"NOI DONATORI" n. 40 - Luglio 2022

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PERIODICO DI INFORMAZIONE A CURA DI FIDAS VERONA – DONATORI VOLONTARI DI SANGUE

N. 40 - luglio 2022

a m s a l p e e u g n a s Dona n a s s e r B a n n aeA

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Chiara Donadelli Presidente Fidas Verona

ECCOCI PRONTI A RIPARTIRE!

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Visto che siamo freschi di rinnovo delle cariche associative, permettetemi di ringraziare tutte le persone che si sono impegnate negli scorsi quattro anni. Voi presidenti e consiglieri che avete concluso il mandato avete prestato servizio in anni complicati: grazie per averci aiutato a raccogliere sempre ciò che serviva, durante la pandemia, seguendo gli andamenti dei bisogni ospedalieri.

Ci siamo! L’estate 2022 segna davvero una svolta per noi donatori: finalmente siamo tornati a organizzare tante occasioni di incontro. L’avevamo fatto, con prudenza, anche nell’estate del 2021, ma quest’anno abbiamo messo in cantiere davvero molti eventi per la promozione del dono, tornando quasi ai tempi pre-Covid. Dalle sagre alle biciclettate, dai tornei locali agli appuntamenti di respiro nazionale, come “Metti in moto il dono” (10 luglio) e la “24 Ore del donatore” (27-28 agosto).

E, adesso, buon lavoro a chi è appena entrato nella grande famiglia di Fidas Verona! Siamo felici di conoscervi e di collaborare, creando nuovi legami fra donatori e tra le sezioni. Il lavoro non manca: i primi sei mesi del 2022, purtroppo, sono stati segnati dalla carenza di sangue e soprattutto di plasma, per il quale l’Italia non è autosufficiente. C’è bisogno di mobilitare i donatori già iscritti e soprattutto di arruolarne di nuovi, meglio se giovani!

È un bel segnale, che ci incoraggia a guardare avanti con slancio. Rivederci, oltre a darci la carica, ci ricorda come ciascuno di noi possa fare la differenza, impegnandosi in prima persona nel testimoniare la gioia di donare sangue e plasma. Un messaggio che accomuna le belle testimonianze raccolte in questo numero di Noi Donatori, come vedrete sfogliandolo. Abbiamo valorizzato tante storie di giovani e di tradizioni di volontariato trasmesse in famiglia e a scuola. Sono questi i terreni fertili su cui dobbiamo continuare a seminare, a fianco delle “classiche” attività di sezione.

Dunque rimbocchiamoci tutti le maniche e mettiamoci all’opera; col nostro immancabile sorriso, perché siamo donatori di sangue e non ci facciamo spaventare dalle difficoltà. Se abbiamo tenuto i nervi saldi durante una pandemia mondiale, possiamo fare grandi cose insieme! Siete pronti?

I rappresentanti delle 79 sezioni di Fidas Verona, che associano 11mila donatori, si sono riuniti in assemblea provinciale lo scorso 7 maggio, all’Auditorium dell’Istituto Salesiano San Zeno (Verona). I donatori hanno riconfermato per altri quattro anni la presidente provinciale Chiara Donadelli, che sarà affiancata da Nicola Martelletto (vicepresidente vicario), Stefano Tassini (vicepresidente), Alessia Balzanello

(vicepresidente), Nicola Cappellari (tesoriere), Fabrizio Torsi (segretario del Consiglio provinciale), Davide Perazzani (segretario organizzativo), Andrea Moro (coordinatore Gruppo Giovani) e dai consiglieri Gianantonio Bussola, Corrado Campostrini, Alessandro Cordioli, Mirko Faccioni, Massimo Giacopuzzi, Marta Tebaldi, Nicola Trande e Daniele Vaccari. Buon lavoro!

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VITA ASSOCIATIVA

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AVANTI GIOVANI!

ci Seguite agram! su Inst

AL CONGRESSO NAZIONALE FIDAS A CATANIA C’era anche una delegazione di donatori veronesi al 60° Congresso nazionale Fidas, che si è tenuto il 3 e 4 giugno ad Aci Castello (Catania). Dalla Sicilia si è levato un corale invito al dono, a supporto dei tanti pazienti che necessitano di terapie trasfusionali e di medicinali plasmaderivati, specie nella prima metà del 2022, segnata da un drammatico calo delle donazioni a livello europeo.

Con il rinnovo del Consiglio direttivo provinciale, è stato nominato anche il nuovo coordinatore del Gruppo Giovani di Fidas Verona, Andrea Moro (sezione Cad It, foto a lato), che succede a Mauro La Bella. «Entriamo ufficialmente in un nuovo percorso, dopo il periodo di stallo provocato dalla pandemia, che ha frenato la promozione del dono», spiega. In questi mesi il gruppo sta raccogliendo new entry dai direttivi di sezione. E non solo. «Ci siamo ripromessi di stare il più vicino possibile alle sezioni territoriali, partecipando ai loro eventi, in modo da farci conoscere e per mostrare ai nuovi ingressi l’impegno nella promozione – fa sapere Moro –. Come ogni anno, a fine agosto saremo in prima linea nell’organizzazione dell’intrattenimento alla “24 Ore del donatore”, che raggruppa giovani di federate da tutta Italia. Sarà poi necessario allargarci sempre di più, incontrando i ragazzi delle scuole superiori e presenziando a eventi organizzati anche da altri enti, per sensibilizzare le nuove generazioni».

N. 40 - LUGLIO 2022

Periodico della FIDAS VERONA Donatori Volontari di Sangue

Via Polveriera Vecchia, 2 - 37134 Verona Tel. 045 8202990 - Fax 045 8278521

info@fidasverona.it www.fidasverona.it

Tra le novità, c’è allo studio una nuova collaborazione con l’Università di Verona per organizzare dei possibili incontri formativi. «Il nostro obiettivo è portare le nuove generazioni al dono, con lo spirito che ci ha sempre caratterizzato: l’amicizia e il puro divertimento della giovinezza!», conclude il neo-coordinatore.

Autorizzazione Tribunale di Verona n.1535 del 13.03.2003 Presidente Fidas Verona: CHIARA DONADELLI Direttore responsabile: ADRIANA VALLISARI Grafica e stampa: FIDES srl - via Pacinotti, 11A 37135 Verona Ringraziamo chi ha collaborato a questo numero.

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Tre giovani sorelle unite nel dono del sangue. Lo scorso 31 marzo Anna, Adele ed Elisabetta Bressan hanno varcato le porte del Centro trasfusionale dell’ospedale “San Biagio” di Bovolone per compiere insieme un gesto altruistico: donare il sangue. E per inviare un messaggio ai coetanei: «Donare è un gesto semplice, tu perché non lo fai?».

che circolano ancora delle idee errate legate al dono. Per esempio, i tatuaggi: si può donare già dopo 4 mesi, ma in molti non lo sanno; lo stesso vale per i piercing. Sembrano banalità, eppure... Speriamo che il nostro piccolo gesto possa spingere altri giovani a mettersi in discussione e a vincere certe paure, superabili, come quella dell’ago».

Accompagnate dai volontari della sezione Fidas Verona di Bovolone, che conta quasi 500 donatori, le tre sorelle si sono sottoposte ai controlli di routine. Le gemelle Adele e Anna, 23 anni, hanno condiviso il percorso fino alla soglia dell’ambulatorio: Adele ha compiuto la sua prima donazione, Anna invece ha fatto la visita per l’aspirantato, risultando poi idonea. Elisabetta Bressan, 29 anni, invece, ha fatto la sua prima donazione il 14 aprile.

Niente scuse, se c’è da fare del bene. Con questo spirito le tre sorelle si sono recate al Centro trasfusionale. A fare da trascinatrice è stata Adele, impiegata, che si era avvicinata al mondo del dono ascoltando i volontari parlare in classe, quando frequentava l’istituto “Da Vinci” di Cerea. Per un po’ di tempo il limite di peso – almeno 50 kg – le ha impedito di donare. «A inizio anno ho visto girare sui canali social di Fidas Verona gli appelli alla donazione di sangue, che scarseggiava, così ho scritto alla Fidas di Bovolone per avviare l’iter, coinvolgendo le mie sorelle», spiega. «Sono entusiasta di aver compiuto questo gesto: mi tipizzerò anche per diventare donatrice di midollo osseo, altra pratica intorno alla quale ci sono credenze sbagliate, come il fatto che sia dolorosa – prosegue –. In realtà, con un semplice prelievo di sangue, eseguito entro i 35 anni, si viene iscritti al Registro: solo in caso di compatibilità, che è una su centomila fra non consanguinei, si verrà chiamati per donare le cellule staminali emopoietiche, una procedura per niente invasiva». Con entusiasmo, anche Anna ed Elisabetta si

Indossando le felpe rosse di Fidas Verona, le tre sorelle Bressan hanno veicolato sui canali social il loro gesto, coinvolgendo i giovani follower di Instagram. «È bastata una telefonata per metterci a disposizione, poi i volontari di Fidas Verona ci hanno accompagnate passo dopo passo – dicono –. Passando parola tra i nostri amici, abbiamo notato

TATUAGGI E PIERCING: MITI DA SFATARE Hai appena fatto un tatuaggio o un piercing? Puoi donare 4 mesi dopo, senza problemi. Lo sapevi? 4


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AL CENTRO TRASFUSIONALE CON LE SORELLE BRESSAN: «FATE COME NOI, È FACILE» sono prestate a metterci la faccia per veicolare l’importanza del dono. Anna, l’altra gemella, formatasi come estetista all’Enaip di Legnago e oggi commessa in un negozio che vende prodotti per parrucchieri e saloni estetici, ha compiuto il primo passo con la visita di idoneità, andata a buon fine. Un gesto spontaneo, che ha condiviso con la sua platea di oltre 15mila seguaci su Instagram. Anche la sorella maggiore, la 29enne Elisabetta – diplomatasi al liceo “Cotta” di Legnago, di professione impiegata, che aveva fatto l’aspirantato dieci anni fa, ma era al limite del peso necessario – ha già superato la visita medica di idoneità e ha fatto la prima donazione di sangue il 14 aprile.

fatto di sicuro ci ha fatto riflettere in modo profondo: oltre che per le operazioni di routine, il sangue è fondamentale anche per i trapianti; ma per donare il sangue non bisogna per forza aspettare che qualcosa di grave ci tocchi da vicino». Le tre hanno anche un’altra sorella, Francesca, 26enne, che è in attesa di un bambino. A complimentarsi con le sorelle Bressan – che dopo la donazione sono state tempestate di interviste – c’era una rappresentanza di donatori della sezione di Bovolone: Fausto Bazzani, Carlo Alberto Venturi, Matteo Volpi e Costanza Mantese, capitanati dalla presidente provinciale di Fidas Verona, Chiara Donadelli. Un plauso è arrivato pure dal personale medico, rappresentato quel giorno dalla dottoressa Anna Ermini, che ha visitato le tre sorelle Bressan.

«Se c’è una persona che ha bisogno, si aiuta: fare del bene agli altri ci fa stare bene e non costa niente», conclude il trio di giovani. Ci credono veramente, anche per un triste episodio che ha segnato la loro infanzia. «Nostra sorella Caterina è mancata nel maggio del 2007, a soli 16 anni, mentre era in bici davanti casa, il giorno della Festa della mamma, investita da un ragazzo che guidava oltre i limiti di velocità. Gli organi di Caterina, donati, hanno salvato cinque vite – sottolineano –. Questo

BRAVE!

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Un papà e un figlio che donano il sangue insieme: su questo giornale vi raccontiamo diverse storie di dono condiviso in famiglia. Come quella di Marco Costa, 58 anni, che ha fatto la sua donazione numero 204 il 9 luglio scorso (complimenti!), e del figlio Manuel, 25 anni, giunto alla sua 25ª donazione.

TALE PADRE... TALE FIGLIO

Qui li vedete in abiti invernali, perché per la ricorrenza di San Valentino li abbiamo ingaggiati come testimonial del dono: domenica 13 febbraio, infatti, si sono seduti sui lettini del Centro trasfusionale dell’Ospedale “Orlandi” di Bussolengo e hanno teso il braccio, ribadendo che donare sangue e plasma è un gesto d’amore e non costa nulla. Entrambi sono iscritti alla sezione Fidas di Caselle di Sommacampagna, paese in cui vivono. «Sono quarant’anni che dono: ho iniziato a 18 e non mi sono più fermato», spiega papà Marco. Lui, di professione fa il giardiniere e ha sempre donato di domenica, così da non perdere giorni di lavoro. Al dono ci è arrivato di corsa, letteralmente. «Correvo nel gruppo podistico “Fidas San Camillo” di Villafranca, il mio paese d’origine, e lì avevo uno zio e parecchi amici donatori, che mi hanno coinvolto – racconta –. Ho corso alcune maratone e fisicamente sono sempre stato bene, quindi ho tenuto il ritmo delle 5-6 donazioni annue, alternando sangue e plasma».

Papà Marco e il figlio Manuel Costa durante la loro donazione al Centro trasfusionale dell’Ospedale “Orlandi” di Bussolengo, accompagnati dalla presidente provinciale Chiara Donadelli

Nemmeno la pandemia ha rallentato questo donatore da record. «Il virus non è mai stato una scusa per mollare la presa, anzi; parlando con le persone, spesso si sente dire che qualcuno sta male di salute, perciò finché posso, dono: spero che un domani, se dovessi averne bisogno, ci sia qualcuno a donare per me». Marco è riuscito a tramandare la tradizione del dono al figlio Manuel, che lavora part-time e a fine luglio si laureerà in Ingegneria gestionale all’Università di Padova; sta invece ancora lavorando sul fronte del convincimento dell’altro figlio, Kevin, per ora frenato dalla repulsione per l’ago. «Senza insistere troppo, ogni tanto parlo di dono ai miei figli e ai loro amici, poi quel che sarà, sarà...», conclude con un sorriso questo grande papà. 6


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«È ORA DI DONARE, ANDIAMO INSIEME?» «È ora di donare, andiamo insieme?». «Sì, va bene!». Questa è una conversazione frequente, in casa Fantoni, e ha come protagonisti un papà e i suoi due figli, tutti iscritti alla sezione Fidas Verona di Dossobuono. «Donare è un piccolo gesto, che però può essere di grande aiuto per un’altra persona», sottolinea papà Luca Fantoni, 63 anni e 203 donazioni alle spalle (wow!). «Non costa nulla e non dà conseguenze negative: si aiuta chi ha bisogno e, al contempo, si tiene controllata la propria salute», spiega. Lui, che di mestiere fa il grafico pubblicitario, ha iniziato a donare appena divenuto maggiorenne, seguendo l’esempio dei genitori, anch’essi donatori. «All’epoca abitavo in zona Stadio, in città, e ho cominciato ad andare al Centro trasfusionale con un gruppo di amici», racconta. Nel cuore, conserva ancora un ricordo di oltre trent’anni fa, quando una signora era riuscita a rintracciarlo e a ringraziarlo per la sua donazione, che si era tradotta in una trasfusione per il marito, gravemente malato. Nel 1992 si è sposato con Lorella ed è andato a vivere a Dossobuono, iscrivendosi alla locale sezione Fidas.

GRAZIE!

Negli anni, il suo impegno per il dono è stato sempre costante. «Basta metterci un po’ del proprio tempo, non è complicato: io andrò avanti finché la salute me lo consentirà», spiega. Con pacatezza e convinzione, Luca ha superato il giro di boa delle 200 donazioni e ha trasmesso questa passione ai due figli: Riccardo, 24 anni, 10 donazioni alle spalle, e Leonardo, 19 anni, che ne ha già fatte quattro in un anno.

«Ci sono tante persone che donano in silenzio per decenni e testimoniano, in famiglia e nella comunità, il valore nobile e generoso del dono. In questo numero di Noi Donatori sono davvero tanti gli esempi che vi raccontiamo: a tutti questi donatori va il nostro grazie più sincero», sottolinea Chiara Donadelli, presidente provinciale di Fidas Verona. 7


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SARÀ L’ARIA DELLA LESSINIA? ANCHE BOSCO NON SCHERZA! Due famiglie da medaglia: la sezione Fidas Verona di Bosco Chiesanuova, che l’anno prossimo taglierà il traguardo dei 60 anni di attività, lo scorso 15 maggio ha consegnato le benemerenze ai suoi donatori. Alcuni da record, come nel caso dei fratelli Zanini e della famiglia Leso, di cui vi parliamo in queste pagine. I FRATELLI ZANINI I fratelli Zanini di Lughezzano hanno collezionato ben 291 donazioni in tre: Claudio (49 anni) finora ne ha fatte 104, Diego (41 anni) 105 e Loredana (48 anni) 82. «Ho iniziato a donare nel 1992, accompagnato da Daniele Daldosso, un cugino di mia mamma, e negli anni ho coinvolto i miei fratelli, impegnandomi nella promozione del dono all’interno dei direttivi della sezione di Bosco», spiega Claudio Zanini, vicepresidente della sezione Fidas Verona di Bosco Chiesanuova e coordinatore della Zona Nord. «È stato Claudio a darci l’esempio – evidenzia la sorella Loredana Zanini –. Abbiamo sempre respirato l’aria del volontariato nella nostra famiglia, molto inserita nelle attività parrocchiali: a me è venuto naturale provare a donare e sono rimasta ferma solo per la gravidanza». «Anch’io ho cominciato appena maggiorenne, conscio che il dono del sangue è un gesto prezioso che può salvare una vita – aggiunge Diego Zanini –. Sono orgoglioso di aver raggiunto questo traguardo con i miei fratelli: speriamo che il nostro gesto possa essere d’esempio per molti altri». Tutti e tre, negli anni, hanno partecipato con diversi ruoli al consiglio direttivo della locale sezione di Fidas Verona. 8


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LA FAMIGLIA LESO Un altro record spetta alla famiglia Leso di Bosco Chiesanuova, per cui il dono è davvero una tradizione domestica. Sulla scia dell’esempio dei nonni Maria Morandini ed Egidio Leso, dello zio Giulio e soprattutto del papà Giuseppe, le sorelle Samanta (23 anni), Erika (22 anni) e Natasha (19 anni) sono delle entusiaste testimonial del dono. «Se avessimo potuto, avremmo iniziato anche prima dei 18 anni!», esclamano all’unisono. «Fin da piccole capitava che accompagnassimo nostro papà al Centro trasfusionale, aspettandolo in sala d’attesa con la mamma: siamo cresciute sentendo parlare dell’importanza del dono, ecco perché questa è stata una scelta naturale», sottolinea Samanta Leso, che si è iscritta pure al registro di donatori di midollo osseo. Adesso al Centro trasfusionale, insieme a papà Giuseppe, entrano anche le piccole di casa. «Vado fiera di quello che sto facendo, lo rifarei altre mille volte: donare è stata la scelta più bella che potessi fare, appena diventata maggiorenne – aggiunge Erika Leso –. Ascoltando i racconti dei nonni, di mio papà e di mio zio ho capito che donare significa dare una seconda possibilità a centinaia di persone, permettendo loro di vivere ancora per tanto tempo: è una decisione molto semplice, basta esserne consapevoli e farla con il cuore». Molto convinta è anche la minore delle tre sorelle, Natasha Leso, tanto da iscriversi pure al registro di donatori di midollo osseo e ad aver già detto “sì” a un’eventuale donazione di organi. «Pochi giorni dopo il mio diciottesimo compleanno ho fatto la visita di idoneità: quando ho detto al dottore che volevo donare il più possibile, era stupito e contento allo stesso tempo – ricorda sorridendo –. Sento il bisogno di fare qualcosa per aiutare gli altri e mi auguro che tanti giovani scelgano di donare, perché farlo non costa niente e riempie di gioia». Entusiasta e giustamente orgoglioso è papà Giuseppe, che ha cominciato a tendere il braccio nel 1987 ed è già a 128 donazioni all’attivo. «Sono figlio di meravigliosi 9

genitori, entrambi donatori, che con la loro semplicità e testimonianza hanno costruito in figli e nipoti un solido pensiero di condivisione – dice –. Loro tornavano a casa dal Centro trasfusionale con una tavoletta di cioccolato, che non veniva mai consumata singolarmente, ma tutt’insieme: era bello condividerla, come il nostro sangue; questa, del cioccolato e del dono, è diventata una tradizione che condivido con le mie figlie».


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ANCH’IO FINALMENTE DONATORE! Anch’io finalmente donatore! Diciotto anni. Che bella soddisfazione avere diciotto anni. Puoi prendere la patente della macchina, puoi votare, puoi aprire un conto corrente o comprare casa, ma soprattutto puoi donare una parte di te, il tuo sangue, per aiutare qualcuno che magari ha perso la speranza o ha perso il sorriso a causa delle sue condizioni di salute. Con la mia prima donazione, il 14 aprile di questo anno, si chiude il cerchio della famiglia Aldegheri: papà Lorenzo, con 135 donazioni alle spalle, per lungo tempo presidente della sezione Fidas Verona di Badia Calavena e anche coordinatore della Zona Est; mamma Edvige, con le sue 121 donazioni; le mie sorelle Katia e Martina, donatrici insieme ai loro mariti; e io, neo-donatore convinto. Tempo fa ho preso visione di una lettera scritta da Silvano Salvagno, volto storico di Fidas Verona, ai miei genitori nel 2003, per complimentarsi della mia nascita, in cui diceva: «Al piccolo futuro donatore l’augurio più sincero che continui la tradizione di una vera famiglia!». Nel ringraziarlo in ritardo di 18 anni per quelle belle parole, oggi posso dire che quella tradizione, con orgoglio dei miei familiari, è mantenuta.

bastanza), ma significa anche ricambiare il dono della vita ricevuta con il dono di un po’ di sangue.

Non nego che l’esempio datomi dall’intera famiglia sia stato il trampolino di lancio verso la mia scelta spontanea di donare il sangue. Tuttavia, l’esempio in sé non è sufficiente, serve la ferma volontà di fare un gesto gratuito di altruismo e d’amore verso il prossimo. Il verbo “donare” indica il dare qualcosa a qualcuno con spontaneità, liberalità e disinteresse, ma allo stesso tempo significa acquisire la consapevolezza che puoi rendere qualcuno felice. Certo, donare sangue richiede del tempo, condurre uno stile di vita corretto e allo stesso tempo controllato (le analisi fatte ai donatori non sono mai ab-

Ai giovani che stanno leggendo queste mie parole, ma sono ancora incerti, dico di coltivare il desiderio del dono del sangue perché è un gesto molto bello e mai scontato. A volte possono entrare in gioco anche la paura dell’ago, l’ansia o altri tipi di timori che ci bloccano, ma bisogna considerare che una volta fissato l’obiettivo, il mezzo per raggiungerlo è indifferente. “È normale che in ogni uomo esista la paura, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio”, diceva Paolo Borsellino. Invito quindi tutti i giovani maggiorenni a donare un po' del proprio sangue, col pensiero rivolto a chi ne ha bisogno, perché noi giovani possiamo fare concretamente la differenza! Gabriele Aldegheri

Nei centri trasfusionali l’attività è regolare. Se siete in salute Vi invitiamo a recarvi senza timore nei centri trasfusionali. L’ATTIVITÀ È MONITORATA E SICURA!

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PER I MARCONI È... UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA Il dono del sangue è una questione di famiglia: a Villafranca, la famiglia Marconi porta avanti questa tradizione da tre generazioni. È stata una scelta spontanea quella di Alessia Marconi: appena superati i controlli di idoneità, si è recata al Centro trasfusionale, accompagnata dal papà Corrado Marconi, 50 anni, che dallo scorso 10 giugno è presidente della sezione Fidas Verona di Villafranca, dopo 16 anni nel direttivo. A fine aprile, questa studentessa diciottenne, neodiplomata al liceo “Medi” di Villafranca, ha fatto la sua prima donazione di plasma; per il papà, invece, era la numero 135. Nel complesso, sono oltre 300 le donazioni compiute negli anni dalla famiglia Marconi, che conta ben 7 fra donatori o ex donatori. Oltre ad Alessia, si annoverano i nonni Saverio Marconi e Mariuccia Truschelli, gli zii paterni Nicola e Fabrizio Marconi e i genitori della neo-donatrice: papà Corrado e mamma Orietta Cordioli. Il fratello di Alessia, Riccardo, ha solo 14 anni, ma vedendo la sorella recarsi al Centro trasfusionale ha già buttato le mani avanti: quando sarà ora, proverà a tendere il braccio anche lui.

Papà Corrado è fiero per questa tradizione che continua. «A parte il fatto che Alessia è mia figlia, fa sempre piacere vedere dei giovani approcciarsi al dono del sangue, un bel gesto di generosità verso gli altri – dice Marconi –. Anch’io ho iniziato a donare a 18 anni: nessuno in famiglia me l’aveva chiesto in modo esplicito, per me è stata una cosa da fare senza ragionarci troppo e lo stesso è accaduto con Alessia. In questi tre decenni ho avuto la fortuna di star sempre bene e ho tenuto il ritmo delle sei donazioni annuali, alternando sangue e plasma ogni due mesi».

«Ho sempre percepito il dono del sangue come una cosa normale, perché l’ho respirato in famiglia. Fin da piccola partecipavo alle feste associative e ho avuto grandi esempi in casa, a cominciare da mia nonna Mariuccia: lei ha donato 110 volte, tante per una donna – spiega la neodonatrice –. Così, quando ho compiuto 18 anni, non ho esitato e ho prenotato la visita d’idoneità, coinvolgendo anche una mia amica e suo fratello. Appena si diventa maggiorenni donare forse non è la prima cosa che viene in mente, eppure è un gesto importante. Credo che tutti i giovani, se ne hanno la possibilità, dovrebbero farlo: perché non provare, almeno?». 11


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IL MIGLIOR PIZZAIOLO DEL MONDO?

È UN DONATORE FIDAS Si può essere più volte campioni del mondo per la miglior pizza e trovare il tempo per donare il sangue. Ce lo insegna il pluripremiato Federico De Silvestri, 48 anni, istruttore della Scuola italiana pizzaioli e titolare della pizzeria focacceria Quattrocento di Marzana, iscritto alla sezione Fidas Verona di Stallavena. Lo scorso marzo ha trionfato al “Pizza Expo” di Las Vegas, negli Stati Uniti, una gara internazionale in cui si è battuto coi migliori al mondo; una volta rientrato, ha ripreso anche l’altra sua carriera, quella di donatore di sangue. – Federico, lei è l’esempio che se si vuole donare non ci sono scuse... «Il tempo è sempre poco, ma si trova. Io sono parecchio impegnato: ogni mattina alle 8 sono nel mio locale a preparare gli impasti, però quand’è ora mi ritaglio un momento per andare al Centro trasfusionale di Borgo Trento». – Come si è avvicinato al mondo del dono? «Ho tanti amici donatori in vallata. Un paio di anni fa sono stato coinvolto da Silvia Cam-

pedelli, della sezione Fidas di Stallavena, che mi ha detto: “Vieni con noi!”. Diciamo che quell’invito ha vinto la mia pigrizia. Adesso quando so che ho una prenotazione al Centro trasfusionale mi organizzo e

Federico De Silvestri, pluripremiato maestro pizzaiolo, dona con la sezione Fidas Verona di Stallavena; è il titolare della pizzeria focacceria Quattrocento di Grezzana, specializzata in pizze gluten free

vado: è un bell’obiettivo che mi sono dato e che porto avanti. Finora, nel mio piccolo, ho fatto 5 donazioni». – Lei ha numerosi titoli mondiali all’attivo, ma non nasce pizzaiolo: come ha conquistato queste vette altissime? «Mi sono formato come perito elettronico e per diversi anni ho lavorato nel negozio di elettrodomestici dei miei genitori; i miei nonni avevano un ristorante a Bosco Chiesanuova. La pizza mi è sempre piaciuta, la

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facevo per diletto; nel 2008 ho deciso di frequentare un corso per diventare pizzaiolo. Nel 2011 ho aperto la prima pizzeria in provincia di La Spezia, in Liguria, e dopo tre anni e mezzo sono venuto a Verona, puntando sulle pizze di qualità senza glutine». – Un’attenzione per i celiaci, che – lo ricordiamo – possono donare il sangue senza problemi. Che riscontri ha avuto? «Buonissimi. Ho studiato e mi sono specializzato nel settore gluten free, vincendo più volte il campionato mondiale di pizza di Parma per la categoria senza glutine. Mi piace vedere che nel mio locale tutte le persone trovano la pizza che fa al caso loro». – Con la recente vittoria di Las Vegas si è portato a casa ogni titolo possibile e immaginabile; e adesso? «Ho chiuso in bellezza e non potrò gareggiare. Farò il giudice ai campionati mondiali e continuerò a studiare e a insegnare, perché ho sempre voglia di mettermi in gioco». – Cos’hanno in comune un’ottima pizza e il gesto del dono? «Direi che l’ingrediente principale è la voglia di fare; poi il prodotto vien da sé».


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DONARE IL MIDOLLO? «IO L’HO FATTO» C’era una possibilità su centomila di avere una compatibilità genetica, ed è andata bene. Da una parte, c’era una persona affetta da una grave patologia oncologica del sangue, in attesa di trapianto; dall’altra, un giovane veronese che si era messo a disposizione, iscrivendosi al registro dei donatori di cellule staminali emopoietiche, capaci cioè di produrre le cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). dopo averne parlato con il medico del Centro trasfusionale – racconta –. Lo scorso autunno ho ricevuto la telefonata: “Potresti essere compatibile”; da lì sono partite le procedure di controllo: tre mesi dopo ho saputo che ero davvero io quello giusto per un’altra persona».

Il 2 marzo 2022 resterà una data indimenticabile per Andrea Menegolli, marmista di 32 anni, donatore di sangue iscritto alla sezione Fidas Verona di Lugo, frequentata pure dal papà Giorgio. Quella vissuta da Andrea, però, è un’avventura che solo pochi sperimentano, perché le possibilità di un “match” in un trapianto di midollo osseo tra non consanguinei sono davvero risicate. «A me è successo e sono contento di averlo fatto: mi ero iscritto al registro di possibili donatori un paio di anni fa, a margine di una donazione di sangue,

Così, il 2 marzo Andrea ha donato il midollo. «Una procedura più semplice di quello che si pensa», sottolinea. Un gesto di grande generosità, destinato a un ricevente che non si conoscerà mai. «Ma lo rifarei subito», ammette senza esitazioni. La notizia, Andrea l’ha condivisa con i familiari e con gli amici più stretti. Poi, ha scelto di renderla pubblica, per far sì che altri si iscrivano al registro. «Consiglio a tutti quelli che stanno bene e non hanno ancora 35 anni di iscriversi: più siamo, meglio è», suggerisce. «Siamo orgogliosi che un nostro donatore abbia compiuto questo gesto di grande valore umano e sociale e ci complimentiamo con lui», si esprime la sezione di Lugo, tramite l’ex presidente Lisa Veronesi e il nuovo presidente Giovanni Bertagnoli. Grazie anche da parte di tutta Fidas Verona! 13


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SANDRO TOCCA QUOTA 200 Ha cominciato a donare quando, al posto delle moderne sacche, c’erano dei flaconi di vetro e, anziché stendersi su un lettino del Centro trasfusionale, bastava andare nelle aule parrocchiali nel giorno in cui usciva l’autoemoteca. Ha visto da vicino tanti cambiamenti della Medicina trasfusionale, Sandro Sartori, attuale vicepresidente della sezione Fidas Verona di San Giorgio in Salici.

È lui il primo donatore della sezione di San Giorgio in Salici a raggiungere quota 200. «Siamo felicissimi per questo traguardo di Sandro, che ha sempre dato il buon esempio e si è speso molto per la nostra associazione: oltre a essere stato consigliere, ha fatto anche due mandati da presidente e oggi è vice», si congratula Giorgio Bortignon, presidente della locale sezione Fidas.

A inizio luglio si è recato al Centro trasfusionale di Bussolengo per fare la sua donazione numero 200: inevitabile che il pensiero andasse agli inizi. «Me li ricordo bene: ho teso il braccio per la prima volta il 12 febbraio 1978, all’età di 19 anni – ricorda –. È stata una scelta naturale, perché mia mamma Laura era donatrice, mentre mio zio Sergio Sartori è stato il fondatore della sezione di donatori “San Camillo” di San Giorgio in Salici, associazione in cui ha prestato servizio per 35 anni».

Al Centro trasfusionale di Bussolengo, «dove anche le sedie conoscono Sandro» (parola di Bortignon), è stata scattata questa foto-ricordo con lo staff sanitario; era presente, per congratularsi, anche la presidente provinciale di Fidas Verona, Chiara Donadelli. «Con la sua costanza, in tutti questi anni Sandro ha aiutato decine e decine di persone – sottolinea –. Ci auguriamo che rendere pubblica la sua testimonianza spinga tante altre persone a porsi una semplice domanda: “Se posso farlo, perché io non dono?”».

Sandro oggi ha 63 anni e dona da 44. «Ho avuto la fortuna di stare sempre bene di salute e questo ha contribuito alla voglia di impegnarmi con costanza: riuscire a fare in media 4-5 donazioni all’anno è stata quasi una scommessa con me stesso, ma in senso positivo, perché so che il mio sangue va a chi ne ha bisogno», sottolinea.

Anche il sindaco di Sona, Gianluigi Mazzi, ha telefonato a Sartori per complimentarsi, sottolineando l’alto valore civico del gesto del dono. Facendo un calcolo delle sacche, questo donatore di San Giorgio in Salici in 44 anni di onorata carriera ha sicuramente regalato ad altri, in modo anonimo e generoso, almeno un centinaio di litri di sangue.

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IN AIUTO ALL’UCRAINA C’era anche un po’ di Fidas Verona, nel viaggio umanitario che ha portato a Wadowice, in Polonia, gli aiuti destinati alla popolazione ucraina, invasa dalla Russia lo scorso 24 febbraio. Wadowice, la città natale di papa Giovanni Paolo II, fin dall’inizio della guerra è stata impegnata nell’accoglienza di migliaia di profughi in fuga dai bombardamenti e nel sostegno alla popolazione rimasta nella confinante Ucraina. Da anni Wadowice è gemellata con il Comune di Sona, al quale ha chiesto l’invio di beni di prima necessità da destinare ai campi di accoglienza situati al confine ucraino: kit di pronto soccorso e articoli sanitari, generatori, motoseghe, estintori, sedie pieghevoli, materassi e materassini, sacchi a pelo, calderoni per cucinare sul fuoco, fornelli, walkie-talkie e batterie esterne portatili. Materiali che, grazie alla generosità di cittadini, associazioni e imprese, sono stati raccolti a inizio aprile in un hub creato dal Comune, assieme alla Protezione civile e al gruppo “Il Dono”. E sono stati portati a destinazione in tempi record. L’8 aprile, a bordo del furgone che ha compiuto il viaggio da Sona a Wadowice, c’era an-

che Giorgio Bortignon, presidente della sezione Fidas Verona di San Giorgio in Salici, affiancato da Alfredo Cottini, storico volontario di SOS (Servizio operativo sanitario) Sona e da Fausto Mazzi, capogruppo degli alpini di Lugagnano. Il nostro donatore racconta con gli occhi ancora lucidi quest’incredibile esperienza, scorrendo le foto sul cellulare. «La comunità ha risposto subito all’appello e per noi è stato un onore consegnare quanto raccolto nelle mani di chi lo aspettava», dice. Il materiale giunto da Sona è stato utilizzato in un ospedale da campo vicino a Leopoli.

LA NOSTRA BANDIERA A SANTIAGO

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Dal 25 aprile al 2 maggio un gruppo di amici veronesi ha percorso un tratto del Cammino di Santiago, in Spagna, da Sarria fino a Compostela. Tra loro, c’erano due donatori di Fidas Verona: Laura Bonomi, donatrice della sezione di Velo Veronese, e Claudio Zanini, vicepresidente della sezione di Bosco Chiesanuova. Si sono portati al seguito 15

la nostra bandiera associativa per sventolarla nelle varie tappe. Bravi! Avete anche voi delle foto curiose da segnalarci, scattate in giro per il mondo? Inviatecele all’indirizzo ufficiostampa@fidasverona.it. Le pubblicheremo sul prossimo numero!


È l’unica sezione di Fidas Verona intitolata alla memoria di un aspirante donatore, che purtroppo non ha fatto in tempo a donare. La sezione scolastica Fidas Verona “I.I.S. Calabrese-Levi” è stata fondata nel 2011 e poco dopo è stata dedicata a uno studente passato da questi corridoi: Livio Cinetto, di San Pietro in Cariano, che purtroppo nel 2012 si è tolto la vita, a soli 16 anni d’età.

Fa tappa qui il nostro viaggio alla scoperta delle sezioni scolastiche di Fidas Verona. Quella del “Calabrese-Levi” conta-

va 35 donatori attivi nel 2021, ai quali ne vanno aggiunti altri 15, delle classi quinte, a cui lo scorso 6 giugno è stato consegnato il diploma di benvenuto. La scuola, diretta dalla professoressa Stefania Be, ha una sede principale a San Pietro in Cariano e una staccata a San Floriano. Diversi sono gli indirizzi: per i licei, ci sono quello delle Scienze umane Economico sociale e

Primi! La classe 1FSU del “Calabrese-Levi” ha vinto la terza edizione del concorso “A scuola di dono” (sezione istituti superiori), promosso da Fidas Verona. Con quali progetti? Ve lo sveliamo a pag. 18!

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ENTRIAMO IN CLASSE AL CALABRESI-LEVI

«In questo modo abbiamo voluto tenere vivo il ricordo di Livio, in accordo con la sua famiglia, visto che lui stesso aveva confidato di voler diventare donatore a Nicola Trande, storico volto di Fidas Verona in Valpolicella, oggi coordinatore della zona Nord-ovest, che all’epoca lavorava nella segreteria scolastica ed è stato tra i fondatori della sezione», racconta il prof. Flavio Daldosso, insegnante di religione in una cinquantina di classi e coordinatore della sezione Fidas.

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quello linguistico, il liceo Scientifico e lo Scientifico delle Scienze applicate; c’è poi l’istituto tecnico, che nel settore economico forma in Amministrazione, finanza e marketing, Turismo e Sistemi informativi aziendali; il tecnico del settore tecnologico, invece, è incentrato su Costruzioni, ambiente e territorio. Insieme ai volontari di Fidas Verona, è il prof. Daldosso a portare in classe il tema del dono. «Porto loro il mio esempio: ho quasi raggiunto le 80 donazioni e ogni volta che dono sono contento, sto bene – racconta –. Non so mai a chi servirà il mio sangue o il mio plasma, ma questo gesto ha un grande valore di per sé: scoprire il senso della gratuità è importante, ci gratifica e ci fa sentire liberi, e aiuta altre persone». Più volte la presidente provinciale di Fidas Verona, Chiara Donadelli, ha incontrato i ragazzi e le ragazze di quarta superiore, in vista della loro maggiore età. «Durante la fase più critica della pandemia ci siamo ritrovati con l’intermediazione di uno schermo, facendo Didattica a distanza – spiega la presidente –. Nell’anno scolastico appena concluso finalmente ci siamo rivisti in presenza, con la sola barriera delle mascherine, ed è stato proprio bello». Tatuaggi, piercing, viaggi... Sono tante le domande che gli studenti pongono alla fine di questi incontri di approfondimento. «Ne escono sempre positivamente colpiti – dice il professore –. Alcuni hanno dei donatori in famiglia e conoscono già questo mondo; altri, più titubanti, magari per la paura dell’ago, li accompagniamo noi al Centro trasfusionale: vediamo che a volte basta solo la compagnia di un adulto che conoscono, per farli sentire più coraggiosi».

LE SEZIONI SCOLASTICHE DI FIDAS VERONA Fidas Verona raduna 11mila donatori in 79 sezioni, 9 delle quali aperte in istituti scolastici; le stiamo conoscendo, una alla volta, su questo giornale.

• I.I.S. CALABRESE-LEVI • SCUOLE ALLE STIMATE • ISTITUTO GIOVANNI GIORGI • EDUCANDATO AGLI ANGELI • ISTITUTO GUGLIELMO MARCONI • ISTITUTO MARCO POLO • ISTITUTO LAVINIA MONDIN • ISTITUTO SEGHETTI • ISTITUTO STEFANI-BENTEGODI Grazie alla collaborazione con insegnanti e dirigenti scolastici, i volontari di Fidas Verona entrano in classe per parlare di dono. Inoltre, per i ragazzi e le ragazze che compiono i 18 anni, Fidas Verona organizza le visite di idoneità: nessuno è lasciato da solo! L’accompagnamento degli aspiranti donatori ai Centri trasfusionali è garantito da anni da un nostro infaticabile volontario, Giovanni Antonini, che affianca chi deve fare la visita di idoneità all’Ospedale di Borgo Roma. Grazie Giovanni!

La sezione Fidas Verona “I.I.S. Calabrese-Levi” è pronta a ripartire con la promozione. «L’obiettivo è di creare ulteriori occasioni di sensibilizzazione durante l’anno, anche attraverso dei tornei sportivi, che incentivino i giovani a conoscere questa opportunità e a diventare un esempio per gli altri», conclude Daldosso. 17


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A SCUOLA DI DONO Video, collage, disegni: gli studenti veronesi usano la fantasia per invitare al dono di sangue e plasma. Sono state premiate il 28 maggio, al Palazzetto dello sport di Salizzole, le classi vincitrici del concorso “A scuola di dono”, promosso su scala nazionale dai donatori di sangue di Fidas e, a livello provinciale, da Fidas Verona. Tutti i lavori di gruppo, realizzati durante l’a.s. 2021/2022, sono stati vagliati da una giuria, che ha stabilito i vincitori. Per le scuole primarie, si sono classificate prime le classi 5A e 5B della “Dante Alighieri” di Cerea, parte dell’Istituto comprensivo “F.lli Sommariva”. È arrivata seconda la 5B della primaria “F.lli Corrà” di Salizzole; terza la 5B dell’Istituto comprensivo di Oppeano. Passando alle secondarie di primo grado, i primi due gradini del podio sono stati occupati dal plesso di Salizzole “Tomaso da Vico” dell’Istituto comprensivo Isola della Scala: prima classificata la 2B, seconda classificata la 2A. Terzo qualificato, un gruppo di lavoro della 3A del plesso di Roverchiara dell’Istituto comprensivo “Berto Barbarani”. A spuntare la vittoria, tra le secondarie di primo grado, è stato l’Istituto “IIS Calabrese-Levi” di San Pietro in Cariano; precisamente, la classe 1FSU, che ha proposto una linea di abiti e accessori personalizzati con inviti al dono e una rivisitazione della canzone “Apri tutte le porte” di Gianni Morandi, con tanto di ritornello d’incoraggiamento (“Sei davvero un grande / se vai a donare il sangue”). Studenti e studentesse sono stati riconosciuti con una targa e un buono da spendere in materiale scolastico. Ai primi classificati delle categorie elementari e medie, invece, sono stati consegnati una targa e ingressi al Parco Sigurtà di Valeggio sul Mincio; i secondi e terzi classificati, oltre alla targa, hanno ricevuto dei gadget Fidas Verona. «Col “Progetto scuole” da oltre vent’anni entriamo in classe per seminare la cultura del dono: dopo due anni di pandemia, in cui gli incontri di sensibilizzazione sono passati per molti mesi attraverso la didattica a distanza, è stato un piacere ritrovarsi in presenza e toccare con mano l’energia delle nuove generazioni», commenta la presidente provinciale di Fidas Verona, Chiara Donadelli. 18


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COME AVVICINARE I GIOVANI? Come avvicinare i giovani al dono di sangue e plasma? Parlando la loro lingua: ovvero catturandone l’attenzione sui social network che più utilizzano (Instagram, Tik Tok), con contenuti brevi, grafiche accattivanti e foto di giovani testimonial. È quanto emerso dal progetto “Space 13 – Innovation Lab”, finanziato dalla Regione Veneto nell’ambito del Bando POR FESR 2014-2020 e promosso dal Comune di Legnago (capofila) e dai Comuni di Angiari, Bovolone, Castagnaro, Cerea, Isola della Scala, Isola Rizza, Minerbe, Roverchiara, San Pietro di Morubio, Terrazzo e Villa Bartolomea, in collaborazione con t2i – Trasferimento Tecnologico e Innovazione, ente delle Camere di Commercio di Treviso-Belluno, di Verona e di Venezia-Rovigo. Il progetto ha visto protagonisti gli studenti di tre istituti superiori: il “Ricci” e il “Cotta” di Legnago e il “Da Vinci” di Cerea. Sono stati affiancati dai professionisti di “Space 13

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Innovation Lab” di Legnago, realtà che promuove lo sviluppo della cultura digitale, e da Fidas Verona, che ha chiesto ai giovani studenti di formulare delle proposte per avvicinare i coetanei al dono. Con una serie di incontri su Zoom, gli studenti hanno conosciuto meglio la nostra attività associativa, ascoltando le relazioni dei giovani donatori Alessia Balzanello e Andrea Moro; poi, affiancati dai facilitatori di t2i Nereo Lanzoni, Matteo Volpi e Marco Braga, si sono cimentati nella coprogettazione di nuove soluzioni, studiando esempi di comunicazione efficace e sviluppando idee creative. Infografiche che illustrino in modo semplice quanto sangue serve ogni giorno; storie con testimonial conosciuti; aggiornamenti periodici sull’andamento delle donazioni: sono alcuni tra i suggerimenti emersi. Indicazioni che aiuteranno Fidas Verona a sviluppare nuove modalità di comunicazione, accanto a quelle classiche.


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Domenica 3 aprile si è svolta la tradizionale “Caminada dei tre campanili in festa”, giunta alla sua 17ª edizione e organizzata dal Gruppo podistico 3 Campanili, che da anni vede le sezioni Fidas Verona di Bonavicina e San Pietro di Morubio impegnate con i loro volontari nella realizzazione di due punti di ristoro. Gazebo, mongolfiere, archi, palloncini e striscioni targati Fidas Verona: durante tutto il percorso la corsa offre ai partecipanti lo spunto per ricordare che il dono del sangue è presente e cammina con noi. L’iniziativa che ha contraddistinto quest’edizione è stata l’unione del gruppo di marciatori di Fidas, composto dai nostri donatori e dalle loro famiglie, con i ragazzi e genitori delle scuole, per formare insieme un’onda della pace. In questo periodo storico, che vede una guerra consumarsi poco lontano dai nostri confini, più che mai è sentita l’importanza della pace. È stata un’iniziativa importante per trasmettere in primis ai ragazzi, tesori del nostro futuro, che la pace si conquista quotidianamente in ogni gesto, si manifesta aiutandosi tra amici, a scuola, a casa... La pace inizia dal basso per raggiungere grandi obiettivi.

Ci sono traguardi che vanno celebrati e 100 donazioni di sangue meritano senz’altro una foto ricordo. Lo scorso 5 dicembre Paolo Bissoli, donatore della sezione Fidas Verona di Bonavicina, ha raggiunto questa ragguardevole cifra. Affiancato dal presidente della sezione di Bonavicina, Demis Bellesolo, e dalla dottoressa Anna Ermini, Bissoli è stato immortalato mentre compiva quest’atto generoso e gratuito. La sezione di Bonavicina si complimenta così col suo donatore: «Donare, voce del verbo amare, amare sé stessi e amare l’altro... Dare senza chiedere è desiderare la felicità dell’altro; donare è piantare quel seme in più che poi diventerà un grande giardino d’amore. Grazie Paolo!».

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Agli oltre cento partecipanti sono state consegnate le mascherine coi colori dell’arcobaleno e la scritta “Pace”, che con orgoglio e gioia sono state indossate lungo il percorso. Fidas Verona ha voluto quindi essere portavoce non solo di quanto bello, utile e necessario sia donare il sangue, ma anche di quanto altrettanto bello e non scontato sia vivere nella pace. I presidenti di sezione Demis Bellesolo e Roberta Zenti

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UN’ONDA DI PACE

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CHE BICICLETTATA!

GRUPPI BASSO VERONESE

Tutti sui pedali per promuovere il dono! Lo scorso 2 giugno oltre 150 persone hanno sfidato il caldo per partecipare alla tradizionale “Biciclettata dei gruppi Fidas del Basso Veronese”, giunta alla 22ª edizione. A organizzarla, come da tradizione, sono state le sezioni di Bonavicina, Bovolone, Casaleone, Cerea, Isola Rizza, Mazzantica, Ronco all’Adige, Roverchiara, Salizzole e San Pietro di Morubio. Scortati dagli amici del Vespa Club Drago di Bovolone, i ciclisti si sono avventurati su un percorso di 30 chilometri, partendo da Salizzole e toccando Isola Rizza e Bovolone, per poi far ritorno a Salizzole.

DUE BUONE CAUSE PER CORRERE

Ricordare l’importanza di donare il sangue, specie in estate, e sensibilizzare su una malattia ancora poco conosciuta, la Sclerosi laterale amiotrofica. È tornata con questi obiettivi, dopo due anni di stop causa pandemia, la manifestazione “Corri con la Fidas per i malati di Sla”, evento a scopo benefico con due tragitti, di 7 e 13 chilometri. A organizzarla, il 17 luglio a San Giovanni Lupatoto, col patrocinio del Comune, sono state le sezioni di Pozzo, Raldon e Verona Centro, insieme alla Polisportiva “La Cometa” e alla sezione veronese dell’Asla, associazione che si occupa di malati e familiari di Sla. Per saperne di più: www.associazioneasla.org. 21

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SUPER ZUGARDONANDO!

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DOSSOBUONO

Dopo quattro anni è tornato “ZugarDonando”, l’8° Trofeo di giochi all’aperto inventato dalla sezione di Fidas Verona di Dossobuono. Il 26 giugno scorso si sono affrontate quattro squadre: “Dossobuono”, “Dossobuono 104” (con giocatori provenienti dalla vicina Alpo), “Tana delle tigri” di Salizzole ed “Ex giovani molesti”, squadra del Gruppo Giovani Fidas Verona. Freccette, bocce, cruciverba e tante discipline fantasiose – come la calzante “Dai un calcio al virus” – hanno divertito i partecipanti. Alla fine, la vittoria è andata alla squadra di casa, Dossobuono; quella di Salizzole, invece, si è consolata col premio speciale, avendo registrato il maggior numero di partecipanti.

CERRO-AZZAGO

UN CARTELLONE SPECIALE

I donatori di sangue danno il benvenuto a chi transita per il paese. Dal 9 marzo scorso, nel piazzale Alferia di Cerro Veronese, svetta un cartellone sponsorizzato dalla sezione Fidas Verona di Cerro-Azzago. «Ci auguriamo che passando e gettando l’occhio sulla scritta, altri volontari generosi si uniranno alla grande famiglia dei donatori», dicono i promotori. La sezione è sempre parte attiva alle manifestazioni organizzate in paese: ha dato il suo contributo nelle gare sportive del Campionato italiano sordi di MTB, a Rosaro, e al “Trail del Folendari”, a Cerro; inoltre, ha presenziare ai mercatini di Natale in paese, facendo promozione con la distribuzione di gadget.

CONCORSO POESIA

IL DONO IN VERSI

Quaranta poetesse e poeti da ogni parte d’Italia si sono cimentati sul tema “Dona l’amore che scorre in te”. È stata questa la proposta del concorso di poesia “La carezza di un verso”, promosso da Fidas Verona, in collaborazione con il Comune di Verona, all’interno di “Verona in Love”. Due veronesi si sono aggiudicate la vittoria. Gabriella Garonzi, di San Giovanni Lupatoto, ha vinto con “Rosso d’amore”, per la categoria over 30; Chiara Piubelli, studentessa di Medicina di Caldiero, si è aggiudicata il premio per la categoria under 30, con “Poesia del donatore”. Menzioni speciali sono andate a Franco Bonatti, Mario Bissoli, Bruna Meneghello e Davide Zambelli; tutti i partecipanti sono stati riconosciuti con un attestato e i loro componimenti sono pubblicati sul sito www.fidasverona.it nell'area eventi. 22


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Vi aspettiamo alla

Tutti in vasca alle Terme di Giunone di Caldiero il 27 e 28 agosto! «Dopo la grande impresa del 2021, in cui la XIII edizione della nostra staffetta nazionale di nuoto ha raggiunto risultati insperati, nell’anno del rilancio dopo la pandemia, torniamo ancora più carichi per la XIV “24 Ore del donatore”», annuncia Nicola Martelletto, referente della manifestazione. Le iscrizioni sono aperte e si possono effettuare sul sito di Fidas Verona, dove è stato predisposto un form da compilare on line che vi permetterà di prenotare il vostro quarto d’ora in pochi secondi. In alternativa, potete scriverci via whatsapp o chiamarci al numero 346.8780965. «Con l’aiuto di tutti, quest’anno vogliamo battere ogni record precedente: quindi vi aspettiamo alle Terme di Giunone, dalle ore 16 di sabato 27 alla stessa ora di domenica 28 agosto per simboleggiare l'impegno incessante dei donatori Fidas nel garantire il sangue ai nostri ospedali», conclude.

TORNA LA “CAMINARDONANDO”

La manifestazione, oltre che a promuovere il dono di sangue e plasma, aiuterà AS.IT.O.I. onlus (Associazione Italiana Osteogenesi Imperfetta), che si occupa di fare ricerca su questa malattia genetica rara. Per info: www.caminardonandorun.it tel. 347.7014210.

La data da segnare sul calendario è il 4 settembre: dopo due edizioni in forma virtuale, quest’anno la “CaminarDonando” si terrà finalmente in presenza. La marcia non competitiva di 7 o 15 chilometri si terrà a Perzacco, con partenza dal campo sportivo. A organizzarla è la sezione Fidas Verona di Perzacco, col suo gruppo podistico “Svenati”.

METTIAMO IN MOTO IL DONO La passione per le due ruote unita all’impegno nel donare: anche i nostri donatori, il 10 luglio scorso, hanno partecipato all’iniziativa di Fidas nazionale per promuovere il dono nel periodo estivo. A inizio luglio, inoltre, una delegazione di donatori di Fidas Verona si è recata al Tempio del donatore con i colleghi di Fidas Treviso. Come? In moto, ovviamente!

STAPPA LA SOLIDARIETÀ È partita, col patrocinio della Provincia di Verona, la nostra campagna di raccolta di tappi di plastica. Troverete dei contenitori come questo in vari punti strategici del territorio: un modo per rendere visibile il dono e incentivare il recupero della plastica!

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27-28 agosto 2022