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Una cocci, un volo… e tante storie. Sette Punti Neri è il racconto base scelto per l’Ambiente Fantastico Bosco. Esso aiuta a dare corpo all’atmosfera Bosco attraverso il gioco degli incontri, la presentazione dei simboli, dello Spirito dei Sentieri, delle Parole Maestre. Come Cocci, nel racconto, compie il suo volo alla ricerca dei sette punti neri e si apre al dono dell’incontro con l’altro, così la Coccinella vive nel Cerchio il suo Sentiero di crescita personale. Il testo, rielaborato rispetto alla precedente edizione, offre alle Coccinelle Anziane nuove storie e moltissimi spunti per valorizzare e giocare al meglio il Bosco durante le attività. € 13.50

La collana tracce intende offrire ai capi scout e agli educatori indicazioni metodologiche e sussidi pratici per lasciare le tracce che servono a orientare il cammino dei loro ragazzi.

Cristiana Ruschi Del Punta e AA.VV. Sette Punti Neri

“Vuoi giocare con noi?” le chiese una voce sottile. […] subito sgranando gli occhi dalla gioia rispose: “Eccomi”. Il gioco ebbe inizio.

Cristiana Ruschi Del Punta e AA. VV.

Sette Punti Neri


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collana tracce - metodo


Incaricato nazionale al Settore comunicazione: Niccolò Carratelli Prima edizione: Edizioni Del Cerro, 1980 Seconda edizione: Editrice Ancora,1987 Terza edizione: Fiordaliso, 2005 Quarta edizione: Fiordaliso, 2008 Prima ristampa: Fiordaliso, 2011 Seconda ristampa: Fiordaliso, 2015 Terza ristampa: Fiordaliso, aprile 2019 Edizione curata da Paola Lori Hanno collaborato: Massimo Bertolucci, Sara Bonarini, Fabrizio Coccetti, Fabio Geda, don Andrea Lotterio, Micol Mannarini, Zeno Marsili, Vanna Merli, Nicola Minutoli, Marco Quattrini, Cinzia Pagnanini, fra Luciano Pastorello, Gaetano Russo, Daniela Sandrini, Daniela Serranò, Francesco Silipo Hanno scritto i racconti integrativi: Elisena Bartolucci, Mauro Bonomini, M. Luisa Centofanti, Cinzia Cotti, Paolo Ghirelli, Alberto Leonardi, Paola Lori, Vanna Merli, Cinzia Pagnanini, Anna Perale il racconto Ratha la farfalla nasce da un’idea di Daniela Ferrara I disegni sono di Cristiana Ruschi Del Punta Sette Punti Neri Adriano Bassetti Racconti integrativi

ISBN 978-88-8054-838-6

Illustrazione di copertina: Daniele Orsi Impaginazione: Studio Marabotto

© Fiordaliso SBC

Corso Vittorio Emanuele II, 337 00186 Roma www.fiordaliso.it


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Cristiana Ruschi Del Punta

Sette Punti Neri viaggiamo insieme nella natura

edizioni scout • fiordaliso


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INDICE

INTRODUZIONE di Paola Lori, Fabrizio Coccetti, fra Luciano Pastorello PRESENTAZIONE dell’Osservatorio Bosco SETTE PUNTI NERI di Cristiana Ruschi Del Punta RACCONTI TRA I SENTIERI

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I RACCONTI DEL SENTIERO DEL PRATO Scheda introduttiva Dal Quaderno di Volo di Arcanda… Nel formicaio di Anna Perale Il segreto di Anna Perale La storia della Formica Regina di Anna Perale La traccia di M.L. Centofanti e Anna Perale I colori delle ali di Cinzia Pagnanini e Mauro Bonomini

131 135 140 146 152 156 160

I RACCONTI DEL SENTIERO DEL BOSCO Scheda introduttiva Dal Quaderno di Volo di Arcanda… La Grande Quercia di Anna Perale La notte delle lanterne di Paolo Ghirelli

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L’avventura di Antea, ape frettolosa, di Elisena Bartolucci,Alberto Leonardi, Vanna Merli e Paola Lori La leggenda del Mughetto di Paolo Ghirelli

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IL RACCONTO DEL SENTIERO DELLA MONTAGNA Scheda introduttiva Dal Quaderno di Volo di Arcanda… La Genziana di Paolo Ghirelli

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I RACCONTI DELLE OTTO COCCINELLE IN VIAGGIO Scheda introduttiva Dal Quaderno di Volo di Arcanda… La storia di Brezzolina di Cinzia Cotti La Coppa dello stagno di Paola Lori e Vanna Merli Ratha la farfalla da un’idea di Daniela Ferrara L’aquila maestra di Cinzia Pagnanini e Mauro Bonomini

205 207 210 220 224 229

IL RACCONTO DELLE DUE COCCINELLE AL MARE Scheda introduttiva Dal Quaderno di Volo di Arcanda… La corsa verso il mare di Paola Lori,Vanna Merli, Cinzia Pagnanini

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GLI INCONTRI NEL BOSCO

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LE PAROLE DEL BOSCO

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INTRODUZIONE ALLA TERZA EDIZIONE

“Vuoi giocare con noi? le chiese una voce sottile. […], ma subito sgranando gli occhi dalla gioia rispose: ‘Eccomi!’ Il gioco ebbe inizio.”

Ecco

l’invito che Formica Mi rivolge a Cocci, nel primo racconto di Sette Punti Neri, accogliendola quando la incontra improvvisamente all’interno del formicaio; Ecco il messaggio con cui abbiamo lanciato nel 2000 il Convegno Nazionale Bosco e che ha guidato la Pattuglia Nazionale L/C e l’Osservatorio Bosco lungo il sentiero che - attraverso la scrittura del manuale Il Bosco (Ed. Nuova Fiordaliso, 2002) - ha condotto alla nuova edizione di Sette Punti Neri; Ecco l’invito che noi vogliamo rivolgere a coloro che si apprestano a leggere questo testo: un invito a buttarsi nel gioco, ad intraprendere il sentiero nel Bosco con entusiasmo e passione. Un invito ad avvicinarsi all’Ambiente Fantastico Bosco, senza pregiudizi, ma con la voglia di conoscere per comprendere, con “…gli occhi sempre attenti a scoprire cose nuove”.

Eccoci, quindi, con grandissima gioia ad introdurti alla lettura di questa terza edizione di Sette Punti Neri: una novità particolarmente attesa da tutti i capi della Branca Lupetti e Coccinelle, e certamente accolta con particolare attenzione e soddisfazione da tutti gli Staff di Cerchio d’Italia.

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In Sette Punti Neri (Ed.Ancora, Milano 1987) leggiamo:“[…] nel 1985, il Bosco è stato riconosciuto come valido Ambiente Fantastico della Branca Lupetti e Coccinelle e Sette Punti Neri di Cristiana Ruschi Del Punta è il racconto fondamentale che lo alimenta e lo sostiene. Il Bosco quindi nel Coccinellismo italiano è il Bosco di Sette Punti Neri. E’ quello cioè, vissuto attraverso il racconto di Cristiana, nell’elaborazione fattane nel corso del tempo dalla Branca Lupetti e Coccinelle. Sette Punti Neri è lo strumento insostituibile al quale fare riferimento […]”. Noi, oggi come allora, ribadiamo che Sette Punti Neri rappresenta il racconto di riferimento dell’Ambiente Fantastico Bosco. È lo strumento indispensabile che accompagna alla scoperta del Bosco, che aiuta a ricrearne nella sua complessità l’atmosfera, attraverso il gioco degli incontri, le parole maestre, i simboli e lo Spirito dei Sentieri, l’esperienza vissuta dalla singola Coccinella e dall’intera comunità del Cerchio. Chiaramente ciò non preclude la possibilità - per le Coccinelle Anziane - di creare ed utilizzare ulteriori racconti significativi, per sottolineare e valorizzare, durante le attività del Cerchio, le esperienze vissute con le proprie Coccinelle.

Raccogliendo

la forte eredità della branca e procedendo lungo un sentiero già tracciato, con gli occhi ben aperti a cogliere ciò che ci circonda, abbiamo messo mano al testo. Il risultato ottenuto mantiene intatto il racconto originario, ma con una rinnovata attenzione alla realtà ed alle esigenze dei bambini di oggi, tra gli otto e i dodici anni.

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Ecco quindi sei nuovi racconti integrativi nati proprio come risposta ad alcune problematiche particolarmente vicine all’esperienza quotidiana dei bambini. Questi ed altri contributi originali sono frutto del lavoro di molti capi della Branca: la Pattuglia nazionale L/C, l’Osservatorio Bosco e tante Coccinelle Anziane, appassionate e profonde conoscitrici del Bosco e che, in molti casi, hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua definizione e successiva affermazione dalla sua nascita ad oggi. La nostra scelta è stata quella di valorizzare, anche grazie al loro contributo, tutto il grande lavoro prodotto negli anni in cui si sono costruite con passione le basi di questo Ambiente Fantastico e di rileggerlo attraverso la lente dell’attualità, recuperando e valorizzando il concetto di esperienza, perché “quello che i miei occhi possono aver visto, non è quello che possono vedere i vostri”. Ed è proprio questo concetto, parte integrante dell’ Ambiente Fantastico Bosco, che abbiamo scelto di mettere in evidenza in una nuova sezione del libro: Dal Quaderno di Volo di Arcanda… , con una modalità che vuole essere di facile lettura e fruibilità per i capi. Prima di lasciarti alla lettura di Sette Punti Neri, vorremmo ringraziare con grande calore tutti coloro il cui apporto di esperienza, creatività ed amore per il Bosco è risultato essenziale per la scrittura di questa nuova edizione: Cristiana Ruschi del Punta, il cui continuo consiglio e sostegno hanno rappresentato per il nostro lavoro una gioia immensa; l’Osservatorio Nazionale Bosco - composto da Cinzia Pagnanini,Vanna Merli, Sara Bonarini, Micol Mannarini, Nicola Minutoli - che ha curato la realizzazione

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di questa edizione con grande entusiasmo, impegno e determinazione; tutti gli autori dei racconti integrativi di questa e della precedente edizione. E per finire grazie di cuore ad Anna Perale, Ornella Fulvio, Chiara Pardi e Paola Dal Toso, per la dedizione e la gioia che ci hanno trasmesso durante il lavoro di stesura e verifica del testo. Grazie per il loro contributo, per gli utili consigli, per il costante incoraggiamento e la fiducia dimostrataci. Ed allora come Formica Mi anche noi ti chiediamo: “Vuoi giocare con noi?” Vieni a scoprire il Bosco e la sua ricchezza! A noi non rimane altro che augurarti: Buon volo… e tu sei pronto a rispondere: “Eccomi!”?

Paola Lori, Fabrizio Coccetti, fra Luciano Pastorello Arcanda,Akela e Baloo d’Italia 2 aprile 2005

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PRESENTAZIONE (Dalla Presentazione di Anna Perale Sette Punti Neri ed. Ancora – Milano 1987)

Per fare il prato occorrono un trifoglio e un'ape. Un trifoglio, un'ape. E il sogno. Se le api sono poche, il sogno può bastare. Emily Dickinson

Tocca a me il compito di presentare la nuova edizione di Sette Punti Neri. Qualche anno fa, al primo incontro nazionale AGESCI delle Capo e dei Capo Cerchio, scrivevo: “II Bosco non sono quattro mura o un confine preciso, come gli ambienti in cui si svolgono normalmente le vicende delle bambine e le storie letterarie, che hanno come protagoniste le bambine. Il Bosco è uno spazio aperto e libero, dove sono possibili il gioco e l'avventura. Eppure il Bosco ha un tetto e pareti di foglie, che sanno dare un senso di protezione. Nel Bosco, attraverso i giochi dei rami e delle foglie, filtra la luce, a delineare i contorni delle cose, a rendere visibile il cammino e sicuri i passi. Perché nel Bosco c’è un sentiero tracciato, non incerto, non nascosto. Percorrere un sentiero nel Bosco significa seguire una traccia. Bisogna tenere gli occhi aperti e le orecchie tese; respirare a fondo per cogliere odori e profumi; avere gambe agili e mani che sanno afferrare e appoggiarsi senza strappare e senza ferire.

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Nel Bosco non si corre. E allora c'è tutto il tempo di guardarsi intorno, di vedere, di conoscere, di godere il cammino. Il Bosco è a misura del volo di una Coccinella.Volo breve, certo, ma ogni passo, ogni pausa è un nuovo incontro, una nuova scoperta, un nuovo amico. Il Bosco è vivo.Vive della vita degli alberi, dei fiori, degli animali, delle acque, delle piante e degli uomini, che lo attraversano e lo formano. Per questo chi accoglie l'avventura del Bosco non è mai solo". Si trattava, dopo anni in cui il Coccinellismo aveva percorso strade diverse dall'intuizione originale del Simbolismo, di ricomprendere e ridefinire una tradizione ed un'esperienza e poi di attualizzarle, alla luce delle nuove scelte associative e dei bisogni dei bambini e delle bambine di oggi. (omissis) Con queste coinvolgenti parole Anna Perale (che è stata Resp. Naz.le Branca L/C e Capo Guida) ha saputo ben delineare lo spirito dell’ambiente fantastico Bosco. Secondo questo spirito generazioni di Capo Cerchio hanno svolto con gioia ed entusiasmo il loro servizio,… ma il Bosco può continuare a lanciare il suo richiamo anche dopo anni di conoscenza. Esso aiuta, sempre, a mettersi in ascolto, a rinnovare la capacità di meravigliarsi. Lasciare la porta aperta allo stupore è importante anche nella vita di tutti i giorni: è attraverso lo stupore e la curiosità che si rimane capaci di apprendere, anche da adulti. Così si può evitare il rischio di sentirsi appagati dal percorso già seguito, rimanendo fermi e statici nelle proprie abitudini.

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Inoltre il mondo d’oggi è un mondo troppo “veloce”, un mondo in cui tutto deve essere “mordi e fuggi”, perché non c’è tempo da perdere. Ogni istante, anche per i bambini, deve essere occupato e ognuno di questi istanti deve essere impegnato in qualcosa di diverso, perché sembra che sia indispensabile accumulare esperienze e non sprecare occasioni. Ma senza il giusto tempo per fermarsi, assaporare, ricordare ciò che si è fatto, tutto si risolve in un affanno continuo che lascia poche o nulle tracce. Nel Bosco, invece, c’è spazio e tempo per la fantasia, per il ricordo, per il centellinarsi della gioia e degli incontri. Così ogni racconto occuperà il suo spazio nella memoria e contribuirà a crescere una persona equilibrata e sicura. Gli invadenti messaggi dei media fanno passare un concetto di fantasia passivo, come di una merce da consumare, magari scegliendo sugli scaffali, ma esclusivamente tra prodotti già confezionati. In questo modo si spegne e si confina l’immaginazione dei bambini, li si costringe a vivere scimmiottando, prima nei giochi e poi nella realtà, tutto quanto altri hanno preparato prima. Nel Bosco si recupera invece quel senso di poesia e di immaginazione che permette alla creatività di esprimersi nel modo più libero e personale. Il Bosco chiama bambini e bambine ad essere protagonisti, disponibili alle avventure, capaci di provare sensazioni ed emozioni. Da queste considerazioni è nata la riedizione di Sette Punti Neri.Vi si troveranno quindi delle novità, che speriamo siano utili ai Capi, nuovi e vecchi, che amano e danno valore al racconto dell’Ambiente Fantastico Bosco.

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Queste novità sono: - l’introduzione di 6 nuovi racconti integrativi, scritti per rispondere ad alcune nuove esigenze educative nate in questi ultimi anni; - un nuovo modo di raggruppare i racconti integrativi, sia quelli scritti per questa edizione che quelli per l’edizione del 1987, secondo i sentieri che portano al Prato, al Bosco, alla Montagna e al Mare. A questo nuovo schema si è adeguata la scheda introduttiva; - l’inserimento, prima del gruppo dei racconti, di una pagina “dal Quaderno di Volo di Arcanda” che, partendo sempre da una citazione, presenta spunti e idee che nascono da chi i racconti li ha utilizzati con il Cerchio. Proprio come in un quaderno “vissuto”, troviamo semplici note, quelle che scrive ogni Capo Cerchio, per un’attività o alla fine di questa, per ricordarsi, negli anni successivi, come ha utilizzato un racconto, le idee che sono venute e che teme di dimenticare.Tutto nasce dalle esperienze che il Cerchio condivide insieme e si scoprono così modi nuovi di illuminare, da diverse angolature, il significato e l’utilità dei racconti. Lo scopo di queste pagine è appunto stimolare la fantasia e la creatività, in modo che ogni anno racconti pur usuali trovino nuove utilizzazioni e nuove sfaccettature, frutto di incontri, lavori in comune, situazioni che abbiano stimolato reazioni e domande tra le coccinelle. I nuovi racconti integrativi sono nati, come risposta ad alcune nuove esigenze educative rilevate nel lavoro di studio e approfondimento della Branca L/C e dell’Osservatorio Bosco.

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Iniziando dal Sentiero del Prato, troviamo il 1° nuovo racconto, “I colori delle ali”, che è stato scritto come risposta alla tendenza alla massificazione, alla necessità che a volte sente il bambino di “adeguarsi” al gruppo in cui vuole essere accettato, portando vestiti uguali agli altri o con l’acquisizione di comportamenti che magari non gli sono congeniali. Nel racconto si sottolinea invece che “non importa quale sia il colore delle tue ali, importa quello che c’è nel tuo cuore”, cioè l’importanza del come sei “dentro” rispetto al come sei esteriormente. Nel Sentiero del Bosco è inserito il 2° nuovo racconto “L’Avventura di Antea, ape frettolosa” che vuole evidenziare come sia importante dedicare il giusto tempo ad ogni cosa, recuperando il valore del fare con impegno, attenzione e senso di responsabilità, laddove invece i bambini sono portati a fare le cose in fretta e spesso in maniera superficiale, senza assaporare il gusto di quello che stanno facendo. Questa storia vuole rispondere alla cultura del “fare di più” con il “fare bene”, perchè come dice l’ape regina nel racconto “dedicare ad ogni cosa il tempo e la cura necessari è la ricetta per fare tutto veramente bene!”. Il 3° nuovo racconto, così come il 4° ed il 5°, si inserisce nella storia delle otto coccinelle in viaggio ed è “La Coppa dello stagno”, pensato per quei bambini che partecipano ad ogni attività, scolastica, sportiva o ricreativa, con la sola voglia di vincere. Spesso i bambini sono spinti a questo atteggiamento proprio dagli educatori, siano essi geni-

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tori, allenatori sportivi o insegnanti, per i quali la vita sembra essere un’eterna e rissosa competizione dove emerge solo il più forte e il più grintoso e chi non vince è un perdente, da disprezzare. Per questi bambini la non vittoria è sempre e comunque una grave sconfitta, che rattrista e fa vergognare: perdere è una parola che non esiste nel loro vocabolario. Al contrario la parola maestra, “del resto vincere non è la cosa più importante”,sottolinea che è importante l’impegno costante e il fare del proprio meglio, più che l’essere i primi. Il 4° racconto,“Ratha la farfalla”, è la storia di una vita che sembra essere diventata inutile perché per un incidente lei non può più volare e di come Ratha, con l’aiuto di un buon amico, riesca a trovare un nuovo modo di vivere pienamente anche senza usare le ali perché “vivere forse non vuol dire solo volare”. Il 5° racconto, “L’aquila maestra”, è stato scritto per la conclusione del Convegno Bosco di Imola del 2000 e sottolinea, attraverso il racconto dell’esperienza di Arcanda, di come non si finisce mai di imparare, perché “quando credi di aver imparato tutto… scoperto tutto… apri ancora le ali e vedrai un nuovo orizzonte”, un invito a non fermarsi, a non accontentarsi, ad andare sempre avanti verso cose sempre nuove e da scoprire. Il 6° nuovo racconto,“La corsa verso il mare”, è inserito nella storia delle due coccinelle al mare e parla di una tartaruga di terra che ne ha incontrata una di mare la

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quale non è stata felice finché non ha trovato il suo ambiente, quello stabilito dalla natura, perché “ognuno di noi ha un suo posto, è lì che può essere felice”. Con questa nuova edizione il Bosco lancia ancora il suo richiamo a quanti ne amano lo spirito e le qualità, e ci auguriamo che in queste pagine ognuno dei lettori trovi nuova linfa e nuova forza per continuare il proprio lavoro. Buona lettura e... Buon Volo! …apri ancora le ali e vedrai un nuovo orizzonte… per l'Osservatorio Bosco Paola Lori e Cinzia Pagnanini

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Fate una prova, occorrono: 1 barattolo di colore nero 1 pennello grosso 1 pizzico di colore rosso 1 pennello sottile 1 foglio di carta molto grande Stendete lentamente e con cura, usando il pennello grosso, il colore nero sul foglio. Fate asciugare. Con molta delicatezza, intingete il pennello sottile nel pizzico di colore rosso e fate, nel centro del foglio tutto nero, un minuscolo puntino. Guardate attentamente: avete davanti a voi l’esatta visione di Cocci quando si trovò in un grandissimo formicaio. Chi era Cocci e cosa faceva lì? Bisogna risalire nientemeno che al suo trisavolo! Sì, proprio quello che fu salvato dal diluvio universale e che, nella fretta di fuggire sull’arca di Noè, si dimenticò di rimettersi i sette punti neri che spiccavano splendidamente sulle ali rosse. Tutto ciò accadde di notte ed è comprensibile come nel buio sia difficile ritrovare dei punti, specie se sono neri! I punti, rimasti abbandonati al suolo furono dispersi dall’acqua del diluvio ed il trisavolo, nato Coccinella, fu costretto a cambia-

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re nome; in memoria della sua bellezza ormai incompleta, scelse di chiamarsi Cocci. Questa almeno la storia che fu tramandata e tale e quale la seppe la nostra Cocci. Tutti i discendenti, saputo come erano andati i fatti, avevano accettato le proprie ali rosse, Cocci invece iniziò subito a sognare e sempre più a desiderare quei bellissimi punti neri, immaginandosi quanto il contrasto avrebbe reso brillante il rosso delle sue ali. “Se qualcosa viene smarrito, cercando, è sempre possibile ritrovarlo!” Questa fu la convinzione con la quale Cocci decise di partire alla ricerca di ciò che il suo trisavolo Coccinella aveva perduto. Il mondo grande che la circondava non le faceva paura, lei sapeva esattamente cosa voleva e all'alba di un mattino d'estate spiccò sicura il volo dal più lungo filo d'erba che riuscì a trovare. Già il formicaio, dimenticavo… Non mi hanno detto quanti dei suoi voli dovette fare prima di giungervi, né posso dirvi se fu distratta da qualche cosa o perse quota per una corrente d’aria; quello che so è che atterrò assai precipitosamente nel formicaio, trovandosi all’improvviso 1 nella situazione che vi ho descritto . Ho ancora bisogno della vostra collaborazione: al mio via dovete farvi tutti insieme una grande risata. Uno, due, tre, via… Va benissimo, questa fu più o meno l’accoglienza che Cocci ricevette dalle formiche. Mentre si scrollava di dosso un po’ di polvere, si guardò intorno stupita.“Mi stanno prendendo in giro?” si chiese. Ma il dubbio le fu cacciato via dal grosso sorriso che la formica Mi le fece avvicinandosi.“Vuoi giocare con noi?” le chiese con voce sottile.

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(1) Il racconto Bosco inizia con la decisione di Cocci di mettersi alla ricerca dei punti neri smarriti dal suo trisavolo. Ha appena iniziato il suo volo nel Prato, quando finisce nel formicaio. È a questo punto del racconto che si possono inserire i primi quattro dei “Racconti del Sentiero del Prato”. Si riprenderà a raccontare il testo base da “Se il periodo di tempo che Cocci trascorse nel formicaio…” .


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La proposta provocò un battito di felicità nel cuore di Cocci. Si aspettava un sacco di domande: chi sei, da dove vieni, cosa fai, perché sei qui…, ma subito sgranando gli occhi dalla gioia rispose:“Eccomi!”. Il gioco ebbe inizio. La vita del formicaio si svolgeva secondo un’unica regola:“Tutto, tutti insieme”. Per questa ragione le formiche giocavano insieme, cantavano insieme, ridevano insieme, mangiavano insieme, tutto era fatto insieme. Se il periodo di tempo che Cocci trascorse nel formicaio fu lungo o breve non ci interessa e tanto meno lei stessa si preoccupò di misurarlo. Tante erano le cose da fare e farle “insieme” le rendeva sempre nuove, come se mai prima di allora conosciute. Cocci si sarebbe presto dimenticata del suo colore rosso, sentendosi nera come le sue sorelle, se una sera non avesse provato un lieve dolore all’attaccatura delle ali al corpo. Questo fatto la spinse ad uscire all’aperto, pensò di fare qualche voletto per sgranchirsi e ritornare poi nel formicaio. Ma nell’ultima luce del tramonto, mentre giocava con le ombre dei fili d’erba, vide improvvisamente una tonda e perfetta macchia nera sull’ala sinistra! Avete già tutti capito, fin dall’inizio, il mio sforzo nel tentare di raccontare questa storia esattamente come fu. Per questo vi chiedo ancora, come del resto continuerò a fare fino alla fine, di aiutarmi. Procuratevi questa volta uno specchio ed una matita nera e disegnate sulla vostra guancia sinistra un pallino, il

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