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Anno 20012 Numero 10, APRILE

Carissimi soci, ecco la decima edizione del notiziario dell’ Associazione A.M.A. Le parole scorrono e ci regalano emozioni! Un grazie, a chi si impegna insieme a noi per dare corpo a queste pagine!!! Buona Lettura!!! Corso di formazione per facilitatori di gruppi di auto mutuo aiuto

Sommario: Corso di formazione: Il ruolo del facilitato1 re all’interno dei gruppi I nuovi bisogni delle famiglie e il futuro del welfare locale

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Gruppo AMANTE

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Il Filos

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I traguardi della mo5 derna senologia 10 anni de “La Caro- 6 vana” Convegno anoressia 7 e bulimia Il cubo magico

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Lettera aperta di Cinzia Rossetti

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Poesie

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Anche quest’anno l’A.M.A. Brescia ha organizzato il corso di formazione per facilitatori. Eravamo presenti in circa 35 partecipanti. Mi piace partecipare a queste iniziative, anche se sono 9 anni che facilito un gruppo sul lutto della vedovanza. In questa occasione sono riuscita a coinvolgere anche Noris, membro del “gruppo 2 sulla vedovanza”. All’inizio era restia ma alla fine sono riuscita a convincerla con la promessa che non l’avrei impegnata ad accompagnare un suo gruppo anche se io ci spero sempre, perché è molto brava e secondo me se la caverebbe bene. I partecipanti del corso di formazione sono stati molto attivi, specialmente le giovani. Mi s t u pi s ce s em p r e v ed e re ragazze così impegnate; esse vi hanno partecipato con l’intenzione di riuscire ad avviare un gruppo ama, intervenendo spesso per chiedere, per puntualizzare e per chiarirsi. Sono state veramente uno stimolo per tutti noi che facilitiamo gruppi da tempo. Considero questi corsi fondamentali per la preparazione dei facilitatori, a causa di questo cerco di parteciparvi ogni anno, affinché possano essere “un ripasso”, “un riscoprire”, “un rivedere certi punti che mi erano sfuggiti o che avevo trascurati” ed infatti, a seguito dei corsi, riparto sem-

pre con un nuovo entusiasmo e porto idee nuove all’interno del mio gruppo. Mi fa veramente bene e mi stimola molto vedere questi giovani avvicinarsi all’AMA, cioè al volontariato, senza pretese di visibilità né di guadagno, ma solo aiuto alla loro comunità. (Fausta) Premetto che non era mia volontà ma, dopo varie l’esperienza di insistenti richieste da parte gruppi AMA. Un momento moldi Fausta, ho accettato di par- to toccante è stato quando ci tecipare al corso per facilitatori siamo riuniti in piccoli gruppi AMA. per confrontarci su precisi arDevo riconoscere che alla fine gomenti; io ho scelto il gruppo mi sono trovata molto bene con sul lutto. Preciso che faccio già tutte le partecipanti e ho sco- parte di un club ACAT e del perto che, nella nostra società gruppo AMA sulla vedovanza, ritenuta da tutti individualista, ci quindi conoscevo le dinamiche sono invece moltissime perso- dei gruppi. Ci siamo sentiti ne che operano e si prestano subito a nostro agio liberi di volontariamente a condividere esprimere i nostri sentimenti con gli altri le varie problemati- e il nostro stato d’animo. Sono che della vita. Sono stata molto rimasta stupita dalle libere colpita dall’entusiasmo delle testimonianze delle giovani giovani partecipanti, le quali, riguardanti i loro lutti. (Noris) frequentando i corsi universitari a indirizzo sociale e psicologico esprimevano nei luenza a erosa aff m u n a loro interventi e nel ll de ia Onlus A seguito .A. Bresc .M modo di fare richieA , to ven orso di questo e ste alle facilitatrici condo c e s n u i a tutt si terrà esperte la voglia di propone atori che it il c fa r 012! e pe portare nella loro embre 2 rmazion tt fo e S i d e s c o m u n i t à notizie nel me

le a Brescia per avere acebook F u s i ic !! u Seg reale in tempo


Anno 20012 Numero 10, APRILE

L’AMACA

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Notevole interesse ha riscontrato l’incontro tenutosi a Castiglione delle Stiviere il 14 dicembre 2011 “I nuovi bisogni delle famiglie e IL FUTURO DEL WELFARE LOCALE“ . L’A.M.A. Brescia, ospite della CRI locale presso Sala “per riflettere Conferenze del insieme sulla Comitato Croce futura Rossa di Castiglione delle Siprogrammazi viere (MN), ha one del piano organizzato un per di zona del seminario riflettere sulle Distretto di prospettive di Guidizzolo ” lavoro che il territorio del Distretto di Guidizzolo, e i vari protagonisti, devono assumere per

fronteggiare i nuovi bisogni dei cittadini. Uno spazio dove si è provato ad immaginare, con l’aiuto di esperti del settore e operatori locali, una futura programmazione dei piani di zona, offrendo opportunità di visibilità e di narrazione a buone prassi consolidate. La sala, gremita da circa 80 partecipanti, è stata luogo di confronto, interesse e collaborazione sulle tematiche trattate. A continuazione l’A.M.A. Brescia ha organizzato per il 15 marzo 2012 un secondo incontro dal titolo ”Dal lavoro sul caso al lavoro di Comunità” rivolto ad assistenti sociali dei comuni, operatori dei servizi dell’ASL e dell’Azienda Ospedaliera, amministratori e volontari.

Giovanna Rovida


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Pagina 3 Sabato 11 febbraio all'evento "Cos'è la dialisi" a Gardone Riviera, nonostante la neve, c'erano circa 40 persone. Ancora un grazie di cuore a tutti quelli che hanno partecipato e speriamo di aver fatto capire il nostro mondo e cos'è l' auto mutuo aiuto. Un grazie di cuore al comune di Gardone Riviera ed all' Assessore ai servizi sociali Dott. Visconti ed alla gentilissima Signora Delia Castelli per la preziosa collaborazione !

Il gruppo A.MA.N.T.E. non si è limitato a sensibilizzare il territorio di Gardone Riviera ed ha organizzato anche la serata "Come cambia una vita...Cos'è la dialisi" che si è tenuta giovedì 12 aprile 2012 a San Felice del Benaco!

Il Gruppo A.M.A.N.T.E. raccoglie persone nefropatiche, trapiantate e emodializzate in dialisi presso l’ospedale di Gavardo. Essere in dialisi significa doversi attaccare ad una macchina (rene artificiale) per purificare il sangue per almeno 3 giorni a settimana e 5 ore al giorno, in attesa di un trapianto di rene. E' una situazione di vita difficile che coinvolge tutta la famiglia con disagi e problemi legati alla salute. Il gruppo si riunisce ogni quindici giorni presso il centro sociale di Villanuova Sul Clisi in Via Bianchi, N°9. Per qualsiasi informazione è possibile utilizzare i seguenti contatti: E-mail: theorus@hotmail.it - coccasilvia@gmail.com Il Gruppo è presente anche su FACEBOOK: Gruppo di Auto Mutuo Aiuto A.M.A.N.T.E.


Piazza San Luigi , 8 - Castiglione delle Stiviere tutti i lunedì dalle ore 15,00

Il Filos

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In pullma

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Le "nostre" arzille signore del “Filos" non si fanno mancare proprio nulla! Tra le loro molteplici attività (cucina, cucito,... ) hanno organizzato anche un'entusiasmante visita alla Pinacoteca di Brera a Milano, tenutasi il 20 Marzo 2012! il gruppo del Filos davanti al Castello Sforzesco


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Il gruppo “Il Ventaglio” in collaborazione con l’A.M.A. e l’A.N.D.O.S. (Associazione Nazionale Donne Operate Al Seno di Desenzano del Garda) ha promosso una serata dal titolo “I traguardi della moderna senologia” - L'importanza di una diagnosi precoce con lo scopo di sensibilizzare le donne alla diagnosi precoce del tumore della mammella, il più diffuso dei tumori femminili. All'interno dell'incontro è intervenuto il Dott. Claudio Pagliari Primario del Reparto di Senologia dell’Ospedale di Desenzano con i suoi collaboratori. La serata si è svolta presso la Banca di Credito Cooperativo del Garda Sala Gardaforum di Montichiari il giorno martedì 6 Marzo 2012 alle ore 20.30.

Commento di Grazia (Facilitatrice gruppo "Il Ventaglio:”) La serata è stata veramente un successo da tutti i punti di vista!! Il pubblico è stato, con grandissima sorpresa, numerosissimo tanto da contare 270 parteci-

panti inoltre, a seguito dell'evento, il gruppo "Il Filos" ci ha offerto un fantastico buffet. Anche gli interventi dei 2 medici sanitari sono stati molto chiari, rassicuranti e per niente angoscianti! Ottima serata!!

Ritrovo lunedì o mercoledì sera presso la sede del daycenter Casa Serena, via Mantova a Montichiari.


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2002-2012:

DECIMO ANNIVERSARIO! Dieci anni di vita per la natura umana sono l’inizio di una grande avventura, per un gruppo di auto mutuo aiuto una tappa importante. Sappiamo che le dinamiche di gruppo portano flussi e riflussi di presenze. C’è chi arriva riluttante perché consigliato (a volte spinto) alla ricerca di risposte ai tanti perché: “Perché mi accade questo? Perché proprio a me? Quando una persona approda al gruppo e lo sente come punto d’arrivo spesso trova le risposte alle proprie domande. Accade che la circolarità del gruppo porti risposte ai propri bisogni che, se non definiti, diventano ombre fitte che non permettono di vedere alcun bagliore di vita. La circolarità dicevo ma anche la condivisione e la socialità sono gli elementi che tengono ben saldo un gruppo. Circolarità significa innanzitutto fiducia reciproca e ciò

“Nessuna strada ha mai condotto nessuna carovana a raggiungere il miraggio, ma solo i miraggi hanno messo in moto le carovane”

permette di deporre il proprio fardello, e, ascoltando gli altri, di uscire dal proprio cerchio ed in questo modo nasce la condivisione, lo scambio, non solo di esperienze dolorose ma di consigli, di informazioni e molto altro. Con la socialità arriva quella meravigliosa sensazione di non essere più soli, e la corsa ad ostacoli se fatta in gruppo diventa una corsa piana. Nel marzo del 2002 un primo nucleo di quattro persone si attiva per stare insieme e per fare qualcosa, non si sa bene che cosa poi strada facendo il percorso si definisce e si procede con sicurezza e determinazione. Darsi un nome intanto è importante e identificativo ed ecco la proposta di Barbara: “LA CAROVANA” (Nessuna strada ha mai condotto nessuna carovana a raggiungere il miraggio, ma solo i miraggi hanno messo in moto le carovane). Piace subito e sembra, come infatti è stato, di buon augurio per un lungo cammino. La carovana in seguito ha avuto una felice gemmazione con la nascita di “Carovana Due” che si propone come alternativa di orari e di giorni: (primo e terzo martedì del mese 20.30 – 10.30 alla Casa delle Associazioni). Conosciamo l’importanza dei gruppi nell’area sociale ma forse non abbiamo ben presente la realtà attiva che sta dietro e dentro il mondo dell’auto mutuo aiuto. Parlo dell’A.M.A. che come associazione ci accoglie tutti sotto la sua ala protettrice, stimola la coesione e promuove sempre nuove iniziative atte a dare voce ai suoi principi statutari. Teresa (facilitatrice del gruppo)


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Attraverso lo stage del terzo anno del Corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale della Facoltà di Sociologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, svolto all’interno dell’associazione A.M.A. Brescia, abbiamo deciso di approfondire una problematica che, soprattutto negli ultimi anni, coinvolge molte persone: i disturbi alimentari. Insieme ai famigliari del gruppo A.M.A. “il Bozzolo” di Cisano di San Felice del Benaco, dedicato ai famigliari di persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, abbiamo organizzato il convegno “Anoressia e bulimia, l’esperienza delle famiglie” che si terrà Sabato 21

Aprile 2012 dalle ore 15.00 presso l’aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. L'iniziativa si concentrerà soprattutto sul ruolo delle famiglie che vivono questo problema. All’interno del convegno interverranno il Gruppo A.M.A. “il Bozzolo” e il Gruppo A.M.A. “Lady trump” di Cremona, entrambi formati da familiari di ragazzi con tali problematiche; si potrà inoltre ascoltare anche l'esperienza diretta di due ragazze che hanno vissuto il problema: Maria Francesca Garritano, ballerina di danza classica e Federica Tacchini. In tale occasione interverrà anche il Dott. Mario Lombardi, responsabile del Centro per Disturbi del Comportamento Alimentare A.O. Spedali Civili di Brescia, che approfondirà il ruolo delle famiglie nel percorso di cura. Durante la giornata verranno letti brani tratti dal libro “Di fame e di parole” scritto dopo un percorso autobiografico intrapreso dai familiari del Gruppo “Lady Trump”. Nell'occasione verrà anche promossa l'idea della nascita sul territorio di Brescia di un gruppo per familiari di ragazzi con disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia). Paola Stofler e Valeria Paffuti


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Ed è con entusiasmo e soddisfazione che vi racconto gli sviluppi dei due gruppi auto-mutuo aiuto dedicati alle neomamme che ho facilitato con passione e dedizione da due anni a questa parte: “Mamme a bordo” e “Mamamia”. Noi mamme dei gruppi, ormai cresciute e non più “neo”, ci siamo ritrovate ad esprimere il bisogno non solo di continuare ad incontrarci ma anche di far sperimentare ai nostri figli momenti educativi e ricreativi, sfruttando al meglio le risorse che lo stesso territorio ci può offrire. Desideravamo uno spazio appositamente strutturato che consentisse un’attività ludicoeducativa dedicata alle famiglie per favorire l’esplorazione, la manipolazione, il movimento, la fantasia; uno spazio e un tempo per potersi incontrare ed insieme affrontare le difficoltà e le soddisfazioni nel seguire i propri figli nella crescita, aiutati e facilitati non soltanto da figure esperte. Dopo aver maturato l’idea, noi mamme abbiamo bussato alla porta del comune di Iseo al fine di catturare anche l’interesse delle istituzioni. L’amministrazione ci ha offerto collaborazione e appoggio necessario all’avvio del progetto che avevamo in mente mentre la cooperativa “La nuova cordata” ci ha offerto l’ospitalità. Alla fine siamo riuscite ad ottenere un finanziamento al progetto da parte della legge regionale 23/99. Ed è così che sabato 17 marzo 2012, ad Iseo, insieme alle mamme che si incontrano puntualmente ogni 15 giorni per condividere gioie e dolori della maternità, abbiamo inaugurato il “Cubo magico”; uno spazio dedicato ai bambini, da 3 a 10 anni, che insieme ai grandi intendono trascorrere piacevoli momenti di gioco e condivisione. Lo spazio prevede l’apertura il mercoledì e venerdì dalle 16 alle 18.30 ed il sabato dalle 9.30 alle 12.30. In particolare, il progetto si propone di informare e orientare le

famiglie sui servizi e le risorse del territorio; promuovere il benessere di genitori e dei bambini attraverso diversi servizi ed attività a sostegno e supporto delle competenze genitoriali. Intende favorire lo sviluppo delle risorse della comunità e la costruzione di reti di relazione tra le persone; ciò attraverso la promozione di iniziative di sensibilizzazione sui temi dell’accoglienza e della solidarietà sociale, sostiene iniziative di auto mutuo aiuto tra famiglie e progetti di sviluppo di comunità mirati a facilitare l’integrazione sociale e spontanei scambi solidaristici. Il “Cubo magico” offre numerose attività; partendo da quelle che si svolgono in un incontro unico, come la lettura animata di fiabe, fino ad arrivare a corsi decisamente più formativi strutturati in più incontri, come le attività motorie e la propedeutica musicale. Anche i più piccoli della scuola dell'infanzia potranno godere di una vasta scelta di attività e corsi tra cui corsi di lingua, corsi di musica e movimento e attività che stimolano lo sviluppo del bambino durante ogni fase della crescita. Ai bambini più grandi offriamo corsi avanzati di lingua, corsi divertenti di arte drammatica, musica, lettura animata, fotografia, sport e altre attività creative e culturali. Tutto ciò è reso possibile non solo grazie alla disponibilità di noi mamme che mettiamo a disposizione il nostro tempo ma soprattutto grazie alle numerose associazioni che gratuitamente intendono offrire la loro disponibilità al progetto. E’ infatti grazie alle sinergie che si vanno creando sul territorio che tale progetto è già in via di realizzazione e potrà raggiungere la massima espansione. Laura Gatti


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"La voce di Cinzia Rossetti" ragazza diversamente abile consigliere dell'associazione A.M.A. Brescia onlus Botticino, 20 Febbraio 2012 Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali — Pari Opportunità Gent.ma Dott.ssa Elsa Fornero Al Sottosegretario delle Politiche Sociali Gent.ma Dott.ssa Maria Cecilia Guerra Al Presidente della Regione Lombardia Egregio Dott. Roberto Formigoni Al Consigliere della Regione Lombardia Presidente della Commissione Sanità e Assistenza Gent.ma Dott.ssa Margherita Peroni

Con questa lettera desidero sottoporvi la mia situazione, che è simile a quella di molti altri miei amici, donne e uomini con disabilità. Mi chiamo Cinzia Rossetti, ho 40 anni, sono una donna disabile con “tetraparesi spastica”. La mia patologia non mi permette di svolgere in modo autonomo le funzioni essenziali della vita quotidiana essendo continuamente a livello fisico dipendente da una persona nell’espletare le attività di ogni giorno: alzarmi, lavarmi, vestirmi, mangiare, coricarmi; nell’utilizzo dei mezzi di trasporto, nell’adempimento di funzioni manuali, al fine di partecipare alla vita formativa, lavorativa e sociale. Mi sono laureata in Scienze dell’Educazione all’Università Cattolica di Brescia, ho conseguito master e ho svolto tirocini per inseguire un lavoro che mi consentisse di VIVERE, il risultato sono occupazioni con contratto a progetto e collaborazioni occasionali. Da undici anni usufruisco del finanziamento per un progetto di vita indipendente, in base alla L. 162/98, che mi permette di condurre una vita dignitosa ed autonoma. Le assistenti personali che ho assunto mi danno la possibilità di partecipare alla vita sociale indipendentemente dai miei familiari, mi permettono di lavorare e di integrarmi nel contesto in cui vivo come qualsiasi altro cittadino. Anche la Convenzione Onu, ratificata dall’Italia e dalla Regione Lombardia, all’art. 19 afferma il diritto ad una Vita indipendente: […] "Le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere; le persone con disabilità abbiano accesso ad una serie di servizi a domicilio o residenziali e ad altri servizi sociali di sostegno, compresa l’assistenza personale necessaria per consentire loro di vivere nella società e impedire che siano isolate o vittime di segregazione; i servizi e le strutture sociali destinati a tutta la popolazione siano messe a disposizione, su base di uguaglianza con gli altri, delle persone con disabilità e siano adattati ai loro bisogni.” Con la realizzazione del mio progetto di Vita Indipendente conduco la mia vita: conosco i miei bisogni, posso organizzare la mia assistenza, posso prendere decisioni. Consentirmi di realizzare il mio progetto di Vita Indipendente, ossia darmi l’assistenza personale di cui necessito significa darmi la possibilità di VIVERE come qualsiasi altra persona, lavorare, svolgere attività di volontariato, coltivare i miei interessi e le mie passioni. Senza la presenza dell’Assistente personale non potrei condurre la Vita che attualmente svolgo e io necessito di assistenza 24 ore al giorno. Quest’anno andrò a vivere da sola in un appartamento comunale, assumendo, con regolare contratto due assistenti personali, che saranno “strumenti” necessari per vivere. Avrò un costo complessivo annuo da affrontare per la mia assistenza personale di € 28.234,05. Da questa somma sono escluse le spese di alloggio e di vitto delle assistenti. Per pagare i costi della mia assistenza ricevo un finanziamento ex legge 162/1998 di € 7.200,00 (il 60% di una spesa massima di € 12.000), il Comune mi dà un contributo per il mio progetto di Vita Indipendente di € 8.400,00, lo Stato con l’indennità di accompagnamento € 5.915,00, per un totale di € 21.515,00 annui. Io percepirò nel 2012, tra pensione di invalidità civile e redditi da contratto a progetto, € 530 circa mensili certi. Vi domando: come posso vivere insieme alle mie assistenti con tale reddito? Io non ho molte alternative, o vado in una comunità rinunciando alla vita, perché tempi e assistenza non sono personalizzati ma rispondono alle esigenze della struttura, costando alla società comunque circa € 30.000 annui, oppure ricevo adeguati finanziamenti per il progetto di Vita indipendente, finalizzato al fondamentale svolgimento dell’attività professionale educativa e sociale . Cortesemente chiedo a voi una risposta. Posso vivere o no? Cordialmente, Dott.ssa Cinzia Rossetti


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Poesie Caruso — Lucio Dalla Qui dove il mare luccica e tira forte il vento su una vecchia terrazza davanti al golfo di Sorrento un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto Te voglio bene assai ma tanto tanto bene sai e' una catena ormai che scioglie il sangue dint' e' vene sai Vide le luci in mezzo al mare pensò alle notti la in America ma erano solo le lampare e la bianca scia di un'elica sentì il dolore nella musica si alzò dal Pianoforte ma quando vide la luna uscire da una nuvola gli sembrò più dolce anche la morte Guardò negli occhi la ragazza quegli occhi verdi come il mare poi all'improvviso uscì una lacrima

e lui credette di affogare Te voglio bene assai ma tanto tanto bene sai e' una catena ormai e scioglie il sangue dint'e vene sai Potenza della lirica dove ogni dramma e' un falso che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro Ma due occhi che ti guardano così vicini e veri ti fanno scordare le parole confondono i pensieri. Così diventò tutto piccolo anche le notti la in America ti volti e vedi la tua vita come la scia di un'elica Ah si, e' la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto anzi si sentiva felice e ricominciò il suo canto Te voglio bene assai ma tanto tanto bene sai e' una catena ormai che scioglie il sangue dint'e vene sa

Marzo 2012 — Franca Roberti I grandi petali delle magnolie raccolgono il tonfo del mio cuore ogni volta puerile e sorpreso dalla svelta corsa di primavera. Inciampa e cade per rialzarsi, stupito e scioccamente felice di questa luce che screzia in viola i grandi petali delle magnolie


Notiziario "L'Amaca" - Edizione X Aprile 2012