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ANNO III N.3 del 24 gennaio 2021

Dopo Procida anche Capri?


Dopo Procida anche Capri?

La nomina di Procida a Capitale italiana della cultura ha aperto un articolato dibattito a Napoli e nella regione Campania, ma è a Capri che l’argomento ha trovato molti interlocutori. La sorpresa è venuta dal Sindaco di Capri Marino Lembo, che ha lanciato la candidatura della nostra Isola per il 2024. La nomina di Procida ha riguardato il 2022 e qualcuno ha visto la candidatura di Capri come una provocazione o comunque un disturbo nei confronti di Ischia. La nomina di Procida ha fortunatamente smentito qualsiasi retro pensiero che potesse essere coltivato dalla nostra Isola. Vediamo però quali sono i vantaggi e quali gli effetti negativi. Di sicuro Procida vedrà il suo nome rimbalzare a livello mondiale, rimanendo però sostanzialmente relegata tra i mezzi di comunicazione della carta stampata, del web e di radio e televisione a livello locale. Non sarà certo un tema che coinvolga e interessi la massa degli utenti di cui sopra. Il primo effetto o meglio l’effetto più immediato e diffuso sarà un aumento delle presenze turistiche nell’anno 2022 con ricadute importanti già nell’anno di presentazione 2021. Le manifestazioni previste attrarranno fin da quest’anno più presenze, il che significa migliori e maggiori servizi con l’apertura di nuove strutture ricettive come alberghi, pensioni, B&B, agriturismi ma anche la ristorazione trarrà benefici con l’apertura di nuovi esercizi dalle pizzerie, alle osterie ai ristoranti segnalati con la Stella Michelin. Maggiori presenze vogliono dire anche un rifiorire di attività commerciali, dai nomi delle grandi griffe che caleranno sull’Isola così come riacquisteranno spazio artigiani veri o presunti del settore dell’abbiglia-

mento, delle calzature, della ceramica e di molteplici altre attività. L’esperienza di Matera, Capitale europea della cultura nell’anno 2019, ci ha fornito l’immagine di quali sono i risultati di questo prestigioso riconoscimento. Trovare una camera d’albergo o prenotare una cena in un locale tipico era un’impresa. Quale sarà la pressione turistica su Procida è cosa difficilmente prevedibile e ancora di più complicata da misurare. Tutto bene quindi e speriamo che la candidatura di Capri per il 2024 possa andare avanti, anche se già soffia qualche venticello di opposizione sostenendo la difficile ipotesi di un successo caprese. Dopo due anni tornare nella stessa regione e nella stessa provincia appare francamente improbabile. Procida è un’Isola del Golfo di Napoli come lo è Capri. Appare difficile ritornare su di un’altra Isola a così breve distanza. Noi tifiamo per Capri 2024 e sarebbe un evento eccezionale. Un grande successo quindi, ma con un problema serio sugli effetti di lungo periodo dopo l’anno nominato. A Matera ad un previsto aumento di presenze e di visitatori è seguito un brusco raffreddamento per avere poi un ulteriore colpo dalla pandemia da Covid-19. C’è il rischio che anche a Capri, nel caso venisse conferita la nomina, avremmo una stagione più lunga e più affollata. Il rischio cioè è quello di avere una “bulimia” turistica di presenze ed una “anoressia” nell’anno successivo e in quelli a seguire. L’invito quindi è quello di vedere le due Amministrazioni, i due Sindaci mettersi al lavoro affinché in caso di nomina si lavori ad una programmazione che non limiti il successo al

solo anno ma ne spalmi vantaggi e conquiste per gli anni successivi. Dobbiamo comunque aggiungere di essere già un po’ delusi perché all’annuncio della candidatura di Capri per il 2024 non sono ancora seguiti concreti atti di sponsorizzazione e di promozione. Speriamo bene. Un ultimo sasso nello stagno. Perché candidare Capri a Capitale italiana della cultura e non piuttosto a Capitale europea della cultura? Nel primo caso Capri si troverebbe in compagnia di Brescia, Bergamo, Palermo, Pistoia, Parma e così via mentre come candidata a Capitale europea della cultura Capri potrebbe affiancare altre città premiate come Cracovia, Avignone, Bologna, Marsiglia, Genova, Salamanca e tante altre. Signori Sindaci, non vogliamo volare più alto e puntare non a Capitale italiana della cultura ma Capitale europea della cultura? Pensiamo che Capri meriterebbe di partecipare a questo primato. Aspettiamo riscontro. Intanto ci giunge notizia di una iniziativa di alcuni Comuni dell’Area flegrea di studiare, progettare e realizzare una cabinovia da Pozzuoli a Bacoli per il trasporto urbano e per decongestionare il caotico traffico locale. Su di una proposta del genere se ne era occupato Catilina tempo fa, quando da Anacapri partivano sempre più pressanti richieste di realizzare una funicolare che collegasse Marina Grande con Anacapri. Come si vede nulla di nuovo sotto il sole. Potevamo essere i primi anche in questo ambizioso progetto per collegare più centri. Peccato dover aspettare che altri ci precedano.


Procida capitale italiana della cultura 2022: reazioni capresi e il ruolo della nostra isola

Una notizia che ha riempito di orgoglio la Campania, Napoli, il suo Golfo. La designazione di Procida capitale italiana della cultura per il 2022 è avvenuta lunedì scorso da parte della giuria, presieduta dal professor Stefano Baia Curioni, che ha raccomandato al ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini il progetto di candidatura presentato dall’isola campana scelta tra dieci finaliste su 28 che in origine si erano candidate. "Procida può essere considerata una metafora di tanti luoghi, di tante amministrazioni, di tante comunità che hanno riscoperto l'entusiasmo e l'orgoglio del loro territorio e che con questo titolo vogliono costruire un riscatto importante per le proprie terre", ha detto il sindaco di Procida, Dino Ambrosino, che ha manifestato tutta la felicità nel corso di una lunga diretta su Telecapri nel tg pomeridiano delle 18.30 “Accade Oggi”, illustrando gli ambiziosi progetti che vedranno Procida protagonista per un anno intero. La notizia è stata accolta con gioia anche a Capri, che, accanto alla soddisfazione per un riconoscimento così importante assegnato ad un’isola “gemella” seppur con molte diversità, dovrà ora essere abile a mettere in campo tutte le capacità, in maniera strutturale, per trarre benefici nell’ambito soprattutto dei circuiti turistici. E’ inevitabile che in termini di immagine ma anche di ritorno economico tutte le località dell’arcipelago sono destinate a giovare dell’effetto Procida purchè si faccia squadra. Capri non resti a guardare, può avere un ruolo strategico. Fondamentali saranno sinergie e

azioni comuni. “Si tratta di un grande onore e di un successo di indubbio prestigio che premia l’impegno dell’amministrazione di Procida - ha scritto il sindaco di Capri Marino Lembo in un messaggio inviato al collega primo cittadino procidano - che riconosce il grande valore culturale di Procida e che conferma una volta di più il valore della bellezza, del fascino ma anche della storia e della cultura delle nostre magnifiche perle che splendono nel golfo di Napoli. La nomina sarà un essenziale volano per la ripresa economica e turistica del territorio napoletano ed insulare all’interno di un difficile percorso che stiamo affrontando tutti insieme”. “Questa scelta - ha commentato l’Ascom Confcommercio di Anacapri - ci riempie di orgoglio, in quanto residenti ed operanti su una delle tre perle del Golfo di Napoli e dona a noi tutti una luce di speranza per il prossimo futuro. Ci auguriamo che tale riconoscimento possa fungere da sprone per programmare un 2022 che faccia da volano per il Golfo di Napoli, che ci consenta di collaborare con le associazioni omologhe del territorio di Procida e di Ischia e supportare questa nomina anche con iniziative comuni di promozione e conoscenza dei nostri territori, così simili eppure così diversi”. Poche settimane prima della proclamazione di Procida, l’ipotesi di candidatura di Capri a capitale della cultura per il 2024 era stata avanzata dalla Amministrazione Comunale caprese: da molti

era stata vista come una mancanza di rispetto verso Procida che era ormai al rush finale. Capri continuerà nel suo obiettivo o frenerà dopo la scelta di Procida? Tra i tanti commenti alla notizia, non è passata inosservata una frase decisamente infelice dell’assessore comunale di Napoli Alessandra Clemente, candidata in pectore alla carica di sindaco: “I ricchi si divertono a Capri, i poveri ad Ischia, a Procida si divertono le anime”. Tutti a nostro avviso si divertono allo stesso modo sulle tre isole; questa “classificazione” per ceti sociali per quanto volesse essere una battuta è stata decisamente inopportuna e fuori luogo. Gianni De Martino, amico personale del sindaco di Procida Dino Ambrosino, gli ha inviato a nome dell’associazione CapriVera una lettera di congratulazione e felicitazione che pubblichiamo sotto.

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Il puntaspilli

Pubblichiamo in questa pagina lettere, richieste, denunce e segnalazioni (sia inviateci direttamente che attraverso i social network) relative a proposte, idee, disservizi quotidiani, problemi piccoli e grandi. Facciamo da “puntaspilli” nei confronti dell’Amministrazione, degli enti e delle società di servizi. Potete scriverci una mail all’indirizzo redazione@caprinews.it oppure redazione@mediacapri.it indicando nell’oggetto “Il puntaspilli”. Gli autori delle missive e delle segnalazioni, anche se pubblicate anonimamente o con pseudonimi, si assumono la totale responsabilità del contenuto delle stesse.

Madonna delle Grazie diventa un cantiere: che caos!

Benvenuti nel nuovo cantiere. Sono iniziati la scorsa settimana, senza adeguato preavviso e informazione a commercianti e abitanti che si sono ritrovati all’improvviso nel bel mezzo di un cantiere edile, i lavori di rifacimento del manto stradale in via Madonna delle Grazie, nel tratto compreso fra via Le Botteghe e la chiesetta di Sant’Anna. Inevitabile il caos. Giovedì per molte ore hanno anche fatto mancare l’acqua in tutta la zona, anche in questo caso senza nessun preavviso ad abitanti e commercianti. Questi interventi, che nemmeno si sa quanto e se davvero fossero urgenti e necessari, renderanno a lungo invivibile quella strada e creeranno disagi alle attività della zona. Le proteste e le lamentele sono già molte. Non si potevano con- dei lavori limitando il più possibi- o lavora? cordare meglio tempi e modalità le le difficoltà per chi vive, opera

Lettera firmata 4


Dov’eravamo rimasti?

Una settimana per raccontarci

Di fatti interessanti questa settimana ne sono avvenuti principalmente due. O meglio, tre. Ma procediamo con ordine. Perché se all’apparenza possano sembrare questioni a sé, in realtà ci accorgeremo presto di come poi tutte si ritrovino ad avere il medesimo “Comune” denominatore. Partiamo da domenica scorsa, quando si è riaperta la controversa questione di quello che qualcuno insiste nel voler ribattezzare “parghetto”. Senza entrare nel turbinio di certe questioni, che in alcuni casi (come quasi sempre) sono per lo più ultradecennali e si rifanno a rapporti di epoca giurassica, ritorniamo sulla scia delle cose concrete, di cui tutti parlano ma perfino l’ombra sembra impossibile palesarsi. E risolviamo la faccenda riassumendola così: era l’agosto 2019, quando Marino Lembo prometteva un nuovo parco giochi nei Giardini della Flora Caprense. Sono trascorsi, oramai, quasi due anni da allora. Ed era sempre l’agosto 2019 quando qualcuno, tra cui anche chi scrive, segnalava già tutte le fragilità di quanto si proponeva in quel momento. Ovvero, un progetto faraonico, privo di senso alcuno, di estetica e logica, per un contesto urbano fruibile da adulti e bambini. Per chi non lo ricordasse: si sarebbero dovuti abbattere i muri che attualmente racchiudono al loro interno i Giardini, creare una sottospecie di slargo, piazzarvi al centro le giostrine per bambini. Certamente sarebbero state “nuove belle e colorate”, ma lo sarebbero state davanti a due ristoranti, un hotel 4 stelle, un night e una delle principali strade del centro. Vi sembra un’idea percorribile? O un modo maldestro per spostare

l’attenzione da una situazione ad un’altra, ponendo un’alternativa che era implicito già nelle intenzioni fosse irrealizzabile? Ah, tutto questo, ricordiamolo, con alle spalle l’unico Centro Congressi di cui il Comune dispone. Ora, a noi sembra chiaro che su questi fatti si sia fatto un mappazzone, quanto meno di dichiarazioni e passi indietro, clamoroso. Che, come al solito, si sia promessa la luna e a stento sia arrivati all’altezza di un palo della luce, per altri invece sembra ancora un discorso ameno in cui cercare colui che tutto sa e tutto aggiusta sapientemente. Eppure, il cantiere, aperto, lì era e lì è, nulla è cambiato di una virgola e parlarne oggi in termini diversi da scandalo politico è, quantomeno, generosamente riduttivo. È davvero così saggio allora parlare di questa vicenda e attribuire contorni positivi all’agire del Sindaco, quando non solo non ha permesso il completamento dei lavori in corso, ma nemmeno avviato quelli necessari per realizzare le “sue” proposte? Non sembrerebbe. Tuttavia non vi è tempo né interesse per esplicare le dinamiche ancestrali che – probabilmente – si legano a certi exploit domenicali. Sicché, giungiamo al secondo punto della settimana. Con accesa e giustificata polemica si è accolto il sommario taglio di alberi, tra cui diversi secolari, che campeggiavano sulle strade Provinciali di Marina Grande e Piccola. Come il punto di cui prima, anche questo è stato trattato con la medesima pratica: quella del m’o vec’io, ma m’o vec’io in silenzio. Quindi, i proclami di trasparenza, comunicazione e benaltrismo vari ampiamente enunciati nel passato

anche stavolta sono stati abbandonati preferendo un agire aggressivo, nei confronti del territorio, e per di più senza corredarlo nemmeno di una spiegazione pubblicamente esplicata. Prima, se spostavi un’insegna senza dirlo, l’accusa minore era essere a capo di una “cupola” nostrana intenta a fare chissà quali magagne approfittando degli ignari cittadini. Oggi, se vai con la motosega a radere al suolo tronchi sani (e storici) vuoi semplicemente “allargare le strade”. Rivalutazioni dell’agire umano paradossali. Che facciamo domani? Andiamo a svuotare le spiagge dai ciottoli, così facciamo più spazio al mare? O alle barche? Qualcuno sicuramente un pensiero ce lo farebbe. Giungiamo infine al terzo punto. Lo apriamo rifacendoci proprio al Sindaco, che come la peggior Genoveffa purtroppo non è riuscito a nascondere affatto tutta l’invidia per la propria Cenerentola. Forse adesso è ancora più chiaro quanto azzardato sia stato annunciare in pompa magna la possibile candidatura al titolo di capitale italiana della cultura. Ora, che il titolo è stato meritatamente già vinto da un’altra Isola, per di più campana. E che quindi non ci è rimasto che farle gli auguri e i complimenti. Proprio come farebbe un’invidiosa e sciocca sorellastra che, non avendo saputo essere abbastanza scaltra, adesso guarda un’altra indossare l’ambita scarpetta di cristallo. Morale della favola? Quando si tenta di fare agli altri le scarpe, si è i primi a rimanerne senza. Venere 5


Covid, nessun effetto delle festività sui contagi: sull’isola i casi prossimi allo zero

Tutti rispettosi delle regole anti Covid durante le festività di Natale e di Capodanno. Nessun contagio a Capri o ad Anacapri sembra ricondursi ad assembramenti, megaraduni o riunioni familiari allargate nelle feste di fine anno, al contrario invece di quanto avvenuto in tante altre località. Il virus sull’isola risulta sotto controllo e i casi sono prossimi allo zero visto che, secondo gli ultimi dati aggiornati mentre questo giornale va in stampa, si registra attualmente un solo positivo a Capri e due positivi ad Anacapri. Non significa “liberi tutti” ma è comunque una situazione che fa ben sperare. ***

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Strage di alberi in via Marina Grande e via Marina Piccola: monta la polemica Decine di alberi di alto fusto, molti dei quali pluridecennali e in ottime condizioni di salute, sono stati tagliati su mandato della Città Metropolitana d’accordo con il Comune di Capri da operai di una ditta incaricata in via Provinciale Marina Grande e in via Provinciale Marina Piccola. Senza alberi, che fungevano da dissuasori naturali, ora quei tratti soprattutto di via Marina Grande diventeranno piste di formula uno. Nel silenzio delle associazioni ambientaliste e dei paladini dell’ambiente, che in passato facevano le pulci a chiunque ma che sono diventati tutti d’un tratto

muti, monta la polemica da parte dei cittadini (era davvero necessario ai fini della sicurezza eliminare le piante?) e crescono i timori (verranno ripiantumati come promesso?). “Siamo in attesa - afferma Roberto Bozzaotre, capogruppo consiliare di CapriVera - di ricevere ed esaminare la perizia che ha consentito di tagliare gli alberi in questione, che in alcuni casi erano secolari. Ci batteremo per la ripiantumazione nella stessa zona. Che nessun assessore pensi di ripiantumare altrove per poter allargare la strada, sarebbe gravissimo per l’ambiente oltre che un pericolosissimo precedente”.

La fotonotizia di Costantino

Mentre Procida viene nominata Capitale italiana della Cultura per il 2022, al Molo Beverello di Napoli lo squallore e il degrado più assoluto. Lavori eterni senza alcun rispetto per i turisti e i Capresi che devono raggiungere l’Isola. La situazione è ormai insostenibile e le Amministrazioni locali farebbero bene ad interessarsi del problema, per ridare un minimo di funzionalità all’intera area portuale.

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Fiamme, fumo e paura in una palazzina in via Longano

Fiamme, fumo e paura. Un incendio ha interessato lo scorso lunedì mattina un edificio in via Longano, nel centro di Capri. A prendere fuoco (per cause in corso di accertamento, probabilmente un corto circuito) è stato uno dei locali della palazzina, adibito ad ufficio, di proprietà della parrocchia di Capri, in quel momento vuoto. Nessuna conseguenza fisica per gli altri inquilini e per le famiglie che abitano nell’immobile, a parte il comprensibile spavento e le stanze invase dal fumo. Per una persona anziana si è resa necessaria l’assistenza a scopo precauzionale del personale sanitario del 118. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco giunti a sirene spiegate in Piazzetta con tre automezzi.

Anacapri affida alla Gheller i lavori di sistemazione del versante di Damecuta

Affidati alla Gheller srl i lavori di sistemazione del versante di Damecuta ad Anacapri. Il nome della ditta di Solagna (Vicenza) non è nuovo alle cronache capresi: la Gheller stava lavorando insieme alla precedente Amministrazione di Capri all’ipotesi di messa in sicurezza, riapertura e gestione di via Krupp con la formula del project financing. Un progetto mai accantonato, tanto che il dialogo tra la Gheller e il Comune di Capri sta continuando anche con la nuova Amministrazione. Tornando ad Anacapri, la Gheller - impresa specializzata in interventi di bonifica e consolidamento delle pareti rocciose - ha ottenuto pochi giorni fa dal Comune, con determina dell’arch. Filippo Di Martino, l’affidamento delle opere di sistemazione del versante di Damecuta per 123mila euro più iva. I lavori rientrano nel progetto esecutivo redatto dall’ing. Antonino Fiodo e sono finanziati dalla Città Metropolitana sulla base di un accordo di programma con il Comune di Anacapri.

Polizia: 7 nuovi agenti arrivati al commissariato di Capri

Il commissariato di Polizia di Capri può contare da qualche giorno sulla presenza di 7 nuovi agenti. Si tratta di un turn over nell’ambito dei normali trasferimenti e avvicendamenti che vengono disposti periodicamente. I nuovi poliziotti che hanno preso servizio a Capri, sostituendo altri colleghi trasferiti dall’isola, provengono per la maggior parte da questure o altri uffici di polizia del centro e del nord Italia.

Un ricordo delle persone scomparse

Il suo sorriso ed il suo amore sono alla Casa del Padre. E’ deceduta Anna Rossi, vedova Cattaneo, 89 anni. I funerali sono stati celebrati nella ex cattedrale di Santo Stefano. Alla figlia Loredana, al fratello Carlo, alle sorelle Cristina e Maria, ai nipoti e a tutti i parenti il cordoglio di Costantino Federico e della redazione del giornale.

Dopo aver dedicato totalmente la sua vita alla famiglia e a suo marito, è ritornata alla Casa del Padre Antonietta Marchetti, Ninetta, in Farace. I funerali si sono svolti ad Anacapri nella chiesa di Santa Sofia. Costantino Federico e la redazione del giornale partecipano inviando le condoglianze al marito Raffaele, alle figlie Tina e Sonia, ai generi, ai nipoti, alla sorella e a tutti i familiari. 10


Molo Beverello cantiere infinito: problemi seri per turisti e isolani

Lavori a rilento, cantiere infinito. Il porto di Napoli al centro dell’ennesimo scandalo. “I lavori al molo Beverello si allungheranno oltre i tempi previsti e così i turisti che questa estate vorranno raggiungere Capri, Ischia e Procida saranno accolti in un poco dignitoso cantiere che minaccia di diventare eterno come sono stati quelli della metropolitana o dei lavori in via Marina. Con la nomina di Procida Capitale della Cultura Italiana 2022 diventa ancora più urgente stabilire un timing certo e definitivo per i lavori perché si rischia una figuraccia di grandi proporzioni”. E’

l’allarme che lancia il presidente di Federalberghi Isola di Capri, Sergio Gargiulo, preoccupato dal blocco dei lavori che impediscono il completamento del terminal. “Ancora una volta - dice - emerge l’inadeguatezza di una Autorità Portuale incapace di comprendere che il porto e gli imbarchi, oltre a rappresentare un approdo nella città di Napoli, sono anche il primo biglietto da visita delle nostre isole e quindi agli occhi dei turisti. Le sue inefficienze diventano anche le nostre”. Si confermano quindi le preoccupazioni già espresse in avvio dei lavori in un’area che già durante

gli scavi nel cantiere della metropolitana in piazza Municipio ha riservato sorprese e ritardi giustificati con i ritrovamenti archeologici. “E’ una situazione vergognosa ed inaccettabile. Il timore è quello di rivivere la stessa storia con problematiche diverse. Il disservizio della metropolitana può essere superato con i mezzi sostitutivi, il disagio di chi deve navigare invece non è rimediabile” sottolinea Gargiulo preoccupato dall’esigenza di dover programmare fra ulteriori difficoltà la prossima stagione turistica che già nasce fra mille incertezze legate al covid.

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Musica: pubblicato online il nuovo album di Riccardo Pecoraro

Pubblicata online “Le tempeste, la luna, il mare e altre cose”, la nuova raccolta di Riccardo Pecoraro con tutti brani inediti registrati in questi ultimi anni, frutto di tante belle collaborazioni. Le canzoni sono anche molto diverse l’una dall’altra, melodiche o ritmate, in lingua italiana o napoletana, anche un brano strumentale – bello tosto – per pianoforte che si chiama “il Re”. “Il filo conduttore, forse inconscio, che io stesso credo di intravedere è la ricerca della bellezza. Si tratti della bellezza della natura, della sua forza, del mare sempre presente, dell’amore per le donne, la nostra isola, la città di Napoli, la bellezza di vicende forti come la Canzone di Angela, nata dalla libera interpretazione di un personaggio di Garcia Marquez, o come Bahiyaa, bambina siriana protagonista di un cortometraggio realizzato da Maria Simeoli”, dice Riccardo. Molte sono le voci che interpretano questi brani; Mario Bindi, Serena Vinaccia, Eleonora D’Aniello, Camilla Pecoraro, Sara Lionetti, Rosaria De Gregorio che è stata anche chitarra solista in 4 canzoni. E poi

hanno suonato e arrangiato con Riccardo i pezzi Al Martino, Margherita D’Agostino, Umberto Vacca, Gerardo Cinquegrana ed Ettore Castellano. Una produzione 100% di artisti capresi e anacapresi quindi. E’ il quinto album di Riccardo Pecoraro che viene pubblicato in rete su tutte le piattaforme digitali; un altro – l’opera Capri Suite – è in lavorazione. Il CD è disponibile anche attraverso la pagina web www.ilmareealtrecose.it

La sfida dell’istituto Nievo: ampliata l’offerta formativa

L’Istituto Comprensivo Ippolito Nievo di Capri prosegue sulla strada dell’innovazione e dell’arricchimento dell’offerta formativa. Dopo aver avviato, primo comprensivo sull’isola, la mobilità internazionale Erasmus+ per alunni e insegnanti, a partire da settembre 2021 sarà attivata una nuova area di studio nella scuola secondaria di I grado, con “opzione” tecnica ed artistica. L’ampliamento dell’offerta formativa, che sfrutta l’autonomia

scolastica, prevede 4 ore settimanali di approfondimento (2 al mattino e 2 al pomeriggio) con i docenti di Arte e Immagine, il titolare, prof. Paolo Vellino e il docente di Potenziamento. Più in dettaglio, per l’Area Tecnica, l’approfondimento sarà incentrato su: progettazione e costruzione di semplici oggetti, utilizzo di materiali e tecniche grafico-espressive e digitali, costruzione di plastici e modelli, laboratorio di ceramica e laboratorio di riciclo e riuso. L’Area Artistica, invece, approfondirà, nel corso dei tre anni, il cartone animato e il fumetto, l’illustrazione, la fotografia, il cinema, il teatro, con annesso laboratorio, e infine la moda. “Il raccordo con il territorio – ha spiegato la dirigente scolastica, professoressa Sonia Fucito – è evidente: questo aggiornamento dell’offerta formativa intende guidare i giovani alla riscoperta e alla valorizzazione dell’artigianato e della moda caprese, alla conoscenza dei pittori e degli artisti che soggiornarono a Capri. I nostri ragazzi avranno nuove prospettive di studio e sbocchi professionali, quali ad esempio gli istituti superiori ad indirizzo moda o artigianato, il liceo artistico per proseguire con l’Accademia delle Belle Arti, l’Accademia teatrale, il Dams di Bologna. Riteniamo fondamentale anche la ricaduta in ambito lavorativo nel settore dell’artigianato tipico del territorio, con prospettive di valorizzazione e rilancio dei prodotti locali. Siamo la seconda scuola d’Italia ad offrire questo tipo di ampliamento dell’offerta formativa”. 12


Gli annunci vengono pubblicati a pagamento: il costo di ogni annuncio è 2 euro a uscita per un minimo di 5 pubblicazioni consecutive (10 euro a “pacchetto”). Il pagamento va fatto all’atto della consegna dell’annuncio, che è possibile dal lunedì al giovedì, dalle ore 10 alle ore 12, in via Li Campi 19 a Capri.

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Quel che bisognerebbe fare nel 2021 A cura dell’Associazione di varia umanità

In sintonia con la sua ipotetica etimologia fenicia (isola delle due città), nell’isola di Capri che, come è a tutti noto, ha una superficie di 10,36 kmq, ci sono due comunità, che diventano sempre più simili tra loro: Capri ed Anacapri. La prima occupa una superficie di 4 kmq; l’altra la restante superficie di 6,36 kmq. Specialmente ora che l’epidemia globale ha abbattuto molte sovrastrutture mitiche e mondane, sarebbe piuttosto facile osservarle, analizzarle, studiarle nel loro insieme e nei particolari aspetti culturali, religiosi, politici ed economici. Raramente questo è avvenuto. L’unico tentativo mi par essere stato l’indagine che, nel 1982, i Comuni di Capri e di Anacapri affidarono al Censis, ed alla quale parteciparono anche abitanti dell’isola. Essa dette una visione generale della situazione isolana, ma come un di più rispetto a quello per la quale era stata richiesta: la situazione e la valorizzazione turistica dell’isola. Quel che ora sembra indispensabile è la sintesi di due indagini: una di carattere generale, come il veder l’isola e le singole comunità dall’alto; l’altra è di carattere particolare: l’osservar l’isola e le comunità dal di dentro, nei loro singoli e particolari aspetti. Avendo dal 1992 sia Capri che Anacapri un proprio statuto, e quindi avendo propria autono-

mia, l’indagine non dovrebbe essere affidata ad organismi di ricerca esterni, ma dovrebbe essere compito degli abitanti, tesi a ricercare da sé quel che sono. Potrebbe essere un compito facile, ma è difficilissimo, perchè anche noi Capresi, come tutti gli Italiani, siamo poco disposti ad accettare di prendere atto di quel che veramente siamo. In questi anni sull’isola non sono mancati scritti che rivelano aspetti della situazione esistente. Ma sono stati considerati astrazioni; sono rimasti monologhi che non hanno suscitato né consensi, né motivati dissensi. Solo talvolta, ma specialmente in passato, hanno susciato reazioni contro gli autori, considerati nemici del popolo. Fino al termine del 2019 l’Isola di Capri sembrava come un campo con alberi ricchi di foglie e di frutti. Ma il 2020 ha rivelato che parecchi alberi non erano più naturali ma artificiali, e che quelli naturali tendevano ad essere sempre meno rigogliosi e fruttuosi, anche per l’esistenza di quelli artificiali. Ora il desiderio dei più, in particolare sulla spinta dell’economia, è che al più presto si possa ritornare alla situazione della fine del 2019, tralasciando valutazioni e considerazioni di altro genere. Ma sarebbe poco saggio. Nulla ritornerà come prima. Tutto potrà essere migliore o peggiore di prima, e questo dipenderà anche dalla consapevolezza di ciò che attualmente siamo. E sarebbe poco saggio nell’an-

no in cui l’Italia celebra il settecentesimo anniversario della scomparsa terrena di Dante Alighieri, il quale, lapidariamente, scrisse che l’uomo non è fatto per essere come un bruto ma “per seguir virtute e conoscenza”. Ovvero non per vivere vegetativamente e secondo i sensi, ma per ricercare ed aver consapevolezza del vero, che alimenta quelle virtù (non astrazioni ma realtà concrete) che rendono, almeno a tratti, quasi divina l’esistenza terrena, e che il Convegno del paesaggio del 1922 ricordò essere l’humanitas. Raffaele Vacca

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535 - L'Informatore Popolare di Capri e Anacapri - 03/2021  

ANNO III - N. 3 del 24 gennaio 2021

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