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706 NOVEMBRE DICEMBRE 2016

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3 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016


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5 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016


7 passi per esportare

L’Industria Meccanica - Pubblicazione bimestrale di ANIMA/Confindustria Registrazione Tribunale di Milano N. 427 del 17.11.73 Direttore responsabile Giuseppe Bonacina - bonacina@anima.it

Quanto il business della tua azienda è stato influenzato dai recenti disordini socio-politici in Turchia? Quanto ritieni che l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea danneggerà le tue esportazioni? La Commissione europea sta valutando se concedere o meno lo status di Economia di Mercato alla Cina: se potessi decidere cosa sceglieresti? A queste e altre domande hanno risposto 100 aziende della meccanica nell’ambito di un sondaggio promosso da L’Industria Meccanica (i risultati vengono presentati all’evento “Quale export nel 2017”, a Milano il 25 novembre) per tracciare un quadro della meccanica davanti ai cambiamenti geopolitici oggi sempre più repentini. Le aziende della meccanica italiana esportano in media il 60% di ciò che producono. Proprio per questo pubblichiamo in questo numero della rivista un ampio focus dedicato ai passi da compiere per non inciampare nelle difficoltà verso l’estero. Parliamo di servizi per l’internazionalizzazione, trend commerciali, finanziamenti, hedging, semplificazioni doganali, contratti e tanto altro. Vendere fuori Italia significa anche poter contare su un sistema logistico efficiente. Per questa ragione, uno dei temi centrali del numero è la movimentazione delle merci (vi raccontiamo in un articolo come funzionano i magazzini di Amazon), di cui si è osservato lo sviluppo tecnologico e digitale. Un forte impulso a tale assetto arriverà dal Piano Industria 4.0, presentato da Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, e che è illustrato in queste pagine attraverso le lenti dell’iper e super ammortamento, due delle misure che più da vicino toccano le vite aziendali. E ancora gli ultimi aggiornamenti tecnici da Bruxelles su Direttiva macchine, Reach e Cyber security. Molto spazio è stato dedicato alle fiere come Bimu, a Milano, Key energy, a Rimini, e World Future Energy Summit, ad Abu Dhabi. News dalle aziende chiudono questo numero dell’Industria Meccanica.

Direttore editoriale Alessandro Durante - durante@anima.it Comitato editoriale Michele Bendotti, Giuseppe Bonacina, Sandro Bonomi, Maurizio Brancaleoni, Alberto Caprari, Alessandro Durante, Paola Ferroli, Andrea Orlando, Mario Salvi Comitato tecnico-scientifico Pierangelo Andreini, Antonio Calabrese, Roberto Camporese, Pietro Luigi Cavallotti, Alessandro Clerici, Rodolfo De Santis, Marco Fortis, Ennio Macchi, Giovanni Riva, Pietro Torretta, Giuseppe Zampini Redattore Carlo Fumagalli - fumagalli@anima.it Segretaria di redazione Cinzia Alchieri - alchieri@anima.it - Tel. 02 45418.211 Hanno collaborato a questo numero: Laura Aldorisio, Hanz Giovanni Chiappetta, Alessandro Decio, Anna Dunne, Alessandro Fontana, Vincenzo Grassi, Mauro Ippolito, Fulvio Liberatore, Irene Nava, Ferdinando Pastore, Gloria Presotto, Marika Romani, Ludovic Subran Impaginazione Abc Production Fabio Lunardon - lunardon@anima.it Responsabile della pubblicità Mario Salvi - salvi@anima.it Direzione e Redazione ANIMA Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica Varia e Affine Via Scarsellini 13 - 20161 Milano | Tel. 02 45418.500 - Fax 02 45418.545 www.anima.it - anima@anima.it Online: www.industriameccanica.it | Twitter: @IndMeccanica Gestione, amministrazione, abbonamenti e pubblicità A.S.A. Azienda Servizi ANIMA S.r.l. Via Scarsellini 13 - 20161 Milano - Tel. 02 45418.200 Abbonamento annuo (6 numeri) Italia 80 euro - Estero 110 euro Si comunica ai Sigg. abbonati che, avvalendosi del contenuto dell’art. 74 lettera C del D.P.R. 26.10.1972 N. 633 e del D.M. 28.12.89, A.S.A. S.r.l. non emetterà fatture relative agli abbonamenti Progetto editoriale e grafico ANIMA - L’Industria Meccanica Stampa Bonazzi Grafica - Sondrio - www.bonazzi.it

È vietata la riproduzione di articoli e illustrazioni de “L’Industria Meccanica” senza autorizzazione e senza citarne la fonte. La collaborazione alla rivista è subordinata insindacabilmente al giudizio della Redazione. Le idee espresse dagli autori non impegnano né la rivista né ANIMA e la responsabilità di quanto viene pubblicato rimane degli autori stessi. . Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana ROC N. 4397

La Redazione - @IndMeccanica

l’industria meccanica 706 | 6


10 ELENCO | In questo numero 13 EDITORIALE | Meccanica italiana, quale export per il 2017 di Alessandro Durante

14 RUBRICA | Donne e uomini al timone 17 RUBRICA | i 400 caratteri Brevi dal mondo dell’industria

22 LOGISTICA&MOVIMENTAZIONE 24 LOGISTICA & MOVIMENTAZIONE Carrelli in crescita di Irene Nava

32 LOGISTICA & MOVIMENTAZIONE | News

28

SOMMARIO N. 706

LOGISTICA&MOVIMENTAZIONE Amazon: la logistica del gigante di Laura Aldorisio

36 NEWS | From Bruxelles Direttiva macchine, Reach e cyber security

“Le imprese non fanno acquisti, stabiliscono relazioni” C.S. Goodman

di Anna Dunne, Orgalime

7 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016


INNOVAZIONE PRODUZIONE QUALITA’ #DA OLTRE 60 ANNI

l’industria meccanica 706 | 8


78 NEWS

40 FOCUS | Smart Factroy

Industria italiana verso una politica italo-europea

Piano Italia 4.0 di Gloria Presotto

79 NEWS Verso una nuova Energy Efficiency Directive di Alessandro Fontana

80 MERCATO | Visto a Bimu

44

86 NEWS L’efficienza energetica per Costan

90 NEWS Dalla manifattura al sociale: l’industria si trasforma

EXPORT&MERCATI

92 APPUNTAMENTI 94 CONVENZIONI

46 EXPORT & MERCATI

96 ABBONAMENTI

Come pianificare il proprio business all’estero di Vincenzo Grassi, PwC

97 TABELLE ANIMA- BIANCHE, BLU, ARANCIO

50

Priorità Nafta, ritorno in Kazakistan, un occhio a Iran e Asean di Ferdinando Pastore, Ice

52

Finanziare i propri investimenti di Alessandro Decio, Sace

54

Cambia il commercio globale di Ludovico Subran, Euler Hermes

58

Annullare i rischi di movimenti avversi dei prezzi di valute e commodities di Mauro Ippolito, Wings Partners

62

Come le semplificazioni doganali impattano sul commercio delle imprese italiane di Fulvio Liberatore, Easyfrontier

66

I contratti internazionali: quale legge si applica. Ecco come fare di Hanz Giovanni Chiappetta e Marika Romani, Lawtelier

68 FLASH INTERNAZIONALIZZAZIONE 70 FIERE | ENERGIA World Forum Energy Summit: la parola d’ordine è sostenibilità

72 APPROFONDIMENTI TECNICI 76 FOCUS | Pressure Equipment Asme: la sicurezza che facilita l’export del Pressure Equipment

9 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016

SOMMARIO N. 706 “È la volontà che fa l’uomo grande o piccolo” (F. von Schiller)


Nomi

Pagina 78

Daimler-Benz Aerospace

14

Accredia

17

Daimler-Chrysler

14

Air Liquide

17

Deutsche Messe Ag

25

Aisem

25

Deutsche Telecom

Alfa Laval Olmi Spa

77

Dmg Mori

Almici Pietro

25

Dynamo Camp

90

Amazon

30

Ecomondo

34

American Society of Mechanical Engineers

76

Egidi Massimo

14

Andreoli Roberto

14

Eicma

20

Anfia

80

El Haddad Naji

70

Arletti Giovanni

85

Epta

88

Art Center

21

Euler Hermes

55

Avr

42

Eyedrone

19

Axion Energy Argentina

17

Faina Eleonora

42

Banca Intesa San Paolo

68

Fanuc

14

Bidoung Kpwatt Pierre Ismael

68

Farmindustria

78

14

Fecafoot

68

Federalimentare

21

Fercam

20

Ferrovie dello Stato

77

Fiere di Parma

21

80, 82, 83, 84

Bimu

In questa pagina pubblichiamo un indice analitico in ordine alfabetico di persone, aziende ed enti citati in questo numero della rivista. Non sono compresi i nomi degli autori di articoli o interviste, già presenti nel colophon a pagina 6.

Pagina

Accademia nazionale dei Lincei

Bilfinger Se

ELENCO | In questo numero

Nomi

Bortolotti Claudio

25

Bosch

20

Bosi Paolo

83

Braga Chiara

79

Breviglieri Luciana

39

Breviglieri S.p.A.

39

Bridas Corporation

17

Buffoli Francesco

80

Buffoli Transfer

80

Calenda Carlo

41, 82

Camera di commercio e dell’industria italo-ceca

69

Canevari Claudia

79

Capra Marcello

79

Caprari Alberto

78

Caragnano Gabriele

42

Ceir

42

CeMAT

25

Centre national de la recherche scientifique

78

Centro conservazione e restauro “La Venaria Reale”

19

Cgm

32

Chimar

85

Cibus Tec

34

Colombaroli Paolo

42

Commissione europea

20, 37, 69,73, 79

Fondazione Dynamo

14 14, 82

91

Fondazione Edison

42, 78

Fortis

42, 78

Frosi Damiano

31

Gallerini Pierangelo

25

Garotti Francesco

25

Gazzetta ufficiale

72

Gehrels Olaf

14

Geico

42

Gestore servizi energetici

74

Ghilardi Ugo

14

Givi

20

Glidemesiter Italiana

82

Grasso Marco

25

Gruosso Giambattista

42

Gruppo Intek

91

Gruppo Piccini

68

Gse

79

Hannover Fairs International Gmbh

25

Hörmann

19

Hyster Yale Ice

25 50, 68

Confindustria

42

Innotrans

33

Control Techniques

21

Intralogistica Italia

25

Costan

86

Istituto Italiano di Tecnologia

17

Dab Pumps

20

Italcogen

79

l’industria meccanica 706 | 10


Nomi

Pagina

Nomi

Pagina

Jagiela Mark

14

Pramac

25

Jang Paul

76

Prencipe Andrea

14

Key Energy

79

Price water consulting

47

Kfi

32

PricewaterhouseCoopers

42

Kme

91

Quadrio Curzio Alberto

78

Koung A Bissike Jacqueline

68

Rajjal Tareq

31

Krafft Jackie

78

Ravelli Maurizio

84

Krog Iversen Enrico

14

Rulli Rulmeca

34

Labrador Jon

76

Sace

53

Lawtelier Avvocati Associati

66

Sadou Abba

68

Leri Loreno

25

Samsung

20

Leroy-Somer

21

Scaccabarozzi Massimo

78

Linde

25

Schiattarella Associati

21

Lucchini Rs SpA

77

Schinelli Daniele

85

Maddalena SpA

17

Schlotterer Rollcom

19

Maino Angelo

25

Sea

19

Manchisi Marco

79

Serra Sebastiano

79

Manes Vincenzo

91

Severino Paola

14

Marcegaglia Emma

14

Simest

53

Mattei

33

Skyline Automation

20

Mazzuca Pierluigi

14

Società Metallurgica Italiana

91

Mediobanca

88

Spini Diego

82

Mensi Augusto

77

Stroppa Mario

82

Microsoft

14

Tanzawa Shinichi

14

Ministero degli Affari esteri

68

Tecno-Control

82

Ministero dell'Ambiente

79

Telmotor

21

72, 79

Teradyne

14

Moca - Istituto superiore di sanità

72

Thyssenkrupp

17

Montini

25

Tiesse Robot

84

Morlino Leonardo

14

Toyota Material Handling

Museo dell’automobile di Torino

19

Traja Luciano

14

Nexive

14

Tüv Süd

34

Nocivelli Marco

88

Ucc

76

Nuova Giungas Srl

20

Ucimu

80

25, 33

Unesco

Ministero dello Sviluppo economico

Om Still

25, 34

21

Omc

21

Unione europea

38, 72

Orgalime

40

Universal Robots

14, 34

Osservatorio Contract Logistics

28

Università Luiss

14

Owona Jospeh

68

Valenzano Davide

79

Palermo Luca

14

Valvitalia

20

Pama

83

Vinzio Pascal

42

Pentair

14

von Hollen Jürgen

14

Perego Alessandro

31

Wings partners

60

Pessi Roberto

14

World Future Energy Summit

70

42

Wto

63

Zebra Technologies

85

Zimello Giovanni

77

Pettinaroli Ugo Politecnico di Milano

31, 42

Porcari Maria Serena

91 11 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016


Generiamo il futuro dell’energia

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una domanda o un’affermazione? Ognuno di noi può dare una risposta in base alla propria esperienza, conoscenza e percezione del mercato in cui si trova a operare. Stiamo vivendo una parentesi storica caratterizzata da una diffusa instabilità politica che tocca moltissimi paesi. Buona parte degli Stati a cavallo dell’equatore, con propaggini nelle Repubbliche ex-Urss e in Sud America, si trovano a fronteggiare ben 78 conflitti armati in questo momento (come segnala Limes). Per chi esporta questo significa la chiusura repentina di mercati interessanti e profittevoli (leggi sanzioni Russe verso i prodotti Ue) e la difficoltà di strutturare la presenza dei propri prodotti all’estero nel lungo periodo. Tutto ciò in una fase in cui le tecnologie italiane sono molto richieste. Basti pensare che ad Adipec, fiera leader nell’Oil&Gas svolta ad Abu Dhabi, l’Italia è stato il secondo paese per numero di aziende. Ben 130 espositori italiani erano presenti nonostante il basso prezzo del petrolio. Una conferma della qualità manifatturiera italiana che riesce a essere interessante anche, se non soprattutto, nei momenti difficili: quando è importante ricercare efficienza e affidabilità. “Esportare l’Italia” è un mantra che i nostri imprenditori utilizzano benissimo. Un enorme valore aggiunto dei nostri prodotti sta proprio nel fatto che provengono dal paese che più di tutti incarna qualità della vita e ricerca della bellezza. Questa logica porta alla conclusione che un modo efficiente di esportare dovrebbe essere quello di supportare le fiere che si svolgono in Italia e attraggono, quasi per natura, buyer esteri. Tra il 2017 e il 2018 l’Italia ospiterà alcuni dei più importanti appuntamenti mondiali per le tecnologie meccaniche come Host (tecnologie per l’Ho.Re.Ca.), Mostra Convegno Expocomfort, (impianti e tecnologie per il comfort abitativo e l’efficienza energetica); Meat-Tech (lavorazione delle carni) e Intralogistica Italia (logistica e movimentazione interna) entrambe in occasione di Ipack Ima. Eventi che i principali buyer internazionali hanno già in agenda. Se in questo momento è difficile andare all’estero, assicuriamoci di sfruttare ancora di più la “Piattaforma Italia” con incoming selezionati e di spessore. Come ha confermato anche Expo 2015 potenziare l’export italiano, dall’Italia, è più facile e porta benefici a tutti. □

Meccanica italiana, quale export per il 2017

EDITORIALE Alessandro Durante Direttore Editoriale di L’Industria Meccanica e Direttore Relazioni Esterne, Comunicazione e Internazionalizzazione Anima

13 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016


Ugo Ghilardi

RUBRICA | Donne e Uomini al timone

è il nuovo chief operating officer Emea per Dmg Mori Ugo Ghilardi è il nuovo chief operating officer Emea per Dmg Mori. Sarà responsabile per tutti i mercati europei sales & services, e risponderà all’executive board di Dmg Mori. Il Gruppo considera l’Italia una nazione di notevole importanza nelle sue logiche di sviluppo strategico, in crescita del 2% nel 2016 e con previsioni di crescita del 5,5% per il 2017. Importanti investimenti hanno infatti riguardato le sedi italiane del Gruppo negli ultimi anni.

Shinichi Tanzawa

è il nuovo presidente e Ceo di Fanuc Fanuc Europe dal 1° settembre ha un nuovo presidente e Ceo, che diventa a tutti gli effetti responsabile di tutte le Operations Fanuc europee. La solida esperienza acquisita da Tanzawa in Giappone e in Europa contribuirà a rafforzare ulteriormente la struttura organizzativa di Fanuc Europe, e la sua presenza produrrà un aumento della competitività dei prodotti e dei servizi Fanuc grazie al filo diretto tra il quartier generale di Fanuc in Giappone e i clienti europei.

Pierluigi Mazzuca

Jürgen von Hollen

Microsoft Italia annuncia la nomina di Pierluigi Mazzuca a responsabile della strategia open source all’interno della divisione cloud & enterprise guidata da Roberto Andreoli. Nel suo nuovo ruolo, Pierluigi Mazzuca promuoverà l’apertura verso le tecnologie open source, in linea con la strategia openness di Microsoft. Pierluigi Mazzuca ha maturato una grande esperienza in Microsoft, dove lavora dal 1995, ricoprendo diversi ruoli nella divisione marketing.

Universal Robots ha nominato oggi Jürgen von Hollen presidente con effetto immediato. Succede a Enrico Krog Iversen.Von Hollen è stato recentemente executive president della divisione engineering solutions, che comprende il business automation & controls di Bilfinger Se, una società di ingegneria e servizi, con sede a Mannheim, in Germania. Jürgen von Hollen ha iniziato la sua carriera con la Daimler-Benz Aerospace e ha ricoperto ruoli dirigenziali presso Daimler-Chrysler services, Deutsche Telecom e Pentair.

alla guida della strategia open source di Microsoft Italia

è il nuovo presidente di Universal Robots

l’industria meccanica 706 | 14


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Trasforma i tuoi regali aziendali in un gesto concreto! Chiama il n.02/92870948, scrivi a aziende@sositalia.it o visita il sito www.sositalia.it/nataleaziende Ricorda! Ogni donazione è FISCALMENTE DEDUCIBILE.

SOS Villaggi dei Bambini si impegna, da oltre 60 anni in 134 Paesi del mondo, affinché nessun bambino debba crescere da solo. Lo fa accogliendo bambini privi di cure familiari o a rischio di perderle e garantendo l’industria meccanica 706 | 16 loro l’amore di una famiglia, le cure mediche, l’istruzione e la tutela in situazioni di emergenza. www.sositalia.it - aziende@sositalia.it


i 400 caratteri TECNOLOGIA

Doha si muove con Thyssenkrupp Thyssenkrupp elevator fornirà oltre 500 tra ascensori e scale mobili per la metropolitana di Doha, capitale del Qatar, e ne gestirà l’installazione e la manutenzione. La rete prevede quattro linee, 100 stazioni e 200 chilometri di estensione, per collegare i luoghi più importanti della città. È parte dell’Integrated rail project, che prevede anche un sistema ferroviario a Lusail, e nuove linee dedicate sia al trasporto merci sia all’alta velocità.

ARGENTINA

Air Liquide investe 55 milioni in Argentina Air Liquide annuncia un nuovo investimento per Axion Energy Argentina, filiale di Bridas Corporation e raffineria di primo piano in Argentina, al fine di accrescere il suo approvvigionamento di idrogeno sul lungo termine. Il gruppo francese investirà circa

AMBIENTE

55 milioni di euro in una seconda unità di produzione d’idrogeno, che permetterà di ridurre il tenore di zolfo dei carburanti prodotti e di rispondere agli standard ambientali relativi a carburanti più puliti destinati ai trasporti.

AMBIENTE

INDUSTRIA

Italia e Sud Africa Dal caffè la spugna Centro di taratura unite per l’acqua depuratrice accreditato Siglato a ottobre un protocollo d’intesa Italia-Sud Africa per la cooperazione in tema di risorse idriche. Il protocollo rappresenta uno strumento utile a rafforzare il contributo del “Sistema Italia” nella lotta all’emergenza idrica, attraverso la promozione di un approccio integrato alla gestione dell’acqua. Tale obiettivo potrà essere raggiunto attraverso adeguate attività di capacity building, progetti pilota, trasferimento tecnologico e assistenza tecnica

È fatta con gli scarti del caffè la spugna capace di pulire le acque contaminate assorbendo i metalli pesanti, come piombo e mercurio. L’hanno realizzata in Italia gli scienziati dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova, e i primi test indicano che riesce ad assorbire il 99% degli inquinanti quando viene lasciata in acqua per più di 30 ore; se invece l’acqua fluisce attraverso la spugna i metalli catturati sono il 65%.

17 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016

Maddalena SpA, specializzata nella produzione di contatori per acqua e i settori di utilizzo, è l’unica azienda italiana nel suo settore a disporre di un laboratorio accreditato da Accredia in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005. Il Laboratorio Maddalena ha la competenza per operare come centro di taratura per contatori o totalizzatori con portate comprese tra 3,5 e 30.000 l/h.


l’industria meccanica 706 | 18


i 400 caratteri CULTURA

MERCATI

SICUREZZA

A Torino un centro Hörmann acquisisce Malpensa: i controldi restauro per le Schlotterer Rollcom li per chi vola negli auto d’epoca Usa si faranno qui È nato il primo centro di restauro specializzato in vetture d’epoca, presso il Museo dell’Automobile di Torino. L’obiettivo è la conservazione dei veicoli storici custoditi nell’open garage all’interno del Mauto, e formare restauratori di auto d’epoca professionisti. Il progetto si avvale delle competenze e delle attrezzature del Centro conservazione e restauro “La Venaria Reale”, e intende coinvolgere laboratori artigiani e aziende del territorio.

Hörmann, azienda produttrice di chiusure civili e industriali, ha rilevato il gruppo Schlotterer Rollcom, attivo nel settore delle serrande avvolgibili e dei sistemi frangisole. Il gruppo, con i suoi 100 dipendenti, resterà legalmente ed economicamente indipendente. Hörmann realizza portoni, porte, telai e automazioni per immobili privati e commerciali, ha un fatturato annuo di oltre 1 miliardo di euro e più di 6.000 collaboratori.

I passeggeri diretti negli Stati Uniti faranno i controlli dell’Immigration a Malpensa. L’aeroporto, gestito dalla società Sea, è stato scelto dal governo statunitense tra gli 11 nuovi aeroporti nel mondo che potranno effettuare i controlli di “preclearance”. In questo modo chi vola da Malpensa all’arrivo negli Usa potrà uscire direttamente dall’aeroporto senza fare code al controllo passaporti e senza ritirare il bagaglio se in transito.

TECNOLOGIA

I droni monitorano i ghiacciai Il ghiacciaio del Morteratsch in Svizzera ha perso circa 5 metri di lunghezza e fino a 6 metri di spessore sulla fronte in una sola estate: lo dicono i droni. Una nuova tecnica del gruppo di telerilevamento dell’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione

con Eyedrone, ha creato modelli tridimensionali del ghiacciaio per monitorarlo e per capire le cause dello scurimento del ghiaccio, fenomeno che ne accelera la fusione.

19 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016


RUBRICA | I 400 caratteri

TECNOLOGIA

INDUSTRIA

Fortissimo lancia una piattaforma cloud per le simulazioni digitali

Sistemi e servizi per gli edifici: Bosch acquisce Skyline Automation

Fortissimo, un progetto finanziato dalla Commissione europea, ha lanciato una piattaforma cloud, Fortissimo Marketplace, che fornisce servizi di High performance computing accessibili alle Pmi. Si tratta di simulazioni digitali computazionalmente intensive: è possibile realizzare il design di pezzi complessi, accelerare le tempistiche del time-to-market grazie ai test simulati, e ridurre i costi dei materiali grazie alla riproduzione virtuale dei prototipi.

Bosch ha acquisito Skyline Automation, azienda statunitense specializzata nell’integrazione di automazione e sistemi per gli edifici, con 40 dipendenti e 12 milioni di dollari di fatturato per il 2015. Bosch, azienda da 375 mila collaboratori e 70,6 miliardi di euro di fatturato nel 2015, sta puntando su un’area di crescita strategica: i servizi integrati per edifici, dove l’automazione può ridurre il consumo energetico fino al 40%.

AUSTRALIA

TECNOLOGIA

Inaugurata nuova filiale Dab Pumps in Australia

Il parabrezza intelligente legge le notifiche

Dab Pumps ha aperto una filiale a Melbourne. Inaugurata lo scorso settembre, la sede australiana ha già superato la fase iniziale di start-up: da gennaio 2017 tutte le funzioni logistiche e amministrative saranno attive, ed entro l’estate è previsto l’avvio del magazzino con stock di materiali. Dab Pumps conta oltre 1450 addetti, 10 filiali di vendita in tutto il mondo e sette siti produttivi, di cui cinque in Italia, uno in Ungheria e uno in Cina.

A Eicma 2016 Samsung presenta Smart Windshield: un parabrezza intelligente realizzato inisime a Givi, che si occupa di accessori per moto e scooter. Si tratta di un’innovazione pensata per la sicurezza di chi si sposta quotidianamente con lo scooter in città. Infatti, Sms, messaggi WhatsApp, mail e altre notifiche potranno visualizzare direttamente sul parabrezza. Sarà disponibile a partire dal prossimo anno in diverse misure.

MERCATI

INDUSTRIA

Valvitalia acquisisce Nuova Giungas

Nuova sede a Reggio Emilia per Fercam

Valvitalia ha firmato il contratto per l’acquisizione del 100% di Nuova Giungas Srl, azienda produttrice di giunti isolanti per pipeline. Con sede a Formigine (Modena) Nuova Giungas possiede due stabilimenti produttivi, occupa 36 dipendenti e fattura circa 7 milioni di euro. L’azienda è nota nel settore per aver partecipato, nel corso della sua storia, a progetti di grandi dimensioni e ad alto grado di difficoltà.

La presenza in loco è il modo migliore per interloquire col cliente. Lo hanno capito da Fercam, multinazionale di trasporti e logistica che continua così il suo programma di sviluppo della rete di filiali in Italia e all’estero. Grazie all’ultima apertura a Reggio Emilia, è stata completata la copertura territoriale nel territorio emiliano (dopo Parma e Bologna). La filiale garantirà collegamenti diretti con tutto il territorio nazionale e con tutta Europa.

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i 400 caratteri CULTURA

Arte saudita, luce italiana Le luci dell’Art Center di Addirriyah sono state progettate con il contributo di un’azienda italiana: la divisione light consulting di Telmotor ha collaborato con lo studio romano Schiattarella Associati per studiare l’illuminazione del nuovo centro dedicato all’arte contemporanea saudita. Il progetto, improntato al risparmio energetico, fa parte di una serie di iniziative per la città, patrimonio dell’Unesco. UNIVERSITà

Opportunità per gli studenti dall’Oil & Gas Studenti universitari e dottorandi potranno presentare la loro ricerca e farsi conoscere dai più grandi player dell’industria petrolifera nella vetrina internazionale dell’oil&gas, Omc, a Ravenna dal 29 al 31 marzo. L’evento biennale continua ad aprire le porte ai giovani che avranno tempo fino al 9 dicembre 2016 per iscriversi allo Youth Programme e cogliere le opportunità di crescita professionale e di carriera che Omc offre alle nuove generazioni. AMBIENTE

DUBAI

Il padiglione “Cibus Pesca sostenibile Control Techniques è Italia” a Expo & Leroy-Somer Dubai 2020 “Cibus è Italia” sarà presente a Expo Dubai 2020, dal tema “Connecting Minds, Creating the Future”. Il padiglione, già presente all’Expo2015 di Milano, è realizzato da Federalimentare e da Fiere di Parma. Cibus ha anche sostenuto l’evento di gala che ha lanciato la prima “Settimana della cucina italiana nel mondo”, manifestazione che vede le ricette e i prodotti alimentari italiani protagonisti di oltre 1300 eventi nel mondo.

Si chiama MDV-1“Immanuel”. È un nuovo tipo di imbarcazione marina, nata anche grazie a Control Techniques & Leroy-Somer. Numerose le innovazioni tecniche: in particolare, una riduzione fino all’80%, sia del consumo di carburante, sia delle emissioni. Il compito dell’MDV, che è stata costituita nel 2012 per promuovere l’innovazione nel settore ittico olandese, è ottenere miglioramenti nell’efficienza in ogni area, incluso il sistema di propulsione.

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LOGI CA & MOVI MENT l’industria meccanica 706 | 22


ISTI& ITA23 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016


LOGISTICA&MOVIMENTAZIONE

Carrelli in crescita Gli ordini aumentano del 19%. Con delle differenze tra i vari comparti

di Irene Nava

l’industria meccanica 706 | 24


I

n Italia il settore dei carrelli industriali è in crescita: si parla di un aumento del 19,07%, dal confronto tra gli ordini del 2014 e del 2015 emerso dal documento “Il mercato italiano dei carrelli industriali”. Si tratta di un estratto annuale, pubblicato da Aisem (l’associazione italiana sistemi di sollevamento, elevazione e movimentazione), dei dati dell’attività statistica settoriale condotta dall’associazione. E il 2016, per chi ha sottomano i dati parziali, sembra confermare questa tendenza. «Possiamo dire che la crescita sta continuando in modo importante, con livelli mediamente superiori del 30% rispetto all’anno precedente», afferma Claudio Bortolotti di Toyota Material Handling. Anche Angelo Maino di Linde si riferisce, per quest’anno, a un 30% in più.

Carrelli magazzinieri a +21%, merito della Gdo La crescita più significativa è stata riscontrata nel settore dei carrelli magazzinieri: +21,2%. Il dato aiuta a leggere la situazione del mercato in Italia: «I carrelli frontali vengono usati in campo industriale, questo significa che il campo manifatturiero italiano soffre. I carrelli da magazzino vengono invece usati nella grande distribuzione organizzata, nella logistica e nei trasporti. Si presume che quest’anno i carrelli da magazzino superino i livelli pre-crisi, cioè del 2007-2008. I frontali invece sono lontani da quella soglia», afferma Maino. Anche Pierangelo Gallerini di Hyster Yale mette in relazione questo dato con la crescita della logistica: «Le piccole spedizioni e l’e-commerce, per esempio, hanno contribuito. Si tratta sostanzialmente di un effetto della crescita della grande distribuzione organizzata», afferma. Sulla stessa linea è Marco Grasso di Pramac, che a tale proposito parla di cambiamento di impostazione delle aziende: «In Italia c’è stato uno sviluppo dello stoccaggio in verticale più che in orizzontale», commenta. Bortolotti parla dell’avvento di «un diverso modo di fare logistica», mentre per Francesco Garotti di Montini proprio la logistica è alla base della crescita insolita in questo settore, poiché «è divenuta imperativamente necessaria per consegnare i prodotti che il mercato richiede».

Frena il mercato delle macchine a combustione interna Meno importante la crescita dei frontali elettrici, +16,5%, mentre i frontali termici, con una crescita del 9,4%, rimangono un mercato abbastanza stabile e comunque ristretto: si parla di 2.100 ordini a fronte dei

22.212 nel settore da magazzino e dei 10.237 in quello dei frontali elettrici. «In tutta Europa le norme tendono a ridurre l’uso dei controbilanciati termici, perché non possono più essere usati per certe applicazioni. Inoltre, la logistica cambia: si tende sempre più a servirsi di magazzini che si sviluppano in verticale e di magazzini integrati, per cui cresce la richiesta di stoccatori, retrattili e transpallet», afferma Bortolotti. Per lo stesso motivo, il cambiamento delle norme in materia di emissioni ha avuto scarsa influenza secondo Gallerini, che dichiara: «Il mercato italiano delle macchine a combustione interna è estremamente limitato. In più, i grossi cambiamenti nelle norme per le emissioni riguardano motori da sette Kilowatt a salire, prodotti per cui il mercato si restringe sempre di più». Invece, secondo Garotti la crescita delle tipologie di carrelli da magazzino ed elettrici è legata ai consumi, perché «permettono una considerevole riduzione dei costi dell’energia e delle manutenzioni rispetto ai carrelli termici, in particolare quelli diesel, di pari portata».

Intralogistica e Aisem: al via il comitato scientifico A seguito della partnership siglata tra l’associazione Aisem e la fiera Intralogistica Italia, l’Ufficio studi Anima ha iniziato a lavorare alle analisi dello studio di settore, ed è stato costituito un comitato scientifico dedicato. Si procederà all’individuazione del settore sulla base delle combinazioni prodotto e mercato e alla descrizione delle forme organizzativo/produttive tipiche. Si avvierà l’analisi della domanda e del contesto di riferimento. Verranno presentati il trend storico e le previsioni circa i principali dati economici aggregati. Saranno discussi gli indicatori economico-finanziari maggiormente rilevanti per l’apprezzamento delle performance delle imprese e la valutazione delle prospettive del settore. «La prossima edizione di Intralogistica Italia (dal 29 maggio all’1 giugno 2018 a nei padiglioni di Fiera Milano-Rho NdR) ospiterà l’area Aisem di 150 metri quadrati con una lounge dedicata» spiega il presidente di Aisem Pietro Almici, «CeMAT e Hannover Fairs International Gmbh sono un veicolo importante anche verso Cina e Russia. Aver raggiunto questo accordo permetterà di sviluppare nuovi canali per l’internazionalizzazione e di pubblicare il libro bianco di Aisem in collaborazione con l’Ufficio studi Anima».

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Migliaia

40

30 25 20 15 10 5 0

2008

2009

LOGISTICA&MOVIMENTAZIONE

Magazzinieri

2010

2011

Frontali Elettrici

2012

2013

Frontali Termici

2014

2015

Il mercato Italiano dei Carrelli industriali

Totale Generale

Scheda informativa 2016 Sviluppo mercato Italiano (2008-2015) Nel 2015 il mercato italiano dei carrelli ha notevolmente accelerato il trend di crescita (+19%) rispetto al 2014) già registrato negli ultimi due anni. In tutte le categorie di prodotto si sono registrate crescite positive, la più significativa delle quali si è veri-

ficata nel segmento dei carrelli da magazzino (+21% rispetto al precedente anno). In questo particolare segmento di mercato, i valori di vendita annuali hanno superato i dati precrisi. □

MAGAZZINIERI

FRONTALI ELETTRICI

FRONTALI TERMICI

TOTALE GENERALE

1.616

1.395

146

3.157

337

143

34

514

Lombardia

6.040

2.500

421

8.961

Veneto

5.062

REGIONE Piemonte - Valle D’Aosta Liguria

Mercato a livello regionale Ordini 2015

3.661

1.168

233

Friuli Venezia Giulia

288

209

83

580

Trentino Alto Adige

371

239

45

655

Emilia Romagna

3.145

2.084

451

5.680

Toscana

1.391

620

101

2.112

Umbria

270

92

24

386

Marche

419

222

33

674 2.030

1.480

447

103

Abruzzo - Molise

Lazio

405

172

34

611

Campania

997

364

133

1.494

Puglie

553

274

106

933

Basilicata - Calabria

307

104

45

457

Sardegna

245

77

24

346

Sicilia

687

127

83

897

22.212

10.237

2.100

34.549

TOTALE ITALIA

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Linde Robotics.

Linde Robotics

Una nuova dimensione nelle soluzioni automatizzate. I nuovi carrelli elevatori senza operatore Linde rappresentano una soluzione ancora più efficiente per il flusso interno delle merci. Driven by Balyo, questi mezzi impiegano una tecnologia all’avanguardia e combinano precisione, sicurezza ed efficienza. Il futuro della logistica è già iniziato.

800.200850 27 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016

Linde Material Handling Italia SPA Via del Luguzzone, 3 - 21020 Buguggiate (VA) - www.linde-mh.it - info@linde-mh.it


LOGISTICA&MOVIMENTAZIONE

Amazon: la logistica del gigante Dal picking al cut off. Un viaggio all’interno degli stabilimenti italiani. di Laura Aldorisio

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LOGISTICA&MOVIMENTAZIONE

Il centro di Castel san Giovanni, a Piacenza, è stato realizzato in nove mesi, è grande come 12 campi da calcio e conta 830 dipendenti.

I centri di distribuzione di Amazon Italia in cifre Il “c’era una volta” di Amazon risale al luglio 1995, quando la piattaforma e-commerce nasce nel World Wide Web. Dal 2010 Amazon ha investito oltre 15 miliardi di euro in Europa in servizi ai clienti e in data center regionali. Il network logistico di Amazon Europa conta 29 centri di distribuzione, per un totale di oltre un milione e cinquecentomila metri quadrati di superficie. Dal magazzino italiano vengono inviati pacchi a decine di milioni di clienti. Nel vecchio continente Amazon ha creato l’anno scorso

oltre 10 mila nuovi posti fissi, che hanno portato il personale europeo della società a superare i 40 mila dipendenti. A partire dall’avvio delle sue attività in Italia nel 2010, Amazon ha investito nel Paese 450 milioni di euro e creato 1.700 posti di lavoro. Il centro di distribuzione di Castel San Giovanni, che impiega più di 1.000 dipendenti, è stato aperto nel 2011, un anno dopo il lancio di Amazon.it, che offre più di 136 milioni di prodotti. Il centro, situato in provincia di Piacenza, nella giornata di picco degli ordini registrata il 27 novembre 2015 (il cosiddetto Black Friday) ha evaso oltre 600 mila pacchi in Italia e verso oltre 50 paesi esteri. Il magazzino non si occupa solo degli articoli venduti da Amazon, ma anche dei prodotti offerti dalle aziende private che si affidano al servizio logistica di Amazon. A novembre 2015 Amazon ha aperto il centro di distribuzione urbano di Milano (1500 metri quadri) per il servizio ai clienti Amazon Prime Now. Nei suoi uffici a Milano, inaugurati nel 2010, impiega oltre 300 persone e altre 300 nel customer service, che ha sede a Cagliari. Da agosto a ottobre 2016, Amazon ha aperto tre depositi di smistamento per incrementare la capacità e la flessibilità delle sue attività: 8.000 metri quadri a Origgio (Varese), a circa 17 km da Milano, 3.000 metri quadri nell’area industriale di Avigliana, a 15 km da Torino, e 4.000 metri quadri a Porto di Mare nel quartiere Rogoredo a Milano. È stata annunciata l’apertura di un nuovo Centro di Sviluppo per l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning a Torino e di un ulteriore centro di distribuzione che aprirà nell’autunno 2017 a Passo Corese, nel Lazio. Amazon ha pianificato investimenti per 150 milioni di euro nel nuovo edificio, presso il quale saranno creati 1.200 posti di lavoro per 60.000 metri quadri, il cuore della rete di distribuzione di Amazon nel centro e sud Italia.

Dentro un centro di distribuzione Il centro di Castel san Giovanni, a Piacenza, è stato realizzato in nove mesi, è grande 86 mila metri quadrati, pari a 12 campi da calcio, e conta 830 dipendenti. È stato consegnato nell’ottobre 2013, dopo solo nove mesi di lavori. I camion vengono scaricati nell’area di ricezione. Gli operatori estraggono i prodotti dalle scatole e ne scannerizzano ogni pezzo. Ogni pezzo viene inserito in una scatola gialla che è destinata al centro di stoc-

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caggio. La rete di nastri trasportatori è lunga quattro chilometri. Nella fase di stoccaggio i lavoratori posizionano le merci nelle scaffalature libere più vicine. Inizia la fase di picking, in cui gli operatori individuano e raccolgono in sequenza i prodotti, seguendo le indicazioni dello scanner finalizzate a minimizzare i percorsi e a rispettare i tempi promessi al cliente. La maggior parte dell’attività è manuale ma supportata dalle informazioni del software. Lo scanner legge i codici a barre e determina il percorso, il nastro le convoglia nei box destinati ai vari corrieri. Dalla raccolta alla spedizione il software indica i numeri che restano da evadere prima di chiudere lo sportellone del corriere a cui sono indirizzate. Si chiama cut off. Amazon offre ai propri clienti nuove occasioni per scoprire il “dietro le quinte” del centro di distribuzione attraverso visite organizzate. I tour riprenderanno a gennaio 2017.«Scoprire cosa accade dopo aver cliccato “acquista” sul sito Amazon.it ha sempre suscitato molta curiosità nei clienti - commenta Tareq Rajjal, amministratore delegato di Amazon Italia Logistica. Vogliamo offrire a tutti l’opportunità di osservare da vicino l’impegno dei nostri dipendenti che spediscono decine di milioni di pacchi ogni anno. Siamo molto orgogliosi del modo in cui serviamo i clienti e vogliamo permettere ai visitatori di vivere in prima persona l’attività all’interno dei nostri magazzini».

Amazon Innovation Award, nuove idee per la logistica dal Politecnico di Milano Dopo aver visitato il centro di Castel San Giovanni, 200 studenti del corso di Logistics Management del Politecnico di Milano, suddivisi in gruppi da cinque componenti l’uno, hanno partecipato alla prima edizione dell’Amazon Innovation Award, lanciato da Amazon Italia Logistica. Tre i progetti premiati. La prima squadra ha presentato Polimasters, un miglioramento dei processi di prelievo della merce a magazzino. Al secondo posto Amazon Delight, una sorta di magazzino virtuale grazie all’utilizzo dei big data. Il terzo classificato è Amazon Buddy che scala il sistema di condivisione di consegne. I ragazzi sono stati invitati al quartier generale Amazon a Seattle assieme al docente, Alessandro Perego. È un esempio di collaborazione feconda tra azienda e università, l’una corrobora l’altra.

Osservatorio Contract Logistics e l’innovazione digitale Qualche giorno fa un convegno dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano aveva come titolo l’acronimo Smart, la logistica come Servizio Multicanale Resiliente Tecnologico, «i termini della logistica contemporanea», come spiega Damiano Frosi, Ricercatore dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano. La logistica è un servizio sempre più avanzato, lontano dalla dimensione della semplice consegna, implica la gestione del customer service e quella dell’ecommerce, canale che cresce ogni anno del 20 per cento. Una tendenza che detta la caratteristica della multicanalità della logistica. L’operatore deve avere tanti punti vicini alle città principali. Il cliente è ormai abituato a non riscontrare disservizi, per questo la logistica deve mantenere la sua resilienza. «La logistica è come una molla che si sa adattare in base al peso o alla lunghezza dell’oggetto. Non si deve rompere, ma assecondare i picchi di richiesta», commenta Frosi. Una flessibilità favorita anche dagli sviluppi tecnologici: sono in uso gli smart glass, occhiali intelligenti, che, sostituendo il palmare, forniscono le informazioni per inserire le merci nei pallet e non solo. «Sono innovazioni che diminuiscono l’errore». Molto funzionale anche la loadbuilding, un’applicazione che riesce a misurare in tempo reale i volumi del pallet senza impattare sui processi. L’efficienza è garantita. E ancora la sensoristica nei magazzini, nell’ottica della sicurezza sul lavoro. Internet of things e Industria 4.0 sono gli ingredienti immancabili dei processi, ma ancora in gran parte sconosciuti. «La formazione ha un ruolo determinante anche in questo settore. All’interno dell’Osservatorio riscontriamo il bisogno di condividere le esperienze e di aprirsi, anche rispetto al tema dell’outsourcing. C’è meno diffidenza, più voglia di collaborare», continua Frosi. Le aziende della meccanica avvertono il tema logistico come centrale, data anche la loro forte vocazione all’export. Di media l’industria manifatturiera meccanica non guarda più al mercato interno ma esporta il 70% di media di quel che produce. «Per esperienza, vediamo che faticano di più le aziende che puntano solo sulle proprie forze. Essere supportati da un operatore italiano che conosca il territorio dove si vuole esportare la propria merce, è un passaggio che incide fortemente sull’efficienza logistica. L’approccio graduale è il più sensato», chiude Frosi. □

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Carrelli per il settore edile

LOGISTICA&MOVIMENTAZIONE | News

Modelli diesel DP40-55N ed elettrici EP25-35N La gamma dei carrelli elevatori Cat Lift Trucks, distribuita in Italia da Cgm, comprende numerosi modelli adatti al settore edile. Per quanto riguarda i carrelli diesel, vi è la famiglia DP40-55N, con portata compresa tra 4,0 e 5,5 tonnellate. Si tratta di macchine equipaggiate con un nuovo motore a basse emissioni (Euro Stage IIIB). Il propulsore usa un filtro antiparticolato metallico che non richiede manutenzione e che permette di bruciare la fuliggine durante il normale funzionamento del carrello. Per quanto riguarda i carrelli elettrici, sono indicati per il settore quelli della serie EP25-35N, che comprende cinque modelli con portate di 25, 30 e 35 quintali, caratterizzati da alte prestazioni, comfort di guida, ridotto raggio sterzante e dalla possibilità di estrazione laterale della batteria. Altra caratteristica è il Sistema di guida a risposta veloce (Rds), che comprende il controllo della velocità adattabile, la funzione di controllo intelligente in curva, e garantisce una maggiore dolcezza dei movimenti. La sicurezza è assicurata da dispositivi quali il sistema di rilevamento di presenza dell’operatore, il limitatore di velocità, il pulsante elettronico che facilita l’inserimento del freno di stazionamento, la funzione di anti-rotolamento all’indietro. www.cgmcarrelli.it

Metro digitale per la logistica Cubetape registra le misure e le trasferisce a un sistema tramite bluetooth Per le aziende che operano nella logistica e nei trasporti il peso e il volume delle merci rappresentano delle variabili importanti per effettuare spedizioni senza errori e per una corretta fatturazione. Cubetape, l’innovativo metro digitale per la misurazione mobile del peso, del volume e delle dimensioni di pallet o di altre merci presenti in magazzino o nei centri di distribuzione, raccoglie i dati in modalità wireless e li trasferisce tramite interfaccia Bluetooth a un sistema evoluto che registra in modo semplice e veloce le tre misure tridimensionali – altezza, lunghezza e profondità – di un oggetto. Kfi è il primo integratore in Italia di Cubetape, strumento che permette di ottimizzare anche i costi più nascosti della supply chain in ambito trasporti e logistica. I dati registrati da Cubetape possono essere inviati al sistema informativo dell’azienda mediante una connessione bluetooth e gestiti tramite un’applicazione middleware in grado di gestire correttamente i dati volumetrici e del peso del collo: informazioni che servono all’operatore logistico per determinare la tariffa del peso/volume da applicare all’utente finale per la spedizione. www.kfitr.it

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news Linea RVM e due applicazioni dedicate Tecnologia a palette nel settore veicolare A Innotrans Mattei ha mostrato le sue soluzioni a supporto delle applicazioni pneumatiche presenti sui mezzi di trasporto. Innanzitutto, la linea RVM che, grazie al suo design integrato, consente molteplici azionamenti: motori elettrici, oleodinamici, endotermici o attraverso prese forza. Questa gamma è pensata per le specifiche esigenze del settore veicolare: il risultato è una macchina che presenta un gruppo pompante molto compatto e una notevole leggerezza, che la rende molto flessibile. Mattei ha poi proposto due applicazioni speciali dedicate al settore veicolare. La prima è l’unità APM300 (Automotive People Mover), impiegata sulle navette passeggeri per i trasferimenti in aeroporto, che nel suo package completo comprende: un compressore a palette guidato da motore AC, un supervisore del motore in remoto, un essiccatore a due stadi e un gruppo di raffreddamento remotato. La seconda è l’unità EV (Electric Vehicle), per l’utilizzo su veicoli alimentati a batteria e, in particolare, i bus elettrici. Questo modello, progettato per un funzionamento rapido anche durante cicli di lavoro a intermittenza, fornisce l’aria compressa per il sistema frenante del veicolo. www.matteigroup.com

Novità per i carrelli RX70 20/35 Introdotto anche un modello da 2 tonnellate I carrelli RX70 20/35 sono ora disponibili in quattro versioni con portata da 2 a 3,5 tonnellate. Infatti, è stato introdotto un nuovo modello, l’RX70 - 20, con una portata di 2,0 tonnellate e un baricentro di carico di 600 millimetri. Il passo dei carrelli è stato incrementato in tutta la linea, garantendo una maggior velocità e sicurezza. Inoltre, è possibile scegliere tra cinque diversi programmi di guida. Lo speciale sistema di trazione ibrida integra invece la potenza dei motori industriali con la trazione elettrica. Spazi comodi e la completa insonorizzazione della cabina offrono all’operatore massimo comfort alla guida, e c’è anche la possibilità di personalizzare il mezzo con optional come la radio/MP3 player con connessione bluetooth e Usb. Oltre il 95% di tutti i materiali impiegati per la costruzione di questi carrelli è riciclabile, inoltre riducono emissioni e consumi grazie al programma di efficienza energetica BlueQ e al sistema di trazione ibrida. Nelle versioni 30 e 35 viene recuperata l’energia di frenatura, che viene convertita in energia elettrica. Il motore trifase incapsulato, infine, permette di allungare gli intervalli di manutenzione del mezzo. www.om-still.it

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Mototamburi e rulli in acciaio inox

LOGISTICA&MOVIMENTAZIONE | News

Gamma Unit per l’industria alimentare e rulli per il trasporto industriale Rulli Rulmeca presenta a Cibus Tec la gamma di mototamburi Unit per l’industria alimentare dall’80 al 320, ideale per le applicazioni in ambienti normali, umidi e con lavaggi frequenti (IP66/69), nei processi di lavorazione alimentare, nell’imballaggio, nella pesatura dinamica e nella logistica. Sono facili da pulire riducendo drasticamente i rischi di contaminazione nei processi di lavorazione alimentare, ed essendo totalmente sigillati, privi di parti sporgenti e con assi esterni fissi, garantiscono la sicurezza nel trasporto a nastro dei prodotti. È stato aumentato il livello di protezione IP dei mototamburi fino all’IP69. Inoltre Rulli Rulmeca presenta rulli di alta qualità per il trasporto industriale di colli leggeri, medi e pesanti come: rulli serie 111 in tecnopolimero per il trasporto di carichi leggeri/medi, disponibili nei diametri 16, 20, 30, 40 e 50mm; rulli serie 117 con testate in tecnopolimero e cuscinetti radiali rigidi serie 6000, nei diametri 40, 50, 60, 63 e 80mm, realizzati con tubo in PVC, in acciaio zincato o Aisi 304; rulli comandati serie 135, dotati delle caratteristiche di base dei rulli serie 117, disponibili nei diametri 40, 50, 60 e 63, combinabili con tubo in acciaio normale, zincato e Aisi 304 o con tubo in PVC antiurto. www.rulmeca.com

Veicoli alimentati a idrogeno Tecnologia fuel cell applicata ai carrelli elevatori A Ecomondo Toyota Material Handling ha presentato un carrello elevatore che sfrutta la tecnologia delle celle a combustibile (fuel cell) a idrogeno. Insieme ad altri sette partner internazionali, è infatti tra i sostenitori del progetto europeo Hawl (Hydrogen and warehouse logistics), che ha l’obiettivo di diffondere la consapevolezza dei benefici della tecnologia fuel cell applicata ai carrelli elevatori. Nei carrelli elevatori alimentati con fuel cell di questo tipo, l’idrogeno viene erogato dal serbatoio e affluisce insieme all’aria (ossigeno) alle celle a combustibile (fuel cell stack). Queste ultime, combinando idrogeno ed ossigeno, producono energia elettrica, che viene quindi erogata al motore di trazione e al motore pompa. Rispetto alla propulsione a diesel o Gpl, l’impiego dell’idrogeno per l’alimentazione dei carrelli elevatori garantisce minori emissioni di CO2 con analoghe prestazioni in termini di produttività e tempi di rifornimento. Se confrontati, invece, con i carrelli elevatori elettrici che utilizzano batterie piomboacido, i veicoli alimentati da fuel cell ad idrogeno consentono maggiore autonomia e ridotti tempi di rifornimento, con un basso impatto in termini di emissioni nocive. www.toyota-forklifts.it

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Fiera leader mondiale Il mondo del bagno, tecnica degli edifici, dell’energia e della climatizzazione, energie rinnovabili

Robot certificati Tüv Saranno autorizzati nelle cleanroom ISO 5 o ISO 6 In seguito all’esito positivo dei test in base alla norma VDI 2083-9.1, i robot e rispettivi box di controllo Universal Robots hanno ottenuto la certificazione per le applicazioni in cleanroom dal Tüv Süd. In conformità alla norma industriale ISO 14644-1, i robot UR3, UR5 e UR10 d’ora in poi saranno autorizzati all’uso nelle cleanroom classe ISO 5. L’unità di controllo ha ottenuto invece l’autorizzazione per l’utilizzo nelle cleanroom di classe ISO 6. Questo crea le basi fondamentali per l’utilizzo dei cobot in settori industriali quali l’automazione di laboratorio, il settore alimentare e delle scienze naturali, l’industria medica e farmaceutica. In molti casi, la pulizia è il criterio decisivo per processi di automazione precisi, dalla produzione dei semiconduttori alla movimentazione di alimenti e attività di laboratorio. In queste applicazioni non sono solo importanti le caratteristiche dei robot UR (semplicità di utilizzo, collaboratività, flessibilità, precisione, Roi rapido), ma anche l’igiene, la facilità di pulizia e l’estrema affidabilità. La certificazione per le applicazioni in cleanroom offrirà l’opportunità di utilizzare i robot nell’automazione dei processi che richiedono cleanroom di classe ISO 5 o ISO 6.

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FOCUS | from Bruxelles

Direttiva macchine, Reach e cyber security: gli argomenti chiave per l’industria in Europa di Anna Dunne, Orgalime

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lungo considerato la spina dorsale dell’industria europea, il settore della meccanica è stato uno dei primi a risalire dopo la scossa subita dall’economia nella crisi del 2008. Recentemente però questo slancio ha cominciato a rallentare. Le esportazioni rimangono la linfa vitale dell’industria, mentre un mercato europeo debole rende difficoltoso trovare clienti di Paesi più vicini. Grazie alla fama di eccellenza di cui gode la meccanica, la competenza tecnologica europea resta un punto di forza con cui misurarsi. Tuttavia non si è messo in conto il crollo nel continente della quota di mercato a livello mondiale dal 40% di 15 anni fa al 26% di oggi, a fronte dell’agguerrita concorrenza da parte della Cina in particolare. Inoltre, le ripercussioni del voto della Brexit e il contraccolpo nel commercio continuano a riverberarsi sui mercati globali rendendo più difficile la crescita di un settore orientato verso l’export. L’industria si digitalizza In questo quadro mutevole, l’industria europea si sta rivolgendo alla digitalizzazione per scoprire nuove fonti di crescita. Molte aziende operanti nel settore della meccanica stanno già facendo leva sulla tecnologia digitale per rendere più serrati i processi produttivi e per creare da zero nuovi prodotti e servizi. Questa ha infatti la capacità di rafforzare controllo e automatizzazione mettendo in contatto le aziende con i loro clienti, a condizione che le aziende stesse sappiano come volgerli a loro vantaggio. A livello europeo si è registrata una grande attività nel promuovere lo sviluppo e l’utilizzo delle tecnologie che implementeranno la “quarta rivoluzione industriale”. Una strategia onnicomprensiva diffusa in aprile 2016 dalla Commissione Europea tracciava lo schema della digitalizzazione industriale. I finanziamenti europei per la ricerca e l’innovazione saranno destinati all’applicazione delle nuove tecnologie nel mondo reale e al sostegno delle aziende della meccanica che sperimenteranno soluzioni digitali. Inoltre quest’anno ha visto l’avvio di attività di standardizzazione a livello europeo in settori fondamentali per la digitalizzazione compreso l’internet delle cose, il 5G e il cloud computing. E, naturalmente, stiamo assistendo a iniziative analoghe a livello nazionale, compresa l’Italia che, seppure in ritardo, sembra stia progredendo con un programma ambizioso. L’impatto trasformativo della digitalizzazione non sarà tuttavia limitato alle linee di produzione. Le aziende meccaniche europee stanno anche esplorando nuovi modelli di impresa che hanno alla base la materia pri-

Direttiva Macchine: la Commissione Europea sta attualmente valutando se rivederne il testo nell’ambito del programma di messa in rete di tutta la legislazione UE. Molti operatori del settore paragonano la prospettiva di rivedere il testo ad aprire il vaso di Pandora. Sono infatti circa 800 le norme armonizzate con la Direttiva

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FOCUS | from Bruxelles

ma del futuro: i dati. Anche i legislatori europei stanno esaminando da vicino gli aspetti legali correlati alla titolarità dei dati, alla localizzazione dei dati, alla responsabilità e alla proprietà intellettuale. Per gli operatori dell’intera catena del valore, una sicurezza cibernetica inconfutabile sarà indispensabile per proteggere segreti e dati del cliente. A questo punto, l’azione a livello europeo comprende la Direttiva in materia di reti e sicurezza informatica e partenariati pubblico-privati sulla cibersicurezza. La sfida più urgente sarà quella di costituire un quadro normativo abbastanza solido da stabilizzare le aziende della meccanica ed i loro clienti e al tempo stesso mantenere la flessibilità necessaria per creare modelli innovativi di impresa. A Bruxelles si valuta una revisione della Direttiva Macchine Per le società con sede nell’Unione europea, un vantaggio fondamentale è la certezza giuridica di operare nel Mercato Unico. Mentre sono fondamentali norme rigorose per il buon funzionamento del mercato, districarsi all’interno del labirinto di leggi non è sempre facile. Per il settore della meccanica la Direttiva Macchine costituisce il fondamento della legislazione UE. Anche se ha sortito dei buoni risultati a partire dalla sua implementazione nel 2009, la Commissione Europea sta attualmente valutando se rivederne il testo nell’ambito del programma di messa in rete di tutta la legislazione UE. Considerando che sono circa 800 le norme armonizzate con la Direttiva, molti operatori del settore della meccanica paragonano la prospettiva di rivedere il testo ad aprire il vaso di Pandora. Inoltre la legislazione ambientale è spesso formulata a livello europeo ed essere sempre aggiornati sugli sviluppi è un must per l’industria. Una sfida che si sta profilando è la scadenza del 2018 per la registrazione al Regolamento europeo Reach sulle sostanze chimiche, che estende i requisiti di conformità ai costruttori o importatori di piccole quantità di sostanze pericolose (fino a 100 tonnellate annue). Per il settore della meccanica che è un utilizzatore finale, un motivo di preoccupazione è che se i fornitori hanno difficoltà ad adeguarsi entro la scadenza, potranno verificarsi interruzioni nella filiera. E ciò può essere difficile da gestire dato che, secondo le stime della Commissione, le sostanze che dovranno essere conformi saranno circa 70 mila. Nonostante le difficoltà nell’individuare nuovi modelli di crescita sempre tenendo sotto controllo i requisiti

legislativi, la digitalizzazione sta aprendo le porte a un futuro promettente per il settore dell’ingegneria meccanica in Europa. Ora, starà alle singole aziende sfruttare il vantaggio delle opportunità offerte. □

Obiettivo: costituire un quadro normativo solido per stabilizzare le aziende della meccanica e i loro clienti e al tempo stesso mantenere la flessibilità necessaria per creare modelli innovativi di impresa

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PASSAGGIO GENERAZIONALE: la cessione dell’azienda di Giuseppe Dolcetti, avvocato, Corporate Family Advisory

Luciana Breviglieri, nel 2016 ha venduto l’azienda dopo esserne stata alla guida per 23 anni: Breviglieri S.p.A, azienda fondata dal padre nel 1949 e specializzata nella progettazione e costruzione di macchine agricole, con un fatturato di oltre 12 milioni di euro, di cui l’80% all’estero, e più di 60 dipendenti.

Lei quando è entrata in azienda? Avevo 39 anni e lavoravo come l’architetto. Mio padre, che ne aveva 72, mi ha chiesto: sei sicura che non ti interessi l’azienda? Mi sono data un anno di tempo per capire. Sapevo un po’ di lingue e mi occupavo del commerciale, che a lui non piaceva. Purtroppo l’anno seguente mio padre è mancato improvvisamente. Cosa l’ha spinta a prendere in mano l’azienda? Non ho nemmeno avuto il tempo di pensarci: pur avendo una conoscenza ancora minima dell’azienda avvertivo fortemente il senso di responsabilità per il prestigio dell’azienda e per i dipendenti e le loro famiglie. Inoltre, sapevo di poter contare su una buona organizzazione. È stato difficile? È stato molto stressante specialmente perché sono una perfezionista e devo conoscere prima di operare. Alcuni dipendenti se ne sono andati perché non se la sono sentita di credere in me e anche per questo l’azienda ha passato, ma in seguito superato, momenti pericolosi.

Cosa ha fatto? Mi sono iscritta a corsi di tutti i tipi perché dovevo imparare tutto in fretta, e ci ho mandato anche i miei dipendenti. Mi sono concentrata sul commerciale. Sono stata dappertutto, non le dico quanti viaggi, ed i mercati esteri sono diventati più di 50. Pian piano mi sono sentita più sicura e i dipendenti hanno avuto stima di me.

Una possibilità da valutare nell’interesse della famiglia e dell’azienda, anche se risulta difficile

Per un certo periodo anche Suo figlio ha lavorato in azienda. Nel 2009, aveva 25 anni, ha iniziato a fare il commerciale. Ma non avevo una persona che potesse seguirlo. Io stessa ero sempre in giro. Ha lavorato per 6 mesi, ha fatto un paio di viaggi, poi è passato ad un’altra attività di famiglia, ed è molto contento. Quest’anno ha venduto. La società ha know-how e reputazione molto elevati, e gli ultimi bilanci erano ottimi. La scelta corretta è di vendere quando l’azienda è solida ed appetibile, non quando è disastrata: infatti, l’attuale momento storico in pochi casi dà il tempo per ristrutturare. D’altra parte il settore è molto competitivo e frammentato per cui le aggregazioni possono diventare opportunità di crescita. Perciò mi hanno cercata in tanti. Ho accettato solo in quanto mi è stata garantita la continuità del sito produttivo e dei dipendenti. Ci vuol coraggio a vendere un’azienda che va bene, d’altra parte per me l’azienda è sacra: quest’aggregazione ha tutte le premesse per garantire un futuro di crescita.

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Per ulteriori informazioni www.cfadvisory.it tel. +39 02 56566093

contenuto redazionale

Come è nata l’azienda? Mio padre, dopo aver lavorato in un’officina degli zii, a 23 anni, si è messo in proprio. Di notte progettava le macchine, di giorno ne produceva i prototipi e poi li testava “sul campo”. Era un vero genialoide e ha registrato numerosi brevetti nel corso degli anni. Fin dagli esordi ha iniziato a esportare in Germania e con essa l’azienda ha iniziato a darsi l’organizzazione adeguata per affrontare i mercati esteri.


FOCUS | Smart Factory

Piano Italia 4.0 Ripartire dagli investimenti di Gloria Presotto

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Il parco macchine italiano ha in media 12 anni. I tassi d’interesse sui prestiti alle imprese sono tra i più bassi di sempre (1,6% a novembre). È un ottimo momento per investire. E puntare sulle nuove tecnologie è necessario, affinché il Sistema Paese vada avanti. Il diktat è digitalizzare, rendere l’impresa smart e connessa. Così, dopo undici mesi di gestazione, il ministro dell’Economia Carlo Calenda ha presentato il 21 settembre a Milano i numeri del Piano nazionale “Industria 4.0”, inserito all’interno del disegno della Legge di Stabilità 2017. Un progetto ambizioso: si parla di 10 miliardi in più di investimenti privati in innovazione durante il prossimo anno e di 11,3 miliardi di spesa privata in più nel triennio 2017-2020 destinati a ricerca e sviluppo. Ma non solo: è previsto un incremento di 2,6 miliardi dei finanziamenti privati, soprattutto nel periodo iniziale d’investimento (il cosiddetto “early stage”) e un impegno pubblico di 13 miliardi di euro, distribuito in sette anni tra il 2018 e il 2024 per la copertura degli investimenti privati sostenuti nel 2017, attraverso il contributo di superammortamento, iperammortamento, Beni strumentali Nuova Sabatini e investimenti supportati

dal credito di imposta per la ricerca. Nello specifico, le agevolazioni prevedono che l’incremento dell’aliquota per investimenti Industry 4.0 venga innalzato dal 140% al 250%: il cosiddetto iperammortamento. Mentre per quanto riguarda il superammortamento, verrà prorogato con aliquota al 140%. Diretto a facilitare l’ingresso delle imprese italiane nella Quarta Rivoluzione industriale, portando la digitalizzazione a tutti i livelli del processo produttivo, il piano arriva dopo quelli già realizzati negli Stati Uniti (Manufacturing Usa), in Germania (Industrie 4.0) e in Francia (Industrie du Futur). Non si tratta però di una semplice replica di questi modelli, bensì di una versione taylor made per le caratteristiche delle nostre imprese, a maggioranza Pmi. Sono quattro le condizioni da rispettare per poter applicare in modo automatico l’iperammortamento. Innanzitutto il bene deve rientrare in una lista definita. Nella bozza della legge di stabilità vengono indicati come idonei i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave Industria 4.0. Tra questi troviamo, ad esempio, le macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia

Iper e supermmortamento promettono di svecchiare il parco macchine italiano e dare una scossa all’industria nazionale. Ecco come funzioneranno 41 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016


FOCUS | Smart Factory

Le agevolazioni prevedono che l’incremento dell’aliquota per investimenti Industry 4.0 venga innalzato dal 140% al 250%: il cosiddetto iperammortamento. Per quanto riguarda invece il superammortamento, verrà prorogato con aliquota al 140% elettroerosione, ma anche le macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura, e quelle per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti e la funzionalizzazione delle superfici. In secondo luogo, il bene deve essere interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Queste caratteristiche, poi, devono essere sostenute da una dichiarazione sostitutiva di atto notorio rilasciata dal legale rappresentante per i beni di valore inferiore a 500 mila euro, o da una perizia tecnica giurata per quelli di valore superiore. Infine, il termine per la consegna del bene è il 30 giugno 2018, ma solo dopo aver effettuato l’ordine e versato un acconto del 20% entro il 31 dicembre 2017. A tal riguardo, tuttavia, Confindustria ha presentato un emendamento per prorogare il termine al 30 settembre 2018 (la legge di stabilità definitiva sarà approvata entro dicembre). Analoghe agevolazioni valgono per gli investimenti in beni immateriali (software e applicazioni) effettuati in connessione con investimento nei beni materiali di cui sopra, ma per questo tipo di prodotti immateriali l’ammortamento viene maggiorato del 40%.

Valvole e rubinetti pronti alla sfida 4.0 Il 4.0 è una rivoluzione che coinvolge tutti i comparti della meccanica. A Baveno, l’associazione nazionale dei produttori di valvole e rubinetteria, Avr/Anima, venerdì 11 novembre si è data appuntamento per discutere su come, quando e perché applicare le tecnologie della quarta rivoluzione industriale. Nel corso della giornata di lavori, dopo i saluti del presidente Ugo Pettinaroli, è intervenuto Giambattista Gruosso, docente del Politecnico di Milano, che ha offerto una panoramica della trasformazione digitale. Secondo Gruosso sono quattro le idee per innovare: lavorare sui processi per renderli più efficienti, sui prodotti per aumentare la catena del valore, sulle risorse umane per valorizzare nuovi skill e su innovazione e startup per creare un ecosistema. Prodotto, processo e servizio rappresentano lati diversi dello stesso sistema, non scalini gerarchici: l’automazione deve essere considerata in primis un processo fluido, in cui le informazioni confluiscono da ogni livello. È così che il prodotto diventa smart, ossia informato, connesso, intelligente e autonomo. Le aziende italiane sono pronte, spiega Gruosso, a patto che si intervenga culturalmente: un buon 40% delle imprese, infatti, non è ancora abbastanza aggiornato sui processi di digitalizzazione. Ecco perché un intervento come quello del piano Italia 4.0 è essenziale, sottolinea Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison, presentando lo scenario macroeconomico e i trend del settore. L’Italia è infatti il secondo paese manifatturiero dell’UE-28 per valore aggiunto nell’industria del manufacturing, ma per mantenere tale leadership deve evolvere in tecnologia e cultura. All’interno di tale contesto rubinetti e valvolame rappresentano un’eccellenza: siamo il quinto fornitore degli Usa, il quarto della Cina, il secondo della Germania e il primo del Giappone. «Siamo di fronte a un cambiamento del modo di organizzare la produzione» conferma Ugo Pettinaroli, presidente Avr. «Lo sviluppo del dialogo digitale tra il produttore e le sue macchine è un processo ormai avviato. Intendiamo confrontarci anche sui significativi investimenti che dobbiamo prevedere». Tra i relatori, anche Eleonora Faina di Confindustria, Gabriele Caragnano di PricewaterhouseCoopers (PwC) e Paolo Colombaroli di Geico. Era presente Pascal Vinzio, presidente Ceir, Comitato europeo dei costruttori di valvole e rubinetteria.

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SERIE MG 1000 KG E 1500 KG

DUARO 2 KG

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EXPO & ME CATI l’industria meccanica 706 | 44


ORT ERI 45 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016


EXPORT&MERCATI

1.

Come pianificare il proprio business all’estero per arrivare preparati. Le esigenze principali? Essere informati sui mercati e accedere a potenziali business partner e controparti.

di Vincenzo Grassi, Partner PwC

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L’

internazionalizzazione richiede un approccio proporzionato a struttura e possibilità dell’azienda, in modo da non disperdere inutilmente risorse economiche e tempo. La decisione di entrare in uno o più mercati deve tenere in considerazione gli investimenti necessari per operare nel mercato di destinazione e tutelarsi dai rischi di natura commerciale, finanziaria e operativa. È fondamentale disporre di servizi quali assicurazione del credito, servizi logistici, servizi finanziari e legati alle risorse umane. Da un recente sondaggio realizzato da PwC in un programma di internazionalizzazione delle Pmi italiane, risulta che solo il 17% delle aziende ritiene di avere le competenze adeguate per sviluppare il business all’estero. Tra le principali difficoltà riscontrate si individuano la mancanza di informazione del mercato (37%), la necessità di adattare il prodotto alle richieste locali (32%) e la presenza di barriere all’ingresso (23%). La necessità di informazioni sui mercati insieme alle opportunità di business rappresentano la principale esigenza delle aziende. Quali sono gli strumenti chiave per il processo di internazionalizzazione ? Innanzitutto lo sviluppo di un piano strategico che preveda un’analisi sulle potenzialità dei mercati esteri prioritari, l’identificazione di criteri/KPIs per individuare i paesi target (dimensione mercato, tasso di crescita, barriere all’entrata e fattori di rischio legati al contesto macroeconomico). Ma anche l’analisi dell’evoluzione storica e prospettica, dimensione e trend del mercato rispetto ad alcune analisi come canale, sotto-categoria prodotto (fascia prezzo; contesto competitivo; conte-

sto distributivo, trend di consumo). Poi la definizione di un piano di go to market concreto che contenga le direttrici di sviluppo, la strategia di ingresso nel mercato (canali distributivi ed eventuali partnership/ joint venture con distributori/retailer, modello di business, iniziative di marketing e comunicazione a sostegno), un piano economico/finanziario per lo sviluppo internazionale nel breve-medio termine (3-5 anni), un piano di azione concreto che definisca attività, tempistiche e priorità, ruoli e responsabilità e milestones, un piano di dettaglio contenente i fattori abilitanti, gli aspetti logistici, i sistemi IT, i rischi presenti (Capex, Brand Dilution, Operations). Serve supporto in ambito fiscale per la necessità di considerare la dimensione transnazionale della fiscalità la cui corretta gestione è cruciale per le imprese italiane che cercano di espandersi all’estero. Le imprese devono, da un lato, operare nel rispetto delle legislazioni tributarie dei diver-

si paesi in cui investono e, dall’altro lato, devono disporre di una strategia fiscale che sia allineata alla struttura societaria, al modello operativo e di business. Risulta indispensabile tenere in considerazione il regime fiscale in atto, l’imposizione fiscale, così come le opportunità connesse agli incentivi sulla ricerca e sviluppo previsti nei diversi territori. La conoscenza delle differenze culturali e normative è essenziale. Se assente, può compromettere il buon esito delle trattative. Allo stesso modo la conoscenza nel dettaglio della normativa locale è d’obbligo: considerare superficialmente gli aspetti contrattuali e legali può comportare gravi perdite di denaro. Le aziende che desiderano internazionalizzarsi devono porre attenzione alle certificazioni necessarie per la commercializzazione dei propri prodotti all’estero, considerando che spesso si registra una forte differenza fra le norme scritte e la prassi applicativa quotidiana, la variabilità

Da un recente sondaggio realizzato da PwC sulle Pmi italiane, risulta che solo il 17% delle aziende ritiene di avere le competenze adeguate per sviluppare il business all’estero.

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EXPORT&MERCATI

del comportamento tra i vari attori deputati ai controlli e l’ampia discrezionalità nell’interpretazione delle norme pratiche, comportamenti e tempistiche diversi a seconda dei punti di ingresso dei prodotti, delle categorie merceologiche e simili. Capire il ruolo degli organismi che regolano a livello internazionale la produzione e commercializzazione dei prodotti è una condizione indispensabile in molti casi e per molti Paesi non è sufficiente, può capitare che i Paesi emanino delle norme specifiche sulla importazione di determinati prodotti, con la finalità di tutelare il consumatore (es. Ogm) e creare barriere a difesa delle produzioni locali. È pertanto necessario essere costantemente aggiornati sulla evoluzione della normativa e consultare le fonti principali di informazione. La sfida dell’internazionalizzazione La ridotta crescita dei mercati locali e l’espansione dei mercati emergenti impongono alle imprese di crescere. L’internazionalizzazione è un processo complesso e le aziende italiane che ne partecipano si possono classificare in due modi. Da un lato ci sono quelle che hanno già avuto successo su alcuni paesi esteri e sono alla ricerca di nuovi mercati in cui espandersi; dall’altra le aziende ancora poco internazionalizzate e alla ricerca di informazioni e consigli su come avviare una strategia di internazionalizzazione. La dimensione delle aziende incide poi sulle strategie. Il punto di partenza, soprattutto per le piccole e medie imprese, nella gran parte dei casi è la partecipazione a una fiera o una missione all’estero, da cui si ottiene una moltitudine di contatti senza la reale capacità di dare un seguito.

L’internazionalizzazione, anche quando si traduce nella semplice esportazione o nell’avvio di attività all’estero, richiede sempre una pianificazione attenta: dalla stesura di un piano strategico di sviluppo alla necessità di adattare i propri prodotti al mercato target, dall’acquisizione di certificazioni specifiche al rispetto degli aspetti normativi e legislativi dei paesi. Alla base di un progetto di crescita all’estero sono necessari, quindi, un piano strategico e un piano operativo strutturati, che ricoprano tutti gli ambiti in gioco (analisi dei mercati e valutazione delle opportunità, quadro fiscale e normativo, aspetti logistici e doganali, proprietà intellettuale etc.). □

Principali mercati target

Europa 70%

Asia 10% Nord America 10%

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80%

delle aziende dichiarano di essere attive a livello nazionale.

87

percento

di queste svolge esclusivamente export o sviluppo di relazioni commerciali.

solo il

17%

delle aziende ritiene di avere le competenze adeguate per sviluppare business all’estero.

I N O L T R E nel 40% delle aziende, MENO del del personale parla inglese

10

%

LE PRINCIPALI DIFFICOLTà INCONTRATE NEL PROCESSO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE SONO:

37

%

mancanza di informazioni sul mercato locale

necessità di adattare il prodotto al mercato

32

%

le aziende sentono il bisogno di:

83

% suinformazioni opportunità

76

accesso a potenziali business di partner e controparti

di business

%


FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI NAZIONALI DELL'INDUSTRIA MECCANICA VARIA ED AFFINE

ANIMA per l’Internazionalizzazione presenta

EXPORT DAY

USA

27 gennaio 2017

Sede ANIMA Milano, ore 10.00 – 17.00 ALLA (RI) SCOPERTA DELL’AMERICA COME CAMBIA IL MODO DI FARE BUSINESS CON GLI STATI UNITI E QUALI PROSPETTIVE PER LA MECCANICA

ProgrAMMA ore 09.30

Accoglienza

ore 10.00

Introduzione Paese – ANDREA ROSA, Consolato degli Stati Uniti – Select USA

ore 11.30

Aspetti contrattuali e legali – Avv. ANTONIO VALLA, Studio legale internazionale Valla & Associates, Inc. P.C.

ore 13.00

B2B lunch

ore 14.00

Fare business oggi – BRUNO MONTANARO, Nuove Sales U.S. Business Development for Foreign Companies

ore 15.30

Barriere agli scambi commerciali, strumenti e specificità doganali legate al territorio – ALESSANDRO DI SIMONE, Easyfrontier partner del Progetto Dogana Facile di ANIMA

ore 17.00

Q&A e conclusione del seminario

Gli USA post-elezione: un Paese complesso, in continua evoluzione, oltre che un grande partner commerciale per le imprese italiane, sul quale è indispensabile per ogni azienda restare costantemente aggiornati per il proprio business estero. Una giornata dedicata all’evoluzione economica, ai nuovi aspetti di contrattualistica e degli scambi commerciali, in rapporto diretto con autorevoli professionisti internazionali.

Al termine di ogni intervento segue un momento di confronto tra partecipanti e relatori, pertanto gli orari indicati sono flessibili

Accedi al webform e ISCRIVITI SUBITO >> Per informazioni: Federazione Anima | Comunicazione, Relazioni esterne e Internazionalizzazione tel. +39 0245418.500 – mailto: internazionalizzazione@anima.it | www.anima.it 49 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016

SEgUICI


EXPORT&MERCATI

2.

Priorità Nafta Ritorno in Kazakistan Un occhio a Iran e Asean I nuovi programmi Ice per la meccanica di Ferdinando Pastore, Ice

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er favorire l’internazionalizzazione dell’intero settore, l’Agenzia Ice ha programmato una serie di iniziative, focalizzate in primis sui mercati dell’area Nafta, e in particolare sugli Stati Uniti, dove nel 2017, ad esempio, verrà potenziato il progetto speciale “Meccanica Usa 2015”. Una serie di attività, volte a rafforzare la percezione della tecnologia italiana come portatrice di eccellenza tecnico-scientifica, sottolineeranno l’integrazione fra impresa e ricerca per cogliere le opportunità offerte dalla crescita degli investimenti industriali negli Usa. Il programma sarà esteso, per alcune parti, all’intera area Nafta – includendo Messico e Canada – sia nelle attività riferite al programma pluriennale “Machines Italia”, sia per azioni a carattere plurisettoriale quale la realizzazione degli “Italian Technology Award” in collaborazione con Università e altri partner locali e, in Italia, con le associazioni imprenditoriali dei settori interessati. Saranno inoltre messi a punto progetti ad hoc per Cina, Russia e Turchia nell’ambito del programma governativo “Industria 4.0”. Essi prevedranno una strategia di comunicazione a 360 gradi volta anche a consolidare i rapporti di collaborazione con partner di rilievo – come accaduto in US con il M.I.T. – e le associazioni di categoria italiane per incentivare rapporti B2B permanenti. Continueranno, a latere, le partecipazioni a fiere di settore nonché l’organizzazione di giornate tecnologiche, seminari e incontri bilaterali, come l’intervento italiano a Expo 2017 “Future Energy” ad Astana, Kazakistan. A completamento di un quadro di interventi incentrato sulla multicanalità, proseguiremo l’attività di scouting sui mercati emergenti (come Sud Est Asiatico e Iran). □

Anche progetti per Cina Russia e Turchia nell’ambito del programma 4.0 51 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016


EXPORT&MERCATI

3.

Finanziare i propri investimenti La stretta del credito vissuta dalle imprese negli ultimi anni le ha spinte a una ricerca di canali integrativi. di Alessandro Decio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Sace

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li investimenti delle imprese sono tra i più chiari indicatori della salute di un’economia e della fiducia degli operatori, nonché il principale e migliore fattore di crescita. Dare loro un nuovo slancio è il presupposto per consentire alle imprese di restare su un cammino di crescita e presidiare adeguatamente i mercati esteri da cui provengono oggi le migliori opportunità di crescita. Negli anni, Sace e Simest si sono dimostrate partner cruciali per le imprese, con ruoli sinergici e complementari, accompagnando, per le loro aree di competenza, le aziende italiane nel mondo. Con la recente integrazione tra Simest e Sace, si concretizza il “Polo italiano per l’export e l’internazionalizzazione”: grazie all’integrazione e ottimizzazione dei punti di contatto tra le diverse società che rientrano nel perimetro di Sace, le imprese hanno ora un unico punto di accesso all’offerta del gruppo Cassa depositi e prestiti dedicata all’export e all’internazionalizzazione. Un supporto che potrà dispiegare il suo massimo potenziale nei prossimi quattro anni, in base alle indicazioni del Piano industriale del gruppo, a cui, attraverso il Polo unico, saranno destinati 63 miliardi di euro per supportare le attività di export e internazionalizzazione. Le imprese italiane possono contare su una gamma completa di prodotti. Sace negli anni ha ampliato le soluzioni assicurativo-finanziarie offerte, passando dal classico export credit a strumenti finanziari più evoluti sia per sostenere l’erogazione di finanziamenti bancari sia per favorire l’accesso a strumenti alternativi al canale creditizio. Le garanzie finanziarie di Sace migliorano l’accesso al credito delle imprese, anche delle Pmi, interve-

Nasce il polo italiano per la crescita all’estero nendo a garanzia dei finanziamenti a sostegno di capitale circolante o destinati a un ampio spettro di attività connesse all’internazionalizzazione: da investimenti diretti all’estero, come acquisizioni, fusioni o joint venture,a investimenti in Italia in ricerca e sviluppo, da spese per acquisto o rinnovo di macchinari e impianti, ad attività di comunicazione e marketing. La capacità d’intervento di Sace è ampliata da numerosi accordi e convenzioni con istituti di credito nazionali e locali, e con istituzioni finanziarie europee. Nell’ultimo anno è stato inoltre lanciato il programma “2i per l’Impresa - Inno vazione&Internazionalizzazione” in collaborazione con Fondo europeo degli investimenti (Fei) e Cassa depositi e prestiti, che permette alle Pmi di accedere alle risorse messe a disposizione dal Piano Juncker per investimenti in internazionalizzazione e ricerca e sviluppo. Negli anni Sace ha lanciato nume-

rose iniziative per permettere alle imprese di accedere a fonti diverse di finanziamento, tra queste il Fondo Sviluppo Export, il fondo con garanzia Sace consente alle imprese di emettere obbligazioni per ottenere risorse per i propri progetti di crescita all’estero. Vanno in questa direzione anche gli strumenti di Simest, specializzata nel sostegno agli investimenti esteri. Le soluzioni proposte da Simest comprendono finanziamenti a tasso agevolato a sostegno dell’internazionalizzazione, che possono avere diverse destinazioni d’uso come spese per studi di fattibilità, programmi di inserimento, partecipazione a fiere e mostre, contributi agli interessi a supporto dell’export, che consentono all’impresa italiana di accordare al cliente estero dilazioni di pagamento più competitive, fino alla partecipazione diretta al capitale delle imprese, attraverso una quota di minoranza. □

Nei prossimi quattro anni, in base alle indicazioni del Piano industriale del gruppo Sace/Simest saranno destinati 63 miliardi di euro per supportare le attività di export e internazionalizzazione 53 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016


EXPORT&MERCATI

4.

Cambia il commercio globale Stabilire partnership e vendere direttamente ai clienti finali per incrementare il fatturato all’estero e il rendimento degli investimenti

di Ludovic Subran, capo economista di Euler Hermes

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a crescita del commercio globale rallenterà nel 2016 al +2,1% in volume, con una trascurabile accelerazione al +3,1% nel 2017. Questo è quanto si ricava dal recente studio (Trade wars: the force weakens) di Euler Hermes. Gli scossoni sul versante della domanda nei paesi emergenti, i prezzi delle materie prime troppo bassi per troppo tempo, l’ondata delle svalutazioni monetarie in tutto il mondo ed una crescente tendenza verso l’isolamento (minore dipendenza dal commercio) spiegano questa performance deludente. Fra il 2014 e il 2016 il mondo ha perso un volume di scambi di merci e servizi pari a 3.129 miliardi di dolalri, quasi il Pil tedesco, e sfortunatamente sono poche le prospettive di tornare ai ritmi precedenti la crisi finanziaria, anche dopo il 2017. Sul lato esportazioni, in un contesto di decelerazione della domanda i paesi europei dovrebbero essere in posizione primaria per quanto riguarda i proventi delle nuove esportazioni, mentre gli esportatori di materie prime continueranno a soffrire. La Germania occuperà il primo posto con 75 miliardi di Usd di maggiori esportazioni nel periodo 2016-17, seguita da Francia (42 miliardi), Irlanda (38 miliardi) ed ex aequo da Italia e Spagna (34 miliardi). La Cina è solo in quinta posizione con 33 miliardi di Usd di maggiori esportazioni, a testimoniare il difficile rimbalzo della “export machine” cinese. In futuro, la crescita del commercio globale reale dovrebbe attestarsi sotto al +4% l’anno, anche per quanto riguarda il medio termine. Secondo l’assicuratore crediti, tre sono i motivi fondamentali: 1. Gli spostamenti strutturali della

La crescita annuale del volume di scambi si fermerà sotto al 4% domanda globale, in quanto la Cina e gli Usa continuano ad abbandonare il ruolo di motori del commercio mondiale. La Cina si sta spostando verso un modello a minore intensità di importazioni, dove gli elementi trainanti saranno i servizi e i consumi privati. Negli Stati Uniti la rivoluzione energetica si traduce in minori importazioni di energia. Secondo Euler Hermes, una diminuzione di 1% nelle importazioni reali dalla Cina e dagli Usa potrebbe significare per la crescita del commercio globale ri0

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spettivamente fino a -0,3% e -0,2%. 2. La frammentazione finanziaria rende molto complicato finanziare gli scambi e il credito (in dollari americani), mentre la svalutazione competitiva non è riuscita a sostenere gli scambi a livello globale. 3. Il settore privato è stato colto di sorpresa dalla crescita dei rischi politici e delle misure protezionistiche. A livello globale, i consumatori chie40

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Germania

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Francia

42

Irlanda

38

Italia

34

Spagna

34

Cina

33

Vietnam

32

Giappone

28

Paesi Bassi

28

Svezia

27

Belgio

23

Danimarca

15

Repubblica Ceca

13

Polonia

13

Svizzera

13

Messico

11

Stati Uniti

11

Israele

10

Hong Kong

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Austria

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Proventi generati dalle maggiori esportazioni per paese (importo cumulativo delle maggiori esportazioni nel periodo 2016-2017 in miliardi di Usd) Fonte: Euler Hermes


EXPORT&MERCATI

dono più servizi ed esperienza che merci, finanziare il commercio è diventato più complesso e costoso e sia il rischio politico che il protezionismo sono in crescita. Riteniamo che la ricetta della globalizzazione dovrà evolversi in qualcosa di più inclusivo, più fondato sulla fiducia e gestito in maniera diversa sia dai politici che dai massimi dirigenti. In tale contesto, le imprese dovranno trovare nuove alternative per espandere le proprie attività: • Potrebbero far ricorso alla “servitization” e “digitalization”, in quanto entrambe permettono alle imprese di diventare multinazionali più rapidamente di prima, anche con una dimensione iniziale più piccola (micro multinazionali). Lo scambio di servizi ha subito meno sussulti rispetto a quello delle merci: le esportazioni di servizi si sono mantenute stabili al 6,7% del Pil globale nel periodo 2014-2015, mentre le esportazioni di merci sono scese al 22% nel 2015 (dal 24% nel 2014). I flussi di dati da un paese all’altro sono risultati immuni al rallentamento del commercio globale. Il parametro Enabling Digitalization Index (Edi) di Euler Hermes dimostra come la Germania, i Paesi Bassi e la Svezia siano posizionati meglio per trarre beneficio da queste trasformazioni. • Le imprese potrebbero decidere di far ricorso agli investimenti stranieri per crescere e internazionalizzarsi in maniera diversa. Lo scorso anno le operazioni di M&A fra paesi diversi hanno toccato la cifra record di 1,6 trilioni di dollari, con la Cina al timone di questa nuova ondata di internazionalizzazione. • Sulla scia dei deludenti risultati di “mega trade” orizzontale, la riscoperta dei blocchi verticali regionali appare come una mossa necessaria: Europa/Medio Oriente/Africa, America del Nord/America del Sud, Asia Meridionale/Asia Orientale. Esportare non è come fare una passeggiata nel parco, ma le imprese potrebbero scegliere di incrementare le vendite all’estero e il rendimento delle attività di investimento stabilendo delle partnership effettive e vendendo direttamente ai clienti finali, invece di generare dalla propria sede i tradizionali proventi da esportazione. Oltre alle imprese di punta, la sorpresa in questo nuovo paradigma commerciale potrebbe arrivare da imprese più piccole, più giovani e più grintose, in quanto le barriere d’ingresso sono minori di prima. □

I consumatori chiedono più servizi ed esperienza che merci. Finanziare il commercio è diventato più complesso e costoso e sia il rischio politico che il protezionismo sono in crescita

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EXPORT&MERCATI

di Mauro Ippolito, Wings Partners

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’hedging è lo strumento di copertura finanziaria che blocca il prezzo delle valute o delle commodities quotate in Borsa annullando i rischi di movimenti avversi dei prezzi. Si evita così l’oscillazione dei prezzi attraverso l’uso di strumenti finanziari utilizzati sul mercato Forex e dalle Borse Merci Mondiali, come London Metal Exchange, Chicago Mercantile Exchange e InterContinental Exchange, effettuando operazioni uguali ma di segno contrario sul mercato dei futures quotati in borsa. I mercati valutari sono in continuo movimento. Una corretta gestione finanziaria deve utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per trarne vantaggio e limitare i rischi.

Annullare i rischi di movimenti avversi dei prezzi di valute e commodities. Lo strumento è l’hedging.

L’hedging e la copertura finanziaria sul cambio euro-dollaro Si prenda come esempio un imprenditore italiano che vende il proprio prodotto all’estero con pagamento a 30 giorni in dollari. Una volta accordati gli aspetti pratici con il cliente, si apre un problema valutario, ovvero che nel dato periodo di tempo i dollari si svalutino contro l’euro. La soluzione è vendere in borsa i dollari che si incasseranno dopo un mese così da bloccare il rischio. A scadenza, una volta incassato il pagamento da parte del cliente, si provvede a riacquistare i dollari in borsa. Il risultato dell’operazione è pertanto nullo in quanto, se il dollaro si è deprezzato si incassa meno in termini di controvalore dal cliente, ma si avrà guadagnato il medesimo ammontare in borsa. L’incasso della vendita concordata, quindi il margine operativo, non è influenzabile da un evento sfavorevole come un movimento contrario del cambio. Un esempio in termini numerici Si ipotizzi di vendere prodotti del valore di un milione di dollari. Il cambio euro-dollaro è al momento 1,0950. Il controvalore della vendita è pari a 913.242 euro. Se tra un mese, ovvero quando il cliente riceverà 1 milione di dollari, il cambio sarà per ipotesi a 1,1050, il controvalore della vendita sarà pari a 904.977,37 euro. Solo per effetto del cambio il risultato sarà di una perdita netta pari a 8.264,63 euro. Con l’hedging, si può vendere dollari a 1,0950 per un milione di dollari e, dopo un mese, acquistare un milione di dollari al cambio 1,1050. In questo caso l’utile risulta pari a 8.264,63 euro e va a coprire la perdita dal lato fisico. Le stesse operazioni valgono per le esposizioni valutarie in yuan, lira turca, rublo, sterlina e yen.

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EXPORT&MERCATI

L’hedging e le commodities L’esperienza ventennale di Wings Partners sul London Metal Exchange (LME) è un chiaro esempio di come l’hedging possa bloccare il costo della materia prima, nel caso specifico dei metalli non ferrosi (rame, alluminio e leghe, zinco, piombo, nichel e stagno). Ma l’esempio può essere esteso anche alle commodities agricole, quali caffè, mais, zucchero e simili. L’hedging e l’alluminio Si ipotizzi che in data 15 aprile un consumatore sia interessato al prezzo a termine per il 15 luglio la cui quotazione è pari a 1.900 dollari. Fissa questo prezzo in acquisto aprendo una posizione sul LME. Lo stesso giorno, il consumatore chiude un contratto per l’acquisto di fisico dal fornitore per consegna il 15 luglio sulla base del prezzo LME per la data considerata (il prezzo LME per una data specifica viene, per prassi, fissato due giorni prima). Il giorno della fissazione (13 luglio), il prezzo LME per consegna 15 luglio è quotato 2.000 dollari/ tonnellata. La consegna di metallo fisico ha avuto luogo a 2.000 dollari/tonnellata. Contemporaneamente è stato realizzato un utile derivante dalle posizioni di Borsa (LME) di 100 dollari/tonnellata. L’obiettivo di prezzo iniziale (1.900 dollari/tonnellata) è stato raggiunto. □

Prevedere le oscillazioni delle valute e del costo della materia prima. Wings Partners ha introdotto la cultura dell’hedging nella normale amministrazione di flussi di cassa in valute diverse dall’euro e dell’approviggionamento delle materie prime

Risultato senza l’hedging Data

Scadenza

Ammontare in $

Cambio eur-usd

Controvalore atteso in €

20/10/2016 20/11/2016

20/11/2016 20/11/2016

- $ 1.000.000 + $ 1.000.000

1,0950 1,1050

- € 913.242 + € 904.977,37

Risultato dell’operazione: - € 8,264,63

Risultato con l’hedging (operazione fisico) Data

Scadenza

Ammontare in $

Cambio eur-usd

Controvalore atteso in €

20/10/2016 18/11/2016

20/11/2016 20/11/2016

- $ 1.000.000 + $ 1.000.000

1,0950 1,1050

- € 913.242 + € 904.977,37

Risultato dell’operazione: - € 8,264,63

Risultato con l’hedging (operazione borsa) Data

Scadenza

Ammontare in $

Cambio eur-usd

Controvalore atteso in €

20/10/2016 18/11/2016

20/11/2016 20/11/2016

- $ 1.000.000 + $ 1.000.000

1,0950 1,1050

+ € 913.242 - € 904.977,37

Risultato dell’operazione: + € 8,264,63

15 aprile

acquisto di 20 lotti di alluminio futures con scadenza 15 luglio a 1900$

apertura di un contratto per la consegna di 500 tonnellate di alluminio per il 15luglio sulla base del prezzo LME per la data considerata.

13 luglio

vendita di 20 lotti di alluminio futures con scadenza 15 luglio a 2000$

fissazione del prezzo di acquisto del metallo fisico a 2000$

15 luglio

chiusura della posizione della Borsa con un profitto di 100$/ton

ritiro di 500 tonnellate di alluminio fisico a 2000$

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Come le semplificazioni doganali impattano sul commercio delle imprese italiane Fulvio Liberatore e Marco Polizzi di Easyfrontier hanno partecipato a Picard 2016 come delegati Anima

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di Fulvio Liberatore, Easyfrontier

a dogana del nuovo millennio? Se da un lato aumentiamo le barriere difensive e gli oneri tecnici per chi produce e commercia, dall’altro abbiamo un aumento esponenziale del commercio illegale, con danni progressivi inimmaginabili: non solo tabacchi, prodotti dual use, prodotti farmaceutici, alcolici, opere d’arte ma anche ricambi, tecnologie e soluzioni di tutti i tipi finiscono per scegliere le strade più comode del contrabbando, alleandosi, anche involontariamente, con il commercio di stupefacenti e armi, e rendendo il mondo un posto decisamente insicuro. La riposta non può essere rappresentata dai controlli tradizionali e ossessivi, assolutamente inefficaci a livello statistico quanto, piut-

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EXPORT&MERCATI | Dogana

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EXPORT&MERCATI

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Come le semplificazioni doganali impattano sul commercio delle imprese italiane di Fulvio Liberatore, Easyfrontier

Fulvio Liberatore e Marco Polizzi di Easyfrontier hanno partecipato a Picard 2016 come delegati del Progetto Dogana Facile Anima

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a dogana del nuovo millennio? Se da un lato aumentiamo le barriere difensive e gli oneri tecnici per chi produce e commercia, dall’altro abbiamo un aumento esponenziale del commercio illegale, con danni progressivi inimmaginabili: non solo tabacchi, prodotti dual use, prodotti farmaceutici, alcolici, opere d’arte ma anche ricambi, tecnologie e soluzioni di tutti i tipi finiscono per scegliere le strade più comode del contrabbando, alleandosi, anche involontariamente, con il commercio di stupefacenti e armi, e rendendo il mondo un posto decisamente insicuro. La riposta non può essere rappresentata dai controlli tradizionali e ossessivi, assolutamente inefficaci a livello statistico quanto, piuttosto, dall’evoluzione dell’e-customs, delle single Windows nazionali e integrate e dalle autorizzazioni Aeo. È questo il disegno in filigrana tracciato da Picard, la Conferenza annuale dell’Organizzazione mondiale delle dogane (Wco - World Customs Organization) riservata alla presentazione delle più approfondite e avanzate ricerche e analisi in materia doganale. Appuntamento che ha visto, a Manila dal 26 al 29 settembre scorso, la partecipazione di rappresentanti provenienti da più di 50 paesi. Molti i temi sul tavolo. Tre le tematiche trasversali per il mondo industriale, di grande impatto sul futuro dei controlli doganali, destinati a evolversi nel senso della semplificazione e dell’uniformità a livello globale ma anche nel senso di una loro molto maggiore incisività, a tutela del commercio legale e leale. L’operatività doganale impatta sulle multinazionali Il primo tema, discusso nel corso della seconda sessione plenaria del 26 settembre, era rubricato come: Custom Management: Transit and Trade Facilitation. Andrew Grainger, dell’Università di Nottingham, ha presentato i risultati di un lavoro di ricerca sulla gestione dell’operatività doganale e dei suoi impatti sull’organizzazione delle imprese multinazionali. Dalla ricerca è emersa la necessità di prevedere, nell’organizzazione delle aziende, una figura che possa coordinare, in modo non casuale e senza affidarsi ciecamente a terzi, l’operatività doganale e non solo essa: politica doganale e suoi impatti sull’organizzazione logistica e sulla fiscalità interna e internazionale costituiscono uno dei temi più sentiti dalle multinazionali intervistate dai ricercatori di Nottingham. Nel corso del dibattito è emerso come la tematica stia diventando di grande attualità anche per le imprese di

dimensioni minori ma con forte vocazione all’esportazione e all’internazionalizzazione. Le più stimolanti ipotesi di lavoro emerse, oltre a un’estensione della ricerca al vastissimo settore delle Pmi, riguardano la formazione e la certificazione delle competenze del “customs manager”, figura di riferimento che può essere sì interna, laddove economicamente e organizzativamente compatibile, o anche esterna, come spesso sono consulenti fiscali e legali, ma molto vicina agli interessi e agli orientamenti dell’azienda. Oggi, infatti, la dogana interconnessa a livello globale presenta sfide da affrontarsi con consapevolezza: non solo come oneri connessi alla logistica e alla consegna dei beni ma vera e propria piattaforma strategica di sviluppo del commercio e della competitività. Dalla Cina all’Iran verso un approccio Single Window Altra tematica di grande impatto, anche in una prospettiva di breve periodo, è l’evoluzione della digitala customs: dalla Cina e la Corea (due studi, uno di Huawei Technologies e uno dello Shaghai Customs College) all’Iran (due ricercatori dell’università di Teheran) e all’Africa centrale e meridionale (esperienze in Madagascar, Gabon, Costa d’Avorio) emergono nuovi approcci e nuovi strumenti, tutti improntati all’obiettivo, condiviso anche a livello Wto, di una progressiva adozione della metodologia Single Window (per la gestione integrata degli adempimenti richiesti dalle diverse amministrazioni, polizie ed enti di ogni genere) e dell’espansione delle funzionalità dei modelli e-customs. In particolare, in Cina si va verso la trasformazione dei sistemi e-port e eCustoms in una National Single Window mentre in Iran si sta sperimentando un nuovo modello (Iccs) per il miglioramento delle performance dei sistemi informativi connessi alle dogane. La Corea ha già attivato, con risultati molto positivi, un proprio sistema di single window interagenzia (la ricerca faceva anche il punto sulla diffusione nel mondo di soluzioni single window) mentre in Africa già si ragiona sull’utilizzo operativo dei dati di dettaglio emergenti dalle analisi statistiche doganali. Il punto su certificazione Aeo e origine non preferenziale A Picard 2016 l’approccio più legato ai temi tradizionali (e forse più sentiti direttamente dalle nostre imprese) è stato rappresentato da due sessioni tematiche: la prima, relativa all’evoluzione dell’Aeo (figura che, nell’Unione

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EXPORT&MERCATI

Si è svolta a settembre Picard, la Conferenza annuale del Wto riservata alla presentazione delle più approfondite e avanzate ricerche e analisi in materia doganale. Ecco i temi più importanti

europea, è diventata l’autorizzazione come operatore economico autorizzato), si è concentrata sull’analisi dei dati emersi di due indagini molto ben strutturate condotte, con approcci e modelli condivisi, dalla Crossborder Research Association, istituto di ricerca svizzero, e dall’università di Zaragoza (Spagna). I ricercatori (Juha Hintso e Luca Urciuoli) hanno verificato come l’Aeo, pur destando tuttora molto interesse e grandi attese, non riesce ancora ad essere apprezzato nelle sue piene potenzialità, sia dalle imprese (che tardano, anche a livello globale, ad aderirvi e ad affrontare il percorso di certificazione) sia dalle dogane (che non riescono, da parte loro, ad erogare adeguati e percepibili benefici alle imprese autorizzate). Ciò nonostante, tutti concordano sulla marcia inarrestabile dell’Aeo e sulla sua sempre maggior diffusione, come strumento complementare a ogni efficace metodologia di controllo e di analisi dei rischi: infatti, solo dagli esempi diffusi di compliance doganale, di condivisione di metodi e regole, può nascere un modello efficace di controllo e di estrazione dei dati rilevanti per lo svolgimento delle attività di controllo doganale a tutela degli interessi dei cittadini e delle imprese. La seconda sessione di impianto “tradizionale” ha visto la discussione dei temi più classici: classifica, valore in dogana e origine delle merci. Nel corso della sessione, Mararja Saluste Kukalne, del subdirettorato della Wco per l’origine delle merci ha presentato lo stato dell’arte: pur rappresentando l’origine non preferenziale delle merci uno dei cardini per la gestione delle misure di difesa commerciale (dazi antidumping e dazi compensativi) e per il controllo degli scambi commerciali, non si è ancora giunti a una definizione tecnica condivisa dell’origine, applicabile in modo sistematica e certo alle merci. Shujie Zang, con altri due colleghi, dello Shanghai Customs College, ha presentato il sistema cinese delle “advanced rulings”, ossia della classificazione preventiva delle merci (in Ue il sistema prende il nome di “Informazione tariffaria vincolante” ed è puntualmente disciplinato dal nuovo Codice Doganale dell’Unione): si tratta, secondo i ricercatori, di un ottimo strumento di governo “olistico” degli scambi. Il compito delle imprese, delle nostre imprese, che poi muovono il mondo, è certamente quello di farsi sentire in tutte le sedi ma anche di adottare modelli organizzativi efficaci e consapevoli, accelerando i processi di sdoganamento e liberando, così, le necessarie risorse per la lotta al commercio illegale. □

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Solo dagli esempi diffusi di compliance doganale, di condivisione di metodi e regole, può nascere un modello efficace per lo svolgimento delle attività di controllo doganale a tutela di cittadini e imprese. 65 | NOVEMBRE DICEMBRE 2016


7.

EXPORT&MERCATI

I contratti internazionali: quale legge si applica? Possono essere insidiosi. Ecco come fare.

di Hanz Giovanni Chiappetta e Marika Romani, Lawtelier

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U

na percentuale sempre maggiore del fatturato delle imprese italiane viene realizzato con l’export. Le imprese, dunque, stipulano in continuazione contratti internazionali, talvolta senza essere coscienti delle insidie che tali contratti comportano. Tra le più importanti ci sono quelle che riguardano la legge applicabile al rapporto. L’impresa avveduta dovrebbe sempre chiedersi quale legge si applica al rapporto commerciale che sta ponendo in essere negoziando, se necessario, l’inserimento di una specifica clausola nel contratto. Occorre preliminarmente chiarire che le parti possono scegliere se indicare o meno la legge applicabile al rapporto. Non è obbligatorio farlo. Talvolta, potrebbe essere addirittura più conveniente non indicare la legge o, semplicemente, non discutere della questione con la controparte. Tale valutazione di opportunità presuppone comunque un’analisi preventiva della questione al fine di decidere sapientemente la strada migliore da seguire. Si noti che qualora le parti abbiano determinato la legge applicabile, il contratto sarà assoggettato alla legge decisa dalle parti (con i limiti infra). Qualora invece le parti non vi abbiano provveduto (ciò capito per esempio se le parti non hanno concluso un contratto scritto), il contratto sarà comunque assoggettato alle norme di diritto interno, europeo o extra-europeo ritenute applicabili. Pertanto, in caso di controversia, il giudice competente, nella prima ipotesi applicherà la legge scelta dalle parti; nella seconda ipotesi, il giudice dovrà in primo luogo determinare se la fattispecie rientra nell’applicazione del diritto europeo (per esempio le controparti hanno sede in due Paesi europei) o extra-europeo e successivamente decidere quale legge applicare alla fattispecie. In caso di controversia in ambito europeo, individuerà la legge secondo i criteri indicati nel Regolamento CE 593/2008; in caso di controversia in ambito extra-europeo deciderà la legge applicabile in base a convenzioni internazionali (es. Convenzione di Vienna del 1980 sui contratti per la vendita internazionale di beni mobili) o altre leggi individuate secondo il diritto internazionale privato delle parti. La legge italiana di diritto internazionale privato che individua la legge applicabile è la n. 218/1995. Al fine di eliminare ogni dubbio sulla legge che regolamenta il contratto prima dell’instaurazione di una controversia, è preferibile sottoscrivere un contratto che contenga una clausola sulla legge applicabile. Nella scelta di tale legge, normalmente, si consiglia di negoziare l’applicazione della propria legge nazionale in

L’impresa dovrebbe sempre verificare la legislazione di riferimento del rapporto commerciale che sta ponendo in essere negoziando, se necessario, l’inserimento di una specifica clausola nel contratto. quanto risulta più agevole conoscere il contenuto della normativa che regolerà il rapporto. Tuttavia, la legge italiana, per esempio, sebbene scelta dalle parti, potrebbe non essere applicabile al rapporto commerciale. La legge del Paese della controparte potrebbe infatti contenere delle norme inderogabili che impedirebbero l’applicazione della legge italiana (ordine pubblico e norme di applicazione necessaria che devono essere applicate al rapporto nonostante le parti abbiano scelto una legge applicabile differente). Per assicurarsi che la legge scelta dalle parti sia dunque un’opzione effettivamente praticabile, è sempre consigliabile verificare se in tale Paese esistano dei limiti nella scelta della legge applicabile. Tale accorgimento è utile per evitare che le parti indichino come applicabile una legge che invece, sulla base della normativa locale potrebbe essere: a) priva di effetto; b) più sfavorevole di quella locale. Nel primo caso, tale clausola resterebbe lettera morta in quanto in un eventuale giudizio verrebbe ritenuta non applicabile (si segnala che il controllo sulla normativa inderogabile locale risulta particolarmente importante nei rapporti commerciali con i Paesi Arabi). Nel secondo caso, l’imprenditore perderebbe l’occasione di applicare una legge più favorevole. Infine, si noti che i benefici derivanti da una scelta strategica sulla legge applicabile non entrano in gioco solo in caso di controversia. Al contrario, tale scelta potrebbe risultare d’aiuto sia in corso di rapporto nella gestione dello stesso, sia per evitare una controversia: classico è il caso in cui la legge applicabile al rapporto dissuade una parte dal litigare perché dall’applicazione della stessa potrebbe scaturire un giudizio potenzialmente sfavorevole o comunque estremamente costoso sia in termini di tempo sia in termini di risorse economiche. □

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RUBRICA | Flash internazionalizzazione

flash interna

CAMERUN: si tingerà di bianco, rosso e verde il nuovo stadio di Yaoundè Il ministro dell’Economia del Camerun, che ospiterà nel 2019 la Coppa africana delle Nazioni, ha firmato, alla presenza dell’incaricato d’affari ad interim dell’ambasciata d’Italia a Yaoundé, due accordi di credito con Banca Intesa San Paolo per un valore di 212,2 milioni di euro. Tali finanziamenti vanno a coprire l’85% del costo di costruzione di quello che sarà il principale stadio del Paese. Alla cerimonia erano presenti anche i ministri: dei Lavori pubblici, Abba Sadou, dello Sport, Pierre Ismael Bidoung Kpwatt, del Demanio, Catasto e Affari fondiari, Jacqueline Koung A Bissike, inoltre alti funzionari in rappresentanza dei dicasteri dell’Habitat e dello Sviluppo urbano e delle Finanze, nonché il presidente di Fecafoot, Jospeh Owona. Insieme a loro, anche rappresentanti del Gruppo Piccini. La realizzazione del complesso sportivo e dello stadio che porterà il nome del presidente del Camerun rappresenta l’ennesimo esempio della lunga storia di cooperazione economica italo-camerunese ed è un simbolo del potenziale contributo che le imprese italiane possono apportare al continente africano. (Fonte: Farnesina) GIORDANIA: piano Export Sud. Seminari, incontri B2B e workshop per gli operatori delle Regioni della convergenza (4 dicembre e 7 dicembre) Ice, nell’ambito del piano Export Sud a sostegno delle Regioni di convergenza, organizzerà una missione in Giordania di operatori italiani provenienti da Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, dei seguenti settori: oil & gas; energie rinnovabili ed efficienza energetica; smaltimento rifiuti e trattamento acque; aviazione e servizi di supporto; edilizia e social housing; catering per grandi comunità; sanitario e ospedaliero; conceria, pelle e cal-

zature; allevamento; industria alimentare e packaging; marmo e pietra; Ict. La missione si terrà ad Amman e si articolerà in seminari, incontri B2B con controparti giordane, irachene e palestinesi, visite aziendali. (Fonte: Ice)

ITALIA - BERGAMO: XXV sessione della Task force italo-russa sui distretti industriali e le Pmi La prossima sessione della Task force italo-russa sui distretti e le Pmi si svolgerà nella città di Bergamo, dall’1 al 2 dicembre 2016, su invito della Regione Lombardia e del Comune di Bergamo. La Task force è un foro economico-istituzionale, cui sono chiamate a partecipare le principali realtà italiane e russe preposte allo sviluppo e all’internazionalizzazione delle Pmi, quali le Regioni, le associazioni di categoria, le federazioni, le confederazioni, i consorzi, le università, i poli tecnologici, il sistema camerale, quello fieristico, nonché le imprese. I lavori della sessione di Bergamo saranno incentrati prevalentemente sullo sviluppo della collaborazione nei settori, che saranno oggetto di appositi “Tavoli tematici”: 1) meccanica strumentale (attrezzature per l’agricoltura, agri-food, macchine per la lavorazione della plastica e della gomma, elettromeccanica, macchine per la lavorazione del legno, meccano-tessile); 2) chimica/farmaceutica (tecnologia, attrezzature per uso medico, prodotti farmaceutici, cosmetica e nutriceutica); 3) sistema casa (arredamento e complementi di arredo, domotica, illuminotecnica, edilizia, smart cities). (Fonte: Ice) REPUBBLICA CECA: l’Industria 4.0 italiana punta sulla Repubblica Ceca È stato recentemente siglato un accordo di sviluppo

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zionalizzazione commerciale per le aziende italiane in base al quale la Camera di commercio e dell’industria italo-ceca rappresenterà l’Industria 4.0 italiana in Repubblica Ceca. Il principale obiettivo dell’accordo è il rafforzamento della collaborazione industriale tra l’Italia e la Repubblica Ceca nei settori della meccatronica e dell’automazione, due comparti chiave per la trasformazione dei processi produttivi conosciuti come Industria 4.0. L’accordo prevede un programma di sviluppo in settori strategici come l’automazione, la meccatronica e l’automotive, che già oggi formano circa il 50% dell’interscambio tra Italia e Repubblica Ceca. Come già sta avvenendo in Italia, dove si stanno sviluppando progetti tecnologici di Industria 4.0 e di fabbrica intelligente, in Repubblica Ceca saranno organizzati eventi che coinvolgano imprese e centri di ricerca di entrambi i Paesi con un reciproco scambio di know-how. (Fonte: Farnesina)

TUNISIA 2020: nuovo piano di investimenti per il rilancio del Paese Dal 1 gennaio 2017 entrerà in vigore in Tunisia il nuovo codice degli investimenti, che rappresenta una delle principali priorità del Governo di unità nazionale. In vista della Conferenza internazionale sugli investimenti del 29-30 novembre a Tunisi dove si parlerà di “Tunisia 2020”, un piano di sviluppo 2016-2020 con oltre cinquanta progetti di investimento pubblici, privati, e di partenariato pubblico-privato, per un totale di 60 miliardi di dollari, nei settori di trasporti e infrastrutture, energia e rinnovabili, agricoltura e sviluppo sostenibile, costruzioni, logistica, sanità, sviluppo regionale, digitalizzazione, educazione, trattamento delle acque. Il codice degli investimenti ha l’obiettivo di aumentare l’attrattività economica del Paese attraverso la rimozione di ostacoli amministrativi dall’effetto dissuasivo nei

confronti degli investitori. Lo scopo generale del nuovo codice è quello di semplificare le procedure, accelerare i tempi dell’investimento, creare più posti di lavoro in tempi più rapidi e gettare le basi di una maggiore coesione sociale. (Fonte: Ice) BULGARIA: 925 proposte progettuali per investimenti in infrastrutture su piccola scala I comuni bulgari hanno presentato 925 proposte progettuali per un miliardo di euro per la sottomisura 7.2, “Investimenti in infrastruttura su piccola scala”, del Programma per lo sviluppo delle aree rurali. Oltre ai numerosi investimenti nel settore culturale, vi sono 204 proposte (193 milioni di euro) per la costruzione e manutenzione stradale, 188 proposte progettuali (481 milioni di euro) per la costruzione e manutenzione delle strade comunali. Al quarto posto i progetti per la costruzione e il rinnovo dei sistemi di approvvigionamento idrico – 113 per 279 milioni di euro. I progetti per scuole e asili comunali sono 82 per 54 milioni di euro. In coda 13 progetti per infrastrutture sociali. All’approvazione di questi progetti seguirà un’ondata di gare internazionali. (Fonte: Ice Sofia) BRUXELLES: missione di operatori italiani presso la Commissione europea Ice organizza il prossimo 14 dicembre una missione di operatori italiani presso la Commissione europea, con l’obiettivo di creare un contatto diretto con le istituzioni comunitarie, per comprendere più approfonditamente i meccanismi alla base della programmazione comunitaria e conoscere i referenti dei vari programmi e le metodologie di gestione degli stessi. (Fonte: Ice)

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FIERE | Energia

World Forum Energy Summit: la parola d’ordine è sostenibilità Al centro della manifestazione emiratina il tema dell’energia pulita Intervista a Naji El Haddad, Group Event Director delle fiere WFES/IWS/ECOWASTE Dal 16 al 19 gennaio 2017 ad Abu Dhabi

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a Fiera di quest’anno ha come motto “sostenere l’energia pulita, dare il potere a nuovi player”. Quali sono le tecnologie pulite per cui prevedete uno sviluppo maggiore nei prossimi anni? La più importante è l’energia solare, soprattutto in un’area con alto potenziale come la nostra. Abbiamo già raggiunto un punto in cui questo tipo di energia è tecnicamente ed economicamente vantaggiosa: la prossima sfida sarà quella di sviluppare i sistemi di accumulazione. Ecco perché la tecnologia “concentrated solar power” sta suscitando così tanto interesse nella regione: ha la capacità di immagazzinare energia, oltre che produrla. Produrre energia solare in modo sostenibile rende a sua volta disponibili anche altri aspetti della sostenibilità, come ad esempio la desalinizzazione dell’acqua. Questo comporta un cambiamento nella tecnologia che usiamo, basata sull’evaporazione, verso metodi come l’osmosi inversa. Ci avviamo inoltre verso il trasporto sostenibile, in particolare utilizzando l’energia rinnovabile per muovere veicoli elettrici. Infine, le tecnologie legate al concetto di waste-to-energy avranno un impatto significativo nel ridurre il volume di rifiuti che vanno in discarica. Che tipo di espositori internazionali e buyer ci saranno in Fiera? Ospiteremo una selezione molto ampia dei principali fornitori mondiali di soluzioni e tecnologie per l’energia sostenibile, l’acqua, i rifiuti e l’efficienza energetica, lungo l’intera filiera, dai produttori ai project managers fino agli investitori finanziari. Ci saranno inoltre gestori delle utilities, municipalità, società di facility management, distributori, società di costruzione, contractors e consulenti. Tra i buyers saranno presenti moltissimi tra i principali decisori politici e finanziari da tutto il Medio-Oriente, Nord-Africa e Asia Meridionale, interessati a trovare i migliori partner per i propri ambiziosi progetti. In particolare l’Arabia Saudita e l’India presenteranno nell’ambito di Wfes le più interessanti opportunità di business presenti nei loro paesi. Il fatto di essere in una delle regioni più aride del mondo creerà inoltre un’enfasi naturale sulle tecnologie per le quali quest’area è uno dei più grandi acquirenti: quelle relative alla desalinizzazione e all’energia solare. Visto il grande sviluppo edilizio di alto target della vostra area, quali tecnologie prevedete saranno

più richieste nei prossimi 5-10 anni? (rubinetteria, valvolame, pompe, depuratori…)? I primi cinque prodotti per l’efficienza energetica nel settore del building saranno: illuminazione a Led, sistemi per la gestione energetica degli edifici, raffrescatori non elettrici, impianti di tri-generazione e vetri a basse emissioni. Qualunque soluzione tecnologica atta a ridurre la domanda prodotta dai sistemi di condizionamento dell’aria è importante per ridurre i consumi energetici. Se invece parliamo di acqua, c’è molto da fare per ridurre i consumi, incoraggiando le persone ad essere più responsabili nell’utilizzo dell’acqua e incentivandole a utilizzare sistemi che riducano gli sprechi, a partire da smart metering e digitalizzazione. E naturalmente fare in modo che le soluzioni per il risparmio idrico siano incluse nei nuovi edifici. La gestione della domanda idrica è una sfida. Se parliamo della sfera pubblica, molti risultati possono essere raggiunti agendo dal lato dell’offerta. Abbiamo bisogno di migliorare l’integrità della rete idrica per ridurre le perdite nel percorso tra l’impianto di desalinizzazione e l’utenza finale, e dobbiamo fare un uso migliore delle acque riciclate. Negli Emirati l’industria usa quasi 460 milioni di metri cubi di acqua di falda; allo stesso tempo vengono rilasciate in mare ogni anno circa 200 milioni di metri cubi di acque reflue trattate. C’è un considerevole disallineamento nel mercato dell’acqua, e riutilizzare le acque è un obiettivo importante. □ gp

La sfida dell’acqua nel Medio Oriente Il Middle East è una delle regioni più aride del globo e al contempo una di quelle con il più alto consume procapite d’acqua, con una domanda che continua a crescere ogni anno del 10%. La desalinizzazione ha cominciato a colmare il gap tra domanda e offerta, ma l’acqua di falda è ancora la risorsa principale. La situazione è dunque d’estrema urgenza: c’è bisogno di una collaborazione globale per trovare soluzioni che incrementino l’efficienza. 16 dei 22 stati Arabi e quasi il 75% della popolazione vive sotto il fabbisogno d’acqua procapite di 1000 metri cubi all’anno. Quasi la metà, sotto i 500 metri cubi pro capite. Una desalinizzazione meno costosa e investimenti in water efficiency sono ad ora le soluzioni più probabili. Si prevede che le regioni arabe investiranno almeno 200 miliardi di dollari in infrastrutture per l’acqua nei prossimi dieci anni. (dati Adsw 2017)

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RUBRICA | Approfondimenti tecnici

Legislazione tecnologia alimentare

del Regolamento (CE) n. 282/2008 • Violazioni di lieve entità

Moca dispone il decreto con le sanzioni al Regolamento 1935/2004

Legislazione Direttive

È in corso di pubblicazione in Gazzetta ufficiale, dopo il parere positivo della conferenza Stato – Regioni, il decreto legislativo che definirà la disciplina sanzionatoria per la violazione di disposizioni di cui al Regolamento 1935/2004 (materiali e oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari) e di cui al Regolamento 2023/2006 (buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari). Lo schema di decreto definisce le sanzioni per gli operatori economici per le seguenti violazioni: • Violazione dei requisiti generali di cui all’articolo 3 del Regolamento (CE) n. 1935/2004 Violazione degli obblighi di comunicazione • Violazione degli obblighi di comunicazione • Violazione degli obblighi di etichettatura • Violazione degli obblighi in materia di rintracciabilità dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari • Violazione delle norme sulle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari • Violazione dei requisiti speciali per i materiali e gli oggetti attivi e intelligenti • Violazione delle misure specifiche riguardanti i materiali e gli oggetti di plastica destinati a venire a contatto con gli alimenti ai sensi del Regolamento (UE) n. 10/2011 • Violazione delle misure specifiche riguardanti i materiali e agli oggetti di plastica riciclata destinati al contatto con gli alimenti ai sensi

Ministero dello Sviluppo economico: pubblicata circolare di chiarimento delle direttive di prodotto

• In conformità dello spirito della direttiva Lvd, l’indirizzo di contatto del fabbricante e dell’importante da applicare sul materiale elettrico non deve obbligatoriamente essere tradotto in lingua italiana ma persiste il solo obbligo che tale indirizzo sia espresso in un alfabeto analogo a quello utilizzato per la lingua italiana e, come tale, effettivamente facilmente comprensibile per l’utilizzatore finale e le autorità competenti. I chiarimenti della circolare del ministero si applicano a tutte le seguenti direttive: • Direttiva 2014/35/UE LVD • Direttiva 2014/30/UE EMC • Direttiva 2014/34/UE ATEX • Direttiva 2014/31/UE NAWI • Direttiva 2014/32/UE MID • Direttiva 2014/58/UE PED • Direttiva 2014/29/UE SPVD

l ministero dello Sviluppo economico ha chiarito, per mezzo di un’apposita circolare, alcuni importanti requisiti relativi alla corretta applicazione delle direttive di prodotto recentemente entrate in vigore, con particolare riferimento all’attività di sorveglianza del mercato. In linea di principio, il ministero ha chiarito che gli organi di controllo preposti, nell’esercizio delle proprie prerogative, debbono privilegiare, fra tutte le interpretazioni possibili, quelle maggiormente coerenti con le norme europee cui è stata data attuazione con i relativi provvedimenti di recepimento nazionale.

Recepita la Direttiva sui campi elettromagnetici

A titolo di esempio, nella circolare sono riportate le corrette interpretazioni da dare ad alcune discrepanze presenti tra il testo della Direttiva 2014/35/UE LVD e il testo del decreto legislativo 19 maggio 2016 n. 86, recepimento italiano della direttiva: • la direttiva Lvd non prevede l’obbligo che la dichiarazione di conformità accompagni sempre il materiale elettrico. È sufficiente che la dichiarazione sia stata effettivamente e correttamente compilata e venga prodotta all’occorrenza, e in lingua italiana, a richiesta motivata delle autorità competenti. Pertanto le autorità di controllo non devono sanzionare in automatico la non presenza della dichiarazione di conformità per un prodotto immesso sul mercato.

Il decreto legislativo, in particolare, modifica e integra le previsioni già presenti in materia nel D.lgs. 81/08 (titolo VIII, capo IV). Ricordiamo che, vista la complessità della materia, la Commissione europea ha pubblicato (come previsto dalla stessa direttiva) guide pratiche non vincolanti, che forniscono orientamenti e procedure in merito ad alcuni aspetti specifici della direttiva. Il decreto è in vigore dal giorno 2 settembre 2016.

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Sicurezza Direttive

Il giorno 18 agosto è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il D.lgs. 1 agosto 2016 n. 159, che recepisce la Direttiva 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relativa all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici – campi elettromagnetici.


approfondimenti tecnici dio alla gestione della sicurezza antincendio, dalla compartimentazione ed esodo al controllo dell’incendio, e i parametri di progettazione per le attività ricettive turistico-alberghiere in funzione della loro classificazione. Normazione Direttiva

Pubblicati nuovi elenchi delle norme armonizzate ai sensi delle Direttive 2014/34/UE ATEX e 2014/68/UE PED Sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del giorno 12 agosto sono stati pubblicati gli elenchi aggiornati delle norme armonizzate ai sensi della Direttiva 2014/34/UE ATEX (relativa agli apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva) e della Direttiva 2014/68/ UE PED (relativa alla messa a disposizione sul mercato di attrezzature a pressione). Gli elenchi delle norme armonizzate per la direttiva Atex e delle norme armonizzate per la direttiva Ped sono disponibili sul sito di Anima. Legislazione Antincendio

Introdotta nella prevenzione incendi la regola tecnica verticale Sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 196 del 23 agosto 2016 è stato pubblicato il Decreto 9 agosto 2016 “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico-alberghiere”, ai sensi dell’articolo 15 del Decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 che introduce nel Codice di prevenzione incendi la Regola tecnica

verticale sulle attività ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto (attività n. 66 – DPR 151/2011) esistenti alla data di entrata in vigore del decreto e per quelle di nuova realizzazione, ad esclusione delle strutture turistico-ricettive nell’aria aperta e dei rifugi alpini. La regola tecnica – che si applica ad alberghi, pensioni, motel, villaggi-albergo, residenze turistico-alberghiere, studentati, alloggi agrituristici, ostelli per la gioventù, bed&breakfast, dormitori, case per ferie – fornisce, secondo uno schema ormai consolidato, tutti quegli aspetti che vanno dalla strategia antincen-

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Per quanto riguarda la direttiva Ped, da un confronto con l’elenco delle norme armonizzate ai sensi della Direttiva 97/23/CE PED, nella nuova pubblicazione non sono presenti gli standard riportati qui di seguito: • EN ISO 9606-1:2013 (Qualification testing of welders – Fusion welding part 1: Steels) • EN 12480:2015 (Gas meters – Rotary displacement gas meters) • EN 13445-6:2014/A1:2015 (unfired pressure vessels) • EN 13445-10:2015 (unfired pressure vessels) • EN 13661:2015 (safety and control devices for burners and appliances burning gaseous and/or liquid fuels – general requirements)


RUBRICA | Approfondimenti tecnici

•E  N 14071:2015 (LPG equipment and accessories) • EN ISO 15494:2015 (Plastic piping systems) • EN 16668:2016 (Industrial valves) • EN 16678:2015 (Safety and control devices for gas burners and gas burning appliances) Questi standard pertanto, allo stato attuale, non garantiscono lo status di presunzione di conformità ai sensi della nuova Direttiva 2014/68/ UE dal momento che non sono citati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Su richiesta del Cen, non sono stati inseriti tra le norme armonizzate ai sensi della Direttiva 2014/68/UE PED a causa di carenze/valutazioni in sospeso da parte dei consulenti Cen; necessitano pertanto di un esame dettagliato da parte del servizio della Commissione prima poter essere nuovamente reinseriti nell’elenco ufficiale delle norme armonizzate ai sensi della Direttiva 2014/68/UE. Il servizio della Commissione europea sta monitorando attentamente questi standard, per accelerare le procedure per una possibile nuova citazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Efficienza Energetica

Conto termico 2.0: pubblicate le regole applicative Pubblicate le regole applicative che disciplinano le modalità di accesso al Conto termico 2.0 per gli interven-

ti di piccole dimensioni di efficienza energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili (Decreto Ministeriale 16 febbraio 2016). Il documento, consultabile sul sito del Gse, descrive, con riferimento alle diverse tipologie di soggetto ammesso: • le procedure di accesso al meccanismo incentivante su prenotazione e a consuntivo • i requisiti di conformità richiesti dal decreto • le modalità di calcolo e di erogazione degli incentivi È possibile consultare il documento anche attraverso una modalità di navigazione personalizzata: pubblica amministrazione, privati, Esco e cooperative sociali e ottenere agevolmente la scheda tecnica riferita allo specifico intervento di interesse. Dal primo agosto, inoltre, le pubbliche amministrazioni possono accedere alla procedura di prenotazione degli incentivi attraverso il Portaltermico. Per l’attivazione di questa funzionalità, dal 31 luglio, è stata sospesa la possibilità di inviare richieste di incentivo. La richiesta di incentivo tramite prenotazione consentirà alle pubbliche amministrazioni di ricevere entro 60 giorni dalla sottoscrizione della scheda-contratto un primo acconto. A conclusione dei lavori, entro 60 giorni, il Gse erogherà in un’unica rata a saldo la parte residua dell’incentivo. Le pubbliche amministrazioni potranno richiedere un acconto nel caso in cui siano in possesso: • di una diagnosi energetica • di un contratto di prestazione energetica stipulato con una Esco • di un atto amministrativo attestante l’avvenuta assegnazione dei lavori.

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FOCUS | Pressure Equipment

Asme: la sicurezza che facilita l’export del Pressure Equipment L’Italia guida la classifica europea di utilizzatori del codice americano L’associazione statunitense ha trovato in Ucc, l’associazione del costruttori di caldareria, un interlocutore adeguato per i temi meccanica ha incontrato Jon Labrachiave del settore. L’Industria dor, Asme managing director Conformity asdi Laura Aldorisio

sessment, e Paul Jang, Asme director of Auditing and Inspection Conformity Assessment. Asme, American Society of Mechanical Engineers, detiene la paternità del marchio di certificazione per le apparecchiature a pressione. Quest’anno, per la prima volta nella sua storia associativa ormai centenaria, ha organizzato un seminario di aggiornamento in Italia, a Bergamo.

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Presenti in sala gli imprenditori che producono i materiali coinvolti nel processo, le carpenterie, i professionisti della saldatura fino agli ispettori.

Per Alfa Laval Olmi la sicurezza certificata da Asme è un parametro fondamentale

Perché Asme ha scelto l’Europa e, in particolare, in Italia come sede di uno dei suoi meeting? Jon Labrador: L’Italia è in cima alla classifica europea di utilizzatori del codice americano relativo alle apparecchiature in pressione, superando anche il competitor Germania. A livello mondiale, le imprese italiane occupano il quinto posto. L’Italia, quindi, è tra i maggior produttori al mondo di pressure equipment.

«Per lavorare in certi paesi la certificazione Asme è un requisito obbligatorio. Asme è un marchio applicato a prodotti molto tecnici la cui sicurezza è un parametro fondamentale per il cliente che sceglie la tecnologia», afferma Giovanni Zimello, amministratore delegato Alfa Laval Olmi Spa. La società di ingegneria dal 2010 fa parte della multinazionale svedese Alfa Laval Spa. «Il Gruppo impiega in Italia 900 dipendenti di cui 230 occupati nel settore delle apparecchiature a pressione». Un comparto in sofferenza per il suo stretto legame con il petrolio ma l’Alfa Laval Olmi Spa negli ultimi tre anni è in crescita nonostante la congiuntura negativa grazie al controllo dei costi e agli investimenti. L’azienda fattura 65milioni di euro e il 90% di quel che produce lo esporta in tutto il mondo. Gli Usa rimangono un mercato fondamentale anche se si nota un decremento degli investimenti. L’embargo russo ha assottigliato una fetta di destinazione export fondamentale. Lo sguardo è rivolto verso il Middle East.

Asme chi rappresenta e a chi si rivolge? Paul Jang: Ad Asme aderiscono settantacinque paesi in tutto il mondo. In Italia l’associazione americana ha trovato in Ucc, l’associazione del costruttori di caldareria, un interlocutore adeguato per i temi chiave del settore. Ucc, dai rappresentanti Asme, viene definita un vero e proprio benefit. Perché la certificazione risulta fondamentale? Paul Jang: Asme equivale a una garanzia che riguarda tutti da vicino, perché destinato a prodotti quali il boiler che abbiamo in casa. Ma investe anche apparecchi determinanti il nucleare, oil&gas, biomedicale, generazione elettrica e tutto ciò che concerne la pressione. Che cosa certifica Asme? Jon Labrador: I processi, dal design alla costruzione fino all’installazione del componente o macchina, e il prodotto finale. La certificazione garantisce la qualità del manufatto e la massima sicurezza, riducendo i rischi connessi. L’interlocutore commerciale pone fiducia nel marchio Asme che risulta, quindi, un facilitatore delle esportazioni. Quali sono stati i temi della convention italiana? Paul Jang: Ogni due anni il codice viene aggiornato. Per questo si tende a una formazione e informazione costanti e a livello globale. Asme ha presentato ai duecento ospiti internazionali del convegno un video sulla propria storia, che fa ben comprendere la portata competitiva e produttiva del lavoro di Asme. Grazie all’appoggio di Ucc, gli imprenditori europei e non solo, hanno potuto chiedere chiarimenti e confrontarsi su questioni settoriali. La complessità del campo ha suscitato molta attesa in questa iniziativa. □

Lucchini Rs Spa: la certificazione è un valore aggiunto Fondato prima ancora dell’Unità d’Italia, nel 1856, lo stabilimento produttivo di Lovere, oggi controllato da Lucchini Rs Spa, ha il suo core business nei prodotti siderurgici per il ferroviario. Sotto controllo statale tra gli anni ’30 e ’90, dal 2000 ha cominciato ad espandersi con acquisizioni in Inghilterra e Svezia, seguite da un progetto greenfield in Polonia, mantenendo però la fabbricazione a caldo a Lovere. «L’export sta acquisendo sempre più importanza. Basti pensare che in Italia, quando una quindicina di anni fa eravamo focalizzati quasi solo sulle Ferrovie di Stato, producevamo 60/70.000 ruote all’anno. Oggi arriviamo a più di 200.000. Riuscire ad espandere così la propria produzione significa sviluppare i mercati esteri» spiega Augusto Mensi, Ad dell’azienda. Per quanto riguarda il rapporto con Asme (American Society of Mechanical Engineering): «Ottenere la certificazione è stato utile, perché il sistema è stringente e pragmatico. Abbiamo imparato molto nonostante avessimo già sistemi di certificazione: si tratta di un significativo valore aggiunto» conclude Mensi.

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Industria italiana, verso una politica italo-europea NEWS

A ottobre il confronto all’Accademia nazionale dei Lincei

S

viluppo economico, tecnologia, industria per una politica italo-europea: questi i temi ma soprattutto l’obiettivo del convegno nato dalla collaborazione tra Accademia nazionale dei Lincei e Fondazione Edison a fine ottobre. Alberto Caprari, presidente Anima, è stato uno degli interlocutori della terza sessione della giornata dedicata all’industria. A inaugurare i lavori il padrone di casa Alberto Quadrio Curzio, presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei. A seguire Marco Fortis, direttore Fondazione Edison, ha tracciato il primo bilancio dell’industria italiana riferendosi al posizionamento industriale nazionale. La nostra manifattura occupa il secondo posto a livello europeo per valore aggiunto e il quinto posto a livello mondiale per bilancia commerciale. Uno zoom sul comparto della meccanica ha restituito una visione incoraggiante perché «è letteralmente esplosa» negli ultimi anni raddoppiando il surplus commerciale. Se nel 1995 la meccanica era il 36% del surplus manifatturiero italiano, oggi pesa per il 52%. Jackie Krafft, directeur de recherche al Cnrs e Cnrs research professor in Economics, ha analizzato i vantaggi della collaborazione tra pubblico e privato sottolinean-

do più volte come la condizione in Usa non possa essere un termine di paragone per il resto del mondo. I casi di patrocinio tra Stato e privato americani presentano delle condizioni troppo differenti. Il professor Quadrio Curzio si è trovato concorde aggiungendo che da una simile crisi economica, come quella in corso, non si esce con strumenti tradizionali di politica economica o fiscalità di vantaggio per gli investimenti esteri, bensì favorendo la realizzazione delle infrastrutture nel partnerariato pubblico-privato. Se l’economia è come un corpo, si può dire che «il sistema circolatorio è il mercato interno e che il sistema nervoso sono le infrastrutture. Due parti complementari». In Italia mancano 340 miliardi di euro da investire nella strutturazione del sistema nervoso. «Non c’è la base finanziaria adeguata al problema». Il presidente ha rinnovato l’invito a prendere in considerazione quella che era stata definita la proposta Prodi-Quadrio in merito al meccanismo delle emissioni di eurobond. Si ipotizza la costituzione di un fondo europeo che abbia come base sia i beni reali sia i capitali e usi le riserve auree a garanzia. La sessione dedicata alla tecnologia ha valutato l’evoluzione nel campo della ricerca e l’applicazione nella farmaceutica. Nanotecnologie, Big e Smart data e zetabyte. Oggi la ricerca e sviluppo delle industrie del comparto «viene fatta in partnership con strutture pubbliche, università, start up ed enti no-profit», sottolinea Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria. La nota comune agli interventi è che nulla deve far dimenticare lo sviluppo del capitale umano. Il presidente di Anima, Alberto Caprari, si è interrogato a questo proposito domandandosi e domandando: «A che punto è l’industria italiana, europea e mondiale in questo quadro di cambiamento stimolante, ma anche molto veloce, severo e selettivo?». Il tema centrale per le Pmi della manifattura meccanica italiana è oggi legato alla rivoluzione 4.0, un passaggio chiave per lo sviluppo della manifattura di domani e allo stesso tempo per la sopravvivenza della meccanica di oggi. Il presidente Caprari prevede che ci saranno «meno hardware ma più software, più integrazione e più velocità». Caratteristiche che favoriranno il fenomeno del reshoring, impiegando buone tecnologie costerà meno produrre in Italia che in Asia. Per ottenere la massima competitività e favorire l’innovazione tecnologica, di processo e di prodotto, «le aziende devono cogliere le opportunità offerte dal Piano del Governo su Industry 4.0 e approfittare della misura dell’iperammortamento», ha chiuso il presidente Caprari. □ l.a.

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V

erso la nuova Eed, Energy Efficiency Directive. A breve sarà pubblicata la direttiva emendata, che dal 2012 ha ridefinito l’intero settore dell’efficienza energetica in Europa e che ora si sta muovendo verso l’integrazione con le rinnovabili e le prestazioni energetiche degli edifici. Il tutto con in mente la decolonizzazione dell’economia Ue al 2050 e i nuovi target di efficienza energetica per il 2030 e il 2050. Per il 2030 verosimilmente sarà fissato un target vincolante del 30% sull’efficienza energetica, anche per ottemperare agli impegni di Parigi. Non a caso in questi giorni si teine la Cop22 a Marrakech. Di tutto ciò si è discusso al convegno istituzionale Italcogen dello scorso 10 novembre nell’ambito di Key Energy, a Rimini, per un approfondimento sulla complessa situazione e trovare nuove soluzioni per aumentare gli investimenti in efficienza energetica, attraendo sempre più il mondo della finanza. E di finanza si è parlato: dopo l’intervento di Claudia Canevari, vicedirettore Unità Efficienza energetica in Commissione europea (DG Energia), Marco Manchisi ha presentato i lavori del panel Eefig, che stanno puntando, con la piattaforma Deep, alla definizione di benchmark indicatori utili a minimizzare i rischi degli investimenti in efficienza energetica, i cui vantaggi sono ampiamenti riconosciuti a livello europeo. L’Italia è sul podio a livello mondiale per le politiche di efficientamento, ma paradossalmente il raggiungimento di nuovi e sfidanti obiettivi sarà impegnativo, visto che gli interventi più “ovvi” sono stati realizzati e i costi marginali su quelli rimasti salgono. Il meccanismo principale di incentivazione, come noto, sono i Cb/Tee di cui ha parlato Davide Valenzano (Gse). Nuovi target, linee guida in via di completamento e costi marginali crescerti degli interventi stanno facendo salire il valore dei Cb/Tee , che a livello strutturale si attestano ora sui 150 €/tep. Per raggiungere gli obiettivi si rendono necessari nuovi strumenti di finanziamento pubblico e privato, insieme a un’integrazione tra Fer, efficienza energetica e strumenti di sostegno (tra i quali anche le detrazioni fiscali e il nuovo Conto Termico). Servono regole stabili e strumenti quali fondi rotativi e di garanzia (la stagione del fondo perduto volge al termine), insieme anche ai fondi europei con i finanziamenti del Set Plan (fondi di coesione e progetto Horizon 2020). Servono regole più semplici per il loro accesso e una aggregazione dei progetti, spesso troppo piccoli per accedere ai fondi. Ne hanno parlato Marcello Capra

(MiSE) e Sebastiano Serra (MinAmbiente). A chiudere i lavori del convegno l’On. Chiara Braga chiedendo tra l’altro la revisione della Sen alla luce dei nuovi impegni tradizionali e per lavorare a una strategia europea e non solo nazionale verso la quale ci muoviamo. Assente giustificato il tema della riforma degli oneri di sistema, che per gli operatori del settore rappresenta un grosso punto interrogativo, che frena gli investimenti. In definitiva, in Italia abbiamo molte eccellenze in materia, in un quadro in gran fermento, dove tutti riconoscono sullo sfondo i vantaggi di un uso razionale delle risorse, ma con numerosi soggetti e particolari da mettere ancora a fuoco. □

Alla fiera Key Energy il convegno organizzato da Italcogen

Verso una nuova Energy Efficiency Directive di Alessandro Fontana

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B

uffoli Transfer, costruttrice di macchine multimandrino a Cnc a elevate prestazioni, era presente alla trentesima Bi-Mu presentando la gamma estesa con tre nuovi prodotti: macchine per pezzi molto piccoli, molto lunghi o che combinano grande flessibilità e produttività. Ne parla Francesco Buffoli.

MERCATO | Visto a BIMU

Quali novità avete presentato all’ultima edizione di Bi-Mu? Abbiamo sviluppato alcuni nuovi progetti. In particolare abbiamo iniziato a produrre macchine per lavorare da filo o da barra anche pezzi molto piccoli. Con questa nuova macchina, che abbiamo chiamato Trb-20, è possibile lavorare pezzi a partire da un diametro di 2 millimetri fino a 20 millimetri. Essa completa una gamma di macchine da barra Trans-Bar che arriva fino a 100 millimetri di passaggio barra. Si tratta di applicazioni utili anche per le molle? Per le molle no, nello specifico si parla comunque di componenti metallici di dimensioni contenute. Tra le altre novità, abbiamo presentato anche una mac-

Alla 30Bimu tre novità per Buffoli Intervista a Francesco Buffoli, vicepresidente dell’azienda

china lineare, Linear-Flex, che aumenta il campo di applicazione delle macchine Buffoli ai pezzi fino a due metri di lunghezza. È una macchina specificamente progettata per lavorare alberame di lunghezza differente, con estrema flessibilità e rapidità di riattrezzamento. Quali altri prodotti avete lanciato in questa occasione? Abbiamo presentato anche una terza novità, stavolta nel campo della lavorazione di pezzi da stampato e fusione complessi. Si tratta di un multicentro Fmc a tavola sospesa con mandrini orizzontali e verticali. Questa macchina a 6 stazioni e 5 mandrini garantisce una precisione maggiore rispetto ai modelli precedenti, più semplici. In sostanza stiamo cercando di andare verso campi limite per il transfer: pezzi molto piccoli o molto lunghi, oppure macchine che conciliano una grande flessibilità con l’elevata produttività e la precisione. Avete introdotto delle innovazioni in direzione di Industria 4.0? Il transfer Buffoli abbraccia Industry 4.0 mediante l’integrazione di trasduttori ed elementi a bus di campo programmabili. Le potenzialità offerte da questa tecnologia vanno dalla diagnostica immediata alla manutenzione predittiva, riducendo i fermi macchina ed ottimizzando, focalizzando il problema, gli eventuali interventi di assistenza. Si fornisce così al transfer Buffoli la possibilità di rilevare guasti, modificare i parametri di processo e visualizzare lo stato di ogni singolo elemento, in ogni momento e in ogni dove, grazie alla connettività via internet. La peculiarità del CNC Buffoli è la possibilità di fornire un alto grado di integrazione e personalizzazione per tutti gli elementi in gioco sotto un’unica interfaccia. Quali sono i possibili vantaggi? Per fare un esempio, concentrandoci sull’idea dei parametri di processo, si può pensare di dover variare, per mutate condizioni nel tempo, il livello di soglia d’allarme per un trasduttore di livello del liquido nella vasca refrigerante: ciò si può fare agilmente da remoto, ventiquattr’ore su ventiquattro, senza dover attendere e far intervenire un operatore specifico e senza fermare la produzione della macchina. La continua evoluzione ed integrazione di elementi intelligenti faranno in modo che questo campo sia in continua evoluzione e miglioramento.

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Come vede il settore automazione in Italia, ha riscontrato una ripresa? Non si può negare una ripresa, però negli ultimi 3-4 mesi non ho visto un miglioramento, è stato più positivo il primo trimestre del secondo. Ho però buone aspettative sul terzo e il quarto. Quali sono le tipologie dei vostri clienti? Sicuramente è molto presente il settore automotive (a questo proposito siamo stati relatori a un convegno dedicato proprio durante la fiera, organizzato da Ucimu e Anfia), ma contiamo anche sullo storico campo del valvolame-rubinetteria, la pneumatica, l’oleodinamica, l’elettrica e i componenti torniti da barra.

Macchine che conciliano flessibilità e produttività

La vostra azienda punta quindi sui settori tradizionali e sull’automotive. Avete in mente di espandervi in settori nuovi? Con la macchina da filo potrebbe aprirsi per noi il settore medicale. Inoltre ci stiamo espandendo nel campo dell’elettrica per quanto riguarda i contatti piccoli. □ i.n.

Nella foto: stand di Buffoli alla trentesima edizione di Bimu, a Milano dal 4 all’8 ottobre scorso

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Dmg Mori punta sul service

MERCATO | Visto a BIMU

I

l 2015 è stato un anno positivo per la multinazionale e il 2016 ancor di più. La maggior parte degli investimenti sono stati fatti in forze vendita e service. Ed è proprio per rendere più efficienti i servizi al cliente che dal 1 settembre il gruppo ha deciso di ridurne drasticamente le tariffe: «Sia per quanto riguarda l’assistenza che per i pezzi di ricambio abbiamo cercato di rivedere la contrattualistica, verso una resa più snella ed efficiente», ha spiegato Mario Stroppa, Ceo di Glidemesiter Italiana. Grazie ai centri d’assistenza sparsi lungo tutta la penisola, il contatto col cliente è una priorità: «Il ritorno è garantito da un cliente fidelizzato, che torna da noi. Quello che cerchiamo di costruire è un legame a lungo termine» ha detto Stroppa. Ed è sempre all’interno di questa logica che la multinazionale tedesco-nipponica ha appena concluso l’acquisizione di Tecno-Control, azienda del torinese specializzata in promozione, vendita e assistenza di macchine utensili, già prima parte del gruppo. «Stiamo facendo investimenti importanti in Italia, che rimane un mercato fondamentale per produzione e consumo» ha detto Mario Stroppa. «L’esigenza principale è essere sempre in linea col cliente. Il 4.0 è alla base dello sviluppo di tutto quello che stiamo creando, dalle nuove soluzioni all’estensione di pacchetti 4.0 in macchine già presenti». Un percorso necessario, quello della quarta rivoluzione industriale, affinché le aziende italiane continuino a essere competitive. E che ora vede un intervento diretto del Governo nella misura del Piano 4.0 da 13 miliardi di euro annunciato dal Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. «Il Piano del governo sul 4.0 è una manovra importante: stiamo cercando di capirne modalità e criteri. Anche l’iper-ammortamento, quadruplicando i vantaggi fiscali, crea nuove prospettive per le nostre macchine» ha concluso Diego Spini, Ad di Dmg Mori Italia. □ g.p.

Alla base delle nuove soluzioni c’è il 4.0

Analizzare le soluzioni assieme al cliente e offrire qualità nei servizi. Per avvicinarsi alle realtà più piccole che spesso si scontrano coi prezzi del service. Sono le priorità di Dmg Mori, presente a Bi-Mu 2016.

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urante la trentesima edizione della fiera dedicata alla macchina utensile Paolo Bosi, responsabile commerciale dell’azienda, ha spiegato che l’intento è quello di proporsi come solution provider, nel contesto dei bisogni odierni del cliente e in un’ottica che va verso l’Industria 4.0. Lo scopo è ottimizzare l’intero processo in termini di efficienza e di costi di produzione. L’offerta in questo ambito punta su due elementi: la nuova versione di un software gestionale, PR2, e una nuova console, Smart P, introdotta per la prima volta nel mercato a giugno. Il software permette di gestire l’intero processo del cliente, connettendo tutte le macchine dell’officina, che siano o meno Pama. Ad esempio, si possono conoscere le necessità degli strumenti in maniera predittiva, e questo va nella direzione dell’efficienza, perché si riducono i costi e gli sprechi. Oppure, è possibile controllare istante per istante se il pezzo viene prodotto conformemente al disegno, e in caso non sia così la macchina si ferma prima che il pezzo diventi uno scarto. Invece la console comprende una nuova interfaccia e uno schermo multifunzione. Ha caratteristiche che aiutano l’operatore della macchina a migliorare il processo, per avere il massimo profitto. Anche per quanto riguarda i prodotti ci sono delle novità: è stata allargata la gamma di macchine fornite. Pama infatti è sempre stata conosciuta per le grandi macchine, invece, ha spiegato Bosi, ora ha incominciato a produrre macchine a partire da un volume operativo di un metro cubo in su. L’azienda è attiva anche nel campo della formazione, e per questo mette a disposizione un vero e proprio centro di lavoro: una macchina, cioè, a disposizione non solo per le prove di lavoro con i clienti, ma dedicata anche al training. L’obiettivo, in conclusione, è quello di rimanere fornitori di alto livello chiavi in mano, ma di integrare i prodotti forniti con processi che vadano il più possibile in direzione dell’automazione del sistema, in un mercato come quello italiano che sta diventando sempre più esigente. □ i.n.

I prodotti di punta: nuova versione di un software gestionale e una nuova console

Pama, nuovi servizi e macchine L’azienda era presente a BIMU 2016

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he novità avete portato a Bi-Mu 2016?

MERCATO | Visto a BIMU

Tra le principali novità presentate in Fiera c’è Duaro, il robot Kawasaki a doppio braccio multifunzione, che ha appena ottenuto le certificazioni necessarie per poter essere lanciato sul mercato europeo dei prodotti collaborativi. Un settore di nicchia, ma per cui prevediamo grandi sviluppi: la collaborazione tra operatore e robot senza particolari protezioni sarà infatti sempre più importante. Il doppio braccio ripete il movimento umano, occupando la medesima area di lavoro. In tal modo l’addetto può dedicarsi alle operazioni più complesse, mentre quelle ripetitive le svolge la macchina. Si tratta inoltre di un robot carrellato, che può dunque essere in-

Tiesse Robot: il futuro è nei prodotti collaborativi

serito o disinserito nelle linee di assemblaggio a seconda dei picchi di stagionalità, in modo rapido. Come sta andando il mercato? Nel 2015 è iniziato un trend positivo, consolidatosi poi nel 2016. La domanda nei settori legati a manipolazione e macchine utensili è cresciuta sia nelle aziende medio-piccole che in quelle più strutturate. Per quanto riguarda l’export, la quota sul fatturato totale è inferiore rispetto agli scorsi anni: ciò da un lato a causa della ripresa del mercato italiano, dall’altro per il rallentamento di mercati esteri come Sudamerica e India. Per il futuro prevediamo di rafforzarci sempre di più nel mercato domestico. Cosa ne pensa delle ultime misure varate dal governo per favorire la ripresa industriale? Gli incentivi sono un catalizzatore che permette all’azienda di investire, ma si tratta di un passo che le imprese dovevano fare in ogni caso, per essere competitive: recuperare sulla produttività. Saranno invece fondamentali dal punto di vista delle scelte di sistema le direttive sulle nuove tecnologie: Piano 4.0, super-ammortamento, iper-ammortamento. I costruttori sono pronti per la quarta rivoluzione industriale: ora c’è bisogno di un Sistema paese che li supporti adeguatamente. □ g.p.

Intervista a Maurizio Ravelli, presidente dell’azienda

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ANIMA PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE: UN SERVIZIO DI SUPPORTO QUALIFICATO PER LE AZIENDE NEL PROPRIO BUSINESS ESTERO PRESENTA

FOCUS PAESE 2017: PER TROVARE LE RISPOSTE CHE CERCHI

Federazione Anima a supporto delle Aziende del comparto, presenta i nuovi incontri di approfondimento su alcuni Mercati Esteri selezionati per aree di prospettico sviluppo e interesse per la filiera meccanica, con l’obiettivo di dare strumenti e orientamenti concreti ai problemi che le imprese si trovano ad affrontare nella loro attività di estensione delle opportunità commerciali all’estero. Perché lo sviluppo Export di qualunque azienda necessita sempre più di CONOSCENZA e STRATEGIA su mercati, opportunità e nuove dinamiche.

RELATORI DEI FOCUS: ICE + collegamento Skype con corrispondenti Locali | Studi Legali internazionali | Istituti Bancari internazionali | Professionisti Sviluppo Business Estero | Esperti in tematiche doganali | Consolati e Ambasciate

PAESI SELEZIONATI PER GLI INCONTRI 2017

1 FEBBRAIO => CINA 22 FEBBRAIO => GIAPPONE 22 MARZO => IRAN 10 MAGGIO => USA 14 GIUGNO => DUBAI - EMIRATI 5 LUGLIO => VIETNAM 20 SETTEMBRE => MESSICO 11 OTTOBRE => MAROCCO 8 NOVEMBRE => ARGENTINA

PARTECIPANTI DEI FOCUS: Responsabili Export, amministrativi, imprenditori e manager, direttori marketing/vendite, in generale tutti coloro che si trovino ad essere coinvolti nell’internazionalizzazione d’impresa. I FOCUS SI RIVOLGONO: sia aziende in fase di start up sui Paesi, sia coloro che già vi svolgono una attività, ma desiderino implementarla, modificarla o abbiano specifiche problematiche da affrontare. I Focus Paese ANIMA non sono convegni generalisti, ma incontri specialistici concreti, volutamente riservati a massimo 20 partecipanti, per favorire l’interazione e il confronto diretto tra aziende e relatori, professionisti autorevoli in ambito internazionale.

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NEWS

L’efficienza energetica per Costan L’azienda ha festeggiato i suoi settant’anni con l’inaugurazione del nuovo reparto vetreria Un investimento iniziato a fine 2014. Un piano strategico da circa 10 milioni di euro, che ha permesso al Gruppo di dotarsi delle tecnologie e delle competenze necessarie per realizzare fino a 250.000 vetri monolitici e vetrocamere all’anno e di generare 60 nuovi posti di lavoro nel bellunese

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abbrica del futuro non significa solo macchinari all’avanguardia e linee robotizzate. Vuol dire anche una strategia volta al miglioramento continuo in termini ambientali, con la riduzione della carbon footprint e un approccio sostenibile. È in occasione del suo settantesimo anniversario, il 14 ottobre scorso, che Costan, specializzata nella refrigerazione commerciale e nucleo originario di Epta, ha inaugurato il reparto vetreria dello stabilimento di Limana, in provincia di Belluno. Un investimento iniziato a fine 2014 e un piano strategico da circa 10 milioni di euro, che ha permesso al Gruppo di dotarsi delle tecnologie e delle competenze necessarie per realizzare fino a 250.000 vetri monolitici e vetrocamere all’anno e di generare 60 nuovi posti di lavoro nel bellunese. L’apertura della vetreria, che copre un’area di 4.800 metri quadri, ha inoltre portato a un ampliamento del sito, che vanta attualmente una superficie coperta totale pari a 70.000 metri quadri. Marco Nocivelli, amministratore delegato e presidente del Gruppo Epta ha dichiarato: «Siamo orgogliosi di celebrare due importanti traguardi con tutti i nostri illustri ospiti: il settantesimo anniversario di Costan e l’inaugurazione del nuovo reparto vetreria, che è recentemente entrato in funzione a pieno regime».

Una scelta, quella di internalizzare le lavorazioni di taglio, molatura, sagomatura, serigrafia, tempra e assemblaggio della vetrocamera, che nasce dalla volontà dell’azienda di perseguire una strategia sempre più green, anticipando i trend del settore della refrigerazione. Si prevede, infatti, una crescente richiesta dal mercato di soluzioni dotate di porte e coperture vetrate, per rispondere alle necessità di abbattimento dei consumi energetici, nella prospettiva di una transizione degli store verso Nearly Zero Energy Buildings (nZEB), in ottemperanza alla Direttiva 2010/31/EU. In tal senso Costan sta arricchendo la sua gamma di banchi refrigerati chiusi, in grado di assicurare il minimo impatto ambientale. I mobili vetrati di ultima generazione garantiscono, infatti, una diminuzione dei consumi fino al 62% rispetto ai modelli aperti con tendine notte, per un risparmio economico che può arrivare fino ai 400 euro al metro all’anno, e una riduzione di 1237kg di CO2 per metro all’ anno. «Costan, marchio storico del Gruppo, sposa appieno la filosofia di Epta, coniugando innovazione, eccellenza e crescita con sostenibilità ambientale e valorizzazione della comunità locale». Si tratta infatti di un’ azienda

che assorbe 1000 persone, su un comune di 5000: la valle, con l’arrivo di Costan, si è trasformata da luogo di forte emigrazione a luogo di piena occupazione. «Ringraziamo, infine, tutti i nostri collaboratori per il loro supporto e per l’impegno attivo col quale contribuiscono a rendere Epta una tra le prime 300 società per dimensione nella classifica Mediobanca delle aziende industriali e di servizi italiane» ha concluso Nocivelli. □ g.p.

Si prevede una crescente richiesta dal mercato di soluzioni dotate di porte e coperture vetrate, per rispondere alle necessità di abbattimento dei consumi energetici, nella prospettiva di una transizione degli store verso Nearly Zero Energy Buildings (nZEB)

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NEWS

Dalla manifattura al sociale: l’industria si trasforma L’ex fabbrica di Limestre oggi è Dynamo Camp, un centro di terapia ricreativa

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imestre, frazione di San Marcello Pistoiese, è stata a lungo un sito industriale: già nel 1700 un mulino produceva pietre per pavimentare le strade. Con il trascorrere del tempo, si trasforma in una cartiera, poi in una fabbrica di panno feltro, successivamente di minuterie metalliche, infine di rame. A fine ‘800 è sede della Società Metallurgica Italiana, la più importante realtà italiana e poi internazionale per i semilavorati in rame. Da realtà industriale il vecchio stabilimento si trasforma però completamente: nel 2003 viene creata dal Gruppo Intek di Vincenzo Manes – che nel frattempo ha acquisito la Smi, oggi Kme – la Fondazione Dynamo, guidata da Maria Serena Porcari, mirata a promuovere la nascita e la crescita di imprese sociali autonome ed economicamente efficienti, e successivamente Limestre viene scelta come sede del campo di terapia ricreativa che era allo studio. Dynamo Camp è una organizzazione non-profit che accoglie gratuitamente bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni affetti da patologie gravi e croniche e le loro famiglie in un’oasi di oltre 900 ettari nel preappennino, tra boschi e prati aperti. Il Gruppo ha portato nel sito dell’ex fabbrica la propria concezione: imprese sociali o non-profit gestite con gli stessi strumenti e standard qualitativi delle imprese “profit”, secondo i principi della venture philanthropy. Nei dieci anni trascorsi dalla sua fondazione Dynamo Camp ha ospitato 5.745 bambini in programmi specifici per soli bambini, 5.432 bambini, ragazzi e genitori nei programmi per le famiglie e 12.878 bambini in outreach in ospedali, case famiglia e a bordo del truck Dynamo Off Camp. La struttura ospita principalmente bambini affetti da patologie oncologiche, ematologiche e, dal 2010, neurologiche. Negli ultimi anni, però, lo spettro delle patologie ammesse è stato ulteriormente ampliato. A Dynamo questi bambini, condizionati nella loro quotidianità dalla malattia e spesso costretti a trascorrere lunghi periodi in ospedale, possono sperimentare una serie di attività sia all’aria aperta che di tipo creativo, secondo il principio della terapia ricreativa, che ha l’obiettivo di far divertire i bambini e, al contempo, stimolare le loro capacità e la loro fiducia provocando dei cambiamenti positivi anche a lungo termine. Le attività proposte a Dynamo Camp sono permesse dall’assistenza di personale qualificato. In totale, nel 2016 hanno lavorato nell’associazione 56 dipendenti, 76 persone di staff stagionale, 24 medici e 32 infermieri, 766 volontari. A Limestre – come dicono a Dynamo – continua a esserci una fabbrica, da dieci anni produce felicità. □ i.n.

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Le attività di Anima

per le Imprese

Prossimi appuntamenti

EVENTI | Anima

Iniziative per la crescita sui mercati italiani/esteri

Fast Export

30 novembre - Confindustria Modena/ 5 dicembre - Confindustria Udine/ 14 dicembre Confindustria Vicenza Fast Export – La serie di incontri formativi sulle nuove semplificazioni doganali per l’export prevede un ciclo di 40 incontri in tutta Italia, 11 dei quali da settembre a dicembre 2016. L’iniziativa è promossa da Ministero dello Sviluppo Economico e ICE Agenzia, in collaborazione con Confindustria e Agenzie delle Dogane e dei Monopoli. Ogni intervento formativo è destinato a una platea di 20 aziende, è condotto da specialisti ed esperti della materia ed è a partecipazione gratuita.

Forum EuroMediterraneo 30 novembre – Confindustria Roma

Confindustria organizza, in collaborazione con ICE Agenzia, Businessmed (Unione delle Confederazioni Mediterranee delle Imprese), il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Forum Economico Euro-Mediterraneo. L’evento si terrà alla vigilia dei Dialoghi Mediterranei (1-3 dicembre 2016). L’evento avrà carattere plurisettoriale con un focus nei settori dell’energia, infrastrutture e costruzioni, meccanica.

XXV Sessione della Task Force Italo-Russa sui distretti industriali e le PMI 1 dicembre - Bergamo

La prossima sessione della Task Force italo-russa sui distretti e le PMI, si svolgerà nella città di Bergamo su invito della Regione Lombardia e del Comune di Bergamo. La Task Force è un foro economico-istituzionale, cui sono chiamate a partecipare le principali realtà italiane e russe preposte allo sviluppo ed all’internazionalizzazione delle PMI, quali le Regioni, le Associazioni di categoria, le Federazioni, le Confederazioni, i Consorzi, le Università, i Poli tecnologici, il sistema camerale, quello fieristico, nonché le imprese. I lavori della sessione di Bergamo saranno incentrati prevalentemente sullo sviluppo della collaborazione nei seguenti settori, che saranno oggetto di appositi “Tavoli Tematici”: 1) Meccanica strumentale (attrezzature per l’agricoltura, agri-food, macchine per la lavorazione della plastica e della gomma, elettromeccanica, macchine per la lavorazione del legno, meccano-tessile); 2) Chimica/ Farmaceutica (tecnologia, attrezzature per uso medico, prodotti farmaceutici, cosmetica e nutriceutica); 3) Sistema casa (arredamento e complementi di arredo, domotica, illuminotecnica, edilizia, smart cities).

Focus su Giordania, Iraq e Territori Palestinesi 4/7 dicembre, 2016 Amman, Giordania

L’Ice - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, nell’ambito del Piano Export Sud a sostegno delle Regioni di Convergenza, organizzerà una missione in Giordania di operatori italiani provenienti da Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, dei seguenti settori: oil & gas; energie rinnovabili ed efficienza energetica; smaltimento rifiuti e trattamento acque; aviazione e servizi di supporto; edilizia e social housing; catering per grandi comunità; sanitario e ospedaliero; conceria, pelle e calzature; allevamento; industria alimentare e packaging; marmo e pietra; ICT. La missione si articolerà in seminari, incontri B2B con controparti giordane, irachene e palestinesi, visite aziendali.

Missione imprenditoriale ad Amman - 6/8 dicembre, 2016 - Amman, Giordania

L’Ice - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, organizzerà una missione ad Amman di operatori italiani nei seguenti settori: oil & gas; energie rinnovabili ed efficienza energetica; smaltimento rifiuti e trattamento acque; aviazione e servizi di supporto; edilizia e social housing; catering per grandi comunità; sanitario e ospedaliero; conceria, pelle e calzature;allevamento, industria alimentare e packaging marmo e pietra; ICT. La missione si articolerà in: seminari - workshop sui tre mercati target; incontri B2B con controparti giordane, irachene e palestinesi; visite aziendali o presso siti di interesse per le aziende partecipanti

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Seminario Norme UL: Fondamenti di Sicurezza di Prodotto per il mercato USA 13 dicembre, 2016 - Milano (sede Anima)

Questo seminario tecnico di formazione è un’introduzione al sistema di sicurezza nel mercato USA. L’obiettivo è illustrare come progettare i prodotti elettrici, a gas e meccanici in accordo alle norme di sicurezza UL, utilizzare gli strumenti on line forniti da UL (UL on line tools) ed introdurre flessibilità nella certificazione di prodotto sin dalla fase di sviluppo, al fine di ridurre tempi e costi ed agevolare il posizionamento del prodotto sul mercato Statunitense. Il seminario si rivolge a costruttori di impianti, macchinari, prodotti e componenti destinati al mercato nordamericano - produttori di componenti utilizzati per la realizzazione di prodotti o impianti destinati al mercato nordamericano - tipologie di prodotto: industriale, commerciale, domestico e medicale.

Missione di operatori italiani presso la Commissione Europea 14 dicembre, 2016 - Bruxelles

L’Ice - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane organizza una Missione di operatori italiani presso la Commissione europea, con l’obiettivo di creare un contatto diretto con le istituzioni comunitarie, per comprendere più approfonditamente i meccanismi alla base della programmazione comunitaria e conoscere i referenti dei vari programmi e le metodologie di gestione degli stessi.

Seminario UL 508A Quadri Elettrici 14 dicembre, 2016 - Milano (sede Anima)

L’introduzione del nuovo “Article 409” per i Quadri Elettrici nell’edizione 2014 del National Electric Code (NEC) ha aumentato l’attenzione sulle installazioni dei Quadri Elettrici (Industrial Control Panels – IPCs). Questo seminario di un giorno fornisce una panoramica completa su come costruire un quadro elettrico in accordo alla norma UL 508A (the Standard for Industrial Control Panels, UL 508A, 1st Edition).Il seminario si rivolge ai costruttori di macchinari ed impianti; costruttori di quadri elettrici, costruttori di componenti per quadri elettrici, macchinari ed impianti. Il riconoscimento di sei CFP al presente evento è stato autorizzato dall’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano, che ne ha valutato anticipatamente i contenuti formativi professionali e le modalità di attuazione.

Seminario UL 746C Plastiche 15 dicembre, 2016 - Milano (sede Anima)

Questo seminario fornisce una panoramica completa delle valutazioni UL sui materiali plastici utilizzati per la realizzazione di prodotti elettrici e/o elettronici. Gli argomenti teorici sono supportati da casi concreti ed esercizi specifici per facilitarne la comprensione. La partecipazione a questo corso agevolerà lo sviluppo di nuovi materiali per i vostri clienti (nel caso siate produttori di materiali plastici) e la scelta e l’utilizzo dei materiali plastici per le vostre specifiche applicazioni (nel caso siate costruttori di componenti o prodotti finiti). Il seminario si rivolge ai costruttori di costruttori di componenti elettrici/elettronici (motori, ventilatori, pompe, compressori, trasformatori; valvole, controllori di temperatura e di funzionamento); costruttori di prodotti finiti (apparecchi elettrici ad uso commerciale - apparecchi elettrici ad uso industriale - sistemi di climatizzazione - apriporta, apri cancelli, sistemi automatici apertura finestre - dispositivi di sicurezza, antincendio - elettrodomestici (piccolo e grande); produttori di materie plastiche, compounds e sistemi di isolamento.

Agenda eventi Associazioni

Sicurtech Village 30 novembre - Padova

Il format è quello di una mostra convegno ospiterà eventi, workshop, attività di approfondimento diventando, così, una preziosa opportunità di unire le principali città italiane attorno ai temi della sicurezza e dell’antincendio. Ogni tappa si svolge in un’unica giornata: gli eventi realizzati all’interno del tour hanno un format nuovo: non tanto dei convegni classici, quanto dei forum tecnici, animati da un proficuo dibattito e scambio di idee tra il tavolo dei relatori e la platea dei professionisti convenuti. L’accesso alla manifestazione, così come la partecipazione ai convegni e ai workshop è gratuita, previa registrazione e dà diritto a ore formative (Lista VV. F. L.818/84) e crediti formativi professionali. Sicurtech Village si rivolge a tutti i professionisti ed addetti alla sicurezza, ai progettisti, agli installatori di impianti; più nel dettaglio coinvolge tecnici, addetti antincendio, addetti ai servizi di sicurezza e di prevenzione, consulenti, esponenti degli ordini professionali, aziende, imprenditori, università.

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ESSERE SOCI ANIMA CONVIENE! CONVENZIONI E PARTNER ANIMA | OTTOBRE 2016 Federazione ANIMA, attenta alle crescenti esigenze su aspetti produttivi, strategici e gestionali delle proprie aziende associate, ha sviluppato e costantemente arricchisce un esclusivo programma di proprie convenzioni e accordi con partner strategici di business. I settori coinvolti sono i più vari e ciascuno contribuisce a un concreto supporto nell'attività aziendale quotidiana dei Soci ANIMA. Le schede dettagliate delle convenzioni sono disponibili per i Soci all'interno dell'area riservata del sito ANIMA (inserendo le chiavi di accesso). Inoltre… tutti i Soci usufruiscono in modo automatico anche dei vantaggi legati alle Convenzioni di Confindustria, in quanto ANIMA appartenente al Sistema Confindustriale.

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Attualità tecnica, economica, normativa, gestionale di settore. Novità produttive, eventi e fiere

INSERTI ECONOMICI Listino prezzi materiale di interesse della meccanica varia Computo costo orario medio di un operaio del settore della meccanica generale Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe prestazioni di personale Italia/estero

SUPPLEMENTI ANIMA PER IN ITALIANO E IN INGLESE edilizia | acqua | sicurezza | industria | energia | comfort | movimentazione | costruzioni

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INSERTI ECONOMICI a cura della Redazione e dell’Ufficio Studi ANIMA - per richieste contattare: alchieri@anima.it - redazione@anima.it (disponibili anche in inglese)

Listino prezzi materiale di interesse della meccanica varia | Tabella arancio ultimo aggiornamento n. 709 - 1^ Quindicina di ottobre 2016 - pubblicata su questo numero Computo costo orario medio di un operaio del settore della meccanica generale | Tabella azzurra ultimo aggiornamento n. 22 - 14 gennaio 2016 - pubblicata su questo numero Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe prestazioni di personale Italia/estero | Tabella bianca 1° gennaio 2016 “Settore industria meccanica varia ed affine” e “Settore impianti e componenti di grande dimensione l’industria meccanica 706 | 96 per la produzione di energia” - pubblicata su questo numero


TABELLA GENNAIO 2016 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale

IN ITALIA

SETTORE INDUSTRIA MECCANICA VARIA ED AFFINE January 2016

Statistical survey on average tariff quotation for staff â&#x20AC;&#x2122;s services in Italy Sector mechanical and engineering industries

AREA RISERVATA alle aziende associate alla Federazione ANIMA e agli abbonati della rivista


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Edizioni: A.S.A. S.r.l. - Via A. Scarsellini 13 - 20161 Milano - tel. +39 0245418.200 - fax +39 0245418.240 | Direttore Responsabile: dott. Giuseppe Bonacina | Riproduzione vietata - Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 334.1981.

TABELLA GENNAIO 2016 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale in Italia


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TABELLA GENNAIO 2016 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale in Italia


TABELLA GENNAIO 2016 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale

ALL’ESTERO

SETTORE INDUSTRIA MECCANICA VARIA ED AFFINE January 2016

Statistical survey on average tariff quotation for staff ’s services abroad Sector mechanical and engineering industries

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TABELLA GENNAIO 2016 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale allâ&#x20AC;&#x2122;estero


TABELLA GENNAIO 2016 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni di personale

nei Paesi europei ed extra europei

SETTORE IMPIANTI E COMPONENTI DI GRANDE DIMENSIONE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA January 2016 Statistical survey on average tariff quotation for staff services in Europe and outside Europe Sector energy generation plants and large components

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TABELLA GENNAIO 2016 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni personale nei Paesi europei ed extra europei


TABELLA GENNAIO 2016 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni personale nei Paesi europei ed extra europei

Janvier 2016

Enero 2016

Relevés statistiques des cotations moyennes des tarifs pour les prestations du personnel en europe et en dehors de l’europe Secteur installations et composants de grandes dimensions pour la production d’energie Estudio estadìstico de las cotizaciones medias de las tarifas por prestaciones del personal en europa y fuera de europa Sector instalacionesy grandes componentes para la producción de energía

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TABELLA GENNAIO 2016 | Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe per prestazioni personale nei Paesi europei ed extra europei

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TABELLA N. 22 - 14 GENNAIO Costo| orario di un operaio del settore della meccanica generale TABELLA N. 22 - 2016 GENNAIO| 2016 Costo medio orario medio di un operaio del settore della meccanica generale


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TABELLA N. 22 - GENNAIO 2016 | Costo orario medio di un operaio del settore della meccanica generale


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TABELLETABELLE 1^ QUINDICINA 2016| Listino | Listino Prezzi Materiali di Interesse Meccanica N. 709 (Piazza di Milano) 1^ QUINDICINADIDI OTTOBRE SETTEMBRE 2016 Prezzi Materiali di Interesse delladella Meccanica VariaVaria N. 708 (Piazza di Milano)

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TABELLE 1^ QUINDICINA DI OTTOBRE 2016 | Listino Prezzi Materiali di Interesse della Meccanica Varia N. 709 (Piazza di Milano)


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TABELLE 1^ QUINDICINA DI OTTOBRE 2016 | Listino Prezzi Materiali di Interesse della Meccanica Varia N. 709 (Piazza di Milano)

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TABELLE 1^ QUINDICINA DI OTTOBRE 2016 | Listino Prezzi Materiali di Interesse della Meccanica Varia N. 709 (Piazza di Milano)


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l'Industria Meccanica 706 - novembre-dicembre 2016  
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Pubblicazione bimestrale tecnico-economica per gli atti dell'ANIMA, Federazione delle Associazioni Nazionali della Industria Meccanica Varia...