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Arianna

EDUCATIVA DI STRADA

Febbraio 2015

Canova PERIODICO D’INFORMAZIONE DI COMUNITÀ

L’anno che verrà

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico e come sono contento di essere QUI in questo momento vedi caro amico cosa mi serve inventare per poterci ridere sopra, per continuare a sperare. e se quest’anno poi passasse in un istante, vedi amico mio come diventa importante che in questo istante ci sia anch’io l’anno che sta arrivando tra un anno passerà io mi sto preparando è questa la novità. Lucio Dalla

E’ con queste belle parole che vogliamo dare il via a “L’ora di … Canova”, con la speranza che quest’ “anno che verrà” sia per tutti voi scintillante e pieno di gioia, ma soprattutto che nei momenti di sconforto e difficoltà, ma anche di gioia e soddisfazione tutti noi si possa contare su una comunità capace di ascoltare e di stringercisi attorno! L’ora di … Canova, è un periodico d’informazione gratuita costruito DALLA gente PER LA gente, in ogni numero ospiteremo in redazione chi di voi avrà voglia di raccontarsi, attraverso una storia, una ricetta, una curiosità, una poesia, insomma qualsiasi cosa vogliate di condividere con gli altri Canoveri! Nell’augurarvi buona lettura vi invitiamo quindi a contattarci per unirvi alla nostra redazione, il sogno che sta dietro a questo giornalino è quello di unire le persone nei racconti personali per creare un unico grande racconto che parli di tutti noi, che a Canova viviamo o lavoriamo trascorrendo del tempo assieme! SOGNATE CON NOI!! la Redazione

CANOVA SI RACCONTA Anche i sogni si realizzano (se ci si crede): infatti è grazie alla determinazione e all’impegno della gente di Canova, alle associazioni, sostenuti dal Polo Sociale e dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Trento, che nel maggio del 2007 venne inaugurata LA CASETTA, da allora gestita dagli educatori della Cooperativa Arianna in collaborazione con le varie realtà del territorio. La storia di Canova comincia però molto prima, e diventa complessa verso la fine del ‘900, con l’arrivo di nuovi cittadini provenienti dalle valli Trentine,poi dal Sud Italia ed infine da molti altri paesi del mondo. Ai tanti cambiamenti i Canoveri, le associazioni piccole e grandi, hanno sempre cercato di trovare nuove risposte da dare alla convivenza e alle trasformazioni che questa comporta. Speranze, fatiche, timori, delusioni, voglia di fare comunità si sono alternate nella quotidianità, ma…quello che non è mai mancato a Canova è sentirsi pronti a ripartire, ad arrabbiarsi se necessario, anche duramente, ma per poi ritrovare quel sorriso e la voglia di stare insieme, al parco nei bar, alle feste, in bocciofila, in pizzeria, in Chiesa….per strada. E tra le tante cose pensate e proposte negli anni nel 2004 i primi Educatori di Strada misero piede nel parco di Canova, laddove dove ora sorge La Casetta vi era uno skate-park luogo d’incontro per i tanti giovani abitanti del quartiere. Si capì fin da subito l’energia di quei ragazzi e l’importanza di dare loro uno spazio che potesse essere luogo di racconto, ascolto, confronto, espressione e divertimento! Piano piano quei bisogni trovarono ascolto e voce nell’amministrazione Comunale, attenta a quanto si manifestava a Canova e attraverso piccoli e concreti passi siamo arrivati a oggi: alcuni problemi sono rimasti, altri se ne sono aggiunti ma non ci si è mai

arresi anzi…emerge quotidianamente, anche nelle piccole cose una comunità attenta, solidale, vogliosa di sentirsi protagonista, che crede e si adopera per una Canova più vissuta e partecipata, e alla fine ricerca una vita normale da condividere. In questa cornice s’inserisce “La Casetta” che si dedica attraverso educatori professionali quotidianamente ai ragazzi dagli 11 ai 20 anni, con attività di sostegno allo studio e di gioco, ascolto e confronto, ma anche accompagnamento al lavoro. La Casetta ospita anche incontri, feste, tavoli di lavoro, serate in forma di cinema, aperta a sempre nuove idee e stimoli che possono provenire dalla comunità (dal prossimo numero incominceremo a raccontarvi tutto questo), con un occhio rivolto al futuro ma con la voglia di riscoprire la storia, le persone che hanno e abitano e fatto crescere Canova. Problemi certamente ve ne sono ancora, inutile negarlo, ma Canova trova il più delle volte una risposta positiva, e noi con questo giornalino vogliamo raccontarlo. In questo numero vi racconteremo alcune storie, che assieme formano la fantastica storia di Canova. La rubrica “C’era una volta” nasce grazie alle testimonianze ed alla voglia di raccontarsi di alcuni cittadini, in particolare in questo numero vi racconteremo vi racconteremo le testimonianze degli “amici del caffè”. Questa rubrica non vuole diventare il capitolo di qualche autorevole libro di storia, ma intende dar voce a chi ha vissuto il quartiere ed ha voglia di raccontarlo secondo la propria esperienza di vita. Vorremmo ripercorrere gli eventi del passato per costruire una “memoria collettiva” che ci aiuti a costruire un presente condiviso dai cittadini di Canova di ieri e di oggi.


C’era una volta… STORIA CANOVERA

La nascita del quartiere, le famiglie e le industrializzazioni

Nella prima puntata della “Storia Canovera” vi racconteremo le origini del quartiere, i primi insediamenti residenziali della zona ed i grandi cambiamenti degli inizi del 1900 con l’avvento della GRANDE GUERRA. CA’NOVA: la prima casa che ha dato nome alla nuova località risale probabilmente al 1681. Tale data si può ancora leggere sulla chiave di volta di uno dei portoni della “Ca’”. A Canova bassa, nella zona dove ancora oggi si può notare l’antico portico, vi erano i Tasin e i Bassetti, a fianco i Demozzi e più giù i Postinghel ed i Celva. Canova si sviluppa come quartiere agricolo e alla fine del 1700 non vi erano da queste parti particolari insediamenti agricoli o residenziali, in quanto vi era molta acqua che impediva di edificare o coltivare i campi. Da questa caratteristica del territorio nasce il nome dell’attuale VIA PALUDI, che fa chiaramente riferimento a quando questa zona era “paludosa”. Nei primi anni dell’ottocento arrivarono a Canova dall’altopiano di Pinè i Moser, da Civezzano i Grassi, da Albiano Curiosità: si i Pisetti “biani” ed i Lazzeri, di seguito i fino a pochi anni fa il Demozzi da Stella di Man, Menestrina, a cor an poteva vedere à Gottardi, Depaoli e Ambrosi da Piazze cit bli pub la del dipinto po- di Pinè. eria till dis ia ter l’os del Allora tutti gli abitanti della zona visto sulla facciata est del nte fro di nca la casa bia vevano di agricoltura con alcune ecall’attuale tabacchino. cezioni come la famiglia Moser che gestiva un’osteria e distilleria e la famiglia Ambrosi che fondò un’officina

meccanica per la lavorazione del ferro. Dopo la prima guerra mondiale con l’arrivo delle industrie nelle zone adiacenti all’abitato di Canova, diversi figli di contadini lasciarono i campi per andare a lavorare nelle prime aziende insediate. Dove ora c’è l’interporto, c’era il “campo di aviazione” tedesco e lì, nel 1938 negli hangar lasciati vuoti dopo la guerra si insediò la Caproni, azienda che nel milanese fabbricava aerei. Essendo il titolare Conte Gianni Caporni Trentino di nascita, desiderava che la sua industria potesse svilupparsi anche a Treno e quel luogo era l’ideale, in quanto già campo d’aviazione. Per sette anni, dal 1938 al 1945, si lavorò solo per necessità belliche, operazione che impiegò oltre mille operai. Con l’andare degli anni, cessate le necessità belliche, in quella fabbrica non si produssero più aerei, ma motociclette, fra le quali la mitica “Capriolo”. Nel 1958, purtroppo, la Caproni fallì e nello stabilimento si successero diverse altre aziende: L’Aeromerew motori, la Panard automobili e poi negli anni ’60 la Laverda.

Il presepe di canova

gli amici del Caffè

Dall’inizio degli anni ’90 un gruppo di volenterosi abitanti del quartiere si impegna nella realizzazione del Presepe Canovero. Per i primi 2/3 anni venne fatto in chiesa, era molto più semplice del bellissimo Presepe esterno che tutti noi siamo abituati a vedere, era infatti costruito utilizzando un tavolone di legno come base, sul quale venivano appoggiate alcune “statuine” provenienti dal negozio “Nicolodi” dove erano state utilizzate in passato per un Presepe che veniva allestito in vetrina! Dopo qualche tempo coloro che lo costruivano decisero di “tassarsi” investendo del denaro per acquistare il materiale necessario alla costruzione di un Presepe che potesse stare all’esterno resistendo alle intemperie invernali. Grazie al fondamentale contributo di Paolo Demozzi riuscirono ad acquistare la casetta in val di Fassa, realizzata col legname originale delle baite fassane. Ogni anno vengono fatte delle migliorie al presepe, sono state sostituite le tegole utilizzando “scandorle” della Val dei Mocheni e l’anno scorso grazie ad una delle mogli degli “amici” sono stati fatti in tessuto tutti i vestiti delle statue, che prima erano in carta. Passato il Natale ogni anno la casetta viene deposta “ai Celvi” sotto le arcate della strada statale, per gentile concessione del proprietario del terreno, in attesa di ritornare al proprio posto a fianco alla chiesa di Canova Anche quest’anno, il 5 di dicembre gli “amici del caffè” per la gioia di grandi e piccini! hanno realizzato il bellissimo presepe Canovero.

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Le numerose storie delle volontarie del gruppo la Luce, si intersecano con le storie dei numerosi anziani di Canova che dal loro operato hanno trovato conforto. Canova è anche questo, è incontro, condivisione ed amicizie leali e sincere.

LE VOLONTARIE DEL GRUPPO “LA LUCE” DI CANOVA ALL’UNIVERSITA’ Mercoledì 28 gennaio si è svolto presso la facoltà di Sociologia un seminario dal titolo “L’Università incontra il territorio” che ha avuto l’obiettivo di tracciare un quadro sul futuro dei Servizi Sociali, con un particolare affondo sul mondo degli anziani a domicilio e gli scenari che si stanno affacciando. É stata l’occasione per dare visibilità ad una serie di progettazioni promosse in questi anni dal Comune di Trento e di come siano state poste le basi per aumentare sempre di più le collaborazioni tra Servizi e volontariato. Erano presenti più di 100 persone nella “storica” aula 20 di Via Verdi: le introduzioni di funzionari del Comune, del dott. Mazzoli e del Professor Poli hanno ricordato l’importanza del volontariato, del valorizzare tutti i saperi uscendo dalla “specializzazione del lavoro sociale”. Sono poi state presentate 3 esperienze cittadine innovative di risposte ai bisogni degli anziani a domicilio: una di queste è la storia del gruppo “La luce”, volontarie di Canova che da anni si impegnano sotto traccia, con discrezione, riservatezza e perseveranza su questi temi nel quartiere. Domingo Garberoglio, educatore del Polo, ha spiegato che questa preziosa storia di cittadinanza attiva è nata a seguito della Ricerca Azione “Promozione dell’integrazione sociale delle persone anziane” attivata nel 2004 dal Polo Sociale con l’obiettivo di analizzare i bisogni degli anziani soli con più di 75 anni; ha evidenziato poi i risultati emersi e come il fattore umano sia stato una variabile determinante per la riuscita del progetto. Nanda Ceranelli ha raccontato, a nome del gruppo, come questo progetto abbia dato unità ai diversi interventi di volontariato che già erano presenti sul territorio garantendo così maggior comunicazione fra i tanti soggetti che si prendono cura degli anziani a Canova. “Siamo riuscite - ha proseguito la signora Ceranelli - a costruire rapporti di fiducia con alcuni anziani in difficoltà: la collaborazione ed il coordinamento regolare con le assistenti sociali del Polo è stata la novità di questa esperienza. Così ci confrontiamo sulle strategie di sostegno e la circola-

zione delle informazioni che ognuno di noi ha: ciò aumenta l’efficacia nelle risposte ai bisogni dei singoli anziani del quartiere. Non v’è dubbio che questa attività ci ha permesso di essere attive per la nostra comunità nei confronti di persone con le quali abbiamo avuto in passato relazioni significative nonché con nuove persone che abbiamo potuto conoscere. Questo è un motivo di soddisfazione che ci permette anche di attribuire senso, significato all’essere cittadini nel nostro quartiere. Sentiamo il bisogno di fare delle cose per gli altri e questa esperienza ci permette di realizzarlo. Pensiamo sia determinante l’approccio con cui ci si avvicina a queste situazioni: entrando in casa di una persona anziana ci vuole discrezione ed umiltà, accettazione dei tempi dell’altro per costruire lentamente un rapporto di fiducia che arricchisce entrambi.” Con emozione ha raccontato brevemente la sua esperienza personale di questi anni che l’ha vista impegnata nei confronti di anziani isolati o che vivevano una diminuzione della propria autonomia. Emma Bellegante, assistente sociale del Polo, ha evidenziato che la relazione col gruppo di volontarie si è intensificata nel tempo passando da quattro incontri l’anno ad un incontro al mese. Ha rimarcato ai professionisti presenti l’importanza di credere nel lavoro con il volontariato che permette maggior unitarietà e coordinamento nella cura dell’anziano a domicilio. Da questa esperienza è emerso che il riconoscimento, la fiducia reciproca, la condivisione di informazioni, regolari incontri di confronto, sono le radici che si sono via via consolidate in questa collaborazione pluriennale. Ha messo in luce l’importanza di valorizzare l’azione del volontario, ascoltandone vissuti e bisogni formativi concludendo che, professionisti e volontariato sono ognuno per la sua parte, nodi sempre più stretti della rete che si prende cura degli anziani. Il Gruppo la Luce e il Polo Sociale

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Altra particolarità di questo quartiere è data dalla varietà dei profumi e dei sapori che si possono gustare per le vie di Canova, questa rubrica “culinaria” desidera raccontare in ogni numero una ricetta dal mondo, per questo numero partiamo dalla ricette calabrese di Lucia.

L'angolo delle ricette LA PARMIGIANA DI MELANZANE LEGGERA ricetta di Lucia INGREDIENTI: per circa 12 persone:

3 kg di melanzane ½ kg di mozzarella 2 kg di passata di pomodoro Basilico fresco

Cipolla per il soffritto ½ peperone Sale qb

PROCEDIMENTO: Lavare le melanzane e tagliarle a fette per il verso della lunghezza, salarle e lasciarle riposare almeno mezz’ora coperte da un panno e con sopra un peso. ( Lucia le mette nello scolapasta, coperte con un strofinaccio e vi appoggia sopra una pentola piena d’acqua). Nel frattempo in una pentola preparare il soffritto di cipolla, aggiungere la passata di pomodoro e farla cuocere aggiungendo un po’ di peperone, qualche foglia di basilico e sale. Una volta “sgocciolate” le melanzane passarle nella farina e friggerle qualche secondo nell’olio d’oliva bollente fino a doratura da entrambi i lati, posizionarle poi su carta assorbente. In una teglia da forno comporre il piatto, un strato di pomodoro, mozzarella a cubetti e melanzane, ripetendo l’operazione fino ad esaurimento degli ingredienti. Spolverare con del parmigiano, infornare in forno statico a 180° per 20-25 minuti. Se volete assaggiare la squisita parmigiana di melanzane di Lucia e tutte le altre sue ricette, passate a trovarla al Bar Ristorante Canova!!

Si conclude qui questo primo numero dell’Ora di… Canova, un nuovo capitolo della “Storia Canovera” è già pronto per essere raccontato, e quotidianamente tutti noi assieme possiamo costruire il capitolo presente di questa bellissima storia. Con le nostre quotidiane testimonianze d’affetto ed apertura verso i nostri vicini ed amici. Mettendoci in gioco per migliorare la vita di tutti nel quartiere. Se alcuni sogni si possono ancora avverare, allora la redazione pian piano sarà composta da tutti i Canoveri. Se avete voglia di far parte della redazione il giovedì mattina siamo in casetta a preparare (anche) il prossimo numero, vi aspettiamo per continuare a sognare assieme! Continueremo a racocntare progetti passati e presenti, sogni, desideri e paure che avete voglia di condividere. Nel prossimo numero vi racconteremo la storia del GS Canova Bocce, fiore all’occhiello dello sport trentino ed orgoglio di Canova e tanto altro ancora. Le Educatrici della Casetta L’Ora di… - Periodico d’informazione di Comunità iscritto al Registro Stampa del Tribunale di Trento in data 18 dicembre 2013, n. 24 del 2013; Proprietà: Cooperativa Sociale Arianna; via Marco Pola, 7 38121 Gardolo (TN); Direttore responsabile Alessandro Graziadei In redazione in questo numero: alcuni abitanti del quartiere, Il Gruppo Luce ed il Polo Sociale di Gardolo le Educatrici della Casetta Stampa: Tecnoitalia Srl. / Anno 3° n.2 REDAZIONE La redazione si ritrova ogni giovedì mattina dalle 10.00 alle 12.00 presso La Casetta. Per info e/o inviare articoli: lacasetta@arianna.coop Seguiteci su Facebook alla pagina “Centro Aperto La Casetta” e sul nostro sito www.arianna.coop per rimanere sempre aggiornati sulle nostre proposte e consultare i numeri precedenti

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L'ora di ... Canova n°1  
L'ora di ... Canova n°1  
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