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IL CAVALLO

Rivista associazionistica - anno 2021 mese luglio numero 07

SPECIAL SPONSOR

FIERA MEDITERRANEA DEL CAVALLO UN SUCCESSO CONSOLIDATO


IL CAVALLO

RIVISTA ASSOCIAZIONISTICA EDITORE ENGEA Equitazione Segr. Gen.: P.zza Vaccari 7 27056 Bastida de Dossi (PV) Tel. 0383.378944 | Fax 0383.378947 e-mail: ilcavallolibero@gmail.com www.cavalloecavalli.it

Direttore Responsabile: Tino Nicolosi Redazione: Giorgia Ferrero, Maddalena Salvadeo, Simone Tiso, Tino Nicolosi, Sabrina Colombo.

Progetto Grafico e Design Originale: Tino Nicolosi e Letizia Colbertaldo Grafica e Impaginazione: Letizia Colbertaldo rev. 18 del 07/2021

E’ vietata la riproduzione totale e/o parziale di testi, immagini e loghi presenti su ENGEA A 360°, e suoi allegati, senza l’autorizzazione scritta dell’editore. L’allegato è autonomo nei suoi concetti e contenuti a livello redazionale e pubblicitario, di conseguenza le scelte sono dettate dal marketing redazionale. La responsabilità delle opinioni contenute negli articoli pubblicati è esclusivamente degli autori.

REDAZIONALE In questo numero estivo troverete argomenti interessanti che sicuramente stuzzicheranno la vostra immaginazione e certamente la voglia di approfondire. Un articolo dedicato interamente alla Fiera Mediterranea del cavallo ad Ambelia nella sua terza edizione che ha visto dirigenti, circoli ippici, tesserati ed istruttori partecipare con enorme piacere vistà l’importanza di promuovere nella regione siciliana il Cavallo visto sotto tutti gli aspetti. Troverete un interessante articolo sulle responsabilità civili e penali derivanti dall’equitazione con gli occhi di chi vive giornamente questo aspetto e poi il curioso articolo di Simone Tiso dal titolo “il cavallo che si droga” a voi gli approfondimenti. Ringraziamo Maddalena Salvadeo che con il settore cinofilo ci regala sempre degli spunti e dei contenuti interessanti e curiosi.

Buona Lettura e tutti! e buona estate a tutti i nostri cari lettori che con enorme stupore aumentano sempre di più! Grazie di Cuore per la fiducia e l’interesse!Auguro a tutti una buona lettura..!

Il Direttore Tino Nicolosi

anno 2021 | mese luglio | numero 07


IL CAVALLO

INDICE   NEWS&EVENTI                                     2

FIERA MEDITERRANEA DEL CAVALLO

UN SUCCESSO CONSOLIDATO di Tino Nicolosi

  EQUITAZIONE: LUDICO&SPORTIVO                                     12

RESPONSABILITA’ CIVILE E PENALE

L’EQUITAZIONE FATTA DA PROFESSIONISTI di Tino Nicolosi

  CAVALLI&PROGETTI                                     16

ARABIAN INSIDER

UN OCCHIO SUL MONDO DEL CAVALLO ARABO di Giorgia Ferrero

  SCIENZA&NATURA                                     20

IL CAVALLO CHE SI DROGA..!

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SAFARI DI PLASTICA?

di Dott. Simone Tiso UNA GRANDE MINACCIA PER TUTTI GLI ECOSISTEMI E COSA POSSIAMO FARE PER RIMEDIARE di Sabrina Colombo

  CINOFILIA                                     32

PIANETA CUCCIOLO

di Maddalena Salvadeo

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SULLA NOSTRA PAGINA

@ilcavallolibero


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NEWS&EVENTI

FIERA MEDITERRANEA DEL CAVALLO UN SUCCESSO CONSOLIDATO   DI TINO NICOLOSI                                     Arrivati alla terza edizione della fiera mediterranea del cavallo di Ambelia nel comune di Militello val di Catania, quest’anno presso l’istituto di incremento ippico in provincia di Catania, abbiamo assistito ad un’esplosione di eventi, spettacoli, gare e rappresentazioni di questo bellissimo settore che negli ultimi due anni ha avuto una crescita importante dovuta non solo al nostro amico cavallo bensì alla predilezione da parte delle famiglie di scegliere sport e attività all’aperto.

dell’incremento e sviluppo delle razze equine autoctone siciliane e di tantissimo altro come spettacoli, eventi, attività ricreative per diversamente abili, convegni e progetti tutti al servizio di un comune obbiettivo: far crescere l’equitazione siciliana insieme..!

L’ENGEA come ogni anno è al fianco di questo progetto con la sua struttura territoriale distribuita capillarmente nella regione siciliana con oltre 55 Circoli Ippici, 2500 tesserati ed oltre 200 quadri tecnici tra istruttori sporL’organizzazione di Ambelia è tivi , guide equestri ambientali, equituristici, stata curata nei minimi dettagli e accompagnatori la chermes, nonostante la situazione pandemica, ha concluso domenica 4 Luglio con un arrivederci alla quarta edizione che avrà senza dubbio un ulteriore aggiunta di attività, eventi e attività sportive. Cosa si sta creando con Ambelia? Qual’è la direzione tracciata? Stiamo assistendo alla creazione di un evento fieristico che sta già rappresentando e rappresenterà sempre di più, uno tra gli eventi più importanti del mediterraneo nel settore dell’equitazione, mettendo al centro proprio il Cavallo. Questo settore ha bisogno e necessita di questa vetrina, fortemente legata a tutta una filiera che lavora giorno dopo giorno per la promozione, divulgazione e la crescita del turismo equestre regionale, degli sport equestri, Il Cavallo Libero

tecnici ERD (equitazione ricreativa per disabili) e tantissime altre figure, tutte al servizio dell’equitazione, proprio quella che piace a noi, fatta con serietà, competenza, dedizione, passione e soprattutto con professionalità. Un elogio particolare va al nostro referente regionale Antonino Zuccarello, alla dirigente Concetta Di Prato, a tutti i nostri tesserati, Istruttori, circoli ippici e non ultimi le loro famiglie, motore principale che si sacrificano per dare ai propri figli uno sport al contatto con la natura ed il nostro amico cavallo. Negli anni grazie


NEWS&EVENTI

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più la sezione sia equestre che cinofila della regione. Un elogio va al nostro referente attacchi regionale Salvatore Carcò che ha organizzato splendidamente e con massima serietà la gara attacchi coppa Italia riuscendo a dare visibilità a questo bellissimo settore che è sempre più in crescita. Si ringraziano la FieraCavalli Verona con Maria Baleri e Stefano Serni per l’organizzazione dell’intero evento, la loro esperienza pluridecennale messa al servizio di Ambelia conferma l’importanza che questo evento fieristico rappresenta e potrà sempre più rappresentare per l’equitazione Siciliana. Un plauso al nostro referente regionale per la protezione civile e salvaguardia ambientale Michelangelo Cali con le sue esibizioni spettacolari ed il gruppo di volontariato entrambi al sevizio degli spettatori.

In foto da sinistra il referente regionale Antonino Zuccarello, l’ispettore regionale associazione Carabinieri Ignazio Buzzi, il Presidente della regione siciliana Nello Musumeci, la dr,ssa Anna Maria Cerruti e l’amministratore unico ENGEA Tino Nicolosi

alla tenacia,dedizione, passione, spirito di abnegazione di Antonino Zuccarello stiamo riuscendo a valorizzare, rappresentare e sviluppare l’equitazione siciliana come si merita e cioè con serietà, professionalità, rispettosa delle regole e soprattutto con tanto tanto cuore e passione che questo settore riesce a regalare. Un Ringraziamento Speciale va al Presidente della regione Siciliana Nello Musumeci che con la consegna del crest ENGEA abbiamo voluto simbolicamente ringraziare per avere dato a questo bellissimo settore la vetrina che merita, riuscendo nel corso di questi anni a far sviluppare e valorizzare sempre di più le peculiarità della

regione sotto tutti gli aspetti turistici, enogastronomici, culturali, architettonici e senza dubbio con questo entusiasmante evento sotto l’aspetto equestre. Ringraziamo il reparto Ippomontato del Corpo Forestale dello Stato capitanato da Antonio Zafonte in visita ai nostri stand per il professionale servizio di pattugliamento dell’intero evento fieristico. Un Ringraziamento va all’Ispettore Regione Siciliana dell’associazione Nazionale Carabinieri Ignazio Buzzi e alla sezione Cinofilia dell’associazione stessa per aver presenziato l’evento e tracciato insieme obbiettivi comuni che mirano a specializzare sempre di

Ambelia senza dubbio è un progetto che continuerà e certamente vi sono già gli spunti per svilupparla esponenzialmente, coinvolgendo sempre più realtà equestri del territorio, cercando di implementare l’offerta espositiva, degli eventi sportivi e spettacoli, questo sarà solo possibile grazia alla collaborazione di tutti, siciliani in primis, per una crescita sana reale e che punti alla qualità e all’eccellenza, due aspetti che ai siciliani non mancano. Insieme, uniti e rispettosi delle regole si può puntare allo sviluppo reale di questo settore.... e che dire.... sarà bellissimo! Alla prossima edizione di Ambelia... tutti insieme per lo sviluppo dell’equitazione siciliana e per la prima volta far parte della più grande fiera del cavallo nel mediterraneo. Il Cavallo Libero


ALCUNI SCATTI DALLA FIERA..!


In questa pagina e nella seguente i concorrenti della prima tappa regionale Pony Games svoltasi ad Ambelia.

In alto a sinistra il referente regionale Antonino Zuccarello con l’ispettore regionale associazione Carabinieri Ignazio Buzzi; in basso a destra la sfilata del corpo dei Carabinieri a Cavallo.


Gli spettacoli e le sfilate dal folklore tutto siciliano!


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QUADRO TECNICO


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E Q U I TA Z I O N E LUDICO&SPORTIVO

RESPONSABILITA’ CIVILE E PENALE L’EQUITAZIONE FATTA DA PROFESSIONISTI   DI TINO NICOLOSI                                     Negli anni tra il 2006 e il 2007 il   mio lavoro consisteva nello stipulare, per conto di compagnie assicurative, polizze e prodotti finanziari prevalentemente per la categoria forense degli avvocati di Milano. Da allora ad oggi, tutta l’esperienza e la conoscenza acquisita in questo settore è stata riversata a beneficio di quello che faccio oggi, vedendomi così impegnato in prima linea, tra le mie attività, a stipulare con le compagnie assicurative le coperture assicurative a vantaggio di tutti i nostri centri ippici, quadri tecnici e tesserati, nonché la gestione ed apertura dei sinistri a livello nazionale. Fortemente richiesto come tematica formativa sin dal 2013, le coperture assicurative vigenti sono argomento trattato in ogni corso di aggiornamento o di formazione erogato dal nostro ente, ma nonostante ciò spesso mi rendo conto che questo non basta a sensibilizzare gli operatori del settore che di frequente rischiano di sottovalutare fortemente un aspetto importante di questo lavoro. Proprio in questi mesi stiamo coinvolgendo durante corsi di formazione sempre più avvocati e professionisti che spieghino i basilari concetti delle responsabilità civili e penali e quindi l’importanza di tutelarsi attraverso le compagnie assicurative in convenzione. Il Cavallo Libero

“L’imprevedibilità del comporAndiamo per ordine. A che punto è arrivata la giuri- tamento da parte di un animale non può costituire caso fortuito sprudenza? che esonera dalla responsabilità Ecco alcuni articoli e sentenze in il proprietario/custode , atteso che l’imprevedibilità costituisce materia di equitazione: una caratteristica ontologica di “Il gestore di un maneggio ri- ogni essere privo di raziocinio”. sponde quale esercente di atti- [cassazione civ. 9 aprile 2015 n vità pericolose, ai sensi dell’art. 7093] 2050 Codice civile, dei danni riportati da soggetti partecipanti, Per quando possa essere “nebqualora gli allievi siano cavalieri bioso” l’argomento cerchiamo di aiutarci con l’esperienza sul principianti o inesperti”. [cassazione 22 luglio 2010 n campo. 17216, in Rep. Civ. 2010] Ci sono due Articoli del codice “impartire lezioni a principianti civile che prevalentemente, in comporta pericoli che non sus- caso di sinistro, un maneggio o sistono quando gli allievi sono un istruttore si troverà a dibattere in tribunale con i propri legali esperti”. [cassazione civ. 9 aprile 2015 n e cioè Art. 2050 Codice civile e Art. 2052 di seguito riportati: 7093]


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ART. 2050 CODICE CIVILE Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno” ART. 2052 CODICE CIVILE Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, e’ responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito. In questi due articoli del codice civile vi sono due dati di fatto in relazione ai quali nell’applicazione concreta, per quanto possano essere chiari, possono intervenire tantissime varianti che è bene conoscere. L’articolo 2050 disciplina un’ipotesi di responsabilità oggettiva per cui vi è la totale responsabilità di chiunque cagiona danno a terzi durante l’espletamento dell’attività equestre: tuttavia, al fine di sottrarsi a tale responsabilità, lo stesso articolo afferma che tale responsabilità è esclusa nell’ipotesi in cui colui che reca danno dimostri di aver adottato

ce, l’art. 2052, civile troviamo indicata da una parte la totale responsabilità del proprietario dell’animale “o di chi ne ha custodia”, dall’altra parte l’esclusione di responsabilità nell’ipotesi in cui il medesimo proprietario o chi ha la custodia dell’animale “provi il caso fortuito”, ed è proprio in quest’ultima frase di questo articolo che è possibile fare dello stesso evento tante interpretazioni. Provare il caso fortuito significa dimostrare in sede di giudizio che il fatto si è verificato esclusivamente per fatto colposo del danneggiato o Nel secondo articolo del codi- del terzo che interrompe il nesso causale tra la condotta del cavallo e il danno arrecato e che, quindi, non si tratta di responsabilità dovuta a negligenza e/o colpa del proprietario. Tale articolo, per giurisprudenza, trova applicazione nell’ipotesi in cui la pratica equestre abbia ad oggetto soggetti già esperti. tutte le misure di sicurezza necessarie ad evitare il danno, oltre ad essere esente da colpa. Per intenderci spesso nelle sentenze si fa riferimento ai dispositivi di sicurezza individuale, idoneità dell’equide che è stato utilizzato e non solo... l’idoneità delle strutture, dei percorsi e delle attrezzature. Tale articolo, per giurisprudenza, trova applicazione nell’ipotesi in cui la pratica equestre abbia ad oggetto minori e /o principianti, soggetti per definizione non esperti nella gestione del cavallo.

In una Italia in piena ripartenza stiamo assistendo ad una impennata non solo degli iscritti in equitazione, che facendo passare l’equitazione in vetta tra gli sport più richiesti per tutti gli inIl Cavallo Libero


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numerevoli benefici di cui spesso abbiamo parlato, ma anche dei sinistri, dato che in realtà potrebbe non essere così allarmante poiché rapportato all’aumento dei praticanti neofiti e quindi all’aumento delle probabilità di incorrere in un sinistro. Il dato più importante da valutare, ogni qualvolta si verifica un sinistro è risalire alla responsabilità che eventualmente l’istruttore o il maneggio ha nei confronti del sinistrato ovvero... è stato un caso fortuito o procurato? Ecco che negli anni interviene il sistema ENGEA con il suo knowhow e tutte le sue procedure e regolamenti che in questo periodo hanno fatto senza dubbio la differenza nei maneggi con il proprio sistema. Ogni istruttore formato con il nostro sistema ISO9001VISION2015 certificato da TUVHESSEN riceve già, in sede di erogazione del corso, tutta la documentazione sui rischi delle attività equestri e le procedure di sicurezza non solo come documentazione da conoscere bensì come documentazione da dare ai propri allievi e soprattutto ai genitori che portano i propri figli in maneggio. A questo si aggiunge il sistema delle abilitazioni a montare dove troviamo nell’abilitazione a montare 3 livello la conferma che il cavaliere è un cavaliere esperto e quindi non più neofita o principiante, potrà sembrare banale ma in sede di giudizio rappresenta un elemento in più per un giudice chiamato a giudicare le responsabilità. Su tutte le strutture vi è sempre una consulenza gratuita da parte dei nostri dirigenti e dalla segreteria generale sulle strutture e sui dispositivi da utilizzare come ad esempio una chiara e trasparente cartellonistica. Vediamo sempre più negli anni

che l’unione di tantissime accortezze e sistemi di lavoro applicati alle più svariate attività equestri hanno portato e portano sempre più ad abbassare la casistica dei sinistri, di conseguenza riuscendo ad ottenere sempre più credito nelle compagnie assicurative che intervengono in ogni caso sia infortunistico sia di responsabilità civile e negli ultimi tre anni anche con un avvocato con la polizza di tutela legale o malattia in caso di ricovero ospedaliero causa Covid19. Nella giurisprudenza italiana l’attività di maneggio è considerata attività pericolosa, sta quindi a noi abbattere il rischio del verificarsi di eventi spiacevoli sia per la sicurezza dei nostri tesserati sia per la nostra stessa sicurezza, rendendo questo sport sempre più sicuro e fruibile a tutti.

Da anni quando spiego le procedure di sicurezza durante i corsi di formazione concludo sempre con una piccola massima e cioè “Più hai paura che un determinato evento possa accadere, più aumenti le probabilità del 50% che quel determinato evento accada”. Non a caso è nostro dovere quello di formarsi sempre e di aumentare sempre di più la nostra preparazione in modo da essere pronti non solo ad intervenire bensì a prevenire spiacevoli eventi. Competenza, preparazione, professionalità, conoscenza, determinazione e allenamento sono le parole d’ordine che oggi ogni nostro quadro tecnico attua tutti i giorni e sono le stesse peculiarità che fanno si di continuare questa bellissima passione, sport e lavoro in sicurezza per tutti.


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Il Cavallo Libero


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C AVA L L I & P R O G E T T I

ARABIAN INSIDER UN OCCHIO SUL MONDO DEL CAVALLO ARABO   DI GIORGIA FERRERO                                     Quale modo migliore per promuovere il cavallo arabo se non quello di viverlo “da dentro” e poi diffonderne la cultura utilizzando tutti i mezzi di comunicazione? E’ così che nasce Arabian Insider, ufficialmente e come definizione un’agenzia di pubblicità, nella realtà un vero e proprio “occhio” sul mondo del cavallo arabo. A raccontarci la storia di questo progetto è la creatrice, Francesca, originaria di Mondovì, in provincia di Cuneo, figlia d’arte... “Si può dire che sia nata nel mondo dei cavalli. Mio padre è infatti un veterinario di cavalli molto noto e con la passione per quelli arabi nello specifico: per anni è stato allevatore e allenatore di cavalli arabi da corsa. Respirando costantemente quest’aria...da piccola volevo fare il fantino! In realtà sembrava dovessi allontanarmi da questo settore quando ho intrapreso la facoltà di medicina…ma poi la passione ha preso il sopravvento..”. E quindi.. “Ho iniziato a lavorare per un giornale americano di cavalli arabi, e questo mi ha portata a viaggiare per gli show più importanti in tutto il mondo...un’esperienza bellissima che mi è servita per rendermi conto del Il Cavallo Libero

fatto che mancavano delle professionalità che promuovessero il cavallo arabo con una comunicazione e promozione mediatica giusta. Per gioco, ad agosto del 2015 nel corso di un evento a Chantilly e ho deciso che volevo fare una sorta di telegiornale...Ho convinto tutti e abbiamo fatto l’episodio pilota...l’ho chiamato Arabian Insider...e lì ho capito che tutto avrebbe potuto diventare realtà! Finito l’evento, ho deciso di andare avanti...A gennaio 2016 ho abbandonato gli studi, aperto una società ai tempi con un socio, ho mandato delle proposte in giro, tutte finalizzate alla co-

municazione legata al mondo dei cavalli arabi. Quando un’importantissima scuderia del Qatar ci ha contattati...quasi non ci volevo credere! In fretta e furia ho chiamato un amico che faceva riprese video...e siamo partiti allo sbaraglio, per quanto mi riguarda con tutta la passione possibile.. ma ancora con mezzi amatoriali e un inglese che lasciava moooolto a desiderare! Tutto è andato bene...e non ci siamo più fermati”. Una passione che quindi, per Francesca, diventa professione, dapprima appunto con dei reportage giornalistici ma poi sempre di più con la realizzazione di video professionali e con un lavoro di promozione sui social media il cui fine ultimo è proprio quello di


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“fare cultura” del cavallo arabo”. “Ho girato tutto il mondo, dal Brasile alla Cina, per avere un’idea più completa di questa fantastica specia...Tanti hanno un’ idea sbagliata del cavallo arabo.. volevo distruggere il credo che fosse un cavallo “matto, difficile, pericoloso...E’ invece versatilissimo, e intelligentissimo...Il plus dei paesi arabi in questo momento è che loro lo vivono proprio come parte intergrante della loro cultura e della loro vita”...

dove è possibile fare delle passeggiate, ma non tutti i paesi hanno una cultura turistica così sviluppata. Dubai vive di turismo, il Quatar e l’Arabia Saudita invece si stanno aprendo solo ora, in quanto fino ad oggi si basavano su economie di tipo differente. Abu Dhabi ancora è un mix tra turismo e business”.

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E quanto valgono in questi paesi, a livello economico, i cavalli? “Devo dire che il mercato offre qualsiasi cosa. Nelle gare il livello è talmente alto che l’80% degli esemplari vengono scartati...e quindi quasi regalati...al contrario, ci sono cavalli che non saranno mai messi in vendita, nemmeno per milioni di Euro..”. Cosa saranno Francesca e Arabian Insider tra 5 anni? Questa è una bella domanda, specie perché sono in fase di progetti e di cambiamenti. Vorrei arrivare ad avere un’azienda a tutto tondo, e che il cavallo arabo diventasse più valorizzato non solo dove lo è già, ma in tutto il mondo. Se dovessi identificare un’immagine, mi piace moltissimo quella che il cavallo arabo “brings the world together”...ovvero riesce ad unire persone di tutto il mondo, diversi per cultura, background e idee”.

E in Italia? “ In Italia abbiamo tanti appassionati del cavallo arabo, con importanti allevamenti e Training Center...a livello di attività dei maneggi invece è ancora troppo poco valorizzato, forse proprio per la paura di cui dicevo prima..Nella mia idea romantica di quello che faccio, ci sarebbe proprio anche il poter far capire di più come vada realmente vissuto questo animale, che ha tantissimo da dare”. Show, corse, concorsi...nei paesi arabi c’è anche spazio per il turismo equestre? “Sicuramente ci sono scuderie Il Cavallo Libero


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HORSE&PROJECT

ARABIAN INSIDER ENG version

AN EYE ON THE WORLD OF THE ARABIAN HORSE

What better way to promote the Arabian horse than to experience it “from within” and then spread its culture using all means of communication? This is how Arabian Insider was born, officially and by definition an advertising agency, in reality a real “eye” on the world of the Arabian horse. The creator, Francesca, originally from Mondovì, in the province of Cuneo, daughter of art, tells us the story of this project ... “I was born in the world of horses. My father is in fact a very well-known horse veterinarian and with a passion for Arabian horses in particular: for years he was a breeder and trainer of Arabian racing horses. Constantly breathing this air ... as a child I wanted to be a jockey! In reality it seemed I had to move away from this sector when I entered the medical school ... but then the passion took over .. “ And so ... “I started working for an American magazine of Arabian horses, and this led me to travel to the most important shows all over the world.. a wonderful experience that helped me to realize that I lacked the professionalism that promoted. the Arab horse with fair communication and media promotion. For fun, in August 2015 during an event in Chantilly I decided I wanted to do some sort of newscast ... So we did the pilot episode and I called it Arabian Insider ... and there I realized that everything could have come true! Il Cavallo Libero

After the event, I decided to go on... In January 2016 I dropped out of school, opened a company at the time with a partner, I sent proposals around, all aimed at communication related to the world of Arabian horses. When a very important team from Qatar contacted us... I almost didn’t want to believe it! In a hurry I called a friend who was shooting video... and we left the fray, as far as I am concerned with all the possible passion .. but still with amateur means and an English that left much to be desired! Everything went well... and we never stopped ”. A passion that therefore, for Francesca, becomes a job, at first precisely with journalistic reports but then more and more with the creation of professional videos and promotion on social media whose ultimate goal is precisely to “make culture” of Arabian horse . “I traveled all over the world, from Brazil to China, to get a more complete idea of ​​this fantastic species... Many have a wrong idea of ​​the Arabian horse .. I wanted to destroy the belief that it was a” crazy, difficult, dangerous horse... On the other hand, he is extremely versatile, and extremely intelligent... The plus of the Arab countries at this time is that they experience him precisely as an integral part of their culture and their life “... And in Italy? “In Italy we have many lovers of the Arabian horse, with important breeding farms and Training Centers ... at the level of riding activities, however, it is still too little valued, perhaps becau-

se of the fear I mentioned earlier .. there would also be being able to make people understand more about how this animal really lives, which has so much to give “. Shows, races, competitions ... is there also space for equestrian tourism in Arab countries? “Certainly there are stables where it is possible to go for walks, but not all countries have such a developed tourist culture. Dubai thrives on tourism, while Quatar and Saudi Arabia are opening up only now, as until now they were based on different types of economies. Abu Dhabi is still a mix between tourism and business ”. And how much are horses worth in these countries economically? “I have to say that the market offers everything. In the races the level is so high that 80% of the specimens are discarded... and therefore almost given away... on the contrary, there are horses that will never be offered for sale, not even for millions of Euros..“. What will Francesca and Arabian Insider be in 5 years? This is a good question, especially as projects and changes are underway. I would like to have a well-rounded company, and for the Arabian horse to become more valued not only where it already is, but throughout the world. If I had to identify an image, I really like the one that the Arabian horse “brings the world together” ... that is, it manages to unite people from all over the world, different in culture, background and ideas “.


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S C I E N Z A & N AT U R A

IL CAVALLO CHE SI DROGA..!   DI DOTT. SIMONE TISO                                     <<Siete seduti e fumate; credete di essere seduti sulla vostra pipa, e siete voi che la vostra pipa fuma; siete voi che vi esalate sotto forma di nuvole azzurrognole. Vi trovate bene, una sola cosa vi preoccupa e vi inquieta. Come farete ad uscire dalla vostra pipa? Questa fantasia dura un’eternità. Con grande sforzo un intervallo di lucidità vi permette di guardare il pendolo. L’eternità è durata un minuto.>> - così Charles Baudelaire descrive gli effetti dell’hascisc nel suo saggio “I Paradisi Artificiali”. Le droghe sono un elemento da sempre presente nella storia dell’uomo, perfino Omero nell’Odissea parla del Nepente, farmaco che lenisce ogni dolore, fisico o emotivo. Viene dunque da chiedersi, cosa rende tale una droga? Una droga è una qualsiasi sostanza che, se inalata, iniettata, fumata, ingerita, sciolta sotto la lingua, assorbita attraverso un cerotto sulla pelle o da diverse mucose, provoca un temporaneo cambiamento psico-fisiologico nel soggetto. In farmacologia la droga, chiamata anche farmaco, è una sostanza chimica utilizzata per trattare, curare, prevenire o diagnosticare una malattia o per promuovere il benessere. Tradizionalmente le droghe venivano ottenute attraverso l’estrazione dalle piante Il Cavallo Libero

medicinali, ma più recentemente anche dalla sintesi organica. Fatto meno noto è che non solo la specie umana fa uso di queste sostanze, ma anche nel regno animale molti si dilettano in “stupefacenti” attività ricreative. In Natura esistono un numero elevatissimo di piante, funghi o animali che secernono o producono droghe a tutti gli effetti, dalle più famose piante di marijuana e cocaina, ai funghi e rospi tropicali allucinogeni. Spesso può quindi capitare che altri esseri viventi ne approfittino.

Primo tra tutti va sicuramente citato il cavallo. Nelle foreste del Sud America il nostro amico galoppante sembra aver sviluppato una particolare attrazione nei confronti di una piccola rana tropicale tossica, la Phyllomedusa sauvagii. Questa secerne dalla pelle una sostanza che se ingerita induce l’animale in uno stato di profonda euforia. Inoltre il “drogarsi” viene abitualmente effettuato non come azione del singolo ma come attività di gruppo. Questo si nota particolarmente nei delfini, altro esempio di ani-

Phyllomedusa sauvagii_Foto di: Ianaré Sévi, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons


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mali che alterano volontariamente il loro stato psico-fisico. I ricercatori della Murdoch University e una troupe della BBC hanno documentato alcuni esemplari di questi mammiferi acquatici in Australia masticare e poi passarsi tra di loro dei pesci palla, noti per il loro contenuto di tetrodotossina sulla pelle e in vari organi interni. Questa è una potente neurotossina letale per molti animali, umani compresi, mentre nei delfini se assunta in piccole dosi ha effetti stupefacenti. Un altro caso ben documentato è l’utilizzo che i lemuri del Madagascar fanno del mix esplosivo di sostanze che il millepiedi del fuoco secerne. I lemuri vanno a caccia di questi artropodi, iniziano a masticarlo affinché quest’ultimo rilasci una miscela di acido idroclorico, cianuro idrogenato, fenoli, cresoli e benzoquinoni. Tale liquido sarebbe in grado di uccidere piccoli organismi ed irritare gravemente anche la nostra pelle, ma non quella dei lemuri, che anzi sembrano trarre un particolare piacere da tale attività. Il lemure, non mangia il millepiedi, ma inizia a strofinarselo sul pelo, avendo attenzione di raggiungere ogni angolo del suo corpo ottenendo una sorta di ebbrezza. Anche l’alcool è molto utilizzato tra le specie animali per alterare i propri sensi. Dove trovarlo in natura? Nella frutta marcia: la fermentazione di frutta e nettare produce etanolo, la concentrazione di alcol arriva al 3,8% nel nettare e all’8,1% nella frutta. Così si possono leggere storie di elefanti, alci e scimpanzè aggirarsi ubriachi nel paesaggio.

loro cugine tigri, sono soliti consumare l’erba gatta, la quale ha un effetto psicoattivo inebriante ed eccitante. La ragione risiede nel nepetalattone, una sostanza analoga agli ormoni sessuali di alcuni felini. Il cane dal lato suo non usa erba ma preferisce gli anfibi. In Australia è stato notato che i cani sono soliti leccare la pelle del rospo delle canne, il quale secerne una sostanza dagli effetti allucinogeni. Spesso purtroppo molti finiscono dal veterinario a causa della tossicità del secreto. Questi sono solo alcuni di molti esempi, senza aver citato i giaguari e la pianta rampicante yagè, gli orsi e il loro consumo di funghi, entrambi per gli effetti allucinogeni, i wallaby dipendenti dall’oppio coltivato dai contadini, e molti altri. Se quindi sostanze naturali che alterano lo stato dell’individuo vengono consumate abitualmente da molte specie selvatiche, abbiamo d’altra parte molti esempi di sostanze sintetiche artificiali, con effetti completamente diversi. Esulando dai prodotti farmaceutici e altri utilizzati a scopo terapeutico e veterinario, purtroppo esistono realtà dove vengono somministrate droghe ad animali da competizione per aumentarne le prestazioni e le capacità. Esistono tantissime tipologie di gare e competizioni per mettere alla prova le capacità fisiche dell’animale, ambienti nei quali spesso circolano un sacco di interessi monetari. Può capitare in alcuni di questi contesti, anche se più comune in attività illegali, che circolino sostanze dopanti e simili.

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Molecola di Ketamina_Foto di: Martita2, via Wikimedia Commons

mina. Questa, nata come un farmaco sedativo, è stato scoperto essere usata in gare clandestine per aumentare le prestazioni dell’animale. Sia per loro che per uomo la ketamina ha dimostrato un’azione anticonvulsivante. Il farmaco determina un aumento del consumo cerebrale di ossigeno, con incremento del flusso cerebrale, una riduzione della resistenza vascolare cerebrale. Qui purtroppo ancora una volta l’uomo dimostra di poter storpiare un elemento naturale per trarne vantaggio a discapito dei danni sugli altri esseri viventi. Le “droghe” da sempre esistite e utilizzate da vari animali, da migliaia di anni presenti nella storia dell’uomo, sono giunte alla società moderna con la fama che tutti bene conosciamo. La pericolosità sia a livello sanitario sia riguardo la criminalità che accompagna queste sostanze è un problema serio che affligge da molto tempo la nostra comunità.

La natura ci insegna che per vivere in pace serve un equilibrio, uno scambio, dare e ricevere. Quando si desidera sfruttare una risorsa in modo unidirezionale, le conseguenze sono Ultimo ma non meno importante, sempre dannose per entrambe sono curiosi due esempi di aniUn esempio che riguarda i nostri le parti. mali molto vicini a noi: cani e gatti. Questi ultimi, assieme alle amici cavalli è l’uso della chetaIl Cavallo Libero


TALENTI, TRA DESIGN, CAVALLI E NATURA Fondata nel 2004 da Fabrizio Cameli, Talenti è un’azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di arredi per outdoor che coniugano eleganza, funzionalità e qualità. Il brand propone soluzioni per il dining e il living che, con un forte rimando al mondo

indoor, sono in grado di incontrare e soddisfare non solo le esigenze di ogni ambiente esterno, sia contract sia privato, ma anche i diversi stili, da quelli più classici a quelli più contemporanei. Negli anni, l’azienda ha dimostrato un’attenzione sempre maggiore al

mondo della progettazione e, dopo una prima fase dall’impronta fortemente classica, ha iniziato a produrre collezioni dal gusto contemporaneo e sempre più design-oriented, sviluppando anche progetti di lusso per l’hospitality, il residenziale e la nautica.


L’amore per i cavalli è qualcosa che viene da lontano come testimonia non solo la partnership con il recente Endurance Longine World Championship ma soprattutto il bellissimo spazio adibito all’allevamento di purosangue inglesi ed arabi. Splendidi esemplari che, in quanto puledri, vivono in pace aspettando di poter partecipare alle corse. Inoltre, è stato creato anche un centro ippico per farli divertire con altri cavalli, specialmente d’assalto, dove tutti gli amici, i clienti gli appassionati possono andare a divertirsi godendosi questo paradiso terrestre. La famiglia Cameli ha un allevamento vero e proprio che

conta circa 20 esemplari tra cui l’inglesina Giorgine Rose PSI, al Qamaria di Mar, bellissima puledra e Qalbee al Azeeze (“mio caro cuore” in arabo) un purosangue arabo tra gli ultimi arrivati in scuderia. Dal talento equestre a quello per il design. Nel corso degli anni, Talenti ha intrapreso infatti un ambizioso percorso di crescita insieme ad alcuni dei più noti architetti e designer del panorama mondiale, con i quali continua a lavorare proficuamente anche al giorno d’oggi. Una delle prime collaborazioni era stata quella con il designer italiano Marco Acerbis, capace di firmare prodotti

eclettici e camaleontici, ma anche con Cristian Visentin, i cui lavori riuscirono a favorire l’incontro armonioso tra teak e alluminio. Un’altra partnership di grande pregio è quella con la coppia di designer Ludovica e Roberto Palomba, con cui Talenti ha proposto diverse collezioni outdoor dal carattere sobrio e minimalista, sempre elegante. L’azienda ha esplorato i territori della razionalità anche insieme all’architetto Nicola De Pellegrini dello studio Anidride Design, proponendo una linea di cucine outdoor dal grande impatto visivo. Tra le collaborazioni con designer internazionali – oltre alla partnership con Karim Ra-


shid – figurano anche quelle con l’iconico Ramon Esteve e con la new entry Jean Philippe Nuel, autore di una delle nuove collezioni 2021. La continua ricerca di nuove forme e di materiali all’avanguardia, negli ultimi anni, ha permesso a Talenti di inaugurare il suo primo Flagship Store a Milano, in zona Brera, dove dal 2019 sono esposti i pezzi migliori delle sue collezioni. Grazie alla riqualificazione dell’ex Pastificio Federici ad Amelia, in Umbria, l’azienda è stata anche in grado di dotarsi di una nuovissima sede di 80mila metri quadrati di superficie, di cui 20mila coperti, con uno showroom interno di

2mila metri quadrati. Il rapporto con la natura assume forme ancora più affascinanti grazie a no degli elementi più caratterizzanti del nuovo Headquarters di Talenti è senz’altro la torre, che in precedenza veniva utilizzata come silos per la conservazione del grano. Con l’intervento di Filippo Cagnotto e del suo studio d’architettura, la torre è diventata un’installazione verticale vibrante di luce e di richiami al verde, con suggestive lamiere metalliche forate che ne accrescono ancora di più l’attrattività. Le piante utilizzate per la realizzazione della torre sono in grado di cambiare il proprio aspetto e i propri

colori a seconda delle stagioni, comunicando creativamente il carattere versatile dell’azienda e delle sue collezioni. Negli spazi interni della torre è stata inserita un’esclusiva selezione di alcuni dei pezzi più iconici delle collezioni del brand, mentre il suo aspetto esteriore trasmette la ricercatezza e la maniacale cura per il dettaglio comuni a tutte le produzioni Talenti. Il rapporto tra design, natura e bellezza è innato per Talenti che nei prossimi mesi, anche in occasione del Salone del Mobile di Milano a settembre, presenterà tante altre novità.

TALENTI (headquarters e showroom) Strada Amerina km 4,5 05022 Amelia (TR) T. +39 0744 930747 - www.talentisrl.com – customerservice@talentisrl.com


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SAFARI NELLA PLASTICA? UNA GRANDE MINACCIA PER TUTTI GLI ECOSISTEMI E COSA SI PUÒ FARE PER RIMEDIARE

  DI SABRINA COLOMBO                                     A Dicembre 2020 mi sono recata al Parco Nazionale Kruger per un paio di giorni, alloggiando nel campeggio in uno dei campi designati nel parco. Avendo deciso all’ultimo minuto, non avevo nemmeno portato la tenda, dormendo cosi sul retro del fuoristrada...guardando le stelle. La zanzariera era la mia unica barriera con il mondo esterno. Dormire nel bush ha dell’incredibile, in quanto nonostante sia notte, la savana e’ popolata dagli animali notturni, ognuno con un richiamo diverso. Così, spesso, si ha il privilegio di sentire leoni, leopardi, iene, ippopotami, gufi etc...il cui richiamo si fa padrone nelle notti Africane. Le visite al Parco Kruger sono sempre suggestive, in quanto si possono vedere i famosi Big 5 (leoni, leopardi, elefanti, rinoceronti e bufali), ma non solo! Con la sua superficie di due milioni di ettari, il parco Kruger ospita diversi eco-sistemi, animali selvatici e vegetazione molto variegati. Il Covid ha portato ingenti cambiamenti a livello mondiale, incluso al parco Kruger e a tutte le riserve Africane. Non per quanto riguarda gli animali, che continuano la loro vita imperterriti, come nulla fosse, in quanto non sono “scalfiti” dalla pandemia. Mi riferisco piuttosto all’afflusso di visitatori e ai pro e contro di questa situazione. Il Cavallo Libero

IL LAVORO DEL RANGER IN SUDAFRICA Vivendo in Sudafrica e lavorando come Ranger, ho la fortuna di vivere in mezzo alla natura ed esplorarne le sue bellezze di continuo, osservando i comportamenti degli animali, raccogliendo dati, lavorando per preservare gli ecosistemi ed educando le persone sulla necessita’ di vivere in maniera sostenibile, per il nostro futuro. Il mio lavoro, mi porta di conseguenza a notare l’evoluzione degli ecosistemi e lo spazio a disposizione per la natura nel tempo. Nel bene e nel male. Guidare in un parco solitamente piuttosto affollato e vedendo pochissime persone, godendosi il parco “tutto per se”, e’ molto gratificante. Il lato negativo, però, è che per colpa del covid, il parco e tutte le riserve naturali godono di entrate economiche minori e quindi coprire i costi, pagare gli stipendi dei ranger, dei team anti-bracconaggio e di gestione generale, diventa molto difficile, se non impossibile. Per non parlare dell’inquinamento derivante da mascherine usa e getta, bottigliette dei gel disinfettanti e delle solite bottiglie in plastica, sigarette, sacchi in plastica, contenitori take-away etc... E’ alquanto preoccupante come nonostante ci siano poche auto in giro nel parco, la spazzatura non diminuisca, poichè gettata dai finestrini da persone poco responsabili, “rubata e sparsa” da animali curiosi dall’odore di cibo intriso nei pacchetti (mi riferisco

soprattutto a scimmie e babbuini) oppure trasportata da fiumi e torrenti per chissà quanti chilometri, arrivando anche in zone inaspettate e remote. Mentre guidavo dentro al parco, mi sono fermata ad osservare un gruppo di babbuini nel fiume sottostante al ponte dove avevo parcheggiato. Soltanto in pochi posti del Kruger, è consentito scendere dall’auto (per ovvie ragioni di sicurezza) e sui ponti, in zone delimitate, è possibile sgranchirsi le gambe e guardarsi intorno per individuarei ippopotami, coccodrilli, uccellini e altri animali, godendo di una posizione sopraelevata. I babbuini sono sempre divertenti da osservare, in quanto sono sempre presi in qualche attività; quel giorno, mentre ero sul ponte, osservavo un gruppo abbastanza numeroso; alcuni giocavano, altri si spulciavano, bevevano, allattavano il piccolo o semplicemente,


S C I E N Z A & N AT U R A contemplavano il paesaggio alla ricerca di potenziali pericoli. Dopo qualche minuto però qualcosa di anomalo ha attirato la mia attenzione: alcuni babbuini giovani, stavano giocando e “assaporando” delle bottiglie e contenitori di plastica, che il fiume aveva trascinato con se da chissà quale paese o città e a quale distanza. Erano evidentemente contenitori vissuti, non gettati di recente. Vedere plastica in un parco naturale, e soprattutto l’idea che gli animali, mangiandola, possano sopperire (purtroppo capita spesso in quanto sentendo l’odore di cibo pensano sia commestibile) e’ destabilizzante. La decisione di documentare questo momento attraverso foto e video, fu immediato. La possibilita’ di educare persone attraverso immagini forti, mostrando gli effetti delle nostre azioni quotidiane svolte spesso con automatismi in quanto troppo presi da giornate frenetiche, ha acceso in me la speranza di poter fare ancor piu’ la differenza, raggiungendo un audience piu’ ampio.

e alla sostenibilita’ ambientale, nel mio lavoro di Ranger, è un punto saliente. Ognuno di noi, ovunque si trovi nel mondo, ha una responsabilità verso il nostro pianeta, che è la nostra casa. Ogni nostra azione ha un “effetto farfalla”. Non importa dove ci troviamo: ogni nostra scelta ha un impatto sulla catena alimentare, di produzione, di scarto, sugli ecosistemi terrestri e marini. Senza un ambiente in equilibrio, non possiamo pensare a un fuL’educazione alla conservazione turo rigoglioso, sia per noi uma-

Foto di Sabrina Colombo

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Foto di Sabrina Colombo ni, sia per gli animali che tanto amiamo. L’urbanizzazione, la sovrapopolazione umana, il disboscamento, le piantagioni, l’agricoltura, le miniere, gli sprechi e il bracconaggio sono le cause più grandi di perdita di habitat per gli animali e che condurranno, se non si trovera’ un modo per cambiare questo trend in crescita, all’estinzione di tutte le specie. La natura funziona in un sottile equilibrio, e quando per esempio un insetto diventa estinto in quanto i pesticidi dei campi agricoli lo sterminano, questo avrà un impatto sugli uccellini, sui predatori e sulla vegetazione stessa. Non si possono spezzare le catene naturali, poichè in questo modo anche gli equilibri vengono a mancare. Vivere in modo sostenibile è più semplice di quanto si pensi, con un po’ di buona volontà..! La natura ci insegna che si ha bisogno del minimo indispensabile per vivere ed essere felici. Gli animali non saranno mai di fretta, non avranno mai un telefonino o internet, usano solo ciò di cui hanno veramente bisogno (cibo e acqua) e non inquinano. Il Cavallo Libero


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Il mondo frenetico in cui viviamo, ha portato la società a dimenticarsi delle piccole cose, degli oggetti destinati a durare nel tempo, dei valori da trasmettere e del tempo di qualità passato con i propri cari. Tutto ciò ha solo dato beneficio al consumismo sfrenato promosso da marketing incessante che ha il compito di convicere le persone a comprare di tutto e di più, a colmare vuoti esistenziali con shopping compulsivo, a prediligere l’apparenza alla sostanza, a promuovere le comodità perchè “non si ha mai tempo di...” Una scusa per continuare a beneficiare di questo circolo vizioso che sta portando a danni La plastica rappresenta un granirreparabili per il nostro amato dissimo problema per l’inquipianeta. namento ambientale. La produzione mondiale di plastica è Vivere in modo sostenibile è dav- passata dai 15 milioni del 1964 vero semplice, e ognuno di noi lo agli oltre 310 milioni attuali. puo’ fare, iniziando da cose basi- Ogni anno almeno 8 milioni di che per poi evolversi sempre di tonnellate di plastica finiscono più. negli oceani del mondo e, ad Il fatto di sentirsi utili per il piane- oggi, si stima che via siano più di ta e fare del bene, rende questo 150 milioni di tonnellate di plastistile di vita davvero gratificante e ca negli oceani. genera una volontà di fare sem- Se non ci sarà un’inversione del pre di più, nonostante delle volte trend, gli scienziati hanno ipoimplichi dei piccoli sacrifici e ri- tizzato che entro il 2050 avremo nunce. piu’ plastica che pesci negli oceIl Pianeta Terra è la nostra casa, ani... e senza di esso non avremo una Dagli anni Cinquanta del secolo casa, una famiglia e tutte le risor- scorso, con l’avvio della granse naturali limitate che ci dona. de diffusione dell’utilizzo della Ho acquistato sempre più con- plastica, abbiamo prodotto 8,3 sapevolezza riguardo la soste- miliardi di tonnellate di plastica, nibilità ambientale lavorando buttandone in natura circa 6,3 come Ranger a LEO Africa, in miliardi (e come se ogni abitanSudafrica (www.leoafrica.org) te della Terra trascinasse con se promuovendo, adottando, inse- circa una tonnellata di plastica). gnando e fornendo esempi pra- Il 79% di questa plastica è finita tici su come adottare uno stile appunto nelle discariche e in tutti di vita più sostenibile e in linea gli ambienti naturali, il 12% è stacon le esigenze del pianeta, uni- to incenerito e solo il 9% riciclato. tamente a lavorare in prima linea La plastica si trova ormai ovunper la conservazione dell’am- que: se ne sono trovate tracce biente e il monitoraggio della nei ghiacci, nelle grandi fosse fauna selvatica. marine, fino a 10 km di profondità (fossa delle Marianne) e non Qualche dato sulla plastica... è un caso che gli studiosi che Il Cavallo Libero

Foto di Sabrina Colombo stanno studiando l’individuazione di un nuovo periodo geologico della storia della Terra, definito appunto Antropocene  (a dimostrazione della pervasività dell’intervento e della pressione umana su tutti i sistemi naturali del Pianeta ), stanno analizzando la plastica come un “tecno fossile” capace di essere presente nelle stratificazioni geologiche, mentre nelle isole Hawaii sono state individuate rocce definite plastiglomerato perché la plastica è presente e inserita nel loro interno. Anche il Mediterraneo sta diventando una “zuppa” di plastica. Si stima che un chilometro quadrato nei mari italiani ne contenga in superficie fino a 10 chilogrammi in particolare nel Tirreno settentrionale, tra Corsica e Sardegna, attorno alla Sardegna, la Sicilia e le coste pugliesi si stimano almeno 2 kg. Si tratta di valori che superano quelli della famosa isola di plastica presente nel vortice del Pacifico settentrionale, dove in un’area di circa un milione di km quadrati la densità delle microplastiche è di circa 335.000 ogni kmq. Nel Mediterraneo questa cifra giungerebbe a 1,25 milioni. Sacchetti e bottiglie  sono alcuni


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dei prodotti all’origine di questo drammatico fenomeno. [fonte dei dati WWF] Iniziando dalle piccole cose, si può fare la differenza. Ad esempio, impegnandosi a “cancellare” o per lo meno ridurre al minimo dalle nostre abitudini la plastica monouso (bottigliette di plastica, sacchetti in plastica, cannucce, contenitori usa e getta) e comprare solo ciò di cui si ha veramente bisogno (possibilmente anche di seconda mano) è un primo passo veramente facile e necessario verso la sostenibilità. Iniziai cambiando le mie abitudini poco a poco. Ora, unitamente a vivere senza usare plastica usa e getta al massimo del mio impegno, ho modificato sempre più abitudini, prediligendo materiali alternativi alla plastica. La cosa entusiasmante è che ormai sono talmente abituata a vivere con questi piccoli accorgimenti, che per me sono diventati la normalità. E se ce la faccio io, ce la può fare chiunque! Per poter accogliere questo pensiero, come tutti gli altri, è importante avere una mentalità aperta e non essere prevenuti. Spesso si pensa che cucinare qualcosa richieda troppo tempo, o cercare un filtro per l’acqua sia troppo difficile etc e ci si arrende. Grazie a internet oggi è possibile trovare di tutto online, stando ovviamente attenti all’etica delle compagnie scelte, al packaging del prodotto e della spedizione. Uso spesso internet per cercare idee e soluzioni, e poi guardo a livello locale se sono disponibili, sostenendo anche i business piccoli e a “Km zero”, che preferisco alle grandi multinazionali. Ovviamente è consigliabile acquistare solo ciò di cui si ha veramente bisogno per evitare di cadere nel consumismo “plastic free”. Per esempio, se si è già in possesso di una borraccia di plastica riuIl Cavallo Libero


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Registrandosi gratis sul sito, si può prendere un impegno per iniziare il percorso “verso la sostenibilità”. Iniziata qualche anno fa, questa iniziativa ogni anno Luglio è il mese dedicato allo coivolge milioni di persone e i ristile di vita senza plastica da sultati sono davvero ammirevoli! diversi anni, grazie all’iniziativa promossa da Plastic Free July. Per saperne di piu, consiglio di tilizzabile, è bene usarla finchè non sia necessario l’acquisto di una nuova e cosi via per tutti gli altri oggetti della quotidianità.

visitare il sito: www.plasticfreejuly.com Il nostro pianeta, e’ la nostra casa e ci supporta quotidianamente. Prendercene cura e’ una nostra responsabilita’. Lui ci ricompensera’ donandoci la vita..!

Foto di Sabrina Colombo

Alcuni siti dove poter prendere spunti pratici o acquistare prodotti senza plastica https://www.negozioleggero.it/ - Negozio a peso, completamente senza plastica! www.lessplastic.co.uk – consigli su come vivere senza plastica www.plasticfreejuly.com – Ogni anno a Luglio, questa iniziativa è un modo per introdurre le persone a vivere senza plastica, prendendo un impegno, dal piu’ piccolo al più impegnativo, iniziando proprio con il mese di Luglio. www.sabrinacolombophotography.com – Consigli pratici su come vivere senza plastica, storie di conservazione e fotografia www.leoafrica.org – Programma di volontariato dedicato alla conservazione, monitoraggio della fauna selvatica e sostenibilità ambientale, Sudafrica https://www.falacosagiusta.org/2020/campagna-zero-waste-luglio-senza-plastica/ Il Cavallo Libero


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NASCE LA POLITICA AMBIENTALE DI E.N.G.E.A. “Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile” è il documento adottato dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite in occasione del Summit sullo Sviluppo Sostenibile tenutosi il 25-27 settembre 2015. Gli elementi essenziali sono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e i 169 sotto-obiettivi, i quali mirano a lottare contro i cambiamenti climatici, in funzione del miglioramento economico e del progresso della società, e a ridurre povertà e ingiustizie sociali. Il raggiungimento di questi 17 obiettivi rappresenta la più grande sfida globale e un requisito indispensabile per lo sviluppo sostenibile. E.N.G.E.A. che condivide in pieno l’ambizioso progetto, desidera dare il suo contributo al raggiungimento degli obiettivi, adottando una politica ambientale ecosostenibile mirata al miglioramento della qualità della vita ed alla salvaguardia ambientale. Gli obiettivi che E.N.G.E.A. si pone per essere sempre più GREEN sono: • Ridurre gli impatti ambientali • Risparmiare energia e ridurre le emissioni di CO2 • Favorire la partecipazione e la collaborazione di tutte le parti interessate E.N.G.E.A. , in un ottica di costante crescita e miglioramento, desidera che tutti i suoi Dirigenti, Quadri Tecnici ed Associati siano sempre più sensibili a questo tema, motivo per cui ha implementato e continuerà ad implementare nei suoi percorsi formativi per Guide, Tecnici ed Istruttori la conoscenza, il rispetto e l’educazione all’ambiente; E.N.G.E.A. confida ed affida alle Guide Equestri Ambientali, figure di punta del connubio tra le attività equestri e l’interazione con la natura, di essere portavoce e diventare essi stessi educatori di una corretta politica ambientale. E.N.G.E.A. inoltre si avvale e sostiene fortemente il lodevole lavoro svolto dall’ENGEA Garibaldini Volontari a Cavallo, unità operativa della protezione civile, che insieme ai suoi volontari contribuisce al ripristino di zone degradate e deturpate dai rifiuti abbandonati. PRIMA NOVITA’ IN ASSOLUTO DEL 2021 LE TESSERE ASSOCIAZIONISTICHE IN PVC BIODEGRADABILE

Maggiori informazioni sul documento Agenda 2030 www.unric.org/it/agenda-2030/


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CINOFILIA

PIANETA CUCCIOLO  

DI MADDALENA SALVADEO                                    

Il momento più emozionante della nostra relazione con il cane è forse il primo giorno. Tutte le aspettative, le emozioni, le ansie e le paure confluiscono nel momento in cui saliamo in macchina e ci dirigiamo verso il nostro futuro cucciolo. Partiamo dal principio: che cos’è un cucciolo? Ognuno di noi protrebbe dare una definizione diversa di questo piccolo organismo e tutte probabilmente sarebbero corrette. Come ogni piccolo animale, il nostro cane deve crescere velocemente: in circa due mesi il piccolo deve diventare quasi autonomo e prepararsi a salutare madre e fratelli. Facciamo chiarezza su questo momento di distacco. In Italia, dopo il disegno di legge 2858 art. 8 comma 6, è vietato staccare il cucciolo dalla madre prima dell’undicesima settimana di età, periodo che è stato modificato e riportato ai 60 giorni classici da un testo di legge unico (modifica di legge del 30 dicembre 2009, n.33, articolo 105, comma 1, lettera e). Si è resa necessaria una legiferazione su questo argomento in quanto questi primi importantissimi giorni rientrano nei protocolli di benessere animale: la madre e l’interazione con i fratelli impartiscono degli insegnamenti che noi difficilmente riusciremo a compensare in un futuro. Non è un caso che i cani staccaIl Cavallo Libero

Foto di Claudia di Donato per Riviera Sporting Gundogs ti troppo presto dalla cucciolata abbiamo problemi nell’utilizzo della bocca e del morso piuttosto che una cattiva autogestione nel famoso “stop”, ovvero quel momento in cui viene richiesto di interrompere un comportamento e di tornare ad una situazione di calma. Spesso questi cuccioli “precoci” sono iperattivi, fisici, irruenti. Questi atteggiamenti, in un cucciolo equilibrato, non sono presenti perché durante il periodo di permanenza in cucciolata la madre e i fratelli impartiscono quella che noi chiameremmo “buona educazione”: la mamma interviene in situazioni in cui i cuccioli esagerano tra di loro per esempio. Anche le interazioni tra fratelli sono preziose: giocando tra loro

i piccoli di cane imparano a coordinarsi, a muoversi, a comunicare correttamente. L’essere cucciolo prevede diversi periodi di sviluppo: quello neonatale (dalla nascita ai 15 giorni di vita), quello di transizione (dal 15esimo al 20esimo giorno) e quello di socializzazione (dal 21esimo giorno ai 4 mesi di età). E’ durante il periodo di transizione, che coincide con l’apertura degli occhi e lo sviluppo dell’udito, che avviene l’impregnazione o Imprinting, cioè quel momento particolarmente sensibile e immodificabile in cui l’apprendimento sociale del cucciolo (di qualsiasi genere e specie) è ai massimi livelli. Ciò che succede in questi primi giorni segnerà tutta la vita futura del soggetto.


CINOFILIA

Da queste poche righe si capisce quanto sia importante un accurato e attento intervento da parte dell’allevatore, che deve proporre ai cuccioli piccole cose nuove ogni giorno (rumori, consistenze, giochi, superfici ecc) ma senza esagerare con le stimolazioni: il tutto deve avvenire in maniera facile e naturale. Tutto ciò che i cuccioli affronteranno in questo periodo insieme ai fratelli sarà vista come un’esperienza costruttiva, un’avventura da vivere sotto l’occhio attento e vigile della madre, che gioca un ruolo fondamentale. Permettetemi a questo punto due considerazioni sulla mamma. Data la sua importanza, è necessario che la madre affronti la cucciolata con lo spirito giusto: il cane viene definito finalmente maturo a circa 3 anni di età. E’ qui che la maturazione fisica e sociale si concludono, per questo le cucciolate precoci rischiano di avere una madre poco attenta o poco presente, fondamentalmente perché ancora immatura. Lasciamo che le madri facciano a loro volta le cucciole, che crescano e che facciano esperienze di vita. Questo servirà a farle crescere equilibrate e sicure di sè e quindi pronte ad affrontare la gravidanza, il momento del parto e lo svezzamento. Una buona madre avrà molte più probabilità di crescere cuccioli equilibrati. Al compimento dei 60 giorni di vita i cuccioli sono pronti a raggiungere le loro future famiglie e da qui in poi tocca a noi proseguire il lavoro di crescita. Come fare? Ogni cucciolo è ovviamente differente, ma in linea generale, dopo il trauma del distacco materno, bisogna dar loro un primo periodo di abituazione alla nuova casa, alla nuova famiglia, al nuovo ambiente. Questi piccoli esseri sono macchine perfette e si adatteranno in

fretta alle novità e alle persone, ma questo vuol dire che si abitueranno subito anche alle cose sbagliate. Per questo nel primo periodo bisogna impostare una buona gestione, che è diversa da una buona educazione. La gestione di un cucciolo riguarda principalmente la soddisfazione dei suoi bisogna primari, quindi fame, sete, deiezioni, riposo. Per questo è importante garantirgli momenti in cui man-

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giare tranquillo (soprattutto se in casa sono presenti altri cani), luoghi chiari e ben definiti in cui sporcare e momenti in cui riposare. Piccola curiosità: durante il riposo l’organismo del cucciolo produce l’ormone della crescita ed è dunque fondamentale permettergli di dormire senza essere disturbato e per tutto il tempo di cui ha bisogno. In molti casi è utile utilizzare un luogo in cui ha accesso solo il cucciolo e in cui

Foto di Claudia di Donato per Riviera Sporting Gundogs Il Cavallo Libero


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possa rifugiarsi per dormire. Il nervosismo di alcuni cuccioli in certi orari spesso viene interpretato come eccesso di energia, in realtà in molti casi è solo sonno! Quando siamo sicuri di avere una buona gestione del nostro cucciolo, possiamo passare alla fase educativa. La domanda più comune è “Ma quando si comincia?”. Come abbiamo visto in precedenza il cucciolo è in fase di socializzazione fino ai 4 mesi di età ed è quindi importante proporgli esperienze costruttive durante questo periodo, come per esempio visitare luoghi, passeggiare, conoscere cani e persone, esplorare il mondo tattile e olfattivo. Il tutto sempre seguito da un sano pisolino ristoratore. Un professionista serio sa sempre cosa consigliarvi per ogni fase d’età e a seconda della profilassi vaccinale in atto, ma in linea di principio si può cominciare da subito ad impostare una relazione educativa a casa con il proprio cucciolo... Come? Facendo ciò che al cucciolo riesce meglio: giocando! Come abbiamo già visto, il nostro amico in

cucciolata impara attraverso il gioco: sfruttiamo questa caratteristica per insegnare al cane che starci vicino è positivo, che tornare al nostro richiamo gli procura tanto divertimento, che seguendoci si vivono mille esperienze positive e che può contare su di noi in caso di difficoltà. Esistono diversi tipi di giochi che si possono fare con il cucciolo, i due più classici sono la pallina e il tiraemolla. Nel primo caso bisognerà costruire con calma e testa il riporto o la condivisione dell’oggetto palla (a meno che il cane già non ce l’abbia naturalmente); nel secondo caso utilizziamo una corda del materiale che il nostro piccolo amico preferisce (es. Cotone, stracci, pile, tela ecc) e divertiamoci al tiro della fune. In linea di principio la palla rinforza il cane in un punto lontano da noi, il tiraemolla invece imposta le azioni come una “lotta giocosa”, cioè esattamente quello che fanno i cuccioli tra fratelli (in questo caso il rinforzo è vicino al nostro corpo). Il vantaggio del tiraemolla è anche quello di reindirizzare la bocca del cane su un oggetto, permet-

tendogli di utilizzarla in modo del tutto corretto e naturale. La leggenda metropolitana vuole che il tiraemolla aumenti l’aggressività del cane. Lasciamo che questa affermazione resti una leggenda. L’obiettivo di tutti i nostri sforzi è quello di diventare delle persone interessanti agli occhi del nostro cane, delle persone degne di essere seguite e di conseguenza delle buone guide. Il cane non vuole un padrone, vuole una guida che sappia essere divertente ma anche ferma e coerente, un compagno di avventure che gli possa dedicare energie, tempo e perché no anche fatica. Ma sopratutto il cane cerca qualcuno con cui divertirsi. Il segreto per impostare un buon gioco con il vostro cane è che siate voi i primi a divertirvi, che siate fantasiosi, che torniate un po’ bambini lasciandovi alle spalle i freni imposti dalla società. Se riuscirete a far questo scoprirete una nuova frontiera di rapporto con il vostro cane dalla quale difficilmente vorrete tornare indietro.

Foto di Maddalena Salvadeo Il Cavallo Libero


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