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713 GENNAIO FEBBRAIO 2018

MAGAZINE uffIcIALE ANIMA confindustria

no, non è nebbia La qualità dell’aria e della vita dipendono da scelte sostenibili. tecnologie efficienti possono invertire la rotta. Meno carbone più rinnovabili. Anche in Cina

Materiali e alimenti: una certificazione per i Moca

Come trattare superfici in 3D

All’interno: Listino prezzi materiali di interesse per la meccanica varia n.723 - Costo orario medio dell’operaio n. 24 Rilevazioni statistiche prestazioni di personale gennaio 2018


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ANIMA INTERNAZIONALE: SUPPORTO QUALIFICATO ALLE AZIENDE DELLA MECCANICA PER IL BUSINESS ESTERO PRESENTA

FOCUS PAESE 2018: PER TROVARE LE RISPOSTE CHE CERCHI

COSA SONO I Focus Paese sono incontri specialistici di approfondimento (non convegni) su una selezione di mercati esteri interessanti per lo sviluppo del business della filiera Meccanica. PERCHÉ PARTECIPARE L’obiettivo è fornire NUOVE CONOSCENZE e STRUMENTI CONCRETI utili allo sviluppo commerciale internazionale. L’approccio è mirato alle esigenze dei partecipanti, infatti vengono forniti dati e strategie anche in base ai codici doganali dei prodotti. TEMI TRATTATI Evoluzione del mercato - Posizionamento dei settori della meccanica - Opportunità di sviluppo business - Strumenti concreti di supporto alle imprese dai punti di vista contrattuale, legale, bancario e doganale. I RELATORI ITA/ICE Italian Trade Agency (da anni main partner dei Focus Paese ANIMA) | Consolati | Ambasciate | Esperti in tematiche doganali | Studi legali internazionali | Istituti Bancari | Professionisti per lo sviluppo del business estero. A CHI SI RIVOLGONO Export manager, imprenditori, customs specialist, business developer, amministratori e manager di aziende già inserite nei Paesi o al primo approccio. COME SI SVOLGONO Tavola rotonda di massimo 20 persone, nella quale, dopo le esposizioni introduttive dei relatori, si sviluppa il confronto con le imprese tra domande, casistiche e soluzioni concrete. LE DOMANDE CHE SERVONO: su problematiche specifiche, criticità, approfondimenti e opportunità. LE RISPOSTE CHE CONTANO: che risolvono dubbi, ampliano le strategie, grazie a nuovi elementi e suggerimenti concreti. I CONTATTI CHE AIUTANO: i relatori, autorevoli professionisti con specifiche conoscenze dei mercati, restano utili interlocutori di riferimento.

PROSSIMI APPUNTAMENTI

26 GENNAIO => CANADA 28 FEBBRAIO => IRAN 23 MARZO => CINA (Distretto Eff. Energetica - Pechino) 18 APRILE => MALESIA 9 MAGGIO => RUSSIA 16 MAGGIO => DUBAI (EAU) - OMAN 13 GIUGNO => TURCHIA 27 GIUGNO => POLONIA 19 SETTEMBRE => KUWAIT-ARABIA S. 10 OTTOBRE => USA 7 NOVEMBRE => EGITTO PREPARATI AI FOCUS PAESE E POI PARTECIPA ALLE INIZIATIVE ANIMA DI PRESENZA DIRETTA SUI MERCATI ESTERI CON MISSIONI, FIERE E BUSINESS MEETING. Contattaci: internazionalizzazione@anima.it

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ANIMA PER IL 4.0 Scopri come Federazione ANIMA informa e supporta le imprese della filiera meccanica verso una nuova competitivitĂ . Portale Industria 4.0 e Iperammortamento insieme a ICIM e UCIMU Eventi e Seminari formativi Progetto Meccanica Bond in collaborazione con Politecnico di Milano e Banca Finint Sportello informativo e FAQ News e documentazione Networking istituzionale con MiSE e partnership strategiche

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Torniamo a respirare Aiutare il mondo a respirare, pur a piccoli passi, è una responsabilità. Personale e imprenditoriale. E oggi è percorribile. Dalla Cina per esempio, arriva la notizia del rallentamento nella costruzione di centrali termiche a carbone a favore di impianti a energia rinnovabile. Mentre in Italia e in Europa la decarbonizzazione dell’economia, il risparmio energetico, lo sviluppo sinergico delle fonti energetiche rinnovabili sono al centro del dibattito. Il “Clean Energy for All Europeans” e la nuova Strategia energetica nazionale, infatti, prevedono misure legislative che promuovano la crescita economica attraverso l’efficienza energetica e la salvaguardia dell’ambiente. Le tecnologie italiane in questo senso giocano un ruolo importante. In questo numero anticipiamo alcuni temi che saranno sviluppati nel corso di Mce - Mostra Convegno Expocomfort, la biennale dedicata all’industria del settore idrotermosanitario. Durante la fiera, in programma a Rho Fiera Milano dal 13 al 16 marzo, Anima Confindustria sarà presente con un’area Lounge (Reception pad. 14-18), uno spazio B2B Internazionale che ospiterà delegati di 15 Paesi diversi grazie all’azione di Ice - Italian Trade Agency e del ministero dello Sviluppo economico. A tutto questo si aggiunge un calendario di eventi che toccano argomenti di interesse per l’industria del riscaldamento e della climatizzazione: come gli eco-bonus, il rinnovo dell’installato, l’etichettatura energetica, i gas refrigeranti. Ma anche legate al mondo dell’acqua: trattamento, certificazione dei materiali a contatto con l’acqua, aspetti sanitari, l’inclusione delle tecnologie per il risparmio energetico oltre a quello idrico nel piano Impresa 4.0. In questo numero della rivista parliamo anche di automazione e produzione. Con una case history di Rigoni di Asiago che ha rinnovato il proprio stabilimento in ottica 4.0 e con un focus dedicato alla finitura delle superfici metalliche ottenute tramite additive manufacturing. Parliamo poi di export e mercati, con una guida pratica che aiuta a destreggiarsi fra regole e prove di origine nell’ambito del Ceta. E con un’analisi sulle politiche fiscali ed economiche americane: più investimenti in produzione da parte degli Usa possono significare maggiore domanda di componenti o di semilavorati. Approfondimenti e recensioni completano questo numero dell’Industria Meccanica.

L’Industria Meccanica - Pubblicazione bimestrale di ANIMA/Confindustria Registrazione Tribunale di Milano N. 427 del 17.11.73

Direttore responsabile Giuseppe Bonacina - bonacina@anima.it CMYK

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Direttore editoriale Alessandro Durante - durante@anima.it Comitato editoriale Michele Bendotti, Giuseppe Bonacina, Sandro Bonomi, Maurizio Brancaleoni, Alberto Caprari, Alessandro Durante, Paola Ferroli, Andrea Orlando, Mario Salvi Comitato tecnico-scientifico Pierangelo Andreini, Antonio Calabrese, Roberto Camporese, Pietro Luigi Cavallotti, Alessandro Clerici, Rodolfo De Santis, Marco Fortis, Ennio Macchi, Giovanni Riva, Pietro Torretta, Giuseppe Zampini Redattore Carlo Fumagalli - fumagalli@anima.it Segretaria di redazione Cinzia Alchieri - alchieri@anima.it - Tel. 02 45418.211 Hanno collaborato a questo numero: Laura Aldorisio, Franco Canna, Roberto Cattaneo, Rita Feven Tedros , Mauro Ippolito, Matilde Poidomani, Mara Rossi, Michele Strozzi Impaginazione Abc Production Fabio Lunardon - lunardon@anima.it Responsabile della pubblicità Mario Salvi - salvi@anima.it Direzione e Redazione ANIMA Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica Varia e Affine Via Scarsellini 13 - 20161 Milano | Tel. 02 45418.500 - Fax 02 45418.545 www.anima.it - anima@anima.it Online: www.industriameccanica.it | Twitter: @IndMeccanica Gestione, amministrazione, abbonamenti e pubblicità A.S.A. Azienda Servizi ANIMA S.r.l. Via Scarsellini 13 - 20161 Milano - Tel. 02 45418.200 Abbonamento annuo (6 numeri) Italia 80 euro - Estero 110 euro Si comunica ai Sigg. abbonati che, avvalendosi del contenuto dell’art. 74 lettera C del D.P.R. 26.10.1972 N. 633 e del D.M. 28.12.89, A.S.A. S.r.l. non emetterà fatture relative agli abbonamenti Progetto editoriale e grafico ANIMA - L’Industria Meccanica Stampa Bonazzi Grafica - Sondrio - www.bonazzi.it

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Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana ROC N. 4397

La Redazione - @IndMeccanica

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12 RUBRICA | Donne e uomini al timone 14 Cos’è un Ente di parte terza di Roberto Cattaneo

18 No, non è nebbia

20 EFFICIENZA&ENERGIA 22 Economia circolare e 4.0 al centro delle Assise di Confindustria 26 Il dragone verde di Laura Aldorisio

32 Riscaldare case e uffici, ora l’eco-bonus vale anche per le tecnologie ibride di Carlo Fumagalli

35 MCE Qualità dell’aria, acqua ed efficienza energetica

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SOMMARIO N. 713

SICUREZZA&AMBIENTE 40 Il solstizio elettrico di Laura Aldorisio

Essere uomo, è precisamente essere responsabili. (Saint-Exupery)

44 MOCA: la certificazione dei materiali e oggetti a contatto con alimenti di Mara Rossi

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46 AUTOMAZIONE&PRODUZIONE 48 Nell’era del 3D è cambiato il modo di trattare le superfici di Michele Strozzi

52 RUBRICA | SPS Italia HUB Il 4.0 in un barattolo di Franco Canna

56 Tecnologia, novità da tenere d’occhio 66 Dall’impresa al capolavoro

68 EXPORT&MERCATI 70 Il CETA rivoluziona i rapporti commerciali con il Canada e il Nord America.

Come muoversi fra regole e prove dell’origine di Rita Feven Tedros e Matilde Poidomani

74 Dall’American first di Trump, un’opportunità anche per l’export italiano di Mauro Ippolito

76 FLASH INTERNAZIONALIZZAZIONE

SOMMARIO N. 713

78 RUBRICA | Recensioni 80 ABBONAMENTI 81 TABELLE ANIMA – BIANCHE, BLU, ARANCIO

Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare. (Andy Warhol)


Marco Bonometti

Piero Pelle

Il consiglio di presidenza di Confindustria Lombardia ha eletto Marco Bonometti presidente per il quadriennio 2017-2021. Marco Bonometti è presidente e amministratore delegato di Omr - Officine Meccaniche Rezzatesi. Al consiglio di presidenza di Confindustria Lombardia è intervenuto il presidente Vincenzo Boccia: «Nel formulare un grande in bocca al lupo al neo presidente eletto Marco Bonometti ringrazio Alberto Ribolla con il quale abbiamo condiviso l’importanza della questione industriale per il Paese».

L’assemblea dei Soci dell’Unione costruttori turbine - Uct, federata ad Anima Confindustria, del 19 dicembre scorso, ha riconfermato Piero Pelle presidente per il biennio 2018-2020. «L’Unione costruttori turbine annovera un ristretto numero di società che operano in un ambito della manifattura nazionale ad alto valore aggiunto. Questo comparto, che ha rappresentato nel passato un punto di eccellenza della tecnologia e del saper fare italiano, oggi al pari di altri settori non è indenne dagli effetti dell’attuale congiuntura, ma ha delle potenzialità ancora molto elevate».

Wolf-Henning Scheider

Filippo Girardi

RUBRICA | Donne e Uomini al timone

è il nuovo presidente di Confindustria Lombardia

nuovo amministratore delegato del gruppo Zf Dal 1° febbraio 2018, Zf ha un nuovo amministratore delegato, Wolf-Henning Scheider, che succede a Konstantin Sauer in veste di Ceo e capo del Gruppo Zf. Dal 2010 al 2015 è stato membro del Consiglio di amministrazione di Robert Bosch GmbH dove, è diventato portavoce del settore commerciale automotive technology nel luglio 2013. «Scheider è un esperto del settore e un leader che crede nel valore della continuità – ha spiegato Franz-Josef Paefgen, presidente del consiglio di sorveglianza di ZF – con competenze tecniche e nella gestione dei rapporti interpersonali. Continuerà a implementare in modo sistematico la strategia ZF 2025».

confermato alla guida di Uct

nuovo presidente Anie Csi Filippo Girardi è il nuovo presidente di Anie Csi per il biennio 2017-2019. Ad Anie Csi aderiscono oltre 90 aziende dell’intero mercato nazionale suddivise in materiale da installazione, batterie, pile e smart metering. Filippo Girardi è presidente e amministratore delegato di Midac SpA. «Il rapido avvento delle tecnologie digitali – ha commentato il neo presidente – sta cambiando in modo irreversibile e radicale la vita di tutti noi. Ma noi imprenditori, dobbiamo saper valutare in modo attento e responsabile rischi e opportunità di questo cambiamento».

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Donne e Uomini

Eugenio Cassiano

è il nuovo Chief Innovation Officer di SapHybris In qualità di Chief Innovation Officer dell’azienda, Cassiano diventa responsabile di Sap Hybris Innovation Hub che include Hybris Labs e l’unità Research & Experience. Nel nuovo incarico, lavorerà con i clienti che vogliono aprirsi all’innovazione grazie al portfolio prodotti offerti dall’azienda tedesca, rendendo innovativi i loro modelli di business e applicando nuovi trend tecnologici alla suite Sap Hybris con l’obiettivo di ottimizzare la customer experience.

David Finzi

alla direzione commerciale di Kerberos L’azienda controllata da Ego Power (Gruppo Ego) ha affidato la direzione commerciale a David Finzi. Dopo un’importante e ultradecennale esperienza come sales net supervisor in Repower SpA, approda in Kerberos con l’obiettivo di «gestire i grandi clienti e di sviluppare appieno il potenziale dell’azienda padovana nelle diverse aree operative i sistemi per la gestione, il controllo ed il monitoraggio dei consumi energetici e dell’illuminazione industriale e pubblica, nonché nell’area della climatizzazione domestica» ha detto dopo la nomina, il mio primo obiettivo sarà quello di rafforzare la struttura di vendita sul territorio, mettendola in condizione di esprimere tutte le sue grandi potenzialità». 13 | GENNAIO FEBBRAIO 2018


Cos’è un Ente di parte terza

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L’accreditamento ha sempre costituito una forma di garanzia di trasparenza, indipendenza e attestazione di competenza per gli organismi di certificazione, soprattutto dopo l’introduzione del regolamento Ue 765/2008. di Roberto Cattaneo

e norme che costituiscono il new legislative framework sono a fondamento di un rinnovato approccio della Ue relativo alla normazione tecnica, il controllo di mercato, la procedura atta a garantire l’indipendenza dei soggetti che intendono operare nell’ambito della certificazione della conformità a norme tecniche. Il pacchetto normativo del new legislative framework è costituito da tre regolamenti comunitari entrati in vigore nel 2008. Tra questi, il Regolamento 765/2008 è certamente il più interessante al fine di comprendere quale sia il significato che la Ue intende dare all’accreditamento e quindi alla certificazione di conformità, per la Ue è stato un passaggio epocale quello che ha uniformato le regole per riconoscere la capacità di un soggetto di garantire le caratteristiche di terzietà ed indipendenza degli organismi di certificazione: “Il valore particolare dell’accreditamento sta nel fatto che esso fornisce un’attestazione dotata di autorità della competenza tecnica degli organismi cui spetta assicurare conformità alle norme applicabili”, si legge. L’accreditamento ha sempre costituito una forma di garanzia di trasparenza, indipendenza e attestazione di competenza per gli organismi, ma l’introduzione del regolamento Ue ha consentito una equa e paritaria applicazione dei criteri per garantire il lavoro degli organismi di certificazione, ed è quindi diventato un elemento indispensabile per la credibilità dell’attività di certificazione della conformità normativa. Prima dell’entrata in

Prima dell’entrata in vigore del Regolamento Ue, gli enti di accreditamento agivano rispettando protocolli differenti in ciascuno stato e seguendo complessi schemi di volontari di mutuo riconoscimento.

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vigore del Regolamento, gli enti di accreditamento agivano rispettando protocolli differenti in ciascuno stato Ue e seguendo complessi schemi di volontari di mutuo riconoscimento. In seguito all’emanazione del regolamento è stato costituito Accredia, l’ente unico per l’accreditamento nazionale e gli organismi di certificazione si sono preoccupati di conformarsi alle procedure previste per l’accreditamento. Sul mercato si è via via affermata l’equazione secondo la quale la certificazione di parte terza può essere considerata tale solo nel caso in cui esista la garanzia dell’indipendenza dell’effettiva indipendenza dell’ente, che può essere conferita solo dall’accreditamento. L’attività di certificazione senza accreditamento è un’attività senza garanzie per le imprese; senza garanzie significa che l’impresa, nel caso sia chiamata a rispondere delle certificazioni di conformità offerte al mercato non sarà in grado di offrire prove idonee della qualificazione dei propri prodotti e servizi. Significa anche che l’ente di certificazione non accreditato non è in grado di assumersi le responsabilità derivanti dalle certificazioni rilasciate, considerando che tali certificazioni non sono state rilasciate in conformità a procedure accreditate e controllate. L’accreditamento è quindi un elemento essenziale per valutare la scelta di un organismo di certificazione, considerato che è l’accreditamento a condizionare la credibilità dell’attività stessa dell’ente.

L’accreditamento è obbligatorio? In considerazione di quanto premesso, chiedersi se l’accreditamento sia obbligatorio risulta una domanda piuttosto formale, e non di rilevanza sostanziale per valutare l’efficacia dell’attività di certificazione normativa nei confronti delle imprese. Non esiste una norma che esplicitamente imponga l’accreditamento dell’attività di certificazione. Tuttavia il significato che gli operatori di mercato, certificatori e clienti, conferiscono a questo termine presuppone la garanzia offerta dall’ente di accreditamento. “Parte terza” significa che si tratta di un soggetto che può garantire al cliente di essere indipendente secondo la procedura prevista dalla legge Ue, ovvero secondo le norme previste per l’accreditamento. Quindi, per il mercato, quando si parla di certificazione normativa è imprescindibile il riferimento all’applicazione di norme di prodotto, alla verifica della corretta

applicazione delle stesse da parte di un ente certificatore indipendente in quanto accreditato. Ciò che è certamente sanzionato come comportamento illecito è l’utilizzo di termini che possono trarre in inganno circa le effettive competenze professionali dell’ente di certificazione, inducendo gli operatori a credere che sussista un accreditamento inesistente. I termini tecnici utilizzati per identificare e definire le diverse caratteristiche e le molteplici attività che fanno capo alla certificazione dei prodotti e dei processi produttivi hanno significati specifici, spesso non del tutto conosciuti, che facilmente, se usati superficialmente, possono indurre in insidiosi equivoci. Cadere in questi equivoci ha come risultato quello di ottenere certificazioni di conformità normativa senza alcuna garanzia di autenticità tecnica e legale. Le norme relative alla certificazione e alla verifica periodica dei prodotti, cogenti e volontarie, regolarmente, fanno riferimento ad enti di certificazione cha abbiano conseguito l’accreditamento, soprattutto quando si tratta di prodotti oggetto di direttiva comunitaria. Le imprese, i soggetti certificati, considerano l’accreditamento imprescindibile per l’attività di certificazione, tanto che questo requisito, purtroppo, non viene nemmeno verificato.

Per il mercato, quando si parla di certificazione normativa è imprescindibile il riferimento all’applicazione di norme di prodotto e alla verifica della corretta applicazione delle stesse da parte di un ente certificatore indipendente in quanto accreditato.

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Le dichiarazioni di conformità, la marcatura Ce, la documentazione che accompagna il prodotto, devono essere redatte dal fabbricante. L’ente di certificazione verifica che i processi siano attuati rispettando le norme, non opera in qualità di consulente dell’impresa. Il comportamento di un ente certificatore che si presenti come “parte terza” e sia privo di accreditamento, può essere considerato ingannevole e quindi illecito. Ecco perché vale sempre la pena di accertare i requisiti di accreditamento dell’ente di certificazione che si vuole scegliere per la propria impresa .

Conseguenze dell’uso di termini ingannevoli Ci si può chiedere se esistano sanzioni per un comportamento illecito di questo tipo. Evidentemente non bisogna concentrare la ricerca su sanzioni specifiche, ma su tutte le possibili figure di reato di cui un comportamento ingannevole può costituire la premessa: pubblicità ingannevole, frode in commercio, truffa, per esempio. Ovvero: le norme da applicare per tutelarsi da parole e comportamenti ingannevoli dipendono da quali effetti e quanta efficacia abbiano esercitato i comportamenti stessi sull’attività dell’impresa.

Senza tralasciare le possibili conseguenze civilistiche in considerazione dei danni che un’impresa o una pubblica amministrazione potrebbe subire qualora venisse contestata la veridicità di un certificato. L’ente, se non fosse accreditato, sarebbe in grado di affrontare queste responsabilità? Quali garanzia potrebbe presentare per attestare la propria competenza, il rispetto di protocolli tecnici e la propria indipendenza? La complessità dei principi generali che governano una corretta attività di certificazione si presta ad essere strumentalizzata da parte di operatori senza scrupoli per offrire alle imprese servizi a basso costo e con ancor minore valore. Purtroppo e frequentemente i reparti tecnici delle imprese ignorano i principi generali legali dell’attività di certificazione e conoscono solo gli specifici riferimenti di normazione tecnica, le valutazioni commerciali hanno spesso prevalenza su quelle di contenuto tecnico, ed è quindi facile cadere negli equivoci prodotti da abili commerciali, che non hanno alcun interesse a trasferire informazioni complete e obiettive ai propri clienti. Considerato poi che il rapporto con l’ente di certificazione è generalmente di lunga durata e di fiducia, l’impresa certificata rischia di entrare in un lungo circolo vizioso se non esiste, alla base del rapporto, l’accreditamento dell’attività dell’ente, se nessuno controlla che l’ente di certificazione prosegua la propria attività con la costanza dei requisiti richiesti dalle norme.

La surroga delle imprese clienti L’ente di certificazione, proprio in quanto parte terza rispetto al soggetto certificato ed al cliente di quest’ultimo, deve rimanere estraneo all’attività commerciale propria del soggetto certificato ed al cliente di quest’ultimo. In caso contrario cessa la tanto vantata “terzietà” dell’ente certificatore rispetto ai soggetti del mercato. L’ente di certificazione, parte terza, in quanto tale non può e non deve sostituire il proprio cliente certificato negli obblighi e negli adempimenti di quest’ultimo nei confronti del mercato. Quindi le dichiarazioni di conformità, la marcatura Ce, la documentazione che accompagna il prodotto, devono essere redatte dal fabbricante. L’ente di certificazione verifica che i processi siano attuati rispettando le norme, non opera in qualità di consulente dell’impresa. Pena la perdita della imprescindibile “terzietà”.

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IN COPERTINA

NO, NON È NEBBIA È la qualità dell’aria che si può respirare a Lalitpur, in Nepal, dove è stata scattata questa fotografia. Effetti di uno sviluppo insostenibile. Oggi si può cambiare.

In Europa temi come il risparmio energetico e lo sviluppo sinergico delle fonti energetiche rinnovabili sono al centro del dibattito, e l’industria italiana può essere protagonista nella transazione energetica in atto, soprattutto nel settore civile. Intanto un’ulteriore novità arriva da Est: la Cina sta frenando la costruzione di centrali a carbone per installare impianti a energia rinnovabile. La tecnologia è italiana.

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EFFICIEN ENER l’industria meccanica 713 | 20


ZA & RGIA 21 | GENNAIO FEBBRAIO 2018


EFFICIENZA&ENERGIA

Economia circolare e 4.0 al centro delle Assise di Confindustria Intervista a Giulio Pedrollo, vicepresidente per la politica industriale in Confindustria di Laura Aldorisio

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Il 16 febbraio il momento di incontro e riflessione per l’intero Sistema: tra le priorità anche la creazione di competenze specifiche sulle nuove tecnologie

A

nima rappresenta l’industria meccanica. Nei mesi scorsi le aziende Anima hanno interpretato positivamente la rivoluzione 4.0 acquistando macchinari nuovi, cambiando i processi produttivi, aprendosi alle novità proposte. Quale crede possa essere l’evoluzione dell’industria 4.0? Anima è una delle associazioni coinvolte nella definizione degli strumenti del Piano Nazionale Industria 4.0 e le sue imprese hanno dato un importante contributo al rilancio degli investimenti produttivi nel 2017. Sono convinto che ci siano ampi margini per continuare ad innovare anche nel 2018, ma c’è ancora tanto lavoro da fare per traghettare le Pmi verso nuovi modelli di business. Per questo Confindustria ha avviato in questi giorni un nuovo road show che toccherà circa 20 tappe, con l’obiettivo di continuare a parlare degli strumenti agevolativi, di diffondere la conoscenza delle tecnologie digitali e far capire come possono essere utilizzate nei processi produttivi, tenendo presente che possono trovare applicazione nelle imprese di tutti i settori e di tutte le dimensioni. Inoltre, stiamo portando avanti il nostro progetto per la creazione di una rete di Digital Innovation Hub di Confindustria, che hanno il ruolo di sensibilizzare le imprese e stimolare la domanda di innovazione. Da agosto 2018 molti settori della meccanica saranno sottoposti agli obblighi Raee. Confindustria

ha avviato un tavolo di confronto. I temi legati ai rifiuti sono strategici per il paese e per la manifattura: economia circolare, riutilizzo, fine vita dei prodotti. Come le nuove responsabilità estese ai produttori da impegno possono divenire opportunità? Come si sta preparando il sistema? L’industria italiana guarda ormai da tempo al tema della sostenibilità come a un’opportunità piuttosto che a un vincolo alla crescita. Per l’industria gestire i residui di produzione come sottoprodotti ovvero riciclare e recuperare rifiuti rappresenta un elemento di competitività, poiché consente di abbattere i costi di smaltimento dei rifiuti e di approvvigionamento di materia prima. Il sistema continuerà ad investire in tecnologie in grado di raggiungere sempre più tali obiettivi e nella creazione di mercati, anche organizzati per filiere in una logica di simbiosi industriale, che assicurino l’effettivo reimpiego dei materiali. Come le aziende possono contribuire al miglioramento della qualità dell’aria? Non solo a livello di emissioni ma anche come prodotti ad alta efficienza energetica ad uso domestico e professionale? Come il sistema può contribuire a una nuova cultura ambientale?

I processi di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni sono visti dalle aziende come un’opportunità per innovare, ma per cogliere queste opportunità il contesto regolatorio deve sostenere questo percorso

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Il tema della qualità dell’aria è imprescindibile da quello dell’innovazione tecnologica. Ad esempio, i processi di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni devono essere visti dalle aziende come un’opportunità per innovare i propri prodotti, con benefici sia per il consumatore finale sia, ovviamente, per l’ambiente. Il sistema è già improntato e orientato verso un approccio di costante aggiornamento tecnologico della propria offerta, ma per cogliere appieno queste opportunità bisogna che il contesto regolatorio accompagni gradualmente e sostenga questo percorso.

la priorità delle imprese che hanno bisogno di un orizzonte di medio termine per valutare e programmare gli investimenti. Inoltre, è stata sottolineata la necessità di pensare anche a strumenti che accompagnino l’impresa nella trasformazione digitale: industria 4.0 va ben oltre l’acquisto di un macchinario e coinvolge tutti i processi aziendali e ciò richiede meccanismi diversi di incentivazione. Tra le priorità da affrontare è stata indicata anche la formazione e la creazione di competenze specifiche sulle tecnologie 4.0, quali elementi imprescindibili per innovare in chiave 4.0.

All’interno della Federazione ci sono alcune associazioni molto coinvolte nel delineamento della Sen, Strategia energetica nazionale, per la quale l’Italia si impegna a raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica. Quali possono essere i prossimi passi, di concerto con il governo e l’Unione europea, per raggiungere effettivamente questi obiettivi? Quanto crede possano influire gli incentivi a cui abbiamo tanto collaborato perché fossero introdotti nella legge di Bilancio? Il nostro paese, anche attraverso la Sen, prosegue il suo percorso di raggiungimento di obiettivi europei e nazionali di sicurezza e sostenibilità, confermando ancora una volta la centralità dell’efficienza energetica. Il settore industriale ha storicamente contribuito in modo importante alla riduzione dei consumi e continuerà a dare un forte impulso in innovazione. Per questo motivo si dovranno focalizzare gli sforzi sugli altri settori: edilizia e trasporti. È importante agire su più fronti revisionando innanzitutto l’attuale sistema incentivante dei certificati bianchi riportandolo al ruolo di meccanismo premiante i risparmi effettivi nell’industria. Nel settore dell’edilizia ben vengano le novità della legge di Bilancio 2018, con l’inclusione delle case popolari nel sistema di detrazioni e la possibilità di cessione del credito. Infine, occorre prevedere interventi mirati e sistemi incentivanti per la mobilità sostenibile.

Energia e circular economy sono due temi emersi costantemente in tutte le tappe preparatorie delle Assise. Quali questioni, in particolare, sono state sollevate dalle imprese e quali sono le proposte presentate dalle imprese? In tema di economia circolare, le imprese hanno segnalato le numerose criticità della normativa ambientale, che spesso disincentiva gli investimenti in materia. Abbiamo norme frutto di un approccio restrittivo basato il più delle volte sul pregiudizio nei confronti delle imprese o su una scarsa conoscenza delle tecnologie esistenti. Servono invece regole chiare e semplici, che stabiliscano con certezza le condotte da adottare, i valori e le condizioni da rispettare, in modo che sia le imprese che gli enti di controllo possano implementarle correttamente.

Per preparare le Assise di Confindustria, importante momento di incontro e riflessione dell’intero Sistema, ci sono stati molti incontri sul territorio e industria 4.0 è stato uno dei temi emersi nel confronto con le imprese. Quali sono gli input e le considerazioni degli imprenditori su questo argomento? La continuità del Piano Nazionale Industria 4.0, anche a prescindere dagli esiti delle elezioni, è sicuramente

ll settore industriale ha contribuito alla riduzione dei consumi, ora è importante revisionare il sistema dei certificati bianchi riportandolo al ruolo di meccanismo premiante

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LA LEGGENDA CONTINUA UN SECOLO DI INNOVAZIONE Una Storia d’Eccellenza che dura 100 anni Una Passione Familiare per l’Innovazione e la Creatività Il Desiderio di Qualità e Standard Elevati La Missione di Crescere sul mercato ed Essere un Riferimento per il settore

I Compressori Transcritici DORIN sono il risultato di una ricerca tecnologica iniziata nel 1991. Dopo quasi 30 anni di esperienza, con più di 35000 compressori funzionanti sul mercato, la SERIE CD rappresenta una pietra miliare per il mercato della refrigerazione

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EFFICIENZA&ENERGIA

Il dragone verde Interviste a Paolo Arrighetti di Ansaldo Energia, Sara Vincenzi di Baltur, e Filippo Pancolini di Cib Unigas

di Laura Aldorisio

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Meno carbone, più rinnovabili. La Cina dice stop alla costruzione di un centinaio di centrali a carbone mentre dà il via all’installazione di impianti a energia rinnovabile. Lo scorso dicembre il governo ha pubblicato una tabella di marcia serrata per il sistema nazionale di scambio di emissioni di carbonio (Ets). E dal primo gennaio è stata introdotta la nuova tassa sull’ambiente per aziende e privati. L’obiettivo è mobilitare gli investimenti e le tecnologie per ridurre le emissioni di carbonio. L’impegno verde della Cina per le aziende italiane significa export, innovazione, crescita. 27 | GENNAIO FEBBRAIO 2018


Ansaldo Energia

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Risponde Paolo Arrighetti, responsabile di Ansaldo Energia per la cooperazione strategica con Shanghai Electric La partnership strategica con Shanghai Electric ha rappresentato in questi anni per Ansaldo Energia un’opportunità unica per la vendita dei prodotti “made in Italy” in uno dei mercati più significativi e promettenti a livello mondiale nel settore della “Power Generation”. La sola Cina corrisponde a quasi il 20% del mercato globale per la produzione di energia elettrica attraverso l’utilizzo della tecnologia delle turbine a gas. La partnership con Shanghai Electric ha apportato un contributo positivo al business di Ansaldo Energia. Basti pensare che dall’ingresso di Shanghai Electric nel capitale di Ansaldo Energia con una quota del 40%, avvenuto nel 2014, Ansaldo Energia ha registrato un valore complessivo degli ordini verso la Cina per oltre 300 milioni di euro. Il mercato cinese, da sempre visto come il primo attore dell’inquinamento, sta mettendo al centro della sua politica anche l’attenzione all’ambiente. Ansaldo conferma questo trend? Questo cosa significa a livello di ordini e commesse? La Cina è paragonabile a un gigante in continuo e veloce cambiamento. Senza dubbio la sua rapida crescita economica registrata negli ultimi 40 anni senza battute d’arresto, ha comportato un prezzo importante da pagare in termini di inquinamento ambientale. Questo aspetto negli ultimi anni è stato preso in seria considerazione dal governo cinese, che ha adottato misure molto restrittive sulle fonti e tecnologie più inquinanti finora utilizzate per fronteggiare la domanda elettrica del Paese. Molti impianti a carbone o olio combustibile sono stati chiusi e altri nuovi non sono stati autorizzati proprio per evitare di compromettere ulteriormente la qualità dell’aria in città ed aree densamente popolate. Sono state inoltre promosse politiche mirate all’utilizzo di fonti rinnovabili ed investimenti in impianti di produzione da fonte fossile a maggiore efficienza. Seppure la Cina stia traslando gradatamente verso una economia maggiormente orientata ai servizi, la domanda di energia resterà elevata. Il Paese ancora fortemente legato alla sua industria pesante e manifatturiera, che rappresenta ancora il 50% dei consumi elettrici totali. In questo contesto la produzione di energia attraverso impianti che utilizzano la tecnologia avanzata delle turbine a gas di Ansaldo Energia rispondono ai principali requisiti del

mercato prospettico cinese, ovvero: un basso impatto a livello di inquinamento ambientale ed una elevata affidabilità e efficienza degli impianti a ciclo combinato. Tali impianti consentono infatti di recuperare il calore dei gas esausti della turbina a gas, per produrre ulteriore vapore in grado sia di generare altra produzione elettrica, ma soprattutto di fare fronte, nel caso della Cina, alla grande richiesta di vapore o calore richiesto nei processi produttivi dell’industria del paese o per teleriscaldamento dei distretti urbani. Tale prospettiva posiziona Ansaldo Energia come uno degli attori principali di questo mercato, in particolare attraverso la vendita di turbine di ultimissime generazione, le cosiddette turbine a gas di “classe H”, caratterizzate da rendimenti, potenze e flessibilità operative molto elevate e impatti ambientali contenuti per rispondere alle esigenze del futuro in cui la Cina gioca un ruolo fondamentale. One Belt & One Road è la nuova Via della Seta: che vantaggio potrebbe essere per il commercio internazionale? Come Ansaldo coopera a questo progetto? Nelle politica di espansione e apertura verso il mercato globale, il governo cinese negli ultimi anni sta implementando una politica di collaborazione sia verso i paesi limitrofi sia verso l’Europa, quasi ripercorrendo a ritroso l’antica via della seta per creare nuove opportunità di scambio commerciale e soprattutto collocare le abbondanti disponibilità finanziarie generate dal loro mercato interno. Le opportunità create sul mercato della Power Generation si sostanziano per Ansaldo Energia in possibilità di forniture di propri prodotti in iniziative sviluppate da investitori o gruppi cinesi per la creazione di nuovi impianti di produzione elettrica in altri paesi. Spesso tali investimenti sono preceduti da accordi intergovernativi ed agevolati dal sistema bancario cinese. Che cosa prevedono gli accordi di cooperazione con la Cina? Gli accordi tra Ansaldo Energia e Shanghai Electric non si limitano ad accordi di natura commerciale, bensì ad una più profonda alleanza strategica a livello societario e industriale. Ansaldo Energia (partecipata al 60% da CDP Equity, gruppo Cassa Depositi e Prestiti, e al 40% da Shanghai Electric), ha costituito due Joint Ventures a Shanghai in Cina partecipate da Ansaldo Energia. Tramite accordi di licenza sono trasferite conoscenze che creano le basi per un ampio spettro di collaborazione tecnica e commerciale. La localizzazione di parte della

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produzione e soprattutto la creazione di competenze locali qualificate per i clienti cinesi è un elemento chiave per potere essere ritenuti nel lungo periodo affidabili e competitivi.

Risponde Sara Vincenzi, Burners Division Sales Director Baltur. La Cina è un mercato che cresce a doppia cifra per l’azienda ferrarese Baltur che produce caldaie e bruciatori industriali. Il mercato cinese, da sempre visto come il primo attore dell’inquinamento, sta mettendo al centro della sua politica anche l’attenzione all’ambiente. Baltur conferma questo trend? Questo cosa significa a livello di ordini e commesse? Sì, Baltur conferma questa inversione di rotta. Il problema dell’inquinamento è diventato uno dei punti cruciali nell’agenda del governo di Pechino e rappresenta oggi un elemento essenziale di consenso politico. Il governo è intervenuto su più fronti, in particolare su quello normativo con restrizioni molte severe sul fronte delle emissioni, in molti casi ponendo limiti che sono ancor più restrittivi di quelli vigenti oggi in Europa. A livel-

lo di ordini e commesse significa un incremento della domanda di tecnologia pulita e richiesta di prodotti sempre più performanti ed efficienti a livello di consumi energetici. Questo rappresenta per le aziende anche una sfida importante a un continuo rinnovamento della propria gamma prodotti. Quali sono le difficoltà del mercato cinese? E quali i vantaggi? Il mercato cinese è un mercato estremamente complesso e competitivo, con dinamiche per molti aspetti ormai simili a quelle di un mercato maturo in un contesto dove le norme sono soggette a cambiamenti drastici e repentini che impongono a chi opera su quel mercato una straordinaria flessibilità e capacità di adattamento. Dieci anni fa ci si poteva permettere di sbarcare in Cina con un po’ di improvvisazione e creatività. Oggi chi non è sufficientemente strutturato fa fatica a trovare spazi in un mercato sempre più esigente e attento. È ormai un dato di fatto la consapevolezza dei cinesi del peso del loro paese nello scacchiere internazionale a livello politico, economico e sociale. Questo significa un “made in China” sempre più presente come protagonista qualitativo e non come seconda scelta. I vantaggi per chi li sa cogliere sono quelli di poter ottimizzare la propria capacità di innovazione attraverso economie di scala.

Baltur

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Cib Unigas

Si possono ancora considerare solo fornitori o sono divenuti partner? No, ormai non sono più solo fornitori né solo clienti. È necessario mettere in atto pratiche condivise di crescita, proprio perché su un mercato così vasto e complesso è necessario avere una visione a medio-lungo periodo. Non è sempre facile perché esiste innegabilmente una distanza prima di tutto culturale nel modo di fare business e di gestione di impresa. Ma quando funziona è sicuramente appagante.

Risponde Filippo Pancolini, Direttore generale Cib Unigas. Exploit dell’export verso la Cina negli ultimi cinque anni per l’azienda padovana Cib Unigas, che produce bruciatori. In particolare, lo scorso anno e quest’anno. Da due milioni di euro di scambi commerciali con la Cina, nel 2017 l’azienda ha raggiunto i 12 milioni. Le previsioni per il 2018 sono ancora più positive: si punta ai 15 milioni. Il mercato cinese, da sempre visto come il primo attore dell’inquinamento, sta mettendo al centro della sua politica anche l’attenzione all’ambiente. Cib Unigas conferma questo trend? Questo cosa significa a livello di ordini e commesse? Siamo partiti con una società controllata al 100% a Guangdong e stiamo pensando di spostarci a Shangai. Attualmente l’attenzione è rivolta a Pechino, che fa da traino in merito alle emissioni per le nuove centrali ter-

miche a gas. Abbiamo registrato una forte crescita degli ordinativi dovuta alla normativa applicata dall’aprile dello scorso anno relativo alle emissioni il cui limite è inferiore anche rispetto agli standard europei. Il Paese sta traghettando le sue abitudini dal carbone al gas. La normativa, che potrebbe essere una barriera all’entrata, è un’opportunità incredibile. Con il nostro dipartimento di ricerca e sviluppo siamo riusciti a inserirci in tempo con grandissima flessibilità. A marzo avevamo la prima bozza della tecnologia che avremmo potuto esportare perché rispettava gli obiettivi cinesi. A luglio abbiamo consegnato i primi prodotti. I nuovi limiti imposti dal colosso asiatico aprono una nuova prospettiva. Anche il vecchio continente si adatterà presto. E noi saremo pronti. Quali sono le difficoltà del mercato cinese? E quali i vantaggi? Prima nel 2013 avevamo un distributore esclusivo con cui abbiamo chiuso il rapporto. Avevamo la necessità di controllare in prima persona il mercato. Non produciamo in Cina, ma sempre e solo in Italia. L’80% dei bruciatori che vendiamo sono di grosse potenze e di grandi dimensioni. La difficoltà di trovare distretti cinesi in grado di fornirci tutti i materiali di qualità è molto alta. Rimane molto faticoso tenere il ritmo delle spedizioni. Per arrivare a Guangzhou, che è sul mare, preventiviamo giorni di trasporto via nave. Abbiamo un magazzino di una certa rilevanza per i bruciatori industriali. Un giorno potremo considerare di aprire un’attività anche lì in loco, non lo escludiamo, visto l’incremento forte. Il portafoglio ordini che abbiamo per i prossimi due anni e mezzo è pari al fatturato dell’anno scorso.

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EFFICIENZA&ENERGIA

Riscaldare case e uffici, ora l’eco-bonus vale anche per le tecnologie ibride In un’unica macchina le migliori prestazioni di una caldaia a condensazione, e di una pompa di calore. La legge di bilancio introduce la detrazione del 65% di Carlo Fumagalli

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M

ilano, una residenza di 100 metri quadri, una caldaia tradizionale comprata 15 anni fa. Con un investimento di circa 3000 euro (al netto degli incentivi) per sostituire il generatore con una soluzione ibrida, si possono risparmiare 1000 euro ogni anno in bolletta: in tre anni è ammortizzato. «E non dimentichiamo il valore non monetizzabile del comfort indoor e della salubrità dell’uomo e dell’ambiente» dicono da Assotermica, che in Anima Confindustria rappresenta i produttori di impianti termici, e che a Mostra Convegno Expocomfort presenta una nuova edizione del manuale dedicato al ruolo dei sistemi ibridi nella transizione energetica attuale, arricchito di casi applicativi. Insomma, che sia per un’abitazione o per gli uffici di un’azienda, la tecnologia ibrida si configura come soluzione efficiente per il riscaldamento degli ambienti e la generazione di acqua calda sanitaria. Il sistema unisce in un’unica macchina le migliori prestazioni di un una caldaia a condensazione, e di una pompa di calore. Tecnologia elettrica e tecnologia a gas vengono così gestite da un’unica intelligenza, in modo da unirne i pregi e compensarne le criticità, come la gestione dei picchi di bassa temperatura o il dimensionamento. Un eco-bonus per le tecnologie intelligenti L’efficacia dell’ibrido è riconosciuta – ed è una novità di quest’anno – dalla nuova legge di bilancio. La norma introduce infatti la detrazione del 65% per i sistemi ibridi costituiti da pompa di calore e caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro. Un risultato non scontato per la mec-


Non solo riqualificazione: la tecnologia ibrida su una nuova costruzione è una risposta agli obblighi europei riguardanti la diffusione degli edifici a energia quasi zero canica, visto che già da tempo – come ha spiegato il presidente di Assotermica Alberto Montanini – si ventilava l’ipotesi di un taglio dell’ecobonus anche per le caldaie a condensazione (poi rimasto inalterato per gli apparecchi di classe A con sistemi di termoregolazione evoluti). Il percorso che ha portato alla valorizzazione dell’ibrido è durato molti mesi, nei quali l’associazione ha lavorato insieme all’Enea, il ministero dello Sviluppo economico, il ministero dell’Ambiente, e il Gse, che per primo ne aveva riconosciuto i benefici in termine di efficienza con l’inserimento della tecnologia fra i beni incentivati dal Conto termico. Oggi la tecnologia è inserita anche nell’ambito della Strategia energetica nazionale, e acquisisce così un ruolo importante nel quadro delle politiche italiane ed europee in ottica di decarbonizzazione e qualità dell’aria. Mercato Italia in crescita In Europa il mercato italiano ha il tasso di crescita più alto. E secondo l’ufficio studi Anima Confindustria le vendite sono salite del 35% rispetto al 2015. Il dato si spiega in parte considerando lo stock edilizio del nostro paese: quasi 54 milioni di unità secondo i dati del Cresme, di cui l’82% è riferito al settore residenziale. Il

combustibile più utilizzato? Il gas. L’ibrido può trovare facilmente collocazione, grazie anche alle dimensioni ridotte, nell’ambito di una riqualificazione edilizia di uno stabile costruito 50 anni fa.

Ma non solo riefficientamento: la tecnologia ibrida, se applicata a una nuova costruzione, si presenta come una risposta agli obblighi europei riguardanti la diffusione degli n-zeb (nearly zero energy building). Il comparto produttivo italiano, inoltre, compete con i livelli registrati dalla Germania. La sfida dei produttori? Probabilmente le novità saranno sempre di più rivolte a una maggiore integrazione fra dispositivi e un’interfaccia per l’utente con funzionalità evolute. Mentre in futuro, oltre all’unione di caldaia a condensazione e pompa di calore, una soluzione ibrida potrebbe estendersi anche a fonti quali il solare termico o i biocombustibili.

Sostenibilità economica e ambientale, simulazioni tecniche nel nuovo manuale dedicato ai sistemi ibridi La transizione energetica ed il ruolo dei sistemi tecnologici ibridi. è la nuova edizione del manuale dedicado ai sistemi ibridi. Si inserisce nel progetto Assotermica Academy rivolto alla formazione dei professionisti e alla diffusione di conoscenze sulle nuove tecnologie per il riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria. Il volume illustra il punto d’arrivo delle strategie europee, attraverso il Clean Energy Package, un pacchetto di misure politiche con il quale la Commissione europea intende, oggi, conferire all’Unione europea il ruolo di leadership nel processo di decarbonizzazione. Con uno sguardo alla Sen, la Strategia energetica nazionale, è stata posta l’attenzione sugli obiettivi 2030 in materia di efficienza energetica, fonti rinnovabili e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Nella seconda parte, il manuale descrive il sistema ibrido nelle sue componenti fisiche, logiche di funzionamento, livelli energetici di prestazione, salvaguardando gli aspetti normativi e di sicurezza. A completare la descrizione della tecnologia, una serie di simulazioni misurano la sostenibilità economica, energetica ed ambientale.

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ASSOCIAZIONE ITALIANA PRODUTTORI POMPE

ASSOCIAZIONE ITALIANA COSTRUTTORI VALVOLE E RUBINETTERIA

ASSOCIAZIONE COSTRUTTORI E DISTRIBUTORI DI APPARECCHIATURE A GAS PER LA CLIMATIZZAZIONE

ASSOCIAZIONE NAZIONALE AZIENDE SICUREZZA E ANTINCENDIO

ANIMA Lounge Reception Pad. 14-18

TECNOLOGIE PER UN FUTURO SOSTENIBILE. #animasostenibile

wwww.anima.it


Qualità dell’aria, acqua ed efficienza energetica I temi da tenere d’occhio nell’Anima Lounge a MCE 2018

A

nima Confindustria sarà presente con associazioni del comparto a Mce - Mostra Convegno Expocomfort, la biennale dedicata all’impiantistica civile e industriale, alla climatizzazione e alle energie rinnovabili, in calendario dal 13 al 16 marzo in Fiera Milano Rho. Undici le associazioni coinvolte nell’ambito della meccanica varia: Acism, Aqua Italia, Assoclima, Assofoodtec - Costruttori impianti frigoriferi, Assopompe, Assotermica, Avr, Climgas, Italcogen, Ucc e Uman. Anima organizza uno spazio di 400 metri quadrati nella reception dei Padiglioni 14-18 per sviluppare momenti di aggior-

namento, interazione e formazione di professionisti, media e imprenditori del settore. Uno spazio B2B Internazionale che ospiterà delegati di 15 paesi diversi grazie all’azione di Ice - Italian Trade Agency e del ministero dello Sviluppo economico. Il calendario di iniziative che animerà gli spazi della nuova lounge – lo pubblichiamo a pagina 26 – segue i temi più attuali del momento: fra qualità dell’aria ed efficienza energetica legate al mondo del comfort. Anche il partner Icim sarà presente negli spazi con una presentazione dei servizi legati alla certificazione per le aziende del settore.

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� Conto Termico: snellimento delle procedure per l’accesso a Catalogo e tempi di risposta più rapidi da parte del Gse � Tutela della qualità dell’aria: attivazione di tavoli di confronto con le Regioni per il coordinamento di manutenzione degli impianti e rinnovo del parco installato.

APPARECCHI DI RISCALDAMENTO � Revisione degli obblighi di utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici nuovi e ristrutturati � Etichettatura energetica degli apparecchi di riscaldamento installati nel corso delle manutenzioni obbligatorie.

GAS REFRIGERANTI � Gas refrigeranti per la climatizzazione: lavori con il ministero dello Sviluppo economico per un confronto con i distributori italiani � Aggiornamento normativa antincendio per l’impiego di refrigeranti a basso Gwp.

TECNOLOGIE PER L’ACQUA � Prevenzione e il controllo della legionellosi con il ministero della Salute � Aperte le revisioni della Direttiva Acqua Potabile 98/83/CE e del DM 174/2004 � Ribadire in sede normativa l’importanza della manutenzione periodica ed efficienza degli impianti termici e della sorveglianza di mercato.

TRATTAMENTO DELL’ACQUA � Monitoraggio telematico dei prelievi presso i chioschi dell’acqua � Inclusione delle tecnologie per il risparmio idrico nel piano Industria 4.0. � Chiarimenti a livello ministeriale su parametri di durezza dell’acqua e sul trattamento dell’acqua per gli impianti termici dedicati alla climatizzazione invernale.

MCE 2018 | 13-16 MARZO | RECEPTION PAD. 14-18 | CALENDARIO ANIMA “IN LOUNGE” E “FUORI L0UNGE”

INCENTIVI E AMBIENTE

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MARTEDÌ 13 MARZO Evento Inaugurale MCE 11.30-13.00 - Mondo 4.0 presentazione del quarto “Rapporto Congiunturale e Previsionale sul Mercato dell’Installazione degli Impianti in Italia” realizzato da Cresme. Centro Congressi Stella Polare Sala Martini CONSORZIO ECOPED e RIDOMUS 13.30-15.00 “RAEE Professionali Agosto 2018: cosa cambia nella gestione dei climatizzatori a fine vita”. ICIM 14.00-14.30 Piano Industria 4.0: un anno di esperienze e nuove opportunità dalla legge finanziaria 2018. EUROVENT 14.30-15.30 (in Inglese) NEx: Nature of Excellence - The new certification standard for top rated Air Handling Units. EXPORT OPPORTUNITIES FOR HVAC+R 16.30-17.00

mercoledì 14 MARZO ASSOCLIMA 10.00-11.30 Presentazione indagine dati statistici sul mercato dei componenti per impianti di condizionamento dell’aria. Risultati anno 2017. ICIM 10.00-13.00 Convegno “Imprese e Mercati. Evolu-


zione o Rivoluzione?” Ambiente, acqua, energia e Industria 4.0: le nuove regole del gioco. Centro Congressi Stella Polare. Sala Libra - Segue Buffet Lunch EUROVENT 12.00-13.00 (in Inglese) The evolution of Heat Pump certification. ASSOFOODTEC/Frigoriferi 14.00-15.00 Presentazione seconda edizione studio settoriale refrigerazione commerciale. ASSOPOMPE 15.00-16.00 L’Ecodesign nel settore pompe: regolamentazione attuale e futura. Focus sulle pompe sommerse. FORMAZIONE ANIMA 16.00-16.30 Sicurezza di prodotto - Direttive EU: Direttiva Macchine, Bassa Tensione, ATEX e PED. EXPORT OPPORTUNITIES FOR HVAC+R 16.30-17.00

manuale sui sistemi ibridi.

VENERDÌ 16 MARZO

ICIM 12.30-13.00 La certificazione HP Keymark: un passaporto per i mercati europei.

SEMINARIO CONCLUSIVO MCE

ASSOTERMICA

Efficienza e innovazione energetica nella Grande Distribuzione Organizzata. Centro Congressi Stella Polare Sala Aries

14.00-15.00 Conferenza Stampa Protocollo volontario sorveglianza di mercato. ASSOCLIMA con CENTRO STUDI GALILEO

ASSOTERMICA e CIG

14.00-18.30

Convegno sulla norma UNI 10845 “Modalità di scarico fumi da caldaia a gas”. Centro Congressi Stella Polare Sala Aquarius

Convegno Europeo “Il passaggio ai refrigeranti alternativi: impatto su nuovi e vecchi impianti”. Le Ultime Tecnologie nel condizionamento e nella refrigerazione; Sistemi, Attrezzatura, Componenti, Formazione e Certificazione; Il Phase Down. Centro Congressi Stella Polare Sala Sagittarius.

Certificazione dei materiali a contatto con l’acqua potabile: garanzia per la sicurezza e il rispetto dei requisiti obbligatori.

ICIM 14.00-15.00

16.00-16.30

Le nuove competenze dell’installatore per l’utilizzo dei gas fluorurati.

16.30-18.30

Competere nel mercato globale.

“Comparto Acqua: nuovi incentivi e propensione al consumo 2018”

Presentazione aggiornamento del

ICIM

FORMAZIONE ANIMA

10.00-10.30

11.30-12.30

La nuova norma EN ISO 16890 Come selezionare filtri d’aria per la ventilazione generale .

Certificazione dei materiali a contatto con l’acqua potabile: garanzia per la sicurezza e il rispetto dei requisiti obbligatori.

AQUA ITALIA

ASSOTERMICA

11.00-12.00

15.00-16.00

GLOBE

L’Industria Italiana delle Pompe: il settore oggi e le sfide future nel mondo 4.0.

EUROVENT

12.00-13.00

Sicurezza di prodotto - Norme Italiane ed europee: norme UNI, CEI, EN.

10.30-11.30

10.00-13.00

ICIM

GIOVEDÌ 15 MARZO

ASSOPOMPE

10.00-12.30

Ore 16:30: Incentivi fiscali e nuova legge di bilancio: il trattamento acqua per il miglioramento dell’efficienza energetica e termica degli impianti. Ore 17:30: Indagine 2018 sulla propensione al consumo di acqua del rubinetto, trattata e non, in Italia. Ore 18:00: Aqua Italia compie 40 anni.

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CLIMGAS 15.00-16.00 - Tecnologie per l’ambiente. FORMAZIONE ANIMA 16.00-16.30 Sicurezza di prodotto - Norme USA: UL e NSF. EXPORT OPPORTUNITIES FOR HVAC+R 16.30-17.00 Delegazioni di buyer esteri saranno presenti per incontri B2B nello spazio Showroom Anima/Ice. Formazione Anima: si terranno in Anima lounge una serie di Incontri Tecnici “one to one” di approfondimento.


SICU REZZ AMB TE l’industria meccanica 713 | 38


ZA E IEN39 | GENNAIO FEBBRAIO 2018


SICUREZZA&AMBIENTE

Il solstizio elettrico Da agosto una rivoluzione ecologica: per il Raee professionale si tratterĂ non solo di vendere la merce, ma di programmarne il ritiro di Laura Aldorisio

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I

l 14 agosto entra in vigore l’open scope. Il nome sintetico fa riferimento al decreto legislativo 49/2014, che amplia le categorie di prodotti funzionanti con la corrente elettrica, con il quale l’Italia ha recepito la direttiva Weee, nata nel 2002 e aggiornata nel 2012. Sono più comunemente riconoscibili come soggetti alla normativa europea sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, Raee. Saranno i produttori a dover rispettare i nuovi obblighi. Per produttore si intende: chi produce, vende o immette per primo (marchio proprio); chi importa apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori Italia e le rivende; chi immette in Italia apparecchiature elettriche ed elettroniche direttamente al consumatore. Produce e/o vende e/o immette per primo MARCHIO PROPRIO

La scadenza è prossima ed è bene arrivare puntuali, essere preparati. In questo articolo facciamo ordine tra cavilli, novità e gestione dei costi guidati dai consorzi Ecoped e Ridomus. È una modifica rivoluzionaria. Fino ad agosto 2018, se tutto quel che ha bisogno dell’elettricità non rientra in una delle dieci categorie individuate dalla normativa vigente, è da non considerarsi Raee. La nuova norma dichiara che, laddove non siano esplicitamente esclusi dal campo di applicazione, il componente o l’apparecchiatura sono a tutti gli effetti dei Raee. Dalle biciclette elettroniche ai cablaggi. Si ragiona a inclusione e non più a esclusione.

dell’anno si calcola il momento nel quale l’estrazione di materie prime è superiore alla disponibilità effettiva che la Terra può sostenere. Nel 2017 questo termine ultimo è stato registrato il 2 agosto. Da quella data in poi abbiamo fatto violenza alla reale condizione del pianeta. Si è ormai certi che entro il 2030 alcuni elementi che costituiscono le apparecchiature elettriche non saranno più sufficienti a soddisfare le esigenze crescenti del mercato. Per questo, il riciclo di alcuni elementi di tali prodotti è entrato a far parte della norma tanto ne si riconosce la necessità».

Chi è implicato nell’open scope? Quali sono le tecnologie dell’industria meccanica impattate? � Tecnologie per riscaldamento e climatizzazione � Materiale elettrico da installazione � Motori elettrici

Tutte le apparecchiature che per un corretto funzionamento necessitano di corrente elettrica. Restano escluse le Aee militari e le grandi apparecchiature, ove per grandi si intende le apparecchiature che occupano uno spazio più grande di un container di 20 piedi o superano 375 kw di potenza assorbita.

� Trasformatori � Generatori Importa AEE da FUORI ITALIA e la rivende

� Cogeneratori � Casseforti � Trattamento acque � Serrature elettriche � Pompe

Immette AEE in Italia direttamente al consumatore (nomina di un rappresentante autorizzato AEE)

� Rubinetteria � Infissi motorizzati Qual è la ragione dell’open scope? «È la possibilità concreta per salvaguardare l’ambiente» dice Giuliano Maddalena, direttore di Ecoped e Ridomus, «Oggi c’è un problema oggettivo di risorse naturali. Nel corso

Chi sono i produttori di Raee

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Quali sono gli obblighi dei produttori? «Se oggi vengono immesse in un anno 800mila tonnellate di Aee, da agosto se ne sommerà una cifra pari a 500mila tonnellate. È uno stravolgimento. A livello domestico Raee la logistica del recupero del rifiuto e del suo smaltimento non subirà variazioni importanti. Per il Raee professionale si tratterà non solo di vendere la merce, ma di programmarne il ritiro. Ecoped e Ridomus hanno avviato uno studio, che verrà pubblicato nel mese di marzo, relativo alla gestione del fine vita del Raee professionale», aggiunge il direttore Maddalena.


1. Iscriversi al Registro A.E.E. e dichiarare l’immesso annuale sul mercato 2. Riportare sulle fatture il numero di iscrizioni al Registro

3. Apporre marchio e simbolo del «cassonetto barrato» 4. Organizzare la raccolta in tutta Italia (Sistema individuale/collettivo) •Garantire il recupero del 7585% •Affidare i rifiuti ad impianti con trattamento adeguato

Come funzionano la gestione e il finanziamento dei Raee professionali? In Italia sono presenti i sistemi collettivi di raccolta: si tratta di aziende private in forma consortile che garantiscono il servizio di raccolta e smaltimento. L’obiettivo è mettere a fattore comune i costi. Sono i produttori stessi che istituiscono questi sistemi collettivi. «I consorzi possono essere considerati l’ultimo reparto della vita dell’apparecchiatura: dopo la produzione e l’assistenza tecnica, ne completa il ciclo chi si occupa del suo recupero e smaltimento. Tale organizzazione permette alla filiera di produzione di organizzarsi al meglio trasformando in vantaggio un potenziale ostacolo», spiega Giuliano Maddalena. È anche fondamentale il ruolo delle associazioni di categoria che possono con-

durre una strategia di settore. La climatizzazione, ad esempio, ha un consorzio operativo specializzato in questo settore. Laddove non ci sia chiarezza sulla estensione normativa a una determinata tecnologia, interviene il comitato di vigilanza e di controllo, un ente che opera all’interno del ministero dell’Ambiente. Si esprime su proposte che vengono sottoposte alla sua attenzione. Ogni settore, attraverso l’intervento associativo, ha la possibilità di inviare un position paper così da aver voce. «I nostri consorzi dialogano con le associazioni della meccanica ed elettronica da oltre dieci anni. La loro esperienza può essere messa a servizio dei comparti che volessero inviare alla commissione i position paper», è l’invito del direttore Maddalena.

Gestione per singola apparecchiatura PRODUTTORE AEE PROFESSIONALE

AEE

UTENTE FINALE

5. Garantire il ritiro del rifiuto professionale (1:1 - 1:0) DICHIARAZIONE DI IMMESSO SUL MERCATO

RAEE

1:1 C’É UNA VECCHIA AEE EQUIVALENTE (RAEESTORICO)

1:0 DOPO L’UTILIZZO L’AEE VIENE DISMESSA (RAEE

L’UTENTE FINALE RICHIEDE AL PRODUTTORE IL RITIRO DEL RAEE PROFESSIONALE

Gli obblighi dei produttori di Raee

CALCOLO DEL COSTO PUNTUALE NECESSARIO

RITIRO DEI RAEE E TRASPORTO AI CENTRI DI TRATTAMENTO E RECUPERO

INTERVENTO DEL CONSORZIO PER IL RITIRO

Schema di gestione di una singola apparecchiatura

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Contenuto Redazionale

MOD.730: un benefit concreto ed economico. I falsi miti della precompilata e il rinnovato valore della “consulenza fiscale”

La dichiarazione precompilata messa a disposizione del contribuente direttamente dalla Agenzia delle entrate è una valida innovazione. Chi opta però per confermare o modificare on line (in autonomia) tale dichiarazione ne è responsabile diretto; ha l’obbligo di verifica della correttezza dei dati inseriti, delle eventuali contestazioni ricevute e del rapporto con i funzionari dell’amministrazione finanziaria. Affidarsi ad un Caf per il proprio 730 e/o Modello Redditi non è qualcosa di “superato”; al contrario permette al contribuente di guadagnare tempo e acquisire una maggiore “tranquillità”. Ma c’è qualcosa di più… Assocaaf Spa, il Caf delle imprese – garantisce la professionalità e la perfetta conoscenza delle norme di applicazione. Nato nel 1993 dalle associazioni confindustriali lombarde, ancora oggi socie, da associazioni di categoria nazionali e da alcune multinazionali, raggruppa servizi dedicati ai dipendenti delle aziende: mod.730, mod. Redditi (ex Unico), quadri aggiuntivi (per investimenti ed attività finanziarie all’estero), pratiche successorie, gestione contratti di locazione e relative imposte, adempimenti per lavoro domestico, ISEE. Assocaaf mette a disposizione un servizio di “valore” grazie ad una assistenza fiscale completa, continuativa e flessibile. Oggi operare con Assocaaf consente di disporre di ben più di un servizio fiscale; c’è un intero pacchetto di attività che completa i “servizi alla persona”.

Grazie alla sensibilità maturata verso le imprese, Assocaaf è in grado di erogare i suoi servizi con modalità diverse; dalla presenza in azienda con operatori dedicati al servizio on line, con tariffe particolarmente competitive nell’ottica di un “welfare” reale, concreto e necessario. Ma non solo servizi alla persona. Anche servizi fiscali qualificati e strettamente collegati all’attività d’impresa: certificazioni fiscali che necessitano visto di conformità ai fini delle imposte sui redditi e sull’Iva, Mod.770, Unico società di persone e di capitali, gestione 730/4 telematico e assistenza fiscale nella gestione espatriati/impatriati. Oltre ai suoi centri operativi in Lombardia è in grado di sviluppare il servizio su tutto il territorio nazionale. Un “fiore all’occhiello” del sistema confindustriale in grado di evolvere i propri servizi in un’assistenza fiscale moderna in un mercato del lavoro sempre più flessibile ed internazionale.

Per contatti: Assocaaf Spa Piazza Diaz 6 - Milano 02.58436896 info@assocaaf.it www.assocaaf.it


MOCA: la certificazione di materiali e oggetti a contatto con alimenti

SICUREZZA&AMBIENTE

Una garanzia per la sicurezza e rispetto dei requisiti obbligatori di Mara Rossi

Operare in conformità alla normativa vigente e nel rispetto di requisiti obbligatori è un’esigenza primaria sia per i produttori di contenitori, avvolgenti e imballaggi destinati al contatto con gli alimenti, sia per realtà che interagiscono con l’intera filiera alimentare.

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Dall’entrata in vigore, lo scorso aprile, del decreto 29/2017 che impartisce le sanzioni – fino a 80.000 euro – per le violazioni della normativa europea sui materiali, componenti e oggetti destinati al contatto con gli alimenti, il tema della certificazione Moca (materiali e oggetti a contatto alimentare) è di grande attualità. Parallelamente, sono in aumento le allerte sanitarie causate da cessioni e migrazioni di sostanze e componenti dei materiali che costituiscono i Moca, che sono passate dal 18% del biennio 2015-2016 al 25% nel 2017*. Quella di voler operare in conformità all’articolata normativa vigente e nel rispetto di requisiti obbligatori, è dunque un’esigenza primaria sia per i produttori di contenitori, avvolgenti e imballaggi destinati al contatto con gli alimenti, sia e soprattutto per realtà che interagiscono con l’intera filiera alimentare. Parliamo delle aziende e delle imprese che producono macchinari e apparecchiature per la lavorazione, la preparazione, la conservazione e la somministrazione di cibi e bevande, nonché silos, cisterne, serbatoi, stoviglie, utensili e attrezzi di vario tipo, vending machine, imballaggi per alimenti, ecc. Rientrano nei Moca anche materiali e oggetti a contatto con l’acqua per il consumo umano (post punto di erogazione), materiali e oggetti “attivi” che prolungano conservabilità o migliorano le condizioni dei prodotti imballati (come foglietti assorbenti del liquido di carne/pesce, materiale assorbi-etilene, prodotto per la maturazione della frutta, ecc.), materiali e oggetti “intelligenti’ che controllano le condizioni del prodotto imballato e del suo ambiente (come adesivi termo-temperatori, indicatori di sviluppo microbico, ecc.). Un mondo produttivo che include


imprese di ogni dimensione, con una vasta ed eterogenea tipologia di prodotti soggetti a norme basate sulla necessità di evitare che i Moca costituiscano un pericolo per la salute umana. Non è sempre facile capire come operare in sicurezza La normativa che regolamenta i Moca è molto varia, vasta e in continua evoluzione, e non esiste un unico corpus legislativo armonizzato. Oltre alle norme dei regolamenti europei CE 1935/2004, riguardanti i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentali, e CE 2023/2006 sulle buone pratiche di fabbricazione (Good Manufacturing Practices - Gmp) di tali materiali e oggetti, occorre attenersi anche alla legislazione specifica di dettaglio per i diversi materiali (plastica, cellulosa, ceramica, gomme, carta, vetro, acciaio, alluminio, ecc.). Un riferimento legislativo così articolato, porta inevitabilmente le aziende a non riuscire a identificare sempre nel modo corretto tutto quello che va fatto per essere in regola e per operare in sicurezza. Talvolta, infatti, si procede, in buona fede, compiendo una tantum le analisi di laboratorio per attestare la conformità Moca sul prodotto finito o su una campione di materiale. La corretta applicazione della normativa Moca deve tenere conto, invece, anche di tutte le fasi di lavorazione – Good Manufacturing Practices – ovvero della corretta applicazione delle regole di buona fabbricazione, che comprendono la tracciabilità (come previsto dalla CE 2023/2006), in modo da poter garantire che durante l’intero processo, dalla materia prima, al prodotto finito, fino allo stoccaggio, non intervengano mai comportamenti o elementi tali

da inficiare la qualità del prodotto. Come recita l’art 3 del CE 1935/2004, infatti, «i materiali e gli articoli destinati a venire a contatto con gli alimenti, sotto normali o forzate condizioni d’uso, non devono cedere all’alimento i loro costituenti in quantità tale da: costituire un pericolo per la salute umana; comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari; comportare un deterioramento delle caratteristiche organolettiche». Quattro regole a cui attenersi In sintesi la normativa Moca si fonda su quattro pilastri a cui le aziende devono attenersi: obbligo di disporre e operare secondo sistemi di assicurazione e controllo della qualità; redigere e fornire dichiarazioni di conformità dei Moca; etichettare e tracciare i prodotti (lungo tutta la filiera) e disporre di documentazione di supporto per garantire il rispetto della normativa di riferimento. Uno strumento per accompagnare le aziende in tutti questi passaggi è la Certificazione di prodotto Moca Icim, che dimostra, in modo inoppugnabile, il rispetto delle buone pratiche di fabbricazione e l’attuazione dei controlli di qualità sui prodotti e oggetti a contatto con alimenti. Seguire questo schema di certificazione significa avere un guida per tutte le disposizioni previste dalla normativa, e consente agli operatori del settore di poter dimostrare al mercato, grazie anche alle verifiche di un ente terzo indipendente, l’applicazione di buone pratiche di fabbricazione e il rispetto dei requisiti di sicurezza e conformità. Inoltre, la certificazione permette di far emergere l’azienda per serietà e affidabilità. Tra gli altri vantaggi dalla certificazione di prodotto Moca - Icim quello

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di elevare la conoscenza, la competenza e la consapevolezza del personale; mitigare i rischi legati a potenziali non conformità di processo/ prodotto con conseguenti ricadute sul brand aziendale e, infine, possibilità di tenere sotto controllo ed aggiornato il sistema procedurale aziendale in un’ottica di miglioramento continuo, grazie alle verifiche annuali di mantenimento della certificazione. Come avviene la certificazione Il percorso certificativo Moca - Icim parte da un’analisi documentale del processo produttivo e dei prodotti sottoposti a certificazione. Si procede, poi, con la valutazione dei materiali componenti il prodotto e con la verifica della conformità di tutte le sostanze utilizzate per la fabbricazione del prodotto e con la definizione del numero dei campioni da esaminare e dei parametri da analizzare. Attraverso l’audit in campo si effettua la valutazione della congruità dei processi produttivi specifici e il prelievo dei prodotti da testare (con successiva individuazione delle loro possibili cessioni attraverso i test di laboratorio). A valle dell’esito positivo delle risultanze dell’audit e dei test di laboratorio si procede con l’emissione del certificato che ha una validità di 5 anni (con sorveglianza e controlli a cadenza annuale). Obiettivo della Certificazione di prodotto Moca secondo lo schema Icim è quello di aiutare le aziende a diventare conformi, non solo per evitare le sanzioni, ma soprattutto per attestare la qualità dei loro prodotti e per porsi in modo distintivo sul mercato rispetto ai propri competitor. _____________ * dati RASFF – Food and Feed Safety Alerts


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OMANE E DUNE 47 | GENNAIO FEBBRAIO 2018


AUTOMAZIONE&PRODUZIONE

Nell’era del 3D è cambiato il modo di trattare le superfici L’additive manufacturing viene considerata come una delle tecniche più promettenti per il futuro dell’industria di produzione a livello globale. L’impiego sempre più diffuso di pezzi realizzati con questa tecnologia ha introdotto, però, oltre che notevoli vantaggi, anche alcune problematiche legate alla finitura delle superfici. Rösler ha affrontato e risolto queste difficoltà in modo da poter utilizzare al meglio questa nuova tecnologia in svariati campi applicativi di Michele Strozzi

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La classica granigliatrice che lavorava i pezzi alla rinfusa è stata sostituita da impianti in grado di monitorare, registrare e anche correggere in tempo reale i parametri del processo

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ebbene si tratti di una tecnologia che si sviluppa da più di trent’anni, solamente negli ultimi dieci l’additive manufacturing ha conosciuto una rapida ascesa legata sia al perfezionamento delle macchine presenti sul mercato, sia allo sviluppo di nuovi e più performanti materiali, ma, soprattutto, per la crescente necessità di diversi settori industriali, quali l’industria degli stampi, l’aerospace, l’automotive, il medicale, di poter disporre di pezzi unici, customizzati per il cliente, più leggeri e con geometrie complesse non ottenibili con le convenzionali tecnologie di produzione.

rugosità, differente rispetto all’altra in base alla direzione in cui avviene la “stampata”. Questo comporta variazioni di morfologia superficiale e di conseguenza la rugosità risulta molto elevata, fino anche a due tre volte, rispetto a quella ottenuta con le tecnologie tradizionali. Rösler ha aggiornato i suoi impianti di granigliatura, pallinatura e finitura in massa, adattandoli alla finitura

A fronte di questi vantaggi vi sono, naturalmente, anche alcuni problemi e, tra questi, c’è quello di ottenere superfici levigate che abbiano un aspetto e una rugosità adatte alle particolari applicazioni negli ambiti sopra citati, in quanto, i componenti prodotti con l’additive manufacturing presentano superfici non omogenee e con rugosità di partenza maggiori rispetto alle altre tecniche. Infatti, trattandosi di una tecnologia additiva, ciascuna faccia del pezzo presenta una superficie, e quindi una

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di pezzi realizzati in additive manufacturing. Questi ultimi spesso presentano geometrie complesse e quindi superfici difficilmente lavorabili. Un caso emblematico è quello dei canali di raffreddamento o di trasporto del materiale di alcuni stampi a iniezione. L’additive manufacturing consente di realizzare questi condotti con le forme più differenti e funzionali al loro scopo, ma, aumentando la complessità della geometria, aumenta proporzionalmente la difficoltà nel trattare queste superfici. «L’avvento dell’additive manufacturing» dice Riccardo Leoni, esperto di finitura in massa di Rösler «ci ha posto di fronte alla necessità di sviluppare delle macchine appositamente dedicate, non cambiando il principio di funzionamento della tecnologia, che sostanzialmente rimane invariato, ma intervenendo sui nostri impianti standard migliorandoli in alcuni particolari, congiuntamente allo sviluppo di nuovi materiali abrasivi».


1. Finitura e industria 4.0: Aerospace in prima linea

Processi abbinati per alte prestazioni Granigliatura e finitura in massa, in sequenza, vengono spesso abbinate per poter ottenere il massimo risultato. Ciò avviene, per esempio, nel racing: la pallinatura aumenta la resistenza a fatica del pezzo, e quindi a parità di peso e materiale consente la trasmissione di potenze maggiori, mentre la finitura in massa, migliorando la qualità delle superfici, abbassa gli attriti delle parti in contatto, come nel caso degli ingranaggi delle scatole cambio e, quindi, le temperature e gli stress a cui sono sottoposti i componenti. L’abbinamento delle due tecnologie ha portato Rösler a ottenere risultati molto interessanti anche in ambito medicale, dove, l’aumento considerevole della resistenza a fatica del pezzo, una volta impiantato nel paziente, si traduce in aumento del numero di anni della durata del componente stesso. Queste due tecnologie assieme possono essere utilizzate anche per il trattamento di parti relative all’ambito automotive, dove l’additive manufacturing ha introdotto la possibilità di ridurre ulteriormente il peso dei singoli componenti, fattore essenziale per l’aumento delle prestazioni. Nel caso di scarichi di motori, a seconda dell’applicazione, la richiesta può essere di diminuire la rugosità per evitare turbolenze, oppure di aumentarla per incrementare le turbolenze utili in fase di raffreddamento.

2. La ricerca della flessibilità La finitura in massa si abbina tradizionalmente alle alte produzioni; tutto il contrario di quanto avviene nell’additive manufacturing, dove si ha a che fare con serie molto limitate; basti pensare al settore medicale, in cui vengono ricostruite parti ossee differenti da individuo a individuo. «I nuovi impianti devono essere molto più flessibili rispetto al passato per poter accogliere non più migliaia di pezzi tutti uguali, bensì pochi componenti uno diverso dall’altro», spiega Angelo Falzetti, che si occupa in particolar modo della finitura di pezzi in additive manufacturing all’interno di Rösler (e che in azienda è arrivato in primavera tramite Poliefun dopo una tesi proprio sul 3d printing al Politecnico di Milano NdR).

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I clienti oggi richiedono una sempre maggiore attenzione ai dettagli tecnologici e alla tracciabilità del componente secondo i concetti di industria 4.0. I nuovi impianti di finitura devono, pertanto, tenere sotto controllo sia i parametri di lavorazione, sia l’intero processo produttivo. «La classica granigliatrice che lavorava i pezzi alla rinfusa» dice Luca Spinelli esperto di granigliatura e pallinatura in Rösler «è stata sostituita da impianti dotati di sensori e sistemi in grado di monitorare, registrare e anche correggere in tempo reale i parametri del processo e la presenza di un Pc che registra automaticamente il lotto in lavorazione, il numero di componenti lavorati, il numero di ore lavorate ecc. è divenuto un elemento imprescindibile». Il mondo dell’aerospace è quello che da sempre pone maggior attenzione a questi dettagli sia su impianti di granigliatura e pallinatura ma anche sulle più semplici macchine di finitura in massa. Industria 4.0 non è solo tecnologia ma anche lavorazioni ecosostenibili. Nel settore della finitura la ricerca punta all’impiego di nuovi materiali abrasivi, anche riciclati, che siano in linea con le direttive inerenti il rispetto ambientale. «Rösler punta molto su questo aspetto» prosegue Leoni «così come al trattamento delle acque di processo, soprattutto nelle applicazioni di finitura in massa, attraverso l’uso di centrifughe che depurano l’acqua dalle particelle in sospensione, così da poterla riutilizzare nuovamente in macchina».

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Tecnologie per un mondo che cambia


RUBRICA: SPS Italia Hub

IL 4.0 IN UN BARATTOLO Rigoni di Asiago sfrutta dati e le informazioni per migliorare la produzione, operare una pianificazione più oculata e ottimizzare l’impiego delle risorse. di Franco Canna

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al miele delle origini alle preparazioni a base di frutta, fino alle creme spalmabili, ai dolcificanti e ai nettari: la produzione di Rigoni di Asiago, una realtà che occupa circa 100 dipendenti per un fatturato di 116 milioni di euro, è una delle eccellenze del made in Italy nel settore dell’alimentare e del biologico. Una storia quasi centenaria per un’azienda a conduzione familiare che fa della qualità (e della tecnologia) il suo punto di forza per distinguersi in un mercato caratterizzato da forte competitività.

Flessibilità ed efficienza per rispondere alle sfide del mercato La storia di innovazione di Rigoni di Asiago, raccontata da Silvano Casaro, responsabile programmazione della produzione e tracciabilità del prodotto, è una delle protagoniste della tavola rotonda di Verona intitolata “Food processing 4.0: le tecnologie abilitanti raccontate dai protagonisti del settore”: una giornata organizzata da Sps Italia nell’ambito del ciclo di incontri nati proprio per permettere alle aziende italiane di condividere esperienze e storie di successo e per diffondere una “cultura 4.0”. E quella di Rigoni di Asiago è in effetti una storia davvero emblematica di come anche realtà di consolidato successo non debbano mai smettere di investire in innovazione per raggiungere nuovi traguardi. Il mondo del food è infatti uno dei comparti che maggiormente avverte la necessità di reagire a un mercato sempre più esigente sia in termini di qualità sia in termini di varietà del prodotto. Rigoni di Asiago si è posta questo problema già da alcuni anni e, dopo un’attenta analisi dei propri processi, ha deciso di rispondere a questa sfida investendo in tecnologia e aggiornando i propri sistemi di gestione della produzione per ottenere maggiore flessibilità ed efficienza.

L’automazione a supporto dei processi decisionali «Siamo partiti con un’analisi della struttura del nostro processo produttivo», racconta Casaro. «L’azienda ha sempre investito con soddisfazione in automazione. Anche stavolta volevamo capire se queste tecnologie

potessero aiutarci a recuperare maggiori informazioni sui nostri processi». In passato, infatti, Rigoni di Asiago operava un monitoraggio del processo “a posteriori”, venendo così a conoscenza di quello che era accaduto quando era ormai troppo tardi per operare i necessari aggiustamenti. «Volevamo disporre di una base dati aggiornata in tempo reale per comprendere meglio quello che accade in produzione e poter così prendere delle decisioni effettivamente basate su informazioni». L’idea è quindi quella di attrezzarsi per interfacciare le macchine con il sistema gestionale, per poter generare un flusso di dati continuo e bidirezionale tra i reparti e gli uffici di pianificazione e controllo. «Il primo investimento è su un sistema Mes (Manufacturing Execution System) specifico per il settore alimentare, che si colloca all’interno del processo e mette così in grado le macchine di ricevere e trasmettere dati». La scelta ricade su un prodotto offerto dalla Fb Engineering, customizzato sulla base delle specifiche esigenze di Rigoni di Asiago. Il secondo step è stato un sistema dedicato al monitoraggio dei consumi energetici. In questo caso la scelta ricade su Aprol EnMon di B&R, fornitore dal quale Rigoni di Asiago acquista anche diversi Pc industriali sui quali far girare gli applicativi in grado di dialogare con i diversi Plc posizionati sulle macchine. Avere a disposizione tutte le informazioni che consentono di comprendere i costi di ciascuna produzione rappresenta uno strumento di indiscutibile utilità per diversi aspetti: «Siamo riusciti a mettere a punto un sistema integrato che ci permette di controllare i processi di produzione, gestire la tracciabilità, governare le fasi di pianificazione, controllare la manutenzione e gestire i consumi di energia, un fattore cruciale per la valutazione dei costi industriali», spiega Casaro.

Una lente d’ingrandimento sui processi produttivi Le tecnologie acquisite hanno consentito a Rigoni di Asiago di operare un’importante ristrutturazione dei processi. «Siamo partiti dalla definizione dell’anagrafica del prodotto, un aspetto apparentemente banale, ma di assoluta importanza per riconoscere il prodotto nel


processo. Poi abbiamo lavorato sulla distinta base di processo, suddivisa nelle tre diverse fasi del nostro processo produttivo: la preparazione della ricetta, cioè la fase in cui si mixano le materie prime, la fase di filling e dosatura del prodotto e infine quella del confezionamento ed etichettatura». Grazie alle distinte di lavoro e alla creazione di una precisa identità digitale per tutti i centri di lavoro oggi Rigoni di Asiago è in grado di garantire una tracciabilità assoluta di tutte le fasi della lavorazione. «La tracciabilità viene fatta direttamente sulle linee sfruttando sistemi di lettura dei codici. Oggi per ogni fase del processo sappiamo perfettamente chi ha fatto cosa». A essere monitorati sono gli impieghi di tutte le risorse utilizzate nelle fasi di produzione: le materie utilizzate, i consumi di energia e la manodopera.

Controllo sistematico e continuo del processo Dal processo vengono estratti in tempo reale i parametri relativi a peso, tempi e temperature dei materiali. «In questo modo sappiamo se si verificano delle deviazioni rispetto agli standard di processo prefissati: un fattore di estrema importanza per l’ottimizzazione dei processi e per il mantenimento degli standard qualitativi dei nostri prodotti». Sono inoltre monitorati e comunicati al sistema gestionale anche i versamenti di produzione, cioè le quantità di prodotto finito che vanno a magazzino. «Possiamo poi ricavare i ritmi standard per articolo e per livelli di distinta», spiega Casaro: un parametro utilissimo a determinare la stabilità di processo e l’efficienza dei processi produttivi. «In questo modo Rigoni di Asiago è in grado di controllare la produttività dei diversi reparti», prosegue. I sistemi poi segnalano anche tutte

le micro-fermate, indicando con precisione le causali di fermo, che potrebbero dipendere anche da un collo di bottiglia a monte o a valle della macchina. «Sono tutti parametri che utilizziamo per ottimizzare la produttività del sistema. I ritmi standard abbinati alle quantità prodotte e ai tempi di set up ci permettono di ottenere un importante indice di processo: l’indice di potenzialità di mix in unità equivalenti che ci dice qual è la velocità con cui riusciamo a produrre il nostro mix di articoli». Tale indice consente a Rigoni di Asiago di conoscere la capacità produttiva disponibile. «È una cosa che ci torna utile, per esempio, in fase di pianificazione. Ma ci permette anche di sapere se i nostri processi e i sistemi sono adeguati agli obiettivi che ci siamo prefissati». Grande attenzione è riposta anche alla gestione della manutenzione. Ogni intervento viene accuratamente registrato ed entra così in uno storico che consente di calcolare l’effettiva disponibilità dell’impianto.

Work in progress Se il grosso degli investimenti per la riorganizzazione dei sistemi di produzione è stato ormai effettuato, la strada dell’innovazione è però un libro ancora tutto da scrivere. «Grazie ai dati che riceviamo dai nostri sistemi non solo impariamo ogni giorno di più a conoscere e governare i nostri processi, ma possiamo anche implementare dei piccoli e continui miglioramenti suggeriti proprio dalle analisi di questi dati». Un esempio? «Abbiamo implementato un sistema di controllo sistematico dell’overfilling dei barattoli. Ricevere i dati in tempo reale consente ai nostri operatori di intervenire tempestivamente per ridurre immediatamente l’eccesso di prodotto sin dal barattolo successivo».

Verona è, dopo Piacenza, il secondo tra i roadshow che portano alla fiera di maggio - Sps Ipc Drives Italia, dal 22 al 24 maggio 2018 - che metterà in mostra non solo il meglio dell’automazione ma anche un percorso dedicato alla Digital Transformation con un nuovo padiglione, “Digital District”, dove si incontreranno tutti i principali player del mondo Digital, Software e Cyber Security.

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Una selezione delle Tecnologia, soluzioni più interessanti novità per il manufacturing. da tenere d’occhio In collaborazione con la redazione di Tecn’è. Approfondimenti su www.industriameccanica.it

RUBRICA

ROBOTICA Specializzati in saldatura Alla fiera Msv 2017 di Brno, in Repubblica Ceca, Comau ha proposto soluzioni robotizzate avanzate per saldatura ad arco e a punti. Un esempio su tutti? L’isola di lavoro completa, equipaggiata con due robot Racer7-1.4 e Nj40 e con l’innovativa Spot Welding Machine, esclusiva tecnologia a polso cavo, con welding gun integrata, brevettata Comau, e utilizzata per saldare i telai di numerose vetture prodotte negli stabilimenti del Gruppo Fca. www.comau.com

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In alto ADDITIVE MANUFACTURING Lavorare componenti metallici su scala industriale Specializzata in soluzioni di additive manufacturing, Fit Ag ha potenziato le proprie capacità con in cinque sistemi Eos M 400-4 installati in una fabbrica progettata per produrre con tecnologia di stampa 3D industriale. Gli impianti Eos, grazie a quattro laser, assicurano un’alta produttività e una qualità eccellente dei pezzi. Il volume di stampa particolarmente ampio, 400 x 400 x 400 mm, li rendono ideali per lavorare componenti metallici su scala industriale. www.eos.info

A sinistra METROLOGIA Misurazioni in-process Il tastatore di misura Heidenhain Specto St 3087 Rc è ideale per applicazioni in condizioni estreme, ad esempio per le lavorazioni meccaniche di materiali. Provvisto di protezione speciale per la tecnica di misura sensibile, garantisce misure con uno scostamento massimo di ±1 μm, su un campo misurabile di 30 mm. Il tastatore opera direttamente durante il processo produttivo, assicurando risparmi di tempo e denaro e facilitando ogni operazione. www.heidenhain.it

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In alto UTENSILI Avanzamenti rapidi Il particolare design delle sedi inserto consente alla linea di frese Sbn10 di Dormer Pramet di eseguire operazioni di copiatura, lavorazioni in rampa e interpolazione elicoidale, scanalature, lavorazioni a tuffo, spianature ed esecuzione di spallamenti. Le frese, nei diametri da 16 a 42 mm, sono proposte in diverse tipologie, tra cui modelli a candela e a manicotto. Disponibili anche inserti Bngx10 per sgrossatura ad alto avanzamento e Anhx10 per operazioni di finitura. www.dormerpramet.com A destra AUTOMAZIONE Rapporti superiori a 7500:1 Grazie al potenziamento della linea di riduttori e motoriduttori Dodge Quantis di Abb, è oggi possibile disporre di velocità d’uscita venti volte superiore rispetto al passato. La linea prevede anche riduttori a quattro e cinque stadi per le tre tipologie previste: coassiale (Ilh), pendolare ad assi paralleli (Msm) e ad assi ortogonali a coppia conica (Rhb). I prodotti Quantis sono configurabili per rapporti superiori a 7500:1 e coppia in uscita fino a 14.000 Nm. www.abb.it

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ACCESSORI Colonne luminose, anche per applicazioni sensibili La serie Lr-Light Revolution di colonne luminose Patlite, proposte da Sensormatic, rende i processi produttivi efficienti e gli ambienti di lavoro confortevoli e sicuri. La superficie esterna è liscia e senza interruzioni, fattori che rendono le torrette di segnalazione resistenti ad acqua e polvere. Il certificato di protezione Ip65 ne consente l’impiego anche in applicazioni sensibili. Il modulo sonoro, ridisegnato con un alloggiamento completamente chiuso, resistente anch’esso a polvere e acqua e sempre Ip65, è progettato per produrre un suono omnidirezionale, che si propaga a 360° e raggiunge i 90 dB a 1 m, con volume regolabile. Sono disponibili quattro suonerie diverse. L’elevata intensità luminosa di 2.300 mcd rendono le torrette di segnalazione più efficaci anche su maggiori distanze. www.sensormatic.it

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In alto ATTREZZATURE Cavi e tubi “incatenati” La catena Multiflex di Brevetti Stendalto è il modo ideale per guidare e proteggere cavi e tubi. Piegabile su più assi, è robusta, completamente chiusa e con coperchietti progettati per una facile apertura, al fine di un agevole inserimento dei cavi. La novità è racchiusa nell’estrema semplicità di regolazione della lunghezza catena: staccare uno o più passi è possibile in pochi secondi come, altrettanto semplice, risulta aggiungere maglie per ottenere la lunghezza desiderata. www.brevettistendalto.it

A destra CONTROLLI NUMERICI Schermo multitouch e gestures avanzate I Cnc modulari 8065, firmati Fagor, sono proposti con schermo da 19” e 21” e nuovo design per quelli integrati da 15” al fine di garantire un prodotto ancor più compatto e potente. Tutti i modelli adottano lo schermo multitouch, con gestures avanzate stile smartphone e protezione in cristallo antigraffio e antiriflesso, studiata per ambienti contaminanti. Sempre in tema Hmi, va segnalato il terminale WiFi portatile, con schermo touch e tastiera ergonomica. www.fagorautomation.it

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ROBOTICA Dedicato al medicale Grazie alla partnership con Kawasaki Robotics, Tiesse Robot propone il robot Mc004 in versione plated, per utilizzo in ambito farmaceuticomedicale, dove è richiesta resistenza al Vhp, perossido d’idrogeno, per la decontaminazione della superficie del braccio robotizzato. Compatto, con raggio di lavoro di 500 mm e superfici estremamente lisce, il robot prevede diversi accorgimenti quali il passaggio dei cavi per il comando pinze, sia pneumatiche sia elettriche, interno al braccio, e connettori coassiali alla base, per un ottimale montaggio nelle linee di preparazione farmaci. Il robot si affianca al “fratello maggiore” Ms005, totalmente in acciaio inox e a 7 assi, unico robot al mondo nella configurazione snake impiegabile in aree di lavoro pericolose per la preparazione di farmaci tixotossici. www.tiesserobot.it

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In alto COMPONENTI Generazione elettromeccanica Skf assicura le prestazioni dei sistemi elettromeccanici a nuovi ambiti grazie alla gamma di attuatori industriali modulari Lemc, Light ElectroMechanical Cylinder. Alta capacità di carico, prestazioni dinamiche superiori e semplicità d’integrazione e controllo rendono i prodotti una scelta “popolare” per applicazioni di automazione industriale gravose. Rispetto ai sistemi idraulici, garantiscono anche lunga durata d’esercizio, riduzione della manutenzione e risparmi energetici. www.skf.com A destra AUTOMAZIONE Guida robot 3D: riconoscimento visivo con una sola telecamera Le soluzioni guida robot 3D di Recognitions Robotics, proposte in Italia da Image S, consentono di riconoscere oggetti nello spazio con l’utilizzo di una sola telecamera, una caratteristica unica sul mercato. In particolare, Robeye è dedicata a PC industriali di alta potenza per progetti a elevata affidabilità, mentre Raio è un prodotto integrato in un sistema embedded. Il core delle due soluzioni è un sistema software di riconoscimento visivo. www.imagessrl.com

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ASPORTAZIONE Una otto mandrini al lavoro Ad ampliamento serie MultiLine, Index, rappresentata da Synergon, presenta una nuova versione di macchina plurimandrino a otto mandrini. L’Ms40C-8 è stata progettata per la lavorazione di barre fino a 40 mm e di particolari da autocentrante fino a un diametro del grezzo di 80 mm. La macchina può essere configurata con un massimo di 18 slitte a Cnc in X e Z, assi Y addizionali e mandrini sincronizzati per la lavorazione posteriore, oltre a numerose altre opzioni. Sono disponibili numerosi utensili, sia fissi sia motorizzati, per la lavorazione frontale e per quella posteriore. Il cuore del tornio è costituito dal tamburo compatto con gli otto mandrini motorizzati, provvisto di sistema refrigerante a fluido e tecnologia sincronizzata, per una velocità massima di 7.000 giri/min, con una potenza di 24 kW e una coppia di 57 Nm. www.sinergon.it

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A sinistra METROLOGIA Ampio range di temperature Hexagon Manufacturing Intelligence ha incrementato l’intervallo di temperatura d’esercizio della macchina di misura a coordinate per officina Tigo Sf. La Cmm, con una temperatura tra i 15 e i 30 °C di serie, offre ora l’opzione Xt che porta la temperatura fino a 40 °C. L’opzione è disponibile anche come aggiornamento per le Tigo Sf già installate. L’adattamento consente ai clienti di eseguire misure precise in un ventaglio ancor più ampio di ambiti operativi. www.hexagonmi.com/it

A destra COMPONENTI Pompe a controllo elettronico La divisione Pump & Motor di Parker Hannifin annuncia un’estensione della propria linea di pompe a pistoni assiali con l’implementazione del controllo elettronico eP2. Aggiunto ai modelli della serie P2/P3, progettati in origine per soddisfare le richieste di applicazioni mobili pesanti, il controllo eP2 offre un nuovo standard in termini d’efficienza, sensibilità e stabilità, garantendo una maggiore efficienza volumetrica e un ridotto consumo energetico. www.parker.com/it

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ATTREZZATURE Luce naturale e zero manutenzione Le lampade Modlight Illumix proposte da Murrelektronik illuminano macchinari e impianti con luce di qualità naturale, grazie a LED a lunga durata che non necessitano di manutenzione. La linea è disponibile in tre varianti: Slim, con forma compatta per impiego su macchine e impianti; Classic, per ambienti industriali difficili dove si opera con refrigeranti e lubrificanti o in presenza di trucioli e scintille di saldatura; Xtreme Line, con grado di protezione IP69K per impiego in zone di lavoro a costante contatto con refrigeranti e lubrificanti, funzionante in modo affidabile persino con temperature fino a 55 °C. La tecnologia Led assicura economicità rispetto ai tubi alogeni perché, con un’efficienza luminosa di 105 lm/W e un assorbimento di potenza inferiore, eroga lo stesso numero di lumen. www.murrelektronik.it

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Ma cosa significa, per un’azienda, non seguire i tempi? Continuare a fare le stesse cose, rimanere nella propria zona di comfort. O pensare – parlando di mercati – che internazionalizzare sia un semplice esportare.

Dall’impresa al capolavoro Un progetto nato per coltivare il talento in azienda: intervista a Giulio Zafferri, Vittorio Leoni, Edoardo Rovida

L

’idea è nata tre anni fa. Si chiama OdC - Officina della conoscenza, un consorzio di persone, aziende e università, con cinque fondatori: Giulio Zafferri, Edoardo Rovida, Vittorio Leoni, Luciano Beretta e Alberta Vittoria Gianotti. La mission? Stimolare le persone a coltivare i propri talenti. Per farlo lavorano con le aziende partendo da una verifica dell’interazione fra il business e l’ambiente – spiegano – e individuare così una business strategy che arriva fino alla valorizzazione del brand. Nella presentazione del loro progetto citano una frase del fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio: «Se un’azienda non segue i tempi in cui vive diventa vecchia: cambiare sempre per restare attivi».

Quali altre aree critiche potremmo individuare oltre all’internazionalizzazione? L’innovazione per esempio. Di prodotto, di processo, di metodo. È importantissimo in questi casi valorizzare l’elemento della immaginazione/creatività, che non a caso è una delle caratteristiche del cosiddetto talento. L’esempio di Del Vecchio è calzante. Ma dobbiamo ammettere che la sua azienda non è piccola. Certo ma, come tante altre, è nata piccola. Per le Pmi, come per le più grandi, il problema semmai è salvaguardare il continuum di impresa. Ciò che è stato fatto finora dagli imprenditori italiani è un lavoro splendido, il passo in più, per molti, è andare verso il “capolavoro d’impresa”. Per un capolavoro di impresa cosa è necessario? Un capolavoro è qualcosa di unico: è necessario avere nell’impresa un “capolavoro di talenti”. Che tipo di imprese si rivolgono all’Officina della conoscenza? Il nostro è in gran parte un lavoro di maieutica, ovvero aiutare le aziende a trovare in sé la giusta via. Un’azienda che guarda al domani deve partire da un’analisi di sé: dove sono oggi? Cosa ho fatto fino ad oggi? Dove voglio andare, e come? Quali passi fate insieme alle imprese nel vostro lavoro? Proprio oggi abbiamo ricevuto la telefonata di un’azienda che opera nell’ambito delle bioenergie, è stata ceduta a un grande gruppo internazionale. Il Ceo stava pensando di ritirarsi. «Ma come? – abbiamo risposto – È proprio adesso che comincia una nuova era e un nuovo sogno da realizzare». Che tipo di lavoro organizzerete in questo caso? Si comincerà con un’analisi dell’allineamento organizzativo per poi suggerire gli strumenti per potersi allineare con consapevolezza e conoscenza della nuova mission. Quali possono essere questi strumenti? La verifica dell’esigenza formativa dell’azienda per pri-

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da sinistra a destra Giulio Zafferri, Vittorio Leoni, Edoardo Rovida

ma cosa. Servono sia hard skill che soft skill. Competenze che devono però essere diffuse, coinvolgendo – per esempio – tutte le persone in ambito gestionale e relazionale a tutti i livelli. Quali sono le soft skill che sarebbe necessario introdurre nell’impresa 4.0? Oltre alle più tipiche ne possiamo aggiungerne di nuove: la creatività, cioè l’abilità nel trovare soluzioni innovative. Trovare un equilibrio tra opposte situazioni. E poi

La squadra di Officina della conoscenza Giulio Zafferri «È capitato un giorno di dover sostituire un docente in un corso di formazione» dice Giulio Zafferri, «vista la mia esperienza di international marketing director ho chiesto agli allievi di raccontare i propri problemi in azienda, alla fine del corso avevamo una soluzione per tutti». Da lì è iniziato il percorso che ha portato alla nascita di Officina della conoscenza, «mi ha fatto capire» spiega, «quanto fosse indispensabile per le aziende una formazione globale». Edoardo Rovida «Ho sempre avuto due passioni: spiegare, raccontare, e poi la meccanica», dice Edoardo Rovida. Non a caso è professore al Politecnico di Milano. Ma lavorare in

gli aspetti umanizzanti della tecnologia. E da qui poter procedere allo sviluppo di un intellectual fusion che può avere impatto anche sul ciclo di vita del prodotto. Come si individuano delle soft skill specifiche nell’industria meccanica? Serve conoscere l’utilizzatore finale. Il focus oggi non è più sul prodotto, ma sul cliente. Per avere dei clienti non basta un prodotto, ma una relazione. Le persone possono crearla. c.f. Università è anche Ricerca: «Ho cercato di applicare la ricerca anche nell’insegnamento, da lì è nato il mio interesse per la metodologia della didattica». A cui si è aggiunta la passione per la storia: «la storia delle idee – spiega – è a suo modo un mezzo per l’innovazione». Vittorio Leoni Oltre all’attività di imprenditore nell’azienda di famiglia, nel settore meccanico («Ho sempre amato accarezzare i pezzi metallici appena usciti dalla fabbrica»), Vittorio Leoni è stato per anni attivo nel mondo delle associazioni di categoria: è stato sia presidente di Ucif, l’unione costruttori impianti di finitura, sia presidente vicario di Anima Confindustria. Come arriva a Officina della conoscenza? «Mi sono reso conto dell’utilità dei servizi offerti guardando dal lato dell’imprenditore» dice, «e dell’importanza di essere una squadra con esperienze diverse fra loro».

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EXPO & ME CATI l’industria meccanica 713 | 68


ORT ERI 69 | GENNAIO FEBBRAIO 2018


EXPORT&MERCATI

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Il CETA rivoluziona i rapporti commerciali con il Canada e il Nord America. Come muoversi fra regole e prove dell’origine. di Rita Feven Tedros e Matilde Poidomani, Team Ricerca Easyfrontier

I

l Ceta, Comprehensive economic and trade agreement tra Unione europea e Canada, è al centro dell’attenzione degli esportatori italiani che hanno relazioni commerciali con imprese canadesi. Entrato in vigore in via provvisoria

il 21 settembre 2017, l’accordo ha l’obiettivo di agevolare gli scambi di beni e servizi tra le parti, prevedendo – tra le altre cose – la riduzione o l’azzeramento dei dazi gravanti sugli scambi commerciali tra Unione europea e Canada.

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Il tema dell’origine preferenziale dei prodotti e le connesse regole di origine costituiscono uno dei capisaldi dell’intero accordo. Infatti, il “Protocollo sulle regole di origine e sulle procedure di origine” rappresenta uno dei punti di maggiore interesse per gli operatori economici. A godere del trattamento daziario preferenziale sono esclusivamente quei prodotti che, rispettando le regole di origine elencate all’interno del Protocollo, ottengono l’origine preferenziale di una delle due parti. L’origine preferenziale, nell’ambito di tutti i diversi accordi di libero scambio, deve essere attestata dall’esportatore mediante una prova dell’origine. Questa può assumere diverse forme, quali un certificato di circolazione delle merci (ad esempio, Eur.1 negli scambi con il Messico o Eue-Med in ambito di Accordo Paneuromediterraneo) o una dichiarazione su fattura. In ambito Ceta, tale prova dell’origine è normata dall’articolo 18 del Protocollo, in base al quale i prodotti originari di una delle due parti beneficiano del trattamento tariffario preferenziale quando accompagnati da una dichiarazione – la “dichiarazione di origine” – che deve essere rilasciata su fattura o su qualsiasi altro documento commerciale che sia facilmente riconducibile ai prodotti cui si riferisce. Inoltre, secondo quanto disposto dall’articolo 19(1) del Protocollo, un esportatore del Canada o un esportatore dell’Unione europea compila tale dichiarazione conformemente a quanto previsto, rispettivamente, dalla normativa canadese e dalla normativa unionale. In particolare, la normativa europea di riferimento (art. 68 del Regolamento di Esecuzione 2015/2447) riporta che «se l’Ue ha un regime pre-


ferenziale con un Paese terzo in base al quale l’esportatore può compilare un documento relativo all’origine conformemente alla legislazione pertinente dell’Ue, un esportatore stabilito nel territorio doganale dell’Unione può chiedere di essere registrato a tal fine». Infatti, a partire dal 1° gennaio 2017, l’Unione europea ha avviato l’implementazione della banca dati Rex (registered exporter – esportatore registrato), utilizzabile sia in ambito di Sistema delle preferenze generalizzate (Spg) sia in ambito di accordi di libero scambio bilaterali. Il Ceta è il primo accordo di libero scambio bilaterale che prevede il meccanismo di registrazione degli operatori: affinché i prodotti godano di trattamento preferenziale al momento dell’importazione in Canada, l’esportatore europeo deve compilare una dichiarazione di origine completa del numero Rex. Anche gli operatori che non sono esportatori registrati possono compilare dichiarazioni di origine prive di numero Rex, ma esclusivamente per spedizioni contenenti prodotti originari di valore non superiore a 6.000 euro; inoltre, un esportatore che non è esportatore registrato – a norma dell’articolo 19(4) del Protocollo – può beneficiare del trattamento preferenziale «se la dichiarazione di origine è presentata nella parte importatrice entro due anni dall’importazione dei prodotti cui si riferisce».

Il periodo transitorio è finito con il 2017: il Rex è obbligatorio Al fine di agevolare l’implementazione del Sistema all’interno degli Stati membri, la Commissione europea aveva previsto un periodo transitorio – dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 – durante il quale po-

teva essere compilato un documento relativo all’origine da un esportatore che non fosse registrato, purché fosse un esportatore autorizzato nell’Unione. Infatti, un esportatore poteva presentare domanda di esportatore autorizzato in ambito Ceta o richiedere l’estensione di tale status per il Canada: una volta in possesso del numero di autorizzazione, l’esportatore poteva riportarlo nella dichiarazione di origine come se fosse stato un numero di registrazione. A partire dal 1° gennaio 2018, il Rex è obbligatorio e lo status di esportatore autorizzato non è più valido in ambito Ceta. Pertanto, gli operatori che, ad oggi, non hanno ancora presentato domanda di registrazione, non possono compilare una dichiarazione di origine (per spedizioni contenenti prodotti originari di valore superiore a 6.000 euro); ciò è vero anche per quegli operatori che fino al 31 dicembre 2017 hanno beneficiato della riduzione o esenzione daziaria agendo come esportatori autorizzati. Per una comprensione più immediata, si riporta di seguito uno specchietto riassuntivo delle diverse situazioni in cui possono trovarsi gli operatori.

Il Ceta è il primo accordo di libero scambio bilaterale che prevede il meccanismo di registrazione degli operatori: perché i prodotti godano di trattamento preferenziale al momento dell’importazione in Canada, l’esportatore europeo deve compilare una dichiarazione di origine completa del numero Rex.

Fino al 31 dicembre 2017

Dal 1 gennaio 2018

Esportatore Autorizzato Ha utilizzato il numero di in ambito CETA che non Esportatore Autorizzato come ha presentato domanda di fosse il numero REX registrazione al sistema REX

Deve presentare domanda di registrazione; fino all’ottenimento del numero REX, non godrà di alcun trattamento preferenziale

Ha utilizzato il numero Esportatore Autorizzato di Esportatore Autorizzato in ambito CETA che ha come fosse il numero REX e, presentato domanda di a partire dal suo ottenimento, registrazione al sistema REX ha utilizzato il numero REX

Utilizza il numero REX

Operatore che ha presentato domanda di registrazione A partire dal suo ottenimento, ed è già in possesso ha utilizzato il numero REX di numero REX

Utilizza il numero REX

Tutti gli operatori che effettuano spedizioni di valore non superiore a € 6 000

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Sottoscrivono la dichiarazione di origine senza indicare alcun numero


Nella pratica, l’operatore economico che intende registrarsi al Rex dovrà scaricare il modulo di domanda di registrazione al di fuori del Sistema Spg, pubblicato dalla Commissione europea – Direzione generale per il Commercio e reso disponibile in italiano sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei monopoli , compilarlo e presentarlo all’autorità doganale territorialmente competente. Quest’ultima effettuerà un controllo formale circa la correttezza delle informazioni fornite dal richiedente e, in caso di esito positivo, procederà alla sua registrazione e invierà all’operatore il relativo numero. Il numero Rex, come già affermato, deve essere riportato sulla dichiarazione di origine:

L’allegato medesimo riporta, a piè di pagina, le note corrispondenti ai diversi campi: esse forniscono le istruzioni per la compilazione della dichiarazione e non devono essere riprodotte sulla fattura o sul documento commerciale in cui viene inserita la dichiarazione di origine. In particolare, la nota 2 specifica che è in corrispondenza del campo “autorizzazione doganale n.” che deve essere riportato il numero Rex.

Una proposta in Europa per modificare il regolamento di esecuzione Proprio in questi giorni, la Commissione europea sta discutendo una proposta di modifica del regolamento di esecuzione 2015/2447

(Periodo: dal ../../.... al ../../.... (1)) L’esportatore delle merci contemplate nel presente documento (autorizzazione doganale n. ...(2)) dichiara che, salvo indicazione contraria, le merci sono di origine preferenziale ...................................................................................................... (3) ................................................................................................................... (4) (Luogo e data) ................................................................................................................... (5) (Firma e nome stampato dell’esportatore)

(peraltro, già modificato il 14 giugno 2017 dal regolamento di esecuzione 2017/989) che dovrebbe essere approvata a breve. La proposta comprende, tra l’altro, emendamenti agli articoli del Regolamento relativi alla registrazione degli esportatori unionali fuori dall’ambito del Sistema delle preferenze generalizzate (SPG). In particolare, la proposta inserirebbe all’interno del Regolamento di Esecuzione il nuovo modulo di domanda da utilizzare per la richiesta di registrazione al sistema Rex (tale modello andrebbe a sostituire quello correntemente e correttamente utilizzato dagli operatori). L’accordo con il Canada potrebbe sembrare di modesto interesse per alcuni operatori del settore della meccanica poiché molti prodotti godevano di dazio nullo, al momento dell’esportazione in Canada, già prima dell’entrata in vigore del Ceta. Ciò non è del tutto vero in quanto, grazie alle possibilità offerte dal cumulo bilaterale dell’origine preferenziale, si potrebbero trarre notevoli vantaggi nell’applicazione e nell’utilizzo delle regole previste dall’accordo. Su tale argomento, che riteniamo di notevole interesse per le imprese del settore, torneremo con approfondimenti nei prossimi numeri dell’Industria Meccanica.

Da gennaio 2018 il Rex è obbligatorio e lo status di esportatore autorizzato non è più valido in ambito Ceta. Gli operatori che non hanno ancora presentato domanda di registrazione non possono compilare una dichiarazione di origine 73 | GENNAIO FEBBRAIO 2018


EXPORT&MERCATI

Dall’“American first” di Trump, un’opportunità anche per l’export italiano Gli effetti della riforma fiscale Usa possono essere sfruttati dalle imprese europee, ma occhio alla tassa sulle importazioni

di Mauro Ippolito, Wings Partners

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Più investimenti e produzione da parte degli Usa possono significare maggiore domanda di componenti o di prodotti semi lavorati

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a recente e discussa riforma fiscale fortemente voluta dal 45° presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con una riduzione della tassazione dal 35% al 21% per le aziende, sta iniziando ad avere i primi benefici, almeno apparentemente. Il 2018, infatti, si è aperto all’insegna dell’ottimismo per le grandi imprese Usa che hanno iniziato ad accordare bonus e ampiamento dei benefit ai propri dipendenti. Mediamente i bonus si aggirano a 1.000 dollari per lavoratore (Wal-Mart ha anche aumentato il salario minimo orario da 9 a 11 dollari) che vedranno ridistribuite le minor tasse da pagare come riconoscimento al lavoro svolto. Allo stesso tempo molte aziende potrebbero decidere di rimpatriare i fondi offshore (circa tre mila miliardi) per beneficiare della tassazione al 15,5% per la quota cash ed all’8% per attività non liquide, trovandosi così incentivate a reinvestire parte dei denari rimpatriati all’interno degli Stati Uniti con ricadute sull’occupazione e sugli investimenti diretti al grido “American First” e “Make America Great Again”. Il presidente Trump, tuttavia, continua a muoversi anche su altri fronti, ultimo quello che potrebbe portare gli Usa ad uscire dall’accordo Nafta (North american free trade agreement, ovvero un accordo a tre tra Usa, Canada e Messico) imponendo una tassa del 25% per i prodotti costruiti all’estero e venduti negli

Stati Uniti. Ad essere maggiormente colpiti sono soprattutto i grandi produttori di auto con produzione in Messico (General Motors per citarne uno in particolare) che per superare questo problema dovrebbero produrre sul territorio nazionale i propri veicoli destinati agli americani. Questa politica restrittiva da parte degli Stati Uniti fa storcere il naso a molti, sia perché amplia il debito americano sia perché difficilmente questo verrà colmato dalla crescita economica; allo stesso tempo potrebbe essere un’opportunità per l’export italiano. Infatti, se aumentano investimenti e produzione da parte degli Usa, allo stesso tempo dovrebbe aumentare la domanda di componenti o di prodotti semi lavorati. Un’opportunità che potrebbe essere sfruttata dalle imprese italiane manifatturiere seppur permangono problematiche non da poco legate alla border adjustment tax, ovvero alla tassa sulle importazioni. Se al momento il Bat non è stato inserito nella riforma fiscale, soprattutto a causa delle recenti preoccupazioni degli economisti riguardo ad un aumento dell’inflazione seppur in parte smussata dal rafforzamento del dollaro, permane uno dei temi più preoccupanti per gli esportatori. Bisogna però sottolineare come il Bat sia difficilmente applicabile a tutte le economie mondiali, sia per pregressi accordi commerciali sia per i rischi

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economici che questo potrebbe generare. Uno di questi, se non il più importante, riguarda la facilità di vendere debito all’estero; in caso di barriera di ingresso di prodotti esteri, le nazioni acquirenti di bond americani potrebbero frenare l’acquisto del debito Usa e dismettere quello in loro possesso, mettendo a rischio l’attuale riforma fiscale (che ricordiamo amplierà ulteriormente il debito Usa). A fare la voce grossa in tal senso la Cina (primo acquirente di debito Usa) che avrebbe rallentato o fermato gli acquisti di Treasaures degli Stati Uniti (indiscrezione smentita da fonti interne cinesi) come avvertimento alla politica degli Stati Uniti. Per le aziende italiane, pertanto, la riforma fiscale è un’opportunità di crescita aumentando l’export verso gli Stati Uniti a patto di riuscire a compensare gli effetti negativi dell’apprezzamento del dollaro atteso (si amplierà nel 2018 il differenziale dei tassi tra Fed e Bce a favore della prima) e soprattutto sfruttando l’assenza temporanea di barriere di ingresso.

Per cogliere questa occasione le imprese italiane dovranno sfruttare la temporanea assenza di barriere di ingresso


flash interna

Fiere internazionali - Le collettive di Anima Per fornire alle aziende supporto e promozione sui mercati esteri, Anima Confindustria Meccanica Varia ha in programma una partecipazione organizzata in collettive di aziende, una soluzione per quanti vogliano ricercare nuove opportunità di business all’estero con un investimento contenuto, senza doversi occupare di problemi logistici e della fornitura di tutti i servizi necessari. Iran Oil Show 2018 – Tehran (06- 09 maggio 2018)

ti che saranno realizzati lungo la nuova via della Seta. I settori coinvolti settori energia, impiantistica, infrastrutture, infrastrutture Ict, ingegneria e trasporti. Data la dimensione e complessità della Bri, il progetto si rivolge principalmente alle aziende già internazionalizzate, che intendono proporre le proprie eccellenze manifatturiere, competenze tecnico-ingegneristiche e capacità di progettazione, realizzazione e gestione avanzata di opere alle controparti cinesi e non, per sviluppare le opportunità di collaborazione nei paesi terzi attraversati da questa iniziativa. (Fonte: Confindustria)

Guinea - Opportunità per le imprese italiane Lo scorso 4 gennaio si è tenuto a Conakry un primo tavolo di lavoro fra imprese italiane ed istituzioni, associazioni e imprese guineane, coordinato dal ministero guineano per le partecipazioni pubbliche-private e dall’Ambasciata italiana di Guinea. L’incontro ha permesso di approfondire le opportunità di investimento esistenti per le imprese italiane nel paese, con particolare riguardo per i progetti in materia di gestione dei rifiuti, edilizia abitativa, infrastrutture e del settore minerario. (Fonte: Confindustria)

Progetto Belt & Road - Promote Companies, Encourage Participation “BRI-Belt & Road Initiative”: opportunità e sfide per l’industria italiana, è il progetto presentato da Confindustria nell’ambito dell’incontro del 19 luglio scorso sul tema Cina. Obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere l’industria italiana verso i principali interlocutori cinesi e dei Paesi Bri, favorendone la partecipazione ai proget-

Algeria - Nuove disposizioni restrittive all’import Il ministero del Commercio algerino ha recentemente pubblicato un comunicato che illustra le nuove regole per l’importazione di prodotti finiti in Algeria a decorrere dal 1 gennaio 2018 che inaspriscono le modalità di accesso al mercato per taluni prodotti. In primo luogo viene abolito il sistema delle licenze d’importazione su tutti i beni tranne che per gli autoveicoli da turismo, trasporto merci e persone. La novità riguarda il fatto che le licenze saranno attribuite attraverso un meccanismo d’asta, che comporterà quindi l’assunzione dei relativi costi. Tale sistema si applicherà anche per l’attribuzione delle licenze per l’importazione delle quote di beni previste dall’Accordo di associazione in regime di esenzione doganale. È prevista l’applicazione della tassa interna sui consumi (pari al 30%) su alcune categorie di prodotti finiti tra cui salmone, frutta secca, spezie, prodotti dolciari, prodotti di pasticceria, preparati a base di estratti e di essenze, modem e decoder, apparecchi antincendio, apparecchi elettrici d’allarme e micro-computer.

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zionalizzazione È inoltre prevista l’applicazione di dazi (tra il 30% e il 60%) su differenti tipologie di prodotti tra cui: semi di girasole, prodotti in plastica, forni da cucina, apparecchi per il filtraggio dell’acqua, bibite, gru ed altri apparecchi da montaggio, apparecchi informatici e di telefonia, trasformatori e cavi elettrici, preparati alimentari e succhi di frutta. Infine, la sospensione temporanea dell’importazione di numerose categorie di prodotti finiti è certamente la misura che avrà maggiore impatto per l’export verso il mercato algerino. Rientra in tale fattispecie un ampio ventaglio di prodotti agroalimentari, beni di consumo, prodotti in plastica, mobili e altri materiali da costruzione come il marmo, il granito, le ceramiche e prodotti industriali, trattori agricoli, fili e cavi, cemento, elettrodomestici e telefoni. La misura di sospensione ha carattere temporaneo e sarà soggetta a valutazioni periodiche. Nello stesso comunicato del ministero del Commercio sono inoltre precisate alcune nuove procedure previste per le importazioni nel Paese. (Fonte: Confindustria)

Spagna - Programma d’Investimenti di aziende straniere in attività di ricerca e sviluppo È aperto il bando 2018 per la concessione di aiuti del programma d’investimenti di aziende straniere, in attività di ricerca e sviluppo di Icex España Exportaciones e Inversiones, che si conclude il 26 febbraio. L’obiettivo di questi aiuti è promuovere lo sviluppo di nuove attività di ricerca e sviluppo di aziende a capitale estero già presenti o con intenzione di stabilirsi in Spagna. Le aziende italiane interessate a partecipare possono richiedere un massimo di 200.000 euro per svi-

luppare progetti di R&S in Estremadura, Isole Canarie, Castiglia la Mancha, Murcia e Galizia.

Malesia - Industria dell’auto, Maybank prevede crescita del 6% nel 2018 L’industria automobilistica malese potrebbe risollevarsi nel 2018, dopo un calo delle immatricolazioni dello 0,6% registrato lo scorso anno. A mettere in luce il dato è Maybank, che attribuisce parte del risultato alla tiepida risposta dei consumatori alle promozioni di fine anno. Gli analisti prevedono, comunque, una crescita degli utili del 6% nel 2018, trainata dai recenti lanci di alcuni prodotti, insieme a un ringgit forte contro il dollaro e lo yen. (Fonte: Ice)

Iran - Le esportazioni di acciaio crescono del +27% I principali produttori siderurgici iraniani hanno esportato 4,56 milioni di tonnellate di semilavorati e prodotti finiti in acciaio durante i primi otto mesi del 2017 registrando una crescita del 27% rispetto allo scorso anno. Nell’ambito del Vision Plan Export (2005-25), l’industria siderurgica iraniana mira a diventare il sesto produttore mondiale di acciaio raggiungendo una capacità di produzione di 55 milioni di tonnellate all’anno entro la scadenza (2025). Si prevede che le esportazioni raggiungeranno gli 8 milioni di tonnellate entro la fine dell’anno fiscale in corso (20 marzo 2018). Le esportazioni di billette d’acciaio sono aumentate del 25% su base annua, totalizzando 1,6 milioni di tonnellate in marzo-settembre 2017.

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(Fonte: Ice)


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RUBRICA | Recensioni

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(disponibili anche in inglese) Listino prezzi materiale di interesse della meccanica varia | Tabella arancio ultimo aggiornamento n. 723 2018 - pubblicata susu questo numero 721 - 1^ Quindicina di gennaio novembre 2017 - pubblicata questo numero Computo costo orario medio di un operaio del settore della meccanica generale | Tabella azzurra ultimo aggiornamento n. 24 23 - 31 gennaio 2018 2017 - pubblicata su questo numero Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe prestazioni di personale Italia/estero || Tabella Tabella bianca bianca 1° gennaio 2018 “Settore industria meccanica varia ed affine” e “Settore impianti e componenti di grande dimensione per per la la produzione produzione di di energia” energia” -- pubblicata pubblicata su su questo questo numero numero


TABELLA GENNAIO 2018 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale

IN ITALIA

SETTORE INDUSTRIA MECCANICA VARIA ED AFFINE January 2018

Statistical survey on average tariff quotation for staff â&#x20AC;&#x2122;s services in Italy Sector mechanical and engineering industries

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Edizioni: A.S.A. S.r.l. - Via A. Scarsellini 13 - 20161 Milano - tel. +39 0245418.200 - fax +39 0245418.240 | Direttore Responsabile: dott. Giuseppe Bonacina | Riproduzione vietata - Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 334.1981.

TABELLA GENNAIO 2018 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale in Italia


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TABELLA GENNAIO 2018 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale in Italia


TABELLA GENNAIO 2018 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale

ALL’ESTERO

SETTORE INDUSTRIA MECCANICA VARIA ED AFFINE January 2018

Statistical survey on average tariff quotation for staff ’s services abroad Sector mechanical and engineering industries

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TABELLA GENNAIO 2018 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale allâ&#x20AC;&#x2122;estero


TABELLA GENNAIO 2018 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale

nei Paesi europei ed extra europei

SETTORE IMPIANTI E COMPONENTI DI GRANDE DIMENSIONE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA January 2018 Statistical survey on average tariff quotation for staff services in Europe and outside Europe Sector energy generation plants and large components

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TABELLA GENNAIO 2018 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni personale nei Paesi europei ed extra europei


TABELLA GENNAIO 2018 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni personale nei Paesi europei ed extra europei

Janvier 2018

Enero 2018

Relevés statistiques des cotations moyennes des tarifs pour les prestations du personnel en europe et en dehors de l’europe Secteur installations et composants de grandes dimensions pour la production d’energie Estudio estadìstico de las cotizaciones medias de las tarifas por prestaciones del personal en europa y fuera de europa Sector instalacionesy grandes componentes para la producción de energía

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TABELLA N. 24 - 31 GENNAIO Costo| orario di un operaio del settore della meccanica generale TABELLA N. 23 - 2018 GENNAIO| 2017 Costo medio orario medio di un operaio del settore della meccanica generale


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TABELLA N. 23 - GENNAIO 2017 | Costo orario medio di un operaio del settore della meccanica generale


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TABELLE TABELLE 1^ QUINDICINA DIDIGENNAIO 2018 | Listino Materiali di Interesse Meccanica 723 (Piazza di Milano) 1^ QUINDICINA GENNAIO 2018 | Listino PrezziPrezzi Materiali di Interesse delladella Meccanica VariaVaria N. 723N.(Piazza di Milano)

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TABELLE 1^ QUINDICINA DI GENNAIO 2018 | Listino Prezzi Materiali di Interesse della Meccanica Varia N. 723 (Piazza di Milano)


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TABELLE 1^ QUINDICINA DI GENNAIO 2018 | Listino Prezzi Materiali di Interesse della Meccanica Varia N. 723 (Piazza di Milano)

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l'Industria Meccanica 713 - gennaio-febbraio 2018  

Pubblicazione bimestrale tecnico-economica per gli atti dell'ANIMA, Federazione delle Associazioni Nazionali della Industria Meccanica Varia...

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