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Il Presepe tradizione e simbologia

Speciale Natale 2020 1


Angelo Di Lieto

Periodico di cultura, informazione e pensiero del Centro Studi Bruttium (Catanzaro) Registrato al Tribunale di Catanzaro n. 50 del 24/7/1996. Chiunque può contribuire alle spese. Manoscritti, foto ecc.. anche se non pubblicati non si restituiranno. Sono gratuite (salvo accordi diversamente pattuiti esclusivamente in forma scritta) tutte le collaborazioni e le prestazioni direttive e redazionali. Gli articoli possono essere ripresi citandone la fonte. La responsabilità delle affermazioni e delle opinioni contenute negli articoli è esclusivamente degli autori.

Anno XXIV Speciale 02 - 2020 Direttore Responsabile Giuseppe Scianò Direttore editoriale Pasquale Natali Presidente Raoul Elia Progetto Grafico csbruttium.altervista.org Centrostudibruttium.org info@centrostudibruttium.org Direzione, redazione e amministrazione CENTRO STUDI BRUTTIUM Iscr. Registro Regionale Volontariato n. 114 Iscr. Registro Regionale delle Ass. Culturali n. 7675 via Bellino 48/a, 88100 - Catanzaro tel. 339-4089806 - 347 8140141 www.centrostudibruttium.org info@centrostudibruttium.org C.F. 97022900795 2 I Quaderni


Il Presepe tradizione e simbologia

Angelo Di Lieto e Enzo Rotella

Presentazione Nel 2017, in onore dell’artista Enzo Rotella, pubblicai, per conto dell’Arciconfraternita della Chiesa del San Giovanni di Catanzaro, una Storia sulla nascita dei Presepi. All’epoca, io e il Priore Mario Cristiano, nell’intento di fare all’amico Enzo una gradita sorpresa, pubblicammo questa breve storia, con l’intento di immortalare, attraverso i diversi personaggi plasmati con le sue mani, la forza del suo Credo, la particolare Simbologia e il suo Amore verso la Religiosità Popolare. L’anno scorso, in occasione delle feste di Natale, anche Rotella, insieme ad altri amici collezionisti, presentò, con alcuni suoi presepi, nella Sagrestia della Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo di Catanzaro Lido, una straordinaria Mostra, che rallegrò tutti i visitatori, per la genialità, la modernità e l’impegno profuso dai numerosi partecipanti.

Di recente avevamo deciso di riproporre per le feste di Natale una nuova mostra, purtroppo, questa rassegna espositiva, per il momento è stata sospesa, perché nel mese di settembre 2020 uno sfortunato incidente stradale ha distrutto la vita del carissimo Amico Enzo Rotella. E’ stato un dolore immenso che ha toccato profondamente il cuore di tutti gli Amici e di tutti coloro che gli volevano bene. A questo punto, d’accordo con il Priore Mario Cristiano, abbiamo deciso di ripubblicare on line la mia documentata ricerca, con l’intento di voler ricordare per il futuro, questo grandissimo Amico ed il “Presepe di Enzo Rotella”, collocato nella seconda navata di sinistra della Chiesa del San Giovanni in Catanzaro. Angelo Di Lieto Speciale Natale 2020 3


Angelo Di Lieto

Il

Presepe

Tradizione e Simbologia

(Enzo Rotella e il suo Presepe) Il fascino dell’antico presepe napoletano vive ancora e molti sono i cultori che oggi preferiscono realizzare con passione questi simboli religiosi, utilizzando la loro esperienza e il loro tempo di creazione. Nei secoli paleocristiani i primi a parlare della nascita e della vita di Gesù furono gli Evangelisti San Francesco e il suo presepe Luca e Matteo, i quali, con i temi della mangiatoia, degli angeli messaggeri, dei pastori, della fuga in Egitto, dell’adorazione dei Magi e della strage degli innocenti influenzarono i presepisti ad armonizzare la nascita dei presepi. Nel III secolo d.C., il presepe si arricchì con altre immagini e così si pensò alla stella, al bue e all’asinello. Ma la tradizione di un bimbo che nasce in una grotta non è solo cristiana, perché secondo alcune più antiche narrazioni, i popoli antichi raccontavano già di un evento eccezionale riguardante la nascita di un bambino in una mangiatoia. Quando S. Francesco aveva circa quarant’anni e cominciò a sentire l’avvicinamento della morte, in prossimità del Natale del 1223, nell’intento di risvegliare nel popolo la fede, pensò di festeggiare questa solenne cerimonia in compagnia dei suoi fratelli, ricreando un ambiente come quello di Betlemme, perché avrebbe voluto vedere con i suoi occhi l’evento che gli evangelisti avevano raccontato. Il suo viaggio a Betlemme lo stimolò a ricreare in Italia la stessa atmosfera. 4 I Quaderni


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Scelse per la nascita del Bambinello una località che si chiamava Greccio, in prossimità di Rieti. Poi fu individuata una grotta, venne preparata la mangiatoia, si compose la Sacra Famiglia con il bue e l’asinello, radunò la gente del posto e i frati del convento che divennero i pastori della scena evangelica. Quando annunciò la Nascita del Bambino Gesù, pianse di commozione, perché non immaginava che avrebbe visto, come dal vero, lo storico evento. Da questo momento furono gli stessi francescani a diffondere la tradizione dei presepi, che iniziò a Napoli proprio in un loro convento, riproducendo la vita quotidiana e interpretando i costumi secondo le diverse epoche. Il primo presepe di cui si ha notizia fu realizzato nella città di Napoli nel 1225, nella Chiesa di Santa Maria del Presepe. Un’altra rara notizia si ha nel 1340, in Amalfi, in quanto è documentato che esisteva un presepe nella Cappella della nobile famiglia d’Alagno, la quale faceva parte della Corte aragonese di Alfonso il Magnanimo. La storia che verrà raccontata, legata alla notizia del presepe, mira solo ad evidenziare lo stato di particolare religiosità in cui viveva la famiglia d’Alagno, anche perchè mi ha offerto l’occasione di narrare, in sintesi, i beffardi e delicati avvenimenti che un secolo dopo accaddero. Alfonso I d’Aragona (1394-1458), re di Napoli, si era perdutamente innamorato della bellissima e affascinante Lucrezia d’Alagno, la quale, nel regno partenopeo, per la continua dedizione che riceveva dal sovrano, dalla nobiltà napoletana ed europea, dal Papa e dai diversi feudatari italiani, veniva ormai considerata la vera Regina. Il Re, separato da oltre trent’anni dalla moglie Maria Castiglia, la vera Regina, ma vecchia e malata, non ebbe mai dal papa Callisto III, un falso puritano, lo scioglimento del matrimonio. Alfonso I, per poter sposare Lucrezia, che poneva la sua illibatezza sino alla celebrazione del matrimonio religioso, doveva attendere la morte della moglie Maria Castiglia che viveva in Spagna. Purtroppo il Re Alfonso, per un grave morbo, morì il 27 giugno 1458, all’età di 64 anni, lasciando Lucrezia senza corona. La beffa fu che la Regina Maria Castiglia, qualche mese dopo, Speciale Natale 2020 5


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Presepe napoletano del 1700

morì a Valenza nell’autunno del 1458. La notizia del presepe nella dimora della nobile famiglia D’Alagno è la prova che nel tempo, la tradizione del presepe era passata dalle Chiese alle case devozionali degli aristocratici, i quali, preferirono inserirsi nell’atmosfera natalizia, sostituendo i pastori vestiti con abiti contadinotti con personaggi che indossavano invece abiti di seta, ricamati e arricchiti di ori e di splendidi monili. Il presepe non incantò con emozione solo i cristiani, ma anche tutti gli amanti dell’arte e della bellezza, indipendentemente dal personale credo religioso. Nel 1500 furono realizzati presepi con qualsiasi materiale, legno, creta e anche in pietra, in grandi e piccole dimensioni, pure ad altezza umana, con pastori snodabili per consentire i diversi movimenti e dipingendo a tutta parete scenografie di grande bellezza. L’ambiente presepiale, nella materializzazione, veniva considerato un luogo ideale e perfetto di pace e di armonia, anche perché, nel periodo settecentesco, i poeti, gli scrittori e gli artisti, ispirandosi all’atmosfera dell’antica Arcadia greca, rievocavano il sereno mondo bucolico. Così si sviluppò più intensamente la modellazione di pastori, riproducendoli in sculture di legno, o in creta, con vestiti ricchi o dipinti, secondo le fogge dell’epoca, e anche resi vivi con gli occhi di cristallo per aumentarne il pregio ed il valore. 6 I Quaderni


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Clavicembalo settecentesco

Calascione

Il presepe ebbe il massimo del successo nel 700, sviluppando anche una certa teatralità con la fusione di scene nel sacro e nel profano. Infatti, il teatro napoletano aveva dato l’idea agli artisti di realizzare i fondali scenici dei presepi dipingendo i panorama bucolici desiderati e aveva inoltre trasformato in pastori i tratti dei teatranti nei loro differenti comportamenti e abbigliamento. Nel 1700 nacque poi anche la scritta “Gloria in excelsis Deo”, apposta sul cartiglio di un Angelo posizionato sulla grotta. Inoltre vennero realizzati presepi a rilievo, con la Sacra Famiglia vicino alla mangiatoia e con l’asinello e il bue, soprattutto nell’Italia Meridionale. Nell’adorno dei presepi poi non mancarono, riprodotti

Alfonso e il suo presepe Speciale Natale 2020 7


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La seicentesca Chiesa di S. Giovanni a Catanzaro

da veri liutai, perfettamente in miniatura, clavicembali che suonavano, oppure mandole, viole e calascioni, o le tradizionali zampogne, che riuscivano a dare armonia alla Natività con i pezzi celebri dei musicisti dell’epoca. Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, nato a Pagani (Salerno) nel 1696, prelato e famoso avvocato del foro di Napoli, venne influenzato dai temi pastorali del suo territorio napoletano, per cui fu portato a scrivere il più bel canto natalizio:”Tu scendi dalle stelle...”, chiamato in vernacolo “Quanno nascette ninno”.

Gli Angeli del presepe di Rotella 8 I Quaderni


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Particolare del presepe di Enzo Rotella in ginocchio la figlia Rosa

I presepi influenzarono anche gli appassionati di altre regioni, perchè vi erano degli artisti napoletani che, in occasione delle feste natalizie, si trasferivano nelle diverse città italiane per realizzarli nelle case dei committenti del Nord Italia. Ma i presepi e le scene dipinte da abili artisti coinvolsero anche i reali europei che visitavano Napoli e che restarono affascinati innanzi a queste splendide attività artigianali. Non di rado nei vicoli napoletani, nell’alternarsi delle icone dei Santi, vi erano anche nicchie dove per devozione si ponevano piccoli presepi. Di notte, se non c’era la luna, le strade e i vicoli si trovavano completamente avvolti nel buio e questo rendeva Speciale Natale 2020 9


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Suonatori del presepe di Enzo Rotella (particolare)

difficile percorrerli nelle ore notturne. Un monaco ebbe un’idea geniale, perché suggerì ai suoi fedeli, nell’intento di non lasciare le figure sacre nel buio più totale, di posizionare ed accendere piccole lampade perpetue ad olio. Così, con questa devozione si risolse nelle vie dell’antica città di Napoli il problema del camminamento notturno. Ovviamente i governi non potevano contribuire alle spese di questa devozione 10 I Quaderni


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e ai costi di questo servizio di illuminazione, per cui gratuitamente e religiosamente le pie donne assunsero l’incarico di curare ed illuminare Gesù Bambino e tutti i Santi protettori posizionati nei loro rioni. Pure i sacerdoti, poi, pur di incrementare la fede, spingevano le famiglie, durante le feste di Natale, ad avere in casa un presepe. Anche il periodo delle scoperte archeologiche di Paestum e di Pompei diede lo spunto ai presepisti, nell’intento di aumentare la sacralità e la bellezza dei presepi, posizionare nei diruti templi pagani realizzati per il gruppo della Sacra Famiglia, circondato da pecorelle e da pastori, fra colonne erose e spezzate dal tempo, oppure tra metope, timpani e frontoni. La ricostruzione di architravi e di frammenti rilevati dai grandi ritrovamenti divennero anche il simbolo di una società pagana al tramonto che si contrapponeva alle decorazioni ornamentali cristiane. La raffigurazione di pastori nei loro gesti, tendenti tutti a gioire nella notte dello straordinario miracolo, la celebrazione della solennità in uno scenario festoso e pio, l’esposizione di tanti piccoli oggetti miniaturizzati e utilizzati quotidianamente nelle case, (pentole, scope, piatti, mobili in miniatura, quadretti con immagini sacre, anfore, osterie rifornite di ogni ben di Dio), formavano una scenografia cristiana dentro la quale ogni visitatore s’immerge per scoprire i singoli particolari e per osservare con meraviglia le umane espressioni dei figuranti nei loro abiti lussuosi o in quelli indossati anche dai modesti popolani.

Presepe di realizzazione orientale Speciale Natale 2020 11


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Alcuni perfezionisti, ancora oggi, sentono la necessità di riprodurre pastori e scene di foggia orientale, creando l’atmosfera e il fascino del lontano Oriente e sviluppando in tono più contenuto l’emozione dei pastori e della mangiatoia. Dopo aver rappresentato in sintesi la storia della nascita dei presepi nelle loro diverse evoluzioni antropologiche ed escatologiche, bisogna far conoscere il presepe, che è stato posizionato nella seconda navata di sinistra nella seicentesca Chiesa di San Giovanni a Catanzaro. L’autore è l’amico Enzo Rotella, un autentico confratello della Confraternita della Chiesa del San Giovanni, Presepe in campana il quale, dopo aver lavorato nei lunghi mesi invernali e utilizzato i ritagli del suo tempo non lavorativo, personalizzando i personaggi, ha voluto realizzare e donare, nel giugno del 2014, in occasione della festività del San Giovanni, questo meraviglioso presepe. I pastori che Rotella ha plasmato hanno anche il volto della vita reale, perché egli ha immortalato, nelle sembianze dei personaggi il padre don Ciccio, della madre, della moglie Marilena, la sua imponente stazza e, dulcis in fundo, quella della figlia Rosa, che, in ginocchio, è in adorazione di Gesù Bambino. I personaggi sono molteplici e ognuno con una propria ricca, significativa funzione e simbologia. E così nel presepe sono stati egregiamente interpretati nelle 12 I Quaderni


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diverse espressioni, nei loro tipici atteggiamenti e nei loro antichi mestieri, altri simpatici personaggi della vita catanzarese. Ogni cosa si è sviluppata attorno alla Natività e i bozzetti sviluppatisi con personaggi che interpretano la locale vita reale, indicano anche una molteplicità di oggetti che arricchiscono lo scenario che si presenta magico e armonioso. L’autore, nella sua fantasia, Presepe in scarabattole non ha avuto confini, come pure la genialità e la creatività hanno saputo raggiungere risultati rispettabili di una vera opera d’arte che resterà nella Chiesa del S. Giovanni nel lungo tempo futuro. Ma i presepi in genere sono ricchi di simbologie inimmaginabili e così la Volta Celeste, il Cielo, che i primi uomini contemplarono, simboleggiano l’aurea religiosa e la coscienza primitiva di chi rivolge con arcaica sacralità il suo sguardo in alto, sede del Padre Celeste, così come recita la preghiera “Padre Nostro che sei nei Cieli...”. I pastori, poi, rappresentanti la classe sociale più povera e semplice, sono i simboli dell’umanità e, con i loro passi e con i loro greggi, tracciano il sentiero che li condurrà alla grotta per offrire doni al Nascituro: chi una gallina, chi un agnellino, un tortino di pane, una bottiglia di vino o una cesta di uova o di frutta e verdura, nel mentre l’atmosfera è allietata dalle nenie dei zampognari. Ogni pastore ha nel presepe una sua precisa posizione e simboleggia ritualmente un mese dell’anno, rapportati alla periodica produzione dei prodotti della terra: così, da gennaio sino a dicembre, si rappresenta il macellaio, e poi di seguito il venditore di galline e di uova, il cesto di ciliegie, il panettiere, il venditore Speciale Natale 2020 13


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Particolare del presepe di Enzo Rotella il padre Don Ciccio con la moglie

di pomodori, di cocomeri, il seminatore, il vinaio, il cacciatore, il venditore di castagne e il pescatore. 14 I Quaderni


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Bozzetto presepiale di Enzo Rotella

Poi vi sono gli Angioletti che, in alto, custodi e difensori della Madonna, circondando a corona il gruppo della Sacra Famiglia e annunziando ai pastori la nascita del Redentore, simboleggiano la rinascita di una nuova vita. Pochi probabilmente sanno che nel presepe vi è una donna che tiene in braccio un finto bimbo avvolto in un panno; non è un vero bimbo, è una pietra nascosta. A che serve questo panno con la pietra? La storia narra che le fanciulle non sposate non potevano visitare la Vergine, allora una donna, pur di starLe accanto, ingannando gli Angeli posti a guardia, arrivò vicino alla Madonna, fingendo la presenza di un bambino in braccio. Nella circostanza successe anche un miracolo, perché ad un tratto, misteriosamente, la pietra si trasformò in un vero bambino. L’asino e il bue, anche se oggi vengono contestati, esprimono serenità e compassione perché protesi verso un Bambino, così Speciale Natale 2020 15


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La teca racchiude il presepe di Rotella 16 I Quaderni


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piccolo, che merita di essere riscaldato col loro fiato. L’asino rievoca l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, il bue, invece, è l’animale che col suo muggito richiamò l’attenzione di Maria e Giuseppe, facendo loro comprendere che lì vi era una stalla e che per quella notte non dovevano più andare in giro in cerca di un rifugio, perchè lì potevano albergare. Storicamente si sa che il Concilio di Nicea del 325 d.C. cristianizzando l’antichissima e preesistente festa pagana di Mithra, il dio cosmico nato miracolosamente da una vergine, fissò al 25 dicembre il giorno in cui, finito il solstizio d’inverno, il divino Bambino nacque, legando il simbolo alla nascita del sole (“Dies Natalis Solis Invicti” = è il Sole che non è sconfitto e che vince le tenebre), perché questo è il giorno in cui le giornate si allungano e quindi dall’oscurità si passa ad una maggiore Luce. La festa del Natale cristiano comparirà per la prima volta sotto l’imperatore Costantino (280-337).

Simpatico angolo del presepe di Rotella (particolare)

La tradizione dell’abete, poi, durante le feste natalizie, ora collegata nel tempo lontano del mondo cristiano, anche se alcuni ritengono originata nell’età moderna ad opera degli Americani, invece risale ai tempi dell’antico Egitto, perché era l’albero sotto il quale era nato il dio Biblos, e in epoca successiva si collega anche al mondo celtico, perchè considerato, per i suoi rami, longevo ed ospitale. L’abete, considerato l’albero che simboleggia l’incontro tra il Cielo e la Terra, è sempre legato al “solstizio d’inverno”, periodo nel quale ogni essere simbolicamente passa dalla morte alla nuova vita. Inoltre, essendo sempre verde, rappresenta la vita eterna. Speciale Natale 2020 17


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Particolare dell’abbondanza nell’osteria di Enzo Rotella

Le osterie inoltre si presentavano colme di prosciutti, di salami, di formaggi, di pane, di castagne, di frutta e di vino, e ciò per indicare l’abbondanza, mentre tra i bevitori, seduto su una panca, fra tanta festosità e baldoria, si nota la presenza di un monaco avvinazzato che simboleggia il decadimento della Chiesa. Quando il monaco è innanzi alla grotta, invece, è il simbolo del legame tra il popolo e Dio. L’ubriaco, invece, richiamando momenti baccanali romani, guarda le stelle e alzando le braccia al Cielo, esprime gioia e felicità, indicando pure ai pastori smarriti e attoniti la via per giungere alla grotta. Lo zampognaro, poi, in quella notte miracolosa fu rimproverato dai pastori presenti perché era arrivato innanzi alla stalla con le mani vuote e allora, mortificato, sentirà il dovere di mettersi a suonare per offrire al mondo, con le sue note, musiche celestiali ed armoniose. L’oste, invece, ricorda il rifiuto ad ospitare in quella Santa Notte Giuseppe e la Madonna; il vino e il pane rievocano l’Ultima Cena e l’Eucarestia, il pozzo è il luogo delle superstizioni e degli spiriti malefici, dove le acque sotterranee collegano le zone infernali con la Terra; la zingara è colei che predice il triste destino di quel Bimbo appena nato; la fontana è indicata come il luogo delle amicizie e degli incontri amorosi, ricordando, come si racconta in una vecchia canzone napoletana, con un chiaro interesse al doppio senso, che lì, dopo una serie di incontri col suo amoroso, un giorno la “lancella” della ragazza si era rotta; lo “scartellato”, così come il corno rosso, è il porta fortuna per tutti coloro che sentono il 18 I Quaderni


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Un presepe napoletano

desiderio di toccargli la gobba che ha dietro le spalle; il pastore che dorme innanzi alla grotta non deve essere mai svegliato, altrimenti l’incanto del presepe di colpo scomparirebbe. Però il sonno non è quello fisiologico, perché, l’interruzione simboleggia la sospensione della coscienza, mentre l’individuo, proseguendo nel suo profondo sonno, continuerebbe a vedere nella coscienza superiore la “luce”, che lo condurrebbe ad un lungo viaggio interiore. I mendicanti non chiedono l’elemosina, ma implorano suffragi e preghiere per tutti i defunti; le lavandaie presso il ruscello lavano i panni dalla Madonna durante il parto; il banditore annuncia la nascita di Gesù Bambino, il mulino produce la farina che dovrà servire per il nutrimento materiale e spirituale, il falegname rievoca il mestiere di Giuseppe, il fabbro ravviva la fiamma (della fede) sul ferro incandescente che dovrà temprare per renderlo forte ed inattaccabile, mentre il vecchietto vicino al fuoco, con la sua pipa, vive con gioia il clima della Natività e ricorda la sua lontana gioventù. I ruderi sono il simbolo della società pagana al tramonto, il cacciatore, posizionato in alto, e il pescatore, collocato in basso, rappresentano la differenza delle due classi e nello stesso tempo si evidenza l’ambizione della classe politica in alto che osa gestire Speciale Natale 2020 19


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Rubicondo pastore di Enzo Rotella (particolare)

la società, e l’umiltà di chi è in basso e che vive la sua vita con semplicità e naturalezza. La grotta, dove con la nascita la coscienza degli uomini si risveglia verso una nuova vita, ricorda anche il passaggio del neonato attraverso l’utero materno, che dall’oscurità va a vivere nella luce. Infine, anche il pesce, che in greco è chiamato ”ictus” (Ἰχθύς,”), e per abbreviazione significa “Iesus Kristhos Theou Yuios Soter”, (=IKTUS), cioè che “Gesù Cristo è il figlio di Dio e Salvatore”, richiama una simbologia proto-cristiana, unitamente al pescatore, che ricorda il pescatore di anime. 20 I Quaderni


Il Presepe tradizione e simbologia

I Magi, in ultimo, partiti dall’Oriente, da dove sorge il Sole, seguono la Cometa che li condurrà sino alla mangiatoia. Con abiti ricchi, furono forse astrologhi, maghi, indovini, sacerdoti provenienti dalla Persia, oppure dei Re, in rappresentanza del popolo africano, europeo e asiatico, portano in dono l’Oro, simbolo della regalità, l’incenso che ricorda la divinità di Gesù e la mirra, utilizzata per l’imbalsamazione, ricordando la futura morte di Gesù, la Resurrezione e il Regno dei Cieli. Ma i tre Re Magi richiamano pure le tre età dell’uomo: la fanciullezza, la maturità e la vecchiaia. Il richiamo a questa simbologia è anche un’occasione per far conoscere e ricordare a noi stessi che ogni singolo pezzo, realizzato con la creta, oppure con statuine di legno rivestite di panni popolani o nobiliari immersi in un bagno di colla, racchiudono in loro stessi una storia, un simbolo, un richiamo evangelico, una precisa posizione nel presepe. Oggi sono sempre più diffusi i pastori popolari e meno quello colti, nobili e riccamente vestiti, anche se questi ultimi hanno un

Presepe in campana di vetro

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pregio veramente superiore. L’opera, che è stata egregiamente realizzata dal confratello Enzo Rotella, della Congrega del S. Giovanni, ci ha dato la possibilità di ammirare un presepe nella sua attuale bellezza e rinnovata antichità e che ha offerto altresì all’autore il pieno riconoscimento della sua bravura e della sua fine vena artistica. Oggi si realizzano i presepi con pastori di plastica e che non sono affatto paragonabili a quelli di un tempo, ma chi ha vecchi pastori

Presepe in campana di vetro

di creta, privi di una mano, di una gamba o del panierino con uova o con frutta, quando allestisce il presepe non li accantonerà mai, anzi, per la tradizione e per ricordo, li sistemerà in modo tale che nessuno, osservandoli, si accorgerà della loro mutilazione. Dopo l’Epifania, poi, ogni pastore viene delicatamente riposto in piccole scatole per essere ripresentato l’anno successivo e nella completezza ogni anno il Natale sarà sempre portatore di messaggi di pace e di felicità “agli uomini di buona volontà”. 22 I Quaderni


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Oggi gli artisti del presepe napoletano, a mo’ di divertimento, continuamente aggiornano i loro pastori con sembianze e atteggiamenti caricaturali di personaggi politici, clericali, sportivi e cine-teatrali della nostra epoca, esponendoli nelle vetrine e sui banchi di vendita alla visione di una marea di gente che in continuazione si reca a Napoli per godere “il più bel spettacolo del mondo” di presepi, nella famosa via di S. Gregorio Armeno.

Gli Altri Quaderi SPECIALE 2 Supplemento della La CIMINIERA. Ieri, oggi e domani Registrazione al Tribunale di catanzaro n.50 del 24/07/1996 I° Edizione - Dicembre 2020 Speciale Natale 2020 23


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