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Password Magazine - Gennaio 2019

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PASSWORD magazine n° 1 - Gennaio 2019 | Copia Gratuita

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Grazie di cuore a tutti!

Password - l’accesso mirato all’informazione | Periodico d’informazione - n° 1 - gennaio 2019 | Direttore responsabile: Chiara Cascio - Editore e Progetto Grafico: Studio Gamma - Coordinamento generale: Gianna Scortechini - Francesco Cascio Collaboratori: Riccardo Ceccarelli - Marco Torcoletti - Catiuscia Ceccarelli - Matteo Baleani - Margherita Piersantelli - Giovanna Borrelli| Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici | Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. e fax 0731 701404 - www.leggopassword.it - info@leggopassword.it - redazione@leggopassword.it | Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati - Vietata la riproduzione anche parziale.

«Pace è Volontariato», liceo Scienze Umane incontra Croce Verde di Jesi

Coronamento dell’impegno della comunità marchigiana sui temi della convivenza civile, della cittadinanza attiva e responsabile, della promozione della cultura di pace. a cura di Margherita Piersantelli pag. 4

LA COLTIVAZIONE DEL GELSO Fu importato in Europa nel XV secolo e introdotta Jesi e in Vallesina nei primi anni del Seicento, non tanto per i suoi frutti, quanto per utilizzarne le foglie come alimento dei bachi da seta delle quali sono particolarmente ghiotti.

“Res Publica” ospite del Rotary Club Jesi, spirito di servizio per divulgare cultura pag. 3

a cura di Riccardo Ceccarelli pag. 6

#SALUTE CONSAPEVOLE Faccia a Faccia con le Patologie Cronico - Degenerative Strategie ed allenamenti finalizzati al raggiungimento / mantenimento del BendEssere nella quotidianità delle patologie cronico-degenerative Dott.ssa Letizia Saturni

pag. 5

"Targa System” - oltre 9 mila veicoli controllati Viale della Vittoria 27/C - Jesi (AN) PEDRO SPORT pedrosportwear www.pedrosport.it

Una novità, che ha caratterizzato l’attività della Polizia locale dell’Unione dei Comuni della Media Vallesina pag. 7

a cura di Marco Torcoletti

Difesa personale. Prima regola: Il buon senso

“Non si è troppo piccoli a 6 anni, né troppo vecchi a 80”. Un motto, di cui Roberto Appolloni ha fatto uno stile di vita. A 76 anni, è forse il decano dei praticanti di arti marziali in Vallesina. Affabile e gentile, sul tatami dimostra un’agilità e una destrezza da fare invidia a un adolescente. Quando, una manciata di anni fa, superò l’esame di cintura

nera terzo Dan, lo acclamarono con un’autentica standing ovation. Se l’iniziativa di un corso di autodifesa per donne, lanciata dalla consigliera del Gruppo Misto, Silvia Gregori, ha registrato un notevole successo, con decine di adesioni alle lezioni gratuite, tenute da due insegnanti della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali Fijkam, Luigi Piangerelli e Marco Zega, c’è un’altra fascia “debole” che andrebbe tenuta nel dovuto conto: quella, per l’appunto, degli anziani, di cui Appolloni, per energia e destrezza, sembra tutt’altro che un componente. Nel 2018, sono stati 14.548 i reati commessi in Italia, rispetto ai quali, la provincia di Ancona si piazza al 64esimo posto, nella classifica di quelle segue a pag. 2

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con il maggior numero. Una media di 6.600 al giorno, ovvero 277 all’ora. È quanto emerge dai dati del Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero degli Interni, pubblicati da “Il Sole 24 Ore”. Il problema travalica i confini locali e la sia pur lodevole iniziativa, promossa dalla Gregori: «Il bisogno di sicurezza è trasversale – dichiara la consigliera - non abbiamo messo un limite all’età per i corsi. Certo, gli anziani sono sempre presi di mira. Ma la domanda più grande rimane: come colmare questo vuoto di sicurezza, che è anche tutt’ora un vuoto legislativo. La presa di

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JESI conoscenza dei padri e delle madri che le loro figlie sono a rischio anche da noi, perché ormai c’è una globalizzazione dei reati, è un dato che deve fare riflettere». Abbiamo incontrato Roberto Appolloni presso la Jesi Karate Team del maestro Renato Aquilanti dove, insieme all’allenatore Andrea Leporoni, è una vera e propria colonna portante della scuola. Maestro Aquilanti, nella sua scuola, frequentata da persone di ogni età, dedicate particolare attenzione alla difesa personale. Perché? «Nella pratica del Karate, sono necessarie applicazioni di tecniche di

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difesa personale che permettono di comprendere sia il significato, che la corretta esecuzione del gesto tecnico». Nella sua lunga esperienza, tra i motivi che portano allo studio di un’arte marziale, l’insicurezza connessa alla criminalità, che rilievo ha? «Molte persone iniziano a praticare arti marziali per superare un disagio, direi psico-fisico, anche dovuto alla mancanza di sicurezza o di protezione nel vissuto quotidiano». Le mirabolanti acrobazie del cinema? A fare la differenza, in caso di bisogno, sarebbe altro. Ne è sicuro Appolloni, che oltre al Karate, ha praticato anche Judo e Aikido: «Serve intuito per prevenire le situazioni pericolose, rispetto alle quali, se finiamo per cadervi, è già segno che abbiamo fatto qualche errore di valutazione. Se capita e non ci sono vie d’uscita, si deve giudicare chi ci sta di fronte e regolarsi di conseguenza. Se fosse più pesante di noi, per esempio, potremmo sfruttare la nostra maggiore agilità nei movimenti, magari per sfuggirgli. Mai e poi mai, in ogni caso, sottovalutare l’avversario ed avere sempre un atteggiamento risoluto: non farsi vedere deboli o impauriti». Il vecchio buon senso, insomma, potrebbe fare la differenza. E con esso, una nuova consapevolezza, quella che il mito dell’isola felice, anche per le Marche, appartiene ad un remoto passato. In foto. Al centro, il maestro Renato Aquilanti, cintura nera 5° Dan, abilitato al 1° e 2° livello dell’MGA (metodo globale di autodifesa). Tiene corsi di difesa per donne, metodo Bonomelli USA, dal 2008. A sinistra, Roberto Appolloni (nera 3° Dan); a destra, Andrea Leporoni (nera 3° Dan).

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“Res Publica”: la storia mai raccontata" Scoprire le origini della nostra identità e ritrovare, dopo secoli, diversi collegamenti per capire il perchè di molte cose che Ci circondano

Un’affinità elettiva, quella che ha caratterizzato la conviviale del Rotary Club di Jesi del 22 Gennaio scorso, dedicata alla presentazione del progetto Res Publica. Infatti, lo spirito di servizio rotariano, evocato dalla presidente Paola Duca, dopo il rituale suono della campana, ha ispirato anche la realizzazione del video-documentario, che è stato proiettato al termine della cena, nell’elegante cornice della sala del Lampadario del Circolo Cittadino. "La consapevolezza e la conoscenza del nostro passato è fondamentale per il formarsi di una coscienza civica – ha esordito lo studioso e ideatore del progetto, Marco Torcoletti – L’abitudine alla bellezza, però, ci rende spesso ciechi e poco o nulla sappiamo delle silenti testimonianze del nostro passato". Spirito di servizio, dunque, in chiave divulgativa e sociale, per un’iniziativa pionieristica, un documentario pensato per i social media e per il suo ampio e variegato pubblico, anche e non ultimo giovanile. Prodotto da Studio Gamma e Password Magazine, per la regia dell’esperto di marketing e social media manager Matteo Baleani e grazie al sostegno di alcune imprese e liberi professionisti

del territorio, Res Publica ripercorre, con rigore filologico, ma anche con scioltezza e in modo accessibile, il processo di formazione del Comune di Jesi e di rinascita della Vallesina, nel secolo XII. Dal 28 Ottobre, data d’esordio presso il museo Federico II di Jesi, Res Publica ha ottenuto oltre 15mila visualizzazioni ed è pronta a sbarcare nelle scuole a cui è stata proposta. Domande e curiosità hanno seguito la proiezione delle tre puntate e gli interventi di Torcoletti e Baleani, ai quali si è unita anche la produttrice del progetto, la giornalista e direttrice di Password Magazine, Chiara Cascio. In chiusura, la presidente Paola Duca ha ringraziato gli ospiti e donato loro alcune pubblicazioni, realizzate dal Rotary di Jesi. «Ringraziamo il Rotary – ha dichiarato Baleani, che ha illustrato gli aspetti tecnici relativi al montaggio e alla divulgazione del video – perché ha compreso lo spirito e il valore di questa iniziativa, decidendo di ospitarla ed offrendole un’ulteriore occasione per farsi conoscere». Res Publica può essere visto, collegandosi al canale YouTube o alla pagina Facebook di Password Magazine.

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la nuova sfida DI lady polita a cura di Chiara Cascio

Trascorrerà due mesi a Idro, nel bresciano, per inseguire nuove sfide sul monosci Alessia Polita, la ex campionessa jesina di motociclismo e sulla sedia dal 2013 a causa di un incidente in pista. «Ho deciso di prendere tutte le mie cose e avvicinarmi agli impianti di sci - ha detto l'atleta - Parto da sola. Io e il mio obiettivo. Credo fortemente in questa avventura, io, come le persone che in questo momento mi sono vicine e mi stanno dando una mano sia economica che morale. Non so cosa porteremo a casa in tutto questo ma so che sono determinata e non voglio nessun rimpianto in questa vita, quindi ci voglio provare». Alessia si allenerà quattro volte a settimana per prepararsi ai prossimi campionati italiani di monosci in programma a fine marzo, con i colori dell'Alta Valsabbia Sport Hand, società specializzata in sport senza barriere. L’incontro con Alessia Polita, che è riuscita a vivere «con il monosci gli stessi brividi che provavo quando correvo in moto» si sta rivelando molto proficuo sia per l’atleta sia per la società sportiva. In questi giorni sulla pista da sci, l'atleta - fondatrice della Lady Polita onlus - non ha mancato di interessarsi a tematiche sociali e di sicurezza in pista, annunciando di volersi impegnare per sostenere con la propria voce e le proprie forze il miglioramento delle condizioni degli impianti sciistici e delle norme che li regolano: «Le regole sono obsolete e molto si basa sul buon senso dello sciatore - dice la Polita - Mi ha fatto impressione sapere che dopo i 14 anni non c'è l'obbligo del casco. Ho notato poi che anche i pali intorno alla pista sono ricoperti di gommapiuma, insufficiente secondo me per attutire l'impatto di una persona a 80 chilometri orari. Perché non utilizzare cuscini ad aria come dispositivi di sicurezza?». Per Alessia, andrebbero anche inseriti dei commissari di percorso, con postazioni fisse, e piste adibite all'insegnamento. «Chi sopravvive a incidenti come il mio, lo stesso che mi ha costretto sulla sedia, sviluppa un occhio clinico su questi aspetti perché ha pagato il prezzo - spiega la Polita - Gli incidenti capitano per casualità ma anche per mancate accortezze. Per questo non smetterò mai di battermi sulla sicurezza. Sul motociclismo si sta facendo molto: mi piacerebbe essere coinvolta da chi del settore si occupa di gestire questi aspetti sulle piste da sci per poter dare il mio contributo».

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Parcheggi a pagamento anche lungo il Viale, le Conce e la stazione Parcheggi blu al viale della Vittoria, le Conce e stazione. Lo ha deciso la Giunta comunale che ha approvato il piano di indirizzo politico volto ad incrementare la sosta a pagamento in prossimità del centro storico. Una revisione del sistema che tra le novità introdurrà anche una politica tariffaria diversificata sul territorio: più si parcheggia vicino al centro più salata è la tariffa. «Una misura necessaria contro la sosta selvaggia e la riduzione del traffico in prossimità del centro, in grado di favorire l’utilizzo dei mezzi pubblici – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Cinzia Napolitano – Si tratta di un progetto su cui si sta ragionando da tempo, pensato per diminuire il traffico vicino al centro. Una misura che nasce dunque da un’esigenza e che in altre città a noi vicine è già scattata da tempo». Gli stalli blu arriveranno, come detto, lungo viale della Vittoria, il parcheggio delle Conce e quello della stazione mentre restano da valutare anche viale Trieste e via IV Novembre. Successivamente all’introduzione della tariffazione lungo viale della Vittoria, si procederà con la messa a pagamento del parcheggio Mercantini. Ci sarà un tariffa agevolata che incentivi la sosta lunga: entrando nel dettaglio sulla questione tariffaria, il nuovo piano – che impiegherà comunque parecchi mesi di lavoro prima che venga applicato – prevede:  per gli stalli di sosta attuali l’applicazione di una «tariffa prima ora analoga a quella attuale con incremento nelle ore successive, caratterizzando così gli stalli attualmente gestiti a pagamento come aree “ad alta rotazione”», si legge in delibera;

 per i nuovi stalli di sosta in zona centrale (viale della Vittoria e le Conce), subentrerà una «tariffa prima ora particolarmente vantaggiosa, con lieve incremento nelle ore successive, caratterizzando così gli stalli come aree “a sosta media”»;  per i parcheggi della stazione, sarà introdotta una «tariffa prima ora particolarmente vantaggiosa, con forte incremento nelle ore successive, caratterizzando così gli stalli come aree “ad altissima rotazione”, così da scoraggiarne l’uso da parte dei pendolari che vengono indirizzati verso il parcheggio retrostante la stazione».  per la sosta al Mercantini la prima ora è vantaggiosa ma «con ulteriore riduzione nelle ore successive, caratterizzando così gli stalli come aree “a sosta lunga”». Saranno introdotti poi sistemi di pagamento e controllo fortemente automatizzati che consentiranno di ridurre il personale impegnato nell’attività quotidiana «con conseguente modifica del piano economico-finanziario complessivo del servizio». «Obiettivo dell’Amministrazione è facilitare così anche il ricambio del parcheggio evitando che – in zone per esempio come viale della Vittoria – le auto occupino un determinato spazio per più ore al giorno – continua l’assessore – In questo modo si favorisce chi dovrà recarsi in centro, pur riservando una percentuale di stalli ai residenti ed agli operatori del centro storico e attivando abbonamenti per gli utenti abituali. Non tutto sarà a pagamento: sono comunque previste aree di sosta lasciate libere e che stiamo individuando».

La “No Tax Zone” prosegue a Jesi, sgravi per le nuove attività

Prosegue la possibilità di aprire un’attività con agevolazioni nel pagamento dei tributi. Ne da notizia il comune tramite una nota stampa. “Jesi si conferma “no tax zone” per chi intende aprire una nuova attività. È stato infatti pubblicato con scadenza 28 febbraio il relativo bando riservato ai nuovi esercizi commerciali o artigianali avviati nel corso del 2018. Attraverso tale strumento vengono concessi contributi a compensazione delle imposte comunali da versare nei primi tre anni (tassa rifiuti, imposta pubblicità, Tosap Tasi e Imu se dovute). Attenzione particolare viene posta al centro ed ai borghi storici. Ma con oltre 20 mila euro di risorse stanziate, l’obiettivo è quello di ammettere al beneficio tutte le attività in graduatoria, così come avviene regolarmente dal 2014, anno in cui il Consiglio comunale ha introdotto questa opportunità che l’aveva posta in primo piano in ambito regionale. I contributi, come noto, sono riservati alle nuove attività costituite da ditte individuali, alle società di persone, alle srl anche unipersonali. Relativamente alle imprese artigiane, l’avviso è riservato alle attività di produzione

di propri beni, compreso l’artigianato artistico e l’artigianato nel settore alimentare (pizzeria, rosticceria, pasta fresca, ecc.). In graduatoria il punteggio maggiore (60 punti) è attribuito alle attività ubicate in centro o nei borghi storici così come individuati dal piano regolatore, nel rispetto dell’obiettivo di favorire le nuove attività di vicinato nei quartieri più datati. Vengono tenute in considerazione con punteggi significativi (15 punti) le attività presentate da donne o giovani fino a 35 anni, ma anche (12 punti) quelle di soggetti disoccupati da almeno 12 mesi. Il contributo, come noto, è pari a 500 euro l’anno per tre anni, calcolato su una stima di quello che potrebbe essere il gettito locale. Secondo le stime dell’Area Servizi Finanziari, le risorse stanziate dovrebbero comunque anche questa volta essere sufficienti per coprire tutte le domande che verranno correttamente presentate, indipendentemente dal quartiere dove le attività sono ubicate. Nel 2017 le domande ammesse a contributo sono state una decina, vale a dire tutte quelle che erano state presentate nelle forme dovute”.

«Pace è Volontariato», il liceo delle Scienze Umane incontra la Croce Verde di Jesi a cura di Margherita Piersantelli

La “Giornata regionale per la Pace” rappresenta il coronamento dell’impegno della comunità marchigiana sui temi della convivenza civile, della cittadinanza attiva e responsabile, della promozione della cultura di pace: quest’anno le scuole di ogni grado e ordine hanno esplorato l’esperienza del volontariato seguendo il tema “Pace è Volontariato” e una di queste ha toccato anche il mondo della Croce Verde di Jesi. La classe 5a del Liceo delle Scienze Umane di Jesi, con opzione economico sociale, ha partecipato al concorso presentando una loro ricerca dal titolo “Il contributo del volontariato per la convivenza pacifica”: nel quinto anno, per la disciplina “scienze umane”, gli studenti devono trattare metodologia della ricerca con particolare attenzione all’organizzazione delle varie fasi del lavoro di ricerca con rigore metodologico e al saper cooperare con esperti di altre discipline per lo svolgimento di attività di ricerca multidisciplinare in area socio-economica. La ricerca a carattere sociologico prevedeva una prima definizione delle parole “Pace” e “Volontariato” prendendo spunto dalle enciclopedie Treccani e Garzanti Linguistica per avere ben chiari i concetti a cui le due parole fanno riferimento. La seconda fase prevede la formulazione di un’ipotesi: il volontariato migliora la coesione sociale che è un fattore determinante per il benessere collettivo. A questo punto la classe aveva bisogno di analizzare alcuni aspetti riguardanti il volontariato: come influisce nella convivenza pacifica, come aumenta la solidarietà fra gli individui, come promuove la tolleranza verso conflitti o situazioni difficilmente sostenibili. Hanno dunque stilato una lista delle entità contattabili nella regione Marche da sottoporre alle interviste ed è qui che è entrata in gioco la Croce Verde di Jesi: «Si è instaurata una collaborazione particolarmente ravvicinata con la Croce Verde di Jesi perché l’abbiamo presa un po’ come punto di riferimento per il progetto – commenta Marneo Serenelli, professore di scienze umane della classe – aldilà delle altre che hanno preso parte alla ricerca come la Croce Verde di Serra San Quirico, l’associazione Raffaello di Camerino, la Protezione Civile e lo I.O.M.». Durante la scorsa settimana, la Croce Verde di Jesi ha quindi ospitato la classe 5a del Liceo delle Scienze Umane per mostrare e far toccare con mano che cosa è “volontariato” e che cosa fa l’associazione tutti i giorni: «È importante diffondere la filosofia del volontariato perché associazioni come la nostra si fondano su persone che donano il proprio tempo alla comunità, gratuitamente» spiega la volontaria Serena Montelli. Dopo un accurato giro e spiegazione dei mezzi di soccorso, gli studenti hanno preso la parola intervistando due volontari dell’associazione. Il risultato? Racconti, emozioni e verità su quello che è il volontariato: un eccezionale mezzo per creare cittadini migliori. A volte la soluzione ce l’abbiamo davanti ai nostri occhi, ma non riusciamo a vederla. “Pace è Volontariato”, provare per credere.


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La formazione a Jesi tra le migliori della Regione: arriva il progetto 3L per orientare gli studenti a cura di Giovanna Borrelli

#sALUTE consapevole consigli utili a cura della Dott.ssa Letizia Saturni

Faccia a Faccia con le Patologie Cronico-Degenerative Presentato oggi, all’Istituto di Istruzione Superiore “Cuppari Salvati”, il nuovo progetto di orientamento per la scelta della secondaria di secondo grado, denominato “Progetto 3 ELLE: life, long, learning”. Con la presenza di tutti i Dirigenti Scolastici delle scuole di utenza jesina di ogni ordine e grado, è stato introdotto, in via sperimentale, questo progetto indetto dal MIUR: per la somma complessiva di 98.000 €, questo progetto è l’unico finanziato in tutta la Regione Marche. Il progetto, in corso da Settembre 2017 a Settembre 2019, ha la finalità di sviluppare azioni di didattica di orientamento, per studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado e per le loro famiglie. Il “3L” è la risposta ai dati Istat, che descrivono il nostro paese come quello con minori laureati in tutta Europa. In Vallesina, a seguito dei cali demografici, sono calate anche le iscrizioni scolastiche: questo non vale per Jesi che, in assoluta controtendenza, conta l’ammontare di iscrizioni. “Questo perché - sostengono i dirigenti scolasticievidentemente abbiamo una buona offerta formativa.” La dichiarazione dei dirigenti è confermata dall’ indagine Eduscopio di Fondazione Agnelli, che si occupa ogni anno di rilevare il valore e alta qualità formativa delle scuole italiane.

Nel concreto, il progetto, che coinvolge ben 45 scuole del territorio si è sviluppato seguendo diversi step: c’è stata inizialmente una formazione specializzata per il personale docente, per qualificarsi come docente orientatore. Dopodiché, è stata realizzata la piattaforma online del sito www.3ellejesi.it, nata come spazio informativo per famiglie e studenti, e anche con funzioni di interattività per poter loro permettere ad occasioni o eventi orientativi. I primi eventi presenti sul territorio si sono svolti dal 17 al 19 gennaio a Palazzo dei Convegni. Qui i ragazzi, accompagnati dai docenti o dalle loro famiglie, hanno potuto assistere a workshop o a testimonianze volte al loro personale orientamento, per poter capire bene quali sono le loro vere attitudini e godere poi di un percorso scolastico sereno e soddisfacente. Attraverso l’applicazione smartphone “3elle” hanno potuto testimoniare la loro presenza scannerizzando i QR Code scannerizzabili dai totem presenti a Palazzo dei Convegni. “Le reti costruite di scuole per realizzare questi progetti lavorano in sinergia. Non in concorrenza, ma per garantire una completezza dell’offerta formativa sul nostro territorio” hanno dichiarato i dirigenti.

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Jesi: Piazza Ciabotti, 8 c/o Centro Commerciale ARCOBALENO - JESI (AN) Tel/Fax 0731 215731 / Cell. 339 7394970 www.hedonestetica.it / hedone.estetica@gmail.com

Ben Trovati e Buon 2019! Ben 12 mesi nuovi-di-zecca da vivere con curiosità& stupore nel nostro angolo di #SaluteConsapevole. Quale Nutrizionista Health Coach ho pensato di dedicare questo spazio a strategie ed allenamenti finalizzati al raggiungimento/mantenimento del BendEssere nella quotidianità delle patologie cronico-degenerative. Queste rappresentano un insieme composito di patologie e condizioni disomogenee, che non hanno una sola causa eziopatologica ma che sono piuttosto accomunate dall’evoluzione cronica [sintomi costanti nel tempo e senza terapia risolutiva] e degenerativa [progressivo e inarrestabile peggioramento]. A questo grande gruppo appartengono patologie cardio-vascolari neoplasie patologie dismetaboliche patologie neuro-degenerative sovrappeso/obesità malattie respiratorie I dati epidemiologici sono allarmanti sia a livello mondiale che territoriale, molte di queste sono tra le prime cause di morte della popolazione e per alcune di esse si parla di una vera e propria pandemia: ad esempio l’obesità. Le patologie cronico degenerative rappresentano oggi una intrigante sfida per i Professionisti della Salute poiché richiedono una attenzione focalizzata sia nell’approccio preventivo che nella gestione. Innovativa ed originale deve essere la prevenzione primaria cioè il professionista deve saper allenare fino a motivare il paziente all’adozione di comportamenti, di uno stile di vita, cura del sé e alimentazione in grado di controllare i determinanti negativi prima che la malattia si slatentizzi. Innovativo ed originale deve essere anche il management della malattia, cioè il professionista in deve allenare e sostenere strategie finalizzate al BendEssere, cioè il bene dell’essere – o meglio la bellezza dell’essere – in fase di malattia manifesta. Questo è il modus operandi che ho deciso di fare mio, quale Nutrizionista Health Coach, e così affronteremoa partire dal prossimo numero - le patologie cardiovascolari. Partiremo dalla conoscenza degli eventi inclusi in questa macro-area per prendere poi consapevolezza dei determinanti individuali ed ambientali che portano alla malattia per approdare in fine a suggerimenti concreti da mettere in pratica nella quotidianità per il BendEssere. In tutto ciò non si escludono mai né il Professionista di riferimento – specialista o medico di medicina generale- né tantomeno la terapia. Il piano d’azione punta a migliorare compliance. Che sia un 2019 di BendEssere  Per appuntamento 347 4351576 www.letiziasaturni.it


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La coltivazione del gelso a cura di Riccardo Ceccarelli

Lo abbiamo sempre chiamato “moro”. Nel Seicento (per non sbagliarsi!) nei documenti comunali veniva chiamato “moro-gelso” o “albero degli amòri”. Originario dell’ Asia centrale e orientale, produce un frutto simile alle more di rovo. Fu importato in Europa nel XV secolo non tanto per i suoi frutti, quanto per utilizzarne le foglie come alimento dei bachi da seta delle quali sono particolarmente ghiotti. La coltivazione del gelso sembra essere stata introdotta Jesi e in Vallesina nei primi anni del Seicento. Successivamente si svilupparono l’allevamento del baco da seta e l’arte della seta, soprattutto nelle relative filande in città e nei castelli (Cupramontana, Monte Roberto, Maiolati Spontini) fino alla metà del Novecento: gelsicoltura e bachicoltura andarono di pari passo. Dal secolo XVII fino a non molti decenni fa, i gelsi hanno fatto parte delle colture arboree più belle di tutta la valle caratterizzando il nostro territorio. Dopo l’abbandono delle campagne e la formazione di ampie aree di coltivazione,

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ma soprattutto dopo che l’allevamento del baco da seta non è stato più effettato, i gelsi hanno conosciuto una progressiva eradicazione: davano un certo fastidio all’aratura dei terreni poi con la loro ombra impedivano colture più rigogliose accanto a loro. Ne sono rimasti solo alcuni esemplari in qualche giardino o ai lati di qualche strada dove non recano alcun disturbo, anzi! Sembrano dei monumenti! Sono decorativi, e alla loro ombra, d’estate, ci si può riposare, come quel grande gelso che cresceva al confine del cortile di casa e nei mesi estivi copriva le interminabili conversazioni di mia madre con le sue amiche. Ho nostalgia anche di quella fila di “mori” che erano

sul terreno accanto alla strada bianca che portava a casa: da ragazzo, nei mesi di maggio e giugno, quante “crinelle de fronna” [contenitori di vimini con le foglie di gelso] ho portato ai bachi che allevavamo a casa! Da noi si allevavano i bachi da seta, attività che è scomparsa dalla nostra zona dagli anni Cinquanta; un tempo - nel Sei/Settecento - la facevano anche coloro vivevano in paese, basta che avessero avuto un po’ di spazio, ma la facevano anche dove dormivano pur di raggranellare qualche spicciolo. Per alimentare i bachi, nessun problema. Veniva incontro anche la pubblica amministrazione che ogni anno, in aprile, faceva un avviso per la vendita delle

foglie e procedeva al “Trasatto delle foglie de’ mori-gelsi” che la stessa amministrazione aveva provveduto a piantare. Seguendo l’esempio di Jesi che nel 1673 aveva proceduto ad una intensa piantagione - l’attuale toponimo “Verziere” la ricorda - gli altri castelli fecero altrettanto piantando gelsi prevalentemente ai lati delle strade di proprietà comunale. Dalla vendita delle foglie ne beneficiavano sia gli allevatori dei bachi che le amministrazioni comunali che in questa maniera racimolavano qualcosa per le sempre esauste casse comunali. Le piantine di gelso finché non erano sufficientemente cresciute venivano in qualche modo protette dalle pecore e dai maiali che indisturbati erano lasciati liberi di pascolare in paese e anche in campagna. I “bozzi di seta” erano poi commercializzati nella piazza di Jesi, e per qualche tempo anche in quella di Castelplanio, e rifornendo le filande di Jesi, e dalla fine del Settecento, quelle di Cupramontana. Ma questa è un’altra storia.

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Polizia Unione Vallesina, grazie al “Targa System” oltre 9 mila veicoli controllati

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I.O.M. a teatro per beneficenza: Medici & Friends - Show a cura di Chiara Cascio

Nuove strumentazioni e un organico formato solo da personale a tempo indeterminato. Due novità, quelle che hanno caratterizzato l’attività della Polizia locale dell’Unione dei Comuni della Media Vallesina, sicuramente fondamentali per spiegare i dati del 2018 e il trend in forte crescita in termini di pattuglie, controlli e accertamenti, sia su strada sia come polizia amministrativa. “È stato portato avanti un ottimo lavoro da parte degli agenti guidati dal comandante Giovanni Carloni – spiega l’assessore alla Polizia locale dell’Unione Sandro Barcaglioni – che ha prodotto effetti concreti per i cittadini in termini di legalità, sicurezza e prevenzione. Dal 2018 il personale in organico di ruolo si è stabilizzato in sette unità, senza agenti a tempo determinato. Se è vero che parliamo di un personale comunque sottodimensionato, viste anche le tante incombenze, soprattutto burocratiche e amministrative, abbiamo comunque beneficiato del supporto di nuove strumentazioni, acquistate dall’Unione, come il Targa System”. Si tratta di un dispositivo per il controllo dei veicoli su strada, che consente l’identificazione anche dei mezzi non assicurati, non revisionati e rubati. Nel 2018 sono stati effettuati 25 posti di controllo con il Targa System nei sei Comuni dell’Unione, cioè Maiolati Spontini, Castelplanio, Montecarotto, Rosora, Poggio San Marcello e San Paolo di Jesi, e sono stati controllati ben 9.098 veicoli. Nel 2017 erano stati 298. I controlli con il Targa System hanno portato anche alla contestazione di 35 verbali per mancata revisione dei

veicoli e 3 per mancanza di copertura assicurativa. Complessivamente, le sanzioni accertate al codice della strada sono state 541 (a fronte delle 318 del 2017), con un importo passato da 26 mila euro a 48.249 euro. Le pattuglie esterne sono passate in un anno da 309 a 342. Tendenzialmente stabili gli incidenti stradali rilevati, passati da 19 a 21. Un ulteriore strumento di supporto all’azione della Polizia locale sarà la nuova auto acquistata dall’Unione dei Comuni, disponibile dalla fine del mese di febbraio, che sarà ad uso esclusivo dei servizi di polizia stradale. Si tratta di una JEEP Renegade 4WD e sostituirà la vecchia Fiat Stilo, ceduta al Comune di Cupramontana. Nel bilancio dell’attività del 2018 del Comando della Polizia locale, che ha sede a Moie di Maiolati Spontini, si devono prendere in considerazione anche i dati della Polizia urbana, rurale e amministrativa. Qui l’importo delle violazioni accertate ai regolamenti comunali è salito da 2.284 a oltre 3.600 euro dell’anno appena trascorso. Per quanto riguarda le violazioni accertate da altri enti, l’importo è di quali 10 mila euro, sostanzialmente per due sanzioni: una fatta dal Corpo Forestale per taglio di alberi protetti ed una dai Carabinieri per commercio abusivo. Sono aumentati anche i controlli nelle isole ecologiche, passati da 20 a 28, che hanno portato ad elevare 11 sanzioni per abbandono di rifiuti. Diminuite le pratiche di cattura dei cani randagi, passate da 18 (nel 2017) a 13.

Un grande spettacolo di solidarietà per regalare un sogno. L'associazione Iom Jesi e Vallesina in collaborazione con il Comune di Jesi, l'Asur Marche, l'Area Vasta 2 e gli Ospedali Riuniti di Ancona organizzano una serata di beneficenza "Medici & Friends - Show" che andrà in scena domenica 10 febbraio al Teatro Pergolesi di Jesi. Uno spettacolo tra musica e divertimento dove i protagonisti saranno medici marchigiani e vertici Asur che saliranno sul palco nelle vesti di cantanti, musicisti e comici insieme a ballerini ed artisti. Uno show insomma fuori dagli schemi, già collaudato lo scorso anno alle Muse di Ancona, per un obiettivo comune e solidale. «La serata è pensata per donare il sorriso a una bambina, paziente seguita allo IOM - spiega la presidente dell'associazione IOM Anna Quaglieri - La piccola è una malata oncologica e sta affrontando le cure. Ciò che vorremmo è raccogliere la somma necessaria per regalare a lei e alla sua famiglia il soggiorno a Gardaland che ha sempre sognato, con la speranza che possa usufruirne già dalla prossima primavera. Una settimana tra divertimento e spensieratezza che possano donarle quella

gioia e serenità in un momento così difficile della sua vita». Ecco allora che sul palco saliranno una trentina tra medici pronti a donare speranza dal palco del Pergolesi: «Il teatro è il luogo di tutta la città - ha detto l'assessore alla Cultura Luca Butini - I professionisti della sanità saliranno sul palco offrendosi al pubblico sotto una veste diversa tra musica, risate e divertimento». Ci saranno infatti il dott. Michele Caporossi, dirigente degli Ospedali Riuniti in qualità di cantante, il direttore dell'Area Vasta 2 Maurizio Bevilacqua nei panni di batterista, il primario di Oculistica dell'ospedale Murri di Fermo Carlo Sprovieri famoso per le sue barzellette e molti altri. «Abbiamo accettato l'invito dello IOM a sognare insieme hanno commentato Bevilacqua e Caporossi - Tra medici e artisti saranno un centinaio i protagonisti che saliranno in scena». Ad aprire la serata il coro Federico II con i bambini che rappresentano il futuro, ci sarà poi la compagnia Luna Dance center, Crw, Colò, Gasparini & Friends e altri artisti. L'iniziativa ha già registrato il tutto esaurito in platea ma sono ancora disponibili i posti di palchetti e loggioni (palchi centrali 20 euro; semicentrali e laterali 15, loggione 10).

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