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Parrocchia Beata Vergine delle Grazie Torino

con noi alla crocetta

 Giugno 2012 - n. 2 - Anno 63째

Notiziario della Famiglia parrocchiale


PARROCCHIA BEATA VERGINE DELLE GRAZIE - CROCETTA 10129 TORINO - corso Einaudi, 23 - tel. 011 59 92 33 - fax 011 59 30 06 Sito Internet: www.parrocchiacrocetta.org   e-mail: segreteria@parrocchiacrocetta.org UFFICIO: via Marco Polo, 8   ORATORIO: via Marco Polo, 6 Il Notiziario si invia gratuitamente a tutti i Parrocchiani. È distribuito da volontari – le famiglie cristiane sono invitate a favorire la consegna nel proprio condominio. Si accettano offerte presso l’Ufficio Parrocchiale.

ORARIO delle SANTE MESSE In PARROCCHIA Giorni feriali: 7,45 - 9 - 10 - 18 (luglio e agosto solo 10 e 18). Giorni festivi: 9 - 10 - 11 - 12 - 18 (luglio e agosto solo 9 - 11 e 18). Sabato e vigilia feste di precetto: S. Messa festiva della vigilia ore 18. Al CONVALESCENZIARIO: S. Messa festiva ore 9,30. Nella CHIESA di VIA PIAZZI, 25 (Salesiani) - tel. 011 58 11 391 Giorni feriali: 7 - 8 - 17,30 - 18,30. Giorni festivi: 8 - 9,15 - 10,30 - 11,30 - 18,30. Sabato e vigilia feste di precetto: S. Messa prefestiva ore 18,30. Nei mesi estivi (15 giugno-15 settembre) sono sospese la S. Messa feriale delle ore 17,30 e la S. Messa festiva delle ore 9,15. BATTESIMI COMUNITARI: vengono amministrati normalmente alle ore 16 ogni seconda e quarta domenica del mese. I genitori passino in parrocchia almeno un mese prima della data desiderata per il Battesimo dei figli per accordarsi sugli incontri di preparazione per genitori e padrini. Ai FUTURI SPOSI: ricordiamo di presentarsi in Parrocchia almeno sei mesi prima della celebrazione del matrimonio. Si invita a frequentare un corso di preparazione prima di avviare le pratiche. Alla porta della chiesa è affisso il calendario degli incontri dei futuri sposi dell’Unità Pastorale. Nella nostra Parrocchia gli incontri (sei serate e un pomeriggio domenicaUFFICIO PARROCCHIALE: le con incontro, S. Messa, cena insieme) sono al tutti i giorni feriali (eccetto il sabalunedì, ore 21, con inizio nei mesi di marzo, magto pomeriggio) mattino ore 10/12; gio e ottobre. L’iscrizione avviene con un incontro pomeriggio ore 16/19. con il Parroco.


Carissimi parrocchiani e amici, questo “bollettino parrocchiale” giunge in tutte le vostre case. Lo so che non tutti accolgono e leggono questo umile strumento di comunicazione e che molti lo passano direttamente dalla buca delle lettere alla cassetta di “cartesio”. E tuttavia, nonostante i suggerimenti contrari, noi ci ostiniamo a volere che giunga a tutte le famiglie, nessuna esclusa. Perché… tutti ci siete cari e ci sentiamo preti e comunità cristiana che non esclude nessuno a priori, ma anzi, vuole dare a tutti un segno, umile, ma concreto di presenza e perché no, di amicizia. No, non vogliamo imporre nulla a nessuno, ma offrirci con discrezione a tutti. La parrocchia desidera semplicemente (ma non è poco!) tenere viva e venire incontro al bisogno di fede che abita il cuore, ogni cuore umano. Vorremmo avere la capacità cordiale di dire a ognuno, come gli Apostoli quel giorno a Gerico al cieco, indicando Gesù: “Coraggio, alzati, ti chiama!”. Vorremmo avere la capacità di Pietro, che al povero che attendeva da lui un’elemosina alla Porta Bella del Tempio di Gerusalemme, dice “Oro e argento non ho, ma nel nome di Gesù il Nazareno, alzati e cammina”. In un mondo di scoraggiati, la Chiesa, noi cristiani, siamo chiamati a un atteggiamento concreto che riapre alla speranza e rimette in cammino. In un mondo di rassegnati, siamo chiamati a rilanciare la vita come vocazione, come missione. Al rischio di un ripiegamento e di una corsa al “si salvi chi può”, siamo chiamati a reagire gridando che solo insieme ci possiamo salvare. Al rischio di una società preoccupata unicamente dell’andamento della finanza e dell’economia, dobbiamo rilanciare la domanda sull’andamento dell’etica. È questo il rilancio più necessario, quello delle coscienze limpide, oneste, illuminate, aperte, solidali. Alla logica del “quanto”, occorre anteporre la logica del “come” e più ancora del “perché”.

Perché la crisi è anzitutto etica, di valori, di senso. I cristiani hanno qualcosa da dire e da dare nella misura in cui sono fedeli a Gesù “venuto non per essere servito, ma per servire, fino a dare la vita”; a Gesù che ha testimoniato e insegnato che “la vita non dipende dai beni che possediamo” e che “chi perde la vita, la trova”. Il benessere che ancora godono tante famiglie della nostra parrocchia non può chiuderle al malessere che segna la vita e il futuro di tante persone, di tanti giovani. In un mondo globalizzato non devono più esistere oasi di benessere ma sensibilità nuove aperte a una vita sobria, essenziale, solidale e condivisa. Non bastano le tecniche e i progetti economici se manca il… cuore! Senza cuore che vibra all’unisono con chi fa più fatica a vivere, non c’è fede vera, non c’è umanità profonda, non c’è futuro. Questo chiedo alla nostra patrona, la Beata Vergine delle Grazie, nell’imminenza della sua festa: che ci dia un supplemento di anima, di cuore, di fede, di grinta e ci impedisca di “essere felici da soli”. +don Guido con don Lino e don Ale

FESTA PATRONALE

BEATA VERGINE DELLE GRAZIE Da sabato 26 maggio a domenica 10 giugno appuntamenti e celebrazioni. Consulta il programma completo a pagina 13. 1


Per riflettere. Da “Maria, donna del primo passo” di don Tonino Bello vescovo

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ebbo chiederlo agli specialisti. Non riesco a spiegarmi, infatti, perché mai quella parola del testo greco, che a me sembra così densa di allusioni, non sia passata nella traduzione italiana. Mi spiego. Quando, al primo capitolo del suo Vangelo, Luca dice che, partito l’angelo da Nazaret, «Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta la città di Giuda», nel testo originale, dopo la parola Maria, c’è un participio: anastàsa. Letteralmente significa: “alzàtasi”. E potrebbe essere una locuzione stereotipa: uno di quei tanti termini ripetitivi, cioè, che nei nostri discorsi fanno da mastice tra un racconto e l’altro. Se fosse così, data la sua insignificanza espressiva, l’omissione nel testo italiano si giustificherebbe in pieno. Ma, a ben guardare, la parola anastàsa ha la stessa radice del sostantivo anàstasis, il classico vocabolo che indica l’avvenimento centrale della nostra fede e, cioè, la risurrezione del Signore. Sicché potrebbe essere tradotta tranquillamente con “risorta”. E allora, tenuto conto che Luca rilegge l’infanzia di Gesù alla luce degli avvenimenti pasquali, è proprio fuori posto sospettare che la parola anastàsa sia qualcosa di più di uno stereotipo inespressivo? È rischioso pensare che voglia alludere, invece, a Maria come simbolo della Chiesa “risorta” che, in tutta fretta, si muove a portare lieti annunzi al mondo? È un po’ troppo affermare che sotto quella parola si condensi il compito missionario della Chiesa la quale, dopo la risurrezione del Signore, ha il compito di portare nel grembo Gesù Cristo per offrirlo agli altri, come appunto fece Maria con Elisabetta? La butto lì. Una conclusione, comunque, mi sembra evidente: che, anche se la parola anastàsa non ha quella pregnanza teologica di cui ho parlato, sta, però, a sottolineare per lo meno una cosa: la risolutezza di Maria. È lei che decide di muoversi per prima: non viene sollecitata da nessuno. È lei che s’inventa questo viaggio: non riceve suggerimenti dal-

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l’esterno. È lei che si risolve a fare il primo passo: non attende che siano gli altri a prendere l’iniziativa. Dall’accenno discretissimo dell’angelo ha avuto la percezione che la sua parente doveva trovarsi in serie difficoltà. Perciò, senza frapporre indugi e senza stare a chiedersi se toccava a lei o meno dare inizio alla partita, ha fatto bagagli, e via! Su per i monti di Giudea. «In fretta», per giunta, o come traduce qualcuno, «con preoccupazione». Ci sono tutti gli elementi per leggere, attraverso questi rapidi spiragli verbali, lo stile intra-


prendente di Maria. Senza invadenze. Stile confermato, del resto, alle nozze di Cana, quando, dopo aver intuito il disagio degli sposi, senza esserne da loro pregata, giocò la prima mossa e diede scacco matto al Re. Aveva proprio ragione Dante Alighieri nell’affermare che la benignità della Vergine non soccorre soltanto colui che a lei si rivolge, ma «molte fìate liberamente al domandar precorre». Santa Maria, donna del primo passo, ministra dolcissima della grazia preveniente di Dio, “àlzati” ancora una volta in tutta fretta, e vieni ad aiutarci prima che sia troppo tardi. Abbiamo bisogno di te. Non attendere la nostra implorazione. Anticipa ogni nostro gemito di pietà. Prenditi il diritto di precedenza su tutte le nostre iniziative. Quando il peccato ci travolge, e ci paralizza la vita, non aspettare il nostro pentimento. Previeni il nostro grido d’aiuto. Corri subito accanto a noi e organizza la speranza attorno alle nostre disfatte. Se non ci brucerai sul tempo, saremo incapaci perfino di rimorso. Se non sarai tu a muoverti per prima, noi rimarremo nel fango. E se non sarai tu a scavarci nel cuore cisterne di nostalgia, non sentiremo più neppure il bisogno di Dio. Santa Maria, donna del primo passo, chi sa quante volte nella tua vita terrena avrai stupito la gente per aver sempre anticipato tutti gli altri agli appuntamenti del perdono. Chi sa con quale sollecitudine, dopo aver ricevuto un torto dall’inquilina di fronte, ti sei “alzata” per prima e hai bussato alla sua porta, e l’hai liberata dal disagio, e non hai disdegnato il suo abbraccio. Chi sa con quale tenerezza, nella notte del tradimento, ti sei” alzata” per raccogliere nel tuo mantello il pianto amaro di Pietro. Chi sa con quale batticuore sei uscita di casa per distogliere Giuda dalla strada del suicidio: peccato che non l’abbia trovato. Ma c’è da scommettere che, dopo la deposizione di Gesù, sei andata a deporre dall’albero anche lui, e gli avrai composte le membra nella pace della morte. Donaci, ti preghiamo, la forza di partire per primi ogni volta che c’è da dare il perdono. Rendici, come te, esperti del primo passo. Non farci rimandare a domani un incontro di pace che possiamo concludere oggi. Brucia le nostre in-

ANAGRAFE PARROCCHIALE 2011 99 nuovi cristiani con il BATTESIMO 128 ragazzi  alla MENSA EUCARISTICA per la prima volta 107 ragazzi e adulti confermati con il Sacramento della CRESIMA 29 coppie hanno consacrato l’amore con il MATRIMONIO CRISTIANO 134 sorelle e fratelli hanno fatto ritorno alla CASA DEL PADRE

decisioni. Distoglici dalle nostre calcolate perplessità. Liberaci dalla tristezza del nostro estenuante attendismo. E aiutaci perché nessuno di noi faccia stare il fratello sulla brace, ripetendo con disprezzo: tocca a lui muoversi per primo! Santa Maria, donna del primo passo, esperta come nessun altro del metodo preventivo, abile nel precedere tutti sulla battuta, rapidissima a giocare d’anticipo nelle partite della salvezza, gioca d’anticipo anche sul cuore di Dio. Sicché, quando busseremo alla porta del Cielo, e compariremo davanti all’Eterno, previeni la sua sentenza. “Àlzati” per l’ultima volta dal tuo trono di gloria, e vieni incontro a noi. Prendici per mano, e coprici col tuo manto. Con un lampo di misericordia negli occhi, anticipa il suo verdetto di grazia. E saremo sicuri del perdono. Perché la felicità più grande di Dio è quella di ratificare ciò che hai deciso tu.

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Vangelo nelle case: una proposta vitale

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’iniziativa era sorta nella nostra parrocchia nel lontano 1999 con il nome di “Missione biblica”, lanciata con entusiasmo dal viceparroco don Paolo Marescotti e appoggiata con qualche perplessità da don Alessio; la bella preghiera che veniva letta nel gruppo all’inizio di ogni riunione era stata preparata da don Lino e diceva: “Ritrovarci in poche persone in questa casa per leggere, riflettere e pregare sui vangeli che ci preparano alla Pasqua è già un segno che lo Spirito Santo vuole trasformare le nostre case e le nostre famiglie in lucerne accese perché facciano luce a tutti quelli che sono nella casa”. In quell’anno sono state aperte 10 case ai gruppi, hanno partecipato 137 parrocchiani e sono stati commentati i Vangeli delle 4 domeniche di Quaresima. Anno dopo anno l’iniziativa ha preso slancio: intanto ha cambiato nome e non è stata solo una formalità: è diventata il “Vangelo nelle case” a significare che il Vangelo non è solo il libro letto e commentato dal prete in chiesa la domenica, ma anche quello letto e meditato dai credenti a casa; don Alessio l’ha appoggiata con grande simpatia, a don Paolo è succeduto don Ugo che ha collaborato ai commenti dei testi biblici e don Lino ha rinnovato ogni anno la preghiera di apertura delle riunioni: intanto il numero dei gruppi aumentava e così la partecipazione dei parrocchiani. Nel 2005 si sono formati anche 4 gruppi nella vicina parrocchia dei SS. Angeli Custodi e dal 2007 l’iniziativa è stata assunta dall’Unità Pastorale 3, comprendente, oltre alla Crocetta, le parrocchie di S. Teresina, S. Secondo, Madonna di Pompei, SS. Angeli Custodi e S. Giorgio. Quando si parla di fede, far riferimento ai numeri è limitativo e ingannevole; è meglio dire che quest’anno nei giorni feriali della quaresima, nel pomeriggio o dopocena,

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in una quindicina di case private della nostra parrocchia c’erano più di duecento persone che, attorno ad una candela accesa, leggevano e meditavano la parola del Vangelo, e che buona parte di queste persone hanno partecipato insieme a don Guido alle messe domenicali di inizio e di chiusura dell’iniziativa quaresimale. È stata molto positiva e simpatica la riunione conviviale in parrocchia dopo la messa di chiusura alla quale erano presenti molti partecipanti all’iniziativa e si sono scambiate tra loro e con don Guido le loro opinioni sul Vangelo nelle case. È significativo aggiungere che la maggioranza delle persone che hanno aderito al Vangelo nelle case erano dei “fedelissimi” che già in passato avevano partecipato, il che significa che l’iniziativa è apprezzata, ma una quota non trascurabile dei partecipanti era rappresentata da “nuovi” e tale percentuale si è rivelata abbastanza costante nell’ultimo decennio, il che significa che l’iniziativa è viva e vitale. E il futuro? Qualche suggerimento è venuto dagli stessi partecipanti: puntare sul Nuovo, più che sul Vecchio Testamento; perché non fare una quinta serata? O come hanno fatto alcuni gruppi, ritrovarsi in occasione dell’Avvento, o anche, semplicemente, per fare una gita insieme o una riunione conviviale? Pippo Peyron


Vangelo nelle case: “Mostraci il Padre”

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a richiesta a Gesù da parte di Filippo è stata il filo conduttore per i quattro incontri del Vangelo nelle case di quest’anno. A volte ci siamo sentiti vicini a Filippo, perché il desiderio di vedere Dio con i nostri occhi è naturale, anche se impossibile, ma insieme si è compreso come la visione di Dio che ci è dato di raggiungere si realizza piuttosto attraverso un’intima comunione con la Parola, che ci porta a una condivisione di vita con Lui. La scelta dei brani evangelici ha cercato di mettere in evidenza alcuni volti del Padre. Ripercorriamo per punti il cammino compiuto. La Guarigione del paralitico calato dal tetto scoperchiato, descritta da Marco, è stata il primo brano che ci ha aiutato a riflettere sulle motivazioni della nostra fede: siamo in cerca di miracoli o proviamo piuttosto un’arsura d’Amore, un desiderio di attenzione, un’aspirazione a qualcosa che non passa? Lo sguardo amorevole di Gesù rivolto verso ciascuno di noi penetra nel nostro cuore e suscita una risposta. Questo sguardo è l’incarnazione di un altro sguardo carico di attenzione, quello del Padre, riportato da Matteo nell’invito di Gesù ad abbandonarsi alla Provvidenza, con quelle splendide immagini degli uccelli del cielo e dei gigli dei campi, che non si preoccupano di cosa mangiare e di come vestirsi... quale consolazione rendersi conto che il Padre celeste sa di che cosa abbiamo bisogno! Eppure facciamo fatica a comprendere che non dobbiamo affannarci per il domani, così coma fa fatica Nicodemo a comprendere la novità di cui Gesù è portatore, perché non basta guardare alla creatura per vedere il creatore, è necessario che Gesù si “innalzi” affinché possiamo avere la pienezza della Vita. Nel dono totale di sé, nella perdita degli affetti, della credibilità, della propria dignità di uomo, nella perdita della propria Divinità, Gesù squarcia il velo della separazione ed apre all’uomo l’intima unione con Dio: paradossalmente proprio nel momento stesso in cui appare annullarsi, Dio rivela la propria onnipotenza. Questa sintesi non può certo essere esaustiva, ma indica solo la traccia per le riflessioni dei

vari gruppi: l’unicità ed il fascino dell’esperienza del Vangelo nelle case consiste nel fatto che la Parola ascoltata insieme parla ai cuori, così ogni gruppo fa un suo percorso particolare. Ecco alcune impressioni di partecipanti. “L’esperienza del Vangelo nelle case, quest’anno è stata per me molto significativa. Non era la prima volta che partecipavo, ma dopo qualche anno d’interruzione è stato bello ritrovarsi in un gruppo, composto da volti noti ed alcuni volti nuovi, per confrontarsi con franchezza ed apertura sulla Parola. Abbiamo vissuto momenti molto intensi, specialmente nel secondo incontro, quando forse il timore iniziale si era attenuato e ognuno di noi ha voluto mettersi in gioco, aprendosi al dialogo con gli altri. Mi sono sentita accolta ed amata: è stata un’esperienza positiva!” “Quest’anno ci siamo trovati in un gruppo molto vario per composizione d’età. È stato molto interessante vedere come i vari brani evangelici fossero affrontati in maniera diversa da ciascuno: il confronto, a volte anche vivace, tra le diverse mentalità ed i diversi approcci alla fede è stato costruttivo ed istruttivo. Al termine di quest’esperienza mi sono sentito arricchito!” “Sono molti anni che partecipo al Vangelo delle case, eppure ogni volta mi sembra un’esperienza nuova, ogni volta Dio rivela aspetti inediti in Parole magari ascoltate già tante volte, ogni volta le persone che fanno il cammino con me mettono in luce idee mai considerate… Ogni volta mi sento amato in modo speciale!” Veramente l’incontro con la Parola, con il Vangelo, è un incontro che genera Vita e fa dire anche a noi come a Pietro “Tu hai parole di vita eterna”. Sergio Pipino

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Consiglio Pastorale Parrocchiale “Lasciamoci riconciliare con Dio”

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egli incontri di inizio 2012 il Consiglio Pastorale ha deciso di approfondire altri momenti della vita di fede della comunità, in particolare partendo dal sacramento della Riconciliazione sia da un punto di vista individuale sia da un punto di vista comunitario. Per aiutarci a lavorare, abbiamo deciso di partire, come si è fatto per l’approfondimento sull’Eucarestia, con un incontro formativo tenuto dal salesiano don Andrea Bozzolo. Nei due testi biblici proposti (Vangelo di Giovanni 20, 19-23 e 2 Lettera ai Corinzi 5, 1421) il perdono divino viene presentato come la nuova creazione, che è l’esito della Sua missione, di cui gli apostoli sono ministri (“a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi non li rimetterete resteranno non rimessi”). Dio riconcilia a sé il mondo e affida a degli ambasciatori (gli apostoli) il compito di portare la parola di riconciliazione che viene da Dio. Perché devo confessarmi dal prete? La risposta arriva se si cambia punto di vista. Non è il peccatore che decide di essere tale, ma Dio che lo supplica di lasciarsi riconciliarsi con Lui. Il peccatore non deve porsi il problema di come strappare a Dio la sua misericordia. Cristo dimostra che il perdono di Dio è già istituito. Dio è già lì che aspetta l’arrivo del peccatore per riconciliarlo a sé. Il peccato fa sì che la nostra coscienza diventi un labirinto a se stessa. Dante inizia la Commedia con la metafora del perdere la strada. Il peccato non è solo la violazione di una regola: è non mettere Dio al primo posto dei nostri pensieri, al centro dei nostri affetti. Più si è lontani

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da Dio, più tutto diventa grigio e poco distinguibile e la coscienza si “addormenta”. Le persone che hanno messo a morte Gesù erano persone “per bene, colte, tipo il fariseo della parabola”. Ma erano immerse in una religiosità apparente, non aperta a Dio. La guarigione dal peccato è una cosa davvero seria: se per Dio svellere il peccato comporta la morte di Gesù e se la nostra coscienza lasciata a se stessa è così complicata da perdersi in se stessa come in un labirinto, allora è evidente quanto il cammino di riconciliazione sia complesso e impegnativo. Proprio per questo non può che essere ecclesiale. L’incontro con il sacerdote serve proprio a rendere oggettivo il confronto con il Vangelo, senza esaltare o minimizzare nulla. Ovviamente questo costa, al penitente come al confessore. Costa in particolare per quel sentimento di vergogna, che però va superato per guarire. La vergogna è figlia del peccato: Adamo ed Eva dopo il peccato si scoprono nudi e si vergognano. Ora toccherà al CPP, lavorare a iniziative e a una catechesi che aiutino la comunità a celebrare il Sacramento della Confessione in modo sempre più consapevole e a valorizzare sia la confessione individuale e la direzione spirituale (che non sono la stessa cosa), sia le celebrazioni penitenziali comunitarie, perché si manifesti la ricchezza del dono della riconciliazione. Anche luoghi e confessionali più accoglienti e più riservati possono consentire un dialogo più sereno. Maria Pia Valetto SABATO 26 MAGGIO dalle 16,30 alle 19,00 Seminario Minore, viale Thovez 45

CRESIMANDI in FESTA Con l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia. L’invito è rivolto a tutti i ragazzi di prima media che si preparano a ricevere il sacramento della Cresima e alle loro famiglie.


In cammino verso la Cresima… Testimoni oggi della sua chiamata Una “ricca” testimonianza iovedì 8 marzo, è stato ospite presso la nostra parrocchia don Domenico Ricca detto “Mecu”, sacerdote salesiano, cappellano delle carceri minorili Ferrante Aporti di Torino. L’invito a confrontarsi con i ragazzi che a ottobre riceveranno il Sacramento della Cresima fa parte di un progetto di incontri preparati per presentare ai nostri cresimandi alcune persone che con la loro vita hanno messo in pratica la “chiamata” di Gesù con la risposta “Eccomi, cosa vuoi che io faccia?” Don Domenico è uno di questi. Con pazienza ha cercato di rispondere alle numerose domande che i ragazzi avevano precedentemente preparato e che riguardavano la sua vocazione sacerdotale e la sua scelta di accompagnare i giovani che incontra all’interno del carcere; definito da lui “luogo della tristezza”. Ha ricordato l’operato di Don Bosco e ha precisato che il suo compito è quello di ascoltare e di far sì che ci sia la consapevolezza di trovarsi sempre di fronte a “persone” anche se con pene detentive da scontare. Persone con le quali cerca di stabilire un dialogo di speranza e non di giudizio. Siamo molto grati a Don Ricca per tutto il tempo che ci ha dedicato, nonostante i suoi numerosissimi impegni e riportiamo per Lui e per noi e naturalmente per i nostri ragazzi le parole che rappresentano meglio il nostro progetto: “Ci sono persone come TE che aiutano chi ha bisogno. Poi ci sono quelli che hanno bisogno e anche loro sono, come TE, persone”.

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Scienza e Fede per i cresimandi n secondo incontro con i testimoni “speciali” è avvenuto venerdì 9 marzo alle ore 15. Il relatore era il professor Nicola Pugno, giovane ingegnere, scienziato e insegnante presso il

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Politecnico di Torino. Anche per lui i nostri ragazzi avevano preparato molte domande e l’attenzione con la quale ha risposto a tutti ci ha veramente premiato. Il prof. Pugno ci ha parlato non solo della sua professione di scienziato, ma anche della sua passione per la montagna e per la natura stessa che gli permettono di osservare e capire le meraviglie del Creato. Inoltre ci ha raccontato che la sua famiglia è composta da moglie e tre figli con i quali ha fatto una vacanza in Brasile, presso una favela con dei ragazzi di strada. Il nostro intento era quello di far capire ai nostri cresimandi che fede e scienza possono essere dono l’una per l’altra e il giovane ospite possiamo dire che ha fatto centro! Grazie caro Nicola per la semplicità, l’umiltà, la disponibilità dimostrata verso questi giovani che certamente ti ricorderanno. Grazie per averci fatto comprendere che la Fede non ci esonera dalla fatica della ricerca della verità e che il dire “Io Credo”, diventa responsabilità per ogni cristiano che trova Dio nonostante i fallimenti e le contraddizioni quotidiane. Bisogna confidare in un Dio di speranza e di progetto per ciascuno di noi. Grazie ancora da parte di tutti, prof. Pugno. Incontrando gli animatori ACR e ISSIMI

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resimandi e catechiste desiderano ringraziare tutti gli animatori che in questi giorni si sono prestati, nonostante gli impegni personali, ad incontrare i futuri “testimoni” della nostra realtà parrocchiale giovanile. Costruire un dialogo educativo con loro era l’impegno che si erano prefissi, coinvolgendoli con il desiderio di rivederli molto numerosi il prossimo anno e soprattutto con la curiosità di provare un’esperienza formativa di gruppo aperta alla gioia di condividere emozioni e crescere responsabilmente. Grazie ancora AMICI, ci rivedremo ad ottobre. cresimandi e catechiste

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Ritiro di quaresima: spazio di silenzio per tutti

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ulla tua parola getterò le reti”. Attorno a queste parole del Vangelo, scelte dall’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia come tema per la sua prima Lettera pastorale ai torinesi, un centinaio di parrocchiani della Crocetta ha vissuto domenica 26 febbraio un prezioso pomeriggio di preparazione alla Pasqua. Il ritiro parrocchiale sta diventando un appuntamento fisso nei tempi forti di Quaresima e Avvento. Molto apprezzate le meditazioni introduttive di suor Rosanna Gerbino, che ha offerto spunti di riflessione anche durante la Messa celebrata dal parroco don Guido. Fidarsi di Dio, vivere “sulla sua parola”, gettare le reti: sono i temi della Fede, che l’anno prossimo – su indicazione del Papa – la Chiesa intera metterà al centro della propria riflessione.

Non è facile ritagliare spazi di silenzio nelle nostre giornate. Siamo poco abituati a trovare “in silenzio” le stanze dell’Oratorio parrocchiale. Nelle giornate di ritiro questo piccolo miracolo accade: la cappella Frassati, la chiesa grande, il cortile, le aule del catechismo si aprono al raccoglimento e alla preghiera. Lo schema è consolidato: dopo un momento di meditazione introduttiva, si dà spazio al raccoglimento personale, ai gruppi di condivisione, fino alla Messa conclusiva. Ringraziamo anche quest’anno il Consiglio pastorale e l’Azione Cattolica che organizzano il pomeriggio comunitario! Il prossimo appuntamento? In dicembre, nei giorni di preparazione al Natale. Guido Riccadonna

Offerte per la quaresima di fraternità 2012 Le offerte raccolte durante la CENA DEL DIGIUNO, la sera del mercoledì delle Ceneri, sono state consegnate dal Gruppo Missionario alla Caritas Diocesana per il progetto “Scarp de’ tenis” a favore dei “senza fissa dimora” E 1.370,00 Le raccolte durante la Quaresima e la Settimana Santa sono state E 9.000,00 così distribuite: Progetti Diocesani della Quaresima di Fraternità Progetto AMAHORO (Burundi) dell’AC parrocchiale CO.RO. onlus Roraima (Amazzonia) seguito dalla famiglia Miglietta Progetto Madagascar seguito dalle Suore Nazarene Progetto India seguito dalla famiglia Smirne

E 3.000,00 E 2.000,00 E 1.000,00 E 2.000,00 E 1.000,00

I bambini del catechismo hanno raccolto per l’orfanatrofio “La crèche de Bethlem”

E 1.500,00

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Tre giorni di grazia, in attesa della Resurrezione del Signore!

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on questo spirito la nostra comunità ha vissuto in modo intenso e raccolto le celebrazioni del Triduo pasquale. Giovedì Santo la solenne celebrazione della Cena del Signore. Già dallo scorso anno don Guido ha voluto riportare il rito della “Lavanda dei piedi” chiedendo a 12 parrocchiani di età e formazione diversa di farsi discepoli del ministero del servizio.

Nella serata, la chiesa è rimasta aperta fino a tarda notte, in una veglia animata dai giovani, per consentire a ciascuno di pregare, sostare in silenzio o incontrare i sacerdoti per un colloquio o per la confessione. Venerdì santo è stato il giorno della Via crucis pomeridiana, rivolta anche ai ragazzi del catechismo; della contemplazione della morte di Gesù, con il momento di intensa preghiera in adorazione della croce durante la solenne azione liturgica della Passione.

Un pensiero particolare va a don Lino, che da sempre ha animato questi momenti, ma proprio durante i giorni del triduo, ha dovuto fermarsi per ragioni di salute ed accertamenti in ospedale. Siamo lieti che ora sia di nuovo con noi, in salute. E, infine, la Grande Veglia Pasquale del Sabato Santo, la celebrazione più solenne per i cristiani. Dopo la giornata di silenzio e di meditazione, esplode la gioia per il Signore risorto. La benedizione del fuoco e la preparazione del cero pasquale, accolto in chiesa dal canto dell’Exultet, la lettura della Parola di Dio che accompagna la storia della salvezza e la liturgia battesimale. Nella notte di Pasqua, hanno ricevuto il battesimo le due piccole Alice e Vittoria e, insieme a loro, Romilda, giovane originaria del Brasile, che ha compiuto nella nostra comunità il cammino catecumenale di scelta adulta della fede cristiana. Durante la veglia di Pasqua Romilda ha ricevuto anche il sacramento dell’Eucarestia e della Cresima dalle mani di don Guido. La comunità la accoglie a braccia aperte.

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Quest’anno, niente messe di Prima Comunione?

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ì, è proprio così! Quest’anno non viene celebrata la Messa di Prima Comunione nella nostra parrocchia perché, come nella maggioranza delle parrocchie della nostra Diocesi, d’ora in poi sarà celebrata nell’anno di 4a elementare. Il percorso catechistico, più calmo e disteso, viene così distribuito: • nel 1° anno di catechismo (in genere 2a elementare): alla scoperta del Volto di Dio; • nel 2° anno di catechismo (in genere 3a elementare): alla scoperta di Gesù, dei Sacramenti del Battesimo e della Confessione e celebrazione della PRIMA CONFESSIONE; • nel 3° anno di catechismo (in genere 4a elementare): alla scoperta della Chiesa, del Sacramento dell’Eucarestia e celebrazione della Messa di PRIMA COMUNIONE.

È chiaro – non ancora evidente! – che il cammino verso la Messa di Prima Comunione prevede un crescendo di partecipazione dei fanciulli e delle loro famiglie alla vita della comunità e alla celebrazione della Messa domenicale. Il “cammino di fede” continua poi in 5a elementare e 1a media per la preparazione alla Cresima e continua anche dopo con i Gruppi parrocchiali dell’Azione Cattolica o degli Scouts.

Caffè con l’Azione Cattolica

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n caffè con gli amici dopo la messa della mercio equo e solidale nel quartiere Crocetta: la domenica. Due chiacchiere, una fetta di Bottega Glocandia di via Cristoforo Colombo. torta, ma anche brevi momenti di dibattito su te- Una seconda volta si è parlato di banca, risparmio etico e microcredito. Sempre intensa la parmi di attualità. È divenuta ormai tradizionale l’iniziativa tecipazione, ben oltre 50 persone: si torna a casa dell’Azione Cattolica parrocchiale che, due o tre contenti! volte all’anno, offre un “seguito” alla messa delle dieci: un’ora e mezza di incontro conviviale per giovani e adulti contenti di trattenersi nei locali dell’oratorio, respirare il clima festoso della domenica, parlare, discutere come un tempo si faceva nelle piazze di paese. Ogni volta, dopo il caffè, ci si ferma qualche minuto ad ascoltare testimonianze significative: quest’anno l’intervento di volontari e professionisti impegnati nei settori emergenti dell’economia e della finanza etica. Una domenica è stata presentata l’avventura imprendito- Per scoprire l’enigma di questo tavolo vuoto, e sapere riale della prima bottega di com- chi c’era alla Festa, vai a pagina 23.

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Testimonianze di pellegrini in Terra Santa

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stata un’esperienza talmente intensa per chi vi ha partecipato che, al ritorno, hanno “contagiato” positivamente i loro amici, i quali ci chiedono: “E quando sarà il prossimo pellegrinaggio in Terra Santa?” È presto per rispondere. Forse a fine agosto 2013 o a fine anno 2013. Intanto, non richieste, sono giunte a don Guido testimonianze anche scritte. Ne riportiamo, almeno in parte, alcune.

«I passi che ho fatto mentre camminavo per le strade percorse da Gesù, hanno scandito ben altri passi dentro il mio cuore che mi hanno fatto scoprire ogni giorno un nuovo orizzonte da esplorare, meditare ed interiorizzare per conservarlo nella mia anima il più a lungo possibile. Pensa, sono riuscito a meditare per quasi un’ora in silenzio, riuscendo pure a guardarmi dentro serenamente e senza quella vena di pessimismo che sovente abita il mio cuore. Me l’avessero detto prima di partire, non ci avrei creduto. Sento che un “viaggio” come io avevo idea di compiere si è trasformato in un “pellegrinaggio” non solo fuori, ma soprattutto dentro di me». (M.I.)

«Non avrei creduto di vivere così intensamente tante emozioni, di sentirmi così vicino a Lui, di ripercorrere tutta la mia vita con uno sguardo così nuovo. Avevo perso la mia positività, ma su quel pullman, in quelle strade, in quei luoghi, me la sono di nuovo sentita dentro: tra quegli ulivi che hanno visto la Sua sofferenza, ho pianto e l’ho ringraziato per avermi mandato lo Spirito Santo nel momento in cui ho deciso di venire con voi. Non mi sento più orfana, né abbandonata, né sola; per 8 giorni ho pensato soltanto a tutto ciò che di bello ho avuto dalla vita e, cosa ancora più importante, ho trovato un senso anche a tutte le cose brutte e portatrici di dolore che ho vissuto». (G.I.)

Una riflessione-preghiera notturna nell’Orto degli Ulivi: «Quante volte, nella mia vita, Signore Gesù, sono stata accanto a Te fra gli ulivi, nella notte, a chiederti che il calice passasse perché versavo lacrime e sangue e non c’era neppure un angelo a consolarmi. Tu lo sai qual è stato il mio Getsemani, ti urlavo “perché?” e mancava la risposta. Credevo allora che tu fossi indifferente, perdonami, ma ora capisco che no, Tu eri lì; Tu sei sempre lì dove c’è una notte, con lo sguardo angosciato rivolto al tuo Abbà, e non preghi più per te, che il calice ti sia risparmiato, chiedi solo di dosare nel mio un poco di miele d’amore, perché non mi sia troppo amaro, e con un sospiro io possa dire: “Fiat”, nella fede» (S.L.)

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ChiesAperta, un momento di ricarica!

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ra giornate convulse aspetto il primo mercoledì del mese per fermarmi. Con Lui. Chiesaperta compie quasi due anni e pare essere un momento atteso e gustato da molti; forse dato l’orario prolungato e serale, anche chi ha poco tempo riesce a parteciparvi, respirando la grande libertà e intensità del momento. La formula, volutamente semplice, prevede la recita del Vespro e della Compieta, è animata da gruppi e parrocchiani che si alternano, lasciando a ciascuno, durante l’Adorazione Eucaristica, lo spazio e la disponibilità a un incontro personale con Lui e, per chi lo desidera, con i nostri sacerdoti, segno tangibile della Sua accoglienza. Chiesaperta è il momento in cui nella comunità non c’è nessun altro appuntamento, proprio per evidenziare la centralità e la necessità di pregare, all’inizio di ogni mese, prima di agire, per dare spazio prima alla Maria in noi, spesso sopraffatta dalla sorella Marta… È un momento forte, si sa: adorare deriva da ad os, alla bocca; nutrirmi di Dio, gustarne i do-

ni, ricordarmi che non sono io il centro del mondo, ma Lui, che si dona attraverso l’Eucarestia per riempire la mia vita. Sento l’Adorazione come un pieno di energia buona, un momento a cui ricorrere quando si fa più fatica, una parentesi di intimità che va assaporata. Mi piace anche pensare al mio restare “a bocca aperta”, come un passero che aspetta il cibo, incredula davanti a un dono così grande… Chiesaperta è poi un invito a pregare insieme, per la nostra comunità, per le vocazioni, per le famiglie, per i malati, per chi cerca Dio, per chi fa fatica, perché adorare è tempo di Grazia e di grazie e il solo “rischio” della preghiera è che porti frutto! Rinnoviamo l’invito a chi, con semplice disponibilità, volesse animare una serata, perché è bello sapere che, anche chi non si sente di prendere un impegno fisso in parrocchia, ha piacere di donare una sera del suo tempo agli altri. Ci vediamo a Chiesaperta! Benedetta Peyron

CANTATE AL SIGNORE UN CANTO NUOVO Giovani e adulti si sono impegnati insieme a valorizzare con il canto le celebrazioni nella nostra parrocchia. Ogni due settimane la domenica sera, vengono preparati i canti per la messa delle 10. Il CORO 1.0, così si chiama il gruppo, coordinato dal GRULLI (Gruppo Liturgico) raccoglie al suo interno genitori e figli, educatori e animati ed anche alcuni bambini che da quest’anno si trovano a provare i canti il sabato pomeriggio al termine dell’oratorio. Ormai da tre anni, inoltre, per l’animazione del Triduo Pasquale e delle celebrazioni solenni (Inizio Anno Pastorale, Festa Patronale, ecc.) un gruppo più ampio in cui convive con successo la trasversalità fra generazioni, coordinato da Giuppe Blasotta ed Emanuele Calajò si impegna con costanza, per arricchire e sottolineare i momenti e le celebrazioni più importanti della comunità. Per migliorarsi sempre e offrire un canto che aiuta alla riflessione e alla preghiera, dal prossimo anno il gruppo si ritroverà in modo più costante durante tutto l’anno e non solo in prossimità delle feste. Chi fosse interessato a dare il suo contributo, può chiedere informazioni in Sacrestia o in Ufficio Parrocchiale.

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Perché la Festa patronale della Beata Vergine delle Grazie sia festa di tutti sabato 26 maggio Ore 18,00: Santa Messa Festiva della vigilia. Ore 19,00: Vespri Solenni di Pentecoste e per la FESTA PATRONALE. domenica 27 maggio Sante Messe: ore 9 - 10 - 11 - 12 nella festa della Pentecoste meditando su Maria ricolma di Spirito Santo. Ore 13,00: pranzo comunitario, aperto a tutti (iscrizioni in Ufficio  Parrocchiale). Ore 18,00: Santa Messa con invito particolare alle coppie di sposi nei primi 15 anni di matrimonio con i loro figli. Segue rinfresco. mercoledì 30 maggio Ore 20,00: Cena Malgascia a cura del gruppo missionario e delle suore Nazarene. Salone 2° piano. giovedì 31 maggio Ore 16,00: Santa Messa nel salone del Convalescenziario della Crocetta con gli ospiti, il personale, i volontari, il Consiglio di Amministrazione, i membri della Confraternita. Ore 20,45: processione-fiaccolata per le vie della parrocchia. Segue, in piazza, rinfresco per tutti. venerdì 1° giugno Ore 16,30: (in chiesa) Rosario meditato e cantato per la terza età. Segue rinfresco in cortile.

Spettacoli gruppi ACR e ISSIMI

sabato 2 giugno Ore 18,00: Santa Messa Festiva della vigilia, animata dal CORO.

venerdì 8 giugno Ore 18,00: Spettacolo dei Gruppi ACR “Momo” . In teatro

domenica 3 giugno Sante Messe: ore 9 - 10 - 11 - 12 nella festa della Trinità meditando su Maria, figlia del Padre, Madre di Gesù, ricolma di Spirito Santo.

sabato 9 giugno Ore 20,30: Spettacolo dei Gruppi ISSIMI “Cabaret”. In teatro. Segue rinfresco.

domenica 10 giugno Ore 15,00: “Stracrocetta” maratona non agonistica per tutte le età. Partenza dal Fante. Ore 16,00: festa dei battezzati. Incontro e momento di preghiera con le famiglie dei bambini battezzati negli ultimi anni. Segue rinfresco.

Giornate comunitarie giovani domenica 3 giugno Ore 10,00: Santa Messa animata dal Gruppo Giovani GG1 e giornata comunitaria. domenica 17 giugno Ore 10,00: Santa Messa animata dal Gruppo Giovani GG2 e giornata comunitaria.

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Le nostre messe festive

Verso un nuovo orario delle celebrazioni

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a Messa domenicale è per la comunità cristiana il momento più forte ed espressivo della sua vitalità. È lì che la comunità sparsa nel corso della settimana trova la sua identità. È lì che i credenti trovano nutrimento alla propria fede e, nella preghiera condivisa, mettono in comune le gioie per un amore che sboccia e una vita che nasce e le sofferenze per una malattia, per un’amarezza, un lutto… È lì che i gruppi che caratterizzano la vivacità della parrocchia trovano la loro unità. Davvero, è nella messa domenicale che la parrocchia esprime il suo volto più bello di “famiglia di famiglie”. Tant’è che là dove la chiesa è capiente, si tende a concentrare in un’unica Messa domenicale la celebrazione del giorno del Signore perché vi confluisca tutta la comunità. Il motivo di fondo è di favorire l’aspetto comunitario e non tanto venire incontro alla devozione dei singoli quasi si andasse – come si diceva un tempo – a “prendere la mia messa” o, peggio “un pezzo di messa”. Alla Crocetta nei giorni festivi (compresa la Messa già festiva del sabato sera), si celebrano 6 SS. Messe e altrettante nella vicina chiesa (non parrocchiale) dei Salesiani della Crocetta, oltre quella celebrata nella Cappella del Convalescenziario. Totale 13 SS. Messe. La quantità delle nostre Messe dice che la frequenza è “relativamente” alta a confronto della media purtroppo ben più bassa delle parrocchie della Città di Torino. E questo era motivo di sano “orgoglio” del nostro sempre caro don Alessio. Tuttavia, l’elevato numero di SS. Messe non favorisce una qualità celebrativa non più lunga, ma più distesa e meno condizionata dall’incalzare della Messa successiva. Mi riferisco, ovviamente, alle SS. Messe del mattino della domenica (ore 9-10-11-12); un orario così ravvicinato non permetterà mai l’inserimento di celebrazioni particolari (come le Prime Comunioni, le Cresime, le feste degli Anniversari di Matrimonio, l’apertura dell’Anno Pastorale, qualche evento particolare, la messa con i fidanzati al termine del cammino di prepa-

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razione al Matrimonio). Tant’è che queste celebrazioni sono tutte affidate alle Messe del sabato o della domenica alle ore 18. Mentre gli orientamenti pastorali dei nostri Vescovi sono di celebrare questi grandi momenti con la comunità e non senza la comunità che normalmente vive insieme il giorno del Signore. Ma sul piano ancora più concreto, non sfugge ad alcuno la “fatica” del flusso e talora l’intasamento in uscita e in entrata tra la Messa delle 10 e delle 11 e tra la Messa delle 11 e delle 12! Lo stesso nostro Arcivescovo, quando nel febbraio 2011 venne a celebrare l’Eucarestia delle ore 9 con l’Azione Cattolica diocesana, rimase stupito e perplesso nel constatare la consecutività delle SS. Messe senza un minimo di “respiro” tra una Messa e l’altra. E mi ricordò che le indicazioni della Chiesa sono di distanziare di 1 ora e mezza l’inizio delle varie Messe. Vi devo confessare che fin dall’inizio del mio ministero qui alla Crocetta (sono ormai 3 anni e mezzo… e ringrazio il Signore!) fui colpito e perplesso a fronte di orari così “stretti” e mi chiesi immediatamente se si potesse o dovesse continuare così. Attesi 3 anni e ne parlai con il Consiglio Pastorale Parrocchiale. Dedicammo alcuni incontri a riflettere sul senso dell’Eucarestia domenicale (aiutati dal teologo e dal liturgista) e analizzammo con calma e profondità le nostre celebrazioni domenicali a una a una. Fu motivo di gioia per tutti constatare la buona partecipazione come quantità di presenze e anche come qualità di partecipazione, ma fu unanime il consenso nel pensare a celebrazioni più distanziate. Non ultimo per consentire al sacerdote e prima e dopo la Messa di poter, senza fretta come ora accade, incontrare le persone che colgono l’occasione della presenza alla Messa per un saluto, la richiesta di un colloquio, la prenotazione per battesimo, matrimonio o sepoltura, un dialogo di conforto per un lutto recente, la prenotazione di una Messa, l’iscrizione


di un figlio al catechismo, una confessione nell’intervallo tra una messa e l’altra per poter meglio partecipare all’Eucarestia. La vicinanza della chiesa dei Salesiani in via Piazzi e il loro ottimo apporto collaborativo con la parrocchia, ci portò a ipotizzare in Consiglio Pastorale Parrocchiale, orari che si integrassero reciprocamente, dando così ampia possibilità di partecipazione secondo il nuovo orario riportato a fondo pagina. Un maggior scambio (talvolta) tra sacerdoti della parrocchia e sacerdoti salesiani potrà ulteriormente esprimere il senso di appartenenza alla medesima comunità parrocchiale. Sono consapevole – e con me il Consiglio Pastorale Parrocchiale – che ogni cambiamento produce un disagio momentaneo soprattutto quando da anni e anni si è fatto in un certo modo. Ma sono anche consapevole, che le nostre chiese (Crocetta e Salesiani) sono sufficientemente adatte a contenere il buon flusso attuale e, speriamo, ancora più intenso in futuro. Qualcuno paventa un… allungamento nella celebrazione della S. Messa. No, il mio sogno non è che la S. Messa duri di più, ma duri quel tanto che è necessario per una celebrazione degna, calma, raccolta e partecipata, offrendo la possibilità anche di qualche momento per sostare in preghiera personale al termine delle varie Messe. Alle porte della chiesa sono riportati anche gli orari delle SS. Messe delle parrocchie vicine.

Certo il vero problema non sono gli orari, ma il clima di fede e di comunità che la Messa esprime e fa crescere. Questo ci sta davvero a cuore. E qui il cammino è ancora lungo perché la percentuale dei partecipanti, pur relativamente buona, è sempre bassa rispetto al numero di quanti si dichiarano cristiani. Né possiamo dirci soddisfatti della non-puntualità alla Messa che caratterizza non pochi cristiani. Stenta ad affermarsi quanto diceva un parroco ai suoi fedeli: “Non arrivare dopo (che si sia iniziato) e partire prima (che si sia finito). Ma arrivare prima e partire dopo!” Com’è ancora lungo ma bello il cammino da una messa “assistita” a una messa “partecipata”, con la preghiera, il canto, l’ascolto, i gesti del corpo che prega. La stessa Comunione richiederà una nuova e più approfondita catechesi sul suo profondo significato e sulla corretta modalità con cui si accoglie il “Corpo del Signore”. Sono aspetti, talora ancora critici, che non annullano la bellezza e il calore di tante nostre celebrazioni che ci fanno sentire “di casa” e come “in famiglia”, tra noi e con il Signore. Su questo ci aiuti il Signore a crescere, mentre mi affido alla saggezza, alla comprensione e alla benevolenza di quanti possono un po’ faticare, ad accettare queste nuove indicazioni. +don Guido

dal 1° settembre 2012 Nuovo orario delle SS. Messe del mattino della domenica Si intende a partire dalla 1° domenica di settembre celebrare  le SS. Messe del mattino delle feste con il seguente orario: ore 8,30 Parrocchia ore 9,30 Convalescenziario ore 10,00 Parrocchia ore 11,30 Parrocchia

ore 9,00 Salesiani ore 10,30 Salesiani ore 12,00 Salesiani

Restano ovviamente le SS. Messe festive del sabato e della domenica alle 18,00 in Parrocchia e alle 18,30 dai Salesiani.

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Campi estivi di Azione Cattolica e Gruppi Parrocchiali Si avvicina il tempo delle vacanze e delle proposte di campi estivi per i ragazzi. Come ogni anno per i più giovani la proposta della parrocchia è per i CAMPI dell’AZIONE CATTOLICA RAGAZZI che si svolgeranno nella casalpina di Mompellato di Rubiana. Ecco le date: 14-17 giugno 1-2-3 ELEMENTARE (FANCIULLI) 17-21 giugno 4-5 ELEMENTARE 21-26 giugno PRIMA MEDIA 26 giugno-1° luglio SECONDA MEDIA 2-8 luglio TERZA MEDIA 27 agosto-1° settembre CAMPO FUTURI (dedicato ai futuri animatori) Per informazioni e iscrizioni rivolgersi al Centro diocesano di AC, corso Matteotti 11, 5° piano, con orario: lunedì, mercoledì, venerdì ore 15-19, martedì 15-18, giovedì 9-12 e 15-19. Per i GIOVANI e i GIOVANISSIMI gli appuntamenti saranno: GIOVANI ad Assisi dal 29 luglio al 4 agosto. I giovani della Parrocchia dai 19 anni in su vivranno l’esperienza di una settimana nella terra e sui passi di Francesco. Sarà un viaggio alla scoperta delle fonti della spiritualità francescana. Ma soprattutto un viaggio per verificare il proprio cammino e lasciarsi provocare nel proprio desiderio di aderire al Vangelo con la forza e l’originalità gioiosa e radicale del Santo. In quei giorni, insieme a giovani di tutta Italia, parteciperemo al corso “Tutti in Paradiso” per approfondire attraverso catechesi e condivisioni il tema del peccato e della conversione del cuore. Il 2 agosto infatti, vivremo la Festa del Perdono di Assisi e accoglieremo tutti i marciatori che giungeranno ad Assisi dopo giorni di pellegrinaggio a piedi da tutte le regioni d’Italia. Sarà un altro viaggio meraviglioso… un’avventura che è già cominciata! GIOVANISSIMI dal 1° al 7 settembre, campo delle superiori. Informazioni da don Alessandro ed educatori.

Campi Scout TO48 Branco Waingunga (Crocetta): 22-29 luglio a Frabosa Soprana Branco Popolo Libero (S. Felice): 15-22 luglio a Cassine Reparto: 17-31 luglio luogo da definire Noviziato: dal 24 al 30 giugno da Bardonecchia a Cannes in bicicletta Clan: dal 3 al 10 agosto a Marina di Cinisi, nel campo lavoro di Libera, sui terreni confiscati alla mafia. Informazioni presso i Capi. L’anno che si conclude chiede alla Comunità Capi Scout di rinnovare il proprio impegno di servizio rinnovando il “Progetto Educativo”. In questi ultimi anni ci siamo impegnati a condividere la vita della Parrocchia Crocetta con entusiasmo e pensiamo sia stata una esperienza simpatica incontrare la realtà Scout da parte di tutti i parrocchiani,a cui rinnoviamo il nostro desiderio di essere d’aiuto, proprio nello spirito del nostro fondatore e nella condivisione del messaggio cristiano.

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Il Battesimo porta della fede e della vita cristiana

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u quali nuovi filoni di impegno stanno muovendosi le parrocchie torinesi? Le risposte potrebbero essere tante – soprattutto nel campo della carità – ma un settore nel quale tante comunità stanno certamente “innovando” è la preparazione dei Battesimi. Non è un caso che la “pastorale battesimale” sia al centro di un’Assemblea diocesana che l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia presiederà il prossimo 1 e 8 giugno per fare il punto sulle iniziative, per provare a coordinarle, consolidarle, ma anche per inserirle in un progetto condiviso. La comunità della Crocetta sarà presente, non si fa trovare impreparata: ormai dal 2011 affida la preparazione dei Battesimi (100 bambini all’anno!) a un’Equipe di giovani coppie che visitano le famiglie dei piccoli, curano la preparazione insieme ai sacerdoti, animano la celebrazione domenicale del sacramento. La centralità della pastorale battesimale è uno dei tasti su cui l’Arcivescovo batte con forza nella sua recente Lettera pastorale “Sulla tua parola

getterò le reti”. Il paragrafo 22 ricorda che “uno dei momenti più belli, ricchi di umanità e di gioia per ogni famiglia, è la nascita di un figlio. Ad essa in genere segue la richiesta del sacramento del Battesimo, che merita un’attenzione pastorale nuova e creativa. Su questo chiedo di sostare durante questi anni, con spirito aperto riflettendo anche insieme nelle Unità pastorali, per promuovere un’azione concorde nei tempi e nei contenuti da proporre, ma con grande qualità di impostazione e di svolgimento”. L’Unità pastorale della Crocetta si è messa al lavoro qualche mese fa. Due incontri di conoscenza e confronto fra operatori battesimali delle sei parrocchie confinanti hanno evidenziato la comune “ispirazione” che sta muovendo le Equipe parrocchiali: investire con decisione nella preparazione dei Battesimi, cioè sulla prima accoglienza dei bambini e delle famiglie nella Chiesa. Investire, impegnare catechisti laici, coinvolgere la comunità parrocchiale nella festa delle famiglie. Alberto Riccadonna

Seconda assemblea generale della Diocesi di Torino “Il Battesimo porta della fede e della vita cristiana” Santo Volto 1-4-8 giugno 2012 Venerdì 1° giugno Centro Congressi S. Volto Ore 19,00-22,00 - Assemblea presieduta dall’arcivescovo mons. Cesare Nosiglia Intervento di mons. Cavallotto, vescovo di Cuneo-Fossano sull’iniziazione cristiana dei bambini da 0 a 6 anni Lunedì 4 giugno ore 20,30 Assemblee nei quattro distretti della Diocesi: Distretto Torino Città al Centro Congressi del Santo Volto. Gruppi di lavoro sulla pastorale battesimale Venerdì 8 giugno Centro Congressi S. Volto Ore 19,00-22,00 - Assemblea conclusiva presieduta dall’arcivescovo mons. Nosiglia con presentazione delle proposte emerse nelle Assemblee distrettuali da don Michele Roselli, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano L’invito è rivolto a tutti i fedeli, con particolare attenzione agli operatori pastorali, ai membri dei CPP, ai componenti dei gruppi per la catechesi battesimale e della prima infanzia

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In cammino verso il matrimonio

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a neve aveva completamente modificato il paesaggio del nostro quartiere e quella sera il parcheggio adiacente alla parrocchia era candido e silenzioso: che contrasto con il colorato chiasso diurno del traffico e del mercato. Il silenzio e il candore ci hanno avvolto, con un filo di presunzione abbiamo persino pensato che forse era un regalo per permetterci di concentrarci un po’ di più su noi due. Mentre camminavamo verso la chiesa le chiacchiere erano minimali e alcune domande rimanevano senza risposta, ma la cosa sembrava non turbarci. Se qualcuno ci avesse ascoltato, certamente avrebbe percepito quello stato di sottile eccitazione che precede una nuova esperienza, se qualcuno ci avesse visto avrebbe notato i nostri sorrisi ed i nostri passi sempre più rapidi. Don Guido accogliente e pronto a salutarci per nome, ci ha invitato a salire al secondo piano. Entrati nella grande sala la curiosità e lo stupore ci hanno invaso ed il nostro respiro si è fatto impercettibilmente più corto: c’erano ad occhio 50 sedie distribuite su due cerchi concentrici, eravamo fra i primi, ci siamo seduti e ci siamo dati la mano. Così è iniziato per noi, insieme a ben altre venti coppie, il corso prematrimoniale dell’inverno 2012 nella nostra parrocchia, sotto la guida sapiente di Don Guido, Don Lino e Don Alessandro e naturalmente delle pazienti e disponibili coppie guida: Fulvia e Davide, Luisa e Fabrizio, Patrizia ed Enzo e Annamaria e Romano. Un viaggio durato sei lunedì sera ed un pomeriggio domenicale di condivisione e riflessione profonda lungo i possenti binari del rito del matrimonio. Durante questo viaggio abbiamo toccato temi forti come la gestione dei conflitti di coppia, la percezione del futuro, la fecondità e la fertilità, la fede. Abbiamo animato insieme una messa e persino mangiato e bevuto in allegria.

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Tutte le coppie, divise in tre gruppi, hanno avuto modo di conoscersi ed apprezzarsi. Don Guido la prima sera ci aveva detto che il tempo sarebbe volato, ma i visi delle coppie tradivano un pochino di incredulità di fronte a queste parole, d’altra parte un mese e mezzo non è un tempo breve. Ma è andata proprio così e adesso a distanza di quasi due mesi già stiamo pensando al modo di riunirci nuovamente. Il seme gentile della comunità cristiana sta evidentemente mettendo frutto. Daniele&Helen

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h no, sei serate? Con tutto quel che abbiamo da fare in questo periodo!” Poi ti dispiacerà andar via… Sei serate alla scoperta di noi due come coppia, di noi due e Dio, insieme ad altre venti coppie pronte al grande passo. Sei incontri in cui mettersi in gioco, riscoprire e rafforzare la nostra fede individuale e di coppia. Sei occasioni per comprendere che non tutto è scontato e che il cammino, oltre che da noi due, sarà percorso insieme alla comunità. Sei momenti per confrontarsi con nuovi amici, ciascuno con i propri dubbi e le proprie incertezze… che diverranno anche i nostri!!! Sei sassolini raccolti per non scordare mai l’insegnamento di ogni serata e le persone che ci hanno accompagnati in questo splendido percorso. Grazie di cuore! Luca e Francesca


Passione comunitaria

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al 23 al 29 maggio il gruppo gg1 (giovani dai 19 ai 25 anni) della Crocetta ha vissuto la settimana comunitaria al Cottolengo. Per sette giorni si vive insieme: ci si sveglia con il primo che deve alzarsi, si va all’università o al lavoro, chi può pranza insieme e poi alla sera ci si ritrova per pregare con i vespri e mangiare tutti assieme. Dopo cena ci sono i momenti più densi della comunitaria, in alcune sere arrivano degli ospiti che raccontano la loro esperienza, mentre altri giorni la serata è più giocosa e termina con una condivisione. Il tema era la passione, trattata nei suoi molteplici aspetti. Il primo giorno don Alessandro ci ha parlato dell’eros, uno dei nomi della passione, quello che incarna l’amore degli innamorati, che sono profondamente appassionati l’uno dell’altra. Si desiderano di un desiderio infinito. Il verbo desiderare, in latino, significa “essere lontani dalle stelle”. Loro si cercano ma non si consumano: si aspettano, cercano l’equilibrio, vivono come un cuor solo e un’anima sola. Per loro l’amore non è un antidepressivo e non è nemmeno disincanto. È quello che regala senso e colore a tutto, è una prospettiva condivisa, è il prodigio del sentirsi amati e celebrati dall’altro. Il secondo giorno è arrivato uno simpatico psicologo, Marco Raviola, che ci ha fatto vivere un’insolita “esperienza erotica”: divisi a coppie, dovevamo scarabocchiare su un foglio e passarlo alla nostra dolce metà e viceversa, poi dovevamo dare un senso agli scarabocchi dell’altro/a e inventare una storia che ri-

guardasse la nostra coppia. Mercoledì pomeriggio abbiamo festeggiato la mamma di Gigi ad Agliè, poi siamo andati in piazza Castello a cantare e ballare con Paola Truci e Angelo Branduardi. Giovedì è venuta a darci la sua testimonianza sulla compassione suor Maria Teresa, appassionata, oltre che di Dio, anche e soprattutto delle persone che soffrono. Ci ha insegnato che il soffrire dell’altro diventa il nostro soffrire, che dobbiamo fare nostri i sogni, i desideri e le aspettative dell’altro, diventare un dono. Mentre parlava e ci raccontava della sua difficile esperienza personale della malattia e della storia di alcune persone che vivono al Cottolengo, più di una lacrima è scesa dagli occhi di qualcuno per la bellezza di quelle storie: la sofferenza non porta solo dolore, porta anche consolazione! Venerdì è stata la volta dell’appassionarsi. Un (mitico) ragazzo di nome Gianluca ci ha fatto vivere uno psicodramma: ci ha fatto, cioè, recitare improvvisando un brano del Vangelo (la donna che rompe il vaso di alabastro per profumare Gesù durante il banchetto a casa di Simone), fermandoci nei momenti cruciali della scena e chiedendoci di condividere le nostre sensazioni. Gianluca ci ha parlato poi della sua passione, di quello che gli piace fare, di come ci si debba appassionare per non appassire. Sabato sera c’è stata la condivisione finale dove ognuno di noi ha aperto il cuore davanti a Dio e davanti agli altri. È stata una settimana bella e intensa; fisicamente ci ha lasciato stanchissimi, ma spiritualmente e mentalmente ci ha rigenerati, infuocati di passione e resi consapevoli della scintilla che portiamo dentro. Ale Antonioli

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Quando prende male in Chiesa

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uando qualcuno si sente male in Chiesa cosa possono fare i presenti? Già organizzati tre incontri per informare tutti della predisposizione in Sacrestia di materiale essenziale per le cure immediate ed illustrare le misure salvavita. Si è richiesto ai medici specialisti del settore di organizzare un minimo di attrezzature, ora sistemate in un armadietto in Sacrestia, e di promuovere incontri con i frequentatori della Parrocchia per metterli al corrente di quello che è necessario fare e soprattutto di quello che non bisogna fare. Gli incontri si sono tenuti il 10 febbraio, il 9 marzo, il 20 aprile e il 18 maggio. Vi hanno partecipato in media 30 persone per volta alle quali è stato mostrato, con l’aiuto di diapositive, l’ABC del soccorso: A= air; B= Breathing e cioè respiro; C= Circulation, con i rudimenti per liberare le vie respiratorie, iniziare una respirazione artificiale ed eventualmente il massaggio cardiaco. Soprattutto in caso di malore un “leader”, e cioè uno che si prenda cura dell’organizzazione, deve evitare che ci si accalchi inutilmente e dannosamente intorno a chi non si sente bene. Al-

lontanati tutti, il soccorritore deve verificare che chi è stato colto da malore sia cosciente, se non lo è deve verificare che sia risvegliabile, se proprio non è cosciente deve verificare che respiri e se non respira che batta il cuore. Tutto ciò in attesa o contemporaneamente alla chiamata al 118. Sono state fatte dimostrazioni e prove alle quali tutti hanno potuto partecipare nei limiti del tempo a disposizione. È stato sottolineato con forza che la cosa da non fare è cercare di mettere a sedere l’infortunato. Nell’ultima seduta si è anche parlato dei farmaci a disposizione nell’armadietto e dei presidi (apparecchio automatico per la misurazione della pressione arteriosa, saturimetro, cannule orofaringee, ecc.) a disposizione per il soccorso. In pratica una sorta di corso BLS (Supporto vitale di base) adattato alle nostre esigenze. Si è anche parlato dell’opportunità di avere in seguito un DAE (defibrillatore semiautomatico). Incontri più specifici sono previsti tra i medici frequentatori della Parrocchia. Nei prossimi incontri si esaminerà anche il trasporto dalla Chiesa alla Sacrestia. Bruno Giardina

VOLONTARIATO Ho imparato che gli elementi che caratterizzano il volontariato sono: la gratuità, la creatività, la concretezza, la continuità, la preparazione, la motivazione, la condivisione, l’essere forza di cambiamento. GRATUITà il volontariato è un’attività che va compiuta liberamente e senza remunerazione, donazione senza contropartita. CREATIVITà il volontariato si esprime attraverso una grande generosità e freschezza di iniziative. CONCRETEZZA il volontariato è una risposta che va data con impegni precisi, ai bisogni reali dei fratelli. CONTINUITà il volontariato non può esaurirsi in gesti sporadici di amore, ma deve esplicarsi in un servizio che dura tanto quanto dura il bisogno. Per questo è importantissimo il volontariato organizzato. PREPARAZIONE bisogna escludere il dilettantismo e l’improvvisazione MOTIVAZIONE il volontario deve preoccuparsi sempre si avere ben chiare le motivazioni umane e cristiane che lo spingono a questo servizio; non deve essere un qualunquista. CONDIVISIONE il volontariato va inteso come servizio vissuto nella condivisione, per cui ricercare insieme una soluzione. La condivisione presuppone di sentirci tutti parte dello stesso corpo, legati alla stessa cordata. FORZA DI CAMBIAMENTO il volontariato nasce sempre dalla constatazione di sofferenze esistenti, di bisogni emergenti. Il volontario vuole che queste situazioni cambino. “Signore, dammi la forza di uscire dal mio io e stimola in me l’ansia di creare comunione con ogni creatura che Tu mi fai incontrare”. Paola Peyron

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Unità Pastorale 3: un cammino di condivisione

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empo di bilancio per l’attività dell’UP3 in quest’anno pastorale. Sono state attivate e stanno lavorando le commissioni tematiche in cui laici delle diverse parrocchie e un sacerdote parroco, collaborano per costruire insieme iniziative più efficaci per le nostre comunità. Gli ambiti in cui l’Unità Pastorale sta lavorando sono la catechesi, la pastorale battesimale, la carità, la liturgia, e le attività per i ragazzi e giovani. Anche quest’anno il percorso del Vangelo nella case, condiviso da tutte e sei le parrocchie di UP3 durante la Quaresima, è culminato nella Via Crucis, organizzata insieme dall’Unità Pastorale, nelle vie della zona venerdì 30 marzo. È ormai il terzo anno e l’appuntamento si dimostra molto apprezzato e molto frequentato, come momento di riflessione e preparazione alla Settimana Santa. Nel prossimo Anno pastorale, la diocesi sta mettendo a punto il corso per operatori pastora-

li. Un programma di formazione “robusta” per figure che operino in modo continuativo incaricandosi poi di essere il riferimento parrocchiale o di UP per un ambito pastorale. Un lavoro molto importante e molto impegnativo. In altre aree della diocesi si pensa anche a figure così formate che possano essere riferimento delle parrocchie in cui non c’è un parroco residente. A livello di singole parrocchie e di UP sarà necessario riflettere nei prossimi mesi per individuare gli ambiti in cui tali figure sono più necessarie.

Stili di vita di sobrietà

intermediazioni speculative e sostiene, con il prefinanziamento, progetti di autosviluppo. Il Commercio Equo e Solidale propone una nuova visione dell’economia e del mondo, attenta agli interessi di tutti. È uno strumento a disposizione di ognuno di noi per difendere e promuovere i diritti economici e sociali, cambiando i perversi meccanismi di un modello economico che antepone il profitto ai diritti fondamentali degli esseri umani. Il Commercio Equo e Solidale è un movimento che vanta oltre 50 anni di attività a sostegno di contadini e artigiani del Sud del mondo. Si tratta oggi di un’alternativa concreta e sostenibile alle iniquità del commercio internazionale, che nelle idee dei pionieri iniziò con piccole azioni di solidarietà per dimostrare la possibilità effettiva di una sintesi tra concretezza e idealismo. Lavorare nel Commercio Equo e Solidale, o sostenerlo come consumatori consapevoli o come volontari, significa credere che un mondo diverso è possibile nella misura in cui accettiamo le nostre piccole grandi responsabilità quotidiane di cittadini inevitabilmente inseriti nei meccanismi economici della società globale. Gli Amici di Glocandia

È ormai da alcuni anni che nel nostro quartiere opera Glocandia, bottega etica, che non si limita a vendere prodotti del commercio equo e solidale o a sostenere la politica del cibo “a kilometri zero”, ma a promuovere attorno a questi temi, un dibattito e un’attenzione culturale. L’iniziativa è nata da un gruppo di vecchi amici, impegnato nel volontariato cattolico e non (qualcuno di loro portava e porta il fazzoletto del TO48). In questo numero ci introducono al commercio equo e solidale.   Il Commercio Equo e Solidale è un approccio alternativo al commercio convenzionale: il suo scopo è promuovere giustizia sociale ed economica e sviluppo sostenibile attraverso il commercio, la formazione, la cultura, l’azione politica. Il Commercio Equo e Solidale vuole riequilibrare i rapporti con i Paesi economicamente meno sviluppati, migliorando l’accesso al mercato e le condizioni di vita dei produttori svantaggiati. Garantisce, infatti, ai produttori un giusto guadagno e condizioni di lavoro dignitose. Elimina le

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album di famiglia

Santo Natale. La comunità accoglie durante la solenne Messa di mezzanotte la venuta del Signore Gesù.

Epifania 2012. Il coro del Sermig con il canto anima la Santa Messa pomeridiana.

È la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani. I giovani pregano insieme durante la celebrazione ecumenica.

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Pellegrinaggio in Terra Santa. Sulle sponde del Giordano, foto di gruppo per i parrocchiani della Crocetta.

Ecco la risposta al tavolo vuoto di pag. 10. È il pranzo comunitario per la festa dell’Azione Cattolica parrocchiale. Dai bambini, ai giovani, fino agli adulti un momento di festa in famiglia domenica 15 gennaio.

Domenica delle Palme. La corale “Il Castello” di Rivoli introduce alla meditazione della Settimana Santa con un concerto spirituale.

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Messaggio sulla scuola dell’Arcivescovo

C

ari amici, a nome dei delegati alla Prima Conferenza sulla Scuola in Regione desidero inviarvi le conclusioni di questa importante assise, promossa dai Vescovi del Piemonte e Valle d’Aosta, per approfondire la situazione e i problemi della scuola paritaria cattolica nel nostro territorio. È ormai da diverso tempo che tutti noi seguiamo con preoccupazione la situazione di crescente difficoltà in cui versano queste scuole, che hanno spesso una lunga tradizione di attiva e qualificata presenza, e che sono apprezzate dalle famiglie e alunni che le scelgono. La scuola paritaria è stata riconosciuta dalla legge come istituzione che svolge un servizio pubblico, e fa dunque parte, insieme alla scuola statale, dello stesso sistema scolastico nazionale. Purtroppo essa non gode di un altrettanto pubblico finanziamento. Le famiglie, che scelgono di iscrivere i bambini e ragazzi a questa scuola, devono perciò sostenere oneri aggiuntivi, che gravano sui loro bilanci. Inoltre, le parrocchie o cooperative di genitori o comunità religiose che le amministrano, sono costrette ad appianarne ogni anno i crescenti costi di gestione. I contributi dello Stato, infatti, sono fermi ormai da anni e giungono sempre con molto ritardo, quelli della Regione e dei Comuni coprono

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solo parzialmente il deficit, che si è fatto ormai pesante ed insostenibile. Quest’anno sono subentrate, purtroppo, ulteriori difficoltà, dovute al taglio dei fondi per la scuola. Tale situazione rischia di mettere in ginocchio proprio le scuole paritarie, con grave danno per le famiglie e le comunità. Per questo chiediamo con forza che, sia lo Stato che la Regione, continuino a mantenere il loro impegno finanziario, adeguandolo altresì al costo della vita di questi anni. I Comuni, a loro volta, siano attenti e disponibili a sostenere la scuola paritaria, in speciale modo quella dell’infanzia, che radicata nel tessuto vitale del territorio, rappresenta un servizio e un valore indispensabile per tante famiglie e alunni. È sempre più chiaro che il nodo del problema non sta solo nel mantenere o potenziare i contributi, ma nell’affrontare, anche sul piano politico, la soluzione, ossia la piena realizzazione della parità scolastica, come avviene da tempo nella maggior parte dei Paesi europei come ad esempio in Francia, Germania e nei Paesi del Nord Europa. Anche la formazione professionale necessita di essere sostenuta e promossa nella sua specifica identità di scuola, alla pari delle altre secondarie superiori. Essa infatti svolge un servizio molto importante per l’orientamento e la formazione dei giovani al lavoro garantendo standard di eccellenza per la loro promozione umana, culturale e professionale. È necessario per questo riconoscere il diritto primario di ogni famiglia a scegliere la scuola, statale o paritaria, più consona ai propri valori educativi. Le scuole paritarie cattoliche godono dell’apprezzamento delle famiglie per il loro servizio qualificato sul piano culturale, ricco di umanità e di amore. Sono aperte a tutti gli alunni, cattolici e non, e desiderano accogliere soprattutto quelli di famiglie povere e bisognose. In questo periodo di grave crisi ci sentiamo vicini e coinvolti nei problemi di tutta la scuola e auspichiamo che, con l’apporto di ogni componente della nostra società, la si possa sostenere nelle sue legittime esigenze culturali e formative. Siamo, infatti, profondamente convinti che


anche una compiuta parità scolastica, possa contribuire al raggiungimento di questo obiettivo. Per far conoscere e illustrare le conclusioni della Conferenza, chiediamo alle parrocchie e/o alle scuole paritarie, di promuovere, prima della fine dell’anno scolastico, un’assemblea aperta a tutti: famiglie, docenti e personale, amministratori locali e popolazione.

A nome dei Vescovi e dei delegati all’incontro, saluto con affetto i bambini e gli alunni di ogni scuola, augurando loro e alle rispettive famiglie un positivo fine anno scolastico e una successiva serena estate. + Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino Torino, 21 aprile 2012

La famiglia: il lavoro e la festa VII Incontro Mondiale delle famiglie

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on Papa Benedetto XVI per riscoprire la famiglia patrimonio di umanità. Aria di festa in famiglia! Dal 30 maggio al 3 giugno 2012, si svolgerà a Milano il VII incontro mondiale delle famiglie, un appuntamento prezioso che fin dal 1997, per desiderio di papa Giovanni Paolo II, si è ripetuto ogni tre anni come occasione preziosa offerta alle famiglie di tutto il mondo. Occasione di incontro, approfondimento e crescita nella fede e nell’appartenenza alla Chiesa. Famiglia, lavoro e festa: il tema di quest’anno. Un trinomio che parte dalla famiglia per aprirla al mondo. Il lavoro e la festa sono modi con cui la famiglia abita lo “spazio” sociale e vive il “tempo” umano. Il tema mette in relazione la coppia uomo-donna con i suoi stili di vita: il modo di vivere le relazioni (la famiglia), abitare il mondo (il lavoro) e umanizzare il tempo (la festa). Volontà dell’Incontro è di riflettere sulla famiglia come patrimonio di umanità, suggerendo così l’idea che la famiglia è patrimonio di tutti e contribuisce al tempo stesso universalmente all’umanizzazione dell’esistenza.

• Per approfondire e lavorare insieme sul tema dell’incontro durante i giorni del Congresso internazionale teologico-pastorale. • Per essere confermati nella fede e fare festa insieme al Successore di Pietro e alle migliaia di famiglie provenienti da tutto il mondo. Tra gli appuntamenti (il programma completo, ricco di occasioni di intrattenimento per tutta la famiglia, è disponibile e sempre aggiornato al sito: www.family2012.com) ricordiamo qui solamente il Congresso della Famiglia e il Congresso dei Ragazzi, dal 30 maggio al 1° giugno; la Festa delle Testimonianze, sabato 2 giugno; la Santa Messa con Papa Benedetto XVI, domenica 3 giugno.

Tre buoni motivi per esserci: • Per incontrare e confrontarsi con i vissuti e le testimonianze delle famiglie provenienti dai cinque continenti, lasciarsi accogliere dalla Chiesa che è in Milano e in Lombardia, vivere la ricchezza culturale della città.

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Notizie dal GRUPPO MISSIONARIO

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uor Maria Annunziata, responsabile dell’orfanotrofio di Fianarantsoa da 22 anni, è attualmente presso la Casa Madre di Torino dove noi l’abbiamo recentemente intervistata. “Sorella, quante sono le suore malgasce, presso l’orfanotrofio?” Sono 12, coordinate da una di loro che ha già avuto esperienza presso la struttura. I bambini sono sempre intorno a 300. Oltre alle suore, l’orfanotrofio può contare sull’aiuto di 52 persone, tra chi si dedica ai bambini o si occupa del giardino, oltre a personale esterno per la pulizia e la cura dell’orto. “Quanti sono i bambini più piccoli?” Sono 32, per lo più orfani di madre o figli di carcerati; quelli un poco più grandi frequentano l’asilo nell’orfanotrofio. “Quelli in età scolare, vanno tutti a scuola?” Sì, in scuole private, perché la scuola pubblica non offre nessuna garanzia. Gli studenti che hanno troppe difficoltà a scuola vengono seguiti da una professoressa presso l’orfanotrofio. “Come avviene l’assistenza sanitaria?” Un dottore visita i bambini 3 volte alla settimana. Vi è anche l’assistenza di un dentista e di un oculista. “Come vengano utilizzati i proventi delle nostre adozioni a distanza?” Vengono utilizzati per l’acquisto di riso (152 kg al giorno). Naturalmente ai bambini occorre dare anche verdura, carne o pesce, e latte (quello in polvere è molto costoso). Con il rimanente denaro si provvede ad altre spese, come le divise e le scarpe per la scuola. È necessario disporre almeno di due divise.

“Quando i ragazzi superano la terza media, dove vanno?” Le ragazze lavorano di cucito con ricami e confezionano vestiti per bambini o divise per la scuola; recentemente hanno anche fatto un’esposizione di abiti. Per i più studiosi si aprono le porte per le scuole superiori: attualmente sono 2 i ragazzi iscritti. Per chi ha difficoltà con lo studio, la diocesi provvede a mandare i maschi al centro di don Mazzi per avviarli alle attività professionali. Suor Maria Annunziata sarà presente con noi alla cena malgascia di mercoledì 30 maggio alle ore 20 presso il salone al secondo piano della parrocchia, per un ulteriore scambio di informazioni. Riceviamo anche regolari notizie dai nostri corrispondenti signori Frigerio, che ci comunicano che il costo della vita aumenta in Madagascar e che bande di fuorilegge infestano il paese. Gli insegnanti sono spesso in sciopero e gruppi di ragazzi invadono le strade per protesta. Ma c’è anche qualche buona notizia: la costruzione della facoltà di Medicina a Fianarantsoa e l’inizio della costruzione di un ospedale universitario: infatti quello regionale è in uno stato deplorevole. Infine riceviamo notizie da padre Albano Passarotto che ci comunica il passaggio di due cicloni che hanno fatto danni, provocando un centinaio di morti. La crisi politica continua da oltre tre anni e non si è ancora trovata una soluzione. Comunque, grazie ai benefattori, padre Albano può continuare a fare andare avanti la scuola con stipendi e mensa.

Torneranno a suonare le campane del nostro campanile?

È

una domanda che molti ci rivolgono. Anche perché le campane sono fatte… per suonare! La proposta ci pare interessante e da prendere in considerazione. Le campane (suonate con sobrietà di tempo e delicatezza di tono!) sono un umile richiamo ai momenti feriali e festivi della parrocchia, sono un annuncio semplice dei momenti di gioia e di dolore che segnano la vita di una comunità. Ci possiamo pensare.

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Metti in valigia i libri per l’estate

N

ei mesi estivi c’è tempo per leggere, basta mettere in valigia i titoli giusti. Quest’anno segnaliamo tre volumi di attualità: un’inchiesta sulla vita dei nostri sacerdoti, un romanzo sui rischi dell’odio razziale in Italia, un best seller sul difficile “mestiere” degli adolescenti. I GERMI DELL’ODIO - L’ultimo romanzo dello scrittore torinese Alessandro Perissinotto – “Semina il vento” – è politicamente schierato, ostile alle religioni, eppure da consigliare con forza. Prendendo a pretesto la storia di un matrimonio che naufraga nelle valli piemontesi (marito italiano, moglie iraniana) affronta l’attualissimo tema delle identità culturali nelle piccole comunità del nord Italia: identità e tradizioni blandite come armi contro i forestieri, gli stranieri, gli immigrati, i diversi… Il racconto (scritto bene, merce rara) provoca turbamento per gli scenari che suggerisce: la prospettiva di un Occidente avviato verso durissimi conflitti sociali. Non tutte le tesi dell’autore devono essere condivise, ma l’allarme generale merita molto più che attenzione. Nella burrasca che tinge di giallo il racconto mandando in rovina il matrimonio dei protagonisti si intrecciano tutte le sottovalutate ottusità del nostro tempo, le chiusure mentali, xenofobie, facilonerie, integralismi di destra e sinistra (A. Perissinotto, Semina il vento, Piemme, Milano 2011, 275 pagine, 16.50 euro). PARROCI - Chi sono e che cosa fanno i parroci oltre a celebrare la messa e somministrare i sacramenti? Quali sono le loro storie, i loro ideali e, perché no, le loro ambizioni o le loro debolezze? Sedici interviste ad altrettanti parroci piemontesi – c’è anche quello della Crocetta – invitano alla scoperta dell’uomo-parroco e della sua storia. Dagli anni del seminario alla realtà quotidiana, dal rapporto con la solitudine a quello non sempre facile con le gerarchie ecclesiastiche, poi il problema della crisi delle vocazioni, l’orgoglio per le tante cose fatte, le differenze

fra parroci giovani e anziani. Il volume è stato presentato il 23 marzo nel salone parrocchiale della Crocetta con la partecipazione, tra gli altri, di don Guido Fiandino, don Mario Foradini (parroco di San Secondo), don Piero Gallo (parroco dei Santi Pietro e Paolo) (M. Tomatis – A. Casella, Parroci, Edizioni Agami, Cuneo 2011, 176 pagine, 14.50 euro). ADOLESCENZA - Dopo il successo del romanzo d’esordio “Bianca come il latte, rossa come il sangue” Alessandro D’Avenia torna a raccontarci l’adolescenza con la sua vitalità e i suoi tormenti. Margherita, protagonista del nuovo romanzo, ha quattordici anni e sta per varcare una soglia magica e spaventosa: l’inizio del liceo. I corridoi della nuova scuola sono pieni di fascino ma anche di minacce, nel primo intervallo dell’anno scolastico si stringono alleanze e si emettono sentenze capaci di segnare il futuro. Chiusa nella sua stanza, con il tepore del sole estivo ancora sulla pelle, Margherita si sente come ogni adolescente: un’equilibrista su un filo sospeso nel vuoto. Solo l’amore dei genitori, della straordinaria nonna Teresa, del fratellino le consentono di lanciarsi, di camminare su quel filo, di mostrarsi al mondo e provare a diventare grande con le sue forze. Ma un giorno Margherita ascolta un messaggio in segreteria telefonica. È suo padre: annuncia che non tornerà più a casa. Per Margherita si spalanca il vuoto sotto i piedi. Ancora non sa che sarà proprio attraversando questo doloroso smarrimento che a poco a poco si trasformerà in una donna, proprio come una splendida perla fiorisce nell’ostrica in seguito all’attacco di un predatore marino. Perché questo è il segreto del dolore: sa dove si nasconde la vita e se ne nutre per farle crescere le ali (A. D’Avenia, Cose che nessuno sa, Mondadori 2011, 336 pagine, 19 euro). (a cura di Alessandro Antonioli e Alberto Riccadonna)

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MACELLERIA CROCETTA

territorio da protagonisti Sul Sul territorio da protagonisti

e t e n t o l e m c e s i i n del P r a C

Siamo un gruppo di vecchi amici che hanno alle spalle esperienze più o via collegato Colombo 63 - Torino menobottega comuni neletica volontariato all’educazione dei ragazzi. ha una sua professione, e crediamo il lavoro sia Siamo un Ciascuno gruppodidinoivecchi amici che hanno alleche spalle esperienze p un modo importante e concreto di contribuire “in un certo modo” alla meno comuni nel volontariato collegato all’educazione dei ragazzi. martedì al sabato costruzione Aperto della società,dal alla cultura, alle relazioni. Alcuni di noi erano Ciascuno di noi ha nel una suadelprofessione, crediamo chedi il lavoro già impegna� mondo commercio equo e e solidale, dei Gruppi dalle 10 alle 19,30 Acquisto Solidale e delle banche e�che.

coltelleria un modo importante e concreto contribuire tel. 011 di 698 0033. “in un certo modo” costruzione della società, alla cultura, alle relazioni. Alcuni di noi er e casalinghi dal 1968 A questo abbiamo aggiunto un interesse e una condivisione crescen�

verso l’idea del “kilometro e della “liera corta”, la passione di già impegna� nel mondo del zero” commercio equo e solidale, dei Grupp sempre perPotete i prodo�,seguire i sapori e i profumi della nostra regione, le nostre attività e la scoperta Acquisto Solidale e ar� delle banche e�che. di produzioni gianali “dietro l’angolo” di grande pregio e crea�vità, e

Iori snc i nostri su: altre idee di conoscere un mondo che non è affa�oprogetti solo pieno di ombre, come a Vicolo Crocetta, 4/b - 10129 Torino volte ci è fa�o credere, ma è al contrario pieno di proge� “luminosi”, di A questo abbiamo aggiunto un interesse e una condivisione cresc www.glocandia.it Tel. e fax 011.597.086 piccole azioni concrete per migliorare il “qui e ora”, e che tes� monia che – sedel si volesse – le soluzioni a realtà “kilometro zero” e potrebbero della “essere liera estese corta”, la passione Via Cassini, 5 semplici • Tel. 011.568.12.09 coltelleria.iori@fastwebnet.it verso l’idea www.facebook.com/glocandia.bottegaetica più grandi e complesse.

sempre per i prodo�, i sapori e i profumi della nostra regione, la scope Per questo abbiamo fondato Glocandia coopera� va sociale epregio aperto una di produzioni ar�gianali “dietro l’angolo” di grande e crea�vit ega e�ca in via Colombo 63 a Torino dove cerchiamo di proporre altre idee bo� di un mondo che non è aff a� o solo pieno di ombre, com proge� e prodo� sia del sud del mondo sia del nostro territorio. volte ci è fa� o credere, ma è aldalle contrario pieno proge� “luminosi Aperto dal martedi al sabato 10 alle 19,30 tel 011di 698 0033. L’Associazione Amiciper di Glocandia ha organizzato di monia piccole azioni concrete migliorare il “qui einoltre ora”,uneGruppo che tes� Acquisto Solidale che promuove le buone pra�che alimentari e la spesa – se si volesse – le soluzioni semplici potrebbero essere estese a re consapevole. più grandi e complesse.

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Potete seguire le nostre a�vità e conoscere i nostri proge� anche sul sito www.glocandia.it sia su www.facebook.com/glocandia.boƩegaeƟca

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Aperto dal martedi al sabato dalle 10 alle 19,30 tel 011 698 0033. L’Associazione Amici di Glocandia ha organizzato inoltre un Gruppo Acquisto Solidale che promuove le buone pra�che alimentari e la sp ...Il patrimonio più prezioso consapevole. TerritorioA5.indd 1

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Potete seguire le nostre vità e conoscere a patto chea� siano fiorite i nostri proge� anche sul www.glocandia.it sia su www.facebook.com/glocandia.boƩegaeƟc

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Reg. Trib. di Torino n. 3358 del 21/1/1984 “Echi di Vita Parrocchiale” – Direttore Responsabile: Maggiorino Maitan – Direzione e amministrazione: Preservazione Buona Stampa – corso—Matteotti, 11 - Responsabile: 10121 Torino – Reg. Trib. di Torino n.Opera 3358Diocesana del 21-1-1984 - “EchiFede di -Vita Parrocchiale” Direttore Stampa: GRAFICA LG -— via Direzione Calatafimi, 9e- 10042 Nichelino (TO) Opera – Impaginazione: EditPreservazione 3000 srl - TorinoFede - Buona Maggiorino Maitan Amministrazione: Diocesana

Stampa - Corso Matteotti, 11 - Tel. 011.54.54.97 - 10121 Torino — Tipolitografia Edigraph s.n.c. - 10023 Chieri



CON NOI ALLA CROCETTA 2012/2