PASSWORD magazine n° 8 - SETTEMBRE 2019 | Copia Gratuita
Password - l’accesso mirato all’informazione | Periodico d’informazione - n° 8 - settembre 2019 | Direttore responsabile: Chiara Cascio - Editore e Progetto Grafico: Studio Gamma - Coordinamento generale: Gianna Scortechini - Francesco Cascio Collaboratori: Riccardo Ceccarelli - Marco Torcoletti - Catiuscia Ceccarelli - Matteo Baleani - Margherita Piersantelli - Giovanna Borrelli| Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici | Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. e fax 0731 701404 - www.leggopassword.it - info@leggopassword.it - redazione@leggopassword.it | Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati - Vietata la riproduzione anche parziale.
BIBLIOTECA LA FORNACE, DA OTTOBRE APERTA OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE. Una novità assoluta per la struttura comunale, fortemente voluta dall’assessore alla Cultura Deborah Carè come segnale politico, frutto di una volontà di fare rete. segue a pag. 7
GIOVANE NIBBIO TORNA A VOLARE Torna libero un esemplare di giovane nibbio, salvato grazie alle cure dell’associazione Falconieri Federico II e alla collaborazione dell’Oasi di Ripa Bianca.
segue a pag. 7
#SALUTE CONSAPEVOLE FACCIA A FACCIA CON … IL RITORNO DALLE VACANZE È questo il mese durante il quale si torna alla frenetica quotidianità, si torna in ufficio, si torna alle faccende domestiche e … si torna anche a salire sulla bilancia! Dott.ssa Letizia Saturni
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BUTTARE LE FECCE Le croste di vino che si formavano nelle botti e i residui solidi dello stesso vino, le fecce cioè, erano ricercate e commercializzate. via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini
a cura di Riccardo Ceccarelli pag. 6
RIAPERTE LE SCUOLE PER 8.657 ALUNNI giungerà presto al Quirinale, quale dono per il presidente della Repubblica. Dopo i tanti successi riscossi ovunque, dopo che una sua mostra ormai permanente è ospitata nella Pusterla del PalazL’ ARTISTA JESINO zo Battaglia, dopo il dono di una GIORGIO ROCCHEGIANI sua creatura, acquistata per il tramite del Comune dall’imprenditore AL QUIRINALE Adriano Santarelli per 5000 euro “Nemo propheta in patria”. Per ed i cui proventi sono stati devoluti fortuna però non accade sempre. ai terremotati di Arquata del TronAlmeno non nel caso dell’amico to, dopo tutto questo, Roma. InfatGiorgio Rocchegiani, il creato- ti, venuto a sapere della grande re della tecnica artistica basata stima nutrita da Rocchegiani per sull’intaglio di steli di fiammife- il presidente Mattarella, ho preso ri, il cui talento verrà apprezzato carta e penna e trascritto il conteanche da Mattarella. Già, perché nuto del suo desiderio: omaggiare un’opera del talentuoso jesino il capo dello Stato con un’opera
a cura di Marco Torcoletti
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ad hoc, la “Breccia di porta Pia”, un quadro dedicato al noto fatto storico, la presa di Roma, avvenuta il 20 Settembre 1870. Cortese e piena di gratitudine la risposta ricevuta dal Colle, nella quale Mattarella lo ha ringraziato, appellandolo “Maestro”, per il gradito dono. Ben oltre le regole della buona creanza, il capo dello Stato deve avere apprezzato il gesto ma anche il lavoro di Rocchegiani, attraverso il catalogo inviatogli e per il tramite di una bella riproduzione fotografica del capolavoro oggetto della donazione. Insomma, forse in presenza di un clima politico più sereno, ci sarebbe scappato pure un incontro, ma intanto, il nuovo quadro dell’artista jesino è stato spedito e sarà presto ospitato al Quirinale. Da un presidente ad un imperatore. Tra le creazioni più belle di Rocchegiani, c’è una straordinaria riproduzione di Castel del Monte, l’arcinota fortezza federiciana: sarebbe bello poterla ammirare, in via permanente, presso il nostro museo dello Stupor Mundi...
Giorgio Rocchegiani e la sua opera "La Breccia di Porta Pia"
JESI, TAGLIO DEL NASTRO PER LA VICTORIA PLAYHOUSE È stata inaugurata la Victoria Playhouse in via XXIV Maggio, nei locali di fianco l’ex distributore. Nuove aule e laboratori didattici, con tanto di piccolo teatro, sono pronte ad aprirsi alla città. La struttura, di fronte la scuola di lingue Victoria
International House, si rivolge sopratutto ai più piccoli per lo studio delle lingue straniere negli spazi dove si trasferirà anche l’associazione Culturale Victoria, promotrice di iniziative sull’integrazione come il San Savino Linking Festival. Al taglio del nastro,
L'assessore alle Politiche Educative Marisa Campanelli e Giuseppe Romagnoli durante il taglio del nastro
erano presenti l’assessore alle Politiche educative Marisa Campanelli e il direttore della Victoria Playhouse Giuseppe Romagnoli, presidente dell’associazione Culturale Victoria: «Si inaugura oggi una ‘casa del gioco’, ovvero spazi dove molti bambini potranno avviare un percorso di crescita e consapevolezza – dice l’assessore Campanelli -. Sono subito stata entusiasta di questo progetto che tra l’altro prende forma nel quartiere multietnico di San Giuseppe». Parole di soddisfazione anche da Giuseppe Romagnoli: «Al centro della Victoria Playhouse c’è la volontà di avvicinare i bambini all’apprendimento delle lingue straniere attraverso la creatività, l’arte, la musica, il teatro e attività come lo yoga e mindfulness – prosegue Romagnoli -L’intenzione è quella di mettere a disposizione gli spazi anche per le associazioni locali e sfruttare, appena sarà pronto, anche il giardino esterno per creare orti botanici e coinvolgere attraverso iniziative mirate tutto il quartiere e non solo». All’occasione, dopo un assaggio delle attività laboratoriali e taglio del nastro, si è svolta anche la cerimonia di consegna dei certificati internazionali agli studenti della Victoria International House.
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NUOVO SPAZIO STUDIO DANZA, DA 35 ANNI FUCINA DI TALENTI
LA DIRETTRICE MARIELLA STRAPPA: «HO INSEGNATO A MIGLIAIA DI ALLIEVI, MOLTI SONO ANCORA NEL SETTORE» Nuovo Spazio Studio Danza da 35 anni opera a Jesi nell’ambito della promozione e lo studio della danza in tutte le sue tecniche - classica, moderna, contemporanea, urban (hip-hop). La direttrice artistica Mariella Strappa, nei 35 anni di professione, ha insegnato a migliaia di bambini e ragazzi, alcuni dei quali hanno a loro volta aperto scuole di danza. Trentacinque anni di storia, un bel traguardo... «Un risultato che si deve allo studio serio e approfondito della danza, reso possibile grazie alla professionalità e livello tecnico dei docenti, la qualità dell’organizzazione e dei servizi, la collaborazione con importanti compagnie della Danza di livello nazionale ed internazionale». Nuovo Spazio Studio Danza è la prima scuola sul territorio della Vallesina ad aver introdotto il metodo RAD. In che cosa consiste? «È l'insegnamento della Royal Academy of Dance di Londra: l’appartenenza alla prestigiosa Accademia inglese fa si la nostra scuola sia uno dei principali centri R.A.D del
centro Italia e sede di esami professionali». Perché scegliere la danza come attività? «Non solo per i benefici fisici e psicologici ma anche perché è anche una disciplina capace di educare ai valori sani della vita. Inoltre, è adatta sia per le bambine che per i bambini, sia per i più piccoli che per gli adulti». Tra i corsi proposti ci sono anche i corsi di danza classica e moderna per adulti... «L'idea di aprire lezioni di danza anche ai più grandi arriva dalla prestigiosa Royal Academy of Dance, che ha deciso di creare i “cigni d’argento”. Il motivo? La danza fa bene al cuore, allo spirito e al fisico e soprattutto rappresenta un modo per realizzare un sogno ed esprimere se stessi». Ci sono corsi anche per i piccolissimi, tipo Giocodanza® e Balla con Me®. «Sì,quest'ultimo un metodo volto a stimolare la creatività, l’intelligenza e la conoscenza di sé attraverso l’armonia della danza in un momento ricreativo tra genitore e bambino». E poi? «Oltre ai tradizionali corsi di danza l’Associazione NUOVO SPAZIO STUDIO DANZA organizza Stage, corsi e seminari di perfezio-
namento con professionisti del mondo della danza rivolti ad allievi ed insegnanti identificando il centro come punto di riferimento delle scuole di danza della regione Marche. Non manca l'attenzione per il territorio e la partecipazione della società sportiva a progetti di sport solidale, insieme a Comune e istituzioni»..
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RIAPERTE LE SCUOLE PER 8.657 ALUNNI
Sono stati 8.657 gli alunni che dal 16 settembre hanno fatto ingresso nelle varie classi delle scuole jesine. Di questi 910 hanno preso posto alle scuole dell’infanzia, 1.850 alle primarie (di cui 797 a tempo pieno), 1.134 alle scuole secondarie di 1° grado e 4.763 alle superiori.
A scuola per la prima volta, vale a dire i “remigini” entrati in prima elementare sono stati in 311 suddivisi in 18 classi. Come già anticipato, con i lavori alla Martiri della Libertà ancora in pieno svolgimento, gli alunni di questa scuola sono stati distribuiti tra la Perchi (l’intera sezione del
tempo pieno) e la Federico II e la Mazzini per la sezione a tempo normale. Una quarantina le famiglie straniere che hanno aderito al patto della scuola, scegliendo per i propri figli istituti diversi da quanto previsto nello stradario, così da consentirne una più equa redistribuzione. A questi sono stati garantiti i servizi di scuolabus e mensa, avviati regolarmente fin dal primo giorno dell’anno scolastico: 400 sono i bambini che usufruiscono dello scuolabus per raggiungere le proprie classi, mentre circa 1.600 sono i pasti erogati dal servizio mensa in carico a Jesiservizi (ovviamente in questi primi giorni restano esclusi i bambini del primo anno che stanno facendo l’inserimento e dunque escono prima). Partirà invece con il mese di ottobre il Piedibus, l’iniziativa che vede coinvolti volontari e
genitori per accompagnare gli studenti delle primarie a scuola a piedi attraverso una serie di percorsi dedicati. A tutti gli alunni il saluto del sindaco Massimo Bacci che domenica sera sulla propria pagina Facebook ha scritto: “Nell’imminenza dell’avvio del nuovo anno scolastico un pensiero affettuoso a dirigenti, insegnanti e a tutto il personale impegnato negli istituti di Jesi. La scuola ha un ruolo fondamentale in ciascuna Comunità e l’auspicio è che tutte le componenti concorrano insieme per la migliore crescita e formazione dei nostri ragazzi. A questi ultimi il mio più grande in bocca al lupo per un anno di impegno e di risultati, consapevoli che dalla scuola trarranno linfa vitale per diventare le donne e gli uomini di domani”.
SCUOLE MONTESSORIANE A JESI, AVVIATO L’ITER PER MATERNA E PRIMARIA a cura di Chiara Cascio
Il metodo montessoriano al centro dell’incontro organizzato ieri pomeriggio presso la Fondazione Angelo Colocci, dal titolo «Maria Montessori parla ai genitori». L’evento, organizzato dal Comune di Jesi, ha visto la partecipazione dell’assessore alle Politiche educative Marisa Campanelli, insegnanti ed esperti che, all’occasione, hanno illustrato un volume che raccoglie 11 conferenze inedite dell’educatrice chiaravallese. Un momento anche per incontrare le famiglie e far conoscere il metodo, in vista della realizzazione di un polo montessoriano a Jesi. La proposta arriva proprio dall’assessore Campanelli che ha già individuato possibili strutture. Già dall’anno accademico 2020/2021, anche se l’iter è piuttosto complesso, potrebbero nascere in città una scuola materna e una primaria basate sul
metodo Montessori.«Sono diverse ragioni che ci spingono a prendere in considerazione questa direzione – spiega l’assessore Campanelli – In primo luogo, ampliare l’offerta formativa e creare nuove possibilità di sviluppo. Introdurre un polo a Jesi attirerebbe verso le nostre scuole tutte quelle famiglie che, interessate, sono costrette a rivolgersi altrove: senza contare che le neuroscienze hanno
confermato l’efficacia del sistema montessoriano, capace di stimolare nei bambini empatia e autonomia». Due le scuole che potrebbero diventare d’impronta montessoriana, individuate anche per idoneità di spazi: «Per la scuola elementare, si è ipotizzato il Mestica – spiega l’assessore -. Di fatto, è quella che soffre di più in termini di nuove iscrizioni: sono poco più di 15 i piccoli allievi che
da lunedì frequenteranno la prima, la soglia minima per una classe». Se il numero calasse ancora, i bambini verrebbero dirottati verso altri istituti e la scuola Mestica, con il tempo, rischierebbe di chiudere: «Introdurvi il metodo montessoriano servirà invece a valorizzarla e a potenziarla, garantendone l’attività». Per la materna, si sta pensando invece all’Istituto Federico II, nel quartiere multietnico San Giuseppe, «essendo il metodo – precisa la Campanelli – capace di favorire relazioni e integrazione». Ma il percorso è ancora lungo e i primi chiamati ad esprimersi saranno i Consigli di Istituto. Accettare di applicare l’insegnamento montessoriano significa avvalersi di insegnanti che hanno acquisito il metodo e investire risorse per acquistare il materiale didattico.
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PRIMO GIORNO DI SCUOLA A MOIE PER 240 ALUNNI DI PIANELLO ACCOLTI NEL POLO SCOLASTICO
#SALUTE CONSAPEVOLE consigli utili a cura della Dott.ssa Letizia Saturni
FACCIA A FACCIA CON … IL RITORNO DALLE VACANZE Rientro in classe, lunedì 16 settembre, per molti piccoli e grandi studenti in tutto il territorio della Vallesina. A Moie, è stato il primo giorno di scuola per i 240 allievi della scuola media “Pascoli” di Pianello, accolti nella nuova ala del Polo di via Venezia a causa dell’inagibilità del vecchio edificio per vulnerabilità sismica. La separazioni degli ingressi tra i due istituti e l’organizzazione dei trasporti, messi a disposizione delle famiglie a spese dei Comuni ospiti, secondo orari prestabiliti hanno fatto in modo che tutto filasse liscio, grazie anche alla presenza delle pattuglie di Polizia locale intervenute negli orari di entrata e uscita. «In questa situazione di emergenza per la chiusura della scuola Media di Pianello Vallesina, abbiamo cercato di trovare la soluzione più adegua-
ta affinché gli alunni del nostro Istituto scolastico potessero iniziare l’anno scolastico, salvaguardando ciò che era la nostra prioritaria preoccupazione, ovvero l’ottimizzazione degli aspetti socio/didattici degli alunni – fa sapere l’Amministrazione comunale di Monte Roberto – Il nostro ringraziamento va agli Amministratori del comune di Maiolati Spontini e a tutta la Comunità che fin dal primo momento si sono resi disponibili ad accogliere i nostri alunni. Vorremmo ringraziare anche le Famiglie della nostra Comunità che di fronte ad una situazione così difficile si sono dimostrate subito collaborative, nonostante durante i prossimi mesi saranno chiamate a gestire il disagio dello spostamento dei loro figli presso un plesso scolastico di un comune limitrofo».
"IL SOLE SI FERMÒ DI CAMMINARE", L'ALBUM DI MARINO CAROTTI Antiche ballate, filastrocche, scioglilingua, serenate, fiabe a formula e rime infantili: i canti della cultura orale marchigiana rivivono grazie alle ricerche sul campo effettuate dal musicista e autore jesino Marino Carotti che li ha raccolti nell'album «Il sole si fermò di camminare». Non solo un cd da ascoltare ma un vero e proprio arricchimento della memoria legata alle tradizioni di una volta, da tramandare ai giovani. Tutti i brani sono adattati e arrangiati da Marino Carotti e fanno parte del suo studio condotto negli ultimi anni del secolo scorso, a caccia di memorie e testimonianze sull'intero territorio regionale. Dopo la pubblicazione del volume «Né acqua, né luce, né strada...», a completamento dell'opera esce questo mese l'album, un viaggio nei saperi antichi tra ballate, canti di lavoro a ritmo
di saltarello, strofe sulla guerra, canti di lavoro a ritmo di saltarello e strofe sulla guerra, l'amore, la quotidianità dell'epoca che fu. Il cd inizia con il canto di un'informatrice e prosegue, traccia dopo traccia, con voce e musiche di Carotti. L'artista diventa quindi un 'ponte' verso le nuove generazioni che chiudono l'album. Il progetto dell'autore jesino, infatti, coinvolge nei canti anche 48 bambini di due classi della scuola primaria «Monte Tabor» per l'esecuzione di un brano e 25 della scuola media «Paolo Borsellino» per la lettura di alcune filastrocche e rime infantili popolari. La presentazione del libretto è a cura del prof. Franco Musarra, l'immagine di copertina è un dipinto del pittore Bernardo Bosi. Il titolo non è solo il verso di uno dei brani contenuti ma racchiude in sé valori tutti da scoprire.
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Come districarsi tra verità - falsi miti e formule magiche per recuperare gli sgarri delle vacanze che hanno un po’ alterato la nostra silhouette? È questo il mese durante il quale si torna alla frenetica quotidianità, si torna a scuola, si torna in ufficio, si torna alle faccende domestiche e … si torna anche a salire sulla bilancia! A proposito di peso corporeo in questo stesso periodo dell’anno c’è un vero&proprio tripudio di formule magiche – bizzarre – originali e accattivanti che assicurano il ritorno al peso perduto (libera citazione da Peter Pan – l’Isola che non c’è!) senza troppo sacrificio. Quale Nutrizionista Health Coach rimango basita e con piacere - grazie a questo angolo di cultura del BenEssere! – voglio sfatare qualche mito portando consapevolezza e buon senso. Prendo spunto da ciò che più spesso mi capita i sentire in ambulatorio! BISOGNA ELIMINARE COMPLETAMENTE I GRASSI. FALSO. I grassi sono fondamentali per il nostro BenEssere! Svolgono funzione energetica ma intervengono nell’assorbimento e trasporto di vitamine liposolubili [A, D, E e K]; garantiscono il buon funzionamento del sistema nervoso oltre ad essere precursori di numerosi ormoni. Importante è usare moderazione e buon senso [2 cucchiai/ die se donna e 3 cucchiai/die se uomo] e prediligere sempre grassi di origine vegetale [olio di oliva] piuttosto che quelli di origine animale [burro, lardo, strutto]. GLI ALIMENTI LIGHT SERVONO A PERDERE PESO E SONO BUONI FALSO. Gli alimenti alleggeriti sono così definiti perché apportano meno calorie a causa della riduzione dei grassi e/o degli zuccheri rispetto al prodotto convenzionale ma tutto dipende dalla quantità! Il termine light esercita un effetto illusorio e giustifica il mangiarne di più perché tanto non fanno ingrassare, facendo così perdere il vantaggio. Inoltre gli stessi sono aggiunti di aromi, edulcoranti e altri additivi poco salutari e possono scombinare i meccanismi ormonali che regolano il senso di fame e sazietà. È bene mangiare il prodotto convenzionale usando il principio della frugalità e scegliendo consapevolmente. PER RECUPERARE UNO STRAPPO, SI PUÒ SALTARE UN PASTO. FALSO. Numerose sono le evidenze scientifiche che dimostrano come saltare un pasto non serve anzi produce effetti indesiderati. Saltare un pasto rallenta il metabolismo infatti si riduce la Termogenesi Indotta dalla dieta [TID], cioè la quantità di energia spesa a seguito dell’ingestione dei diversi nutrienti. Inoltre il pasto successivo al digiuno indurrà il nostro corpo a far più sorta di grassi in previsione di momenti di carestia. Dunque … dopo uno sgarro consumare pasti leggeri a base verdura e/o ortaggi. Anche se lo scenario del rientro a casa può apparirVi catastrofico, il da farsi è moderare le porzioni lasciandosi sempre qualche premio per buona condotta e muoversi ogni giorno Per appuntamento 347 4351576 www.letiziasaturni.it
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BRUCIARE LE FECCE a cura di Riccardo Ceccarelli
L'immagine è ormai lontana; è un ricordo da bambino, negli anni successivi al secondo conflitto mondiale, verso agosto/settembre, passava a casa un uomo che cercava la "rascia"- così erano chiamate da noi le incrostazioni di vino che si formano all'interno delle botti e che bisognava togliere periodicamente prima di immettervi il vino nuovo. Allora mi chiedevo (senza ottenere risposta) a che cosa potesse servire questa "rascia". Eppure la sua è una storia che viene da lontano. Se ne faceva incetta già nel Medioevo e nel Cinque-Seicento. Le croste di vino che si formavano nelle botti e i residui solidi dello stesso vino, le fecce cioè, erano ricercate e commercializzate. La "rascia" già era solida, le fecce invece - ridotte in pani - necessitavano di essere asciugate: una volta ben secche, rascia e fecce, si potevano bruciare. Se ne ricavava il tartaro, una sorte di polvere bianca utilizzata in ceramica, nella preparazione dello smalto e dei colori, era cioè un elemento fondamentale nella tecnologia della ceramica smaltata. Così la produzione e il commercio delle fecce costituiva un notevole indotto economico nell'arte
TINI A C MER ATALE DI N 2019
della ceramica. C'era però un grande inconveniente, che la loro bruciatura produceva un forte cattivo odore per cui veniva vietato che le fecce si bruciassero nei centri abitati. Così fecero Casteldurante (Urbania), Gubbio e Urbino che proibirono espressamente la bruciatura delle fecce all'interno dei loro castelli pur essendoci botteghe artigianali di ceramica che necessitavano di tartaro bianco. A Pesaro se ne trovano accenni dal Duecento al Cinquecento, mentre gli Statuti del 1531 permettevano di bruciare le fecce in una zona ben precisa vicino al mare. A Cupramontana (Massaccio) il governatore di Jesi,
Mons. Innico Diego Caracciolo, della nobiltà napoletana, su richiesta precisa delle autorità comunali che protestavano per "l'abbuso introdotto dall'Incettatori delle Feccie, i quali si fanno lecito di bruciarle nelle vicinanze con grave incommodo degli abitanti per il fumo, e fetore, che tramandano dette Feccie", fece una specifica ordinanza o editto il 16 luglio 1791. Veniva ordinato "che ad alcuno nell'avvenire sia lecito di fare eseguire il divisato bruciamento", e veniva altresì indicato dove fare "tale operazione dovendosi farla in luogo appartato ", così " per tale effetto vien destinato lo spiazzo delle Fontanelle
nella Strada dell'Abbadia di S. Angelo, come sito più proprio, e conveniente ad iscanzo dei sopraddetti motivi". Il luogo destinato era in via Fontanella, nelle immediate vicinanze dell'attuale Parco Elisa Amatori, allora zona in aperta campagna. Ovviamente l'editto, come tutti, prevedeva pene; così era prevista per questi inadempienti una "pena di scudi dieci da incorrersi irremissibilmente, ed altre pene ad arbitrio" del governatore, ciascuno poi, una volta "pubblicato, ed affisso ne' luoghi soliti" l'editto, era tenuto "alla puntuale osservanza come se gli fosse stato personalmente intimato". Una analoga proibizione di "brugiare le Feccie nelle vicinanze della Città [di Jesi], e particolarmente dei Castelli" è presente in un editto del 4 luglio 1792 dello stesso governatore Caracciolo. Questo editto comunque non era specifico alle fecce, esso si riferiva alla proibizione di "formare raduni d'immondezze, o letami in verun sito di questa Città, Borghi, e suoi Castelli, come neppure accosto alle loro mura circondarie, ne di ritenere legati o sciolti Animali Porcini, o Pecorini". Un problema antico, quello dell'immondizia, mai definitivamente risolto.
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BIBLIOTECA LA FORNACE, DA OTTOBRE APERTA OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE. L’ASSESSORE ALLA CULTURA DEBORAH CARÈ: “UN’OFFERTA NUOVA PER SPERIMENTARE UNA MODALITÀ DI SOCIALIZZAZIONE DI QUALITÀ NEL TEMPO LIBERO” La biblioteca La Fornace di Moie sarà aperta, da ottobre, ogni prima domenica del mese, fino a fine anno, con orario dalle ore 16 alle 19. Una novità assoluta per la struttura comunale, fortemente voluta dall’assessore alla Cultura Deborah Carè. “L’idea è quella di offrire ai cittadini, non solo di Maiolati Spontini ma di tutta la media Vallesina, che rappresentano l’utenza della biblioteca, un’opportunità per trascorrere un pomeriggio festivo in un luogo del sapere, stimolante e creativo, dove sia possibile incontrare libri ma anche persone, e dove fare esperienze arricchenti, non sempre facili da sperimentare e poter cogliere in maniera libera e gratuita. Insomma, un’opportunità diversa per socializzare e per dare qualità al proprio tempo libero”. Le aperture domenicali, fissate per il 6 ottobre, il 3 novembre e 1° dicembre, sono anche un segnale politico, frutto di una volontà di fare rete e di rivolgersi all’esterno, verso un territorio che deve trovare forza dalla condivisione e dalla messa in connessione delle risorse e del patrimonio culturale, oltre che una risposta a una richiesta avanzata nel tempo dagli utenti, provenienti sia
da Maiolati Spontini (che oggi conta oltre 1800 iscritti) che dai centri limitrofi come Castelplanio (536), Castelbellino (715), Monte Roberto (322), Jesi (789) e perfino da fuori regione (per un totale di oltre 6000 iscritti). Lo sforzo di allargare la fruizione dei servizi erogati dalla biblioteca ad alcuni giorni festivi è stata dunque pensata anche per dare l’opportunità alle migliaia di persone che frequentano il polo culturale di incontrarsi, sfogliare i giornali o le riviste nazionali e internazionali, essere aggiornati sulle novità librarie in un giorno settimanale in cui si ha maggiore tempo libero. Le aperture dome-
nicali consentiranno, ai possessori della Bibliocard di accedere a tutti i servizi della biblioteca quali navigazione in internet, partecipazione gratuita ai laboratori e al prestito di quattro pezzi alla volta tra DVD, riviste e libri. Inoltre con la Bibliocard, che viene rilasciata al momento dell’iscrizione in biblioteca, si può usufruire di una serie di sconti e agevolazioni, come lo sconto del 10% sull’acquisto di biglietti per gli spettacoli direttamente organizzati dalla Fondazione Pergolesi Spontini. Insomma, che La Fornace rappresenti sempre più una “piazza del sapere” e una “biblioteca sociale”,
così come l’aveva pensata l’ispiratrice del progetto della biblioteca di Moie, Antonella Agnoli, è ormai confermato da un’attività che dura da dodici anni. “E proprio la sua funzione sociale è stata valorizzata nel tempo dalle opportunità fornite dalla biblioteca, come gli incontri e i corsi che fanno sempre più de La Fornace un luogo per la formazione permanente” sottolinea Stefania Romagnoli, la bibliotecaria che da anni cura tutte le attività “con due preziose operatrici – ricorda – e numerosi straordinari volontari”. Grazie a loro la biblioteca La Fornace è cresciuta nel tempo in maniera straordinaria, passata da poco meno di 1.200 utenti ai 6300 registrati fino ad oggi, da 17.844 ingressi agli oltre 32.000 attuali, dalle 22 visite delle scuole di dieci anni fa alle 142 dell’anno passato. Con l’Istituto comprensivo “Carlo Urbani” di Moie la collaborazione è costante e intensa. In questi primi sei mesi dell’anno il centro culturale ha ospitato 64 classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado, con cui vengono portati avanti numerosi progetti di promozione della lettura.
GIOVANE NIBBIO TORNA A VOLARE GRAZIE AI FALCONIERI FEDERICO II E OASI RIPA BIANCA Torna libero un esemplare di giovane nibbio, salvato grazie alle cure dell’associazione Falconieri Federico II e alla collaborazione dell’Oasi di Ripa Bianca. Dopo aver restituito la salute a Costanza, la femmina di falco pellegrino che ora volteggia in salute intorno al campanile di San Floriano insieme al maschio Federico, nelle mani del dott. Gianluca Tiroli, che oltre ad essere esperto di rapaci e falconiere è anche un veterinario, lo scorso maggio è arrivato un esemplare di nibbio bruno. Ritrovato da una signora nelle campagne di Ostra in pessime condizioni, l’animale è stato portato all’ambulatorio di Tiroli per le cure: «Il rapace presentava una frattura al femore, era sporco e denutrito – spiega Tiroli -. La particolarità del caso è che il nibbio non è tipico di questa zona ma è un migratore,
dunque probabilmente di passaggio». Il rapace è stato subito sottoposto alle cure, custodito dall’associazione Falconieri Federico II in collaborazione con l’Oasi di Ripa Bianca che ha fornito la voliera per la riabilitazione. «Inizialmente l’animale si era ripreso poi però quest’estate ha avuto una ricaduta, con una nuova frattura alla zampa, e siamo ripartiti dovuti ripartire daccapo, cercando di nutrirlo anche se inizialmente si rifiutava – continua Tiroli -. Dopo oltre un mese di ricovero controllato, è stato riportato in voliera. Ci sono voluti in tutto quattro mesi di cure prima di poterlo liberare». Il nibbio è stato rimesso in libertà mercoledì mattina, sempre dall’oasi di Ripa Bianca, dalle colline di Mazzangrugno, alla presenza della Polizia provinciale che lo ha inanellato così da poterlo tenere sotto
controllo: «Un ringraziamento va a tutti i coloro che hanno messo impegno e risorse per salvare il rapace – conclude Tiroli – Dalla Regione, purtroppo, si stanno dilungando i tempi per il finanziamento dei cras, i centri recupero per animali selvatici,
attualmente curati solo per buona volontà dei volontari e di propria tasca. Proprio per questo, su Facebook abbiamo lanciato una raccolta fondi per far fronte alle spese medico veterinarie e logistiche per assistere la fauna selvatica in difficoltà»
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Nuova Apertura!
Victoria Playhouse
Tante attivitĂ per i piĂš piccini, tutto in lingua inglese!
Vieni a trovarci il 13 settembre dalle ore 16.30 e il 14 settembre dalle 10.00 in Via XXIV Maggio 44.
SEDE di Jesi:
Via XXIV Maggio, 55 info@ihtvc.it | tel. 0731 64 83 28 www.victoriaih.it