L’ECODI BERGAMO
Domenica 8 settembre 1991
L’ECO
Tutti
DELLO
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SPORT
a Monza
Atalanta con trazione anteriore
Oltre quindicimila befgamaschi oggi in carovana in Brianza - Caniggia e Bianchezi, chi farà gol? Nerazaurri sempre vincenti alla prima in casa negli ultimi due anni - Giorgi non rivela la formazione: sicuro comunque l’impiego del brasiliano dal primo minuto, probabilmente al posto di De Patre Non importa come, purché si vinca. L’Atalanta recita la prima stagionale in casa e in attesa di ricevere i bianconeri più famosi d’Italia, cioè quelli della Juve a Bergamo il 22 settembre, offre ai suoi tifosi l’unico fuori programma stagionale, facendo diventare il «Brianteo» di Monza campo amico per ricevere gli altri bianconeri, quelli dell’Ascoli. Si gioca alle 16 e per la prima mezz’ora Caniggia e Careca-Bianchezi dovranno fare concorrenza a Senna e Mansell, se saranno loro i più veloci del Gran Premio d’Italia di Formula Uno, che si corre a pochi chilometri dallo stadio: chissà se quando i bolidi sfrecceranno sotto il traguardo gli attaccanti nerazzurri saranno già riusciti a segnare?Anche qui è una corsa contro il tempo, prima fai gol meglio è, non sempre poi gli ultimi minuti possono essere favorevoli, come succede ormai per tradizione al Napoli contro l’Atalanta. La tradizione dà comunque vincenti i bergamaschi negli ultimi avvii di campionato: due anni fa riuscirono a fare gol prima dello scadere del primo tempo e la rete di Madonna (43’) fu decisiva per battere il Verona; l’anno scorso aprì le marcature Caniggia, lanciato da Evair al 48’e poi il brasiliano raddoppiò (2-Oal Bari) al 55’su rigore, per atterramento
del suo compagno d’attacco. Due successi, quindi, non vistosissimi ma sufficienti per ottenere i primi due punti in casa, impresa che l’Atalanta ripeterebbe volentieri oggi. Ci sono anche le premesse perché si possa di nuovo assistere ad uno show del duo sudamericano, questa volta con Careca-Bianchezinei panni del sostituto di Evair: già a Padova c’è stata la prova generale di un gol in contropiede, con assist del brasiliano e mancata realizzazione dell’argentino solo perché l’arbitro ha ignorato un clamoroso intervento da calcio di rigore. Se poi si guarda all’ultima vittoria che l’Atalanta ha ottenuto in casa, il 7 aprile scorso, allora il punteggio fu vistoso (4-O)e bastarono 45 minuti per segnare tre gol al Bologna, con la prima doppietta della carriera di Luigino Pasicullo, gol di Perrone ed Evair. Ma, ricorsi statistici a parte, a Bruno Giorgi interessa che (da squadra recuperi il punto perso a Napoli. Non pensiamo all’Ascoli, se col Milan domenica scorsa ha fatto più o meno cattiva figura: ogni gara fa storia a sé, noi sappiamo che dobbiamo giocare molto attenti, ordinati. E un impegno serio, dobbiamo attaccare e se ci scopriremo beh, è un rischio calcolato».
Alla ribalta, alla vigilia della seconda giornata di campionato, un ex atalantino, Emiliano Mondonico, che sta pensando veramente di far sostenere alla sua squadra allenamenti a porte chiuse, al «Filadelfila». Troppi spioni seguirebbero i granata e ne studierebbero gli schemi per conto di altre squadre e così il tecnico di Rivolta d’Adda non è più disposto a sopportare queste interferenze. Giorgi, per quel che ne sappiamo, non è ancora arrivato a tanto: di curiosi, parliamo di tifosi, ce ne sono ogni giorno a Zingonia, dove i cancelli sono ancora aperti e cronisti, tivù private e non (l’altro giorno c’era anche il figlio di De Zan, per TelemonteCarlo). L’unico lusso che si consente tino a questo momento l’allenatore atalantino è quello di non rivelare chi giocherà: «La formazione al sabato fatela voi, la domenica ci penso ion, dice il tecnico ai cronisti. Un pizzico di pretattica, insomma, anche perché le scelte sono condizionate dalla forma dei giocatori. Finiti gli esperimenti, il campionato obbliga a rinunciare a Cornacchia (l’ex cagliaritano si sta allenando e potrebbe essere disponibile entro fine mese) e Bigliardi, squalificato ancora per due giornate. Per il resto andranno ovviamente in campo i mi-
gliori, quindi anche Bordin e Stromberg che hanno riposato mercoledì, Nicolini che ha giocato un tempo e dall’inizio per la prima volta anche Careca-Bianchezi:il leggero gonfiore al ginocchio non preoccupa più di tanto il brasiliano, che ha tanta voglai di giocare. Dopo Napoli, preferirebbe non tornare in panchina, anche se probabilmente la lezione di calcio di Giorgi gli è servita. Il tencico nerazzurro ha un anno meno di Trapattoni, ma rispetto al «mister» della Juve (oggi a quota 500 partite in A) è ancora lontano: oggi per Giorgi saranno 467 partite in tutta la carriera, con 78 incontri in A. Se riuscisse, come gli sportivi atalantini si augurano, Giorgi potrebbe centrare oggi la ventesima vittoria in serie A, con una percentuale del 25 per cento sugli incontri disputati nel massimo campionato. Quella sul Bologna, ultima in casa dello scorso campionato, fu anche la quinta vittoria consecutiva di una serie da record (con le vittorie ancora su Lecce, Milan, Lazio e Pisa) che l’Atalanta chissà quando ripeterà. L’Ascoli stava quasi per presentarsi al confronto di oggi con due ex, Soldà e Vertova: poi invece l’affare è saltato. Alberto Porfidia
La giornata ATALANTA-ASCOLI (arb.: Felicani di Bologna)
CREMONESE-NAPOLI (arb.:
Cesari
di Genova)
FIORENTINA-GENOA (arb.:
Fabricatore
di Roma)
FOGGIA-JUVENTUS (arb.:
Lanese
di Messina)
MILAN-CAGLIARI (arb.:
Cornieti
di Forlì)
PARMA-BARI (arb.:
Nicchi
di Arezzo)
ROMA-INTER (arb.:
Pairetto
di Nichelino)
SAMPDORIA-VERONA (arb.: Trentalange
di Torino)
TORINO-LAZIO (arb.:
Giorgi all’Atalanta:
Wuell’ostacolo
è più abbordabile,
Vignetta
perciò lo devi superare)).
di Mino Cornolti
per «L’Eco di Bergamo>>
Baldas
di Trieste)
CLASSIFICA - Milan, Juventus, Roma, Cagliari, Genoa e Napoli due punti; Inter, Foggia, Parma, Lazio, Torino e Bari un punto; Atalanta, Ascoli, Cremonese, Sampdoria, Fiorentina e Verona 0.
- Certo che come rientro nel giro delle panchine hai scelto forse la più ostica...
((Fin qui pesante, ma non è detto che non cambi. L’Ascoli del resto è abituato da sempre a remare contro corrente e proprio in questa logica la trasferta in Lombardia potrebbe ribaltare d’acchito la situazionek
((Salvarci è come vincere il campionato per cui in questa realtà la lotta sulfilo del rasoio è di pragmatica. IO mi ci sono buttato con tutto il mio entusiasmo e la panchina è meglio della poltrona comoda alla Domenica Sportiva)).
- Ci si è messo di mezzo il pataracchio Soldà...
- Si è sussurrato anche il nome del bergamasco Vertova... ((Ultimamen te ha giocato
Per superare l’Ascoli occorre un’Atalanta a trazione anteriore. Non alludo allo schieramento, ma al modo di giocare, di interpretare la partita. A Napoli non è stata sbagliata la formazione, come molti hanno sostenuto; non è stata sbagliata la tattica di gioco, come da più parti si è obiettato; è stata sbagliata l’interpretazione di quella tattica. Era giusto difendersi, stare al coperto, non era giusto rinunciare al gioco. La gara è stata interpretata bene per quanto riguarda l’assetto difensivo, il gioco di contenimento, in modo errato per l’assetto offensivo. Probabilmente si è temuto troppo l’avversario, si è operato in modo contratto, eccessivamente preoccupato, ma per favore non si dice che quel tipo di comportamento fosse provocato dal semplice fatto che era stata tolta una punta, per inserire un centrocampista in più. Scrivo questo non certo per polemizzare con i critici che sono di diverso avviso (nel calcio tutto è opinabile, per cui ogni giudizio va rispettato), ma perché non vorrei si pensasseche oggi il semplice inserimento di un altro attaccante (Bianchezi) al posto di un centrocampista (probabilmente De Patre, anche se Giorgi ha mantenuto su questo avvicendamento il suo unico interrogativo), possa essere sufficiente per avere un’Atalanta a trazione anteriore in grado di schiacciare l’avversario nella sua area, creando le premesse per superarlo. La punta in più potrà servire (soprattutto con un Bianchezi caricato anche dalla nascita del primogenito), a non sarà sufficiente a qualificare il gioco d’attacco, tanto da renderlo efficace, da consentirgli di produrre in modo concreto i gol necessari per conquistare i due punti. Sarà determinante il tipo di gioco, l’aggressività della squadra nel suo insieme, ma anche la sua avvedutezza tattica. La trazione anteriore non deve significare attacco indiscriminato, ma ragionato. L’Ascoli sarà ermetico, aggressivo in chiave difensiva, intaserà gli spazi, stringerà le marcature per ridurre al minimo le possibilità di rischio. Contro squadre di questo tipo non si può attaccare a testa bassa, è necessario essere aggressivi, ma ordinati, è indispensabile insomma ragionare senza rinunciare all’improvvisazione,-alla fantasia, per rendere imprevedibile la manovra. E indispensabile operare su ritmi elevati, cercando di giocare con rapidità e velocità sia con il movimento degli uomini che con il movimento della palla. Il difficile di queste partite sta proprio nel riuscire ad essere ordinati, ragionare operando però su ritmi elevati. Quando si opera in velocità, è difficile essere precisi e quindi ordinati. L’Atalanta però dovrà sforzarsi per cercare di far coesistere le due cose, sacrificando magari un poco il ritmo pur di mantenere una certa quadratura nella squadra. La gara di Coppa Italia, proprio a Monza ha insegnato, con quel gol subito in contropiede quasi in apertura, quanto sia pericoloso rischiare al massimo. Per quanto riguarda i singoli, sono da seguire in particolare le prove di Stromberg e Bianchezi. C’è da augurarsi che lo svedese abbia ritrovato un passo adeguato a quello dei compagni, sveltendo e dando una certa fluidità ai suoi movimenti. Sottili a Napoli ha bene impressionato, in una partita interpretata in chiave tattica difensiva, durante la quale ha potuto giocare molto al coperto. Oggi le condizioni tattiche saranno diverse. Il suo problema sarà molto probabilmente quello di saper garantire chiusure difensive ai tentativi di rimessa degli avversari, Per Bianchezi sarà questa in pratica la gara di esordio in campionato. Il giocatore pare necessiti di carica morale, perché a Padova, dopo una prima parte di anonimato totale, è entrato in orbita dopo aver realizzto il gol. Dagli altri ci aspettiamo tante conferme. Elio Corbani
ti, non posso schierare un libero di ruolo, da tempo invoco rinforzi, ma non per questo partiamo battuti o peggio ancora rassegnati)).
Per Picchio De Sisti l’avvio è stato oltremodo in salita, con tre sconfitte in altrettante partite ufficiali. - Non si può dire che in Ascoli si respiri aria tranquilla...
((Non ne voglio parlare perché non rientra nei miei compiti. Ovvio che con tre liberi out l’arrivo di Roby mi avrebbe risolto un problema non da poco. Ci contavo e già avevo impostato in un certo senso la formazione da schierare contro i nerazzurri attorno al nome di Soldà. Peccato, ma la vita continua)).
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- Anche l’Atalanta ha i suoi problemi contingenti... Farete le proverbiali barricate? ((Sarà una squadra molto
corta, giostreremo con giudi-
pochino, ma anche su questo argomento non voglio dilungarmi)).
- Così contro l’Atalanta hai una squadra più che mai improvvisata...
((Non la metterei su questo piano. Ho sì i giocatori conta-
zio, con prudenza ovviamente, ma non rinunceremo al gioco. Siamo un poco in emergenza, ma proprio per questo spesso i gioca tori sanno offrire assai di più rispetto alla norma ed è qui che aspetto i miei ragazzi)).
Giancarlo
Gnecchi
d
L
«Non sono al massimo,però...» Caniggia firma? Probabilmente giovedì o al massimo venerdi, comunque entro la prossima settimana, dovrebbe essere raggiunto un accordo tra l’Atalanta e il procuratore del giocatore, Settimio Aloisio. La trattativa è iniziata un Po’... in salita, con qualche difficoltà, poi però già l’altra sera le due parti (presidente e Previtali da una parte, procuratore e giocatore dall’altra) si sono riavvicinate. Ieri Percassi e Aloisio non si sono incontrati; hanno rimandato il prossimo appuntamento a giovedi, quando l’accordo potrebbe anche essere raggiunto. La firma di Caniggia è prevista’per altri due anni, fino alla stagione 1994. 0 CICLISMO - Mathie Hermans ha vinto in volata la seconda tappa del Giro ciclistico della Catalogna, La Manresa-Playa de Aro, di 181 chilometri. Il corridore olandese ha preceduto il danese Jesper Skibby e il belga Rudy Dhanenens tagliando il traguardo in 4h42’18”. In classifica generale Marino Lejarreta è al comando insieme ad altri quattro corridori; Maurizio Fondriest è nono a un secondo. 0 CICLISMO - Chioccioli, Chiappucci e altri specialisti delle corse in salita parteciperanno alla quinta edizione del «Trofeo dello scalatore),. La manifestazione è articolata in tre tappe: si inizia il 13 settembre con la Agliana-Casetta Pulledrari di 125 chilometri; quindi il 14 la Pescia-Abetone di 110 chilometri e chiusura il 15 con la Pistoia-Il Ciocco. Al vincitore andrà un premio di 5 milioni di lire. 0 CALCIO - L’assemblea del Bologna ha formalizzato la nomina del nuovo consiglio di amministrazione dopo le dimissioni di Luigi Corioni. Presidente è Piero Gnudi, vicepresidente Vittorio Wanderlingh, amministratore delegato Valerio Gruppioni. Consiglieri sono stati nominati Gaetano Gruppioni, Franco Frabboni e Domenico Wanderlingh.
ATALANTA: Ferron; Minaudo, Pasciullo; Bordin, Porrini, Sottili; Perrone, Stromberg, Bianchezi, Nicolini, Caniggia. (In panchina: Ramon, Valentini, De Patre, Orlandini, Clementi). ASCOLI: Lorieri; Aloisi, Pergolizzi; Pierleoni, Benetti, Marcato; Zaini, Troglio, Giordano, Vervoort, Bierfhoff. (In panchina: Bocchino, Menolascina, Cavaliere, Mancini, Spinelli). ARBITRO: Felicani di Bologna. 0 Radiocronaca della partita su Radio Alta a partire dalle 15 e 55. Fabrizio Ferron di&& tita con la maglia numero il bravo portiere è anche il serie A, da quando esordi 1988.
oggi la centesima paruno dell’Atalanta: per gettone numero 100 in a Napoli il 9 ottobre
Cadalora in «pole» Luca Cadalora su Honda e lo statunitense John Kocinski su Yamaha hanno conquistato la pole position, rispettivamente nelle 250 e 500 cc, del G.P. del Brasile di Motovelocità che si svolgerà oggi sul circuito francese di Le Mans. Cadalora, che è in testa alla classifica iridata, potrebbe conquistare oggi il titolo mondiale delle 250 con un G.P. d’anticipo. La stessa possibilità ha nelle 500 lo statunitense della Yamaha Wayne Raney, che ha ottenuto ieri il terzo tempo. . Cadalora ieri era soddisfatto dei test effettuati: <<Abbiamoprovato gomme diverse tra le prove del mattino e quelle del pomeriggio; in ogni caso ho riscontrato un comportamento e una aderenza ottimale. Al mattino, quando ho segnato il miglior tempo, non era molto caldo e in gara dovrebbero ripetersi le stesse condizioni climatiche». Cadalora ha avuto modo, nel corso delle prove, di trovarsi insieme al suo diretto avversario, il tedesco Helmuth Bradl. L’italiano è riuscito a passarlo in uscita di curva prima dei box.
- Lei, Carlos Alberto Bianchezi, in panchina per scelta tattica all’esordio in campionato. Scusi, cos’ha provato? cc,!?stata una grande sorpresa anche per me, 1‘ho saputo poco prima della partita e non me 1‘aspettavo proprio. Ma non è una novità, è successo anche a Batistuta con la Fiorentina ad esempio)).
- Mal comune mezzo gaudio... ({Non dico questo. Ma capisco il mister, la sua scelta tattica. In trasferta, contro le squadre più forti, lui preferisce giocare con un solo attaccante, per esserepiù coperto)).
- Quindi succederà ancora? ((Io spero di no, perché per esprimermi al meglio ho bisogno di giocare)).
- Giorgi dopo Padova ha detto che lei ha cominciato ad assaggiare il pane duro del calcio italiano, dopo aver visto cosa succede stando in panchina a Napoli. ((Giorgi ha ragione, ambientarsi in questo calcio non èfacile per nessuno, tantomeno per uno straniero. Qui nessun pallone è mai perso, nessuna azione mai finita. E nessun calcio evitato: si fa sempre in tempo a prenderne)).
- Soprattutto se si gioca vicino alla porta avversaria.
Lei invece molto spessogira alla larga. ((Questione di scelte e di idee. Io credo che nel calcio l’attaccante che resta fermo in area facilita il compito ai difensori, anche perché spesso gioca con le spalle alla porta. Quindi cerco di muovermi il più possibile, anche di rientrare se serve. Così l’avversario fa più fatica e di solito riesce anche a darti meno pedate)).
- Ma lei si ritiene un centravanti? trQuesto è un problema che non mi pongo, l’importante è
che segni l’Atalanta e che vinca l’Atalanta. Se faccio gol tanto meglio, ma non è essenziale. Si gioca in undici)).
- Ecco, lei parla benissimo, ma non parla come un attaccante.
na, anche allora si giocava Napoli-Atalanta ed anche allora il Napoli vinse sul finire della partita. La domenica successiva Evair esordì in casa segnando dopo 10minuti. Sottoscriverebbe?
((Eppure lo sono. Ma sono anche brasiliano, e mi piace giocare il pallone nel modo migliore possibile)).
((Vinse l’Atalanta giorno?))
quel
- Lei non gradisce il confronto con il suo predecessore, eppure le similitudini sono tantissime. Anche Evair come lei all’esordio in campionato è rimasto in panchi-
((Allora niente gol. Facciamo che segna un altro e noi si vince la partita)).
- Finì 2-2, si giocava con il Verona.
- Lei è proprio un tipo generoso. ((Sono pratico, è diverso. Il
Z cancelli del Brìanteo aperti solo alZel4 e 30 Oggi i cancelli del «Brianteo)) verranno aperti alle 14,30e non prima, per motivi di ordine pubblico; la curva nord è già esaurita, comunque anche la sud è a disposizione degli sportivi bergamaschi. *** Sono 9.076 gli abbonati che hanno sottoscritto la tessera dell’Atalanta, a tutt’oggi (l’anno scorso erano 8290)per una quota-partita di incasso corrispondente a 302 milioni 375.000 lire. La campagna abbonamenti è aperta ancora fino a venerdì 13 settembre.
Gli organizzatori del settembre chiudunese e i produttori del Valcalepio doc per spronare a sostenere l’Atalanta hanno deciso di offrire al giocatore atalantino che metterà a segno la prima rete dei neroazzurri cento bottiglie di vino. La consegna del buon vino potrebbe avvenire domani sera nel corso della manifestazione organizzata in favore degli handicappati sportivi. In quella circostanza gli atleti della Società Sportiva Handicappati di Bergamo si esibiranno in una partita di pallacanestro ed in una gara di tiro con l’arco.
mio destino è legato all’Atalanta, qui non è come in Bra- , sile dove contavano le mie prestazioni personali perché la squadra già all’inizio si sapeva sin dove sarebbe arrivata, posto più posto meno, e non c’erano preoccupazioni)). - È la seconda volta che
parla del Brasile. Le manca?
c(A Bergamo sto bene, sono certo che mi ambienterò, ma chiaro che se devo fare deiparagoni mi devo guardare indietro, e prima io ero in Brasile)).
- E la Selecao?Le manca la Selecao?
((Stavolta non mi hanno convocato, ma fa lo stesso. Adeso la mia Selecao è qui a Bergamo, devo ambientarmi e soddisfare i dirigenti che mi hanno datofiducia. Con tutto quello a cui già devo pensare, non posso farmi anche il problema della SeleCao)r.
- Cosa succederà con l’Ascoli? ((Spero di giocare, nel miglior modo possibile anche. Ma non sono al massimo, ho bisogno di giocare quattro o cinque partite di fila per fare il ritmo e dimostrare che Bianchezi serve sempre)).
- Anche in trasferta?
((Sempre, proprio sempre. Anche sul campo più d#Yicile del mondo. In coppia con Caniggia)).
Pietro
Serina
Lunedì 9 settembre 1991
L’ECOSDELLO
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,SPORT
PAURA!
Poi Perrone rimedia con un gol da cineteca MONZA - Careca-Bianchezi si ferma ai box, Caniggia non vola: al Gran Premio della salvezza mancano due dei principali protagonisti, sicuramente i due più attesi. Ci pensa ancora una volta Perrone a fare il Caniggia, come già gli era riuscito qualche volta in amichevole e così il vero sudamericano è lui, il centrocampista di Padova. Grazie al suo gol (l’avesse fatto Maradona, chissà quanti replay!) l’Atalanta conquista il primo punto del campionato, pareggiando (l-l) la rete segnata dai marchigiani un quarto d’ora prima. Addirittura, i nerazzurri avevano tremato per colpa di un certo Rosario Pergolizzi, ventitreenne palermitano che ha realizzato ieri il suo primo gol in serie A. Si era accontentato di quattro reti in B, due anni fa, con la Reggina: ieri il bianconero è riuscito perfino a far sognare il suo presidente e quei quattro tifosi marchigiani che avevano raggiunto il «Brianteo». Per fortuna dei bergamaschi però Carletto Perrone ha rimesso tutto a posto. Non ha potuto tuttavia fare anche il secondogol, fiducioso che qualcun altro riuscisse ad indovinare (di testa o di piede non importa) lo spiraglio per battere Lorieri. L’Atalanta ha invece fatto solo collezione di calci d’angolo, un bel 13 che non serve a nulla 0 forse potrà tornare utile, se ripetuto, quando verrà introdotta quella norma che prevede di assegnare un rigore per un certo numero di angoli. Ieri non c’era altro da fare e solo una volta Careca è riuscito a chiamare in causa il portiere avversario, mettendo in vetrina una delle sue punizioni. Troppo poco però per pensare di poter avere ragione dell’Ascoli, squadra forse malandata, forse in difficoltà (così era stata annunciata) tanto da far dire in settimana a Boniek: «Ho ricevuto un’offerta di lavoro dall’Ascoli prima che ingaggiassero De Sisti. Ho rifiutato, perché si può retrocedere una volta, non due)). Non c’è molto da stare allegri però nemmeno sul «fronte)) nerazzurro. Forse saranno stati contenti i poco più di trenta tredicisti, che si sono messi in tasca più di trecento milioni anche grazie al mezzo passo falso di Stromberg e compagni. Le previsioni, compresi gli esperti del gioco, davano il fattore campo in netta prevalenza, non solo: un titolo di un settimanale specializzato insisteva sul concetto «Ascoli, è ancora dura». Poi è arrivata la smentita, per la statistica e per gli amanti delle schedine. A meno che non si giochi sulla parola fattore-campo, ieri il «Brianteo» e non il Comunale, come tradizione vuole per l’Atalanta. (Concediamo un venti-venticinque per cento di probabilità in più ai nostri avversari proprio perché siamo a Monza», avevano detto alla vigi-
lia Giorgi e i suoi giocatori e può darsi che alla fine sul risutato abbia influito anche questo, ma non ne saremmo molto sicuri. E un po’ come insistere sull’arbitro, quando non si trovano altre giustificazioni per una prova non all’altezza delle attese. Felicani l’anno scorso aveva diretto sempre in settembre i nerazzurri solo nella trasferta di Firenze, con netta sconfitta (3-l) della squadra allora allenata da Frosio; ieri l’arbitro bolognese non ha
certo brillato, si è fatto notare soprattutto per aver tenuto in campo le due squadre per un totale di 100 minuti (cinque di recupero per ognuno dei due tempi), ma non ha commesso particolari errori o sviste tali da lasciare spazio a recriminazioni. C’è piuttosto un dato poco confortante e che riguarda gli stranieri: quattro su sei sostituiti a meno di un quarto d’ora dalla fine e non solo per motivi di opportunità
tattica. Due attaccanti, Careca-Bianchezi e Bierhoff, e due centrocampisti, Stromberg e Troglio, hanno dovuto cedere il posto a forze più fresche, ma il pubblico è rimasto abbastanza freddo. C’era stato anzi qualche fischio all’inizio del secondo tempo, poi l’incitamento ai nerazzurri è ripreso sullo O-1 e anche dopo il pareggio, nella speranza che ancora una volta l’Atalanta confermasse la buona tradizione casalinga di avvio campionato.
In casa si vince, con l’Ascoli (si direbbe più avanti) sono «punti pesanti)) e anche gli ultimi due confronti con i marchigiani erano finiti sempre a favore dei nerazzurri, per 1-O.Occorre tornare alla stagione 1986-87per trovare uno O-O. Sembrava emozionato, il brasiliano. Forse l’esordio davanti al proprio pubblico l’ha frenato? Certo non è mai riuscito a prendere la via della rete con decisione come ci si aspetterebbe e come egli stesso intendeva fare alla vigilia; il suo collega dall’altra parte dell’attacco, Bierhoff, ha avuto una possibilità quasi clamorosa di segnare, ancora sullo O-O,ma ha depositato il pallone (di testa) tra le braccia di Ferron. Che avessero ragione, sul suo conto, i vari Matthaeus, Voeller e Brehme, non troppo convinti sulle sue capacità? Chissà che alla fine responsabile di molti errori non risulti il caldo. Salvo la Fiorentina, in gol tre volte e la Sampdoria (due) hanno tutte segnato con il contagocce, magari su rigore. Ma l’Atalanta ieri non è riuscita nemmeno a procurarsi il tiro dal dischetto: domenica a Roma c’è la Lazio con Soldà e per la prima vittoria, quando si può festeggiare? Alberto Porfidia
trazioneanteriorenon ha funzionata -
MONZA - La trazione anteriore non funziona. La punta in più schierata rispetto a Napoli non risolve i problemi nel modo sperato: Bianchezi finisce subito in pasto al suo diretto avversario e sparisce ancor prima di. . . apparire; Caniggia trova in Aloisi un marcatore insuperabile e riesce a toccare sì e no una decina di palloni in tutta la gara, mancando una buona opportunità su colpo di testa e rendendosi pericoloso in una sola circostanza; Perrone si muove bene, cerca invano di dialogare con i compagni, fino a quando si decide di fare tutto da solo riuscendo così ad infilare in rete la palla del pareggio. E chiaro che un attacco per funzionare deve anche essere sollecitato nel modo giusto. Purtroppo questo non avviene. Il centrocampo dell’Atalanta funziona a sprazzi. Vive sugli spunti di Nicolini, il solo in grado di organizzare in modo efficace la manovra; il movimento di Bordin che parte alla grande in appoggio alle punte, ma poi è spesso
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costretto a ripiegare per occuparsi di Vervoort che nel centrocampo ascolano si destreggia bene. Anche Stromberg dovrebbe dare un certo ordine ed una certa continuità alla manovra, ma nel momento attuale riesce a fare poco, molto poco. C’è troppa lentezza nei suoi movimenti.
ganizzato in difesa e a centrocampo, non ha avuto grossi problemi in fase di contenimento. A differenza dei neroazzurri di Napoli, i marchigiani però non hanno rinunciato a fare gioco d’attacco anche se avevano in avanti una punta pressoché inesistente come il tedesco Bierhoff.
condizione ma non è sufficiente a giustificare tanta mediocrità. Le punte non tengono in avanti un solo pallone, i centrocampisti, ritardando assist e disimpegni, favoriscono i recuperi dei marcatori ascolani. L’imprecisione e l’approssimazione regnava in ogni settore. Si chiede un certo apporto alle retrovie
due palle goal agli avversari ancor prima della chiusura del primo tempo. Gli ascolani sprecano malamente, ma non sprecano l’occasione più limpida in apertura di ripresa e vanno in vantaggio. La squadra di Giorgi ha una buona reazione. Finalmente intensifica il ritmo. Si vede Stromberg accele-
La manovra dei neroazzurri è tutt’altro che fluida, manca di rapidità e precisione. Il ritmo è blando e per l’Ascoli è una pacchia. 1 difensori hanno buon gioco nello stringere le loro marcature su punte che vengono chiamate in azione con discontinuità. L’Ascoli era ben disposto tatticamente; bene or-
E l’Atalanta? Spero invano che con il passare dei minuti riesca ad accentuare il ritmo, perché mi rendo sempre più conto che solo attraverso la velocità e la rapidità potrebbe tentare di mettere in affanno gli ascolani. Purtroppo quasi tutti gli atalantini sembrano frenati nei loro slanci. C’è una carenza di
che è qualitativamente modesto perché a Sottili si può chiedere solo di spazzare via palla, ma non di servirla ai compagni. Lo stesso Porrini non va al di là del facile disimpegno al compagno vicino. Nel tentativo di accentuare la spinta, la squadra si sbilancia in avanti, con il solo risultato di offrire
rare il suo movimento ed il beneficio è immediato. L’Ascoli va in affanno, si salva con una scorrettezza di Marcato su Caniggia, un grande intervento di Lorieri su punizione di Careca (pare che Bianchezi voglia essere chiamato così) e quattro 0 cinque calci d’angolo. Sono i due unici sprazzi delle punte neroaz-
MERCE
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zurre. Allora a metterci una pezza ci pensa Perrone, seminando il panico in area avversaria e freddando Lorieri con un destro imprendibile. Peccato per lui che non abbia un nome esotico. Non è né argentino, né brasiliano; è solo un veneto che sa giocare bene al calcio, per cui la sua prodezza non avrà grande risonanza. Per lui niente cori e pochi evviva. Solo urla liberatorie. La sua prodezza serve all’Atalanta per agguantare un punto importante, per evitare una sconfitta che avrebbe accentuato malumore e preoccupazioni. Purtroppo però dopo il goal l’Atalanta rifiata, dà la sensazione di non avere altra birra da spendere. E si torna sui ritmi del primo tempo. Per i tifosi bergamaschi la delusione è cocente. Sono pure io fra i delusi e fra i preoccupati. Questa squadra ha problemi in ogni settore del campo. Elio Corbani
IRMATA
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LECODI BERGAMO &d
Lunedì 9 settembre 1991
Tutti a Monza: ventimila i bergamaschi Si è parlato il nostro dialetto ieri a Monza, invasa da quasi ventimila bergamaschi. La temporanea
Motore in tilt Atalanta = Ferrari ((Pronto, qui Ascoli». Contenti? ((Beh, non è che stiamo facendo salti di gioia. Dopo il gol di Pergolizzi, a dir la verità, si era anche sperato di far bottino pieno)). Ingordi, eppure alla vigilia avreste messo addirittura due firme sotto il pareggio... «In effetti la sconfitta col Milan all’esordio ci aveva un po’ depressi. Quella domenica l’Ascoli non si era proprio visto e la Critica non aveva risparmiato colpi bassi». Colpi che qui a Bergamo avevano un po’ illuso i tifosi neroazzurri... ((Era inevitabile. Quando leggi che l’Ascoli è praticamente da considerare già in serie B, come non sperare in un successo affrontandolo?)). Già, però il calcio è matto e l’Atalanta ha regolarmente pagato. Quanto meno han pagato i suoi tifosi, perché Giorgi l’aveva pur detto: attenti all’Ascoli! «E chissà le risate che vi siete fatti a Bergamo. Era come se la McLaren e la Williams dovessero temere le Ferrari. Invece...)). Invece qui a Bergamo (e soprattutto a Monza) se la son vista brutta. L’Atalanta sembrava la Ferrari di poco tempo fa, e non è che oggi la situazione sia molto migliorata: freni fumanti, sbandate in curva, motore spesso e volentieri in tilt. ((Beh, sia a Bergamo che ad Ascoli si può sempre puntare sul mercato d’autunno». Bel mercato! Scartine e cavalli bolsi. È in estate che noe si deve sbagliare un colpo. ((A chi lo dite! Noi in estate abbiamo addirittura ceduto il nostro pezzo migliore, il brasiliano che faceva i gol e che ci ha riportato in serie A. In compenso abbiamo fatto venire ad Ascoli certi giocatori che te li raccomando, roba da mani nei capelli». Ma il Bierhoff non è ((tipo da Inter))? ((Bella fregatura!)). De Sisti è sempre ottimista... ((Deve recitare la parte». Un bel coraggio comunque sedersi di nuovo in panchina con un Ascoli da tutti pronosticato perdente... «Da tutti? Qui ad Ascoli non mancano le speranze, anche se la squadra è quella che è e De Sisti non è che abbia molto legato con l’ambiente)). Ma perché non vi siete tenuti Sonetti? ((Perché molti qui il sor Nedo lo vedevano come il fumo negli occhi, anche se è stato l’allenatore della promozione)). E adesso De Sisti rischia d’essere quello
della retrocessione... «E dai. Chi lo dice, a parte i critici incompetenti?)). L’ha detto giorni fa Zibì Boniek. Testuale: «Ho ricevuto un’offerta di lavoro dall’Ascoli prima che ingaggiassero De Sisti. Ho rifiutato perché si può retrocedere una volta, non due)). Più chiaro di così. Al Totonero non accettano neppure le scommesse sull’esonero di De Sisti: è dato per scontato. Del resto Rozzi non è contento se non licenzia almeno un allenatore per stagione... «Il buon Picchio comunque non mi sembra abbia colpe particolari. Con la squadra che si ritrova... Mica puoi fare le nozze con i fichi secchi)). Suvvia, qualche buon giocatore l’avete. Il belga Vervoort, che giocava nel Bordeaux, è costato soltanto due miliardi: un bell’affare. «Sì, per il Bordeaux! Visto il gol che si è mangiato solo davanti a Ferron nel finale del primo tempo? La verità è che Rozzi non perde occasione quando i prezzi sono stracciati)). Dicono che Bierhoff sia costato addirittura zero lire... «Sì, però non più tardi d’un paio di anni fa ‘sto tedesco era stato giudicato un bidone dalla Critica del suo Paese)). S’è rifatto lo scorso anno nel campionato austriaco. «Ma il campionato italiano è tutt’altra cosa». Dategli il tempo di ambientarsi. «Forse che Troglio non si è ancora ambientato?)). Sarebbe? «Sarebbe che l’argentino tra noi non gioca da ieri, eppure... Ricordate? Come la Lazio a fine luglio decise di effettuare un paio di vendite promozionali, i classici saldi di fine stagione, Troglio rimase a lungo in... magazzeno». Vero, sembrava proprio che, malgrado il prezzo (basso), l’argentino non avesse mercato. «E invece eccolo in bianconero dopo aver intenerito Rozzi grazie al prezzo (basSO))). Eh eh, ‘sti stranieri. A Monza, ad un quarto d’ora dalla fine, ne son stati richiamati in panchina ben quattro, due per parte-** «Morale? Anche voi bergamaschi con gli non è che siate ben messi. Au--.-‘stranieri , gurl!)).
Renato Ravanelli
inagibilità dello stadio comunale (ma per la partitissima con la Juventus del 22 settembre si tornerà al ((comunale)) rifatto a nuovo) ed il richiamo per il G.P. d’ltalia di Formula 1 di automobilismo, hanno fatto sì che la cittadina brianzola diventasse per una domenica l’obbligato obiettivo degli sportivi orobici. Al «Brianteo)), comunque, il maggior numero di presenze (più di dodicimila). Per raggiungerlo si è utilizzato ogni mezzo di trasporto:
puntare prima della partita, non esiterei a pronunciare Atalanta)). Tullio
Panza, da sempre
responsabile
delle «tra-
sferte)) del Club Amici
del-
l’Atalanta, più che al risultato finale, pensava alla buona riuscita della warovana)). ((Portare in giro tanta gente non è cosa di poco conto. Tanto piti che pure domenica scorsa in alcuni stadi non sono mancati episodi di violenza di una certa gravità. Perfortuna in 25anni di vita del Centro
l’inevitabile delusione incitando ammirevolmente la squadra del cuore. Felicità a non finire al raggiungimento del pareggio con la splendida rete di Perrone. Poi, ancora tanto tanto sostegno alla ricerca di un altro gol che li avrebbe portati alle... stelle. Non è arrivata l’attesa vittoria ma il comportamento di tutti sugli spalti del «Brianteo» è stato corretto e dei più civili. E scusate se è poco con i tempi che corrono! ar.za.
di coordinamento, nessun associato è rimasto coinvolto in circostanze che con lo sport non hanno proprio niente in comunek Allo stadio, poi, gli iscritti dei club organizzati hanno preso posto principalmente nelle curve, ben presto esaurite. L’incitamento è stato costante, a tratti commovente. Anche dopo il vantaggio dell’Ascoli (gol di Pergolizzi al quarto minuto della ripresa) i tifosi hanno mascherato a meraviglia
dal treno ai pull-
man, dalle auto alle moto. Singolare la ((carovana)) di una parte di supporter composta da circa un migliaio tra ciclomotori
e mo-
to di varia cilindrata. Una gran bella vista d’occhio anche per lo sventolio, lungo la strada, di bandiere e vessilli, naturalmente neroazzurri. Imponente il ((serpentene» di pullman degli ((Amici)) dell’Atalanta che ha portato a Monza circa millecinquecento tifosi. Una decina i pullman organizzati direttamente dal Centro di coordinamento e sei quelli allestiti dalle sezioni della provincia. 1 pullman degli ((Amici)) avevano lasciato la città attorno alle ore 14. Appena prima della partenza l’ottimismo sull’esito della gara e la fiducia nella «nuova)) Atalanta non mancavano. Gino Pezzotta, imprenditore di San Paolo d’Argon cercava scommettitori per puntare sul successo di Caniggia e compagni. c(A Monza - andava ripetendo - sarà festa per noi. A Napoli, per poco, non portavamo a casa un risultato utile; figuriamoci oggi in quanto l’Ascoli è di gran lunga inferiore al Napoli)). Orientato in un discorso tattico, invece, Tino Zerbini, presidente del Club di Carobbio degli Angeli: ((Mi auguro - sono sue parole - che l’Ascoli non erga le barricate altrimenti sarà difficile per 1‘Atalanta creare occasioni da gol. Tuttavia se mi dicessero di
MONZA - In sala stampa il primo giocatore ascolano a presentarsi dopo la partita è capitan Giordano, al quale alcuni cronisti marchigiani rivolgono complimenti per
come ha giocato. ((Non è stato solo merito mio se le cose sono migliorate. Tutta la squadra ha fatto tesoro di quanto aveva disposto il mister ed alla fine
Perrone. uno slalom alla Tomba -
-I
-
-
È Bordin
dopo 2’ il primo dei nerazzurri a gettarsi per colpire a rete di testa, ma si
scontra solo con un difensore.
Al 5’occasione in area per Sottili, che interviene al volo su un cross di Pasciullo, ma la deviazione del libero finisce alta. Careca viene atterrato al limite dell’area (9’) da Benetti: batte la punizione Perrone ed è angolo, poi prova Minaudo, tiro parato. Va al tiro Bordin al 21’(di poco sopra la traversa); al 24’esce a vuoto Lorieri su un pallone alto (non sarà l’unica volta) ma il portiere marchigiano se la cava senza pericoli. Al 28’ rimette la palla
in area Pasciullo, di testa Ca-
niggia alto. Al 32’finalmente Bianchezi si libera di Benetti e scende sulla fascia destra, poi effettua un cross che però viene respinto dalla difesa bianconera. Giorgi continua a soffrire in piedi alla panchina, il gol non arriva e per la sua squadra c’è invece qualche preoccupazione. Nei minuti finali del primo tempo viene impegnato infatti Ferron, ieri alla centesima partita con l’Atalanta e in A: prima al 43’è Benetti che può di testa, comodamente, deviare verso rete, ma Ferron para; al 47’è il tedesco Bierhoff che manda alto, sempre di testa, buttando al vento un’ottima occasione. Si riprende nel secondo tempo e Careca si
ATALANTA: Ferron; Minaudo, Pasciullo; Bordin, ,Porrini, Sottili; Perrone, Stromberg (31’ s.t. Orlandini), Bianchezi (31’ s.t. De Patre), Nicolini, Caniggia. (12 Ramon, 13 Valentini, 15 Clementi). ASCOLI: Lorieri; Aloisi, Pergolizzi; Pierleoni, Benetti, Marcato; Cavaliere, Troglio (31’ s.t. Mancini), Giordano, Vervoort, Bierhoff (31’ s-t. Spinelli). (12 Boccino, 14 Menolacina, 15 Saini). ARBITRO: Felicani di Bologna. RETI: nel secondo tempo al 5’ Pergolizzi, al 19’ Perrone. NOTE: tempo sereno, terreno in buone condizioni. Ammoniti Pierleoni e Marcato per scorrettezze, Cavaliere per ostruzionismo. Spettatori dodicimila. Angoli 13 a 2 per l’Atalanta. attarda a riallacciarsi le scarpe: sarà pronto per segnare? Passano invece pochi minuti e va in vantaggio l’Ascoli: veloce lo scambio in area nerazzurra, sulla sinistra viene smarcato Pergolizzi che irrompe e segna.
gol in AM
dl mio primo
Al 55’c’è Caniggia lanciato a rete, in una delle sue rare corse. Marcato però lo ferma e viene ammonito: la punizione viene battuta da Careca, che costringe Lorieri a deviare di pugno in angolo. Al 64’ il pareggio: fa tutto Perrone, che quindi si riscat-
ta anche del gol segnato in precedenza dal suo controllore in bianconero. Perrone avanza in slalom, salta uno, due, tre forse cinque avversari finché in area non insacca: quasi come quindici giorni fa, sempre a Monza, col Padova in Coppa Italia. Ma
questa volta il gol è molto più bello.
Al 68’Careca a terra dopo uno scambio con Perrone: per l’arbitro è tutto regolare e al 76’il brasiliano esce (allo stesso istante a Napoli era entrato in campo). L’ultima palla-gol: al 90’ punizione di Pasciullo, respinta, infine Orlandini sbuccia la conclusione ancora su cross di Pasciullo.
al.por.
siamo riusciti ad imbrigliare un’Atalanta che magari non gi&a ancora al 100 per 100, ma che è sempre lì pronta a pungerti. Loro hanno avuto buone occasioni, ma i miei compagni sono stati bravissimi a controllarli. Il goal di Perrone è stato un vero capolavoro e nessuno di noi se ne fa una colpa; anzi, tutti ci complimentiamo con l’autore della prodezza. Però anche noi abbiamo avuto le nostre occasioni e questo dimostra che la squadra ha ormai dimenticato questa settimana tribolata)). Benetti in particolare ha sciupato un pallone d’oro. «Pensavo di avere il difensore alle spalle, quindi ho deviato senza cercare la giusta direzione, peccato perché poteva essere il colpo del k.o. Ma tutto sommato il pareggio è la giusta conclusione di un incontro fra due squadre che si sono equivalse)). Chi è raggiante è il belga Vervoort, che ha fretta di raggiungere l’aeroporto per rispondere alla chiamata della sua nazionale. «E stata una partita molto equilibrata che si è conclusa con un giusto pari. Io penso di aver dato il mio contributo, non solo quando ho lanciato in gol Pergolizzi, ma anche in fase di costruzione del gioco. La squadra sta migliorando e sono certo che per noi il fututo sarà meno nero)). Ed ecco Pergolizzi, autore della rete del mome@aneo vantaggio ascolano: «E stato bravissimo Vervoort a lanciarmi quel pallone, io ho sfruttato il fattore sorpresa e mi sono fatto trovare smarcatissimo ed in posizione ottimale. E il mio primo goal in serie A, è un goal che vale tanto per me ma soprattutto vale per la squadra che sta dando segni di ripresa)). Un compito difficile è toccato ad Aloisi, il terzino che aveva in custodia Caniggia. Come è andata? «Penso bene, l’argentino non ha segnato e questo mi sta alla perfezione. Ho ascoltato le parole del mister ei consigli di Troglio: Caniggia è un fuoriclasse, quindi deve essere controllato senza commettere falli ed io penso di non aver esagerato in questo. Logicamente in talune circostanze la buona volontà non basta, quindi anche l’intervento irregolare viene
quasi di conseguenza,però è
stato determinante il fatto che io non abbia cercato l’esasperazione nel contrastarlo, ma di limitarne l’azione. Così è stato ed alla fine penso di essere stato io il vincitore». Giusto il pari? ((Per un po’ ho sperato nel colpo grosso, poi Perrone ha inventato quella rete da manuale ed allora ci siamo accontentati del pareggio che tutto sommato è stato giusto».
Marcato esce con il naso
incerottato. «Ora va meglio, ho sentito una gran botta e per qualche istante mi sono spaventato; poi dopo le cure del medico sono stato meglio ed ora ho avuto conferma che si tratta solo di una botta e che potrò riprendere gli allenamenti già nei prossimi giorni. La partita? A mio giu-
dizio bella ed equilibrata, il pareggio ci soddisfa)).
a.b.
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P
Nei grigiore Felicani _ si adegua Riprendiamo le note critiche per un campionato che quest’anno si sta avviando tra le attese dei più per le marcate novità tecniche e disciplinari del regolamento ed il deciso indirizzo comportamentale che Casarin ha chiaramente chiesto ai «suoi)) arbitri. È fuori di dubbio che le nuove regole, se ben rispettate da giocatori e arbitri, daranno al gioco un volt0 più sportivo, più corretto, più rispettoso dello spetta-
colo. Ma è anche certo che le nuove regole, per le impegnanti e vincolanti estreme decisioni tecniche e disciplinari, daranno sì agli arbitri un maggior potere discrezionale ma li vedranno esposti ad un ampio arco di possibili critiche se non di contestazioni. Di contro le accresciute responsabilità e capacità decisionali accelereranno la identificazione dei migliori e dei meritevoli di «professionismo». Entrando nel vivo di Atalanta-Ascoli dico subito che l’ombra grigia della partita fra le due contendenti si è allungata anche su Mauro Feliciani di Bologna (41 anni, professione: progettista, sesto anno alla Can). Anche ieri, pur con una condotta di gara non certo da scandalizzare, l’arbitro bolognese ha dato la misura dei suoi limiti di interpretazioni tecniche e di personalità. Lo accredito per: una valida preparazione atletica; una positiva applicazione del vantaggio; una buona intesa con i guardalinee; un continuo impegno nel far rispettare la distanza sui calci di punizione; un recupero di 4’45” computati al termine di due tempi che ha rispettato quanto perso per incidenti di gioco o per ritardate riprese da fondo campo o per far rispettare la distanza sui calci di punizione. Ma lo addebito per: le ripetute discutibili valutazioni tecniche per mancati interventi e non; lo stillicidio di falli di Aloisi su Caniggia che pur rilevati tecnicamente (punizioni) non sono stati accompagnati da un ((doveroso)) cartellino giallo per gioco ripetutamente falloso; l’aver tollerato oltre il logico le pantomine di giocatori ascolani che ripetutamente hanno accentuato danni fisici conseguenti a scontri di gioco falloso o meno; l’applicazione di un metodo di spostamento in
campo che lo fanno trovare spesso, con spostamenti
verticali e gravitati sul centro campo con le spalle rivolte ai due collaboratori; intuibili le conseguenze negative. La notevole anzianità alla Can (sei anni) dovrebbe
aver, se non annullato, ridotto al logico le insufficienze rilevate. La sonnolenta, tranquilla partita gli concedeva tutte le chances per sconfessare la mia valutazione che lo pone nell’ambito dei mediocri.
Bruno Orlando
LECODI BERGAMO &d
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Ferrari contenta a metà MONZA - c(A Monza sarebbe bello vincere, comunque. ..)). Alla fine Piero Ferrari, vicepresidente della casa di Maranello, nel chiuso del box un mezzo sorriso se lo lascia sfuggire. Per tutta la gara è rimasto incollato al monitor accanto all’ing. Lombardi, con il volto chiuso in una maschera di impassibilità che non riusciva comunque a celare l’enorme tensione. Al box Ferrari si è vissuta una corsa sospesaa metà tra il timore e la speranza, speranza che i responsabili del team avevano lasciato tiltrare, con molta cautela. E arrivato il terzo, di posto, e alla fine l’ing. Lombardi ne è soddisfatto. «Rispetto alle gare precedenti - spiega - abbiamo fatto dei passi avanti, fondamentali, specie in prospettiva, per il prossimo campionato del mondo. Già dal prossimo G.P. vorrei poter fare ulteriori progressi, sia in fase di qualificazione sia in gara, ma soprattutto nelle qualificazioni, perché la gara presenta un alto grado di imprevedibilità. Se devo fare un bilancio posso dire di essere soddisfatto perché il nostro andamento è in crescita, prima di tutto dal punto di vista tecnico e finalmente anche da quello sportivo». «In gara abbiamo usato lo setssotipo di carburante utilizzato in Belgio per una questione di affidabilità, adesso in vista del G.P. del Portogallo abbiamo tempo per provare altre soluzioni; mercoledì e giovedì, intanto, andremo al Mugello per una serie di test». A proposito della rottura del motore dell’auto di Alesi, l’ing. Lombardi ha detto: «Analizzeremo di che cosa si è trattato; Jean aveva scelto di correre con il muletto, del resto le macchine sono equivalenti. Si tratta di una questione di sensibilità del pilota e noi teniamo sempre conto delle indicazioni dei piloti». L’uscita di gara ha lasciato Alesi di pessimo umore: appena scesodalla vettura il pilota francese ha rifiutato di commentare quello che gli era accaduto, si è tolto nervosamente i guanti, ha proceduto a scatti, cambiando continuamente direzione all’interno del box fino a quando l’ing. Lombardi, lasciata la postazione in pista, lo ha raggiunto e lo ha abbracciato, parlandogli brevemente.
Fondmetal ritirata per avaria al motore MONZA - Sulla pista di casa la Fondmetal è andata ad un passo dall’arrivo regolare. Mancavano infatti soltanto sei giri al termine del G.P. d’Italia quando Grouillard doveva ritirarsi col motore Hart-Cosworth Ford ‘90 ormai rotto. La limitata potenza del propulsore sui lunghi rettilinei monzesi e quindi la necessità di... spremerlo sino in fondo non potevano consentire una prestazione particolarmente brillante alla Fomet 02 numero 14. Comunque il team bergamasco, nella generale moria di questi motori (tutte le monoposto che lo adottano sono state costrette al ritiro, così come in prova ne sono stati ((consumati))ben 9), registra il ritorno di una certa competitività a livello di equilibrio generale della macchina. Ciò ha consentito al pilota, nei primi 15 giri, di viaggiare con tempi di centro classifica e di attaccare addirittura nei curvoni veloci, segno inequivocabile di un ottimo bilanciamento del mezzo meccanico. In questi tratti la Fondmetal era fra le vetture più rapide in assoluto, vantaggio che poi perdeva fatalmente in rettilineo per via dei pochi cavalli del motore. Dal 20.0 giro Grouillard accusava problemi di selezione delle marce. e.g.
po tre gare ma a tirare un grosso sospiro di sollievo al termine del Gran Premio d’Italia è stato soprattutto Ayrton Senna: con il secondo posto a Monza ha limitato i danni. Il suo vantaggio nella classifica del mondiale piloti è sceso da 22 a 18 punti, ufficialmente la lotta è ((riaperta)), ma intanto è diminuito il numero dei gran premi da disputare: adesso ne mancano quattro e Senna può cominciare a permettersi di non puntare ai successi parziali ma di gestire il margine fin qui accumulato. La vittoria di Mansell- la ventesima della carreira, la quarta in questa stagione, la prima sul magico circuito monzese- è venuta «con un anno di ritardo)), come ha simpaticamente riconosciuto il pilota inglese tornando verso il motorhome, dopo la
dio quando era alla guida della «rossa» di Maranello ma lo ha applaudito ugualmente perché, anche se adessoguida la Williams, Nigel è quel pilota d’assalto che piace tanto alla gente: pochi calcoli e tanta impulsività, persino un pizzico di follia, proprio ciò che sembra mancare, in questo momento, alla Ferrari, in preda ad una crisi di... prudenza. Anche il terzo posto di Prost è frutto di una condotta di gara che, partita per essere accorta, lo è divenuta ancor di più quando troppo presto Jean Alesi, a conferma del suo momento di grande nervosismo, è uscito di scena,arrivando ((lungo»,all’inizio del secondo giro, alla prima chicane. Prost ha offerto il suo meglio quando si è trattato di tenere a bada il quasi-esordiente tedesco Mi-
nel momento in’cui si è trovato al secondo posto per un Gran Premio d’Italia errore di Berger e per guai alle gomme di Senna, non ha 1) Nigel Mansell mai dato l’impressione di vo(Gbr-Williams) 307,400 ler e poter attaccare Manchilometri in 1 ora sell. E sembrato più che al17’54”319 alla media oratro preoccupato di portare la ria di km. 236,749; 2) Ayrmacchina al traguardo e così ha offerto solo una modesta ton Senna (Bra-McLaren) a 16”262; 3) Alain Prost resistenza quando il campio(Fra-Ferrari) a 16”829; 4) ne del mondo, dopo il camBerger bio di pneumatici, gli è tor- . Gerhard (Aut-McLaren) a 27”719; nato addosso per poi supe5) Michael Schumacher rarlo a sette giri dalla con(Ger-Benetton) a 34”463; clusione. 6) Nelson Piquet (Bra-Benetton) a 45”600; 7) AnMa la Ferrari aveva bisodrea De Cesaris (Ita-Jorgno anche di un «risultatidan) a 51”136; 8) Ivan Cano)) per non essere travolta pelli (Ita-Leyton House) a dalla crisi e così si può pure 1’15”019; 9) Gianni Morbiperdonare questo eccessodi delli (Ita-Minardi) a un giprudenza di Prost, che evidentemente ha capito il c(mo- ro; 10) Emanuele Pirro (Ita-Dallara) a un giro; 11) mento» di Maranello più di Erik Comas (Fra-Ligier) a quanto non riesca a fare Aleun giro; 12) Mark Blunsi*
Lunedì 9 settembre 1991
del1 (Gbr-Brabham) a un giro; 13) Martin Brundle (Gbr-Brabham) a un giro; 14) Mika Hakkinen (Fin-Lotus) a quattro giri; 15) Mauricio Gugelmin (Bra-Leyton House) a quattro giri; 16) Nicola Larini (Ita-Lambo) a cinque giri. Giro più veloce: il 41.0 di Ayrton Senna su McLaren in 1’26”061 alla media oraria di km. 242,619.
CampionatoPiloti 1) Ayrton Senna (Bra) punti 77; 2) Nigel Mansell (Gbr) 59; 3) Riccardo Patrese (Ita) 34; 4) Gerhard Berger (Aut) 31; 5) Alain Prost (Fra) 25; 6) Nelson Piquet (Bra) 23; 7) Jean Alesi (Fra) 14; 8) Stefano
Modena (Ita) e Andrea De Cesaris (Ita) 9; 10) Roberto Moreno (Bra) 8; 11) Jerky J. Letho (Fin) e Bertrand Gachot (Bel) 4; 13) Pierluigi Martini (Ita) 3; 14) Mika Hakkinen (Fin), Satoru Nakajima (Gia) e Michael Schumacher (Ger) 2; 17) Julian Bailey (Gbr), Erie Bertrand (Fra), Mark Blundell (Gbr), Ivan Capelli (Ita), Emanuele Pirro iIta) e Aguri Suzuki (Gia) .
Camp.Costruttori 1) McLaren, punti 108; 2) Williams 93; 3) Ferrari 39; 4) Benetton 33; 5) Jordan 13; 6) Tyrrell 11; 7) Dallara 5; 8) Minardi e Lotus 3; 10) Lola 2; 11) Brabham e Leyton House 1.
Cadalora, mondiale annunciato Luca Cadalora, nuovo campione mondiale della classe 250 di motociclismo, è nato a Modena il 17 maggio 1963.Ha cominciato a correre in moto nel 1981e l’anno successivo riusciva già a conquistare il campionato italiano juniores 125con una Villa. Nel 1984l’esordio nel mondiale e la prima vittoria in una grand Prix, a Misano Adriatico in sella ad una Mba 125, con un onorevolissimo ottavo posto nella classifica generale finale. Nel 1985si è piazzato 17.mo, peggior piazzamento nei suoi otto modiali, e l’anno successivo è passato alla Garelli, con la quale ha ottenuto quattro vittorie (tra le quali quella del G.P. di Germania al Ntirburgring) ed il suo primo titolo mondiale. Inevitabile il passaggio alla categoria superiore: entrato nella scuderia Yamaha di Giacomo Agostini, nel 1987è finito settimo nel mondiale 250 grazie ad una serie di piazzamenti. La prima vittoria con la quarto di litro è arrivata ancora al Nurburgring e la seconda al G.P. d’Inghilterra a Donington Park. Sestonella classifica finale 1988,è riuscito a scalare ancora una posizione nel 1989(vincendo i G.P. di Spagnae Brasile). Lo scorso anno ha cominciato la sua ultima stagione con la Yamaha in modo brillante, vincendo in Giappone, ma poi un incidente lo ha tagliato fuori dalla lotta per il titolo. Cadalora però, con i successi di Austria e Gran Bretagna, ha chiuso al terzo posto. All’inizio della stagione del suo secondo titolo mondiale è passato alla Rothmans Honda. Con la nuova macchina Cadalora ha cominciato il mondiale con tre vittorie consecutive (Giappone, Australia e Stati Uniti). La serie è stata interrotta dal secondo posto alle spalle di Bradl in Spagna, ma poi ha vinto (facendo a spallate proprio con Bradl) il G.P. d’Italia a Monza. Quarto in Germania (Hockenheim) e quinto in Austria (Salisburgo) è tornato alla vittoria a Jarama nel G.P. d’Europa. Secondo a Pier Francesco Chili in Olanda, quinto in Francia ha inanellato due successi a Donington Park (G.P. d’Inghilterra) e a Misano (G.P. di San Marino) prima del terzo posto nel G.P. di Cecoslovacchia a Brno e di quello odierno a Le Mans che gli ha matematicamente attribuito il mondiale.
LE MANS - Rispettando le attese! Luca Cadalora ha vinto il titolo mondiale classe 250; imprevisto, invece, uno svolgimento (ca singhiozzo)) della gara di Le Mans interrotta dopo le cadute provocate nei giri iniziali dalla presenza di olio sull’asfalto e quindi ripresa con una seconda partenza. Al primo giro erano caduti sei piloti; nel giro successivo ne cadevano altri 6, tra i quali il tedesco Helmuth Bradl (Honda). Prima della fine del terzo era il turno di Cadalora, leader della gara, seguito dallo spagnolo Carlos Cardus e dal giapponese Masahiro Shimizu. Questo fuori programma ha sconvolto i piani di Cadalora che avrebbe preferito festeggiare il suo titolo con una vittoria, invece di un terzo posto: «Speravo di vincere gara e titolo, ma l’incidente ha sconvolto lo svolgimento della gara - spiega a caldo il pilota della Honda -. Dopo il secondo via tutto è dientato più difficile. Alla prima partenza confidavo molto in me stesso e mi trovano nelle condizioni migliori per cogliere la vittoria. La situazione è poi decisamente cambiata: la pista era -, sporca e, con Bradl davanti,
ho solo pensato a vincere il titolo. «Una caduta 1 continua Cadalora - avrebbe vaniticato gli sforzi di un intero campionato, per questo ho girato volutamente più lento. Bisogna sapersi accontentare, volevamo vincere il titolo e ci siamo riusciti. Nelle corse la gioia maggiore è sempre la vittoria e il titolo mondiale è una conseguenza di tanti momenti felici». Cadalora continua: «Sono molto soddisfatto per me stesso, prima di tutto. E un bel pezzo che correvo dietro a questo titolo. Per questo sono soddisfatto soprattutto per me stesso, senza dimenticare lo sponsor che ci ha supportato. Tutti, il prossimo anno, ci accompagneranno di nuovo, sempre nella 250, per tentare di vincere ancora». Cadalora fa un bilancio complessivo di una stagione entusiasmante: «Non abbiamo fatto errori. In Cecoslovacchia potevamo risolvere il campionato, ma non è stato possibile. Il momento più difficile di tutta la stagione è stato nel Gp di Germania, dove ero caduto nelle prove ed avevo perso la giusta tranquillità. Poi, grazie alle persone che mi sono state vi-
cine, tra cui il dottor Costa, mi sono risollevato rapidamente». Bradl ha tentato tutto quello che era nelle sue possibilità per contendere il titolo a Cadalora, riuscendo solo a vincere la gara, al termine della quale ha parole di elogio per il suo avversario: ((Luca è stato il migliore quest’anno - dichiara Bradl la sua è stata una stagione eccezionale. Io ho compiuto un imperdonabile errore al Mugello». Sempre nella 250, Loris Reggiani (Aprilia) è stato tradito dalla rottura del cambio prima di fermarsi a due giri dalla fine, quando si trovava in quarta posizione. Partita chiusa anche nel mondiale 500Rainey (Yamaha) aveva bisogno di un podio, si è quindi mostrato decisamente soddisfatto della terza posizione. Ha amministrato la gara alla «Cadalora» preferendo non rischiare. Euforico per il suo secondo titolo consecuti-vo. Rainey ha dichiarato: «E andata bene come speravo. Ero concentrato sul mondiale e in gara, mi premeva rimanere in terza posizione. Era difticile tenere il passo di Schwantz e Doohan, oggi veramente imprendibili. La
Meeting delle rìvìncìte Pallavolo-spettacolo . domani a Grumello delMonteper due grandì delusì dì Tokyo Domani a Grumello del Monte è prevista la prima sfida spettacolo della stagione pallavolistica bergamasta. Contrapposte saranno però due formazioni extraprovinciali: da una parte la Siap Brescia, neopromossa in Al, e dall’altra il Jokey Schio (Vi), militante in Serie A2, ma con chiare mire di promozione. La partita, organizzata dalla Pol. Grumello nel bel palazzetto del paese, avrà inizio alle ore 20,OO. Molti i giocatori conosciuti schierati dalle due squadre. Nelle file della Siap Brescia, oltre al nazionale russo Antonov, al bulgaro Kiossev e agli italiani Cunial e Santuz, scenderanno in campo anche Giorgio Baldi (ex Sav), capitano della formazione bresciana, cisanese di nascita e bergamasco a tutti gli effetti, e Renzo Scudeller, lo scorso anno in prestito alla Grizzly. Decisamente famosi anche gli uomini dello Schio, a partire dall’allenatore Nerio Zanetti, qualche anno fa (ai tempi di Prandi), 2.0 coach della nazionale maschile. A palleggiare c’è l’ormai mitiCOKim Ho Chul, pronto a
servire uomini del calibro di Passani, ex Maxicono e nazionale, e Anastasi, ex Sisley e solo recentemente uscito dal giro azzurro. Inutile, a questo punto, aggiungere particolari ad una partita senz’altro interessante, anche se la preparazione delle due squadre non sarà ancora ai livelli massimi.
Paola Paganoni Pallavolo 1
Europei
Francia
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AMBURGO - Velasco, così come contro l’Olanda, ha schierato Tofoli in regia, Zorzi opposto, Lucchetta e Gardini centrali, Giani e Margutti schiacciatori. In un paio di occasioni il tecnico argentino, oggi cittadino italiano. ha gettato nella mischia il clas&o doppio cambio De Giorgi-Martinelli, mentre proprio nelle battute finali ha sostituito Margutti con Bernardi. Il martello della Sisley, uno dei grandi esclusi della vigilia, nelle po-
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che palle giocate ha mostrato tutta la sua voglia di riconquistare il posto da titolare. Oggi, alle 20, l’Italia affronterà la Cecoslovacchia. Un tempo molte squadre del campionato italiano importavano giocatori da quel Paeseper compiere un salto di qualità. Oggi gli ((antichi)) maestri ceki non fanno troppa paura, ma sono una squadra giovane che gioca con grande entusiasmo. Dodici mesi or sono a Brasilia sono stati affrontati per l’ultima volta: Lucchetta e compagni si imposero per 3-Ostaccando così il biglietto per le magiche giornate del mondiale di Rio. ALTRI RISULTATI: Francia-Cecoslovacchia 3-0 (17-16, 15-13, 15-12); Bulgaria-Jugoslavia 3-l (14-16, 17-15,17-16,15-13);Urss-Svezia 3-O(15.5,15-13,15-13); Grecia-Polonia 3-l (7-15, 15-9, 15-8,15-11). OTIRO CON L’ARCO - La Chizzoli Archery team ha vinto i campionati italiani a squadre specialità targa. Nella classifica femminile, vittoria del Cus Roma.
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COLONIA - Colonia è stato il meeting delle rivincite per due grandi delusi mondiali: innanzitutto la giamaicana residente a Roma, Merlène Ottey, torna ai suoi livelli migliori e fulmina le avversarie sui 200 metri con un 21”83 che è la miglior prestazione mondiale dell’anno. A dare maggiore soddisfazione alla giornata di Merlène ci ha pensato anche la statunitense Gwen Torrente, che ha battuto sui 100 m. la grande rivale della giamaicana, la tedesca Krabbe. protagonista della velocità a Tokyo. Oltre alla Ottey, anche lo sprinter statunitense Leroy Bure11 ha ritrovato a Colonia una ribalta persa ai mondiali. Il «delfino» di Carl Lewis, poco brillante anche nello scorso meeting di Rieti, ha vinto i 100 m. con un buon lO”13, precedendo il compagno di club e di nazionale André Cason e il namibiano Frankie Fredericks. Un Michael Johnson in gran forma, come ha dimostrato a Rieti sui 200 m. (miglior prestazione mondiale con 19”98), è andato vicino
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ad abbassare il limite mondiale stagionale sui 400, da lui stesso detenuto (44”17), vincendo la gara davanti ai connazionali Steve Lewis e Danny Everett in 44”22, secondo miglior Crono del ‘91. La delusione del pubblico tedesco alla sconfitta della «valchiria» Krabbe nello sprint è stata in parte compensata dall’inatteso successo del mezzofondista German Dieter Baumann sui 3000 m. Baumann, atleta di Leverkusen, ha preceduto il campione iridato dei 5000 Yobes Ondieki.
Giro della Catalogna Fondriestal comando RUBI (Spagna) - Una giornata nel segno di Maurizio Fondriest al Giro della Catalogna. Il corridore italiano si è aggiudicato entrambe le frazioni in linea della terza tappa, portandosi al comando della classifica generale. Fondriest ha vinto la prima semitappa, disputata fra Blanes e Barcellona, sulla distanza di 83 chilometri, in 2 ore 46”, battendo in volata Roberto Pagnin e
Espos.
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l’olandese Gert Jan Theunisse. L’ex campione del mondo si è poi ripetuto nella seconda frazione, la Barcellona-Rubi, tagliando il traguardo in 1 ora 43’13”, e precedendo di un secondo lo spagnolo Alfonso Gutierrez.
Prima semitappa 1. MAURIZIO FONDRIEST (Ita) 2h.00’46”; 2. Roberto Pagnin (Ita); 3. Gert Jan Theunisse (Ola); 4. Jacques Hanegraaf (Ola); 5. Juan Carlos Gonzales Salvador (Spa); 6. America Da Silva (Por); 7. Vassily Davidenko (Urs); 8. Asiete Saitov (Urs); 9. Frank Andreu (Usa); 10. Jesper Skibby (Dan).
Secondasemitappa 1. MAURIZIO FONDRIEST (Ita) lh.43’13”; 2. Alfonso Gutierrez (Spa) “. 3. Malcom Elliot TGk-j a 2”. 4. Rudy Dhaenens (Bei); 5. Gert Jan Theunisse (Ola); 6. Piotr Ugrumov (Urs); 7. AmeriCODa Silva (Por); 8. Asiete
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Saitov (Urs); 9. Dante Rezze (Fra).
Classifica generale 1. MAURIZIO FONDRIEST (Ita) 8h.45’32”; 2. Rudy Dhaenens (Bel) a 1”; 3. Marino Lejarreta (Spa); 4. Melchor Mauri (Spa); 5. Stephen Hodge (Aus); 6. Juan Llaneras (Spa); 7. Alex Zulle (Svi); 8. Eddy Boumans (Ola); a 2”; 9. Jan Heppner (Ola); 10. Alvaro Pino (Spa) a 6”.
L’olandese Breukink nel G.P. Merckx BRUXELLES -- L’olandese Erik Breukink ha vinto la 12.a edizione del Gran Premio Eddy Merckx di ciclismo, una cronometro individuale di 62 chilometri corsa oggi a Bruxelles e dintorni. Primo degli italiani è stato Franco Chioccioli, quarto con un distacco di 2’42”, mentre Claudio Chiappucci è giunto ventesimo con un ritardo di 9’16”.
soddisfazione per questo titolo supera quella dello scorso anno, anche il team ha lavorato più duramente)). Schwantz è stato tenuto costantemente sotto tensione da Doohan. L’americano si è esibito in una serie di sorpassi incredibili alla curva della (Chapelle» dove si trovava in condizioni di superiorità. La vittoria è arrivata al termine di combattuti duelli.
Classifiche CLASSE 250: 1. HELMUT BRADL (Ger-Honda) in 40’44”529 (media 150,051 km/h); 2. Carlos Cardus (Spa-Honda) a 6”322; 3. Luca Cadalora (Ita-Honda) a 13”955; 4. Wilco Zeelenberg (Ola-Honda) a 19”513; 5. Masahiro Shimizu (Gia-Honda) a 22”577; 6. Jocken Schmid (Ger-Honda) a 30”319; 7. Pierfrancesco Chili (Ita-Aprilia) a 30”403; 10. Paolo Casoli (Ita-Yamaha) a 39”147; 13. Marcellino Lucchi (Ita-Aprilia) a 1’05”938; 16. Stefano Caracchi (Ita-Yamaha) a.1’55”320. CLASSIFICA MONDIALE: 1. CADALORA (Ita) punti 239 campione del mondo; 2. Bradl (Ger) 213; 3. Cardus (Spa) 198; 4. Zeelenber (Ola) 158; 5. Shimizu (Gia) 142; 6. Reggiani (Ita) 115; 7. Chili (Ita) 99; 8. Schmid (Ger) 92; 9. Wimmer (Ger) 78; 10. Casoli (Ita) 65. CLASSE 500: 1. KEVIN SCHWANTZ (Usa-Suzuki) 47’37”764; 2. Michael Doohan (Aus-Honda) a O”148; 3. Wayne Rainey (Usa-Yamaha) a 3”468; 4. John Kocinski (Usa-Yamaha) a 3”700; 5. Wayne Gardner (Aus-Honda) a 3”966; 6. Juan Garriga (Spa-Yamaha) a 37”852; 13. Marco Papa (Ita-Honda) a 2 giri. CLASSIFICA MONDIALE: 1. RAINEY (Usa) punti 240 campione del mondo; 2. Doohan (Aus) 224; 3. Schwantz (Usa) 204; 4. Gardner (Aus) 150; 5. Kocinski (Usa) 141; 6. Lawson (Usa) 126; 7. Garriga (Spa) 112. SIDE-CARS: 1. P. BILAND-K. WALTISPERG (Svi, Lcr-Adm) in 38’13”019 (media 146,055 km/h); 2. A. Michel-S. Bircha1 (Fra-Gbr, Lcr-Elf-Krauser) a 2”532; 3. S. Webster-G. Simmons (Gbr, Lcr-Webster) a 19”919. CLASSIFICA MONDIALE: 1. S. WEBSTER-G, SIMMONS (Gbr) 181 punti; 2. P. Biland-K. Waltisperg (Svi) 168; 3. E. Streuer-P. Brown (Ola) 134. 0 OFFSHORE- L’equipaggio italiano Angelo SpeltaMaurizio Ambrogetti si è laureato per il secondoanno campione europeo sul catamarano «Fresh & Clean)).
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