Issuu on Google+

Anno III - N.16 - MAGGIO - GIUGNO 2012 spedizione in abbonamento postale art. 1, legge 46/04 del 27/02/2004 Registrazione n째 921/2009 presso il Tribunale di Latina

1


In questo numero: Editoriale pag. 3 L’ITALIA SI RIORGANIZZI Le sue risorse migliori sono gia’ pronte

L’intervista pagg. 4/5 Bandi MIUR: il Governo tenta una rivoluzione Intervista al Consigliere per l’Innovazione del Ministro Francesco Profumo, Mario Calderini

Difesa pagg. 6/7 Tutti intorno all’Emilia L’impegno delle Forze Armate nelle zone colpite dal terremoto

Aerospazio pagg. 8/11 AGROSPAZIO: MANGIAR SANO IN OGNI LUOGO Il 24 e 25 maggio a Sperlonga il V Workshop Internazionale

Dentro le PMI pagg. 12/13 Una PMI nel grande gruppo Finmeccanica Intervista all’Amministratore Delegato di Larimart Spa, Vittorio Biscarini

Aperture

L’ITALIA SI RIORGANIZZI

LE SUE RISORSE MIGLIORI SONO GIA’ PRONTE

pag. 14 Fondazione Vertical L’impegno per la cura della paralisi

PMI Live: anno III numero 16 bimestrale MAGGIO - GIUGNO 2012 Registrazione: presso il Tribunale di Latina - n° 921/2009 Direttore responsabile: Roberta Busatto direttore@pmilive.it Redazione: Coop. Editoriale “Barra Spaziatrice” redazione@pmilive.it Art direction - Graphic: Pier Paolo Bigioni Vincenzo Schiano Moriello

2

Per ricevere PMI Live in abbonamento postale inviate una mail a: redazione@pmilive.it

Foto editoriale: Francesco Rastrelli Stampa: Nuova Grafica 87 Via del Tavolato Snc 04014 Pontinia (LT) Editore: Coop. Editoriale “Barra Spaziatrice” info@barraspaziatrice.it iscritta al roc in data 25/10/2011 con numero 21618

Lo abbiamo scritto più volte, i tempi di crisi ci obbligano nazionale Agrospazio, che nel 2004 hanno intravisto a fare ciò che dovremmo essere abituati a fare semuna strada che sembrava ai più un sogno e oggi si pre: analizzare, valutare e scegliere. confrontano su tecnologie in grado di migliorare Le imprese che hanno programmato la propria la vita di tutti. “ETIAM CAPILLUS attività prima di questo difficile momento, che Lo ha fatto il MIUR, che ha diramato un bando ai UNUS HABET hanno lavorato per il raggiungimento di obiettilimiti della rivoluzione: accederanno ai 400 miUMBRAM SUAM” vi a medio e lungo termine, che hanno investito lioni di euro messi a disposizione delle regioni (dalle “Sententiae” di Pubilio Siro, quando potevano in innovazione, formazione, del centro-nord, solamente i distretti tecnologici mimo del 1° secolo a.C.) ricerca, oggi sono le colonne portanti dello sviche si presenteranno in rete e sapranno costruire luppo del nostro Paese. cluster nazionali in uno dei settori strategici indiviL’Italia dispone di ricchezze intellettuali, produttive ed duati dal Governo (Chimica verde, Agrifood, Tecnoloimprenditoriali di primaria grandezza, ma si porta dietro gie per gli ambienti di vita, Scienze della Vita, Tecnologie lacune su cui nessuno è mai intervenuto. Nell’aerospazio e nella per le Smart Communities, Mezzi e sistemi per la mobilità di superdifesa ad esempio si registra ancora una scarsa capacità di integra- ficie terrestre e marina, Aerospazio, Energia, Fabbrica intelligente). zione tra PMI, una conseguente difficoltà di accesso ai mercati in- I nove ambiti selezionati dal Bando sono frutto di una scelta. La voternazionali e una dipendenza dalle poche grandi imprese. lontà di premiare solo chi saprà unirsi in rete anche. Oggi che le risorse a disposizione sono decisamente ridotte è Ci auspichiamo che la risposta da parte delle imprese sia positiva necessario scegliere e programmare interventi mirati e, soprat- e che questo sia solo il primo passo lungo la strada della riorganiztutto, di ampio respiro. Vale per le imprese, ma vale ancor più zazione del nostro Sistema Paese intorno alle sue risorse migliori. Tra queste, ne siamo certi, ci sono le PMI che hanno investito in inper le istituzioni. Lo hanno fatto, ad esempio, gli organizzatori del Workshop Inter- novazione, elevata specializzazione, alta tecnologia e ricerca.

Si ringrazia per la collaborazione Davide Adami Sito web: www.pmilive.com Editoriale

3


Bandi MIUR: il Governo tenta una rivoluzione

AVVISO PER LO SVILUPPO E POTENZIAMENTO DI CLUSTER TECNOLOGICI NAZIONALI

Professore, durante il nostro convegno sui distretti aerospaziali del 14 febbraio lei ha fatto presagire grandi cambiamenti nelle modalità di finanziamento ai distretti tecnologici. Ci sono novità in merito? “Le novità saranno già contenute nel bando rivolto ai distretti del centro-nord del Paese in uscita tra poche settimane. Abbiamo voluto, infatti, dare un segno concreto del cambiamento a partire dalla prima grande occasione di finanziamento. Saranno circa 400 milioni di euro, con una parte consistente all’internazionalizzazione, destinati solamente a quei distretti tecnologici, esistenti o che facciano richiesta di riconoscimento, che si uniscano in grandi aggregazioni nazionali. In particolare saranno sette o otto gli ambiti produttivi, da noi ritenuti prioritari per lo sviluppo del Paese, che premieremo. Tra questi cito a memoria l’aerospazio, la chimica verde, le scienze della vita, la mobilità e i trasporti non su gomma. Rispetto al passato, abbiamo scelto di privilegiare, infine, la formazione professionale con risorse appositamente dedicate”. Quali sono gli obiettivi che siete posti con questo bando? “Questo bando, direi rivoluzionario nell’approccio, è per noi un grimaldello finalizzato ad invertire la tendenza. Da questo momento i singoli distretti non verranno più finanziati. Pensare a grandi cluster tecnologici nazionali significa proseguire nella direzione già tracciata dall’Unione europea di premiare le eccellenze in grado di competere sui mercati

4

L’intervista

internazionali. Fino ad oggi non si è fatto per- spesso è stato. Stiamo lavorando alla creazione di un ecosistema favorevole al camché mancavano gli strumenti; oggi ci sono”. biamento”. Quali criteri aggregativi avete individuato nel bando? Come avete selezionato le filiere tecno“Daremo ai distretti esistenti e ai nuovi can- logiche? didati che si mettano in rete la possibilità di “Dobbiamo dare più attenzione agli elemenunirsi secondo due modelli: uno che veda un ti abilitanti ed è inevitabile che partano avgrande cluster guida con intorno piccoli sa- vantaggiati i settori più maturi e già internatelliti e un altro, federato, che preveda diversi zionali, come l’aerospazio o la meccatronica. cluster aggregati. Sono due modalità che se- La scelta di competitività ha seguito due criguono le tendenze già in atto tra le imprese”. teri: le priorità nazionali da un lato, come nel caso della chimica verde o della meccatroniCluster nazionale in questo caso signifi- ca, e il preesistente dall’altro, come nel caso del nanotech (in Italia ci sono ben 11 distretca esclusivamente centro-nord? “I distretti del Sud (già finanziati con un pre- ti solo per le nanotecnologie! ndr). Vogliacedente bando di 900 milioni di euro “pre- mo dedicare sempre di più una attenzione rivoluzione” ndr) potranno essere coinvolti molto forte al trasferimento intersettoriale. in questi cluster, dando loro un importante Sono di particolare interesse in tal senso le valore aggiunto, ma non potranno usufruire smart community caratterizzate da una forte multidisciplinarietà. dei fondi previsti”. Che reazione si aspetta? “Mi aspetto una risposta enorme, anche grazie alla scelta di aver coinvolto non solo i distretti già esistenti. Speriamo di aver tracciato la strada verso i poli di innovazione, internazionali e di eccellenza. In un’ottica di internazionalizzazione, la parcellizzazione non fa comodo a nessuno ed è il momento che la gente se ne renda conto. Nell’ultimo bando per il Sud sono pervenute al Ministero 198 proposte per 4 Regioni coinvolte. Ma proprio il dialogo con queste regioni, che hanno dimostrato grande disponibilità, ci ha convinti che questo poteva essere il momento giusto per cambiare. Ormai abbiamo raggiunto un livello insostenibile di dispersione e in un momento delicato come questo, nessuno può avere più il coraggio di pensare localisticamente. In questo senso il ruolo dell’Europa è determinante e l’Europa ci chiede cluster nazionali. Sono certo che il bando sarà recepito nel modo giusto, anche perché l’idea è ben spiegata. E’ necessario disporre di adeguate masse critiche per competere a livello internazionale ed è necessario che il distretto sia più di una banale interazione tra università e industria come

-

Finalità e oggetto dell’intervento (Art 1) 1.

Le dinamiche del cambiamento tecnologico, la rapida evoluzione e convergenza delle tecnologie abilitanti

5.

lization delle Regioni e, più in generale, facilitare ed

mente innovativi che, secondo uno schema di Ambient

accelerare i processi inerenti lo sviluppo strutturale

Intelligence ed “Ambient Assisted Living’’, permettano

nel sistema economico Regionale e Nazionale, caratte-

di ridisegnare l’ambiente di vita domestico in modo da

rizzandosi quindi per le capacità di:

garantire l’inclusione, la sicurezza, l’ecosostenibilità.

sul territorio e sul settore di riferimento, l’eventuale

anche a costi contenuti; la realizzazione di approcci

implementazione di strumenti tecnologici di condivi-

servizi sociali ed in particolare della Pubblica Ammini-

diagnostici innovativi per malattie particolarmente

sione e sviluppo aperti agli attori pubblici e privati del

strazione. fu tale ottica diventa fondamentale perse-

critiche, comunque in un’ottica di miglioramento e al-

Cluster, ed i collegamenti nazionali e internazionali

-

lungamento della vita attiva delle persone. Tecnologie per le Smart Communities: l’azione del Clu-

-

generatisi; valorizzare programmi strategici di ricerca, di sviluppo

va partecipazione ed una convergenza con gli obiettivi

ster dovrà mirare allo sviluppo delle più avanzate

di Horizon 2020, il Programma Europeo per la ricerca e

soluzioni tecnologiche applicative per consentire di

tegiche di riferimento a Livello europeo e globale (in

l’innovazione per il periodo 2012/2020.

realizzare modelli innovativi di risoluzione integrata

particolare Horizon 2020), ed in linea con i programmi di

tecnologico e innovazione, coerenti con le agende stra-

Per valorizzare questi spazi di opportunità e quindi il

per problemi sociali di scala urbana e metropolitana,

loro impatto sulla “mutazione strutturale” dei sistemi

(es.: mobilità, sicurezza e monitoraggio del territo-

economici Regionali, assumono rilevanza le operazioni

rio education, health, beni culturali e turismo, green

strategiche inter-istituzionali (imprese, università,

cloud computing, energie rinnovabili e efficienza ener-

lunghe e collegamenti coordinati e stabili con altri

enti pubblici di ricerca) con valenza interdisciplinare

getica, giustizia).

Distretti tecnologici e altre Aggregazioni pubblico-

Mezzi e sistemi per la mobilità di superficie terrestre e

private, inclusi quelli delle Regioni della Convergenza,

formazione-innovazione.

marina: l’azione del Cluster dovrà mirare a promuove-

con il fine di sostenere le attività sinergiche tra gli

In tale quadro, il MIUR attribuisce particolare rilievo

re lo sviluppo di innovativi mezzi e sistemi per mobilità

attori del Cluster, e di valorizzare efficaci modalità

strategico alla nascita e allo sviluppo di Cluster Tec-

di superficie eco-sostenibili, ottimizzabili dal punto di

nel rapporto pubblico-privato per azioni diffuse di trasferimento dei risultati della ricerca verso le atti-

-

nologici Nazionali da identificare come propulsori

vista intermodale, per accrescere la competitività del-

della crescita economica sostenibile dei territori e

le imprese di produzione e di gestione nel pieno rispetto

dell’intero sistema economico nazionale.

dell’ambiente e delle risorse naturali.

Più in particolare, i Cluster debbono intendersi come

-

-

sviluppo e innovazione nazionali ed internazionali; favorire soluzioni a problematiche di filiera/ settore, attraverso lo sviluppo e il potenziamento di reti

-

vità produttive; favorire processi di internazionalizzazione, migliora-

Aerospazio: l’azione del Cluster dovrà riguardare tutti

re la capacità di attrazione di investimenti e di talen-

aggregazioni organizzate di imprese, università, altre

gli ambiti tecnologici di rilievo per il settore aero-

ti, di formazione di capitale umano qualificato anche

istituzioni pubbliche o private di ricerca, altri sogget-

nautico e spaziale con particolare riferimento all’uso

attraverso la valorizzazione dell’istruzione tecnico-

ti anche finanziari attivi nel campo dell’innovazione,

duale delle tecnologie che ne specializzino l’uso ad ap-

professionale sino al livello post-secondario, creando

articolate in più aggregazioni pubblico private, ivi

plicazioni in campo civile e di elevato impatto sociale.

le condizioni per la nascita e l’avvio iniziale di start up e

Energia: l’azione del Cluster dovrà mirare allo svilup-

di spin off di ricerca, nonché per la valorizzazione piani

su diversi ambiti territoriali, guidate da uno specifico

po di componenti, sottosistemi e sistemi innovativi re-

con l’obiettivo di raggiungere una maggiore competiti-

organo di coordinamento e gestione, focalizzate su uno

lativi alla produzione di energie, anche marine, soste-

vità a livello internazionale, ed una maggiore capacità

specifico ambito tecnologico e applicativo, idonee a con-

nibili e a basso contenuto di CO2, al ·relativo utilizzo ad

di realizzare sinergie tra settori industriali diversi

-

tribuire alla competitività internazionale sia dei terri-

alto grado di efficienza ed efficacia, nonché alla pro-

tori di riferimento sia del sistema economico nazionale.

duzione, stoccaggio, distribuzione di energia elettrica

Il Cluster può essere strutturato secondo diversi mo-

-

-

sulle stesse tipologie tecnologiche; valorizzare il modello organizzativo scelto dal Cluster e la sua capacità di focalizzare il ruolo del Clu-

secondo il concetto di smart grids. Fabbrica intelligente: l’azione del Cluster dovrà mi-

ster a supporto delle politiche nazionali e regionali

rare, attraverso lo sviluppo e l’applicazione di tecno-

della ricerca e dell’innovazione, al fine di favorire una

rizzare ogni possibile com1essione con analoghe espe-

logie innovative per i sistemi produttivi, tra le quali,

stabile connessione tra ambiti, politiche, interventi e

rienze esistenti su tutto il territorio nazionale, at-

ad esempio, la robotica, i nuovi materiali e dispositivi

traverso progetti di ricerca interdisciplinari connessi

avanzati, il virtual prototyping e in generale l’appli-

alle tecnologie abilitanti e alle loro relative applica-

cazione delle tecnologie digitali al manufacturing, a

la maggiore capacità di deals flow permessi dalla

zioni, e anche attraverso pratiche lavorative eccellen-

favorire l’innovazione e la specializzazione dei sistemi

rete, mirando a ridurre nel tempo la percentuale di

ti ed approfondimenti teorici, giungendo allo sviluppo

manifatturieri nazionali, sul piano della produzione,

finanza pubblica, e ad assicurare l’autosostenibilità

di una massa critica di competenze interdisciplinari, di

dell’organizzazione e della distribuzione.

di lungo termine.

1.

-

strumenti di carattere nazionale e regionali; attrarre capitale e finanza privata anche attraverso

Le tecnologie abilitanti di natura pervasiva, quali le Risorse finanziare disponibili e forme e modalità di agevo-

emergente dai saperi scientifici e tecnologici (start-up,

nanotecnologie, i nuovi materiali, la fotonica, le tec-

spin-off di ricerca), capacità di distinguersi per un for-

nologie per le next generation networks etc., e in gene-

te impatto sociale e di risposta alle grandi sfide sociali.

rale l’ICT, sono considerate parte costitutiva dei domini

La natura e il ruolo dei Cluster Nazionali tanto più

applicativi sopraelencati e la loro opportuna valoriz-

può essere rilevante quanto più si caratterizzino per il

zazione deve essere considerata elemento qualificante

al precedente articolo 6, comma 6, del presente Avviso,

loro riferimento a un numero limitato di aree tecnolo-

dei Cluster Tecnologici Nazionali.

saranno agevolati con risorse a valere sul FAR pari a

lazione (art 6) 1.

I Progetti utilmente inseriti nella graduatoria di cui

giche e applicative trasversali, all’interno delle quali

2. Ai fini sin qui esposti, pertanto, con il presente Avviso

complessivi 368 milioni di euro, di cui 63 nella forma

far confluire in modo coordinato e organico anche le

il MIUR richiede, secondo le disposizioni di cui ai suc-

del contributo nella spesa e 305 nella forma del cre-

migliori esperienze e competenze esistenti sul territo-

cessivi articoli, la presentazione di Piani di Sviluppo

rio nazionale.

Strategico e di Progetti di Ricerca Industriale (com-

dito agevolato. 2.

Al fine di favorire lo svolgimento di quote di attività progettuali da svolgersi nelle 4 Regioni della Conver-

L’analisi della struttura scientifica e tecnologica del

prensivi anche di attività di Sviluppo Sperimentale e di

Paese e gli orientamenti nazionali e comunitari al ri-

Formazione), per la successiva attività di valutazione e

genza (Puglia, Calabria, Sicilia, Campania), il MIUR met-

guardo portano all’individuazione delle seguenti aree,

di eventuale finanziamento, attraverso la definizione

te, altresì, a disposizione risorse a carico del PON R&C

per ognuna delle quali il MIUR vuol favorire la nascita

di opportuni Accordi di Programma con le Regioni spe-

2007-2013, con copertura a valere sul FESR (50%) e sul

e lo sviluppo di un Cluster Tecnologico Nazionale, an-

cificatamente interessate. Requisiti dei Piani di Sviluppo Strategico (Art 3)

no opportunamente valorizzare gli esiti di analoghe

Per il finanziamento dei Progetti, il MIUR interviene nelle forme del contributo alla spesa e del credito agevolato, nelle intensità di cui agli articoli 5 e 8 del ri-

iniziative già in corso di attivazione presso il MIUR: Chimica verde: l’azione del Cluster dovrà mirare allo

FDR (50%), pari a complessivi 40 milioni di euro. 3.

che attraverso il presente Avviso i cui risultati dovran-

-

identificare puntualmente i risultati di ricerca indu-

so la produzione di nuovi farmaci e terapie assistive,

capacità innovative e di creazione di imprenditorialità

-

-

organizzazione della produzione, delle istituzioni, dei

modello “federato”), con l’obiettivo di stabilire e valo-

7.

tecnologiche, impianti, costruzioni e prodotti alta-

mercati, nuovi settori produttivi, diverse modalità di

delli organizzativi (quali un modello “hub&spoke” o un

6.

Cluster intenda favorire il processo di Smart Specia-

striale perseguiti e sinora conseguiti, valorizzandone

compresi i Distretti Tecnologici già esistenti, presenti

Roberta Busatto

In particolare, il Piano dovrà evidenziare come il

dovrà mirare allo sviluppo di conoscenze, soluzioni

gli impatti industriali, socio-economici, occupazionali,

ed internazionale, finalizzate ad integrare ricerca-

4.

emergenti nei settori di riferimento. 3.

lare riguardare la cura della salute umana attraver-

agende strategiche comunitarie, che consenta una atti-

3.

Tecnologie per gli ambienti di vita: l’azione del Cluster

cietà, in termini di nuovi prodotti, nuovi servizi, nuovi

guire una linea di azioni ed interventi coerente con le

2.

-

smo, flessibilità e capacità di rispondere alle esigenze

patto ambientale nell’uso delle risorse.

Scienze della Vita: l’azione del Cluster dovrà in partico-

dischiudono nuove opportunità per il mercato e la so-

Intervista al Consigliere per l’Innovazione del Ministro Francesco Profumo, Mario Calderini Abbiamo avuto l’onore di avere sostanzialmente in anteprima la notizia del nuovo bando del MIUR dedicato ai distretti tecnologici del centro-nord direttamente da uno dei suoi artefici, insieme al Ministro Francesco Profumo, il professor Mario Calderini. La periodicità della nostra rivista non ci ha dunque consentito uno scoop, ma le buone notizie che il Consigliere del Ministro ci ha dato meritano senz’altro questo spazio e molto di più. Abbiamo volutamente lasciato l’intervista per come si è svolta. Nel frattempo il bando è uscito e ne troverete un’adeguata sintesi nel box al lato. Stando ai propositi del MIUR intorno alla fine di luglio i termini di presentazione delle domande scadranno e alla fine di settembre avremo i risultati. Sono due passaggi altrettanto importanti, che attendiamo con curiosità e fiducia. Il primo ci dirà in quanti hanno raccolto la sfida, il secondo su quale futuro tecnologico l’Italia ha scelto di puntare.

attraverso una maggiore sostenibilità e un minor im-

1.

Il Piano, di durata almeno quinquennale, deve mettere

chiamato decreto ministeriale n. 593 del1’8 agosto 2000,

sviluppo di tecnologie di trasformazione di biomasse di

in luce la combinazione di processi ed azioni che renda-

così come modificate dal decreto del Ministro dell’Eco-

seconda e terza generazione (biomasse “sostenibili non

no possibile l’acquisizione di conoscenze e tecnologie

nomia e delle Finanze del 10 ottobre 2003 (pubblicato

food”) in energia e chimica verde.

avanzate su scala globale e il conseguente radicamen-

nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del25 novembre 2003) e

Agrifood: l’azione del Cluster dovrà mirare allo svi-

to di tali asset, attraverso la loro adozione e sfrutta-

dal Decreto Ministeriale 2 gennaio 2008 Prot. GAB/ 4.

luppo di conoscenze e tecnologie per la produzione di

mento, nell’ambito della dimensione locale, nazionale

cibi, anche di origine marina, più sicuri e che abbiano più elevate caratteristiche di qualità e genuinità, anche

e europea. 2.

Il Piano deve essere caratterizzato da elevato dinami-

Per il Bando completo: www.miur.it

L’intervista

5


Talking points evento sismico

3. Compito

Entry point: COI. OPCOM: Capo di SMD OPCON: Comandante COI TACOM: ComFod 1 TACON: Comandante Raggruppamento

Il raggruppamento così costituito, insieme ad altre istituzioni/organizzazioni dello Stato, dovrà: - garantire la necessaria sicurezza nell’area colpita dal terremoto, coadiuvando il Dipartimento di Protezione Civile nella verifica tecnica degli edifici lesionati; - procedere alla rimozione delle macerie prodotte dal sisma ed assicurare, complessivamente, il supporto alle popolazioni colpite dal terremoto. In particolare, il dispositivo dovrà concorrere anche alle attività connesse alla vigilanza delle aree interdette ed alla protezione degli insediamenti urbani.

2. Situazione

4. Dispositivo

Il Dipartimento della Protezione Civile ha chiesto allo Stato Maggiore della Difesa il concorso di un dispositivo militare per un impegno complessivo di 403 unità, al fine di garantire il controllo e la sicurezza del territorio nonché la vigilanza e la protezione degli insediamenti urbani colpiti dal sisma. Inoltre, il dispositivo dovrà comunque assicurare il supporto alle popolazioni colpite dal sisma. Il dispositivo è costituito da un raggruppamento suddiviso in tre aliquote: una di sicurezza, una di rimozione macerie e un’aliquota tecnica. È stata costituita, inoltre, una cellula di coordinamento presso la DICOMAC (Direzione di Comando e Controllo) di Bologna.

Il raggruppamento è composto da: • Aliquota di sicurezza (complesso minore di 240 unità) che dovrà svolgere servizi di presidio fisso e di pattugliamento delle aree individuate dalle competenti autorità, di massima, in concorso con le forze di polizia, garantendo il supporto alle popolazioni colpite dal sisma. • Aliquota rimozione macerie (50 unità dell’Esercito) che dovrà svolgere attività di trasporto – in concorso con i vigili del fuoco – delle macerie, limitatamente agli inerti derivanti dal crollo degli edifici e/o da demolizioni effettuate per la messa in sicurezza degli edifici sulla base delle indicazioni fornite dalla DICOMAC. Inoltre, l’aliquota dovrà

1. Catena di Comando Ministero Interno (che viene attivato dagli Uffici Territoriali del Governo - Prefetture -e, a loro volta, dai Sindaci). Dipartimento di Protezione Civile (riepiloga le esigenze).

effettuare modesti interventi di viabilità che si renderanno necessari per motivi contingenti al fine di agevolare il transito di autocarri ribaltabili impiegati per il trasporto delle macerie. • Aliquota tecnica (un team di 4 unità ingegneristiche dell’Esercito) che dovrà concorrere, secondo le indicazioni della DICOMAC di Bologna alla verifica tecnica degli edifici lesionati. • Personale impiegato: 403 militari. • Mezzi impiegati: 115, tra cui 10 vagoni letto da 80 posti, 2 vagoni cisterna e 5 shelter bagni. • Materiali:  37 tende;  2 gruppi elettrogeni;  288 brandine;  250 sacchi a pelo;  250 materassi;  1 cisterna da 10.000 litri;  1 motopompa;  1 torre di illuminazione.

5. Coordinamento E’ presente una Cellula di Coordimanto costituita da un Capo Cellula presso la DICOMAC che svolge altresì funzione di Ufficiale di collegamento presso tale Direzione. Vi sono inoltre altri 6 Ufficiali presso le principali località colpite dal sisma (Bondeno, S. Agostino, Ferrara, Bologna, Mantova, Modena)

Tutti intorno all’Emilia L’impegno delle Forze Armate nelle zone colpite dal terremoto

Il terremoto in Emilia ha toccato la vita di tutti e sconvolto quella delle popolazioni colpite. Esprimiamo a tutti loro la nostra vicinanza e lo facciamo raccontando il lavoro delle Forze Armate italiane sul campo. Sono circa 400 gli uomini giunti nella regione colpita dalle scosse e che lavorano senza sosta per garantire la sicurezza, in stretto coordinamento con le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, per favorire la rimozione e lo sgombero delle macerie al fine di ripristinare la viabilità e l’accesso alle zone e per garantire le ricognizioni e le verifiche strutturali su edifici, sia di uso pubblico che privato, insieme agli specialisti del Genio. E’ intervenuto sul campo anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate. “Vedere dei militari senza armi è una cosa curiosa - ha detto parlando allo schieramento, ma quando la vostra presenza è richiesta come oggi, è giusto così. Questa è un’attività importante, esattamente come le altre

6

DIFESA

operative dei vostri colleghi in altre parti del mondo. Vuol rappresentare la vicinanza del mondo militare a quello civile”. “Mi sono limitato a dire loro” – ha poi aggiunto ai cronisti “che l’attività che stanno svolgendo qui e che continueranno a fare nei prossimi giorni è di pari importanza rispetto a quella che espletano nei vari teatri operativi delle nostre missioni all’estero. Ho visto uomini e donne molto motivati, sia dell’Esercito ma anche dell’Arma, con cui c’è una collaborazione stretta. Sono molto affiatati. “Ho molto apprezzato le parole di ringraziamento del prefetto di Ferrara e delle altre autorità locali dei paesi che ho visitato - ha sottolineato - parole che mi hanno toccato, perché mi sono reso conto dell’importanza del nostro personale non solo per le attività che fanno, ma per la sicurezza e la vicinanza che trasmettono. E’ importante perché qui le persone devono essere rincuorate e sostenute nel loro impegno per la ricostruzione”. “Abbiamo già dimostrato di sapere fare - ha

concluso ricordando l’impegno dei militari per il terremoto de L’Aquila­e anche questa volta certamente faremo bene”. Fra i primi interventi effettuati si ricordano la messa in sicurezza di una ciminiera pericolante nel comune di Bondeno, che ha richiesto un intervento in due fasi, l’invio del “Convoglio di pronto impiego” presso la stazione ferroviaria della stessa località e l’organizzazione di un campo di accoglienza a Crevalcore. Alle popolazioni colpite dal sisma è stato interamente dedicata la discussa Festa della Repubblica del 2 giugno. Ci fa piacere riportare in tal senso le parole del Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola e unirci a lui e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel festeggiare sobriamente il nostro Paese e la sua raggiunta democrazia “La Festa della Repubblica” – ha commentato Di Paola – “come ci ricorda il Capo dello Stato, è la festa di un popolo, del nostro

popolo. E quest’anno il popolo italiano rende omaggio alle comunità colpite dal sisma. E’ per queste ragioni che viene confermata. I simboli di un Paese non possono e non debbono piegarsi di fronte alle avversità di qualunque tipo. E la Festa della Repubblica rappresenta, con il tricolore, uno dei simboli più alti e nobili del Paese. La solidarietà è una delle componenti più importanti della Nazione. Per questo, tutti i reparti impegnati in Emilia in soccorso della popolazione avranno al “2 giugno” una sola rappresentanza, così da non distrarre risorse di uomini e mezzi sul territorio. Già prima dell’evento sismico la sfilata era stata fortemente contenuta, in linea con le linee di rigore adottate dal governo. Ora, anche alla luce delle indicazioni venute dal Presidente della Repubblica, la cerimonia è stata ulteriormente improntata alla sobrietà. Non sfileranno mezzi, non sfileranno cavalli, le Frecce tricolore rimarranno negli hangar. Nel complesso, la presenza di militari e non militari verrà ulteriormente ridotta di oltre il 20 per cento”.

Il più cordiale augurio a tutti gli italiani in questo giorno anniversario della nascita della Repubblica, che è la nostra casa comune. Celebriamo oggi il 2 giugno per esprimere lo spirito di solidarietà e unità nazionale che ci guida e che costituisce la miglior garanzia in tempi così difficili e anche dolorosi. Sì, sentiamo profondamente il dolore di chi nel terremoto dei giorni scorsi, in Emilia e altrove, ha perduto i propri cari, di chi ha perduto la propria casa, sentiamo l’angoscia di chi ha visto travolte vite operaie e certezze di lavoro nel crollo dei capannoni. L’impegno dello Stato e la solidarietà nazionale non mancheranno per assistere le popolazioni che soffrono e per far partire la ricostruzione. Ce la faremo, e lo dico con fiducia innanzitutto a voi - gente emiliana - conoscendo la vostra tempra.

Lo dico con fiducia anche guardando alle Forze Armate, ai Corpi di Polizia, alle rappresentanze della Protezione Civile e del volontariato, che domani passeremo in rassegna con rispetto per quello che hanno fatto e fanno nel nostro comune interesse: penso a quel che fecero i militari da protagonisti del movimento di liberazione da cui 66 anni fa nacque la Repubblica, penso ai nostri contingenti impegnati in missioni internazionali di pace. È giusto onorare gli italiani che in quelle missioni hanno sacrificato la vita o riportato gravi ferite; è giusto onorare il contributo che anche dai militari viene dato alla nostra sicurezza e, in ogni emergenza, al soccorso civile.

 Unità e solidarietà: questo ci occorre per superare tutte le emergenze e le prove, come ci dicono i nostri 150 anni di storia. 

Libero confronto tra diverse opinioni e proposte, non vecchie contrapposizioni ideologiche. 

Senso dell’interesse generale, senso dello Stato, volontà di cambiamento - nel grande scenario dell’Europa unita - per far crescere l’economia, dare futuro ai giovani e rendere più giusta una società troppo squilibrata e iniqua. 

Volontà di riforme e di partecipazione per rinnovare la politica e rafforzare la democrazia. 

Con questi intenti, anche se con animo turbato, celebriamo concordemente in questi giorni la Repubblica e la Costituzione, per trarne forza, per costruire un’Italia migliore. Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano

DIFESA

7


AGROSPAZIO: MANGIAR SANO IN OGNI LUOGO Il 24 e 25 maggio a Sperlonga il V Workshop Internazionale

Come avviene ormai da dieci anni, il 24 e 25 maggio scorsi Sperlonga, splendida città sulle coste laziali, si è trasformata nella capitale dell’Agrospazio. Il V Workshop Internazionale, come era avvenuto nelle edizioni precendenti, è stato organizzato da Federlazio e da Aero Sekur, con il patrocinio di ASI, ESA e NASA, il contributo della Camera di Commercio di Latina e la collaborazione dell’Università di Tucson in Arizona. Il convegno ha cadenza biennale e permette, unico nel suo genere, di mettere a fattor comune le tecnologie e i più recenti sviluppi del mondo agricolo e del mondo spaziale. La sperimentazione in ambito serricolo e quella in ambito spaziale si uniscono per individuare soluzioni che migliorino da un lato le modalità di coltivazione in serra e dall’altro le condizioni di vita degli astronauti sulla stazione spaziale, sulla Luna e su Marte. Sebbene molti problemi debbano ancora essere risolti, ad esempio quelli legati alla

preparazione, dosaggio e consumo a bordo delle navicelle spaziali, soprattutto per i voli di lunga durata, passi avanti importanti sono stati realizzati nel mettere a punto Diete Spaziali che tengano conto degli aspetti nutrizionali, nutraceutici ed epigenetici. Nel convegno organizzato a Sperlonga il 24 e 25 maggio scorsi molti di questi aspetti sono stati analizzati e presentati. Antiossidanti naturali e i loro effetti benefici per l’organismo umano sono stati studiati con particolare riferimento agli stress indotti dovuti all’ambiente a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e in futuro a bordo delle navicelle di trasporto nel Sistema Solare per poi passare agli insediamenti umani di lunga durata sui pianeti stessi (Marte, Luna, Asteroidi etc). Il tutto potrà essere verificato a Terra in condizioni di estremo isolamento quali le basi Artiche (Groenlandia), Antartide e desertiche. A dare maggiori aspettative per il futuro, sul fronte terrestre, la possibilità di approdare

ad un sistema di coltivazione a basso impatto ambientale e di elevata qualità. Le nuove tecniche di coltivazione idroponica fuori suolo in ambiente controllato, sperimentate in diverse parti del mondo, consentono di traguardare importanti obiettivi di produttività, elevata qualità (si annulla l’utilizzo di agenti chimici per favorire la crescita dei prodotti), risparmio energetico e salvaguardia delle risorse idriche, senza generare alcun impatto sull’ambiente circostante. Si tratta di prototipi di serre applicabili in ogni ambiente, terrestre, spaziale, desertico, polare e per ogni tipo di destinazione, agricola e florovivaistica. “E’ importante” ha sottolineato Stefania De Pascale (Dipartimento di Ingegneria agraria e agronomia del territorio - Università Federico II di Napoli) tener conto dell’importanza che ha l’a-

vere il controllo della crescita delle piante specialmente in termini di qualità del cibo ottenuto. Dobbiamo cominciare a reputare queste tecnologie come mature e capaci di essere applicate nei settori che lo richiedono, oltre ad utilizzare lo spazio come un laboratorio”. Moltissimi gli aspetti coinvolti, in fase di ricerca e nelle prime applicazioni: risparmio e riciclo di acqua, utilizzo di sostanze nutritive, abbandono di agenti chimici, controllo delle temperature interne alla serra, produzione autonoma di energia, filtrazione e trattamento dell’aria, materiali gonfiabili. Obiettivi sostanziali: riduzione dell’impatto ambientale, miglioramento della qualità e del valore nutrizionale dei prodotti ed elevata produttività. “Il nostro scopo è quello di rendere la vita di tutti migliore e più facile”: in queste parole di Gene Giacomelli (direttore del CEAC- Università dell’Arizona) è racchiuso il senso di una ricerca che nasce per rispondere ad esigenze concrete e collettive, per risolvere problematiche specifiche e per inseguire qualche sogno. Un percorso nato, non a caso, nella terra del mangiare sano e dei poeti navigatori. Un percorso che fa dell’Italia il centro di una comunità internazionale e qualificata di esperti, imprese e ricercatori. Roberta Busatto

8

FRANCESCO PROFUMO, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca “Desidero con queste poche righe far pervenire agli organizzatori del V Workshop Internazionale Agrospazio tutto il mio apprezzamento. Precedenti impegni istituzionali mi impediscono, mio malgrado, di partecipare personalmente ai lavori, ma leggerò con attenzione gli atti che spero vogliate inviarmi. Reputo di straordinario valore un momento come questo, capace di legare due ambiti di ricerca e produttivi importantissimi, come l’aerospazio e l’agroalimentare, ponendo l’Italia al centro di un sistema internazionale d’eccellenza che parte da due dei suoi maggiori punti di forza. Auguro a tutti voi un buon lavoro, ringraziandovi per il contributo che sono certo fornirete al nostro Paese”.

Aerospazio

9


GLI ORGANIZZATORI LE ISTITUZIONI SILVIO ROSSIGNOLI, Presidente Federlazio Aerospazio e Difesa e Presidente Aero Sekur “Agricoltura e Spazio, due mondi che nel progredire sembrano muoversi in opposte direzioni; l’una rivolta al passato nell’ansia di ritrovare lo spirito dell’origine, l’altra che guarda al futuro delle nuove scoperte e dei nuovi mondi. Nell’Agrospazio questi due mondi – apparentemente lontani - sembrano stranamente ritrovarsi, ma la cosa non deve sembrare così innovativa. Come gli esploratori e i colonizzatori del passato portavano con sé i semi di casa per poter sopravvivere nei nuovi ambienti, così i nostri futuri colonizzatori spaziali dovranno imparare a sopravvivere in ambienti molto più ostili, facendo conto solo sulle proprie capacità di coltivare e allevare il proprio nutrimento. Con una difficoltà in più però. Senza la presenza materna della nostra terra che tutto tollera e tutto digerisce. Nello spazio non avranno come noi le acque e i fiumi e l’atmosfera che riciclano i nostri rifiuti. Nello spazio ogni cosa sottoposta all’ambiente spaziale resta com’è per l’eternità. Tutto dovranno imparare a riciclare gli astronauti, così come dovremmo fare noi qui sulla terra. Questa è la lezione che dovremmo imparare e promuovere con l’Agrospazio. Un’agricoltura che senza l’ausilio dei fiumi, dei mari e dell’atmosfera sia in grado di riciclare senza “sporcare” tutto quanto serve a produrre il nostro cibo”. MICHELE FANTASIA, Presidente Federlazio Latina “Il radicale cambiamento dei sistemi economici globali e la grave congiuntura negativa che ha investito i mercati in ogni settore vengono affrontati dalle piccole e medie imprese con processi di riconversione e ristrutturazione dei prodotti, dei servizi e dei sistemi produttivi. Tutto questo viene spesso portato avanti con coraggio e con risorse proprie con la certezza che i cambiamenti a cui stiamo ancora assistendo non garantiranno mai più la possibilità di un approccio ai mercati che manchi di innovazione, qualità e affidabilità. L’internazionalizzazione, la ricerca e lo sviluppo di prodotti innovativi e gli investimenti costituiscono la massima espressione della forte volontà di guardare avanti e della capacità di individuare

10

Aerospazio

nuovi obiettivi da sviluppare. Tutto questo è contenuto, nella più alta espressione, nel progetto di Aero Sekur  che dimostra come una PMI del nostro territorio, possa giungere a rappresentare un punto di riferimento mondiale per lo sviluppo di una nuova ed avanzata tecnologia. Come Federlazio abbiamo sostenuto questa iniziativa sin dalla sua nascita e continueremo a farlo convinti che proprio la capacità di rinnovarsi continuamente e conquistare mercati più avanzati di quelli in cui si opera abitualmente rappresenti la più importante e spesso unica occasione per le PMI per tornare a crescere”. SAVERIO MOTOLESE, Direttore Federlazio Latina “Quello che all’inizio sembrava un progetto ideato da visionari, sta diventando realtà; lo scorso anno a bordo della stazione spaziale internazionale l’astronauta italiano, Paolo Nespoli, ha fatto crescere piantine sperimentali grazie ad un sistema serricolo sviluppato da Aero Sekur allo scopo di verificare la possibilità di produrre nello spazio cibo per astronauti. Un evento mediatico internazionale che ha messo in risalto l’importanza di questo progetto nato da un intuizione di Aero Sekur e Federlazio”. GENE GIACOMELLI, Direttore CEAC – Università dell’Arizona La realizzazione di diminuzione delle risorse e dei loro successivi costi elevati, combinate con la preoccupazione generale per ridurre l’impatto ambientale, dai sistemi di produzione alimentare, ha diretto l’interesse verso l’agricoltura ad ambiente controllato (CEA) come mezzo per alleviare questi problemi. Da qui l’evoluzione del design delle serre, che si è concentrato negli ultimi anni sulle tecniche di conservazione delle risorse, come il risparmio energetico di calore, il miglioramento o la consegna di irrigazione e le procedure di recupero. Gli sviluppi attuali includono i mezzi per generare risorse. Queste risorse possono sia essere acquisite dal riutilizzo di energia precedentemente sprecata o effettivamente generate attraverso fonti alternative come l’energia fotovoltaica elettrica. Inoltre, il design moderno e le operazioni hanno fortemente considerato un miglior controllo ambientale e simultaneamente una gestione delle risorse tale da raggiungere una maggiore produttività delle colture”.

VINCENZO ZOTTOLA, Presidente Camera di Commercio di Latina “Seguiamo fin dall’inizio il percorso del progetto Agrospazio, convinti che rappresenti un’eccellenza importante della nostra economia. E’ proprio in momenti come questi che le istituzioni devono sostenere gli sforzi delle imprese che vadano nella direzione dell’innovazione, della ricerca e dell’internazionalizzazione. L’aerospazio e l’agroalimentare rappresentano due settori strategici che portano Latina e il Lazio a competere nei mercati mondiali, attraverso un’offerta di qualità. Con il progetto Agrospazio l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica entrano nella Piccola e Media Impresa, dimostrando che le sfide dell’innovazione e della specializzazione chiamano in causa tutti i settori dell’economia italiana; per lo meno quelli che vogliano rispondere adeguatamente alle nuove esigenze globalizzate e tecnologiche”. REMO PERTICA, Presidente AIAD “Tutte le attività legate allo spazio hanno per natura un fascino particolare, perché riguardano un ambiente che, da una parte, è ancora capace entusiasmare e stimolare, anche in un periodo come questo, quando tutto sembra più difficile per via della contingenza economica che tende a misurare tutto in termini di costi, e, dall’altra, pone delle sfide tecnologiche, industriali e organizzative molto difficili e, per questo, interessanti. Ma il tema dell’agrospace è particolarmente affascinante, perché ancora oggi può sembrare più argomento di fantascienza che non di scienza – anche se non è così. Le attività spaziali, così come molti altri campi della ricerca scientifica e dell’esplorazione, sono nate prima dalla penna degli autori di fantascienza, per diventare –dopo alcuni decenni – realtà spesso in modo non così diverso da come erano state immaginate. Vorrei ricordare solo come Jules Verne, nel suo famoso romanzo “Dalla Terra alla Luna” avesse immaginato una missione con caratteristiche che, un secolo dopo, erano abbastanza simili a quelle dell’Apollo 8, la prima missione a circumnavigare la Luna: · il costo stimato da Verne era di 12bn (in $ equivalenti del 1969) contro i 14.5bn effettivi; · l’equipaggio in entrambi i casi era di 3 persone; · la navicella di Verne era di alluminio come l’Apollo e pesava 8.700

kg, contro gli 11.900 effettivi; · il lancio avvenne dalla Florida, a 200 km da Merritt Island, ove venne lanciata l’Apollo; · al termine della missione entrambe le capsule vennero ripescate nel Pacifico da una nave della US Navy. L’agrospace a tutto ciò aggiunge un’ulteriore dimensione, che è quella dell’esplorazione. Infatti lo sviluppo di questo settore è strettamente legato alla futura esplorazione e colonizzazione della Luna e di Marte. Anche questo forse sa un po’ di fantascienza, ma in realtà, pur nelle ristrettezze determinate dall’attuale crisi economica, ci sono molti programmi che vanno in questa direzione. Inoltre è giusto ricordare che lo sviluppo delle tecnologie per l’agrospace hanno evidenti e concrete ricadute anche per quanto riguarda l’agricoltura sulla Terra, e questo è molto importante. A differenza di quanto avvenne per il programma Apollo, ove le ricadute furono moltissime – si stima che oltre 160.000 spin-off tecnologici passarono dal programma spaziale alla vita quotidiana – ma vennero come un di più, nel senso che non erano pianificate e la ricerca era finalizzata pressoché esclusivamente alla vittoria della corsa alla Luna, oggi gli sviluppi tecnologici nel contesto dei programmi spaziali vengono valutati fin dall’inizio anche per il loro possibile trasferimento ad altri settori, e questo permette di sfruttare al meglio il valore delle risorse – non solo economiche, ma anche di competenze e di idee – che vengono destinate alla ricerca da parte delle istituzioni pubbliche e anche dal settore privato”. STEFANO ZAPPALA’, Assessore al Marketing del Made in Lazio Regione Lazio “Agrospazio rappresenta una sfida importante che ogni anno migliora e genera nuovi risultati. La collaborazione tra associazioni di categoria e istituzioni porta, e Agrospazio ne è l’esempio, a realizzare progetti importantissimi per il nostro territorio finora conosciuto solo per le sue bellezze storiche e architettoniche, ma da oggi al centro del sistema internazionale anche per questo importante progetto di ricerca”.

Aerospazio

11


Inizialmente è necessario comprendere la strategia generale della grande azienda e definire il proprio ruolo in coerenza con la macro strategia del gruppo. I vantaggi sono quelli di disporre di uno scenario ampio e di acquisire una credibilità nazionale e internazionale, quella del gruppo. D’altro canto i vincoli procedurali sono rilevantissimi nel controllo di gestione, comunicazione, personale e investimenti. E’ come essere di fronte alle due pareti di una montagna, il mercato, da scalare: il crinale è spesso la via migliore per raggiungere la vetta. Gli alpinisti amano il crinale”. Dunque Larimart è una piccola a regime controllato? “Rimane il vantaggio della piccola perché le decisioni non devono passare per una matrice funzionale / gerarchica, conservando così la rapidità decisionale ed esecutiva. Se dovessi descrivere il concetto in poche parole direi che restano i vincoli ma al loro interno c’è la possibilità di muoversi liberamente. Si riducono i gradi di libertà ma non si pregiudica la rapidità di scelta. Un altro elemento importante che è insieme un vantaggio e uno svantaggio è certamente quello di poter acquisire una grande visibilità dei mercati esterni ma di non poter emergere come singola entità all’interno del gruppo. La difficoltà delle piccole imprese ad avere un impatto significativo sulle grandi scelte non riguarda solo le imprese stesse ma anche il mondo della cultura. Nelle grandi imprese invece i livelli di intermediazione consentono una comprensione ed integrazione maggiore di esigenze, contributi e meccanismi attuativi. Il contributo di ciascuno c’è, viene integrato, portato alla attenzione della Pubblica Amministrazione e del mercato”. Quali i rispettivi ruoli secondo lei? “Le grandi imprese sono essenziali per le grandi aggregazioni sistemistiche e per i programmi di ricerca più ampi. E’ auspicabile

Una PMI nel grande gruppo Finmeccanica Intervista all’Amministratore Delegato di Larimart Spa, Vittorio Biscarini

In questo numero la consueta rubrica dedicata alle PMI ci consente di entrare in una realtà davvero originale. Larimart è infatti una impresa di 120 dipendenti, detenuta però in maggioranza dal gruppo Finmeccanica. Una piccola tra le grandi.

di minoranza, ma le imprese interessate erano quotate in borsa e dovevano avere la maggioranza. Accettammo così di costruire un rapporto con una grande azienda, definendo alcune clausole di salvaguardia della minoranza. La storia ci ha visti in società con Olivetti, Marconi italiana, GEC e dal 2004 con Finmeccanica, sempre mantenendo la struttura patrimoniale e societaria definita all’origiLa storia di Larimart è originale: una PMI che si lega alla grande ne, contribuire in modo determinante allo sviluppo delle comunicazioni per la Difesa e la Sicurezza, in Italia ed anche in significativi azienda con vincoli societari. Perché questa scelta? “Dobbiamo partire dal 1987 quando Larimart decise che per poter programmi esteri”. meglio realizzare la propria volontà di crescita era necessario avere Come ci si sente ad essere piccole tra le grandi? un partner con capacità di politica industriale. Volendo gestire la crescita della nostra piccola impresa familiare “Abbiamo imparato presto come si vive nella grande ed essere picabbiamo iniziato la ricerca di partner interessati ad acquisire quote coli, con alcune difficoltà ed altrettanti vantaggi.

12

Dentro le PMI

RAGIONE SOCIALE Larimart Spa Controllata da Selex Communication, Gruppo Finmeccanica

che evolvano i rapporti in maniera più federalista con le PMI, sviluppando la capacità di fare sistema, di essere general contractor e di lasciare esprimere le singole attitudini. Le piccole dal canto loro hanno bisogno di più coordinamento. E’ necessario riuscire a far emergere la capacità di offerta delle PMI, salvaguardando allo stesso tempo il ruolo del general contractor. La grande è essenziale perché verifica la compatibilità e l’accessibilità dei progetti. L’esigenza delle PMI è di avere più visibilità e spazio. Un elemento importante è un flusso di pagamenti più prevedibile e trasparente, evitando che in alcuni casi, il prime contractor possa avvalersi della cassa degli altri. Certamente in tal senso con Soldato Futuro e il programma Forza NEC qualcosa è cambiato”. Come vede il futuro? “Nel medio periodo le risorse per la difesa saranno moderatamente ridotte perché l’Italia e l’Europa non investono grandi cifre. Come imprese bisogna guardare ad una visione più europea che porti a recuperare con l’economia di scala, anche con una aggregazione di PMI a livello extra-nazionale. Penso che il sostegno del MSE di Segredifesa e Direzione Armamenti Terrestri in tal senso siano importanti, come avviene già nelle piattaforme aeree e navali o in sede ETSI. Una integrazione europea è più affidabile anche nel lungo termine rispetto alle esportazioni. Aiuta a ottimizzare, aggregare risorse e ridurre i costi”. Quanto è importante la ricerca nelle PMI? “E’ essenziale. La PMI deve trovare costantemente soluzioni innovative e mantenersi aggiornata. In Larimart il 25% del personale è deputato all’innovazione di prodotto, utilizzando ciò che emerge nel mondo COTS, dove i numeri sono 100 volte più grandi di quelli della difesa, come base per realizzare HW e SW idonei alle particolari condizioni di impiego richieste dalla Difesa e Sicurezza”. Piera Zocchi

RIFERIMENTI Tel. +39 06 303431 SITO WEB

PRESIDENTE Alessandro GUSTAPANE AMMINISTRATORE DELEGATO Vittorio BISCARINI EVENTUALI ALTRE CARICHE Nicola MAZZOTTA

www.larimart.it FATTURATO 17 milioni di euro NUMERO DI DIPENDENTI 120

SEDE STABILIMENTO Via di Torrevecchia, 12  00168 Roma DESCRIZIONE Larimart opera nel settore delle comunicazioni radiomobili/tattiche per la sicurezza e la difesa ed offre una vasta gamma di sottosistemi destinati a Difesa, Enti Governativi, Forze di Polizia ed agli integratori di sistemi. PRINCIPALI CLIENTI Aziende del gruppo Finmeccanica, Ministero della Difesa, autostrade e aeroporti, Protezione Civile. PRODUZIONE Larimart è una Società che interpreta le esigenze del cliente ed offre prodotti e soluzioni con qualificazioni secondo specifiche militari, personalizzati in base ai requisiti dell’utilizzatore, testati sul campo, ad un costo-efficacia ottimale. Nel settore dei sistemi di comunicazioni tattiche di veicoli militari o Centri di Comando e Controllo, le capacità offerte non sono limitate ai prodotti attualmente disponibili: continui miglioramenti sono in corso per mettere a disposizione degli utilizzatori le innovazioni tecnologiche più avanzate. I prodotti Larimart sono stati adottati per importanti progetti di C4ISR (Italia ed altri Paesi) inclusi il Programma “Soldato Futuro”, SIACCON e SICCONA (Esercito Italiano).

Dentro le PMI

13


Fondazione Vertical L’IMPEGNO PER LA CURA DELLA PARALISI Quando nasce la Fondazione Vertical e perché? ““VERTICAL – Fondazione Italiana per la Cura della Paralisi”, è stata costituita in Roma il 25 luglio 2005. Tale istituzione, prima ed unica in Italia nel suo genere si prefigge di favorire e supportare finanziariamente la ricerca scientifica che si occupa di individuare una soluzione per la cura della paralisi, patologia che, nella maggior parte dei casi, viene provocata da lesioni al midollo spinale in esito ad incidenti automobilistici, motociclistici o sportivi e causa, a seconda del livello di lesione interessato, l’immobilità degli arti inferiori e superiori (tetraplegia) ovvero degli arti inferiori (paraplegia) nonché la perdita delle funzionalità respiratorie, vescicali ed intestinali con gravi ripercussioni sull’autonomia della persona colpita e conseguenti disagi riscontrabili in ambito familiare e sociale (perdita di lavoro, sostentamenti economici da parte delle istituzioni, assistenza da parte del Servizio Sanitario Nazionale ecc..). In Italia, come in tutto il resto del mondo, la paralisi da lesione midollare è in forte aumento e solo nel territorio nazionale si contano attualmente circa 80.000 casi di para-tetraplegia con un indice medio di 4 nuovi casi al giorno (circa 1.500 annui). La fascia maggiormente colpita (80% circa) è purtroppo rappresentata da giovani di età compresa tra i 17 ed i 30 anni”.

• promuovere e favorire il rientro dei Ricercatori e studiosi italiani dall’estero; • organizzare corsi di formazione; • promuovere o collaborare alla organizzazione di convegni scientifici; • promuovere analoghe intese con Istituti di Ricerca operanti nei campi di interesse della Fondazione. • promuovere attività di prevenzione per diminuire il rischio di lesione al midollo spinale derivante da cause correlate. Abbiamo operato in diverse aree per affermare la cultura della ricerca e della prevenzione sul tema delle lesioni spinali, attraverso idee innovative di comunicazione, lavorando in rete e attivando politiche di buone cause con i centri di ricerca nazionali. Abbiamo sostenuto in tal senso progetti a carattere trasversale con la comunità di riferimento, al fine di emancipare le persone con disabilità motoria e di affermare l’idea di una ricerca vicina alle esigenze delle famiglie e delle persone colpite dalla lesione. Nell’ambito delle patologie rare, la Fondazione si impegna a superare lo stato di isolamento che la popolazione colpita subisce nella cultura nazionale e nei media. In particolare dal 2005 ad oggi abbiamo approfondito in diverse sedi il problema delle frontiere della ricerca, partecipando in qualità di organizzatore e relatore ad importanti convegni-incontri e abbiamo organizzato o collaborato a eventi e campagne di raccolta Cosa sta facendo la Fondazione Vertical fondi dedicate alla ricerca e alla prevenzioper aiutare la ricerca e supportare la co- ne a carattere nazionale”. munità di persone con lesioni midollari? “La Fondazione, perseguendo esclusiva- La Fondazione è molto attiva sul fronte mente finalità di solidarietà sociale, si pro- della comunicazione. Quali sono gli ulpone di: timi eventi che avete organizzato? Che • assegnare Borse di Studio a giovani Laureati; ruolo hanno i social network per l’esple-

14

APERTURE

tamento della vostra mission? “Vertical ha inizializzato piani di comunicazione mirati alla raccolta fondi tramite la gestione di diverse campagne di comunicazione: • “Un Libro per la Ricerca” del poeta Enzo Cagnetti 2 Luglio 2008 • “5 per mille”: il futuro delle lesioni midollari è nella tua penna Settembre 2008 • “Collega la Spina”: promozione del progetto scientifico di riferimento Maggio 2009 • “Svegliati”: promozione della cultura della ricerca Maggio 2010 • Almanacco dello Sport: campagna 5 per mille associata ad un almanacco sportivo comprendente discipline olimpiche e paraolimpiche. Inoltre ha organizzato eventi di promozione e prevenzione come “IN PIEDI PER L’ABRUZZO” per le vittime disabili d’Abruzzo colpite dal terremoto 21 aprile 2009 (Alpheus Roma) e Party con Noi: Rosaria Renna e Francesco Venditti per la ricerca sulle lesioni midollari, prevenzione e sensibilizzazione 25 Giugno 2009 (New Green Hill Roma). Attualmente siamo impegnati nella 2^ edizione di “Modelle & Rotelle” che si terrà il prossimo 01 dicembre presso l’Hotel Sheraton Roma dove è prevista la partecipazione di modelle normodotate e modelle disabili provenienti da diversi paesi del mondo. I social network hanno un ruolo primario nelle attività della Fondazione. E’ lo strumento principale per la divulgazione degli eventi in programmazione e per la campagna del 5 per mille dove Vertical è inserita, quale ONLUS, nelle liste dell’Agenzia delle Entrate”.

Roberto Simonetti

15


Cooperativa editoriale

info@barraspaziatrice.it

16


Pmi live n. 16