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Mensile - Spediz. in abb. postale - art. 2, comma 20/b Legge 66/95 - Filiale di Milano - In caso di mancato recapito restituire all’ufficio CMP Roserio. Il mittente si impegna a pagare i diritti fissi di restituzione.

CSC CANTIERI STRADE COSTRUZIONI OTTOBRE 2010 anno XXVII n. 242

MECALAC

Basta un Boost... La serie AF

SPECIALE GEOFLUID Esserci è un privilegio

CAMPO PROVE: DOOSAN DX 160W - FORD FIESTA 1.4


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Progetto Involucro attesta la validità del metodo costruttivo Stile21, utilizzato da 10 tra le più rappresentative aziende presenti sul territorio nazionale, per la costruzione di edifici di qualsiasi tipologia. Ville, hotel, condomini, sedi comunali e scuole, sono solo alcuni esempi di opere edificate con la nuova metodologia.

L’OPINIONE di Daniele Rossetti*

DAI NUOVI MATERIALI DEI NUOVI EDIFICI

I

* consulente di direzione Stile21.

n questi ultimi anni, il settore dell’edilizia nel nostro Paese ha subìto una dura battuta d’arresto. Colpa della crisi, si sente dire comunemente. In realtà, la situazione attuale può essere considerata come una delle conseguenze del processo di ridimensionamento del mercato immobiliare, iniziato molto prima di questo periodo di difficoltà economica. Per le aziende, un modo proficuo e strategico per affrontare l’ostacolo è quello di considerarlo come un’occasione di ridefinire i propri standard e individuare nuove opportunità per il futuro, anche alla luce di una naturale selezione della concorrenza nel mercato di riferimento. È, infatti, in momenti come questi che si consolidano solo le realtà imprenditoriali che, puntando all’eccellenza, sono riuscite, nel corso degli anni, a capitalizzare nel modo migliore la propria esperienza e a conquistare una clientela fidelizzata. È quello che sta accadendo a Stile21, marchio di qualità, sviluppato da un gruppo di aziende specializzate nel settore strutture in legno, nato con lo scopo, da un lato, di valorizzare il design Made in Italy nel settore delle costruzioni, e dall’altro, di affermare un approccio tecnico-scientifico all’avanguardia, in grado di assicurare il massimo benessere per gli utenti. Abbiamo deciso di investire in un’iniziativa ambiziosa, denominata “Progetto Involucro”, con la finalità di certificare il comfort abitativo garantito dagli edifici realizzati secondo il Protocollo TecnicoPrestazionale Stile21. Il settore delle costruzioni in legno è, infatti, in controtendenza rispetto all’edilizia tradizionale, anche grazie alla diffusione di una nuova presa di coscienza: quella della necessità di rispondere alle

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CSC ottobre 2010

diverse esigenze architettoniche e funzionali, con l’offerta di una forte sinergia tra benessere, ecologia e prestazioni. “Progetto Involucro” attesta la validità del metodo costruttivo Stile21, utilizzato da 10 tra le più rappresentative aziende presenti sul territorio nazionale, per la costruzione di edifici di qualsiasi tipologia. Ville, hotel, condomini, sedi comunali e scuole, sono solo alcuni esempi di opere edificate con questa metodologia, garanzia di affidabilità, professionalità ed elevata competenza tecnica. Un’approfondita analisi delle performance termoigrometriche e acustiche di alcuni nostri fabbricati ci ha permesso di creare un modello campione ottimizzato di stratigrafie, che, a prescindere dalla localizzazione geografica, offre elevate e garantite prestazioni, in termini di comfort. Attraverso il parametro del benessere percepito, è possibile verificare minuziosamente la validità e la qualità del nostro metodo costruttivo, non solo dal punto di vista teorico ma in modo concreto. “Progetto Involucro” rappresenta una testimonianza della volontà di Stile21 di condividere il proprio know-how, con la finalità comune di realizzare edifici sempre più confortevoli e performanti. Crediamo, inoltre, che un atteggiamento di collaborazione possa contribuire a rendere il quadro legislativo più chiaro e completo, a fronte di un maggior coinvolgimento delle aziende nella definizione delle normative di riferimento. Ci auguriamo che la nostra iniziativa non rimanga isolata e che anche altri operatori decidano di investire nella ricerca. Questo confermerebbe la presenza sul mercato di imprenditori che, nonostante tutto, guardano al futuro con ottimismo.


CSC

ABBONATI

CANTIERI STRADE COSTRUZIONI

Al prezzo 2010

ottobre 2010 Anno XXVII Numero 242

Direttore responsabile Andrea Aiello Hanno collaborato Massimiliano Barberis, Lorella Turchetto, Angelo Artale, Renzo Arletti, Alberto Caletti, Federica Calò, Giuseppe Cantalupo, Lele Chichierchia, Giovanni Fassi, Marzia Giusto, Alessandro Maggioni, Mario Marchisio, Pietro Mezzi, Roberto Nicoletti, Giuseppe Provvisiero, Paolo Raffaelli, Rossella Rodelli Giavarini, Daniele Rossetti, Alessandro Rossi, Thalita Seno, Stefano Zucali, Paolo Zumaglini. Progetto grafico e impaginazione Mariella Salvi Pubblicità adv@gestoeditore.it

approfondimenti interviste rubriche servizi speciali Prove esclusive di macchine e veicoli Abbonamento • Italia

Traffico Silvia Pizzi silvia@gestoeditore.it

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Associato a:

Associazione Nazionale Editoria Specializzata

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10 numeri ALl’anno

___________________________________________________________ Da inviare per posta ordinaria, fax, allegato e-mail a: CSC Cantieri Strade Costruzioni - Viale Coni Zugna, 71 20144 Milano - Italy - Tel. +39 023451230 - Fax +39 023451231 cantieri@gestoeditore.it - www.gestoeditore.it Legge Privacy Informativa resa ai sensi dell'art. 675/96 Richiesta dati anagrafici. I dati saranno utilizzati con mezzi automatizzati e non a fine di informazione, ricerca e statistica e di promozione commerciale e non saranno per nessun motivo divulgati all'esterno. Titolare del trattamento dei dati è Gesto Editore Srl - Viale Coni Zugna 71 - 20144 Milano. Chi comunica i propri dati personali gode dei diritti di cui all'art. 13 della legge 6/5/96 tra cui il diritto di ottenere la modifica o cancellazione dei dati forniti. Il conferimento di tali dati è facoltativo e l’accesso a tale servizio è subordinato alla prestazione del consenso.

      

 

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CSC ottobre 2010


SOMMARIO | ottobre 2010

Mensile - Spediz. in abb. postale - art. 2, comma 20/b Legge 66/95 - Filiale di Milano - In caso di mancato recapito restituire all’ufficio CMP Roserio. Il mittente si impegna a pagare i diritti fissi di restituzione.

CSC

4 CSC news

CANTIERI STRADE COSTRUZIONI OTTOBRE 2010 anno XXVII n. 242

MECALAC Basta un Boost... La serie AF

SPECIALE GEOFLUID Esserci è un privilegio

CANTIERI

14 15 16 18 28

• Andreoli..................................7 • Asphaltica............................47 • Berti......................................21 • Bobcat..................................11 • Bomag..................................29

Geofluid..................................54 Gis.........................................62

• Ihimer............................ II Cop. Iveco.......................................36

• Jcb......................................12 • Kubota....................................5 Laterlite...................................15 Liebherr..................................46

• Maxisoil................................59 Mecalac - Ahlmann.................16 Mitsubishi Fuso......................35

• Multitrax.........................34, 63

Formati e sicuri

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La nuova ammiraglia di casa Vögele

34 35 36

Scorre con ritmo

14

Verde e potente È tutta una questione di peso

SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

38 PROVE su strada

Ford Fiesta Van/Duratorq 1.4 Il Van alla moda

Doosan...................................22

General Smontaggi................48

Works for You

32

• Daf...............................IV Cop. • Dieci.......................................8

Ford Fiesta.............................38

Basta un Boost…

STRADE

C&B due.................................61

• Dynapac...............................30 • Fassi....................................37 • Fiera Milano.........................44

L’hotel scavato nei Sassi

DOOSAN DX 160W

IN COPERTINA

Le Aziende in Questo Numero

Doppia spirale, impasto perfetto

22 campo prove

CAMPO PROVE: DOOSAN DX 160W  FORD FIESTA 1.4

La macchina perforatrice MDT 80 B di MDT Mc Drill Technology

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COSTRUZIONI

46 48 49 50

45

Una gru-taxi per l’eolico Decommissioning a 360°

62 CSC EVENTI 64 CSC VETRINA

Colpi di sole 4 stadi Mondiali

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Speciale GEOFLUID

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60 L’edilizia si fa verde 61 Riciclare in mobilità

Esserci è un privilegio

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Officine Nora...........................14 Peri.........................................50

• Rotair...................................58 • Smopyc..................................6 Stile 21.....................................1

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Terex.......................................18 Unacea...................................28

• Viatec .......................... III Cop. Voegele..................................32

• Gli Inserzionisti

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CSC news Dalla Lombardia 2 milioni

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a nessuno li vuole, e i 2 milioni di contributi sono sospesi. L’iniziativa della Regione Lombardia avrebbe favorito «l’aggregazione delle imprese di costruzione, ovvero la costituzione di consorzi stabili, consorzi d’acquisto e di nuove imprese global service attraverso l’integrazione di competenze tecniche complementari». Regione Lombardia ha provato a stimolare la crescita dimensionale delle imprese edili, un settore in cui la polverizzazione degli operatori in realtà di 2-5 addetti è la norma, ma nessuna richiesta è giunta sulle scrivanie regionali. Le domande avrebbero dovuto essere depositate dal 23 maggio e avrebbero portato a ottenere, se valide, un contributo da 10 a 160 mila euro. Dopo la sospensione del bando ci si riprova con un progetto nuovo e migliorato dal 31 ottobre 2010. Ma restano i dubbi dell’Ance Lombardia.

Il Duonic di Fuso

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itsubishi Fuso monta un cambio a doppia frizione per veicoli industriali che funziona come un automatico ma, a differenza di un cambio con convertitore di coppia completamente automatico, consente di contenere i consumi e, di conseguenza, ridurre le emissioni. Il cambio a doppia frizione è un cambio manuale automatizzato. Come per i cambi completamente automatici, è dotato di un sistema a due pedali (pedale dell’acceleratore e pedale del freno) e di una leva di selezione delle marce. La leva selettrice consente di scegliere tra modalità di cambio marcia automatica oppure manuale. Il Duonic M038S6 ha sei marce avanti e una retromarcia, è abbinato a una frizione a bagno d’olio esente da usura, che consente di ridurre i costi di manutenzione eliminando la necessità di sostituire eventuali dischi logori. La frizione a bagno d’olio è stata integrata con una funzione di avanzamento lento, secondo gli standard adottati per i cambi automatici con convertitore di coppia. Tale funzione permette di controllare facilmente la velocità del veicolo durante gli spostamenti a velocità ridotta, in fase di manovra o in caso di guida nel traffico con frequenti arresti e partenze, oltre a facilitare le partenze in salita.

TOGA E MARTELLO A cura dell’Avv. Stefano Zucali di Milano, esperto in diritto degli appalti, contrattualistica e diritto amministrativo*

Le ultime novità in tema di somministrazione di manodopera

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La crisi economica che ha investito il mercato del lavoro ha colpito in maniera rilevante anche le Agenzie che somministrano manodopera. Il ricorso massiccio alla Cassa Integrazione Guadagni da parte delle imprese è andato di pari passo con la contrazione della domanda di lavoro somministrato. Ma prima di esaminare le novità introdotte dalla Legge Finanziaria 2010 per far fronte a questa grave situazione, va fatta una breve premessa sul quadro normativo vigente in tema di somministrazione di manodopera. La materia è stata regolata per decenni dalla Legge n.1369/1960 che poneva il generale divieto di “interposizione di manodopera” vietando cioè tutti i fenomeni in cui un soggetto utilizza in modo simulato il contratto d’appalto (o altre forme contrattuali) per mettere a disposizione di un altro soggetto prestazioni di lavoro. La rigidità di questa previsione è stata in seguito attenuata dalla Legge n.196/1997 che ha riconosciuto, in particolari condizioni e a particolari soggetti, la possibilità di stipulare un contratto che preveda la fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo (cosiddetto lavoro interinale). E’ poi intervenuta la “riforma Biagi” che, con la Legge n.30/2003 e il D.Lg. n.276/2003, ha innovato la materia in maniera ancora più inci-

siva modificando profondamente tutti gli istituti che, a vario titolo, consentono l’utilizzo di prestazioni di lavoro da parte di un soggetto diverso dal datore di lavoro (appalto, distacco, somministrazione di manodopera). Pertanto, ad oggi, tralasciando l’ipotesi particolare del distacco, la fornitura di manodopera può lecitamente avvenire tramite un vero e proprio contratto d’appalto, che deve però prevedere l’assunzione del rischio economico e l’autonomia di gestione dell’appaltatore, ovvero tramite l’istituto della somministrazione da parte di Agenzie di lavoro autorizzate (art.4, 5 e 6 D.Lg. n.276/2003). Al di fuori di queste ipotesi, la fornitura di manodopera continua ad essere vietata con applicazione del rigido regime sanzionatorio previsto dagli artt.18 e 27 D.Lg. n.276/2003 che puniscono la fattispecie di somministrazione “irregolare” e quella più grave di somministrazione “fraudolenta” che si verifica allorquando vi sia la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicato al lavoratore. Ovviamente, in tutti i casi di illegittima somministrazione di manodopera, il lavoratore ha facoltà di chiedere al Giudice del Lavoro il riconoscimento della sussistenza di un rapporto di lavoro alle di-

pendenze di chi ha materialmente usufruito delle sue prestazioni. Così delineato il quadro normativo generale, vanno evidenziate le recenti novità introdotte dalla Finanziaria 2010 (Legge n.191/2009). Si tratta di alcuni importanti correttivi alla disciplina della somministrazione di manodopera che tengono conto del difficile momento del mercato del lavoro. In primo luogo è stato introdotto il comma 5 bis all’art.20 del D.Lg. n.276/2003 che agevola enormemente l’utilizzo dell’istituto della somministrazione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità disapplicando alcuni dei limiti previsti per i lavoratori non iscritti. Viene, inoltre, ripristinata la disciplina della somministrazione a tempo indeterminato (“staff leasing”) con possibile estensione dei settori di applicazione. E infine, viene limitato il divieto di ricorrere alla somministrazione di manodopera nei periodi immediatamente successivi ad una crisi aziendale rendendo più facile il ricorso a questo istituto da parte di imprese che hanno attuato licenziamenti collettivi o hanno fatto ricorso alla Cassa Integrazione. Sulla carta sono tutti strumenti potenzialmente efficaci ma andrà verificata sul campo la loro idoneità a risollevare le sorti di un mercato ancora in profonda crisi.

* Per contatti: 02 54122117 - stezucali@tiscali.it

I sette di Romagna

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asce in Romagna il progetto di 7 aziende che hanno maturato negli anni un’ampia esperienza in costruzioni a risparmio energetico, e che hanno come obiettivo comune quello di riuscire a costruire spazi abitativi di qualità. Home per le costruzioni a secco in cartongesso, Lectron per le installazioni elettriche, SL Venturini per la bioedilizia, Martini Legnami per le strutture in legno, Rustichelli Color per le pitture naturali e i materiali isolanti, GZ Gentilini e Zappi per gli impianti termoidraulici, TBT2 per gli infissi, Compagnia delle Opere di Ravenna e Ferrara come coordinamento dell’iniziativa. È un nuovo modo di fare edilizia, attraverso l’utilizzo di tecnologie e particolari tecnici studiati nei minimi dettagli come la scelta dei materiali, le soluzioni ingegneristiche e impiantistiche più all’avanguardia, per ottenere una riduzione dei costi legati alla dispersione energetica. Tutto questo oggi è possibile, grazie a 7 imprese che hanno deciso di lavorare insieme per cercare di comunicare ai consumatori che il recupero energetico parte dalle abitudini di tutti noi, e soprattutto dall’uso intelligente delle risorse e dei materiali. Sette imprese guidate dal desiderio comune di un lavoro di qualità, 7 imprese per realizzare un’intera abitazione senza sprechi: dal tetto agli infissi, dalle installazioni elettriche alle pitture e agli impianti termoidraulici, dal cartongesso alle mura.

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CSC news Spitzer alla Iaa

Soffio, scaldo e spruzzo con Aebi

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resentata a Roma in estate la Road Patcher di Aebi promette molto e mantiene. È un nuovo modo, molto veloce e essenziale, di riparare i manti stradali spesso sconnessi delle strade, e in Italia non son pochi. Il che obbliga spesso a dovere ricorrere a una intera squadra di ‘stradini’, a mettere transenne e a bloccare il flusso del traffico per alcune ore se non per giorni. L’Sr 1501 invece fa tutto da sola, e con un solo operatore grazie a 2 joystick ai lati del volante e a una proboscide sul tetto. La macchina da carrare su qualsiasi telaio usa una tramoggia da 6,5 m³ di ghiaia, e un serbatoio riscaldato da 1.500 litri di bitume a 80 gradi (emulsione bituminosa). Le fasi di intervento consistono solo nel posizionarsi nei pressi della buca, stendere il braccio estensibile e prima di tutto pulire la zona con aria compressa, anche se cosparsa d’acqua (la fa evaporare tramite un bruciatore a gasolio), poi spruzzare il bitume, riempire la buca con gli aggregati, rifinire con la ghiaia e compattare con un rullo o tramite il passaggio stesso delle gomme del camion. Dati tecnici Pietrisco serbatoio (m³) Bitume serbatoio (l) Bitume pompa (l / min) Aria compressa (m³ / min)

SR 1501 6,6 1,500 60 11

Sans titre-6 1

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lla Iaa la botte Spitzer in materiali compositi dall’interno in Gelcoat facilmente pulibile e resistente agli acidi. Già 50 esemplari ne circolano in Europa a dimostrare la bontà del progetto. La tecnologia offre una maggiore rigidità con un peso inferiore. A seconda della struttura del veicolo questo significa un carico utile in più fino a 300 kg. Grazie al rivestimento il materiale inizia a fuoriuscire con un angolo di inclinazione inferiore a tutto vantaggio della stabilità in fase di ribaltamento della cisterna. Inoltre i materiali compositi assicurano una conducibilità termica inferiore che favorisce la riduzione della condensa interna.

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T u tt o r u o ta A cura di Giuseppe Cantalupo

Il 15% dei pneumatici fuori uso va alla ricostruzione in Italia. Va bene, ma si può fare di più

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n Italia un pneumatico fuori uso su sette prende la strada della ricostruzione. È il 15% circa, ed è certamente un buon risultato, specie se si considera che è superiore alla media dei paesi europei, che si aggira intorno al 12%. Ma ci sono Paesi, in Europa, che fanno meglio di noi. Lo dice uno studio del Centro Ricerche Continental Autocarro basato su dati ETRMA (European Tyre and Rubber Manufacturers’ Association). I primi della classe sono Portogallo e Finlandia, con più del 27%. Seguono l’Estonia col 18,18% e la Svizzera col 15,69%. L’Italia è quinta in questa particolare classifica. Cosa vuol dire? Vuol dire che nel nostro Paese il processo della ricostruzione ha una diffusione certamente buona. Ma è possibile fare di più. I margini di miglioramento ci sono. Basti pensare agli innumerevoli vantaggi che la ricostruzione procura sotto gli aspetti ambientale e economico per convincersi che aumentare la percentuale dei pneumatici ricostruiti è una cosa che si può e si deve fare. Cosa significa ricostruire? Significa riutilizzare quelle parti ancora buone della struttura portante del pneumatico fuori uso per far ritornare a nuova vita una gomma che, invece, verrebbe buttata via in discarica. Creando, inoltre, anche problemi per il suo smaltimento. La parte principale del vecchio pneumatico che viene ricoperta è, ovviamente, la carcassa, la cui vita utile va ben oltre la normale durata del battistrada. A monte dell’intero ciclo esiste, naturalmente, tutta una serie di controlli per verificare che la carcassa stessa da ricoprire abbia i requisiti fisico-meccanici previsti per stabilire l’idoneità della struttura al processo della ricostruzione. Ma non sono gli unici controlli che vengono effettuati per garantire agli utilizzatori la qualità e l’affidabilità del nuovo prodotto. Dal 13 settembre 2006, in base a una decisione del Consiglio d’Europa, in tutti i

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CSC ottobre 2010

Paesi dell’UE i pneumatici ricostruiti possono essere messi in vendita solo se conformi alle norme ECE ONU 108 e 109, che prevedono per questi prodotti le stesse prove e gli stessi controlli, soprattutto di resistenza e durata, previsti per le gomme nuove. Se, grazie alla ricostruzione, il ciclo di vita di un pneumatico viene allungato, si mette in atto, in questo modo, un meccanismo virtuoso che fa bene alla tasca e all’ambiente, e quindi alla salute: fa risparmiare quattrini, perché ritarda l’acquisto del nuovo, e fa bene all’ambiente, perché, per la minore produzione di gomme nuove, porta a una riduzione delle emissioni gassose inquinanti e, nello stesso tempo, riduce il quantitativo di materiali difficili da smaltire. Appunto in base a queste considerazioni, Continental Autocarro ha progettato e realizzato ContiRe, un nuovo pneumatico ricostruito destinato al segmento Truck, come ha dichiarato Daniel Gainza, Direttore Commerciale di Continental CVT. E Conti Re è anche la denominazione della particolare metodologia messa a punto dalla casa tedesca, i cui punti di forza sono l’utilizzo di mescole e materiali originali, il ricalcolo al centesimo di millimetro delle misure delle coperture e la produzione in stampo identica a quella adottata per i pneumatici integralmente nuovi. Punti di forza che sono la piena espressione dell’esperienza più che trentennale di Continental nella ricostruzione.


CSC news CTE si riorganizza

L’ibrido di Iveco

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ra il 2007 e ad Amsterdam l’Iveco ebbe ‘l’ardire’ di presentare un mezzo diesel elettrico. Era un Eurocargo in livrea arancione per la Tnt che l’avrebbe testato in anteprima. Ora dopo oltre 50 mila chilometri di test il medio leggero torinese Hybrid dal cuore verde è a listino. In due versioni: 7,5 ton e 12 (tipo 75 E16 e tipo 120 E18). Monta un motore a 4 cilindri in linea Euro 5 della gamma Sector da 118 o da 134 kW e da 3.920 cm3, da 160 e 182 cavalli a 2.700 giri con coppia da 535 e 610 Nm a 2.100 giri. Abbinato al motore termico il generatore elettrico da 44 kW (60 CV) che eroga una coppia massima di 420 Nm. Il cambio è un robotizzato Eaton

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a 6 velocità, sia automatico che sequenziale. L’obbiettivo primario quasi a parità di tara (200 chili in carico utile da sacrificare) è di fare risparmiare quasi il 25 per cento di carburante. A guardarlo da dentro e da fuori non cambia nulla. Solo sotto i longheroni si trovano un radiatore e il pacco batterie al litio con una capacità nominale di 1,9 kWh. Il resto è solo questione di piede. Se si accelera molto, l’Hybrid parte sempre in modalità elettrica, si accende il motore diesel. Poi l’unità elettrica interviene anche in salita per offrire più spunto e accoppia il sistema frenante rigenerativo. Così si caricano le batterie durante le frenate.

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CSC ottobre 2010

te, a cui fanno capo dal 2005 Effer e Bizzocchi, rappresenta una importante realtà del panorama industriale del sollevamento italiano. Da poche settimana ha varato un aumento di capitale da 3,5 milioni di euro destinato a rafforzare la propria compagine. Ma oltre a questa azione, prettamente finanziaria, Cte ha anche varato un piano di ristrutturazione interna. Prima di tutto sposta a Rovereto nella sede centrale il servizio assistenza (call center, unità mobili per interventi in loco). Vi unisce anche le sezioni di commerciale e marketing, mentre l’ufficio tecnico verrà potenziato ma resterà a Bertinoro. A Rovereto si costruiranno le gru per autocarro Effer e nel nuovo stabilimento di Minerbio si potranno così costruire nuovi versioni di gru. «Siamo certi che riallocando meglio le nostre risorse, otterremmo in tempi brevi un aumento di competitività che ci permetterà di crescere nel mercato” – commenta Lorenzo Cipriani, Presidente di CTE Group – è proprio nei momenti di difficoltà come quello che stiamo vivendo, che occorre mettersi in discussione e non avere paura di cambiare per adattarsi alle nuove esigenze del nostro settore».


CSC news Codazzi sale in Man

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n Casa Man molte le novità per l’autunno. Prima di tutto a capo della sede italiana sale, da settembre, Giancarlo Codazzi con la carica di direttore generale di Man Truck & Bus Italia. Mentre a livello europeo la Man ha ristrutturato la parte commerciale e da 11 regioni si è passati a 7, accorpando alcune zone di vendita. Per cui l’Italia e l’Europa fanno parte della nuova regione Ovest Europa (ne è esclusa la Germania).

Jcb aiuta il Pakistan

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l Presidente di Jcb, Anthony Bamford, ha donato due terne 4CX ad alte prestazioni, complete di accessori, al Pakistan, messo in ginocchio dalle più devastanti inondazioni degli ultimi decenni, che hanno distrutto le abitazioni di milioni di persone e per le quali sono stati stimati costi di ricostruzione nell’ordine dei 10 miliardi di dollari. Non è questa la prima volta che Jcb aiuta il Pakistan in seguito a disastri naturali. Dopo il terremoto del 2005, l’azienda donò escavatori per contribuire alle operazioni di sgombero. Sempre nell’arco di quest’anno, la Casa britannica ha donato macchinari per un valore di 150 mila dollari per contribuire alle operazioni di soccorso ad Haiti in seguito al devastante terremoto. Successivamente Jcb ha elargito un ulteriore contributo di 100 mila dollari per sostenere l’attività di ricostruzione in seguito al disastroso terremoto che ha colpito il Cile. Sir Anthony ha donato una terna completa di attrezzi e ricambi per contribuire alla ricostruzione di Conception, la seconda città del Paese, colpita da sisma di magnitudo 8.

Linea di sicurezza A cura di Lele Chichierchia*

06 Luglio 2010 – Obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione per le vibrazioni meccaniche

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i siamo! L’art. 306 del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. recita al comma 3 che “Le disposizioni di cui al titolo VIII entrano in vigore… [omissis] In caso di attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori anteriormente al 6 luglio 2007 e che non permettono il rispetto dei valori limite di esposizione tenuto conto del progresso tecnico e delle misure organizzative messe in atto, l’obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione di cui all’art. 201 (Valori limite di esposizione e valori d’azione) entra in vigore il 6 luglio 2010. [omissis]”. Esclusioni : per il settore agricolo e forestale l’obbligo entra in vigore il 6 luglio 2014 e per il settore della navigazione aerea e marittima l’obbligo entra in vigore il 15 febbraio 2011. Ma facciamo un passo indietro. (Art. 180, D. Lgs. 81/08) Le VIBRAZIONI MECCANICHE sono quelle che rientrano nei RISCHI FISICI (insieme al rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche, di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche). Il Ca-

po III del D. Lgs. 81/08 regolamenta le VIBRAZIONI MECCANICHE. Il Datore di Lavoro (secondo l’art. 181, D. Lgs. 81/08) nell’ambito della valutazione di cui all’art. 28 valuta tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici (quelli richiamati prima). L’art. 182 in sintesi dice invece che in nessun caso i lavoratori devono essere esposti ai valori limite di esposizione e che pertanto se questi fossero superati, il Datore di Lavoro (DL) adotta misure immediate a riportare l’esposizione al di sotto dei valori limite di esposizione, individua le cause del superamento di detti valori e adegua le misure di protezione e prevenzione per evitare un nuovo superamento. Le banche dati dell’ISPESL o delle Regioni forniscono appropriate informazioni sulla “probabile” entità delle vibrazioni per le attrezzature ma se necessario il DL, non essendo certi di tali valori e ritenendo ragionevole il dubbio che questi parametri siano superati dalla propria attrezzatura allora “misura” le esposizioni. Il consiglio per-

sonale è che nella ragionevole incertezza è bene chiamare una “persona qualificata” che garantisca la valutazione e la misurazione. Il personale si intende qualificato (secondo le Linee Guida ISPESL) se in grado di effettuare la valutazione del rischio sulla base dei requisiti previsti dall’art. 202 e di redigere una relazione tecnica completa ed esaustiva secondo i requisiti imposti dal D. Lgs. 81/08 e s.m.i. e nel caso delle vibrazioni meccaniche si giudica in termini di applicazioni delle norme di buone prassi, della conoscenza delle tecniche e metodi di misura, conoscenza e capacità di utilizzo della strumentazione adeguata e dalle norme tecniche di riferimento quali UNI ISO 2631-1:2008 e UNI EN ISO 5349:2004. Una buona valutazione del rischio e l’utilizzo di appropriati DPI pertanto consentiranno di evitare le angiopatie o l’osteoartropatie da vibranti riconosciute come malattie professionali dalla Commissione dell’Unione Europea, o la sindrome da tunnel carpale e le ernie discali.

* HSE Manager - +39 3286426929 - lele.chichierchia@gmail.com

Gossip machine Green economy

Questo mese celebriamo un anno dall’esplosione dello scandalo della Green Holding di Tommaso Grossi, finito sotto i riflettori per la bonifica del quartiere milanese di Santa Giulia. Il gustoso menù prevede, di primo, un’accusa di frode fiscale, truffa ed appropriazione indebita (da cui Grossi conta di uscire patteggiando e restituendo 17 dei 22 milioni accumulati all’estero con il tradizionale sistema delle fatture di smaltimento dei rifiuti gonfiate). Come secondo, poi, abbiamo la scoperta che il Grossi non solo non bonificava, ma, secondo i magistrati, nascondeva scorie di acciaieria (“È una bomba biologica” si accorge tardivamente a luglio la manager Cesarina Ferruzzi). Infine il dolce, con relativa ciliegina sulla torta. Una serie di operazioni infragruppo (per i non addetti ai lavori: giri contabili, non di soldi veri) permette alla Green Holding di presentare oggi dei bilanci addirittura in utile. Un business davvero green. Come il colore dei dollari. Linda Lovelace

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www.dieci.com

Le regole di Ssab

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no dei modi per massimizzare l’efficienza delle macchine è di aumentarne le dimensioni, però in tal caso sono più soggette a sollecitazioni e usura. Ssab propone una soluzione a questo problema: lamiere altoresistenziali più spesse. Questo va a vantaggio dell’efficienza e dell’economia, perché a parità di superficie queste lamiere sono più forti e resistenti all’usura, consentendo di produrre macchinari che durano più a lungo, si guastano di meno e costano meno nell’arco della loro durata utile. Di solito, più grandi sono le macchine e maggiore è la loro efficienza. Quella dei veicoli, ad esempio, viene espressa dal rapporto portata/peso, che per i dumper da 25 tonnellate è di 1,1, ma che aumenta fino a 1,7 per i dumper giganti da oltre 200 tonnellate utilizzati nelle miniere. Le macchine stazionarie vanno considerate con un altro approccio: nelle cesoie per rifiuti, ad esempio, si calcola la lavorazione oraria per tonnellata di peso della macchina. Questo rapporto, nelle macchine con lavorazione di 10-15 tonnellate l’ora, va da 1 a 1,5, mentre in quelle che lavorano fino a 100 tonnellate di rifiuti l’ora è fino a 4 volte maggiore. Ma con macchine più grandi aumentano anche l’usura e le sollecitazioni produttive e quindi, per risolvere il problema, sono necessari componenti più resistenti, che aumentino la disponibilità operativa delle macchine e ne riducano i costi di esercizio. Ssab ha risposto investendo molto nei suoi impianti di bonifica, tempra e laminazione, affinché potessero produrre lamiera di maggiore spessore, perfettamente temprata, di alta e costante qualità, soprattutto per quanto riguarda i prodotti Hardox, Weldox e Toolox. La gamma di acciai maggiormente utilizzata per benne, vasche, trituratori e cesoie.

ACTIONS not words

Fatte per lavorare e pensate per semplificare il lavoro. La produzione di DIECI s.r.l. è articolata in quattro macrocategorie: gli elevatori telescopici (a braccio fisso e rotanti), la linea AGRI, le autobetoniere, i dumper e le macchine speciali. L’ampia gamma di elevatori telescopici Dieci punta in alto, tecnologia e qualità si traducono in oltre 110 modelli, abbinati a 30 telai in grado di soddisfare innumerevoli esigenze. Potenza, Agilità, Componentistica all’avanguardia, sono i punti di forza delle macchine Dieci. La versatilità operativa è costruita sulla base di elevati standard di longevità, robustezza e sicurezza.

Petronas in Italia è Urania

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gruppo malese Petronas ha alle spalle una lunga storia italiana. Ha comprato la Selenia (il vecchio e glorioso Olio Fiat nato nel 1912) nel 1999 e nel 2008 ha formato il gruppo Pli (Petronas lubrificants international). In cui sono convogliate la società americana Viscosity Oil e l’Arexon, nel 2005; mentre nel 2006 è entrata a far parte del gruppo la Sunoco Belgium. In Italia è conosciuta per i prodotti Urania. L’olio di casa Iveco. Pli infatti è partner attiva di Case, New Holland, Cnh, Iveco, Fpt, Om, e di tutti i marchi Fiat. Oltre che di Bmw, Mercedes, Benelli, Irisbus e Goldoni. Insomma di una buona fetta del panorama mondiale (e italiano) del trasporto industriale, agricolo e civile. A cui Pli offre una completa serie di competenze che comprendono applicazioni per auto, veicoli industriali, macchine agricole, moto, industriali e marina. Lavora a fianco con i propri costruttori partner, supportandoli dalla fase iniziale di progettazione attraverso lo sviluppo e la produzione di prodotti tailor-made fino alla completa gestione dell’attività di vendita e di marketing. Fornisce un pacchetto di soluzioni totali per i propri partner dai prodotti industriali come gli oli da taglio, prodotti per il primo equipaggiamento per la linea di produzione e una completa gamma di prodotti after market. In Italia ha una fetta di mercato del 22 %.

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CANTIERI STRADE COSTRUZIONI Luglio-Agosto 2010.indd 1

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La deve S5 LEONARDO essenzialmente dalla c o Perché l’operatore non pensare adifferisce nulla posteriore basculante/ala gabbiano viene coman • AFFIDABILE idraulicamente. o Per la semplicità della sua meccanica E’ nata la nuova S5 “LEONARDO” Un sistema “brevettato” di cavi-carrucole e snodi • SICURA La S5 LEONARDO nasce dalla volontà di realizzare un allestimento del tutto simile alla nuovissima obbligando l’aperturaS5EVO e l’alzata della sponda post o Perchéeillafunzionamento è automatico contenendone i costi , senza per questo ridurne l’ affidabilità funzionalità. dall’utilizzatore è possibile far si che resti solo bas • ECONOMICA Con queste prerogative, la S5 Leonardo risponde ad almeno cinque slogan: Nello stesso modo, all’abbassamento del cassone o Perché priva di sistemi idraulici ed elettronici meccanicamente nella sua sede in tutta sicurezza • INGEGNOSA Sì è ottenuto quindi una funzionalità operativa d LA TECNICA o perché utilizza sistemi meccanici di provenienza “LEONARDESCHI” sistema idraulico dual-control. La carta di Api L’apertura della sponda, grazie ad un ingegnoso s • SEMPLICE S5 LEONARDO differisce essenzialmente conosciuta S5 EVO unicamente per il f artaMaxima è la fuel card lanciata dalo Perché l’operatore nonLadeve diversedalla posizioni, così come indicato nelle immagi pensare a nulla posteriore basculante/ala gabbiano viene comandata in modo meccanico durante il rib Gruppo Api che consente l’acquisto di • AFFIDABILE idraulicamente. lla Iaa ladella prima uscita della S5 Leonardo che differicarburanti e lubrificanti presso oltre 3.700o Per la semplicità sua meccanica Un sistema “brevettato” di cavi-carrucole e snodi , interagiscono durante il sollevament sce essenzialmente dalla conosciuta S5 EVO per il punti di vendita a marchio IP e Api. im• GliSICURA l’apertura e l’alzata della sponda posteriore, la quale a seconda della regola fatto che la spondaobbligando posteriore basculante/ala gabbiano pianti abilitati (disponibili anche in modao Perché il funzionamento è automatico è possibile si che resti solo basculante oppure che si sollevi anche ad viene comandata dall’utilizzatore in modo meccanico durante far il riballità self 24h) sia della rete ordinaria che au• ECONOMICA stesso modo, all’abbassamento del cassone ribaltabile ,la sponda rientra automat tamento anziché Nello idraulicamente. Un sistema brevettostradale, presto diventeranno oltre 4 mio Perché priva di sistemi idraulici ed elettronici meccanicamente nella sua sede in tato di cavi-carrucole e snodi, interagiscono durante il tutta sicurezza. la andando così a sfruttare a pieno la poSì cassa è ottenuto quindil’apertura una funzionalità operativa del tutto simile a quella della S5 EVO, f sollevamento della obbligando e l’altenzialità della rete IP, una rete in continua LA TECNICA sistema idraulico dual-control. zata della sponda posteriore, la quale a seconda della espansione e in grado di garantire una codellaèsponda, ad un Sponda ingegnoso sistemasolo di regolazione cons regolazione sceltaL’apertura dall’utilizzatore possibilegrazie far si che pertura capillare dell’intero territorio nazioSponda posteriore posteriore basculante Sponda p solo basculantemeccanico, La S5 LEONARDO differisce essenzialmente dalla conosciuta S5 EVO unicamente per il fatto che la sponda diverse posizioni, così come indicato nelle immagini sottostanti: resti solo basculante oppure che si sollevi anche ad ala nale. CartaMaxima è tra le poche carte sul me posteriore gabbianoNello viene comandata in modo meccanico di gabbiano. stesso modo, all’abbassamento del durante il ribaltamento anziché mercato che si avvale dell’utilizzo esclusivobasculante/ala idraulicamente. cassone ribaltabile, la sponda rientra automaticamente della propria rete di punti vendita riuscenUn sistema di cavi-carrucolenella e snodi , interagiscono durante e meccanicamente sua sede in tutta sicurezza. Sì è il sollevamento della cassa do per questo a garantire elevati standard“brevettato” EMILCAMION srl – Via dell’industria,1 40050 (Argelato)-BOobbligando l’apertura e l’alzata della sponda posteriore, la quale a seconda regolazione scelta ottenuto quindi una funzionalità operativa del tutto si- della di sicurezza: utilizza Pos di ultima generadall’utilizzatore è possibile far si che resti solo basculante oppure che si sollevi anche ad ala di gabbiano. mile a quella della S5 EVO, funzionante però con sistema zione, è dotata di banda magnetica, di coNello stessoè modo, all’abbassamento del cassone ribaltabile ,la sponda idraulico dual control. L’apertura della sponda, grazie adrientra automaticamente e dice Pin e in caso di furto o smarrimento meccanicamente nella sua sede in tutta sicurezza. un ingegnoso sistema di regolazione meccanico, conpossibile il blocco immediato della carta Sì è 24 ottenuto funzionalità del tuttoL’operatore simile a quella sente l’utilizzo in operativa 3 diverse posizioni. potràdella S5 EVO, funzionante però con attraverso un servizio operativo ore, 7 quindi una sistema idraulico dual-control. scegliere quindi tra una apertura solo basculante con giorni su 7. L’apertura della sponda, grazie admento un ingegnoso sistema regolazione meccanico, consente l’utilizzo in 3 l’incerniera della sponda moltodirialzato (soluzioSponda Sponda posteriore solo basculante Sponda posteriore con apertura Sponda intermedia con apertura diverse posizioni, così come indicato nelle immagini sottostanti: medio-ala gabbiano m ne adatta per lo scarico del bitume in finitrice); una solu-

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Il fulcro dell’Emilcamion

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zione intermedia di apertura anche ad ala di gabbiano (soluzione multiuso) e ancora con la massima apertura ad ala di gabbiano per trasporto materiali ingombranti EMILCAMION srl – Via dell’industria,1 40050 (Argelato)-BO-Italy –Tel. 051 6633931 – Fax 0516633922 – I o gravosi quali i massi. La Leonardo si inserisce nella categoria di allestimenti ribaltabili a comando di apertura meccanico e sponda solo basculante, offrendo invece ganci di chiusura alti e maggiori opportunità e soluzioni di utilizzo della sponda posteriore. La vasca pesa 3.800 Romana Diesel illustra chili, con pareti e fondo 4/6 e ha un volume massimo di New Holland Sponda posteriore solo 20 basculante Sponda Basic posteriore apertura Sponda posteriore Sponda massima con apertura apertura mc. Costa nella versione 17.500con euro. omana Diesel è uno dei maggiori conmedio-ala gabbiano max ala gabbiano cessionari del Gruppo Fiat, storico rivenditore di New Holland Agriculture, Case IH, Iveco, Astra, Fiat Professional e da EMILCAMION circa due anni di New Holland Construc-srl – Via dell’industria,1 40050 (Argelato)-BO-Italy –Tel. 051 6633931 – Fax 0516633922 – Info@emilcamion.it tion. Un’azienda con 5 sedi principali e 60 a legge europea sul tachigrafo digiofficine consorziate, per un totale di oltre tale Dtco, entrata in vigore cinque 800 collaboratori. Senza contare la solidità anni fa, è ora sottoposta per la prima che deriva da oltre 70 anni di attività. Privolta a una radicale revisione. Parma dell’estate Romana Diesel ha tenuto un tendo dalle proposte di un comitato open day per clienti e operatori di settore di esperti indipendente, la Commisstrutturato come un “convegno”, con una sione Europea intende introdurre gradualserie di interventi tecnici dal profilo elevato mente entro il 2012 nuove regole intese a aumentare la sicurezza del tachigrafo digitale che hanno toccato argomenti di grande atcontro la manipolazione, lo strumento di controllo, obbligatorio per tutti i veicoli comtualità come la sicurezza in cantiere, ricerca merciali e industriali del peso massimo ammissibile superiore alle 3,5 tonnellate. Vdo è e l’innovazione, temi cari tanto a New Holall’avanguardia del settore e già con la versione 1.3a, il Dtco è stato dotato oltre che di land Construction, quanto alla concessioun processore più potente e di stampe grafiche, di una molteplicità di funzioni che vanno naria romana. ben oltre quanto attualmente previsto dalla legge. Ad esempio l’ultimo Dtco 1381 offre l’opzione del remote download: senza nessuno sforzo, i dati del tachigrafo possono essere trasferiti automaticamente all’azienda tramite una rete Wlan e in tutto il mondo tramite Gprs. Inoltre il Dtco di Vdo genera avvisi tempestivi e registra ulteriori dati utili per una migliore gestione della flotta. E anche verso i nuovi orientamenti legislativi l’azienda è già preparata nel migliore dei modi. Il tachigrafo infatti si presta anche a ulteriori applicazioni come la gestione del pedaggio telecontrollato attraverso l’infrastruttura di rete o via satellite, la tracciabilità dei veicoli nel caso, ad esempio, del trasporto di animali, il monitoraggio degli incidenti per una maggiore sicurezza e efficienza.

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VDO è all’avanguardia

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CSC news Le strade di Obama

La soglia bassa di Renault

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enault Trucks annuncia l’arrivo di un nuovo veicolo a cabina avanzata ribassata nella gamma distribuzione e dedicato alla raccolta dei rifiuti urbani. Access, simbolizza l’accesso facilitato che, rende più sicuro e, per ciò, anche più efficiente, il lavoro dell’equipaggio. Monta un motore DXi7 da 270 Cv a 310. Il cambio automatico Allison 3000 con il quale è accoppiato, ottimizza il consumo e garantisce una guida confortevole agli occupanti del veicolo. È disponibile come motrice 4x2 (Ptt 18 ton) o 6x2*4 (Ptt 26 ton) con una larghezza fuoritutto di 2.50 m.

È stato progettato per attività che richiedono dei frequenti sali e scendi dalla cabina. Dispone, quindi, dell’altezza d’accesso più bassa del mercato - solo 435 mm da terra - e un solo gradino per accedere alla cabina. Il pavimento è completamente piano e permette alll’equipaggio di entrare e uscire da entrambi i lati della cabina: caratteristica molto pratica nel caso che autoveicoli o muri blocchino l’accesso al mezzo. L’autista può tranquillamente restare in piedi grazie a un’altezza interna di oltre 2 metri. Quando si siede può trarre vantaggio da un sedile a sospensione pneumatica e da un cruscotto ergonomico. La cabina, inoltre, può ospitare un equipaggio di 3 persone, che hanno a disposizione più di 700 litri di spazi di custodia nei vani attorno a loro. Ha un raggio di sterzata di 6.60 m, tra marciapiedi, e disponibile con passi corti a partire da 3.250 mm (per motrice 4x2). Per chi lavora nei centri città, e ha bisogno di un ‘passe-partout’, può scegliere anche la versione con larghezza di 2.29 m. Infine in opzione è possibile alzare l’altezza della cabina fino a 70 mm in più dell’altezza di guida normale, o abbassarla fino a 90 mm.

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er aiutare la ‘middle class’ colpita dalla crisi e dalla disoccupazione, Obama lancia un piano di investimenti in grandi opere pubbliche, soprattutto nel settore dei trasporti, da 50 miliardi di dollari in sei anni. Un piano che, sottolinea Obama “non aumenterà il deficit”. È tempo, esorta il presidente, di “rifondare la nostra economia” e rilanciare il Made in Usa. Per rimettere in moto l’azienda America, “Nei prossimi sei anni costruiremo 150 mila miglia di strade, pari a sei volte l’equatore. Rinnoveremo 4 mila miglia di linea ferroviaria, la stessa distanza che divide l’Est dall’Ovest e rimetteremo a posto 150 miglia di piste aeroportuali, in modo da ridurre i disagi e i ritardi”. Quindi annuncia la creazione di una nuova banca per le Infrastrutture in grado di fare il lavoro di almeno 100 uffici federali. Così si ridurranno i tempi e si taglieranno i costi della burocrazia. “La storia ci dice che questo tipo di piano dovrebbe avere l’appoggio parlamentare bipartisan. Ma - avverte Obama entrando in clima elettorale - c’é gente a Washington che la pensa diversamente”. Esattamente come in Italia che aspetta sempre un piano economico realmente utile.


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CANTIERI

SOMMARIO

CANTIERI

pagina

CALCESTRUZZO | Mescolatori

• Doppia spirale, impasto perfetto.... 14

CALCESTRUZZO | Materiali

• L’hotel scavato nei Sassi...................... 15

MACCHINE | Novità

• Basta un Boost…................................... 16

MMT | Novità

• Works for You ......................................... 18

ASSOCIAZIONE | Spazio Unacea

• Formati e sicuri . .................................... 28

22 CAMPO PROVE

DOOSAN DX 160W Un Koreano di qualità

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CANTIERI

CALCESTRUZZO

Mescolatori

Doppia spirale, impasto perfetto E

proprio dalle Ardenne è partita la richiesta di un cliente Belga, che opera nel settore della demolizione, di una macchina che potesse “digerire” senza alcun problema detriti delle più svariate pezzature per mescolarli con acqua e cemento e ottenere un impasto omogeneo da utilizzare per sottofondi stradali o platee per successivi getti di completamento. La macchina doveva inoltre avere la possibilità di essere spostata agevolmente e velocemente da un cantiere all’altro.

no del tamburo consente di rigirare l’impasto su se stesso 2 volte ogn i rotazione dell’asse principale a un ritmo di 22 rotazioni al minuto. Questa caratteristica è la chiave delle ottime prestazioni del mescolatore monoasse che, unite alla velocità di scarico, ne fanno una macchina ineguagliabile sia per la prefabbricazione che per i

I mescolatori permettono di ottenere un impasto di qualità anche utilizzando materiale scadente quale proveniente da demolizioni.

Semplicità di trasporto La macchina viene caricata direttamente da una pala Caterpillar nella cui benna il materiale viene dosato a peso. Acqua e cemento sono dosati in contemporanea e in rapporto al peso dell’inerte rilevato nella benna. Un controllo tramite Plc e una sonda di presenza materiale provvedono a dare il consenso all’operatore tramite un piccolo semaforo per lo scarico nella tramoggia di attesa. L’ini-

La Officine Nora produce da anni in varie tipologie dimensionali un mescolatore monoasse orizzontale che ha dimostrato ottime prestazioni nei cantieri più remoti e a ogni latitudine: nel deserto dell’Algeria e nella jungla del Laos, dalle sabbie arroventate della Giordania ai freddi inverni delle Ardenne.

zio del ciclo viene attivato tramite telecomando in dotazione. Il misto cementato viene poi caricato sui mezzi di trasporto con un nastro inclinato a tappeto liscio. Le peculiarità del mescolatore di Officine Nora, più volte utilizzato nel-

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la produzione di calcestruzzo ciclopico per dighe e sbarramenti, permettono di ottenere un impasto di qualità anche utilizzando materiale scadente quale proveniente da demolizioni. La doppia spirale di mescolazione all’inter-

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preconfezionatori. Inoltre, grazie alle caratteristiche di robustezza e affidabilità, il mescolatore viene impiegato anche da aziende attive nel campo della bonifica ambientale e inertizzazione di rifiuti tossici con leganti cementizi, ottenendo sempre un alto livello di gradimento da parte della clientela. L.T.


Materiali

L’hotel scavato nei Sassi A Matera è in corso di realizzazione il nuovo S. Angelo Luxury Resort. Progettato sulla base di un hotel preesistente, il complesso alberghiero comprende strutture e servizi di ottimo livello e l’utilizzo di materiali ad alta tecnologia. Come i sottofondi e i massetti in argilla espansa Leca di Laterlite.

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intervento di riqualificazione di un Hotel a nuovo Wellness Resort, nel cuore degli storici Sassi di Matera (patrimonio mondiale riconosciuto dall’Unesco), ha richiesto l’utilizzo di tecnologie e prodotti che consentissero di ottenere alte prestazioni di resistenza, comfort ed estetica, limitando l’impatto su un contesto monumentale delicato e unico. Da qui è partita la costruzione del S.Angelo Luxury Resort, nato sull’esistente Hotel S.Angelo e radicato nel concetto di “albergo diffuso” (che concilia innovazione e rispetto della storicità del manufatto), che vedrà la chiusura dei cantieri entro il 2010. L’intervento, progettato dall’architetto Stefano Tardito di Vercelli per conto della famiglia Ruscigno, proprietaria e conduttrice della struttura, ha ridelineato funzioni e attività del polo alberghiero collocato fra le grotte e le case contadine della città lucana. In primo piano nella fase di progettazione, anche l’analisi delle diverse fasi di evoluzione e intervento sul manufatto nel corso degli anni. Come nel caso delle pavimentazioni: originariamente di terriccio - e negli anni coperte da un rivestimento di piastrelle poco compatibile, per tecnologia e per estetica, con l’ambiente storico dei Sassi -, sono state interamente rifatte posando un sistema di pavimentazione che

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CALCESTRUZZO

si comporta come un unico manto senza giunti e si adatta alle forme irregolari degli ambienti scavati nella roccia calcarea. Un ruolo fondamentale per la nuova pavimentazione del S. Angelo Luxury Resor è stato giocato da due prodotti Laterlite utilizzati per la formazione dei massetti e dei consolidamenti strutturali. Scelti per le caratteristiche uniche dell’argilla espansa Leca, in particolare per le prestazioni di isolamento termico, leggerezza, resistenza, durabilità e naturalità, i prodotti Laterlite hanno garantito elevate prestazioni di resistenza meccanica del manufatto senza gravare sulle strutture storiche esistenti e fornendo, nello stesso tempo, il migliore supporto possibile alla nuova pavimentazione. Il primo prodotto è il Calcestruzzo Pratico Leca CLS 1600, il calcestruzzo leggero strutturale di Laterlite ad alta resistenza a base di argilla espansa Leca: il suo utilizzo ha consentito di rinforzare le strutture esistenti con resistenza e leggerezza riducendo di oltre il 30% i carichi rispetto a un calcestruzzo tradizionale. Prodotto ad alta resistenza meccanica (350 Kg/m2), confezionato in sacchi maneggevoli, trasportato e quindi movimentato facilmente anche in un cantiere logisticamente complesso come quello di Matera. Inoltre è incombustibile (Euroclasse A1) ed è in linea con le vi-

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genti Norme tecniche per le costruzioni (DM 14 Gennaio 2008). Per la formazione dei massetti invece è stato scelto Massettomix PaRis, sempre di Laterlite, il premiscelato fibrorinforzato a ritiro controllato e ad alta conducibilità termica, particolarmente idoneo per la posa di sistemi di riscaldamento o raffrescamento radianti a pavimento, come nel caso in esame. Massettomix PaRis contiene infatti additivi e fibre metalliche amorfe che consentono, da un lato, di ottenere la resistenza meccanica di 200 kg/ cm2 a compressione realizzando superfici senza giunti fino a 100 m2, dall’altro lato le fibre, aumentano la conducibilità termica del massetto rispetto ad uno tradizionale (lambda pari a 1,83 W/mK certificato). Pompabile con le normali pompe pneumatiche da sottofondo, Massettomix PaRis è anche un massetto ad asciugatura rapida adatto per la posa diretta di qualsiasi tipo di finitura superficiale. L’intervento di recupero e trasformazione del S. Angelo Luxury Resort all’interno dell’arcaico insediamento dei Sassi di Matera, in un ambiente delicato per struttura e collocazione, ha mostrato come i materiali e le tecnologie innovative possano garantire la massima integrazione fra le nuove esigenze di utilizzo e la compatibilità con l’esistente. Nel caso dei calcestruzzi e massetti riqualificati con i prodotti Laterlite, materiali da un lato leggeri e resistenti, dall’altro fibrorinforzati, la riqualificazione delle strutture, la ricerca architettonica e il recupero dell’integrità originaria del manufatto, sono state eseguite senza creare sovraccarichi su strutture e assetti portanti. L.T.


CANTIERI

Basta un Boost… L

a nuova Boosterline comprende i modelli AF 1050 e AF 1200 e se da un lato mantiene la collaudata tecnica della struttura di base con telaio rigido Ahlmann a 4 ruote direttrici AFWS (Ahlmann Four Wheel Steering), dall’altro incrementa la stabilità della macchina, il carico utile e la maneggevolezza. Per incrementare la visibilità, Ahlmann ha alleggerito la struttura del braccio (monoboom, all’interno del quale sono inseriti il martinetto di carico, i martinetti di sollevamento e il martinetto di compensazione) di oltre il 40%, con conseguente aumento della produttività e la riduzione al minimo dei danneggiamenti. La Boosterline utilizza, inoltre, una cinematica di compensazione: la potenza generata dal martinetto di scarico durante il carico delle benne (energia/pressione) è trasmessa a un martinetto di compensazione che incrementa la potenza di sollevamento (Boost). Questa soluzione consente di accrescere la potenza di sollevamento fino al 50% nell’applicazione di carico rispetto ai modelli della stessa

categoria, senza un consumo supplementare del carburante. Con queste macchine è possibile, inoltre, regolare l’angolo di scarico degli accessori fino a 60° in più: un vantaggio non indifferente che permette di calibrare in maniera ottimale l’angolo di apertura delle benne speciali e di posizionare il gancio di sollevamento se si vogliono ottenere delle altezze di sollevamento

Questa soluzione consente di accrescere la potenza di sollevamento fino al 50% nell’applicazione di carico considerevoli. Le macchine della nuova generazione sono equipaggiate con motore diesel silenzioso Cummins a 4 cilindri, che garantisce bassi consumi di carburante e lunghi intervalli di manutenzione. Ahlmann ha sviluppato anche una nuova concezione di raffreddamento: l’aspirazione dell’aria di raffreddamento avviene sul

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MACCHINE

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Per aumentare la potenza di sollevamento nella funzione di carico. Questa la caratteristica distintiva della nuova generazione di pale caricatrici frontali Ahlmann. Chi invece necessita di una maggiore altezza di scarico può sempre affidarsi alla II generazione della serie AX: una configurazione che prevede una variante più lunga del braccio.

Novità

Priorità alla protezione dell’ ambiente Basata sul concetto della macchina multifunzione da 9 tonnellate della gamma Mecalac, la 12MTX Ibrida ha le sue stesse prestazioni, 74kW, nonostante sia dotata di un motore diesel di soli 51 kW. Ciò è possibile grazie al motogeneratore elettrico da 15/30 kW che si trova al posto della flangia di accoppiamento delle pompe. Il motore da 51 kW lavora sempre al suo regime ottimale: infatti, quando la domanda è meno di 51 kW c’è carica delle batterie, quando invece la domanda supera i 51 kW il surplus di potenza necessario è fornito dal motore elettrico. L’elettronica di controllo delle fonti di potenza è elementare e permette di attivare l’una o l’altra o entrambe le fonti di potenza installate (diesel e elettrica). Tutto è regolato sul punto ottimale di funzionamento e ciò determina un migliore rendimento della macchina. A livello di consumo la 12MTX Ibrida consente di risparmiare più del 25% rispetto alla sorella 12MTX. Ciò è dovuto alla riduzione della potenza del motore termico e alla presenza della funzione « start & stop ». Infatti, quando l’operatore non sollecita dei movimenti, il motore non gira. Inoltre, grazie alla presenza di un motore elettrico, non è più necessario avere un motorino di avviamento sul motore termico. L’avviamento può essere fatto direttamente tramite il motore elettrico. Perciò quando la macchina non è sollecitata, il termico è inattivo (consumo nullo, nessuna emissione inquinante, nessun rumore) e non appena l’operatore sollecita di nuovo la macchina, essa si riavvia tramite il motore elettrico. Questa funzione « start & stop » è simile a quella che esiste già su alcune automobili. Il rispetto dell’ambiente è uno dei principali interessi della 12MTX Ibrida. Le emissioni inquinanti sono fortemente ridotte grazie alla minore potenza del motore termico utilizzato e al suo migliore punto di funzionamento (regolazione elettronica). retro, dove l’aria è più pulita; in questo modo si allungano gli intervalli di pulizia del radiatore e si riducono le emissioni di rumore. Ergonomica e spaziosa, la cabina dispone di ampie vetrate che offrono una perfetta visibilità su tutta l’area di lavoro e di due grandi porte che consentono la salita e la discesa in sicurezza su entrambi i lati anche in spazi ristretti.

Dati tecnici Massa operativa (kg) Potenza del motore (kW/CV) Velocità (km/h) Optional : 30, 40 Optional : 30, 40 Capacità della benna (m³) Lunghezza/larghezza/altezza (mm) Forza di sollevamento Standard Con Boost (daN) Forza di strappo (daN)

AF 1050 Booster 5800 48/65 Standard : 20 Standard : 20

AF 1200 Booster 6000 55/75

1,05-1,6 5700/2100/2830

1,2-1,8 5800/2100/2830

6000 7200 6000

6400 7680 6400

Carico di ribaltamento con benna standard, sterzatura massima, frontale (kg)

3800

4300

Altezza max ostacolo superabile (mm) Altezza di scarico (mm)

3300 2690

3360 2700

Dati tecnici AX 700 Highlift AX 850 Highlift AX 1000 Potenza del motore (kW/CV) 46/63 46/63 49/67 Capacità max della benna (m³) 1,0 1,4 1,5 Lunghezza/larghezza/altezza (mm) 5530/1600/2470 5565/1850/2470 5655/1850/2455 Carico di ribaltamento con ben na standard, frontale (kg) 3020 3420 3650 Altezza di scarico (mm) 2800 2795 2765 Altezza max ostacolo superabile (mm) 3300 3300 3300 Raggio di sterzata (mm) 3540 3540 3540

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Ahlmann rivisita la serie AX Il punto focale del rinnovamento è rappresentato da una variante del braccio più lunga, ribattezzata Highlift, che consente di scegliere tra 2 versioni di braccio. Il fine di questa nuova struttura era di ottenere un’altezza di scarico di 2,80 m e un’altezza di carico di 3,30 m per soddisfare le esigenze di alcuni clienti dei settori delle costruzioni, delle aree verdi e paesaggistica, del riciclaggio dei rifiuti e del settore agricolo. Le macchine della II generazione (AX 700, AX 850 e AX 1000) hanno mantenuto le caratteristiche di potenza della precedente versione, in particolare il cinematismo a doppia Z e i due martinetti di sollevamento. Il Monoboom ASAP (Ahlmann Single Arm Power) è stato invece allungato e i componenti sono stati necessariamente adattati (martinetti, flessibili idraulici, cavi elettrici). La massa operativa delle macchine è aumentata in misura minima (40 kg) come conseguenza del nuovo braccio Highlift. Al fine di ridurre la rumorosità all’interno, l'ammortizzamento della cabina è stato ottimizzato ed è stata utilizzata una nuova pompa silenziosa. I cofani (cofani laterali e cofano del motore) sono fabbricati in CFV (composito di fibra di vetro), una materia plastica che possiede un’elevata resistenza alla rottura e un’eccellente tenuta alla corrosione anche in presenza di agenti ambientali aggressivi. Inoltre, il manipolatore multifunzionale è stato accorciato per adattarsi ancora meglio alla mano dell’operatore. L.T.


CANTIERI

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Novità

Works for You

Questo lo slogan che Terex ha scelto per presentare le proprie macchine in occasione dello scorso Bauma. Mezzi robusti fatti per lavorare nelle condizioni più estreme, senza per questo dimenticare il comfort dell’operatore e un certo gusto estetico. Perché anche l’occhio vuole la sua parte.

S

ono molte le novità introdotte dalla divisione Construction di Terex Corporation: si parte dai nuovi autocarri articolati TA300 e TA400 e dal dumper da cantiere TA3.5SH, la pala cingolata compatta PT100, l'escavatore gommato TW110 e il mini escavatore TC 16 fino ad arrivare al nuovo caricatore gommato TL80. I nuovi autocarri sono equipaggiati con freni a dischi multipli raffreddati a olio su ciascun assale, che assicurano una maggiore durata dei componenti, interval-

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Novità

DOPPIA TRAZIONE E NUOVO LOOK PER GLI ESCAVATORI È equipaggiato sia con un propulsore diesel sia con un motore elettrico il nuovo miniescavatore TC 16 a doppia trazione. Ideale per lavori di demolizione o per operare in spazi ristretti, il nuovo mini pesa circa 1,7 t, è largo 990 mm e supera in lunghezza il modello originale di soli 150 mm. Il motore diesel da 13 kW può essere azionato ogni qual volta che si presenti la necessità di postare l’escavatore da un cantiere all’altro o da una presa all’altra. Cambia semplicemente look l’escavatore gommato TW 110, un nuovo stile che verrà presto adottato da tutta la gamma compatta. li più lunghi tra i tagliandi di manutenzione e minori costi di esercizio, oltre che prestazioni superiori rispetto ai tradizionali freni a disco di tipo a secco montati di serie sui dumper della concorrenza. Alla durata dei freni contribuisce anche l'utilizzo del freno motore con retarder a compressione-decompressione tipo Jacobs. È inoltre disponibile come optional il retarder a trasmissione idraulica. Sviluppata per assicurare un maggior comfort all’operatore, la nuova cabina ergonomica dei dumper Terex è stata migliorata sotto vari aspetti: insonorizzazione, sterzo, efficienza del climatizzatore; inoltre è stata dotata di un impianto audio di alta qualità e di nuovi specchietti retrovisori. L’azienda non ha sottovalutato una certa cura nell’estetica: gli interni ora sono in grigio antracite con finitura opaca per ridurre i riflessi e migliorare la resistenza all'usura. Il TA300 (va a sostituire il modello TA30) è l'unico dumper della classe 30 tonnellate a essere equipaggiato di serie con sospensione anteriore completamente indipendente (IFS). Grazie a questo sistema è possibile ottenere numerosi vantaggi, come: una guida confortevole nella marcia su fondi stradali accidentati, una maggiore manovrabilità e produttività, riduzione dei tempi di ciclo, attenuazione di contraccolpi e vibrazioni, aumento della

vita utile dei componenti e miglior comfort dell'operatore, riducendone l'affaticamento. Tali vantaggi, abbinati agli elevati valori di coppia (287 kW, 1775 Nm) e alla funzione di bloccaggio al 100% del differenziale, consentono al TA300 di affrontare agevolmente e con sicurezza le pendenze più critiche e le condizioni più estreme di lavoro in cantiere. Inoltre, con un carico utile massimo di 28 tonnellate e un tempo del ciclo di ribaltamento del cassone di 20 secondi, questo mezzo offre il vantaggio di un basso costo unitario (costo per tonnellata e per ora) durante la movimentazione di materiale. Sostituisce il TA40 e vanta prestazioni di tutto rispetto (elevato valore di coppia, grande potenza, alta capacità e massima velocità di punta) anche il fratello maggiore, il dumper articolato TA400. Una caratteristica esclusiva di questo nuovo autocarro Terex è rappresentata dalla sospensione a bracci longitudinali a quattro barre, che consente all'operatore di viaggiare a velocità maggiore e in modo più confortevole su fondi stradali accidentati (velocità di marcia di circa 60 km/h). A suo agio sulla sabbia come sulla ghiaia delle cave, o nelle miniere di carbon fossile e nei cantieri stradali, il TA400 presenta un carico utile di 41,9 tonnellate e una capacità a cassone colmo di 23,3 m³. Ha una coppia massima di 1.350 Nm a 2.100 gi-

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CANTIERI

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In action nel campo prove l'autocarro articolato TA300. In basso il mini escavatore gommato TC16.


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Novità A fianco, l'escavatore gommato TW110. Sotto e nella pagina a fianco, il caricatore gommato multiuso TL80, con nuovi sistemi di sterzatura e frenatura.

semplice, e con un riparo in plastica rigida per proteggere le gambe del conducente da detriti e dal materiale di risulta presente in cantiere. Il terminale di scarico a uscita laterale riduce la quantità di polvere e altri materiali sollevati dal suolo durante il funzionamento e, poiché non sporge dalla scocca della macchina, è più protetto da collisioni con ostacoli durante la marcia di trasferimento da un cantiere all'altro.

PIÙ SPINTA CON LE NUOVE PALE

ri, sei marce in avanti e una retromarcia, oltre alla scatola ponte a due velocità. L'equipaggiamento di serie comprende il motore diesel Tier 3, efficiente sotto il profilo del consumo di carburante, che eroga 450 CV (336 kW).

I MINIDUMPER DA CANTIERE Terex ha iniziato a produrre tre nuovi modelli dei suoi popolari dumper da cantiere idrostatici: due versioni da 3 t (il TA3H e il TA3SH) e la versione aggiornata del modello da 3,5 t (TA3.5SH) saranno presto disponibili nel Regno Unito, in Europa e in America Settentrionale. Progettati per la movimentazione di materiali in cantieri edili dove lo spazio è limitato, i dumper Terex si avvalgono di nuove trasmissioni idrostatiche che consentono di trasferire potenza tramite una nuova scatola ponte a nuovi assali anteriori e posteriori, grazie ai quali l'assetto è più morbido. L'operatore può selezionare il drive direzionale del dumper tramite la leva montata sul pianto-

ne dello sterzo, permettendo di passare facilmente dalla marcia in avanti alla retromarcia senza usare una frizione manuale o la leva del cambio. I nuovi modelli TA3H e TA3SH hanno una capacità a cassone colmo rispettivamente di 1.870 litri e di 1.950 litri e sono equipaggiati con un potente e affidabile motore diesel raffreddato ad acqua da 32,4 kW, che assicura una grande produttività. Il modello TA3.5SH da 3,5 tonnellate, che sostituisce il PS3500H, è dotato di un nuovo cassone ribaltabile girevole e trasmissione idrostatica che incorpora nuovi assali e una nuova scatola ponte, con le medesime caratteristiche avanzate dei modelli da 3 tonnellate. Questo mezzo sarà commercializzato in particolari mercati europei (Francia, Spagna e Austria). Progettati in funzione delle esigenze dell'operatore, i dumper idrostatici Terex sono equipaggiati di serie con il telaio pieghevole ROPS (con protezione in caso di ribaltamento) ad azionamento pneumatico, dal funzionamento

I nuovi modelli di pale cingolate compatte, la PT-100G e la PT-100G "Forestry", assicurano un aumento del 14,6% dello sforzo di trazione in marcia bassa per una maggiore spinta, un incremento del 32% della potenza erogata all'accessorio, un braccio benna riprogettato per ottenere una portata maggiore e un aumento del 13% della forza di strappo della benna rispetto ai loro predecessori. Equipaggiate con motori che sviluppano una potenza di 99,9 CV (75 kW) e una coppia di 420 Nm, le nuove pale presentano un profilo di appena 1,8 m e un’altezza dal suolo di 375 mm, caratteristiche che consentono di ottimizzare la produttività in spazi contenuti. Inoltre, con una pressione al suolo di appena 4,0 psi, queste macchine possono operare facilmente su superfici cedevoli o delicate riducendo al minimo i danni o l'impatto, e i 48 punti di contatto con il suolo offrono migliore trazione e flottazione in tutte le condizioni del terreno. Sui modelli PT-100G è stata introdotta anche una soluzione altamente innovativa: le palette delle ventole di raffreddamento si autoregolano in modo da ottimizzare il flusso dell'aria riducendo al minimo la potenza assorbita dal


motore. Le caricatrici Terex hanno un peso in servizio di 5.171 kg, un carico di ribaltamento di 3.629 kg con una capacità operativa di 1,814 kg al 50% del carico di ribaltamento e un'altezza di sollevamento di 3.175 mm. Altre caratteristiche di serie delle nuove pale compatte comprendono: un sistema idraulico a bassa portata ausiliario con adattamento al carico a variazione continua e flusso da 0-76 litri al minuto, la trasmissione a due marce con velocità fino a16 Km/h, messa in folle automatica, modalità di avanzamento lento, schema della leva del cambio selezionabile da ISO ad “H” e regolazione della sensibilità caricatrice/ benna. Entrambi i modelli poi si avvalgono

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Novità

di raccordi idraulici a innesto rapido montati sulla parte anteriore e di un connettore elettronico per i comandi dell'attrezzatura, che permettono di utilizzare praticamente qualsiasi dispositivo standard. Questi modelli sono inoltre dotati di comandi elettroidraulici con joystick e di una confortevole postazione per l'operatore.

NUOVO SISTEMA DI STERZATURA PER IL TL80 È stato migliorato tecnicamente e presenta un nuovo look anche il caricatore gommato TL80. Macchina multiuso che si presta per svariate applicazioni (costruzione di strade, scavo di

canali, interramento di condotte di cavi), il caricatore Terex dispone inoltre di nuovi sistemi di frenatura e sterzatura. La geometria dello sterzo, infatti, è stata migliorata al fine di ottenere maggiori forze sterzanti sullo snodo, mentre i nuovi freni a disco assicurano una più elevata coppia frenante ad alte velocità di traslazione. Equipaggiato con motore diesel da 44 kW a ridotte emissioni, il TL80 può essere fornito (su richiesta) con un circuito di controllo ausiliare elettroproporzionale con potenziometro, una soluzione che permette all’operatore di regolare la velocità di traslazione degli attrezzi direttamente dalla cabina. L.T.

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DOOSAN DX 160W

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ESCAVATORE GOMMATO

UN KOREANO DI QUALITÀ di Paolo Raffaelli

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ggi il mercato sta riscoprendo gli escavatori gommati, veloci e produttivi, in grado di operare agevolmente in cantieri stradali ma anche all’interno di cantieri impegnativi affiancando i fratelli cingolati di peso maggiore. La versatilità di queste macchine, oggi sempre più performanti, è sempre più apprezzata dai clienti europei e italiani grazie alla loro polivalenza in diversi ambiti. Doosan ha focalizzato l'attenzione sull'aspetto progettuale, riservando alla serie DX accorgimenti particolari per risolvere diverse problematiche tipiche dei gommati: la controllabilità e la stabilità durante l’impiego

Il test in campo del nuovo Doosan DX 160 W ha evidenziato le qualità di questo escavatore gommato classe 16 ton, adatto sia ai cantieri stradali che allO scavo più impegnativo. Un mezzo stabile, robusto dotato di un’ottima idraulica. pesante della macchina in cantiere. Vediamo cosa è emerso dal nostro test.

Il DX 160W in generale … La nuova estetica della serie DX è molto accattivante, con un ottimo bilanciamento tra le linee tondeggianti della cabina e quelle più squadra-

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te del corpo torretta, con l’inconfondibile livrea arancione e gli inserti neri del costruttore koreano. Dimensionalmente questo modello, nella nostra configurazione del test (con lama posteriore e attacco benna anteriore), ha una lunghezza del sottocarro di 4.608 mm con un passo di 2.800 mm, dimensioni che garantiscono stabilità sopra


la media durante l’uso. Il DX 160W, in configurazione con braccio triplice e lama da reinterro posteriore (come nella versione testata) raggiunge le 16,5 ton di peso operativo con una potenza termica di 132 CV, erogata dal propulsore Doosan a 6 cilindri di 5.890 cc., a 2.000 giri/minuto. Il sistema idraulico di questa nuova serie DX, l’e-EPOS (Electronic Power Optimizing System) è ora integrato, mediante il sistema CANBUS, con l’ECU (Engine Control Unit) in modo da bilanciare sempre motore e sistema idraulico a tutto vantaggio della resa della macchina. Sotto l’aspetto dell’idraulica il DX 160W evidenzia 2 pompe a portata variabile da 156,1 litri/minuto cadauna, oltre ad 1 pompa pilota ad ingranaggi da 18,5 litri/minuto. Ma non sono unicamente le dimensioni e le prestazioni a rendere questa macchina sorprendente, servono anche altri accorgimenti tecnici e progettuali per renderla efficace e performante durante tutti gli ipotetici utilizzi, vedremo in seguito le soluzioni adottate e i risultati conseguiti sul campo.

Problemi e relative soluzioni … Uno dei maggiori problemi di un escavatore gommato è quello della stabilità, intesa non solo durante le fasi di lavoro ma anche di traslazione, e quello della trattività su fondi irregolari e accidentati come gli sterrati. Rispetto al cingolo, la superficie di appoggio del pneumatico è molto minore oltre che più flessibile, fattore dal quale deriva la bassa stabilità e il classico “dondolamento” di questa tipologia di macchine. Alla Doosan hanno cercato di ovviare a tutto questo con alcune soluzioni progettuali e strutturali molto interessanti. Il telaio del DX 160W è stato concepito per impieghi gravosi, con componentistica sovradimensionata, abbinata ad assali di tipo HD (quello anteriore

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di tipo oscillante ad ampia escursione, con sistema di blocco in fase lavoro). Il controllo del cambio è stato inserito nella linea di trasmissione per aumentare al scorrevolezza e l’omogeninità di marcia in fase di cambiata (<strappi <sollecitazioni) mentre il sistema frenante

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UP … ► Stabilità ► Impianto idraulico e controllabilità ► Insonorizzazione e climatizzazione cabina

DOWN … ► Ergonomia di alcuni pedali e comandi ► Gradini salita in cabina

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ESCAVATORE GOMMATO è stato completamente riprogettato per garantire una frenatura omogenea eliminando di fatto l’effetto oscillazione dell’escavatore sia quando lavora a ruota libera sia quando si trova in marcia). Anche il contrappeso posteriore, collegato al graticcio, è stato disegnato per garantire un basso centro di gravità così da spostare verso il basso tutte le forze bilancianti. Tutte queste soluzioni, combinate ai valori dimensionali, rendono questo modello estremamente stabile e privo di quei fastidiosi “beccheggi” tipici degli escavatori gommati.

Al posto di comando … La nuova cabina della serie DX di Doosan ha un design molto accattivante, con linee curve che ben si sposano con le ampie vetrature. Se l’accesso si avvale di un solo gradino, non propriamente comodo, all’interno trovano la propria posizione operatori di tutte le taglie – anche se indossano pesanti giubbotti da lavoro per climi pesanti - grazie all’ampia seduta offerta e alle molteplici regolazioni dei comandi. Tutti gli azionamenti sono chiari e intuibili in modo da rendere la macchina facile da usare anche su frequenti cambi d’operatore. Dal punto di vista dell’ergonomia i progettisti hanno fatto un ottimo lavoro, dotando questo modulo di numerosi ripiani e cassetti per riporre effetti personali e ricambi dell’operatore. Le ampie vetrature consentono una visuale a 360°, così da poter tenere sotto controllo la zona di lavoro e quella circostante con un solo “colpo d’occhio”. Un plauso al sistema di climatizzazione, molto potente e con bocchette studiate per non indirizzare i flussi d’aria direttamente addosso all’operatore, bensì distribuendoli uniformemente in maniera non fastidiosa. Alcune note dolenti possono essere rappresentate dai pedali, forse un po' troppo ravvicinati il (indossando pesanti scarpe antinfortunistiche, si corre il rischio di azionare involontariamente il freno); oppure come le leve di comando degli stabilizzatori e della lama, pensati per un pubblico non europeo: sarebbe meglio impiegare un comando a leva sulla destra per la lama e altri due distinti per gli stabilizzatori sulla consolle di sinistra.

In giro per il campo … Iniziamo ora a prendere la mano con questo escavatore, iniziando le prove di traslazione. Come garantito da Doosan la macchina appare molto dolce nelle partenze e negli arresti - sia che si usi la frenatura naturale della trazione sia che si usi l’impianto frenante - senza che ci siano oscillazioni lungitudinali accentuate. Considerato che ci troviamo all’interno di un campo prove sterrato, provato dalle piogge del giorno precedente, si può dire che questo

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escavatore se la cava egregiamente anche su fondi difficili. La forza di trazione massima di 7.700 Kgf , pur non essendo eccezionale, si rivela sufficiente sia per la traslazione - compresa quella su pendenza, sia per l’uso della lama quando siamo andati a movimentare cumuli di terra e a ricoprire lo scavo fatto: l’idraulica e il cambio sopperiscono in maniera ottimale. L’ampia escursione dell’assale anteriore consente di superare buche e avvallamenti del terreno con tutta tranquillità e gli ottimi pneumatici della prova evidenziano tutto il loro grip anche in presenza di fango e terra mossa. Spostandoci su una parte del campo lineare e compatta, abbiamo richiuso il braccio in posizione di trasferimento e abbiamo simulato un transfer dell’escavatore su strada. I cambi marcia sono progressivi e completamente privi di “stacchi” e contraccolpi a vantaggio di una fluidità di marcia molto elevata: la macchina accelera e decelera con una buona progressione assolutamente priva di contraccolpi.

Scavo e stabilità … Come abbiamo già evidenziato, i modelli gommati proprio per il baricentro alto, la minor superficie d’appoggio a contatto con il terreno e la natura dell’appoggio (gomma contro ferro) sono meno stabili e performanti rispetto ai cugini cingolati dai quali derivano; proprio per questo i costruttori sopperiscono con gli stabilizzatori e la lama da reinterro che, nelle fasi di lavoro, rappresentano il sistema per aumentare i valori di stabilità del gommato. Ciò premesso una macchina deve essere stabile e poter lavorare anche senza ricorrere necessariamente ad ausilii meccanici quali piedi e lame. Con la benna piena di terra abbiamo provato diversi sbracci e posizioni, longitudinali e trasversali, sia con la lama abbassata che alzata per vedere le reazioni di questo mezzo: con la lama alzata la capacità diminuisce e i limiti idraulici sono più evidenti, mentre con la lama a terra si nota un incremento notevole della stabilità della macchina. Un limitato gioco della torretta con il telaio contribuisce a un effettivo miglioramento. Noi preferiamo avere una macchina gommata dotata di lama anteriore e stabilizzatori posteriori per 2 semplici motivi: spostiamo del peso verso il basso (maggiore peso del telaio) e se li abbassiamo costituiamo una solida base quando dobbiamo lavorare. Dopo le cautele del caso che impongono prudenza vista la natura del fondo su cui si sta lavorando, abbiamo appurato che questo DX 160W, grazie alla riserva di equilibrio, è in grado di lavorare anche su pendenze, fattore questo che la rende molto appetibile a un vasto bacino di utenza come quello della manutenzione di canali di irrigazione. Dopo aver proceduto a un sommario livellamento del terreno - usando prima la lama posteriore e successivamente la concomitanza della traslazione con i movimenti di benna, braccio e rotazione – iniziamo a scavare una trincea lineare anteriormente al nostro esca-

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vatore (il classico lavoro stradale per una macchina gommata). Dopo aver saggiato la capacità di questa mezzo nel gestire la concomitanza dei movimenti, anche dove solitamente l’uso della rotazione in contemporanea con la traslazione mette a dura prova questa tipologia di modelli, iniziamo le prove di scavo. La versione in prova, dotata del braccio a triplice articolazione, è sicuramente la più rappresentativa visto che occupa quasi il 100% del mercato italiano grazie alla sua maggior polivalenza e alla necessità di operare in spazi sempre più ristretti. Con la benna iniziamo ad aggredire il terreno, asportando grossi cumuli di materiale sino al colmo della capacità per poi scaricarli lateralmente alla trincea. La pastosità dei comandi unita alla dolcezza dell’impianto idraulico consentono di eseguire movimenti fluidi e privi di contraccolpi, aumentando di conseguenza la velocità di esecuzione del lavoro. La macchina lavora bene e sia il motore che l’impianto idraulico non risentono di affaticamento nemmeno sforzando al massimo il mezzo, la gestione elettronica svolge un buon lavoro garantendo un eccezionale bilanciamento prestazionale durante ogni fase. Il DX 160W esegue una cinquantina di cicli in poco tempo, dimostrandosi molto preciso sia nei cilindri del braccio di scavo che nel sistema di rotazione – il posizionamento è molto preciso e progressivo – fattore molto apprezzato da tutti gli operatori. Anche nel laterale la macchina se la cava egregiamente, asportando e movimentando il materiale senza indecisioni di sorta. Il passo successivo è quello di ripristinare, come da buona usanza, il campo prove andando a ricoprire lo scavo fatto. Ripiegato il braccio e girato il mezzo, iniziamo a spianare il mucchio di terra con la lama posteriore. Il sistema della lama, di tipo parallelo, la posiziona molto vicina al telaio evitando l’infiltrazione di materiale tra l’articolazione e le ruote. La macchina spinge molto bene, anche alzandosi sul cumulo di materiale al pari di un modello cingolato, e in poco tempo abbiamo richiuso lo scavo fatto. Bastano solo pochi colpi di finitura con la benna per terminare il lavoro e restituire alla Doosan un campo prove in ottime condizioni.


Prestazioni

Impianto idraulico

Il cuore del sistema è l’e-EPOS (Electronic Power Optimizing System). Esso garantisce una maggiore efficienza dell’impianto a fronte di tutte le condizioni d’esercizio, riducendo il consumo di carburante. Il nuovo e-EPOS è collegato al sistema di comando elettronico del motore tramite un link di trasmissione dati atto ad armonizzare il funzionamento del motore e i comandi idraulici L’impianto idraulico consente l’esecuzione di operazioni Comando del motore della pompa computerizzato indipendenti o abbinate. Pompe principali: 2 pompe a pistoni assiali a cilindrata variabile Due velocità di marcia sono garanzia di una maggiore coppia o di Flusso max. 2 x 156,1 l/min. un movimento a velocità elevata Pompa pilota: Pompa a ingranaggi - flusso max.: 18,5 l/min. Sistema di pompaggio cross-sensing a garanzia di risparmio di Valvole di sicurezza principali: carburante Braccio/avambraccio/benna: Sistema di decelerazione automatica - Modalità normale: 330 kg/cm2 (324 bar) Due modalità operative, due modalità di potenza - Modalità potenza: 350 kg/cm2 (343 bar) Pulsante di controllo flusso nei circuiti ausiliari Marcia: 370 kg/cm2 (363 bar) dell’apparecchiatura Rotazione: 245 kg/cm2 (240 bar)

Braccio (mm) 4.300 4.600 4.600 4.988 ARTI

Avambraccio (mm) 2.100 2.100 2.500 2.500

PESO Benna (m3) 0,59 0,59 0,59 0,59

Parte principale dell’escavatore id Doosan DL06 “Common Rail”, ab elettronico e-EPOS che ottimizza Il nuovo motore produce 132 CV ( nonché una maggiore coppia graz all’iniezione common rail injectio funzioni aiutano a migliorare la co l’inquinamento, grazie a emission La maggiore coppia consente di u dell’impianto idraulico. • I cicli operativi più rapidi aumen • La maggiore coppia consente d l’escavatore. • Il rendimento energetico riduce

Peso operativo (kg) 15.900 15.960 16.020 16.460

Motore “Common Rail” DOOSAN DL06

MOTORE

Doosan DL06 Motore “Common Rail” a iniezione diretta di carburante e comando elettronico, 4 valvole per cilindro, iniettori verticali, raffreddamento “ariaaria” dell’aria in ingresso. I livelli d’emissione sono molto inferiori ai valori richiesti per la fase III.

Numero di cilindri

DIMENSIONI Braccio Monoblocco Avambraccio A Lunghezza di trasporto B Larghezza di trasporto C Altezza di trasporto (al braccio) D Altezza alla cabina E Raggio di rotazione posteriore F Luce libera G Altezza libera sotto il contrappeso H Altezza cofano motore I Larghezza torretta J Interasse K, L Carreggiata

4.300 mm 2.100 mm 7.235 mm 2.496 mm 3.351 mm 3.040 mm 2.200 mm 350 mm 1.206 mm 2.376 mm 2.494 mm 2.800 mm 1.944 mm

2.100 mm 7.820 mm 2.496 mm 3.225 mm 3.040 mm 2.200 mm 350 mm 1.206 mm 2.376 mm 2.494 mm 2.800 mm 1.944 mm

4.600 mm 2.500 mm 7.470 mm 2.496 mm 3.460 mm 3.040 mm 2.200 mm 350 mm 1.206 mm 2.376 mm 2.494 mm 2.800 mm 1.944 mm

Braccio Monoblocco: 4.300/4.600 mm - Avambraccio: 2.100/2.500 mm

DOOSAN Infracore è consapevole de Fin dall’inizio della progettazione dell ha occupato il posto principale nella m tecnici consiste nell’abbinare la salva apparecchiature e DOOSAN ha invest

100

Modello

Braccio articolato a 2 elementi: 4.988 mm - Avambraccio: 2.100/2.500 mm

P R O V E

DOOSAN DX 160W

6

Pompe idrauliche 99 kW (134 Ps) a 2.000 giri/ Le pompe principali hanno una capacità di 2 x 156 l / min con Potenza mindel(DIN netto) 99 kW conseguente riduzione tempo 6271, di ciclo, mentre la pompa a nominale ingranaggi di elevata potenza la resa giri/min della linea pilota. (132 CV)ottimizza a 2.000 (SAE del volano J1349, netto)

50

0

CO

HC + Nox

n Motore DL06 n Limi

Il nuovo motore DOOSAN rispetta e p di emissione tossica.

Motore di rotazione Gli urti durante la rotazione sono a garanzia di cicli più rapidi.

4

Coppia massima

53 kgf.m (520 Nm) a 1.400 giri/min

Cilindrata

5.890 cc

Alesaggio e corsa

100 mm x 125 mm

Motorino d’avviamento

24 V / 4,5 kW

Manutenzione Batterie

2 x 12 V / 100 Ah

C A M P O

ESCAVATORE GOMMATO

Le prestazioni dell’escavatore DX160w hanno un’influenza diretta sulla relativa pro motore “Common Rail” è stato abbinato al nuovo impianto idraulico controllato e-E escavatore idraulico imbattibile, con un rapporto costi/prestazioni che rende il mo accattivante.

Interventi di manutenzione brevi con lunghi intervalli di tempo aumen in cantiere. DOOSAN ha sviluppato l’escavatore DX160w pensando a u A doppio elemento e prefiltro Filtro dell’aria Turbo, con evacuazione automatica della polvere. DIMENSIONI Braccio articolato (a due elementi) Avambraccio A Lunghezza di trasporto B Larghezza di trasporto C Altezza di trasporto (al braccio) D Altezza alla cabina E Raggio di rotazione posteriore F Luce libera G Altezza libera sotto il contrappeso H Altezza cofano motore I Larghezza torretta J Interasse K, L Carreggiata

2.100 mm 7.030 mm 2.496 mm 3.650 mm 3.040 mm 2.200 mm 350 mm 1.206 mm 2.376 mm 2.494 mm 2.800 mm 1.944 mm

4.988 mm 2.500 mm 6.885 mm 2.496 mm 3.730 mm 3.040 mm 2.200 mm 350 mm 1.206 mm 2.376 mm 2.494 mm 2.800 mm 1.944 mm

27

CSC ottobre 2010

Filtro olio motore Il filtro dell’olio del motore garantisce un elevato livello di filtraggio, consentendo l’incremento degli intervalli di cambio olio a 500 ore. Il filtro è facilmente raggiungibile ed è posizionato in modo tale da evitare la contaminazione dell’ambiente circostante.

Manutenzione semp Estrema semplicità d una pulizia semplific È possibile accedere e dai pannelli laterali


CANTIERI

ASSOCIAZIONE

      

 

Spazio UNACEA

Formati e sicuri Unacea delinea un nuovo modo di stare in fiera: al Saie di Bologna (in scena dal 27 al 30 ottobre 2010) lâ&#x20AC;&#x2122;associazione di categoria promuove un forte spirito di squadra volto alla valorizzazione della sicurezza e della formazione tecnica per gli operatori di macchine movimento terra.

S

ono davvero numerose le iniziative promosse da Unacea in programma durante la manifestaziozione bolognese. Prima fra tutte spicca Formoter, lâ&#x20AC;&#x2122;iniziativa dedicata alla formazione degli operatori tecnici: si tratta di corsi rivolti agli operatori di macchine moviemto terra organizzati dal Saie in collaborazione con Unacea e sponsorizzati da Komatsu, New Holland e Ihimer. Obiettivo dellâ&#x20AC;&#x2122;iniziativa è consentire allâ&#x20AC;&#x2122;operatore edile di usare responsabilmente la macchina nelle varie fasi lavorative, conoscendone le potenzialitĂ e le modalitĂ  di manutenzione. I corsi, le cui iscrizioni sono state attivate dal 13 settembre scorso attraverso i link disponibili sui siti di Unacea (www. unacea.org) e di Saie (www.saie. bolognafiere.it), si tengono sia nelle aule allestite allâ&#x20AC;&#x2122;interno del padiglione 30 che con prove pratiche nellâ&#x20AC;&#x2122;area esterna 48 su miniescavatori e minipale compatte cingolate messi a disposizione dalle aziende sponsor tecnici dei corsi. Formoter si avvale anche della collaborazione degli istruttori qualificati di Iiple (Istituto professionale lavoratori edili di Bologna e provincia). â&#x20AC;&#x153;La formazione sullâ&#x20AC;&#x2122;uso corretto delle macchine - dice Franco Invernizzi (New Holland), vicepresidente di Unacea - è il versante complementare della nostra mission volta a produrre mezzi che incorporino le tecnologie di ultima generazione in materia di sicurezza.â&#x20AC;? â&#x20AC;&#x153;New Holland ha aderito con grande convinzione al format proposto da Unacea per la formazione professionale degli operatori di macchine movimento terra e da

costruzione - prosegue Giampiero Biglia direttore commerciale CE mercato Italia di CNH - Formoter rappresenta la continuazione di tante altre iniziative nel campo della sicurezza sul lavoro che New Holland ha portato avanti negli anni. Nelle quattro giornate di Formoter, dopo la formazione teorica erogata dall'IIPLE, gli operatori effettueranno la prova pratica sui mi-

â&#x20AC;&#x153;Formoter è un'iniziativa innovativa rivolta ai clienti finaliâ&#x20AC;? - dichiara Alessandro Rossi (Komatsu Italia), consigliere di Unacea. â&#x20AC;&#x153;La nostra vision secondo la quale il cliente è lâ&#x20AC;&#x2122;inizio e la fine di ogni nostra azione, viene in questo modo rappresentata al meglio: obiettivo dellâ&#x20AC;&#x2122;iniziativa è infatti consentire allâ&#x20AC;&#x2122;operatore edile di usare responsabilmente la macchina nelle

nica Moderna, Simex e U.Emme espongono la loro produzione fornendo informazioni esaustive a clienti e operatori. Unacea è presente nella stessa area con una propria postazione informativa insieme ad Assodimi e ad Eco Certificazioni, l'organismo notificato con cui l'associazione di categoria ha stretto una nuova partnership tecnica che

Nuove adesioni e partnership Ă&#x2C6; attiva da settembre la nuova partnership tecnica tra Eco ed Unacea e riguarda sia lâ&#x20AC;&#x2122;applicazione di direttive, norme e codice della strada, che il supporto a costruttori, rivenditori e utilizzatori di macchine e attrezzature per costruzioni prodotte dagli associati di Unacea. Grazie alle competenze di Eco - che contestualmente allâ&#x20AC;&#x2122;accordo di partnership è diventata socio aggregato di Unacea - lâ&#x20AC;&#x2122;associazione di categoria punta a creare una comunitĂ di tecnici delle aziende associate che sappiano lavorare in rete con scambi continui, accrescendo cosĂŹ le conoscenze specifiche necessarie al lavoro quotidiano. Eco Certificazioni (www. ecocertificazioni.eu) è organismo notificato n. 0714 e istituto di certificazione accreditato Sincert n. 067A. Attivo dal 1997 e con 65 sedi in tutta Italia, Eco si occupa di certificazione, ispezione, verifica dei requisiti di sicurezza delle macchine usate (Dlgs. 09/04/08 n. 81 all. V), formazione e prove. Nel frattempo Unacea continua a crescere anche sul versante dei soci costruttori con lâ&#x20AC;&#x2122;ingresso di Canginibenne (www.canginibenne.com), azienda attiva nella produzione di attrezzature per macchine movimento terra quali benne, lame, forche, ripper, attacchi rapidi, trivelle, martelli idraulici, pinze da selezione e da demolizione

ni escavatori e sulle mini pale cingolate New Holland Construction.â&#x20AC;&#x153; â&#x20AC;&#x153;Con i cantieri di lavoro, specchio di una societĂ in continua evoluzione, - afferma Igino Elefante direttore vendite e marketing di Ihimer - la formazione tecnica e la conoscenza delle potenzialitĂ  delle macchine d'avanguardia diventeranno fattori chiave per il successo delle imprese e per la sicurezza degli operatoriâ&#x20AC;?.

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varie fasi lavorative, conoscendone le potenzialitĂ e le modalitĂ  di manutenzione. Per lâ&#x20AC;&#x2122;iniziativa, Komatsu mette a disposizione due miniescavatori - un PC30 e un PC50 - e due skid cingolati - un CK30 e un CK35.â&#x20AC;? Adiacenti alle aule di Formoter, nel padiglione 30, trovano posto gli oltre mille metri quadrati di Area Unacea, dove Canginibenne, Fiori, Indeco, MessersĂŹ, M3 Metalmecca-

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riguarderĂ sia l'applicazione di direttive, norme e codice della strada, che il supporto a costruttori, rivenditori e utilizzatori di macchine e attrezzature per costruzioni prodotte dagli associati di Unacea. Prevista, infine, sempre nel corso del Saie, la conferenza stampa dellâ&#x20AC;&#x2122;associazione con comunicazione dei trend di mercato e delle iniziative in corso.


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Inutile dire che una manutenzione regolare e programmata è essenziale per la funzionalità dei mezzi. Ma tutto ciò non deve interferire con il vostro lavoro e creare fastidiose interruzioni. Ogni macchina Dynapac è progettata per migliorare l’efficienza e la produttività. Caratteristica saliente è sicuramente la modularità: la condivisione di componenti e di parti di ricambio tra diversi modelli, consente l’ottimizzazione dei costi e rende più agevole il lavoro al personale d’assistenza. Tutto questo fa parte della filosofia di Service Dynapac: aiutarvi a mantenere sempre il vostro macchinario efficiente e funzionale. Per saperne di più, dynapac.com.

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STRADE

SOMMARIO

STRADE

MACCHINE | Novità

TRAILER | Piani mobili

VEICOLI | Medio-leggeri

COMMERCIALI | Daily

• La nuova ammiraglia di casa Vögele... 32 •

Scorre con ritmo......................................... 34

• Verde e potente.......................................... 35 • È tutta una questione di peso................ 36

38 PROVE SU STRADA

FORD FIESTA VAN/DURATORQ 1.4 Il Van alla moda

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pagina


STRADE

La nuova ammiraglia di casa Vögele L

a nuova finitrice cingolata stradale Super 3000-2 propone nuovi standard nel segmento delle grandi finitrici in termini di produttività, vantaggio tecnologico ed ergonomia. Con una capacità di stesa che può arrivare fino a 1500 t/h e una larghezza di stesa fino a 16 m si possono realizzare in tempi brevissimi grandi progetti stradali, posando in opera pavimentazioni in conglomerato bituminoso senza giunti longitudinali e con la massima larghezza operativa possibile (larghezza base di 3 m). Inoltre, grazie al suo ampio ventaglio di applicazioni, la nuova ammiraglia Vögele può essere impiegata in interventi di costruzione o di ripristino di autostrade, strade statali e regionali, nonché di pavimentazioni aeroportuali. La finitrice dispone di una tramoggia capace di immagazzinare ben 17 tonnellate di conglomerato, mentre il tunnel di alimentazione del materiale è largo 1,62 m e alto 40 cm. Tutto ciò, unitamente a nastri convogliatori azionati separatamente e a un efficiente sistema di coclee distributrici, consente di trasportare in tempi brevi enormi quantitativi di conglomerato davanti al banco.

Attrezzatura heavy duty per materiali abrasivi Una grande portata di materiale è importante non solo per la stesa senza giunti di conglomerati bituminosi fino a 16 m di larghezza, ma an-

Il potente gruppo propulsore

Si chiama Super 3000-2 l’innovativo modello che si colloca ai vertici della flotta di finitrici stradali più grande al mondo. Ha un’elevata capacità di stesa e un potente propulsore e può posare in opera ingenti quantitativi di conglomerato.

Per gli interventi di una certa entità Vögele mette a disposizione un propulsore particolarmente potente: un motore diesel Deutz a sei cilindri modello TCD 2015 V06 4V, in grado di erogare una potenza massima di 300 kW a 1800 giri/min. Nonostante la “mole”, ha un consumo molto contenuto (217 g/kWh) rispetto alle altre grandi finitrici dello stesso segmento. Il motore è conforme alle vigenti normative antinquinamento EU-COM 3a e US EPA Tier 3.

Come tutte le finitrici della generazione “tratto 2”, la Super 3000-2 può funzionare anche nella modalità “ECO” (292 kW a 1500 giri/min) che consente di ridurre ulteriormente i consumi e le emissioni sonore del mezzo. Inoltre, il serbatoio del gasolio ha una capacità di 600 litri e permette quindi di passare anche lunghe giornate lavorative senza dover fare rifornimento. Anche l’accoppiatore per pompe è particolarmente potente e fornisce a tutti i

che nella posa in opera di grossi quantitativi di conglomerati non bituminosi per realizzare strati di fondazione. La Super 3000-2 è perfettamente in grado di affrontare simili interventi. Infatti, già nella versione standard le piastre di fondo dei nastri trasportatori e i tamburi di rinvio delle catene dei convogliatori sono particolarmente resistenti all’usura. Comunque per la costruzione degli strati di fondazione e di base, è disponibile un kit heavy duty opzionale che comprende: lamiere di contenimento rinforzate per il tunnel di alimentazione del materiale e lo châssis, nonché segmenti di coclea opportunamente modificati per resistere all’usura abrasiva.

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STRADE

MACCHINE

Novità

Nuovo banco rigido SB 300-2 In linea con il ventaglio applicativo è disponibile per la Super 3000-2 un nuovo banco rigido che può essere allargato fino a una larghezza di stesa di 16 m. Per la loro tipologia costruttiva, i banchi rigidi Vögele sono particolarmente indicati per gli interventi di stesa di alta qualità a larghezza operativa costante. Nelle applicazioni in cui le larghezze operative debbano essere leggermente variate, Vögele propone delle estensioni idrauliche (HEE) che permettono di variare in continuo la larghezza di stesa dei banchi SB di 0,75 m su ogni lato. Il banco SB 300-2 dispone di un riscaldamento elettrico particolarmente efficiente, che permette di riscaldare le piastre rasatrici in modo omogeneo per tutta la larghezza operativa. Ciò è reso possibile dal potente alternatore, capace di erogare ben 65 kW. La nuova finitrice può essere attrezzata anche con il banco estensibile AB 600-2. In tal caso la larghezza massima di stesa è pari a 9,5 m. gruppi oleodinamici l’energia necessaria in funzione della potenza richiesta. Vögele prevede anche un sistema di raffreddamento estremamente efficiente e silenzioso. La Super 3000-2, infatti, è equipaggiata con un radiatore a tre circuiti per liquido refrigerante, aria di sovralimentazione e olio idraulico. È quindi conforme allo standard WAT e può essere impiegata senza limitazioni di sorta in tutte le zone climatiche del mondo. Le trasmissioni idrauliche a controllo elettronico indipendente della velocità dei due cingoli assicurano la stabilità direzionale in rettilineo e un’elevata precisione nella percorrenza delle curve.

Ultima versione: il sistema di comando ErgoPlus La finitrice Vögele è dotata della più recente versione del sistema di comando ErgoPlus con display ad alto contrasto. Nella nuova versione di ErgoPlus tutte le informazioni visualizzate sono perfettamente leggibili, anche se il display è esposto ai riflessi dei raggi solari. Questo innovativo sistema è imperniato su pannelli di comando chiaramente strutturati, che permettono all’utente di accedere in modo intuitivo e immediato a tutte le funzioni della macchina. Basta infatti premere un pulsante per selezionare quattro diverse modalità operative: “Neutro”, “Trasferimento”, “Accostamento” e “Stesa”. Quando si esce dalla modalità operativa “Stesa”, una comodissima memoria salva tutti i parametri impostati per ultimo, in modo da poter continuare a lavorare subito dopo il trasferimento della finitrice. Ma non è finita qui.

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Il sistema garantisce anche una visuale perfetta su tutti i punti rilevanti della finitrice. In questo modo il macchinista ha sempre tutto sotto controllo: tramoggia di carico del materiale, bordi esterni del banco e distribuzione del conglomerato davanti al banco. Inoltre, la parete posteriore della Super 3000-2 è smussata in modo da garantire un’eccellente visuale nel vano coclea. La piattaforma di guida della finitrice presenta dimensioni molto generose e offre sufficiente spazio di stivaggio e un comodo accesso ai punti di manutenzione. Il sistema ErgoPlus permette di ruotare il sedile assieme alla plancia di comando oltre la piattaforma, in modo da adattarsi alle esigenze del macchinista e rendere il lavoro sicura ed ergonomico. Un moderno tettuccio in vetroresina con tende parasole estraibili protegge al meglio il macchinista da sole e pioggia anche quando lavora con il sedile ruotato oltre la piattaforma.  CSC


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Trailer

Piani mobili

Scorre con ritmo Scheda Tecnica Lunghezza esterna Lunghezza interna Larghezza esterna Larghezza interna Altezza interna ant. Altezza interna post. Altezza ralla Altezza totale da terra Volume Peso totale Tara (-/- 3%) Portata

A

Rimini alla fiera Ecomondo (da 3 al 6 novembre), dedicata a tutto quello che ruota attorno allo smaltimento dei rifiuti e delle energie rinnovabili, per la seconda volta parteciperà il gruppo Multitrax di Cremona. Con la livrea del gruppo piacentino Mozzi farà il debutto il nuovo piano mobile olandese Kraker che da un paio di anni è importato dalla società lombarda. «Sarà esposto un modello specifico per il cippato. Ma abbiamo in listino modelli semistagni e stagni », spiega Alberto Maggi. E quello (nelle foto) con la centina conica e il tetto ad apertura idraulica. Un unicum nel settore. Con 15 doghe (dedicato ai rifiuti), e sempre a tenuta stagna. Infatti monta guarnizioni aggiuntive alle porte, 4 saracinesche e un perno di sicurezza a filo pianale per serrare meglio ancora la cassa. Come optional aggiuntivo a qualsiasi modello si può montare l’apertura facilitata, e in regola con la legge sulla sicurezza per chi opera a determinate altezze dal suolo. Il tetto si apre di 270 gradi e ha il telo rinforzato, in più monta 3 sostegni rinforzati e posti trasversalmente. Tornando alla struttura, il telaio è autoportante e realizzato in acciaio con 2 longheroni e traverse passanti, ed è posizionato, quindi, solo sopra il castello degli assali. Il pianale è in lega leggera con una coppia di longheroni con 32

Pneumatici

mm mm mm mm mm mm mm mm m3 kg kg kg n

13.655 13.535 2.550 2.480 2.662 2.812 1.150 4.000 94 38.000 9.200 28.800 6

(385/55 R 22,5)

E si apre come l’ala di una farfalla. Sarà la prima donna della Multitrax all’ultima edizione di Ecomondo a Rimini. È il Kraker Cf Best plus, un top di gamma che sfiora gli 80 mila euro. Ma li vale tutti. Ideale per il cippato, ma nella versione stagna è una mangia rifiuti da discarica intensa.

Mozzi Giuseppe & Geo L’Autotrasporti Mozzi è presente nel settore dell’autotrasporto da più di trent’anni con una specifica esperienza nella gestione dei rifiuti, dei residui recuperabili e delle materie prime secondarie. Quindi: carico cernita e trasporto di rsu e biomasse, ghiaia e inerti; recupero e smaltimento in discariche certificate; commercio di legno, rottami ferrosi, segatura, carta e ammendanti per terriciatori e agricoltura. Mozzi svolge questi servizi per mezzo di gare d’appalto e contratti consolidati, collaborando con importanti società private. L’azienda è iscritta dal 1987 all’Albo Gestori Rifiuti per le categorie 1A, 4B, 2A, 6A, 6C e nel 2006 ha ottenuto la certificazione ISO 14001 e ISO 9001. Quest’anno hanno ottenuto l’aggiornamento alla 9001/2010. traverse passanti, una ogni 40 centimetri la cassa è sempre in lega con saldatura continua, «in modo da assicurare la tenuta dei liquami e dei liquidi», prosegue Maggi. I pannelli in alluminio sono larghi 600 mm e spessi 3 internamente, all’esterno sono da 2 mm con una intercapedine di 25. In totale sono spessi 30 mm e hanno la testata anteriore rinforzata. All’interno, poi, è montato il pettine scorrevole per la pulizia delle doghe. Il piano mobile si muove a intervalli di 3 e sposta le doghe passo passo in modo tale da

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scaricare il materiale dalla coda. Fra gli accessori il gancio di traino posteriore in caso di impantanamenti in discarica o su fondi resi poco percorribili e le vasche raccogli reflui sotto il pianale facilmente accessibili e svuotabili. Le sospensioni sono pneumatiche elettroniche con alza e abbassa, gli assali Saf Integral Et 120 con freni a disco da 430 mm di diametro con il primo asse sollevabile e il terzo sterzante. Di serie la scaletta estraibile posteriore destra e la barra proteggi fanali posteriore. M.B.


Verde e potente C

ome anticipato da Csc (ottobre 2009 numero 233) dal 2010 i nuovi Mitsubishi Fuso, presentati a Stoccarda a settembre, dopo pochi mesi sarebbero stati provvisti dei propulsori di categoria Eev (Enhanced environmentally friendly vehicles). E così è stato. «Per Mercedes (a cui Mitsubishi appartiene quasi in toto)», spiega Alexander Müller, a capo del marketing e delle vendite Mitsubishi, «la fetta di mercato dei medio leggeri è coperta dal Fuso. Per cui grande attenzione è messa nel progetto del mezzo e nel sistema di vendita nelle concessionarie del Gruppo». Attualmente, quindi, la generazione di motori del Fuso Canter Eev è denominata 4P10 ed è sviluppata su 3 motori. Un 3,0 l di cilindrata, potenza di 96 kW (130 CV) a 3.500 giri/min, coppia max. 300 Nm a 1.300-3.000 giri/min, disponibile per il Canter da 3,5 a 5,5 t di peso totale a terra. Un 3,0 l di cilindrata, potenza di 107 kW (145 CV) a 3.500 giri/ min, coppia max. di 370 Nm a 1.600-2.600 giri/min, disponibile per il Canter da 3,5 a 7,5 t di peso totale a terra. E un 3,0 litri di cilindrata, potenza di 129 kW (175 CV) a 3.500 giri/min, coppia max. di 430 Nm a 1.600-2.800 giri/min per il Canter da 6,0/6,5 e 7,0/7,5 t di peso totale a terra. Considerato che Fuso Canter opera prevalentemente su tratte a medio-corto raggio e in zone particolarmente sensibili alle emissioni, gli ingegneri hanno ricercato soluzioni per la ‘pulizia’ dei gas di scarico. Tutte le versioni di motore dispongono di un filtro antiparticolato diesel chiuso senza manutenzione. Nelle due gamme di potenza inferiori, l’abbinamento di un sistema di ricircolo dei gas di scarico (Egr), catalizzatore ossidante e filtro antiparticolato provvede alla depurazione dei gas e all’abbatimento delle emissioni.

La motorizzazione di punta Nella versione più potente il Canter Eev utilizza la tecnologia BlueTec con tecnica Scr. In questo modo, il Fuso da 129 kW (175 CV) dispone del sistema di trattamento dei gas di scarico più all’avanguardia. A seconda degli impieghi, il consumo di AdBlue è pari solo all’1% di quello di carburante, o addirittura meno. La riserva di 12 l di AdBlue in un serbatoio separato è sufficiente per percorrere

il Vito con la scossa Arriva sul mercato il Mercedes Vito elettrico E-Cell 2011. Per ora 100 pezzi. Poi duemila nel 2011, e tutti a noleggio. Poi si vedrà. Ma l’impressione è buona. Silenzioso, ovviamente, con il cambio automatico, rilassante per chi guida, e pratico come il fratello a gasolio (esce anche dalle stesse catene di montaggio), e con una portata di 900 chili. Però al posto dei consueti motori a quattro e sei cilindri, con i corrispondenti gruppi ausiliari, sotto il cofano dell’E-Cell sono alloggiati il motore elettrico e i relativi componenti periferici e 16 batterie, per un totale di 192 celle, sotto il pianale . Il propulsore elettrico eroga una potenza continua di 60 kW e una potenza massima di 70 kW. La coppia massima equivale a 280 Nm. Nei motori elettrici la coppia totale è disponibile già al momento della partenza e Vito offre quindi prestazioni dinamiche equivalenti a quelle dei motori diesel. Considerato il tipico settore di impiego del Vito E-Celle per favorire la massima autonomia possibile delle batterie, la velocità è stata limitata a 80 km/h. Al fine di risparmiare spazio utile per le batterie la trazione è stata trasferita alle ruote anteriori. Fatta eccezione dei pochi componenti dell’autotelaio ripresi da Vito 4x4, la trazione anteriore è stata espressamente concepita per l’E-Cell. Sotto il cofano, oltre al motore elettrico, sono alloggiati altri componenti come l’elettronica di potenza, il convertitore di coppia e il caricabatterie della rete. Anche la rete di bordo da 12 V è stata completamente sviluppata ex-novo. Gli accumulatori di corrente sono moderne batterie agli ioni di litio, resistenti e potenti con un’elevata densità energetica e una tensione nominale di 360 Volt. La capacità complessiva delle batterie è di 36 kWh, di cui 32 kWh disponibili per la marcia. Ogni cella delle batterie è controllata da un sistema di gestione per prevenire inutili perdite di corrente e rischi di interventi non autorizzati. Inoltre un sistema di sicurezza disattiva la rete ad alto voltaggio quando non viene utilizzata. Batterie, motore elettrico, convertitore e il resto dei componenti elettrici del gruppo motopropulsore sono raffreddati ad acqua. La ricarica totale, alla rete da 380/400 Volt, della batteria avviene in 6 ore. Inoltre, se necessario il Vito E-Cell può essere ricaricato attraverso un cavo di alimentazione supplementare a una rete da 230 V con una normale spina shuko, ma il tempo di ricarica

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CSC ottobre 2010

una tratta fino a 8 mila km. Con una normale percorrenza, il conducente di un Fuso Canter da 129 kW (175 CV) deve rabboccare il serbatoio di AdBlue solo circa quattro volte l’anno. Da mettere anche sempre in luce, poi, il fatto che il Canter da 7,5 t di peso totale a terra compreso guidatore e serbatoio pieno al 90% pesa nella versione più corta solo 2.480 kg, rendendo così disponibili 5.020 kg per allestimenti e merce trasportata. Lo stesso vale per il modello di punta 7C18. Nonostante il sistema di trattamento dei gas di scarico particolarmente complesso, l’autotelaio con cabina nella versione da 3.350 mm di passo pesa soltanto 2.560 kg. Con una portata di 4.940 kg per la sovrastruttura e il carico. All’occorrenza, inoltre, il Canter può ospitare un’intera squadra di operai: sia la cabina C che la S possono essere equipaggiate a richiesta con cabina doppia con 6 (Canter 3,5t) e 7 posti (Canter da 6,0 a 7,5t). Mentre la versione C copre la gamma completa da 3,5 a 7,5 t di peso totale a terra, la versione S è disponibile con un tonnellaggio da 3,5 a 5,5.  M.B.

STRADE

Dopo neppure un anno dal lancio del nuovo modello ecco le versioni del Fuso 2010 con i motori Eev, sempre Fpt. Montano il filtro antiparticolato. E la versione top di gamma da 175 Cv abbina la tecnologia BluetTec al filtro, al ricircolo dei gas di scarico (Egr) e all’Scr.


STRADE

Commerciali

Daily

È tutta una questione di peso Il nuovo EcoDaily promette aumento dell’efficienza, riduzione dei consumi per chilo trasportato, ottimizzazione del rapporto tra portata utile e massa totale e riduzione delle emissioni per chili caricati. In due parole: 500 chili in più e l’inquinamento di 3 mezzi in meno. A 2.500 euro in più.

«H

a molti primati questo veicolo», esordisce Ottavio Gioglio General manager Iveco Italia, alla conferenza stampa di presentazione del Daily da 7 ton, svolta sul lago d’Orta a fine luglio. «Ma soprattutto è un mezzo che prima non c’era». È tutta in questa battuta, del manager piemontese, la forza del nuovo Ecodaily 7 ton e del Gruppo che rappresenta. Innovare e rinnovare in continuazione. Non fermarsi ai 56 mila mezzi (56.726 a giugno 2010, di cui 15.112 in Italia) venduti dal lancio (un anno fa all’incirca) del nuovo Eco Daily, ma proporre ancora una volta una evoluzione della specie. «Per essere sempre più vicini ai clienti», precisa Federico Gaiazzi, marketing manager Iveco Italia, «porli al centro e sviluppare una relazione che li soddisfi in primo luogo rispondendo alle loro richieste, ma che sia per il Gruppo di stimolo alla continua evoluzione». «L’Eco Daily 7 ton infatti», prosegue Gioglio, «è frutto di un percorso progettuale sviluppato avendo sempre come focus il cliente. È un mezzo ideato per chi deve trasporta-

re carichi importanti con la comodità di una guida di stampo automobilistico». Le richieste dei clienti sono state rappresentate nel corso degli anni da: maggior comfort; maggiore ergonomia; versatilità e agilità; economia e ecologia (quindi più efficienza). E a queste si è risposto con la gamma da 2,8 a 3,5 ton e con quella da 3,5 a 6. Alle prime due abbinando l’impostazione di guida da auto, alle seconde e alla nuova da 7 ton offrendo il dimensionamento mirato del veicolo. Ora il mezzo porta 4.700 chili di carico utile e sostituisce, in versione furgone da 17,2 m3, ben 3 mezzi da 1.500 chili di portata, con una tara di 2.245 chili, la più bassa della categoria. Le modifiche per arrivare a questo sono state una barra stabilizzatrice differente, alcuni rinforzi al telaio e ovviamente dei pneumatici con un indice di carico maggiore. In pratica il nuovo 7 ton è una novità assoluta per la categoria, la soluzione migliore per i clienti che cercano un pratico supporto nei trasporti veloci a medio raggio con Patente C. La nuova versione EcoDaily da 7 t di Mtt consente perciò maggiori applicazioni

con carichi utili che altrimenti sarebbero possibili solo con l’impiego di veicoli con Mtt più elevata. La base costruttiva è sempre a telaio a longheroni e trazione posteriore (massima spinta nel punto di maggior carico) e questo lo pone in alto nelle scelte di acquisto delle società di costruzioni edili.

La presenza Iveco: ECODaily ed Eurocargo IL SEGMENTO 6.1÷10 t IN ITALIA Totale 2.500 unità

allestimenti IL SEGMENTO 6.1÷10t INaltriITALIA allestimenti speciali

23% 4% 56% IVECO

ribaltabili

60%

19%

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34%

20%

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20%

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Quota Iveco 56%

80%

IL MIX DEGLI ALLESTIMENTI

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cassonati

ribaltabili ti speciali allestimen

QUOTEIVECO IVECO QUOTA


Daily

Mercato Italia Iveco a maggio 2010

IL MERCATO DI RIFERIMENTO

Il nuovo modello EcoDaily 7 t si colloca nel segmento da 6,1 a 10,0 t di MTT: un mercato, su base annua, stimato in circa 2.500 unità, e nel quale Iveco, con le gamme EcoDaily ed Eurocargo, rappresenta complessivamente il 56% dell’offerta. In termini di quota, Iveco ha oltre il 70% nei furgoni, il 54% nei cassonati, 49% nei ribaltabili e il 40% negli allestimenti speciali. In relazione all’allestimento il segmento è così composto: 34% furgoni, 20% cassonati, 19% ribaltabili, 23% allestimenti speciali, 4% altri allestimenti.

IN CANTIERE È IL RE L’EcoDaily è da sempre apprezzato per la sua capacità di sopportare carichi e impieghi stressanti per la meccanica. Tutte queste caratteristiche sono esaltate nell’utilizzo nei cantieri edili dove la robustezza e le doti di potenza e affidabilità sono fondamentali. La versione da 7 ton è quindi la risposta migliore per gli allestimenti con cassone, fisso o ribaltabile, e per tutti gli impieghi che prevedono l’esigenza di avere un veicolo in grado di garantire ampie portate all’interno dei limiti di legge e utilizzi gravosi. L’allestibilità del telaio a longheroni, unita al modulo di espansione elettronico per il collegamento con l’interfaccia Can del veicolo, il controllo della Pto, ne fanno il modello preferito dai carrozzieri per il montaggio di ogni modello di cassone, sia fisso o ribaltabile, e delle gru retrocabina, sempre più richieste in abbinamento ai mezzi ‘medio leggeri’. Ampia, come sempre, l’offerta dei modelli. Il cabinato e la versione con doppia cabina 6+1 dispongono di quattro passi: 3450, 3750, 4350 e 4750 mm; mentre il van ha un passo di 3950 mm e il tetto alto H3 (2100 mm) per una volumetria di 17,2 mc. L’EcoDaily 7 t è anche l’unico modello di questo segmento a offrire la versione furgone ‘di fabbrica’. Due le motorizzazioni, con il turbodiesel 3,0 litri Eev dotato di turbina a doppio stadio con potenze da 140 e170 CV (coppia massima rispettivamente 350 Nm da 1250 a 2810 g/min e 400 Nm da 1250

Volumi mercato Leggeri 29.600 Medi 1.900 Pesanti 5.000 Ordini a maggio vs 2009 Leggeri Medi Pesanti

Δ vs 2009 in % +2,3 -20,4 -24,9 +9,8 -14,9 +75,7

Quota Iveco Italia Δ vs quota a fine 2009 Leggeri 22,4 +0,9 (+4,1 cabinati) Medi 60,2 = +3,9 (+2,1 cabinati) Pesanti 35,9 +4,6 trattori +7,1 cantiere

a 2990 g/min) e Dpf di serie. Per i soli cabinati sono disponibili anche due motori Euro 4 turbodiesel 3,0 litri da 146 e 176 CV e coppia massima rispettivamente di 350 Nm da 1400 a 2600 g/min e 400 Nm da 1250 a 3000 g/min. Tutti i motori si avvalgono della tecnologia Egr (Exhaust Gas Recirculation) che riduce le emissioni di NOx attraverso il ricircolo di una quantità controllata di gas di scarico refrigerati e reimmessi nella camera di scoppio. Alle motorizzazioni diesel si aggiunge la versione a metano dotata del 3,0 litri per 136 CV di potenza, con una coppia di 350 Nm da 1.500 a 2.730 g/min, che fa dell’EcoDaily 7 t il veicolo più ecologico della categoria. Per il cambio si può sce-

SAIE 2010 Area estern Stand D22 a 44 E11 & Area esterna 47 Stand 67

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STRADE

Commerciali

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gliere tra il modello manuale a 6 marce, di serie, e il modello automatizzato, sempre a 6 rapporti, ZF Agile. La sospensione pneumatica garantisce il piano di carico più basso della categoria, un migliore comfort di marcia e una maggiore versatilità nella distribuzione del carico. Così come la cabina semiavanzata è un ulteriore elemento di sicurezza. Per quanto riguarda gli allestimenti, le connessioni sono facilitate dal modulo di espansione elettronico opzionale che rappresenta l’elemento di collegamento essenziale con l’interfaccia Can del veicolo. Le uscite includono controllo di Pto multiple, gestione luci supplementari/luci intermittenti, avviamento/spegnimento del motore a fronte di un determinato evento e gestione allarme antifurto. Nella versione furgone il mezzo offre un sistema ancora più efficiente di chiusura delle porte posteriori con, di serie, l’apertura fino a 270° con arresti automatici a 90°, 180° e 270° senza tiranti, rendendole così più comode da usare. Il nuovo Daily dedica, inoltre, molta attenzione anche alla sicurezza. Di serie su tutte le versioni è montato il sistema Esp, oltre all’Abs, il Hba (Hydraulic Brake Assist: assistente idraulico di frenata) per aumentare la capacità frenante al rilevamento di frenate troppo brusche in situazioni di emergenza e l’Hill Holder che evita l’arretramento del veicolo in caso di partenze da fermo in salita. Grazie al Lac (Load Adaptive Control) sistema dinamico per la gestione del carico si identificano le variazioni nella massa e nel baricentro del veicolo lungo il suo asse longitudinale, adattando gli interventi degli altri sistemi di sicurezza Abs, Esp e Asr in base al carico. In questo modo vengono ottimizzati la frenata, la trazione e la stabilità, riducendo anche il rischio di ribaltamento, con un migliore utilizzo del sistema anti-ribaltamento (Roll Over Mitigation) e minimizza l’usura delle pastiglie dei freni ottimizzando la distribuzione delle forze di frenata. A chiudere, su tutta la gamma EcoDaily il sistema Blue&Me, la soluzione hardware ideata da Fiat Group e Microsoft per garantire il massimo dei servizi di comunicazione per chi è al volante, e il Blue&Me Fleet, il pacchetto telematico, realizzato in collaborazione con Qualcomm, per chi gestisce le flotte.  M.B


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Ford Fiesta Van/Duratorq 1.4

Il Van alla moda

di Massimiliano Barberis

Piccola e compatta assicura ben un metro cubo di vano di carico. Ha un motore prestazionale che vuole, e può, essere sportivo, ma se condotto con un occhio all’acceleratore resta molto parco nei consumi. La soglia di accesso posteriore è facilitata dall’ampio portellone e i vetri oscurati, o i pannelli in tinta della carrozzeria, celano il carico. Su tutto domina il nuovo design cinetico dell’ovale blu.

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l nome Fiesta lo scelse Henry Ford II in persona nel lontano 1976, e fu un nome azzeccato. Venduta in 30 anni in oltre 12 milioni di esemplari la Ford Fiesta (solo a gennaio di quest’anno è uscito il mezzo milionesimo esemplare dagli stabilimenti europei della Ford a Colonia) ha passato 6 restyling per arrivare alle ‘estreme’ odierne linee. Nata come avversaria della Polo o della 127 ora è un segmento B costruita sul pianale della Mazda 2. Nella versione Van perde solo i posti posteriori e adotta una robusta grata alle spalle del guidatore e del passeggero. Ma nulla perde delle linee tese nate con la Ford S-Max e derivate dal prototipo della Verve. Lo spazio di

Lo spazio di carico ha un volume di 1.004 litri, una lunghezza di carico massima utile di 1.327 mm e una larghezza di 1.278 (1.004 mm tra gli archi passaruota). Mentre l'altezza della soglia di carico raggiunge i 936. Dentro anche ganci di ancoraggio conformi agli standard Din. carico ha un volume di 1.004 litri, una lunghezza di carico massima utile di 1.327 mm e una larghezza di 1.278 (1.004 tra gli archi passaruota). Mentre l'altezza della soglia di carico raggiunge i 936. Dentro anche ganci di ancoraggio conformi agli standard Din. L’ultima Fiesta anche in versione commerciale mantiene le linee volute da Martin Smith, a capo del design di Ford Europa: il kinetic design; come dice Smith, «l’automobile è un oggetto simbolo di movimento, deve esprimere una sensazione di dinamicità anche da ferma. L'obiettivo era creare uno stile che enfatizzasse e rendesse visibile l'energia del movimento, con forme più atletiche rispetto al passato». Quindi, come si realizza questo concetto in una automobile?

Da berlina a coupè Inclinando il parabrezza e trasformando una berlina in coupè con un abitacolo molto avanzato e basso, scegliendo i fari allungati sui lati e ‘sacrificando’, quindi non poco i posti posteriori che finiscono fra i passaruote. Ma se i posti in coda non ci sono, ecco che le linee aggressive, tese, filanti e mosse anche da ferma della Fiesta non incidono per nulla nell’abitabilità totale e trasformano un mezzo commerciale con un metro cubo di volume utile e 400 chili di portata utile in una macchina da lavoro accattivante e piacente. Il resto lo fanno il frontale con in basso la caratteristica

Fiesta Van ECOnetic Migliorata nello stile e nei livelli di emissioni di CO2 la Fiesta Van ECOnetic è alimentata da una versione a calibrazione speciale del motore Duratorq TDCi da 1,6 litri con 90 cavalli, combinato con un filtro antiparticolato diesel con catalizzatore ossidante, la Fiesta Van è la più efficiente in termini di consumi mai prodotta da Ford, può percorrere 100 chilometri utilizzando soltanto 3,7 litri di carburante nel ciclo combinato Ce. All’incredibile risparmio di carburante si abbina un livello di emissioni di CO2 leader della categoria, con 98 g/km, che consacra la Fiesta Van ECOnetic come il veicolo commerciale a emissioni più basse di CO2 sia nel proprio segmento che nella gamma europea di Ford. Rispetto al motore Duratorq TDCi da 1,6 litri della generazione precedente, la Fiesta Van ECOnetic consumerà 160 litri di carburante in meno su 20 mila km, con un risparmio significativo nella guida quotidiana in un’epoca in cui ridurre i costi per il carburante consente di risparmiare ancora più denaro. Il risparmio di carburante sulle autostrade extraurbane è persino più consistente, dato che la Fiesta Van ECOnetic consuma appena 3,2 litri per percorrere 100 chilometri. Puntando a questi risultati, sono stati eseguiti alcuni miglioramenti all'aerodinamica: l’altezza di guida abbassata e alcuni dettagli aerodinamici come i deflettori delle ruote permangono nel già efficiente coefficiente di resistenza (Cd) di 0,33 della Fiesta. Allo stesso tempo, i pneumatici con bassa resistenza al rotolamento nell’economico profilo 175/65 R14 e un rapporto di trasmissione finale della guida allungato consentono di ottenere dal sistema di propulsione prestazioni efficienti, in particolare nei viaggi in autostrada. Grazie a queste modifiche, Fiesta Van ECOnetic è in grado di offrire un livello di efficienza invidiabile nella categoria di riferimento, senza però compromettere la qualità di guida, lo stile o la praticità della gamma Fiesta Van principale.

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C’è anche a Gpl

Appena presentata la Fiesta a Gpl è equipaggiata con un sistema che rappresenta quanto di più tecnologicamente avanzato esiste tra i sistemi di iniezione ad alimentazione gassosa. Tutti i motori hanno valvole e sedi-valvole rinforzate, sono equipaggiati con un sistema di alimentazione Gpl sviluppato da Brc Equipment in collaborazione con Cng Technik, azienda del gruppo Ford specializzata nel settore delle alimentazioni alternative. Il controllo di tutto l'impianto è demandato a un'apposita centralina capace di ottimizzare istantaneamente la quantità di combustibile ottimale lasciando inalterati il comportamento su strada e il piacere di guida. L'impianto dispone di una logica di commutazione automatica che consente di ottimizzare il consumo del gas fino al completo esaurimento del serbatoio; in tal caso viene attuato un passaggio automatico da gas al benzina. I nuovi impianti benzina/Gpl sono infatti dotati di sistemi di sicurezza, che rendono queste vetture perfettamente uguali a quelle ad alimentazione benzina o diesel. Il sistema di tripla valvola isola completamente l'impianto a benzina/Gpl in caso di collisione: la prima valvola blocca l'uscita del gas a motore spento, la seconda mantiene costante la pressione nel serbatoio evitando un'esplosione, la terza permette, in modo controllato, lo svuotamento del serbatoio in caso di incendio evitando l'aumento della pressione dovuto alle alte temperature.

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Alimentazione

Gas Gpl

Emissioni medie CO2

119 g/km

Potenza max

92 cv

Coppia max

122 Nm

CapacitĂ effettiva serbatoio

33.6 l

Consumo medio

7.2 l/100 km

Autonomia a Gpl

450 km

Autonomia complessiva

1.200 km

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MACCHINE presa d’aria a trapezio isoscele a cui fa da contrasto quella creata dal cofano in alto su cui al centro spicca l’ovale blu, e i passaruota molto robusti e pronunciati. Il mezzo, quindi, ha una sua intrinseca ricercata bellezza. Comodo l’accesso, con i sedili regolabili come il piantone dello sterzo, modulabile in altezza e profondità, nella Fiesta Van si ‘scende’ alla guida, appunto, come su una vettura sportiva. A tutto vantaggio dell’altezza del vano di carico posteriore. In generale la Fiesta possiede volumi esterni molto compatti, un abitacolo ampio, e spazioso. L’impressione generale è di larghezza e ariosità. I sedili sono avvolgenti, bicolori, come gli interni su cui domina la plancia centrale con un ampio display, protetto da una palpebra, che in basso racchiude i comandi dell’impianto stereo, aria condizionata, telefono e ai lati ingloba le prese d’aria. Di serie è a disposizione una vasta scelta di sistemi di intrattenimento di alta qualità Tra cui radio Cd/Mp3, con quattro altoparlanti e connettore Aux-In per iPod.

Bluetooth con controllo vocale Più sotto la leva del cambio a 5 velocità, preciso negli innesti e silenzioso, e il tunnel centrale che prevede, oltre alla leva del freno a mano, vani portabicchieri e presa accendisigari. Il cruscotto è dominato dal contagiri e dal contachilometri separati da un secondo display Lcd, più piccolo, su cui ‘passano’ le stesse informazioni di quello grande e centrale. La leva destra permette di interagire con il computer di bordo e avere ulteriori informazioni (autonomia, km parziali, consumi). Il volante monta i comandi per la radio e il controllo del telefono via Bluetooth con controllo vocale (un optional da 250 euro) che consente di fare e ricevere telefonate in sicurezza durante gli spostamenti. La Fiesta Van, inoltre, offre al conducente e al passeggero livelli di sicurezza molto alti. L'abitacolo, in acciaio rigido, è completo di barre anti-intrusione laterali. Il vano motore è stato rinforzato con barre trasversali e le parti anteriore e posteriore del veicolo sono dotate di zone deformabili ad assorbimento di energia. L'airbag frontale guidatore è di serie, mentre sono disponibili come accessori l'airbag frontale passeggero e quelli laterali, che includono l'airbag ginocchia guidatore. I sedili sono dotati di poggiatesta regolabile e rampa antiscivolamento per impedire di scivolare al di sotto della cintura di sicurezza in caso di impatto. L'attenzione al dettaglio durante il pro-

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cesso di progettazione ha aumentato la durata dei componenti e reso più facile l'accesso per la riparazione. Otto sono gli anni di protezione dalla corrosione, ottenuta aumentando il numero di pannelli pre-rivestiti nella struttura inferiore della carrozzeria. Poi si è utilizzato un rivestimento in Pvc sulla parte inferiore del veicolo e una protezione in cera dei longheroni. Inoltre è montato un sistema di avviamento tipo Smart su tutti i veicoli Tdci che controlla il regime motore durante l'avviamento e disattiva il motorino di avviamento non appena il motore è in grado di funzionare da solo. Il sistema riduce anche i mancati avviamenti e aumenta la durata del motorino di avviamento e della batteria del 10 per cento.

Tre i motori La Fiesta Van è disponibile in tre motorizzazioni: Duratec 1.2 benzina 16v 82CV, Duratorq TDCi 1.4 68CV, Duratorq 1.6 90CV con filtro antiparticolato (DPF) di serie. Tutte prodotte nel Dagenham Diesel Centre Ford in Gran Bretagna. I dati relativi al risparmio di carburante della Fiesta Van corrispondono a quelli della Fiesta a 3 porte. Con un consumo di carburante combinato pari a soli 4,2 l/100 km e una media di emissioni di CO2 pari a 110 g/ km. Il motore Duratec da 1,25 litri invece produce un consumo di carburante combinato di 5,7 l/100 km e una media di emissioni di CO2 pari a 133 g/km. Ford Fiesta Van è disponibile in due diversi allestimenti, con una gamma di dotazioni standard progettate per venire incontro alle aspettative dei clienti del segmento dei veicoli commerciali di piccole dimensioni. Offre dotazioni funzionali di serie come la chiusura centralizzata con comando a distanza, alzacristalli elettrici e retrovisori esterni elettrici e riscaldati. Di serie il sistema frenante antibloccaggio (Abs) e il ripartitore elettronico della forza frenante (Ebd) sono forniti di serie: il loro intervento combinato impedisce che i freni blocchino le ruote. In tal modo la frenata risulta più controllata e si riduce la possibilità di spostamento del carico sul retro. Sempre di serie i fari ‘Follow-me-home’ che fa sì che i fari rimangano inseriti per alcuni secondi quando si esce dal veicolo di notte, per illuminare la strada. Oppure l’assetto fari per regolare l'assetto dei fari in modo che il fascio di luce si concentri dove è utile. Se si caricano materiali di valore si può poi puoi optare per un allarme perimetrale e volumetrico. Inoltre la Fiesta monta il sistema antifurto passivo immobilizer (Pats) che per avviare il motore richiede l'identificazione univoca di sicurezza della chiave. Le chiusure sono ad alta sicurezza, antieffra-

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zione e schermate con attacchi rinforzati. Anche i sistemi audio sono dotati di antifurto Keycod. Fra le peculiarità della Fiesta Van il nuovo sistema Epas (Electric power assisted steering) il servosterzo elettronico che offre un’elevata precisione di sterzata e contribuisce a ridurre i consumi di carburante grazie all’assenza di dispositivi idraulici che aumenterebbero l’inerzia incrementando il consumo di carburante. E il sistema di rifornimento senza tappo Ford EasyFuel. Pulito e di facile utilizzo, incorpora un inibitore di carburante per impedire l’inserimento dell’ugello di rifornimento sbagliato. Questa caratteristica risulta molto vantaggiosa per i clienti commerciali, in particolare nel caso di flotte miste e veicoli utilizzati da più persone.


Power

59 51 44 37 29 22 15 7 0

giri/min

1000 2000

3000 4000 5000

Motore Iniezione Coppia Coppia Nm/giri Potenza Pressione di esercizio Cilindri Cilindrata Alesaggioxcorsa Valvole Rapporto compressione Distribuzione Lunghezza Larghezza Passo Altezza Altezza vano di carico Altezza soglia di carico Lunghezza vano di carico Larghezza fra i passaruota Larghezza portellone Volume vano di carico Sbalzo ant. Sbalzo post. Carreggiata ant. Carreggiata post Diametro di volta Portata utile Ptt Massa rimorchiabile Tara Cambio manuale a 5 marce Rapporto 1° 2° 3° 4° 5° Retro

Ford Durateq 1.4 Tdci Euro 4/Egr Common Rail Nm/l 114,28 160/1.750 kW (Cv)/l 35,73 (68)/4.000 bar 1.500 4 in linea 1.398 cc 73,7x82 2 (8) 18,1:1 Albero a camme mm 3.950 mm 1.722 mm 2.489 mm 1.481 mm 1.278 mm 735 mm 1.327 mm 1.000 mm 921 m3 1,0 mm 933 mm 997 mm 1.422 mm 1.363 mm 10.200 kg 475 kg 1.535 kg 750 kg 1.060

3,58 1,93 1,28 0,95 0,76 -3,92

Sospensioni

150 140 130 120 110 100 90 80

1000 2000

Coppia

Nm 200 190 180 170 160

Anteriore

Sospensioni anteriori di tipo MacPherson con bracci di controllo inferiori ad L montati su telaio separato. Montanti con ammortizzatori a doppio tubo e tasselli duomo sdoppiati. Barra antirollio

Posteriore

Sospensioni posteriori a barra di torsione con gruppi perno-boccola angolati. Molle a spirale. Moduli degli ammortizzatori monotubo situati dietro il centro ruota.

Freni

Sterzo

giri/min

Ruote e pneumatici

3000 4000 5000 Capacità del serbatoio

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A doppio circuito, con servoassistenza auto-regolante. Dischi anteriori, tamburi posteriori. Sistema di frenatura antibloccaggio ABS di serie, programma elettronico di stabilità ESP optional Sterzo a cremagliera, servoterzo Fiesta Van: Cerchi in acciaio 6 J x 15 con pneumatici 195/50 R15 Fiesta Van ECOnetic: Cerchi in acciaio 5 ½ J x 14 con pneumatici 175/65 R14 45 litri

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N 2.3 litri 106HP 17 90 73 56

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COSTRUZIONI

SOMMARIO

COSTRUZIONI

pagina

MACCHINE | Sollevamento

• Una gru-taxi per l’eolico...................... 46

AZIENDE | Demolizioni MERCATO | Attualità

• Decommissioning a 360°.................... 48

• Colpi di sole............................................. 49

PROGETTI | Infrastrutture

• 4 stadi Mondiali..................................... 50

54 SPECIALE GEOFLUID

Esserci è un privilegio

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SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE L’edilizia si fa verde Riciclare in mobiltà

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Costruzioni

Una gru-taxi per l’eolico Liebherr ha sviluppato una nuova variante di allestimento per il modello LR 1300 SX: una soluzione che consente portate nettamente superiori sul braccio principale e sul braccio a volata variabile.

È

senza dubbio una delle gru cingolate da 300 tonnellate della Casa tedesca che ha riscosso maggiore successo, per via della varietà delle configurazioni del braccio e delle attrezzature. Pertanto è cresciuto lo spettro applicativo e, di pari passo, sono aumentate le configurazioni di equipaggiamento: oggi se ne contano più di 100 mila. Più una, la più recente, che prevede un nuovo falcone per carichi pesanti per il montaggio di generatori eolici e per interventi di assistenza. Per questi ambiti di impiego, la gru è stata allestita con un carro stretto a estensione telescopica, in modo da garantire il trasferimento efficiente in termini di costi in condizioni di spazio ristretto.

CARICHI PESANTI CON GRANDE MOBILITÀ Con una lunghezza di 8 m e una portata massima di 117 t, il nuovo falcone per carichi pesanti esprime al meglio le sue grandi prestazioni se abbinato a grandi lunghezze di braccio e all’attrezzatura derrick. La più elevata combinazione possibile con braccio principale da 113 m e falcone per carichi pesanti da 8 m offre un’altezza in punta di 123 m e carichi fino a 42 t, mentre nella combinazione standard con braccio principale a punta da 80 m, la LR 1300 garantisce portate superiori alle 80 t con un’altezza in punta di quasi 90 m. La larghezza standard di movimentazione è di 8 m, anche se il carro può essere ulteriormente compattato

fino a 4,8 m. La regolazione automatica del carro consente lo spostamento della gru completa di attrezzatura, ovvero comprensiva di braccio e completamente zavorrata. Una soluzione che comporta grandi vantaggi: innanzitutto, non è più necessario proteggere le vie di corsa della gru e, di conseguenza, nemmeno montare e smontare la macchina e l’attrezzatura con un sensibile risparmio di tempo, poi la LR 1300 SX offre una mobilità inusuale per macchine di questa categoria di portata. Inoltre, le sue caratteristiche di “gru-taxi” sono ben sfruttabili anche per impieghi brevi in cantieri standard. Fra i vantaggi della LR 1300 SX c’è anche l’ampia offerta di sistemi braccio multifunzionali, che offrono grandi prestazioni: nella combinazione con braccio principale e braccio regolabile a volata variabile, la gru raggiunge una lunghezza massima di braccio di 172 m, mentre nella configurazione con braccio leggero, è possibile equipaggiare il braccio principale fino a 120 m di lunghezza. Inoltre, per i sollevamenti di carichi pesanti è disponibile un’attrezzatura derrick con carrello zavorra o zavorra sospesa e l’opzione “mid fall” che offre la possibilità di condurre la fune o sulla testa del braccio oppure attraverso un rullo di rinvio fissato stabilmente sul falcone. Equipaggiata con un motore Diesel Liebherr che eroga 450 kW / 612 CV di potenza, la gru ha due argani aventi ciascuno una forza di tiro di 15 t e offre per questo tiro diretto della fu-

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ne elevate velocità della stessa. In opzione sono inoltre disponibili argani a caduta libera da 15 t con freni a dischi multipli.

TRASPORTO RAPIDO E COMANDI AVANZATI Anche per le macchine di grandi dimensioni il trasporto rapido e conveniente rappresenta un importante fattore per quanto riguarda l’efficienza in termini di costi. La LR 1300 SX soddisfa appieno questo requisito grazie a un sistema semplice, dalla tecnologia consolidata, di automontaggio e autocaricamento. Quattro cilindri stabilizzatori estraibili sul carro, un cilindro di montaggio nel cavalletto per lo scarico, nonché due cilindri di zavorratura sulla parte posteriore della macchina base non rendono necessario l’impiego della gru di servizio né per lo scaricamento né per il montaggio. Grazie alla larghezza massima di trasporto di 3 m, la LR 1300 SX smontata può essere trasportata su autocarri standard a piana-

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le ribassato. Inoltre, poiché gli elementi intermedi del falcone vengono inseriti negli elementi intermedi del braccio principale, sono necessari meno veicoli per il trasporto. La gru è equipaggiata con l’ultima generazione di comandi Liebherr basati sulla tecnologia CAN-BUS. Concepito per impieghi in cantiere anche in condizioni estreme di temperatura, il sistema gestisce tutti i moduli di comando e di monitoraggio del nuovo indicatore di momento e carico, che calcola automaticamente le portate durante l’impiego assicurando così un utilizzo ottimale della macchina. Si tratta dell’unico sistema disponibile sul mercato che può operare senza memorizzare tabelle di portata o senza interpolazione di valori intermedi. La LR 1300 SX è equipaggiata di serie con un modem GSM che consente un collegamento dati con la stazione di assistenza o con lo stabilimento di produzione. È pertanto possibile effettuare con facilità e affidabilità un trasferimento dei dati macchina o di processo, nonché effettuare una diagnosi online a distanza.  L.T.


Costruzioni

AZIENDE

Demolizioni

Decommissioning a 360° Con oltre 25 anni d’attività, un fatturato in costante crescita che supera i 70 milioni di euro, 120 addetti e oltre 30 cantieri aperti contemporaneamente sul territorio nazionale, General Smontaggi è il partner ideale per realizzare interventi globali sia di demolizione sia di bonifica e valorizzazione del territorio e dell’ambiente.

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ondata nel 1984 da Giovanni Conte, General Smontaggi spa ha iniziato la propria attività nell’ambito delle demolizioni industriali alle quali ha poi affiancato l’offerta di servizi specifici quali la bonifica di aree industriali da amianto e residui di processo, la decontaminazione di suolo, sottosuolo e falda, e la risoluzione di problematiche connesse allo smaltimento e riciclaggio dei rifiuti. Tra i propri clienti annovera società come Fiat, Pirelli, Ansaldo, Eni Refining & Marketing, Impregilo, IBM, Consorzio Autostrade Torino-Milano, Pizzarotti, DOW Chemical, Colussi, BNP Paribas, Generali Immobiliare. Certificata ISO 9001:2000, ISO 14000 e ISO 18000 e dotata di attestazione SOA per le categorie OG12, OS23, OS1, OG6, l’azienda vanta una ricca gamma di macchinari specifici per questo tipo di settore, come l’escavatore PMI 980 da 140 tonnellate, e numerosi accessori, quali: cesoie, pinze demolitrici, pinze multiuso, benne frantoio, benne vagliatrici, martelli demolitori e attrezzature telecomandate.

Settore demolizioni La capacità di utilizzare cariche esplosive, come nei casi degli ecomostri di Punta Perotti a Bari e di San Giuliano Milanese nonché della più grande demolizione con micro cariche in ambito urbano, il pad. 20 di Fiera Milano, completa la gamma delle soluzioni disponibili per l’esecuzione delle attività di demolizione, normalmente eseguite utilizzando la gamma di macchinari e attrezzature di proprietà dell’azienda. L’esecuzione dei lavori è sempre preceduta da una fase di studio e progettazione da parte dei professionisti interni, i quali analizzano e programmano l’intervento nei dettagli, finalizzan-

do l’applicazione della tecnica di demolizione più appropriata in relazione alla tipologia della struttura da demolire, alla localizzazione della stessa e ai requisiti di sicurezza che lo specifico contesto impone. Punto di forza di General Smontaggi, l’organizzazione del cantiere prende in considerazione la minimizzazione dell’impatto sull’ambiente circostante e il rispetto dei tempi assegnati, presupposti necessari per la riduzione degli oneri legati alle attività.

Bonifiche industriali In seguito all’evoluzione del mercato, General Smontaggi ha incrementato l’attività in campo ambientale grazie alle numerose esperienze dirette sul campo e al continuo aggiornamento tecnico e legislativo dei tecnici interni. Le bonifiche di aree industriali con presenza di materiali inquinanti hanno assunto un ruolo centrale in buona parte degli interventi effettuati: è infatti sempre più frequente la richiesta di verifica e successiva bonifica di impianti come attività propedeutica alla demolizione o smontaggio di un insediamento industriale. Le tipologie di intervento sono molteplici, a seconda dalla natura del materiale inquinante e dalla sua localizzazione, così come le problematiche che richiedono una differente e specifica metodologia operativa da utilizzare. Artefice di alcuni dei più complessi interventi nel settore, General Smontaggi si fa carico della gestione di tutti gli iter autorizzativi da percorrere con gli enti di controllo e garantisce tutte le competenze per ben operare nel rispetto di una regolamentazione complessa e in continuo aggiornamento. CSC

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Costruzioni

Niente di personale. Le ultime dal fronte

Colpi di sole H

o appena finito di leggere ‘Canale Mussolini’ di Antonio Pennacchi, come molti d’altronde quest’estate. L’ultimo libro ‘strenna’ da Premio (lo Strega, ovviamente vinto sul pur bello ‘Acciaio’ della torinese Silvia Avallone). Due libri sul degrado, sull’urbanistica, sul disagio dato dai luoghi in cui si abita o si va ad abitare. Zone paludose e zone industriali, zone periferiche e senza strutture urbane, direi strutture ‘civili’. E alla fine di agosto ecco apparire la notizia, letteralmente bomba, del sindaco di Roma Gianni Alemanno: «vogliamo demolire Tor Bella Monaca». Tirare giù tutto e rifare ex novo. Abbattere e ricostruire, meglio. Ebbene fresco di letture, non ho potuto non fare il paragone con il Mussolini fondatore di città nell’agro pontino (il tema centrale del libro di Pennacchi). Littoria, Sabaudia, Pontinia, Aprilia, Pomezia. Tirate su dal nulla dal 1926 al 1939, con la conseguente, anzi precedente, costruzione del canale Mussolini. Il canale di scolo a mare di molti fiumi e ruscelli della zona (non pochi e non tranquille rogge): Ninfa, Sisto, Amaseno, Ufente. Alemanno ha ribadito che: «Sicuramente Tor Bella Monaca va demolita, rasa al suolo, non tanto Corviale (il lunghissimo serpentone di case popolari), che è un altro discorso. A Tor Bella Monaca ci sono case costruite con un sistema di prefabbricazione in cui piove dentro. Se abbiamo terreni e aree per costruire a fianco un nuovo quartiere a Tor Bella Monaca per permettere alle persone che lì abitano di spostarsi, sarebbe una scelta popolare. Chi vive dentro quel-

Alemanno vuole abbattere un intero quartiere alla periferia di Roma. Il triumvirato lombardo (Formigoni, Moratti, Podestà) litiga sui terreni dei Cabassi e della Fiera per l’Expo 2015. L’estate è abbondantemente finita e il tempo passa. L’economia non riprende e il mattone non tira. Di questo passo dove andremo a finire? A Smirne. A MILANO NON SI RIDE Sarebbe stato meglio che a vincere l’organizzazione dell’Esposizione universale fosse stata la Turchia. Tutti a Smirne! E non se ne parli più. L’Italia non è pronta. La classe politica non lo è. Questo è il problema. La nostra ben più di altre. Tutti ‘tirano giacchette’, tutti litigano e nessuno tira su un mattone che sia uno. L’ultimo capitolo. L’ultimo? Era atteso per la fine di settembre: l’acquisto dei terreni dei Cabassi (1,1 milioni di metri cubi). Voluto da Guido Podestà e Roberto Formigoni, presidenti di Provincia e Regione. Ma il Comune, Letizia Moratti, preferisce il comodato d’uso. Pronta la risposta di Formigoni e dei suoi tecnici: l’acquisto delle aree era già stato condiviso e accettato da tutte le parti 4 mesi fa. E quando il Comune ha fatto sapere di non essere più d’accordo, egualmente la Regione ha velocemente predisposto una legge che consente la creazione di una NewCompany atta a gestire i terreni. Ma quanto valgono i terreni? Quanti soldi ci sono in cassa per comprarli? E soprattutto, quanto varranno dopo il 2015, quando si smantellerà il palcoscenico dell’Expo (se si farà)? Tutte domande a cui Podestà, Formigoni e Moratti non danno risposte. E il tempo passa. le case non vive bene e vorrebbe spostarsi». Ma i soldi chi li mette? Ai tempi di Mussolini si fece avanti lo Stato che acquistò dai principi Caetani oltre 20 mila ettari di paludi e affini, e poi due consorzi sotto il controllo dell’Opera nazionale combattenti fecero il resto. E che resto. Città intelligenti, con il comune (e la torre littoria, ovviamente), la piazza, la chiesa, fontane e giardini, uffici postali e posterie, trattorie. Tanti ‘mondi piccoli’ come descritti da Guareschi nella saga di Don Camillo e Peppone. Borghi vivibili e sentiti propri dalla popolazione. Cosa che non sono tutti i quartieri dormitorio delle nostre periferie urbane. Dal Nord al Sud d’Italia.

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«Oggi», però dice Alemanno, «con le ultime sentenze della Corte Costituzionale espropriare costa troppo. Siamo passati dall’assoluta massificazione degli anni passati a meccanismi oggi troppo restrittivi: è necessaria una nuova legge urbanistica complessiva che consenta di costruire dove c’è bisogno e non solo dove c’è interesse di privato e di società immobiliari, se no continueremo ad avere città che si espandono in zona agricola. È necessario invece demolire e ricostruire ampie aree della città, recuperando anche terreno urbano». L’idea lascia perplessi. Il Governo va esattamente dalla parte opposta. Berlusconi aveva proposto un piano Casa in cui lasciare liberi tutti di

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aumentare i metri cubi delle proprie case, attacca il parco del monte di Portofino, alla Maddalena recupera strutture, e ne fa costruire di nuove, e poi abbandona tutto. All’Aquila non molto è cambiato dopo il terremoto. Per non parlare dell’Expo milanese (vedi box). Insomma tutte queste proposte paiono solo tante ‘sparate’ estive. Che non sono di stimolo in nessun modo all’economia e al settore delle costruzioni. Abbattere non è una soluzione, ed è pure costosa. E ricostruire altrove è letteralmente impossibile. Dove si mettono 30 mila persone nel frattempo? E poi toccherà a Centocelle, Tuscolano, Spinaceto, Primavalle, Magliana e Prenestino? M.B.


Costruzioni

PROGETTI

Infrastrutture

4 stadi Mondiali di Federica Calò

I mondiali di calcio 2010 svoltosi lo scorso luglio in Sudafrica, hanno rappresentato un’importante opportunità per l’intero continente africano in grado di dare un grande impulso allo sviluppo e alla crescita di questo paese. Questo grande evento sportivo ha condotto alla costruzione e alla fornitura di una serie di infrastrutture e attività per accogliere i turisti e i tifosi provenienti da ogni parte del mondo.

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niziato lo scorso 11 giugno il campionato mondiale di calcio 2010 , ha visto l’atto conclusivo svolgersi l'11 luglio all'FNB Stadium di Johannesburg con la vittoria della Spagna al suo primo titolo mondiale. Per la prima volta questa manifestazione è ospitata da un Paese africano. La decisione è giunta dopo che la FIFA aveva stabilito di assegnare l’evento, a partire dall’edizione del 2010, a rotazione tra le varie confederazioni (politica che è stata poi abbandonata nel mese di ottobre 2007). Le cinque nazioni africane che avevano ufficialmente dichiarato il proprio interesse nell’organizzazione della competizione erano state Egitto, Libia e Tunisia, Marocco e Sudafrica.

Il 15 maggio successivo, nella sede principale della FIFA a Zurigo, venne annunciato che l'edizione del 2010 della Coppa del Mondo FIFA sarebbe stata ospitata dal Sudafrica.Dopo trentadue anni (l’ultima volta fu nel 1978 in Argentina) il campionato mondiale di calcio si è giocato nell'emisfero australe e quindi in inverno. Fin dal momento di tale assegnazione, però, erano sorti molti dubbi circa l’effettiva capacità del Sudafrica (o di qualunque altro stato africano) di organizzare una manifestazione di tale portata, dubbi che erano successivamente acuiti a causa della lentezza con la quale stavano procedendo i lavori di costruzione degli stadi.

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In merito a tutta la questione, il presidente della FIFA Joseph Blatter si era detto molto fiducioso nonostante tutto, anche se aveva di converso dichiarato che se, per motivi estremamente gravi, le tempistiche stabilite non fossero state rispettate (o in qualunque altro caso di emergenza), sarebbe stata la Germania la prima scelta per ospitare l’evento. Il 26 settembre seguente il neo-presidente della Repubblica sudafricana Kgalema Motlanthe aveva nuovamente rassicurato la FIFA, ribadendo il pieno sostegno politico e governativo alla manifestazione. Nel 2005, gli organizzatori pubblicarono una lista provvisoria di 12 stadi da impiegare per il torneo, dislo-


Costruzioni

PROGETTI

Infrastrutture

Il Greenpoint Stadium, situato tra il massiccio montuoso e l’Oceano Atlantico, presenta una struttura architettonica di grande effetto. Lo stadio è stato progettato dallo studio tedesco Gerkan, Marg & Partner.

In alto a detra, il Greenpoint Stadium di Kapstadt, con quasi 70 mila posti a sedere, sede di otto incontri dei Campionati Mondiali di Calcio. Per la costruzione del Moses-Mabhida Stadium di Durban, nella foto a destra, gli elementi per casseforme a parete Peri Vario GT 24 sono stati completamente preassemblati e successivamente trasportati in cantiere pronti all’uso.

cati a Bloemfontein, Città del Capo, Durban, Johannesburg (2 stadi), Kimberley, Nelspruit, Orkney, Polokwane, Port Elizabeth, Pretoria e Rustenburg. Tale lista venne poi ridotta a 10 stadi (scartando le città di Kimberley e Orkney), i quali furono ufficialmente annunciati dalla FIFA il 17 marzo 2006.Quattro di questi dieci stadi che hanno ospitato le partite dei Mondiali di calcio sono stati recuperati e finiti di costruire anche grazie all’impegno dell’azienda Peri che ha completato le opere di costruzione del Durban Stadium-Durban, Green Point Stadium- Cape Town, Mbombela Stadium- Nelspruit e Free State Stadium – Mangaung Bloemfontein.

Durban Stadium - Durban La città Fondata il 25 dicembre del 1947 dal navigatore portoghese Vasco da Gama, che approdò in questo porto naturale dell’Oceano Indiano, la città venne da prima chiamata Port-Natal. Solo nel 1835 l’insediamento venne ribattezzato dai coloni britannici Durban in onore del Governatore della Colonia, Sir Benjamin d’Urban appunto. Durban è un’importante città portuale, con più di 3 milioni di abitanti, della provincia del KwaZulu-Natal della Repubblica Sudafricana. La città si trova sulla costa dell’Oceano Indiano a sud del Tropico del Capricorno. È verso la fine dell’800 che il porto di Durban conobbe il boom economico con il conseguente ampliamento dell’area urbana circostante. Divenuta la seconda città più importante dell’Africa meridionale nel 2001 a Durban si è tenuta l’importante Conferenza Mondiale contro il razzismo, organizzata dall’ONU.

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Lo stadio Lo stadio di Durban, dedicato a Moses Mahiba, leader del Partito Comunista Sudafricano deceduto nel 1986, è attorniato da un vero proprio parco naturale ed è collegato alla spiaggia tramite una passeggiata. Uno dei massimi esempi di architettura sportiva l’impianto è caratterizzato da un arco, dell’altezza di 350 metri, che svetta tagliando a metà il lato lungo della struttura. La capienza è di circa 70 mila spettatori. La copertura sopra le tribune degli spettatori è sostenuta da un arco d’acciaio alto 100 metri sopra il terreno di gioco sul quale corre la funicolare a 25 posti che si ferma su una piattaforma panoramica nel punto più alto della città. La cabina è costituita da un corpo quadrangolare di vetro ed è dotata di sistema di livellamento automatico che le consente di rimanere sempre orizzontale. Lo stadio di Durban ha ospitato nel corso dei Mondiali 2010 sette partite fra cui le due semifinali. Inaugurato nel novembre 2009 l’intero complesso multifunzionale di cui lo stadio ne fa parte, è


Costruzioni

PROGETTI

Infrastrutture

lina che si trova sulla sommità del perimetro di Città del Capo ed è inserito rispettosamente nel complesso paesaggistico. Il guscio esterno dello stadio è stato progettato come se fosse una membrana astratta. La sua silhouette ondulata, risultato della geometria dell’edificio, trasforma lo stadio in un oggetto scultoreo e rafforza la sua integrazione nel paesaggio esistente. La membrana leggera è composta da ampi elementi concavi che formano una facciata fluida, la cui forma segue quella ondulata dello stadio. Il colore chiaro del tessuto in fibra di vetro sottolinea questo effetto, poiché il suo colore crea un senso di profondità e animazione e la superficie traslucida assorbe e riflette l’effetto della luce diurna. La costruzione della copertura è una combinazione di un tetto sospeso con struttura radiale reticolare. Il tetto ondulato è dotato di elementi di vetro stratificato di sicurezza e il suo interno è rivestito con una membrana diafana. I dispositivi tecnici, acustici e illuminotecnici, sono integrati nello spazio tra la copertura in vetro e la membrana che offre anche protezione dalle intemperie e serve come volume acusticamente isolante. Nella progettazione sono stati tenuti in conto criteri di sostenibilità per quanto riguarda acqua e energia elettrica, basti pensare che il 95% dei componenti del vecchio Green Point Stadium è stato riciclato e riutilizzato.

Le tecnologie

stato progettato dai Gmp Architekten, e comprende lo stadio, un comlesso sportivo e più di 7 mila metri quadrati di spazi commerciali.

Green Point Stadium - Cape Town

Le tecnologie

La città

Le cassaforme a telaio Peri Trio e a travi per pareti Vario GT 24 hanno svolto un ruolo determinante anche nelle opere di costruzione del Moses-Mabhida Stadium di Durban. L’estrema adattabilità del sistema Trio ha consentito la realizzazione dei vani ballast previsti ai livelli inferiori dello stadio, delle pareti in calcestruzzo a vista dei cinque grandi accessi al terreno di gioco e delle tre possenti spalle di ponte per la struttura portante ad arco della copertura dello stadio. Altrettanto versatile si è rivelata la cassaforma per pareti e pilastri Vario GT 24 nella costruzione dei numerosi pilastri in calcestruzzo di alta qualità dei vani ascensore e delle travi portanti inclinate delle tribune. Gli elementi per casseforme Vario, preassemblati e pronti all’uso, sono stati successivamente adattati in cantiere in funzione delle diverse esigenze costruttive.

Città del Capo è la capitale legislativa del Sudafrica ed è la terza città più popolosa del Paese. Amministrativamente fa parte della Provincia del Capo Occidentale, della quale è capoluogo e si trova all’estremità settentrionale della Penisola del Capo. Storicamente, questa città fu il primo insediamento europeo del Sudafrica. Tutta la storia del Sudafrica moderno, dallo storico sbarco dei primi coloni olandesi al primo discorso di Nelson Mandela dell’era post-apartheid, ha lasciato qui le proprie tracce culturali e architettoniche.

Lo stadio

Il Greenpoint Stadium di Cape Town è stato progettato dallo studio tedesco gmp Architekten con due studi locali, Louis Karol e Point Architects. Greenpoint Stadium è situato, come un corpo solitario incorporato nel comune di Greenpoint, ai piedi della Signal Hill, la celebre col-

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I solai in calcestruzzo armato, dello spessore di 34 cm, delle tribune disposte su sette livelli del Greenpoint Stadium, sono stati costruiti utilizzando la cassaforma a telaio Peri Skydeck con sistema di puntellamento Multiprop. Il ridotto peso unitario dei componenti in alluminio e la sequenza di montaggio sistematica hanno permesso di realizzare le opere in tempi molto brevi. Inoltre, il disarmo anticipato del sistema Skydeck ha consentito un veloce riutilizzo dei pannelli a telaio e delle travi per la fase di getto successiva. Oltre al peso limitato e all’elevata capacità di carico, Peri Multiprop presenta una notevole capacità d’estensione: un vantaggio importante in caso di altezze d’interpiano diverse. I puntelli per solai Multiprop sono stati utilizzati anche come impalcatura di sostegno a torre: questo ha permesso il puntellamento della cassaforma a sbalzo per i bordi di solai su più livelli e la distribuzione dei carichi in sicurezza nella copertura di grandi luci. In aggiunta, sono state utilizzate le casseforme per pareti Peri Trio e Peri Vario GT 24 per la costruzione dei vani scale e ascensore.

Mbombela Stadium – Nelspruit La città Nelspruit è una città di 221.474 abitanti situata nel nord-est del Sudafrica ed è la capitale della provincia Mpumalanga. Situata a 619 metri sopra il livello del mare sul Crocodile River Nelspruit, si trova a circa 100 km ad ovest dal confine col Mo-


Loftus Versfeld - Pretoria

Royal Bafokeng Stadium - Rustemburg

Peter Mokaba Stadium - Polokwane

Nella pagina a fianco, in alto, Peri Skydeck e il sistema di puntellamento Multiprop che hanno permesso di velocizzare i lavori nella fase di costruzione dei solai multipiano del Greenpoint Stadium; in basso, il Mbombela Stadium di Nelspruit, situato nella regione del Kruger-Nationalpark, ha una capacità di 45 mila spettatori. In questa pagina, realizzazione del sistema portante per il Vodacom Park Stadium di Bloemfontein, con il sistema di puntellamento per solai in alluminio Peri Multiprop è stato montato con telai MRK per creare impalcature di sostegno a torre.

Peri è stata fondata nel 1969 a Weissenhorn (Germania) da Artur Schwörer, con l'idea di rendere il processo di posa in opera delle casseforme più rapido, semplice e sicuro. Da allora Peri ha fornito considerevoli contributi al continuo miglioramento e alla razionalizzazione del processo di costruzione. Considerata da quasi 40 anni la realtà leader nell’innovazione della tecnologia delle casseforme, Peri si presenta come una delle maggiori società internazionali produttrici e fornitrici di casseforme, impalcature e ponteggi. I prodotti forniti sono inoltre accompagnati da una serie di servizi che offrono il miglior rapporto tecnico-economico. Nel 2009 il fatturato del Gruppo è stato 873 milioni di Euro. Con 48 filiali presenti in tutto il mondo, assistite da 100 centri logistici e 5200 dipendenti, Peri è in grado di servire più di 70 Paesi. La filiale italiana, Peri S.p.A., opera dal 1983 e la sede centrale è a Basiano (MI). La rete tecnico-commerciale garantisce la copertura di tutto il territorio nazionale. Grazie a un parco noleggio il cui valore supera i 120 milioni di Euro, Peri S.p.A. è in grado di soddisfare tutte le esigenze dei clienti. Peri è una società certificata UNI EN ISO 9001.

zambico e a 330 km ad est da Johannesburg. Con lo sviluppo della ferrovia a partire dal 1902, Nelspruit è diventato un grande centro economico e turistico. È un luogo di passaggio e il crocevia tra le grandi destinazioni turistiche della provincia come il Kruger National Park, il Blyde River Canyon, il villaggio-museo di Barberton o anche il Mozambico e lo Swaziland.

Lo stadio

Mbombela Stadium si trova a est di Nelspruit. Progettato dallo studio africano R&L Architect Interiors ha una forma rettangolare arrotondata che consente a tutti gli spettatori una buona vista sul campo di azione. Il pattern delle sedute rispecchia la colorazione di una zebra, così come i 18 piloni che sorreggono la copertura a sbalzo che richiama-

no le linee e i disegni sui corpi delle zebre e delle giraffe e la rampa per arrivare ai posti a sedere rappresenta un serpente. Tra lo spazio delle sedute e il tetto, un vuoto di 6 metri permette una ventilazione naturale e inquadra il panorama circostante. Questo stadio ha una capacità di contenimento di circa 43.500 posti ed è situato a 6 km a ovest da Nelspruit, vicino al Kruger National Park. La sua costruzione è cominciata nel febbraio 2007 ed è stata completata nel 2009, e per le sue conferme e i suoi rimandi tematici e di contesto, è stato considerato il più originale d’Africa.

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flex abbinata a traverse di orditura UZR. La trave reticolare GT 24 ha reso possibile la realizzazione di grosse campate, evitando l’impiego di sostegni intermedi. Anche nella realizzazione di questi due impianti, sono stati utilizzati i sistemi per pareti Peri Trio, Domino E Vario GT 24.

Free State Stadium – Mangaung Bloemfontein La città

Mbombela Stadium - Nelspruit

Nelson Mandela Stadium - Port Elisabeth

Bloemfontein è la capitale giudiziaria del Sudafrica e la sesta maggiore città della nazione, con 369.568 abitanti. A questi si possono aggiungere quelli dei sobborghi come Thaba 'Nchu e Botshabelo, per un totale di circa un milione di abitanti nell’intera municipalità di Mangaung. La città è situata in una pianura secca a un’altitudine di 1395 metri sopra il livello del mare.

Lo stadio

Free State Stadium – Mangaung Bloemfontein

Soccer City - Johannesburg

Questo stadio a Bloemfontein fu costruito nel 1995 per ospitare la coppa del mondo di Rugby. È stato rinnovato con l’aggiunta di una seconda gradinata sul lato ovest della tribuna principale. Che ne ha aumentato la capienza dello stadio da 36.538 a 48 mila posti, il minimo richiesto per gli impianti che ospitano partite del primo e del secondo turno del Mondiale. Sono stati, inoltre, installati nuovi tornelli e tabelloni elettronici, con i quali è stato migliorato il sistema sonoro, modernizzati i riflettori e potenziate le attrezzature della televisione a circuito chiuso.

La tecnologia Green Point Stadium - Cape Townsabeth

Ellis Park - Johannesburg

La tecnologia

Nel progetto per il Mbombela Stadium di Nelspruit i solai con travi ribassate sono stati costruiti con la cassaforma a travi per solai Multi-

Costruzioni

PROGETTI

Durban Stadium – Durban

CSC ottobre 2010

Come per il Mbombela Stadium di Nelspruit, nel Vodacom Park Stadium di Bloemfontein, la costruzione dei solai con travi ribassate è stata effettuata con la cassaforma a travi per solai Multiflex abbinata a traverse di orditura UZR. La trave reticolare GT 24 ha reso possibile la realizzazione di grosse campate, evitando l’impiego di sostegni intermedi. Anche nella realizzazione di questi due impianti, sono stati utilizzati i sistemi per pareti Peri Trio, Domino e Vario GT 24. 


SPECIALE GEOFLUID

Macchine Attrezzature Componenti Tecnologie

Esserci è un privilegio

di Lorella Turchetto

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n scena a Piacenza dal 6 al 9 ottobre, la 18a edizione del Geofluid consolida il proprio ruolo di manifestazione biennale di riferimento dei comparti delle perforazioni e dei lavori nel sottosuolo. Una manifestazione di nicchia, altamente qualificata e specializzata, costruita ad hoc intorno a quei comparti che includono la ricerca e lo sfruttamento dei liquidi sotterranei, le fondazioni speciali e i consolidamenti, le indagini geognostiche e le applicazioni geologiche, idrogeologiche, geofisiche e geotecniche. Geofluid, che si sviluppa e si integra attraverso le aree tematiche Geo-Tech, Geo-Tunnel e Geo-Control, negli anni (oltre 30) è cresciuta in dimensioni, prestigio, completezza dell’offerta proprio in virtù della sua impostazione altamente specializzata, dei visitatori qualificati e delle più importanti aziende del settore. Non ci resta che togliere il velo e scoprire alcune novità di questa sorta di “boutique” della perforazione e della fondazione.

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SPECIALE GEOFLUID ATLAS COPCO

A

tlas copco lancia “Elemex”,una soluzione ideale per le palificazioni in aree delicate. L’uso del martello fondo foro presenta una notevole serie di vantaggi: alta produttività, fori rettilinei e possibilità di perforazioni molto profonde, tuttavia , quando si lavora vicino a delle fondazioni esistenti, questo sistema, necessitando di una notevole quantità di aria per portare i detriti in superficie, rischia di rimuovere una quantità eccessiva di materiale, andando a indebolire il terreno circostante al foro e compromettendo le fondazioni adiacenti. Una situazione che può addirittura peggiorare se ci si trova a dover lavorare con particolari tipi di terreno , come l’argilla ad esempio. In questo caso l’aria compressa scappa verso le fondazioni vicine indebolendo l’adesione tra il terreno e gli elementi portanti, ciò comporta dei rischi dovuti ad assestamenti improvvisi. Anche nella sabbia, un’ eccessiva dispersione d’aria può compromettere la stabilità del terreno, diminuendo l’efficacia dei pali a frizione. Controllare l’aria che si immette mentre si fora non è facile. Il sistema attuale spinge l’aria direttamente contro il terreno: questa caratteristica è derivata direttamente dalle perforazioni in roccia, dove per tenere copertura, bisognerebbe gestire il flusso d’aria in modo che porti solo i detriti in superficie senza danneggiare la composizione del suolo intorno al foro. Per far fronte a questa serie di problematiche, Atlas Copco oggi propone una soluzione affidabile che minimizza le infiltrazioni d’aria: grazie a Elmex l’aria non viene spinta direttamente

ATLAS COPCO

Macchine Attrezzature Componenti Tecnologie

tanto, non c’è più bisogno di cercare di gestire i flussi d’aria nel sottosuolo. Durante gli intensivi test a cui è stato sottoposto l’Elemex, i consulenti sul campo hanno misurato le variazioni del livello dell’acqua nel sottosuolo, e con questa soluzione non si sono registrate variazioni, né sono stati registrati cedimenti nelle strutture vicine ai fori test.

CASAGRANDE

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unto di riferimento per i costruttori di tutto il mondo sin dal 1963, la divisione Fondazioni del gruppo progetta e produce attrezzature di questo specifico settore: macchine per palificazione di piccolo e grande diametro, sistemi completi per diaframmi, attrezzature per sondaggi, ancoraggi, micropali e jet-grouting e attrezzature speciali per il consolidamento delle gallerie. Da sempre Casagrande offre ai propri clienti prodotti di qualità e soluzioni flessibili: la caratteristica distintiva del gruppo è infatti la capacità di creare macchine personalizzate, in grado di sopperire a ogni esigenza nell’ambito dei lavori di ingegneria geotecnica. Gruppo in continua crescita, Casagrande annovera al suo interno tre aziende partner: la tedesca Hütte Bohrtechnik con la sua gamma specifica di perforatrici idrauliche fino a 25 tonnellate; TEC System, con sede in Francia, che produce il sistema CSM per soil mixing e attrezzature speciali per diaframmi; infine, HD Engineering, azienda di Hong Kong specializzata nella produzione di macchine e attrezzature per fondazioni per la perforazione in terreni difficili. Da sempre azienda a vocazione internazionale, Casagrande può contare su un punto nevralgico agli estremi del globo: dagli Stati Uniti, in cui è presente con Casagrande USA, all’Asia, con HD Engineering a Hong Kong. E come se non bastasse, è sempre più incisiva l'azione nel mercato europeo, appunto, tedesco con Hütte e francese con TEC System. L’azienda friulana, con sede a Fontanafredda in provincia di Pordenone, non ha mai smesso di investire nello sviluppo di nuovi prodotti, nemmeno in tempi difficili come questi ultimi. Ed è proprio con questo spirito che è scesa in campo al Geofluid proponendo una importante novità nell’ambito della grande perforazione.Oltre a questa macchina, progettata e prodotta dalla casa madre, il Gruppo espone altri modelli, anch’essi a marchio Casagrande e numerose proposte delle altre aziende del gruppo Hütte Bohrtechnik, TEC System e HD Engineering. La squadra Casagrande, dunque, si presenta a ranghi completi per un’esaustiva offerta rivolta al mondo dell’ingegneria geotecnica.

CONTROLS

contro il terreno, ma contro l’anello alesatore che la reindirizza nei canali della punta pilota facendosi carico dei detriti e portandoli in superficie. Usando l’Elemex, non solo non è più necessario preoccuparsi dell’incolumità delle fondamenta vicine, ma si può anche beneficiare del martello fondo foro per il massimo della produttività. Per-

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a circa 70 anni Wykeham Farrance, Divisione Meccanica delle Terre della Controls, collabora con i poli universitari e i centri di ricerca per coadiuvare idee e sviluppare tecnologie da industrializzare nell’ottica della qualità e dell’affidabilità. Pioniere nell’applicazione dell’automatismo completo alle attrezzature per la geotecnica, Wykeham Farrance è garanzia di accuratezza e ripeti-

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bilità dei risultati. L’automatismo permette di rispettare i dettami delle normative internazionali, di eliminare possibili eventuali errori da parte dell’operatore e di evitare discrepanze dovute a mancate tarature degli strumenti o a interruzioni della prova al termine della giornata lavorativa. Tutto ciò aumenta la produttività del laboratorio a fronte di una importante riduzione dei costi. Wykeham Farrance propone diversi sistemi automatici, tra i quali evidenziamo: - Shearmatic per prove di taglio diretto e residuo; - Autotriax per prove triassiali statiche di ‘effective stress’, ‘stress path’, permeabilità e prove su terreni non saturi; - Dynatriax per prove triassiali dinamiche e il sistema combinato colonna risonante e taglio torsionale. Questi sistemi consentono all’operatore di impostare i parametri in fase preliminare e di avviare i test più onerosi in termini di impegno da parte dell’utente senza che la sua presenza sia più richiesta durante la prova. Dynatriax, attrezzatura automatica per prove triassiali dinamiche, rappresenta la nuova generazione di sistemi dinamici poiché permette di riprodurre con alti livelli di precisione qualsiasi tipo di forma d’onda (dal più violento terremoto al più lieve moto ondoso), riducendo notevolmente i tempi della prova. La gamma delle attrezzature per prove dinamiche si amplia all’indagine dei livelli deformativi medio-bassi: la macchina che combina la colonna risonante e il taglio torsionale viene utilizzato per la determinazione della frequenza di risonanza.

CASAGRANDE


SPECIALE GEOFLUID CORDIAM

Macchine Attrezzature Componenti Tecnologie

ordiam opera nel settore della fornitura di attrezzature di perforazione, progetta e produce corone diamantate e accessori in genere da oltre 35 anni. Fondata da Giuseppe Gorni nel 1972 a Guanzate, nei pressi di Como, dove tuttora ha la propria sede, l’azienda nasce come piccola società artigianale e, in breve tempo, si impone sul mercato italiano offrendo i propri prodotti e il proprio servizio alle principali compagnie operanti nel settore della perforazione. Dalla sua fondazione, Cordiam ha messo a disposizione dei propri clienti versatilità e un know-how in continuo sviluppo atti a soddisfare ogni esigenza di cantiere: geotecnica, ricerca mineraria, ingegneria civile e industriale, restauro e demolizione controllata. Attualmente il crescente utilizzo di utensili diamantati e delle attrezzature speciali per il taglio o la perforazione dei più disparati materiali trova in Cordiam un collaboratore sicuro e affidabile. Un esempio su tutti è l’impegno che si sta dedicando, in collaborazione con società specializzate, all’esecuzione di attrezzature destinate ad eseguire perforazioni in ambito spaziale.

dei sistemi mobili ABI e dei sistemi di blindaggio Emunds + Staudinger e Krings Verbau (ThyssenKrupp): prodotti collaudati che rendono il lavoro in cantiere semplice e sicuro. Ed è proprio il sistema di infissione mobile Abi Mobilram che è stato utilizzato per i lavori di fondazione presso il Polo Diocesano di Albenga. Ideale per procedimenti di fondazioni alternative, questo innovativo sistema lavora senza generare rumori o vibrazioni e permette l’inserimento delle palancole anche a diversi metri di profondità. Il sistema idraulico a pressione ABI riduce infatti l’attrito tra la palancola e il terreno, permettendone l’infissione con pochissimo carico aggiunto, ovvero il proprio peso più quello del pistone (il sistema a infissione idraulica consiste nello spingere le palancole a tre o quattro alla volta in modo da avere sempre una controspinta fra le stesse). L’assenza di vibrazione permette quindi l’applicazione del palancolato anche a ridosso di una struttura esistente senza il rischio di danni collaterali. Inoltre, l’ottima stabilità della macchina garantisce lo sfruttamento intero della potenza installata sul mast, con una significativa riduzione dei costi di manutenzione dell’intero impianto.

ELTO

FRASTE

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V

endita, noleggio, assistenza e consulenza: questi i servizi che dal 1991 Elto fornisce ai propri clienti, oltre alle attrezzature e alle soluzioni tecnologicamente avanzate per risultati sicuri nelle attività di cantiere. Elto è distributore esclusivo in Italia

L’

azienda veronese ha investito nello sviluppo e nel rinnovamento della sua linea di macchine da fondazione e presenta la nuova Mito 40. Non si tratta di un re-styling di un vecchio modello, ma di una macchina del tutto nuova, più flessibile nel suo

CONTROLS

JEAN LUTZ

utilizzo e con una resa maggiore. Rispetto al modello precedente, la nuova perforatrice garantisce prestazioni più elevate: è stata incrementata la potenza disponibile, che ora è di ben 100 HP erogati dal motore diesel Kubota raffreddato ad acqua, al posto dei 68 HP del precedente propulsore. Inoltre la stabilità della macchina è stata notevolmente migliorata grazie al montaggio della stessa su un carro cingolato molto robusto, con carreggiata variabile da mm 1700 a mm 2300, che garantisce la massima stabilità in ogni luogo e circostanza di lavoro. La nuova Mito 40 prevede anche un nuovo movimento per l’antenna di perforazione che offre un’ampia versatilità d’uso; si tratta di un movimento completamente oleodinamico che consente di perforare lateralmente in parallelo alla direzione di marcia, su entrambi i lati della perforatrice, senza nessun intervento manuale sulle articolazioni dell’antenna. Anche il pannello comandi è stato completamente ripensato e reso più maneggevole; ora comprende anche un nuovo comando radio a distanza per le operazioni di perforazione. In questo modo il perforatore ha la possibilità di operare sia dal tradizionale pannello fisso montato sulla macchina, che dal pannello mobile dei comandi radio. Nella fase di progettazione di questa nuova macchina è stato dedicato molto tempo allo studio del posizionamento dei componenti sul telaio di base, con lo scopo di rendere la manutenzione della stessa sempre più facile ed accessibile, semplice e diretta. La nuova Mito 40, come del resto tutte le altre perforatrici Fraste, è un impianto di alta qualità concettuale e costruttiva; comprende molte soluzioni d’avanguardia per soddisfare le continue richieste di adeguamento tecnico che vengono direttamente dai perforatori e del mercato internazionale.

JEAN LUTZ

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grandi progressi dell’elettronica e in particolare del settore dei microprocessori e le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione riconfigurano stabilmente l’universo del cantiere, consentendone la condivisione in tempo reale delle informazioni e l’interattività, con un’interfaccia user-friendly e strutturata. Un nuovo modo di gestire i pali, le colonne zavorrate, la realizzazione di colonne di jet grouting, i trattamenti di soilmixing, la verticalità delle pareti, il posizionamento di pali battuti. Pioniera nello sviluppo di questi sensori ad alta tecnologia, Jean Lutz SA


SPECIALE GEOFLUID propone da qualche anno la misurazione durante la realizzazione dei lavori relativi alla verticalità delle trivellazioni in jet grouting (serie TIigor) e alla verticalità delle pareti (serie Nemo). Recentemente, inoltre, ha ampliato la propria gamma con l’introduzione di un innovativo prodotto destinato alle lavorazioni di pali trivellati: questo nuovo modello denominato Prad misura la pressione sul fondo del terreno durante la trivellazione e la pressione esercitata dal calcestruzzo durante la risalita, oltre alla verticalità del palo. L’informazione raccolta è più precisa e direttamente rappresentativa di ciò che accade nel terreno e consente di regolare in modo dinamico le istruzioni di esecuzione. Un’altra innovazione

ELTO

Macchine Attrezzature Componenti Tecnologie

HBS L’azienda mantovana produce valvole e componenti Oleoidraulici per i settori Mobile, movimento terra , industriale, oltre a una vasta gamma di distributori rotanti idraulici ed elettrici in grado di soddisfare le svariate esigenze della clientela. Con il reparto progettazione, hbs è in grado di ideare, realizzare e personalizzare, in sinergia con il cliente, valvole e componenti oleoidraulici altamente innovativi per ogni tipo di impiego, dai trasporti al movimento terra, dall’edilizia all’agricoltura , dall’ecologia agli impianti industriali. HBS è una realtà in grado di anticipare i bisogni di un mercato in costante evoluzione. è rappresentata dai sensori intelligenti auto-alimentati delle misure in testa, che evitano le operazioni laboriose di sostituzione o di ricarica delle batterie. Al fine di semplificare l’integrazione dei sistemi, Jean Lutz ha progettato e realizzato Dialog, un’interfaccia polivalente che integra il top delle tecnologie di comunicazione e che gestisce il fior fiore della strumentazione mantenendo un utilizzo intuitivo e user-friendly. È un’autentica sfida quella della semplificazione e dell’integrazione delle diverse fonti di informazione, sia che provengano dalla macchina, dalla strumentazione classica o dai sensori intelligenti; si ottengono buoni risultati in termini di condizioni di lavoro ma anche di prestazione e reattività. L’operatore che manovra la macchina dispone di un unico quadro di comando, un’interfaccia polivalente che raggruppa tutti i dati disponibili. L’insieme dei parametri è registrato e accessibile ma le informazioni più critiche sono oggetto di allarmi intensificati. Tutti i dati raccolti dalla strumentazione e dai sensori intelligenti sono archiviati dall’interfaccia in maniera strutturata, in funzione della localizzazione GPS dei trattamenti. Possono

MDT

Nata nel 2006, questa giovane azienda si avvale di un gruppo di professionisti che, dopo aver contribuito per vent’anni alla crescita e affermazione di altre compagnie, hanno messo la propria esperienza, sia nella progettazione costruzione di attrezzature, sia nella direzione di cantieri di fondazioni speciali, al servizio di un’idea: diventare punto di riferimento nel mercato mondiale. Come? Grazie alla produzione di qualità che si articola in quattro linee, in grado di coprire e soddisfare appieno la richiesta di mercato di macchine altamente efficienti. Si parte con la Multipurpose Drill (MDT B ) una gamma estremamente versatile grazie alla possibilità di applicazioni multiple. Tra le principali caratteristiche spiccano la speciale articolazione di antenna e ralla, che consente un’articolazione di 360°; la rotazione del mast di 90° per posizionarsi a ridosso delle pareti e il

FRASTE

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essere trasmessi in tempo reale per il controllo dell’esecuzione a distanza, sia via Internet che via radio con trasmissione a breve portata, nelle zone non coperte o di difficile accesso. Inoltre, i supervisori sono in grado di modificare istruzioni come la posizione della macchina, la profondità del trattamento, la pressione limite, il volume iniettato, il tempo di trattamento, durante l’avanzamento del cantiere - terreno non conforme agli studi geotecnici, imprevisti geologici, deviazioni rispetto alle istruzioni di verticalità e di orientamento - e alla luce delle reazioni del terreno ai trattamenti - pressione indotta dai volumi iniettati. In questo modo le posizioni dei trattamenti, così come le relative caratteristiche, possono essere costantemente adattate alla specificità del suolo. La strumentazione stessa può essere ricalibrata a distanza, se necessario. È anche possibile intervenire sull’ambiente di visualizzazione dell’operatore e sulla configurazione dell’interfaccia. Infine, un tale dispositivo è in grado di gestire livelli differenziati di autorizzazione di accesso in termini di modifiche e regolazioni.

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SPECIALE GEOFLUID tele o radiocomando per una visione perfetta anche a distanza di sicurezza. La linea Vertical Drill (MDT V) comprende attrezzature verticali studiate anche per l’utilizzo in perforazioni in geotermia. Queste macchine sono caratterizzate da una corsa libera fino a 12,5 m e 35 m in battuta unica nella versione Jet grouting. Per infilaggi orizzontali in galleria, micropali e jet-grouting, è disponibile la linea Tunnel Drill (MDT G) che prevede macchine di grandi dimensioni dotate di accessori innovativi per incrementare la produttività. Infine, per la posa nel sottosuolo di sonde geotermiche, realizzazione di pozzi acqua e micropali, l’azienda con sede a Parma propone la gamma Geothermal Drill (MDT GEO), una serie di perforatrici potenti ed accessoriate per operare in ambienti residenziali.

Mac acchine Macchine Attrezzature Componenti Tecnologie

MDT

OFFICINE DI TREVI

OFFICINE DI TREVI

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seguito di un accurato studio e di una attenta linea di produzione Officine di Trevi ha ottenuto la certificazione dal CESI-Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano, leader nel mercato delle prove e certificazioni di apparati elettromeccanici, per aver realizzato il nuovo range di elettropompe sommerse antideflagrante Atex. Perfettamente in linea con le procedure oggetto della Direttiva EU 94/9/CE concernenti gli apparecchi e sistemi di protezione destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva, le elettropompe sommerse per liquidi sono ora una soluzione certificata di Categoria 2G per il funzionamento su applicazioni in Zona 1 e Zona 2. Questo significa che l’elettropompa garantisce protezione in luoghi in cui vi è la possibilità che si manifestino atmosfere esplosive dovute a gas, vapori o nebbie. All’interno della gamma antideflagrante sono disponibili elettropompe per il drenaggio ed elettropompe 4’’. Le drenaggio sono monogirante ad asse verticale, idonee per essere installa-

te anche in luoghi di superficie, le elettropompe sommerse 4’’ sono centrifughe multistadio, con motori da Kw 0,75 a Kw 2,2. La Certificazione si riferisce alla pompa completa, sia alla parte elettrica che alla parte idraulica.

PAGANI GEOTECHNICAL EQUIPMENT

O

ggi lo studio geotecnico dei terreni per problemi di fondazioni, stabilità dei versanti, opere di sostegno trova applicazioni sempre più numerose. Progettare in modo da ottimizzare sotto il profilo tecnico ed economico il dimensionamento delle opere e per ottemperare ai disposti di legge richiede di conoscere le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni interessati. Tra i vari metodi di indagine dei terreni, i sondaggi penetrometrici permettono di ottenere importanti informazioni con costi e tempi contenuti. Le prove penetrometriche piu’ diffuse sono quelle statiche (CPT/CPTU) e quelle dinamiche continue (DP). La scelta fra l’una e

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l’altra di queste prove viene fatta in relazione alla natura e alle caratteristiche del terreno da attraversare, oltre che al tipo di opera da progettare. Ne deriva che ogniqualvolta si deve programmare un’indagine geotecnica, sorge il problema di dover scegliere quale penetrometro impiegare con il rischio di non raggiungere la profondità desiderata o di ottenere dati di difficile utilizzo. Pagani offre attrezzature versatili e modulari che sono in grado di eseguire l’uno o l’altro tipo di prova penetrometrica continua. Grazie a queste soluzioni, un solo operatore è in grado di eseguire prove penetrometriche nei luoghi e nelle condizioni più ostili, sicuro di ottenere i risultati voluti con costi e tempi contenuti. I penetrometri Pagani possono essere montati su autocarro con trazione integrale (Unimog, Mercedes), oppure su carro semovente a trazione idraulica per consentire la più ampia mobilità anche su terreni sconnessi. Il gruppo d’infissione viene reclinato durante il trasporto e gli spostamenti locali, consentendo il passaggio dell’attrezzatura anche attraverso accessi di modesta altez-


SPECIALE GEOFLUID PAGANI SOILMEC

za. I penetrometri possono operare anche su pendii molto ripidi in quanto l’abituale messa in piano, ottenuta mediante tre stabilizzatori idraulici, è incrementabile dalla possibilità di inclinare il gruppo d’infissione rendendolo perfettamente verticale, indipendentemente dalla orizzontalità del mezzo su cui è montato. Inoltre i penetrometri Pagani adottano un sistema innovativo di ancoraggio semiautomatico che facilita la stabilizzazione. Pagani Geotechnical Equipment fornisce anche attrezzature per geotecnica, geofisica, ricerca ambientale e sistemi di monitoraggio. In questo modo riesce a soddisfare tutte le esigenze della investigazione geotecnica in sito. L'azienda presenta inoltre le ESM 12-35 ed ESM 12-180 finalizzate al campionamento di terreno, acque di falda e gas interstiziali. Si tratta di macchine idrauliche dotate di sistema di perforazione a rotazione e percussione con avanzamento a secco che escludono qualsiasi immissione nel sottosuolo di contaminanti e qualsiasi alterazione chimico/fisica dei campioni.

SOILMEC

Nata dalla collaborazione con Caterpillar, Soilmec presenta a Geofluid la nuova gru da fondazione SC-65. Ultimo progetto fra le gru cingolate per lavori “heavy duty”, la SC-65 è la prima gru Soilmec provvista di comandi proporzionali ad azionamento elettroidraulico, che garantiscono movimenti precisi e simultanei. Il nuovo modello ha una portata massima è di 65,7 tonnellate con un raggio di lavoro di circa 3,5 m, inoltre, la potenza del motore diesel (403 kW) e il tiro degli argani (240 kN) risultano superiori a quelli delle gru dei principali concorrenti. Tra le novità spicca l’innovativo posto di comando che va ad incrementare il comfort per l’operatore. Infine, le numerose configurazioni operative possibili (gru, benna diaframma, benna mordente, benna strisciante, rotary idraulica) rendono la SC-65 idonea per un’ampia gamma di cantieri. Soilmec inoltre ha completato la gamma Microdrilling allargando la propria offerta prodotto anche al settore della ristrutturazione e dei consolidamenti in spazi confinati. Con le nuove perforatrici SM-3 e SM-5, il

gruppo è in grado ora di soddisfare i bisogni dell’ingegneria del sottosuolo con macchine di taglia compresa tra le 3 e le 32 tonnellate. LA SM-3 è la nuova perforatrice per micro perforazioi progettata per soddisfare chi necessita di prestazioni a largo raggio anche in spazi stretti e limitati. La macchina base è dotata di cingoli espandibili (780mm-1130mm), stabilizzatori, zoom telescopico, antenna basculante +/- 15° e ralla di rotazione per aree di lavoro +/- 180°e può essere equipaggiata con una vasta gamma di rotary (fino a 900 daNm) per risolvere diverse tipologie di perforazioni. La sua antenna modulare offre la possibilità di usare ben tre diverse corse per aste da 1, 1,5 e 2 m e viene fornita completa di un sistema di pull-down idraulico (è disponibile anche un sistema di pull-down a cilindri). La macchina base viene fornita con una centralina separata dal peso di 2.5 t (75 kW elettrica o 85 kW diesel o 115 kW diesel) e anche dotata di cingoli espandibili (800-1150 mm). La particolare versatilità della microperforatrice è anche confermata dalla possibilità di installare uno speciale prolungamento antenna leggero al punto da permettere l’uso della tecnologia di Jet Grouting e in grado di usare le aste JG fino ad un diametro di 90 mm. La nuova SM-5 è una perforatrice compatta del peso di 5,5 t disponibile sia con un cinematismo combinato, composto da braccio telescopico, brandeggio laterale +/- 90° e ralla su antenna (versione standard), sia nella versione G con cinematismo fisso e coring rotary, dedicata al settore soil-investigation. L’alta potenza installata pari a 72 kW permette nonostante le dimensioni ridotte prestazioni elevate grazie all’ampia scelta di rotary con valori di coppia superiori a 972.

MINI-BMS

nuova trinciatrice forestale a utensili fissi per escavatori di piccole e medie dimensioni

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Sostenibilità Ambientale

Materiali

L’edilizia si fa verde di Pietro Mezzi

La green economy non è solo pale eoliche e pannelli fotovoltaici. L’economia verde è anche capacità di riutilizzare la continua trasformazione delle merci. La capacità cioé di trasformare e rigenerare i rifiuti e di reimmetterli nel ciclo produttivo con forme e caratteristiche spesso molto differenti da quelle originarie.

C

ome avviene nel settore ceramico, uno dei più attivi e competitivi comparti produttivi dell’industria italiana. Un settore che dai tubi catodici e dalle lampade fluorescenti giunti a fine vita è in grado di realizzare piastrelle che, in questo modo, possono fregiarsi, meritatamente, dell’appellativo ecologico. È il caso del lavoro di ricerca di due importanti aziende emiliane appartenenti al distretto industriale della piastrella. La prima di Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, la seconda di Modena. Stiamo parlando rispettivamente delle Ceramiche Refin e di Polis Manifatture Ceramiche. L’azienda di Reggio Emilia (www.refin.it) produce una piastrella ecologica, chiamata Progres, ottenuta impiegando il 20 per cento di vetro riciclato post-consumo proveniente da schermi di monitor e televisori catodici, componenti che altrimenti verrebbero smaltiti come rifiuti pericolosi. Il prodotto ha ricevuto il premio all’innovazione “Amica per l’Ambiente 2009” di Legambiente: un risultato reso possibile dall’accordo che il gruppo Concorde, di cui fa parte l’azienda di Casalgrande, ha stipulato con ReMedia, il consorzio italiano dell’industria elettronica per la gestione sostenibile dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. La modenese Polis Ceramiche (www.polis.it) ha messo invece a punto un’innovativa piastrella ecologica realizzata con lampade fluorescenti giunte a fine vita. La piastrella, in grés porcellanato smaltato, contiene uno smalto composto al 40 per cento di vetro, con alte prestazioni tecniche, di lampade fluorescenti bonificate. Una scelta che unisce qualità e ridotto impatto ambientale. Il prodotto è il

frutto di una linea aziendale che punta a risparmiare le materie prime, ridurre i trasporti e i consumi energetici, recuperare i materiali di alta qualità e diminuire lo smaltimento dei rifiuti. Anche il settore del legno e dell’arredamento ha sposato l’economia verde. È il caso di Chenna (www.chenna.it), società del gruppo Crabo, che possiede aziende presenti nel settore

Il settore del legno e dell’arredamento ha sposato l’economia verde; anche dalle scorie degli inceneritori, si possono ottenere nuovi prodotti: come Matrix, una materia prima utilizzata in impieghi edili dell’arredamento. Anni fa l’azienda friulana di San Vito di Fagagna, in provincia di Udine, ha iniziato a investire in ricerca e sviluppo per risolvere il problema rappresentato dagli scarti di lavorazione del legno e della plastica. I Mec (Materiali ecocompatibili chenna) sono al 100 per cento riciclati e riciclabili. Tre i prodotti: Chylon; Bree; Chyplast. Il primo è un materiale composito formato da polietilene (al 55

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per cento) e legno (45 per cento) ottenuto per estrusione e stampaggio. È impiegato per realizzare pareti fonoassorbenti e termoisolanti, panchine, recinzioni, frangivento. Il secondo, Bree, è anch’esso un materiale composito formato da polietilene (30 per cento) e legno (70 per cento) e viene impiegato per realizzare pavimentazioni per interni ed esterni. L’ultimo prodotto, Chyplast, è formato da una miscela di polietilene ad alta e bassa densità: si realizzano schienali per sedie da casa e da ufficio. Il legno utilizzato per i nuovi prodotti proviene dagli sfridi della produzione di pannelli truciolari, che vengono macinati, essiccati e ridotti in pagliuzze. La plastica proviene dal riciclo dei contenitori di detersivi, cosmetici e alimentari ottenuti dalla raccolta differenziata. Completa la produzione ecologica di Chenna la piastrella Leplà: 55 per cento plastica e il restante 45 legno, utilizzata per realizzare pavimentazioni per interni ed esterni. Anche dalle scorie degli inceneritori si possono ottenere nuovi prodotti. Come fa Matrix, una materia prima seconda derivante dal trattamento delle scorie da incenerimento. È prodotta da Officina dell’Ambiente (www.officinadellambiente.it), una società di Lomello in provincia di Pavia. Numerosi gli impeghi di Matrix nella produzione di materiali per l’edilizia: klinker di cemento; calcestruzzo; manufatti in calcestruzzo; laterizi; conglomerati bituminosi; piastrelle. Il principale impiego è nell’attività di produzione del klinker di cemento, dove viene utilizzato come materiale siliceo per correggere farine particolarmente ricche di calcare. L’utilizzo di Matrix ha contribuito all’ottenimento della certificazione ambientale Leed. 


Sostenibilità Ambientale

Impianti

Riciclare in mobilità L’

impianto di riciclaggio calcestruzzo mobile C&B due rappresenta un’interessante novità nell’ambito del riciclaggio del calcestruzzo in quanto non solo risolve il gravoso problema del calcestruzzo residuo e dell’acqua di lavaggio delle autobetoniere, ma lo fa aggiungendo una peculiarità importante: la semplice e rapida trasferibilità dell’impianto da un cantiere all’altro (vasca di stoccaggio dell’acqua sporca inclusa). Questo impianto è composto da una macchina separatrice (BR10) che prevede un’elica che, ruotando all’interno di una vasca troncoconica inclinata, lava il calcestruzzo residuo

Il materiale che più abbonda nei rifiuti proveniente da demolizione è il calcestruzzo, che rappresenta uno scarto di scarso valore economico con peso specifico altissimo. Ciò comporta un’attenta valutazione economica del suo riciclo: l’operazione sarà vantaggiosa se il centro di trattamento si trova nelle vicinanze del cantiere che lo produce; meglio se questo avviene nel cantiere stesso, grazie agli impianti mobili. separando gli inerti dall’acqua sporca e rendendo entrambi nuovamente utilizzabili. L’acqua con i residui di cemento viene inviata in una vasca, anch’essa mobile assieme a tutto l’impianto, e mantenuta in agitazione tramite appositi agitatori, in modo da poter venire riutilizzata nel ciclo di produzione del calcestruzzo. L’impianto di riciclaggio mobile C&Bdue permette quindi di evitare tutti i costi relativi alle opere civili necessarie normalmente nell’ambito di un impianto di riciclaggio fisso, consentendo di poter sfruttare lo stesso impianto su più cantieri grazie alla semplice e rapida trasferibilità che lo contraddistingue. L’azienda di Bene Vagienna ha da sempre prestato particolare attenzione ai problemi ambientali; l’impianto di riciclaggio calcestruzzo mobile C&Bdue rappresenta l’ultima evoluzione di una famiglia di prodotti studiati e realizzati per salvaguardare l’ambiente e soddisfare le esigenze di chi opera nell’ambito della fabbricazione e distribuzione del calcestruzzo preconfezionato. L.T.

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CSC eventi

La leva che solleverà il mondo

Sono anche le piccole manifestazioni il fulcro che fa sopravvivere il comparto dei trasporti pesanti. Il Gis di Piacenza appena svolto ne è un chiaro esempio. Grandi i nomi in campo e molti clienti professionisti intervenuti in due giorni.

A

nche la seconda edizione del Gis (Giornate italiane del sollevamento) svolto a Piacenza dal 9 all’11 settembre, ha avuto successo. «È posto al crocevia della A1», spiega Giovanni Tomatis a capo della Faymonville Italia, «in una fiera facilmente raggiungibile da chiunque, raccoglie firme blasonate del campo del trasporto pesante, e costa anche poco». Cosa volere di più? Il futuro dei mezzi da lavoro è anche e soprattutto nelle piccole manifestazioni. Mirate, agili e veloci. Quelle che vanno subito al sodo. Clienti realmente interessati, prodotti realmente utili e innovativi e «ove è possibile», aggiunge Efisio Moi della Liebherr, «in pronta consegna». Questa è la chiave del successo del Gis. Oltre al fatto che alle spalle la manifestazione raggruppa un pool di associazioni di categoria molto forti sul territorio come: A.I.T.E. - Associazione Italiana Trasporti Eccezionali (www.aite. org); ANNA – Associazione Nazionale Noleggi Autogru e Trasporti Eccezionali (www.assoanna.it); IPAF – International Powered Access Federation (www.ipaf.org/it), oltre a ANIMP - Associazione Nazionale di Impiantistica Industriale e ASSISCORTE - Associazione Imprese di Scorte Tecniche a Trasporti Eccezionali per Conto Terzi. Ecco spiegata la presenza di Cometto (semovente Mspe Evo 4/4/2,43 con portata utile di 183.500 kg, tara 16.500 altezza 1.421 mm), Broshuis, Faymonville (Multimax N 3L Um) e di Fagioli, come di Liebherr (autogru Ltm 1055-3.2 a 3 assi da 55 ton e 40 m di altezza. Ltm 1220-5.2 a 5 assi da 220 ton da 101 metri di altezza), Sogace (Tjj 70 piattaforma da 70 m di altezza con cestello per 3 operatori e Ptt 32 ton, con patente C e quindi per mezzi a libera circolazione), Ormig (10 t/m, 25 Tme, 5,5 Tme), Isoli, Valla (25 E da 2,5 ton Full digital e la semovente 400 De), Jmg Cranes (Mc 25, Mc 45, Mc 40 S, ed Mc 75 Sb), Terex (gru gommate Rc 45, Rt 35, Rc 35 e Rc 40), Oxley, Cmc (piattaforma Plj 360 da 36 metri e Ptt da 26 ton, ragno cingolato Sup 24 da 24 m e Ptt di 3.400 kg), Cela (Spider 365e Tl 50 su Stralis a 4 assi), Hynowa (muletto Tp 1800, spider Ll 2312 ), Airo (piattaforma A 18 Jrtd da 16 metri di altezza e 230 kg di portata, X10 Ew da 8,20 m e 500 chili di portata), Marchetti (autogru Mg 90.4 da 90 ton, 52 metri di altezza e 69 con il jib), Eurogru Amici (Euromatic 3 da 44,40 m e Ptt di 32 ton), Astra, Iveco e Volvo con il concessionario di zona Dorini group. MB

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CSC eventi MILANO NEI CANTIERI DELL’ ARTE

LA STRADA DEL RILANCIO

Alla riscoperta del Ducato di Milano: mappa degli interventi di restauro delle “fabbriche” del ‘400 e del ‘500

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Meda

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n progetto di: Assimpredil Ance / Associazione delle imprese edili e complementari delle Province di Milano, Lodi, Monza e Brianza; Camera di Commercio di Milano; Soprintendenza ai Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Pavia, Sondrio e Varese; Arcidiocesi di Milano - Vicariato per la Cultura. Milano nei cantieri dell’arte vuol essere una riscoperta di Milano città d’arte, un percorso dal Quattrocento al Novecento per far conoscere al mondo in occasione dell’Expo 2015 il patrimonio storico e artistico, nonché le capacità imprenditoriali legate al restauro presenti nella realtà milanese. Visite, convegni ed eventi speciali per valorizzare le qualità e potenzialità di Milano come città d’arte e per mettere in evidenza le importanti opere di restauro eseguite negli ultimi dieci e più anni, spesso in presenza di apparati decorativi unici. Un’analisi dettagliata degli interventi di restauro non solo come “riscoperta” della città, ma anche come occasione per valorizzare know-how e competenze delle imprese. I monumenti restaurati sono documentati sul sito www.milanoneicantieridellarte.it che seguirà l’iniziativa sino al 2015. Uno strumento di documentazione unico, ricco di informazioni e aggiornamenti che rappresenta un’importante occasione: per realizzare una riflessione storica e una ricostruzione della città anche dal punto di vista del mondo del lavoro e della sua organizzazione operativa; per riflettere sul ruolo del restauro come “traghettatore” del valore culturale delle attività pratiche e teoriche (dal rilievo alla ricerca storica, dalle indagini chimico - materiche a quelle di carattere storico, dalle modalità di intervento alle inevitabili scoperte in fase realizzativa); • per individuare metodologie di intervento da parte delle imprese esportabili all’estero. La manifestazione si articola nell’arco di 7 anni, dal 2009 al 2015. Provincia di Monza e Brianza

Vimercate

Bellusco Concorezzo

Monza

Nerviano

Brugherio

Trezzo sull’Adda

Carugate

Cassano d’Adda

Melzo

Cornaredo

Bernate Ticino

Corbetta

Segrate

Settimo Milanese

Provincia di Milano

Paullo

Gaggiano

Abbiategrasso

Zelo Surrigone

San Giuliano Milanese

Locate di Triulzi

Morimondo

Binasco

Rossate

Carpiano

Vizzolo Predabissi

Melegnano Lacchiarella

Lodi

Vigevano

Provincia di Lodi

Provincia di Pavia

Borghetto Lodigiano

25. Mairago

28. San Colombano al Lambro

1. Vigevano > Piazza > Castello

Provincia di Milano

2. Abbiategrasso > Castello > Chiesa e convento di Santa Maria Annunciata > Chiesa di Santa Maria Nuova 3. Bernate Ticino > Canonica 4. Binasco > Castello 5. Carpiano > Chiesa di San Martino > Casa parrocchiale 6. Carugate > Villa Somaglia 7. Cassano d’Adda > Castello 8. Corbetta > Santuario Madonna dei Miracoli > Villa Frisiani Mereghetti > Torre proprietà comunale

9. Cornaredo > San Pietro all’Olmo, chiesa vecchia > Casa-villa > Cascina Favaglie, Chiesetta di Monzoro 10. Gaggiano > Vigano Certosino, chiesa dei Santi Giacomo e Filippo 11. Lacchiarella > Rocca viscontea 12. Locate di Triulzi > Palazzo Trivulzio Cristina Belgiojoso > Santuario di Santa Maria alla Fontana 13. Melegnano > Castello > Parte del Comune > Parte della Provincia 14. Melzo > Palazzo Trivulzio 15. Morimondo > Convento > Caselle, chiesetta di Sant’Alberto 16. Nerviano > Ex monastero degli Olivetani di Santa Maria Incoronata 17. San Giuliano Milanese > Abbazia di Viboldone

18. Segrate > Chiesetta del Crocefisso 19. Settimo Milanese > Oratorio Mantegazza 20. Trezzo sull’Adda > Castello 21. Vizzolo Predabissi > Abbazia di Santa Maria Assunta a Calvenzano 22. Zelo Surrigone > Oratorio di San Galdino

Provincia di Lodi

23. Lodi > Palazzo Mozzanica > Palazzo Villani > Ex convento di San Domenico > Torrione e i suoi sotterranei > Tempio dell’incoronata > Museo Paolo Gorini > Chiesa di Santa Chiara Nuova 24. Borghetto Lodigiano > Palazzo Rho 25. Mairago > Ponte - Canale 26. Paullo > Casa dell’Acqua

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Provincia di Pavia

27. Rossate > Chiesa di San Biagio 28. San Colombano al Lambro * > Mura del castello

Provincia di Monza e Brianza

29. Monza > Duomo: cappella di Teodolinda > Casa degli Umiliati > Chiesa di Santa Maria in Strada > Palazzo dell’Arengario 30. Bellusco > Castello > Chiesa e borgo di Camuzzago 31. Brugherio > Chiesa di Sant’Ambrogio 32. Concorezzo > Ristrutturazione edificio ad uso biblioteca 33. Meda > Chiesa di San Vittore 34. Vimercate > Alias convento di San Lorenzo > Collegiata di Santo Stefano > Ponte di San Rocco

* fisicamente si trova nella Provincia di Lodi ma dipende a livello amministrativo dalla Provincia di Milano

Ogni anno prevede l’organizzazione di convegni, workshop e visite guidate: ad aprile, nell’ambito della Settimana della Cultura; a settembre,

in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (2009 e 2010); dedicati al restauro delle architetture del ‘400 e del ‘500 (2011 e 2012); dedicati al restauro delle architetture del ‘600 e del ‘700 (2013 e 2014); dedicati al restauro delle architetture dell ‘800 e del ‘900 (2015: nei mesi dell’Expo); percorsi turistico

- culturali delle architetture articolati storicamente per riscoprire Milano città d’arte; eventi e incontri per promuovere le eccellenze delle imprese milanesi del settore del restauro.

arte da Padova dal 24 al 26 novembre 2010 con la quinta edizione di Asphaltica, l’unica manifestazione in Europa esclusivamente dedicata al mondo dell’asfalto e delle infrastrutture stradali, appositamente pensata e realizzata per i tecnici e gli operatori del settore. Appuntamento biennale, Asphaltica è organizzata da Padovafiere in collaborazione con Siteb (Associazione Italiana Bitume Asfalto Strade), l’associazione di settore che raggruppa i principali protagonisti del mercato: compagnie petrolifere e società di distribuzione del bitume, imprese di costruzioni stradali con produzione e posa in opera di conglomerati bituminosi, costruttori di macchine e impianti, industrie specializzate in additivi e prodotti per l’asfalto, laboratori prove materiali, fornitori di servizi e controlli di qualità, industrie delle membrane impermeabilizzanti nonché le sezioni stradali di moltissime pubbliche amministrazioni. “La strada del rilancio” è lo slogan benaugurante scelto per la campagna promozionale di Asphaltica 2010 che auspica la fine di una crisi gravissima che ha colpito anche questo settore e il ritorno alla normalità prevista seppur con gradualità a partire dal 2011. La manifestazione prevede di consolidare ulteriormente i successi dell’ edizione 2008 che aveva registrato la presenza di oltre 180 aziende espositrici e circa 10 mila visitatori (con una crescita del 20% rispetto all’edizione 2006). Già adesso, infatti, sono in aumento le richieste di adesione da parte di nuovi espositori sia dall’Italia che dall’Estero, a conferma della validità della formula di questa fiera ad elevato contenuto specialistico. Come per le passate

edizioni, motivo d’interesse per i visitatori sarà il sempre ricco ed articolato programma convegnistico organizzato e curato da Siteb, programma che, costituendo un momento unico di aggiornamento professionale e di informazione puntuale sulle più recenti innovazioni scientifico-tecnologiche del settore, attrae un numero sempre crescente di partecipanti. Tra le tematiche più rilevanti in discussione: le nuove tecnologie per la sicurezza stradale, per la riduzione dell’impatto ambientale, per la salvaguardia della salute dei lavoratori, nonché le norme tecniche della marcatura CE, le linee guida ragionate per la redazione di capitolati tecnici e, per la prima volta, una conferenza parallela di due giornate in lingua russa promossa dal ministero dei trasporti russo che ha individuato in Asphaltica un efficiente mezzo di formazione dei propri tecnici. Novità per questa edizione, un’apposita e ampia Demo Area che permetterà agli espositori di presentare in condizioni “dinamiche” le loro macchine e le attrezzature effettuando dimostrazioni “dal vivo” sui piazzali adiacenti ai padiglioni espositivi. Sarà possibile per i visitatori non solo toccare con mano ma effettivamente provare in condizioni “operative” tutte le novità presenti in fiera. Per gli espositori, questa è la soluzione ideale per integrare efficacemente i contenuti della loro presenza espositiva in area interna, anche attraverso il valore aggiunto della dimostrazione pratica.

in agenda 2010 GEOFLUID SAIE ECOMONDO EIMA

6 - 9 OTTOBRE

PIACENZA - Italia

GEOTECNICA - GEOFISICA

27 - 30 OTTOBRE

BOLOGNA - Italia

COSTRUZIONI

3 - 6 NOVEMBRE

RIMINI - Italia

SOSTENIBILITÀ ambientale

10 -14 NOVEMBRE

BOLOGNA - Italia

Meccanizzazione agricola

TRANSPOTEC 2.0

19 - 21 NOVEMBRE

MILANO - Italia

Autotrasporto - LOGISTICA

ASPHALTICA

24 - 26 NOVEMBRE

PADOVA - Italia

Asfalto - Infrastrutture viarie

www.geofluid.it www.saie.bolognafiere.it www.ecomondo.com www.eima.it www.transpotec.com www.asphaltica.it

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CSC ottobre 2010


CSC vetrina L’allarme Bosch che non teme la mosca Bosch presenta la nuova gamma di rilevatori di movimento per interni Blue Line e Professional, con montaggio a parete. Entrambe

le serie offrono oggi le migliori prestazioni per capacità di rilevazione e difesa da falsi allarmi. Test comparativi effettuati con installatori di sistemi di allarme esperti

hanno, inoltre, dimostrato che i tempi di installazione di questi prodotti si riducono di circa il 25% rispetto ai rilevatori tradizionali. Spesso i ragni o gli insetti sono la causa di falsi allarmi con i rilevatori convenzionali, perché si introducono facilmente all’interno dell’alloggiamento attraverso la struttura aperta dell’ottica e dell’elettronica. Ogni falso allarme, con la sola ispezione da parte di un tecnico o di una guardia, ha un costo 10 volte superiore al rilevatore stesso. Differentemente, nei rilevatori Bosch l’elettronica e l’ottica sono sigillate e nessun insetto può penetrarvi all’interno. Grazie all’elettronica sigillata dei rilevatori Bosch, il Pcb è anche protetto da possibili danni provocati da manipolazioni o da scariche Esd durante l’installazione. Inoltre, la morsettiera removibile sulla piastra di montaggio garantisce facilità di accesso nel cablaggio e nel montaggio. Lo spazio disponibile per i fili assicura una corretta installazione senza nessuna forzatura.

La bomboletta Mafra distruggi ghiaccio

Per prepararsi al freddo che verrà potrebbe essere utile mettere a bordo uno dei tanti prodotti della Mafra dedicati a combattere le basse temperature

che, spesso possono causare disagi e seri problemi a una circolazione sicura. Mafra ha concepito, quindi, un prodotto capace di risolvere sui veicoli questo genere di inconvenienti. In virtù del suo potere attivo. Notice è in grado di sciogliere il ghiaccio ovunque ci si trovi, anche alle temperature più basse e alle latitudini più estreme, donando ai cristalli lucentezza e visibilità immediata. Notice inoltre può essere usato anche a scopo preventivo. Infatti una sua precedente applicazione sulla parte soggetta a congelamento previene la formazione del ghiaccio. È inerte su guarnizioni e spazzole e non lascia residui, pertanto non unge i vetri. È proposto in una comoda confezione spray da 200 ml. al prezzo di 3.95 euro iva compresa.

Smonta facile firmato Beissharth Beissbarth offre una gamma completa di apparecchiature per il service

Lampa firma il caffè

Una delle ultime novità è lo smontagomme MS 68 NG. Il nuovo modello sostituisce i precedenti modelli MS 67 e MS 68 e garantisce una maggiore sicurezza nelle operazioni di montaggio e smontaggio. Grazie al sistema pneumatico di fissaggio attraverso una flangia centrale, la ruota viene centrata, fissata e montata più velocemente. Anche l’utensile di montaggio è stato migliorato e alla sua regolazione di precisione provvede una nuova valvola del sistema di controllo idraulico. L’unità di controllo ergonomica è orientabile e può essere collocata nella posizione migliore per l’utilizzatore. Con MS 68 NG, gli pneumatici delle auto e dei veicoli commerciali fino a 30” di diametro possono essere facilmente montati su cerchi in acciaio o lega leggera, grazie anche a due diverse velocità di lavoro. Lo smontagomme Beissbarth è certificato dal marchio tedesco WdK (Associazione tedesca industrie della gomma) per il montaggio di pneumatici Uhp e Run Flat.

Sempre utile per accompagnare le pause di lavoro il

pneumatici in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi autoriparatore.

caffè non sempre è a due passi dalle cave

in cui i camion lavorano o scaricano gli inerti. In questo caso, allora, può essere utile la caffettiera da 24 o 250 W completa di tazza che Lampa sul suo sito (www.lampa. it) mette a catalogo. Ha lo spinotto per l’accendi sigari e pesa neppure 8 etti. Le sue dimensioni sono 190x140x125 centimetri.

Più coppia con Booster Grren Star Octane Booster è un prodotto dalle caratteristiche professionali capace di aumentare fino a un massimo di 5 punti il numero di ottano della benzina. La sua formulazione consente di raggiungere i massimi valori di coppia e

potenza senza per questo dover apportare modifiche meccaniche. In un motore a benzina, infatti, la miscela aria-carburante viene compressa nella camera di combustione prima di essere innescata dalla scintilla della candela. Il numero di ottano è un indice che esprime la resistenza alla detonazione di un carburante, cioè la capacità della miscela aria-benzina di essere compressa senza auto-accendersi. La potenza espressa dal carburante varia (anche) in funzione di questa sua capacità. Nelle benzine a basso numero di ottano può verificarsi, in fasi di compressione, il fenomeno della “auto-accensione”, fenomeno che genera quello che viene chiamato “battito in testa”. La miscela aria-benzina additivata con Octane Booster potrà, pertanto, essere compressa al suo massimo prima dello scoppio così da ottenere il miglior risultato possibile in termine di prestazioni. Inoltre, a parità di potenza impiegata, i consumi si riducono permettendo di risparmiare sul costo carburante. Compatibile con sonda lambda e catalizzatore, un flacone da 125 ml. di Octane Booster tratta dai 30 ai 70 litri di carburante. Il prezzo è di 7.80 euro (con Iva).

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CSC ottobre 2010


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