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N° 6 GIUGNO 2017

POSTE ITALIANE S.P.A. SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE 70% - NE/VR

MENSILE DI ATTUALITà, COMMERCIO, TURISMO E SERVIZI DELLA CONFCOMMERCIO VERONA-IMPRESE PER L’ITALIA

IL TURISMO DEL FUTURO SPECIALE ASSEMBLEA DEI SOCI 2017

www.confcommercioverona.it

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Federico Sboarina sindaco di Verona: le sfide per una città sempre più internazionale

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Assemblea confederale, Calenda: il Governo non aumenterà l’Iva1


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277,60

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SCF Consorzio Fonografici (costo annuale 0-200 mq)

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500,00

1.000,00

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Pos commissioni pagobancomat 0,30/0,35 Pos commissioni carta di credito 0,60/0,75

UBI BANCA

35%

TOTALE RISPARMIO ANNUALE UBI BANCA commissioni pagobancomat 0,30 distributori carburanti 0,35 altre attività Commissioni Carta di Credito 0,60 distributori carburanti 0,75 altre attività revisione 25 maggio 2016

B.P.V. Commissione Pago Bancomat 0,32% su transazioni inferiori € 30,00 0,35% su transazioni superiori € 30,00 B.P.V. Commissioni carta di credito 0,90% su transazioni inferiori € 30,00 1,20% su transazioni superiori € 30,00

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OPPORTUNITA’

DESCRIZIONE


06/17

Il Commercio Veronese Organo ufficiale della Confcommercio-Imprese per l’Italia della Provincia di Verona Anno XXXXVI - n. 6 Giugno 2017

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SPECIALE ASSEMBLEA 2017

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• Il turismo guarda al futuro

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• La relazione di Paolo Arena

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ATTUALITÀ

Autorizzazione Tribunale n. 263 dell’11.09.1971 Spedizione in A.P. 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Verona

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• Sangalli: accelerare le riforme

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• L’Ente bilaterale cresce

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• Imprenditori guerrieri

una copia: 0,10 euro abbonamento: 1 euro 

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• Scoprire il mestiere del futuro

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• Agenti e tecnologie

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RUBRICHE

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• CRESCIAMO INSIEME di Paolo Arena

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• SPORT - Il Cangrande del Bentegodi

Editore Confcommercio As.Co. Verona Direttore Paolo Arena Direttore responsabile redazione, videoimpaginazione Mirko Aldinucci Redazione c/o Confcommercio Verona, Via Sommacampagna, 63/H 37137 Verona tel.045-8060811 fax 045-8060888 ilcommercioveronese@confcommercioverona.it www.confcommercioverona.it Stampatore Gmg Press srl Via Ventura, 6 - 37135 Verona

Le foto di questo numero sono di: Mirko Aldinucci, archivio Tutti i numeri de Il Commercio Veronese sono disponibili in pdf sul sito www.confcommercioverona.it


CRESCIAMO INSIEME

n. 6 giugno 17

Tante le sfide per Verona e il sindaco Sboarina: insieme per affrontarle al meglio di Paolo Arena Ci complimentiamo con il neo sindaco Federico Sboarina per l’indiscutibile successo ottenuto al ballottaggio e porgiamo a lui e alla sua futura squadra i migliori auguri di buon lavoro, certi che il colloquio costruttivo tra Confcommercio e l’amministrazione comunale continuerà con lo stesso livello di collaborazione degli ultimi anni. Molte sono le sfide e le questioni aperte in una città commerciale e turistica di primo piano come Verona, sfide che Confcommercio ha riassunto nel documento programmatico sottoposto ai candidati a sindaco prima delle elezioni: il rilancio della Fondazione Arena; lo sviluppo della Fiera; la viabilità in Centro storico con una facile accessibilità a tutte le zone della città con una integrale riconfigurazione della Ztl per non penalizzare le imprese del commercio e del turismo, vitali per lo sviluppo economico e sociale; la definizione delle tende in piazza Erbe; la riduzione di Tari e Tasi; un utilizzo ragionato delle piazze cittadine, con massimo tre eventi l’anno, andando a privilegiare le piazze diverse da piazza Bra e piazza Erbe; la lotta alle attività irregolari che stanno proliferando soprattutto nel comparto ricettivo; lo sviluppo della promozione turistica con una forte azione nei confronti della Regione affinché riformuli una legge più 4

efficace, rendendo la Dmo rispondente alle esigenze di promozione, commercializzazione e accoglienza; la scelta un tecnico, proveniente dal mondo dell’imprenditoria, per l’assessorato al turismo e al commercio; un’attenzione allo sviluppo dell’aeroporto, fondamentale punto di riferimento nell’incoming turistico per la città. Il lavoro da fare non manca, Verona ha raggiunto punte di eccellenza in molti ambiti ma ha bisogno di continuare a lavorare sodo per crescere e non perdere terreno nei confronti dei numerosi competitor nazionali e internazionali in uno scenario globale sempre più complesso e veloce: per questo siamo disponibili fin da subito a un confronto a 360 gradi su tutte le questioni che investono lo sviluppo socio-economico del nostro territorio e a fornire tutte la collaborazione necessaria.


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2017-05-30 13:37:13 +0000


SPECIALE ASSEMBLEA 2017

n. 6 giugno 17

Il turismo guarda al futuro L’assemblea pubblica di Confcommercio Verona con Antonio Tajani

Il turismo 4.0, il turismo del futuro, è stato il tema cardine dell’assemblea pubblica 2017 di Confcommercio Verona che si è svolta lunedì 5 giugno in un Auditorium Verdi della Fiera di Verona gremito. Puntualissimo l’ospite d’onore Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo, che prima dell’inizio dei lavori si è intrattenuto al quinto piano del Palazzo Uffici con autorità, parlamentari e imprenditori veronesi. Poi il via all’assise, con l’ampia relazione del presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena accompagnata da immagini e filmati emozionali sullo sfondo. Arena ha parlato delle sfide di un settore in crescita (i numeri parlano di 2 miliardi di viaggiatori entro i prossimi 15-20 anni, il Veronese lo scorso anno ha registrato una crescita delle presenze turistiche del 18,3% in città e del 7,3% sul lago di garda), che rappresenta “il futuro non solo dell’economia ma della nostra società” e deve puntare “sull’utilizzo delle nuove tecnologia e sulla sostenibilità”. Un settore che ha bisogno di politiche definite, “di una cabina di regia” e deve però fare i conti “con un’illegalità diffusa e tollerata: sul mercato italiano si contano oggi oltre duecentomila alloggi che operano attraverso diversi portali che permettono di affacciarsi al mercato globale; il fisco Italiano e le istituzioni ne conoscono solo 33mila”. “A ciò - ha detto ancora Arena - si aggiungono gli home restaurant e le decine di attività connesse al mondo del turismo che 6

hanno creato una economia ombra nemica dello sviluppo di un paese imprenditoriale e democratico”. Ecco allora che “servono regole uguali per tutti, perché il turismo sta diventando un far west mentre la pressione fiscale soffoca le imprese ‘regolari’ ”. A seguire la tavola rotonda moderata da Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del Tg1, in cui Tajani ha spaziato sui grandi temi che interessano oggi il Vecchio Continente. “Lotta al terrorismo, immigrazione e disoccupazione giovanile - ha detto - sono le tre grandi emergenze dell’Europa, le possiamo affrontare solo lavorando insieme ma serve che la Ue abbia coraggio di prendere le decisioni. L’Europa è spesso criticata e bistrattata, ma attenzione: troppo spesso i politici per nascondere le loro colpe addossano responsabilità a Bruxelles, che non è la causa di tutti i mali”. “Gli italiani partecipano poco all’Europa, la Germania sì ed è

per quello che comanda”, ha aggiunto Tajani, “Serve più Italia in Europa, anche a livello di corpi intermedi, Bruxelles è un’altra capitale. Dopo la Brexit, Italia e Spagna hanno il dovere di contare di più, anche per tutelare le 4 milioni di piccole imprese che non possono essere soffocate dall’austerity”. “In futuro avremo sempre meno pubblica amministrazione e sempre più piccoli imprenditori, servono politiche a sostegno dell’imprenditoria, ne sono fautore”, ha proseguito Tajani, ricordando “la direttiva sui pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese che prevede un periodo massimo di 30 giorni ma non è rispettata dalla maggior parte delle Regioni”. E sul tema delle regole: “I campioni del digitale mondiale utilizzano la propria forza per non rispettarle. La multa comminata dalla Ue a Google è un segnale forte”. Capitolo pressione fiscale: “servono riforme a livello europeo ma anche nazionale nell’ottica dell’ar-


SPECIALE ASSEMBLEA 2017

monizzazione”. E sulla globalizzazione: “Va cavalcata mostrando i muscoli quando serve proteggere le nostre imprese e le nostre eccellenze dalla concorrenza sleale”. Tajani, ancora, ha sottolineato “l’importanza dei corpi intermedi” aggiungendo che “la riforma che prevede la cancellazione delle Camere di Commercio è un errore: il sistema camerale è di grande aiuto allo sviluppo e all’internazionalizzazione delle imprese”. In precedenza, in un videomessaggio, il presidente confederale Carlo Sangalli aveva portato il proprio saluto ai relatori e alla platea mettendo in rilievo l’importanza di “unire le nuove tecnologie con la creatività, la competenza e la passione degli imprenditori, soprattutto dei più giovani”.

In queste e nelle prossime pagine immagini dell’assemblea del 5 giugno

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SPECIALE ASSEMBLEA 2017

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La relazione di Paolo Arena «Più competitività con nuovi strumenti, lotta all’abusivismo»

Carissime colleghe, cari colleghi, autorità, gentili ospiti buona sera e grazie per essere presenti così numerosi all’annuale assemblea pubblica di Confcommercio Verona. Un benvenuto speciale ed un grazie al Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, che è riuscito ad onorarci con la Sua presenza. Oggi il Presidente Tajani è una delle più alte figure di rappresentanza istituzionale dell’Europa ed è un italiano che ha visto riconosciuto il suo impegno, la sua preparazione e lavoro. Grazie Presidente, e ben tornato a Verona. Voglio mandare un saluto particolare anche al nostro infaticabile Presidente di Confcommercio Nazionale Carlo Sangalli che guida con autorevolezza e lungimiranza la Confederazione. Ringrazio per la presenza i dirigenti di CONFCOMMERCIO provenienti da altre provincie, i direttori ed il vice Presidente nazionale Sergio Rebecca. Un grazie sentito a tutta la squadra di CONFCOMMERCIO Verona, alla giunta, al consiglio, ai nostri collaboratori che hanno lavorato incessantemente per la realizzazione di questo evento, con uno spirito di squadra impeccabile. Un caro saluto e un ringraziamento anche al moderatore della serata, Gennaro Sangiuliano, vice direttore del Tg1 che ha contribuito in modo importante alla realizzazione di questa serata e ai nostri sponsor, che ci seguono e permettono eventi come quello di questa sera. 8

L’assemblea pubblica, rappresenta il momento di maggiore aggregazione associativa, perché proprio qui proponiamo al mondo politico ed istituzionale i progetti, le idee le prospettive e le speranze del mondo che rappresentiamo, un mondo che può contribuire in modo importante a far ripartire il nostro Paese. Un modo per ribadire il nostro desiderio di essere protagonisti e di fornire una risposta unitaria alle sfide che il nostro tempo ci impone.   Scenario Quante cose sono cambiate dal 1945 anno di costituzione di Confcommercio, anno della fine della seconda guerra mondiale! È cambiato il nostro modo di viaggiare, di commerciare, di comunicare e di utilizzare tecnologie sempre più avanzate. L’intera civiltà globale mette al centro l’economia, per usare un’espressione del filosofo Emanuele Severino si può affermare

che l’economia oggi domina «l’esistenza storica». Se in epoche passate il destino dei popoli era legato a fattori demografici o militari, oggi esso è strettamente dipendente dallo stato di salute economico. Si è affermata la tecnica: quella che vent’anni fa era una startup (Google)… oggi è la seconda azienda al mondo per capitalizzazione con ben 528 miliardi di euro – e ha rivoluzionato il nostro modo di vivere utilizzando la rete. La medicina ha raggiunto obiettivi insperati e la tecnologia anche robotica è entrata nelle sale operatorie. Le persone viaggiano per ottenere le cure migliori. Cambiano le nostre società, sempre più multietniche e multiculturali, ma non cambia la conflittualità di fondo, a distanza di 60 anni i focolai di guerra sono sempre gli stessi: la Corea, il Medio oriente. Si è affermato, con molte incertezze, l’idea di un soggetto comune europeo che sia erede e continuatore degli aspetti positivi


SPECIALE ASSEMBLEA 2017

dell’esperienza nata nei primi anni del secondo dopoguerra. Prima di affrontare il tema della serata vorrei fare alcune considerazioni sullo scenario economico attuale. Secondo il Fondo monetario internazionale, nel 2016, la crescita globale delle economie è rallentata attestandosi al 3,1%. Per il 2017 la previsione è di una crescita del 3,4%. Entrambi i dati, rivisti al ribasso rispetto a precedenti stime, risentono delle incertezze politiche che hanno caratterizzato il 2016 e questi primi mesi del 2017. Anche se le reazioni dei mercati alla scossa Brexit e all’elezione di Donald Trump sono state rassicuranti e ordinate, l’impatto finale di questi cambiamenti rimane poco chiaro, sia per quanto riguarda le prospettive del divorzio tra Regno Unito e Unione europea, sia con riferimento alle conseguenze sulla crescita mondiale delle politiche protezionistiche preannunciate dal nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. L’Italia è stata definita dal governatore di Bankitalia, nella sua relazione la scorsa settimana, un Paese «vulnerabile». Siamo usciti dalla recessione ma cresciamo ancora troppo poco, molto meno rispetto alla Spagna e addirittura meno della Grecia. Siamo penalizzati da un pesante debito pubblico e da una pressione fiscale inaudita che scoraggia il mercato. Da decenni si parla di un taglio sostanzioso di tasse ma nei fatti la pressione fiscale cresce. E l’Italia non cambia, il nostro paese o non riesce purtroppo a cambiare. Meraviglioso ma fragile, soggetto a periodiche calamità alle quali la mano dell’uomo, negligente quando non criminale, fa da amplificatore. Non cambia la nostra politica, sempre presa dalle proprie alchimie, chiusa nei suoi rituali bi-

zantini ormai incomprensibili anche per il più attento osservatore. Questo è, al netto del quotidiano ripetersi delle stragi, che rappresentano il triste rituale di questo nostro periodo storico, l’aspetto più preoccupante: l’assenza di risposte. Le classi dirigenti delle nostre società sembrano aver abdicato al loro ruolo di guida, di cabina di regia. Una cabina di regia che, al contrario, appare sempre più necessaria, con uomini e donne che sappiano interpretare con lungimiranza i nostri tempi anticipandone i cambiamenti e le conseguenze.

Il Turismo In questo scenario europeo e mondiale: una luce, una speranza…. la continua propensione allo sviluppo da parte dei nostri imprenditori e i numeri del turismo mondiale. Secondo i più recenti dati forniti dall’Organizzazione mondiale del turismo, nel 2016 gli arrivi turistici internazionali sono cresciuti del 3,9%, fino a raggiungere 1 miliardo e 235 milioni. Il 2016 è stato il settimo anno consecutivo di crescita dalla crisi economico finanziaria del 2009. Rispetto ai valori assoluti pre-crisi del 2008, si sono registrati 300 9


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milioni di turisti in più. Anche l’Europa cresce (+2%), con ottimi risultati del nord Europa (+6%), ma con meno impeto nell’Europa mediterranea (+1%). La nostra città e la nostra provincia fanno sicuramente meglio della media europea e nazionale con un incremento delle presenze turistiche nel 2016 rispetto il 2015 del 18,3% a Verona e il 7,3 % nel lago di Garda. Le previsioni per il 2017 sono positive. A livello globale si prevede una crescita tra il 3 e il 4%, mentre il dato relativo all’Europa oscilla tra il 2 e il 3%. Come Paese possiamo e dobbiamo fare meglio, per non perdere quote di mercato. L’Italia è riconosciuta a livello mondiale come il bel Paese come il luogo ideale dove trascorrere le vacanze. Pensate che il nostro Paese occupa lo 0,5 % delle terre emerse del nostro globo, le condizioni climatiche sono uniche e permette alla penisola di essere la prima nazione al mondo per biodiversità con oltre 7.000 diversi tipi di vegetali, 58.000 specie animali, 1.800 vitigni, 997 tipi di mele e 1.400 tipi di grano solo per fare alcuni esempi. L’Italia possiede il 70 % del patrimonio artistico ed umano. Con queste premesse il turismo dovrebbe essere trattato come uno dei settori industriali principali, o almeno al pari degli altri, con politiche dedicate ed un Ministero con portafoglio. In tutte le campagne elettorali che ho vissuto, la quasi totalità dei candidati parla di turismo, del patrimonio delle piccole e medie aziende che compongono il nostro tessuto sociale, di questa grande opportunità per il paese, ma come per qualsiasi azienda o settore industriale, per continuare a crescere e a svilupparsi necessita di politiche dedicate, di investimenti, 10

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di promozione e di managerialità. Personalmente credo che su questo versante ci sia da fare molto, e da fare molto insieme, in una collaborazione che deve essere sempre più stretta tra il mondo dell’impresa, della politica e delle istituzioni, con persone qualificate e non certo improvvisate. È per questo che – al di là dei numeri, che parlano di 2 miliardi di viaggiatori entro i prossimi 15-20 anni – noi crediamo che il turismo rappresenti il futuro non solo della nostra economia ma della nostra società. Per cogliere questa grande opportunità necessitiamo di un grande e strutturato progetto quello che abbiamo definito in modo provocatorio turismo 4.0 . Quando parliamo di turismo, parliamo quindi di servizi dedicati, di agroalimentare, della cultura del benessere, di sport, di commercio, di storia, di sostenibilità ambientale e del grande indotto generato. Ma per essere competitivi dobbiamo sviluppare mobilità integrata per rendere semplici e facili gli spostamenti delle persone, il rilascio dei visti in tempi rapidi, continuare a garantire sicu-

rezza e controlli adeguati su tutto il territorio nazionale. Dobbiamo però essere consci come Paese e come imprenditori che se vorremo essere della partita, dobbiamo iniziare ora mettendo le basi di una attrattività che soddisfi le esigenze dei viaggiatori di oggi e di domani. Le strutture ricettive devono continuare ad adeguarsi, come è stato fatto in questi ultimi anni. Nella quasi totalità dei casi, gli alberghi, i campeggi le strutture ricettive regolari, si sono adeguate alle richieste del mercato, i ristoranti i negozi offrono oggi servizi all’avanguardia ed apprezzati dai nostri clienti. Confcommercio lavora con i propri associati per un continuo miglioramento. NOI ci siamo!!!Le nuove tecnologie che tutti utilizziamo e che permettono di ampliare l’offerta anche dei territori che si trovano fuori dai percorsi tradizionali hanno però la necessità di innovazioni strutturali quale la banda larga. Sostenibilità ambientale con un attenzione sempre maggiore al territorio con investimenti dedicati. Regole di mercato uguali per tutti, tra i diversi competitors dell’accoglienza.


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Formazione da parte del personale e un cambiamento culturale che valorizzi tutti i lavori necessari a sviluppare questo settore. Nel discorso inaugurale alla ITB di Berlino del 2016 – un bellissimo intervento – del Segretario generale dell’Organizzazione mondiale del turismo, Taleb Rifai, ha detto: “Viviamo nel migliore e nel peggiore dei tempi. Un tempo in cui ci svegliamo con la paura del terrorismo, ormai alle soglie delle nostre case, e della disoccupazione crescente. Tempo di isolazionismo, di misure incredibili, come il travel ban - il divieto di ingresso negli Stati Uniti per i cittadini provenienti da alcuni paesi a maggioranza islamica…. Ma nonostante tutte queste difficoltà, nonostante le limitazioni alle libertà di movimento e di viaggio, la stella del turismo continua a brillare nell’oscurità del nostro tempo (…) per costituire un ponte di dialogo tra i popoli di tutta la Terra”. Ho voluto riprendere questa straordinaria citazione, perché credo rappresenti al meglio la fotografia della realtà e il nostro stato d’animo in questi anni turbolenti.

Le nostre preoccupazioni e le nostre speranze. L’orgoglio di contribuire, con il nostro lavoro quotidiano, alla conoscenza reciproca e alla pacifica convivenza di tutti gli abitanti del pianeta. Un futuro che, per quanto ci riguarda, è già presente. Dico questo perché a tutti noi è chiaro che la domanda turistica è cambiata. Sono cambiate le persone, le nazionalità, i servizi che ci vengono richiesti. E, in parallelo, è cambiata anche l’offerta turistica. Sono cambiate le modalità con le quali esercitiamo le nostre attività, i canali attraverso i quali le promuoviamo. E sono cambiati anche gli attori del mercato, un mercato sempre più aperto, senza barriere e senza vincoli. E qui facciamo i conti con il primo paradosso: da un lato, cresce il bisogno di identità, che si declina addirittura con l’auspicio di un ritorno ai confini, alle sovranità; dall’altro viviamo la realtà di una società sempre più interconnessa, disintermediata, nella quale l’ordine tradizionale sembra ormai tramontato. E queste due facce non riescono a trovare uno spazio

di mediazione, coesistono e spesso entrano in conflitto tra di loro, nella realtà quotidiana di ognuno di noi, nel nostro privato ma anche nella nostra professione. Questo fenomeno è amplificato da una mancanza alla quale ho accennato prima: la mancanza di una guida, di una cabina di regia, in grado di decifrare questa complessità e di proporre un modello condiviso per viverla. È una mancanza da attribuire alla classe dirigente, che non è solo politica, ma è anche culturale e sociale, e perciò ci riguarda tutti. Un’illegalità diffusa e tollerata Ho detto che l’offerta turistica è cambiata, che nuovi soggetti sono entrati nel mercato cambiandone le caratteristiche e alterando le condizioni competitive. Si tratta degli oltre duecentomila alloggi, solo in Italia, che – attraverso i diversi portali che permettono di affacciarsi al mercato globale – hanno completamente modificato sia l’arena competitiva del settore, sia le regole di ingaggio. Il fisco Italiano e le istituzioni conoscono solo 33.000 alloggi di questi 200mila. Si tratta poi degli home restaurant. Si tratta di Uber. Si tratta delle decine di attività connesse al mondo del turismo che hanno creato una economia ombra non tollerabile e nemica dello sviluppo di un paese imprenditoriale e democratico. Se qualcuno vuole entrare nel settore imprenditoriale legato al turismo, sotto qualsiasi forma, con qualsiasi tipo di offerta, deve essere libero di farlo; ma chi entra nell’arena competitiva deve rispettare un principio: stesso mercato, stesse regole, perché le regole sono alla base della democrazia e dello sviluppo. Se tutti gli imprenditori stanno facendo continui sacrifici per ag11


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giornarsi per non offrire quello che veniva definito “l’albergo della signora Maria”, non permettiamo al mercato ombra di avere il sopravvento. Il così detto albergo diffuso privo di regole non è la base per costruire un vero piano imprenditoriale pluriennale del turismo. Invitiamo i nostri politici a non guardare come spesso accade al breve periodo. Dobbiamo cambiare strada perché oggi il settore turistico è diventato un far west: - regole diverse da piazza a piazza, - regole che – beninteso - nessuno rispetta, e nessuno sceriffo a fare giustizia. Anzi, qualche volta lo sceriffo dà man forte ai fuorilegge! Questo è il nostro turismo oggi! Centinaia di migliaia di appartamenti privati affittati in tutta Italia senza nessuna regola, tassisti sconosciuti, ristoranti senza insegna…. senza nessuna garanzia per i consumatori, senza nessuna tutela per i lavoratori, senza pagare un centesimo di tasse! E ci spiegano che questo è il futuro… No questo non è il futuro, questa è l’illegalità tollerata, legittimata e – in alcuni casi, istituzionalizzata e che sta colpendo troppi settori del mondo imprenditoriale, da quello del commercio a quello del turismo a quello dell’agricoltura a quello dell’artigianato, questo è il mondo dei soliti furbi. Questo è intollerabile! Ma siamo fiduciosi… Ci sono delle realtà dove si cerca di porre un argine a questa illegalità. Sono piccole cose, piccoli passi, che vanno nel verso giusto. Ci sono poi alcuni commentatori che ci spiegano che noi saremmo contro il mercato, che saremmo una lobby, che vuole impedire la concorrenza. È vero, sì siamo una lobby: la lob12

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by dei pagatori delle tasse e delle regole e regolamenti da applicare. Dobbiamo capire che senza le tasse senza il contribuire comune al bene pubblico senza le regole di un mercato legale dove la concorrenza diventa vera concorrenza con un aumento di competitività, non potremo fare gli investimenti, le infrastrutture, sostenere la mobilità non potremo costruire il turismo 4.0 In realtà il vero nemico della libera concorrenza è questa mercato ombra che accorda ad alcuni operatori un privilegio fiscale: lo sgravio totale dalle imposte e delle regole. Servono dunque buone regole. Ma le buone regole servono a poco se non ci sono controlli efficienti e sanzioni adeguate. Non dobbiamo inventarci nulla basta solo copiare da chi i provvedimenti li ha già presi come ad Amsterdam, Barcellona, Bruxelles o Parigi. Cari amministratori pubblici, ripeto l’invito fatto ancora un anno fa durante l’assemblea del 2016: non scherzate col fuoco. Non aspettate che i buoi siano usciti dalla stalla per prendere provvedimenti.

Censite le attività, esigete l’identificazione dei clienti, pretendente che le regole di igiene e sicurezza siano rispettate e non continuate a legiferare per tutelare una libera concorrenza che libera certo non è. Questa è la concorrenza delle scorciatoie. Fate pagare le tasse a tutti, non solo ai soliti noti perché solo ampliando la base dei contribuenti potremmo ambire a pagare tutti di meno ed essere competitivi con gli altri imprenditori che esercitano la loro attività al di fuori dell’Italia. In questi giorni il Parlamento sta esaminando un decreto legge che assegna ai portali il compito di prelevare alla fonte la cosiddetta cedolare secca, pari al ventun per cento del prezzo pagato dai clienti delle locazioni brevi. Anche se la definizione di un’aliquota agevolata non ci esalta, apprezziamo il fatto che sia stato individuato un percorso per garantire il prelievo delle imposte. È bene chiarire che si tratta di una soluzione apprezzabile ma non sufficiente, che dovrà essere integrata con altre misure volte a garantire la concorrenza leale tra tutti gli operatori.


SPECIALE ASSEMBLEA 2017

Lavoriamo tutti per tornare ad un vero mercato competitivo! Un ringraziamento va però fatto alla polizia municipale di Verona che con le norme previste dalle leggi attuali sta facendo un gran lavoro, ed è stata presa da esempio da molti Comuni italiani. In questi ultimi mesi poi insieme ai Carabinieri alla Questura e alla Guardia di Finanza sono stati individuati numerosi alloggi abusivi e recuperati centinaia di migliaia di euro di tassa di soggiorno evasa. I primi risultati stanno arrivando ma dobbiamo dare le giuste armi e norme per poter agire. Grazie comunque per il grande lavoro che giornalmente fate per le nostre aziende e per la nostra comunità, meritate un grande applauso. Alcuni dati ci fanno comprendere con grande chiarezza l’impatto sulla nostra vita quotidiana delle nuove tecnologie. Queste tecnologie accessibili a tutti, questo va sempre ricordato, perché tutti possono viaggiare, essere turisti, prima virtuali e poi reali. Basta uno smartphone per essere connessi al mondo. Nel 2017 oltre i due terzi della

popolazione mondiale ne possiede uno o più di uno. Una percentuale che in Italia è ancora più alta: 60 milioni di abitanti, 85 milioni di dispositivi mobile. Siamo il popolo più connesso al mondo! E lo siamo sempre, ovunque ci spostiamo. L’anno scorso in Italia, la fruizione digitale attraverso il mobile è cresciuta del 12%. A novembre del 2016, addirittura un sorpasso storico: a livello mondo l’utilizzo del mobile ha superato il desktop, il computer, un dato che deve far riflettere nell’ottica del turismo 4.0. Si tratta di un mondo, come sapete, gestito fondamentalmente da due grossi sistemi operativi: iOS e Android, che si spartiscono il 96% del mondo mobile… Le app rappresentano l’essenza della logica del mobile. Strumenti immediati e diretti per vivere il digitale, il 4.0. Al punto che dal luglio del 2008 a oggi sono ben 205 miliardi le app scaricate dai due principali store del pianeta, con più di 5 milioni di hashtag complessivi. Questo approccio digitale ha cambiato il nostro modo di rapportarci

col mondo e di scegliere le nostre priorità. Ma al centro di tutto deve esserci il contenuto, il racconto, la storia, il servizio. Perché è sempre la qualità di quel contenuto a garantire, o meno, la fruizione digitale. In tutto questo, il video è centrale: i numeri parlano chiaro, soprattutto in Italia, dove si registra la crescita più importante fra gli utenti che li guardano. Dobbiamo abituarci a pensare al video come a un’esperienza immersiva, capace di coinvolgere, di generare condivisione, di ispirare situazioni nuove, perché con questi strumenti, tutto può diventare possibile. Il fondatore di Facebook, Mark Zuckenrberg, considera la nostra l’età dell’oro per i video e l’animazione, dove le persone condividono esperienze tramite gli strumenti audiovisivi. E dopo il video, il passo logico successivo è la realtà virtuale immersiva. La realtà virtuale, l’oggi che si fa futuro attraverso la tecnologia. Un diverso punto di osservazione per generare emozioni nuove. Adesso. Subito. In diretta. E sempre di più. In sintesi, credere nel digitale, nel video e nel mobile, significa scegliere di raccontarsi, sviluppando interattività, creando opportunità. In tutto il mondo. È il segno dei nostri tempi, in cui i media tradizionali stanno cedendo il passo al digitale. Passiamo 6 ore al giorno sui digital media, sui social, un tempo più che doppio rispetto alla TV. Ci affidiamo al digitale per ascoltare il mondo e per parlarci. L’elaborazione di una digital strategy diventa allora un obiettivo, un percorso di comunicazione che deve accompagnare le nostre aziende a raccontarsi con efficacia. E con verità. Vuol dire pensare a una promozione mirata, profilata, 13


SPECIALE ASSEMBLEA 2017

immediata e non invasiva, capace di mettere in risalto chi siamo, prima ancora di cosa facciamo In una parola, significa lavorare sulla reputazione, sulla nostra credibilità, perché è questa la base da comunicare Un veicolo straordinario, la nostra proiezione nel mondo, alla quale affidare una vera e propria memoria digitale I motori di ricerca accorciano i tempi e gli spazi, avvicinano le culture, invitano ad un approccio aperto e di confronto. In un piano strategico se pensiamo ad un mondo globale dobbiamo essere consapevoli che Google, il più diffuso in occidente, deve essere affiancato alle piattaforme specifiche per ogni mercato, per superare limiti linguistici e tecnologici. Mentre i social sono gli strumenti più diretti che ci permettono di condividere la nostra memoria digitale. E in questo senso, l’amplificazione garantita dall’advertising diventa non solo opportuna, ma soprattutto fondamentale. E negli ultimi mesi cosa ha promosso Confcommercio? Oggi voglio condividere con voi un esempio di app nata da poco proprio sul nostro territorio che a mio avviso rappresenta un buon esempio di che cosa significhi promozione turistica in questa nuova era… Vi invito a scaricare la app Ti Porto Io, per scoprire posti che neppure molti di noi conoscono. All’interno della app il nostro territorio viene raccontato attraverso 150 video che raccontano, emozionando, storie di persone, di prodotti, di tipicità, di identità specifiche. Tutti i contenuti sono geolocalizzati, georeferenziati, fruibili attraverso il geofencing, una funzione che permette di essere avvisati con una notifica, quando ci si avvicina a uno dei luoghi inseriti nella app E grande spazio viene dato all’interattività, con la possibilità di ot14

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tenere e inviare informazioni, foto, video, messaggi. L’approccio al turismo deve essere di tipo strategico, improntato, cioè, a una programmazione pluriennale fondata sull’analisi dei fattori che determinano le condizioni attuali e le prospettive di sviluppo. L’obiettivo del piano dev’essere quello di aumentare la domanda, non di redistribuirla. Occorre infine che le azioni previste dal piano strategico siano ordinate per tempi e priorità e adeguatamente finanziate, altrimenti il lavoro svolto si rivelerà l’ennesimo libro dei sogni, senza alcuna influenza pratica sull’operatività del settore. Credito Stare sul mercato, rispondere in maniera adeguata alle esigenze della clientela, essere competitivi in un settore sempre più caratterizzato dall’innovazione tecnologica e di prodotto richiede investimenti significativi a fronte di un ritorno tutt’altro che garantito. Tassazione I margini delle nostre imprese sono falcidiati da una pressione

fiscale che è molto superiore alla media dei paesi dell’eurozona. In queste condizioni nessun autofinanziamento è possibile, nessun carburante può spingere l’innovazione e la competitività delle nostre imprese. Se il turismo con la sua filiera è veramente considerato un settore industriale, dovremmo ottenere le stesse agevolazione previste per industria 4.0.


SPECIALE ASSEMBLEA 2017

È vitale la riduzione della pressione fiscale, con una tassazione allineata ai nostri competitor Europei. Purtroppo, in questi giorni non si parla di diminuire le tasse, ma di aumentare l’IVA. Si tratterebbe di un suicidio economico, che penalizzerebbe la domanda interna e con essa ogni possibilità di ripresa della nostra economia.

Bisognerebbe che i nostri governanti ricordassero quanto ripeteva Winston Churchill: “Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico”. In questo momento di austerità di risorse, incomprensibile la riforma delle Camere di commercio che a fronte di un risparmio di ben 52 euro medio di tassazione alle imprese, a livello annuale, si trovano ad essere state ingessate, bloccate nelle loro attività e private dall’internazionalizzazione. Ci auguriamo che questa riforma venga presto riformata. Avete capito, dobbiamo lavorare in squadra con persone qualificate e non pensare che qualcuno abbia la verità in tasca. Ci aspettavamo infatti che il nuovo ENIT fosse messo in condizione di svolgere il proprio compito, anche ricercando sinergie con gli altri enti e amministrazioni che si propongono di promuovere il made in Italy e che hanno dimostrato di saperlo fare e non mortificare il lavoro di tante Camere di commercio limitando la loro azione entro i con-

fini nazionali. Che senso ha in un mondo globalizzato? Oggi con la tassa di soggiorno che ogni comune incassa, improvvisamente dall’idea di fare squadra abbiamo trasformato tutti i comuni Italiani in soggetti promotori del proprio territorio, senza un’unica regia. Collaborazione, cooperazione, sinergia queste sono le parole d’ordine che indichiamo a coloro che hanno la responsabilità di promuovere il turismo italiano e al tempo stesso questo è l’impegno che prendiamo nei loro confronti, sediamoci finalmente intorno ad un tavolo e scriviamo un piano economico industriale pluriennale dei prossimi anni, dove la parola d’ordine dovrà essere destagionalizzazione. Conclusioni All’inizio di questo mio intervento ho evocato l’immutabilità dei problemi che affliggono il nostro Paese, il nostro turismo, la nostra società. Ma non credo che la soluzione possa essere gettare la spugna, la passiva accettazione di ciò che è stato e ciò che è. Credo che il nostro lavoro, il nostro impegno, la dedizione e l’amore che riversiamo quotidianamente nelle nostre imprese non debbano cadere nel vuoto o essere accolte dalla rassegnazione. Per questo rinnovo oggi l’invito a tutti noi a stare uniti, a lavorare insieme per difendere e promuovere le nostre imprese, il nostro lavoro, il nostro Paese, l’Italia. Alla politica, all’amministrazione, alla società, all’opinione pubblica chiedo di prestare attenzione al nostro lavoro e alle nostre richieste. Il turismo lavora per l’Italia, facciamo in modo che questo contributo sia giorno dopo giorno più rilevante e più prezioso. 15


ATTUALITÀ

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Sangalli: accelerare le riforme Calenda all’assemblea nazionale confederale: l’Iva non aumenterà

C’era anche una folta delegazione di Confcommercio Verona - guidata dal presidente Paolo Arena, componente la giunta nazionale - all’assemblea confederale che si è tenuta giovedì 8 giugno a Roma. Un’assemblea caratterizzata dalla vibrante, appassionata, e puntuale relazione del presidente nazionale Carlo Sangalli. E dalle incoraggianti parole del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che nel riconoscere l’importanza del ruolo di Confcommercio e dei corpi intemedi ha dato la notizia che l’Iva non aumenterà. “Ve lo dico da ministro dello Sviluppo economico e da esponente del Governo, dopo averne parlato proprio questa mattina con il premier Gentiloni e il collega Padoan, dai quali ho ottenuto ampie rassicurazioni in merito”, ha detta Calenda. 16

“La crescita attuale è insufficiente dal punto di vista sociale, economico e finanziario”, ha ammesso Calenda dopo la relazione del presidente confederale Carlo Sangalli, che ha chiesto di “premere l’acceleratore sul pedale delle riforme per sostenere gli indizi di vitalità degli ultimi tempi”. Per quanto riguarda invece la proposta di tagliare l’Irpef avanzata da Confcommercio, il ministro si è detto d’accordo, ma ritiene “sarebbe più utile per le aziende l’abolizione dell’Imu sui beni strumentali: questa è una battaglia che vale la pena combattere”. Il Ministro ha spronato le piccole imprese del terziario di mercato a utilizzare gli strumenti dell’Industria 4.0 (che poi è “Impresa 4.0 a tutti gli effetti”) anche per finanziarsi e beneficiare dei contributi europei, dopo che per anni

sono rimasti inutilizzati miliardi di euro. “Scegliere l’Europa - ha detto Sangalli a inizio assemblea - significa scegliere la pace, il progresso, la giustizia sociale”, perché l’Europa “è la nostra comunità di destino”, oltre che “una questione vitale, dove l’orizzonte non è sopravvivere, ma crescere”. Sangalli ha poi sottolineato prima di tutto gli “apprezzabili indizi di vitalità” degli ultimi tempi, che però “vanno sostenuti con l’unica strada percorribile: accelerare sulle riforme”. “E’ presto per parlare di svolta”, ha specificato Sangalli, ma comunque “va riconosciuto pienamente il ruolo dei servizi di mercato, cioè dei nostri settori, nell’accelerazione del Pil nella prima parte del 2017”. Restano “i gravi difetti strutturali che frenano il nostro sistema produttivo” senza i quali “potremmo sperare in un traguardo al 2% del Pil per il 2017”. Si chiamano “eccesso di burocrazia, deficit di legalità, fragilità del sistema infrastrutturale e dell’accessibilità, ingiusto fardello tributario e insostenibile costo del lavoro che gravano su famiglie e imprese”, ovvero “le principali questioni che frenano da oltre venti anni la crescita economica e lo sviluppo sociale del Paese”. Come se ne esce? Per il presidente di Confcommercio è essenziale “partire dal basso, assicurare l’effettiva partecipazione delle forze sociali alle scelte politiche”, come è stato il caso nel cammino di riforma delle Camere di commercio e come può accadere


ATTUALITÀ

per il Cnel, per il quale “insieme agli amici di Rete Imprese Italia abbiamo in mente un’idea di riforma che lo renda ristretto, snello, autorevole ed utile”. “Come Confcommercio – ha indicato Sangalli - siamo sin da subito disponibili a contarci, fattore qualificante di una vera democrazia economica e lo abbiamo ribadito anche nella ‘pratica riformista’ dell’accordo sul modello contrattuale che abbiamo sottoscritto con Cgil, Cisl e Uil lo scorso novembre”. Questo perché “investire, sulle ‘politiche attive’ diventa una scelta strategica”. Non a caso, Confcommercio ha apprezzato “le nuove misure a sostegno dell’alternanza scuola lavoro e delle assunzioni al Sud”, mentre al contrario “assiste con preoccupazione al taglio delle agevolazioni per le piccole imprese dell’apprendistato professionalizzante” perché “modificare continuamente il quadro delle regole non agevola gli investimenti produttivi. Le norme, anche quelle sul lavoro, non sono come gli abiti, non possono cambiare ad ogni stagione”. Come è stato nel caso della “paradossale vicenda dei voucher, dove invece che intervenire sugli abusi, sono stati cancellati con un colpo di spugna”. Serve “semplificazione, a partire dal buon funzionamento di quel sistema burocratico, che troppo spesso rappresenta solo un costo”, e basterebbe investire “in una credibile digitalizzazione che semplifichi la vita a cittadini e imprese, accrescendo al tempo stesso la competitività”. Insomma, serve innovazione, soprattutto nel terziario. Anzi, “investire in innovazione nel terziario significa aiutare anche l’export dell’intero Paese”. Tanto più che così come “la dimensione delle imprese deve essere al plurale”, allo stesso tempo “al plurale deve essere l’attenzione ai settori economici”. D’altronde,

ha aggiunto Sangalli, “noi siamo convinti che come Associazione d’impresa più grande d’Europa non possiamo farci carico solo dei nostri interessi. Sarebbe legittimo ma miope. E a noi non basta perché non serve al Paese. Le nostre sono battaglie generali, per tutti”. Come nel caso dell’Iva: “abbiamo apprezzato – ha detto Sangalli - la recente lettera del ministro Padoan che, chiedendo maggiore flessibilità sui conti pubblici, va certo nella direzione giusta. Ma non ci rassicura. L’aumento dell’Iva non è barattabile. Perché aumentare l’Iva significherebbe far crescere il già insostenibile peso fiscale su famiglie e imprese, penalizzare i redditi più bassi e, quindi, rinunciare ad ogni credibile prospettiva di sviluppo”. Certo, “l’Iva è solo la punta dell’iceberg: sotto c’è tutta la questione fiscale che va affrontata e risolta” perché “il nostro sistema fiscale è troppo oneroso, complesso, ingiusto”, mentre ne servirebbe uno “semplice, equo, capace di assicurare stabilità e certezza, che si giustifichi nei costi per le imprese e che sia comprensibile dagli imprenditori”. Per il presidente di Confcommercio “il rapporto tra fisco ed imprese va ricostruito su basi diverse, a partire da una ragionevole e generalizzata riduzione delle aliquote Irpef”. Bisogna collabo-

rare piuttosto che reprimere: non a caso Confcommercio “apprezza la riforma degli studi di settore, che semplifica la vita delle imprese”. Altro tema di competitività è quello del credito: “dal 2011 ad oggi lo stock dei finanziamenti per le aziende si è ridotto di circa 120 miliardi di euro”. In questa situazione “s’inserisce il ruolo delle associazioni e dei Confidi. Siamo convinti che nella fase di ripensamento del Fondo di Garanzia nazionale si possa tornare alle origini: dare garanzia a chi dà garanzia”, ha detto Sangalli. Capitolo seguente quello del turismo, lo sviluppo della cui filiera “potrebbe dare un’iniezione di fiducia all’intero Paese”. Occorre dunque “rafforzare i nostri consolidati asset turistici, ma anche quelle mete troppo spesso nascoste, dell’Italia dei borghi e dei territori” e nel contempo “ampliare la platea e le risorse per il credito d’imposta per chi investe, ammoderna e sviluppa le attività”. Così come è più rimandabile “l’intera deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali e del costo degli stagionali dall’Irap”. Nel turismo, secondo il presidente di Confcommercio “ci sono temi vecchi da sciogliere, ma anche rivoluzioni nuove da affrontare” ma bisogna farlo seguendo il motto “stesso mestiere, stesse regole”. 17


ATTUALITÀ

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L’Ente bilaterale cresce Più iscritti e attività per aziende e lavoratori di commercio e servizi

Approvato il bilancio consuntivo 2016 dell’Ente bilaterale del commercio e dei servizi della provincia di Verona presieduto da Giorgio Sartori, che nell’assemblea dello scorso 13 giugno ha ripercorso le principali tappe dell’attività svolta lo scorso anno. Al 31 dicembre 2016 erano 4.190 le aziende aderenti all’Ente, 461 delle quali new entry; l’organismo ha ampliato l’offerta di servizi alle aziende e ai lavoratori del settore terziario puntando in particolare sulla formazione dei titolari e dei lavoratori. La formazione, da sempre è al centro dell’attività dell’ente, ha visto nel 2016 la programmazione di numerosi corsi, in tutto 131, in primis nell’ambito della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (95 le iniziative dedicate); non è stata tralasciata neppure la formazione continua per il settore commercio (36 corsi) che riscuote sempre molto apprezzamento sia dai datori di lavoro che dai lavoratori che trovano nel calendario proposto corsi professionalizzanti per la propria attività/mansione e corsi più di evasione e approfondimento culturale. Otto corsi sono stati invece dedicati alla formazione in materia di manipolazione alimenti. Gli allievi coinvolti sono stati poco meno di 2.500 con un grado di soddisfazione, rilevato attraverso questionari di gradimento somministrati agli utenti, “medio alto” rispetto alla qualità dei programmi, della docenza e dell’or18

ganizzazione dei percorsi. Le risorse economiche investite hanno superato i 330mila euro. Anche nel 2016, inoltre, l’attività dell’ente finalizzata al sostegno del reddito dei lavoratori e datori di lavoro ha raggiunto i suoi obiettivi soddisfacendo una platea di utenti sempre più ampia e numerosa: i contributi erogati hanno raggiunto i 550mila euro. Da evidenziare l’avvio dell’erogazione del contributo per la stabilizzazione apprendisti, rivolto a quelle aziende che hanno trasformato i contratti di apprendistato instaurati dall’aprile 2012 in contratti a tempo indeterminato. L’Ente bilaterale del commercio e dei servizi ha inoltre erogato gratuitamente alle aziende iscritte il servizio di predisposizione del Piano Formativo Individuale per l’apprendistato professionalizzante avvalendosi di un formatore accreditato: in tutto 90 i piani formativi elaborati. E ancora, la Commissione paritetica apprendistato per il rilascio dei “pareri di conformità per l’assunzione di apprendisti”, nell’anno 2016 si è riunita 47 volte, rilasciando 276 pareri di conformità che si sono trasformati in altrettante assunzioni di apprendisti nel settore. Altri servizi assicurati nel 2016, quelli della commissione paritetica di conciliazione e la banca dati lavoro per il servizio di raccolta dei curricula di candidati alla ricerca di lavoro e di segnalazione alle aziende che hanno necessità di assumere personale.

Imprenditori guerrieri

Si è svolto lunedì 19 giugno in Confcommercio Verona il seminario dal titolo “Gli imprenditori Guerrieri”, organizzato in collaborazione con il Gruppo Giovani, Terziario Donna e Fimaa Giovani di Confcommercio Verona. Nel corso dell’affollato incontro formativo sono stati illustrati i quattro pilastri del successo di chi combatte ogni giorno per difendere la sua azienda grazie all’intervento di Enrico Luciolli, esperto di difesa personale e fondatore dell’arte inWarrior. Nell’occasione Luciolli ha presentato il suo nuovo libro, “La Difesa Personale non Funziona”.


ATTUALITÀ

Scoprire il mestiere del futuro Anche a Verona il progetto interattivo della Confcommercio nazionale

Agenti e tecnologia

Quale lavoro conviene fare da grande? Esiste un’attività creativa e al tempo stesso qualificata che posso fare? Cosa è il terziario? A queste e tante altre domande centinaia di studenti hanno avuto la possibilità di rispondere partecipando a “Il mestiere del futuro”, progetto interattivo promosso dalla Confcommercio nazionale (e al quale ha aderito anche la Confcommercio di Verona) che ha consentito a intere classi di ragionare insieme agli insegnanti, scaricare guide didattiche, partecipare a incontri, ascoltare interviste e, infine, sfidarsi in un quiz online per cercare di capire cosa fare da grandi. Sono complessivamente 652 le classi che – in tutta Italia – hanno partecipato al progetto. Il terziario è del resto il settore economico più dinamico a livello mondiale, nel quale si concentra il maggior numero di nuove professioni e di im-

prese giovanili: motivato, dunque, l’interesse da parte di tanti ragazzi. A Verona, in particolare, tra marzo e maggio 2017 è stato realizzato il Master di Orientamento per le Professioni Commerciali del Retail e nella grande distribuzione organizzato con il Cosp (Comitato Orientamento Scolastico Provinciale), strutturato in una serie di incontri destinati ai ragazzi di 4ta e 5ta superiore, per aiutarli a capire i diversi settori lavorativi e le professioni e raccogliere quindi informazioni nella scelta post diploma. La finalità era quella di far conoscere i contesti e incontrare le persone che lavorano nel settore del commercio e dei servizi, attraverso la testimonianza di imprenditori e professionisti che hanno raccontato la loro esperienza quotidiana e l’obiettivo è stato perfettamente centrato.

“Tecnologia a supporto dell’agente immobiliare - sorprendi il tuo cliente con professionalità e conoscenza delle dinamiche del mercato immobiliare”: questo il titolo dell’incontro che si è svolto martedì 13 giugno nella sede di Confcommercio As.Co. della provincia di Verona. Nel suo intervento, il presidente di Fimaa Verona, Francesco Gentili, si è soffermato sull’evoluzione della professione in Europa e sulle nuove sfide del mercato facendo riferimento a scenari, opportunità e normative internazionali. A seguire la presentazione di AgentPricing su vari temi: fare sentire il Cliente Importante (personalizzazione Report); intavolare il Discorso con il Cliente avvalendoSi della statistica del mercato di zona (Supporto della Sezione Analisi del Mercato di Zona); come condurre un’analisi comparativa; dati OMI; dati del venduto e pubblicazione dati venduto da parte dell’Agenzia delle Entrate; grafico AgentPricing sul corretto posizionamento di mercato; report non solo cartaceo, ma anche Landing interattiva di presentazione dell’analisi di mercato.

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SPORT - IL CANGRANDE DEL BENTEGODI

n. 6 giugno 17

È Valter Birsa il “Cangrande” Il centrocampista sloveno vince la 16esima edizione del concorso

È Valter Birsa il trionfatore dell’edizione 2016/17 de “Il Cangrande del Bentegodi”: il centrocampista sloveno, al termine di una stagione assolutamente positiva, si aggiudica con 54 voti e 5 primi posti il concorso dedicato ai tifosi del Chievo Verona. Birsa è stato giudicato migliore in campo nelle gare con Inter, Lazio, Milan, Pescara, Empoli; alle sue spalle Pellissier con 46 preferenze (lui il più votato con Juventus, Atalanta, Torino, Crotone e Palermo) che precede Meggiorini, “Cangrande” con Genoa, Sampdoria e Napoli, a quota 26. Quindi Castro (Cangrande con Sassuolo e Fiorentina) che conta 15 voti davanti a Inglese (14, migliore

in campo con la Roma), Gamberini (9) e Gobbi, primo con il Cagliari, con 8 preferenze. A seguire Hetemay, attestato a quota 7 (migliore in campo nel match con il Bologna), Gamberini e Dainelli con 6 preferenze, Frey con 5 (migliore in campo con l’Udinese), Sorrentino con 3, Rigoni e Seculin con 2. Chiudono la graduatoria M’Poku, Radovanovic, Kiyine, Bastien e Frey con 1 voto. Questo l’albo d’oro del concorso dopo 16 edizioni: Eugenio Corini (2001-2002) Nicola Legrottaglie (2002-2003) Simone Perrotta (2003-2004)

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Il Commercio Veronese di giugno 2017  

E' online il numero di giugno 2017 del mensile di Confcommercio As.Co. Verona

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