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Get Inspired

EDITION #25 Summer 2019 italian/english

Creative people

rova cerca & tio ne z ra ispi

l’acqua, le piante acquatiche e le ninfee di Monet

{

Cover Elisa Maruca


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#25 Summer issue 2019 SILVIA DEKKER

Direttore responsabile / Founder & Editor in Chief Dana Frigerio Redattori/Contributors

Ph. Fondation Monet, Silvia Dekker, Franzosi Maddalena, Franzosi Marianna, Dana Frigerio, CArmelo Emanuele, Italian Flower Farmers, Bertrand Fompeyrine

IL GIARDINO DI MONET

KATyA SANTORO

Jefferson Fouquet

MIURCILLA e fiorificio

Simonetta Chiarugi Cristina Colli Dekker Silvia Fouquet Jefferson Franzosi Maddalena Franzosi Marianna Dana Frigerio Matteo Ragni Katya Santoro Carmelo Emanuele IFF: Olga Campagnoli, Marzia Barosso, Alessandra Milici, Azzurra Scerni, Giulia Repetti, Martina Pagani Art direction & layout Dana Frigerio e Linda Spiller Traduzioni/Translation Cristiana Chiarugi

SERRE storia

Copertina/Cover Elisa Maruca LE MOIE

ITALIAN FLOWER FARMERS

font: thanks to Billy Argel, Kimberly Geswein, Yomyfred production 2005, Brownfox

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Alcune foto o immagini presenti attualmente nella rivista sono situate su internet e costituite da materiale largamente diffuso e ritenuto di pubblico dominio. Su tali foto ed immagini il sito non detiene, quindi, alcun diritto d’autore e non è intenzione dell’autore del sito di appropriarsi indebitamente di immagini di proprietà altrui, pertanto, se detenete il copyright di qualsiasi foto, immagine o oggetto

presente, oggi ed in futuro, su questa rivista, o per qualsiasi problema riguardante il Diritto d’Autore, inviate subito una e-mail all’indirizzo info@blossomzine.eu indicando i vs. dati e le immagini in oggetto così che si possa risolvere rapidamente il problema (ad esempio, con l’inserimento, gratuito e permanente, del nome dell’autore), oppure rimuovere definitivamente la foto (o altro).

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Blossom zine è una Testata giornalistica Autorizzazione n°103 del 3 aprile 2013 Tribunale di Milano.


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GUARDA IL MAKING OFf

VIDEO PARTE 1 VIDEO PARTE 2

IL VIVAISTA

COLLABORATORI

La FOTOGRAFA

EMANUELE

ELISA

CARMELO

MARUCA


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{

Text Dana Frigerio

}

{

Photos Elisa Maruca e Dana Frigerio

www.blossomzine.eu/blog

}

blog@blossomzine.eu

www.instagram.com/elyyym

www.hellospazio.com IL VIVAISTA

come nasce una copertina Il brief Il giardino di Monet a Giverny è stato l’ispirazione per creare il tema centrale del numero Summer di Blossom zine. Mi ha talmente affascinato l’idea del grande pittore di creare un “giardino da dipingere” coltivando le sue amate ninfee, i papiri e i salici piangenti, che mi è rimasta in mente per diversi giorni come un’ossessione. Il tema acqua, sia creativamente che ambientalmente, mi è sempre piaciuto. Inoltre, le piante acquatiche mi hanno sempre attirato,

portando la mia immaginazione in luoghi esotici lontani. Monet era ossessionato delle ninfee, io invece sono rimasta folgorata dalla bellezza della Victoria cruziana, l’ho vista dal vero sia nelle serre del Royal Botanic Garden Edinburgh in Scozia che al giardino botanico di Cluj Napoca in Romania. La copertina è nata da questa idea fissa e dalla collaborazione con YOYO by Fitt. L’utopia era quella di creare un’immagine coinvolgente che riunisse il tubo in gomma per annaffiare YOYO dal bel colore rosso acceso, le foglie

The brief Monet’s garden in Giverny was the inspiration to create the central theme of Blossom zine’s Summer issue. I was so fascinated by the great painter’s idea to create a “garden to paint” by cultivating his beloved water lilies, papyrus and weeping willows, that it got stuck in my mind for several days as an obsession. I’ve always liked the water theme, both creatively and environmentally. Furthermore, aquatic plants have always attracted me, taking my imagination to distant exotic places.

La FOTOGRAFA

EMANUELE

ELISA

CARMELO

MARUCA

Monet was obsessed with water lilies, but I was struck by the beauty of the Victoria cruziana, I saw it first-hand both in the greenhouses of the Royal Botanic Garden Edinburgh in Scotland and in the botanical garden of Cluj Napoca in Romania. The cover was born from this fixed idea and from the collaboration with YOYO by Fitt. Our utopia was to create an engaging image that brought together the YOYO rubber watering hose with its bright red color, the particular and still young leaves of Victoria cruziana


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particolari e ancora giovani della Victoria cruziana e l’acqua della vasca di coltivazione. Rivoluzionario, il tubo è estensibile, resistente, pratico e leggero; e da oggi dopo aver visto la nostra copertina… direi che è anche molto instagrammabile. Individuato il concept creativo, ossia fotografare il tubo rosso con delle foglie acquatiche in un bacino d’acqua, dovevo trovare la pianta in questione. In Italia sono relativamente molti i parchi e giardini che la coltivano, alcuni in serre temperate altri in laghetti, per citare alcuni nomi vi elenco La mortella, Villa Taranto, il Giardino Botanico Villa Bricherasio e L’Orto Botanico di Padova.

Su consiglio di Marta Mariani, ho poi contattato un vivaista piemontese specializzato in piante acquatiche, Emanuele Carmelo del vivaio Le Moie di Front. Ci siamo sentiti spesso al telefono tra marzo e maggio per tenermi aggiornata e rendermi partecipe della crescita delle sue Victoria cruziana. Quest’anno la primavera non è praticamente mai arrivata, con freddo, pioggia e grandine, tutte le nostre piante e soprattutto quelle tropicali come la Victoria cruziana ne hanno sofferto. La fotografa Elisa Maruca è content creator, fotografa e grafica pubblicitaria, ma come dice lei “dopo una vita passata

and the water of the cultivation tub. Revolutionary, the tube is extensible, resistant, practical and light; and from today after seeing our cover… I’d say that it’s also very ‘Instagrammable’. Having identified the creative concept, that is, photographing the red hose with some aquatic leaves in a water basin, I had to find the plant in question. In Italy there are relatively many parks and gardens that cultivate it, some in temperate greenhouses and others in ponds, to name a few La mortella, Villa Taranto, the Botanical Garden Villa Bricherasio and the Botanical Garden of Padua. On the advice of Marta Mariani, I then contacted

a Piedmontese nurseryman specialized in aquatic plants, Emanuele Carmelo of the ‘Le Moie di Front’ nursery. We spoke frequently on the phone between March and May, he kept me updated and made me partecipate to the growth of his specimens of Victoria cruziana. This year spring has practically never arrived, with cold, rain and hail, all our plants and especially the tropical ones like Victoria cruziana have suffered. The photographer Elisa Maruca is a content creator, photographer and graphic designer, but as she says “after a life spent in front of a computer, I rather prefer to discover and tell about the world through a lens.”


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al computer preferisco di gran lunga scoprire e raccontare il mondo attraverso una lente.” Il suo soggetto preferito è il cibo, ma per questa avventura si è attrezzata di stivali in gomma ed è partita con me alla scoperta di un luogo speciale, abitato da rane, girini, rospi, libellule e papere. “Armonia” questa è la parola che mi ha detto ieri sulla strada del rientro ripensando all’impressione e all’effetto gradevole che si respira al vivaio Le Moie. La giornata è stata impegnativa ma produttiva, oltre allo scatto principale della copertina, abbiamo realizzato gli scatti fotografici con i vari oggetti per il set e non ultimi i video, per potervi raccontare nel dettaglio come nasce una copertina.

Il vivaista Il Sig. Emanuele Carmelo del vivaio Le Moie di Front nel Canavese è una persona sorprendente, disponibile, competente e molto appassionata. Vi consiglio vivamente di seguirlo sulla pagina di Facebook del suo vivaio, scoprirete tutte le sue passioni, dalle ninfee, ai fiori di loto alla Victoria cruziana ai Taxodium distichum e tante altre ancora. Leggete la sua intervista in fondo alla rivista e guardate il secondo video dove scoprirete il suo vivaio. Così come il grande pittore ha utilizzato il suo giardino come ispirazione per i suoi quadri, noi ci siamo fatti ispirare e coinvolgere da questo posto incantevole, ricco di scorci suggestivi e piante acquatiche particolari.

Her favorite subject is food, but for this adventure she got equipped with rubber boots and left with me at the discovery of a special place, inhabited by frogs, tadpoles, toads, dragonflies and ducks. “Harmony” this the word she used yesterday on the way back rethinking about the impression and the pleasant effect that Le Moie nursery provides. The day was challenging but productive, in addition to the main shot of the cover, we made the photo shots with the various objects for the set and some videos as well, so to tell you in detail how a cover is born. The nurseryman Mr. Emanuele Carmelo of ‘Le Moie di Front’

nursery in Canavese is a surprising, helpful, competent and very passionate person. I strongly advise you to follow him on the Facebook page of his nursery, you’ll discover all of his passions, from water lilies, to lotus flowers, Victoria cruziana, Taxodium distichum and the list goes on. Read his interview at the bottom of our magazine and watch the second video where you’ll discover his nursery. Just as the great painter used his garden as an inspiration for his paintings, we were inspired and involved by this enchanting place, full of suggestive views and singular aquatic plants.


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{

Text Dana Frigerio

}

{

Photos Fondation Monet

www.blossomzine.eu/blog

}

blog@blossomzine.eu

www.fondation-monet.com

contact@fondation-monet.com

il giardino di Monet Tutti conoscono i quadri del pittore impressionista Claude Monet e tutti sanno che era ossessionato dalla luce, ogni giorno dipingeva diverse tele; era sempre lo stesso soggetto, ma in condizioni di luce differente, mattina, pomeriggio e sera, pare che fosse talmente assillato dalla realtà dell’attimo che proseguiva le sue tele anche di notte durante i sogni. Nel piccolo villaggio di Giverny, a 70 km. da Parigi, è possibile

visitare quella che fu per 43 anni la sua dimora. A fine anni ’60, dopo la morte del figlio, la proprietà venne lasciata in eredità all’Académie des Beaux-Arts di Parigi, dagli anni ’80 la Fondazione Claude Monet ne ha ricostruito e mantiene tuttora in vita i giardini così come li aveva concepiti il pittore; attraverso gli scritti, le fotografie, i dipinti e i registri dei vivai locali è stato ricreato nei minimi dettagli il giardino. Ad un primo sguardo

Everyone knows the paintings of the impressionist painter Claude Monet and everyone knows that he was obsessed with the light. Every day he painted different canvases, all featuring the same subject but with different lighting conditions, morning, afternoon and evening... It seems that he was so tormented by the truth of the moment to keep on working on his canvases even at night, while dreaming. In the small village of Giverny, 70 km from

Paris, you can visit the place that was his home for 43 years. At the end of the 1960s, after the death of his son, the property was left as a legacy to the Académie des Beaux-Arts in Paris and after that, from the 1980s onwards, the Claude Monet Foundation restored the garden and still keeps it alive now the same fashion the artist had conceived it. Through the writings, the photographs, the paintings and the registers of the


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si nota che il giardino è stato concepito da Monet con due zone ben distinte, il Clos Normand fronte casa formale e simmetrico e invece le Jardin d’eau la zona più lontana dalla casa, informale e di concezione paesaggistica. Clos Normand Com’era all’epoca di Monet: Un viale fiancheggiato da abeti e cipressi conduceva dal cancello alla porta di ingresso della grande casa coloniale color rosa pastello con persiane verde smeraldo, all’epoca in questa area vi erano un orto e un meleto. Lo spazio fronte casa era ed è tuttora diviso in grandi parterre dove Monet vi coltivava fiori di ogni genere

trattandoli in realtà come fossero grandi pennellate di colore. Questa potenza cromatica dei parterre era amplificata dal fatto che la vegetazione fosse fitta e di diverse altezze, per far sì che quando passeggiava lungo i sentieri che dividono le aiuole fosse immerso solo nei colori delle fioriture. In questi spazi rettangolari oggi come allora ritroviamo dalie, zinnie, anemoni giapponesi, gladioli, pelargoni, begonie, papaveri, peonie, iris e bulbose. In totale 25.000 bulbi vengono piantati ogni autunno, 100.000 biennali e piante perenni oltre che 1.200 dalie, questi numeri servono a comprendere il gran lavoro della Fondazione

local nurseries, it was recreated to the last detail and restored to its former glory. At first glance we see that the garden was conceived by Monet in two distinct areas, the Clos Normand, front home, formal and symmetrical, and the Jardin d’eau, the area furthest away from the house, informal and characterized by a landscape design concept. Clos Normand As it was at the time of Monet: An avenue flanked by fir and cypress trees leading from the gate to the entrance door of the large pastel pink house with emerald green shutters. At that time this area hosted a vegetable garden and an apple

orchard. The space in front of the house was, and still is, divided into large parterres where Monet cultivated all kinds of flowers, treating them just like large strokes of color. This chromatic power of the parterres was amplified by the fact that the vegetation was thick and of different heights so to ensure that when he walked along the paths that divide the flowerbeds he found himself immersed in the colors of the flowers. In these rectangular spaces we find today, just like at the time, dahlias, zinnias, Japanese anemones, gladiolus, pelargoniums, begonias, poppies, peonies, irises and bulbous plants. In total 25,000 bulbs are planted every autumn,


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e dei giardinieri. L’elemento centrale di questo approccio filologico della fondazione consiste non solo nel conoscere esattamente che fiori coltivava Monet, ma anche nel disporre

e abbinare i vari colori dei fiori, lavoro forse ancora più complesso. Ad esempio, è tenuta in considerazione ogni singola sfumatura, i gialli e i gialli chiari vengono piantati in ogni area d’ombra; mentre

in addition to 100,000 biennial and perennial plants, and 1,200 dahlias; these numbers provide an understanding of the foundation’s and the gardeners’ great work. The central element of the philological

approach of the foundation consists not only in knowing exactly what flowers Monet cultivated, but also in arranging and combining the various colors of flowers, perhaps an even more


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i fiori di colore scuro vengono decisi in giustapposizione ai colori più chiari. Negli anni si sono susseguiti diversi capo giardinieri, da Gilbert Vahé all’inglese James Priest, dallo scorso anno il nuovo capo giardiniere è Jean-Marie Avisard che ha ribadito di voler “mantenere e rispettare lo spirito di Monet”, un compito non sempre facile da gestire. Per ricreare lo stile di Monet potrete coltivare glicine sulla facciata di casa, agapanthus, begonia, bocca di leone, cosmea, amaranto, alcea rosea, aster e girasoli a profusione nelle vostre aiuole. Idea originale di

Monet per due grandi parterre: vi coltivava gerani di color rosa e rosso in grandi macchie bordati da garofani dal fogliame argenteo, e all’interno dell’aiuola tra i gerani delle rose ad alberello e rampicanti come punti focali. Il viale ad archi fiorito dell’ingresso che vediamo oggi nel Clos Normand ha una storia curiosa, inizialmente era solo un viale alberato con molti alti abeti, Monet vi fece costruire la struttura in ferro ad arco e iniziò a piantare gruppi di fiori e rose rampicanti, immaginando di abbattere gli abeti in un secondo tempo. Purtroppo, dovette

complex work! For example, every single shade is taken into consideration, light yellows and yellows are planted in every shaded area; while the dark-colored flowers are decided in juxtaposition with the lighter colors. Over the years there have been several chief gardeners, from Gilbert Vahé to the English James Priest, and since last year the new head gardener is Jean-Marie Avisard who reiterated his desire to “maintain and respect the spirit of Monet”, a task not always easy to carry on. To recreate the Monet style you can grow wisteria on the front of your house and

agapanthus, begonias, snapdragons, cosmea flowers, amaranthus, hollyhocks, asters and sunflowers in profusion in your flowerbeds. Monet’s original idea for two great parterres: he grew pink and red geraniums in large spots bordered by carnations with silvery foliage, and, inside the flower-bed among the geraniums, he put saplings and climbing roses as focal points. The flowery arched avenue of the entrance that we see today in the Clos Normand has a curious history, initially it was only a tree-lined avenue with many tall fir trees, here Monet had the arched iron structure


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combattere e pare anche accesamente con le idee contrastanti della moglie che voleva mantenere il viale alberato, il compromesso fu di togliere le chiome e di tenere i tronchi a foggia di totem di qualche abete, solo alla morte di lei fu libero di tagliare alla base quasi tutti gli alberi. Alla base della bordura mista del viale insieme alle grandi varietà di fiori vi coltivava a macchie i nasturzi, arancioni, gialli e rossi. Impressionante, se visiterete il giardino in autunno, i nasturzi avranno trasformato il percorso rettilineo del viale tappezzando

e invadendo la parte centrale del passaggio, infatti in questo periodo dell’anno l’accesso al viale è chiuso e si può solo fotografare e ammirare da fuori. Le Jardin d´eau Passati alcuni anni da quando comprò casa e terreno, Claude Monet volle estendere il giardino creando un grande bacino d’acqua. Dall’altra parte della strada e della linea ferroviaria troverete Le Jardin d´eau che fece realizzare addirittura facendo deviare il corso del fiume limitrofo. Come un omaggio ai giardini giapponesi raffigurati nelle stampe che collezionava, questa

built and began to plant groups of flowers and climbing roses, imagining to cut down the fir trees at a later time. Unfortunately, he had to fight, and apparently even harshly, with the conflicting ideas of his wife who wanted to keep the tree-lined avenue; the compromise was to remove the foliage keeping some fir trunks shaped like totems. At the base of the mixed border of the avenue, along with the great varieties of flowers, Monet cultivated spots of orange, yellow and red nasturtiums. Impressive, if you visit the garden in autumn, it is to see how the

nasturtiums will have transformed the straight path of the avenue by covering and invading the central part of the passage, as a matter of fact in this period of the year the access to the avenue is closed and you can only photograph and admire it from outside. Le Jardin d´eau A few years after he bought the house and land, Claude Monet wanted to extend the garden by creating a large water basin. On the other side of the road and the railway line you will find Le Jardin d´eau, which he had realized by even deviating the course of the


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parte del giardino è davvero suggestiva, l’atmosfera orientale con la grande vasca d’acqua per le ninfee, è ricreata con il salice piangente, i papiri, i bambù, il Ginkgo biloba, gli aceri e le peonie. Sono 250 le tele con il soggetto acqua-ninfee, le nuvole, gli alberi e i fiori intorno al bacino producevano una luce e un riflesso eccezionale sullo specchio d’acqua e Monet ne era ossessionato e affascinato, dipingeva con pennellate audaci e libere dagli schemi con giochi di colore che a noi ricordano l’astrattismo. Un gesto rapido e istintivo che precede la posa ma che analizza il tempo osservando ogni bagliore di luce, ha dato vita alle otto enormi

tavole delle ninfee che si possono visitare nelle bellissime sale ovali del Musée de l’Orangerie di Parigi. Appassionato sia di botanica, le sue amate ninfee le fece importare da lontani paesi esotici, che di Giappone, fece addirittura costruire un ponte in stile orientale nella parte più stretta del suo bacino d’acqua. Il piccolo ponte giapponese è un quadro nel quadro, ricoperto da una pergola di glicine, è di color verde smeraldo ed ha come sfondo le canne del boschetto di bambù e un salice piangente. A gran ragione è una delle zone più fotografate del giardino di Monet.

neighboring river. As a tribute to the Japanese gardens depicted in the prints that he used to collect, this part of the garden is truly striking, the oriental atmosphere with the large water basin for water lilies, is recreated with weeping willow, papyrus, bamboos, Ginkgo biloba trees, maples and peonies. There are 250 canvases with the subject water-water lilies. The clouds, the trees and the flowers around the basin produced and still produce an exceptional light and reflection on the body of water that obsessed and fascinated Monet. He painted with bold and pattern-free brushstrokes with plays of color reminders of the abstract art. A quick and instinctive

gesture that stopped time and fixed every flash of light gave birth to the eight huge tables of water lilies that can be visited in the beautiful oval halls of the Musée de l’Orangerie in Paris. Passionate about both botany and Japanese culture, he imported his beloved water lilies from far away exotic countries, and he had an oriental-style bridge built in the narrowest part of his water basin. The small Japanese bridge is a painting in the painting, covered with a wisteria pergola it has an emerald green color, and bamboo grove reeds and a weeping willow in the background. No wonder it’s one of the most photographed areas of Monet’s garden.


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Ph. © Céline Saby

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{

Text Fouquet Jefferson

}

www.jeffersonfouquet.com

jefferson.fouquet@gmail.com

www.instagram.com/jefferson_fouquet

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Photos Fouquet Jefferson, Céline Saby, Bertrand Fompeyrine

}

Jefferson, visionario e sognatore Hai iniziato la tua carriera da fiorista “tradizionale” con una formazione classica e ora... chi sei diventato? Il concetto base del mio lavoro è cambiato, ma in realtà faccio la stessa cosa… lavoro con i fiori. Dopo 10 anni di lavoro in un negozio di fiori tradizionale avevo bisogno di una rottura con tutto quel mondo così convenzionale. Era come se mi mancasse qualcosa che mi apparteneva veramente, ed ora questo nuovo me si è trasformato ed è diventato più ricco. Sono davvero fortunato a lavorare con la Fashion Industry che ama il mio modo non

convenzionale di lavorare con i fiori. Le mie nuove composizioni di fiori sono molto vicine alla scultura ed all’installazione, dove la decorazione finale è solitamente creata da più personalità, collaboro con visual talentuosi e stilisti.

You started your career as a traditional florist with a classical background and now... who are you?

The concept of my work has changed but I do the same things… I work with flowers. After 10 years in a traditional flower shop, I needed a rupture with Dove trovi l’ispirazione this conventional world. per le tue opere floreali I was missing something forti e decise? that really belonged to me and my way Trovo la mia has moved and ispirazione nella mia vita has become richest. suburbana, nella cultura queer, nella giovane I’m lucky to work with scena contemporanea, fashion industry who nell’arte, nella musica like my unconventional e anche nel design. way with flowers. Per una nuova creazione My new flower artistica penso che la works are now reinterpretazione delle close to sculpture tecniche tradizionali and installation sia un buon modo per in-situ, where the final

decoration is usually created by more skills, I collaborate with visual and plastic talents and fashion designers too. Where do you find the inspiration for your strong and determined floral works? I find my inspiration in my (sub)urban life, queer culture, young contemporary scene, art, music and also design. The reinterpretation of traditional techniques is also a good way to find new directions for artistic creation. Why do the unexpected places attract you? Where and how do you find them?


Ph. Š Bertrand Fompeyrine

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Ph. Š Bertrand Fompeyrine

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Ph. © Céline Saby

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Perché i luoghi inaspettati ti attirano? Dove e come li trovi? Vivo in una città di periferia, piena di muri graffitati, oggetti abbandonati, vecchie fabbriche, edifici moderni e case affascinanti; sono praticamente tutti intorno a casa e al mio laboratorio, una bella coincidenza. A volte mi capita anche che in un paese straniero, camminando nelle zone urbane di raccogliere fiori e materiali vari trovati per caso e così provare a divertirmi con i contrasti tra cemento e fiori selvatici.

Ph. © Céline Saby

Cos’è la bellezza per te? Tutto ciò che non è considerato dall’estetica. La decostruzione dei codici convenzionali è molto importante per me, sento come il bisogno di “disonorare i fiori” e creare una frattura con la bellezza considerata standard. Hai piani per il futuro? Ora sto collaborando con artisti a Lisbona e Berlino e prossimamente parteciperò a diverse “Artist-in-Residence” in Europa. Facendo così manterrò aggiornata la mia nuova visione di bouquet concentrandomi sul mio lavoro ed esplorando anche nuove possibilità.

I live in a suburban city, full of graffiti walls, abandoned objects, old factories, modernist buildings and charming houses, they are mainly around my home and my lab.

very important to me, I need to “dishonor the flowers” and create a break with the standard beauty.

Sometimes in foreign countries, walking in urban areas, I collect flowers and various materials found by random, and I always try to play with them, I am surprised by the contrast between concrete and wild flowers.

I’m collaborating with artists in Lisbon and Berlin and I will soon participate in several “Artist-in-Residences” in Europe.

What are your future plans?

By doing this, I’ll keep updated my new flowers vision, focusing on my work...but exploring new media.

What is the beauty for you? Anything that is not considered aesthetic. The deconstruction of conventional codes is

Ph. © Jefferson Fouquet

trovare una nuova direzione.


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{

Text and Photos Silvia Dekker

}

www.silviadekker.nl

www.instagram.com/silviadekker silviadekker@xs4all.nl

Silvia Dekker’s allotment garden Dove vivi e quando è nata la tua passione per i fiori e le piante? Vivo a Leida, in Olanda, dove è nato Rembrandt. È a circa mezz’ora da Amsterdam, sono cresciuta nel distretto olandese dei fiori, mio nonno ​​ era un coltivatore di tulipani e mio padre ​​ un botanico. C’erano campi di fiori intorno a tutta la casa, era una cosa normale, ma solo ora mi rendo conto di quanto sono stata fortunata a crescere circondata da fiori!

Cosa ti ha spinto a cambiare lavoro e qual è stato il percorso da designer tessile e articoli di cancelleria a designer di giardini? Ho lavorato per 15 anni a livello internazionale come floral pattern designer. Mi piaceva il mio lavoro, ma da quando abbiamo iniziato a coltivare il nostro lotto me ne sono innamorata sempre di più. Ho letto tanti libri a tema e infine ho migliorato il mio personale stile. Le persone si sono piano piano interessate ai miei progetti e così è iniziato!

Tell us where do you live and when your passion for flowers and plants was born? I live in Leiden, the Netherlands where Rembrandt was born, it’s about half an hour from Amsterdam. I grew up in the Dutch flower district, my grandfather was a Tulip grower and my father a tree specialist. There were flower fields all around our house, it was normal for me, but now I realize, how lucky was I growing up surrounded by flowers!

What pushed you to change job and what was the necessary step from textile designer, stationery items to garden designer? I worked internationally as a floral pattern designer for 15 years. I loved my job, but when we started growing flowers on our allotment, I fell in love with them. I read every plant books I could find, and developed our own style of gardening. People became interested in my garden designs and that’s how it started!


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Nel tuo lotto di 700 mq coltivi a partire dai semi più di 100 varietà di fiori annuali, 100 varietà di bulbi e 125 varietà di dalie; ci sono dei fiori che ti piacerebbe coltivare ma sarebbero troppo difficili a causa del clima?

dopo un lungo e freddo inverno. Puoi darci qualche consiglio sulla progettazione, ci racconti come lo hai diviso in spazi e perché?

I parterre in giardino non sono mai più Mi piace coltivare fiori larghi di un metro e autoctoni mescolati mezzo, facendo così con graminacee e dalie. posso raggiungere e Vorrei poter avere raccogliere i fiori senza le dalie tutto l’anno, fatica e senza calpestare ma crescono bene il terreno, in quanto solo da maggio a ottobre. essendo molto argilloso Comunque, adoro potrebbe compattarsi tutte le stagioni; ulteriormente. la primavera ad esempio Le forme degli spazi qui è molto più bella sono costruite con linee

In your 700 sq.m. allotment garden, you are growing up, starting from seeds, more than 100 varieties of annual flowers, 100 varieties of bulbs and 125 varieties of dahlias; are there some flowers that you would like to cultivate but would be too difficult, like a challenge, perhaps due to the climate? I like growing native flowers mixed with grasses and Dahlias. I wish I could grow Dahlias year round, but they only grow from May to October.

I do love all the gardening seasons, spring is much nicer after a long cold winter. Can you give us some tips about your allotment, as a garden designer how do you divided it in smaller spaces and why? Our garden borders are never wider than 1.5 metres so we can reach the centre without standing on the soil, because we’ve heavy clay soil and if we walk on it, it will become too compacted. We used straight lines so it would be easier to


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rette sia per facilitare la manutenzione che per il passaggio della carriola, inoltre, mi incanta avere i bordi delle aiuole in salice intrecciato, sono divertenti da realizzare e sono belli tutto l’anno. Li ho visti nella sezione medievale del parco tematico archeologico “Archeon” ad Alphen aan den Rijn e quando iniziai a progettarlo stavo cercando appunto un modo per creare da sola i bordi in salice, volevo un effetto naturale e non volevo spendere troppi soldi. Coltiviamo 15 piccoli

boschetti di salice che potiamo ogni anno a gennaio o febbraio per usarli nelle bordure. Consiglio decisamente di usare i rami freschi, perché dopo un po’ perdono la loro flessibilità. Usiamo bastoncini e corde per delimitare la bordura, poi mettiamo piccoli pali di legno a intervalli regolari e lasciamo 40 cm di ramo in salice fuori terra. Durante la realizzazione delle prime recinzioni abbiamo piantato i salici nel terreno e quasi tutti hanno emesso radici,

walk around with a wheel barrow. We like weaving willow border edges, they are fun to make and look good year round. When we first started our garden I was looking for a way to create nice borders edging, I wanted it look natural, and I didn’t want to spend too much money on it because we would need a lot of them in our garden. I had seen woven willow border edges in the mediaeval section at the archeological theme park ‘Archeon’ in Alphen aan den Rijn.

We have about 15 small willow coppice trees that we prune each year in January or February. It’s best to use the branches straight away, after a while they lose their flexibility. We use sticks and string to mark out the border edges. We hammer small wooden poles at regular intervals. We leave about 40 cm sticking out above ground. For the first wattle fences we pushed willow sticks into the ground, but almost all of them took roots, so we ended


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una piccola foresta! Come giochi con i colori? Creo nuovi schemi di colore ogni anno ed è facile ottenerli con le annuali e le dalie. Adoro giocare con il colore nel giardino! Ricordo che durante una giornata di apertura al pubblico del nostro “giardino” una gentile signora disse con entusiasmo: “lo adoro, sono così ispirata dal tuo giardino che lo farò anch’io, pianterò tanti colori a caso come hai fatto tu”. L’ho preso come un

complimento ma la verità è che dedico tanto tempo per far sì che i colori sembrino belli e in modo naturale. “Quaranta giorni di fiori” puoi parlarci di questo bellissimo progetto su Instagram? Felice che ti sia piaciuto! Molti followers mi chiedevano i nomi dei fiori, così ho deciso di pubblicare le foto dei bouquet estivi con i nomi dei fiori nelle mie storie su Instagram. Davvero divertente!

up with a small forest! How do you play with color scheme? I create new color schemes each year, which is easy to do with annuals and Dahlias. I just love color in the garden! I remember how a kind lady visiting our garden on an open garden day said excitedly: “I love this, I’m so inspired by your garden, I will now plant all my colors at random like you!” I took it as a compliment but the reality is I spend a lot

of time to get the colors to look nice together the way I like them. “Forty days of Flowers” can you tell us about this beautiful Instagram project? So nice to hear you liked it! A lot of people asked me about the names of the flowers so I decided to post summer bouquets with the names of the flowers in my Instagram stories. It was a lot of fun!


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{

Text and Photos Katya Santoro

}

www.theflowersartist.com

katya.santoro@gmail.com

katya Santoro Raccontaci qualcosa di te, che lavoro fai? Il mio lavoro principale è quello di scenografa e costumista. Ho iniziato nel cinema con il Maestro Franco Zeffirelli e successivamente ho lavorato e lavoro per il teatro. Come e quando è nata la tua voglia di disegnare con le matite? Tutto è cominciato quando venne a mancare la mia mamma. Ero in pausa dal mio

lavoro in teatro e non attraversavo un periodo molto sereno.

Tell us something about yourself, what do you do for a living?

Un giorno mio figlio Nazareno mi disse che gli era avanzato l’album da disegno a fogli neri, la sua professoressa di Arte gli aveva detto che non serviva più e mi chiese se volevo utilizzarlo io. Pensai che mi sarebbe potuto servire per disegnare le mie scenografie e lo riposi in un cassetto.

My main job is as a set and costume designer. I started in cinema with Maestro Franco Zeffirelli and then I worked for the theater and keep on doing that now.

Dopo qualche tempo riaprii quel cassetto e

How and when did your desire to draw with pencils come about? It all started when my mom passed away. I was on a break from my work in the theater

and I wasn’t going through a very peaceful time. One day my son Nazareno offered me his drawing book with black sheets, his art teacher had told him that it was no longer needed and he asked me if I wanted to use it myself. I thought that I could use it to draw my sceneries and put it in a drawer. After a while I opened that drawer and saw the album next to my precious colored pencils and that was how I decided to make a


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vidi l’album vicino alle mie preziose matite colorate e fu così che decisi di fare un disegno, sì, ma quale disegno? L’altro mio figlio, Paride, che all’epoca aveva cinque anni, stava sfogliando “ Il Grande Libro degli Alberi” e il mio occhio cadde su uno strano fiore chiamato “ Pennello da barba”. Ecco, avevo trovato il mio soggetto e subito lo disegnai.

Da quel momento non ho più smesso di disegnare e in pochi giorni riempii di fiori e frutti tutti i restanti fogli neri. Le matite colorate sono sempre stata la mia passione, sono stati i primi colori che mi furono regalati in tenera età e per quanto riguarda i fiori li ho sempre amati. La mia mamma non teneva mai la casa disadorna da fiori, li lasciava persino

drawing, yes, but which drawing? My other son, Paride, who was five years old at the time, was leafing through “The Great Book of the Trees” and my eye fell on a strange flower called “Shaving Brush”. That was it, I had found my subject and immediately drew it. From that moment I have never stopped drawing and in a few days I filled all the

remaining black sheets with flowers and fruits. Colored pencils have always been my passion, they were the first colors that were given to me at an early age and as far as flowers are concerned I have always loved them. My mother never kept the house unadorned with flowers, she even let them wither in the vases because she thought that they had


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appassire nel vaso perché diceva che anche così avevano il loro fascino. Credo che a lei e ai miei due figli devo la riscoperta di questa mia grande passione e spero, attraverso i miei disegni, di riuscire a trasmettervi le emozioni chi io provo nel disegnarli. I tuoi lavori sono ricchi di dettagli e fatico ad immaginare il tempo

che ci dedichi, ci racconti meglio come lavori? I miei soggetti li scelgo più che altro per colpo di fulmine. A volte cerco ispirazione nel Web oppure faccio decine di foto a fiori e piante e mi piace tutto ma alla fine c’è sempre un’immagine che cattura il mio cuore. Ogni disegno lo realizzo in un tempo che va dai

their charm even so. I believe that to her and to my two children I owe the rediscovery of this great passion of mine and I hope, through my drawings, to be able to convey to others the emotions I feel while designing them. Your works are rich in details and I struggle to imagine the time you spend on them, tell us a

more about how you work? I mostly choose my subjects at first sight. Sometimes I look for inspiration on the Web, other times I take dozens of pictures of flowers and plants, and I do like everything but in the end there is always an image that captures my heart. Each design takes me a


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due ai quattro mesi e anche di più, dipende dalla grandezza. E’ un lavoro lento e accurato, sfumatura su sfumatura, petalo dopo petalo, foglia dopo foglia. Realizzare un’opera del genere è come ricamare un’intera tovaglia in punta d’ago. La fretta è assolutamente

bandita, la pazienza è una grande alleata ma l’amore per quello che faccio è l’ingrediente segreto. Quali sono i tuoi fiori preferiti da disegnare e perchè? Difficile dire quale sia il mio fiore preferito però le Rose, le Peonie e le Dalie sono quelli che mi stimolano di più perché

period of time ranging from two to four months and even more, depending on the size. It is a slow and accurate work, nuance over nuance, petal after petal, leaf after leaf. Making a work of this kind is like embroidering an entire tablecloth on the tip of a needle. Haste is absolutely

banned, patience is a great ally but love for what I do is the secret ingredient. What are your avorite flowers to draw and why? Hard to say which one is my favorite flower, however, the Roses, the Peonies and the Dahlias are those that stimulate


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ricchi di affascinanti sfumature. Quale è stata la tua sfida più grande da disegnare? La mia sfida più grande è stata “Tela di Penelope”, un tripudio di Astri con migliaia di petali e foglioline. Farne un disegno durato sei mesi è stata la vera e propria sfida con me stessa. Sono talmente belli che verrebbe voglia di collezionarli tutti, dove si possono trovare? Grazie! Sono davvero

felice quando i miei disegni vengono scelti per abbellire le vostre case ed è per questo che sono disponibili sia in originale o, per consentire a tutti di poterli possedere, in stampa da me autenticata. Si possono vedere e acquistare visitando il mio sito Web Katya Santoro The Flowers Artist o attraverso i social network Facebook e Instagram.

me more because they are full of fascinating nuances. What drawing represented your biggest challenge? My biggest challenge was “Tela di Penelope”, a blaze of stars with thousands of petals and tiny leafs. Making a drawing that lasted six months was the real challenge with myself. They are so beautiful to rise the desire to collect them all, where can they

be found? Thank you! I am really happy when my drawings are chosen to embellish homes and that is why they are available either in the originals or, to allow everyone to have them, in prints authenticated by me. You can see and buy them by visiting theflowersartist.com, my website, otherwise you can reach me through Facebook or Instagram.


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{

Text and Photos Cristina Colli

}

www.cristinacolli.com

cristina@cristinacolli.com

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helping you create your visual story


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Cristina Colli

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{ {

Photos Dana Frigerio Text Lucia Papponi

}

}

www.blossomzine.eu/blog

blog@blossomzine.eu

luciapapponi@gmail.com

le grandi esplorazioni e le serre L’arte della costruzione delle serre risale agli antichi romani, sicuramente utilizzate ai fini della produzione di ortaggi e piante alimentari in genere, quale evoluzione dell’hortus tradizionale.

delle esplorazioni di Paesi lontani.

Con la scoperta dell’America e con i numerosi viaggi esplorativi nei diversi Paesi asiatici furono introdotte in Europa specie esotiche, La diffusione delle piante importate non solo esotiche oggi presenti a scopo alimentare in Europa è stata (patata, mais, contemporaneamente peperoncini, causa ed effetto dello tabacco, cacao...), sviluppo della nostra ma in seguito anche civiltà, conseguenza a scopo ornamentale.

The art of building greenhouses dates back to the ancient Romans, who certainly used them for the production of vegetables and food plants in general, as an evolution of the traditional hortus. The spread of exotic plants present in Europe today was at the same time the cause and the effect of the development

of our civilization, a consequence of the explorations of distant countries. With the discovery of America and the numerous exploratory journeys in the various Asian countries, exotic species were introduced into Europe, imported not only for food purposes (potato, corn, peppers, tobacco, cocoa ...) but later also with

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Nascerà quindi la grande passione per la coltivazione e la collezione nei giardini e nelle serre di piante nuove; alberi, arbusti, bulbose, piante acquatiche apprezzate per le straordinarie fioriture e dai portamenti insoliti. Le specie provenienti dai climi tropicali necessariamente dovevano essere protette durante le stagioni dei climi più freddi e a partire dal 1600 furono costruite le prime serre dalle bellissime architetture, per creare dei veri e propri giardini

d’inverno, dove i nobili del tempo amavano stupire e affascinare i propri ospiti con racconti di botanica e di viaggi lontani. Nel libro intitolato “La confraternita dei giardinieri”, Andrea Wulf racconta di un commerciante londinese appassionato botanico, che intrattenne intorno al 1730 un rapporto di amicizia con il suo corrispondente vivaista inglese che si era stabilito in Pennsylvania. Questi ogni anno gli inviava semi di piante

ornamental intentions. The great passion for growing and collecting new plants in gardens and greenhouses did therefore rise; trees, shrubs, bulbous and aquatic plants appreciated for their extraordinary blooms and unusual appearance. The species coming from tropical climates had necessarily to be protected during the seasons with the coldest climates and starting from 1600 the first greenhouses with

beautiful architectures were built to create real winter gardens, where the nobles of the time loved to amaze and fascinate their guests with stories of botany and faraway journeys. In the book entitled “The Brother Gardeners”, Andrea Wulf tells of a London tradesman and passionate botanist, who had a friendly relationship and fruitful correspondence with his English nurseryman who had settled in Pennsylvania around 1730 and sent him every year seeds of plants found in his


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che trovava nelle sue esplorazioni dei territori americani. Il grande successo delle piante provenienti dal Nord America in Inghilterra era dovuto al fatto che queste potevano vivere all’aperto e non nelle serre, come invece avveniva per le piante importate dalle zone dai climi tropicali. Il 71,2% delle specie esotiche vegetali

è stato introdotto in maniera volontaria sia a scopo alimentare, che forestale, che medicinale, e ornamentale (di queste il 39,7%), mentre il 28,8% accidentalmente. Molte di queste specie hanno trovato ampia diffusione allo stato spontaneo in Europa e in Italia.

explorations of the American territories. The great success of plants from North America in England was due to the fact that they could live outdoors and not necessarily in greenhouses, as was the case for plants imported from areas with tropical climates. 71.2% of exotic plant species were voluntarily

introduced for food, forestry, medicinal and ornamental purposes (39.7% of the latter), while 28.8% only accidentally. Many of these species have spontaneously found wide spread in Europe and in Italy.


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{

Text and Photos Franzosi Maddalena

{

Text and Photos Franzosi Marianna

} }

www.instagram.com/fiorificio.gf www.instagram.com/miurcilla

fiorificio.gf@gmail.com miurcilla@gmail.com

miurcilla e fiorificio Miurcilla Raccontaci qualcosa di te e del tuo lavoro precedente in una galleria d’arte etnografica. Sono laureata in storia dell’arte. Per la tesi di laurea ho scoperto che i tessuti possono essere una forma d’arte e di comunicazione, ma è stato il lavoro in una galleria d’arte specializzata in tessuti tribali che mi ha aperto

le porte su un mondo straordinario di creazioni meravigliose e tradizioni antiche tramandate nel tempo. Un’esperienza davvero bellissima. Come sei arrivata a creare il brand Miurcilla, ovvero quali sono stati i passaggi obbligati? Ho sentito da subito l’esigenza di creare un luogo in cui accogliere le persone e presentare

Miurcilla Tell us something about yourself and your previous work in an ethnographic art gallery. I have a degree in art history. For the graduation thesis I discovered that fabrics can be an art and communication form, but it was the work in an art gallery specializing in tribal fabrics that opened my doors to an extraordinary world of wonderful creations and ancient traditions

handed down over the time. A truly beautiful experience. How did you come to create the Miurcilla brand, what were the steps required? I immediately felt the need to create a place to welcome people and present my work in a professional way. I started with a website that, when I opened the VAT number, it became an online shop. Miurcilla’s instagram


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in modo professionale i miei lavori. Ho iniziato con un sito web che, quando ho aperto la partita iva, è diventato uno shop online. La pagina instagram di Miurcilla è nata nello stesso momento e mi aiuta a raccontare le sensazioni che vorrei trasmettere con i miei prodotti. Cosa significa per te costruire e inventare una nuova collezione, da dove parti, quali sono

i tuoi maestri o dove trovi l’ispirazione? È la parte che preferisco del mio lavoro, perché ogni collezione è per me una storia da raccontare e uno stato d’animo da trasmettere. E questo è il punto di partenza. L’ispirazione arriva dai miei interessi e le mie passioni, l’arte, l’illustrazione, la musica e cerco di accordarla alla stagione e a un sentimento più ampio da condividere con le altre persone.

page was born in the same period and helps me express the feelings I would like to convey with my products. What does it mean for you to build and invent a new collection, where do you start from, which are your masters or where do you find inspiration? It’s the part of my work I like better, because for me every collection is a story to tell and a mood to convey. And this is

the starting point. The inspiration comes from my interests and my passions, art, illustration, music and I try to match it to the season and to a wider feeling to share with other people. What do you suggest to us for the summer of 2019? I wanted the summer collection to be an invitation to experience emotions with freedom and enthusiasm.


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Collezione di grafiche per tessuti a tema floreale ispirate ai giardini tropicali. Orchidee, agapanthus, clivie. Forme grandi, campiture piene, 100% colore! Disponibili su thecolorsoup per essere acquistate e stampate su tessuti di ottima qualitĂ .


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Cosa ci proponi di bello per l’estate 2019? Volevo che la collezione estiva fosse un invito a vivere le emozioni con libertà ed entusiasmo. Mi sono ispirata alla musica di fine anni ’60, la Summer of Love, i grandi raduni come Woodstock e lo stile folk floreale. Per questo col Fiorificio abbiamo creato tessuti dai colori intensi e grandi fiori, con riferimenti ai luoghi amati dalla controcultura dell’epoca e usato passamanerie vintage originali. Fiorificio Ci racconti com’è lavorare con una sorella gemella? Fin da bambine facevamo giochi “creativi”: arredavamo

la casa delle bambole con nostre creazioni, allestivamo un negozio nella nostra camera, una volta abbiamo addirittura scritto una favola e l’abbiamo messa in scena, con tanto di scenografie e costumi! Per noi la collaborazione e la condivisione della creatività sono un fatto spontaneo, questo lavoro è l’espressione di un comune mondo artistico. Dove trovi l’ispirazione per disegnare queste stoffe o la trovate assieme di comune accordo? Spesso è Marianna a ideare il tema della sua collezione. Poi insieme vediamo come esprimerlo attraverso i fiori che disegnerò. Conoscendo il mondo delle piante,

I was inspired by the music of the late 1960s, the Summer of Love, by the large gatherings like Woodstock and the floral folk style.

we set up a shop in our room, once we even wrote a fairy tale and then staged it, complete with sets and costumes!

This is why along with ‘Florificio’ I have created fabrics with intense colors and large flowers, with references to the places loved by the counterculture of the time and used original vintage trimmings.

For us collaboration and sharing of creativity are totally spontaneous, this work is the expression of a common artistic world.

Fiorificio Can you tell us how it is to work with a twin sister? Since childhood we’ve been making “creative” games: we furnished the dollhouse with our creations,

Where do you find the inspiration to design these fabrics, or do you find it together as a result of a mutual agreement? It is often Marianna who conceives the theme of her collection. Then together we see how to express it through the flowers that I will design. Knowing the world of plants, their characteristics, their origin, I choose


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le loro caratteristiche, la loro provenienza, scelgo quelle che meglio si adattano a raccontare il progetto di Miurcilla.

Parlaci dell’altro tuo progetto, lo studio di architettura Fiorificio Garden Factory.

those that are best suited to tell the Miurcilla’s project. What comes first, models or fabrics?

Credo che il lavoro vada di pari passo. I tessuti esprimono il tema della collezione: le grafiche, attraverso i fiori, raccontano una storia.

Sono un architetto paesaggista e insieme alla collega Michela Tolli, progetto giardini e spazi esterni. Quello che mi affascina di questa professione è la possibilità di trasformare uno spazio che ha già una sua identità.

Contemporaneamente il design dei modelli permette di rappresentare al meglio l’idea creativa. La ricerca sui materiali e le forme è fondamentale per realizzare un prodotto coerente e artisticamente interessante.

Attraverso scelte precise uniamo elementi nuovi a quelli già presenti, e aggiungiamo un nuovo capitolo alla storia di un luogo e di chi lo vive. Perché anche un giardino è un racconto, Tell us about bellissimo, fatto di piante your other project, e materia viva. the Fiorificio Garden Factory architecture

Nascono prima i modelli o i tessuti?

I believe they go hand in hand. The fabrics express the theme of the collection: the graphics, through the flowers, tell a story. At the same time the design of the models makes it possible to best represent the creative idea. The research on materials and shapes is fundamental to achieve a coherent and artistically interesting product.

studio. I am a landscape architect and together with my colleague Michela Tolli, I design gardens and outdoor spaces. What fascinates me about this job is the possibility of transforming a space that already has its own identity. Through precise choices we combine new elements with those already present ones, and we add a new chapter to the history of a place and of those who live it, because even a garden is a tale, a beautiful one, made of plants and living matter.


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{

Text and Photos

} Olga Campagnoli, Marzia Barosso, Alessandra Milici, Azzurra Scerni, Giulia Repetti, Martina Pagani www.instagram.com/italian_flower_farmers

italian flower farmers Unirci sotto l’etichetta Italian Flower Farmers ecco cosa abbiamo fatto, è un collettivo aperto a tutte le nuove attività che condividono con noi la scelta di crescere fiori da taglio destinati a un mercato il più possibile locale, seguendo i principi della coltivazione biologica nel rispetto della stagionalità e della biodiversità. Il primo passo è stato l’apertura di un account Instagram @italianflowerfarmers dov’è possibile seguire il nostro lavoro, le novità del settore e le iniziative come workshop e

giornate di porte aperte nelle nostre Farm. L’obiettivo è di fare squadra per raccontare un mestiere e un prodotto nuovi per il mercato italiano: fiori slow. Stagionale, organico e locale sono i valori alla base del nostro lavoro, riassunti nel movimento Slow Flower, nato negli Stati Uniti e approdato in Europa, nel quale si incontrano produttori di fiori e flower designer convinti della necessità di una rivoluzione del fiore biologico e a km zero così come avviene

We joined under the ‘Italian Flower Farmers’ label, that’s what we did. It’s a group open to all new business activities that share with us the choice of growing cut flowers, destined to a market that is as local as possible, and follow the principles of organic cultivation in respect of seasonality and biodiversity. The first step was the opening of an Instagram account @italianflowerfarmers where it’s possible to follow our work, and the flower industry news and initiatives such as workshops and open

days in our Farms. The goal is to create a team to talk about a profession and a product that are new for the Italian market: the slow flowers. Seasonal, organic and local are the values at the base of our work, epitomized in the Slow Flower movement, born in the United States and landed in Europe, in which flower producers and flower designers meet convinced about the need for a revolution of the organic and ‘at zero km’ flower as it happens


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per il cibo Slow Food. Esattamente come per il cibo, è importante conoscere la provenienza dei fiori. Ogni stagione ha fiori magnifici, il nostro compito è farli conoscere offrendo sul mercato del fiore reciso un’alternativa sostenibile e un prodotto di alta qualità. Coltiviamo varietà particolari e poco conosciute di fiori da taglio difficilmente reperibili dai grossisti. Coltivare senza pesticidi e fertilizzanti inquinanti è imprescindibile per chi coltiva fiori nel rispetto dell’ambiente e delle stagioni ma per chi oltre alla coltivazione propone anche allestimenti e confeziona bouquet è molto importante fare attenzione a tutte le scelte che ruotano al packaging floreale. Noi abbiamo scelto

di non utilizzare plastica ma carta Kraft responsabilmente prodotta da cartiere italiane e un semplice cordino di canapa per legare il bouquet. Aggiungiamo poi al momento un timbro con la data di raccolta dei fiori perché il nostro motto “fiori freschi di giornata” non é una trovata pubblicitaria ma la prova del nostro impegno nel fornire fiori con i più alti standard qualitativi. Durante i mesi più caldi quando trasportare i fiori é molto rischioso forniamo un sacchetto sempre di carta kraft con all’interno un vasetto di vetro in modo che stiano a bagno. Anche i bulbi vengono confezionati in modo da poter riutilizzare gli imballaggi o riciclarli. Raccogliere secchi di fiori è la felicità.

for the food (Slow Food). And just like for food, it is important to know the origin of the flowers. Every season has magnificent flowers, our task is to get them to be known by offering a sustainable alternative and a high quality product to the cut flower market. We cultivate singular and little known varieties of cut flowers that are difficult to find at wholesalers. To cultivate without pesticides and polluting fertilizers is essential for those who grow flowers with respect for the environment and the seasons, but for those who, in addition to cultivation, also offer preparations and packages, it is very important to pay attention to all the choices that concern floral

packaging. We have chosen not to use plastic but Kraft paper responsibly produced by Italian paper mills and a simple hemp cord to tie the bouquets. At the last moment we add a stamp with the date of the harvest of the flowers since our motto “fresh flowers of the day” is not a publicity stunt but the proof of our commitment to provide flowers with the highest quality standards. During the hottest months when transporting flowers is very risky we provide a bag of Kraft paper and a glass jar filled with water to keep them soaked. Even the bulbs’ packaging can be reused or recycled. Gathering dried flowers


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Seguire le stagioni significa accettare di fermarsi quando piove, quando il terreno è gelato o il sole è implacabile. Le alternative alla spugna per fioristi esistono e ci permettono di ottenere ottimi risultati e soprattutto composizioni meno rigide e più naturali. Organizziamo spesso dei workshop per mostrare tutte le tecniche alternative (kenzan, chicken wire, frogs). La paglia è uno dei nostri alleati per tenere a bada le erbacce e mantenere fresco il terreno in estate, in più aiuta ad

alleggerire e arricchire il suolo ed evita lo smottamento del terreno in caso di forti piogge. Facciamo del nostro meglio per limitare l’impatto ambientale della nostra coltivazione di fiori a partire dall’irrigazione: quando è possibile usiamo l’acqua di sorgente per limitare l’uso dell’acqua potabile. Il lavoro di scelta e selezione delle varietà da coltivare è una parte molto importante del nostro lavoro, il momento dei bilanci alla fine di una coltura è sempre un momento che ci appassiona particolarmente.

provides happiness. To follow the seasons means to accept to stop when it rains, when the soil is frozen or the sun is relentless. The alternatives to the florist sponge do exist and allow us to obtain excellent results and primarily less stiff and more natural compositions. We often organize workshops to show all the different techniques (kenzan, chicken wire, frogs). Wheat straw is one of our allies to keep weeds at bay and the ground cool in the summer, plus it helps lighten

and enrich the soil and prevents landslides in heavy rains. We do our best to limit the environmental impact of our flower cultivation beginning with irrigation: when possible we use spring water to limit the use of drinking water. The work of choosing and selecting the varieties to be grown is a very important part of our job, the budget moment at the end of a crop is always a moment we are particularly passionate about.


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4-6 OTTOBRE 2019

VILLA ERBA . LAGO DI COMO ORTICOLARIO.IT


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{

Text and Photos Simonetta Chiarugi

}

www.aboutgarden.it

simonettachiarugi@gmail.com

Alchemilla mollis Lady’s Mantle per gli inglesi e Manteau de Notre Dame per i francesi, l’alchemilla è un’erbacea perenne con grandi foglie palmate con margine finemente dentellato la cui forma ricorda appunto un mantello come suggerisce il nome volgare. E’ una pianta magica amica delle donne, che ne facevano tisane per alleviare i disturbi del ciclo e gli alchimisti raccoglievano le perle d’acqua che si formano sulle foglie per realizzare alcune formule magiche per trasformare il metallo in oro. La varietà ornamentale è Alchemilla mollis, con foglie più grandi rispetto alla specie officinale A. vulgaris, i suoi fiori minuscoli formano interessanti masse di colore

verde acido che ben si abbinano ad altre fioriture estive. Coltivatela in un terreno ben lavorato ed utilizzatela in giardino in grande quantità, ama il sole e si adatta all’ombra luminosa, è molto rustica e resiste fino a -20°. Una volta che la pianta sarà accestita, ogni anno diventerà sempre più grande e bella! Si utilizza il fiore reciso perché dura a lungo e anche quando essiccato si mantiene bello. E’ perfetta anche da coltivare in vaso e come suggerisce Sarah Raven, potata e concimata dopo la fioritura, potrebbe regalare un’altra sorpresa a fine estate.

Lady’s Mantle for the English and Manteau de Notre Dame for the French, the Alchemilla is a perennial herb with large palmate leaves with a finely indented edge whose shape is reminiscent of a mantle, as the common name suggests. It is a magical plant friendly to women, who made herbal teas out of it to alleviate cycle disorders. Alchemists collected pearls of water that formed on its leaves to create some magic formulas to transform metal into gold. The ornamental variety is Alchemilla mollis (with larger leaves than the officinal species A. vulgaris), its tiny flowers form interesting masses of acid green color that match well with other summer

flowers. Cultivate it in well-worked soil and employ it in large quantities in your garden, it loves the sun and adapts to the luminous shadow, it’s very rustic and can withstand up to -20 °. Once the plant’s tillering is over, it will grow bigger and more beautiful every year! Its cut flower is used because it lasts a long time and remains beautiful even when dried. It is also perfect to be grown in pots and, as suggested by Sarah Raven, pruned and fertilized after flowering, it could give another surprise at the end of summer.


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{

Text and Photos Matteo Ragni

}

www.matteoragni.eu

matteo@matteoragni.eu

Portobello market

LAVATERA EYE CATCHER

ERYSIMUM ARTIST MONET’S MOMENT Perenne, colorata e facile da coltivare. Fioritura primaverile intensa e resistente. Perennial, colorful and easy to grow. Intense and resistant spring flowering.

Fiore lilla con nervature rosa intenso e calice rubino. Una filigrana epidermica coinvolgente. Piante di gran valore usate miste nella bordura o solitarie nei vasi. Lilac flower with deep pink veins and ruby calyx. An engaging epidermal fligree. Plant of great value, used mixed in borders or by itself in pots.

NASTURTIUM BANANA SPLIT MALVA FREEDOM Fiori grandi semidoppi color del grano, piante sagge e resistenti. Una pianta stupidina ma molto facile, graziosa e rustica. Large semi-double flowers in the color of wheat, it’s a wise and resistant plant. A silly but very easy, pretty and rustic plant.

Colora di giallo il tuo graticcio e mangiane le gemme come capperi piccanti. Da far ricadere, da piantare nell’orto accanto alle primizie. Color your trellis yellow and eat the buds like spicy capers. To be hung or planted in the garden next to the firstlings.

PELARGONIUM SCENTED CONCOLOR LACE OENOTHERA PINK Delicati petali rosa che cadono alla fine della giornata come lacrime o confetti al passaggio delle belle donne. Delicate pink petals that fall at the end of the day like tears or confetti when beautiful women pass by.

Profumato e solare, campagnolo e gagliardo. Il geranio di campagna quello per cucinare, decorare e ammirare. Fragrant and sunny, rural and vigorous. The country geranium the one for cooking and decorating, a plant to admire.


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{

Text and Photos Carmelo Emanuele

}

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Le Moie, un vivaio da visitare assolutamente Prima che la proprietà fosse mia era una “discarica pubblica” ma la potenza del luogo era lì da vedere. Mi sono entusiasmato perché è un posto affascinante e l’identità di questo luogo mi ha fatto intravvedere un radicale cambiamento. Il vivaio Le Moie: una superfice di 27.000 metri quadrati con delle risorgive naturali dove l’acqua sgorga a 12° per tutta la stagione, una vasca d’acqua per le piante acquatiche, un laghetto con isola ed anche un piccolo ponte e presto una serra per riuscire ad anticipare la

coltivazione delle piante tropicali.

Before becoming mine the property was a “public landfill”, Com’è nata la sua but the power of the passione per le piante place was already there acquatiche? to be seen. I got thrilled because it’s a fascinating Le piante acquatiche site, its identity gave me sono un amore che dura a glimpse of a radical da venti anni, questa change. passione è iniziata quasi Le Moie nursery: per caso. Nella mia an area of 27,000 square casa avevo costruito meters with natural da poco un laghetto springs whose water e un mio carissimo temperature rises at amico Giovanni Genotti 12° for the whole season, che ha scritto diversi with a pool of water for libri sui bonsai ed è aquatic plants, a pond un’autorità in materia, with an island and even mi regalò delle carpe koi. a small bridge and soon Carpe che purtroppo a greenhouse which will non rimasero con allow to anticipate the noi molto a lungo e cultivation of tropical

plants. How did your passion for aquatic plants come about? I’ve been loving aquatic plants for twenty years now, a passion that started almost by accident. It wasn’t long that I had built a small lake in my household and a very dear friend of mine Giovanni Genotti, who wrote several books on bonsai and is an authority on that field, gave me some koi carps. Unfortunately they didn’t stay with us a very long time and on his suggestion


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su suo suggerimento iniziai a coltivare delle ninfee e dei fiori di loto per riempire il laghetto; ancor prima di avviare il vivaio Le Moie ne coltivavo una cinquantina tra ninfee e fiori di loto. Ma la passione per le piante iniziò da bambino, curavo le piante sul balcone di casa, le coltivavo nei barattoli del caffè e nelle latte dei pelati. Ricordo che rispetto agli altri miei coetanei che con la mancia sceglievano gelati e caramelle io compravo già i bulbi di tulipani. La pianta più strana che sto provando a coltivare quest’anno è il banano d’acqua, si chiama Typhonodorum lindleyanum ed è originario del

Madagascar, invece una pianta che mi dà molte soddisfazioni è la Victoria cruziana, originaria delle regioni tropicali dell’America meridionale, ormai sono sei anni che la coltivo con grande successo. In realtà ne esistono due specie la V. cruziana e la V. amazonica, in realtà quest’ultima è la più delicata in quanto a temperature. È sempre un’avventura coltivare queste piante particolari, ad esempio due anni fa la pianta della V. Longwood mi è arrivata tardi, a metà giugno, l’ho messa in aqua, è cresciuta ed è fiorita, ma essendo partita tardi durante la stagione, la bacca dei frutti che conteneva i semi non li ha portati a

I started growing water lilies and lotus flowers to bring life to the pond; even before starting the nursery Le Moie I had cultivated about fifty species among water lilies and lotus flowers. My passion for plants began as a child though, I used to take care of the plants on the balcony of my parent’s house, I cultivated them in coffee jars and tin cans. I remember that compared to my peers, who spent their change on ice cream and candies, I was buying tulip bulbs instead. The strangest plant I’m trying to grow this year is the water banana, it’s called Typhonodorum lindleyanum and it’s native to Madagascar. A plant that gives me

a lot of satisfaction though is the Victoria cruziana, native to the tropical regions of South America, I have been cultivating it with great success for six years now. There are actually two species of Victoria, V. cruziana and V. amazonica that is the most delicate as for temperatures. It is always an adventure to cultivate these particular plants, for example two years ago the plants of V. Longwood arrived late, in mid-June, I put them in water, they grew and flourished, but being late in respect to the season, the berry of their fruits didn’t contain any seeds. I tried again last


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maturazione. Ci ho riprovato l’anno dopo e questa volta ho raccolto i semi e quest’anno a febbraio nell’acquario con il riscaldamento li ho coltivati ed ora nella vasca esterna ho 5 piante. Sperimentare mi piace. Non le sposto mai nel laghetto prima di metà maggio con 18°- 19° gradi, invece quest’anno sapendo che dovevate venire per scattare le foto della copertina ho azzardato e ho messo a dimora una pianta il 25 aprile in un tunnel freddo, la sera dopo, la temperatura è precipitata a 15° gradi per qualche notte, ma la pianta ha retto comunque il freddo, questa la considero una grande sorpresa e una buona nota di coltivazione. La Victoria cruziana è una pianta spettacolare, le foglie a fine estate

arriveranno ad un diametro di 1.50-2 metri. Sono galleggianti di colore verde vivo, mentre sono reticolate e color porpora sulla pagina inferiore. A dispetto della loro forte immagine sono delicatissime, la lamina fogliare si può bucare e strappare anche molto facilmente, invece sono molto resistenti e spesse le marcate nervature inferiori. Una curiosità sulle foto in bianco e nero di persone di fine Ottocento che stanno in piedi sulle foglie della Victoria cruziana, in realtà c’è il trucco; bisogna distribuire bene il peso della persona, quasi sempre bambini o giovani donne, su una superficie appoggiata sulla grande foglia e larga quanto la foglia stessa.

year and this time I collected the seeds and then cultivated them in a heated aquarium and now my outdoor tank hosts 5 plants. Experimenting, I like it, I don’t usually move them to the pond before mid-May with 18°-19° degrees, this year though knowing that you’d have come to take the pictures for your cover I took a risk and I planted a plant on April 25 in a cold tunnel. The next evening the temperature dropped (15° degrees) but the plant survived the cold, I consider this a great surprise and a good note of cultivation. The Victoria cruziana is a spectacular floating plant, its leaves will reach a diameter of 1.50-2 meters in late summer, it’s bright green on the surface, with a reticulated and

purple lower page. In spite of their strong image they are very delicate, its leaf blades can be pierced and torn very easily, only its marked lower ribs are actually very resistant and thick. A curiosity about the black and white photos of late nineteenth century featuring people standing on the leaves of the Victoria cruziana, there’s actually a trick; it is necessary to distribute the weight of the person, almost always children or young women, on a surface, wide as the leaf itself, placed on the large leaf.


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