È Officiale presso l’Archivio Segreto Vaticano e studiosa di storia, nota per le ricerche sui cavalieri templari, sul papato e sulla Sindone di Torino. Si dedica inoltre alla scrittura di saggi e romanzi gialli a sfondo storico con grande successo di pubblico e di stampa.
«CHI CERCA MAGHI, TROVA IL DEMONIO!»
GIOCO DEGLI ARCANI
Barbara Frale compone con finezza e sapienza un complesso giallo storico ambientato nella Roma papale ostaggio di una nobiltà avida, di religiosi corrotti e intrighi di potere, mentre il popolo dei fedeli fluisce per le vie in cerca del perdono dei peccati.
IL
ROMA, ANNO 1300. Bonifacio viii ha indetto il primo Giubileo della Storia e la città è invasa di pellegrini. La nobile Giovanna Savelli viene avvelenata poco tempo dopo aver avuto uno scontro in strada con una zingara che le ha letto gli arcani e le ha predetto… la morte. Per il Papa la questione è spinosa: i suoi avversari politici non aspettano che un motivo per vendicarsi e questo delitto misterioso offrirebbe loro un ottimo pretesto. Decide allora di affidare un’indagine riservatissima a Crescenzio Caetani, il nipote appassionato di medicina, e di farlo assistere da una pia badessa fedele al papato, Benedetta Petrocomite. Mentre i due ricostruiscono gli ultimi giorni della vittima, però, i sospetti si moltiplicano e la soluzione dell’enigma sembra sempre più sfuggente, perché tutti mentono e le distrazioni perverse del diavolo non si fanno attendere.
BARBARA FRALE
BARBARA FRALE
BARBARA FRALE
GIOCO DEGLI ARCANI
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ROMA, ANNO 1300. UN DELITTO SEGNA IL PRIMO GIUBILEO DELLA STORIA Copertina: Sebastiano Barcaroli Studio Immagine: Elaborazione da © Arcangel Images
16,90
«Che cosa volete?» La sua voce squillò graffiante. La ragazza si era voltata, ma l’aveva aggredito con quella domanda senza guardarlo in faccia. Quasi un insulto, più che un approccio. Lo stava chiaramente sfidando. Era come tutti i Colonna, audace e implacabile. E lui, doveva mostrarsi da meno? Drizzò la schiena. «Avete visitato la povera Giovanna, durante la sua agonia?» «Sono accorsa quando ho sentito gridare. Poi sono tornata in camera mia. Mi hanno chiamata quando è morta, per la veglia di preghiera» «Avete notato qualcosa di strano nella sua stanza?» La ragazza aggrondò le sopracciglia come in una smorfia di condanna, poi si morse un labbro. Crescenzio espirò lentamente, a fatica. Non lo fare più, bellezza. Non lo fare! Sennò rischi grosso.