusto e del design ricercato che caratterizza questa piccola struttura nel cuore della Franciacorta. Assolutamente insospettabile dall’esterno: la casa, un edificio del ‘600, sem-

Agriturismo, cantina, fattoria didattica, ristorante. Chi viene Al Rocol se ne va con un pezzo di Franciacorta nel cuore

bra un’abitazione privata e questa sensazione non ci abbandona del tutto neppure una volta all’interno. Gli interni si presentano curati, accoglienti, ricercati nel minimo dettaglio: fioccano pezzi di design e interessanti quadri appesi alle pareti, il tutto accompagnato da un piacevole odore di legno e profumo di fiori. La candida sala delle colazioni è il regno della signora Alba: non mancano mai i fiori freschi a dare un tocco di colore e sul tavolo centrale troviamo crostate, croissant,

frutta fresca. Le stanze, al momento due, sono molto belle, dotate di ogni comfort, arredate con uno stile che è la perfetta fusione tra tradizione e design, in linea con il resto della struttura. Per il futuro Camignone ha già in programma di aumentare il numero delle camere a quattro e aggiungere un piccolo centro dedicato al benessere. Un luogo perfetto per chi vuole andare alla scoperta della Franciacorta, per chi cerca una struttura tranquilla e un po’ più appartata, ma comunque ben ubicata (ad esempio, il Lago d’Iseo è a soli 8 minuti). L’ospitalità dei proprietari, Alba e Michele, è il vero valore aggiunto. •

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Scent of wood and flowers: welcome to Camignone A small B&B in the heart of Franciacorta where care, design and good taste are the secrets to make you feel like home The gate that let you peek at the entrance of Camignone bed and breakfast gives you a taste of its charm and refined design: the main peculiarities of this small structure in the heart of Franciacorta. Apparently difficult to say at a first sight, the house in a XV century building. It looks like a private dwelling, even in the inner rooms. Everything is ar-

tarts with homemade marmalade. And when it’s time to leave, you’ll certainly take a piece of Franciacorta with you: maybe a bottle of wine, maybe something more.•

ranged with the utmost care: the interiors are warm and refined. Pieces of design and interesting paintings enrich the ambient, together with a pleasant perfume of wood and flowers. The breakfast room is Alba’s kingdom: flowers are always fresh and give to the tables a touch of colour; on the central table we find tarts, croissant, and fresh fruit. Rooms are only

Il piccolo Bed and breakfast nel cuore della Franciacorta è curato con dovizia di particolari: il design fa da padrone, unito ad un buon gusto di stampo tradizionale. E ti senti a casa

two but are very beautiful and comfortable; the style of furniture combines design and tradition in a perfect harmony. In the future Camignone will increase the number of rooms and will create a small beauty farm. It’s the perfect place for those who wants to know Franciacorta, and for those who looks for a quiet place in a good position (the Lake Iseo is only 8 minutes far). But the surplus value is undoubtedly the welcoming of the two owners: Alba e Michele •

I Grandi Vini Vini I Grandi

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Dormire in Franciacorte

Al Rocol: scopri la Franciacorta

di Claudia Cataldo, foto di Pamela Bralia

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Veneto

Veneto

Prosecco:

Curiosità

di Claudia Cataldo

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Le bollicine del Prosecco piacciono, in Italia e all’estero. Numeri importanti e trend di crescita, per una Denominazione che in molti cercano di imitare. Ce ne parla il presidente del Consorzio Stefano Zanette lità – prezzo , la piacevolezza, il basso tenore alcolico, fanno del Prosecco Doc un vino adatto alle più svariate occasioni, apprezzato in Italia e all’estero, dove ci sono ancora buoni margini di crescita. L’attività del Consorzio segue due direzioni: da una parte ci sono la promozione e la ricerca di nuovi mercati, dall’altra la tutela, intesa in senso lato come garanzie di qualità

I numeri della Doc

nei confronti del consumatore e difesa del prodotto originale. La contraffazione va a braccetto con il successo di un prodotto e il caso del Prosecco lo conferma. Per questo il Consorzio ha introdotto – volontariamente – l’obbligo del contrassegno di Stato sui vini della Doc, affinchè ogni bottiglia, a conclusione dei rigidi controlli previsti, venga sigillata con l’apposizione del

logo della Repubblica Italiana a garanzia del consumatore. Altra attività del Consorzio è il governo dell’offerta per bilanciare i volumi prodotti alle esigenze del mercato. La scelta deliberata dall’Assemblea prevede lo stoccaggio temporaneo di parte della produzione 2013 con una modalità innovativa che non mancherà di incidere positivamente anche sul fronte qualitativo. E i rapporti con la Docg? “Sono assolutamente buoni e di collaborazione. La Docg rappresenta la zona storica di produzione. La Doc – non più legata al nome del vitigno ma al territorio – è qualcosa di diverso. Diversi i terreni, il prodotto finito e il posizionamento. Questo è quello che deve passare al consumatore”. •

20 mila ettari di produzione, per un totale (nel 2013) di 1 milione e 757 mila ettolitri di vino, ovvero circa 230 milioni di bottiglie. Nel 2012 il mercato del Prosecco ha visto un incremento positivo del 8%. Nel primo quadrimestre del 2013, il trend di crescita è stato del 14,6%.

Prosecco: a young wine with ancient origins Our sparkling Prosecco is well appreciated both in Italy and abroad. Important numbers and a growing trend for a much imitated Denomination: President Stefano Zanette talks about the Consorzio

Stefano Zanette, class 1960, from July 4th 2012 is the president of Consorzio di Tutela del Prosecco Doc, a young Consorzio that protects an ancient wine. The Consorzio was created in 2009 by a group of producers of Prosecco who wanted to fix the boundaries of an important productive territory: nowadays it’s made of 9 provinces, between Veneto and Friuli Venezia Giulia. It’s a Doc with important numbers that makes it a competitive reality in the International survey: “The productive hectares of the Denomination are about 20,000, and include 10,000 wineries. A wide production but with a traditional philosophy, made by wineries that has an average wideness of 2 hectares. In 2013 the estimated production will be around 230 million of bottles, 60% of which addressed to the foreign markets”, says Zanette. The excellent price-quality ratio, the pleasant taste of this wine and its low alcohol content, make Prosecco Doc a wine for any occasion: that’s why it’s so well-appreciated both in Italy and abroad where there are still good margins of expansion. The activity of Consorzio follows two paths: on one hand, there are the promotion of the brand and the pursuit of new markets, on the other one, the protection of the quality and of the originality of this wine, to guarantee the final consumer. Sophistications and success are always connected and Prosecco too is not completely free from this trouble. For this reason the Consorzio has introduced the obligation to put in every bottle the state check mark to guarantee its quality. Another important activity of the Consorzio is a control on the offer, in order to balance the volumes of the production and the demand of the market. The Asembly has decided to stock part of the 2013 production temporarily, using innovative techniques that

La Doc è del 2009, mentre il riconoscimento ad Igt risale al 1995. Le tipologie del Prosecco Doc: Spumante (brut, dry ed extradry), Frizzante e Tranquillo. Il vitigno utilizzato è prevalentemente la Glera.

protect the quality of wine. And what about the relationships with the Docg? “Very good and collaborative. The Docg represents the historical production area; the Doc – whose name is connected not to the wine but to the territory – is something different. Different soils and a different wine. And this difference must be communicated to the consumers”. •

Consorzio di tutela della Denominazione di Origine Controllata Prosecco Piazza Filodrammatici 3 31100 Treviso (TV) Tel. +39 0422 1572383 Fax +39 0422 1572385 www.discoverproseccowine.it info@consorzioprosecco.it

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

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tefano Zanette, classe 1960, è da quasi un anno (“4 luglio 2012”, precisa) il presidente del Consorzio di Tutela del Prosecco Doc, un consorzio giovane per un vino antico. Il Consorzio nasce nel 2009 dalla volontà degli attori della filiera del Prosecco di dare dei confini stabiliti al territorio della denominazione, attualmente comprendente 9 province, fra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Una Doc dai numeri importanti, che la rendono competitiva nel panorama delle denominazioni internazionali: “Gli ettari di produzione sono circa 20 mila, con 10 mila aziende sul territorio. Grande produzione quindi, ma ancora di matrice tradizionale, con aziende che hanno una dimensione media di circa 2 ettari. Nel 2013 saranno prodotte 230 milioni di bottiglie, di cui il 60% destinato all’export”, racconta Zanette. L’ottimo rapporto qua-

Pamela Bralia©

Pamela Bralia©

un vino giovane di antichi natali

Il logo del Consorzio, con i suoi 9 calici, rappresenta le 9 province della Doc. Tutte uguali e unite.

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Veneto

Le Manzane, versione 20.10 Un’azienda al passo coi tempi in vigneto, in cantina e nella sinergica interazione col territorio

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biadene Docg Prosecco Frizzante, conquista la Gran Medaglia d’Oro al Vinitaly 2012 mentre il millesimato “20.10”, un Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore Spumante Extra Dry, si aggiudica la Gran Menzione. “Legatura Spago”, di colore paglierino, possiede naso fine con sentori primari di mela verde, felce e ortica, che sfumano nell’agrumato e pesca, per finire col melone bianco e mandorla. La tipica freschezza e il fruttato, uniti all’effervescenza contenuta, lo rendono ideale a tutto pasto. Vino dall’intensa personalità, “20.10” presenta invece un giallo paglierino tenue ravvivato dal perlage fine e persistente, con toni fruttati e floreali di timo, biancospino, acacia e glicine. Nato tre anni fa per festeggiare il passaggio del prosecco dalla Doc alla Docg, “20.10” è speciale: viene infatti ottenuto dal mosto fiore di un particolare vigneto dove è stata ridotta la produzione, le concimazioni e diminuiti i trattamenti fitosanitari.

Dopo la prima fermentazione il mosto subisce due travasi che ne eliminano le impurità e trascorre poi ben sette mesi sui lieviti, ottenendo così la sua cremosità unica. Effervescente come i vini che produce, Le Manzane si è recentemente rinnovata, con uno spazio per il ricevimento ma soprattutto con nuova area di fermentazione e spumantizzazione completamente interrata sulla cui superficie crescono i vigneti, con conseguente impatto ambientale nullo. L’attenzione per il territorio si rivela anche negli altri vini ottenuti da uve autoctone quali Verdiso, Manzoni Bianco e Marzemino Passito nonché un Cabernet e un uvaggio chiamato Kaberlò, ma anche in iniziative come la vendemmia coi ragazzi disabili della locale Onlus Amici di Diego, cui è andata parte del ricavato ottenuto dalla vendita delle magnum confezionate ad hoc. Le Manzane si conferma così un’azienda attenta al presente che la circonda e con un grande futuro davanti. (i.g.) •

Le Manzane, version 20.10

A winery up with the times that manages its vineyards and cellar in harmonious synergy with the territory

Ernesto Balbinot started his project in 1984 founding La Vigna. As an only just graduated oenologist, he specialized in the production of sparkling wines and of the basis for the production of these wines. In 1997 Ernesto sensed the possibility to bottle and to market his own wine and created his brand. Nowadays he still manages Le Manzane, together with his wife Silvana and his son Marco and follows personally the whole production cycle, from the cultivation of the 45 hectares of vineyards he owns, to the

packaging of his 700.000 bottles of wine. His care for his vineyards is admirable and it has been the first step to create a wine that both the Italian and foreign markets have shown to appreciate very much. Also the connoisseurs have appreciated labels such as”Legatura Spago”, a Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco sparkling wine, that has conquered the Gran Medaglia d’Oro (gold medal) at Vinitaly 2012 or millesimee “20.10”, a Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore Spumante Extra Dry, that has been appointed with the Gran Menzione. “Legatura Spago”, is a straw yellow wine, with green apple, fern and nettle perfumes that ends in a citrus aroma combined with peach, white melon and almond. Its freshness and fruity taste make it a wine ideal with every kind of dish. “20.10” is a wine with an intense personality, a light straw yellow col-

or and a fine and persistent perlage. Its bouquet reminds flowery and fruity perfuse of thymus, hawthorn, acacia and wisteria. Created three years ago to celebrate the acknowledgment of the Docg, “20.10” is a special wine, made from the grapes of a particular vineyard where the production has been reduced and chemicals are avoided as much as possible. After a first fermentation, the must is filtered two times to remove all the impurities. Then it rests seven months on the yeasts gaining a unique creamy taste. Le Manzane is a winery as sparkling as its wines: recently it has renewed its cellar creating a welcoming area, but first of all a new fermentation and foaming underground area. Over this new cellar the vineyards grow luxuriant: the impact of this structure on the environment is reduced to a minimum. The peculiar care of this winery towards its territory

is expressed by its autochthonous wines too: Verdiso, Manzoni Bianco and Marzemino Passito, a Cabernet and a grape variety called Kaberlò; but also by other initiatives, such as the harvest with the disabled people and the Amici di Diego Onlus; to this association the winery has devolved part of the proceeds of the sales of special magnum bottles. Le Manzane is a winery that cares for its environment and look towards the future. •

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

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rnesto Balbinot avvia il suo progetto già nel 1984 creando l’azienda agricola La Vigna, fresco di diploma come enologo, e si specializza nella produzione di basi spumanti prosecco per gli spumantisti della zona. Nel 1997 Ernesto, intravedendo la possibilità di spumantizzare e commercializzare i suoi vini, crea il marchio Le Manzane e tuttora gestisce con l’aiuto anche della moglie Silvana e del figlio Marco l’intero ciclo vitivinicolo, dalla coltivazione dei 45 ettari di proprietà al confezionamento delle circa 700.000 bottiglie. L’attenzione maniacale con cui Ernesto cura le proprie vigne è il primo passo per creare un vino che il mercato italiano ed estero accoglie subito in maniera entusiasta. D’altra parte, i prodotti dell’azienda si fanno notare anche ai maggiori esperti: ”Legatura Spago”, un Conegliano Valdob-

Veneto

AZ. AGR. LE MANZANE di E. BALBINOT Via Maset 47/B - 31020 San Pietro di Feletto (TV) Tel. 0438 486606 - Fax 0438 787881 info@lemanzane.it - www.lemanzane.com twitter.com/Le_Manzane www.facebook.com/pages/Le-Manzane

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Le Manzane

Le Manzane

L’Apparita

Suveraia

Prosecco Frizzante

20.10 Prosecco Superiore

Conegliano Valdobbiadene Docg

Conegliano Valdobbiadene Docg

San Michele Rosato Doc Maremma

Bacucco di Suveraia Doc

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2012

Toscana

2012

2011

Zona di produzione: colline moreniche tra Conegliano e Valdobbiadene Uvaggio: Glera atto a dare Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg 100% Altitudine: 200-250 m s.l.m. Sistema di allevamento: sylvoz Periodo di vendemmia: raccolta manuale ad inizio settembre Vinificazione: pressatura soffice dell’uva, decantazione statica a freddo del mosto (5-7° C) e avvio alla fermentazione alcolica a 17-18° C controllati. Ulteriore rifermentazione in autoclave a 15° C per 40-45 giorni. Successiva sosta sui lieviti di 30 giorni, quindi imbottigliamento. Acciaio Affinamento: in bottiglia per 30 gg. Legatura manuale delle bottiglie Colore: paglierino chiaro Olfatto: profumo delicato, gradevolmente fruttato Gusto: sapore secco, caratteristico Temperatura di servizio: 8-10° C Gradazione alcolica: 11% vol. Abbinamenti consigliati: ottimo aperitivo o fuori pasto, ma anche con antipasti di pesce, minestre e dessert

Zona di produzione: colline moreniche tra Conegliano e Valdobbiadene Uvaggio: Glera atto a dare Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg 100% Altitudine: 200-250 m s.l.m. Sistema di allevamento: sylvoz Periodo di vendemmia: raccolta manuale ad inizio settembre Vinificazione: solo mosto di sgrondo gravitazionale, decantazione statica a freddo (5-7 °C), fermentazione alcolica a 16-17 °C. Sui lieviti per 2 mesi, presa di spuma in autoclavi con rifermentazione di 50 gg a 13° C. Ulteriore sosta sui lieviti di 3 mesi con sollevamento periodico degli stessi. Acciaio. Affinamento: in bottiglia di 30 giorni prima dell’immissione nel mercato Colore: paglierino scarico Olfatto: profumo delicato fruttato con sfumature floreali Gusto: asciutto, sapido, minerale. Retrogusto piacevole e persistente.Cremoso. Temperatura di servizio: 7-8° C Gradazione alcolica: 11.5% vol Abbinamenti consigliati: da aperitivo per eccellenza; ma anche con primi piatti leggeri, minestre e frutti di mare

Zona di produzione: Civitella Paganico (GR) Uvaggio: Sangiovese 100% Altitudine: 100 mt s.l.m. Sistema di allevamento: cordone speronato monolaterale con sesto di impianto di mt. 2.80x0.80 Periodo di vendemmia: settembre Vinificazione: 6 mesi in tini di acciaio Affinamento: --Colore: tonalità rosa particolarmente delicata, quasi sfumata, che ricorda una cipria elegante Olfatto: aroma di rosa mattutina Gusto: fresco, raffinato, aromatico ma anche ricco e sapido Temperatura di servizio: 13 °C Gradazione alcolica: 13.50% vol Abbinamenti consigliati: perfetto come aperitivo, ma anche con i pesci, soprattutto crostacei e frutti di mare, ottimo anche con le carni bianche, i legumi ed i cereali

Zona di produzione: Suvereto- Doc Monteregio di Massa M.Ma Uvaggio: Sangiovese 85%, Cabernet Souvignon 15% Altitudine: 70 m.s.l.m. Sistema di allevamento:Cordone speronato Periodo di vendemmia: Agosto / Settembre Vinificazione: Tradizionale, a temperatura controllata Affinamento: 12 mesi in barrique di rovere francese nuove e di secondo passaggio e 12 mesi in bottiglia Colore: compatto, di tonalità porpora Olfatto: bouquet complesso, dove la vaniglia si staglia per prima per poi incontrare frutti di bosco e ribes Gusto: gusto vellutato, morbido, tannino bilanciato, misurato e di buon equilibrio Temperatura di servizio: 18 ° C Gradazione alcolica: 14 % vol. Abbinamenti consigliati: adatto ad accompagnare piatti tipici della cultura gastronomica toscana a base di selvaggina, carne alla brace, arrosti e formaggi a lunga stagionatura.

Production area: hills of Conegliano and Valdobbiadene Grape variety: Glera for Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg 100% Altitude: 200-250 m a.s.l. Training system: sylvoz Harvest period: manual, beginning of September Wine-making: soft pressing, cold static setting (5-7° C), alcoholic fermentation at 17-18° C. further fermentation in vat at 15° C for 40-45 days. Rest on the leaven for 30 days, then bottling. Steel Refining: in bottle for 30 days. Manual closure of the bottles Colour: light yellow Bouquet: delicate and pleasantly fruity perfume Taste: dry and peculiar Serving temperature: 8-10° C Alcohol: 11% by vol. Best with: ideal as aperitif or out of the meal, but also with fish, soups and desserts

Production area: hills of Conegliano and Valdobbiadene Grape variety: Glera for Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg 100% Altitude: 200-250 m a.s.l. Training system: sylvoz Harvest period: manual, beginning of September Wine-making: made with gravity dripped must; cold static setting (5-7 °C), alcoholic fermentation at 16-17 °C. 2 months on the leavens, roaming in vat, further fermentation for 50 days at 13° C. Rest on the leaven for 3 months with periodical lifting. Steel Refining: in bottle 30 days before the marketing Colour: pale straw yellow Bouquet: delicate fruity perfumes with flowery inklings Taste: dry, sapid, mineral. Pleasant and persistent aftertaste, creamy Serving temperature: 7-8° C - Alcohol: 11.5% by vol. Best with: ideal as aperitif; also with light first courses, soups and mussels

Production area: Civitella Paganico (GR) Grape variety: Sangiovese 100% Altitude: 100 m a.s.l. Training system: mono-lateral spurred cordon; row distance m 2.80x0.80 Harvest period: September Wine-making: 6 months in oak barrels Refining: --Colour: delicate rose nuances Bouquet: morning rose perfumes Taste: fresh, refined, aromatic but also rich and sapid Serving temperature: 13 °C Alcohol: 13.50% by vol. Best with: ideal as aperitif, but also with fish, shellfish, and mussels, excellent with white meat, pulse and cereals

Production area: Suvereto- Doc Monteregio di Massa M.Ma Grape variety: Sangiovese 85%, Cabernet Souvignon 15% Altitude: 70 m a.s.l. Training system: spurred cordon Harvest period: August / September Wine-making: Traditional, at controlled temperature Refining: 12 months in new and second passage French oak barrique, 12 months in bottle Colour: thick, with purple reflexes Bouquet: complex, with vanilla, wild berries and currant perfumes Taste: velvety, soft, well-balanced tannins Serving temperature: 18 ° C Alcohol: 14 % by vol. Best with: typical Tuscan cuisine, game, grilled and roast meat, seasoned cheese

AZ. AGR. LE MANZANE di E. BALBINOT

Società Agricola L’Apparita

Soc. Agr. Suveraia

Via Maset 47/B - 31020 SAN PIETRO DI FELETTO (TV)

Località L’Apparita - Paganico - 58045 Civitella Paganico (GR)

Loc. Campetroso 26 - 58025 Monterotondo M.mo

Tel. 0438 486606 - Fax 0438 787881

Tel. 3496125948

Tel. :338 1291996 - Fax: 0566 910020

www.lemanzane.com

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suveraiawines@gmail.com

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twitter.com/Le_Manzane

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I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

2012

Toscana

Scelti per Voi

Scelti per Voi

Veneto

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Cantina Barsento

Antica Masseria Jorche Primitivo di Manduria Riserva

Malicchia Mapicchia Igt Puglia

Cantina Rauscedo Sauvignon Friuli Grave Dop

Piemonte

Cantina Sociale di Gattinara Gattinara Docg

2012

2010

2006

Zona di produzione: Alto Salento (Ta), Murgia Carsica (Ba) Uvaggio: 100% Primitivo Altitudine: 400 m s.l.m. Sistema di allevamento: alberello pugliese Periodo di vendemmia: fine ottobre Maturazione: acciaio. Vendemmia tardiva, appassimento per 40 gg. su graticci. Affinamento: acciaio/ bottiglia. Colore: rubino intenso con riflessi marascati Olfatto: profumi intensi di frutta fresca: prugne e fragole con buona persistenza olfattiva Gusto: amabile, quasi dolce, ben equilibrato fra elementi duri e elementi morbid, ben strutturato e molto persistente e molto fine. Ricorda la ciliegia. Temperatura di servizio: ambiente Gradazione alcolica: 14,5+3% vol. Abbinamenti consigliati: dolci di pasta secca, formaggi stagionati e aromatici, secondi di carne (cacciagione) conditi con salse a base di frutta.

Zona di produzione: Salento Uvaggio: 100% Primitivo Altitudine: sul livello del mare Sistema di allevamento: cordone speronato Periodo di vendemmia: raccolta manuale, fine agosto, inizi di settembre Maturazione: pigiatura soffice, fermentazione a temperatura controllata e macerazione sulle bucce Affinamento: 12 mesi in barrique e capasuni e 3 mesi in bottiglia Colore: rosso rubino con riflessi rosso granato, carico Olfatto: etereo, boisè, speziato Gusto: robusto, armonico e giustamente tannico Gradazione alcolica: 16% vol Abbinamento consigliati: grandi secondi piatti di carne, sia bovina che ovina, la sua spiccata alcolicità lo rende perfetto per supportare grandi piatti carichi di aromi e struttura

Zona di produzione: Friuli Venezia Giulia Uvaggio: 100% Sauvignon Altitudine: 68 m s.l.m. Sistema di allevamento: guyot Periodo di vendemmia: prima decade di settembre Vinificazione: in bianco in serbatoi di acciaio a 12° previa macerazione pre-fermentativa a freddo Affinamento: in serbatoi di acciaio Colore: giallo con riflessi verdognoli Olfatto: ricordi di salvia, peperone verde e bosso Gusto: intenso e fragrante con avvolgenti sensazioni di frutta tropicale Temperatura di servizio: 10-12°C Gradazione alcolica: 12,5 % vol. Abbinamenti consigliati: valorizza i carpacci di pesce e i crostacei, così come i risotti di verdure

Zona di produzione: Nord-Ovest di Gattinara (VC) Uvaggio: 100% Nebbiolo Altitudine: 300/400 m s.l.m. Sistema di allevamento: guyot tradizionale Periodo di vendemmia: in genere tardiva, prima/seconda settimana di ottobre Vinificazione: a temperatura controllata con macerazione lunga Affinamento: in botti di rovere per almeno 18 mesi Colore: rosso rubino con riflesso granato Olfatto: intenso e persistente, con una piacevole percezione di viola e un retrogusto speziato Gusto: corposo, con sapore asciutto e giusta tannicità, caldo e austero Temperatura di servizio: stappare almeno 2 ore prima e servire a 19/20°C Gradazione alcolica: 13 % vol. Abbinamenti consigliati: a tutto pasto, ottimo con tutti i piatti dallo spiccato carattere: primi strutturati, carni, selvaggina e formaggi stagionati o saporiti

Production area: Alto Salento (Ta), Murgia Carsica (Ba) Grape variety: 100% Primitivo Altitude: 400 m a.s.l. Training system: small tree Harvest period: end of October Wine-making: in steel, late harvest, drying on racks for 40 days Refining: in steel and bottle Colour: ruby red with morel cherry reflexes Bouquet: intense fresh fruit perfumes of plum, strawberry. Persistent Taste: sweet, well-balanced, well-structured and persistent, fine, reminds cherry Serving temperature: room temperature Alcohol: 14,5+3% by vol. Best with: dry confectionery, seasoned and aromatic cheese, second dishes based on meat and game with fruity dressings

Production area: Salento Grape variety: 100% Primitivo Altitude: on the sea level Training system: spurred cordon Harvest period: manual, end of August – beginning of September Wine-making: soft pressing, fermentation at controlled temperature, maceration on the marc Refining: 12 months in barrique and “capasuni”; 3 months in bottle Colour: ruby red with bright garnet reflexes Bouquet: ethereal, boisè, spicy Taste: strong, harmonic, tannic Alcohol: 16% by vol. Best with: structured second dishes of meat, structured and complex dishes

Production area: Friuli Venezia Giulia Grape variety: 100% Sauvignon Altitude: 68 m a.s.l. Training system: guyot Harvest period: first ten days of September Wine-making: in white in steel vats at 12° after a cold maceration Refining: in steel vats Colour: yellow with greenish reflexes Bouquet: sage, green pepper and box Taste: intense and fragrant with tropical fruit aromas Serving temperature: 10-12°C Alcohol: 12,5 % by vol. Best with: raw fish, shellfish, vegetable risotto

Production area: North-West of Gattinara (VC) Grape variety: 100% Nebbiolo Altitude: 300/400 m a.s.l. Training system: traditional guyot Harvest period: late, first/second week of October Wine-making: at controlled temperature with long maceration Refining: 18 months in oak barrels Colour: ruby red with garnet reflexes Bouquet: intense and persistent, with a pleasant violet inkling and a spicy aftertaste Taste: structured, dry, tannic, warm and severe Serving temperature: 19/20°C open 2 hours before serving Alcohol: 13 % by vol. Best with: whole meal, ideal with structured dishes based on meat, game, seasoned cheese and savoury cheese

CANTINE BARSENTO

Antica Masseria Jorche

CANTINA RAUSCEDO S.c.a.

CANTINA SOCIALE DI GATTINARA SCRL

Contrada San Giacomo - 70015 Noci (Ba)

Contrada Jorche - 74020 - Torricella - Taranto

Via del Sile, 16 - 33095 Rauscedo (PN)

Via Monte Grappa, 6 - 13045 Gattinara (VC)

Tel. 080 4979657 - Fax 080 4976126

Tel. +39.099.9573232

Tel. +39 0427 94020 - Fax +39 0427 94374

Tel. +39 0163 833568 - Fax +39 0163 826302

www.cantinebarsento.it

www.jorche.it

www.cantinarauscedo.com

www.cantinagattinara.it

info@cantinebarsento.it

jorche@jorche.it

info@cantinarauscedo.com

info@cantinagattinara.it

cantinarauscedo1951

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

2008

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Friuli

Puglia

Scelti per Voi

Scelti per Voi

Puglia

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Bollicine News

comunicazione

di Giovanni Pellicci

Il nuovo stile di Carpené Malvolti tra tradizione e innovazione

green

Il Prosecco Docg è sempre più green Trasformare i residui di potatura in prodotti utili per il compostaggio e la produzione di energia termica. E’ questo l’ulteriore passo in avanti compiuto dal Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore nell’ottica di promuovere una viticoltura sempre più rispettosa dell’am-

biente e della salute in tutte le fasi della produzione. La posizione collinare dei vigneti, con pendenze talvolta elevate, rende difficoltoso lo smaltimento dei residui di potatura e per questo in passato venivano eliminati attraverso la combustione. Una pratica che in questi anni è stata vietata. Con l’obiettivo di trovare un utilizzo alternativo ai sarmenti il Consorzio di Tutela ha avviato un progetto che mira ad individuare le migliori modalità per lo smaltimento di questi residui, rendendoli anche fonti naturali di energia. La buona pratica è stata illustrata recentemente durante l’incontro “Sottoprodotti dell’attività vitivinicola nel Conegliano Valdobbiadene Docg: da rifiuto a risorsa per la sostenibilità del territorio” durante il quale sono stati illustrati i risultati ottenuti e le possibili soluzioni adottabili.

Il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg trasforma i residui della potatura in energia

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GIUGNO ione Seconda ediz dell’evento e dedicato a vini ti sa ro bollicine

La storica azienda del Prosecco Docg vara una rinnovata strategia comunicativa

L’EVENTO

Il rosè fa boom e Roma ospita BereRosa Torna BereRosa, la grande manifestazione dedicata ai vini e alle bollicine en rose. Giovedì 27 giugno, dalle 17 alle 23, i saloni ottocenteschi di Palazzo Brancaccio a Roma e i suoi ampi giardini ospiteranno la seconda edizione dell’evento, curato dalla redazione di Cucina&Vini e dedicato ad una grande selezione di vini e spumanti rosati da tutta Italia. L’evento torna forte del successo di pubblico dell’edizione 2012 e dei buoni risultati del mercato. Secondo recenti proiezioni, infatti, entro il 2016 il consumo mondiale dei vini rosati dovrebbe segnare un incremento del 7,58%, un aumento indicativo e di grande motivazione per tutto il comparto vitivinicolo. Tra le novità dell’edizione 2013 ci sarà la Guida ai vini della manifestazione, un vademecum (scaricabile on-line) in cui saranno inserite tutte le etichette partecipanti alla manifestazione.

L’olivastra seggianese conquista New York Extravergine made in Italy protagonista nella Grande Mela. A New York, città che punta a diventare la capitale del grande extra vergine d’oliva degli Usa, il Villa Magra e l’Igp Toscano del Frantoio Franci di Seggiano, in provincia di Grosseto, hanno conquistato il Best Olive Oil in the World. Si tratta di un nuovo grande concorso che, oltre a selezionare i migliori extra vergine del mondo, intende diventare un punto di riferimento sicuro e autorevole per i consumatori yankee. Insieme al concorso, a NY si sono infatti svolti convegni e workshop incentrati su tematiche fondamentali come la ricerca scientifica e medica, gli abbinamenti in

di Giovanni Pellicci

cucina e naturalmente la degustazione dell’olio. Il Best Olive Oil in the World vanta un panel internazionale di 16 componenti, provenienti da 10 diversi paesi e capitanati dall’italiano Guido Celletti. Il Villa Magra by Frantoio Franci (che dal 1996 è presente negli Stati Uniti) ha vinto il premio Best of Class nella categoria dei fruttati intensi, con il significativo punteggio di 9,60. Notevole la performance dell’Igp ToscanoBest of Class nella categoria di fruttato medio con un punteggio di 9,50. Infine, l’Olivastra Seggianese ha ottenuto una medaglia d’oro nella categoria fruttato leggero con un punteggio di 8,90.

Il Villa Magra e l’Igp Toscano del Fratoio Franci si sono aggiudicati la prima edizione del premio Best Olive Oil in the World

IL PREMIO

L’extravergine di Fonte Foiano è il Magnifico 2013

Alla prima edizione del Premio hanno partecipato 102 extravergine, di cui 82 italiani e 20 esteri

Ben 102 selezioni di extra vergine, in rappresentanza di altrettante aziende produttrici, hanno partecipato alla prima edizione del Magnifico Extra Virgin Olive Oil Awards promosso in Toscana dall’Associazione composta da Matia Barciulli, Patrizia Cantini, Mauro Fusi, Giorgio Mori e Zaccheo Nencioni per ricordare e onorare due grandi figure dell’olio recentemente scomparse, Massimo Pasquini e Marco Mugelli. L’Azienda Agricola Fonte di Foiano di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, con il suo olio extra vergine Grand Cru, si è aggiudicata Il Magnifico Extra

LA GUIDA

Italy L’olio madecin qualità continua a rescere in li extravergini

lla Guida ag ova edizione de de protagoniste Presentata la nu od con 772 azien Fo ow Sl da ita 2013 ed travergini 2013 di nella Guida agli ex nti se pre de osciien Sono 772 le az Chiocciola, il ricon 12 insignite della i cu di lori va re, i ito de Ed e Slow Food o interpretazion e realtà per la lor w all Slo ato ipi gn nc se pri i as mento in sintonia con riali e ambientali andi rito Gr ter 58 i, i cu ttic di ole i, an sit org rgini recen e, 1131 gli extrave al territorio Food. Sono, invec olettico, aderenza an org gio pre r pe o on gu ronomitin dis Oli, che si uti con pratiche ag 25 Oli Slow, otten e e, zzo. ton pre toc tàau ali ar qu e cultiv on rapporto ratterizzati da un bu ca e ili nib ste so e ch

Virgin Olive Oil Award. Un olio giudicato “strepitoso” dal panel per la sua potenza ed eleganza, per le sue tipiche note di carciofo e per la sua sapidità dovuta all’influenza del mare. L’Igp Toscano delle Fattorie Parri di Montespertoli, in provincia di Firenze, ha ottenuto il Premio Massimo Pasquini con un olio che interpreta alla perfezione la toscanità e che si è dimostrato estremamente versatile in abbinamento ai piatti tipici della cucina italiana. Le Tre Colonne dell’Azienda Agricola Salvatore Stallone di Molfetta, in provincia di Bari, ha ottenuto il Premio Marco Mugelli. Un extra vergine caldo, potente e rotondo che ha colpito il panel di assaggio anche per le sue caratteristiche innovative. Infine, il Premio Internazionale è andato al Domaine Arije Proprieté ZDA, azienda magrebina. Degli 82 oli provenienti dall’Italia, le regioni interessate sono state l’Abruzzo, la Campania, l’Emilia Romagna, il Lazio, la Ligura, la Lombardia, le Marche, la Puglia, la Toscana, il Trentino, l’Umbria e il Veneto. I 20 oli esteri invece provenivano dalle seguenti nazioni: Cile, Croazia, Francia, Israele, Marocco, Spagna, Sud Africa e Usa.

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

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La storica casa spumantistica Carpenè Malvolti lancia un nuovo stile comunicativo. E’ Carpenè dal 1868 la quintessenza delle bollicine e della festa, chiave per rendere ogni occasione speciale e indimenticabile. Da sempre e per sempre. Un marchio che si è caratterizzato per quel segno grafico distintivo che storicamente lo accompagna e che oggi più che mai rappresenta il principale asset dell’azienda per rimanere fedele alla tradizione, volgendo lo sguardo all’innovazione: un ottagono dorato sigillato dalla corona, che ritrova la sua centralità e si declina in una figura più moderna, dinamica e proiettata al futuro dentro cui esplode il nuovo concept aziendale attraverso immagini di vita vissuta. Quattro diverse contestualizzazioni di consumo che rispecchiano gli aspetti del sentimento (feeling), della convivialità (living) e della passione familiare (passion), per ogni contesto fisico e temporale (forever). “La nostra filosofia è quella di essere sempre vicino al consumatore – premette Rosanna Carpenè, quinta generazione della dinastia più longeva della spumantistica italiana – non solo con i prodotti ma anche nel modo di comunicare e soprattutto creando insieme a loro nuove occasioni di consumo”. Nuovo anche il look per le bottiglie che si slanciano nella forma, pur rimanendo fedeli alla loro storicità, innovandosi nell’etichetta, attraverso il nuovo pack (forma e veste) con l’obiettivo di interpretare lo spirito giovane, minimal e easy chic del Prosecco, senza impoverire né banalizzare i codici estetici ed etici della Carpenè Malvolti.

ExtravergineNews

LA NEWS

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Cantina Cooperativa di Pitigliano: here is our oil! In the heart of Maremma a cooperative produces excellent oils

Cantina Cooperativa di Pitigliano: ecco il nostro olio! Nel cuore della Maremma i soci della celebre cantina si dedicano anche alla produzione di oli d’eccellenza

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ogni giorno investono le loro fatiche, il loro lavoro, la loro esperienza per produrre oli d’eccellenza che parlino della terra maremmana. Come da tradizione le olive vengono raccolte a mano e, dopo una prima selezione, vengono frante nel frantoio interno alla Cantina, un ciclo di lavorazione a due fasi predisposto per una corretta lavorazione a freddo, caratterizzato dal fatto che tutte le operazioni avvengono senza aggiunta di acqua, permettendo così all’olio di essere profumato e ricco di sostanze, quali i polifenoli, che aumentano il suo pregio. Le cultivar sono quelle tipiche del territorio, Leccino,

Moraiolo, Frantoio e Canino e gli oli prodotti sono ad oggi tre, il Biologico, il Kasher, omaggio al legame che unisce Pitigliano alla cultura ebraica e l’Igp Toscana, vero principe della produzione. La Cantina Cooperativa di Pitigliano va così ad affiancare agli ottimi vini prodotti anche ottimi oli, nati nel nome dell’eccellenza e della qualità. • Cantina di Pitigliano sac Via N. Ciacci, 974 58017, Pitigliano (GR) Tel. 0564 616133 Fax 0564 616142 info@cantinadipitigliano.it www.cantinadipitigliano.it

Toscana

Cantina di Pitigliano

Azienda Agricola Giovani

Olio Extravergine di oliva Igp Toscano

Poggi Antichi Olio Igp Toscano

2012

2012

Località: Pitigliano Altitudine sul mare: 300 m s.l.m. Tipo di terreno: tufaceo Cultivar: Canino, Leccino, Frantoio Raccolta: Novembre Sistema di molitura: ciclo continuo con frangitura a martelli ed estrazione meccanica per centrifugazione Colore: verde dorato Olfatto: fruttato ed erbaceo Gusto: fruttato, erbaceo e leggermente piccante Acidità: 0,1-0,2 % Abbinamenti gastronomici: carne alla brace, verdure grigliate ed altri sapori decisi

Località: Suvereto Altitudine sul mare: 100 m. slm Tipo di terreno: misto argilloso Superficie totale: oltre 20 ettari Cultivar: frantoio, moraiolo, leccino. Inoltre ci sono circa un 10% di cultivar come il pendolino e il maurino Raccolta: ottobre, novembre, dicembre Sistema di molitura: a linea continua a tre fasi (olio-sansa-acqua di vegetazione), con decanter senza separatore Colore: verde tendente al giallo Olfatto: all’inizio profumo di carciofo, poi profumi erbacei Gusto: fruttato, dal sapore dolce leggermente piccante Acidità: 0,1- 0,3 max Abbinamenti gastronomici: Si adatta bene su ogni tipo di cucina, ma in particolar modo a quella mediterranea sia a cotto che a crudo, esaltando i sapori del cibo senza sopprimerli

Production area: Pitigliano Altitude: 300 m a.s.l. Soil: tuffaceous Cultivar: Canino, Leccino, Frantoio Picking period: November Milling system: continuous traditional cycle with hammer milling and mechanical oil eduction Colour: gold green Bouquet: herbaceous and fruity Taste: intense fruity, herbaceous and lightly spicy Acidity: 0.1-0.2% Best with: grilled meat and vegetables, savoury dishes

Production area: Suvereto Altitude: 100 m a.s.l. Soil: clayey Total surface: more than 20 hectares Cultivar: frantoio, moraiolo, leccino. And a 10% of pendolino e il maurino Picking period: October, November, December Milling system: three phases continuous cycle (oil-olive residues-vegetation water) with decanter without separator Colour: green tending to yellow Bouquet: artichoke and herbaceous perfumes Taste: fruity, sweet and spicy Acidity: 0.1-0.3 max Best with: Mediterranean cuisine, both on raw and cooked dishes, exalts food tastes

Cantina di Pitigliano sac

FRANTOIO OLEARIO GIOVANI SNC - AZIENDA AGRICOLA GIOVANI S.S

Via N. Ciacci, 974 - 58017, Pitigliano (GR)

Loc. San Lorenzo - 57028 - Suvereto (LI)

Tel. 0564 616133 - Fax 0564 616142

Tel: 0565 845135 - Fax: 0565 765945

www.cantinadipitigliano.it

www.giovaniolio.it

info@cantinadipitigliano.it

info@giovaniolio.it

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

E

ra il 25 ottobre 2009 quando i settecento soci della Cantina Cooperativa di Pitigliano sostennero l’amministrazione per portare avanti un progetto olivicolo, che si affiancasse a quello enologico che ormai stava portando risultati sempre più importanti e soddisfacenti. In meno di due mesi il tutto fu così realizzato e si iniziò a produrre olio, semplicemente sfruttando le risorse di un territorio da sempre vocato alla produzione sì di vino, ma anche di ottimo Extravergine. I risultati, da subito soddisfacenti, sono arrivati oggi ad essere vero vanto per i soci della cooperativa, che

On October 25th 2009, the 700 partners of Cantina Cooperativa di Pitigliano supported the administration to carry out a project of olive production beside their already successful winemaking activity. In less than two months the cooperative started its new oil production, betting on a resourceful territory, always suited for wine and oil-making. Results were immediately satisfactory and nowadays this oil production is a pride to the partners. Every day these entrepreneurs put all their energies and passion in the production of the excellences of Maremma. According to tradition, their olives are manually picked and, after a careful selection, crushed in the oil mill and processed with a two phases cold cycle with no water added that preserves the natural perfumes of this oil and its beneficial qualities, like polyphenols, that enrich its value. The partners grow the typical cultivars of this area – Leccino, Moraiolo, Frantoio and Canino – and produce three kind of olive oil: organic, kosher (an homage to the ancient bond between Pitigliano and the Jewish culture) and Tuscan Igp, the king of the production. Cantina cooperative di Pitigliano proposes an excellent selection of olive oil beside its wine production, always in the name of quality and excellence.

Toscana

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Report da...

VINEXPO Bordeaux, 16 – 20 g

Food&Beveragenda di Claudia Cataldo

VULCANIA

La cinque giorni

Si è tenuta a Monteforte d’Alpone (VR) lo scorso 23 e 24 maggio l’edizione 2013 di Vulcania, collaudato appuntamento sui bianchi da terreni vulcanici. Novità di quest’anno è stata l’innovativa scheda di analisi degustativa, basata su tre criteri, “origine”, “stile”, “valore”, ovvero le tre dimensioni in cui si sviluppa un vino: il territorio, la cantina, il bicchiere. L’origine valuta il livello con cui il vino rispecchia l’identità territoriale e i vigneti della zona di produzione, lo stile si concentra invece sulla tecnica di cantina e, infine, il valore quantifica la soddisfazione dell’assaggiatore. La nuova scheda è stata testata nella mattinata del 24 maggio su un centinaio di Soave degustati alla cieca da una commissione di oltre cento professionisti del settore fra giornalisti, wine blogger, produttori. Nel pomeriggio si è svolto invece un momento di confronto a cura di Attilio Scienza, professore di viticoltura all’Università di Milano, del giornalista Antonio Paolini, di Nicola Frasson responsabile per il Veneto della Guida Vini d’Italia e Slow Food e di Aldo Lorenzoni e Giovanni Ponchia, rispettivamente direttore ed enologo del Consorzio Soave. Il dibattito si è incentrato sulle potenzialità e le impressioni della nuova scheda e sulla realtà Soave che da fenomeno ha saputo trasformarsi in sistema, in grado di rispecchiare una ben nota realtà enologica con una produzione di 50 milioni di bottiglie annue e un fatturato continua a crescere e che si attesta ora sui 150 milioni. (i.g.)

VINÒFOR U R o ma , 7 – 2 2 g M iugno 2013 La manifestaz ione compie 10 anni e cont a riunire a Rom inua a le migliori az iende del gust con protagon o, isti italiani e in ternazionali, creando cont atti e sinergie fra profession neofiti e appa isti, ssionati. Spa zi dedicati alla cucina italiana (Cantine da C hef), food show degustazioni, , monday class e molto altro, in uno spazio di oltre 10 mila metri quadrati cuore di Rom nel a. Dal 27 al 30 giugno sarà po volta di Birraf i la òrum. www.vinofor um.net

MELODIA DEL VINO Toscana, 27 giugno – 6 luglio 2013

GUSTOCORTINA Cortina d’Ampezzo, 16 – 17 giugno 2013

Seconda edizione per questo evento che si definisce “La dimora del Buon Gusto”, vetrina selezionata del made in Italy che si arricchisce di una Selezione Speciale LE FIGARO VIN curata da Bernard Burtschy e Ian D’Agata, due nomi di spicco dell’enologia internazionale. Ne nasce un sodalizio destinato a durare nel futuro. Un ricco calendario, degustazioni di vino e non solo, sigari, presentazioni, nello scenario suggestivo delle Dolomiti.

di Claudia Cataldo

della prestigiosa

Bordeaux si prere gli stimati 48.0 00 visitatori che si presuppone pren deranno parte a questa edizione. Un vero e proprio viaggio attorno al mondo, attraverso vini e distilla ti. Non solo fiera , ma anche osse di mercato, cons rvatorio sui trend umi e produzioni , con un analisi su duttori e 114 mer 28 Paesi procati wine&spirits. Sa rà rip ro po st Vinexpo, con un o anche Tasting ricco calendario by di degustazioni collaborazione e presentazioni con Chef&Som , in melier, con mas Paolo Basso, m terclass guidate iglior sommelier da d’Europa nel 20 nel 2013. Vinexp 10 e poi del mon o, sempre più, do punta ad acquisi li e ad attrarre re caratteri glob soggetti da ogni aangolo del mon quei Paesi che do , soprattutto da dimostrano un interesse cresce mo di vino e di nte verso il cons stillati (ad esem upio la Cina). No all’appuntamen n a caso, acca to bordolese, an nt o che nel 2014 si Asia-Pacific ad rip et er à il Vi ne Hong Kong, dal xpo 27 al 29 maggio. da domenica a Notizie utili: aper mercoledì dalle to 8:30 alle 18:30, giorno) dalle 8:30 il gi ov ed ì (u ltimo alle 16:30. Acce sso consentito ai I Grandi Vini sa soli operatori. rà in distribuzio ne presso lo stan ternazionale. d della stampa inwww.vinexpo.co m para ad accoglie

Monteforte d’Alpone, 23 – 24 maggio 2013

iugno 2013

Food&Beveragenda

Vinexpo Credits: Frédéric Demesure / Yann Kerveno

www.gustocortina.it

Musica classica e sapori del luogo, in un viaggio alla scoperta del patrimonio storico, artistico ed enogastronomico di alcune fra le principali – e più

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sarà presso la nuova cantina di Antinori, il 27 giugno, con al pianoforte l’ucraino Alexander Romanovsky: sarà poi la volta di Cantina Petra, Castello Poggio alle Mura, Rocca di Montemassi, Rocca di Frassinello www.melodiadelvino.it

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

belle – aziende toscane. Il primo appuntamento

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Food&Beveragenda di Claudia Cataldo

CALICI DI STELLE Italia, 5 – 11 agosto 2013 Notte di San Lorenzo, notte di stelle cadenti. Ma con un bicchiere in mano, come insegna già da diversi anni il Movimento Turismo del Vino. L’appuntamento più “estivo” del MTV interesserà tutta l’Italia, da nord a sud: sul sito, è possibile consultare la lista delle cantine aderenti, in fase di aggiornamento. Numerose le

M E R C AT I N O DEL GUSTO Maglie, 1 – 5 agosto 2013

interpretazioni e le fusioni con arte, musica e design. www.movimentoturismovino.it

Protagoniste le eccellenze enogastronomiche pugliesi, nella quattordicesima edizione del Mercatino del Gusto di Maglie, provincia di Lecce. Per la prima volta, il 31 luglio, ci sarà la cerimonia di consegna del “Premio Mercatino del Gusto”, riservato ad operatori della comunicazione, giornalisti e blogger. 90 bancarelle esporranno il meglio della Puglia: olio extravergine, birre, vini e presidi Slow Food.

MERANO WINEFESTIVAL Merano, 9 – 11 novembre 2013

www.mercatinodelgusto.it

Torna l’appuntamento con uno degli eventi più esclusivi del jet set internazionale del vino,

AUTOCHTO N Bolzano, 21 – 22 ot A tobre 2013 Dopo il tre

ideato e curato da Helmuth Köcher: ancora poco è dato sapere sull’edizione 2013, ma ci sono già grandi aspettative per quanto riguarda i vini partecipanti e il calendario. Per adesso,

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Abbandonate le Cascine, l’Expo Rurale si sposta per questa nuov a edizione negl i spazi della Fortezza da Basso, nel centro di Fi renze. Rimane invariato l’inte nto: offrire uno sp accato sul mon do rurale, anticipan do i temi fondan ti dell’Expo 2015 . Si parlerà de i diversi comparti che riguardano il mondo rurale , prevalentemente toscan o: viticoltura, m a an ch e olivicoltura, cerealicoltura , zootecnia e m ol to al tro . www.exporura le.it

save the date: 9 – 11 novembre. www.meranowinefestival.it

MONTE-CARLO WINE & FOOD FESTIVAL Monaco, 4 – 6 ottobre 2013 “Valorizzare la storia della gastronomia regionale che metta in risalto quei giacimenti enogastronomici che sono le esperienze di un apporto umano, frutto di conoscenze, di sapere e sapori tramandati da generazioni”, si legge nel decalogo della manifestazione. Obiettivo: non disperdere il patrimonio enogastronomico di ogni provincia, paese e regione. www. mcwf.esprimo.com

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Vini Vini II Grandi Grandi

EXPO RURA L Firenze, 12 – 15 se E ttembre 2013

nd positivo regist rato lo scorso an no (+34% dei vis la manifestazione itatori), festeggia quest’a nno il traguardo edizioni. L’event de lle 10 o è nato con l’o biettivo di prom potpourri delle pr uovere il variega to oduzione autoct one italiane, da realtà e varietà ndo voce a picc spesso dimentic ole ate. Tra gli appu della due giorni ntamenti più atte spicca “Autocto si ni che passione ”, durante il qual saranno attribuiti e gli Autoctona Aw ards. www.fierabolzan o.it/autochtona

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PELLICOLE DI GUSTO ( di Lorenzo Bianciardi - lorenzo@igrandivini.com )

di Cristiano Magi

Cina e web

La Cina cerca il vino, anche su internet

Un futuro in Russia In Italia il consumo di prodotti economici, intorno ai 2 euro a bottiglia, non subisce forti variazioni ma a soffrire sono i vini con un prezzo superiore ai 10 euro. A fronte di questo calo del vino imbottigliato di qualità le speranze di produttori e addetti ai lavori italiani si rivolgono ai mercati internazionali. Tra i paesi emergenti la Russia è tra quelli più promettenti per le esportazioni del vino di fascia alta: anche se nel 2012 c’è stata una contrazione in valore pari al -10% il prezzo medio del vino italiano importato, dal 2009 al 2012, è aumentato del 75%. Il vino italiano è richiesto da una fascia di consumatori con reddito medio-alto che stanno cominciando addirittura a considerarlo di pari valore rispetto al vino francese. Al di là del dato reale o dell’orgoglio nazionale quello della percezione del valore è uno degli indicatori più importanti per la spendibilità di un marchio o di un prodotto su un mercato, quindi questa è davvero un’ottima notizia. Oggi però circa l’80% delle imprese italiane che esportano (tra tutte quelle con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro) lo fanno rivolgendosi quasi esclusivamente ai mercati degli Stati Uniti e della Germania. Chi vende

nel mercato russo rappresenta soltanto il 30% del totale. È vero che le grandi cifre si fanno ancora in quei paesi, ma colmare questo divario sembrerebbe essere una delle vie per pensare strategicamente al futuro. In Russia c’è un forte e crescente interesse per il vino italiano. A confermarlo ci sono vari studi, tra questi anche una ricerca di Confagricoltura presentata durante l’ultima edizione di Vinitaly a Verona. Come spesso accade nei mercati esteri i vini italiani più amati e conosciuti sono quelli della Toscana e del Piemonte: Brunello di Montalcino, Sassicaia e Barolo. Altri vini che riscuotono interesse sono quelli legati ad aree geografiche che sono anche mete turistiche. Il turismo russo in Italia è aumentato molto negli ultimi anni, del 30% solo nel 2012: la conoscenza diretta di un luogo visitato durante un periodo di vacanza aiuta a creare la consapevolezza e la cultura intorno a un prodotto ma crea anche quel legame affettivo che spinge, una volta rientrati a casa, a ricercare il vino che proviene da quei territori. Anche il passaparola è importante: un amico che racconta di una visita emozionante sull’Etna, in Salento o sulle montagne del Trentino

può mettere in circolo quella curiosità capace di spingere anche chi non è mai stato in Italia a comprare un vino di quell’area geografica, se riesce a identificarlo in un wine bar o in un supermercato di Mosca o San Pietroburgo. Strategie di promozione legate al turismo sembrano essere quindi vincenti in quest’ottica, facendo attenzione anche alla cura dell’etichetta, in modo che permetta l’associazione – non volgare ma efficace – tra vino e territorio. Il consumatore russo ha poi altri aspetti molto positivi per un produttore italiano: è disposto a spendere se ritiene la bottiglia di qualità e consuma il vino durante i pasti. I ristoranti italiani delle grandi città russe sono sempre molto alla moda e svolgono una funzione costante di ambasciatori dell’agroalimentare italiano. Nei ristoranti viene usato ed esibito anche l’olio italiano, al secondo posto per importazioni dopo la Spagna e in rialzo – secondo le stime 2012 – per quote di penetrazione rispetto al diretto concorrente. Potrebbe essere un buon momento anche per i birrifici artigianali italiani, che producono birre apprezzate e vendute con successo all’estero, soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti. In Russia l’export del comparto enogastronomico, per capire la tendenza, è cresciuto nell’ultimo anno del 17%. Perché non tentare?

I Grandi Vini Vini I Grandi

Chianti DOCG: si legge Kang di e in italiano corrisponde a “Salute dell’Imperatore”. La differenza è che Yesmywine ha ottenuto migliaia di interazioni sul proprio sito attraverso l’operazione di marketing sondaggio online: dalle proposte arrivate è poi stato individuato il nome. Dopo la campagna il vino è risultato il più venduto per il periodo immediatamente successivo sul sito, con ovvi vantaggi per il marchio e per l’e-commerce stesso. Ma cosa vendere online? Ovviamente il consiglio è quello di scegliere vini che possano essere apprezzati da cinesi dai 20 ai 30 anni, il nocciolo duro degli acquirenti sul web. L’interesse di questi consumatori non è limitato alle sole zone tradizionali di produzione. Il gusto non è inoltre appiattito sulla varietà più conosciuta, il Cabernet Sauvignon: il successo e la crescita in Cina dei vini cileni, greci o australiani non è soltanto una questione di prezzo. C’è infatti una grande fascia di consumatori che preferisce vini più fruttati, leggeri o dal sapore meno tradizionale. Niente vieta di organizzarsi e di adottare quindi un approccio misto ed esplorativo, differenziando e sperimentando diversi vini per differenti canali, per poi verificare i risultati: vendita diretta tramite proprio sito e-commerce; vendita via uno o più marketplace presenti sul mercato; vendita tradizionale tramite distributore. Attenzione, ovviamente, alla parte contrattuale, con eventuali clausole di esclusiva.

può credere qualcuno, solo un gioco di stile (emblematica è la ripetuta inquadratura dall’alto, con le tazzine di caffè e le sigarette schiacciate sulla superficie del tavolino), ma in realtà possono essere letti come una metafora più generale della vita. Leggera e volubile come il fumo, forte ed eccitante come una tazza calda di caffè, ha sintetizzato il critico Gianni Canova. E che dire del gusto? Lo troviamo contenuto, in primis, nei due ingredienti che danno il titolo al film, quelle sigarette e quel caffè che si uniscono in un «matrimonio» perfetto, secondo i due protagonisti Tom Waits e Iggy Pop, e che per altri al contrario sono colpevoli di accelerare i sogni e scatenare una «grave forma di delirio». «Aveva il giusto colore, la giusta temperatura», si lamenta invece la bella ragazza dell’episodio “Renée” con il cameriere, reo di averle aggiunto

( di Cristiano Magi )

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farla entrare nel paese e portarla fino alla casa dell’acquirente, il tutto a un prezzo competitivo e producendo correttamente la documentazione necessaria, sia lato trasporto che lato fiscale. È per questo motivo che molte aziende si affidano a marketplace specializzati, a siti conosciuti che gestiscono tutte le parti complesse della vendita e promozione online, ovviamente dietro una commissione. Le possibilità di accordi con questi e-commerce sono di norma standard ma possono essere intraprese anche azioni di webmarketing personalizzate. Chiaramente, come nel mondo fisico, le dimensioni e l’importanza di un marchio e di un’azienda contano e quindi la piccola impresa avrà meno possibilità di essere al centro di azioni pensate su misura. Yesmywine.com – gigante delle vendite online in Cina con circa il 60% del mercato, 6 milioni di utenti registrati e punte di 120 mila bottiglie vendute al giorno – ha recentemente lanciato un sondaggio online per individuare il nome cinese di un St-Émilion, più precisamente per trovare una traslazione, cioè lo spostamento di significato di un termine di partenza per ottenerne un secondo, con un suono molto simile al primo ma con differente significato, spesso metaforico. Si tratta della stessa operazione fatta poco tempo fa dal Consorzio Vino Chianti. Gli ideogrammi康帝 sono stati scelti come la traslazione cinese suggerita per l’etichettatura del vino

«Caffè e sigarette stanno bene insieme» dice Steven Wright a Roberto Benigni, nel primo degli episodi di Coffee and Cigarettes (2003). Una serie di undici piccole storie raccontate dal regista americano Jim Jarmusch e raccolte in un’opera sorprendente. Davanti alla macchina da presa attori e situazioni differenti, accomunati da una serie di “cifre” e ripetizioni che tornano sempre: tazze di caffè, cucchiaini riempiti di zucchero, pacchetti di sigarette appoggiati su tavoli o tovaglie a scacchi. La vita è come un gioco a dadi in una scacchiera bicolore? Questo sembra chiedersi Jarmusch, attraverso una fotografia in bianco e nero ed una serie di scene in cui a prevalere è il nonsense e in cui i protagonisti sono coppie di attori, cantanti o personaggi più o meno famosi, artefici di conversazioni ridotte all’osso e al limite dell’assurdo. Gli undici episodi non rappresentano, come

il latte nella tazza senza chiederle il permesso, rovinandole così il giusto sapore del caffè. Poi c’è il “non-gusto” rappresentato attraverso l’eccesso e la ripetizione frenetica. Dei sorsi, delle “tirate” di fumo, della grande quantità di zucchero versato, un mix che spinge un cameriere a consigliare così ad uno dei personaggi: «non è un pranzo molto sano, sa?». Il gusto è anche quello di immaginare un sapore diverso, sognando ad occhi aperti: «facciamo finta che il caffè sia champagne, per celebrare la vita come le persone di classe», dicono due anziani lavoratori seduti al tavolo in pausa caffè. Il sapore, infine, è quello del semplice conversare, sorseggiando e fumando, senza aver nulla da raccontarsi. Nell’episodio “Nessun problema”, i due amici hanno una voglia matta di rivedersi: «non c’è qualcosa di cui volevi parlarmi?», chiede uno all’altro, senza ottenere una risposta plausibile. In Coffee and Cigarettes, il gusto e il disgusto sono racchiusi nel piacere o nell’indifferenza del conoscersi, dell’incontrarsi, del conversare. In attesa, come nel Godot di Beckett, di dare un senso a tutto questo…

Il vino nel Bric

Vini Vini II Grandi Grandi

S

embra essere il web il canale di vendita del vino nel futuro della Cina. Torniamo su questo argomento perché appare a molti esperti e addetti ai lavori come la via fondamentale per conquistare soprattutto quella clientela giovane che comincia ad avere un potere d’acquisto elevato e la voglia di vivere all’occidentale. Non basta ovviamente essere presenti sul web con un proprio sito in versione cinese per raggiungere questi nuovi potenziali compratori, ma è già un buon inizio. Un sito con la versione cinese dell’azienda vinicola o del consorzio può essere un biglietto da visita, un segnale che siamo pronti ad approcciare il mercato, utile anche per aprirsi a eventuali visite di turisti del vino o ad altre occasioni da cogliere al volo. Significa anche fare sapere alle aziende e ai professionisti con i quali ci relazioniamo – oltre al personale interno all’azienda – che ci stiamo preparando. Per vendere, anche via web, c’è però bisogno di un’organizzazione e di una logistica che sono molto simili a quelle che si hanno relazionandosi con i canali tradizionali: distributori, ristoranti, wine bar, enoteche e grande distribuzione. È la vendetta della materia sulla percezione dell’immateriale di internet. Anche se le mosse sono giuste e riusciamo ad attrarre un cliente sul nostro sito per l’acquisto di una bottiglia di vino dobbiamo poi essere in grado di inviarla, quella bottiglia,

Coffee and Cigarettes: il “gusto” del conversare

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Il momento della verità...

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Ricercare opportunità a qualunque latitudine, per contrastare la crisi e favorire la crescita. I distillatori esplorano nuove strade, anche attraverso strumenti aggregativi. E’ questo il messaggio lanciato da AssoDistil durante l’Assemblea annuale che si è svolta a Roma, lo scorso 31 maggio, presentando anche i dati dell’Osservatorio congiunturale sull’industria dei distillati, studio realizzato da Format, la società di indagini di mercato, in merito al primo trimestre 2013. L’indagine, voluta da AssoDistil, traccia un quadro economico e strutturale del comparto distillatorio, soprattutto per quel che riguarda l’occupazione, gli investimenti ed il rapporto con il mondo creditizio e finanziario. Durante i lavori, il Presidente Antonio Emaldi si è soffermato sull’andamento del mercato, interno ed estero, soffermandosi su alcune significative problematiche del settore, come la nuova OCM vino. Presenti alla giornata romana anche il Direttore AssoDistil Daniele Nicolini, nonché Felice Assenza, responsabile della Direzione Politiche Internazionali e della UE del Ministero delle Politiche Agricole, Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Filippo Ferrua Magliani, presidente di Federalimentare, Ersilia Moliterno, della Direzione Agricoltura della Commissione Europea, e Giuseppe Peleggi, direttore dell’Agenzia delle Dogane.

Dall’assemblea annuale l’analisi dei dati del settore nel primo trimestre 2013

IL TEMA

Levata di scudi contro le accise sull’alcol No all’aumento delle accise sull’alcol. E’ l’allarme lanciato da AssoDistil, l’associazione degli industriali della distillazione, contro la possibilità di aumento dell’imposta. “L’aumento delle accise – sottolinea Antonio Emaldi, presidente degli industriali del comparto – porterebbe esclusivamente ad un’ulteriore contrazione dei consumi, vanificando così le aspettative di maggiori entrate per le casse dello Stato”. Per giunta, come dimostrano i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a partire dall’ul-

timo aumento dell’accisa nel 2006, per le casse statali il gettito annuo medio relativo agli alcolici è progressivamente diminuito. Nel 2012 si è addirittura raggiunto il “minimo storico” delle entrate derivanti dall’accisa sulle bevande alcoliche, con una decrescita del 22% rispetto al 2006, quando si è assistito al

Dura presa di posizione dell’associazione degli industriali della distillazione contro il possibile aumento dell’imposta

precedente incremento dell’imposta, che ha fatto diminuire il gettito di ben 150 milioni di euro in soli sei anni. La revisione verso l’alto delle accise colpirebbe, inoltre, il comparto dei distillati, composto da piccole imprese, perlopiù a conduzione familiare, che rappresentano una parte importante del made in Italy agroalimentare. “Il nostro – stigmatizza il numero uno di AssoDistil - è un settore sano che affronta le difficoltà della crisi con la passione di chi ama il suo lavoro”.

mma a g a lt A i d a id u g Andrea Illy alla e

ellenza italiana

e riunisce l’ecc

Fondazione ch più snella per la

ll’eccellence le aziende de gamma che riunis ta Al e ti i 20 anni ra ion leb az ce nd ttori. Appena idente della Fo se ri es pr va o in ov le da nu na il zio E’ Andrea Illy livello interna e sarà affiancato etti futuri: Illy, ch i si distinguono a og ch pr ar oi m i su i cu i e ci na za italia vato i suoi verti a ha quindi rinno e a Claudio Luti. una deledi vita, Altagamm e Vicario, succed identi è affidata nt ide es Pr ce Vi pio: ai Vice Pres ale am più o Lunelli a te at nz M ide li. es Paolo Zegna qu sa Comitato di Pr matiche trasver un te da lle de rte e spa on o rs sti Il nuovo co ttori e di ge sca Bortolotto Po e operativa dei se il design, France r on pe sti ti ge Lu di dio ini au rm ga in te . per la moda, Cl utica e la velocità Laudomia Pucci nla gioielleria, la na r per l’alimentare, pe si quattro volte l’a ini nir ch riu an di Br ta e Armando gica, incarica nio te en ra tri St o a ult sim ns os pr Co sati per l’ospitalità il una ategia per sarà affiancato da ndazione. La str ato al Il CdA, più snello, strategia della Fo lla de tagamma, finalizz li Al ra e ne ion ge az ee nd lin Fo le di le ire na fin de zio no per del profilo istitu consolidamento lto di gamma. è incentrata sul del sistema dell’a à vit titi pe m co lla de rafforzamento

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IL DATO

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A tutta Birra di Giovanni Pellicci

L’EVENTO

In Lunigiana torna In Fermento e si fa in 3 A Fivizzano il Festival delle birre artigianali è in programma dal 21 al 23 giugno

Torna a Fivizzano, in Lunigiana, In Fermento, il Festival delle Birre Artigianali giunto alla quarta edizione. Dal 21 al 23 giugno, la cittadina in provincia di Massa, in Toscana, sarà protagonista la cultura microbirraria, con 7 birrifici protagonisti, stand gastronomici a base di prodotti tipici, musica e divertimento (il tutto ad ingresso libero). Durante la 3 giorni, tra un assaggio e l’altro, spazio anche all’arte con la mostra Graphic (Beer) Contest, con le migliori opere che hanno partecipato alla sfida grafica organizzata da In Fermento, come ogni anno, per la selezione del nuovo manifesto. In programma anche il concorso FermentiAMO con il quale i visitatori potranno votare la loro birra preferita, assicurando così al birrificio più votato un posto per l’edizione di In Fermento 2014. Tra le altre novità dell’edizione 2013 (che per la prima volta si estenderà a 3 serate) anche la presenza della delegazione locale di Onaf che, oltre al rapporto consolidato con Slow Food, prenderà parte ai laboratori, guidando gli appassionati negli abbinamenti birra-formaggio.

LA NEWS

Giovani chef ambasciatori di Pilsner Urquell Pilsner Urquell, la birra che ha cambiato il modo in cui il mondo vede la birra, ha confermato ancora una volta l’interesse per l’enogastronomia di qualità e la cucina d’autore attraverso il rinnovo (fino a marzo 2014) dell’accordo di partnership con una delle associazioni più prestigiose del settore, i Jeunes Restaurateurs d’Europe – il network di giovani chef e proprietari di ristoranti alfieri della ristorazione d’eccellenza e dell’alta gastronomia. “Negli ultimi anni sono stati conseguiti grandi risultati – afferma Luca Beretta, Business

Unit Director Pilsner Urquell Italia – grazie ad un lavoro attento e meticoloso che sta portando i consumatori italiani a riconoscere in questa birra ceca uno status superiore, con una grande storia alle spalle fatta di dedizione, cura, successi e prestigio. La distribuzione da noi è ancora molto selettiva e gli operatori che trattano Pilsner Urquell sono innamorati del marchio, sono i più forti supporter ed i più autentici ambasciatori del brand. I Jeunes Restaurateurs d’Europe in Italia incarnano perfettamente la figura dell’Ambassador e rappresentano al meglio

quello che è per noi il concetto di qualità, di eleganza e modernità pur mantenendo un solido legame con la tradizione. Ci siamo piaciuti e ci siamo scelti ancora una volta per portare avanti insieme questi valori”.

La bionda ceca rinnova fino al 2014 il sodalizio con l’associazione dei Jeunes Restaurateurs d’Europe

PER INFO → www.infermentofestival.com/

IL LIBRO

Filosofia Baladin

la storia alle onta in un libro

Vini Vini II Grandi Grandi

I Grandi Vini Vini I Grandi

0 si servono ben 20 e degli anni ’80 fin a all dive in” do ) Le Balad di Piozzo (Cuneo dopo “La Birreria un piccolo locale belga. Dieci anni e ion ac, Niña, Nöel, uz Isa od Tutto ha inizio in in, pr lad di Ba tere, soprattutto e birre: Super es su le re bir re ur di od te gionali, dietro pr et etich comincia a iali e a quelle sta dove Teo Musso per le birre spec do an ss è una piccola pa in e, lad iat venta il brewpub gi il birrificio Ba malto alle spez Og ro pu ia. igl lle La m da fa … di ’ ra to, e un po fino a New York. Wayan, No r Roma e arriva , molto divertimen pe ria a , sto ss a ale pa un ian te ta tig on et ar em ogni etich ato alla birra ali che dal Pi to di passione leg n una rete di loc a en co to im ta ale ov en m ian es tig un pr ar to na perla o e appe vini ha crea in terra di grandi mico Marco Drag Carlo tro mani con l’a storia di Teo, che at qu n la prefazione di a co ), to rit 13 sc 20 , i ro ell lib rin elt un (F e enti ch o” an Te sta è diventata slow e acco m tutta colpa di onaggi, filosofia ra artigianale. È rs bir pe la , , tri din on ala inc “B Cuneo. a del gusto, tra questa avventur Petrini, racconta v.s) imprevedibili. (m

Teo Musso racc

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ianali

e etichette artig

origini delle su

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È davvero possibile apprendere i rudimenti della degustazione in poche ore e magari riuscire a farsi passare se non per veri intenditori almeno per consumatori consapevoli? Questo “irriverente manuale di iniziazione vinicola” può dare una mano a chi desidera ardentemente capire il mondo del vino e magari smascherare qualche sbruffone che si da arie da conoscitore salvo poi non saper distinguere un vino da un vitigno. Federico Oldenberg si fa paladino dei degustatori allo sbaraglio, spesso intimiditi di fronte al bicchiere e disorientati dal linguaggio criptico dei troppi sedicenti poeti del vino. Solo tre ore, è questa la sua sfida, per imparare a destreggiarsi tra etichette

Barbatelle di qualità per un prodotto di qualità

e denominazioni e non sfigurare a una cena importante o al momento di ordinare una bottiglia. Il segreto però resta uno soltanto, il gusto: bisogna partire dal presupposto che le nostre preferenze sono altrettanto valide che quelle di chiunque altro. Basta dare spazio alle nostre percezioni, prendere confidenza con aromi e sensazioni e imparare a dare un nome a ogni sfumatura.

Federico Oldenburg Il profumo del vino. Conoscere il vino in tre ore De Agostini, 2012 – 16,00 euro

La prima reazione di Alice Feiring, giornalista e scrittrice per Times, Wall Street Journal, Newsweek e New York Times, davanti alla proposta di provare a “fare” il suo vino naturale è di grande perplessità: una cosa è parlare di vino, conoscerlo, apprezzarlo, un’altra e cimentarsi con vendemmie, tecniche di vinificazione e filtraggi. Ma come resistere all’invito di “giocare a fare il vino” e lanciarsi in un’avventura così esaltante? Vino (al) naturale racconta come un romanzo il viaggio di Alice Feiring nel mondo del vino biologico: dalla California al Beaujolais per osservare i primi tentativi di produrre vino senza solfiti e conoscere da vicino i protagonisti di una storia di rispetto per l’ambiente e per le qualità naturali della terra. Al centro di tutta la sua avventura c’è la curiosità di scoprire le molte risorse del vino, al di là dei luoghi comuni, e il desiderio di mettere la natura al primo posto, permettendo alle uve di parlare del loro territorio con libertà e senza sofisticazioni. Il risultato è carrellata di personaggi straordinari e un canto d’amore per il lavoro e la terra: gli elementi che rendono ogni bicchiere qualcosa di unico e irripetibile.

Alice Feiring Vino (al) naturale Slow Food Editore 2013 – 14,50 euro

In Trentino, in un territorio unico per posizione e clima, moltiplichiamo più di 120 varietà da vino e 20 varietà da tavola che danno origine con un’ampia gamma di selezioni clonali innestate sui principali portinnesti, ad oltre 500 combinazioni per ogni esigenza. Dall’impegno, dal lavoro e dalla grande esperienza dei soci dei Vivai Cooperativi di Padergnone vengono moltiplicate le barbatelle che contribuiscono alla nascita dei migliori vini italiani. Soc. Coop. Agr.

Socio AFLOVIT Sezione AVIT

Via Barbazan, 13 - 38070 Padergnone (TN) Tel. 0461 864142 Fax 0461 864699 www.vicopad.it - info@vicopad.it

Vinievino, il network di MediaWine International Vinievino.com è un innovativo portale sul vino ideato e realizzato da MediaWine International, la società nata per promuovere la cultura del vino italiano in internet e nei mercati internazionali. Molti sono i servizi resi disponibili sia per curiosi che professionisti del mondo del vino. Curiosi e wine lovers hanno a disposizione una guida enogastronomica con schede complete di 9,000 cantine, ristoranti ed enoteche, con la possibilità di geo-localizzarle e prenotare direttamente la visita. Inoltre cataloghi, top 10, esperto on line, schede dei migliori vini italiani, foto,

articoli, pagina facebook, consigli enogastronomici, eventi imperdibili, tg del vino, e-commerce. Per scoprire territori, storie ed abbinamenti sono molto seguite le video-degustazioni di Massimo Castellani, sommelier Ais. Per i professionisti Media Wine international ha studiato e realizzato tre portali per rendere facile costruirsi la vetrina dei propri prodotti on line. Si segnala infine l’outlet del vino, con tanti prodotti in promozione: www.outlet-vini.it. www.vinievino.com, www.facebook.com/social.vinievino www.mediawineinternational.it

Tutti i media più all’avanguardia a servizio del gusto italiano dalla vigna alla tavola

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Il giro del mondo (enologico) in 3 ore

di Claudia Cataldo

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di Mariavera Speciale

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Il Libro

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NewsBio & Green

accordi

di Marina Ciancaglini

La green economy per uscire dalla crisi

nasce a Marsala nel 1982. e vigne inizia nel 2004, gli studi a Milano in Vitidecide di ritornare in Sia un ettaro di vigneto. ’azienda trenta volte più a gestione delle vigne, la ina e la commercializzaia.

Ridurre il consumo d’energia e di risorse naturali promuovendo un modello di sviluppo sostenibile Aspetti, osservi, pensi, fai strategie. Poi raccogli una volta all’anno.

Anche l’Unione Europea sposa il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) che sostiene che il 2% del PIL mondiale annuo, da investire fino al 2050 nei 10 settori chiave dell’economia, basterebbe per uscire dalla crisi economica e ambientale e avviare la transizione verso un’economia “verde”. Il Consiglio straordinario dei Capi di Stato e di Governo del 22 maggio 2013 è stato, infatti, dedicato, oltre che all’evasione fiscale, alla politica energetica. L’attenzione è stata focalizzata soprattutto sull’implementazione delle infrastrutture che permettono di risparmiare energia e sul finanziamento agli investimenti per delle tecnologie sicure e rinnovabili.

eventi

Natural Woman La mia Sicilia, il mio vino, la mia passione

Arianna Occhipinti Natural Woman

13 15:34 Pagina 1

Green

Arianna Occhipinti

Natural Woman

La mia Sicilia, il mio vino, la mia passione

Era solo una ragazza siciliana di ventidue anni quando piantò la sua prima vigna. Arianna poteva scegliere qualunque destino possibile, invece ritornò nella sua amata Iblea, la regione intensa e calcarea da cui molti siciliani, nei decenni passati, se ne andarono per sempre. Decise che sarebbe diventata un agricoltore. O meglio, un viticoltore. Scelse un mestiere maschile e antico per esprimere al meglio la sua forza di giovane donna. Oggi Arianna ha trent’anni e il suo vino naturale è considerato tra i migliori al mondo. Questo libro è un diario sentimentale. Un viaggio attraverso le tappe della sua avventura di wine maker, le persone che le hanno insegnato a lavorare la terra, quelle che hanno sostenuto il suo vino, gli affetti che l’hanno fatta crescere. Natural Woman è la storia di una passione, ma soprattutto di una certezza. La convinzione che nel Frappato, nel Nero d’Avola e nel Cerasuolo che produce ci sia tutta se stessa: la determinazione, la gioia, la ruvidità e la fragilità di una ragazza che sta ancora maturando, ma anche le contraddizioni e le rinunce, la fatica di sentirsi soli a contatto con la terra. In fondo, l’idea che il vino non possa essere altro che qualcosa di naturale e vivo.

Lei è una dei giovani vignaioli più interessanti nel panorama nazionale, esponente di quella che si può definire la rinascita dei vini siciliani. Arianna Occhipinti, oltre a produrre i suoi vini da diversi anni, a 30 anni ha scritto un libro che parla non solo di lei, del suo modo di intendere il vino ma anche della sua Sicilia. “Natural Woman”, titolo ripreso dalla definizione che il giornalista del New York Times, Todd Selby, diede ad Arianna, è stato presentato per la prima volta dall’autrice durante il Vinitaly passato. Edito da Fandango, il libro racconta la storia di una giovane donna, che ha girato il mondo e dopo una laurea in enologia decide di tornare a Vittoria e coltivare le proprie vigne, con l’intenzione di produrre un vino che la rispecchi.

ISBN 978-88-6044-307-6

Presentato allo scorso Vinitaly il libro che parla di una donna e del suo amore per il vino

riciclaggio

Quel “filo verde” che unisce tutti di Max Brod

Dai laboratori enologici agli impianti di refrigerazione, passando per le presse: viaggio alla scoperta delle ultime tecnologie “green”

I

n questo numero di Vigna e Cantina affronteremo tutti i temi, come di consueto di carattere tecnico, in chiave “green”. L’Argomento “sostenibilità” può sembrare scontato al

lettore che sta sfogliando una rivista che si occupa di vino e vite, quindi di attività agricole, ma non lo è affatto. Basti pensare che la gran parte delle aziende vitivinicole italiane non sono “carbon

free”, ovvero immettono in atmosfera più CO2 di quanta ne consumino. Ciononostante la tecnologia, fortunatamente, continua a fare passi in avanti. La sensibilità alle tematiche sostenibili

aumenta, e un immaginario “filo verde” unisce molti imprenditori all’avanguardia in materia di risparmio energetico. Andiamo a conoscerne alcuni, intervistati per voi da I Grandi Vini. •

Le Stelle del Bio

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nel promuovere uno specifico prodotto o marchio commerciale, hanno saputo trasmettere un messaggio utile alla diffusione e alla conoscenza di tutto il biologico italiano. Le categorie previste dal concorso hanno riguardato iniziative di comunicazione con l’utilizzo di diversi mezzi: materiale espositivo, stampa, televisione, radio, web e packaging.

Ecco l’elenco dei vincitori: Naturasì (allestimenti e materiali espositivi e cartacei di promozione), Gino Girolomi (iniziative di comunicazione su stampa), Alce Nero & Mielizia (iniziative di comunicazione televisive), NoiBio (iniziative di comunicazione radiofoniche), Almaverde Bio (iniziative di comunicazione su web), Del Giudice

(packaging ed etichettatura) e Zolla 14 (Iniziative di comunicazione dedicate alla vendita diretta). lestelledelbio.ismea.it

Il Concorso per premiare le migliori iniziative di comunicazione sul biologico

Ricambi e soluzioni per vendemmiatrici ed accessori per viticoltura SOLUZONI PER LEGATURA LaCruz S.r.l. Via Concordia, 16 Z.I. 31046 Oderzo (TV) Italy Tel: +39 0422.209006 / Fax +39 0422.810028 www.lacruz.it - info@lacruz.it

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LABORATORI ENOLOGICI Il pallino per il “green” Lo spiegava molto bene la giornalista Stefania Somarè, che in un articolo uscito su “Laboratorio 2000” (Green Economy: verso laboratori più sostenibili) ricordava ai laboratori chimici che avrebbero un lungo decalogo di operazioni da fare, per essere più sostenibili: come prevenire la formazione di inquinamento, piuttosto che com-

batterlo, ridurre l’uso di sostanze ausiliarie come solventi e agenti di separazione, o preferire i reagenti catalitici a quelli stechiometrici. Sebbene i consigli siano più appropriati per i laboratori industriali, anche quelli prettamente enologici potrebbero farne tesoro. La normativa comunque è “feroce”, come ci racconta Chiara Beraldo del

Laboratorio Polo (con un vero e proprio pallino per il “green”), e le dimensioni dei laboratori enologici sono marginali rispetto alla grande industria chimica, ci rassicura Alessandro Spatafora del Laboratorio Enologico Toscano, spiegando come questo comporti anche marginali consumi energetici.

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Si è conclusa durante il Tuttofood di Milano (1922 maggio) la prima edizione del concorso che premia il miglior modo di comunicare delle aziende biologiche italiane. L’iniziativa, promossa dal Mipaaf (il Ministero Politiche Agricole e Forestali) e ISMEA (Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare), con l’intento di valorizzare le idee che,

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LABORATORI ENOLOGICI

FRIGERAZIONE ALTERNATIVA

Il pallino per il “green”

Il freddo ecosostenibile 1) C’è attenzione ai consumi energetici e all’ecosostenibilità nei laboratori enologici italiani? 2) Cosa impongono le normative in materia di laboratori chimici?

Alessandro Spatafora 1

“La normativa impone uno smaltimento separato a seconda del materiale di scarto, obbligatoriamente gestito da aziende specializzate. Ci sono i residui tossici (reagenti), le materie prime secondarie (come il vino dopo l’analisi), le scatole microbiologiche (potenziali inquinanti biologici). Poi ci sono delle normative che impongono un numero minimo di risciacqui sulla vetreria, il controllo periodico dell’acqua di scarico, il controllo dei fumi immessi in atmosfera”.

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“Per noi è un “pallino“, abbiamo pannelli fotovoltaici per la corrente (grazie ai quali abbiamo eliminato anche l’uso del gas in laboratorio), pannelli solari per l’acqua calda, “cappotti” di isolamento alle pareti, vetri basso-emissivi e un impianto di riscaldamento a pavimento. Siamo tra l’altro in una posizione centrale rispetto a Oderzo, per questo abbiamo fatto una ristrutturazione che ha rivalutato l’edificio preesistente, con rivestimenti in pietra e zone verdi”. “La normativa è abbastanza “feroce”. Nei laboratori enologici, anche a livello di reagenti, per fortuna non ci sono sostanze particolarmente tossiche. Il nostro è prevalentemente un laboratorio strumentale, cosa che rappresenta un’agevolazione in questo senso; cerchiamo di essere avanti sulla tecnologia, anche se nell’ambito enologico non si investe moltissimo in ricerca. Stessa cosa per la sensibilità “green” ed ecosostenibile, i nostri clienti hanno una certa sensibilità anche in vigna: se uno sceglie di fare un prodotto di qualità deve investire anche sul minor inquinamento“.

le per una moderna vinificazione e per lo stoccaggio del vino, la catena del freddo è oggetto di recenti progetti europei per migliorarne l’impatto ambientale. Ne abbiamo parlato con Maurizio Notarfonso

(Federalimentare), che cura il progetto europeo “COOL-SAVE” (www.cool-save.eu), insieme ad un imprenditore storicamente sensibile ai temi del risparmio energetico: Walter Maiocchi.•

Maurizio Notarfonso

alle imprese e gli stakeholder che operano nell’industria alimentare”.

L’Azienda investe una cospicua parte del suo fatturato nella ricerca di soluzioni avanzate per impianti refrigeranti ecosostenibili a zero effetto serra in accordo alle direttive internazionali per il rispetto ambientale GWP (Global Warming Potential)”. PRESSATURA GREEN Di tutte le fasi di lavorazione, forse quella della pressatura è la meno sviluppata in tema di sostenibilità. Anche in questo settore però, ci sono dei pionieri, che per affinità con i temi dell’ambiente, e per sano fiuto da imprenditori, battono le strade della ricerca. Uno dei pochi a poter raccontare la storia della ricerca in ambito di presse “green” è Andrea Fabiani (Siprem International), che da trent’anni studia sistemi alternativi, ed è leader in campo di presse ecosostenibili. Insieme a lui, intervistiamo Giacomo Cocci (Enomet), che contribuisce, con i suoi kit di recupero della CO2, al progresso tecnologico ed ecosostenibile del settore.

Cosa è il progetto “COOL-SAVE”? “Il progetto europeo COOL-SAVE è iniziato da circa un anno ed è coordinato dall’Istituto Tecnologico spagnolo di Castilla e Leon all’interno del programma europeo Intelligent Energy Europe (finanziato dalla Commissione Europea). L’iniziativa mira a ridurre il consumo di energia nella refrigerazione industriale del settore alimentare attraverso la diffusione di strategie vantaggiose di efficienza energetica, raggiungere un risparmio del 15% negli impianti di refrigerazione a compressione meccanica nelle imprese che aderiscono al progetto, e mettere in atto strategie di efficienza energetica che richiedono volumi di investimenti più bassi”. “COOL-SAVE” ha anche un obiettivo divulgativo, giusto? “Sì, certamente. Le buone pratiche verranno riassunte in una serie di guide sintetiche nazionali che verranno comunicate alle PMI alimentari, e verranno organizzati due workshop nazionali dove i risultati principali verranno presentati

Walter Maiocchi

Quali sono le tecnologie ecosostenibili a disposizione dei produttori di vino? “Nella nostra gamma di prodotti offriamo unità refrigeranti che impiegano gas naturali come propano, propilene e CO2. Sono gas che offrono performance migliori di quelli tradizionali. Inoltre, è possibile abbinare una gestione intelligente delle macchine tramite elettronica dedicata (BESTCOP), che consente un’ulteriore risparmio energetico fino al 20% a parità di resa. Infine, grazie all’utilizzo di componenti e materiali avanzati, abbiamo ottenuto una migliore efficienza nello scambio termico”. Come siete arrivati a sviluppare queste tecnologie? “I risultati ottenuti nascono dall’analisi di tecnologie derivanti dalla collaborazione con alcune Università italiane ed estere e lo sviluppo diretto nei nostri laboratori di ricerca interni.

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“I consumi energetici dei laboratori enologici, rispetto ai grandi laboratori industriali, sono solitamente marginali. L’unico consumo rilevante è quello dell’acqua, per il quale si possono pensare interventi sulla riduzione dei consumi, anche mediante il ricircolo: per esempio è stata valutata l’idea di far ricircolare l’acqua di scarto nel sistema di refrigerazione. Inoltre, essendo spesso aree vaste, i laboratori possono ospitare facilmente pannelli fotovoltaici”.

Chiara Beraldo

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na fase del processo di vinificazione molto importante, ma spesso sottovalutata sul piano del risparmio energetico, è la refrigerazione. Tecnologia indispensabi-

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Andrea Fabiani

Quali tecnologie sostenibili sono a disposizione dei produttori di vino per la fase di pressatura? “In primo luogo la lavorazione sotto vuoto, la quale non utilizza compressori per realizzare la pressatura. Attraverso questa tecnologia adoperiamo un terzo dell’energia necessaria alle macchine tradizionali, e le pompe del vuoto che vengono utilizzate per realizzare la pressatura consentono di lavorare a pressioni più basse. A questa si aggiunge la tecnologia di recupero: il mercato iniziò a chiederci di poter pressare eliminando il contatto del prodotto con l’aria, allora abbiamo ideato una macchina che recupera la CO2 della fermentazione, e la usa per inertiz-

zare. In questo modo non solo non disperdiamo la CO2 ma evitiamo anche l’acquisto di altri gas”. Quali sono i vantaggi organolettici di queste pratiche? “Queste tecnologie sono particolarmente efficaci nella preservazione degli aromi, infatti le nostre macchine sono usate soprattutto per i vini bianchi. Alcune sperimentazioni fatte con le Università di Ancona e Udine hanno riscontrato inoltre differenze importanti su Chardonnay e Pinot, sotto l’ aspetto organolettico, con elevata conservazione di profumi varietali”.

Giacomo Cocci

Quali tecnologie sostenibili sono a disposizione dei produttori di vino per la fase di pressatura?

“Sicuramente il nostro impianto di recupero della CO2 di fermentazione Galileo, costituito da un kit di captazione, elettrovalvole e valvole di sicurezza per ciascuna utenza, un PLC per la gestione automatica delle fasi di lavorazione, un serbatoio di stoccaggio ed un compressore (questi ultimi due esclusi dalla fornitura). Una tecnologia brevettata che permette alle aziende vitivinicole di recuperare la totalità del gas prodotto in fermentazione” Quali sono i vantaggi di queste pratiche? “È un sistema ecosostenibile che consente di avere sempre a disposizione gas per tutte le pratiche di vinificazione in atmosfera inerte, di riutilizzare il gas prodotto e non disperderlo nell’ambiente, di risparmiare nell’acquisto di inertizzanti e di rivendere a terzi la CO2 prodotta”. •

Un software per uno, non fa male a nessuno L’informatica supporta la filiera vitivinicola in ogni fase: da quella amministrativa-contabile a quella della commercializzazione, passando per la gestione del vigneto e la vinificazione

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ai come in questo periodo di crisi, che costringe i produttori ad ottimizzare i tempi di lavorazione, l’informatica viene in soccorso alle aziende, soprattutto nel campo vitivinicolo. I moderni produttori di software per il mondo del vino infatti, sono in grado di aiutare il cantiniere e l’enologo in tutte le fasi della produzione, restringendo i tempi e ottimizzando le operazioni burocratiche. Dalla fase amministrativa-contabile a

quella della commercializzazione, passando per la gestione del vigneto e la vinificazione, non c’è momento che non possa essere supportato dall’informatica. Si parte dunque dalla gestione al computer dei complessi registri di Canina: il Registro di vinificazione, il documento distinto per vini da tavola e per vini V.Q.P.R.D., sul quale vengono indicate le operazioni che si svolgono in cantina durante il processo di vinificazione; il Registro di Commercializzazione,

“pacchetti” – ma anche, con la relativa affidabilità, in programmi free scaricabili online – gli strumenti informatici per il settore vitivinicolo seguono a distanza brevissima, e talvolta superano, il progresso del settore, coadiuvando i produttori, in questi tempi di crisi, a sprecare meno tempo possibile. •

Marchesi de’ Frescobaldi, storica azienda vitivinicola toscana, costituita da ben sette tenute, ha deciso un anno fa di gestire centralmente, a livello informatico, le sette realtà enologiche, scegliendo Microsoft quale partner d’innovazione.

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…che il vino abbia inizio!

Z

anotti Spa celebra i 50 anni di attività nella progettazione e realizzazione di impianti per la refrigerazione e conservazione di alimenti e per il trasporto alimentare. Come leader mondiale Zanotti basa il suo successo sulla continua ricerca di miglioramenti tecnologici per il risparmio energetico e di soluzioni personalizzate per soddisfare le richieste dei clienti. Nata nel 1962, ha sviluppato il suo potenziale come leader nel settore della refrigerazione introducendo nuove e rivoluzionarie soluzioni, come “uniblock”: un dispositivo refrigerante completo, autonomo e pronto all’uso per piccoli impieghi. Nel corso degli anni la gamma dei suoi sistemi refrigeranti è diventata la più completa offerta attualmente sul mercato, capace di soddisfare la crescente domanda dei clienti. La gamma di prodotti denominata WINEBLOCK è specializzata nella conservazione e l’affinamento del vino. Il vino è un prodotto in continua evoluzione e la sua conservazione deve essere perfetta, tale

La soluzione ottimale per la conservazione e l’affinamento del vino da non alterarne in nessun modo le caratteristiche olfattive e gustative. Le repentine escursioni termiche e le variazioni di temperatura dovute all’alternarsi delle stagioni abbreviano il ciclo vitale del vino e possono provocare cambiamenti di pressione all’interno della bottiglia. E sono proprio la temperatura e l’umidità i due elementi di importanza fondamentale nella conserva-

zione e affinamento del vino. La gamma WINEBLOCK assicura le condizioni migliori per conservare e affinare i vini in tutta sicurezza in cantine naturali o locali adattati, con il mantenimento della temperatura ideale tramite raffreddamento e riscaldamento, umidità appropriata tramite umidificazione e deumidificazione, ventilazione continua per una circolazione dell’aria ottimale,

assenza di vibrazioni, bassi consumi energetici e silenziosità. Le macchine sono pronte all’uso e adatte ad ambienti di piccola e media dimensione e la centralina elettronica di controllo è già programmata e consente facilmente il pieno controllo delle funzionalità della macchina. •

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Era presente quest’anno a Verona, all’Enolitech 2013, il Digitalic Village: un’area espositiva in cui l’innovazione tecnologica e informatica si mettono al servizio della filiera del vino. Una collettiva di aziende che ha proposto ai visitatori le ultime soluzioni 2.0, dalle infrastrutture wireless per la raccolta di dati tra le vigne o per portare la connettività in cantina, fino ai software più moderni per la gestione del magazzino, le analisi del terreno o l’e-commerce.

che funziona da registro di carico e scarico; e il Registro di imbottigliamento, un “diario” sul quale annotare le singole operazioni di imbottigliamento, il numero di bottiglie e di altri recipienti riempiti distinti per capacità. Poi ci sono i software per la vendita, quella diretta, ma anche quella online, con la possibilità di avere il tutto sullo smartphone o tablet, compresi gli ordini e la gestione di agenti e provvigioni. Poi controllo della vinificazione, con i programmi in grado di farvi seguire tutti i processi di lavorazione. Ancora, la gestione degli ordini, delle accise, e dei documenti per il trasporto del vino. Infine la vigna, con la gestione del catasto, dei sistemi di supporto meteo, dei costi di produzione e delle rese. Venduti in veri e propri

REFRIGERAZIONE

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Il Laboratorio Polo rappresenta l’unica realtà tecnologica e scientifica in grado di consentire la produzione di eccellenza di vini allo stato naturale. Trentatre anni di esperienza e costante ricerca scientifica attraverso l’impiego dell’avanguardia della tecnologia e delle strumentazioni di laboratorio, pongono il Laboratorio Polo come il riferimento certo e garantito per chi vuole offrire una produzione vinicola ottimale sotto il profilo della qualità e della salubrità. Il Laboratorio Polo realizza i più performanti controlli sulla presenza di pesticidi e sulla qualità dei tappi, oltre a proporre tecniche di vinificazione SO2 free e tecniche anti ossidanti volte a prevenire l’invecchiamento di tutti i vini. Il Laboratorio, inoltre, offre qualificate consulenze agronomiche ed enologiche indirizzate a una vinificazione moderna ed attenta alla competitività che, in casa Polo, significa qualità del vino allo stato dell’arte. Per queste ragioni e per il costante impegno al raggiungimento dell’ultima frontiera della ricerca, il Laboratorio Polo ha ricevuto riconoscimenti dall’Unione Europea, dal Ministero della Ricerca e dalla Regione Veneto. Pololab è l’avanguardia della naturalità.

ipsofactory.it

Gias Cantine di Agronica,

gestire la cantina non è mai stato così facile Una suite integrata e caratterizzata da semplicità d’utilizzo, completezza e risultati garantiti

Q L’Enologia Naturale

Laboratorio Polo di Polo Maurizio via Verdi, 32 - Oderzo (TV) tel. +39 0422 815518 info@pololab.com www.pololab.com

uesti i punti forti di GIAS Cantine, la soluzione ad hoc ideata da Agronica per gestire tutta l’attività produttiva dell’azienda vitivinicola. GIAS è il frutto di un lavoro costante che da vent’anni si concentra esclusivamente sulla risoluzione di problematiche tipiche del comparto agroalimentare. Innanzitutto, l’integrazione fra le varie funzioni permette di lavorare con un unico software sui dati di tutto il ciclo produttivo: produzione in campagna, trasformazione, amministrazione, commerciale e adempimenti di legge. Il quaderno di

campagna è uno strumento potente che offre un’illimitata capacità gestionale anche grazie all’integrazione delle banche dati dei prodotti fitosanitari, fertilizzanti, disciplinari di produzione, cui si aggiungono i sistemi di supporto tecnico alle decisioni, alla piattaforma Cartografica GIS, all’uso via Smartphone o Tablet. GIAS consente in particolare di configurare passo dopo passo l’intera cantina, la mappa grafica e descrittiva dei vasi vinari, le lavorazioni, le referenze, i confezionamenti degli articoli, la gestione per lotti, la gestione delle analisi e delle relative

stime, le interazioni con i magazzini e simili. Divenendo in tal modo un “gestore di processo” che procede automaticamente con pochi clic di controllo e che produce i Registri di Cantina senza alcun ulteriore sforzo. Anche l’imbottigliamento si riassume in una definizione di processo, con prodotto per la vendita automaticamente caricato in magazzino e Registro di Imbottigliamento pronto per la stampa, con un considerevole risparmio di tempo e la garanzia di correttezza formale. Il livello di dettaglio è deciso dall’utente ed è sempre modificabile per consentire l’estrema adat-

tabilità ai cambiamenti oltre ad un approccio graduale alla gestione. GIAS Cantine nasce ed evolve esclusivamente per le imprese vitivinicole, è garantito dalla ventennale specializzazione di Agronica nell’agroalimentare e risolve la grande complessità dei processi produttivi, gestionali e normativi, con il minimo impegno d’uso. (i.g.)• Agronica Group srl Via Calcinaro 2085 - 47521 Cesena (FC) Tel. 0547 632565/632933 Fax 0547 632950 com@agronica.it - www.agronica.it

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E non serve aggiungere altro.

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TAPPI

Gruppo Tappi Sintetici Espansi

PRESSE Dalla realizzazione “chiavi in mano” alle innovative presse Vacuum System: i segreti di un successo mondiale

Siprem International C

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mentazione e stoccaggio e, dulcis in fundo, ovviamente presse. Di qualsivoglia taglia, modello e sistema di funzionamento.È il caso delle linee continue di sgrondo-pressatura e delle classiche Air Press, nonché della rivoluzionarie Vacuum System, un brevetto esclusivo che spazia dal modello VS 20 alla VS 505 e si caratterizza per standard qualitativi insuperati, in virtù dell’adozione di un ambiente di pressatura in depressione, e della possibilità di sfruttare l’azione riducente dei gas inerti, quali l’anidride carbonica (anche quella derivante dai processi fermentativi) e l’azoto, eventualmente ricircolabili. Infine le Presse Continue a Membrana, altro trade mark capace di assicurare una produttività irragiungibile con sistemi canonici. Prodotti che incontrano il vivo favore del pubblico ad ogni appuntamento fieristico al quale la Siprem International partecipa, quali Simei, Vinitech Sifel, Enomaq e tutti gli altri principali eventi espositivi mondiali. • SIPREM INTERNATIONAL Srl Via Lazio, 8 - 61122 - PESARO (PU) Tel. 0721 451258 - Fax: 0721  451812 - www.siprem.it

I

l via libera del Ministero delle politiche agricole sulle chiusure per i vini a denominazione, etichette ormai non più appannaggio dei tappi in sughero, permette di ragionare in modo nuovo in particolare per quei mercati esteri che da tempo faticano ad accettare la tradizione tutta italiana della chiusura naturale, con i problemi ad essa connessi. Per questo diventa fondamentale il ruolo del Gruppo Sintesi - Tappi Sintetici Espansi, interno alla Federazione Gomma Plastica di Confindustria, che ha messo a punto strategie di promozione e certificazione dei tappi prodotti dagli associati così da tranquillizzare i produttori di vini di qualità italiani. “La liberalizzazione del Ministero su Doc e Docg – ha commentato Roberto Casini, presidente del Gruppo Sintesi Tappi Sintetici Espansi – è confortante e

Le Doc e Docg italiane hanno un nuovo marchio di qualità affidabile e professionale su cui contare fondamentale ma è solo l’inizio, alcuni disciplinari infatti impongono ancora vincoli che mettono in difficoltà le aziende che vogliono esportare in alcuni paesi soprattutto del nord Europa. Per rendere più efficiente la filiera abbiamo anche messo a punto S.Q.M. (Sintesi Quality Mark), un marchio di qualità collegato alla norma UNI 11311 che aumenta la tutela delle cantine che scelgono i tappi di questa fascia, i quali devono rispettare standard prestazionali molto elevati su tutti i fronti”. I tappi sintetici espansi di nuova generazione sono ormai chiusure efficienti sotto ogni punto di vista, con ottime prestazioni barriera rispetto ai gas, facilità di estrazione e assolutamente neutrali rispetto al sapore del vino conservato nella bottiglia. Inoltre va chiarito che è meno dannoso per l’ambiente un tappo sintetico monomateriale, quindi riciclabile nel normale ciclo dei rifiuti urbani, piuttosto che i tappi apparentemente naturali, ma in realtà assemblati con colle sintetiche che invece sono rifiuti non riciclabili e vanno perciò ad incrementare la quota di indifferenziato destinato alla discarica.• SINTESI - Gruppo Tappi Sintetici Espansi Via San Vittore, 36 - 20123 - Milano - Tel: 02-439281 - Fax: 02-435432 info@tappisintetici.org - www.tappisintetici.org

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ompetenza specifica, passione inesausta, sviluppata creatività, costante desiderio di migliorarsi. Queste le prerogative vincenti di un marchio che da oltre quarant’anni risulta un preciso punto di riferimento nel panorama enologico mondiale. La Siprem International costituisce in effetti un’azienda storica del settore, in virtù del notevole contributo fornito in termini di idee innovative e di prodotti di largo successo. Forte di una simile lunga esperienza, la società pesarese riesce ad essere costantemente presente sul mercato interno ed estero, rispondendo alle attese di una clientela vasta e prestigiosa, ormai diffusa su scala globale. Ciò, grazie alla capacità di realizzare impianti completi “chiavi in mano” e ad una gamma diversificata di macchinari, tale da coprire le esigenze di lavoro proprie dell’intera linea di vinificazione. Un’offerta varia e sempre di alto livello che abbraccia pompe e diraspa-pigiatrici, stazioni di raffreddamento, vinificatori, centri di estrazione pre-fermentativa del colore, linee di selezione, conferimento e lavaggio barriques (in virtù del rapporto sinergico instaurato con la consociata Tecme International), serbatoi di fer-

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IMBOTTIGLIAMENTO

PACKAGING

Magugliani:

Noi badiamo

il meglio della tecnologia

all’etichetta Anche per il vino l’occhio vuole la sua parte

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gni vino ha una sua identità e una propria anima. Porta con sé storie fatte di tradizioni, luoghi e suggestioni. Compito dell’etichetta è quello di svelare questi valori nascosti. Espressioni, immagini ed equilibri cromatici si fondono tra loro per dar voce allo spirito di quel vino, alla sua unicità, ai principi e allo stile del produttore. Oggi più che mai l’etichetta ci accompagna per aiutarci a comprendere meglio il prodotto, richiamando le antiche origini dei vitigni e parlandoci di competenze autentiche. “Trasmettere la passione,

l’amore, la personalità di un vino è per noi la sfida di ogni giorno. La cura nella scelta delle immagini, dei colori e delle carte pregiate è il nostro mestiere, alla continua ricerca dell’eccellenza e del perfetto connubio tra bellezza e carattere, tra durezza e sfumature dolci, proprio come i paesaggi delle colline coltivate con la vite.” Sembra quasi che ci parlino di dipinti o di fotografie d’autore Raffaele Berti e Luigi Gandini direttori della Rotograf Varese. Un’azienda storica, nata da una tipografia e cresciuta negli anni, fino ad essere riconosciuta oggi come una solida realtà nel campo delle arti grafiche.

Cosa deve comunicare un’etichetta? “Naturalmente il vino che c’è dietro e l’azienda produttrice. Ma anche i sogni che hanno inizio in quei filari, le emozioni e i profumi che ci pervadono camminando tra i tini di una cantina o mescendo il vino nei bicchieri.” E nello spazio di un “piccolo rettangolo” si può trasmettere tutto questo? “Certamente. La nostra soddisfazione più grande sta proprio nel far percepire quei sogni portandoli tra le goffrature della carta, nei toni dei colori, nei bagliori sfuggenti delle lamine dorate. Concretizzare in un eccezionale esercizio di sintesi

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qualità, passione e affidabilità, mixando in perfetta armonia stampa tradizionale a nuove metodologie tecniche.”•

agugliani distribuisce impianti ed attrezzature per l’industria dal 1988 con una gamma che comprende impianti di asciugatura bottiglie, lattine, barattoli, e non solo. Prodotti dell’americana Republic Blower Systems, dotati di una tecnologia applicata alle soffianti centrifughe ed ai generatori di lama d’aria che permette il raggiungimento di elevati valori di efficienza, garantendo un potente flusso d’aria; elevati anche i risparmi energetici, specialmente se gli impianti di asciugatura Republic vengono comparati ad impianti dotati di soffianti a canale laterale, spesso utilizzate per i sistemi

di asciugatura. Il sistema Republic sfrutta soffianti centrifughe tecnologicamente avanzate, accoppiate a generatori di lame d’aria - disponibili in alluminio estruso anodizzato oppure in acciaio inossidabile AISI 316 con sezione “a goccia”, forma che evita contro-pressioni. Le soffianti centrifughe Republic sono costruite con materiali di qualità, per durare nel tempo e contenere gli interventi di manutenzione: girante in alluminio lavorata CNC, gruppo supporto cuscinetti dotato di alette di raffreddamento, cuscinetti ibridi ceramici lubrificati a vita di durata fino a 5 volte superiore rispetto i cuscinetti tradizionali. Le dimensioni compatte degli

impianti Republic permettono e semplificano il posizionamento direttamente sulla linea di produzione e ogni soffiante centrifuga può alimentare più generatori. L’ampia gamma dei prodotti Republic comprende soffianti centrifughe di diverse grandezze, ed una serie di accessori per confezionare l’impianto su

misura in funzione della velocità della linea di produzione e delle esigenze dei Clienti: come asciugatura completa della bottiglia/lattina/barattolo prima dell’etichettatura o prima del confezionamento o della zona tappo e/o la zona riservata alla stampa ink jet del lotto e data scadenza. (m.b.) •

MAGUGLIANI Srl Via Sacro Monte 3/1 - 21052 - Busto Arsizio - Tel: 0331-380044 - Fax: 0331-684344 info@magugliani.it - www.asciugatura.it

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Vini Vini II Grandi Grandi

Rotograf Varese S.r.l. Via Selene, 4 - 21100 Varese Tel. 0332241616 - Fax 0332281444 info@rotografvarese.it - www.rotografvarese.it

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Impianti di asciugatura bottiglie tecnologicamente avanzati, efficienti, di lunga durata e progettati per risparmiare energia

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Colombardo presenta la Defogliatrice

a verde per vigneto a rulli controrotanti

Le biotecnologie,

la nuova frontiera dei processi di fermentazione Enò Biosoluzioni con la ricerca biotecnologica rivoluziona l’approccio alla produzione dei coadiuvanti enologici di vinificazione e di affinamento; tannini, chips ed attivanti innovativi

modello Solaris

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COLOMBARDO San Marzano Oliveto 14050 Regione Leiso 30/31 tel. +39 0141 856108 - fax+39 0141 856103 info@colombardo.com www.colombardo.com

pre-vendemmia. La depressione generata dalla turbina opposta ai due rulli “controrotanti”, di cui uno forato e uno ricoperto di una speciale gomma striata, determina un incollamento sul rullo forato “effetto ventosa” che, ruotando verso l’altro in “gomma”, stacca “chirurgicamente” le foglie, le quali vengono convogliate ed espulse grazie ad una speciale scatola a chiocciola retro posta. Un’altra novità tecnica, determinante, presente sulla Defogliatrice Solaris, è proprio l’espulsione longitudinale delle foglie, evitando il fastidioso e dannoso intasamento del radiatore del trattore. •

I

l segreto del successo sta scritto non solo nel nome, “Enò Biosoluzioni”, azienda giovane, ma soprattutto per la produzione qualificata in coadiuvanti ottenuti da biotecnologie per il trattamento dei mosti e la conservazione dei vini. La partnership tra en. Ennio Stangoni e il prof. A. Piracci è pressoché perfetta, particolarmente per quanto riguarda la “divisione dei compiti”: se il primo, infatti, si occupa della parte più strettamente manageriale al secondo, invece, già Direttore dell’Istituto Sperimentale per l’Enologia e Rappresentante dell’OIV per l’Italia, spetta il coordinamento della sezione tecnica. I principali settori dell’azienda sono essenzialmente due: i formulati di tannini diversi ed i roveri diversi per la produzione di frammenti legnosi, chips per la fermentazione e chips per l’affinamento. Si tratta di miscele di tannini di quercia estratti da doghe di legno lungamente stagionate all’aria e successivamente tostate. Questi apportano note che si esten-

dono dalla vaniglia alle spezie, dal caramello alla liquirizia, fino ad esprimere note di tostato, caffè e cioccolato conferendo dolcezza e volume al vino ed esaltare una struttura tannica piacevole, equilibrata e non aggressiva. Enò produce anche tannini specifici per l’impiego in fase di affinamento e molto efficaci anche per prolungare la vita delle barriques. Inoltre ha dimostrato che una composizione bilanciata tra tannini di quercia e tannini condensati, è estremamente valida nella stabilizzazione del colore dei vini rossi ed è il perfetto complemento della microssigenaEnnio Stangoni responsabile marketing

zione. Enò Biosoluzioni ha determinato un cambiamento di percezione radicale da parte dei vinificatori nei confronti dei chips, del cui utilizzo in Italia è stato testimonial proprio il prof. A. Piracci. I produttori di vino non li apprezzavano per l’immagine, troppo distante dal legno tradizionale. Inoltre si sospettava che il processo di affumicatura del legno potesse provocare la formazione di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), con potenziale azione cancerogena. “Niente di più falso dichiara il Professore - ho sperimentato, per il ministero per le Politiche Agri-

cole, i chip per dieci, lunghi anni, e posso affermare che, con le nostre condizioni di produzione, non sono assolutamente pericolosi per la salute”. Enò Biosoluzioni ha allo studio da tre anni nuovi attivatori di fermentazioni che saranno presentati con la nuova vendemmia. (m.m.) •

ENÒ BIOSOLUZIONI Zona Industriale Piane Tronto 64010 Controguerra (TE) Tel. +39 0861 817055 Fax +39 0861 809935 info@enobiosoluzioni.it www.enobiosoluzioni.it

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

a Defogliatrice Colombardo modello Solaris è la prima macchina a rulli controrotanti sul mercato, prodotta interamente in acciaio Inox e con particolari della turbina (apparato che crea la depressione) in lega leggera anticorodal. Questa scelta è stata necessaria per rendere tutti i componenti estremamente longevi nel tempo, infatti la macchina così costruita è immune alla corrosione e specialmente dall’aggressione di prodotti chimici (zolfo, prodotti anticrittogamici, ecc) impiegati durante la stagione vegetativa della vite, inoltre l’acciaio Inox viene facilmente ripulito con l’impiego di sola acqua al termine dell’operazione in vigneto. La defogliatrice Solaris dispone un’altezza di lavoro di circa 55 cm ed estrae delicatamente le foglie poste sul cordone fruttifero senza offendere i grappoli, a partire dalla fase pre-allegagione (bacca a chicco di pepe) fino alla maturazione in

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MACCHINE AGRICOLE

PACKAGING

Per far la scatola,

Tecnica Innovativa

ci vuole il sarto

per la viticoltura

Bartoli Packaging, leader nel settore moda e alimentare, mette al servizio dei produttori di vino la sua esperienza e, come un sarto, cucirà il prodotto addosso al cliente

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zia a produrre scatole in cartone rigido per il settore calzaturiero, per poi passare ai grandi nomi della moda italiana e del settore alimentare. Ultimo passaggio, quello recente, è il settore vino. Così l’azienda mette a disposizione dei produttori di punta del panorama enologico italiano tutta la sua esperienza e creatività: scatole di pregio,

Bartoli Pakaging serve tutto il territorio italiano, ma è in grado di effettuare rapide spedizioni anche all’estero. La carta e il cartone utilizzati sono certificati Fsc (Forest Stewardship Council), a dimostrazione della sensibilità dell’azienda verso l’ambiente.

vostre bottiglie serve un vestito di qualità, un grande sarto è a vostra disposizione: Bartoli Pakckaging. (m.b.) • BARTOLI PACKAGING Via Francesca Uggia, 667 Cintolese 51030 - Pistoia (PT) Tel: 0572.62486 / 61760 Fax: 0572 62250 info@bartolipackaging.it www.bartolipackaging.com

dei prodotti e dei servizi forniti, criteri rigorosi nella scelta dei materiali, ricerca della soluzione più adatta: queste le caratteristiche distintive di AEDES. L’azienda ha così conquistato la stima nel mercato italiano e internazionale grazie anche all’ampia gamma di macchi-

nari professionali e alla linea specializzata di macchine interfilari “BioSystem”. Il braccio interfilare AEDES BioSystem abbinato al tagliaerba AEDES Rotormulcher o Scherenmulcher, alla trinciatrice AEDES Schlegelmulcher oppure utilizzato in modo indipendente,

AEDES Macchine Agricole - Landmaschinen - Via del Sole, 24 - 39010 Andriano (BZ) Tel. +39 0471 510443 - Fax +39 0471 510403 -

montato anteriore, posteriore o ventrale su una trattrice, è quanto di meglio disponibile oggi sul mercato per il controllo ecologico dell’erba, senza creare danno alle piante. AEDES coniuga il rispetto per l’ambiente all’aspettativa soddisfatta del cliente. • info@aedes.bz - www.aedes.bz

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

ata negli anni sessanta a Monsummano Terme, Bartoli Pakaging inizia la sua attività con un antico prodotto tipico: i “corbelli”, cesti realizzati con piante palustri. Di anno in anno l’ambizione e la professionalità dell’azienda portano ad un crescente sviluppo e, in pochi anni, Bartoli ini-

che valorizzano il vino, avvolgendolo in una protezione che richiama l’elevata qualità del contenuto, e del contenitore. Il servizio offerto è un suo punto forte: “Ci sentiamo un po’ come una sartoria, in grado di realizzare un prodotto cucito addosso al cliente” ci spiega Cinzia Bartoli, mentre descrive lo staff aziendale, in grado di ideare il prodotto con le dimensioni, la forma, il colore e le personalizzazioni più svariate; e se la tecnologia di produzione non dovesse essere sufficiente a soddisfare le richieste del cliente? Nessun problema, un’apposita officina meccanica interna costruirà il macchinario adatto per realizzare qualsiasi tipo di prodotto. Insomma, se per le

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EDES, sorta negli anni ‘40 fra i vigneti e i meleti altoatesini, è diventata un punto di riferimento per chi cerca soluzioni innovative per il lavoro agricolo nel settore della viticoltura e frutticoltura. La garanzia di AEDES trapela già nel nome, che significa “casa” e che assicura di avere al proprio fianco l’aiuto fidato di cui si abbisogna per il quotidiano lavoro in campo. Innovazione e attenzione costante alla qualità

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Gennaio 2013 - Pubblicità

NewsTecniche PACKAGING

Le scatole per un trasporto sicuro

Bag in Box

ORGANIZZAZIONE EVENTI

Iron3: workshop a San Paolo Il Brasile sta vivendo un momento positivo e di grande crescita, con più di trecento importatori sul territorio nazionale e con un interesse sempre maggiore per i vini italiani, le cui esportazioni nell’ultimo biennio sono aumentate del 16%, passando da 30 milioni di euro nel 2010 a 35,5 milioni nel 2012. Con questi numeri, che lasciano aperta l’opportunità di un ulteriore sviluppo positivo, l’Italia viene ad essere il quarto esportatore in Brasile, con una quota di mercato a valore del 14%, preceduta da Cile, Argentina e, di poco, dalla Francia. È in questo panorama che Iron3 organizza “International Wine Traders” a San Paolo, un’opportunità per entrare in contatto con il mercato brasiliano e con gli operatori locali; una manifestazione che si propone come punto di riferimento per il wine business del Paese. Il workshop si svolgerà nella giornata del 6 agosto e permetterà alle aziende vinicole italiane di entrare in contatto diretto con gli operatori brasiliani.

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Con questo sistema i prodotti viaggiano in sicurezza, al riparo dagli urti che sono totalmente assorbiti dall’apposita struttura in cartone. (l.m.)

SCATOLIFICIO ANPA Via Enzo Ferrari, 34, Arezzo Tel. 0575 648122 www.scatolificioanpa.it info@scatolificioanpa.it

PACKAGING

Etichettificio Maremma: stampa offset, serigrafica, a caldo, rilievo e verniciatura L’Etichettificio Maremma è un’azienda giovane ma con le idee chiare, che si descrive molto bene da sola: “Siamo concentrati nel soddisfare anche il cliente più esigente, forti di poter contare su uno staff di professionisti impegnati nel raggiungimento di un unico obbiettivo: il vostro. Siamo pignoli, caparbi, attenti al particolare, ed ogni nostro stampato adesivo che scorre sulle bobine deve rasentare la perfezione, affinché il prodotto rispecchi il progetto grafico”. Progetto che non deve necessariamente essere fornito dal cliente, infatti: “Abbiamo un reparto grafico altamente qualificato nella creazione di etichette e non solo: dalla progettazione di un marchio al suo coordinato aziendale, dall’impaginazione di un depliant alla creazione di una campagna”. Con delle premesse così, non vi rimane che conoscere di persona i validi professionisti dell’Etichettificio Maremma.

Italy: +39 0575 401644 Mail: info@worldwinecentre.com Fax: +39 0575 546022

Etichettificio Maremma info@etichettificiomaremma.it Via Birmania, 156 - Grosseto (GR) Tel. 0564 450730 - Cell. 338 4388490 Fax 0564 464870 Macchina per i colori a caldo

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

Mail: info@internationalwinetraders.com

Lo Scatolificio Anpa, azienda leader nel settore dell’imballo e delle spedizioni, presenta una soluzione esclusiva e innovativa per il trasporto delle bottiglie. Forte di anni d’esperienza e di una struttura al passo con le ultime tecnologie, l’azienda ha infatti progettato una risposta efficace per un trasporto sicuro, che permette anche di ottimizzare i costi di spedizione. Si tratta di una scatola in cartone per due o tre bottiglie estremamente compatta e resistente, realizzata con una fustellatura interna che blocca ed immobilizza la bottiglia contenuta, tenendola sospesa all’interno dell’imballo.

Fogli informativi in Filiale e sul sito web della Banca - Gruppo Bancario Monte dei Paschi di Siena - Codice Banca 1030.6 - Codice Gruppo 1030.6

Lo Scatolificio Anpa presenta le sue scatole in cartone compatte e resistenti

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FERMENTINI A PARALLELEPIPEDO CON PIANO INCLINATO

NewsTecniche FILTRAGGIO

FILTRAGGIO

Testa di Controllo 8681

Plasticalfa presenta la nuova valvola a compressione PN16 Il nuovo prodotto nasce per festeggiare il trentesimo anniversario aziendale

Amarone Scriani incoronato terzo a Encontros de Vinhos in Brasile

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Encontros de Vinhos, tenutosi lo scorso 23 aprile, è il concorso con sui si apre ExpoVinis, l’occasione d’incontro fra produttori di tutto il mondo e buyers del Brasile e Sud America. L’Amarone 2008 Scriani si è distinto in una degustazione alla cieca di oltre cento vini dove l’esperta commissione di giudici lo ha premiato con un meritatissimo terzo posto. D’altra parte, il vintage 2008, ci racconta Stefano, si rivela la migliore dell’ultimo decennio grazie al suo equilibrio e armonia. Ottenuto solo da uve raccolte a mano l’Amarone viene affinato dapprima

in barrique da 350 litri per un anno e mezzo, poi in botti di rovere francese per altri dieci mesi e, da ultimo, per altri sei in bottiglia. L’annata premiata possiede un rosso carico tendente al granato, al naso rivela note speziate di tabacco e presenta una bocca complessa. L’azienda ha festeggiato il premio con l’acquisto di tre nuovi ettari di vigneto, con un’ottima esposizione e vitati a Corvina, Corvinone e Rondinella, uvaggi da cui otterrà i vini di valore che contraddistinguono il marchio Scriani.

Azienda Agricola Scriani di Cottini Stefano & C. S.s. Via Ponte Scrivan 7 - 37022 Fumane (VR) -Tel. 045 6839251 Fax 045 6801071 - info@scriani.it - www.scriani.it Facebook: SCRIANI VINICOLA Twitter: @scriani

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RIEMPITRICE BAG-IN-BOX

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

Stefano Cottini guida la sua azienda alla conquista del Brasile, aggiudicandosi con il suo Amarone annata 2008 il terzo premio nel rinomato concorso internazionale brasiliano.

Bürkert, azienda specializzata nello sviluppo di sistemi innovativi di elevata qualità nel settore del controllo dei fluidi e nelle relative attività di consulenza, presenta la nuova testa di controllo on/off tipo 8681 che, grazie al suo adattatore universale, può essere integrata alle valvole sanitarie presenti sul mercato, quali valvole a singola sede, a doppia sede, mix proof, a sfera e a farfalla. Questa è resistente ai processi di pulizia quali CIP e SIP e possiede un grado di protezione IP 65/67. È dotata di una funzione di auto-apprendimento, che consente un’installazione semplice e veloce. Mediante tre led colorati ad alta intensità, è indicato lo stato della valvola (apertura, chiusura e intermedio), consentendone la visibilità da lunghe distanze. Per saperne di più, cliccate su www.burkert.it o cercate su You Tube “Testa di controllo 8681”. (l.m.)

FERMENTINI A PIANO INCLINATO

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Il prodotto di Bürkert è integrabile a qualsiasi valvola sanitaria

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FERMENTINO FOLLONATORE TERMO CONDIZIONATO

attacchi filettati maschio e femmina dal ø 1/2’’al ø 2’’ questo è un prodotto di estrema comodità per attacchi rapidi alla rete con la certezza di un’assoluta perfezione di chiusura. Anche in questo caso, come per tutta la serie, l’azienda ha realizzato molteplici controlli di laboratorio per testare le forti resistenze a pressione interna nelle condizioni più estreme: le valvole sono tutte PN16 nel massimo rispetto delle norme internazionali di riferimento. (l.m.)

DIRASPA - PIGIA TRICE + MONOVITE + TRAMOGGIA + ZAINO PER SCARICO UVE

In vista del suo trentesimo anniversario Plastica Alfa, presenta una grande evoluzione della gamma Valvevolution, la serie di valvole in polipropilene con sfera metallica disponibili nei diametri che vanno da 1/2’’ fino a 4’’, con attacchi filettati maschio e femmina, ed anche in versione flangiata o con attacco Alfarapid del tipo Victaulic. La novità è la valvola a compressione PN16, che nasce dalla fusione della tenuta dei raccordi a compressione aziendali (la Blu Line è la storica linea) e dall’affidabilità della valvole in PPCV. Già a catalogo nelle versioni dal ø 20 al ø 63 con

SERBATOIO TRASPORTO PESANTE A 3 SCOMPARTI

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NewsTecniche inox

CAVALZANI INOX: a servizio dell’enologia dal 1963 Essere una azienda moderna vuol dire, non solo rispondere alla domanda del mercato con prodotti di alta qualità, ma anche avanzare proposte innovative che sappiano stimolare il settore produttivo: è questa la filosofia di CAVALZANI INOX, alle porte di Firenze (nell’area industriale di Calenzano), leader nella progettazione, realizzazione ed installazione di serbatoi di stoccaggio ed impiantistica. Dal settore Food, wine and beverage - specializzato nella realizzazione di serbatoi, fermentini, autoclavi ed impianti di refrigerazione per il settore enologico - nasce l’ultimo brevetto, Spark®: uno “SPUMANTIZZATORE” di acciaio inox della capacità di 45 litri, con una valvola speciale che consente agevolmente le operazioni di sboccatura e successiva immissione della liqueur d’expedition. Un metodo che si propone come un incentivo alla produzione degli spumanti rivolto a tutto il mercato dei vini bianchi.

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VinPlast Demi/44 1200x800mm la nuova interfalda che CMP srl inserisce nella già vasta gamma disponibile. La nuova interfalda permette di andare a stoccare 44 bottiglie bordolesi o borgognotte da 0,375 litri. La particolare conformità delle sedi termoformate permette di alloggiare bottiglie champagne, borgognotte, bordolesi sia cilindriche che coniche. Rimangono inalterate tutte le qualità delle precedenti interfalde: pulizia delle bottiglie, minor spazio occupato in cantina, massimo sfruttamento dello spazio, facilità d’inventario, minori rotture dovute a sfregamento del vetro, estrema maneggevolezza del prodotto.

Il VinPlast si presenta come una soluzione alternativa a gabbioni di ferro, paretali e cassoni di legno, permettendo di ottimizzare i costi di stoccaggio e di manodopera della cantina e di velocizzare i tempi di alloggiamento delle bottiglie. Il VinPlast offre inoltre la pos-

sibilità di meccanizzare tramite braccio automatico la posa e il recupero delle bottiglie, evitando fastidiose e costose interruzioni nella linea di imbottigliamento. VinPlast, ci prendiamo cura delle vostre bottiglie.

C M P srl Via Revello, 38 2037 Saluzzo - CN Tel +39.0175.217.560/540.102 Fax +39.0175.217.552 www.vinplast.it www.cmp-plast.it www.vinplast.eu vinplast@cmp-plast.it

impolveratori

Novità in casa G.R. Gamberini L’azienda presenta il nuovo gruppo ventola ad aspirazione rovesciata E’ in occasione del suo quarantacinquesimo anniversario che la G.R. Gamberini presenta il nuovo gruppo ventola ad aspirazione rovesciata, un prodotto tecnologicamente all’avanguardia, nato da un investimento importante e da una grande esperienza come costruttori, per rappresentare la qualità di tutti i prodotti aziendali in un unico prodotto. Realizzato con materiali termofor-

mati, mai utilizzati in precedenza e progettato con un’estetica particolare, questo è un prodotto estremamente performante e ben funzionante che oltre a dare un flusso d’aria pulita, assorbe un 10-15% di potenza in meno rispetto ad un gruppo tradizionale, permettendo quindi un consumo minore di gasolio. Al gruppo può essere istallata anche una torretta per il trattamento di pere, mele e altre varietà coltivate a spalliera alta. (l.m.)

G.R. GAMBERINI Via Pederzana, 9 – Villanova 40055 Castenaso (Bo) Tel. 051 6053121 gr@impolveratori.it www.impolveratori.it

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Vini Vini II Grandi Grandi

CAVALZANI INOX Srl Via Petrarca, 2 50041 CALENZANO (FI) Tel. 055 8877685 -055 8825938 info@cavalzani.it www.cavalzani.it

packaging

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12-16 novembre 2013 fieramilano Rho - Italia orario 9,00 - 18,00 padiglioni 9-11

9ª edizione

visita il sito www.enovitis.it

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Contemporaneamente si svolgerà il 25• SIMEI, Salone Internazionale Macchine per Enologia e Imbottigliamento, riservato alle macchine, alle attrezzature e ai prodotti per l’enologia, l’imbottigliamento e il confezionamento delle bevande

Viaggi + Hotel www.interexpotravel.com

Simei compie 50 anni e si regala un futuro all’insegna della sostenibilita’ di Chiara Martinelli

I

per informazioni ENOVITIS via San Vittore al Teatro, 3 20123 Milano - Italia tel. +39 02 72222825/26/28 fax +39 02 866575 www.enovitis.it – info@enovitis.it

l salone internazionale Macchine per l’Enologia e Imbottigliamento, alla sua 25^edizione, aprirà gli spazi della fiera Milano (Rho) dal 1216 novembre prossimo, confermandosi la manifestazione leader mondiale nella tecnologia del vino. Evento biennale, unico nella presentazione contemporanea dei differenti comparti concernenti i liquidi alimentari: macchine e prodotti per la produzione, imbottigliamento, attrezzature e packaging. Mezzo secolo di attività fieristica dedicata all’esibizione di prodotti sempre più all’avanguardia e tecnologici per rispondere alle esigenze di un mercato in massiccia crescita, con oltre sei miliardi di ettolitri di bevande consumate in tutto il mondo. In questo importante indotto alimentare, numerose sono le imprese che eccellono nella ricerca di impianti d’imbottigliamento, macchinari per la vinificazione, trattamenti per il vino, confezionamento dei liquidi, recipienti di ogni genere, mantenendo forte il sodalizio tra qualità e competitività economica. Per questo motivo

l’Unione Italiana Vini ha inaugurato nel 2011 il Concorso “Novità e Innovazione” dedicato ai progetti più innovativi in ambito della viticoltura, dell’enologia e delle bevande. I settori interessati sono quelli della filiera vigneto-cantina e del settore beverage. Un meritato riconoscimento all’ingegno di tante imprese che investono nella ricerca e nella creazione di processi produttivi all’avanguardia. Rafforza l’iniziativa, l’accento posto sulla sostenibilità, filo conduttore del nuovo orientamento voluto dagli organizzatori. In calendario un convegno internazionale sull’argomento, con momenti di incontro e di scambio tra esperti di spicco attivi su questo fronte a livello mondiale. E’ questo il vero passo in avanti di Simei 2013, con un piede già nel futuro. A rendere concreto lo slancio avveniristico della fiera, ecco infatti il Join Tag, la piattaforma multimediale che rivoluzionerà la modalità di relazione espositorivisitatori agevolando il trasferimento dei contenuti e di creazione dei contatti . Anche in questo Simei è all’avanguar-

dia: sarà la prima fiera ad utilizzare il sistema.

Concorso Novità e Innovazione Le aziende espositrici della prossima edizione di Simei –Enovitis, possono presentare la domanda entro il 1°di luglio: a settembre si conosceranno già i prodotti high tech selezionati da un Comitato Tecnico Scientifico secondo criteri oggettivi e rigorosissimi. progetti che risultano rispondere ai requisiti definiti nel regolamento. La cerimonia di premiazione avverrà nel giorno dell’inaugurazione dei Saloni, con la consegna del “Diploma Novità SimeiEnovitis 2013”.

Quando: dal 12 al 16 novembre 2013 Dove: Fiera Milano (Rho) Orari d’ingresso: dalle 9.00 alle 18.30 info: www.simei.it info@siemi.it tel. 02 72222825/26/28

I Grandi Vini Vini I Grandi

Vini Vini II Grandi Grandi

Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura e l’Olivicoltura

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Vini Vini II Grandi Grandi


I Grandi Vini - Maggio-Giugno 2013