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atalanta inter tiribocchi

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■SERIE A LE PARTITE Cagliari - Napoli Bari - Juventus ATALANTA - Inter Catania - Livorno Chievo - Fiorentina

■SERIE B

16a giornata

LE PARTITE

LA CLASSIFICA 3-3 3-1 1-1 0-1 2-1

Lazio - Genoa Milan - Palermo Parma - Bologna Siena - Udinese Sampdoria - Roma

1-0 0-2 2-1 2-1 0-0

Inter Milan Juventus Parma Roma

36 31 30 28 25

18a giornata

Sampdoria Bari Chievo Fiorentina Genoa

25 24 24 24 24

Napoli Cagliari Palermo Udinese Lazio

24 23 23 18 16

Bologna Livorno ATALANTA Siena Catania

LUNEDÌ

16 15 13 12 9

14

Padova - Cesena Ancona - Brescia Crotone - Gallipoli Empoli - Vicenza Frosinone - Cittadella Lecce - Ascoli

DICEMBRE

* una partita in meno

LA CLASSIFICA 1-0 2-0 4-2 1-0 2-1 0-0

Modena - Mantova 1-1 Piacenza - Grosseto 0 - 1 Salernitana - ALBINOLEFFE1 - 1 Torino - Sassuolo 0-1 Reggina - Triestina oggi

Lecce Ancona Sassuolo Empoli Cesena Modena

34 33 31 31 29 28

Frosinone Torino Grosseto Padova Vicenza Triestina *

28 26 26 25 24 24

Crotone Brescia Gallipoli Cittadella Reggina *

24 22 22 21 19

Piacenza ALBINOLEFFE Ascoli Mantova Salernitana

17 17 16 15 11

2009

SPORT TITOLI DI TESTA

CCI

SE NEANCHE L’INTER RIEMPIE IL COMUNALE NNT

di ROBERTO BELINGHERI

Date uno sguardo ai numeri che abbiamo condensato a pagina 35. La notizia è questa: ieri allo stadio c’erano 14.608 spettatori. L’anno scorso, per Atalanta-Inter, furono 2.375 in più. E due anni fa 4.473 in più. Se non vi basta insistiamo: tre anni fa per la stessa partita erano 8.291 in più. I dati parlano chiaro. Certo, metteteci la giornata freddina. Certo, aggiungeteci la penultima domenica disponibile per riversarsi nei fiumi dello shopping natalizio. Certo, considerate le condizioni dello stadio e medidate sulla stagione bruttina dell’Atalanta. Ma alla fine, anche al netto di tutte le attenuanti generiche, il dato che ne esce è allarmante, per chi ha a cuore il calcio. È il sintomo - o uno dei sintomi - della malattia di questo sport. Tra l’altro l’Atalanta manda in archivio i tre big match casalinghi della stagione (Milan, Juve e Inter) senza aver registrato un solo tutto esaurito. Ma quel che è sempre più chiaro è che la coperta del pubblico del calcio è corta, e che le società faranno bene a pensarci mille volte prima di «vendere» tutto alle tv. Perché in questo momento il pubblico del calcio non è in espansione, non si creano nuovi spettatori. Solamente, li si trasferisce dallo stadio al divano. Perciò, ci pensino bene: rischiano, alla lunga, di vendere alle tv partite che si giocano in stadi deserti. Certo, poi c’è un altro tema, grande così. Perché in tutto questo metteteci un dopopartita simpatico come quello di ieri (tutti i particolari in cronaca) e l’opera - di demolizione - è completata. SE SCHUMI TORNA DAVVERO Ormai quelli che la sanno lunga sono sicuri: Michael Schumacher tornerà in Formula 1. Bentornato, gli diremo. Ma se Schumacher torna davvero, allora dovrà spiegare una cosa, per benino. Perché lasciò la Ferrari? Disse per mancanza di stimoli. Adesso, a quasi 41 anni, gli stimoli son tornati? Ma va là. Tolga ogni dubbio, diradi ogni nebbia: chi lo voleva fuori dalla Ferrari, costringendolo di fatto a un pensionamento molto anticipato? È questa la domanda che aspetta una risposta da quattro anni. Temiamo, però, di dover aspettare ancora. LA PERLA DELLA SETTIMANA Stavolta non è uno strafalcione, un congiuntivo sbagliato, una battuta ben assestata. Ogni tanto è bello raccogliere le perle vere. Delio Rossi, ai microfoni Sky. Gli chiedono un’opinione su Zenga. Lui spende solo belle parole, con quel pizzico d’umiltà e quella faccia da Paperino che lo rendono quasi unico, nel calcio italiano. Averne, gente così.

Punto agguantato L’Atalanta ferma l’Inter: Tiribocchi rimonta Milito, finisce 1-1 Coppola decisivo al 93’. Ma la classifica peggiora: terzultimi da soli da pagina 32 a pagina 36 (foto Paolo Magni) IIIII IL DERB Y DI SERIE D

Ko anche la Colognese La Tritium fa il vuoto Vavassori a pagina 38 (nella foto l’allenatore Vecchi)

IIIII PALL AVOLO

Foppa travolta da Pesaro Le tricolori vincono 3-0

IIIII EUROPEI DI NUOTO

Super Pellegrini nei 200 Oro e record del mondo

I. Serantoni e Molinara a pagina 57 (foto Colleoni)

a pagina 59 (foto LaPresse)

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LUNEDÌ 14 DICEMBRE 2009

L’ECO DI BERGAMO

SPORT L’OSSERVATORIO

Elio Corbani

I RISULTATI

BENE IL CENTROCAMPO PIÙ FOLTO: È UN PUNTO DI RIPARTENZA Rimontare un gol all’Inter non è cosa semplice. L’Atalanta c’è riuscita aiutata anche dall’espulsione di Sneijder ,che le ha consentito di giocare in superiorità numerica gli ultimi 29’. Il pareggio più che far classifica fa morale, anche perché il risultato è stato ottenuto contro la formazione più forte del campionato ma soprattutto al termine di una prestazione dai riscontri positivi. Conte ha apportato i ritocchi auspicati creando a centrocampo un dispositivo che ha condizionato il comportamento e il rendimento della squadra campione d’Italia. Sì perché al di là di quanto è accaduto nella ripresa, soprattutto in 11 contro 10, anche nel primo tempo l’Atalanta ha saputo tener testa alla formazione di

Mourinho, che nonostante il vantaggio ottenuto con bravura da Milito, aiutato da un paio di rimpalli fortunosi, non ha trovato gli spazi per creare altri pericoli. La scelta del tecnico nerazzurro di infoltire il centrocampo ha prodotto gli effetti sperati. L’Inter ha fatto girar palla con una certa continuità, ma i centrocampisti nerazzurri non hanno mai dato l’impressione di essere in balìa degli avversari. Con quello schieramento che vedeva operare Guarente, De Ascentis e Padoin in mezzo al campo aiutati sugli esterni da Ferreira Pinto e Ceravolo, la squadra ha trovato i giusti equilibri non solo per contenere le iniziative avversarie, ma anche per impostare le sue offensive alle quali hanno offerto il loro contributo tanto Garics quan-

to Bellini, spingendosi in avanti con continuità. L’Inter non è riuscita a chiudere la partita prima del riposo perché l’Atalanta non è mai parsa sbilanciata, non è mai stata travolta dagli avversari come era avvenuto domenica a Firenze. Il pacchetto di mischia centrale ha funzionato a dovere assicurando protezione a difensori bravi ad evitare pericoli a Coppola, che a sua volta ha trasmesso tranquillità ai compagni bloccando con sicurezza alcuni cross su palle inattive. Purtroppo si è costruito poco in avanti non per scarsa propensione al gioco offensivo, ma per le difficoltà incontrate dall’isolato Acquafresca. E perché il miglior Ferreira Pinto lo riavremo più avanti (è sta-

to importante vederlo in campo), ma anche per una carenza di qualità in fase di impostazione. La qualità è arrivata da Caserta il quale dopo pochi secondi dal suo ingresso ha offerto con precisione millimetrica a Tiribocchi (inserito da una ventina di minuti, forse in ritardo) la palla trasformata in gol dal bomber nerazzurro. Le correzioni apportate da Conte nello schieramento iniziale hanno dunque prodotto gli effetti auspicati. Bloccare o quantomeno frenare un’Inter a trazione anteriore come quella di ieri, è stata una piccola impresa resa possibile anche dai ritrovati equilibri. È un punto di ripartenza. Sarà bene insistere arricchendo magari il controcampo con la qualità di Caserta, in attesa del recupero di Doni.

Cagliari - Napoli Bari - Juventus ATALANTA - Inter Catania - Livorno Chievo - Fiorentina Lazio - Genoa Milan - Palermo Parma - Bologna Siena - Udinese Sampdoria - Roma

3-3 3-1 1-1 0-1 2-1 1-0 0-2 2-1 2-1 0-0

LA CLASSIFICA Inter Milan Juventus Parma Roma Sampdoria Bari Chievo Fiorentina Genoa

36 31 30 28 25 25 24 24 24 24

Napoli Cagliari Palermo Udinese Lazio Bologna Livorno ATALANTA Siena Catania

24 23 23 18 16 16 15 13 12 9

Il protagonista Da panchinaro a eroe di giornata, storia di un portiere che ha sempre avuto il coraggio di ammettere i propri errori

Il piede di Nando lascia l’impronta sulla gara Coppola torna titolare e salva il risultato nel finale respingendo con lo scarpino un tiro a botta sicura di Motta ■ Saluta e spedisce baci col guantone, Nando Coppola, mentre lì in campo attende il collegamento per l’intervista Sky all’uomo-partita. I compagni hanno già infilato il tunnel e adesso saranno a far festa negli spogliatoi, la Curva Nord invece è rimasta e intona la tarantella «Coppo-la, Coppo-la», che sprigiona un suono dimenticato ma subito familiare. Sì, in fondo, il suo è stato un ritorno da un passato prossimo che sembrava averlo confinato tra la polvere della soffitta. È stato bello ritrovare questo portiere dall’oratoria flemmatica, ma sempre pronto ad assumersi le proprie colpe (un lusso in questo calcio di silenzi stampa che spesso puzzano di fughe codarde), l’estremo difensore che dopo l’uscita di scena è tornato finalmente a cimentarsi con quelle in area di rigore. Una piacevole sorpresa, un impasto di gioia e malinconia: è stato un po’ come imbattersi in una rosa dimenticata fra le pagine di un vecchio libro. L’avevamo sostanzialmente salutato 10 mesi e mezzo fa, nella triste notte del 28 gennaio scorso, Atalanta-Bologna 0-1, quando lui era rimasto paralizzato su un innocuo cross di Volpi, trasformandolo in una punizione vincente. Da quel momento solo una fugace apparizione nell’Inter-Atalanta della scorsa stagione, orpello agonistico di fine campionato, con i milanesi già laureati campioni e i bergamaschi ampiamente salvi, e con il portiere gettato in campo nella ripresa, giusto in tempo per rimediare un gol di tacco da Ibracadabra. Poi, il legno amaro della panchina, fino alla figuraccia collettiva rimediata in Coppa Italia col Lumezzane, che - sebbene lui incolpevole sembrava aver ravvivato la sua traballante fama. Le azioni del napoletano erano però tornate a risalire in settimana, complice lo scarso rendimento di Consigli nell’ultimo periodo. Conte qualche giorno fa deve averlo preso da parte dicendogli: tocca a te. Nando ha risposto: obbedisco, magari rabbrividendo un poco. All’orizzonte c’erano infatti l’Inter macchina da gol (in Italia) di Eto’o, Milito e Balotelli e un ambiente, quello atalantino, che era un mag-

l’intervista ➔ Thomas Manfredini «Io in partenza a gennaio? Lo dicono da un anno...»

La parata finale con la quale Nando Coppola ha salvato il pareggio sul tiro a botta sicura di Thiago Motta ma ribollente di malumore. Il rischio era quello di passare per l’agnello sacrificale. Ma in porta si salta senza rete, se cadi ti fai male, se sbagli paghi di persona: i pericoli fanno parte del mestiere, Coppola non avrebbe mai potuto tirarsi indietro. Così, rieccolo, in una divisa rosso fuoco, accolto timidamente dal Comunale, quando è uscito per il riscaldamento con qualche minuto d’anticipo sui compagni. E deve aver deglutito d’emozione, quando l’arbitro ha fischiato l’inizio, lui, Nando, dirottato dalla monetina nella porta della Curva Sud, sotto quel tabellone luminoso che lo scorso anno segnava Atalanta-In-

ter 3-1, l’immagine di un trionfo destro nell’angolino su cui Coppoche ancora arreda gli archivi dei la può fare poco. È l’1-0 che rischia giornali e la nostra memoria. Pri- di dare la stura all’appetito interista, con il portiere namo tiro al 3’ pt, Maipoletano che in altre con, parato in sciolteztre occasioni riesce a za. Poi una decina di Non partiva muovere solo lo sguarminuti da spettatore titolare dal 28 do: traversa di Sneijnon pagante, ad aguzgennaio: da der (33’ pt), diagonazare la vista verso l’altra metà campo dove allora solo mezzo le a fil di palo di Maicon (13’ st) e nuova l’Atalanta stava sortempo a San Siro conclusione di Sneijprendentemente der (16’ st) che s’abbasschiacciando i came la sconfitta sa all’ultimo ma non a pioni d’Italia. Un’illucol Lumezzane sufficienza. sione canaglia, la quieNando capisce che te prima della tempesta. Perché al 15’ pt, Milito si por- non può vivere di rendita, è già in ta a spasso in area Bianco, Garics e credito con la sorte, e si rimbocca Manfredini e poi conclude con un le maniche, da lì in poi resisten-

La prossima Anticipo alle 18 senza tifosi bergamaschi

Sabato a Bologna torna Valdes ■ L’ultima partita del 2009 per l’Atalanta non sarà di domenica, ma di sabato. Bologna-Atalanta è infatti stata designata come primo anticipo - sabato alle 18 - della 17ª giornata, la terzultima del girone d’andata. Sabato prossimo Antonio Conte ritroverà anche Jaime Valdes, che ieri era in tribuna per scontare un turno di squalifica, dopo l’espulsione di Firenze. E resta da vedere se potrà tornare a disposizione anche Cristiano Doni, sempre alle prese con fastidi fisici. Per il resto occorre attendere qualche giorno per capire meglio le condizioni fisiche di Bellini, che ieri, dopo il «provino» sostenuto nell’intervallo, è uscito precauzionalmente, visto l’affacciarsi di una forma di affaticamento muscolare. Lo stesso tipo di problema che ieri ha costretto Layun a vedere

solo il ballottaggio tra Bianco e Talamonti, col primo decisamente favorito. Da centrocampo in su cominciano i rebus: Conte a Bologna proporrà il consueto modulo o ripeterà l’«esperimento» di ieri, con De Ascentis davanti alla difesa e la linea a quattro? Vedremo nei prossimi giorni. Di certo sarà difficile relegare ancora in panchina Simonte Tiribocchi, che è sempre più l’uomo decisivo per andare in gol. Jaime Valdes la partita da non convocato. Per quanto riguarda la formazione di sabato, dopo la buona prova di ieri è da considerare probabile la conferma in porta di Nando Coppola. Anche la difesa dovrebbe andare verso la conferma in blocco, con forse

NIENTE TIFOSI IN TRASFERTA Intanto, ricordiamo che la trasferta di Bologna sarà vietata per i tifosi bergamaschi. Lo ha stabilito in settimana il Casms del ministero dell’Interno, considerando a rischio la partita del Dall’Ara. Dunque ancora una volta i tifosi atalantini dovranno rimanere a Bergamo.

do oltre ogni ragionevole traiettoria. Respinta su diagonale di Eto’o (25’ st), uscita di testa con brividi su Milito (30’ st), ansia su una staffilata del camerunense che esce di poco. Poi c’è la paratona finale, alla Garella, con cui conserva la felicità del pari atalantino: Coppola che in pieno recupero respinge con lo scarpino un tiro a botta sicura di Motta. Confiderà poi che lo spogliatoio nerazzurro è solito scherzarlo per il suo 45 di piede e che finalmente quei due transatlantici in fondo alle gambe non sono serviti solo ad attirare l’ilarità dei compagni. Non si può certo dire che non abbia lasciato l’impronta sulla gara.

Thomas Manfredini come va- a reagire». luta l’1-1 con la capolista? L’Inter accusa l’arbitro per il «Siamo sempre in zona re- rosso all’olandese… trocessione, ma è un pareggio «Il secondo giallo ci stava che dà comunque fiducia per tutto. Guarente aveva appena il futuro. La cosa più impor- calciato il pallone, Sneijder tante era dimostrare che sia- è intervenuto da dietro e con mo una squadra ancora viva, la palla lontana. L’arbitraggio dopo la brutta prestazione di credo sia stato onesto. Il fallo Firenze. Bene, contro l’Inter c’era ed il regolamento è quepenso che il caratsto. Anche se tere non sia manSneijder è un cato e la risposta campione deve ric’è stata. Del resto cordarsi che sul la gente di Bergacampo siamo tutmo merita di più ti uguali». da questa AtalanAl termine del ta, la cui rosa vale match siete corsi molto più di tutti ad abbracciare quanto non dica Coppola... la classifica». «Ha salvato il Thomas Manfredini risultato sul tiro di Tuttavia fino alThiago Motta. l’espulsione di Ringraziarlo era il Sneijder l’Inter staminimo». va gestendo abbaPunto utile, stanza tranquillaLei è molto amiquesto pari mente il match, no? co di Guarente. Non le sembra che la sua «Io credo che ci dà morale. stagione finora sia invece il campo A Sneijder stata deludente? l’abbiamo tenuto bene per l’intera «Io credo che rosso giusto partita. Gli unici lui sia sempre un problemi sono argrande giocatore. rivati dopo il loro 1-0: ci sono Il problema non è lui, la questati 10’ che non sono girati be- stione è che tutta l’Atalanta è ne, in cui eravamo un po’ im- diversa dalla scorsa stagione. pauriti e dovevamo ritrovar- Stiamo tutti pagando la manci». canza di tranquillità. La conEcco, sul gol di Milito cosa è testazione dei tifosi in settimana? Va accettata, anche perché successo? «Milito ha avuto la fortuna abbiamo bisogno del loro sodi vincere due, tre rimpalli, io stegno». invece purtroppo quando ho E Manfredini invece cosa pententato di contrastarlo per ru- sa delle voci che lo danno lontabargli il pallone sono scivola- no da Bergamo a gennaio? to su una zolla, mancando in «Sinceramente è da un anpieno il pallone. Mi sarebbe no e mezzo che mi danno via dispiaciuto perdere così, al dall’Atalanta. Le preoccupaprimo tiro in porta dell’Inter zioni le avrò quando non parsu un’azione casuale. Fortu- leranno più di me, non quannatamente siamo stati bravi do si interessano a me».

Stefano Serpellini

I T E M I D E L L A PA R T I T A

Salva di piede

Piede magico

Non prende piede

Pedate

La partita, gol a parte, era stata quasi di ordinaria amministrazione per Nando Coppola. Qualche passaggio all’indietro, nessuna necessità di grandi interventi. Fino all’ultimo respiro della partita, quando il portiere napoletano si prende il lusso di negare il gol a Thiago Motta con una strepitosa parata di piede. Bentornato.

Meno male che c’è lui, Simone Tiribocchi. Certo, su quella palla lanciata da Caserta bisogna dire grazie a Lucio, che confeziona l’unico «buco» della sua prova. Ma poi Tiribocchi ci mette solo del suo. Controllo in corsa, palla addomesticata e, di controbalzo, diagonale vincente. Sesto gol stagionale: meno male che c’è lui.

Niente da fare: Robert Acquafresca non c’è. Sembra un pesce fuor d’acqua in questa Atalanta, che proprio non lo vede. Lui senza dubbio s’impegna, ma i nerazzurri sembrano giocare senza un vero terminale offensivo. Si fa vedere solo per un tiro telefonato bloccato da Julio Cesar. Ma l’intesa con la squadra non c’è.

Prima fa i capricci per il posto assegnato in tribuna: il box non va bene, vuole andare sul bus. Poi non va bene neanche il bus, e Mourinho torna in tribuna. E a fine partita strattona e insulta un giornalista nei pressi del bus interista. Eh no, caro Mourinho. Sei sempre lì che dai lezioni a tutti. Stavolta prendile tu, le lezioni. Di educazione.


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