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Arianna

EDUCATIVA DI STRADA

Aprile 2015

Canova PERIODICO D’INFORMAZIONE DI COMUNITÀ SBOCCIA L’ORA DI… CANOVA Questa nuova avventura del “L’ora di… Canova” è iniziata alla grande, il primo numero uscito in febbraio ha riscosso un grande successo!! La tiratura è stata raddoppiata in corso d’opera per rispondere a tutte le richieste che ci arrivavano da persone curiose di leggere e siamo arrivati alla stampa e distribuzione di 200 copie!! Tanti obiettivi quelli che ci poniamo di raggiungere tramite questo giornalino, primo su tutti quello di creare quelle reti di comunità che permettano a tutti i cittadini di sentirsi parte di una comunità che accoglie, ascolta e racconta le storie di tutti! La redazione si è allargata ed in questo numero abbiamo numerosi contributi. La rubrica “C’era una volta” ha avuto un grande successo ed è stata da spunto per molti Canoveri per ripercorrere la via dei ricordi e per confrontarsi sulle esperienze del passato, scoprendo anche parentele e conoscenze in comune!! In questo numero la rubrica torna, grazie alla preziosa collaborazione degli amici del caffè, come inserto da poter staccare e conservare!! Intento del giornalino è anche quello di conoscere a fondo il nostro quartiere ed in questo numero conosceremo meglio il GS Canova Bocce, la famiglia Tomasi del Forno ed il GPS gruppo di promozione della salute ed il progetto “Affetti Speciali”. E per finire, per non buttare via nulla la ricetta degli gnocchi di pane di Marisa! Buona lettura a tutti, vi aspettiamo in redazione per il prossimo numero!! Arrivederci a quest’estate che sarà, come ogni anno, ricca di appuntamenti per grandi e piccini!! La Redazione

SPORTELLO “AFFETTI SPECIALI” S.O.S ACCOGLIMI!

“Miriam ha grandi occhi neri e ha 2 anni, frequenta volentieri il nido. Vive in Italia solo con la mamma, che costretta a lavorare nei week end non sa a chi lasciare la bimba con fiducia” Cerchiamo una famiglia con figli, che possa accudire Miriam al sabato o alla domenica e che diventi un punto di riferimento per lei e per la sua mamma. “Alexander è un simpatico bambino di 8 anni, spigliato e socievole. I suoi genitori stanno affrontando una separazione molto conflittuale e presi da se stessi fanno fatica a vedere le esigenze del figlio. Alexander ha bisogno di qualcuno che lo ascolti, che giochi con lui, che offra dei momenti di svago” Per questo pensiamo che una figura matura, come una pensionata, possa essere per lui una buona compagnia per almeno due pomeriggi in settimana. “Daniel e Francesca, di 7 e 11 anni, frequentano la scuola con un po’ di difficoltà, ma hanno voglia di imparare. I genitori fanno fatica ad occuparsi dei compiti e sono molto preoccupati a far fronte alla condizione economica familiare” Si cerca un giovane studente o studentessa (maggiorenni) che il sabato mattina dedichi qualche ora per aiutarli nello studio. “Mattia, 15 anni ha perso un anno di scuola e da grande vuol far il meccanico. E’ cresciuto senza una figura maschile di riferimento e chiede di essere aiutato ad imparare un mestiere da una persona pratica e di polso, che si relazioni con lui” Cerchiamo una coppia (con figli già adulti) disponibile a dedicare qualche ora a Mattia, per svolgere assieme lavori manuali (giardinaggio, traslochi, meccanica ecc) Queste sono alcune delle situazioni di bambini e ragazzi, le cui famiglie chiedono ai servizi sociali un supporto per alcuni momenti della giornata. Lo Sportello Affetti Speciali, cerca persone, single e famiglie (con o senza figli), studenti e pensionati che vogliono collaborare a dare una mano per poche ore alla settimana nei progetti di accoglienza. L’accoglienza familiare consiste nel prendersi cura temporaneamente di un bambino o di un ragazzo quando i genitori, per motivi di lavoro, per difficoltà personali o relazionali, per assenza di reti familiari, non sono in grado di occuparsene autonomamente. Ai volontari si chiede di sostenere dei colloqui di conoscenza per cogliere gli elementi utili ai fini dell’abbinamento con la situazione sociale del bambino e della sua famiglia. Vengono garantiti momenti formativi e di confronto, individuali e di gruppo, per sostenere i volontari nell’azione concreta dell’ accoglienza. Chi volesse aver maggiori informazioni può telefonare allo Sportello Affetti Speciali 0461.889948 (al mattino)


NONNA LUCIANA “La panetara”

Una vita di grande lavoro, ma anche tante soddisfazioni, un adorato marito ed una famiglia unita della quale è orgogliosa, più di cinquant’anni al servizio della comunità di Canova… è questa la storia di Luciana Tomasi detta da tutti Nonna Luciana o “La panetara”. Incontro Luciana proprio il giorno del suo 89simo compleanno e casa sua è un via vai di amici e parenti desiderosi di farle gli auguri! Mi chiede di cosa dobbiamo parlare e le dico che sono pronta ad ascoltare qualsiasi cosa lei abbia voglia di raccontarmi, mi hanno parlato di lei e dei suoi diari, grazie ai quali ha raccolto non solo i suoi ricordi, ma quelli dell’intero quartiere. Dal 1977 Luciana si appunta le cose successe nel quartiere, gli impegni ed i successi suoi e dei figli, i cambiamenti del quartiere ed ogni novità. Partiamo da lontano con la nostra chiacchierata, Luciana è nata a Cognola dove ha vissuto con la famiglia fino a quando nel 1948 si è sposata e trasferita a Piedicastello dove il marito lavorava come panettiere assieme ad uno zio. La commozione le rompe la voce quando mi parla del marito Attilio Tomasi , lo descrive come un uomo affabile, gentile e pieno di vita. E’ stato lui a cercala a Cognola, quando ancora molto giovane si recava alla fontana a prendere l’acqua per la famiglia. E ringrazia i suoi genitori che hanno acconsentito affinché si sposassero e le dessero la possibilità di vivere un matrimonio lungo ben 63 anni. Nel 1954 lei ed il marito sono arrivati Canova, “Allora qui non c’era niente, intorno a noi c’erano solo campagne e poche altre case”. I Tomasi vivevano nella casa dei Moser dove un tempo v’era l’osteria ed avevano il forno dove allora c’è l’attuale Parafarmacia e Luciana mi parla con affetto dei signori Pedrotti dai quali erano affittuari. All’epoca il pane veniva consegnato a domicilio in grandi quantitativi che coprivano il fabbisogno di intere famiglie e della consegna si occupavano i figli fin da giovanissimi prima di andare a scuola, erano più di trecento le famiglie che acquistavano il pane dai Tomasi. Un evento che ha interessato l’intera città e del quale Luciana mi parla è l’alluvione del 1966, durante il quale hanno perso i mobili e tutto ciò che possedevano, anche i macchinari per la produzione del pane furono danneggiati ed il marito le diceva “qua no ghe da pianzer, ma da tirarse su le maneghe che la vita la continua!” In quei giorni furono ospitati a Cognola nella sua casa natale e mi racconta che da lassù Canova sembrava un grande lago. Gli spostamenti erano resi difficili dalle condizioni metereologi che e dall’impraticbilità delle strade ma grazie a tanta buona volontà ed all’aiuto di amici e parenti riuscirono a rimettersi in piedi ed ha ricominciare presto la produzione.

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Nel 1967 aprirono il primo piccolo spazio di vendita al dettaglio nel logo dove producevano, in attesa di costruire la loro casa dove si trasferirono nel 1973 con il laboratorio e la vendita al dettaglio. Nel 1979 acquistarono lo spazio dove ancora oggi troviamo il panifico IL FORNO e dove Luciana ha lavorato fino a pochi anni fa. Mi racconta fiera che tiene ancora la contabilità del negozio ed ha imparato dal marito Attilio, con l’avvento dei primi registratori di cassa era un po’ restia ad utilizzarli, faceva tutti i calcoli a

mente, ma quando ci ha provato, perché è diventata obbligatoria l’emissione dello scontrino, ha capito quanta comodità si fosse persa fino ad allora!! Nonna Luciana mi mostra un bigliettino, parte dei suoi diari, nel quale ha appuntato tutte le date relative alla loro attività 79 negozio nuovo 83 pasticceria a Gardolo 97 gestione panificio Melta 2002 a Gardolo non solo pasticceria ma anche pane e latte I suoi diari raccontano la storia di Canova, della sua famiglia e della loro attività, tutt’oggi punto fermo per la comunità Canovera. È orgogliosa dei figli la signora Luciana, fare da mangiare per loro ed i nipoti è ciò che ora la riempie di gioia e le da la forza di continuare. Mi racconta orgogliosa che il figlio Paolo ha studiato molto l’arte della pasticceria ed è lieto di insegnarla nei numerosi corsi che tiene! Ha frequentato per anni la comunità di San Patrignano per insegnare l’arte della pasticceria. Sandro invece si dedica di più al pane, ma entrambi insieme alla sorella Maria gestiscono l’attività di famiglia insieme ai nipoti, e siamo ora alla quarta generazione di Tomasi panificatori! Il pensiero torna nuovamente al marito Attilio scomparso nel 2013, Luciana si emoziona nel nominarlo e nel mostrarmi l’ onorificenza ricevuta nel 2005 per i 50 anni d’attività, mi racconta dell’investitura a Cavaliere della Repubblica e mi ripete più volte che “tutti i ghe voleva ben a me marì, l’era en brao om e el gaveva sempre na bona parola e na battuda per tutti!”. Si avvicina l’ora del pranzo ed il menù di oggi a casa Tomasi prevede gnocchi di patate, saluto Luciana per lasciarle il tempo di preparare e lei nell’accompagnarmi alla porta mi dice “ades che la va via scrivo che l’ei stada qua”, ed ora sono anche io nella storia di Canova !


Il Gruppo Sportivo Canova Bocce Il Gruppo Sportivo Canova Bocce, oltre che essere fiore all’occhiello e motivo d’orgoglio per l’intera comunità, trova nella propria sede anche un luogo di aggregazione e socializzazione di riferimento per tutto il quartiere. La storia del Gruppo sportivo parte da lontano, negli anni 1980 l’allora assessore ai lavori pubblici del Comune di Trento Giuseppe Agrimi sensibile alle richieste del sig. Albino Depaoli realizza nelle adiacenze della Chiesa di Canova un campo di bocce comunale con una sola corsia per il passatempo degli appassionati di questo bellissimo sport. La proposta dei Canoveri trovò l’appoggio del Comune visto l’elevato numero di soci e simpatizzanti, si parla di un gruppo di circa 300 perone. Non solo bocce per il gruppo sportivo che nei primi anni trovò alcuni successi nelle corse campestri e fornendo l’appoggio alla squadra di calcio a 5 di Canova. La prima pista di bocce era scoperta, e veniva utilizzato per il deposito del materiale un box di legno in possesso del circolo 3c, fino ad allora realtà attivissima nel quartiere. Il Bocciodromo trovava la propria collocazione all’interno di uno spazio che fu per molto tempo al centro dei dibattiti locali in merito alla destinazione ideale. SI tratta dell’attualeparco pubblico, area che fu disboscata con l’intenzione di renderla a disposizione della cittadinanza, ma con poca chiarezza su quale fosse la struttura migliore da realizzare. Inq uegli anni si parlava di un campo da tennis, di una pista di pattinaggio, ma la prima idea ad avere davvero presa nella comunità, in circoscrizione epoi in Comune fu quella del Bocciodromo. E’ questa la base di partenza, di incontro e di socializzazione che negli anni successivi ed in modo specifico l’anno 1983 porta alla concretizzazione e  quindi alla nascita dell’attuale GRUPPO SPORTIVO CANOVA. Le persone che hanno dato vita al sodalizio sono state ALBINO DEPAOLI eletto nella prima assemblea Presidente dl Gruppo Sportivo Canova, Danilo Bolognani, Renato Bassetti, Livio Tasin, Benito Ciola, Riccardo Tamanini, Angelo Gottardi, Vittorio Tasin, Silvio Ceranelli, Dario Pisoni, Adolfo Tasin, Lorenzo Dallapè, Angelo Celva, Bruno Celva, Renato Nicolodi, Albino Tasin, Enrico Cainelli, Guido Moncher, Vittorio Moncher. Nel 1986 succede alla presidenza del sodalizio Renzo

Giacometti ed Albino Depaolo vieni nominato Presidente Onorario della Società. Renzo Giacometti rimane in carica fino al 1989 ed è proprio in questo periodo che si concretizzano le aspettative della società. La direzione della società, sempre compatta e attiva, prende i primi contatti con i responsabili politici Comunali e Circoscrizionali informandoli della necessità di disporre di una struttura sportiva più moderna, visto il numero sempre più consistente di iscritti alla società.

Le aspettative della società si concretizzano nel 1991 con la costruzione del nuovo bocciodromo comunale di Canova, due corsie coperte. Nel 1991 subentra alla guida del gs. Canova Giuseppe Cestari che rimane in carica della stessa fino alla sua prematura scomparsa avvenuta nel gennaio del 1993. Quale suo valido successore viene eletto all’unanimità Livio Tasin attuale ed impegnato Presidente. Con la direzione di Livio Tasin il bocciodromo viene ulteriormente ammodernato: nel 1999 viene chiuso sui lati perimetrali e dotato d’impianto di riscaldamento. Ora il gs. Canova dispone di un bellissimo impianto sportivo per tutti gli appassionati di questo bellissimo sport. E’, quindi, dal 1999 che il Gruppo sportivo Canova fa un salto di qualità in ambito sportivo: con il potenziamento della squadra vince il campionato di società provinciale e lo spareggio in Veneto aggiudicandosi la promozione. Nella stagione sportiva 2009 - 2010 vince il campionato di serie C ed è promosso alla categoria superiore la serie B. Dopo due anni la svolta nel campionato 2012-2013, la squadra potenziata e seguita dal tecnico Enrico Facchinelli si aggiudica la vittoria ai play off del campionato di società di serie B ed è promossa in serie A. Un risultato storico mai raggiunto da nessuna squadra trentina.

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L'angolo delle ricette Gnocchetti di pane “di quando eravamo poveri”

INGREDIENTI

PROCEDIMENTO:

300 gr.pane raffermo , 2 uova, 50 gr.farina 20gr pinoli, 30gr uvetta sultanina , 1 bicchiere di latte

Tagliare il pane a dadini piccolini o gratuggiarlo, ammollarlo nel latte x 10mn. strizzarlo e in una ciotola impastarlo con le uova l’uvetta ( precedente ammollata in acqua tiepida) i pinoli ( tostati in un pentolino senza grassi) e la farina. Mescolare bene, mettere a bollire acqua con poco sale. Con 2 cucchiai formare delle knell ( palline ovali ), metterle a cuocere quando vengono a galla sono cotte. Condire con burro fuso e abbondante parmigiano

“ricetta di Marisa”

PRENDIAMOCI CURA DI NOI

Un nuovo gruppo di auto mutuo aiuto a Canova di Gardolo è nato! Da gennaio 2014 quattro le serate di introduzione a tutto il quartiere multietnico era esteso l’invito di partecipazione grazie anche a un volantino con sei lingue di traduzione. Con professionisti e testimoni, di gioco d’azzardo, benessere mentale e attività fisica abbiamo parlato. Un’altra volta il tema delle emozioni è stato affrontato Per scoprire infine la risorsa che può essere l’auto mutuo aiuto. I partecipanti sono stati tanti e in molti c’è stata la voglia di andare avanti. Il gps a febbario è così nato e nessuno lo ha più lasciato. Della nostra salute ci occupiamo e di tutti i temi parliamo. Ognuno con le sue difficoltà può trovare nel gruppo ascolto e un pizzico di serenità! Tutti i mercoledì sera in dodici ci troviamo il proprio tempo a ognuno dedichiamo. Rapporto con il cibo, depressione, relazioni e tanto altro emerge in un clima sempre più affiatato che coinvolge. Ognuno ha il suo percorso da affrontare, ciò che vuole superare

e il gruppo è li per poterlo supportare senza mai giudicare. C’è chi ha detto: “ aspetto il mercoledì per potervi incontrare e la mia settimana raccontare prendermi del tempo per potermi sfogare, uscire di casa e dalla mia situazione almeno per un pò staccare per poter a me pensare”. È un gruppo per lo più territoriale che una risorsa per la comunità può diventare in cui le coordinate della propria salute ritrovare!

Il GPS (gruppo di promozione della salute) è uno spazio in cui ogni persona che vi partecipa può trasformare le proprie difficoltà e fragilità in risorse e stare meglio. Il gruppo di auto mutuo aiuto di Canova consente è un’occasione per affrontare i temi legati alla salute, promuovere il benessere individuale e della comunità, allenare le proprie capacità di vita e aprirsi al cambiamento. Il gruppo è aperto a chiunque voglia provare a mettersi in gioco in un clima di reciproco scambio, sostegno e serenità. per informazioni 0461-239640

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GRAZIE

Da giugno vi aspettiamo nella nuova sede di via G. Unterveger L’Ora di… - Periodico d’informazione di Comunità iscritto al Registro Stampa del Tribunale di Trento in data 18 dicembre 2013, n. 24 del 2013; Proprietà: Cooperativa Sociale Arianna; via Marco Pola, 7 38121 Gardolo (TN); Direttore responsabile Alessandro Graziadei In redazione in questo numero: il gruppo GPS, Marisa, Gli amici del Caffè, Luciana Tomasi, alcuni membri del direttivo del G.S. Canova Bocce, Sportello Affetti Speciali le Educatrici della Casetta. Stampa: Tecnoitalia Srl. / Anno 3° n.4 REDAZIONE La redazione si ritrova ogni giovedì mattina dalle 10.00 alle 12.00 presso La Casetta. Per info e/o inviare articoli: lacasetta@arianna.coop Seguiteci su Facebook alla pagina “Centro Aperto La Casetta” e sul nostro sito www.arianna.coop per rimanere sempre aggiornati sulle nostre proposte e consultare i numeri precedenti

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C’era una volta… STORIA CANOVERA Gli esercizi commerciali dal dopoguerra agli anni ‘50 Dopo il drammatico periodo della I guerra mondiale la frazione comincia ad animarsi con le prime attività commerciali e i primi caseggiati. Fra i pochi da ricordare quello dei “Piseti” Egidio e fratelli che essendo muratori e carpentieri edificarono la casa dove oggi c’è la gelateria. In questa casa fu aperto il primo bar di Canova, gestito da prima dalla moglie di Egidio poi dalla figlia Merj e Ivana. Questo bar offriva il gioco bocce, il telefono, unico in tutta la frazione e i proprietari venivano in casa per dirti che c’era una telefonata urgente. Fu anche il primo luogo pubblico ad avere la televisione. Appuntamento per tutti per vedere Lascia o Raddoppia e il Festival di San Remo. Altri capofamiglia iniziarono con grandi sacrifici a costruire con le proprie mani e con l’aiuto di amici la loro casa dando l’impronta al nucleo vecchio di Canova. I Moser aprirono nel 1933 un negozio alimentari con rivendita tabacchi. L’attività si trovava in casa Lucin di fronte alla “baracca” dell’Albino. Questa baracca era un residuo del campo di concentramento, della prima guerra mondiale, che si trovava dove ora sono gli Ambrosi. Assieme alla bottega i Moser avviarono anche una segheria che si trovava fra la strada per Roncafort e la strada che porta al Lavisotto. Da Rolo giunsero i Benatti con il loro commercio di maiali. Altra segheria fu avviata da Ruggero Pedrotti che faceva opere di carpenteria. La falegnameria era situata dove ora c’è la Parafarmacia. A sud della frazione c’erano già il “Galtarossa” la “Sloi” la “Ferriera” e il “Prada”. La corsa al lavoro dipendente e abbandono dell’ agricoltura continuava, non sapendo purtroppo, che danni provocava alla salute lavorare in queste aziende. Un’altra guerra, ancora più drammatica e devastante della prima, coinvolgeva anche la nostra frazione. Nella casa “rossa” dei Moser si era piazzato il commando tedesco. Purtroppo qualche canovero rimase coinvolto in drammatici e luttuosi eventi. A seguito dei bombardamenti americani, la fuga ai “stoi” rifugi scavati nella roccia a Melta, era un fatto quasi quotidiano. Famigerate erano le incursioni del “pippo” aereo che volava di notte e che dove vedeva una luce scaricava tutte le sue micidiali bombe. Per anni si e’ poi trovato nelle fognature e nel sottosuolo

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molto materiale bellico che i tedeschi prima di ritirarsi nascondevano o distruggevano. Lasciamo questo orrendo periodo e guardiamo avanti. Finita la guerra iniziano altre attività. Nei primi anni 50 da Trento si sposta a Canova il panificio Tomasi Attilio. Dapprima nella ex segheria Pedrotti e poi nell’attuale sede. I Moser aprono un secondo negozio a Canova Bassa gestito dalla “zia Anna”. Di fronte a questo apre una macelleria Carlo Stocchetti. Queste attività cessarono a causa dell’alluvione, purtroppo coperte totalmente dall’acqua. Pio Demozzi inizia una attività di commercio galati “Delizioso”, pur continuando con il trattore a seguire la campagna. Suo fratello Adino, tuttora contadino ad oltre 90 anni, con la moglie Adriana apre un negozio di verdura dove ora c’è la Tecnodue. Anche l’istruzione mette piede a Canova e proprio in casa Demozzi sorge la scuola elementare, prima e seconda classe. Per questi alunni e quelli un po’ più grandicelli c’era un appuntamento che nessuno si perdeva, le filmine della Alma. Questa ragazza, per i ragazzini di allora già “vecchia” aveva un apparecchio per le diapositive, rarissimi negli anni 50, e nella baracca dell’ Albino proiettava le filmine di Maria Goretti, Bernardette e altri santi. Praticamente una sorta di ora di religione.

Un personaggio che di certo merita un posto in queste righe è proprio “l’Albino” e la moglie Olga, sempre disponibili a dare spazio in casa a questa e altre attività. La loro “ara” era un ritrovo per “sfoiar” il granoturco, per raccontarsi storie e uno dei primi locali per la lotteria per la nuova chiesa. Albino oltre che da sempre sacrestano della chiesa, assieme a Angelo Gottardi, Guido Moncher e Dolfo Tasin fu tra i fondatori dell’attuale bocciofila. Siamo giunti a metà anni cinquanta e incomincia l’avventura della chiesa e subito dopo del boom edilizio.

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L'ora di canova2 definitivo  

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