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Gianfranco Aurilio

Lo scrigno della giovinezza Raccolta di poesie disegni


GIANFRANCO AURILIO

Lo scrigno della giovinezza Raccolta di poesie e disegni


Poesie d’amore, per l’amore e per la vita. A mio Padre e a mia Madre con la speranza di potervi rivedere per non lasciarci mai perché infinitamente non è abbastanza per dirvi quanto mi mancate.


LO SCRIGNO DELLA GIOVINEZZA Si apre con il segreto che in gioventù non si conosce. Si osserva con gli occhi che in gioventù non vedono. Si apprezza con l’età che in gioventù non conta. E’ pieno di ideali che presto si abbandonano, di tesori che tardi si scoprono, di parole che prima non valgono, di sogni che dopo non servono. Giovinezza dolce fugge, amara non torna.

Gianfranco Aurilio

16.1.11

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DOMANI è UN’ALTRO GIORNO Guardo al futuro senza dimenticare il passato per vivere meglio il presente. Domani è un altro giorno, un giorno che nasce da ieri ma è diverso da oggi, come i fiori che sbocciano dopo essere appassiti, la vita che nasce pur continuando a morire, la primavera che torna quando l’inverno riposa, la speranza che sorge dopo il buio di una notte. 10.2.10

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Lo scrigno della giovinezza


CIELO DI NEVE Neve è nell’aria e minaccioso il cielo di cinerea luce la campagna avvolge. Una fitta coltre di nubi oscura il giorno che in notte si tramuta. Prigioniero il sole ai cupi nuvoloni bussa e un timido chiarore lontani contorni rischiara. Neve è nell’aria e neve cadrà ma nel guardar mi riscaldo perché le mimose sono ormai fiorite.

Gianfranco Aurilio

12.2.10

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Ancora pioggia

Alzo la serranda e piove ancora piove anche oggi piove come ieri come forse domani. Ma è un attimo, penso al deserto a chi non ha la pioggia a chi ha fame perchÊ non ha la pioggia a chi muore perchÊ non ha la pioggia. Alzo la serranda e grazie a Dio anche oggi piove.

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16.2.10

Lo scrigno della giovinezza


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Lo specchio

Sono uno specchio dove tu che parli ti rifletti. Come sei io sarò, come parli parlerò. Sono uno specchio e quel che mi dai ti darò, quel che farai io farò. Sono uno specchio e senza dimenticare di essere me stesso rifletto tutto.

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16.2.10

Lo scrigno della giovinezza


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facce di cartapesta

Maschere di cartapesta che il volto celano e il cuor nascondono, con abilitĂ indossate e ad arte costruite. Maschere che piangono eludendo il sorriso, che si disperano fingendo interesse, che parlano coprendo menzogne, che mentono farfugliando parole, che fantasticano inventando realtĂ . Maschere di ghiaccio fuso, di fuoco

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Lo scrigno della giovinezza


spento, incollate ai visi e mai piÚ staccate. Maschere di Carnevale per un Carnevale che dura tutto l’anno.

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17.2.10

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Profumo di primavera

La mimosa scolorisce, il mandorlo è in fiore, due rondini si rincorrono, le foglie nascono, il verde si ravviva, il sole riscalda, gli animali escono, l’uomo canta, la voglia torna. Profumo di primavera.

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18.2.10

Lo scrigno della giovinezza


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Il verde dei miei prati

L’ho portato con me, nascosto tra le pieghe degli occhi. Dovunque io sia andato, era lì. L’ho trovato tra le nevi perenni, tra i deserti di sabbia bruciata, l’ho visto colorare ghiacciai e aride steppe, riempire brulle savane e pietrificate foreste. Non è mai andato via perché non gli ho mai permesso di andare via.

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Lo scrigno della giovinezza


E’ con me, è dentro di me, è il verde dei miei prati.

Gianfranco Aurilio

19.2.10

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La promessa

Non lasciarmi mai perché la tua promessa non sia un sussurro al vento, non si perda nel fragore di una cascata, resista all’urlo del mare in tempesta. Non lasciarmi mai perché quella promessa non sia solo frutto di passione, non sia neve al sole, perché sia l’alba di un giorno, perché sia un giorno di una vita.

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23.2.10

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IL BUIO LONTANO

Ho rivisto il mare. L’ho rivisto accarezzare la sabbia con la sua mano bianca e spumeggiante, fendere il vento con l’onda che ribolle, confondersi con l’orizzonte in un buio senza fine, lontano, irraggiungibile, come l’attimo appena trascorso.

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25.2.10

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Sotto le coperte

Sotto le coperte è terra mia, terra d’amore, di rispetto, adesso terra di conquista, di ottenebramento imposto, in nome di falsi ideali, camuffate convenienze, palesi ipocrisie. E’ terra per malati, repressi, furbi, aguzzini. Sotto le coperte è terra nostra e un giorno, forse lontano, ricacceremo gli invasori.

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1°.3.10

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Il corteo di nuvole

Silenziose nel silenzio della sera, nel loro muoversi solenni, maestose avanzano. Dalla piÚ grande alla piÚ piccola, con regal movenze, il ciel traversano mentre la luna, grande come non mai, nel salutar rischiara, le stelle, tante come non mai, nel guardar ossequiano, i miei occhi, stupiti come non mai, nell’ammirar gioiscono.

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2.3.10

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Il casolare di campagna

Era abbandonato e appassionatamente ci abbandonavamo tra le sue mura consunte dove nessuno veniva, dove nessuno sapeva, dove nessuno chiedeva. Era spoglio ed emozionati ci spogliavamo in quella luce rarefatta che i nostri corpi esaltava, i nostri sogni liberava, i nostri silenzi impreziosiva. Era nascosto e le nostre angosce nascondevamo nelle sue stanze vuote come i nostri giorni senza vederci, come il nostro amore soffocato,

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come i nostri pensieri senza speranze. Era cadente e insieme siamo caduti su quel pavimento ora insanguinato perché nessuno potrà più separarci, nessuno dovrà ancora umiliarci, nessuno saprà più dimenticare.

Gianfranco Aurilio

3.3.10

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La rondine sul davanzale

Bussa la rondine alla mia finestra il dì che Primaver s’annuncia al dolce suono del suo risveglio che sinfonia di colori al mondo dona. Speranzosa attende ch’io alfin decida e a salutarla vada. Vorrei, rondinella, aprir quell’uscio e il tuo invito accogliere. Vorrei prima che Primavera ancor ci lasci.

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5.3.10

Lo scrigno della giovinezza


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Cosa sarò?

Sarò un’anima senza sembianze e senza età senza tempo e senza spazio tra chi ho amato e chi mi ha amato per sempre accanto a loro.

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6.3.10

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Il ciel d’inverno

Disegnando arabeschi nel ciel d’inverno volano i gabbiani sul mio balcone. Seppur seduto le mie ali spiego e volo volo fin dove il vento mi porta fin quando il cuore mi parla finché il sole non trovo nel ciel d’inverno.

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9.3.10

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Temporale notturno

Tuona il temporale e dormir non è permesso. L’aurora è lo scenario, la sua luce crea l’atmosfera, la pioggia ticchettando suona, il tuono fa da solista in un crescendo da gran finale, poi, diminuendo, la pioggia sfuma, il silenzio chiude il sipario e un usignolo comincia il canto.

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11.3.10

Lo scrigno della giovinezza


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IL fiore che è in te

Cerca il fiore che è in te, che sbocciar vuole, e non lasciar che nell’oblio rimanga. Commuoviti per un bimbo che piange, per l’afflitto sguardo di un vecchio, per un ramo che muore, per un animale che soffre, per quanto piccolo sia, commuoviti se c’è gioia, solidarietà, compassione, se c’è affetto, tenerezza, derisione. Commuoviti quando la tristezza lacera il cuore, quando

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l’amore illumina gli occhi, quando il bene alfin trionfa. Fa che la tua lacrima bagni quel fiore, per farlo fiorire, senza mai appassire.

Gianfranco Aurilio

12.3.10

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La collina degli aranci

Aspettavamo una scusa per rimanere soli e lasciavamo che il tempo si dimenticasse di noi. Crescevamo insieme tra il profumo della zagara dei bianchi aranci in fiore. Aprivamo il cuore tra confessioni e non pi첫 celati segreti. Liberavamo i sogni rinchiusi nello scrigno della paura. Pagine di giovent첫 nascoste tra i petali di un fiore.

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17.3.10

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Il risveglio dei colori

Sarà il sole che mite invoglia, sarà il cielo che di luce brilla, sarà Primavera che alfine torna, saranno gli occhi di grigio stanchi, non importa cosa sia ma davanti a me s’è colorato il mondo.

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20.4.10

Lo scrigno della giovinezza


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Un attimo eterno

Ardo nel guardarti mentre il mio cuor rapisci e per un attimo eterno null’altro esiste. Sogno e appassionatamente mi distruggo cercando una scusa per non voler morire. Impietosa la realtà sorride e crudele la fantasia reprime. Si accorcia la candela che vana brucia finchÊ

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un soffio di vento spegnerĂ il tramonto.

Gianfranco Aurilio

21.4.10

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La giostra delle rose

Ti offro una rosa bianca perché il mio amore è puro e non nasconde, una rosa rossa per amarti sempre dovunque tu sia, una rosa gialla perché il sole non tramonti mai, una rosa verde perché sia sempre primavera, una rosa azzurra perché infinito sia il nostro amore. Ti offro una rosa per coltivarla insieme.

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29.4.10

Lo scrigno della giovinezza


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Il tempo senza tempo

Senza tempo il mio tempo che in nebulosi sogni vaga passate convinzioni rincorre future ambizioni precorre. Come un pesce fuor d’acqua disperatamente annaspo, cercando sollievo in un campo di spine. Senza tempo il mio tempo sempre in bilico tra un mondo passato e un mondo a venire, tre le ombre dell’Antico e le nebbie del Moderno tra una vita sparita e un vita cercata. Vive nel passato chi non crede nel futuro.

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3.5.10

Lo scrigno della giovinezza


Il fiore della salvia

Il bel fiore, dai trasparenti petali di bianco e lilla spolverati, che il lungo stelo ancor piĂš ravviva, i miei occhi rapisce. Bellezza, portami via, perchĂŠ il mio giorno con te divida. Mai stancarmi di te potrei e guardarti il cuor riempie. Bellezza, vanamente sospirando per te muoio.

Gianfranco Aurilio

6.5.10

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La vecchiaia Forse arriverò anch’io a guardarmi allo specchio e a non voler vedere, osserverò le mani, ormai macchiate e raggrinzite, la pelle, dove il dito s’affossa e poi risale, si ferma e non scorre più. Arriverò a non uscire per paura di cadere, a perdermi nei ricordi, ormai sbiaditi e lontani, a lasciarmi andare in un giorno senza fine, a chiudere gli occhi e a non volerli riaprire.

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8.5.10

Lo scrigno della giovinezza


Il cespuglio di rose

Sbocciano le rose in questi giorni a maggio. Belle che pi첫 belle non potranno, verdi che pi첫 verde non avranno, colorate e sol sbiadir sapranno, dai turgidi petali che presto appassiranno. Si consuma giovinezza e quel tempo non ritorna. Siam come rose al finir di maggio in un cespuglio di sole spine.

Gianfranco Aurilio

11.5.10

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Sul greto del fiume

Sul greto del fiume dove le bianche calle a guardar si sporgono sorseggiando il giorno distrattamente vado. Ciuffi d’erba i miei piedi accarezzano e il profumo dell’acqua i miei sensi desta. Salta un pesciolino vola un passerotto e una farfalla, gentil, si posa. Un granello di sabbia nell’universo intero, l’universo intero sul greto del fiume.

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13.5.10

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Elegia di un amore

Ho chiesto alla montagna un frammento di roccia per ricordarmi cosa sarebbe la vita senza di te, al deserto una manciata di sabbia per vedere il mio giorno lontano da te. Ho chiesto al mare di donarmi una perla per portarti con me ovunque io vada, al cielo di regalarmi una stella per averti accanto anche di notte. Ho chiesto al fuoco una piccola fiammella per conservare la speranza

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che mai si spenga il tuo amore per me.

Gianfranco Aurilio

14.5.10

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Sul sospirar del vento

Sul sospirar del vento ho guardato il mondo e ora piangendo ora ridendo ho gonfiato il cuore e logorato gli occhi. Soffiando guarda e guardando sospira sfiorando nel suo alitar miserie e gioie crudeltĂ e passioni viltĂ  e grandezze nobiltĂ  e debolezze. Sconfortato mi ritraggo. Ho solo briciole di cuore ormai sparse al vento.

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Gianfranco Aurilio

21.5.10

Lo scrigno della giovinezza


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Invasori buoni e invasori cattivi

Loro possono uccidere scatenare guerre e repressioni privare della libertà un popolo deciderne il governo diventare martiri se uccisi possono bombardare villaggi e città e impunemente, per sbaglio, massacrare donne e bambini, inventare crociate pur di vendere armi e dividere il potere. Sbandierando la pace perpetuano l’odio, gli eroi del nostro tempo, tempo di bugie, tempo di falsità. E anche oggi la guerra ha trovato una scusa.

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24.5.10

Lo scrigno della giovinezza


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Sotto il mirtillo rosso

Dolci ricordi contro cui nulla può l’empio tempo che il sentire attenua e il piacere offusca. Sotto il mirtillo rosso carezze che non muoiono mai baci che sanno ancora di adesso abbracci che stringeranno sempre profumi che nostalgia ravviva gemiti che nel cuor risuonano sussurri che l’orecchio sfiorano in quell’ora d’amore sotto il mirtillo rosso.

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25.5.10

Lo scrigno della giovinezza


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Sul giunco rosa Sul giunco rosa adagerei le mie spalle, reclinando il capo, mentre i miei occhi ti cercano e languidi, di piacere inebriati dalla passione attratti dal tuo odor rapiti della tua pelle pervasi dal desiderio offuscati, sentono ridono piangono, si lasciano tentare sedurre amare, vogliono toccare guardare sentire, sanno stringere spogliare sognare. Sul giunco rosa adagerei le mie spalle e alla bellezza, che sol gioventÚ possiede, donerei i miei occhi come pegno d’amore.

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17.5.11

Lo scrigno della giovinezza


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Affinità

Crescere parlando di questo e intendendo quello sforzandosi invano di cambiare il bello, ignorando insulti e velate allusioni, vivendo di fiabe e tormentati sogni, erigendo muri e fossati senza fine con pietà e disprezzo per un mondo capovolto. Affinità nascoste finché il cuore regge.

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26.5.10

Lo scrigno della giovinezza


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Finisce un amore

Finisce un amore finisce una storia e l’amaro in bocca contorce la ragione offusca le idee cancella i ricordi stordisce la testa distrugge la speranza. Le lacrime ristagnano sulle gote arrossate mentre i pensieri divorano gli ultimi sprazzi di luce e la solitudine confonde il giorno e la notte.

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Gianfranco Aurilio

27.5.10

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La scoperta dell’amore Lascio il mio corpo di bambino per scoprirmi più grande e guardarmi allo specchio con occhio più attento. Dentro di me fremiti d’amore se qualcuno mi piace e lo guardo lo cerco lo desidero lo sogno, inventando fantasie mentre mi accarezzo e sospiro. Il cuore batte le mani si bagnano la bocca si asciuga un brivido mi attraversa. Ho scoperto l’amore e ora, vivo d’amore vivo per l’amore vivo con amore.

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7.6.10

Lo scrigno della giovinezza


L’altra metà del cielo

Potrò vivere mille vite e mai placare le sete che mi divora. Potrò amare ogni giorno e tradire ogni attimo, contare i granelli di sabbia del deserto e desiderarne ancora. E morrò felice di aver toccato il cielo, ma ignaro dell’altra metà.

Gianfranco Aurilio

8.6.10

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Il fosso ombroso

Ombra mi scivola intorno al limitar del fosso mentre sdraiato ad occhi chiusi guardo. Il vento, gentile, mi accarezza. L’erba, morbida, mi culla. I fiori, profumati, mi deliziano. Un ruscello, discreto, sussurra. Un cinguettio, sommesso, mi circonda. Respiro la campagna e campagna divento.

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Gianfranco Aurilio

9.6.10

Lo scrigno della giovinezza


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Sarebbe bello

Sarebbe bello lasciare che il vento soffi senza che il mare s’increspi, coltivare una rosa e non vederla sfiorire, attraversare un deserto senza paura di non arrivare. Sarebbe bello amare e non soffrire, crescere e non invecchiare, vivere e non morire. Sarebbe bello addormentarmi un giorno e non dover piÚ desiderare.

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15.6.10

Lo scrigno della giovinezza


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Notte di luna

Notte di luna che il mio cuor rischiari nel tuo brillar m’immergo nel tuo candore m’astraggo e rincorro i miei pensieri che ancora liberi, perché fermarli non possono, volano. E sognare ha il gusto dell’infinito.

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15.6.10

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Urlo d’amore

Urla la mia gente urla d’amore perché amor vorrebbe ma d’amor si priva e d’icone si circonda. Guardar si può far non si deve. Urla la mia gente che il più bel dono reprime la miglior tisana rifiuta perché sognar si può far non si deve. Urla questa gente e con amarezza compatisco con dolore m’adatto con inquietudine non esisto.

Gianfranco Aurilio

23.6.10

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Il bosco di eucalipti

Ogni terra ha il suo bosco, il nostro è d’eucalipti che alti e snelli fitti e verdi ombrosi e profumati a passeggiare invitano. Entro e oggi come allora il tempo sparisce presente e passato si confondono. Dimentico i ricordi e nel bosco vago. Non c’è tempo in questo posto potrebbe essere oggi di adesso oggi di allora oggi di domani e solo qui sono immortale.

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25.6.10

Lo scrigno della giovinezza


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Questi sono i giorni brutti

In questi giorni è successo e ricordare fa ancora piÚ male. Si rivivono gli attimi, ora intensi come non mai, si acuisce il dolore, e la nostalgia, mai sopita, allarga le ferite gonfia gli occhi e lacera il cuore. Sono i giorni in cui il sole si spegne, la luna si offusca, le stelle spariscono, i fiori appassiscono, le forze cedono, le speranze svaniscono.

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Lo scrigno della giovinezza


E alzare la testa è come svuotare un oceano.

Gianfranco Aurilio

30.6.10

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Danzando al tramonto

Danzerò finché la notte cala, finché le forze rimarranno. Danzerò tutta la vita, senza cercare gli applausi. Lascerò che i piedi si muovano e l’irrefrenabile impulso seguano. Lascerò che le mani disegnino nell’aria, che la fantasia ascolti la musica, che gli occhi inventino scenari, che i passi rincorrino i sogni. Danzerò

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come ho sempre danzato. Danzerò sfuggendo le ombre della notte, cercando i raggi dell’ultimo sole. Danzerò finché il tempo lo concede, finché il sorriso non si spegne. Danzerò al ritmo dell’amore al suono della vita. Danzerò giocando lottando sognando ridendo piangendo finché gli occhi troveranno luce, fin quando una mano mi guiderà per sempre.

Gianfranco Aurilio

1°.7.10

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Fior di loto

Mi sveglio e c’è un giardino in fiore accanto a me, che profuma d’Oriente e ha i suoi colori, dove dolce è perdersi e vagare, dove i sogni hanno il sapore della realtà e la realtà sembra un sogno, dove anche la luna ha il tepore del sole e il sole ha il chiarore della luna. Mi sveglio e forse dormo.

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Gianfranco Aurilio

12.7.10

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Il basilico sparso dal vento L’avevo perso, perché per tutto c’è un tempo, avevo perso il suo verde, il suo profumo, ancor più forte quando lo bagnavo, quasi a dir grazie. Avvizzito, lentamente, fino ad appassire, l’ho perso. Così è la vita e lo si sa, ma tristezza non conosce ragione. Poi un giorno, nascosto tra più alti fiori, una due e lì un’altra tante altre pianticelle di basilico, a ricordare che la vita è sempre una ruota.

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Gianfranco Aurilio

14.7.10

Lo scrigno della giovinezza


Senza fretta Vorrei camminare piano per guardare la foglia cadere, respirare e sentire l’aria che entra. Vorrei svegliarmi quando il mio corpo lo vuole, addormentarmi senza sapere che ora è. Vorrei parlare ed esser contento di ascoltare, ascoltare e sapere di poter parlare. Vorrei chiudere gli occhi per sentire il sole accarezzarmi il viso. Vorrei trovare il tempo di non pensare al tempo e senza fretta, contare le stelle nel cielo.

Gianfranco Aurilio

16.7.10

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Clonazione

Non poniamo limiti alla vita perché la morte possa un giorno uccidere meno, perché la malattia possa un giorno far soffrire meno, perché la libertà è poter scegliere, perché la scienza non si fermi, perché il pensiero non prevarichi, perché la coscienza non ottenebri, perché il cammino non si interrompa, perché oltre non è mai abbastanza.

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Gianfranco Aurilio

20.7.10

Lo scrigno della giovinezza


Ingialliscono i campi Cominciano i campi a colorarsi di giallo e cocente il sole secca e brucia. Come nebbia all’orizzonte un alone ristagna e i tremolanti contorni sembrano laghi evaporati. Covoni di fieno, sparsi ovunque, tra zolle di terra riarsa, greti di canali dai cespugli cadenti, fronde d’albero dalle foglie appassite e i fiori, i nostri fiori, ormai pallido ricordo di Primavera, si piegano e avvizziscono, mentre la campagna lentamente inesorabilmente tristemente si spegne.

Gianfranco Aurilio

21.7.10

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Le cascatelle del Borgo

Fra i bei borghi che da cintura fanno, per Santa Maria passa un canale che stretto e allegro l’occhio attira e dal ponte ognun si sporge perché guardare o vuoi o devi. Cascatelle, belle belle, che tra le alte e ombrose sponde, a più gradini vengon giù tra schizzi e spruzzi. Di bagnarmi ho tanta voglia e col pensiero alfin mi tuffo e nuoto nuoto fino a diventare anch’io cascatella del Borgo.

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Gianfranco Aurilio

26.7.10

Lo scrigno della giovinezza


Un mondo diverso

Se potessi colorare le stelle non mi stancherei di guardare il cielo. Se potessi costruire la nostra casa aprirei tutte le porte. Se potessi regalare un sorriso lo donerei all’amore. Se potessi dimenticare qualcosa quel qualcosa sarebbe un mondo come questo.

28.7.10

Gianfranco Aurilio

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Andiamo a pescare, figlio Oggi è domenica Le scuole sono chiuse. Grazie a Dio ci sono le scuole perché ognuno ha diritto di studiare. Siamo già andati a Messa e abbiamo fatto il nostro dovere di bravi fedeli. Abbiamo già portato i cani a lavare. Dio, che animali meravigliosi i cani. E’ bello amare gli animali. Oggi non c’è la riunione del gruppo contro la caccia. La festa per raccogliere i fondi per la tutela dei bambini avrà luogo questa sera. Questa mattina siamo liberi. Andiamo a pescare, figlio. Così ci divertiamo un po’.

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Gianfranco Aurilio

30.7.10

Lo scrigno della giovinezza


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Quando è notte

Quando è notte e la luna accende il buio il nostro letto si trasforma, diventa una valle incantata, dove ogni attimo regala memorie, ogni fremito sprigiona amore, ogni abbraccio nasconde promesse, ogni sorriso cancella pensieri. Quando è notte e la tua pelle si colora di luna, vorrei che il sole non sorgesse mai per vagare in quella valle incantata accanto a una stella che porta il tuo nome.

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4.8.10

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L’odore delle rose

Rose e roselline a Maggio e non solo punteggiano siepi e giardini spruzzando colore, dispensando allegria, profumando intorno. Profumo pungente acre unico travolgente appassionante indimenticabile. Odore di rose.

Gianfranco Aurilio

5.8.10

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La baia rossa

C’è un posto dove la crudeltà si chiama coraggio, dove uccidere vuol dire imparare, dove la malvagità non deve più nascondersi. C’è un posto dove più violento è il cuore più forte è l’uomo, dove più si affonda la lama più si accresce l’onore, dove più si dimentica la pietà più si esalta il valore. C’è un posto dove la vergogna non esiste, dove la coscienza non fa più paura, dove gli incubi sono realtà. E’ una baia una baia rossa

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rossa come il sangue delle sue acque.

6.8.10

La baia a cui si riferisce la poesia è, stando alle notizie in mio possesso, una baia in una nazione europea, dove regolarmente si svolge una cerimonia di passaggio all’età adulta. Il rito di iniziazione ha il suo culmine nell’uccisione a colpi di coltello o di uncino di mammiferi marini attirati nella baia per essere poi massacrati. Ho scritto all’ambasciata di questa nazione a Roma perché non volevo credere che un Paese tra i più civili al mondo permettesse un tale scempio, comprensibile in tempi antichi, in cui dover combattere era purtroppo necessario per non soccombere. Non ho ricevuto alcuna risposta. Nessun Paese al mondo, forse, è estraneo a tali mattanze. La mia speranza è che un giorno gli animali siano uccisi solo a scopo di nutrimento e con metodi incruenti.

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Olim palus

Un tempo palude e ora bellezza. Sacrificio non fu vano. Campagne, ridenti e generose, che lo sguardo attirano e ricchezze elargiscono. Città , piccole e gentili, che a rimanere invitano e tranquillità coltivano. Borghi, graziosi e ospitali, che di scorci fan bella mostra e del villaggio han l’atmosfera. Genti, rispettose e rispettate, che da ogni parte son venute e ogni parte

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han qui portato. Una volta palude ora la nostra casa.

Gianfranco Aurilio

9.8.10

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Stanotte ho fatto un film

Stanotte ho fatto un film, non ricordo bene ma è stato bello, sembrava vero o forse era vero sicuramente era vero. C’è qualcosa qualcosa che non possiamo sapere che prima o poi sapremo. Loro vengono mi prendono e mi portano con loro. La mia fantasia non potrebbe mai inventare quelle cose e io so che sono vere e anche stanotte ho fatto un film.

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10.8.10

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Muro di cinta

Paura paura di tutto di tutti paura che qualcosa accada o che qualcosa non accada. Ansia per noi per i nostri cari per le nostre cose per niente. Terrore che ci assale ci consuma ci divora. Diffidenza a volte anche di noi stessi. Preoccupazioni e se non ci sono ci preoccupiamo. E cosĂŹ, per sopravvivere, siamo diventati bravi a costruire mura torri castelli, tutto intorno a noi,

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Gianfranco Aurilio

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tutto ben fatto mancano solo le porte e le finestre.

Gianfranco Aurilio

13.8.10

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Sotto un pallido sole

Quel senso di abbandono che vischioso ci ricopre quando un amore finisce, rende ogni passo incerto pesante doloroso e par che il piede non voglia staccarsi perché per niente c’è ormai più voglia. Lo sguardo basso a fissare il passato mentre il presente non ha più futuro. Intorno le voci si spengono, ogni cosa è un’ombra, distante ogni pensiero e camminiamo senza forza senza coraggio senza motivo sotto un pallido sole.

104

Gianfranco Aurilio

18.8.10

Lo scrigno della giovinezza


Il coraggio di buttare

Cose vecchie ammucchiate da anni in cassetti e credenze, panni lisi, logori, ad aspettare invano di essere indossati. Angoli di vita che il tempo non cancella, frammenti di cuore che all’età sfuggono, ricordi d’infanzia che con nostalgia riappaiono, suoni e voci che all’orecchio risuonano e lasciare loro è cancellare per sempre.

Gianfranco Aurilio

2.9.10

105


Autunno è nell’aria

Bussa l’autunno all’uscio dell’estate che aprir non vuole e del suo bel tempo forte ancor Regina resta. S’accorcia il giorno, rinfresca l’aria, imbruniscono i colori, più insistente è la pioggia, più nuvoloso il cielo ma la Regina il suo regno non cede e all’autunno tre doni invia: una rondine, una rosa, una notte di stelle.

106

Gianfranco Aurilio

3.9.10

Lo scrigno della giovinezza


è scesa la sera

E’ scesa la sera avvolta di tristezza e aspetto la notte in compagnia dei ricordi. Si socchiudono gli occhi e a volte un sorriso a volte una lacrima accompagnano i pensieri. Dolci memorie del bel tempo andato, pallide figure che toccar non posso, amate voci dei più begli anni vissuti. E’ scesa la sera e ad occhi aperti nel passato scavo e sarà notte prima che il giorno torni, se tornar potrà.

16.9.10

Gianfranco Aurilio

107


Fantasia

Lascia che la fantasia segua i desideri e sarà uomo se vuoi che sia uomo e sarà donna se vuoi che sia donna e sarà tutti e due se vuoi che sia tutti e due.

108

Gianfranco Aurilio

18.9.10

Lo scrigno della giovinezza


Gianfranco Aurilio

109


Preghiera

Vorrei che le lacrime servissero solo a piangere di gioia, che la vita fosse sempre una favola, a lieto fine, che la bontĂ fosse di tutti, la cattiveria di nessuno, che ci fosse un modo per mangiare senza uccidere, per vivere senza ferire. Vorrei che morire fosse solo un arrivederci, che soffrire non lasciasse ricordi. Vorrei che ogni bambino si svegliasse felice, che ogni anziano si addormentasse contento. La mia preghiera

110

Gianfranco Aurilio

Lo scrigno della giovinezza


è un sogno non una speranza perché sognare addolcisce l’attesa.

Gianfranco Aurilio

30.9.10

111


Agonia di un adolescente

Raggi di sole vuoti che sfiorano e non toccano, oscurati da una notte senza stelle, che spegne la vita quando il giorno è appena nato. Attimi che si trascinano pesanti ed eterni, desideri che subito svaniscono, passioni che tramontano ancor prima di sorgere, sollievi effimeri e fugaci speranze, tormentate paure cupe disperazioni e ansie volute a voler annerire il buio già buio, finchÊ un gesto disperato, per ferire

112

Gianfranco Aurilio

Lo scrigno della giovinezza


o per finire, rende certa solo la morte.

Gianfranco Aurilio

26.10.10

113


La ricorrenza

E’ il giorno dei morti. Si affollano i cimiteri perché il dovere chiama e la coscienza occor sopire. Falso quel fiore falsa quella lacrima e vuote, già domani, le buie tombe, spoglie d’affetto e d’amor prive, perché tutti si commuovono sol quando società impone. Falso quest’uomo che di falsità vive e di falsità si circonda. Mesta quella processione di maschere vaganti, a far vedere che ci sono. Triste quell’espressione di cui ognun si veste

114

Gianfranco Aurilio

Lo scrigno della giovinezza


per riacquistar sorrisi al finir della commedia. E commedia sia perchÊ di piÚ non si può fare.

Gianfranco Aurilio

2.11.10

115


Questo è amore

Ho visto una formica che attraversava la mia strada, ho alzato il piede per lasciarla passare. Ho visto un giovane e un vecchio tenersi per mano, ho sorriso per lasciar che si amassero. Ho visto un pescatore divertirsi uccidendo, ho provato ribrezzo senza esser capace di odiare. Ho visto un fiore che avrei voluto donare, ho lasciato che vivesse per poterlo ritrovare. Ho visto un malato contorcersi di dolore, ho pianto di compassione pur non avendolo mai conosciuto. Ho visto

116

Gianfranco Aurilio

Lo scrigno della giovinezza


un mondo senza amore, ho provato pena e non ho mai smesso di lottare.

Gianfranco Aurilio

7.11.10

117


Acquerello pontino

Scorre sulla tela il pennello e sulla tavolozza della pianura i colori attinge. Sullo sfondo il mare che il lago lambisce sulla cui riva, al limitar del canneto, le verdi palme ombreggiano. Vola basso il gabbiano sfiorando eucalipti cipressi e pini mentre qualche passero fa la spola tra filari di vigna e campi incolti. La mimosa, senza quiete, dal vento spettinata su ciuffi d’erba e fiori svetta e ondeggia.

118

Gianfranco Aurilio

Lo scrigno della giovinezza


Sugli argini del canale due bambinetti felici si rincorrono e dal cielo, terso e azzurro, il sole riscalda il cuore.

Gianfranco Aurilio

11.11.10

119


La stradina che piace a me

Stretta stradina stradina bella sulla campagna distesa come un lungo tappeto. Passo e di natura riempio gli occhi affrescando il cuore con fantasie di colori. Sommesso un cinguettio mi accompagna per i verdi prati punteggiati da arcobaleni di fiori e cascate di nebbia argentata. In lontananza un boschetto di eucalipti accarezza il cielo mentre il sole riveste le nuvole di gemme dorate.

120

Gianfranco Aurilio

7.11.10

Lo scrigno della giovinezza


Solo per pochi giorni

Solo per pochi giorni i miei panni conserveranno il tuo profumo, il mio pettine lascerà cadere i tuoi capelli, i petali della tua rosa resisteranno senza appassire. Solo per pochi giorni riuscirò a desiderarti senza piangere e soffrire. Solo per pochi giorni mi sembrerà di averti ancora accanto. Solo per una vita il mio cuore apparterrà a te perché non ne ho altre da offrirti.

Gianfranco Aurilio

26.11.10

121


Luci al crepuscolo

Par che si svegli la sera la città e che di giorno dorma, aspettando il crepuscolo e solo allora soltanto allora il gigante spento a festa s’accende. Lentamente luce dopo luce stella dopo stella la città un cielo diventa mentre il cielo si spegne adagiandosi tra noi colorandoci di luce finché al mattino le stelle torneranno a guardarci da lassù.

122

Gianfranco Aurilio

8.12.10

Lo scrigno della giovinezza


L’impossibile

Per quanta forza tu possa avere, per quanto amore tu possa dare, per quanta pazienza tu possa portare, non si può … Per quante volte tu possa provare, per quanto tempo tu possa aspettare, per quante lacrime tu possa versare, non si può … non si può spremere acqua da una pietra.

Gianfranco Aurilio

27.12.10

123


Vile quella mano

Vile quella mano che colpisce donne o bambini, che opporsi non possono e forza non hanno. Vile quella mano timorosa con i forti e spavalda con i deboli, che della bestia ha l’odore, del peggiore assassino ha l’anima, del più malvagio tra i malvagi il cuore. Vile quella mano e quella mano vile mi dà la nausea.

124

Gianfranco Aurilio

10.1.11

Lo scrigno della giovinezza


Gianfranco Aurilio

125


126

Gianfranco Aurilio

Lo scrigno della giovinezza


Indice poesie Lo scrigno della giovinezza

7

Domani è un altro giorno

8

Cielo di neve

9

Ancora pioggia

10

Lo specchio

12

Facce di cartapesta

14

Profumo di primavera

16

Il verde dei miei prati

18

La promessa

20

Il buio lontano

22

Sotto le coperte

24

Il corteo di nuvole

26

Il casolare di campagna

28

La rondine sul davanzale

30

Cosa sarò?

32


Il ciel d’inverno

34

Temporale notturno

36

Il fiore che è in te

38

La collina degli aranci

40

Il risveglio dei colori

42

Un attimo eterno

44

La giostra delle rose

46

Il tempo senza tempo

48

Il fiore della salvia

49

La vecchiaia

50

Il cespuglio di rose

51

Sul greto del fiume

52

Elegia di un amore

54

Sul sospirar del vento

56

Invasori buoni e invasori cattivi

58

Sotto il mirtillo rosso

60


Sul giunco rosa

62

Affinità

64

Finisce un amore

66

La scoperta dell’amore

68

L’altra metà del cielo

69

Il fosso ombroso

70

Sarebbe bello

72

Notte di luna

74

Urlo d’amore

75

Il bosco di eucalipti

76

Questi sono i giorni brutti

78

Danzando al tramonto

80

Fior di loto

82

Il basilico sparso dal vento

84

Senza fretta

85

Clonazione

86


Ingialliscono i campi

87

Le cascatelle del Borgo

88

Un mondo diverso

89

Andiamo a pescare, figlio

90

Quando è notte

92

L’odore delle rose

93

La baia rossa

94

Olim palus

98

Stanotte ho fatto un film

100

Muro di cinta

102

Sotto un pallido sole

104

Il coraggio di buttare

105

Autunno è nell’aria

106

E’ scesa la sera

107

Fantasia

108

Preghiera

110


Agonia di un adolescente

112

La ricorrenza

114

Questo è amore

116

Acquerello pontino

118

La stradina che piace a me

120

Solo per pochi giorni

121

Luci al crepuscolo

122

L’impossibile

123

Vile quella mano

124


Indice disegni Il nuovo anno

5

Scrigno n.14

11

Scrigno n.1

13

Elegia di un amore

17

Scrigno n.2

21

Scrigno n.7

23

Linlì

25

Amor proibito

27

Lo scrigno della giovinezza

31

Papà, Mamma e io

33

Amore indimenticabile

35

Scrigno n.5

37

Scrigno n.9

41

Ruderi

43

Come l’edera

47


Il 13° disegno

53

Scrigno n.3

57

L’eco della coscienza

59

Scrigno n.12

61

Sul giunco rosa

63

Scrigno n.13

65

Scrigno n.10

67

Scrigno n.8

71

L’albero dai frutti rossi

73

Scrigno n.4

77

Scrigno n.6

83

Non fa pena (Dalla raccolta “Intorno a me”)

91

La baia rossa n. 1 (fotografia)

96

La baia rossa n.2 (fotografia)

97

L’inverno d’estate

101

Fantasia

109


L’ultimo respiro

125

Scrigno n.11

126


© Gianfranco Aurilio www.gianfrancoaurilio.it info@gianfrancoaurilio.it In base alle leggi sull’editoria, è vietata ogni riproduzione anche parziale di quest’opera senza il consenso dell’autore. Progetto grafico e impaginazione M.M. Grafica srl www.mmgrafica.it Latina

Finito di satampare nel mese di settembre 2011 tiratura 150 copie.


Gianfranco Aurilio è nato a Roma ed è cresciuto a Latina, dove attualmente vive. Ha conseguito il diploma di maturità classica presso il Liceo Ginnasio “Dante Alighieri” di Latina e la laurea in Giurisprudenza presso l'Università “La Sapienza” di Roma. Ha scritto “Completo”, un manuale di chitarra moderna per insegnanti e studenti di 540 pagine in due volumi e tre raccolte di poesie e disegni, dal titolo “Teneramente”, “Intorno a me” e “L'ultima lacrima”. Questa raccolta, come le tre precedenti, contiene poesie d'amore, per l'amore e per la vita, e molte di queste poesie hanno ad oggetto le bellezze naturali del territorio pontino. Le raccolte sono sul sito www.gianfrancoaurilio.it.

Lo scrigno della giovinezza  

Quarta raccolta di poesie e disegni

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