AT Magazine nr. 6 - E/ES

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ATMAGAZINE

Turismo activo, sin límites.

AT MAGAZINE

es.atmagazine.eu Ediciòn IT/UK/ES - Mensual - Año I - Nr. 6 - Abril 2013

YOUDISCOVER

El tren de vapor OUTDOORACTIVITY

EL ENCANTO DE IR A LOS ACANTILADOS Sorprendente y blanco NUEVA ZELANDA Un sueño para explorar


PHOTOS GIAMPAOLO MOCCI © AT PHOTOGRAPHER

objectivo AT

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núm06 ABR2013 resumen EL VIAJE VERTICAL

Editorial

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obijectivo AT

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LA TANOURA

YOU DISCOVER

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EL TREN DE VAPOR

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CARLOFORTE Y LA ISLA DE SAN PIETRO

de Massimo Cozzolino

de Giuseppe Giuliani

de Patrizia Giancola

AT on canvas

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Topniejące śniegi w Tatrach de Barbara Knapczyk

Outdooractivity

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EL ENCANTO DE IR A LOS ACANTILADOS de Giampaolo Mocci

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NUEVA ZELANDA, UN SUEÑO PARA EXPLORAR de Betty Seriani

AT culturam!

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ARTESANÍAS ANTIGUAS DEL BEL PAESE El Veneto de Giuseppe Belli

obijectivo AT

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SCREEN SHOOT staff editor

AT Decameron

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LÁPIZ, GOMA DE BORRAR Y UN RATÓN... de Barbara Valuto

web it.atmagazine.eu em@il info@atmagazine.it atpublimedia@atmagazine.it

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staff editor Giampaolo Mocci

Che cos’è un’erbaccia? Una pianta le cui virtù non sono state ancora scoperte [R.W. Emerson]. Esistono migliaia di metafore e aforismi che concettualizzano il mondo e la vita. Forse definire “erbaccia” la vita è irriverente, eppure, quanti innanzi ad una pianta officinale, dalle virtù note, sarebbero in grado di riconoscerla? Le esperienze, gli uomini e la vita stessa sono erbacce a cui guardare con curiosità e attenzione, senza fermarsi alla prima impressione e scevri da ogni condizionamento impegnarsi a scoprine le virtù nascoste.

Andrea Concas

Giornalista professionista, scrittore, laureato in Scienze della Comunicazione, ha collaborato con diversi periodici (“Il Tempo”, ecc.), agenzie di stampa (Unione Sarda, ecc.) e tv. Editor per network editoriali (Mondadori). Attualmente dirige “Diario24Notizie”,”2012 Magazine” e “Sardinia Network”. È consulente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna e della Associazione della Stampa Sarda (FNSI). Dal 2008 è il responsabile del C.R.E. (Centro Ricerche di Esopolitica) e dell’Associazione intitolata al giornalista “José De Larra”. Dal 2011 è il presidente del GUS sardo, il Gruppo di specializzazione della FNSI relativo ai giornalisti degli Uffici Stampa.

Shawn Serra

Barbara Valuto

Oscar Migliorini

Flavia Attardi

Sabina Contu

Gianluca Piras

Ho 23 anni e vivo a Carbonia, mi sono diplomato al Liceo Scentifico Tecnologico di Carbonia e attualmente sto completando il mio percorso formativo come studente in Scienze della Comunicazione a Cagliari. Entrare a far parte della redazione di questa rivista turistica on line mi entusiasma e spero di dare un importante contributo.

Da turista occasionale e distratta, sono diventata una vera appassionata di viaggi dopo il battesimo del classico viaggio zaino+Interrail dopo la maturità. La laurea in Lingue e il tesserino da giornalista sono stati un pretesto per conoscere a fondo altri mondi, altre culture e soprattutto stringere amicizie durature con anime gemelle erranti in ogni angolo del pianeta. Costretta dal lavoro a fissa dimora e ferie limitate, ho scelto una professione che, dopo l’esperienza in un tour operator e un albergo, mi consentisse di vivere in un ambiente dove il viaggio è insieme fine e mezzo: l’aeroporto. Di appendere la valigia al chiodo, naturalmente, non se ne parla proprio.

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Da sempre rincorro l’idea di poter diventare parte integrante di quel che i cinque sensi attribuiti mi permettono, attraverso tele, argille e metalli. Non esito a misurarmi ed esprimermi con diverse passioni, come la fotografia e l’arrampicata sportiva, che mi consentono di essere a contatto con le molteplici bellezze della natura...anch’essa come l’arte, infinita ed imprevedibile. Colpevole di un’inesauribile sete di conoscenza per me, sarebbe difficile scegliere tra tante meraviglie che mi attirano, mi circondano e che vivo!

Sabina Contu classe 1973 Segno zodiacale Vergine. Vivo e lavoro prevalentemente a Cagliari. Attualmente Delegata alla Sport della Provincia di Cagliari. Tra i vari incarichi ricoperti nel 1996 consigliere comunale del mio paese natio Jerzu e nel 2004 consigliere di amministrazione dell’ente regionale per il diritto allo studio. Amo la letterattura, la politica ed il diritto, in particolare quello ambientale, sanitario e sui temi della nocività lavorativa sto concentrando la mia attenzione negli ultimi anni. Film preferito : C’era una volta l’America. Attori: Cleant Eastwood e Meryl Streep. Il mio libro preferito è “L’arte della guerra” di Sun TZu. Le mie passioni sono la cucina e l’agricoltura.

Vivo a Oristano, dove sono nato il 20 maggio del 1961. Sono iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti e lavoro come responsabile dell’ufficio stampa e Comunicazione istituzionale della Provincia di Oristano, curando anche la redazione e la pubblicazione dei contenuti del sito istituzionale. Appassionato sportivo, ho praticato innumerevoli sport ma in modo significativo scherma, calcio, tennistavolo, tennis. Ora pratico con impegno agonistico lo sport delle bocce. Sono presidente del Comitato provinciale di Oristano della Federazione Bocce e atleta della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Oristano. Di questa gloriosa società, fondata nel 1866, sono stato presidente dal 1999 al 2005 e faccio parte del Consiglio di amministrazione dal 1996.

Sono Gianluca Piras quasi trenta anni che pratico assiduamente tutto quello che l’outdoor in Sardegna e nel mondo, dalla speleologia al torrentismo, dal trekking alla mountai bike, in primis l’arrampicata in tutte le sue salse, grandi numeri non li ho mai fatti ma mi sento in sintonia con la mia filosofia: “siamo tutti liberi di confrontarci come vogliamo con la parete, nel rispetto del prossimo” .


Stefania Spiga

Marco Lasio

Patrizia Giancola

Grazia Solinas

Ignazio Perniciano

Rosalia Carta

Paola Angelotti

Rinaldo Bonazzo

Stefano Vascotto

Stefania 38 anni, vivo e lavoro nella bella Cagliari, dividendomi tra gli impegni della quotidianità e la ricerca di una dimensione temporale da dedicare alle mie passioni: l’arte contemporanea, la poesia, il buon vino, le giornate di sole e i viaggi. Da 15 anni mi occupo di comunicazione e marketing. Ho collaborato con le più affermate agenzie pubblicitarie di Cagliari curando i progetti web per clienti come Tiscali. Dal 2001 ho accettato di dedicarmi totalmente all’utility Energit con il ruolo di Marketing & Communication Specialist. “Ora mi sento come se stessi aspettando qualcosa che so non arriverà mai... Perché adoro illudermi e sperare, ti senti più vivo mentre lo fai [C. Bukowski].

“Porta itineris dicitur longissima esse”. I latini dicevano “La porta è la parte più lunga del viaggio”: per iniziare una nuova vita bisogna trovare il coraggio di fare il primo passo, per cambiare bisogna avere le forze di farlo. Per crescere bisogna volare via dal nido e cogliere al volo tutte le occasioni. Viaggi, musica e la potenza delle immagini per evadere e costruire una chiave che apra tutte le porte che si presentano lungo la strada.

Regnum: Animalia Phylum: Chordata Divisio: Vertebrata Classis: Mammalia Ordo: Primates Familia: Hominidae Genus: Homo Species: sapiens Subspecies: sapiens Sub-subspecies: sardoa Aetas XLIII Sexus: aliquando… Mater lengua: Italica, Sarda campidanensis Aliis: Anglica (C1), Hispanica Castellana(B2), Batava vel Belgica et Hollandica (B1) Facultas: ars pingendi Aliis: ars de computatris programmandis , historia artium et antiquitatis, astronomia et astrologia, occulta philosophia, mythologia, hodierni litterae, ars herbaria (botanica et mycologia), photographia.

Maggio 1985, Perito informatico (ABACUS), laureando in Scienze della comunicazione, appasionato di assemblaggio, programmazione su Personal Computer e la musica rock. Il mio hobby della mountain bike mi ha portato a conoscere luoghi ed a riscoprire il contatto con gli spazi verdi che la nostra terra ci offre. Le nuove esperienze se rivestite di un sano velo di sfida mi coinvolgono e motivano a cimentarmi con passione in queste nuove avventure.

Ho cinquantasei anni e amo definirmi “diversamente giovane”. Ho vissuto buona parte della mia vita aldilà del mare, ma con radici ben salde sulla nostra terra. Sono sentimentalmente legato a una ragazza ben più giovane di me, che non so bene come riesca a sopportarmi. Dopo trentacinque anni di lavoro, in area commerciale nel settore della comunicazione pubblicitaria, faccio ora parte della categoria degli esodati. Coltivo molte passioni fra cui l’elettronica, i motori, il volo, la pesca, il modellismo, i viaggi e la musica. Nei rapporti umani considero imprescindibile il rispetto reciproco e il mio stile di vita è imperniato sull’osservanza di quelle che chiamo “le regole del gioco”.

Over 30 years in the IT world. Passionate about new technology and always open to new solution.

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Amo paragonarmi ad un diamante: le sue preziose e molteplici sfaccettature sono come le mie tante sfumature di personalità e di carattere. Anche il mio percorso personale e professionale è piuttosto bizzarro: ho due figli di 28 e 26 anni, un cane di 15, un nuovo compagno, adoro gli studi umanistici, ma ho un incarico di manager presso una società di engineering, un brevetto di sub e amo il nuoto, un amore incondizionato per i libri, per i viaggi e per tutto ciò che è innovazione e tecnologia applicata alla tradizione. In tutto questo cerco il particolare che fa la differenza. Son un ariete e mi butto a capofitto in tutto ciò che faccio, ma tutto ciò che faccio deve divertirmi, deve farmi ridere. Il mio motto è: la vida es un carnaval!

Appassionato da sempre per gli sport all’aria aperta come la mountain bike, il kayak, immersioni e tanto altro, ho sempre inteso la parola outdoor come momento di conoscenza. Il percorrere sentieri su due ruote o far scorrere il mio kayak sul mare della nostra Sardegna è sempre occasione di arricchimento culturale che soddisfa appieno la mia inesauribile voglia di conoscere. Negli anni ho collaborato con riviste di trekking e outdoor in genere. La fotografia è inoltre l’indiscussa forma di archiviazione dei miei momenti passati tra amici o in solitudine per i monti o per mare.

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staff editor Elisabetta Gungui

Barbara Knapczyk

Giuseppe Giuliani

Denise Lai

Giuseppe Belli

Francesca Columbu

Marco Cabitza

Angelo Mulas

Valentina Morea

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Cagliaritana di 35 anni, socievole, estroversa, creativa e simpatica (dicono!). Lavoro nel mondo della sicurezza per le aziende, studio Scienze della comunicazione e gestisco un Bed&Breakfast da circa due anni. Aspettative per il futuro? Esprimere sempre più la mia parte creativa nel mondo del lavoro (e non solo!). Sono appassionata di cinema, teatro, arte, musica, viaggi al fine di un arricchimento culturale/sociale, poco sport ma primo tra tutti il tennis. Le poche righe a disposizione son finite per cui concludo qui la mia brevissima presentazione!

29 anni, studia nella facoltà di Beni Culturali (curriculum archeologico) dell’Università degli Studi di Cagliari. Giornalista dal 2010, scrive per blog, quotidiani e riviste, anche online.

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Barbara Knapczyk was born in Cracow in 1960. She studied at Academy of Fine Arts in Cracow. Painting with professor Stanislaw Rodzinski and professor Zbigniew Grzybowski. Drawing with professor Zbylut Grzywacz and professor Józef Zabkowski. Diploma in 1989. Tekstile art with professor Ryszard Kwiecien. All works inspired by the surrounding nature. Favorites: landscapes, still life, portrait, themes of mountains. Her work are in private collection in many countries. She likes to travel and takes pictures.

Sono Giuseppe Belli, cinquantatre anni passati tutti nella mia città, Napoli. Essa, oltre ad essere una delle più belle città che io conosca è anche tra le più complesse e caotiche, di quello stesso caos incomprensibile che contraddistingue la nostra vita. Amo leggere e scrivere. Soprattutto la scrittura mi da modo di rielaborare la realtà che mi circonda e talvolta la possibilità di comprenderla meglio. Per questo ho pubblicato già due libri… e non c’è due senza tre.

Il mio nome è Angelo e, sono nato 55 anni fa nella zona più bella della Sardegna, la Barbagia. Porto sempre con me, ovunque vada la sua natura, i suoi profumi, i suoi sapori, la visione e l’amore della mia gente che sono uniche. Sono ragioniere, divorziato e padre di una splendida figlia. Adoro il cinema e la musica in tutte le loro forme. Amo la poesia e la magia delle parole: quelle ben cantate, quelle ben recitate e quelle ben parlate. Dalla mia gente ho imparato l’importanza dei rapporti umani, a costo di deludere, a costo di deludersi perché come qualcuno ha detto: non si è mai soli quando qualcuno ti ha lasciato, si è soli quando qualcuno non è mai venuto.

Quattro righe su di me... Giuseppe Giuliani. Giornalista, 45 anni, ama la vita di società e gli appuntamenti mondani tanto che vorrebbe abitare in Lapponia. Invece, vive ad Assemini dove, peraltro, pare non abbia mai incontrato una renna. Siamo tutti appesi a un filo. E io sono anche sovrappeso (Franco Zuin)

Classe 1974; Sarda di nascita e di sangue; Attualmente impegnata professionalmente presso l’aeroporto di Cagliari. Amante della natura, del buon cibo e dei viaggi; riesce ad emozionarmi un tramonto d’estate e allo stezzo modo un gratacielo di una grande metropoli. Faccio mia la frase:...[]”Accettare le sfide della vita significa porsi di fronte ai nostri limiti e ammettere di poterli o meno superare”..e ad oggi credo di avere, ancora, tante sfide da vincere!

Il mio mondo è una valigia. Inguaribile sognatrice e viaggiatrice per passione; un’irrefrenabile curiosità mi spinge a voler conoscere quel che non so, capire ciò che appare ostico, superare barriere e confini. La sete di novità e l’entusiasmo nel viverle sono la mia forza motrice, la parola è la mia arma (pacifica peraltro).


ph. B.Valuto Š AT Photographer

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PHOTO ANTONELLO LECIS © AT PHOTOGRAPHER


editorial

El viaje vertical Subiendo por qué? Para escuchar la emoción de la vida en sus manos, para vivir en armonía consigo mismos y con la naturaleza, tomando todos los sentidos, momento a momento. Hay en esta estética de la roca se mueve en una forma de expresión, el respeto por la naturaleza y para el próximo casi refleja el hecho de que la presencia constante en la mente. Las razones son muchas y cada una de ellas es lo suficientemente importante como para seguir centrándose o acercarse a la escalada. El placer de vivir el lado creativo de la escalada que ofrece, sin ser atletas y no persiguiendo el rendimiento. Siempre busca algo que va más allá del resultado frenético ganar a toda costa. La roca puede crear nuevas rutas, encontrar una línea en una gran pared que lleva a la cumbre, subiendo una grieta sin necesidad de utilizar protecciones fijas ver un pasaje en una pequeña roca dura y seca, de pie ante un espejo y piedra escuchar su llamada y el incentivo para subir. Estas son las razones que llevan a la búsqueda permanente de la percepción que transmite la escalada en cualquier momento. Subiendo por qué? Incluso en este entorno, lejos de los salones de un acalorado debate después de que el partido de fútbol casi el más importante de los mismos, no son los habituales faccioso, número argumentativo, matemático, pero sin embargo nunca ser capaz de afectar a la relación personal con el “ ambiente. Un mundo muy lejos de la distribución de la masa de la idea de influir en las emociones más profundas de los que viven de la roca y la montaña. La escalada es sinónimo de una expresión de la libertad interior, como un viajero en la dirección vertical, los picos de llegar más alto y más alto, como si fuera a encontrar constantemente un nuevo punto de vista desde el que observar y escudriñar el mundo. Ponte a prueba, se alejan de las certezas de las situaciones normales y satisfacer el espíritu aventurero del alma humana, arrullado por el conformismo ... y mirar la vida con un sabor antiguo deseo incertidumbre renovada. GIAMPAOLO MOCCI | EDITOR

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objectivo AT

La Tanoura. In occasione del 20° Design, che si è tenuto nel 2010 per la prima volta, nella parte antica di Il Cairo, precisamente a Khan El Khalili che per l’occasione ha subito un bellissimo restyling. L’atmosfera era estremamente piacevole, le strade erano piene di gente, l’evento è stato ricco di mostre e rappresentazioni di strada, ed è proprio in questa occasione che ho visto per la prima volta gli uomini trottola ballare la Tanoura, ossia la gonna. Danza mistica, che ha origine nell’impero Ottomano, sviluppatasi poi anche nella vecchia Cairo, dove assume dei toni più spettacolari. Il Derviscio con le sue pesanti gonne colorate roteando sempre più vorticosamente con l’incalzare della musica ossessiva, diventa un caleidoscopio di forme e di colori, in un crescendo orgasmico fino a raggiungere uno stadio di trance, che lo porta a congiungersi con il divino in una sorta di preghiera fisica. Questa danza è la rappresentazione tra il cielo e la terra, tra il corpo e l’anima, tra Dio e l’uomo. Se pur avendo perso un po’ di misticismo diventando molto folclorico, essendo rappresentata in diversi luoghi turistici, non si può non riconoscerle la bellezza e la complessità di esecuzione, infatti il Derviscio può roteare per più di venti minuti senza assolutamente perdere l’equilibrio e ciò richiede una complessa preparazione. MASSIMO COZZOLINO

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KHAN EL KHALILI - IL CAIRO, EGITTO

PHOTO MASSIMO COZZOLINO © AT PHOTOGRAPHER

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objectivo AT

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TANOURA - IL CAIRO, EGITTO

PHOTO MASSIMO COZZOLINO © AT PHOTOGRAPHER


OCEANO ATLANTICO BUSHUA, GHANA OCEANO ATLANTICO BUSHUA, GHANA

FOTO MASSIMO COZZOLINO AT PHOTOGRAPHER FOTO MASSIMO COZZOLINO © AT©PHOTOGRAPHER

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objectivo AT

ENEBRO, CERDEÑA

PHOTO GIAMPAOLO MOCCI © AT PHOTOGRAPHER

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You DISCOVER

El tren de vapor TEXTO DE GIUSEPPE GIULIANI PHOTO ASS.NE SARDA TRENI STORICI SARDEGNAVAPORE


La locomotora que bebe agua, quema carbón y resopla vapor gusta sobre todo a los británicos y a los niños. Los primeros nunca faltan a una cita con un viaje en las líneas ferroviarias sardas, los últimos son a menudo los más entusiastas después de las excursiones dominicales en las líneas Cagliari-Iglesias y Cagliari - Carbonia. La locomotora de vapor 740 423 es una joya guardada y cuidada por la Asociacion Sarda Trenes Historicos “Sardegnavapore”. Un grupo de amantes de los trenes

del mundo que ha decidido devolver a un vehiculo que quedaba oxidado en un deposito, su función natural, circular por las vías. La locomotora propone un tiempo que ya no existe y cuando cruza el país en su camino hacia la Sulcis, recuerda un pasado que evoca la nostalgia de las personas mayores y jóvenes curiosos. Para la asociación es una cuestión de pasión y de la memoria histórica, pero es extraño que las instituciones no reconocen al tren de vapor un valor turístico fuerte.

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La locomotora propone un tiempo que ya no existe...

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Esa lo sĂ­ mismo una El objetivo, mina marcha en Cerde arqueologĂ­a indus Los extranjeros v a la cita con el v britĂĄnicos: cada menos un grupo necesidad. Para tren de vapor al programa que la significativa que s y bien mantenido


ocomotora que viaja de nuevo, después de 90 años, es en atracción. as de Iglesias y Carbonia, nuevo intento para poner en eña el parque Geominerario y un turismo vinculado a la strial, es un valor añadido. valoran y durante las vacacionese en la Isla no renuncian viaje en el tren de vapor. Luego está el capítulo de los año la agencia The Railway Touring Company lleva al en Cerdeña y el escenario con el tren de vapor es una este año, el Touring Company Ferrocarril preguntó el 12 de mayo, en el camino de Cagliari a Macomer. En el agencia extiende entre los británicos hay una frase muy se refiere a los trenes: “ellos están totalmente equipados os y lo único que falta son los pasajeros”.

“Questo libro rappresenta un viaggio metaforico alla ricerca di un riscatto, di quegli abbandoni atavici, di padre in figlio, e dell’interruzione drammatica della loro relazione affettiva, che si sublima in “frammenti” di ricordidiario chiamati a riempire un vuoto. Nel racconto viene fuori una città, Napoli, che ha mantenuto intatte le sue relazioni e che l’autore ci restituisce con emozioni nuove, forse per metabolizzare quelle “solitudini” che si è portato dentro per tanto, troppo tempo.” Ines D’Angelo

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“Sardegnavapore”, dice el presidente Salvatore Moi. ¿Cuándo nace la asociación? La asociación Sarda tren histórico “Sardegnavapore” fue fundada en 2000 por un grupo de entusiastas que consta de los ferroviarios, pero no sólo. El primer presidente fue Alfredo Pisano. ¿Cuál es el objetivo? El objetivo es mejorar el patrimonio ferroviario de Cerdeña y preservar la memoria histórica de los Ferrocarriles de Cerdeña. ¿Cuando comenzó a viajar la locomotora de vapor? La locomotora, construida en 1923 por Officine Nicola Romeo di Saronno, viajó a Cerdeña desde los años 40 hasta 1973, año en el que está escrita la palabra en la tracción a vapor. En ese momento, se mantuvo firme en la presentación de Golfo Aranci, donde fue observado por los fundadores de la asociación. Posteriormente, la locomotora fue trasladada a Cagliari y con el consentimiento de Trenitalia ha decidido recuperarla desde el punto de vida funcional. ¿Qué tipo de intervenciones se han hecho? La locomotora fue totalmente llevada adelante por los miembros de “Sardegnavapore”, otros hicieron uso de las técnicas de Trenitalia, porque hay procedimientos que deben ser certificados y deben ser realizados por personal de los Ferrocarriles del Estado. ¿Cuánto tiempo sirvio poner en funcion la locomotora? La asociación fue fundada en el año 2000, los dos primeros años han sido, digamos, dedicados a la burocracia, en 2006 la locomotora hizo la primera prueba. ¿El primer viaje oficial en su lugar? El primer viaje fue abierto al público en marzo de 2007, a Cagliari Carbonia y vuelta, pero en el año anterior, el día después de la sesión de prueba en el Cagliari-X, se une a la locomotora y dos vagones con los únicos miembros a bordo han viajado por el Cagliari Carbonia ruta. ¿Los dos carros a que epoca vuelven? Hay dos carros reconstruidos en los marcos originales de 1909 y 1910. Lo mismo va para el tronco: fue reconstruida en 1930 en el chasis del 1909. ¿”Sardegnavapore” tiene otros objetivos? Sí, en el ínterin para operar en el Museo Nacional del Ferrocarril, que se encuentra en la estación de Cagliari y luego recuperar otros medios: la locomotora en exhibición en la estación a unos vagones de mercancías. El programa es también la restauración de lo que fue la presentación de las máquinas de vapor.

Sarda Historical Associa

El tren de vapor que viaja des los domingos y días festivos. La salida será a las 8.30 de la en autobús a las minas). El tre El próximo viaje está previs

Contact Marino P Phone +39 334 71 Web - http://www Em@il - info@sar


Información y reservas

ation Train “Sardegnavapore”

sde mediados de octubre hasta finales de mayo en las líneas de Cagliari – Iglesias, Cagliari –Carbonia e Cagliari-Oristano sólo

a plataforma 8 de la estación de tren de Cagliari. El coste del billete es de 35 euros (por Iglesias en el tráfico, incluyendo el traslado en sólo si se alcanza el número mínimo de 150 pasajeros. Un total de 156 asientos disponibles. sto para el 28 de abril.

Piu 165216 w.sardegnavapore.it rdegnavapore.it

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You DISCOVER

Carloforte y la isla de San Pietro TEXTO Y PHOTO DE PATRIZIA GIANCOLA

De la isla, y su centro de la ciudad ya se ha dicho y escrito acerca de todo, pero parece que las palabras no son suficientes nunca para describir el encanto y la fascinación. De todos modos, es una isla que no es siempre igual a sí mismo, tiene la capacidad de evolucionar, para ofrecer más y diferente al mismo visitante. Situado tranquilamente en las aguas al sur-oeste de Cerdeña, en el archipiélago de las Sulcis, espectáculos, invitados que llegan al puerto, con sus rascacielos distintivo de la ciudad de Carloforte, que se refleja en el mar y los colores del ocre blanco, verde y amarillo . El viajero fue recibido por la estatua de Carlos Manuel III, se encuentra inmerso en los callejones, las calles estrechas del centro histórico, en una mezcla de olores, sabores, olores y sonidos que transportan desde el principio en una realidad muy lejos de la madre isla.


PHOTO GIAMPAOLO MOCCI © AT PHOTOGRAPHER

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La mejor manera de descubrir el país es perderse en sus calles estrechas, pasar de una etapa, admirando las coloridas fachadas de las casas, adornado de terrazas con típicas flores, apoyados por soportes con múltiples formas (schen de galàie), las ventanas de los productos artesanales, parar y hablar con los nativos, siempre amables con los visitantes, siendo absorbidos por sus hábitos de relajarse, dejarse llevar por las voces en dialecto Tabarchino y olores. Se mezclan en las fosas nasales, bañadas por la brisa del mar, el olor del pan recién horneado, los deliciosos pasteles, galletas y avena, pescado fresco, la casca, carlofortino hecha de sémola de cuscús y verduras de temporada, un triunfo de la cocina local, el atún , gobernante de la gastronomía de la isla, preparado en todas sus formas, el desorden de la pasta con tomate, pesto y el

atún, que se sirve en las mesas de los r San Pedro: 50 kilómetros cuadrados isla cultura, la historia y el patrimonio natural de abril 1738 día de la fundación oficial por un grupo de 380 personas de la col costa tunecina. Alrededor de 33 kilómetros de costa esp por un lado, hermosas playas de arena acantilados, acantilados de rocas, picos formas, pilas (famoso las dos columnas, isla), calas rocosas y cuevas naturales. Un ecosistema rico en fauna y flora, q


restaurantes. a de origen volcánico, rico en tradición, la l correspondiente. Deshabitada hasta 17 de la ciudad de Carlisle, fue colonizada lonia de Liguria de Tabarca, cerca de la

pectacular bañadas por aguas cristalinas: a situados en pequeñas calas, por otro, s, piedras planas y los pasos, diferentes , un monumento natural y símbolo de la

que puede satisfacer a los turistas más

exigentes que pueden disfrutar de muchas actividades: vela, buceo, fotografía, senderismo, ciclismo, natación. A la salida del pueblo, de las playas, que ya la Saline están en uso, pero ocupado por una colonia de flamencos rosados en el oeste se puede llegar al oasis Lipu, una reserva natural de 400 hectáreas, un punto de encuentro los estudiosos de todo el mundo, poblados, entre otras especies, incluso de halcón de Eleonor, en riesgo de extinción. No hay escasez de festivales, ferias, festivales y eventos culturales durante casi todo el año: Carnaval, del 17 de enero hasta el martes de carnaval, la fiesta de Nuestra Señora de Schiavo, 15 de noviembre, festividad de San Pedro, el 29 de junio, la compañía propiedad de la carlofortini, el festival “de la isla de una isla en la península”, representaciones teatrales y musicales de nuevos talentos, que se desarrolla entre las plazas y callejones de

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la ciudad antigua entre la última semana de agosto y primera de septiembre. Entre finales de mayo y principios de junio, en relación con la masacre de atún, se lleva a cabo en el evento “Girotonno” durante el cual los cocineros de todo el mundo competirán con platos de atún rojo en el Gourmet Race Internacional. Vagando por las calles, es un momento para admirados, asombrados, los barcos por un camino o por mar desde lo alto de las murallas que rodean la ciudad. Desde lo alto de las pastillas de subida, las vistas desde el campo, la densa vegetación, el lentisco, pino y enebro, a veces salvaje, el azul del mar, el gris claro de las rocas de los valles Cómo no enamorarse de las hermosas vistas que surgen de todos los rincones de la isla? Por el Mediterráneo, salpicado con el blanco de las casas, que se encuentra en las rocas o en el mar, la coloración de la superficie? ¿Cómo no sentirse en paz consigo mismos y con el resto del mundo? La isla de San Pietro hará que: Captura y seduce a un extraño haciendo que se sienta parte integrante del mismo y sus maravillas naturales.

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PHOTOS GIAMPAOLO MOCCI © AT PHOTOGRAPHER


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AT on canvas

BARBARA KNAPCZYK 2012 漏 all rights reserved

Barbara Knapczyk was born in Cracow in 1960. She studied at Academy of Fine Arts in Cracow. Painting with professor Stanislaw Rodzinski and professor Zbigniew Grzybowski. Drawing with professor Zbylut Grzywacz and professor J贸zef Zabkowski. Diploma in 1989. Tekstile art with Professor Ryszard Kwiecien. All works inspired by the surrounding nature. Favorites: landscapes, still life, portrait, themes of mountains. Her work are in private collection in many countries. She likes to travel and takes pictures.

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TOPNIEJĄCE ŚNIEGI W TATRACH (olej na płótnie - 140x110 cm) SCIOGLIMENTO DELLA NEVE IN MONTAGNA (olio su tela - 140x110 cm)


Outdooractivity

El encanto de ir a los acantilados TEXTO Y PHOTO DE GIAMPAOLO MOCCI

Sorprendente, impresionante y blanco, es el tramo de costa desde Planusartu a Baggerru se estrella en el mar con un impresionante acantilado de casi trescientos metros frente a la misma y no menos fascinante Pan de Azúcar (o Concali de Terràinu), un mini- -rock-island-blanco cerúleo color, que se eleva a más de ciento treinta metros de altura, en la costa sur-oeste de Cerdeña.


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La belleza del paisaje se enriquece con las aguas cristalinas del hermoso mar que lo rodea, al igual que durante las tormentas con fuerza e impulso, en los Ăşltimos aĂąos ha erosionado las rocas escarpadas y cuevas profundas, creando un juego de luz y color de rara intensidad, como la Gruta Azul. En este entorno, los principios de los 80 escaladores alternativos de todo el mundo, atraĂ­dos por la piedra caliza blanca trabajaron gotas, paredes de rara belleza, procesados y cincelado por el goteo de la pared.

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Escalar la montaña es una experiencia que deja literalmente sin aliento, la belleza del entorno, por la sensación de libertad que los inmensos espacios del azul del mar se pueden tallar en mente. Si se inicia el ascenso de las rocas o de un barco, la sensación de satisfacción envuelve desde el primer momento. Las rutas marcadas son ahora cientos, de todas las dificultades y los diferentes estilos de escalada, tanto a paredes verticales infinitas, es el más atlético de los pasos que sobresalen partes de la pared. Claro escalar el Pan de Azúcar transmite algo que es difícil de olvidar. Tal vez porque después de su verticalidad ciento treinta metros se llega a una meseta de límites distinguibles, dando la sensación de estar en otra dimensión. Un lugar donde la tierra muestra sus límites, ridimensionandosi a escala humana y donde se siente, además de compañero de escalada, los gobernantes de un reino extraño, aunque sólo sea por un día.

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Las vías de escalada que trepan los acantilados son más fácilmente accesibles y no requieren de la logística necesaria para llegar al Pan de Azúcar. A pesar de la singularidad de la roca se acaba de describir, es difícil permanecer decepcionado por los itinerarios a pie. Las paredes comienzan a participar de la imaginación de la playa de estacionamiento ya, y más de una vez nos damos cuenta de que distrajo al ver que la piedra caliza blanca, mientras nos preparamos para poner la mochila en sus hombros. El corto sendero que lleva a la base del acantilado es un increscendo de emoción mezclada con adrenalina, el deseo de ser “unido” a la roca, creciendo pulgada a pulgada y paso a paso las prensas. Al llegar a la base de los estados de ánimo, se alternan entre la felicidad y la sensación de libertad que se encuentra en ser parte del mundo que vemos a través de nuestros ojos y que no se puede dejar de ver.

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lengüeta técnico DESCRIPCIÓN :

arrampicata su roccia, a parte qualche rara eccezzione, sempre bella e compatta. Lo stile di scalata alterna muri verticali, diedri e placche a gocce. La progressione è sempre accompagnata da panorama mozzafiato e d’effetto. Nota tecnica, le soste per entrambi gli intinerari sono sempre comode e ben posizionate. Consiglio alla penultima sosta di proseguire all’evidente e ampia cengia appena sopra e far sicura da uno dei grandi ginepri.

ACCESO:

dal parcheggio seguire la stradina che porta alla biglietteria per la miniera di Porto Flavia. Subito dopo le panchine (a destra) salire il ripido sentiero che s’inerpica fino alla rete di protezione caduta massi. Tenere la rete alla sinistra e giunti alla pietraia, salire verso la base della parete. Giunti sotto la falesia ridiscendere sino alla base del Pilastro dell’Italia Liberata, per raggiungere l’attacco della via seguire il corrimano attrezzato con fittoni e corda (2° grado traverso). Per la via Le Grand Mammut continuare a scendere per altri 10 metri fino all’attacco evidente con nome alla base.

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Le Grand Mammut

L’Italia Liberata

Chiodatura: Bruno Fonnnesu 2012/13 Sviluppo: 140 mt Difficoltà: 6b max (5c obbl. S1/I) Materiale in parete: Fix inox Soste: 2 Fix con catena più terzo punto con fittone zincato Attrezzatura personale: corda da 70 mt, 15 rinvii, discensore, 3 moschettoni a ghiera, kevlar e CASCO. Discesa: lungo la via oppure uscire in cima e scendere lungo il sentiero CAI “Masua - Cala Domestica”

Chiodatura: C. Pibiri, F. Salis (1985), richiodata nel 2012 da C. Pibiri e F. Erriu Sviluppo: 160 mt Difficoltà: 5c+ max (5a obbl. S1+/I) Materiale in parete: Fix inox Soste: 2 Fix con catena più terzo punto Attrezzatura personale: corda da 70 mt, 10 rinvii, discensore, 3 moschettoni a ghiera, kevlar e CASCO. Discesa: lungo la via utilizzando le soste indicate oppure uscire in cima e scendere lungo il sentiero CAI “Masua - Cala Domestica”

Scogliera Monte Nai

Scogliera Monte Nai

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Outdooractivity

nueva zelanda un sueño para explorar TEXTO Y PHOTO DE BETTY SERIANI

¿Alguna vez has tenido el sueño de explorar un lugar de la infancia? Yo, Nueva Zelanda, más mito que realidad. Finalmente lo realizo en compañía de mi mochila y el deseo de descubrir. El período elegido cuarenta días entre junio y julio, es invierno. No es demasiado difícil, no es el lugar más turístico y tampoco es necesario reservar. Última orientación y trazado un camino, decidí que era mejor una vez que llegamos allí, elegir cada día el destino de mi viaje. Porque todos los lugares, incluso el más pequeño y aparentemente olvidado, tiene un “centro de información del visitante”, donde reservar bus, tren, pensión o albergue, actividad recreativa o deportiva y donde el consejo de los jóvenes empleados siempre sonriendo, adaptan a cualquier requerimiento de los gastos.

Casi dos días de viaje y, finalmente, respiro el aire del mundo en el marco. Mi aventura comienza de Christchurch, en la costa este de la Isla Sur (la más grande de las islas). Las primeras emociones no tardaron en hacerse sentir. Compruebe en la noche del terremoto, en la primera reunión de una larga lista de personas, cuyo afán casi no se puede olvidar. Se trata de un taxista que me lleva de albergues hasta que encuentra uno seguro haciendome pagar la mitad de la carrera, porque dijo: Su llegada no tuvo suerte hoy. Al día siguiente comienza el verdadero viaje hacia el sur. Elijo para moverse en autobús y gastar poco, a pesar del alto nivel de confort y los conductores también son excelentes guías turísticos.


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Durante el viaje afectan a los inmensos espacios que se cruzan sin encontrar un alma, lagos, montañas, bosques, tierras estériles que alternan con colinas verdes. La tranquilidad impregna todo y sale del alma de la población civil que transmite con su cálida bienvenida. Sorprendente la humanidad y la solidaridad que distinguen a ellos y que me han acompañado durante todo el viaje. En un país del tamaño de Italia, pero con cuatro y medio millones de habitantes, de los cuales dos millones a Auchland, la delincuencia es casi inexistente y espacio de vida tan grande como para no correr el riesgo de molestar a los demás.

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El viaje continúa y llegan fiordos impresionantes, donde se tiene la impresión de ser catapultado a una película de fantasía. Continua a la costa oeste, de vez en cuando me detengo en un pequeño pueblo con vistas a los lagos tranquilos pero estrictos en su vestido de invierno. De Queenstown a los pies del Monte Cook, el más alto de Nueva Zelanda y fascinante gimnasio de los más grandes alpinistas de Nueva Zelanda, a los pies de los cuales se encuentra el museo del pueblo de Sir Edmund Hillary (uno de los alpinistas más famosos y exploradores del mundo, famoso por la primera ascensión al Monte Everest tuvo lugar 29 de mayo 1953, junto con el sherpa Tenzing Norgay).

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Sigo hacia el norte de las selvas tropicales y glaciares que se sumergen en el océano. Los paisajes son espectaculares y emocionantes. Los países son característicos, casas bajas de madera, los lagos y los bosques, en los que saborean productos y vinos locales. Es hora de salir de la Isla del Sur y navegar por el mar del norte. El ferry que nos lleva a las calas suaves de la región de Marlborough y luego rompen las olas que nos separan de la Isla Norte. Por fin estoy en la isla de los géiseres. Desde Wellington me muevo más al norte hacia Rotorua, el olor de fumarolas de azufre y dan al paisaje un rostro singular y único. La temperatura se eleva, llego al pueblo maorí, de donde vengo, en un instante sumido en una era danzas ancestrales, tradiciones y leyendas. Aprendemos de la historia, saboreo la comida y me emociono. Sigo hacia más al norte, entre otros bosques y otros géiseres para llegar a mi destino final: Auchland, vela paraíso y gran ciudad que tiene poco en común con el kiwi de Nueva Zelanda y los maoríes, pero fascinante. El viaje fue agitado tratando de satisfacer en lo posible mi sed de ver y descubrir. A pesar de los cuarenta días, me gustaría tener más tiempo para ir aún más lejos, pero es hora de irse, con la promesa de volver pronto, en esta tierra que ha sabido captar y me entra en mi corazón.

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at culturam !

Artesanías antigu del Bel Paesee TEXTO Y ILUSTRACIÓN DE GIUSEPPE TESTO E PHOTO BELLI DI BETTY SERIANI

o t e n e el V

Queridos amigos, si nos encontramos. Después de lidiar con el mes pasado frío en Trentino este momento nos encontramos en la región de Veneto, en la parte noreste de la península. No sé que vamos a encontrar el tiempo, pero hay que decir que también aquí las temperaturas son muy frías en invierno. Esta hermosa región, aunque afectada por la crisis económica, al igual que muchos otros en los últimos años, sigue siendo considerada una de las más ricas de nuestro país. Una vez que un país de emigración, en los últimos años ha gozado de una notable recuperación, y gracias a su patrimonio artístico, la historia, el paisaje y la contribución de sus bellas ciudades, entre ellas es su capital, Venecia, se ha convertido una de las regiones más visitadas de Italia. Por esta razón, no podíamos ir a estos lugares para admirar su belleza de cerca. Esta región se convirtió en parte del Reino de Italia, sólo en 1866, después de varios acontecimientos políticos que se han visto a lo largo de los siglos una gran república. En esta área en el idioma italiano es hablado Venetian protegido por Ente Región del Véneto y entre las lenguas minoritarias de la UNESCO. En algunos municipios, pues, oímos también friulano, ladino, y los cimbrios. Incluso en estas partes no es difícil de poner en marcha en una historia de la zona y descubrir lugares vinculados a tradiciones antiguas que han hecho de la artesanía del arte famosas como albañiles, de origen muy antiguo. Atado a este “arte es que la extracción de mármol, que nos conduce a las canteras de Pove y canteros povesi, conocido en todo el territorio de Vicenza. Entre sus obras se conservan en la zona se puede visitar el osario Templo de Bassano del Grappa, gran edificio se encuentra en Piazzale Cadorna, no muy lejos de los muros de la ciudad veneciana de Asiago y el osario, conocido como el santuario de la Leitenweg, llamado del monte sobre el que se asienta, que junto con el monumento militar del Monte Grappa es uno de los osarios líderes militares de la Primera Guerra Mundial. La presencia en la región del Véneto, en estos maestros artesanos, que utilizaron un cincel para su trabajo (de ahí el nombre de canteros), se remonta a 1500. La materia prima, mármol, arenania, las piedras de los Dolomitas, piedra de Vicenza y Nanto, salió


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de las canteras de Vicenza, Verona y de la zona de Belluno. Visitando San Giorgio di Valpolicella, en la provincia de Verona, sus habitantes nos recuerdan que esta ciudad tenía una de la mayor comunidad de albañiles, de la que salió la famosa cueva “lastame” o “piedra Prun.” Hoy en día, uno se pregunta cómo es posible que estos canteros, los titulares de un comercio buscado y apreciado, son casi extinguido y que sabían que el triste fenómeno de la emigración, por lo que después de la primera guerra de su trabajo fue a una crisis. En los años ochenta, el municipio de Pove, para preservar la memoria de este antiguo arte, decidió crear el Museo del cantero, que recoge todas las herramientas para trabajar la piedra. En el territorio, también, la evidencia de este trabajo duro son las grandes galerías de excavación, aunque puedan parecernos situaciones terribles y sombríos, envíenos su encanto pintoresco. Al llegar a las Colinas Euganeas, a nuestra vez, nos encontramos con otro antiguo oficio que caracteriza a estos lugares: el carbón. Las Colinas Euganeas, ubicadas en el valle del Po, Veneto, es una mezcla de colinas de origen volcánico. Gracias a su ubicación se puede considerar una isla naturalista en el que conviven especies de diferentes ambientes. El parque del mismo nombre, que incluye casi toda la zona montañosa, con su característica común y su spa, ideal para unas vacaciones relajantes, pertenece a la provincia de Padua. Una vez, cuando nuestras casas se calientan con fuego, aquí en las colinas Euganeas era muy popular el arte de carbón, también de origen muy antiguo. El carbón fue, ante todo, un leñador, sabiendo que el ambiente estaba recogiendo madera sin comprometer el equilibrio de la naturaleza que le rodeaba. Después de elegir la madera que se pone en la búsqueda de un espacio abierto y así comenzó a construir el carbón. Limita con el aire cuando el carbón se iba a construir con una fila de piedras, en conjunto forman una colección pira en forma de triángulo o cono toda la madera. La construcción podría alcanzar los tres metros de altura y tenía una abertura dentro de la cual sirvió como una fuente de chimenea abierta en la parte superior y luego se cubre con hojas secas. La pira estaba cubierto con suelo húmedo para ser capaces de aislar, a continuación, el carbón y la energía procedieron, de modo que la combustión de la madera suceda lentamente, cerrando el orificio superior. Este proceso de combustión puede durar una semana y fue seguido día y noche por el carbón de leña para que todo se desarrolló como se debería. Un aspecto particular de humo indica el final de la combustión y la fase de enfriamiento. Luego, a principios de la mañana, cogió el carbón de leña en bolsas grandes y, después de haberse cargado en un carro, los llevó a la ciudad para venderlos. Aún siendo signos de esta actividad, en particular en el Monte Venda ofrece una vista espectacular, y con su ubicación central es la más alta de las montañas de las colinas. Aquí no es difícil de encontrar en las parcelas a lo largo de los caminos de los antiguos hornos de carbón que retienen el suelo negro característico en recuerdo de la combustión se produjo hasta principios del siglo pasado. Y cuando nos encontramos para hablar de combustión a la hora del almuerzo, sin querer, me hace pensar en una carne a la parrilla. Podría ser una idea sabrosa, y también atractivo, por supuesto, con el debido respeto a estos hermosos lugares, proponerla a nuestros amigos turistas. Una buena carne a la brasa y refrescos para poder prepararse bien para la siguiente etapa. ¿Está de acuerdo? En ese caso, nos vemos la próxima vez.

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objectivo AT

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MOMa

Sardinia B&B

PHOTO GIAMPAOLO MOCCI © AT PHOTOGRAPHER

MOMa Sardinia B&B Via J. S. Bach, 62 Quartu S. Elena (Ca)

Cell. +39 347 0594340 www.momasardinia.it


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at decameron

MATITA, GOMMA E MOUSE... por BARBARA VALUTO

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objectivo AT

PHOTO BARBARA VALUTO © AT PHOTOGRAPHER

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Vademecum: L’ escursionismo, le attività all’aria aperta, ed in montagna in genere, sempre più diffuse, sono spesso praticate anche da persone inesperte e che si sono avvicinate da poco a questo tipo di turismo attivo. Adattiamo l’escursione alla nostra preparazione. Non sempre avere tanto entusiasmo equivale ad avere le “capacità” psico-fisiche (e qualche volta pure tecniche) adeguate. Prendere delle piccole precauzioni per affrontare le nostre escursioni ci garantisce maggior sicurezza. Tralasciando la preparazione fisica e tecnica, che ognuno dovrebbe curare in funzione della difficoltà del percorso scelto, è utile prendere alcune basilari precauzioni e dotarsi di poche attrezzature che possono però fare la differenza: • Portare in escursione il cellulare con le batterie ben cariche. • Avvisare sempre qualcuno del percorso che ci apprestiamo a compiere. • Portare almeno un GPS (o uno smartphone). Poter comunicare eventuali coordinate accelera i tempi di ricerca e recupero. • Portare una lampada per il buio, un accendino e un telo termico. • Vestire indumenti e calzature adeguate alla stagione o al terreno in cui ci troviamo. • Portare acqua e cibo a sufficienza, in maggiore quantità nelle stagioni calde. • In caso di incidente chiamare il numero unico per le emergenze sanitarie 118 e specificare il tipo di incidente e dove vi trovate, se in montagna chiedete esplicitamente l’intervento del Soccorso Alpino. Se vi siete spostati da qualche parte per telefonare NON SPOSTATEVI dal campo telefonico perché la centrale operativa potrebbe richiamarvi per avere notizie più precise.

Buone escursioni a tutti !


ph. A.Lecis Š AT Photographer

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