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PASSWORD magazine n° 6 - GIUGNO 2018 | Copia Gratuita
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via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini
Password - l’accesso mirato all’informazione | Periodico d’informazione - n° 6 - giugno 2018 | Direttore responsabile: Chiara Cascio - Editore e Progetto Grafico: Studio Gamma - Coordinamento generale: Gianna Scortechini - Francesco Cascio Collaboratori: Riccardo Ceccarelli - Marco Torcoletti - Catiuscia Ceccarelli - Matteo Baleani - Margherita Piersantelli - Giovanna Borrelli| Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici | Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. e fax 0731 701404 - www.leggopassword.it - info@leggopassword.it - redazione@leggopassword.it | Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati - Vietata la riproduzione anche parziale.
SPORT al femminile, DONNE CHE NON TI ASPETTI Sono donne che non ti aspetti, magari è la tua vicina di casa o una studentessa universitaria qualunque. Sotto la nostra lente, Elena Tangherlini, Stefania Priori e Claudia Rossi. A cura di Catiuscia Ceccarelli (pagg. 6 - 7)
mio padre mi ha chiesto gli alimenti...può farlo? “Mio padre vuole che io lo mantenga e al mio rifiuto ha detto che mi porterà in Tribunale. è vero che non può farlo? Non sono solo i figli a dover essere mantenuti dai genitori?" Avv. Monica Checchini pag. 7
#SALUTE CONSAPEVOLE Lavoro e caldo: cosa mangiare? Con l’arrivo del caldo estivo può capitare che si incontrino maggiori difficoltà nel mantenere salutari... Dott.ssa Letizia Saturni pag. 5
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Alessia Polita, il sogno di Pechino in monosci "Amo la vita. Lo sport mi ha dato lo stimolo per superare i momenti bui" a cura di Chiara Cascio (pag. 3)
a cura di Marco Torcoletti
Il segretario generale William Graziosi:“Il merito? Di Federico II”
“STUPOR MUNDI”, I NUMERI GIA’ STUPISCONO 18mila i visitatori nel solo primo anno dall’inaugurazione. Federico II. A lui va il merito del successo di pubblico registrato, a un anno dall’inaugurazione, il
primo luglio 2017, dal museo che ne racconta la vita, nella piazza dove nacque, nel 1194. Ne è più che convinto il segretario generale della Fondazione Stupor Mundi, William Graziosi: «Ha ispirato e affascinato personalità di ogni genere, in virtù della poliedricità del suo talento, nei più vari ambiti: come uomo politico, come dotto e raffinato mecenate delle arti, come mediatore tra culture e civiltà differenti. In un’epoca come la nostra, nella quale assistiamo a una riscoperta del Medioevo, anche per il tramite di popolari serie televisive, come Il Trono di Spade, la figura di Federico II non poteva e non può
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non suscitare curiosità e attenzione». Sono stati circa 18mila i visitatori complessivi, tra cui 4mila studenti. Sale tematiche, tre piani tecnologicamente attrezzati con video mapping e supporti touch-screen, accurate ricostruzioni scenografiche e tridimensionali e installazioni multimediali: il viaggio a 360°, multisensoriale, alla scoperta di Federico II Hohenstaufen di Svevia ha contribuito a rilanciare la piazza jesina nell’offerta culturale marchigiana. L’apertura del museo, con i suoi caratteri innovativi, ha toccato già dai primi mesi numeri consistenti, con un pubblico proveniente non solo da tutta la regione, ma anche da ogni parte d'Italia. L’interesse per l’Imperatore ha incuriosito anche molti stranieri, che hanno inserito il tour allo
William Graziosi - Segretario Generale della Fondazione Stupor Mundi
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JESI Stupor Mundi nella loro visita alla città di Jesi e al territorio circostante. Significative le presenze dalla Germania, Paese profondamente legato alla storia di Federico II. Nel solo mese di agosto 2017, il museo ha registrato più di 3 mila presenze. Da settembre, dopo il picco estivo, le entrate si sono assestate sulla media di 1.500 visitatori mensili. Tra questi, un posto di tutto rispetto è stato occupato dagli studenti, affascinati dalla proposta didattica dello Stupor Mundi, con scuole che hanno inserito nel piano di studi la visita al museo, complice lo strumento della multimedialità, capace di agevolare l’apprendimento in maniera nuova e proficua. «Penseremo senz’altro a delle iniziative per l’estate – spiega Graziosi - anche se sarebbe auspicabile vi fosse una programmazione a più livelli: comunale, provinciale e regionale, per mantenere e accrescere l’interesse nei confronti di una realtà simile. Federico II è un personaggio di levatura europea. Lo Stupor Mundi, nella sua peculiarità, è molto innovativo e di sicuro ancora ampiamente spendibile. Sebbene la sua natura ne consenta un periodico rinnovamento, esso avrebbe ragion d’essere solo una volta raggiunti gli apici di pubblico ai quali si può concretamente aspirare. Che non sono i sia pur ragguardevoli 18mila visitatori registrati, ma i potenziali 200mila ancora ampiamente raggiungibili». Di tutto rispetto i traguardi cui mira Graziosi, ma i numeri sinora conseguiti giustificano
tanta ambizione nei confronti di un progetto, nato per volontà dell’imprenditore e presidente della Fondazione Federico II Stupor Mundi, Gennaro Pieralisi, dedicato al grande Imperatore. La capacità visionaria del quale, dopo secoli, continua a far sognare, ma soprattutto contribuisce ad alimentare, in maniera tutt’altro che onirica, cultura, economia e turismo. Per info: www.federicosecondostupormundi. it - Palazzo Ghislieri, Piazza Federico II n. 3 - Jesi Telefono +39 0731 084470 biglietteria@ federicosecondostupormundi.it / museo@federicosecondostupormundi.it
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COSTUME
Alessia Polita, il sogno di Pechino in monosci "Amo la vita. Lo sport mi ha dato lo stimolo per superare i momenti bui" A cura di Chiara Cascio
Il coraggio di credere in un sogno, la grinta e la determinazione per viverlo. Alessia Polita è pronta per affrontare una nuova sfida: partecipare alle paralimpiadi in monosci. L’appuntamento è tra quattro anni, a Pechino: “Sono stata conquistata dalla montagna. Ho trovato finalmente uno sport capace di farmi emozionare ancora, di regalarmi linfa vitale, di spingermi verso nuove vittorie”. Alessia è tornata in pista. Dallo scorso inverno, sotto la guida dell’istruttore Paolo Mazzacani, si allena a Madonna di Campiglio in gare di velocità sulla neve. A cinque anni da quel maledetto incidente a Misano, che l’ha costretta sulla sedia a rotelle, l’atleta racconta: “Sono cambiata. Non rinata, perché questa non è una nuova vita. È piuttosto un’altra consapevolezza, basata su diversi valori e un modo nuovo di affrontare la quotidianità. Oggi posso dire: sono contenta di come mi è andata. So che poteva andarmi peggio”. Dopo l’incidente, sono stati anni bui per l’ex pilota: “è stato come rielaborare un lutto. Una parte di me non c’era più, mi ero spenta. Ma dovevo prenderne atto e andare avanti. C’è voluto tempo per recuperare la volontà di ricrearmi, anche in queste condizioni. Mi reputo tanto tanto fortunata ad essere ancora qui ed avere l’opportunità di vivere, sorridere e divertirmi. In fondo ho sempre amato la vita a 360 gradi”.
Alessia Polita sul monosci
Alessia Polita col suo istruttore Paolo Mazzacani
Un pensiero positivo ereditato da un passato da campionessa: “Ho sempre pensato che lo sport, con le sue regole, offra una base importante per affrontare la vita. Di grande valore educativo, mi ha aiutato a mantenere una mente aperta davanti alle sfide. E anche alle batoste: lo sport insegna a prendere consapevolezza dei propri limiti e a lottare con forza per rialzarsi, superarli e vincere”. Dopo aver provato con il basket, con il tennis, il nuoto e il tiro con l’arco, è nel monosci che Alessia riscopre le gioie della competitività. Le arrivano di nuovo a casa i documenti per la licenza di atleta, sa che potrà riprendersi i suoi spazi, tornare a viaggiare, come un tempo. Pechino è già dietro l’angolo. Grazie alle basi del motociclismo, sa come volare sulla pista di ghiaccio. Davanti a sé intravede già il podio, un sogno che sa di promessa: “Avevo fame di queste emozioni! Torno finalmente ad assaporare il gusto della vittoria, ad ambire a nuovi successi”. Non senza delle difficoltà. Proprio come con la due ruote, anche questo sport ha spese importanti da sostenere: un monosci costa circa 5 mila euro, perché va realizzato su misura dell’atleta. Tuttavia non sarà questo a spegnere l’entusiasmo di Alessia che si sta già dando da fare per trovare i fondi: “A fine estate, tornerò sul ghiacciaio per gli allenamenti. A casa, sto già lavorando su me stessa per migliorare la resistenza. La mia non è voglia di partecipare ma di vincere!”. La sua grinta non passa inosservata ai tanti fan che la seguono sui social, che non mancano di esprimerle affetto e vicinanza. In molti la prendono come esempio, la sua positività diventa uno stimolo per non arrendersi: “Disabili ma anche genitori e familiari si rivolgono a me per chiedere aiuto. Per capire come fare, soprattutto se hanno vissuto un’esperienza analoga alla mia. La mia risposta è sempre la stessa: lo scatto deve arrivare da dentro se stessi. Come dicevo, è un lutto che va rielaborato. Tutto quello che si era prima muore ma nel proprio io si può trovare la forza di rifiorire e la voglia di vivere. È difficilissimo ma oggi, anche sulla sedia, sono arrivata a pensarla così. E sono pronta a ripartire, in monosci, verso un podio che aspetta solo me”.
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SPORT
SPORT al femminile, DONNE CHE NON TI ASPETTI
Dalla scherma alla vela, passando per il pattinaggio. Da Jesi ad Ancona, atlete sul tetto del mondo A cura di Catiuscia Ceccarelli
Mentre in molti piangono l’assenza dell’Italia ai Mondiali di calcio, accendiamo i riflettori su chi non delude mail le nostre aspettative sportive in giro per il mondo. Sono donne, anzi ragazze che non ti aspetti (magari è la tua vicina di casa o una studentessa universitaria qualunque) che vivono nemmeno troppo lontane da noi. Jesi, Vallesina, Ancona. Atlete che in silenzio, senza fare troppo clamore, ma con tanti sacrifici, allenamento e impegno portano a casa risultati eccezionali facendo onore al nostro territorio. Fanno sport importanti, più famosi per i valori che insegnano che per la notorietà che hanno, forse è per questo che se ne parla poco. Ecco allora che – grazie ad alcune di loro – ne vogliamo parlare noi. Calcio femminile, Rugby ma anche Scherma, Pattinaggio artistico e freestyle e Vela. Sono sport bellissimi e da Jesi ad Ancona, tutti sul tetto del Mondo con sfumature rosa. Per il futuro della scherma abbiamo incontrato la giovane campionessa Elena Tangherlini. Vent'anni, jesina doc, Elena porta in alto il valore del Club più medagliato del mondo. Come nasce la passione per il fioretto? “Ho iniziato a praticare scherma all'età i 8 anni perché avevo una passione per le spade, infatti il mio idolo era Zorro. I miei genitori hanno così deciso di portarmi al Palascherma, sport di tradizione nella mia città, e da lì non ho più smesso.” Quanto tempo ti alleni? “Dopo la maturità, ho cominciato ad allenarmi tutti i giorni dal lunedì al venerdì mattina e pomeriggio, per circa 5 ore al giorno. Poi il weekend sono spesso in giro per il
mondo Tutta la preparazione e gli allenamenti saranno svolti a Jesi. Elena Tangherlini - Schermitrice Micaela continuerà ad allenarsi con le sue compagne di squadra. La Roller Marche rimane la mia casa” Cosa ti ha insegnato a livello personale praticare questo sport? “Il pattinaggio è la mia vita. Sono salita sui pattini a 5 anni e non sono più scesa! Mi ha fatto crescere, piangere e gioire e mi ha dato soprattutto gli strumenti per superare le difficoltà della vita. Cadere e rialzarsi più forti e determinati di prima e non mollare mai.” Prossimi impegni agonsitici? “Prossimo appuntamento internazionale a Baranquilla in Colombia trò godermi una meritata vacanza!” per i giochi centroamericani e del mondo per le gare.” Cosa ti ha insegnato a livello per- Jesi è anche la città del pattinaggio Carribe, poi Campionati Panamerisonale praticare questo sport? artistico e freestyle. C’è una grande cani a settembre a Bogotà in Co“Questo sport è una scuola di vita. tradizione grazie a scuole di patti- lombia. A ottobre ci aspetta il CamInsegna disciplina, rispetto, corag- naggio affermate come la Roller pionato del Mondo in Francia. Il 5 gio, rimanere lucidi in un momen- Marche, coordinata da Stefania e giugno a Misano Adriatico abbiamo rappresentato la Repubblica Doto di difficoltà, insegna a perdere, Pamela Priori. a lottare per un obiettivo, a dare il Da pochi mesi, ma già con molti minicana al Trofeo Internazionale massimo, a ragionare, a conoscer- obiettivi raggiunti, Stefania Priori MEMORIAL FILIPPINI portando a si. Insomma, riesce a formare una è diventata un’allenatrice ricono- casa una medaglia d’argento. Vi persona per il mondo esterno.” sciuta a livello internazionale. “Una hanno partecipato anche le atlete Cosa farai da grande? nuova avventura – afferma Ste- agoniste della Asd Roller Marche “Io sono da pochi mesi entrata nel fania - iniziata grazie ad una mia con risultati di rilievo in tutte le cagruppo sportivo dell'Esercito Italia- atleta Micaela Marcelloni, 13 anni, tegorie. no. Grazie alla fiducia e alla pos- che possiede doppia cittadinanza. Spero che questa nuova esperiensibilità che mi è stata data posso Ad oggi sono tecnico della Nazio- za duri il più possibile. È questo continuare a fare quello che più mi nale Dominicana e seguirò Micaela piace: l'atleta professionista, spe- durante la preparazione insieme rando di portare sempre più risul- a mia sorella Pamela durante le tati di maggior rilievo al mio gruppo competizioni Internazionali. L’avsportivo.” ventura è cominciata quando il Prossimi impegni agonistici? tecnico della Nazionale Italiana “Sono al termine della mia stagione Paolo Colombo, visionando la mia agonistica, ultimo anno di catego- atleta mi ha suggerito di contattare ria in under 20. Dall'anno prossi- la federazione Dominicana perché mo dovrò confrontarmi solo con le ha visto in lei le potenzialità per un big. Attualmente sono fresca di un percorso di questo genere. Micaela bronzo ai Campionati Italiani di ca- si allena con la ASD Roller Marche tegoria under 20 e dell’ultima gara sin da quando ha 5 anni. Questo Stefania Priori - Allenatrice di dell'anno: i Campionati Italiani As- nuovo impegno – continua Stefania pattinaggio soluti a Milano. Poi finalmente po- Priori - mi vedrà in trasferta per il
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SPORT
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cittadinanza benemerita a luca bernardi
Claudia Rossi - Velista
quello che so fare meglio.” Dalla Vallesina ci spostiamo verso la costa e incontriamo Claudia Rossi, un comune cognome per una giovane velista anconetana fuori dal comune. Figlia d’arte (suo padre è l’imprenditore, pluricampione e armatore di Enfant Terrible Alberto Rossi - ndr), un percorso universitario in dirittura di arrivo in Amministrazione finanziaria e controllo presso la facoltà di Economia e Commercio della sua città, 25 anni, Claudia ha la vela nel sangue. Ha iniziato a regatare tardi ma è già un nome affermato nel settore con la sua Petite Terrible Sailing Team. In pochi anni Claudia è diventata per suo padre, un campione indiscusso, il nemico da battere. La vela non è uno sport da fare in solitaria ma in team e Claudia a bordo della sua barca può contare su un team molto affiatato: Michele Paoletti, Matteo Mason, Simone Spangaro e Verena Weber. Si allenano ad Ancona, durante la stagione invernale e nei posti in cui sono previste le regate. “La forza del mio team – afferma Claudia - è il saldo rapporto di amicizia che ci lega. A volte in giro incontri degli equipaggi composti da velisti più forti del mondo che sulla carta sembrano imbattibili, ma se a bordo non ti consoci e non sai come aiutare i tuoi compagni non vai da nessuna parte. Io ho avuto la fortuna di incontrare un team a me molto legato. Magari sulla carta siamo meno esperti di altri, ma in gara siamo imbattibili. “ A 25 anni Claudia è stata insignita del titolo “Velista dell’Anno 2018” e ha un palmares davvero incredibile, è campionessa mondiale e europea. A Vigo, in Spagna, Claudia per un soffio non è riuscita a difendere il titolo europeo ma è andato in buone mani, restando ad Ancona e in famiglia. Di figlia in padre, Alberto Rossi infatti succede a Claudia, campionessa continentale 2016 e 2017, nel Campionato Europeo. Prossimi impegni sportivi? “Puntiamo tutto sul mondiale di settembre, è un titolo che mi è sfuggito per un pelo e spero di portarlo a casa quest’anno.”
Cittadinanza benemerita per Luca Bernardi, il giovane scrittore jesino e appassionato di storia locale, da quasi vent'anni affetto da una distrofia muscolare che lo costringe a letto con l'ausilio di un ventilatore meccanico per la respirazione. "In effetti la situazione vista così sembrerebbe drammatica, però vedete, io non ho molto da insegnare, se non una unica cosa: vale la pena vivere, sempre e comunque, in qualsiasi condizione, anche in quella della malattia racconta di sé Luca, sul suo blog (lucabernardi.eu) - Io ho un gran voglia di vivere perché la vita è un grande dono e cerco di coltivare tutte le passioni che ho attraverso il mio "occhio sul mondo", il mio computer. Con esso faccio tutto". Tra le varie attività di Bernardi, la creazione del progetto Obiettivo ADICAF che porta avanti due obiettivi vitali: la lotta per l'Assistenza Domiciliare Indiretta e la Casa Famiglia. La civica benemerenza è stata accolta e approvata nella seduta dello scorso Consiglio comunale con la seguente motivazione: "Da anni Luca Bernardi rappresenta per la nostra città e per il territorio una figura importante nel campo educativo, sociale, culturale e civile non solo visti i numerosi interessi e settori che lo hanno visto e tutt'ora lo vedevano fattivamente partecipe. Va rimarcato il costante e proficuo impegno a favore della comunità battendosi per i diritti delle persone con grave disabilità". "È un'emozione è un onore ricevere questo riconoscimento - è il commento di Luca significa tanto per me".
Luca Bernardi insieme all'Assessore Quaglieri
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lavoro E caldo: cosa mangiare? Con l’arrivo del caldo estivo può capitare che si incontrino maggiori difficoltà nel mantenere salutari ed equilibrati menù soprattutto a pranzo. Di solito, chi lavora fuori casa , riesce a comporre una funzionale e gustosa colazione. La sera, di ritorno dalla faticosa giornata lavorativa, si ha voglia di cucinare qualcosa di leggero e nutriente da consumare comodamente tra le mura domestiche. Però difficilmente si riesce a tornare a casa per il pranzo, quindi si cede ad un veloce panino al bar, ad un fast food, ad un pranzo in qualche esotico ristorante, ad un gelato fino ai casi estremi in cui si decide di saltare il pasto. Ad una attenta quanto consapevole analisi è subito evidente che in tutti i casi si perde BendEssere, forma fisica e … anche portafoglio! Allora … Cosa fare? Non dico certo di fare la pecora nera dell’ufficio che rumina una triste insalatina scondita nella sua postazione davanti al computer … Ben Altro! Quale Health Coach Vi suggerisco di diventare avanguardisti della pausa pranzo e di lanciare la moda [dal latino modus vivendi!] di portare il pasto da casa e consumarlo insieme ai colleghi al parco o in un luogo ameno, facendo due allegre chiacchiere. Questo Vi darà la possibilità di fare una piacevole pausa evitando pasti pesanti che vi farebbero addormentare nelle prime ore pomeridiane. L’estate è ottimo periodo per iniziare ad allenarci così da non farci cogliere impreparati all’arrivo dell’autunno e dell’inverno. La mossa vincente è mangiare con gusto e di gusto. Ecco qualche suggerimento: Insalata di ceci estiva oppure Insalata di patate oppure Vellutata fredda di avocado, cetrioli e menta oppure Rotolini di frittata o Riso alle erbe oppure Grano saraceno con tofu e verdure oppure Lattuga light con soia fino alla Polpette di quinoa alle zucchine. Sono ricette che accomunano tutti dai vegetariani ai celiaci; hanno un buon potere saziante; permettono di fare un pieno di energia utile a lavorare meglio, facendo l’occhiolino a leggerezza - palatabilità e voglia di freschezza! A partire da giugno Vi lascerò 1 fresca-energetica ricetta a settimana … seguitemi! Per appuntamento 347 4351576 www.letiziasaturni.it
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CULTURA
Il Rotary Club Jesi fa visita all’azienda Paradisi Il Rotary Club di Jesi fa visita all’azienda di Sandro Paradisi. Un viaggio, quello di ieri, all’interno di una delle realtà imprenditoriali più importanti dello jesino tra macchinari d’ultima generazione, personale attento e qualificato, una produzione inarrestabile ed efficiente. La storia della Paradisi srl affonda le radici nel lontano 1957 quando nasce la F.J.B. Fabbrica Jesina Bulloneria di Longhi Alberto e Paradisi Antonio che produce componentistica tornita per macchine agricole. Nel 1985, i figli del fondatore, Sandro e Tiziana, costituiscono l’attuale società. L’attività si specializza nella produzione di maniglie, manopole, componenti, attacchi rapidi. L’azienda, fin dalle origini, ha avuto sede a Jesi: con la morte improvvisa del fondatore nel 1989, la società trova la sua forza e il suo vantaggio competitivo nella capacità dei giovani soci di coniugare la tradizione artigiana con
rte OffeIMANA O SETTRAGOST FER 2018
Da sinistra il governatore 2018-2019 Gabrio Filonzi, Sandro Paradisi, il presidente del Rotary Club Jesi Egiziano Iencinella
l’innovazione tecnologica. Consapevole che la qualità e la precisione del prodotto, aumentate grazie ad investimenti strategici sostenuti con il sopraggiungere della crisi economica finanziaria del 2009, a settembre 2016 l’azienda compie un ulteriore passo in avanti trasformandosi in società Benefit e ottenendo la certificazione “B Corporation”. Si tratta di un nuovo modello aziendale che utilizza la forza del proprio bussiness per contribuire a risolvere problemi sociali e
ha voluto rendere omaggio all’imprenditore facendogli dono del gagliardetto del Rotary e della pubblicazione “Lo sguardo sull’Anima” di Marco Pozzi. Il prossimo appuntamento del calendario Rotary è in programma per il 30 giugno, presso l’Abazia di Sant’ Urbano, con la cerimonia del “Passaggio del martelletto” dal presidente uscente Egiziano Iencinella alla nuova presidente Paola Duca.
ambientali. La Paradisi srl è stata certificata dalla B Lab per aver soddisfatto i rigorosi standard previsti per prestazioni sociali e ambientali, responsabilità e trasparanza. L’azienda è stata valutata positivamente per l’impatto nei confronti dei dipendenti, della comunità, dell’ambiente e dei propri clienti. Un valore aggiunto che non è sfuggito ai soci del Rotary Club Jesi e, in particolare, al presidente Egiziano Iencinella che, dopo la visita e il momento conviviale, Per visualizzare tutti i nostri programmi vedi: www.esitur.com Corso Matteotti, 12 - Jesi (AN) > Tel. 0731 59932 - info@esitur.com Terminal Marche Bus - Macerata > Tel. 0733 262668
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#L'AVVOCATO RISPONDE
Studio Legale Checchini Via del Tiglio, 7 Scorcelletti di Maiolati Spontini (AN)
Mio padre vuole che io lo mantenga e al mio rifiuto ha detto che mi porterà in Tribunale. E’ vero che non può farlo? Non sono solo i figli a dover essere mantenuti dai genitori? Perché devo aiutarlo io e non mia sorella? Che vuole da me? E anche se avesse diritto che succede se non lo aiuto? Grazie Avv. Ebbene sì … anche il genitore potrebbe aver diritto agli alimenti da parte del figlio; la questione è alquanto articolata (soprattutto per quanto attiene l’ordine di “chiamata” al dovere) ma cercherò di riassumere i punti salienti per rispondere al quesito. Il diritto sorge soltanto (ovviamente) nel caso in cui il genitore se si trovi in stato di bisogno (incapacità di provve-
dere da solo al “soddisfacimento dei bisogni fondamentali della vita”) e, soprattutto, se non ha coniuge o se quest’ultimo non è in grado di provvedere al suo sostentamento. In ogni caso non si tratta di un “mantenimento” ma piuttosto di una “prestazione assistenziale”, limitata quindi a quanto necessario per far fronte alle necessità primarie dell’esistenza (come vitto, alloggio, cure, vestiario) e “commisurata” sia alle esigenze del genitore (beneficiario) che alle condizioni economiche del figlio (somministratore); non so quanti anni abbia tuo padre, ma di solito il diritto agli “alimenti” si configura nei confronti di genitori anziani privi di pensione, motivo per cui è previsto che il figlio possa,
a propria scelta, corrispondere al genitore indigente un assegno periodico oppure accoglierlo e mantenerlo nella propria casa, ai sensi dell’art. 443 c.c. Occorre peraltro precisare che il dovere del figlio sorge esclusivamente nel caso in cui quest’ultimo goda di redditi sufficienti a soddisfare le esigenze di vita della propria famiglia e del genitore richiedente (“alimentando”); peraltro, nel caso in cui vi siano più figli, sono tutti obbligati a prestare gli alimenti al genitore in proporzione alle loro possibilità economiche. E’ da sottolineare inoltre che,ove l’alimentando (il genitore) abbia effettuato una donazione a chicchessia nel corso della propria vita, primo obbligato, ancorché nei limiti della cosa donata, resta il donatario (cioè colui che ha ricevuto una donazione) che deve prestare gli alimenti al donante con precedenza su ogni altro soggetto, anche appartenente
alla famiglia dell’alimentando, salvo che si tratti di donazione obnuziale (fatta cioè in vista di un futuro matrimonio) o remuneratoria (fatta per riconoscenza o per meriti del donatario). Quanto alle conseguenze per omessa “assistenza” al genitore e, quindi, nel caso di mancato adempimento agli obblighi alimentari da parte del figlio (ove il figlio potendo non lo fa – inadempimento definito “doloso”), si potrebbe configurare il reato di “violazione degli obblighi di assistenza familiare” (art. 570 codice penale) che prevede la reclusione fino a un anno e la multa da euro 103 a euro 1.032 anche per chi faccia mancare i mezzi di sussistenza ai genitori (ascendenti). Chiedo a chi scrive di avere un po’ di pazienza: la risposta non sarà immediata perché le questioni poste alla mia attenzione sono molteplici.
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UNA VALLE TRASFORMATA A cura di Riccardo Ceccarelli
Il ritmo a volte dissennato che abbiamo dato al nostro tempo non è favorevole a ricordare il passato. Occasionalmente una foto, un'inaugurazione o qualcos'altro possono essere motivo di recuperare "il come eravamo" e renderci conto delle trasformazioni che sono avvenute nel tempo aiutandoci a leggere e a capire meglio il nostro presente. Lo scorso anno, nell'ambito dei lavori che ancora si stanno facendo per il raddoppio della linea ferroviaria nella tratta Castelbellino-Castelplanio, è stato inaugurato, nei pressi della stazione, il sottopasso con tutto un sistema viario che eliminando il passaggio a livello dà una nuova conformazione all'intera zona. Un esempio fra tanti, per rimanere agli ultimi cinquant'anni, per dire come l'intera Valle dell'Esino si è trasformata. Ricordiamo soltanto l'acquedotto di Gorgovivo, la superstrada (la nuova Statale 76), il raddoppio ferroviario non ancora terminato, l'incremento edilizio e demografico dei centri a valle: una trasformazione che si è verificata sotto i nostri occhi, senza magari avvertirla. Trasformazione che era peraltro iniziata già negli ultimi decenni dell'Ot-
tocento in seguito alla costruzione della linea ferroviaria, inaugurata nel 1866, e la secolare "strada Clementina" (la ex statale 76): così da poche abitazioni, si sono sviluppate le "contrade su strada", Stazione di Serra San Quirico, Angeli di Rosora, Stazione di Castelplanio, Borgo Loreto, Moie, Stazione di Castelbellino, Pianello, Pantiere, lungo la strada ma anche in quelle ad essa ortogonali.. L'incremento maggiore poi si verificato nel dopoguerra e soprattutto negli anni Sessanta-Settanta del Novecento contemporaneamente al fenomeno della
"fuga dalle campagne" della popolazione rurale. I centri storici, i nostri castelli, si sono andati progressivamente spopolando e a valle hanno incominciato ad insediarsi le prime aziende artigianali e industriali inducendo le relative pubbliche amministrazioni a delimitare, nei piani regolatori, le zone di sviluppo industriale e artigianale. Ci limitiamo ad accennare a quella di Stazione di Serra San Quirico, di Rosora-Angeli, di Borgo Loreto-Pozzetto di Castelplanio, la zona di S. Apollinare-Ponte Magno di Monte Roberto e
Cupramontana, quella di Scorcelletti di Castelbellino-Maiolati Spontini. Altre di minore ampiezza ne furono previste presso alcuni storici. Anche il paesaggio agrario cambiò aspetto a favore di ampi e razionali vigneti e di vaste estensioni coltivate a grano o a girasole. Su molti terreni rimasti incolti, la boscaglia ha preso il sopravvento ripristinando per certi versi l'aspetto che la valle aveva secoli fa. Demograficamente, frazioni come Moie, Macine-Borgo Loreto, Castelbellino Stazione, Pianello Vallesina, si sono talmente sviluppate ponendo seri problemi nei vari servizi alle relative amministrazioni, mentre la loro vicinanza o meglio la loro contiguità, ne farebbe una sola comunità, razionalizzando i servizi stessi, i piani regolatori e quant'altro possa interessare la vita di tutti. La visione campanilistica delle cose è ormai tramontata. Anche questo è un segno della trasformazione della valle, che non vuol dire la cancellazione del passato ma recuperarne il senso nel contesto di un "sentire" la valle stessa antica ma sempre nuova, specialmente senza deturparne la bellezza.
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