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Gianfranco Aurilio

L’amore è un sogno Raccolta di poesie e disegni


GIANFRANCO AURILIO

L’amore è un sogno Raccolta di poesie e disegni


All’Amore, in tutte le sue forme ed espressioni

“Basterebbe amore a colorare il mondo” dalla poesia “Lo struscio” (raccolta “Intorno a me”)


L’AMORE è un sogno

L’amore è un sogno. Se viene non ti avverte come arriva così sparisce ogni volta lascia un segno quando vuole ti trasforma finché lo si vive non si muore spesso ti ferisce ogni tanto ti delude qualche volta si dimentica mai durerà per sempre.

22.1.’11

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L’amore è un sogno


CORPI E ANTICORPI

Siamo fatti di carne che si contorce e chiede, che urla di dolore e geme di piacere, spesso dimenticando, negli anfratti oscuri dell’anima, rispetto e amore. Carne oppressa che soffre, che scoppia, ripiegata su se stessa in lente atroci effimere agonie. Corpi che piangono, che vorrebbero ma non possono e anticorpi che crescono, per dimenticare e per nascondere, in un oblio senza fine profondo come un oceano di lacrime, mute e silenziose dentro di noi. 17.1.’11

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Volo

Volo in un’enorme distesa di soffice ghiaccio, puntellato di minuscole colline azzurre. Nuvole coricate sul mare, a confondersi con le sue acque, interrotte da cascate di fumo colorato. Cime di montagna dai bianchi picchi e brulli pendii. E volo volo volo con gli occhi volo col cuore e oggi … ho toccato il cielo.

17.1.’11

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Mi mancherai

Mi mancherai e sarà come piangere lacrime che bruciano mentre gli occhi si gonfiano e le labbra ricordano. Mi mancherai e le mie mani disegneranno nell’aria, mimando abbracci e carezze, per poi ricadere giù di colpo, interrotte da un sospiro che lacera il cuore. Mi mancherai e vorrà dire che la vita riesce ancora a stupire, che il desiderio riesce ancora a non invecchiare, che l’amore

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riesce sempre a far gioire. 21.1.’11

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Ricorderò

Ricorderò un fiore dai petali di cristallo volteggiare leggero e posarsi su di me. Ricorderò un profumo dagli effluvi di primavera alzarsi delicato e circondarmi di sé. Ricorderò un prato dai soffici rilievi muoversi leggiadro e addormentarsi con me. Ricorderò un sorriso del colore di un’alba schiudersi come un sole che mi porta con sé. Ricorderò uno sguardo profondo come un sogno che non mi lascerà mai e mi riempirà di te.

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22.1.’11


Un amore forse grande

Se non mi fossi alzato allora non ci saremmo mai incontrati se non foste usciti allora non ci saremmo mai visti se non mi avessi sorriso non vi avrei seguiti se non mi avessi cercato con gli occhi sarei andato via se non aveste dovuto rimanere insieme avremmo parlato se avessimo parlato ci saremmo amati. Sarebbe stato un amore grande senza un “se” di troppo.

22.1.’11

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Sei ‌

Sei acqua, che disseta e rinfresca, inaspettata goccia in un deserto, sorgente di vita in un cespuglio appassito. Sei fuoco, che accende e riscalda, sospirata fiamma in un gelido ghiacciaio, agognato tepore dopo una notte di tramontana. Sei terra, nuda e preziosa in una steppa bruciata, desiderata linfa tra pianure di lava. Sei aria, fresca e vitale su cime alte e inarrivabili, atteso soffio di vento tra fessure di caverne inospitali.

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E senza di te sarebbe un altro mondo.

23.1.’11

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Se volessi

Guarderei un fiore se volessi ricordare il tuo volto e sognerò il sole quando mi mancherà il tuo sorriso. Mi lascerei sfiorare da una farfalla se volessi sentire le tue carezze e chiederò a un usignolo di cantare per riascoltare la tua voce. Cercherei una stella se volessi ritrovare la luce dei tuoi occhi e immaginerei un tramonto se mi ci volessi specchiare. Se volessi dimenticarti potrei solo chiudere gli occhi per mai più riaprirli.

25.1.’11

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Fiore d’inverno

Sulla balconata mentre passeggiando senza pensieri vado, un fiore d’inverno distratto il mio sguardo incontra. Fiore d’inverno, dalle fredde nevi fin qui sceso, pelle candida e bocca rosea, capelli color del grano, occhi di ruscello alpino, dolce sedur si lascia e per un attimo, breve come la gioia intenso come un bacio emozionante come la vita immortale come l’infinito infinito come un ricordo, nel mondo non c’è più posto se non per noi. 26.1.’11

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Il mercato della vita

Ho comprato il pane per mangiare l’acqua per lavarmi la salute per non soffrire i ricordi per riassaporare il piacere per godere la paura per cambiare un tetto per dormire l’amicizia per mentire l’altruismo per ingannare i vestiti per riscaldarmi la civiltà per elevarmi il futuro per non preoccuparmi una nave per viaggiare un figlio per donare. C’era tutto al mercato tranne l’amore.

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L’amore non si compra e deluso torno a casa contento.

27.1.’11

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Accanto a una stella

Ho volato accanto a una stella nel tornare a casa e senza parole abbiam parlato. Mi ha raccontato del cielo che non ha fine del tempo che non ha inizio dei pianeti che non si contano dei suoi abitanti che non si conoscono. Mi ha raccontato che una notte il mare chiese all’uomo: “Chi è Dio?” e l’uomo chiese al mare: “Chi è Dio?” e tutti e due alzarono gli occhi al cielo.

30.1.’11

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Come brilla

Come brilla quella stella. Un solo sole in una notte di solo buio riempirebbe un cuore di un solo amore e basterebbe a non sentirsi piĂš soli.

4.2.’11

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Assaggio di primavera

L’aria si riscalda e il gentil venticello timidamente riappare. I nudi alberelli, di rattristarsi stanchi, di colorate vesti fan pieno il mantello. Torna la rondine, nei campi il verde s’accende, nei cuori la notte rischiara, negli occhi si rincorrono le stelle e la gioia si riscopre bambina.

14.3.’11

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Il sole di notte

Luna rossa così grande come mai ti ho vista, così vicina che i tuoi mari sfiorar mi sembra. Immobile a guardar rimango sgranando gli occhi perché nel sogno realtà svanisce e mi lascio rapire come solo bellezza può fare.

21.3.’11

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Più di tanto

Chi è? E’ “un più di tanto”. Più di tanto non fa più di tanto non dice più di tanto non parla più di tanto non dà più di tanto non vuole più di tanto non ama più di tanto non sa più di tanto non vale.

6.4.’11

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Il cespuglio all’angolo della strada

All’angolo della strada c’è un cespuglio di neve che a primavera m’aspetta. Fiocchi profumati il mio cuore riempiono e i miei occhi dissetano. Bianchi petali dagli ancor più bianchi riflessi di dorato candore avvolti delicati il mio giorno allietano. Nulla dico nulla faccio e lascio che il sole mi colori di luce.

23.4.’11

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Desiderio di te

Gli occhi sognano il cuore accelera la bocca si asciuga il corpo freme la mente ricorda il tempo si ferma il sangue ribolle desiderio di te.

9.5.’11

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Il Festival delle promesse

Tempo di elezioni tempo di promesse. Che abbia inizio il torneo e si liberi l’inventiva. Lecito non aver pudore ammesso non aver ritegno incoraggiato saper ingannare auspicato riuscire a illudere. Ho lottato ho sperato ho creduto per ritrovarmi un giorno spettatore divertito al Festival delle promesse.

14.5.’11

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Buonanotte a voi tutti

Buonanotte a Te, Signore, che il mio passo guidi e la mia strada rischiari, a te, dolce amore, che la mia vita accompagni. Buonanotte al cielo, che dall’alto mi sorride, al mare, che in lontananza mi chiama, buonanotte al prato, ora soffice giaciglio, agli alberi, il cui ondeggiar mi culla. Buonanotte alla Luna, che più grande non ricordo, alle stelle, che più brillanti non ho visto. A voi tutti buonanotte e che il nuovo giorno sia per tutti il più bel dono. 11.6.’11

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Dimenticanze

C’era una volta un ricco, un tempo povero, che ora dice al povero di non fare quel che lui da povero ha sempre fatto. C’era una volta un uomo sazio, un tempo affamato, che ora dice all’affamato di non mangiare quel che lui da affamato ha sempre mangiato. C’era una volta un padre, un tempo figlio, che ora dice al figlio di non cercare quel che lui da figlio ha sempre cercato. C’era una volta un uomo intollerante, un tempo tollerante, che dice al tollerante di non tollerare quel che da tollerante era normale tollerare.

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Dimenticanze piccole come l’uomo false come i suoi sogni inutili come le sue speranze.

11.6.’11

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Si è calmato il vento

Urla soffia sbuffa alza foglie muove rami agita il mare il fiume increspa. Nessuno risparmia il prepotente vento e sia collera o inquietudine ognun deve sapere e sopportare la sua ira o i suoi capricci di potente. Come quando e per quanto solo lui sa e proprio adesso si è calmato il vento.

12.6.’11

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Né dirai

Non dirai ti voglio perché un uomo non chiede non dirai mi manchi perché un maschio non prova non dirai ti penso per non sembrare debole né dirai ti amo per non sentirti donna.

14.6.’11

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Tu dai?

Quando chiedi amore affetto e passione, tu dai? Quando vuoi fortuna e vuoi che la vita sia gentile e generosa, tu dai? Quando pretendi rispetto e una formica è davanti a te, l’hai vista e puoi evitarla, tu dai? Quando vuoi dolcezza e puoi non recidere quel fiore, tu dai? Per avere, cosa dai? E soprattutto, tu dai?

16.6.’11

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D’estate, all’imbrunire

All’imbrunire si stempera il caldo e la morsa d’afa allenta la presa. S’asciuga la fronte di sudore intrisa e il delicato venticello desiderata frescura alfine elargisce. All’imbrunire di rosso si tinge il mare il verde dei prati s’attenua il giallo nei campi sbiadisce di bianco s’accendon le stelle l’azzurro del cielo scompare il rosa l’orizzonte colora e ogni estate all’imbrunire non avrei bisogno d’altro se non d’amore.

24.6.’11

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Il cardellino sull’eucalipto

Si posa sull’eucalipto il cardellino e ha così tanti colori che nessuno ne ricordo. Verso di me volge lo sguardo e come se di più non potesse stare all’improvviso scappa. L’uomo fa fuggire e a sua volta fugge, mangia e a sua volta è mangiato. Esisterà mai un mondo che non sia questo, da qualche parte? O è solo nella mia mente?

4.7.’11

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Ali di farfalla

Ho lasciato che le mie ali di farfalla mi portassero lontano. Le ho lasciate muovere per non fermarmi mai, le ho lasciate sbattere per sentirmi vivo. Ho conosciuto fiori vicini, attraenti e profumati, fiori lontani, la cui bellezza mi ha rapito. Mi sono posato per un momento e ogni momento è durato una vita, troppo breve per non desiderarla ancora. Ho sperato di perderle e ho lottato per riaverle. Fragili perchÊ fatte di solitudine, spesso tristi perchÊ cosparse di lacrime, quando nostalgia riaffiora,

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preziose amiche in una notte senza stelle.

23.7.’11

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Il cappellino (a mio nipote Riccardo)

Vola dalla testa del bambino il cappellino tanto amato e dalla barca, che veloce corre, il vento lontano lo spinge. Grande il suo disappunto, triste il suo sguardo e dolorose quelle lacrime che i dolci occhi bagnano. Perduto per sempre e in silenzio il suo piccolo cuore si dispera. Ma agli adulti non sfugge il dolore di un bimbo e seppur veloce la barca rallenta, poi gira e ognuno cerca perchĂŠ neppure un tesoro

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varrebbe tanto. Dapprima incredulo, quando capisce il suo sorriso offusca il sole finché la speranza lascia il posto alla gioia e avremmo prosciugato il mare per rivederlo felice.

19.8.’11

Protagonista di questo episodio è mio nipote Riccardo, figlio primogenito di Marinella, mia sorella. Oggi siamo andati con Silvio, mio fratello, e con la sua famiglia sulla sua barca, tutti noi e i bambini. Riccardo ha dieci anni ed è di una sensibilità straordinaria. Ha comprato quel cappellino a Mirabilandia, lo aveva scelto lui e l’ha portato in gita sulla barca. Dopo che il cappellino è caduto in mare, lui non ha detto niente, ha cominciato a essere triste e stava quasi per piangere. Mi sono accorto del cappellino perché l’ho visto volare via e ho subito capito la grande importanza che aveva per lui. Ho riferito il fatto a Silvio, che guidava la barca, il quale immediatamente, di sua

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iniziativa, ha rallentato e ha virato. Grande è stata la gioia di tutti noi per averlo ritrovato. “E avremmo prosciugato il mare per rivederlo felice”.

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Occhi sognanti

Sguardi sognanti adagiati nel vuoto pieno di tutto o forse di niente. Sguardi lontani che non vogliono vedere se non ombre del passato, incancellabili illusioni, velate speranze, convinte ambizioni. Occhi che sognano ma non dormono, che parlano se li guardi, che non si muovono eppure corrono. Occhi sognanti tutto il resto è nebbia.

21.8.’11

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La calda notte d’agosto

Tutto è caldo stanotte, il mio letto, distesa di sabbia rovente, il cuscino, zolla di terra bruciata, l’aria, lapilli di lava incandescente, persino la bocca par che aliti scirocco. Calda notte d’estate e sol quando non ci sono più si piangono le cose belle.

23.8.’11

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Perdonami, Signore

Perdonami, Signore, se qualche volta sono cieco e non riesco a vedere oltre il fondo della mia tasca, se qualche volta sono sordo e non voglio sentire se non quello che esce dalla mia bocca. Perdonami, Signore, se non aiuto lasciandomi trasportare dall’onda, se non alzo la testa lasciandomi bruciare dal deserto. Perdonami quando sono piuma in balia del vento dell’indifferenza, quando sono pietra in una montagna di aride rocce, spina tra le spine, ghiacciaio tra i ghiacciai.

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Perdonami, Signore, e se vuoi far nascere una stella, scegli me e insegnami a brillare.

3.9.’11

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Roma, o tutta o niente

Roma caput mundi. Ci facciamo belli agli occhi del mondo. Orgogliosi la loro storia studiamo, della loro gloria ci vantiamo, la loro grandezza celebriamo. Ma di quel sangue solo acqua è rimasta e come i piccoli, che grandi diventar vorrebbero, presuntuosi critichiamo, parzialmente li accettiamo, incapaci non capiamo. Roma, o tutta o niente. Non si è grandi a metà.

24.9.’11

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L’artista scomodo

Con le parole con la matita pungo faccio paura, evoco passioni emozioni, libero istinti sciolgo catene, faccio sognare riflettere desiderare, condanno denuncio incomprensioni, repressioni, falsità, convenienze, metto a nudo sollevo polvere, pianto bandiere troppo scomode da portare pericolose da sventolare sconvenienti da difendere, le uniche per cui lottare.

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30.9.’11

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Hai ragione, vecchio

Hai ragione, vecchio, a parlare poco perché le parole non escono, a non ridere più perché la vecchiaia è di mezzi sorrisi, a non sognare più perché rimangono solo i ricordi, a non contare più il tempo perché ogni minuto è un giorno, a non voler pensare perché ogni pensiero può ferire. E se era vero prima è ancor più vero adesso che la vita è fatta di piccoli passi tranne l’ultimo ma è solo allora che comincia il bello.

5.10.’11

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Quando comincia l’inverno

Pungente l’aria inquieto il mare insistente la pioggia adirato il vento spento il verde tiepido il sole scuro il cielo corto il giorno raro il fiore triste il cuore quando comincia l’inverno.

10.10.’11

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Amore amore

Senza di te non vivo solo con te mi piace, amore amore, bello profondo inebriante accarezzami stringimi baciami, quando è sera e il giorno è bello perché verrà quel momento, al risveglio quando tutto sa di te e alzarsi sa di niente. Soli non si è mai e basta chiudere gli occhi per ritrovarsi accanto, sperduti non ci si sente e basta stringersi la mano per scalare una montagna, guardarsi negli occhi per vedere anche al buio. E non mi stanco di dire amore amore perché se ci sei tu ci sono anch’io. 6.11.’11

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Non lasciarmi

Non lasciarmi al risveglio tra le dune di un deserto e la sera tra le fredde mura di un eremo. Non permettere che anni di amore valgano meno di istanti di rancore. Non credere che un gesto di rabbia riesca a ferire gli altri piĂš di noi stessi. Costruiamo con fatica dimentichiamo con facilitĂ ci scopriamo con passione ci lasciamo con rancore e basta un niente a farci riempire le giornate di nostalgia, le nottate di desideri, la vita di illusioni.

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Non lasciarmi perché un arcobaleno viene solo se piove.

13.11.’11

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I giardini di Roma

Non avrei bisogno della scusa di voler vedere il mondo se potessi trovare i fiori che cerco nel giardino di casa e solo Roma (1) lo ha capito.

13.11.’11 (1)

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Il riferimento è all’antica Roma.

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La gazzella bianca

Ho sognato una gazzella bianca che appassionatamente mi abbracciava dolcemente mi cercava. Fantasiosa la stringevo sorridente la guardavo conturbante la baciavo. E in quell’attimo d’amore ho creduto al Paradiso.

13.11.’11

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Di guardar non mi stanco

Passeggiando vado a consumare il giorno e quasi incredulo un cielo di stelle i miei sensi risveglia. Dei più bei colori si accende il cuore, con prelibati sapori la fantasia ricama e di rari gioielli il mio corpo si adornerebbe. Sospirando di guardar non mi stanco e in un mare di perle lascio i miei occhi.

16.11.’11

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Svegliarsi pensando a te

Apro gli occhi li richiudo poi a fatica li socchiudo e non ho altra testa se non per te non altri desideri se non di te non cerco altro né vorrei. Solo, senza te e la mia fantasia si spinge fin dove può non fin dove vuole e seppur bello svegliarsi pensando a te triste non averti accanto.

20.11.’11

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Briciole d’amore

Quando il pasto è consumato, tra irraggiungibili illusioni irrealizzabili promesse inconsapevoli bugie e parziali verità, quando siamo sazi e s’appagano i sensi si acquietano le brame e si spengono gli ideali, rimangono solo briciole, briciole d’amore.

20.11.’11

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Sempre solo

Sarò solo ma i miei occhi saranno pieni come i prati a primavera, i ricordi mi appagheranno quando poco può ormai soddisfare, avrò il tempo di indossare i gioielli che nel forziere della vita avrò per anni accumulato, di accarezzare visioni così vive da sembrar vere. Sarò solo e avrò visto il tramonto tingersi di rosa.

23.11.’11

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Come solo una donna potrebbe

Amiamo i bimbi come solo una donna potrebbe e a volte anche di più per quanta dolcezza è nel cuore. Par che l’uomo tenerezza non conosca e di brutezza viver sa solo. E vorrei spargere amore come solo una donna potrebbe.

23.11.’11

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Mi fanno battere il cuore

Mi fanno battere il cuore con i loro sorrisi i loro sguardi e tutto il giorno non ha un senso se non per loro. Palpito d’amore rischiara il buio e rinverdisce l’ormai spenta siepe. E se non ci fossero loro avrei ben poco da desiderare tanto da non volere abbastanza da ringraziare niente per non lasciarmi andare.

23.11.’11

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Un’altra perla ancora

Un altro amore ancora perché sono un cielo e di stelle ho il cuor pieno, perché sono una rosa che senza petali sfiorisce. Di rarità si adorna il mio monile d’argento, brillan le sue luci contro cui nulla può l’opprimente notte e attraverserei il deserto a piedi per un’altra perla ancora.

24.11.’11

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La poesia

Cade la goccia nel laghetto e l’acqua sollevata non ricadrà mai. Parole che fissano emozioni altrimenti perdute, imprimono indelebili memorie, conservano il presente preservando il passato nell’impietoso futuro come adesso … e il sorriso di quel bimbo sarà immortale.

24.11.’11

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E si tornerà a desiderare

Volano i giorni spensierati e felici, tra meraviglie vissute e meraviglie mancate, quando solo l’amore ci cosparge e avvolge, gli attimi di gioia lasciano profumo, rinnovano gli animi, i momenti insieme finiscono subito e durano per sempre. Volano i giorni tramontano gli amori e di nostalgia in nostalgia si tornerà a desiderare.

25.11.’11

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Triste il mio cuore

Il mio cuore è triste perché non ci sei, è gonfio di lacrime vuote che non scendono perché i miei occhi non vogliono lasciare uscire la nostalgia per te. Rimane dentro come unico ricordo di un amore così grande da riempire un oceano, così impossibile da tramutarlo in deserto, così dolce da coprirlo di miele, così bello da cospargerlo di fiori. Triste il mio cuore e se un giorno ti rivedrò non lascerò più che la cometa sparisca nel buio.

3.12.’11

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Per non dimenticarti

Scrivo perché la mia penna possa conservarti come la più preziosa tra le gemme, perché non voglio che il tuo sguardo mi lasci mai, che i tuoi occhi mi abbandonino per sempre, perché ciò che non è stato sia dolcezza da sognare, perché per amarti avrei smesso di desiderare. Per questo scrivo per non dimenticarti.

5.12.’11

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Giochi di nuvole

Giochi di nuvole nel cielo di notte e raggi di luna a illuminare il buio. Danzano al ritmo del vento che adagio sospinge e fantasioso a volteggiare invita. Braccia di cotone argentato e affusolate dita di perle avvolte si muovono e si toccano, e come ballerine, eleganti, nell’aria disegnano. Vorrei volare per abbracciare una nuvola e danzare con lei per tutta la notte finché la musica del vento continua a suonare.

14.12.’11

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Latina, una città di campagna

Mi piace andare per le strade di campagna dentro la città e ancor qualcuna ne abbiamo. Via dell’agora, dove il mio cuore abita, via nascosa, dove il mio cuore ricorda, via della rosa, dove il mio cuore sogna e altre vie e viuzze, dove il mio cuore rivive. La campagna in città per una città di campagna.

5.1.’12

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Se avessi te

Se avessi te racconterei alla Luna la favola dell’uomo che ha amato una stella, ringrazierei il Sole per avermi donato il suo raggio più bello. Se avessi te cospargerei il mio letto di petali di rose, conserverei il tuo profumo tra i ricordi indimenticabili, i tuoi capelli tre le sete preziose, il tuo corpo tra i sogni di una vita, le tue labbra tra i cuscini di velluto. Se avessi te aspetterei che il mare si colorasse d’argento per vedere i tuoi occhi anche quando non ci sei e ti amerei tutti i giorni senza chiedermi il perché se avessi te. 6.12.’12

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Scaldami, Sole

Scaldami, Sole, perché dell’inverno, seppur breve eppur troppo lungo, sono stanco. Accarezzami, ché del tuo tepore ho nostalgia, della tua calda mano desiderio, della tua luce rimpianto. Scaldami, Sole, dei tuoi raggi fanne diadema e a me donalo perché mai rinuncerei a indossarlo e mai più cercarti dovrei.

11.1.’12

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Vorrei dirti

Seduto ad aspettar che passi ogni giorno aspetto. Aspetto che il tuo sguardo mi regali un sorriso, che il mio sguardo prima o poi ti manchi, aspetto che quel momento diventi il nostro momento e che un istante mi cambi la vita. Fermati ad offrirmi una speranza, guardami senza paura di conoscermi, ascoltami lasciando uno spiraglio nel buio del giorno. Vorrei dirti che tra le pietre a volte nasce un fiore.

25.1.’12

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Eppure la mimosa è pronta

Freddo freddo in questi giorni della merla. Pioggia, grandine e nei monti intorno solo neve. Niente pare annunciar febbraio. Eppure la mimosa è pronta, l’unica a sfidar gennaio e in quel giallo ancora spento c’è tutta la primavera.

31.1.’12

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Niente più

Niente sembra più sciogliere il ghiaccio che perenne il mio lago ricopre. I carboni ardenti su cui giovane saltavo sono inutili sassolini su cui i miei piedi strisciano. La lontana eco dell’entusiasmo si attenua ogni giorno di più finché ogni cosa sarà uguale all’altra, la stessa di quella che viene dopo e niente più niente più sarà qualcosa diversa dal niente.

5.2.’12

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La fragilità di un arrivederci

Ho visto un fiore schiudere per me i suoi petali di seta. Ho sentito il suo profumo avvolgermi di freschezza, i suoi steli accarezzarmi il viso, il suo respiro sussurrarmi nell’orecchio, il suo rammarico per la fragilità di un arrivederci, una lacrima trafiggermi il cuore.

8.2.’12

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Amori e passioni

L’amore riempie la passione soddisfa, ho dedicato la mia vita a coltivarli entrambi, lasciandomi sgretolare dalla loro assenza, distruggere dalla loro mancanza e preferirei morire adesso per non dovere affrontare il gelo del domani.

9.2.’12

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Nei momenti belli

Nei momenti belli ho bisogno di scrivere per strappare gli attimi all’inclemenza del tempo, per vincere l’oblio e la pigrizia della memoria, per rivivere ciò che è stato e non sarà più. Nei momenti belli ho bisogno di credere che possa ancora succedere e che un domani avrò ancora bisogno di scrivere.

10.2.’12

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Le cose accadono

Se devono accadere dice qualcuno se Dio vuole dico io le cose accadono. Quel giorno a primavera il sole ha preferito nascondersi lasciando che le nuvole giocassero tra di loro chiamando pioggia e vento per rincorrersi. Quel fiore, nato troppo presto, voleva volare e il vento lo ha portato con sé, facendolo danzare per ore e ore finché in riva al mare, stanco di accarezzarlo, lo ha lasciato cadere. Ero lì sulla spiaggia disteso a riposare e per un attimo le mie braccia ho allungato aprendo le mani

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e proprio in quel momento sulla palma destra il fiore si è posato. Ogni cosa al posto giusto perché le cose accadono.

11.2.’12

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Ora so a chi pensare

Quando voglio provare tenerezza fino a bagnarmi gli occhi e a dovere tirare su il naso per trattenere una lacrima, ora so a chi pensare. Quando voglio credere di aver conosciuto l’amicizia, quella che smuove il cuore e fa abbracciare, ora so a chi pensare. Quando vorrei trovare una ragione che mi faccia desiderare di uscire da casa, ora so a chi pensare e so anche che adesso ho un motivo in più per voler tornare.

14.2.’12

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L’amore è un sogno


Perché non vai al mare?

Bello questo mare con l’arcobaleno nell’acqua e la sabbia di velluto, con i pesci che vogliono giocare con te e il sole che non brucia, bello ogni ora bello ogni giorno bello ogni anno ma preferisco camminare nella città e nei suoi vicoli, nei suoi negozi e tra la sua gente perché il mare c’è anche da noi ma tutto il resto no.

15.2.’12

Gianfranco Aurilio

101


Torno domani

Torno domani e rallegrerò il cuore con il calore dell’affetto che nessuna bellezza al mondo vale. Ho riempito gli occhi dei più bei colori e ritroverò il bianco della mia casa che tutti li racchiude, dove il sole sorge tra le pareti e la luna tramonta nel mio cielo di stelle, dove mari e fiumi hanno volti e le conchiglie parlano. Camminerò tra fiori ridenti e sarà come assaporare la primavera dopo un meraviglioso inverno. 15.2.’12

102

Gianfranco Aurilio

L’amore è un sogno


Non sarà più primavera

Fiori del passato che il mio vaso adornavate, stracolmo di boccioli e di appaganti sensazioni, dove siete? Vi ho persi, senza poter stringere le dita per non lasciarvi andare, senza poter porre un argine al torrente in piena. E non sarà più primavera anche se il sole sorge pure in inverno.

26.2.’12

Gianfranco Aurilio

103


Si sciolgono le nevi

Era ora! Si sciolgono le nevi e i vicini monti torneranno a mostrar le brulle cime e gli assolati picchi. Era ora! E quando all’alba la bianca coltre di nubi lentamente sparisce, non più freddo non più gelo non più tristezza stringeranno il cuore e di nuova luce brilleranno gli occhi.

29.2.’12

104

Gianfranco Aurilio

L’amore è un sogno


Quanti sospiri!

Cammino osservo e quanti sospiri! Quanti sospiri accompagnano il passo e vanamente desiderando chino lo sguardo per non continuare a sognare. Se potessi pescare riempirei la rete di passioni e il paniere di infinite avventure.

9.3.’12

106

Gianfranco Aurilio

L’amore è un sogno


Le mani parlano

Le mani parlano e raccontano di te, del tuo corpo nascosto nei vestiti, del tuo carattere scritto anche negli occhi, ridono se stai bene piangono se soffri. Parlano, offrendo la tua anima a chi le guarda e se le ascolti non ti tradiscono.

11.3.’12

108

Gianfranco Aurilio

L’amore è un sogno


Ci sarà qualcosa?

Se sapessi che oltre non c’è niente mi si stringerebbe il cuore. Ci sarà qualcosa o chiudere gli occhi sarà come non averli mai aperti? Ci sarete voi ad aspettarmi o vana sarà l’attesa di un dolce risveglio? Ci saranno le cose belle che ho sempre desiderato o sarò stato un fiore di un inverno senza primavera?

18.3.’12

Gianfranco Aurilio

109


E ancora ti vorrò

Passeranno gli anni sgretolando quel poco che sfuggente di noi rimarrà, passerà giovinezza cancellando lo splendore di quel tempo andato, passerà la voglia di svegliarti col profumo di una rosa, di rincorrerti tra i salici piangenti, passerà la sera senza desiderare il mattino, passerà tutto senza desiderare più niente e ancora ti vorrò.

18.3.’12

110

Gianfranco Aurilio

L’amore è un sogno


Un sogno è l’amore

Avidità e sete di potere più o meno camuffate in guerre, rivoluzioni e repressioni. Aiuti negati per indifferenza e sconvenienza e vite lasciate a morire tra rivoli di pietà falsamente annunciata. Animali torturati sulle orrende griglie dell’opulenza. Il nostro mondo venduto sugli impietosi altari del progresso. Amori proibiti amori mancati amori vietati nascosti soffocati quando l’amore non vuole divieti non conosce catene limiti barriere.

Gianfranco Aurilio

111


Notte senza fine e non sarà mai giorno perché un sogno è l’amore.

20.3.’12

112

Gianfranco Aurilio

L’amore è un sogno


Indice delle poesie L’amore è un sogno

6

Corpi e anticorpi

7

Volo

8

Mi mancherai

9

Ricorderò

12

Un amore forse grande

14

Sei …

15

Se volessi

18

Fiore d’inverno

20

Il mercato della vita

22

Accanto a una stella

24

Come brilla

25

Assaggio di primavera

26

Il sole di notte

27

Più di tanto

28


Il cespuglio all’angolo della strada

29

Desiderio di te

30

Il festival delle promesse

32

Buonanotte a voi tutti

33

Dimenticanze

34

Si è calmato il vento

36

Né dirai

37

Tu dai?

38

D’estate, all’imbrunire

39

Il cardellino sull’eucalipto

40

Ali di farfalla

41

Il cappellino

44

Occhi sognanti

48

La calda notte d’agosto

50

Perdonami, Signore

51

Roma, o tutta o niente

54


L’artista scomodo

56

Hai ragione, vecchio

57

Quando comincia l’inverno

58

Amore amore

59

Non lasciarmi

61

I giardini di Roma

64

La gazzella bianca

65

Di guardar non mi stanco

66

Svegliarsi pensando a te

68

Briciole d’amore

70

Sempre solo

71

Come solo una donna potrebbe

72

Mi fanno battere il cuore

74

Un’altra perla ancora

76

La poesia

78

E si tornerà a desiderare

79


Triste il mio cuore

80

Per non dimenticarti

82

Giochi di nuvole

84

Latina, una città di campagna

85

Se avessi te

86

Scaldami, Sole

88

Vorrei dirti

90

Eppure la mimosa è pronta

92

Niente più

93

La fragilità di un arrivederci

94

Amori e passioni

95

Nei momenti belli

96

Le cose accadono

98

Ora so a chi pensare

100

Perché non vai al mare?

101

Torno domani

102


Non sarà più primavera

103

Si sciolgono le nevi

104

Quanti sospiri

106

Le mani parlano

108

Ci sarà qualcosa?

109

E ancora ti vorrò

110

Un sogno è l’amore

111


Indice dei disegni Sogno n.7

5

Ritratto di un sogno

11

Sogno n.5

13

Sogno n.10

17

Sogno n.2

19

Sogno n.1

21

Sogno n.9

31

Sogno n.3

43

Timmy

47

Occhi sognanti

49

Perdonami, Signore

53

Roma, o tutta o niente

55

Amore amore

60

Sogno n.6

63

L’amore è un sogno

67


Danzando al tramonto

69

Sogno n.8

73

Sogno n.13

75

Sogno n.15

77

Triste il mio cuore

81

Per non dimenticarti

83

Sogno n.12

87

Scaldami, Sole

89

Vorrei dirti

91

Sogno n.4

97

Sorrisi, non lacrime

105

Sogno n.14

107

Sogno n.11

113


Gianfranco Aurilio è nato a Roma ed è cresciuto a Latina, dove attualmente vive. Ha conseguito il diploma di maturità classica presso il Liceo Ginnasio “Dante Alighieri” di Latina e la laurea in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Ha scritto “Completo”, un manuale di chitarra moderna per insegnanti e studenti di 540 pagine in due volumi e altre quattro raccolte di poesie e disegni, dal titolo “Teneramente”, “Intorno a me”, “L’ultima lacrima” e “Lo scrigno della giovinezza”. Questa raccolta, come le precedenti, contiene poesie d’amore, per l’amore e per la vita, e poesie che affrontano molteplici temi dell’esistenza umana. Molti di questi componimenti hanno come oggetto le bellezze naturali del territorio pontino. Le raccolte sono sul sito http://www.gianfrancoaurilio.it. Contatti: info@gianfrancoaurilio.it g.aurilio@tiscali.it Gianfranco Aurilio sui siti d’arte: Wikigallery.org The artist life Equilibriarte.net Zeigdeinekunst.de Arslant.com Artreview.com Artbreak.com Artwanted.com

© Gianfranco Aurilio In base alle leggi sull’editoria, è vietata ogni riproduzione anche parziale di quest’opera senza il consenso dell’autore. Progetto grafico e impaginazione M.M. Grafica srl www.mmgrafica.it Finito di stampare nel mese di dicembre 2012 tiratura 100 copie.


L'amore è un sogno  

Quinta raccolta di poesie e disegni

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