INDUSTRIE ALIMENTARI Febbraio 26

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ALIMENTARI

RUBRICHE

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Macchine accessori - Creare il prossimo capolavoro dell’innovazione dolciaria - Sistemi di accumulo: il “polmone” delle linee di produzioneL’evoluzione della raffinazione per cioccolato e creme grasse - Robotica, materiali PTFE-free e PFAS-tested - Vibrovagli industriali e sistemi di setacciatura - Cinghie per l’igiene e la sicurezza nei processi produttivi - Trasporto e dosaggio

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Fine linea - Macchine per imballaggio in ambienti e-commerce e logistici - Confezionamento alimentare meccanicamente avanzato e con Intelligenza Artificiale

Analisi controllo - Nuove implementazioni negli allarmi di superamento soglie nei data logger - Laboratorio tascabile per il rilevamento degli allergeni alimentari

Imballaggi confezioni - Nuove regole per le dichiarazioni ambientali e l’etichettatura degli imballaggi - Va forte il riciclo del vetro opaco in Europa

Prodotti - Guanciale della tradizione - Yogurt al caramello - Novità nel fresco convenience e biologico - Fagiolata con bacon - Friol si rifà il look - Passati di verdure al vapore - Pizza napoletana surgelata

Igiene ambienti - Il pavimento come alleato strategico nella filiera alimentare

Nutrizione sicurezza - Un commento sulle nuove linee guida alimentari Usa 2026

Ricerca applicata - Riduzione del cadmio nel cacao - Essiccazione con tecnica foam-mat per latte e derivati - Influenza dei metodi di tostatura sul profilo aromatico del caffè Robusta - Acqua elettrolizzata contro Listeria innocua su nastri trasportatori nell’industria carnea - Qualità e shelf-life della carne bovina durante la conservazione super-refrigerata - Miglioramento della conservazione del latte durante il trasportoFermentazione umida del caffè con e senza S. cerevisiae - Influenza delle nanobolle sulle prestazioni delle membrane a ultrafiltrazione - Retentato del siero acido come sostituto del grasso nei formaggi cremosi - Essiccazione spray di miscele e polveri lattiero-casearie

ARTICOLI

3. Indagine sugli aspetti qualitativi ed igienico-sanitari del riccio di mare (Paracentrotus lividus) nella costa laziale

M. Papa - A. Mellini - D. Meloni

CONTENTS

3. Definition of quality and safety of the Sea Urchin (Paracentrotus lividus) roe from the coastal environments of the Lazio region (Italy)

M. Papa - A. Mellini - D. Meloni

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Mercati consumi - Uno sguardo al mercato lattiero-caseario globale - Prospettive dell’olio d’oliva nell’UE per il 2025 - Oltre un terzo dei surgelati consumati fuori casa - Cresce ancora il Gorgonzola DopRapporto annuale sugli agrumi nell’UE - Evolve la Marca del Distributore nel largo consumo - Olio Made in Italy: aumenta la produzione guidata dal Sud

DEPARTMENTS

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Notizie dal mondo - Partecipazione record al Marca di Bologna - Fondo Italiano sostiene la crescita di Alimenta Produzioni - Aggiornamenti legislativi sui livelli massimi di residui di alcuni antiparassitari - Lactalis cresce in Italia - Ulteriori aggiornamenti sui residui di antiparassitariAggiornamenti sui materiali a contatto alimentare

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Agenda - Ultimi preparativi per Macfrut - SPS Italia: piattaforma di riferimento per l’innovazione industriale - La principale fiera internazionale sulle tecnologie di processing e packaging in Asia - Cereali e legumi al centro del convegno - Ad Hong Kong la scienza alimentare incontra il futuro - Swop diventa Interpack China - Calendario

62 Libri

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AITA - La pagina del Presidente - Prossime attività - Soluzioni per lo sviluppo e la qualità - Nutrizione, nutraceutica, pharma e personal care - Soci sostenitori

Le aziende

M. PAPA1 - A. MELLINI2 - D. MELONI3*

1Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Scuola di Specializzazione in Ispezione degli Alimenti di Origine Animale - Via Federico Delpino, 1 - 80137 Napoli

2ASL Roma 4, Dipartimento di Prevenzione, Area Funzionale Sicurezza Alimentare e Veterinaria, Servizio di Igiene degli Alimenti di Origine Animale - Via Doria 16 - 00053 Civitavecchia (RM)

3Università degli Studi di Sassari, Dipartimento di Medicina Veterinaria, Settore di Ispezione degli Alimenti di Origine Animale - Via Vienna 2 - 07100 Sassari

*email:dmeloni@uniss.it

Indagine sugli aspetti qualitativi ed igienico-sanitari del riccio di mare (Paracentrotus lividus) nella costa laziale

Definition of quality and safety of the Sea Urchin (Paracentrotus lividus) roe from the coastal environments of the Lazio region (Italy)

■ PAROLE CHIAVE

riccio di mare, colore, sicurezza alimentare

RIASSUNTO

Il riccio di mare (Paracentrotus lividus) è ampiamente diffuso nel Mar Mediterraneo e lungo la costa nord-orientale dell’Atlantico. La raccolta dei ricci di mare è stata praticata in modi diversi nel corso degli anni tra le diverse aree geografiche del bacino del Mediterraneo, principalmente nelle regioni meridionali. La “polpa di riccio” è un alimento molto pregiato e con una grande richiesta di mercato. Il nostro studio è stato condotto da marzo 2022 a marzo 2023, su 13 diversi lotti di ricci di mare raccolti mensilmente da due diverse aree situate nell’ambiente costiero della regione Lazio: “La Frasca” e “Marangone-Capolinaro”. Tutti i campioni sono stati analizzati per la presenza di Salmonella spp. e la conta di E. coli. Il principale fattore che determina la qualità della “polpa di riccio” (colore) è stato determinato attraverso la valutazione dei principali parametri colorimetrici: Luminosità (L*), indice del rosso (a*) e indice del giallo (b*). Tutti i campioni sono risultati negativi per la presenza di Salmonella e al di sotto del limite di rilevazione per quanto riguarda E. coli. Il metodo colorimetrico non ha evidenziato differenze statisticamente significative tra i campioni di “polpa di riccio” provenienti dalle due aree. I campioni con il valore più elevato di indice del rosso (a*) e indice del giallo (b*) sono stati raccolti a gennaio 2023, suggerendo che gli esemplari raccolti nella stagione invernale hanno la polpa più colorata. Negli ultimi anni, oltre al consumo di esemplari di riccio di mare freschi, la domanda di “polpa di riccio” è cresciuta considerevolmente nel bacino del Mediterraneo. I risultati del presente studio rappresentano un primo contributo alla caratterizzazione della qualità e della sicurezza della polpa di riccio di mare proveniente dagli ambienti costieri della regione Lazio.

■ KEYWORDS sea urchin, colour, food safety

SUMMARY

The edible sea urchin (Paracentrotus lividus) is widely distributed in the Mediterranean Sea and along the North-eastern Atlantic coast. Sea urchin harvesting has been practised differently over the years among the geographical areas of the Mediterranean Basin, mainly in the southern regions. Sea urchin roe is a highly valued specialty food with a high-market demand in many Mediterranean regions. Our study has been carried out from March 2022 to March 2023 on 13 different batches of sea urchins collected on a monthly basis from two different areas located in the coastal environment of the Lazio region (Italy): “La Frasca” and “Marangone-Capolinaro”. All the samples were analysed for the presence of Salmonella and the E. coli count. The main factor that determines the quality of sea urchin roe (colour) was determined through the assessment of whiteness (L*), redness (a*) and yellowness (b*). All samples were found to be less than 18 MPN/100 g for E. coli and negative for the presence of Salmonella The colorimetric method did not highlighted statistically significant differences among sea urchin roe samples from the two areas. The samples with the highest value of redness (a*) and yellowness (b*) were collected in January 2023 suggesting that the specimens collected in the winter season have more colourful roes. In recent years, besides the consumption of fresh sea urchin specimens, the demand of minimally-processed roe has grown considerably in the Mediterranean area. The results of the present study represent a first contribution to the characterization of quality and safety of the sea urchin roe from the coastal environments of the Lazio region (Italy).

geografiche da cui provenivano i ricci presentavano caratteristiche geologiche e biologiche affini in termini di habitat e disponibilità alimentare per i ricci di mare. Per quanto riguarda “La Frasca”, si tratta di una fascia costiera di 6 km di estensione, che include habitat con vegetazione erbacea ed arbustiva di ambiente salmastro roccioso, dove si rinvengono praterie di Posidonia oceanica e animali, il corallo rosso, la tartaruga marina, i ricci di mare appunto, di notevole importanza naturalistica e che richiedono particolari misure di conservazione per assicurare il loro mantenimento. La bassa costa rocciosa deriva da calcari organogeni, è ricca di fossili, e la presenza di ossidi ferrosi conferisce una colorazione tipicamente rossastra del fondale, più intensa sembrerebbe rispetto a quella del secondo sito di interesse, “Capolinaro”, più eterogenea. All’interno dell’area “La Frasca” è presente una zona di rilevante valore archeologico e paesaggistico, un insediamento portuale romano, sottoposto a vincolo archeologico; come pure nella zona di “Capolinaro” ritroviamo sul fondale i resti di insediamenti e ville roma-

ne, tutti aspetti che arricchiscono dal punto di vista culturale, ma anche naturalistico, queste aree.

Raccolta e preparazione dei campioni

Il nostro studio è stato condotto su 13 differenti lotti di ricci di mare (P. lividus) di diametro >50 mm, pescati nelle giornate in cui le condizioni ambientali erano maggiormente favorevoli, da parte di pescatori professionisti nelle due aree sopra citate ed in un periodo di tredici mesi, da marzo 2022 a marzo 2023. Ciascun lotto consisteva di 10 esemplari, raccolti giornalmente. I ricci di

mare venivano aperti manualmente uno alla volta, usando delle forbici con lame taglienti di forma triangolare (Fig. 1). In questa fase si effettuava anche una prima valutazione delle caratteristiche organolettiche quali aspetto, colore e odore. Le lame tagliando a metà il dermascheletro, rivelavano le cinque camere riempite con le gonadi intatte (Fig. 2). Le gonadi venivano rimosse con attenzione usando un cucchiaio (Fig. 3), da ogni lotto di ricci si ricavava un pool di polpa, collocato immediatamente in contenitori di plastica sterile opportunamente etichettati (Fig. 4). Da ogni pool si ricavano due aliquote, una de-

Fig. 1 - Apertura manuale dei ricci di mare.
Fig. 2 - Valutazione dell’aspetto, del colore e dell’odore delle gonadi dei ricci di mare.
Fig. 3 - Rimozione delle gonadi dei ricci di mare.
Fig. 4 - Preparazione dei pool di gonadi dei ricci di mare per le successive analisi.

MACCHINE ACCESSORI

Creare il prossimo capolavoro dell’innovazione dolciaria

Per i produttori di dolciumi odierni, creare un prodotto di eccellenza significa combinare tecnologie di produzione innovative e precise con una spinta creativa audace. I produttori stanno reinventando gelatine, gomme, marshmallow e liquirizie attraverso sistemi di lavorazione avanzati che garantiscono qualità costante e al contempo favoriscono l’innovazione rapida. Dalla cottura ad alta efficienza alle linee di deposizione continua, fino ai sistemi di controllo qualità intelligenti e basati sui dati, il moderno stabilimento è progettato per garantire affidabilità e sperimentazione.

Con l’evolversi delle aspettative dei consumatori, i team di produzione integrano gel vegetali, ingredienti funzionali, formulazioni a ridotto contenuto di zucchero e abbinamenti di sapori esotici, senza compromettere consistenza e ripetibilità. Microlotti stagionali, forme personalizzate e finiture premium stanno diventando standard, supportati da automazione flessibile e attrezzature modulari.

Luca Menassi, General Manager della Divisione Asia, sottolinea come in TNA Solutions sia in grado di risultati affidabili grazie a impianti per dolciumi di nuova generazione, progettati con

precisione, ispirati dalle tendenze globali e pensati per garantire eccellenza in ogni lotto, stagione e occasione.

La produzione di dolciumi può sembrare tanto simile alla composizione di una sinfonia quanto all’organizzazione di operazioni ad alta intensità. Da un lato ci sono le note familiari dei classici come gomme, marshmallow e liquirizie, che i consumatori si aspettano di trovare sempre. Dall’altro ci sono le improvvisazioni: nuove ricette vegetali, innovazioni di consistenza, tendenze di sapori esotici e gomme funzionali orientate al benessere. I consumatori stanno ridefinendo il consumo di gomme in modo più consapevole, acquistando solo ciò di cui hanno bisogno e prediligendo ingredienti più

naturali e sostenibili derivati da prodotti naturali.

Oggi i consumatori desiderano il meglio di entrambi i mondi: il gusto familiare e affidabile dei loro dolciumi preferiti, insieme a novità stimolanti, dalle varianti vegetali e arricchite a creazioni stagionali e sapori premium e indulgenti.

Uno sguardo al 2025

Nel 2025 il settore dei dolciumi è stato caratterizzato dall’intersezione fra precisione tecnica, flessibilità guidata dai consumatori e innovazione produttiva. Con una domanda sempre più orientata a prodotti vegetali, funzionali, a etichetta pulita e ricchi di esperienza sensoriale, il successo ha richiesto ottimizzazione dei processi, adozione di nuove tecnologie e mantenimento della qualità su portafogli di prodotto sempre più complessi.

I produttori che investono in sistemi agili, automazione intelligente e soluzioni avanzate per gli ingredienti sono quelli meglio posizionati per creare la prossima generazione di dolciumi di eccellenza.

La pressione per offrire questi prodotti di qualità è in crescita. Il mercato globale era valutato

L’evoluzione della raffinazione per cioccolato e creme grasse

Nel panorama dell’industria dolciaria moderna, l’efficienza dei processi produttivi è un elemento fondamentale per garantire qualità e costanza dei prodotti. Tecno 3 risponde a questa esigenza con i suoi impianti di raffinazione in continuo a tre stadi, progettati per trattare basi neutre, cioccolato, compound e creme grasse in un unico flusso produttivo. Questa tecnologia consente di coniugare elevata efficienza energetica, riduzione degli ingombri e una qualità superiore del prodotto finale.

Il principio alla base di questi impianti consiste nell’integrazione di tre differenti unità di raffinazione disposte in serie, ciascuna con un ruolo specifico nel processo. Il primo stadio permette una pre-raffinazione iniziale, seguito da un secondo stadio che completa il trattamento

e prepara il prodotto per la fase finale, affidata a un raffinatore a sfere, singolo o doppio, che porta la granulometria ai valori ottimali. La gestione elettronica avanzata monitora costantemente variabili come portata, velocità dei rotori, temperatura e pressione interna, assicurando una distribuzione granulometrica uniforme e prevenendo la formazione eccessiva di particelle troppo fini. Questo controllo accurato favorisce caratteristiche reologiche ideali, con prodotti che possono raggiungere una finezza inferiore ai 20 µm, pronti per le fasi successive di lavorazione.

Il processo di raffinazione avviene in continuo, senza che le materie prime entrino in contatto con l’ambiente esterno, preservando così le caratteristiche intrinseche dei prodotti. Un sistema di termoregolazione

controlla le temperature in tutte le fasi, garantendo una qualità finale costante e conforme agli standard produttivi. Tutti i parametri della ricetta vengono gestiti tramite un pannello touch-screen collegato a PLC, consentendo cambi rapidi e mantenendo costante la qualità del prodotto finito.

Il design degli impianti è studiato per favorire la sostenibilità dei processi e semplificare le operazioni quotidiane. La costruzione in acciaio inox AISI 304 delle parti a contatto con il prodotto assicura igiene e facilità di manutenzione, mentre portelli apribili garantiscono un accesso immediato agli organi interni per pulizia e controlli. Inoltre, l’ottimizzazione dell’ingombro e dei consumi energetici contribuisce a ridurre l’impatto operativo. www.tecno-3.it

Impianto di raffinazione in continuo per cioccolato e creme grasse (Tecno 3).

FINE LINEA

Macchine per imballaggio in ambienti e-commerce e logistici

Lantech offre una gamma di macchine rapide e flessibili per la logistica di magazzino e la spedizione delle merci.

Il formatore di scatole C-1000 è noto per l’efficienza e la perfetta squadratura delle scatole. Ne produce fino a 30 al minuto, con dimensioni flessibili da 200x150x150 mm a 500x325x520 mm, garantendo cartoni di spedizione ad angolo retto, indipendentemente dal tipo di cartone ondulato, dalle variazioni di temperatura o umi-

dità e dalle dimensioni del cartone piano. In questo modo si ottengono scatole di spedizione perfettamente rettangolari, ideali per la catena logistica e con la massima stabilità perché sono più facili da caricare, impilare e palettizzare. A seconda delle preferenze, il fondo della scatola può essere sigillato con colla hot-melt o con nastro adesivo. Il formatore di scatole C-1000 può essere configurato anche con 2, 3 o 4 magazzini configurabili separatamente e ricaricabili durante il funzionamento. Questa conformazione compatta, chiamata Multi Format Case Erector

(MFC), aumenta la flessibilità del processo di imballaggio consentendo la formatura di scatole di diverse dimensioni con una sola macchina, senza necessità di cambi formato o interruzioni della produzione. L’MFC consente un notevole risparmio di spazio rispetto all’utilizzo di più formatori tradizionali con un solo magazzino ciascuno. Ulteriore spazio viene risparmiato grazie al punto di uscita centrale delle scatole, che elimina la necessità di convogliare più trasportatori in un unico sistema di uscita.

L’MFC può gestire scatole con dimensioni fino a un massimo di 620x450x650 mm, con una velocità massima di produzione di 1.080 scatole all’ora. L’MFC è inoltre dotato del sistema Total Control System di Lantech, che garantisce un controllo preciso durante il processo di formatura, ottenendo scatole perfettamente squadrate.

Per il fissaggio professionale dei carichi sui pallet, Lantech propone l’avvolgitore semiautomatico QL400XT, che riduce ogni ciclo di avvolgimento di due minuti grazie all’aggancio automatico del film al pallet e al taglio del film al termine dell’avvolgimento.

Ciò è reso possibile dalla funzione brevettata “XT Cut and

Case Erector MFC1000 Tape con 2 magazzini (Lantech).

ANALISI CONTROLLO

Nuove implementazioni negli allarmi di superamento soglie nei data logger

Econorma ha aggiornato il software del suo sistema FT-105/ RF-Plus di monitoraggio della temperatura e dell’umidità relativa %, aggiungendo un programma che consente di inserire e visualizzare l’Incertezza Estesa, come previsto dalla certificazione Accredia.

Nel software è stato aggiunto il protocollo di sicurezza SSL per web service, quindi oltre al classico http funzionerà automaticamente anche https, più sicuro, oltre ad una nuova funzionalità

backup con cancellazione dei dati storici delle temperature, da funzione menù, per avere una situazione aziendale pulita.

Un’altra miglioria riguarda l’inserimento di un’immagine relativa agli ambienti, magazzini, depositi, lavorazione, che consente di avere a video il quadro sinottico del sistema di monitoraggio, che consente di posizionare nella mappa i moduli radio e visualizzare il relativo valore di Temperatura o UR% ed eventuale allarme in rosso in tempo reale.

È disponibile inoltre, su richiesta, una recente implementazione del programma wireless FT105RF-Plus: il programma criptato da password, FT-Messaging, che serve per controllare e mandare messaggi agli smartphone degli utenti che hanno scaricato la App “Econorma”, nel caso che il software FT-105/RF-Plus sia spento o il PC non raggiungibile.

Il software installa quindi un servizio di windows, sempre attivo, indipendentemente che l’utente sia collegato o meno, che verifica se il server delle Temperature/UR% è attivo o meno. Nel caso contrario spedisce dei messaggi di tipo notifiche sulla App Econorma ai dispositivi smartphone desiderati. www.econorma.com

IMBALLAGGI CONFEZIONI

Nuove regole per le dichiarazioni ambientali e l’etichettatura degli imballaggi

Le dichiarazioni ambientali ( green claims ) stanno per essere messe sotto osservazione normativa prima di quanto molte aziende si aspettino. Sebbene il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) venga spesso associato all’orizzonte del 2030, alcuni obblighi chiave si applicheranno molto prima: ad esempio, entro il 12 agosto 2026, ossia 18 mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento, dovranno essere già attuate le prime disposizioni. In particolare, saranno interessate le dichiarazioni ambientali, l’etichettatura, la marcatura e la gestione delle sostanze pericolose negli imballaggi.

In occasione del Solpack Forum durante Fachpack 2025, Peter Désilets, Managing Director e cofondatore di Pacoon Sustainability Concepts, ha sostenuto che le aziende devono iniziare subito a rivedere e adeguare imballaggi e comunicazione.

Green claims: molto più che semplici parole

L’obiettivo delle nuove norme è contrastare in modo sistematico il greenwashing. Le dichiarazioni ambientali sono considerate fuorvianti quando risultino vaghe, inesatte, ingannevoli o non verificabili. Questo vale non solo

Va forte il riciclo del vetro opaco in Europa

Un nuovo rapporto tecnico

della Stazione Sperimentale del Vetro (SSV) fornisce solide evidenze scientifiche sulle effettive performance di riciclo del vetro opaco in Europa.

Lo studio, commissionato da FEVE – l’Associazione europea dei produttori di contenitori di vetro – e condotto con il supporto operativo dei membri FERVER – Federazione europea delle aziende che lo riciclano –, identifica la soglia minima di trasmittanza della luce visibile alla quale i frammenti di vetro opaco possono ancora essere correttamente riconosciuti come vetro dai sistemi di separazione ottica attualmente utilizzati negli impianti di trattamento del vetro (Cullet Treatment Plants – CTP).

Attraverso misurazioni di laboratorio approfondite e test su scala industriale, la ricerca offre un

quadro chiaro e basato sui dati sulle performance all’avanguardia delle infrastrutture europee di riciclo del vetro.

I risultati dello studio supportano la conclusione che oggi, in Europa, le tecnologie di separazione ottica possono identificare in modo affidabile i frammenti di vetro opaco con una trasmittanza media della luce visibile superiore al 2,5%, misurata secondo il protocollo di opacità attualmente in fase di definizione dal Comitato Europeo di Normazione (CEN), tenendo conto del contributo dell’International Technical Center for Bottling and Related Packaging (CETIE). Ciò conferma che, per quanto riguarda le effettive performance del riciclo del vetro in Europa, le capacità attuali dei CTP superano di gran lunga le soglie molto più eleva -

te previste da alcune normative nazionali sugli imballaggi, che sottostimano le reali performance di separazione.

Per garantire risultati statisticamente affidabili, SSV ha condotto prove industriali approfondite in nove CTP in tutta Europa, utilizzando 2.700 chilogrammi di cullet standardizzato proveniente da diversi tipi di bottiglie opache, misurando i tassi di rigetto errato di ceramica, pietre e porcellana in condizioni operative reali e con diverse tecnologie di separazione.

Grazie alla solidità dei risultati, questo studio viene preso in considerazione nello sviluppo delle specifiche tecniche di “design-for-recycling” per il vetro, attualmente in fase di finalizzazione da parte del CEN con il contributo di tutta la filiera, inclusi produttori di contenitori in vetro, impianti di trattamento del vetro, imbottigliatori, fornitori di etichette, produttori di chiusure, fornitori di macchinari e sistemi EPR. Le linee guida sulla riciclabilità richiederanno revisioni e aggiornamenti regolari per riflettere le innovazioni nel design, nella raccolta, nella separazione e nel riciclo.

Basando questo lavoro su evidenze industriali e sul controllo completo della filiera, lo studio contribuisce a garantire che il futuro lavoro della Commissione Europea sui criteri di design per il riciclo del vetro sia tecnicamente solido e allineato alle pratiche europee di riciclo più avanzate, contribuendo così all’economia circolare e alla resilienza industriale dell’Europa. www.feve.org

PRODOTTI

Guanciale della tradizione

Raspini ha presentato a Marca Bologna il Guanciale Maestoso al pepe a marchio Rosa, caratterizzato da un gusto dolce e un aroma delicatamente deciso. Disponibile in formato intero, sfuso o confezionato sottovuoto, si distingue per la qualità della materia prima, rigorosamente italiana, selezionata e lavorata a mano con sale e spezie secondo il metodo tradizionale a secco, con stagionatura nel rispetto della tradizione.

Il Gruppo Raspini ha chiuso il 2025 con un fatturato di 118 milioni di euro, registrando una crescita del 7,27% rispetto all’anno precedente. Anche i volumi di

vendita hanno mostrato un andamento positivo, con un aumento del 5,97% e 13.000 tonnellate vendute, confermando la leadership dell’azienda sul mercato nazionale, con un consolidamento sia nella grande distribuzione che sul mercato estero.

Durante l’anno, l’azienda ha introdotto una nuova identità di brand, con il rinnovo del marchio e delle confezioni delle vaschette di affettati sia nella linea main-

stream che nella linea premium Fette Mosse. Il rebranding, ancora in corso sulle ultime referenze, migliora la visibilità a scaffale e facilita una comunicazione chiara e immediata, consentendo al consumatore di effettuare scelte consapevoli. Il 2026 segna anche gli 80 anni di presenza di Raspini sul mercato, un traguardo che sottolinea il valore di un marchio storico legato al territorio e alla tradizione italiana.

Yogurt al caramello

Latteria Sociale Merano, azienda altoatesina specializzata nella produzione di yogurt, propone Meran Latte fieno al caramello salato, caratterizzato da una struttura a due strati, con yogurt bianco e caramello salato sul fondo. Lo yogurt è ottenuto da Latte fieno STG 100% Alto Adige, proveniente da mucche alimentate con erba fresca, fieno d’alpeggio ed erbe aromatiche, secondo metodi di allevamento tradizionali attenti alle condizioni di allevamento e al benessere animale.

Privo di OGM, glutine, aromi aggiunti e conservanti, Meran Latte fieno al caramello salato può essere consumato come des-

sert, spuntino o pausa quotidiana da chi ricerca un’opzione che unisca ingredienti semplici e un gusto contemporaneo.

Il Guanciale Maestoso di Raspini.
Lo yogurt Latte fieno al caramello salato di Meran.

IGIENE AMBIENTI

Il pavimento come alleato strategico nella filiera alimentare

Quando si parla di industria alimentare, l’attenzione si concentra spesso su impianti, materie prime e controlli di qualità. Eppure, una componente apparentemente semplice come la pavimentazione incide in modo diretto su igiene, sicurezza e produttività. Un fondo adeguato facilita le operazioni quotidiane, riduce i rischi e contribuisce a mantenere elevati standard operativi lungo tutta la catena produttiva.

Grazie a un’esperienza consolidata in oltre trent’anni di attività, Sirec sviluppa pavimenti industriali pensati sulle reali condizioni di utilizzo. Ogni contesto presenta criticità specifiche: presenza costante di umidità, forti sollecitazioni meccaniche, sbalzi termici o traffico intenso di mezzi. Per questo ogni intervento nasce da una valutazione tecnica accurata, che consente di individuare la soluzione più efficace in termini di resistenza, igienicità e durata.

Il portfolio Sirec comprende pavimentazioni in resina, gres porcellanato e klinker, materiali selezionati in funzione delle prestazioni richieste. Le superfici in resina garantiscono continuità, impermeabilità e facilità di pulizia; le soluzioni ceramiche

assicurano solidità strutturale, stabilità nel tempo e semplicità di manutenzione. In base alle necessità, possono essere integrate finiture antisdrucciolo e trattamenti con proprietà antibatteriche, per incrementare la sicurezza degli ambienti produttivi.

Le pavimentazioni sono sviluppate nel rispetto delle direttive europee e dei protocolli HACCP, contribuendo al controllo delle contaminazioni e alla prevenzione degli infortuni. Una corretta

progettazione degli spazi e delle superfici migliora la gestione dei flussi di lavoro e riduce i fermi produttivi, con vantaggi concreti per l’organizzazione aziendale. Sirec affianca il cliente in ogni fase: analisi preliminare, definizione tecnica del progetto, installazione e programmi di manutenzione, offrendo un modello di servizio integrato che permette di preservare le prestazioni della pavimentazione nel tempo e garantire continuità operativa. www.sirec.it

cereali integrali risulta pressoché nullo, mentre la carne viene consumata quotidianamente.

Troppi grassi saturi animali

Ulteriore elemento critico, non adeguatamente supportato dalle evidenze scientifiche, è la liberalizzazione del consumo di alimenti e condimenti ricchi di grassi saturi di origine animale – tra cui carne, latte intero, formaggi stagionati, burro e sego di manzo –collocati nella parte alta della piramide e definiti “grassi salutari”. È stato talvolta sostenuto che un maggiore consumo di grassi saturi possa aumentare le dimensioni delle LDL (lipoproteine a bassa densità, il cosiddetto colesterolo cattivo) e le concentrazioni di HDL (lipoproteine ad alta densità, il cosiddetto colesterolo buono), configurando un profilo lipidico

apparentemente meno aterogeno. Tuttavia, le evidenze attuali indicano che l’aumento dell’HDL non si traduce automaticamente in una riduzione del rischio cardiovascolare e che il principale determinante del rischio rimane la concentrazione totale di LDL e il numero di particelle aterogene.

Indicazioni confuse

A generare ulteriore confusione contribuisce la rappresentazione grafica delle LG, che non chiarisce se la piramide debba essere interpretata come indicazione di frequenza di consumo o come semplice schema di gruppi alimentari. Nonostante il testo raccomandi di aumentare l’apporto di proteine vegetali, i legumi risultano scarsamente rappresentati, relegati a un singolo simbolo associato agli ortaggi in scatola. Analogamente, appare poco

comprensibile la collocazione dei cereali integrali all’apice della piramide, a fronte di una raccomandazione di consumo pari a 2-4 porzioni al giorno.

Queste contraddizioni rischiano di offuscare alcuni aspetti positivi delle nuove LG, come l’invito ad aumentare il consumo di frutta e verdura, a leggere attentamente le etichette per limitare zuccheri aggiunti e sale, e a privilegiare alimenti poco trasformati, riducendo drasticamente quelli ultra-processati, che negli USA forniscono quasi il 60% dell’energia totale. Il richiamo al ritorno alle materie prime semplici, alla cucina domestica e a una lettura consapevole delle etichette rappresenta un messaggio condivisibile e in linea con le evidenze scientifiche più recenti.

Dieta mediterranea regina

In Italia esiste un modello alimentare riconosciuto a livello internazionale, la Dieta Mediterranea, insieme a pratiche culinarie tradizionali tutelate come patrimonio immateriale dell’umanità. Questo modello va oltre la mera scelta degli alimenti, includendo valori di biodiversità, convivialità, sostenibilità e una visione integrata della salute secondo l’approccio One Health.

La Società Italiana di Nutrizione Umana esprime pertanto preoccupazione per il rischio che la diffusione mediatica della piramide capovolta, priva di un’adeguata spiegazione critica, possa orientare parte della popolazione verso modelli alimentari non salutari, vanificando l’impegno di ricercatori e professionisti sanitari nella promozione di corrette pratiche alimentari. sinu.it

RICERCA APPLICATA

Riduzione del cadmio nel cacao

Il cacao rappresenta una risorsa economica fondamentale per le regioni costiere dell’Ecuador, dove viene esportato per la produzione di cioccolati di alta qualità. Tuttavia, l’elevata presenza di cadmio (Cd) nei semi di cacao – dovuta alla natura vulcanica dei suoli – può ostacolare il commercio internazionale, soprattutto in relazione ai rigidi limiti imposti dall’Unione Europea.

L’obiettivo principale di uno studio spagnolo pubblicato su Plants. 14, (16): 2553, 2025 era ridurre la concentrazione di cadmio nei semi di due varietà di cacao, Nacional e CCN-51, applicando diverse dosi dell’enzima pectina trans-eliminasi (PTE) durante la fermentazione. Il trattamento enzimatico è stato combinato con varie tecniche di lavaggio della mucillagine, tempi di riposo prima dell’essiccazione e metodi di asciugatura differenti.

Per individuare la combinazione più efficace, i ricercatori hanno utilizzato un disegno ortogonale Taguchi (L9), che ha permesso di valutare nove trattamenti per ciascun genotipo, oltre a due campioni di controllo.

I risultati hanno mostrato che, per la varietà Nacional, il trattamento più efficace (T7) consisteva in una dose di 0,30

mL/kg di PTE, senza lavaggio della mucillagine, con 48 ore di riposo e essiccazione sotto tettoia. Questo approccio ha permesso di ridurre del 68,6% il contenuto di cadmio, passando da 0,28 a 0,09 mg/kg.

Per la varietà CCN-51, invece, il trattamento T3 (0,10 mL/kg di PTE, lavaggio completo, 48 ore di riposo ed essiccazione su graticcio) ha determinato una riduzione del 26,4%, da 0,42 a 0,31 mg/ kg. È importante sottolineare che nessun campione ha superato il limite europeo di 0,8 mg/kg di Cd.

Le analisi fisico-chimiche hanno evidenziato effetti significativi dei

trattamenti su pH (da 5,63 a 6,85) e acidità (0,02 – 0,03%). Le valutazioni sensoriali hanno inoltre mostrato un miglioramento delle note di cacao e di frutta secca, con una diminuzione dell’astringenza e dell’amarezza, soprattutto nei campioni di Nacional.

Lo studio dimostra che la combinazione tra fermentazione assistita da enzimi e tecniche post-raccolta ottimizzate può rappresentare un metodo pratico ed efficace per ridurre il cadmio nel cacao, mantenendo – o addirittura migliorando – la qualità organolettica del prodotto finale.

settimana. La perdita in cottura è diminuita in modo significativo dall’ottava settimana, mentre la perdita di liquidi è aumentata alla dodicesima settimana. Con il prolungarsi della conservazione, sono aumentati sia il numero che la quantità dei VOC, indicando un rischio di comparsa di odori sgradevoli. Sebbene freschezza e odore fossero ancora accettabili alla dodicesima settimana, si avvicinavano al limite oltre il quale i consumatori potrebbero rifiutare il prodotto. L’ossidazione di proteine e lipidi è aumentata si-

gnificativamente, con un valore TBARS fino a 0,47 mg/kg.

La crescita dei microrganismi è stata inibita dalle condizioni super-refrigerate, e il numero totale di batteri e il contenuto di azoto volatile totale (TVB-N) sono rimasti sotto i limiti previsti per la carne fresca. In conclusione, la combinazione di confezionamento sottovuoto e conservazione super-refrigerata permette di mantenere la qualità della carne e di prolungarne la shelf-life. Tuttavia, un periodo di conservazione troppo lungo può favorire

la formazione di composti volatili indesiderati e causare inevitabilmente l’ossidazione di proteine e lipidi.

Miglioramento della conservazione del latte durante il trasporto

Durante il trasporto del latte crudo il superamento dei 10°C provoca un rapido deterioramento del prodotto rendendolo inidoneo al consumo. Per questo motivo mantenere una temperatura bassa e costante è fondamentale soprattutto quando il latte deve percorrere lunghe distanze. I sistemi di isolamento tradizionali però si sono dimostrati spesso insufficienti, in particolare in condizioni climatiche estreme.

Uno studio algerino pubblicato sul Journal of Dairy Research. 92, (2): 288-296, 2025 presenta un approccio innovativo che prevede l’integrazione di un evaporatore immerso direttamente all’interno della cisterna del latte con l’obiettivo di prolungare in modo significativo il tempo di raffreddamento e garantire la sicurezza del prodotto. Attraverso simulazioni di flusso laminare non stazionario e di scambio termico sono state analizzate le presta-

zioni del sistema in diverse condizioni operative.

I risultati mostrano un netto miglioramento dell’efficienza di raffreddamento rispetto al solo isolamento. In particolare l’evaporatore immerso consente di prolungare il tempo di raffreddamento fino a 3 ore e 19 minuti con un incremento del 69% rispetto a un sistema basato esclusivamente sull’isolamento. L’aumento della lunghezza dell’evaporatore di circa il 46% permette di estendere ulteriormente il periodo di raffreddamento del 91% mantenendo la stessa temperatura di esercizio di 2°C. Un ulteriore miglioramento si ottiene aumentando la lunghezza dell’evaporatore e riducendone la temperatura a 0°C con un’estensione del tempo di raffreddamento fino al 137%, pari a 8 ore e 48 minuti.

Un evaporatore immerso progettato in modo adeguato è quindi in grado di mantenere la

temperatura del latte al di sotto dei 10°C per un’intera giornata anche in ambienti difficili, indicando una soluzione promettente per rendere il trasporto del latte più sicuro ed efficiente sulle lunghe distanze. L’integrazione di evaporatori immersi nelle autocisterne può infatti contribuire a preservare la qualità del prodotto, ridurre gli sprechi e rafforzare la sostenibilità e l’affidabilità della filiera alimentare.

Essiccazione spray di miscele e polveri lattiero-casearie

Uno studio francese pubblicato su Food Structure. 45, 100459, 2025 ha investigato come la composizione delle miscele lattiero-casearie liquide, formulate a partire da frazioni derivanti dalla microfiltrazione (retenato e permeato), influisca sulle proprietà fisico-chimiche e funzionali delle polveri ottenute tramite essiccazione spray e delle miscele ricostituite. La microfiltrazione del latte scremato attraverso membrane ceramiche da 0,1 μm è stata utilizzata per produrre due frazioni: un permeato arricchito in proteine solubili e minerali, e un retenato arricchito in caseine e minerali colloidali. Diverse miscele lattiero-casearie sono state preparate combinando queste frazioni in varie proporzioni, mantenendo costante il contenuto di sostanza secca. Una miscela corrispondeva a un latte ricostituito ottenuto miscelando retenato e permeato, permettendo di valutare l’effetto specifico della microfiltrazione.

Rispetto al latte scremato non trattato, la microfiltrazione ha modificato significativamente l’equilibrio minerale, il pH, la viscosità e la dimensione delle micelle di caseina della miscela, portando a polveri con capacità di gelificazione, morfologia del gel, densità

reale, struttura superficiale delle particelle alterate e miglior comportamento di ricostituzione.

Ulteriori miscele sono state formulate arricchendo ulteriormente il latte scremato con retenato, aumentando così il contenuto di caseine e minerali colloidali. Questo arricchimento ha comportato un aumento della viscosità, modifiche del potenziale zeta e della dimensione delle micelle, oltre a variazioni nella scorrevolezza, nel colore e nelle proprietà di ricostituzione delle polveri. Ha inoltre migliorato le

proprietà di gelificazione dei sistemi ricostituiti, producendo gel più forti e fibrosi che si aggregavano più rapidamente e mostravano un pH di gelificazione e una capacità tampone maggiori.

Questi risultati evidenziano il potenziale di modulare la composizione delle miscele lattiero-casearie liquide tramite microfiltrazione per ottimizzare le caratteristiche fisico-chimiche, funzionali e microstrutturali delle polveri lattiero-casearie essiccate spray per diverse applicazioni industriali.

Uno sguardo al mercato lattiero-caseario globale

Un recente report curato dal Dipartimento esteri della statunitense USDA prevede che, per il 2026, la produzione di latte da parte dei principali esportatori di prodotti lattiero-caseari dovrebbe crescere dello 0,4%, grazie all’aumento negli Stati Uniti, in Australia e in Argentina, che compensa i lievi cali previsti per l’Unione Europea e la Nuova Zelanda. Negli Stati Uniti, la produzione di latte è stimata in aumento dell’1,2%, sostenuta dall’espansione degli allevamenti per soddisfare la crescente capacità di trasformazione e la domanda di formaggi. Anche l’Argentina dovrebbe registrare una forte crescita, con un aumento del 4% della produzione, favorita da buone condizioni dei pascoli e prezzi dei mangimi contenuti; la produzione tornerà così ai livelli precedenti alla riduzione dovuta alla siccità e ai costi elevati del 2024. Nonostante questa ripresa, il consumo interno rimane limitato, circa il 31% inferiore ai livelli del 2023, e l’eccesso di latte sarà destinato all’esportazione di latte intero in polvere.

In Australia, la produzione di latte dovrebbe crescere dell’1,8%, sostenuta da prezzi stabili alla stalla e da condizioni di pascolo migliorate, soprattutto nelle regioni meridionali del Victoria e del South Australia. Le regioni settentrionali, invece, continueranno a essere limitate dalla disponibilità ridotta di acqua per l’irrigazione. Negli ultimi venti anni il settore lattiero-caseario australiano ha visto un’importante ristrutturazione: il numero di aziende è diminuito del 71% tra il 2002 e il 2024, mentre la produzione di latte è calata solo del 25%, e si prevede che questa tendenza di consolidamento continui anche nel 2026.

Nell’Unione Europea, la produzione di latte dovrebbe registrare un lieve calo dello 0,5%, segnando

il secondo anno consecutivo di diminuzione, nonostante un leggero aumento della resa per vacca. La contrazione degli allevamenti è dovuta a regolamentazioni ambientali, come la carbon tax in Danimarca e normative di protezione in Germania, e a problemi sanitari legati a malattie come la Bluetongue e la Dermatite nodulare bovina. Nonostante un miglioramento dei margini grazie ai prezzi elevati e alla forte domanda interna di formaggi, il settore resta sotto pressione e continua a consolidarsi, con una generazione di giovani allevatori sempre più ridotta.

Prospettive dell’olio d’oliva nell’UE per il 2025

Il Foreign Agricultural Service del Dipartimento statunitense dell’Agricoltura USDA ha dedicato un rapporto alla situazione del mercato dell’Unione Europea dell’olio d’oliva per il 2025, principale produttore mondiale, con una quota che supera il 50% della produzione globale. Per l’anno commerciale 2025/26, si prevede che il settore UE continuerà a riprendersi dalle recenti siccità, con una produzione stabile, una domanda in ripresa e flussi commerciali che si adatteranno sia al mercato interno che a quello estero. La produzione di olio d’oliva nel Vecchio Continente dovrebbe rimanere leggermente al di sotto dei livelli della stagione precedente, poiché le tanto attese precipitazioni autunnali sono arrivate solo nella seconda metà di novembre, limitando le possibilità di incremento previste inizialmente. La maggiore disponibilità registrata nell’anno commerciale 2024/25 ha permesso maggiori vendite sul mercato interno e un recupero delle esportazioni, riducendo nel contempo le necessità di importazione.

Produzione

Per quanto riguarda la produzione, si prevede che nell’anno commerciale 2025/26 l’olio d’oliva nell’UE si attesterà a circa 2 milioni di tonnellate, leggermente inferiore ai 2,1 milioni della stagione precedente. Le stime tengono conto delle precipitazioni e delle temperature durante la fioritura degli ulivi e della successiva estate mite nei principali Stati membri produttori, nonché delle piogge autunnali arrivate tardivamente a novembre. Nel 2024/25, la produzio-

ne UE è ritornata a livelli medi, dopo i minimi storici registrati nei due anni precedenti a causa di eventi climatici estremi.

La produzione di olio d’oliva nell’UE è fortemente concentrata nel bacino del Mediterraneo, il che la rende particolarmente vulnerabile a fenomeni climatici localizzati. La Spagna da sola rappresenta circa il 45% della produzione globale e il 65% di quella europea, seguita da Italia, Grecia e Portogallo, mentre altri Stati membri come Francia, Cipro, Croazia e Slovenia contribuiscono in misura minore. Nuovi produttori in Nord Africa e Medio Oriente stanno acquisendo maggiore rilevanza grazie agli investimenti nella coltivazione dell’olivo.

La raccolta in Europa inizia generalmente a novembre e prosegue fino all’inizio della primavera. Le condizioni primaverili determinano la fioritura, mentre le temperature estive influenzano lo sviluppo dei frutti. Le precipitazioni estive e autunnali contribuiscono anch’esse al livello finale della produzione.

Inoltre, la produzione degli ulivi segue un ciclo alternante, che riduce i raccolti negli “anni di scarica”, soprattutto nelle coltivazioni tradizionali. Tuttavia, la diffusione di impianti moderni e irrigati tende a mitigare l’impatto di questo fenomeno.

Nel 2025, Spagna e Portogallo hanno registrato precipitazioni primaverili superiori alla media, mentre Italia e Grecia hanno avuto valori medi. Durante l’estate, ondate di caldo hanno colpito i principali Stati produttori, riducendo in parte le rese, soprattutto nei terreni non irrigati. In Spagna, la fioritura è avvenuta in condizioni di piogge abbondanti, favorendo un elevato carico di frutti. Tuttavia, la lunga ondata di caldo estivo e la scarsità di piogge fino all’autunno hanno limitato le aspettative iniziali. Le piogge tanto attese sono arrivate solo nella seconda metà di novembre, impedendo ulteriori aumenti di produzione. Le stime ufficiali indicano una produzione spagnola di circa 1,37 milioni di tonnellate, leggermente inferiore alla stagione precedente, con cali significativi in regioni come Andalusia e Castiglia-La Mancia, mentre l’Extremadura registra un leggero incremento.

In Italia, il clima caldo e umido di ottobre ha favorito la proliferazione della mosca dell’olivo (Dacus oleae), con una previsione di produzione di circa 280 mila tonnellate. Le regioni meridionali di Puglia, Calabria e Sicilia forniranno l’80% della produzione nazionale, ma con forti differenze locali: in Calabria si prevede un raccolto buono o molto buono, mentre la Sicilia mostra rese molto variabili e la Puglia ha subito una perdita di frutti a causa dello stress idrico. Le regioni centrali e settentrionali affrontano un anno difficile, combinando un naturale ciclo di scarica con ondate di caldo e infestazioni da mosca dell’olivo.

In Grecia, la produzione prevista scende del 15% rispetto all’anno precedente, intorno a 210 mila tonnellate, per effetto della siccità estiva e della mosca dell’olivo. In Portogallo, la produzione si attesterà a 150 mila tonnellate, inferiore ai 177 mila della stagione precedente, poiché le alte temperature estive e l’assenza di piogge hanno vanificato le buone prospettive iniziali.

Consumi

Dopo due anni di offerta ridotta a causa della siccità, la domanda di olio d’oliva nell’UE dovrebbe tornare a livelli normali tra il 2024/25 e il 2025/26. Pur rappresentando solo l’1% del consumo mondiale di oli, l’olio d’oliva costituisce quasi il 6% del consumo totale nell’UE, con valori più alti nei principali paesi

Rapporto annuale sugli agrumi nell’UE

Una nuova indagine del servizio esteri dell’USDA ha tracciato un quadro del mercato europeo degli agrumi, rivelando che la stagione 2025/26 è iniziata in condizioni difficili in gran parte dell’Europa meridionale. Spagna, Italia e Grecia, principali produttori della regione, registrano rese inferiori rispetto al passato a causa di eventi climatici estremi, maggior pressione da parassiti e dinamiche di mercato in evoluzione. Nonostante queste sfide, il settore europeo degli agrumi mostra resilienza e capacità di adattamento, beneficiando di una maggiore trasparenza dei mercati, di progressi nelle tecniche produttive e di nuove opportunità legate all’export sostenibile. Per l’anno commerciale 2025/26 è prevista una riduzione della produzione di arance, mandarini e limoni nell’Unione Europea rispetto ai livelli della stagione precedente, mentre è atteso un aumento della produzione di pompelmi. In un contesto di domanda interna stabile e di regionalizzazione dei flussi commerciali, è probabile che prevalga il commercio intra-UE, con gli spostamenti principali dalle aree produttive verso gli Stati membri maggiori consumatori.

Più in dettaglio, nell’anno commerciale 2025/26, la produzione totale di agrumi nell’UE dovrebbe raggiungere circa 9,9 milioni di tonnellate, in calo rispetto ai 10,5 milioni registrati nella stagione precedente. La produzione di arance, mandarini e limoni è prevista in contrazione, mentre i pompelmi rappresentano l’eccezione con un aumento della produzione. Spagna e Italia rimangono i principali produttori dell’UE, seguiti da Grecia, Portogallo e Cipro.

Nel complesso, la superficie coltivata a limoni e pompelmi mostra un trend in crescita, quella destina-

Evolve la Marca del Distributore nel largo consumo

Nel 2025 la Marca del Distributore (MDD) consolida il proprio ruolo nel mercato italiano del largo consumo, superando la soglia del 30% di quota e puntando a un fatturato record di 31,5 miliardi di euro. Questi dati emergono dal XXII Rapporto Circana sull’evoluzione della MDD, presentato in occasione di Marca by BolognaFiere & ADM 2026, che analizza l’andamento del settore in un contesto economico caratterizzato da incertezza e consumi prudenti.

Secondo il rapporto, la MDD si conferma uno dei principali motori di sviluppo del largo consumo, mostrando una crescita strutturale che va oltre la leva del prezzo. Nel perimetro omnichannel, la quota raggiunge il 30,4%, mentre il valore complessivo del mercato della marca commerciale si avvicina ai 31,5 miliardi di euro entro la fine del 2025.

In un quadro macroeconomico segnato da una moderata ripresa dell’inflazione, la MDD evidenzia

una buona capacità di tenuta e di risposta ai nuovi bisogni delle famiglie. Nel corso del 2025, il comparto registra una crescita del 4,1% a valore e del 2,6% a volume sull’intero perimetro omnichannel. Limitando l’analisi alla GDO tradizionale, composta da ipermercati, supermercati e libero servizio piccolo, la Marca del Distributore rafforza ulteriormente la propria presenza, raggiungendo una quota del 23%, con un incremento di mezzo punto percentuale rispetto al 2024. I volumi di vendita crescono del 4,1%, con risultati particolarmente positivi nei punti vendita di dimensioni inferiori ai 2.500 m2.

Il Rapporto Circana evidenzia un’evoluzione significativa del posizionamento della MDD. Accanto alle linee di primo prezzo, che continuano a crescere ma con ritmi più contenuti, emergono con forza i segmenti a maggiore valore aggiunto. In particolare, i prodotti funzionali, come biologici, free-from e arricchiti, registrano una crescita a valore del 19%, affermandosi come uno dei principali driver di sviluppo. Questo andamento riflette la trasformazione delle insegne distributive in poli di innovazione, in grado di intercettare esigenze legate a salute, benessere e sostenibilità.

L’aumento medio dei prezzi della MDD, superiore a quello dell’industria di marca, segnala una progressiva evoluzione verso un’offerta più orientata al valore e meno focalizzata esclusivamente sulla convenienza. I consumatori mostrano una crescente attenzione alla qualità, alla filiera e ai contenuti di servizio del prodotto, contribuendo a ridurre il peso delle linee di primo prezzo e la pressione promozionale, che scende al 16,3%. Parallelamente, l’assortimento di marca commerciale continua ad ampliarsi e rappresenta oggi il 17,4% dei prodotti presenti a scaffale, in aumento sia rispetto al 2024 che rispetto al 2015.

AGENDA

Ultimi preparativi per Macfrut

Prosegue a pieno ritmo l’organizzazione di Macfrut , fiera della filiera internazionale dell’ortofrutta in programma dal 21 al 23 aprile 2026 al Rimini Expo Centre, che registra un aumento del 28% della superficie espositiva rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, confermandosi sempre più come punto di riferimento per i professionisti del settore e per la filiera ortofrutticola italiana, che ha un valore di circa 60 miliardi di euro. La prossima edizione permetterà di presentare le novità di mercato dedicate all’intera filiera e di approfondire le principali tematiche della ricerca tecnico-scientifica. Prosegue inoltre l’attività di promozione verso i mercati esteri, con missioni e accordi internazionali, tra cui il recente accordo triennale con la Repubblica Dominicana.

L’incremento in doppia cifra conferma la partecipazione di tutti i principali produttori del settore, insieme a tecnologie e soluzioni di packaging di punta. Saranno presenti anche i segmenti della quarta gamma e del pre-raccolto, considerati eccellenze nazionali, così come la grande distribuzione con la partecipazione di Conad, Coop Italia e del gruppo internazionale Vegè.

Parallelamente, prosegue l’attività di promozione internazionale della fiera con il rafforzamento della rete di agenti e l’attività di scouting di buyer, in collabo-

razione con Agenzia ICE. L’attenzione è concentrata in particolare sui mercati europei, che rappresentano oltre il 70% dell’export delle imprese italiane, ma anche sul Nord Africa e sull’area Caraibica, partner internazionale di Macfrut 2026.

Il programma dei convegni, da sempre uno dei punti centrali della manifestazione, è stato definito dal Comitato Tecnico presieduto da Paolo De Castro e coordinato da Bruno Mezzetti, in collaborazione con il mondo accademico, esponenti della ricerca e operatori del settore. Tra gli eventi in calendario figurano un incontro di apertura sulle tematiche attuali, approfondimenti su ricerca e normativa delle tecniche di evoluzione assistita (TEA) e sull’innovazione varietale, il

Mango e Avocado Day dedicato a coltivazione, mercato e qualità dei prodotti, incontri su robotica e intelligenza artificiale applicata alla gestione delle coltivazioni, controlli biologici sulle specie aliene, sessioni nell’Area Healthy su biologico, prodotti processati e valorizzazione di erbe e spezie, e interventi nella Berry Area. Saranno inoltre realizzate attività interattive e dimostrative nei campi prova, tradizionalmente uno dei punti di forza della manifestazione.

Tutte le iniziative saranno sviluppate attraverso un’integrazione tra mondo produttivo e scientifico, con il coinvolgimento di società scientifiche nazionali e internazionali. L’obiettivo è favorire il dialogo tra scienza e industria, promuovere il trasferimento tecnologico e sostenere le imprese nei processi di innovazione. www.macfrut.com

SPS Italia: piattaforma di riferimento per l’innovazione industriale

Automazione, digitale, intelligenza artificiale e sviluppo delle competenze sono i temi centrali della quattordicesima edizione di SPS Italia , in programma dal 26 al 28 maggio 2026 presso Fiere di Parma . La manifestazione rappresenta un appuntamento di riferimento per l’au -

tomazione e il digitale applicati all’industria.

La fiera si articola in sei padiglioni espositivi dedicati a tecnologie e soluzioni per il mondo industriale. Confermato anche il Digital District, percorso dimostrativo suddiviso in quattro aree tematiche: Academy, Start-

RECENSIONE LIBRI

Sicurezza alimentare

SPECTROSCOPY AND MACHINE LEARNING TOOLS FOR FOOD QUALITY AND SAFETY (Spettroscopia e strumenti di machine learning per la qualità e la sicurezza alimentare)

D. Cozzolino - 230 pag. - Edito da Academic Press Elsevier (www. elsevier.com) - 2025 - Prezzo 104,00 € - ISBN: 9780443345937 - eBook ISBN: 9780443345944

I cosiddetti metodi non invasivi e rapidi includono la spettroscopia nel vicino infrarosso (NIR), nel medio infrarosso (MIR), la spettroscopia Raman e l’imaging iperspettrale (HSI). Questi metodi e tecniche sono stati proposti e sono attualmente utilizzati come strumenti analitici in un’ampia gamma di settori e applicazioni.

Fin dagli anni Sessanta, la spettroscopia NIR è stata impiegata per valutare e monitorare la composizione chimica, le proprietà fisiche e la sicurezza di numerosi prodotti agricoli e alimentari.

Il 115° volume della serie dedicata ai progressi della ricerca in ambito alimentare e nutrizionale presenta le ricerche e le applicazioni più recenti della spettroscopia e degli strumenti di machine learning in ambito agricolo e alimentare, raccogliendo contributi di ricercatori di fama inter-

nazionale, che illustrano nuove applicazioni della spettroscopia vibrazionale (NIR, MIR, Raman), il ruolo e l’apporto degli strumenti di machine learning nel perfezionamento delle analisi e nello sviluppo delle applicazioni, nonché l’utilizzo di strumenti portatili e palmari e il loro impatto sulla sicurezza alimentare.

Viene inoltre offerta una panoramica delle più recenti applicazioni e dei progressi negli strumenti analitici disponibili, discutendo il ruolo di queste tecniche e degli strumenti di machine learning in un’ampia varietà di applicazioni nell’ambito della qualità e sicurezza alimentare negli ultimi dieci anni. In sintesi, i lettori troveranno in questo volume un panorama globale delle applicazioni e dei fondamenti della spettroscopia e del machine learning.

Tra i contenuti del volume figurano applicazioni della spet-

troscopia NIR nei sistemi di allevamento e nei prodotti derivati, spettroscopia a fluorescenza nella composizione e nel controllo qualità di uva e vino, l’approccio “From Farm to Fork” con la spettroscopia per la qualità e la sicurezza della carne, l’uso della spettroscopia Raman e a infrarosso medio nella sicurezza e nella composizione degli alimenti, spettroscopia per la funzionalità e la sicurezza alimentare, e spettroscopia NIR portatile per il monitoraggio in tempo reale della qualità e sicurezza degli alimenti direttamente sul luogo di produzione o consumo.

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