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n° 1 - FEBBRAIO 2013

INSERTO: “SPECIALE SPOSI” TANTI CONSIGLI UTILI PER IL GIORNO DEL Sì INFANZIA: La dislessia L’AVVOCATO RISPONDE PSICOLOGIA BIOENERGETICA L’autostima: una primavera dell’anima fisica e fumetti: I maya, la fine del mondo e lo scorrere del tempo ... e tanto altro ancora da scoprire e da leggere !

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In questo numero:


Seguire la propria linea della vita

“segnali”, se la linea intrapresa è quella giusta. Ci sembrerà di assistere ad una coincidenza. In realtà è il destino che si rivela a noi. È quello che è successo alla ballerina Marisa Ragazzo, intervistata in queste pagine, la quale racconta di aver raggiunto la felicità attraverso la danza: un giorno decise di abbandonare le punte e di dedicarsi all’hip-hop. Questa passione la portò ad incontrare Omid Ighani, ballerino freestyler, con il quale oggi condivide esperienze di danza e di vita. Pienamente soddisfatta della sua carriera, balla, insegna e si dedica all’arte in tutte le sue forme. Quando la linea è quella giusta tutto va nel verso esatto. Se siete felici del lavoro che fate, della persona che avete accanto, di ciò che avete realizzato, congratulazioni, siete già sulla strada che vi porterà a compiere - per citare Paulo Coelho - la vostra “Leggenda Personale”. Se invece siete insoddisfatti di ciò che vedete, allora premete il tasto pausa e respirate un po’ di quell’aria frizzantina che vi circonda. Costruite nuovi progetti, sognate per voi altre storie. Tra queste, ce n’è una che è adatta a voi. Una via diversa, altra, che vi porterà più lontano di ciò che credete e più vicini alla felicità di quanto siete ora.

EDITORIALE

“Le coincidenze sono i lampioni che si accendono su qualche viale alberato, oscuro e ombroso, che è il nostro Destino” (Marco Cesati Cassin) C’è aria frizzantina nell’aria. Sarà per le elezioni politiche. Sarà perché i primi mesi dell’anno sono sempre così pieni di fermento, propositivi. Si delineano progetti, si fissano degli obiettivi. C’è chi ha in programma di migliorare la propria situazione lavorativa. Chi vorrebbe aprire un’attività. Chi pensa di metter su famiglia. Ma spesso la realtà appare forte e prepotente, riportandoci a rivedere le priorità. La crisi economica, il difficile equilibrio nelle relazioni interpersonali, le delusioni, da una parte affondano sogni e progetti. Dall’altra, però spingono a crearne di nuovi. Mai arrendersi alle difficoltà. Se una strada è chiusa al traffico, c’è sempre una via alternativa. A noi, spetta il compito di individuarla. La ricerca non deve però essere affannosa, va vissuta con tranquillità. Sarà la vita ad indicare, attraverso i dei

Chiara Cascio

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Password – mensile di informazione. n° 1 - febbraio 2013 Direttore responsabile: Chiara Cascio Editore: Studio Gamma Coordinamento generale: Gianna Scortechini Progetto Grafico: Studio Gamma Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. 0731 701404, fax. 0731 706476 www.leggopassword.it - info@leggopassword.it redazione@leggopassword.it Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati Vietata la riproduzione anche parziale. L’editore si riserva il diritto di segnalare alle autorità competenti coloro che in malafede comunicano annunci non corrispondenti a verità. Collaboratori: Avv. Monica Checchini Dott.ssa Norma Zingaretti Francesco Cascio Catiuscia Ceccarelli Riccardo Ceccarelli Silvia Piangerelli Claudio Starnone Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici Stampa: Tipografia TJ - Jesi

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COMUNICANDO

CASTELBELLINO, TEATRO BENIAMINO GIGLI: DAL 17 FEBBRAIO AL 17 MARZO IN SCENA LA RASSEGNA TEATRALE “MINORANZA DI MASSA - LO SPACCIO DELLE DIFFERENZE” di vista decidendo di dare una partitura comica ad una routine disperata. Domenica 10 marzo, alle ore 21.00, “All’Ora Di Cena” è la proposta della Compagnia LaMuff con la regia di Michela Rosetti e la scenografia di Andrea Giansanti, con Cinzia Leoni, Valentina Antinori, Andrea Giansanti. Questa drammaturgia è una ricognizione degli stati del soggetto marchiato dalla sua sessualità, i suoi tentativi fallimentari di forzare il linguaggio per accaparrarsi l’identità detenuta dalle frasi. In ultimo, domenica 17 marzo alle ore 21.00, andrà in scena “Città Invisibili”: recita la Compagnia MenoPausaPiuTeatro, regia di Cinzia Leoni con Sabina, Nedda, Cristina, Emanuela, Giovanna, Irma, Fabia, Daniela, Liviana, Susanna. La regista, alla sua prima esperienza, proseguendo la sua ricerca formativa di “attore creatore”, ha proposto un lavoro collettivo sul corpo in cui ognuna ha costruito il personaggio della sua storia, seguendo suggestioni e proposte di ricerca. Il Gruppo “LaMuffa”, per dare l’opportunità a tutti gli appassionati di avvicinarsi all’arte, propone le audizioni alle 18,00 e la possibilità di incontrare gli artisti alle 19,30, prima di ogni spettacolo, nel locale del “Cantinone”, cui seguirà un piccolo rinfresco alle 20,00. L’ingresso agli spettacoli è gratuito.

Sempre sensibile alla cultura, il Comune di Castelbellino ha scelto di patrocinare gli spettacoli messi in scena dal Gruppo di Produzione Indipendente per le Forme del Linguaggio “LaMuffa”. La rassegna teatrale dal titolo “Minoranza di Massa”- lo spaccio delle differenze propone allo spettatore opere che scandagliano l’animo e la mente umana. Primo appuntamento domenica 17 febbraio alle 21,00: “Manicomio”, performance tratta dal libro di Franco Veroli “Donne in manicomio”. Adattamento, ideazione, regia e con Marta Ricci. In scena evanescenti soliloqui, sogni deliranti, strazianti ricordi di una donna, Ernesta Cottina Faccio, madre di Sibilla Aleramo, rinchiusa in manicomio fino alla morte. In palcoscenico, sabato 23 febbraio alle 21.00 “Vite esasperatamente possibili” (Quadri di vite tanto assurde quanto reali in parole e danza), proposta dalla Compagnia SottoVuoto, regia di Beatrice Vitali con Valentina Antinori, Cinzia Leoni e Beatrice Vitali. “Piccole Drammaturgie Delle Nevrosi” andrà in scena domenica 3 marzo alle 21.00, a cura della Compagnia LeQuinte con Beatrice Agostinelli, Francesca Pucci, Mary Maurilli, Valentina Antinori e Veronica Mignanelli. Cinque donne, presentano cinquecento nevrosi, cinquemila conflitti interiori e nessuna soluzione. Lo fanno dal “di dentro”, dal loro punto

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EDILIZIA • BIOEDILIZIA5 • ENERGIE RINNOVABILI


L’OROSCOPO DI OLIMPIA

ARIETE: Hai una carica di energia straordinaria grazie a Urano nel tuo segno. Affronti a muso duro qualsiasi situazione, non molli mai neanche sotto tortura e le contraddizioni piano piano inizieranno a cedere il passo alle soluzioni e al rasserenamento. Soprattutto in famiglia, finalmente ci sono questioni che torneranno a posto, o tensioni che inizieranno ad allentarsi. TORO: Febbraio potrebbe essere un mese venato da contraddizioni, con l’alternanza di momenti sereni e altri più nervosi. In famiglia, se ci sono già tensioni presenti in casa o con i parenti più lontani, dovrai adottare un atteggiamento prudente, ma grazie a un Plutone sempre dalla tua parte, ti sarà più facile mantenere la calma e il sangue freddo in qualsiasi circostanza. Hai una bella visione d’insieme, sai essere lungimirante, costruire in vista del futuro. Non è poco! GEMELLI: Febbraio potrebbe essere un mese piuttosto contradditorio. Ci sono pianeti benevoli nei tuoi confronti, e altri che invece ti guardano in cagnesco, pronti a seminare zizzania in casa o con gli amici.In effetti potresti risultare un po’ irrequieto, concentrato sugli altri, sulle relazioni che vai intrecciando. La tua capacità di cavartela in ogni circostanza però è sempre vivace: occhi aperti allora e smussa eventuali tensioni usando a piene mani la tua abilità e la tua astuzia. CANCRO: Inizia a dimenticare tensioni, rancori, dispetti e polemiche. Febbraio e i transiti planetari vogliono vederti felice, vogliono farti lasciare alle spalle tutto quello che nella tua vita non funziona o non ha funzionato. Fa galoppare l’estro e la fantasia perchè nessuno è capace come te di dare solidità e spessore alle tue azioni. LEONE: Febbraio potrebbe portare a galla parecchie tensioni, soprattutto in ambito familiare e affettivo. Avrai la tentazione di risolvere i problemi tagliando i ponti con le persone coinvolte: tuttavia, secondo le stelle, potresti trovare mezzi diversi. D’altronde sei un fermento di attività con anche Giove in posizione propizia. Per fortuna, nonostante qualche momento in cui ti sentirai un po’ giù, sarai sempre lucido e pronto alla riflessione. Conta pure sugli amici, se in casa non sono disponibili VERGINE: Febbraio non sarà un mese semplicissimo. La colpa sarà di Marte e Mercurio, in dispettoso aspetto dal segno dei Pesci per buona parte di queste giornate. Transiti che indicano momenti di confusione, oppure polemiche e tensioni. Senza contare che ti diventa difficile concentrarti, mantenere la tua attenzione

per il particolare, a volte capiterà che qualche cosa ti sfugga sconcertandoti in quanto non ci sei abituato. BILANCIA: Febbraio si annuncia come un mese migliore del precedente, sempre se a gennaio hai vissuto qualche problema. Risolverai, quindi, quello che non funziona, o perchè guarderai certe vicende da un altro punto di vista. La fortuna ti assisterà le idee non mancheranno e i progetti fioriranno rigogliosi. Non ti resta che darti da fare per realizzarli! SCORPIONE: A Febbraio potresti vivere momenti di incertezza, di rancori dichiarati o taciuti per quieto vivere, mentre le contraddizioni degli altri rispecchiano però anche le tue. Non sarà un mese lineare, ma non sarà nemmeno un mese sfavorevole. Sarai sempre molto lucido e attento, con una curva dell’attenzione micidiale che non ti farà sfuggire nulla. Eccellente la capacità di analizzare, ragionare e trarre le logiche conseguenze. SAGITTARIO: Febbraio potrebbe essere piuttosto contradditorio. Sarai irritabile e potresti avere un aumento di tensioni in famiglia o con gli amici. In presenza di equivoci, muoviti con cautela: non essere impulsivo, perchè correresti il rischio di esasperare le tensioni. Ma da questo mese qualcosa di positivo ci sarà: ti saranno offerte occasioni speciali per cambiare, per tuffarti in situazioni impreviste e imprevedibili: alcune buone, altre più problematiche, ma in fondo, che importa? CAPRICORNO: Febbraio ti promette vantaggi di tutti i tipi, sorprese e qualche novità, sopratutto in ambito caratteriale: sarai simpatico, lucido e con uno spiccato senso dell’umorismo. In più potresti avere una gran voglia di uscire e di divertirti. Non mancheranno le difficoltà, ma non saranno altro che uno stimolo in più al tuo impegno. ACQUARIO: I regali non mancano: vivrai un clima di maggiore accordo in famiglia, e inizierai ad osservare alcuni problemi da una prospettiva più leggera e disincantata. Avrai iniziativa e intraprendenza. Sarai ottimista e spesso questo farà la differenza. La tua vivacità personale aumenta rendendoti socievole e con voglia di divertirti e goderti la vita. PESCI: Ma che mese! Sei insoddisfatto, scontento, ansioso, ma resisti e non demordi. Approfitta di questa situazione per allargare il giro delle tue amicizie, se sei in cerca di divertimento e di movida, oppure per chiarire con un amico con il quale non sei più in buoni rapporti.

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L’AVVOCATO RISPONDE

il solo diritto dei figli minori a conservare rapporti significativi con gli ascendenti e gli altri parenti, affidando così al Giudice un ulteriore elemento da tenere in considerazione nell’assumere i provvedimenti sull’affidamento al fine di garantire alla prole “una crescita serena ed equilibrata”. Ancora oggi, pertanto, gli ascendenti sarebbero esclusivamente portatori di un mero “interesse indiretto di natura morale o affettiva” alla realizzazione del diritto dei nipoti ad avere relazioni con loro (con conseguente impossibilità di intervenire nei giudizi conseguenti alla crisi matrimoniale). Pur dovendosi quindi escludere che nell’attuale contesto normativo sia possibile riconoscere un diritto autonomo dei nonni a intrattenere relazioni con i nipoti, è opportuno precisare che i nonni sono portatori di un cosiddetto “interesse legittimo” che può ottenere tutela allorquando sussista un corrispondente interesse dei nipoti minori ad avere una stabile e continua frequentazione con loro, ritenuta utile e importante sempre ai fini di una “crescita serena ed equilibrata” (è in questa ottica e sul presupposto di un comportamento pregiudizievole genitoriale che i nonni possono dunque chiedere al Giudice del Tribunale dei Minori di verificare il corretto esercizio della potestà genitoriale parentale da parte dei genitori, valutando se il comportamento di questi ultimi attui e realizzi effettivamente l’interesse dei figli. Avv. Monica Checchini

Affrontiamo questo mese un argomento che riguarda i nonni e cioè se esiste o meno un diritto degli stessi inteso quale “diritto di visita”, o, più genericamente, a mantenere rapporti e relazioni affettive con i nipoti/minori, con conseguente possibilità di intervenire nel giudizio di separazione tra i coniugi laddove uno dei genitori impedisca il loro rapporto affettivo con gli stessi. Purtroppo tuttavia, a fronte di un vero e proprio diritto del nipote/minore, in caso di separazione personale, non solo a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori e a ricevere da costoro cura, educazione e istruzione, ma anche a “conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale” (art. 155, comma 1, c.c. – riscritto alla legge sull’affidamento condiviso del 2006 – che riconosce e valorizza espressamente il ruolo dei nonni nella vita dei nipoti, sia in generale sia nell’ipotesi della crisi familiare) non corrisponde un corrispettivo diritto dei nonni; la valorizzazione giuridica dei rapporti tra nipoti e ascendenti va infatti apprezzata nell’ottica esclusiva dell’interesse del minore, più precisamente quale ulteriore strumento a disposizione del Giudice per rafforzare la “tutela del diritto del minore ad una crescita serena ed equilibrata”. In tale prospettiva si inserisce la stessa legittimazione riconosciuta agli avi di rivolgersi al Tribunale dei minori per sollecitare il controllo giudiziario sull’esercizio della potestà dei genitori, i quali non possono vietare ingiustificatamente i rapporti dei figli con i parenti più stretti; anche in questo caso oggetto di tale tutela appare essere esclusivamente l’interesse dei nipoti a relazionarsi con i nonni; a questi ultimi, pertanto, la legge attribuisce solo un potere d’impulso processuale, senza configurare a loro favore alcuna situazione soggettiva autonoma. Tale argomento è stato anche recentemente oggetto di esame da parte della Cassazione la quale ha ribadito che  non sarebbe possibile individuare un diritto degli ascendenti a mantenere relazioni con i nipoti essendo tutelato

QUESTO ED ALTRI ARGOMENTI INERENTI IL RAPPORTO CON IL MINORE IN CONSEGUENZA DELLA CRISI FAMILIARE SARANNO OGGETTO DI UN CONVEGNO CHE SI TERRA’ A FINE MAGGIO 2013 PRESSO LA BIBLIOTECA DE “LA FORNACE” IN MOIE DI MAIOLATI SPONTINI. Invito tutti i lettori di Password a rivolgermi (via mail: m.checchini@tiscali.it - o via posta scrivendo a: Avv. Monica Checchini, Via Clementina, 31 Castelbellino Stazione - An -) i quesiti legali che li assillano, al fine di consentirmi di aiutarli o comunque, di orientarli verso le scelte più opportune. Si avvisano i lettori che hanno sottoposto quesiti legali alla sottoscritta che riceveranno il parere direttamente al domicilio indicatomi.

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La dislessia

DISTURBI DELL’ INFANZIA

intervista a cura di Silvia Piangerelli In questo numero di Password, vorrei affrontare un tema molto delicato, che riguarda anche il mondo della lettura: la dislessia. Purtroppo in Italia questo disturbo dell’apprendimento è poco conosciuto, nonostante riguardi circa il 3-4% della popolazione scolastica (fascia della Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado). Spesso i bambini dislessici faticano ad essere compresi e accettati, e molte volte, sia a scuola sia in famiglia, non sono seguiti come dovrebbero. Per approfondire questo delicato argomento, ho intervistato due autorevoli esperti: il professore Piero Crispiani, ordinario di pedagogia speciale presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Macerata, nonché Pedagogista clinico e direttore scientifico del Centro italiano Dislessia, e la dottoressa Raffaella Maggi, pedagogista, insegnante e preside del Centro Studi Itard. Prof. Piero Crispiani e dott.ssa Raffaela Maggi da tempo ormai vi occupate di dislessia, potreste spiegarci che cos’è e come si manifesta? La dislessia è un disturbo congenito che rende la lettura, la scrittura, il calcolo e l’esecuzione dei problemi matematici lenti e con errori. Non è una patologia né un problema mentale; è un disturbo funzionale nel senso di un disordine, non di un deficit. Si manifesta con una lettura scorretta e/o lenta, piena di interruzioni, di inversioni di lettere e numeri (es. 17 – 71), di sostituzioni di lettere (b/d, m/n). Può manifestarsi anche con una difficoltà di comprensione del testo scritto. Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma lo fa con un enorme sforzo e si stanca rapidamente. Quali sono le cause che portano all’insorgere di questo disturbo? C’è una condizione familiare e, spesso, una deprivazione delle esperienze psico-motorie. Quando e come si riconosce? Già dalla scuola dell’infanzia, potrebbero esserci dei campanelli di allarme, soprattutto in bambini che presentano uno sviluppo linguistico atipico come parole storpiate, scarso vocabolario e scarsa abilità nei giochi linguistici, frasi incomplete e sintassi inadeguata, difficoltà di attenzione

e incertezze linguistiche, temporali, spaziali e motorie. La dislessia si riconosce a metà del primo anno della Scuola Primaria dagli errori e dalla lentezza nella lettura e nella scrittura, ma anche dalla presenza di scoordinamenti nei movimenti e nelle azioni. Come si può intervenire? Quando un genitore o un insegnante sospetta la dislessia in un bambino è importante che venga richiesta al più presto una diagnosi da specialisti esperti, mediante specifici test. Ottenuta la diagnosi, si mettono in atto tecniche di riabilitazione, di esercitazione e di potenziamento dei coordinamenti spazio-temporali, motori, della rapidità esecutiva, dell’autocorrezione. Cosa si può fare in famiglia? I genitori possono garantire ai bambini molta pratica motoria, psico-motoria, coordinativa, percettiva. Devono, inoltre, informarsi sul problema, discuterne con gli insegnanti e aiutare il bambino nelle attività scolastiche, come ad esempio il leggere ad alta voce. Possono incentivare alla musica e allo sport, che sono di grande aiuto a un dislessico. Cosa devono fare gli insegnanti? Gli insegnanti devono usare una serie di avvertenze: evitare situazioni di pressione o di confusione, evitare consegne lunghe e fornire aiuti che, tuttavia, non sostituiscano il lavoro dell’alunno, quindi non si devono far usare le tastiere, la calcolatrice, l’audiolibro, se non nella fase finale dell’anno scolastico. Non devono, inoltre, far leggere il bambino ad alta voce, ridicolizzarlo né paragonarlo agli altri alunni. La dislessia è spesso associata ad altri disturbi come la disgrafia e la discalculia. Che cosa sono? La disgrafia è un disturbo della scrittura: il bambino presenta difficoltà nel tracciare correttamente lettere e numeri; la discalculia è una difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine crescente e decrescente, nella risoluzione di situazioni problematiche. Silvia Piangerelli è laureata in Lettere e ha conseguito un Master in Editoria con una tesi sulla letteratura per l’infanzia e sull’importanza delle fiabe per lo sviluppo psicologico del bambino. Lavora come redattrice e ideatrice di testi per una casa editrice, per cui scrive articoli, racconti, testi di varia natura destinati ai bambini e alle insegnanti.

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• La legge di stabilità 2013 (Legge 228 del 24.12.2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29.12.2012, Supplemento Ordinario n. 212/L) ha introdotto un’importante novità, che può essere di interesse per i lettori di Password: l’automatico annullamento delle cartelle di pagamento fino a 2.000 Euro. Ricordo che con le cartelle vengono riscossi crediti di diversa natura: es. contributi previdenziali, tributi, rette scolastiche ecc... Vediamo sinteticamente di cosa si tratta. Questi sono i requisiti per poter valutare se la cartella è oggetto di sanatoria: • Il ruolo deve essere stato reso esecutivo entro il 31 Dicembre 1999. Normalmente quest’informazione è indicata nella cartella nella sezione che elenca gli importi dovuti, il codice tributo, gli interessi e le sanzioni. Se tale dato manca, occorre rivolgersi ad Equitalia, richiedendo un estratto di ruolo; • L’importo di 2.000 Euro è composto da: capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni. Quindi, 2.000 Euro non corrispondono al totale generale della cartella che è stata notificata, ma, appunto, solo ad alcuni addendi del medesimo. Questa precisazione è estremamente importante, perché il contribuente può aver ricevuto una cartella di importo complessivo superiore a 2.000 Euro, ma, se la somma del capitale,

interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni non supera i 2.000 Euro, la cartella è soggetta ad annullamento di diritto. • L’annullamento delle cartelle avverrà decorsi sei mesi dall’entrata in vigore della legge di stabilità, cioè dal primo Luglio 2013 la procedura di annullamento di diritto da parte di Equitalia dovrà essere conclusa. I contribuenti hanno, perciò, il tempo necessario per acquisire le informazioni utili e sapere se la cartella che hanno ricevuto sarà annullata o meno. Per completare l’esposizione di questo tema, informo che le cartelle di pagamento, in cui la somma di: capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni superi 2.000 Euro ed il cui credito sia stato iscritto a ruolo sempre entro il 31 dicembre 1999 sono analizzate da Equitalia e portate a conoscenza dell’ente creditore interessato.

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L’ESPERTO FISCALE RISPONDE

SANATORIA DELLE CARTELLE DI PAGAMENTO DI IMPORTO FINO A 2.000 EURO


La Polizia Locale in festa per il patrono a Monte Roberto

COMUNICANDO

a cura di Riccardo Ceccarelli

La Polizia Locale dell’Unione dei Comuni della Media Vallesina ha celebrato il 22 febbraio il suo patrono, S. Sebastiano. La festa cadeva il 20, ma è stata rimandata di due giorni per motivi tecnico-organizzativi. Ad ospitarla, quest’anno, è stato Monte Roberto. Tutti i vigili del servizio associato dell’Unione formata da otto comuni (Castebellino, Casteplanio, Maiolati Spontini, Montecarotto, Monte Roberto, Poggio S. Marcello, Rosora, San Paolo di Jesi), si sono ritrovati nella chiesa parrocchiale di S. Silvestro dove il parroco don Marco Cecconi ha celebrato la S. Messa. Con i vigili urbani erano presenti il loro comandante Dott. Giovanni Carloni, il Dirigente del Commissariato della Polizia di Stato di Jesi, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Jesi, il Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Jesi, i marescialli delle Stazioni dei carabinieri di Moie di Maiolati Spontini, di Castelplanio e Staffolo, il comandante della Polizia Municipale di Falconara, Stefano Martelli, un rappresentante della Polizia Municipale di Monsano, i sindaci di Monte Roberto, Maiolati e Rosora e assessori di Montecarotto e Monte Roberto. È seguito l’incontro-ricevimento presso la sala consiliare del Comune, dove il sindaco di San Paolo di Jesi, non-

ché presidente dell’Unione, Sandro Barcaglioni, ha ringraziato l’intero corpo della Polizia Municipale e gli intervenuti delle altre forze dell’ordine, prospettando i traguardi che nel corso dell’anno l’Unione dei Comuni dovrà affrontare secondo le r e c e n t i normative di legge. Oltre ai ringraziamenti, le tematiche per un rapporto sempre più proficuo tra cittadini e polizia municipale sono state affrontate da Olivio Togni, sindaco di Monte Roberto e prossimo presidente dell’Unione, da Giancarlo Carbini, sindaco di Maiolati e assessore dell’Unione alla Polizia Locale e dal Comandante Giovanni Carloni. Alla festa hanno partecipato vigili in pensione di Castelbellino, Monte Roberto, Maiolati e Jesi, una testimonianza ed un segno dello spirito di appartenenza e di un servizio sentito profuso nei confronti dei cittadini. Da alcuni anni ormai la Polizia Locale dell’Unione dei Comuni della Media Vallesina sta operando sul territorio con professionalità e dedizione; i cittadini mentre esprimono gratitudine si permettono di chiedere una presenza più assidua e attenta su tutto l’ambito di competenza, sollecitando gli organi amministrativi e politici a risolvere gli eventuali problemi di personale e di gestione. Problemi che non possono essere rimandati.

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Speciale Sp si

a cura di Gianna Scortechini

Il giorno del matrimonio è il coronamento di un sogno d’amore e deve essere indimenticabile, gli sposi devono poter vivere pienamente e gioiosamente questo giorno tanto atteso. Il nostro inserto vuole essere un breve viaggio tra consigli utili e cose futili, tradizioni, leggende e superstizioni e tutto quanto ruota intorno ad un evento così importante. Sul prossimo numero troverete: “Il matrimonio dalla A alla Z, piccolo vademecum per affrontare al meglio tutti gli aspetti del giorno del sì.

Superstizioni vecchie e nuove Non tutti sanno che è dall’antica Roma deriva la consuetudine di prendere tra le braccia la sposa quando entra per la prima volta nella casa coniugale. Si ricorreva a questo stratagemma per evitare che, nell’emozione del momento, la sposa potesse inciampare sulla soglia: un presagio infausto perché significava che le divinità della casa non la volevano accogliere. Altre piccole superstizioni comunque arrivano già molto prima del fatidico giorno... infatti alcuni detti riguardano la scelta del giorno delle nozze. Un antico proverbio recita “Di Venere e di Marte non si sposa e non si parte, nè si da principio all’arte” cioè non sposarsi, non fare viaggi (in questo caso di nozze) nei giorni di martedì e venerdì e nemmeno iniziare lavori perchè, comunque andranno, male. Il martedì, infatti, appartiene a Marte che è il Dio della guerra, mentre il venerdì è il giorno in cui furono creati gli spiriti maligni. In Norvegia invece il maggior numero di matrimoni si celebra proprio il venerdì; giorno romantico per eccellenza perché sotto la protezione di Venere, dea dell’amore e dell’ armonia. Ma allora qual è il giorno più adatto a sposarsi? Il lunedì reca buona salute, essendo dedicato alla luna, astro e dea delle spose; il martedì porta ricchezza; il mercoledì è assai propizio; il giovedì reca dispiaceri alla sposa; il venerdì dicono che porti disgrazia; il sabato è considerato dalle credenze popolari come il giorno più sfortunato in assoluto, anche se, molte coppie lo scelgono. Sulla domenica, forse perchè considerata il “giorno del Signore”, non si conoscono superstizioni.

E il mese? Le nostre nonne consigliavano alle novelle coppie di scegliere accuratamente il mese in cui sposarsi a seconda di come volevano che fosse la loro vita matrimoniale. Gennaio: porta affetto, gentilezza a fedeltà; Febbraio: mese ideale per gli amori e gli accoppiamenti, si identifica come la migliore scelta possibile; Marzo: promette sia gioia che pene; Aprile: porta soltanto gioie; Maggio: assolutamente nefasto; Giugno:avranno la fortuna di viaggiare molto, per terra e per mare, inoltre è questo il mese dedicato a Giunone, la dea che protegge l’amore e le nozze; Luglio: annuncia fatiche e lavoro per guadagnarsi la vita; Agosto: assicura una vita ricca di cambiamenti; Settembre: porta agli sposi ricchezze e allegria; Ottobre: porta molto amore, ma poco denaro; Novembre: con tristi giornate, promette invece gioia e felicità; Dicembre: la neve assicura alla coppia amore eterno.

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Come mi vesto?

Si dice che ...

Oggi, regole ed etichetta non sono più rigide come un tempo e si ha maggiore libertà nella scelta delle forme e dei colori dell’abito da sposa e degli accessori. Ci sono comunque due piccole regole da tener presenti: l’abito deve essere in armonia con il tono della cerimonia e tenere presente la fisicità ed il carattere degli sposi. Per la sposa il primo colore da considerare, ovviamente, è quello bianco, simbolo di verginità e purezza. Ha tra l’altro la virtù della fortuna, almeno gli scaramantici sostengono che porti buono, chissà ... provare per credere! Un’alternativa molto di moda è l’abito nelle nuance del colore avorio (nella simbologia dei colori preannuncerebbe una vita turbolenta). Poi abbiamo il blu che, invece, indica la sincerità, ma è un colore che si vede poco nelle collezioni . Il verde non è la speranza, ma la timidezza. Segue il nero che è stato molto rivalutato, soprattutto giocato in contrasto con il bianco, e rappresenta il pentimento (speriamo non di sposarsi!). Il marrone e il grigio predicono che gli sposi andranno a vivere lontano o in campagna, mentre il rosa non è di buon auspicio perché porta male da un punto di vista economico, mentre il giallo non indica la gelosia, ma la mancanza di stima della sposa. Le spose che scelgono il rosso forse non sanno che indica la morte. Ricordarsi poi, che, alle nozze, gli invitati non devono indossare né il bianco né il nero. Questa regola ormai è stata superata, specie se il matrimonio è di sera.

... sia un buon segno che la sposa si svegli il mattino del giorno matrimonio al canto degli uccelli; così come trovare un ragno dentro le pieghe del vestito (difficile, ma non impossibile!); ... la sposa ad ogni occhiata nello specchio dovrebbe sempre aggiungere qualcos’altro a quello che ha indosso ...un altro guanto, un po’ di trucco in più, un orecchino e via dicendo fino a completare la mise nuziale; ... porta sfortuna se gli sposi si vedono prima dell’entrata in chiesa/comune, ma porta fortuna se nel preciso istante in cui si vedono dentro si sorridono l’un l’altra; ... la sposa non dovrebbe piangere prima del matrimonio, ma può farlo quando e quanto vuole dopo la cerimonia; questo prova che non sia una strega. Infatti, secondo una vecchia superstizione, costei riusciva a far uscire solo tre lacrime dall’occhio sinistro; ... porta fortuna se il letto nuziale viene fatto da due giovani ragazze; ... la ragazza che riesce a prendere il bouquet al momento del lancio si sposi entro l’anno. Lo stesso succederà al ragazzo che prenderà la giarrettiera della sposa; ...il velo indossato dalla sposa è considerato più fortunato se donato da una sposa felice; ... lo sposo già uscito di casa per recarsi in chiesa non deve tornare sui propri passi (potrebbe significare che ci ha ripensato) per non correre rischi è meglio avere un amico o un testimone vicino in quel giorno per aiutarvi nelle “urgenze” ed evitare eventuali fughe! ... il suono del clacson del “corteo nuziale” metta in fuga gli spiriti cattivi (anche se il galateo lo vieta); ... “sposa bagnata, sposa fortunata” perchè la pioggia simboleggia la fortuna e l’abbondanza che cade generosa sugli sposi; ... porti fortuna indossare un capo di biancheria intima rosso: si tratta di una usanza “rubata” al Capodanno e simboleggia un gaio augurio di gioiosa trasgressione (!).

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La misura giusta dell’abito è fondamentale, ecco alcune regole basilari, per evitare che metta in mostra i vostri difetti. Non troppo alta e sottile. Se non siete molto alta o se la vostra figura è abbastanza sottile, state attente ai romantici abiti a campana: tendono a rimpicciolire. Le gonne vaporose ed ampie non funzionano se la vostra altezza non è vertiginosa. Magra? Meglio una linea morbida. Formosa? Il vestito ampio, può mascherare le forme un po’ troppo rotonde. Una scollatura elegante è l’ideale per evidenziare il décolleté. Per mimetizzare i fianchi larghi, puntate su un abito stile impero, svasato e tagliato sotto il seno. Per non sbagliare Informarsi. Visitare più di un negozio e atelier. Prima di cominciare il tour, raccogliere informazioni, sfogliando riviste, cataloghi e visitando siti internet. Vi chiarirete le idee non solo sullo stile, ma anche sul prezzo. Un occhio in più. Chiedere alla mamma o ad un’amica fidata di accompagnarvi per negozi. Sapranno orientarvi nella scelta. Non essere precipitosa. Pensate con calma, regalatevi del tempo. Magari tornate per una seconda prova. Comodità. Ricordate: per non trasformare il giorno più bello della vostra vita in un incubo, l’abito deve essere anche comodo. Durante le prove valutate ogni dettaglio che potrebbe crearvi impaccio. Attenzione: gli abiti da sposa vestono stretti, perciò non vergognatevi di chiedere qualche taglia in più.

Molto meno vincolanti sono le regole di base per scegliere il vestito da sposo (fortunato!). Per prima cosa bisogna avere ben chiaro in mente lo stile che si sta cercando: classico o moderno. Per far ciò inevitabile considerare il tipo di cerimonia che si sta organizzando: formale e classica o più informale e rilassata. Per quanto vi possa piacere vestirvi in tight, se celebrate le nozze in spiaggia, questo tipo di abito sarà del tutto fuori luogo. Fondamentale, cercare l’armonia con l’abito della sposa. Benché non possiate vedere il suo vestito, potete informarvi da parenti e amici sullo stile da lei scelto, dato che le vostre opzioni saranno determinate in funzione della sua scelta. L’ora e il luogo dove avverrà la cerimonia saranno altrettanto determinanti al momento dell’acquisto del vestito da sposo, tanto nel tipo quanto nei colori. La tradizione vuole l’uso del tight per matrimoni formali celebrati di mattina o fino alle 18, del frac per nozze formali celebrate di sera dopo le 18 e del mezzo-tight per matrimoni più informali. Un suggerimento sui colori: bene il classico nero magari spezzato con il grigio, chic il total grigio e novità 2013 blu “polvere” tonalità che si posiziona tra il classico blu e l’avio.

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delle nozze. Sottoponetevi ad un trattamento di esfoliazione.  Conto alla rovescia Tre giorni prima: è il momento della depilazione generale, gambe, braccia, ma anche baffetti e sopracciglia.  Due giorni prima: siete molto tese? Recatevi in un centro estetico per un massaggio rilassante.  Il giorno delle nozze: rinfrescate l’epidermide con un bagnoschiuma profumato. Ammorbiditela con una crema idratante, che avrà la stessa profumazione leggera della colonia. Non esagerare con il profumo. 

Il Make Up della Sposa Viso: per arrivare al giorno del matrimonio con una pelle levigata, fate una dieta depurativa. Trattate il volto con creme idratanti adatte al vostro tipo di pelle. Una settimana prima del matrimonio procedete alla pulizia del viso, per togliere le impurità. Il make up gioca su toni neutri, mettendo in rilievo la trasparenza dell’incarnato. Occhi: preparateli giorni prima, dormendo a lungo e trattandoli con una crema che attenui occhiaie e piccole rughe. Anche per gli occhi il trucco deve essere radioso, sono da scartare ombretti fucsia, viola e colori scuri. Un ombretto effetto seta bianco iridescente farà brillare i vostri occhi come non mai. Ci sono matite che regalano un effetto perla e quelle che si possono stendere anche su guance e labbra. Regolate le sopracciglia, eliminando i peli superflui. Un mascara a prova di lacrime sarà il tocco finale per uno sguardo radioso. Labbra: Il rossetto può essere coprente, perlato, iridescente o trasparente, ma non deve essere di colori troppo appariscenti. Disegna te il contorno delle labbra con una matita dello stesso colore del rossetto.  Mani: Sono le vere protagoniste della giornata. Curatele in maniera scrupolosa, ammorbiditele con una crema idratante, iniziando settimane prima. Il giorno prima della cerimonia, la manicure regolerà il taglio e renderà le tue mani perfette, per ricevere la fede. Lo smalto più adatto è trasparente, leggermente rosato o madreperlato.  Corpo: Controllatevi allo specchio. Siete in sovrappeso? Allora, è il caso di iniziare una dieta, almeno due mesi prima delle nozze. Non trascurate la pelle del corpo una settimana prima

Ultimo consiglio: d’estate, un velo d’abbronzatura saprà farvi apparire ancora più radiose.

Consigli per lo sposo Acconciatura: dal parrucchiere chiedete un taglio ordinato di capelli, barba, baffi e basette. Il taglio corto è il più classico. Scartate il taglio cortissimo, stile marine, e se avete i capelli lunghi adottate la soluzione del codino: è la più elegante.  Viso: in un centro estetico fate una profonda pulizia del viso. Regolate le sopracciglia. Il giorno del sì, radetevi perfettamente e per profumarvi scegliete un dopobarba e un’acqua di colonia fresca, non troppo penetrante.  Mani: provvedete ad una perfetta manicure e tenetele libere da qualsiasi anello.  Corpo: arrivate al matrimonio in perfetta forma. Frequentate una palestra e mettetevi a dieta se pensate di avere qualche chilo di troppo. Il grande giorno dovrà cominciare con una doccia rivitalizzante e rinfrescante.

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La Torta degli Sposi Non è da molto tempo, che la torta rappresenta il momento clou del rinfresco. L’usanza risale alla fine del 1800 ed è tipicamente anglosassone. L’introduzione in Italia di questo dolce momento è iniziato a partire dagli anni Cinquanta. Oggi, è irrinunciabile, per chiudere con una nota romantica il ricevimento. Deve essere bella, leggera, della qualità migliore. Quale torta offrire agli invitati? Non ci sono regole prestabilite. Può essere: A più cilindri sovrapposti, dal più grande al più piccolo. Questo tipo di torta arriva dai paesi anglosassoni. Su due piani, con in cima la tradizionale statuina degli sposi. Di grandi dimensioni ad un solo piano, anche a base di frutta. Mettere un simpatico accessorio come il cake topper in cima alla torta può anche comunicare agli invitati l’amore e l’ironia della coppia di sposi.

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I confetti: un dono goloso!

La bomboniera

Forse non tutti sanno che i confetti nelle bomboniere e nei sacchettini dovrebbero sempre essere dispari, di numero indivisibile come il matrimonio! Il confetto è considerato speciale come l’evento di cui è simbolo, per questo dovrebbe essere morbido, con un gusto pieno e preferibilmente alle mandorla intera. Cinque sono le qualità che non dovrebbero mai mancare nella vita degli sposi: salute, ricchezza, felicità, lunga vita, fertilità e spiritualità, quindi il numero di confetti varierà da un numero di tre ad un massimo di cinque. Le origini dei confetti si perdono nel tempo: il primo confetto fu confezionato da un arabo e si trattava di un prodotto farmaceutico addolcito dal gusto che lo racchiudeva. Un uso simile al nostro lo facevano i Romani che lo utilizzavano per festeggiare unioni e nascite. I confetti erano prodotti con il miele anziché con lo zucchero. In Francia nel XIV sec. erano profumati alla rosa, al muschio e alla violetta. Citazioni di tali dolci bontà vengono anche da Manzoni che ne parla come dono all’ordinamento delle suore. In Italia approda ufficialmente in Sicilia, le famiglie nobili li offrivano come dono in preziosi contenitori d’oro. Oggi i confetti contraddistinguono ogni cerimonia e tutti quei momenti importanti che meritano di essere ricordati nel tempo, dal matrimonio alla laurea (uso più recente).

Questo oggetto nasce come dono di ringraziamento degli sposi a tutti coloro che partecipano al festeggiamento del matrimonio, considerato ricordo concreto e destinato a rimanere nel tempo. Le prime bomboniere nascono in Francia ed infatti il loro nome deriva da “bon bon” (dolcetto). Arrivano in Italia alla fine del XV sec. quando i nobili erano soliti portare con sé cofanetti con dolci e caramelle a base di zucchero. Dobbiamo attendere il 1700 affinchè la bomboniera diventi parte della tradizione italiana, ma è solo dopo le nozze tra Vittorio Emanuele, principe di Napoli, ed Elena del Montenegro che la bomboniera diventa oggetto di dono degli sposi agli invitati. Oggi si usa regalare bomboniere preziose solo ai testimoni, mentre sta andando in disuso la tradizione di regalarne di più semplici a coloro che hanno fatto il regalo agli sposi ma non sono andati al pranzo nuziale, spesso sostituite con i sacchettini distribuiti anche al ricevimento. Per chi partecipa al rinfresco generalmente si usano sacchettini o bomboniere molto semplici, che saranno donati anche a conoscenti, amici, colleghi di lavoro, vicini di casa e a tutti coloro che hanno avuto un pensiero affettuso nei confronti degli sposi. Nuova, ma pescata dal passato, la scelta della sposa di passare tra i tavoli per consegnare agli invitati con un cucchiaio d’argento i confetti che lo sposo porta in una ciotola, su un vassoio d’argento. 

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Lavoro, crescita, responsabilità Bilancio Regionale 2013

Il massimo rigore per sostenere il lavoro e per riconfermare le misure anticrisi a favore dello sviluppo e dell’equità sociale, senza aumentare le tasse e garantendo il diritto alla salute di tutti i marchigiani. Sono i cardini su cui si innesta il bilancio di previsione 2013 della Regione Marche. “Il bilancio 2013 fa i conti con 420 milioni di euro di tagli del Governo, ma non aumenta la pressione fiscale, conferma le misure anticrisi a sostegno dell’occupazione, introduce nuovi elementi di sviluppo e tutela il welfare e la coesione sociale – spiega il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca - In questo momento così difficile è importante superare rendite di posizione, immobilismo, paura e saper guardare avanti con intraprendenza per sfidare il futuro con coraggio. Attraverso una rigorosa spending review regionale e la lotta all’evasione fiscale liberiamo quindi risorse dagli apparati e dalla burocrazia per destinarle su progetti concreti a favore dei giovani, del lavoro e della crescita del nostro territorio”. “La redazione del bilancio – afferma l’assessore al bilancio Pietro Marcolini - è stata complessa a causa della drammatica riduzione dei trasferimenti statali, ma nonostante ciò siamo riusciti a tenere in ordine i conti della Regione e a mantenere alta l’attenzione riservata alle categorie più fragili. Tra gli impegni decisivi la difesa e il miglioramento della qualità dei servizi socio assistenziali, il trasporto pubblico locale, la prima casa e gli aiuti alle imprese”. RISORSE REGIONALI: con il Bilancio 2013 la Regione nei settori extra-sanitari mette a disposizione della comunità marchigiana risorse proprie per oltre 600 milioni di euro. PRIORITA’ BILANCIO 2013: invarianza della pressione fiscale; recupero di risorse tramite taglio dei costi della politica/burocrazia e lotta all’evasione; difesa attiva del lavoro e giovani; casa e housing sociale; liquidità per le PMI; internazionalizzazione e attrazione degli investimenti; turismo-cultura-territorio; politiche sociali e welfare; trasporti. COSTI DELLA POLITICA/BUROCRAZIA: risparmi di -30 milioni di euro grazie a molteplici misure

quali soppressione di Enti regionali; abolizione Cda; azzeramento quasi totale delle consulenze esterne; eliminazione auto blu; taglio di commissioni, collegi e comitati; taglio di dirigenti e servizi regionali; blocco del turnover; ecc. Approvata legge statutaria con riduzione di assessori/ consiglieri regionali. Per il 2013 si lavorerà anche alla razionalizzazione degli immobili

Misure per la difesa attiva del lavoro e dello sviluppo senza alzare le tasse e pensando ai giovani

delle piccole imprese e della coesione sociale. Di seguito il report di quanto fatto nei 5 anni della crisi, dal 2008 ad oggi: fondo ammortizzatori sociali in deroga per lavoratori imprese sotto i 15 dipendenti; impegno con dotazione richiesta di 409 mln euro per la protezione di 80.305 lavoratori; aiuti alle assunzioni, progetti formativi, voucher (FSE): 196 mln euro; 60.914 bene-

RESISTENZA MARCHE: OCCUPAZIONE

RESISTENZA MARCHE: IMPRENDITORIALITÀ

COSTI DELLA POLITICA: MARCHE VIRTUOSE

TASSE REGIONALI MARCHE: SOTTO MEDIA NAZIONALE

regionali con ulteriori risparmi sul versante degli affitti e alla ulteriore riduzione dei costi della burocrazia. LOTTA ALL’EVASIONE: con il potenziamento dell’attività di contrasto dell’evasione si è arrivati ad un recupero di circa 30 milioni di euro all’anno; negli ultimi 5 anni in totale sono stati recuperati 140 mln di euro. PATTO DI STABILITA’ VERTICALE: per il terzo anno consecuti-

vo, la Regione conferma il Patto di stabilità verticale annunciandolo l’intervento fin dal bilancio 2013: un trasferimento di capacità di spesa pari a 40 mln di euro che permetterà agli Enti locali di girare liquidità con i pagamenti alle piccole imprese del territorio. DIFESA ATTIVA DEL LAVORO E DELLE PMI: conferma nel bilancio 2013 del pacchetto di misure anticrisi per la tutela dell’occupazione,

ficiari; contratti di solidarietà: 3.094 lavoratori coinvolti; prestiti d’onore regionale: avviate 976 nuove imprese (50% giovani sotto i 35 anni, 2/3 al femminile); borse lavoro (adotta un giovane), stabilizzazioni contratti a termine, progetti per precari scuola: 2.675 beneficiari; contributi agli studi per figli lavoratori in difficoltà: 1.806 beneficiari; contributi di solidarietà (200 euro mensili): 5.420 beneficiari; agevolazioni sanitarie:

39.815 ricette esentate da ticket per 27.984 lavoratori in difficoltà; Fondo di garanzia per la liquidità e l’accesso al credito delle PMI: 15.906 PMI coinvolte, 683 mln euro di finanziamenti garantiti; progetti di ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico per PMI: 551 mln euro di investimenti attivati, incentivi di 144 mln, 1.654 progetti agevolati, 1.793 imprese coinvolte; Fondo BEI per sviluppo PMI: 100 mln euro. INTERNAZIONALIZZAZIONE E ATTRAZIONE INVESTIMENTI - Costituzione di un albo di professionisti (avvocati, commercialisti, urbanisti, ingegneri gestionali, architetti, ecc.) specializzati nella assistenza tecnica e commerciale ai potenziali investitori, in particolare a sostegno delle attività propedeutiche agli investimenti esteri in entrata. - Costituzione di un “Fondo per la valorizzazione degli investimenti produttivi ed occupazionali sul territorio”, con una dotazione finanziaria per 1,5 milioni di euro, per la erogazione di voucher con copertura pubblica fino al 50% dell’importo, ai professionisti iscritti all’albo. PRESSIONE FISCALE: nonostante i tagli nazionali il Bilancio 2013 mantiene invariata la pressione fiscale regionale, che nelle Marche è scesa nel tempo e risulta ora inferiore alla media italiana; dal 2004 le addizionali regionali Irpef e Irap sono state ridotte di -36%, da 169 a 108 milioni di euro; oltre i 2/3 dei cittadini marchigiani sono esentati dall’addizionale regionale Irpef. DEBITO: il bilancio regionale presenta conti in ordine, testimoniati anche dalla riduzione costante del debito regionale complessivo; è sceso costantemente, in controtendenza nazionale, dal 2004 fino ad oggi, arrivando alla cifra di 1.236 milioni (-8%). SANITA’ E WELFARE: nonostante i -180 milioni di tagli di trasferimenti statali il Governo regionale conferma il suo impegno verso i cittadini e avvia una riforma per assicurare servizi appropriati in tutto il territorio. Per quanto riguarda le politiche sociali è prevista sostanziale invarianza della dotazione regionale rispetto lo scorso anno: in particolare viene confermata la quota storica di 35 mln di euro dal 2010 e l’integrazione di 10 mln in conseguenza del definanziamento statale.

Giovani, casa, housing sociale e rilancio dell’edilizia

La Regione, con questo bilancio, si propone di sostenere, oltre le categorie più fragili e gli anziani al centro di un progetto per la longevità attiva, in particolar modo i giovani e i loro diritti, sia per quanto riguarda la ricerca di occupazione che della casa.

Il fine è anche quello del rilancio del mercato edilizio, un vero e proprio moltiplicatore per tutti i settori che coinvolge. - Verranno impiegati 2,9 milioni di euro per l’innovativo progetto “Giovani nell’internazionalizzazione” che prevede voucher regionali con la riduzione per le PMI di -50% del costo di assunzione di giovani laureati e diplomati a sostegno dei processi di internaziona-

lizzazione delle PMI; anche per questi giovani viene istituito uno specifico albo regionale a cui le imprese potranno attingere, in coerenza con l’iniziativa del fondo per l’attrazione degli investimenti. - Coinvolgimento di giovani qualificati nell’apertura dei siti turistici-culturali diffusi sul territorio (musei, archivi, biblioteche, teatri). L’intervento regionale prevede l’erogazione di borse di studio e di lavoro, cui sono destinati 2 milioni di euro. - E’ prevista poi la costituzione di un “Fondo per la casa, l’housing sociale e la riqualificazione urbana” di circa 15 milioni di euro, destinato all’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie, nonché al sostegno di progetti integrati pubblico-privati e di ri-

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qualificazione dei centri abitati. Il Fondo agirà secondo un meccanismo di “rotazione” per consentire un effetto leva di stimolo all’edilizia e sarà costituito da diverse fonti finanziarie (Jessica, housing sociale, ecc.). La priorità regionale della casa si rafforza anche con la conferma del progetto di casa intelligente per la longevità attiva. Per dare, infine, velocità alle Marche sono stati assunti tre impegni per il 2013: alta formazione e mestieri; attrazione degli investimenti e Marche in rete per rafforzare il modello policentrico di città-regione, grazie alla distribuzione diffusa ed equilibrata di servizi, attività e infrastrutture.


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ritaglia e conserva il nostro listino, potrai comodamente ordinare da casa la tua pizza preferita


I maya, la fine del mondo e lo scorrere del tempo a cura di Roberto Longo

SPECIALE SCIENZA

Nell’ America precolombiana, un popolo con la dedizione per l’ astronomia e la matematica passava le sue giornate scrutando il cielo, in cerca di pianeti e costellazioni sempre nuove, da integrare nella loro vita quotidiana e nelle pratiche religiose. Si narra che dai primi secoli dell’era cristiana, i sacerdoti astronomi di questo popolo predissero le eclissi con grande precisione e stabilirono accuratamente il corso di Venere. Stiamo parlando dei leggendari (non so se leggendari è corretto come termine, in quanto esistevano realmente…) Maya, gli artefici della profezia sulla fine del mondo, prevista per il 21 Dicembre 2012. Contrariamente a questa previsione però, il nostro amato pianeta ha continuato la sua danza intorno alla sua stella anche dopo questa data e per la gioia di tutti noi, l’ Universo sembra ancora godere di ottima salute... Come mai siamo sopravvissuti alla profezia della catastrofe imminente? Che gli eruditi Maya si siano sbagliati? O siamo stati noi ad aver lievemente mal interpretato la profezia? Per capirlo facciamo un semplice esperimento mentale, immaginiamo di appartenere ad una civiltà molto intelligente (decisamente una novità per questo pianeta) che vuole dotarsi di un proprio calendario. Per prima cosa abbiamo bisogno di un punto fisso del passato, un inizio, a partire dal quale possiamo cominciare a misurare lo scorrere del tempo. Questo “istante iniziale” non possiamo ottenerlo in maniera scientifica e dobbiamo per forza sceglierlo arbitrariamen-

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cise scopriamo però che ci siamo sbagliati: la Terra in realtà ci mette 365 giorni a farsi un giro…poco male! Introduciamo un mese in più di soli 5 giorni e il gioco è fatto! In fondo anche i Maya l’avevano introdotto, considerando questo mese cortissimo di soli 5 giorni estremamente nefasto: infatti, durante questo periodo la gente preferiva rimanere chiusa in casa a fare i debiti scongiuri (non si sa mai!). Gran parte del lavoro è fatto, abbiamo il nostro calendario! Certo avremmo potuto farlo diversamente, per esempio con 12 mesi di durata variabile da 28 a 31 giorni, seguendo il modello di alcune bizzarre civiltà che ci hanno preceduto! Ci resta solo un ultima domanda cui rispondere: il nostro calendario ha una fine? Chi arriverà dopo di noi, contando lo scorrere delle ore, l’alternarsi delle stagioni, l’accumularsi degli anni seguendo il nostro esempio, arriverà mai ad un punto, superato il quale sarà costretto a ripartire da zero? Se volessimo seguire i Maya, la risposta è sì: il nostro calendario dovrà fermarsi e ricominciare da zero dopo 1872000 giorni (circa 5125 anni) basandosi sempre su cicli astronomici e su un sistema di misurazione del tempo simile a quello descritto di cinque numeri a basi variabili (20, 18, 20, 20 e 13 da cui 20×18×20×20×13=1.872.000 giorni) che in base al nostra data iniziale (11 agosto 3113 a.C.), ci porta dritti al 21 Dicembre 2012. Se volessimo essere ottimisti e fare di testa nostra la risposta è no, il nostro calendario immaginario diventa quindi infinito, come gran parte dei calendari usati al giorno d’oggi, per noi il cerchio del tempo non si chiuderà mai. Roberto Longo nasce a Jesi il 4 Gennaio 1978. Dopo ever ottenuto la laurea in ingegneria elettronica presso Università Politecnica delle Marche, si trasferisce in Belgio, dove consegue il Ph.D in ingegneria biomedica presso l’ Università Libera di Bruxelles. Autore di numerose pubblicazioni di livello internazionale, collabora con diversi istituti di ricerca interessati allo studio e l’ utilizzo di ultrasuoni per la medicina e la biologia. Attualmente ricopre la carica di insegnante-ricercatore presso l’ Università di Montpellier 2, Francia. Per contattarlo scrivete a: roberto.longo@univ-montp2.fr

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SPECIALE SCIENZA

te, secondo i nostri usi e costumi. I Cristiani per esempio sono partiti dalla nascita di Gesù, i Greci dai primi giochi olimpici e i Romani dalla fondazione di Roma. Se volessimo seguire le orme dei Maya dovremmo ancorare il nostro calendario alla data 11 agosto 3113 a.C. Adesso non ci resta che misurare lo scorrere del tempo, anche se, credetemi, è più facile a dirsi che a farsi. Essendo una civiltà molto evoluta sappiamo che il nostro pianeta ruota intorno al proprio asse (periodo di rotazione), provocando l’alternarsi della luce e dell’ oscurità. L’ intera durata di questo periodo determina le nostre azioni quotidiane, le fasi di veglia e di sonno ed e quindi molto importante per noi. Decidiamo quindi di chiamarlo giorno e per organizzare meglio la nostra vita lo dividiamo in 24 parti uguali (ore) ognuna delle quali formate da parti via via più piccole (sottomultipli), fino ad arrivare all’unità di tempo base che scegliamo essere un piccolissimo movimento di rotazione terrestre (1/86400 dell’ intero giorno) e che chiamiamo “secondo”. Ci tengo a precisare che, pur avendo definito il secondo in maniera scientifica, avremmo potuto ancorarlo a qualsiasi altro fenomeno fisico (il moto periodico di un pendolo per esempio), questo avrebbe forse cambiato il conteggio delle numero di ore totali in un giorno ma non di certo l’alternarsi della luce e dell oscurità! Sappiamo anche che il nostro pianeta, oltre a ruotare intorno a se stesso ruota anche attorno alla propria stella (periodo di rivoluzione). Questa rotazione determina in gran parte del pianeta l’ alternarsi di periodi di freddo a periodi più tepidi, fino ad arrivare al caldo che ci fa andare al mare. Anche questa attività è molto importante per noi in quanto ci insegna a distinguere i periodi di semina da quelli di raccolta, ci dà il tempo per fare provviste in vista di condizioni climatiche più dure e il tempo per prendere il sole in spiaggia con gli amici; il nostro calendario deve quindi per forza tenerne conto. Essendo “fans” dei Maya decidiamo di fare come loro, raggruppiamo 20 giorni in un mese, e studiando il periodo di rivoluzione della Terra intorno al Sole deduciamo che ci vogliono 18 mesi al nostro pianeta per farsi un giro completo (totale 360 giorni). Man mano che le nostre conoscenze aumentano e le nostre misurazioni diventano sempre più pre-


Urban Dance nelle sale di Nuovo Spazio Studio Danza

A tu per tu con Marisa Ragazzo: “La danza fonte di emozioni reali e potenti” a cura di Chiara Cascio

Nuovo Spazio Studio Danza, l’associazione sportiva dilettantistica guidata dalla direttrice artistica Mariella Strappa, con sede a Jesi, ospita nelle sue sale il laboratorio The Urban Movement, il primo grande progetto nazionale di Danze Urbano, organizzato e promosso da Cruisin’Arts. Il corso professionale, rivolto a ballerini e insegnanti, è partito a dicembre e proseguirà con altri incontri fino al mese di maggio. In cattedra, docenti come Marisa Ragazzo e Omid Ighani, coreografi e ballerini di fama internazionale, tra i più stimati e singolari rappresentanti dell’hip-hop in Italia e all’estero. Grazie all’interesse e alla curiosità di Mariella Strappa, sempre al passo con le nuove espressioni e forme della danza, Nuovo Spazio Studio Danza diventa l’unica sede nella provincia di Ancona e nelle Marche ad ospitare il corso. “La nostra offerta formativa va dalla danza classica, secondo il metodo Royal Academy of dance, ai generi più moderni come l’hip-hop, il Jazz Street, l’House e la Video dance – spiega la direttrice Strappa – L’associazione organizza anche stage , corsi e seminari con professionisti del mondo della danza rivolti ad allievi ed insegnanti identificando il centro come punto di riferimento della danza nel territorio”. Ma che cos’è il progetto The Urban Movement? Lo abbiamo chiesto a Marisa Ragazzo. Proveniente da una formazione classica e contemporanea, Marisa, originaria di Latina, entra in contatto con il movimento

black negli anni del suo arrivo e diffusione in Europa e se ne innamora: “Il passaggio dal contemporaneo all’hip-hop per me è stato piuttosto semplice – racconta Marisa –L’incontro con Omid, compagno nella danza e nella vita, ha successivamente creato una fusione di interessi, codici e tecnicismi diversi: io provenivo da un’educazione classica, lui era invece un free-styler puro, con movimenti studiati e acquisiti sul suo corpo”. Cosa si intende per Danza Urbana? “Urban è tutto ciò che è espressione del mutamento urbano: un insieme di stili e tendenze in continua evoluzione che si origino all’interno dei club, nelle grandi capitali. È una danza che nasce dalla relazione del corpo in uno spazio urbano, è l’arte in movimento che riflette il veloce divenire della vita in città. È urban non solo la danza ma anche la musica, il modo di vestirsi, l’atteggiamento. È una cultura in divenire che si evolve e diffonde tra i giovani, non alla “selvaggia” ma secondo precisi e determinati codici, forti e tecnici”. In che consiste il laboratorio The Urban Movement? “Strutturato in diversi incontri, il corso offre a insegnanti e ballerini la possibilità di conoscere e approfondire le danze urbane. Si tratta di un’esperienza formativa a 360 gradi che spazia tra più stili e mainstream, dall’hip-hop alla video-dance. La sede del corso, l’unica nelle Marche, è presso le sale di Nuovo Spazio Studio Danza a Jesi, che abbiamo ritenute idonee, data l’ampiezza

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e il comfort degli spazi, per questo genere di attività”. Marisa, una brillante carriera da ballerina e da insegnante. Che emozioni ti regalano queste esperienze? “Per me la danza è qualcosa di totalizzante nella mia vita, non riesco a distinguere tra il ballare e l’insegnare. È la mia vita! Sono fortunata perché anche il mio compagno, Omid, è un ballerino e insieme condividiamo esperienze ed emozioni. Totalizzante la danza ma anche l’arte: chi vive di questo mestiere sviluppa spesso una sensibilità anche per altre discipline artistiche. Allora diventa necessario assecondarla e viverla a tutto tondo. Io stessa sono appassionata di musica, di teatro, di pittura. Solo l’arte sa regalare emozioni così potenti e reali”. Cosa consigli ai giovani che vogliono seguire le tue orme? “Il movimento urbano ce l’hai addosso, è un modo di essere tra la gente. Purtroppo l’Italia non è un Paese che incoraggia i giovani ad avvicinarsi alla cultura, per via dei costi troppo elevati da sostenere. Ad ogni modo, il mio consiglio è quello di restare pienamente curiosi nei confronti dell’arte. La danza poi può dare molto, sia a livello formativo che educativo, oltre che emozionale. Provate, sperimentate. Per alcuni ballare resterà un hobby, una passione da vivere a livello amatoriale. Per altri, diverrà il centro della propria esistenza”.

Laboratorio The Urban Movement prossimi appuntamenti • 16 febbraio • 16 marzo • 13 aprile • 18 maggio presso i locali di Nuovo Spazio Studio Danza, a Jesi, viale Don Minzoni 3/ter. Orario del Biennio dalle 14.00 alle 16.30. Per informazioni: Nuovo Spazio Studio Danza V.le Don Minzoni, 3/ter - Jesi (AN) Tel. 0731 200077 www.nuovospaziostudiodanza.it Cruisin Via G.B. Amici, 41 – Modena Tel. 059 225940 www.cruisin.it info@cruisin.it

Viale Don Minzoni 3/ter Jesi (An) | Tel/Fax 0731 200077 www.nuovospaziostudiodanza.it

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COMUNICANDO

E’ la chiave giusta di chi fa questo “mestiere” dell’arte. Fino a quando l’artista proverà questa paura potrà dire di amare il suo lavoro, potrà dunque salire sul palcoscenico, aspettare che il si apra il sipario sul pubblico attento, sovrano e trasformare quella paura in emozione. Con un gesto, con una espressione del volto, con lo sguardo. Ogni piccolo particolare è arte, ogni istante è un’emozione. L’occhio sensibile della Argalia è stato in grado di cogliere sfumature sublimi di ogni rappresentazione teatrale e fermarle in un click. “Trac!” Il volume di 156 pagine 28 x 28 cm (72 in bianco e nero, 84 a colori) è il prodotto di un lavoro certosino JESI, PRESENTATO IL VOLUME di selezione e di grafica a cura dello “Trac! Adriana Argalia photo” staff della Fondazione Pergolesi Spontini. a cura di Catiuscia Ceccarelli Raccoglie una selezione di immagini di spettacoli scattate dal 2005 ad oggi Il Teatro Pergolesi di Jesi. Simbolo al Teatro Pergolesi di Jesi e nei teatri eccellente della cultura della città. Un della Vallesina. Grazie al felice sodalizio Palazzo storico, oggi completamente artistico instaurato con la Fondazione, riqualificato, in cui entrano ed escono l’artista Argalia ha fotografato ogni genere circa 35 mila persone ogni anno. Un luogo di spettacolo, di danza, prosa e lirica. che ospita una vera e propria fabbrica che L’iniziativa della Banca Popolare di Ancona produce cultura e che regala emozioni, consente di dare forma concreta ad un opera dopo opera, scena dopo scena. Tutte progetto artistico nato dalla passione di queste emozioni sono state immortalate Adriana Argalia per il Teatro. dall’artista jesina Adriana Argalia, Assente in conferenza stampa Corrado occhio attento e innamorato di questa Mariotti, Presidente Banca Popolare di meravigliosa forma. Presentato, nel corso Ancona fa sapere, in una nota, il motivo di una partecipata conferenza stampa per cui la banca ha colto l’opportunità di presso la sede della Fondazione Pergolesi patrocinare la pubblicazione del volume Spontini a Jesi, il volume “Trac! Adriana dell’artista jesina Adriana Argalia. “Tra i Argalia photo”, un racconto per immagini compiti di un istituto di credito vi è anche di sei anni di emozioni sui palcoscenici quello di saper interpretare con favore il di Jesi e della Vallesina. Il nuovo libro ruolo di collegamento tra la progettualità strenna della Ubi Banca Popolare di che un territorio sa esprimere e la sua Ancona, realizzato in collaborazione con piena realizzazione. L’opera rappresenta la Fondazione Pergolesi Spontini. il compendio di un percorso pluriennale Un titolo particolare, “Trac!”, che si di appassionata esperienza durante la ispira all’espressione appartenente al quale la Argalia ha offerto alla Fondazione mondo teatrale “ Avoir le Trac!”, panico Pergolesi Spontini la disponibilità del da palcoscenico. Quella paura buona che , proprio sguardo professionale per ogni volta, prima di salire sul palco, prima rendere duraturi nel tempo alcuni attimi che il sipario si apra, assale l’artista. di bellezza, catturati all’interno della

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pregevole produzione stagionale ideata dalla stessa Fondazione.” La presentazione del volume “Trac!” arriva in un momento felice per l’attività di produzione della Fondazione Pergolesi Spontini, di cui va orgoglioso William Graziosi, Amministratore Delegato Fondazione Pergolesi Spontini. E’ uscito per Arthaus Musik il dvd dell’opera “La Salustia” di Pergolesi andata in scena bel settembre 2011 al Teatro Pergolesi di Jesi, a marzo sarà pubblicata “L’Olimpiade” e a maggio “Lo frate ‘nnamorato”. Il tutto andrà a comporre l’opera omnia pergolesiana, la prima e unica opera omnia in Italia. “Con la straordinaria artista jesina Argalia - afferma Graziosi - la Fondazione Pergolesi Spontini ha costruito da anni una collaborazione stabile e finalizzata ad un comune progetto d’arte, i cui risultati sono ora visibili nelle pagine di questo volume. Da un lato c’è l’intento di testimoniare quanto è accaduto e accade nei nostri palcoscenici: una notevole varietà di rassegne e di appuntamenti per ogni tipo di pubblico, con spettacoli a volte fatti quasi da nulla – una sedia, un attore, buio e luce – a volte invece - ricorda Graziosi – spettacoli di grande complessità come nel caso delle opere liriche prodotte interamente dalla Fondazione. Ma sopra ad ogni cosa, Adriana sa raccontare la magia e la poesia dello spettacolo e dei suoi protagonisti”.

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PSICOLOGIA BIOENERGETICA

L’autostima: una primavera dell’anima Avere un’alta stima di sé è sentirsi serenamente adeguati alla vita.  La vera autostima è quella che proviamo per noi stessi quando qualcosa va storto. (Nathaniel Branden, I sei pilastri dell’autostima, 1994)

e al futuro e ti perdi il presente, fai confronti continui e non ti vai mai bene. Fai sempre bilanci (inevitabilmente insoddisfacenti). Vuoi avere il successo a tutti i costi: così una piccola sconfitta ti fa sentire un fallito. Il giudizio è definitivo, è generale e astratto, riguarda te come persona in modo globale, produce senso Autostima significa conoscere il proprio valore, di colpa e inadeguatezza, ti demotiva, genera la propria dignità, la propria unicità in qualità vittimismo e rabbia, è statico, t’imprigiona di persona: è la percezione del mio sé, del mio nella pozza dell’impotenza. Le frasi giuste vero essere. Accrescere l’autostima è possibile a con cui l’autostima “torna a casa”:  “ho già patto che mi conceda delle possibilità di azione, affrontato... , posso affrontare anche questo”, valutazione, miglioramento, che tenga a bada “ho ottenuto... , posso raggiungere anche il giudizio su di me. Chi manca di autostima si questo obiettivo”, “È vero, è un problema ammala di più. Secondo molte indagini tre italiani grave, ma non mi cambierà certo la vita!”, su quattro l’hanno perduta e si sentono sempre “Chi sono io? Dipende...Posso cambiare in un più sfiduciati. La medicina contemporanea ha attimo!”, “Inutile piangerci sopra: mi hanno ormai accertato che  “non piacersi”, non avere fregato. Si ricomincia.  Mi impegno al massimo, autostima è all’origine di molti malesseri e non poi sia quel che sia!”, “Anche se non faccio solo di ordine esistenziale. La disistima infatti solo la mamma, i miei figli sanno che possono indebolisce il sistema immunitario e gioca quindi contare su di me!”, “All’improvviso ho avuto un ruolo-chiave anche nelle cosiddette malattie una strana sensazione e ho cambiato il lavoro. È organiche.  Un famoso proverbio dice: “siamo stata la mossa vincente”, “Sì, ho alzato la voce, quello che mangiamo”. Se questo è vero, è ma che bello è stato dirgli a muso duro quel altrettanto certo che noi diventiamo quello che pensavo di lui!”. Questo modo di parlare e che diciamo ogni giorno. Le nostre convinzioni, quindi di pensare è amico dell’autostima perché soprattutto quelle che riguardano noi stessi non pensi mai che una situazione sia definitiva quotidianamente, ci “creano”. Quanto più e immodificabile, la creatività ha spazio per useremo nei nostri confronti le parole sbagliate, esprimersi, non ti preoccupi del giudizio altrui, tanto più crescerà  l’insicurezza, la sfiducia, la sai accogliere le novità, sai esprimere i tuoi veri disistima. Ecco perché, per ritrovare la strada sentimenti. Ecco alcuni passi per recuperare della fiducia e dell’ autostima, è necessario l’autostima. Pulisci la tua mente ed i tuoi partire dalle parole. Ecco le frasi sbagliate e così pensieri: pensare negativamente lede la tua l’autostima se ne va: “non sono all’altezza”, autostima e sei proprio tu a farlo! E’ un modo “non ci riesco”, “non sono capace”, “È tutta per la tua psiche di creare delle scappatoie colpa mia, non riesco a farne una giusta!”, quando hai paura di affrontare qualcosa. Queste “Sarò una brava moglie?”, “Sarò una brava scuse non ti aiutano: diventa consapevole mamma?”, “Non riesco mai a dire di no e tutti di questi pensieri negativi e sostituiscili ne approfittano”, “Sono un debole”, “Quando sistematicamente con pensieri e frasi positive mio marito mi fa una critica mi crolla (vedi sopra). Accettati completamente per il mondo addosso!”, “Mi tratta male quello che sei, con tutte le tue meravigliose e io sono sempre qui ad aspettarlo”, qualità e tutti i tuoi stupendi lati più in ombra. “Sono la solita cretina...”, “Sono E’ il più grande atto d’amore per te e per gli sei mesi che non riesco ad ottenere altri, può darti una grande serenità e leggerezza, l’aumento: sono un incapace!”, “Avrei aumentare la stima di te!! Cura il tuo aspetto voluto essere più controllato e invece e l’autostima aumenta immediatamente. mi sono messo a urlare. Se non perdo L’immagine che abbiamo di noi stessi ha un questo vizio non concluderò nulla!”. impatto determinante sulla nostra autostima: Queste frasi allontanano l’autostima questa immagine non è immutabile e curando perché giudichi tutto e tutti, in primis quotidianamente il nostro aspetto possiamo te stesso, dai eccessivo peso al passato migliorarla, migliorando la nostra autostima.

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Fai esercizio fisico quando ti senti in forma con te stesso la tua autostima raggiunge un picco, senti che stai facendo qualcosa di buono per te e le endorfine fanno il resto. Approfitta dell’inizio del nuovo anno per abituarti a fare sport. Impara a dire no: sapere dire No quando serve è una dimostrazione di grande autorevolezza. Sopratutto in ambito lavorativo, dire qualche No può aiutarti ad affermare le tue posizioni e di conseguenza accrescere la stima che hai di te stesso. Fissa un piccolo obiettivo e raggiungilo. Le nostre vittorie influenzano la considerazione che abbiamo di noi stessi. Punta alle stelle, ma inizia con piccoli passi. Fissa un piccolo traguardo che puoi raggiungere oggi stesso. Ogni piccola vittoria che otterrai accrescerà il tuo senso di autostima e ti permetterà di scalare vette sempre più sfidanti. Aiuta qualcuno che non conosci. Aiutare uno sconosciuto non solo ci rende immediatamente più felici, ma è anche un ottimo antidoto per la mancanza di autostima. Sentire di contribuire sinceramente al benessere di un’altra persona ti fa sentire bene e migliora la percezione che hai di te stesso. Provare per credere. Sorridi: il sorriso è il nostro miglior biglietto da visita. Un bel sorriso semplice, spontaneo, cordiale è il modo più diretto ed efficace per dire che stai bene con te stesso. Prenditi la responsabilità della tua vita e così il tuo potere personale, smetti di incolpare glia altri se le cose non vanno come vorresti, solo tu puoi darti il permesso e la possibilità di cambiare. L’autostima ha bisogno per crescere come un fiore di liberarsi delle zavorre del dolore della rabbia, della tristezza, dei sensi di colpa, di ciò che di falso ci hanno detto su

di noi e che abbiamo fatto nostro. L’autostima ha radici antiche: il viaggio di ciascuno di noi inizia da quando siamo stati concepiti, dall’ aver sentito il diritto di esistere, dal ricevere poi attenzione, cure e amore, dal poterci esprimere liberamente per quello che siamo per scoprire e sviluppare le nostre qualità. Avere stima di sé significa anche non rivangare più il passato liberandosi dalle terribili “R”: rabbia, rancore, risentimento e rimpianto. Il nostro passato è il materiale che abbiamo a nostra disposizione, un materiale che possiamo modellare, in qualcosa di bello, scolpire in qualcosa di meraviglioso. Lo puoi modellare con l’amore, il perdono, la dolcezza per te stesso. Se ti riconcili con il percorso della tua vita puoi produrre frutti per te stesso e per chi è intorno a te, proprio affrontando gli aspetti più difficili. Avere una sana autostima non significa essere o sentirsi perfetti, quanto accogliere con molta umiltà e con grande consapevolezza tutti gli aspetti di se stessi. Il vero sé è più del risultato della propria storia, più del risultato dell’ educazione ricevuta e del lavoro su sé stessi: esso è qualcosa di chiaramente divino, un mistero insondabile. Dott.ssa Norma Zingaretti Psicologa Psicoterapeuta in Analisi Bioenergetica Sedute individuali Classi di esercizi in gruppo Per appuntamento e/o info: cell. 3357606632 Scrivetemi all’indirizzo di posta elettronica: normazinga@libero.it

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REGIONE MARCHE

DISTRETTO CULTURALE EVOLUTO MARCHE AL VIA IL PROGETTO STRATEGICO

crescita sociale e economica”. Il settore delle industrie culturali e creative rappresenta uno dei più dinamici in Europa, contribuendo a circa il 3% del PIL dell’Unione ed impiegando più di 6,7 milioni di persone nei 27 Stati membri. In questo contesto si colloca la proposta di regolamento del parlamento Europeo e del Consiglio del 23.11.2011 che istituisce il Programma Europa Creativa per il periodo 2014-2020, un programma quadro unico per consentire sinergie e arricchimenti tra vari settori culturali e creativi, facilmente accessibile e riservato ai professionisti creativi e della cultura europei. Lo sviluppo del DCE Marche si basa sull’assunto che il patrimonio culturale, le attività culturali, gli istituti ed enti culturali e di formazione, sono laboratori di innovazione a base culturale capaci di generare imprenditorialità culturale e creativa, e che i prodotti e i servizi ideati a loro volta possono rappresentare uno dei principali vantaggi competitivi anche dei settori produttivi tradizionali del territorio. Il DCE Marche comprende l’intero territorio regionale e si articola in progetti di dimensione sovralocale, provinciale, interprovinciale e interregionale, rispondenti a logiche territoriali di specializzazione e specifica vocazione culturale e produttiva. Indirizzi e modalità sono individuate con DGR 1753 del 17/12/2012 che definisce procedure e criteri per l’individuazione dei progetti e stabilisce il termine del 06/05/2013 per la definizione di un ‘parco progetti regionale’ costituito da progetti ad iniziativa regionale e da non più di tre progetti di dimensione sovra locale, interprovinciale o interregionale per ogni ambito provinciale. La pubblicazione dei bandi regionali è prevista tra gennaio e febbraio 2013.

Approvati gli indirizzi e le modalità operative, 4.200.000 euro per progetti a regia regionale e di ambito provinciale di sviluppo locale a traino culturale Sono complessivamente 4.200.000 euro le risorse che il Distretto Culturale evoluto delle Marche destina ai progetti di sviluppo locale a traino culturale del territorio regionale, individuando e valorizzando ogni relazione di integrazione e interdipendenza tra pubblico e privato, cultura e impresa, beni, attività culturali e attività produttive ad alto contenuto di cultura e di conoscenza. Il 2013 si apre così avviando un progetto di punta individuato con l’articolo 21 della L.R. 4/2010 “Norme in materia di beni e attività culturali” che si sviluppa in chiave regionale in coerenza con le direttive dell’Unione Europea espresse nel Libro verde “Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare” (2010). “Dopo un attento esame e tavoli di confronto pubblici sul tema - afferma l’assessore alla Cultura, Pietro Marcolini - la Regione Marche dichiara il progetto Distretto culturale evoluto Marche come azione strategica della programmazione individuando indirizzi e modalità operative, regione e comunità locali sono ora chiamate a progettare e condividere nel 2013 il primo parco progetti regionale che farà delle Marche un territorio-laboratorio in continua evoluzione. Cultura turismo formazione, ricerca, comunicazione, innovazione tecnologica diventano gli ingredienti comuni di una nuova visione delle Marche con ricadute dal punto di vista della

dalla Superstrada Ancona/Roma uscita Moie, proseguire per 1,5 Km in direzione Castelplanio

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www.vignaroli.net

FREE ZONE

di Lamberto & Griselda

www.pepito66.it

FREE ZONE

APERTO PRANZO E CENA

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Password Febbraio 2013