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Poste Italiane SpA – Spedizione in Abbonamento Postale – 70% NE/PD –Anno 48 –N. 08 Dicembre 2020 –Mensile

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Organo mensile dell’Associazione Italiana Calciatori

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2020

Umberto Calcagno nuovo Presidente AIC

La nostra maglia è sempre sudata


© UNICEFUNI122942Dicko

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editoriale

di Umberto Calcagno

Equilibrio e sostenibilità le scommesse da vincere L’Assemblea elettiva del 30 novembre scorso ha premiato, con un consenso quasi unanime, il lavoro che abbiamo svolto, soprattutto nell’ultimo anno, affidandoci nel contempo una grande responsabilità per il quadriennio appena iniziato. Siamo ben consci delle grandi aspettative riposte dai calciatori nelle nostre capacità di saper continuare a gestire la difficile fase emergenziale, coniugando le esigenze di sicurezza nello svolgimento dell’attività sportiva con le tutele salariali, in un momento nel quale alcuni Club stanno cercando di affrontare le oggettive difficoltà dovute ai mancati introiti da botteghino e sponsorizzazioni. L’attuale situazione ha messo a nudo la fragilità strutturale del nostro sistema, frutto di scelte mancate e/o errate nella politica di sviluppo aziendale che non ci hanno permesso negli anni di raggiungere l’agognata sostenibilità, a fronte della crescita esponenziale dei fatturati avuta nell’ultimo decennio. Sarà la vera scommessa da vincere tutti insieme nel prossi-

mo futuro, con riforme che sappiano favorire ulteriormente lo sviluppo del calcio apicale e favoriscano una migliore redistribuzione solidaristica delle risorse. Osserviamo da tempo e con la giusta attenzione gli altri contesti calcistici europei di alto livello; in numerose realtà, a fronte di maggiori introiti derivanti dai diritti televisivi, sono state distribuite verso il basso percentuali ben superiori rispetto a quanto avvenuto in Italia grazie al c.d. Decreto Melandri; sarà nostra responsabilità cercare di contrastare l’ampliamento delle differenze tra l’apice del sistema e il resto del mondo del calcio, come sta accadendo in altri contesti economici italiani in modo forse irreversibile. Le iniziative di Premier League e Bundesliga in queste settimane ci hanno indicato chiaramente come l’aspetto solidaristico, a maggior ragione in un sistema sportivo, sia il supporto fondamentale da cui ripartire, per garantire l’equilibrio competitivo e una nuova sostenibilità a tutela della base del nostro movimento.

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sommario Poste Italiane SpA – Spedizione in Abbonamento Postale – 70% NE/PD –Anno 48 –N. 08 Dicembre 2020 –Mensile

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Organo mensile dell’Associazione Italiana Calciatori

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2020

Umberto Calcagno nuovo Presidente AIC

La nostra maglia è sempre sudata

l’intervista 6 di Pino Lazzaro

La carriera da calciatore, la partecipazione all’Associazione già mentre giocava, gli studi e la laurea in Giurisprudenza, l’entrata in Consiglio Direttivo fin dal 1998: Umberto Calcagno, eletto Presidente AIC il 30 novembre scorso, racconta tutto il percorso che lo ha portato alla presidenza, un sogno coronato, che sente dentro come un punto di partenza.

Organo mensile dell’Associazione Italiana Calciatori

direttore direttore responsabile condirettore redazione

foto redazione e amministrazione tel. fax http: e-mail: stampa e impaginazione REG.TRIB.VI

Sergio Campana Gianni Grazioli Nicola Bosio Pino Lazzaro Stefano Sartori Stefano Fontana Tommaso Franco Diego Guido Mario Dall’Angelo Claudio Sottile Fabio Appetiti Maurizio Borsari A.I.C. Service Contrà delle Grazie, 10 36100 Vicenza 0444 233233 0444 233250 www.assocalciatori.it info@assocalciatori.it Tipolitografia Campisi Srl Arcugnano (VI) N.289 del 15-11-1972

editoriale

di Umberto Calcagno

serie B di Claudio Sottile

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amarcord di Pino Lazzaro

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lega pro di Luca Pozza

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scatti

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amarcord di Vanni Zagnoli

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segreteria

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scatti di Stefano Ferrio

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Bentornate e Bentornati

La partita che non dimentico Matteo Gerbaudo

di Maurizio Borsari

Per sempre Pablito, eroe Mundial

Tre foto tre storie

regole del gioco di Pierpaolo Romani

Quando i calciatori tornano ad essere “sotto tiro”

Finito di stampare il 11/01/2021

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calcio e legge di Stefano Sartori

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amarcord di Claudio Sottile

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femminile di Vanni Zagnoli

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io e il calcio di Pino Lazzaro Simone Giannelli

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tempo libero

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FIFA DRC e l’estensione unilaterale del contratto

Di ego, poco. Di Diego, tanto

Empoli Ladies: il sogno continua Questo periodico è iscritto all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

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l’intervista

di Pino Lazzaro

Umberto Calcagno, nuovo Presidente AIC

La nostra maglia è sempre sudata Una lunga strada, mai interrotta “Il mio è stato un filo continuo. La carriera da calciatore, la mia partecipazione all’Associazione fin che giocavo, gli studi e la laurea in Giurisprudenza, il diventare parte del Consiglio Direttivo fin dal 1998. La mia fortuna negli anni è stata che ho avuto la possibilità di scegliere, a suo tempo ho potuto così investire su di me ed è stato il calcio a darmi questo. Sono partito da zero, nessun studio di famiglia da cui iniziare, tutto quello che sono riuscito a mettere in piedi è frutto di quello che ho fatto. Quando ho iniziato, quando mi sono avvicinato all’Associazione, non è che avessi addirittura la presidenza come obiettivo, macché, di ruoli con l’Associazione ce ne sono altri, soprattutto per me contava e conta continuare a fare quel che mi piace fare”. La nostra maglia è sudata “Penso sì al percorso che mi ha portato alla presidenza, un sogno coronato, però il tutto, subito, lo sento dentro come un punto di partenza. Sono consapevole di essere diventato presidente grazie alle persone che ho attorno, alla struttura dell’Associazione, alle modalità con cui abbiamo portato avanti

le cose. Un consenso così ampio (120 i voti andati a Calcagno, 5 quelli a Dossena; ndr) significa che indipendentemente dai problemi, c’è stata la percezione da parte dei calciatori che di giorno e magari anche di notte come in questo periodo del Covid, noi c’eravamo, ci siamo e di certo ci saremo. Segno che anche per quel che riguarda gli anni dopo Campana, siamo riusciti come squadra a farci percepire come un riferimento importante per la categoria. L’idea è insomma quella della maglia sudata, che almeno ci abbiamo sempre provato, ci siamo stati e il tutto è stato capito”. Continuità “Dopo le dimissioni di Damiano, per come s’erano messe le cose la mia decisione di candidarmi è stata in fondo naturale, senza forzature: il contatto con i calciatori l’abbiamo sempre portato avanti e avrebbe potuto anche essere un problema se non ci fosse stata continuità. Non che mi aspettassi quel risultato, non sapevo quali consensi potesse avere Dossena, però di fondo ero consapevole di quel che abbiamo fatto in questi anni, di come lo abbiamo fatto, per questo una certa tranquillità comunque l’avevo”.

“Penso proprio che a presentarmi, diciamo così, l’Associazione Calciatori sia stato il mio capitano di Trani, Flavio Borsani. Io avevo 19 anni, prima volta via da casa ed era quello tra le altre cose uno spogliatoio piuttosto anziano, anche Borsani aveva 30 e passa anni, lo ricordo bene quel suo attaccamento all’AIC: naturalmente mi sono iscritto ma non è che sapessi poi per bene cos’era. Borsani era allora anche il rappresentante di squadra ed è questa una “carica” che non è poi che io abbia avuto spesso nei miei anni. Di squadre ne ho cambiate diverse da calciatore e così è quasi sempre capitato che dove arrivavo, trovavo sempre un compagno che già da prima faceva il rappresentante. Devo dire comunque che anche da consigliere ho sempre preferito che fosse qualche altro mio compagno ad occuparsi della cosa ma il fatto che non facessi direttamente il rappresentante di squadra non vuol dire che non fossi attivo: anche prima di laurearmi erano tanti i calciatori in giro che mi chiamavano “avvocato” e dunque ho sempre fatto un po’ da punto di riferimento e non solo per i miei compagni”.

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Classe ’70, Umberto Calcagno è di Chiavari e dopo aver fatto le giovanili nella Sampdoria, il suo primo anno tra i prof l’ha fatto nel Trani in C2. L’anno successivo (stagione 90/91) torna a Genova e “ha la fortuna” (sue parole) di vivere alla Sampdoria l’anno dello scudetto! “Diciottesimo in rosa, 31 panchine, 2 presenze in campionato e 4 in Coppa Italia”. Così vale la pena, Almanacco Panini in mano, elencare qui i compagni di quell’anno, con relative presenze, giusto per mettere bene in chiaro che “fortuna” è stata. Con la coppia Boskov-Pezzotti in panca, giocarono quella storica stagione: Pagliuca (32), Mannini (26), Katanec (26), Pari (33), Vierchowod (30), Lanna (30), Mikhaijlichenko (24), Lombardo (32), Vialli (26), Mancini (30), Dossena (34), Invernizzi (31), Bonetti II (25), Branca (20), Pellegrini (15), Cerezo (12), Nuciari (2), Calcagno (2) e Mignani (1). Va bene, dopo... lo scudetto, Umberto ha via via giocato con Baracca Lugo (C1), ancora Trani (C2), Barletta (C1), Castrovillari (C2), Giulianova (C1), Rimini (C2), Benevento (C1), Avellino (C1), Martinafranca (C2), Gualdo (C2) e Paganese (D). Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita all’Università di Bari, l’abilitazione alla professione di avvocato l’ha ottenuta nel 2002. Nel Consiglio Direttivo dell’AIC fin dal 1998, ha appeso gli scarpini al famoso chiodo nel dicembre del 2004, entrando l’anno successivo nella “squadra AIC” quale responsabile per i rapporti con le squadre della Lega Pro e per il settore assicurativo. Consigliere federale e Vice-Presidente vicario con Tommasi presidente, lo scorso 30 novembre è stato eletto Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori. Sposato, tre figlie, vive a Rimini.


l’intervista

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l’intervista

Quando mai è stato facile? “Magari non è un momento proprio ideale questo, la pandemia ha ancor più acuito problemi che comunque già c’erano, però penso pure ai primi mesi della presidenza Tommasi, dopo un mese arrivò l’arresto di Doni, dopo due mesi lo sciopero per l’Accordo Collettivo. La crisi economica in cui ci troviamo non è una responsabilità esclusiva del lock-

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down: sono le mancate riforme e una crescita che così come è stata pensata e prodotta in questi anni, non può essere sostenibile per il nostro sistema. Lo si vede tuttora, nonostante tutto si continua a crescere, ma è una crescita che non tiene conto per l’appunto di tutta la piramide, non si può pensare solo al culmine. Vedi in Inghilterra, dove decidono di erogare 350 milioni di

sterline ai settori sotto la Premiership o alla Germania dove il 20% dei diritti televisivi della Bundesliga va alle cosiddette categorie inferiori. Ecco che così, come sistema, si può essere più preparati davanti a fasi eccezionali. Limitarsi al fatto di ripetere solo il solito disco, che i calciatori devono fare la loro parte, senza pensare al tema della sostenibilità generale non è certo una


l’intervista

“Come detto ho cambiato spesso squadra: in gran parte è dovuto per quello che da calciatore è stato il mio difetto più grande, l’incostanza del rendimento. Ricordo che mi dicevano che ero come le olive, un anno buono e un anno no. Poi c’è da dire della differenza tra C2 e C1, in C2 da esterno potevo dire di più la mia e ne facevo pure di gol. Lì insomma potevo anche fare la differenza, molto meno in C1, tenendo sempre conto che la C di 20 anni fa offriva molte più possibilità di quella attuale. Di positivo c’è che così non sono mai arrivato a scadenza di contratto e dunque non ho mai fatto il ritiro di Coverciano, un qualcosa che mi manca con l’AIC…”. visione ad ampio respiro, basterà infatti un altro “colpo di vento” per metterci in crisi. Ripeto, il Covid ha solo acuito una situazione di crisi che già stavamo attraversando. Nella prima fase del Covid i calciatori la loro parte l’hanno fatta, praticamente tutti hanno dovuto rinunciare a qualcosa. Se adesso si vuole ripartire solo da qui, mi domando quale potrà/dovrà essere la parte degli altri: è una questione di sistema, non di una singola parte”.

so, scelte che condizioneranno scordarlo questo tema della mutualità, questi nostri prossimi quattro a mio modo di vedere è fondamentale in anni. E non penso solo all’Aic, un sistema sportivo in cui è la base la penso alla Federazione, all’Ueforza di tutto”. fa, alla Fifa, alla Fifpro, all’Eca eccetera. Il nodo delle compeNoi tra di loro tizioni internazionali, il nuovo “Al di là del merito delle questioni, format della Champions Lein tutti questi anni ho avuto modo di ague, la questione dei diritti verificare come e quanto sia stata televisivi. Tutte materie in cui sempre riconosciuta la serietà e il tutti, ma proprio tutti, dovranpeso della nostra Associazione ed è no pensare a un modello per il proprio la storia che ci portiamo diefuturo. Comunque sia, ripeto tro che mi fa sentire forte. Da questo che anche col Covid si è visto la responsabilità, altrettanto forte, che il trend del sistema è in che sento di dover formare chi verrà crescita e come non pensadopo di noi, di pensarci. Già i calciatore a una migliore suddivisione delle “Dell’assistenza dell’AIC ne ho avuto risorse? Il nostro prima di direttamente bisogno quando il Barletta tutto è un mondo sportivo, non si iscrisse al campionato, fu proprio una funzione solidaristica tramite il Fondo di Garanzia che recuperai deve per forza essere prei tre stipendi che mancavano. Ricordo che sente e non è possibile né mi rivolsi a Genova all’avvocato Grosso sostenibile, come s’è visto in e tramite lui ad assistermi ci pensò poi questo tempo di crisi, che il divario tra chi è in cima alla il fiduciario, l’avvocato Musso. A parte piramide e la base si vada questo episodio, sono stato sempre molto sempre più allargando. È un fortunato dato che ho giocato in società che discorso che coinvolge tutti, di migliori non potevo trovarne, mai avuto dirigenti, allenatori, calciato- nessun problema, nemmeno ad essere il ri, tutti. Bisogna proprio non “sindacalista” della squadra”.

Dopo Campana e Tommasi “Spero di riuscire a fare bene il mio lavoro, anche perché ho avuto modo di lavorare accanto sia a Campana che a Tommasi e intendo mettere in pratica il loro esempio positivo. È vero, con Damiano non sono mancati i contrasti, ma erano differenze non sulle idee riguardanti le politiche sportive, quanto sui modi per raggiungere gli obiettivi che volevamo. Una differenza che certo ci ha accompagnato, vissuta a pieno dai consiglieri… però, visto che tanti di loro hanno deciso di restare, vuol dire che adesso lo faremo assieme quel che c’è da fare”. Scelte urgenti, da fare assieme “Penso alle scelte che vanno fatte ades-

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l’intervista

“Ero ancora studente universitario, iscritto a Bari, a Giurisprudenza, sin da quando giocavo a Trani. Mi dovevo laureare, era appena uscita la cosiddetta sentenza-Bosman, è su quella che ho preparato la mia tesi. È stato così che ho contattato per la prima volta Stefano Sartori (responsabile delle relazioni sindacali; n.d.r.), lì nella sede di Vicenza, mi ha dato una mano per la tesi. Nel Direttivo sono poi entrato nel ’97, l’anno dopo lo storico sciopero. Mi piacque molto allora come si mosse l’AIC, l’unità della categoria: c’era sì il discorso degli extracomunitari e dell’azzeramento dei parametri, ma per quel che riguardava la C, fu quello sul Fondo di Garanzia il punto fondamentale. Fu lì che decisi di chiedere all’Associazione di diventare consigliere”.

ri stanno facendo tanto e tanto, il giocare ogni tre giorni, tamponi e viaggi, sacrificando le famiglie, credo proprio che come categoria abbiano dato un buon esempio. Bisogna pensare a quel che verrà, sì, ai calciatori di domani ed è un discorso che dovrebbe valere per tutti, pure per la stessa Federazione. Le cose si possono cambiare anche da dentro e c’è bisogno di persone preparate. Quanto piacerebbe anche a me che ci fosse un calciatore al vertice, abbiamo provato con

Rinnovo delle cariche istituzionali 2020/2024

Assemblea Generale AIC In ottemperanza all’art. 13 dello Statuto Sociale, lunedì 30 novembre si è tenuta l’Assemblea Generale dell’Associazione Italiana Calciatori. Vista la situazione emergenziale per l’evento pandemico da COVID-19 e le conseguenti limitazioni alla mobilità, l’Assemblea si è svolta in modalità videoconferenza, nel rispetto della normativa vigente. I rappresentanti e le rappresentanti delle squadre, i delegati e le delegate sono stati chiamati a votare il rinnovo delle cariche istituzionali per il prossimo quadriennio (2020/2024) mediante l’utilizzo di apposita piattaforma certificata. In apertura di riunione il Vicepresidente Umberto Calcagno, dopo che la Commissione Verifica Poteri aveva provveduto a controllare le deleghe e identificare i presenti, ha proposto quale Presidente dell’Assemblea Gianfranco Serioli; è stato dunque eletto il dr. Serioli all’unanimità dei presenti quale Presidente mentre, come da previsione statutaria, le funzioni di segretario sono state svolte dal Direttore Generale AIC Gianni Grazioli. Prima di dare inizio ai lavori è stata ricordata la figura di Diego Armando Maradona con un momento di raccoglimento. Dopo una breve spiegazione tecnica sulla disciplina dell’assemblea e le modalità di votazione, è stato lasciato spazio ai due candidati consiglieri che, a norma di Statuto, hanno presentato programma per l’elezione quale Presidente dell’AIC, Giuseppe Dossena e Umberto Calcagno, per de-

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scrivere il programma depositato ed esporre i propri intendimenti sull’attività futura dell’Associazione. È stato quindi dato spazio ad alcuni interventi: Marco Parolo, candidato a consigliere, appoggiando il programma di Calcagno, ha evidenziato come i calciatori dovranno prendersi le loro responsabilità a sostegno dell’attività dell’Associazione; avendo militato in tutte le categorie ritiene sia doveroso che i calciatori più importanti si interessino alle problematiche di quelli delle serie minori. Puntare sulla formazione per il dopo carriera sarà una strada da seguire perché molti calciatori, oggi in attività, saranno i dirigenti del futuro, anche nei settori giovanili e tra i dilettanti. Marco Piccinni, che essendo già da anni nel Direttivo AIC e nel gruppo di lavoro di Calcagno ne conosce le di-

namiche, ha evidenziato quanto lavoro venga fatto dietro le quinte per tutelare la categoria, recuperare crediti, creare corsi di formazione ad hoc, che tanto sono serviti soprattutto durante la pandemia. Un lavoro eccezionale al fianco dei calciatori che va sostenuto e implementato. Alice Parisi, da “ultima arrivata” nel Direttivo AIC, ha sottolinea quanto proficuo lavoro a livello politico sia stato fatto per le calciatrici, soprattutto nell’ultimo periodo, per aiutarle ad arrivare al professionismo. Carlo Mammarella, delegato della Ternana, conoscendo Calcagno e le sue idee, si è augurato che possa raccogliere i frutti di un lavoro decennale, perché è stato colui che più si è speso per la Lega Pro creando interesse attorno all’AIC e alla sua attività. Ultimo intervento quello di Davide Biondini, già membro del Direttivo da 9 anni, che si è dichiarato concorde con Dossena nel ritenere i calciatori una “comunità”, ma proprio per questo di non condividere affatto il suo modo di porsi nei confronti dell’Associazione: il Direttivo ha fatto un percorso certamente proficuo in questo decennio, cercando di coinvolgere sempre di più i calciatori, mentre a lui non pare


l’intervista

Albertini, poi con Tommasi. Però, ora come ora, così com’è, s’è visto che non bastano né le idee né le persone. Per questo stiamo da tempo insistendo per esempio sulla formazione, proprio per cercare di preparare almeno alcuni di coloro che un domani avranno la responsabilità di far andare avanti le cose: calciatori e calciatrici, gente preparata, consapevole di poter incidere, di portare dei cambiamenti. Questo della pandemia è stato un momento eccezionale che ha per-

messo dei momenti di condivisione, ognuno ha messo da parte qualcosa. Ecco, l’idea di questa condivisione mi auguro che possa essere replicata anche quando si tornerà alla normalità, questa l’idea che l’AIC e i calciatori possono e devono avere: il poter incidere su questo nostro mondo in cui, lo ripeto, c’è più che mai bisogno di un approccio solidaristico. È alla base a cui bisogna pensare, è questo il modo con cui si finisce per tutelare pure il vertice della piramide”.

Biondini (vicario) e Gama vicepresidenti

che Dossena fino ad oggi abbia dimostrato interesse per la categoria, e nel suo programma non si leggono coinvolgimento, formazione, capacità e conoscenze, che invece sono il punto di forza del programma della squadra di Calcagno. Oggi c’è un gruppo di ragazzi che hanno fatto un percorso e sono pronti a mettersi a disposizione per i colleghi. Chiusa la serie di interventi, si è dato inizio alla procedura per la votazione. Al termine dei prestabiliti 15 minuti è stata data lettura dei risultati dei voti espressi dai delegati assembleari con la lista dei consiglieri eletti (vedi box a margine). Adempiendo alle ulteriori disposizioni statutarie, si è proceduto alla votazione del Collegio dei Revisori dei Conti (eletti Benazzi, Dalla Montà e Tabasso – supplenti Mosele e Giuffrida) e del Collegio dei Probiviri (eletti Focardi, Macrì e Cazzola). Prima di chiudere la riunione, Calcagno ha ringraziato i presenti per l’esito del voto, assicurando che l’impegno non verrà a mancare, l’AIC sarà ancora più forte e, passato questo periodo di difficoltà, si riusciranno a raggiungere altri importanti traguardi.

Umberto Calcagno eletto Presidente AIC L’Assemblea Generale ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo che rimarrà in carica per il prossimo quadriennio (2020/2024). Al termine della votazione sono risultati eletti i consiglieri: Acerbi Francesco, Agliardi Federico, Alessandri Carlo, Audero Emil Mulyadi, Bindi Giacomo, Biondini Davide, Bonucci Leonardo, Calcagno Umberto, Cavion Michele, Ciofani Daniel, D’Angelo Angelo, De Silvestri Lorenzo, Donnarumma Gianluigi, Evacuo Felice, Gama Sara, Legati Elia, Mandragora Rolando, Marchetti Federico, Parisi Alice, Parolo Marco, Piccinni Marco, Pisacane Fabio, Pomini Alberto, Ranocchia Andrea e Romano Sergio. A margine dell’Assemblea si è svolta una riunione del neoeletto Consiglio Direttivo che ha eletto alla presidenza Umberto Calcagno che, come da Statuto e sentito il Direttivo, ha nominato Davide Biondini (vicario) e Sara Gama vicepresidenti con Gianni Grazioli Direttore Generale.

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serie B

di Claudio Sottile

Le neopromosse nel campionato cadetto

Bentornate e Bentornati Sono nel calcio del sabato del villaggio nel pallone. Sono nel calcio delle telecamere negli spogliatoi. Sono nel calcio degli stadi che ospitano gare della Nazionale, o che fino all’altro ieri erano teatro di partite europee. Sono Monza, Reggiana, Reggina e Vicenza, in rigoroso ordine alfabetico, anche loro nella Serie B 2020/21. Lombardi, calabresi e veneti grazie a una cavalcata travolgente; emiliani, invece, vincitori della lotteria playoff. Biancorossi, granata, amaranto e ancora biancorossi, tornati in cadetteria rispettivamente dopo anni diciannove, ventuno, sei e tre, smaniosi di riambientarsi al meglio nel ritrovato habitat. Il primo scampolo di campionato ha evidenziato un grande appetito per il poker delle promosse. La prova della loro fame nelle parole di Andrea D’Errico (Monza), Paolo Rozzio (Reggiana), Giuseppe Loiacono (Reggina) e Antonio Cinelli (Vicenza): fame di vitamina B, fame di campionato delle quattro stagioni.

7 domande 7… 1. A fine campionato sarai contento se…? 2. È più difficile essere promossi dalla Serie C, oppure confermarsi in cadetteria?

Andrea D’Errico (Monza)

“Vogliamo vincere subito” 1. “Se avremo centrato l’obiettivo, significherebbe aver conquistato un grande risultato: portare il Monza dove non è mai stato. Sarebbe il regalo più grande che potremo farci. Il campionato è lungo, ma la mia risposta è quella: approdare in Serie A. Vogliamo vincere subito”.

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2. “È difficile salire dalla C, c’è un solo posto diretto per girone, e i playoff sono lunghi. Con un giusto progetto, però, è tutto più facile, anche se vincere non è mai semplice. Parlando di noi, con una società di tale caratura, abbiamo tutte le carte in regola per confermarci”. 3. “È uno dei campionati più difficili degli ultimi anni. Ogni partita non ha un risultato scontato, ti scontri con l’ultima in classifica e non è detto che metti in cascina dei punti. Dobbiamo stare sempre sul pezzo, partita dopo partita, le insidie possono nascere anche in 90 minuti sulla carta scontati”. 4. “Sì, ti porti dietro l’entusiasmo dell’anno precedente con la vittoria del campionato, e tanti tifosi al seguito. A Monza la B mancava da 19 anni, il tifo poteva essere un grande punto in più per noi, tuttavia confidiamo e speriamo che tornino presto, magari per lo sprint finale. Loro ci sono comunque vicini, anche da lontano non ci fanno mai mancare il loro calore”. 5. “Avevo cerchiato quella col Pisa, già passata. Adesso ho nel mirino la partita del ritorno al Brianteo, è molto sentita tra i tifosi, è una di

quelle che mi piacerebbe particolarmente giocare e vincere, visto che negli ultimi anni con i toscani non ci siamo mai imposti. Sarebbe bello tornare a farlo in cadetteria”. 6. “Fare un solo nome mi metterebbe in difficoltà, tutti i ragazzi presi sono all’altezza, penso a Carlos Augusto, Davide Frattesi, Lorenzo Pirola, Andrea Colpani. Avranno una grandissima carriera, sono giovani e forti. Per loro Monza deve essere un grandissimo trampolino di lancio, in questo momento è il loro Real Madrid”. 7. “Sì. Negli ultimi anni, chi si è imposto in C ha avuto la forza di vincere anche in B, ci sono tanti esempi. Non siamo partiti benissimo, ma abbiamo una rosa fortissima, da poco è arrivato Mario Balotelli che ci darà una grossa mano. Lavoriamo con uno staff preparatissimo, la società non ci fa mancare niente, è vincente a tutti i livelli, i dirigenti ce lo trasmettono ogni volta che passano dallo spogliatoio. Bisogna cambiare un po’ i risultati, ma abbiamo tutto per puntare al doppio salto”.


serie B

3. Dove potrebbero nascondersi le insidie maggiori durante il cammino?

4. Giocare a porte chiuse, perdendo lo slancio emozionale del salto di categoria, può configurarsi come un doppio svantaggio?

5.

C’è una partita che hai cerchiato sul calendario e che aspetti con particolare enfasi per un qualsiasi motivo?

6. La B è spesso indicata come la fu-

di un giovane della tua squadra che dirà la sua in futuro?

7.

Intravedi margini per una doppia scalata, impresa spesso avvenuta nelle ultime stagioni?

cina dei talenti di domani. Il nome

Giuseppe Loiacono (Reggina)

“Fondamentale sintonizzarsi subito” 1. Se avremo ottenuto quello che vogliamo. L’annata, per come è iniziata, si è messa male ed è in salita, speriamo di riuscire a ottenere ciò che puntiamo all’interno dello spogliatoio”. 2. È più difficile salire dalla C. Soprattutto negli ultimi anni si è rivelato un campionato complicato, ci sono moltissime squadre che sono organizzate e puntano a vincere. Alcune da anni ci provano invano, altre ci riescono al primo o al secondo tentativo. In ogni stagione, soprat-

tutto nel girone del sud, ci sono rose forti”. 3. “Per una promossa è difficile incanalarsi subito nella categoria, che è competitiva e organizzata. Le squadre sono più attrezzate, non è facile fare bene. È fondamentale sintonizzarsi subito con la mentalità giusta, capendo sin dall’inizio che è più difficoltoso dell’anno prima”. 4. “È un handicap, senza dubbio. Sembra una frase fatta, ma il pubblico del Granillo è il dodicesimo uomo in campo. Ti dà quella spinta in più

che ti aiuta a portare a casa le vittorie, a dare il massimo fino alla fine. Giocare con un tifo come il nostro è sempre bello, a Reggio Calabria vengono in tanti, si fanno sentire, per noi avrebbe rappresentato una forza e una spinta in più”. 5. “Una in particolare? No”. 6. “Sceglierei Enrico Del Prato, un giovane interessante. Lo sta dimostrando in campo, secondo me ha grosse potenzialità per arrivare in alto. È all’inizio della sua carriera, non sta sfigurando, lui ha un qualcosa in più”. 7. “Viene facile rispondere sì e indicare il Monza per la squadra che ha, per i nomi e per quello che ha speso sul mercato, però nel calcio non sempre si vince con le figurine. La dimostrazione l’abbiamo avuta nel passato campionato proprio noi col Bari, era la favorita, la squadra che aveva investito più di tutte, e poi non ha vinto. Sono i giocatori in campo che fanno la differenza. È anche vero che tanto dipende dalla rosa che hai e dalla squadra che sei. Il Monza sicuramente tra le quattro promosse è la candidata numero uno al doppio salto, ma sarà molto difficile anche per loro”.

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serie B

Paolo Rozzio (Reggiana)

“La salvezza come obiettivo” 1. “Se avremo raggiunto il nostro obiettivo: la salvezza, conservare la categoria. Tutto quello che di migliore potrà arrivare lo prenderemo, cercando di sfruttare l’occasione. Tradotto: se entreremo nei playoff, saremo contenti di poterci giocare le nostre carte. Siamo una squadra giovane; ci sono trentenni in rosa, ma relativamente nuovi della categoria. Nella Reggiana non ci sono tanti elementi con alle spalle campionati di B, però stiamo dicendo la nostra alla grande. È una squadra che non molla mai, lotteremo fino alla fine pur di conseguire la permanenza”. 2. “Vincere un torneo di Serie C è veramente difficile. Ho avuto la bravura e la fortuna di riuscirci in carriera con Pisa e Reggiana, è dura. C’è tantissima intensità, un mix di giovani e vecchi, anche nella nostra rosa c’era questo cocktail, gestito da un allenatore come Massimiliano Alvini che con le sue idee ci ha portato alla vittoria del campionato. Ha un modo di far giocare la squadra diverso rispetto alle altre di C, che ci ha fatto compiere quel passo

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in più nel rush finale. Tante squadre la mettono sull’agonismo e sull’aspetto fisico-atletico. Più corsa e meno qualità, c’è una pressione a tutto campo. Noi avevamo abilità nel palleggio, e quando ci venivano a prendere in maniera scriteriata, ne uscivamo bene. Ci stiamo rendendo conto che in B ti studiano molto, è meno facile sorprendere gli avversari, è un campionato dove le squadre ti aspettano un po’ di più”. 3. “Ci sono momenti del campionato in cui puoi trovarti a ridosso dei playoff, e inizi a puntare chi sta in cima. Noi dovremo sempre interessarci di chi sta dietro. A gennaio non so che mercato ci sarà, ma credo che i rinforzi eventuali arriveranno per l’obiettivo salvezza. L’insidia è quella di farsi trascinare troppo dal momento. In Serie B con un episodio vieni penalizzato. Penso a quelle partite inchiodate sullo 0-0, brutte da vedere, basta un attimo e la perdi, mentalmente devi stare sempre attento. Non ti perdonano, l’attaccante in terza serie può sbagliare, in cadetteria no”. 4. “Abbiamo giocato a porte chiuse anche durante i playoff, temevamo che potesse rappresentare una marcia in meno, in realtà siamo stati bravi a calarci subito nelle partite, a non farci condizionare dall’assenza. Il nostro tifo poi si è fatto sentire, per tutte e tre le partite ci hanno incoraggiato dall’esterno dello stadio con cori e fumogeni. Le partite belle sono valorizzate dal pubblico. Sai che a breve non può cambiare la situazione e ti ci abitui, tuttavia l’impatto col vuoto è strano. Una piazza come la nostra, che vive di calcio, è un peccato che sia privata di questa gioia nell’anno più bello, la B mancava da oltre vent’anni, tutti i reggiani non vedevano l’ora di affollare le tribune”. 5. “Ho trascorso quattro anni a Pisa,

porto nel cuore la città e la piazza. Era una partita alla quale tenevo, la sfortuna ha voluto che fosse la prima, che ho saltato perché mi stavo rimettendo da un infortunio. Adesso aspetto quella del ritorno, fuori casa, a fine gennaio. La speranza è che possano riaprire un po’ gli stadi per quel momento, ma la vedo difficile”. 6. “Un giovane molto interessante è Nicolò Cambiaghi. È un attaccante in prestito dall’Atalanta. Sta facendo molto bene, ha grande qualità tecnica, ma soprattutto è in possesso di un’accelerazione con la palla pazzesca, uno strappo nei primi metri impressionante. È una delle sue doti principali. Per essere un 2000 è di grandi prospettive, sicuramente gli orobici ci punteranno, la società bergamasca con i giovani lavora molto bene”. 7. “Assolutamente sì, una squadra come il Monza ha le carte in regola per fare il doppio salto. Hanno giocatori come Kevin Prince Boateng, ora hanno inserito un certo Mario Balotelli. Non sono partiti benissimo, tra le promosse è la compagine più attrezzata. È stata costruita per andare diretta in A. Hanno una rosa talmente ampia che possono schierare due squadre”.


serie B

Antonio Cinelli (Vicenza)

“Non puoi mollare un secondo” gol. Quando vai sotto poi fai fatica a reagire e a ripartire, se hai carattere riesci a riemergere e a rimettere la partita in piedi, altrimenti è dura”. 4. “Assolutamente sì. Questa è una piazza che viene da oltre 7500 abbonati, in casa i tifosi sono un’arma in più, è un appoggio che oggi ci manca. Abbiamo faticato a trovare la prima vittoria al Menti, nei momenti difficili ci è mancata la spinta del pubblico, soprattutto per abituarci all’impatto con la B. Siamo stati un po’ titubanti all’inizio. In cadetteria alcune squadre magari non hanno molto pubblico, noi abbiamo la fortuna di averne tanto, la mancanza si sente”. 5. “Mi ha fatto piacere rivedere Pasquale Marino, quando abbiamo giocato contro la Spal. Con lui in panchina nel 2014/2015 arrivammo alle semifinali playoff, dopo esser-

ci piazzati terzi in campionato. Mi piacerà ritrovarlo nella sfida del ritorno, magari con una nostra condizione di classifica più tranquilla, disputando una bella partita”. 6. “Ne abbiamo tanti di bravi. Non faccio un nome, altrimenti nello spogliatoio mi linciano (ride, ndr). Però, posso dire che Nicola Dalmonte, Pietro Beruatto e Simone Pontisso sono tre di prospettiva, potranno dire la loro”. 7. “Per ciò che vedo, la corazzata Monza potrebbe essere la più indicata. È programmata e predisposta per quello, e se ci riuscisse non sarebbe così eclatante. In genere chi fa il doppio salto ha un gruppo importante alle spalle. Quando parti da uno spogliatoio vincente, aggiungendo degli elementi di categoria che si amalgamano alla rosa esistente, in genere fai bene”.

1. “Calcolando il periodo e il momento in cui siamo, magari è presto per delineare il nostro percorso, ma sarei contento se arrivasse una salvezza tranquilla. Se faremo un percorso importante, daremo modo alla società di lavorare meglio e progettare il futuro. Per noi quest’anno è importante mantenere la categoria”. 2. “Sono entrambi traguardi difficili. Vincere la Serie C è faticoso. In B ho riscontrato un innalzamento dell’asticella qualitativa, tutte le squadre hanno aumentato molto il tasso rispetto agli altri anni. Ci sono società importanti, tra chi è salito e chi già c’era”. 3. “In Serie B da quello che ho notato non puoi mollare un secondo, appena lo fai essendoci qualità prendi

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amarcord

di Pino Lazzaro

La partita che non dimentico

Luca Cognigni (Fermana)

“Quella che certamente non potrò mai dimenticare è una partita della Tim Cup, Ancona-Südtirol, è successo di tutto quella volta. Era esattamente il 31 luglio 2016, per la prima volta portavo la fascia di capitano, lì con l’Ancona già da due anni, c’era stato il cambio della società, anch’io avevo pensato pure di cambiare squadra ma poi era arrivato come allenatore Brini, sentivo la sua fiducia, mi faceva sentire importante tanto è vero che mi ha dato la fascia di capitano. Dunque contro il Südtirol: abbiamo vinto per 4 a 3, ho fatto tripletta e a tempo scaduto, eravamo nel recupero, ho subito

stato un tiro al volo di sinistro, io che sono destro di piede, un gran gol e ho preso pure un palo… Già quando avevo 19 anni m’era capitato di rompermi un crociato, ho capito subito che era grave, anzi di più, perché stavolta oltre al crociato m’era partito il collaterale e il menisco. In tutto mi ci è voluto un anno e mezzo, momenti pesanti e di sconforto ce ne sono stati, ma ho sempre cercato di non mollare, la spinta m’è venuta anche dall’amore che ho verso questo sport ed essere riuscito comunque a rientrare in Serie C non è che fosse poi così facile, aggiungendoci pure – sì, non mi sono fatto mancare nulla – il “Ancona-Südtirol 4-3: ho fatto fallimento dell’Ancona. Col ginocchio un po’ tripletta ma… mi è partito un di prevenzione ci vuole sempre, ci sto attento, ginocchio” devo averne riguardo e un’entrata scomposta e m’è partito il qualche volta gestirlo, però al di là di ginocchio, con un successivo calvaqualche dolorino e fastidio, problemi rio di tre interventi. Come vedi, è un non me ne dà”. ricordo allo stesso tempo bello e brutto. Di triplette ne avevo fatto un’altra “Anche se come detto non è che sia quand’ero in D con i dilettanti, questa proprio un ricordo gioioso, il pallone invece col Südtirol è la prima e unica della tripletta l’ho con me e ogni tanto tra i professionisti. Nella partita ho mi capita pure di andare a rivedere il fatto il primo, il secondo e il quarto video della partita, i gol e l’incidente: gol: il primo su rigore, poi un ‘tap in’ mi serve magari di più quando le cose di testa su una respinta e il terzo è non vanno proprio bene, quando mi

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sento un po’ giù e posso così ripensare a quel che ho passato e il tutto mi serve insomma da stimolo, per non abbattermi più di tanto. Come sono messo adesso con la carriera è da vedere, agli inizi un po’ ho girato, poi sono sempre stato abbastanza vicino a casa. Io sono di Fermo ed è proprio con loro che ho ripreso. L’obiettivo che abbiamo è la salvezza e da parte mia il tornare ai livelli pre-infortunio, mi manca ancora della continuità sul piano delle prestazioni. Quello che è sempre stato il mio sogno è la serie B, quella B che ho conosciuto per 10’ ai tempi dell’Ascoli, avevo 18 anni. La B dunque come obiettivo e anche se ho 30 anni, spero ancora di poterci arrivare, ce ne sono tanti che ce l’hanno fatta pure avanti con gli anni”. “Giocare senza la gente è proprio una sensazione brutta, per me non è calcio. Il succo sono loro, i tifosi e il tifo, io poi che nasco come tifoso, fin da piccolo sempre a seguire la Fermana. Un’assenza, quella della gente, che si fa proprio sentire, che toglie sapore e gioia a quel che facciamo”.


amarcord

Andrea Corbari (Piacenza)

“Sinora ho fatto un anno da professionista – questo – e otto tra i dilettanti e dunque se non è un problema, vorrei ricordarne due di partite, una e una. Comincio da quest’anno, Piacenza-Livorno,

ciato in Seconda categoria, a Cremona, la squadra è la Sported Maris, quartiere Maristella della città: tutta la trafila, dai 6 ai 16 anni con gli allievi provinciali, qualche presenza poi con gli juniores e un po’ pure con la prima “Piacenza-Livorno 2-0: il mio squadra. M’hanno poi contattato la Soresinese e la primo gol tra i professionisti, Pallavicino (Busseto, Parma; ndr), ho scelto la seconda, emozione a mille” otto stagioni con loro, setterza di campionato, era un turno infrate in Eccellenza e uno in Promozione. settimanale, di mercoledì sera, c’era anÈ stato poi l’attuale direttore sportivo cora un po’ di pubblico, almeno qualcosa del Piacenza, Di Battista, allora al Fiosi sentiva. Quella sera abbiamo battuto renzuola, a chiedermi se mi andava di il Livorno per 2 a 0… il Livorno, squadra provare la serie D. Ci sono andato e l’ho blasonata, piena di storia. Primo tempo, fatta per due anni e ancora Di Battista, azione sulla fascia destra del mio comche era passato al Piacenza, a dirmi anpagno Simonetti che poi l’ha messa in cora se mi andava di provare ed eccomi mezzo, io che vado incontro alla palla qui. L’opportunità prima nessuno me e di testa la metto dentro, lì, sul primo l’aveva data, mi è stata data insomma palo: un’emozione a mille e corro e corro fiducia, lui per fortuna è uno che gira e verso la panchina e lo ricordo quell’abva a vedere e di sicuro ce ne sono pabraccione fra tutti noi, staff e medico recchi tra i dilettanti che potrebbero compresi. Primo gol tra i prof e prima fare quel che sto facendo io”. vittoria di squadra della stagione, bello”. “Lo dicono tutti, le categorie dipendo“Per quella invece tra i dilettanti, rino dai ritmi e dai tempi delle giocate. penso all’ultima partita del campioPer quel che ho visto sino adesso, ci sto nato di Promozione, eravamo in testa: anch’io e tutta la gavetta che ho fatto noi del Pallavicino avevamo 79 punti, senz’altro mi ha aiutato intanto per quel l’Agazzone ne aveva 78 e il Carignano che riguarda il carattere che ora mi per77, come dire insomma che eravamo mette di essere – lo dico, via – uno dei tutti lì ammucchiati, niente di deciso. leader della squadra, per l’esempio che Fine primo tempo: noi facevamo 0 a 0, le altre due vincevano; poi nel secondo tempo proprio io ho fatto gol, un batti e ribatti in area, m’è venuta la zampata giusta e quella volta è stato proprio un delirio, mi sono anche levato la maglia, una stagione intera di sofferenze e gioie, vedo quella palla entrare, non la dimenticherò mai: vincere è sempre speciale, al di là della categoria”.

posso dare, per l’aiuto anche a parole per i compagni. A livello fisico va bene, so che tecnicamente non sono certo eccelso, però avverto la fiducia dell’allenatore, già mi ha fatto giocare in più ruoli, anche da difensore centrale e in quello che io penso comunque sia il mio ruolo, da mezzala, ne ho già fatti tre di gol: non mi pongo limiti e vedrò quel che verrà. Come mai faccio subito io il rappresentante di squadra? Beh, non è che gli altri proprio volessero farlo… all’università sono iscritto a Scienze Politiche, in fondo un po’ di “politica” c’è nell’essere rappresentante e poi ero e sono curioso di vedere un po’ da dentro come stanno le cose, come funzionano”.

“Sì, sono arrivato al professionismo a 26 anni. Sono di Cremona, provini ne ho pure fatti, ma non mi hanno mai preso e così non ci sono mai stato in un settore giovanile tra i professionisti. Ho comin-

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lega pro

di Luca Pozza

Matteo Gerbaudo, centrocampista del Mantova

“Crederci sempre fino all’ultimo minuto” L’augurio è che il 2021 sia, in tutto il mondo e ad ogni livello, l’anno della rinascita e della ripartenza dopo la pandemia sanitaria. Ma quello appena iniziato sarà un anno importante soprattutto per Matteo Gerbaudo, il centrocampista classe 1995, nativo di Torino e di scuola juventina, che in una piazza storica come Mantova, ritornata in Serie C alla fine della stagione 2019-2020, si sta

dimostrando elemento di spessore con doti atletiche di spicco. Al di là dei risultati che saprà ottenere con la squadra virgiliana, Matteo nel 2021 avrà la gioia di diventare papà per la prima volta, in quello che sarà un bellissimo gol della sua vita, un lieto evento che lo farà maturare anche come uomo. “L’erede nascerà alla metà di maggio, non sappiamo ancora se sarà un maschietto e una femminuccia, per la verità non fa molta differenza: per me e la mia compagna Martina è un grandissimo sogno che andremo a coronare dopo un lungo fidanzamento e convivenza, che dura ormai da una decina

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d’anni. Ci siamo conosciuti a Torino, la città dove abitavamo tutti e due, a quel tempo eravamo ragazzini. Ma da allora siamo sempre stati assieme”. A Torino è avvenuta anche la sua nascita calcistica... “Proprio così, sono entrato nelle giovanili della Juventus all’età di 6 anni e ci sono rimasto per 13 stagioni, sino all’ul-

timo anno della Primavera, quando era diciannovenne. Un periodo così lungo, il giusto mix tra vita e calcio, non potrò mai dimenticarlo e per questo il bianconero mi resterà sempre addosso”. Che cosa significa aver percorso tutta la trafila delle giovanili bianconere? “Una grande soddisfazione e un orgoglio, visto che alla fine di ogni anno si attendeva la lettera a casa, che confermava la presenza per l’anno successivo. Io l’ho sempre ricevuta e devo dire che era sempre una gioia immensa, anche perché della Juve sono sempre stato un grande tifoso”.

È vero che si ispira a Claudio Marchisio? “Assolutamente sì, l’ho sempre detto e non cambierò idea: è sempre stato un mio punto di riferimento e un modello da copiare, ho sempre cercato di carpirne i segreti e le astuzie da calciatore. Per la verità non mi ha dato mai grandi consigli o suggerimenti, perché in campo, anche negli allenamenti, era concentratissimo su quello che faceva e parlava pochissimo anche con tutti gli altri compagni. Ho iniziato ad ammirarlo sin da bambino, quando facevo il raccattapalle nelle partite allo stadio Olimpico, prima che costruissero lo Juventus Stadium”. I suoi ricordi più belli in maglia bianconera? “Nei due anni disputati con la Primavera, in particolare il secondo, venivo spesso aggregato alla prima squadra, quindi mi allenavo con i grandi e nelle partitelle finali, visto che giocavamo nello stesso reparto a centrocampo, capitava di contendere qualche pallone a Marchisio. Mi piace ricordare inoltre un paio di amichevoli di inizio stagione a Villar Perosa, nella tradizionale amichevole di metà agosto tra la prima squadra e la Primavera, che in casa Juventus da decenni rappresenta una grande giornata di sport e di festa collettiva”. In quegli anni ha avuto modo di studiare un altro centrocampista, Andrea Pirlo: per lei è un altro idolo? “Lui è stato un maestro con la ‘M’ maiuscola, direi quasi un extraterrestre, nel guardarlo noi giovani cercavamo sempre di imparare qualcosa. Dopo una brillantissima carriera da giocatore, io sono convinto che si prenderà delle belle soddisfazioni anche da tecnico, sicuramente allenare la Juventus all’esordio in panchina non è da tutti”. È vero che alla Juventus fin dalla categoria pulcini esiste l’imperativo


lega pro

“che vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”? “Se non sbaglio è una vecchia battuta del Presidente Boniperti, ma deve essere sfatato il luogo comune che questa frase possa essere letta dai mister all’interno dello spogliatoio o che sia appesa alle pareti. Tuttavia è un ‘insegnamento’ che si tramanda soprattutto tra giocatori e che a me è servito nel prosieguo della carriera anche con le altre squadre, perché nelle partite di calcio fino all’ultimo minuto di recupero non bisogna mai demordere e crederci sempre”. Qualche rimpianto per non essere arrivato in prima squadra con la Juventus? “Ogni calciatore che gioca in tutte le squadre giovanili alla fine sogna la grande platea, ma ovviamente più si va avanti e più la concorrenza interna diventa difficile e la selezione più dura. Alla fine per arrivare a giocare in prima squadra con la Juventus, uno dei club più forti al mondo, non bastano determinazione e volontà, ma servono classe, doti fisiche e atletiche di primissimo spessore”. Proseguiamo con la sua carriera: restando di proprietà della Juventus lei esordì tra i “grandi” con il Vicenza in Serie B nella stagione 2014-2015...

“Fu un’altra tappa decisiva del mio percorso calcistico, debuttare tra i professionisti è un altro traguardo che ogni ragazzo sogna quando inizia a giocare a pallone. Fu un’esperienza di buon livello, visto che il Vicenza arrivò a sfiorare la promozione in Serie A, terza alla fine del campionato ma poi eliminata nei play-off. Io disputai solamente 4 partite anche per il fatto che quel centrocampo poteva contare su elementi del calibro di Moretti, Di Gennaro, Cinelli e Sciacca, e io probabilmente non ero ancora pronto o semplicemente non convinsi il mister che era Pasquale Marino. E così a gennaio finii, sempre in prestito, alla Spal, un’altra società storica del calcio italiano”. A proposito di grandi club: lei dopo altre esperienze in Lega Pro con Carrarese, Pordenone e Cuneo, ha accettato di scendere in Serie D per giocare, in stagioni diverse, ad Avellino e Foggia, che nella loro storia vantano trascorsi in Serie A. Perché questa scelta? “Sono state due splendide esperienze, a conferma che per me la categoria non è l’unica cosa fondamentale, lo è altrettanto, o forse di più, il progetto calcistico. Con i miei compagni abbiamo festeggiato una doppia promozione in Serie C, peraltro non facile perché in entrambe le occasioni eravamo la squadra da battere e nel calcio iniziare da grande favorita non facilita il compito”. L’ultima tappa, quella attuale, è Mantova: come si trova? “Mi sono ambientato benissimo, anche questa è una piazza di grandi tradizioni calcistiche. Mi fa piacere stare qui, con i compagni c’è grande affinità: siamo un gruppo molto giovane, il più grande ha solamente 29 anni. Siamo tutti motivati e predisposti al lavoro e al sacrificio: il girone B delle Serie C è complicato, non ci sono partite facili, l’importante è mettercela tutta, a fine stagione i risultati ci daranno ragione”.

Che effetto le fa giocare senza pubblico? “Un grande dispiacere e anche un pizzico di rimpianto. Da quando sono arrivato non ho mai avuto la gioia di vedere i tifosi del Mantova sulle tribune, un vero peccato perché mi dicono che è molto caloroso e la loro presenza ci aiuterebbe molto, soprattutto nelle partite casalinghe. Speriamo che la riapertura degli stadi possa avvenire prima della fine del campionato”. A proposito di questo tema: come ha vissuto nel 2020 l’esperienza dell’allarme Covid-19 e relativi lockdown? “Semplicemente rispettando le regole e seguendo le indicazioni che ci vengono date. Nell’ultimo periodo dell’anno scorso il fatto che tutti i bar chiudevano nel tardo pomeriggio, significava passare dal campo di gioco per poi stare in casa. Al di là della riapertura degli impianti sportivi l’auspicio è che un giorno si possa tornare a muoversi con tranquillità e serenità, come era sempre successo”. Come ama rilassarsi quando non è impegnato con il suo lavoro da calciatore? “Oltre a stare con Martina mi piace ascoltare la musica, di tutti i generi, e guardare la tv, soprattutto le serie televisive. Ovviamente, al punto da darlo per scontato, guardo tutte le partite di calcio interessanti, per un giocatore è un obbligo tenersi aggiornato anche in questo modo”.

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biblioteca AIC

di Pino Lazzaro

Il libro di Barbara Bonansea

“Ho tirato fuori tanto di me” “L’idea del libro mi è stata proposta, semplicemente così, dopo il Mondiale. Subito non sapevo bene, ci ho pensato su, ne ho parlato anche con i miei, però è pur vero che sono cresciuta, 28 anni, poteva anche starci. Di esperienze ne ho fatte, tante e tante ragazzine sempre lì a chiedermi quel che avevo fatto, come l’avevo fatto e così ho pensato che magari potesse pure servire”. Progetto che è andato avanti come? “Con Pastonesi, che è un grande, ci siamo incontrati un paio di volte, poi ci sentivamo in lunghe telefonate, praticamente tutti i giorni, lui a dire che sembravamo ormai come due fidanzati. Le sue domande, io che cercavo di raccontare e non è che sia stato proprio semplice, dovevo aprirmi, andare indietro e tirar fuori tanto di me e per fortuna tra noi due s’è subito creato un buon feeling, ha aiutato molto. Due-tre mesi in tutto: dopo le nostre chiacchierate, Marco buttava giù le pagine, poi pezzo per pezzo me le faceva leggere, io ci mettevo le mani e siamo arrivati infine a leggercelo tutto assieme”. Il titolo e la foto di copertina? “Per il titolo ci ha pensato la casa editrice, a dir la verità subito non è che mi piacesse proprio tanto, però una volta finito, ecco che poteva starci, specie per quel riferimento alla libertà, anche

lì, sul campo. Le foto tramite un fotografo, copertina “seria” ma c’è pure quella dietro, in quarta di copertina, dove sono sorridente, fin che “gioco” ed anche questo fa parte di me”. Tra i sogni che avevi, anni fa parlavi pure di poter giocare in stadi pieni di gente. Sogno esaudito (e certo non ci si abitua dopo averlo provato), ancora più dura giocare così adesso senza nessuno? “Dai, giocare così è proprio un peccato. Di gente ne veniva sempre di più, anche nei nostri “campetti” che non sono certo degli stadi, lo sentivi un appoggio che cresceva, erano lì tutti per noi. Poi il Covid ha fermato tutto, però prima di tutto viene la salute, poco da fare”. Al dopo ci pensi? “Sì, comincio a pensarci, non sono più una giovincella. La scorsa estate mi sono intanto laureata in Economia e Commercio, magari ci potrà stare anche un master, vedrò. Ho anche seguito il corso di allenatrice, devo dare l’esame, non so, diciamo che tengo aperte più strade, avere un ruolo all’interno del calcio non mi dispiacerebbe ma, chissà, potrei fare altro…”.

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Gioco a calcio perché la palla è rotonda, il pallone è rotondo, il mondo è rotondo, perché girogirotondocascailmondocascalaterratuttigiùperterra, perché tutti giù per terra, perché la terra è rotonda anche se il campo è rettangolare, perché la sfera è la perfezione assoluta, il simbolo della magia, tant’è che solo attraverso una sfera si riesce a leggere il futuro e – io – a ricordare il passato. Gioco a calcio perché è stato il primo amore, un amore preso a calcio fin dall’inizio eppure è sempre andata così, è sempre andata bene così, a calci, a calcetti, a calcetto, a calciotto, perfino a qualche calcione, ma il calcio può/deve/vuole anche essere un gesto di affetto, un tocco di classe, un capolavoro di arte, una botta di sentimenti, un colpo a effetto. Gioco a calcio perché mi ha fatto subito sentire uguale anche se diversa. Uguale anche se diversa? Diversa anche se uguale. Diversa anche se eguale? Insomma, la stessa parità di diritti e doveri, insieme al calcio d’inizio e insieme al fischio finale, quello che conta non è lui e lei, lei o lui, ma cinque contro cinque, undici contro undici, tutti contro tutti, soli contro il muro, chi la butta dentro e chi la manda fuori, perché il calcio parifica, unifica, solidifica, semplifica, lubrifica, nessuna differenza, lo stesso linguaggio e la stessa grammatica, e


biblioteca AIC

Barbara Bonansea con Marco Pastonesi

L'incipit

A tutto tondo poi la stessa mappa, che poi è il mappamondo, nell’emisfero Nord e nell’emisfero Sud, a piedi nudi o tacchettati. Gioco a calcio perché a calcio si pensa con i piedi e si passa con la testa, si sente di pancia e si ascolta con gli occhi, si sogna di giorno e si vive di notte. Gioco a calcio perché è anima e corpo, e non parlo solo di una musica, perché è azzurro, e non parlo solo di una patria, perché è rotondo, e questo l’ho già detto, è democratico, e anche questo l’ho già detto, perché è misterioso eppure così studiato, osservato, analizzato, illustrato, mostrato, discusso e spiegato…

Sfogliando … (pag. 18) La mia Bricherasio, quando ero piccola, era grande come una metropoli. Poi, crescendo, girando a piedi e in bicicletta, ha cominciato a rimpicciolirsi. Adesso mi sembra una culla e un rifugio, un luogo del cuore … (pag. 20) … siccome facevo tutto quello che faceva Giorgio, mio fratello, tre anni più di me, siccome lui giocava a pallone, anch’io volevo giocare a pallone, e siccome lui voleva giocare a calcio – il calcio, rispetto al pallone, è lo sport organizzato –, anch’io volevo giocare a calcio, e siccome lui era in una squadra, anch’io volevo essere in una squadra … (pag. 23) Il tredici mi piace. È uno dei miei due numeri preferiti. L’altro è l’undici. Il tredici mi piace per la forma, non scritto a lettere ma a numeri, così: 13, e avvicinando il 3 all’1, diventa una B, la B di Barbara e la

Bi di Bonansea … (pag. 39) Primo tesserino Figc datato 15 settembre 1999 e compilato da me, categoria Pulcini, ma avevo già giocato nella categoria Primi calci. Foto con i capelli lunghi. Per molti genitori la cosa più importante era il risultato, invece per il nostro allenatore, Armando Nardo, era che giocassimo tutti … (pag. 46) … tre volte la settimana per gli allenamenti più un’altra volta per la partita facevo settanta chilometri andata e ritorno da casa a Venaria. Sacrifici? Rinunce? Ma quali? Semmai, rispondevo io, sacrifici e rinunce li fanno i miei genitori ad accompagnarmi … (pag. 50) Giocavo nel Torino, mi allenavo a Venaria. Tornavo a casa alle dieci-dieci e mezzo di sera, e andavo filata a dormire. Così non uscivo mai, ma non ne sentivo la mancanza. Le mie amiche andavano in centro? Io andavo a giocare. Le mie amiche andavano a spasso? Io andavo alle partite … (pag. 54) Abbiamo fatto un bel passo avanti. Se una ragazza gioca a calcio, non è più/non è sempre considerata strana, diversa, mascolina, ma anzi, più interessante. Non anormale, ma speciale. Una ragazza che gioca a calcio – credetemi – fa colpo … (pag. 62) Guardateci giocare: e se quello che avete visto vi piace, allora continuate a guardarci, e vi piaceremo ancora di più. E succede proprio così: chi ci conosce, ci apprezza, chi ci vede, ci segue. Chi si avvicina, si affeziona … (pag. 69) Lo sport mi ha insegnato le regole e indicato gli obiettivi, i traguardi, le mete. Lo sport mi ha inquadrato il carattere e incanalato le energie. E non solo a me …

IL MIO CALCIO LIBERO Rizzoli

(Così in terza di copertina) Barbara Bonansea è nata a Pinerolo (TO) nel 1991. Attaccante, è cresciuta nel Torino, per proseguire la carriera con le maglie di Brescia prima e Juventus poi, conquistando 4 titoli di Campione d’Italia, tre Coppe Italia e tre Supercoppe italiane. Con la Nazionale maggiore ha totalizzato sin qui 64 presenze e 24 gol. (Aggiungiamo noi e aggiorniamo; la prima edizione del libro è di novembre 2019) Gli scudetti sono diventati cinque e quattro sono invece le Supercoppe italiane, mentre le presenze in Nazionale sono 67 e 25 i gol. Nel palmares di Barbara ci sono poi i due campionati Primavera vinti a suo tempo col Torino, i “nostri” premi Aic quale calciatrice dell’anno 2016 e componente della squadra dell’anno 2019 e il prestigioso riconoscimento da parte della FIFA-FIFPro: ‘titolare’ nella Top11 mondiale per il 2020. • Marco Pastonesi (Genova, 1954) è una storica firma della “Gazzetta dello Sport”. Tra i suoi tanti libri ricordiamo Pantani era un dio (2014), Ovalia (2015), L’Uragano Nero (2016, premio Bancarella Sport), Mia, con Ivan Zaytsev (2017), La quinta tappa, con Vincenzo Nibali (2018) e Coppi ultimo (2019).

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di Maurizio Borsari


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di Vanni Zagnoli

La scomparsa di Paolo Rossi

Per sempre Pablito, eroe Mundial Paolo Rossi non c’è più, se n’è andata la faccia pulita dell’Italia, capace di far riprendere il Paese, negli anni del terrorismo e della crisi economica. Due settimane dopo Diego Armando Maradona ci lascia uno dei più amati dagli italiani, che in secondo nozze aveva sposato Federica Cappelletti, una giornalista che ha scritto anche la sua biografia. Paolorossi, scritto così, tutto d’un fiato, resta il campione italiano più popolare nel mondo, per il Mondiale del 1982 vinto anche grazie ai suoi 6 gol. Ci mancheranno il sorriso radioso, le sue ginocchia fragili, passate dalla squalifica per il calcioscommesse, sempre contestata, che gli fece saltare gli Europei del 1980, al trionfo di Spagna. Era un’Italia declinata a memoria: Zoff; Gentile, Cabrini; Oriali, Collovati, Scirea; Causio, Tardelli, Rossi, Antognoni, Graziani. Era la formazione base, poi con il Brasile, nella semifinale con la Polonia e in finale con la Germania giocò Bergomi. E c’erano praticamen-

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te tutti al funerale, mancava giusto l’unico altro scomparso, Gaetano Scirea, un altro mito. Fu in Spagna che divenne Pablito. Aveva 64 anni, è stato sconfitto da un male inesorabile e in effetti da qualche tempo non era più al seguito della Nazionale, con la Rai, e neanche per la Champions League. Era un simbolo assoluto del nostro Paese nel mondo, un’icona non solo del calcio. Anche nel dopo carriera, la disponibilità era unica, con tutti, al contrario magari di altri campioni meno riconosciuti ma più difficili da inseguire. Paolo Rossi aveva fatto sorridere tanti italiani, in quel Mundial, con la pipa di Enzo Bearzot e la bonomia del presidente della Repubblica Sandro Pertini, esultante al fianco del re di Spagna. Era l’Italia di capitan Dino Zoff, 40 anni, e soprattutto di Pablito, all’epoca 26enne. Era un centravanti da area di rigore, il classico opportunista, viveva per il gol.

“Non ha mai fatto pesare nulla” - racconta Franco Selvaggi, il meno noto dei campioni del Mondo, 67 anni, materano. “Ero molto legato, come tutti noi azzurri, perché Paolo era amico di tutti, avevo un rapporto splendido, rimasto nel tempo. Se siamo campioni del Mondo è grazie ai gol di Paolo. Anche le nostre famiglie si sono conosciute. Quando ero al Toro e lui alla Juve cenavamo insieme. Mi faceva vedere le lettere che riceveva dalla Lapponia, dal Madagascar. Sarebbe voluto venire a Matera per visitare i Sassi e con l’occasione avrebbe fatto due giorni di lezioni ai bambini della mia scuola calcio. In quel Mondiale non c’era un’Italia di titolari e un’altra di riserve”. Selvaggi era il 22°, fu una scelta precisa di Bearzot, dato l’infortunio di Roberto Bettega ai legamenti. Evitò di scegliere Pruzzo per evitare di creare un dualismo con Rossi. “Per me era un amico fraterno, era un grande calciatore e una grande persona, un ragazzo stupendo, di semplicità e umiltà incredibile. Essere stato eroe del Mundial non gli ha cambiato la vita di una virgola, sempre disponibile con tutti. Amava la vita, era un ragazzo normale che aveva un grande talento, era rimasto sé stesso, non è facile”.


Organo mensile dell’Associazione Italiana Calciatori

speciale dicembre 2020

Bilancio A.I.C. Service Srl Bilancio A.I.C. Chiusi al 31.12.2019


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A.I.C. Service Srl

Relazione unitaria del Collegio Sindacale all’Assemblea dei Soci Al Socio Unico della società AIC Service Srl,

Premessa Il Collegio Sindacale, nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2019, ha svolto sia le funzioni previste dagli artt. 2403 e ss. c.c. sia quelle previste dall’art. 2409-bis c.c.La presente relazione unitaria contiene nella sezione A) la “Relazione del Revisore Indipendente ai sensi dell’art 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39” e nella sezione B) la “Relazione ai sensi dell’art. 2429, comma 2, c.c.”. A) Relazione del Revisore Indipendente ai sensi dell’art. 14 D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 Relazione sulla revisione contabile del bilancio d’esercizio Giudizio Abbiamo svolto la revisione contabile dell’allegato bilancio d’esercizio della società AIC Service Srl, costituito dallo Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2019, dal Conto Economico, e dalla Nota Integrativa. A nostro giudizio, il bilancio d’esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della società al 31 dicembre 2019, del risultato economico per l’esercizio chiuso a tale data in conformità alle norme italiane che ne disciplinano i criteri di redazione. Elementi alla base del giudizio Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali ISA Italia. Le nostre responsabilità si sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità del Revisore per la revisione contabile del bilancio d’esercizio della presente relazione. - Siamo indipendenti rispetto alla Società in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell’ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su

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cui basare il nostro giudizio.

Responsabilità degli Amministratori e del Collegio Sindacale per il bilancio d’esercizio Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d’esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità alle norme italiane che ne disciplinano i criteri di redazione e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali. Gli Amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità della società di continuare ad operare come un’entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d’esercizio, per l’appropriatezza dell’utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia.- Gli Amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d’esercizio a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della società o per l’interruzione dell’attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte. Il Collegio Sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell’informativa finanziaria della società. Responsabilità del Revisore per la revisione contabile del bilancio d’esercizio I nostri obiettivi sono l’acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d’esercizio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l’emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio.Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionale ISA

Italia individui sempre un errore significativo, qualora esistente.- Gli errori possono derivare da frodi i da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio d’esercizio.Nell’ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali ISA Italia, abbiamo esercitato il giudizio professionale ed abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre: • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d’esercizio, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.- Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l’esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno; • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull’efficacia del controllo interno della società; • abbiamo valutato l’appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli Amministratori, inclusa la relativa informativa; • siamo giunti ad una conclusione sull’appropriatezza dell’utilizzo da parte degli Amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull’eventuale


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esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della società di continuare ad operare come un’entità in funzionamento.- In presenza di un’incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l’attenzione nella Relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio, ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio.- Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione.- Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la società cessi di operare come un’entità in funzionamento; • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d’esercizio nel suo complesso, inclusa l’informativa, e se il bilancio d’esercizio rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione; • abbiamo comunicato ai responsabili della attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile; • abbiamo svolto la revisione legale del progetto di bilancio d’esercizio della società AIC Service Srl chiuso al 31.12.2019 il cui Stato Patrimoniale e Conto Economico sono riportati sinteticamente nella seguente tabella:

Il Conto Economico di competenza, in sintesi reca i seguenti valori:

ATTIVO Immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni materiali Immobilizzazioni finanziarie Attivo circolante Ratei e risconti Totale attivo

31/12/2019 8.237 2.185.284 10.634.233 1.286.612 14.114.366

31/12/2018 9.289 2.274.600 6.526.007 3.441.069 12.250.965

Variazioni (1.052) (89.316) 4.108.226 (2.154.457) 1.863.401

PASSIVO Fondi per rischi ed oneri Trattamento di fine rapporto Debiti Ratei e risconti passivi Totale passivo

31/12/2019 51.512 305.964 3.255.343 790.274 4.403.093

31/12/2018 30.556 280.493 3.093.498 528.985 3.933.532

Variazioni 20.956 25.471 161.845 261.289 469.561

PATRIMONIO NETTO Capitale sociale Riserva legale Riserva di rivalutazione Altre riserve Utile (perdita) d’esercizio Totale Patrimonio Netto

31/12/2019 500.000 100.000 2.158.085 3.359.348 3.593.840 9.711.273

31/12/2018 500.000 100.000 2.158.085 3.242.196 2.317.152 8.317.433

Variazioni 117.162 1.276.688 1.393.840

CONTO ECONOMICO Valore della produzione Costi della produzione Proventi e oneri finanziari Risultato prima delle imposte Imposte dell’esercizio Utile (perdita) d’esercizio

31/12/2019 9.955.946 4.802.181 57.914 5.211.679 1.617.839 3.593.840

B) Relazione sull’attività di vigilanza ai sensi dell’art. 2429, comma 2, c.c. Nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2019 la nostra attività è stata ispirata alle disposizioni di legge e alle Norme di comportamento del Collegio Sindacale emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, nel rispetto delle quali abbiamo effettuato l’autovalutazione, con esito positivo, per ogni componente il Collegio Sindacale.

lievo, per le loro dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla società e in base alle informazioni acquisite, non abbiamo osservazioni particolare da riferire. Abbiamo acquisito conoscenza e abbiamo vigilato sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento, anche in funzione della rilevazione tempestiva di situazioni di crisi o di perdita della continuità, anche tramite la raccolta di informazioni dai responsabili delle funzioni e a tale riguardo non abbiamo osservazioni particolari da riferire. Abbiamo acquisito conoscenze e vigilato, per quanto di nostra competenza, sull’adeguatezza e sul funzionamento del sistema amministrativo-contabile, nonché sull’affidabilità di quest’ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione, mediante l’ottenimento di informazioni dai Responsabili delle funzioni e l’esame dei documenti aziendali, e a tale riguardo, non abbiamo osservazioni particolari da riferire. Non sono pervenute denunzie dai Soci ex art. 2408 c.c. Nel corso dell’esercizio non sono stati rilasciati dal Collegio Sindacale pareri previsti dalla legge. Nel corso dell’attività di vigilanza, come sopra descritta, non sono emersi altri fatti significativi tali da richiederne la menzione nella presente Relazione.

B1) Attività di vigilanza ai sensi dell’art. 2403 e ss. c.c. Abbiamo vigilato sull’osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione. Abbiamo partecipato alle Assemblee dei Soci ed alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, in relazione alle quali, sulla base delle informazioni disponibili, non abbiamo rilevato violazioni della legge e dello statuto, né operazioni manifestamente imprudente, azzardate, in potenziale conflitto di interesse o tali da compromettere l’integrità del patrimonio sociale. Abbiamo acquisito dall’organo amministrativo durante le riunioni svolte, informazioni sul generale andamento della gestione e sulla prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggiore ri-

31/12/2018 7.973.920 4.561.651 46.751 3.459.020 1.141.868 2.317.152

Variazioni 1.982.026 240.530 11.163 1.752.659 475.971 1.276.688

B2) Osservazioni in ordine al bilancio d’esercizio Per quanto a nostra conoscenza, gli Amministratori, nella redazione del bilancio, non hanno derogato alle norme di legge ai sensi dell’art. 2423, comma 4, c.c. - Non abbiamo rilevato l’esistenza di voci iscritte in bilancio che comportano da parte di questo Collegio l’espressione di consenso ex-art. 2426 punti 5 e 6 del Codice Civile. In considerazione della deroga contenuta nell’art. 106, comma primo, del D. L. 17 marzo 2020 n. 18, l’assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio è stata convocata entro il maggior termine di 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

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I risultati della Revisione Legale del bilancio da noi svolta sono contenuti nella sezione A) della presente Relazione. B3) Osservazioni e proposte in ordine all’approvazione del bilancio Considerando le risultanze dell’attività da noi svolta il Collegio propone all’Assemblea di approvare il bilancio d’eser-

cizio chiuso al 31 dicembre 2019, così come redatto dagli Amministratori. Il Collegio concorda con la proposta di destinazione del risultato d’esercizio fatta dagli Amministratori in Nota Integrativa. La riunione si è conclusa con la stesura, approvazione all’unanimità e sottoscrizione del presente verbale, il quale viene

trascritto nel relativo Libro delle decisioni del Collegio Sindacale. Vicenza, 8 aprile 2020. Il Collegio Sindacale Dalla Montà Ettore Roberto (Presidente) Tabasso Riccardo Apolloni Giacomo Sebastiano

A.I.C. Service Srl

Bilancio al 31.12.2019 Stato Patrimoniale Abbreviato

31/12/2019 31/12/2019

Attivo B) Immobilizzazioni I - Immobilizzazioni immateriali II - Immobilizzazioni materiali Totale immobilizzazioni (B) C) Attivo circolante I - Rimanenze II - Crediti esigibili entro l’esercizio successivo esigibili oltre l’esercizio successivo Imposte anticipate III - Attività fin. che non costituiscono immobilizz. IV - Disponibilità liquide Totale attivo circolante (C) D) Ratei e risconti Totale attivo Passivo A) Patrimonio netto I - Capitale III - Riserve di rivalutazione IV - Riserva legale VI - Altre riserve IX - Utile (perdita) dell’esercizio Totale patrimonio netto B) Fondi per rischi e oneri C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato D) Debiti esigibili entro l’esercizio successivo E) Ratei e risconti Totale passivo Conto Economico Abbreviato

31/12/2018

8.237 9.289 2.185.284 2.274.600 2.193.521 2.283.889 2.450 1.194.890 1.085.886 65.840 43.164 3.134.100 6.302.793 10.634.233 1.286.612 14.114.366

2.450 952.489 815.429 96.044 41.016 5.571.068 6.526.007 3.441.069 12.250.965

500.000 2.158.085 100.000 3.359.348 3.593.840 9.711.273 51.512 305.964 3.255.343 3.255.343 790.274 14.114.366

500.000 2.158.085 100.000 3.242.196 2.317.152 8.317.433 30.556 280.493 3.093.498 3.093.498 528.985 12.250.965

31/12/2019

31/12/2018

A) Valore della produzione 1) ricavi delle vendite e delle prestazioni 9.688.055 7.770.533 5) altri ricavi e proventi contributi in conto esercizio 9.836 10.000 altri 258.055 193.387 Totale altri ricavi e proventi 267.891 203.387 Totale valore della produzione 9.955.946 7.973.920 B) Costi della produzione 6) per materie prime, sussid., di consumo e di merci 167.027 185.691

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7) per servizi 8) per godimento di beni di terzi 9) per il personale a) salari e stipendi b) oneri sociali c/d/e) trattamento di fine rapporto, trattamento di quiescenza, altri costi del personale c) trattamento di fine rapporto e) altri costi Totale costi per il personale 10) ammortamenti e svalutazioni a/b/c) ammort. delle immobilizz.immateriali e materiali, altre svalutazioni delle immobilizz. a) ammortamento delle immobilizz. immateriali b) ammortamento delle immobilizz. materiali Totale ammortamenti e svalutazioni 11) variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci 14) oneri diversi di gestione Totale costi della produzione Differenza tra valore e costi della produzione (A-B) C) Proventi e oneri finanziari 16) altri proventi finanziari b/c) da titoli iscr.nelle immob.che non costituisc. partecip.e da titoli iscr.nell'attivo circ.no partecip c) da titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni d) proventi diversi dai precedenti altri Totale proventi diversi dai precedenti Totale altri proventi finanziari 17) interessi ed altri oneri finanziari altri Totale interessi e altri oneri finanziari 17-bis) utili e perdite su cambi Totale proventi e oneri finanziari (15+16-17+17-bis) Risultato prima delle imposte (A-B+-C+-D) 20) imposte sul reddito dell’esercizio, correnti, differite e anticipate imposte correnti imposte relative a esercizi precedenti imposte differite e anticipate Totale delle imposte sul reddito dell’esercizio, correnti, differite e anticipate 21) Utile (perdita) dell’esercizio

31/12/2018

2.705.702 2.582.023 200.226 200.521 610.836 623.627 196.583 192.845 45.070

42.430

44.390 680 852.489 -

42.430 858.902 -

97.331

99.026

1.832 95.499 97.331

2.047 96.979 99.026

-

147

779.406 635.341 4.802.181 4.561.651 5.153.765 3.412.269 -

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52.557

-

52.557

-

1.469 1.645 1.469 1.645 54.026 1.645 3.281 24 3.281 24 7.169 45.130 57.914 46.751 5.211.679 3.459.020 1.611.004 1.142.034 6.360 475 (166) 1.617.839 1.141.868 3.593.840 2.317.152


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NOTA INTEGRATIVA, PARTE INIZIALE Signori Soci, la presente nota integrativa costituisce parte integrante del bilancio al 31/12/2019. Il bilancio viene redatto in forma abbreviata in quanto non sono stati superati, per due esercizi consecutivi, i limiti previsti dall’art. 2435-bis del codice civile. Il bilancio risulta conforme a quanto previsto dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile ed ai principi contabili nazionali pubblicati dall’Organismo Italiano di Contabilità; esso rappresenta pertanto con chiarezza ed in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società ed il risultato economico dell’esercizio. Il contenuto dello stato patrimoniale e del conto economico è quello previsto dagli articoli 2424 e 2425 del codice civile. La nota integrativa, redatta ai sensi dell'art. 2427 del codice civile, contiene inoltre tutte le informazioni utili a fornire una corretta interpretazione del bilancio. Nel presente documento verranno inoltre fornite le informazioni richieste dai numeri 3 e 4 dell’art. 2428 c.c., in quanto, come consentito dall’art. 2435bis del codice civile, non è stata redatta la relazione sulla gestione. Informativa sull’andamento aziendale Signori Soci, il bilancio dell’esercizio chiuso al 31/12/2019 evidenzia un risultato positivo di esercizio pari ad euro 3.593.840. L’esercizio di riferimento del bilancio è stato caratterizzato da un significativo incremento del fatturato nell’ordine del 25%, ottenuto grazie all’effetto pieno dei maggiori introiti commerciali nazionali ed esteri. Sul fronte dei costi, si segnala che i costi di produzione hanno avuto un moderato incremento pari al 5% rispetto all’esercizio precedente, che principalmente trova giustificazione nella maggiore erogazione liberale liquidata nel 2019 – considerate le maggiori disponibilità economiche conseguite - in favore di AIC Onlus, ente no-profit, la cui mission è volta all’attuazione di progetti solidaristici per la promozione dei valori del calcio e ad aiutare ex-giocatori che si trovano in difficoltà economica.

Da ultimo si evidenzia come nel corso dell’esercizio, al fine di rafforzare la consistenza patrimoniale e costituire una riserva finanziaria nonché di ottenere una più efficiente gestione della liquidità aziendale, nel corso dell’esercizio sono stati fatti specifici investimenti in prodotti finanziari a basso rischio, ma che permettono di ottenere un migliore rendimento rispetto alla mera giacenza in conto corrente. Tale gestione ha permesso di conseguire nell’esercizio in esame proventi finanziari per oltre 50.000,00 €. Criteri di formazione Redazione del bilancio Le informazioni contenute nel presente documento sono presentate secondo l’ordine in cui le relative voci sono indicate nello stato patrimoniale e nel conto economico. In riferimento a quanto indicato nella parte introduttiva della presente nota integrativa, si attesta che, ai sensi dell’art. 2423, 3° comma del codice civile, qualora le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non siano sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta della situazione aziendale vengono fornite le informazioni complementari ritenute necessarie allo scopo. Il bilancio d'esercizio, così come la presente nota integrativa, sono stati redatti in unità di euro. Principi di redazione La valutazione delle voci di bilancio è avvenuta nel rispetto del principio della prudenza, della rilevanza e nella prospettiva di continuazione dell'attività. Ai sensi dell'art. 2423-bis c.1 punto 1-bis C.C., la rilevazione e la presentazione delle voci è effettuata tenendo conto della sostanza dell'operazione o del contratto. Nella redazione del bilancio d'esercizio gli oneri e i proventi sono stati iscritti secondo il principio di competenza indipendentemente dal momento della loro manifestazione numeraria e sono stati indicati esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura dell’esercizio. Si è peraltro tenuto conto dei rischi e delle perdite di competenza dell'esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo. Struttura e contenuto del prospetto di bilancio Lo stato patrimoniale, il conto econo-

mico e le informazioni di natura contabile contenute nella presente nota integrativa sono conformi alle scritture contabili, da cui sono stati direttamente desunti. Nell’esposizione dello stato patrimoniale e del conto economico non sono stati effettuati raggruppamenti delle voci precedute da numeri arabi, come invece facoltativamente previsto dall'art. 2423 ter del c.c. Ai sensi dell’art. 2424 del codice civile si conferma che non esistono elementi dell'attivo o del passivo che ricadano sotto più voci del prospetto di bilancio. Casi eccezionali ex art. 2423, quinto comma, del Codice Civile Non si sono verificati casi eccezionali che abbiano reso necessario il ricorso a deroghe di cui all'art. 2423, commi 4 e 5 del codice civile. Cambiamenti di principi contabili Non si sono verificati casi eccezionali che abbiano reso necessario il ricorso a deroghe di cui all'art.2423-bis c.2 del codice civile. Problematiche di comparabilità e di adattamento Ai sensi dell'art. 2423 ter del codice civile, si precisa che tutte le voci di bilancio sono risultate comparabili con l’esercizio precedente; non vi è stata pertanto necessità di adattare alcuna voce dell'esercizio precedente. Criteri di valutazione applicati I criteri applicati nella valutazione delle voci di bilancio e nelle rettifiche di valore sono conformi alle disposizioni del codice civile e alle indicazioni contenute nei principi contabili emanati dall’Organismo Italiano di Contabilità. Gli stessi inoltre non sono variati rispetto all’esercizio precedente. Ai sensi dell’articolo 2427 c. 1 n. 1 del c.c. si illustrano i più significativi criteri di valutazione adottati nel rispetto delle disposizioni contenute all’art.2426 del codice civile, con particolare riferimento a quelle voci di bilancio per le quali il legislatore ammette diversi criteri di valutazione e di rettifica o per le quali non sono previsti specifici criteri. I valori contabili espressi in valuta sono stati iscritti, previa conversione in euro secondo il tasso di cambio vi-

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gente al momento della loro rilevazione, ovvero al tasso di cambio alla data di chiusura dell’esercizio sociale secondo le indicazioni del principio contabile OIC 26. La società, alla data di chiusura dell’esercizio, deteneva poste patrimoniali in valuta relative a crediti commerciali e obligazioni in valuta; si ritiene tuttavia che le variazioni nei cambi intervenute successivamente alla chiusura dell’esercizio non siano significative. Immobilizzazioni immateriali Le immobilizzazioni immateriali, ricorrendo i presupposti previsti dai principi contabili, sono iscritte nell’attivo di stato patrimoniale al costo di acquisto e/o di produzione e vengono ammortizzate in quote costanti in funzione della loro utilità futura. Il valore delle immobilizzazioni è esposto al netto dei fondi di ammortamento e delle svalutazioni. L'ammortamento è stato operato in conformità al seguente piano prestabilito, che si ritiene assicuri una corretta ripartizione del costo sostenuto lungo la vita utile delle immobilizzazioni in oggetto: VOCI IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI

Marchi Software di terzi in concessione

PERIODO

18 anni 2 anni

Le eventuali alienazioni di beni immateriali avvenute nel corso dell’esercizio hanno comportato l’eliminazione del loro valore residuo. Il criterio di ammortamento delle immobilizzazioni immateriali è stato applicato con sistematicità ed in ogni esercizio, in relazione alla residua possibilità di utilizzazione economica di ogni singolo bene o spesa. Ai sensi e per gli effetti dell'art.10 della legge 19 marzo 1983, n. 72, e così come anche richiamato dalle successive leggi di rivalutazione monetaria, si precisa che per i beni immateriali tuttora esistenti in patrimonio non è stata mai eseguita alcuna rivalutazione monetaria. Si evidenzia che su tali oneri immobilizzati non è stato necessario operare svalutazioni ex art. 2426 comma 1 n. 3 del codice civile in quanto, come previsto dal principio contabile OIC 9, non sono stati riscontrati indicatori di potenziali perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni immateriali.

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Beni immateriali I beni immateriali sono rilevati al costo di acquisto comprendente anche i costi accessori e sono ammortizzati entro il limite legale o contrattuale previsto per gli stessi. Immobilizzazioni materiali I cespiti appartenenti alla categoria delle immobilizzazioni materiali, rilevati alla data in cui avviene il trasferimento dei rischi e dei benefici connessi al bene acquisito, sono iscritti in bilancio al costo di acquisto, aumentato degli eventuali oneri accessori sostenuti fino al momento in cui i beni sono pronti all’uso e comunque nel limite del loro valore recuperabile. Sono stati imputati ad incremento del valore dei beni a cui si riferiscono i costi sostenuti nell’esercizio che abbiano comportato un effettivo incremento della produttività, della durata di vita utile o della consistenza dei cespiti. Tali beni risultano esposti nell’attivo di bilancio al netto dei fondi di ammortamento e di svalutazione. Il valore contabile dei beni, raggruppati in classi omogenee per natura ed anno di acquisizione, viene ripartito tra gli esercizi nel corso dei quali gli stessi verranno presumibilmente utilizzati. Tale procedura è attuata mediante lo stanziamento sistematico a conto economico di quote di ammortamento corrispondenti a piani prestabiliti, definiti al momento in cui il bene è disponibile e pronto all’uso, con riferimento alla presunta residua possibilità di utilizzo dei beni stessi. Detti piani, oggetto di verifica annuale, sono formati con riferimento al valore lordo dei beni e supponendo pari a zero il valore di realizzo al termine del processo. L'ammortamento delle immobilizzazioni materiali, il cui utilizzo è limitato nel tempo, è stato operato in conformità al seguente piano prestabilito: VOCI IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI

Fabbricati industriali Impianti generici Attrezzature e macchinari Mobili e arredi Macchine d’ufficio elettroniche Autovetture

ALIQUOTE %

3% 10% 15% 12% 20% 25%

Le eventuali dismissioni di cespiti (cessioni, rottamazioni, ecc.) avvenute nel corso dell’esercizio hanno comportato l’eliminazione del loro valore residuo. L'eventuale differenza tra valore

contabile e valore di dismissione è stato rilevato a conto economico. Per le immobilizzazioni acquisite nel corso dell’esercizio le suddette aliquote sono state ridotte alla metà in quanto la quota di ammortamento così ottenuta non si discosta significativamente dalla quota calcolata a partire dal momento in cui il cespite è disponibile e pronto all’uso. I criteri di ammortamento delle immobilizzazioni materiali non sono variati rispetto a quelli applicati nell’esercizio precedente. Nel successivo prospetto si precisa, ai sensi e per gli effetti dell'art. 10 della legge 19 Marzo 1983, n. 72, così come anche richiamato dalle successive leggi di rivalutazione monetaria, per quali beni materiali è stata eseguita una rivalutazione monetaria evidenziandone quindi il relativo ammontare. DESCRIZIONE

IMPORTO

Immobilizzazioni materiali Fabbricato strumentale 50.700 Rivalutazione costo storico 2.440.319 L.147/2013 Valore contabile COSTO FABBRI- 2.491.019 CATO rivalutato Fondo ammortamento al 8.36531.12.2013 Rivalutazione f.do amm.to 402.654L.147/2013 Ammortamenti 2014-2019 448.384Valore contabile F.DO AMM.TO 859.403FABBRICATO rivalutato Scorporo quota terreno Fabbrica12.675 to strumentale Rivalutazione costo storico quota 507.325 terreno L.147/2013 Valore netto contabile QUOTA 520.000 TERRENO rivalutato Per quanto concerne il criterio adottato per effettuare le rivalutazioni, si specifica che il compendio immobiliare di proprietà ubicato in Vicenza e catastalmente identificato al fg. 4 mapp. 499 cat. A/10 rendita € 7.359,11 è stato rivalutato ex L. 147/2013. La rivalutazione è stata effettuata sul fabbricato e sul terreno scorporato, incrementando il valore del cespite e del fondo di ammortamento. Riguardo al piano tecnico di ammortamento, si è ritenuto di confermare l’aliquota del 3% per esercizio. La temporanea irrilevanza fiscale dell’ammortamento computato nei primi due esercizi successivi alla rivalutazione, dal 2014 sino al 2015, ha comportato l’iscrizione di un correlato credito per fiscalità anticipata di € 40.850,00.


inserto

Si evidenzia che non è stato necessario operare svalutazioni ex art. 2426 comma 1 n. 3 del codice civile in quanto, come previsto dal principio contabile OIC 9, non sono stati riscontrati indicatori di potenziali perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali. Terreni e fabbricati La società ha distintamente contabilizzato la parte di terreno sottostante ai fabbricati di proprietà e per la stessa non si è operato alcun ammortamento in quanto si tratta di beni per i quali non è previsto un esaurimento della utilità futura. Rimanenze Le rimanenze di beni sono valutate al minore tra il costo di acquisto e il valore di realizzo desumibile dall’andamento del mercato. Il costo di acquisto comprende gli eventuali oneri accessori di diretta imputazione. Il costo di produzione non comprende i costi di indiretta imputazione in quanto questi ultimi non sono risultati imputabili secondo un metodo oggettivo. Merci Il costo delle rimanenze dei prodotti finiti e delle merci di natura fungibile è stato calcolato a costi specifici, ovvero attribuendo ai singoli beni i costi specificatamente sostenuti per gli stessi. Il valore così determinato è stato opportunamente confrontato, come esplicitamente richiesto dall'art. 2426 n. 9 del codice civile, con il valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato. Dal confronto tra costo di acquisto e valore di realizzazione desumibile dal mercato non sono emersi, per nessuno dei beni in magazzino, i presupposti per la valutazione in base al minore valore di mercato. Crediti iscritti nell'attivo circolante I crediti iscritti nell'attivo circolante sono stati valutati al presumibile valore di realizzo avvalendosi della facoltà concessa dall'art. 2435-bis c.c. Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni Altri titoli I titoli che non costituiscono immobi-

lizzazioni sono stati valutati al costo di acquisto o di sottoscrizione del titolo, costituito dal prezzo pagato comprensivo dai costi accessori, avvalendosi della facoltà concessa dall'art. 2435bis c.c.

te utilizzate per le cessazioni del rapporto di lavoro intervenute nel corso dell'esercizio e rappresenta il debito certo nei confronti dei lavoratori dipendenti alla data di chiusura del bilancio.

Disponibilità liquide Le disponibilità liquide sono valutate con i seguenti criteri: • denaro, al valore nominale; • depositi bancari e assegni in cassa, al presumibile valore di realizzo. Nel caso specifico, il valore di realizzo coincide con il valore nominale.

Debiti I debiti sono stati esposti in bilancio al valore nominale, avvalendosi della facoltà concessa dall'art. 2435-bis c.c.

Ratei e risconti attivi I ratei e risconti sono stati calcolati sulla base del principio della competenza, mediante la ripartizione dei ricavi e/o costi comuni a più esercizi. Nell' iscrizione così come nel riesame di eventuali risconti attivi di durata pluriennale è stata verificata l'esistenza ovvero la permanenza della condizione temporale. Patrimonio netto Le voci sono esposte in bilancio al loro valore contabile secondo le indicazioni contenute nel principio contabile OIC 28. Fondi per rischi e oneri I fondi per rischi e oneri sono stati stanziati a copertura delle passività la cui esistenza è ritenuta certa o probabile, per le quali alla chiusura dell'esercizio non sono determinabili l'ammontare o la data di sopravvenienza. La costituzione dei fondi è stata effettuata in base ai principi di prudenza e di competenza, osservando le prescrizioni del principio contabile OIC 31. Gli accantonamenti correlati sono rilevati nel conto economico dell’esercizio di competenza, in base al criterio di classificazione “per natura” dei costi. Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato Il TFR è stato calcolato conformemente a quanto previsto dall'art. 2120 del codice civile, tenuto conto delle disposizioni legislative e delle specificità dei contratti e delle categorie professionali, e comprende le quote annue maturate e le rivalutazioni effettuate sulla base dei coefficienti ISTAT. L'ammontare del fondo è rilevato al netto degli acconti erogati e delle quo-

Ratei e risconti passivi I ratei e risconti sono stati calcolati sulla base del principio della competenza, mediante la ripartizione dei costi e/o ricavi comuni a più esercizi. Nell' iscrizione così come nel riesame di eventuali risconti passivi di durata pluriennale è stata verificata l'esistenza ovvero la permanenza della condizione temporale. Altre informazioni Operazioni con obbligo di retrocessione a termine La società, ai sensi dell'art.2427 n. 6-ter, attesta che nel corso dell'esercizio non ha posto in essere alcuna operazione soggetta all'obbligo di retrocessione a termine. NOTA INTEGRATIVA, ATTIVO Di seguito si analizzano nel dettaglio i movimenti delle singole voci di bilancio, secondo il dettato della normativa vigente. IMMOBILIZZAZIONI Movimenti delle immobilizzazioni Nel presente paragrafo della nota integrativa si analizzano i movimenti riguardanti le immobilizzazioni immateriali, materiali e finanziarie. Per ciascuna voce delle immobilizzazioni è stato specificato: • il costo storico; • le precedenti rivalutazioni, svalutazioni ed ammortamenti delle immobilizzazioni esistenti all'inizio dell'esercizio; • le acquisizioni, gli spostamenti da una voce ad un’altra, le alienazioni e le eliminazioni avvenute nell'esercizio; • le rivalutazioni, le svalutazioni e gli ammortamenti effettuati nell'esercizio;

_VII


inserto

• la consistenza finale dell'immobilizzazione. IMM. IMMAT.

Valore di inizio esercizio Costo 396.242 Rivalutazioni Ammort.ti 386.953 (Fondo ammort.) Valore di 9.289 bilancio Variazioni nell’esercizio Incrementi per 780 acquisizione Ammort. 1.832 dell’esercizio Totale (1.052) variazioni Valore di fine esercizio Costo 397.022 Rivalutazioni Ammort.ti 388.785 (Fondo ammort.) Valore di 8.237 bilancio

IMM. MAT.

a clienti terzi € 657.428 • Clienti terzi Italia € 283.650 • Clienti terzi Estero € 125.000 La quota parte dei crediti al 31.12.2019 scadenti oltre l’esercizio successivo si riferiscono depositi cauzionali v/terzi e prestiti a dipendenti. Per nessun credito si è reso necessario procedere con una svalutazione, in quanto il valore contabile degli stessi corrisponde a quello di presumibile realizzo.

TOT. IMM.

779.577 1.175.819 2.947.644 2.947.644 1.452.621 1.839.574 2.274.600 2.283.889 6.183

6.963

95.499

97.331

(89.316) (90.368) 785.760 1.182.782 2.947.644 2.947.644 1.548.120 1.936.905 2.185.284 2.193.521

DESCRIZIONE

CONSIST. INIZIALE

DETTAGLIO

Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni

Attivo circolante Il totale dell'attivo è aumentato del 15% rispetto all'anno precedente passando da euro 12.250.965 a euro 14.114.366 grazie soprattutto dell'aumento dell'attivo circolante e per effetto principalmente dell'aumento del fatturato, che è passato da € 7.770.533 a € 9.688.055, segnando un aumento del 25%.

Altri titoli negoziabili Totale

INCREM.

DESCRIZIONE

POSSIBILITÀ DI UTILIZZO

TIPO RISERVA

Capitale Totale Riserve di rivalutazione

Capitale

Totale Riserva legale Totale Altre riserve

VIII_

-

CONSIST. FINALE

VARIAZ. ASSOLUTA

VARIAZ. %

- 460.193 3.134.100 3.134.100 - 460.193 3.134.100 3.134.100

-

Utili

A;B;C

Utili

A;B

QUOTA DISPONIBILE

QUOTA DISTRIBUIBILE

QUOTA NON DISTRIBUIBILE

500.000 500.000

-

-

2.158.085 2.158.085

-

2.158.085 2.158.085

100.000 100.000

-

100.000 100.000

Utili A;B;C 3.359.348 3.359.348 Totale 3.359.348 3.359.348 Totale Composizione 6.117.433 3.359.348 2.258.085 voci PN LEGENDA: “A” aumento di capitale; “B” copertura perdite; “C” distribuzione soci; “D” per altri vincoli statutari; “E” altro

CONSIST. INCREM. INIZIALE

2.450 2.450

SPOST. SPOST. NELLA DALLA DECREM. VOCE VOCE

- 3.594.293 - 3.594.293

Tabella 1

Rimanenze di merci Totale

Patrimonio netto Nel prospetto in Tabella 3 sono anali-

Tabella 3

Rimanenze Nella Tabella 1 vengono esposte le informazioni relative alle variazioni delle rimanenze. Si tratta di gadgets commercializzati con logo AIC Crediti iscritti nell'attivo circolante Le voci maggiormente significative, che compongono la voce dei crediti al 31.12.2019 sono: • Fatture da emettere

Rimanenze

NOTA INTEGRATIVA, PASSIVO E PATRIMONIO NETTO Di seguito si analizzano nel dettaglio i movimenti delle singole voci di bilancio, secondo il dettato della normativa vigente.

Tabella 2

Operazioni di locazione finanziaria La società alla data di chiusura dell’esercizio non ha in corso alcun contratto di leasing finanziario.

DETTAGLIO

Oneri finanziari capitalizzati Tutti gli interessi e gli altri oneri finanziari sono stati interamente spesati nell'esercizio. Ai fini dell’art. 2427, c. 1, n. 8 del codice civile si attesta quindi che non sussistono capitalizzazioni di oneri finanziari.

Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni Variazioni delle attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni Nella Tabella 2 vengono esposte le informazioni relative alle variazioni delle attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni. Come evidenziato in introduzione la società nel corso dell’esercizio ha effettuato acquisti di titoli a basso rischio, al fine di rafforzare la consistenza patrimoniale e costituire una

Nel corso dell’esercizio non vi sono state alienazioni e non si segnalano acquisti di beni strumentali di particolare rilevanza.

DESCRIZIONE

riserva finanziaria, nonché di ottenere una più efficiente gestione della liquidità aziendale. I decrementi sono dovuti a parziali alienazioni dei titoli acquistati nell’esercizio, che hanno permesso di generare plusvalenze nette per € 14.684.

-

SPOST. NELLA VOCE

SPOST. DALLA VOCE

-

CONSIST. VARIAZ. VARIAZ. DECREM. FINALE ASSOLUTA %

-

- 2.450 - 2.450

-

-

ticamente indicate le voci di patrimonio netto, con specificazione della loro origine, possibilità di utilizzazione e distribuibilità. Il totale del patrimonio netto è aumentato del 17% rispetto all'anno prece-


inserto

dente passando da euro 8.317.433 a euro 9.711.273. In merito all'utile conseguito nell'esercizio (€ 3.593.840) si specifica che non sono distribuibili € 8.305 per i proventi da utili non realizzati su cambi, al netto dell’effetto fiscale. Si attesta inoltre che la riserva di rivalutazione generata in seguito alla rivalutazione dell’immobile strumentale ex L.147/2013, per il disposto dell'art.13 L.342/2000 può essere ridotta solo con l'osservanza delle disposizioni dei commi secondo e terzo dell'art. 2445 cod. civ. e in caso di attribuzione, tale riserva, maggiorata dell'imposta sostitutiva, a suo tempo versata, concorrerebbe al reddito imponibile della Società ai fini Ires. Si segnala infine che in data 23 dicembre 2019 sono stati distribuiti dividendi al socio unico per complessivi € 2.200.000. Debiti I debiti al 31/12/2019 ammontano complessivamente a euro 3.255.343 e risultano tutti esigibili entro l’esercizio successivo. Debiti assistiti da garanzie reali su beni sociali Ai sensi e per gli effetti dell’art. 2427 c.1 n.6 del codice civile, si attesta che non esistono debiti di durata superiore a cinque anni e debiti assistiti da garanzie reali su beni sociali. Le voci maggiormente significative, che compongono la voce dei debiti al 31.12.2019 sono: • Soci c/utili € 2.200.000 • Erario c/IRES e IRAP € 455.248 • Fatture da ricevere da fornitori terzi € 199.636 • Dipendenti c/retribuzioni differite € 98.723 NOTA INTEGRATIVA, CONTO ECONOMICO Il conto economico evidenzia il risultato economico dell’esercizio. Esso fornisce una rappresentazione delle operazioni di gestione, mediante una sintesi dei componenti positivi e negativi di reddito che hanno contribuito a determinare il risultato economico. I componenti positivi e negativi di reddito, iscritti in bilancio secondo quanto previsto dall’articolo 2425-bis del codice civile, sono distinti secondo l’appartenenza alle varie gestioni: caratteristica, accessoria e finanziaria.

L’attività caratteristica identifica i componenti di reddito generati da operazioni che si manifestano in via continuativa e nel settore rilevante per lo svolgimento della gestione, che identificano e qualificano la parte peculiare e distintiva dell’attività economica svolta dalla società, per la quale la stessa è finalizzata. L’attività finanziaria è costituita da operazioni che generano proventi e oneri di natura finanziaria. In via residuale, l’attività accessoria è costituita dalle operazioni che generano componenti di reddito che fanno parte dell’attività ordinaria ma non rientrano nell’attività caratteristica e finanziaria. Valore della produzione I ricavi sono iscritti in bilancio per competenza, al netto dei resi, abbuoni, sconti e premi, nonché delle imposte direttamente connesse agli stessi. Per quanto concerne la cessione di beni, i relativi ricavi sono iscritti quando si è verificato il passaggio sostanziale e non formale del titolo di proprietà assumendo quale parametro di riferimento, per il passaggio sostanziale, il trasferimento dei rischi e benefici. I ricavi derivanti dalle prestazioni di servizi sono iscritti quando il servizio è reso, ovvero quando la prestazione è stata effettuata; nel particolare caso delle prestazioni di servizi continuative i relativi ricavi sono iscritti per la quota maturata. I contributi in conto esercizio, rilevati per competenza nell’esercizio in cui è sorto con certezza il diritto alla percezione, sono indicati nell’apposita voce A5 in quanto integrativi dei ricavi della gestione caratteristica e/o a riduzione dei costi ed oneri della gestione caratteristica. A sintetico commento dell'andamento economico dell'esercizio precisiamo quanto segue: ES. CORRENTE

ES. VARIAZIONE PRECEDENTE

Ricavi vendite 9.688.055 7.770.533 1.917.522 e prestazioni Contributi in conto € 9.836 € 10.000 - € 164 esercizio Altri ricavi 258.055 193.387 64.668 e proventi TOTALI 9.955.946 7.973.920 1.982.026 I ricavi delle vendite hanno registrato un notevole miglioramento rispet-

to all’esercizio precedente (+25%). A contribuire maggiormente a detto incremento, oltre al bonus competition riferito alle royalties Fif.Pro per la stagione 2019/2020, vi è stato l’effetto pieno dei maggiori introiti commerciali previsti da FIFPRO e dalla “Lega Nazionale Professionisti Serie A” a decorrere dalla stagione 2018/19 in avanti. La voce “Altri ricavi e proventi” include principalmente (€ 179.800) la rilevazione a compensazione del costo per l’omaggio degli album dei calciatori che la società Panini Spa ha provveduto a fatturare alla società. Costi della produzione I costi ed oneri sono imputati per competenza e secondo natura, al netto dei resi, abbuoni, sconti e premi, nel rispetto del principio di correlazione con i ricavi, ed iscritti nelle rispettive voci secondo quanto previsto dal principio contabile OIC 12. Per quanto riguarda gli acquisti di beni, i relativi costi sono iscritti quando si è verificato il passaggio sostanziale e non formale del titolo di proprietà assumendo quale parametro di riferimento, per il passaggio sostanziale, il trasferimento dei rischi e benefici. Nel caso di acquisto di servizi, i relativi costi sono iscritti quando il servizio è stato ricevuto, ovvero quando la prestazione si è conclusa, mentre, in presenza di prestazioni di servizi continuative, i relativi costi sono iscritti per la quota maturata. I costi della produzione ammontano ad euro 4.802.181 e rispetto all'esercizio precedente risultano aumentati (+5%), registrando tuttavia una crescita percentuale nettamente inferiore a quella del fatturato (+25%). Analizzando il dettaglio delle singole voci di costo emerge, come tale incremento sia dovuto quasi esclusivamente al significativo aumento degli oneri diversi di gestione in seguito all’incremento dell’erogazione liberale devoluta nel corso dell’esercizio in favore di AIC Onlus, considerato che le altre componenti di costo non hanno subito nessuna variazione di rilievo rispetto al precedente esercizio. Proventi e oneri finanziari I proventi e gli oneri finanziari sono iscritti per competenza in relazione alla quota maturata nell’esercizio.

_IX


inserto

Utili/perdite su cambi Si riportano di seguito le informazioni relative agli utili o perdite su cambi distinguendo la parte realizzata dalla parte derivante da valutazioni delle attività e passività in valuta iscritte in bilancio alla fine dell’esercizio. DESCRIZIONE

utili e perdite su cambi Utile su cambi Perdita su cambi Totale voce

IMPORTO IN BILANCIO

PARTE PARTE VALUTATIVA REALIZZATA

7.169 11.621

6.303

9.642 1.979

1.113 5.190

Importo e natura dei singoli elementi di ricavo/costo di entità o incidenza eccezionali Nel corso del presente esercizio non sono stati rilevati ricavi o altri componenti positivi derivanti da eventi di entità o incidenza eccezionali. Nel corso del presente esercizio non sono stati rilevati costi derivanti da eventi di entità o incidenza eccezionali. Imposte sul reddito d'esercizio, correnti, differite e anticipate La società ha provveduto allo stanziamento delle imposte dell’esercizio sulla base dell’applicazione delle norme tributarie vigenti. Le imposte correnti si riferiscono alle imposte di competenza dell’esercizio così come risultanti dalle dichiarazioni fiscali, mentre le imposte relative ad esercizi precedenti includono le imposte dirette di esercizi precedenti. Le imposte differite e le imposte anticipate, infine, riguardano componenti di reddito positivi o negativi rispettivamente soggetti ad imposizione o a deduzione in esercizi diversi rispetto a quelli di contabilizzazione civilistica. Imposte relative ad esercizi precedenti Le imposte relative ad esercizi precedenti si riferiscono a componenti negativi di reddito, la cui indeducibilità era di competenza del precedente esercizio, per cui si è provveduto a regolarizzare mediante ravvedimento operoso. Imposte differite e anticipate La presente voce ricomprende l'impatto della fiscalità differita sul presente bilancio. La stessa è da ricondursi alle differenze temporanee tra i valori at-

X_

tribuiti ad un’attività o passività secondo criteri civilistici ed i corrispondenti valori riconosciuti a tali elementi ai fini fiscali. La società ha determinato l'imposizione differita con riferimento all'IRES e all'IRAP. Le imposte anticipate e differite sono state calcolate utilizzando rispettivamente le seguenti aliquote: ALIQUOTE ES. N+1

ES. N+2

ES. N+3

ES. N+4

Nei seguenti prospetti sono analiticamente indicate: • la descrizione delle differenze temporanee che hanno comportato la rilevazione di imposte differite e anticipate, specificando l'aliquota applicata e le variazioni rispetto all'esercizio precedente, gli importi accreditati o addebitati a conto economico oppure a patrimonio netto; • l'ammontare delle imposte anticipate contabilizzato in bilancio attinenti a perdite dell'esercizio o di esercizi precedenti e le motivazioni dell'iscrizione, l'ammontare non ancora contabilizzato e le motivazioni della mancata iscrizione; • le voci eventualmente escluse dal computo e le relative motivazioni. Rilevazione delle imposte differite e anticipate ed effetti conseguenti IRES

IRAP

(5.710) (5.710)

Dettaglio differenze temporanee deducibili (Tabella 4)

OLTRE

IRES 24,00% 24,00% 24,00% 24,00% 24,00% IRAP 3,9% 3,9% 3,9% 3,9% 3,9%

A) Differenze temporanee Totale differenze temporanee deducibili Totale differenze temporanee imponibili Differenze temporanee nette

IRES

B) Effetti fiscali Fondo imposte differite (anticipate) a inizio (35.306) esercizio Imposte differite 475 (anticipate) dell'esercizio Fondo imposte differite (anticipate) (34.831) a fine esercizio

IRAP

156.061 146.419 10.928

-

(145.133) (146.419)

Dettaglio differenze temporanee imponibili (Tabella 5) Si fa presente che non vi sono voci escluse dal compunto della fiscalità differita. NOTA INTEGRATIVA, ALTRE INFORMAZIONI Di seguito vengono riportate le altre informazioni richieste dal codice civile. Dati sull'occupazione Nel seguente prospetto è indicato il numero medio dei dipendenti, ripartito per categoria e calcolato considerando la media giornaliera. DIRIGENTI

QUADRI

IMPIEGATI

1

2

10

N. medio

TOTALE DIPENDENTI

13

Rispetto all'esercizio precedente si è evidenziata la variazione del numero di dipendenti di seguito riportata: • si è proceduto all'assunzione di n.2 impiegati, mentre non si segnalano fuoriuscite. Compensi, anticipazioni e crediti concessi ad amministratori e sindaci e impegni assunti per loro conto Nel seguente prospetto sono esposte le informazioni richieste dall'art. 2427 n. 16 c.c., precisando che non esistono anticipazioni e crediti e non sono stati

Tabella 4 DESCRIZIONE

Amm.to 2014/15 su riv.fabb. ex L.147/13 Perdite su cambi non realizzate

IMPORTO AL VARIAZIONE IMPORTO AL ALIQUOTA EFFETTO ALIQUOTA EFFETTO TERMINE DELL’ES. VERIFICATASI TERMINE IRES FISCALE IRES IRAP FISCALE IRAP PRECEDENTE NELL’ESERCIZIO DELL’ESERCIZIO

146.419

-

146.419

24,00

(35.140)

3,90

(5.710)

693

8.949

9.642

24,00

(2.314)

-

-

Tabella 5 DESCRIZIONE

Utili su cambi non realizzati

IMPORTO AL VARIAZIONE IMPORTO AL ALIQUOTA EFFETTO ALIQUOTA EFFETTO TERMINE DELL’ES. VERIFICATASI TERMINE IRES FISCALE IRES IRAP FISCALE IRAP PRECEDENTE NELL’ESERCIZIO DELL’ESERCIZIO

-

-

10.928

24,00

2.623

-

-


inserto

assunti impegni per conto dell'organo amministrativo per effetto di garanzie di qualsiasi tipo prestate. Compensi

AMMINISTRATORI

625.333

SINDACI

34.840

Impegni, garanzie e passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale Non esistono impegni, garanzie o passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale. Informazioni sulle operazioni con parti correlate Nel corso dell’esercizio sono state poste in essere operazioni con parti correlate; si tratta di operazioni concluse a condizioni di mercato, pertanto, in base alla normativa vigente, non viene fornita alcuna informazione aggiuntiva. La società non ha in essere alcun contratto di consolidato fiscale né di trasparenza fiscale. Informazioni sugli accordi non risultanti dallo stato patrimoniale Nel corso dell’esercizio non è stato posto in essere alcun accordo non risultante dallo stato patrimoniale. Informazioni sui fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio Con riferimento al punto 22-quater dell'art. 2427 del codice civile, non si segnalano fatti di rilievo successivi alla chiusura dell'esercizio che abbiano inciso in maniera rilevante sull'andamento patrimoniale, finanziario ed economico. Imprese che redigono il bilancio consolidato dell'insieme più piccolo di imprese di cui si fa parte in quanto impresa controllata Non esiste la fattispecie di cui all'art. 2427 n. 22-sexies del codice civile. Informazioni relative agli strumenti finanziari derivati ex art. 2427-bis del Codice Civile Si attesta che non è stato sottoscritto alcun strumento finanziario derivato. Prospetto riepilogativo del bilancio della società che esercita l'attività di direzione e coordinamento Si rende noto che la società è soggetta all’attività di direzione e coordinamento da parte dell’ente ASSOCIAZIONE ITALIANA CALCIATORI, che ne detie-

Tabella 6 Data dell'ultimo bilancio approvato B) Immobilizzazioni C) Attivo circolante D) Ratei e risconti attivi Totale attivo Capitale sociale Riserve Utile (perdita) dell'esercizio Totale patrimonio netto C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato D) Debiti E) Ratei e risconti passivi Totale passivo

ULTIMO ESERCIZIO

DATA

5.300.181 5.130.519 41.002 10.471.702 8.337.705 1.032.952 7.843 9.378.500 145.986 805.178 142.038 10.471.702

31/12/2018

ESERCIZIO PRECEDENTE

6.358.295 4.788.312 5.760 11.152.367 8.278.003 1.032.952 59.687 9.370.642 112.992 1.571.608 97.125 11.152.367

DATA

31/12/2017

Tabella 7 Data dell'ultimo bilancio approvato A) Valore della produzione B) Costi della produzione C) Proventi e oneri finanziari Imposte sul reddito dell'esercizio Utile (perdita) dell'esercizio ne la totalità delle quote sociali. Nei seguenti prospetti riepilogativi sono forniti i dati essenziali dell’ultimo bilancio approvato della suddetta società esercitante la direzione e il coordinamento. Prospetto riepilogativo dello stato patrimoniale della società che esercita l'attività di direzione e coordinamento (Tabella 6). Prospetto riepilogativo del conto economico della società che esercita l'attività di direzione e coordinamento (Tabella 7). Azioni proprie e di società controllanti Ai sensi dell’art. 2435-bis e art. 2428, comma 3 nn. 3 e 4 del codice civile, si precisa che la società, nel corso dell'esercizio, non ha posseduto azioni o quote della società controllante. Informazioni ex art. 1, comma 125, della legge 4 agosto 2017 n. 124 In relazione al disposto di cui all'art. 1, comma 125-bis, della legge 124/2017, la Società attesta che nel corso dell’esercizio non ha ricevuto somme di denaro a titolo di sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere dalle pubbliche amministrazioni e dai

ULTIMO ESERCIZIO

DATA

461.340 2.677.454 2.654.037 430.080 7.843

31/12/2018

ESERCIZIO PRECEDENTE

430.191 2.525.010 2.679.051 524.545 59.687

DATA

31/12/2017

soggetti di cui al comma 125-bis del medesimo articolo. Proposta di destinazione degli utili o di copertura delle perdite Signori Soci, alla luce di quanto sopra esposto, l'organo amministrativo Vi propone di destinare l'utile d'esercizio pari ad euro 3.593.840 nel seguente modo: • € 8.305 alla riserva per utili su cambi non realizzati; • € 3.585.525 alla riserva straordinaria. NOTA INTEGRATIVA, PARTE FINALE Signori Soci, Vi confermiamo che il presente bilancio, composto da stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società, nonché il risultato economico dell’esercizio e corrisponde alle scritture contabili. Vi invitiamo pertanto ad approvare il progetto di bilancio al 31/12/2019 unitamente con la proposta di destinazione del risultato d’esercizio, così come predisposto dall’organo amministrativo. Il Bilancio è vero e reale e corrisponde alle scritture contabili Vicenza, 12/03/2020 Per il Consiglio di Amministrazione Damiano Tommasi, Presidente

_XI


inserto

Associazione Italiana Calciatori

Relazione del Collegio dei Revisori dei conti Signori Associati, la presente Relazione è finalizzata ad esprimere il parere e le osservazioni del Collegio dei Revisori Contabili a seguito della vigilanza posta in essere durante l’esercizio chiuso al 31.12.2019. Il Bilancio che il Consiglio Direttivo sottopone alla Vostra approvazione, è stato redatto secondo le disposizioni degli artt. 2423 e seguenti del Codice Civile ed è costituito dallo Stato Patrimoniale, dal Conto Economico e dalla Nota Integrativa. Con la presente Relazione Vi diamo conto del nostro operato. Funzioni di Vigilanza Amministrativa La nostra attività nel corso dell’esercizio è stata ispirata alle disposizioni di legge ed alle norme di comportamento riservate al Collegio dei Revisori e raccomandate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. In particolare: - abbiamo vigilato sull’osservanza della legge e del vigente Statuto Associativo e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione; - abbiamo partecipato, quando convocati, alle riunioni del Consiglio Direttivo svoltesi nel rispetto delle norme statutarie e regolamentari che ne disciplinano il funzionamento, ed abbiamo ricevuto informazioni sull’attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale compiute dall’Associazione; - relativamente a tali attività riteniamo che le azioni deliberate e poste in essere siano conformi alla legge ed allo statuto associativo, non siano state manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto di interessi con i componenti il Consiglio Direttivo od in contrasto con le delibere da quest’ultimo assunte e tali da compromettere l’integrità del patrimonio associativo; - abbiamo approfondito la conoscenza e vigilato, per quanto di nostra com-

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petenza, sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo della società anche tramite la raccolta di informazioni dai responsabili della funzione organizzativa senza avere osservazioni particolari da riferire al riguardo; - abbiamo approfondito la conoscenza e vigilato sull’adeguatezza del sistema amministrativo – contabile della società, nonché sull’affidabilità di quest’ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione; in tale contesto abbiamo operato chiedendo e ottenendo ogni necessaria informazione dai responsabili delle rispettive funzioni, eseguendo quindi ogni verifica ritenuta necessaria mediante l’esame diretto di documenti contabili ed amministrativi e, a tal riguardo, non abbiamo osservazioni particolari da riferire; - abbiamo controllato le assunzioni del Consiglio Direttivo nell’esercizio del proprio mandato, con particolare riferimento alle disposizioni in tema di sicurezza dei luoghi di lavoro; - per il giudizio relativo al bilancio dell’esercizio precedente, i cui dati sono presenti a fini comparativi, secondo quanto richiesto dalla legge, si fa riferimento al nostro rapporto redatto in data 10 aprile 2019. Funzione di Revisione Legale dei Conti Il Collegio da atto: • di aver svolto il controllo contabile del bilancio dell’Associazione relativo alla gestione dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2019, esercizio coincidente con l’anno solare e non interrotto da alcun evento di natura straordinaria, precisando che la responsabilità della redazione del bilancio compete al Consiglio Direttivo, mentre al Collegio dei Revisori spetta la responsabilità del giudizio “tecnico-professionale”; • di aver condotto l’esame al fine di acquisire elementi utili ad accertare se il bilancio di esercizio non risulti viziato da errori significativi, e possa, quindi, essere assunto come “attendibile”

nel suo complesso. Il procedimento di controllo contabile comprende l’esame, anche avvalendosi di verifiche a campione, degli elementi probatori a supporto dei saldi e delle informazioni; • di aver valutato l’adeguatezza, della correttezza dei criteri contabili utilizzati, e della ragionevolezza delle stime effettuate dal Consiglio Direttivo. Lo Stato Patrimoniale ed il Conto Economico presentano, ai soli fini comparativi, anche i valori corrispondenti dell’esercizio precedente; • di aver riscontrato che: • il personale addetto alla rilevazione dei fatti aziendali non è mutato rispetto all’esercizio precedente e che la sua preparazione professionale risulta adeguata alle esigenze derivanti dalla gestione ordinaria dell’attività; • che si è proceduto alla regolare tenuta della contabilità ed alla corretta rilevazione dei fatti di gestione; • di aver effettuato il controllo del Libro Giornale e degli altri libri dell’Associazione; • di aver proceduto al controllo dei valori di cassa e di aver verificato il corretto adempimento dei versamenti delle ritenute e delle altre somme dovute all’Erario, dei contributi dovuti agli Enti Previdenziali e la regolare presentazione delle dichiarazioni fiscali. • I criteri di valutazione sono i medesimi del bilancio relativo all’esercizio 2018 e nel merito si evidenzia in particolare che: • le immobilizzazioni materiali sono iscritte al costo di acquisizione, comprensivo degli oneri accessori; • le immobilizzazioni finanziarie ammontano ad € 3.621.498; • le imposte correnti ammontano ad € 507.943; • la valutazione delle varie voci è fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell’attività; • i costi ed i ricavi sono imputati secondo il principio di competenza economico-temporale; • i debiti sono iscritti a valore nominale;


inserto

• i ratei e i risconti iscritti a bilancio rappresentano effettivamente quote di costi o ricavi che sono stati calcolati nel rispetto del principio di competenza. • Relativamente al bilancio di esercizio chiuso al 31.12.2019, in aggiunta a quanto precede, Vi attestiamo che, per quanto a nostra conoscenza, nella redazione del bilancio, non si è derogato alle disposizioni di legge di cui all’art. 2423, quarto comma Codice Civile; Riepiloghiamo in Tabella 1 i dati del bilancio. In particolare rileviamo che: • sono state rispettate le strutture previste dal Codice Civile per lo Stato Patrimoniale e per il Conto Economico, esponendo in maniera comparativa i dati dell’esercizio precedente; • sono stati rispettati i principi di redazione previsti dall’art. 2423 del Codice Civile; • sono state rispettate le disposizioni relative a singole voci dello Stato Patrimoniale previste dall’art. 2424-bis del Codice Civile; • non sono state effettuate compensazioni di partite; • la Nota Integrativa è stata redatta rispettando il contenuto previsto dall’art. 2427 del Codice Civile. Di seguito riassumiamo alcune considerazioni in ordine a talune voci di bilancio che meritano particolare attenzione.

D – Ratei e risconti Ratei e risconti attivi Sono stati calcolati nel rispetto della competenza temporale dei costi e dei ricavi e passano da € 41.002 ad € 62.213. Passivo A – Patrimonio Netto Il Patrimonio Netto è costituito dalla somma algebrica del Fondo Assistenza Mutuo Soccorso pari ad € 8.345.548, della riserva di rivalutazione ex DL nr. 185/2008 e da altre riserve di € 1.032.952 nonché dall’avanzo di gestione pari ad € 32.249.Passa da complessivi € 9.378.500 ad € 9.410.749. C – Trattamento di Fine Rapporto di lavoro subordinato È stata riscontrata la congruità del fondo al 31 dicembre 2019 che ammonta ad € 162.534, alla luce dell’accantonamento annuale determinato in base all’anzianità maturata dalle unità lavorative nel rispetto del contratto collettivo di lavoro vigente.

A – Valore della Produzione A 1 – Proventi da attività Istituzionale L’importo di € 623.580, pari al totale delle quote associative e dei contributi di competenza oltre ad altri proventi di € 16.478, è aumentato di € 8.670 rispetto al precedente esercizio. B – Costi della Produzione I costi della produzione sono pari ad € 2.520.185 con una diminuzione rispetto all’esercizio precedente di € 157.569. B 7 – Servizi di prestazioni istituzionali

Tabella 1 ATTIVO

Immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni materiali Immobilizzazioni finanziarie Attivo circolante Ratei e risconti attivi Totale attivo PASSIVO

Attivo B III – Immobilizzazioni finanziarie B III 1a – Partecipazioni in imprese controllate La partecipazione nella AIC Service Srl, società unipersonale controllata dalla Vostra Associazione registra un Patrimonio Netto al 31 dicembre 2019 pari ad € 9.711.273.- Il bilancio 2019, con i relativi allegati, è stato inserito nel fascicolo di bilancio. B III 3 – Altri titoli L’importo di € 3.621.498 è relativo ai fondi di investimento mobiliari (pari ad € 666.348), al patrimonio gestito da Istituti di credito (pari ad € 899.623) e ad altri investimenti finanziari che ammontano ad € 2.045.198. C IV – Disponibilità liquide Gli importi indicati nel bilancio al 31 dicembre 2019 sono stati riscontrati dal Collegio dei Revisori ed ammontano a complessivi € 3.761.873.

D – Debiti D 12 – Debiti Tributari Ammontano a complessivi € 31.204 e sono diminuiti rispetto al precedente esercizio di € 40.049. E – Ratei e risconti Ratei e risconti passivi Sono stati calcolati nel rispetto della competenza temporale dei costi e dei ricavi. Nella Nota Integrativa viene evidenziato l’ammontare dei ratei e risconti passivi pari ad € 210.153.-

Trattamento di fine rapporto Debiti Ratei e risconti passivi Totale passivo PATRIMONIO NETTO

Fondo assistenza mutuo soccorso Contributi da associati a fondo perduto Riserva di rivalutazione DL nr. 185/2008 Avanzo (disavanzo) d’esercizio Totale Patrimonio Netto

31/12/2019

31/12/2018

VARIAZIONI

638.769 3.621.498 6.418.504 62.213 10.740.984

637.088 4.663.093 5.130.519 41.002 10.471.702

1.681 (1.041.595) 1.287.985 21.211 269.282

31/12/2019

31/12/2018

VARIAZIONI

162.534 487.598 210.153 860.285

31/12/2019

8.345.548 583.507 449.445 32.249 9.410.749

145.986 805.176 142.038 1.093.200

16.548 (317.578) 68.115 (232.915)

31/12/2018

VARIAZIONI

8.337.705 583.507 449.445 7.843 9.378.500

207.843 24.406 32.349

Il Conto Economico di competenza, in sintesi reca i seguenti valori: CONTO ECONOMICO

Quote associative Contributi da terzi Altri proventi Costi per mat. prime, cons.merci Costi per servizi Costi per godimento di beni di terzi Costi per il personale Ammortamenti e svalutazioni Oneri diversi di gestione Proventi finanziari Interessi ed oneri finanziari Risultato prima delle imposte Imposte dell’esercizio Avanzo (disavanzo) di gestione

31/12/2019

271.741 335.361 16.478 9.703 1.705.853 19.351 673.603 709 110.866 2.496.363 59.566 540.192 507.943 32.249

31/12/2018

200.996 262.536 7.808 19.613 1.689.133 33.108 712.852 747 221.001 2.730.530 76.493 437.923 430.080 7.843

VARIAZIONI

70.745 72.825 8.670 (9.910) 16.720 (13.757) (39.249) (38) (110.135) (234.167) (16.927) 102.269 77.863 (24.406)

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Le prestazioni istituzionali di € 1.619.972 registrano un aumento di € 58.004.- Si riportano, analiticamente, le singole prestazioni:

B 14 – Oneri diversi di gestione Gli oneri diversi di gestione passano da € 222.001 ad € 110.866 e dunque registrano una diminuzione di € 110.135.

• Consulenze legali € 624.357 • Compensi a Co.Co.Pro € 296.325 • Cons. tecniche e ammin. € 51.659 • Prestazioni occasionali € 68.638 • Viaggi e trasferte € 235.409 • Eventi e manif.sportive € 154.410 • Spese generali di gestione € 98.647 • Spese progetto “Facciamo gli uomini” € 51.600 • Compenso Coll. Sindacale € 38.927

C – Proventi ed oneri finanziari C 15 c – Proventi da partecipazioni Si rilevano proventi da partecipazioni che ammontano ad € 2.200.000.

B 9 – Costi per il personale Il costo del personale passa da € 712.852 ad € 673.603 con una diminuzione di € 39.249.

E 22 – Imposte sul reddito d’esercizio La determinazione delle imposte è stata effettuata secondo la normativa vigente ed ammontano ad € 507.943 con

C 16 – Altri proventi finanziari I proventi dei titoli diversi dalla partecipazione ammontano ad € 278.500 con una diminuzione di € 331.328 rispetto all’esercizio precedente.

un aumento rispetto al precedente esercizio di € 77.863. Conclusioni Tenuto conto di quanto precede, a nostro giudizio il bilancio chiuso al 31 dicembre 2019 corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili, ed i criteri di valutazione adottati sono conformi alle prescrizioni dell’art. 2426 del Codice Civile. In relazione a quanto precede esprimiamo parere favorevole all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2019 unitamente alla proposta del Vostro Consiglio Direttivo di destinare l’avanzo di gestione, pari ad € 32.249 a consolidamento del Fondo di Assistenza e Mutuo Soccorso. Vicenza, 15/05/2020 Il Collegio dei Revisori

Associazione Italiana Calciatori

Bilancio al 31.12.2019 STATO PATRIMONIALE ATTIVO

A) Crediti v/associati per versam. dovuti B) Immobilizzazioni I. Immateriali II. Materiali 1) fabbricati (fondo ammortamento) 2) impianti e macchinari (fondo ammortamento) 3) attrezzature ind.li e comm.li (fondo ammortamento) 4) altri beni: (fondo ammortamento) 5) immobilizzazioni in corso e acconti totale immobilizzazioni materiali III. Finanziarie 1) partecipazioni: 2) crediti v/altri 3) altri titoli: totale immobilizzazioni finanziarie Totale Immobilizzazioni C) Attivo circolante I. Rimanenze II. Crediti 1) verso clienti 2) verso imprese controllate 3) verso imprese collegate 4) verso controllanti 4-bis) crediti tributari 4-ter) imposte anticipate 5) verso altri

XIV_

31.12.2019 31.12.2018

(A) -

-

636.400 32.312 (32.312) 4.735 (4.735)

636.400 32.312 (32.312) 4.735 (4.735)

mobili e arredi macchine elettroniche

52.061 17.084 (66.776) 638.769

52.061 14.694 (66.067) 637.088

in imprese controllate

10.329 666.348 899.623 2.045.198 3.621.499 4.260.267

10.329 1.070.159 1.964.349 1.618.256 4.663.093 5.300.181

-

-

fondi investimento mobiliare patrimonio gestito altri investimenti finanziari (B)

entro 12 mesi

2.200.000 2.100.000 94.813 57.373 186.549 97.766


inserto

STATO PATRIMONIALE ATTIVO

31.12.2019 31.12.2018

oltre 12 mesi

totale crediti III. Attività finanz.che non costituiscono immobilizzazioni 5) Altri titoli tot. attività finanz. non immobilizzate IV. Disponibilità liquide 1) depositi bancari e postali 2) assegni 3) denaro e valori in cassa totale disponibilità liquide Totale Attivo circolante D) Ratei e risconti 1) ratei e risconti attivi Totale Ratei e risconti TOTALE ATTIVO

175.269 177.340 2.656.630 2.432.479 -

(C)

-

3.757.231 2.733.890 4.642 4.199 3.761.873 2.738.089 6.418.504 5.170.568

62.213 41.002 (D) 62.213 41.002 (A+B+C+D) 10.740.984 10.511.751

STATO PATRIMONIALE PASSIVO

31.12.2019 31.12.2018

A) Patrimonio netto I. Fondo assistenza mutuo soccorso VII. Altre riserve:

8.345.548 8.337.705

IX. Avanzo (disavanzo) della gestione Totale Patrimonio netto B) Fondo per rischi ed oneri 2) per imposte, anche differite Totale Fondo per rischi ed oneri C) TFR di lavoro subordinato D) Debiti 1) obbligazioni 2) obbligazioni convertibili 3) debiti verso associati per finanziamenti 4) debiti verso banche

Contr.da associati a fondo perduto Riserva di rivalutazione Dl. 185/2008

583.507

(A) (B) (C)

entro 12 mesi oltre 12 mesi

5) debiti verso altri finanziatori 6) acconti 7) debiti verso fornitori:

entro 12 mesi oltre 12 mesi

8) debiti rappresentati da titoli di credito 9) debiti verso imprese controllate:

entro 12 mesi oltre 12 mesi

10) debiti verso imprese collegate 11) debiti verso controllanti 12) debiti tributari:

entro 12 mesi oltre 12 mesi entro 12 mesi oltre 12 mesi entro 12 mesi oltre 12 mesi

13) debiti verso istituti di previdenza: 14) altri debiti: Totale Debiti E) Ratei e risconti 1) ratei e risconti passivi Totale Ratei e risconti TOTALE PASSIVO

(D)

Ricavi dell'attività commerciale: Totale ricavi e proventi

449.445 449.445 32.249 7.843 9.410.751 9.378.500 469.950 469.950 162.534

391.810 391.810 145.986

-

-

218.543 31.204 29.090 156.831 51.930 487.597

147.982 40.049 32.174 167.811 65.401 453.417

210.153 142.038 (E) 210.153 142.038 (A+B+C+D+E) 10.740.985 10.511.751

RENDICONTO DELLA GESTIONE

A) Ricavi e proventi Proventi da attività istituzionale:

583.507

31.12.2019 31.12.2018

1.1 quote associative 1.2 contributi 1.3 liberalità 1.4 altri proventi (A)

271.741 335.361 16.478 623.579

200.996 252.536 7.808 461.340

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inserto

RENDICONTO DELLA GESTIONE

B) Costi della gestione 6) per mat. prime, di consumo e di merci 7) per servizi:

totale per i servizi 8) per godimento di beni di Terzi 9) per il personale:

totale per il personale 10) ammortamenti e svalutazioni:

totale ammortamenti e svalutazioni 14) oneri diversi di gestione:

totale oneri diversi di gestione Totale costi della gestione Differenza tra ricavi e costi di gestione C) Proventi e oneri finanziari 15) proventi da partecipazioni: 16) altri proventi finanziari:

totale proventi finanziari 17) interessi e altri oneri finanziari:

totale oneri finanziari Totale proventi e oneri finanziari D) Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie 18) Rivalutazioni 19) Svalutazioni Totale rettifiche di valore di attività e passività finanziarie Risultato prima delle imposte 22) imposte sul reddito dell' esercizio:

XVI_

31.12.2019 31.12.2018

9.703 7.1 assemblee e riunioni 7.2 consulenze legali 7.3 consulenze tecniche e ammin. 7.4 compenso Coll. Sindacale 7.5 compensi a Co.Co.Pro. 7.6 prestaz. occ. e rimb.spese 7.7 oneri prev.li Co.Co.Pro. 7.8 viaggi e trasferte 7.9 eventi e manif. sportive 7.10 centro ritiro Coverciano 7.11 spese generali di gestione 7.11 spese progetto "Facciamo gli uomini"

19.613

24.355 70.721 624.357 625.278 51.659 34.165 38.927 32.730 296.325 271.923 68.638 66.269 61.626 56.444 235.409 235.528 154.410 205.906 98.647 90.169 51.600 1.705.952 1.689.133 19.351 33.108

9.1 stipendi 9.2 oneri sociali 9.3 trattamento di fine rapporto

507.978 129.496 36.129 673.603

542.090 137.110 33.652 712.852

10.1 amm. immob. immateriali 10.2 amm. immob. materiali 10.3 svalutaz.crediti attivo circ.

709 709

747 747

14.1 quote associative 14.2 oneri tributari indiretti 14.3 sanzioni, multe e penalità 14.4 erog. liberali ad associati 14.5 erogazioni liberali a Terzi (B) (A-B)

90.463 88.564 20.078 132.112 325 1.325 110.866 222.001 2.520.184 2.677.454 (1.896.605) (2.216.114)

15.1 da imprese controllate

2.200.000 2.100.000

16.1 affitti attivi 16.2 da titoli iscritti nelle imm. finanziarie 16.3 interessi attivi bancari 16.4 interessi attivi su prestiti 16.5 differenze di cambio attive 16.6 abbuoni e arrotond. attivi

14.400 14.400 278.500 609.828 145 60 1.860 1.822 1.457 4.415 1 5 2.496.363 2.730.530

17.1 interessi pass. da controllate 17.2 interessi passivi bancari 17.3 interessi passivi su altri debiti 17.4 diff. di cambio passive 17.5 spese e perdite ges. fondi 17.6 abbuoni e arrotond. passivi

20 7 29 11 59.517 76.472 3 59.565 76.493 2.436.797 2.654.037

(C)

(D) (A-B+C+D) imposte correnti imposte relative a esercizi precedenti

540.192

437.923

429.803 -

523.368 -


inserto

RENDICONTO DELLA GESTIONE

Totale imposte sul reddito dell'esercizio Avanzo (disavanzo) della gestione

31.12.2019 31.12.2018

imposte differite attive

78.140 507.943 32.249

(93.288) 430.080 7.843

Vicenza, lì 11/05/2020 Il Presidente C.D. (Damiano Tommasi)

Associazione Italiana Calciatori

Nota integrativa al bilancio chiuso il 31.12.2019 Informazioni generali e quadro istituzionale L'Associazione Italiana Calciatori è un’organizzazione che tutela gli interessi morali, professionali ed economici di tutti i calciatori e calciatrici associati e volta ad intraprendere, altresì, ogni iniziativa per ottenere il completo riconoscimento dei loro diritti costituzionalmente garantiti sia in ambito professionistico che dilettantistico, sempre nel pieno rispetto delle leggi dello Stato e delle prescrizioni della FIGC. L'Associazione svolge esclusivamente attività istituzionali ed attività connesse a quelle istituzionali e beneficia delle agevolazioni tributarie previste dagli artt. 148 Tuir e 4 Dpr. 633/1972, in attesa della completa entrata in vigore delle nuove disposizioni previste dalla “Riforma del Terzo Settore” di cui al D.Lgs. n. 117/2017. Tutte le attività di carattere commerciale e assimilate sono demandate alla società – interamente controllata – AIC Service Srl, appositamente costituita ancora nel luglio del 1998, il cui oggetto sociale attiene appunto all'utilizzazione in ambito commerciale del diritto d'immagine collettivo dei calciatori e delle calciatrici associati AIC. La normativa vigente non prescrive uno schema specifico per la redazione del bilancio degli Enti non Profit, pertanto il bilancio dell'esercizio 2019 e gli allegati sono stati redatti secondo gli schemi obbligatori di bilancio di cui agli articoli 2424 e seguenti del codice civile, nella considerazione che, pur mancando ogni obbligo di pubbli-

cità conseguente all’approvazione del bilancio (se non quelli previsti statutariamente), gli elementi che lo compongono trovano nella nota integrativa un esaustivo supporto informativo. La presente nota integrativa espone i criteri di valutazione, i principi contabili ed i principi di redazione del Bilancio d’esercizio, l’analisi delle variazioni nella consistenza delle voci dello stato Patrimoniale e l’analisi delle voci del rendiconto economico di gestione. Principi contabili e criteri di valutazione adottati La valutazione delle voci di bilancio è stata fatta ispirandosi a criteri generali di prudenza e competenza. Nella valutazione delle voci non è stato seguito il cosiddetto criterio di cassa, bensì quello di competenza, in quanto ritenuto criterio di ordinario utilizzo nella redazione dei bilanci e dei rendiconti, al fine di esprimere il risultato gestionale dell’esercizio. In ottemperanza al principio di competenza, l’effetto delle operazioni e degli altri eventi è stato rilevato contabilmente ed attribuito all’esercizio al quale tali operazioni ed eventi si riferiscono. I criteri di valutazione utilizzati nella formazione del bilancio chiuso al 31.12.2019 non si discostano dai medesimi utilizzati per la formazione del bilancio del precedente esercizio, in particolare nelle valutazioni e nella continuità dei medesimi principi. Si è fatto riferimento, ove necessario e opportuno, ai principi contabili nazionali emanati dall'Organismo italiano di

contabilità (OIC). Ai sensi dell’art. 2426 codice civile si forniscono di seguito le seguenti indicazioni: Le immobilizzazioni materiali sono iscritte al costo di acquisto comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione ed aumentato delle rivalutazioni effettuate in conformità alle varie leggi di rivalutazione monetaria, e rettificate dai corrispondenti fondi di ammortamento. Le immobilizzazioni finanziarie sono iscritte al costo storico di acquisto. I crediti sono iscritti al valore nominale che corrisponde al presumibile valore di realizzo. I debiti sono iscritti al loro valore nominale. Ai sensi di quanto richiesto dall’art. 2427 codice civile, si forniscono le seguenti informazioni. Il Bilancio d’esercizio al 31.12.2019 chiude con un avanzo di gestione di € 32.248. Immobilizzazioni Complessivamente gli impieghi immobilizzati ammontano a euro 4.260.267. Le Immobilizzazioni materiali al lordo dei relativi fondi di ammortamento ammontano a complessivi € 742.592; i fondi di ammortamento risultano essere pari a euro 103.823. Le Immobilizzazioni finanziarie ammontano a € 3.621.498, di cui € 3.611.169 riguarda titoli in portafoglio, la differenza pari ad € 10.329 attiene alla partecipazione nella controllata AIC Service S.r.l., di cui, in Tabella 1, si ri-

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Tabella 1 DENOMINAZIONE

Sede legale Capitale sociale Patrimonio netto di cui Utile 2019 Quote possedute Valore iscritto in bilancio assumono i dati, tratti dal “Progetto di bilancio 2019” approvato dal CdA del 12/03/2020. Il costo della partecipazione, di cui detiene l’intero capitale, ammonta a € 10.329 mentre il patrimonio netto complessivo della partecipata iscritto sulla base del Progetto di bilancio 2019 approvato dal CdA, ammonta a € 9.711.272, di cui euro 2.158.085 sono stati generati in seguito alla rivalutazione monetaria, ex-Legge n. 147 del 27 dicembre 2013. Al fine di rafforzare la consistenza patrimoniale dell’Associazione e costituire una riserva finanziaria, nel corso degli anni sono stati fatti degli investimenti durevoli in titoli finanziari a basso rischio: obbligazioni, titoli di stato, etc., raggruppati nelle Immobilizzazioni Finanziarie il cui valore di iscrizione a bilancio corrisponde al costo d’acquisto. Si fa presente che alla chiusura dell’esercizio, il valore in Euro dei titoli fondiari risulta superiore a quello d’acquisto ed inoltre, in seguito a specifiche attività mirate di gestione del portafoglio avvenute nel corso del 2019 - supportate dai nostri consulenti finanziari - , la voce risulta complessivamente diminuita di € 1.041.595 rispetto all’esercizio precedente, permettendo così di generare proventi finanziari netti per oltre 200.000 €. Rivalutazione monetaria beni materiali Per analogia con le disposizioni previste dal Dl. 29 novembre 2008 n. 185, convertito dalla Legge 28 gennaio 2009 n. 2, l’Associazione ha provveduto alla rivalutazione di un immobile strumentale. Su tale rivalutazione non sono state rilevate le imposte differite in quanto l’immobile oggetto di rivalutazione risulta fiscalmente escluso dal patrimonio dell’Ente ai sensi dell’art. 58, commi 2 e 3 bis, della Legge 30 dicembre 1991 n. 413 e del Dl. 30 agosto 1993 n. 331. Si attesta che il valore netto dei beni rivalutati risultanti dal bilancio in

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AIC. SERVICE S.R.L. UNIPERSONALE

Vicenza, Contrà delle Grazie, 10 Euro 500.000 interamente versato Euro 9.711.273 Euro 3.593.840 100% Euro 10.329,00 commento non sono stati assoggettati ad ammortamento, dal momento che il valore non eccede quello fondatamente attribuibile in relazione al loro valore di mercato. Eventuali riduzioni di valore dovute all’uso, risultano infatti compensate dalle manutenzioni conservative di cui sono oggetto. Crediti I crediti sono valutati secondo il presumibile valore di realizzo. L’importo esposto di € 2.656.631 è rappresentato principalmente dal credito verso la controllata per la distribuzione di dividendi deliberati il 23.12.2019 (2.200.000 euro), da crediti verso l’Erario per imposte IRES e IRAP (94.813 euro), da crediti a esigibilità ultrannuale per prestiti concessi ai dipendenti e collaboratori (175.269 euro), da crediti per il progetto “Facciamo gli uomini” promosso dal dipartimento del PCDM per le Pari opportunità (122.500 euro), verso Fif.Pro (31.724 euro) e da altri crediti (32.325 euro). Disponibilità liquide Le disponibilità liquide sono valutate al valore nominale e comprendono l’importo di € 4.642 costituito dal numerario esistente in cassa alla data di chiusura dell’esercizio e quello disponibile presso Istituti di credito e Poste Italiane con i quali intratteniamo rapporti di conto corrente per € 3.757.231. Ratei e risconti attivi Rappresentano le partite di collegamento dell’esercizio conteggiate con il criterio della competenza temporale. Si tratta di ratei attivi per proventi di competenza del presente esercizio (22.468 euro) e di risconti attivi per costi sostenuti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di esercizi futuri (39.745 euro). Patrimonio netto L’avanzo o disavanzo di gestione è il risultato economico netto dell’eserci-

zio che scaturisce dal Rendiconto di Gestione e rappresenta la differenza tra i proventi e gli oneri di competenza dell’esercizio. Nel 2019 il risultato della gestione chiude con un avanzo di € 32.248, il quale andrà a sommarsi ai risultati economici dei precedenti esercizi incrementando il fondo assistenza mutuo soccorso che attualmente ammonta ad € 8.345.548. Il patrimonio netto risulta altresì composto dai contributi degli associati per € 583.507 e dalla riserva di rivalutazione ex-Dl. 185/2008, convertito in Legge 2/2009, per € 449.445. Fondi per rischi ed oneri Tale macro categoria è unicamente alimentata dalla voce relativa al fondo per imposte differite, la quale, diversamente da come esposta negli esercizi precedenti, è stata ora riclassificata in detta sezione anziché fra i debiti tributari a esigibilità ultrannuale così da darne maggiore evidenza, trattandosi della fiscalità differita scaturente dalla rilevazione per competenza di dividendi già deliberati, ma non ancora incassati alla fine dell’esercizio. Fondo TFR lavoro subordinato Passa da € 145.986 a € 162.534 e rappresenta l'effettivo debito maturato verso i dipendenti in conformità di legge e dei contratti di lavoro vigenti, considerando ogni forma di remunerazione avente carattere continuativo. Il fondo corrisponde al totale delle singole indennità maturate a favore dei 7 dipendenti in forza alla data di chiusura del bilancio (202.394 euro), al netto degli acconti erogati e dell’imposta sostitutiva, di cui al D.lgs. 47/2000 (39.860 euro). Si evidenzia che nel corso dell’esercizio vi è stata la fuoriuscita di un dipendente, la cui posizione, ad oggi, non è stata rimpiazzata con una nuova assunzione. Debiti I debiti sono iscritti al loro valore nominale, ritenuto rappresentativo del valore di estinzione. Complessivamente passano da € 453.417 (al netto dei debiti tributari per le imposte differite, che si ricorda essere stati riclassificati tra i Fondi per rischi e oneri) a € 487.598, di cui euro 218.543 rappresentano l’esposizione debitoria verso fornitori per


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fatture da saldare nell’esercizio successivo, i debiti tributari sulle ritenute dei i lavoratori dipendenti e autonomi (31.204 euro), i debiti verso Istituti di previdenza (29.090 euro) e verso altri (208.761 euro), di cui € 46.196 verso i beneficiari del “Trust Adriano Lombardi”. Ratei e risconti Passivi Nella voce ratei e risconti passivi sono iscritti i proventi percepiti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di esercizi futuri. Si tratta di risconti passivi per contributi rilevati appunto entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di esercizi futuri (210.153 euro). Rendiconto della gestione Ricavi, proventi, costi ed oneri I proventi derivanti dalla attività istituzionale per complessivi € 623.580 riguardano le quote associative maturate nell’esercizio (271.741 euro), i contributi erogati da Terzi (335.361 euro) ed altre partite minori (16.478 euro). Tra i contributi erogati da terzi si segnalano € 116.560 stanziati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Pari Opportunità per il progetto promosso dalla nostra associazione in collaborazione con la Lega serie A, Lega B, Lega Pro per la giornata internazionale dei diritti della donna - denominato “#FACCIAMOGLIUOMINI” - volto alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne. I proventi finanziari e patrimoniali per complessivi € 2.495.139 riguardano i dividendi deliberati il 23.12.2019 dalla controllata AIC Service S.r.l. (2.200.000 euro), i proventi derivanti dalla gestione patrimoniale dei titoli in portafoglio (278.500 euro), i proventi derivanti dalla gestione degli immobili per canoni di affitto (14.400 euro), gli interessi attivi maturati sui conti correnti bancari, postali e sui prestiti concessi ai dipendenti e ai collaboratori (2.005 euro), nonché le differenze di cambio attive (1.457 euro). I costi per servizi per complessivi € 1.705.953 sono dettagliatamente esposti nel conto economico e accolgono tutte le spese di funzionamento dell’Associazione quali i compensi per le prestazioni professionali dei fiduciari e dei collaboratori, gli emolumenti al Collegio dei revisori, maggiorati dell’Iva nelle misure di legge, il costo per le assicurazioni vita

e infortuni contratte dall’Ente, nonché le spese generali di gestione. I costi per il personale ammontano a complessivi € 673.603 e comprendono tutti gli emolumenti ricorrenti (stipendi e relativi oneri previdenziali) per il personale dipendente. Il personale in forza al 31.12.2019 è sceso a n.7 unità a seguito delle dimissioni di un dipendente avvenute a settembre 2019. La voce ammortamenti ammonta a € 709 e sono quote di costo di competenza dell’esercizio per quanto riguarda le immobilizzazioni delle macchine d’ufficio elettroniche e tengono conto del naturale deperimento dei beni. La quota di ammortamento dell’esercizio è del 20%. Gli oneri diversi di gestione per complessivi € 110.866 sono costituiti dalle quote associative dovute alla Fif.Pro. e al Fondo di solidarietà (90.463 euro), dagli oneri tributari indiretti quali le imposte patrimoniali dovute sugli immobili di proprietà e le ritenute alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva sulle cedole e plusvalenze finanziarie, sugli interessi bancari e sui depositi postali (20.078 euro) e da sanzioni (325 euro). Gli interessi e altri oneri finanziari per complessivi € 59.566 sono rappresentati per € 59.517 da oneri finanziari derivanti dalla gestione patrimoniale dei titoli in portafoglio, mentre la differenza di € 49 riguarda partite minori. Imposte sul reddito L’Associazione, pur non esercitando alcuna attività commerciale, è tenuta a dichiarare ai fini Ires il reddito complessivo formato dai redditi fondiari, di capitale e diversi, ad esclusione di quelli esenti dall’imposta e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva, ai sensi dell’articolo 143 del Dpr. 917/86, mentre ai fini Irap la base imponibile si determina con riferimento al cosiddetto metodo retributivo, previsto per gli enti che svolgono esclusivamente attività istituzionale (art.10 D.Lgs. n. 446/1997). Le imposte sono rilevate e accantonate secondo il principio di competenza e rappresentano pertanto gli accantonamenti per imposte Ires (395.758 euro) e Irap (34.045 euro), determinate secondo le aliquote e le norme attualmente in vigore.

Riguardo alle imposte differite contabilizzate a bilancio, si specifica che le stesse sono legate a dividendi deliberati dalla controllata, la cui effettiva liquidazione avviene in esercizi successivi rispetto a quello di competenza. In merito si evidenzia l’aggravio di tassazione a carico degli enti non commerciali introdotto dal D.lgs. 344/2003 che con il D.M 26 maggio 2017 ha rideterminato la percentuale di imponibilità del dividendo che è passata dal 77,74% al 100%, a decorrere dal 1° gennaio 2017, con effetto per i periodi di imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2016. Altre informazioni Nel corso dell’anno 2019 l’Associazione non ha organizzato campagne di raccolte pubbliche di fondi, pertanto non verrà redatto alcun rendiconto ai sensi dell’art. 20 del Dpr 600/1973. In relazione al disposto di cui all'art. 1, comma 125-bis, della legge 124/2017, in merito all'obbligo di dare evidenza in nota integrativa delle somme di denaro eventualmente ricevute nell'esercizio a titolo di sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere dalle pubbliche amministrazioni e dai soggetti di cui al comma 125-bis del medesimo articolo, l’Associazione attesta – come riportato anche nel sito istituzionale di aver incassato nel corso del presente esercizio € 52.500 dal dipartimento del PCDM per le Pari opportunità. Conclusioni Il presente bilancio chiuso al 31.12.2019 rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria, nonché il risultato economico di gestione e corrisponde alle risultanze delle scritture contabili. Nel confermarvi il puntuale impegno nell'assolvimento del mandato a favore dell’Associazione, Vi invitiamo ad approvare il bilancio così come Vi è stato sottoposto ed illustrato e a deliberare in ordine alla proposta del Vostro Consiglio direttivo di destinare l’avanzo dell’esercizio a consolidamento del patrimonio associativo. Vicenza, lì 11/05/2020 Il Presidente del Consiglio Direttivo (Damiano Tommasi)

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Toscano, di Prato, Rossi era cresciuto nel Santa Lucia, poi nell’Ambrosiana, quindi alla Cattolica Virtus, società fiorentina. Passò alla Juve nel ’72, a 16 anni. Aveva come idolo Kurt Hamrin, della Fiorentina, gli asportarono poi tre menischi, un po’ per una costituzione delicata e un po’ perché all’inizio degli anni settanta i difensori sono ruvidi, come quel Macela, del Dukla Praga, in Europa, con il Vicenza. Esordì in Coppa Italia, contro il Cesena, con Capello e Altafini come compagni. Va in prestito al Como, dove non brilla, la svolta sarà a Vicenza. Tre stagioni memorabili con il Lanerossi, promozione in Serie A, secondo posto e retrocessione. In biancorosso segnò 60 gol in 3 anni, con quell’esultanza dopo i gol sulle spalle dei compagni, con Gb Fabbri allenatore, il tecnico che più l’ha valorizzato, insieme a Bearzot. Dopo la seconda stagione, il presidente Giussy Farina lo riscattò dalla Juventus, pagando due miliardi e 612 milioni di lire, una cifra che all’epoca fece scandalo, tantopiù che battè Boniperti e gli Agnelli, con l’offerta in busta. Non aveva muscoli, era mingherlino, era il più agile e il più furbo di tutti, sapeva prima degli altri dove sarebbe spuntato il pallone, magari da una mischia, per metterci un piede, uno stinco, la testa.

Rossi si fece male a un ginocchio, poi retrocedette. Farina lo mandò al Perugia di Ilario Castagner, dopo che lui aveva rifiutato il Napoli: “Che vado a fare? Il salvatore della patria?”. In Umbria arrivò settimo, nel ’79-’80, con la squadra che era stata vicecampione d’Italia. Nella partita con l’Avellino, nella primavera dell’80, firmò una doppietta, venne accusato di averla truccata e fu arrestato al termine del match dell’Olimpico contro la Roma. Nel frattempo era stato protagonista dell’Italia più spettacolare, quarta al Mondiale del 1978, sconfitta per 2-1 nel girone, da due tiri da lontano di Brandts e di Haan, dell’Olanda, che sorpresero Zoff. Stesso risultato anche nella finale per il 3° posto. All’epoca era in coppia con Roberto Bettega, mentre Graziani era in panchina e Pulici neanche giocò un minuto. Riprese con la Juve di Giovanni Trapattoni, giusto tre prima del Mondiale. Rossi pensò anche di smettere di giocare, lo convinse Boniperti a ripartire, nell’81, la pena terminò nell’aprile successivo e Rossi realizzò anche un gol all'Udinese e conquistando così lo scudetto, valso la seconda stella per il club bianconero. A Torino vinse un altro titolo, la Coppa delle Coppe, una Supercoppa Uefa e una Coppa dei

Campioni, nella tragica Heysel, in cui i bianconeri riscattarono comunque la finale persa da favoritissimi, ad Atene, contro l’Amburgo. Nell’85 Pablito andò al Milan, sempre da Giussy Farina, che poi cedette la società a Silvio Berlusconi. Con la Nazionale, intanto, fallì la qualificazione alla fase finale dell’Europeo ’84, mentre due anni più tardi, in Messico restò in panchina, Bearzot gli preferì Galderisi, che aveva 23 anni. Chiuse la carriera a soli 31 anni, per i problemi alle ginocchia, con le ultime 4 reti. Insieme a Roberto Baggio e a Vieri, detiene il record di gol azzurri ai Mondiali (9), è stato il primo giocatore a vincere nello stesso anno il campionato del Mondo, il titolo di capocannoniere e il Pallone d’Oro, in quel 1982. Solo la testardaggine del ct Bearzot placò chi non voleva Rossi nell’Italia. Iniziò in sordina, nel girone di Vigo, contribuì al 2-1 sull’Argentina con un assist e fece la storia con la sua tripletta contro il Brasile, la doppietta alla Polonia e il primo gol in finale alla Germania, al Bernabeu. Prima di lui, l’unico Pallone d’Oro italiano fu Gianni Rivera, poi Roberto Baggio e Fabio Cannavaro. In carriera ha giocato 340 partite, segnando 134 gol, in azzurro vanta 48 gettoni e 20 reti. All’epoca era il fidanzatino d’Italia.

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Il ricordo di Zico

“Ho perso un grande amico”

Un nome comune diventato unico, Paolorossi, come un timbro, un marchio. Fu Bearzot in Argentina a chiamarlo Pablito e per lui fu un secondo padre. Molti anni dopo, sarebbe andato più volte a trovarlo. Il vero padre, di Paolo Rossi, si chiamava Vittorio, era impiegato in un’azienda tessile a Prato, grande tifoso di Fausto Coppi e della Fiorentina e quando era bambino lo portò a vedere il Santos di Pelè. Fece piangere il Brasile, come da suo libro, scritto con Antonio Finco, ma anche l’Italia, di gioia, adesso lo piange per questa morte improvvisa che sconvolge il mondo del calcio in un 2020 devastato dai lutti. Due settimane dopo Diego, se ne va anche Rossi. Esultava braccia al cielo e correndo a perdifiato, lottava con il male da un anno, aveva nascosto il suo dolore e le sue sofferenze. “Aveva fiducia nei sanitari” - spiega il fratello Rossano Rossi a La Nazione – “si era affidato loro con la massima disponibilità, ha offerto ai medici ogni energia per superare il male. Si è aiutato da solo, con l'affetto della famiglia, di noi. Si collegava dal pc di casa con la Domenica Sportiva, come tanti fanno, oggi, in tempi di Covid. Per sostenere la breve intervista era necessaria una iniezione che lo tenesse su. Il medico gliela praticava poco prima”. Lascia anche tre figli: Sofia Elena, Maria Vittoria e Alessandro.

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Arthur Antunes Coimbra detto Zico è in Giappone, fa il direttore tecnico del Kashima Antlers, ne era stato giocatore e anche allenatore. Ha 67 anni, è stato fra i migliori fantasisti di ogni tempo, con il Flamengo, prima e dopo i due anni all’Udinese. Con 48 gol in 71 gare, con la Selaçao ha disputato tre Mondiali. Zico, dopo Maradona se n’è andato anche Paolo Rossi... “È un altro momento molto triste per il nostro futebol. Per me era un grande amico, ogni volta che ho avuto l’opportunità di ritornare in Italia ci sentivamo, ci siamo incontrati tante volte, anche in Brasile”. Ricorda quando giocaste insieme? “Benissimo. Era il 1979, a Buenos Aires, nell’anniversario del primo titolo dell’Argentina, nell’amichevole organizzata dalla FIFA, fra i campioni e Il Resto del Mondo. Di là c’era già Maradona”. Anche se non aveva giocato i Mondiali, segnò nel primo tempo. “E Paolo giocò dall’inizio, assieme a Cabrini, a Causio e a Tardelli, io entrai nel secondo tempo, assieme a Toninho Cerezo. Rimontammo per 1-2, con anche un mio gol”. Pablito fece piangere il Brasile, con quel 3-2 del Mundial 1982. “Era un fenomeno del calcio, al quale sono rimasto legato tanto, nonostante avesse firmato l’eliminazione della migliore espressione che la Seleçao avesse mai avuto. Era un grande professionista, un super cannoniere, con quella tripletta entrò nella storia del calcio mondiale”. Quel giorno fu il miglior Rossi di sempre? “In Argentina ’78 era stato più continuo e sorprendente, a 22 anni. In Spagna l’Italia non partì bene, firmò un crescendo anche grazie ad altri grandi giocatori: Zoff, Scirea, Cabrini, Conti. Gli azzurri non erano soltanto Pablito”.

Come sbocciò il vostro rapporto fuori dal campo? “Abbiamo condiviso pure una vacanza, in Sardegna, con le nostre famiglie, si giocava con i figli. Era una persona molto cara, generosa”. Quando vi siete visti, per l’ultima volta? “Fu a una premiazione, un anno e mezzo fa, in Toscana, a Castiglion Fiorentino, vicino a dove abita la famiglia”. E la vostra ultima volta insieme in Brasile? “Era venuto nel 2018, a casa mia. Cenammo insieme, venne a registrare due interviste per il canale youtube di uno dei miei figli, Arthur Antunes Coimbra junior, restò tre settimane e mezza e consolidammo l’amicizia”. Tante foto testimoniano quegli incontri, ci fu anche la collaborazione fra le vostre due accademy. “Un piacere reciproco, anche per i nostri tecnici”. Cosa ci resterà del sorriso di Paolo Rossi? “Questo è un momento molto, molto triste, per la gente che vive di calcio, ma non solo, in molti posti del mondo era notissimo. Ora spero riposi in pace, che i suoi familiari possano essere confortati da Dio e che anche agli amici passi la tristezza, pensando ai tanti bei ricordi che ci ha lasciato, nel passaggio da questa terra all’al di là”.


segreteria

di Bianca Maria Mettifogo

Prima edizione

Corso per Team Manager società di calcio Si è conclusa a novembre la prima edizione del corso riservato alla figura del Team Manager per società di calcio: un percorso organizzato dall’Associazione Italiana Calciatori per allargare la proposta formativa riservata non solo ai suoi associati ma anche agli operatori di settore. Un progetto voluto per dare risalto ed attenzione ad un ruolo che ha assunto un valore sempre più centrale all’interno dell’organigramma delle società di calcio professionistiche. Il corso di formazione ed aggiornamento ha ottenuto il patrocinio della Federazione Italiana Giuoco Calcio, della Lega di Serie A, Lega B e Lega Pro, di AIAC ed AIA. Notevole l’interesse riservato all’iniziativa che ha contato nell’aula virtuale una cinquantina di iscritti tra calciatori, ex calciatori e Team Manager in attività. Soddisfazione anche nelle parole del Presidente AIC Umberto Calcagno: “La figura del Team Manager riveste un ruolo fondamentale nell’ambito di una squadra e mi fa particolarmente piacere che a questo corso abbiano preso parte tanti calciatori e calciatrici, ed ex calciatori ed ex calciatrici, perché avere persone preparate è sicuramente un valore aggiunto per tutto il nostro sistema”. A sottolineare l’importanza e la necessità di un percorso di formazione e di aggiornamento riservato a chi già riveste questa figura è stata la presenza “tra i banchi” di Team Manager che ricoprono il ruolo da molti anni. Tra questi Matteo Fabris della Juventus: “È stato un vero piacere per me poter partecipare a questo corso che ho vissuto come un momento di condivisione stimolante di tematiche utili per chi vuole avvicinarsi a questa professione e chi vuole approfondirne determinati aspetti. La figura del Team Manager, infatti, si è molto

evoluta nel tempo e credo che il corso dell’AIC sia arrivato in un momento in cui il mondo del calcio sta cambiando rapidamente ed in cui è fondamentale continuare ad aggiornarsi per farsi trovare pronti alle prossime sfide che ci aspettano”. “Il corso è stato ben strutturato” ha sottolineato il Team Manager della Sampdoria Alberto Marangon - “utile perché abbraccia varie discipline, non solo quelle legate al ruolo del Team Manager ma anche altre non specificatamente riconducibili a questa figura ma indispensabili per una conoscenza generale”. Gli fa eco Giuseppe Lolaico, ex calciatore attuale Team Manager del Potenza: “Finalmente abbiamo dato voce a quelli che io definisco i calciatori importanti di una squadra invisibile, perché ritengo che i Team Manager siano i capitani senza fascia, siano i calciatori senza maglia ed è stato bello condividere con i colleghi questi momenti di formazione. Sono state serate formanti perché tutti i docenti sono stati esaurienti nei contenuti, siamo riusciti ad accrescere la nostra forma mentis, acculturati dal punto di vista formale e sostanziale”. Anche Alessandro Cilento, Team Manager del Benevento Calcio, sottolinea l’importanza che questo ruolo sta assumendo giorno dopo giorno, evidenziando come l’AIC sia stata “abile nello sviluppare un corso dedicato a questa figura, toccando vari argomenti la cui docenza è stata affidata ad illustri protagonisti del mondo del calcio che, ognuno nel proprio settore, hanno saputo dare valore e concretezza alle rispettive materie. Si è parlato anche di calcio femminile, fiore all’occhiello del settore calcio”. Tra gli ex calciatori presenti anche Andrea Basso, Team Manager della L.R. Vicenza Virtus che, provenendo da un’esperienza formativa personale completamente diversa, ha eviden-

ziato che “il corso mi ha dato una prospettiva completamente nuova rispetto a quella che avevo da calciatore. Ho avuto modo di apprezzare le diverse figure professionali che si sono alternate in qualità di docenti e la condivisione con i colleghi è stata fondamentale”. E a proposito di calcio femminile, in aula c’era Sara Sibilio, Team Manager del Napoli Femminile che ha rilevato come il corso sia riuscito “ad evidenziare tutte le varie sfaccettature del calcio dando una visione globale di quella che deve essere la nostra professione. Da new entry in questo mondo la ritengo una esperienza formativa bellissima e molto utile”. Al corso hanno preso parte anche calciatori in attività come Elia Legati, difensore della Feralpisalò: “Per me che gioco ancora a calcio, ma che ho sempre guardato con interesse e curiosità il ruolo del Team Manager, a mio avviso ancora sottovalutato, è stata un’occasione speciale per conoscere aspetti particolari e difficoltà di questo ruolo”. Anche Luca Pagliarulo dice di aver scoperto, grazie al corso, il ruolo e l'importanza del Team Manager in una società. E, come Legati, aggiunge “una figura sottovalutata da molti, ma che riesce a gestire e coadiuvare diversi settori del club. Organizzazione e modalità di svolgimento del corso sono state in linea con le necessità e le esigenze di tutti ed abbiamo avuto la presenza di docenti disponibili e preparati. Spero che questo corso sia l'inizio di un riconoscimento istituzionale”.

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scatti

di Stefano Ferrio

Tre foto tre storie

Diego, la maglia da cui tutto in Bernardini e Schaffer, nati per Mentre il mondo ancora piange Maradona, dallo straordinario archivio fotografico dell’Associazione Calciatori spunta un giovanissimo “Pibe de Oro” con la divisa della sua prima squadra, l’Argentinos Juniors. E affiorano anche le immagini di due giocatori-allenatori accomunati da imprese che prima di loro parevano proibite, centrate alla guida di squadre come Fiorentina, Bologna e Roma E fu subito tunnel - Il Diego che in questa foto sfoggia la rossa maglia dell’Argentinos Juniors, la sua prima squadra, emana una bellezza estranea a tanti scatti che lo hanno immortalato con quelle successive di Boca Juniors, Barcellona, Argentina e Napoli. Perché è un Diego ragazzino, addirittura esile, ancora in dolce balia di quell’innocenza che negli anni della prima giovinezza rende molti di noi fatati e irresistibili, prima di un’età adulta resa più pesante da obblighi e pene del più vario genere. Ora, non è che con la scomparsa di Diego Armando Maradona, argentino di Buenos Aires, nato il 30 ottobre 1960 e morto il 25 novembre 2020,

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quest’immagine torni granché di attualità. Sarebbe impossibile pretendere di sovrapporla a quelle in cui il giocatore indossa, con piglio di gran lunga più possente e carismatico, le maglie delle squadre a cui è maggiormente legata la sua popolarità, Napoli e Nazionale argentina su tutte. Ciononostante, è una foto che riacquista improvvisamente un qualcosa di gran lunga più importante dell’attualità. Si chiama “vita”, questo qualcosa che pulsa dentro un corpo lievemente in tensione e, soprattutto, in uno sguardo rivolto altrove rispetto alla traiettoria di un pallone non sappiamo se già toccato da lui, oppure in arrivo, e quindi destinato, un nanosecondo più

tardi, a incollarsi sotto la suola del suo irripetibile piede sinistro. Proprio per questo possiamo definire beati i tifosi dell’Argentinos Juniors che dalle tuonanti gradinate dell’Estadio Paternal di Buenos Aires, intitolato a Maradona ancora prima della sua morte, ebbero, dal 1976 al 1981, il privilegio di vedere sbocciare solo per loro, e ancora ignoto al resto dell’umanità, il talento di uno dei più grandi uomini di sport di ogni tempo. È bene precisare che, con Diego in campo, non videro arrivare alcun titolo, o coppa da sollevare al cielo. Ciononostante, transitò nei loro occhi come una sorta di presenza, di apparizione replicata in ogni partita ufficiale o amichevole, suscitando emozioni più preziose del nome Argentinos Juniors inscritto in un qualsiasi albo d’oro, proprio perché inafferrabili, di esclusiva proprietà di quanti hanno avuto in sorte di viverle. Come quel gol, realizzato in amichevole, il 10 febbraio 1980, ai colombiani del Deportivo Pereyra, dopo avere superato in dribbling mezza squadra avversaria, portiere compreso. Lo stesso Diego, intervistato dall’emittente argentina TyC Sports, lo ha definito il più bel gol della sua carriera, forse perché rappresentò una sorta di prova generale della famosa rete siglata contro l’Inghilterra ai Mondiali messicani dell’86. Da qui si capisce come mai scudetti, trofei e titoli mondiali poco abbiano a che vedere con spettacoli come quello andato in scena il 20 ottobre 1976, partita di Primera Division disputata al “Paternal” tra Argentinos Juniors e Talleres. È quando l’allenatore dei padroni di casa, Juan Carlos Montes, per rimediare a un gol di svantaggio, una volta giunti all’intervallo, dice di entrare in campo al quindicenne Diego Armando, schierato in panchina con il numero 16, dopo essere giunto allo stadio in autobus assieme a suo padre. Non segna, nel giorno del debutto, “El


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cominciò. sfidare il fato Pibe de Oro”, subentrato al regista della squadra, Ruben Giacometti, nè inventa azioni grazie a cui evitare la sconfitta, ma lo stesso inchioda migliaia di occhi al suo piede sinistro. A cominciare dalla prima palla che tocca, quando inventa un tunnel con finta per lasciare lascia di sasso il malcapitato Juan Cabrera, mediano del Talleres dai trascorsi europei nelle fila del Bordeaux. Subito dopo quel tunnel, la Storia del Calcio è già cambiata. Fuffo, troppo bravo per diventare campione del Mondo - Ma che ci fa, quel gentiluomo con cappotto sportivo e cappello, assiso su un così alto seggiolone? Sembra a prima vista, un arbitro di tennis, la qual cosa non stupirebbe affatto considerando che il personaggio in questione si chiama Fulvio Bernardini, detto “Fuffo”, nato a Roma il 28 dicembre 1905 e morto, sempre a Roma, il 13 gennaio 1984. Uno capace di fare così tante cose, nella sua vita, fra cui il calciatore e l’allenatore di successo, da non poter mai escludere che ve ne sia sfuggita qualcuna, compreso l’arbitraggio di un qualche torneo di tennis. Di sicuro, in tutta la sua vita, Fuffo dimostra una vocazione particolare per i primati, che ama collezionare con leggerezza, destinando i denti non a mordere, ma piuttosto a sorridere. Se Diego Armando Maradona esordisce in una partita ufficiale nemmeno sedicenne, Bernardini lo supera, anzi, lo surclassa. Perché il suo nome finisce nel tabellino di Lazio-Pro Roma, partita di campionato giocata il 19 ottobre 1919, quando di anni ne ha ancora 13 e viene inoltre schierato come portiere, ruolo solitamente affidato a giocatori “di esperienza”. Il ragazzino possiede evidentemente doti atletiche in grado di supplire all’“occhio” degli estremi difensori più consumati, ma è un talento che non gli impedisce, un anno

più tardi, di esordire come attaccante, rivelando qualità offensive altrettanto rimarchevoli, testimoniate dai 43 gol segnati in 42 partite disputate con la maglia della Lazio. Seguono due sole stagioni all’Inter, ma tutt’altro che insignificanti. Perché l’esplosione di un ragazzino di nome Giuseppe Meazza lo costringe a retrocedere in mediana, e perché, fra un allenamento e l’altro, trova modo di laurearsi in economia all’Università Bocconi. Quando nel 1928 il dottor Fulvio Bernardini torna nella capitale, ma stavolta per infilarsi la maglia giallorossa della Roma, indossata fino al 1939, ha così inizio la maestosa parabola di un centromediano così abile e illuminante da mettere in confusione lo stesso Commissario Tecnico della Nazionale, Vittorio Pozzo che, per costruire la squadra vincitrice dei due titoli mondiali del '34 e del '38, si sente in obbligo di escludere Fuffo dalla rosa dei titolari, ritenendolo sì bravissimo, ma anche troppo accentratore. Solenni rivincite, Bernardini se le prenderà non tanto in campo, dove giunge a fine carriera senza avere firmato alcun albo d’oro, ma proprio in panchina. Qui la sua stella di allenatore dei giocatori “dai piedi buoni”, come usava dire, lo porta all’impresa, assolutamente unica, di conquistare ben due scudetti alla guida di squadre nè milanesi nè torinesi: la Fiorentina per la prima volta campione d’Italia nel 1956, e il Bologna che sconfigge l’Inter per 2-0 nel famoso spareggio giocato il 7 giugno 1964 allo stadio Olimpico di Roma. Nel pieno degli anni '70, quando è ormai un rispettatissimo “grande vecchio” del calcio italiano, Fuffo lascia la sua ultima traccia importante come Commissario Tecnico della Nazionale. È quando a un avventuroso gentiluomo della sua pasta tocca il compito di traghettare la squadra azzurra fra due mondiali di opposto segno. La prende in mano dopo quello, assai disastroso, del

1974 in Germania, dove non ha scampo di fronte alla Polonia di Deyna e Tomaszewski, per affidarla, alla vigilia del successivo in Argentina, al suo erede Enzo Bearzot. Che, avendo imparato a usare i “piedi buoni”, saprà come riportare l’Italia sul tetto del mondo.

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scatti

Schaffer, l’allenatore invisibile (e vincente) - A volte restano segni nel tempo, e anche a lungo, senza che si sappia più chi ringraziare della loro esistenza, o forse è meglio specificare della loro “resistenza” alle nostre spalle. Prendiamo il primo scudetto della Roma, quello che la squadra capitolina conquista in tempo di guerra, nel 1942. Solo i memorialisti giallorossi di stretta osservanza sanno darne merito anche al giocatore ritratto in quest’istantanea, che risale alla stagione 1924-'25. Si tratta di Alfred Schaffer, attaccante ungherese nato a Budapest il 13 febbraio 1893, goleador che fra gli anni '10 e '20 accumula titoli, coppe e notorietà accasandosi in alcune fra le più prestigiose squadre del football mitteleuropeo: MTK

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Budapest, Sparta Praga, Basilea, nonché Austria Vienna, club di cui indossa la maglia in questa foto. Va da sè che un atleta così mondano e carismatico, una volta ritiratosi dal calcio giocato, intraprenda una carriera da allenatore altrettanto ricca di soddisfazioni. Visto che non gliele dà fino in fondo la Nazionale ungherese, nel 1938 portata fino alla finale mondiale di Parigi, persa contro l’Italia di Meazza e Piola, un’occasione di pronto riscatto gli si presenta due anni dopo, con il contratto offertogli dal presidente della Roma, Igino Betti. Ma è al successore di questi, l’imprenditore Edgardo Bazzini, che Schaffer presenta per il calciomercato dell’estate 1941 una “lista” destinata a fare storia. Lungi dal volersi accaparrare fuori-

classe stranieri dagli ingaggi proibitivi, e consapevole di disporre in prima linea di un formidabile finalizzatore come Amedeo Amadei da Frascati, detto “Er Fornaretto”, il mister magiaro opta per un regista di genio come Renato Cappellini, di proprietà del Napoli, più un solido centromediano di nome Edmondo Mornese, che all’epoca sembrava dover chiudere un’onesta carriera nelle fila del Novara. “Presidente, lei mi dia questi due giocatori, e io le porterò in cambio lo scudetto” spiega Schaffer, che non fa fatica a essere accontentato da Bazzini, suscitando peraltro uno scetticismo quasi scontato nell’esigente e lunatico entourage del tifo romanista. Tempo neanche un anno e la Roma di Amadei, Cappellini e Mornese semina Torino e Venezia, al termine di un esaltante finale di campionato, per aggiudicarsi il primo scudetto della sua storia. Di lì a poco le bombe saranno solo quelle della guerra, senza più posto per le “cannonate” dei calciatori. Nel caos in cui sprofonda il Paese diventa anche troppo facile perdere fili e smarrire tracce. Del flemmatico e audace mister Schaffer si hanno perciò notizie sempre più scarne e frammentarie. L’ultima panchina è quella del Bayern Monaco, nella Germania nazista, che all’epoca non sembra il rifugio migliore per un allenatore di presunte origini ebraiche, particolare biografico mai chiarito, così come non si è riusciti finora a ricostruire se Schaffer sia stato a un certo punto internato nel campo di concentramento di Dachau. Più sicuro è, se non il giorno, il mese in cui morì, dato che il 30 agosto 1945 il suo corpo privo di vita veniva rinvenuto alla stazione ferroviaria di Prien am Chiemsee, in Baviera. Una tetra e silenziosa uscita di scena, che non deve però significare l’oblio per un riservato protagonista di trent’anni di calcio europeo.


regole del gioco

di Pierpaolo Romani

Il caso del capitano del Foggia Federico Gentile

Quando i calciatori tornano ad essere “sotto tiro” “Fuggi da Foggia” non è soltanto un detto diventato ormai noto in tutta Italia, ma è anche quello che probabilmente farà Federico Gentile, capitano della squadra che milita nel campionato di Serie C. Ai primi di dicembre, mentre il calciatore stava dormendo in casa con la propria famiglia, qualcuno ha pensato bene di cospargere di liquido infiammabile la porta della

centinaio di tifosi, tanto da costringere la squadra ad una vera e propria fuga lontano dalla città e i calciatori a pagarsi di persona un albergo a Pescara pur di non tornare a casa a dormire per timore che gli ultras li raggiungessero, com’è successo a Gentile, nelle loro case. Nel 2012, sempre a Foggia, un gruppo di trenta ultras è entrato nel centro di allenamento della squadra ed ha aggredito con calci A Foggia c’è ancora molto da fare per liberare e pugni l’allora portiere il calcio e il territorio da una cultura della Paolo Ginestra, rendendo necessario il ricorso alle violenza e della sopraffazione cure mediche. Infine, nel sua casa e, successivamente, di apnovembre del 2018 un’inchiesta giudipiccare il fuoco. Gentile si è svegliato ziaria ha portato all’arresto di trenta e, con l’aiuto di un vicino, è riuscito a persone considerate componenti della spegnere le fiamme evitando così una criminalità organizzata, accertando tragedia. “I tifosi non mi vogliono più una serie di minacce rivolte nei cone hanno tentato di bruciarmi. Vado via fronti del figlio del presidente della per salvare i miei figli” ha dichiarato il società che sarebbero state messe in capitano della squadra pugliese al quoatto per costringere all’ingaggio di due tidiano La Repubblica il 3 dicembre, calciatori. aggiungendo che per vivere e giocare serenamente a Foggia “bisogna essere Foggia si piazza al 100esimo posto, accondiscendenti e farsi degli amici. su 107 province, nella classifica sulla E io non ne sono capace”. Una parte della tifoseria non è più in sintonia con l’attuale presidenza della società, di cui, secondo gli ultras, Gentile rappresenta un punto di riferimento. Quindi, come già si è visto in altri contesti, ed è stato più volte denunciato anche da AIC con il suo rapporto “Calciatori sotto tiro”, anche nel mondo del calcio per cambiare le cose si ricorre alla violenza, arrivando ad intimidire in modo delinquenziale una persona divenuta, suo malgrado, un simbolo.

qualità della vita presentata a metà dicembre dal quotidiano Il Sole 24 Ore. Il territorio soffre della presenza della cosiddetta “mafia foggiana”, una compagine criminale, feroce e violenta, che da diversi anni sta soffocando l’economia locale imponendo il “pizzo” alle attività commerciali, minacciando le vittime con aggressioni fisiche e l’uso di armi ed ordigni esplosivi. Le minacce sono state rivolte anche ad alcuni amministratori locali e sindacalisti. Dopo un omicidio e tre attentanti dinamitardi accaduti nei primi giorni del 2020, l’associazione Libera, presieduta da don Luigi Ciotti, ha promosso a Foggia una marcia della legalità, evento a cui hanno partecipato circa 20 mila persone. “Siamo qui per disinnescare la miccia della paura e della rassegnazione” ha urlato don Ciotti nel suo intervento. È passato un anno e l’attentato contro Federico Gentile dimostra che a Foggia c’è ancora molto da fare per liberare il calcio e il territorio da una cultura della violenza e della sopraffazione.

Quella di Foggia non è una piazza facile in cui giocare. A marzo del 2020, dopo il derby con il Lecce, due calciatori locali, Pietro Iammello e Massimo Busellato, sono stati pesantemente minacciati. Nel 2016, di ritorno della partita persa contro il Fidelis Andria, il pullman della squadra foggiana è stato assaltato in modo violento da un

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scatti

di Maurizio Borsari

Goal line technology Albin Ekdal e Gianluigi Donnarumma in Sampdoria - Milan 1-2

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scatti Il riposo del guerriero Ibrahima Mbaye Bologna - Roma 1-5

Molina vs Molina Nahuel Molina e Salvatore Molina in Udinese - Crotone 0-0

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calcio e legge

di Stefano Sartori

Questo mese parliamo di…

FIFA DRC e l’estensione unilaterale del contratto Segnaliamo un aggiornamento sulla validità in sede internazionale delle clausole di estensione unilaterali alla luce di una recente decisione dello DRC – Dispute Resolution Chamber della FIFA. La validità delle clausole di proroga unilaterali è sempre stata oggetto di molte discussioni: mentre la DRC è riluttante ad accettarle e generalmente le considera abusive, il TAS di Losanna a volte le riconosce e a volte le rifiuta. Negli ultimi anni non sono emerse molte controversie su questo tipo di clausola mentre al contrario numerosi

sono stati i casi che riguardano i diritti di rescissione unilaterale del contratto, fatti valere principalmente da club che cercano di rescindere prematuramente il contratto riconoscendo a titolo di indennizzo poche mensilità contrattuali o addirittura nulla. Ciò premesso, nella riunione del 20 febbraio 2020 la DRC nuovamente valutato la validità di una clausola di estensione unilaterale e - con decisione a maggioranza - ha confermato la giurisprudenza esistente e quindi ne ha dichiarato l’illegittimità.

I fatti: un giocatore brasiliano e un club portoghese sottoscrivono un contratto di lavoro valido per due stagioni (64.500 € annui), corredando l’accordo con la seguente clausola: ”il club e l'atleta convengono che, entro il 31 maggio 2019, il club ha il diritto di optare per il rinnovo del contratto di lavoro per un'altra stagione, cioè fino al 30 giugno 2020” … "il club è tenuto a pagare al calciatore i seguenti importi lordi, di seguito stabiliti: - Stagione 2019/2020 EUR 99.120,00". Il 28 febbraio 2019, il club notifica al

Riflessi sul procedimento sportivo

Requisiti di validità del mandato difensionale Ci occupiamo di alcuni aspetti procedurali sui quali è stata chiamata a pronunciarsi la Corte d’Appello Federale investita della questione in seguito al ricorso proposto dal Procuratore Federale Interregionale avverso la decisione del Tribunale Federale Territoriale (TFR) del CR Veneto in ordine al deferimento disposto nei confronti del Sig. Bruno Pellizzoni e della società ACD San Martino Speme. Ma andiamo per ordine. In primo grado, la difesa del sig. Pellizzoni e della società San Martino Speme, eccepiva dinanzi al TFR la mancata comunicazione del deferimento del Procuratore Federale Interregionale, adducendo l’esistenza di un valido “mandato defensionale” conferito dal sig. Pellizzoni e dalla società San Martino Speme a favore dell’avv. Mattia Grassani. A tal proposito l’avv. Grassani produceva comunicazione pec trasmessa all’indirizzo procura@pecfigc.it con ricevuta di avvenuta consegna, dalla quale risultava che il sig. Pellizzoni aveva conferito mandato defensionale in data 20.12.2019, eleggendo altresì domicilio presso il suo studio e chiedendo espressamente di essere sentito. Il TFR accoglieva il

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ricorso in argomento e conseguentemente dichiarava improcedibile il ricorso. Avverso tale decisione, ricorreva il Procuratore Federale Interregionale adducendo che la pec in argomento non è valida in quanto priva di qualsivoglia autentica della firma apposta dal sig. Pellizzoni in calce alla lettera allegata, così come di un documento di identità. Nel caso di specie “la nomina è pervenuta unicamente mediante pec, ciò che garantisce solo la provenienza della missiva, ma non la necessaria autentica della firma e della sottoscrizione apposta nel documento allegato. È pacifico quindi che la sottoscrizione della asserita nomina rilasciata all’avv. Grassani non sia stata fatta dal deferito innanzi allo stesso, laddove tale firma deve essere apposta in presenza dell'avvocato al quale il mandato è conferito. Né, in tale supposta “nomina” dell’avv. Grassani, si fa alcun riferimento alla presenza e quindi alla revoca dei due legali già in precedenza ritualmente nominati dal sig. Pellizzoni, né altra comunicazione è stata inviata alla Procura federale per dare atto di detta revoca”. Per queste ragioni la Procura

considerava tamquam non esset tale comunicazione e notificava il deferimento ai legali in precedenza nominati dal sig. Pellizzoni. La Procura Federale rilevava inoltre che la costituzione in giudizio dell’avv. Grassani sanava ogni eventuale vizio di notifica, come da costante e consolidata giurisprudenza in merito. La parte resistente opponeva invece che la Procura Federale nulla eccepiva in ordine alla validità della nomina, con la conseguenza che sui fatti eccepiti si sono prodotti gli effetti di cui all'art. 115 c.p.c. secondo cui “il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero.” Inoltre, per dimostrare la validità del mandato, la parte resistente invocava due principi ritenuti fondanti il procedimento sportivo: l'informalità del processo sportivo e l'assenza di obbligatorietà della difesa tecnica nel giudizio disciplinare di prime cure. In ragione di tali principi, le formalità richieste dal legislatore ordinario in merito alla rappresentanza processuale “non trovano applicazione nell'ambito della fase di indagine e nel giudizio di prime cure dove l'indagato


calcio e legge

calciatore la decisione di prolungare il contratto di una stagione e quindi di avvalersi della clausola versando i 99 mila euro; il calciatore si oppone mediante lettera del 7 marzo 2019 e il successivo 15 aprile 2019 sottoscrive un nuovo contratto con un altro club portoghese valido dal 1° luglio 2019. Di conseguenza, il primo club portoghese presenta un reclamo alla DRC della FIFA chiedendo che venga riconosciuta la validità della clausola e quindi la violazione del contratto da parte del calciatore. La decisione: la DRC ha innanzitutto menzionato l’approccio generale secondo cui le clausole che non sono reciproche e danno quindi a una parte il diritto di annullare o estendere unilateralmente il contratto (one hand option) sono generalmente illegittime. Nel caso in oggetto e come già ricor-

dato a maggioranza e quindi con il parere difforme di uno dei tre membri, la DRC ha ritenuto che la clausola in sé apportasse uno squilibrio tra i diritti del calciatore e quelli del club per ciò che riguarda la durata del contratto, motivo per cui la clausola è stata considerata come tamquam non esset e quindi del tutto ignorata. Pertanto, la scadenza del contratto tra le parti è stata ritenuta coincidente con il termine della stagione 2018/2019, come sostenuto dal calciatore.

può essere assistito da persona di propria fiducia, sia esso avvocato, o soggetto diversamente qualificato”. In particolare non occorrerebbe alcuna procura ad litem se di lite non si tratta, perché ci si trova in una fase (di indagini) in cui non si sa nemmeno se si arriverà ad un deferimento senza che la norma preveda tale adempimento, posto che è facoltà della parte procedere alla nomina di persona di fiducia dell'indagato. Quanto alla revoca dei precedenti difensori, la parte resistente rileva che essa è da intendersi esistente per effetto dalla nuova nomina con elezione di domicilio. Ciò premesso, la Corte accoglieva il ricorso del Procuratore Federale Interregionale ritenendolo fondato. Preliminarmente l’organo giudicante rileva come va respinta l’eccezione opposta dalla parte resistente secondo cui la mancata contestazione dei fatti da parte della Procura nel giudizio di prime cure comporterebbe la produzione degli effetti di cui all'art. 115 c.p.c. A tal proposito, infatti, “il contegno e la condotta processuale delle parti rileva unicamente nella fase processuale nella quale essa condotta si materializza e non sulle fasi successive dove il giudizio riprende la propria autonomia e nel quale sia le parti che il giudice operano senza alcun vincolo pregiudiziale riferito al giudizio pregresso. Diversamente verrebbe compromesso il diritto di appellare

le decisioni anche per gli errori che ciascuna delle parti ha commesso nella precedente fase del giudizio e che hanno avuto conseguenze sulla decisione di prima istanza”. In merito alla esistenza di un valido “mandato defensionale” conferito dal sig. Pellizzoni e dalla società San Martino Speme a favore dell’avv. Grassani, il Collegio giunge alla conclusione che l’atto non è da intendersi in alcun modo valido in quanto manca sia l’autentica della firma apposta dal sig. Pellizzoni in calce alla lettera allegata, sia un documento d’identità dello stesso e dunque quanto occorre per avere legale certezza della corrispondenza tra la firma apposta e colui che si dichiara tale nella nota allegata. Non vi è insomma alcuna prova “della provenienza di tale (supposta) nomina da parte del deferito, né vi è prova – mancando l’autenticazione della firma – che una procura sia in assoluto mai stata conferita all’avv. Grassani da parte del sig. Pellizzoni. È pacifico, quindi, che la sottoscrizione della asserita nomina rilasciata all’avv. Grassani non è stata fatta dal deferito innanzi allo stesso legale, laddove tale firma deve essere apposta in presenza dell'avvocato al quale il mandato è conferito”. La Procura aggiunge inoltre che la nomina di un nuovo difensore e domiciliatario nel corso del processo comporta la revoca tacita del precedente difensore e domiciliatario, salva diversa manifestazione di volontà, se

In conclusione, la riaffermazione del principio sopra menzionato è confortante anche se, poiché ogni situazione va ed andrà valutata tenendo presente l’eventuale reciprocità della clausola o meno, l’importo previsto e la sua corrispondenza con gli emolumenti contrattuali annui, la durata del prolungamento, ecc.,

non si può affermare in assoluto che le estensioni unilaterali del contratto siano, al 100%, invalide, ma ogni determinazione definitiva andrà effettuata dopo una valutazione caso per caso. Per quanto invece riguarda la disciplina vigente in Italia, va segnalato che l’Accordo Collettivo in vigore in Lega Pro esclude categoricamente l’esercizio di questa clausola, mentre in Serie A e Serie B i patti di opzione sono ammessi, sia a favore della società che del calciatore, a due condizioni: a. deve essere previsto un corrispettivo specifico a favore di chi concede l’opzione; b. il limite di durata complessiva del contratto, costituita dalla somma della durata nello stesso prevista e dall’eventuale prolungamento rappresentato dall’opzione, non può superare la massima prevista dalla legge (5 anni).

e solo se la nuova nomina sia formalmente ineccepibile, mentre quella in questione non lo è mancando dei requisiti essenziali. Pertanto, continua la Corte, “bene ha fatto la Procura a considerare irrituale tale comunicazione e a notificare il deferimento ai legali in precedenza [correttamente] nominati dal sig. Pellizzoni”. Non coglie nel segno, inoltre, quanto asserito dalla parte resistente in ordine agli asseriti principi della informalità del processo sportivo e della assenza di obbligatorietà della difesa tecnica nel giudizio disciplinare di prime cure perché “una cosa è se il mandato defensionale o rappresentativo è riferito alla assistenza nel procedimento e altra diversa cosa è se lo stesso mandato viene utilizzato nel processo, dove le regole sono più stringenti e per la valenza del mandato defensionale occorre non solo un soggetto titolato ex lege ma un documento formato con tutti i crismi della legalità”. Infine la Corte d’Appello Federale non manca di considerare l’effetto sanante ex art. 156 c.p.c. determinato dalla partecipazione all’udienza dell’avv. Grassani. Sulla scorta di quanto rilevato, la Corte d’Appello Federale accoglieva il ricorso della Procura Territoriale Interregionale per l’effetto annullava con rinvio la decisione appellata. Federico Trefiletti

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calcio e legge Aggiornamento termini regolamentari stagione 2020/21

Tutte le scadenze da non dimenticare Termini per Non Professionisti e Giovani Dilettanti TERMINI PER IL TESSERAMENTO Termini per il tesseramento dei calciatori ex professionisti dall’1/7/20 al 26/02/21 • Per il tesseramento a favore di società della L.N.D. di calciatori professionisti italiani e stranieri che hanno ri­ solto (per qualsiasi ragione) il loro rapporto contrattuale, purché siano trascorsi almeno 30 giorni dall’ultima partita ufficiale.

• Per il tesseramento di calciatori stranieri per società della L.N.D. (Articolo 40, quater e quinquies) provenienti o provenuti da Federa­zione estera o over 16 mai tesserati all’estero, purché siano trascorsi almeno 30 giorni dall’ultima partita ufficiale. TERMINI PER IL TESSERAMENTO DI CALCIATORI ITALIANI PROVENIENTI DA FEDERAZIONE ESTERA

CALCIATORI “NON PROFESSIONISTI”, “GIOVANI DILETTANTI” E “GIOVANI DI SERIE” dall’1/7/20 al 30/10/20 e dall’1/12/20 al 26/02/21 • Per la conversione dei trasferimenti a titolo temporaneo dei calciatori “non professionisti” e “giovani dilettanti” tra società dilettantistiche (Articolo 101, comma 5, N.O.I.F). LISTE DI SVINCOLO

TERMINI PER I TRASFERIMENTI DEI CALCIATORI “NON PROFESSIONISTI” E “GIOVANI DILETTANTI” TRA SOCIETÀ DELLA L.N.D. dall’1/7/20 al 30/10/20 e dall’1/12/20 al 26/02/21 • Per il trasferimento di calciatori “giovani dilettanti” e “non professionisti” tra società della Lega Nazionale Dilettanti (Articoli 100, 101 e 104 N.O.I.F.).

dall’1/7/20 al 26/02/21 • Per il tesseramento di calciatori italiani pro­ fessionisti provenienti da Federazione estera, purché siano trascorsi almeno 30 giorni dall’ultima partita ufficiale.

TERMINI PER I TRASFERIMENTI “GIOVANI DILETTANTI”

dall’1/7/20 al 31/3/21 • Per il tesseramento di calciatori italiani di­lettanti provenienti da Federazione estera, purché siano trascorsi almeno 30 giorni dall’ultima partita ufficiale.

Termini per il tesseramento di calciatori stranieri provenienti da federazione estera dall’1/7/20 al 26/02/21

TERMINI PER LA CONVERSIONE DEI TRASFERIMENTI A TITOLO TEMPORANEO IN TRASFERIMENTI A TITOLO DEFINITIVO DEI

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dall’1/7/20 al 20/7/20 e dall’1/12/20 al 7/1/21 • Termini per porre in lista di svincolo da par­te delle società i calciatori “non professioni­ sti” e “giovani dilettanti” (Articolo 107 N.O.I.F.). Il tesseramento dei calciatori svin­colati può avvenire a far data dall’8 gennaio. LISTE DI SVINCOLO “GIOVANI” dall’1/12/20 al 7/1/21 • Termini per porre in lista di svincolo da par­te delle società i calciatori “giovani” (Articolo 107 N.O.I.F.). Il tesseramento dei calciatori svin­colati può avvenire a far data dall’8 gennaio.


calcio e legge

Termini per il Calcio Femminile TERMINI PER IL TESSERAMENTO dall’1/7/20 fino al 31/3/21 • Termini per il tesseramento delle calciatrici “non professioniste” (primo tesseramento o tesseramento da lista di svincolo) dall’1/7/20 al 31/5/21 • Termini per il tesseramento delle calciatrici “giovani dilettanti” (primo tesseramento o tesseramento da lista di svincolo)

TERMINI PER LA RISOLUZIONE DI ACCORDI DI TRASFERIMENTO

liane con status di­lettantistico provenienti da Federazioni estere.

dall’1/9/20 al 30/12/20 • Per la risoluzione di accordi di trasferimento a titolo temporaneo (Articolo 103 bis N.O.I.F.).

TERMINI PER LA CONVERSIONE DEL TRASFERIMENTO DA TEMPORANEO A DEFINITIVO

TERMINI PER IL TESSERAMENTO DI CALCIATRICI STRANIERE PROVENIENTI DA FEDERAZIONE ESTERA E PRIMO TESSERAMENTO CALCIATRICI STRANIERE MAI TESSERATE ALL’ESTERO

TERMINI PER I TRASFERIMENTI TRA SOCIETÀ DELLA DIVISIONE CALCIO FEMMINILE E DA SOCIETÀ DELLA L.N.D. E SOCIETÀ DELLA DIVISIONE CALCIO FEMMINILE

dall’1/7/20 all’1/2/21 • Se trattasi di calciatrice professionista proveniente da Federazioni estera, devono essere trascorsi almeno 30 giorni dall’ultima partita ufficiale.

Termini per i trasferimenti primo periodo e periodo suppletivo dall’1/7/20 al 15/9/20 e dall’1/12/20 al 1/2/21

TERMINI PER IL TESSERAMENTO DI CALCIATRICI ITALIANE PROVENIENTI DA FEDERAZIONE ESTERA

TERMINI PER I TRASFERIMENTI DA SOCIETÀ DELLA DIVISIONE CALCIO FEMMINILE A SOCIETÀ DELLA L.N.D.

dall’1/7/20 all’1/2/21 • Per il tesseramento di calciatrici italiane con status pro­ fessionistico provenienti da Federazioni estere, purché siano trascorsi almeno 30 giorni dall’ultima partita ufficiale.

Termini per i trasferimenti primo periodo e periodo suppletivo dall’1/7/20 al 30/10/20 e dall’1/12/20 al 26/02/21

dall’1/7/20 al 31/3/21 • Per il tesseramento di calciatrici ita-

dall’1/7/20 al 15/9/20 e dall’1/12/20 al 1/02/21 LISTE DI SVINCOLO dall’1/7/20 al 20/7/20 e dall’1/12/20 al 18/12/20 • Termini per porre in lista di svincolo le calciatrici “non professioni­ste” e “giovani dilettanti” (Articolo 107 N.O.I.F.). Il tesseramento delle calciatrici svin­ colate nel secondo periodo può avvenire a far data dall11 dicembre. SVINCOLO PER ACCORDO Il deposito degli accordi di svincolo (Articolo 108 N.O.I.F.) dovrà avvenire entro 20 giorni dalla stipulazione e comunque non oltre il 15 giugno 2021. VARIAZIONE DI ATTIVITÀ Il termine per l’invio o deposito delle richieste di variazione d’attività (da calcio a undici a calcio a cinque - Articolo 118 N.O.I.F.) dovrà avvenire nel periodo 1/7/20 – 30/10/20.

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amarcord

di Claudio Sottile

Una storia da favola: Ciro Di Matteo e… Maradona

Di ego, poco. Di Diego, tanto. “Mi emoziono ancora, quando ne parlo. Ero un ragazzo poco più che diciottenne che frequentava le curve del Napoli, prendendo dozzine di treni per seguirlo in lungo e in largo per l’Italia, calcisticamente promettente anche se giocavo in una squadra di dilettanti. L’emozione era al massimo nel toccare lo stesso pallone di Diego Armando Maradona”. Vibra la voce del classe 1966 Ciro Di Matteo da Borgo Santa Lucia, storico rione di Napoli del quartiere San Ferdinando. Ha i capelli biondi e lisci, che ricordano i raggi del sole su Castel dell’Ovo e il caschetto canterino di un altro figlio prediletto della città. Lunedì 14 gennaio 1985, dopo aver espugnato il “Franchi” con un suo gol, “El Pibe de Oro” porta il Napoli ad Acerra per giocare contro una squadra di periferia, così da raccogliere fondi da destinare a Luca, un neonato che necessita di un’operazione alla bocca, del quale Pietro Puzone (riserva dei partenopei, natia proprio di

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Acerra) era venuto a conoscenza. All’inizio si era pensato a un match di beneficenza del “Ciuccio” al “San Paolo”, ipotesi subito scartata dal presidente Corrado Ferlaino, che si oppose per timore che qualche giocatore potesse infortunarsi. La storia, perciò, si impasta tra verbi passati e presente storico nel fango del piccolo stadio comunale 20 chilometri a nord del capoluogo: Real Santa Lucia-Napoli, fischietto in bocca per l’arbitro Figc Pasquale Castaldo, che in quelle due ore dirige le ostilità, mentre di professione dirige il traffico essendo vigile urbano, physique du rôle perfetto per una partita andata in

scena con le Fiat 127 parcheggiate a ridosso delle linee laterali. “Le voci furono che Maradona coprì di tasca sua l’assicurazione per sé, in realtà noi sapemmo che la pagò a tutti quelli scesi in campo, noi compresi. Un altro dettaglio sconosciuto ai più è che a vederci c’era anche Carlos Bilardo, il c.t. dell’Argentina Campione del Mondo nel 1986”.


amarcord

Sotto la pioggia diecimila persone appollaiate dove ce ne sarebbero dovute stare la metà, il freddo è quello che si prepara ai giorni della merla. Il manto, già sterrato di suo, pulsa e brilla di pozzanghere e acquitrini. “Fu una giornata meteorologicamente pessima. Fino all’ultimo non si sapeva se avremmo potuto giocare o no. Gira su YouTube un breve filmato amatoriale di quel pomeriggio. Si vede che mentre le due squadre si mischiano a centrocampo per la foto di rito, io e un mio compagno facciamo a gara per chi si deve mettere accanto a lui. Si nota, poi, che stringo così tanto il mio amico fino a sfiorare con le dita Diego sulla spalla, per toccare quell’emozione. Ricordo tutto, anche che si arrabbiò perché in tanti dagli spalti, durante i novanta minuti, entrarono per avvicinarlo e abbracciarlo. Militavamo in Prima Categoria, vincemmo il campionato con dieci punti di vantaggio sulla seconda, eravamo uno squadrone per il contesto. Qualcuno di noi ha giocato nella Primavera dell’Avellino, altri in Serie C. Uno, invece, fa il procuratore a livelli alti, ed è avvocato: Tommaso Mandato, il nostro centravanti. Prima di iniziare ero teso. Un attimo prima

di uscire dagli spogliatoi, il mister ci disse di non avere contrasti ed evitare le entrate, considerando anche che il terreno era quello che era”. Rossi contro azzurri, come nel calciobalilla. Conservi cimeli? “No, nulla. Nessuno pensò a questo aspetto. Ho dentro di me fotogrammi, attimi, che vivo continuamente. Diego non scambiò la maglia”. Nel video che hai menzionato, ti si vede in campo con la numero 2. “Ero terzino destro basso. Si giocava con la marcatura a uomo, centrocampo in linea e le due punte. Nel corso dell’amichevole mi è capitato un contrasto con lui. Ci siamo contesi una palla con uno spalla-spalla, e ho fatto un volo di un metro e mezzo dritto in una pozzanghera. Lui è venuto a raccogliermi nella melma. L’arbitro chiamò il fallo. Poi io sono il difensore che gli va incontro prima del portiere quando fa quella discesa, che culmina col tocco a porta vuota, una sorta di prova generale del gol del secolo che segnò all’Inghilterra l’anno dopo. Ne dribblò sette, sono l’ultimo che gli scivola davanti. Prese in un attimo un’altra direzione, nonostante quel terreno accidentato, grazie al suo incedere. Noi difensori al suo cospetto era come se camminassimo sul ghiaccio. Vederlo giocare era incredibile”. Risultato finale? “1-8. Il punto della bandiera fu messo a segno da un ragazzo di Taranto, un marinaio di stanza a Napoli”. Il fine benefico fu raggiunto: le cronache dell’epoca raccontano che tra sponsor e botteghino (oltre a un’integrazione proveniente dallo spogliatoio azzurro) furono raccolti i milioni di lire necessari per le cure. “Sì. Il bimbo, oggi trentaseienne, fu operato in Francia. Sta bene, ho sen-

tito in un’intervista che vive a Rimini. Era alle prese con un problema serio, per fortuna andò tutto per il meglio”. Come hai reagito, il 25 novembre scorso, alla scomparsa di Maradona? “Ho pianto quando ho appreso la notizia, come parecchi napoletani. Ero a lavoro, sono un odontotecnico, mio figlio mi ha chiamato per avvisarmi, erano passate da poco le diciotto. Le persone mi vedevano commosso e mi chiedevano cosa fosse successo. Una notizia tristissima, proprio brutta”. Questa che abbiamo raccontato, però, non fu la tua unica volta contro il “D10S”. “Nell’avvicinamento al Mondiale messicano si allenava accanto a noi in un campetto di Posillipo, con il suo preparatore atletico, poi si accodava per la partitina. Sono svariati gli episodi che lo legano al popolo, ai ragazzi.”. Di ego, poco. Di Diego, tanto. Le emozioni non muoiono mai. Descansa en paz, “Pelusa”.

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femminile

di Vanni Zagnoli

Da Pistolesi alla Di Guglielmo

Empoli Ladies: il sogno continua Tra le prime della classe della Serie A femminile c’è anche l’Empoli. Le Ladies non hanno più l’allenatore guru, Alessandro Pistolesi, che aveva fondato il Castelfranco, la società che poi si è fusa con l’Empoli del presidente Fabrizio Corsi. L’imprenditore toscano della moda ha piazzato la figlia Rebecca al vertice del settore femminile e da giugno ha scelto il torinese Alessandro Spugna, per aumentare le ambizioni. Comunque qui raccontiamo una delle storie più belle dello sport italiano al femminile, raccolta dopo la partita di Solbiate Arno, con l’Inter, prima del lockdown. Pistolesi fa venire in mente il percorso di Guy Roux. “Lo ricordo anch’io” - racconta – “sulla panchina dell’Auxerre per 43 stagioni, di cui 39 di fila: portò i francesi anche allo scudetto, nel ’95. E poi naturalmente i record di Alex Ferguson al Manchester United e più di recente di Arsene Wenger, per 22 stagioni all’Arsenal”.

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Pistolesi fa l’impiegato, in un ufficio tecnico dell’Asl. “Da 35 anni. Ho fondato il Castelfranco, prima si chiamava La Piazza. Dal 2000 al 2002 abbiamo fatto la Serie A, con le gialloblù. Dopo l’acquisizione da parte dell’Empoli abbiamo mantenuto la stessa matricola e anche l’organico e io sono rimasto qua sino a giugno. Dal 2016 sono Ladies”. Pistolesi è stato calciatore, ha detto no più volte a formazioni maschili, anche in Eccellenza toscana, pur di restare nel femminile. “Sono arrivato a un migliaio di panchine, comprese due semifinali di Coppa Italia, con l’Empoli Ladies, nonostante fossimo in Serie B”. Il quarto di finale al Mondiale del 2019 ha acceso i riflettori sul calcio femminile e aumentato i compensi. “Si parla sempre di rimborsi, per la verità. Il mercato è limitato, costruiamo quasi completamente le giocatrici in casa. Abbiamo 5 squadre, nel settore giovanile, partendo dalle pulcine”.

Pistolesi rammenta la sua prima panchina, nel 1985. “Fu dove ora passa la superstrada, a Castel del Bosco. Castelfranco di Sotto ha 10mila abitanti, la formazione femminile di calcio è sempre stata seguita”. L’Empoli Ladies ha la rosa più forte della sua storia e prima del lockdown aveva ottenuto belle soddisfazioni anche come pubblico. “Mille e 400 tifosi, in casa con la Juventus. Tante gare di Eccellenza sono lontane da questo pubblico”. Come immagina il calcio femminile nel 2050? “Credo che lo spirito resterà giovane, battagliero. E quando Sky entra nel nostro mondo, preferendolo alla Serie B maschile, significa che qualcosa è cambiato”. Fin qui l’ex tecnico e fondatore del Castelfranco, che si è fuso con l’Empoli Ladies. Nel frattempo è arrivata in Nazionale Lucia Di Guglielmo, assieme a Benedetta Glionna. Lucia ha 23 anni e i capelli corti, parla da veterana, con personalità. “Ero stata vicecapitana per due stagioni, poi sono stata promossa con la fascia”.


femminile

Molte ladies dell’Empoli studiano. “Le più giovani in rosa sono del 2001, la più esperta ha 30 anni, Eleonora Binazzi. Nessuna di noi vive soltanto di questo sport, qualcuna lavora, altre allenano”. Tre anni fa la prima stagione dell’Empoli in Serie A, la retrocessione e poi la risalita. “Prima della sospensione avevamo 19 punti, gli stessi dell’Inter, abbiamo chiuso al 7° posto”. Che emozione è indossare la maglia della squadra di un paese che si è salvato 7 volte, in Serie A, al maschile? “Notevole. Qualche volta siamo state allo stadio Castellani, a seguire anche loro. Sono felice di condividere i valori dell’Empoli. Siamo una famiglia, il gioco lo rispecchia”. Lei è nata a Pisa, ci sono empolesi, in rosa? “Non ci sono più empolesi, però in tante gravitiamo in zona. Il mercato lo fa il ds, Marco Landi”.

Prima del Covid, avevate un bel pubblico, anche fuori casa. “Parenti, amici, ma anche sostenitori nostri, che si sono appassionati alla causa”.

A chi somiglia, a chi si ispira? “Da dieci stagioni gioco con Cecilia Prugna, la numero 7 della nostra squadra. Per me è bellissimo vederla giocare, per l’eleganza e la fantasia”.

Dove giocate? “Al sintetico di Monteboro, dove è di scena anche la Primavera maschile. È distante una decina di chilometri, da Empoli. Prima del Covid, l’ingresso non era più omaggio, dalla scorsa stagione, si pagano 5 euro”.

Quante volte si affaccia il presidente Corsi? “Ogni tanto, in casa. Spero che ci sia un seguito come al maschile, allo stesso tempo mi auguro rimangano i valori, al femminile”.

Anche le piazze più piccole della Serie A si sono uniformate a questa tariffa. “Come pubblico, quando non ci sono limitazione, abbiamo anche più di 200 tifosi. Siamo lì, come numeri, rispetto alla Primavera. I giovani magari è più difficile che vengano seguiti dai genitori, da noi c’è gente che viene anche in trasferta”. Lucia, il boom del calcio ha toccato anche voi, in tutti i sensi? “Come attenzione dei media di sicuro, qualcosa anche sul piano degli ingaggi. Sono migliorate le strutture, l’assistenza generale a chi pratica il calcio”.

Vinceremo mai un Europeo? “Lo spero, le basi ci sono. Esistono esempi nel nostro continente e nel mondo, basterebbe seguirli”. Un anno fa ci fu il quarto di finale Mondiale, perso dall’Italia con l’Olanda. Le Ladies si ritrovarono a vederlo? “Io addirittura andai a seguirlo, in Francia, con un pulmino, con altre 8 ragazze, un po’ matte. A nostre spese, ma almeno la Federazione ci mise a disposizione i biglietti. Peccato solo per il 2-0...”.

Quanto vi allenate in una settimana? “Quattro volte, anche cinque, considerato un doppio training. Abbiamo sempre la palestra a disposizione. Ci prepariamo di sera, dal momento che in tante studiano, qualcuna lavora, pure”. È esterno, è la leader dell’Empoli in assoluto? “A me piace che sia il gruppo a essere davvero trainante. Sono terzino destro, vado però anche sull’altra fascia”. Come aveva iniziato? “Con i maschi, sino ai 14 anni. Finché sono stata contattata dal ds Marco Landi. Partii dal Valdarno, in Serie C e poi subito in B”.

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io e il calcio

di Pino Lazzaro

Simone Giannelli (pallavolo)

“Onestà e sincerità: fondamentali per fare squadra” “Mio padre maestro di tennis, io così sono nato praticamente con la racchetta in mano e dato che sono di Bolzano, subito lo sci, ho fatto pure delle gare e anche a calcio ho giocato, con i miei compagni di classe, lì dietro,

veniva bene, naturale. Ho così smesso col calcio e con lo sci, ho continuato col tennis e la pallavolo e a guardare le cose da qui, da ora intendo, penso che quel che ancor più mi è piaciuto della pallavolo era il poter vivere uno spogliatoio, l’essere parte “A suo tempo ho fatto il liceo scientifico di una squadra, non più sportivo, sono uscito con 70, normale. individualmente com’era Ora sono iscritto all’università, Scienze prima. La pallavolo dundell’Alimentazione e non è solo studiare. que mi veniva bene, mi M’interessa molto, è importante per me piaceva e mi divertivo ed cercare di alimentarmi in maniera sana è stato proprio questo, il ed equilibrata, conoscendo quali sono le divertimento, quel che in materie prime, quel che portano, cercando definitiva più mi ha spinto, pure in questo modo la via migliore per senza avere in testa nesrispettare l’ambiente: un qualcosa che così, suna idea di diventare un professionista e sono conoltre a piacermi, pure mi gratifica”. tento e privilegiato perché difensore centrale, il destro il piede è ancora questa del divertimento, e buono. C’era però mia sorella che giocosì della passione, la molla che ancava a pallavolo, ero già abbastanza cora mi spinge per andare in palestra, alto, l’andavamo a vedere il sabato per cercare sempre di migliorarmi”. sera e ho voluto insomma provarci anch’io. Mi sono subito accorto che mi “D’accordo, ora come ora non posso non definirlo anche un lavoro, soprattutto per tutto quello che richiede, tutti i giorni, dalla mattina alla sera. C’è pure un ritorno economico e considerando che sto comunque seguendo una passione, chiaro che mi sento e sono un privilegiato. Un’attività questa mia di pallavolista in cui mi sono gettato proprio a capofitto, avevo 14 anni quando sono arrivato a Trento da Bolzano, un’esperienza che mi ha fatto pure crescere tanto, il vivere da solo, il saper gestire anche la… troppa libertà che mi ritrovavo ad avere, anche se c’è da dire che da Bolzano a Trento ci sono una settantina di chilometri, mica era insomma “lontana” la mia famiglia, anche questo certamente mi ha aiutato”. “Sì, sono il capitano della squadra, l’hanno deciso società e allenatore e premesso che bisognerebbe in primis chiedere a loro, penso che il tutto derivi da un mix di cose, un po’ il carat-

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tere che ho, la leadership che posso esprimere e conta pure il fatto che qui sono ormai una “bandiera” come s’usa dire nel calcio, sono ormai dieci anni che sono sempre qui con loro. Come capitano cerco d’essere sempre soprattutto onesto e sincero, proprio perché penso che onestà e sincerità siano le prime componenti fondamentali per essere davvero squadra. Poi, aggiungo, il cercare di dare sempre l’esempio: puoi parlare fin che vuoi, ma se poi non metti per primo tu in pratica le cose che dici che credibilità puoi mai avere? No, non sono uno che sta zitto, se vedo qualcosa che non va, allenamento o partita, allora intervengo e sai che dipende dai momenti e dalle situazioni, a volte così con tutta la squadra, a volte individualmente”. “Dirti di una nostra settimana-tipo ora come ora non è poi tanto semplice, di mezzo il Covid – che pure ho avuto – con partite che vengono così rimandate, altre poi recuperate. Tieni presente che noi siamo pure in Champions League, di partite insomma ne facciamo almeno due la settimana, a


io e il calcio

LA SCHEDA cui più ricorrono. È vero, non è uno sport di contatto il nostro, ma ti assicuro che quella semplice rete che ci divide è davvero la sua parte logorante, almeno, che so, nel calcio e nel basket ti puoi magari anche “sfogare”, mentre da noi è soprattutto una battaglia mentale, con provocazioni che possono essere pure continue e delle pallonate che ti assicuro ti fanno pure un gran male. Quella rete insomma che non fa altro che esaltare ancor più il senso di sfida che c’è”.

volte pure tre se ce n’è qualcuna da recuperare. Comunque sia, così in pratica ci alleniamo tutti i giorni, sempre doppio, il mattino dedicato in genere a lavori con i pesi e il pomeriggio alla parte tecnica. Un ritiro vero e proprio noi lo facciamo solo nella pre-season, tanti qui di noi sono pure con le pro-

“L’obiettivo principale quando penso alla maglia della Nazionale è naturalmente Tokio, l’Olimpiade. Quattro anni fa in Brasile abbiamo preso l’argento e l’obiettivo è intanto arrivare lì in Giappone, a lottare e giocarsela, in una situazione – quella olimpica – che ha davvero del magico. Qui con Trento quel che vogliamo è semplicemente vincere, farlo almeno il più possibile, portando così a casa più trofei possibili”.

“Il calcio lo seguo da lontano, non ho poi tanto tempo per guardarlo e la squadra per cui un po’ simpatizzo è l’Inter. Non sono comun“Anche noi adesso siamo senza pubblico, que un accanito e sempre palazzetti chiusi per la gente ed è certo tutta per via del poco tempo un’altra cosa, è meno sport così. Lì dentro, che ho, allo stadio non ci quando c’è la gente, è una bella atmosfera vado mai. Lo sport in gequella che viviamo giocando. Tutto bello nere mi piace, il calcio è carico, nei palazzetti delle piazze più certo qui da noi lo sport domiimportanti s’arriva a 5-6000 persone, anche mediaticamente nante, di certo conta l’adi più. E ci sono le famiglie, i bambini, un bel spetto economico, i tanti misto tra giovani e anziani, è bello”. soldi che girano. Noi delprie Nazionali, sono proprio tanti gli la pallavolo tutto sommato di spazio impegni. Per le partite di campionato comunque ne abbiamo, ma lo stesso si parte il giorno prima, col nostro bus non capita per tanti altri sport, magao l’aereo, dipende dalla distanza”. ri anche là dove l’Italia è forte. No, lo spazio che viene dato al calcio non è “È uno sport molto tattico il nostro e che mi crei dei problemi, per dire del così c’è proprio uno studio approfondisagio, no, da noi le cose vanno così, dito dei video, per vedere le scelte che solo è un peccato che per tante alvengono fatte dalle squadre, le abitutre discipline ci sia così poco spazio, dini, quali sono appunto le tattiche a ecco tutto”.

Classe1996, bolzanino, Simone Giannelli è dell’agosto 1996. Palleggiatore del Trentino Volley e della Nazionale, due metri d’altezza, dopo aver iniziato con la pallavolo lì a Bolzano, all’età di 14 anni è passato a Trento, arrivando poi a esordire diciassettenne in prima squadra. Col Trentino Volley, a partire dalle giovanili, ha via via vinto una Boy League (2010), due campionati italiani Under 16 (2011 e 2012), un campionato italiano Under 17 (2013), un campionato italiano Under 19 (2014), una Junior League (2014), due campionati italiani (2013 e 2015), un Mondiale per Club (2018) e una CEV Cup (2019). Al momento (metà dicembre) sono 135 le sue presenze con la maglia della Nazionale maggiore. Per lui, in azzurro, la medaglia d’argento alle Olimpiadi 2016 di Rio de Janeiro, ancora l’argento alle edizioni 2015 e 2017 della World Grand Champions Cup e il bronzo agli Europei 2015.

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internet

di Mario Dall’Angelo

I link utili

L’Italia (sportiva) che si muove La pratica sportiva è una risorsa anche in tempi di pandemia globale? Una risposta affermativa, per chi fa sport, sembra scontata. Ma in questi ultimi mesi, in cui il coronavirus ci ha sconvolto la vita, sono state numero-

se le opinioni espresse, anche ad alto livello, che trasmettevano un senso di sfiducia nella possibilità che dal mondo dello sport potesse venire un contributo al superamento del dramma Covid. Come se praticare un gioco di squadra o anche una disciplina individuale fosse solo un rischio di alimentare focolai epidemici e non invece attività necessarie alla salute fisica e mentale delle persone. Senza dimenticare i rilevanti aspetti economici, se pensiamo che solo il calcio muove, nel nostro Paese, un giro d’affari miliardario tra ricadute dirette e l’indotto, contribuendo in modo determinante a finanziare lo sport nazionale nel suo complesso. Lo sport professionistico, grazie alle regole concordate con le istituzioni governative, riesce a proseguire l’attività nonostante le grandissime difficoltà dell’era Covid. Lo sport di base invece è in grave sofferenza e a rischio di non poter ripartire ancora per molti mesi e forse più. Il rilancio passa anche attraverso la consapevolezza del momento e una forte presa di posizione da parte di chi può rappresentare il movimento. Il manifesto “Sportivi – L’Italia che si muove” è un’iniziativa che va nella direzione auspicata. Redatto dall’allenatore di volley Mauro Berruto, è pubblicato sul sito culturaitaliae.it ed è firmato da

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numerosi atleti di oggi e di ieri, del calcio e di tante altre discipline. Leggendo i nomi, s’incontra una ragguardevole pattuglia di campioni mondiali e olimpici, che hanno colto subito l’opportunità di fare qualcosa, semplicemente aderendo con il proprio nome all’iniziativa, per sostenere lo sport nel suo complesso. Nel momento in cui scriviamo, i sottoscrittori sono oltre 12.500. L’inizio del documento sintetizza in pieno la situazione e la sua gravità: “Il mondo dello sport è consapevole del momento di grande difficoltà che il nostro Paese sta vivendo e ha strenuamente dimostrato il proprio senso di responsabilità attraverso la capacità di seguire le regole, di tutelare la propria e l’altrui salute, di fare squadra, di lavorare per obiettivi. Tutti argomenti che ben conosce chiunque pratichi una disciplina (termine non casuale) o sia entrato in uno spogliatoio”. Il manifesto – che è composto da un preambolo, seguito da 13 punti - sottolinea che il mondo dello sport ha ottemperato alle disposizioni delle autorità - sia centrali sia locali - e continuerà a farlo fino a quando non verrà decretata la fine dell’emergenza, dimostrando un senso di responsabilità senza tema di confronto. Viene ribadito come le società sportive di ogni livello hanno investito, nonostante l’azzeramento degli introiti da botteghino e un forte calo delle sponsorizzazioni, per i dispositivi di protezione individuale, per le procedure e le operazioni di sanificazione degli spazi comuni e per ottemperare a disposizioni di sicurezza di emanazione governativa e locale. È evidenziato come la responsabilità degli sportivi sia stata totale anche quando è stato imposto loro di fermare le attività. Un evidente segnale della capacità del nostro mondo di riconoscere le priorità del Paese e della società nel suo insieme e nel contempo di non esserne una componente superflua. Il documento chiede che allo sport venga pertanto riconosciuta “un’importanza

strategica ed essenziale per il futuro del Paese”. Perché gli sportivi, nella consapevolezza delle possibilità d’azione in questi tempi difficili, sono in grado di aiutare a risolvere i problemi oltre che a individuarli. Il documento continua elencando alcuni degli aspetti che rendono la pratica sportiva insostituibile per il benessere dei cittadini e lo sviluppo della società. Viene ricordato che lo sport – “motore virtuoso del Paese” - è tra i principali fattori di risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale, grazie alla funzione di prevenzione che l’attività fisica ha nei confronti di varie patologie. E abbiamo imparato nel corso del 2020 quanto siano importanti, per tutti noi, e quanto siano utilizzate efficacemente le risorse che vengono destinate al sistema che si occupa della salute. Cultura Italiae, che ospita il manifesto sul suo sito, “rappresenta lo sforzo congiunto di donne e uomini del mondo della cultura, dello sport, dell’innovazione, delle arti, dell’impresa e delle professioni che hanno deciso di unire le proprie competenze per realizzare progetti concreti finalizzati a rappresentare al meglio l’Italia del merito e dell’eccellenza, e che vedono la cultura come volano economico del sistema Paese”. Un soggetto che offre la possibilità di dialogare alle migliori componenti del Paese – con il giusto rilievo dato al mondo dello sport – per un impegno progettuale senza la dispersione e la concitazione a cui certo dibattito pubblico ci ha abituati negli ultimi anni. Obiettivo e metodo ambiziosi, dunque, da parte di Cultura Italiae. Come del resto è ambizioso l’obiettivo del Manifesto a cui viene data voce: vedere lo sport riconosciuto nel pieno del suo valore e non più messo in contrapposizione ad altre settori fondamentali della società, come la scuola, la sanità e la cultura. Le iniziative del sodalizio sono documentate e aggiornate sui profili social.


internet

di Stefano Fontana

Calciatori in rete

Andiamo oltremanica con Rooney e Giggs www.officialwaynerooney.com Questo mese ci occupiamo del sito ufficiale di Wayne Rooney, attaccante, ed ora allenatore nato a Liverpool, di straordinario talento. Classe 1985, vera e propria bandiera del Manchester United e della Nazionale inglese,

Rooney si è reso protagonista di giocate epiche. Fisicamente granitico, abilissimo nei tiri sulla lunga distanza, difficilmente eguagliabile nel gioco aereo nonostante la statura non particolarmente rilevante (176 cm), Rooney si è dimostrato in innumerevoli occasioni leader dei Red Devils in campo e fuori. Consultabile esclusivamente in lingua inglese, il sito di Wayne è una vera e

Lorenzo De Silvestri @l_desilvestri New shirt, new chapter. New chapter, new challenge. New challenge, new goal. (Nuova maglietta, nuovo capitolo. Nuovo capitolo, nuova sfida. Nuova sfida, nuovo traguardo.)

propria miniera di informazioni, immagini, emozioni. Ogni pagina è intrisa della grande passione per il calcio che distingue i tifosi d’oltremanica. La sezione biografica del sito racconta l’epopea di Rooney dagli esordi sino alle vette del calcio internazionale. La pagina dedicata alle statistiche riporta dati relativi a presenze, reti realizzate, assist, cartellini rossi e gialli collezionati con i club Everton, Manchester United, D.C. United e Nazionale inglese. Molto spazio è dedicato alla Wayne Rooney Foundation, organizzazione benefica attiva in molteplici ambiti, in primis l'assistenza a bambini gravemente malati ed il supporto ai genitori. Non mancano una nutrita galleria multimediale e ed i collegamenti con i profili social ufficiali. www.ryangiggs.cc/ Leggendaria ala del Manchester United, Ryan Giggs è uno dei calciatori del Regno Unito più celebri di tutti i tempi. Giggs ha vestito per oltre 16 anni la maglia della nazionale gallese ed ha disputato oltre 1.000 incontri ufficiali tra Pre-

Zlatan Ibrahimović @Ibra_official Milano never had a king, they have a GOD (Milano non ha mai avuto un re, hanno un DIO)

Daniele Rugani @DanieleRugani Sono arrivato che ero un ragazzino con un sogno dentro un borsone più grosso di me. Oggi lascio Torino fra mille emozioni, ma senza alcun rammarico. Quello che provo è semmai gratitudine per aver realizzato quel sogno che da domani continuerò a vivere, anche se lontano da qui.

Keita Balde @KeitaBalde New colors, new challenge, same passion (Nuovi colori, nuova sfida, stessa passione). La #Sampdoria nel destino: «Zero dubbi, tanti gol»

mier League e incontri internazionali. Accedendo al sito ufficiale di Ryan è facile intuire il forte legame tra l'ex calciatore ed il suo paese: nell'intestazione possiamo vedere le iniziali “R” e “G” inserite ad arte nel Dragone rosso che troneggia al centro della bandiera gallese. Dal 1990 fino al 2014, Giggs ha indossato con orgoglio e determinazione la maglia del Manchester United

per ben 14 anni: per i tifosi dei Red Devils il giocatore originario di Cardiff è una vera e propria leggenda vivente. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Giggs ha continuato gravitare nell'orbita della squadra come tecnico. Nel 2018 ha assunto ruolo di allenatore della Nazionale del Galles, avventura ancora in corso. Nel sito è possibile ripercorrere tutta la carriera di questo fuoriclasse e tenersi aggiornati sulle sue imprese più recenti. Non mancano approfonditi cenni biografici, statistiche, news e foto in abbondanza, tutti da scoprire.

Federico Bernardeschi @fbernardeschi Addio Pablito

fabioquagliarella27_official Se hai dato tanto e ricevuto ancora di più, se ogni volta senti l’emozione che batte Giorgio Chiellini @chiellini dentro il petto, vuol dire che ci sono legami Ognuno di noi ha una grande più forti di tutto, che vanno oltre lusinghieri responsabilità. Anche se preferisco marcare corteggiamenti, che mettono da parte la a uomo da domani si difende a zona, cronaca e rispettano la storia. Io penso, vinciamo la partita! Come in una squadra, vivo e gioco così. #ForzaSamp solo dopo parleremo di come è andata. #EmergenzaCovid19

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tempo libero Luciano Ligabue

77 + 7 Partiamo dal nuovo album, 7 (che contiene 7 nuove tracce) che esce (per chi volesse avere il cofanetto completo) con altri 7 cd, che contengono 77 singoli rimasterizzati per l’occasione. Nel segno di questo numero “magico”, Luciano Ligabue torna con una raccolta fatta di ascoltatissime hit, ma soprattutto di inediti rimasti a lungo nel cassetto e che ora, “grazie” anche al forzato lockdown, hanno trovato luce e nuova vita. Sette brani riarrangiati, rivisti, rimasticati e riadattati che ci regalano un Ligabue d’altri tempi, i

“suoi” tempi, fatti di rock e vecchie sonorità dove la chitarra torna ad essere la regina di tutto l’impianto armonico. Canzoni scritte venti, o addirittura venticinque anni fa, che oggi suonano incredibilmente bene, segno che il rocker di Correggio è riuscito a lasciare una traccia indelebile nella discografia italiana. Trent’anni di carriera rinchiusi in 77 + 7 canzoni una più bella dell’altra, che sanno regalare emozioni e che, facendo un passo indietro, ne fanno ben più di uno in avanti.

LFA Publisher

Ho visto Maradona di Fabio de Paulis - 114 pagine - € 13,00 Nel Bar Portorico nei pressi dello stadio San Paolo, singolari personaggi consumano il rituale magico che hanno preceduto e seguito le più importanti vittorie del Napoli di Maradona che condussero al primo scudetto azzurro. Platoniche vicende amorose

e semiseri dialoghi, sullo sfondo della società napoletana dei secondi anni ottanta e dei ricordi della grandezza di Napoli, capitale di un Regno fino al 1861, adornano quel periodo che ha visto come protagonista indiscusso Diego Armando Maradona.

Santelli Editore

Nella testa del campione di Sandro Corapi – 313 pagine - € 17,70 Il mondo del calcio nasconde tante insidie, tanti ostacoli, tante difficoltà. Saperle affrontare e superare con il giusto approccio significa ottenere la vittoria. Sia che tu sia un aspirante giocatore, un allenatore o un professionista affermato, hai bisogno di raggiungere il tuo obiettivo: dopo decenni di esperienza, uno tra i Mental Coach più importanti in Italia, spiega le tecniche per vincere nella propria testa prima che sul campo, e svela i segreti che hanno portato al successo le sue squadre. Sandro Corapi, famoso per le sue tecniche motivazionali e la capacità di ottimizzazione delle performances, offre la ricetta che ha utilizzato con grandi campioni. Con la prefazione di Simone Inzaghi,

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il libro utilizza il mondo del calcio per analizzare i comportamenti dei calciatori, fugare i loro dubbi, essere guida mentale costante perché, ognuno di loro, possa dare il meglio e imprimere alla propria carriera quelle doti che ne fanno calciatori di classe e, nello stesso tempo, siano padroni del proprio essere uomini. Ma in realtà i ricchi consigli di Sandro Corapi si possono estendere a qualsiasi uomo o donna perché tutti possano ambire ad una vita di eccellenza quando si parla di corretto stile di vita per ottimizzare la performance mentale e fisica, oppure sul come debba essere l’atteggiamento mentale positivo con l’ambiente e i consigli per comunicare correttamente con la persona più importante: sé stesso.


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Diego Armando Maradona - Paolo Rossi

Addio campioni

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