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EDITION #19 winter 2017 italian/english

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Inspired by colors and flowers.


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#19 Winter issue 2017

ISABELLE MENIN

Direttore responsabile / Founder & Editor in Chief Dana Frigerio

Ph. Isabelle Menin, Dana Frigerio , Simonetta Chiarugi, Iza Tkaczyl

GHIRLANDA

LA CITTA’ BLU

Redattori/Contributors Chiarugi Simonetta Colli Cristina Frigerio Dana Marangella Anna Menin Isabelle Ragni Matteo Tkaczyk Iza Trabucchi Alberto

IZA TKACZYK

Art direction & layout Dana Frigerio e Linda Spiller Traduzioni/Translation Cristiana Chiarugi Copertina/Cover Dana Frigerio font: thanks to Billy Argel, Kimberly Geswein, Yomyfred production 2005, Brownfox

UDAIPUR

NEW DELHI GARDENS

LA CITTA’ ROSA

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Alcune foto o immagini presenti attualmente nella rivista sono situate su internet e costituite da materiale largamente diffuso e ritenuto di pubblico dominio. Su tali foto ed immagini il sito non detiene, quindi, alcun diritto d’autore e non è intenzione dell’autore del sito di appropriarsi indebitamente di immagini di proprietà altrui, pertanto, se detenete il copyright di qualsiasi foto, immagine o oggetto

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Blossom zine è una Testata giornalistica Autorizzazione n°103 del 3 aprile 2013 Tribunale di Milano.


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DeaMAX è il nuovo concime concentrato per orchidee fantastiche tutto l’anno. Grazie alla sua formula ricca di preziosi microelementi ed estratti di origine vegetale, DeaMAX supporta la rifioritura delle tue orchidee ed aiuta a prolungarne la durata.

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Photos Iza Tkaczyk

}

www.instagram.com/iza_tkaczyk/

iza.tkaczyk@gmail.com

Iza Tkaczyk Le tue composizioni floreali sono molto interessanti, come è nata la tua idea creativa? Tutto è nato prima che scoprissi i fiori e che il mondo delle piante mi prendesse completamente, mi sono laureata all’Accademia di Belle Arti, sono architetto d’interni. Cinque anni di studi

artistici mi hanno aiutato molto nel lavoro di fiorista. Ciò che amo di più del lavorare con la materia vegetale è che non si può mai essere sicuri di nulla. La natura continua a sorprenderci. Le mie opere sono un riflesso delle mie emozioni. Viaggio molto, incontro molte persone

Your floral arrangements are very special and interesting, how did your creative idea start? I graduated from the Academy of Fine Arts and I am an interior architect. That was before I discovered floristry and before the world of plants arrested me completely. The five years of artistic

studies helped me greatly in the work of a florist. What I love most about working with plant material is that you can never be sure of anything. Nature keeps surprising us. My works are a reflection of my current emotions. I travel a lot, meet a lot of great


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fantastiche e adoro l’architettura. Ogni mio ricordo ha i suoi colori, l’ispirazione è ovunque. Mi piace anche avere il tempo di allontanarmi da tutto ed andare nella mia piccola casa di campagna per godermi il mio lavoro. Nel tuo lavoro floreale spesso abbini fiori e oggetti come carta, stoffa, paglia e metallo. Come definiresti il tuo ​​ stile particolare? Ad essere onesti non ci ho mai pensato. Lo faccio perché mi arriva dal profondo, senza smettere mai di cercare l’equilibrio.

Forse è da qui che arrivano le associazioni dei miei materiali? Materiali organici e non in un insieme coerente: una bella sfida. Anche se le piante rimangono più importanti, cerco di evidenziare la loro bellezza e il loro ruolo essenziale nella composizione. Che mi dici dei tuoi corsi di composizione, cosa insegni agli studenti? Ho anche compiuto studi didattici e mi piace condividere le mie conoscenze. Gestisco seminari tematici e

people, and admire the architecture. Each of my memories has its own colors. I draw a lot as well. Inspiration is everywhere. I like having time to get away from everything, tuck away in my little country house and just enjoy the work. In your floral piece of work you often combine cut flowers and items such as paper, cloth, straw and metal. How would you define your particular style? To be honest - I have never thought about it. I just do what’s in my soul at the moment.

And I never stop looking for a balance. Maybe this is where my mixing of various materials comes from? Combining organic and non-organic materials into a coherent whole is also a challenge. The most important for me are always plants, highlighting their beauty and their essential role in the composition. What about your composition courses, what do you teach students? I have also completed teaching studies and I love to share my knowledge. I run theme workshops in floristry.


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insegno anche disegno, che a mio parere è molto importante nel lavoro di un fiorista. Cerco di trasmetterlo il più possibile ma imparo anche molto in queste lezioni. Dimostro varie tecniche, individuo possibili applicazioni e ispiro; ma i miei studenti mi sorprendono costantemente con le loro interpretazioni.

Sei appena tornata dall’India, cosa ti ha lasciato? L’India è sempre una bella esperienza. Il mio cuore è carico di grande energia positiva e di un incredibile mix di colori e odori. The Magical India un grande mosaico sotto ogni aspetto.

I also teach drawing, which in my opinion is very important in the work of a florist. I try to pass on as much as possible but I also learn a lot about these classes myself. I demonstrate various techniques, indicate possible applications, and inspire, whereas my students constantly surprise me with their interpretations of the subject.

You’re just came back from India, what left you in your heart? India is always a beautiful experience. My heart is charged with great positive energy and an amazing mix of colours and smells. The Magical India a great mosaic in every respect.


© ISABELLE MENIN

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Photos Isabelle Menin

}

www.isabellemenin.com

info@isabellemenin.com

The Vanishing of Isabelle Menin Dopo aver esposto diverse volte in Belgio, ho deciso di Sono nata nel 1961 e abbandonare la pittura vivo e lavoro a Bruxelles. per dedicarmi alla Dopo essermi diplomata fotografia digitale. presso la Scuola grafica (ERG) a Bruxelles, Scattare fotografie, ho esplorato la pittura scansionare “pezzi” per 10 anni lavorando di natura, giocare nel campo della grafica costantemente con trame e dell’illustrazione. e colori, trasformandoli, mescolandoli, per La natura è sempre stata dare forma a una un tema ricorrente natura fittizia, densa e per me, in particolare sgargiante allo stesso la flora. tempo. Chi sei / dove vivi / cosa fai?

Who are you / where do you live / what do you do ? I’m born in 1961, I live and work in Brussels. After graduating from the Graphic Research School (ERG) in Brussels, I’ve explored painting for 10 years while working in graphic design and illustration. Nature has always been a recurring theme for me, particularly flora.

After exhibiting several times in Belgium, I decided to abandon painting to turn to digital photography. Taking pictures, scanning pieces of nature, I constantly play with textures and colours, transforming them, mixing them, in order to give shape to a fictional nature, dense and flamboyant at the same time.


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who’s next? maybe you... email me

fotografie che mi ero proposta di fare” e mi ha fatto pensare. Vanishing. Sono molto combattuta Ho scelto quella parola tra il dove voglio perché dubito che arrivare e l’immagine solo una parola o un definitiva. In realtà la aggettivo possa essere maggior parte delle volte sufficiente per descrivere mi sento una perdente. qualcuno. Anche se a volte sono più importanti le cose “Evanescente” mi è nuove che scopri e che sembrato perfetto per sei stata obbligata raccontare quanto ad esplorare. possano essere Vado dove non volevo misteriose le persone. andare e forse mi perdo Ed è anche perfetto per dentro alla “bellezza”. descrivere il lavoro Anzi è lì che voglio di un artista. essere: nella bellezza. Perché in realtà svaniamo per Hai un sogno nel ricomparire cassetto? da un’altra parte. Vivo in una città, Cosa ti rende felice di ma mi piacerebbe questo lavoro? vivere in campagna con un bellissimo giardino! Recentemente ho letto Più vicino alla natura una citazione di Diane e lontano dai rumori Arbus che diceva della metropoli. “ Non ho mai fatto le

© ISABELLE MENIN

© ISABELLE MENIN

Se tu fossi un aggettivo o una parola saresti?

If you were an adjective or a word would you be? Vanishing. I’ve chosen that word because I doubt that only one word or adjective can be enough to describe someone. « Vanishing » is perfect to say how mysterious people can be. And it’s also, in my opinion, what happens when an artist is at work. We disappear from here to reappear somewhere else. What makes you happy in doing this? I recently read a Diane Arbus quote saying “I’ve never taken the photograph I intended to take”, and it made echo with me. Between what I want reach and the final image

© ISABELLE MENIN

latest from

there is a lot of fight, and I’m not always the winner. Actually, most of the time I’m the loser. But what’s important is the new things I’ve discovered and was obliged to explore by loosing the battle. And maybe I go where I didn’t want to go and maybe I’m lost in “beauty”. But maybe, finally, that’s where I want to be: lost in beauty. Do you have a dream in the drawer? I live in a city. I’d like to live in the country with a beautiful garden, or at least just a garden ! Closer to nature. Far from the city noise.


© ISABELLE MENIN

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© ISABELLE MENIN

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We disappear from here to reappear somewhere else


© ISABELLE MENIN

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Photos and Text Cristina Colli

} www.cristinacolli.com

cristina@cristinacolli.com

Uno sguardo al percorso creativo L’inverno, con i suoi giorni brevi e lunghe notti, è il momento perfetto per l’introspezione. Tra la fine di dicembre

e l’inizio di gennaio passo sempre un po’ di tempo a rivedere l’anno appena trascorso, per capire su cosa voglio concentrarmi nei

Winter, with its short days and long nights, is the perfect time for introspection. Between the end of December and the

beginning of January I always spend some time reviewing the year that’s just passed, and figuring out what I want to focus on in the

prossimi dodici mesi. Questa pausa mi aiuta a vedere i miei progressi e riesaminare il mio percorso, mentre penso a cosa è importante in

questo momento, e che direzione voglio dare alla mia vita. Dall’anno scorso ho cominciato ad esaminare anche il mio percorso

next twelve months. This pause helps me see my progress, and also reassess my path, as I think of what’s important in this

moment in time, and where I want my life to go. Since last year, I also look back at my creative journey

VISUAL STORYTELLING


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I CORS E ONLIN

UN REGALO PER TE


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creativo, e stabilire cosa vorrei realizzare nel nuovo anno. Dopo tutto, la creatività è una parte cosÏ importante della mia vita e quindi si merita un posto nella mia revisione annuale.

Ho creato un piccolo libro di esercizi per lo scopo, e un semplice planner per scrivere i propositi per ogni mese. Ho anche incluso alcuni suggerimenti per rimanere ispirati

GALO UN RE PER TE

phone wallpaper

and set some intentions for the new year. After all, creativity is such a big part of my life that it deserves its own place in my annual review. I created a workbook

for the purpose, with some guiding thoughts, and a simple year planner to write intentions down for each month. I also included some prompts to stay inspired and motivated,


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e motivati , e​​ superare i blocchi creativi. Questo semplice rituale mi aiuta a mantenere viva la creatività, ad apprezzare i miei progressi e a ricordare quanto sia importante

esplorare nuove idee, creare, relazionarsi con altre persone creative, e lasciare andare ciò che non interessa più.

and overcome creative blocks. This simple ritual helps me keep creativity alive, appreciate my progress, and remember how important it is to explore new ideas, create,

NEWS LETTER

connect with fellow creatives, and let go of what no longer interests me.

INFO E-COU RSE

INSTA GRAM


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la ricetta del Masala chai, il tè speziato più famoso

di tutta l’India. Le spezie sono cardamomo, cannella, chiodi di garofano, zenzero, pepe, noce moscata e vanno macinate fresche. Fate bollire in mezza tazza d’acqua le spezie macinate, aggiungere il tè nero del tipo Assam, sobbollire 1 minuto e infine aggiungere una tazza di latte intero molto zuccherato, quindi portare a bollore per un minuto ancora e filtrare. Le spezie aggiungono calore al sapore del tè nero e sarà perfetto anche per i mesi invernali.

Appunti di Viaggio

viaggio


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the Masala chai recipe, the most famous spiced tea in India. Spices are cardamom, cinnamon, cloves, ginger, pepper and nutmeg to be grated fresh. Boil in half a cup of water the grated spices, add Assam’s black tea, simmer for 1 minute and finally add a cup of very sugared whole milk, then bring to a boil for another minute and filter. Spices add heat to the taste of black tea and it will be perfect even for the winter months.

Travel notes

scarica l’itinerario video and more

in india


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Text and Photos Dana Frigerio

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Jodhpur la città blu La città blu, così chiamata poichè nel centro storico sono molte le case colorate di azzurro, un azzurro/blu molto intenso. I colori contraddistinguono non solo le città, ma sono uniti alle caste e il blu è accostato a quella dei bramini, la casta più alta nella gerarchia indiana.

In India i colori sono molto accesi e vanno dalle profonde tonalità dei rossi e dei blu, all’arancione brillante e al verde rinfrescante, fino al tradizionale color zafferano e al rosa intenso per le donne sposate. Una curiosità: nelle corti Rajput nei mesi più

Blue city, as from the many blue colored houses in the old town, a very intense shade of blue. Colors in India not only distinguish the cities, they are also connected to castes and the color blue is related to that of the bramins, the highest caste in the Indian hierarchy. In India colors are very

aglow and range from deep red and blue tones to brilliant orange and refreshing green, up to the traditional saffron color and intense rose for married women. A curiosity: in Rajput courts in the hottest months of the year during summer people wore blue dresses since they were


Netherlands Board of Tourism & Conventions

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Netherlands Board of Tourism & Conventions

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caldi dell’anno durante l’estate si indossavano vestiti di colore azzurro perché erano considerati i colori delle nuvole e quindi auspicavano l’arrivo dei monsoni e delle temperature più miti. A Jodhpur ad accogliervi troverete un centro chiassoso dove un complicato dedalo di stradine con molte facciate di mattoni e ringhiere azzurre faranno da cornice a insegne colorate, portoni e vari negozi.

Girovagando per la città vecchia sicuramente vi perderete tra tessuti e vestiti, spezie e braccialetti, carretti e altri mezzi di trasporto, fino ad arrivare a Ghanta Ghar la torre dell’orologio. Uno dei principali punti di riferimento della città vecchia da dove parte il bazar di Jodhpur, il Sardar market, che con il suo trambusto incredibile di mucche, motorini, auto e persone può farvi diventare complicato anche il solo

considered to be the colors of the clouds and therefore auspice for the arrival of monsoons and milder temperatures.

bracelets, carts and other means of transport, until you’ll reach Ghanta Ghar, the clock tower.

In Jodhpur you will find a lively center where a complicated maze of narrow streets with many brick facades and blue railings will frame colorful signs, gates and various shops.

One of the main landmarks of the old town from where the Jodhpur Bazaar, the Sardar market starts, with its incredible hustle and bustle of cows, scooters, cars and people, which makes it difficult to get to see the stalls at all.

Wandering around the old town you will surely get lost among fabrics and clothes, spices and

India is most of all sounds and perfumes, and in this particular bazaar your senses will also be

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Mehrangarh Fort la facciata del palazzo delle donne, dove un intarsio traforato complicatissimo permetteva alle


scorgere le bancarelle. L’india è soprattutto suoni e odori, e in questo particolare bazar i vostri sensi saranno sovraccaricati di stimoli acustici e visivi… ma forse è proprio questo il bello dell’India.

dimora dei regnanti Rajput, simbolo di grande potenza e prestigio non era solo una base militare, ma anche il palazzo per i governanti e le loro mogli; centro culturale per le arti, la musica e la letteratura; L’attrazione turistica con i suoi numerosi più importante della templi e santuari era città è l’inespugnabile anche un luogo di culto. Mehrangarh Fort che Nel secondo cortile sorge a 400 metri sopra rimarrete affascinati la città e domina con dalla manifattura della le sue mura la pianura facciata del palazzo circostante; è uno dei più delle donne, dove imponenti e spettacolari un intarsio traforato forti dell’India e merita complicatissimo una visita. permetteva alle donne Costruito nella metà di guardare fuori senza del 1400 è stato la essere viste.

overloaded with acoustic and visual stimuli... but maybe that’s just what makes India so special. The most important tourist attraction in the city is the inexpugnable Mehrangarh Fort rising at 400 meters above the city and dominating with its walls the surrounding plain; it is one of the most impressive and spectacular fortifications of India and it’s definitely worth a visit. Built in the middle of 1400 it was the residency of the Rajput rulers, symbol of great power and prestige it not only was a military base, but also the palace

donne di guardare fuori senza essere viste

hosting the governors and their wives; cultural center for arts, music and literature, with its many temples and sanctuaries it was also a worship place. In the second courtyard you will be fascinated by the manufactory of the facade of the women’s palace, where a complicated carved marquetry allowed women to look outside without being seen. The architectural style of the interiors will amaze you, as well as discovering that a rich reception hall of the palace has ceilings

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Lo stile architettonico degli interni vi stupirà, come anche lo scoprire che una ricca sala da ricevimento del palazzo ha soffitti addobbati con le classiche palline di Natale dai colori blu, verde, argento e oro che pendono dal soffitto, per affermare l’importanza dei Maharaja quando rilevanti ospiti europei nel corso dell’ottocento vennero in visita in India. L’attuale proprietario,

il Maharaja Gaj Singhji per mantenere in vita l’antica fortezza ha sia ben conservato i vari edifici che lo compongono sia istituito nel 1972 il museo che conserva armamenti, costumi, tessuti, manoscritti, pitture e anche uno stupendo palanchino in vetro e oro, oltre ai tradizionali sedili per montare gli elefanti in argento finemente intarsiati.

decorated with classic Christmas balls colored in blue, green, silver and gold, they were hanged from the ceiling to affirm the importance of the Maharaja when during the 19th century major European guests visited India and then left there. The current owner, the Maharaja Gaj Singhji in order to maintain the ancient fortress, has both well preserved the various buildings that

compose it and in 1972 found a museum that preserves armaments, costumes, textures, manuscripts, paintings and even a wonderful sedan chair in glass and gold, in addition to the finely inlaid traditional seats fit to ride elephants.

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Text and Photos Dana Frigerio

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Jaipur la città rosa La città rosa, così chiamata per il colore delle facciate dei vari palazzi costruiti appunto in pietra arenaria rosa e rossa; l’atmosfera e il fascino romantico ci cattura appena arrivati in città.

storicamente simbolo di accoglienza e di ospitalità; era infatti il colore del “benvenuto” utilizzato per accogliere i reali inglesi in visita verso la metà ottocento, e allora come oggi affascina i visitatori.

Le architetture e le decorazioni degli edifici ci accolgonocon palpitante entusiasmo, complice il fatto che questo colore è

Il Palazzo dei Venti, Hawa Mahal, è considerato il simbolo della città e non a caso è l’edificio più fotografato.

The pink city, called so for the color of the facades of the various palaces built in pink and red sandstone; the atmosphere and romantic charm caught us as soon as we arrived in town. Architectures and decorations of buildings welcomed us with thrilling enthusiasm, accomplice the fact that this color is historically a symbol of greeting and

hospitality; it was in fact the color of the “welcome” used to accommodate the British Royalties during their visit around the mid-nineteenth century, and in the past just like today it fascinates the visitors. The Palace of the Winds, Hawa Mahal, is considered the symbol of the city and, not by accident, is the most photographed building.


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Venne costruito nel 1799 in arenaria rosa, imponente e alto cinque piani a forma piramidale sembra un enorme alveare finemente lavorato a nido d’ape; con le sue 953 finestre bordate di bianco permetteva alle donne della casa reale di poter osservare ciò che accadeva nelle vie della città senza essere viste. Il motivo intricato del reticolo delle finestre, non è solo pura decorazione, ma permette all’aria

fresca di circolare durante le estati calde e umide. Il glorioso passato di Jaipur si può ammirare sia nei palazzi della città sia nelle fortificazioni fuori città. Amber Fort è una delle fortificazioni più famose del Rajasthan, situato su una collina a pochi chilometri da Jaipur, possiede alte mura di cinta e varie porte di accesso. Costruito in arenaria e marmo rosso è disposto su quattro livelli ognuno

It was built in 1799 in pink sandstone, imposing and five-story tall with a pyramidal shape it looks like a huge beehive finely worked with a honeycomb pattern; with its 953 white bordered windows it allowed the women of the royal house to observe what was happening in the streets of the city without being noticed.

during hot and humid summers. The glorious past of Jaipur can be admired both in city palaces and fortifications outside the city.

The intricate design of the windows grid is not just pure decoration but allows fresh air to circulate

Built in sandstone and red marble it is placed on four levels each with wonderful courtyards.

Amber Fort is one of Rajasthan’s most famous fortifications, located on a hill just a few miles from Jaipur, it has high boundary walls and various access doors.


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con meravigliosi cortili. Era la residenza dei Rajput Maharaja e delle loro famiglie, ed è stato edificato a più riprese in 150 anni fino alla fine del XVI secolo, è oggi patrimonio dell’UNESCO. Si tratta di un palazzo immenso suddiviso in diverse zone; al suo interno come tutti i palazzi imperiali è formato sia da luoghi pubblici come templi sacri e luoghi per

l’udienza pubblica che da luoghi privati. Notevole è il palazzo degli specchi, in marmo intarsiato a mosaico, piccoli specchi creano motivi floreali meravigliosi, così come il giardino del terzo cortile, di disegno formale alla maniera dei giardini Moghul lavorato con raffinata arte topiaria e infine la bellissima residenza dove vivevano le donne della famiglia reale.

It was the residence of the Rajput Maharajas and their families, and was built in several takes during 150 years until the end of the sixteenth century, and it is now a UNESCO Heritage Site. It is a huge building divided into several areas; Inside, like all the imperial palaces, it includes both public places like sacred temples and areas for the public hearing

and private sections. Remarkable is the Mirrors Palace, in marble inlaid with mosaic, small mirrors create wonderful floral motifs, as well as the garden of the third courtyard, with a formal design in the fashion of the Moghul Gardens worked with refined topiary art and finally the beautiful residence where the women of the royal family used to live.


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il disegno formale dei giardini Moghul


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Da Amber Fort prima con un passaggio sotterraneo e poi salendo a piedi la collina si arriva al vicino Jaigarh Fort, è un antico forte costruito nel 1592 circondato da enormi

merlature rosse e offre una spettacolare vista panoramica sull’area intorno a Jaipur. Il forte ospita anche il piÚ grande cannone su ruote del mondo antico.

From Amber Fort first through an underground passage and then climbing by foot the hill we reached the nearby Jaigarh Fort, an ancient fort built in 1592 and surrounded by huge red battlements, it offers a spectacular

panoramic view over the area around Jaipur. The fort also houses the largest cannon on wheels of the ancient world.


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Text and Photos Matteo Ragni

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matteo@matteoragni.eu

Portobello market HIBISCUS BLUE CHIFFON

HIBISCUS STARBURST CHIFFON

HIBISCUS CAROUSEL® PINK CANDY

Le piante sagge esistono. Dalla storia arriva a noi questa varietà di Hibiscus syriacus, dalle pianure aride del medio oriente, dalle montagne fredde dei monti iraniani fino alle sapienti mani del dottor Woods che ha ibridato questi Hibiscus a fiore doppio. Il blu è il colore migliore tra gli ibiscus, Blu a fiore doppio è due volte migliore. In giardino resiste al freddo e fiorisce saggiamente tantissimo in estate.

Da luglio a settembre avrai un giardino fiorito con bellissimi fiori di colore rosa intenso sfumato di rosa pallido su un fondo bianco. Hibiscus Starburst Chiffon cresce fino a 175 cm, altezza che serve per portare fiori grandi anche 10 cm. Una fioritura ricca e appariscente per un alberello che sa quello che vuole, tanto sole per fiorire bene e nient’altro se non i tuoi occhi per ammirarlo.

HIBISCUS BLUE CHIFFON

HIBISCUS STARBURST CHIFFON

HIBISCUS CAROUSEL® PINK CANDY

Wise plants do exist indeed. From history comes to us this variety of Hibiscus syriacus, from the arid plains of the Middle East and the cold Iranian mountains to the expert hands of Dr. Woods who hybridized these double-flowered Hibiscus. Blue is the best color among the ibiscus, double-flowered blue is twice as good. In the garden it resists to cold temperatures and wisely it does flourish a lot in summer.

From July to September you will have a garden blooming with beautiful intense pink flowers shaded by a pale pink on a white background. Hibiscus Starburst Chiffon grows up to 175 cm, height needed to bear even 10 cm large flowers. A rich and flashy bloom for a sapling that knows what it wants, much sun in order to flourish well and nothing else but your eyes for feeling admired.

The Hibiscus Carousel® series presents varieties with a foliage deeply incised of dark purple color, which support a great abundance of large, velvety and warmly colored flowers. Pink Candy is a soft shade of pink that explodes in summer with flowers that reach up to 18 cm in diameter. This tropical-looking variety is resistant to winters up to -15 ° C. it must be planted in full sun and provided with a rich and moist soil.

HIBISCUS MOSCHEUTOS CAROUSEL® RED WINE Il mio colore preferito è il rosso e una pianta di questo Red Wine è nel mio giardino da almeno 4 anni e ogni stagione è una sorpresa. Da giugno a fine ottobre enormi fiori rossi dal colore e dalla consistenza unica si aprono in giardino rendendo anche una aiuola lombarda un angolo di tropico. In inverno i rami della pianta così come tutti i moscheatus nelle nostre latitudini muoiono. In primavera dalla terra emergono nuovi rami forti e vigorosi. HIBISCUS MOSCHEUTOS CAROUSEL® RED WINE Red is my favorite color and one plant of this Red Wine has been in my garden for at least 4 years and every season it presents a surprise. From June to the end of October huge red flowers with a unique color and texture open up into the garden, making also a northern-italian flowerbed look like a corner of the tropics. In winter the branches of the plant as well as all the moscheatus in our latitudes die. In spring, new strong and vigorous branches emerge from the earth.

HIBISCUS ROSA CHINENSIS MEHITI® La linea di Hibiscus rosa-chinensis D-Tahiti® è una selezione di Hibiscus da caldo che hanno bisogno di temperature calde per vivere e fiorire. Non sono piante da giardino in Europa se non nei paesi mediterranei e sulle coste calde. La bellezza della varietà MEHITI® è tale da spingere tanti appassionati di Hibiscus ad avere delle piante in giardino in estate quando le piante sono in fiore per poi ritirarle al caldo in inverno. L’abbondanza di fiori, le foglie lucide e il colore del fiore rendono questa varietà un vero assaggio di paradiso.

La serie Hibiscus Carousel® presenta varietà con fogliame profondamente inciso di colore viola scuro, che sostengono una grande abbondanza di fiori grandi, vellutati e dalle calde colorazioni. Il Pink Candy è una soffice sfumatura di rosa che esplode in estate con fiori che arrivano fino ai 18 cm di diametro. Questa varietà dall’aspetto tropicale è resistente agli inverni fino a -15 ° C. deve essere piantata in pieno sole assicurando un suolo ricco e umido.

HIBISCUS ROSA CHINENSIS VAHINE® Quante polinesiane hanno messo fiori di Hibiscus tra i capelli? Quante volte ci siamo avvicinati a questi fiori paradisiaci attratti dalla loro voluttuosa forma e dal colore affascinante? Il giallo è un colore che c’è solo tra gli Hibiscus rosa-sinensis cioè tra le piante di carattere tropicale di questa specie. Il giallo è un colore unico che richiama candore, ricchezza ed eleganza. Prendine una pianta, regalala o tienitela stretta in giardino.

HIBISCUS ROSA CHINENSIS MEHITI®

HIBISCUS ROSA CHINENSIS VAHINE®

The Hibiscus Rosa-chinensis D-Tahiti®a line is a selection of Hibiscus that need warm temperatures to live and flourish. They are not considered garden plants in Europe except in the Mediterranean countries and on warm coasts. The beauty of the MEHITI® variety is such as to encourage many Hibiscus enthusiasts to have plants in the garden in the summer when the plants are in bloom and then to retract them in the heat in winter. The abundance of the flowers, the glossy leaves and the color of the flower make this variety a true taste of paradise.

How many Polynesian women have put Hibiscus flowers in their hair? How many times have we approached these paradisiacal flowers attracted by their voluptuous form and charming color? Yellow is a color that exists only among the Hibiscus Rosa-sinensis, namely among the tropical characterized plants of this species. Yellow is a unique color that recalls candor, richness and elegance. Buy a plant, give it as a present or take good care of it in your garden.

Hibiscus


Il giardino che vorrei progettiamo insieme

o l a g e r n I per te

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In India i colori sono molto accesi vanno dalle profonde tonalità dei rossi e dei blu all’arancione brillante e al verde rinfrescante fino al tradizionale color zafferano e al rosa intenso per le donne sposate.


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Text and Photos Dana Frigerio

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Udaipur la città bianca La città bianca, un gioiello forse tra i più affascinanti di tutto il Rajasthan, situata a 600 metri di altezza sul livello del mare vi si respira un’aria fresca anche d’estate e il suo paesaggio pittoresco fatto di laghi

e specchi d’acqua vi calmerà e rasserenerà con voi stessi. Udaipur è una destinazione importante per la maggior parte dei turisti, sia locali che stranieri, ricca di palazzi storici, giardini ben curati, hotel di

The white city, maybe one of the most fascinating jewels of all of Rajasthan, rising 600 meters above sea level, one can breathe fresh air even in summer, its picturesque landscape made of lakes and water mirrors it will

make you feel calm and relaxed. Udaipur is an important destination for most tourists, both local and foreign, rich in historic buildings, well-kept gardens, luxury hotels and last


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lusso e non ultimi per importanza i suoi laghi artificiali. Definita la città bianca per il candore dei suoi palazzi in stile Rajput viene anche chiamata la “Venezia dell’India”. Se pensate all’India, probabilmente la

immaginerete come un paese colorato, polveroso, umido e arso dal sole, qui invece è l’opposto; i colori dominanti sono il bianco e il crema dei marmi che sono quasi accecanti nelle giornate di sole e che si specchiano

but not least artificial lakes. Defined as the white city for the candor of its palaces in Rajput style, it is also called the “Venice of India”. When thinking about

India, one would probably imagine a colorful, dusty, damp and sunny country, here it’s the opposite though; the dominant colors are the white and cream of marbles that are almost blinding on sunny days


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nell’azzurro blu dell’acqua dei laghi. Una gita in barca è consigliata per ammirare al meglio questo sogno indiano da cartolina. Qui si potrà visitare Jag Mandir il palazzo bianco in stile architettonico Rajput

e Moghul che si trova sull’isola naturale nel lago Pichola, dove un’elegante facciata vi attende fiancheggiata da quattro elefanti per lato. Udaipur è talmente attraente che è stata la location per molti film sia di Hollywood

and that reflect themselves in the blue water of the lakes. A boat trip is recommended to best admire this Indian postcard dream. Here you can visit Jag Mandir, the white palace in Rajput

architectural style, and Moghul, located on the natural island of Lake Pichola, where an elegant facade flanked by four elephants per side will welcome you. Udaipur is so enticing that was chosen as location for

un gioiello forse tra i più affascinanti di tutto il Rajasthan


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che di Bollywood. Il Lake Palace, ora un hotel di lusso, ha ospitato le riprese del film di James Bond Octopussy e una visita al lago non può mancare. Assolutamente da visitare è il City Palace. Strepitoso, composto da una serie di palazzi

granito e marmo; torri, cupole, baldacchini, bastioni, corridoi, cortili, giardini pensili e terrazze panoramiche vi riporteranno alla mente i personaggi delle novelle de “Mille e una notte”, e alla vista delle varie sale decorate con specchi, pitture murali, piastrelle

collegati tra di loro e costruiti per oltre quattro secoli, che si stagliano per una lunghezza di 244 metri e che dalla cresta della collina scendono fino al prospiciente lago Pichola. L’intero complesso è finemente lavorato in

many Hollywood and Bollywood films. The Lake Palace, a luxury hotel now, hosted the filming of James Bond’s Octopussy and a visit to the lake cannot be missed.

vivaci, intarsi in argento e vetri colorati a foggia di pavone vi sembrerà davvero di sognare ad occhi aperti.

granite and marble; towers, domes, canopies, ramparts, corridors, courtyards, hanging gardens and panoramic terraces will bring to your mindsl the characters of the “The Thousand and One Nights” and at the sight of the various rooms

Absolutely worth a visit is the City Palace. Stunning, consisting

of a series of interconnected buildings built for over four centuries, they stretch for 244 meters in length and from the crest of the hill descend to the prospecting Pichola Lake. The whole complex is finely carved in

decorated with mirrors, wall paintings, bright tiles, silver inlays and peacock shaped colored glasses will really make you feel you’ll be daydreaming.


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Assolutamente da visitare è il City Palace


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vi sembrerĂ davvero di sognare ad occhi aperti


VIA ARMEA,162- 18038 SANREMO (IM) TEL. 0184. 510844- FAX 0184. 510846 www.agsanremo.it Email: agsanremo@hotmail.com - agsanremo73@gmail.com

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Tante succulente vengono dall’Africa o dall’America, ma ce ne sono alcune originarie dell’ India ! Quali arrivano dal paese dei Maharajah ? Al genere Kalanchoe appartengono più di un centinaio di succulente che possiamo trovare nelle aree tropicali, dal Sud Africa all’Est dell’Asia. Una di loro, la Kalanchoe laciniata, è nativa del’India dove è conosciuta come “Parnabija”. Le sue foglie sono state usate nei secoli per le loro proprietà diuretiche, astringenti ed emostatiche.

Quali sono le cure in questo periodo ? Poiché vengono da un’area tropicale, queste piante sono sensibili al freddo. L’Euphorbia mayuranathanii necessita di un minimo di 12/14°C. Un riparo asciutto e luminoso sarà necessario affinché la pianta possa avere un buon riposo invernale. Come tutte le piante grasse, non va bagnata da novembre a febbraio/marzo. Quando tornerà la primavera, e la pianta ricomincerà a vegetare sarà possibile bagnarla abbondantemente alternando le irrigazioni con periodi di asciutto.

L’Euphorbia mayuranathanii proviene dall’India e ha conquistato il mondo con la sua bellezza. La forma di albero molto ramificato porta un tocco d’esotico nelle nostre case. Potete anche utilizzarla come Albero di Natale ! Vuoi creare una composizione di succulente ? Ecco le istruzioni ! Guarda il video!

Auguriamo a tutti un Sereno Natale !

PER SAPERNE DI PIÙ WWW.AGSANREMO.IT


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download ricetta da stampare

lenticchie all’indiana con curcuma & curry


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{

Text and Photos Anna Marangella

}

www.ultimissimedalforno.blogspot.it

ultimissimedalforno@gmail.com

Dahl di lenticchie rosse Ingredienti per quattro persone 500 grammi di lenticchie rosse decorticate 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva oppure di sesamo un pezzetto di zenzero fresco 2 cucchiaini di curcuma 2 cucchiaini di curry una carota un pezzetto di cipolla un pezzetto di sedano una manciata di coriandolo fresco 1 litro di brodo vegetale sale pepe fettine di limone per servire Tritare la carota, la cipolla e il sedano

versarli nella casseruola insieme all’olio, aggiungere poco zenzero grattugiato e lasciare ammorbidire dolcemente per qualche minuto. Aggiungere le lenticchie precedentemente sciacquate sotto l’acqua corrente e il brodo ben caldo. Unire la curcuma, il curry e il pepe. Cuocere per circa 25-30 minuti, il brodo si assorbirà quasi tutto e le lenticchie dovranno risultare tenere. Regolare di sale e pepe. Servire con fettine di limone e foglie di coriandolo fresco.

Ingredients for four people: 500 grams of red decorticated lentils 4 tablespoons of extra-virgin olive oil or sesame oil 1 piece of fresh ginger 2 teaspoons of turmeric 2 teaspoons of curry 1 carrot a bit of onion a bit of celery a handful of fresh coriander 1 liter of vegetable broth salt pepper lemon slices for serving Chop the carrot, the onion and the celery and place them into the saucepan together with

the oil, then put a little grated ginger in and let everything soften gently for a few minutes. Add the lentils previously rinsed under running water and the well warmed broth. Season with curcuma, curry and pepper. Cook for about 25-30 minutes, the broth will absorb itself almost completely and the lentils will get tender. Regulate salt and pepper. Serve with lemon slices and fresh coriander leaves.


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download english recipe


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MEY Mitu è la linea giovane e frizzante che vede come protagonista assoluto il colore, elemento indispensabile se si desidera respirare aria di freschezza e vivacità . Non semplici vasi di diverse forme e dimensioni, ma un assortimento versatile per dare voce alla creatività e personalizzare gli ambienti in cui vivi.

indoor

www.euro3plast.com/it


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video


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{

Text and Photos Simonetta Chiarugi

}

www.aboutgarden.it

simonettachiarugi@gmail.com

Ghirlanda di bacche Ecco una ghirlanda che si veste con i colori più accesi dell’autunno, un ‘Total Orange’ dove le bacche di Piracanta e le gerbere sono le protagoniste assolute. E’ possibile acquistare le gerbere dal fiorista, mentre l’unico modo per procurarsi la Piracanta è quello di coltivarsela in giardino o sul terrazzo, è una sempreverde che cresce velocemente e regala in questa stagione un’esplosione di colore. Se amate la tonalità arancio, sceglietela nella varietà Pyracantha ‘Orange Glow’. Per chi invece non ha la possibilità di coltivarla o farsela donare da amici, fate come me, ho atteso la potatura degli arbusti comunali e me la son fatta regalare, è infatti una pianta spesso utilizzata nei contesti verdi urbani. Cosa occorre: – Rami carichi di bacche di Pyracantha ‘Orange Glow’

– Base di Clematis vitalba (come preparata qui) – Fil di ferro da fiorista Sulla solita base di Clematis vitalba intrecciata, legate il capo della spoletta di fil di ferro alla base della ghirlanda e fissate man mano i rametti di piracanta alternandoli alle gerbere che avrete precedentemente gambato. Alcuni fiori hanno infatti gambi teneri che durante la lavorazione potrebbero staccarsi dal calice. Ecco un piccolo video nel quale vi svelo la tecnica per irrobustire i gambi dei fiori. Quando realizzate una composizione che non prevede uso di oasis, per far durare più a lungo i fiori, prima di fasciare i gambi nella guttaperca, avvolgeteli con un pezzetto di cotone idrofilo bagnato e sigillate con un po’ di carta stagnola.

Here is a garland dressed in the brightest colors of autumn, a ‘Total Orange’ where Piracanta’s berries and gerberas are the absolute protagonists. Gerberas can be bought by the florist, but the only way to get the piracanta is to cultivate it yourself in your garden or on your terrace, it is an evergreen that grows fast and gives this season an explosion of color, if you like the orange shade, choose it in the Pyracantha variety ‘Orange Glow’. For those who do not have the opportunity to cultivate it or collect it from friends, do like me, I’ve waited for the pruning of the communal shrubs and I’ve asked for some, it is a plant often used in urban green environments. What’s needed: - Branches loaded with ‘Orange Glow’ Pyracantha berries

- Base of Clematis vitalba (as prepared here) - Florist Iron wire On the usual base of braided Clematis vitalba, tie the head of the thread of the iron wire to the base of the garland and fix one by one the piracanta twigs alternating them with the gerberas you’ll have previously gambed. Some flowers have such soft stems that may detach from the chalice during the process. Here’s a small video in which I show you the technique to strengthen the flower stems. When you make a composition that does not imply the use of floral foam, in order to get the flowers to last longer, before covering the stems with the gutta-percha, wrap them with a piece of wet cotton wool and seal them with a bit of foil paper.


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bacche di Pyracantha Orange glow video Come gambare i fiori

Clematis vitalba

guttaperca

gerbera fil di ferro da fiorista


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il rosa


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questo colore è storicamente simbolo di accoglienza e di ospitalità; era infatti il colore del “benvenuto” utilizzato per accogliere i reali inglesi in visita verso la metà ottocento e allora come oggi affascina i visitatori

indiano


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New Delhi

Le imponenti tombe sono disseminate in tutto il parco


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{

Text and Photos Dana Frigerio

}

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blog@blossomzine.eu

Lodhi gardens New Delhi New Delhi è una città cosmopolita e una tra le più grandi e popolose di tutta l’India; fu capitale durante l’antico Impero Moghul, ma quando la Compagnia Inglese delle Indie Orientali assunse

il controllo dei territori la capitale si spostò a Calcutta. Solo nel 1911 sempre, ad opera degli inglesi, ritornò sede amministrativa e del governo, che portò ad una rinascita ed alla

circondate da verdi prati

New Delhi is a cosmopolitan city and one of the largest and most populous cities in India; Dehli, as it was priorly named, was capital during the ancient Moghul Empire, but then while the

English Company of the East Indies took control of the territory that honor passed to Calcutta, only in 1911 always by the British, it returned to its function as capital and government’s headquarter


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grandiose e imponenti sono le palme della Roystonea regia


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costruzione di nuovi palazzi e quartieri prendendo il nome di Nuova Delhi. Il Rashtrapati Bhavan, la residenza presidenziale, fu opera di Sir Edwin Landseer Lutyens che fu anche incaricato di progettare parte dell’impianto urbanistico della nuova città, mescolando abilmente gli stili indiani, europei e Moghul. Non lontano dall’asse prospettico degli immensi boulevards che collegano appunto il Rashtrapati Bhavan con l’India Gate si trovano i giardini Lodhi Gardens. Anticamente era una zona di tombe, l’area infatti fu usata per la sepoltura dei sovrani del XV secolo e ancora oggi si possono ammirare queste affascinanti architetture dalla forma ottagonale circondate da porticati. Le imponenti tombe sono

disseminate in tutto il parco circondate da verdi prati la cui storia è curiosa e parte sempre dagli inglesi. Negli anni trenta due villaggi circondavano e soffocavano i monumenti e Lady Willingdon moglie del governatore generale dell’India, decise di riqualificare l’area. Per prima cosa fece spostare gli abitanti del villaggio in altra posizione e in seguito arricchì il parco con alberi e piante autoctone ed esotiche. L’inaugurazione si tenne nel 1936 e chiamarono il giardino “Lady Willingdon Park”, ma pochi anni dopo quando l’India tornò indipendente il nome cambiò in Lodhi Gardens, come quello dell’antica dinastia. La storia prosegue negli anni sessanta, quando fu oggetto di riqualificazione ad opera di Joseph Allen Stein un architetto americano che negli anni ‘40 e ‘50 trasferì in India e

so much that a part of it was rebuilt with new palaces and and the city was renamed New Delhi.

of the meadows, the story is curious and starts as always with the English, in the 1930s as many as Rashtrapati Bhavan, the two villages developed presidential residence, for around the monuments, instance, was the work then Lady Willingdon, of Sir Edwin Landseer wife of the general Lutyens who designed governor of India, part of the town’s urban re-qualified the area. system, mixing skillfully First she had the villagers styles, Indian, European moved and then she had and Mughal. the park enriched with native and exotic trees and Not far from the plants placed around the perspective axis of the vast monuments. boulevards that connect The inauguration took Rashtrapati Bhavan with place in 1936 and the park the India Gate are the was initially called the Lodhi Gardens. “Lady Willingdon Park”, a few years later though, In ancient times It was India became independent an area of ​​tombs, the again and the park’s name place was used for the changed to Lodhi Gardens, burial of the 15th century like the ancient dynasty. sovereigns, and it’s still possible nowadays to The park’s history admire these fascinating continues in the 1960s, octagonal shaped when it was subjected to architectures surrounded re-qualification by Joseph by porches. Allen Stein, an American architect important in The imposing tombs are the 1940s and 1950s who spread throughout the moved to India and who park in the middle in 1968 realized further


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a seguito di lavori nel 1968 portò ulteriori modifiche al parco. Il parco è aperto al pubblico ed è una delle mete preferite per gli abitanti per lunghe passeggiate e sessioni di yoga. Su un’area di 40 ettari con quasi settemila alberi, molto spesso classificati, vi sono diverse zone tematiche alcune arricchite con collezioni di bonsai e di bambù, oltre ad un lago circondato da boschetti. Papiri, fiori di loto e ninfee decorano con grazia uno stagno e un grande roseto a forma circolare che è stato piantumato con più di 25 varietà di rose. Sempre di forma circolare il giardino di erbe aromatiche contiene

anche molte varietà di basilico (che è una pianta originaria dell’india) da quello viola a quello alla cannella, fino a quello sacro l’Ocimum sanctum. Gli alberi presenti nel parco sono imponenti e si va dalle gialle fioriture della Cassia fistula alle molte varietà massicce di alberi di Ficus, come il Ficus virens fino alle bellissime e profumatissime fioriture della Plumeria rubra. Grandiose e imponenti sono anche le palme della Roystonea regia che formano un grande viale intorno alla monumentale e austera tomba di Muhammad Shah Sayyid. Diverse varietà di Jasminum angustifolium e Jasminum grandiflorum impregnano di profumo l’aria accompagnando la nostra visita.

modifications to the park. The park is open to the public and is one of people’s favorite destinations for long walks and yoga sessions.

from purple to cinnamon specimen, up to the sacred Ocimum sanctum. The trees in the park are impressive and go from the yellow blooms of Cassia fistula to the many massive varieties of Ficus trees, such as Ficus virens, to the beautiful and very fragrant blooms of Plumeria rubra.

On an area of 40 ​​ acres with nearly seven thousand trees, often labeled, there are several thematic areas in the park, some enriched with bonsai and bamboo collections, Magnificent and there’s also a lake impressive are also the surrounded by groves. Roystonea regia palm trees that form a great avenue Papyrus, lotus flowers around the monumental and water lilies gracefully and austere tomb of decorate a pond and a Muhammad large circular rose garden Shah Sayyid. with more than 25 varieties that was created Several varieties of there. Jasminum angustifolium and Jasminum With a circular shape too, grandiflorum impregnate the herb garden contains with perfume our visit. also many varieties of basil which is native to india,


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La cittĂ di Chittorgarh ospita il famoso forte di Chittor


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{

Text and Photos Dana Frigerio

}

www.blossomzine.eu/blog

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Chittorgarh La città di Chittorgarh ospita il famoso Forte di Chittor, il bellissimo sito è patrimonio dell’UNESCO. Era la capitale della regione Mewar, la fortezza è situata su una alta collina, 300 metri, dove all’interno del complesso ci sono parecchi palazzi storici, sette porte di accesso, templi e due importanti torri commemorative. Queste rovine monumentali furono luogo di tre assedi importanti tra gli anni 1300 e 1500 da parte di invasori musulmani. I governanti combatterono ferocemente per mantenere la loro indipendenza, tra spargimenti di sangue e

invidia si fecero onore, è infatti simbolo della cavalleria e dell’orgoglio dei Rajput. Il sito che copre un’area di 280 ettari visto dall’alto ha la forma di un pesce, con una circonferenza di 13 km, è circondato da un alto muro perimetrale di roccia e oltre il quale un pendio di 45° lo rende praticamente inespugnabile. Il forte all’epoca vantava ben 84 corpi idrici, oggi ne rimangono solo 22 e si presentano sotto forma di stagni, pozzi e pozzetti e sono alimentati dalle precipitazioni dell’acqua piovana e da quella sorgiva. Affascinante vedere Gaumukh Reservoir, sia

The city of Chittorgarh houses the famous Chittor Fort, the beautiful site is UNESCO heritage. It was the capital of the Mewar region, the fortress is located on a 300 meter high hill. Within the complex there are several historic buildings, seven access gates, some temples and two important memorial towers.

the Rajputs. The site that covers an area of 280 ​​ hectares seen from above has the shape of a fish, with a circumference of 13 km, it is surrounded by a high perimetric rocky wall beyond which a slope of 45 ° makes the place practically impregnable.

These monumental ruins, during the 1300s and 1500s, were the site of three major sieges by Muslim invaders.

The fort at that time boasted 84 water bodies, today there are only 22 and display in the form of ponds and wells of various sizes fed by rainfall and spring water.

The governors fought fiercely to maintain their independence, between bloodshed and envy they made themselves honor, it is in fact a symbol of the cavalry and pride of

It’s fascinating to see Gaumukh Reservoir, both from below, descending a steep staircase, and from above, where you may enjoy a complete view

L’acqua scorre incessantemente da una sorgente


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dal basso, scendendo una ripida scalinata, sia dall’alto, dove si ha la visione completa di questo enorme bacino d’acqua, qui le vertigini sono assicurate. Principalmente era la maggiore fonte idrica della fortezza durante i numerosi assedi, pare infatti che il deposito sia di oltre 4 miliardi di litri e che potrebbe soddisfare il fabbisogno

idrico di un esercito di 50.000 soldati. L’acqua scorre incessantemente da una sorgente, è una una bocca a forma di mucca, ed è stata scolpita nella scogliera appena sopra il bacino. Oggi Chittorgarh è un luogo molto visitato, e non a caso queste rovine riflettono ancora la gloria dei loro grandi sovrani.

of this huge water basin, and where dizziness is assured. Primarily it was the largest water source of the fortress during the numerous sieges, it seems in fact that the deposit is over 4 billion liters and that it could meet the water needs of an army of 50,000 soldiers. Water flows incessantly

from a spring, a cowshaped mouth spring carved into the cliff just above the basin. Today Chittorgarh is a very visited place, and it’s no coincidence that these ruins still reflect the glory of their great rulers.


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il bellissimo sito è patrimonio dell’Unesco


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il pozzo a gradini per la raccolta delle acque


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{

Photos Dana Frigerio

}

{

Text Alberto Trabucchi

www.blossomzine.eu/blog

}

blog@blossomzine.eu

alberto@trabucchi.eu

Chand Baori I pozzi a gradini sono una antica tipologia molto particolare di pozzi per la raccolta delle acque che si trova frequentemente nell’India occidentale (Rajasthan) ed in parte del Pakistan e sono costruiti come pozzi a cielo aperto a forma di piramide rovesciata per la raccolta delle precipitazioni monsoniche. I pozzi più antichi sono circa del 400 DC, ma la realizzazione dei circa tremila che si stima siano stati costruiti, arriva fino al XVI secolo inoltrato. Successivamente, con la dominazione inglese, vennero poco alla volta soppiantati per

l’approvvigionamento idrico, viste le problematiche legate all’igiene, sostituiti da un più moderno sistema di distribuzione dell’acqua a cui tutti noi oggi siamo abituati. La tipologia nasce inizialmente per esigenze funzionali, ovvero la necessità di avere un metodo per immagazzinare l’acqua in regioni prevalentemente aride e con una frequenza delle precipitazioni stagionale (monsoni) che alterna momenti di forte abbondanza con altri prolungati di forte scarsità. Con una simile situazione ambientale e vista l’importanza

Stepwells are an ancient and very particular type of water gathering wells frequently found in western India (Rajasthan) and partly in Pakistan and are built like open pits in the shape of an inverted pyramid meant to collect the monsoon rainfall. The oldest wells are dated approximately 400 AD, but the construction of about the three thousand that are estimated to have been built in total, reached the sixteenth century. Afterwards, with the English domination, given the problems related to hygiene, for the water supply they were gradually replaced by a more

modern system of water distribution, the same we are all used to nowadays. The typology was initially created for functional demands, that was the need of a method for storing water in predominantly arid regions and with a frequency of seasonal precipitation (monsoons) that alternates moments of great abundance with other prolonged periods of great scarcity. With such an environmental situation and given the importance of water supply, this typology soon developed its own specific architectural typological as well as symbolic importance.


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rigoroso reticolo di forme geometriche


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dell’approvvigionamento idrico ben presto tale tipologia sviluppò una sua specifica importanza tipologica architettonica oltre che simbolica. Il Chand baori (baori = pozzo) si trova nel villaggio di Abhaneri che si trova sulla strada che da Jaipur porta ad Agra ed è considerato uno dei più belli del Rajasthan. Costruito da Re Chanda intorno al VIII-IX secolo fu costruito nelle prossimità del tempio di Harshat Mata. La costruzione vicino ad un tempio non è casuale, infatti come spesso succedeva la posizione era dettata oltre che da esigenze ambientali e funzionali anche da quelle religiose, infatti tali pozzi erano utilizzati per le abluzioni preliminari alla preghiera nei templi. Costruito su 13 piani per quasi 30 metri di profondità e circa 3500 gradini è circondato da gradinate per la discesa

sul fondo su tre lati mentre il quarto vanta un padiglione a tre piani con bellissime finestre intagliate, gallerie appoggiate su pilastri e due balconi sporgenti ornati da belle sculture.

The Chand Baori (baori = well) is located in the village of Abhaneri which is on the road from Jaipur to Agra and is considered one of the most beautiful in Rajasthan.

Il principio compositivo dell’architettura è quello di un rigoroso reticolo di forme geometriche, dove il triangolo ed il quadrato ne sono le forme base e dove non a caso; per questi pozzi in generale e per questo in particolare, si è spesso parlato di geometrie che ricordano i quadri paradosso di Escher.

Built by King Chanda around the 8th-9th century it was built near the temple of Harshat Mata.

Infatti per il visitatore che lo osserva il paradosso visivo e la vertigine da questo creata sono gli elementi che colpiscono immediatamente; superato lo stupore iniziale ci si lascia sopraffare dalla delizia e raffinatezza della decorazione che avvolge le pietre come in un delicato merletto.

The proximity to a temple is not casual, in fact, as it often happened, the position not only was dictated by environmental and functional needs, but also by religious ones, as a matter of fact these wells were used for the ablutions preliminary to prayer in the temples. Built on 13 floors for almost 30 meters of depth and about 3500 steps it is surrounded by bleachers for the descent to the bottom on three sides while the fourth boasts a three-storey pavilion with beautiful carved windows, galleries resting on pillars and two

protruding balconies adorned with beautiful sculptures. The compositional principle of this architecture is that of a rigorous network of geometric shapes, where triangle and square are the basic shapes and where not by chance, for these wells in general and for Chand Baori in particular, people often talked about geometries reminiscent of Escher’s paradoxical frameworks. In fact, for the visitor who observes it, the visual paradox and the vertigo by this created are the elements that immediately strike; once overcome the initial amazement we allow ourselves to be overwhelmed by the delight and refinement of the decoration that wraps the stones like in a delicate lace.


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