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PASSWORD magazine n° 6 - SETTEMBRE 2017 | Copia Gratuita
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Password - l’accesso mirato all’informazione | Periodico d’informazione - n° 6 - settembre 2017 | Direttore responsabile: Chiara Cascio - Editore e Progetto Grafico: Studio Gamma - Coordinamento generale: Gianna Scortechini - Francesco Cascio Collaboratori: Riccardo Ceccarelli - Marco Torcoletti - Catiuscia Ceccarelli - Eleonora Dottori - Matteo Baleani - Pino Nardella - Margherita Piersantelli | Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici | Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. e fax 0731 701404 - www.leggopassword.it - info@leggopassword.it - redazione@leggopassword.it | Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati - Vietata la riproduzione anche parziale.
La parola aI PRODUTTORI
POLITICA
INTEGRAZIONE, DIALOGO E APERTURA A DOPPIO SENSO PSICOLOGIA
DEPRESSIONE
Come affrontare il male dell’anima
L’intervista
a cura di Eleonora Dottori e Chiara Cascio
A tu per tu con il presidente Colini
Vino e miele: produzioni a rischio per la siccità e non solo
CROCE VERDE
#l'avvocato risponde
AUTO USATA
La clausola “Vista e Piaciuta” Avv. Monica Checchini
#SPESA CONSAPEVOLE
CONSIGLI UTILI
della Dott.ssa Letizia Saturni
#CURIOSANDO
MORIRE DI SBRONZI JESI
NEL MAGAZZINO DEGLI OGGETTI SMARRITI RUBRICHE
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Chi conosce la campagna lo sa: nessuna annata è come la precedente. Molto, anzi moltissimo, dipende dal clima che quest’anno è stato privo di precipitazioni per molti mesi. Se la trebbiatura del grano, almeno per le Marche, ha dato risultati soddisfacenti in termini qualitativi per gli agricoltori le preoccupazioni non sono finite. Le temperature massime superiori di circa 3,8 gradi rispetto alla media stagionale sin dal mese di luglio e le precipitazioni assenti per buona parte dell’estate hanno messo in crisi le coltivazioni. Staremo a vedere cosa succederà al girasole, coltivazione che in larga parte ha sostituito il grano visto che lo scorso anno gli agricoltori con il cereale ci hanno rimesso quasi dieci euro al quintale. Su questo fronte comunque si teme un calo almeno del 20%, come rivelato dalla Coldiretti. A tremare anche il comparto vitivinicolo: le condizioni meteo hanno accelerato la maturazione dell’uva tanto che Coldiretti e Assoenolo-
gi hanno stimato un anticipo nella vendemmia di almeno dieci giorni, per le Marche si paventa un calo nella produzione. Va sottolineato che si tratta solo di previsioni, stime quantitative relative al mese di agosto, secondo le quali nelle Marche (dati istat) gli ettolitri di produzione nel 2016 sono stati 956.000, mentre in media quelli per il 2017 sono 710.000. A risentire del caldo sono state anche le api: la Coldiretti ha stimato una produzione di miele italiano più che dimezzata rispetto alla media, uno dei risultati peggiori da almeno 35 anni, per le Marche si parla del 40% in meno. Ma il problema delle api, soprattutto, è l’utilizzo di pesticidi nei campi. Inutile girarci intorno: le api sono le prime vittime dell’abuso di pesticidi che viene fatto in agricoltura e capita (l’assurdità) di vedere arnie in campi diserbati. L’uso di pesticidi agricoltura convenzionale intensiva ne provoca la moria con danni alla biodiversità ambientale e alimentare alla quale le api contribuiscono.
Abbiamo chiesto alle aziende del territorio di raccontarci la loro esperienza, per conoscere come andrà il raccolto e quanto il clima torrido di questa estate abbia influito sulla produzione locale.
SIMONE CHERUBINI Azienda Agricola Cherubini Cupramontana “La siccità ci ha sicuramente penalizzati in termini di quantità; fortunatamente, il clima di Cupramontana è sempre un po’ più fresco rispetto ad altre zone e questo ci ha fatto soffrire di meno. La nostra è un’azienda a conduzione familiare e viviamo la vendemmia come la fine di un anno di lavoro, un momento di festa, nonostante la fatica, da condividere con la famiglia, per ridere e scherzare insieme. Alle porte, c’è poi la Festa dell’Uva, dove saremo presenti con un nostro stand”.
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DANILO COPPA Terre Cortesi Moncaro Soc.Coop. Agricola Montecarotto “Ciclicamente un clima estivo eccessivamente caldo influisce sulla produzione locale, soprattutto dal punto di vista quantitativo. Nel nostro caso, siamo riusciti a mettere in campo tutti gli accorgimenti necessari per fronteggiare la calura e garantire la qualità del vino. Di fronte alla siccità, ciò che diminuisce è il peso medio del grappolo d’uva. Cambia inoltre lo stress idrico del terreno a seconda dell’esposizione, se si trova in condizioni più o meno di frescura. Altra differenza la fa l’età del vigneto: le piante più giovani subiscono maggiormente gli effetti delle alte temperature”
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FLAVIA GREGANTI Apicoltura Greganti Maiolati Spontini
GIANLUCA MIRIZZI Azienda Agricola Montecappone - Jesi Azienda Mirizzi - Monte Roberto
“Il 2017 per il miele è stato un disastro: le statistiche parlano di un calo di produzione del 60% rispetto alla media. La stagione è infatti partita in anticipo ma ha subito precocemente una battuta d’arresto con l’acquazzone arrivato dopo Pasqua. Poi è arrivata la siccità e la produzione si è interrotta già da luglio, con un mese e mezzo abbondante di mancato raccolto. La stagione si è avviata in fretta dunque alla conclusione e le api regine non sono state fecondate”.
“Per le aziende produttrici, questa sarà una delle vendemmie peggiori della storia: in termini quantitativi, la siccità è responsabile di un calo di produzione del 25%-30% rispetto agli ultimi cinque anni; del 50% se si fa riferimento allo scorso anno. Dal punto di vista qualitativo, l’uva è sana ma per fare grandi vini ci vuole un clima fresco che è mancato in questo 2017: fortunatamente la nostra azienda aveva disponibilità idrica per irrorare artificialemente i campi e far fronte all’emergenza”.
Buongiorno, fashionissime e bentornate nella mia rubrica. Purtroppo la calda estate è quasi finita ed io sono pronta a parlarvi delle nuove tendenze.autunno inverno 2017/2018. Il grande ritorno degli anni ‘80 è su tutte le collezioni presenti nel mercato dagli abiti di alta moda a quelli della grande distribuzione. Il must per eccellenza è quello delle spalline: in abiti, t-shirt e giacche. Torna in auge per la nuova stagione la ciniglia usata anche nelle scarpe per un look a prova di carezze, perfino i tailleur sono di questo materiale morbido e sensuale. A voi piace? Vi aspetto per il prossimo articolo. Valentina chic & shock www.valentinachicshock.com
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Tutte le forme della bellezza Nuovo inizio per Le Grazie: la boutique al femminile di Antonella Benedetti si rifà il look e si trasferisce nel punto vendita di via Pergolesi 4, nel cuore del centro storico. Un vasto assortimento di capi, borse e accessori per accontentare tutti i gusti e le esigenze in fatto di moda. Particolarità del nuovo punto vendita, bomboniera rosa nella ex via degli Orefici, è la vasta scelta di outfit: romantiche o pratiche, classiche o casual, Le Grazie mette a disposizione la propria esperienza e professionalità nel settore per consigliare lo stile giusto per la giusta occasione. Non ci sono limiti d’età né di taglie: soluzioni per tutte, anche per le curvy grazie a linee comode e adatte a valorizzare le forme della bellezza. In negozio, è arrivata la nuova collezione autunno-inverno: un tripudio di nuance e sfumature vivaci che saranno pronte a iniettare di buon umore la moda di stagione. “Sì all’over size per ogni capo di vestiario, ammesse fantasie e pizzi ma il velluto è il vero protagonista della stagione - spiega Antonella - I maglioni dovranno essere comodi e lo stesso vale per pellicce e cardigan. I colori di tendenza? Si va dai colori accesi come il giallo e il rosso alle nuance neutre del nude al beige, passando per rosa cipria e bianco, fino ad arrivare al blu notte e al nero”.
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a cura di Marco Torcoletti
INTEGRAZIONE, DIALOGO E APERTURA A DOPPIO SENSO La recente iniziativa della comunità musulmana, una marcia per la pace contro tutti i terrorismi, rappresenta uno dei momenti più significativi della lunga estate calda jesina. Se dalle pietre del centro riaffiorano testimonianze di un passato che inorgoglisce, altrettanto può dirsi per una simile manifestazione. Posto che la popolazione straniera residente, anche di credo diverso dal cristiano, cresce a Jesi e in Vallesina, viene da chiedersi quale sia la giusta via per conseguire la cosiddetta integrazione, al successo della quale, secondo un giovane islamologo jesino esperto di flussi migratori, Filippo Maria Triccoli, molti sono i fattori che vi concorrono. Dottore di Ricerca in Diritto islamico all’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” e visiting Professor all’Università di
RUBRICHE Nancy in Francia, ha vissuto in diversi paesi europei e viaggiato sia in nord Africa che nel vicino medio oriente. «La Giunta comunale si sta muovendo bene e la comunità musulmana, o almeno parte di essa, sembra voler dialogare con le istituzioni cittadine. Pochi giorni fa per i musulmani è stato un giorno di festa, l’Eid Al Adha ossia la festa del sacrificio, voluto da Dio, di Ismaele per mano di Abramo. Molti consiglieri comunali hanno partecipato, in via informale, alla preghiera svoltasi nella palestra Carbonari. Altre iniziative, come il corteo contro tutti i terrorismi, sono state condivise dall’Amministrazione, dal Sindaco e dalle autorità cattoliche». Il dubbio maggiore, sulla scia dei recenti attentati, resta senz’altro quello connesso alla loro presunta matrice religiosa, caratterizzata da fanatismo. «La teoria dello scontro delle civiltà proposta da Huntington e sbandierata come verità incontestabile da alcuni studiosi non tiene conto di numerosi esempi storici di convivenza tra etnie appartenenti a religioni diverse come, ad esempio, l’Impero Ottomano, dove addirittura il Vescovo di Costantinopoli emanava delle leggi appositamente per i cristiani cattolici, che potevano scegliere se seguire quelle del Sultano o quella del Vescovo. Oppure, i cristiani copti in Eritrea ed Etiopia, che sono presenti fin dal 640 d.C. o la convivenza
www.leggopassword.it in Libano dove, secondo la Costituzione, il Presidente della Repubblica è cristiano maronita, il Primo Ministro è musulmano sunnita ed il Presidente del Parlamento sarà musulmano sciita». E in Vallesina? «Mi preme ricordare che l’integrazione dovrà estendersi anche alle generazioni più giovani che, come tristemente noto, cadono più facilmente vittime della devianza terroristica. Un continuo dialogo e un’apertura a “doppio-senso” tra la comunità musulmana e la città è la chiave che fa da tramite all’integrazione».
(Nella foto Filippo Maria Triccoli)
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VALLESINA
“La musica è come la vita in piccola scala. La vita è come la musica in larga scala” (Mick Goodrick)
Spesso sentiamo parlare dei benefici portati dall’imparare a cantare o suonare uno strumento, ma forse non li conosciamo tutti. Attraverso l’elenco riportato qui sotto vi offriamo un piccolo viaggio nelle recenti scoperte scientifiche a riguardo per conoscerne almeno sette, tante quante sono le note musicali. 1) Stimola l’ intelligenza. Questo è quanto si apprende dalle numerose ricerche fatte: fare musica rende più intelligenti. Risolvere vari problemi scegliendo la soluzione migliore per eseguire un determinato brano ha effetti positivi nell’esercitare il ragionamento analitico e la capacità di problem solving. Leggere la musica, poi, aiuta a migliorare la capacità di lettura dei testi, a mantenere a lungo la concentrazione e a migliorare la memoria. Dal punto di vista fisico suonare aiuta a sviluppare e migliorare le proprie abilità motorie e di coordinazione. 2) Socialità. La musica ha il grande valore di favorire la relazione con gli altri. Imparare a suonare significa condividere il proprio cammino con insegnanti preparati e disponibili, incontrare altri amici con la stessa passione, condividere le proprie scoperte ed il proprio suono. 3) Autodisciplina. Per suonare bisogna organizzarsi, trovare il tempo, tra i mille impegni di ogni giorno, di allenarsi in modo costante e orientato all’obiettivo: fare della musica una pratica in grado di rendere la vita più bella! 4) Autostima. Imparare a suonare migliora l’autostima perchè si percepisce che grazie all’impegno si diventa più bravi avvicinandosi ai risultati sperati. Alcune ricerche hanno dimostrato che i bambini timidi che stentano a prendere la parola o gli adulti che si vergognano a parlare in pubblico possono superare questo ostacolo con più facilità dopo aver provato l’esperienza di suonare o cantare durante un saggio. 5) Creatività. Fare musica favorisce la creatività e l’espressione personale. 6) Salute. Secondo molti ricercatori, le capacità del proprio sistema immunitario migliorano, diminuendo l’insorgere di malattie. Le persone che suonano o cantano tendono ad essere fisicamente più sane e a sofffrire meno di depressione, ansia e solitudine! 7) Abbassamento del livello di stress. Quando si suona o si canta bisogna essere concentrati e questo aiuta a dimenticare le proprie preoccupazioni lasciando spazio solo alle emozioni positive che la musica riesce a trasmettere. Imparare a suonare o a cantare richiede fatica, costanza, pazienza e tempo, ma certamente è un’attività che sa ricompensare chi abbandona la paura e decide di cominciare: MATT Scuola 220x150 HI.pdf 1 07/09/17 16.46 del resto avete mai conosciuto qualcuno che si lamentasse di saper cantare o suonare?
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RUBRICHE
#CURIOSANDO
MORIRE DI SBRONZI a cura di Riccardo Ceccarelli Il Concilio di Trento l’11 novembre 1563 (Sess. XXIV, Decretum de ref., capp. I e II) aveva prescritto a tutti i parroci di tenere un registro dei matrimoni e dei battezzati, qualche anno più tardi, con Paolo V nel 1614, si aggiunsero anche il registro dei morti, dei cresimati e quello de statu animarum. Gli archivi parrocchiali, salvo gli incendi o altre distruzioni avvenuti nei secoli, sono così preziose fonti documentali non solo anagrafiche. Avvicinarsi a questi volumi e provare a scorrerli è sempre una forte emozione. In particolar modo il libro dei morti. L’ho provata leggendo il primo libro dei morti della parrocchia di S. Silvestro di Monte Roberto che registra i defunti da 1625 al 1742. I pievani, annotando i morti, sottolineavano soprattutto se il defunto prima di morire aveva ricevuto tutti i sacramenti della Chiesa prescritti per tale occasione (Confessione, Comunione/Viatico, Estrema Unzione), aggiungevano poi se era un “putto” o un fanciullo e la causa di morte, se questa non era naturale. Soprattutto quest’ultima potrebbe offrire l’occasione per indagini diverse, sia quella strettamente medica che quella sociologica. Si va così dalle morti improvvise per “apoplessia”, a quelle per annegamento nel fiume o in qualche torrente, incidenti sul lavoro (es. caduta addosso una quercia mentre la si stava segando) o colpiti da un fulmine o da qualche “archibugiata” (colpo di fucile). Sì,
c’erano anche allora episodi diremmo oggi di cronaca nera. La cosa che colpisce di più tuttavia è la morte dei bambini, chiamati “’putti” fino all’età di 6-7 anni, poi “fanciulli” fino alla prima Comunione 12-13 anni. Il tasso di mortalità infantile era altissimo, su 40 decessi nel 1628 i “putti” furono 25, il 62%. In genere si trova annotato «morì puttina» o «morì putto di pochi giorni» specificando i pochi mesi o i pochi anni. Il tutto in una o due righe dopo aver segnato i genitori. Negli anni 1672 (aprile-giugno), 1721 (novembre) e 1722 (gennaio) vi è l’annotazione «morì di sbronzi». La prima per la verità è del 20 agosto 1665 e riguarda la morte di Francesc’antonio di Marco di Jesi che «morì di tre anni di sbronzi». La vera epidemia si verificò tuttavia nei mesi di aprile-giugno 1672 e in quelli a cavallo tra il 1721 e il 1722; furono ben 11 i decessi dei bambini compresi tra pochi mesi e i tre anni nel 1672, mentre cinquant’anni
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dopo furono 12 quelli tra un anno di vita e i sei anni. Certamente non si trattava di eccesso di alcol (sbronzi) bensì della malattia del vaiolo che lasciava, se uno riusciva a sopravvivere, la pelle “sbronzolosa”, come si diceva un tempo nel nostro dialetto, cioè butterata con cicatrici residue alle pustole vaiolose, a buccia d’arancia per farcene un’idea. Qualche centimetro quadro ne abbiamo tutti al braccio, noi di qualche anno, che a scuola ci sottoponevano alla vaccinazione obbligatoria. In passato la mortalità per vaiolo era notevole, risultava letale infatti nel 30/35% dei casi, di qui la necessità della vaccinazione su larga scala; in Italia la vaccinazione antivaiolosa fu obbligatoria fino al 1977. Ed è proprio attraverso la vaccinazione, scoperta dal medico britannico Edward Jenner nel 1798, progressivamente introdotta in tutti i paesi, che il vaiolo è stato dichiarato definitivamente debellato nel mondo nel 1980. Poteva capitare anche che qualche bambino «assalito da morbiglioni» o «assalito da vermi», morbillo o qualche forma di infestazione da tenia, se ne «volasse al cielo», come annotava un pievano ai primi del Settecento, con una formula meno sbrigativa di quella, usata per decenni, «morì e fu sepolto». Un registro dei morti che, se riservava più spazio e più parole alla morte di persone facoltose o di maggiore riguardo, sembra avere almeno qualche espressione più “delicata” per i bambini, anche se la loro morte per l’elevato numero non era considerata una tragedia irreparabile. Nascita e morte vissute in una dimensione forse diversa dalla nostra.
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La proposta formativa prevede anche corsi di danza moderna, contemporanea, urban (hiphop) per bambini ed ragazzi e corsi di Pilates per adulti. La direzione artistica e didattica è curata da Mariella Strappa insegnante diplomata Rad, che coordina il lavoro dei docenti della scuola tutti NUOVO SPAZIO STUDIO DANZA è una professionalmente qualificati. Associazione Sportiva Dilettantistica, affiliata Agli allievi viene offerta una formazione seria e Uisp, che opera, con esperienza trentennale scrupolosa attenta sia allo sviluppo psicofisico nella citta di Jesi, principalmente nell’ambito che culturale attraverso un programma equilibrato dello studio della danza classica e si avvale e progressivo a partire dai tre anni di età. del metodo della Royal Academy of Dance di Oltre ai tradizionali corsi di danza l’Associazione NUOVO SPAZIO STUDIO DANZA organizza Londra. L’appartenenza alla prestigiosa Accademia stage, corsi e seminari con professionisti del inglese fa si che il Nuovo Spazio Studio Danza mondo della danza provenienti dalla Scala di sia uno dei principali centri R.A.D del centro Milano, Arena di Verona e l’Accademia Nazionale di danza di Roma rivolti ad allievi ed insegnanti Italia, sede di esami professionali.
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identificando il centro come punto di riferimento delle scuole di danza della regione Marche. La novità formativa per l’anno accademico 2017/2018 è il corso “ Balla con me “ rivolto a bambini di età compresa fra i 12 mesi e i 3 anni e ai loro genitori. Il percorso intende far percepire ai bambini ritmi e melodie attraverso il proprio corpo e quello di chi li accompagna. Facilita il coordinamento motorio, la formazione dello schema corporeo e l’organizzazione del corpo nello spazio e nel tempo e rafforza il legame adulto-bambino. Infatti ogni attività viene vissuta da entrambi ed è introdotta con la gioia della creatività, in un contesto musicale. I corsi iniziano lunedì 11 settembre prevedono lezioni di prova
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#L'AVVOCATO RISPONDE
Per la modulistica e per maggiori informazioni e/o chiarimenti è possibile contattare il sottoscritto Avv. Monica Checchini (cell. 333 9923708) inviando una mail a studiochecchini@libero.it o collegandosi al sito dello Studio www.studiolegalechecchini.itStudio Legale Checchini Via del Tiglio, 7 - Scorcelletti di Maiolati Spontini (AN)
AUTO USATA GARANZIE E INEFFICACIA DELLA CLAUSOLA “VISTA E PIACIUTA” Buongiorno Avvocato, ho acquistato in un autosalone una macchina che al momento del ritiro mi è stata consegnata con fattura in cui figura la dicitura “vista e piaciuta nello stato in cui si trova”. Lì per lì non vi ho dato peso ma dopo due giorni la macchina ha cominciato ad avere problemi con il motore e, rivoltami all’autosalone da cui l’avevo acquistata, mi sono sentita rispondere che io avevo rinunciato alla garanzia sottoscrivendo la fattura in cui figurava quella clausola. E’ vero? Non posso pretendere nulla? Per rispondere al quesito necessitano alcune premesse: Durata garanzia auto usata acquistata presso autosalone e nullità limitazione - La garanzia per l’auto usata dura un anno e si estende a qualsiasi vizio venga riscontrato su di esso, sia che fosse già presente al momento della vendita, sia nell’ipotesi di successiva comparsa: dai problemi al motore a quelli alle parti elettroniche o meccaniche. Il venditore non può limitare, con una esplicita previsione contenuta nel con-
tratto, il diritto del consumatore di vedersi riconosciuta la garanzia: pertanto è tenuto a restituirgli i soldi spesi o a riparare il mezzo difettoso nel caso in cui questo non funzioni o presenti dei vizi. Questo significa, in parole più semplici, che la garanzia sull’auto di seconda mano è obbligatoria per legge e opera in qualsiasi circostanza; eventuali limiti sono da considerarsi nulli e, quindi, come non apposti, anche se accettati dall’acquirente. E’ tuttavia possibile inserire nel contratto la cosiddetta clausola «vista e piaciuta» che esonera il venditore solo dai difetti visibili, ma non anche per quelli occulti. Di recente, peraltro, la Corte di Appello di Roma ha anche chiarito che la garanzia per l’acquisto di auto di seconda mano copre anche nel caso in cui il consumatore abbia firmato un contratto con la clausola «vista e piaciuta». Normativa di riferimento - L’art. 1490 del codice civile dispone che il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore; la norma prevede, inoltre, che il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa. Quanto alla clausola “vista e piaciuta”: - Le parti, nella conclusione del contratto di
compravendita, possono convenire espressamente una limitazione alla garanzia per i vizi, inserendo una clausola, comunemente detta “ vista e piaciuta”, con la quale l’acquirente dichiara di aver preso visione del bene nello stato in cui si trova e di accettarlo così com’è, ma si tratta di una clausola vessatoria che, come tale, andrebbe approvata per iscritto con doppia sottoscrizione, in base a quanto previsto dall’art. 1341 del codice civile. - nel caso di acquisto di un’autovettura usata, la clausola «vista e piaciuta» eventualmente inserita nel contratto esonera il venditore dalla garanzia solo per i vizi riconoscibili con la normale diligenza e da lui non taciuti in mala fede, ma non anche per i vizi di occulti che non potevano in alcun modo essere verificati dal consumatore prima dell’acquisto, come nell’ipotesi del funzionamento del motore; i vizi al motore non sono infatti da considerare come «riconoscibili con la normale diligenza» (lo potrebbero essere, invece, dei problemi alla carrozzeria); pertanto il compratore ha diritto alla garanzia nonostante abbia firmato la clausola “vista e piaciuta” (C. App. Roma sent. n. 1516/17 del 7.03.2017) Novità in tema di garanzia per i vizi della cosa venduta: - E’ quindi ormai pacifico che “la garanzia per i vizi della cosa oggetto della compravendita è esclusa dalla clausola “vista e piaciuta” - la
croce verde jesi, a tu per tu con il neo presidente jacopo colini a cura di Margherita Piersantelli Con quasi 220.000 km all’anno e più di 10.000 servizi annuali, la Croce Verde Jesi è una realtà sempre più presente e importante sul territorio. Nata nel 1975 è oggi la Pubblica Assistenza più attiva della Vallesina, con più di 45 volontari iscritti e 8 dipendenti. Ma vediamola più da vicino con il neopresidente del Consiglio Direttivo, Jacopo Colini, nominato poco più di un mese fa. Raccontaci un po’ di te. “Sono entrato nel mondo del volontariato nel ’99 avvicinandomi alla Croce Verde di Cupramontana, in cui sono tutt’ora iscritto. Essendomi da subito appassionato a questo mondo, mi sono poi “arruolato” come volontario nella Croce Verde di Jesi agli inizi del 2009, per poi subentrare come dipendente a tutti gli effetti, fino a fine 2016. E attualmente sono dipendente presso l’ Asur Marche area Vasta 2 di Cingoli con il ruolo di Autista Soccorritore”. E se volessimo parlare della Croce Verde di Jesi, in numeri? “Beh, posso dire che il territorio che ri-
copriamo è molto vasto, si estende per tutta la Vallesina, dalle Moie a Monte San Vito, da Chiaravalle a Poggio San Marcello e Montecarotto, dunque sia i chilometri che il numero di servizi annui è abbastanza elevato. Parliamo di quasi 220.000 km e più di 10.000 servizi all’anno. Il tutto da destreggiare tra i 7 automezzi disponibili, gli 8 dipendenti e i quasi 50 volontari iscritti”. Quando parli di servizi, cosa intendi? “Come dice la parola stessa, noi siamo una Pubblica Assistenza, e dunque ci occupiamo di tutti quei servizi di cui la cittadinanza può necessitare. In primis ovviamente c’è il servizio di emergenza, siamo l’unica associazione in tutta la Vallesina che ha due ambulanze sempre presenti nel territorio, di supporto al 118. Poi ci sono i cosiddetti “servizi secondari”, come le
varie assistenze sportive nella zona, della Jesina, per esempio, sono anni che ce ne occupiamo noi. O come i servizi di trasporto ospedalieri come le varie dimissioni dai reparti dell’Ospedale Carlo Urbani al domicilio del paziente, al trasporto per dei cicli di fisioterapie sia a Jesi che fuori città, ma anche servizi di trasporto per pazienti dializzati ed oncologici. Per non parlare dei trasporti per visite ed esami in giro per la Vallesina, e non solo… siamo arrivati anche in Ungheria!” Un commento a caldo per la nuova avventura intrapresa “Sono subentrato dopo i 30 anni di presidenza del Dott. Daniele Capecci: mi ha fatto molto piacere ricevere così tante preferenze, e devo dire che non me l’aspettavo. Ma evidentemente vuol dire che qualcosa di buono nel mio passato
quale ha lo scopo di accertare consensualmente che il compratore ha preso visione della cosa venduta – soltanto qualora si tratti di vizi riconoscibili con la normale diligenza e non taciuti in mala fede” (Corte di Cassazione sentenza n. 21204 del 19 ottobre 2016); questo significa che la garanzia per vizi prevista dall’art. 1490 cod. civ. deve ritenersi operante anche nei casi di vendita di cose mobili usate, dovendo rimanere il vizio della cosa, ed, in particolare, il vizio occulto preesistente alla conclusione dei contratto, ben distinto dal semplice logorio del bene, dovuto al normale uso dello stesso. CONCLUSIONI RELATIVE ALLA LIMITAZIONE DI GARANZIA “VISTA E PIACIUTA” Ciò significa che detta clausola non puo` riferirsi ai vizi occulti che si manifestano, dopo i normali controlli eseguiti ante acquisto, soltanto dopo l’uso del bene compravenduto; nè potrebbe essere diversamente, giacche` la espressione “vista” inequivocabilmente allude solo ai vizi agevolmente riscontrabili ictu oculi dall’acquirente ad primo esame. II venditore di vetture usate, pertanto, e` tenuto alla garanzia per i vizi occulti, anche se la vendita sia avvenuta “nello stato come vista e piaciuta”, a prescindere anche dal fatto che la presenza di essi non sia imputabile ad opera del venditore ma a vizi di costruzione del bene venduto, anche alla luce dei principi contrattuali dell’equità e del corretto sinallagma dei contratto, nonche´ della buona fede contrattuale, che induce a tener conto di un corretto equilibrio degli interessi contrapposti. Rassicuro pertanto la gentile lettrice sull’operatività della garanzia nel caso posto alla mia attenzione, ferma restando la necessità di provvedere immediatamente alla denuncia del vizio al venditore. Avv. Monica Checchini
nell’associazione l’ho fatto e soprattutto trasmesso. Spero di continuare a far del bene, sia per l’Associazione, ma soprattutto per la cittadinanza, con corsi, eventi e manifestazioni, rivolti proprio ad essa”. Obiettivi futuri “Sicuramente migliorare. Cercare di fare sempre meglio e soprattutto di avere maggiore visibilità, di farci conoscere dalla collettività e apprezzare: avere un’identità più forte, ecco. Perché per quello che facciamo ancora non ci sentiamo del tutto parte della Vallesina. Puntiamo molto su corsi ed eventi, come ho già detto, sperando di sensibilizzare più persone possibili. E vorrei ringraziare tutte le persone che fanno parte del Consiglio Direttivo per il triennio 2017-2020, da quelle con più anni di esperienza, da cui trarremo più conoscenze possibili, il Vicepresidente e Responsabile degli Automezzi Piersanti Samuele, il Tesoriere e Responsabile dipendenti Marasca Federico, il Segretario Rosati Andrea. E ovviamente i nuovi arrivati Montelli Serena, Responsabile Comunicazioni e Iniziative, la consigliera Pacenti Federica, la Responsabile della Formazione Massari Monica, il Responsabile Acquisti Brenciani Andrea, e il Consigliere Reali Domenico, pieni di entusiasmo e di fresche idee per cercare di attrarre gente e avvicinarla al mondo della Croce Verde Jesi e non solo”.
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PARLIAMO DI DEPRESSIONE
_____________________ a cura di Catiuscia Ceccarelli
È arrivato Settembre, mese pronto a sancire ufficialmente la fine delle vacanze e la ripresa delle quotidiane attività. L’estate appena trascorsa è stata per tutti particolarmente lunga e afosa. Per chi non ha potuto godersi le ferie per motivi economici o di salute, per chi soffre di solitudine o peggio di depressione, il tempo estivo è stato addirittura infinito. La bella stagione non sempre è portatrice di felicità e di buon umore. Alcuni studi scientifici sostengono che, proprio in questo periodo, aumenterebbero la scarsa voglia di fare, la debolezza fisica e psichica. Quando la situazione è più pesante si parla di “male di vivere” o “male dell’anima”. La depressione è però a tutti gli effetti il male del secolo. Ben 322 milioni gli individui si trovano a fare i conti con questa malattia. Basta avere il coraggio di smascherarla, per non arrendersi a lei mettendo a rischio la propria vita. Con la Dott.ssa Francesca Mancia – Psicologa presso il Consultorio Familiare di Jesi – cerchiamo di conoscere meglio questa patologia per affrontarla con i giusti mezzi. È importante spingere chi ne soffre a parlarne, il dialogo è certamente il primo passo verso la guarigione. Che cos’è la depressione? “Oggi la depressione è legata all’ incertezza di vivere, alla pressione economica unita al tam tam mediatico sulla difficoltà di integrare nuovi assetti sociali e superare le sfide della globalizzazione. Vale la pena fare luce sull’odierna disposizione al ritenere che dobbiamo essere sempre molto performanti ed assertivi.” Non parliamo di “depressione” ma di “depressioni” al plurale. Quanti tipi ne esistono? “Possiamo soffrire di una depressione mascherata che si manifesta attraverso sintomi somatici come disturbi gastrointestinali (crampi addominali, diarrea), cardiaci (palpitazioni) o respiratori (respiro affannoso). Esiste poi la depressione ansiosa che comprende sintomi come attacchi di panico o agitazione. Nell’ipocondria siamo invece tormentati dal sentire di avere sempre una malattia. La depressione atipica con attacchi di panico, ipersonnia e sonnolenza continua durante il giorno, iperfagia e aumento di peso, peggioramento serale della sintomatologia, irritabilità e alta sensibilità al giudizio degli altri e alta sensibilità in caso di perdita o distacco di un familiare. Il consultorio familiare di Jesi - presso cui lavoro come dirigente psicologa – fornisce un servizio di ascolto per far luce sulla condizione di Maternity Blues o di depressione post partum. Dopo il parto la mamma spesso sente di non essere pronta ad un compito che ritiene troppo gravoso: l’allattamento la stanca, la conoscenza del figlio la impegna, situazioni che caratterizzano la Maternity blues. Questo sentire
RUBRICHE ansioso e spaventato, afflitto e tendente al pianto dura in genere tre mesi circa; se la mamma viene supportata dal contesto di coppia la situazione si stabilizza. La depressione post partum rappresenta invece un quadro più grave e più complesso con componente psichiatrica e richiede un supporto farmacologico in una rete di servizi integrata. Siamo in presenza di un vero e proprio quadro psichiatrico con altissimo rischio suicidario. Esiste anche la depressione infantile. I bambini possono avere i sintomi classici come una tendenza all’isolamento o al pianto senza motivo, possiedono una bassa autostima, pensieri di morte e perdita di interessi. Abbiamo a che fare anche con la depressione adolescenziale che va ben oltre la facile irritabilità umorale e si preannuncia tramite il persistere del calo del rendimento scolastico o dell’interruzione delle le attività sociali.” Come non trascurare i sintomi della depressione? “Occorre chiedere aiuto e avvicinarsi alle molte offerte di cura e di prevenzione che oggi esistono a livello sanitario.” Quali sono i mezzi giusti per affrontare la depressione e guarire? “La persona che sente un disagio e una insoddisfazione non deve indugiare temendo di non essere compresa, la tempestività serve ad evitare la cronicizzazione dello stato emotivo.” In queste ultime settimane, la cronaca ha più volte raccontato di tragici eventi che hanno visto uomini e donne del nostro territorio mollare di fronte a questa malattia che invece può essere sconfitta. Perché, come hanno evidenziato alcuni studi scientifici, pare ci sia uno sconcertante legame tra il suicidio e la primavera e l’estate, stagioni viste come simbolo di rinascita? “Esistono evidenti correlazioni tra sentimenti di tipo depressivo e periodo come il Natale, le vacanze, il trasformarsi delle stagioni. Questi fanno da sfondo all’acuirsi di sentimenti di disperazione, ma non dobbiamo ritenere questo fenomeno una variabile potente. Merita una riflessione a tale proposito il problema dell’ansia che queste notizie, se mal veicolate, possono generare ansie.” Il Consultorio Familiare di Via Guerri a Jesi è un punto di riferimento per chi è in cerca di aiuto nel nostro territorio. Chi soffre di depressione, ma anche le famiglie che vogliono aiutare un loro caro a chi possono rivolgersi? “Possono in primo luogo confidare la loro sofferenza al medico di medicina generale che segue da tempo la salute del singolo individuo. Sarà lo stesso professionista a sollecitare la rete sanitaria (il servizio di psichiatria ospedaliera o territoriale o il Consultorio).” Concludiamo con le parole di Pascal Bruckner, che speriamo possano regalare speranza e sollievo alle persone che vogliono vincere il male di vivere: “C’è soprattutto, più importante della stessa felicità, la gioia di vivere semplicemente, la gioia di poter stare quaggiù sulla terra per un’avventura effimera e insensata.”
(Nella foto la Dott.ssa Francesca Mancia)
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#spesa consapevole consigli utili a cura della Dott.ssa Letizia Saturni
Fare la Spesa … molto di più che riempire il carrello!
C’è a chi piace fare la spesa … c’è chi detesta farla … C’è chi la fa quotidianamente … e chi settimanalmente. Diversi sono gli approcci al fare la spesa ma quello che ci accomuna tutti è che – una volta arrivati a casa – ci si accorge di aver acquistato prodotti inutili e/o di aver dimenticato l’indispensabile. Fare la spesa è molto di più che riempire un carrello, significa infatti prendersi cura di noi stessi, delle persone a noi vicine e del nostro Pianeta. è pertanto un momento importante della nostra frenetica giornata. Quale Health Coach Professionista, mi piace suggerirvi strategie utili per avventurarvi all’interno di un supermercato con la giusta preparazione, in modo consapevole e con un salutare piano d’azione! Fai la spesa sempre a stomaco pieno, di buon umore e senza fretta. è oggi ben documentato che questo eviterà l’acquisto di trash-food cioè cibo spazzatura; Pianifica i menù settimanali e fai la spesa settimanalmente. I carrelli sono enormi, e se fai la spesa quotidianamente sembrano sempre mezzi vuoti e sarai tentato inconsciamente a comprare di più; Fai la spesa da solo, così da dedicare un tempo ragionevole, senza fretta nè distrazioni. Evita le ore di punta per eludere code alle casse e deterioramento dei cibi freschi o congelati; Prepara la lista della spesa ed acquista solo ciò che hai elencato. Lascia la lista ben in vista così che tutti i componenti della famiglia possono aggiungere ciò che serve e quando esci prendere il foglietto o … fai una foto con il cellulare! Soffermati di più nel reparto ortofrutticolo, cerca di sperimentare frutta e verdura diversa ogni volta e scegli sempre prodotti di stagione e del territorio. In cucina la varietà non annoia! Leggi le etichette: solo così prendi consapevolezza di ciò che acquisti. Ricorda che gli ingredienti sono in ordine decrescente, per cui quelli che trovi per primi, sono gli ingredienti principali. Vedrai che in molti prodotti, il primo ingrediente è lo zucchero, oppure la farina raffinata, veri killer per la salute. Aggiungo un consiglio folkloristico ma efficace: “Non comprare quell’alimento se ci sono parole che tua nonna non conosceva, sono sicuramente aggiunte industriali che nuocciono alla salute”. Evita prodotti in scatola, bevande zuccherine, sono cibi nutrizionalmente morti, perché troppo lavorati e/o troppo ricchi di additivi e conservanti e sale in eccesso; Non cadere nelle trappole delle offerte, vai al sodo: controlla il prezzo al kg o al litro. Risparmia imballi e salva il Pianeta, acquistando prodotti sfusi. Scegli bene anche le buste che conterranno la spesa: buste a rete, sacchetti in cotone, ecologici, resistenti, lavabili e riutilizzabili all’infinito. Mai perdere la bussola durante gli acquisti consapevoli anche del fatto che chi acquista ha il potere decisionale e dunque … sfruttiamolo al meglio! Per appuntamento 347 4351576 www.letiziasaturni.it
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JESI
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Jesi, nel magazzino degli oggetti smarriti tra valigie, zaini, libri e chiavi a cura di Chiara Cascio
Valigie, zaini, attrezzi da lavoro, skateboard, caschi da moto, preziosi, scarpe. E poi chiavi, tante chiavi. E occhiali da vista con tanto di custodia. Sono gli oggetti smarriti custoditi presso il comando della Polizia municipale del Comune di Jesi. E qui che rimangono fino ad un anno dalla pubblicazione sull’albo pretorio: passato questo tempo, nel caso in cui non ci sia nessun proprietario legittimo a reclamarli, possono essere dati in possesso al ritrovatore o, se quest’ultimo non avanzasse nessuna richiesta, diventano di responsabilità e uso del Comune e quindi distrutti se
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considerati di non utilità all’Ente. “C’è un regolamento comunale che disciplina il ritrovamento degli oggetti perduti – spiega il comandante della Polizia locale Liliana Rovaldi (nella foto) – Solitamente, dal ritrovamento, avvengono due pubblicazioni sull’albo pretorio a distanza di quindici giorni. Ovviamente, negli avvisi non vengono pubblicate tutte le caratteristiche dell’oggetto. Sarà il proprietario che, rivolgendosi a noi per reclamarlo, dovrà dimostrare che è suo, descrivendocelo”. Tra i casi più bizzarri raccontati dagli agenti della municipale, c’è il ritrovamento di una valigia in stoffa abbandonata al binario, alla stazione. Probabilmente, apparteneva ad un passeggero distratto che l’ aveva lasciato a terra mentre lui saliva in treno. Un bagaglio pieno di vestiti sporchi e che, quindi, trascorso il lasso di tempo imposto dal regolamento, è andato al macero in quanto non utilizzabile.
“Ci sono valigie ritrovate all’interno dell’ascensore di un supermercato oppure zaini di studenti, contenenti libri, dimenticati alla fermata della corriera – racconta la Rovaldi – Bizzarro il ritrovamento di un kit completo da ciclista, con cacciaviti e borraccia, ma anche vangeli, foto di defunti, radiotrasmittenti, pinze e piede di porco, scarpe da tennis e un marsupio con dentro un bracciale da uomo”. Gli oggetti maggiormente smarriti sono le chiavi. I più facili da rintracciare sono i proprietari di cellulari, mentre è in calo lo smarrimento di biciclette: “Oggi la gente è più accorta, forse. Qualche anno fa ne avevamo un magazzino pieno – spiega la Comandante – Non essendo venuto nessuno a reclamarle, il Comune le mise all’asta ricavandone qualche centinaia di euro che furono investiti poi in progetti scolastici di educazione stradale“. Tutto sommato, dunque, niente è perduto.
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