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n° 5 - luglio 2017 | Copia Gratuita
Password - l’accesso mirato all’informazione | Periodico d’informazione - n° 5 - luglio 2017 | Direttore responsabile: Chiara Cascio - Editore e Progetto Grafico: Studio Gamma - Coordinamento generale: Gianna Scortechini - Francesco Cascio Collaboratori: Riccardo Ceccarelli - Marco Torcoletti - Catiuscia Ceccarelli - Eleonora Dottori - Matteo Baleani - Pino Nardella | Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici | Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. e fax 0731 701404 - www.leggopassword.it - info@leggopassword.it - redazione@leggopassword.it | Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati - Vietata la riproduzione anche parziale.
società
a cura di Marco Torcoletti
contributi asili nido e famiglie come orientarsi
Le vie en rose
Inaugurazione
stradivarius
Un progetto alternanza Scuola / Lavoro
L’intervista
magg. alessio panfoli Missione Afghanistan con la Vallesina nel cuore
#l'avvocato risponde
carte di credito
Obbligatorio esibire il documento? Avv. Monica Checchini
#CURIOSANDO
Il verdicchio in australia SPORT
I benefici della danza
offerte e promozioni IN VALLESINA
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Piazza Colocci, dagli scavi emerge la storia di Jesi Un altro scrigno da dove emergono testimonianze custodite dal tempo. E basta poco, qualche metro, per riportare alla luce quello che ci racconta di una Jesi che fu. Madre della Jesi che oggi è. La riqualificazione di piazza Colocci, con i suoi scavi, ci restituisce uno spaccato molto interessante che parte dal Medioevo e che molto ancora potrà dire riguardo a quello che, proprio ai piedi di Palazzo della Signoria, fotografa il divenire di una città che ha radici, anzi fondamenta, lontane. “Siamo a quota XI secolo – ha affermato durante la sua ricognizione ai primi di luglio, il soprintendente archeologico delle Marche, architetto Carlo Birrozzi - quella che ci permette di accostarci alla città nella quale è nato l’imperatore Federico II. Lo strato successivo a quello di epoca romana”. Ulteriori saggi sono previsti, proprio per avere una panoramica generale più completa della situazione ma, visto anche l’interesse suscitato, non solo nella cittadinanza, sono in programma anche visite guidate al can-
di Pino Nardella
tiere, per piccoli gruppi e in estrema sicurezza. “è opportuno continuare – ha sottolineato ancora Birrozzi – per capire bene che cosa abbiamo trovato, queste opere murarie vanno interpretate anche in previsione di un futuro interramento. Poi si deciderà cosa fare perché la gestione di scavi in ambito urbano, come in questo caso, è molto complessa e, pur salvaguardando l’integrità dell’ultima parte della città, va conservata la memoria di quello che c’era. Magari con una ricostruzione virtuale”. “Tra non molto sarà operante anche il nuovo museo archeologico – ha sottolineato il sindaco Massimo Bacci - proseguiamo nelle verifiche di scavo preoccupandoci, grazie alle moderne tecnologie, di lasciare anche una traccia virtuale da depositare nel nostro nuovo museo”. Per quanto riguarda strettamente i lavori di riqualificazione non ci si ferma, si va avanti ma, dice l’assessore ai lavori pubblici Roberto Renzi, “con la Soprintendenza studieremo le mocontinua a pagina 2 >>
Con ferrea coerenza rispetto al modus operandi tenuto in campagna elettorale, Luca Bertini ha lasciato il suo scranno in Consiglio Comunale alla collega Claudia Lancioni. L’ironia verrebbe facile, se non fosse che l’abbandono a tempo di record è stato accompagnato da un forte strascico polemico, tale da suscitare qualche perplessità sul clima in seno al Movimento Cinque Stelle, apparso molto teso già a ridosso del voto. E sì che la scelta del candidato sindaco era giunta al termine di una lunga gestazione, più che mai rispettosa di tutte le liturgie pentastellate. Sul fronte PD, dopo la conferenza stampa di giugno di Matteo Marasca, che si preannunciava come un prologo ad un possibile redde rationem, il timone della novella segreteria è passato ad un vecchio lupo di mare, Stefano Bornigia, dall’indiscussa esperienza ma alquanto lontano dal rappresentare un’autentica novità. La scena politica cittadina però si caratterizza più che altro per l’accresciuto ruolo che svolgeranno le donne, passate dalle quattro della precedente consiliatura ad otto, su un totale di 24. Ma è nella Giunta che la componente femminile conquista il primato, con 4 assessori su 7: dalle riconfermate Cinzia Napolitano e Marisa Campanelli alle novità rappresentate dalle votatissime Paola Lenti e Marialuisa Quaglieri. Insomma, Voir la vie en rose, l’espressione francese cui si inspira la celebre canzone di Édith Piaf pare intonarsi bene agli esordi del secondo quinquennio del sindaco Bacci. Torre Erap, gestione dei rifiuti, integrazione, sanità… Che il lavoro da svolgere e le conseguenti prospettive siano rosee è difficile a dirsi, ma di sicuro lo sono le quote. E in una società ancora molto, troppo al maschile, questa è già una buona premessa.
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JESI
dalità necessarie per poter procedere attraverso un scaletta delle attività da mettere in campo”. L’assessore alla cultura, Luca Butini, è entusiasta di questi ritrovamenti: “I cittadini si soffermano a osservare continuamente il procedere degli scavi. Dopo ulteriori approfondimenti avranno la possibilità di entrare nel cantiere perché organizzeremo visite guidate con tutte le condizioni di sicurezza”. Gli scavi, sino ad ora, hanno restituito una moneta – databile tra il 1100 e il 1200 – e costruzioni murarie medievali che dovranno essere decifrate se appartenenti a una struttura pubblica o privata prima che fosse costruito il palazzo della Signoria. Ma non solo. Anche frammenti di vasellame in ceramica comune. “Sicuramente appartengono a recipienti che servivano per cuocere – afferma Matteo Tadolti, 39 anni, presidente operativo della cooperativa Abaco che segue gli scavi – visto che sono in parte anneriti e facendoci con ciò capire che erano
esposti alla fiamma di cucina”. A “corredo” anche una gamma di ossa varie di animali: dal cinghiale, con alcune zanne, alla pecora e al maiale. L’importanza di tutti questi frammenti di vasellame va ascritta al fatto che “potranno permettere l’esatta datazione di quello che troviamo se gli strati interessati non sono già stati rimossi in epoche precedenti”. Sino a ora la profondità raggiunta non arriva a 2 metri e “siamo ancora troppo alti – spiega Tadolti – per trovare ancora qualcosa di interessante. Basti solo pensare che, in scavi precedenti, mosaici romani furono trovati a tre metri e mezzo di profondità. In questa area, comunque, è plausibile pensare che ci siano anche altre tombe” oltre a quella già, a suo tempo, ritrovata e richiusa. Alla luce è venuta anche una condotta fognaria dell’800, significativo passaggio per capire come Jesi, già quella volta, fosse all’avanguardia. Non se ne costruivano dalla caduta dell’impero romano.
Presentato al pubblico: STRADIVARIUS
io dell’anno successivo, per il periodo di Carnevale, dove sempre con il supporto della prof.ssa Giuliana Pallotto, i ragazzi hanno realizzato dei costumi completamente in carta per la mostra "Exhibition" tenutasi al Palazzo dei Convegni di Jesi. Freedom Studio ritiene molto formativo il progetto di Alternanza scuola-lavoro in quanto spesso i ragazzi, usciti dalla scuola, non conoscono realmente il mondo del lavoro o ne hanno un’ immagine solo teorica, queste prime esperienze invece danno la possibilità agli studenti di prendere parte a progetti concreti con clienti veri. è necessario però ribadire che l’attività svolta dallo studente dovrebbe essere inerente alle aspettative ed al corso di studio e dovrebbe anche avere un valore di orientamento post- diploma. Lo studio Freedom ha avviato dall’ Aprile 2016 con la prof.ssa Sparaciari ed altri professionisti un progetto che coinvolga gli adulti (da 40 anni in su) per un approfondimento con moduli orari personalizzati nell’ambito dell’informatica, della lingua inglese e della lingua italiana usata nei social ("A scuola dopo gli anta"). Per il futuro ci sono altri progetti che al momento non riveliamo.
STRADIVARIUS è il risultato della collaborazione tra il Freedom Studio e le studentesse del Liceo Artistico E. Mannucci di Jesi (An): Eleonora Violini e Anyelina Santos Roque. Nata durante il periodo scuola/lavoro, Stradivarius è una lampada a sospensione di design che è stata presentata al pubblico il 15 Luglio 2017. Questo è il secondo anno che Freedom studio accoglie i ragazzi del Liceo per il progetto “Alternanza scuola-lavoro”, quest' anno seguito dai professori Pettinari e Ippoliti. Non è la prima volta che il Freedom Studio collabora con il Liceo Artistico Mannucci. A Maggio 2016 lo studio ha promosso il concorso "BRANDiamo", in cui i ragazzi, con il supporto dei professori Fabbri, Farina e Pallotto, hanno rivisitato i brand delle attività commerciali del Viale della Vittoria e Viale del Lavoro di Jesi; il pubblico ha espresso il proprio indice di gradimento all’alunno Thomas Mencarelli che ha rielaborato il logo della pizzeria "Il Ghiottone". A Giugno 2016 si avvia la prima esperienza di alternanza scuola-lavoro con la studentessa Isabelle Bihet. La terza collaborazione arriva poi a Febbra-
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Asili nido e famiglie, come orientarsi nei contributi a cura di Eleonora Dottori
Contributi per i nuovi nati, altri per gli asili nido. Ma chi ha diritto e cosa si deve fare? Cerchiamo di fare chiarezza. Assegno di maternità: va richiesto nel comune di residenza e spetta alle mamme disoccupate o casalinghe, la richiesta deve pervenire entro sei mesi dalla nascita del bambino o dalla data di ingresso in famiglia, in caso di affidamento preadottivo o di adozione. Hanno diritto a questo contributo le donne che non beneficiano di alcuna forma di tutela totale o parziale di maternità possono avanzare domanda di concessione dell’assegno di maternità. Il nucleo familiare che fa richiesta deve essere in possesso di risorse economiche non superiori a un valore ISEE, superiore ad € 16.954,95. L’importo dell’assegno mensile di maternità è pari ad € 338,89 per cinque mensilità e dunque a complessivi € 1.694, 45 (importi invariati rispetto al 2016). Il contributo è erogato per esempio, dal comune di Castelbellino che fornisce le indicazioni sul portale internet. Bonus nido: il bando della Regione Marche è stato pubblicato sul sito internet, è relativo alla concessione dei contributi al pagamento delle rette degli asili nido e dei centri dell’infanzia. Questo contributo vale per tutti gli asili nido sia pubblici che privati della Vallesina, Castelbellino, Monte Roberto, Maiolati e Castelplanio. Le richieste sono riservate alle famiglie con bambini da 0 a 36 mesi ed un reddito Isee inferiore ai 25 mila euro, e vanno formalizzate entro il 31 luglio, all’indirizzo https://siform2. regione.marche.it. Il contributo, sotto forma di voucher, ha un valore massimo di € 200 qualora la retta mensile sia pari o superiore a detta cifra (e dunque con un tetto massimo annuale di 2 mila euro). Il bando completo di tutti gli allegati è disponibile sul sito internet dell’Asp all’indirizzo http://www.aspambitonove.it. Informazioni si possono avere presso le portinerie dell’Asp in via Gramsci 95 a Jesi (0731 236911), che nei comuni di residenza. Altri contributi sono Bonus Bebè e Bonus MammeDomani: il primo è rivolto alle famiglie con un figlio nato o adottato nel periodo compreso tra il primo gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017, ed è erogato fino al terzo anno di età del bambino. Per avere diritto a questo bonus bisogna rientrare in una determinata fascia di reddito Isee, infatti l’importo sarà determinato dall’Isee del nucleo familiare che lo richiede. La domanda va fatta entro il tre mesi dalla nascita o dall’arrivo in casa del bimbo adottato. La domanda in questo caso va rivolta all’Inps o direttamente ad un Caaf. Anche per il Bonus Mamme occorre rivolgersi all’Inps o a un Caaf: il contributo è pari a 800 euro e non sono previsti limiti di reddito, pertanto non è necessario presentare il modello Isee.
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#L'AVVOCATO RISPONDE Per la modulistica e per maggiori informazioni e/o chiarimenti è possibile contattare il sottoscritto Avv. Monica Checchini (cell. 333 9923708) inviando una mail a studiochecchini@libero.it o collegandosi al sito dello Studio www.studiolegalechecchini.it Studio Legale Checchini - Via del Tiglio, 7 Scorcelletti di Maiolati Spontini (AN) Sì cara lettrice è vero:
NON ESISTE ALCUN OBBLIGO DI ESIBIRE UN DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO ALLORQUANDO SI EFFETTUANO PAGAMENTI CON LA CARTA DI CREDITO. Il cliente può pagare con carta di credito senza esibire il documento (carta d’identità, patente o passaporto che sia), e ciò può espressamente avvenire dal 2016; ma non è tutto … il cliente può esigere tale modalità di pagamento e ove il commerciante insista sull’esibizione del documento il cliente può addirittura sporgere denuncia contro l’esercizio commerciale per aver rifiutato il mezzo di pagamento elettronico (saranno poi successivamente le Autorità ad applicare le eventuali sanzioni). Di certo si tratta di una misura per incentivare l’uso delle carte di credito, ma la richiesta di esibire documenti di riconoscimento per i
erte / f f O sto Ago embre t Set 2017
pagamenti con tale metodo di pagamento da parte degli esercenti commerciali (nonostante risponda alla necessità di avere la garanzia che il possessore della carta sia anche il suo effettivo titolare e scongiurare il rischio di truffe), non solo non viene in alcun modo autorizzata da nessuna norma, ma dal 2016 è ormai è addirittura sanzionata. Con la legge di Stabilità 2016 è stata infatti ridotta la soglia sopra la quale il venditore o il professionista non può più rifiutare di ricevere pagamenti con carte di credito o di debito da 30 a 5 euro, ma soprattutto, ha statuito che nel caso di rifiuto scattano precise sanzioni economiche al fine di rendere effettivo l’obbligo di dotazione di un Point Of Sale (Pos). Gli unici casi in cui legalmente i negozianti possono conservare la copia del documento d’identità riguardano l’acquisto di una scheda telefonica (la cosiddetta SIM), e quello in cui a richiederlo sia una pubblica amministrazione oppure il gestore di pubblici servizi. Il Testo Unico delle Leggi in materia
di Pubblica Sicurezza (TULPS) legittima alla richiesta unicamente determinati soggetti, ossia i pubblici ufficiali, quali ad esempio Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Vigili Urbani e addetti a un pubblico servizio (ad esempio i controllori in treno in autobus); gli altri soggetti (quali ad esempio la cassiera o il negoziante) che obbligano all’esibizione del documento per consentire il pagamento, dunque, commettono un abuso per ciò stesso denunciabile. Occorre tuttavia osservare che da più parti (tra cui l’ABF – Arbitro Bancario Finanziario) si è osservato come l’esercente sarebbe tenuto a controllare l’identità del cliente che procede al pagamento e la corrispondenza, almeno apparente, tra la firma apposta sulla carta di credito e quella rilasciata sul modulo scaricato dal POS; si è ancora in attesa al riguardo di chiarimenti, anche e soprattutto per evitare frodi. Avv. Monica Checchini
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JESI
I benefici della danza La danza è una disciplina sportiva completa, che produce numerosi effetti benefici, sia sul versante fisico sia su quello psicologico. Si tratta di un’attività essenzialmente aerobica. La danza fa bene anche nella fase della crescita, e non solo alle bambine. Un corso di danza può essere una vera rivelazione a tutte le età e persino per i maschietti. Danzare coinvolge il senso del ritmo e aiuta anche i più timidi a stare nel mondo con fiducia. Ballando, si impara a esternare il ritmo che poi altro non è se non l’insieme delle sue più profonde emozioni. Ballare migliora la postura: attraverso i suoi esercizi alla sbarra e a corpo libero, l’arte della danza fa sì che la postura si mantenga in un assetto corretto e che si rimedi ai piccoli difetti posturali sempre più frequenti a causa dell’uso smodato di dispositivo tecnologici come smartphone e tablet. Attività completa - La pratica della danza, se preceduta da esercizi di riscaldamento e aerobica, può essere considerata un’attività fisica completa. E, dunque, aiutare a prevenire e a combattere sovrappeso e tendenza all’obesità in modo divertente e dolce. Potenzia la creatività - Come accade per ogni altro tipo di forma artistica, la danza parte dalla creatività e genera, a sua volta, espressioni creative. Questo circolo virtuoso fa molto bene, aumentandone la sensazione di benessere globale. Sviluppa la logica - Danzare presuppone che si apprendano passi e coreografie. E questo tipo di approccio, potenzia la capacità logica aiutando anche a studiare meglio e ad applicare concentrazione e lucidità. Rilassa - Lo studio e la pratica della danza comportano l’ascolto della musica, un ascolto attivo. La musica aiuta a produrre più endorfine, rilassa e aumenta la sensazione di felicità. Per questi motivi, dopo una lezione di danza, gli allievi sono visibilmente più rilassati e anche più sorridenti.
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CULTURA
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#CURIOSANDO
un Eroe made in Vallesina ad Herat Il Magg. Alessio Panfoli: “Missione Afghanistan, con l’Italia nel cuore” a cura di Chiara Cascio
IL VERDICCHIO IN AUSTRALIA a cura di Riccardo Ceccarelli
Come si dovrebbe sapere, il verdicchio non è un vitigno internazionale, che cioè piantato in diverse parti del mondo produce lo stesso vino dal medesimo profumo, dalle stesse caratteristiche organolettiche e peculiarità: un vitigno di cabernet, ad esempio, sia in Italia che in Nuova Zelanda, Sud Africa, Cile o California dà di fatto lo stesso prodotto. Non così per il verdicchio che, ormai abbarbicato da oltre cinque secoli sul nostro territorio, riesce a produrre un vino originale e inimitabile grazie appunto alle condizioni geomorfologiche e geoclimatiche di questa terra: un vitigno di verdicchio piantato altrove nel mondo produce sì vino, ma totalmente diverso dal nostro. Ecco perché “il verdicchio dei castelli di Jesi” è unico. Queste cose probabilmente non le sapeva don Girolamo Davado che fu il primo a introdurre il verdicchio in Australia. Don Girolamo era giunto con don Benedetto Scortechini e don Costantino Rossolini, ambedue di Cupramontana, il 1 marzo 1871, sbarcando nel porto di Brisbane. Faceva parte di un gruppo di sacerdoti che il vescovo di Brisbane, Mons. James Quinn, aveva raccolto anche da altre parti d’Italia, destinandoli alla sua diocesi carente di assistenza pastorale. Don Girolamo Davado, il cui cognome venne trasformato in Davadi nei documenti in inglese, era nato a Montecarotto nel 1846, venne ordinato sacerdote verso il 1870. Quasi subito accettò la proposta di recarsi in Australia con gli amici don Scortechini e don Rossolini della diocesi di Jesi. Desiderio di avventura la loro ma anche di un notevole spirito missionario. Insieme salparono da Londra il 24 novembre 1870 sulla nave “Storm King”, li aspettava un viaggio di tre mesi prima di arrivare a Brisbane, la capitale del Queensland. Era molto giovane don
Girolamo, appena 25 anni, fu destinato subito a Warwick, una cittadina rurale a 162 chilometri sud ovest dalla capitale della colonia. Nel 1874, don Davado viene trasferito alla parrocchia di Stanthorpe, un modesto paese al confine con il New South Wales, dove fu parroco fino al suo decesso, avvenuto il 22 gennaio 1900. Il suo ricordo è legato, oltre che alla zelante azione pastorale, alla coltivazione della vite e di alberi da frutto, di cui fu pioniere nel distretto di Stanthorpe. A don Girolamo Davado dobbiamo dunque la coltivazione del verdicchio in Australia, di questo vitigno infatti quasi certamente si trattava: portato da Montecarotto, gli ricordava i colori ed anche i profumi delle colline del suo paese. Un filo che lo legava all’altra parte del mondo da dove proveniva. Ed anche il vino prodotto, che identico nel nome ma diverso nei profumi, gli ricordava il mondo della sua adolescenza, vino che era comunque idoneo per celebrare la Messa. Oggi in Australia si produce vino da vitigni introdotti nel XVIII secolo e l’inizio del XIX; vino da vitigni internazionali come Shiraz, Cabernet, Sauvignon, Chardonnay, Merlot, Semillon, Pinot Nero, Riesling e Sauvignon Blanc, o da vitigni di altre varietà ottenute incrociando vitigni di nazioni diverse, esso viene esportato nel mondo e anche in Italia. Solo un’azienda la “Dell’uva Wines” produce verdicchio. Bevibile ovviamente, ma non paragonabile a quello prodotto sulle nostre colline. Oggi sono diverse le aziende del nostro territorio che esportano verdicchio in Australia con importatori lungimiranti: un mercato certamente non facile, dove lo specifico del prodotto e la qualità non mancheranno di essere riconosciute. Così parlando di verdicchio oggi, non possiamo non ricordare don Girolamo che ne fu un testimonial ante litteram in terre lontane. Da ricordare infine che un nipote di don Girolamo, don Pietro Davado (18911969) fu anch’egli sacerdote di grande sensibilità; cappellano a Castelplanio dal 1933 al 1941, per circa trent’anni esercitò il ministero presso l’ospedale di Jesi, stimato da credenti e non credenti.
Eroi e supereroi. Nell’immaginario comune sono personaggi dotati di superpoteri o, comunque, di caratteristiche fuori dal comune. Alcuni hanno il mantello altri compiono gesta memorabili capaci di cambiare la storia. Molto di tutto questo appartiene alla fantasia, ad un mondo ideale, tessuto di valori positivi e modelli di vita. Ci sono però eroi che fanno parte di questo mondo. Eroi che agiscono nel silenzio. Quotidianamente, senza le luci della ribalta. Che operano a favore della comunità, del cambiamento. Sono persone vere: uomini e donne, padri e madri. Richiamati ogni giorno al dovere, al suono della sveglia, sapendo che dovranno compiere un nuovo passo della loro lunga missione. Come Alessio Panfoli, un eroe made in Vallesina. Di Monte Roberto, per la precisione, Ufficiale Superiore (Maggiore) dell’Esercito Italiano. Ha frequentato l’Accademia Militare di Modena, 179° corso “OSARE”, poi ha prestato servizio a Roma al Comando Logistico dell’Esercito, dopo essere stato impiegato presso vari Reparti sia in Italia sia all’estero. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Trieste e in Scienze Strategiche presso l’Università di Torino, è sposato e padre di due bambini, Riccardo e Edoardo di 11 e 10 anni. Da diversi mesi, il Magg. Panfoli si trova ad Herat, in Afghanistan, impegnato in una missione. Di sé, racconta soprattutto di essere un marito, un papà e un amante dello sport (calcio, tennis, bici, corsa, ecc.) e della nostra meravigliosa Regione. “Sono partito a maggio ed il mio turno dovrebbe terminare ad inizio dicembre – racconta Panfoli a Password - Le forze armate italiane sono presenti da tempo nella regione ovest dell’Afghanistan nell’ambito dell’operazione “Resolute Support” che la NATO conduce in questo paese. La base principale da dove operano i militari italiani si trova ad Herat, la prin-
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password magazine della vallesina cipale città, ricca di storia e di tradizioni millenarie, dell’area occidentale. A partire dal 1° gennaio 2015 la missione si è riconfigurata ed ora verte principalmente sulle attività di addestramento e assistenza a favore delle forze di sicurezza del governo afghano. Per questo il comando a guida italiana è denominato TAAC-W (Training Advising Assist Command-West)”. Qual è la stata la difficoltà principale da affrontare quando sei arrivato ad Herat? “L’inizio di ogni missione è sempre il momento più complesso. In Afghanistan ancora di più. La differenza culturale crea tantissime difficoltà e per chi come me, quale contracting officer (responsabile di tutta l’attività negoziale e amministrativa), deve interfacciarsi costantemente con le aziende, le amministrazioni e le organizzazioni locali le difficoltà sono ancora maggiori. Comprendere la realtà di questo popolo, la sua cultura, la sua capacità di rapportarsi con un contingente militare sottoposto a normative NATO e nazionali, è molto complesso e trovare il giusto equilibrio, spesso, è una impresa”. Come vivi la lontananza dagli affetti a te più cari? “Sono oramai quasi vent’ anni che vivo lontano da casa, da quando nel 1997 entrai in Accademia, sebbene, per tutto questo periodo, abbia sempre cercato di tornare ogni volta che potevo nelle Marche, dove vivono i miei genitori, i miei parenti più stretti e la mia famiglia. La lontananza da casa e la mancanza dell’affetto familiare sono, senza dubbio, i sentimenti più difficile da gestire. Fortunatamente la tecnologia ha fatto passi da giganti e riesco, ogni giorno, a sentire e vedere i miei cari. Certo, non è gratificante perdersi il compleanno del proprio figlio o trascorrere il proprio lontano da tutti, ma nelle missioni si creano sempre rapporti speciali tra noi militari e anche la nostalgia, la lontananza e la mancanza dei cari si superano grazie alla condivisione e all’aiuto reciproco”. Raccontaci della tua giornata in Afghanistan.
VALLESINA Come nelle precedenti missioni, anche in Afghanistan, le giornate, le settimane e i mesi risultano molto impegnativi. Si lavora costantemente ogni giorno svolgendo tantissime attività. Riusciamo a ritagliarci giusto qualche ora a settimana per un po’ di attività fisica, per mantenerci in forma e scaricare le tensioni. Cosa ami e ti manca di più dell’Italia? “In questo momento tutto…Il mare, le montagne e le splendide colline della Vallesina, con i suoi favolosi vigneti, così distante dal paesaggio afghano che qui ad Herat risulta molto simile ad un deserto roccioso. Ho sempre creduto che l’Italia sia una nazione meravigliosa”. Quali sono i valori in cui credi, che porti nel cuore e che insegni ai tuoi figli? “Credo sia fondamentale imparare ad ascoltare, comprendere e rispettare il prossimo. Sembra una frase fatta, lo so, ma anche in questa missione ho avuto la conferma che solamente con il rispetto reciproco si possono superare le diversità e trasformarle in virtù anziché in ostacoli. Ai miei figli, per il momento, consiglio di divertirsi e godersi al massimo l’infanzia e l’adolescenza che, con l’eccezionale qualità della vita che abbiamo in Vallesina, sarà senza dubbio il periodo più bello con i ricordi migliori”. Che cosa vedi davanti a te? “Ancora tantissimo lavoro per i prossimi mesi di missione in territorio afghano, confidando che anche il mio contributo sia utile a migliorare la situazione di questa Nazione che ha veramente bisogno di aiuto, di sicurezza, di stabilità, di assistenza e di riorganizzazione. Poi, una volta rientrato in Italia, credo mi aspetti, ancora, un periodo nella capitale; e perché no, altre esperienze di vita proposte dal mio lavoro, sempre dinamico ed eclettico”. Quando tornerai la prima cosa che farai? “A questa domanda non si può che rispondere in un
Lo sapevi
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solo modo…. Una vacanza! Dopo tanti mesi all’estero, impiegato ogni giorno, senza mai staccare la spina dal lavoro, è necessario e salutare prendersi un periodo di riposo e di spensieratezza. E…non c’è posto migliore della nostra Vallesina per rigenerarsi e recuperare le energie. Già non vedo l’ora di riprendere la bici da corsa o la mountain bike e salire le nostre splendide colline, o fare una bella corsa in compagnia di amici d’infanzia. Noi marchigiani siamo persone operose, che tengono stretto il legame con la loro terra, un po’ gelosi e diffidenti, ma persone vere. Insieme ad altri colleghi abbiamo creato il Club Ufficiali Marchigiani, unico sodalizio con statuto registrato dal Ministro della Difesa: ogni anno svolgiamo attività formative a favore dei ragazzi delle scuole superiori marchigiane, volte alla diffusione dei valori e della cultura militare. È questo lo spirito che c’è in me…amante delle avventure, curioso di scoprire e di scoprirsi, ma fortemente legato alle origini”.
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