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A cura di

nt°a5te 2020

Tema del quinto numero:

es

Gioco in

Solo chi gioca è v ivo!

Famiglia

Disegno di

Charles -

HERMETE

Fanzine ludica sul Gioco e sul Giocare

il GiornAli

IN QUESTO NUMERO:

«In giro giocando...» «Tracce dalle Regioni» «I consigli del Riccio»

«Oroscopo ludico» «Sondaggio sul lockdown» «Articoli vari a tema»


Gioco in famiglia

DALLA REDAZIONE Carissime lettrici, carissimi lettori, eccoci tornati con il numero estivo del GiornAli. Questo numero è necessariamente particolare, necessariamente differente dai precedenti, perché, come tutti abbiamo vissuto in questi mesi, il mondo è un po' cambiato e anche il nostro modo di giocare ha dovuto adeguarsi all'arrivo del Covid-19. Ci siamo fermati fisicamente ma non ci siamo fermati nel gioco, anche a distanza. Questo numero vuole essere una riflessione sui nuovi tempi e spazi di gioco di questo periodo, su come si sia ritrovato e riscoperto il gioco in famiglia e su tutto ciò che possiamo fare adesso per ripartire anche in presenza. Certamente questo periodo resterà nella nostra storia, un periodo in cui, vicino ad una grande tragedia, molte persone hanno riscoperto capacità che non sapevano di avere e una nuova voglia di stare insieme. In questo numero parleremo di ciò che questi mesi sono stati e di come stiamo ripartendo, con modi nuovi di giocare, con tanta voglia di divertirci e di stare insieme e raccoglieremo le testimonianze di come genitori e figli hanno vissuto questo periodo. Durante il lockdown abbiamo sottoposto ai nostri lettori e appassionati un piccolo sondaggio per raccogliere le testimonianze di come le famiglie hanno affrontato questo lungo periodo. All'interno di questo numero troverete delle vignette con alcune delle tante risposte alle domande del sondaggio per comprendere come altre famiglie hanno vissuto la pandemia e le sue conseguenze.

-I bambini sono +/- rilassati, stressati, arrabbiati, annoiati...? -Come state vivendo la genitorialità h24? -Quali contatti hanno i bambini con altri amici o compagni di scuola? -I bambini si sentono più responsabilizzati? -Aiutano in casa volentieri? -Come i bambini aspettano la fine della quarantena? -Qual è la prima cosa che vorranno fare? -Qual è la loro paura più grande? Auguriamo a tutti voi una buona ripresa e un'energia nuova, per incontrarci ancora e continuare a fare insieme le cose belle e buone della vita! La Redazione

A seguire inseriamo le domande del sondaggio: SONDAGGIO SULLE ABITUDINI DELLE FAMIGLIE DURANTE IL LOCKDOWN n° figli ...... età ..... sesso ........ -Avete un giardino o cortile privato o condiviso? -Avete un balcone? -Quali giochi fate più frequentemente in casa? -Quali attività ludico creativa fate più frequentemente in casa? -I bambini passano più tempo del solito con PC, Tablet, TV? -Giocate on line? a cosa? con chi? -I bambini leggono di più? -Quanto tempo occupa la scuola on line? e come la state vivendo?

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Fanzine ludica sul Gioco e sul Giocare

INDICE «In giro giocando...» .................................pag.3 Resoconto delle ultime novità ludiche sul panorama nazionale e internazionale:

- A figurarsi la bicicletta.......................pag. 3 - Mud: Con il gioco non si scherza...............pag. 5 - Assemblea dei soci 2020.............................pag. 7 - Corso di formazione per operatori di ludobus..........pag. 8 - Cannes 2020: l'ultima fiera di gioco del mondo.......pag. 11 - I soci Ali e la quarantena.......................pag. 14 - La metodologia Pedagogia dei genitori...............pag. 18 - Cartoline...Virtuali........................pag. 19

«Tracce dalle Regioni».............pag. 21 Racconti e spunti provenienti dalle Regioni e dai territori in cui sono presenti i soci di Ali per Giocare:

Associazione I Care...................pag. 21 Associazione Saltabanco.................pag. 23

«I consigli del Riccio» .....................pag. 25 Consigli e segnalazioni sulle imperdibili novità dal mondo dei giochi da tavolo

«Articoli a tema» ....................................pag.29 - Oroscopo ludico........................................pag. 29 - Il tavolo di gioco virtuale.................pag. 31 - Un'esperienza video ludica.................pag. 33 - Gabbiette e Casettine - costruire giocattoli al tempo del Covid 19................................................pag. 34 - Il gioco libero......................................pag. 36 - La strana famiglia Corona... raccontare il Coronavirus ai bambini..........................................pag. 37 - Like a jungle- come trasformare la casa in un luogo di gioco.....................................................pag. 39 - Sondaggio sulle abitudini delle famiglie durante il lock down.............................................pag. 41 - Sara-Genitori ai tempi del Coronavirus.........pag. 42 - Piermauro-Genitori ai tempi del Coronavirus.......pag. 43 - Luca-Genitori ai tempi del Coronavirus.............pag. 44

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In giro giocando...

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A FIGURARSI LA BICICLETTA

A Modena c'è il museo storico della figurina che ha dedicato una mostra al cavallo a due ruote , inaugurata il 10 ottobre 2019 e aperta fino al 13 aprile 2020: Bici davvero! Velocipedi, figurine e altre storie . Due ruote, sì, anche se già l'excursus cronologico svela come i velocipedi, termine antenato della bicicletta di cui si ha una definizione dal codice della strada: ogni veicolo mosso dalla forza muscolare del conducente per mezzo di leve o pedali , non hanno posto limiti all'inventiva umana che s'incontra con il movimento e la meccanica: dai cicli degli esordi, i cui primi prototipi, specie di legno, non prevedevano la necessità di pedali né selle, ai cicli con numero variabile di ruote da una a, per quanto pervenutoci finora, cinque, passando per cicli con ruote di diametro differente, cicli alti due metri e cicli reclinabili, le sdraiate , cicli con sistema di frenata a bacchetta, a contropedale o freni del tutto assenti, fatta eccezione la suola dei propri piedi. Le immagini di queste figurine d'antan evocano i modelli creativi di ciclo degli ambienti di gioco-circo contemporanei che, con la sola immaginazione, potremmo a buona ragione pensare astrusi; li potremmo giudicare anche

inutili e non funzionali, erroneamente: perché le possibilità di gioco tra l'oggetto-bici e il soggetto-corpo umano dichiarano la libertà di movimento e la permanente potenzialità di evoluzione di cui la bicicletta si fa protagonista. Ma dove vai, bellezza in bicicletta? Come le donne, temerarie e intrepide, conquistarono la bicicletta (autrici Gudrun Maierhof e Katinka Schröder, edizioni La Tartaruga) è il saggio suggerito dalla mostra che ci introduce alla sezione dedicata agli Usi e Costumi della bicicletta. Mentre il vestiario ciclistico di metà '900 ci appare buffo in maniera fantozziana, la figura femminile che nelle figurine di fine '800 monta all'amazzone un biciclo ammicca a quanto si diano scontati assunti che una volta non lo erano: prendi uno strumento, considerato da taluni del demonio, ponici su di esso la donna, anch'essa diabolica, e la bagarre è inevitabile. Lo humor di genere sulle stereotipie femminili spicca dalle scene raffigurate e ci narra di come la società si fosse resa conto anche per mezzo della bicicletta del moto delle rivendicazioni partite dalle donne, che una volta scattato mantiene il suo moto d'inerzia e resilienza.

Immagine tratta dal sito https://www.comune.modena.it

Per questo la mostra ci ricorda Alfonsina Strada che partecipò al Giro d'Italia del 1924, unica donna ad oggi, e le staffette partigiane nel periodo della Resistenza: oscillando tra stili estetici e mode di sottane e braghe, la bicicletta è divenuta simbolo di emancipazione e veicolo di autodeterminazione che trasporta chiunque verso mete dapprima irraggiungibili. Invece, noi, ricordiamo che oggi in Arabia Saudita alle donne è vietato muoversi in

Quali giochi fate più frequentemente in casa? supereroi o pompieri/polizia, Lego, playmobil, didò, giochi di fantasia impersonificando o salta salta. calcio no giardi in o, ricicl di ali materi con giochi creazione di

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bicicletta. La figurina possiede una sua valenza didattica e comunicativa; nel visitare la mostra permanente del museo risuona un senso narrativo nell'osservare gli album di figurine, nel cui collezionarle, scambiarle e giocarle gli appassionati di età eterogenee si prestano a relazionarsi al mondo, poiché gli album didattici trattano tematiche legate a storia, musica, cinema, scienza e, ovviamente, sport; si affianca l'arte delle figurine alla nostra attualità del vivere il ciclismo e del viaggiare in zone urbane ed extra-urbane, dove c'è il tema della sicurezza stradale e civica, della sostenibilità ecologica e il sentimento di uguaglianza, autonomia e socialità. Quello che la mostra non ci racconta è che la figurina in sé è oggetto di gioco e vincita del gioco stesso. E come si giocava? Si conoscono varie forme di gioco, oltre a quello dello scambio, accumunate di solito dalla caratteristica che ogni giocatore possiede le proprie figurine e scopo del gioco è vincere quelle che vengono messe in palio, e dalla presenza di un muro di sfondo. Il più esemplare di questi giochi si chiama Battimuro e non richiede altro che le figurine: si mette la figurina, o le figurine, contro il muro e si decide la distanza da cui tirare le proprie figurine; il primo che va a coprire la figurina contro il muro con il proprio lancio vince la posta in gioco. Esiste una versione in cui non si lancia da distanza ma si lascia cadere la propria figurina a filo del muro da una altezza prestabilita. Altro gioco è la Palicia piemontese, tradotto

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in italiano con la Piastrella , e prevede l'uso di pietre un po' piatte, anche qui distinte in pietra personale e pietra del gioco. In questo caso le figurine in palio vengono messe in pila sopra una pietra e si effettuano dei lanci con la propria palicia con obiettivo la palicia del gioco; le figurine che cadono dalla palicia del gioco vengono vinte dal giocatore che ha effettuato il lancio, e voilà. Bicicletta e figurina, ottimo connubio di giochi! ...in una strana storia di cui nei giorni nostri si è persa la memoria una storia di altri tempi di prima del motore quando si correva per rabbia o per amore F. De Gregori - Il bandito e il campione E. Biglia

Immagine tratta dal sito https://www.viagginbici.com

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MUD: Con il gioco non si scherza Il gioco è una componente essenziale nella vita di una persona, per il suo sviluppo equilibrato e per il suo benessere. Si tratta di un concetto che il senso comune ci suggerisce come corretto, e che l'esperienza concreta ci spinge a considerare come valido, se non addirittura irrinunciabile. Basti pensare ad esempio come i casi di piccoli lavoratori nei Paesi in via di sviluppo, a cui viene negato il tempo del gioco e dello studio, ci appaiano come situazioni problematiche, da combattere. Non a caso l'ONU ha inserito nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia (1989) il diritto al tempo libero, al gioco e ad attività ricreative. Ma perché questa dimensione della vita è così fondamentale da un punto di vista pedagogico? Ci sono molti aspetti che legano a doppio filo il gioco e la dimensione formativa di una persona. Per prima cosa ci sentiamo di sottolineare il fatto che la situazione ludica è un importante elemento di mediazione fra l'essere umano e la vita. In parole povere il gioco aiuta a non scontrarsi direttamente con il reale, consente di approcciarsi a esso gradualmente e con le dovute competenze. Il gioco infatti, sia quello dei bambini ma anche quello degli adulti, costituisce una sorta di mondo a sé. Esso non è completamente scollegato dalla realtà quotidiana, ma non è nemmeno immediatamente riconducibile a essa. Un gioco, se ci pensiamo, non avviene ovunque e in qualsiasi momento: esso ha bisogno di spazi e di tempi, di regole e di riti, che in qualche modo s i sottraggono al normale fluire delle giornate. Il gioco inizia e finisce, la vita scorre senza sosta e non ci dà la possibilità di dire àrimo! o di chiamare un time-out. In questo mondo a sé possono verificarsi interessanti sviluppi dal punto di vista educativo, su cui la pedagogia ci aiuta a fare luce. Per entrare in una situazione di gioco bisogna dunque superare un confine, oltre il quale avviene qualcosa di speciale: ci si sfida per

un punto, si collabora per un obiettivo comune, ci si scontra e ci si confronta. Si può anche morire , ludicamente parlando, quando si perde. Ma la rivincita, la rinascita , può sempre essere giocata. Il gioco sembra in grado di educare e proteggere, permettendo a chi lo pratica di sperimentare una dimensione sicura in cui mettersi in gioco (appunto!) senza che le conseguenze di ciò che si fa siano troppo gravose o definitive per sé e per gli altri. All'interno di questo mondo il gioco può arrivare a coinvolgere interamente una persona o un gruppo (psiche, corpo e relazioni) permettendo di vivere esperienze di reale benessere e di crescita, grazie all'avvicendarsi di frustrazioni e soddisfazioni attraverso cui toccare con mano i propri limiti e le proprie risorse con rimandi immediati. Il gioco inoltre invita a socializzare, e lo fa in un modo spontaneo che però non va trascurato. Anche quando l'altro con cui ci si relaziona è una bambola o un pezzo di legno. Lo fa non solo avvicinando tra loro bambini, giovani o adulti; lo fa in modo mediato, regolato. Non c'è gioco, non c'è nulla, senza una linea da superare, una bandiera da conquistare in un certo modo, senza falli, punti, senza una sfida o una missione. Quando qualcuno trasgredisce si trova il modo per sanzionare o rimediare, senza che il gioco sia rovinato per sempre. Diventa così possibile sbagliare e ricomporre una lite, aiutarsi e competere, in una parola convivere, all'interno d i u n quadro regolativ o comune. È possibile riconosce r e s é stesso e l'altro rispettan dolo. È possibile socializzare, o almeno provare a farlo. È possibile iniziare a misurarsi con l'attesa, con la sconfitta, con le frustrazioni. Nel contatto con l'altro e con il gioco proviamo emozioni che cambiano, esplodono o fanno solo capolino, rimbalzano e volano come una palla. La gioia, la paura di perdere, la tristezza o la rabbia, la soddisfazione e l'allegria sono Quali giochi fate più frequentemente in casa? Cesto dei tesori, pannello sensoriale, costruzioni in gomma, peluche, marionette

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esempi di ciò che dà colore ed entusiasmo al gioco. Sono ciò per cui vale la pena giocare. Sono però gli stessi stati d'animo che poi la vita di tutti i giorni ci chiede di gestire per stare a scuola, al lavoro o in famiglia. Bene, il gioco è allora una vera e propria palestra dove ci alleniamo ad accogliere e a gestire le emozioni, a coltivare i desideri e affrontare le frustrazioni. E in allenamento non tutto viene sempre in modo perfetto, ma ci si allena apposta per il momento in cui verremo messi alla prova. Il gioco poi, una volta superato quel confine di cui abbiamo parlato, si presenta come un campo fertile per la fantasia e l'immaginazione, anche per la soluzione creativa dei problemi. Durante un gioco, e questo è visibile soprattutto fra i bambini o nei giochi di ruolo, ma non ad esempio nello sport, è possibile diventare chi si vuole o chi incarna una capacità che serve in quel frangente: ecco che compare il facciamo che io sono che strappa così tanti sorrisi. Facciamo che io sono coraggioso, facciamo che io sono un animale, facciamo che io so volare sono modi per approcciarsi al mondo immaginando ciò di cui c'è bisogno. E con l'immaginazione si possono affrontare difficoltà e paure, si possono fare nuove amicizie, si può crescere grazie a nuovi punti di vista che la mera razionalità a volte trascura. I giochi inoltre hanno i propri riti, i propri simboli e i propri strumenti. Elementi che durante l'attività ludica possono assumere un valore che va ben oltre quello che hanno in realtà: una maglia diviene una seconda pelle, una bambola è una figlia da accudire, una palla ciò per cui vale la pena anche sbucciarsi un ginocchio e stringere i denti. Il compagno va protetto e sostenuto, l'avversario sconfitto senza annientarlo veramente. Il campo è un santuario, la scacchiera un campo di battaglia, i puzzle delle opere d'arte. Tutto assume una forma nuova, proprio come in un mondo a sé che mobilita una serie di energie fisiche e mentali che trovano un canale generativo in cui introdursi e portare frutto. Il gioco quindi si afferma come una realtà a sé con una propria dignità e con proprie regole, ma non è finita qui. Esso rimanda poi alla vita vera, alla quale è possibile approcciarsi anche attraverso gli apprendimenti maturati durante il gioco. Pensiamo ad esempio come una partita a dama

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stimoli la capacità di prevedere le conseguenze di un'azione: non è poi questo estremamente utile nei contesti di vita quotidiani? Di esempi se ne potrebbero fare un'infinità. Questo continuo scambio, questa efficace mediazione con la vita quotidiana ci sembra un aspetto pedagogico fondamentale insito nella dimensione del gioco. Dimensione che il pedagogista milanese Riccardo Massa definirebbe non come finta , bensì come finzionale proprio perché, pur distaccandosene, una situazione ludica influenza direttamente o indirettamente il modo in cui vivremo il quotidiano. Alla luce di tutto ciò ecco che il gioco ci appare come uno strumento educativo fondamentale. Sembra in grado di aprire a tutti la possibilità di vivere esperienze di vita ottimali in cui per alcuni momenti le richieste del mondo esterno e le nostre risorse si trovano in equilibrio, generando reale apprendimento. Non è nient'altro che la sensazione che proviamo quando, giocando e divertendoci, il tempo sembra volare: la situazione non ci pesa, anzi ci fa stare bene e ci alimenta. Il gioco aiuta a riempire il tempo e non a svuotarlo, a dargli valore e stancare positivamente il corpo, così da migliorarne il riposo. Il gioco dunque non è solo questione di imparare a vincere o perdere, in mezzo c'è un groviglio di corpi, pensieri, energie e relazioni che cercano di crescere e di darsi da fare per stare bene. Insomma, con il gioco non si scherza. Dott. Marco Selmi Vice Presidente MUD APS www.associazionemud.ito

Quali giochi fate più frequentemente in casa? le), Giochiamo spesso con il cestino dei tesori, le costruzioni (anche se lei ama prevalentemente distrugger casa. le matrioske o altri giochi di incastro in legno e con gli strumenti musicali, anche fatti da noi in Inoltre leggiamo tanti libri, balliamo insieme e giochiamo a nascondino con i suoi peluche.

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Assemblea dei Soci 2020 L'assemblea si è conclusa con la presentazione dei candidati e l'elezione del nuovo direttivo in cui sono state confermate Roberta Olivero, Manuela Boggio, Viviana Luongo e Christian Esposito a cui si è aggiunta Chiara Nascetti. È seguita ancora una serata in compagnia, tra chiacchiere e giochi e domenica mentre gli ultimi rappresentanti dei soci partivano il nuovo direttivo si riuniva per votare il presidente, Roberta Olivero, e definire gli ultimi dettagli per il corso di formazione per operatori di LudoBus che si sarebbe svolto a metà febbraio nella Comunità del Velino. Roberta Olivero Quando ci siamo trovati per l'assemblea annuale come da un po' di anni a questa parte a Bergamo, immersi nella pace di Cà Matta, era la fine di gennaio, ma pare ormai un secolo fa. La giornata di venerdì 24 è iniziata con l'ultimo direttivo a nove e incredibilmente c'eravamo tutti in carne ed ossa! Piano piano, durante la mattinata, la casa si è animata: alle cuoche e ai cuochi <Invisibili> si sono aggiunti i soci arrivati, chi più chi meno puntuali, per il frugale pranzo e la successiva Auto Formazione Ludica del pomeriggio. Mentre il Direttivo in scadenza definiva gli ultimi dettagli per l'assemblea di sabato mattina, Fata Chiara e Mago Magilla trasformavano il piano terra in un set cinematografico con tanto di reparto costumi per le riprese del pomeriggio. Pomeriggio che in un attimo si è fatto sera tra le riprese del trailer dell'imperdibile capolavoro horror <Tutti i M-ALI di Cà Matta>, visibile sul canale Youtube alipergiocare, e i giochi di gruppo proposti da Piero Santoni. Per l'ora di cena sono arrivati altri soci e un bellissimo cielo stellato ci ha accompagnati per tutta la serata in un clima di gioco, scambio e confronto ludico gastronomico. Sabato 24 è stata una giornata intensa, interamente dedicata all'Assemblea annuale dei Soci. Come di consueto dopo la presentazione dei rappresentanti presenti e dei nuovi associati si è proceduto a illustrare le attività svolte e le spese sostenute nel 2019 per poi dedicarsi alle attività da mettere in calendario per il nuovo anno appena iniziato. Attività che per ora la pandemia globale che ci ha sorpresi appena un mese dopo ha sospeso quasi del tutto in attesa di tempi migliori.

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Corso di formazione per operatori di Ludobus

Il corso di formazione per Operatori Ludobus si è svolto a Posta, in provincia di Rieti, dal 14 al 16 febbraio all'interno del progetto Comunità in Gioco 1.0, realizzato da CoopAID con il supporto di IsraAid e Legacoop Lazio. L'obiettivo era formare un gruppo di Operatori Ludici sul territorio, grazie alla partnership con ALI per Giocare, capaci di progettare e realizzare in autonomia azioni di LudoBus per rispondere alle necessità di relazione e di incontro positivo e felice espresse dalla comunità. Comunità in Gioco 1.0 nasce infatti per favorire il senso di Comunità e rafforzare le capacità di resilienza nella popolazione di Amatrice, Accumuli e Cittareale, ancora fortemente segnata dall'esperienza del terremoto. Si è scelto lo strumento delle azioni itineranti con il LudoBus per offrire occasioni di incontro e di socializzazione alternative al mainstream del divertimento, poiché il LudoBus permette di portare il gioco e l'animazione negli spazi pubblici aperti, nelle piazze, nelle scuole, raggiungendo anche i territori periferici e le frazioni maggiormente isolate. Le sue attrezzature ludiche e i suoi giochi, provenienti in molti casi dalla tradizione del passato, sono adatti a tutte le età e capaci di favorire l'approccio per lavorare a più livelli con la Comunità attivando la Memoria Ludica di ciascuno. Lo strumento del gioco è un aspetto fondante del progetto ed esercita un grande fascino poiché permette di agire direttamente con la Comunità e nella Comunità: esso permette ai partecipanti, appunto giocando, di mettersi in gioco e di mettere in gioco i fattori che favoriscono e stimolano la resilienza di persone e di gruppi, il tutto in un contesto informale e

rilassante adatto a ogni età. Il corso si è caratterizzato per un taglio prettamente esperienziale e riflessivo. Dopo una mattinata di conoscenza e gioco tra i partecipanti e il team di formatori, si è subito passati all'attività sul campo grazie alla collaborazione con il Centro Famiglie Velino e con la scuola dell'infanzia di Posta che hanno messo a disposizione la Sala Don Milani dove, con i giochi del LudoBus, è stata allestita una colorata Festa di Carnevale con uno spazio dedicato al laboratorio. Così nel pomeriggio i corsisti si sono messi alla prova sia nella pratica allestendo lo spazio e facilitando il gioco sia nell'osservazione degli spazi e delle dinamiche guidata da un'apposita scheda. La mattina del sabato è stata dedicata alla condivisione ed alla rielaborazione degli spunti emersi dalle schede di osservazione compilate durante l'attività sul campo. Il gruppo ha lavorato a grappolo : partendo dalla condivisione delle osservazioni individuali all'interno di piccoli gruppi successivamente in plenaria sono state sintetizzate le osservazioni in termini criticità e potenzialità. Dalla plenaria sono emerse delle linee guida, organizzate in buone pratiche relative all'organizzazione dello spazio, dei tempi d'azione, della relazione con i beneficiari, della cura e dell'utilizzo delle strutture ludiche; linee da intendersi come uno strumento che la nuova equipe potrà utilizzare per la programmazione e la successiva valutazione delle attività.

Il lavoro dell'operatore di Ludobus inizia nel momento in cui si è chiamati a immaginare un'azione di gioco in un determinato contesto. Di

Quali giochi fate più frequentemente in casa? nare, cucinare, intrattenersi con il gatto, Suonare, cantare, ascoltare musica, ballare, diseg alcune di queste fatte insieme.

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qui la necessità di una programmazione precisa e attenta delle possibili proposte, ma anche dinamica e flessibile capace di adattare quanto immaginato alla realtà che si manifesta; il gioco modifica non solo i luoghi ma anche le persone: attraverso quest'esperienza si cresce, si cambia, ci si trasforma.

Le riflessioni fatte la mattina sono state messe alla prova nel pomeriggio quando l'equipe per attuare l'azione di Ludobus programmata si è

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dovuta subito confrontare con imprevisti, spostamenti di orari, utilizzo di spazi non convenzionali . Fondamentale è stata la capacità degli operatori di ricoprire tutti i ruoli necessari alla realizzazione dell'attività: relazione con le persone chiave della comunità, organizzazione condivisa dello spazio e dell'allestimento delle strutture in angoli dedicati , coinvolgimento di bambini e adulti in tutte le fasi dell'attività. Nella serata di sabato si sono aggiunti al Gruppo Alessandro e Lunella, del LudoBus Ri.Scossa de L'Aquila: è nato così un bel momento di dialogo e confronto a partire dalla comune esperienza del terremoto. L'ultimo giorno di corso è stato dedicato alle conclusioni a partire dai riferimenti pedagogici e teorici che guidano le azioni di LudoBus. Partendo dalla definizione di Gioco data dai singoli partecipanti e dall'esperienza vissuta nelle due azioni di LudoBus proposte sul territorio, ne abbiamo ricostruito la cornice teorico pedagogica cercando di integrare conoscenze ed esperienze pregresse di ciascuno rispetto al gioco con la filosofia sottesa all'agire del LudoBus inteso come Ludus Omnibus, ossia gioco per tutti, per tutte le età e tutti gli status. Definendo il gioco come atto volontario, "rituale" separato dalla realtà in cui tuttavia riporta qualcosa, momento in cui tutta l'interezza della persona è coinvolta ed impegnata nel qui ed ora, abbiamo approfondito in particolare alcuni aspetti legati all'azione pratica: la sostanziale improduttività del gioco in relazione alla qualità dell'esperienza ludica; il saper cogliere la differenza tra <condurre> e <facilitare> il gioco; la necessità di non confondere l'<atteggiamento infantile> con l'<attitudine all'infanzia>; il valore del fallimento: fare vincere o lasciare perdere; il valore della vertigine: sicurezza, rischio, pericolo. Le persone che, pur nell'eterogeneità delle formazioni, avevano già esperienze anche professionali legate al gioco attraverso l'emergere di questi cinque punti hanno potuto spostare la propria attenzione da una "somministrazione terapeutica" del gioco ad una "percezione" dell'agire ludico come tramite per la promozione del benessere e di relazioni significativamente positive in ogni età della vita. Sono stati tre giorni intensi, anche per l’ambiente e le storie che abbiamo incontrato.

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Abbiamo condiviso l'entusiasmo di un gruppo che sta nascendo, animandosi nelle discussioni e pensando nuove soluzioni condivise per creare Comunità: abbiamo colto le differenze di ciascuno e l'alchimia che permette di fonderle per tendere a un obiettivo comune. Purtroppo l'arrivo della pandemia globale e il conseguente lockdown hanno portato alla sospensione delle azioni di LudoBus programmate. Tuttavia durante i mesi di maggio e giugno gli operatori si sono organizzati e hanno elaborato proposte di sostegno alla comunità a distanza, mediante l'utilizzo delle tecnologie, in particolare: Ÿ Pubblicazione sulla pagina facebook di tutorial per la costruzione di giochi e giocattoli con materiale di facile reperimento e riciclato Ÿ Pubblicazione sulla pagina facebook di messaggi illustrati sulla situazione della pandemia e su come gestire alcune dinamiche Ÿ Pubblicazione sulla pagina facebook di poesie appartenenti alla cultura locale dei pastori poeti, raccontate da anziani, illustrate da bambini Ÿ Supporto didattico per gruppi scolastici, con innesti di attività ludiche, tutto in streaming Ÿ Tele-compagnia con anziani del luogo Con il parziale ritorno alla normalità e con la possibilità di tornare finalmente a svolgere attività ludiche all'aperto il gruppo che si è formato nel progetto Comunità in Gioco 1.0 ha stilato un nuovo calendario di incontri condiviso con gli Enti locali che li porterà nei mesi di luglio, agosto e settembre a svolgere 17 incontri di LudoBus nei tre comuni di Amatrice, Accumoli e Cittareale. Il team di formatori: Pietro, Roberta, Simone e Viviana

Quali attività ludico creativa fate più frequentemente in casa? Giochiamo con la plastilina e cuciniamo

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Cannes 2020: l'ultima fiera di gioco del mondo

...come lo conoscevamo. Il Festival des Jeux di Cannes del febbraio 2020, è stata probabilmente l'ultima fiera ludica che ha avuto luogo in Europa, dopodiché si sono susseguiti una serie di annunci di spostamenti o annullamenti di eventi, compreso Play di Modena. È il caso di dire che dopo Cannes 2020 il gioco non sarà più lo stesso – ce ne siamo accorti – e tanti sono alla ricerca di nuovi modi di esprimersi ludicamente, alla ricerca di un equilibrio tra presenza e distanza, che potrebbe essere una cosa a metà tra l'uovo di colombo e il sacro Graal del gioco dei tempi futuri. Ma andiamo per ordine. Ho avuto il piacere di partecipare per la prima volta al Festival des Jeux proprio per l'edizione 2020. L'impressione generale è stata quella di un fantastico gioiello di vivibilità e rappresentatività nel panorama degli incontri di gioco. A detta dei veterani che mi hanno ospitato ed introdotto in questo magnifico, direi quasi umano appuntamento di gioco, l'affluenza di quest'edizione è stata molto inferiore a quella degli anni passati.

appuntamento ludico degno di nota. La conferma della presenza minore - che si percepiva olfattivamente – è venuta non tanto dagli sgalbedrati messaggi affissi nel gazebo preposto ai controlli antiterrorismo (proprio il lungomare di Cannes fu teatro di un attentato terroristico alcuni anni fa) che recitavano: I visitatori provenienti dalla Cina sono pregati di indicarlo alla segreteria della manifestazione. Tali cartelli hanno poi ancora più assurdamente iniziato a proporre: se hai avuto sintomi, rivolgiti alla segreteria della manifestazione. Allora dicemmo @#&$!?? che sta a significare: chi è tanto fesso da dire una cosa del genere e farsi isolare a 30 metri dall' ingresso dopo questa fila di 20/70 minuti?). Piuttosto, dicevo, la conferma della minor presenza di pubblico l'abbiamo avuta quando hanno iniziato a smontare gli stand un paio d'ore prima dell'orario di termine, un fatto davvero inedito.

Si meravigliavano infatti di come riuscissero a fare cose banali come camminare, trovare tavoli liberi di gioco, addirittura respirare, e quasi sentire giusto un lieve tanfo di umanità sudore e cibo, elementi imprescindibili di ogni

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La fiera si espande costantemente col passare degli anni nel palazzo delle esposizioni della città, per due motivi, probabilmente per aumentarne la vivibilità, ma soprattutto perchè il numero di espositori cresce costantemente. Il palazzo è proprio lo stesso del rinomato festival del cinema (in coda fuori ci si può divertire a riconoscere i nomi e le impronte di attori e registi impressi nella pavimentazione della villa). I selfie sugli scaloni e negli androni du cinemà vengono benissimo. Ovviamente del cinema non mi frega una beneamata - almeno in quelle date - mi hanno fatto invece un certo effetto la spiaggia e il mare, che in un fine febbraio dall'anomalo caldo primaverile mi hanno corteggiato spudoratamente. Qualcuno era in spiaggia.

Ma noi (io) avev(am)o altro da fare: visitare ogni remoto angolo della fiera. Missione ovviamente fallita ampiamente. L'accoglienza della fiera è davvero accogliente. Se ti fermi a pensare che l'abbiano concepita dei francesi, sembra impossibile. Mi aspettavo all'accoglienza dei calci nei denti, tipici del savoir faire d'oltralpe, e invece ho avuto informazioni su richiesta e addirittura qualche sorriso. Sconvolgente davvero, per fortuna in

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città qualcuno mi ha trattato male, così ho potuto dormire serenamente. L'ingresso alla fiera è gratuito, è possibile pagare però un saltafila limitato in quantità, che ti dà diritto ad avere un gioco in omaggio (uguale per tutti – una escape room tutta testo in francese, 'tacci loro-) ed evitare la fila chilometrica, potendo fare invece quella centometrica. Gli ambienti sono diversi e ben organizzati: La sala principale a ventaglio è dedicata al gioco da tavolo mainstream e al gioco di ruolo, gli stand sono generalmente piccoli, e open, il soffitto particolarmente basso dà l'impressione più di una convention che di una fiera. All'inizio ho avuto una sensazione di oppressione, che ha lasciato spazio ad una sensazione di vicinanza e familiarità. La disposizione a ventaglio con l'ingresso al vertice è davvero faticosa: ritrovare uno stand interessante dà luogo a uno sforzo di memoria procedurale per tracciare la strada, tutto si apprende, ma non subito. Presenti tutte le case editrici europee più importanti, diverse case editrici italiane e moltissimi produttori francesi. Era presente un solo mercatino con sconti della Asmodee.

In genere poche promozioni. Una cosa bella cui non sono stato in grado di partecipare è la caccia

Quali attività ludico creativa fate più frequentemente in casa? animaletti di gomma, la scatola delle stelle (scatolone con buchini da cui fuoriescono lucine che sembrano tante stelle e nastrini con cui interagire), il teatrino fai da te, l attività attacca-stacca i Post-it dal muro e la barca immaginaria usando la sua vaschetta da bagno. Ma anche attività che coinvolgono la manipolazione di alimenti con consistenze diverse (gnocchi, pasta, Pag. 12 lattuga, gallette ecc) o foglie e fiori, con cui ad esempio abbiamo preparato boccettine di acqua di rose.


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al tesoro quest'anno organizzata dalla Asmodee, rispondendo a delle domande e facendo una serie di prove (per lo più partite di gioco ai tavoli) era possibile vincere dei giochi (ovviamente bruttarelli). Peccato non aver potuto partecipare. Mi ha stupito moltissimo il grado di partecipazione degli operatori commerciali a questa iniziativa. In altre iniziative in Italia simili, gli operatori erano molto più oppositivi o lassisti. Le sale soprastanti presentano un assortimento abbastanza vario, praticamente il contenitore di tutto quello che è bambini, varie e ciò cui non riusciamo a dar nome ma sarà sicuramente educativo o giù di lì, ah, e già che ci siamo pure le cose strane. Grande l'area espositiva dedicata a bambini e famiglie, con la presenza di una ludoteca libera dedicata ai giochi finalisti del concorso As d'Or sia per piccoli che per grandi. Psst. un segreto: gli spiegatori non hanno idea di cosa stiano spiegando, o almeno rendono inutilmente lunga la spiegazione. Come al solito l'area dedicata a bambini e famiglie è più soft e vivibile delle bolge dedicate agli appassionati. Presenti al piano superiore anche molti giochi e sistemi di costruzioni in legno, qualche libreria/casa editrice, oltre alle solite case editrici di giochi educativi farlocchi, che almeno magari conservano una certa dignità. Il tema di quest'anno è stato il gioco cooperativo. Uno stand presentava una raccolta impressionante di giochi di cooperazione tutti in visione. Anche una mostra libera era dedicata al gioco cooperativo. Gli organizzatori credono davvero in quest'area espositiva, spaziosa e ben allestita. C'era una mostra a pagamento, particolarmente interessante (saltata a piè pari). Presente una piccola area di gioco digitale e una media area di autoproduzione/autoriale, in cui ciascuno può proporre i propri prototipi. La varietà degli stand di produttori, associazioni, commercianti e genti varie è davvero importante. Il panorama francese è molto frizzante e variegato. Trovare un tavolo per provare o giocare non è stato difficile, almeno nei primi giorni. Magari c'era una certa difficoltà con i giochi più lunghi o ambiti. In generale la proverbiale ostilità di fabbrica francese sembrava una favola. Trovare invece qualcuno che fosse felice di esprimersi in inglese è stato piuttosto difficile, il livello d'inglese parlato dagli standisti era abbastanza

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imbarazzante, degno delle fiere cisalpine. Chiedere spiegazioni in Italiano è stata la migliore barzelletta della fiera. Hanno davvero riso tutti. Poi tre su duecento mi hanno spiegato il gioco nella mia lingua. Complessivamente m'è venuta voglia di murare vivi solo un paio di crew di standisti, simpatici che ti fanno sorridere come il filo interdentale, gocciolina di sangue alle gengive inclusa. Quindi ampia promozione. Oltre a questo c'era sicuramente altro, come il capannone in cui si parcheggiavano i passeggini dei bambini, quella piccola area all'esterno che ho ampiamente sottovalutato e che alla fine pare fosse un luogo in cui l'editore Cocktail Games distribuiva poster a pagamento e una serie di altri luoghi, che l'anno prossimo metabolizzerò. Per chi voglia mangiare fuori dal luogo del festival (dentro c'era un'ottima scelta e file chilometriche ai fornitissimi bar) e per chi volesse dedicarsi alla mondana vita di Cannes, c'è davvero ampia scelta. Complessivamente Cannes è quindi una fiera per giocare e vedere novità, molto tranquilla, per famiglie e normodotati, ben esplicativa del panorama ludico francese. Mi sento quindi di sconsigliare vivamente questa fiera a tutti i lettori di questo articolo dimodoché possa godermela con grande tranquillità nelle future edizioni. Qualora davvero non vogliate desistere, almeno fatevi sentire, che mi fa sempre piacere vedervi. Luca Coppola

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I soci Ali e la quarantena Alla fine di marzo, mano a mano che il periodo di chiusura di ogni attività si faceva più lungo ed incerta era la sua fine, abbiamo avviato una prima indagine tra i soci per capire chi e come si stava muovendo per mantenere un contatto attivo e professionale con i propri utenti. Così, al termine della prima settimana di aprile risultavano attivi con servizi ludico educativi on-line rivolti ai minorenni ed alle loro famiglie già 6 Soci: 5 al nord e 1 nel Lazio. Di seguito la descrizione delle attività che hanno condiviso. COOP ALCHIMIA, BERGAMO Le educatrici degli spazi gioco, rivolti prevalentemente alla fascia 0/6, da subito si sono attivate per mantenere un contatto con le famiglie e con il territorio. In particolare, lo spazio gioco e spazio Bebè di Ponteranica ha usato come strumento di comunicazione principale la pagina Facebook dove più volte al giorno pubblicano attività che possono essere utili per scandire la routine della giornata, informazioni utili di sostegno alla genitorialità e comunicazioni su servizi e incontri. La pagina è seguita soprattutto a livello locale, ma non solo. Le famiglie interagiscono con le educatrici soprattutto in privato per raccontare, cercare rassicurazioni e chiedere consigli. Lo spazio gioco e spazio Bebè di Ponte San Pietro al momento invece usa come strumento il gruppo WhatsApp degli iscritti al servizio e manda messaggi con giochi, storie, filastrocche e canzoni agli utenti con cui c'è una buona interazione. L'equipe del LudoBus si è attivata di propria iniziativa sin dai primi giorni di crisi usando la pagina Facebook LudoBus Giochingiro, dove pubblicava gli appuntamenti di gioco. Per mantenere un contatto con gli utenti del servizio diffuso sul territorio bergamasco hanno pensato di promuovere il gioco in famiglia suggerendo come fare in casa attraverso schede di costruzione e idee creative. La pagina è seguita sia da persone del territorio conosciute sia da nuovi utenti; gli operatori sono soddisfatti dei feedback che ricevono in termini di condivisione dei post, commenti e messaggi in privato.

LUDOTECA LA CASA SULL'ALBERO, SAVIGLIANO, CUNEO Luisa Colapinto, l'educatrice ludica responsabile della Ludoteca Comunale dopo i primi giorni di lockdown ha aperto il Canale Youtube Attimi Ludici dove pubblica video con tutorial ludici, consigli di gioco e letture animate e organizza un incontro settimanale su Skype per giocare giochi da tavolo con un piccolo gruppo di bambini e genitori che abitualmente frequentano il servizio. I video del canale vengono poi condivisi sulla chat WhatsApp Profumo di Spezie, nata tra le mamme della ludoteca grazie ad un progetto di cucina interculturale, in modo da raggiungere il maggior numero di persone. Questo tipo di contatto sta funzionando molto bene in termini di ritorno dalle famiglie che rispondono con foto e disegni delle attività rifatte in casa. Il canale Attimi Ludici dal 9 marzo ha 75 iscritti e ciascun video ha da 70 a 500 visualizzazioni. Ogni video termina con la mail e l'invito a scrivere all'educatrice; molte visualizzazioni sono di persone nuove, che poi scrivono sulla mail o su facebook, dove i video vengono rilanciati sulla pagina della ludoteca. Luisa racconta che: "alcuni bambini con i genitori a loro volta mi hanno mandato video in cui mi imitano e mi fanno dei tutorial per la costruzione di giochi o lavoretti". Questa attività d'emergenza è partita da un'iniziativa del tutto personale, senza alcuna richiesta da parte del Comune o del Consorzio dei servizi sociali, ma ora è stata apprezzata e riconosciuta come ore di lavoro dalla cooperativa e dagli enti pubblici impegnati nella cogestione della Ludoteca. A partire da questo esempio il Consorzio ha sollecitato gli educatori delle ludoteche attive nelle cittadine di Fossano e Saluzzo perché si attivino per fare attività a distanza con le famiglie. COOP MELARANCIA, PORDENONE La cooperativa Melarancia ha una storia consolidata nei servizi per la primissima infanzia e nella promozione della cultura ludica. Nella situazione di emergenza la

Quali attività ludico creativa fate più frequentemente in casa? Fra le attività ludico creative che le ho proposto e che ha apprezzato di più c è la bacinella d acqua con gli animaletti di gomma, la scatola delle stelle (scatolone con buchini da cui fuoriescono lucine che sembrano tante stelle e nastrini con cui interagire), il teatrino fai da te, attività attacca-stacca i Post-it al muro e la barca immaginaria usando la sua vaschetta da bagno. Ma anche attività che coinvolgono la manipolazione di alimenti con consistenze diverse (gnocchi, pasta, lattuga, gallette ecc) o foglie e fiori, con cui ad esempio abbiamo preparato boccettine di acqua di rose.

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Cooperativa si è mossa prima di tutto per inviare via WhatsApp agli utenti dei servizi video, tutorial, letture animate, idee di giochi e laboratori e inserendo poi parte di questi contenuti nella pagina facebook Melarancia un posto per giocare. Il rimando da parte degli utenti e delle famiglie connesse al sito sono più che positive; in più con alcuni che hanno manifestato specifici bisogni le educatrici si sono attivate con delle video chiamate personalizzate. Oltre ai servizi "riservati" l'equipe di educatrici sta terminando, e a breve sarà disponibile, una piattaforma pubblica organizzata con diverse categorie: letture, link di risorse online, tutorial, giochi, laboratori, ricette rivolte a bambini dal nido ai 10 anni; tale piattaforma dovrebbe rientrare come risorsa del progetto in corso con la Fondazione Con i bambini sulla Povertà educativa. Dal punto di vista materiale la cooperativa sta anche cercando di procurare materiali di cancelleria per consegnarli alle famiglie più in difficoltà. Anche l'associazione di genitori Melarancia si è attivata sulla propria pagina facebook sia con uno sportello per le famiglie sia con materiali per intrattenere i bambini. ASSOCIAZIONE CAMPI GIOCO E RICREAZIONE VKE, BOLZANO Il VKE è una associazione che ha come attività principale lo svolgimento di attività ludopedagogiche in Alto Adige sia in strutture fisse, le Case Gioco, sia all'aperto con il LudoBus sia nelle scuole con il progetto Pausa Attiva. Per cercare di controbilanciare l'interruzione delle attività in presenza l'associazione ha intensificato quella on-line aprendo sul proprio sito web un nuovo canale "io resto a casa con il VKE" con proposte per attività da svolgere a casa, in alternativa ai compiti. Vengono pubblicate idee per laboratori creativi e giochi di movimento a cura del proprio organico; propongono anche una sezione link utili che si è arricchita con i link segnalati dagli utenti. Il VKE inoltre si caratterizza per le varie sezioni locali affiliate sul territorio che tengono vivo il contatto con la propria utenza localizzata tramite i ben noti social, link, post, chat e simili. Nelle sezioni locali i genitori di paese e le case gioco intrattengono un rapporto di prossimità anche via Facebook curando a volte

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aspetti pratici come "se avete bisogno vi stampiamo i materiali per i compiti gratuitamente". COOP TUTTINSIEME, MILANO Sul territorio cittadino, la Cooperativa partecipa al progetto S-Confini che coinvolge una rete di scuole caratterizzate da una forte densità migratoria (dal 18% all'85%), con l'obiettivo di affrontare le problematiche legate al tema della povertà educativa dei minorenni in contesti multiculturali realizzando una buona pratica di integrazione scolastica. L'intervento si propone di potenziare il benessere di tutti a scuola tramite l'arricchimento dell'offerta educativa formale e informale, nonché di promuovere una mixité virtuosa ossia una immagine positiva della scuola multiculturale e un'apertura della scuola al quartiere-mondo. Si prevedono azioni multi attoriali che uniscano all'intervento di sostegno diretto ai ragazzi, l'empowerment delle famiglie, nonché un livello di governance locale che crei responsabilità condivisa e cooperazione tra scuole. I destinatari sono circa 1.600 minori, 500 nuclei famigliari e 110 insegnanti e educatori. Scuola Primaria: cosa è stato fatto per l'emergenza Covid - un video degli educatori a tutti i bambini del doposcuola per annunciare una serie di proposte per restare in contatto - il "manuale di sopravvivenza" settimanale: una proposta educativa realizzata dall'equipe attraverso un pdf interattivo che raccoglie diverse attività ludico ricreative da poter fare a casa durante il periodo di quarantena. Viene offerto sia a quei bambini del doposcuola di cui si ha un numero telefonico di riferimento, sia ai dirigenti scolastici e alle referenti dei plessi del Progetto affinché possano distribuirlo attraverso i propri canali. Il Manuale è anche disponibile attraverso siti o social delle cooperative, di alcune scuole anche non coinvolte nel progetto, di alcuni municipi del comune di Milano, di librerie indipendenti e privati singoli attraverso chat di genitori nel tentativo di raggiungere il maggior numero di bambini possibile. - un video "Call per piccoli intervistatori" e un PDF "A.A.A. inchiestatori cercasi"(in italiano e in arabo) in cui i bambini vengono invitati a raccontarci la loro esperienza in questa quarantena e a mandarci i loro disegni, testi

Quanto tempo occupa la scuola on line? e come la state vivendo? La scuola online occupa di solito parte della mattina. E' impegnativa sia per noi genitori che per i ragazzi ma siamo riusciti a gestirla abbastanza bene.

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e lavoretti manuali; i materiali sono raccolti da "Il Barrito dei piccoli", un giornale on-line e su carta, in cui i redattori sono altri bambini. - Sostegno individuale attraverso videochiamate, telefonate, con i bambini e le bambine, per raccontarci i vissuti, passare del tempo insieme ma anche per aiutare i genitori ad accedere ai registri elettronici o per aiutare i bambini nello svolgimento dei compiti. - Supporto personalizzato ad insegnanti e famiglie Scuola Secondaria: cosa è stato fatto - un video "Call per intervistatori" in cui i ragazzi sono stati invitati a raccontare questo periodo particolare; la proposta è stata lanciata attraverso i gruppi WhatsApp - formazione di gruppi WhatsApp per il sostegno compiti; gli educatori si rendono disponibili per contatti in videochiamate sia in gruppo che singolarmente - "Week Challenge", un PDF in cui ogni settimana si stimolano i ragazzi ad affrontare un tema e si danno suggerimenti per parlarne insieme; ad ora sono usciti due numeri, uno che aveva come tema la Libertà e l'altro la Nostalgia. - supporto personalizzato ad insegnanti e famiglie L'equipe di educatori è intenzionata a proseguire nelle attività fin qui avviate; nell'ottica di essere disponibili e competenti nel rispondere ai bisogni reali in continuo confronto con gli insegnanti, gli educatori desiderano affinare gli strumenti e renderli più efficaci. Al momento non tutti i gruppi sono partecipati attivamente. Per questo serve anche trovare una soluzione per tutti quei ragazzi che non hanno mezzi idonei per partecipare alle video lezioni o che non hanno ancora le credenziali del registro elettronico: circa il 60%. COOP ALTRI COLORI, FROSINONE Servizi di Asilo Nido Attraverso l'utilizzo del sito degli asili nido che gestisce, con un'apposita area riservata ai genitori già attiva prima dell'emergenza e facente parte dei servizi aggiuntivi del nido, sono stati messi in rete diversi materiali organizzati (tabella 1). Tutto il materiale prodotto durante questa esperienza di attività on-line sarà raccolto in un archivio digitale che arricchirà la documentazione del Nido. Servizio di centro diurno per minori. A partire

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dall'attivazione di un canale Telegram con gli utenti del centro e le loro famiglie, è partita dal 23 marzo una programmazione specifica happy quarantena. Tabella 1 Cosa

Come

Mantenimento del contatto con i bambini e le famiglie

Chiamata vocale o videochiamata con genitori e bambini Disponibilità telefonica per eventuali richieste della famiglianella gestione quotidiana del bambino e per condividere l’organizzazione della giornata a casa; Colloquio telefonico semi strutturato per il riscontro dell’interesse dei bambini rispetto le proposte fatte (registrazione su apposita scheda) Articoli informativi/di approfondimento sui temi dell’infanzia, anche sulla base delle esigenze e degli interessi delle famiglie emersi dal confronto con le educatrici Proposte schede proposte gioco gioco da fare e attività di a casa autonomia preparate in base all’età e agli interessi dei bambini e che potranno essere realizzate con materiali presenti in casa Video tutorial su proposte gioco e attività

Racconto storie

Quando 1 volta al giorno circa 15 minuti a famiglia Quotidianamente in orario prestabilito e comunicato in tempo utile alle famiglie

1 colloquio a settimana

1 articolo a settimana

2 volte settimana

a

2 video a settimana caricati in area genitori del sito del nido di Video con racconto di 2 video a storie e settimana filastrocche caricati in area genitori del sito del nido

Il servizio si è così riorganizzato: inizialmente il coordinatore ha contattato le famiglie, poi

Quanto tempo occupa la scuola on line? e come la state vivendo? I bambini a momenti sono più irritabili e nervosi, altri momenti un po' annoiati... ma tutto sommato sono stati davvero bravi ad affrontare questo periodo.

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quotidianamente in orario pomeridiano sono attivi di 3 gruppi Telegram, creati per età omogenee, con un operatore di riferimento che propone attività, riproducendo l'organizzazione del centro reale e dando stimoli utili per creare in un clima di ilarità e leggerezza e offrendo un sostegno per lo svolgimento dei compiti o l'elaborazione delle tesine per i ragazzi di terza media. Si è scelto il canale Telegram perché permette di oscurare il numero degli operatori mantenendo la privacy degli stessi; il collegamento è con il numero di telefono dei genitori o dei ragazzi a seconda della disponibilità della famiglia. Servizio di assistenza specialistica scolastica Per gli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali la sospensione prolungata del percorso educativo è particolarmente problematica; al fine di assicurarne quanto più possibile la continuità durante l'emergenza i servizi sono rimodulati seguendo le seguenti linee di lavoro: a) Servizi a distanza con contatto telefonico o attraverso video chiamate, la cui frequenza e durata è stabilita anche insieme alla famiglia dell'alunno. b) Prestazioni a distanza di supporto alla didattica speciale attraverso la realizzazione condivisa e concordata con l'insegnante di sostegno di materiale personalizzato (schedeautonomia, audio, video, traduzioni in Lis per i non udenti ecc.) proposto telematicamente all'alunno con la partecipazione del genitore. c) Servizi individuali resi nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolge normalmente il servizio, in coordinamento con la dirigenza delle strutture scolastiche; non è in alcun caso possibile ricreare aggregazione e quindi i servizi resi in tale forma devono garantire un rapporto operatore utente uno a uno. d) Servizi individuali domiciliari. Solo nei casi di una specifica richiesta da parte della famiglia per oggettiva difficoltà di rendere il servizio in altra forma le attività di sostegno si svolgono al domicilio dell'alunno, compresi eventuali spazi esterni idonei e in prossimità dell'abitazione. Sono assicurate tutte le misure necessarie alla massima tutela della sicurezza e della salute sia dell'assistente specialistico che dell'utente e della sua famiglia. Per i bambini e i ragazzi che usufruiscono del

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sostegno scolastico sarebbe importante che le scuole di ogni ordine e grado pianificassero e promuovessero le medesime modalità previste per la didattica a distanza per il resto dell'utenza scolastica, favorendo l'utilizzo degli ausili e degli strumenti che si rendessero necessari ed incentivando il più possibile forme di socializzazione tra i componenti del gruppo classe, anche a distanza. In questi casi l'assistente specialistico potrebbe svolgere un importante ruolo educativo nell'accesso alla didattica a distanza, anche in attuazione di quanto stabilito dall'art. 9 del decreto-legge 9 marzo 2020, n.14. Attualmente la Cooperativa ha attuato queste modalità per: gli asili nido di Grottaferrata e Sassari, il Centro diurno minori di Cisterna di Latina, i Centri disabili Cisterna di Latina e Alatri, la Specialistica alunni disabili Ceccano (FR), i Centri operativi Alatri (FR) e Ceccano (FR), i Servizi sociali di Aprilia (LT) e Priverno (LT), ma la situazione cambia perché ogni giorno si aggiungono altri Enti che attivano queste nuove modalità di lavoro.

Quanto tempo occupa la scuola on line? e come la state vivendo? La scuola online occupa in media alcune ore (circa tre) ogni giorno comprese lezioni a distanza e visione di attività, caricamento, avendo ragazzi grandi non rappresenta un problema perché sanno gestire Pag. il tutto molto bene.

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La metodologia Pedagogia dei genitori

Durante questi mesi di chiusura dei nostri servizi, i soci di Ali per giocare si sono incontrati telematicamente per portare avanti diversi progetti e riflettere su modalità di riapertura delle città al gioco libero e all'aria aperta, alle modalità di coinvolgimento attivo dei genitori e alla riapertura, a settembre, anche delle Ludoteche. In questi mesi abbiamo condiviso anche una bellissima esperienza di formazione a distanza con il prof. Riziero Zucchi e la prof.ssa Augusta Moletto, sulla Metodologia Pedagogia dei Genitori, che si pone come obiettivo quello di valorizzare le competenze educative dei genitori. Il nostro lavoro di ludotecari e ludobussari, ci pone costantemente in relazione con i genitori dei bambini partecipando, nella maggior parte dei casi, alle nostre attività insieme ai propri figli. Interrogarsi dunque su una metodologia di lavoro con i genitori, che li veda riconosciuti come protagonisti attivi dell'educazione dei propri figli, anche in questi contesti ludici, è stato realmente arricchente. Pedagogia dei Genitori nasce a Torino in seguito ad attività che valorizzano il protagonismo dei genitori, cittadini attività e primi conoscitori dei figli. Questa metodologia sottolinea che la famiglia è una componente fondamentale ed insostituibile nell'educazione. La famiglia possiede risorse e competenze che devono essere riconosciute dalle altre agenzie educativa. Pedagogia dei Genitori evidenzia la dignità dell'azione pedagogica dei genitori come esperti educativi, mediante iniziative mirate a promuovere la conoscenza e la diffusione dei percorsi educativi che i genitori mettono in atto con i loro figli. La Metodologia si pone come primo obiettivo quello di ascoltare i genitori per imparare da loro un tipo specifico di pedagogia. Innanzitutto si tratta di imparare da loro la specificità dei figli. La Pedagogia dei genitori si esprime attraverso diversi tipi di pedagogia:

-La pedagogia della responsabilità: è caratteristica fondamentale dell'azione della famiglia. La famiglia porta il peso dell'educazione e ne risponde al mondo. Il successo e la felicità del figlio sono il suo successo e la sua felicità. Questa responsabilità assunta positivamente, le attribuisce una forza e una capacità che nessun'altra agenzia educativa possiede. -La pedagogia dell'identità: diventare una persona significa acquisire un'identità e soprattutto riconoscerla ed accettarla. Questo non passa attraverso un'attività singola, legata all'individuo, quanto mediante un'azione sociale. Io mi riconosco negli altri tramite gli altri. E gli altri, nel momento più difficile e delicato della crescita, sono i genitori. Sono loro che impostano all'inizio il rapporto dell'uomo con sé stesso. -La pedagogia della speranza: profondamente insita nella pedagogia dei genitori è la spinta verso il futuro, verso uno sviluppo positivo. Speranza significa crescita e superamento delle difficoltà, investimento e tensione verso un'evoluzione che non può non avvenire con esiti felici. La speranza dei genitori è l'anima del progetto di vita. -La pedagogia della fiducia: mentre la pedagogia della speranza è caratterizzata da una dimensione lunga, cioè si sviluppa nel corso dell'esistenza in un progetto che ambisce a diventare linea di vita, la pedagogia della fiducia ha una dimensione quotidiana, più vestita sulle singole capacità del ragazzo e del bambino. È legata alle scelte ed alle forze che il ragazzo mette in campo. Egli percepisce che le sue energie non vengono avvertite come ostili o estranee, ma accettate ed inserite in un progetto di cui i genitori sono consapevoli e responsabili. Le capacità vengono nutrite e rafforzate da un rapporto diretto, la fiducia del genitore non solo sostiene la potenzialità del figlio, ma le fa nascere. È necessaria anche quando egli diventa consapevole delle proprie capacità ed inizia a fare delle scelte. È stato davvero un bel momento di confronto, che probabilmente vedrà anche la proposta di un gruppo di narrazione tra operatori in autunno, per poter sperimentare in prima persona una metodologia che può diventare un prezioso strumento di lavoro per tutti noi! Luisa Colapinto

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CARTOLINE VIRTUALI Paesi ha festeggiato giocando ed invita a condividere immagini e filmati on line sui social con #WPD2020

Mercoledì 27 maggio, in occasione dell'anniversario della ratifica italiana della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, abbiamo partecipato all'incontro organizzato dal Gruppo CRC con la dott.sa Filomena Albano, Garante per l'Infanzia giunta a fine mandato proprio durante la pandemia. È stata l'occasione, oltre che per salutare la dott.ssa Albano e ringraziarla del puntuale lavoro svolto in questi 4 anni, anche per tracciare un bilancio dei progressi avvenuti a partire dall' istituzione della figura dell'Autorità Garante e degli interventi che si rendono necessari sia per dare seguito alle indicazioni del Comitato ONU sia per rafforzarne il ruolo, in modo da assicurarne la piena indipendenza e autonomia.

La Giornata Mondiale del Gioco promossa da ITLA, International Toy Library Association, ogni 28 maggio proprio per celebrare la CRC e in particolare l'Articolo 31, quest'anno, a causa dell'emergenza sanitaria mondiale, ha avuto come tema Be Safe, Play at Home! . Come ogni anno l'associazione è interessata a raccogliere le testimonianze da chi nei vari

Nell'impossibilità di celebrare la GMG con l'attesa Festa del Diritto al Gioco il Comune di Ravenna, con la preziosa collaborazione di Renzo Laporta, venerdì 29 maggio ha organizzato una diretta streaming per richiamare l'attenzione sul Diritto al Gioco. Anche al tempo dell'emergenza sanitaria il gioco non si arresta! Ma come continuare a garantire ed implementare i diritti sanciti dalla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza all'Art. 31, gioco, riposo, tempo libero, ricreazione, accesso all'arte e alla cultura anche in tempo di Covid19 ? Ed in particolare si riuscirà a riconoscere la possibilità di esercizio delle forme espressive diverse, che prevedono il corpo in azione, l'espressività, la manualità creativa a beneficio della partecipazione dell'individuo e della sua socialità anche nella regola della distanza spaziale?

La Ludoteca Comunale di Udine, al motto di Be Safe, Play at Home! non ha rinunciato alla Giornata Mondiale del Gioco, ma ha colto la sfida dei tempi di pandemia organizzando un evento ludico usufruibile a distanza: daCASAperGIOCO. Si è tratto di una sfida con 30 quesiti di contenuto ludico, logico, matematico, enigmistico e di conoscenza della città che poteva essere affrontata accedendo al sito del Comune di Udine e compilando un modulo Google disponibile

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per tutto l'ultimo fine settimana di maggio. Ai primi 10 classificati è stato riservato un ludico omaggio! Nei mesi di chiusura delle scuole e dei servizi educativi e ludici, in cui le persone di minore età sembravano totalmente scomparse non solo dal discorso politico e dai Decreti che scandivano il passare del tempo, i Soci di ALI per Giocare si sono incontrati on line diverse volte per scambiarsi esperienze ed opinioni. In un primo momento come associazione abbiamo deciso di scrivere alla dott.ssa Filomena Albano, Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, e ad alcuni politici. Successivamente si è attivato un nutrito gruppo di realtà socie che, a partire dal confronto tra le diverse normative regionali per la gestione della fase 2 e della riapertura dei servizi per i minorenni, ha lavorato alla stesura di una serie di linee guida per la ripresa delle azioni dei LudoBus in sicurezza. Naturalmente potete trovare tutto questo nel dettaglio sul sito (www.alipergiocare.org).

Quanto tempo occupa la scuola on line? e come la state vivendo? Scuola online 40 minuti a settimana. posso dire che aurora è sempre stata entusiasta di vedere compagni e maestre tranne le ultime due volte dove le è venuta la nostalgia di tornare a scuola. Mio parere sono troppo piccoli x fare lezioni attraverso uno schermo.

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Tracce dalle regioni... Racconti e spunti provenienti dalle Regioni e dai territori in cui sono presenti i soci di Ali per Giocare

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I Soci di Ali per Giocare:

Associazione I CARE - Idee con l'Africa Onlus - Treviso

I Care Onlus è un'associazione di volontariato nata a Treviso nel 2000 che sostiene progetti di cooperazione internazionale in alcuni Paesi dell'Africa. Il nostro scopo è quello di promuovere la solidarietà tra i popoli e contribuire allo sviluppo umano delle realtà con cui collaboriamo. Tutto questo avviene grazie sia a specifici progetti nei Paesi interessati, sia ad un'intensa e capillare attività di sensibilizzazione e raccolta fondi a Treviso e provincia. Più specificatamente, I Care opera prevalentemente nel territorio della provincia di Treviso al servizio delle categorie e delle persone socialmente più deboli, degli indigenti, degli immigrati, dei bambini e dei giovani. L'associazione agisce attraverso attività di raccolta e distribuzione di indumenti, mobili, prodotti alimentari, materiale didattico ecc; gestione di un Banco Alimentare; promozione di percorsi di alfabetizzazione rivolti prevalentemente a donne immigrate che vivono in condizioni di marginalità sociale e culturale con l'obiettivo di fornire loro strumenti di inserimento o reinserimento sociale; assistenza a persone che hanno perso casa e lavoro anche con la consulenza e l'organizzazione di rientro volontariato assistito nei Paesi di origine. Nel 2007 nasce il progetto 1, 2, 3... Ludobus! , con lo scopo di favorire percorsi di socializzazione dei bambini e dei ragazzi, con particolare attenzione alle realtà ad alta intensità migratoria. Comincia così l'allestimento di un vecchio furgone con giochi, attrezzature e ogni sorta di materiale e idee per costruire e inventare, ed i volontari iniziano a girare a sorpresa per i parchi della periferia di Treviso. Nel tempo gli appuntamenti sono diventati più frequenti fino a prevedere un vero e proprio calendario di incontri di gioco libero nei parchi di Treviso. Piano piano questa ludoteca viaggiante incontra

gli abitanti dei quartieri, intesse relazioni e stimola la creatività e la capacità di giocare dei bambini di tutte le età, proponendo giochi e attività che hanno lo scopo di favorire la socializzazione, di prevenire il disagio con interventi diretti sui più giovani e di rivitalizzare gli spazi quotidiani nei quartieri più periferici promuovendo occasioni di incontro e gioco tra i giovani. Dalla sua nascita, il ludobus aderisce anche ad Ali per Giocare, in modo da potersi riconoscere, scambiarsi informazioni ed esperienze. Gli interventi del ludobus si inseriscono in progetti socio-educativi, manifestazioni o eventi particolari, partecipando a manifestazioni di Associazioni o Enti pubblici e collaborando con enti pubblici, enti locali (province o comuni), associazioni (di volontariato, culturali, sportive, pro loco), comitati, istituti scolastici, enti territoriali, centri di aggregazione, parrocchie e oratori, cooperative, aziende e privati, ed in particolare con l'associazione Solidarietà a Colori, la prima associazione di donne straniere a Treviso.

I volontari del ludobus realizzano anche interventi nelle scuole di ogni grado su temi come il gioco, le diversità culturali e le specificità individuali, il razzismo, le discriminazioni, lo spreco alimentare e la solidarietà, proponendo percorsi a tema attraverso un approccio ludico. Con il ludobus ci proponiamo in particolare di: - sottolineare la centralità e l'importanza del gioco nello sviluppo dell'individuo; - offrire occasioni di incontro e di gioco per tutti i cittadini; - favorire la trasmissione della memoria e della cultura ludica, attraverso la riscoperta e la

I vostri bambini giocano online? Si In questo periodo Sea of thieves (X-Box) con utenti sconosciuti collegati contemporaneamente a noi e Township (Sistema Android, tablet) - con utenti sconosciuti collegati contemporaneamente a noi.

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rielaborazione di giochi tradizionali delle diverse culture; - ricercare e sperimentare nuove forme ludiche; - valorizzare il gioco ed il giocattolo quale tramite nella relazione tra persone; - promuovere la realizzazione, la conoscenza e l'utilizzo degli spazi per il gioco e delle aree verdi presenti nel proprio territorio. Il ludobus lavora autonomamente soprattutto grazie ai fondi ricevuti dall'otto per mille della Chiesa Valdese. Grazie a loro siamo riusciti ad essere attivi nel territorio con dei progetti come quello del 2016 "Giochi di dentro, Giochi di fuori" che ci ha visto impegnati all'interno dell'Istituto Penale Minorile di Treviso con un laboratorio estivo di modellismo. Da questa esperienza, è nata una collaborazione con l'IPM grazie alla quale continuiamo a proporre interventi laboratoriali estivi per i ragazzi ristretti. Ad ogni progettualità cerchiamo di dare continuità al percorso portato avanti dai nostri predecessori, ma soprattutto di implementarlo per raggiungere più realtà possibili. Dal 2017 abbiamo attivato una collaborazione con ISRAA per portare il gioco e i giochi in legno del ludobus direttamente nelle residenze per anziani e abbiamo realizzato un percorso di falegnameria per ragazzi richiedenti asilo durante il quale sono stati progettati e costruiti nuovi giochi in legno. Alcuni ragazzi richiedenti asilo siamo anche riusciti a coinvolgerli come operatori volontari del ludobus, e due di loro ci hanno perfino superato in bravura! Abbiamo inoltre iniziato una collaborazione con Cooperativa Solidarietà di Treviso per coinvolgere le persone con disabilità nelle attività del ludobus e nei laboratori creativi che realizziamo nella Ludoteca La Casa dei Colori all'interno del Villaggio Solidale. Ci siamo anche impegnati per essere più attivi nelle iniziative di ALI per Giocare, partecipando ai corsi di formazione, ai raduni di ludobus da tutta Italia e alle Assemblee annuali dei soci. Riprendendo il titolo di un nostro precedente progetto, è proprio vero che Il ludobus va piano, il ludobus va lontano ! Il nostro vecchio furgoncino infatti, nel torrido giugno 2018 ci ha stoicamente condotto fino a Napoli in sole undici ore di viaggio per partecipare al LudobusSì, la 13° edizione della festa nazionale del gioco itinerante di ALI per Giocare. Le avventure non mancano e neanche i capricci del nostro delizioso vecchietto !

Quanto tempo occupa la scuola on line? e come la state vivendo? Nidi e materne imparano con il contatto e confronto fisico. E comunque non sono loro stessi, siamo noi a manovrarli anche solo per aprire e chiudere il microfono poiché ogni volta si capisce poco per noi, figuriamoci per loro.

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I Soci di Ali per Giocare: Associazione SALTABANCO - A.P.S. - Capriano del Colle (Bs) dei partecipanti. È un percorso impegnativo e non un parcheggio di bambini, per questo motivo si fa un solo giorno la settimana.

L'Associazione Saltabanco-APS nasce nel 2006 a Brescia con lo scopo di promuovere i Diritti dell'Infanzia e la partecipazione attraverso il gioco e laboratori ludici, è un circolo Arciragazzi. Dal 2013 ci siamo trasferiti a Capriano del Colle (Bs) dove abbiamo la sede. Le attività associative le svolgiamo su Brescia e provincia, e in qualche località della Lombardia.

Abbiamo un ludobus carico di giochi da fare in grandi spazi, parchi piazze e ovunque si possano incontrare bambini. Ci siamo sempre posti il problema di far giocare il maggior numero possibile di partecipanti nello stesso momento, per questo il nostro ludobus propone giochi che coinvolgono tanti partecipanti contemporaneamente. Solitamente c'è un'equipe di animatori che sono presenti e varia rispetto alla tipologia di proposte che vengono fatte, si va da un minimo di 3 e si può arrivare ad attività con 8 e più animatori presenti. L'animatore gioca e fa giocare i partecipanti nelle varie postazioni che si definiscono in un determinato spazio. Saltabanco collabora con associazioni e amministrazioni in varie occasioni, sagre di paese, feste tipiche locali, consiglio comunale dei ragazzi, festa dei diritti dei bambini, riordino spazi pubblici con particolare attenzione ai minori.

Il paracadute? È il nostro simbolo e mezzo. Il paracadute insieme all'animatore e alla fantasia dei bambini e delle bambine crea luoghi e spazi magici che trasformano il cortile, la piazza, il parco o la strada in un viaggio. Una grande mongolfiera che vola attraverso gli spazi puri del gioco. Il gioco per il piacere di giocare e per costruire relazioni fra associazioni, famiglie e bambini. L'associazione vede coinvolte diverse persone e figure a livello di volontariato, accomunate dalla passione per il gioco e dall'importanza di promuovere l'infanzia come soggetto di cittadinanza a tutti gli effetti. Cittadini si nasce! Cosa facciamo? Abbiamo un ludospazio, è uno spazio aperto a bambine e bambini, dai 3 ai 10 anni, ai loro genitori, nonni, insegnanti, ecc. che vogliono trascorrere momenti di svago e di piacevole condivisione nello stare insieme. È aperto un solo giorno alla settimana, è autogestito con la collaborazione di due animatori e alcuni genitori che possono/vogliono sperimentare questo momento di gioco. Da pochi anni si è aperto lo spazio adolescenti sempre un giorno la settimana con due animatori. Le attività del ludospazio sono tante e coinvolgono le famiglie

Facciamo due città dei bambini, una con la scuola primaria di Capriano del Colle e una con la scuola primaria Andersen di Gardone Val Trompia. I nostri progetti iniziano a settembre e si concludono a maggio con la festa finale. Sono progetti di educazione alla cittadinanza e vengono fatti con le classi quarte per diversi appuntamenti. Con questo percorso i bambini si preparano per costruire la loro città che ospiterà per una settimana tutte le altre classi a turni di 2 ore. I progetti con la scuola primaria e dell'infanzia variano ogni anno.

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Sono di solito progetti con al centro il gioco e l'importanza del gioco nel grande e piccolo gruppo. L'ascolto e la relazione, le regole e il saper stare dentro i tempi e gli spazi sono le condizioni fondamentali delle proposte che facciamo alla scuola. I tre progetti principali sono: “Attività col paracadute” “Io gioco con gli altri” e “I giochi di una volta” per la primaria, mentre per l'infanzia sono specifici e di solito su richiesta della scuola stessa. La collaborazione con la scuola dell'infanzia è con i bambini di 5 anni a volte anche con quelli di 4 anni, i materiali utilizzati sono il paracadute, i burattini, i laboratori creativi. Facciamo col ludobus animazione per le feste di fine scuola per tutti i bambini della scuola sia primaria che dell'infanzia, qualche volta abbiamo fatto anche la media. Siamo presenti da alcuni anni alla festa del 25 aprile in collaborazione con ANPI centro storico di Brescia per ricordare che il gioco vale la candela della libertà! Facciamo la sfilata del corteo col paracadute e durante l'anno alcuni appuntamenti per ricordare il diritto al gioco che resiste! Per quanto riguarda i diritti dei bambini siamo stati presenti alla marcia dei diritti di Milano per qualche anno, a quella di Pavia una volta. Tutti gli anni in collaborazione con la scuola primaria A. Moro di Gussago festeggiamo il 20 novembre con tutte le 15 classi facendo un laboratorio su un diritto scelto con la scuola. Sempre in occasione del 20 novembre Saltabanco offre per le classi quarte un'ora di gioco col paracadute per ricordare che l'articolo 31 della convenzione ONU non si deve dimenticare. Sono diverse le scuole che aderiscono a questo progetto. Per quattro anni abbiamo collaborato nel gruppo di tutoraggio per il Consiglio Comunale dei Ragazzi di Capriano del Colle. Abbiamo accompagnato un gruppo di ragazzi che hanno fatto questa bellissima esperienza. Centri Ricreativi Estivi, li stiamo facendo per la scuola dell'infanzia, e primaria in collaborazione con una scuola, un oratorio e il nostro dell'associazione. Il nostro sito: www.associazionesaltabanco.it La nostra mail: info@associazionesaltabanco.it

Quanto tempo occupa la scuola on line? e come la state vivendo? La scuola on-line occupa in media alcune ore (circa tre) ogni giorno comprese lezioni a distanza e visione di attività, caricamento, avendo ragazzi grandi non rappresenta un problema perché sanno gestire il tutto molto bene.

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Rubrica di Giochi da Tavolo a Tema Giocare a un GdT in famiglia fa riemergere a tutti ricordi di infanzia, in cui principalmente nelle giornate di festa, le famiglie si incontravano e si facevano lunghe partite a carte, a tombola, al gioco dell'Oca o ai classici Monopoly, Risiko, Scarabeo o ancora ad altri giochi legati ai quiz televisivi (io giocavo con i miei nonni al Pranzo è servito ). Oggi la quantità di titoli prodotti ogni anno permette alle famiglie di poter scegliere sempre nuovi giochi; molte case editrici inoltre hanno un occhio sempre più attento ai GdT per i più piccoli, tanto è che di alcuni giochi viene fatta una versione kids come ad esempio Concept Kids, Magic Maze Kids, My Little Scythe o Zombie Kids. Inoltre la qualità è aumentata moltissimo e ciò permette di fare esperienze diverse di gioco. Secondo Callois esistono 4 categorie di gioco: Agon (competizione), Alea (fortuna, fato), Mimicry (interpretazione) e Ilynx (vertigine). In quasi tutti i Gdt, Agon e Alea sono presenti contemporaneamente con diversi livelli di intensità; ad esempio si passa dal Gioco dell'Oca (100% Alea) agli Scacchi (0% Alea). Tutti i giochi di ruolo, dal vivo e al tavolo, soddisfano appieno la categoria dei giochi di Mimicry in quanto ogni giocatore veste i panni e si comporta come il suo personaggio. Ma la categoria dei giochi di Ilynx come si soddisfa? Secondo Callois Ilinx è infatti la vertigine , l'ebbrezza che si prova quando si è soggetti a forze estranee sulle quali non si possiede controllo, come possono essere le accelerazioni di un ottovolante al luna park. Soprattutto i bambini hanno la necessità di fare questo tipo di giochi, ma non potendo uscire a causa di una pioggia o di una pandemia (tra l'altro vi consiglio di giocare a Pandemic, sia per esorcizzare la paura del virus, sia per capire le strategie per sconfiggerlo), come possiamo provare qualcosa di simile con un gioco da tavolo? Ci sono diversi giochi di destrezza che permettono di provare un senso di vertigine come Villa Paletti, Hamsterrolle e Riff Raff. In tutti si tratta di mettere in equilibrio vari pezzi di legno senza far cadere le strutture che via via si costruiscono. I giocatori, cercando di sfidare le leggi fisiche, provano a prevedere l'evoluzione del gioco, ma non sempre i calcoli sono esatti e le strutture spesso crollano. Riff

Raff inoltre aggiunge l'imprevedibilità della barca in mezzo al mare in balia delle onde con una meccanica di bilanciamento che permette ai giocatori più fantasiosi di sentirsi proprio sulla barca.

Un altro gioco con queste caratteristiche è Meeple Circus. Ogni giocatore deve fare una piramide circense con i vari pezzi a sua disposizione, tra cui acrobati, clown, animali e oggetti di scena. Durante queste esibizioni viene messa una musica (con un app facilmente scaricabile) che oltre a fare ambient, dà anche il tempo: è necessario terminare senza che crolli la propria piramide prima di sentire gli applausi che concludono la traccia musicale. Questi elementi rendono Meeple Circus un gioco immersivo e divertente.

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Rubrica di Giochi da Tavolo a Tema In altri giochi ci sono elementi che non si possono controllare e che li rendono molto coinvolgenti proprio per la loro imprevedibilità. Tra questi ricordiamo Nicht Zu Fassen e Merlin Zin Zin di cui abbiamo già parlato negli scorsi numeri. Anche Kakerlalak r ie n tr a in q ue sta c a te gor ia p e r c hé lo scarafaggio impazzito che corre nel labirinto rende il gioco imprevedibile fino alla fine. Di recente uscita è invece Kracken Attack:

destrezza coinvolgono i giocatori in un turbine vertiginoso: sto parlando di Tokyo Train, Hystery Coach e Aargh! Tect. In tutti c'è una base comune: i giocatori divisi in squadre si affrontano cercando di raggiungere per primo l'obiettivo del gioco dovendo sia fare strani gesti con le mani o con il corpo, sia comunicare tra loro in lingue inventate e spiritose. In Tokyo Train si deve posizionare al meglio i passeggeri della metropolitana, in Hystery Coach si gioca su un c a m p o d i c a l c i o c o n squadre provenienti da tutto il mondo e in Aargh! Tect siamo primitivi architetti con tanto di clave giganti gonfiabili per dirigere i lavori di costruzione. Dopo ogni manche a questi 3 giochi i giocatori solitamente tirano un sospiro di sollievo per lo sforzo intenso provato.

gioco cooperativo in cui i giocatori, nelle vesti di giovani pirati sul loro vascello, cercano di difendersi dall'attacco di un terribile kracken. Questo comincia il gioco lontano dalla nave mentre i pirati cercano di difendersi dai suoi lunghi tentacoli, ma inesorabilmente avanza e infine arriva sulla plancia di gioco per il combattimento finale. Altri giochi "vertiginosi" sono alcuni party game grazie alla confusione e al movimento che si crea attorno al tavolo. Non possiamo dimenticare il famoso Danza delle Uova che si deve giocare in piedi ed è un continuo di risate. Altro gioco dello stesso autore (Roberto Fraga) è Doctor Panic: anche in questo cooperativo non mancano le emozioni, le risate, gli imprevisti mentre si cerca di salvare la vita a strani pazienti nell'ospedale più pazzo del mondo. Anche in questo caso un'app dedicata scandisce il tempo della partita (12 minuti) facendo sentire il battito cardiaco del paziente, creando la perfetta atmosfera da sala operatoria provare per credere. Un altro autore, Walter Obert, ha realizzato una "trilogia" di giochi in cui confusione, imprevedibilità, corsa contro il tempo e

Quanto tempo occupa la scuola on line? e come la state vivendo? non si possa L'orario non è dei migliori, visto che Ora potendo uscire preferirei andare al Parco ma credo possibile, il fare di cerchiamo settimana a volta una per caso accontentare tutti. In ogni attendendo il Regalo dalle maestre a fine anno!

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Rubrica di Giochi da Tavolo a Tema Infine possiamo provare a giocare ad alcuni giochi che, togliendo il senso della vista, possono permetterci di provare un senso di vertigine e smarrimento. Sono due giochi cooperativi appena usciti al Festival del Gioco di Cannes svoltosi alla fine di febbraio: Yum Yum Island e Team 3.

Nel primo i giocatori devono salvare tutti gli animali dell'isola portando loro nutrimento. Al proprio turno il giocatore indossa una mascherina sugli occhi e deve così prendere da una riserva di cubetti i nutrimenti giusti e portarli con la mano sulla bocca dell'animale scelto e poi lasciarli cadere dentro. Gli altri giocatori nel frattempo possono aiutare con suggerimenti vari, ma anche così si fanno molti errori: ciò permette al Gigante dell'isola di avvicinare la sua vittoria e quindi la sconfitta per tutti i giocatori. Team 3 si gioca appunto in una squadra di 3 giocatori: uno viene bendato e ha di fronte a sé 10 pezzi di 5 forme diverse. Un secondo giocatore pesca una carta, che indica come disporre i pezzi in costruzioni ardite, la guarda e poi fa partire la clessidra: ora senza parlare deve comunicare al terzo componente della squadra (che non può vedere la carta) quale pezzi prendere e come disporli. Questo terzo giocatore può ora parlare e spiegare al giocatore bendato cosa deve fare. Dopo ogni manche i giocatori si scambiano i ruoli.

Per concludere questa rubrica ci piacerebbe fornire alcuni consigli ai genitori per giocare al meglio questi giochi nelle loro famiglie: Ÿ Scegliete il gioco più adatto alle vostre preferenze ed esigenze. Prima di giocare, è utile chiedersi insieme cosa vogliamo vivere: gioco calmo o dinamico? Regola o gioco da tavolo simbolico, gratuito e creativo? Gioco corto o lungo? Semplice o complesso? Gioco che ci contrappone o che ci unisce? Inoltre prima di comprare, leggete recensioni e guardate i videotutorial Ÿ Chiarite la vostra intenzione: cosa è importante per voi e per la relazione nel gioco di famiglia? Il gioco è un atto "libero" gratuito. Se la vostra intenzione, anche nascosta, è quella di educare mentre giocate, mescolando strumenti di apprendimento e di gioco, i bambini sentono la differenza e possono sentirsi manipolati, a rischio di danneggiare la fiducia Ÿ Modificate le regole a vostro piacimento (ma senza snaturare il gioco) per permettere a tutti i componenti della famiglia di avere le stesse possibilità di vittoria. Non lasciate però sempre vincere i bambini, anche perché spesso se ne accorgono e perché perdere aiuta i bambini ad accettare le sconfitte nel gioco come nella vita quotidiana Ÿ Favorite i giochi cooperativi poiché consentono ai bambini un accesso concreto ai meccanismi del sostegno reciproco: condivisione di punti di vista, ascolto, discussione aperta senza il prevalere di alcun potere. Ciò contribuisce sia a garantire che ogni giocatore abbia la possibilità di contribuire con le sue capacità sia a condividere la nostra intelligenza per arricchirci insieme. Fate attenzione, tuttavia, all'effetto leader: non si tratta di dire agli altri cosa fare (perché non c'è più gioco o piacere per gli altri giocatori se solo uno comanda e dice cosa fare) ma di permettere alla persona che gioca di proporre per prima cosa pensa, poi discuterne se emerge un'alternativa, nell'interesse della squadra.

I bambini sono +/- rilassati, stressati, arrabbiati, annoiati? I bambini a momenti sono più irritabili e nervosi, altri momenti un po' annoiati...ma tutto sommato sono stati davvero bravi ad affrontare questo periodo.

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Rubrica di Giochi da Tavolo a Tema Abbiamo chiesto a uno degli esperti del settore, il ludologo Andrea Ligabue, di darci anche i suoi consigli per giocare da tavolo in famiglia e quali sono i giochi da lui preferiti a questo scopo.

qualche gioco veloce come Dobble, Bicchieri Sprint o Bananagrams e alcuni classici-moderni per famiglie come Azul, Kingdomino, Ticket to Ride o Carcassonne.

Come può essere utile il gioco da tavola nella gestione della vita familiare in un momento di restrizione delle libertà di movimento?

Quali giochi consigli per una famiglia che dopo le prime esperienze con il gdt decide di continuare?

Per un genitore spesso è difficile riuscire a passare del tempo di qualità con i propri figli. Molto spesso l'aspetto ludico viene delegato a coetanei o a dispositivi elettronici o a momenti non prettamente ludici legati principalmente ad attività motorie. Un buon gioco da tavolo, che sappia intrattenere e divertire tanto l'adulto quanto i ragazzi, può diventare davvero un momento importante di svago condiviso all'interno della vita famigliare. Non occorre essere animatori o arrampicarsi sugli specchi per creare un momento qualitativamente di rilievo: sarà il gioco a svolgere questa parte e come famiglia sarà sufficiente curare l'atmosfera rendendo peculiare questa attività. Nella tua percezione in questo periodo di quarantena si sono avvicinate al GdT nuove famiglie? Certamente. Molte, purtroppo, essendo all'oscuro della grande offerta in termini di varietà e qualità del mercato ludico attuale si sono limitati alla riscoperta dei vecchi classici ma tanti si sono anche avvicinati ai così detti classici moderni, scoprendo il gusto di giocare assieme come famiglia A tuo parere quali possono essere i maggiori ostacoli al giocare in famiglia? Senz'altro l'approccio ad un nuovo regolamento. La gran parte delle conoscenze ludiche degli Italiani, pensate ad esempio a tutti i giochi di carte tradizionali o agli scacchi e alla dama, passa per una consolidata e diffusa tradizione orale. In pochi sono in grado, o hanno voglia, di leggere e spiegare nuovi regolamenti. Per questo sono fondamentali eventi in biblioteche, parchi, scuole in cui esperti possono introdurre nuovi giocatori ai nuovi giochi. Quali sono i giochi che consigli ad una famiglia alle primissime esperienze? Alcuni party game molto immediati e accessibili a tutti come possono essere Just One o Nome in Codice;

Dopo avere giocato a Ticket to Ride e Carcassonne si può passare a giochi come Coloni di Catan, Sagrada, Pandemia. Ma anche a titoli un po' più complessi come Ciarlatani di Quedlimburgo o Kingsburg. L'obbiettivo è quello di arrivare a Terraforming Mars e Agricola, che sono titoli che possono accontentare per anni il palato ludico di una famiglia una volta appresi. In questa quarantena molte piattaforme di gioco on line dedicate ai board games sono state "scoperte" e anche riscoperte; qual è la tua esperienza di gioco con questi strumenti? Cosa ne pensi? Io fortunatamente ho una vasta possibilità di gioco in famiglia con una moglie e due figli abituati da anni a giocare e quindi non sono particolarmente attratto dalle piattaforme di gioco online anche se penso possano essere un ottimo strumento di diffusione dei giochi perché permettono con facilità di provare nuovi titoli o di trovare avversari per giochi che magari riescono di rado ad essere messi in tavola. Quali novità troveremo alla prossima Play per le famiglie? Un grande punto interrogativo. Il COVID-19 e il lockdown hanno fatto sballare i tempi di produzione di molte aziende e ad oggi non è chiaro per nulla immaginare quali potranno essere le novità all'edizione 2020 di Play a settembre. Sarà la prima fiera dopo la chiusura e quindi immagino ci saranno tante aspettative, sia da parte delle famiglie che da parte dei giocatori più appassionati. JEAN PIERRE PASCHETTA aka JEPPO info@ludorespiro.it Per ulteriori informazioni riguardo questi giochi potete consultare il sito boardgamegeek.com. Per recensioni più dettagliate in italiano potete consultare il sito La Tana dei Goblin (goblins.net) oppure il blog Giochi sul nostro tavolo (pinco11.blogspot.it)

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ARTICOLI TEMATICI OROSCOPO LUDICO

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Compiti per tutti: Fai una lista di tutte le cose che hai imparato nella tua vita, dopodiché mettiti davanti allo specchio e guardandoti negli occhi rileggi la lista. ARIETE 21 marzo - 19 aprile Felice Leonardo Buscaglia, detto Leo, è stato un docente e scrittore statunitense. Nella sua semplicità a volte facciamo fatica a cogliere la complessità di questo suo pensiero: Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo. È come se ci stesse suggerendo che siamo un po' come quei cristalli dei lampadari (brillocchi) con un sacco di facce, ed ogni volta che impariamo qualcosa aggiungiamo una faccia. In geometria si cambia anche il nome, dal quadrato al icosidodecaedro è un attimo! A volte invece Noi ci sentiamo immobili e stretti in situazioni sempre uguali, per questo per te Ariete è particolarmente importante il compito per tutti. Non ti chiedo di cambiare nome ogni cinque minuti, ma di considerarti un icosidodecaedro in evoluzione.

TORO 20 aprile - 20 maggio “La via per imparare è lunga se si procede per regole, breve e efficace se si procede per esempi.” Torniamo molto indietro col tempo per riscoprire questa perla di saggezza di nientepopodimeno che Lucio Anneo Seneca. Che avesse già scoperto i neuroni specchio? Ma soprattutto, se Toro torni indietro con la memoria nella tua vita, magari e se riesci, a tento tempo fa, riesci a fare una distinzione tra le cose che hai imparato per regole e quelle per esempio? Se dovessi insegnarle a qualcuno, useresti gli stessi metodi? Pensaci la prossima volta che ti capita di sentire la frase che inizia con: “Ai miei tempi...”

GEMELLI 21 maggio – 20 giugno Margaret Lee Runbeck visse un po' troppo poco, secondo me. Ha scritto Speranza per la Terra e Un uomo affamato Sogna. Mi piace particolarmente questa sua frase, che spero possa diventare in tuo mantra nel prossimo periodo: “Imparare è sempre ribellione. Ogni brandello di nuove verità scoperte è rivoluzionario rispetto a ciò che si era creduto prima“. E qui la mia domanda: quando è stato l'ultima volta che ti sei sentito un po' ribelle? Forse troppo tempo fa (Sappi che considero tanto tempo fa anche la risposta: “Ieri!”).

CANCRO 21 giugno 22 luglio “Nessuna giornata in cui si è imparato qualcosa è andata persa.” Lo affermava David Eggins, considerato uno tra gli autori di fantasy più bravi al mondo. Passava le sue giornate praticamente solo a scrivere racconti (oltre che a lavorare in una drogheria). Non ha mai creduto di poter aver successo, finché non vide in una vetrina di una libreria un libro di un certo Tolkien. È tornato a casa di corsa e ha scritto quello che sarebbe diventato il suo più grande successo letterario. Caro cancro, hai anche tu un sogno nel cassetto su cui sei dubbioso? Cerca in giro se qualcuno ha già avuto un'idea come la tua e se la risposta è si, allora provaci anche tu!

LEONE 23 luglio – 22 agosto “La mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere.” Lo disse Plutarco. Immagine evocativa e molto forte. Quello che mi viene in mente è la canzoncina “Per fare un albero ci vuole un seme, per fare il seme...” e così via. Per fare il fuoco serve la legna, per la legna un albero, per l'albero un seme, per il seme un vaso (metaforicamente!). E allora mi viene da ribaltare un po' il concetto. La conoscenza e l'imparare non sono altro che il fuoco e la passione che servono per accudire noi stessi, e che a volte sembrano un po' spenti. Sarà la mancanza di tempo, la vita frenetica? Proprio come il fuoco ha bisogno del suo tempo per bruciare, caro Leone, prenditi del tempo per riaccendere il fuoco.

VERGINE 23 agosto 22 settembre Il Cardinale Richelieu me lo ricordo solo dai cartoni animati dei Tre Moschettieri. Ma onestamente non ricordo se fosse un buono o un cattivo. A giudicare da questa su frase “È lecito imparare anche dal nemico“, direi che potrebbe essere la seconda ipotesi. Ma secondo te cosa intende per nemico? Intende quello cattivo cattivo che ti vuole fare del male, o anche un nemico “buono” come potrebbe essere il tuo avversario in un gioco in scatola? Per trovare una risposta a questa domanda e per capire soprattutto se valga la pena di trovare una risposta a questa domanda ti consiglio, la prossima volta che ti trovi un nemico di fronte, che sia al lavoro, in un gioco o in amore, ad osservare le sue mosse e capire se, nonostante tutto, siano “buone mosse”.

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BILANCIA 23 settembre – 22 ottobre Cento uomini possono creare un accampamento, ma serve una donna per fare una casa. Un antico proverbio cinese per una grande verità. Secondo te arriverà mai il momento in cui potremo dire che per fare una casa servirà anche un gioco? In questo periodo io mi sono reso conto dell'incredibile necessità di occuparmi dei miei giochi, che fossero falegnameria, leggere, allenarmi o quant'altro. Mi hanno fatto stare meglio. Perché mi sono reso conto che per me sono veramente dei giochi. E non voglio più rinunciarvi. E' successa la stessa cosa a te, Bilancia?

SCORPIONE 23 ottobre – 21 novembre Boris Makaresko è stato un comico e cabarettista italiano di origini russe, romene e montenegrine. Nella mia casa ho l'angolo cottura, l'angolo soggiorno e l'angolo riposo. Tutti nello stesso angolo. Una frase simpatica, no? Non so se proprio tutti, ma qualcuno ha percepito la propria casa un po' come una prigione, ed allora direi che il gioco che ci vuole è un'Escape room. Non li conosci? Allora è il momento giusto per farlo. Inutile negarlo. È stata dura. E se un gioco può aver alleviato questa brutta sensazione, immagina come può trasformare una sensazione bella…

SAGITTARIO 22 novembre – 22 dicembre Quando attraversi un corridoio al buio senza farti male. Perché riconosci ogni piastrella, ogni odore, ogni suono. Dev'essere così con una persona. Attraversarla al buio e sentirsi a casa. Eppure in questa quarantena abbiamo scoperto angoli che pensavamo non esistessero, vero? E ti è capitato di aprire vecchi cassetti e trovare vecchie foto di quando eri giovane? Fabrizio Caramagna, un autore di romanzi e aforismi italiano, non so se abbia rivisitato la frase durante l'esperienza, ma sicuramente noi si. C'è un gioco o un ricordo ludico che hai tolto dalla polvere e per cui ti sei ripromesso di dargli un po' di lustro sullo scaffale?

CAPRICORNO 23 dicembre – 19 gennaio Le case saranno in grado di volare. Verrà il momento in cui intere comunità potranno migrare a sud in inverno, o spostarsi verso nuovi territori ogni volta che sentono il bisogno di cambiare paesaggio. Sir Arthur Charles Clarke è stato un autore di fantascienza e inventore britannico. Se non conosci questo nome o la sua opera più importante, allora è grave! Per quanto riguarda quel che ha detto, è stato praticamente il sogno di ciascuno di noi. Ma oggi concentriamoci sulla fantasia. C'è un gioco in particolare che ha stimolato la tua?

ACQUARIO 20 gennaio – 18 febbraio John Ruskin è stato uno scrittore, pittore, poeta e critico d'arte britannico. La sua interpretazione dell'arte e dell'architettura influenzarono fortemente l'estetica vittoriana ed edoardiana. Sua la frase “Gran parte del carattere di ogni uomo (e donna, ndr) può essere letto nella sua casa.” Se ti avessero letto in questo periodo, forse sarebbe uscita un'enciclopedia della personalità, non sarebbero bastate le carte di Dixit per decifrare tutte le sfumature vissute. A proposito, hai mai giocato a Dixit? Meglio ancora, dovresti giocare a dixit con la tua famiglia, ma i riferimenti alle carte devono essere collegati ad emozioni o pensieri di questa esperienza.

PESCI 19 febbraio – 20 marzo Rodney Dangerfield, nome d'arte di Jack Roy, nato Jacob Rodney Cohen, è stato un attore e comico statunitense, noto per la sua frase «Non ottengo rispetto» e il suo monologo su questo tema. Sulla casa ha scritto Quand'ero bambino i miei genitori cambiavano spesso casa, ma sono sempre riuscito a trovarli. Ahhh… i bei tempi delle caccie al tesoro in giro per i parchi e i paesi. Chissà come ci riprenderemo gli spazi di vita al di fuori di casa. Ora che è passato un po' di tempo, sai dirmi se questo è avvenuto in meglio o in peggio?

ati? I bambini sono +/- rilassati, stressati, arrabbiati, annoi one! prigi una Quarantena: la privazione della libertà è come

A cura di Alberto Segale Illustrazioni di Luigia Galante

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IL TAVOLO DI GIOCO VIRTUALE È indubbio che la situazione di quarantena e di isolamento che abbiamo vissuto abbia lasciato, e continuerà a lasciare per un po' strascichi, paure, stravolgimenti, pensieri nuvolosi rispetto al futuro. Ogni attività umana ha subito dei cambiamenti: anche il gioco. Pensare alle altalene vuote, agli scivoli deserti, ai campi di pallone immobili e trascurati fa un certo effetto per tutto quello che rappresentano. Altrettanto stravolgente, però, è stato anche per altri tipi di gioco: non tutti hanno avuto la possibilità di ritrovarsi attorno ad un tavolo per fare insieme una bella partita al gioco da tavolo preferito. Alcuni tavoli sono rimasti vuoti, alcuni con pochi spettatori. I giochi sono rimasti sugli scaffali, qualcuno ha magari ripreso in mano le carte per concedersi un Solitario in solitaria. Per fortuna, però, la tecnologia ci ha assistito: abbiamo parlato quotidianamente con i nostri cari e gli amici, vicini e lontani. Abbiamo guardato serie tv, film, navigato, chattato e videochiamato. Abbiamo anche, probabilmente, videogiocato: alcuni avranno rispolverato la console dimenticata ormai da tempo in un cassetto, altri avranno reinstallato vecchi giochi o cercato altri modi di giocare. Quello che più è mancato è stato giocare con qualcuno. Chiacchierare, fare una risata tra una mossa e l'altra. Commentare azioni suicide o dimenticanze gravi. Condire con eccessiva enfasi giocate miracolose o disperarsi per una sconfitta. Tutto questo, ovviamente, in un contesto di gioco, in cui ci si può tranquillamente concedere totale libertà di azione senza conseguenze nel mondo reale. La quarantena ha fornito l'occasione a molti di sfruttare la tecnologia per scoprire nuovi modi di giocare: il gioco da tavolo online. Esistono infatti numerose piattaforme che permettono ai giocatori di tutto il mondo di ritrovarsi e passare il tempo in compagnia, anche se a distanza, giocando ai propri giochi preferiti. La prima, e forse più famosa, è Boardgame Arena (www.boardgamearena.com), il più

grande portale di giochi da tavolo. Si gioca tramite il browser web, senza installare nulla sul pc o sul telefonino, e l'iscrizione gratuita permette di giocare ad una serie di giochi, dai classici (scacchi, dama, carte) ai giochi da tavolo più moderni (Solo, Hanabi, Takenoko) con gli amici, oppure con sconosciuti nel mondo (chissà, futuri nuovi amici?). A qualsiasi ora del giorno o della notte, per una pausa o un momento di pace, ci si può connettere e giocare. Se non si conoscono i giochi, non c'è problema, ci sono modalità di prova, insegnamenti e regolamenti che aiutano a capire in fretta la meccanica di gioco, attraverso l'esperienza diretta (la cosiddetta strategia di apprendimento “per prova ed errori”). I giochi giocabili gratuitamente sono in numero soddisfacente ma limitato, ma basta abbonarsi per pochi Euro al mese per aver acceso a circa 180 giochi da tavolo.

Esistono alternative valide e simpatiche a Boardgame arena? Certo che sì. Ad esempio, il francese BoiteAjeux (www.boiteajeux.net) che permette gratuitamente di giocare, ma non di creare stanze chiuse agli amici (opzione a pagamento). In compenso, ci si può divertire con quasi 70 giochi, tra cui alcune chicche (Agricola, La guerre des moutons e perfino una versione semplificata di Dixit). Oppure i portali tedeschi Yucata (www.yucata.de) e

I bambini sono +/- rilassati, stressati, arrabbiati, annoiati? delle distrazioni sono tutti molto più annoiati, demotivati; la più grande è molto nervosa, la media si è trovata fanno tutto in gruppo, perché giornate le meglio passa quindi e interessi gli e creando dei gruppi online con cui condivider e gli orari anche se virtuale; il bimbo è molto solo e, soprattutto ultimamente, comincia a soffrire la solitudine za. svogliatez e a inappetenz di po' un e disturbato meno regolati con sonno più Pag.

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ARTICOLI TEMATICI Brettspielwelt (www.brettspielwelt.de) che sono meno accattivanti di Boardgame Arena (ma è questione di gusti) e talvolta non hanno i menù interamente tradotti, ma permettono di giocare a quasi 100 titoli. Esiste poi Happy Meeple (www.happymeeple.com), che si autoproclama essere il mondo dei moderni giochi da tavolo e in effetti di un mondo si tratta, nel senso che giocare permette di accumulare risorse (i Meeples!) che vanno a favore del proprio villaggio su Happy Meeple. Insomma, si gioca... giocando! Il sito permette di giocare a giochi da soli o per due giocatori, come Finito, Lost Cities, Level X e Gratonsbury. Infine, impossibile dimenticare la piattaforma online di Asmodee (www.asmodee-digital.com ) in cui, acquistandoli, è possibile giocare a tutti i principali e famosi giochi proposti da questo colosso del Board game: Ticket to ride, Pandemic, Smallworld, Carcassonne, I coloni di Catan, Colt Express. Il mondo virtuale si estende anche alle App, e in questo caso, sugli smartphone è possibile giocare a una miriade di giochi, e anche di trovare quelli con cui si può giocare a distanza in compagnia (uno su tutti: Uno & Friends, in cui è possibile creare stanze private per giocare con gli amici). Infine, non possiamo tralasciare i simulatori di tavoli di gioco virtuali: quegli ambienti, cioè, dove è possibile spostare carte, girare pedine, lanciare dadi “in libertà”, ovvero avvicinando il giocatore a un'esperienza di gioco più veritiera (sugli altri portali, le scelte sono “obbligate” dall'attinenza al regolamento; qui invece, ad esempio, se nessuno lo nota si può barare). Il primo è Tts (“TableTop simulator”, scaricabile a pagamento sulla piattaforma Steam, per Pc e Mac) che permette di avere a disposizione tutto il necessario per ricreare i propri board game, o di scaricare uno sconfinato numero di mod di giochi da tavolo esistenti in modo da giocarci subito. Insomma, si gioca tanto e si può virtualmente battere un pugno sul tavolo e rovesciare tutte le pedine se si sta perdendo a “Non t'arrabbiare”! Per giocare ad un simulatore di gioco anche sullo smartphone o sul tablet, si può scaricare Tabletopia dagli store dei telefonini o utilizzarlo via browser (www.tabletopia.com) per giocare a Barrage, Santorini e tantissimi altri. Le proposte, insomma, sono tantissime e molto spesso gratuite. Anche se ci ritroveremo a giocare

Gioco in famiglia di nuovo intorno ad un tavolo, le possibilità di giocare online permettono l'innegabile piacere di intrattenersi con amici lontani e di provare nuovi giochi senza l'onere dell'acquisto. Evviva, ogni tanto, il gioco da tavolo on-line! Massimo Motta

I bambini sono +/- rilassati, stressati, arrabbiati, annoiati? vita sociale. Il lungo lockdown ha richiesto un cambiamento significativo della nostra routine e della nostra con i nonni o Niente più passeggiata mattutina al parco con nanna nel passeggino, incontri pomeridiani passeggino. con la nostra vicina di casa e la sua bimba coetanea di Maya e niente corso di ginnastica con per non far perdere chiamata video qualche a sociale vita la Abbiamo dovuto cercare e creare nuovi ritmi e limitare totalmente a Maya la connessione con i parenti più stretti. te, dovuto al senso Il fatto di non poter uscire rendeva Maya più nervosa del solito e anche il mio umore altalenan è potuta tornare a fare quando Da bambina. sulla anche effetti avuto te di oppressione dato dalla quarantena, ha sicuramen più serena e felice, vedo la nonni, dei giardino nel aperta all'aria po' un giocare a o a passeggiat piccola qualche Pag. come la sua mamma, con un effetto positivo anche sui suoi ritmi sonno-veglia.

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Gioco in famiglia

UN'ESPERIENZA VIDEOLUDICA In quarantena, ho avuto la costante occasione di giocare con la mia compagna. Posseggo circa un centinaio di giochi da tavolo e non era certo un elemento che mi mancava per trascorrere il duro tempo del lockdown. Quello che mi mancava erano gli altri compagni di gioco, quelli del sabato sera.... Ed ecco che un caro amico ed esperto del settore ludico mi rende edotto dell'esistenza di alcune piattaforme on-line in cui i giochi da tavolo, esistenti sul piano materico, sono fedelmente riprodotti in digitale. Giocabili in tempo reale con i propri amici a distanza. Per me è stata la risoluzione di un disagio che mi attanagliava nei week-end, nel poco stacco dal lavoro di maestro di sostegno. Mi ha permesso di mantenere la mente attiva su qualcosa di diverso che mi ha regalato ore di l e g g e r a e divertentissima compagnia e vicinanza. Dopo aver presentato agli amici la piattaforma è uscita subito fuori la proposta di giocare a The Boss,

conquistando le maggiori città americane. Poi siamo passati ad appassionanti viaggi nella terra di Carcassonne, lungo le antiche vie giapponesi di Tokaido e i giardini di Takenoko, sulla incandescente isola di Eruption. Anche durante le pause di lavoro, giochi più tout-court mi hanno aiutato a cambiare momentaneamente il contesto mentale, importante per me per mantenere equilibrio durante il periodo della grande chiusura in casa. Ho giocato in tempo reale oppure in partite spendibili su tempi lunghi, con persone situate in tutti gli angoli del pianeta. 7 rosso, Color Pop, Solo, Can't stop, Mammalath sono alcuni di questi giochi. Devo dire che una delle primissime cose che mi ha davvero impressionato è stata la definizione e la fedeltà della riproduzione dei giochi. Molti di quelli presenti nel catalogo li posseggo nel mio armadio, quindi avevo ben presente i termini del paragone. Dopo aver esplorato un po' di piattaforme, ho optato per l'utilizzo esclusivo di Boardgame Arena, che

credo sia la più grande presente in rete. Ci sono davvero moltissimi giochi, buona parte di questi a uso gratuito previa registrazione. C'è poi la possibilità di attivare un Premium a un prezzo mensile irrisorio, ottenendo così l'accesso a una miriade di altri titoli anche celebri. Un altro grande punto a favore di questa piattaforma è la possibilità di giocare con i propri amici scrivendo in chat o attivando chiamata vocale o video (in modalità Premium). Nulla è lasciato al caso, tutta la partita e riportata in tempo reale a lato dello schermo in modalità testuale e tutti i dati e i punteggi sono sempre ben visibili, senza penalizzare le dimensioni dedicate al campo di gioco. Confesso che all'inizio una parte di me storceva il naso all'idea di giocare al computer, magari agli stessi giochi che ho nell'armadio, ma d'altro canto non c'era scelta! Con il ritorno alla normalità, tenderò a u t i l i z z a r e nuovamente i giochi i n f o r m a t o tradizionale, ma l'esperienza su questo mezzo per me vale come l'acquisizione di uno strumento che mi dà la possibilità di passare un tempo alternativo anche con amici lontani. Oltretutto, si può giocare anche dal telefonino quindi... ovunque ci si trovi. Ecco cosa dice uno degli amici con cui ho fatto gruppo in questa esperienza: "durante questa quarantena ho capito di avere sottostimato moltissimo i giochi da tavolo on-line; io pensavo ci si limitasse ai classici giochi di dama, scacchi, solitario, e magari una versione limitata e costosa di quei titoli più conosciuti quali Monopoli e Risiko; invece con grande piacere ho scoperto la presenza di piattaforme gratuite, molto ben progettate, e accesso a decine e decine se non centinaia di giochi splendidi! E gratuiti! Ma la sorpresa più grande è stato realizzare che imparare e giocare ad un gioco nuovo è addirittura più semplice on-line che dal vivo". Oscar Perotto

I bambini sono +/- rilassati, stressati, arrabbiati, annoiati? Mio figlio è sicuramente più riposato a livello fisico, potendo dormire maggiormente la mattina. pensiero Inizialmente era molto felice di passare più tempo con i genitori, quindi qualsiasi altro brutto ora con una ragazza era andato in secondo piano. Negli ultimi giorni, con il rientro del papà a lavoro, e qualche che funge da babysitter, si mostra più nervoso, con reazioni a volte eccessive individuale, (le manifesta offendendosi quando qualcosa non va come vorrebbe). Ha poca autonomia nel gioco ricerca e pretende sempre la nostra presenza e compagnia nel gioco.

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GABBIETTE E CASETTINE Costruire giocattoli al tempo del covid 19 Costruire un giocattolo è come scrivere e cantare una canzone; quando si compone si parte sempre da un motivetto o ritornello, che deve essere disponibile per una eventuale ripetizione, divagazione, fantasticazione. I ritornelli, i motivi ritornanti sono le famiglie di giocattoli del passato, hanno una materialità tridimensionale e aspetti formali che definiscono ambienti di provenienza, nominazioni, funzioni, storia, qualità narrative; sono sempre quelli, la trottola, la bambola, l'aquilone, i birilli, il bilboquet, le costruzioni, i soldatini, le biglie... La memoria dei giochi o archivio, è importante, perché si costruisce per i bambini o per sé stessi, su un motivetto orecchiato dal passato e in attesa di ciò che deve venire. Non si costruisce, o non costruisco, progettando il nuovo e facendo del design. Il giocattolo che faccio è una ripetizione differente dell'identico che incontra il presente, l'adesso, il qui; che inventa varianti, che fa un uso improprio di ogni cosa che gli capita per le mani. La variazione è strutturale all'interno di una totalità i cui elementi sono identificabili nella ripetizione. Così che il giocattolo non è mai nuovo e paradossalmente non invecchia, ma sempre si rinnova e ri-attualizza: è una piegatura, una perenne deformazione di un motivo che va oltre. Il ruolo fondamentale nella variazione, cioè nella ripetizione differente di una trottola, di una bambola, di un birillo, sembrerebbe dipendere da chi lo costruisce. Ma non mi sembra sia così, l'esecuzione è in relazione con il mondo degli accadimenti, il costruttore non è una persona, un carattere, un soggetto che dispone di una volontà precisa, ma una molteplicità, una popolazione discreta, una variazione atmosferica, una nebbia, una molecola impercettibile, che risponde e si aggancia e si concatena a una chiamata, tra passato e presente, per divenire qualcosa d'altro nell'atto del suo fare. Tutto questo discorso per dire che nella situazione in cui ci siamo trovati, ovvero lo stato di reclusione indotto da una emergenza sanitaria, le nostre case e il vivere relegati in stanze, scale, pianerottoli, balconi, a cantare e far suonatine con trombe e violini, in questo tempo il costruttore ha pensato a luoghi di reclusione di animali come i pollai, le cucce per cani in catena, le gabbie per insetti e uccellini. È andato a ripescare un'immagine di gabbiette ricevute in dono da bambino. Quelle gabbie con grilli che venivano regalate ai bambini in primavera, in occasione delle festività dell'Ascensione in Romagna e in Toscana. I bambini dovevano nutrire e accudire il grillo, affinchè cantasse tutta

l'estate, per poi essere liberato. La festa del grillo più nota si è svolta per anni a Firenze. La tutela animale e la quasi scomparsa della specie hanno pressoché estinto l'usanza, ma gabbiette per grilli a forma di casettina con muretti coloratissimi e finestrine con grate di filo di ferro, si trovano ancora nei mercatini della Toscana e sono l'ultimo pallido ricordo di questo giocattolo.

Il motivetto che ha cominciato dunque a cantare nell'orecchio del costruttore è stato di riprenderne la costruzione e di metterci dentro qualcosa d'altro che attenesse all'emergenza sanitaria in atto e a tutto quello su cui si poteva fantasticare.

I bambini sono +/- rilassati, stressati, arrabbiati, annoiati? Inizialmente faceva più fatica a concentrarsi o non mostrava interesse per i lavoretti manuali, ora invece li apprezza di più, ma per un tempo limitato (un'oretta al giorno).

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ARTICOLI TEMATICI Cerca una maglia rotta nella rete che ci stringe, tu balza fuori, fuggi! (Ossi di seppia, Montale)

Wittgenstein in Ricerche filosofiche (par. 309) afferma che il compito della filosofia è quello di indicare alla mosca come uscire dalla trappola. Anche Pierre Hadot in La filosofia come modo di vivere scrive di aver sempre apprezzato la frase di un filosofo cinese che dice che siamo come mosche rinchiuse in un tino: bisogna uscire da questa chiusura per respirare nel grande spazio del mondo. ( ) In ogni circostanza ciò che conta è liberarci dai paraocchi, se così si può dire, che riducono la nostra visione al nostro esclusivo interesse. Si tratta di mettersi al posto degli altri e di tentare di inserire la nostra azione nell'ottica dell'umanità, non dell'umanità astratta, ma degli altri uomini, e insieme anche nell'ottica del mondo. Nel periodo in cui costruivo case gabbie, ho letto Una relazione accademica di F. Kafka, dove si racconta la cattura e il trasporto in Europa di una scimmia, Pierino il Rosso, che diventerà un abile oratore accademico. Tutto il processo di trasformazione dopo il trauma della cattura, ha inizio nella gabbia nella quale è rinchiuso, La prima cosa che imparai fu la stretta di mano: la stretta di mano denota schiettezza. I ricordi della scimmia riguardano la gabbia nella quale si ritrova rinchiuso, una gabbia di tre pareti saldate a una cassa, dove l'animale non può muoversi tanto è stretta. Si ritiene che questo modo di custodire gli animali feroci, nei primissimi tempi, sia vantaggioso, e oggi con la mia esperienza non posso negare che questo, dal punto di vista umano, risponda a verità. Ed ecco

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che cosa la scimmia impara al temine del processo: E imparai signori miei. Ah, si impara quando la necessità incalza; s'impara quando si cerca uno scampo, s'impara disperatamente. Si sorveglia se stessi con la sferza; alla minima resistenza ci si lacera le carni. Queste parole ben traducono lo spirito che ha animato momenti di costruzione delle gabbiettecasa, usando ogni cosa o materiale che fosse a portata di mano e attinente con ciò che accadeva nelle nostre case, le ordinanze governative, i dispositivi di protezione, con ciò che impediva di vivere una socialità condivisa. Le gabbiette-casa costruite sono doppi parodici delle nostre abitazioni di sovradattati per addomesticamento-assoggettamento: la casa, l'appartamento condominiale, il garage, la villetta, il paese, la città, la metropoli quel poco o quel tanto di spazio che garantisce solitamente una tranquillità tanto più fragile quando interviene un ingrediente esterno ad innestare processi di immunizzazione. Ho costruito gabbie con reticolati e tettucci con dentro cose abbandonate, minuscole scale, sedie, sfere di cristallo, monetine, piume, lettere, caramelle, frammenti di nuvole, composto miniature di abitazioni di fantasia con pareti di rete e sbarre, piazze pseudo metafisiche, nicchie e deserti scomponibili, con l'intento più o meno consapevole di metterli a disposizione di chi vorrà giocare ai luoghi dell'isolamento. Ho costruito gabbie minuscole a volte non più di un pollice, piene d'aria e di polvere. Ho pensato che il motivo della gabbia fosse da intendere propriamente come luogo per ospitare creature sensitive che si stanno allontanando dall'umano per diventare in reclusione animali, al grado zero della natura e dell'essere. Come se riscoprendo l'animalità nell'intrappolamento, prendessero a rivivere fantasticazioni infantili, la forza segreta, magica, in grado di insinuarsi nei punti deboli della realtà per farla cedere a pezzi e obbligarla a lasciar liberi i tesori che nasconde. Le gabbiette dei grilli sono miniature, forme elementari per intrappolare il minuscolo e l'impercettibile, suscitare incantamento e curiosità, da mettere in mano ai bambini e agli adulti, perché ci giochino e ne venga fuori una qualche narrazione che renda intellegibile quello che è accaduto. Roberto Papetti foto di Stefano Tedioli

Come state vivendo la genitorialità h24? Questi 2 mesi molto impegnativi, le prime settimane sono state le più dure, tutti gli impegni la scuola a distanza, sportivi (che occupano tutto il pomeriggio) cancellati e passare tutto tempo a casa a gestire riusciti penso siamo meglio, po' un va organizzarsi con i PC per i compiti e incastrare il lavoro a casa. Oggi mura 4 in obbligata a convivenz alla dovuti pazzia di momenti sono a gestire le mattinate. A volte ci (poco spazio per 5 persone). Ma abbiamo fatto anche tante cose che prima non si riusciva a fare.

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Gioco in famiglia

IL GIOCO LIBERO

È importante lasciare i bambini nella possibilità di sperimentarsi nel gioco libero perché permette una elaborazione anche sul piano simbolico di quanto accade nella realtà. Ciò che in parte è mancato nel periodo della chiusura data dalla pandemia, è stato l'accompagnamento dei bambini a comprendere a modo loro, quanto stava accadendo nella realtà. Con a modo loro intendo la possibilità di giocare liberamente, di mettere in scena quanto c'era di incomprensibile, di pauroso, nel covid-19. Il mio lavoro in questa lunga quarantena è stato quello di sostenere i genitori nell'accogliere i loro bambini nel momento in cui manifestavano dubbi, timori, angosce che nascevano dallo stravolgimento del loro quotidiano che ha portato con sé la perdita di punti di riferimento relazionali, spaziali, temporali ed ha segnato un ritorno ad una forte dipendenza dalle figure genitoriali; per esempio l'interruzione delle attività scolastiche. I bambini sono rimasti come sospesi tra sogno e realtà e molto della loro quotidianità è stata riempita da immagini virtuali che, soprattutto nei più piccoli, non hanno favorito la comprensione della realtà. Penso ad un bambino il cui padre mi raccontava piuttosto angosciato che suo figlio era molto turbato e confuso da questa nuova realtà data dalla quarantena e dalla paura del coronavirus: aveva momenti di profonda crisi in cui non sapeva se il tempo che stava vivendo era un brutto sogno o la realtà, se lui era sveglio o stava dormendo, se la sua famiglia era quella vera reale oppure era solo un sogno. Questa è una storia limite alla quale intendo contrapporre alcune situazioni di famiglie adottive, dove questo essere chiusi, bloccati in casa con genitori e figli, ha favorito il consolidamento del legame affettivo e di fiducia. In generale credo sia necessario accompagnare i bambini a poter elaborare con i propri strumenti l'esperienza che hanno vissuto e che continueranno a vivere, visto che le relazioni sociali e le attività

hanno ripreso ma con regole stringenti e limitanti, come il divieto di giocare all'acchiapparella o l'obbligo di portare la mascherina che preclude gran parte della comunicazione non verbale di cui i bambini invece hanno profondamente bisogno per raccontare con la mimica, l'espressività del viso, quanto ancora non riescono ad esprimere con le parole. Nel viso coperto dell'adulto viene a mancare almeno in parte il rispecchiamento del sé del bambino, meccanismo fondamentale nel processo di costruzione dell'identità dell'individuo. Ritengo quindi fondamentale mettere i bambini nella condizione di sentirsi ascoltati nelle loro narrazioni non solo verbali, ma espressive, ludiche, pittoriche, corporee... Ricordo che il 15 gennaio 2019 ci fu Ravenna una scossa di terremoto che per fortuna non fece danni, ma spaventò molto la popolazione, quindi le famiglie e i bambini. I bambini per alcune settimane portarono in sala di psicomotricità il gioco del terremoto. Questa possibilità di elaborazione attraverso il piacere del gioco un'esperienza traumatica ha fatto sì che si creasse un ponte pensabile, immaginabile, giocabile, che tenesse insieme la paura indicibile, paralizzante, con il piacere di condividere, di comunicare attraverso il gioco che quella paura la si poteva circoscrivere, metterla dentro ad un contenitore, esorcizzarla. È attraverso il gioco libero, indipendente, ed anche un po' rischioso, che si permette ai bambini e alle bambine di sentire di poter lasciare tracce di sé nel mondo, di provare il potere di intervenire, modificare, trasformare il mondo attorno a sé. Nel gioco libero, indipendente e un po' rischioso si sente di essere soggetti importanti, perché portatori di creatività e di nuove idee mai pensate prima che vanno a rompere quel sistema di controllo e di eccessiva protezione che gli adulti pongono sui bambini, forse per non dover fare la fatica di lasciarsi trasformare.

Fiorenza Paganelli psicomotricista coordinatrice del servizio di psicomotricità Il filo del gioco Cooperativa progetto crescita, Ravenna

Come state vivendo la genitorialità h24? una fine, Bella ma faticosa e stressante. La paura dell'ignoto, di ciò che sarà, il non vedere si ha paura rende tutto molto faticoso, soprattutto da quando siamo tornati a lavorare perché sistematicamente anche del contatto familiare. Ognuno cerca di ritagliarsi uno spazio che, in alloggio, viene invaso da un altro membro della famiglia. I bisticci fra fratelli sono più frequenti e viene faticoso gestirli soprattutto quando ti senti tu stesso demotivato.

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LA STRANA FAMIGLIA CORONA Raccontare il Coronavirus ai bambini

Come state vivendo la genitorialità h24? per loro Non si stancavano più e di sera fino a tardi non andavano a letto. La cosa più difficile è' stata anzi... problema un stata è' non distanza a rallentare tutto ... la didattica

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Come state vivendo la genitorialità h24? di Essere genitore in questo periodo non mi ha dato problemi diversi, anzi forse mi ha permesso arrivare subito voler senza parlarne, per tempo il riflettere su alcuni loro atteggiamenti e di trovare su. tornarci di tempo il trovare e reazioni le vedere palla", la "lanciare può si ni; a conclusio

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Gioco in famiglia

LIKE A JUNGLE COME TRASFORMARE LA CASA IN UN LUOGO DI GIOCO RESTARE FISICAMENTE ATTIVI ANCHE IN CASA Nella memoria dei bambini e delle bambine intervistati il periodo di lockdown è prevalentemente un ricordo negativo. Insieme agli amici e alle esperienze rituali che si facevano fuori casa, è l'attività fisica che a molti è venuta a mancare maggiormente. Mancando la pratica concreta, il ricordo però non è svanito nel nulla e molti minorenni oggi continuano ad avere i postumi di un trauma: vivono ad esempio un confronto problematico con le proprie capacità e competenze motorie, difficile diventa il coinvolgersi come prima in prove competitive con gli amici e l'approccio con il possibile fallimento diviene un punto cruciale; ne sono testimoni diversi degli animatori dei centri estivi con cui mi sono confrontato. Con le scuole chiuse ed i luoghi di gioco all'aperto inaccessibili, come del resto anche i parchi, i giardini e i vari corsi di attività ludico motoria e/o sportiva per bambine e bambini, tra marzo e maggio diventava essenziale restare fisicamente attivi ed in salute mentre si spendevano tante ore in casa. A quel tempo in aprile sul sito della LUnGi, la Libera Università del Gioco, avevo scritto un articolo c o n a l c u n i suggerimenti pratici e delle immagini per giocare con il corpo e con il movimento seppure relegati in casa. Penso che quelle suggestioni oggi siano ancora cosa valida da riesumare e che meritino ulteriore diffusione. Si tratta di idee da avere in mente e di uno strumento da avere a portata di mano ogni qualvolta si voglia giocare in casa attivamente, contribuendo così a fare comprendere ai genitori l'importanza ed il valore del gioco attivo che può essere organizzato a bassissimo costo, se non gratis, anche negli ambienti domestici con la sola adozione di alcune precauzioni. Soprattutto dal punto di vista delle bambine e dei bambini è bene sapere che se si riesce a sperimentare un'attività motoria non concepita come esercizio , ma più come liberi giochi in cui si

è protagonisti del proprio ideare il movimento, allora questa attività diventa subito più creativa, varia e divertente e possibilmente socializzante, coinvolgendo almeno il nucleo familiare. Si parte delle <carte-immagini> che mostrano semplici idee senza testo o spiegazione, promuovendo delle attività che per, essere realizzate necessitano di materiali facilmente recuperabili, sfruttando al massimo lo spazio di casa anche quando non è molto. Ciò che si desidera maggiormente è che, attraverso una semplice guida fatta di domande aperte , si possa generare nelle bambine e nei bambini la possibilità reale di essere protagonisti del proprio inventare e realizzare giochi.

Se avete la possibilità di stampare le carteimmagini tanto meglio, l'idea diventa più fruibile, ma andrà bene lo stesso se condividerete le figure sullo schermo. Nella visione ed interpretazione dell'immagine, ogni volta date priorità alla voce dei più piccoli, ma allo stesso tempo non sottraevi come adulti dall'aggiungere la vostra idea; quando è possibile trovate l'accordo e lasciatevi andare alla sperimentazione prima di arrivare a definire un gioco o una sequenza di movimenti fatti per gioco. Le <carte-immagini> per attività varie sono una

Come state vivendo la genitorialità h24? da Nelle prime settimane la mamma ha vissuto con molta frustrazione: per l'impossibilità di dedicare working. Smart in lavoro il con rsi concentra di a dall'altr una parte attenzione completa al bambino,

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ARTICOLI TEMATICI decina, ma nessuna spiegazione le accompagna: si vuole che siate voi gli artefici dell'ideazione! Come? Senza giudizi o pregiudizi, interpretando liberamente l'immagine raffigurata lasciatevi andare con le bambine e i bambini nel definire cosa viene mostrato: come funziona quell'attività secondo voi, quali materiali ci si deve procurare per svolgerla al meglio, di quale e quanto spazio necessita. Soprattutto non irrigiditevi nel copiare l'immagine, essa è solo uno stimolo: ottimo se da una suggestione della figura si moltiplicano le vostre idee. E poi non litigate se avete idee diverse e discordanti: la diversità è la base di cui si nutre la creatività! È auspicabile che per un problema, in questo caso "che cosa propone la specifica immagine?", vi siano più risposte. E se proprio non trovate l'accordo, allora mettetele alla prova tutte le proposte. Per iniziare suggerisco di dare un veloce sguardo a tutte le <carte-immagini> per poi scegliere quella che più vi piace, intriga e stimola alla sfida. Fate spazio in una stanza, spostando o coprendo tutto ciò che ha degli spigoli, togliendo ciò che potrebbe cadere e rompersi. Potreste anche partire con una ricognizione preventiva dello spazio per listare le cose che non si possono fare per evidenti limiti dell'ambiente, quali i possibili pericoli che non è necessario correre per divertirsi assieme; valutate insieme i rischi ed i benefici e assolutamente state alla larga dai pericoli. Se necessario scriveteli in una lista per non dimenticarli. Domandatevi se avete tutti i materiali richiesti per realizzare quell'attività ed in caso contrario quali alternative potete adottare? Quale altro materiale è facile da recuperare in casa? O dagli amici, visto che adesso li potete frequentare ed invitare. Selezionata l'immagine datevi da fare per interpretare come funziona quel gioco, quali sono le regole di base e poi cominciate a sperimentare. Magari scoprirete che presto l'attività si moltiplica in altre idee di gioco. Ottimo: è proprio quello che serve! Ripetete l'attività fin tanto che vi soddisfa e quando volete cambiate, modificando qualcosa del gioco oppure cambiando gioco, pescando un'altra <carta-immagine>. E poi, se vi va, fateci sapere come va L'attività fisica è di vitale importanza per le bambine e i bambini, specialmente durante un periodo difficile ed incerto come quello che è stato attraversato, ma non solo; necessitano di restare

Gioco in famiglia attivi, di ridurre il tempo davanti agli schermi, di fare attività di carattere ludica e fisica tutti i giorni, più volte al giorno. Ne gioverà la loro salute fisica e mentale, questo modo di giocare contribuirà a rimuovere lo stress accumulato e migliorerà la qualità del sonno, supportando il sistema immunitario. Il gioco può diventare per una bambina e per un bambino un luogo sicuro in cui rifugiarsi e dove sentirsi nella propria zona di confort, grazie al controllo sull'attività ludico motoria che ripete e conosce in un clima diverte. Perciò non abbandonate questo momento di gioco attivo perché è un'importante parte della giornata, con cui anche elaborare le preoccupazioni inerenti l'emergenza sanitaria e non solo. Renzo LaPorta

Come state vivendo la genitorialità h24? le regole Quando abbiamo preso il ritmo , ci siamo organizzati dividendoci i compiti, cercando di mantenere capiamo cui in momento delicato questo in lui, da troppo e pretender senza ma condivise come sempre, la difficoltà di nostro figlio ad esprimere le sue emozioni e ad affrontare questo strano periodo. i ruoli Troviamo comunque difficile per il benessere del bambino dover rivestire in prima persona tutti vicine, figure altre e zii nonni, amici, , educatori di cui normalmente è circondato quotidianamente: nonché genitori, tutto in uno (anzi, in due fortunatamente)!

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Gioco in famiglia

SONDAGGIO SULLE ABITUDINI DELLE FAMIGLIE DURANTE IL LOCKDOWN Durante questa paralisi ludica dovuta alla pandemia abbiamo deciso di interessarci a quali giochi hanno giocato le famiglie (che già seguono i nostri ludobus e ludoteche) durante il lockdown; questa è stata l'occasione anche per chiedere loro alcune informazioni sulle nuove abitudini nate dall'isolamento forzato che ha alterato le routine di bambini, adolescenti ed adulti. Visti i tempi abbiamo organizzato il nostro sondaggio on line ed abbiamo ricevuto le risposte di 215 famiglie. La famiglia tipo emersa dall'analisi delle risposte è composta da 2 figli in età compresa tra 4 e 11 anni, risiede in piccoli centri urbani ed ha la possibilità di usufruire di un giardino o di un cortile privato. La disponibilità di questo spazio è stata un fattore determinante per trascorrere ore di gioco libero all'aperto, ma l'attività ludica più praticata tra le mura domestiche sono stati i giochi da tavolo e di carte. Non è mancato il tempo trascorso impegnati in attività di costruzione, di manipolazione, di espressione artistica come piccoli laboratori creativi o il semplice disegnare. Un modo piacevole poi per trascorrere insieme il tempo sono state le attività culinarie. Anche i giochi digitali sono stati abbastanza usati dai più grandicelli, soprattutto per noia o per mancanza di compagni di gioco, mentre per i più piccoli sono stati un'esperienza decisamente marginale, spesso limitata alle attività proposte da insegnanti ed educatrici dei servizi che frequentavano prima. Alle ore impegnate davanti agli schermi in attività video ludiche si sono aggiunte poi quelle richieste dalla Didattica a Distanza che è stata messa in pratica con modalità e tempi molto vari e diversi da classe a classe. Rispetto alla DAD abbiamo ricevuto rimandi contrastanti: da quelli a cui è piaciuta moltissimo vivendola con leggerezza e piacere a quelli che l'hanno detestata vivendola con disagio e ansia. Ciò che abbiamo notato è che la maggior parte delle risposte evidenziava sia confusione nell'organizzazione delle lezioni, degli orari,

degli strumenti sia difficoltà da parte dei genitori, spesso impegnati con lo Smart Working, ad aiutare i figli più piccoli ma non solo a destreggiarsi in questo nuovo modo virtuale. Eravamo anche curiosi di sapere se e come questa maggior disponibilità di tempo avesse influito sulle abitudini di lettura. La maggior parte dei rispondenti non ha notato cambiamenti significativi sul consumo di libri da parte dei minorenni: chi già leggeva ha continuato a farlo godendosi il maggior tempo a disposizione e chi non leggeva molto non ha mostrato un rinvigorito interesse verso la lettura. Con piacere abbiamo scoperto che in generale i figli si sono sentiti più coinvolti nelle faccende domestiche, dimostrando più responsabilità nello svolgere i piccoli lavori assegnati e godendo nello scoprirsi utili e capaci. I genitori hanno apprezzato il fatto di poter passare più tempo in famiglia, anche se ammettono che è stato molto impegnativo e a volte stressante, soprattutto perché questa genitorialità h24 è stata affiancata da attività impegnative come la DAD e il lavoro on line. Da numerose risposte emerge come molti bambini siano passati da un iniziale entusiasmo per la novità di stare sempre con mamma e papà, a uno stato di noia, rabbia e stress per il senso di mancanza verso le vecchie routine soprattutto nell'ultimo periodo di restrizioni. Non sono mancati i genitori che hanno dichiarato invece di vedere i propri figli più rilassati, senza troppi impegni sociali e più sereni senza la fretta che prendeva prima le loro giornate. Come ultima domanda abbiamo chiesto quale sarebbe stata la prima cosa che i bambini avrebbero voluto fare alla fine del lockdown: la maggior parte ha risposto che desiderava vedere i nonni e andare in bici al parco per incontrare gli amici e mangiare un buon gelato. JeanPierre Paschetta

Come state vivendo la genitorialità h24? Inizialmente bene, abbiamo approfittato del tempo che solitamente non abbiamo per stare insieme. momento Ora è più difficile perché bisogna trovare sempre nuovi stimoli, condividiamo ogni singolo i della giornata, anche nei giochi (quindi nessuno spazio per me è zero privacy) cerco di non sostituirm attività alcune ed nuove cose li insegnarg di modo mio a ma forzarlo, non di e alla scuola materna che spero possano aiutarlo a crescere. Quali contatti hanno i bambini con altri amici o compagni di scuola? I bimbi hanno mantenuto i contatti con i compagni di scuola attraverso Skype o WhatsApp mentre con i vicini di casa attraverso i balconi (da lì organizzavano anche giochi a distanza). Quali contatti hanno i bambini con altri amici o compagni di scuola? Hanno mantenuto i contatti con gli amici grazie ai telefoni.

I bambini si sentono più responsabilizzati? aiutano in casa volentieri? Aiutano in casa volentieri? In casa non ha interesse nell'aiutare a cucinare, ma aiuta la mamma a fare il bucato a volte. Il suo compito è quello di riordinare i suoi giochi tutte le sere.

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Gioco in famiglia

SARA GENITORI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS Dal 9 marzo, con qualche giorno di anticipo rispetto al lockdown generale, noi restiamo a casa con le nostre due bimbe di 6 e 9 anni. Come tutti, abbiamo sperimentato la difficoltà iniziale di adattarsi ad una vita molto diversa da quella consueta, una vita a cui non avremmo mai immaginato di doverci abituare. Riguardo alle bambine e alla gestione delle loro giornate, già prive a quell'epoca di scuola e servizi annessi, abbiamo avuto un primo sentimento di sollievo: potendo lavorare da casa in modalità smart working non avremmo più dovuto ricorrere ai nonni, sempre disponibili, ma purtroppo anche soggetti maggiormente a rischio Covid-19. Veniva quindi meno un motivo di preoccupazione. Ma ecco poi nascere, sin da subito, l'esigenza di un'organizzazione familiare che ci permettesse di vivere a stretto contatto, considerando da un lato l'impossibilità di evadere anche solo per brevi momenti e dall'altra il desiderio di valorizzare il più possibile questo tempo strano. Abbiamo quindi impostato dei turni fra noi genitori per poter lavorare, se non a tempo pieno, almeno alcune ore al giorno, e avere poi del tempo di qualità da dedicare interamente alle bambine. M. e S. si sono dimostrate da subito entusiaste di scoprire insieme a noi (sì, anche per noi in alcuni casi era la prima volta!) alcune attività antiche come la pasta fatta in casa, il ricamo a mezzopunto o alcuni semplici esperimenti da piccolo fisico. Per non parlare di giocose e ridanciane sedute di ginnastica davanti ad un video di Youtube! Da subito sono arrivare in soccorso le insegnanti della scuola materna, con tanti spunti via WhatsApp per intrattenere i più piccini e per mantenere con loro un minimo contatto: per chi come noi è all'ultimo anno, non ci sarà più modo di riprendere le attività in presenza e i bambini si troveranno catapultati direttamente in una scuola nuova. Poi c'è stato l'avvio della didattica a distanza, con le lezioni da trasmettere alla più grande che frequenta la terza elementare, i compiti da svolgere e gli appuntamenti online con insegnanti e compagni. Abbiamo così avuto la conferma che un genitore non può sostituirsi ad un maestro. Per quanto impegno possiamo dedicare, è difficile mantenere il giusto equilibrio, essere obiettivi nel soppesare le capacità del proprio figlio, capire quando è il caso di insistere e quando invece la manica deve rimanere un po' più larga . Il bambino, dal canto suo, fatica ad accettare da mamma o da papà quello che normalmente è abituato a ricevere dal proprio

insegnante. La didattica a distanza ci conferma quello che già sapevamo, ma che non avevamo mai ben soppesato, e cioè che è indispensabile una stretta collaborazione fra scuola e famiglia per la formazione dei nostri figli. Forse questa emergenza ci renderà capaci, da entrambi i lati, di aprirci a nuove vie. Dopo sei settimane, purtroppo ancora lontani da un ritorno alla normalità, possiamo dire di aver passato in famiglia momenti unici e belli, ma anche di aver sperimentato la noia, la tensione e lo scontro fra di noi. Sul fronte educativo ce la stiamo mettendo davvero tutta, ma a questo punto si fa strada la consapevolezza che non possiamo bastare e che è profondamente vero quel detto che afferma che per crescere un bambino occorre un villaggio intero. Malgrado M. e S. si dimostrino ancora felici e abbastanza soddisfatte, come genitori sappiamo che hanno bisogno di poter abbracciare i nonni, di ritornare ad imparare dalla loro saggezza e di poter godere della loro naturale e giusta tendenza a concedere vizi. Hanno bisogno della guida dei loro insegnanti, della loro necessaria severità e del loro rigore. Hanno bisogno dei loro amici e compagni, perché nel confronto con i propri pari si imparano cose nuove, si fanno conquiste, si gioisce, si impara a gestire le frustrazioni. In altre parole, si cresce insieme. Noi genitori abbiamo bisogno che tutti questi sguardi esterni tornino a posarsi sui nostri figli, per far sì che i nostri occhi possano guardarli e seguirli crescere con la giusta prospettiva. Sara IO VADO IN BICICLETTA IN CORTILE E GIOCO UN PO' CON MIA SORELLA M. S. – 6 anni

i? I bambini si sentono più responsabilizzati? aiutano in casa volentieri? Aiutano in casa volentier a). mascherin di (uso e protezion la per regole - È molto giudizioso quando si tratta di - Si sente responsabilizzato nel restare a casa per combattere questo brutto virus. c'è qualcuno - Si, secondo me si. Da subito ho organizzato i turni per preparare e spreparare tavola, a volte tipo compiti altri anche dati sono si grande più figlio Al fa. si lo ma naso il po' un che storce raccogliere le foglie a casa di nonna, e tenere la camera pulita (togliere polvere e lavare il pavimento una volta a settimana).

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Gioco in famiglia

PIERMAURO GENITORI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS Ci sarebbe piaciuto dormire qualche mattina fino a tardi. Sbavare sul cuscino, rigirandosi dall'altro lato del letto, quando le prime luci dell'alba filtrano dalle persiane e corrono a infilarti le loro dita appuntite negli occhi. Invece no. Per qualche strana e oscura motivazione abbiamo generato figli mattinieri, di quella graziosissima specie che alle sette meno un quarto del mattino sono già in piedi a correre e saltare nei corridoi, e vengono a tirarti giù dal letto con quello sguardo accusatorio, come se avessero fretta di dare il primo morso ad ogni nuova giornata. Anche quando non punti la sveglia, anche di domenica, anche in tempi di lockdown. Oggi non si lavora, non si va a scuola, non si esce di casa. Oggi come ieri, domani come oggi, e così via. All'improvviso, in un giorno di marzo, il tempo s'è dilatato. Il tempo. Quel tempo. Quello che ci mancava sempre, che non bastava mai, che avremmo voluto fermare quante volte. Quello che rincorriamo quotidianamente. Quello che a volte abbiamo pensato di possedere, ignorando di cavalcarne solo una minuscola, ridicola, irrisoria frazione, aggrappati con tutte le nostre forze a un granello di sabbia della gigantesca clessidra nella quale ci sentiamo sicuri. Ci siamo dati rintocchi, scadenze, appuntamenti inderogabili a ritmo del tic tac e poi, all'improvviso, in quel giorno di marzo, ci appare tutto fermo, cristallizzato. Ma basterebbe osservare la natura, per capire che di fermo non c'è nulla. Fuori dalle nostre finestre, gli uccelli son tornati a cantare e organizzarsi per costruire i loro nidi, I fili d'erba hanno spinto verso l'alto ancora una volta, assecondando la legge dell'attrazione celeste, alla conquista della superficie, anche i fiori stanno indossando i migliori colori. Chi ha la fortuna di vivere nei pressi di uno spazio verde, si sarà potuto rendere conto dell'ispirazione che potremmo trarre da tutto questo. Ogni anno, proprio in questo periodo, la natura rinasce. Noi esseri umani, di questa natura, per quanto ci piaccia dimenticarlo, ne facciamo parte. Abbiamo avuto la sensazione che tutto si sia fermato, forse perché correvamo tantissimo, ignorando per forza di cose tutto ciò che non correva al nostro stesso ritmo. Camminando a piedi

noterò quel sasso, e forse mi fermerò a osservarne le geometrie, dubito che avrei avuto l 'occasione di scovarlo, se fossi passato in auto. Forse questo periodo, per alcuni purtroppo di disperazione assoluta, ha regalato ad altri una buona dose di lentezza, prerogativa importante per lo studio e l'osservazione. Un mese da passare tutto il giorno, tutti i giorni, tutti e quattro assieme, non era mai successo. Abbiamo pianto, abbiamo riso, e cercato di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Abbiamo parlato lingue sconosciute, inventato canzoni, cacciato coi leopardi di montagna, navigato coi pirati, sconfitto mostri ancestrali, organizzato picnic e vissuto con una comunità di scimpanzé. Abbiamo saltato la corda, fatto arti marziali, ballato su ogni musica, passeggiato coi cani e raccolto fiori. Abbiamo fatto l'orto, dipinto, scritto e letto. Abbiamo litigato, fatto capricci, lanciato cose e alzato la voce. Tutti noi, tutti e quattro, tutti assieme abbiamo vissuto, grati di poterlo fare, nella nostra misura e con le nostre fortune, ascoltando le notizie che giungevano da fuori, le esperienze di chi è stato ed è tutt'ora messo a dura prova da questa situazione e che ci sta insegnando che anche nella tragedia occorre trovare la gioia di vivere. Saperla scovare, imparare ad apprezzarla, vivere coltivandola e non smettere mai di provare a trasmetterla. Sarebbe un regalo per i nostri figli, ma sicuramente anche per tutti noi. Piermauro

Come i bambini aspettano la fine della quarantena? -Vorrebbe anche andare in caserma dai pompieri che conosce il papà. cose nuove, dice, -Attende prima di tutto di poter tornare a scuola... è la prima cosa che vorrebbe fare per imparare . e rivedere i suoi amichetti a decidere che -Aspetta la fine della quarantena dicendo che lui odia i carabinieri (perché per lui sono loro cose. tante fare potremmo us coronavir questo finirà quando che dicendo e si deve stare a casa)

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Gioco in famiglia

LUCA GENITORI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS AMICIZIA AI TEMPI DEL COVID La storia che voglio raccontarvi parla di Amicizia. Non è che avessero dovuto attendere la quarantena quei due per diventare amici, tuttavia...

si sente una voce che lo chiama, da dietro quelle sbarre Giacomo!!! Giacomo!!! Giacomo!!! E allora si parte, di corsa, con la bicicletta, scalzo! Verso l'amico, verso l'amicizia ai tempi del Covid. E ripartono i giochi, le grida di gioia, ed i sorrisi. Adesso ridono i due bambini, ed anche i miei occhi di papà, primi umidi per la tristezza, ora sono pieni di lacrime di gioia! E non c'è più niente che debba essere spiegato...

Disegno di Emanuele, 8 anni, fratello

Isacco e Giacomino sono due bambini di 5 anni, amici di quelli che si dice per la pelle . Ma non sono solo amici per la pelle, sono anche compagni di scuola, quell'Asilo che forse non riusciranno a terminare; e poi sono vicini di casa. Già, li separa un'intercapedine, di quelle per dare luce ed aria ai garage, giù di sotto, con due ringhiere, una per giardino. Non sono state mai un ostacolo, un problema, quelle ringhiere; bastava un papà da una parte, una mamma dall'altra parte, ed op!, Isacco era da Giacomino, ed op! Giacomino a giocare, mangiare, talvolta anche a dormire, da Isacco! Adesso però ditemi come fare, per me papà, per le mamme, a spiegare a quei due che quelle barriere non si possono più scavalcare, che per un po' di tempo Isacco e Giacomino non potranno abbracciarsi, saltarsi addosso, correre, e perché no, anche litigare, insieme. Allora capita che i due bambini, nei primi giorni di sole e caldo, si trovino, come sempre, da quelle ringhiere, con le facce quasi schiacciate tra quelle, che ora sembrano sbarre Inizialmente i miei occhi di papà sembrano gonfiare, nel vedere queste scene, però, poi Giacomino ed Isacco iniziano a giocare, se non sono loro a poter scavalcare quelle barriere, perché non può esserlo un pallone?, un ramo? un fiore? una merenda da condividere? I due amici hanno trovato un altro modo di giocare, passando sempre e comunque il tempo insieme. E quando Giacomino è ancora in casa, o con i fratelli,

Isacco e Giacomino. Foto di papà Luca

Saluzzo, 19 aprile 2020 Luca Barone, papi

Qual è la loro paura più grande? doversi trovare -La loro paura più grande è che tutto questo non finisca o comunque non finisca presto e quindi ancora reclusi in casa e soli. -La paura più grande legata a questa situazione è quella di essere sgridato lui o i suoi genitori i di protezione. dalla polizia/vigili per essere usciti senza autocertificazione/permesso o senza i dispositiv

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Gioco in

Famiglia

il GiornAli Ali per Giocare - Associazione Italiana dei Ludobus e delle Ludoteche è un'Associazione di promozione sociale senza fini di lucro con sede a Frosinone. L'Associazione ha per scopo l'elaborazione, promozione, realizzazione di progetti di solidarietà sociale, tra cui l'attuazione di iniziative socio-educative e culturali, nel rispetto dei principi della Costituzione Italiana e nel pieno rispetto della dimensione umana, culturale e spirituale della persona. L'Associazione persegue finalità di solidarietà sociale e civile nei settori dell'educazione, dell'animazione, dell'assistenza sociale, della formazione, della tutela dei diritti e della promozione della cultura, in particolare della cultura del gioco, mediante la rappresentanza di istanze e progettualità di chi opera sul territorio con progetti ludici, pedagogici e socioculturali, fondati sull'affermazione del diritto al gioco attraverso l'azione di mezzi mobili attrezzati (Ludobus) e l'attività in strutture fisse (Ludoteche).

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Gioco in famiglia  

Quinto numero estate 2020

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