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ESTATE 2011

N. 33 Trimestrale di ricerca olistica e 2,90

ITINERARI DELLO SPIRITO


BioGuida

ITINERARI DELLO SPIRITO n° 33 estate 2011 Trimestrale di approfondimento e ricerca olistica. Aut. Reg. Tribunale di Trieste n° 1067 del 26/03/03

in questo numero

Testata iscritta al ROC n.16994. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1 comma 1 CNS TS

Editore: BioGuida Edizioni di Pierpaolo Bon Sede: Piazza Vico 7 B, 34131 Trieste Tel. 040.3229773 - Fax 040.9890285 Infoline: 338.8852117 info@bioguida.com - ppbi@bioguida.net Sito web: www.bioguida.com Abbonamenti: 040.3229773 - 338.8852117 info@bioguida.com CCP 51506707 Pubblicità e Marketing: 338.8852117 ppbi@bioguida.net Impaginazione: Luglio Fotocomposizioni, Trieste

La via interiore:

Gli incontri:

Il problema dei valori Sum Ergo Cogito I Tarocchi come cammino iniziatico

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La via delle stelle: L’Era dell’Acquario

Il tempo della memoria Jing Tao: l’Essenza in movimento Il Confine del Sé

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La via della terra:

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La progettazione BioEcologica

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Stampa: Mosetti Grafiche, Trieste. La riproduzione anche parziale di immagini o testi deve essere autorizzata dall’editore. La rivista viene distribuita esclusivamente in punti selezionati e autorizzati. Nessun allegato alla rivista è da considerarsi tale se non esplicitamente autorizzato. L’editore si mette a disposizione degli autori delle cui opere non sia stato possibile risalire alla fonte. I diritti di immagini e loghi pubblicitari sono forniti dai clienti dietro loro autorizzazione e responsabilità.

Direttore responsabile: Pierpaolo Bon

La via degli animali:

La via della scienza: I benefici della corretta esposizione al sole Introduzione all’Iridologia

Marcare il territorio

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Coordinamento di redazione: Mari Valentini

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Parole e musica:

Elisabetta Conti, antropologa, iridologa.

Manuela Gatti, consulente in bio architettura. Gianluigi Giacconi, psicologo. Francesco Giordano, critico ed esperto musicale. Roberta Giurissevich, astrologa.

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I nomi di questo numero: Anna De Lucia, terapeuta olistica, specialista in tarocchi.

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I luoghi:

Interviste Recensioni CD Recensioni libri

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I luoghi della BioGuida

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Leonarda Majaron, operatore craniosacrale. Rosalba Matarrese, giornalista. Luciano Rizzo, medico odontoiatra, posturologo, kinesiologo, naturopata. Cristiana Scoppetta, sociologa, analista bio-energetica. Andrea Sergiampietri, medico veterinario, omeopata. Disegni e immagini: Cristina Bernazzani, Manuela Frisone, Alessandra Liberato, Moreno Tomasetig (quando non diversamente specificato) In copertina: “Saluto al Sole” di Manuela Frisone

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EDITORIALE

Il respiro dell’universo N

el pensiero dell’Occidente il non essere coincide con il nulla. Per Parmenide l’essere “è”, il non essere “non è”, da una parte l’origine di ogni principio, l’Uno, dall’altra la sua negazione, il Vuoto Assoluto. Nella lingua e nella cultura cinese invece il wu non significa Grande Vuoto ma “non essere nel qui ed ora”, continuamente mutevole e nel Tao l’idea del “vuoto” non è una negazione ontologica della realtà, delle cause e dei principi primi ma un non esserci determinato e circoscritto, qualcosa che in un dato spazio, tempo e circostanza, manca. Non è azzardato sottolineare sorprendenti punti di contatto tra la nostra tradizione e quella dell’estremo Oriente, tanto nella filosofia quanto nella scienza. Nel passo più celebre del Tao (Cap. XI) riferito al Vuoto, l’Essere è generato dal Non- essere, essi si compenetrano l’un l’altro. Di qui la natura dialettica del vuoto, la diminuzione e l’accrescimento, le tenebre e il chiarore, l’ombra e la luce, la vita e la morte hanno la stessa origine. Non si tratta tuttavia di una posizione nichilista, al contrario, è semmai quella che nella nostra filosofia si definisce interpretazione agnostica: il nonessere diviene una funzione costitutiva dell’essere e questa dialettica attiene all’ambito empirico, non alla conoscenza suprema. Con un pensiero che si avvicina alle riflessioni kantiane della “Dialettica della ragion pura”, nel testo taoista dello Zhuangzi si dichiara semmai l’impossibilità per gli uomini di sapere se l’origine del mondo sia nell’Essere o nel Non-essere e che questa possibilità è pertinenza del Santo: “Di tutto ciò che è al di là dell’Universo, il Santo ammette l’esistenza, ma non ne tratta. Tutto ciò che è all’interno dell’universo, il Santo ne tratta ma non lo commenta”, si legge nel cap. II. Così come per il greco Democrito “il 2

vuoto esiste al pari del corpo” così il tema del vuoto nel taoismo classico non riguarda solo lo spazio ma anche il tempo: se il vuoto dello spazio non è assenza assoluta, il vuoto temporale, si potrebbe definire “tempo assente”, il “già stato” e il “non-ancora”, esso si determina solo in relazione al presente, come condizione necessaria di ogni passaggio dal pieno al vuoto spaziale, come espressione vitale di ogni singola impermanenza: “Il senza forma va verso la forma, poi la forma va verso il senza forma” (id. cap.XXI). Queste riflessioni si estendono in modo significativo ed interessante anche in ambito etico-politico, anche qui con alcuni punti di contatto con la nostra linea di pensiero, se si pensa alle teorie dell’etico-politico di Machiavelli per esempio, lì dove il perfetto sovrano è colui che con scaltrezza sa giostrare tra astuzia e fortuna degli eventi, sa assecondare e trarre vantaggio da quelli a lui favorevoli. Nel taoismo la questione essenziale è quella del wu-wei, della non-azione che, ancòra una volta, non vuol dire mancanza d’azione ma l’agire del fluire e della spontaneità. Il wu wei dunque è una forma di inattività attiva, produce conseguenze ed effetti in armonia coi mutamenti della società, della natura e dell’universo e l’uomo saggio pratica il wu wei facendo vuoto dentro di sé. Sul piano etico, l’uomo è tanto più eccellente quanto lascia agire esseri e cose, praticando la virtù del vuoto e conformandosi all’agire del mondo, senza fini né scopi, senza mettere in pratica alcun Dovere, oltre i pregiudizi e le discriminazioni. In questo si realizza il paradosso della Forza della debolezza, dell’assenza della sua intenzionalità: “Solo colui che fa uso delle cose senza venirne posseduto può dominare le cose” (id. cap. XIX). Cogliere il vuoto nel taoismo coincide dunque con la pratica del vuoto, con

l’esercizio e la disciplina che sono tutt’uno con l’espressione del pensiero. Contrariamente a quanto accaduto nella nostra civiltà il corpo viene qui chiamato assieme alla mente a vivere le trasformazioni e il divenire. Il corpo non è un semplice involucro materiale ma parte integrante dei nostri processi, il corpo e la mente sono assieme partecipi del fluire del corpo e della mente dell’universo. Un uomo che non respira non può pensare, recita un celebre detto del Tao, ed è solo sulla base di questo presupposto possiamo adoperarci per il bene nostro e degli altri. Si può agire su quanto e chi ci è attorno solo a partire da sé stessi, dal proprio equilibrio, senza tensioni e affanni. Non a caso per i taoisti ogni nostro organo respira, secondo un processo continuo di riempimento e svuotamento.. La respirazione non è allora un semplice meccanismo, ma l’espressione della relazione tra pieno e vuoto, dei soffi interni (nei qi) con i soffi esterni (wai qi). In questo senso respirare coi talloni è l’esperienza essenziale per praticare il vuoto, per custodire in sé stessi l’Universo, per corrisponderne la spiritualità. Solo nella concentrazione della mente sulla propria respirazione si può realizzare la calma ed accogliere il respiro del mondo. E’, per esempio, quanto si realizza nella meditazione camminata del taijiquan – che in Occidente viene erroneamente ritenuta un’arte marziale – e che è invece una disciplina etica, del vincere senza contendere, senza ricorrere alla semplicistica tecnica dell’attacco e della difesa come i nostri tempi ci inducono a vivere. E’ quanto si realizza nella meditazione del buddismo Zen, dello stare seduti sullo zafu, in posizione retta e naturale, facendo scorrere i pensieri e realizzare la via, con la mente nel corpo. Mari Valentini marivalentini@libero.it


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LA VIA INTERIORE

Il problema dei valori di Luciano Rizzo (medico, kinesiologo, naturopata) www.whymap.com

L’

anno scorso, in occasione di un viaggio a Dublino, ho visitato una fiera dell’ecologia. In uno degli stands, una gentile signora mi ha messo in mano carta e penna e ha detto: “scriva che cosa fa lei per migliorare il mondo”. Per fortuna svolgo varie attività orientate in tal senso, ma un ragazzo che è arrivato dopo di me ha scritto: “cercherò di morire il prima possibile”… La domanda della signora fa molto riflettere. Perché dobbiamo migliorare il mondo visto che, come dicono i buddhisti, questo è il migliore dei mondi possibili? La risposta sta in una delle leggi di questo Universo: “tutto scorre”. Intorno a noi non c’è nulla di fisso, viviamo in un flusso di informazioni e frequenze che continuamente cambia, quindi dobbiamo adattarci a questo flusso, e possiamo farlo solo creando nuove realtà, che ci mantengano sulla cresta dell’onda. Essere creativi è nella nostra natura. Dovremmo essere capaci di utilizzare al meglio questa qualità perché, come diceva Ermete Trismegisto “ciò che è dentro è fuori”, noi portiamo nel mondo ciò che abbiamo nella nostra mente. Purtroppo quello che abbiamo costruito in questi ultimi tempi non va, è sotto gli occhi di tutti, ed è dentro di noi che dobbiamo cercare le cause dei problemi attuali. Dobbiamo cambiare mentalità, Giovanni Battista diceva “Metanoeite”, cambiate mente e sarete liberi. Cambiare mentalità è possibile se ci poniamo tutti la domanda della signora irlandese: “come posso migliorare le cose?” Questa domanda dovremmo porcela tutti, almeno una volta alla settimana. Se i sette miliardi di esseri umani attualmente sulla Terra portassero un piccolissimo miglioramento nel mondo ogni settimana, forse non ci vor4

rebbe più di un decennio per vedere il nostro pianeta trasformarsi in un paradiso terrestre. Questa visione è comune a moltissime persone che, in tutto il mondo, vogliono migliorare le cose. Perché ancora non ci riescono, nonostante ogni giorno siano in aumento? Due situazioni recenti a cui ho assistito possono aiutarci a dare una spiegazione. Il primo era un gruppo di studio che doveva suggerire strategie efficaci per migliorare la società. Le persone intervenute avevano modi di vedere diversi, dopo molte ore non è stato possibile trovare una base comune. Il secondo evento è stato un “TedX”, interessantissimo format di conferenze che riguardano scienza e società. Uno dei relatori aveva fondato un sito per connettere le aziende interessate all’innovazione sociale ma, ad una domanda su quali fossero i valori condivisi tra gli imprenditori associati, ha mostrato grande imbarazzo, non sapeva rispondere esaurientemente. I due eventi evidenziano un importante problema della nostra società: i valori. Si parla molto di valori da condividere, di mancanza di valori, del “non ci sono più i valori di una volta”, ma in realtà questi valori non sono chiari nella testa di nessuno. I nostri valori sono vaghi, fumosi, cam-

biano a seconda di chi ne parla, delle circostanze, del livello sociale e della regione geografica. Un caos pericoloso, considerando che sui valori si basa tutta la nostra società. Cosa sono dunque i valori? Per arrivarci è bene rivedere come funziona la nostra mente. Semplificando al massimo, essa è fatta di due parti: la parte logica e l’Ego. Queste due componenti concorrono a prendere ogni nostra decisione, ma si basano su assunti completamente diversi: la logica agisce in base a modelli, l’Ego in base alle emozioni. I modelli sono semplificazioni della realtà che la nostra mente crea per poterli interpretare. Essi sono fondamentali perché il nostro cervello, per capire un Universo molto più grande, deve semplificare, trovare modi che lo aiutino a interpretare cosa accade e a muoversi di conseguenza. Le emozioni invece sono la proiezione corporea dei nostri pensieri. Questi a loro volta dipendono da ricordi e memorie che la nostra mente accumula col passare degli anni. Attualmente il nostro Ego solleva un problema: l’enorme massa di dati incamerati crea una ampia quantità di emozioni, talmente grande da condizionarci in ogni momento della nostra giornata. In pratica la maggior parte delle nostre decisioni è presa sotto l’influsso delle emozioni, soprattutto quelle negative, a cui l’Ego si aggancia maggiormente (L. Rizzo, “I Segreti del Subconscio”). Questa nostra struttura mentale ci porta a fare moltissimi errori. Un proverbio afferma “Prima di decidere, conta fino a dieci”, proprio perché da sempre si sa che tendiamo a prendere le nostre decisioni sotto l’influsso delle emozioni, e che quasi sempre sono decisioni sbagliate. Solo una parte razionale forte, salda e ben strutturata, può tenere in riga il nostro Ego. In caso contrario le nostre emozioni ci faranno creare realtà dolorosamente inefficaci. Per essere più forte dell’Ego, la nostra mente logica ha biso-


gno di una sola cosa: modelli semplici e chiari, che le dicano dove deve andare, come muoversi nelle infinite possibilità che l’orizzonte degli eventi offre in ogni istante. Infatti, come diceva Seneca: “Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Per migliorare abbiamo bisogno di mete forti, capaci di rinforzare la nostra consapevolezza. Essere consapevoli significa trovare le soluzioni più sagge, l’unica via per salvare il nostro habitat, ferito dalle migliaia di generazioni umane inconsapevoli che si sono succedute nei secoli. Per migliorare servono dunque modelli saggi, e serve inoltre che questi modelli siano condivisi da tutta la popolazione, applicabili in tutto il mondo. Un pò come la misura del metro incisa su una barra campione di platino-iridio e conservata a Sèvres presso Parigi. Ecco dunque una prima risposta alla nostra domanda originale. I valori sono dei modelli semplici, forti, positivi e condivisi da tutti. Sorge a questo punto una seconda domanda: “come decidere quali sono i valori migliori?” Per spiegarci meglio la guerra, per quanto santa o giusta o

doverosa, è un valore? Distrugge vite e manufatti, inquina il territorio, crea infelicità nei più per soddisfare gli Ego fuori controllo di pochi, è inefficiente. Dunque non è un valore. L’amicizia è un valore? Crea sintonia, porta armonia e permette lo scambio di idee. L’amicizia migliora la vita di tutti, perciò è un ottimo valore. Ciò che conta dunque è l’efficienza: ci servono valori efficienti per migliorare il sistema in cui viviamo. Nasce a questo punto un problema. Come misurare l’efficienza dei nostri valori? Che efficienza hanno l’altruismo, l’egoismo, l’amore, l’amicizia, la collaborazione, la condivisione, l’avidità? Per rispondere ricordiamo che tutti questi valori riguardano interazioni tre le due entità fondamentali della nostra vita: il nostro Universo interiore e l’Universo esteriore, il mondo in cui viviamo. Se mettiamo in relazione questi due Universi tramite un diagramma cartesiano che valuti ciò che fa bene o male a “noi stessi” e bene o male al “mondo”, possiamo valutare l’efficienza dei nostri comportamenti. Questo tipo di diagramma è chiamato Whymap, ovvero “Mappa dei Perché”, vista la sua capacità di valutare le nostre azioni.

Whymap ha molti pregi. Il primo è che ci mette di fronte all’inefficienza di questa società in cui, come afferma Occam: “Tutto ciò che può essere fatto con poco inutilmente viene fatto con molto”. Il secondo pregio è che si tratta di un modello semplice, facilmente recepito da chi ha una mente aperta. Mi riferisco soprattutto ai giovani, agli studenti e a coloro che non si sono ancora saturi di pregiudizi e credenze. Sono le persone che tra dieci anni cominceranno a prendere le redini della società, le persone su cui puntare per un cambiamento in positivo. Ecco dunque la vera sfida di questi tempi, la più importante, quella per la quale val la pena di battersi: la formazione. Spieghiamo ai giovani quali sono i veri valori, facciamo loro formazione in tal senso ed otterremo nel giro di pochi anni, come in uno dei famosi “36 Stragemmi” degli antichi cinesi, persone capaci di “lanciare il sasso per aver indietro la giada”, capaci di darci un mondo migliore in breve tempo perché, con le parole dello psicologo Giorgio Nardone, saranno capaci di “ottenere il massimo con il minimo sforzo”. 5


LA VIA INTERIORE

Sum Ergo Cogito: l’errore di Cartesio di Gianluigi Giacconi (psicologo)

I

l filosofo francese Cartesio affermava alcuni secoli fa, esattamente il contrario, “Cogito ergo sum” cioè penso, quindi esisto (sono), creando così le basi di un periodo storico e culturale in cui il dominio della ragione sugli altri aspetti dell’essere umano venne esaltato e promosso in tutti i campi. Questa inversione di senso, che Antonio Damasio, il grande scienziato esperto di neuro-scienze, ha definito “l’errore di Cartesio”, ha per secoli influenzato le coscienze fino ai nostri giorni. Viviamo ancora in una cultura, che pur essendo ora messa in crisi in più parti, considera l’intelletto, la ragione, la parte più nobile e il vero sovrano dell’essere e della vita. In realtà possiamo vedere gli errori che questa mentalità ha determinato passando dall’Illuminismo al Positivismo, fino allo scientismo del secolo scorso, in diversi ambiti della nostra società. Il dominio dell’intelletto sul cuore, sul corpo e sulla coscienza, considerare l’intelligenza umana solo in relazione alle capacità logico-matematiche (i test per valutare il Q.I. quoziente di intelligenza, ancora oggi molto in uso, sono infatti basati solo su queste capacità) ha favorito un ingigantimento dell’ego individuale ed uno scollamento dal sé, i cui effetti di alienazione dalla propria natura e da Madre Natura sono drammaticamente presenti ed esasperati. “La mente non è una democrazia” disse in una conferenza Phil Laut, autore statunitense, insegnante, consulente aziendale e amico personale, ma è bene però capire chi è il sovrano. La parte logico-razionale svolge nella psiche umana fondamentalmente una funzione di comparazione e di discernimento confrontando su un piano a due dimensioni, il bene e il male, il buono o il cattivo, il giusto e lo sbagliato. E’ questa una funzione importante se dobbiamo fare la spesa, far di conto o analizzare criticamente dei dati, ma è bene anche ricordare che i testi sacri dell’Antico Testamento ci rammentano che questo è anche, se non usato, cor-

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rettamente, il seme del nostro “peccato originale”. La mitica mela colta furtivamente proprio dall’albero della conoscenza del bene e del male, nel giardino dell’Eden, ci autorizza a sostituirci a Dio nel giudicare gli uomini, la vita e il suo stesso creatore. Ci dà l’illusione e la presunzione di sapere cosa è bene o male, in assoluto, ci rende schiavi dei nostri giudizi e dei nostri pregiudizi. Ci autorizza a combattere chi possiede una visione della “verità” e della “giustizia” diversa dalla nostra. Una razionalità potente, non sostenuta dalla saggezza dell’istinto e del cuore e non in contatto con l’intelligenza intuitiva e l’umiltà di non sapere, che favorisce l’ispirazione e la ricerca di un aiuto celeste, diventa distruttiva. L’astuzia e l’intelletto alimentati dal predatore, dal serpente, a fini egoistici e materiali hanno creato una scienza abnorme, un’economia aberrante, un inquinamento che sta soffocando il pianeta, una tendenza a giustificare attraverso un’informazione pubblica manipolata tutto questo in nome di un illusorio progresso. Da più parti sale forte il richiamo, in questo nuovo millennio, in un’era che sta iniziando, è in una profonda inversione di questo processo che si deve iniziare una reale ri-voluzione partendo da noi, dal dentro di noi stessi. La carrozza, metafora con cui spesso si è soliti rappresentare l’essere umano, è costituita da tre cavalli: pancia, - cuore, - testa, o istinto-sentimento e ragione, e si rifà alla triade: materia- energia e intelligenza, costitutive di tutto ciò che caratterizza il piano esistenziale; guidata se è possibile da una coscienza sveglia, lucida, consapevole ed illuminata. Nessuno dei tre cavalli ha più valore o più potere degli altri due, ed essendo tutti uniti dal basto, tutto ciò che fa uno dei tre influenza gli altri, la carrozza il cocchiere ed il viaggio. L’intelligenza istintiva, la percezione sensoriale ripulita, la forza fisica e la vitalità cellulare; l’intelligenza emotiva e la saggezza del cuore, dell’empatia, dell’affettività e del rispetto reciproci devono essere ascoltati e collaborare con l’ interiorità, con la capacità di cogitare ed escogitare soluzioni.

La realtà è che io sono, è la base di ogni nostra percezione, cognizione ed azione. Quando io esisto, sono consapevole e presente a me e alla vita, in assenza di giudizio e persino di definizione, posso sperimentare uno spazio interiore di coscienza, un punto di osservazione da cui posso espandere la mia attenzione e consapevolezza, intenzionalmente in tutte le direzioni. Esisto, sono cosciente, osservo quindi posso pensare, solo se serve, quindi posso sentire coi sensi e con il cuore, il che aiuta a stare nel concreto, quindi posso agire con amore, ecologicamente, eticamente e ragionevolmente. Ecco l’inversione necessaria a cui tendere ed a cui tutti i nostri programmi mirano. Anche nel campo psicologico e della crescita interiore ultimamente si stanno sviluppando pratiche e metodologie che non si soffermano solo sull’analisi e sul funzionamento dei processi cognitivi ma operano per una espansione della coscienza e della consapevolezza individuale, della padronanza e della presenza a sé stessi, del risveglio e dell’allenamento del cocchiere, al fine di rendere l’individuo sempre meno reattivo e “ addormentato”. Il respiro consapevole, l’assenza di giudizio, il potenziamento della sensibilità e della sensorialità, l’ascolto, la meditazione, la preghiera (qualsiasi sia il destinatario) sono mezzi che si possono proporre perché il “sum“ venga prima del “cogito” e di tutto quanto il resto, nel rispetto di sé, degli altri e della vita stessa.


GLI INCONTRI

Il tempo della memoria di Rosalba Matarrese (giornalista)

eravamo una delle prime famiglie occidentali a vivere lì e la Cina conservava intatte le tracce del passato, era un luogo incontaminato. Oggi il tecnicismo e la tecnologia hanno permeato queste società, annullando differenze e contrasti. Certo, è fuor di dubbio che alcune pratiche orientali, tecniche di yoga e di cura del corpo hanno valicato i confini e ci hanno influenzato, ma l’Oriente di oggi nell’universo globalizzato è un’altra cosa, è più simile all’Occidente di quanto si pensi.

A colloquio con Angela Terzani Staude

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er il decimo anno consecutivo il Castello Svevo di Trani ha fatto da cornice a uno degli eventi culturali più attesi del Sud Italia (Premio per la migliore manifestazione di promozione del libro e della lettura di rilevanza nazionale realizzata nel 2009 conferito dal Ministero per i Beni e le attività culturali). E anche quest’anno il bilancio dei Dialoghi, luogo di contaminazioni e di scambio di esperienze e di saperi, può dirsi più che positivo: scrittori, intellettuali, artisti di fama internazionale hanno animato dibattiti sul tema suggestivo scelto per questa edizione, Il cuore del tempo. Il tempo della coscienza, tempo della memoria, tempo della democrazia, tempo dell’impegno e tempo della storia: è innegabile che il tempo ci appartiene come la dimensione più intima a ciascuno di noi. Così, citando San Agostino, ci collochiamo all’interno della riflessione più suggestiva per l’uomo contemporaneo, scisso tra un tempo oggettivo, quello della dimensione economica, politica e sociale, e un tempo soggettivo vissuto come memoria, sentimento ed emozioni. Il tema del tempo è stato la cifra della manifestazione, tanti sono stati i protagonisti di spicco a cominciare da esponenti del mondo del giornalismo, dell’informazione, dell’arte. Uno dei dialoghi più interessanti ha riguardato il tema del Tempo della memoria nell’incontro tanto atteso con Angela Terzani Staude sulle tracce del grande maestro e compagno di vita, il cronista e scrittore Tiziano Terziani. Un esempio di come la passione per il racconto dei fatti, del mestiere di un giornalista e di una scrittrice non possono restare cronaca ma necessariamente si trasformano in slancio e impegno. Scrittrice anche lei, la Staude dal 1972 ha vissuto con il marito e i figli a Singapore, Hong Kong, Pechino, Tokyo, Bangkok, India. Tra i suoi libri, “Giorni cinesi” (Longanesi 1987), “Racconti giapponesi” (Longanesi 1994), è curatrice di “Fantasmi, dispacci dalla Cambogia” (Tea 2009) che raccoglie gli articoli, i messaggi, i telegrammi, le corrispondenze inviate da Tiziano Terzani dalla Cambogia in guerra ai giornali europei.

Tiziano Terzani è stato un cronista straordinario e pioniere dell’esplorazione delle culture dell’Oriente negli anni Settanta e Ottanta, emblema di simbiosi tra cronaca e ricerca spirituale, cosa ci può dire in merito come sua compagna di viaggio? La cifra del nostro rapporto è stata la condivisione, una condivisione che è iniziata con la passione per i viaggi in luoghi lontani, una passione che mio marito mi ha trasmesso. Fin dagli anni Settanta quando abbiamo cominciato a viaggiare in Cina, in India, in Cambogia, in Vietnam per il lavoro di mio marito, ho condiviso esperienze, momenti difficili, anche drammatici soprattutto quando vivevamo lambendo zone di guerra, ma grazie a lui posso dire di aver conosciuto un universo ricco di sfaccettare, fatto di umanità, di luoghi, di modi di vivere, che certamente rimanendo a Firenze non avrei potuto lontanamente immaginare che esistessero. Il nostro viaggiare è stato l’emblema di una ricerca più intima e più complessa, una ricerca di sé e una ricerca dell’altro, una ricerca di senso e di significato che ho condiviso con Tiziano. L’Oriente è spesso visto in Occidente come un’ideale di perfezione, in alcune tecniche di cura, nella filosofia, nell’etica, è proprio così? Cosa ne pensa nella sua esperienza concreta? Quando si parla di Oriente, bisogna fare delle distinzioni, non c’è un solo Oriente, ci sono tante sfaccettature, tanti universi, tanti mondi a sé: c’è l’India, c’è la Cina, c’è il Giappone. Oggi l’India e la Cina non sono più quelle degli anni Settanta quando io e mio marito iniziammo a soggiornare in quei paesi. Quando ci siamo trasferiti in Cina,

Qual è stata l’influenza di suo marito nel suo percorso esistenziale e spirituale? E’ indubbio che tutta la mia vita è stata influenzata dalle sue scelte, ma non mi sono mai pentita di nulla, ho viaggiato con lui accompagnandolo e ho viaggiato con i suoi occhi. La Cina, l’India, il Vietnam che ho conosciuto sono stati mediati dalla sua esperienza. In particolare mio marito amava l’India e questo suo amore ha rappresentato per me l’influenza maggiore. Guardi, in India non c’è una bellezza dirompente, voglio dire che in India non ci sono città belle e ricche di arte come Firenze o come Trani, ma tutta l’India è permeata da una grande e straordinaria umanità ed interiorità. Mio marito mi ha pure trasmesso la passione per la scrittura. Scrivere, registrare fatti, avvenimenti, modi di fare, di vivere, di mangiare, usi, costumi e tradizioni dei luoghi visitati. A un certo punto ho sentito la necessità di raccontare, che di per sé, è un ulteriore modo di conoscere e di conoscersi, un viaggio alla ricerca della dimensione più intima e profonda. Cosa le ha insegnato la sua esperienza di vita vissuta con suo marito? Tiziano è sempre stato un uomo che sapeva cosa voleva dalla vita, un uomo al timone, un uomo artefice del suo destino. Fin da quando giovanissimo cronista lavorava per “Il Giorno” aveva l’impulso irresistibile di partire, di viaggiare, di essere padrone della sua vita, non si accontentava. Questo mi ha insegnato ed è questo il messaggio che vorrei lanciare ai giovani: essere padroni del proprio destino. Tiziano è stato al timone fino all’ultimo, anche durante la malattia che lo ha portato alla morte, un’esperienza che considerava un ennesimo viaggio, l’ultimo viaggio, alla ricerca di qualcosa d’ignoto e sconosciuto, ma comunque affascinante.

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LA VIA DELLE STELLE

L’era dell’Acquario: la via della mente e la via del cuore di Roberta Giurissevich (astrologa)

L’

era dell’Acquario è la fase cosmica iniziata nel secolo scorso e alla quale si associa la corrente di pensiero della cosiddetta “New Age”, che significa per l’appunto “Nuova Era”. Il concetto di era astrologica deriva dal fatto che la Terra compie in moto retrogrado il suo giro attraverso le dodici costellazioni in 25,868 anni e quindi impiega circa 2.150 anni per attraversare ciascun segno zodiacale. Queste fasi vengono definite ere astrologiche. Va precisato che la durata di ciascuna di esse può variare in rapporto alla forma delle diverse costellazioni che occupano porzioni di cielo variabili per dimensione. Il fenomeno appena descritto fa sì che nel corso dell’evoluzione umana l’era attuale sia stata preceduta da altre epoche solo che, trattandosi di moto retrogrado, le ere astrologiche vanno a ritroso. L’era precedente a quella attuale è stato quella dei Pesci, il cui inizio si fa coincidere con la nascita di Cristo. Il simbolo del pesce ricorre molto frequentemente nel Nuovo Testamento e ha avuto una forte influenza sull’iconografia cristiana. Le qualità predicate dalla religione cristiana ricalcano in modo preciso le caratteristiche principali del dodicesimo segno, quali ad esempio la gentilezza, la generosità, lo spirito caritatevole, quello del sacrificio e il valore del perdono. Il lato oscuro dell’era dei Pesci corrisponde alla perdita d’identità e di umanità che si verificano in fenomeni quali il fanatismo e l’integralismo religioso. Anche il culto della Vergine si può leggere in quest’ottica, essendo il segno della Vergine per polarità diametralmente opposto a quello dei Pesci e in astrologia vale la regola che ogni segno contiene in sé il proprio opposto. A precedere l’era dei Pesci vi fu quella dell’Ariete, il cui inizio anticipa di circa due mila anni la nascita di Cristo. 8

L’Ariete, segno di Fuoco, è governato da Marte, che in mitologia è il dio della guerra: il nativo dell’Ariete si contraddistingue per la sua irruenza, la tendenza alla collera e al comando, il senso d’iniziativa e lo spirito di avventura. Durante l’era dell’Ariete le caratteristiche di questo segno si sono espresse nella civiltà dell’antica Grecia, basata sul culto della guerra e sull’esaltazione dell’eroe guerriero. L’interesse per l’arte e la propensione estetica che hanno contraddistinto questa cultura rispecchiano invece le caratteristiche del segno polare a quello dell’Ariete, vale a dire la Bilancia, governato da Venere, che in mitologia era appunto la dea della bellezza. Il settimo segno è quello che più di ogni altro ricerca l’equilibrio ed esprime bellezza e armonia. Procedendo a ritroso vi fu l’era del Toro, segno femminile di Terra, simbolo dell’operosità e della concretezza e a sua volta governato da Venere, dunque anch’esso associato all’arte e alla bellezza, che si ritrovano pienamente espresse nelle splendide

opere colossali edificate dalle civiltà fiorite tra il 4000 e il 2000 a.C., in primo luogo quella egizia, dove è possibile riscontrare l’influenza anche del segno opposto a quello del Toro, lo Scorpione, tradizionalmente associato alla trasformazione conseguente ai processi di morte e rinascita: è nota l’importanza conferita dagli antichi egizi al culto dei morti, alla costruzione delle tombe, ai riti e alle credenze di questo popolo connessi al concetto di vita dopo la morte. L’era dei Gemelli, immediatamente precedente, risale al 6000 a.C. Il secondo segno, governato da HermesMercurio, è collegato alla comunicazione, ai trasporti e al commercio, come il dio Mercurio presso i Romani aveva le ali ai piedi e il ruolo di messaggero. Durante quest’era vennero inventate la ruota e la scrittura. Per analogia con il segno polare dei Gemelli, il Sagittario, associato ai viaggi e alla conoscenza: sembra che proprio in questa era l’uomo abbia iniziato i suoi primi spostamenti, abbandonando le sedi stanziali


per dare sfogo alla propria sete di scoperte, creando così le prime forme di commercio. A ritroso intorno all’8000 a.C. vi fu l’era del Cancro, segno tradizionalmente legato alla casa e alla famiglia e governato dalla Luna, simbolo della madre e associato alla maternità. Questa fu l’era del matriarcato, durante la quale l’uomo iniziò a costruire la proprie abitazioni; una delle figure chiave di questo periodo giunta fino a noi sotto forma di statue e incisioni ritrae la Grande Madre, emblema di fertilità. L’ultima era nella quale è possibile addentrarsi e della quale esista testimonianza è quella del Leone, segno polare dell’Acquario, collegato alla creatività e all’arte, in particolare alla pittura. Di questa fase si conservano resti di pitture rupestri. Come influsso del segno opposto, l’Acquario, associato all’inventiva e all’abilità tecnica, all’era del Leone si attribuiscono anche l’invenzione e l’utilizzo di strumenti e utensili da parte dell’uomo preistorico. E’ difficile fissare una data di inizio dell’era astrologica in corso e le ipotesi a riguardo sono molteplici. Uno stadio significativo al quale è possibile fare riferimento sono gli anni ’60 con la loro ondata rivoluzionaria, il 1960 fu anche l’anno di produzione del famoso musical “Hair”, nel quale si celebrava “l’alba dell’era dell’Acquario”.

un pensatore originale, con tratti geniali, ha un carattere indipendente, che dimostra tuttavia uno spiccato interesse per il sociale, nei rapporti è fedele e onesto, anche se il prevalere della componente mentale può indurlo all’indifferenza e l’eccessivo distacco può persino sfociare in crudeltà. A livello collettivo l’Acquario corrisponde alle associazioni, all’amicizia, all’amore transpersonale, alla comunicazione rapida quale quella che si sviluppa oggi attraverso l’utilizzo di alte tecnologie. Nell’undicesimo segno il celebre studioso Dane Rudhyar colloca lo “sviluppo costruttivo dello stato e della civiltà attraverso invenzioni, miglioramenti nella società e l’esaltazione di speciali virtù sociali”. Dato che ogni era manifesta le peculiarità della costellazione corrispondente, tra le caratteristiche principali dell’Acqua-

rio, che si riverberano nel nostro tempo, vi sono i principi di democrazia, solidarietà, umanitarismo, fratellanza, rispetto per l’ambiente, progresso tecnologico e rivolte reali quali quelle cui assistiamo in questi mesi e “astratte”, come la rivoluzione tecnologica di Internet e che, proprio negli attuali movimenti rivoluzionari, ha permesso la comunicazione e l’aggregazione tra le persone e le idee. La tendenza al crollo di sistemi politici e religiosi ormai logori e arretrati per lasciare spazio a esigenze più in linea con i tempi si configura nella logica del segno dell’Acquario, simbolo per eccellenza di ribellione e d’avanguardia. Anche l’interesse per le dottrine e le “terapie complementari” e il rispetto per l’ambiente fanno parte delle caratteristiche dell’undicesimo segno che è naturalmente sintonizzato su tutto quanto è “nuovo”, ispirato da alti ideali e fuori dagli schemi tradizionali. E’ interessante osservare come nell’era attuale la storia umana abbia compiuto a ritroso mezzo giro della ruota zodiacale, quasi a indicare che il nostro compito oggi consiste nel trovare il punto d’incontro delle due polarità e dunque nel saper bilanciare l’individualismo tipico dell’undicesimo segno con la coscienza collettiva, la componente razionale con quella istintiva, la via della mente con la via del cuore.

Il simbolismo del segno dell’Acquario mostra il portatore d’acqua, una figura umana che, da un’urna, versa acqua sulla Terra, un’acqua che rappresenta da un lato nutrimento di carattere spirituale, poiché scende dall’alto, dall’altro capacità di rinnovamento della natura e della vita. Il simbolo grafico dell’Acquario raffigura due onde sovrapposte, intese come vibrazioni energetiche, simili alla corrente elettrica, alle onde radio e ai raggi X. Il segno dell’Acquario è simbolicamente collegato con la tematica del cambiamento, della liberazione e dell’esplosione di energia. Sul piano individuale l’Acquario rappresenta l’intelletto superiore, l’intuizione, l’idealismo, la ricerca del progresso, la curiosità, la capacità di assimilare vaste conoscenze, di concepire nuove teorie e di effettuare scoperte, l’interesse per lo spazio, le concezioni utopiche e le teorie umanitarie. Nel nativo di questo segno predomina il piano cerebrale, è 9


LA VIA DELLA SCIENZA

I benefici della corretta esposizione al sole di Cristiana Scoppetta (sociologa, analista bio-energetica)

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a decenni ormai, con l’arrivo della stagione calda veniamo informati che i raggi ultravioletti (UV) del sole possono essere un danno per la nostra pelle. Non dimentichiamo però che il sole è un elemento fondamentale per poter sopravvivere su questo pianeta e come tale, seguendo alcune regole, è possibile ricevere benefici dai suoi raggi UV in modo diretto ed indiretto: aumento della densità ossea, miglioramento dell’umore, cura di alcune patologie dermatologiche come ad esempio la psoriasi, riduzione del rischio di alcuni tipi di tumore. Innanzitutto il sole è un antidepressivo naturale poiché attraverso la pelle i suoi raggi stimolano le endorfine, utili contro l’apatia. Durante l’esposizione si ha l’aumento della serotonina, un neurotrasmettitore monoaminico sintetizzato dal sistema nervoso centrale, elemento fondamentale coinvolto nella regolazione dell’umore. E’ stato dimostrato che da una corretta esposizione al sole si ottiene uno stato di benessere psicofisico generalizzato attraverso il rilassamento ed il rinvigorimento che la serotonina stimola. In base a questo principio sono state create le cosiddette lampade da light-therapy per aumentare la produzione della serotonina e la prevenzione delle depressioni. Sono delle potenti lampade a luce bianca, e non gialla come la luce emessa dalle comune lampadine o neon, full spectrum, ossia un fascio luminoso percepito bianco ma che rispecchia le caratteristiche della luce del sole: contiene le onde dei sette colori dello spettro ma senza raggi UV ed infrarossi. Esistono centri 10

specializzati dove effettuare il ciclo di cura, ma è possibile acquistarle per un uso a domicilio, efficaci ovviamente solo se rispettati i tempi d’esposizione come da manuale fornito dai produttori. La luce artificiale non full spectrum non sostituisce quella naturale, anzi diminuisce le difese immunitarie, favorisce le infezioni e aumenta depressione e stanchezza. I benefici dell’espo-

sizione al sole, se fatta nelle ore mattutine e con l’uso di una crema protettiva adeguata che va scelta in base al colore dei capelli, al tipo di pelle, alla stagione, al luogo ed all’altitudine sono molteplici, primo fra tutti quello di stimolare l’organismo nella produzione della vitamina D, fondamentale per fissare il calcio. Il sistema immunitario si rafforza ed aiuta l’organismo a reagire meglio alle influenze ed alle infezioni batteriche nei mesi invernali. I raggi infrarossi contenuti nella luce del sole distruggono i batteri nocivi, prevenendo e riducendo i dolori da osteoporosi, ed hanno la capacità di aumentare la temperatura corporea e quindi di favorire la riduzione dei grassi localizzati sottocutanei e di aumentare il metabo-


lismo. Sono però dannosi per chi soffre di vene varicose o fragilità capillare: per ovviare a questo inconveniente e non rinunciare agli altri benefici è possibile coprire le parti a maggior rischio di sofferenza venosa. I raggi ultravioletti stimolano la produzione di melanina: una sostanza di colore bruno che ha la peculiarità di assorbire i raggi in questione, producendo quella che noi percepiamo sul nostro corpo come abbronzatura. Se l’esposizione è troppo forte rispetto i tempi di reazione della melanina, la pelle si difende nel frattempo con un eritema solare che scomparirà appena si forma l’abbronzatura. L’uso spropositato degli occhiali da sole riduce la quantità dei raggi solari che raggiungono la retina arrestando la produzione della melatonina, causando una maggiore predisposizione al melanoma. Per questo la protezione degli occhi dovrebbe avvenire solo nelle ore più calde della giornata e non per tutta la stagione calda.

I raggi solari, inoltre, riducono la carie e prevengono il colesterolo, come è stato dimostrato da uno studio condotto dal professor Altschul dal quale risulta che nel 97% dei casi presi a campione è avvenuta una riduzione della colesterolemia del 13% dopo una sola esposizione di due ore. Il sole agisce positivamente sul jet lag, ossia su tutti i disturbi causati dal cambio veloce del fuso orario che capitano in chi usa l’aereo come mezzo di trasporto ma è anche un ricostituente naturale poiché regola le funzioni di sonno-veglia e quindi il sistema neuro vegetativo, migliorando l’appetito e la qualità del sonno; è utile dunque a chi lavora con i turni giorno e notte, contiene gli attacchi di fame in soggetti bulimici e modera i disturbi della “Sindrome delle abbuffate notturne”. Le ore migliori nel periodo estivo per esporsi al sole sono quelle del mattino fino alle 11.30 ed al pomeriggio dopo le 17, sempre ungendosi con una crema solare protettiva idonea, e non dimenticando la crema “dopo sole”,

indispensabile alla reidratazione della pelle, senza la quale si ha come effetto collaterale diretto la perdita dell’elasticità e l’invecchiamento dei tessuti a causa della formazione dei radicali liberi. E’ bene sapere che nei giorni di tempo nuvoloso il sole scotta meno ma i raggi oltrepassano le nuvole come se fosse sereno. Chi si espone al sole deve farlo con tempi e modi corretti, cioè compatibili alla propria età, alle proprie caratteristiche della pelle, al proprio stato fisico ed all’eventuale assunzione di farmaci specifici. Anche la scelta del luogo è fondamentale per ottenere il giusto effetto psico-fisico. Il mare è sconsigliato a chi presenta una personalità nervosa ed agitata, ma adatto a chi deve dimagrire, eliminare la ritenzione idrica o lì dove esiste la necessità di reagire all’apatia. La montagna ed il lago sono i luoghi più idonei per chi ha bisogno di rilassarsi, tranquillizzarsi e combattere l’ansia.

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LA VIA INTERIORE

I Tarocchi come cammino iniziatico di Anna De Lucia (terapeuta olistica, specialista in tarocchi)

Alcuni brevi cenni storici I Tarocchi si possono anche considerare come un libro; infatti, nell’antichità, furono indicati con il nome “Il Libro di Thot”: composto da 78 fogli, suddivisi in Arcani Maggiori e Minori. La loro origine si perde nel tempo: alcuni ne attribuiscono la nascita ad Enoc il profeta, altri ad Ermete Trismegisto, in seguito identificato come il cosiddetto “dio Toth” del Libro di cui sopra. In sintesi, si tratta di un’opera nella quale confluiscono conoscenze dei più svariati rami del sapere: all’astrologia, all’alchimia, dalla scienza della Kabala e dei Numeri, fino ad includere simboli

che, pare, derivino dalla favolosa terra di Atlantide, dai geroglifici egiziani, da svariati studi di filosofi, teosofi, ermetici, gnostici e mistici che si sono appassionati a questo strano “gioco” e ve ne hanno lasciato impronta. La parola Arcano, in latino, significa “segreto”. Nel Medio Evo, “Arcano” era la parola usata per indicare qualsiasi lavoro fatto dagli alchimisti e qualsiasi “rimedio” misterioso. La simbologia dei Tarocchi si basa su una teoria di pensiero per cui tutto nella Natura e nell’Universo segue leggi e disegni che possono essere rintracciati attraverso la capacità meditativa e quella di entrare in sintonia con gli “arcani”. Le figure, così colorate e ricche di fascino, rispecchierebbero, proprio, le stesse leggi che governano la Vita, e chiunque riesca a risvegliarle attraverso il proprio inconscio e la propria particolare sensibilità, dovrebbe essere in grado di “vedere” ciò che normalmente resta oscuro o incomprensibile ai più. I Tarocchi, infatti, non sono unicamente degli Archetipi, bensì i detentori di una struttura molto complessa che veicola un insegnamento preciso: le tappe di un autentico Percorso Iniziatico. Sebbene essi abbiano origine in un remoto passato, nel corso dei secoli il loro significato si è perso progressivamente, trasformando ciò che in principio era un’Opera Sacra in un gioco meramente profano; quindi, in un’epoca di accanite censure da parte della Chiesa cattolica, quale modo migliore per nascondere un insegnamento, che dalla chiesa stessa sarebbe stato, senza alcun dubbio, considerato eretico? Ovviamente rendendolo noto e divulgandolo come un semplice mazzo di carte da gioco, così da non suscitare alcun dubbio a riguardo: in fondo si trattava solamente di un mazzo di carte da gioco. È importante, quindi,

ricordare che il concetto di gioco (idea che per certi aspetti va comunque conservata) per i Tarocchi deve essere considerato semplicemente come mezzo veicolante, uno strumento, insomma, che si potrebbe definire, quasi una una Macchina Metafisica. L’inizio di un percorso I Tarocchi rivelano grandi cose, come dicono alcuni maestri: ti indicano le scorciatoie per poter scoprire rapidamente i nostri blocchi, le nostre potenzialità e le trappole, per poter avere la giusta azione e la voglia di trasformarle e potenziare ciò che dev’essere migliorato, se lo si vuole e se questo rappresenta la nostra volontà. Iniziamo a parlare del MAGO (conosciuto anche come Il Bagatto), la carta numero 1 dei Tarocchi; la carta in cui tutto ha inizio, che dà il via alla volontà, all’iniziativa di fare il primo passo, ma questo passo dipende solo da noi, dalla nostra volontà e da quanto ci rendiamo disponibili ad accettare la prima regola dell’autoconoscenza: “Siamo i responsabili della nostra vita, di quello che ci succede, di qualunque cosa si tratti”. Se non si è capaci di accettare almeno quest’idea, qualunque tentativo di cambiamento o di trasformazione risulta molto difficile, perché ci metteremo sempre nelle mani degli altri, siano essi eventi o persone, diventando noi le vittime, sempre alla ricerca di un colpevole per i nostri fallimenti e delusioni. E’ importante capire, quindi, che siamo noi i creatori della nostra vita, sia a livello conscio sia a livello inconscio; ciò ci premette di guardarci dentro e valutare quello che stiamo facendo della nostra vita; come un pittore mentre dipinge la sua opera e che, a volte, o quasi sempre, si stacca dalla sua opera e la osserva men-


tre la sta creando in modo tale che, se non gli piace o se manca qualche cosa, interferisce direttamente sul quadro, trasformandolo. Siamo un dipinto che ognuno di noi sta dsegnando, siamo noi stessi i co-creatori della nostra opera e, quindi, dobbiamo stare attenti, vigili, e non dobbiamo aver paura di vedere e creare ciò che vogliamo nel più profondo di noi stessi, nella nostra anima. Riprendendo quanto già detto anteriormente, riguardo alla storia dei Tarocchi: “i Tarocchi, quindi, non sono unicamente degli Archetipi, bensì risultano essere i detentori di una struttura molto complessa che veicola un insegnamento preciso: le tappe di un autentico Percorso Iniziatico”. Uno schema grazie al quale, finalmente, riusciremo a dare un senso compiuto a quest’opera. In questo percorso si arriva fino alla carta dell’UNIVERSO, in cui un ciclo si conclude per, automaticamente, iniziarne un altro, dove niente arriva a un fine, ma si ha una constante trasformazione nel nostro processo evolutivo. Il Mondo/Universo, la carta numero 21, può essere ridotta a 20 + 1, il numero che rappresenta la Rinascita, la resurrezione, il GIUDIZIO, l’Eone (l’Arcano 20), con la sua promessa di liberazione e di chiamata vocazionale, perché le cose si realizzino con la destrezza, l’entusiasmo e l’abilità del Mago (Arcano 1), fino alla concretizzazione di ciò che si è immaginato, ideato. Vi ritroveremo anche il senso di vittoria massima tramite la libertà spirituale, annunciata dall’Arcano 7, il CARRO (il Carro: 3x7 = 21 ). Eccoci all’arrivo, alla destinazione che ci eravamo proposti: il raggiungimento del successo voluto. E’ proprio così: il Mondo non è altro che la somma di tutti i passi che facciamo, delle azioni che intraprendiamo ed anche di quelle che non facciamo, alla ricerca della felicità, dell’unione definitiva tra la

mente risvegliata ed il subconscio, del perdono concesso, anche a noi stessi, e dell’amore e compassione che siamo in grado di distribuire. Le nostre paure, gli istinti domati dalla volontà e la saggezza acquisita a furia di immersioni in cerca di noi stessi, della nostra vera anima di quello che siamo e di come possiamo usare al meglio tutto ciò, per il bene nostro ed altrui. Vivere questo Arcano vuol dire essere coscienti che, oltre ad essere l’ultima carta dei Tarocchi, esso non rappresenta una fine in se stesso. Questo non è altro che il gradino da utilizzare per elevarci ulteriormente e ricominciare, nuovamente, ad essere speranzosi, innocenti, impetuosi, infantili, onesti con noi stessi e con il giorno a venire. L’interminabile giorno del Matto L’Arcano del MATTO può essere riferito al cosiddetto “viaggio dell’eroe”: l’Arcano XXI, il Mondo, rappresenta l’apice del processo di esperienze vissute nel suo cammino verso l’illuminazione. Istintivamente è a conoscenza del fatto che molti saranno i gradini da salire, così come molte le strade da scegliere e da percorrere, con le sorprese e gli insegnamenti che lo attenderanno, passo dopo passo: tutto non sarà altro che una sua scelta. Il Matto è l’eterno apprendista. Il camminatore che percorre i sentieri in cerca di risposte che, a volte, non ha neppure formulato razionalmente: questo gli serve per conoscersi come essere umano e come spirito, per trovare il proprio posto nell’Universo.

Una fiaba simbolica Pensiamo alla storia di PINOCCHIO: il pupazzo di legno costruito da un artigiano, mastro Geppetto (il Mago, il padre spirituale) per avere qualcuno che gli facesse compagnia come fosse un figlio, all’oscuro del fatto che l’albero da cui proveniva il legno era magico. Mentre il sogno di questa creatura di legno (un elemento naturale, simbolizzato dal fuoco) era quello di diventare umano (avere cioè uno spirito e raggiungere la quintessenza). La mistica Fata Turchina (la Stella negli Arcani) appare al burattino e lo avverte che, se si comporterà bene (se sarà in grado di dominare gli istinti primitivi, pronto ad imparare le regole e le virtù dell’umana convivenza), lei gli farà la concessione di un’anima. Affinché questo processo di apprendistato umano venga facilitato ed egli possa sempre percorrere le strade migliori (cioè fare uso del suo libero arbitrio), la Fata gli presenta il Grillo Parlante (l’intuizione) avvisandolo che, ad ogni scivolone, ad ogni errore commesso, ad ogni scelta sbagliata, ad ogni bugia, il suo naso inizierà a crescere (il senso di colpa, la perdita dell’armonia interna - il naso corrisponde alla respirazione e l’aria è la vita stessa, fondamentale alla sopravvivenza degli esseri umani). Pinocchio, però, rifiutandosi di udire la voce della sua coscienza, (il Grillo Parlante) che lo avverte sempre degli errori, facendo sforzi enormi per allontanarlo dai pericoli, si renderà partecipe di ogni tipo di pasticcio, in compagnia di individui sospetti, dai quali viene sfruttato, usato, umiliato e rifiutato. Egli, attraverso il suo modo di operare, dimostra di essere un grande egoista (il lato ombra, l’Imperatrice negli Arcani), un gretto individuo (il lato ombra dell’Imperatore), aggressivo (il lato ombra della Forza), indolente (il 13


LA VIA INTERIORE

lato ombra del Mago), insensibile (il lato ombra della Sacerdotessa), testardo (il lato ombra della Temperanza), stupido (il lato ombra dello Ierofante), irresponsabile (il lato ombra del Carro), malizioso (il lato ombra del Diavolo), autocommiserante (il lato ombra dell’Appeso). La Fata quindi lo castiga (la carta della Torre), trasformandolo in un albero, facendo in modo che cada dall’alto del suo orgoglio mettendo i piedi per terra, per poi venire tagliato e venduto da un taglialegna (la Morte). Le esperienze vissute tramite le scelte sbagliate, quando gli vengono concesse delle buone opportunità, gli servono quale necessaria lezione evolutiva. Dallo stato primario, ricco in potenziale, pieno di fuoco creativo, Pinocchio impara a canalizzare quest’energia 14

potente ottenendo la saggezza necessaria e l’elevazione spirituale (il Giudizio) che caratterizzano la specie umana. Alla fine della storia, la Fata Turchina lo trasformerà in un bambino vero (il Mondo). La storia di Pinocchio non è altro che uno dei tanti esempi di quello che si definisce come “il viaggio dell’eroe”, ovvero l’evoluzione dello spirito bambino presente in tutti noi e capace di giocare, pieno di vitalità e vivacità. Rappresenta il lato infantile, spontaneo, creativamente primitivo, sensuale e gioviale. Un tipo di energia che si manifesta in modo irriverente, anarchico, spesso amorale, che distrugge gli schemi e non conosce limiti. Il desiderio che i bambini hanno di sperimentare e fare di tutto, anche e soprattutto quello che viene vietato o proibito, avendo come base

d’appoggio l’enorme immaginazione che suggerisce le bugie da raccontare per svincolarsi dalle situazioni incresciose. A ciò, in genere, si dà il nome di “mascalzonaggine” o di “irresponsabilità”. Senza voler, in alcun modo, ferire la sensibilità religiosa di alcuno, si può ricordare di quel passo della Bibbia in cui si narra di Gesù ragazzino, che fugge dai genitori facendoli preoccupare e, solo più tardi, viene da loro ritrovato a parlare con i maestri ed i sacerdoti del tempio. Non potremmo forse riferirci anche a questo episodio come “cose da ragazzini”? RESPONSABILITÀ: “Sii pronto a prenderti la responsabilità dell tua allegria, della tua negatività, positività, dell’inferno e del paradiso. Quando questa responsabilità è capita ed accettata, i cambiamenti incominciano ad avvenire. Sii aperto alle nuove opprtunità”. Osho


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BERGAMO

IMPERIA

Associazione Culturale VEGA Via della Repubblica 16, Paullo (MI). Tel. 335.7065167, vega@vega2000.it www.vega2000.it

CENTRO YOGA MANDALA Via Borgo Palazzo 3, Bergamo (BG). Tel. 035.215395, 333.4576099.

Centro Kalachakra Via Verrando 75, Bordighera (IM). Tel. 0184.252532.

Buddismo Zen Soto - Ufficio Europeo (Imamura Genshu Roshi) Via San Martino 11/C, Milano. Tel. 02.58327569.

GRUPPO ZEN BERGAMO Pratica di zazen c/o Ho Sha Do Via San Bernardino 18, Bergamo. Tel. 333.4400313, zazenbg@yahoo.it

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I LUOGhI

BRESCIA Karma Cio Ling Centro Buddhista della Via di Diamante V.le Venezia 198, Brescia. Tel. 030.301515. www.buddhism.it IKSEN Via F. Bianchi 3, Tosc. Maderno (BS). Tel 0365.641898.

COMO EDOARDO AMATO KOFLER Tel. 338.9310834. x1idea@hotmail.com www.armoniaesaggezza.com

CREMONA Istituto per l’Evoluzione Armonica dell’Uomo Via Carso 2, Cremona. Tel. 0372.433239.

PAVIA Ass. Scuola Soto Zen Centro Studi Zen Komyoji Loc. Costapelata-Fortunago Fortunago (PV). Tel. 0383.875584. ASSOCIAZIONE ZERO Associazione per il recupero e la trasmissione della tradizione interiore nello Hata Yoga. Sede sociale: via C. Marx 3, Voghera. Sedi di pratica: Pavia e Voghera. Tel. 328.4833411.

VARESE Associazione Maggio Via Sanvito Silvestro 40, Varese. Tel. 0332.235555.

VENETO PADOVA ASSOCIAZIONI PROGETTO BENESSERE Viale Stazione 134, Montegrotto Terme (PD) Tel. 049.8910706 - 335.6745856 www.associazioniprogettobenessere.it www.gioiabertha.it

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Centro Tara Cittamani Via Lussemburgo 4, Padova. Tel. 049.8705657. Centro Studi Syn per l’Educazione Biocentrica Via Chiesanuova 242/B, Padova. Tel. 049.8979333, assocsyn@tin.it Erboristeria VERDEACQUA Dott.ssa Marinella Camera Iridologia, Naturopatia, Fiori Di Bach, Alimenti, Intolleranze Alimentari, Bio-Oggettistica, Cosmesi Naturale. Via Scapacchiò 32B 35030 Selvazzano Dentro (PD) Tel. 049.8056956, cell. 348.4417556 www.verdeacquaerboristeria.com info@verdeacquaerboristeria.com SCUOLA MEKONG Ayurveda e Massaggi Orientali Via Monte Cengio 26 B, Padova. Tel. 049.8716235 www.mekong.it

TREVISO ASSOCIAZIONE LE QUERCE BIANChE Via Toti dal Monte - Cal del Bosco Barbisano di Pieve di Soligo (TV) Tel. 0438.987178, info@lequercebianche.org Fabio: 347.6202071, fabio@lequercebianche.org ISTITUTO OLISTICO Via Savallon 15, Anzano di Cappella Maggiore (TV). Tel. 0438.941457, info@istitutolistico.it www.istitutolistico.it ASSOCIAZIONE CULTURALE NAShIRA Discipline bio naturali dal 1990 Shiatsu, Yoga, Fiori di Bach Via Cavour int. 34/C, Conegliano (TV). Tel./Fax 0438.22530, cell. 346.0346404 centro.nashira@libero.it SCUOLA KINERGIA Via Malan 59/2, Borso del Grappa (TV). Tel. 0423.910304, cell. 349.8834096. www.kinesiologiaviva.it info@kinesiologiaviva.it

VENEZIA CENTRO YOGA DhARMA Via Napoli 52, Mestre (VE). Tel. 041.5311954. www.yogadharmamestre.it info@yogadharmamestre.it METODO CALLIGARIS Ass. culturale “STELLA POLARE 999” Via Val Pusteria 9, San Donà di Piave (VE). Cell. 348.3027711, info@metodocalligaris.org www.metodocalligaris.org ASS. ENERGY DARShAN OShO YATRILAND VENEZIA Via Alberoni 41, Lido di Venezia (VE). Tel. 041.5261853, 339.1199317, info@oshoyatrilandvenezia.com www.oshoyatrilandvenezia.com ASSOCIAZIONE CULTURALE MAYA Salute e benessere per il corpo e lo spirito. Corsi di Formazione. Seminari. Consulenze individuali Vicolo San Francesco d’Assisi 1 31032 Casale sul Sile (TV) (presso Hotel Claudia Augusta) Tel. 335.8752254, beppe.maya@libero.it UShIDA REIKI CLINIC Tel. 347 5386600 ushida@centrostudiobioenergie.it

VERONA Centro Ming Men Corte Convento 28, San Michele ex. (VR). Tel. 045.8921109, www.centromingmen.com Centro Studi e Meditazione Buddista Karma Tegsum Tasci Ling Contrada Morago 6, Mizzole - Cancello (VR). Tel. 045.988164.

VICENZA Centro Studi Syn per l’Educazione Biocentrica Via Villa Glori 22, Vicenza. Tel. 0444.922682, assocsyn@tin.it ERBERIA Prodotti eroboristici selezionati. C.so SS. Felice e Fortunato 5, Vicenza. Tel 0444.322814.


TRENTINO ALTO-ADIGE BOLZANO CreativEvolution - Walter Sebastiani Frazione Albes 50, Bressanone (BZ). Per informazioni: tel. 0472.851163. ELEONORA BRUGGER & PAUL KIRChER S. Pietro Mezzomonte 40, Velturno (BZ) Tel. 0472 802228 info@eleonorapaul.com www.eleonorapaul.com

TRENTO ASSOCIAZIONE PRANIC hEALING Trentino Alto Adige Via Perini 43, Trento. Tel 328 7065165, cell. 348 2399999. ASSOCIAZIONE SAMTEN ChÖLING ONLUS L’isola del Dharma per gli esseri di buon cuore. Centro Buddhista nelle 10 Direzioni Corso Alpini 4, Trento. Tel e Fax 0461.038510, cell. 348.2601969 www.samtencholing.eu info@samtencholing.eu

CENTRO KUShI LING Centro di meditazione residenziale, organizza ritiri di gruppo e individuali Laghel 19, Arco (TN), Tel. 347.2113471 www.kushi-ling.com Centro Vajrapani P. S. Giuseppe 5, Bosentino (TN). Tel. 0461.848153, www.vajrapani.it

FRIULI VENEZIA GIULIA TRIESTE CRANIO SACRALE Metodo Upledger Piazza S. Antonio Nuovo 6, Trieste. Tel. 040.3476191. www.accademiacraniosacrale.it Associazione Culturale e Sportiva ALMA PSICOCORPOREA Via Tor San Piero 16/A, Trieste. Tel. 040.412304, www.psicocorporea.it

CASA DI SALUTE RAPhAEL Piazza De Giovanni, Roncegno (TN). Tel. 0461.772000, mail.info@casaraphael.com www.casaraphael.com

JING TAO® Essenza in movimento di Sonia Rizzi fondatrice ed ideatrice del metodo. Tel. 338.7592945 www.jingtao.it info@jingtao.it

CENTRO STUDI E RICERCHE OLISTICHE di Maurizio Battistella Shiatsu, Kinesiologia, Reiki ed altro ancora. Via Palestrina 8, Trieste. Cell. 338.7592945. www.riversintooceans.it www.inochi.it - bat@riversintooceans.it

Ass. Culturale INFINITA ESSENZA DELL’AMORE Via Mazzini 30, Trieste. Cell. 347/1404116 (Ylenia Harrison) Cell. 328/2160210 (Paola Bernetti) www.infinitaessenzadellamore.it A.s.d. YOGA JAY MA Via A. Emo 2, Trieste. Cell. 347 8461831, vie.vanna@yahoo.it AYURVEDA E BENESSERE Trattamenti e Massaggi Ayurvedici. Massaggi per gestanti, Yoga, seminari di massaggio ed aromaterapia. Via Milano 18, Trieste. Si riceve per appuntamento: Cristiana Simoni, cell. 347.0354846

BUQI INSTITUTE TRIESTE Discipline praticate: Taijiwuxigong, Taiji37, Massaggio Buqi, Meditazione. Via Del Veltro 43,Trieste. Tel. 340.6535664, www.buqi.net CENTRO BUDDISTA TIBETANO SAKYA KUNGA ChOLING Corsi gratuiti di introduzione al buddhismo tibetano e programmi di adozione a distanza. Via Marconi 34, Trieste. Tel. 040.571048, www.sakyatrieste.it sakyatrieste@libero.it

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I LUOGhI

NEW AGE CENTER Via Nordio 4/C, Trieste. Tel 040.3721479, www.newagecenter.it

DOTT.SSA DONATELLA DE COLLE PSICOLOGA, MUSICOTERAPEUTA, OPERATORE OLISTICO Riceve per appuntamento in Viale XX Settembre 24 a Trieste, presso lo studio Therapeia, cell. 331.9077565

www. doamisol.it

“La malattia è il segnale che l’anima ci dà sul fatto che non siamo in risonanza con la nostra missione di vita. Con fiducia, puoi comprendere anche tu quale sia la tua strada”

LAM - Il Sentiero Piazza Benco 4, Trieste. Tel. 040.0642281, cell. 328.5629546 lamilsentiero@gmail.com

SINERGIE Centro Shiatsu, CranioSacrale, movimento e tecniche posturali. Via Lazzaretto Vecchio 9, Trieste. Tel. 339.1998074, 040.631398, gianspes@libero.it STUDIO MAGIKA - GYROTONIC Via del Monte 7, Trieste. Tel. 040.3480797, www.magikasudio.com Ass. Int.le SWAMATEh® a.s.d. Tel. 040.350114, 333.7229821. A Trieste. www.swamateh.org INSTITUTE OF YOGIC CULTURE Via San Francesco 34, Trieste. Tel. 040.635718 (segr. tel. 24 h.), yogaway@tin.it JOYTINAT YOGA AYURVEDA “Scuola ayurveda massaggi, yoga, trattamenti.” Via Felice Venezian 20, Trieste Tel./Fax 040.3220384 Cell. 339.1293329 www.joytinat-trieste.org info@joytinat-trieste.org

Centro Benessere Ass. Regionale Cranio Sacrale Metodo Biodinamico Dott.ssa Leonarda Majaron

AYURVEDA di Tiziana Roselli

ATTIVITà Corsi di formazione

Cranio Sacrale Integrato metodo biodinamico con riconoscimento A.CS.I. (Ass. Cranio Sacrale Italia)

TRATTAMENTI

...cervicale, emicrania, mal di schiena, ansia, depressione, insonnia, colite, allergie... sono solo alcuni dei disturbi che possono essere dolcemente risolti con l’applicazione dei metodi: Cranio sacrale integrato, Cromopuntura, Fiori di Bach, Dieta psicosomatica, Test Intolleranze Alimentari

Trattamenti personalizzati su valutazione dei Dosha e della Tipologia della persona. Trattamenti con oli erborizzati, Shirodara e Swedana. Si riceve su appuntamento. Corso Italia 7, Trieste. Tel. 040.3721824 cell. 329.8423544

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Per informazioni: cell. 329.8423544


I LUOGhI

DOTT. SSA LAURA MULLICH PSICOTERAPEUTA AD ORIENTAMENTO PSICOANALITICO Interventi di: psicoterapia individuale, familiare, di gruppo, consulenza tecnica in cause civili e penali, mediazione familiare, terapia dei disordini alimentari. Presso: Studio Therapeia Viale XX Settembre 22 a Trieste. Tel./fax 040.9880619 laura.mullich@hotmail.it www.obiettivopsicoanalisi.wordpress.com

GORIZIA ASSOCIAZIONE SATYA Corsi di Yoga e QiGong Presso Palestra Spazio, Lucinico. Via Arcadi 4/B, Gorizia. Tel. 0481.32990. Emporio Erboristico “IL FIORE DELL’ARTE” Via G. Carducci 21, Ronchi dei Leg. (GO). Tel. 0481.475545.

UDINE ASPIC UDINE Via F. Dormish 7, Udine. Tel. 0432.547168. BIODANZA Corso settimanale per principianti aperto a tutti. A Collalto di Tarcento (UD). Giovanni Ceschia, cell. 349.3314962, Centro “ES”, tel. 0432.791619, 339.8907819. IL CENTRO DEL CUORE Associazione di promozione sociale Via Leonacco 19, Udine. Tel. 0432.482215, 320.3265696, info@ilcentrodelcuore.it www.ilcentrodelcuore.it

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IL CENTRO DI INTEGRAZIONE Associazione culturale per lo sviluppo integrato dell’essere. Via Stiria 36/A, Udine. Tel. 0432.602530, info@centrodintegrazione.it CENTRO RAShMI AYURVEDA YOGA Massaggi Abyangam Trattamenti Ayurvedici e Reiki Via Roma 50, 33010 Magnano in Riviera (UD). Tel. 0432.782063, cell. 328.3919462, centro.rashmi@yahoo.it http://sites.google.com/site/centrorashmi/ C.Y. SURYA UDINE Scuola Yoga Ayurveda Corsi di Massaggio Abhyangam c/o Centro Rashmi Discipline Olistiche Via Brenari 10, Udine. Tel. 0432.1721329, cell. 333.7048880 marina_centro.rashmi@yahoo.it http://www.cysurya.milano.it/udine.html

DEBORA SBAIZ Master in Danza/Movimento Terapia e Professional Counselor. Udine, Portogruaro e Lignano. Tel. 0431.422147 www.deborasbaiz.it info@deborasbaiz.it EQUILEARNING di Sonia Struggia Horse Assisted Education Via Cortona 17, Fiumicello (UD). Tel. 0431.91437, Cell. 335.6816129 www.equilearning.it sonia.struggia@equilearning.it ESPRESSIONESEGNO della Prof.ssa Erika Celotti, Arteterapeuta Membro dell’Assoc. Prof.le Italiana Arteterapeuti® Iscrizione Registro n°120/2003 P.IVA 02357220306 Viale Tricesimo 101/A - int. 5, Udine. Riceve per app. cell. 338. 3344705 info@espressionesegno.it www.espressionesegno.it


COME NASCE UN CERVELLO L’EDIZIONE ORIGINALE INTEGRALE TRADOTTA PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIANO DEL LIBRO

“A BRAIN IS BORN” di John Upledger

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I LUOGhI

EMPORIO BIOEDILE Strada Prati S. Martino 2, Remanzacco (UD). Tel. 0432.648002, www.emporiobioedile.it Dott. GERMANA PONTE Trainer di Focusing, riconosciuta dal Focusing Institute di NewYork Cell. 338.7812626, germana.ponte@libero.it www.focusing-consapevolezza.org ThE EXPRESSIVE hEALING ARTS STUDIO Counseling a mediazione artistica, arteterapia, ricerca interiore. Corsi e sessioni individuali. A Udine. Cell. 340.3706330 mariacanci@interfree.it

CENTRO DI SALUTE INTEGRATA

DOTT. GIANLUIGI GIACCONI Psicologo e Naturopata Medicina Naturale Psicologia Integrativa Attività educative e terapeutiche per famiglie, bambini e ragazzi

IL FORNO ARCANO Via del Cristo 8, Rive d’Arcano (UD). Tel. 0432.809348, forno.arcano@libero.it

CENTRO DI SALUTE INTEGRATA del Dott. Gianluigi Giacconi Via Stiria 36A, Udine. Tel. 0432.602530 www.centrodisaluteintegrata.com gianluigigiacconi@centrodisaluteintegrata.com

GRUPPO ZEN UDINE Via Cormor Alto 218, Udine. Ogni mercoledì alle 21.00 appuntamento di meditazione Za-Zen. Per informazioni: Maurizio KoGyo Florissi, cell. 348.3071667.

Dr. CRISTIANA SCOPPETTA Sociologa, Analista BioEnergetica Via XXIV Maggio, 21 Cervignano del Fr. (UD), Tel. 349.8606782 www.cristianascoppetta.it taodao@libero.it

TECNIChE ARTI ORIENTALI asd

Tecniche e pratiche dell a tradizione cinese per vivere meglio Via Cormor Alto 218, Udine. Mario Antoldi: 338.5074523, www.t-a-o.it info@t-a-o.it

PORDENONE Ass. IL SOFFIO - Scuola di Shiatsu Via Rotate 10, Pordenone. Tel. 347.5102713, 338.9075470, ilsoffio@yahoo.it ASSOCIAZIONE MIRA Corsi e seminari yoga, attività di sostegno umanitario Pordenone, Via della Ferriera 22. Tel. 347.9455220, info@associazionemira.org www.associazionemira.org

❀ FARMACI DA BANCO E OMEOPATICI ❀ ANALISI INTOLLERANZE ALIMENTARI ❀ FIORI DI BACH ❀ COSMESI NATURALE

PARAFARMACIA OMEOPATIA ERBORISTERIA Cervignano del Friuli (UD) Via Trieste, 88 Tel. 0431.33885

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❀ INTEGRATORI ALIMENTARI ❀ ERBE E TISANE ❀ ALIMENTAZIONE BIOLOGICA ❀ COMPETENZA E CORTESIA


A.P.S. CENTRO OLOS Percorsi per migliorare la qualità della vita Accademia Olistica, Massaggi, Trattamenti Olistici, Tantra. Via Oberdan 3, Pordenone. Tel. 334.9161.209 www.centrolos.it SANITARIA Del PUP Via Molinari 38/40, Pordenone. Tel. 0434. 28897.

EMILIA ROMAGNA BOLOGNA CENTRO NATURA Discipline psico-fisiche, Centro benessere, Formazione, Ristorante BioVegetariano. Via degli Albari 6, Bologna. Tel. 051. 235643, 051.223331 www.centronatura.it info@centronatura.it CENTRO STUDI CENRESIG Centro per lo studio e la meditazione Buddista Mahayana Via Meucci 4, Bologna. Telefoni: Maddalena 347.2461157, Giovanni 349.6068534. www.cenresig.org info@cenresig.org

Ass. TERRAUOMOCIELO Qi Gong e Percorsi di salute Tel. 0434.20389 (Laura Guerra), info@terrauomocielo.it www.terrauomocielo.it CENTRO MASSAGGI Corsi di massaggio. Via C. Battisti 55, Prata di Pordenone (PN). Tel. 0434.611282 Cell. 333.7466849 manucanziani@virgilio.it

CENTRO YOGA “LE VIE” Via M. D’Azeglio 35, Bologna. Tel. 051.19982056, www.yogalevie.it info@yogalevie.it Istituto himalayano di ricerca in Ayurveda Via De Leprosetti 2/A, Bologna. Tel. 051.262823, www.ayurveda.bo.it

LIBERA ACCADEMIA SCIENZE UMANE Scuola di counseling professionale accreditata Cncp Incontri di crescita e formazione in ambito umanistico e transpersonale Via Sella 31/A (lat. Via Orlando), Parma. Tel. 0521.944410, www.lasu.it www.alchimia.org Monastero Zen Fudenji Bargone 113, Salsomaggiore Terme (PR) Tel. segreteria: 0524.565667. Monastero Zen Sanbo-ji Pagazzano, loc. Pradaioli 27, Berceto (PR). Tel. 0525.60296. Associazione di promozione sociale SPAZIO ShIATSU Corsi di shiatsu professionali e amatoriali, meditazione za-zen, seminari di approfondimento. Via Dalmazia 71, Parma. Tel. 0521.533831, www.studishiatsu.it info@studishiatsu.it

MODENA CENTRO YOGA ShIVA Via Silvati 12, Modena. Tel. 059.364625, Cell. 338.5332728, yogash00@centroyogashiva.191.it www.centroyogashiva.191.it

Scuola/Fondazione Matteo Ricci Via A. Canova 13, Bologna. Tel. 051.531595, www.fondazionericci.it

CENTRO “TESIS” Centro Olistico e Culturale Sessioni individuali, Corsi e Seminari Tel. 0434.72782, Cell. 329.2399184.

SCUOLA DI YOGA CENTRO NATURA Via degli Albari 6, Bologna. Tel. 051.223331, 051.235643, sport@centronatura.it www.centronatura.it

LE NUOVE RISORGIVE Piazzale San Lorenzo 14, Pordenone. Tel. 0434.551424.

PARMA

Dott.ssa Doriana Mimma DE VIDO Naturopatia & Bilanciamento Somatico. Riceve per appuntamento a Sacile (PN): Tel. 0434.72782, Cell. 329.2399184.

Ass. NAMASTE - Parma Per la promozione e la diffusione della meditazione. Via Mascagni 25, Rivarolo di Torrile (PR). Tel. 0521.810138, cell. 335.6713405. www.oshonamaste.it maprem@libero.it

Ass. LA GROTTA DI CRISTALLO Shiatsu, Tai Ji, Danze Orientali, Voice Dialogue, Reiki, Diapason Terapia, Naturopatia, Meditazione Guidata. Fidenza (PR). Tel. 0524.84450, 0524.62315.

I dati raccolti sono stati forniti o individuati da elenchi pubblici e sono trattati in ottemperenza alla legge 675/96 con particolare riferimento agli articoli 12 e 20. Agli interessati è riconosciuta la facoltà di esercitare i diritti di cui all’art.13. Il titolare del trattamento dei dati è l’editore.

www.bioguida.com

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I LUOGhI

RIMINI Ass. Culturale MANAGER ZEN Via San Giovenale 86, Rimini. Tel. 0541.736362, www.managerzen.it

UMBRIA, MARChE, ABRUZZI ANCONA LA CITTÀ DELLA LUCE Associazione di Promozione Sociale Centro Studi Discipline Olistiche e Bionaturali. Associazione Conacreis Marche. Reiki. Ayurveda. Yoga. Costellazioni Familiari. Via Porcozzone 17, Ripe (AN). Tel. 071.7959090, www.reiki.it LAURA ELCE FABBRETTI Operatrice Reiki, iscritta al CONACREIS, trattamenti personalizzati su appuntamento A Jesi (Ancona). Tel.328.6543327 elce-laura@gmail.com info@lauraelcefabbretti.net www.lauraelcefabbretti.net

MACERATA TARA CENTER C.da Ricciola, Recanati (MC). Tel. 071.7575847, cell. 393.9755533, www.taracenter.it info@taracenter.it

PESARO

Istituto Lama Tzong Khapa Via Poggiberna, Pomaia (PI) tel. 050.685654 www.iltk.it iltk@iltk.it

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TOSCANA AREZZO AMO Accademia Massaggi Olistici ads Associazione Dilettantistica Sportiva Scuola Accreditata SIAF Via Teofilo Torri 22-28, 52100 Arezzo (AR). Responsabile: Andrea Marini: 388.9334692 www.massaggiohotstone.it andrea.marini@teletu.it

GROSSETO Comunità Dzog-Chen Merigar, Arcidosso (GR). Tel. 0564.966837.

FIRENZE Ass. Cult. “L’ALBERO DELLO YOGA “ L’associazione si occupa della diffusione dello Yoga e di alcune delle principali discipline olistiche attraverso incontri, trattamenti, corsi. Via della Libertà 61/65, Matassino Reggello (FI). Cell.333.3807726, www.lalberodelloyoga.it info@lalberodelloyoga.it Centro Terra di Unificazione Ewam Via R. Giuliani 505/A, Firenze. Tel. 055.454308. ShINNYO-JI TEMPIO ZEN FIRENZE Via Vittorio Emanuele II 171, Firenze. Tel. 339.8826023, www.zenfirenze.it

ASD LIBERA UNIVERSITÀ OKI DO MIKKYO YOGA Oki do Yoga, Meiso Shiatsu, Naturopatia Sede Legale: Via Nazionale 238/A, Colbordolo (PU) www.okido.us Sede Corso Naturopatia: Viale Monza 16, Milano c/o www.naturopatiaokido.it

SCUOLA DI AGOPUNTURA TRADIZIONALE DI FIRENZE del dott. Nello Cracolici. Via San Giusto 2, Firenze. Tel. 055.704172.

PERUGIA

ISTITUTO LAMA TZONG KhAPA Via Poggiberna 15, Pomaia (PI). Tel. 050.685654, 050.685009, info@iltk.it segreteria@iltk.it www.iltk.it

ANANDA ASSISI Via Montecchio 61, Nocera Umbra (PG). Tel. 0742.813620, www.ananda.it CASAYOG (Yogi Gyanander) Strada San Marino 21, Perugia. Tel 075.5899339, www.casayog.com

PISA

PUNDARIKA CENTRO RITIRI MEDITAZIONE Loc. Cordazingoli 18, Riparbella (PI) Tel. 0586.699077, 338.6759340 (Erica).


PRATO CRONOGENETICA di Mario e Domenica Grilli Via Compagnetto da Prato 37, Prato. Tel e fax 0574 33306 Cell. 331 9724607 prenota@cronogenetica.it www.cronogenetica.it

SIENA AGRITURISMO GLI ARCANGELI Azenda Agricola Podere Avere Azienda biologica con 5 camere con bagno, sauna, jaccuzzi, saletta meditazione, piscina all’aperto. Località Pievescola, Casole d’Elsa - Siena. Cell. 335.7072131, 338.1402493. www.gliarcangeli.com info@gliarcangeli.com

LAZIO ACCADEMIA DI YOGA Via XX Settembre 58 A, Roma. Tel. 06.4742427, accademiayoga@tiscali.it www.accademiayoga.it

AMRITA CENTRO YOGA E AYURVEDA Via C. Colombo 436, Roma. Tel. 06.5413504, 06.5081202, www.amritayoga.it ASSOCIAZIONE ERBAMOLY Centro Kundalini Yoga secondo gli insegnamenti di Yogi Bhajam Trattamenti di Sat Nam Rasayan Yoga in gravidanza. Via C. Baronio 90, Roma. Tel. 333.3236981, associazioneerbamoly@libero.it

CENTRO NIRVANA Associazione Spirituale per la Meditazione Chan e Zen Via A. Bono Cairoli 15, Roma. Tel. 338.7021800, 328.6848780, www.centronirvana.it centronirvana@libero.it

ASSOCIAZIONE ShAKTI Centro di Kundalini Yoga e Sat Nam Rasayan Via dei Brusati 30, Roma. www.kundaliniyoga.it

CENTRO YOGA ED OLISTICO VIPAShYANA Channelling, regressioni karmiche, yoga, meditazione, cristalloterapia, mass. ayurvedico, riflessologia plantare, pranoterapia, reiki. Via Venezia 48/50, Ciampino - Roma. Tel. 347.8360990 www.vipashyanayoga.com

BUPPO DOJO praticare il Buddhismo Zen Soto Via Ferento 5, Roma. Tel. 06.70032022 buppodojo@gmail.com www.buppodojo.it

Centro Olistico Take Off Via L. Perna 51, EUR-Montagnola, Roma. Tel. 06.54225603, 347.3706437. www.floriterapia.com

CEDIFLOR Centro Diffusione e Didattica Floriterapia di Bach Via R.Fauro 82, Roma. Tel. 06.8074385, 333.4243663 www.cediflor.it info@cediflor.it

CENTRO TARA BIANCA Danza Creativa, Arti Terapeutiche, Meditazione. Via Ettore Rolli 49, Roma. Tel. 06.5811678, www.centrotarabianca.it

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I LUOGhI

CENTRO ZEN ANShIN Buddhismo Zen Soto. Sotto la guida di Annamaria Gyoetsu Epifanìa e Guglielmo Doryu Cappelli. Via Ettore Rolli 49,(Stazione Trastevere), Roma Tel. 06.5811678, 328.0829035, 320.9671624, www.anshin.it guglielmo1@interfree.it

YOGA, SCIENZA E ARTE Ass. Cult. Yoga-Meditazione-Medicina integrata Viale A. Magno 192, Roma. Cell. 339 1279335 www.albertacorsiyoga.it info@albertacorsiyoga.it

Associazione Sportiva Dilettantistica DhARMA - SPORT E DISCIPLINE BIONATURALI (Coni Fijlkam Uisp) Via Cimone 12 , Roma. Tel 339.1286955 www.asddharma.ning.com asddharma@alice.it

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TAO CENTRO DI RICERCA OLISTICA c/o “CULTURA YOGA” Via Tuscolo 1, Latina. Tel. 349.5100190 - 348.0401281 www.culturayoga.it www.taocenter.org

CAMPANIA TAO - CENTRO DI RICERCA OLISTICA SCUOLA ITALIANA REIKI Via F. Cilea 91, Napoli (NA). Tel. 338.8495996 taocenter@tiscali.it www.taocenter.org

DOTT. GIOVANNI MONTANARO ODONTOIATRIA E TERAPIE NATURALI Omeopatia, Posturologia, Agopunutra, Test e rimozione dei metalli pesanti. Via A. Scarlatti 126, Napoli, Tel. 081.5786956, cell. 340.1495053 Omeo57@hotmail.it

PUGLIA Centro Buddhista della Via di Diamante Via Gaetano Postiglione 14/E, Bari. Tel 349.7751145, 368.575880, bari@diamondway-center.org

SICILIA Dott. RENATO IUDICA Rappresentanze Prodotti Naturali Via G. Arimondi 48, Palermo. Tel. 392.6893370, Cell. 347.6215339.


GLI INCONTRI

JING TAO® “Essenza in Movimento” Riconoscere lo spirito attraverso il movimento del proprio corpo

J

ed all’elasticità. Fluidità significa continuità di movimento. Il primo sistema a giovarne è quello tendineo-muscolare ed il complesso sistema delle nostre articolazioni, quelle che nelle discipline orientali sono conosciute come “i cancelli dell’Energia”. Laddove l’energia fluisce liberamente non può verificarsi alcuno squilibrio.

ING: nella Medicina Tradizionale Cinese (M.T.C.) il termine Jing viene usato per definire l’Essenza, ovvero la parte Energetica più pura e profonda, quella parte di noi che, dal momento del nostro concepimento e per tutta la durata della nostra vita, determina chi noi siamo, fisicamente ed emozionalmente. È l’energia che ci muove, ci supporta e ci “anima”. TAO: è il termine usato per indicare la “Via”, ovvero il percorso di crescita e perfezionamento che ogni essere umano può percorrere nel corso della propria esistenza su questo pianeta. Il metodo Jing Tao® può essere definito uno “Stile Interno” in quanto lavora su principi fondamentali simili al Tai Ji Quan e ad alcuni stili di Qi Gong. Nasce dall’ integrazione di varie discipline orientali con l’intento di “estrarre” i concetti fondamentali atti a promuovere e creare benessere, equilibrio, maggior consapevolezza di sé, del proprio corpo, del proprio spazio interiore, attivando il risveglio del proprio potenziale energetico, quel silenzioso e delicato movimento primordiale che muove ed anima ogni essere vivente. Attraverso la pratica del movimento circolare, fluido e consapevole si viene a crear maggior elasticità, forza e benessere in ogni sistema corporeo. Praticare il Jing Tao® rinforza i tendini, scioglie le articolazioni, migliora la circolazione sanguigna e linfatica, stimola e regola il metabolismo, rinforza il sistema immunitario, dona eleganza nella postura ed srmonia nei movimenti. L’aspetto di chi lo pratica diviene sano e gioviale, inoltre dona felicità e vigore, rilassa la mente e armonizza lo spirito. Il Jing Tao® è praticabile da tutti, ad ogni età. I principi fondamentali sui quali si basa il metodo Jing Tao® sono: Contatto = contattare il proprio corpo attraverso il dialogo interiore che nasce

nel momento in cui poniamo la nostra attenzione su ciò che succede nello spazio interiore. Concentrazione (Con-Centro–Azione) = nel porre attenzione allo spazio interiore, automaticamente si attiva quella che possiamo definire concentrazione che, nel suo significato più profondo, definisce l’azione che scaturisce dal nostro più vero centro, dalla nostra essenza. Respiro = il respiro permette l’ossigenazione del sangue e, attraverso il movimento della cassa toracica, ad ogni atto respiratorio i nostri organi interni vengono massaggiati, tonificati, rigenerati. Durante l’inspirazione portiamo dentro di noi la forza vitale, il Qi (Energia), mentre durante l’espirazione espelliamo tossine e tensioni. Il respiro è lo scambio fra il mondo esterno (rapporto con gli altri) ed il proprio mondo interiore, le nostre emozioni, i nostri affetti. Fluidità = imparando a gestire il movimento educhiamo il corpo alla fluidità ed alla continuità, portandolo all’equilibrio

Rilassamento/Immagini = ad una fase attiva segue sempre una passiva, o fase d’ascolto. E’ importante il ruolo di una guida per riportare il praticante ad un’adeguata consapevolezza del proprio corpo dopo l’esecuzione degli esercizi. Comprendere (con-prendere) cioè portare dentro in sé il beneficio dell’esercizio. Attraverso adeguate immagini mentali abituiamo il cervello a vedere, sentire, sperimentare nuovi mondi interiori, dove possiamo veramente sentirci “a casa” sempre, nel nostro corpo. Il Jing Tao® è una Disciplina Riconosciuta dallo C.S.E.N (Centro Sportivo Educativo Nazionale).

JING TAO®

Essenza in movimento di Sonia Rizzi fondatrice ed ideatrice del metodo

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GLI INCONTRI

Il Confine del Sé nella disciplina Craniosacrale di Leonarda Majaron

A

bbiamo bisogno di spazio, lo spazio è quella dimensione che avvolge e protegge il nostro essere. Spesso il nostro spazio è invaso o si riduce. Il benessere si può definire come la riconquista dello spazio necessario per una sana relazione tra l’interno e l’esterno del nostro essere. La relazione con lo spazio è un aspetto fondamentale del Metodo Craniosacrale Biodinamico, permette l’accesso alle risorse di salute presenti fin dall’esistenza embrionale. Lo spazio è quindi la qualità necessaria e fondamentale per consentire a qualunque processo di esprimersi, di prender forma e qualunque spazio per essere definito tale ha bisogno di qualcosa che lo delimita e lo definisce.

Pensiamo per esempio alla cellula, è in grado di svolgere funzioni specializzate e il suo interno è delimitato dall’esterno da una struttura chiamata membrana. Ogni nostro organo presenta uno spazio interno che seppur ben definito non impedisce di comunicare con lo spazio esterno. Il nostro corpo risulta avere uno spazio interno delimitato da quello esterno da una membrana di circa due metri quadrati di superficie chiamata pelle. Come mediatore tra l’organismo e il mondo esterno, la pelle svolge diverse funzioni: protezione, sensibilità, regolazione termica, assorbimento, difesa, offesa, attrazione sessuale... e la psiche? Lo psicanalista francese Didier Anzieu diceva che sia sul piano biologico che sul piano psichico “La membrana è la

prima invenzione della vita”, immaginando il “confine” della struttura psichica come un involucro che permette alla psiche di costituirsi in “un apparato per pensare i pensieri, per contenere gli affetti, per trasformare l’economia pulsionale”, per l’appunto attraverso la delimitazione di una superficie chiusa e la conseguente suddivisione dello spazio psichico in due porzioni: il mondo interno e il mondo esterno. La percezione del nostro confine, metafora della vita embrionale, è un elemento fondamentale della struttura psichica, che determina il rapporto con il mondo esterno e la natura della relazione delle diverse istanze del nostro mondo interiore. Se pensiamo di poter visualizzare una struttura immaginaria che ci separa da tutto il resto del mondo ecco che la rappresentazione grafica di questo con-

Corso di aggiornamento professionale Dal 23 al 25 Settembre 2011 A.N.P.C.I.-Associazione Nazionale Professionisti di Disciplina Craniosacrale Integrata Presenta in collaborazione con B.C.S. di Trieste

Il corpo tensegrito: la Tensegrità nella Relazione Come cambia il nostro modo di lavorare quando viviamo il corpo del cliente come un “tutto interconnesso”? Come cambia il nostro modo di toccare l’”altro” quando teniamo conto dello spazio che ci circonda? Tensegrità, Campo, Olografia, sono principi che stanno rivoluzionando il modo di rapportarsi con il cliente e il modo in cui lavoriamo.

Il corpo non è più statico e pesante ma un abbraccio tra struttura e legame che genera la sua plasticità. E come il corpo tensegrito è in grado di reagire, adattarsi e assecondare la realtà che lo sollecita nello stesso modo lo spirito dell’uomo è tensegrito ove la struttura sono la sua cultura, le sue convinzioni, la sua educazione e la tensione elastica il suo intuito, la sua emotività e la sua spiritualità.

Il corso si terrà presso la “Casa Igo GRUDEN” in località Aurisina - Trieste (TS) Orario: 9.30 - 13.00 e 14.30 - 18.00 (domenica il corso terminerà alle 17.00) Mappa: http://urlPass.com/baq3 - Albergo: www.agriturismiradovic.com Contattare: 345 9226622, 347 6910549

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fine ci fornisce un’ immagine di quelle che potremmo chiamare le mura perimetrali della nostra casa (casa che metaforicamente rappresenta il nostro Sé) da cui dipende lo stile di gestione di tutte le relazioni: con il mondo esterno, ossia l’altro da Sé, e con il mondo interno, ossia le proprie parti più profonde. Questa fondamentale componente della struttura psichica è stata definita “Confine del Sé”. IL TEST Il test ICoS (Indice del Confine del Sé), è uno strumento messo a punto da Loretta Sapora (psicoterapeuta specializzata in psicosomatica e psicodiagnostica) e pubblicato nel 2006; inizialmente applicato in psicologia clinica e nella ricerca, si è rivelato nel tempo decisamente utile anche in altri ambiti legati a trattamenti di tipo psicofisiologico (come la riabilitazione visiva) ed in generale a mediazione corporea. Attraverso il lavoro immaginario sul vissuto del proprio confine, il test permette di risalire al rapporto tra le diverse parti interne, e quindi allo stile di gestione del rapporto mondo interno/mondo esterno (evidenziando la qualità delle relazioni significative). La somministrazione del test il “Confine del Sé” nelle sessioni di craniosacrale ha dato molte soddisfazioni. Si è notato che invitare le persone a visualizzare una struttura immaginaria, che identifica il proprio modo di relazionarsi a persone e cose, le aiuta ad avere più consapevolezza dello schema delle dinamiche che stanno vivendo. Il test è uno strumento che offre la possibilità di considerare modalità alternative di risposta alle situazioni che si affrontano quotidianamente. Una possibilità considerata dai fruitori stessi del test come migliorativa della qualità di vita. L’operatore ha la possibilità di confrontare il confine scelto con il tipo di sistema craniosacrale che si presenta all’ascolto. La maggior parte delle volte si verifica un’identificazione molto precisa: il sistema si esprime in modo simile alla struttura cosiddetta “di prima scelta”, indicando le zone di restrizione dove portare lo spazio necessario e vitale.

MODALITÀ DI SOMMINISTRAZIONE In genere viene chiesto al cliente un attimo di interiorizzazione per pensare al proprio confine come ad una struttura immaginaria che separa loro stessi da tutto il resto del mondo; poi si dispongono sul tavolo le 7 carte raffiguranti le 7 diverse forme di confine che ne definiscono con chiarezza gli elementi definienti (vedi per esempio foto di corteccia e stella) e si chiede di indicare quella che più rappresenta il proprio confine, così come è stato immaginato. Da qui inizia una fase di elaborazione verbale attraverso le domande previste dall’apposito questionario per la somministrazione individuale. Alla fine si tolgono tutte le carte lasciando sul tavolo la seguente disposizione: la prima scelta, la peggiore e quella che secondo il cliente è la scelta migliore, ovvero la figura che intravedono essere la più vantaggiosa. I clienti restano in silenzio ad osservare attentamente le carte scelte. La mia impressione è che solo lasciandoli osservare questo ordine realizzino cosa dovrebbero mettere in atto per migliorare/cambiare la situazione in cui si trovano, sia che si tratti di disagio fisico che emotivo. A questo punto inizia la seconda fase: il confronto tra la struttura scelta e il modo di esprimersi del Sistema Craniosacrale del cliente.

Confine Stella: realizza la difesa dall’ambiente esterno con una barriera di attacco pungente e respingente... TENSEGRITÀ: LA STRUTTURA DELLA VITA Come cambia il nostro modo di lavorare quando pensiamo al sistema del nostro cliente come ad un tutto interconnesso? E come cambia il nostro modo di toccare “l’altro” quando teniamo conto dello spazio che ci circonda? Tensione, integritá (le due parole insieme formano la tens-egritá), compressione, sinergia, citoscheletro, matrice connettivale, rete e meridiani miofasciali, sono parole che ci introducono a principi che stanno rivoluzionando il modo di rapportarsi. La tensegritá è ovunque dentro e fuori di noi e crea un “campo interrelazionale” forte e immerso in un contesto sempre più sinergico e allora perché non approfittare ed immergersi con il leggero tocco delle mani e cogliere con i principi della tecnica craniosacrale le più sottili vibrazioni delle ossa del cranio, la continuità tensile delle membrane e percepire come la psiche possa influenzare tutto questo?

Leonarda Majaron Operatore Professionale metodo Craniosacrale Biodinamico - MRCS

Confine Corteccia: realizza la più marcata separazione tra dentro e fuori con barriera impenetrabile, max protezione ambiente interno, impedisce ogni scambio con esterno, compromettendo la possibilità di ricevere il desiderabile/ necessario

Iscritta al Registro A.CS.I., all’Al bo A.N.P.C.I. e al Craniosacral Therapy Educational Trust di Londra. Laurea in Farmacia, diploma in Fitoterapia, ha conseguito, (tra i primi in Italia e Usa) il diploma di Operatore qualificato in Penna Luminosa (cromopuntura) con il Dr. Robert Hasinger. È operatore presso il suo studio di Trieste e Santa Croce, docente nella formazione di tale tecnica per l’Associazione Regionale B.C.S. di Trieste di cui è Presidente.

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LA VIA DELLA SCIENZA

Introduzione all’iridologia di Elisabetta Conti (antropologa, iridologa)

P

er comprendere che cos’è l’iridologia, troviamo un valido supporto nell’etimologia della parola stessa. Il termine è composto da due parti studio e trattazione (“logia”) dei significati dell’iride (“iris”). Nella mitologia greca Iris è la leggera e alata, messaggera degli dei che mette in comunicazione questi ultimi con i mortali e lascia dietro di sé una traccia del suo volo: l’Arcobaleno di cui è la personificazione. L’iride, la parte colorata dell’occhio al centro della quale si apre la pupilla, in questo senso è davvero messaggera, comunicazione per eccellenza attraverso un linguaggio fatto di colori, geometrie, movimenti. L’iride è esteriorizzazione (spazio vitale) del nostro Ego e del modo in cui ci proiettiamo nel tempo che ci è assegnato in questa vita (o in più vite, come si può sostenere, indipendentemente dal nostro “credo” religioso). Il pensiero classico, sin dalla sua preistoria, ha rappresentato il tempo, secondo l’immagine di una ruota o di un cerchio che ritorna su sé stessa, da sempre e per sempre, sotto l’azione del movimento degli astri che ne regolano il corso. Di qui il tempo ciclico , o cosmico, determinato e misurato dalla rivoluzione delle sfere celesti e, per il suo svolgersi ordinato e puntuale secondo la figura del cerchio, immagine mobile dell’eternità immobile, e sua imitazione (Platone, “Timeo”). Proprio per la sua forma circolare, l’iride può essere consi-

derata anche come fedele registro (scritto attraverso i segni e le macchie della trama iridea) del nostro tempo ciclico, in cui passato, presente e futuro si inseguono in un eterno ritorno ( alcune scuole approfondiscono l’iridologia embriologica e prenatale, talvolta l’iridologia astrologica e karmica, basandosi proprio sulla lettura del tempo ciclico nell’iride, come vedremo più in dettaglio). Iris è l’alone che si vede attorno alla luna, il bagliore che emana dal fuoco e, più in generale, da ogni cerchio vaporoso e colorato che circonda un corpo luminoso: in altri termini l’Aura, emanazione energetica che alcuni intravvedono attorno agli esseri viventi, l’aureola degli esseri divini e dei santi. Ecco perché alcune scuole, ricongiungendosi all’interpretazione Egizia ed Assiro-Babilonese e, si dice, a civiltà precedentemente scomparse, considerano l’iride come un centro di raccolta ed emanazione energetica. Questa energia la ritroviamo nella tradizione medica e mistica orientale: è il qi che scorre lungo la rete dei meridiani; è il sistema energetico (legato inestricabilmente al sistema dei meridiani) dei chakra,

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i “trasformatori” che al tempo stesso ricevono, assimilano e trasmettono energia. I chakra possono essere immaginati come dei fiori dai petali vibranti e colorati attaccati alla spina dorsale con fili invisibili, intrecciati nel sistema nervoso e, tra l’altro, “controllori” delle ghiandole principali del sistema endocrino. Non deve stupire, quindi, che il nome Iris venga attribuito anche a un fiore (quello che comunemente chiamiamo giaggiolo), noto per la varietà di colori con cui si presenta in natura - si “tinge” di tutti i colori dell’Iris - Arcobaleno. Esso facilita le guarigioni soprattutto delle malattie di origine nervosa, allontana le presenze negative, accentua le capacità divinatorie, i sogni profetici e propizia l’amore spirituale. Non a caso i chakra vengono assimilati al fiore del Loto, “nato dal fango ma non macchiato da esso” (Vedanta): benché nasca da acque stagnanti e putrescenti, dà origine ad un fiore bellissimo e candido (sappiamo fin dai tempi di Newton che la luce , che vediamo bianca, è in realtà composta dai sette colori dello spettro solare, che ci appaiono rifratti nell’Arcobaleno). Nella simbologia indiana le acque stagnanti raffigurano l’indistinzione pri-


mordiale del caos e il loto che da esse sorge rappresenta l’elevazione spirituale. Così intorno alla pupilla - il “buco nero” dell’inconsciotalvolta le lacune del tessuto irideo assumono l’aspetto di una corolla: secondo le ultime scuole iridologiche (in primis secondo D. Lo Rito) tale corolla è registro di un cammino “iniziatico” verso una evoluzione spirituale. Ogni chakra ha una propria velocità di pulsazione: alcuni vibrano molto velocemente, altri più lentamente, a seconda di quelle che sono le cure e le attenzioni che ogni individuo riserva al proprio corpo. Anche la pupilla, al centro dell’iride, pulsa (la pulsazione della pupilla è detta “iridochinesi”, secondo la definizione del dott. Magnano), con un ritmo che non è assimilabile nè a quello delle pulsazioni cardiache, e neppure a quello della respirazione: ma piuttosto alla frequenza vibrazionale del nostro corpo eterico, con le irregolarità che potreb-

bero corrispondere a blocchi di alcuni chakra. Quanto detto sopra, prendendo in considerazione le origini del nome IRIS/iride, è in perfetto accordo - se pur espresso con semplicità - con la concezione olistica delle metodologie/terapie del pensiero sistemico. L’Olismo (da ολος, cioè “la totalità”) si basa sull’idea che le proprietà di un sistema non possano essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti. Un tipico esempio di struttura olistica è l’organismo biologico: un essere vivente, in quanto tale, va considerato sempre come un’unità-totalità, non esprimibile con l’insieme delle parti che lo costituiscono. Il dott. Magnano ha spesso sottolineato come molte scuole di iridologia hanno polarizzato il loro metodo verso la diagnosi d’organo, elaborando mappe topografiche tanto dettagliate quanto -spesso- impraticabili, stravolgendo la natura sistemica dell’iridologia, facendone un metodo che segue le orme di

chi considera il corpo non una unità ma un insieme di parti (www.salutescuola.it/iridologia.htm). Questo criterio è perdente, aggiunge il prof. Birello: è evidente infatti che se l’iridologo vuol competere con il radiologo nel localizzare nello spazio corporeo la patologia, ne esce perdente. TAC, RMN, ecografie, esami di laboratorio, radiografie, endoscopie, biopsie, scintigrafie e le altre più moderne tecnologie diagnostiche, certamente si dimostrano estremamente efficienti e precise nell’individuare stati patologici. In questo campo senz’altro l’iridologia ne uscirebbe ridotta a semplice Cenerentola, nella migliore delle ipotesi. Assume un ruolo decisivo, invece, nel momento in cui le tecnologie di diagnosi non sono state in grado di individuare la causa del malessere del paziente, (Daniele Lo Rito, Lucio Birello, “Manuale di iridologia”, Xenia 2004). E, come afferma il padre dell’iridologia moderna I. Peczely, “trova il suo fondamento nella Natura stessa” (Ignàcz von Pèczely, “Guida allo studio delle alterazioni dell’occhio”).

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LA VIA DELLA TERRA

La progettazione BioEcologica di Manuela Gatti (consulente in bioarchitettura di C.N.G.) www.cerchinelgrano.it

Uno sguardo indietro…

L’

uomo nasce nomade come le sue prede, fonti di vita, si sposta con esse e migra dove c’è maggiore possibilità di alimentazione e di vegetazione: con l’evoluzione diventa stanziale e a questo punto per la scelta dell’area sulla quale edificare la propria dimora piuttosto che un’un’intera città, si avvale di sistemi tramandati oralmente, che diventeranno “regola scritta” nel 2.700 a.C. in Cina. I Romani, inconsapevoli di usare un protocollo caro ai Cinesi, usavano le loro stesse procedure: sceglievano il luogo in base all’orientamento, alla vegetazione, all’esposizione alla luce, al riparo dai venti e dai nemici, protetto alle spalle dalla “montagna”, entità reale o simbolica, aperto sul davanti, in prossimità dell’acqua e a questo punto vi facevano pascolare le greggi per un mese o due. L’osservazione dello stato di salute degli animali e l’analisi del loro fegato dopo questa permanenza sul luogo, determinavano la scelta di edificare piuttosto che di procedere nella ricerca di un nuovo terreno, sano. Nell’articolo dedicato all’Architettura BioEcologica della scorsa primavera, è stato fatto un breve escursus sulle tipologie costruttive dell’uomo miratamente alla nostra area geografica, dalla preistoria ad oggi, relativamente alle esigenze

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abitative e costruttive: un tempo si viveva prettamente all’esterno e ci si ricoverava per la notte, si edificava utilizzando materiali locali, non si richiedevano alle abitazioni prestazioni particolari e nelle case comuni, durante l’inverno, faceva freddo così come nei palazzi nobiliari e questo era normalmente accettato. La scelta del luogo, invece, il rapporto della casa o del palazzo con la natura circostante, la corretta esposizione alla luce del sole, la sua forma, erano i requisiti fondamentali e accuratamente valutati prima di procedere con i lavori. Ma, come mai il terreno, che nell’antichità non era certo contaminato da sostanze chimiche, poteva rappresentare un pericolo per la salute dell’uomo o degli animali? Quali segreti celava?

Forse una misteriosa energia proveniente dai meandri della terra, contaminava i luoghi e faceva ammalare le greggi e gli abitanti se vi si insediavano? Come mai i nomadi erano esenti da queste problematiche? Va dato merito a coloro che per primi, più di cinquantenni fà, hanno identificato il nesso fra patologia e radiazione tellurica. Il dr. Ernst Hartmann, medico tedesco che a partire dal 1948 si interessò del rapporto esistente fra suolo e salute, individuò con strumentazione biofisica, che tutto il pianeta è attraversato da una maglia rettangolare orientata nord-sud (m. 2,5 x m. 2, spessore di circa 21 cm.). I punti di incrocio di questa maglia, detti nodi di Hartmann,


risultavano fortemente perturbati, così come evidenziato dalle strumentazioni allora in possesso. Hartmann studiò per 12 anni gli effetti patogeni prodotti su 14.000 ratti che venivano posizionati sui nodi in relazione a quelli posti su zone neutre. Successivamente l’ing. Curry, austriaco, individuò un secondo reticolo, simile a quello individuato dal dr. Hartmann, che si differenzia in quanto inclinato trasversalmente rispetto al primo e con uno spessore della maglia di circa 50 cm., più grande e di forma quadrata (circa m. 2,50 x 2.50), i cui punti di incrocio, denominati nodi di Curry, risultavano anche in questo caso fortemente perturbati

zanti in corrispondenza dei nodi e sia scariche di radiazioni gamma-ionizzanti, in corrispondenza di vene d’acqua sotterranee, prodotte dallo sfregamento delle molecole d’acqua sul terreno e dall’effetto condensante dell’acqua che assorbe l’energia ionica della terra e che si satura. Il dr. Hartmann aveva rilevato che la permanenza prolungata su questi punti geopatici poteva causare danni fisici anche irreversibili ma non poteva sapere, in quanto non esisteva alcuna strumentazione che lo permettesse, di cosa si trattasse. E con quelle conoscenze non aggiornate procedono oggigiorno molti operatori olistici, radioestesisti e rabdomanti, in buona fede o meno,

E uno sguardo avanti… Oggigiorno, per esigenze commerciali a breve termine, si progetta senza neanche più tener conto del corretto orientamento, né dell’esposizione alla luce e al calore del sole, fattori che consentirebbero un’illuminazione e una climatizzazione degli edifici con notevole risparmio energetico e ne aumenterebbero il comfort. Allo stesso modo, la verifica della salubrità di un’area, elemento fondamentale per chi vi soggiornerà, non è a tutt’oggi argomento conosciuto e suggerito dai progettisti, né regolamentato da leggi (i carotaggi dei terreni vengono eseguiti esclusivamente su aree che sono state contaminate in precedenza da sostanze chimiche derivanti da attività pregresse sul luogo destinato all’edificazione). Utilizzando uno strumento certificato denominato “Geopotenziometro”, brevettato dall’arch. Nicola Limardo, esperto geobiologo, si è scoperto che in corrispondenza dei nodi di Hartmann e di Curry vi sono emissioni verticali, simili a laser, dello spessore di circa 1 micron, estremamente pericolose per la salute, costituite da radiazioni gamma ionizzanti. Qualora si eseguano indagini geobiologiche con opportuna strumentazione certificata, su un terreno o all’interno di un edificio, a qualsiasi piano e altezza, vengono rilevati sia questi laser di radiazioni gamma-ioniz-

di abbandono in cui si versa durante il sonno: oltre alle radiazioni gamma ionizzanti è necessario proteggere il sonno anche dall’influenza di radiazioni artificiali spesso provenienti dalla parete adiacente alla testata del letto e/o da apparecchiature elettriche come lampade da lettura, elettroniche tipo radiosveglia, magneti, onde di forma (molle del materasso, travi incombenti sopra il letto ecc.). Infatti, se oltre all’esposizione alle radiazioni gamma, che influiscono a livello tiroideo, cardiaco e respiratorio, si aggiunge anche la componente elettromagnetica artificiale del proprio impianto di rete, si avrà anche una maggiore perturbazione a livello dell’attività elettrica della testa e una riduzione di produzione di melatonina da parte della ghiandola pineale. Tenendo presenti le dimensioni dei reticoli con relativi nodi e le vene d’acqua, è praticamente impossibile che nell’area di un letto matrimoniale non vi sia almeno un punto radiante ed in quel caso non si potrà ovviare al problema cambiando posizione, cosa invece possibile per un letto singolo. Le radiazioni naturali

che con la loro strumentazione sono in grado di individuare bande, nodi e vene d’acqua solo per l’aspetto della componente elettromagnetica, peraltro facilmente schermabile utilizzando onde di forma, schermi in rame ecc. ma che, ignorando la componente della radiazione ionizzante, mettono a repentaglio la salute di chi, convinto di avere schermato un punto geopatico, vi posiziona sopra il letto! Il luogo dove ci si riposa per poter ricaricare le pile scariche, che rappresenta il cuore della nostra casa, è anche il luogo dell’amore e della creazione della vita: la nostra camera da letto! Il posizionamento del letto in un’abitazione rappresenta quindi l’aspetto cruciale in ambito di benessere e di prevenzione sia per il numero consecutivo di ore in cui vi stazioniamo che per lo stato

In fisica il termine “radiazione” viene utilizzato per indicare un insieme di fenomeni caratterizzato dal trasferimento di energia da un punto all’altro dello spazio: ciò significa che la quantità di energia che viene perduta dalla sorgente nell’emissione della radiazione, si ritrova nel luogo dove si è avuto l’assorbimento della radiazione emessa. Il sole rappresenta la maggiore fonte di radiazioni - luminosa, calorica ed elettromagnetica - denominate radiazioni cosmiche, ma le fonti radioattive possono essere rappresentate anche da un corso d’acqua sotterraneo, da una faglia, da una sacca di gas, da minerali presenti nel sottosuolo ed in questi casi vengono definite radiazioni telluriche: mentre le prime sono filtrate dall’atmosfera e dalla stratosfera, le radiazioni telluriche possono penetrare senza alcun impedimento attraverso qualsiasi materiale. Le più pericolose 35


LA VIA DELLA TERRA

per la salute umana sono le radiazioni gamma che hanno una frequenza ed un’energia molto elevate, sono molto penetranti e attraversano facilmente il corpo umano. Quando l’energia della radiazione è sufficiente a ionizzare gli atomi della materia che viene colpita, si chiama ionizzante, determina una sovrabbondanza di ioni positivi che a loro volta determinano un aumento del livello della serotonina, neuro trasmettitore che fa contrarre la muscolatura liscia nell’organismo: se la radiazione ionizzante investe un tessuto biologico, può creare danni biologici, agendo sul DNA e impedendo a questo di riprodursi in modo corretto. Le principali fonti di energia che, se assorbite in eccesso, possono causare geopatie, provengono dal sottosuolo: • Vene d’acqua sotterranea in movimento • Radiazioni da stronzio 87 con tracce di selenio 82 (presenti anche in faglie geologiche) • Decadimenti radioattivi originati dal gas radon (polonio 210) • Radiazioni combinate di polonio 210 con tracce di cesio 133 e di selenio 82 (presenti nei baricentri dei nodi di Hartmann) • Radiazioni combinate di trizio con tracce di cadmio e di palladio 106 (presenti nei baricentri dei nodi di Curry) 36

Le geopatie La geopatia rappresenta una patologia o un disturbo o alterazione biologica causata da radiazioni, naturali o artificiali, di origine terrestre. La geopatia è in grado di modificare la polarità delle cellule, modificando lo spin o senso di rotazione della membrana cellulare esterna e interna: la polarità è un fenomeno magnetico e in presenza di stress geopatico può verificarsi un ‘inversione della polarità cellulare, dimostrabile con strumentazione scientifica (si vedano i due premi Nobel, Neher e Sakman, 1991 e Rod Mac Kinen, 2002). L’inversione della polarità cellulare non permette una corretta osmosi elettromagnetica, si sbilancia la pompa sodiopotassio e di conseguenza si determina una scarsa ossigenazione cellulare a livello dei mitocondri che a sua volta può determinare uno stato di sofferenza generalizzato nell’organismo. Il legame tra stress geopatico e tumore fu confermato dal rapporto dell’8° Congresso Internazionale della Società per la Difesa Biologica del Tumore, nel 1999, congresso al quale parteciparono eminenti oncologi di livello internazionale, tra i quali Ulrike e Reimar Banis. Questi medici dichiararono che il meccanismo d’azione delle radiazioni sull’uomo – i cui effetti avevano tempi di latenza che andavano dai due o tre anni, sino a

trent’anni e oltre – si manifestava attraverso disturbi della comunicazione cellulare, delle funzioni enzimatiche e dei meccanismi di riparazione: dato che costantemente migliaia di cellule tumorali nel nostro organismo devono essere riconosciute ed annientate, con il disturbo di queste funzioni si può arrivare alla comparsa della malattia tumorale. E decisiva per l’azione patogena è la permanenza per diverse ore consecutive su punti geopatici senza muovere il corpo, come in particolare nel letto! L’affermazione più forte di tutto il Congresso,condivisa da tutti i relatori, riguardava un dato oggettivo rilevato e cioè che tutti i pazienti affetti da tumore presentavano stress geopatico. Di fatto, nel 1999 non esisteva alcun prodotto in grado di stabilire di quali radiazioni si trattasse né tantomeno esistevano sistemi di schermatura: l’indicazione che molti medici davano ai loro pazienti affetti da tumore era quella di cambiare la posizione del letto, affidandosi alla legge della probabilità, nella speranza di incontrare una zona non perturbata! Progettazione BioEcologica Come si pone il progettista, colui che ha una missione: prendersi cura dell’ambiente – l’habitat – e dei suoi abitanti, realizzando l’utile e il bello? Come si pone il bio architetto, l’esperto di Feng Shui, oggi così di moda? E’ sufficiente progettare ponendo l’attenzione ai materiali naturali, agli impianti a basso consumo, alla tipologia costruttiva? E’ consapevole questo professionista che una casa “bio” è per definizione “favorevole alla vita”? Quando si accinge a progettare una nuova costruzione o quando deve ristrutturare, si occupa di bonificare l’ambiente? E come si pone il medico oncologo che pur conoscendo – o per grave ignoranza – non conoscendo – quanto oggi è stato accertato e riconosciuto circa la relazione stretta fra radiazioni ionizzanti e tumori, non informa i propri pazienti e non li mette in condizione di proteggersi? Perché non vengono divulgati i prodotti schermanti certificati, stuoie da posizionare sotto il materasso, ormai deducibili dalla dichiarazione dei redditi, acquistabili anche senza certificato medi-


co? Eppure questi sistemi schermanti sono stati dichiarati dispositivi medici in classe 1 (validazione del 2/10/2009 n.226564 - ministero della Salute) perché non solo proteggono dalle radiazioni ionizzanti provenienti dal sottosuolo ma sono un importante coadiuvante per la prevenzione delle malattie anche di tipo degenerativo. Come mai i progettisti e in particolar modo coloro che si dichiarano bio architetti, non diffondono l’uso delle guaine bio edili certificate, in fase di costruzione o di ristrutturazione? Il nostro pianeta, la Terra, dispensa energie di ogni tipo: alcune le chiamiamo ”buone”, altre “cattive”, ma non è così: la potenza distruttiva di un tornado ripulisce gli effetti devastanti dell’inquinamento! Non c’è yin senza yang. L’Energia della Terra può anche essere molto pericolosa, dalle sue viscere provengono gas e lava incandescente, e sarebbe assurdo pensare che siccome queste energie sono sempre esistite non possano essere pericolose. Con l’osservazione intelligente delle leggi della natura e con l’ausilio di

quella tecnologia illuminata che alcuni uomini di cuore dispensano, possiamo guardare al nostro presente e al nostro futuro con maggiore fiducia, assumendoci la responsabilità al 100% della nostra

vita, spesso più avanti di coloro che per titoli e professione dovrebbero sostenerci, singolarmente impegnati ad individuare la strada, quella strada che Carlos Castaneda diceva avesse “un cuore”…

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LA VIA DEGLI ANIMALI

Marcare il territorio di Andrea Sergiampietri (medico veterinario)

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l territorio per l’umanità del terzo millennio non è più un’area geograficamente delimitata. Gli spazi fisici si sono via via ridotti e inevitabilmente sono aumentati quelli di relazione con gli altri. La famiglia e l’ambiente lavorativo sono i due principali territori in cui, ogni giorno, ognuno di noi si muove, si confronta, soffre, si mette in gioco e a volte cresce. Certo la relazione con sé stessi ha un ruolo cardine, ma senza il confronto con l’esterno gran parte delle nostre strutture interiori rimangono silenti e, restando al di fuori della coscienza individuale, condizionano il modo di vivere e percepire gli eventi al di là della nostra volontà. Abbiamo diverse esigenze da porre in equilibrio, da un lato la necessità di ritrovare uno spazio interiore sacro in cui sentirsi “a casa” e dall’altro i territori di relazione interpersonale, sorgenti di preziose

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informazioni per la comprensione di sé stessi ma anche luogo di duro confronto tra mutue necessità. E così, consapevolmente o meno, giochiamo a mettere confini tra noi e gli altri. I confini sono necessari e giusti, proprio come lo è la nostra pelle e come questa devono essere definiti ma con un certo grado di elasticità, per permettere fluidamente scambi o, se è il caso, negarli. I confini devono essere dinamici perché le distanze tra noi e un’altra persona non sono fisse ma proporzionali al tipo specifico di relazione; un fratello, un caro amico, un figlio o un genitore hanno generalmente un permesso di avvicinamento al nostro cuore, alla nostra interiorità, maggiore rispetto a quello di un collega, un socio, un capo o un dipendente. Anche gli animali stabiliscono confini. Per i selvatici si tratta prevalentemente di confini fisici, riferiti al territorio geografico, mentre gli animali domestici oltre a questi, sperimentano anche la relazione con il nostro

spazio emotivo e quindi i confini della nostra interiorità. Rimaniamo per un attimo sul territorio inteso come spazio fisico. Il cane ed il gatto delimitano i loro spazi soprattutto attraverso segnali olfattivi; messaggi che veicolano l’essenza odorosa dell’animale. Lo strusciarsi del gatto, il grattare su tronchi o divani, le pipì “sociali” del cane, o anche le feci, per esempio, sono modi di lasciare il proprio odore e sottolineare il passaggio per quella zona o per quella stanza, segnalando la propria presenza e il diritto di possesso, forse anche non esclusivo, di quel luogo. Attraverso l’emissione di urina avviene buona parte dell’attività di definire il territorio, però capita a volte che un animale manifesti disturbi alle basse vie urinarie tali da rendere difficile la minzione e inibendone anche il valore sociale. In particolare le forme infiammatorie di questi organi negli animali mi suggeriscono la possibilità di considerare l’esistenza di un nesso tra questo evento e le nostre difficoltà con il “mar-


LA VIA DEGLI ANIMALI

scorie tossiche, cose che è bene mettere fuori dal corpo, è un modo per lasciare la propria firma olfattiva e rivendicare il proprio territorio. Con la cistite queste funzioni sono impedite e accompagnate da sofferenza. La sua proprietaria (un termine comune che vorrei sostituire con umano responsabile) ha difficoltà a definire i suoi confini all’interno dello spazio lavorativo, esercitando il suo diritto di marcare il territorio per non esserne sopraffatta. Queste similitudini vengono messe in relazione con una miscela di fiori di Bach da dare a Trilli a completamento della prescrizione.

care il territorio”, il definire confini. Le infiammazioni della vescica urinaria (cistiti), che possono interessare anche l’uretra (cisto-uretrite), hanno una certa frequenza di presentazione nel gatto e nel cane. Questa difficoltà ad urinare non deve essere presa sottogamba, perché il trattenere l’urina in vescica può portare ad un grave stato di intossicazione dell’animale mettendone a rischio la vita. Per questo problema incontro Trilli, una gatta piuttosto giovane, accompagnata dalla sua proprietaria. I sintomi, iniziati poche ore prima, sono indicativi: frequenti e infruttuosi viaggi alla cassettina igienica, ricerca di superfici più fresche su cui appoggiarsi, una posizione “contratta” con le zampe posteriori (quasi a stare in punta dei piedi) durante i tentativi di urinare, emissione di poche gocce d’urina a volte accompagnata da un miagolio lamentoso, presenza di tracce più o meno evidenti di sangue. In questo caso, dopo accurata visita, inietto sottocute un rimedio antroposofico, assieme alla fluidoterapia, poi, al momento di prescrivere la terapia da far seguire a casa, chiedo alla proprietaria se in quel momento ha problemi con il “territorio”. La risposta è affermativa e la ragazza racconta di avere un problema in ambito lavorativo; i turni che deve 40

fare sono esasperanti, proprio quella domenica ne ha finito uno di nove giorni senza pause. La situazione lavorativa è così insostenibile che, sottolinea, sta pensando di licenziarsi tra qualche mese. Trovo che ci sia, per analogia, una relazione tra il sintomo di Trilli e la difficoltà di tutelarsi nell’ambiente di lavoro della proprietaria. Una difficoltà così grande da esitare in una rinuncia a rivendicare il suo spazio operativo e scegliere il licenziamento. Considerando il problema dell’occupazione, la scelta di licenziarsi non è, per quanto ne so, una decisione scontata... qualcuno potrebbe anche definirla poco assennata, si può dedurre che in questo caso sia giustificata da un discreta e reale difficoltà della persona. Riassumendo la gatta non riesce ad urinare perché l’infiammazione del tratto urinario impedisce il deflusso dell’urina e i tentativi sono accompagnati da bruciore, sofferenza. La minzione oltre a eliminare

Già al rientro a casa Trilli sta meglio e riesce a fare una pipì quasi normale. Il giorno successivo la ragazza prende un permesso di lavoro, resta a casa e la gattina si è già ripresa completamente. Coincidenza?! Merito della terapia con i rimedi antroposofici? Merito del riconoscere e iniziare la comprensione del messaggio di Trilli? Sono ipotesi ovviamente... inoltre la storia di ogni animale e di ogni suo umano è inevitabilmente unica per cui l’invito è di non fare generalizzazioni! L’invito è però anche quello di lasciare uno spazio aperto a questa riflessione: il mio animale sta forse cercando di dirmi qualcosa di importante per me in questo momento? Su https://sites.google.com/site/zagovet è possibile trovare un’altra storia clinica sul nesso, o coincidenza casuale, tra la cistite di un gatto e la tematica del definire i confini del suo umano.


PAROLE E MUSICA

interviste di Francesco Giordano

Mario Puccioni

Mystic Diversions

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on sei album all’attivo (tutti pubblicati da cool division/Energy), i Mystic Diversions sono fra i pionieri del genere chill e lounge e hanno saputo far confluire nelle loro sonorità atmosfere world, abbracciando ritmi latini, suoni d’Oriente, arpeggi di bossa nova, pop sofisticato, soul e richiami jazzy. Ascoltando il nuovo “Angel Soul” è impossibile non pensare a Francesco Puccioni, alias Mike Francis, fondatore insieme al fratello Mario del progetto musicale “Mystic Diversions” nel 1998 e indimenticabile autore e interprete di straordinario spessore artistico. Il nuovo lavoro spazia fra sonorità a 360 gradi grazie a un caleidoscopio musicale che si sviluppa attraverso tantissime sfumature. Abbiamo incontrato Mario Puccioni, mente del progetto “Mystic Diversions”, per parlare di “Angel Soul”. Mario anche in questo lavoro ci sono tantissime idee, ispirazioni fra le più ampie: ci racconti come è nato “Angel Soul” e come lo hai sviluppato? Ho inziato a lavorare ad “Angel Soul” ponendomi l’obiettivo di fare canzoni vere e proprie che avessero una struttura a loro stante, quindi riproponibili eventualmente anche con chitarra e voce o pianoforte e voce, vestendole poi di atmosfere liquide, marine, rarefatte, a tratti etniche o latine… in pratica la difficoltà è stata quella di fare un disco che avesse un buon spessore compositivo ma che al contempo fosse leggero senza essere superficiale, cosa non facile realizzando un album chill out. I pezzi, quelli scritti da me, li ho composti tutti al pianoforte senza l’ausilio del computer e ho iniziato ad arrangiarli solo quando il pezzo e il testo erano finiti e mi soddisfacevano a pieno. Una volta avuti tutti i pezzi definiti ho iniziato ad arrangiarli. Avrò fatto una cosa come tre o quattro versioni di quasi tutti i brani finiti e micsati perché non ero mai contento, anche le masterizzazioni le ho fatte e rifatte. Tutto questo anche perché è stato, e lo è ancora, difficile lavorare senza la presenza di mio 42

fratello Francesco, che si entusiasmava in un modo tale da trascinarmi tantissimo, semplificandomi molto il lavoro. Devo dire sono stato anche fortunato nell’avere una casa discografica come la Energy e tutto il suo team, e in particolare il presidente Alvaro Ugolini che non mi hanno mai messo fretta, lasciandomi il tempo di rielaborare o di stravolgere e ricominciare ancora il lavoro fatto, cosa per me fondamentale per esistere nella musica, anche se molto faticoso…

sono da sempre Laura Serra, splendida e sensuale voce su “Fallin”, e la mitica Wendy Lewis su “Take me to Heaven” e “Safe from harm” che non ha bisogno di presentazioni. Kiko Gusto Farias ha scritto e interpretato magistralmente “Que Piensas Corazon”, e poi moltissimi amici e musicisti come Stefano Castellani, mio migliore amico nella vita, Mauro Menegazzi, Francesco Valente, e il mitico Fabio Pignatelli, bassista dei Goblin e amico di mio fratello.

Raccontaci delle numerose collaborazioni del disco... Le collaborazioni del disco sono state tutte fondamentali. In particolare Aidan Zammit e Pino Iodice, mi hanno dato una mano vitale e insostituibile nella fattura di questo album, Aidan perché oltre ad essere un amico è un polistru-

I Mystic sono stati fra i primi a coniugare esperienze world con sonorità ambient, e oggi guardano anche al pop d’ autore: come vedi l’attuale panorama musicale? E’ ancora possibile fare musica di qualità su ‘larga scala’ ? Prendendola un po’ da lontano potremmo incominciare a dire che la grande differenza fra l’arte musica e le altre arti, come la pittura per esempio, è che mentre nella pittura l’apporto della gente è prettamente contemplativo, cioè io contemplo La Gioconda ma non è previsto che la ridipinga, in musica l’apporto della gente è interattivo, cioè, data una composizione, uno spartito, è peculiarità specifica della musica che ci siano N musicisti nel mondo e nei tempi che la risuonino e la ripropongano. Se voi notate l’unico comune denominatore che esiste fra i grandissimi compositori di tutti i tempi, da Mozart, passando per Gerswhin, e magari i Beatles, è che sono tutti compositori “risuonati”, non solo riascoltati tramite CD, Ipod, e youtube…Allora tornando alla domanda, la qualità della musica, e in particolare della composizione, esiste nel momento in cui ciò che si scrive è egualmente bello e intrigante essendo risuonato da altri.Che questa consapevolezza e volontà esista fra artisti e discografici è tutta un’altra storia…

mentista, arrangiatore, cantante, oltre a scrivere benissimo gli archi scrive testi bellissimi come quello di Angel Soul, fra l’altro è laureato in medicina cosa che mi ha destato sempre molto rispetto e stupore! Pino perché è un chitarrista, compositore e arrangiatore sensibile ed eccezionale, mi è sempre stato vicino con la sua amicizia e la sua energia e per questo mi sento veramente fortunato. Senza loro due non sarei mai riuscito a fare questo disco. Giovanni Imparato, un vero genio e un amico, percussionista compositore e cantante che ha sempre suonato con noi e non solo ovviamente, con lui ho scritto “Aurora” e “Alcantar”. Aurora è stata recentemente inclusa nell’ultimo “Buddha Bar 13”. Mats Hedberg che è un compositore e chitarrista svedese di fama mondiale con cui ho collaborato nella scrittura di “Sommarang”. Le cantanti

Quali sono gli attuali impegni dei Mystic e cosa hai in mente per i futuri progetti musicali? A giugno inizierò la composizione dei brani del “Mystic Diversions” n° 7. Spero di avere tutto il tempo per poter fare un lavoro come quello che ho fatto in “Angel Soul”, lo spero davvero perché è un disco di cui vado molto fiero, e credo che anche Francesco lo sarebbe. Per adesso sto finendo un album di covers anni 70/80 sempre con la Energy riarrangiate stile chill out.


Marco Soncini

The James Taylor Quartet

Pochill

The Template (Halidon)

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ochill, alias Marco Soncini, è un chitarrista di grande talento e che ha alle spalle una grossa esperienza artistica. Nella sua carriera ha collaborato sia in studio che dal vivo con Ivana Spagna e Mietta e nel contempo ha prodotto numerose hit di successo in campo dance come “2 Times” di Ann Lee e “Tu Es Foutu” di In-Grid. Nel 2007, Pochill debutta in campo chill-lounge con l’ottimo “Nothing But The Hill”, lavoro molto apprezzato a livello internazionale e ora si ripropone con il secondo lavoro, “Discipline”, nel quale chitarra e tastiere creano un luminoso tessuto sonoro di impatto immediato sul quale si sviluppano melodie accattivanti e avvolgenti. Richiami di bossa, arpeggi flamenco, atmosfere orientali si fondono in una musicalità solare e positiva. Abbiamo incontrato l’artista per saperne qualcosa di più sul nuovo album. Marco raccontaci del nuovo Discipline e delle collaborazioni di cui ti sei avvalso per la realizzazione del lavoro. Il progetto è nato sperimentando nuove sonorità, mescolando influenze latine con suoni elettronici, synth (per quanto riguarda la base ritmica) e strumenti classici ma con ambienti moderni (per i solisti). “Discipline” è il risultato finale grazie anche alle collaborazioni con Sannie Carlson (alias Whigfield), autrice dei testi, melodie ed arrangiatrice, Naan per la sue interpretazioni vocali, Laura Mura (special guest in “Streets of Mexico”), la co-autrice ed interprete Ann Lee (in “Sound of the Sea”) e Carine (cantante di “Es Por Ti”). “Discipline” sarà portato dal vivo? Attualmente, non abbiamo ancora preso in considerazione l’idea di portare Live il progetto, ma credo che presto rifletteremo al riguardo. Come descriveresti oggi il tuo modo di fare musica e cosa è cambiato dalle tue prime esperienze artistiche?

S

Potrei dire che il voler fare musica emerge molto spontaneamente, scatta la necessità di creare qualcosa, si sente il bisogno di estrapolare emozioni da quello che accade. Specialmente all’inizio, si cerca e si crea musica in modo naturale ed istintivo. Poi, mentre cerchi di finalizzare il demo (la “parte” più istintiva) e di dare un senso al brano, devi, per forza, misurarti con i gusti musicali del momento… e lì la cultura musicale e la tecnica sono fondamentali e ti portano al completamento del progetto. Bisogna, comunque, cercare di non dimenticare mai la spontaneità originaria del demo. È importante che chi ascolta, si senta libero di percepire le emozioni che preferisce, ciascuno secondo la propria sensibilità. Sostanzialmente, il mio modo di fare musica non è mai cambiato; solo, l’esperienza e la professionalità ti portano ad una ricerca forse più accurata e - tecnicamente parlando - più precisa del suono e delle sonorità. Quali progetti hai in mente a breve e a lungo termine? A lungo termine, probabilmente un seguito di “Discipline” non dispiacerebbe affatto. Al momento ho in progetto alcune produzioni Dance-Pop, che sono ancora in fase di sperimentazione.

e il termine Acid Jazz ha un significato lo si deve principalmente a gruppi come il James Taylor Quartet, la formazione che ruota attorno al tastierista James Taylor (omonimo del cantautore americano) e che a partire dalla metà degli Ottanta ha realizzato una serie di pregevoli lavori grazie a una sapiente miscela di funk, soul e atmosfere cinematiche da film polizieschi anni Settanta e Ottanta conquistando il grande pubblico anche grazie a concerti dove emergono prepotenti le sonorità funky e gli assoli dell’organo hammond. Fra le numerose collaborazioni del quartetto basta citare quella per la colonna sonora del film Austin Powers o quelle con Tom Jones, The Pogues e gli U2. Il nuovo “The Template”, distribuito per il mercato italiano da Halidon, celebra i 26 anni di attività artistica del James Taylor Quartet: l’album è una sintesi perfetta dello stile del gruppo attraverso gli anni, stile che si è evoluto costantemente senza però perdere mai di vista le linee guida essenziali caratterizzate da una forte impronta funk e upbeat. “The Template” è un lavoro coinvolgente, tecnicamente perfetto ma nel contempo genuino e spontaneo, nel quale la voglia e la gioia di suonare si percepiscono sin dal primo ascolto.

Yellowjackets

Timeline (Mack avenue/Egea)

C

on 20 dischi alle spalle, due vittorie ai Grammy Award, 17 nomination come Best Contemporary Jazz Recording, oltre un milione di copie vendute, gli Yellowjackets sono una delle band di jazz elettro-acustico più longeve e acclamate che la storia musicale conosca. Nati nel 1981 come formazione incline ai suoni R&B, nel corso degli anni non hanno esitato a sperimentare con assidua ricerca linguaggi, fusioni e contaminazioni varie, senza timore di rivedere il proprio orizzonte espressivo alla luce di nuove acquisizioni stilistiche. Dopo la partenza del chitarrista Robben Ford l’alto-sassofonista, arrangiatore e compositore Bob Mintzer subentrato nel frattempo, ha dato agli Yellowjackets la spinta qualitativa decisiva. La band celebra quest’anno i suoi 30 anni di attività con un nuovo disco intitolato “Timeline”. Della formazione fanno parte Russell Ferrante alle tastiere e il bassista Jimmy Haslip, fondatori della band, oltre al citato Mintzer mentre alla batteria c’è da segnalare il ritorno di Will Kennedy. La maggior parte delle undici tracce di questo lavoro sono state scritte da Mintzer e Ferrante; i pezzi riassumono lo spirito della band: ricerca melodica, improvvisazione, eleganza espressiva che sono un marchio di fabbrica degli Yellowjackets.

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PAROLE E MUSICA a cura di Mari Valentini

Le radici dell’Ayurveda A cura e con un saggio di Dominik Wujastyk (Adelphi)

L’

Ayurveda è la scienza della longevità ( dal sanscrito veda e ayus) ed ha tradizioni antichissime che risalgono al V sec. A. C., ai tempi del Buddha. E’ sopravvissuta alla medicina moderna occidentale e non solo, è ancora ampiamente praticata, sostenuta e promossa dal governo indiano e i suoi preziosi principi si trovano codificati nel Compendio di Caraka, di Susruta e nel Cuore della medicina di Vagbhata. Questa preziosa riedizione, curata da D. Wujastyk, e tradotta dal sanscrito per l’edizione italiana da Antonella Comba e Roberto Donatoni, ci offre un’antologia amplissima di riferimenti tratti dall’immensa letteratura conservata in merito.Questa pratica terapeutica comprende principi preventivi e prescrittivi e consiste in una grande quantità di consigli pratici destinati alle persone comuni su qualsiasi aspetto dell’esistenza, inclusa la pulizia dei denti, l’esercizio fisico, i costumi morali e ricette più specifiche, diagnostiche e terapeutiche destinate al medico professionista. Si tratta di un sistema di insegnamenti basati su un gran numero di stratificazioni storiche che rende difficile discernere un gruppo specifico di concetti che possano essere assunti come fondamento, tuttavia l’orientamento essenziale e comune si connette agli umori (dosa), i tessuti corporei (dhatu) e le escrezioni (mala). L’Ayurveda usa essenzialmente farmaci di origine animale e vegetale e insegna una vasta gamma di terapie che includono dieta, massaggio, salasso, unzioni, docce, sudorazioni e chirurgia. In tutti i testi classici si fa riferimento alla moderazione, sia che si tratti di cibo, che di sonno, di esercizio fisico, di sesso. E’ l’ideale essenzialmente buddista della “Via di mezzo”, ed è chiaro che Ayurveda e Buddismo si intersecano, anche se moderazione non significa repressione, perché reprimere gli impulsi porta alla malattia.Di tutte le parti del corpo, motore e fonte di forza è l’energia (ojas), che sotto forma di sostanza materiale viene trasportata da una parte all’altra del corpo attraverso un sistema di canali, così come gli umori, le sensazioni, il vento e la men-

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te. La malattia insorge lì dove compaiono blocchi, o i fluidi e i tessuti finiscono in sedi improprie. L’Ayurveda da qualche decennio assume un ruolo essenziale anche in Occidente assieme ad altre terapie complementari ed anche per ciò questa pubblicazione, arricchita da un prezioso glossario e una puntuale bibliografia, può essere un utile strumento per i neofiti che ne vogliano sapere di più.

Guido Sgardoli

I racconti del veterinario (Rizzoli)

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torie di quotidiana convivenza con gli animali, in un laboratorio veterinario.Un bel libro, illustrato da Alberto Rebori, raccontato in prima persona dall’autore, tra passato e presente: quello di un bambino che ama gli animali e intuisce che c’è molto di non detto nel loro affetto istintivo verso gli uomini e la vita, e dell’uomo adulto, il medico che li accudisce e li aiuta nelle cure, di volta in volta differenti e difficili. Vincitore del premio Andersen 2009, Sgardoli dipàna queste storie dedicandole ai ragazzi e non solo, come può sembrare d’impatto, ma ci aiuta a svecchiare duri pregiudizi, a crescere nella semplicità delle relazioni che i nostri amici a quattro zampe spesso ci impongono. Una bella sfida. Come per la storia di Crosta, il micio rosso salvato da una zampa rotta e dolorante, che arriva in ambulatorio legittimamente soffiante e diffidente degli uomini e poi amico riconoscente delle cure ricevute, o del gatto nero e malconcio di quartiere, che da ragazzo Sgardoli tentava di rimpinzare con scorze di formaggio, e che invece il vicino astioso Piovisan, minacciava inspiegabilmente. O Veronica, la meravigliosa cagnetta fedele degli anni dell’infanzia, compagna di giochi e confidenze, fino al momento del trapasso ad un’altra vita, ad un’altra dimensione. La pubblicazione agile e sottile dell’autore ci apre orizzonti freschi sul mondo degli animali da compagnia, ci apre alla loro semplicità di sentimenti e percezioni.

Roberto Todero

Cani e Soldati nella prima guerra mondiale Quattrozampe al servizio dell’umanità nell’esercito asburgico (Gaspari edizioni)

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n resoconto toccante e preciso, puntualmente accordato attorno ai fatti tragici del primo conflitto mondiale. Questo libro è stato scritto e ricostruito non solo dal punto di vista degli uomini: ma anche da parte degli animali che umilmente ne hanno preso parte, ed in particolar modo dei cani, fedeli compagni di viaggio - così come lo sono stati i cavalli e i muli - di un’avventura terribile, qual è stata quella della Grande guerra. L’autore si sofferma su particolari toccanti, storie d’amicizia e d’amore, di fedeltà incondizionata e lavoro duro, che i cani hanno vissuto coi soldati al fronte, tra le trincee, gli schieramenti avversi, i feroci bombardamenti, come portatori di messaggi, come traghettatori di soldati feriti, come presenze che confortavano dalla paura e dalla ferocia di un conflitto talvolta condivisibile con la ragione, ma più spesso incomprensibile per i cuori dei soldati impauriti da meccanismi più grandi e crudeli di loro. L’introduzione del veterinario Jesus Catalan spiega il bello e il brutto di alcune vicende inerenti il reclutamento dei cani: da una parte un’estrema sensibilità, perché alla fine del conflitto i cani sopravvissuti venivano restituiti ai padroni come un figlio dopo un servizio di leva, e il brutto: spesso i cani restavano feriti e inermi sui campi di battaglia tra pallottole fischianti come vittime sacrificali delle battaglie, senza più cure e assistenza, o abbandonati nei canili al termine del conflitto… E soprattutto l’autore, lo storico Roberto Todero, nella sua sensibile introduzione al testo, e nella sua puntuale ricostruzione dei fatti narrati, spiega, a partire dal racconto dei cani della sua vita, come queste creature sappiano aprire uno spiraglio di speranza alla nostra esistenza di uomini, nelle vicende più o meno tragiche della nostra quotidianità.


la

Natura Viva del

Suono Via Dante 116 33020 Treppo Carnico (Udine) Tel. 0433.777200 - Cell. 349.2159118 info@carnicadiffusoriacustici.it www.carnicadiffusoriacustici.it


BioGuida 33 - Estate 2011