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Password Magazine - Giugno 2019

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PASSWORD magazine n° 6 - GIUGNO 2019 | Copia Gratuita

via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini

Password - l’accesso mirato all’informazione | Periodico d’informazione - n° 6 - giugno 2019 | Direttore responsabile: Chiara Cascio - Editore e Progetto Grafico: Studio Gamma - Coordinamento generale: Gianna Scortechini - Francesco Cascio Collaboratori: Riccardo Ceccarelli - Marco Torcoletti - Catiuscia Ceccarelli - Matteo Baleani - Margherita Piersantelli - Giovanna Borrelli| Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici | Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. e fax 0731 701404 - www.leggopassword.it - info@leggopassword.it - redazione@leggopassword.it | Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati - Vietata la riproduzione anche parziale.

Carlo Urbani, parola ai primari: «Grandi potenzialità MA carenze di personale». La mancanza di personale blocca lo sviluppo dei reparti. Lo sostengono i primari di alcune unità operative, invitate in Consiglio comunale a cura di Chiara Cascio pag. 2

RACCOGLITRICI DI SPIGHE Prevalentemente era un’incombenza riservata alle donne, non era però disdegnata da uomini soprattutto dai ragazzi. Le spighe dopo la mietitura sono state sempre raccolte, non venivano lasciate agli uccelli.

MUSEIKA: estate in musica e ... sapori al parco di via delle chiuse a cura di Chiara Cascio pag. 7

a cura di Riccardo Ceccarelli pag. 6

#SALUTE CONSAPEVOLE SOVRAPPESO E OBESITà: UNA SFIDA APERTA DA VINCERE I dati epidemiologici sono allarmanti sia a livello mondiale che nazionale fino ai dati del nostro territorio (4 marchigiani su 10 sono in eccesso ponderale). Dott.ssa Letizia Saturni

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All'interno scopri le nuove mete dell'estate!

a cura di Marco Torcoletti

VACCINI, VIETATO ABBASSARE LA GUARDia Intervista alla Dott.ssa Marilena Canonico dell'Asur Marche Vaccinazioni. I dati diffusi ad inizio mese dal ministero della Salute, riferiti al primo semestre dello scorso anno, dicono che per l’esavalente, contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e influenza di tipo B, 13 regioni sono oramai oltre la soglia di si-

curezza del 95%. E le Marche, come si posizionano? Lo abbiamo chiesto alla dott.ssa Marilena Canonico, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva, dirigente medico dell’Asur Marche presso il Dipartimento di Prevenzione di Ancona, Servizio Igiene e Sanità Pubblica - Sorveglianza e Prevenzione delle Malattie Infettive e Cronico Degenerative. «Per i 0-16 anni - spiega la dott.ssa Canonico - grazie ai recuperi della Legge 119/2017, siamo intorno al 95% di copertura, un buon livello di sicurezza per il singolo e per la collettività. Non bisogna però abbassare la guardia! Ma il dato più interessante è che molti adulti si sono avvicinati ai vaccini». segue a pag. 2

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Marilena Canonico - Asur Marche

JESI malattie infettive molto contagiose o molto gravi, perché hanno un alto rischio di complicanze e di mortalità. Oggi si è fatto un passo avanti, perché servono anche a prevenire i tumori: penso al vaccino contro il Papilloma virus e a quello contro l’Epatite B. E ci sono molte novità in studio: anche un vaccino contro la dipendenza dal fumo». Perché sono sorte perplessità se non addirittura avversità nei loro confronti? «Per sfiducia verso le istituzioni e la scienza, che ha ridotto la comunicazione efficace tra medico e cittadino. Per un’involuzione culturale in cui la pretesa del diritto e della libertà individuale predomina sul senso del dovere collettivo e sociale. Per disinformazione. Per il diffondersi di fake news che alimentano la paura e che nei social hanno trovato una facile cassa di risonanza. Tutto questo non aiuta la pratica vaccinale,

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che viene fatta su soggetti sani e che richiede fiducia nel sistema, senso del dovere da ambo le parti e una corretta informazione sanitaria». Sta arrivando l’estate. È tempo di vacanze e di viaggi... «E di vaccini! Oggi, per andare ovunque nel mondo bisogna vaccinarsi per stare in sicurezza. Contro le malattie trasmesse da acqua e cibi contaminati (tifo, epatite A, colera), contro le malattie trasmesse da zanzare e altri vettori (malaria, febbre gialla, encefalite giapponese, encefalite da zecca), contro le meningiti batteriche, la rabbia, il tetano, la poliomielite... Molti di questi vaccini, una volta fatti, durano per tutta la vita e prima di ogni viaggio è buona norma chiedere il counseling medico (gratuito) al Servizio vaccinale d’appartenenza: si pagano solo i vaccini che si decide di fare».

Per esempio? «Donne in gravidanza per il trivalente Difterite, Tetano, Pertosse, per proteggere i neonati nei primi mesi di vita; personale sanitario e scolastico per il richiamo Difterite, Tetano, Pertosse (da fare ogni 10 anni) e per il trivalente Morbillo, Parotite, Rosolia; anziani per il vaccino contro l’influenza, lo Pneumococco e l’Herpes Zoster (il cosiddetto “Fuoco di Sant’Antonio”). Insomma, oggi i vaccini sono 0-99 anni. E per lo più gratuiti, perché sono un diritto alla salute. Ma anche un dovere verso la collettività». Si parla tanto dei vaccini. A cosa servono? «Storicamente, sono nati per prevenire

Carlo Urbani, la parola ai primari: «Grandi potenzialità frenate da carenze di personale». a cura di Chiara Cascio

Da sinistra: Dott. Mario Caroli, i primari Antonella Bonucci e Gianluca Grechi, Dott. Francesco Bartelli

Carlo Urbani, la mancanza di personale blocca lo sviluppo dei reparti. Lo sostengono i primari di alcune unità operative, invitate in Consiglio comunale: ai microfoni dell’aula consiliare hanno parlato Mario Caroli, da sei mesi alla guida del Pronto soccorso, Francesco Bartelli, medico dirigente di Radiologia, Gianluca Grechi e Antonella Bonucci, rispettivamente a capo di Ginecologica e Pediatria. «Quotidianamente – affermano i medici – si affronta il problema della mancanza di risorse ma con spirito di sacrificio e accumulo di ore di lavoro cerchiamo di dare risposta ai bisogni dell’Area Vasta 2». Un ospedale dunque dalle grandi potenzialità

ma frenate per carenza di personale: «In Radiologia, non possiamo utilizzare adeguatamente le apparecchiature acquistate per mancanza personale medico e tecnico: un vero peccato per la popolazione – spiega il dott. Bartelli – Il numero di medici attualmente in corsia non consente neanche di disporre di una guardia medica radiologica, con tecnici in servizio H24». Tra i reparti maggiormente oberati, anche le unità di Ginecologia e Pediatria come conseguenza di un aumento delle nascite: «Ci sono più bambini che nascono e l’impegno richiesto in corsia è aumentato, sia in senso

numerico che per necessità di interventi – ha detto la dott.ssa Bonucci -. Siamo in sofferenza in termini di organico». A Jesi le nascite hanno subito infatti un incremento del 15%, rispetto a quella che è la tendenza nazionale: lo sostiene il primario di Ginecologia dott. Grechi che ha intenzione di trasformare il reparto «in un’eccellenza». Per quanto riguarda il Pronto soccorso, il dott. Mario Caroli, dirigente da sei mesi, invita l’Amministrazione comunale a intraprendere campagne di sensibilizzazione sulla prevenzione: «Occorre l’impegno di tutti per far fronte all’emergenza – dichiara -. Abbiamo trasformato il letti d’osservazione in posti per la medicina d’urgenza e introdotto percorsi veloci con i fast track anche in ambito pediatrico». Ovviamente, tutto questo funziona se c’è un accesso appropriato al Pronto soccorso da parte degli utenti, continua Caroli: «Al Pronto soccorso, mancano 3 unità che sto cercando di tamponare con le prestazioni aggiuntive, permettendo così anche al mio personale di andare in ferie. Ma la mancanza di medici riguarda anche le tre Potes, il sistema d’emergenza territoriale, di Jesi – Filottrano – Cingoli che è sotto di ben 5 unità. Calano i medici ma anche gli autisti delle ambulanze del 118, gli infermieri, gli oss».


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SCAVI ARCHEOLOGICI A JESI, LE ULTIME SCOPERTE a cura di Margherita Piersantelli

Scavi archeologici a Jesi, si fa il punto nelle sale del Palazzo della Signoria con il convegno “Archeologia urbana a Jesi: novità dai recenti scavi” che ha dato alla cittadinanza le risposte che tanto cercava riguardo i reperti rinvenuti negli scavi del Campo Boario, di Piazza Colocci e Piazza Pergolesi. Presenti all’incontro Comune, addetti ai lavori e Soprintendenza. Il primo scavo preso in esame è stato quello del Campo Boario del 2016 a cura dell’archeologa Lucia Ricciotti. I lavori hanno portato alla luce mosaici e sepolture collocabili nella fase repubblicana, nella fase augustea e nella fase post-classica. All'interno delle fosse sono stati scoperti vari livelli, ognuno con materiali e reperti differenti: ghiaia; scarti di materiali; testimonianze di attività artigianale e produttiva; monete; frammenti laterizi, frammenti di ceramica e cotto. Si può dunque dedurre che la fossa sia stata usata prima per una fase di produzione e poi come fossa di scarico di materiale. È stata poi rinvenuta un’urna cineraria in ceramica; una pinza in ferro; un elemento a spirale in bronzo; un vaso frammentario di ceramica; una placca in bronzo; un peso in pietra; frammenti di coperchio in ceramica; una fibula in bronzo e chiodi: il tutto farebbe pensare ad una sepoltura maschile. E ancora, quattro tombe ad incinerazione, una

La riproduzione di una tomba eseguita dagli studenti del Liceo artistico Mannucci

delle quali di forma rettangolare con resti ossei probabilmente di due umani; 13 chiodi ferro; frammenti di altri materiali in ferro; frammenti di una probabile lucerna; moneta in bronzo e frammenti di vetro fuso. Una tomba rettangolare con resti di cremazione con frammenti di vetro fuso; chiodi di ferro; diversi frammenti di spatoline in osso: probabile si trattava di una sepoltura di donna. E per finire, sono state rinvenute tracce agricole come scassi di vigne e buche per le piante. I materiali e molti reperti

di questo scavo sono già visibili all'interno del Museo Archeologico di Jesi.Il secondo scavo analizzato è stato quello di Piazza Colocci con Matteo Tadolti dell’Abaco Soc. Coop. Fermo e Alessandro Biagioni dell’Archeo in Progress studio associato di Jesi. Nel 2000, una precedente indagine archeologica aveva già scoperto i resti di due pavimenti in mosaico a testimonianza dell’epoca romana. Nello scavo del 2017 sono stati rinvenuti dei resti murari - molto in superficie, subito dopo i sampietrini R

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e il massello – risalenti all’epoca medievale che erano stati murati a causa della realizzazione della piazza alla fine del 1400. Dunque, case e strade del 1200 con pozzetti per conservare gli alimenti e altri in cui si faceva il fuoco, cioè piccole concavità create nel cotto per ospitare il fuoco con sostegni in metallo per sostenere pentole; resti faunistici macellati senza ossa. Inoltre, delle strutture sovrapposte alle case che sono ciò che restano delle fondamenta del palazzo del comune. L’ultimo scavo esaminato è stato quello di Piazza Pergolesi a cura di Alessandro Biagioni dell’Archeo in Progress studio associato Jesi. La zona presa in esame è quella della parte della città urbanizzata tra il 1400 e il 1500, a ridosso della Chiesa di San Nicolò. I reperti scoperti sono stati suddivisi in 4 fasi: ad uso agricolo (tra il XII e il XIII secolo); ad uso funerario (XII secolo); lavori edili (XIV secolo) e sistemazioni urbanistiche del 1700. La prima fase comprende pozzetti medievali ad uso

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agricolo a forma svasata - partono in verticale e poi verso il centro diventano più larghi – un’olla con beccuccio a mandorla. La seconda fase comprende delle sepolture: all’interno sono state rinvenute delle ossa – alcune probabilmente appartenevano ad un bambino di 12 anni, a uno di 2 e ad un feto nato morto - e un unico scheletro intatto; non sono stati rinvenuti reperti ad eccezione di anellini in bronzo, forse di un braccialetto. La fase edile riguarda il restauro della chiesa e comprende un ossario con 12 femori; pestello e vasi. L’ultima fase riguarda il ritrovamento di un muro in mattoni e un vicolo.Per concludere, l'assessore all'urbanistica Roberto Renzi ha affermato che già da lunedì inizieranno i lavori in Piazza Pergolesi per il completamento dei servizi interrati e successivamente per la pavimentazione. Durante l’incontro, è stato anche ringraziato il Liceo artistico “Mannucci” per la realizzazione plastica ai fini delle simulazione di uno scavo archeologico (in foto).

Torna a Jesi il “Mercatino dei Bambini” a cura di Giovanna Borrelli

Anche quest’estate si rinnova una tradizione che va avanti da oltre trent’anni a Jesi: si tratta del Mercatino dei Bambini, organizzato e gestito dai volontari della Consulta per la Pace, e con il patrocinio del Comune di Jesi. Ogni giovedì del mese di Luglio (4- 11- 18 e 25) verranno allestite fino a 40 bancarelle nel cortile della scuola elementare “G. Garibaldi”, che saranno poi gestite da bambini delle scuole elementari e medie di ogni quartiere, che saranno opportunamente registrati e accompagnanti da una persona adulta. Il Mercatino dei Bambini si presenta nuovamente come un’oc-

casione di ritrovo, confronto e crescita, sia tra i bambini che tra adulti: i bambini stranieri non sono più messi di fronte a bambini italiani, ma sono uno a fianco dell’altro, pronti ad esporre la propria merce e vendere al miglior acquirente. Da oggettistica per la scuola a capi di vestiario, ma anche giochi, i bambini giocano a fare come gli adulti, con la consapevolezza di quanto sia bello dare nuova vita e nuovi proprietari ad oggetti che loro non utilizzano più. L’incasso ricavato dalle quote di partecipazione al mercatino verrà devoluto, a fine evento, in beneficenza per progetti che aiuteranno bambini in difficoltà.

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RUBRICHE

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Prima che mi dimentichi di te. Memorie della Resistenza a cura di Marco Torcoletti

“Prima che mi dimentichi di te”. Un titolo bello e toccante, quello scelto dallo scrittore Vittorio Graziosi per il suo ultimo progetto editoriale, consistente in una raccolta di testimonianze sulla Resistenza e sul tempo di guerra, narrate da quanti le vissero sulla propria pelle o dai loro discendenti. Edito dal Consiglio Regionale delle Marche e patrocinato dall’Anpi regionale e provinciale, è stato presentato, in anteprima, lunedì 10 giugno presso la sala “Ricci” del Palazzo delle Marche in Ancona, alla presenza del presidente del Consiglio Regionale, Antonio Mastrovincenzo, del coordinatore dell’Anpi Marche Lorenzo Marconi e del presidente provinciale Daniele Fancello. Come è nato questo progetto? «Dalla mia idea di allargare l›idea di Resistenza alla popolazione - spiega Graziosi - e non solo ai giovani partigiani costretti ai combattimenti. tutta la Vallesina e tutta l’Italia sono state costrette a partecipare alla solidarietà reciproca, a cercare soluzioni, a fuggire a nascondersi e a combattere in molti modi». Come ha scovato questo gruppo di narratori? «Sono usciti per la sensibilità dell’argomento e tra gente che custodiva con cura i ricordi dei loro familiari con un ardente desiderio di commemorare loro e le loro storie». Qual è il filo conduttore del libro? «Sono le storie della popolazione della Vallesina in tempo di guerra». C’è davvero un rischio di dimenticare? «Il rischio forte di dimenticare è dettato dal pudore di chi le ha vissute che le ha tenute nel cuore per

non mostrare l›emozione di ricordarle... E dalla determinazione di passare oltre... Dimenticare per provare a dormire meglio la notte. Così, in questo silenzio, due generazioni hanno saputo meno di quanto avrebbero dovuto. Adesso che quella popolazione è anziana stanca e comincia a declinare verso il sonno eterno, molto spesso i ricordi si affievoliscono e si confondono; prima che questo succede in maniera definitiva ho voluto raccoglierle e stampare queste storie». Oltre a Graziosi, curatore dell’opera e autore di molti dei testi in essa contenuti, hanno collaborato alla stesura Stefania Torri, Luisa Ferretti, Roberto Barbini, Elisabetta Benedetti, Gioia Morici, Maria Cristina Torri e Marco Torcoletti. Le prossime presentazioni si terranno a Staffolo, il 12 luglio, e a Serra San Quirico il 21. Poi, in data da definire, toccherà a Jesi.

DAL 2 LUGLIO AL VIA LA LUDOTECA ITINERANTE RIÚ AL PARCO POWELL DI PIANELLO VALLESINA La Ludoteca estiva itinerante RIÚ fa tappa nel territorio comunale di Monte Roberto. L'iniziativa, promossa dal Comune di Monte Roberto e gestita dalla cooperativa COSTESS, rientra nel progetto “Ludoteche regionali del riuso” e consiste in un servizio di animazione gratuito rivolto ai bambini dai 5 ai 10 anni ispirato all'educazione ambientale. Obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare i più piccoli, tramite giochi e attività laboratoriali all'aperto, verso l'adozione di comportamento più compatibile con l'ambiente, puntando l’attenzione sulla possibilità di ridurre la produzione di rifiuti attraverso il riutilizzo dei materiali e la

necessità di effettuare una corretta raccolta differenziata. Lo spirito della ludoteca itinerante quello di far riflettere le nuove generazioni sull'importanza di conoscere e riconoscere tutti quei materiali, generalmente considerati rifiuti da eliminare, che invece possono essere riutilizzati e trasformati in validi strumenti didattici per l’educazione ambientale. Gli animatori di RIÚ saranno presenti durante il mese di luglio durante tutti i martedì e i giovedì (dalle ore 16.45 alle ore 19.30) presso il parco Baden Powell a Pianello Vallesina.

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#sALUTE consapevole consigli utili a cura della Dott.ssa Letizia Saturni

Sovrappeso e obesità: una sfida aperta da vincere I dati epidemiologici sono allarmanti sia a livello mondiale che nazionale fino ai dati del nostro territorio (4 marchigiani su 10 sono in eccesso ponderale). L’eccesso di peso in Italia interessa 25 milioni di soggetti tra adulti e bambini. Importante è la differenza di genere - le donne hanno un tasso inferiore [9.4%] rispetto l’uomo [11.8%] – che si associa ad un diversa distribuzione sul territorio nazionale: nel meridione in particolare, 1 persona su 3 è in eccesso di peso. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità le definizioni sono ● sovrappeso se l’Indice di Massa Corporea [peso (Kg)/altezza (m)2] è uguale o superiore a 25-29,99 ● obesità se l’Indice di Massa Corporea [peso (Kg)/altezza (m)2] è uguale o superiore a 30 Il Sovrappeso ed Obesità non sono solo un problema di estetica a causa dell’aumento di massa grassa. L’obesità in particolare è una vera e propria malattia che si sta diffondendo sempre più in tutte le aree del mondo tanto che si parla di GLOBESITà. Molti sono i fattori che scatenano l’aumento di peso anche se prevalentemente i determinanti sono le scorrette abitudini alimentari e l’inadeguato stile di vita. L’obesità è ampiamente prevenibile considerando anche molte ed importanti conseguenze negative sul benessere della Persona. Il grasso viscerale quando aumenta è responsabile dell’aumento del rischio di patologie cardio-vascolari, infarto del miocardio, ictus, ipertensione arteriosa, diabete, dislipidemia complessa, osteoartrite, malattie respiratorie, infertilità fino allo sviluppo di tumori. Sono queste le patologie cronico degenerative che affliggono la Persona con una pesante ricaduta sul sistema sanitario nazionale. Quale Nutrizionista Health Coach mi sento di accogliere la sfida agendo nella prevenzione primaria, vincere. Partiamo da qui: ● porzioni frugali e funzionali al proprio fabbisogno quotidiano ● condire con moderazione prediligendo olio di oliva ● scegliere prodotti freschi non trasformati e conservati ● accompagnare i pasti con un calice di vino senza mai eccedere ● ogni giorno camminare per almeno 30 minuti consecutivamente Per appuntamento 347 4351576 www.letiziasaturni.it


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Raccoglitrici di spighe a cura di Riccardo Ceccarelli

Prevalentemente era un’incombenza riservata alle donne, non era però disdegnata da uomini soprattutto dai ragazzi. Ora con in mezzi meccanici con cui si eseguono le operazioni della mietitura e della immediata raccolta/ consegna/stivatura del grano, raccogliere le spighe - anche per le condizioni economico-sociali - non si usa più. Le spighe dopo la mietitura sono state sempre raccolte, non venivano lasciate agli uccelli. Si va a “’rcoje la spiga”, si diceva. Anticamente era riservato ai poveri. Più recentemente, fino quando si è mietuto con la falce, la falcetta o la falciatrice, «si precedeva alla spigolatura, cioè ragazzi insieme agli adulti, andavano a raccogliere le spighe di grano rimaste a terra nel campo e le portavano a casa in mazzetti chiamati mannelle oppure in piccole sacche portate a tracolla. Anche gli abitanti del paese che non facevano i contadini, si offrivano per questo lavoro, tenendo per loro, in accordo con il proprietario del terreno, metà del grano raccolto» (Livio Bravetti, Domà cominciamo a méde, p. 99/100). Nei secoli passati la povertà “mordeva” veramente intere classi sociali che

si trovavano in seria difficoltà reperire qualcosa per mangiare, così ragazzi, donne o anziani intraprendevano spesso la via dell’accattonaggio. I proprietari dei terreni non sempre erano favorevoli a che le loro proprietà fossero setacciate da quanti raccoglievano le spighe. Le autorità ne facevano un problema di pubblico interesse. Delle spicarolae o raccoglitrici di spighe, ne trattarono gli Statuti delle comunità o di volta in volta i responsabili della cosa pubblica. Gli Statuti di Staffolo ad esempio (lib.V, rub. XXIIII), della metà del Cinquecento, prevedono che le spigolatrici possano entrare

nei campi soltanto dopo che il grano era stato ammucchiato. I Governatori di Jesi riproponevano ogni anno l’ordinanza, in forma di bando o editto, a favore dei poveri o nullatenenti che erano soliti recarsi a raccogliere le spighe, un’usanza antica che incontrava però sempre l’opposizione sia dei padroni dei campi sia di quanti li avevano a cottimo. Mons. Giacomo Fantuzzi, governatore di Jesi dal 1671 al 1674, in un bando del 18 giugno 1672, garantiva ai poveri, la raccolta delle spighe “purché raccoglino dietro le loro opere [braccianti assoldati giorno per giorno dai padroni] e famiglie”.

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Mons. Francesco Boncompagni, bolognese, governatore di Jesi e Contado dal 1675 al 1685, in un editto del 16 giugno 1684, consapevole che “molti Poveri[…] venghino impediti in raccogliere le spiche de grani, e altro rimasto nelli campi metuti”, si premurava di ordinare “tanto alli Padroni delli campi, quanto alli cottomatarj de grani in tutta questa nostra Giurisditione [che] non ardischino in modo alcuno impedire alli Poveri il raccogliere le spiche de grani, nelli campi, purché non faccino danno”. A quanti lo avessero impedito prometteva una multa “di scudi uno per ciascheduno, e ciascheduna volta e altre pene à nostro arbitrio”. Non avranno raccolto molto, quel poco però era garantito dall’autorità, almeno a parole e per iscritto, forse senza tanta convinzione, considerate la scarsa entità delle pene previste e la ripetitività periodica delle stesse ordinanze. Nel Seicento poi, durante la cosiddetta “depressione mondiale” la classe dei poveri ne ebbe più bisogno. I poveri comunque hanno sempre avuto fame e raccogliere le spighe era un modo per venire loro incontro, anche nei secoli successivi.

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MUSEIKA estate in musica e ... sapori al parco di via delle chiuse

Il Museika protagonista dell’estate in Vellesina. Con il ritorno della bella stagione, riprendono le attività dello chalet del parco di via delle Chiuse, a Moie, sullo sponde dell’Esino: un pub all’aperto gestito dai Bernacchia. Simboli del Museika la buona cucina di Orietta e la solarità di Nancy, modella ed ex Miss Marche 2013, vera bellezza made in Moie che, nei periodi in cui non è all’estero, trascorre le sue giornate al locale dando una mano ai suoi genitori. Il Museika è un ottimo posto per rilassarsi, seduti tra i divanetti in mezzo alla natura, mentre si sorseggia del buon Verdicchio e si degustano i prodotti tipici della zona. Il Museika è anche un luogo di aggregazione e di divertimento, grazie ai numerosi eventi in calendario ogni settimana.

Per il terzo anno consecutivo, al via il Museika Rock Contest concorso musicale aperto a band emergenti con materiale inedito organizzato quest’anno in collaborazione con Markerock di Music & Stile Eventi. Ogni martedì sera, a partire dal 25 giugno, per quattro settimane, due band emergenti si sfideranno a colpi di musica: a valutare, una giuria di esperti che assegneranno un voto all’ esecuzione, all’interpretazione, musica e testo. Al vincitore finale andrà un buono da 500 euro, premi anche per il secondo e terzo classificato che si aggiudicheranno rispettivamente l’iscrizione gratuita alla prossima edizione di Markerock con una targa ricordo e una targa ricordo del Museika Rock Contest. A fine serata, maccheroni gratis per tutti!

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Maiolati, la Giunta Consoli blocca il progetto di riprofilatura della discarica La Giunta comunale, nella seduta di lunedì 24 giugno, ha deciso di non dare corso al progetto di riprofilatura del primo stralcio della discarica presentato dalla Sogenus Spa. Il sindaco Tiziano Consoli ha tenuto fede, così, a quanto aveva dichiarato pubblicamente in campagna elettorale, coerentemente con il programma della lista “Insieme per i cittadini” con cui si è presentato lo scorso 26 maggio. La conseguenza della deliberazione della Giunta sarà la chiusura definitiva dell’impianto della “Cornacchia” di Moie entro la fine dell’anno. Senza tale atto, avallando cioè la delibera adottata lo scorso 22 maggio, a pochi giorni dalle elezioni, dalla Giunta Domizioli, si sarebbe prolungata di due anni e mezzo la vita attiva del polo di smaltimento della discarica. “Si conclude un ciclo storico – osserva il sindaco Consoli – e ora se ne dovrà avviare un altro”. Il primo cittadino di Maiolati Spontini aveva ribadito la posizione dell’Amministrazione sulla discarica anche lo scorso 9 giugno, nel suo intervento alla cerimonia di chiusura dell’anno accademico dell’università degli adulti dell’Unione dei Comuni della Media Vallesina. “Questa comunità e

La nuova Giunta Comunale di Maiolati Spontini

questo territorio devono andare d’accordo – aveva detto Consoli – e se si vogliono risolvere i problemi, bisogna affrontarli all’interno di un contesto che è la Media Vallesina”. All’indomani della decisione presa dalla Giunta di Maiolati Spontini il sindaco aggiunge: “Ogni impegno preso è stato pienamente coerente con la decisione di non consentire ulteriori abbancamenti di rifiuti e di valutare soluzioni alternative, che possano dare seguito ad una riconversione del sito. Percorsi, quelli che stiamo vagliando, che permettano di sfruttare progettualità alternative, nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini del territorio”.

Punti, questi ultimi, ribaditi anche nel testo della revoca della delibera. Il no al progetto di riprofilatura del vecchio settore della discarica Cornacchia viene motivato dal sindaco Consoli e dagli assessori comunali anzitutto facendo riferimento al programma elettorale della lista “Insieme per i cittadini” che prevede come “la società partecipata Sogenus Spa possa riconvertirsi con un nuovo piano industriale per la trasformazione dei rifiuti differenziati in nuovi prodotti o materie prime da ricollocare nel mercato”. Coerentemente a quanto definito nel programma elettorale, quindi, la nuova Amministrazione “intende farsi promotrice degli indirizzi

espressi dalle normative comunitarie, nazionali e regionali, in termini di salvaguardia e tutela ambientale del territorio e di sviluppo occupazionale, nell’ottica della cosiddetta ‘Economia Circolare’ in materia di rifiuti”. Viene così scongiurato il prolungamento dell’attività della discarica con l’abbancamento, in elevazione, di ulteriori 197.000 tonnellate di rifiuti perché il territorio “è già stato pesantemente penalizzato – si legge nel testo della delibera della Giunta Consoli – da un’attività di smaltimento dei rifiuti urbani ed industriali che va avanti da oltre trent’anni. Il progetto con l’abbancamento di ulteriori rifiuti non risulta minimamente coerente con la volontà di promuovere e sostenere le attività di riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti e con la volontà di attuare iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti ed a favorire il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero degli stessi”. Si conclude, in sostanza, ribadendo come la decisione di non condividere e dare corso al progetto di riprofilatura sia dovuto al fatto che “non è coerente nè in linea con gli indirizzi programmatici di questa Amministrazione in materia di gestione dei rifiuti”.


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