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n° 4 - OTTOBRE | NOVEMBRE 2012

l’accesso mirato all’informazione

In questo numero:

OBIETTIVO BENESSERE:

FORUM SU SALUTE ALIMENTAZIONE E STILE DI VITA

COPIA GRATUITA

FISICA E FUMETTI! FLASH, MILIONI DI CHEESEBURGER PER UNA CORSETTA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE A CASTELPLANIO, UN’INIZIATIVA A SUPPORTO DEI MALATI DI ALZHEIMER RUBRICHE ... E TANTO ALTRO ANCORA DA SCOPRIRE E DA LEGGERE

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Tipografia - Litografia - Stampa Via Gorgolungo, 5 - Jesi (An) Tel. 0731 254141 / Fax 0731 202778 info@tipografiatj.it - www.tipografiatj.it

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renderci felici. In realtà, questa continua tensione verso “ciò che potrebbe essere domani se … ...” non ci rende in grado di godere dei risultati raggiunti, né dell’auto né dell’orologio o borsa che acquistiamo. C’è chi invece ricerca la felicità lungo il viaggio, non nella destinazione. E forse è proprio così. Si può essere felici ascoltando la musica, mangiando una torta, facendo una corsa all’aperto. Si può godere della compagnia degli amici, della famiglia, di una persona accanto che ci vuole bene. Il forum di questo numero di Password approfondisce il tema del benessere fisico, psicologico e spirituale. Lo dedichiamo a tutti i lettori che si interrogano sul perché della propria insoddisfazione. Dall’alimentazione allo sport, dall’equilibrio psicologico al crescente interesse per le discipline olistiche, in questo numero vi indichiamo la via per raggiungere il benessere. E se non credete che la felicità possa nascondersi nel presente, ricordate che qualsiasi tunnel stiate percorrendo, per quanto lungo e buio possa essere, potete sempre arredarlo con ciò che vi fa stare meglio. E ricominciare da lì. Da voi stessi. Chiara Cascio

“La vita è così. Non puoi prepararti a viverla, non puoi essere pronto a priori. Questa è la sua bellezza, questa è la sua meraviglia: la vita ti coglie sempre alla sprovvista, è sempre una sorpresa. Se hai occhi per vedere, puoi constatare che ciascun momento è una sorpresa e che nessuna risposta prefabbricata è applicabile” (OSHO) Vivi qui ed ora. Gli esperti dicono che la felicità va ricercata nel presente e nelle piccole cose che ci circondano. Altri dicono che la gioia si nasconde nell’amore per gli altri, nell’atto di dare al prossimo. Una società basata sulla solidarietà è più felice. Oggi invece siamo continuamente proiettati in avanti. La nostra vita è scritta su un agenda: programmiamo ciò che faremo nei mesi successivi, scandiamo la nostra esistenza per “prossime” fasi, fissiamo obiettivi a lungo periodo. In questo continuo correre verso una meta, non apprezziamo i lati positivi del momento che stiamo vivendo. I mass media ci bombardano con immagini e messaggi su prodotti, oggetti, situazioni che dovremmo desiderare in quanto - garantiscono - in grado di soddisfarci e di

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BANCA MARCHE LUCIANO GOFFI È IL NUOVO DIRETTORE Luciano Goffi è il nuovo direttore generale di Banca Marche. Goffi, 58 anni, ha svolto tutta la propria carriera nella Banca Popolare di Ancona, di cui è direttore generale dal 2002. Nella scelta il Cda ha tenuto conto sia delle forti capacità manageriali espresse da Goffi sia della sua profonda conoscenza del territorio e del tessuto economico delle Marche e dell’Italia centrale. “Abbiamo fatto una scelta tutta locale, di un personaggio eccezionale nato a Jesi, come espressione della volontà di Banca Marche di essere attore del territorio - ha dichiarato in conferenza stampa il presidente Lauro Costa  - Vogliamo andare avanti, pensare al futuro, traghettare imprese e privati fuori dalla crisi”. “Ringrazio Banca Marche per la fiducia, ricopro un incarico che per me è fonte di grande soddisfazione – ha dichiarato Luciano Goffi – è un periodo di recessione economica ma Banca Marche ha mantenuto la sua capacità di generare reddito. Prudenza e efficienza sono i valori su cui facciamo leva”.

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EDILIZIA • BIOEDILIZIA5 • ENERGIE RINNOVABILI


L’OROSCOPO DI OLIMPIA

ARIETE: La vostra disponibilità d’animo vi seguirà nella vita professionale e anche i più accesi critici saranno costretti a riconoscere le vostre qualità. Novembre porta “rinascita” in tutti i settori, Mercurio positivo spinge a realizzare nuovi progetti (anche in capo al mondo!)

BILANCIA: State vivendo un periodo più che positivo. Chi ha a che fare con voi in questi giorni noterà qualcosa di diverso, sprigionate vera e propria Armonia, basta la vostra presenza ad illuminare gli ambienti e a rasserenare gli animi. Ottime anche le prospettive di lavoro.

TORO: Forza e coraggio è finito il periodo dei transiti penalizzanti pure. Migliora decisamente la vita di coppia e ritorna appagante la condivisione di tenerezza e interessi.Un avvertimento: evitate gli investimenti pesanti!

SCORPIONE: Il sole d’autunno colora di tinte meravigliose il mondo e farà salire il vostro ottimismo alle stelle. Novembre sarà il vostro mese. Nel lavoro vi darete da fare con impegno. L’ambizione vi spinge a emergere.

GEMELLI: Dopo mesi fantastici e facili ora la situazione s’ingarbuglia! Prima Venere poi Marte, in opposizione vi procureranno una serie di contrattempi. Saprete destreggiarvi, affidandovi alla furbizia e all’inventiva, vostre inesauribili risorse.

SAGITTARIO: Siete noti per non essere persone tranquille o immuni da tentazioni, ma ora correte il rischio di rimanere prigionieri del vostro gioco. Corteggiate o vi fate corteggiare sperando in una simpatica avventura e poi piangete quando l’altro se ne va senza salutare!

CANCRO: La vita di coppia sarà entusiasmante e qualcuno prenderà la decisione di allargare la famiglia! Mettete da parte ogni incertezza nel lavoro, le vostre proposte otterranno grande approvazione con nuove prospettive di guadagno.

CAPRICORNO: Periodo particolarmente buono che vi accompagnerà per lungo tempo, approfittatene cominciando a limare gli aspetti negativi del vostro carattere mostrandovi meno prepotenti e misteriosi.

LEONE: Chi in passato ha vissuto tensioni e incomprensioni, ora trova serenità e complicità. Se siete sentimentalmente liberi, non perdete tempo e dichiaratevi a chi v’interessa:sarete irresistibili! Nel lavoro concentratevi sull’obiettivo, presto i risultati.

ACQUARIO: Sforzatevi di guardare la realtà con obiettività, e vi accorgerete che certi cambiamenti indispensabili sono il trampolino verso futuri successi. A novembre la tenacia porta i primi risultati PESCI: Il periodo si presenta con le carte in regola ma tocca a voi vincere le sfide che il destino vi mette sul cammino. Il partner ufficiale per quanto condivida la gioia dei vostri successi prima o poi vi presenterà il conto.

VERGINE: I single o coloro che sono reduci da dolorose esperienze, si scrollino dalle spalle delusioni e rancori, si gettino nella mischia: l’amore li attende!!!. Al lavoro potrete coronare ambiziosi progetti.

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COMUNICANDO

MOIE, INAUGURATO IL NUOVO POLO SCOLASTICO

parchi e da verde attrezzato e che a breve sarà uno dei principali snodi di piste ciclabili, dove sorgono l’asilo nido, la scuola dell’infanzia, il nuovo Polo scolastico e il complesso culturale eFFeMMe23, primo passo del progetto integrato, splendido esempio di riconversione di un antico complesso industriale che produceva mattoni e ora “produce” cultura. Il nuovo passo sarà il Palazzetto dello Sport di prossima realizzazione. Il nuovo Polo scolastico è strutturato su due livelli, collegati internamente da due grandi vani scala e due ascensori, su cui sono collocate le aule didattiche (20 per la scuola primaria e 12 per la scuola secondaria di I grado) ed i laboratori (7 per le attività di interciclo della scuola primaria e 7 per le attività speciali e musicali della scuola secondaria di I grado). Al piano terra, uffici per la direzione didattica ed amministrativa e relativi servizi. A partire dalle ultime normative vigenti in materia di risparmio energetico ed isolamento acustico, sono stati selezionati materiali, sistemi costruttivi ed impiantistici che, interagendo in modo corretto con gli agenti climatici esterni, consentono di ottenere considerevoli risparmi in termini di combustibile annualmente impiegato e di emissioni inquinanti, e di mantenere elevati livelli di comfort ambientale interno. Tra le scelte tecnologiche messe in campo, i sistemi di riscaldamento radianti a soffitto a bassa temperatura e l’installazione in copertura di un impianto fotovoltaico del tipo vetro-vetro per la produzione di energia elettrica. La segnaletica permette di identificare tutti i luoghi: aule, laboratori, uffici, servizi e spazi comuni (mensa, biblioteca). I segnali sono costituiti da forme geometriche tridimensionali e “divertenti” che ricordano i baloon dei fumetti. I segnali degli spazi dedicati ai ragazzi, come i laboratori o la mensa, hanno testi tradotti nelle 4 lingue insegnate a scuola. Un modo immediato per orientarsi imparando. Nella scuola primaria, le pareti dei corridoi e degli spazi comuni sono diventate grandi superfici comunicative capaci di veicolare messaggi importanti e complessi come il rispetto degli altri, l’integrazione e l’educazione ambientale in modo immediato e “leggero”. Il progetto ideato per la Scuola Secondaria di I grado è legato al mondo della musica. “È una struttura importante che riguarderà le generazioni future per i prossimi cinquant’anni” ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici Umberto Domizioli. “L’istruzione merita locali belli e sicuri, la cittadinanza deve poterne usufruire” ha aggiunto l’assessore all’Istruzione Silvia Badiali. I lavori al secondo lotto, che riguarderà ancora la scuola primaria, dovrebbero partire a gennaio.

Una scuola così bella che tutti i bambini non vedono l’ora di metterci piede. Sembra impossibile e invece esiste davvero: è il nuovo Polo scolastico di Moie, entrato in funzione a settembre, con l’inizio delle attività didattiche della scuola primaria, e inaugurato sabato 27 ottobre alla presenza delle autorità regionali, provinciali e comunali. Ampi spazi, pareti colorate e illustrate, giardini pensili, aule tecnologiche, la nuova scuola, che sorge in via Venezia, è stata pensata e realizzata a misura di bambino: “Ci eravamo posti l’obiettivo ambizioso di realizzare una struttura che aumentasse la voglia di andare a scuola - ha dichiarato il sindaco Giancarlo Carbini - Ebbene, l’entusiasmo dimostrato dai bambini che frequentano qui ci fa pensare che il risultato è stato raggiunto”. Il sindaco Giancarlo Carbini non nasconde la soddisfazione per aver condotto in porto, non senza difficoltà per i vincoli imposti dal Patto di stabilità, un’opera di edilizia scolastica paragonabile sicuramente a poche altre in Italia. Il comune di Maiolati Spontini ha realizzato una struttura ex novo, con tecniche d’avanguardia, l’unica del territorio in linea con l’ultima normativa antisismica. Sia il complesso “eFFeMMe23” che il Polo scolastico fanno parte del progetto “MICS: Moie di Maiolati Spontini Istruzione Cultura e Sport”, che si completerà con la costruzione del nuovo palazzetto dello Sport. Si tratta del progetto più qualificante e importante della Giunta Carbini. Un piano unico nella nostra regione per originalità e peculiarità, che presenta con una visione comune e omogenea la zona della cittadina di Moie dove sono previste le principali realtà in tema di Istruzione, Cultura e Sport. Saranno investiti complessivamente 14 milioni di euro, fondi ottenuti dai proventi della discarica. Il MICS “Moie di Maiolati Spontini Istruzione Cultura e Sport” prevede un’intera area, contornata da

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FESTA PROVINCIALE DEI NONNI, ANCORA SUCCESSI Nuovo grande successo per la Festa provinciale dei Nonni, giunta oramai alla sua 3^ edizione, iniziativa organizzata e promossa dall’associazione Obiettivo Famiglia Federcasalinghe il 13 ottobre scorso presso il centro comunale 6001 di Moie. Nell’anno europeo dell’Invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni, la Festa dei Nonni è parte di un progetto più esteso dal nome “Gli anziani, una risorsa, un’enciclopedia vivente da valorizzare ed ascoltare” che l’associazione Obiettivo Famiglia Federcasalinghe propone ogni anno: l’obiettivo, la cura di sé e il benessere anche nella terza età attraverso momenti di divertimento, di socializzazione e di confronto con le nuove generazioni. La Festa dei Nonni, patrocinata dalla Provincia di Ancona, dal Comune di Maiolati Spontini e resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, è tornata quest’anno con un ricco programma, per una serata all’insegna dell’allegria e del divertimento con musica, buffet e ballo, in compagnia dell’orchestra La Nuova Età. Elemento di novità la partecipazione dei giovani che ha messo in risalto il confronto tra nuove e vecchie generazioni: gruppi di ragazze hanno prestato servizio ai tavoli e accompagnato gli anziani ospiti ai loro posti in sala. A suggellare l’incontro tra le generazioni di ieri e di oggi, Agnese Testadiferro, venticinquenne di Moie, che è stata chiamata a recitare una bellissima poesia scritta da una nonna, Mirella Ortolani, dedicata ai nipoti. La presidente di Obiettivo Famiglia Federcasalinghe Marche Maria Elvira

Nella foto sopra: il momento della premiazione della Sig.ra Ciommei. A fianco: la presidente Maria Elvira Conti Fabbri

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ASSOCIAZIONI

Conti Fabbri ha consegnato alla giovane Agnese un omaggio e una pergamena in quanto “giovane nipote di oggi e possibile nonna di domani”. “La Festa ricorda che le radici sono importanti così come l’albero e i frutti” ha spiegato la presidente Conti Fabbri – Credo nell’importanza di creare punti di contatto tra le nuove e le vecchie generazioni affinché sia possibile il passaggio di valori, racconti e storie. La speranza è che i giovani di oggi possano farne buon uso per cambiare in meglio la società di domani”. E ha aggiunto: “In un momento delicato di crisi economica come quello che stiamo affrontando, non va dimenticato il contributo importante che i nonni danno alle famiglie e alla comunità, riconfermando il loro ruolo di pilastro e di risorsa all’interno di ogni casa”. A premiare i nonni come risorsa, il sindaco di Maiolati Spontini Giancarlo Carbini e l’assessore ai Servizi sociali Fabiana Piergigli, entrambi ospiti d’onore della serata, che hanno consegnato una medaglia ricordo e una pergamena alla coppia più anziana e ai due “supernonni” che, da svariati anni, si occupano di volontariato. Premiati da parte della presidente Maria Elvira Conti Fabbri anche i “supernonni” Alba Ciommei di Moie, prima iscritta all’associazione Federcasalinghe Marche nel lontano 1987, e Geniale Olivieri di Jesi, grande cultore ed appassionato di storia locale. In ultimo, la presidente Maria Elvira Conti Fabbri ha consegnato una pergamena ricordo al sindaco Carbini e all’assessore Piergigli, come riconoscimento per la sensibilità e la partecipazione dimostrate verso tutte le attività promosse da Obiettivo Famiglia Federcasalinghe Marche.


L’AVVOCATO RISPONDE

stituzione dell’amministratore di sostegno che deve indicare le generalità del beneficiario e la di lui dimora abituale, le ragioni per cui si richiede la nomina dell’amministratore di sostegno e il nominativo e il domicilio, se conosciuti da chi presenta il ricorso, del coniuge, dei discendenti, degli ascendenti, dei fratelli e dei conviventi del beneficiario. Il ricorso può essere presentato dalla stessa persona beneficiaria (e, cioè, in favore della quale viene nominato l’amministratore di sostegno), da una persona stabilmente convivente con la persona beneficiaria, da un parente entro il quarto grado, da un affine entro il secondo grado, dal tutore/curatore, dal Pubblico Ministero o dai responsabili dei servizi sanitari e sociali. Il Giudice Tutelare fissa l’udienza di comparizione delle parti, incluso il Pubblico Ministero e il beneficiario (e comunica gli atti al P.M); dispone che il ricorso sia notificato, a cura del ricorrente, al beneficiario e alle persone indicate dal Giudice come da sentire quali fonti di informazione; dispone la convocazione della persona beneficiaria per provvedere all’esame della stessa. Nel corso del procedimento di amministrazione di sostegno, il Giudice Tutelare ascolta i parenti della persona “protetta” (in favore della quale deve essere nominato l’amministratore di sostegno) al solo fine di comprendere meglio la situazione; imprescindibile è invece l’opinione della persona “protetta” stessa (anche se non è indispensabile per l’applicazione della misura dell’amministrazione di sostegno il fatto che il beneficiario abbia chiesto o quanto meno accettato il sostegno e abbia indicato la persona da nominare). N.B.: La misura dell’amministrazione di sostegno può e deve essere “modellata” sulle specifiche esigenze e necessità del beneficiario, tenuto conto, per quanto è possibile, delle sue opinioni e dei suoi desideri. Stante la complessità dell’argomento e l’impossibilità di affrontarlo compiutamente in questa sede, mi auguro di averne fornito quanto meno le linee guida.

Egregio avvocato, mio padre ha più di 80 anni e pur essendo in perfetta forma per la sua età non solo la sua memoria sta venendo meno a poco a poco, ma comincia a non ricordare neanche le cose fatte poco prima. Volevo interdirlo e farlo dichiarare incapace di intendere e di volere, ma mi hanno detto che gli potrei nominare un “amministratore di sostegno”. In cosa consiste? qual è la differenza? Cosa devo fare e soprattutto è vero? Signora N. C. Gent.ma Signora N.C. , la figura dell’ “amministratore di sostegno” è stata istituita nel 2004 al fine di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità d’agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nello svolgimento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente. Ai sensi del “nuovo” art. 404 codice civile, la persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisico o psichica, si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita dal suddetto amministratore di sostegno, nominato dal Giudice Tutelare (che si trova presso il Tribunale – Cancelleria “Volontaria Giurisdizione”) del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio.La scelta (il discrimine) tra interdizione e amministrazione di sostegno è conseguenza di un giudizio che non è di tipo scientifico o medico-legale bensì prettamente giuridico, corrispondendo ad una valutazione di tipo qualitativo (in primo luogo in considerazione del tipo di attività che deve essere compiuta per conto del beneficiario) e non quantitativo; sarà quindi il Giudice e non lo psicologo a dover decidere se applicare la misura dell’interdizione o dell’amministrazione di sostegno La scelta dell’amministratore di sostegno avviene con esclusivo riguardo “alla cura ed agli interessi della persona del beneficiario”; ciò significa che l’amministratore di sostegno, a differenza di ciò che avviene nell’interdizione e nell’inabilitazione, non si sostituisce al rappresentato (persona in favore della quale l’amministratore di sostegno è stato nominato) ma sceglie con questo cosa è meglio per lui (art. 408 c.c.). I soggetti nominabili quale amministratore di sostegno sono: la persona designata dallo stesse interessato; il coniuge che non sia legalmente separato, una persona stabilmente convivente, il padre o la madre, il figlio o il fratello o la sorella, un parente entro il quarto grado o il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata. Il procedimento per l’apertura dell’amministrazione di sostegno ha inizio con un ricorso al Giudice Tutelare per l’i-

Avv. Monica Checchini Presso lo Studio Legale Checchini è disponibile la modulistica necessaria Invito tutti i lettori di Password a rivolgermi (via mail: m.checchini@tiscali.it - o via posta scrivendo a: Avv. Monica Checchini, Via Clementina, 31 Castelbellino Stazione - An -) i quesiti legali che li assillano, al fine di consentirmi di aiutarli o comunque, di orientarli verso le scelte più opportune. Si avvisano i lettori che hanno sottoposto quesiti legali alla sottoscritta che riceveranno il parere direttamente al domicilio indicatomi.

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ha inserito nella sua lista, come Pippi Calzelunghe, i libri di Rodari, di Roberto Piumini, di Bruno Munari… Ciascuno dei tanti titoli citati in questo articolo meriterebbe una trattazione a parte, io ne ho scelto uno, sperando di rendergli giustizia in poche righe: “Piccole donne” di Louisa May Alcott. Pubblicato nel 1868 narra la storia delle quattro sorelle March: Amy, Jo, Meg e Beth, che vivono con la madre e la domestica mentre il padre è al fronte a combattere la Guerra di Secessione. Jo e le sorelle lottano per essere se stesse, al di là di ciò che la famiglia e la società vorrebbero per loro. Jo sogna di diventare scrittrice, Beth suona il piano, Amy dipinge e Meg si sposa presto perché desidera avere una famiglia. Anche se il romanzo è ambientato nell’Ottocento americano e ci sembra apparentemente distante dal nostro mondo e da quello dei nostri bambini, ci rendiamo subito conto che le sorelle March parlano il linguaggio del cuore, vivendo e raccontando le nostre stesse emozioni. E voi, lettori di Password e della mia rubrica, quale libro, tra quelli citati e no, vi ha appassionato nella vostra infanzia e il cui ricordo vi accompagna ancora oggi? Se vi va di condividerlo insieme, scrivetemi a silvia.piangerelli@email.it Mi piacerebbe discuterne con voi e con gli altri lettori nel mio prossimo articolo.

“I romanzi non ci forniscono una nuova forma di sapere, ma una nuova capacità di comunicare con esseri diversi da noi. […] L’orizzonte ultimo di tale esperienza non è la verità, ma l’amore, forma suprema del rapporto umano”. Tzvetan Todorov Quali sono i libri che ogni bambino dovrebbe leggere? Quali i classici intramontabili che fanno parte del nostro patrimonio letterario e che dovrebbero costituire il bagaglio culturale di ciascuno di noi? Il termine “classico” racchiude un’accezione ampia, indicando, comunemente, tutto ciò che assurge a esemplare, a modello. Italo Calvino definì classico “un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire” e che esercita quindi un’influenza particolare sia quando si impone come indimenticabile sia quando si nasconde nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale. Un classico della letteratura per ragazzi, per essere considerato tale, dovrebbe avere un connubio tra qualità formale e ricchezza di contenuto. Esiste, dunque, un canone di classici della letteratura a cui riferirsi? Antonio Faeti in una delle sue “Ventidue lezioni per ostinarsi a leggere” ci offre un elenco di ventidue opere di letteratura per l’infanzia che include: Alice nel paese delle meraviglie, Peter Pan, L’ape Maja, Piccole donne, Le avventure di Pinocchio, La storia del dottor Dolittle, I ragazzi delle via Paal, Il piccolo principe, Heidi, L’isola del tesoro, Il giornalino di Gian Burrasca, Mary Poppins, Ciuffettino, I misteri della jungla nera. Lo studioso ha scelto questi libri perché “compaiono ormai solo come icone dell’immaginario. Se Peter Pan è il piccolo nume di quella temuta sindrome che evoca la non crescita, il rifiuto delle responsabilità, […] Heidi è l’ecologica, è la lotta contro l’invadenza di un urbanesimo avvelenato” e Alice allude alle mille forme del perdersi, del disambientamento. Ma diversi sono i titoli che Faeti non

Silvia Piangerelli Silvia Piangerelli è laureata in Lettere e ha conseguito un Master in Editoria con una tesi sulla letteratura per l’infanzia e sull’importanza delle fiabe per lo sviluppo psicologico del bambino. Lavora come redattrice e ideatrice di testi per una casa editrice, per cui scrive articoli, racconti, testi di varia natura destinati ai bambini e alle insegnanti.

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LETTERATURA INFANZIA

I CLASSICI DELLA LETTERATURA PER RAGAZZI


CONOSCERE LA MASSONERIA

COMUNICANDO

a cura di Riccardo Ceccarelli

La Massoneria, questa sconosciuta. O se conosciuta, più per sentito dire, per la sua “leggenda” e per quel qualcosa di “oscuro” o di segreto che essa ha avuto nei decenni passati, se non da secoli. Per conoscerne qualcosa di più, l’occasione è quella di una mostra che si terrà a Monte Roberto, presso la chiesa di S. Carlo, in piazza Ruggeri, dal 13 ottobre al 10 novembre. Vi saranno esposti quasi un centinaio gli manufatti, tra oggetti e documenti che riguardano la Massoneria a livello internazionale. La mostra dal titolo “I Massoni: davvero Fratelli maledetti? Storia, opere, eventi, oggetti, curiosità, della Massoneria mondiale” è allestita da Ettore Passalalpi Ferrari che ha curato anche il relativo catalogo. Sarà presentata sabato 13 ottobre, alle ore 16,30, nella sala consigliare del Comune con gli interventi del sindaco Olivio Togni, dell’assessore alla cultura Riccardo Ceccarelli e di Ettore Passalalpi Ferrari, cui seguiranno l’inaugurazione e la visita alla mostra nella vicina sede espositiva. La mostra è stata voluta, attraverso questa serie di oggetti e di immagini relativi alla Massoneria, per avere un primo approccio conoscitivo verso un’associazione che per lo più non ha goduto sempre di quella serenità di giudizio che dovrebbe essere necessaria per ogni fenomeno storico e culturale.

I documenti in mostra vanno da stampe dell’Ottocento illustranti momenti della vita massonica (iniziazione, celebrazioni, riunioni, ecc.), a oggetti specifici (decorazioni, diplomi, grembiulini, medaglie, ecc.) e curiosità (vasi, bicchieri, distintivi ecc.), tutti nella loro concreta autenticità. Non c’è stata alcuna intenzione, in quanti hanno promosso e realizzato la mostra, di dare risposte esaurienti sulla Massoneria: se ne sono volute proporre soltanto immagini ed oggetti per meglio conoscerla, per stimolare approfondimenti e sfatare eventuali pregiudizi. Non sono infatti rari nella storia passata e recente del nostro paese riferimenti alla Massoneria, dai moti carbonari, a Garibaldi e alla vicenda unitaria, dagli decenni dell’Ottocento fino a quelli del secolo scorso. Anche gli ideali propugnati di Libertà, di Uguaglianza e di Fratellanza, sono ormai condivisi, senza dimenticare magari le forti polemiche che in passato ci sono state tra Massoneria e aggregazioni religiose, in particolare la Chiesa cattolica. Un motivo di più per conoscere e approfondire. La mostra resterà aperta fino al 10 novembre nei giorni di martedì, venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 19. Per visite fuori orario telefonare in Comune, 0731-702472.

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stema nervoso autonomo in una complessa interazione con quello endocrino ed immunitario che permette il manifestarsi nel corpo (malattia) dei sintomi psicologici. Le emozioni come la preoccupazione, il rimpianto, il risentimento, la paura, l’ansia, i pensieri angosciosi possono mantenere il sistema nervoso autonomo in uno stato di emergenza e attivazione continua. Se ciò accade per un periodo di tempio prolungato e supera ciò che un organismo può sopportare, va a causare danni agli organi più deboli. Facciamo qualche esempio: gastrite, colite, stipsi, aritmie, cefalea, asma, dolori mestruali, psoriasi, sudorazione profusa, arrossamento da emozione, crampi muscolari, artrite ecc... Questi sono solo alcuni tra i disturbi psicosomatici più frequenti, ma che purtroppo spesso vengono curati solamente a livello medico con scarso successo. Sintomi psicosomatici sono comunissimi e facilmente riconoscibili in quasi tutti i disturbi d’ansia e anche in varie forme di depressione ma ne esistono alcuni di più dubbia comprensione, difficilmente imputabili a un problema psicologico piuttosto che a un malfunzionamento organico. In ogni caso una caratteristica comune dei disturbi psicosomatici è la presenza di sintomi

“Ciò che chiamiamo malattia è la fase terminale di un disturbo molto più profondo e perché un trattamento possa avere davvero successo è evidente che non basterà curare la sola conseguenza senza risalire alla causa fondamentale che andrà eliminata” Dott Edward Bach “Che non sia venuto in mente a nessuno che il cervello, il computer dell’organismo, possa essere responsabile di tutte le malattie, è perlomeno strano nell’era dell’informatica” Dott Ryke Geerd Hamer

Vorrei parlarvi di una branca della medicina tanto vasta quanto sconosciuta che è la psicosomatica. Già all’interno della parola possiamo comprendere il significato. La psicosomatica studia la relazione tra mente (psiche) e corpo (soma) e in modo particolare il modo in cui il nostro mondo emozionale e affettivo produce effetti sul corpo. Il presupposto teorico è che corpo e mente sono un’unità inscindibile e come tali sono strettamente legati tra loro. I disturbi psicosomatici possono portare a vere e proprie malattie a livello organico che possono essere causate o aggravate da fattori emozionali. A livello medico è il si-

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PSICOLOGIA BIOENERGETICA

PSICOMATICA: QUANDO IL CORPO CI PARLA


fisici che fanno pensare a un malessere del corpo e quindi a una condizione medica ma che non sono giustificati da questa. È fondamentale in ogni caso indagare accuratamente ed escludere qualsiasi causa organica del disturbo. Quando la causa della patologia è dubbia, bisogna prendere sempre in considerazione una forte componente di origine psicosomatica. Il disturbo psicosomatico viene spiegato come un meccanismo di difesa da emozioni dolorose e intollerabili che si concretizza in un’espressione diretta del disagio psicologico attraverso il corpo. L’ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per poter essere sentite e vissute trovano una via di scarico immediata nel corpo, manifestandosi in uno o più sintomi (Es. mal di testa e nausea). Ciò accade perché la persona non riesce a “mentalizzare” il disagio psicologico, cioè ad essere consapevole delle proprie tensioni emozionali e dei conflitti interiori. Facciamo alcuni esempi. Le cefalee possono segnalare la necessità di allentare l’eccessivo controllo razionale, il bisogno di lasciarsi andare e lasciar spazio all’intuizione. È possibile che vengano trattenute rabbia e pulsioni sessuali. La sudorazione eccessiva di alcune parti del corpo (mani, piedi, ascelle) affligge le persone timide, emotive, ansiose che possono avere difficoltà nei rapporti interpersonali. Quando invece si soffre spesso di gastriti, bruciori di stomaco o altri disturbi digestivi, spesso c’è dietro un atteggiamento di “mandare giù” con troppa frequenza le offese della vita. Il motto di queste persone è “porgere l’altra guancia”, ma allo stesso tempo covano nel profondo rabbia e risentimenti profondi. In questo modo costringono l’apparato digerente ad una lenta e complessa digestione della rabbia. In pratica sono vittime di troppa diplomazia.Vari studi hanno evidenziato come certi tipi di organizzazioni familiari siano strettamente correlate allo sviluppo e al mantenimento dei disturbi psicosomatici. Il disturbo psicosomatico in un mem-

bro della famiglia gioca un ruolo importante nel mantenimento dell’equilibrio. Le famiglie con pazienti psicosomatici sono caratterizzate dall’impossibilità di esplicitare e dare voce al conflitto e alla tensione emozionale che né deriva. L’impossibilità di esprimere le emozioni è una caratteristica di personalità dell’individuo, ma è anche una qualità del sistema cui appartiene, la sua famiglia, a cui è costretto a conformarsi. I vissuti emozionali che non possono essere verbalizzati all’interno della famiglia si manifestano nel corpo e nel sintomo psicosomatico. Infatti le emozioni vengono evitate in modo da mantenere una pseudo armonia del sistema familiare. Il disturbo corporeo è il linguaggio scelto dal paziente per esprimere il disagio della sua famiglia. Troppo spesso qualsiasi disturbo non viene accettato, quindi non osservato ed ha da subito una connotazione negativa. Invece è un segnale, un messaggio che ci viene mandato per attirare l’attenzione su qualcosa di cui diversamente non ci si prenderebbe cura. Bisognerebbe quindi fermarsi, ascoltarsi e chiedersi cosa non va nella propria vita, più che imprecare contro il fato, o sentirsi vittime della sfortuna o del destino, o peggio sentendosi in colpa. Per fare questo potrebbe essere utile l’aiuto di un esperto che aiuti nella lettura di questo particolare linguaggio. La terapia si basa principalmente sull’aiutare la persona ad essere sempre più consapevole del proprio stato emotivo, stimolando anche emozioni positive di amore fiducia, speranza verso di sé. Dott.ssa Norma Zingaretti Psicologa Psicoterapeuta in Analisi Bioenergetica

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LA DANZA SULLE PUNTE: QUANDO LE ALLIEVE SONO PRONTE PER DIVENTARE VERE BALLERINE a cura di Mariella Strappa

Tutte le bambine che si avvicinano alla danza lo fanno perché rimangono affascinate dall’elegante figura della ballerina che si muove veloce sulle scarpe da punta, come se non toccasse il pavimento e non fosse soggetta alla forza di gravità; ogni bambina aspetta con ansia il momento in cui finalmente indosserà quelle scarpette e solo allora si sentirà davvero una ballerina. In questo momento così importante però, le allieve devono essere assistite dalla propria insegnante che deve saper capire come e quando avvicinare le allieve allo studio della danza sulle punte. Spesso, infatti, si tende a sottovalutare i rischi e le gravi conseguenze che le scarpe da punta possono avere sul corpo di un’allieva non ancora pronta a quel tipo di lavoro. La danza infatti è un tipo di esercizio fisico che prevede posizioni e movimenti assolutamente non naturali per il corpo, costringendolo quindi ad uno sforzo notevole; il fatto di dover eseguire questi movimenti sulla punta dei piedi rende maggiore lo sforzo. Per poter cominciare a danzare sulle punte, le allieve devono prima lavorare e studiare per diversi anni sulle mezze punte così da assicurarsi una struttura muscolare e ossea e una forza tale da permettere al proprio corpo di sostenersi sulle punte senza causare gravi danni alla schiena, ai piedi, alla postura, alle caviglie. Spesso, purtroppo, alcune insegnanti avvicinano troppo presto le proprie allieve a questo tipo di studio,rischiando di compromettere la loro salute fisica in quanto non ancora mature fisicamente per affrontare il trauma di sostenere tutto il peso del proprio corpo sulla punta dei piedi. Le ragazzine dovrebbero avere per prima cosa un’età adeguata e ciò significa che non sarebbe il caso di fare loro indossare le punte prima dei 10-11 anni almeno; inoltre, non è tanto l’età quanto gli anni di studio ad essere il criterio per decidere se iniziare ad usarle o no; non è opportuno far indossare le scarpe da punta ad una ragazza al primo anno di studio della danza classica, a prescindere dalla sue età anagrafica. È importante capire che per mantenere l’equilibrio su una superficie così limitata, com’è appunto la scarpetta da punta, il corpo deve compiere uno sforzo molto grande dovendo sostenersi da solo

senza nessun tipo di aiuto esterno; per questo motivo è necessario avere una muscolatura molto forte e sicura, soprattutto nelle zona della schiena e degli addominali. Inoltre bisogna essere molto consapevoli della propria postura così da poter indirizzare in modo giusto il peso del corpo evitando così di cadere dalle punte con il rischio di storte e slogature delle caviglie. Per evitare un approccio sbagliato e dannoso per la salute alla danza è fondamentale quindi, che il genitore, prima di iscrivere la propria figlia ad una scuola o ad un corso di danza classica, riceva tutte quelle informazioni tecniche che dimostrino la serietà e la professionalità degli insegnanti. Mariella Strappa è presidente e direttore didattico e artistico dell’associazione sportiva dilettantistica Nuovo Spazio Studio Danza di Jesi. Affiliata alla UISP, Nuovo Spazio Studio Danza opera principalmente nella promozione e studio della danza in tutte le sue tecniche: classica, moderna, contemporanea, urban (hip-hop). Mariella Strappa, coreografa e insegnante di danza classica dai numerosi riconoscimenti, è stata la prima in Vallesina ad aver introdotto nella sua scuola il metodo di insegnamento della Royal Academy Dance (R.A.D.): Nuovo Spazio Studio Danza è oggi uno dei principali centri della regione Marche e del centro Italia, sede di esami professionali. La scuola collabora con insegnanti e professionisti di alto livello. Tra gli insegnanti ospiti di Nuovo Spazio Studio Danza, il ballerino jesino Francesco Mariottini che, durante l’anno, svolge stage di tecnica classica e moderna. Nuovo Spazio Studio Danza è a Jesi in via Don Minzoni 3/ter. Per informazioni, contattare lo 0731 200077 o consultare il sito www.nuovospaziostudiodanza.it info-promo


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Inaugurazione del punto vendita a Riga (Lettonia)

Marco Martellini, titolare del franchising “Small Pizza”

SMALL PIZZA QUANDO IL “MADE IN ITALY” È TUTTO DA MANGIARE “Quando i sapori locali incontrano la globalizzazione, nasce Small Pizza, marchio di ristorazione in franchising, fondato a Jesi nel 2000 dall’imprenditore Marco Martellini e diffuso dapprima in piccola scala su tutta la Provincia (Ancona, Chiaravalle, Pianello) e attualmente in espansione all’estero, con un punto vendita recentemente aperto a Riga, in Lettonia. La formula è quella del fast food della pizza made in Italy, lavorata artigianalmente, buona e leggera, anche per il portafoglio. Particolarità che dà il nome al marchio è la pizza versione small, piccola e rotonda, dal diametro di 17 centimetri, che è possibile gustare al piatto. “Il prodotto è tutto nostrano, dalla farina alla mozzarella - spiega Martellini - L’impasto viene lasciato lievitare due giorni prima di essere utilizzato. Questo ne garantisce l’alta digeribilità”. Ma qual è il successo di Small Pizza? “Un prodotto genuino, veloce, accessibile – svela Martellini – Siamo i primi in zona ad aver introdotto il servizio a domicilio per la pizza. Con pochi euro in più, la pizza arriva calda direttamente a casa del cliente”. Il marchio Small Pizza si sta diffondendo al di fuori dei confini italiani: “In Lettonia hanno apprezzato il nostro modo di lavorare e hanno deciso di importarlo precisa Martellini - Attualmente siamo

in trattativa anche con un nuovo centro commerciale alle Canarie. Se tutto va bene, a dicembre, Small Pizza aprirà un punto vendita anche lì”. All’estero sono importati, oltre al marchio e allo stile, come da franchising, anche i prodotti italiani: “È un modo di promuovere le eccellenze locali oltre che la nostra cultura gastronomica – aggiunge Martellini – La decisione di tentare l’espansione nei Paesi Baltici è nata proprio con l’idea di promuovere il marchio laddove i ristoranti e le pizzerie italiane non sono ancora molti”. Small Pizza cerca collaboratori per estendere la rete franchising e aprire nuovi punti vendita, anche in zona. Un’opportunità di lavoro da non perdere, considerata l’affidabilità e la qualità legati a un marchio già consolidato come Small Pizza. Per seguire l’apertura dei nuovi punti vendita e per informazioni, consultare il sito www.smallpizza.it.

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VOCE AL SOCIALE

CAFÉ SOLLIEVO A CASTELPLANIO, UN’INIZIATIVA A SUPPORTO DEI MALATI DI ALZHEIMER E DELLE FAMIGLIE L’Alzheimer è una malattia degenerativa che distrugge lentamente e progressivamente le cellule del cervello. Colpisce la memoria e le funzioni mentali ma può causare altri problemi come confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale. All’inizio i sintomi - qualche difficoltà a ricordare e la perdita delle capacità intellettive - possono essere così lievi da passare inosservati, sia all’interessato che ai familiari e agli amici. Col progredire della malattia, diventano però sempre più evidenti e cominciano a interferire con le attività quotidiane e con le relazioni sociali. Le difficoltà pratiche nelle più comuni attività quotidiane, come vestirsi, lavarsi o andare alla toilette, diventano a poco a poco così gravi da determinare, col tempo, la completa dipendenza dagli altri. Dall’Alzheimer non c’è possibilità di guarigione. Fortunatamente, però, esistono sul territorio reti di supporto e assistenza che offrono supporto psicologico ai familiari e sottopongono i malati a pratiche ed esercizi che possono, se non altro, rallentare il processo degenerativo. Dal mese di maggio, è attivo a Castelplanio, presso i locali della Parrocchia Santa Maria del Cammino , il “Café Sollievo”, un servizio di sostegno e aiuto dedicato ai malati di Alzheimer e alle famiglie, organizzato  e promosso dalla società ALMA Consulting in collaborazione con l’associazione Alzheimer Italia Marche e con il supporto del Comune. Due pomeriggi al mese, per un totale di quattro ore complessive, in cui i malati e le famiglie incontrano gli esperti per affrontare i primi sintomi e disagi legati alla malattia. “Il Café Sollievo è un’iniziativa pilota sul territorio, un punto di riferimento importante di cui c’è necessità - spiega il dott. Maurizio Latini, sociologo di Alma Consulting – Tutta l’attività ruota intorno l’idea di condivisione

Sotto, da sinistra: il dott. Stronati, il dott. Latini e la dott.ssa Secondini

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sostegno, come quella di Café Sollievo, e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica, delle istituzioni e delle autorità. “L’Alzheimer è una malattia che coinvolge non solo il malato ma anche i familiari - spiega la dott.ssa Sara Secondini, vice presidente dell’associazione Alzheimer Italia Marche - Nel territorio, mancano strutture idonee e di sostegno. Ci si ritrova catapultati nella malattia, senza sapere a chi rivolgersi. Qui nella Vallesina, in particolare, manca un centro diurno per malati di Alzheimer di cui, invece, c’è forte necessità. Iniziative come Cafè Sollievo offrono sicuramente possibilità di aiuto, confronto e sostegno, permettendo ai partecipanti di sentirsi meno soli. Tuttavia c’è ancora molto da fare e Alzheimer Italia continua la sua lotta per il riconoscimento dei diritti dei malati”. Il Café Sollievo è gratuito e aperto a tutti gli interessati. Possono parteciparvi anche operatori socio-assistenziali. Per informazioni sul Café Sollievo e sulle date degli incontri è possibile contattare Alma Consulting ai numeri 329 4121467 – 3391524324 o visitare il sito www.alma-consulting.net. Oppure, è possibile rivolgersi anche all’associazione Alzheimer Italia Marche, con sede in Ancona, in via Sabotino 9, al numero 071 3580452, mail info@alzheimermarche.it, sito internet www.alzheimermarche.it

Sotto, un momento del “Caffé Sollievo”(Foto di Chiara Cascio)

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VOCE AL SOCIALE

dell’esperienza dell’Alzheimer attraverso attività pratiche e formative alternate a momenti ricreativi e conviviali, a base di caffè, crostate, pizza e pasticcini offerti dalle famiglie. Gli incontri hanno avuto successo, i partecipanti trovano giovamento, anche se c’è difficoltà nel coinvolgere malati e famiglie, da parte loro c’è un po’ di remora nel mostrarsi”. “L’obiettivo è condividere l’esperienza della malattia attraverso momenti di interazione - aggiunge il dott. Alessandro Stronati, psicologo di Alma Consulting - Nei momenti di formazione, forniamo a malati e familiari esercizi e consigli pratici per affrontare al meglio la gestione del quotidiano nelle prime fasi della malattia. I primi sintomi sono perdita di memoria e di ricordi, cui fanno seguito problemi di orientamento spazio-temporale ed episodi di aggressività verbale: di fronte a questi disagi, anche la famiglia del malato va aiutata e supportata nella gestione dello stato emotivo”. Alzheimer Italia è un’organizzazione senza fine di lucro formata in prevalenza da familiari dei malati. Dedicata alla promozione della ricerca media e scientifica sulle cause, sulla cura e sull’assistenza per la malattia di Alzheimer, al sostegno dei malati e dei loro familiari, l’associazione è presente con una delegazione anche nel nostro territorio e si impegna nella promozione e attivazione di iniziative di


L’INTERVISTA

Testi e foto a cura di Chiara Cascio

Intervista a Fabio Morbidelli “RISCOPRIAMO IL GUSTO DELLA MUSICA” Rosora, piccolo e tranquillo borgo collinare del- dato più soddisfazioni? la Vallesina, con poco meno di duemila anime. “La produzione di Found Love, successo interIn pochi sanno che, proprio in questo paese, ha nazionale dei Double Dee. Un brano che negli sede uno dei più importanti studi di registrazio- Stati Uniti è uscito sotto l’etichetta della EPIC ne delle Marche. La redazione di Password de- Records. Ho curato io il mixaggio: ricordo che, cide di visitarlo e di incontrarne il proprietario, appena finito di lavorarci, mi sono detto: “QueFabio Morbidelli, da più di vent’anni professio- sta canzone sarà un successo!”. E di fatto, negli anni ’90, il brano ha scalato nista ed esperto nell’attività le vette delle classifiche indi acquisizione, mixaggio ed FABIO MORBIDELLI ternazionali”. editing del suono. proprietario dello studio Fabio ci aspetta al bar Bier e di registrazione più importante Dopo gli anni con tuo zio, hai proseguito la tua attività a kaffee haus, di proprietà della delle Marche. Rosora. sua famiglia. Ci offre un cafVanta collaborazioni “Sì, a partire dal 1995. Ma fè e ci invita ad accomodarci con cantanti e autori la vera svolta è avvenuta nel all’aperto. “Ho iniziato a ladi grandissima fama 2005, quando ho rilevato uno vorare nel settore nel 1987, provenienti degli studi di registrazione più seguendo le orme di mio zio da ogni parte del mondo. importanti in Italia, con sede Giancarlo dal quale ho eredia Mogliano Veneto. Sono così tato la passione per la musica – racconta Fabio, mentre si accende e fuma una entrato in possesso di una consolle famosissima delle sue sigarette – All’epoca possedeva uno e di alto livello, che lavora con sonorità anastudio di registrazione a Genga, il primo nelle logiche: il modello Neve. Ne hanno fatto uso celebrità come Ramazzotti, Celentano, Simply Marche e già attivo dagli anni ‘70”. Con quali artisti hai avuto l’onore di collabo- Red per la registrazione dei loro album. Il mixer ha dato un valore aggiunto al mio lavorare? “Ho lavorato a innumerevoli produzioni. Ho ro e lo studio è attualmente il più importante collaborato con cantanti e autori di fama in- delle Marche”. ternazionale, come Gloria Gaynor, e con pro- Con l’era tecnologica, come è cambiata la tua tagonisti della musica italiana, come Patrizia professione? Bulgari, Gianni Morandi. Ho avuto l’occasione “Oggi si registra molto più in the box, utilizdi registrare con artisti che partecipavano al zando quindi sonorità digitali elaborate al computer. Onestamente, credo che l’era digitale Festival di San Remo e al Festival Bar ”. Qual è l’esperienza professionale che ti ha abbia sottratto alla musica il lato “umano”:

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L’INTERVISTA

ciascun brano è studiato, costruito e tagliato a tavolino. Le sonorità analogiche regalano invece delle sensazioni a chi le ascolta: la musica entra dalle orecchie e attraversa tutto il corpo!” Come è cambiato il mercato dell’industria musicale? “I costi di produzione si sono abbassati e per un artista è diventato anche più semplice registrare un brano o album. Il mercato è più accessibile e, inevitabilmente, si è saturato. Questo complica la strada che porta al successo, si fa più fatica a sfondare. Le opportunità per chi vuole vivere di musica non sono molte ma credo che la passione faccia da motore. Sempre di più, mi capita di collaborare con artisti emergenti della zona, come Roberto Longo e Andrea Bravi, con band, orchestre e gruppi di musica da ballo”. Progetti futuri? “Sono in fase di ultimazione lavori per promuoversi ancor più a livello nazionale.

Il mio obiettivo resta quello di restituire alla musica la sua naturalezza, di valorizzarne il “gusto” di ascoltarla … Meno artificialità, dunque, più passione. È questa la mia battaglia”.

ASSOCIAZIONE ENTE PALIO SAN FLORIANO Il via alle attività dei Quartieri Storici Posterma, San Benedetto, Santa Croce, San Pietro. Sono i nomi dei quattro Quartieri storici di Jesi che rivivono, ogni anno, durante le celebrazioni del Palio di San Floriano. L’associazione Ente Palio San Floriano ricerca, per la prossima edizione della manifestazione, volontari e collaboratori intenzionati a dare una mano e a partecipare alle attività riguardanti i Quartieri storici. Come è da tradizione, questi si sfideranno in giochi e gare agonistiche - tiro alla fune e staffetta - e sfileranno nel Corteo storico dell’evento. “L’intenzione è quella di creare un Comitato per ogni Quartiere storico, con un responsabile che, durante il Palio, ricoprirà il ruolo del Priore - spiega la presidente dell’associazione Chiara Cascio - Per la prossima edizione, vogliamo valorizzare e ripartire dai cittadini, nell’ottica di ricreare quello spirito di comunità e di unione che era tipico, in città, durante le celebrazioni legati al Santo”. Per informazioni, è possibile rivolgersi al numero 338 1416358 o alla sede dell’associazione in via A. da Jesi (piazza Baccio Pontelli), aperta il sabato dalle 10 alle 12, telefono 0731 561600, mail: paliodisanfloriano@gmail.com

SI ESEGUONO RIPARAZIONI DI MOBILI, INFISSI E LAVORI DI FALEGNAMERIA. Tel. 338 3171410 21


FISICA E FUMETTI! FLASH, MILIONI DI CHEESEBURGER PER UNA CORSETTA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE … a cura di Roberto Longo

“Cosa succederebbe se cavalcassi un raggio di luce?” A. Einstein

Una sera qualunque, nella lontana Central City, un giovane chimico di nome Berry Allen esegue esperimenti nel laboratorio della polizia scientifica. Il tempo non e’ dei migliori, pioggia, lampi e tuoni affliggono il cielo, sembra quindi che ci siano le condizioni giuste per dedicarsi alla scienza piuttosto che a un pic-nic con gli amici. Ma i laboratori, si sa, nascondono pericoli e quella sera Berry viene accidentalmente investito da alcuni prodotti chimici caduti da uno scaffale per colpa di un fulmine. Stordito ed incredulo a causa dello strano incidente, esce per tornare a casa. D’improvviso scopre di correre più veloce del taxi che cercava di raggiungere. Subito dopo si accorge che la reazione combinata del fulmine e dei prodotti gli aveva assegnato una velocità sovrumana. Il fatto di possedere l’ipervelocità ne cambiò drasticamente la vita. Iniziò infatti a mettere il proprio potere al servizio dell’umanità combattendo il crimine, con il nome di Flash e tuta rossa annessa. Nasce quindi un nuovo supereroe, capace di muoversi così velocemente da poter stendere chiunque in una frazione di secondo. Inoltre, dato che stiamo parlando di velocità prossime a quelle della luce, il giovane chimico diventa anche in grado di camminare in verticale sui muri,

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librata, soprattutto se si vuole fare colpo su persone esigenti dal punto di vista estetico e/o per risparmiarsi problemi cardiovascolari o alle articolazioni, legati appunto all’eccessivo accumulo di grassi. Nel caso di Flash, é facile dedurre che il fabbisogno calorico aumenti con la sua velocità, più precisamente esso deve eguagliare la sua energia cinetica (energia racchiusa in ogni corpo in movimento) che tradotto in parole povere significa: più vai veloce più devi mangiare! Immaginiamo quindi che Flash decida di farsi una corsa a una velocità cento volte inferiore a quella della luce (lontanissima dai valori massimi che può raggiungere). Supponendo che la sua massa sia di 70 kg e conoscendo la sua velocità, è possibile, grazie alle leggi delle meccanica classica, calcolare la sua energia cinetica che in questo caso assume il ragguardevole valore di circa settantacinque miliardi di kilocalorie! Sapendo che un cheeseburger contiene circa cinquecento kilocalorie, il velocista scarlatto per correre all’ un per cento della velocità della luce dovrebbe fare uno spuntino di circa centoquarantamilioni di cheeseburger! Il nostro eroe dovrebbe quindi nutrirsi costantemente, magari masticando a super velocità, e sperare che i fast food di Central City gli facciano un forte sconto; per lui non e’ proprio consigliabile combattere il crimine a stomaco vuoto! Per approfondimenti: “La fisica dei super eroi”, di James Kakalios (Einaudi 2007).

Roberto Longo nasce a Jesi il 4 Gennaio 1978. Dopo ever ottenuto la laurea in ingegneria elettronica presso Università Politecnica delle Marche, si trasferisce in Belgio, dove consegue il Ph.D in ingegneria biomedica presso l’ Università Libera di Bruxelles. Autore di numerose pubblicazioni di livello internazionale, collabora con diversi istituti di ricerca interessati allo studio e l’ utilizzo di ultrasuoni per la medicina e la biologia. Attualmente ricopre la carica di insegnante-ricercatore presso l’ Università di Montpellier 2, Francia. Per contattarlo scrivete a: roberto.longo@univ-montp2.fr

SPECIALE SCIENZA

sull’acqua e persino in aria. Infine, vale la pena insistere sul fatto che, come diversi suoi super-colleghi, Berry acquisisce accidentalmente un super potere mentre esegue esperimenti in laboratorio (sogno nascosto di ogni ricercatore). Se nella vita reale qualcuno affermasse di muoversi alla velocità della luce, potrebbe suonare a ciascuno di noi “lievemente” esagerato. Oggi infatti sappiamo che questa velocità (circa trecentomila kilometri al secondo mentre il razzo più veloce costruito dall’ uomo arriva a quarantacinque!) è prerogativa solo delle particelle subatomiche (elettroni per esempio) e quindi per Flash, che è dotato di una certa massa come tutti noi, sarebbe assurdo anche solo pensare di avvicinarsi a tale valore. Viaggiare alla velocità della luce infatti non è come prendere il tram: la percezione della realtà cambierebbe drasticamente in quanto fenomeni relativistici, che a velocità comuni sono trascurabili, assumerebbero un peso importante. Per fare un esempio lo scorrere del tempo per Flash si fermerebbe facendolo rimanere per sempre giovane mentre tutti gli altri lentissimi (per lui!) terrestri invecchierebbero normalmente. Inoltre a velocità simili la resistenza dell’aria e l’attrito del suolo trasformerebbero il nostro eroe in un cumulo di cenere! Ma ammettiamo pure che Flash, in barba alla relatività e alle forze di attrito, riesca ad avvicinarsi a velocità luminari rimanendo integro e sano di mente. La vera domanda che ognuno di noi si è posto almeno una volta nella vita è la seguente: quanti cheeseburger dovrebbe mangiare per farsi una corsetta delle sue? Ogni movimento necessita di una certa quantità di energia e Flash per correre ha bisogno, come tutti noi, dell’energia immagazzinata nel cibo, racchiusa nei legami chimici che formano le complesse molecole degli alimenti. Questa energia si misura in kilocalorie (abbreviato kcal o Cal): il nome deriva dal fatto che originariamente i fisici dell’Ottocento usavano questa unità per misure di calore, senza sapere che anche il calore è in realtà una forma di energia. Il cibo è dunque la nostra fonte energetica ma é anche vero che le kilocalorie in eccesso tendono a trasformarsi in grassi: quindi, se non si è super-veloci come Flash, è sempre consigliabile seguire una dieta equi-


OBIETTIVO BENESSERE

Alimentazione, Salute, Stile di Vita

FORUM

Intervista di Chiara Cascio A cura di Catiuscia Ceccarelli Foto di Francesco Cascio

Alimentazione, salute e stile di vita. Sono le parole chive al centro del Forum di questo numero, voluto dai giornalisti di Password e ospitato presso la rinnovata redazione a Moie, in Via Risorgimento. Tra gli esperti invitati, il Dott. Daniele Mazzieri, agronomo, esperto in agricoltura biologica, orti biologici, cibo e salute; la Dott.ssa Letizia Saturni, nutrizionista, specialista in Scienze dell’Alimentazione, presso il reparto di Cardiologia Riabilitativa della Casa di Cura privata Villa Serena, docente all’Università Politecnica delle Marche e neo presidente dell’Università degli Adulti della Media Vallesina; la Dott.ssa Graziella Belardinelli, presidente dell’Associazione Benessere e Dintorni; la Dott.ssa Giovanna Massei, psicologa clinica; il Dott. Marco Torresi del Centro di attività motoria Chipos. Che cosa significa adottare uno stile di vita sano e quali sono le conseguenze di una cattiva alimentazione? Dott.ssa Letizia Saturni: “Iniziamo con la

definizione di “dieta”, intesa, senza cadere nei luoghi comuni, come un’ alimentazione corretta, equilibrata, variata, moderata, frugale, associata a un buon stile di vita, quindi a un buon comportamento nel mangiare. La parola dieta deriva dal greco e sta a significare uno stile di vita, un modus vivendi. Prendiamo ad esempio la “dieta mediterranea”, che va tanto di moda. Non è un semplice regime alimentare a base di frutta, verdura, pesce e carne ma comprende tutto un know how culturale, specifico di un territorio, legato alle abitudini secolari dei primi popoli che abitavano intorno al bacino del mediterraneo. Questo tipo di dieta non è allora qualcosa

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muffe; queste, bene o male, sono sostanze che un po’ rimangono e che ingeriamo, nonostante tutte le cautele del caso. È preferibile nutrirsi con cibi puri ed esenti da sostanze chimiche. Per quanto mi riguarda, da esperto e da papà, sposo il biologico. E questo per garantire a mio figlio una qualità di vita che reputo migliore”. Le abitudini alimentari in famiglia. Qual è il ruolo della famiglia nell’educazione alimentare? Quali sono i principali errori che si fanno e quali disturbi si verificano? Dott.ssa Giovanna Massei: “La famiglia ha un ruolo fondamentale per quanto riguarda i disturbi del comportamento alimentare che si sviluppano sin dall’età evolutiva, passando per l’adolescenza e poi per l’età adulta. È dal nucleo familiare che si originano infatti una serie di fattori di rischio. Il bambino molto spesso avvia un processo di modeling, osservando e riproducendo il comportamento degli adulti. Se un genitore, per esempio, segue una dieta eccessivamente restrittiva o fa notare di essere sempre a dieta, il bambino potrebbe sviluppare la tendenza ad assumere un comportamento alimentare simile, rischiando di cadere in disturbi come l’anoressia o la bulimia. Molto spesso la famiglia è complice nello sviluppo di comportamenti alimentari non sani e di credenze. Additare un bambino come “grasso”, associandolo a qualcosa di non gradevole, può spingerlo verso un rapporto di rifiuto nei confronti del cibo. In casa, come a scuola o

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FORUM

che ci limita ma piuttosto un mangiar bene associato al consumo di una grande abbondanza di prodotti vegetali. Già a partire dalla prima colazione, cibi come pane e marmellata, biscotti e ciambellone rientrano nella gamma dei prodotti vegetali. La nostra alimentazione, se ben fatta ed equilibrata, è già dunque, caratteristica mediterranea. Per quanto riguarda lo stile di vita si parla sempre dell’attività fisica. Sono d’accordo ma, come spiego ai miei pazienti, il nostro peso è l’espressione di un bilancio tra ciò che mangio e ciò che consumo. Se decido di essere una buona forchetta devo anche sapere che dovrò fare molta attività fisica. Per vivere in modo sano, basta mangiare in modo equilibrato, fare una passeggiata a passo sostenuto, non fumare, non bere troppo alcol. Concedersi ogni tanto un bicchiere di vino a tavola. Un fattore fondamentale è il gusto: qualsiasi dieta fallisce senza il gusto.” Il benessere inizia dunque a tavola. Dott. Mazzieri è d’accordo? Dott. Daniele Mazzieri: “Direi di sì. La qualità del cibo sicuramente influisce. C’è differenza tra gli alimenti che provengono dall’agricoltura convenzionale rispetto a quelli che derivano dall’agricoltura biologica. Ritengo che grandi marchi che producono pasta, per esempio, utilizzano metodologie molto spinte per arrivare a produrre enormi quantitativi di cereali. Questi vengono stoccati in silos in presenza di antibatterici per evitare che si sviluppino


FORUM

Dott.ssa Giovanna Massei

Catiuscia Ceccarelli, “Password”

in altri contesti sociali, bisogna stare attenti nel fare certe affermazioni perché, anche non volendo, il bambino potrebbe viverle in maniera poco piacevole. Il disturbo alimentare è subdolo, non c’è una causa bene precisa, è condizionato da diversi fattori di rischio. In un adolescente, un comportamento che fa da allarme è non vedere il ragazzo o la ragazza sedersi a mangiare a tavola con i genitori”. Dott.ssa Saturni: “L’esperto nutrizionista non entra nel contesto psicologico, quanto piuttosto nel pasto assistito, nel tempo necessario che si dovrebbe impiegare per un pasto; nel modo di mangiare, per esempio, se si mastica o no lentamente. Dipende dal disturbo che si va a trattare. Nell’anoressia, per esempio, è più una questione matematica: la ragazza è estremamente preparata sulle kilocalorie e le conosce meglio delle tabelle di composizione degli alimenti, rispetto al ragazzo”. Stile di vita sano è anche movimento. Quanto è importante l’attività fisica e quali sono i principali disturbi che nascono da uno stile di vita sedentario? Come affrontarli? Dott. Marco Torresi: “Ho da poco coniato un nuovo termine nel processo di evoluzione dell’uomo: dall’Homo Sapiens all’Homo Sedentem, seduto e sedentario. Geneticamente siamo uguali all’uomo di due milioni di anni fa ma, negli ultimi 40 anni anni, abbiamo messo l’uomo seduto. Se noi analizziamo le giornate

di un bambino di scuola elementare o di un ragazzo delle scuole medie , nell’arco della giornata sta sempre seduto con pochissime ore dedicate all’attività fisica, a scuola solo un paio settimanali. Non sono niente. Dobbiamo trovare degli escamotage per far muovere questi ragazzi, fin da piccoli. Il condizionamento della famiglia è importante. Per esempio, se abitate vicino ad un supermercato non andate a fare la spesa con vostro figlio in auto! Andate a piedi! Altrimenti si insegna al bambino che, in quell’unica occasione che ha per camminare, non c’è bisogno di farlo perché c’è la macchina! Ma l’input deve venire anche dalle scuole. L’Educazione fisica non va considerata, tra le varie materie, come l’ultima ruota del carro. Purtroppo, nell’età evolutiva stanno crescendo le lombalgie, cosa che fino a pochi anni fa non si era mai sentita. Il corpo umano è fatto per il movimento: se fermo è una macchina che non può funzionare”. L’attività dell’associazione di Benessere e Dintorni. Quali soluzioni propone per il benessere da acquisire nello stile di vita? Dott.ssa Graziella Belardinelli: “Non c’è una soluzione unica, ce ne sono tante. Dal bambino all’adulto, la cartina tornasole di ogni cosa, per stare bene, è fare ciò che ti dà gioia. A tutte le età. Fare una corsa, una mangiata. È semplice: essere allineati con quello che senti e che ti va di fare rende pronti a dare.

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queste tecniche alternative per il benessere, di punti di vista diversi da quelli ordinari della nostra cultura occidentale. Per ogni edizione, l’associazione propone così qualcosa di diverso. Nell’ultima, abbiamo inserito in programma l’ Ortho-Bionomy, una disciplina che stimola il corpo a ritrovare il proprio equilibrio. Ha riscosso notevole successo anche la terapia Craniosacrale. Sono tante le metodologie per allineare mente, corpo e spirito. Il corpo che si ammala non è solo il risultato di una cattiva alimentazione fisica ma anche spirituale. Se tutto il giorno sono arrabbiato, mi stresso e mi affanno, la rabbia rovina il mio fegato. Sto male quando la mia anima non è allineata con quello che sto facendo. Noi dobbiamo capire che non siamo solo essere fisici ma anche spirituali, è importante nutrire il nostro fisico ma è altrettanto importante nutrire anche lo spirito”. Quali sono i cibi da evitare? Come scegliere quello che va portato sulle nostre tavole. Come leggere l’etichetta? Dott. Mazzieri: “Per i prodotti agricoli è importante controllare la provenienza del prodotto: un consiglio è quello di preferire l’alimento a chilometri “zero”, di cui è più facile risalire alla tracciabilità. Le derrate alimentari di larga distribuzione sono trasportate in condizioni “artificiali”, con l’impiego

Dott. Marco Torresi

Dott. Daniele Mazzieri

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FORUM

Secondo il mio punto di vista personale e non in quanto presidente di un’associazione che propone sistemi alternativi di equilibrio, oltre a se stessi, bisogna pensare anche agli altri. Io ritrovo così il mio equilibrio interiore e mi sento in pace. In questa società in cui siamo diventati tutti egoisti, è bene interessarsi agli altri perché, in fondo, gli altri siamo noi. L’altruismo e la solidarietà fanno rinascere in noi un’apertura, un senso di accoglienza che ci fa stare bene. Credo nell’amore, in senso lato”. Che cosa fa l’associazione Benessere e Dintorni per promuovere la cultura del benessere e quanto è importante la vostra attività? Dott.ssa Belardinelli: “ L’associazione si adopera per diffondere culture e discipline alternative legate al benessere: l’idea di fondo è che, per far passare un malessere anche fisico, come il mal di testa, non necessariamente serve la pillolina ma magari basta essere più allegri, più felici. Magari più impegnati nel sociale. Se le persone si rendessero conto che aiutando gli altri stiamo bene tutti, secondo me la società potrebbe davvero cambiare. Si è conclusa da poco l’ottava edizione dell’iniziativa “Oli-Days”, a Villa Borgognoni, e abbiamo potuto constatare che c’è una sete enorme di conoscenza di


logicamente deve essere sempre equilibrata, variata e moderata. Come regola generale consiglio una dieta basata su: frugalità (porzioni moderate); equilibrio (carboidrati e proteine); varietà (se ho deciso di mangiare, per esempio, una mela non scelgo solo quella verde ma anche quella gialla, quella rossa, e così via). Ogni alimento ha una sua peculiarità che si riflette sul mio stato di salute. Non escludo niente ma non abbondo nulla, mi muovo, non fumo e bevo adeguatamente. Per quanto riguarda l’educazione, sicuramente la famiglia gioca un ruolo fondamentale ma è inserita comunque nella società. C’è la scuola, lo sport, le feste di compleanno. Queste istituzioni devono comunicare con le famiglie. Se i genitori allestiscono in casa un menu completo con pasta, carne, pane, frutta e verdura, la scuola non può proporre gnocchi e pizza. Anche gli istruttori di sport devono collaborare con la famiglia: niente integratori o merendine con conservanti. Meglio acqua, sale e zucchero o pane e marmellata! Le feste di compleanno, poi, sono un tripudio di grassi e zuccheri. L’educazione va al di là della sola famiglia. Ecco perché ho accettato volentieri di sperimentarmi anche in un altro ambiente, quello dei nonni. I nonni hanno una realtà diversa da quella dei loro nipoti e, avendo vissuto la fame del dopoguerra, oggi non riconoscono le giuste proporzioni. Il nonno, per merenda, fa magiare al nipote un sano panino

FORUM

Chiara Cascio, “Password”

di prodotti chimici che impediscono agli alimenti di marcire. È vero, sciacquandoli con dell’acqua, portiamo via le sostanze utilizzate ma questi procedimenti rischiano comunque di alterare il prodotto prima che ancora arrivi sulle nostre tavole. In parole povere, meglio un ceppo di insalata mangiucchiato dalla lumache piuttosto che quella nei sacchetti. Per quanto riguarda la qualità, se noi ci rivolgiamo a prodotti biologici occorre verificare che ci sia il marchio. Non tutto quello che è biologico è in realtà sano. Lo è un prodotto in cui tutti gli ingredienti sono di origine biologica. Ecco perché è essenziale valutare l’etichetta, gli ingredienti. In questo caso vale sempre la “regola della nonna”: se la nonna è in grado di leggere e di riconoscere gli ingredienti di un prodotto allora possiamo stare tranquilli, altrimenti l’alimento è da evitare. Occorre controllare anche la tabella dei valori nutrizionali per vedere se ci sono, ad esempio, i grassi saturi, insaturi o trans. Questo tipo di cibo va evitato.” Dott.ssa Saturni, a questo argomento aggiungiamo qualche nota sull’educazione alimentare nella famiglia e, facendo riferimento anche al suo ruolo di presidente dell’Università degli Adulti della Media Vallesina, cerchiamo di capire il rapporto tra alimentazione e terza Età. Dott.ssa Saturni: “ A mio avviso, se in natura troviamo così tanti alimenti è perché, evidentemente, tutti servono al nostro corpo. Condivido la scelta della dieta vegetariana,

Dott.ssa Graziella Belardinelli

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Quanto è importante per combattere lo stress? Dott. Torresi: “L’attività fisica aiuta ad abbassare il livello di stress ma va contestualizzata in base al soggetto. Non a tutti la stessa attività fa lo stesso effetto. C’è chi preferisce attività molto dinamiche, in cui scaricare le tensioni, e che quindi predilige sport come la kick box, sentendo il lavoro fisico, nonostante sia reduce da una giornata pesante. C’è pure la persona che gradisce un’ attività di massimo relax. Si consiglia di affidarsi a professionisti competenti che possano offrire una gamma di servizi seri più ampia per rispondere alle diverse esigenze. Stabilire una sorta di contratto con il cliente/paziente e capire cosa vuol dare il professionista e cosa vuole ricevere e può dare da lato fisico il cliente.. Una passeggiata quotidiana di circa 30 minuti è consigliata ma l’attività fisica non è solo quello. E’ importante imparare a conoscere il proprio corpo per imparare a muoversi. Io faccio sia attività fisica dinamica sia meditativa, perché penso che siano complementari”. In conclusione, il segreto per un benessere fisico e psicologico, gli esperti dicono sia questo: “Mangia bene, muoviti ogni giorno, vivi qui ed ora!”

Dott.ssa Letizia Saturni

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…ma la porzione è esagerata! Quel panino lì gli anziani lo mangiavano ma poi andavano per i campi a lavorare; i nostri figli invece vanno dal tavolo al divano…” Quanto incide lo stress sulla qualità della vita? Dott.ssa Massei: “Lo stress è un’attivazione emozionale. A ben vedere, si è sempre stressati, anche quando si è innamorati. Diventa nocivo quando le condizioni ambientali non permettono a questo stato di eccitazione e di tensione di trovare sfogo, ma diventa continuo e sgradevole. Lo stress quotidiano, la frenesia quotidiana, incidono molto in un discorso di disequilibrio psicofisico con se stessi e di relazione. In un mondo dove siamo sempre in tensione, protesi verso qualcosa o qualcuno, la cui immagine è proiettata nel futuro, bisogna provare a riacquistare una sorta di equilibrio personale. La strategia, forse più giusta, sta nel vivere il presente, qui e ora. Fare ogni cosa assaporandola, iniziando proprio dal mangiare; cercare di stare con se stessi anche quando si è presi da altro, per garantire un maggiore equilibrio con il proprio io e con tutto quello che ci circonda. La mindfulness, una nuova terapia cognitiva e meditativa, è una delle nuove tecniche che aiutano a stare meglio con se stessi, a combattere lo stress.” L’educazione all’attività fisica è sufficientemente diffusa nella nostra cultura?


ASSOCIAZIONE BANDA MUSICALE E MAJORETTES PIANELLO VALLESINA

Facciamo crescere la tua passione! APERTE LE ISCRIZIONI PER I NUOVI CORSI DI ORIENTAMENTO

Sono ripartiti i corsi di orientamento musicale e majorettes, organizzati e promossi dall’associazione Banda Musicale e Majorettes di Pianello Vallesina, con il contributo del Comune di Monte Roberto e quello della Provincia di Ancona. I corsi musicali sono tenuti da insegnanti diplomati al Conservatorio e prevedono lezioni di ottoni, legni, batteria e percussioni e si svolgeranno presso la sede della Banda, a Pianello Vallesina, Casa Ferazzani, in via Trento 2. “Le lezioni sono sia individuali che di gruppo - spiega il Maestro Manolito Rango - L’obiettivo non è solo l’insegnamento, ma anche il coinvolgimento degli interessati nella realtà ricreativa e associativa di questa nostra grande famiglia. L’anno scolastico si concluderà, poi, con un saggio finale che, quest’ anno per la prima volta, abbiamo avuto l’onore di presentare nella splendida cornice di Villa Salvati”. Quali sono gli appuntamenti di cui ogni anno siete protagonisti? “Sono molti quelli a cui la Banda ha partecipato durante l’anno 2012: dal tradizionale Concerto dell’Epifania al Carnevalone di Fano sino all’immancabile Festa d’Estate. Ci sono poi i vari servizi istituzionali e religiosi locali e non, e le attività di gemellaggio con le altre realtà nazionali e internazionali. Quest’anno lo scambio è avvenuto con la città di Marano Lagunare, ospitata a luglio per la Festa d’Estate – spiega il Maestro Rango – poi raggiunta il mese successivo, noi ospiti a nostra volta. In quell’occasione abbiamo riproposto il nostro musical “Aggiungi un posto a tavola”, nato dalla combinazione di voci recitanti, banda e majorettes eseguito per la prima volta durante il tradizionale concerto d’Estate”. E le prossime iniziative in programma? “Il 25 novembre festeggeremo la Patrona della Musica: Santa Cecilia, poi partiremo per Avezzano, in provincia de L”Aquila, con la Santa Claus Band per la festa dell’8 dicembre - continua il maestro Rango - e il 2013 si aprirà poi con l’immancabile Concerto dell’ Epifania che quest’anno sarà dedicato a Giuseppe Verdi, in occasione del bicentenario dalla nascita.”. Successi dunque per la Banda, i cui corsi ogni anno registrano un grande e crescente numero di iscritti, ma anche per le Majorettes che, guidate dalla maestra Silvia Mercanti, quest’anno si sono aggiudicate il terzo posto al Concorso Nazionale per Majorettes di Faleria (VT). Per chi volesse praticare questo sport sono aperte le iscrizioni per i corsi con tecnica Twirling e Pon Pon, che si terranno presso la palestra di Pianello Vallesina due giorni a settimana (martedì dalle 20,00 alle 21,30 - giovedì dalle 18,30 alle 20,00). Per contattare l’associazione Banda Musicale e Majorettes di Pianello Vallesina e chiedere informazioni dettagliate sui corsi chiamare il numero: - 348 3182139 (Manolito Rango - insegnante) per i corsi di Majorettes con tecnica Twirling e Pon Pon - 347 7364679 (Silvia Mercanti - insegnante)

Comune di Monte Roberto

Provincia di Ancona

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