N32 Autumn Blossom zine 2021

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viaggio nella venezia del settecento

EDITION #32 Autumn 2021 italian/english

Get Inspired Creative people

rova cerca & tio ne z a ispir

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Cover Dana Frigerio


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#32 Autumn issue 2021 Direttore responsabile / Founder & Editor in Chief Dana Frigerio Redattori/Contributors Chiara Bianchi Dana Frigerio Carolyn Gavin Nicholas Pizzo Matteo Ragni Art direction & layout Dana Frigerio Traduzioni/Translation Cristiana Chiarugi Copertina/Cover Dana Frigerio font: thanks to Billy Argel, Kimberly Geswein, Yomyfred production 2005, Brownfox

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Blossom zine è una Testata giornalistica Autorizzazione n°103 del 3 aprile 2013 Tribunale di Milano.


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Venezia un luogo dove il tempo si è fermato Se avete visitato la città lagunare avrete notato che sembra nascere in un tempo senza confini, quasi da due spazi infiniti… l’acqua e il cielo. L’invasione barbarica del IV sec. costrinse le popolazioni venete a trovare rifugio sulle varie isolette della laguna, motivo per cui l’urbanizzazione della città è leggermente differente dalle altre città, non esiste un solo nucleo, esistono più centri e tutti sono isolati dall’acqua dei moltissimi canali.

Ogni isola urbanizzata si formò intorno ad un campo, quella che noi chiamiamo piazza, il nome campo è dovuto al fatto che nel passato era uno spazio coltivato, addirittura vi veniva fatto pascolare il bestiame e in quasi tutti i campi di Venezia al centro vi si trova un pozzo; come tutte le piazze urbane era il cuore sociale e commerciale della città. Una peculiarità: di piazza ne esiste solo una, ed è la più spettacolare di tutta la città, Piazza San Marco.

If you have ever visited the lagoon city, you’ll have noticed that it seems to be born in a time without borders, almost from two infinite spaces... the water and the sky. The barbarian invasion of the fourth century forced the Venetian populations to find refuge on the various islands of the lagoon, which is why the urbanization of the city is slightly different from that of other cities, there’s not only one nucleus, there are multiple centers and

they all are isolated from the water of the many canals. Each urbanized island was formed around a field (campo), what we would call a piace, the name campo is due to the fact that it used to be a cultivated area, even cattle were grazed there and almost all the fields in Venice have a well at their center; just like all urban squares, the ‘campo’ was the social and commercial heart of the city. A peculiarity: in Venice there is only one square,


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Non ritroviamo nemmeno i nomi usuali come vie, quartieri, vicoli e piazzette ma bensì calli, sestrieri, campielli, fondamenta, rio e sotoporteghi; le indicazioni “stradali” delle vie veneziane sono dipinte sui muri, un rettangolo di colore bianco circondato da un riquadro nero chiamato nizioleto (lenzuolino) che indica il nome della strada, del ponte o del rio. L’origine dei nomi

è legata alla vita della città, alcuni nomi devono la loro denominazione ad un personaggio famoso o meno che abitava in quella zona. In altri casi i nomi sono dedicati alle attività artigianali del luogo, e come spesso succedeva in tante altre città medievali alcune attività manuali e lavorative si concentravano in specifiche aree. Se volessimo contare le calli di Venezia

stream. The origin of the names is linked to the life of the city, some names owe We do not even find the theirs to a more or less famous person who lived usual names such as in that area. In other streets, neighborhoods, alleys and squares but cases, the names were calli, sestrieri, campielli, dedicated to the craft activities of the place, fondamenta, rii and sotoporteghi; the “street” and, as it often happened in many other medieval signs of the Venetian cities, some manual and streets are painted working activities were on the walls, a white rectangle surrounded concentrated in specific areas. by a black square called If we wanted to count nizioleto (little sheet) the calli of Venice indicating the name they would be over of the street, bridge or and it is the most spectacular in the whole city: Piazza San Marco.


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sarebbero oltre 3000, ma ne esiste una davvero particolare, è la più stretta, nella parte finale arriva a 53 cm. è Calle Varisco nel sestriere di Cannaregio.

d’Istria (usata a Venezia per l’elevata resistenza alla corrosione salina) che portano direttamente al canale per consentire l’attracco delle imbarcazioni.

3000, but there is a really particular one, the narrowest, which reaches 53 cm (20,86 in) in its final part. it’s Calle Varisco in the Cannaregio district.

steps in Istrian stone (used in Venice for its high resistance to saline corrosion) that lead directly to the canal to allow the mooring of the boats.

Un nome che ritroviamo solo in questa città senza tempo è il sotoportego, è un passaggio, un collegamento tra calli o campielli e viene ricavato “scavando” sia in altezza che in larghezza una porzione di edificio.

Le case che confinano e che sono adiacenti ai canali hanno gli ingressi principali rivolti verso l’acqua e quelli secondari per la servitù direttamente sulla calle.

A name that we find only in this timeless city is the ‘sotoportego’, which is a passage, a connection between calli or campielli and was obtained by ‘digging’, both in height and in width, a portion of the building.

The houses that border and are adjacent to the canals have the main entrances facing the water and the secondary ones for the servants directly on the ‘calle’.

Un’altra unicità è la Fondamenta, un tratto di strada che costeggia il canale, spesso noterete dei gradini in pietra

Non esistendo collegamenti tra le varie isole il principale mezzo di trasporto veneziano era ed è tutt’oggi la barca, sono diverse le imbarcazioni a fondo piatto che navigano

Another uniqueness is the Fondamenta, a stretch of road that runs along the canal, you will often notice

Since there are no connections between the various islands, the main Venetian means of transport was and still is the boat. There are several flat-bottomed boats that sail along


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lungo i canali, dalla tipica gondola, alla sanpierota, dal sandolo alla mascareta fino al pupparìn, ma l’elenco sarebbe lunghissimo per le differenze tra i vari trasporti, persone o merci, e per le diverse funzioni e attività.

Il più celebre e antico ponte è quello di Rialto, costruito nella seconda metà del XII secolo in legno, con una struttura di due rampe inclinate e una zona centrale che si sollevava per fa passare le navi.

Danneggiato pochi anni dopo fu ricostruito in Solo verso la metà del 1200 si iniziò a pietra nel XVI secolo, caratteristico con una collegare le isole tra loro, dapprima con delle sola arcata centrale e tre gradinate parallele, semplici passerelle di legno e senza parapetti e in quella mediana si solo negli anni successivi trovano ancora oggi delle botteghe; fino vennero sostituite con al XVIII era l’unico delle strutture in pietra; collegamento tra le due parlando di numeri esistono in città ben 435 parti della città. ponti.

the canals, from the typical gondola, to the sanpierota, from the sandolo to the mascareta to the pupparìn, and the list would be very long due to the differences between the various transports, people or goods, and for the different functions and activities. Only in the mid-1200s the various islands began to be connected to one another, at first with simple wooden walkways without parapets that only in the following years were replaced with stone structures; speaking of numbers, there are 435 bridges in the city.

The most famous and ancient bridge is that of Rialto, built in the second half of the 12th century in wood, with a structure of two inclined ramps and a central area that was raised to allow ships to pass. Damaged a few years later, it was rebuilt in stone in the 16th century, characteristic with a single central arch and three parallel tiers, in the middle one there are still shops today; until the eighteenth century it was the only link between the two parts of the city.

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Text and Photos Carolyn Gavin

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https://www.carolyngavin.com/

https://www.instagram.com/carolynj/?hl=it

Carolyn Gavin Quando hai capito che saresti diventata un’artista?

prospettiva, al contrasto e alla trama, più diverse tecniche come gouache, inchiostro, cartapesta e In realtà già in tenera età acquerello. disegnavo e dipingevo... avevo forse a 3 o 4 anni, Da giovane ho studiato presumo quindi fin da tre anni graphic design subito. e poi ho lavorato nel campo della pubblicità e del design per alcuni Quando e come sei riuscita a realizzarlo? anni. Nel frattempo, ho viaggiato molto e poi… mi sono trasferita dal Da ragazzina ho frequentato corsi d’arte, Sud Africa in Canada. dove ho imparato le basi della pittura, dallo spazio In Canada la mia famiglia ha avviato positivo e negativo alla

When did you understand that you would become an artist? At a very young age I was drawing and painting… I guess as soon as I could hold a brush, maybe 3 or 4 years old. When and how did you manage to make it happen? I was sent to art classes as a young girl, where

I learned the basics of painting like positive and negative space, perspective, contrast, texture etc and different techniques like gouache, ink, papier-mache, watercolour. As a young adult I studied 3 years of graphic design and then worked in advertising and design for a few years. In between I travelled and emigrated to Canada from South Africa. There my family started


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Ecojot un’azienda ecologica di cancelleria. Ho progettato tutto dai diari, ai planner fino ai taccuini. Creando tutti questi disegni sono ritornata all’illustrazione e al mio primo grande amore, la pittura. Ho praticamente chiuso il cerchio e ora dipingo a tempo pieno. Come hai fatto a costruire il tuo mondo virtuale online? Ho iniziato facendo le cose per bene, prima con un sito web per Ecojot e poi aprendo il mio negozio Etsy. Successivamente sono partita con gli account Instagram (@carolynj) (@ecojot) e infine ho creato un sito web www. carolygavin.com con tutto il negozio e le collaborazioni. https://www.ecojot.com/ https://www.instagram.

com/ecojot/ https://www.instagram. com/carolynj/?hl=it Puoi parlarci del progetto Ecojot? È un’azienda a conduzione familiare, siamo io, direttore creativo, mio fratello Mark e mio marito Derek. Abbiamo aperto una piccola legatoria ecosostenibile dove realizziamo diari, agende, notebook e li vendiamo online. È tutto realizzato con carta riciclata al 100%, colle e inchiostri vegetali ed è tutto prodotto in Canada.

an eco-stationery company called Ecojot. I designed everything including journals, planners and sketchbooks. I started going back to illustration and my first love of painting when making the designs. I’ve come full circle and now paint most of the time. What did you do to build your own virtual online world? Well started off with an ecojot website and then I opened my own Etsy shop. Also I made an Instagram account (@ carolynj) (@ecojot) and then I made a website for myself. www. carolygavin.com with a shop.

Sei conosciuta online per il colore, la positività e la voglia di viaggiare, hai mai avuto momenti di crisi (come lo scorso 2020) e Can you tell us about se sì, cosa ti ha spinto the Ecojot project? a continuare? A family run business

with my brother Mark and husband Derek. We have a small bindery where we make our journals, planners and sketchbooks and online shop. Its all from 100% post consumer recycled paper and ethically made in Canada. You are well-known by color, positivity and travel desire, have you ever had crisis moments ( like last 2020 ) and if so, what prompted you to continue? I have crisis moments all the time! I am very much affected and sensitive to what’s going on around me. Yes, starting off with 2020 which was awful but at the same time I felt I had more time and so was very creative with doing things I hadn’t done before like


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Ho sempre momenti di crisi! Sì, la partenza del 2020 è stata terribile, sono stata molto colpita da ciò che è accaduto, ma allo stesso tempo ho realizzato che avevo più tempo e quindi sono riuscita ad essere molto più creativa e ho fatto cose che non avevo mai fatto prima come le cover per cellulari, gli oggetti e le mascherine. Sono felice e creativa solo quando tutto e tutti intorno a me stanno bene. Il cane, la figlia e il marito sono vicini e mi tengono con i piedi per terra, i genitori sono in buona salute e il mio ambiente è tranquillo e calmo (per quanto possibile)

sembra banale, ma tutto questo crea delle buone vibrazioni, sensazioni e buona energia, mi aiuta a creare. Hai progetti futuri in Europa? Ho due workshop di pittura nel sud della Francia a settembre, saranno fantastici! https://uptrek.com/ retreat/painting-retreatchateau-carolyn-gavinhelen-dardik-occitaniefrance Ho anche intenzione di visitare la Toscana nel 2022 e possibilmente fare un ritiro d’arte lì in una casa di amici vicino a Lucca. Ne abbiamo parlato per anni ma a causa del Covid non è ancora successo. Spero che si avveri presto!

mobiles, little bowls and hand painted masks etc I’m happy and as such creative when everything and everyone around me is doing okay. The dog has to be in good shape, the girl happy and the husband around to keep me grounded… The parents in good health and my environment peaceful and calm… as much as it can be. All this makes for good vibes, good feels and good energy to create. Do you have any future plans in Europe? YES! I have 2 upcoming painting retreats in South of France in September. Here are the links.

There are several spots left for both retreats, which are going to be so amazing! They are guaranteed but with full money back if there is a covid crisis of any kind. I also plan to visit Tuscany in 2022 and possibly do an art retreat there at a friends house near Lucca. We’ve talked about it for years but because of Covid its not happened yet. Hope so soon!


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Giuseppe Bernardino View of the Aresenale, Venice 1845

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Text and Photos Dana Frigerio

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L’Arsenale e il Leone del Pireo Il maestoso e antico complesso di cantieri navali veneziano è quello chiamato “Arsenale”. Risale al XII sec. e si trova nel sestiere di Castello ed è circondato da canali e cinto da alte mura merlate. In quest’area si trova anche il vecchio “Granaio” della Serenissima, ora adibito a Museo Storico Navale; il più importante in Italia nel suo genere.

Dal 1980, in occasione della 1° Mostra Internazionale di Architettura, l’Arsenale è diventato anche luogo espositivo della Fondazione la Biennale di Venezia, accessibile solo nei mesi di apertura delle mostre. Ubicato in una parte molto estesa della città, su un’area di 48 ettari tra isole e sistema lagunare, venne ampliato molte volte durante i secoli perché

The “Arsenal” is the name of the ancient and majestic Venetian shipyard. It dates back to the 12th century and is located in the Castello district, surrounded by canals and enclosed by high embattled walls. In this area there is also the ancient “Granaio della Serenissima” (the Venetian Republic granary), designated today as the Naval History Museum, the

most important of its kind in Italy. Since 1980, on the occasion of the first International Architecture Exhibition, the Arsenal has also become exhibiting space for the Venice Biennale, accessible only during exhibitions period. Located in a very large part of the city, on an area of 48 hectares between the islands and the lagoon system,


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fulcro dell’industria navale e quindi della potenza della Repubblica di Venezia; oggi rappresenta un esempio importante di cantiere navale che ha sempre mantenuto la stessa funzione per ben sette secoli. Il complesso dell’Arsenale rappresenta un rimarchevole modello di complesso produttivo dell’economia

preindustriale europea. Durante i suoi molti secoli di vita questo passò da una struttura produttiva artigianale ad una industriale già nel XV sec. Qui furono costruite galee, triremi, quadriremi, galeoni, cocche, fino alle possenti galeazze; nella stessa area furono edificate anche tutte le infrastrutture necessarie che servivano alla flotta

it was enlarged many times during the centuries because it was the fulcrum of the naval industry and therefore of the power of the Republic of Venice; today it represents an important example of a dockyard that has always maintained the same function for seven centuries. The Arsenal complex represents a remarkable model of a production

complex of the pre-industrial European economy. During its many centuries of life, it changed from a handicraft production structure to an industrial one as early as the 15th century. Here were built galleys, triremes, quadrirems, galleons, cogs, up to the mighty galleys; in the same area were also built all the necessary infrastructures that


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militare; dalle fonderie alle officine, dai granai alle corderie. L’edificio in mattoni del 1300 detto le Corderia della Tana è un fabbricato lungo 316 metri diviso in tre navate dove si producevano a livello industriale le cime delle navi torcendo la canapa; le corde prodotte senza assenza di scarti, venivano addirittura tagliate sulla misura richiesta (cosa rara all’epoca) dalle navi straniere in transito. La Porta di Terra dell’Arsenale, considerata la prima opera del rinascimento veneziano, era l’ingresso da terra alla struttura.

L’antico ponte d’accesso venne trasformato in una terrazza circondata da una cancellata con otto pilastri decorati da statue allegoriche barocche; sulla sommità dell’attico e posta sopra al leone marciano vi è una statua di Santa Giustina e quattro leoni di pietra sono stati messi a guardia dell’ingresso. Il leone del Pireo, quello più maestoso di sinistra, venne portato a Venezia nel 1687 come bottino di guerra durante le guerre contro l’Impero Ottomano, invece più a destra, il terzo, risale al VII sec a.C e proviene dall’isola di Delo.

served the military fleet, from foundries to workshops, from granaries to rope factories. The “Corderia della Tana” is a brick building, erected in 1300, 316 meters long divided into three naves where they produced industrially the ropes of the ships, twisting the hemp; the lines produced without any waste, were even cut to the required size (rare at the time) by foreign ships in transit. The Land Gate of the Arsenal, considered the first work of the Venetian Renaissance, was the entrance from land to the structure. The

ancient access bridge was converted into a terrace surrounded by a gate with eight pillars decorated with allegorical baroque statues; on the top of the attic, placed above the lion winged, there is a statue of St. Justine and four stone lions were put to guard the entrance. The Piraeus lion, the most majestic one on the left, was brought to Venice in 1687 as war spoils during the wars against the Ottoman Empire, while further to the right, the third one, dates back to the 7th century BC and comes from the Island of Delos.


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Text and Photos Chiara Bianchi

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https://www.instagram.com/useandtakecare/ useandtakecare@gmail.com

Chiara Bianchi Useandtakecare Come è nata la tua passione? La mia passione per il creare è nata il giorno in cui sono nata; è sempre stata in me, fin da piccolissima. Ricordo di aver passato la maggior parte del mio tempo da bambina a disegnare, a creare piccoli personaggi di carta e inventare storie

su di loro. Ero, e sono ancora, affascinata dalle espressioni facciali, vedo volti in tutto, umanizzo qualsiasi oggetto.

How did your passion begin?

La tua bacheca di instagram è un mondo che sembra uscito da Alice nel Paese delle Meraviglie, dove trovi l’ispirazione?

My passion for making was born the day I was born; it was always in me as a child. I remembered spending the majority of my time drawing and making little characters out of paper and create stories around them.

È un cliché, ma

I was and still am

fascinated with facial expressions, I see faces on everything, I humanize any object. Your instagram wall creates a world that seems come out of Alice in Wonderland, where do you find the inspiration? It’s a cliche’ but I can honestly say I find inspiration in


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onestamente posso dire che trovo ispirazione in qualsiasi cosa, anche la più insignificante può far nascere una nuova idea. Amo anche le enciclopedie antiche e i libri di fiabe, uno dei miei preferiti è “Gli elfi e il calzolaio” e anche “Pinocchio”, poiché entrambi hanno a che fare con il “fare e il riparare”. Tra i tuoi personaggi noto sempre gli occhi, è una mia impressione o

c’è un filo conduttore? Gli occhi per me sono davvero molto importanti, mostrano tutte le emozioni, ci si connette solo attraverso gli occhi, non servono parole. Guardando negli occhi posso vedere un universo infinito. Quali sono i tuoi materiali preferiti per creare? Mi piace utilizzare vari materiali nel mio lavoro: argilla, legno, carta,

anything, even the most insignificant thing can spark in me a new idea. I also love antique encyclopedias and fairy tale books, one of my favorite is ‘The Elves and the shoemaker’ and also ‘Pinocchio’, as both of them are to do with making and mending. Among your characters I notices the eyes, is it my impression or is there a common thread? Eyes for me are very

important, they show all the emotions, one can connect just through the eyes, no need of words. Looking into the eyes I can see an infinite universe. Which are your favorite materials to create? I like to use various materials in my work, clay, wood, paper, paint, wool, rafia and more. I don’t have a favorite, each one is equally interesting to work with


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pittura, lana, rafia e altro ancora. Non ne ho uno preferito, ognuno è ugualmente interessante con cui lavorare e mi permette di creare in un modo totalmente diverso e unico. Ti va di raccontarci la tua giornata creativa tipo? Lavoro da casa e diciamo che non ho una giornata strutturata, ma, spesso inizio a lavorare intorno alle 14 e continuo fino a notte fonda.

Sono più concentrata e creativa verso sera… sono una nottambula. Posso stare in casa a lavorare per una settimana intera senza rendermene conto, perché sono assorbita e persa nel mio mondo.

and ables me to create in a totally different way. Would you like to tell us about your own creative day? I work at home and don’t have a structured day but quite often I start working around 2pm and continue way into the night, I’m more awake and creative towards evening, I’m a night owl. I can be indoors working for a week without realizing it as I’m so absorbed in my own world.


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Text and Photos Dana Frigerio

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Pittori vedutisti Nel 1700 nasce una nuova corrente artistica denominata “Vedutismo”, un nuovo genere pittorico che raffigura gli aspetti gli aspetti quotidiani della città in particolare per esaudire le esigenze della committenza; nobili stranieri, soprattutto inglesi, che dopo aver visitato la città volevano portare a casa un quadro con la veduta. Tale era l’interesse per l’Italia, che anche chi non l’aveva mai visitata sceglieva di decorare la propria dimora con vedute della Serenissima. Questo movimento si sviluppa in particolar modo a Venezia grazie alla sua particolarità e

unicità architettonica ed è caratterizzato da vedute di paesaggi sia naturali che urbani; in questo modo i pittori ricreavano nei dipinti sia l’emozione del viaggiatore che dello stesso artista di fronte allo spettacolo della natura, il paesaggio veneziano diventa protagonista dell’arte. Quadri che sono rappresentazioni fedeli della realtà, quasi come in una fotografia moderna, con infiniti dettagli, divennero nei secoli a venire anche un’importante testimonianza dei cambiamenti architettonici e negli ultimi anni sono stati

In 1700 a new artistic movement called “Vedutism” was born, a new pictorial genre that depicts the everyday aspects of the city in particular to satisfy the needs of the clientele: foreign nobles, especially English who, after visiting the city, wanted to bring home a painting with a view. Such was the interest in Italy that even those who had never visited it chose to decorate their homes with views of the ‘Serenissima’. This movement developed especially in Venice thanks to its architectural peculiarity and uniqueness and

was characterized by views of both natural and urban landscapes; in this way the painters recreated in the paintings the emotion, both of the traveler and the artist himself, in front of the spectacle of nature, the Venetian landscape became the protagonist. Paintings that are faithful representations of reality, almost like in a modern photograph, with infinite details, became in the centuries to come also an important testimony of architectural changes and in recent years have also been examined to study, for example,


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anche esaminati per studiare, ad esempio, il livello del mare e il fenomeno dell’acqua alta di Venezia. Il vedutismo raggiunse il suo massimo splendore con maestri come Canaletto, Guardi e Bellotto dove la messa in scena del paesaggio fatta attraverso la loro visione oggettiva e quindi meno personale, aderì alla nuova concezione illuminista che cercava di capire attraverso i lumi della ragione le logiche sociali, organizzative ed economiche della

società. Gli aspetti poetici della città, con le scene di vita quotidiana dove calli, canali, ponti, edifici e personaggi, piccole figure umane chiamate “macchiette”, apparivano con un estremo realismo ed una precisione assoluta nei dettagli, con colori freddi e chiaroscuri decisi come fosse una fotografia dipinta. La tecnica ottenuta dei maestri era capace di evocare sia l’esattezza del disegno architettonico, con profondità di

the sea level and the phenomenon of high water in Venice. Vedutism reached its maximum splendor with masters such as Canaletto, Guardi and Bellotto when the staging of the landscape, done through their objective and therefore less personal vision, adhered to the new illuminist conception that through the lights of reason sought to understand the social, organizational and economic logics of the society.

The poetic aspects of the city, with scenes of everyday life where streets, canals, bridges, buildings and characters, small human figures called ‘macchiette’ (caricatures), appeared with extreme realism and absolute precision in the details, with cold colors and decisive chiaroscuros as if it was a painted photograph. The technique obtained by the masters was able to evoke both the accuracy of the architectural design, with depth of shadows, flashes of light and


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ombre, bagliori di luce e l’irregolarità di colore dei muri delle facciate, che i riflessi e la brillantezza e mutevolezza dell’acqua nella laguna. Il cielo con i suoi chiarori e bagliori diffusi occupa gran parte della veduta finale, si rispecchia nel Canal Grande, ne colora la luce generale e aiuta a raffigurare particolari minuziosi; in quegli anni i pittori scelsero delle precise condizioni di luce per ogni particolare momento della giornata, la sensibilità alla luce e le nuove teorie scientifiche newtoniane sulla luce e sulla scomposizione dei colori vennero alla ribalta. Osservando vari dipinti famosi si può notare che la linea dell’orizzonte era piuttosto bassa rispetto alla tela e le prospettive erano spesso rappresentate in questo modo: da un lato del quadro vi era una successione di palazzi che guidavano l’occhio verso il punto di fuga e l’orizzonte, mentre dalla parte opposta dell’inquadratura a volte un palazzo bloccava la composizione architettonica e incorniciava la scena. I pittori vedutisti utilizzarono con grande maestria la camera

oscura per creare i loro dipinti realistici. In realtà la camera ottica era già nota nei secoli precedenti, ma venne perfezionata così che l’immagine del paesaggio veniva proiettata attraverso una serie di specchi e lenti su un foglio o su una tela e quindi ricalcata dagli artisti. Le sperimentazioni dei pittori sulle vedute panoramiche sfruttavano anche un punto di vista rialzato rispetto alla strada; infatti, si posizionavano in luoghi poco accessibili come terrazzi e tetti mostrando così una maggior porzione di spazi pubblici e consentendo così di contemplare nella tela anche tutta la lunghezza della piazza o del canale. A metà Settecento nei dipinti si sperimenta anche una versione con le scene “incorniciate” da un primo piano fatto di archi, portici ed altro, con un effetto scenografico assicurato. Il formato delle tele da orizzontale diventa verticale, ma a cambiare è soprattutto la profondità spaziale, la percezione della profondità della scena ritratta è data dalle forme in ombra in primo piano.

the color irregularity of the facade walls, as well as the reflections and the brilliance and changeability of the water in the lagoon. The sky, with its diffused lights and gleams, occupies a large part of the final view, reflected in the Grand Canal it colors its overall light and helps to depict minute details; in those years the painters chose precise light conditions for each particular moment of the day, sensitivity to light and the new Newtonian scientific theories on light and the decomposition of colors came to the fore. Observing various famous paintings it can be seen that the horizon line was quite low compared to the canvas and the perspectives were often represented in this way: on one side of the painting there was a succession of buildings that guided the eye towards the vanishing point and the horizon, while on the opposite side of the frame a building blocked the architectural composition and framed the scene. Landscape painters used the camera obscura with great skill to create their

realistic paintings. In fact, the optical camera was already known in previous centuries, but it was perfected so as to be able to project onto a sheet or a canvas, through a series of mirrors and lenses, the image of the landscape which was then retraced by the artists. The painters’ experiments on panoramic views also exploited a raised point of view with respect to the road, the artists in fact positioned themselves in inaccessible places such as terraces and roofs, thus showing a greater portion of public spaces and allowing to contemplate in the canvas even the entire length of the square or the canal. In the mid-eighteenth century, the painters also experimented a version with the scenes “framed” by a closeup made up of arches, arcades and more, with a guaranteed scenographic effect. The format of the canvases goes from horizontal to vertical, the biggest change though consists mainly in the spatial depth, the perception of the depth of the scene portrayed is given by the foreground shapes depicted in shadow.


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Il Rio e il Ponte dei Mendicanti visti come nei dipinti del Settecento.

Il Rio dei mendicanti è un canale importante della città di Venezia situato al confine tra i sestieri di Cannaregio e Castello. Il sestiere corrisponde al quartiere delle città e Venezia è divisa in sei sestrieri, ovvero sei zone. È piuttosto largo come canale e per questo motivo consentiva un facile ormeggio per le imbarcazioni dalla parte delle fondamenta. Il Rio dei mendicanti scorre fiancheggiando prima la Basilica dei

Santi Giovanni e Paolo, prosegue con la Scuola Grande di San Marco e infine arriva alla Chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti per poi sfociare nella laguna nei pressi delle Fondamenta Nuove. Nel Settecento veniva preso come soggetto ricorrente nei quadri dei pittori, sia per la dimensione stessa del canale, molto ampia rispetto ad altri canali, sia per l’estensione allungata della veduta prospettica da rappresentare nel quadro.

The “Rio dei Mendicanti” is an important canal of Venice, located on the border between the two “sestieri” of Cannaregio and Castello. The “sestiere” is the district and the city is divided in six of them. This canal is rather large and allowed ships to dock easily. The “Rio dei Mendicanti” flows line the Basil of Santi Giovanni e Paolo, then the “Scuola Grande” of San Marco, lastly the Church of San Lazzaro dei Mendicanti to emerge

into the lagoon near “Fondamenta Nuove”. In the eighteenth century it was taken as a recurring subject in the paintings of painters, both for the size of the channel itself, very large compared to other channels, both for the elongated extension of the perspective view to be represented in the painting. In the 1724 Giovanni Antonio Canal, known as Canaletto, made an important oil painting on canvas two meters wide.


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tour di venezia


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Nel 1724 Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto realizza un importante olio su tela largo ben due metri, nel dipinto è rappresentato il “Rio dei mendicanti” con una documentazione pittorica ben accurata. Il paesaggio comprende anche delle scene di vita quotidiana, dalle imbarcazioni, alle macchiette ( le piccole figure di personaggi raffigurati ni quadri del

settecento ) fino ai panni stesi della zona popolare magistralmente dipinta. In questo dipinto, inoltre è visibile anche lo Squero Vecio, che ancora oggi possiamo ammirare di fronte alla Chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti. Con il termine squero si identifica il cantiere navale per la costruzione, la manutenzione e il

In the painting is represented the “Rio dei Mendicanti” with a very accurate pictorial documentation. The landscape also includes everyday life scenes, from boats, to the “macchiette” (the small figures of characters depicted in the paintings of the eighteenth century) to the clothes hung in the popular area masterfully painted.

Moreover, in this painting is also visible the “Squero Vecio”, which we can still admire in front of the Church of San Lazzaro dei Mendicanti. The term “squero” identifies the shipyard for the construction, maintenance and shelter of small rowing boats in Venice. At the end of 700 in Venice were active as many as 45 “squeri”.


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ricovero delle piccole imbarcazioni a remi di Venezia; alla fine del 700 a Venezia erano attivi ben 45 squeri. Lo squero è una costruzione in legno coperta, che tipicamente ha la forma delle case di montagna, al suo interno vi è la zona di lavoro vera e propria oltre che il deposito degli attrezzi degli squerarioli. Questo fabbricato dispone di un ampio spazio all’aperto

degradante verso il canale attraverso un piano inclinato, il piano di varo, per la messa a secco delle imbarcazioni a remi.

The “squero” is a wooden covered building, which has the typical shape of mountain houses, inside there is the work area as well as the storage of tools of the “squerarioli”.

Anche altri vedutisti dell’epoca lo utilizzarono come soggetto, quelli più This building has a large open space sloping famosi sono appunto: down towards the canal with an inclined plane, Il Rio dei Mendicanti the launching plane, for Canaletto nel 1724 the drying of rowing boats. Il Rio dei Mendicanti e la Scuola di San Marco Other vedutistas of the Bernardo Bellotto nel time also used it as a 1740

subject, the most famous being Canaletto in 1723, Bernardo Bellotto in 1740 and Francesco Guardi in 1780. The “Rio dei Mendicanti” Canaletto in 1724 The “Rio dei Mendicanti” and the Scuola di San Marco Bernardo Bellotto in 1740 The “Rio dei Mendicanti” Francesco Guardi in 1780


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Il Rio dei Mendicanti Francesco Guardi nel 1780 È interessante osservare nei minimi dettagli i dipinti del Settecento e confrontarli con la situazione esistente per notare come si è trasformato oggi il canale e soprattutto gli edifici popolari dell’epoca. Nelle immagini fotografiche che vedete in queste pagine si è cercato di reinterpretare

le stesse vedute prospettiche dei pittori sopra citati; non solo con lo stesso punto di vista e scenario, ma cercando di lasciarsi incantare dalla magnifica Venezia, che da sempre strega e affascina pittori e viaggiatori.

It is interesting to observe in great detail the paintings of the eighteenth century and notice, today, how the canal and especially the popular buildings of the time have been transformed. In the images you see in these pages we have tried to recreate the same perspective views of the above mentioned painters, dreaming not only with the same point of view and scenery, but trying to be enchanted

by the magnificent Venice, which has always bewitched and fascinated painters and travelers.


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{

Text and Photos Dana Frigerio

}

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blog@blossomzine.eu

Le donne, il trucco e l’altana. Girovagando per la città e alzando gli occhi non passano inosservate delle curiose strutture in legno sopra i tetti di alcune abitazioni, si tratta delle altane. L’altana caratterizza la struttura architettonica della città di Venezia, non si tratta propriamente di un terrazzo, ma di un loggiato, che si innalza dalla copertura sporgendo verso l’alto; ci si accede attraverso un abbaino, è una piattaforma in legno rialzata a forma di torretta al disopra dei tetti delle abitazioni. L’altana è fatta per il vento, per la luce e

per il vuoto, anche il pavimento è fatto di assi tra le quali passa luce e aria. Le prime realizzazioni sono del XIII secolo e serviva principalmente per asciugare i panni e per respirare aria pulita considerando che la struttura urbanistica della città ha spazi molto stretti, calli e campielli sono poco soleggiati, anzi spesso all’ombra e malsani; l’altana doveva essere un locale di servizio molto desiderato e non ultimo serviva a prendere il sole.

Wandering around the city and looking up, the curious wooden structures above the roofs of some houses do not go unnoticed, these are the roof terraces.

Le donne galanti veneziane prendevano il sole sui tetti, e vi si tingevano i capelli di

The roof terrace is designed for the wind, the light and void, even the floor is made up of

The roof terrace characterizes the architectural structure of the city of Venice, it is not really a terrace, but a loggia, which rises from the roof and protrudes upwards; it is accessed through a dormer window and is a raised wooden platform in the shape of a turret above the roofs of the houses.

boards between which light and air pass. The first creations date back to the thirteenth century and were mainly used to dry clothes and breathe clean air, considering that the urban structure of the city has very narrow spaces, calli and campielli are not very sunny, actually are often in the shade and unhealthy, the roof terrace was to be a much desired service area and was also used for sunbathing. Gallant Venetian women sunbathed on the roofs, and dyed their hair ‘Venetian blond’.


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“biondo veneziano”. Questo rituale, noto fin dal XVI secolo, era praticato dalle donne di ogni età che si tingevano e si schiarivano i capelli e le sopracciglia, ma ciò non valeva per tutte le estrazioni sociali, infatti alle meretrici non era permesso.

Il “biondo veneziano” si otteneva esponendosi al sole sull’altana, bisognava indossare una tunica in seta o in lino, chiamata schiavonetto e indossare anche un cappello di paglia fine, la solana, questa era particolare perché era senza cupola e aveva la

This ritual, known since the 16th century, was practiced by women of all ages who dyed and lightened their hair and eyebrows; women of all ages but not of all social backgrounds, as a matter of fact prostitutes were not allowed to do it.

The ‘Venetian blond’ was obtained by exposing oneself to the sun on the roof terrace, they used to wear a silk or linen tunic, called ‘schiavonetto’ and also a fine straw hat, the ‘solana’, which was particular because it was without a dome and had


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tesa larga. Le donne si scioglievano le chiome al vento e con una “sponzetta ligata e in cima ad un fuso” ( spugnetta legata ad un bastoncino ) e intinta in una sostanza cosmetica si bagnavano la chioma; dopodiché potevano stendere i capelli adagiandoli su questo cappello affinché sotto l’azione dei raggi solari i capelli diventassero biondo rosso. Numerosi erano i libri di profumi ed

unguenti pubblicati con le differenti ricette per ottenere il perfetto “biondo veneziano” tanto amato dalle donne e dagli artisti che le ritraevano. La pozione magica a base di zafferano, uova, salnitro, lume di rocca, vitriolo e scorze di liquerizia, per citarne qualcuno, veniva venduta da erboristi, profumieri e “muschieri” o fabbricata in casa. Le chiome delle gentildonne veneziane

a wide brim. The women loosened their hair in the wind and with a “sponzetta ligata e in cima a un fuso” (a sponge tied to the tip of a stick) dipped in a cosmetic substance they wet their hair and then spread it by laying it on this hat so that under the action of the sun’s rays it got red/ blondish. There were numerous books of perfumes and ointments published with the different

recipes to obtain the perfect ‘Venetian blond’ so loved by the women and the artists who portrayed them. The magic potion made from saffron, eggs, saltpetre, rock light, vitriol and licorice peel, to name a few of the ingredients, and was sold by herbalists, perfumers and ‘muschieri’ or made at home. The hair of the venetian ladies got this way bright with light, from


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erano così accese di luce, dal biondo veneziano al rosso Tiziano, un rosso arancio caldo e dorato ed erano considerate armi di seduzione. Nei vari secoli a seguire le donne si dedicarono completamente al culto della bellezza, quasi tutte le dame possedevano una considerevole collezione di boccettine, dall’acqua odorosa, alle essenze, agli allumi e agli oli e aceti, oltre che a vasetti con polveri di vario genere, pastiglie per l’alito e

stuzzicadenti. Cipria finissima importata dalle Fiandre e graziosi nei in velluto o raso appoggiati con grazia sul viso, fino ad arrivare al Settecento dove i parrucchieri francesi che dettavano consigli e assecondavano capricci, crearono curiose geometrie, vere e proprie architetture con i capelli delle dame, sfociate poi nell’uso sfrenato della parrucca dove se ne arrivarono a contare più di quaranta diverse fogge.

the ‘Venetian blond’ to the Titian red, a warm orange and golden red and was considered a ‘weapon of seduction’. In the following centuries the women devoted themselves intensely to the cult of beauty, almost all the ladies owned a considerable collection of bottles, from scented water to essences, alums and oils and vinegars, as well as jars with various kinds of powders, breath tablets and toothpicks.

They used a very fine powder imported from Flanders and pretty moles in velvet or satin that they placed gracefully on their faces, up to the eighteenth century when the French hairdressers, who dictated advices and indulged whims, created curious geometries, real architectures with the hair of the dames, then resulted in the unbridled use of the wig, counted in more than forty different shapes.


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ascolta l’episodio Vita in Villa nel Settecento veneziano


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ascolta l’episodio Zanmaria Millevoi

{

Text Nicholas Pizzo

}

https://www.instagram.com/ritrattidelsettecento/

Ritratti del Settecento Com’è nata la tua passione per questo secolo? Onestamente non saprei dire con certezza quand’è nata la mia passione per il ‘700, penso sia stata una cosa intrinseca in me sin dall’infanzia, un po’ influenzato dalle maschere carnevalesche, un po’ dai costumi dell’epoca. Ricordo con certezza però quando ho scelto di intraprendere questa lunga strada verso la conoscenza sempre più profonda e critica. Ai tempi delle superiori guardai il film del 2006 di Sofia Coppola “Marie Antoinette” e li, affascinato da questo mondo così accattivante e intrigante ai miei occhi ho deciso, un giorno d’Inverno, di comprarmi le biografie di Luigi XVI e di Maria Antonietta

che ho divorato in una velocità inaudita specie per me che leggere mi piaceva ma non con una tale portata. Da allora ho comprato, usato e nuovo, libri su libri aumentando sempre più il volume della mia libreria con saggi e biografie storiche sul Settecento riguardanti paesi europei ed extraeuropei per poter apprendere sempre più informazione. Questa mia passione mi ha condotto a prendere il titolo di Dottore in Storia all’Alma Mater Studiorum di Bologna e, dopo avervi svolto il tirocinio, ad essere assunto come Guida Museale al Museo di Villa Nazionale Pisani, simbolo ed emblema indiscusso del fenomeno della villeggiatura in Antico Regime. Ho fatto della mia passione

How did your passion for this century begin? Honestly, I cannot say for sure when my passion for the 18th century was born, I think it has been intrinsic in me since childhood, partly influenced by carnival masks partly by the costumes of the time. I remember with certainty, however, when I chose to embark on this long way throughout deeper and more critical knowledge. In 2006 when I was in high school I watched a movie by Sofia Coppola, “Marie Antoniette” and there, fascinated by this by this charming and involving world I decided, one winter day, to buy Luigi XVI and Marie Antoniette biographies that I devoured in an unheard

of speed especially for me that I liked to read but not with such a scope. Since then I have bought, used and new, book after book, increasing the volume of my bookshelf with essays and historical biographies on the Eighteenth century about European and non-European countries in order to learn more and more information. This passion led me to take a degree in History at the Alma Mater Studiorum in Bologna and, after my apprenticeship there, to be employed as a Museum Guide at the Villa Nazionale Pisani Museum, the undisputed symbol of the phenomenon of holidaying in the Old Regime. I have made my passion my job and the


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ascolta l’episodio Marina Chiara Querini di Benzon

il mio lavoro e il lavoro futuro che farò girando per città in città ottenendo sempre più qualifiche con un bagaglio di conoscenze ed ambizioni. Chi è stato il tuo maestro? Non ritengo di aver mai avuto una figura nella mia vita che mi abbia iniziato alla scoperta di questo secolo, anzi ho sempre pensato di essere in questo il maestro di me stesso. Indubbiamente devo ringraziare la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto alimentando la mia passione e aiutandomi nel dare sfogo alla mia passione. Ricordo i viaggi dove si andava a vedere musei, gallerie e palazzi per soddisfare la mia voglia di conoscenza e ascoltandomi mentre raccontavo loro tutto ciò che sapevo dai miei

studi personali. Devo ringraziare però anche qualche docente che ho incontrato nel corso degli studi triennali che mi ha indirizzato verso volumi che non conoscevo. Quali sono le caratteristiche di questo secolo che possono essere considerate ancora attuali o di insegnamento? Per quanto la storiografia tardo ottocentesca primi novecentesca si sia scagliata contro il ‘700 per il suo spirito liberale senza precedenti, negli ultimi anni è stato così affascinante notare come la moda, la società e il mondo dell’arte e dello spettacolo abbiano preso spunto con forme diverse in quello che è stato il secolo della rinascita culturale. Contrassegnato dalla

future job that I will do by going from city to city obtaining more and more qualifications with a wealth of knowledge and ambition. Who has been your teacher? I don’t think I’ve ever had a figure in my life who initiated me into the discovery of this century; on the contrary, I’ve always thought of myself as my own master. I undoubtedly have to thank my family for this, as they have always supported me by feeding my passion and helping me to give vent to it. I remember trips to museums, galleries and palaces to satisfy my desire for knowledge and listening to me tell them everything I knew from my personal studies. However, I must also thank a few lecturers I met during my three-year studies

who directed me towards volumes I was not familiar with. What are the characteristics of this century that can still be considered relevant or teaching? As much as late nineteenth-century early twentieth-century historiography has railed against the eighteenth century for its unprecedented liberal spirit, it has been so fascinating in recent years to see how fashion, society and the world of art and entertainment have taken their cue from what was the century of cultural renaissance in different forms. Marked by the birth of the first nation states, a century of great battles and revolutions such as the industrial revolution, it saw the introduction


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nascita dei primi stati nazionali, un secolo di grandi battaglie e di grandi rivoluzioni come quella industriale, ha visto l’introduzione di leggi in ambito sociale così innovative per il tempo in cui si trovano come l’abrogazione della tortura e della pena di morte nel Granducato di Toscana sotto Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena. Il Settecento è riconoscibile per la prima e vera elevazione femminista della storia, si pensi a Venezia e al ruolo della nobildonna nella costruzione dei salotti con la sempre più autodeterminazione della loro posizione sociale nella maggior parte non secondaria a quella maschile ma bensì talvolta superiore come il caso della prima docente universitaria di fisica e matematica la bolognese Laura Bassi. La moda ne ha tratto spunto in molteplici

modi tant’è che ad oggi moltissimi stilisti si sono ispirati ai suntuosi ed opulenti vestiti a panier della Francia della seconda metà del XVIII secolo come Moschino, John Galliano o come Madonna durante l’esibizione di Vogue ai VMA del 1991 vestita con l’outfit adoperato da Glenn Close nel film “Le Relazioni Pericolose” del 1988. Il Settecento, per il suo spirito controcorrente ed esibizionista, ha dato vita all’Illuminismo scatenandosi in una sempre più marcata forma di contrasto con la Chiesa ed il pensiero comune. L’arte ha visto nel Settecento un’evoluzione si pensi ad esempio all’utilizzo della camera ottica di Canaletto ma il teatro e la musica hanno visto in questo secolo una forma di rinascita profonda. Da Mozart a

of laws in the social sphere that were so innovative for the time such as the repeal of torture and the death penalty in the Grand Duchy of Tuscany under Peter Leopold of Habsburg Lorraine. The eighteenth century is recognisable for the first and true feminist elevation in history, think of Venice and the role of the noblewoman in the construction of the salons with the increasing selfdetermination of their social position in most not secondary to that of men but sometimes superior as the case of the first university professor of physics and mathematics, miss Laura Bassi from Bologna. Fashion has taken inspiration from this in many ways, so much so that today many designers have been inspired by the sumptuous and opulent

basket dresses of France in the second half of the 18th century, such as Moschino, John Galliano or Madonna during the Vogue show at the VMAs in 1991, dressed in the outfit used by Glenn Close in the 1988 film “Dangerous Liaisons”. The eighteenth century, due to its countercultural and exhibitionist spirit, gave birth to the Enlightenment, unleashing an increasingly marked form of contrast with the Church and common thought. Art evolved in the eighteenth century with Canaletto’s use of the optical chamber, but theatre and music saw a profound renaissance in this century. From Mozart to Beethoven, via Vivaldi and Carlo Goldoni to the Chevalier de Saint-Georges, a mulatto swordsman,

ascolta l’episodio Isabella di Borbone - Parmai


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Beethoven, passando per Vivaldi e Carlo Goldoni ed arrivando allo Chevalier de SaintGeorges, spadaccino, compositore e direttore d’orchestra mulatto proveniente dalle colonie francesi nelle Americhe.

Come è nata l’idea di abbinare la ricerca storica alla divulgazione che i social consentono? Ritratti del Settecento, podcast disponibile su Spotify, nasce dalla mia morbosa e radicata passione per

composer and conductor from the French colonies in the Americas. How did the idea of combining historical research with the dissemination that social media allows come about? Portraits of the

Eighteenth century, a podcast available on Spotify, was born out of my morbid and deep-rooted passion for the Eighteenth century, where, taking on the role of cultural mediator and information provider, I tell the stories of the public and private lives

ascolta l’episodio Maria Carolina d’Asburgo Lorena

il XVIII secolo dove assumendo il ruolo di mediatore culturale e di informazione racconto le storie di vita pubblica e privata di alcune figure che hanno rappresentato questo spettacolare momento storico dandovi vita, ricchezza e fascino. Il progetto nasce in un periodo dove i musei e le gallerie erano state chiuse come buona parte delle attività lavorative in ambito culturale. Lavorando

come Guida Museale al Museo di Villa Nazionale Pisani mi sono trovato spaesato e confuso perché appassionare gruppi di persone raccontando loro le mie conoscenze è la cosa che più amo fare e la professione sul quale ho intenzione di restare a conclusione degli studi universitari. Durante il primo lockdown stavo inoltre revisionando la tesi triennale inerente

of some of the figures who represented this spectacular historical moment, giving it life, richness and charm. The project was born at a time when museums and galleries had been closed, as had most cultural work. Working as a Museum Guide at the Museum of Villa Nazionale Pisani I found myself disoriented and confused, because enthralling groups of

people by telling them about my knowledge is the thing I love to do most and the profession I intend to stay in after I finish my university studies. During the first lockdown I was also revising my three-year thesis on “Holidaying in Venice during Eighteenth century” and so, with the help of a recorder on my phone, the first episode of the


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alla Villeggiatura nel Settecento Veneziano e così, con l’ausilio di un registratore sul telefono, ha preso vita il primo episodio del podcast riguardante la vita di salottiera, libertina e filosofessa di Marina Sagredo Pisani. Ho pensato di sfruttare il momento, di dar sfogo alla mia passione e l’aver a disposizione un profilo Instagram e Facebook mi ha dato la possibilità di arrivare ad ascolti sempre più numerosi. Avrei potuto iniziare il mio progetto raccontando di personaggi noti al pubblico vasto, ma volevo portare novità e differenziarmi dai restanti podcast e articoli andando contro l’ovvietà. Per non cadere nella banalità ho preferito comunque all’affrontare direttamente questi

personaggi parlare di altre tematiche che li hanno toccati o personaggi sempre illustri che hanno conosciuto e dei quali la storiografia italiana si è dimenticata. Caso esemplare la sarta francese Rose Bertin, modista di Maria Antonietta Regina di Francia e Navarra. Non essendo abile con l’uso del montaggio video ho scartato sin da subito l’idea di dare vita al progetto con Youtube specie perché, per la mia esperienza personale, ascoltare la voce di qualcuno senza vederne il volto ti da la possibilità di entrare ancor di più nel racconto usufruendone in qualsiasi momento, quando si cammina per andare all’Università, andando al lavoro con la macchina, come un sottofondo diverso da quello musicale e a volte più interessante.

podcast about the life of Marina Sagredo Pisani as a salon-goer, libertine and philosopher came to life. I thought I would take advantage of the moment, to give vent to my passion, and having an Instagram and Facebook profile at my disposal gave me the chance to reach an evergrowing audience. I could have started my project by talking about people who are known to the general public, but I wanted to bring something new and differentiate myself from other podcasts and articles by going against the obvious. However, in order not to fall into banality, I preferred to talk about other issues that touched them or illustrious personalities they met and of whom Italian historiography has forgotten. A case in point is the French

seamstress Rose Bertin, milliner to Marie Antoinette, Queen of France and Navarre. Not being skilled in the use of video editing, I immediately discarded the idea of starting the project with YouTube, especially because, in my personal experience, listening to someone’s voice without seeing their face gives you the chance to enter even more into the story, using it at any time, when walking to university, going to work by car, as a background different from music and sometimes more interesting.

ascolta l’episodio Marina Sagredo Pisani


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{

Text and Photos Dana Frigerio

}

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le cortigiane L’elemento che fa di Venezia un luogo unico al mondo è la sua posizione geografica. La città lagunare era vista già nel 1500 come una metropoli con tutte le caratteristiche delle grandi città europee, ma d’altro canto era anche un luogo unico al mondo, formata di tante isole, unite e autonome, dove le regole abituali non avevano alcun valore.

Un capitolo importante nell’economia veneziana era dato dalla forte presenza degli stranieri; città cosmopolita godeva di una quantità enorme di forestieri arrivati in città per il commercio delle spezie orientali, del sale, delle stoffe, dei vetri; e non ultimo vi soggiornavano molti visitatori, che oggi chiameremmo “turisti”, viaggiatori che visitavano luoghi come

The geographical position makes Venice a unique place in the world. Since 1500 the lagoon city was considered a metropolis with all the characteristics of the big European cities, nevertheless, it was also the only place in the world made up by many islands, united and independent, where usual rules had no value. An important chapter in

the Venetian economy was the strong presence of the foreigners; the cosmopolitan city enjoyed a huge quantity of foreigners who came to the city to trade in oriental spices, salt, fabrics, glass; and last but not least there were many visitors, nowadays called “tourists”, travellers which visited places like San Marco, Palazzo Ducale, Rialto, open-air markets and


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San Marco, Palazzo Ducale, Rialto, i mercati, l’Arsenale. In questo contesto, durato secoli, il fenomeno delle cortigiane era ben tollerato e a volte favorito; il libertinaggio venne inizialmente regolato già nel 1232 per poi finire, almeno sulla carta, nel 1796. Dalla prima metà del 1300, le cortigiane furono costrette a risiedere in un quartiere vicino a Rialto chiamato “il Castelletto” quasi una sorta di ghetto, anche se successivamente a diverse deroghe

poterono vivere anche altrove in città. Le meretrici di solito vivevano e praticavano vicino al Ponte di Rialto, Sanudo il Giovane raccolse nei suoi “Diarii” un’immensa quantità di dati e materiali, dai fatti di costume alle cerimonie religiose, dalla politica alle vicissitudini quotidiane e in questa preziosissima raccolta furono censite anche le meretrici veneziane.

the Arsenal. In this background, which lasted for ages, the phenomenon of courtesans was well tolerated and sometimes favoured; libertinism was initially regulated as early as 1232 and then ended, at least on paper, in 1796.

From the first half of 1300, the courtesans were forced to reside in a neighbourhood near Rialto called “the Castelletto” almost a sort Nel 1509 se ne contarono of ghetto, although after several waivers they 11.164, una cifra notevole se rapportata could live elsewhere in the city. alla popolazione di Prostitutes usually lived Venezia; fondamentali and practiced near the per l’economia della

Rialto Bridge, Sanudo the Younger collected in his “Diarii” an immense amount of data and materials, from lifestyle to religious ceremonies, from politics to the daily vicissitudes and in this precious collection were also surveyed Venetian prostitutes. In 1509 there were 11.164 of them, a remarkable figure when compared to the population of Venice; they were essential to the city’s economy and it is also said that of these, 1.000 souls were sent to Mestre where the Venetian army was camped to perform a


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tour di venezia


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città si racconta anche che di queste 1.000 anime furono inviate a Mestre dove era accampato l’esercito veneziano a svolgere una funzione “civica” per la Serenissima. Oltre alla zona del “Castelletto” le meretrici vivevano anche nella zona di San Cassiano, nelle case della nobile famiglia Trapani, in veneziano l’edificio si chiamava Ca’ Rampani, e forse è proprio da questo che deriva il nome carampane. Dal 1600 rimasero confinate a vivere in questo palazzo nobiliare solo le donne più anziane e meno attraenti, così che oggi con questo titolo carampana si definisce una donna volgare, sguaiata, brutta e vecchia. ( definizione Treccani ) Una curiosità è legata alla trasposizione nella toponomastica di Venezia degli usi o mestieri prevalenti in una zona, ad esempio passando dal Rio Terà de Le Carampane si arrivava fino al ponte delle Tette, dove qui venne permesso alle meretrici di esporsi al balcone per mostrare lascivamente le loro grazie ai passanti.

Ai tempi della Repubblica di Venezia le prostitute pagavano delle imposte elevate e vennero anche divise in due categorie, le meretrici di basso rango e le cortigiane di alto rango. Le cortigiane erano belle donne e “dame di compagnia” e come le dame anche le cortigiane conducevano una vita aristocratica, avevano gusti e modi di vestire da gentildonna. La cortigiana aveva una cura estrema della sua immagine, un abbigliamento adeguato ad ogni situazione e possedeva anche molti gioielli sfarzosi. Tale era la sua bellezza che difficilmente era distinguibile dalle altre dame, spesso per ingannare i clienti imitava persino i vestiti delle dame maritate e quelli delle vedove. Rispetto alle dame galanti però non era loro concesso di portare i capelli tagliati corti sul viso, di tingersi i capelli di biondo, di imbiancarsi la faccia con il belletto bianco e di vestire con vesti da uomo… inutile dire che pochissime cortigiane si attennero a queste nuove regole, e anzi, come spesso accade, crearono una moda opposta a questi dettami.

‘civic’ function for the Serenissima. In addition to the “Castelletto” area, the prostitutes also lived in the San Cassiano area, in the houses of the noble Trapani family, in Venetian the building was called Ca’ Rampani, and perhaps this is where the name “carampane” comes from. Since 1600, only the oldest and least attractive women were confined to live in this noble palace, so that today the title “carampana” is used to define a vulgar, coarse, ugly and old woman. (Treccani definition) A curiosity is linked to the transposition in the toponymy of Venice of the customs or trades prevailing in an area, for example passing from Rio Terà de Le Carampane on arrived at the Ponte delle Tette (Bridge of the Breasts), where the prostitutes were allowed to expose themselves to the balcony to lasciviously show their graces to passers-by. At the time of the Venetian Republic, prostitutes paid high taxes and were also divided into two categories, low-ranking prostitutes and high-

ranking courtesans. Courtesans were beautiful women and ‘ladies companion’, and like the ladies, the courtesans led an aristocratic life, with the taste and dress code of a gentlewoman. The courtesan took extreme care of her image, dressed appropriately for every situation and also owned a lot of opulent jewellery. Such was her beauty that she could hardly be distinguished from other ladies, and she often even imitated the clothes of married ladies and widows to fool her clients. Compared to the gallant ladies, however, they were not allowed to wear their hair cut short on their faces, to dye their hair blond, to whiten their faces with white make-up and to dress in men’s clothes... needless to say, very few courtesans complied with these new rules, and indeed, as often happens, they created an opposite fashion to these dictates.


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{

Text and Photos Matteo Ragni

}

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matteo@matteoragni.eu

Portobello market

DIANELLA BLUE STREAM

CAMELLIA 1001 SUMMER NIGHTS® ® JASMINE

LIMONIUM DAZZLE ROCKS ®

Dianella Blue Stream Spade larghe e azzurre. Una pianta da lotta corpo a corpo. Large blue sword-like. A close combat plant.

MAD ABOUT MANGAVE®® RED WING

Camellia 1001 Summer Nights® Jasmine Una nuova Camellia che fiorisce per 5 mesi continuamente. A new Camellia blooming continuously for 5 months.

NANDINA RED LIGHT

Mad about Mangave® Red Wing

Nandina Red Light

La pianta grassa resistente al freddo che cresce velocemente e ha le foglie verdi colorate di rosso. Una pianta bellissima che tutti vogliono.

La scelta perfetta per un giardino colorato. Red Light ha le foglie verdi e rosse e nuovi germogli bianchi. Una pianta accattivante.

The cold hardy succulent that grows fast and has red colored green leaves. A beautiful plant that everyone wants.

The perfect choice for a colorful garden. Red Light has green and red leaves and new white shoots. An attractive plant.

Limonium Dazzle Rocks Ha una fioritura abbondante ed è una pianta resistente al freddo e al caldo. Una pianta di sasso! It has an abundant flowering and it’s a cold and hot resistant plant. A rock plant!

TRACHELOSPERMUM STAR OF MILANO

Trachelospermum Star of Milano Fiore rosa e foglie verdi variegate di bianco. Crescita compatta e cespugliosa. Una pianta elegante ideale per le sere in città. Pink flower and green leaves variegated with white. Compact and bushy growth. An elegant plant ideal for evenings in the city.


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La via delle spezie L’Occidente e l’Oriente così apparentemente lontani avevano un fortissimo legame… le spezie. Queste, conosciute fin dall’antichità, ricoprirono per molto tempo un ruolo fondamentale nella vita sociale dell’epoca avendo molteplici funzioni, sia come alimento o condimento, come conservante, come ingrediente nella preparazione dei cosmetici, fino ad arrivare al campo medico. Il loro impiego risale fin dal tempo dei Romani, quando il Mediterraneo era il centro principale del mondo antico, successivamente durante il Medioevo rappresentavano per gli europei la voglia e

la volontà di acquisire un nuovo modo di vivere, oltre ad avere indubbiamente un prezioso e sostanziale beneficio economico. Il costo elevato delle spezie, che provenivano da terre avvolte nel mito, rappresentava un elemento di prestigio, uno status symbol a cui aristocratici e nobili volevano giungere e conquistare. Le spezie presenti nella vita quotidiana, ad esempio sulla tavola dei signori, confermavano e sottolineavano il loro elevato stato sociale, non solo evocavano sensazioni e sapori sconosciuti e misteriosi, ma assicuravano anche una certa raffinatezza ed eleganza. La Repubblica Marinara

West and East, so apparently distant, had a very strong bond… spices. Spices, known since ancient times, played for a long time a fundamental role in the social life of that time having many functions, both as a food or condiment, as a preservative, as an ingredient in the preparation of cosmetics, as well as in the medical field. They have been used since Romans, when the Mediterranean was the main center of the ancient world; later, during the Middle Ages they represented for the Europeans the desire and the will to obtain a new way of living, besides having certainly a valuable and

significant economic advantage. The high cost of spices, which came from lands shrouded in myth, represented an element of prestige, a status symbol to which aristocrats and nobles wanted to conquer. Spices present in daily life, for example on the table of lords, confirmed and emphasized their high social status, not only they evoked unknown and mysterious sensations and flavors, but they also ensured a certain refinement and elegance. The Maritime Republic of Venice built its fortune on the trade of certain manufactures, such as glass, leather or wool and spices; economic agreements


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di Venezia costruì la sua fortuna sul commercio di alcune manifatture, come quelle del vetro, delle pelli o della lana e delle spezie; gli accordi economici e le scelte politiche con l’estremo oriente consentirono ai mercanti veneziani di commerciare con questi paesi lontani in condizioni indubbiamente favorevoli. Il Sestiere San Polo attorno al Ponte di Rialto assunse in quegli anni il monopolio delle spezie; queste raggiungevano Venezia attraverso la rotta della Via delle Spezia che partiva dall’India, dalla Persia e dall’Estremo Oriente, e da qui attraverso le rotte commerciali della Serenissima venivano esportate poi in tutta l’Europa.

Nei pressi del ponte di Rialto ancora oggi possiamo passeggiare lungo la Ruga degli Spezieri, dove all’epoca erano presenti le botteghe e i laboratori degli “Spezieri da grosso” dove le spezie provenienti dall’Oriente e dall’Africa venivano lavorate, mescolate e poi vendute al dettaglio. Gli Spezieri da grosso confezionavano anche i “sacchetti veneziani” con dei miscugli di aromi e spezie; cannella, cardamomo, chiodi di garofano, coriandolo, cumino, curcuma, noce moscata, pepe lungo e pepe nero, peperoncino, senape, vaniglia, zafferano e zenzero erano le più comuni che venivano commercializzate.

and political choices with the Far East allowed Venetian merchants to trade with these distant countries in undoubtedly favorable conditions.

the East and Africa were processed, mixed and then sold at retail.

The “Spezieri da grosso” also made “Venetian bags” with mixtures of aromas and spices; The Sestiere San Polo cinnamon, cardamom, around the Rialto Bridge cloves, coriander, cumin, assumed in those years turmeric, nutmeg, long the monopoly of the pepper and black pepper, spices; these reached chili pepper, mustard, Venice through the route vanilla, saffron and of the Via delle Spezie ginger were the most that departed from India, common ones sold. Persia and the Far East, and from here through the trade routes of the Serenissima were then exported throughout Europe. Near the Rialto Bridge we can still walk along the Ruga degli Spezieri, where at the time there were the stores and laboratories of the “Spezieri da grosso” where the spices from


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