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L’ORA di Spini … NUMERO 1 AGOSTO 2013

In questo numero: L’estate a Spini L’angolo delle ricette Curiosità dal mondo Calcio d’angolo Murales C’era una volta… Ed ecco che riesco a fare capolino un’altra volta sul nostro quartiere! E quale momento migliore se non per la Festa organizzata dal Comitato degli Amizi del Pont dei Vodi? Tra le mie pagine troverete diversi articoli redatti non solo dai ragazzi, ma anche da qualche adulto che ha deciso di dedicarmi un po’ del suo tempo. La tradizionale giornata allietata dal Comitato mi è sembrata l’occasione per sfoggiare il mio nuovo look fatto di rubriche non solo di cucina, calcio, musica, curiosità, ma arricchito con qualche nota storica regalataci da Alberto Mattedi che non esita mai nel regalarci una fotografia in più del nostro quartiere e da Giuseppe Bettin che ci racconta l’origine del nome “Spini”. La festa del Comitato degli Amizi del Pont dei Vodi ricorre come da tradizione alla fine dell’estate per festeggiare e animare il quartiere di Spini. E come ogni anno anche questa volta vuole riempire il quartiere di profumi, musica e tanto divertimento! Non mi resta che augurarvi una buona giornata e una buona lettura!! L’Ora di Spini

L’ESTATE A SPINI… Anche quest’anno è arrivata nel nostro quartiere l’ormai tradizionale festa “Vento in Poppa”. Purtroppo il sole ha giocato a nascondino tutto il giorno, ma nonostante questo i nostri impavidi giocatori di street-ball hanno comunque sfidato la pioggia e il vento portando a termine il torneo. In piazza erano presenti i laboratori creativi per bambini gestiti dalla Cooperativa Arianna e il torneo di calcetto organizzato dal centro Giocastudiamo; all’interno della sala si poteva trovare un meraviglioso angolo morbido per i più piccolini, allestito dal Punto Famiglie. Durante il pomeriggio di festa la troupe di giornalisti de “L’ORA di Spini” ha voluto chiedere ai partecipanti alla festa: “cosa ti piace di Vento in Poppa? Cosa ne pensi?” Molti sono stati gli spunti e le considerazioni. Vi mostriamo qui di seguito le risposte che più hanno catturato la nostra attenzione: “cosa mi piace di Spini…bè vedere tutti uniti e impegnati nel stare insieme”; “è una festa bella e creativa”; “mi piace ed è bella perché intrattiene i bambini”; “mi piace perché è l’occasione per ritrovarsi e divertirsi”. Non ci siamo però accontentati di sapere come stava proseguendo la festa e che cosa piace dell’iniziativa, ma abbiamo voluto chiedere agli abitanti di Spini proposte e consigli per l’anno prossimo. Molti di voi si ritengono soddisfatti dell’organizzazione e delle attività e aggiusterebbero il programma aggiungendo in più un gran concerto, la presenza di una giostra per i più piccoli e perché no organizzare un musical sul quartiere con protagonisti e attori proprio gli abitanti del rione perché come hanno riferito molti di voi Spini è…divertente, con gente simpatica, è ventosa, interessante, è giovane e per dirla ancora come qualcuno di voi è…sorpresa!! La giornata ha proseguito fino a tarda sera con il torneo di briscola, l’offerta di cocktail analcolici creati da alcune ragazze del quartiere e con la super pasta cucinata dal fedelissimo Comitato degli Amizi del Pont dei Vodi, che quest’anno ha proposto anche gli apprezzatissimi würstel e patatine. La serata si è conclusa con il karaoke che ha coinvolto le “ugole” di grandi e piccoli. Non possiamo a questo punto proseguire il nostro articolo senza ringraziare di cuore Annamaria Filippi per averci offerto la merenda a base di crepes con il cioccolato, Trento-latte per aver regalato yogurt per tutti, Trento-frutta per averci donato i succhi di frutta, il Punto Famiglie per aver organizzato l’angolo morbido e un laboratorio di pasta sale, il Giocastudiamo per aver gestito il torneo di calcetto, la cooperativa Arianna per aver seguito il torneo di Street-ball e i laboratori creativi, la Cooperativa Progetto 92 per aver …curato lo spazio “Noi Quartiere”, Sonia, Samira, Alessia, Sabine e Sunnita per aver distribuito creativissimi cocktail come vere e proprie bar-girls, il Comitato degli Amizi del Pont dei Vodi per aver cucinato un’ottima cena, Matteo e Benedetta per averci allietato la serata con un frizzante karaoke e infine dobbiamo ringraziare tutti i ragazzi e le ragazze che durante Vento in Poppa hanno dedicato del tempo alla redazione di “L’ORA di Spini”; grazie dunque a Bader, Omaima, Samira, Alessia, Sabine e Sunnita con la sua fedele fotocamera! (Continua a pag.3)


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L’angolo delle ricette! Anche su questo numero la nostra affezionatissima Samantha ha una ricetta da proporvi. Lasciamo la parola alla nostra giovane chef…Avete cene dell’ultimo minuto? Avete bisogno di un pasto veloce e sfizioso? Questa è la ricetta che stavate cercando!! Un gusto ricercato, da preparare in pochissimi minuti! OLIVE TAGGIASCHE! Questa è la risposta!! Ingredienti per 4 persone: 20 pomodorini, 1 barattolo di olive taggiasche, 1 scatola di tonno, 3 cucchiai di capperi, Grana a piacimento, Basilico. Preparazione: Mettete a cuocere la pasta nell’acqua con del sale. Nel mixer mettete i pomodorini, il grana, sale, l’olio e tritate. Versate tutto in una padella e metteteci dentro anche le olive, il tonno e i capperi. Fate rapprendere il sugo per un paio di minuti e infine versateci la pasta per farla insaporire per bene.

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CURIOSITÀ DAL MONDO...

I C H E

Ecco un piccolo spazio che vuole stuzzicare la vostra curiosità su oggetti, animali e personaggi “strani” che abitano l’universo mondo. Su questo numero de L’Ora di Spini è la volta di:

STEVIE STARR Stevie Starr, nome d'arte di Steven Starr, nasce il 7 Gennaio del 1966 a Glasgow, in Scozia. È noto per essere “Il Rigurgitatore Umano Professionale”. Stevie alla fine degli anni 70 scopre questa sua “dote” innata che lo porterà al successo alcuni anni dopo in alcuni show televisivi. Egli inghiotte vari oggetti, come monete, lampadine, palloncini, chiodi, palle da biliardo e poi li rigurgita. Non ha mai descritto esattamente come fa, e l'inverosimiglianza di alcuni suoi rigurgiti ha portato alcuni a credere che lui sia un illusionista. Egli sostiene di aver sviluppato il suo talento al fine di nascondere il denaro, rubare i dolci e dare prova del suo talento in classe deglutendo gesso. Starr sostiene di essere il solo Regurgitator professionale al mondo. Nel 2006 alcuni medici hanno condotto degli esami sul suo esofago non credendo possa esistere un trucco per alloggiare le monete o altri oggetti all'interno della cavità orale; al termine delle analisi on poterono far altro che dichiarare che nasce una persona come Stevie Starr una volta ogni cento anni in tutto il mondo! Giuseppe

CALCIO D’ANGOLO Anche questa volta non poteva mancare l’attesissima rubrica che parla del pallone!

Arsenal Football Club - Gunners=Cannonieri - Colori maglia= rosso e bianco - Campionato= Premier League - Stadio= Emirates Stadium. - Allenatore: Arsene Wenger

L'Arsenal, fondato come Dial Square da un gruppo di operai dell'omonima officina del Royal Arsenal, fu presto rinominato Royal Arsenal e poi Woolwich Arsenal nel 1891 con il passaggio al professionismo. Il club si unì alla Football League nel 1893 debuttando in Second Division, dove rimase per undici anni prima di guadagnare la promozione in First Division. L'isolamento geografico del club non favoriva un'affluenza di pubblico nutrita come quella degli altri club e questo portò a problemi finanziari e quasi al fallimento nel 1910, quando venne acquistato da Henry Norris. Nel 1913, poco dopo la retrocessione in Second Division, Norris spostò la sede del club presso l'Arsenal Stadium di Highbury, North London; negli anni successivi il nome "Woolwich" scomparve. Nel 1919, pur arrivando solo quinto, l'Arsenal venne promosso in First Division a spese dei rivali del Tottenham Hotspur a causa di un errore del regolamento. Sofian


(Continua da pag. 1)

L’estate a Spini però non si è fermata qui anzi sono stati mesi ricchissimi di eventi, incontri, occasioni che ci hanno permesso di incontrarci, conoscerci, ritrovarci e divertirci insieme. Riavvolgendo i fotogrammi di quest’estate proviamo a ripercorrere i principali appuntamenti di questi mesi. Grazie ad alcune mamme e papà dei bambini del Giocastudiamo un venerdì sera di luglio, abbiamo potuto deliziare i nostri palati con un’ottima insalata di riso, hamburger, patatine fritte e creativissimi spiedini di frutta. Orecchie e corde vocali invece hanno vibrato per un paio di venerdì sera grazie all’immancabile karaoke. Anche le nostre gambe e piedi son riusciti a farsi spazio nel programma entrando in scena (o meglio in pista!) durante le affollatissime serate latine e al spumeggiante spettacolo di musica hip hop che ha visto sul palco alcuni ragazzi del quartiere. La grande sala di via del Loghet si è lasciata quindi trasformare di volta in volta in una pista da ballo in un palcoscenico per inediti cantanti, in un cinema e in una meravigliosa mostra dove passato e presente son riusciti ad incontrarsi e lasciarsi accarezzare attraverso fotografie, racconti e cartine. L’estate di Spini ha offerto inoltre occasioni di passeggiate e biciclettate attraverso il biotopo e i dintorni del rione. Il quartiere si è lasciato coinvolgere, trasformare e colorare per ritrovare quel senso di comunità, di protezione, di calore e vicinanza di cui si ha bisogno per sentirsi parte del proprio territorio. Grazie ancora a tutti coloro che hanno collaborato per la buona riuscita del programma e hanno contribuito nel poter dire che…“il bello è anche qui”! Isabella MOSTRA STORICO FOTOGRAFICA Si è svolta a Spini dal 12 al 21 luglio presso la sala civica una mostra storico fotografica nell’ambito dell’iniziativa “Noi quartiere Spini di Gardolo“ dedicata ai lavori rurali e all’evoluzione della zona da campagna a centro abitativo. La mostra è stata organizzata dal comitato “Amizi del pont dei Vodi“ in collaborazione con Alberto Mattedi. Perché una mostra storico fotografica? ci sono così tanti testi ricchi di fotografie e racconti un po’ per tutti i gusti, c’è internet in tutte le case, ma in tutto questo manca una cosa: la socialità, il ritrovarsi assieme e non perché “si deve far qualcosa” ma per il semplice gusto di trovarsi e rivedersi. Sfogliare un libro, un album da soli non può rendere ciò che l’esperienza può raccontare e viceversa non può essere motivo di condivisione, la mia intenzione è proprio quella di trovarci e far parlare tra loro due mondi, quello che un po’ ha vissuto queste foto e quello che non può altro che immaginarle. Vorrei tanto che questi due mondi così lontani, ma in realtà così vicini, comunicassero tra loro e si potessero scambiare nuove emozioni. Quante cose non sappiamo sul nostro passato che vorremo sapere ma se non troviamo i momenti e le occasioni per poterne parlare, per poterci confrontare con chi le ha vissute, come potremmo costruire il nostro futuro! Secondo me la storia è ciò che ci può permettere di costruire un futuro migliore, custode di esperienze e vissuti che dovremmo ascoltare maggiormente per trasmettere alle nuove generazioni saperi mai sopiti. Ecco il perché di una mostra: il passaggio di notizie che altrimenti potrebbero andar perdute nella frenesia quotidiana. Non è retorica, perché sono convinto che i momenti di incontro siano importanti per una società sempre più divisa ed alla ricerca di risposte. Un ringraziamento particolare a tutti coloro che, privati ed enti pubblici, hanno concesso l’utilizzo delle proprie foto e a coloro che in diverse maniere abbiano dato un contributo alla realizzazione di questa mostra. Una bellissima emozione durante il percorso della mostra è trovare un anziano che illustri qualche foto, nei mie tanti incontri non sapete che soddisfazione sia per un ANZIANO parlare del suo passato, siamo sempre di corsa, non sappiamo più ascoltare . Per finire un piccolo SUGGERIMENTO, le foto che avete a casa cercate di commentarle con i genitori, con i nonni, non lasciate che diventino FOTO mute. Alberto Mattedi


MURALES… Ciao! Siamo i bambini della scuola dell’infanzia di Ghiaie. Le maestre ci hanno chiesto di fare un MURALES… Cos’è bambini un murales? …un muro colorato; …un muro pieno di disegni colorati; …un muro dipinto; Le maestre ci hanno accompagnato davanti a questo muro e insieme abbiamo deciso cosa possiamo disegnare. Tante idee sono uscite: un ponte; un laghetto con le papere; un prato fiorito; un arcobaleno; una casa. Alla fine ci siamo messi d’accordo e abbiamo deciso di dipingere un prato pieno di fiori, di farfalle, di animaletti del prato (coccinelle, lumache, formiche, bruchi, un grande sole, nuvolette rosa, un aquilone.) A noi bambini è piaciuto molto dipingere sul muro!! Era la prima volta e ci siamo divertiti tantissimo!! E’ stato bellissimo!!! I bambini e le maestre della Scuola Materna di Spini

X C’era una volta W : Acqua, acqua, acqua una fonte di vita: ed in questo periodo certo non manca! Molti la detestano ma a me fa venire in mente la cosiddetta “verde Irlanda” che con tutta la sua acqua ha una flora incantevole, e mi rende felice perché dopo il riposo invernale la natura si risveglia così come si risveglia da alcuni anni la pianta Ilijcium che “ho salvato”. Mi chiamo Giuseppe e non sono un gardolotto DOC ma nulla toglie che abbia a cuore il territorio locale, vi racconto quindi la breve storia della scoperta di questa “nostra pianta”. Durante uno dei miei giri in mountain bike per le campagne di Gardolo in una sera d’autunno notai sul bordo di una stradina confinante con dei campi, dei rami secchi che attirarono subito la mia curiosità. Dopo averli guardati a lungo decisi di raccoglierne qualcuno da portare a casa per poter approfondire tutta la mia curiosità. Qualche settimana dopo ripassai ma sfortunatamente non trovai niente perché nel campo dove avevo adocchiato questi arbusti avevano bruciato l’erba. La primavera successiva mi ricordai di questi spini e mi recai in quelle strade secondarie che da Gardolo portano a Spini di Gardolo. Con molta gioia vidi che, da quei pochi arbusti bruciacchiati rimasti nel campo, stavano rivegetando alcuni rametti nascosti tra l’erbetta appena cresciuta. Mi presi quindi l’impegno di andare ad osservare questi rametti giorno dopo giorno e notai con piacere che crescevano. L’interessamento per questa pianta diventò una vera e propria passione tanto da spingermi a cercare di conoscere il suo nome e la sua provenienza. Un giorno dopo l’ennesimo giro in bici nella zona feci una sosta al “bar del Mario” e trovai con molta sorpresa un articolo di Sabino Uber (giornalista gardolotto e grande appassionato di storia) incorniciato e appeso al muro “Miracolo” pensai “questo articolo parla proprio della mia pianta scoperta!” Si chiama Ilijcium Europaeum-L. Dalla particolare configurazione del terreno, dove nasce questo arbusto, derivano anche i nomi dati in seguito alle località: SPINI: in quanto la vegetazione sorta sul terreno sabbioso era formata da una brughiera cespugliosa di Ilijcium Europaem-L, volgarmente chiamata “SPINACRISTI”. GHIAIE: la zona ghiaiosa alla foce dell’Avisio con l’Adige. Dopo la lettura dell’articolo di Sabino Uber, inclusi la località Ghiaie di Gardolo nel mio giro di perlustrazione, ma senza alcun risultato; l’unica pianta si trovava lì, dove l’avevo notata la prima volta. Cresceva molto bene, veloce e rigogliosa con molti rami, spini e foglie. Informai così il Servizio Forestale della Provincia Autonoma di Trento e finalmente la pianta venne presa in considerazione e non fu più tagliata né bruciata in tal modo ha potuto crescere al meglio e direi che ad oggi è ancora protetta. Non so da chi venga curata e nemmeno se si tratti realmente di Ilijcium ….. ma un giorno lo scoprirò. Giuseppe Bettin

REDAZIONE La redazione si ritrova ogni mercoledì dalle 17.00 alle 19.00 presso la sala di via del Loghet (al primo piano). Per info e/o inviare articoli: edustrada@arianna.coop

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L'ora di spini n 1 2013  

L'ora di spini n 1 2013  

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