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Atalanta-Empoli

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Lunedì 16 novembre 1981

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DI BERGAMJI)

1

Lxmt3oll resiste n auasi fino a.Il’ulA 1* timo grazie al suo n Dortiere e anche n agli errori dei ne- m roazzurri - lOsol- 1 ve Mutti con una ba - Il Monza sconfitto a Forlì: l’Atalanta cos\ sola in testa alla 1 0mm è T1 classilica - \11acalendario adesso propone per0 due consecuhve trasferte imDennative: a Modena e a Trento <cheIeri hanno pareggiato) T

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Al 90” gol, vittoria E dire che l’incontro L’Atalanta effettua il era cominciato sotto i sorpasso.* il successo sull’ migliori ‘aus ici. Al 4’ Empoli le consente di scaRossi era an s ato vicino al valcare il Monza (sconfitATALANTA: Benevelli; Rossi, Magnocavallo; Snidaro, to a Forlì) e rimanere sogol, ma la sua incornata Vavassori, Filisetti; De Bernardi, Magrin (dal 53’ Moro), la in testa alla classifica. da pochi passi era i stata Mutti, Foscarini, Perito (dal 48’ Madonna). neutràlizzata da un bellisTutto come previsto, soEMPOLI: Budoni; Giorgi, Papis; Cocco, Bruno, Simonato; simo intervento di Budoprattutto come si era speDomenichini (dal 79’ Giornali), Zerpelloni, Meloni, Radio, ni, il quale si era ripetuto rato ai fini del risultato. SaISamO. al quarto d’ora alzando Non altrettanto si può ARBITRO: Coppetelli di Tivoli. dire 7ai fini del gioco. La sulla traversa, con una au- *’ RETE: al189 Mutti. tentica prodezza, la girata squadru infatti coglie il NOTE: campo irregolare e gibboso; spettatori 10.000 suo auecesso solo con una di testa di Mutti. punizione bomba a due circa, di cui 8382 paganti per un incasso di 39.703.000 lire. Due palle gol nel giro Calci d’angolo 11-3 (4-l) per l’Atalanta. Espulso all’88 di 15’ sembravano prelumintiti (forse meno) dal Papis per doppia ammonizione; ammoniti Zerpelloni per dere ad una affermazione ‘termine. ostruzione 8 Simonato per gioco falloso. L’autore non può esseabbastanza facile, invece re $he’:Mutti, il cannonienon è stato così. Si è dojre ‘neraZzurr0, e il suo gol vuto soffrire sino al1 trlti_. cuna ha sostenuto, Biancriticare la posizione di riesce a far dimenticare, mo minuto e questo poPerito, asserendo che saper un attimo, la delusiotrebbe anche non stupire, rebbe stato più opportuno +ne di una partita abbase a quel goal conclusivo impiegarlo in sostituzione *stanza seial ba, giocata s%ot: “, e ‘deter di un difensore, per avere iFratono da tutta la squa- ei ri$ati p a centrocampo un gioca.Come Bianchì ha x piacevole ed aggressivo. tore dotato di maggiore bfraBcamen te ammesso Invece la squadra ha 5negli s oglia toi, con ferincapace di imporre ritmo rapidità. operato nettamente al di e gioco. Nel1 ‘intervallo Si voleva cercare insommando a sua totale obietsotto delle sue possibiliti tività. non erano stati in pochi a ma il capro espia torio e non perché, come qual-

ATALANTA-EMPOLI 1-O

f

Il pallone

(nel cerchio)

calciato

da Mutti

s’insacca

nel usette).

(Servizio

fotografico

di BEPPE

(giocatore 0 tecnico) per giustificare una situazione che invece non era determinata né dalla prestazione, né dalla posizione di quel giocatore, ma bensì da un improvviso calo di rendimento di tutta la squadra. E che ciò rispondesse a realtà, se ne e avuta la nella . yuZ&yo’ Bianchi harlf$%$ to due giocatori ra idi come Madonna e J oro, al osto di Perito e di un % agrin sicuramen te condizionato in modo negativo dai _ ridotti allenamen ti. . .svolti in settimana. Non e cambiato niente, proprio niente, certamente non per la responsabilità dei due nuovi arrivati. La squadra ha continuato a giocare sotto ritmo, operando senza la nede terminazione, cessaria attaccando in modo steri-

BEDOLIS)

Bìanchì volevacambiare...tutti ] _-Un dopo partita da baraonda e gli unici a mantenere una certa calma sono i due allenatori. Ottavio Bianchi, come al sotito, esamina senza mezze parole la gara. ((Il risultato è’ buono - dice -, la partita, invece, è stata sotto tono. Abbiamo giocato contratti e senza idee, e quando si è in tredici a giocare tosi è difficile trovare spiegazioni». A Bianchi si chiede il perché di una formazione con tanti centrocampisti, ma il tecnico anticipa tutti e puntualizza. ctPer chi non l’avesse ancora capito, l’Atalanta gioca a zona a metà campo, a uomo in difesa e cerca ripe tu tamen te 1‘inserimento, a turno, di un centrocampista. Contro l%mpoli alcune cose non han-

no e non possiamo, di conseguenno funzionato, però nessuno ha ulteriormente in scritto che domenica scorsa Ia za, sbilanciarci squadra non andava bene. Fino a avanti)). - L’Atalanta è sola, cosa camuando ci sarò io, la formazione bia? voi siete liIl farà il sottoscritto, l( Niente anche perché la partita beri di criticare)). mi ha lasciato perplesso». - Perché ha sostituito Perito? ((Non per demerito, la s uadra - Ha sempre detto che i numenon faceva gioco e avrei 1 ovuto ri sulle maglie non contano, ma ci cambiarne undici. Ho pensato che spieghi almeno come vengono diinserendo due ragazzini ci sarebbe stribuite le maglie, visto che Perico aveva 1’11. stato più agonismo, invece, anche Madonna e Moro sono rimasti ctI0 assegno i compiti, i ragazzi coinvolti nel non gioco)). si divertono a scambiarsi le maglie)). - Bisogna riconoscere però che *** l’Empoli, rispetto ad altre squadre viste a Bergamo, ha tentato di faN art isio Pezzotti, allenatore re gioco. dell’Empoli, è deluso ma sereno. «In effetti volevano venire fuori ctE’ la seconda volta che perdiadalla loro metà campo, e qui mi mo all’ultimo minuto su calcio di riallaccio al discorso di prema: 1’ punizione - dice.-, quindi potete Atalanta ha sei uomini che spingocapire quel nervosismo finale. Noi

non è che non vogliamo giocare, però spesso sono gli arbitri che non ci lasciano giocare. Contro 1’ Atalanta, ad ogni contrasto, fischiava un fallo e così sembrava che noi non volessimo uscire dalla metà cam 0)). - Risu Ptato giusto? ((Sì, anche se un pari non avrebbe fatto gridare allo scandalo, visto che i miei ragazzi si sono comportati bene». - Meglio il Padova o I’Atalanta? «Il Padova è più agile, ma deve manovrare molto per andare in gol; l’Atalanta, invece, è più potente e in avanti può variare gioco come vuole. Credo che avrà difficoltà il Padova nella corsa alla serie B».

Maurizio Bucarek

1

le, senza mai riuscire ad aggredire l’avversario. Ha avuto due palle gol all’inizio della ripresa (Madonna al 1’ e Ma ocavallo al 6’) e le ha fa1r ite. Ha tentato un forcing nel1 ‘ultimo quarto d ‘ora chiamando a concludere anche i difensori (prima Vavassori, poi Filisetti, quindi Rossi) ma non ha mai dato la sensazione di potersi veramente imall’avversario. Ha porre giocato ‘in modo scontato ma anche disordinato a ceri trocampo. Ha fallito una infinità di passaggi (complice anche il pessimo terreno, come ha detto. Pezzotti a fine gara), si è affidata all’improvvisazione dei singoli mai alla manovra corale, proprio perché mancavano i prequesta supposti perché manovra potesse effettuarsi. Poi a 2’ dal termine 1 ‘episodio determinante: atterramento netto ;fBteale, di Madonna al li) mite. La punizione bomba di Mutti, il goal che ha mandato in bestia i toscani. Certo deve essere doppiamente bruciante subire, per la seconda volta conseuna cu tiva, in trasferta, sconfitta, quando ormai si è pressoché sicuri di avere condotto in porto il pari, ma il disappunto non deautorizzare quella ituallida sceneggiata del dire ttore sportivo Bini (anni fa era in predicato per venire all’Atalanta, ma per nostra somma fortuna, il rogetto andò in fumo), Pe cui proteste non avevano senso. Il fallo c’ era? il gol era stato pulito. Lui ha gridato al furto, comportandosi in modo indecoroso quando onestamente furto non c’è stato. Pur giocando male l’Atalanta quattro palle gol le aveva costruite, anche se poi nessuno avrebbe gridato allo scandalo se 1’Em oli avesse areggiato. 8 m si tratta B i trovare una spiegazione al perché di questa prestazione incolore che non può assolu tamen te essere fondata sulla composizione della formazione o sulla sua disposizione tattica, proprio perché si è avuta la riprova nella ripresa, che cambiando uomini e disposizione in campo, non si è cambiato gioco. Tutta la squadra è mancata e qui a mio giudizio i motivi di questo minor rendimento collettivo, va ricercato o in un peccato di presunzione 0 in un eccesso di preoccupazione. A questo va aggiunto (e non sarebbe onesto negarlo) $. buona prestazione questo Empoli che, fra le squadre viste a Bergamo, ha dimostrato di essere una delle più equilibrate, meglio disposte, con quel ceri trocampo abile nel chiudersi e filtrare la manovra avversaria, ma anronto nel tentare che quale e variazione offensiva.

Il gol vittoria

di Mutti

aviston

da Ilio Manfredotti.

Protagonisti e comprimari PUNTE E DIFENSORI In sala stampa con un Bianchi sempre molto si preciso (e secco) nelle risposte, disquisce direttamente e indirettamente sul solito argomento: ci manca un uomo svelto sulla tre quarti. E’ dall’inizio del campionato che il «tema» tiene banco ma nemmeno il tecnico pub inventarlo alternative ne se non c’è. Soluzioni prova, vedi l’ingresso e la staffetta di Madonna, l’utilizzo parziale di Moro capace (almeno ogni tanto) di produrre un cambio di marcia. La questione torna a galla quando un collega sostiene che l’Atalanta gioca con troppi difensori ma ognuno ha il suo compito ed è evidente che un calcio modernista deve poter contare sulle ((intercambiabilità)) di compiti dei suoi protagonisti. PERICO E FOSCARINI - Con l’arrivo di Perito si è ridotta la percentuale di il primato dei gol rischio (abbiamo subiti, soltanto due), logica la ricerca di una maggior funzionalità del centrocampo in... avanti. Ci b sembrato di capire che Foscarini dovrebbe tenere una posizione più avanzata rispetto agli altri centrocampisti, ma in spazi ristretti può soffrire a sua volta (e un po’ tro po) la marcatura. L’osservazione è del P‘ex vicepresidente dell’Atalant& Miro Radici

1 RISULTATI - 1 risultati d’altra parte parlano chiaro e danno ragione a Bianchi che & riuscito a ((costruire» una squadra efficiente e pericolosa (per li avversari si intende). L’Empoli che lt a saputo difendersi e mettere il naso alla finestra con una certa bravura, dopo il Monza, è stata la squadra più «quadrata» incontrata a Ber amo. Incassato il 01 a un minuto dal 1a fine, perdere è di Bini, e il ((fair play» 8 ifficile, direttore sportivo e segretario toscano, finisce in male parole contro l’arbitraggio. Capita, però il dirigente era prevenuto nei nostri confronti. - Avevo parlato con PROPAGANDA lui per telefono venerdì scorso e mi aveva detto subito: «Ma come si fa 8 giocare a Bergamo. 3 Con tutti quei rigori che vi danno? )). Fui pronto a rimbeccarlo («Se sono meritati...» ) ma Bini disse che «tutti lo sapevanon. Com’è noto fu Braida, direttore sportivo del Monza a spargere la «novella)) dei supposti favori arbitrali nei nostri confronti: adesso dobbiamo stare attenti. I numeri ci sono ropaganda astuta e favorevoli ma una malevola potrebbe x armeggiarci in futuro. 1 Goebbels sono sempre da temere...

Paolo Arzano

R

Elio Corbani

NelIa foto sopra il titolo: la punizione bomba di Mutti che ha dato la vittoria all’Atalanta.

Rossi di testa quasi

a botta

sicura:

Budoni

devierà

d’istinto.


Pagina

LECODIBERGAMO cf&=-

10

Prossimo turno 2-l I-O I-O o-3 3-l 3-o 02 o-o 3-l

Alessandria-Treviso ATALANTA-Empoli Forlì-Monza Mantova-Vicenza Padova-Sant’Angelo Piacenza R hodense Sanremese-Parma Trento-Modena Triestina-Fano

Empoli-Triestina Fano-Forlì Modena-ATALANTA Monza-Piacenza Padova-Trento Parma-Vicenza RhodenseMantova Sant’Angelo-Alessandria Trevisc&anremese

Classifica ATALANTA MONZA PADOVA VICENZA MODENA TRENTO FORLI’ ALESSANDRIA RHODENSE TREVISO PARMA PIACENZA TRIESTINA EMPOLI SANR EMESE MANTOVA FANO SANT’ANG EL0

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Marcatori 6 5 4 3

hg& altri campì

Pagelle atahzntine

La giornata Risultati

Lunedì 16 novembre 1981

RETI: Mutti (Atdantal e Cavestro (Padova) Galluzzo (Monza), Pezzato (Padova) e Mulina& (Piacenza) Manarin (Mantova) Pasquali (Alessandria), Cesati (Parma), Cenci (Piacenza), Bertocchi (Sanremese): Picco (Sant’Angelo), Ascagni e De Falco (Triestina)

RISULTATI - Arezzecivitanovese l-l; Benevento-Reggina l-l; Campobasso-Salemitana (rinv. per neve); Casertana-Taranto l-l; FrancavilleNocerina l-3; GiulianovaLatina I-O; Paganese-Campania 4-3; Ternana-Livorno l-l; Virtus Casarano-Rende 2-l. CLASSI FICA - Arezzo punti 13; Paganese 12; Reggina, Taranto e Nocerina 11; Salemitana, Benevento, Ternana, Virtus Casarano e Giulianova 9; Campania, Rende, Casertana e Civitanovese 8; Latina e Francavilla 7; Campobasso 6; Livorno 5. Campobasso e Salernitana una partita in meno.

BENEVELLI - Blocca bene in uscita al 7’ un pericoloso traversone di Domenichini, è bravo al 39’ a bloccare con un tuffo in avanti un insidioso centro rasoterra di Salzano. Nella ripresa altra ottima uscita al 33’ quindi intervento di piede fuori area al 39’. Non si lascia tradire da un pallonetto che sbatte sopra la traversa. E’ sempre una sicurezza. che parte ROSSI - Gioca su Menichini da lontano nell’intento non solo di dare manforte ai compagni a centrocampo ma anche di risucchiare in avanti il suo diretto rivale per poi infilarlo in contropiede. Rossi invece approfitta per andare in attacco a rendersi pericoloso. Una prodezza del portiere gli nega il goal al 4’, al 51’ lancia perfettamente a rete Magnocavallo al 77’ riceve un buon pallone ma non riesce a concludere, infine all’83’ cerca di sorprendere il portiere con una gran botta che rimbalza sulle gamba del libero. Non una sola volta in difficoltà in difesa. MAGNOCAVALLO - In partenza sta sulla fascia sinistra opposto a Zerbelloni, poi si porta dalla parte opposta per contrare Papis e naturalmente dare il suo apporto in fase di spinta. Quando entra Madonna si riporta su Zerbelloni. Raramente riesce ad essere efficace come in altre occasioni. La sua azione è priva di smalto e sicurezza. Al 41’ sfiora il goal con un calcio piazzato che manda la palla a far la barba al palo, nella ripresa al 51’ è pronto a raccogliere l’invito di Rossi entra in area ma stecca la conclusione. Bello un centro rasoterra al 55’ che manda la palla ad attraversare tutta la luce della porta. - Lo ritengo l’uomo miSNIDARO gliore del centrocampo per la continuità della sua azione che lo porta ad essere costantemente nel vivo del gioco. In partenza gioca su Papis poi prende in consegna Salzano. Sempre molto attivo non riesce comunque ad essere altrettanto preciso. Bello un suo servizio per De Bernardi al 55’. senza fortuna una sua conclusione al 67’. - Alle spalle di una difeVAVASSORI sa che è relativamente impegnata dimostra notevole sicurezza quando al 28’ è chiamato a bloccare Meloni che se ne stava andando solo in area. Nella ripresa si spinge in avanti e si libera bene al 75 in area dopo uno scambio con Mutti ma non è proprio rapido nella conclusione consentendo agli avversari di chiudere tempestivamente. FI LISETTI - Appare in difficoltà nel contrastare Meloni sui palloni alti. Perde

PADOVA: De Toffol; Brunello, Donati; De Poli, Favaro, Felleti; Gattelli, Spinoccia (65’ Da Re), Cavestro, Cerilli, Pezzato (65’ Massi). All. Caciagli. S. ANGELO LODIGIANO: Cannarozzi; Todde (8(Y Feriani), Cascella; Comba, Cadei, Tonali; Gandini (58’ Merlo), Samaden, Picco, Trainini, Tomasoni. All. Fossati. ARBITRO: Greco di Lecce. RETI: 48’ Pezzato; 63’ De Poli su rigore; 70’ Cavestro; 87’ Picco su rigore. NOTE: calci d’angolo 9-5 per il Padova. Ammoniti Pezzato e Todde. Spettatori 13.000 circa, per un incasso di 60 milioni.

Foscarini

spedisce

alto

qualche.-confronto, non sempre riesce a piazzare il suo anticipo. Non commette comunque alcun errore, anche se non dimostra la sicurezza di altre volte. Nel finale anche lui va in attacco ma la sua conclusione è a lato di un soffio. DE BERNARDI - Inizia bene servendo al 4’ la palla goal per Rossi con un perfetto colpo di testa poi accusa le conseguenze di una marcatura molto stretta nonche di scarse ispirazioni da parte dei centrocampisti. Rovescia un bel pallone in area al 31’ gira sopra la travefsa al 55’ un pallone centrato da Snidaro e da lui bene agganciato. Pochi istanti prima era arrivato con una frazione di ritardo a tentare di deviare il centro rasoterra di Magnocavallo. MAGRIN - Gioca nettamente sottotono accusando le conseguenze dell’attiviti ridotta svolta in settimana. Splendidi i suoi due traversoni al 4’ ed al 15’ che offrono all’Atalanta le due più pulite palle goal. Non ha fortuna il colpo di testa al 46’ che Madonna ferma davanti alla porta e non sfrutta. Bianchi lo sostituisce al 53’. MUTTI - Marcato stretto da Bruno ha difficoltà ad inserirsi nella manovra della squadra ed eccellere sui palloni alti anche se al 15’ devia splendidamente di testa a rete ma il portiere con una prodezza alza in angolo. Conclude a lato di poco al 25’. Effettua un bello scambio con Vavassori al 75’. Nella seconda parte della gara torna spesso a centrocampo nel tentativo di liberarsi dalla marcatura di Bruno, ma

da pochi

metri.

senza molto successo. Splendido per potenza e precisione il tiro che procura primato. all’Atalanta goal, vittoria dare un certo FOSCARINI - Cerca ordine al gioco della squadra e vi riesce relativamente nel primo tempo mentre nella ripresa appare ancora in maggiore difficoltà anche se dal suo piede parte qualche buon suggerimento. Non c’B però l’abituale continu it8 d’azione e precisione di nell’amministrare la palla. Va fuori poco una sua rovesciata al 67’. PERICO - Si preoccupa di mantenere una certa copertura a metà campo anche quando tutta la squadra è sbilanciata in avanti. Lavora con un certo ordine buoni è molto più efficace quando palloni, lascia t’agile Salzano a Snidaro e si porta su Zerbelloni. Finisce per essere un punto di riferimento abbastanza costante per i compagni, anche se nella sua azione non c’e quella brillantezza quella sicurezza che pur gli va riconosciuta. - Subentra a Perito e gi4 MADONNA al 1’ potrebbe andare in goal ma pasticcia sottoporta. Effettua un bel traversone al 24’ si batte con indubbio impegno ma raramente riesce ad essere efficace. Ha il merito di procurare la punizione risolutiva con una ficcante azione bloccata in modo nettamente irregolare. MORO - Prende il posto di Magrin si lancia con una certa foga su ogni palla ma è sempre un poco approssimativo nella sua azione. Serve un buon pallone di testa a Rossi al 77’.

e.c.

Gran cagnaranegli spogliatoi 11 finale è arroventato, irrazionale, ma confuso, negli spogliatoi la situazione precipita. Scendiamo di corsa la tribuna e ci tuffiamo nello spogliatoio appena in tempo per os-

servare da vicino la bagarre tra Cocco e Vavassori: i due si insultano di grosso, poi tentano di venire alle vie di fatto. Intervengono dirigenti ed inservienti e strappano via il nostro ca-

CRONACA

Che bomba! IL GATTO: in tale veste si presenta subito al 4’ Budoni quando si rag omitola addirittura per deviare un tiro di testa di fi ossi che aveva ricevuto da De Bernardi. IL TENTATIVO: già si intuisce come sia difficile penetrare in area t&can?,. ed allora al 6’ Magrin cerca di forzare il dispontlvo con un gran tiro da fuori area che esce di fioco. IL BIS: lo concede al 12’ ((gatto)) Budoni; punizione dal limite battuta da Ma in in modo muabile, Mutti devia come contro il !f . Angelo, ma questa volta il portiere dell’Empoli è bravissimo a volare ed a mettere ancora in corner. IL TRIANGOLO: lo mette in scena l’Atalanta e non... Renato Zero. Magrin lavora bene una palla a fondo-campo, quindi crossa er De Bernardi che a poggia subito a Mutti, e maPizioso pallonetto che sPiora la traversa. IL SOSPETTO: per buona pace di Bini. Azione atalantina tambureggiante in area avversaria, palla che raggiunge Mutti il quale viene letteralmente scaraventato a terra da due uomini; quanto meno il sospetto del fallo da rigore ci sta tutto! LA PUNIZIONE: al 41’ i nerazzurri ne mettono in scena una delle tante che giornalmente studiano sotto la costante ed intelligente regia di Bianchi. Questa volta Magrin fa una finta che spiazza la barriera e Magnocavallo scaraventa direttamente a rete; la palla lambisce il palo. LA PANCHINA: scatta per Bianchi in apertura di ripresa: Madonna al posto di Perito, Moro invece di Ma in. Dopo il lavorio ai fianchi, si tenta la carta del Pa velocità e della destrezza. LA CICCATA: si materializza al 1’; corner, ctDe-Be» come sempre è Bravissimo a fare velo, palla a Madonna che da pochi passi sbaglia clamorosamente ! LA PAPERA: al 6’ Rossi rapina il pallone a centrocampo e quindi apre sul libero Magnocavallo. ((Magno)) tutto solo s’invola in area, sembra fatta con tutta la porta spalancata, ma al momento del tiro si perde e ne esce un tiro debole e scentrato. LA FUGA: è di Magnocavallo che vuole riscattarsi; riceve da Foscarini, fugge sulla fascia, poi da fondo campo scodella una palla che lambisce tutta la linea di porta senza che né ((De-Be», né Moro riescano a dare il tocco finale. LA SORPRESA: la cerca e quasi la trova Vavasso ri; improvvisamente si sgancia in avanti, triangola con De Bernardi, ma entrato in area si fa soffiare la palla dal ritorno di un awersario. IL CONTROPIEDE: è nell’aria ed al 32’ per poco i toscani non lo azzeccanq; rovescio del fronte improvviso, Meloni e Demenlchini si involano tutti soli, e buon per noi che Benevelli esce a valanga fuori dall’area e respinge in tribuna come un buon... libero. L’AMMUCCHIATA: viene a galla sempre più in area azzurrea;. al 38’ assistiamo ad un batti e ribatti furioso, poi Interviene Filisetti che trova lo spiraglio giusto, ma ancora una volta per poco Budoni si salva. LA RISPOSTA: è tagliente ed avviene al 39’; Salsamo lascia partire una rasoiata da fuori area che per poco non fa fesso Benevelli; ma il nostro portiere risponde per le rime e mette in corner. IL GOAL: o la fine di un incubo. Scocca il 44’ uando Bruno falcia al limite Madonna. Punizione, 3 apis protesta e se ne va ne li spogliatoi, Bianchi ordina dalla panchina lo SCf ema numero chissà quale, Foscarini annuisce, è lesto a dare a Mutti che scarica in fondo al sacco. 11 resto è solo... bagarre. g. c. g.

pitano; poi «Vava)), raccogliendo un pesante insulto di Cocco, cerca ancora di forza dl raggiungere il toscano; placcato, finisce sparato nello stanzone. Non finisce però qui, in quanto arrivano nel frattempo il dlesse dell’Empoli Bmi, Passirani, e la terna arbitrale: i primi due sono stravolti in viso e se ne dicono di tutti i colori. Ad un certo punto vediamo Passirani cercare addirittura di aggredire Bini; un guardalinee scivola a terra, l’arbitro non sa iù se tenere separati i Bue oppure aiutare il collega che crede caduto per colpa di qualcuno. Il segnalinee torna in iedi e rassicura CoppetelPi, mentre arriva dl ran carriera il presidente !&ortolotti : due spallate di quelle buone e la ressa è rotta. Randazzo prende in consegna Passirani che va a far compagnia a Vavassori, Bini è stravolto e Bortolotti se lo prende sottobraccio; il toscano lo guarda impaurito, e Cesare è bravissimo a sdrammatizzare : ((Stia calmo; non avrà mica paura di me! Venga a bere qualce sa!)). Coppetelli tira un sospirone e guadagna il proprio stanzone. Ma nel frattempo arriva Novellino che, essendo in borghese, non viene riconosciuto dai dirigenti. Chiede di entrare roprio spogliatoio, nel . It interviene dl brautto “f: modo del tutto arbitrakio, e lo sbatte fuori nel cortile. Novellino si ribella e di rimando: «Come si chiama quel diri ente? Ci rivedremo ad % mpoli, ed allora vi darete una bella calmata...)). Il tutto accade nel breve giro di cinque-otto minuti. Poi si raccolgono le versioni. Passirani no;( NFn peli. mi sulla lingua : sembra giusto che uesti 8 signori vengano a ergamo a fare i propri comodi, a sbagliare in modo elementare il cambio dei gioca tori e, soprattutto, ad insultare a dritta ed a manca. In tanti anni di panchina non ho mai litigato con nessuno, lo puoi testimoniare tranquillamente, ma quando si passa la misum come ha fatto Bini, allora non ci sto PG... ». - Ma da qtii a cercare di passare alle vie di fatto ne corre; non è da te! ((Un momento! Io sono scattato quando Bini ha insultato pesantemente la mia persona, la società e Bergamo. Ci ha dato dei ladri, e mi fermo qui perché il resto nessuno te lo pubblicherebbe. A quel punto non ci ho pi2 visto, perché mai nessuno fin

qui s’è permesso di insultarmi!)). Capelli, che ha assistito al tutto, conferma: ((Non si può star zitti di fronte a tanta arroganza e maled ucazione. Dopo tutto non era colpa nostre se abbiamo segnato all’89’. Non era proprio il caso di fare tutto quel chiasso e, soprattutto, vomitarci addosso tanto veleno». E Bini? Lo raggiungiamo mezz’ora dopo, ed ha la spudoratezza dl negare tutto quanto, anche ciò che abbiamo visto e sentito di persona : UIO non ho detto niente, non ho mai rivolto alcuna calunnia od insulto a chicchessia. Eravamo nervosi per aver perso ancora una partita in quel modo; non SO perché i dirigenti atalantini se la siano tanto presa con me.

Noi siamo sportivi; anzi fin troppo!». Alla faccia dell’obiettività e del cara ‘o delle proprie azioni ! F 8 le sceneggiate di Bini sono conosciute in tutt’Italia, tanto è vero che Pezzotti, l’allenatore toscano, ha sorriso compassionevolmente su questo personaggio.

Fine della ba arre; e veniamo a Mutti cII e è felice come mai; ancora un suo goal ha regalato il successo alla squadra. - Prima che vi apprestaste a battere la unizione vincente, Bianc R i dalla gzichina $? impartito orrecisi ; cosa VI ha detto. 8 «E vero; il mister ci ha ordinato di effettuare un tipo di punizione che settlmanalmente proviamo a

Piazza Papa Giovanni tel. 90.10.75 - Suisio

XXIII, 4

lungo in allenamento. Velo di alcuni compagni, tocco deciso verso di me, e stangata forte in mezzo ai pali. Così è stato, per ché Foscan’ni è stato lesto a porgermi la sfera, ed ho così potuto appena a tempo trovare lo spazio giusto... ». - Quanti sono questi schemi su calcio psazzato? «Parecchi; oggi a bb iamo sfiomto il goal in almeno cinque com binazio ni; non cl stanchiamo mai dr provare e riprovare, perché in C è importante andare in goal in tale sistema. Il mister ne sa una più del diavolo... ». Fuori la gente è di nuovo in festa; da anni l’Atalanta non era più sola in vetta alla classifica.

Giancarlo Gnecchi

- C’è voluto un gol d’astuzia di PADOVA un vecchio marpione quale Pezzato per aprire al Padova la strada del successo contro un Sant’Angelo ben disposto ma che ha gettato via il pareggio con le sue proprie mani con due ingenuità della difesa. All’inizio della ripresa il Padova si portava in vantaggio con un gol d’astuzia di Pezzato che da dietro rubava la palla al portiere e metteva in rete a porta vuota. Il raddoppio scaturiva al 63’. propiziato da un fallo di mani in area di Todde: dal dischetto De Poli non falliva il bersaglio. La terza rete: Massi crossava teso e sul pal Ione si gettava in tuffo Cavestro che batteva inesorabilmente Cannarozti. Il gol degli ospiti arrivava ancora su rigore assegnato con troppa magnanimità dall’arbitro.

ALESSANDRIA TREVISO

- Una bella gara, combatALESSANDRIA tuta da entrambe le contendenti con una prevalenza degli ospiti nel primo tempo: in particolare il Treviso si faceva pericoloso con Pietropaolo al 40’ (e salvataggio di Colombo in extremis). Erano però i padroni di casa a realizzare con un bel tiro di Giuntini al 44’. propiziato da un servizio di Piccotti. Sulle ali dell’entusiasmo gli alessandrini nella ripresa continuavano l’assedio e raddoppiavano al 69’ su calcio di rigore: Catto sgambettava da tergo Pasquali e la massima punizione veniva trasformata dalla stessa ala. Reazione immediata del Treviso che accorciava le distanze al 74’ con un tiro a sorpresa di Conforto. La lotta a questo punto si faceva molto serrata, gli ospiti si vedevano negare un rigore e colpivano pure un palo con untiro di Sassanelli.

Claudio Malagoli

0

MANTOVA VICENZA

3

MANTOVA: Giraldi; Santin, Marsia; Corradi, Facchi, Platto; Gambin, Fontana, Bresolin, Manarin, Azzi (Lovison). All. Bonanno. VICENZA: Di Fusto; Bottaro, Mazzini; Del Pra, Erba, Marangon Il (74’ Medaglia); Perrone, Nicolini, Servellieri (Don& 65’1, Del Neri, Grop. All. Cade. ARBITRO: Pellicanb di Reggio Calabria. RETI: 21’ Del Pra, 30’ Nicolini, 74’ Grop. NOTE: giornata di sole; spettatori 5 mila. Ammonito Gambin. Angoli 8-7 per il Mantova. cominciava a reMANTOVA - Il Mantova spirare aria di rinascita, ma ecco arrivare la doccia fredda: delude e le busca forte dal Vicenza. Tre a zero il risultato finale, ma il punteggio poteva essere ancora più pesante, dato che i Vicentini hanno dominato in lungo ed in largo. La formazione virgiliana, passata di recente alla guida di Bonanno, ha palesato molte lacune, soprattutto in difesa e a centrocampo. Gli ospiti hanno così avuto vita facile, tanto da farsi applaudire per un gioco penetrante ed in certi momenti anche spettacolare. A questo punto le perplessita sul complesso mantovano aumentano ancora: la posizione in classifica non è certamente delle più tranquille e l’allenatore ha a sua disposizione atleti in condizioni tecniche piuttosto precarie. E’ anche owio che la societA sarà chiamata a prendere gli opportuni provvedimenti: così proprio non va per il Mantova.

Tullio Lombardi

((mangiata,

da Magnocavallo

all’inizio

della ripresa.

L’ultimo minuto di Budoni unica squadra toscana del nostro girone, è una formazione simpatica: scende a L’Empoli, ma ne esce con un pugno di mosche, sconfitta Bergamo, non fa barricate, tenta anche qualcosina, all’ultimo minuto, così come a Padova. Riccardo Budoni, romanaccio, classe 1959, B il simpatico portiere di questa simpatica squadra: minuto, il castigo nel primo tempo compie due prodezze da fuoriclasse poi, come scocca l’ultimo del gol a Bergamo come a Padova. ((Eh no, cari miei - sbotta er Riccardone -. Qui non se ne può piùti. E nessuno, onestamente, pub dargli torto se dà fuori de matto. Per questo ragazzo B infatti facile prevedere giorni bui e nottate in bianco con sobbalzi o di un distributore improvvisi sul letto per essersi sognato di perdere un treno all’ultimo minuto, che gli chiude un attimo prima con la sua macchina in riserva, oppure ancora di una vincita alla lotteria, non pagata per il ritardo di un minuto. Non ci stupiremmo nemmeno se ieri sera, al suo arrivo a casa, avesse per prima cosa fracassato tutti gli orologi, ivi compresi il cucù di famiglia e la clessidra della nonna, visto e considerato che le lancette, di riffe o di raffe, lo fregano sempre sul più bello. A saperlo ragazzo di spirito, gli consiglieremmo un ambo secco al Lotto: 17 (la sventura) e 90 (il suo minuto fatale); pare invece che Budoni, per risolvere questa incresciosa situazione, con l’awicinarsi delle feste natalizie voglia stilare regolare domanda alla Befana perché convinca la Federcalcio ad accorciare le partite di un paio di minuti. Budoni è un bravo giovane e siamo sicuri che la Befana vedrà di accontentarlo. Sarebbe proprio il colmo se anche a lei, all’ultimo minuto, venisse in mente di mangiarsi la parola.

3 0

PIACENZA RHODENSE

PIACENZA: Pinotti; Della Bianchina, Simoni; Zanotti, Maiani, Pedersoli; Skoglund (63 Filosofi), Mendota, Mulinacci, Cenci, Pini. All. Meciani. RHODENSE: Strano; Bellio, Diligenti; Maccoppi, Giorgi, Campidonico; Uztardi (46’ Cassaghi), Spigariol, Di Stefano, Grosselli, Albanesi (51’ Fiaschi). ARBITRO: Marchese di Frattamaggiore (Ns poli). RETI: 15’ Cenci, 41’ Mulinacci su rigore, 65’ Pini. PIACENZA Una partita che sta tutta nella cronaca dei gol. Un Piacenza che vince al termine di una onesta partita, una Rhodense che conferma la sua remissivith negli incontri esterni. Ci ha provato a ((tenere», ma dopo 15’ tutto era saltato, sicché poi l’incontro si è snodato via senza alti né bassi. Al 15’ il primo gol dei locali con pallone lanciato in area da Pini: Cenci, lasciato completamente libero, aggancia di sinistro e in mezzo volo insacca a filo d’erba radente il montante. Al 41’ c’è un fallo di Uzzardi su Simoni, terzino fluidificante del Piacenza; rigore trasformato da Mulinacci. ’ Nella ripresa c’B un lungo cross dalla destra di Filosofi con pallone che molto probabilmente sarebbe comunque entrato in rete. Però incoccia nel piede di Pini e subisce una deiviit zione, quel tanto che basta per il colpo di grazia.

Enzo Spezia

0

SANREMESE PARMA

2

SANREMESE: Pelosin; Battoia, De Luca; Pin (1’ s.t. Di Nuovo), Cichero, Aimone; Bertazzon, Francescani, Scaburri, Trevisani, Melillo. All. Baveni. PARMA: Orsi; Montanini, Cecchini; Larini, Catellani, Biagini; Bari, Cannata, Cesati, Aselli, Bulgarani (s. t. al 26’ Allievi). All. Danova. ARBITRO: Ramacci di Latina. RETI: al 27’ Aselli, al 36’ Cesati. SANREMO - I naspet tata quanto meri tata vittoria del Parma contro una Sanremese irriconoscibile. L’obiettivo degli emiliani era quello di non perdery contro la squadra del suo ex mister Danova, ma quando si è visto offrire la vittoria su un piatto d’argento non si è cert 0 fatto pregare, sfruttando a dovere gli errori altrui. Al 27’ su un’azione di rimessa il Parma passa in vantaggio: Cannata scende sulla sinistra, arriva a fondo campo e crossa teso in area dove Aselli puh colpire di testa indisturbato. La Sanremesa accusa il colpo e non riesce ad organizzarsi. Il Parma va così ancora in gol al 36’ con Cesati, che mette di testa in rete un cross ancora di Cannata su calcio di punizione. Per la Sanremese è la terza sconfitta interna consecutiva.

1 0

FORLI MONZA

La palla-gol

2 1

ALESSANDRIA: Zanier; Fabbris, Bencardino; Colombo (70’ Dariol), Albinelli, Piccotti; Pasquali, Colusso, Giuntini (81’ Maniscalco), Discepoli, Di Prete. All. Ballacci. TREVISO: Violini; Dozzi, Catto; Colusso (46’ Niero), Noti, Mosconi (58’ Tolio); Conforto, Di Carlo, Zobbio, Sassanelli, Pietropaolo. All. Rossi. ARBITRO: Giannoni di Jes~. RETI: 44’ Giuntini (Al, 69’ Pasquali (AI su rigore, 74’ Conforto (TI.

Paolo Sardi

TRENTO MODENA

FORLI’: Delli Pizzi; Ammonisci, Senzane; Lucchita, Melotti, Serena; Marronaro, Piccionf, Ungaro (55’ Colombo), Schincaglia, Beccati. All. Ansaloni. MONZA: Meani; Motta, Castioni; Colombo, Fasoli, Peroncini; Biasin, Saini (30’ Bolis), Pradella, Ronco (20’ Fontanini), Galluzzo. All. Fontana. ARBITRO: Tiveni di Cagliari. RETE: 24’ Beccati. NOTE: calci d’angolo 6-4 per il Monza. Ammoniti: Melotti, Pradella e Fontanini. Espulsi: all’86’ Pradella per fallo di reazione; all’89 Fontanini per frasi ingiuriose rivolte all’arbitro. FORLI’ - Lo stadio «Morgani» si è confermato un bagno di umiltà per le formazioni di ricco blasone: l’Atalanta vi ha pareggiato a stento, il Vicenza ha conosciuto la prima sconfitta stagionale ed altrettanto ha fatto ieri il Monza Visto l’undici lombardo, c’è da chiedersi: «Tutto qui? 1). Di fronte ai padroni di casa, si è schierata infatti una formazione rinunciataria, incapace di verticalizzare il gioco offensivo e parecchio lacuniosa in difesa. I nomi tanto attesi in campo sono letteralmente spariti. La Serie B pretende una mentalità vincente ed il Monza è ben lungi dall’averla; chi ne ha tratto buon gioco è stato l’allenatore forlivese Ansaloni, per la prima volta sulla panchina dopo il regime presidenziale di ((Vulcano)) Bianchi. Il suo manipolo, pur manifestando le solite carenze, si è battuto con grinta sfruttando le incertezze dei brianzoli. Da uno di questi errori, innescato da un colpo di testa all’indietro di Marronaro, è nata appunto la rete di Beccati: la difesa letteralmente scavalcata ha potuto sol tanto guardare.

Pier Carlo Capozzi

Pier Luid

0 0

TRENTO : Paese; Gardimer, Tel&; Domenicali, Deldosso, Sala; Villanova (Bertinato), De Agostini, Giurati (86’ Montagni), Lutterotti, Bacchio. All. Stevanato. MODENA: Minguzzi; Bombardi, Codogno; Francisco, Cresci, Tormen; Tosetto, Sandreani (39 Ori) Scarpa (71’ Poli), Agostinelli, Treccani. All. Giorgi. NOTE: Giornata di sole, temperatura rigida con forte vento di tramontana; terreno in discrete condizioni. Al 39 grave incidente di gioco a Sandreani che ha dovuto lasciare il campo in barella. All’ospedale gli B stata riscontrata la frattura del femore destro: ne avr8 per sei mesi. Espulsi al 39 Lutterotti per gioco falloso e all’83’ Bacchio la propria TRENTO - Il Modena conferma vocazione al pareggio, il Trento non smentisce la fama di sc(uadra guastafeste di questa C 1, versione B 2. Lo zero a zero del ((Briamasco)) - diciamolo subito - è stato condizionato dal grave incidente di gioco occorso a Sandreani e da un infortunio di Villanova. In queste condizioni è chiaro che le due squadre non hanno potuto esprimere il meglio del proprio potenziale: il Trento comunque ha il grande merito, pure ridotto in n<ue uomini per le espulsioni di capitan Lutterotti e Bocchio, di avere resistito

Giuseppe Casagrande

Antonio Gallizia

MOBILI

F.lli PAGNONCELLI

3 1

PADOVA SANT’ANGELO

TRIESTINA FANO

3

1

TRIESTINA: Bartolini; Leonarduzzi, Mascheroni Marozzi; De Falco, Doto, Costantini), Ascagni.

Marlazzi, Schiraldi; (84’ Dominissini), Dreolini, Zanini (80’

FANO: Santucci; Cazzola, Pari; Capra, Allegrini, Moro; Messersi, Valentini, Vitale, Butellacci, Mochi. ARBITRO: Caprini di Perugia. RETI: al IO’ Ascagni, al 40’ De Falco, 60’ Vitale (rigore), al 71’ Leonarduzzi. NOTE: angoli 7-l ti Schiraldi, Ascagni circa.

per la Triestina. Ammonie Moro. Spettatori 8.000

- Una partita che odorava di TRIESTE scontro-salvezza (dopo avere rinchiuso i sogni nel cassetto da tempo): la Triestina ha superato il Fano per tre reti ad una confermando - di avere comunque una magra consolazione intelaiatura e uno gioco di squadra nettamente superiori agli ospiti, rimessi in carreggiata sul 2-O da un discutibile rigore concesso dal signor Caprini per un bolide che ha colpito sul braccio uno Schiraldi tutto sommato incolpevole; l’involontarietà ci era sembrata fuori discussione. Sul 2-l la squadra di Bergamasco ha cercato di riordinare per un attimo le idee, ma 11 minuti più tardi Leonarduzzi, con un bolide da fuori area, ha tolto ogni speranza al Fano, fissando il punteggio sul 3-l. La Triestina era passata in vantaggio nel primo tempo con Ascagni che, ben liberato da Doto, aveva trafitto Santucci da distanza ravvicinata. Al 40’ De Falco ha poi centrato I’angolino alla destra di Santucci, ben servito da Doto che aveva corretto un calcio d’angolo battuto da Zanini.

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