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LA RIVISTA DELL’AUTOTRASPORTO PERIODICO DEL COMITATO CENTRALE DELL’ALBO NAZIONALE DEGLI AUTOTRASPORTATORI DI COSE PER CONTO DI TERZI

Mensile

GALILEO

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NTI BIOCARBURA

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· n.166 dicembre 2013

TECNICA

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AUTOTRASPORTO SEMPRE PIÙ SICURO DCOOS6423 S/CONV/144/2012

SECONDO I DATI ACI-ISTAT CALA IL NUMERO DEI VEICOLI PESANTI COINVOLTI IN INCIDENTI. SICUREZZA ANCHE AL CENTRO DEL PROTOCOLLO D’INTESA FIRMATO DALLE PRINCIPALI ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E DAL GOVERNO


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PERIODICO DEL COMITATO CENTRALE DELL’ALBO NAZIONALE DEGLI AUTOTRASPORTATORI DI COSE PER CONTO DI TERZI

Mensile

GALILEO

al La tecnologia trasporti servizio dei

DCOOS6423 S/CONV/144/2012

ANNO XIII N° 166 - Dicembre 2013 COMITATO SCIENTIFICO PRESIDENTE Bruno Amoroso VICEPRESIDENTI Gabriella Gamba, Francesco Del Boca COMPONENTI Marco Cattabiani, Stefania Cippitelli, Mauro Concezzi, Giuseppina Della Pepa, Silvio Faggi, Carolina Galasso, Maurizio Longo, Alessandro Massarelli, Paolo Melfa, Olga Eugenia Pegoraro, Isabella Pini Ferrari, Roberto Sgalla, Enzo Solaro, Mario Troisi DIREZIONE-REDAZIONE Via Tevere 44 - 00198 ROMA Tel. 06 85356494 - 06 68892416 (fax) DIRETTORE RESPONSABILE Massimo De Donato

· n.166 dicembre 2013

entre chiudiamo questo numero di Tir, le associazioni di categoria dell’autotrasporto stanno riunendo i propri vertici per decidere sulla sospensione del fermo proclamato per il 9 dicembre. Ancora una volta, come succede (quasi) sempre nei momenti bui, la ragione ha prevalso AUTOTRASPORTO SEMPRE PIÙ SICURO e il Governo ha avviato un confronto costruttivo con il mondo associativo dell’autotrasporto per la risoluzione di almeno una parte dei tanti problemi della categoria. I contenuti del Protocollo d’intesa sono ormai noti e sono integralmente riportati all’interno di questo numero di Tir: è chiaro a tutti che non si tratta della soluzione a tutti i problemi del settore, ma sicuramente di una risposta adeguata alle urgenze dell’autotrasporto in un momento in cui è difficile per le Istituzioni dare seguito a tutte le emergenze che vive il nostro Paese. NTI BIOCARBURA

In Italia si apre una nuova era

TECNICA

o Arriva l’Ivec Eurocargo Euro6

SECONDO I DATI ACI-ISTAT CALA IL NUMERO DEI VEICOLI PESANTI COINVOLTI IN INCIDENTI. SICUREZZA ANCHE AL CENTRO DEL PROTOCOLLO D’INTESA FIRMATO DALLE PRINCIPALI ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E DAL GOVERNO

Attenzione all’autotrasporto

dedonato@rivistatir.it

CAPO REDATTORE Lucia Angeloni angeloni@rivistatir.it

REDATTORE Andrea Pegoraro pegoraro@rivistatir.it

GRAFICA Giuliana Caniglia SEGRETERIA Adele Maddonni redazione@rivistatir.it

HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO Angelo Ciaravolo, Michele Latorre, Mariangela Pagano, Fabrizio Serafini CHIUSO IN REDAZIONE IL 29.11.2013 Tiratura: 109.300 copie interamente distribuite in abbonamento postale PUBBLICITÀ AGB Arti Grafiche Boccia S.p.A. Via Tevere 44 – Roma Tel. +39 06.68801898 adv@rivistatir.it Concessionaria Automotive Editoriale C&C Locate di Triluzi (Milano) Tel 0290481134 servizio clienti@editorialecec.it

REALIZZAZIONE e STAMPA Arti Grafiche Boccia Spa Via Tiberio Claudio Felice 7 - 84131 Salerno EDITORE Comitato Centrale per l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori di Cose per Conto di Terzi Registrazione del Tribunale di Roma n° 547 del 18/11/98

All’attenzione che il Governo ha dedicato all’autotrasporto hanno risposto con giudizio le associazioni di categoria, il cui compito è tutelare gli interessi di questo settore attraverso un’opera di mediazione con le Istituzioni, e quindi anche di parziale rinuncia ad obiettivi della trattativa in favore del risultato finale. Ma forse in questo caso ha prevalso anche un’altra consapevolezza: il rischio che la legittima protesta di questo settore potesse trasformarsi in qualcosa di più per il nostro Paese, che a questa si saldassero altre forme di dissenso –forse meno pacifiche- come del resto i segnali delle ultime settimane lasciavano presagire. La tensione tra i lavoratori del mondo della logistica –culminata con l’incursione nella sede di Confetra-, ma anche il malessere sociale che attraversa il Paese, rischiava di trovare in un fermo assoluto e generalizzato come quello proclamato da tutte le associazioni di categoria del settore una pericolosa miccia. Non tutte le associazioni dell’autotrasporto hanno sospeso o revocato il fermo, quindi questo pericolo continua ad essere reale e solo il 9 dicembre potremo valutarne la portata. Tra i problemi evidenziati nel Protocollo d’intesa e che devono urgentemente essere affrontati, la certezza sui tempi di pagamento, la lotta all’abusivismo ma anche il disagio delle imprese che vivono nel Meridione d’Italia. Si tratta di un disagio reale, evidenziato in questo momento in particolare dalla Sicilia ma che coinvolge tutte le imprese del Sud a cominciare da quelle calabre, separate dai problemi siciliani solo da un lembo di mare, per quanto costoso. Disagio a cui Istituzioni e mondo associativo dovranno dare presto una risposta. Massimo De Donato

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TIR166-2013 3

In copertina: Autotrasporto in sicurezza

Editoriale La rivista dell’autotrasporto Periodico del Comitato Centrale per l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori di Cose per Conto di Terzi

LA RIVISTA DELL’AUTOTRASPORTO


Sommario n. 166 - dicembre 2013

Firmato un protocollo tra Governo e associazioni

12

Recepite molte richieste dell’autotrasporto, come il ripristino dei rimborsi sulle accise e la riforma dell’Albo. Impegni per l'applicazione della legge sui costi minimi della sicurezza, per il rispetto dei tempi di pagamento ma anche per i problemi delle isole di Lucia Angeloni

La tecnologia al servizio del mondo dei trasporti

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Il sistema satellitare europeo Galileo fornirà grandi vantaggi anche al trasporto merci. Intervista con il vice presidente della Commissione europea, responsabile per l’Industria, Antonio Tajani di Massimo De Donato

L’Unione europea crede in Galileo

16

Continua l’impegno delle istituzioni a favore dei sistemi di navigazione satellitare. Ecco in cosa consistono questi programmi e quali saranno i benefici

Sempre meno i veicoli merci coinvolti in incidenti

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I dati dell’ultimo rapporto Aci-Istat mostrano un calo dell’11%, nel 2012, dei mezzi incidentati di Andrea Pegoraro

Nuova era per il biocarburante

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In provincia di Vercelli è nata la prima bioraffineria italiana per i carburanti di seconda generazione. Un passo importante per i trasporti e per ridurre la dipendenza dell’Italia dall’importazione di Michele Latorre

Arriva l’Eurocargo Euro6

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Iveco ha presentato i nuovi propulsori del veicolo medio, il Tector 5 e Tector 7 Euro 6, che hanno rispettivamente quattro e sei cilindri. La nuova gamma Eurocargo comprende 14 varianti

Rubriche Editoriale

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Albo

6

Lettere

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Scadenze e divieti

9

Europa Fisco Lavoro Normative Costi di sicurezza

11 25 27 29 33

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Albo

Con la riforma cresce il potere di controllo dell’Albo Riviste le funzioni del Comitato Centrale che potrà vigilare su accesso alla professione, infiltrazioni malavitose, lavoro transnazionale e cabotaggio per salvaguardare le aziende virtuose l’assenza di infiltrazioni malavitose, al lavoro transnazionale ed al cabotaggio per salvaguardare le aziende sane che operano nel rispetto delle regole. Inoltre, è stato assicurato che si procederà con la massima tempestività al rinnovo del Comitato stesso.

Il vice presidente del Comitato Centrale dell’Albo in rappresentanza delle associazioni di categoria, Francesco Del Boca

6

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G

randi novità sono previste per l’Albo degli Autotrasportatori che andrà a costituirsi il prossimo anno. La legge di stabilità, in corso di approvazione da parte del Parlamento, rivede infatti, in modo importante, le funzioni del nuovo Albo. Un cambiamento ribadito e confermato dal ministro Maurizio Lupi nel protocollo d’intesa siglato con le associazioni di categoria nel quale si specifica, chiaramente, che sarà garantita la riforma del Comitato Centrale per l’Albo degli Autotrasportatori, prevedendo criteri più rigorosi per la rappresentanza delle associazioni di categoria ed affidando al Comitato stesso nuovi compiti e funzioni atti a determinare un sistema di controlli e di verifiche in ordine all’accesso alla professione, all’accertamento del-

Nuove funzioni del Comitato Centrale Ma vediamo quali sono le novità principali introdotte dal Governo. Nel futuro, il Comitato Centrale avrà anche le seguenti attribuzioni: - svolgere funzioni di studio e di consulenza con specifico riferimento a progetti normativi, alla risoluzione delle problematiche connesse con l'accesso al mercato dell'autotrasporto e alla professione di autotrasportatore; - verificare l'adeguatezza e regolarità delle imprese iscritte, in relazione alle modalità concrete di svolgimento dell'attività economica ed alla congruità fra il parco veicolare e il numero, dei dipendenti autisti, nonché alla regolarità della copertura assicurativa dei veicoli, anche mediante l'utilizzazione dei dati presenti nel CED presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dei collegamenti telematici fra i sistemi informativi dell'Inail, dell'Inps e delle Camere di Commercio; - svolgere attività di controllo sulle imprese iscritte, al fine di garantirne la perdurante e continua rispondenza ai requisiti previsti per l'esercizio della professione come definiti ai sensi del regolamento (CE) 1071 del 2009”.

Tenuta territoriale degli albi Importanti modifiche sono state introdotte anche per quanto riguarda la tenuta territoriale degli albi. Le funzioni relative alla cura e alla gestione degli albi provinciali degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, infatti, saranno svolte dagli Uffici periferici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Motorizzazioni). Il trasferimento delle funzioni dovrà avvenire entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che dovrà comprendere anche le relative risorse finanziarie da destinare al funzionamento degli Uffici. Fino a tale data, le funzioni di cura e di gestione degli albi provinciali sono invece esercitate, in via transitoria, dalle Province. Questa nuova norma, in particolare, valorizza le funzioni del Comitato quale organo di riferimento del settore dell’autotrasporto di merci anche alla luce della soppressione della Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica. In tale ottica si inseriscono le disposizioni che attribuiscono al Comitato Centrale funzioni di consulenza e di supporto ai fini della definizione dell’indirizzo politico-amministrativo del settore prima svolte dalla Consulta. L’anno 2014 si presenta quindi come un anno molto importante e pieno di sfide per il nuovo Comitato Centrale che, posso garantire, si farà trovare pronto a vincerle in nome e nell’interesse di tutte le imprese di autotrasporto che rispettano le norme e nel pieno rispetto dei principi di concorrenza leale contribuiscono con il loro lavoro a far girare, non solo le merci, ma tutta l’economia del paese Italia.


Autotrasporto: un settore unito nella crisi Le associazioni di categoria hanno ritrovato compattezza quasi assoluta in una situazione di difficoltà, con rivendicazioni identiche. A partire dalla richiesta di maggiori poteri per il Comitato Centrale dell’Albo

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ei prossimi giorni si concluderà un altro anno estremamente complesso per l’economia italiana ed in particolare per il settore dell’autotrasporto. La situazione generale di crisi è sfociata nei giorni scorsi in una proclamazione del fermo nazionale dei servizi di autotrasporto, dal giorno 9 dicembre alle ore 24 del 13 dicembre. La dichiarazione di fermo è stata formulata dalla quasi totalità delle associazioni di categoria che hanno ritrovato una compattezza quasi assoluta in questa circostanza. Infatti, la piattaforma nazionale e le rivendicazioni sono identiche e riguardano i costi di esercizio e il mercato e le normative di settore. Riforma dell’Albo Ai vertici delle richieste vi è poi la riforma del Comitato Centrale dell’Albo Nazionale per gli Autotrasportatori, con l’individuazione dei nuovi ruoli e funzioni dello stesso, tenendo conto soprattutto della sicurezza e dei controlli per superare l’illegalità che è alla base di numerosi rapporti di lavoro. Corre l’obbligo di soffermarsi sulla ritrovata concorde esigenza di avere nel Comitato Centrale l’organo di maggior rappresentanza del settore. Il Comitato, come in più occasioni mi è capitato di sottolineare, deve proprio riacquistare quel ruolo di unità e di aggregazione di idee e di conseguenti richieste da formulare agli organi politici. In altre parole il Comitato Centrale che, non dimentichiamo, fa parte del ministero dei Tra-

sporti, è un organo istituzionale ed è il primo luogo in cui possono concretizzarsi le richieste della categoria a seguito di un fruttuoso ed unitario percorso. Perciò, ed in questa ottica, si concretizza la necessità di una politica di controlli che proprio in riferimento alla funzione istituzionale dell’Albo, non è soltanto di parte, ma di interesse di tutta la categoria e quindi dell’economia del Paese. É per questo che la lotta all’abusivismo e all’illegalità sono di estrema importanza e denotano l’esigenza di pulizia e di trasparenza che sono alla base di ogni corretto rapporto tra le parti. L’autotrasportatore parte integrante della società Siamo ormai alla fine del mandato di questo Comitato che ha cercato in questi tre anni di ricondurre il settore alla condivisione di alcuni principi e alla trasformazione della figura dell’autotrasportatore. I fatti sembrano dare ragione, l’autotrasportatore è diventato parte integrante della società, da un punto di vista anche umano, come hanno dimostrato le campagne della sicurezza e da ultimo il contest creativo, promosso dal Comitato Centrale insieme alla comunità Creathead, che ha portato alla realizzazione di nuovi spot televisivi che andranno in visione nel prossimo mese di dicembre. La categoria nel suo insieme ha trovato nel momento più difficile dell’economia del Paese la forza di unir-

si e di chiedere un provvedimento che rinforzi il Comitato Centrale per poter andare avanti nella certezza di riforme che portino a breve termine ad una ritrovata solidità del settore in nome di una giustizia sociale ed economica. Speriamo che comunque si raggiunga al più presto un punto di accordo con il Governo e che la dichiarazione di fermo, che porterebbe un ulteriore danno al Paese, venga revocata dalle associazioni di categoria che unite potranno continuare a costruire un futuro più solido, sicuro e privo di tensioni. Da ultimo formuliamo un sincero augurio al “prossimo” Comitato, affinchè prosegua e migliori i tentativi faticosamente portati avanti dal Comitato attualmente in carica.

Il vice presidente del Comitato Centrale dell’Albo in rappresentanza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Gabriella Gamba

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domande&risposte

LETTERE AL DIRETTORE

“Furto” d’azienda Sono un piccolo padroncino. A giugno, mentre svolgevo tutte le pratiche necessarie all’acquisto di un autocarro scarrabile, ho scoperto di non avere più la licenza di autotrasporto in seguito a cessione di azienda. Ma io non ho mai ceduto a nessuno la mia azienda. Così ho fatto richiesta alla Provincia e ho ricevuto i documenti, dai quali risulta la cessione di azienda (fatta da un notaio) che sarebbe stata fatta da me verso l’attuale intestatario della mia licenza di autotrasporti. Ho contatto immediatamente il notaio, che da una visura dei suoi archivi mi ha confermato di non avere mai fatto una cessione a mio nome. Non solo, la firma sull’atto risulta contraffatta e l’atto riporta una numerazione non corretta. Adesso però non so cosa fare: rischio il fallimento e non posso più utilizzare i miei camion. Potete aiutarmi? Nando Pirozzi La storia raccontata dal lettore ha veramente dell’incredibile. Sono ravvisabili a carico del falso acquirente di quell’azienda di trasporti i reati di falso in atto pubblico commesso da privato (art. 482 c.p.) e contraffazione di pubblici sigilli (art. 468 c.p.), entrambi perseguibili d’ufficio. Mi auguro che per quanto accaduto sia stata sporta formale denuncia–querela e che oggi siano in corso indagini da parte della Procura della Repubblica per perseguire 8

Le risposte sono a cura dell’Avvocato Natale Callipari, consulente giuridico del Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori.

Invia le tue domande via mail: redazione@rivistatir.it via posta: TIR, Via Tevere 44 00198 Roma

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i colpevoli. Una soluzione per rimediare all’incresciosa situazione venutasi a creare con l’esclusione dall’Albo potrebbe essere nell’immediato, in assenza di provvedimenti in autotutela da parte dell’amministrazione provinciale, impugnare davanti al TAR la delibera di cancellazione dell’impresa deducendo l’inesistenza del suo presupposto e chiedere, contestualmente, in via cautelare e d’urgenza, l’immediata reintegrazione della stessa nell’Albo.

Crediti riduzione accise e Iva Il 14 aprile 2013 ho cessato l'attività di autotrasportatore, ditta individuale. Ho fatto la domanda per le riduzioni delle accise sul gasolio del primo e secondo trimestre 2013, chiedendo di usare il credito in compensazione, ma essendo rimasto un credito, vorrei sapere come e quando posso richiederne il rimborso. Stessa cosa per l’Iva, per cui sono rimasto sempre in credito. Rossano Pacini Partendo dal primo punto, secondo la circolare dell’Agenzia delle Dogane del 25 marzo 2012, dal 31 dicembre 2013 decorre il termine di sei mesi previsto dall’art. 4, comma 3, del DPR n. 277/2000 - per la presentazione dell’istanza di rimborso in denaro delle eccedenze del credito del rimborso accisa non utilizzate in compensazione, che dovranno, quindi, essere presentate entro il 30 giugno 2014. Per quanto riguarda il secondo punto, si ricorda che i soggetti che hanno cessato l’esercizio della loro attività di impresa sono tenuti a presentare l’ultima

dichiarazione annuale Iva nell’anno successivo a quello in cui l’attività è cessata. A tal riguardo, si precisa che, ai sensi dell’articolo 38-bis del DPR n. 633 del 1972, per la richiesta di rimborso del credito Iva va utilizzato l’apposito quadro VX, da presentare a decorrere dal 1° febbraio

dell’anno successivo a quello di riferimento e fino al termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale Iva. In caso di presentazione della dichiarazione in forma unificata, sarà possibile richiedere il rimborso del credito annuale attraverso la compilazione del quadro RX del modello Unico.

Debiti di azienda ceduta Sono un padroncino in possesso di una licenza di 11,5 Ton e vorrei utilizzare un camion con una portata maggiore, acquistando una licenza di 44 Ton. Come devo fare per essere sicuro di non acquistarlo con debiti? Maurizio Calvani L’art. 2560 del Codice Civile, dettato in tema di debiti dell’azienda ceduta, al secondo comma dispone in maniera inderogabile che ”nel trasferimento di un'azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l'acquirente dell'azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori”. Ciò significa che, anche quando i debiti non vengano ceduti, se il venditore non paga, ne risponde sempre l’acquirente come garante, salvo il diritto di quest’ultimo di agire in rivalsa contro il venditore per il rimborso integrale della somma versata. Qualora, invece, i debiti non siano trascritti nelle scritture contabili, l’acquirente dell’azienda non sarà tenuto a risponderne. Per quanto riguarda la situazione debitoria con il Fisco, il cessionario è responsabile in solido per il pagamento dell’imposta e delle sanzioni riferibili alle violazioni commesse nell’anno in cui è avvenuta la cessione e nei due precedenti, nonché per quelle già irrogate e contestate nel medesimo periodo, anche se riferite a violazioni commesse in epoca anteriore. Per tale ragione, uffici ed enti finanziari sono tenuti a rilasciare su richiesta dell’interessato un certificato sull’esistenza di contestazioni in corso e di quelle già definite per le quali i debiti non sono stati soddisfatti. Il certificato, se negativo, ha effetto liberatorio per l’acquirente che può, quindi, stipulare il contratto senza incorrere nel rischio di essere chiamato dal Fisco al pagamento in solido con il venditore dei debiti tributari pregressi riguardanti l’azienda ceduta.


dicembre 2013 DOM 1 LUN 2 MAR 3 MER 4 GIO 5 VEN 6 SAB 7 DOM 8 LUN 9 MAR 10 MER 11 GIO 12 VEN 13 SAB 14 DOM 15 LUN 16

8-22

Scadenze e divieti

ACCONTI IRPEF: le persone fisiche devono effettuare il versamento della seconda o unica rata di acconto Irpefe Irap relativo all'anno 2013. ACCONTI: per effetto della proroga, le società di capitali e soggetti assimilati devono effettuare il versamento della seconda o unica rata di acconto Ires e Irap relativo all'anno 2013.

8-22 COMUNICAZIONE BENI: invio telematico dei beni concessi in uso ai familiari e soci da parte di imprenditori individuali e collettivi.

8-22

IVA: invio telematico dei dati relativi alle dichiarazioni d’intento ricevute per le quali le operazioni effettuate senza applicazione di imposta sono confluite nella liquidazione con scadenza 16 dicembre. IRPEF: pagamento delle ritenute d’acconto, dei contributi previdenziali e dell’Iva relativa al mese precedente (contribuenti mensili). IMU: versamento del saldo 2013 dei contribuenti titolari di immobili diversi dalla prima casa.

MAR 17 MER 18 GIO 19 VEN 20

16-22

SAB 21

8-14

DOM 22

8-22

RAVVEDIMENTO: ultimo giorno utile per regolarizzare i versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 18 novembre, con la maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta al 3%.

LUN 23 MAR 24 MER 25

8-22

GIO 26

8-22

VEN 27 SAB 28 DOM 29

8-22

MODELLI INTRA: presentazione per via telematica dei modelli Intra relativi alle operazioni del mese di novembre 2013 (mensili ). IVA: versamento dell’acconto Iva (gli autotrasportatori verseranno l’88 per cento della liquidazione relativa al quarto trimestre 2012).

LUN 30 BLACK LIST: invio della comunicazione mensile relativa alle operazioni effettuate con paesi black list nel mese di novembre relative alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi di importo superiore a 500 euro.

MAR 31

DIVIETI DI CIRCOLAZIONE PAESI EUROPEI Sabato AUSTRIA

Domenica e festivi

Notte

15.00-24.00

00.00-22.00

22.00-05.00

21-22 (dalle 10 alle 15 veicoli diretti in Italia su A12A13) Tirolo - Divieto notturno perm. dal 1/11 per veicoli fino a classe EURO5 ed EEV

Veicoli, anche vuoti: latte fresco, animali vivi, prodotti alimentari freschi (non surgelati), frutta ed ortaggi freschi, carne fresca e derivati, pesce fresco e derivati, pesce vivo. Tirolo divieto notturno: deroga solo per veicoli classe EURO 6

-

14.00-23.00

-

25-26

Veicoli che trasportano prodotti deperibili (carne fresca, latte fresco, pesce fresco, frutta ed ortaggi freschi); animali vivi.

22.00-24.00

00.00-22.00

-

24-31 (22.00-24.00) 25 (00.00-22.00) 1/01/2014 (00.00-22.00)

Animali vivi; merci deperibili (pesci vivi, crostacei e molluschi; alimenti che richiedono refrigerazione: carne, pesce, latte e latticini, uova, verdure; succhi di frutta refrigerati; frutta; fiori recisi; piante e fiori in vaso, carcasse di animali); prodotti agricoli stagionali entro 150km.

-

00.00-22.00

-

25-26

-

15.00- 21.00(dal 16/9 al 31/12)

-

24-31 (16.00-21.00) 25 (15.00-21.00) 26 (15.00-22.00)

-

25-26

CROAZIA

FRANCIA

GERMANIA

21.30-24.00

00.00-21.45

veicoli da Belgio e Germania diretti in Francia 23.30-24.00 veicoli da Belgio e Francia diretti in Germania

Veicoli pieni/vuoti: animali vivi, prodotti animali in qualunque stato (freschi, surgelati, ecc.); fiori recisi, piante e fiori vivi; trasporti combinati ferroviari diretti in Germania entro 200km.

-

08.00-22.00

-

25-26

-

18.00-21.00

-

1-8-25 (Venerdì e vigilie dei giorni festivi: 18.00-21.00)

-

13.00-22.00

-

24-25-26

Veicoli pieni/vuoti: trasporti combinati; prodotti agricoli stagionali; prodotti in regime ATP (carico almeno pari al 50% del vano di carico); animali vivi.

06.00-22.00

06.00-22.00

-

1-25-26

Animali vivi; prodotti deperibili freschi e refrigerati (carico almeno pari al 50% del vano di carico); veicoli pieni/vuoti in traffico internazionale.

-

00.00-22.00

-

24-25-26

-

08.00-21.00

-

25-26

00.00-24.00

22.00-05.00

(dalle 22 del 24/12 fino alle 5 del 27/12)

PORTOGALLO*

REP. CECA

Merci pericolose; prodotti alimentari; animali vivi.

SLOVACCHIA

SLOVENIA

SVIZZERA

Veicoli, anche vuoti: trasporti combinati strada-ferrovia fino a 200km stazione ferroviaria; mare-strada fino a 150km dal porto; latte fresco, carne fresca, pesce fresco, pesce vivo, frutta ed ortaggi freschi.

Veicoli che trasportano: animali vivi; merci pericolose.

POLONIA

ROMANIA

Deroghe generali

Veicoli che trasportano: latte, pesce, carne, ortaggi freschi; animali vivi.

GRECIA*

LUSSEMBURGO

Festività nazionali e altri giorni di divieto

-

Trasporti combinati, anche se tratta stradale comprende altri Paesi; prodotti alimentari refrigerati; fiori freschi; latte; prodotti agricoli stagionali.

25-26 31/12-2/01

(dalle 22 del 31/12 fino alle 5 del 2/1)

UNGHERIA

22.00-24.00 (dal 1/9 al 30/6)

00.00 - 22.00 (dal 1/9 al 30/6)

-

25-26

Veicoli EURO3 e superiori se impegnati in trasporti internazionali, trasporti combinati; fiori freschi e piante; veicoli pieni/vuoti: animali vivi, latte fresco, carne fresca e surgelata; ortaggi, uova e prodotti deperibili; trattori isolati fino a 7,5 Ton.

* I divieti indicati sono in vigore solo su alcune autostrade e strade principali.

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ATTENZIONE Mentre chiudiamo questo numero di Tir non è stato ancora pubblicato il calendario 2014 dei divieti di circolazione. Il calendario si basa sui dati al momento disponibili.

gennaio 2014 MER 1 GIO 2 VEN 3 SAB 4 DOM 5 LUN 6 MAR 7 MER 8 GIO 9 VEN 10 SAB 11 DOM 12 LUN 13 MAR 14 MER 15 GIO 16

Scadenze e divieti

8-22

SAB 18 DOM 19

8-22

LUN 20 MAR 21 8-22 8-22

GIO 23 RAVVEDIMENTO: ultimo giorno utile per regolarizzare i versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 16 dicembre, con la maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta al 3%.

8-22

RAVVEDIMENTO IVA: ultimo giorno utile per regolarizzare il versamento dell’acconto Iva non effettuato entro il 27 dicembre (gli autotrasportatori verseranno l’88 per cento della liquidazione relativa al quarto trimestre 2012), con la maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta al 3%.

MER 22

IVA: invio telematico dei dati relativi alle dichiarazioni d’intento ricevute per le quali le operazioni effettuate senza applicazione di imposta sono confluite nella liquidazione con scadenza 16 gennaio. IRPEF: pagamento delle ritenute d’acconto, dei contributi previdenziali e dell’Iva relativa al mese precedente (contribuenti mensili).

VEN 24 SAB 25 DOM 26

8-22

LUN 27 MAR 28 MER 29

MODELLI INTRA: presentazione per via telematica dei modelli Intra relativi alle operazioni del mese di dicembre 2013 (mensili). BLACK LIST: invio della comunicazione mensile relativa alle operazioni effettuate con paesi black list nel mese di dicembre relative alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi di importo superiore a 500 euro.

GIO 30 VEN 31

VEN 17

DIVIETI DI CIRCOLAZIONE PAESI EUROPEI Sabato AUSTRIA

Tirolo: divieto permanente per veicoli fino a classe EURO5 ed EEV

1-6

-

14.00-23.00

-

1-6

22.00-24.00

00.00-22.00

-

1

-

00.00-22.00

-

1

-

15.00- 21.00 (dal 1/1 al 15/6)

-

1-6 3 (dalle 16.00 alle 21.00) 2-6 (dalle 15.00 alle 22.00)

-

1

GRECIA*

21.30-24.00

00.00-21.45

veicoli da Belgio e Germania diretti in Francia veicoli da Belgio e Francia diretti in Germania

23.30-24.00

Animali vivi; merci deperibili (pesci vivi, crostacei e molluschi; alimenti che richiedono refrigerazione: carne, pesce, latte e latticini, uova, verdure; succhi di frutta refrigerati; frutta; fiori recisi; piante e fiori in vaso, carcasse di animali); prodotti agricoli stagionali entro 150km. Veicoli, anche vuoti: trasporti combinati strada-ferrovia fino a 200km stazione ferroviaria; mare-strada fino a 150km dal porto; latte fresco, carne fresca, pesce fresco, pesce vivo, frutta ed ortaggi freschi. Veicoli che trasportano: latte, pesce, carne, ortaggi freschi; animali vivi.

Veicoli pieni/vuoti: animali vivi, prodotti animali in qualunque stato (freschi, surgelati, ecc.); fiori recisi, piante e fiori vivi; trasporti combinati ferroviari diretti in Germania entro 200km.

-

1-6

-

18.00-21.00

-

1 (Venerdì e vigilie dei giorni festivi: 18.00-21.00)

-

13.00-22.00

-

1

Veicoli pieni/vuoti: trasporti combinati; prodotti agricoli stagionali; prodotti in regime ATP (carico almeno pari al 50% del vano di carico); animali vivi.

06.00-22.00

06.00-22.00

-

1-2

Animali vivi; prodotti deperibili freschi e refrigerati (carico almeno pari al 50% del vano di carico); veicoli pieni/vuoti in traffico internazionale.

-

00.00-22.00

-

1-6

-

08.00-21.00

-

1

00.00-24.00

22.00-05.00

1 (dalle 22.00 del 31/12 alle 5.00 del 2/1/2014)

00.00 - 22.00 (dal 1/9 al 30/6)

-

1

Merci pericolose; prodotti alimentari; animali vivi.

SLOVACCHIA

SLOVENIA

-

22.00-24.00 (dal 1/9 al 30/6)

* I divieti indicati sono in vigore solo su alcune autostrade e strade principali.

10 TIR166-2013

Veicoli che trasportano prodotti deperibili (carne fresca, latte fresco, pesce fresco, frutta ed ortaggi freschi); animali vivi.

08.00-22.00

REP. CECA

UNGHERIA

Veicoli, anche vuoti: latte fresco, animali vivi, prodotti alimentari freschi (non surgelati), frutta ed ortaggi freschi, carne fresca e derivati, pesce fresco e derivati, pesce vivo. Tirolo divieto notturno: deroga solo per veicoli classe EURO 6

PORTOGALLO*

SVIZZERA

Deroghe generali

Veicoli che trasportano: animali vivi; merci pericolose.

POLONIA

ROMANIA

22.00-05.00

Festività nazionali e altri giorni di divieto

00.00-22.00

GERMANIA

LUSSEMBURGO

Notte

15.00-24.00

CROAZIA

FRANCIA

Domenica e festivi

Trasporti combinati, anche se tratta stradale comprende altri Paesi; prodotti alimentari refrigerati; fiori freschi; latte; prodotti agricoli stagionali.

Veicoli EURO3 e superiori se impegnati in trasporti internazionali, trasporti combinati; fiori freschi e piante; veicoli pieni/vuoti: animali vivi, latte fresco, carne fresca e surgelata; ortaggi, uova e prodotti deperibili; trattori isolati fino a 7,5 Ton.


di Andrea Pegoraro

Europa

Ecco i nodi centrali della rete in Italia

Ue: via libera ai fondi per le infrastrutture

Le linee guida TEN-T hanno individuato in ogni Stato membro i nodi centrali della rete per ogni modalità di trasporto. In Italia sono stati identificati 14 nodi portuali: Ancona, Augusta, Bari, Cagliari (che comprende anche porto Foxi), Genova, Gioia Tauro, La Spezia, Livorno, Napoli, Palermo (incluso il terminal di Termini Imerese), Ravenna, Taranto, Trieste e Venezia. Passando agli interporti, anche in questo caso ci sono 14 nodi centrali ovvero Ancona (più precisamente Jesi), Bari, Bologna, Cervignano, che si trova in provincia di Udine, Firenze (in particolare Prato), Vado Ligure in provincia di Genova, Livorno (l’interporto in Località Guasticce, Collesalvetti), lo scalo di Milano Smistamento, Napoli, che comprende gli interporti di Nola e Marcianise-Maddaloni, Novara, Padova, Roma (in particolare Pomezia), Torino con l’interporto di Orbassano e Verona. La rete di trasporto sarà completata da una rete globale di tratte, che si collegheranno a quella centrale a livello regionale e nazionale e che coprirà l'intero territorio dell'Unione Europea. Anche in questo caso le linee guida hanno identificato i nodi per ciascuno Stato.

Il Parlamento europeo ha approvato lo stanziamento di oltre 23 miliardi di euro da destinare ai trasporti per il periodo 2014-2020 e le linee guida per il completamento della rete TEN-T

V

ia libera del Parlamento europeo al nuovo “Meccanismo per collegare l'Europa”, che prevede lo stanziamento di quasi 30 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, di cui 23,2 miliardi destinati ai trasporti. In una votazione separata, l’Aula ha anche approvato le linee guida per il completamento della Rete trans europea dei trasporti (TEN-T), che ha l’obiettivo di migliorare i collegamenti transfrontalieri, in particolare le connessioni multimodali Est-Ovest. Si tratta di una rete formata da nove corridoi, al cui interno verranno realizzate nuove infrastrutture e saranno completate quelle già esistenti. I 4 corridoi in Italia Il voto dell'Europarlamento

ha confermato la presenza di quattro corridoi che riguardano direttamente l'Italia: il Mediterraneo, lo Scandinavo-Mediterraneo, quello Reno-Alpi e quello Baltico-Adriatico. Il corridoio Mediterraneo, che comprende la linea ferroviaria Torino-Lione, attraverserà la Pianura Padana e in particolare il capoluogo piemontese, Novara, Milano, Verona, Venezia e Trieste. Quello Scandinavo-Mediterraneo arriverà nel nostro Paese attraverso la galleria di base del Brennero, continuando verso Verona e Bologna. Dal capoluogo emiliano, il corridoio toccherà varie città tra cui Ra-

venna e Ancona sulla costa adriatica, mentre sul versante tirrenico arriverà a La Spezia e Livorno. Sempre da Bologna, questo corridoio proseguirà verso sud attraversando Roma (più precisamente Pomezia) e Napoli. Dal capoluogo campano, si biforcherà da un lato verso Bari e Taranto, dall’altro raggiungerà Palermo. Il corridoio Reno-Alpi interesserà la zona nord-ovest dell’Italia ovvero Milano e Genova, punto d’arrivo di questo asse. Infine, quello Baltico-Adriatico entrerà in Italia passando per Udine e poi proseguendo verso Venezia e Ravenna. Inoltre, interesserà anche Trieste. TIR166-2013 11


Politica

Recepite molte richieste dell’autotrasporto, come il ripristino dei rimborsi sulle accise e la riforma dell’Albo degli Autotrasportatori. Assunti impegni anche per contenere l’uso distorto del cabotaggio di Lucia Angeloni

F ir ma t o u n p r o t o tra Governo e associaz io ni I

l fermo dell’autotrasporto, proclamato dal 9 al 13 dicembre, sembra andare verso una sospensione. Nel momento in cui andiamo in stampa con questo numero di Tir, infatti, le associazioni di categoria, in particolare Untras, Anita e Legacoop, stanno decidendo se sospendere il fermo a seguito dell’incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi e il sottosegretario Rocco Girlanda, avvenuto il 28 no-

Girlanda: ora si prosegua nel rapporto di collaborazione "Ringrazio i rappresentanti delle associazioni dei vettori dell'autotrasporto che, con alto senso di responsabilità, hanno sottoscritto il protocollo di intesa con il ministero, rappresentato dal ministro Lupi, appositamente intervenuto alla riunione, e dal sottoscritto". Così il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Rocco Girlanda, ha commentato la firma del protocollo tra Governo e associazioni di categoria. "Il ministero ha mantenuto tutti gli impegni presi nelle sedi deputate a recepire le istanze di questo settore vitale per l'economia nazionale. Ora - ha concluso - sono certo che si possa proseguire il proficuo rapporto di collaborazione e lealtà avviato in questi mesi”.

12 TIR166-2013

vembre, durante il quale sono arrivate parte delle risposte che le associazioni aspettavano. In particolare, l’inserimento nel maxiemendamento alla legge di Stabilità presentato dal Governo dei provvedimenti che riguardano il ripristino dei rimborsi sulle accise e la riforma dell’Albo degli Autotrasportatori. Ma l’intesa tra Governo e associazioni è stata molto più ampia e ha portato anche alla firma di un protocollo di 19 punti in cui sono state date risposte concrete a molte altre domande poste dalla categoria. Lupi si è quindi assunto precisi impegni per contenere l’uso distorto del cabotaggio e del distacco transnazionale, per il rispetto dei tempi di pagamento, per il mantenimento di misure che possano ridurre il costo del lavoro (Inail) e per aprire un tavolo tematico sui problemi delle Isole. “Il ministro – hanno sottolineato in una nota Anita e Unatras – ha assicurato che, in tempi immediati, organizzera` un incontro con il ministero degli Interni per meglio disciplinare la circolazione stradale in caso di precipitazioni nevose; in maniera analoga ha garantito il suo intervento per una verifica del pre-

disponendo calendario dei divieti di circolazione in modo tale da introdurre le condizioni che possano favorire un incremento di competitivita` delle imprese di autotrasporto italiane”. Soddisfazione anche da parte di Legacoop Servizi, mentre il protocollo d’intesa non è stato firmato da TrasportoUnito, che ha confermato il fermo dal 9 al 13 dicembre ritenendo insufficienti gli impegni assunti dal Governo. Intanto la Fedit ha richiesto al Governo che lo stato di agitazione debba essere svolto nel rispetto delle regole e pertanto che venga assicurato alle imprese che non intendono aderire al fermo di poter esercitare il proprio diritto di circolare liberamente e svolgere la propria attività economica. Il protocollo tra Governo e associazioni Ecco i 19 punti previsti dal protocollo d’intesa firmato il 28 novembre: – sarà garantito, anche per il futuro, il diritto al recupero da parte degli autotrasportatori del maggior onere delle accise di cui al decreto legislativo 2 febbraio 2007, n.26, di recepimento della direttiva 2003/96/CE, e a tal fine il Go-


va decadenza di tale organo collegiale, e a tal fine il ministero dei Trasporti avvierà immediatamente le necessarie procedure; – si provvederà con sollecitudine ai necessari adempimenti per perfezionare l’intervento organizzativo di natura strutturale che incardina l’intera procedura autorizzativa per l’esercizio alla professione di autotrasportatore in capo ad un’unica Autorità (il Ministero per il tramite dei propri uffici periferici) onde evitare diversità di prassi amministrative da provincia a provincia, razionalizzare l’organizzazione

collo

adempimenti attuativi; – verrà valutata e posta in essere, sul terreno normativo e amministrativo, ogni soluzione per fronteggiare il rischio di concorrenza sleale da parte degli autotrasportatori comunitari che effettuano operazioni di trasporto merci sul territorio nazionale in regime di cabotaggio – tenendo conto della necessità di imporre ai trasportatori non residenti le medesime condizioni fissate per i trasportatori stabiliti in Italia anche in relazione a quanto previsto dall’art. 83-bis del decreto legge 112/2008, in coerenza

Confcommercio: gli effetti della crisi sui trasporti e la logistica

verno ha presentato un emendamento al disegno di legge di Stabilità, già approvato dal Senato, che evita qualsiasi riduzione dei rimborsi per il 2014; – sarà garantita la riforma del Comitato Centrale per l'Albo degli Autotrasportatori, prevedendo criteri più rigorosi per la rappresentanza delle associazioni di categoria ed affidando al Comitato stesso nuovi compiti e funzioni atti a determinare un sistema di controlli e di verifiche in ordine all’accesso alla professione, all’accertamento dell’assenza di infiltrazioni malavitose, al lavoro transnazionale e al cabotaggio, per salvaguardare le aziende sane che operano nel rispetto delle regole, e a tal fine il Governo ha presentato apposito emendamento al disegno di legge di Stabilità, già approvato dal Senato; – si procederà con la massima tempestività al rinnovo del Comitato Centrale, nella configu-

Il settore dei trasporti e della logistica sta soffrendo sempre di più e le imprese non riescono più a rimanere in vita. Tanto che il saldo tra il numero delle nuove imprese e il numero di quelle che escono dal mercato è ormai da tempo negativo. Nel 2012 a fronte di 5.176 imprese iscritte se ne sono cancellate 12.057, con un valore negativo per 6.881 mentre nei primi nove mesi del 2013 il saldo risulta in negativo per 5.101 unità. É quanto rivela un’analisi di Confcommercio su “L’impatto della crisi nel settore dei trasporti e della logistica”, che ha anche analizzato gli effetti della Legge di Stabilità e di altri recenti provvedimenti sul settore dell'autotrasporto e sui principali nodi che penalizzano le imprese del settore. In particolare Confcommercio ha calcolato quanto sarebbe costata allo Stato la riduzione dei rimborsi agli autotrasportatori per le accise sul gasolio e per i pedaggi autostradali, originariamente prevista nella legge e poi abolita con un emendamento. Una cifra considerevole, pari a 380 milioni di euro, in conseguenza del “mancato incasso di Iva e accise sui rifornimenti di carburante che gli autotrasportatori italiani sarebbero incentivati ad effettuare nei

razione derivante dall’approvazione dell’emendamento presentato nel disegno di legge di Stabilità, riducendo al massimo il periodo di vacatio derivante dalla imminente definiti-

più convenienti Paesi esteri”. Secondo Confcommercio, dunque, “l’eliminazione di tale beneficio non solo penalizza l'intera economia ma comporta anche un danno per il settore dell'autotrasporto che, pur generando il 6% del Pil nazionale, già soffre di un notevole gap di competitività rispetto agli altri Paesi europei”. Il documento fornisce anche altri dati che danno l'esatta dimensione del divario tra l’Italia e gli altri Paesi. Tra il 2010 e il 2011 i traffici internazionali svolti dalle imprese di autotrasporto italiane si sono quasi dimezzati (-42%); nel 2012, il costo per chilometro delle nostre imprese di trasporto, a causa soprattutto dell'elevato livello di imposte, assicurazioni, costo del lavoro, costo del carburante, risulta superiore a quello di tutti i principali Paesi europei, arrivando fino al 78% in più rispetto alla Romania. Una concorrenza, quella dei Paesi dell'Est, che si manifesta anche sul versante del costo del lavoro considerando che, rispetto ad un'impresa italiana, il costo annuo di un conducente in questi Paesi è inferiore di oltre la metà (Polonia il 53,5% in meno, Romania 57%); ma ritardi si registrano anche nel settore portuale dove inefficienze logistiche e lentezze burocratiche e procedurali fanno sì che, in Italia, per esportare un container occorrono mediamente 19 giorni contro i 7 necessari in Germania e Regno Unito.

amministrativa e garantire uno snellimento procedurale anche a vantaggio delle stesse imprese, come previsto nell’emendamento al disegno di legge di Stabilità presentato dal Governo; – saranno garantiti tempi celeri per il buon fine dell’iter legislativo dell’emendamento di cui ai punti precedenti, provvedendo anche con tempestività ai relativi

con le decisioni che saranno assunte a livello comunitario – ed è stata predisposta apposita circolare per fornire opportuni ulteriori chiarimenti sul corretto modo di applicare il regolamento (CE) 1072/2009 anche ai veicoli di portata inferiore; – il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha già assunto iniziative concrete, anche coinTIR166-2013 13


Politica volgendo altri Stati, affinchè la Commissione europea attivi le procedure per una revisione della attuale normativa in relazione al contrasto delle pratiche di cabotaggio abusive e del conseguente dumping sociale, e nel frattempo saranno attivate azioni concordate con le associazioni per il miglioramento in termini qualitativi e quantitativi dell’attività di controllo su strada da parte delle forze dell’ordine ed in occasione dei controlli congiunti tra polizia stradale e funzionari del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; – in relazione alla situazione venutasi a determinare nella concreta applicazione delle sanzioni connesse con la violazioni delle disposizioni dell’art. 83-bis del decreto legge 112/2008 convertito dalla legge 133/2008, è stata emanata una direttiva del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che, sulla base della legge sul procedimento sanzionatorio n.689/1981 ed al fine di evitare conflitti di competenza, individui negli Uffici periferici della Motorizzazione civile del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il soggetto cui compete l’irrogazione delle sanzioni stesse; – nella Direttiva ministeriale di cui al punto precedente è inserito apposito richiamo sulla normativa inerente i tempi di pagamento dei servizi di trasporto, stabiliti in 30 giorni, che contiene una disciplina maggiormente garantista per il settore dell’autotrasporto rispetto a quella fissata per altri settori in relazione alle possibili deroghe pattizie; sarà inoltre verificata la possibilità di inserire già nell’iter della legge di Stabilità un emendamento per evitare difficoltà applicative ed agevolare i controlli (modifica comma 12 articolo 83-bis); – proseguiranno, anche con incontri congiunti con le associazioni, gli interventi già avviati 14 TIR166-2013

Aci Servizi: non ci sono le condizioni per aderire al rinnovo CCNL

Il protocollo prevede anche l’impegno a ridurre il costo del lavoro attraverso l’abbattimento dei premi Inail in linea con quanto avvenuto negli anni scorsi

Aci Servizi, l’organizzazione del movimento cooperativo che riunisce Legacoop Servizi, Federlavoro e Servizi, Confcooperative e Agci Servizi, conferma che non sussistono le condizioni per l’adesione al rinnovo contrattuale del CCNL Logistica e Trasporto merci. A seguito della proclamazione di sciopero da parte di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti previsto per il 13 dicembre 2013 per gli addetti delle cooperative di logistica, l’organizzazione sottolinea infatti che l’ultimo confronto del 20 novembre “non ha creato le condizioni per un rafforzamento concreto della sezione cooperative del CCNL e una discussione vera sul costo derivante dal rinnovo del 1° agosto, in considerazione della gravità della situazione economica generale di tutti i settori produttivi ed in particolare nel comparto della logistica, settore nel quale il movimento cooperativo organizzato costituisce la maggioranza della forza lavoro. L’Aci Servizi – continua la nota – si augura, nonostante la proclamazione dello sciopero, di continuare le trattative in modo proficuo con le organizzazioni sindacali per salvaguardare e valorizzare la specificità, consentendo una maggiore efficienza, delle imprese cooperative”.

a livello governativo con la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate perché tali organi effettuino le dovute constatazioni delle violazioni di cui ai punti precedenti, affinchè l’azione congiunta di tutte le autorità coinvolte possa garantire la massima efficacia dell’azione amministrativa, nonché per definire possibili ulteriori controlli di filiera; – con emendamento governativo al disegno di legge di Stabilità già approvato dal Senato è stata garantita la permanenza dello stanziamento previsto a favore del settore dell’autotrasporto, pari a 330 milioni di euro per l’anno 2014, al fine di mantenere misure già in essere a sostegno del settore dell’autotrasporto allo scopo di conseguire un livello medio dei costi delle imprese di autotrasporto in misura comparabile a quelli esistenti a livello europeo; – si procederà tempestivamente a concordare la ripartizione delle risorse, tenendo conto del rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, delle esigenze relative alla sezione speciale autotrasporto del Fondo di Garanzia per il credito alle PMI, nonché delle possibilità di consentire il completamento – entro la fine del corrente anno – degli investimenti in corso attivati

con i fondi 2013 (DM 118 del 21.3.2013); – dovrà essere garantita una riduzione del costo del lavoro attraverso l’abbattimento dei premi Inail in linea con quanto avvenuto – a titolo sperimentale non più prorogabile – negli anni scorsi, ed a tal fine il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti porrà in essere ogni possibile intervento in relazione all’attuazione del comma 77 dell’emendamento al disegno di legge di Stabilità già approvato dal Senato, e si verificherà la possibilità di attivare apposito progetto finalizzato con l’Inail che tenga conto dell’effettivo andamento infortunistico e delle azioni poste in essere per la sicurezza; – proseguirà, da parte del ministero, il confronto con le altre Amministrazioni interessate per la definizione di risorse strutturali per il settore da inserire nella legge di bilancio 2015-2017; – sarà attivato e convocato con regolarità un tavolo tecnico/politico con le associazioni per esaminare le peculiarità e difficoltà che incontra il settore dell’autotrasporto nelle isole maggiori in modo da individuare ogni possibile soluzione di carattere normativo o amministrativo che si

renda necessaria; – sarà riattivato il confronto con la committenza e le associazioni dei vettori per la revisione delle regole, anche in relazione alle problematiche legate a intermediazione e sub-vezione e costi minimi, per evitare conflittualità e contenziosi, incentivare il rispetto delle regole e consentire il migliore sviluppo del settore dopo la grave crisi economica che ha colpito il Paese; – sarà attivata una verifica sui contenuti del “calendario divieti” al fine di individuare le possibili soluzioni, nel rispetto della sicurezza della circolazione, per favorire un incremento di competitività nella attuale fase di crisi economica; – sarà convocato a breve un incontro con la Polizia Stradale per disciplinare la circolazione nei casi di allerta meteo (“piano neve”); – si verificheranno possibili azioni coordinate con il ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare in relazione alle criticità emerse nell’applicazione della normativa sul SISTRI, nonché con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali in relazione all’attuazione della direttiva europea 96/71/CE sulla somministrazione del lavoro e relativi controlli.


intervista

Il sistema satellitare europeo Galileo fornirà grandi vantaggi anche al trasporto merci. Intervista con il vice presidente della Commissione europea, responsabile per l’Industria, Antonio Tajani

La tecnologia al servizio del mondo dei trasporti I

l mondo dei trasporti sta cambiando radicalmente e nei prossimi anni sarà sempre più legato alle nuove tecnologie digitali, alla telematica e soprattutto al nuovo sistema di navigazione satellitare europeo Galileo, che a partire dal 2015 si affiancherà al Gps americano e agli altri sistemi mondiali. Tutto questo fornirà grandi vantaggi anche al trasporto merci, permettendo ad esempio un puntuale tracciamento dei veicoli, soprattutto nel caso delle merci pericolose, con la possibilità di intervenire in caso di emergenza. Ne abbiamo parlato con Antonio Tajani, vice presidente della Commissione europea e responsabile per l’industria e i trasporti.

intervenire tempestivamente. Ho già parlato anche con il sindaco di Roma, Ignazio Marino, per dar vita ad un progetto pilota nella Capitale, che permetta un trasporto più sicuro, sia per chi trasporta le merci pericolose sia per chi viaggia a fianco di questi mezzi. Inoltre, in caso di emergenza, attraverso il sistema dell’E-Call, garantirà la possibilità di chiedere aiuto, anche se il proprio portatile non è in grado di funzionare, soprattutto per chi si trova in difficoltà in zone isolate. Politica industriale e politica dei trasporti sono, in qualche modo, intimamente collegate. Quale sarà lo sviluppo e il futuro della mobilità in Europa? Come dicevo, credo che grazie al sistema più moderno che avremo, riusciremo a ridurre innanzitutto l’inquinamento. Il sistema dei trasporti inquina molto: ecco perché la politica industriale deve Antonio accompagnarsi ad una politica Tajani, vice dei trasporti, non soltanto per presidente della tutelare il nostro ambiente ma anche per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini che si spostano. Servono, certo, buone norme, Codici della Strada armonizzati a livello europeo, ma anQR Code che automezzi sicuri, quindi una politica nel settore industriale e una politica gemella nel settore della normativa che regoli il trasporto per offrire Antonio Tajani maggiori garanzie ai cittadini. Servizio Easy Driver su Galileo

Presidente, quale sarà il ruolo di Galileo per la mobilità delle persone ma anche delle merci in Europa? Il nuovo sistema di navigazione satellitare Galileo offrirà molti vantaggi, rendendo più facili gli spostamenti sia per le persone sia per i mezzi, e non mi riferisco soltanto ai mezzi su gomma ma anche al trasporto marittimo e a quello ferroviario. Attraverso i suoi servizi, permetterà infatti di essere molto più precisi nella localizzazione di quanto lo si è oggi con il sistema americano Gps. Inoltre, abbinato ad altri sistemi satellitari europei, consentirà di ridurre l’inquinamento o ancora di monitorare le merci pericolose. Pensiamo, ad esempio, a quando le merci pericolose attraversano le grandi città: sapere esattamente la loro posizione offre moltissimi vantaggi e permette in caso di necessità di

E invece per quanto riguarda il trasporto merci cosa dovremmo aspettarci? Tutti i sistemi di trasporto dovranno necessariamente evolvere verso una rete interoperabile e anche il trasporto merci non potrà fare eccezione. Dovremo quindi cercare di ridurre il trasporto su gomma, anche perché è sottoposto ad una serie di fardelli, anche economici, che rischiano di ridurre la competitività del nostro sistema. Si pensi ad esempio ad un ritardo delle consegne a causa dell’eccessivo traffico: tutto questo comporta costi, penalità e un gap produttivo per le aziende. Invece, una rete di trasporti che permetta di spostare le merci via treno, via mare, via strada sarebbe sicuramente più competitiva. Ed è proprio quello di cui ha bisogno il sistema imprenditoriale europeo, infrastrutture più moderne e competitive che permettano anche alle industrie e alle imprese di poter offrire di più e quindi garantire più posti di lavoro e più opportunità ai nostri cittadini.

TIR166-2013 15


Nuove Tecnologie

Continua l’impegno delle istituzioni a favore dei sistemi di navigazione satellitare. Marco Lisi, consigliere speciale della Commissione Ue, ci spiega in cosa consistono questi programmi e quali saranno i benefici di Lucia Angeloni

L’Unione europea crede in Galileo I

l Parlamento europeo, lo scorso 20 novembre, ha approvato un finanziamento di 7 miliardi di euro fino al 2020 a favore di due programmi europei di navigazione satellitare, Egnos e il più famoso Galileo. Ma in che cosa consistono questi programmi e quali saranno i benefici che porteranno ai cittadini europei e ai trasporti in particolare? Per saperne di più lo abbiamo chiesto all’ing. Marco Lisi, “GNSS Services Engineering Manager” presso l’Esa (l’Agenzia spaziale europea), nel Direttorato Galileo e Navigazione e consigliere speciale del vice presidente della Commissione Europea Antonio Tajani. Ingegnere, quali sono le funzioni di Egnos e Galileo e in che modo verranno utilizzati i fondi stanziati? Egnos e Galileo forniranno insieme l'infrastruttura europea per la localizzazione, la navigazione e la distribuzione del tempo. Oggigiorno, tempo e posizione sono asset altrettanto importanti e strategici delle risorse energetiche e naturali. Galileo, in particolare, si conferma come il più importante ed ambizioso progetto tecnologico attualmente promosso e gestito dall’Unione Europea. Sono questi i motivi che hanno giustificato l'approvazione da parte del Parlamento europeo del finanziamento di quasi 7 miliardi nel periodo 2014-2020. Questo budget sarà utilizzato su tre principali filoni: il mantenimento e le operazioni dell'infrastruttura Egnos, insieme allo sviluppo delle sue applicazioni; il completamento e l’operatività dell'infrastruttura Galileo, inclusa la fornitura dei primi servizi già a partire dal 2014; gli stu16 TIR166-2013

di e sviluppi per l'evoluzione futura di Egnos e Galileo. Oltre al finanziamento dei due programmi, il Parlamento ha approvato anche la loro governance. Chi si occuperà del loro completamento, del loro funzionamento e della loro gestione operativa? Sebbene i dettagli siano ancora in fase di discussione, la governance futura di Egnos e Galileo vedrà tre attori principali: la Commissione Europea, responsabile del budget e degli obiettivi strategici; la European GNSS Agency (ex GSA), che sarà responsabile dell’operatività delle infrastrutture e della fornitura dei servizi; l’Agenzia spazile europea (ESA), che continuerà il suo ruolo di integratore di sistema, responsabile delle attività tecnologiche ed industriali. Quando verranno forniti i primi servizi e per quando è prevista la piena operatività? Egnos, è bene ricordarlo, è già completamente operativo. Costituito da una rete di satelliti e basi terrestri, fornisce in modo continuativo a migliaia di utenti i suoi servizi in vari ambiti: dall'aviazione civile al trasporto su strada o ferrovia, dal monitoraggio ambientale all'agricoltura. Galileo ha la peculiarità, rispetto al Gps americano ed al Glonass russo, originariamente destinati ad un uso esclusivamente militare, di essere stato concepito sin dall'inizio come un sistema orientato alla fornitura di servizi a beneficio dei cittadini. Galileo dovrebbe cominciare ad offrire tutti i suoi servizi quando la costellazione di 30

satelliti (24 satelliti in orbita più 6 di riserva) sarà completata prima del 2020. Tuttavia, grazie alla visione strategica del suo vice presidente Antonio Tajani, la Commissione Europea ha deciso di cominciare a fornire alcuni parziali servizi, i cosiddetti Early Services, già prima della fine del 2014, a beneficio degli utenti europei e non. Un importante risultato fra tanti: alla fine del 2014 i satelliti Galileo in orbita garantiranno una pressoché continua diffusione a livello mondiale di un riferimento di tempo allineato al cosiddetto Tempo Universale (UTC), con un'accuratezza di pochi miliardesimi di secondo, rendendo in questo modo l'Europa indipendente dagli altri sistemi. E' da sottolineare la valenza geopolitica di Egnos e Galileo nell'ambito della cooperazione internazionale, ad esempio


soccorsi fornendo la posizione accurata del proprio veicolo. Questo sistema servirà a ridurre drasticamente la mortalità sulle nostre strade ed autostrade, riducendo anche gli ingorghi di traffico derivanti dagli incidenti. In generale, Galileo, sistema di navigazione molto accurato, sotto controllo civile e concepito per applicazioni civili, offrirà molti benefici nell'ambito del trasporto merci. Ad esempio, si stanno già sviluppando, anche con l'ausilio di Egnos, applicazioni in supporto alla movimentazione di merci e sostanze pericolose, problema sempre scottante e di difficile gestione.

Quali saranno i vantaggi e le opportunità che il sistema offrirà agli autotrasportatori? Gli autotrasportatori sapranno di poter contare su un'infrastruttura di supporto tutta europea, che è stata concepita espressamente per essere al loro servizio. Questo significherà in termini pratici trasporti più sicuri, più rapidi, meno inquinanti e meno costosi. A parte il risparmio di vite umane, che sono il nostro bene più prezioso, un sistema di navigazione tecnologicamente avanzato come Galileo renderà la circolazione ed il trasporto stradale meno stressanti, contribuendo quindi in ultima analisi a migliorare la qualità della nostra vita. E non è poco.

Egnos per il monitoraggio delle merci pericolose

Il sistema di navigazione satellitare Galileo comincerà ad offrire i primi servizi, anche se parziali, già a fine 2014 per poi essere pienamente operativo nel 2018

con i Paesi non europei che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, ovvero con altri continenti, quali Sud America, Africa ed Asia. Quali saranno le applicazioni offerte da Galileo per i trasporti e in particolare per il trasporto merci? Galileo è un'importante infrastruttura europea che servirà da supporto ad altre infrastrutture europee critiche e strategiche. Nell'ambito del trasporto stradale, ad esempio, Galileo sarà integrato nel progetto europeo E-Call. Nei prossimi anni tutti i veicoli circolanti nell'Unione Europea saranno dotati di un dispositivo automatico che, in caso di incidente grave, sarà in grado di chiamare

Tracciare il trasporto delle merci pericolose è una delle possibilità realizzabili grazie all’adozione delle nuove tecnologie satellitari. E grazie ad Egnos e a Telespazio, una società Finmeccanica – Thales, questa possibilità è già diventata una realtà. Da diversi anni infatti Telespazio, che al Centro Spaziale del Fucino (L’Aquila) gestisce uno dei Centri di controllo che sovrintenderanno la costellazione e la missione del programma, partecipa a progetti nel campo della navigazione e ha sviluppato soluzioni per il monitoraggio e la tracciabilità delle merci pericolose. L’ultimo esempio è il progetto Scutum, coordinato da Telespazio con la partecipazione di partner italiani ed europei, tra cui il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Eni. In due anni, il progetto Scutum, coordinato da Telespazio e con la partecipazione di partner italiani ed europei, tra cui il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l'Eni e il ministero dei Trasporti francese, ha dimostrato e validato i vantaggi di Egnos perché garantisce una maggiore precisione e confidenza dei dati di posizione, e quindi consente di garantirne la relativa informazione. A conclusione del progetto Scutum, Eni ha deciso di usare operativamente la soluzione proposta per tracciare e monitorare il trasporto di idrocarburi, su circa 300 autobotti operanti in Europa (Italia, Francia, Ungheria, Romania, Repubblica

Ceca, Slovacchia), e con un piano di estensione graduale su tutta la flotta. Il tutto con una serie di vantaggi sia per le aziende sia per i cittadini, quali la possibilità di prevenire gli incidenti, garantire il rispetto delle norme di sicurezza e di protezione ambientale e fornire una maggior tutela per la salute degli addetti e della popolazione. “Egnos fornisce tre tipologie di servizi - ha spiegato a Tir Antonella Di Fazio, responsabile del progetto per Telespazio -. Il servizio Safety of Life, che si applica per lo più in aviazione civile, il servizio Open Service,` accessibile direttamente dal segnale dei satelliti di Egnos a qualsiasi utente che disponga di un ricevitore compatibile Gps/Egnos, e il servizio EDAS (Egnos Datat Access Service) che consiste nella distribuzione dei dati e delle correzioni di Egnos attraverso canali diversi dai satelliti geostazionari, e consente lo sviluppo di servizi commerciali”. E Telespazio ha lavorato appunto su EDAS sviluppando una soluzione (LCS), che consente di migliorare ulteriormente la precisione della posizione del Gps fino a 4 metri, ed è stata utilizzata con successo in Scutum per il tracciamento delle autobotti e il monitoraggio del relativo stato di carico. LCS è una soluzione che integrata nelle piattaforme di tracciamento basate sul Gps le abilita a fornire servizi commerciali semplicemente configurando in modo opportuno le unità di bordo installate sugli automezzi. I risultati di Scutum sono stati ottimi, tanto che l’esperienza è diventata il riferimento in Europa per quanto riguarda l’utilizzo delle tecnologie di navigazione satellitare, e in particolare di Egnos, per il tracciamento del trasporto delle merci pericolose.

TIR166-2013 17


Dati Aci-Istat

I dati dell’ultimo rapporto Aci-Istat mostrano un calo dell’11%, nel 2012, dei mezzi incidentati. Gli autocarri sono stati i veicoli maggiormente coinvolti nei sinistri di Andrea Pegoraro

Sempre meno i veicoli merci coinvolti in incidenti I

l mondo dell’autotrasporto migliora ulteriormente in tema di sicurezza stradale. Durante il 2012, infatti, il settore ha raggiunto risultati ancora più soddisfacenti rispetto a quelli di due anni fa. E questo sta a dimostrare il rispetto della categoria nei confronti degli altri utenti e più in generale del Codice della Strada. Basti pensare che sono diminuiti di 2.825 unità i veicoli merci coinvolti in sinistri stradali, mentre nel 2011 avevano avuto una riduzione di oltre mille unità rispetto al 2010. La cifra si può ricavare dall’ultimo Rapporto Aci-Istat, presentato recentemente a Roma. Per il trasporto merci, che comprende autocarri, autotreni, autoarticolati, veicoli speciali e trattori stradali, il buon risultato è arrivato dunque dal numero di mezzi coinvolti in incidenti stradali, passati da 25.498 del 2011 a 22.673 durante lo scorso anno, vale a dire una diminuzione percentuale dell’11%. Sul totale dei mezzi incidentati (346.956), La Lombardia è la regione in cui si è verificato il maggior numero di incidenti, mentre la Valle d’Aosta è la regione con meno veicoli coinvolti

18 TIR166-2013

la percentuale relativa al trasporto merci è del 6,5%, in linea con quella del 2011, a testimonianza di come la diminuzione dei veicoli coinvolti in incidenti riguardi tutte le categorie della strada. Si è mantenuto stabile il dato sugli autotrasportatori deceduti in incidenti stradali: erano 157 nel 2011, sono stati 156 durante lo scorso anno, per una percentuale del 4,3% rispetto al totale nazionale dei morti in sinistri stradali (3.653). Mezzi coinvolti e aree geografiche Gli autocarri sono stati i mezzi più coinvolti in sinistri stradali con 18.402 unità, mentre le altre tipologie hanno totalizzato numeri molto più bassi. Sono stati infatti coinvolti 1.666 autoarticolati, 1.126 trattori stradali, 1.088 veicoli speciali e 391 autotreni. Lo stesso discorso va fatto per gli autotrasportatori deceduti in incidenti stradali. Gli autocarri sono risultati quelli con più morti (111), seguiti, a molta distanza, dagli autoarticolati con 20, dai veicoli speciali con 11, dai trattori stradali con 10 e dagli autotreni con 4.

Tipologia di veicoli coinvolti in incidenti stradali nel 2012 18.402

Autocarro

1.666

Autoarticolato

1.126

Trattore stradale

1.088

Veicolo speciale

391

Autotreno

totale 22.673


trentino alto adige

517

valle d’aosta

friuli v. giulia

42

422 lombardia

4.745

Il maggior numero di incidenti stradali nel 2012 si sono verificati sulle strade urbane, seguite da quelle extra urbane e dalle autostrade

veneto

2.150 piemonte liguria

1.619

960

emilia romagna

2.799

marche

702

toscana

1.980 umbria

A livello geografico, la Lombardia guida la classifica dei veicoli merci coinvolti in sinistri stradali, pari a 4.745. Al secondo posto si è piazzata l’Emilia-Romagna, con 2.799 veicoli, e al terzo posto il Lazio, con 2.438, seguito dal Veneto, con 2.150, dalla Toscana, con 1.980, e dal Piemonte, con 1.619. Il resto delle regioni ha fatto registrare risultati inferiori ai 1.000 veicoli merci coinvolti in sinistri stradali. Si sono avvicinate a questa cifra Sicilia (993), Liguria (960) e Puglia (929). sardegna

Regione per regione i veicoli coinvolti in incidenti nel 2012

310

abruzzo

464 lazio

molise

2.438

79

campania

puglia

802

929 basilicata

108

279

Strade urbane le più pericolose Le strade urbane hanno avuto il più alto numero di veicoli merci coinvolti in incidenti stradali, ovvero 10.284 unità. A seguire le strade extraurbane con oltre 6 mila veicoli (6.029), le autostrade con 3.471 e le strade statali che attraversano centri abitati minori con 2.889. Le strade extraurbane hanno avuto il valore più alto di deceduti su veicoli merci, con 66 morti, al secondo posto si trovano le autostrade, con 53, e più dietro le strade urbane, con 22, e le strade statali che attraversano piccoli centri abitati con 15.

Confronto dati totali 2011/2012 calabria

2011

2012

Differenza

25.498

22.673

-2.825

335

sicilia

993

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Carburanti alternativi

In provincia di Vercelli è nata la prima bioraffineria italiana per i carburanti di seconda generazione. Un passo importante per i trasporti e per ridurre la dipendenza dell’Italia dall’importazione di Michele Latorre

NUO VA ERA PER IL BIOCARBU I

tanolo che produce si può addizionare ai carl 9 ottobre, la società Beta Renewables del buranti, riducendo così il consumo delle maGruppo Mossi Ghisolfi ha inaugurato a Creterie prime fossili e delle sostanze inquinanti. scentino (Vercelli) la prima bioraffineria italiaIl biodiesel di prima generazione è già utilizzato na per biocarburanti di seconda generazione, da alcuni anni come miscela con il gasolio, che utilizza un sistema inedito per produrre ma deriva da oli vegetali estratti dalogni anno 75 milioni di litri di bioela colza e dalla soia, due coltitanolo, ponendo l'Italia alvazioni che sottraggono l'avanguardia nella chimica terreni a prodotti per l'alisostenibile. La nuova tecmentazione umana, nologia si chiama Proesa, come i cereali. Per tale acronimo di Produzione motivo, diversi Stati di Etanolo da biomasne hanno limitato la sa, e utilizza prodotti produzione e la stesagricoli che non ocsa Unione Europea cupano terreni “preha deciso di puntare giati” destinati a coltisulla seconda genevazioni per l'alimentaL'Italia ha razione. zione. Infatti, lo stabilipromulgato una In teoria, il mento usa paglie di riso – legislazione sui carburante che sono uno scarto della biocarburanti che impone derivato dalle coltivazione di riso, molto difdal prossimo anno di biomasse si fusa nella zona – e la “canna genaumentare la percentuale potrebbe utitile” (Arundo Donax), che cresce su terdi miscelazione lizzare intereni marginali, come i bordi dei fossi. Tutte con i carburanti gralmente nei le materie prime che alimentano la bioraffifossili dal 4,5% motori diesel, neria piemontese giungono da un raggio di setal 5% senza alcuna motanta chilometri, riducendo così al minimo i codifica, ma l'autotrasti e l'inquinamento per il trasporto. A diminuire sporto europeo non lo ulteriormente l'impatto ambientale dello stafa, per due motivi. Il primo è che il biocarbilimento c'è l'autosufficienza energetica: 13 burante deve garantire una qualità elevatismW di energia elettrica sono prodotti all'insima, per non rischiare di danneggiare i comterno, utilizzando lignina, l'acqua è interamente ponenti in gomma, come tubi e giunti, il sericiclata e l'impianto non crea reflui. condo è che oggi ha costi di produzione suL’importanza per i trasporti periori ai carburanti fossili, a causa soprattutto La bioraffineria di Crescentino è molto imdella scarsa produzione che non permette portante anche per il trasporto, perché il bioeeconomie di scala. Inconvenienti che po20 TIR166-2013

trebbero essere superati dalla seconda generazione di biocarburanti. Così, ora il biodiesel viene mischiato al gasolio in proporzioni che variano dal 2% al 5%, soprattutto per aumentarne il potere lubrificante. Il programma dell’Europa Su questo tema si è mossa la stessa Unione Europea, che ha fissato un programma di sviluppo dei biocarburanti nei trasporti. L'atto più recente è la direttiva 2009/28/CE del 23 aprile 2009, che ha sostituito due direttive precedenti del 2001 e del 2003. Lo scopo di questo provvedimento è promuovere l'uso dell'energia proveniente da fonti rinnovabili, in un quadro comune sulla produzione ed il consumo. Per quanto riguarda i trasporti, la direttiva pone l'obiettivo di raggiungere, entro il 2020, la quota del dieci per cento di energia da fonti rinnovabili. Inoltre, nell'ottobre 2012 la Commissione Europea ha pubblicato una proposta per limitare la conversione dei terreni da uso alimentare a produzione di biocarburanti, fornendo così un ulteriore incentivo all'utilizzo dei biocarburanti di seconda generazione. La proposta prevede di limitare al 5% la quota di biocarburanti derivati da alimenti utilizzabili ai fini del conseguimento dell'obiettivo del 10% di energie rinnovabili fissato dalla direttiva sulle energie rinnovabili. Inoltre, la Commissione propone di offrire incentivi per i biocarburanti che non hanno impatto – o ne hanno molto limitato – in termini di emissioni derivanti dal cambiamento indiretto della destinazione dei terreni. La questione è stata ripresa recentemente dal Parlamento Europeo, che a settembre ha adottato (con una mag-


Alghe e rifiuti, ecco il futuro I biocarburanti di seconda generazione potrebbero nascere nel fondo del mare. Le alghe sono, infatti, tra le principali materie prime su cui punta la ricerca, grazie ai benefici energetici e ambientali di alcune piante acquatiche. In particolare, vengono coltivate microalghe selezionate proprio per questo utilizzo e che offrono elevate prestazioni energetiche. Una ricerca promossa dall'Algae Biomass Organization sostiene che i biocarburanti

prodotti con le alghe potrebbero ridurre le emissioni di CO2, nell'intero ciclo di vita, dal 50% al 70% rispetto ai combustibili fossili, con un ritorno energetico (ERoEI) molto vicino. In Spagna è sorto il più grande impianto europeo di biofuel basato sulle alghe. Si trova a Cadice e funziona dal 2011 coltivando microalghe nelle acque reflue della città con lo scopo di produrre biometano per i trasporti.

RANTE gioranza molto ristretta) un provvedimento diverso, che prevede che i biocarburanti provenienti da colture alimentari non devono superare il 6% del consumo finale di energia nel settore dei trasporti entro il 2020, mentre quelli provenienti da alghe o alcuni tipi di rifiuti dovranno rappresentare almeno il 2,5% del consumo di energia nel settore dei trasporti entro il 2020. Una norma che però deve essere ancora approvata definitivamente e difficilmente ciò avverrà prima della prossima primavera. La posizione dell’Italia In attesa che il quadro comunitario si definisca, l'Italia ha promulgato una legislazione sui biocarburanti che impone di aumentare la percentuale di miscelazione con i carburanti fossili dal 4,5% al 5% dall'anno prossimo. Ed è proprio in tale contesto che emerge l'importanza di avere bioraffinerie in territorio italiano, perché oggi, secondo l'Unione Petrolifera, la maggior parte dei biocarburanti viene importata: nel 2012, solo 50mila tonnellate di biodiesel sono state prodotte nella Penisola, a fronte di un consumo di un milione e mezzo di tonnellate. All'interno di questo quadro normativo, una ricerca dell'Agenzia Internazionale sull'Energia (IEA) sull'utilizzo dei biocarburanti nel trasporto (liquidi o gassosi) afferma che il consumo potrebbe crescere in modo sostenibile a livello globale dagli attuali 55 milioni di tonnellate a 750 milioni di tonnellate nel 2050. In termini di percentuale di mercato, si passerebbe dal 2% al 27%, ossia quasi un terzo del consumo complessivo di carburanti per autotrazione. Di conseguenza, la produzione di CO2

si ridurrebbe di un quinto. L'Agenzia, però, afferma che per sviluppare l'utilizzo di biocarburanti i governi devono fornire un quadro normativo stabile sul lungo termine, così da incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo. Inoltre, sono necessarie misure di supporto nella fase iniziale di commercializzazione, anche per compensare i maggiori costi di produzione rispetto ai carburanti fossili. Ovviamente, anche la IEA mette in primo piano lo sviluppo dei biocarburanti di seconda generazione, che non competono con la produzione alimentare, tenendo anche conto che nel 2050 si prevede

una popolazione mondiale di nove miliardi di persone, ossia il 30% più di oggi. Il rapporto precisa che per raggiungere l'obiettivo del 27%, bisognerà utilizzare tre miliardi di tonnellate di biomasse e per farlo bisognerà recuperare cento milioni di ettari, pari al due percento dell'attuale superficie coltivabile, ma solo a condizione che si utilizzino biomasse provenienti da rifiuti o da terreni marginali. Insomma, la sfida è grande, ma il percorso per ridurre la dipendenza del trasporto dai carburanti di origine fossile è iniziato e difficilmente si potrà tornare indietro.

Si viaggia anche con l'olio fritto Tra le materie prime dei biocarburanti di seconda generazione c'è anche l'olio vegetale utilizzato per friggere. E chi poteva verificare questa possibilità, se non uno dei principali produttori di olio fritto del mondo, ossia la catena fast food McDonalds? Lo ha fatto in Arabia Saudita, dove alcuni autocarri per la distribuzione dei prodotti della catena alimentare hanno percorso più di un milione di chilometri utilizzando lo stesso olio vegetale fritto proveniente dai negozi di McDonalds come rifiuto. Prima di essere immesso nei serbatoi dei veicoli, l'olio viene filtrato e tra-

sformato in biodiesel dalla società di Dubai Neutral Fuels, che afferma di avere così ridotto dell’80% le emissioni inquinati rispetto al gasolio. Anche la compagnia aerea olandese KLM punta sull'olio di cucina esausto, nel volo da Amsterdam a New York operato con un Boeing 777-200. L'esordio è avvenuto lo scorso marzo usando il biocarburante mescolato al 25% con il tradizionale carburante per aerei. Il prodotto è fornito dalla SkyNRG, una joint venture tra la stessa KLM, la Argos, società della North Sea Petroleum, e Spring Associates.

TIR166-2013 21


Tecnica

Iveco ha presentato i nuovi propulsori del veicolo medio, il Tector 5 e Tector 7 Euro 6, che hanno rispettivamente quattro e sei cilindri. La nuova gamma Eurocargo comprende 14 varianti

Le nuove motorizzazioni Tector 5 e Tector 7 Euro 6 hanno rispettivamente quattro cilindri da 4,5 litri e sei cilindri da 6,7 litri

L’Eurocargo Euro6 debutta a Torino

Tecnologia HI-eSCR La tecnologia High Efficiency SCR è un sistema di post-trattamento dei gas di scarico, sviluppato da FPT Industrial (Fiat Powertrain Technologies), che riduce le emissioni di ossidi di azoto di oltre il 95%. Il sistema utilizza aria pulita per aumentare al massimo l’efficienza della combustione e ridurre al minimo la produzione di particolato. Senza l’apparato di ricircolo dei gas di scarico, viene garantita una maggiore affidabilità dei propulsori. In sostanza, questa tecnologia si serve di un catalizzatore (SCR), che trasforma l’ossido di azoto in sostanze non inquinanti come acqua e azoto, attraverso una soluzione di acqua-urea (AdBlue). Oltre alla tecnologia HI-eSCR, i motori sono dotati di una valvola di scarico a controllo elettronico, utilizzata per velocizzare la salita della temperatura del sistema SCR nella parte fredda del ciclo di emissioni, garantendo la riduzione degli ossidi di azoto.

Nel segmento dei medi un veicolo su quattro in Europa è un Eurocargo. In Italia il rapporto sale a tre su quattro

V

ersatilità, comfort, sicurezza e affidabilità: quattro caratteristiche che descrivono il nuovo Eurocargo Euro 6, veicolo della gamma media presentato da Iveco lo scorso 12 novembre al Museo del Cinema di Torino. Dal capoluogo piemontese è partita infatti la campagna di comunicazione di questo mezzo, creato e prodotto a Brescia e disponibile in 14 varianti di massa totale, da 6 a 19 tonnellate. “La campagna attraverserà in tour i cinque mercati più rappresentativi, ovvero Germania, Regno Unito, Francia, Spagna e Italia, che rappresentano il 90% dei volumi in Europa nel seg22 TIR166-2013

gnifica vantaggi in termini di prestazioni e di coppia a bassi regimi. La potenza del motore a 4 cilindri è stata aumentata del 13%, consentendo di raggiungere i 210 cavalli. La coppia è stata incrementata del 23%, permettendo al motore di sviluppare 750 Nm a 1400-1800 giri/min. Stesso discorso per il motore a 6 cilindri. In questo caso, la potenza è cresciuta del 7% con un incremento fino a 320 cavalli, mentre la coppia è stata aumentata del 5%, raggiungendo i 1100 Nm a 1250-1900 giri/min.

mento dei medi - ha spiegato Federico Gaiazzi, general manager mercato Italia Iveco -. In Italia la quota di mercato ha toccato il 72,1%, con un incremento del 18% negli ultimi cinque anni”. Durante l’evento sono state presentate le novità del veicolo: la tecnologia HI-eSCR, le nuove motorizzazioni Tector 5 e 7 Euro 6 e il nuovo cambio automatizzato a 12 rapporti. I nuovi motori Le nuove motorizzazioni Tector 5 e Tector 7 Euro 6 hanno rispettivamente quattro cilindri da 4,5 litri e sei cilindri da 6,7 litri. La gamma comprende tre nuovi Tector 5 da 160, 190 e 210 cavalli e quattro Tector 7 da 220, 250, 280 e 320 cavalli. La maggiore cilindrata, unita all’utilizzo di un sistema Common Rail HD di seconda generazione con pressioni fino a 1.600 bar, si-

Nuovo cambio e sicurezza La gamma Eurocargo si arricchisce di un nuovo cambio automatizzato a 12 rapporti Eurotronic, disponibile sul motore Tector 7 a sei cilindri da 12 a 19 tonnellate, anche sulle versioni rimorchianti. In totale, Eurocargo Euro 6 propone 13 cambi di cui sei manuali ZF a 5, 6 e 9 rapporti; quattro automatizzati Eurotronic ZF a 6 e 12 rapporti e tre automatici Allison a 5 rapporti. Sul nuovo Eurocargo Euro 6 è incluso anche il sistema di controllo della stabilità (EVSC), di serie sui modelli da 12 a 19 tonnellate. L’apparato agisce in caso di sovrasterzo, sottosterzo o improvvise deviazioni della traiettoria. Al primo avviso di sbandata, il sistema entra in funzione regolando la potenza del motore e frenando le singole ruote con intensità diversa, per stabilizzare l’assetto del veicolo. Da ricordare infine che la gamma Eurocargo comprende 15 passi (da 2.790 a 6.570 mm), 3 tipi di cabine con due altezze di tetto e trazione 4x2 e 4x4.


Tecnica

La nuova struttura sorge a poca distanza dalla precedente, a Dossobuono, alle porte di Verona. L’amministratore delegato Codazzi: “É il segno di quanto MAN creda nel mercato italiano”

Nuova sede per MAN Italia La nuova sede italiana di MAN Truck & Bus si trova a Verona, a Dossobuono, e occupa una superficie di oltre 2400 metri quadrati

S

i conferma lo stretto legame che unisce Verona con MAN Truck & Bus. A fine ottobre, infatti, è stata inaugurata nella città veneta la nuova filiale italiana dell’azienda costruttrice tedesca, a Dossobuono, vicino all’aeroporto e alla tangenziale. In precedenza MAN Italia si trovava sempre a Dossobuono, in via dell’Artigianato, dove si era insediata nel 1986, anno in cui l’azienda del Gruppo Wolkswagen aprì ufficialmente una propria filiale nel nostro Paese. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti, tra gli altri, l’amministratore delegato di MAN Italia, Giancarlo Codazzi, il presidente di Unrae (l’associazione delle case automobilistiche estere) nonché amministratore delegato di Wolkswagen Group Italia, Massimo Nordio, e il presidente della Provincia di Verona, Giovanni Miozzi. Codazzi ha ribadito le motivazioni che hanno portato alla scelta della nuova sede, precisando che “è il segnale tangibile e indiscutibile di quanto MAN creda nel mercato italiano e di conseguenza nel tessuto produtti-

vo e imprenditoriale del nostro Paese. Proprio per questo non abbiamo voluto una struttura qualsiasi ma un edificio – ha continuato Codazzi – che rispondesse a tutte quelle richieste di efficienza e innovazione che sono alla base dell’operato quotidiano di MAN”. La nuova sede Come sottolineato anche da Codazzi, la nuova struttura è stata progettata sviluppando i valori della politica produttiva di MAN, ovvero “efficienza, affidabilità e innovazione”. Lo stabilimento, in cui lavorano 108 persone, occupa uno spazio di oltre 2.400 metri quadrati su due piani. Un’ampia area è destinata alla formazione, con una sala conferenza da quasi 100 posti e aule specifiche per i corsi del personale tecnico. L’edificio è moderno e ospita vari uffici tra cui la direzione, il commerciale, l’after sales per truck and bus, i servizi finanziari e il marketing. Inoltre, la struttura è stata costruita rispettando le norme in materia di risparmio energetico e ottimizzazione dei processi operativi.

Autocarri oltre le 6 Ton: in deciso calo le immatricolazioni L’inaugurazione della nuova sede italiana di MAN è stata l’occasione per fornire alcune cifre sul mercato italiano di autocarri con massa complessiva di oltre 6 tonnellate. Secondo i dati elaborati dall’Unrae, nel mese di settembre 2013 sono stati immatricolati 8.046 autocarri, il 15% in meno rispetto allo stesso periodo del 2012. Di questi 8.046, ne sono stati immatricolati 5.894 per il lungo raggio, 1.500 per la distribuzione e 652 per le costruzioni. Il calo si è registrato anche tra il 2011 e il 2012, quando si è passati da 17.557 autocarri immatricolati a 12.681 con una diminuzione del 28% mentre il confronto dei due anni precedenti, 2010-2011, mostrava una crescita del 4,1%. Interessante invece notare che è cresciuta la quota di mercato di MAN in Italia, passata dal 6,8% nel 2010 al 7,1% nel 2011 fino ad arrivare all’8% durante lo scorso anno. MAN Truck & Bus ha venduto più di 74.600 autocarri durante il 2012, realizzando un fatturato di circa 8,8 miliardi di euro (che comprende anche le vendite di 5.200 autobus e autotelai per autobus) e in Europa ha raggiunto una quota di mercato del 17% nel settore autocarri con oltre 6 Ton, mantenendosi al secondo posto nella graduatoria dei costruttori.

IMMATRICOLATO ITALIA autocarri > 6 tonnellate 2010 2011 2012 Settembre 2013 Differenza sett.2012-sett. 2013

16.863 17.557 12.681 8.046

-15,03%

TIR166-2013 23


Tecnica

Consegnati i primi esemplari dell’ultima generazione del veicolo off road di Mercedes caratterizzata da diverse e importanti innovazioni

Unimog BlueTec 6: ancora più efficiente U

n veicolo porta-attrezzi realizzato per essere più efficiente, potente e pulito. É la nuova generazione Unimog BlueTec 6 di Mercedes, caratterizzata da alcune innovazioni tra cui i nuovi motori BlueEfficiency Power, la nuova trazione sinergica EasyDrive e i nuovi impianti idraulici, che la stampa specializzata ha potuto provare al Centro Collaudi di Münsingen. La gamma è composta da otto modelli: gli U 216 e U 218 (i nuovi modelli base compatti ed eredi dell’U 20), gli U 318, U 423, U 427, U U430, U 527 e U 530. I primi mezzi, disponibili in più di 1.000 combinazioni, sono già stati consegnati. L’Unimog è un veicolo versatile in ogni utilizzo come ad esempio nei servizi municipali ma anche nell’edilizia, nell’agrologistica e per l’impiego bimodale strada-rotaia. Inoltre, la maneggevolezza paragonabile a quella di un’auto (diametro di volta a partire da 12,6 m) e misure di passo contenute a partire da 2.800 mm, gli assicurano elevate capacità di manovra negli spazi più ristretti. BlueEfficiency Power I nuovi motori Euro 6 BlueEfficiency Power sono a 4 e 6 cilindri delle serie costruttive OM 934 e OM 936. Hanno una potenza compresa tra 115 kW (156 cavalli) e 220 kW (299 cavalli) e una cilindrata rispettivamente da 5,1 litri e 7,7 litri. I propulsori uniscono consumi di carburante ridotti fino al 3% ed emissioni di particolato diesel e ossidi di azoto inferiori anche del 90% rispetto a quelle dei motori Euro 5. Inoltre, sviluppano valori di potenza e di coppia più elevati in tutte le fasce di regime. EasyDrive Il sistema EasyDrive permette di passare dalla trazione idrostatica alla trasmissione meccanica durante la marcia (trazione continua), a seconda delle esigenze del tipo di impiego. 24 TIR166-2013

La nuova trazione consente di raggiungere una velocità di 50 km/h aumentando la potenza idrostatica del 20%. Durante l’utilizzo degli attrezzi, il conducente si può concentrare nello stesso tempo sia sulla strada sia sulla superficie d’intervento, avendo il massimo in termini di sicurezza e comfort di comando. Impianti idraulici Il nuovo impianto idraulico, che sviluppa il 30% in più di potenza, è composto da due circuiti. Il primo mette a disposizione una pressione di sistema pari a 200 bar con una portata d’olio idraulica di 32 l/min, che abbinata al secondo circuito con altri 55 l/min può arrivare fino a 240 bar. Sui veicoli Unimog a partire dal modello U 318, è disponibile l’impianto idraulico di potenza come alternativa a quello idraulico di lavoro.

Maggiore sicurezza La cabina ha una visibilità a tutto campo. Il parabrezza panoramico, i finestrini laterali ribassati e le dimensioni ridotte dell’avancorpo consentono un’ampia visuale libera sull’area di marcia e di lavoro. Un’altra novità è il sistema di monitoraggio con telecamera anteriore, che permette al conducente di controllare meglio la zona davanti al veicolo e gli facilita l’aggancio degli attrezzi.

TechMaster 2013: vince la Turchia, Italia al secondo posto Italia seconda dietro la Turchia e davanti alla Germania. É la classifica del Global TechMasters Truck 2013, il concorso internazionale in cui il personale di assistenza MercedesBenz mette alla prova le proprie capacità nell’ambito degli interventi d’officina. Nella fase finale, disputata a Stoccarda, hanno gareggiato 63 partecipanti provenienti da 9 Paesi: Belgio, Brasile, Ger-

mania, Italia, Portogallo, Svizzera, Spagna, Sudafrica e Turchia. I concorrenti sono stati divisi in sei profili lavorativi: consulenti post-vendita, meccanici addetti alla diagnostica, specialisti degli organi di trasmissione, specialisti di telaio, tecnici manutentori e per la prima volta anche rivenditori di autoricambi e accessori. Il team italiano aveva il

compito di difendere il titolo conquistato nel 2011 e, anche se non è riuscito a vincere, si è difeso bene. Oltre ad aggiudicarsi il secondo posto, ha ottenuto la terza posizione nei profili “Tecnico di Sistema Catena Cinematica” e “Tecnico di Sistema Autotelaio”. Il concorso, nato nel 2005, è dedicato un anno alle vetture e il successivo ai tir.


COSA R ICOR DAR E

di Angelo Ciaravolo

Fisco

I TI TOLARI DI PAR TI TA IVA SONO CHIAMAT I AL LA CASSA P ER IL VE RSAMEN TO DE LL’IV A DI DICEMBR E O DE L QUAR TO TR IMES TR E DE LL’ANNO. L’A CCON TO IVA NON E’ DOVU TO SE L’IMP OR TO DA PAGARE E’ INF ER IOR E A 103,29 EURO. PE R CA LC OLAR E L’A CC ON TO GL I AU TO TR A SP OR TA TORI PO TR ANNO SCEGLIE RE TR A TR E S TR UMEN TI DI CA LC OLO, S TORICO, ANAL ITICO E P RE VIS IONALE. P ER RIME DIARE A ER RORI E OMISSIONI E’ POSSIBILE AV VAL ER SI DE L RA VVEDIMEN TO OP ER OSO

Alla cassa per l’acconto Iva di fine anno Entro il 27 dicembre i titolari di partita Iva dovranno versare l’acconto di dicembere o del quarto trimestre del 2013. Ecco chi deve pagare l’ultimo appuntamento col Fisco

U

ltimo appuntamento fiscale per i titolari di partita Iva: si va alla cassa per il consueto versamento dell’acconto sull’Iva di dicembre o del quarto trimestre dell’anno 2013. Ma non tutti ne sono obbligati. Chi lo è, ha tuttavia la possibilità di ridurre l’importo da pagare entro il prossimo 27 dicembre. E per effetto dell’aumento dell’Iva dal 21 al 22% (dal 1° ottobre 2013), i soggetti con periodo di liquidazione mensile, potranno rimediare ad eventuali errori sulle fatture emesse (per i mesi di ottobre e novembre 2013) effettuando le note di variazione in aumento (art. 26, primo comma, DPR n.633/72), senza il pagamento di alcuna sanzione se la maggiore imposta collegata all’aumento dell’aliquota viene versata entro la data di versamento dell’acconto Iva.

Invece gli autotrasportatori con liquidazione “speciale” trimestrale potranno regolarizzare le fatture emesse nell’ultimo trimestre 2013 entro il prossimo 28 febbraio 2014. Va ricordato che l’acconto non è dovuto soltanto se l’importo da versare è inferiore a 103,29 euro. Il versamento del debito Iva, arrotondato al centesimo di euro, non può essere rateizzato ma deve essere effettuato in un’unica soluzione esclusivamente tramite il consueto modello F24 on line utilizzando il codice 6013, per i contribuenti mensili, ed il codice 6035, per i contribuenti trimestrali. È opportuno ricordare che chi vanta crediti nei confronti del Fisco, risultanti dal modello Unico e dalle denunce previdenziali, potrà utilizzarli per compensare l’importo dovuto a titolo di acconto Iva (in tal caso il mo-

dello F24 va presentato obbligatoriamente anche con delega zero). Per chi invece è a corto di liquidità e non ha la possibilità di rispettare l’appuntamento, c’è sempre l’opportunità di utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso (sprint, breve o lungo) che consente di abbattere la sanzione per il ritardato versamento. Ma vediamo in dettaglio i metodi tra i quali scegliere quello più conveniente, ricordando innanzitutto i soggetti che non devono pagare. Chi non deve pagare l’acconto Iva Non sono obbligati al versamento dell’acconto Iva gli autotrasportatori che si trovano in una delle seguenti situazioni: • devono un ammontare inferiore a 103,29 euro; TIR166-2013 25


Come calcolare l’acconto Gli autotrasportatori potranno scegliere il metodo più conveniente fra

Per rimediare ad errori e omissioni è possibile avvalersi del ravvedimento operoso, che consente di abbattere l’importo richiesto sulla mora, a seconda dei giorni di ritardo

tre sistemi di calcolo (storico, analitico e previsionale). Con il primo metodo, che è il più semplice e più comunemente utilizzato, è richiesto il versamento dell’88% di quanto pagato nel mese di dicembre dello scorso anno (contribuenti mensili) o nel quarto trimestre del 2012 (contribuenti trimestrali). Col secondo metodo, quello “analitico”, viene richiesto il versamento della differenza tra l’imposta sulle fatture passive e l’imposta relativa alle operazioni fatturate nel periodo 1° – 20 dicembre 2013 (mensili) e 1° ottobre – 20 dicembre 2013 (trimestrali). In pratica, con questo sistema non si paga l’88% ma il 100% dell’importo della liquidazione anticipata che va riportata sui registri Iva. Va ricordato che se dalla liquidazione anticipata dovesse risultare un credito a favore del contribuente, non va eseguito alcun versamento in acconto. Con l’ultimo metodo, quello “previ26 TIR166-2013

Le vostre domande

Fisco • hanno iniziato l’attività nel corso del 2013; • hanno cessato l’attività entro il 30 novembre 2013 (mensili) o entro il 30 settembre 2013 (trimestrali); • nell’ultimo periodo del 2012 risultavano a credito oppure presumono di esserlo per l’anno 2013.

TIR risponde ai vostri dubbi in materia di normativa fiscale ed amministrativa. Scrivete a redazione@rivistatir.it oppure TIR, Via Tevere 44 - 00198 Roma

Mancato pagamento acconti novembre Sono un padroncino con due dipendenti. Per mancanza di liquidità ho saltato il pagamento degli acconti di novembre. Volevo sapere entro quando posso rimediare all’omesso versamento e a quanto ammontano le relative sanzioni. Andrea Ferro Catania Dopo la recente proroga, se paga dopo il 24 dicembre, ma entro il prossimo 9 gennaio 2014, dovrà pagare, oltre le imposte dovute, una sanzione del 3% più gli interessi maturati dal 10 dicembre fino alla data del pagamento. Dopo il 9 gennaio e fino alla presentazione del modello unico 2014, la sanzione sale invece al 3,75%. Rateizzazione Equitalia Esercito l’attività di

autotrasporto con una ditta individuale. Avendo contratto un rilevante debito nei confronti di Equitalia, volevo chiedervi chiarimenti in merito alla rateizzazione del debito in 120 rate. Cristiano Dini Siena Le ditte individuali possono accedere alla rateazione decennale a condizione che l’importo della rata risulti superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare del richiedente (valore certificato dall’indicatore della situazione economica equivalente). Mancato versamento Iva Sono l’amministratore di una società di autotrasporto ammessa al concordato preventivo. Volevo sapere cosa rischio, non avendo versato l’Iva per un ammontare superiore a 50 mila euro. Tommaso Ricciardi La Spezia L’omesso pagamento dell’Iva, per un importo superiore

ACCONTO IVA cosa ricordare SCADENZA 27 DICEMBRE 2013 CODICE TRIBUTO 6013, per i contribuenti mensili CODICE TRIBUTO 6035, per i contribuenti trimestrali

RAVVEDIMENTO OPEROSO SANZIONE: Codice Tributo 8904 INTERESSI: codice tributo 1991

sionale”, l’acconto è pari all’88% dell’imposta che si presume dovuta per la liquidazione periodica di dicembre o del quarto trimestre 2013. Questo sistema di calcolo sarà, probabilmente, una scelta obbligata per molti imprenditori, considerata la situazione economica attuale caratterizzata da una forte crisi. Va segnalato che questo metodo è tuttavia un po’ rischioso, in quanto, eventuali errori di calcolo potrebbero comportare ulteriori ripercussioni sul piano economico. Ricordiamo infatti che chi omette o versa un acconto insufficiente è soggetto ad una sanzione pari al 30% delle imposte dovute più gli interessi di mora.

Ravvedimento operoso Per rimediare ad errori e omissioni è possibile avvalersi del ravvedimento operoso, che consente di abbattere l’importo richiesto del 30%. Se infatti il versamento avviene dal primo giorno di ritardo fino al quattordicesimo si pagherà una lieve sanzione, pari allo 0,2%, per ogni giorno di ritardo (ravvedimento sprint); dal quindicesimo fino a trenta giorni dalla scadenza naturale la sanzione si riduce al 3% (ravvedimento breve). Aumenta invece al 3,75%, se il versamento viene effettuato dopo il 26 gennaio 2014 ed entro la data di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno in cui è stata commessa

a 50 mila euro, è sanzionato penalmente anche se la società è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo. Pertanto, Lei rischia una condanna da sei mesi a due anni di reclusione. Debito Equitalia Mi è stata notificata una comunicazione da Equitalia con la quale sono stato invitato al pagamento di circa 3 mila euro. In mancanza sono stato avvisato che si procederà al fermo amministrativo di un veicolo della mia azienda. Volevo sapere se è legittima la suddetta procedura. Paolo Conti Perugia Dopo la notifica della comunicazione preventiva al contribuente debitore di pagare le somme dovute entro 30 giorni, l'agente della riscossione potrà senz’altro procedere con l'apposizione delle ganasce fiscali, a meno che il contribuente riesca a dimostrare che il veicolo è strumentale alla sua attività imprenditoriale.

la relativa violazione (ravvedimento lungo). Oltre alla sanzione vanno versati gli interessi legali che, dal 1° gennaio 2012, sono pari al 2,5%. Gli interessi vanno calcolati dal giorno successivo a quello della scadenza originaria (27 dicembre 2013) fino al giorno in cui si esegue materialmente il versamento. É opportuno quindi ricordare che contestualmente all’acconto Iva, tramite il modello F24 (sempre in modalità telematica), vanno versate le sanzioni e gli interessi. Chi si ravvede deve quindi ricordarsi di inserire nella delega di pagamento il codice tributo 8904 (sanzione pecuniaria Iva) ed il codice tributo 1991 (interessi sul ravvedimento Iva). Modello Iva Va ricordato che in sede di dichiarazione Iva annuale, bisognerà indicare il tipo di metodo prescelto per determinare l’acconto (codice 1, se si è utilizzato il criterio storico; codice 2, se si è utilizzato il previsionale e codice 3, se si è utilizzato il criterio effettivo o analitico).


L’

Inail, con la circolare n. 52 del 23 ottobre, ha fornito dei chiarimenti in ordine alla qualificazione, come infortuni in itinere ovvero in costanza di lavoro, di eventi lesivi occorsi a lavoratori in missione e/o in trasferta. L’Inail ha prestato particolare riguardo a quelli avvenuti durante il tragitto dall’abitazione al luogo in cui deve essere svolta la prestazione lavorativa e viceversa, nonché durante il tragitto dall’albergo del luogo in cui la missione e/o trasferta deve essere svolta al luogo in cui

Lavoro

di Mariangela Pagano

deve essere prestata l’attività lavorativa. Infortuni durante gli spostamenti dall’albergo al luogo di lavoro e viceversa Sono indennizzabili tutti gli infortuni occorsi al lavoratore nell’ambito dello svolgimento del proprio lavoro, con l’eccezione del caso in cui l’infortunio si sia verificato per fatti estranei e non attinenti all’attività lavorativa, e sia collegato ad una scelta arbitraria del lavoratore, il

Infortuni al lavoratore: ecco come affrontarli L’Inail ha pubblicato un’importante circolare in merito agli infortuni dei lavoratori in trasferta o in missione. Tutti i casi in cui è prevista la tutela assicurativa

Nessuna visita medica preventiva in caso di riassunzione del lavoratore La Commissione per gli interpelli, istituita in seno al ministero del Lavoro, ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, meglio noto come Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, si è pronunciata recentemente (interpello n. 8 del 24 ottobre 2013), circa una specificità relativa alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori. L’articolo 41 del decreto legislativo fissa l’obbligo dell’effettuazione di una visita medica preventiva all’assunzione, avente lo scopo di verificare l’idoneità alla mansione del lavoratore. Lo stesso articolo prevede anche l’obbligo di una visita medica periodica, che, qualora non prevista dalla normativa spe-

cifica, viene stabilita, di norma, in una volta all’anno, avente lo scopo di controllare lo stato di salute del lavoratore al fine di esprimere sempre il giudizio sulla idoneità alla mansione specifica. Fatta questa doverosa premessa, il ministero del Lavoro, nel caso di specie, ritiene che, in caso di riassunzione del lavoratore che sia impiegato in mansioni analoghe o sostanzialmente collegate a quelle che lo espongono allo stesso rischio nel corso della validità della visita preventiva e periodica, e comunque entro un periodo non superiore all’anno, il datore di lavoro non è tenuto ad effettuare una nuova visita preventiva, in quanto la situazione sanitaria del lavoratore risulta già conosciuta dal medico competente.

quale abbia creato ed affrontato volutamente, sulla base di impulsi o ragioni del tutto personali, una situazione diversa da quella inerente all’attività lavorativa, ponendo così in essere una causa interruttiva del nesso tra lavoro, rischio ed evento. Infortuni in itinere La tutela assicurativa è prevista a favore degli eventi infortunistici che si sono verificati durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, nei limiti in cui l’assicurato non aggravi, per suoi particolari motivi o esigenze personali, i rischi propri della condotta extralavorativa connessa alla prestazione per ragioni di tempo e di luogo, interrompendo così il collegamento che giustifica la copertura TIR166-2013 27


Lavoro

assicurativa. Per l’indennizzabilità dell’infortunio in itinere occorre, dunque, che esso si verifichi nel tragitto tra l’abitazione e il luogo di lavoro e che il percorso venga effettuato a piedi o con mezzo pubblico di trasporto, ovvero con mezzo privato se necessario. Infortuni in missione e trasferta Sono meritevoli di tutela tutti gli eventi occorsi a un lavoratore in missione e/o trasferta dal momento dell’inizio della mis-

In caso di missione o trasferta, sono coperti da assicurazione gli eventi che accadono dall’inizio della missione fino al rientro presso l’abitazione

sione e/o trasferta fino al rientro presso l’abitazione, salvo i casi in cui l’evento si verifichi nel corso dello svolgimento di un’attività che non ha alcun legame funzionale con la prestazione lavorativa o con le esigenze lavorative dettate dal datore di lavoro. Oppure quando sia riconducibile a scelte personali del lavoratore, irragionevoli e prive di alcun collegamento con la prestazione lavorativa tali da esporlo a un rischio determinato esclusivamente da tali scelte. Infortuni all’interno della stanza d’albergo Con riferimento all’infortunio occorso in albergo, occorre rilevare che esso non è equiparabile a quello avvenuto presso la privata abitazione, la cui indennizzabilità è stata esclusa

28 TIR166-2013

TFR e contratto di solidarietà difensivo Con una recente comunicazione (8 novembre 2013), l’Inps ha fornito dei chiarimenti in merito ai criteri di commisurazione delle quote di trattamento di fine rapporto nelle ipotesi di ricorso al contratto di solidarietà assistito dalla integrazione tramite Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs), così come previsto dalla legge n. 863/84. Inoltre ha precisato le tempistiche per il recupero delle stesse da parte dei datori di lavoro interessati, ossia quelle imprese che rientrano nella normativa ordinaria degli ammortizzatori sociali ed abbiano sottoscritto un accordo sindacale di solidarietà. Ai fini della determinazione delle quote di accantonamento relative al trattamento di fine rapporto deve essere computato l’equivalente della retribuzione alla quale il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di svolgimento dell’attività di lavoro. Di converso, le quote di TFR relative alla retribuzione persa dai lavoratori a seguito della riduzione dell'orario di lavoro sono, in ogni caso, a carico della Cassa Integrazione Guadagni, diversamente da quanto stabilito per la Cigs, dove è prevista la possibilità per il datore di lavoro di chiedere il rimborso alla Cassa Integrazione Guadagni delle quote di trattamento di fine rapporto maturate durante il periodo di integrazione salariale, con esclusivo riferimento ai lavoratori licenziati al termine del predetto periodo. Stante la finalità del contratto di solidarietà difensivo, per effetto del quale la risoluzione del rapporto di lavoro potrebbe verificarsi anche a distanza di diversi anni dall'avvenuta scadenza dell’accordo medesimo, per il rimborso delle quote del TFR connesse alla retribuzione persa dai lavoratori, è consentito alle aziende, che utilizzano tale strumento contrattuale per il mantenimento dei livelli occupazionali, di recuperare le quote di TFR connesse alla retribuzione persa dai lavoratori alla conclusione del periodo di vigenza dell’accordo sindacale. Le operazioni di conguaglio, ai fini della imputazione nel flusso Uniemens, dovranno essere effettuate entro l’anno solare di conclusione del contratto di solidarietà, salvo che per il recupero delle quote riferite a lavoratori non più in forza alla data del 1° gennaio 2010, ove in tal caso, il datore di lavoro dovrà, invece, utilizzare la procedura delle regolarizzazioni contributive. Da ultimo, l’Inps rammenta che resta confermata, durante il periodo di ricorso al contratto di solidarietà difensivo, assistito da Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, l’obbligatorietà del versamento delle quote di TFR al Fondo di Tesoreria o ai Fondi di previdenza complementare.

dalla Suprema Corte. Al contrario, l’Inail, seguendo le motivazioni addotte dalla Corte di Cassazione, ritiene che tutti gli eventi occorsi al lavoratore in missione e/o trasferta, dal momento in cui questi lascia la propria abituale dimora fino a quello in cui vi fa rientro (quindi anche quello verificatosi all’interno di una stanza di albergo), derivanti dal compimento anche degli atti prodromici e strumentali alla prestazione lavorativa devono essere indennizzati qua-

li infortuni avvenuti in occasione di lavoro, proprio perché condizionati dalla particolare situazione determinata dalla condizione di missione e/o trasferta. L’Inail specifica che queste disposizioni si applicano ai casi successivi al 23 ottobre 2013, nonché alle fattispecie in istruttoria e a quelle per le quali sono in atto controversie amministrative o giudiziarie o, comunque, che non siano prescritte o decise con sentenza passata in giudicato.


Normative

di Fabrizio Serafini

T

ra ottobre e novembre sono stati emanati alcuni chiarimenti per l’applicazione del nuovo Sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti pericolosi, finalizzati al miglior utilizzo del Sistri da parte degli operatori ad esso obbligati. Si tratta in particolare della circolare n. 1, del 31 ottobre 2013, del ministero dell’Ambiente, dei pareri forniti dalla Direzione Generale per la Tutela del Territorio a 25 domande degli operatori (quadro sinottico aspetti normativi) e della nota esplicativa del Comitato Nazio-

Rifiuti assoggettati al sistema É stato precisato che l’obbligo di utilizzo del Sistri attiene solo ai rifiuti speciali pericolosi (e, successivamente ad una fase di sperimentazione, che decorrerà dal 30 giugno 2014, anche i rifiuti urbani pericolosi). Quindi viene confermata la conseguenza che i rifiuti speciali non pericolosi – come ad esempio la carta da macero, il vetro rotto, alcuni rottami ferrosi – non sono soggetti al nuovo sistema e che le imprese di trasporto specializza-

ritorio nazionale, sono soggetti all’obbligo di iscrizione al Sistri (conformemente a quanto previsto dal Regolamento comunitario n. 1072/2009); lo stesso vale per il trasporto transfrontaliero in partenza dal territorio nazionale e verso Stati esteri. Per i vettori stranieri che effettuano trasporti transfrontalieri dall’estero con destinazione nel territorio nazionale, o con solo attraversamento del territorio nazionale, valgono le disposizioni sulla tracciabilità previste dal Regolamento comunitario n. 1013/2006”.

Sistri: il ministero fornisce nuovi chiarimenti Sul sito del Sistri sono state pubblicate le venticinque domande più comuni presentate dagli operatori sul nuovo sistema telematico. Sistema esteso anche ai vettori esteri nale Albo gestori del 5 novembre 2013, sulle procedure da adottare per la variazione della disponibilità degli autoveicoli sottoposti alla disciplina Sistri.

Le FAQ sul Sistri

Circolare ministero Ambiente Con questa circolare, la Direzione Generale competente del ministero dell’Ambiente ha fornito i primi chiarimenti per l’applicazione delle disposizioni contenute nell’articolo 11 del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, sulla semplificazione e razionalizzazione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, come convertito nella legge di conversione 30 ottobre 2013, n. 125. Tra le dieci pagine della circolare ministeriale figurano importanti chiarimenti, che analizziamo nel dettaglio.

Le sanzioni relative al Sistri non saranno applicate per i 10 mesi successivi alla sua entrata in vigore, quindi fino al 31 luglio 2014

te nella loro movimentazione ed iscritte all’Albo gestori nella categoria 4, non sono più obbligate ad avvalersi del Sistri e ad utilizzare i suoi dispositivi elettronici. Vettori esteri Il Sistri è stato esteso anche ai vettori esteri che effettuano trasporti di rifiuti speciali pericolosi all’interno del territorio nazionale o trasporti transfrontalieri in partenza dal territorio. Questa estensione era stata più volte richiesta dalle associazioni degli autotrasportatori, al fine di evitare ingiustificate discriminazioni in danno dei vettori nazionali, ed è ora stato chiarito dal ministero dell’Ambiente che: “…i vettori stranieri che, a titolo professionale, effettuano trasporti esclusivamente all’interno del ter-

Trasporto intermodale Sono tenuti ad aderire al Sistri, in caso di trasporto intermodale, i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico da parte dell'impresa navale o ferroviaria, cioè i cosiddetti terminalisti ferroviari, marittimi e raccomandatari marittimi, o dell'impresa che effettua il successivo trasporto. Al riguardo la circolare ha specificato che: “la legge di conversione n. 125/2013 ha espressamente incluso… tra gli obbligati i terminalisti e gli altri operatori della fase intermedia del trasporto intermodale, definiti mediante una riformulazione che ripropone il testo dell’art. 188-ter, lettera g), del d.lgs. 152/2006, previgente al d.l. n. 101/2013 (per i terminalisti e gli altri operatori della fase intermedia del trasporto

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Normative intermodale, l’obbligo di iscrizione è stabilito direttamente dalla norma ma, per tener conto delle peculiarità dell’attività di detti operatori, è prevista l’adozione, entro sessanta giorni – cioè, prima che scada il periodo di moratoria delle sanzioni Sistri – di un decreto ministeriale che stabilisca a regime le modalità di applicazione); Date di operatività Le date di operatività del Sistri vengono elencate in due termini iniziali certi: - 1° ottobre 2013, per i trasportatori conto terzi di rifiuti speciali pericolosi e per gli enti o imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti speciali pericolosi. In questa categoria rientrano anche i nuovi produttori, cioè i soggetti che sottopongono i rifiuti pericolosi ad attività di trattamento ed ottengono nuovi rifiuti, diversi per natura o composizione rispetto a quelli trattati, ovvero ottengono rifiuti pericolosi dal trattamento di rifiuti; - 3 marzo 2014, per le seguenti categorie: i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi; gli enti e le imprese che trasportano i rifiuti da loro stessi prodotti, iscritti all’Albo nazionale dei gestori ambientali ai sensi dell’art. 212, comma 8, d.lgs. n. 152/2006, nonché i soggetti che effettuano il trasporto dei propri rifiuti, iscritti all’Albo nazionale dei gestori ambientali in categoria 5 ed i Comuni e le imprese di trasporto di rifiuti urbani del territorio della Regione Campania. Modalità di coordinamento Vengono precisate le modalità di coordinamento tra gli obblighi dei soggetti iscritti al Sistri e quelli dei soggetti non iscritti: fino al 3 marzo 2014 i produttori di rifiuti speciali pericolosi, che non aderiscono su base vo30 TIR166-2013

lontaria al Sistri, adempiono ai propri obblighi con le modalità appresso precisate: - i produttori comunicano i propri dati, necessari per la compilazione della “Scheda Sistri – Area movimentazione”, al delegato dell'impresa di trasporto che compila anche la sezione del produttore del rifiuto, inserendo le informazioni ricevute dallo stesso; - una copia della “Scheda Sistri – Area movimentazione”, firmata dal produttore del rifiuto, viene consegnata al conducente del mezzo di trasporto. Una copia della “Scheda Sistri – Area movimentazione” rimane presso il produttore del rifiuto, che è tenuto a conservarla per cinque anni; - il gestore dell'impianto di recupero o smaltimento dei rifiuti in tali ipotesi è tenuto a stampare e trasmettere al produttore dei rifiuti stessi la copia della “Scheda Sistri – Area movimentazione” completa, al fine di attestare l'assolvimento dell’obbligo; - in caso di temporanea indisponibilità del sistema da parte del trasportatore, la compilazione della scheda di movimentazione (area trasportatore e area produttore) è a cura del gestore, che potrà utilizzare le schede di movimentazione numerate su carta dal trasportatore, se disponibili. I trasporti di rifiuti effettuati da soggetti non iscritti al Sistri o per i quali il Sistri non sia ancora operativo devono essere accompagnati dal formulario di trasporto, secondo quanto prescritto dall’articolo 193 del d.lgs. n. 152/2006 (testo unico ambientale). Rinvio sanzioni Infine, viene sottolineata la non applicazione delle sanzioni relative al Sistri (previste dagli articoli 260-bis e 260-ter del testo unico ambientale) per i dieci mesi successivi alla data del 1° ottobre 2013: quindi fino al 31 luglio 2014. In questo periodo – continua la circolare – si dovrà applicare anche il sistema cartaceo di tracciabilità (con i formulari ed i registri di carico e scarico) fino a quando vi sarà la moratoria, con la non applicazione delle nuove sanzioni del Sistri. Viene quindi confermato che in tali dieci mesi si applicheranno le

vecchie sanzioni sui formulari e registri redatti in maniera incompleta o irregolare. Quadro sinottico aspetti normativi Nella seconda decade di novembre è stato pubblicato sul sito del Sistri, il quadro sinottico delle maggiori domande presentate dagli operatori sugli aspetti normativi ed operativi del nuovo sistema telematico, con a fianco di ciascuna domanda il parere della Direzione Generale del ministero dell’Ambiente. Tra le 25 risposte fornite si segnalano in particolare quelle che: a) confermano che durante il periodo di moratoria del nuovo regime sanzionatorio (dieci mesi), la copia della scheda Sistri non sostituisce il formulario di trasporto (risposte 2 e 14); b) i rifiuti non pericolosi sono fuori dal sistema Sistri (risposta 3); c) il trasporto attualmente soggetto al Sistri è solo quello di rifiuti speciali pericolosi prodotti da terzi (risposta 4); d) anche gli operatori del trasporto intermodale sono soggetti al nuovo sistema e le altre fattispecie del trasporto navale sono comunque ricomprese nella nozione di trasporto a titolo professionale obbligato al Sistri (risposta 5); e) il vettore estero che effettua operazioni di cabotaggio in Italia segue le procedure e gli adempimenti del Sistri (risposta 6). Nota Comitato nazionale su variazione autoveicoli Dall’avvio del Sistri sono aumentate le necessità delle imprese di trasporto di regolarizzare i casi di variazione del loro parco di autoveicoli sottoposti alla nuova disciplina, soprattutto quando la cessione degli automezzi intercorre tra imprese iscritte sia all’Albo gestori ambientali, sia al Sistri e le stesse concordano di mantenere a bordo dei mezzi le black-box già installate. Questi casi sono stati disciplinati con nota 5 novembre 2013 del Comitato Nazionale Albo Gestori, che ha fornito a tutte le sezioni regionali la seguente procedura: - l’impresa cedente presenta alla sezione regionale ove è iscritta la richiesta di cancella-

zione dell’autoveicolo e riconsegna alla stessa il dispositivo USB ad esso associato, impegnandosi a mantenere la responsabilità della blackbox installata sul mezzo fino al completamento della domanda di acquisizione da parte dell’impresa acquirente; - la sezione regionale delibera la variazione in capo all’impresa cedente e invia telematicamente al Sistri gli estremi dell’autoveicolo cancellato (numero targa), segnalando che lo stesso automezzo è oggetto di transazione con altra impresa iscritta all’Albo gestori e al Sistri; - Sistri provvede all’immediata disattivazione del dispositivo USB (già intestato alla ditta cedente) associato all’automezzo, comunicando ciò telematicamente alla sezione regionale; - l’impresa acquirente presenta la richiesta di incremento del proprio parco veicolare, indicando l’autoveicolo acquisito dall’impresa cedente; - la sezione regionale, dopo aver accolto tale richiesta e variato l’iscrizione dell’impresa acquirente, invia gli estremi di tale richiesta al Sistri; - Sistri accoglie anch’esso la variazione dell’iscrizione dell’impresa acquirente e il numero di targa dell’autoveicolo da essa acquisito, restituendo telematicamente evidenza di tale accoglimento alla Sezione regionale; - l’impresa acquirente ritira presso la sezione regionale il nuovo dispositivo USB dell’automezzo ad essa associato ed effettua la prenotazione dell’officina autorizzata per la personalizzazione della vecchia black-box già installata sull’automezzo acquisito. Da ultimo la nota chiarisce che la procedura si applica anche ai casi di variazioni societarie (come il conferimento da ditta individuale a società, la fusione per incorporazione, la cessione di azienda o di ramo di azienda) che comportino il cambio di titolarità degli autoveicoli e dei relativi dispositivi USB associati, con la differenza che le domande e le comunicazioni sono a carico dell’impresa acquirente (in tali casi viene fatto obbligo di restituire i dispositivi USB già intestati all’impresa originaria cedente).


Normative

di Fabrizio Serafini

Sanzioni ridotte anche per violazioni in azienda La riduzione del 30% si applica anche per le violazioni ai tempi di guida e di riposo e al cronotachigrafo in caso di pagamento immediato. Novità anche per carta tachigrafica e carrelli elevatori

I

l Codice della Strada, negli ultimi mesi, è stato oggetto di numerose novità e anche su questo numero della rivista torniamo ad occuparcene, a seguito di alcune precisazioni sopraggiunte ultimamente.

Circolazione su strada dei carrelli elevatori Sul numero 162 della rivista, ci siamo occupati della problematica della circolazione su strada pubblica dei carrelli elevatori non immatricolati. Questa possibilità, originariamente prevista con una legge del 1982 (n.38), attuata nel 1989 con D.M. del 28 dicembre (che la sottoponeva ad una particolare procedura autorizzativa di competenza degli Uffici provinciali della Motorizzazione), è definitivamente venuta meno dopo che il ministe-

I carrelli elevatori non immatricolati sono utilizzabili soltanto su strade private, mentre su quelle aperte al pubblico possono circolare soltanto carrelli immatricolati

ro dei Trasporti, con una nota dello scorso 10 giugno, ha preso atto del mutato quadro normativo dovuto all’abrogazione delle norme prima indicate da parte del decreto legge 112/2008. Pertanto, allo stato attuale, i carrelli elevatori non immatricolati sono utilizzabili soltanto su strade private, mentre su quelle aperte al pubblico possono circolare soltanto carrelli immatricolati. Ora, con una nota del 25 ottobre, il ministero dei Trasporti ha individuato le procedure che devono seguire i Centri prova autoveicoli (Cpa) per verificare l’idoneità alla circolazione dei carrelli, ai fini della successiva immatricolazione. Inoltre, sono state introdotte alcune semplificazioni per i carrelli muniti di autorizzazione alla circolazione, anche

scaduta, purché la scadenza non sia precedente al 31 dicembre 2007. Infatti, per quelli privi di autorizzazione o con autorizzazione scaduta entro il 31 dicembre 2007, il ministero ha presunto che il titolare non abbia più interesse a farli circolare in pubblico per cui, in caso di ripensamento, sono sottoposti integralmente alle procedure del CdS in materia di verifica di idoneità alla circolazione da parte di un Cpa, dietro richiesta del costruttore. Per i carrelli muniti di autorizzazione con scadenza successiva al 31.12.2007, invece, la procedura per l’immatricolazione è più semplice, prevedendo che il proprietario presenti un’istanza di collaudo in unico esemplare al CPA competente in base alla sua sede, con allegati alcuni documenti (tra cui l’autorizzazione TIR166-2013 31


Normative

alla circolazione precedentemente posseduta e la scheda informativa, rilasciata dal costruttore, con le prescrizioni per la circolazione su strada); a quel punto, il CPA esegue le visite e prove previste per le macchine operatrici, con delle semplificazioni legate al fatto che si tratta di mezzi già in circolazione.

La riduzione del 30% non si applica per le infrazioni alle norme sull’orario di lavoro del personale mobile delle imprese di autotrasporto

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Sanzioni: riduzione del 30% anche per i preavvisi di accertamento Con una nota del 7 ottobre, il ministero dell’Interno ha affermato che non esistono ostacoli di tipo normativo affinché l’agevolazione introdotta dal decreto legge 69/2013 (convertito con legge 98/2013, che prevede riduzione del 30% della sanzione in misura ridotta stabilita nella norma violata del Codice della Strada, per i pagamenti eseguiti entro 5 giorni dalla contestazione/notifica della violazione) operi anche per i preavvisi di accertamento. Questi preavvisi, com’è noto, sono previsti in molti Regolamenti comunali per consentire al trasgressore, non presente al momento dell’accertamento dell’infrazione, di pagare la sanzione in un breve termine senza sostenere le spese di notifica del verbale. Il ministero dell’Interno ha ritenuto che, in linea di massima, lo sconto del 30% è applicabile anche ai preavvisi di accertamento, purché (ovviamente) la sanzione venga pagata entro 5 giorni. Lo stesso ministero ha tuttavia precisato che, trattandosi di una materia (quella dei preavvisi di accertamento) non disciplinata dal CdS ma che ricade nella competenza esclusiva dei Comuni, la scelta di ricorrere o meno a questa agevolazione spetta soltanto all’ente locale, che non è obbligato in tal senso. In ogni caso, lo stesso ministero ha fatto sapere che molti Comuni avevano già deciso di applicare questo beneficio, senza attendere una nota ufficiale.

Riduzione anche per le infrazioni accertate nei locali dell’impresa La Direzione Generale per l’attività ispettiva del ministero del Lavoro, con una nota dell’11 novembre, ha dato il via libera ai propri ispettori affinché, per le violazioni del Codice della Strada accertate nei locali dell’impresa, applichino la riduzione del 30% delle sanzioni in misura ridotta se pagate entro 5 giorni dall’accertamento. Il ministero ha evidenziato che le infrazioni del CdS per le quali è operativo il beneficio, sono quelle relative: - ai tempi di guida e di riposo e al cronotachigrafo (Regolamento CE 561/2006 e Regolamento CEE 3821/1985, sanzionate agli artt. 174 e 179 CdS); - alla mancata conservazione per un anno, da parte dell’impresa, dei modelli di controllo delle assenze dei conducenti (prevista dall’art. 9, comma 5 del D.Lgs. 144/2008); - alle altre infrazioni in materia di cronotachigrafo, non espressamente sanzionate dall’art. 179 del CdS. Queste infrazioni, com’è noto, sono punite ai sensi dell’art. 19 della legge 727/1978 (pagamento di una somma da un minimo di 51 euro ad un massimo di 99 euro), e comprendono l’inosservanza alle norme di comportamento stabilite all’art. 15 del Reg. 3821/1985 (ad esempio, per i dischi del tachigrafo analogico, la mancata compilazione da parte dell’autista con le informazioni prescritte da questa norma). Diversamente, la riduzione non opera per le infrazioni alle norme sull’orario di lavoro del personale mobile delle imprese di autotrasporto, contenute nel D.Lgs. 234/2007 (di recepimento della

direttiva europea 2002/15). Inoltre, la nota del ministero ha chiarito che la riduzione scatta anche per le infrazioni commesse prima del 21 agosto scorso (data di entrata in vigore delle modifiche al decreto legge 69/2013), se accertate dagli ispettori del lavoro dopo questa data. Il pagamento dell’importo ridotto del 30% deve avvenire entro 5 giorni dall’accertamento, avvalendosi del modello F23. Patente di guida e carta tachigrafica del conducente Si tratta di un’agevolazione importante per i conducenti professionali, i quali, fino ad oggi, ogni volta che si trovavano a sostituire la patente di guida (es. per furto, smarrimento, deterioramento, ecc.), erano costretti a richiedere anche una nuova carta tachigrafica visto che, su quella posseduta, era riportato il numero della patente sostituita per cui sarebbe venuto meno il collegamento tra i due documenti. Ora, il ministero dell’Interno ha preso atto del nuovo orientamento espresso dal ministero dei Trasporti, che ha affermato che sulle patenti emesse per qualsiasi motivo dal 25 luglio scorso sarebbe comparso anche il numero della patente sostituita (in corrispondenza del campo 12), proprio per non costringere il conducente a richiedere una nuova carta tachigrafica. Questo orientamento è stato ora recepito anche dal ministero dell’Interno che, in una nota del 17 ottobre, ha informato il proprio personale che, laddove il numero della patente sostituita (evidenziato anche sulla carta tachigrafica del conducente) compaia anche sul nuovo documento di guida, gli agenti addetti al controllo non devono applicare sanzioni.


Costi minimi

Costi minimi di sicurezza

La Direzione Generale per il Trasporto stradale ha elaborato i costi di esercizio delle imprese di autotrasporto, relativi al mese di ottobre 2013 denza, sul prezzo del carburante, della fonte di rifornimento dello stesso (impianti di distribuzione ordinari, o extra-rete);

Le nuove tabelle integrali

Anche questo mese l’Amministrazione, ai sensi dell’articolo 83 bis legge 6 agosto 2008, n. 133 di conversione del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 e s.m.i., ha provveduto a determinare l’adeguamento dei costi di esercizio delle imprese di autotrasporto con riferimento all’andamento del costo del carburante, così come rilevato dal ministero dello Sviluppo Economico, per il mese di ottobre 2013. Si precisa, inoltre, che: 1. i dati relativi al prezzo del gasolio sono riferiti all’ultima rilevazione disponibile (mese di ottobre 2013), sul sito del ministero dello Sviluppo Economico

2. per i veicoli di massa complessiva superiore alle 7,5 tonnellate, i dati relativi al prezzo al consumo del gasolio sono stati depurati dello sconto sull’accisa e del valore dell’Iva; 3 per i veicoli di massa complessiva inferiore alle 7,5 tonnellate i dati stessi sono stati depurati della sola Iva; 4 il valore del prezzo medio in euro per litro del gasolio al netto dell’Iva e, ove previsto, anche dello sconto delle accise, è stato arrotondato alla terza cifra decimale; 5 non si è tenuto conto dell’inci-

fino a 3,5 t. km costo km incidenza carburante %

7 nel caso di utilizzo di veicoli cisternati adibiti al trasporto di prodotti petroliferi o di leganti idraulici e prodotti affini, alla lunghezza della tratta da intendersi quale distanza fra il punto di presa in carico e di scarico delle merci, viene sommata la distanza chilometrica fra l’ultimo luogo di riconsegna delle merci ed il primo luogo di successiva presa in consegna delle merci stesse.

da 7,5 a 11,5 t.

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150 0,613 22,204

6 nel caso venga utilizzato un mezzo particolare o per utilizzo specifico (quali, ad esempio, quelli adibiti al trasporto di contenitori, al trasporto di prodotti in ADR su cassonato/centinato, i veicoli frigoriferi di massa complessiva a pieno carico inferiore alle 26 Ton, ecc.), per il quale non sia ancora stata redatta specifica tabella di riferimento, troverà applicazione la tabella relativa al generico veicolo della corrispondente macrocategoria;

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

0,662 20,544

0,744 18,279

0,833 16,335

1,013 13,422

costo km incidenza carburante %

0,903 23,077

1,042 20,005

1,146 18,182

1,371 15,200

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 0,553 0,632 incidenza carburante 24,615 21,519

0,694 19,596

0,753 18,071

0,923 14,730

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 0,742 0,803 incidenza carburante 28,085 25,951

0,922 22,610

1,016 20,509

1,221 17,068

da 3,5 a 7,5 t. km costo km incidenza carburante %

da 11,5 a 26 t.

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150 0,745 26,092

0,832 25,047

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

0,821 23,653

0,951 20,431

1,030 18,857

1,240 15,673

costo km incidenza carburante %

0,990 25,716

1,066 23,882

1,210 21,042

1,318 19,318

1,581 16,104

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 0,665 0,731 incidenza carburante 29,233 26,564

0,851 22,832

0,920 21,111

1,100 17,669

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 0,870 0,936 incidenza carburante 29,262 27,197

1,070 23,794

1,168 21,798

1,411 18,044

TIR166-2013 33


Costi di sicurezzaottobre2013

Il costo chilometrico è dato dalla somma di voci quali: costo di acquisto del veicolo, manutenzioni, costo km del lavoro, costo km delle assicurazioni, costo km di pneumatici, pedaggi, costo km del carburante, costi di organizzazione.

sup. a 26 Ton Trasporto collettame e messaggerie

superiore a 26 t. km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

1,317 29,011

1,629 23,453

1,789 21,353

1,917 19,926

costo km incidenza carburante %

1,231 31,039

1,379 27,707

1,490 25,638

1,765 21,641

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,088 1,167 incidenza carburante 35,110 32,741

1,439 26,550

1,589 24,041

1,707 22,377

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,018 1,091 incidenza carburante 37,525 35,023

1,229 31,089

1,320 28,939

1,565 24,406

costo km incidenza carburante %

1,228 31,107

superiore a 26 t. Trasporto cisternato alimentare km

1,148 33,275

sup. a 26 Ton, Trasporto in ATP km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,366 27,968

1,537 24,855

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,216 1,367 incidenza carburante 31,419 27,946

1,712 22,316

1,522 25,102

1,881 20,312

1,681 22,729

2,282 16,740

2,062 18,526

costo km incidenza carburante %

1,416 26,974

1,574 24,274

1,679 22,748

1,786 21,383

2,067 18,482

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,256 1,394 incidenza carburante 30,410 27,409

1,489 25,650

1,586 24,079

1,807 21,142

sup. a 26 Ton, cisterna per prodotti petroliferi sup. a 26 Ton Trasporto mangimi in cisterna km

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,309 29,177

1,473 25,931

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,159 1,303 incidenza carburante 32,952 29,313

1,623 23,536

1,433 26,657

1,759 21,715

1,559 24,500

2,204 17,329

1,954 19,545

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,492 0,256

1,677 0,228

1,788 0,214

2,191 0,174

2,524 0,151

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,322 1,487 incidenza carburante 0,289 0,257

1,588 0,240

1,971 0,194

2,254 0,169

sup. a 26 Ton con cassone ribaltabile sup. a 26 Ton Trasporto leganti idraulici sfusi in cisterna km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,319 28,956

1,483 25,756

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,169 1,313 incidenza carburante 32,671 29,090

1,633 23,392

1,443 26,472

1,769 21,592

1,569 24,344

2,214 17,251

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,281 29,822

1,475 25,906

1,538 24,844

1,782 21,435

2,405 15,883

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,131 1,315 incidenza carburante 33,778 29,060

1,368 27,932

1,592 23,993

2,135 17,892

1,964 19,446

superiore a 26 t. Sola trazione semirimorchio1 km

sup. a 26 Ton Trasporto cisternato ADR km costo km incidenza carburante %

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150 1,356 28,175

1,532 24,936

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,206 1,362 incidenza carburante 31,679 28,048

1,712 22,316

1,522 25,102

1,876 20,366

1,676 22,797

2,022 18,889

1,802 21,194

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante

1,060 36,032

1,081 35,323

1,154 33,099

1,612 23,694

superiore a 26 t. Sola trazione semirimorchio Adr 1 km costo km incidenza carburante

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150 0,913 41,839

0,975 39,160

1,077 35,483

1) che rientra nella disponibilità, ovvero nella proprietà del vettore-committente

34 TIR166-2013

1,359 28,104

1,259 30,350

1,482 25,770


Tir 166 2013 12