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Euro 1,00 - Mensile indipendente a cura del centro iniziative culturali - anno XXIX - Nº 3 - 21 Marzo 2011

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Dopo i confetti, i difetti! “Dopo i confetti, i difetti”, è una vecchia espressione usata dai nostri nonni per avvisare i giovani fidanzati di valutare bene i propri partners, perché l’esperienza insegnava che molto spesso solo dopo il matrimonio si aprivano gli occhi e si vedevano i difetti dell’altro. Similmente, in politica negli ultimi tempi si è diffusa la convinzione che tutte le nuove amministrazioni, in genere, vivano una felice “luna di miele” per un anno, per poi iniziare a litigare permanentemente al proprio interno nel periodo successivo. La Giunta Mauri, vista la larghissima e, finora, coesa maggioranza posseduta in Consiglio comunale, sembrava voler rappresentare l’eccezione che conferma la regola. Invece, inaspettatamente, nelle scorse settimane, a meno di un anno dalle ultime elezioni, è stato diffuso un comunicato, firmato da quattro consiglieri della maggioranza, molto critico sui risultati ottenuti e sul modo di operare del Sindaco, che, con toni ultimativi, chiedeva una verifica nella maggioranza. Si è trattato non di una pietra, ma di un vero e proprio macigno lanciato nella stagnante palude della politica angrese e di un fortissimo doppio schiaffo che ha colpito non solo Mauri e la sua maggioranza, ma anche l’opposizione nelle sue varie articolazioni, consiliari e non. È stato dato uno schiaffo soprattutto a Mauri, perché ha dimostrato, a destra e a sinistra, che se il Re non è nudo, poco ci manca; che l’ unità e la coesione della maggioranza proclamata in Consiglio comunale di fatto non c’è più ed è a rischio di rottura completa, se Mauri dovesse continuare ad atServizio a pag. 2 taccare violentemente i dissidenti, come ha fatto a botta calda. continua a pag. 4

LA CENA DEL PADRONE

Nell’Auditorium “Giovanni Paolo II”, presso l’ex Città dei Ragazzi, è stato presentato il libro di don Silvio Longobardi “L’Audacia della Carità”, che raccoglie gli scritti di don Enrico Smaldone.

Un mendicante per amore

A pagina 9 Servizio di Aniello Grazioso , note di don Luigi La Mura e Francesco Fasolino

Don Enrico sul cantiere della “Città dei ragazzi”

Convegno presso il teatro della Confraternita di S. Caterina promosso dalla Scuola di Pace dei Frati Minori

Cento passi verso il 21 marzo Giornata di impegno contro tutte le mafie

«Cento passi verso il 21 Marzo» è il titolo dell’evento presentato lo scorso 14 Marzo, presso il teatro S. Caterina in piaz-

za Trivio ad Angri, promosso dalla Scuola di Pace dei Frati Minori di Angri, dalla Bottega del Consumo Critico “Tutta n’ata storia” di

Nocera Inferiore, dall’Associazione Goré di Sarno, dal Centro Iniziative Culturali di Angri e dall’Associazione Culturale “Officina delle Idee” di Angri Il convegno «Legalità e Territorio capire per cambiare» ha dato il via alla serata, in preparazione della XVI Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie celebrata il 21 marzo. Moderatore è stato Padre Damiano Lanzone, dei Frati Minori di Angri, il quale ha così introdotto la serata: «Questo momento rientra in un percorso di formazione che ha un unico obiettivo: rendere la nostra cittadinanza attiva e critica, in collaborazione con le associazioni dell’Agro. Tale percorso segue le strade, della legalità e della non violenza. Compito delle associazioni è dare ampio respiro a queste tematiche, per contrastare le anticulture della legalità».

Servizio di Davide Vitiello continua a pagina 8

LISTE NOZZE

Sabato 11 marzo l’Amministrazione comunale ha organizzato una cena di gala a scopi benefici nel Castello Doria; prezzo del biglietto 50 euro per 150 posti; catering, non gratuito, a cura dell’Istituto Alberghiero di Pagani, un rumoroso complesso musicale ha “allietato” la serata, e tutti i partecipanti, tranne un paio, di assoluto gradimento del “padrone” di casa. Sul numero scorso di ANGRI ’80, il Sindaco si è lamentato del mio j’accuse continuo: ma sono io a perseguitarlo o è lui che offre il fianco? Fa un uso improprio e padronale di un bene pubblico e, infatti, non invita neppure i 4 consiglieri del Pdl e 3 dei 4 “dissidenti”, dimenticando che egli è solo un amministratore pro tempore e non l’ultimo erede di Marcantonio Doria; vuole fare solidarietà e dimentica che il palazzo è da mesi senza ascensore, per cui per i diversamente abili è impossibile accedere ai piani superiori (ed è capitato anche quella sera). Una quarantina d’anni fa un movimento popolare, guidato da giovani, impose all’Amministrazione dell’epoca di restituire all’uso pubblico i locali del Casino della villa comunale, oggi Casa del Cittadino, da sempre utilizzata in via esclusiva da signorotti e borghesi iscritti, previa accurata selezione, al Circolo Sociale di Angri. Sembra che Mauri abbia intenzione di riportarci indietro di 40 anni; e meno male che ha sempre dichiarato (se n’è dimenticato solo quando ha fatto l’accordo con Gianfranco D’Antonio, a cui “arde la fiamma nel cuore”) di appartenere ad un Centro più vicino alla Sinistra che alla Destra! Nel caso opposto, di quanto avrebbe riportato indietro le lancette della Storia? Ai tempi del fascismo e dei dischi prodotti da “La Voce del Padrone”? Il Sindaco ricordi, però, che chi cammina con la testa rivolta all’indietro, prima o poi paga pegno! Luigi D’Antuono

Via Don Minzoni, 19/23 Angri Tel./Fax : 081.946439 e-mail: info@puccisas.com sito web: www.puccisas.com


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Attualità

Marzo 2011

Il malessere covava da mesi in seno alla maggioranza di Pasquale Mauri

L’OBLò di

Pi ppo Della Corte

ARIA DI CRISI? Egregio direttore, il clima che si respira in giro è pesante. Sembra esserci aria di crisi politica. Per ora resta un interrogativo che potrà trovare conferme, oppure smentite. I mal di pancia dei quattro consiglieri comunali dissidenti (Conte, Fiorelli, Sorrentino e Testa) sono stati manifestati in maniera chiara. Questo è un fatto. Chi fa finta di niente è in mala fede, oppure preferisce coprirsi gli occhi e non guardare. Delle due l’una. In questo caso, la terza via non esiste. Le motivazioni dei quattro, firmatari anche di un duro comunicato, sarebbero sostanzialmente da ricercare nell’operato del primo cittadino che, senza usare troppi fronzoli, è ritenuto un accentratore. Il politichese è meglio lasciarlo ad altri, in questa sede è più conveniente essere chiari. Sullo sfondo la gestione dell’apparato amministrativo e le scelte sino ad ora compiute che pare abbiano estromesso chi oggi ha alzato la voce. È probabile che i quattro per continuare a garantire il proprio apporto avanzeranno richieste: un assessorato, la gestione di qualche struttura comunale, l’incarico per un parente, cotributi per qualche associazione amica. Niente di nuovo. È così che funziona un pò dappertutto. Sembra strano notare, però, che a meno di un anno dalla vittoria elettorale la gioiosa macchina da guerra sembri già accusare i primi colpi dovuti ad una ruggine formatasi troppo in fretta. Il sindaco è stato eletto con una maggioranza solida e formata da un gruppo di legionari d’assalto pronti a farsi immolare pur di difendere sempre e comunque il proprio capo ed il suo operato. Un atteggiamento onorevole, ma discutibile. Alcuni consiglieri, inesperti e poco conoscitori dei meccanismi che sottendono le regole del gioco, fin dall’inzio sono stati pervasi da una esaltante gioia. Una contentezza che ha rasentato gli entusiasmi verginali degli adolescenti. Poco male, ma la politica non è solo “Lancia in resta!” e “Signorsì!”. È anche dibattito, confronto, condivisione delle scelte, ascolto, coinvolgimento, dialogo. Infine, decisione. Il Consiglio comunale, sebbene svuotato di molti poteri, resta ancora un organo importante che dovrebbe indirizzare le scelte delle maggioranze. Durante questi anni si sono già verificati accadimenti simili, i cui esiti sono arcinoti. Ciò è stato ancor più vero quando a mancare è stata l’opposizione. Un paradosso. Oggi come ieri essa è abulica, priva di idee e di proposte, carente di una propria strategia, mancante di leaders carismatici capaci di dettare la linea. Si limita ad andare a rimorchio della maggioranza, a qualche comparsata sui canali Tv ed alla redazione di comunicati stampa. Sinceramente troppo poco per chi vorrebbe rappresentare l’alternativa. Ora, occorre attendere gli esiti di questa crisi interna per capirne i risvolti. Spesso i mal di pancia sono dettati da fame inappagata: basta mangiare un pò e la testa non girerà più.

Crisi nella maggioranza, i “dissidenti” escono allo scoperto e criticano la Giunta Una richiesta di “verifica programmatica”, sottoscritta da quattro consiglieri della maggioranza consiliare ha fatto venire definitivamente allo scoperto il malessere che da diversi mesi agitava la vita dell’Amministrazione Mauri, le cui avvisaglie si erano avute già nello scorso autunno e coinvolgevano addirittura più consiglieri. La sentenza del Tar sulla non validità del voto nella sezione n. 15, con il possibile ritorno al voto per circa 1.100 elettori, e le dimissioni dell’assessore Caterina Barba, per il ritiro del piano di razionalizzazione scolastica, hanno ulteriormente riscaldato il clima all’interno della compagine amministrativa. Arturo Sorrentino (presidente del Consiglio comunale), Alfonso Conte, Nordino Fiorelli ed Emilio Testa, i quattro consiglieri in questione (con i quali c’era anche Pasquale Russo, rientrato però ultimamente nei ranghi, in quanto soddisfatto in una propria aspettativa), hanno indirizzato al primo cittadino un documento con il quale chiedono esplicitamente una verifica sull’azione amministrativa finora svolta. Il gruppo è stato esplicito manifestando “la volontà di ricorrere ad una verifica delle azioni politico – amministrative finora svolte dal Sindaco, dalla Giunta e dal Consiglio comunale per una profonda insoddisfazione di metodo e di merito su quanto seminato e raccolto dai vari livelli gestionali, con l’obiettivo di un rilancio della vita sociale, economica e strutturale della nostra città”. Critici, i quattro consiglieri, si sono mostrati anche verso la scelta dell’attivazione, nello scorso autunno, della Zona a traffico limitato in via Incoronati ed in via Amendola, fatta dal primo cittadino in modo conflittuale con i commercianti delle due strade in questione. Nel documento i consiglieri hanno altresì sottolineato che “troppe polemiche e dissidi non hanno fatto certamente immaginare alla gente che si stesse cambiando qualcosa. Improvvisazioni, ricerca del piccolo tornaconto, troppi contentini distribuiti in giro, prestano di continuo il fianco a critiche, non solo dell’opposizione, ma anche della stessa gente, mentre il paese langue in attesa di importanti decisioni su PUC, Piano Casa, viabilità, vivibilità, servizi a favore delle fasce deboli e rilancio del commercio”. “Siamo convinti – concludono i consiglieri – che ci sia bisogno urgente di una discussione aperta e partecipativa per delineare i giusti

obiettivi che ci eravamo ripropoessere fatto affinché l’azione di sti. Abbiamo convinzione che una governo e di amministrazione della scossa robusta e solidale possa fare città riceva ulteriore impulso e forza ritornare l’entusiasmo sfumato ed per il raggiungimento degli obiettivi è vitale che parta da chi ha responprogrammatici presentati dal Sindaco sabilità, come tutti noi, verso tutti Pasquale Mauri. gli Angresi, delusi ed amareggiati, Sollecitato implicitamente da queperché l’azione di governo è spesso sta presa di posizione - da qualcuno confusa, contraddittoria e priva di giudicata alquanto tardiva - il Sindaco sostanza”. Mauri, ha di fatto ammorbidito sue Gli altri consiglieri di maggioranprecedenti e pubbliche dichiarazioni za, Domenico D’Auria, Marco De nei confronti dei quattro (addebitando Simone, Giuseppe Galasso, Vincenzo loro richieste di ordine personale, Grimaldi, Alberto Milo, Pasquale volte a salvaguardare rendite perRusso, Alfonso Scoppa, Daniele Selsonali), e con un comunicato agli vino, che si riconoscono nell’U.D.C., organi di informazione ha optato per e Bonaventura Manzo, lista “Con il confronto. Appartamenti, garage, cave, alberghi, ter-il Gianfranco D’Antonio box, Sindaco”, “Voglio innanzitutto manifestare hanno invece espresso ampia e inmio disappunto per il fatto che quatreni e ville: è questo il patrimonio della camorcondizionata solidarietà al Sindaco tro consiglieri di maggioranza non e alla Giunta, consapevoli alla del lavoro abbiano trovato alcun altro modo per ra ora affidato Prefettura di Salerno e, in finora svolto dall’Amministrazione: porre le proprie istanze se non quello dalla rimozione dei detriti da dal letto di ricorrere alla stampa, con il rischio, parte, gestito Comuni ed associazioni del Rio Sguazzatoio alla messa in poi verificatosi, che il documento da sicurezza del verde pubblico, dal loro posto venisse etichettato e perrifacimento dell’arredo urbano alla cepito quale un atto di sfiducia al mio riorganizzazione della macchina operato e a quello della Giunta. Dalle amministrativa, dal miglioramento successive dichiarazioni degli stessi dei servizi socio-sanitari alla rivitafirmatari del documento apprendo lizzazione del commercio cittadino che in realtà non si tratta né di una grazie agli eventi del Doria Festival e del Natale in Festa, dal potenziamento del corpo di Polizia Locale alle tante iniziative tese alla tutela della coesione sociale e della partecipazione civile. Evidenziando, poi, che P.U.C., Piano Casa, viabilità e servizi a favore delle fasce deboli sono tematiche su cui l’Amministrazione ha già avviato i processi per l’emanazione di provvedimenti atti a dare risposte positive e pragmatiche; con segnali Una scelta che era nell’aria concreti già attuati in favore dei citgià da tempo. Unanimità per tadini bisognosi, con l’abbassamento un altro dei “mancati” assesdelle tariffe per l’asilo nido, la mensa sori dell’esecutivo Mauri, che e il trasporto scolastico. ritorna sullo scenario politiInfine si sono detti disponibili ad co nel difficile momento del un confronto serio, franco, aperto, traghettamento politico del pubblico e fatto nelle sedi opportune partito centrista: in balia tra per verificare cosa e quanto possa la rottura con la maggioranza

sfiducia né di una fuoriuscita dalla maggioranza. Ma a prescindere dalle questioni di metodo, nel merito non mi è ancora chiaro l’oggetto della loro richiesta. In questi primi nove mesi di amministrazione ho convocato numerose riunioni di maggioranza su questioni vitali per la città come la ZTL, il PUC, le politiche sociali e i progetti per la ripresa economica di Angri. Mai avrei pensato che la loro assenza a gran parte di queste riunioni mi sarebbe stata dagli stessi rinfacciata. Ma c’è sempre tempo per migliorare le modalità di partecipazione democratica alle decisioni dell’esecutivo cittadino. Per questo invito i consiglieri firmatari del documento ad esplicitare, pubblicamente e nei luoghi opportuni, le loro richieste. Le diverse consulte a cui sto lavorando dimostrano chiaramente che il mio mandato da Sindaco si sta caratterizzando, come promesso in campagna elettorale, per i numerosi tentativi di apertura alla partecipazione attiva da parte di tutti i soggetti impegnati a migliorare la vivibilità della nostra città. Sarebbe paradossale quindi una mia chiusura alla partecipazione di consiglieri eletti nella coalizione di maggioranza. Spero quindi che la questione si ricomponga attraverso un dialogo sincero e onesto, evitando un muro contro muro che non farebbe bene ad Angri e agli angresi”.

Lello Alfano nuovo segretario dell’UDC

provincial e sal ernit ana e le nuove scelte da attuare nella programmazione politica locale, a poco meno di un anno dall’elezione di Pasquale Mauri alla guida dell’amministrazione cittadina. Alfano, nelle passate consiliature, ha già occupato uno scranno nell’assemblea cittadina; e ai tempi della prima sindacatura di Umberto Postiglione fu uno dei principali fautori della lista dei “Democratici” dell’Asinello, dando un contributo decisivo alla vittoria elettorale del 1995. Poi fu anima e motore dello stesso UDC targato Pasquale Marrazzo. La nostra redazione si congratula con il neosegretario Alfano e gli augura buon lavoro nell’interesse della nostra comunità cittadina, che ha quanto mai bisogno di ridare spessore e senso di responsabilità all’agire politico.


Marzo 2011 A proposito del “Patto dei Sindaci un impegno per l’energia sostenibile”

Una delibera fuori dal comune Il 30 novembre scorso l’Ancitel ha organizzato a Mercato S. Severino un convegno, riservato ai Sindaci delle province di Avellino e Salerno, per far conoscere e promuovere l’attuazione del “Patto dei Sindaci - un impegno per l’energia sostenibile”, un progetto finanziato dalla Commissione Europea. Il Comune può aderirvi con delibera del Consiglio comunale e contestualmente impegnarsi a presentare, entro l’anno successivo alla ratifica, il proprio Piano di Azione per l’Energia sostenibile (PAES) con il quale si delineano le politiche e le misure da concretizzare per il raggiungimento degli obiettivi del Patto (riduzione del 20%, entro il 2020, delle emissioni di gas ad effetto serra sul proprio territorio). Il PAES non è di facile progettazione, tant’é vero che nessuno dei Comuni campani è riuscito finora a farselo ratificare dall’UE; infatti, il Piano deve fotografare la situazione esistente, analizzarla e, poi, prevedere le azioni da porre in essere. Poiché l’Ancitel mi aveva chiesto di dare una mano nell’organizzazione e nella sensibilizzazione dei numerosi Sindaci che avevo conosciuto negli ultimi anni, il mio primo pensiero, ovviamente, fu quello di avvisare la nostra Amministrazione nella persona del vicesindaco nonché assessore all’Ambiente, dott. Gianfranco D’Antonio, il quale poi partecipò ai lavori, insieme al dott. Michele Grimaldi, funzionario comunale. Nei mesi successivi non avevo saputo niente in merito ad una eventuale adesione al Patto né se ne era parlato negli occasionali, ma frequenti, incontri con il vicesindaco. Qualche giorno fa mi è capitato, invece, di parlarne con il consigliere comunale di opposizione, ing. Cosimo Ferraioli, il quale sosteneva che una delibera in merito era stata approvata dal Consiglio comunale parecchi mesi fa, mentre io ero sicuro di non aver visto alcuna delibera avente ad oggetto il “Patto dei Sindaci”. Dopo qualche ora mi è arrivata la telefonata dell’ing. Ferraioli il quale mi ha detto che aveva ragione lui: la delibera c’era! Ma avevo ragione pure io, perché nell’oggetto c’è scritto tutt’altro! Infatti, il 28 giugno 2010 il Consi-

glio comunale, assenti gli otto consiglieri di minoranza, ha approvato la delibera n. 25: Protocollo d’intesa tra il Comune di Angri, Azienda Speciale “Angri Eco Servizi” e Banca del Verde Onlus, per la promozione del progetto denominato “comunità sostenibili”, relativo ad azioni di compensazione delle emissioni di CO2, su base volontaria. Approvazione piena di anomalie, incongruenze ed errori; infatti: - la proposta di delibera non è stata predisposta dall’ufficio competente; da chi? Boh!; - la fantomatica Banca del Verde esiste solo nell’oggetto della delibera e in nessun altro punto, neppure nell’oggetto della proposta; - il progetto viene chiamato “comunità sostenibili” solo nell’oggetto, ma successivamente sempre “Patto dei Sindaci”, che nelle premesse si afferma di voler approvare insieme ai documenti allegati, che si dice di allegare, ma che poi non risultano allegati; - la “geniale” idea, presente nella proposta, di voler dare l’incarico del PAES all’Azienda ecologica (???) ed ancor più genialmente (viste le oggettive difficoltà) di darle stranamente solo sei mesi per redigerlo, mentre nel deliberato si parla di 12 mesi e non si cita per niente l’AeS; - il deliberato è ridondante e, nello stesso tempo, paradossalmente anche insufficiente, perché non dice l’unica cosa che avrebbe dovuto dire: “si adotta il Patto dei Sindaci e si affida al Sindaco il compito di sottoscrivere il modulo di adesione”. Cari lettori, se avete perso il filo non è colpa mia e neppure colpa vostra, ma di una delibera che è, in tutti i sensi, fuori dal comune; partorita chissà dove e che, poi, ha visto, forse, scontrarsi, all’interno della maggioranza consiliare, due “scuole di pensiero” (chiamiamole così): una che, confondendo volutamente sostenibilità ed ecologia, voleva dare l’incarico all’azienda angrese di raccolta dei rifiuti, la quale, poi, forse, l’avrebbe girato, senza tanti clamori, a qualche consulente di fiducia; l’altra, forse, era orientata verso la Banca del Verde Onlus o chissà chi. In extremis, forse, vi è stata una mediazione che ha determinato, forse volutamente, un tale ingarbugliamento per cui nella versione finale la delibera dice tutto e il contrario di tutto. Tant’è vero che forse sono andati in confusione gli stessi funzionari e amministratori comunali, in quanto la delibera è rimasta lettera morta e, forse (o senza forse) non è stata mai trasmessa all’AeS, mentre, senza forse, l’assessore all’Ambiente è andato a Mercato S. Severino per un argomento già discusso ed approvato alcuni mesi prima dal Consiglio Comunale. Luigi D’Antuono

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Attualità Lettera aperta di Luigi D’Antuono

Caro Vice Sindaco, ti scrivo … Caro Vice Sindaco, ti scrivo, anzi ti riscrivo, visto che la prima lettera, già pronta per essere pubblicata, è stata tolta dall’ultimo numero di ANGRI ’80 per fare posto alla risposta del Sindaco, giunta in extremis, ed alla mia controrisposta. Venuto meno il motivo principale per cui ti avevo scritto (il persistente ed assordante silenzio del Sindaco) pensavo che fosse venuta meno anche la necessità di coinvolgerti. La lettura di un tuo articolo, intitolato “Siamo ormai alla frutta”, pubblicato sul mensile “Il Pensiero Libero”, fondato da Gerardo De Prisco (a proposito, tanti complimenti e auguri all’ex senatore) e la successiva, dura, nota dei quattro consiglieri di maggioranza mi hanno fatto cambiare idea e convinto che era necessario (nel tuo interesse) “provocarti” e spingerti a riflettere su questo tuo primo anno di Vice Sindaco e Assessore della Giunta Mauri, visto che il problema non riguarda solo e solamente il buon Pasquale. O vuoi fare come Totò, il quale ad un amico, che gli chiedeva perché si fosse preso, senza reagire, tante botte da uno sconosciuto, rispondeva seraficamente : «Quello, mentre menava, continuava a chiamarmi Pasquale ed io mica sono Pasquale!?!» ( vedi la coincidenza). Scherzi a parte, congratulazioni per l’ottimo e conciso articolo, anche se, per ovvi motivi anagrafici, per me non sei una sorpresa; ora, visto che hai rotto il ghiaccio, perché non fai un ulteriore passo avanti e da fedele lettore di ANGRI ’80 ne diventi anche collaboratore? Le porte, meglio, le pagine sono aperte! Sono sicuro che accetterai, anche perché, se non dovessi farlo, stai certo che alle prossime elezioni tutti i nostri concittadini sapranno che tu preferisci scrivere su un mensile di Pagani e non su quello di Angri. Attendiamo, fiduciosi, la tua risposta. Il titolo del tuo articolo è riferito alle vicende nazionali, che vedono la politica seria sostituita dal “gossip” e, “o tempora o mores!», l’immagine dell’Italia nel mondo distrutta a causa di ragazzine (per la verità, di nonnetti) dai facili costumi. Il duro documento dei quattro consiglieri di maggioranza, invece, ribaltando completamente le conclamate certezze del Sindaco (“Bravo, bravo, sono tanto bravo. e nessuno è migliore di me!”), manifesta una profonda insoddisfazione per i risultati (non) ottenuti dalla Giunta, per le troppe polemiche, per le improvvisazioni, per il clientelismo diffuso e,

dopo aver sollecitato un’accurata riflessione, chiede una verifica politico – amministrativa; parafrasandoti, potremmo titolarlo “Siamo già alla frutta?». Caro Vice Sindaco dopo le ultime elezioni, vinte da Mauri con lo slogan “Si cambia davvero” e grazie al tuo importante contributo nel ballottaggio, in molti speravamo che il primo a cambiare, correggendo i suoi vecchi difetti, fosse il neosindaco e che tu potessi dargli una mano in tal senso. Purtroppo (hanno ragione i quattro consiglieri) le speranze sono andate deluse: scelte sbagliate e spesso contraddittorie, atteggiamenti arroganti e virulenti, delibere e decreti nonché ordinanze prima firmate e poi revocate oppure modificate, decisioni precostituite imposte ai funzionari ed anche agli stessi membri della Giunta, mancanza assoluta di volontà di dialogo e di concertazione preventiva con i cittadini, con le forze sociali e quelle politiche - salvo poi scoprirla recentemente, al solo fine di poter scaricare, poco dignitosamente e da “vero” leader (?), ogni colpa della delibera di Giunta riguardante la razionalizzazione delle scuole su tua nipote, Caterina Barba, assessore al ramo. A questo punto, come ti dicevo, se fossi al posto tuo mi preoccuperei della mia immagine e di verificare se essa è migliorata o peggiorata dopo questo periodo di partecipazione al governo del paese. In verità, propendo per la seconda ipotesi, considerato che neppure una volta hai manifestato pubblicamente un tuo distinguo, anche marginale, rispetto al “dolce stil nuovo (?” mauriano. Anzi, quando, durante il Consiglio Comunale del 17 novembre u.s., ti ho espressa tutta la mia indignazione per l’atteggiamento del Sindaco, poco consono al suo ruolo nonché oltraggioso

nei confronti di Ferraioli e Squillante, hai solo allargato le braccia, in segno di profonda rassegnazione, e…. basta ! Se fossi al posto tuo, ancor prima della verifica richiesta dai quattro (ma, poi, ci sarà?), un piccolo bilancio lo farei, sapendo che il primo obiettivo che ti eri proposto con le elezioni 2010 (non fare eleggere sindaco Squillante) l’hai comunque raggiunto. Secondo me, tertium non datur: o ti dimetti, qualora ritieni che con Pasquale Mauri non c’è speranza di avere un ruolo pregnante o, almeno, di positivo condizionamento, oppure resti in Giunta e, approfittando del fatto che sei andato in pensione e che adesso hai più tempo a disposizione, fai di tutto, e di più, per differenziarti (sei o non sei l’Assessore all’Ambiente?) e lasciare il segno nell’attività amministrativa, in modo che tutti possano riscontrare che ci sei ed eserciti fino in fondo il tuo ruolo. In quest’ultimo caso, l’unico rischio che corri è di essere scaricato anche tu dal Sindaco, ma, secondo me, meglio cacciato che squalificato; del resto, a te non debbo, certo, essere io a ricordare la famosa frase del Duce:“Meglio un giorno da leoni, che cento da pecore!”. Caro Gianfranco, pardon, caro Vice Sindaco, scusami se mi sono permesso di invitarti a riflettere bene sulle tue scelte passate, presenti e future; l’ho ritenuto doveroso, visto l’affetto e la stima reciproca che ci lega e che tu mi hai concretamente dimostrato in più occasioni, nonostante la lontananza (a volte, più apparente che reale) delle nostre idee. In bocca al … lupo ! Luigi D’Antuono P.S.: A prescindere, come diceva anche Totò, dal mio invito a riflettere e a decidere sul tuo futuro politico, sono certo che non mancherai di darmi, in tempi brevi, un chiarimento sulle questioni da me sollevate nell’articolo intitolato “Una delibera fuori dal comune” e pubblicato su questo stesso numero di ANGRI ’80


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Attualità

Il PdL presenta un’interrogazione sulle dichiarazioni del Sindaco in risposta al documento dei “critici” quattro consiglieri comunali di maggioranza

Mauri chiarisca le sue gravi affermazioni

Il gruppo consiliare del PdL ha presentato un’interrogazione consiliare sulle dichiarazioni del Sindaco in risposta al documento di sfiducia di quattro consiglieri comunali di maggioranza. Indirizzata al Sindaco, Pasquale Mauri, al Presidente del Consiglio Comunale, Arturo Sorrentino, ed al Procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore (per il tramite della Stazione dei Carabinieri di Angri), l’interrogazione è firmata dal capogruppo Antonio Squillante e dai consiglieri Antonio Mainardi, Gianluca Giordano e Gaetano Longobardi, ed intende fare luce sulle ultime vicende politiche locali, che hanno visto un duro botta e risposta tra i quattro consiglieri comunali di maggioranza Emilio Testa, Nordino Fiorelli, Alfonso Conte ed Arturo Sorrentino (firmatari lo scorso 2 marzo di un documento di sfiducia sull’operato del Sindaco, della Giunta e dell’Amministrazione comunale) ed il Sindaco, Mauri. “Nel documento - argomenta il gruppo consiliare del PdL - vengono rimarcati una serie di problemi già segnalati più volte dal nostro gruppo consiliare, come l’incapacità del Sindaco di adottare il principio della partecipazione democratica alle scelte di tipo amministrativo per il futuro della città, privilegiando invece una gestione finalizzata a provvedimenti che evidenziano una scarsa programmazione, e nessuna efficacia per la collettività”. Il Sindaco ha successivamente replicato al documento con dichiarazioni pubbliche “che contengono affermazioni molto gravi su come

vengono gestiti i rapporti all’interno della maggioranza”. “Tra le altre cose - sottolineano nell’interrogazione Squillante, Giordano, Longobardi e Mainardi - Mauri afferma: “Qualche consigliere comunale sottoscrittore del documento, sinora non è mai venuto al Comune per sottoporre un problema di tipo generale da risolvere … sicuramente sono venuti qualche volta a chiedere qualche cosa di ordine personale … i cittadini angresi devono sapere chi sono le persone che marciano verso soluzioni che vanno nella direzione di salvaguardare rendite personali …” Alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco, che “sono di una gravità inaudita, e qualora corrispondessero al vero, potrebbero avere anche risvolti di tipo penale”, i quattro consiglieri comunali del PdL hanno presentato un’interrogazione per chiedere che il Sindaco “chiarisca tali affermazioni, ed in particolare spieghi le modalità con le quali vengono gestiti i rapporti all’interno della maggioranza”, auspicando che il primo cittadino “renda noti i nominativi dei consiglieri che a suo avviso non abbiano fino ad oggi tutelato il bene pubblico, ma bensì si sono interessati esclusivamente di favorire piccoli o grandi tornaconti personali” e chiarisca “quali sono le richieste di tipo personale formulate e quali rendite personali si tentano di salvaguardare”. Pertanto, con l’interrogazione si invita Pasquale Mauri “a spiegare nei termini di regolamento, tali dichiarazioni, che sono estremamente gravi e che se confermate possono avere anche risvolti di tipo penale”. Infine, Squillante ha chiarito di non aver esercitato alcuna “opera di mediazione” a livello provinciale tra il Sindaco Mauri ed il presidente della Provincia Edmondo Cirielli, in quanto secondo l’assessore provinciale del PdL, “il Sindaco di Angri non è una persona politicamente affidabile!”.

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Lo scorso 3 marzo, quattro consiglieri di maggioranza, con una lettera consegnata agli organi di informazione, indirizzata al sindaco, agli assessori ed agli altri consiglieri di maggioranza, hanno chiesto una verifica di programma ed un’azione di rilancio politico – amministrativa. Tra i firmatari del documento, oltre Arturo Sorrentino, Nordino Fiorelli e Alfonso Conte, c’è anche Emilio Testa. Consigliere comunale dal 1990; assessore alle politiche sociali dal settembre 1992 al luglio 1993, nel 1994 ed in diverse giunte Postiglione, dal 1997 al 2004. Hai visto il sindaco? Non ancora. L’hai chiamato? No, ma l’ho ascoltato. Ho visto le interviste. Sei turbato? No, sono sereno. Ad una sollecitazione il sindaco ha risposto con un moto isterico. Credo che abbia dichiarato la prima cosa che gli è passata per la testa. È istintivo. Lo conosco da anni. Le sue dichiarazioni… Prestano il fianco a chi ha interesse a gettare benzina sul fuoco. Me ne rendo conto. Ho sentito parlare di Procura della Repubblica: un’aberrazione. I nostri politici, i nostri amministratori, non hanno mai avuto alcun rapporto con la Procura. E per tutti noi è sempre stato un motivo d’orgoglio. Però, capisco chi coglie l’occasione per strumentalizzare e recuperare visibilità. Io, magari, lo farei in altro modo, riconducendo il dibattito nell’alveo politico amministrativo. Cosa lamentate? Maggiore attenzione. Nient’altro. Vogliamo essere coinvolti. Capire, partecipare, condividere, sono i verbi che

Marzo 2011 Intervista con Emilio Testa, consigliere “dissidente”

“Vogliamo solo essere ascoltati!”

vorremmo coniugare, con gli altri consiglieri di maggioranza, il sindaco e gli assessori. In concreto? Detto così sembri Zalone che imita Vendola. Sono le parole della politica. Sai, occorre recuperare il gusto della liturgia. Se è previsto che si faccia in un certo modo, per assicurare rappresentatività e dignità all’azione del politico; se le istituzioni si reggono su particolari momenti di cui è richiesta la celebrazione; se per decenni si è agito alla luce dei verbi che ti ho indicato, un motivo ci deve pur essere. E perché non glielo hai detto? C’era bisogno di scriverlo? Ho provato a dirglielo. Ma è così frenetico che credo non mi abbia sentito. E dico sentito, non capito. Perché è evidente che non ci siamo capiti. Considerato che non lo ritengo in malafede, devo pensare che mentre parlavo pensasse a cose più urgenti. Quindi, il documento era inevitabile. Un risultato lo abbiamo conseguito: lo ha letto. Ed ha esternato. Intanto, ora sa che c’è qualcosa

Dopo i confetti...

continua da pag. 1 Sull’ipotesi di una riappacificazione, a breve i pareri sono discordanti, ma è certo che il colpo è stato inferto, che, comunque, lascerà il segno e che con un Sindaco come Mauri (bisogna dargliene merito) “non si può buttare la pietra e nascondere la mano”: o con lui o contro di lui! Lo schiaffo è stato appioppato anche all’opposizione, non tanto ad Antonio Squillante o a Cosimo Ferraioli, che, poverini, hanno fatto quello che potevano in un Consiglio comunale finora blindato, ma ai loro partiti di appartenenza (Pdl e Pd) che non hanno dato loro alcun aiuto e che, in questi mesi, sono stati totalmente assenti dalla scena politica, mentre avrebbero dovuto essere loro a formulare critiche ed a promuovere iniziative sul territorio: la politica non si può e non si deve fare solo nell’aula consiliare! Dopo il comunicato dei quattro il Pdl almeno un comunicato l’ha fatto; il Pd manco quello. La presa di posizione dei quattro crea, infine, qualche problema

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che non è gradito a tutti i consiglieri di maggioranza. A proposito, siete ancora in maggioranza? Vi indicano come dissidenti. E tali siamo: consiglieri di maggioranza, dissidenti. L’etichetta mi fa sorridere: mi ricorda gli scissionisti di Secondigliano. Non scherzare su queste cose. Tieni presente che l’ultima volta che abbiamo incontrato gli assessori è stato lo scorso ottobre. Per cinquanta minuti. Noi siamo dissidenti, ma alcuni, per noi, sono desaparecidos. Procedo con degli esempi. Ricordi il cartellone dell’Estate ad Angri 2010? Io l’ho appreso perché me ne hanno parlato alcuni amici in piazza Annunziata, dopo le prime manifestazioni. Le opere pubbliche da realizzare con i fondi “Jessica”? Ho saputo della loro esistenza la sera della presentazione del progetto, nel Circolo dei Combattenti, insieme a tutti gli altri invitati. Anni fa era sana abitudine convocare le riunioni di preconsiglio. Si tengono ancora? Si. Ma ora ti dico come. Il sindaco ci convoca; ci comunica i punti all’ordine del giorno e ci invita a votarli. E chiaramente noi li votiamo. Un esempio? Il bilancio, votato lo scorso dicembre; mi è stato notificato a casa. Partecipo alla riunione di preconsiglio. Tento di evidenziare l’opportunità di concederci qualche giorno per leggerlo con calma. Magari, anche per valutare eventuali modifiche. Mi sento rispondere più o meno questo: “Dobbiamo approvarlo adesso. Prima di quando abbiano fatto altri che ci hanno preceduto. Agli emendamenti

penseremo dopo”. Dobbiamo prepararci al Commissario prefettizio? Perché? Se dipende da noi, il sindaco resta lì fino alla fine della consiliatura. Abbiamo stretto un patto con lui e la cittadinanza. Siamo persone serie. E riteniamo di poter dare un contributo alla soluzione dei problemi della città. Vorremmo essere ascoltati. Da quanto tempo manchi dal Comune? Spiegami cosa dovrei fare al Comune. Non è un bar. Uno va se ha qualcosa da fare. Visto che non ho alcun ruolo amministrativo, vado di rado. Poi, ultimamente, non ricordo alcun invito. Le rendite personali? Quelle si moltiplicano su un conto segreto in Svizzera. Siamo seri. Ti dico una cosa, scrivila così come la detto: gli enti locali, tutti, soprattutto nelle nostre zone, sono sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti. Gli atti prodotti dalle varie amministrazioni locali non passano inosservati. C’è chi li valuta. E poi agisce. Noi siamo sempre stati un’oasi felice, grazie alla limpidezza delle azioni poste in essere e alla preparazione degli amministratori. Cosa farete? Chiederemo la convocazione del consiglio comunale. Anche per fare chiarezza su questa storia delle rendite personali. Le primissime dichiarazioni del sindaco hanno determinato troppa confusione. Parleremo di politica ed amministrazione, con i politici e gli amministratori. Nell’interesse della nostra comunità. Eugenio Macchia

anche al consigliere di opposizione (responsabile) Marcello Ferrara, che pur dichiarando di stare ancora in minoranza, viene da tutti considerato e annoverato tra le fila della maggioranza. Se i quattro dovessero decidere di staccarsi da Mauri, il suo voto sarebbe decisivo per far approvare o respingere le delibere proposte dalla maggioranza e per far sciogliere o meno il Consiglio comunale; il consigliere Ferrara dovrà, quindi, a breve, chiarire la sua posizione in Consiglio e a chi l’ha votato dopo una schioppettante campagna elettorale. A questo punto, che cosa si debbono augurare gli Angresi? Che si faccia chiarezza a tutti i livelli e che, scusate se è poco, la Politica ritorni al primo posto in un contesto dialettico anche civilmente acceso, ma che si divida e si scontri sulle scelte strategiche per il paese, sulle problematiche attuali, sui bisogni della cittadinanza e che gli interessi personali, il clientelismo, il familismo, le beghe e le inimicizie vengano finalmente messe da parte e si pensi solo al bene comune, ciascuno nell’ambito del proprio ruolo, sia esso di maggioranza o di opposizione.

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Intervista con il dottore Fausto Postiglione, consigliere provinciale

“Angri non può perdere gli ambulatori Asl” Promossa una raccolta di firme tra i cittadini con la collaborazione dei medici di famiglia

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ello scorso numero di “ANGRI ’80” abbiamo fatto il punto della situazione sulla vicenda del paventato trasferimento degli uffici e ambulatori dell’ASL, attualmente presenti ad Angri, in quel di Scafati. I medici di base operanti ad Angri hanno sottoscritto un manifesto per informare la cittadinanza degli svantaggi che nascerebbero da un tale trasferimento e hanno poi ulteriormente sensibilizzato la cittadinanza con una raccolta firme. In merito abbiamo intervistato il dottore Fausto Postiglione, consigliere provinciale, tra i promotori della duplice iniziativa. Al paventato trasferimento dei servizi asl a Scafati, si propone in alternativa di trasferirli tutti in una nuova struttura a via dei Goti, ceduta dal Comune all’ASL in cambio dell’edificio ex Inam di via Arnedi. Ma da quando sono iniziati i problemi per la sanità ad Angri? L’emergenza dura da anni. Quando, tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80, fu riorganizzato il piano sanitario con la creazione delle USL, Angri perse qualsiasi punto di riferimento di tipo ospedaliero. Infatti, l’ospedale fu realizzato a Scafati. Gli accordi politici di allora prevedevano di lasciare ad Angri almeno la parte amministrativa e gli ambulatori, che avrebbero servito i cittadini angresi e quelli di Sant’Egidio del Monte Albino e Corbara, per un totale di circa 40mila utenti. Poi negli anni il distretto è stato suddiviso tra Scafati ed Angri, il che non rappresentava un problema, poiché il nostro paese conservava tutti i servizi di base. Purtroppo non si è mai creata una struttura che fosse adeguata e al passo con i tempi. Infatti gli uffici per anni sono stati alloggiati nella

Il dott. Fausto Postiglione in un recente incontro sulla questione Asl.

struttura di via Arnedi, da tempo abbandonata e in avanzato stato di degrado. Sì. Quando ero consigliere comunale, intervenni perché la struttura era a rischio di chiusura per fatiscenza dei locali. Insieme con il sindaco di allora, mio fratello Umberto, trovammo un accordo con i vertici ASL. Il direttore generale Ferraioli ci fece avere un progetto “avveniristico”, finanziato dalla Regione con oltre tre miliardi di lire, per ristrutturare l’edificio di via Arnedi. Poi, quei fondi furono dirottati a Sarno per la costruzione del nuovo ospedale e ad Angri si trovò la soluzione di fittare dei locali in via Semetelle e in via S. Di Giacomo e di spostare il 118 a via Badia (prefabbricato Croce Rossa tedesca). Quanto costa il fitto di tutti questi locali? Circa cinquantamila euro all’anno. Sono però locali non adatti ad ospitare uffici ed ambulatori sanitari. Naturalmente. Quando bisogna aprire, per esempio, un laboratorio convenzionato con l’ASL, i controlli sono scrupolosi fino alla pignoleria. Non riesco a capire come mai per questi locali non ci siano controlli altrettanto scrupolosi. Eppure la fatiscenza, per esempio, del 118 è sotto gli occhi di tutti. Io sono stato quattro volte in Albania, e posso assicurare che le strutture sono tenute meglio che ad Angri! Per questo molti ambulatori sono stati trasferiti altrove. Sì. Avevamo degli ambulatori per la prevenzione delle malattie della sfera genitale femminile – una specie di consultorio – dove si effettuavano i PAP test e lo screening per il tumore

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Attualità

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della mammella, e ci sono stati tolti e spostati in parte a Scafati e in parte a Sant’Egidio del Monte Albino. Insomma, c’è stato un depauperamento progressivo. Non si può descrivere che cos’è diventato l’ufficio vaccinazioni: le mamme devono aspettare in piedi davanti ad una porta con il freddo d’inverno e il caldo d’estate. E questi problemi ci sono sia per gli utenti sia per i medici stessi. La situazione è altrettanto problematica per gli uffici amministrativi, con impiegati costretti a lavorare in stanzette piccole e con le grate alle finestre (i locali, prima, ospitavano la stazione dei carabinieri). Gli impiegati non hanno mai sollevato obiezioni riguardo alle condizioni di lavoro? Questo costituisce un altro aspetto del “problema ASL”: un po’ alla volta siamo rimasti con un numero scarsissimo di dipendenti. Attualmente ci sono circa una decina di impiegati per servire una popolazione di circa quarantamila utenti. A Scafati ci sarebbe un miglioramento dal punto di vista dei locali, del numero di dipendenti e del servizio offerto ai cittadini? Teoricamente potrebbe anche succedere. Però, a prescindere dai costi che l’ASL dovrebbe affrontare per adeguare le strutture ospedaliere esistenti per alloggiarvi uffici e ambulatori, si devono considerare anche i disagi per gli utenti angresi di spostarsi a Scafati per una visita medica. Le disposizioni normative, specie in materia sanitaria, dovrebbero infatti semplificare la vita ai cittadini. In altre regioni, quali Emilia Romagna, Toscana, Umbria, ci sono situazioni ben più virtuose. Qui da noi, ci

sono varie resistenze da superare. Una per tutte: i medici di base si ostinano a lavorare da soli, senza comprendere che lavorare insieme significa avvantaggiare sia gli utenti che se stessi. Una soluzione potrebbe essere la Casa della Salute di cui abbiamo parlato qualche anno fa? Ci sono anche altre soluzioni. Una per esempio è la “medicina in associazione”, una formula che ho adottato anche io insieme ad altri due colleghi, Alfredo Postiglione e Adriano Nasti. Lavorando insieme abbiamo sicuramente dei vantaggi. Per sensibilizzare la cittadinanza i medici di famiglia hanno organizzato una raccolta firme. Quale soluzione alternativa al trasferimento proponete? Innanzitutto, non ci si può rendere conto che le cose non funzionano solo quando si è malati e bisogna utilizzare i servizi dell’ASL. Quando sono stato eletto al Consiglio provinciale, insieme a Pasquale Mauri (il sindaco è anche consigliere provinciale), ci siamo adoperati per organizzare degli incontri tra i vertici ASL e il commissario prefettizio che all’epoca amministrava Angri. L’ipotesi, valutata favorevolmente anche in Regione, era quella di dare all’ASL una struttura di proprietà del Comune (il centro sociale in via dei Goti, costruito durante la giunta di Mazzola), che in cambio otterrebbe il vecchio edificio in via Arnedi. La struttura di via dei Goti è stata realizzata prevedendo l’abbattimento delle barriere architettoniche; c’è la possibilità di un ampio parcheggio, dal momento che in breve tempo i prefabbricati leggeri andranno via; gli accessi sono facili; le rifiniture per gli ambulatori potrebbero essere realizzate con una spesa veramente minima. Questo “scambio” di immobili sarebbe a costo zero. Senza contare che a quel punto, l’ASL non avrebbe più alibi e dovrebbe necessariamente procedere ad assumere nuovi impiegati. Quindi, ci sono buone possibilità che il trasferimento di uffici ed ambulatori a Scafati venga definitivamente scongiurato? Io sono ottimista di natura e mi sembra ci siano i presupposti giusti affinché possa essere conservato ad Angri un servizio essenziale come quello offerto dall’ASL. Vincenzo Ruggiero Perrino

In Campania e nell’Agro c’è una preoccupante crescita dei decessi per malattie tumorali

Una bomba ecologica

Non molto tempo fa abbiamo visto in tv il programma “Vieni via con me” con Fabio Fazio e Roberto Saviano. Tra i temi trattati c’è stato quello dei rifiuti tossici e delle conseguenze che ha comportato il loro sversamento nelle nostre terre. La lista di dossier, inchieste, statistiche è veramente infinita. Numeri impressionanti che molto spesso fanno dimenticare il dramma che si cela dietro: un aumento dei tumori, leucemie ed altre gravi patologie con picchi del 20% che si concentrano soprattutto nelle regioni meridionali. Un’inchiesta è stata condotta dalla Sbarro Health Research Organization, l’istituto di Philadephia diretto dall’oncologo napoletano Antonio Giordano in collaborazione con l’Università di Siena, il Crom di Mercogliano, l’ospedale Tortora di Pagani, d’intesa col senatore Ignazio Marino, presidente della commissione di inchiesta sull’efficienza del servizio sanitario nazionale. Innumerevoli quantità di sostanze tossiche come mercurio, amianto, cloruro di vinile, hanno corrotto le acque, le terre, l’aria, provocando così nuove terribili patologie o incrementando quelle già note: tumori al polmone, alla mammella, al colon, allo stomaco; in quantità preoccupante anche nelle zone del napoletano, del casertano e del salernitano, dove la maggior parte delle vittime sono bambini. La coscienza comune ci suggerisce di considerare legati problemi apparentemente lontani: la nostra salute dipende anche dalla legalità? Certo che sì, considerando il fatto che a compiere questi veri e propri “omicidi” sono le associazioni camorristiche presenti sul nostro territorio! Gli esperti tentano di correre ai ripari, suggerendo una sorte di work in progress: identificare le sostante potenzialmente nocive e isolarle, promuovere la pubblicazione di un libro bianco curato dall’infettivologo Giulio Tarro contenente una mappa delle aree a rischio e gli interventi da compiere per arginare questa emergenza. Recentemente si è riscontrato, sulla base di una serie di dati rivelati dall’analisi mensile effettuata dagli uffici dell’Asl, un aumento dei decessi dovuti a malattie tumorali nei principali distretti sanitari della provincia di Salerno. Tenendo conto dei registri redatti dai medici di base si evince che la vita media per gli uomini si attesta intorno ai 76 anni, per le donne intorno agli 82 anni; eppure i decessi per tumori aumentano vertiginosamente accanto alle morti dovute a malattie cardiovascolari. In particolare coloro che hanno vissuto in prima persona tale dramma hanno denunciato che le morti parentali avvengono, tra gli uomini, a causa di malattie tumorali e in particolare quelle che colpiscono l’apparato respiratorio, e tra le donne a causa di malattie cardiovascolari. Dati inquietanti ma che non hanno affatto scoraggiato gli addetti ai lavori; a livello macroscopico, lo stesso Giordano esorta anche gli altri studiosi ad unire le forze, superando gelosie e interessi personali, chiedendo la collaborazione delle istituzioni locali le quali godono dell’appoggio degli Stati Uniti. A livello microscopico, grande attenzione circa il problema è stata dimostrata dai nostri medici, impegnati talvolta anche a livello sociale e politico. La dottoressa Carmelina Recussi, interpellata in merito, si è detta d’accordo nel promuovere la fondazione di “poli di eccellenza”. Garantire al paziente e alla propria famiglia la dovuta assistenza, mettendo a disposizione non solo la propria esperienza ma anche le più recenti innovazioni tecnologiche. Il motto conclusivo è “Puntare al meglio”, puntare in alto nella prevenzione, e prima di tutto, puntare ad una migliore qualità della vita. Ilaria Russo

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Attualità

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Zona a traffico limitato in via Amendola e via Incoronati

Il Documento dei

Commercianti

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commercianti della zona a traffico limitato, che lamentano da mesi il forte calo di vendite nelle loro attività a seguito della delibera di chiusura al traffico, cercano nell’amministrazione comunale un dialogo che ascolti le esigenze di tutti e che possa finalmente stemperare quel clima di esasperazione che ha visto la nostra comunità protagonista di alcuni spiacevoli episodi. In vari incontri sul tema, i commercianti, che si spera possano essere rappresentati meglio in futuro anche dalle associazioni di categoria, hanno individuato alcune proposte migliorative circa l’attuale situazione economica. Queste si basano su di una conoscenza accurata del territorio e sopperiscono alla mancanza di uno studio oculato della viabilità locale e delle necessità concrete dei cittadini. Una prima lista di proposte, che rientrano in un’ottica di lungo periodo, individuano una serie di obiettivi da raggiungere, da ampliare e da sviluppare in collaborazione con l’amministrazione comunale. In questa ottica, l’istituzione della zona a traffico limitato è solo il traguardo finale di un percorso di riqualificazione del territorio. Gli obiettivi sono: – la realizzazione effettiva di parcheggi in prossimità del centro storico e delle zone interessate; – la ristrutturazione delle strade (pavimentazione, rifacimento delle facciate, piano colore, incentivi vari alla cura dei percorsi pedonali ecc.); – l’organizzazione di eventi, con il coinvolgimento soprattutto dei giovani, che abbiano come risultato quello di rendere più vivibile e interessante il quartiere; – un piano strategico che preveda la diversificazione degli esercizi commerciali in seguito alla inevitabile trasformazione urbana che ogni centro storico subisce con la chiusura al traffico automobilistico; – non ultimo, la calendarizzazione di incontri periodici con tutti

Andare in bici è come dipingere un mondo migliore!

Una spina nel fianco dell’Amministrazione Mauri

Lo scorso mese di febbraio è stato caratterizzato da aspre polemiche dovute all’attuazione del provvedimento della zona a traffico limitato voluto dall’amministrazione comunale. Il rapporto tra alcuni commercianti delle strade interessate (via Amendola e via Incoronati) e l’amministrazione ha raggiunto momenti molto critici. A fare da sfondo anche un volantino dai toni esasperati diffuso da taluni esercenti, riunitisi in un “Comitato di lotta permanente contro la soppressione della libertà individuale”. In sostanza quei commercianti avrebbero additato il provvedimento antitraffico quale causa di un calo di presenze all’interno dei propri esercizi commerciali ed accusato l’amministrazione di non prestare ascolto alle loro esigenze. Ad aggravare la situazione anche la non facile congiuntura economica. Il momento di maggiore tensione si sarebbe registrato tra un commerciante ed il Sindaco domenica 13 febbario nei pressi di un bar in via Amendola. Un alterco violento con insulti ed offese. I commercianti di quelle strade sembrano ora disposti a riaprire il dialogo con l’amministrazione per evidenziare nuovamente gli effetti, a loro dire, deleteri della z.t.l. Agli inzi di marzo hanno protocollato una richiesta di incontro indirizzata al sindaco.

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i commercianti e i cittadini interessati, per la valutazione dei risultati ottenuti e per la modifica, in corso d’opera, della natura e della portata dei provvedimenti. Una seconda lista di proposte, molto importanti e più urgenti, nasce invece dalla pressante richiesta di intervento dell’amministrazione da parte dei commercianti, in seguito alle preoccupazioni per la chiusura anomala di molti esercizi commerciali, che ha causato un notevole danno alla vita sociale ed economica di tutto il quartiere. Le proposte sono: – l’apertura al traffico tra le ore 7.00 di mattina e le ore 19.00 del pomeriggio (orario modificabile gradualmente con il raggiungimento degli obiettivi di cui sopra); – la chiusura, sempre a fasce orarie, dell’intero centro storico, per rendere più diffusa l’efficacia dell’intervento di riqualificazione stessa; – l’istituzione, per tutta la durata dei lavori che porteranno alla realizzazione dei parcheggi, di zone di sosta oraria gratuita in piazza San Giovanni ed in piazza Sorrento,

nei medesimi orari di apertura al traffico, per consentire ai cittadini di adeguarsi gradualmente alla natura del provvedimento. Con queste idee ci auguriamo che l’educazione e l’intelligenza dei nostri concittadini, nello scoprire la nostra disponibilità nei confronti dell’amministrazione comunale, possano far dimenticare in fretta questa atmosfera di tensione che è calata in maniera prepotente sulla vita della nostra città. Con osservanza, i commercianti della zona a traffico limitato In ordine alfabetico: Abbigliamento Sofia Creation, Abbigliamento uomo via Amendola, Alimentari Catania, Calzature via Amendola, Caseificio Sorrentino, Detersivi Fernanda, Detersivi via Incoronati, Farmacia Nasti, Fioraio Di Lauro, Giornalaio via Amendola, Italbar, Lavanderia Cavallaro, Macelleria Abate, Macelleria Gargiulo, Negozio Vignapiano via Marconi, Oreficeria Contaldo, Orologeria via Amendola, Panificio Scarpato, Pescheria via Amendola, Scintille, Tabaccheria Duro, Top Girls e altri.

fatti. La Giunta dopo poco tempo dal suo insediamento ha individuato alcune strade del centro storico in cui attuare la z.t.l. per ventiquattro ore al giorno. A seguito di numerose proteste da parte delle due associazioni di categoria (Confesecrcenti e Confcommercio) l’amministrazione, dopo alcuni incontri chiarificatori, ha rivisto gli orari relativi alla z.t.l. Lo scorso cinque agosto 2010 è stato anche sottoscritto un protocollo di intesa tra gli attori in campo che ha ratificato le decisioni assunte. L’accordo, firmato anche da due esercenti delle strade interessate, ha stabilito che la z.t.l. è valida tutti i giorni dalle ore dodici (mezzogiorno), fino alle ore sette del giorno seguente. Il provvedimento impedisce in quelle ore la circolazione dei veicoli, la loro sosta e la loro fermata. Durante il periodo natalizio, poi, sono stati rimodulati gli orari. Trascorse le festività sono stati riprisitinati nuovamente gli orari iniziali come da accordi. La zona è quotidianamente transennata e vigilita da agenti della polizia municipale. Via Raiola, posta in prossimità della z.t.l., ha visto incrementare le aree di sosta libera (strisce bianche) per bilanciare quanto disposto per le due arterie interessate dal provvedimento. Problematiche. L’assenza di aree di sosta a ridosso del centro peserebbe drasticamente sia sul sistema della viabilità cittadina, che sullo sviluppo commerciale delle attività presenti all’interno del centro storico. Una questione che si trascina da lunghi anni. In questo contesto il provvedimento avrebbe causato malumori perchè non affiancato, oppure preceduto dalla realizzazione dei parcheggi. Alcuni operatori economici della zona avrebbero percepito la decisione di istituire la z.t.l. come una penalizzazione e non come una opportunità. L’unico parcheggio definito “a contenitore” è quello dell’area ex MCM di via Nuove Cotoniere, concesso dalla proprietà al Comune in comodato d’uso di anno in anno. Una soluzione non in grado però di soddisfare le esigenze dell’utenza e quelle dei commercianti. In più occasioni l’amministrazione ha dichiarato di voler realizzare nuove aree di sosta, presentando anche un progetto più ampio di riqualificazione urbana di circa venti

milioni di euro. L’obiettivo sarebbe attingere ad alcuni fondi europei, tramite la Regione Campania, previsti per il progetto denominato”Jessica”. Le idee del Comune potranno eventualmente trovare conferma nel medio periodo. Da quanto si è appreso un nuovo parcheggio dovrebbe sorgere nei pressi del prolungamento di Corso Italia, un altro alle spalle di piazza San Giovanni, nella proprietà Montefusco. Attualmente, però, in attesa del finanziamento europeo non sono certi nè i tempi di progettazione delle opere, nè quelli per la loro realizzazione. Tutto sarebbe ancora da definire. Da sottolinerare, infine, che l’area nei pressi del campo sportivo Novi (alle spalle di vicolo Rodi), adibita a parcheggio, al momento penalizzata per la difficoltà di accesso, la scarsa illuminazione e l’assenza di custodia, attende di essere sistemata con la liberazione di fondo Caiazzo dai prefabbricati leggeri. Le associazioni di categoria. Confesercenti e Confcommercio sembrano rivitalizzate. La presenza di due soggetti sta garantendo una sana concorrenza corporativa. Sino ad ora hanno dato prova di voler partecipare attivamente intervenendo in merito a diverse problematiche, compresa questa scottante della z.t.l. I due rappresenati dei negozianti Aldo Severino ed Alberto Calò da tempo hanno evidenziato attraverso incontri con la parte pubblica l’esigenza di agire presto sul fronte della viabilità e dei parcheggi. Condizioni ritenute utili per evitare che i residenti continuino a rifugiarsi nei numerosi centri commerciali della zona, oppure a riversarsi nei negozi di città limitrofe meglio attrezzate in termini infrastrutturali. I due leaders hanno mostrato ascolto e pazienza e hanno gestito bene una situazione non facile che sarebbe potuta sfociare in momenti di aspra e permanente conflittualità. è chiaro che vogliono risposte concrete e non soltanto promesse, se pur dettate da lodevoli intenzioni. Hanno compreso la necessità di dialogare con l’Amministrazione comunale aprendo tavoli di confronto, facendosi anche portatori di proposte attuabili nel breve periodo. Pippo Della Corte


Lo scorso 19 febbraio, nella Casa del Cittadino, ricordati la figura e l’impegno civile di don Lorenzo Milani

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Una lezione di vita ancora attuale

n un periodo di grave crisi politica e sociale, nonché morale, quale quello che sta attraversando la nostra Italia, costituito dai “bunga bunga” berlusconiani, dalle collusioni politica-mafia come nel caso dell’ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, da un impoverimento della cultura con i vari colpi che sta infliggendo il ministro Mariastella Gelmini alla scuola pubblica e dalla trascuratezza del Governo per ciò che concerne le nostre bellezze archeologiche come nel caso di Pompei, si devono porre le basi per un dibattito approfondito nel cercare di ricreare, nelle nuove generazioni, una “coscienza critica” contro il rischio di un’assuefazione collettiva relativamente alle suddette nefandezze. É ciò che andava predicando Don Lorenzo Milani, sacerdote del secolo scorso, il quale ha profuso le sue energie per educare i giovani a nuovi modelli culturali e ad una più profonda coscienza sociale. Proprio per ricordare la figura e l’impegno civile di Don Milani, sabato 19 febbraio, presso la Casa del cittadino, si è svolto un interessante dibattito dal titolo: “Per una cittadinanza attiva: don Lorenzo Milani, educatore di una coscienza critica”. Il motivo del dibattito è stato la presentazione del libro Lorenzo Milani – memoria per una nuova cittadinanza di Sergio Tanzarella (professore ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli e Direttore dell’Istituto di Storia del cristianesimo), edito da Il Pozzo di Giacobbe. L’incontro, presentato da padre Damiano Lanzone, frate minore del convento di San Francesco di via Risi, è stato promosso dalla Scuola di pace dei Frati minori di Angri, in collaborazione con le associazioni culturali angresi Centro Iniziative Culturali e Officina delle Idee e con l’associazione sarnese Gorè. Padre Damiano Lanzone, salutando la platea, ha

Fra’ Damiano

Tanzarella aperto il convegno ricordando che «viviamo in un periodo in cui l’aspetto culturale è sovente calpestato da ragioni economiche di mercato figlie di un capitalismo spietato. Come ricorda il “Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato” di Palermo, l’impegno fondamentale, per costruire i dettami di una cultura democratica e meritocratica nelle nuove generazioni, è degli insegnanti e degli educatori sociali. È innanzitutto la scuola che deve spezzare le catene della complicità tra l’oppressore e l’oppresso, e creare una nuova coscienza di cittadinanza attiva. Come diceva Don Lorenzo Milani: gli educatori, per svolgere al meglio il loro ruolo, non devono essere né anarchici, né conformisti». In seguito, il professore Sergio Tanzarella ha detto: «Ho scritto molti libri per vivificare la memoria storica contemporanea, perché è fondamentale, per un paese, progredire ed evolversi conoscendo le proprie basi ed il proprio passato. La testimonianza di don Lorenzo Milani è oggi, più che mai, attuale. Nel 1954, dopo alcuni contrasti con la curia fiorentina, don Lorenzo venne mandato a Barbiana, piccola frazione nel Mugello, dove creò una scuola per le persone più povere. In seguito, sperimentò originali metodologie scolastiche, come la scrittura collettiva. Nel 1967 scrisse, assieme ai suoi studenti di Barbiana, una delle opere più significative, elogiata anche dallo scrittore e poeta, nonché regista cinematografico Pier Paolo Pasolini, ovvero Lettera a una professoressa, in cui si mettevano in evidenza le lacune, il classismo e la mancanza di meritocrazia della scuola statale. Un altro episodio fondamentale nella vita del prelato è sicuramente quello verificatosi nel 1965 allorché, dopo una lettera di alcuni cappellani militari al quotidiano fiorentino “La Nazione”, in cui si denunciavano l’avidità e la negligenza degli italiani che avevano

Dal 1º novembre

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Attualità

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rinunciato, forse anche per codardia, al servizio militare, don Milani scrisse, indignato, una lettera in merito sul periodico comunista “Rinascita” in cui difendeva l’obiezione di coscienza e condannava la spregiudicatezza di una parte del clero che, a suo dire, non abiurava fortemente la guerra, come risoluzione dei problemi tra i popoli. Per tale articolo fu condannato il direttore del giornale, mentre Don Milani fu assolto in primo grado dall’accusa di apologia di reato, mentre non si concluse il giudizio della Corte d’Appello per “sopraggiunta morte del reo”». «Qualche tempo dopo - ha continuato il professore Tanzarella - don Lorenzo spiegò, agli studenti di una Scuola di giornalismo, le motivazioni della sua missiva al giornale comunista: per il sacerdote bisognava scardinare le mistificazioni dei militaristi intransigenti, fascisti e comunisti, e di alcuni vescovi che, durante le guerre mondiali e durante la colonizzazione africana, non avevano denunciato apertamente i soprusi del regime mussoliniano». Il convegno si è concluso con la proiezione di un documentario, prodotto dalle Teche Rai, riguardante la vita pastorale e gli scritti di don Lorenzo Milani. Sergio Ruggiero Perrino

Nell’auditorium “don Franco Alfano”, della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, hanno incontrato il magistrato Ingroia

I ragazzi della Smaldone a lezione di antimafia

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conclusione di un percorso educativo orientato alla cultura della legalità, venerdì 11 marzo, la Scuola Media Don Enrico Smaldone, nell’auditorium “Don Franco Alfano” della Chiesa di Santa Maria delle Grazie,  ha organizzato un interessante e attuale dibattito sull’antimafia, con la presenza del magistrato Antonio Ingroia. Il motivo particolare del convegno è stato la presentazione del libro di Ingroia, “Nel labirinto degli dei. Storie di mafia e di antimafia”, uscito nel 2010 ed edito da Il Saggiatore. In una sala gremita di amministratori comunali e di studenti con i loro professori, ha preso la parola il professore Matteo Ansanelli, Dirigente Scolastico della “don E. Smaldone”, che ha fatto presente che «in Italia, dove la presenza e la potenza della criminalità organizzata sono notevoli, è di fondamentale importanza far conoscere ai giovani i tanti coraggiosi magistrati, giornalisti, sacerdoti, politici e cittadini che si sono ribellati alle logiche mafiose ed hanno immolato la propria vita al bene comune e alla legalità. In particolare voglio ricordare Peppino Impastato, che per le sue numerose denunce contro alcuni esponenti mafiosi, venne trucidato a Cinisi, ed il giudice Antonino Caponnetto, che diede vita al pool antimafia, un gruppo di valenti magistrati di cui fecero parte anche Giovanni Falcone e Paolo Borsellino». Il Sindaco Pasquale Mauri, portando il proprio saluto, si è detto «orgoglioso di essere il sindaco di un comune che non è mai stato sciolto per infiltrazioni camorristiche. Anche la mia Amministrazione opererà per

Nuovo direttivo “Officina delle idee” La associazione culturale Officina delle Idee, sita ad Angri in Corso Italia 18, ha votato nei giorni 19, 20 e 21 Febbraio il nuovo direttivo per l’anno 2011. Sono stati eletti come componenti del consiglio, in ordine alfabetico: Mario Amico, Francesco Bonaventura, Christian De Vivo, Pino Mascolo e Alfonso Raiola. Il direttivo ha poi riconfermato alla unanimità l’ing. Mario Amico in qualità di presidente dell’associazione. I soci tutti augurano al nuovo consiglio di continuare al meglio il cammino culturale intrapreso dal precedente direttivo, nella speranza che Angri possa riscoprire l’importanza del dialogo e della partecipazione come base della coscienza di una nuova comunità.

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garantire il massimo di legalità e di trasparenza della macchina comunale. Ed è per tale motivo che da alcuni mesi inseriamo sul sito informatico del Comune tutti gli atti e i documenti da noi adottati, al fine di far conoscere ai cittadini ogni atto della Giunta e del Consiglio comunale». Successivamente, ha preso la parola Don Domenico D’Ambrosio, parroco della chiesa di Santa Maria delle Grazie che, ringraziando il magistrato Ingroia per la sua importante presenza, ha ricordato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che «sono stati esempi fulgidi del vivere cristiano, e che hanno profuso le proprie energie nel combattere la mafia, male supremo della Sicilia e della nostra amata Italia». Antonio Ingroia, già sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione distrettuale antimafia di Palermo e dal 2009 procuratore aggiunto della Procura distrettuale antimafia, che, ringraziando i presenti e gli intervenuti, ha fatto presente che «nel libro “Nel labirinto degli dei. Storie di mafia e di antimafia” ripercorro il mio passato di studente durante gli anni universitari presso la facoltà di Giurisprudenza e poi la mia carriera di magistrato. Oggi, ho lo

stesso interesse a percorrere la strada del bene pubblico e della legalità, di quand’ero studente». «Quando ero giovane - ha continuato - l’antimafia era un argomento trattato solo dagli addetti ai lavori. Sono contento perciò che oggi nei giovani non c’è lo scoraggiamento, che pure era possibile, in particolare dopo una grave crisi economica ed occupazionale e con una corruzione dilagante nelle sfere dirigenziali della politica italiana. Per esempio, ci sono i ragazzi di “Addio Pizzo”, movimento di giovani cittadini, commercianti e consumatori, che combattono quotidianamente la mafia, in particolare il racket del pizzo. Il loro slogan è: “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. Il nostro compito è di non lasciare soli gli eroi dell’antimafia. Vi esorto ad avere più senso critico e ad informarvi sempre, perché la cultura è il primo e più importante passo nella lotta contro la mafia. Dobbiamo rifiutare il mondo dei favoritismi, delle raccomandazioni e dei clientelismi. Giustamente diceva Giovanni Falcone: “La mafia, come ogni fenomeno umano, ha avuto un inizio e avrà una fine. Oggi, sta alle future generazioni continuare il lavoro svolto dai giudici eroi che hanno sacrificato la loro vita per la legalità, contribuendo così alla sconfitta definitiva della mafia». S. R.P.

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Attualità Pamphlet di Pippo Della Corte edito dall’associazione salernitana Il Mediterraneo

Giornalisti di provincia

L’autore ha voluto rendere un omaggio a quanti «raccontano ciò che accade nelle contrade, nei quartieri, nei borghi e nelle città». Il nostro collega Pippo Della Corte, che su queste pagine cura la rubrica L’oblò, ha dato alle stampe Giornalisti di provincia, un “pamphlet” edito dall’associazione salernitana Il Mediterraneo. Questo lavoro ha un taglio diverso rispetto alle precedenti pubblicazioni del giovane angrese: il libro fotografico realizzato insieme a Rosario Giacomaniello La Costa d’Amalfi (2000) e il racconto Civico ’74 (2003), una riduzione teatrale del quale era stata portata in scena a Salerno nell’estate del 2008. Infatti, Giornalisti di provincia ibrida una scrittura di tipo più informativo e discorsivo con la narrazione di episodi autobiografici. Sgombriamo subito il campo da equivoci: Giornalisti di provincia non è l’ennesimo manuale che spiega come si diventa giornalisti. Piuttosto l’autore ha voluto rendere un omaggio a quanti «raccontano ciò che accade nelle contrade, nei quartieri, nei borghi e nelle città». Insomma, Pippo Della Corte ha inteso dare visibilità e dignità a tanti colleghi giornalisti che operano in un ambito territoriale provinciale. E lo ha fatto attraverso un lavoro che cerca di spiegare le difficoltà di un mestiere facendo ricorso anche a spunti e racconti della propria esperienza sul campo. Del resto, è condivisibile l’idea dell’autore secondo il quale il giornalismo di provincia può rappresentare l’ideale punto di partenza per una rinascita economica della carta stampata, che – non è un mistero – soffre, al pari se non più di altri settori della cultura, una pesante crisi. L’agevole libretto – un tascabile dalla grafica semplice ma funzionale – ci offre alcuni spunti di riflessione. Si parte con un’analisi

dell’art. 21 della Costituzione italiana, quello nel quale viene sancita la libertà di stampa. E già qui ci si potrebbe chiedere, insieme con l’autore, se tale libertà rappresenta un fantasma che appare e scompare periodicamente, invocato come un nemico da abbattere o come una virtù da perseguire ad ogni costo, o se essa sia realmente qualcosa che possa garantire il giornalista nella sua professionalità e il lettore nel suo sacrosanto diritto ad essere informato correttamente. Oggi come oggi, sembra quasi che se i buoni giornalisti sono quelli che scrivono ciò che pensano, e i migliori sono quelli che scrivono ciò che dovrebbero pensare i loro lettori, quelli ottimi (sempre più rari a trovarsi) sono coloro i quali scrivono semplicemente la verità dei fatti. I giornalisti di provincia sono chiamati ad un ruolo delicato: attraverso la sintesi, non sempre priva di pregi stilistici, dei fatti del giorno devono narrare le storie e le vicende di vita vissuta delle città e dei suoi abitanti. Sono quasi degli storici del quotidiano. Non a caso, l’autore sostiene che attraverso la lettura dei giornali locali è possibile conoscere il tratto caratteristico di ciascun identità territoriale. Infatti, la delicatezza del compito del giornalista di provincia sembra risiedere proprio nel fatto di dover stare vicino e guidare il lettore nella conoscenza e nella comprensione di quanto accade sotto la sua finestra, davanti all’uscio di casa, nella piazza del suo paese. Un ruolo comprensibilmente non

facile. Da un lato si tratta di vincere una serie di resistenze culturali, che spesso tendono ad associare gli articoli dei giornali di provincia più al genus delle pubblicazioni scandalistiche che raccontano pettegolezzi che non a quello delle notizie vere e proprie; e dall’altro diventa importante evitare di farsi portavoce del Palazzo, al quale fa comodo che si racconti “una” determinata verità piuttosto che “la” verità nuda e cruda. Chi riesce a trovare il giusto equilibrio tra queste diverse tendenze, è un cronista credibile e riesce a raccontare i fatti alla “ggente”. Poi, l’autore racconta alcuni momenti della sua personale attività ultradecennale. In particolare, si sofferma su due momenti della sua storia professionale: l’esperienza di Zona Franca e quella come inviato a New York per seguire le elezioni presidenziali durante le quali venne eletto Obama. Zona Franca, che è stato per anni un format televisivo (trasmesso da Tele Angri 1) per poi diventare un appuntamento on-line voleva essere un’area di libertà di espressione nel panorama dell’informazione locale, spesso narcotizzata dalle amicizie e dai rapporti con il potere locale. Ci piace pensare che proprio la libertà, di cui era espressione questo programma di riflessione politica e culturale, ne abbia decretato la fine. Dell’esperienza americana Pippo Della Corte pubblica tutta la corrispondenza che tenne nei concitati giorni del novembre 2008, quando seguì giorno dopo giorno le elezioni per il Presidente degli Stati Uniti. Il pamphlet (ma ci pare riduttivo chiamarlo così; ci piace di più definirlo “oggetto narrativo”, con quel suo procedere tra discorso e racconto), offre anche una rapida disamina di alcuni riferimenti normativi, utili per chi voglia avvicinarsi alla professione di giornalista. Il lavoro si chiude con una favola di Fedro, quella della scimmia e i pescatori, la cui morale, che sarebbe utile far conoscere a tanti (e non solo giornalisti) che si lanciano avventatamente in avventure professionali, recita pressappoco così: «intraprendere ciò che non si sa fare, senza avere l’umiltà e la dedizione per imparare a farlo, può rivelarsi inutile se non dannoso per sé e per gli altri». Vincenzo Ruggiero Perrino

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150º anniversario dell’Unità d’ltalia

La nostra storia va difesa e trasmessa ai giovani

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amillo Benso conte di Cavour aveva fretta. Per 1’intera settimana il Parlamento aveva discusso il progetto di legge scritto di suo pugno, che doveva dare a Vittorio Emanuele il titolo di re d’ltalia. II giorno 17 marzochiese ed ottenne che la legge che proclamava 1’Unità d’ltalia, venisse subito approvata. Cavour era diventato Primo Ministro del Regno d’ltalia. Poche settimane dopo proclamava la necessità di Roma capitale. La Camera approvava all’unanimità. Come tutti sappiamo, prima di arrivare all’unificazione totale dell’Italia molto sangue fu versato, ed altro se ne doveva ancora versare per il congiungimento alla Patria delle Terre redenti ancora in mano allo straniero. L’insurrezione di Napoli contro i Borboni del 1797, con la proclamazione della Repubblica Partenopea, e da annoverare senz’altro, tra le prime spinte rivoluzionarie di natura unitaria. E furono proprio questi eroici e terribili eventi che spinsero il giovanissimo Giuseppe Mazzini, considerate 1’inadeguatezza della Società segreta dei Carbonari, a fondare la

Giovine Italia. A questa organizzazione aderì la parte migliore della gioventù italiana il cui entusiasmo risorgimentale doveva concludersi con la Spedizione dei Mille. A tutto va aggiunto il decisivo intervento di Giuseppe Garibaldi di fronte al quale il Cavour non pote’ fare altro che dare la spinta definitiva al re Sabaudo per la conquista delle altre Regioni del nord e del centro Italia, sotto il dominio della chiesa di Pio IX. E, non a caso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto ricordarlo a Bergamo, città che offrì i figli migliori per la Spedizione dei Mille. Non è sfuggito ai più, 1’accoglienza calorosa da parte di quella popolazione, quasi a smentire il carattere secessionista del partito della Lega Nord che li rappresenta. Per quanto ci riguarda, ribadiamo 1’assoluta disponibilità della Sezione di Angri Combattenti e Reduci, in tutte le manifestazioni programmate dall’Amministrazione Comunale. Ricordiamo che il 17 marzo, tra 1’altro, è stato ricordato 1’Eroe garibaldino, Luigi Biro, Cavaliere Denkstein che volle essere seppellito nel Cimitero

di Angri. Per questa occasione il Comune provvederà per la ristrutturazione del monumento funerario posto nel viale sud-ovest del cimitero. Molto probabile che all’uscita di ANGRI ’80 il monumento sia stato già riattato. Sarà anche inaugurata la stele commemorativa al Monumento dei Caduti che riporta il poemetto storico-patriottico scritto dal nostro concittadino sacerdote professore don Carlo La Mura. Per dovere di cronaca vogliamo riportare le nobili frasi che per un malinteso progetto furono rimosse dalla facciata principale del Monumento: Qui fanciulli sognammo la vita serena ed eguale, ma la gittammonel turbine della guerra, sicuri del vostro ricordo, oh concittadini di Angri Costantino Scudieri

Cento passi verso...

continua dalla 1ª pagina

Primo ad intervenire, don Tonio dell’Olio, responsabile del settore internazionale di Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti, ha portato la sua testimonianza figlia del continuo impegno nella lotta alle mafie: «Non credo di aver cambiato mestiere da quando ero responsabile del gruppo cattolico “Pax Chrtisti” ad ora che sono fortemente impegnato con Libera. Negli anni, ho potuto constatare come la criminalità condiziona la storia perché condiziona la politica, annullando il significato solenne che ha questa parola. In questo senso, la responsabilità criminale dei clan è sbiadita, ma è molto più intensa la mafiosità. Essa la si osserva su tanti fronti, dall’economia all’informazione per finire anche in noi stessi. L’uso della minaccia, dell’arroganza, della sopraffazione e dell’omertà è sintomo di un contagio di mafiosità. L’associazione Libera dal 1995 combatte la criminalità seguendo la strada della non violenza, colpendo i clan criminali con ciò che più temono e detestano: l’informazione e la confisca dei proprio beni. è seguita la testimonianza di Mario Esposito Ferraioli, fratello di Antonio, sindacalista di Pagani ucciso dalla camorra nel 1978. «Tonino – ha affermato il fratello – era uno chef che lavorava nelle cucine dello stabilimento della Fatme di Pagani. Da sindacalista, denunciava la gestione di subforniture e organizzava l’attività politica in fabbrica: fu freddato a soli 27 anni il 30 agosto 1978 da un commando. Fu ucciso perché non voleva tacere. Dopo 32 anni, è uno dei tanti omicidi di camorra rimasti senza colpevole». Anna Garofalo, referente di Libera per la Provincia di Salerno, a sua volta, ha sottolineando l’attività che Libera svolge nelle scuole salernitane con un progetto PON per ricordare la scomparsa di Don Peppe Diana, ucciso dalla camorra. Presente al dibattito anche Annamaria Torre, vicepresidente del coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti di criminalità e figlia di Marcello Torre, Sindaco di Pagani ucciso nel 1980. «Non sono una professionista dell’antimafia – ha esordito – ma ho subito la mafia

e su questo si è formato il mio DNA. Il mio impegno, come tanti altri, è quello di andare nelle scuole a gridare il nome di Simonetta Lamberti, di Angelo Vassallo, di Marcello Torre e di tante vittime delle mafie. È necessaria una rivoluzione democratica del pensiero ed i giovani possono e devono essere le vere sentinelle della legalità. Per noi il più grande risultato che possiamo raggiungere è quello di avere un bene confiscato e di riqualificarlo per il nostro territorio. È poi intervenuto il nostro direttore Antonio Lombardi, che ha acceso l’attenzione sul compito che l’informazione può dare per combattere l’illegalità sul nostro territorio: «ANGRI ‘80 vive da 27 anni in un territorio difficile che non dà aiuti, ma non si è mai tirato indietro nel fare la sua piccola parte. Seguendo l’insegnamento di Don Milani “pensare in grande e agire nel piccolo”, vogliamo continuare a dare il nostro contributo per promuovere la cittadinanza attiva, affinché i cittadini prendano davvero coscienza dei problemi. Fondamentale è il compito che svolge la magistratura e quella parte di politica non corrotta». Infine è intervenuto Ciro Annunziata che ha descritto l’impegno della Bottega del Consumo Critico “Tutta n’ata storia” di Nocera Inferiore. Essa opera per costruire, attraverso reti autorganizzate di gruppi e persone, pratiche e modelli concreti in alternativa al dominante modello economico neoliberista anche nel vasto territorio dell’Agro Nocerino-Sarnese, ricco di tradizioni contadine. Al termine dell’incontro, la compagnia Anziteatro del Centro Iniziative Culturali, abilmente diretta da Antonio D’Andretta, ha riproposto la commedia “A città ‘e Pullecamorra” che, da diversi mesi, sta riscuotendo grandi apprezzamenti in tutto il territorio dell’Agro e non solo. Davide Vitiello

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o scorso 25 Febbraio la comunità angrese ha voluto commemorare il lavoro di una vita di un uomo che ha saputo amare questa città e i suoi abitanti. La dott.ssa Giovanna Abbagnara, direttrice del mensile Punto Famiglia, ha moderato gli interventi dei tre relatori: don Silvio Longobardi, autore del libro e responsabile della Cittadella della Carità; don Mario Vassalluzzo, vicario episcopale della diocesi di Nocera Inf.Sarno e autore della prima biografia dedicata a don Enrico; Mons. Franco Alfano, vescovo di Sant’Angelo de’ Lombardi-Conza-NuscoBisaccia. La serata si è svolta sulla visione dei luoghi dove il parroco, residente nel quartiere Ardinghi, svolgeva le sue normali mansioni accompagnato da coloro che un tempo facevano parte della “Città dei ragazzi”. Video, commenti e altro

Nell’Auditorium “Giovanni Paolo II”, presso l’ex Città dei Ragazzi, è stato presentato il libro di don Silvio Longobardi “L’Audacia della Carità”, che raccoglie gli scritti di don Enrico Smaldone. Presente il Vescovo Mons. Franco Alfano e il Sindaco Mauri.

Un mendicante per amore

per introdurre la figura di un uomo-cittadino premuroso qual era, poi l’intervento di Monsignor Franco Alfano che con la sua relazione “don Enrico testimone di carità” ha sollecitato a prendere esempio da questo santo sacerdote per dare risposta alle esigenze dei giovani e meno giovani che ancora oggi chiedono risposte d’amore alle proprie difficoltà; seguito da quello di Monsignor Mario Vassalluzzo, primo biografo di Don Enrico. “Attraverso noi lui ci parla”, così si legge nella lettera di Monsignore Gioacchino Illiano, da cui si evince un messaggio che ben ne esprime la figura: esile, di una bontà tesa all’assistenza. Cercava di dare una forma alla Città dei ragazzi in modo che i suoi membri non vivesse-

ro di carità ma capaci di autofinanziarsi, in grado di provvedere, insieme, a sé e agli altri. Un mendicante, così lo si

Un’avventura singolare...

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anno i capelli bianchi, o quasi, i ragazzi di don Enrico Smaldone. Un giorno di marzo di sessant’anni fa, il sacerdote si ritirò con tre fanciulli e diede vita al primo nucleo di una suggestiva, affascinante e stimolante esperienza di vita. Angri, come il resto d’Italia, usciva lentamente dalla tragedia del secondo conflitto mondiale, le MCM riprendevano ad annunciare con la sirena delle cinque del mattino l’inizio di giornate di lavoro sempre uguali, alienanti, ma capaci di reggere però una parte importante della povera economia locale, nascevano con diversa forza le industrie alimentari. Era il ritorno, o almeno lo sforzo, alla normalità. Il paese sperava in una rinascita, la miseria era enorme, la scuola, a parte le elementari, era rappresentata solo dall’avviamento professionale. Una società chiusa in caste, intimorita, alla quale bisognava offrire degli obiettivi, delle prospettive. L’iniziativa di don Enrico si inseriva tra la tragedia del presente e la speranza del futuro. Ricollegandosi alla grande storia del cattolicesimo sociale ed anticipando per tanti versi l’esperienza di don Milani e della scuola di Barbiana, don Enrico trasformava l’oratorio in officina, sottraeva i ragazzi alla strada, supportava le famiglie, dove il disagio sociale, per il suo indice estremo, poteva trasformarsi in patologia. La sua è stata un’avventura singolare in una stagione irripetibile della storia collettiva di Angri. E come tutte le vicende di tale spirito e natura, sfortunata ed incompresa. Mai più capiterà, come invece accadde allora, che i lavoratori delle MCM e dell’ELVEA (d’altronde non esistono più, se non gli scheletri ed i fantasmi di quelle aziende) rinunciassero ad un pasto al mese, a favore della struttura e dei ragazzi di don Enrico Smaldone. Eppure era stagione di lotte e le fabbriche sapevano

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Attualità

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più di ferro, che di umanità. Ma gli operai capivano che quello di don Enrico e dei suoi ragazzi era il loro mondo e ciò che essi volevano costruire valeva per i propri figli, ma anche per i derelitti, gli orfani, i diseredati, e che la vittoria singola si consolidava nella stabilità sociale. Da quegli anni e da quelle speranze nasceva, in Italia, la scuola media unificata, il primo grande sforzo di sostituire alle classi le categorie sociali. L’avventura umana e spirituale del sacerdote angrese si consumò presto e la sua morte segnò il progressivo svanire di quel mondo e delle sue speranze. Nell’immaginario collettivo quella struttura, edificata pietra su pietra con sudore e sofferenza, è rimasta la “ Città dei ragazzi “, quasi che il sogno sia più forte della storia. Non ne ha visti più di fanciulli, però; si è trasformata in città dei vecchi e degli anziani, è poi divenuta centro diocesano. Ma non è, e non poteva essere la stessa cosa. Quella realizzata dal sacerdote era stata l’epopea del quarto stato, non una semplice attività di assistenza sociale. La chiesa di don Enrico ritrovava, nel cristianesimo delle origini, le ragioni più profonde e la carica rivoluzionaria che il messaggio di Cristo aveva portato. Don Enrico non aveva studiato da santo o da beato. D’altra parte non glielo avevano o avrebbero concesso. Non ha fatto miracoli, che gli possano far attribuire “virtù eroiche”. O, forse, no! Perché a vederli, oggi, quei ragazzi di un tempo, divenuti anziani e che, bene o male sono riusciti a costruirsi un lavoro, una famiglia, senza violenze e senza reati, e che hanno generato figli e nipoti, ti rendi conto che questi sono “miracoli laici”, con i quali un povero ed umile servo di Cristo cercava di guarire non solo le malattie dei singoli, ma anche e soprattutto le sofferenze sociali. Francesco Fasolino

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paragona. Allo stesso modo lui andava di casa in casa, tutti parlavano di Don Enrico “mendicante”. Un chiedere

sentito come il più semplice dei gesti. Un invito sincero e proficuo atto alla costruzione di nuove vite. “Era abituato a lavorare e a far lavorare…”. Insomma offriva a chiunque la possibilità di integrarsi e agire sulla propria vita, forniva ai ragazzi gli strumenti e li rendeva parte di una famiglia. Pietre vive, così li definiva, su cui scolpire il proprio futuro. Il convegno è terminato con le parole di alcuni dei ragazzi, ormai uomini vissuti, cresciuti da Don Enrico e con la presenza di Agnese Adinolfi, da cui fu affiancato per tutta la durata del suo mandato ad Angri. Commozione accompagna gli applausi alle loro parole: “Devo tutto a Don Enrico”, Salvatore Buono (Angri); “Un giorno

lo vedevi falegname poi muratore, era inesauribile”, Mario Pasqua (Tivoli); “Mi ricordo di quando il Natale del 1961 racimolammo tutti i ragazzi 180 lire per un pacchetto di sigarette. Pianse come un bambino”; “In questo paese è passato un Santo”, dice Franco Lanzone (Roma). La gioia nel riunirsi interrotta solo dai singhiozzi. In ultimo il messaggio della signora Adinolfi che rinvia alla prosecuzione dell’opera di Don Enrico, lui credeva nella Città dei ragazzi, diceva sempre sereno che sarebbe andata avanti per inerzia anche dopo di lui: “Nessun ricordo, dobbiamo onorarlo così com’è stato: un illustre cittadino”. Il Sindaco Pasquale Mauri si è dimostrato sensibile a tale aspettativa e sembra essersi già attivato per la realizzazione di uno spazio che ospiti una statua in piazza don Enrico Smaldone (ex piazza Trivio). Aniello Grazioso

“…a don Enrico non si può dire no!…”

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rano queste le parole che mio padre ci diceva, quando l’informavamo della presenza di “Chiavazziello” che, con un pittoresco carretto, sulle cui sponde campeggiava una scritta “Città dei Ragazzi”, chiedeva alla generosità degli agricoltori viveri per i ragazzi di don Enrico. Parole semplici e lapidari che scalpellano la tenerezza dell’animo di un figlio, seminano il valore della solidarietà, delle cui ragioni poi, da adulto, si argomenterà. Gocce di naturale saggezza che avevano saputo leggere nell’operato di don Enrico la libertà, gratuità ed eroicità (per quei tempi…), fondamento non solo di un fidarsi ciecamente della persona ma, di adoperarsi anche per l’intraprendente sua opera. Dopo aver letto una recente pubblicazione sull’epistolario e scritti vari di don Enrico dal titolo “L’audacia della carità”, ho ritenuto doveroso scrivere per i lettori di ANGRI ‘80 per contribuire a ripercorrere l’audace avventura di questo grande Sognatore, nella cui mente, con virile passione e fidente determinazione albergava l’idea, fattasi poi storia, di accogliere gli amari frutti della guerra e restituire loro dignità umana, attraverso l’istruzione e l’avviamento al lavoro. Epistolario, frammenti di discorsi, appunti e note sparse, il tutto saggiamente ordinato e specificato dall’autore, ci immettono, come in una sequenza cinematografica sugli impervi sentieri di un ideale, affiancato dall’operoso silenzio di tante menti, cuori e mani generose che, infiammati dal coerente e contagioso entusiasmo di don Enrico, hanno motivato il loro agire che, resterà in eterno nel libro della Vita. Questa raccolta, preziosa per la memoria, se in parte ci storicizza la genesi della Città dei Ragazzi con le notti insonni del Fondatore, il suo bussare alle porte

dei potenti, non sempre apertesi, a differenza della generosità della famiglia Adinolfi, delle Maestranze delle Manifatture Cotoniere Meridionali, degli italo-americani organizzati da Federico Russo, dai suoi fedelissimi Scout e dal generosissimo popolo di Angri, certamente non restituisce giustizia ai silenzi sull’agonizzante stagione della Città dei Ragazzi dopo la morte di don Enrico, a cui, in verità e carità, si deve chiedere perdono… Questo silenzio oggi si avvia, nella nostra Chiesa diocesana, a farsi voce e storia di diversità caritativa, nella continuità dell’idea madre di don Enrico, per scrivere, oggi come ieri, attenzione e accoglienza alle moderne povertà, sperando che il nuovo non cancelli la memoria. Se la raccolta degli scritti ravviva il ricordo, non si dimentichi che il locale linguaggio toponomastico - a ragion di viva memoria, ancora dice: ‘ncoppe ‘a Città dei Ragazzi - è segno che anche le pietre raccontano storie... Grazie, caro don Enrico, per quello che hai fatto. Tu hai spezzato l’Eucarestia come si spezza il pane per quanti erano affamati di umanità ed eternità, sei stato il custode di tante solitudini e di confidenze che non si fanno a nessuno, sei stato un sognatore e un profeta con animo di fanciullo. Con la ricchezza del tuo sorriso, la mitezza dei tuoi occhi e l’umorismo del tuo fare mi scuserai per quanto ho detto di te e, da buon regista teatrale, forse ci dirai: aprite il sipario perché la carità non può avere dietrologie; perché conosce solo il presente dei bisogni che abilita a scrivere, con santa audacia, solo e sempre il fare… Sac. Luigi La Mura

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Attualità

Macchiaironia

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Bilancio di previsione 2011

I punti di vista dell’Ascom Quell’irrefrenabile e della Confesercenti impulso di apparire...

Per anni ho saccheggiato il guardaroba di zio Clemente. Facendo un figurone esagerato. Soprattutto grazie a mia madre che aveva la capacità di abbinare giacca, pantalone, camicia e cravatta. Quando c’era qualcosa che stonava era opinione diffusa che mi fossi vestito da solo. Sono stato preso in giro per anni. Senza mai sottrarmi. Avevano ragione. Non ne facevo mistero. Ci ripensavo l’altra settimana, alla serata di beneficenza al castello. Mentre osservavo i benefattori. C’era anche Gaetano. Così ho tirato fuori il taccuino e ho iniziato a metter voti. Con il contributo autorevole del mio amico Elio. Se ci concedi un po’ di spazio sul prossimo numero, potremmo pubblicare i giudizi. Ti delizio con alcune chicche. Per Peppino Mascolo e la signora D’Auria, una sola parola: eleganti. Sembravano due alieni. Malgrado il vestito del primo fosse sgualcito. Dall’altro capo della classifica, ma non in fondo, una graziosa fanciulla, con un bellissimo abito, realizzato dallo stilista per un altro tipo di donna, con tanto di Louis Vitton modello Never full bag. Elio mi ha spiegato che il modello mostrato come un cimelio, è una borsa da shopping, ideale per le mattinate a Capri. Mi fido. Abbiamo visto composizioni indescrivibili, inenarrabili. È come se gran parte dei commensali avesse attinto dal guardaroba in una stanza buia. Senza passare davanti allo specchio. Secondo Elio, il resto, invece, ha riciclato abiti di altre cerimonie. Spinti da un solo desiderio: mostrare ancora una volta l’acquisto non ancora “sfruttato”. Una pessima figura. Come accade ogni volta che l’irrefrenabile impulso di esserci ed apparire, comunque, qualunque cosa accada, compromette il buon senso. Ed il gusto. In particolari ambienti, istituzionali, da un po’ di tempo, si verifica spesso. Ovunque. Ed è ritenuto normale. Ti ho raccontato del giovanotto cui proposi un’occasione di lavoro a tempo indeterminato. Mi rispose: “Lavoro? No, voglio diventare consigliere comunale”. Alla prossima.

Sul numero di febbraio sono state pubblicate le interviste a Giacomo Sorrentino, assessore al Bilancio, Antonio Squillante e Cosimo Ferraioli, consiglieri d’opposizione. In questo numero, invece, abbiamo dato spazio alle associazioni di categoria, che hanno affermato, univocamente, come il loro rapporto con l’Amministrazione comunale si vada sempre più a rafforzare. L’Ascom di Alberto Calò esprime apprezzamento per la politica a favore del commercio cittadino portata avanti dal Comune, così come anche la Confesercenti di Aldo Severino. Ambedue, tuttavia, hanno lamentato come ad Angri, ancora una volta, il commercio sia penalizzato dalla rete urbanistica cittadina: parcheggi assenti e traffico intenso non danno alla nostra cittadina un’attrazione che, invece, le città limitrofe sembrano avere. Alberto Calò ha ribadito, ancora una volta, come ad Angri la crisi sia più sentita che nei comuni vicini e che certamente degli sgravi fiscali ad hoc permetterebbero al commercio angrese di tirare un respiro di sollievo. La Confesercenti, d’altro canto, si dichiara invece disponibile a prendere in gestione aree pubbliche per farne dei parcheggi in modo da non appesantire il bilancio comunale, come ad esempio la zona, ormai dismessa, dell’ex I Circolo Didattico e il

parcheggio nel piazzale antistante il nuovo ingresso del cimitero, in via S. Gennaro, che potrebbe essere un toccasana per i commercianti e per i residentidella zona. Inoltre, a detta di Severino, la Confesercenti è pronta ad aprire uno sportello per coloro che si vogliano cimentare nell’esercizio della libera professione. Il primo tavolo di confronto con l’Amministrazione comunale, in occasione delle festività natalizie, è stato molto positivo secondo le due associazioni, che auspicano la continuazione delle concertazioni anche per l’organizzazione di altre attività. Per quanto riguarda i fondi messi a disposizione nel bilancio di previsione 2011 (che ammontano a circa 250.000,00 euro), le due associazioni hanno espresso il loro ap-

prezzamento, purché vengano usati in maniera oculata, senza sprechi o promozione di attività che non riguardano la promozione della ripresa commerciale. Opinioni divergenti, invece, sono state manifestate sulle sfilate dei carri per il Carnevale 2011. L’Ascom si è dichiarata pienamente soddisfatta, perché la manifestazione ha attirato persone dei paesi limitrofi, mentre la Confesercenti ha espresso le proprie perplessità che tale tipo di manifestazioni, organizzate in pochissimi giorni e senza preavviso, diano gli effetti promozionali sperati. Guido Milanese

L’Amministrazione comunale sollecitata ad adottare provvedimenti coercitivi e punitivi

Associazione NoiAngri: rimuovere l’amianto da tutti i siti cittadini È stata presentata il 2 marzo al protocollo generale del comune di Angri, dal Presidente dell’associazione NOIANGRI, Anna Atorino, l’istanza di sollecito sulle problematiche connesse all’inquinamento prodotto dall’amianto. Con l’istanza l’associazione richiede l’immediato intervento di autorità, diretto a porre rimedio alla situazione di grave pericolosità ambientale causata dalla presenza, sul territorio angrese, di notevoli quantità di amianto, che in molti casi si trova in grave stato di degrado e di frantumazione. Come è noto, l’associazione ha tra i suoi primari obiettivi anche quello di dare impulso ad iniziative destinate alla salvaguardia della salute e dell’ambiente. In linea con tale finalità, NOIANGRI ha da tempo attivato campagne di sensibilizzazione sulle problematiche connesse alle varie forme di inquinamento presenti sul territorio cittadino, con una specifica attenzione ai rischi, particolarmente allarmanti, derivanti dall’esposizione alla fibra di amianto (asbestosi, mesotelioma, carcinoma polmonare, tumore alla laringe, ecc.). All’istanza sono state allegate anche alcune foto dei siti che maggiormente versano in situazioni particolarmente preoccupanti, come i prefabbricati di via Badia, di Fondo Rosa Rosa ed il cinema Minerva. In pratica, l’associazione NOIANGRI ha chiesto al Sindaco di dare seguito ai provvedimenti già adottati in passato dall’Amministrazione comunale e di vigilare sull’ottemperanza degli stessi ed, eventualmente, di procedere d’ufficio all’esecuzione delle azioni necessarie su tutto il territorio cittadino. Contemporaneamente, l’associazione chiede di attivare le procedure per la rilevazione dei siti in cui è presente amianto, sulla scia di quanto si è fatto nel periodo di reggenza del Commissario Prefettizio e di quanto stanno facendo altri comuni virtuosi. A tal proposito sono stati segnalati, a titolo di esempio, alcuni provvedimenti adottati dai comuni di S. Marzano sul Sarno e di Positano (M. D’A.)

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Attualità

Marzo 2011

La conservazione del nostro patrimonio culturale è un dovere a favore delle generazioni future

L’Arte è la via per salvare Angri Angri annovera un importante patrimonio artistico ed architettonico, che se pur ridotto o deturpato nel corso degli anni, resta uno dei più importanti e ricchi dell’intera area della Valle del Sarno. La cultura è il bene più prezioso che abbiamo in Italia. Il nostro Paese annovera tra le sue opere d’arte, le statue e i monumenti appartenenti all’età classica, eredità di Greci e Romani, ma non solo. Che dire degli schizzi, delle sculture e delle opere architettoniche creati da grandi artisti nel corso dei secoli? La nostra storia e la nostra cultura, sono molto più ricche ed antiche della maggior parte dei Paesi Europei. Noi siamo talmente immersi nell’arte da non renderci quasi conto della sua esistenza; la maggior parte degli Italiani da per scontati i nostri maggiori beni culturali. Eppure sono questi gli strumenti giusti, che possano garantire all’ Italia, una crescita non solo dal punto di vista culturale e sociale, ma in particolar modo dal punto di vista economico ed occupazionale. Come i tanti grandi e piccoli centri urbani del nostro “Bel Paese”, Angri annovera un importante patrimonio artistico ed architettonico, che se pur ridotto o deturpato nel corso degli anni, a causa di furti e dalla negligenza di alcuni cittadini e delle Amministrazioni Comunali susse-

guitesi negli anni, resta uno dei più importanti e ricchi dell’intera area della Valle del Sarno. Un importanza e un valore che purtroppo gli Angresi e chi ha governato questa Città, non hanno mai riconosciuto, permettendo che alcune nostre preziose opere d’arte, rimanessero in balia dell’incuria e del degrado. Una fra tutte il gruppo scultoreo in cartapesta dei Sette Santi Dormienti di Efeso, custodito nella

vetusta e ormai fatiscente Cappella Pisacane, sita in Via di Mezzo. Quest’opera che è un “unicum” in tutta Italia, versa in un pessimo stato di conservazione, ormai talmente avanzato, da non poter garantire alle future generazioni, di poterlo ammirare e farlo proprio; come la fantastica leggenda che aleggia da secoli su di esso, è che è stata trasmessa oralmente di padre in figlio. L’Associazione Culturale “Panacea”, nata con l’intento di promuovere e recuperare il vasto patrimonio artistico di Angri, da tempo in collaborazione con gli abitanti del centro storico, ha attuato un progetto di restauro, volto a recuperare le sette statuine in cartapesta. Purtroppo tale progetto è ancora su carta per mancanza di fondi. Pertanto invito tutta la comunità angrese e in primis l’Amministrazione Comunale ad intervenire, offrendo un proprio contributo affinché tale progetto di restauro prenda finalmente corpo, in modo da restituirci in tutto il suo splendore, uno dei tasselli più preziosi del nostro patrimonio storico-artistico. È un gesto di gratitudine che dobbiamo ai nostri avi, ma sopratutto un obbligo verso le future generazioni. Solo se esse conosceranno la nostra storia e le nostre radici culturali, potranno orgogliosamente definirsi “Angresi”. Sergio Amato

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11 A colloquio con i promotori del comitato “Acqua pubblica ad Angri”

“L’ACQUA NON SI PRIVATIZZA!” Si scrive acqua, si legge democrazia: è questo il motto che sta ispirando da più di un anno 6 nostri concittadini, fondatori del Comitato acqua pubblica Angri. Il loro messaggio è chiaro: I cittadini devono riappropriarsi dell’acqua come bene pubblico ed essere attivi, perché i politici si disinteressano totalmente del problema. Auspichiamo un forte senso civico che scaturisca in una partecipazione sentita per il bene della nostra comunità. Il loro scopo? Il raggiungimento della soglia del quorum al referendum, contro la privatizzazione dell’acqua, che si terrà molto probabilmente il 12 giugno. Perchè è nato questo comitato, cosa state facendo attivamente e l’amministrazione comunale come si sta indirizzando? Esiste già un movimento nazionale il cui riferimento virtuale è www.acquabenecomune.org e a tal proposito segnaliamo la manifestazione nazionale a Roma del 26 marzo alle ore 14 in piazza della Repubblica per chiedere l’accorpamento del voto referendario alle prossime amministrative ed evitare un ulteriore spreco di denaro pubblico. Nell’ottobre del 2009 si è costituito un Comitato campano per l’acqua pubblica contro l’immobilismo della classe politica e subito ci siamo attivati affinché anche la nostra città fosse presente in questa battaglia giustissima. Su tutto il territorio italiano sono state raccolte 1.400.000 firme e la Consulta ha riconosciuto e dichiarato validi i 2 quesiti contro la privatizzazione dell’acqua, il quesito contro il nucleare e quello sul legittimo impedimento. Essa ha deciso che le Regioni avranno il potere di approvare o meno l’installazione di centrali nucleari sul proprio territorio. Ad Angri invece abbiamo ottenuto il risultato di 750 firme la scorsa primavera ed ora c’è bisogno più che mai di un coinvolgimento popolare sentito affinché esse si tramutino in voti al referendum di giugno. Vogliamo ricordare che ci riuniamo ogni martedì alle 19 presso la caffetteria “arthè” in via Concilio, l’indirizzo e-mail è comitatoacquapubblicaangri@gmail.com ed invitiamo i cittadini a partecipare attivamente. L’amministrazione comunale si è mostrata indifferente nel concreto e l’unico atto è stata l’apposizione della firma di qualche esponente ( anche il sindaco ); dal 2005, anno di privatizzazione dell’acqua, nessun membro di maggioranza o di opposizione s’è mai fatto promotore di iniziative ad hoc. Ci teniamo a sottolineare che il nostro è un gruppo indipendente e apartitico la cui unica finalità è la condizione dell’acqua come bene pubblico sottratto alle grinfie degli speculatori. Perché un referendum e cosa chiedono nello specifico i due quesiti? L’acqua è un bene comune ed un diritto umano universale che appartiene a tutti. L’attuale governo ha deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali, ma noi possiamo impedirlo votando favorevolmente ai due quesiti. Il primo propone l’abrogazione dell’art 23 bis della Legge n. 133/2008 relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici. Tale norma stabilisce che il servizio idrico deve essere affidato a soggetti privati attraverso gara o a società a capitale misto pubblico-privato all’interno delle quali il privato detenga almeno il 40 %, con la conseguente diminuzione della quota pubblica al 30% entro il dicembre 2015. Tale quesito si propone di bloccare il passaggio “graduale” dal pubblico al privato che causerebbe l’aumento delle tariffe, il problema del clientelismo legato ai posti di lavoro, un peggioramento dei servizi in una nazione che spreca già il 60% di questa fondamentale risorsa. Siamo d’accordo sul fatto che l’utilizzo dell’acqua vada pagato ma secondo una tariffazione giusta e con la garanzia di una quantità di almeno 50 litri pro capite al giorno (Organizzazione mondiale della sanità) alle fasce più deboli. Il secondo quesito richiede l’abrogazione del 1 comma (tariffa del servizio idrico integrato) dell’art. 154 del D.L. n. 152/2006 che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcuna logica di reinvestimento per il miglioramento della qualità del servizio idrico. Votando “si” possiamo impedire di fare profitti sull’acqua e scongiurare anche il pericolo che le fasce più deboli vengano tagliate fuori dall’erogazione del servizio. Invitiamo i cittadini a visitare il sito www.referendumacqua.it per maggiori informazioni. Inoltre crediamo che la gestione pubblica non abbia la necessità di lucrare e vi sono gli esempi di città come Milano e Torino che si sono riaffidate al servizio pubblico o Aprilia (Latina) dove i cittadini pagando le imposte direttamente al comune hanno costretto la gestione privata a cedere. Per qualsiasi tipo di protesta bisogna spostarsi a Scafati poiché ad Angri non ci sono gli uffici preposti e dunque la privatizzazione (GORI) può comportare anche tali disservizi. Si evince l’importanza e la necessità di votare “si” ai due quesiti referendari per restituire l’acqua alla gestione collettiva, garantendone l’accesso a tutti, soprattutto alle fasce deboli. Questa è un battaglia di civiltà ed è arrivato il momento di schierarsi e di partecipare attivamente perché nessuno può lucrare sul “bene essenziale” che appartiene a tutti. Giuseppe Afeltra


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attualità

Officina delle Idee: presentato il Libro “La Peste” di T. Sodano e N. Trocchia

Campania:i rifiuti non si riciclano, i corrotti sì! Lo scorso 1° marzo, presso la Casa del Cittadino, l’Associazione Culturale “Officina delle Idee” ha presentato il libro La peste. La mia battaglia contro i rifiuti della politica italiana di Tommaso Sodano e Nello Trocchia, proponendo un interessante incontro con gli autori. Non la solita critica fine a se stessa circa il drammatico problema dei rifiuti in Campania, non un indice puntato contro chi è venuto meno ai propri impegni, nè un altro polverone che si scaglia a favore di un partito politico piuttosto che di un altro, ma un modo nuovo di far emergere la verità. Una realtà che è alla portata di tutti, sulle pagine dei giornali come sui portali telematici, ma che purtroppo non tutti conoscono fino in fondo. Chiacchiere e giochi politici non sempre “limpidissimi” su cui non si fa luce da decenni, occultando la triste realtà dei fatti: un’emergenza rifiuti che non si è mai risolta, ma perchè? E soprattutto per volere di chi? Il libro di Sodano e Trocchia cerca di analizzare tutti gli aspetti di una realtà multiforme ed ingarbugliata in cui troppe volte la camorra è stata usata come alibi per coprire responsabilità giudiziarie. Cambiano i tempi e le situazioni, i rifiuti non si riciclano mai e la cerchia di persone coinvolte nella fecondissima fabbrica dell’immondizia si accresce anno per anno. L’inesauribile miniera di rifiuti, quasi come se fosse oro, alimenta il sistema camorristico: questo il tema portante del libro-denuncia sugli oltre quindici anni di scandali e sprechi nel Mezzogiorno d’Italia. Ex-presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato, Sodano ha più volte denunciato lo stretto legame o addirittura la connivenza fra camorra e politica nella gestione dei rifiuti in Campania, nonché irregolarità nei bandi di gara, tra cui quello che ha assegnato la costruzione dell’ince-

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I care

di Lello Alfano

NON DITE LE BUGIE!

È Sodano

Trocchia

neritore di Acerra alla Fibe, nonché la serie di indagini sui vertici della Impregilo e sull’operato del governatore Antonio Bassolino. Nel libro, insieme al giornalista Nello Trocchia, Sodano ci racconta la triste storia degli ultimi due decenni, una storia fatta di scandali, di ditte che prima operano per scaricare rifiuti tossici e poi riescono ad ottenere paradossalmente gli appalti per la bonifica dei territori danneggiati. Ma la “Peste” riguarda soprattutto personaggi ambigui che si riciclano continuamente; essa è il racconto della devastazione dell’ambiente e del paesaggio campano e di ingenti sprechi di risorse pubbliche, di una realtà dove a pagare sono solo i cittadini. Nello Trocchia, in un passaggio del suo intervento, ha detto: Il termine “emergenza” rifiuti, di cui con amarezza ci troviamo a festeggiare puntulamente il compleanno, ormai appare inadeguato: si può parlare di vera e propria “emergenza” solo se essa si risolve in poco tempo. Nel

Lombardo

nostro caso, invece, pur essendo trascorse diverse stagioni e pur essendoci posti sempre come obiettivo quello di estirpare il morbo della camorra, il problema non si è mai risolto. Dopo gli interventi di Sodano e Trocchia, si è aperto un partecipato dibattito e all’interessatissimo pubblico presente è stato concesso di rivolgere direttamente domande agli autori. Dagli organizzatori, a fronte dell’importante occasione di confronto sulla drammatica problematica evidenziata dal libro, è stata infine evidenziata l’assenza di rappresentanti dell’Amministrazione Mauri, in particolare degli assessori alla Cultura e all’Ambiente. Antonella Anna Giacomaniello

VIA NA ZIO NA LE

Pedalata Ecologica Organizzata dal Ciclo Club Angri, si svolgerà il 10 Aprile prossimo, la 30ª edizione della Pedalata Ecologica “Benvenuta Primavera”. La partenza è prevista alle 9.30 da piazza Doria. Al termine della manifestazione verrà sorteggiata, tra tutti i partecipanti, una mountain bike.

Ottavo comandamento

così che, più o meno, ci ricordiamo l’ottavo comandamento: NON MENTIRE. I più anziani ricordano che c’era anche un’altra formula che suonava all’incirca così: NON RENDERE FALSA TESTIMONIANZA. A pensarci bene le due formule non pesano uguale. La seconda è più incline al giuridico. Per gli Ebrei la testimonianza era il cardine dell’ordinamento giuridico e quindi anche di quello sociale. Dare una falsa testimonianza equivaleva a offendere (nel senso di colpire-ferire) la Giustizia e l’ordinamento sociale! E cosa c’entra questo con il problema della “monnezza”? Vediamo se riesco a spiegarmi. Lo scorso mese ci siamo lasciati intravedendo nello stare insieme un possibile modo (forse il migliore) di risolvere i problemi del vivere in comune, il che è un altro modo per dire ed interpretare il vivere bene. Allo stesso tempo, però, richiamavo l’attenzione sul fatto che lo stare insieme non è una realtà a due dimensioni, un fatto tra me e tutti e ognuno degli altri. È una faccenda a 3D, e senza occhialini: cioè, la tridimensionalità dello stare insieme non è una realtà virtuale, un esercizio della logica. Gli “arbitri” sono quelli che vengono scelti per far rispettare le regole (quelle regole che coloro che stanno insieme si sono dati per vivere bene) e non sono una componente accessoria dello stare insieme, anzi. Gli arbitri sono la terza dimensione: quella che interpreta “l’oltre il proprio naso”. Gli arbitri sono la terza dimensione: quella che ha il compito di evitare che la selezione si trasformi in decimazione; quella che consente di superare la contrapposizione tra “polli” e “prigionieri” e che, perciò, permette ad una comunità, società, nazione, popolo di progredire, superando la miopia della ricerca esclusiva del proprio tornaconto. La scelta dell’arbitro ha sperimentato varie modalità nel corso del tempo. L’evoluzione sociale è arrivata ad elaborare quella democratica come la più diffusa, la più stabile, quella che meglio risponde alle attese della gente. Ciò che conta, però, è che, una volta avvenuta la scelta, l’arbitro sia accettato e riconosciuto come autorevole. Questo è il vero discrimine! Autorevole è colei o colui che riesce a farsi obbedire per stima, quando non è per convinzione. Autoritario è colui o colei che si fa obbedire per timore, quando non è per sottomissione. (Da qui il corollario che l’autorevolezza è la madre della democrazia, mentre l’autoritarismo è il padre della dittatura).

Tra le cose che un arbitro deve assolutamente evitare per non perdere autorevolezza è il mentire. Meglio sarebbe dire: non deve rendere una falsa testimonianza. Non scopro certo l’acqua calda se dico che in Campania, come ad Angri di bugie sulla “monnezza” ne sono state dette tante. Ancora oggi non si riesce a sapere quanta se ne produce; quanta ogni cittadino ne produce. Ancora oggi non si capisce bene perché si è scelta la raccolta differenziata a monte (o metodo porta a porta). Ancora oggi non si capisce perché altrove i termovalorizzatori, gli impianti di compostaggio si fanno e funzionano pure! Da noi non ci si riesce. Ancora oggi non si capisce perché i passaggi del prodotto “rifiuto” sono così tanti e complessi, cosicché i costi dello smaltimento restano artificiosamente alti. Ma, forse, tutto questo si sa, si capisce o quantomeno si intuisce (come egregiamente hanno illustrato Tommaso Sodano e Nello Trocchia autori de “La Peste” lo scorso 1º marzo nella Casa del Cittadino). E si capisce anche perché la gente protesta contro le discariche o i termovalorizzatori vicino casa; perché protesta contro i cumuli di immondizia; perché non fa la raccolta differenziata o la fa male, il che è lo stesso che non farla. Qualcuno parla di propensione al ribellismo: non sono d’accordo. La gente semplicemente non si fida più: non riconosce autorevolezza ai suoi arbitri e non ne vuole più. A dire il vero non so nemmeno se quanto successo a Boscoreale e Terzigno, per citare solo i paesi più vicino a noi, sono il risultato “di una vigile illuminata opinione pubblica, capace di scoprire la verità in mezzo all’imbroglio di pretesti o di frasi fatte con cui si riesce ad ingannarla” (Luigi Einaudi). Tutto perso, allora? No, certamente no! Se ne può uscire. Ne possiamo uscire. Dalla vicenda “monnezza” ne possiamo uscire, anche e nonostante gli arbitri “sputtanati”: o per quanto “personalmente” hanno fatto o non fatto, o perché semplicemente diventati arbitri e quindi sputtanati a priori perché ormai parte di una categoria sputtanata. Qual è la strada? È una strada semplice ma che richiede tenacia. Banale ma che deve vincere la nostra innata pigrizia. Sarà l’argomento del nostro prossimo appuntamento. P.S. Un lettore di “ANGRI ’80” mi ha commentato il pezzo del mese scorso liquidandolo con un secco: “ Parole. Sono solo parole”. È vero le parole non fanno i fatti. I fatti, però, nascono dal pensare; ed il pensare si esprime a parole. Alla prossima.

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Attualità

Emergenza rifiuti 2008

La ditta Edica ricorre al TAR contro il Comune

E

mergenza rifiuti 2008: all’orizzonte un contenzioso tra Comune, Angri Eco Servizi e la ditta E.DI.CA. srl. e un ricorso al Tar di Salerno per recuperare 200mila euro. Sullo sfondo la delibera consiliare n.47/2010 con cui sono stati riconosciuti 416mila884 euro, circa ottocento milioni di vecchie lire, a favore dell’azienda speciale cittadina che a sua volta dovrà pagare alcune ditte fornitrici di servizi espletati durante quel periodo. Tra esse anche la E.DI. CA. costruzioni srl che avrebbe fornito il nolo degli automezzi, le attrezzature ed il trasporto dei rifiuti per un importo pari a 352mila227 euro. Non tutto l’importo richiesto, però, sarebbe stato riconosciuto all’azienda vesuviana perché non ritenuto congruo. Infatti, l’Amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Mauri sentito il parere del collegio dei revisori dei conti presieduto da Alfonso Raiola, vista la proposta di deliberazione dell’allora responsabile dell’UOC Programmazione e risorse Giuseppe Bonino e letta la relazione del direttore generale dell’A.E.S. Domenico Novi, ha deciso di decurtare quell’importo riconoscendo alla E.DI.CA. srl soltanto 148mila920 euro. La ditta, impegnata anche nel settore edile, non avrebbe inteso però rinuncare a ben 200mila euro ed ha

presentato, così, un ricorso al Tar di Salerno sia contro il Comune, che contro Angri Eco Servizi. L’EDICA

è difesa dagli avvocati Antonio Izzo e Giancarlo Violante Ruggi D’Aragona, mentre il Comune di Angri e

A.E.S. saranno tutelati dal legale dell’ente Antonio Pentangelo. Il provvedimento consiliare finito nel mirino è relativo al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2011. Angri Eco Servizi aveva ricevuto una serie di fatture, poi girate al Comune, da parte di alcuni fornitori: Agimer srl, Apicella Felice, Ecology srl, E.Di.Ca. costruzioni srl, La Quercia Coop. Soc., Longobardo Domenico, Spider Italia srl. Con il riconoscimento del debito fuori bilancio l’amministrazione si è impegnata a versare il denaro nelle casse della struttura di via Stabia. La maggioranza consiliare si è espressa favorevolmente al riconoscimento di quei debiti, fatta eccezione per la sola EDICA srl. Un nuovo fronte, pertanto, per l’assessorato al contenzioso retto da Salvatore Giordano. Pippo Della Corte

Lo ha assicurato l’assessore provinciale Squillante replicando alle critiche di Fausto Postiglione

L’Istituto Alberghiero resterà ad Angri! L’assessore provinciale Antonio Squillante, ha replicato a Fausto Postiglione, consigliere provinciale di opposizione, che aveva manifestato la sua preoccupazione per il paventato trasferimento della succursale cittadina dell’Istituto Alberghiero a Pagani, e criticato lo “sperpero di denaro pubblico” in occasione del “Premio Città di Angri… nell’Agro”. “Devo ammettere che il dottore Postiglione mostra di avere le idee un po’ confuse – ha sostenuto Squillante - sia sull’Istituto Alberghiero che sul Premio Città di Angri”. “Dalla delibera provinciale del piano di dimensionamento scolastico – ha continuato - emerge con chiarezza che

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le strutture che ospitano gli istituti superiori di Angri, tra i quali lo stesso Alberghiero, non saranno oggetto di alcuna modifica. Pertanto, nella sua veste di consigliere provinciale, invito il dottor Postiglione a documentarsi bene e soprattutto a non attenersi a voci che, siano esse pur autorevoli, non rivestono carattere di istituzionalità”. In merito al “Premio Città di Angri”, tenutosi a febbraio 2010 Squillante ha replicato che: “Postiglione sostiene che vi sia stato uno sperpero di denaro pubblico finalizzato ad attività politica. Ebbene, sulla questione mi preme precisare che i fondi utilizzati per la manifestazione sono europei (FESR 2007-2013 Obiettivo Operativo 1.12), destinati con apposito bando regionale a questo specifico

tipo di attività culturali. C’è da dire, però, che senza il mio interessamento e la disponibilità mostrata dal Presidente Cirielli, probabilmente il Premio non si sarebbe tenuto ad Angri, e la città avrebbe perso un’altra occasione importante di visibilità” (M. D’A.).

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Ago & filo Opinioni e riflessioni sul vivere comune di Agostino Ingenito

Ricordi del paese

Angri dall’Unità d’Italia ad oggi, non dimenticare il passato, salvando i ricordi per vivere consapevoli il presente. Nel dialogo tra Micaela e Don Josè, il brigadiere, invaghito della sensuale Carmen (l’opera musicata da Bizet ed ispirata dalla novella di Prosper Mèrimèe) ha il tempo di evocare con passione e malinconia il suo paese: “O ricordi di un tempo! Dolci ricordi del paese!... Voi colmate il mio cuore di forza e di coraggio!”. Il passo cantato durante il primo atto mi ha colpito quando ho assistito alla messa in scena al San Carlo la scorsa settimana. Tranquilli nessun attacco nostalgico applicativo della sindrome da “natio borgo selvaggio” di cara memoria leopardiana, ma la necessità utile ad introdurre il mio intervento su ANGRI ‘80. Nella settimana clou che celebra l’Unità d’Italia mi sono chiesto quale fosse stata la reazione della verace popolazione angrese nel 1861 e quanto concretamente il passaggio storico abbia determinato sussulti per il leggendario e mitico Eroe dei Due Mondi. Per la cronaca sembra che Garibaldi ad Angri abbia fatto una pausa, anche se invero gran parte dei comuni italiani dichiarano di aver persino offerto vitto, alloggio e qualche felice nottata al conquistatore. Aldilà dei bisbigliati pettegolezzi da cortile, ed ad Angri i cortili erano una costante, mi domando cosa sia cambiato nel tessuto antropologico dei villici (cittadini) angresi nel corso del tempo. Se e cosa sia davvero cambiato nella percezione di quei nostri avi repentinamente assoggettati, come era prassi nei secoli precedenti, da un regnante ad un altro, anche se non mancarono sparuti e combattivi “briganti”. A mio parer poco o nulla se non lamentarsi dei gravami imposti dal monarca sabaudo e dagli altri invasori. Il tempo lenisce le ferite e in qualche modo relega nel limbo della mente ricordi di un passato che è stato molto duro per le nostre genti e che forse noi “Angresi moderni” abbiamo difatti dimenticato. Ecco forse l’occasione più utile per celebrare al meglio, per chi se la sente naturalmente, quell’unificazione tanto contestata anche da molti dei nostri feudali amministratori abituati ad un conservatorismo di maniera (che sembra non essere passato di moda nella gestione politica e sociale angrese) potrebbe essere di rinverdire non già e solo le ingiallite memorie familiari e sociali di quel tempo ma garantire che quel passato soprattutto operoso, penso alle McM, non sia dimenticato. Non dico di fare una mostra che pure non dispiacerebbe ma realizzare un documento magari filmato facendo raccontare a quei volti eredi dell’operoso stabilimento, cosa significava lavorare anche duramente ma comunque nel proprio paese, coltivare terreni che la natura offriva accoglienti per le variegate colture. E anche farsi raccontare da chi quella terra l’ha abbandonata inseguendo sogni ed aspirazioni o solo per lasciarsi alla spalle miserie e tristezze. Ricordi di un tempo come diceva Don Josè nella Carmen, che non siano spazzati del tutto con l’avvicinarsi di quegli abbattimenti di “muri” che segnarono l’inizio e la fine di un’evoluzione non solo industriale ma anche sociale e culturale. Mi impegnerò anch’io nel realizzare quanto auspicato, confidando nella disponibilità di chi magari leggendo questo intervento, abbia piacere di “incollare” in un album non solo ideale i ricordi del proprio paese.

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Premio Città

di

Continua la collaborazione tra “ANGRI ‘80” e l’organizzazione del “Premio Città di Angri”. Questa volta usciamo un po’ fuori dagli schemi e grazie al nostro concittadino Alberto Smaldone, riportiamo un racconto che narra il ricordo di un “Angrese nella storia” (così è stata omaggiata la sua memoria al “Premio” del 2007); il più grande calciatore che Angri abbia mai avuto: il compianto Peppino Smaldone.

Un mito del calcio angrese

Era un pomeriggio di quelli non tanto caldi ma che lasciano presagire l’inizio di un estate afosa e con tante giornate di sole. Un folto gruppo di ragazzi si avviava, attraverso il corso principale, alla Piazza Annunziata con un vociare che rompeva il silenzio delle case dalle quali emanava ancora il profumo del caffè post pennichella. L’avvenimento era una partita di calcio che si sarebbe disputata nello spazio di Piazza Annunziata. Eh già, Piazza Annunziata, il luogo ove negli anni ’50 e ‘60 (ma anche prima) si disputavano le “meglio” partite di calcio ad Angri; opportunamente recintata e con porte di legno costruite con il legname della vicina segheria, era il campo che ha visto crescere i talenti del calcio angrese. Dal nazionale Alfonso Negro a Mimì De Vito da Aniello Zotti a Carlo Vignapiano e a molti altri, tutti hanno calcato il “famoso” terreno di gioco di Piazza Annunziata. Tra gli altri anche un giovanissimo Peppino Smaldone ha tirato i primi calci nella famosa piazza, manifestando da subito una particolare propensione per il gioco del calcio, prima di giocare in una squadra ufficiale quale la “Fiordaliso” messa su dal dottor Benedetto Saracini. L’abilità e la tecnica di Peppino nell’addomesticare la palla in mezzo al campo, non sfuggì, durante le partite della squadra giovanile, ad acuti osservatori della S.C. Napoli che lo reclutarono, alla fine degli anni ’50, nell’allora “De Martino” del Napoli (oggi diremmo squadra Primavera) ove disputò diversi campionati distinguendosi per intelligenza tattica e doti tecniche di certo superiori alla media, oltre ad una capacità realizzativa non comune (occupava, infatti, il ruolo di centravanti). Ma il richiamo delle proprie origini e della squadra del proprio paese era troppo forte, così negli anni ’58 – ’59 l’U.S. ANGRI calcio che stava rimodulando il proprio organico con l’innesto di giovani calciatori reclutati anche dai paesi vicini (si ricordano, trai i più famosi Chiricola di Torre Annunziata – Calabrese di Nocera Infeiore e altri), si riavvicinò a Peppino Smaldone. Fu così che il vulcanico dirigente Guido Desiderio (per tutti ad Angri, Guiduccio ò Curriere) si propose l’obiettivo di strappare Peppino al Napoli per farlo giocare finalmente con i colori grigio rossi addosso, e soprattutto perché per affermarsi nel campionato dilettanti l’Angri aveva bisogno di un vero e proprio

bomber di razza. L’impresa, però, non era affatto facile anche perché il Napoli – cosciente delle capacità tecniche e realizzative di Peppino – chiedeva, per la sua cessione, una somma da capogiro : circa 300.000 lire che all’epoca “erano soldi”. Una tale somma andava ben oltre le possibilità societarie grigio rosse, ma “Guiduccio” era persona che riusciva a risolvere ogni problema, inventandosi degli stratagemmi inimmaginabili per chiunque. Già, per chiunque ma non per lui. La sua controproposta fu un’offerta di 90.000 lire (cifra accumulata con apposita colletta nel paese) più l’incasso di una partita tra il Napoli di Jeppson e Tacchi e l’Angri, da disputarsi allo stadio Novi. Non si sa come ma Guiduccio riuscì a convincere i dirigenti del Napoli e l’affare si fece. Cominciò così la carriera grigio rossa di Peppino Smaldone che è stata colma di vittorie e ricca, ricchissima, di goal, più volte, infatti, è stato capocannoniere del campionato dilettanti con un elevato numero di reti. Il suo record personale è di ben nove realizzazioni in un’unica partita. La fama di Peppino - fine giocatore dai piedi buoni e dalla sapienza tattica - travalicò i confini provinciali tanto da essere più volte chiamato a far parte della rappresentativa regionale dilettanti e gli valse anche diverse convocazioni nella rappresentativa nazionale dilettanti. Gli inizi degli anni sessanta sono quelli che videro il salto di categoria di Peppino Smaldone: fu infatti acquistato dalla Salernitana per la cifra record di un milione di lire, trovandosi, così, a giocare nel campionato di Serie C. Da allora cominciò per Peppino “un’altra carriera” che lo vide impegnato a giocare in svariate squadre della medesima divisione come il Bisceglie (squadra pugliese), o della serie “D” come l’Atripalda e la vicina Scafatese. A fine carriera ritornò tra le amate fila grigio rosse e contribuì a portare l’Angri a giocarsi diverse finali, dopo la vittoria in campionato, per la promozione in serie “D”; si ricorda la memorabile vittoria contro l’Acerrana per 1 a 0 con un suo goal. L’età ormai non più verde, alla fine degli anni ’60, gli impose di appendere le scarpette al classico chiodo, con “buona pace” di chi lo seguiva con costanza ed assiduità ovunque giocasse. Al di là della sapienza cal-

cistica, pure notevole, Peppino Smaldone è ricordato, tuttora, per le doti umane di persona corretta e leale dentro e fuori dal campo - non si ricorda,infatti, una sua espulsione - nonché per l’attaccamento quasi morboso alla maglia grigio rossa. Carletto Vignapiano, storico ed indimenticato allenatore della compagine grigio rossa, faceva affidamento sempre su di lui nei momenti difficili di una gara, spronandolo a dare sempre di più, in quanto consapevole delle sue capacità tecniche che potevano superare qualsiasi limite. Peppino ci ha lasciato nel settembre 2005, un rammarico resta per chi lo ha conosciuto come uomo e soprattutto come giocatore di calcio: fosse nato venti anni più tardi certamente avrebbe calcato i campi di calcio della massima serie nazionale per doti tecniche e sagacia tattica. I campioni, infatti, non si costruiscono ma nascono per esserlo. Giuseppe Novi

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Angri

Marzo 2011

Giuseppe Novi risponde alle critiche di Fausto Postiglione

«“Il Premio Città di Angri” non è schierato politicamente» Riceviamo e volentieri pubblichiamo la nota di Giuseppe Novi, ideatore e direttore artistico del Premio Angri, in risposta all’intervento critico del consigliere provinciale Fausto Postiglione. In relazione all’articolo apparso a pagina 10 de “LA CITTÀ” di mercoledì 23 febbraio 2011, in cui il consigliere provinciale Fausto Postiglione, nell’intento di accusare la Giunta di Palazzo Sant’Agostino in relazione al suo operato, ha – volontariamente o involontariamente – criticato l’organizzazione del “Premio Città Di Angri”, intendiamo fornire all’apprezzato dottore angrese alcune precisazioni e chiarimenti sull’evento nato proprio quando ad Angri era sindaco Umberto Postiglione – fratello dell’attuale consigliere provinciale – che nel lontano 2003 per primo ha creduto nella necessità di dare vita ad un evento che mettesse in evidenza le eccellenze “doriane” al di fuori delle cosiddette mura cittadine. Vedo che a distanza di un anno le polemiche inerenti la collaborazione della Provincia di Salerno col premio Angrese non accingono a placarsi... In ogni modo voglio ribadire ancora una volta che non c’è mai stato nessun finanziamento da parte della Provincia; il Premio, infatti, è stato organizzato interamente con fondi europei (FESR 2007 – 2013 Obiettivo Operativo 1.12) partecipando al bando pubblico emesso dalla Regione Campania “Inverno 2010: Ritorno al barocco e non solo”. Noi dell’organizzazione a settembre 2009 già conoscevamo l’esito della richiesta ed il lasso di tempo obbligatorio entro il quale dover organizzare l’evento, esito pubblicato su internet dalla stessa regione Campania, quindi non capisco le critiche riguardo la concomitanza con le elezioni comunali Angresi. Poi, voglio sottolineare per l’ennesima volta, che né la Provincia di Salerno (come già detto), ne la stessa regione Campania e né, soprattutto, il Comune di Angri (enti co-organizzatori dell’evento) hanno impegnato un solo euro da destinare alla kermesse. L’evento è stato finanziato, come detto, solo ed esclusivamente con fondi europei destinati a priori SOLO per progetti

con affermate e documentate finalità culturali, per cui se quei soldi non venivano intercettati da noi sarebbero finiti per l’organizzazione di un qualsiasi altro evento in un qualsiasi altro comune della Regione Campania. Infine una precisazione su quello che il Dott. Postiglione definisce “baraccone”: quella che fu installata per 5 giorni - e non per una settimana - in Piazza Annunziata – munita di tutte le autorizzazioni ed i permessi necessari – era una vera e propria tenso-struttura – di quelle utilizzate professionalmente ovunque per spettacoli di elevata caratura. Noi avremmo fatto volentieri a meno di spendere quei soldi (li avremmo investiti diversamente), ma purtroppo Angri ancora oggi non ha una location idonea ad ospitare i grandi (ma neppure i piccoli) eventi, ed i politici tutti, invece di impegnarsi a trovare il modo ed i fondi per costruire qualcosa che possa somigliare ad un teatro, passano il tempo a litigare tra loro o a criticare quello che di buono, con immensi sacrifici, e con lo sforzo di molti viene organizzato ad Angri. Io credo che costruire un teatro debba essere una priorità di politici ed amministratori di destra, di sinistra e

di centro, con l’unico fine di apportare un beneficio a tutta la collettività angrese, ma specialmente ai tanti giovani ed alle numerose associazioni che quotidianamente si impegnano a promuovere la nostra cittadina dal punto di vista culturale, artistico, turistico e commerciale. A scanso di equivoci attesto che il “Premio Città di Angri” non è mai stato schierato politicamente, ma intende rimanere un evento fatto ad Angri, da Angresi, per tutti gli Angresi con l’unica finalità di rivalutare la città Doriana e promozionare le sue eccellenze a livello regionale, nazionale ed internazionale. Questo obiettivo può essere raggiunto solamente con il lavoro, lo sforzo, l’impegno e l’unità di tutti gli angresi, indipendentemente dal colore politico di appartenenza o del ruolo che essi occupano. Giuseppe Novi

Iniziativa promossa dal WWF ITALIA

V edizione di EARTH HOUR Il 26 marzo 2011 dalle 20.30 alle 21.30 si ripeterà per il quinto anno consecutivo il più grande evento mai realizzato a livello mondiale sui temi della sostenibilità ambientale e del cambiamento climatico. EARTH HOUR (ora della terra), è un’iniziativa del WWF Italia volta a sensibilizzare le persone sul risparmio energetico e pertanto sul contenimento dell’inquinamento della Terra e della sua atmosfera. Si invita a spegnere per un’ora le luci. Sessanta minuti di buio che coinvolgeranno cittadini, istituzioni ed imprese. Per iniziativa del Wwf locale a questa iniziativa ha aderito anche il comune di Angri che spegnerà le luci del Castello Doria (M.D’A.).

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Attualità

Marzo 2011

Avis: rinnovo delle “Riusiamoli”: gli alunni a scuola cariche sociali Intervista presidente Varone di raccolta differenziata Intervista all’ingegnere Gianluca Scoppa, curatore dell’iniziativa

Il progetto, partito nella Media “Opromolla”, è volto a sensibilizzare i ragazzi ad una corretta raccolta dei rifiuti ed al rispetto dell’ambiente.

R

isolvere il problema dei rifiuti in una zona critica come la nostra è un cruccio che ha occupato dirigenti di ogni sorta da quasi due decenni; ci hanno provato in ogni modo ma il problema è sempre lì, e anche se ad Angri sembra passato il peggio, non si può ancora cantare vittoria. Ciò che manca è una vera e propria educazione al riciclo e al riutilizzo, superare la dannosa mentalità dell’usa e getta. Per promuovere tutto ciò l’Amministrazione comunale, con la collaborazione dell’ ingegnere Gianluca Scoppa ha avviato un progetto che ha appunto come obiettivo l’educazione e la sensibilizzazione delle nuove generazioni al problema rifiuti. Il progetto, dal nome inequivocabile “Riusiamoli”, è volto a creare negli adolescenti quel senso civico necessario per la nostra comunità. “Riusiamoli” è partito lo scorso 17 novembre nella scuola media “Opromolla” che rappresenta l’ istituto “pilota”, quello in cui verrà sperimentato il programma prima di estenderlo agli altri istituti. Per conoscere meglio il progetto, l’idea da cui ha avuto origine ed il suo sviluppo, abbiamo intervistato l’ingegnere Gianluca Scoppa in quanto suo ideatore. In cosa consiste effettivamente il programma? Il programma vuole incrementare la sensibilità dei cittadini angresi sul problema rifiuti partendo dagli scolari, ed estendendo le iniziative

di sensibilizzazione con il coinvolgimento sempre più persone attraverso “pratiche verdi” (green practice) quali i “mercatini di ecoscambio” e la “borsa telematica” con le quali si vuole incrementare il riuso dei beni durevoli e ridurre i quantitativi di oggetti da smaltire, e favorire la produzione sostenibile delle materie prime. Come le è venuta questa idea? E soprattutto qual è l’effettivo ruolo dei ragazzi e come possono coinvolgere le famiglie? L’idea è nata a seguito della pubblicazione di un bando della Provincia di Salerno per il finanziamento di progetti atti a ridurre i quantitativi di rifiuti prodotti. Il progetto, che sarebbe rimasto sulla carta se non fosse stato adeguatamente sostenuto dal lavoro dei dipendenti comunali coinvolti, dell’Assessore all’Ambiente, dell’Assessore al Bilancio, del Direttore e dei componenti del CDA di Angri Eco Servizi nonché del Sindaco e del delegato del Sindaco al reperimento dei finanziamenti pubblici, è stato ritenuto meritevole di finanziamento da parte della Provincia di Salerno. La partecipazione dei ragazzi è stata entu-

siasta sin dal primo momento, e si è spinta fino alla produzione di tantissimi lavori spontanei e di ottimo livello che testimoniano la loro “fame” di coinvolgimento che ci lascia ben sperare per il futuro di questa città. Il frutto di questi lavori di gruppo sarà pubblicizzato attraverso il sito WEB del Comune e attraverso i “mercatini di ecoscambio”, che saranno aperti alla curiosità di tutti i cittadini a partire dagli studenti e si terranno, a breve, per quattro domeniche in tre diverse piazze del paese. Un altro obiettivo del progetto è la “borsa informatica del baratto”, ossia un portale sul web, grazie al quale sarà possibile l’incontro tra domanda e offerta di beni riutilizzabili, il cui scambio andrà ad incrementare il ciclo di vita di alcuni beni, ritardandone lo smaltimento. Quali contenuti ha avuto la campagna di sensibilizzazione? e come hanno reagito i ragazzi? In merito ai contenuti si è ritenuto di dover sensibilizzare i ragazzi partendo dall’esposizione delle problematiche connesse alla produzione dei rifiuti, con particolare riferimento alla realtà campana passando poi a mostrare gli enormi vantaggi derivanti dall’attuazione dei tre imperativi della sostenibilità ossia riduci, riusa, ricicla (le famose tre r). Gli argomenti sono stati trattati attraverso esempi, esercitazioni e dimostrazioni pratiche, nonché attraverso la proiezione di slide appositamente prodotte in fase di progettazione didattica dell’intervento. Come mai è stata scelta la Media “Opromolla” come istituto “pilota”? L’Opromolla è stata scelta quale istituto pilota solo per questioni logistiche; è ferma intenzione dell’Amministrazione comunale estendere il progetto alle altre scuole di Angri. Paolo Giordano

Esposito Lo scorso 4 marzo, come deciso dall’Assemblea dei Soci il 27 febbraio, si è riunito il neoeletto Consiglio Direttivo dell’AVIS comunale di Angri, nella propria sede in via

Madonna delle Grazie, per l’elezione del Presidente e il rinnovo delle cariche sociali. Con voto unanime è stato eletto presidente Giovanni Esposito, tra i primi iscritti e fondatore dell’Associazione, sempre sensibile e attivo nelle molteplici iniziative. La presidente uscente, Stefania Velardo, è stata nominata vicepresidente vicaria, con il riconoscimento dell’impegno e degli ottimi risultati conseguiti nel proprio mandato. Per le altre cariche, si sono avute le seguenti nomine. Vice-presidente: Giovanni Cirone; amministratore: Nicola Buonocunto; segretario: Carmine Siani. Consiglieri: Raffaele Cuomo, Aniello Calabrese, Irene Cuomo, Gerardo Stanzione, Luigi D’Antuono, Giuseppe Orlando.

Serata di beneficenza a Pagani

Telethon continua!

Lo scorso 27 febbraio presso l’Auditorium Sant’Alfonso Maria De’ Liguori di Pagani si è tenuta una serata-spettacolo il cui ricavato è stato interamente devoluto a Telethon. Dopo la soddisfacente raccolta fondi a favore di Telethon organizzata nell’Agro in occasione della maratona televisiva del 17, 18 e 19 dicembre scorso, i volontari Telethon hanno organizzato un evento che coinvolgerà due dei più noti gruppi musicali del territorio: il gruppo musicale Diastema (www.diastema.org) e il gruppo di musica popolare Spaccapaese (www.spaccapaese.com). Gli artisti, abbracciando appieno la causa di Telethon e animati da notevole spirito di solidarietà, hanno scelto di offrire la propria professionalità e passione esibendosi gratuitamente. Lo spettacolo è stato organizzato in collaborazione con la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) sezione di Napoli e con il Patrocinio del Comune di Pagani. L’evento è stato fortemente voluto da uno dei volontari Telethon dell’Agro, Gianluca Granatino, che ha coinvolto e motivato gli artisti della propria città, Pagani, e ha sensibilizzato le istituzioni affinché si realizzasse una serata capace di coniugare divertimento e solidarietà. La partecipazione all’evento prevedeva una donazione minima di 5€ (per info 3294380165 Gianluca). La realizzazione della serata di solidarietà è stata possibile soprattutto grazie al contributo di “Fiori e Piante Granatino” (www.fioriepiantegranatino.it), sponsor ufficiale dell’evento. Anna Mannara

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Attualità PageaArt. Mostra di Angelo Maisto

L’infanzia rivissuta tra dadaismo e arte povera Lo scorso 21 gennaio, presso la galleria di arte contemporanea Pagea Art, è stata inaugurata la personale di un giovane artista casertano, Angelo Maisto, dal titolo “Lagnolo Fecit”, che raccoglie una serie di lavori della sua produzione più recente, tutti a vario titolo particolarmente interessanti. Diciamo subito che lo spettatore che visita questa esposizione si troverà di fronte una serie di sculture di piccole dimensioni. Non si tratta di sculture in senso classico: niente gesso, o marmo, o quant’altro. Maisto, assemblando pezzi e frammenti di oggetti della quotidianità o rintracciati in natura, realizza delle creazioni a metà tra poetici giocattoli e duchampiani ready made. Qualcuno, allora, potrebbe pensare ad una sorta di neodadaismo, quasi un tentativo di desacralizzare l’arte e riportarla, appunto come faceva Duchamp (che osò disegnare i baffi alla Gioconda di Leonardo), ad un livello meno alto. Altri, considerando l’uso di materiali di scarto, potrebbe invocare l’arte povera. Angelo Maisto, invece, conduce un’operazione ben più complessa ed esteticamente intrigante. Abbiamo detto che la realizzazione principale consiste in simpatici e colorati pupazzi, ricavati dall’incastro di pezzi di diversa origine e provenienza. Ma c’è di più: per ciascuno di questi oggetti, l’autore realizza un acquerello, che, da un lato può sembrare lo studio preliminare per la realizzazione della scultura, dall’altro invece potrebbe essere la spiegazione per il montaggio, la “ricetta” per realizzare quell’opera. Insomma, pare quasi un’operazione analoga a quella dei regalini che si trovano nelle uova di cioccolato della Kinder, che contengono i pezzi sciolti e il foglietto con le istruzioni per comporli. Inoltre, sempre a proposito delle composizioni pittorico-grafiche, queste sono sì legate all’oggetto che “spiegano”, ma possono essere lette in maniera autonoma. Infatti, sono realizzate con una tecnica di disegno raffinatissima ed ineccepibile, capace di unire la precisione del dettaglio alla leggerezza delle forme. Pare

quasi di trovarsi di fronte a pagine estrapolate da antichi erbari, in cui si mostrava al lettore il disegno dell’erba, con la spiegazione delle sue proprietà curative. In un’altra sezione della mostra hanno trovato posto due opere più particolari, che ci aiutano ulteriormente a comprendere la cifra stilistica ed estetica del giovane artista campano. Si tratta di due custodie di legno a forma di casa, divise a compartimenti, in ognuno dei quali trova posto una di queste sculture di piccole dimensioni. Sembrano quasi condomini abitati da buffi e poetici personaggi assemblati. Infine, in una terza sezione hanno trovato posto alcune tele di grandi dimensioni, appositamente realizzate per questa personale, nella quale riprendendo (ed ingigantendo) due sculturine raffiguranti dei giocolieri stilizzati, Maisto ci fornisce una chiave di lettura nell’ottica di un onirismo bambinesco, produttore di immagini curiosamente colorate. Ecco, allora, che è possibile leggere la ricerca estetica di Angelo Maisto non tanto (o non solo) nel segno del neodadaismo o dell’arte povera, ma come espressione di un ritorno ad un’età della fanciullezza, rielaborata però con la consapevolezza dell’età adulta: quasi uno sguardo (dal sapore vagamente scientifico) al favoloso mondo dell’infanzia, con i suoi sogni, i suoi miti, le sue favole, le sue ansie e paure, che rivive nei piccoli e civettuoli pupazzi che Maisto crea con sapiente maestria. Vincenzo Ruggiero Perrino

Articoli da regalo

C

aro Presidente, dopo la presentazione del mio libro: “LE RICETTE DEL MARE...SCIALLO”, tante idee per cucinare il pesce, edito dal Centro Iniziative Culturali che presiedi e presentato ufficialmente il 16 dicembre scorso, mi sono ritrovato a dover fronteggiare, inaspettatamente, numerose richieste per l’acquisto del volumetto. Pur convinto della validità della mia opera culinaria, non pensavo affatto di riscuotere un così clamoroso successo in brevissimo tempo. Pertanto ho voluto renderti partecipe di questo lusinghiero risultato e informarti che il libro è stato presentato anche nel mio paese di residenza, presso il salone S. Chiara dell’Oratorio di Isorella. Un salone gremitissimo con partecipanti provenienti anche dai paesi limitrofi e dalla confinante provincia

di Mantova; i presenti hanno assistito alla proiezione di foto relative al mio passato di maresciallo dell’Arma ed ai diversi episodi che mi hanno visto protagonista nella lotta alle famigerate Brigate Rosse ed alla Strage di Brescia del 1974. Foto relative ai vari corsi di pesce tenuti nel bresciano e nel mantovano, nonché alle recensioni pubblicate su ANGRI ‘80, sul Giornale di Brescia, sul Gazzettino di Mantova e sulla rivista della Bassa Bresciana “Per Voi”. Tutto ha contribuito a pubblicizzare il libro, tanto che alla data odierna abbiamo venduto circa 700 copie solamente nella zona di mia residenza, oltre alle copie vendute ad Angri. Sembra proprio un bel successo ed una soddisfazione per entrambi.

Rimuovete quella discarica! Il dottor Giovanni Iovino, la cui abitazione è posta proprio di fronte, ci ha segnalato che in via Monte Taccaro si sta formando una vera e pericolosa discarica. Come si vede nella foto, c’è una parte recintata dalla rete arancione dove i soliti ignoti tempo fa hanno lasciato materiale di eternit che contiene il famigerato e pericoloso amianto. In attesa di rimuoverlo, il Comune ha pensato bene di recintarlo. Solo che, come succede in questi casi, il luogo, non controllato, si sta trasformando in una discarica dove i soliti incivili, che non amano il proprio paese ma neppure se stessi, hanno cominciato a portare di tutto. Il dottor Iovino, attraverso ANGRI ‘80, sollecita il Comune a rimuovere al più presto la discarica.

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La neocostituita associazione arcieristica angrese, ha recentemente inaugurato il nuovo anno sportivo

La palestra di via L. da Vinci affidata alla Eagles’ Castle Lo scorso 27 gennaio si è tenuta la cerimonia di apertura dell’anno sportivo da parte della ASD “Eagles’ Castle”, la nuova associazione arcieristica costituitasi ad Angri ed affiliata UISP, nel corso della quale si è provveduto alla consegna ufficiale (in comodato d’uso) della palestra comunale “Leonardo da Vinci” alla stessa associazione, che ne utilizzerà i locali per perseguire i propri scopi sociali e statutari. Alla manifestazione sono intervenuti il sindaco Pasquale Mauri, l’assessore allo Sport Giacomo Sorrentino, i consiglieri Marcello Ferrara e Mimmo D’Auria. Il presidente dell’associazione, Davide D’Antonio, affiancato dal vice presidente Giovanni Del Sorbo, ha esposto agli intervenuti i principali elementi culturali e formativi che il tiro con l’arco racchiude nella disciplina chiamata “Tiro Dinamico”, oltre ai programmi legati alla divulga-

zione di questa antica disciplina ed alla formazione dei prossimi arcieri. Infine, in sostituzione del presidente provinciale della UISP – assente per improrogabili impegni - il presidente della ASD “Arcieri di Avalon” e promotore sul territorio regionale del Tiro Dinamico, dottor Giovanni Maio ha consegnato al presidente della Eagles’ Castle una nota di elogio per l’eccellente lavoro svolto sul territorio, in linea con i più sani principi statutari promossi e rappresentati sul territorio nazionale

Clickangri 3ª edizione. Concorso fotografico promosso dall’ass. Officina delle Idee

Il

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Attualità

Marzo 2011

dall’Unione Italiana Sport Per Tutti (UISP), il più grande Ente sportivo di propaganda e cultura nel quale si pratica l’affascinante disciplina del Tiro Dinamico con l’arco. Complimenti, unitamente agli auguri per le prossime attività da svolgere sul territorio, sono pervenuti da Enzo Rocco, presidente della ASD “ArtEmotion Archery” e membro del Consiglio Nazionale del Tiro Dinamico con l’arco e da Cosimo Buonocore, referente regionale UISP per il Tiro Dinamico in Campania.

Francamente di Antonino Pastore

LA BUONANIMA DEL NONNO DICEVA…

I

n questi giorni il Senato della Repubblica dovrà approvare il decreto “milleproroghe” che contiene, tra i tanti, un emendamento che sospende gli abbattimenti in Campania delle costruzioni abusive fino al 31 dicembre 2011. In questo modo verrà accolto l’appello lanciato dai senatori campani di un determinato schieramento politico. Ciò permetterà di sospendere la demolizione delle case abusive in zone archeologiche disposte dalla magistratura a seguito di sentenza di condanna già emessa. La promessa fatta a suo tempo in Campania dai politici locali, con l’occhio strizzato ai soliti furbi, prima delle ultime elezioni regionali, sarà mantenuta. Aveva proprio ragione la buonanima del nonno quando, di fronte a fatti simili, soleva ripetere a noi nipoti: “’O dritto campa ê spalle do fesso”. I gravi abusi edilizi a danno del decoro e dell’ambiente saranno prima o poi sanati ed i fessi (le persone oneste) che hanno rispettato e rispettano le leggi, ancora una volta, saranno mortificati nella loro osservanza della legalità. Quale esempio dà il Governo italiano ai cittadini onesti, e soprattutto alle nuove generazioni, se fai perpetuare la costruzione di case realizzate in dispregio

Piero Guidi Borse, marchio dell’anno

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L’associazione culturale “Officina delle Idee”, in collaborazione con fotografia Novi dei fratelli Alfonso, Michele e Paolo Novi, organizza la 3ª edizione del concorso fotografico CLICKANGRI. Il concorso si svolgerà domenica 17 aprile e avrà per tema: “IL CASTELLO DORIA”. I partecipanti dovranno recarsi nella sede di “Officina delle Idee”, in corso Italia 18 dalle ore 9.30 in poi,con la loro macchina fotografica digitale con la memoria vuota. Fino alle ore 12.30 potranno scattare foto al castello, nel castello e dal castello Doria. Tra le 12.30 e le 13.00 tutte le foto scattate saranno scaricate nel computer dell’Officina delle Idee. Una giuria di fotografi premierà le migliori 3 foto. Tutte le foto saranno proiettate nel giorno della premiazione nella sede dell’Officina delle Idee. Per ulteriori informazioni e per aderire basta telefonare ai numeri 3409270352, 3357064574 o venire presso la nostra sede dal lunedì al venerdi tra le 19 e le 20.30.

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ad ogni legge che salvaguarda la natura ed il paesaggio in una terra già mortariata come la Campania per tante inosservanze e per i tanti abusi? Eppure il Governo dovrebbe costruire un baluardo di saggezza e di giustizia davanti all’imperante ed incessante attacco alla civiltà. Questi furbi disonesti rappresentano schiere selvagge e interessate che ostacolano il vivere quotidiano secondo le regole condivise. Il decreto “milleproroghe” è sicuramente un blitz che sconfina nel colpo di mano. Si vuol fare entrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta, la primavera scorsa, poco prima delle elezioni regionali. La sospensione delle demolizioni dei manufatti abusivi, nonostante le numerose sentenze emesse dalla Magistratura, è solo l’ennesimo schiaffo al buon senso ed alla legalità. Il silenzio dei politici, di ogni parte (salve rare eccezioni) davanti a questo colpo di mano, si comprende, ma non si giustifica con la protezione del bottino elettorale e delle clientele politiche. Si va avanti con continui condoni e sanatorie edilizie in spregio alle leggi. Speriamo che un soprassalto di dignità possa fermare il Parlamento nel momento in cui si dovrà ratificare il decreto. Al cittadino onesto rimane solo la speranza, che, come dice il proverbio, è l’ultima a morire.


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Attualità

Marzo 2011

Concorso musicale europeo, promosso dall’associazione Euterpe dedicato a don Enrico Smaldone, il “don Bosco” angrese

Piano di razionalizzazione scolastica. Parlano i Dirigenti scolastici

Giovani talenti musicali crescono

Verticalizzare o non verticalizzare?

Il 24, 25 e 26 febbraio, dedicato a don Enrico Smaldone, si è tenuto il II “Concorso europeo per giovani talenti” promosso dall’associazione culturale e musicale angrese “ Euterpe”. Il concorso era rivolto ai pianisti con un’età non superiore ai quattordici anni ed è stato articolato in due sezioni: pianoforte e solisti e pianoforte a quattromani. Nella seconda serata, con un “omaggio alla città di Angri”, la pianista diciannovenne Livia Guarino del conservatorio D. Cimarosa di Avellino si è esibita in un’interpretazione di “due geni a confronto” Fryderyk Chopin e Franz Liszt, conquistando la platea e guadagnandosi circa tre minuti di applausi. Il concerto si è tenuto nella Chiesa della Santissima Annunziata, scenario sicuramente evocativo che

L

o scorso 27 febbraio, l’MD Music Academy ha ospitato numerosi artisti e musicisti in occasione del 50º anniversario di Amnesty International. Il gruppo 261 di Amnesty International - Agro Nocerino Sarnese ha voluto così ricordare l’importanza dell’associazione, dei suoi principi e delle lotte pacifiche in difesa dei diritti umani, tramite l’appoggio di personaggi quali Ania (cantautrice di origini napoletane, testimonial di Amnesty dal 2009), Maurizio Casagrande (attore, comico e cabarettista), Giuseppe Gifuni (attore e presidente dell’associazione culturale Angeli, fondatore della Compagnia teatrale La Maschera di Napoli e del club Non ci resta che ridere), Aldo Vigorito, Walter Ricci, Michele Di Martino, Elio Coppola, Carmen Vitiello, Alessandro Vitiello, Carlo Lomanto, Aldo Ferraioli, Marcella Russo, Biagio Coppola. La serata si è aperta con la proiezione del video “Cambiami il destino” di

non ha contribuito però ad una perfetta acustica. I più giovani prodigi, perché probabilmente è questo il termine atto per definirli, si sono rapportati con i grandi del repertorio classico mondiale: da Chopin a Mozart, da Bach a Bethoveen, da Casella a Cimarosa, con notevole bravura

e altrettanta dose di coraggio e disciplina. Maria Pia Cellerino, direttrice artistica dell’associazione culturale e musicale “Euterpe”, ha tenuto innanzitutto a ringraziare i giovani partecipanti e a sottolinearne il sacrificio e l’impegno: Sono ragazzi – ha evidenziato - che non sprecano tempo coi videogiochi e con la tv ma profondono il loro tempo sperimentando e apprezzando la bellezza dell’arte anche se ciò richiede studio e fatica. Aldo Severino, presidente Confesercenti di Angri, a sua volta ha detto che la musica, come l’arte e la cultura in generale, è non solo arricchimento per l’anima ma se canalizzata e incentivata positivamente

Manifestazione di Amnesty International

Music On Rights: 50 anni per i diritti umani

Ania, col quale ha partecipato al “Premio Amnesty Italia 2009”. Ha cantato diversi suoi brani, accompagnata straordinariamente in due di questi alla batteria da Maurizio Casagrande. L’attore napoletano ha poi prestato la sua voce ed interpretazione alla lettura dell’articolo di Peter Benenson (avvocato britannico, fondatore nel 1961 di Amnesty International) dal titolo “I prigionieri dimenticati”,

tratto da “The London Observer” del 1961, che racconta la vicenda di due studenti portoghesi arrestati per aver brindato alla libertà. Fu proprio que ll’a rtic o lo a dare vita al movimento globale di attiviste e attivisti a favore dei diritti umani, impegnati a denunciare le ingiustizie dei governi, esprimere solidarietà e dare speranza alle vittime: un’organizzazione oggi presente in oltre 150 paesi, con 2 milioni e 800.000 soci. A seguire poi la brillante esibizione jazz di Walter Ricci, Aldo Vigorito, Michele Di Martino ed Elio Coppola. L’attore Giuseppe Gifuni

può divenire una risorsa economica importante. E proprio il presidente Severino, insieme al vicepresidente Agostino Ingenito, ha premiato i ragazzi più meritevoli, Petrillo Rita e Furio Elisabetta, con un orologio da polso. Di seguito i nomi dei vincitori dei primi premi: per la sezione pianoforte e solisti con un punteggio di 97/100 (cat. C) Balasco Lorenzo Filippo, ex equo con (cat. D) Furio Elisabetta e Greco Pierre Lorenzo e con punteggio di 100/100 (cat. E) Petrillo Rita. Per la sezione pianoforte a quattromani (cat. G) p.97/100 Serra Francesco ed Enrico, categoria H p. 97/100 Cesarano Gerardo e Furio Elisabetta. Euterpe in greco significa “colei che rallegra”, riuscire cioè a trasformare una passione in un lavoro gratificante - cosa che purtroppo soprattutto in questo periodo storico e soprattutto nel nostro Paese  sembra essere diventata mera utopia - incoraggiando i giovani talentuosi a rivolgersi verso attività che, se non infiammano l’anima, almeno riducono le preoccupazioni. Angela Ruggiero

ha poi messo in scena alcuni estratti della “Smorfia” rivisitati e riadattati al tema dell’evento richiamando così l’attività di Amnesty. Di seguito hanno allietato la serata con le loro esibizioni Carmen Vitiello, Alessandro Vitiello, Carlo Lomanto, Aldo Ferraioli, Marcella Russo, Biagio Coppola. All’ingresso della sala era allestito un banchetto informativo di Amnesty International, apparecchiato al fine di informare circa i temi e l’associazione e di poter firmare le petizioni tra le quali vi è il “Caso Libia” per il quale Amnesty International ha ripetutamente chiesto che i diritti umani e le garanzie per i rifugiati venissero messi al centro della cooperazione con la Libia sul controllo dei flussi migratori e il “Caso Iran” per il quale Amnesty chiede di assicurare a Hengameh Shahidi, prigioniera di coscienza detenuta per il pacifico esercizio del suo diritto alla libertà di espressione, l’accesso ai suoi familiari, al suo avvocato; cure mediche adeguate; un’approfondita indagine sulle denunce relative alle torture subite durante la sua detenzione e che i responsabili di tali abusi siano portati davanti alla giustizia.
 Anna Grazia Longobardi

Questo è il problema!

Il progetto, il cui ritiro da parte del Sindaco Mauri ha provocato lo scorso mese le dimissioni dell’assessore alla Pubblica Istruzione, prevedeva l’accorpamento della Media “P. Opromolla” con la Media “don Enrico Smaldone” da una parte, e dell’Istituto Comprensivo “L. Galvani” con il 3° Circolo Didattico dall’altra. Da diversi anni, con l’avvicendarsi degli assessori alla Pubblica Istruzione, simili piani vengono riproposti, ma, puntualmente, per svariati motivi, non vengono mai varati. Anche in questo caso, abbiamo chiesto ai Dirigenti scolastici delle scuole interessate il proprio punto di vista sul progetto dell’assessore Caterina Barba. Premesso che tutti gli Istituti vorrebbero mantenere identità propria e propria autonomia, nessuno sembra essersi posto su posizioni radicali e intransigenti, ma, al contrario, ognuno di loro è sembrato disponibile ad un eventuale cambiamento delle cose, a patto però che ogni decisione venga presa collegialmente, interpellando tutte le parti in causa. A tal proposito, tutti i Dirigenti hanno sottolineato che, secondo la norma, le loro opinioni non sono vincolanti per le scelte della Giunta comunale, ma da tenere presenti per un rapporto di fiducia tra ente municipale e comunità scolastica. Nello specifico la professoressa Rosa Spagna, Dirigente Scolastico del 3° Circolo didattico, non boccia a priori l’iniziativa di un accorpamento, ma la supera mettendo sul tavolo i numeri; di fatto la normativa vigente prevede la verticalizzazione per istituti aventi popolazione scolastica al di sotto dei 500 alunni, mentre il 3° Circolo ha un’utenza di circa 620 alunni, e si prevede anche un incremento demografico del proprio bacino territoriale di riferimento. Simile discorso è stato fatto anche dalla professoressa Olimpia Maria Tiziana Savarese, Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo L. Galvani. Entrambe le Dirigenti scolastiche hanno provveduto, in seguito all’unico incontro che ha visto coinvolte tutte le parte interessati, a scrivere all’Amministrazione comunale per chiarire le proprie posizioni a proposito del progetto. Analoga posizione è stata assunta dal Dirigente della Scuola Media Opromolla, il professore Antonio Fragetti, il quale ha lamentato la mancanza totale di comunicazioni formali tra ente e scuole e di richiesta di pareri in merito. Essendo anche esperto di tale problematica, avrebbe anche potuto contribuire con la propria esperienza, e a tal proposito ha fatto un richiamo alla riforma dei bacini d’utenza secondo cui le iscrizioni degli alunni devono confluire in una scuola piuttosto che in un’altra in base alla loro residenza. Purtroppo non ci è stato possibile raccogliere l’opinione del Preside Matteo Ansanelli, della S.M.S Don Enrico Smaldone, ma provvederemo il prossimo mese. Va sottolineato che tutti i Dirigenti intervistati hanno avuto, seppur in maniera informale, scambi di opinioni in merito alla questione, ma tutti hanno lamentato una mancata comunicazione e la partecipazione ufficiale ad un tavolo di concertazione. Inoltre, tutti hanno fatto riferimento all’annosa questione dell’inevitabile perdita del posto per i dipendenti che sarebbero finiti in sovrannumero con conseguenziale trasferimento in altre sedi, qualora fosse stato attuato l’accorpamento delle scuole suddette. La questione è risultata, infine, ancora poco chiara poiché, nonostante le opinioni raccolte sembrino dimostrare che nessuno si è opposto in modo drastico al progetto, viene spontaneamente da chiedersi: qual è stato, allora, il motivo reale e concreto per cui l’iniziativa, non solo non è stata accolta, ma una volta varata dalla Giunta Mauri è stata poi ritirata ed ha addirittura spinto un assessore a dare le proprie dimissioni? Si lavora per principio di lungimiranza e bene comune o per singoli interessi? Giuseppe Stile Assunta Giordano

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Lo scorso 24 febbraio, il giovane Antonio Buonocunto, presso l’Università degli Studi di Salerno, ha conseguito la laurea in Informatica, discutendo la tesi “Dematerializzazione digitale delle accise”. Auguri per un futuro professionale pieno di soddisfazioni da parte dei genitori Nicola e Mariarosaria, dal fratello Gianluigi, nonché dalla redazione di ANGRI ‘80.

LAUREA Il giovane Antonino Tobia, presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, si è laureato in Ingegneria Elettronica (Laurea Magistrale) con 110 e Lode, discutendo una tesi su “Progetto e realizzazione di un amplificatore di potenza da 1 KW per applicazioni radar in Banda-L”, sviluppata con il prof. Ing. Paolo Colantonio, in collaborazione con l’Università de Cantabria in Spagna, correlatore prof. ing. Angel Mediavilla. Auguri di una brillante carriera professionale dal papà ing. Antonio Tobia, la mamma Rosaria Tarallo, i fratelli, nonni ed amici., nonché dalla redazione di ANGRI ‘80

Ci ha lasciati Peppe ‘e Rafanella Lo scorso mese è arrivata improvvisa la dipartita di Giuseppe Malafronte, figura storica del commercio angrese, dagli Angresi conosciuto come “Peppe ‘e Rafanella”. Titolare del negozio “La casa dei mille articoli’’, fiore all’ occhiello del commercio cittadino negli anni 70 e 80, cedette tale attività nel 1990 per andare ad occupare una postazione nei vari mercati settimanali del comprensorio salernitano e napoletano, dando occupazione a tanti giovani angresi come persone di fiducia, accompagnato sempre dai figli. Chiudo il mio breve ricordo, stando vicino alla famiglia Malafronte per la perdita di “Zi’ Peppe ‘e Rafanella”. Jeanfranck Parlati

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Momenti Lieti

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compleanno Lo scorso 12 ottobre, Maria Angela Buonocore attorniata dai suoi parenti, ha festeggiato il suo 18º compleanno. Auguri di una vita felice a Maria Angela e ai suoi genitori Maurizio e Margherita dalla redazione di ANGRI ‘80

Lo scorso 16 febbraio, per la gioia del fratellino Lorenzo, della mamma Daniela Pentangelo e del papà Aniello Piselli, è arrivato Claudio. Tanti auguri dalla zia Carmela, da zio Alfonzo, dai cugini e parenti tutti, nonché dalla redazione di ANGRI ‘80.

Lo scorso 22 dicembre, il piccolo Lorenzo Pio Ferraioli ha festeggiato il suo primo compleanno. Alla mamma Laura Blasio e al papà Pietro gli auguri dalla redazione di ANGRI ‘80

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Ad allietare l’esistenza dei nonni Alfonso e Annamaria Piselli lo scorso 11 gennaio è arrivato Francesco, il loro quarto nipotino. Augurissimi dalla redazione di Angri ‘80.

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Lo scorso 16 ottobre la piccola Mariantonietta Recinelli, ha festeggiato il suo primo compleanno. Auguri al papà Alessandro e alla mamma Maria dalla redazione di ANGRI ‘80

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