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Lunedì
w
13 febbraio
1978
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LECO,IJIBERGAMOl Le due reti firmate dal 7 tattico atalantino, ma anche a Paina va parte del merito - Tutti sullo stesso livello di bravura i neroazzurri, protagonisti di un incontro saggiamente predisposto da Rota - 1 romani fermati sulle fasce laterali, zona prediletta per la preparazione dei loro attacchi: la guardia montata da Mastropasqua e (Rocca, che non si sono limitati alla copertura ma spesso si sono inseriti nella difesa biancazzurra ben rifornendo le punte e portando direttamente insidie - Sullo O-O, tra l’altro, traversa del... debuttante Avagliano, spaventato dal gran salto di Mastro - Il mediano nel finale ha anche avuto sul piede addirittura la palla del possibile 3 a 0 - Pioggia battente per l’intera partita: il terreno pesante ha forse maggiormente danneggiato i laziali (partiti fortissimo, ma ben controllati) - La loro è formazione agile e non portata a marcare stretto - Dopo il primo gol, l’undici di Vinicio è finito alle corde e i neroazzurri non si sono lasciati sfuggire la grande occasione raccogliendo alla fine meritati elogi
SCALA,..TA
Dopo una bellissima azione. ecco Scala deli’l-0. (Telefoto A.P.) _
solo
davanti
al portiere
laziale:
il
((Gusto))
DELL?ATALANTA
non
perdona
e mette
a segno il gol
Augusto Scala concede e Avagliano è nettamente
iI
bis: l’attaccante atalantino sorpreso. (Telefoto A.P.)
riprende -
una respinta
su punizione,
per
fallo
SU Paing
al
limite
dell’ara,
Dal Nostro Inviato ROMA,
12
6 Il « Gusto» concede il bis , S
L’Atalanta coglie a Roma la seconda vittoria del campionato, anche questa in campo esterno (la prima fu a Verona nell’andata), a riprova che la squadra ba raggiunto un preciso equilibrio tecnico-tattico e che il modulo adottato da Rota srn dalla positiva trasferta di Perugia funziona. Più che una rivoluzione è stata una riforma 0, se preferite, un compromesso Storico: prima si sprecavano troppe energie, i centrocampisti si lanciavano sempre in avanti e quando fu il momento di raccogliere i fruttz di una supremazia di gioco dimostrata in diverse partite (specie in casa) si rimaneva con un pugno di mosche in mano. Rota ba pensato bene di aumentare il tasso tecnico a centrocampo con Scala, senza indebolire la difesa schierata con tre difensori e con Pircher guastatore in avanscoperta. La formazione intera si è adeguata ai nuovi compiti e dalla teoria si è passati, proprio al1 ‘Olimpico, a una perfetta applicazione pratica del teorema. La Lazio, salvo forse i primi minuti, su un terreno allentato e sotto un mare di pioggia scesa in continuazione per l’intero arco della partita, si\ è sfaldata con il procedere dei minuti di fronte a una Atalanta ben coperta e pronta a rovesciare il fronte offensivo in ogni occasione. L’Atalanta grosso modo ripete a Roma lo schieramento difensivo del Bologna di otto giorni fa, ma a differenza di Bellugi e compagni la sua azione di nmessa è assai più efficace e pericolosa perché il rifornimento alle punte è costante e l’insidia dei centrocampisti in alternativa è notevole. Allora vediamo; Andena è il libero, Mei prende In cqnsegna Giordano, Vavassori Garlascbelli, Scala e Cordova si guardano a giusta distanza ma non sopportando entrambi fastidiose marcature, Tavola è su ,Agostinelli, ma la chiave è data dall’indovinata posizio’ne di Mastropasqua e Rocca che chiudono le due fasce laterali. Dall’àltra parte Manfredonia è su Paina, Pigbin su Pircber. Sono le posizioni tattiche di partenza che in pratica non mutano: sono Importanti per capire come si sviluppa l’incontro. La Lazio parte in attacco e non avendo sfondatori cerca di passare sulle ali dove appunto incontra Mastropasqua e Rocca, mentre al centro Festa opera di secondo libero pronto a chiudere i varchi: ci sono intasamenti per chi assume l’iniziativa mentre a sua volta l’Atalanta quando passa al contrattacco trova buone porzioni di spazio. Paina si tira dietro lo stopper Manfredonia, aumentano le distanze per il libero Wilson che, avendo alle spalle un portiere debuttante, Avaglia,no, spesso non sa che pesci pigliare, e nei pressi della zona dove dovrebbe stare il nostro centravanti si riesce a filtrare. In più Tavola si inserisce ripetutamente, Pircber sgomita e si a ita, Scala tocca bene di prima e riesce spesso a conquistare pa f ioni. Il nostro centrocampo gioca corto in una pnma fase, sta raccolto noti spreca palloni, tenta sia l’entrata diretta con le sgroppate di Rocca e di Tavola, così come è pronto a far partire la e dello stesso Mastropasqua, sfera per Pircber e Paina. Il terreno pesante mozza il fiato agli attaccanti più che ai difensori: l’Atalanta trascorsi i primi 15’ va vicina alla segnatura alla mezz’ora quando un colpo di testa dz Mastropasqua viene deviato sulla traversa da Avigliano. 1 bergamascbi mettono spesso il naso alla finestra: sono scattanti e m genere arrhano pnma degli avversari su molti palloni CI sono scambi. riusciti fra
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Due stupe,ndi acuti: i neroazzurri allTOlimpico meglio che alla Scala Nostro Servizio
Augusto
Scala
ROMA, 12 Dicono che all’Ariosto la celeberrima ottava che si apre col verso «la verginella è simile alla rosa...», sia costata la bellezza di ben 73 rifacimenti e finalmente è uscito il capolavoro che ora cantiamo con ineffabile e felice spontaneità. Qualcosa del genere deve essere accaduto all’Atalanta che, scesa a Roma in preda ad un affiorato dilagare di malcelato scetticismo, ha sfoderato una eccezionale, caparbia esibizione, smentendo così le illazioni di poco simpatiche e numerose (cassandre )) che già vaticinavano amaro. La cronaca è già densa di annotazioni dopo 24 secondi, quando un diagonale Cordova-Agostinelli, e relativo cross, costringe Vavassori a deviare in angolo. Batte Badiani, la palla-saponetta sfugge a Pizzaballa che la ricupera in men che non si dica. E’ ancora la Lazio a mettere in allarme le retrovie neroazzurre con un cross di Pighin, svirgolato da Mei proprio sui piedi del liberissimo Giordano che, da non più di tre metri. manda malandrinamente fuori. Si fa viva l’Atalanta al 5’: un cross a seguire di Mastropasqua per Paina viene abbrancato a stento dall’esordiente Avagliano. Bisogna giungere al 14’ per rilevare un altro spunto degno di nota: è ancora Giordano che si segnala per essere riuscito a tirare la palla nei pressi del tabellone elettronico che sovrasta la curva nord, quando si trovava incredibilmente libero, faccia a faccia con Pizzaballa. Ancora un gol mangiato dai laziali: scocca il 21’ quando, su una punizione di Lopez dal vertice sinistro dell’area, Agostinelh sparacchia alto da buona posizione. Torna alla luce l’Atalanta con un’azione di tandem Mastropasqua-Scala: il tiro dell’Augusto è
LAZIO: Avagliano; Pighin, Ghedin; Wilson, Manfredonia, Cordova; Garlaschelli, Agostinelli, Giordano, Lopez, Badiani. ( 12. Cari, 13. Boccolini, 14. Clerici). ATALANTA: Pizzaballa; Vavassori, Mei; Mastropasqua, Andena, Tavola; Scala, Rocca, Paina, Festa, Pircher. (12. Bodini, 13. Cavasin, 14. Bertuzzo). ARBITRO: RETI:
Agnolin
di Bassano
del Grappa.
al 5Y e al 65’ Scala.
NOTE: temperatura gelida con flusso di pioggia, specie nel primo tempo. Angoli: 14-2 per la Lazio. Esordio in Serie A di Giuseppe Avagliano, nato a Capitello, provincia di Salerno, il 29 gennaio 1953. Osservato un minuto di silenzio in memoria di Jacovone, il centravanti del Taranto rimasto ucciso in un incidente stradale provocato da un ladro d‘auto. Ammoniti: Scala al 33’ per protesta; Pircher al 55’ per fallo su Ghedin; Vavassori al 60’ per fallo su Agostinelli; Badiani al 61’ per fallo su Pircher; Wilson e Paina al 71’ per reciproche scorrettezze. Spettatori 22 mila circa, di cui 6.531 paganti per un incasso di 18 milioni 673 mila e 400. Per tutta la partita gli striscioni dei vari club biancazzurri sono rimasti rivoltati in segno di protesta contro la presidenza della società che non ha ricevuto una delegazione dei club stessi.
precipitoso e impreciso (ma si rifarà con gli interessi nella ripresa). Al 24’ c’è l’occasione migliore per l’Atalanta di passare: e Tavola, tra i migliori in assoluto, che si produce m un affondo: il susseguente tiro va a fare la barba al palo sinistro di Avagliano. Due minuti dopo arrivano le prime avvisaglie
Paolo Arzano
aBERGAMO Via SaGiorgio,3~Tel.21.00.21
dell’ennesimo ((Pizzaballa show 1): è Lopez che ci prova con un gran bolide, ma «Gigiparatutto» dice no volando nel «sette» alla sua destra. 31’: ci prova Mastropasqua cercando la deviazione di testa su corner: Avagliano fa notare la sua presenza e l’inesperienza del suo esordio uscendo a pugno chiuso rivolto verso la sua porta e mandando la palla a stamparsi sul montante destro della rete incustodita. Il tempo si chiude con due attacchi laziali (rovesciata volante di Badiani al 43’, e tiro di Garlaschelli un minuto dopo) che non sortiscono gli effetti perseguiti dalle intenzioni dei loro autori. Inizia la ripresa e il match si fa nervoso, tanto che Agnolin (impeccabile ancora una volta), e costretto ad estrarre in sei circostanze il cartoncino giallo. Ma quando la partita sembra essere avviata su binari sonnecchiosi. quasi come un fulmine a ciel sereno giunge il gol neroazzurro: l’azione parte dalla destra, Pircher serve Paina, spostatosi in velocità nella trequarti laziale: il centravanti dribbla Manfredonia e Pighin, poi serve Scala. il quale supera con uno spunto di elegiaca classe l’ultimo baluardo, il libero Wilson; mente di più facile a questo punto «uccellare» Avagliano protesoglisi vanamente incontro. La lancetta dell’orologio segna esattamente le 16.15. Vale a dire il quarto d’ora della ripresa. La bzio abbassa la visiera e inizia il vano assalto alla porta neroazzurra. Reclamano il rigore i laziali al 17’, quando su una «colombella» di Cordova si avventano in tandem Vavassori e Tavola. c il braccro proteso di quest’ultimo sfiora il
Franco Sabatini i
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LECODIBERGAMOct&%
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Nella foto 4. sinistra: Manfredonia salta più alto del suo portiere debuttante e libera su Pircher e Paina. (Telefoto A.P. a L’ECO GAMO)
DI BER-
Nella”foto a destra: anche Mei si è spinto ieri all’attacco. Eccolo alle prese con un altro terzino, Pighin, nelrarea laziale. Il tiro di Mei sarà @eV&0 in calcio d’angoIO. (Telefoto A.P. a L’ ECO DI BERGAMO)
rivista
La partita
negli spogliatoi
SCALk «Mi sembra di aver dimostrato ancora una volta che non sono un giocatorino di mezza tacca come qualcuno mi ha definito» PAINk «Manfredonia’sati anche un nazionale, ma non è Vero che io sono nessuno; 6 neppure è vero che Wilson è il re di Roma. A quei due stan proprio bene le due “ciliegine” che gli abbiamo rifilato» - Battute feroci in tribuna: Garella e Avagliano paragonati a Fantozzi - Appello di Rocca ai tifosi - Gli atalantini come i quattro moschettieri (FESTA: «Abbiamo finalmente giocato uno per tutti e tutti per uno») - ANDEN& «In questa squadra . si muore di fatica, ma ci si diverte anche» - MEI: «Tutto secondo *uronostico» occhi la sconfitta contro i Nostro Servizio giallorossi, ma oggi tale viROMA, 12 sione è stata totalmente Manca lo champagne e la cancellata. musica delle grandi occasioLa parola al primo protani e poi l’atmosfera è com- gonista di undici magnifici pleta. Sembra di respirare lottatori: è Scala, che nella l’aria ligure di fine giugno giornata forse più bella deldella passata stagione e chi la sua discussa carriera, esce scrive ci si tuffa dentro con con una battuta polemica, entusiasmo perché questa piuttosto feroce: «Mi devi squadra l’ha sempre difesa fare un piacere: riferire a a spada tratta anche nei quel tuo collega che fa l’asmomenti non felici; consen- sicuratore di venirmi a vetiteci questa debolezza, ma dere anche in trasferta. una volta tanto si puo an- Aveva scritto che quanto che esternare pubblicamen- faccio in campo lo può SVOlgere pure hi a 45 mini te il proprio giubilo. Avevamo ancora negli e che tutto sommato sono
un giocatorino di mezza tacca. Ebbene qui stanno ancora imprecando, guarda caso proprio sui miei due goal. Il primo è scaturito da un bellissimo passaggio di Paina che ha fatto fuori mezza difesa, poi me la sono vista direttamente con Wilson e l’ho fatto secco. Sul secondo ho sparato direttamente contro la barriera, ho intuito che il pallone mi sarebbe tornato e di collo a mezza altezza ho fucilato ‘Avagliano. Sono felice, per me, per la squadra e per
d
mister
che
mi
ha
dato fiducia; ora la strada
/ lanta sebbene non abbia re A Pizzaballa raccontiamo 0 azzurri aveva proprio loro quanto abbiamo udito dalle appioppato una sconfitta tribune. Dicevano: «Ma da fare tremare le gambe. guarda un PO’! Avevamo a Guarda caso i due goal so- Roma un fior di portiere e no scaturiti proprio da due ce lo siamo lasciati scappaazioni nelle quali ci ho re con la conseguenza di messo lo zampino pesante- ritrovarci ora Garella e mente. A quel punto non Avagliano, due tipi che poihanno più recriminato e a sono fare concorrenza a testa bassa se ne sono anda- Fantozzi!». Il Gigi, che ha ti negli spogliatoi». una ferita lungo tutta la Paina appare raggiante coscia Sorride e ribatte: ((Se asserendo queste cose per- è per questo si sono lasciati ché sa che oltre a una bella scappare molti altri giocatorivincita personale sui due.. . ri. Comunque è difficile qui mostri verbali biancoazzurri a Roma che un gialloross6 ha pure disputato un fior passi tra i laziali; c’è stata di partita. l’eccezione di Cordova, ma è un caso speciale. Comunque sono felice di essere neroazzurro e oggi abbiamo ‘I fatto vedere ai capitolini chi veramente siamo >. / Rocca è attorniato da un nugolo di colleghi che voi gliono sapere tutto di lui: (<Furia» risponde a tutti e poi ci trascina in un angolino: «Dedico questa vittoria al mister che ingiustamente ha dovuto sopportare delle critiche e al pubblico bergamasco. Invito i tifosi neroazzurri a essere domenica prossima il nostro uomo in più, perché abbiamo bisogno dei loro incitamenti. Siamo di nuovo a cavallo e crediamo che prestissimo troveranno quelle soddisfa: zioni che meritano pure a Bergamo )). Festa, col suo proverbia-
dovrebbe essere meno in sa- continuamente’ mi sfotteva con la solita storiella che ti lita ì,. Chi ha polemizzato inve- ho appena riferito. Poi è ce in campo, dal primo ah’ ’ intervenuto Wilson, dicen: ultimo minuto, è stato Pai- domi che aveva guadagnato na, sia con Manfredonia sia miliardi e -che era il re di con Wilson; ci relaziona su Roma e io invece un miserabile o giù di lì. Anche a alcuni retroscena piuttosto scottanti: «Come sono en- lui ho risposto con la stessa trato sul primo pallone, musica, forse poteva avere Manfredoma mi ha investi- ragione, ma i conti li ato dicendomi di stare cal- vremmo fatti alla fine». mo che tanto io ero nessuE quando siete usciti dal no e lui invece giocava in campo quale è stata la reanazionale. Io ho risposto zione? che tutto sommato alla fine ((Semplicemente ho detavrebbero anche potuto to a tutti e due che prima beccare due ciliegine; ma di parlare “occorre sempre lui non faceva una piega e attendere il 90’ e che l’Ata-
Rota: . doVe sono’le Cassandre? Vinicio: onore ai neroazzurri Il tecnico atalantino contento di aver finalmente ritrovato la sua a vera. squadra Elogi a Scala (ecco l’uomo-gol atteso da tanto tempo) e a mzaba;lla - Polemico con i suoi giocatori l’allenatore laziale; a Quelli litigano tra loro? Macchè, in campo’ sanno soltanto litigare col pallone! R Nostro Servizio ROMA, 12 Rota è portato quasi di peso, il che è tutto dire, in sala stampa dal gruppone dei colleghi romani, dato che Vinicio ha fatto dire che uscirà dallo stanzone molto tardi. Il Titta sbotta subito in una frase a effetto: ((Dicono che siamo in crisi, eppure abbiamo vinto. Nel girone di ritorno su tre partite abbiamo raccolto uattro punti. Chissà cosa faremo quando usciremo dal tunnel delIa cosiddetta crisi!». 1 colleghi romani rimangono allibiti perché non conoscono gli antefatti; Rota si accorge che loro non c’entrano per nulla in questa polemica e quindi passa alla partita: «Avete visto oggi la vera Atalanta. Questa è la nostra squadra; una compagine che sa correre, lottare, digrignare i denti quando occorre. 1 risultati esterni del resto lo stanno a dimostrare, oltre alla sequela di pareggi. A noi mancava solo il goal che non veniva mai; oggi abbiamo avuto l’uomo che ha saputo mettere alle spalle del portiere la sfera al momento opportuno. Anzi dirò che la secon. da segnatura di Scala è stata fantastica per esecuzione, intuito, prontezza)). Qualcuno chiede spiegazioni sulla metamorfosi del gioco fatto con i giallorossi e quello odierno : «Guarda, non è che contro la Roma abbiamo poi fatto una magra colossale. Ci sono stati due goal di Di Bartolomei piuttosto rocamboleschi e a noi non ne è andata bene una che fosse una. Oggi invece è stata una giornata felice come fu tutta storta quella di settimane fa. Però non crediamo di essere stati facilitati dalla Lazio, visto che i ragazzi di Vini& sono più forti e pericolosi di quelli di Giagnoni. Ecco perché il successo odierno ci riempie di gioia e ci ricarica a mille. Abbiamo battuto questa squadra giostrando al meglio, contenendo la sua sfuriata iniziale poi spingendoci in avanti e creando
le premesse del secondo tempo. Del resto abbiamo anche sofferto la loro reazione, ma in porta abbiamo Pizzaballa e non tutti voi sapete cosa significhi per noi avere tra i pali il grande Gigi, anche oggi insuperabile in alcuni interventi». Poi il Titta si blocca di colpo, rotea i suoi occhi come fosse Caronte e chiude a denti stretti: «E pensare che secondo alcuni l’Atalanta è in piena crisi! Mah! Vai a capire tu la ente!». E se ne va ad assaporare fino in aondo questo stupendo pomeriggio romano nonostante che il cielo plumbeo e la pioggia ci abbia fatto pensare per tutto il giorno di vivere questa giornata nei pressi di Milano. Vinicio, dall’altra parte della barricata, è sintetico e piuttosto mogio: «Nulla da dire, l’Atalanta è apparsa quella bella squadra che sempre ho ammirata e giudicata. Si porta via due punti meritati e per noi è notte fonda. Diventa tutto estremamente difficoltoso, ma owiamente non ci arrendiamo ». Un collega asserisce che qualcosa si è rotto nella squadra dato che spesso oggi vari giocatori litigavano tra di loro: «Io direi che soprattutto alcuni miei elementi oggi hanno litigato col pallone; comunque non s’è rotto nulla, tanto è vero che le nostre occasioni ce le eravamo procurate. Solo che quei diavoli di neroazzurri apparivano insuperabili. 1 Rocca, Tavola, Festa, Vavassori, ve li raccomando; comunque noi guardiamo in avanti». Ma il giorno era nato male per ,i laziali: pochi minuti prima della contesa i due famosi gemelli Maestrelli infattierano stati sbattuti via in malo modo ‘da.una delle entrate. E pensare che pochi anni fa erano i coccolini della Lazio. Nella vita le cattive azioni si pagano sempre, e in quel momento il nostro cuore ha avuto una stretta dolorosissima. «C’est la vie!». Noi uomini ci dimentichiamo presto di chi purtroppo non è più.
G. C. G.
le sorriso disincantato da eterno fanciullone, mette ‘1’
accento sulla verità più grossa scaturita all’OlimpiCO: «Non SO se ti sei accorto di come ci siamo aiutati oggi. Vigeva in campo la legge “dell’uno per tutti,
tutti per uno”. Ci siamo aiutati con il cuore in mano e abbiamo dato molto
più dell’anima, se mi concedi questa espressione. Avremo dei difetti, ma noi in Serie A ci restiamo perché lo vogliamo a tutti i costi e alla fine sarà così». Andena è stato un leone, corhe del resto tutti gli altri: «Avete detto che io me
la cavo ottimamente sul tornante e come difensore puro; ebbene, oggi credo di aver dimostrato che posso fare anche il libero quando “Marco” purtroppo rimarrà fuori squadra. In questa compagine si muore di fatica, ma ci si diverte anche perché siamo uniti come mai è accaduto». Infine Mei: «Avevo detto ieri sera che avremmo , vinto. Era la mia terza partita
all’Olimpico : una l’avevo pareggiata, la seconda . .. peri sa, mi mancava solo II successo e siccome credo alla cabala ecco perché ne ero convinto. Ma questa volta l’elogio è per tutti, pure per Bodini, Cavasin, Libera, Bertuzzo che invidiano in un angolino la felicità dei compagni». Vinicio arrabbiato risparmiera critiche
e perplesso al termine della partita. Negli spogliatoi ai suoi giocatori ed elogi all’Atalanta. (Telefoto A.P.) \
non
Lasciamo
la
bellissima
Roma questa volta felici come mai.
Giancarlo Gnecchi -
Dal nostro inviato ROMA, 12 PIZZABALLA t Partita perfetta la sua. La pioggia’ rendeva il pallone sdrucciolevole e insidioso ma non ha mai avuto problemi, parando in presa e di pugno quando era il caso. Notevoli due interventi su Lopez nel primo tempo e nella ripresa su Giordano. VAVASSORI In crescendo le sue prestazioni. Anche lo svelto Garlaschelli non ha giocato molti palloni perchè è stato ben anticipato. Nella ripresa ha saputo appoggiare ad hoc i compagni in fase di ri; messa. . MEI Controllare Giordano non è facile perchè si tratta di un giocatore che ha l’arma migliore nell’agilità, non si butta dentro di forza, è sgusciante e gioca di astuzia. La marcatura è stata perfetta e in più in il terzinoelevazione stopper ha fatto la sua parte. MASTROPASQUA Un buon incontro. Disciplinato, ha tenuto la sua zona chiudendo una delle fasce laterali, ma non disdegnando di portarsi in avanti quando era il caso. ANDENA - Ribadisce le precedenti prove su un notevple livello. Con i laziali si è trovato a suo agio perchè ha duellato con l’arma dell’ agilità che gli è propria e di una felice scelta di tempo nelle entrate. Si è permesso un paio di licenze in avanti di notevole pericolosità per gli avversari. - Una parTAVOLA tita decisamente migliore rispetto ad altre: il giocatore si sta ritrovando. L’avevo visto ultimamente un poco frastornato, non concentrato al massimo. Invece all’Olimpiw di fronte al ctplatiniu della Lazio (così chiamato con molta esagerazione Agostinelli) ha mostrato la sua forza sia in difesa nel contrasto, sia portando l’insidia in attacw. SCALA - E’ sul livello del finale dello scorso campionato. In principio sembrava che Cordova giocasse più palloni di lui e invece il nostro ha saputo crescere con il procedere dell’incontro, mettendo in mostra numeri di autentica classe in occasione di entrambe le segnature. Ma dove Scala ha ribadito di meritare un posto sul palwscenico della Serie A è nei contatti con I’avversario: nessuno è riuscito a falciarlo perchè era in grado di saltar via il wn-
trollore con una finta 0 addirittura scavalcandolo ed evitando Ja falciata. ROCCA - Sempre nel vivo della lotta, ha tentato il tiro a rete anche dalla media distanza. Ha curato Badiani lasciandogli ben poche ppssibilità e saltando fuori in offesa in diverse occasioni. Nella ripresa, quando c’è stato da combattere, è stato in prima fila. PAINA - Come punta d’appoggio nell’Ataianta non ha rivali: nei due gol c’è il suo zampino e a patte questo (ed è ‘già molto) è sempre stato insistente nell’azione tanto che Wilson e Manfredonia hanno preso cappello. Una prestazione generosa, senza contare i suoi ripetuti ritorni in difesa e le lunghe sgroppate in avanti. FESTA - tt solito valido e continuo regista difensivo, punta di forza della formazione. Piazzlto davanti aJlo stopper, ha chiuso i varchi e ha reimpostato l’azione di rimessa con bravura. PIRCHER - Ancora una buona prova. Molto wraggJ+oso, pronto a gettarsi da una parte 0 dall’altra dove c’era una sia pur piccola possibilitè di offendere, si è battuto per tutti i novanta minuti e ciò malgrado l’assillante marcatura di Pighin.
P. A.
Volvo 245 DL, 1976; Ford Taunus Ghia 2000, 1976 Ford Consul 2060, 1973, Opel Ascona 1,2, 1972; Al. fa Romeo Alfasud L, 1975, Alfa Romeo 2000, 1972; B.M$V. 3,0 Si, 1974; Audi 80 GL, 1973; Fiat 850 1 1972; Fiat 124 furgone, Special, 1970; Skoda 100 L, 1972-73-76; Daf 44, 1970, Renault R 4 L, 1975; Lam. bretta 125 L, 1977; Fiat 500 MY CAR, 1970; Fiat 500 F, 1968; Fiat 500 L, 1969-72; Fiat 131 Special 1300 4 porte, 1975; Fiat 124 Sport Coupé, 1972 Fiat 2300, 1965; De Toma, so Longchamp, 1975; Alfa Romeo Montreal, 1973 Jeep Diesel 1800, 1977; Re nault R 15 TL, 1976 N.S.U. Prinz 4 L, 1972. rutte con garanzia KVOLVO Test))
AUTOSALONE ----~
BERGAMO / CURNC Strada
Briantea
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