Direzione, Redazione e Amministrazione: 24100 Bergamo - Viale Papa Giovanni XXIII. numero 118 - Tel. 21-23-44 ABBONAMENTI 7 numeri settimanali: Anno L. 27.500: Semestre L. 14.400; Trimestre L. 7.550 6 numeri settimanali: Anno L. 23.700; Semestre L. 12.400; Trimestre L. 6.500 Edizione del lunedi: Anno L. 3.800; Semestre L. 2.000; Trimestre L. 1.050. c. c. P. 17-15557 SESA BERGAMO l
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BER G AMO C O L CUO R E SCO N VOLTO E’1 piccdo Mirk+o Panattonii disetteanni,terzofigliotiel proprietarie delristorante « la: Marianna », rapiito daduedelinquenti ierimattina mentre si recava a scuola - Lacittàassistei allibita ald,ramma deisuo!i poveri genitori e si domanda comesiapossibile chefatti cosìspaventosamente vergognosi avwngano nellaaostraHtà - Nonera maisuccesso a Bergamo - I rapito0 si $0~10 fatti viviconunatelefonata Una morsa di sgomento e di angoscia stringe la città da quando ieri mattina si è sparsa la notizia del rapimento del piccolo Mirko Panattoni. Pensiamo, scrivendo queste note, allo strazio della madre, del padre, dei due fratelli, così crudelmente colpiti nella loro serenità di famiglia stimata. unita, operosa, Pensiamo al tremendo trauma del piccolo Mirko che da ieri mattina è nelle mani di criminali senza cuore, che sono entrati senza pietà nella sua fragile vita ìndifesa. Pensiamo al1 ‘emozìone dì una città che certo non avrebbe mai pensato che episodi dì tale brutalità potessero accadere dentro le sue mura tranquille. Un bambino rapito a due passi da scuoia e da casa, sotto gli occhi dei compagni verso ì quali correva lieto come tutte le mattine, dopo aver appena lasciato la mamma che l’aveva accompagnato per un tratto. Sembra un fatto di quelli che si leggono accaduti in città lontane, in grosse metropoli straniere dove la giungla d’asfalto non concede pietà a nessuno. Cose che che paiono lontane, sembra non debbano toccarci mai. E invece è accaduto qui, in questa nostra Bergamo, tra le nostre mura antiche, su quel colle che guarda dal1 ‘alto, quasi a proteggerla, la città operosa dei commerci e dei traffici. Su quel colle di San Gìovanni che nelle sue pietre
vetuste è come un grande monumento che riassume le tradizioni più valide e care dei bergamaschi, la fede, il senso delle cose dello spirito, la fiducia nella vita affron tata con serietà e solidità di impegno. E, accaduto in una mattina verde di primavera, dì quella primavera che è la stagione dei bambini, nella quale il gesto affettuoso dì una mamma che lascia la mano del figlioletto affìdandolo ai compagni che l’attendono poco più in là, compone una scena dì familiari tenerezze. Una scena nella quale altre mani, violente e spietate, hanno ìntrodotto brutalmente la crim inalità più crudele dentro le nostre mura. Si poteva pensare che Bergamo fosse in qualche misura al riparo dalle forme più efferate del crimine. Per trovare episodi di cronaca nera nei quali siano
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rimasti coinvolti bambini bisogna riandare alla vigilia dì. Pasqua del 1964, ai due fanciulli di Ghisalba e di Cologno vittime del folle di Ghisalba. Ma allora c’era una men te tarata al1 ‘origine di tutto. Oggi sì tratta invece di criminali che hanno agito a mente fredda, con evidente premeditazione e preparazione, con un obìettivo preciso. Qui non è la mente tarata, ma l’animo. Siamo dì fronte a un delitto disumano, la cui crudeltà va ben al dì là del ricatto, che ne è certamente 1, obiettivo ultimo, per colpìre senza pietà gli affetti familiari. Nessuna gìustifìcazione vi può essere per criminali come questi che non sì arrestano nemmeno dì fronte all’innocenza indìfesa di un bambino, di fronte allo strazio recato ai genìtorì. E’ questo che colpisce brutalmente la città, che la rende sgomenta e smarrita di fronte all’enormità dell’ accaduto. E’ il fatto che delinquenti simili siano in mezzo a noi, abbiano camminato fra noi, chiacchierato, riso, letto il giornale magari accanto a noi, su un tram, in un bar. Ma è soprattutto la disumanità del crimine che colpisce e coinvolge tutti e fa sì che il dramma della famiglia Panattonì sia penetrato in ogni casa, in ogni famiglìa, fìno a diventare dramma e angoscia dell’intera città. Una città ferita nel profondo, che vive con
SERVIZI E FOTO INCRONACA Ill BERGAMO
il padre e la madre straziati queste ore di ansia per il piccolo Mirko, con I’auspicìo accorato che la tremenda esperienza entrata crudelmente a sconvolgere la sua tenera vita sì risolva presto con il suo ritorno al1 ‘affetto dei suoi cari.
Giancarlo Zilio
Lo ba~nmodeciso ieri i Sindaca.ti sutoaomi, che tuttavia co.nfermano il blocco di scrutini ed esami dal 4 giUgno - Bloccati gli ospedali per due giorni il 29 e 30 maggio - Ogg b,ar, rktomanti, negozi chiusi ‘per 110sciopero de8 per8onalC ROMA, 21 notte Il Sindacato Autonomo della Scuola Media Italiana (SASMI) e il Sindacato Nazionale Scuola Medi (SNSM), le due più rappresentative organizzazioni autonome del settore hanno revocato oggi lo sciopero che era stato proclamato da domani, 22 maggio, a venerdì dal personale docente e direttivo. Tuttavia si riservano di astenersi da qualsiasi attività didattica nel periodo degli scrutini e degli esami se per quel periodo non interverranno fatti nuovi nella vertenza tra Governo e sindacati autonomi. Le scuole quindi, almeno in questo scorcio di maggio, rimarranno regolarmente aperte e le lezioni continueranno a svolgersi senza considerato interruzioni, che anche i presidi organizzati dall’ANClSlM e dal SNPPR hanno deciso di astenersi dall’azione di protesta di questo mese. Nel darne notizia il Sindacato Nazionale Presidi e ruolo Professori di (SNPPR), che ha a sua volta confermato il blocco degli scrutini e degli esami a partire dal 4 giugno, dichiara tuttavia in un comunicato la «profonda insoddisfazione della categoria che si vede ancora una volta discriminata nei confronti degli altri dipendenti statali soprattutto per la decurtazione dell’assegno perequativo pensionabile e per il rinvio della sua decorrenza al primo settembre 1973, nonche per l’as’ surdo dilazionamento dei ruoli che tanto danno arrecherà al personale diretti-
vo docente e specie agli ex una chiara manifestazione combattenti». politica della volontà di eliDal canto suo l’ANCIminazione della xfigura del SIM deplora, tra l’altro, il capo di istituto e del desimancato inserimento del derio di scoraggiare i proruolo direttivo nella parte fessori dal partecipare ai relativa all’unificazione dei concorsi a presidi )). ruoli dei docenti. «Ciò Anche il Consiglio nazioprecisa il comunicato - è ~ nale dell’associazione nazio-
nale insegnanti t ecnico-pratici e di applicazioni tecniche (ANITPAT) ha deciso di revocare la partecipazione agli scioperi, previsti a partire dal 22 maggio, e al blocco degli scrutini ed esaSEGUE
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«Hanno rapito un bambino». La notizia si è diffusa immediatamente in città ieri mattina, attraverso mille invisibili rivoli. Bergamo ne è rimasta sconvolta, allibita che crimini così crudeli e vergognosi possano awenire entro le sue mura. Il piccolo rapito ha sette anni e frequenta la seconda elementare alla Scuola Garibaldi di Colle Aperto. E’ il figlio del sig. Enrico Panatproprietario della toni, «Marianna» e di altri ristoranti in città. Si chiama Mirko. Il rapimento è avvenuto ieri verso le 8,30. La mamma aveva accompagnato il figlioletto per un tratto del viale delle Mura, poi il piccolo le aveva chiesto di raggiungere di corsa i suoi compagni che lo aspettava9 no ai piedi *della gradinata che porta alla scuola. Ma lì erano ad aspettarlo anche i due rapitori a bordo di una Volkswagen. Uno dei due ha chiamato Mirko, l’ha afferrato e gettato sui sedili posteriori. Quindi l’auto è partita a tutta velocita. Più tardi la vettura è stata ri(Foto EXPRESS) trovata abbandonata in via L’attesa angosciosa del XXIV Maggio. E’ risultata povero padre del bambino rubata la sera prima rapito. Ogni squillo del telefono è un incubo. Il siLe ricerche, subito orgagnor Enrico, proprietario di nizzate con grande impiego ristoranti, è una delle figure di forze anche nelle provinpiù care e stimate della ce vicine e ai posti di froncit& Toscano di origine, tiera, non hanno dato finoha scelto Bergamo come sua città perchè la sentiva così simile al suo animo, alla sua cordialità, alla sua onestà, alla sua laboriosita. Purtroppo qui a Bergamo sta anche passando i momenti più tremendi della sua vita di padre. Egli sente che tutta la città è vicina al suo dramma e a quello della povera mamma affranta e che invoca disperatamente il suo bambino; sa che tutti i genitori tremano e pregano accanto alla sua angoscia. A mezzogiorno ha ricevuto una telefonata. Egli è disposto a tutto, scongiura i rapitori a restituirgli subito il suo bambino, che è delicato, molto MILANO, 21 notte sensibile, che ha particolarColpo di timone nelle inmente bisogno della sua dagini per il sanguinoso ate che, da uno mamma, tentato di via Fatebenefratelli. spavento, potrebbe portare La pista appena imboccaconseguenze che sconvolta dai magistrati (il fermo gono il suo cuore di padre. del sedicente Mohammed “V
IL PICCOLO ra esito. Si sono fatti vivi invece i rapitori: verso mezzogiorno il padre del piccolo Mirko ha ricevuto una
PANATTONI
telefonata: ((11 bambino sta bene. Ci faremo vivi ancora». In serata la Magistratura ha disposto la sospensio-
ne delle ricerche, dando libertà d’azione ai familiari per non compromettere 1’ incolumità del ragazzo.
L’aveva programmato per il 7 maggio scorso; ma non aveva fatto in temlpo a salire sulla nave diretta in Ital,ia Il fermo delParabo non è sonvalldato (mIa homIo Oggi i funerali della r ag a z z a uccisa dalla b o m b a resta in oarcere) n
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Mansor Saeed), è in buona parte svanita. Contro di lui il sostituto procuratore Viola non ha emesso alcun ordine di cattura- per concorso in strage. La decisione doveva essere presa entro le 12,30 di oggi. Alle
Fortissimi-acquisti speculativi a Londra e Zurigo - Massicce vendite di titoli e obbligazioni’ in-valuta americana
Il Presidente rumeno Nicolae Ceausescu e il Presidente italiano Giovanni Leone mentre passano in rassegna un plotone di corazzieri schierati nel cortile del Quirinale. Ceausescu, che ha cominciato ieri la visita ufficiale a Roma, rimarrà in Italia fino a sabato. (Telefoto A.P. a L’ECO DI BERGAMO) ’ IL SERVIZIO .A PAGINA 3
MIRKO
LONDRA. 21 notte E’ ripreso stamane con grande decisione il movimento al rialzo dell’oro. Sul mercato di Londra è stato quotato, alla fissazione antimeridiana, a 112,50 dollari contro 105.50 di venerdì pomeriggio, con un rialzo netto di sette dollari per oncia (3 1 grammi). ossia a 2180 lire il grammo (più I’IVA). Fin dall’apertura si era notata una forte richiesta speculativa ed il prezzo era subito salito a 108.50 contro 104,50 della chiusura precedente. Poco prima della fissazione aveva segnato un livello di 1 17.50-l 15 dollari per oncia. Gli scambi sono stati molto attivi.
Il rialzo dell’oro ha coinciso con la nuova netta discesa del dollaro sui mercati valutari nei confronti delle principali monete europee ed è stato accompagnato da un movimento di disinvestimenti da titoli ed obbligazioni in dollari. Gli osservatori del mercato ritengono che i fattori basilari della debolezza del dollaro, e del conseguente rialzo dell’oro, siano in massima parte di natura politica e collegati agli sviluppi dell’mchiesta senatoriale sulla vicenda Watergate ed il forte ribasso di Wall Street che ne è conseguito. Sulla piazza di Zurigo la situazione è stata in tutto simile a quella di Londra,
con una forte domanda speculativa e conseguenti rialzi dei prezzi: dopo un’ apertura a 109-l 1 1 dollari (contro 104,50-l 06,50 della chiusura di venerdì) il prezzo è salito a 1 1 1 .50-l 13-50 dollari (prezzo medio a 112-50 identico alla fissazione di 1Londra). Anche a Francoforte s’è ripetuto lo stesso fenomeno: il prezzo del lmgotto da un chilo è stato fissato a 9.880 marchi con un rialzo di 425 marchi rispetto al prezzo di venerdì. Sempre a Francoforte il dollaro è stato sottoposto oggi ad una notevole pressione: il SEGUE
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11,30 il magistrato ha spiegato ai giornalisti che gli indizi che avevano portato al fermo dell’uomo si sono rivelati inconsistenti. Lo yemenita - per quanto rimangano su di lui alcune perplessità - sarebbe estraneo all’orrendo fatto di sangue. Non fu cioè complice del Bertoli. L’arabo non verrà tuttavia messo in libertà. Alla scadenza del fermo gli è stato infatti notificato un ordine di cattura per false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Durante l’ultimo interrogatorio di questa notte, nelle carceri di Lodi, è stato infatti accertato che Mohammed Mansor Saeed è un nome falso. Quello vero è Al Ahdal Mansor, nato ad Addis Abeba il 6 settembre 1936, sposato a una cecoslovacca. Si tratterebbe di un truffatore. Il magistrato infatti ha detto che egli aveva assunto una falsa identità «al fine di servirsene per compiere reati di truffa». «Aver dichiarato false generalità - ha precisato il dott. Viola - non comporta l’ordine di cattura obbligatorio. Tuttavia questo provvedimento è stato preso in quanto su Al Ahdal gravano ancora alcuni sospetti)). Si torna quindi da capo e le indagini ripartono da zero. Anche il secondo arabo, quello che si diceva fuggito a Genova, non sarebbe mai esistito. Il magistrato ha infatti escluso che si stia indagando per rintracciarlo. Al Ahdal Mansor, appena avuta notizia dell’incrimina-
zione, ha nominato suo legale l’avvocato Ferdinando D’Aluiso. E’ stato chiesto, ma senza successo, al sostituto procuratore Viola quali fossero stati i motivi che SEGUE
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Iniziatia Parigi 1 Heath-Pompiiti1 PARIGI, 21 notte «Francesi e britannici sono in disaccordo su tutto, ma fra Mr. Heath e me esistono eccellenti relazioni»: questa battuta, attribuita al Presidente Pompidou, è indicativa di ciò che ci si può o non ci si può attendere dalle conversazioni ((private» fra il Presidente francese e il «premier» britannico cominciate stamani al Palazzo dell’Eliseo. Conformemente alle previsioni, il primo colloquio privato Pompidou-Heath è durato oltre tre ore, terminando alle 13,15. 1 due statisti hanno quindi raggiunto la sala da pranzo degli appartamenti privati dell’Eliseo per una «colazione di lavoro». Secondo ((tete-à-tete)) tra Pompidou e Heath si è concluso alle 19. Al termine, Heath è apparso sorridente ma non ha fatto alcuna dichiarazione. Secondo osservatori generalmente informati, al termine della visita - domani sera potrebbe non essere pubblicato il consueto comunicato finale: ciò, si dice, perchè le posizioni divergenti della Francia e della Gran Bretagna a proposito del prossimo «Nixon round» non permetterebbero di giungere a risultati concreti.
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L'ECODI BERGAMO
Martedì
22 maggio
1973
IL F~~~~ORAPITO DEL PROPRIETARIODEL RISTORANTE<LA MA,RIANNA,
Amena lasciata la mamma il Nccolo Mirko èYtat0 afferrato e pirtaio vhii~i uifautii la mamma: b a~wascafato, oltrel’edicola deigiornali, inColle Aperto - II bambino si è unitoaglialtriscolari versoIa,scuola cheè a pochipassi- Una macchina !eraferma~011 djuepersone - Unminoconla barba è sceso,haafferrato il pkcoloMirko,IOha spinto~#autocheè partitaa ~KHI~docità Ragazzi e insegnalIti hanno vistoe si sonomessi a gridare, matascena delrapimento è stataunattimoe l’autoerascomuarsa in direzione di CittàBassa
Telefonatau mezZogiornoI: «(li .rifaremovivi; Nond.iteniente> Una telefonata è l’unico esile filo che lega Oriana ed Enrico Panattoni - titolare dei ristoranti «Marianna )) e «Pianone» - al loro piccolo Mirko, di 7 anni, rapito ieri mattina alle 8,30 mentre andava a scuola, a pochi passi da casa, sotto gli occhi di tutti, scolari, madri, insegnanti, automobilisti. 1 rapitori si sono fatti già vivi. Alle 11,45 il telefono è squillato nell’abitazione dei genitori angosciati. «State tranquilli. Il bambino è in buona salute. Non avvisate nessuno. Richiameremo». La telefonata ha rivelato che gli autori del rapimento erano ormai pronti per la seconda fase dell’indegno e vile ricatto. Quella del ((contatto)), una volta portato il bambino in un nascondiglio sicuro e sicuri loro stessi di poter ormai agire secondo il piano prestabilito. Il telefono ha squillato successivamente ancora per due o tre volte. Ma la persona che chiamava si è affrettata ad abbassare la cornetta senza dire una sola parola. Erano sempre i rapitori. oppure nella drammatica vicenda stava già cercando di inserirsi uno «sciacallo »? Il pomeriggio, la sera, la notte sono trascorse nell’ ansiosa attesa del secondo contatto preannunciato dai criminali. La Magistratura ieri sera ha ordinato a Polizia e Carabinieri di sospendere ogni indagine lasciando piena libertà d’azione ai genitori. L’importante ora è di riavere il bambino sano e salvo, poi si vedrà. Che cosa vogliano i rapitori è chiaro. Puntano ai soldi. Enrico Panattoni con i suoi due ristoranti è una figura tanto nota in città da poter richiamare l’attenzione di una mente criminale. Ha 44 anni ed è un uomo molto cordiale e di buona compagnia. Ha molti amici e un gran numero di conoscenti. (CE nemici? )), gli hanno chiesto i giornalisti. «Nessuno» ha risposto. E nemmeno contrasti con qualcuno al punto tale da spingerlo all’assurda rivalsh del rapimento del figlio. . L’appartamento dei coniugi Panattoni, situato proprio sora il ristorante a Colle Aperto, e chiuso a tutti. La moglie, signora Oriana, che ha la stessa età del sig. Enrico, è stata colta da una violentissima crisi, per cui ha dovuto accorrere anche un medico. Il padre siede ininterrottamente vicino al telefono assieme agli altri due figli, Marzio, di 22 anni, che segue il ristorante ((Pianone» e Fabrizio «Popi», di 16 anni, studente. Gli inquirenti sono in possesso di pochi indizi. 1 rapitori erano due e di uno hanno una descrizione abbastanza accurata. Si sono serviti di un’auto rubata, che è stata ritrovata mezz’ ora dopo il rapimento in via XXIV Maggio. Il motore era ancora caldo, i criminali se ne erano andati pochi minuti prima. Dove sarà il loro COVO? Forse in qualche città vicna. Forse in qualche cascinale abbandonato. Ma le indagini per rintracciare la loro base sono state bloccate. Quello che conta è che i banditi restituiscano il bambino. Per tutto il pomeriggio e la notte una piccola folla ha sostato a Colle Aperto. Tutta la città è in ansia e angoscia. E ciascuno, nel riandare ai vari momenti di questa (angosciante giornata, non può non pensare con pena al piccolo innocente, indifeso Mirko, strappato alla su3 quieta infanzia e scaraventato in questa assurda e mostruosa vicenda.
LA MAMMA - La signo- ce il bambino veniva acra Oriana Fabbri d’abitudicompagnato da uno dei cane accompagna il bambino merieri, ma ieri il ristorante dall’abitazione fin sulla era chiuso per il turno setstrada. Sovente si imbattimanale. teva nella mciestra, signora Ieri mattina la signora Anna Granelli, che abita in Granelli era passata per via C. Beltrami, alla quale Colle Aperto pochi minuti affidava il figlio per gli ultiprima del consueto, per cui mi cento metri di strada. la signora Fabbri si è awiata ,lungo il marciapiedi col Quando invece l’insegnante era già passata 0 non era bambino che la precedeva di pochi metri. Girato l’anl ancora arrivata, la signora Fabbri si avviava col picco- ~ golo, subito dopo l’edicola lo Mirko lungo il viale, con- i di Colle Aperto, lo scolaretto ha notato in lontananza gedandosi da lui ai piedi due amici. «Stai pure qui della scalinata che conduce alla scuola. Alle volte inve- mamma, vado avanti da so-
lo», ha esclamato il piccolo Mirko incominciando a correre incontro ai compagni. La donna l’ha seguito con lo sguardo mentre si awiac va di corsa ed è rimasta a guardarlo fin quando non I’ha visto vicino alla scuola. Si è poi girata per tornare verso casa. E’ stata l’ultima volta che ha visto il figlio. Mirko in quel momento indossava un paio di calzoncini con dei disegni a semafori e un grembiulino nero con un gran fiocco azzurro. Sopra un impermeabile marrone. In testa aveva un cappelluccio gial10.
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Mirko Panattoni, lo scolaro rapito ieri mattina.
I genitori hanno dichiarato che il piccolo è molto timoroso, che ne morirebbe: N Restituiteci nostro figlio)) invocano continuamente. (Foto MAURI - B. Palazzo).
SCUOLA -
Le elementari «Garibaldi» - ex Scuole all’Aperto di Città Alta - sono situate nel parco che confina col giardino del ristorante «Marianna» e con quello dell’ex collegio delle orfane di guerra. La scuola, ampliata con l’aggiunta di classi prefabbricate, osputa deci classi. Direttore didattico è il dott. Luigi Agazzi. L’accesso all’ edificio è dal viale delle Mura, nel tratto compreso tra Colle Aperto e il Seminario. Ad un certo punto, il muraglione che fiancheggia il viale e che sostiene il soprastante giardino, fa una rientranza, da dove parte una ripida scalinata che conduce al livello della scuola. GLI SCOLARI - Il picallontanatosi colo Mirko, dalla mamma, è corso incontro a Giampietro Merelli, 11 anni, vicolo Bettami 1, e Fausto Facheris, pure di 11 anni, via Castagneta 3/B, alunni della 5.a classe, che erano già all’altezza della scuola. Il viale in quel momento era frequentatissimo. C’erano mamme che camminavano in compagnia
Il sig. E.nrico Panattoni, a destra, a colloquio con il figlio primogenito Marzio. (Foto MAUR 1 - El. Palazzo).
I poveri genitori
disperati= /
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ragazzo molto sensibille e delicato, uno choc potreblbe essergli fatale, e i genitori scongiurano che venga loro restituito sulbito - L’attesa estenuante e il sobbatlzo angoscioso ad ogni squilxlo del telefono - Il papà, una cara persona a cui tutta l’a città VUOI bene e stima, non si stacca, impietrito dal Idolore, dal telefono - La mamma affranta non fa che invocare dilsperatamente il suo bambino
tutto COSO, « Q u alsiasi quello che vogliono, purchè mio fimi restituiscano glio»: il sig. Enrico Panattoni, disfatto dall’angoscia, ha. continuato a ripetere la frase ed a chiedersi «perchè una simile tragedia? )). Pur con l’angoscia del cuore ha cercato di farsi forza, di essere fiducioso, per confortare la moglie, sig.ra Oriana Fabbri, annientata dal dolore. Il sig. Panattoni ed i due figli, Marzio di 22 anni e Popi di 16, per tutta la giornata sono rimasti, a tural telefono. no, accanto Ogni telefonata li faceva sobbalzare: potevano essere i rapitori...; l’attesa si è protratta per ore, poi poco prima di mezzogiorno il primo contatto e l’assicurazione dei criminali che Mirko sta bene (un’assicurazioPino Capellini ne che evidentemente non può tranquillizzare, ma che SEGUE A PAG. 6 apre una speranza). «Non abbiamo mai fatto male a nessuno - ci ha detto il proprietario della - e questa è “Marianna” una cosa che non ci dovevano fare. Mirko è un bimbo timido. Ha paura di tutto: di notte quando faceva un brutto sogno veniva piangente nella nostra camera. Non è pensabile di lasciarlo in mano a degli A iutatect. sconosciuti. Tutti hanno un cuore, anche “loro” avranno dei jigli o dei genitori. No, non ho mai avuto sentore di quello che è capitato; è stata una cosa improvvisa, irnpensa1 bile». ’ E’ li <(E’ molto emotivo un bambino che mia m oglie adora e lui adora sua rnamdei ma. Essendo 1 ‘ultimo tre figli (è nato dieci anni ir JtzLurru”,. ^“,,,Jfi, v;vrrnr+n I uvpu rlnn- 11 c2 rIIr‘ L4.J‘” Popi, al centro, e con il un po ’ il cocco di casa: lui non mangia se non c’è la
I coniugi Panattoni, la sig.ra Oriana e il sig. Enrico. Vivono nell’angoscia più profonda ed hanno rivolto un appello ai rapitori perchè restituiscano loro il figlio: ((Qualunque ,cosa, siamo disposti a tutto, ma ridateci Mirko)). (Foto EXf IESS). mamma, non va a letto se come ti chiamavi e ho rinon c’è la mamma - ha sposto che en Enrico Pacontinuato Panattoni -. E’ nattoni”. Ricordo di avergli un ragazzo che se lo guardo raccomandato: guarda, difun po’ di traverso lui si fida sempre, non dire mai a piangere niente e quando ti avvicina mette subito qualcheduno cerca di evitatanto è emotivo. Non parla con nessuno perchè è molre, di scappare)). to timido)). Ogni tanto il sig. Panatto«Domenica sera - contini abbandona il locale e nua il padre angosciato sale al piano superiore, domi ha domandato: “‘Sai, ve si trova l’abitazione, e babbo, mi ha fermato un dove la moglie sta riposansignore oggi” -- sembra qui do, sotto l’effetto di sedatinel iocr 3le e io nlon gliel’ho vi, continuamente assistita “e mi ha doman- 1 dal medico di famiglia. La 1 chiesto dato c ome mi chiamavo, povera signora è in preda a chi ero, e io ho detto che choc e non è stata in grado , ero il figlio del proprietadi rilasciare dichiarazioni. l rio”. Allora di rimando gli Continua a invocare il suo chiedo: “Cosa ti ha det- Mirko, a implorare che glieto 3 ”. “Ha voluto sapere lo restituiscano subito,. che
non può reggere all’angoscia. il primogenito Marzio, dei coniugi Panattoni, che con il padre gestisce il «Pianone» è stato fra i primi a organizzare le ricerche. «E’ venuto ad avvertirmi un cameriere - ha riferito il giovane -. Al primo istante ho creduto ad uno scherzo, poi, però, la faccia del dipendente mi ha fatto comprendere che purtroppo tutto era vero. Sono immediatamente venuto a casa cercando di fare qualche cosa: purtroppo però, l’unica cosa che possiamo fare, è aspettare e sperare». Verso le 1030, anche lui avvertito da dipendenti del
padre, è giunto alIa «Marianna)) l’altro figlio del sig. Panattoni, Popi di 16 anni. Padre e figlio si sono incontrati sul piccolo piazzale del locale, si sono abbracciati mentre il sig. Panattoni, con le lacrime agli occhi, lo metteva al corrente dell’accaduto. Poi Popi ha chiesto notizie della madre e saputo che era a letto, è corso in casa piangendo. E’ ridisceso una decina di minuti più tardi e insieme a Marzio ha cercato di mettere un po’ di ordine nella gran confusione in cui il locale si trovava. Nel frattempo il telefono suonava in continuazione: all’apparecchio amici e conoscenti che saputo dei rapimento telefonavano per esternare la loro partecipazione al grande dolore dei coniugi Panattoni. ,Poco prima che giungesse la prima telefonata dei rapitori, alla «Marianna» era arrivato un caro amico del padre del piccolo Mirko e solo allora, non riuscendo più a contenersi, anche perchè sino ad allora non era giunta alcuna comunicazione da parte dei criminali che lo assicurassero sulla sorte del figlio, Enrico Panattoni è stato colto da una crisi di pianto. Una decina di minuti più tardi la telefonata dei banditi e la speranza è tornata a farsi viva in modo prepotente. Ora, Enrico Panattoni una cara persona cui tutta la città vuol bene e stima, la moglie e i due figli, siedono accanto al telefono da lunghe ore, in attesa del secondo contatto. Sanno che tutta la cittadinanza partecipa alla loro angoscia, che i bergamaschi sono loro vicini e che faranno quanto è possibile per restituire Mirko ai suoi cari.
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E’ n;tato trovato u Pontìdu sotto un cur= tell’o di indicazioni stradali - Quando
ha visto il lampeggiatore della muc6 cfhu della polizia è uscito agitando le munì - Sta bene - L’incontro felice nelMe lacrime con Iu mamma e il pupà Utv momento dì enorme emozione per tutti . Mirko è tornato Sta bene. IE tra le dei suoi ceri. Non aver quasi sofferto lunga prigiconia.
a casa. braccia sembra per la
La notizia che tutti noi attendevann~o con ansia e trepidaziolTle crescenti e con tanta e l:anta speranza è finalmente! arrivata. Mirko è stato lasci;afio libero durante la notte alai suoi rapitori a Pontida e equi I’ha trovato il papà, prec.ipitatosi in paese dopo una *telefonata, probabilmente rtllegli stessi rapitori. E’ staita la fine di un incubo pE!r tutti. Per la famiglis, pcsr lzj citti, per tut‘pi @Ii ?ita Wii e anche pei noi giorr 1‘alisti, che giorno dopo giorno avevamo seguito e vis!suto questa drammatica vi tenda. L’applauso spontan!leo, prolungàto, scroscian;te che si è levato quando Mirko, awolto in una copejrta e portato tra le braccia cclall’aw. Tremaglia, è passato tra i giornalisti e i rari pas!s#a ti che si erano raccolti .$u3 posto, ha sottolineato rron solo la gioia di tutti pel: il ritorno di questo bamiibino, ma ha anche significa-t:0 il sollievo di tutti dopo ben 18 giorni d’attesa angtcxciosa.
nimenti si sono susseguiti a ritmo incalzante e solo nei prossimi giorni tutti quanti potranno gli avvenimenti essere ricostruiti con esattezza. La liberazione di Mirko è arrivata a conclusi&e di ore di tensione che sembrava non dovessero avere mai fine. Sapevamo che la famiglia - per quanto la notizia, per comprensibili mofosse ufficialmente tivi, smentita - aveva pagato il riscatto, ma nessuno sapeva
quando e come i banditi avrebbero lasciato libero il bambino. Anche la giornata di ieri era trascorsa in una altalena di moderato ottimismo e di pessimismo, di speranze e di incertezze. Così ieri sera davanti alla &7arianna~, a Colle Aperto, si era raccolto il consueto gruppo di giornalisti e di fotografi che si accingevano a passare un’altra notte in bianco. Chi diceva un’altra notte d’attesa, chi sperava che fi-
nalmente la famiglia Panattoni fosse alla fine di questo incredibile Calvario. Verso 1’1,40 si sono avute le prime awisaglie. Improwisamente dall’abitazione sono usciti di corsa il papà del bambino, Enrico ,Panattoni, assieme all’aw. Tremaglia, che sono subito saliti sulla aJaguarr del proprietario del ristorante, che era parcheggiata nei pressi del locale. E’ stato il segno che qualcosa di grosso stava accadendo.
L’atmosfera è cambiata di colpo. Si è avuta la sensazione che si fosse all’epilogo della vicenda. Dieci minuti più tardi, verso le 1,50, sono arrivati due medici, il dott. Gualteroni, che è il medico di famiglia e il dott. Galmozzi. Sono saliti nell’abitazione. Subito dopo sono sopraggiunti 1’ aw. Steffanini, uno dei legali della famiglia Panattoni, e I’aw. Facchinetti. SEGUE
A PAG. 3
Mirkc) è stato trovato qualche ; minuto prima delle 2. Non !;i conoscono ancora tutti i (particolari. Gli awe-‘-
1SfiRVIZI 1 Mirko è tornato a casa. La notizia attesa in una lunga angoscia di giorni e di notti è finalmente arrivata stanotte poco dopo le due. Il giornale era già in macchina e l’abbiamo ribaltato con la gioia e la fretta del momento, fretta che i nostri lettori comprenderanno. Il bambino è tornato fra le braccia dei suoi cari, di sua mamma, di suo papà, e nel cuore della sua città. La foto a colori, una delle ultime fatte al piccolo Mirko prima della tremenda avventura, lo mostra felice assieme alla sua mamma. Adesso è una felicità piena di lacrime.
nelilepagine
3,,,4 e 5
Il bambino viene portato in casa. Nella foto finalmente felice. (Foto EXPRESS)
si scorge anche il papà, il volto
- ha aggiunto - sollecitiamo un dialogo anche con quelle forze che guardano con diffidenza e con sospetto alla Democrazia Cristiana e che si tirano indietro convinte che un semplice collegamento con il partito sia pericoloso)). L’accenno alle ACLI è trasparente e chiarificato là dove Forlani ha detto che «alcune di queste forze sono andate per la loro strada», ma - ha precisato - «non mi pare che abbiano fatto molto cammino».
Congedandrsi, Forlanirivendicaa sè di avercondottoallaarande alleanza)) i
Il partito non abbandonerà l’aggettivo « cristiano >>- Il ruolo - La DC xesta europeista convinta Fedele a un’economia di mercato - Costo della vita e sindacati - L’efficienza degli istituti democratici - La scuola - Divorzio e referendum - L’esame politico della1 crisi del centro-sinistra - Riconoscimento al vgoverno Andreotti - Li DC e il c!lomunismo - G li elettori Le alleanze , Dal Nostro Inviato ROMA, 6 giugno La prima giornata del Congresso nazionale della DC, apertosi stamane al Palazzo dei Congressi dell’ EUR, si è svolta attorno a due poli di interesse: I’actordo raggiunto nella riunione di ieri notte tra tutti i leaders delle correnti sulla bozza dl un documento presentata da Fanfani e modificata con successivi apporti dei vari gruppi e la relazione del Segretario po-
litico Forlani che ha occu- preoccupazioni dei giornapato l’intera seduta pomeri- listi per la libertà di stampa, il Segretario DC ha assidiana. curato che la DC di queste All’inizio della sua rela- preoccupazioni si fa carico: zione, Forlani, porgendo il «La libertà di stampa è per saluto alle delegazioni este- noi - ha detto -; ogni re dei partiti democristiani, condizionamento’ della alle rappresentanze ufficiali stampa e della informaziodei partiti italiani (tutti ne è anche contro di noi, presenti tranne il MSI, che contro la nostra libertà e la non è stato inviato) e ai nostra autonomia di partigiornalisti, ha colto lo to». spunto per parlare dei problemi della stampa, Forlani ha tuttavia ricoremersi accentuatamente in dato che c’è attorno alla questi giorni. Ricordate le DC «in alcuni settori un’o-
stilità preconcetta» (in rife- gli a.lltri: «Dobbiamo noi rimento forse anche all’arti- operalre anche al vertice colo di Montanelli sul Cor- della vita nazionale in moriere di stamane) una «azio- do così limpido, aperto e ne corrosiva» che si accom- coere:nte. da rendere più sipagna «all’attacco sistemati- cura lia solidarietà e più difco e frokale del Partito co- fusa la simpatia». munista». Ma di questa LA 1rRADIZIONE ((sproporzione tra il collegamento che noi abbiamo DELILA DC con l’elettorato - ha detto Forlani si è poi occupato - e il modo come il nostro della tradizione e del valore partito è troppo spesso rap- attuaile della DC, polemizpresentato e ritenuto ai li- zando con quanti, fin dal velli dell’inforniazione» la Corwegno di Lucca, si chieDC non può farne colpa a- deva:rlo se fosse giunto il
”
momento di abbandonare nella denominazione del partito l’aggettivo «cristiano» e con quanti hanno detto che la DC è finita
((qualche passo indietro ri-
spetto alla Chiesa». «Noi siamo convinti - ha detto Forlani - che la DC ha assunto un ruolo giusto nella società italiana, ma rispetto ai gruppi cattolici che dissentono non abbiamo un atteggiamento preconcetto di sordità o di rifiuto al confronto)). «Noi
«Fuori dalle mistificazioni occasionali - ha detto ancora Forlani - il nostro ruolo resta quello di una grande forza politica che, attraverso l’apporto primario dei cattolici democratici, opera per una società libera e ricerca il concorso di una più vasta solidarietà». 4 Una DC che non viene meno quindi alla sua matrice ideale, che è forza coagulante di uno schieramento vasto di cattolici democratici, che non cancella
dalle proprie
insegne l’ag-
gettivo che concorre a definirla e a caratterizzarla, che la spinge a non cedere ali’
idea di un blocco d’ordine, che rifiuta la riduzione del cattolicesimo a ideologia dominante della borghesia)).
segnato dalla lunga sofferenza
e
diversa distribuzione del benessere.
I PROBLEMI INTERNAZIONALI La relazione Forlani ha quin-
di esaminato i problemi del quadro internazionale sottoli-
IL DISCORSO SUI SINDACATI
La DC non può ignorare i neando in particolare che il processo di unificazione europea Sindacati perchè c’è dentro con resta ((l’obiettivo essenziale)) i suoi iscritti e con gran parte
dell’impegnodella DC.
In questo quadro acquistano
particolare rilievo «l’utilità di un’intesa
su basi paritarie dall’
dei suoi elettori. Il Sindacato è interessato alla programmazione
in tre aspetti di fondo: per gli obiettivi
che essa persegue, so-
Atlantico al Pacifico», la valo- prattu tto per l’occupazione, per rizzazione del Parlamentoeuro- il ritmo di realizzazione delle peo e la cooperazionecon i po- riforme, per la distribuzione del
poli del Mediterraneo che «deve diventare obiettivo di fondamentale importanza per tutta l’Europa», tenuto conto che kun compito peculiare spetta al nostro Paese)).
LA POLITICA DELLE RIFORME Il modello di riferimento sta quello di un’economia
mercato in termini
redi
moderni,
ma ora che tutti hanno «riflettu to sugli aspetti deludenti dell’esperienza di programmazione» si deve in primo luogo ((riaffermare l’importanza pri-
maria dello sviluppo industriale;
l’assorbimento
reddito. Il conseguimento di questi obiettivi - ha detto For-
lani - «è condizionato da una convergenza e da un concorso
dei Sindacati)). Ed ha rilevato che è dimostrato «come sul
piano delle diagnosi e delle indicazioni vi siano oggi convergenze abbastanza ampie».
LA RIPRESA ECONOMICA Rdevati i «significativi
sinto-
mi di ripresa», il Segretario DC ha affermato che perchè essa possa estendersi e consolidarsi «è ora più che mai necessario
dare sostegno ad un preciso indirizzo di politica economica».
occu-
Oggetto delle misure più ur-
non già dei di quelli reareali e comdi vita».
un ritmo nettamente superiore a quello medio degli altri Paesi della CEE; e cioè i prodotti ali-
di nuova
pazione dipende essenzialmente genti devono essere i prodotti e dalia creazione di posti di lavo- i servizi «che hanno più direttamente contribuito a far crescero nell’industrta. Ma la politica re il costo della vita in Italia ad di ridistribuzione del reddito deve tener conto salari nominali ma li e quindi delle plessive condizioni
Lo sviluppo economico
deve
caratterizzarsi per una maggiore espansione dei servizi e dei consumi sociali c, quindi, per una
mentari e l’abitazione)). Per 1’ abitazione
occorre
«adeguare
Gianirarlo Zilio SEGUE
A PAG.
2
L'ECODI BERGAMO
Giovedì 7 giugno 1973
di , incredibile
Pagina 3
emozione
Alle 2,13 la macchina con Mirko / è arrivata alla casa dei genitori DALLA
L’aw. Tremaglia pianto.
è .uscito dalla macchina portando in braccio il bambino avvolto in un’ plaid. Il piccolo ha riso e (Foto MAURI - Borgo Palazzo) ,
PRIMA
Poi alla spicciolata sono arrivate altre persone. La nonna materna, la maestra Anna Granelli, giunta di oorsa in pigiama dalla vicina abitazione. Tutte le finestre della casa si sono illuminate. Sul balcone hanno incominciato ad affacciarsi i familiari che guardavano ansiosamente. Nel frattempo a Pontida ara in corso l’affannosa ricerca del bambino. l banditi nella loro telefonata non hanno fornito nessuna indicazione. ((Mirko è a Pontida,. Null’altro. A quanto pare, successivamante, hanno cercato di confondere un po’ la famiglia, parchè sono giunte altre due ‘telefonate a breve distanza l’una dall’altra: in entrambe si diceva che il bambino era sui gradini della scuola. L’aw. Steffanini e un fratello di Mirko sono corsi fino alle elementari ctGaribaldi)j, tornando subito dopo a mani vuote. Arrivati a Pontida Enrico Panattoni e I’avv. Tremaglia hanno cercato invano per qualche minuto presi da un’ansia terribile. Non sapendo dove andare, sono entrati in un bar ancora aperto - il ((Mini-bar)) - e hanno chiesto agli awentori di aiutarli. Subito la voce si è diffusa. Il bar si è svu’otato. Altra gente è uscita dalle case vicine. In breve da più parti si è incominciato a gridare ((Mirko, Mirko)). Sono poi sopraggiunte due vetture della Polizia, *che si sono aggiunte alle ricerche. Ad un certo momento, una pattuglia, che aveva azionato il lampeggiatore sopra l’auto, ha inquadrato con i fari la figurina di un bambino che sbucava da dietro un cespuglio vicino al distributore situato proprio al centro di Pontida. Non appena inquadrato dalle luci, il bambino ha avuto come un gesto di ~ paura, ha alzato le braccia e ha fatto l’atto di fuggire. Tutti e tre i componenti la pattuglia - il brigadiere Cassarino e gli agenti Piaiani e Bonutti gli sono corsi incontro. In
Il momento MAURIZIO)
più emozionan
quel medesimo istante è arrivato il padre di Mirko che ha stretto in un convulso, silenzioso abbraccio il bambino. Mirko stava bene. Indossava ancora la maglietta e i pantaloncini corti che portava al momento del rapimanto. Non aveva invece più l’impermeabile. A quanto pare i rapitori, al momento di abbandonarlo, gli avevano dato una coperta. Non c’è stato quasi tempo per le parole. Enrico Panattoni si è rimesso al volante della ((Jaguar, mentre I’avv. Tremaglia prendeva il bambino tra le braccia. Il ritorno a Bergamo è stato rapidissimo. Verso le 2,15 la vettura è arrivata a Colle Aperto. Tutti si sono fatti attorno, mentre dall’abitazione uscivano grida di gioia. Si era subito capito che il piccolo Mirko stava tornando. Per primo è sceso I’avv. Tremaglia che teneva il bambino tra le braccia, tutto avvolto nella coperta. Il padre, quasi sorretto dai pre-
\
ESCIITIRITI! LI!CIUNIIBIBII I
Adesso la Giustizia non ha più le mani legate: al momento stesso della conferma della liberazione di Mirko è scattato il dispositivo d’emergenza. E la caccia è ripresa, a ritmo febbrile, bruciando i tempi per recuperare le giornate perdute. Era giusto lasciare carta bianca alla famiglia e tenere in disparte le forze dell’ordine, ma adesso non c’è più alcun ostacolo e la Procura della Repubblica ha messo in atto il piano che aveva già studiato. Ha potuto scattare con tempestività, perchè tutto era stato predisposto, perchè in questo periodo gli inquirenti non sono rimasti con le mani in mano. Pur bloccando le ricerche, hanno valutato le varie piste e compiuto accertamenti con assoluta discrezione, in modo da eliminare le piste inconsistenti, sgombrare il campo dagli indizi troppo labili e selezionare i sospetti più fondati. Le indagini sono riprese partendo da un punto ormai incontestabile e cioè che l’organizzatore deh’ aberrante piano è un bergamasco, una persona che ha avuto modo di seguire i movimenti della famiglia Panattoni scegliendo come «osservatorio» proprio la «Marianna». Al momento di agire ha passato la mano ai complici fatti venire da fuori, restando, probabilmente neanche molto appartato, a osservare l’andamento delle ricerche. Muovendo dal presupposto della <mente» bergamasca, Carab i nieri e Polizia hanno provveduto immediatamen-
te a rintracciare e fermare le persone più sospette per controllarne gli alibi, mentre la Procura della Repubblica ha autorizzato una serie di perquisizioni domiciliari. In allarme sono stati messi anche i Comandi dell’Arma e le Questure delle province limitrofe ed in particolare quella di Milano. Il punto in cui il ragazzo è stato liberato non sta certo a indicare la zona ove è stato tenuto prigioniero, dato che ii rapitori avranno fatto in modo di confondere le tracce; comunque, siccome da questa località i briganti sono passati, un accurato controllo - se non altro per avere la sicurezza che tracce non ne hanno lasciato - si imponeva. Tutte le dichiarazioni fatte dai testimoni ed il racconto - sia pure ancora sommario - di Mirko sono al vaglio degli ‘inquirenti per un riscontro e per cercare un elemento su cui basarsi con maggiore certezza nel dedalo di indirizzi accavallandosi in andati questi giorni sul tavolo del P. M. Il Questore dott. Migliorini, ilcomandante del Gruppo Carabinieri magg. Chiara, unitamente ai funzionari della «Criminalpol» si sono subito riuniti per fare il punto e predisporre il piano delle ricerche; delle decisioni è stato informato il Procuratore della, Repubblica dott. Miraglia, che ha affidato al Sostituto dott. Battilà l’incarico di seguire da vicino l’evolversi dell’inchiesta. Gli inquirenti hanno in-
cominciato a prendere in esame gli elementi emersi dall’accurato controllo della utilizzata (Volkswagen» per il rapimento. Come è, noto la macchina era stata rubata la notte fra il 20 e 21 maggio in via Corridoni-angolo via Leone X111. Il ladro anzichè servirsi di chiavi false aveva sfondato il deflettore e quindi, fatto il cosiddetto <cavalletto)), era partito a grande velocità; appena al sicuro deve essersi preoccupato del carburante, tanto è vero che ha aggiunto dell’altra benzina (tipo «super», come è risultato dall’esame delle tracce trovate sulla carrozzeria). Di certo il, malvivente non aveva molta dimestichezza con la «Volkswagen», giacchè per aprire lo
/ Funzionari
sportellino che protegge il bocchettone del serbatoio, ha dovuto scardinarlo. Tenuto conto che il proprietario della macchina è solito annotare i chilometri percorsi (gli vengono rimborsati dalla sua azienda) è stato facile stabilire che con l’auto i banditi hanno percorso quasi 100 chilometri (al momento del rinvenimento
in via 24 Maggio la «Voikswagen» aveva nel serbatoio tre litri e mezzo di
super, mentre il proprieturio usa la benzina normale). Perchè la macchina ha fatto
materialmente
il
ratto).
Resta il fatto che al mo-
mento in cui la «Volkswagen» sostava davanti alla scuola ((Garibaldi» in attesa dell’arrivo di Mirko, la denuncia del furto era già stata fatta ai Carabinieri e ciò può avere indotto i malviventi a disfarsi subito della ve tura. L e indagini hanno immediatamente puntato verso elementi della malavita locale, già tenuti sotto controllo nei giorni scorsi. Al-
cuni hanno potuto produr-
re degli alibi consistenti, altanti chilometri? Forse il tri invece sono ancora sotto ladro l’ha dovuta consegna- interrogatorio in quanto la re ai rapitori in una località loro posizione resta da distante 35-40 km. da Bere, chiarire. Sono state comgamo oppure è andato ti piute varie perquisizioni e prelevare l’uomo con la raccolte testimonianze nella barba (che ha compiuto convinzione che non si deb-
di Polizia ispezionano ragazzo. (Foto EXPRESS)
i cespugli
attorno
al posto in cui è stato liberato
il
ba andare molto lontani dalla città per trovare la chiave delle indagini. Mentre pattuglie di agenti di P.S. e di Carabinieri cui si affiancano le Guardie di Finanza 7 vanno battendo le zone sospette, negli uffici dei comandi di Polizia i funzionari cercano di far combaciare le varie tessere, per avere un mosaico sufficientemente completo. Un lavoro delicato e difficile e soprattutto molto lento, ma che sta già dando qualche risultato. Gli indizi emersi in questi frangenti sono destinati ad avere una grande importanza e tutti si augurano che possano portare alla cattura dei briganti. Secondo notizie dell’ultimomento la Polizia g:diziaria ha n-r corso una vasta operazione che investe l’intero territorio: pare che l’inchiesta sia riuscita a raccogliere consistenti elementi e pertanto il massiccio impegno di Polizia e Carabinieri si sviluppa. sulla base di un piano ben preciso. L’incalzare degli avvenimenti non consente di avere un quadro preciso drlla situazione, dato anche il rigoroso riserbo mantenuto dagli inquirenti. Benchè pressati dalle domande dei cronisti le autorità responsabili (che si muovono sotto le direttive della Magistratura) preferiscono non fare alcuna anticipazione; del resto è più che giustificato il tiri lore c he una fuga di notizie possa pregiudicare l’esito delle indagini a tutto vant aggio degli autori del raplme ‘Ilto.
1: la mamma
ha accolto
il suo bambino.
santi, ha faticato a percorrere i pochi metri dalla vettura all’ingresso dell’abitazione. Tutti i presenti hanno incominciato ad applaudire e a gridare il noma dal bambino, mentre i fotografi scattavano raffiche di ((flash)). Poi subito dopo la porta si è chiusa. In quel preciso istante si è sentito il grido della madre. Un grido che liberava Oriana Panattoni da tuhgo angoscioso e terribile incubo, iniziato la mattina del 21 maggio scorso. tiEcco, lo vedo. Lo vedo. E’ Mirko... Sta bene...)). Difficile descrivere I’ondata di commozione, di sollievo, di gioia di questi istanti, che per molti saranno indimenticabili. Mentre accadevano questi awenimenti, arrivavano due vetture della Polizia, una delle quali con a bordo il Vice Questore dott. Bardi, poi è il Sostituto sopraggiunto Procuratore dott. Battilà. Quindi è uscito a parlare brevemente con i giornalisti I’avv. Luciano Pezzotta, uno dei legali della famiglia: ((II bambino è in buone condizioni. Sta bene)). I giornalisti hanno dovuto accontentarsi di frasi smozzicate, anche solo di qualche parola. L’emozione dei vari protagonisti della vicenda era vivissima. Anche I’aw. Tremaglia ha fatto brevi dichiarazi’oni. ctll bambino sta bene. I medici che l’hanno già visitato dicono che è stato alimenta to normalmente. Non sembra abbia risentito molto per la lunga prigionia)). Ha poi raccontato l’ansiosa ricerca nella notte a Pontida, l’aiuto dato dalla popolazione, l’incontro con il bambino. Mirko Panattoni è talmente in buone condizioni e non sembrava aver risentito in alcun modo della drammatica avventura, che
Lo sta baciando
il fratello
Marzio.
(Foto
indicavano che il bambino ha gi8 potuto raccontare qualcosa di quanto gli è fossa angosciato 0 venisse maltrattato. Anzi, la callicapitato. grafia rivelava uno stato d’ Subito dopo essere stato rapito, i banditi lo hanno animo praticamente normaobbligato a inghiottire una le, tanto è vero che il bampastiglia che lo ha fatto ad- bino nei suoi scritti ricordadormentare. Quando si è va episodi che lui solo e i risvegliato, si è trovato in suoi cari potevano conoscere. una stanza che ha descritto Col passare delle ore la come piena di giornali. nonostante fosse Dormiva sul pavimento, ma notizia, non ha mai avuto idea di notte inoltrata, si è diffusa dove potesse trovarsi. Non per la, città. A Colle Aperto ha )mai visto in viso ,i suoi è stato un continuo caroselrapitori, ma ha riferito di lo di .eu,tq con persone che commentaaver sentito le voci di una si informavano, vano e p li ripartivano. Per o due donne. essere subito sostituite da In sostanza è avvenuto quello che si era sperato. I altre vetture. banditi hanno trattato bene Nel frattempo nell’abitail bambino, ne hanno avuto zione avvenivano indescriviogni cura e hanno fatto in bili scene di gioia. Oriana e modo che fosse sempre in Enrico Panattoni non hanbuone condizioni per poter no lasciato per un solo icondurre la trattativa e in- stante il piccolo Mirko. Bacassare i soldi del riscatto. ci, abbracci, carezze, doUn chiaro indizio che il mande piene d’ansia e di bambino stesse bene i geni- trepidazione, poi ancora abtori potevano averlo dalle bracci. Nessuno ha dorm5n letterine che il piccolo Mirto, nè in casa nè fuori, ko scriveva e che i rapitori Quando ha fatto giorno, C' facevano pervenire alla fa- era ancora gente che arrivamiglia per confermare che va da tutta la città. Oggi erano loro a tenerlo in pri- Bergamo è veramente in gionia. I brevi scritti non festa.
LA MAMMA MENTRE ASPETTAVA STANOTTE IL RITORNO DEL BAMBINO
Davanti alla ((Mariannan, la casa del bambino della Polizia e giornalisti. (Foto EXPRESS)
rapito
e finalmente
restituito,
macchine
ir
L'ECODI BERGAMO
Giovedì
“@% RITOlt La mamma alla finestra che urlava: «Mirko, Mirko, Mirko!». Il bambino avvolto in una coperta, tra le braccia dell’avvocato Tremaglia. Un fagottino. Si vedevano soltanto i riccio11 bruni. Papà che, appena sceso dal1 ‘auto, lo si è dovuto sostenere: stava per crollare, non soltanto fisicauna m en te. Tutt’attorno piccola folla: di curiosi, ma soprattutto di giornalisti e di fotografi. Un applauso. Il primo avviso per la mam. ma che il bambino stavt; bene. Ore 2,23 della notte: da. vanti a «La Marianna». UK momento e una notte indi, menticabili. Una scena che ha fatto correre brividi gi6 per la schiena. Mirko è tor nato a casa così. Il «cucciolo», nella co perta, sembrava dorm isse Invece era sveglissimo. L ‘av votato Tremaglia lo avevh avvolto nella coperta proba bilmente più per protegger lo dai flash dei fotografi (per i lampi improvvisamen te si è fatto giorno sul pia2 zale) che per ripararlo dal1 timidità della notte - nor; pioveva finalmente più - e per confortargli il sonno. Mirko era sveglissim o Come dormire in una notte così? La notte della liber tà. Finalmente a casa. Tre le braccia di papà. Tra le braccia della mamma. Mirko ha pianto. MC quando ancora era sul16 strada per Bergamo, orma) al sicuro. Poi, tra volti fi nalmente familiari, a pocc a poco si è ripreso. Ha sor riso. Te n eramen te, poi gioiosamente. Le lacrime, poco più tardi, le han ver sate (e molte) i grandi. La mamma, soprattutto. Pove. ra donna. Aveva ancora la. crime dopo diciotto giorni di indescrivibile angoscia. Ma ha pianto anche la gente anonima, la gente che attendew da notti con 1 giornalisti e con i fotografi sul piazzale de «La Marianna». Ho visto anche colleghi «induriti» dal mestiere con gli occhi umidi. Le pitc emozionate erano le giornaliste. Oggi scriveranno con partecipazione il loro pezzo strappalacrime». Non c’è proprio da vergognarsi: si piangeva. Un pianto di gioia. Meno male. Dopo le tante, incontrollate voci c<gialle» e anche macabre, dopo tante cantonate giornalistiche (malgrado si fosse iniziato nel migliore dei modi, con un «silenzio» che la stampa aveva accettato e compreso) e tanto cattivo gusto (un settimanale di larga diffusione chissà perchè ha intitolato «Kidnapping nella città di Gioppino»). E’ finita bene. In Colle Aperto si piange di gioia. Il telefono non fa più paura. Riecco la voce di Mirko. E’ allegro. Lo si sente sul piazzale. Un confronto. Perchè si temeva fortemente che cccucciolo» avesse sub ito uno choc tale da riprendersi soltanto a fatica. Invece ride. Lo senti? Esce l’avvocato Luciano Pezzotta e dice: «Sta bene, molto bene. Il cielo sia ringraziato. E’ tra le braccia della mamma.v. E’ la seconda bella, bellissima notizia della «notte più lunga» di Bergamo. Mirko sta bene, il temuto choc - dopo diciotto giorni di prigionia - si sta allontanando come uno spettro sul far dell’alba. Giornalisti e fotografi ora chiamano dal piazzale, chiamano «Mirko». Lo si vorrebbe vedere. Non appare. Sta nelle braccia della mamma. La mamma lo copre di baci, di carezze. E’ un abbraccio che stringe il cuore. E’ il simbolo dell’ amore materno. Via via dallappartamento «scendono» notizie sempre più confortanti. Anche il papà si sta riprendendo dalla fortissima emozione. Il «bollettino medico» riguarda - avete fatto caso? - soltanto i grandi. Lui, cccucciolo)), non ha bisogno di «qualcosa di forteu per tirarsi su. Gli basta casa sua: dopo diciotto giorni. La sua mamma, il suo paP4 i fratelli, gli amici di casa. Gli sono attorno tutti. L tibbraccio è grande. Mirko parla. Non racconta del1 ‘avveri tura, della terribile avventura. Chiede notizie, lui che dovrebbe darne. Cosa avete fatto in questi giorni? Come siete stati? Non gli dicono del dolore di sua madre, un dolore terribile. Bene, bene, Mirko. Tutto e tutti bene. E’ finita bene. Non pensiamoci più. . de dei suoi compagn5hidj scuola, della sua maestra. L t’nsegnan te è lì. Presagiva
che questa sarebbe stata la notte dell’OK. Esce anche l’avvocato Stefanini. Conferma: «Mirko sta bene. No, no, non sembra accusare lo choc. Non è choccato. Neppure hq sonno». Ma chi pensa al sonno questa notte in Colle Aperto? E’ l’ultima «notte bianca», la più bella. Godiamocela. I giornalisti strillano nel microfono del radio telefono collegato con Milano. La notizia tra poco «rimbalzerà» in tutta Italia. Per tutti un gran sospiro di sollievo. Le cronache insistono sul particolare che Mirko sta bene. Dipendesse da lui, forse ora non si tirerebbe indietro per n*spondere a tutte le domande che i giornalisti vorrebbero por-
1973
0 RAPI
gli. Qualche domanda, cova preso forza.. Mirko stava munque, in un modo o bene. Ma dov’era? Ora è tra le sue braccia. nell’altro giunge fino a lui. Di colpo si rende conto che Quando lo han rapito gli han dato una pastiglia, lo forse per lei, nell’intensità della gioia, non sono forse hanno stordito. terribili E’ un flash-bak che si passa ti diciotto giorni. Mirko indossa ancome t te insieme immagine dopo immagine. Ricorda di ra i vestitini di quella agaver dormito quasi sempre ghiacciante mattinata piena di sole. Gli stessi vestitini. per terra. Ha dormito molto. Ricorda la voce di alcu- Ma sono proprio trascorsi giorni? Non era ne donne, due donne. Pau- diciotto forse soltanto ieri? ra ne ha avuta (in fondo sono un bambino...), ma Nella confusione, nella neppure poi molta (in fongiqia, la mamma è l’unica do ho già otto anni...). No, chd nota il particolare. Mirla mano non gli ha mai ko deve cambiarsi. Un’omtremato quando scriveva i bra scende sul suo volto. «messaggi» alla mamma. Quei calzoncini, quella maglietta riportano il ricorLa mamma lo aveva capito. La calligrafia di «CUC- do. E’ finita, ma come diCiolo» era quella sui quaderni di scuola, quelli di men ticare? Renato Ravanelli «bella». Aveva capito e ave-
Il punto in cui 6 stato ritrovato Mirko; era sotto un cartello della segnaletica, ove l’hanno notato due giovani di Pontida, Edmondo Frigerio e Piercarlo Vavassori. Mirko è uscito sulla strada solo all’arrivo della pattuglia di P.S. con i brigadieri Rinaldo Pagliari e Giuseppe Cassarino. (Foto EXPRESS) 1 Alla «Marianna» il lavoro procede regolare, c’è un’atmosfera più sollevata dei
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DOMENICA3 GIUGNO La svolta decisiva si è avuta la notte fra domenica e lunedì. In poco più dl quattro ore, dall’una alle cinque e mezza, il mecca. nismo che sembrava essersI inceppato ha preso a muo. versi con ritmo frenetico dalla «Marianna» c’è stata un via vai continuo con staffette d’auto, spostamenti del sig. Enrico Panattoni, del figlio Marzio e con consultazioni fra i legali della famiglia. Sono andqti, sono ritornati, ora nervosi, ora un po’ più distesi, con scambi di qualche parola, alcuni cenni enigmatici: non è stato un momento di stasi. Poi è arrivata la frase di un legale : «Ora hanno tutto loro in mano». E si è capito che i rapitori da quel momento avevano il piccolo Mirko e anche la sicurezza dei soldi. 1 primi sintomi che «qualcosa nell’ aria stava succedendo» si Agenti di Polizia e Carabinieri erano avvertiti già la notte (Foto EXPRESS) precedente, sia pure al di là delle dichiarazioni ufficiali. della disperazione» come 1’ Si è saputo, per esempio, ha chiamata Tremaglia. A che la notte fra sabato e un quarto all’una scattano domenica gli avvocati Trele ultime battute dell’aziomaglia e Steffanini erano ne. Una (( 128)) bianca, tarstati in casa Panattoni per gata BG 297292, parchegfare il punto della situaziogiata vicino all’aiuola di ne in vista dell’operazione fronte alla gelateria della finale. Erano usciti verso le «Marianna» e a destra della 3, ma dopo poco più di Porta S. Alessandro, parte. un’ora l’on. Tremaglia era A bordo ci sono: Enrico salito nuovamente nell’apPanattoni, che porta un partamento dei genitori del cappello, il figlio maggiore bimbo rapito. Marzio e il portavoce uffiDomenica, nelle prime ciale della famiglia, aw. ore del pomeriggio, a casa Tremaglia. Verso le 3 incroPanattoni, era stato recapiciamo una «Giulia», chiara, tato un biglietto scritto da lungo la «panoramica» di Mirko, dove diceva di stare S. Vigilio all’altezza, più 0 bene. Altri biglietti erano meno, del terzo curvone, giunti anche nei giorni preda dove si domina la vallacedenti. Quindi nel pometa. riggio la dichiarazione di La «Giulia» rallenta la Tremaglia: «Siamo in grado corsa fino quasi a fermarsi: di dire che Mirko è vivo». dentro notiamo tre perso1 nostri cronisti sono stane. L’auto (la rivedremo ti testimoni dei movimenti poi e riusciremo a leggere che si sono susseguiti, mila targa: MI-N85810) scennuto per minuto, la notte de, imbocca la via per il fra domenica e lunedì. Abristorante «Pianone» (la biamo pure sentito i comgestione è sempre di Enrico menti, prima e dopo il fatPanattoni) avvolta dalle teto, anche se ovviamente nebre. sfumati, dei diretti protagoPassano i minuti, in Colnisti di questa fase, estrele Aperto restiamo soli. mamente delicata e decisiVerso le 3,30 arriva una va, dell’operazione-recupero ((850)) coupe, bianca. Scendi Mirko. de un signore con occhiali e giubbotto di renna. Nel Verso mezzanotte eravamentre con noi c’era l’avv. mo seduti con I’awocato che viene ragGian Lorenzo Steffanini ai Steffanini giunto dal collega, aw. Lutavolini della - «Marianna». ciano Pezzotta, che pure In sintesi, il senso di quello che ha detto: «Stiamo an- era da tempo presso i Panattoni. 1 due professionisti dando bene. Calma, aspet-. insieme a Popi - appena tiamo, qualcosa succederà. La notte chk ci aspetta è vedono questo signore gli molto importante», Ma do- corrono incontro come se stessero aspettando da lui ve possono essere i rapitori proprio qualche notizia im: naturalmente il piccolo? portante. 1 tre parlano per «Non SO, non SO. Forse alcuni minuti. La prima imnon molto distanti». Perchè pressione è che sia «saltahanno rapito proprio il fito» qualcosa: i tre appaioglio di Enrico Panattoni? no molto nervosi e se ne Per quale motivo e per quale scopo? «Il movente, su vanno subito in casa Panatquesto punto ormai non ci toni. Alle 4,10 scendono l’avv. sono più dubbi, è l’estorsioPezzotta e il signore della ne. Forse, è un’ipotesi, può sulla « 8 5 0 » . Salgono rssere nato proprio qui, fra «BMW», metalizzata, del lequesti tavoli. mangiando una pizza. Delinquenti che gale che passa per via delle Mura. A questo punto la si siedono, vedono il movicronaca sfuma per diventamento di cassa, osservano la gente numerosa, che va e re la registrazione di stati viene, tanti camerieri. Può d’animo e di emozioni. Parliamo ancora con l’aw. darsi sia nato così». «Sono Steffanini mentre il seconcomunque dei professionidogenito di Enrico Panattosti, perchè hanno saputo creare momenti ora di di- ni, Poppi, scende per chiedere al legale se vuole un abbattimento, spe razione, costernazione, sconforto e caffè. (CE’ una notte imporscoraggiamento, ora di cau- tante)) conferma di nuovo il professiofiista. Mirko cota serenità, di una ventata me sta? «Sta bene, sta bed’ottimismo». ne. E poi scrive. scrive mol- / La ((strategia del terrore,
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pa nello studio dell’avvocato Tremaglia. 11 legale conferma le dichiarazioni di ieri e smorza le speranze di tutti. Nonostante questo, sembra di essere alla vigilia del ritorno a casa di Mirko.
mentre controllano
to».
la zona in cui è stato liberato
Mentre si conversa, dalla Porta S. Alessandro si sente il rumore vicino di un’auto. La vettura si ferma accanto al muretto sulla sinistra della strada. L’avv. Steffanini corre veloce verso l’auto, la ferma, sale, la macchina fa marcia indietro e torna verso S. Vigilio. Riusciamo a distinguerla: è la (( 128», la stessa che era all’una meno un partita quarto da Colle Aperto, la stessa che da alcuni giorni era ferma sempre in posizione di partenza. La a 128)) torna a casa dopo otto minuti arrivando da via Beltrami. Scendono il padre di Mirko, che veste una giacca chiara di renna, pantaloni scuri e camicia a quadretti, Marzio e Steffanini. Panattoni appare molto teso, stremato. Ha uno sfogo (comprensibile) con i cronisti presenti e poi si avvia deciso verso la porta di casa: in mano ha un blocchetto, o qualcosa del genere, chiaro. Sotto si ferma ancora l’aw. Steffanini che prega i giornalisti di «capire» la situazione. Alle 4,37 dalla Boccola arriva la «BMW» dell’avv. Pezzotta. Oltre a questo legale, ci sono il signore della «850x e l’avv. Tremaglia. Salgono da Enrico Panattoni. Altra sorpresa, cinque minuti dopo: da via Beltrami, transita in Colle Aperto, la «Giulia» di Milano sulla quale alcune ore prima c’era Tremaglia. L’auto (a bordo ancora tre persone) si dirige verso la Boccola. Orma1 si fa chiaro. Alle 5,5 Marzio Panattoni e il signore della ((850)) escono di casa. La madre dall’ ultima finestra a destra, con le persiane socchiuse, chiama : «Marzio, Marzio )). Madre e figlio si parlano per qualche istante. 1 due si dirigono poi verso la Bot-’ cola. Cinque minuti dopo la ((Jaguar)), amaranto. del padre di Mirko sfreccia verso S. Vigilio da Porta S. Alessandro. Venticinque minuti dopo, la fine di una nottata fatta di patemi d’ animo, di ansia, di paura. Dalla porticina escono Steffanini e Pezzotta e per pochi attimi anche Panattoni. Perchè Marzio è andato via con la «Jaguar))? Risponde Steffanini K E’ andato per una verifica. Adesso aspettiamo». Pezzotta: «Ormai hanno tutto. Siamo affidati
la notte finale dell’incubo e dell’angosciosa attesa di u.na famiglia e di una città. entrambe col fiato sospeso da quindici giorni, si esaunsce lentamente e Colpi di scena. Un i:Z rinvio, una nuova speranza rimandata a domani, a chissà quando. É’ notte fonda parliamo sulle panchine di Colle Aperto con Tremaglia. La faccia non è delle più serene. E’ sfiduciato: «Quelli là non si fanno ancora sentire». 11 legale smentisce nel modo più assoluto che per
ora ci sia una ((esclusiva)) giornalistica e fotografica sul bimbo rapito quando sarà a casa. Prima di salire nuovamente da Panattoni Tremaglia confida a un nostro cronista un dubbio tremendo: x E se l’avessero già ucciso? )). Alle 3,40 si sente il telefono di casa Panattoni squillare. Alle 4, seconda telefonata: tre squilli. Dopo mezz’ora le luci dell’appartamento si spengono: di tanto in tanto Enrico Panattoni si affaccia al balcone. Prima avrebbe voluto scendere con Tremaglia a prendere una boccata d’ aria, ma aveva preferito non imbattersi in fotografi e giornalisti. Preceduti da un nuovo squillo di telefono, alle 5,35 escono Tremaglia e Marzio che salgono sempre sulla «Volkswagen». L’auto dell’avvocato rientra alle 6,30 da via Beltrami. Sono le 6,45 quando iI legale ed Enrico Panattoni si affacciano sull’uscio di casa: il padre del bimbo rapito ritira un giornale, mentre l’avvocato prende la macchina per andare a casa. Ha il tempo di dire una frase che rende la misura di un’angosciosa speranza disattesa: «Speravamo tanto, invece è andata buca». La ((lunga notte», come l’ha definita Tremaglia, non ha portato niente di buono.
l’ultima notte di angosciosa attesa «Sì, contavamo in questa mattina. Speriamo bene, speriamo domani». 11 dottor Gian Carlo Battilà non \ sa piu nemmeno lui cosa dire, come del resto tutti quanti: è un rompicapo incredibile, tutta questa atte-
sa, questi giorni d’incubo, queste notizie che vanno c vengono ma che non portano mai niente di sicuro, spesso ncmmcno di attendibile. Su questa linea è pure l’avvocato Tremaglia che esordisce con un «non c’k niente da dire». Oggi, però, parla di un fatto che potrebbe essere collegato al rapimento di Mirko Panattoni; chiede ai giornalisti silenzio sulla notizia dell’arresto, eseguito a Brugherio, di uno dei presunti rapitori di Torielli, l’industriale di Vigevano. «E’ una notizia pericolosissima: può darsi non ci sia alcun collegamento, ma potrebbe anche significare molte cose. Si potrebbe rimettere tutto in discussione )), 2 Continua: ((Siamo ancora come ieri. La tensione aumenta e così pure la partecipazione della città. Scrivetelo questo: dite che continuano ad arrivare ai genitori di Mirko lettere e telefonate di amici, ma anche di gente qualsiasi, tutti vicini alla famiglia Panattoni)). ((11 silenzio è totale, continua. A proposito di telefonate vorrei precisare che gli squilli sentiti questa notte, come m’è stato detto dai giornalisti che erano lì alla “Marianna”: non riguardavano contatti o roba del genere. Mi sono fatto chiamare dal telefono del bar, perchè non volevo disturbare la madre ji Mirko. Dovevo controllare una certa cosa». Con un ton.0 meno deciso, ribadisce ;he ci sono ancora due tempi da percorrere: il riscatto e la restituzione del Jambino. In proposito con‘erma per l’ennesima volta: xNon %bbiamo colloquio, lon abbiamo coaatti )). YSperiamo domani )). E poi ‘inalmente la liberazione.
Mirko,
alla parola di questi delinquenti. Non siamo riusciti ad ottenere alcuna garanzia». E’ giorno e la gente comincia ad andare al lavoro.
Lunedì: un nuovo appello della famiglia Lunedì alle 16, secca smentita da parte del portavoce ufficiale di casa Panattoni sul pagamento del riscatto (fonte accreditata conferma. trecento milioni di lire). Come richiesto dai rapitori durante uno dei primi contatti con i familiari del piccolo ostaggio: «Fareste una pazzia a segnare le banconote))). Nel tardo pomeriggio la famiglia Panattoni rivolge un nuovo appello alla stampa, dove si dice fra l’altro che «le notizie diffuse nel pomeriggio circa un preteso pagamento del riscatto del piccolo Mirko sono destituite di alcun fondamento e sono tendenziose e perciò stesso assai dannose». Vera 0 no questa notizia, si registrano nel frattempo commenti e impressioni che rivelano come i tempi tecnici dell’operazione-recupero stiano arrivando in fretta al giro finale. Sull’onda di «impressione » in questa Colle Aperto, sotto il terrazzo di casa Panattoni, a tarda sera si radunano fotografi e cronisti più numerosi del solito. Alle 24 esce dalla porticina marrone un giovane, con baffi, che parte su una (( 1281) bianca. Alle 3 esce Tremaglia con Marzio Panattoni. 1 due ramminano in fretta bersa#ati dai flash dei fotografi: Galgano sulla «Volkswagen» rlell’avvocato e s’allontanano per via delle Mura. L’auto rientra dopo un’ora dalla Boccola: Tremaglia evita i xonisti deviando per via Ielle Mura e rientrando dala Porta S. Alessandro.
L’avv. Tremaglia parla con i giornalisti
I due di Pmtida che l’hanno trovato
Piercarlo Vavassori
Martedì: aumentano le speranze Le notizie si accavallano frenetiche e si parte con una convinzione ormai di dominio pubblico: ci siamo per questa notte 0 al massimo per domani all’alba. 11 rilascio di Mirko, msomma. sarebbe solo questione di ore. Fra smentite e controsmentite, si arriva alle 13 alla jolita conferenza-qtam-
subito dopo il ritorno
Edmondo
Frigerio
a casa di Mirko.
(Foto
MAURI)
Un bergemasco arrestut4D per il rapimento di Pietro ‘Melli MILANO, 6 notte Colpo di scena nelle indagini sul rapimentb dell’industriale vigevanese Pietro Torielli. 11 giudice istruttore dott. Giuliano Turone ha emesso un mandato di cattura contro Angelo Carlessi, un carpentiere di 23 anni, nato a Cologno al Serio, residente a Brugherio (Milano). 11 giovane è stato arrestato la scorsa notte dai carabinieri del Nucleo lnvestigativo sotto l’accusa di aver partecipato materialmente al rapimento e di essere stato tra coloro che tennero xquestrato l’industriale prima del pagamento del rixatto. Su parere conforme del Pubblico Ministero dott. Giovanni Caizzi, il dott. Turone ha inoltre disposto una perquisizione nell’abitazione di Carlessi, che ha portato al sequestro di diverso materiale. che sarà esaminato dai giudici inquirenti. Angelo Carlessi è un personaggio non nuovo alla giustizia: diverse sono le sue pendenze giudiziarie per reati contro il patrimonio. Nell’ottobre del ‘7 1 fu protagonista dl una evasione dal carcert’ (11 San Vitto-
re e venne catturato un mese dopo a Bergamo. Carlessi sarà interrogato in carcere tra alcuni giorni alla presenza del difensore, avv. Salarqli. Pietro Torielli fu rapito la sera del 18 dicembre scorso e rilasciato dopo 5 1 giorni di prigionia, dietro un riscatto di un miliardo c 250 milioni, il più alto che mai sia stato pagato in ltalia per ottenere la liberazione di una persona. Nell’ambito di questa vicenda erano state in un primo tempo arrestate quattro persone, due uomini e due donne, che erano state successivamente scarcerate, alcune per mancanza di indizi, altre in libertà provvisoria.
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