"NOI DONATORI" n. 41 - Dicembre 2022

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PERIODICO DI INFORMAZIONE A CURA DI FIDAS VERONA – DONATORI VOLONTARI DI SANGUE N. 41 - dicembre 2022 Donare sangue è il nostro capolavoro www.fidasverona.it EDITORIAL E LAIROTIDE E FOCUSMED OC IVOLTIDEL DO ON VITA ASSOC I A T I AV ATIV COSSA I A T VA SEZIONISCOLAS T I EHCSALOCSINOIZES T CHE

L'ALGORITMO DEL DONO

C’è un ritornello che noi donatori ripetiamo da anni, senza stancarci mai: il sangue non si crea in laboratorio, si può solo donare. Lo sappiamo bene e lo comunichiamo agli altri in ogni occasione, dalla festa di paese ai banchi di scuola.

C’è però un altro aspetto che vale la pena sottolineare. L’ha portato a galla la pandemia, rendendolo più evidente. Quale? Che il volontariato, oggi, non si improvvisa: ha bisogno di persone di buona volontà certo, ma aperte al continuo aggiornamento delle proprie competenze. Sia per fare le cose per bene - quindi rispondendo a ciò che ci chiedono le normative, anche con la nuova riforma del Terzo Settore – sia per diffondere in modo chiaro e preciso una maggior consapevolezza sull’uso di sangue e plasma donati.

È uno sforzo culturale, che assorbe tempo ed energie, lo sappiamo, ma che è indispensabile. Soprattutto per non scivolare in terreni insidiosi, come succede con le bufale mascherate da notizie che circolano periodicamente sui social network, strumenti utili perché ci aiutano a veicolare le nostre iniziative ma dove

talvolta sembra che si possa affermare tutto e il contrario di tutto. Ciascuno di noi, chi più, chi meno, percepisce questa difficoltà: siamo tempestati di informazioni, il tempo è poco, il rischio di condividere un contenuto che appare veritiero ma non lo è, si alza. Però ricordiamoci sempre di verificare, prima di cliccare su notizie sensazionali legate al mondosangue: è un atto di responsabilità, specie per chi, come noi, si rivolge alle persone chiedendo un gesto di fiducia quale è il dono.

Questo è uno dei temi che abbiamo affrontato al corso di formazione organizzato di recente per aggiornare i volontari delle nostre sezioni, molte delle quali rinnovate. Chi, magari per la prima volta, entra a far parte della grande famiglia di Fidas Verona va accompagnato: nelle singole sezioni, per un passaggio di consegne meno traumatico, ma anche a livello provinciale.

Ritrovarsi di persona, poi, è un’occasione di crescita e di confronto impareggiabile, che nessuno strumento tecnologico potrà mai del tutto soppiantare. Aspettiamo di capire cosa accadrà nel futuro col Metaverso, intanto continuiamo a concentrarci su ciò che sappiamo fare meglio: propagare il messaggio del dono a chi incontriamo ogni giorno. È l’algoritmo più efficace, insieme all’esempio che portiamo avanti e di cui siamo grati a ciascuno di voi.

EDITORIAL E LAIROTIDE E 2
I I Periodico della FIDAS VERONA Donatori Volontari di Sangue Via Polveriera Vecchia, 2 - 37134 Verona Tel. 045 8202990 - Fax 045 8278521 info@fidasverona.it www.fidasverona.it Autorizzazione Tribunale di Verona n.1535 del 13.03.2003
N. 41 - DICEMBRE 2022
Presidente Fidas Verona: CHIARA DONADELLI Direttore responsabile: ADRIANA VALLISARI Grafica e stampa: FIDES srl - via Pacinotti, 11A 37135 Verona Ringraziamo chi ha collaborato a questo numero.

A CACCIA DI GIOVANI!

Anche quest’anno i Giovani di Fidas Verona, coordinati da Andrea Moro, hanno partecipato al “Job&Orienta” a Verona Fiere, l’evento più impor tante per le nuove genera zioni che sono alla ricerca del loro percorso formativo.

Assieme ai volontari di Avis, i nostri giovani volontari han no cercato di spiegare ai neodiciottenni visitatori del salone dedicato a orientamento, scuo la e lavoro l’importanza del dono di sangue e plasma. Dal 24 al 26 novembre, sono stati raccolti 27 nominativi di studenti e studentesse desiderosi di iniziare la loro carriera da donatori, che verranno ricontattati per prenotare la visita di idoneità.

«In questa occasione a tutti i ragazzi che si sono avvicinati allo stand è stata consegnata una sacca di tela rossa, in ricordo della possibile donazione, e sono stati forniti i riferimenti associativi e i QRCode che riportano alle pagine Instagram dei relativi gruppi Gio-

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vani», spiega Alessia Balzanello, vicepresidente di Fidas Verona.

Nella giornata del sabato è stato ospite dello stand il ciclista Alessio Gasparini, già conosciuto da Fidas Verona per la sua partecipazione alla “24 Ore del donatore”. Alessio è testimonial del gruppo Giovani di Fidas Verona come ragazzo impegnato nella salute, sport e donazione.

I 10 ANNI DEL CENTRO

DI CHIAMATA

Ha tagliato il traguardo dei dieci anni di attività, il centro prenotazioni interassociativo che ha sede a Legnago.

È un servizio importante, sorto per volontà del dottor Francesco Bertola e di Fidas Verona e Avis, che con lungimiranza hanno unito le forze per mettere a disposizione dei donatori un unico centro chiamate. Lo scorso 5 dicembre i donatori hanno festeggiato, insieme alle tre operatrici che gestiscono le prenotazioni. Bravi!

3 VITA ASSOCIATIVA
VITA ASSOC I A T AV ATIV COSSA I A T I VA
https://www.instagram.com/giovanifidasverona/

AGGIORNARSI FA BENE!

Fare volontariato? Non basta la buona volontà! Ecco perché Fidas Verona ha organizzato, il 15 e 16 ottobre scorsi, un corso di formazione in Lessinia, a Bosco Chiesanuova, rivolto a un centinaio di rappresentanti delle 79 sezioni associate. Con dei precisi obiettivi: fornire strumenti utili per condurre le attività di promozione sul territorio, aggiornare sulle normative vigenti e rinsaldare i legami tra la sede provinciale e le varie realtà diffuse in città e provincia.

«Nel 2022 molti direttivi sezionali hanno vissuto un ricambio al proprio interno: talvolta il rinnovo delle cariche coincide con l’arrivo di nuovi volontari, anche alla prima esperienza associati-

va, che hanno molta voglia di fare ma che necessitano di conoscere meglio le procedure legate alla “macchina” del dono», spiega Nicola Martelletto, vicepresidente vicario di Fidas Verona.

La due giorni di Bosco Chiesanuova è servita dunque a dare una formazione di base ai partecipanti. «Si è rivelata molto apprezzata e necessaria, visti tutti gli adempimenti che il Terzo Settore richiede – prosegue Martelletto –. Anche soltanto per allestire un gazebo informativo in piazza servono dei documenti, quindi è importante che i nuovi direttivi e i rispettivi presidenti siano in linea con ciò che prevedono le normative».

Dai questionari compilati è emerso che l’approfondimento è stato molto apprezzato. «Abbiamo cercato di renderlo il più pratico possibile, dando nozioni sull’organizzazione degli eventi, sulla vita della sezione, sulla gestione di EmoDonor e DonUp, i due sistemi usati per la consultazione delle chiamate al donatore –conclude –. Non da ultimo, è stato un modo per conoscersi e percepirsi parte di un’associazione in cui siamo tutti impegnati a promuovere il dono».

Tutti i materiali sono stati registrati e sono disponibili per la visione: per informazioni scrivere una mail a info@fidasverona.it.

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VITA ASSOCIATIVA VITA ASSOC I A T AV ATIV COSSA I A T I VA

SANGUE, PLASMA E USI TERAPEUTICI

Lo sapevate che, fino alla fine degli anni Settanta, la maggior parte del sangue veniva trasfuso senza alcuna separazione? Oggi invece il sangue “intero” raccolto – la sacca che doniamo quando ci stendiamo sul lettino del Centro trasfusionale –viene processato e suddiviso nei suoi componenti: globuli rossi (e qualche globulo bianco), piastrine e plasma. Così, da una sacca di sangue ne vengono ricavate tre, pronte all’uso dopo averne verificata l’idoneità. Con una donazione, dunque, si possono salvare tre vite.

C’è poi la modalità di donazione in aferesi, per piastrine e plasma: qui il lavoro di separazione, centrifugazione e filtrazione delle varie componenti del sangue viene fatto non da un laboratorio postdonazione, ma da una macchina in un circuito chiuso collegata alla vena del donatore.

HAI GIÀ PRENOTATO LA TUA PROSSIMA DONAZIONE?

Sei in buona salute, pesi almeno 50 kg e hai fra i 18 e i 65 anni? Allora puoi donare! Prenota al numero verde gratuito 800.310611 (solo da fisso), allo 0442.622867, al 339.3607451 (cellulare per telefonate/sms) o scrivi una mail a prenota. trasfusionale@aulss9.veneto.it. Le grandi imprese cominciano da piccoli passi: chiama adesso!

Entrambe le procedure permettono di ricavare:

• globuli rossi, che si conservano fino a 42 giorni a 4°C;

• piastrine, che si conservano a 22°C fino a 5 giorni, in agitazione continua (altrimenti coagulano);

• plasma, che si conserva a -20°C fino a 12 mesi.

Il plasma, ovvero la parte liquida del sangue (è composto per il 92% da acqua), oggi si sta rivelando una parte assai decisiva e con una centralità molto maggiore che in passato.

Si utilizza in due modi: il 20% del plasma raccolto si congela e, una volta scongelato, si trasfonde al letto del malato, per usi clinici; il restante 80%, invece, viene inviato all’industria farmaceutica per la produzione di farmaci plasmaderivati, prodotti cioè a partire dalle proteine contenute nel plasma.

L’elenco di questi farmaci è molto ampio e in continua evoluzione, a dimostrazione del grande valore strategico del plasma.

L’Italia è un Paese autosufficiente per quanto riguarda il sangue richiesto e trasfuso, mentre registra una carenza importante sul fronte della raccolta di plasma. Ecco perché è importante donarlo!

5 FOCUS MEDICO FO MED I OC

ALL’ISTITUTO

“LAVINIA MONDIN” SI VA A SCUOLA DI DONO

Questa volta il nostro viaggio alla scoperta delle 9 sezioni scolastiche di Fidas Verona fa tappa all’Istituto “Lavinia Mondin”. Sono circa 300 gli studenti che frequentano i tre licei a indirizzo Scientifico, Europeo e delle Scienze umane. Abbiamo partecipato a uno degli incontri che la presidente provinciale Chiara Donadelli ha tenuto agli studenti qualche settimana fa. Commentiamo l’impegno di Fidas Verona all’interno delle scuole con la referente della sezione, la docente di Scienze naturali Silvia Laria

– Siete una delle sezioni più giovani di Fidas Verona, fondata nel 2019. Quanti donatori contate?

«Attualmente 28 studenti, ma abbiamo raccolto diversi aspiranti tra le quinte di quest’anno».

– Che cosa dicono i ragazzi quando si parla loro di dono?

«Insegniamo loro che essere altruisti nei confronti di

un compagno e aiutarsi nel momento del bisogno è la cosa più importante. Vivere in modo socialmente utile e avere rispetto del prossimo e dell’ambiente in cui viviamo è tra gli obiettivi primari della nostra scuola. Fin dal primo anno i nostri studenti sono coinvolti in diverse campagne di sensibilizzazione e crescono quindi con l’idea che il dono è un atto di altruismo che, seppur apparentemente privo di riscontro, dona in cambio tanta soddisfazione e felicità. I ragazzi sono consapevoli che donare a chi ne ha bisogno li arricchisce».

– Manifestano interesse dopo gli incontri con Fidas Verona?

«Sì, mostrano tanta curiosità in merito all’argomento e tra le quinte di quest’anno sono già state raccolte diverse adesioni. La nostra speranza, in qualità di educatori, è che diventino futuri donatori consci della bellezza del loro gesto».

6 SEZIONI SCOLASTICHE OCSINOIZES

– Quali sono i freni più comuni al provare la strada dell’aspirantato? Quali invece i punti di forza nel proporre il dono in classe?

«I freni più comuni sono sicuramente la paura dell’ago e la paura di svenire subito dopo il prelievo; inoltre, alcuni soggetti temono che donare possa renderli più fragili e deboli. I punti di forza, invece, sono correlati all’importanza che questo piccolo gesto può assumere nei confronti di chi è più bisognoso di noi».

– Qualcosa che li ha colpiti, in particolare?

«Il fatto che il sistema sangue italiano si regga sui volontari e che debba continuare a essere portato avanti così, come ci avete riferito durante l’incontro a scuola, perché è un fiore all’occhiello per la nostra società».

– Tra i vostri indirizzi di studio c’è il liceo Scientifico con potenziamento di Scienze e curvatura sanitaria, nato da poco... Uno sbocco interessante anche per il mondo della donazione.

«Noi continueremo senz’altro a fare il massimo per trasmettere ai nostri studenti l’interesse al mondo sangue e, come voi, ci auguriamo che qualcuno scelga di proseguire in ambito medico- sanitario anche al termine del percorso scolastico».

– La vostra classe quarta dello Scientifico ha partecipato al convegno organizzato il primo ottobre a Padova da Fidas Veneto, dedicato al tema dei plasmaderivati. Che esperienza è stata?

«Di estremo interesse e attualità: i ragazzi hanno partecipato con attenzione e serietà. La tematica dei plasmaderivati è stata poi discussa in classe, approfondendo quanto affrontato al convegno. Prima di allora pochi avevano sentito parlare di plasmaderivati, molti non sapevano neanche cosa fossero, anzi non avevano nemmeno idea dell’utilità di questi farmaci e dei diversi aspetti a essi correlati.

Pertanto siamo soddisfatti di aver avuto la possibilità di partecipare all’incontro, imparando davvero tanto. La reazione è stata estremamente positiva». – Quali obiettivi di crescita vi ponete, come sezione? «Di intensificare e arricchire i nostri rapporti con le associazioni sul territorio, legate al mondo della salute, in modo di ampliare le possibilità di esperienze concrete che i nostri studenti e studentesse possono svolgere al di fuori delle mura scolastiche».

ECCO COME ENTRIAMO IN CLASSE

TORNA L’ATTESO CONCORSO!

Fidas promuove la IV edizione del concorso scolastico nazionale “A scuola di dono”, rivolto a tutti gli allievi del primo e secondo ciclo di istruzione, al fine di promuovere la cultura del dono del sangue e degli emocomponenti. Possono partecipare le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, producendo degli elaborati a tema. La scadenza per l’invio dei lavori è il 28 febbraio 2023. Per informazioni contattare la sede provinciale di Fidas Verona: info@fidasverona.it, tel. 045.8202990.

DAL BANCO...

AL CENTRO TRASFUSIONALE

Dall’inizio dell’anno scolastico 2022/2023 Fidas Verona ha accompagnato 28 ragazzi ai controlli d’idoneità in ospedale. Da gennaio a giugno 2022, invece, sono stati accompagnati dai nostri volontari ben 171 ragazzi e, sempre nel primo semestre di quest’anno, hanno effettuato la prima donazione in 43.

SEZIONI SCOLASTICHE

7 SEZIONI SCOLASTICHE SEZIONISCOLAS T EHCSALOCSINOIZES T I CHE
LE
DI
• I.I.S. Calabrese-Levi • Scuole Alle Stimate • Istituto
• Educandato
• Istituto
• Istituto
FIDAS VERONA
Giovanni Giorgi
Agli Angeli
Guglielmo Marconi
Marco Polo
Istituto Lavinia Mondin
Istituto Seghetti
Istituto Stefani-Bentegodi

VOLLEY for FIDAS

Il tifo dei donatori di sangue di Fidas Verona ha scaldato il Palasport di Verona. Si è tenuta lo scorso 4 dicembre “Volley for Fidas”, l’iniziativa di solidarietà che unisce sport e volontariato. Al match di SuperLega serie A, in cui WithU Verona ha battuto l’Emma Villas Aubay Siena, gli associati Fidas e i loro familiari e amici sono entrati a un prezzo agevolato al Pala Agsm Aim, rendendo visibile l’importanza di donare sangue e plasma. «Ringraziamo la società perché crede in questo importante connubio e ci aiuta a veicolare il messaggio del dono attraverso i valori dello sport – sottolinea Stefano Tassini, vicepresidente di Fidas Verona –. Da 16 anni i nostri donatori prestano servizio volontario, controllando gli accessi del pubblico nei vari settori: dopo le restrizioni legate alla pandemia, quest’anno siamo ripartiti in forze, con ben 45 volontari impegnati al Palasport».

SALTIAMO IN ALTO!

Dopo il volley, il calcio, la pallavolo, il nuoto, la scherma e il football americano ci mancava solo l’atletica leggera... Disciplina ora coperta, grazie a una nuova collaborazione con la Polisportiva Libertas Lupatotina! «Duecento ragazzi fra i 14 e i 21 anni promuoveranno infatti il dono indossando le 200 magliette che le sezioni della zona Centro di Fidas Verona hanno consegnato alla società di atletica di San Giovanni Lupatoto», sottolinea Giovanni Di Biase, coordinatore della zona Verona Centro.

La promozione del dono circolerà a Verona e provincia, ma anche nel territorio regionale e nazionale, a ogni competizione a cui prenderanno parte gli atleti. «Indosseranno le magliette negli allenamenti e anche nelle trasferte e nel pre-gara», assicura Bruno Chiavegato, coordinatore del settore atletica leggera e dirigente della Libertas, società che ha festeggiato quest’anno i 50 anni di attività.

8 IVOLTIDEL DO ON
SPORT E DONO

24 ORE INDIMENTICABILI

Record di vasche completate per la XIV edizione della “24 Ore del donatore”, la staffetta a nuoto organizzata da Fidas Verona in collaborazione con Fidas nazionale, finalizzata alla promozione del dono. Sabato 27 e domenica 28 agosto 333 volontari sono scesi in acqua, alle Terme di Giunone di Caldiero, alternandosi ogni 15 minuti nelle corsie dell’Olimpionica, per 24 ore consecutive. Nonostante la pioggia poco prima della campanella d’inizio, le condizioni meteo sono poi migliorate e i partecipanti sono riusciti a completare 2.970 vasche, per un totale di 148,5 km.

Tanti gli atleti professionisti che si sono tuffati per solidarietà: Simone Ercoli, atleta delle Fiamme Oro; il ciclista veronese Alessio Gasparini e gli atleti triathlon Lilli Gelmini, Jacopo Butturini e Alberto Lorenzetti. In vasca, anche i rappresentanti del Distaccamento di Caldiero dei Vigili del Fuoco.

Le premiazioni, assegnate da Arianna Peretti, Miss Lessinia 2021, hanno visto insigniti Daniele Gasparini (21,5 vasche, record assoluto uomini); Gaia Negrini (21,5 vasche, trofeo assoluto donne); Matteo Vicentini (trofeo “Fidas Verona” al donatore che ha completato il maggior numero di vasche: 21,5); Gaia Andrea Galanti (maggior numero di vasche, 14, provenendo da fuori Verona) e la sezione Fidas Verona di Colognola ai Colli (trofeo “Carletto Lanciai” per meriti speciali).

«L’entusiasmo che si è respirato nei due giorni di manifestazione ci ha ricordato l’importanza del dono associato – afferma Giovanni Musso, presidente nazionale di Fidas –: essere non solo donatori ma donatori iscritti a Fidas vuol dire fare rete, costruire relazioni, contribuire alla promozione del dono e dei sani e corretti stili di vita».

9 IVOLTIDEL DO ON SPORT E DONO

LA SOLIDARIETÀ CAMMINA...

Obiettivo raggiunto: la “CaminarDonando”, organizzata lo scorso 4 settembre dalla sezione Fidas Verona di Perzacco, col suo gruppo podistico gli “Svenati”, ha fatto camminare la solidarietà.

Per la terza edizione della manifestazione, per la prima volta anche in presenza, 450 partecipanti hanno percorso i due tracciati, di 7 e 15 chilometri, immergendosi nel verde della campagna zeviana. Altri 560 si sono uniti virtualmente da tutta Italia e perfino dall’estero, con delle partecipazioni dagli Stati Uniti, per dare il proprio sostegno al messaggio del dono.

Il ricavato della manifestazione, pari a 5mila euro, è stato destinato ad AS.IT.O.I. ets (Associazione Italiana Osteogenesi Imperfetta), presieduta da Leonardo Panzeri, a sostegno della ricerca sulla malattia genetica rara di cui porta il nome. «Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno creduto in questo progetto, sia venendo a camminare al nostro fianco, sia facendolo da lontano, e per aver donato con noi speranza nel futuro», commentano le organizzatrici, Barbara Feder, presidente dalla sezione Fidas Verona di Perzacco, ed Elena Remonato, segretaria della sezione, fondatrici del gruppo podistico gli “Svenati”. Arrivederci alla prossima “CaminarDonando”!

... E CORRE SULLE DUE RUOTE!

Un lungo giro sulle due ruote in Lessinia per rendere visibile l’importanza di donare sangue e plasma. È stata molto partecipata anche la seconda edizione dell’iniziativa “Metti in moto il dono”, promossa da Fidas nazionale e organizzata da Fidas Verona. «L’abbiamo riproposta a grande richiesta: la prima edizione di luglio, con una quarantina di partecipanti aveva riscosso grande successo e ci è stato chiesto di replicarla», informa Daniele Vaccari, consigliere provinciale di Fidas Verona e referente della manifestazione. Così, lo scorso 9 ottobre donatori e non sono partiti da San Martino Buon Albergo, arrivando a Bosco Chiesanuova ed Erbezzo; prima di scendere in pianura, c’è stato il tempo per incontrare i donatori della Zona nord e di Stallavena, ribadendo ancora una volta l’importanza di mettere in moto il dono.

10 INIZIATIVE
NEWS SWEN

QUA IL VINO FA BUON SANGUE

Il detto popolare recita: “Il vino fa buon sangue”. Nel caso dei fratelli Giovanni, Giuseppe e Martino Aldrighetti è proprio così. Sono tutti e tre donatori, iscritti alla sezione Fidas Verona di Marano Valgatara, e pure vignaioli in Valpolicella, dove coltivano 15 ettari di vigneti disposti a terrazze.

Un connubio che, quest’estate, si è tradotto in un piacevolissimo evento dedicato a donatori e non, ospitato all’azienda agricola Gamba, soprannome storico con cui è conosciuta la famiglia Aldrighetti, un richiamo alla loro notevole altezza. L’ha promosso il direttivo della sezione locale di Fidas Verona, guidata dal neo-presidente Graziano Riolfi, battezzandola “Fidas sempre in... Gamba”. Il risultato? Un successo.

«Hanno partecipato una settantina di persone, molte delle quali non ci conoscevano e sono rimaste entusiaste dalla visita alla nostra cantina, aperta dal 2003, dalla degustazione dei quattro vini della zona (Valpolicella, Ripasso, Amarone e Recioto) e dal successivo happy hour musicale sul plateatico che guarda la vallata», riferisce Martino.

Ma l’evento è stato qualcosa di più di una piacevole occasione di incontro, sorseggiando un buon bicchiere di vino. Ha permesso di raccogliere diverse promesse di donazione e di sensibilizzare sull’importanza di fare la propria parte per garantire sacche al sistema sangue. Una dedizione incessante, quella dei donatori, che assomiglia parecchio alla cura posta dai fratelli Aldrighetti nella coltivazione delle vigne.

«In effetti ci sono molti punti in comune –constata Martino, il più piccolo dei tre –. Io ho cominciato a donare seguendo l’esempio dei miei due fratelli maggiori, che hanno sempre trovato il tempo per donare, la domenica mattina». Se persino questa famiglia che produce e commercializza le sue bottiglie in tutto il mondo trova il modo di andare anche al Centro trasfusionale, non ci sono scuse che tengano...

11 EVENTI ESTIVI I VOLTI DEL DONO IVOLTIDEL DO ON

QUESTIONE DI FAMIGLIA

Mamma, papà e figlie insieme al Centro trasfusionale dell’ospedale “San Biagio”. Il dono è una questione di famiglia, a Bovolone, cittadina in cui allungano il braccio insieme Olga Mafficcini, il marito Paolo Signoretto e le figlie Benedetta e Noemi.

«Mio marito e io abbiamo iniziato a donare vent’anni fa, appena fidanzati; suo papà Gianfranco aveva affisso sulle pareti di casa il diploma di benemerenza, ricevuto per aver superato le 100 donazioni. Paolo mi disse: “Vuoi che proviamo a donare anche noi?”, e così è cominciata quest’avventura», racconta Olga, 42 anni, vicepresidente della sezione Fidas Verona di Bovolone, con 26 donazioni alle spalle. Paolo Signoretto, falegname di 52 anni, ha fatto invece 42 donazioni. Conteggio che si aggiornerà per tutti a fine anno, quando è in programma la prossima visita al Centro trasfusionale.

Seguono le orme dei genitori Benedetta, 20 anni, diplomata al liceo artistico, che lavora per una grande società di e-commerce e ha all’attivo 4 donazioni, e la secondogenita Noemi, 18 anni, che frequenta il liceo artistico statale e ha fatto la sua prima donazione a maggio, entrando anche nel direttivo Giovani della sezio-

ne bovolonese di Fidas Verona. All’appello manca – solo per limiti di età, essendo minorenne – la piccola di casa, Angelica.

«Le nostre figlie ci hanno

si può donare lo stesso, basta aspettare quattro mesi – dicono –. Poi c’è chi ci racconta che ha paura dell’ago, ma è un timore che si vince, se si pensa al motivo per cui si dona». Entrambe hanno

sempre visto donare, ma ad accenderne l’entusiasmo è stato un incontro in classe con Carlo Venturi, presidente onorario della nostra sezione, che aveva raccontato ai bimbi della primaria quant’è bello donare il sangue. “Quando avremo 18 anni andremo a donare”, ci dissero: e così è stato», racconta mamma Olga.

Le due sorelle Signoretto sono l’esempio che donare è facile, anche per i giovani. Parlando con i coetanei, sfatano qualche mito, come quello dei tatuaggi. «Ne abbiamo entrambe e capita di spiegare ai nostri amici che

già dichiarato l’intenzione di iscriversi al Registro nazionale di donatori di midollo osseo, scelta che può fare chi ha tra i 18 e i 35 anni, comunicandolo al Centro trasfusionale.

«Ci auguriamo che sempre più giovani entrino con entusiasmo nella nostra associazione e si avvicinino al dono: noi ci impegniamo nella promozione, andando nelle scuole, facendo feste in piazza e collaborando con le realtà sportive locali», sottolinea, congratulandosi, Fausto Bazzani, presidente della sezione Fidas Verona di Bovolone, che conta 440 donatori attivi.

12 I VOLTI DEL DONO IVOLTIDEL DO ON

LORELLA E LE SUE 100 DONAZIONI

Se ogni donazione di sangue lascia il segno, la centesima è una grande emozione! Soprattutto se a raggiungere questo traguardo è una donna, evento assai raro. C’è tanta generosità che scorre nel sangue di Lorella Tamellini, 63 anni, donatrice da 45. Residente nel quartiere cittadino di Borgo Venezia, è iscritta alla sezione aziendale Telecom di Fidas Verona, dove ha lavorato fino alla pensione.

La sua è una storia di straordinario altruismo, vissuto però senza clamore. «Ho iniziato a donare a 18 anni, sulla scia dell’esempio di mio papà Lino: lui era donatore e portava sempre il labaro della sezione durante le manifestazioni; non mi disse niente di particolare, per me fu naturale seguirlo», spiega.

Stavano finendo gli anni Settanta: «All’epoca il sangue si raccoglieva ancora con i “bomboloni” di vetro», ricorda la donatrice, che ha fatto in tempo a sperimentare un’altra esperienza scomparsa. «Facevo la telefonista, prima alla Sip e poi in Telecom: infilavo manualmente le spinette per mettere in collegamento le telefonate quando non c’era la teleselezione», sorride.

Negli anni, Lorella è diventata un volto noto del Centro trasfusionale e al traguardo delle 100 donazioni puntava da tempo. «Era il mio obiettivo, il Signore mi ha fatto la grazia di avere sempre la salute», sottolinea. Dono di cui è immensamente grata, tanto da aver lasciato alle infermiere, in occasione della donazione

numero 99, fatta il giorno del suo compleanno (l’8 gennaio), un bigliettino eloquente... «Le ho ringraziate per aver tenuto sempre acceso un faro sulla mia salute: noi donatori di sangue siamo controllati, chi altro fa le analisi del sangue una volta all’anno?», sottolinea.

C’è tanta gratitudine nella sua voce. E una consapevolezza nuova, dopo aver vissuto un’esperienza commovente, a inizio anno. «Ho dovuto fare la protesi all’anca e la signora in stanza con me ha avuto bisogno di alcune trasfusioni – dice –. Io ho donato tanto ma non mi ero mai resa conto, in modo così concreto, di dove andasse a finire il mio sangue: sapevo che la mia sacca serviva ad aiutare un malato, ma non l’avevo mai vista arrivare a destinazione. Mi sono emozionata nel vedere con quanta cura veniva trattata la sacca dagli infermieri, con la stessa attenzione che si presta a un bebè: si vedeva che non era una terapia qualsiasi, ma una cosa preziosa, e dentro di me ho provato una grande gioia».

Il suo sorriso contagioso ha illuminato cento volte il Centro trasfusionale e per questo le è arrivato il grazie dei donatori, tramite la presidente provinciale di Fidas Verona Chiara Donadelli e del presidente e del vice della sezione Telecom, Giuseppe e Franco Avesani.

13 I VOLTI DEL DONO IVOLTIDEL DO ON

FIDAS TUTTINSIEME

“Tuttinsieme” per promuovere il dono del sangue: la sezione Fidas Verona di Cadidavid ha chiamato a raccolta i donatori di Verona e provincia per ricordare l’importanza di andare a donare. La manifestazione, riproposta dopo lo stop della pandemia, si è tenuta il 10 settembre, all’interno della Sagra della Madonna del Popolo. I rappresentanti delle sezioni hanno partecipato alla Messa del Donatore, sfilando poi coi labari, accompagnati dal corpo bandistico “Le penne nere” di Buttapietra; la festa è proseguita negli stand della sagra. «Quest’anno abbiamo voluto estendere a tutte le sezioni l’invito a partecipare alla nostra sagra, per aiutarci a sensibilizzare il maggior numero possibile di persone, specialmente giovani,

all’importanza di questo gesto anonimo e gratuito, di cui c’è sempre grande bisogno», sottolinea Eleonora Castegnaro, neopresidente della sezione Fidas Verona di Cadidavid, che conta 223 donatori attivi.

PARONA

Prosegue l’impegno della sezione di Parona per rendere Fidas Verona sempre più visibile sul territorio. «Quest’anno abbiamo partecipato alle quattro edizioni della manifestazione “Soffitte in piazza” con una nostra postazione – informa Carla Zumerle –. La magnifica posizione sul lungadige ha richiamato parecchie persone, che abbiamo avvicinato e invitato a donare un po’ del loro sangue».

Fiduciosi di ottenere buoni frutti, i volontari hanno mantenuto pure l’ormai tradizionale sponsorizzazione del Grest parrocchiale nel mese di luglio. «Vi hanno partecipato oltre 200 bambini e ragazzi, indossando le magliette col logo Fidas – conclude Zumerle –. Anche in questa occasione qualche aspirante si è fatto avanti: goccia dopo goccia, alimentiamo la vita».

14 CADIDAVID VITA ASSOC I A T AV ATIV COSSA I A T I VA

UN TORTO RIPARATO GRAZIE A LORO!

Il Comitato “Sagra del Cristo”, della parrocchia di Gesù Divino Lavoratore, nel quartiere cittadino di Borgo Roma, può tornare a sfornare piatti prelibati. Con un gusto nuovo: quello della solidarietà. I donatori di sangue della sezione Primo Maggio di Fidas Verona, infatti, hanno donato una friggitrice e una piastra professionale, rubate nel giugno dello scorso anno da dei malviventi che avevano approfittato del cantiere abbandonato della filovia per spostare le transenne e introdursi nel parco giochi di via Comacchio, sottraendo le attrezzature.

Un furto ora rimediato, grazie alla generosità dei volontari. I fornelli sono stati inaugurati durante la “Festa del donatore”, quando i 77 donatori di sangue della sezione, radicata nel quartiere dal 1970, hanno potuto gustare il pranzo preparato dal Comitato “Sagra del Cristo”, nel parco giochi parrocchiale di via Monterotondo. Condividere il pranzo insieme è stata un’emozione per tutti: era palpabile il senso di gratitudine e la gioia nel ritrovare tanti amici donatori, tra cui lo storico presidente della sezione, Giuseppe Fusari. È stato bello anche vedere tanti labari di Fidas Verona alla Messa di ringraziamento, partecipata dai rappresentanti delle 79 sezioni provinciali, guidati quel giorno dal consigliere di Fidas Verona Gianantonio Bussola.

«È un piccolo-grande gesto per noi: siamo felici di aver contribuito a ridare alla comunità degli strumenti utili a favorire l’aggregazione fra le persone, dai giovani agli anziani – informa il presidente della sezione Primo Maggio, Stefano Sorze, affiancato dai consiglieri Roberto Bertagna, Michele Drezza ed Enrico Rossi, appena riconfermati nel direttivo –. Abbiamo applicato in bella vista i nostri adesivi, per fare promozione del dono di sangue e plasma, rendendo visibile questo messaggio. Speriamo così che circoli ancora di più, almeno tanto quanto i piatti squisiti che usciranno da questa cucina da campo!».

Il regalo è stato consegnato al parroco don Andrea Ronconi. «Diverse persone si sono dimostrate vicine alla parrocchia per risolvere questa situazione – dice il sacerdote –. Ringraziamo i donatori di Fidas Verona per l’aiuto consistente, che è un segnale di grande attaccamento alla comunità, specie in un momento non facile per i costi da affrontare, complice pure il caro-energia».

Adesso la cucina da campo resterà in gestione al Comitato sagra, già dotato di grembiuli targati Fidas Verona, con la scritta “Chi mangia bene dona meglio”.

15 PRIMO MAGGIO VITA ASSOC I A T AV ATIV COSSA I A T I VA

POVEGLIANO, FUMANE

E VALEGGIO UN TRIO DA...

POVEGLIANO

Grande festa anche a Povegliano, il 18 settembre scorso, per il 60° anniversario della nascita della sezione, oggi guidata dal presidente

Giovanni Nuzzo. La “Festa del donatore” si è aperta con la Messa nella parrocchiale ed è proseguita con la sfilata dei labari, accompagnata dalla banda del paese. All’arrivo al Parco dei donatori sono state consegnate le benemerenze, a cui è seguito il taglio della torta al termine del pranzo con 145 partecipanti.

In occasione del sessantesimo è stata ripercorsa la storia della sezione. Tutto cominciò grazie all’interessamento di alcuni iscritti al Gruppo Francescano donatori di sangue, che donavano all’ospedale di Borgo Roma. La prima raccolta di sangue a Povegliano fu effettuata il 15 luglio 1962, in una delle due classi della prima elementare, situate al piano terra dell’attuale municipio. Negli anni seguenti l’attività si spostò nella vicina scuola materna e quindi nelle

scuole medie, fino all’adeguamento delle norme sanitarie, che convogliò tutti i donatori ai Centri trasfusionali. In 60 anni la sezione ha portato avanti moltissime attività per promuovere il dono: a scuola, con le favole a teatro, nelle manifestazioni del paese, con le biciclettate, mediante iniziative di solidarietà e anche con il monumento ai donatori per rendere visibile il dono.

16 VITA ASSOC I A T AV ATIV COSSA I A T I VA
NEL 2022 CI SONO STATI DEGLI ANNIVERSARI DI PESO ALL’INTERNO DELLE NOSTRE SEZIONI, ECCO L’ALBUM DI FAMIGLIA DI CHI HA FESTEGGIATO I 60 ANNI DI ATTIVITÀ! COMPLIMENTI!

È con gioia e senso di gratitudine che la sezione Fidas Verona di Valeggio sul Mincio, guidata dalla presidente Jessica Bonato, ha ricordato i suoi 60 anni di attività. Un’importante eredità raccolta dal passato, che in una sorta di staffetta lunga decenni ha visto passare il testimone della solidarietà di mano in mano, fino ad arrivare ai nostri giorni. Perciò l’11 settembre scorso, i volontari hanno voluto fare festa, attraversando le vie del centro storico e raggiungendo il monumento al donatore nei pressi della scuola primaria, realizzato nel 1973. Lì è stato ricordato pubblicamente l’impegno dei molti che si sono spesi per far crescere la sezione.

Tutto ebbe inizio il 25 novembre 1962, quando diciassette volonterosi si recarono al pronto soccorso dell’ospedale di Valeggio per tendere il braccio, sollecitati dal Gruppo San Camillo di Verona. Fu il primo passo per mettere in piedi la sezione vallegiana, sotto la guida del primo

Sessant’anni di solidarietà per la sezione di Fumane. Un bel traguardo per questa bella realtà, nata su proposta di una storica maestra del paese, Gina Benetti, che assieme ad altre persone si erano iscritte al Gruppo Francescano donatori di sangue, fondandone una costola operativa in paese. L’anniversario è stato festeggiato l’11 settembre scorso e organizzato dal nuovo direttivo eletto in primavera, presieduto da Gaetano Gallimberti. Per l’occasione, i volontari si sono radunati davanti al monumento del donatore, realizzato in via Perobelli per il 50°, per poi dirigersi verso la chiesa parrocchiale, dove si è tenuta una Messa di ringraziamento. Durante il pranzo sociale sono state consegnate le benemerenze agli associati che si sono distinti per la costanza. Oggi sono 170 i soci attivi della sezione, che nel 2021 hanno contribuito al fabbisogno di sangue e plasma con oltre 300 donazioni.

Spegnendo le candeline sulla torta, i volontari hanno espresso un desiderio: tornare alla soglia dei 200 donatori.

presidente, Enrico Mezzani. Tantissimi donatori, consiglieri e presidenti si sono succeduti in 60 anni. Desideri per il futuro? Continuare a camminare con slancio, proponendo nuovi eventi e avvicinando donatori desiderosi di mettersi in gioco in prima persona per il bene degli ammalati.

17 EVENTI ESTIVI FUMANE VITA ASSOC I A T AV ATIV COSSA I A T I VA
EVENTI ESTIVI VALEGGIO SUL MINCIO

ANNI DI IMPEGNO A BONAVICINA

Ha mosso i primi passi nel 1971, quindi il 50° anniversario sarebbe caduto l’anno scorso, ma la pandemia ha fatto slittare i festeggiamenti. Così la sezione di Bonavicina ha ricordato il suo ragguardevole compleanno il 22 maggio di quest’anno.

«La prima donazione di alcuni cittadini fu fatta in un’osteria, dando origine al gruppo; poi si donava quando era disponibile l’emoteca mobile di Verona», ha ricordato quel giorno il fondatore e primo presidente, Livio Alberti. La neonata sezione si unì al Gruppo donatori volontari di sangue San Camillo de Lellis, che insieme al Samaritano e al Francescano confluì alla fine del 1997 in Fidas Verona. Sono 7 i presidenti che si sono succeduti nel tempo alla guida della sezione: Livio Alberti, Giulio Bissoli, Renato Giavone, Agostino Moretto, Michela Lucchini, Federico Faccioni e Demis Bellesolo, attuale presidente in carica. I festeggiamenti, aperti dalla Messa, sono stati animati dai volontari e dalle dieci sezioni Fidas della Bassa, presenti con i rispettivi labari. Il pranzo sociale ha suggellato la giornata di festa, durante

la quale si è ribadita l’importanza del dono. «È un messaggio di gioia e di speranza che vogliamo continuare a portare avanti – fanno sapere dal direttivo –. La nostra sezione è composta da un centinaio di donatori, in grado di garantire in media 170 donazioni all’anno: l’obiettivo è di continuare a crescere e raggiungere sempre più giovani».

C’è un messaggio che i volontari hanno ricevuto dal loro primo presidente e che intendono custodire con cura: “Per essere donatori non bisogna essere degli eroi, ma avere tanta buona volontà”.

18 BONAVICINA VITA ASSOC I A T AV ATIV COSSA I A T I VA

IL MEZZO SECOLO DI ROSEGAFERRO

“Se una cosa dura 50 anni vuol dire che era un’idea giusta”. È la constatazione emersa al 50° anniversario della sezione di Rosegaferro, festeggiato il 25 settembre scorso. «La nostra realtà nacque nel 1972 come Gruppo San Camillo, dall’intraprendenza di un allora laureando in medicina, Lucio Cordioli, che as-

sieme a un gruppo di coetanei e amici decise di raggiungere il numero necessario per far iniziare la raccolta del sangue anche nel nostro paese – ricostruisce Alessandro Cordioli, attuale presidente della sezione, al suo secondo mandato –. Si formò così il gruppo San Camillo di Rosegaferro, guidato dal presidente Luigi

Tabarelli, in carica fino al 1998». Allora nacque Fidas Verona e la neonata sezione di Rosegaferro venne guidata da Fabrizio Tabarelli fino al 2006, da Dimitri Busti (20062014) e Lucia Cordioli (2014-2018). All’attuale direttivo, fresco di rinnovo, è spettata l’organizzazione del cinquantesimo. La festa è iniziata con la Messa e proseguita con la consegna di diplomi e benemerenze sul piazzale del Circolo Noi. Erano presenti amministratori comunali, rappresentanti delle associazioni locali e delle sezioni Fidas della zona Sud-ovest con i labari in bella vista. Un brindisi collettivo ha celebrato la lunga storia della sezione, con l’augurio di camminare altri cinquant’anni così!

E SALIZZOLE SI REGALA UN LIBRO

La sezione di Salizzole ha compiuto 50 anni nel 2021 e ha voluto raccogliere la sua storia nel libro “Gocce di Fidas”, fresco di stampa. Scritto dalla giornalista Lidia Morellato e curato da Tiziano Bonfante per la parte grafica, il volume ripercorre la vita della sezione, protagonista anche della nascita di Fidas Verona, nel 1998. È il regalo di Natale che

riceveranno quest’anno i donatori salizzolesi. La presentazione del volume si è tenuta il 25 novembre. Cinque i presidenti che hanno preso la parola: il veterano Arrigo Scapini (1971-1998), promotore del sodalizio; Umberto Corrà (1998-2006); Marcellino Trevisani (2006-2014); Luca Guarnieri (2014-2022), da cui è partita l’idea di raccogliere la storia della sezione in un libro; Davide Perazzani, presidente da pochi mesi. A complimentarsi coi donatori c’erano la presidente provinciale Chiara Donadelli, il sindaco di Salizzole Angelo Campi, che ha concesso il patrocinio del Comune alla pubblicazione, e due ex primi cittadini, Graziano Dusi e Luciana Marocchio.

19 ROSEGAFERRO VITA ASSOC I A T AV ATIV COSSA I A T I VA
SALIZZOLE

INCONTRIAMO I GIOVANI

Per la sezione di Casaleone uno degli obiettivi più importanti è, da sempre, quello di avvicinarsi ai giovani. Per questo motivo, dopo due anni di stop forzato, siamo ripartiti alla grande! L’evento che nel nostro Comune

gue. Alcuni volontari di sezione, assieme al Gruppo Giovani provinciale, hanno allestito un punto informazioni dove gli aspiranti donatori hanno avuto la possibilità di fare domande, di chiarire i propri dubbi e di parlare con chi

ha segnato ufficialmente l’inizio dell’estate e ci ha dato la possibilità di far conoscere a molti la nostra realtà è stato “Click Park”

Dal 10 al 12 giugno, presso il Parco Unità d’Italia, si è svolta una delle manifestazioni più attese nel Basso Veronese, che da anni attira molti giovani della provincia. Assieme alla buona musica e allo stand gastronomico si è potuto trovare uno spazio dedicato anche alla promozione della cultura del dono del san-

dona già da anni. Nel corso delle tre serate sono stati reclutati nuovi donatori, poi contattati per prenotare la visita di idoneità e iniziare la loro nuova avventura di dono.

Un contatto diretto con i più giovani, invece, l’abbiamo avuto l’11 maggio, entrando nelle classi seconde della scuola media “B. Croce” di Casaleone. Durante la mattinata le sezioni interessate hanno incontrato, assieme ai loro docenti, la presidente provinciale Chiara Donadelli e

il presidente di sezione Cristiano Ambrosi. Dopo aver mostrato un video esplicativo, ai ragazzi è stata spiegata l’importanza di questo semplice ma fondamentale gesto. Al termine dell’incontro è stata consegnata loro una cartellina con vario materiale informativo da portare a casa e da condividere con i familiari. Ma non è finita qui: gli alunni sono stati resi protagonisti con la realizzazione di disegni e slogan, inseriti poi in un calendario che hanno ricevuto all’inizio dell’anno scolastico. Questo lavoro li ha visti impegnati per diverse settimane, grazie all’aiuto delle insegnanti. Così facendo i ragazzi non sono stati dei semplici spettatori ma hanno preso parte attivamente, avendo modo di riflettere su un argomento tanto importante.

Il mese di luglio, infine, ci ha visti infine coinvolti nel Grest parrocchiale, con cui la sezione di Casaleone si è offerta di collaborare, aggiungendo il logo alle magliette dei ragazzi e degli animatori e partecipando alla serata finale, ritagliandosi un breve spazio per avvicinare tutte le famiglie presenti e ribadire ancora una volta l’essenzialità della donazione.

VITA ASSOC I A T AV ATIV COSSA I A T I VA 20 CASALEONE

511 DONAZIONI IN 3!

Sono un esempio: perciò sono stati riconosciuti pubblicamente. Marco Costa, Giancarlo Ruffo e Gilberto Castioni rappresentano il trio dei record, a Caselle di Sommacampagna. Soltanto loro tre, messi assieme, hanno contribuito con ben 511 donazioni al fabbisogno di sangue e plasma. Sono stati premiati durante la festa annuale della sezione, che conta 240 donatori ed è attiva da 51 anni. Marco Costa, con le sue 205 donazioni, è stato il primo donatore di Caselle ad aver sfondato quota 200; di lui vi avevamo parlato sul numero di Noi Donatori del luglio scorso, raccontandovi della donazione fatta insieme al figlio Manuel. Costa è stato premiato con un orologio da tavolo, consegnatogli dalla moglie Milena Gaburro.

Pure il suo amico Giancarlo Ruffo, con cui aveva iniziato a donare nel 1984, ha ricevuto un riconoscimento per le 156 donazioni fatte. Anche di Giancarlo vi avevamo già parlato, su Noi Donatori del luglio 2021, perché si era recato al Centro trasfusionale con la moglie Irma e le figlie Annalisa e Laura.

Il terzetto dei big è stato completato da Gilberto Castioni, attuale vicepresidente della sezione, di cui è stato tesoriere, che di donazioni ne ha fatte 150. «In un periodo in cui fanno notizia solo gli eventi negativi, accendere l’attenzione su questi donatori, ringraziandoli per il loro gesto altruista, significa mostrare i tanti esempi di generosità presenti nelle nostre comunità», sottolinea Stefano Tassini, presidente della sezione.

UN PEDIBUS SCINTILLANTE

Il logo di Fidas Verona sulle pettorine rifrangenti in dotazione al Pedibus. È l’originale iniziativa di promozione che ha escogitato la sezione di Bovolone per far circolare il nome dell’associazione e invitare quante più persone possibili a donare. Il messaggio brilla sui gilet gialli, dotati di bande che si illuminano e garantiscono la visibilità di chi le indossa, ovvero i bambini che usufruiscono del Pedibus e i loro accompagnatori. L’iniziativa è nata dalla collaborazione con il Comitato Genitori, che si occupa del servizio, a cui i donatori

di Bovolone hanno donato una quarantina di casacche. «Sono una ventina i bambini della scuola primaria che usufruiscono del Pedibus, scortati da una quindicina di volontari, a rotazione», spiega Rossella Marangoni, consigliera della sezione di Bovolone con delega ai rapporti con la scuola, che fa parte anche del Comitato Genitori. «I bimbi si ritrovano in Piazza dei donatori alle 7.35 e, seguendo un tragitto concordato coi vigili urbani, arrivano in sicurezza davanti alla scuola», aggiunge. Un’altra bella carovana che riparte dopo lo stop della pandemia!

CASELLE VITA ASSOC I A T AV ATIV COSSA I A T I VA 21
BOVOLONE

SPORT E DONO FANNO SQUADRA

Mondo sportivo e donatori di sangue alleati per far crescere la solidarietà. La sezione Fidas Verona Terme di Giunone-Caldiero, col nuovo direttivo guidato dal presidente Alessio Martinelli, sta promuovendo il dono di sangue e plasma in ambito sportivo. Di recente il logo della sezione è stato stampato sulle magliette indossate durante gli allenamenti dalle pallavoliste dell’associazione sportiva Nuova Caldiero. Inoltre, i donatori erano presenti con un gazebo informativo alla “Fiera dello sport” promossa dal Comune alle Terme di Giunone; nel mese di giugno, invece, i donatori hanno partecipato a un trofeo organizzato da Padel House Verona,

nell’impianto di Caldiero. Durante la festa annuale della sezione, il 23 ottobre scorso, il direttivo ha presentato le sue nuove “divise”: felpe di colore blu, con la scritta #AvantiFidasTerme, utilizzata dai donatori sui profili social. Oltre alla collaborazione con le realtà sportive del territorio, i prossimi impegni della sezione interesseranno la scuola: ripartiranno infatti a breve gli incontri informativi rivolti alle classi quinte dell’Istituto superiore “Stefani-Bentegodi”, per portarle “A scuola di dono”.

IL VOLONTARIATO IN UN

LIBRO

Un libro per celebrare l’impegno dei donatori di sangue e di organi. È nata così la pubblicazione “Cento anni di volontariato”, a cura di Susanna Carli, promossa dalla sezione Fidas Verona di Castelnuovo del Garda, guidata da Rosa Alba Alfano, e dal Gruppo Aido comunale “Giuseppe Banterle”, presieduto da Manuel Corezzola. Il libro, impreziosito da videointerviste, è stato presentato il 10 dicembre e ha ricevuto il patrocinio del Comune di Castelnuovo del Garda e della Provincia di Verona. Cinquantacinque anni di attività per la Fidas, quarantacinque per l’Aido: 100 anni, in totale, spesi per il volontariato. “Un traguardo di cui andiamo estremamente fieri come comunità – commenta nella prefazione il sindaco Giovanni Dal Cero –. I volontari sono esempi positivi e concreti da emulare per costruire una società virtuosa, in un mondo di troppe parole al vento”.

sicuro sotto tutti gli aspetti, anche quello sanitario”. E nell’augurio di poter contare un numero sempre maggiore di donatori, nata l’idea condivisa, da parte dell’Amministrazione alcuni volontari, di raccogliere in questo volume alcune dellestoriepiùtoccantiesignificative,che hannosegnato percorsidiAIDO FIDAS inquestianni.Affinchéchiunque,anchechi fortunatamente non ha esperienza diretta, possa capire cosa significhi avere una persona gravemente malata al proprio fianco, talvoltaunpadre,unamadre,addiritturaun figlio. Persone la cui vita appesa al filo della speranza. Sonostoriedivitavissuta,purtroppoanche di morte, ma soprattutto di rinascita, dalla voce diretta dei loro protagonisti. Che ci invitano condividere lacrime gioia, perché, nell’abbraccio della comunità, tutti hanno saputo trovare conforto e pace.Anchenellostraziodiunagravissima perdita. Oggicomeieri,sonopreghierechevoglio notenereaccesalafiammadellasperanza, parlando ai nostri cuori, perché battano all’unisonocon grande generosocuore

del 1848, una colonna 400 uomini dei Corpi Volontari Lombardi fu assalita, presso il nostro borgo, da 3000 soldati austriaci forniti di artiglieria cavalleria. Dopo ore di scontri, sangue e morti, Volontarisidiederoallafuga,mentreletruppe austriache riversarono la loro Paese, saccheggiando abitazioni massacrandociviliinermidiognietà.Appiccaronoancheunincendio favoritodalforte vento, distrusse Castelnuovo del Garda. Ma,anchenelladisperazionepiùprofonda, il coraggio degli abitanti riaccese la speranzatralefiamme,permettendoalnostro paese rinascere dalle macerie.

Nelle pagine sono raccolte le storie di tanti donatori della sezione: Bruno Vinco, classe 1939 e 106 donazioni alle spalle, dal 1967 al 2007; Pietro Bovo, 125 donazioni; Luciano Rigo, ex vicepresidente della sezione, con

le sue 91 donazioni; e ancora, Andrea Forante (28 donazioni), Sabrina Taioli (11 donazioni) e Matteo Migliorini (53 donazioni). Sono loro i testimonial, insieme ai familiari dei donatori di organi di Castelnuovo, i protagonisti di queste grandi storie di generosità.

TERME DI GIUNONE 22 VITA ASSOC I A T AV ATIV COSSA I A T I VA
CASTELNUOVO DEL GARDA CENTO ANNI DI VOLONTARIATO
Con il patrocinio della Provincia di Verona 45 55 Comune di Castelnuovo del Garda A cura di SUSANNA CARLI
Castelnuovo del Garda
L’AFFETTO DI PROSSIMITÀ Castelnuovo L’unione tra Castelnuovo del Garda mondodelvolontariatoharadiciprofonde. Il traguardo congiunto dei 100 ANNI di AIDO FIDAS, di cui andiamo estremamentefieri dicui raccontiamoinquesto libro, in realtà ci dà una indicazione solo parzialedell’attivitàinfavoredelprossimo che castelnovesi svolgono da sempre. Facciamo un salto indietro nel tempo torniamo una delle pagine più buie della nostra storia. Nell’aprile
GIOVANNI DAL Sindaco VOLONTARIATO Via Donatore Castelnuovo Garda di Castelnuovo Garda. Monumento del Donatore a Castelnuovo Garda

CALENDARIO 2023 DONARE È UN CAPOLAVORO

Ed eccoci al rinnovato appuntamento con il calendario Fidas Verona, che ci accompagnerà anche nel 2023. Nel corso dei dodici mesi parleremo di arte, con la sua capacità di trasmettere emozioni e messaggi attraverso la creatività delle persone. Il concept del calendario 2023 nasce dall’idea di associare le arti universalmente codificate (pittura, scultura, architettura, scrittura, musica, danza, cinema, fotografia, fumetto, teatro, poesia e videogiochi) al “capolavoro” che facciamo ogni volta che doniamo e che è alla portata di tutti. Quando doniamo diventiamo anche noi degli artisti. Sì, perché coloriamo il mondo di bellezza, progettiamo un futuro a misura umana, inneggiamo all’amore per gli altri, diamo

forma alla solidarietà, siamo in armonia con il creato, scriviamo un grande capitolo della nostra vita, disegniamo una società più civile, realizziamo sempre un lieto fine, facciamo alla grande la nostra parte, troviamo l’equilibrio con noi stessi, mettiamo a fuoco un obiettivo concreto, salviamo una vita come fosse un gioco da ragazzi. Nel logo dell’iniziativa “Donare il sangue. Un capolavoro alla portata di tutti”, l’associazione concettuale diventa ancora più evidente. La goccia di colore rosso che stilla dal pennello è anche la goccia classica di sangue. E “l’arte del donare” diventa, appunto, un capolavoro alla portata di tutti.

DA AOSTA A TRIESTE PER UNA BUONA CAUSA

È arrivato pedalando da Aosta fino in piazza Bra Alessandro Delfino, maestro e atleta di mountain bike e bike trial che a inizio dicembre ha attraversato il Nord Italia nel segno della solidarietà. Si è messo sui pedali per il progetto “La bici della libertà”, una raccolta fondi per l’acquisto di una speciale bicicletta tandem a pedalata assistita su cui saliranno persone con disabilità psichiche e visive. La sua impresa, pro-

mossa da Fidas Val d’Aosta e Fiab Aosta à vélo, è stata sposata dai donatori Fidas, che l’hanno incontrato nei mille chilometri di tragitto da Aosta a Trieste.

In piazza Bra, lo scorso 4 dicembre, l’hanno accolto la presidente di Fidas Verona Chiara Donadelli e il coordinatore del Gruppo Giovani Andrea Moro, donandogli la bandiera associativa e incoraggiandolo a proseguire nell’impresa. Bravo!

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