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LA RIVISTA DELL’AUTOTRASPORTO PERIODICO DEL COMITATO CENTRALE DELL’ALBO NAZIONALE DEGLI AUTOTRASPORTATORI DI COSE PER CONTO DI TERZI

Mensile

12 PEDAGGI 20

mbre le Dal 16 sette rimborso i d e d n a m o d

QC PROROGA C

· n.163 settembre 2013

ancora Carta valida i per due ann

VIA MARE TRASPORTO

eo Il Mediterran tto cerca il risca

PRONTI PER LA RIPRESA DCOOS6423 S/CONV/144/2012

TANTE LE NOVITÀ CHE HANNO INTERESSATO NELLE ULTIME SETTIMANE IL MONDO DELL’AUTOTRASPORTO, DALLO SBLOCCO DEI FONDI DELL’ECOBONUS ALLE POSITIVE NOTIZIE DAL FONDO DI GARANZIA. RESTA APERTO IL CONFRONTO SUI COSTI MINIMI DI SICUREZZA


ANNO XIII N° 163 - Settembre 2013 COMITATO SCIENTIFICO PRESIDENTE Bruno Amoroso VICEPRESIDENTI Gabriella Gamba, Francesco Del Boca COMPONENTI Marco Cattabiani, Stefania Cippitelli, Mauro Concezzi, Giuseppina Della Pepa, Silvio Faggi, Carolina Galasso, Maurizio Longo, Alessandro Massarelli, Paolo Melfa, Olga Eugenia Pegoraro, Isabella Pini Ferrari, Roberto Sgalla, Enzo Solaro, Mario Troisi DIREZIONE-REDAZIONE Via Tevere 44 - 00198 ROMA Tel. 06 85356494 - 06 68892416 (fax) DIRETTORE RESPONSABILE Massimo De Donato dedonato@rivistatir.it

CAPO REDATTORE Lucia Angeloni angeloni@rivistatir.it

REDATTORE Andrea Pegoraro pegoraro@rivistatir.it

GRAFICA Giuliana Caniglia SEGRETERIA Adele Maddonni redazione@rivistatir.it

HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO Angelo Ciaravolo, Andrea Giuli, Michele Latorre, Mariangela Pagano, Ferdinando Tagliabue

CHIUSO IN REDAZIONE IL 30.8.2013 Tiratura: 109.300 copie interamente distribuite in abbonamento postale PUBBLICITÀ AGB Arti Grafiche Boccia S.p.A. Via Tevere 44 – Roma Tel. +39 06.68801898 adv@rivistatir.it Concessionaria Automotive Editoriale C&C Locate di Triluzi (Milano) Tel 0290481134 servizio clienti@editorialecec.it

PERIODICO DEL COMITATO CENTRALE DELL’ALBO NAZIONALE DEGLI AUTOTRASPORTATORI DI COSE PER CONTO DI TERZI

a proroga di due anni della CQC per documentazione, il ritorno del Sistri, lo sconto sulle sanzioni amministrative per le violazioni al Codice della Strada, lo sblocco dei fondi dell’Ecobonus, le positive novità sul Fondo di garanzia. E ancora: la nuova Autorità dei Trasporti, le norme sui trasporti eccezionali, il rinnovo del contratto di settore… Non ricordo, a memoria, un rientro autunnale così denso di novità per questo settore.

Mensile

PEDAGGI 2012

mbre le Dal 16 sette rimborso domande di

PROROGA CQC

· n.163 settembre 2013

ancora Carta valida per due anni

VIA MARE TRASPORTO

Il Mediterraneo to cerca il riscat

PRONTI PER LA RIPRESA DCOOS6423 S/CONV/144/2012

TANTE LE NOVITÀ CHE HANNO INTERESSATO NELLE ULTIME SETTIMANE IL MONDO DELL’AUTOTRASPORTO, DALLO SBLOCCO DEI FONDI DELL’ECOBONUS ALLE POSITIVE NOTIZIE DAL FONDO DI GARANZIA. RESTA APERTO IL CONFRONTO SUI COSTI MINIMI DI SICUREZZA

Dare credito all’autotrasporto La notizia dell’aumento all’80% della garanzia diretta del Fondo sul credito che in tutta Italia le banche dispongono a favore delle imprese di autotrasporto è sicuramente la più interessante in questo momento di crisi, e dovrebbe abbattere definitivamente alibi e diffidenze da parte delle banche nella concessione di credito al settore. Si tratta della percentuale più alta tra le categorie professionali, a dimostrazione del fatto che, in fondo, su questo comparto c’è la fiducia - e le speranze - anche del mondo istituzionale. Questo non significa che dalla prossima settimana si potrà entrare in banca con la certezza di ottenere fondi: è ovvio che le valutazioni sulla solidità dell’azienda dovranno essere fatte dagli istituti, ma è anche vero che con la garanzia di recuperare dallo Stato - in caso di insolvenza del cliente l’80% delle somme erogate, il rischio per le banche è davvero basso. Vista la delicatezza del momento, Tir monitorerà attentamente la situazione e girerà al Comitato di Gestione della sezione Autotrasporto del Fondo di Garanzia tutte le vostre segnalazioni. Perciò se la vostra azienda ha tutti i requisiti per ottenere credito, l’operazione da finanziare rientra tra quelle previste dal Fondo (anticipazione di crediti verso la pubblica amministrazione o operazioni finanziarie di durata non inferiore a 36 mesi) e la banca lo nega, anche semplicemente perché i funzionari territoriali non sono a conoscenza del Fondo, segnalatecelo con le vostre lettere (via email, fax, posta ordinaria) in modo da consentirci di girare queste informazioni a chi gestisce questa importante risorsa. Il mondo dell’autotrasporto ha bisogno di crediti e di credito. Il provvedimento varato dal Governo è un segnale di fiducia importante. Molte delle novità citate prima, e approfondite su questo numero di Tir, vanno nella stessa direzione; altre - una su tutte, il ritorno del Sistri sicuramente meno. Ma è probabilmente con il confronto tra autotrasporto e committenza sui costi minimi di sicurezza, la cui ripresa è prevista nelle prossime settimane, che si metterà alla prova credito e credibilità di questo settore. Massimo De Donato

REALIZZAZIONE e STAMPA Arti Grafiche Boccia Spa Via Tiberio Claudio Felice 7 - 84131 Salerno EDITORE Comitato Centrale per l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori di Cose per Conto di Terzi Registrazione del Tribunale di Roma n° 547 del 18/11/98

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In copertina: l’Iveco Stralis Hi-Way

Editoriale La rivista dell’autotrasporto Periodico del Comitato Centrale per l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori di Cose per Conto di Terzi

L

LA RIVISTA DELL’AUTOTRASPORTO


Sommario n. 163 - settembre 2013

Pronti per la ripresa

14

Tante le novità che hanno interessato nelle ultime settimane il mondo dell’autotrasporto. Sullo sfondo, la questione dei costi minimi di sicurezza ed il confronto aperto con la committenza per una soluzione mediata di Lucia Angeloni

Imprese autotrasporto: ecco come sono distribuite in Italia

18

Secondo i dati aggiornati del Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori a luglio, su 142.675 imprese in Italia 47.283 si trovano tra Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Quasi 700.000 i veicoli totali in Italia di Andrea Pegoraro

Fondo di Garanzia: aumenta il sostegno per l’autotrasporto

20

Importante successo per il settore: aumentata all’80% con la Legge del Fare la percentuale per la garanzia diretta in tutta Italia. Intanto arrivano i dati del primo semestre della sezione: domande in aumento rispetto al 2013 ma scende il peso all’interno del Fondo

Il Mediterraneo cerca la ripresa

22

Nel documento “Porti e Mediterraneo”, Assoporti e SRM analizzano la situazione nel 2012. Mentre alcuni Paesi stanno vivendo uno sviluppo economico, l’Italia si propone come ponte tra l’Europa e la costa meridionale del bacino di Michele Latorre

Arriva ALICE, piattaforma europea sulla logistica

25

Mentre l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori lavora sulla propria piattaforma telematica, ecco cosa succede in Europa e in Italia in ambito telematico per la logistica di Andrea Pegoraro

Pneumatici salva consumi

26

Scegliere lo pneumatico giusto è fondamentale, sia per quanto riguarda la sicurezza sia per il contenimento dei consumi di carburante. Le principali marche offrono un’ampia possibilità di scelta: eccone un esempio di Ferdinando Tagliabue

Rubriche Editoriale Albo Scadenze e divieti Lettere

3 6 9 11

Europa Fisco Lavoro Normative Costi di sicurezza Solidarierà

12 30 32 34 40 42

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Albo

La telematica per ridurre costi e inefficienze La piattaforma dell’Albo tra integrazione e cooperazione con altri sistemi esistenti, come Uirnet e CCISS, e offerta di servizi specifici agli autotrasportatori titività ed efficienza a sostegno del trasporto merci e della logistica. Una seconda anima, invece, è caratterizzata da un’operatività più marcata e da una funzionalità immediata attraverso l’offerta di specifici servizi: controllo e monitoraggio delle merci pericolose; aree di sosta attrezzate; sistema Vega.

Il vice presidente del Comitato Centrale dell’Albo in rappresentanza delle associazioni di categoria, Francesco Del Boca

R

ealizzare una piattaforma telematica, ben inserita in un contesto nazionale, rappresenta una precondizione per perseguire gli obiettivi posti nel Piano Nazionale della Logistica per ridurre le inefficienze dei trasporti e della logistica con conseguente riduzione dei costi. La piattaforma telematica nazionale dell’Albo degli Autotrasportatori è una risposta concreta agli innovativi Sistemi di trasporto Intelligenti - ITS - normati e regolati con la Direttiva 2010/40 UE del Parlamento Europeo del 7 luglio 2010. La piattaforma telematica na6

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zionale dell’Albo (PTA) oggi è in grado di fornire alcuni servizi telematici di settore quale utile strumento di supporto operativo alle imprese. Una piattaforma con due anime La PTA persegue due filoni operativi che ne determinano due diverse anime all’interno di una stessa struttura informatica. La prima anima è volta all’integrazione, alla cooperazione e all’interoperabilità con altre piattaforme telematiche esistenti, tra cui il sistema CCISS e la Piattaforma Uirnet e Sistri. L’idea è fondata sull’obiettivo di realizzare un’unica grande Piattaforma Integrata Nazionale dove diversi attori ora presenti in Italia sono indirizzati verso una comune direzione, tesa a creare le condizioni per una maggiore compe-

Merci pericolose La PTA svolge il servizio di tracciabilità dei veicoli e la valutazione degli impatti economico sociali sul territorio in seguito ad eventi incidentali che coinvolgono in particolare merci pericolose. La valutazione degli impatti economici e sociali sul territorio ha richiesto la realizzazione di un’opportuna mappa del rischio, ossia una rappresentazione tematica del territorio che mostrasse i rischi connessi al trasporto delle merci pericolose. Tutto ciò ha innescato l’intuizione che è necessario conoscere ciò che più propriamente viene definita la mappa della vulnerabilità del territorio interessato dalla rete stradale, prescindendo dal rischio connesso con la probabilità di incidente e in particolare di incidente riguardante le merci pericolose. Quindi la messa a punto della mappa ha eliminato il “fattore probabilità” di incidente valutando solo la parte relativa al danno che può essere prodotto in caso in evento disastroso ossia la potenziale gravità (vulnerabilità per esposizione). Lo “step“ finale è stato la definizione, per ogni sostanza pericolosa, di 4 aree di danno circoscritte alla rete stradale caratterizzate ognuna da specifici effetti sull’uomo e sull’am-

biente e l’elaborazione dei conseguenti indici di rischio in caso di evento incidentale. Aree di sosta e sistema Vega Per le aree di sosta è stata effettuata una campagna di indagine che ha portato alla rilevazione e alla georeferenziazione di circa 200 aree attrezzate presenti sul territorio italiano. L’implementazione di un opportuno software, installato nei dispositivi all’interno dell’abitacolo dei veicoli, permetterà di fornire un sistema di pianificazione del viaggio e della sosta in real-time a tutti gli autotrasportatori. Il sistema Vega, infine, è un applicativo della PTA di ausilio alle società di autotrasportatori che calcola i costi complessivi di ogni singola tratta. Una volta inseriti tutti i dati necessari per il calcolo - ad esempio il costo del carburante al litro, pedaggi, rimborsi, tempi di sosta ecc. - tale applicativo fornisce un quadro completo di stima dei costi e dei tempi occorrenti per ogni tratta stradale immessa. La PTA, quindi, fornisce un sistema di servizi telematici volti a migliorare la sicurezza del trasporto merci e ad aumentare l’efficienza delle imprese che svolgono trasporto per conto terzi. L’auspicio è che la Piattaforma Integrata Nazionale, che secondo le indicazioni del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sarà diretta da Uirnet, possa consentire il cambio di passo per il settore. L’Albo è disposto a fare sistema mantenendo l’operatività diretta dei suoi servizi e nel contempo chiede di fare parte della squadra che avrà la gestione della Piattaforma Integrata Nazionale, cioè Uirnet.


Pedaggi 2013: ecco i coefficienti delle riduzioni Il Comitato Centrale ha adottato la delibera per la destinazione dei fondi 2013 e dettato le disposizioni per le domande. Stanziati anche i fondi per la sicurezza stradale

C

on il decreto ministeriale n. 117 del 21 marzo 2013, il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha adottato la direttiva per definire le modalità di calcolo delle riduzioni dei pedaggi autostradali per il 2013 e ha destinato all’operazione 209.259.026 euro. La stessa direttiva stabilisce che 5.537.344 euro sono destinati ad iniziative ed interventi in materia di sicurezza della circolazione e di controlli dei mezzi pesanti, 53.721.682 per la residua copertura della riduzione dei pedaggi autostradali relativi all’anno 2010 e 150 milioni di euro per i pedaggi autostradali relativi al 2011. Riduzioni 2013 Per l’anno 2013 la riduzione sarà differenziata per classi di veicoli commerciali e per fatturato globale realizzato sulla rete autostradale e si applicherà ai veicoli Euro3 e categorie superiori secondo i criteri seguenti: a) determinazione del fatturato totale annuo, moltiplicando il fatturato dei pedaggi pagati da un singolo veicolo per i seguenti coefficienti; - 1,00 per i veicoli Euro 3 - 2,00 per i veicoli Euro 4 - 2,50 per i veicoli Euro 5 e superiori b) applicazione ai seguenti scaglioni di fatturato globale annuo delle percentuali di riduzione compensata secondo il seguente prospetto: − da 200.000 a 400.000 4, 33% − da 400.001 a 1.200.000 6, 50% − da 1.200.001 a 2.500.000 8, 67% − da 2.500.001 a 5.000.000

10,833% − oltre 5.000.000 13% Nelle more della emanazione da parte del Comitato Centrale dell’Albo della delibera di attuazione della direttiva, il ministero dell’Economia e della Finanza con proprio decreto n 18325, ha disposto un taglio di 1.929.274 euro. La delibera del Comitato Centrale Nella riunione del 31 luglio 2013 il Comitato Centrale ha adottato la delibera per la destinazione dei fondi che ha dovuto tener conto dei tagli effettuati e degli accordi intercorsi con il Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi Informativi e Statistici, imputando una decurtazione di 964.637 euro sui fondi destinati alla riduzione dei pedaggi e di 964.637 euro sull’importo destinato alla sicurezza. Nella stessa data è stato stipulato un atto aggiuntivo al protocollo intesa del 2010 tra il Dipartimento dei Trasporti Terrestri ed il Comitato Centrale Albo nel quale le risorse destinate alla sicurezza vengono così individuate: 1. EURO 1.100.000: esecuzione del contratto di manutenzione e riattamento dei Centri mobili di revisione; 2.EURO 200.000: esecuzione del programma 2013-2014 di formazione professionale degli addetti ai controlli (forze di polizia ed unità del DTT); 3. EURO 3.272.707: assegnazione alla Direzioni Generali Territoriali delle risorse necessarie per effettuare i controlli.

Il Comitato Centrale ha poi dettato le disposizioni per le domande per la riduzione compensata delle imprese di autotrasporto conto terzi e conto proprio, che rimangono sostanzialmente invariate rispetto al passato. Le riduzioni compensata dei pedaggi autostradali potrà essere richiesta: a) dalle imprese che, alla data del 31 dicembre 2011 ovvero nel corso dell'anno 2012, risultavano iscritte all'Albo Nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l'autotrasporto di cose per conto di terzi di cui all'art. 1 della legge 6 giugno 1974, n. 298; b) dalle cooperative aventi i requisiti mutualistici di cui all'art. 26 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni, dai con-

Il vice presidente del Comitato Centrale dell’Albo in rappresentanza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Gabriella Gamba

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Albo

Rimborsi pedaggi 2012: entro il 16 ottobre le domande

sorzi ed dalle società consortili costituiti a norma del Libro V, titolo X, capo I, sez. II e IIbis del codice civile, aventi nell' oggetto l'attività di autotrasporto, iscritti all’Albo nazionale alla data del 31 dicembre 2011 ovvero durante il 2012. Le imprese, le cooperative, i consorzi e le società consortili iscritte all'Albo Nazionale dal 1 gennaio 2012, possono richiedere le riduzioni di cui sopra per i viaggi effettuati dopo tale iscrizione. c) dalle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi ed dai raggruppamenti aventi sede in uno dei Paesi dell'Unione Europea che, alla data del 31 dicembre 2011 ovvero nel corso dell'anno 2012 risultavano titolari di licenza comunitaria rilasciata ai sensi del regolamento CE 881/92 del 26 marzo 1992. d) dalle imprese ed dai raggruppamenti aventi sede in Italia esercenti attività di autotrasporto in conto proprio che, alla data del 31 dicembre 2011, ovvero nel corso dell’anno 2012 risultavano titolari di apposita licenza in conto proprio di cui all'art. 32 della legge 298 del 6 giugno 1974, nonché dalle imprese ed dai raggruppamenti aventi sede in altro Paese dell'Unione europea, che esercitano l'attività di autotrasporto in conto proprio. Le imprese, le cooperative, i consorzi e le società consortili titolari di licenza per il conto proprio dal 1 gennaio 2012, possono richiedere le riduzioni di cui sopra soltanto per i viaggi effettuati dopo la data di rilascio di detta licenza. Criteri per la domanda Nella domanda per il conto terzi ed in quella per il conto pro8

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Potranno essere presentate dal 16 settembre al 16 ottobre le domande per il rimborso dei pedaggi autostradali 2012, accedendo alla apposita sezione del sito dell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori (www.alboautotrasporto.it). Dato che la somma attualmente disponibile per il 2012 è pari a 69.655.325,40 euro, il Comitato Centrale dell’Albo ha approvato nella seduta del 31 luglio la delibera 10/2013 con cui fissa modalità e termini per la presentazione delle domande di rimborso e definisce le percentuali massime del rimborso stesso che potranno essere applicate ai diversi scaglioni di fatturato in pedaggi autostradali pagati dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 dalle imprese di autotrasporto o dai loro raggruppamenti. Il fatturato annuale a cui vanno commisurate le riduzioni compensate dei pedaggi è calcolato sulla base dell'importo lordo dei pedaggi relativi ai transiti autostradali effettuati con veicoli appartenenti alle classi B3, B4 e B5 nell'anno 2012, di categoria ecologica Euro 2 o superiori. La riduzione compensata per l’anno 2012 si applica secondo i seguenti criteri: a) determinazione del fatturato totale annuo realizzato da ciascun soggetto avente titolo alla riduzione, moltiplicando il fatturato dei pedaggi pagati da un singolo veicolo per i seguenti indici di sconto: - 0,5 veicoli Euro2 - 1,5 veicoli Euro3 - 2,00 veicoli Euro4, Euro5 e superiori b) applicazione ai seguenti scaglioni di fatturato globale annuo delle percentuali di riduzione compensata secondo il seguente prospetto: - da 200.000 a 400.000 4,33 - da 400.001 a 1.200.000 6,50 - da 1.200.001 a 2.500.000 8,67% - da 2.500.001 a 5.000.000 10,83% - oltre 5.000.000 13% I pedaggi autostradali sono soggetti ad una ulteriore riduzione compensata, commisurata al volume del fatturato annuale in pedaggi effettuati nelle ore notturne dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012. Tale ulteriore riduzione spetta alle imprese, alle cooperative, ai consorzi e alle società consortili, che hanno realizzato almeno il 10% del fatturato aziendale di pedaggi nelle ore notturne, vale a dire con ingresso in autostrada dopo le ore 22.00 ed entro le ore 02.00, ovvero uscita dopo le ore 02.00 e prima delle ore 06.00.

prio, devono figurare, a pena di inammissibilità, i seguenti dati: a) denominazione e sede dell’impresa che richiede il beneficio; b) generalità del titolare, del rappresentante legale o del procuratore che la sottoscrive in formato elettronico; c) sottoscrizione da parte del titolare, ovvero del rappresentante legale dell’azienda o di un suo procuratore, con la

procedura della firma elettronica. Attraverso questa sottoscrizione, ai sensi dell’art. 13 del D.lgs 196 del 30.6.2003, l’autore autorizza il Comitato Centrale e la Società Autostrade per l’Italia e Telepass S.p.A. al trattamento dei propri dati personali, al fine di consentire la lavorazione delle pratiche per il riconoscimento del beneficio richiesto;

d) per le imprese o raggruppamenti aventi sede in altro Paese dell’UE, il numero e la data di rilascio della licenza comunitaria ottenuta ai sensi del Regolamento CEE 881/1992, del 26 Marzo 1992. La copia cartacea della licenza comunitaria dovrà essere spedita soltanto su richiesta del Comitato Centrale e con le modalità specificate.


settembre 2013 DOM 1 LUN 2 MAR 3 MER 4 GIO 5 VEN 6 SAB 7 DOM 8 LUN 9 MAR 10 MER 11 GIO 12 VEN 13 SAB 14 DOM 15 LUN 16

Scadenze e divieti

7-24

RAVVEDIMENTO: ultimo giorno utile per regolarizzare i versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 20 agosto, con la maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta al 3%.

MAR 17 MER 18 GIO 19 VEN 20 SAB 21 DOM 22

7-24

LUN 23

7-24

MODELLI INTRA: presentazione per via telematica dei modelli Intra relativi alle operazioni del mese di agosto 2013.

MAR 24 MER 25

7-24

IVA: invio telematico dei dati relativi alle dichiarazioni d’intento ricevute per le quali le operazioni effettuate senza applicazione di imposta sono confluite nella liquidazione con scadenza 16 settembre. IRPEF: pagamento delle ritenute d’acconto, dei contributi previdenziali e dell’Iva relativa al mese precedente (contribuenti mensili).

GIO 26 VEN 27 SAB 28 DOM 29

7-24

LUN 30

BLACK LIST: invio della comunicazione mensile relativa alle operazioni effettuate con paesi black list nel mese di agosto relative alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi di importo superiore a 500 euro. MODELLO UNICO 2013: invio telematico del modello Unico 2013 ( comprensivo degli studi di settore), Iva e Irap. RAVVEDIMENTO: ultimo giorno utile per sanare eventuali omissioni relative alla presentazione del modello Unico 2012 e degli studi di settore.

DIVIETI DI CIRCOLAZIONE PAESI EUROPEI Sabato AUSTRIA

CROAZIA

FRANCIA

Domenica e festivi

Notte

15.00-24.00

00.00-22.00

22.00-05.00

Sabato 7 Karawanken Tunnel A11 dal km 15,4 al km 21,250 8.00-14.00

04.00-14.00 (dal 1/9 al 15/9)

12.00-23.00 (dal 1/9 al 15/9)

-

-

22.00-24.00

00.00-22.00

-

-

-

00.00-22.00

-

15.00-22.00 (dal 1/9 al 15/9)

15.00–22.00 (dal 1/9 al 15/9) 15.00-21.00 (dal 16/9 al 21/12)

-

6-13 (16.00-21.00)

-

-

GERMANIA

GRECIA*

LUSSEMBURGO

21.30-24.00

00.00-21.45

veicoli da Belgio e Germania diretti in Francia veicoli da Belgio e Francia diretti in Germania

23.30-24.00

Animali vivi; merci deperibili (pesci vivi, crostacei e molluschi; alimenti che richiedono refrigerazione: carne, pesce, latte e latticini, uova, verdure; succhi di frutta refrigerati; frutta; fiori recisi; piante e fiori in vaso, carcasse di animali); prodotti agricoli stagionali entro 150km. Veicoli, anche vuoti: trasporti combinati strada-ferrovia fino a 200km stazione ferroviaria; mare-strada fino a 150km dal porto; latte fresco, carne fresca, pesce fresco, pesce vivo, frutta ed ortaggi freschi. Veicoli che trasportano: latte, pesce, carne, ortaggi freschi; animali vivi.

Veicoli pieni/vuoti: animali vivi, prodotti animali in qualunque stato (freschi, surgelati, ecc.); fiori recisi, piante e fiori vivi; trasporti combinati ferroviari diretti in Germania entro 200km.

-

-

-

18.00-21.00

-

(venerdì: 18.00-21.00)

-

13.00-22.00

-

28

Veicoli pieni/vuoti: trasporti combinati; prodotti agricoli stagionali; prodotti in regime ATP (carico almeno pari al 50% del vano di carico); animali vivi.

06.00-22.00

06.00-22.00

-

-

Animali vivi; prodotti deperibili freschi e refrigerati (carico almeno pari al 50% del vano di carico); veicoli pieni/vuoti in traffico internazionale.

-

00.00-22.00

-

1-15

08.00-13.00 (dal 1/9 al 7/9)

08.00-21.00

-

-

00.00-24.00

22.00-05.00

-

00.00-22.00

-

-

Merci pericolose; prodotti alimentari; animali vivi.

SLOVACCHIA

UNGHERIA

Veicoli che trasportano prodotti deperibili (carne fresca, latte fresco, pesce fresco, frutta ed ortaggi freschi); animali vivi.

08.00-22.00

REP. CECA

SVIZZERA

Veicoli, anche vuoti: latte fresco, animali vivi, prodotti alimentari freschi (non surgelati), frutta ed ortaggi freschi, carne fresca e derivati, pesce fresco e derivati, pesce vivo.

PORTOGALLO*

SLOVENIA

Deroghe generali

Veicoli che trasportano: animali vivi; merci pericolose.

POLONIA

ROMANIA

Festività nazionali e altri giorni di divieto

-

22.00-24.00

Trasporti combinati, anche se tratta stradale comprende altri Paesi; prodotti alimentari refrigerati; fiori freschi; latte; prodotti agricoli stagionali.

Veicoli EURO3 e superiori se impegnati in trasporti internazionali, trasporti combinati; fiori freschi e piante; veicoli pieni/vuoti: animali vivi, latte fresco, carne fresca e surgelata; ortaggi, uova e prodotti deperibili; trattori isolati fino a 7,5 Ton.

* I divieti indicati sono in vigore solo su alcune autostrade e strade principali.

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ottobre 2013 MAR 1 MER 2 GIO 3 VEN 4 SAB 5 DOM 6 LUN 7 MAR 8 MER 9 GIO 10 VEN 11 SAB 12 DOM 13 LUN 14 MAR 15

Scadenze e divieti

8-22

8-22

IVA Invio telematico dei dati relativi alle dichiarazioni d’intento ricevute per le quali le operazioni effettuate senza applicazione di imposta sono confluite nella liquidazione con scadenza 16 ottobre. IRPEF Pagamento delle ritenute d’acconto, dei contributi previdenziali e dell’Iva relativa al mese precedente (contribuenti mensili). RAVVEDIMENTO Ultimo giorno utile per regolarizzare i versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 16 settembre, con la maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta al 3%.

GIO 17 VEN 18 SAB 19 DOM 20 LUN 21 MAR 22 MER 23 GIO 24 VEN 25 SAB 26 DOM 27 LUN 28 MAR 29 MER 30 GIO 31

8-22

8-22

MODELLI INTRA Presentazione per via telematica dei modelli Intra relativi alle operazioni del mese di settembre 2013 (mensili ); quelli con obbligo trimestrale, gli elenchi relativi alle operazioni del terzo trimestre 2013. MODELLO 730 Ultimo giorno utile per i contribuenti che si avvalgono dell'assistenza fiscale per la presentazione al Caf o a un professionista abilitato, del modello 730 integrativo.

BLACK-LIST Invio della comunicazione mensile relativa alle operazioni effettuate con paesi black list nel mese di settembre o nel terzo trimestre 2013 relative alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi di importo superiore a 500 euro.

16-22

MER 16

DIVIETI DI CIRCOLAZIONE PAESI EUROPEI Sabato AUSTRIA

Domenica e festivi

Notte

15.00-24.00

00.00-22.00

22.00-05.00

Giovedi 3 Tirolo - A12-A13 per i soli veicoli diretti in Germania 26

-

14.00-23.00

-

8

22.00-24.00

00.00-22.00

-

-

-

00.00-22.00

-

3 - 31

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15.00-21.00 (dal 16/9 al 31/12)

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28 Sabato 26 (08.00-13.00)

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CROAZIA

FRANCIA

GERMANIA

21.30-24.00

00.00-21.45

veicoli da Belgio e Germania diretti in Francia veicoli da Belgio e Francia diretti in Germania

23.30-24.00

Veicoli, anche vuoti: trasporti combinati strada-ferrovia fino a 200km stazione ferroviaria; mare-strada fino a 150km dal porto; latte fresco, carne fresca, pesce fresco, pesce vivo, frutta ed ortaggi freschi.

Veicoli pieni/vuoti: animali vivi, prodotti animali in qualunque stato (freschi, surgelati, ecc.); fiori recisi, piante e fiori vivi; trasporti combinati ferroviari diretti in Germania entro 200km.

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18.00-21.00

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5 (venerdì: 18.00-21.00)

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13.00-22.00

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28

Veicoli pieni/vuoti: trasporti combinati; prodotti agricoli stagionali; prodotti in regime ATP (carico almeno pari al 50% del vano di carico); animali vivi.

06.00-22.00

06.00-22.00

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Animali vivi; prodotti deperibili freschi e refrigerati (carico almeno pari al 50% del vano di carico); veicoli pieni/vuoti in traffico internazionale.

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00.00-22.00

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08.00-21.00

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31

00.00-24.00

22.00-05.00

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00.00-22.00

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Merci pericolose; prodotti alimentari; animali vivi.

SLOVACCHIA

SLOVENIA

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22.00-24.00

* I divieti indicati sono in vigore solo su alcune autostrade e strade principali.

10 TIR163-2013

Animali vivi; merci deperibili (pesci vivi, crostacei e molluschi; alimenti che richiedono refrigerazione: carne, pesce, latte e latticini, uova, verdure; succhi di frutta refrigerati; frutta; fiori recisi; piante e fiori in vaso, carcasse di animali); prodotti agricoli stagionali entro 150km.

08.00-22.00

REP. CECA

UNGHERIA

Veicoli che trasportano prodotti deperibili (carne fresca, latte fresco, pesce fresco, frutta ed ortaggi freschi); animali vivi.

PORTOGALLO*

SVIZZERA

Veicoli, anche vuoti: latte fresco, animali vivi, prodotti alimentari freschi (non surgelati), frutta ed ortaggi freschi, carne fresca e derivati, pesce fresco e derivati, pesce vivo.

Veicoli che trasportano: animali vivi; merci pericolose.

POLONIA

ROMANIA

Deroghe generali

Veicoli che trasportano: latte, pesce, carne, ortaggi freschi; animali vivi.

GRECIA*

LUSSEMBURGO

Festività nazionali e altri giorni di divieto

Trasporti combinati, anche se tratta stradale comprende altri Paesi; prodotti alimentari refrigerati; fiori freschi; latte; prodotti agricoli stagionali.

Veicoli EURO3 e superiori se impegnati in trasporti internazionali, trasporti combinati; fiori freschi e piante; veicoli pieni/vuoti: animali vivi, latte fresco, carne fresca e surgelata; ortaggi, uova e prodotti deperibili; trattori isolati fino a 7,5 Ton.


domande&risposte

LETTERE AL DIRETTORE Le risposte sono a cura dell’Avvocato Natale Callipari, consulente giuridico del Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori.

Invia le tue domande via mail: redazione@rivistatir.it via posta: TIR, Via Tevere 44 00198 Roma

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contribuzione versata in una delle Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi.

Lavoro notturno e pensione Dal 1/10/1974 al 31/7/1985 lavoratore dipendente (560 settimane); dal 1/1/1986 ad oggi artigiano autotrasportatore conto terzi. Dal 1991 trasporto giornali quotidiani (carico a Roma e scarico nelle Marche) quindi inizio a lavorare alle ore 20.30 e finisco alle 6.30 del giorno seguente. Chiedo se in qualche modo ho delle agevolazioni, in quanto lavoro in modo ordinario solo in orario notturno. Giuseppe Egidi --Leggo sulla vs rivista TIR della possibilità per un lavoratore che abbia svolto lavoro notturno di andare in pensione anticipatamente. Ma si tratta di una norma valida solo per i dipendenti o anche per i lavoratori autonomi? Franco Tabarelli La normativa pensionistica, da ultimo modificata dalla Riforma Fornero del 2011, prevede che la domanda intesa ad ottenere il riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti (ai quali va assimilato il lavoro notturno a certe condizioni) ai fini del riconoscimento del beneficio della pensione anticipata, può essere presentata da lavoratori dipendenti ex lavoratori autonomi che abbiano svolto lavori faticosi e pesanti, che raggiungano il diritto alla pensione di anzianità con il cumulo della

Licenza comunitaria Da un po’ di tempo cerchiamo di capire il tipo di contratto che deve avere una ditta italiana con permesso di trasporti all'estero. Può prendere in affitto un camion da un’altra ditta con lo stesso permesso ma bulgara per conto terzi per utilizzarlo su territorio nazionale italiano? Vorremmo farlo, perché in alcuni periodi abbiamo maggiore richiesta lavorativa, ma non possiamo premetterci di comprare un nuovo camion. Trasporti Dinko La licenza comunitaria consente all’impresa di trasporto italiana di trainare con i propri automezzi immatricolati conto terzi in Italia veicoli rimorchiabili (rimorchio e semirimorchio) immatricolati in altri Stati Ue (cosiddetto aggancio misto), a condizione, tuttavia che si tratti di un trasporto internazionale diretto o anche solo per connessione (intendendosi per quest’ultimo il traino eseguito su tratta nazionale di un rimorchio o semirimorchio proveniente dall’estero o viceversa diretto all’estero). Diversamente, la trazione su tratta nazionale di veicoli rimorchiabili immatricolati all’estero è considerata un trasporto irregolare e viene pertanto sanzionata, secondo quanto prevede l’art. 46 della L. 298/1974, con la sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra euro 2.065 ad euro 12.394,00 (pagamento in misura ridotta di euro 4.130,00) ed il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi.

Cabotaggio all’estero Vorrei sapere se come trasportatore italiano posso effettuare trasporti interni ad altri Paesi europei (esempio: io trasportatore italiano carico a Bordeaux e scarico a Lione) e se tale regola esiste ed è valida in tutti gli Stati europei. Grazie. Concetto Vernuccio Se l’autotrasportatore italiano è in possesso della licenza comunitaria rilasciata dal

ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è ammesso ad effettuare il trasporto di merci all’interno degli altri Stati dell’Unione Europea (cosiddetto cabotaggio stradale) purché alle condizioni e nei limiti stabiliti dal Reg. CE 1072/09 ossia aver varcato il confine in esecuzione di un trasporto internazionale con destinazione quel Paese e, dal momento dello scarico delle merci, non effettuare più di tre trasporti interni nell’arco della settimana successiva. Tale disciplina non si applica per il trasporto di merci per conto di terzi con veicoli di massa totale a pieno carico inferiore alle 3,5 Ton, per i quali vige la completa liberalizzazione nel territorio dell’Unione Europea.

Soci Sas Sono il titolare di un corriere all'isola dell'Elba e vorrei sapere come potrebbero i miei dipendenti, nel momento in cui deciderò di lasciare l'attività, subentrare a me. Essi non hanno la capacità professionale, in quanto all'Elba per il momento non vengono svolti i corsi ed andare in continente richiede la perdita di numerosi giorni lavorativi. Eventualmente dato che la mia società è una s.a.s. potrebbero, lasciando il nome della ditta, diventare soci ed usufruire della mia capacità professionale? Nelle società di persone, tra le quali rientra la società in accomandita semplice (S.a.s.), il gestore dei trasporti può essere il socio illimitatamente responsabile (ossia l'accomandatario nelle S.a.s.) mentre i soci accomandanti (ossia quelli responsabili soltanto nei limiti della quota di capitale conferita e privi dei poteri di amministrazione attiva) non sono tenuti a dimostrare l'idoneità professionale. Quindi, se è possibile che gli attuali dipendenti della S.a.s. entrino nella compagine sociale per la quale lavorano come soci accomandanti, tuttavia, fintantoché uno di essi non avrà acquisito la capacità professionale con il superamento dell'apposito esame, il precedente amministratore (nonché socio accomandatario) dovrà continuare a svolgere la funzione di gestore dei trasporti.

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Europa

di Lucia Angeloni

Mosca: più controlli alle frontiere sui tir dell’UE Dal 14 settembre la Russia non accetterà più i Carnet Tir che regolano il trasporto di merci su mezzi pesanti attraverso i confini. Protesta dell’Unione europea che prevede aumento dei costi e rallentamenti

È

scontro tra Mosca e Unione europea sul passaggio delle merci europee alle dogane. La Russia ha infatti annunciato che dal 14 settembre inasprirà i controlli all’ingresso e non accetterà più i cosiddetti Carnet Tir che, in base ad una convenzione internazionale sottoscritta a Ginevra nel 1975, regolano il trasporto di merci su mezzi pesanti attraverso i confini. La Convenzione Onu Tir (Transport Internationaux Routiers) consente infatti ai trasportatori che esibiscono il Carnet Tir di viaggiare senza pagare dazi e subire controlli ad ogni passaggio di confine, poiché gli accertamenti vengono effettuati all’ufficio doganale di partenza e di arrivo e il marchio Tir garantisce che tutti i pagamenti sono stati effettuati. 12 TIR163-2013

Cosa chiede la Russia Secondo la Russia infatti l’Asmap, l’associazione degli autotrasportatori internazionali, che rappresenta nel Paese l’Iru (Unione internazionale degli autotrasportatori), non svolge più un ruolo affidabile, tanto che le frodi sul movimento delle merci, nel 2012, sarebbero aumentate notevolmente, tanto da rappresentare il 41% di tutti i movimenti merci, per un danno pari a 20 miliardi di rubli, pari a 500 milioni di euro. Per questo la Russia adesso vuol chiedere a tutti i mezzi pesanti che entrano nel Paese di definire un itinerario preciso, la fornitura di garanzie finanziarie da parte dell'azienda che opera il trasporto, e l’obbligo per i tir di essere scortati a destina-

Repubblica Ceca: sconto sui pedaggi La Repubblica Ceca ha stabilito le modalità di sconto sui pedaggi applicati sulla rete stradale e autostradale per i mezzi pesanti. Le imprese devono registrare sul sito www.slevymyto.cz tutti i veicoli che hanno pagato il pedaggio. Per il 2012, lo sconto è riconosciuto dal 22 ottobre al 31 dicembre dello scorso anno, mentre per il 2013 lo sconto varrà a partire dalla registrazione sul portale. L’entità dello sconto è rapportata ai vari scaglioni di fatturato di pedaggio, che sono espressi in corone ceche (100 corone corrispondono a 4 euro). Per il 2012, lo sconto è del 10%


zione finale. Obblighi che comporterebbe un deciso aumento dei costi, senza contare i rallentamenti che si verificherebbero alle frontiere. La risposta dell’Unione europea Inizialmente, il Servizio Federale delle Dogane russo aveva annunciato che non avrebbe più accettato i carnet Tir dal 14 agosto 2013. Questo aveva spinto il commissario europeo alla Fiscalità, Algirdas Semeta, a scrivere una lettera all’autorità russa di gestione delle dogane. "Se le misure dovessero essere applicate si rischierebbe un impatto seriamente negativo sul flusso commerciale tra Ue e Russia," ha scritto Semeta nella lettera. Secondo il Commissario Ue, infatti, le richieste della Russia rappresenterebbero una violazione della Convenzione internazionale del trasporto su gomma, e il fardello imposto sugli autotrasportatori porterebbe a lunghe file nei punti di controllo, come avvenne nel 2008 quando la Russia provò a imporre una misura simile e fu costretta a fare rapidamente marcia indietro. Inoltre porterebbe a pesanti distorsioni nel commercio con l’Unione. Inizialmente la Russia era rimasta ferma sulle proprie posizioni, ma a pochi giorni dalla scadenza ha spostato di un mese il termine di applicazione,

per i pedaggi fino a 30 mila corone (1.200 euro), dell’11% per quelli da 30.001 a 40 mila corone (1.600 euro), del 12% per i pedaggi da 40.001 a 50 mila corone (2 mila euro) e del 13% per quelli da 50.001 a 60 mila corone (2.400 euro). Per quanto riguarda il 2013, lo sconto sarà del 5% per i pedaggi fino a 100 mila corone (4 mila euro), dell’8% per quelli da 100.001 a 150 mila corone (6 mila euro), dell11% per i pedaggi da 150.001 a 250 mila corone (10 mila euro) e del 13% per quelli da 250.001 a 400 mila corone (16 mila euro). La domanda può essere presentata entro il 30 giugno 2014. Le aziende devono compilare il modulo di iscrizione reperibile sul sito, insieme ai documenti richiesti, e spedirlo per posta alla società di gestione dei pedaggi all’indirizzo: Road and Motorway Directorate of the Czech Republic, Departmente of the electronic Toll Collection Operator, Zeleny pruh 95/97, 14000 Prague 4.

Corte dei Conti Ue: inefficaci i Programmi Marco Polo Lo scorso 16 luglio, la Corte dei Conti europea ha definito “inefficaci” i Programmi Marco Polo e ha raccomandato agli organismi europei “l’eventualità di cessare il finanziamento ai servizi di trasporto merci”. È la sintesi di quanto contenuto nella relazione della Corte, che ha valutato se la Commissione europea avesse pianificato i Programmi e se i progetti finanziati fossero efficaci. La Corte ha esaminato 16 progetti di trasferimento modale, 8 per ciascuno dei due Programmi (il primo nel periodo 2003-2006, il secondo dal 2007 al 2013). Secondo l’analisi della Corte, non è stato presentato un numero sufficiente di proposte valide perché i programmi non erano ben concepiti per le imprese; è stato modesto l’impatto ottenuto nel trasferire il trasporto merci su gomma verso altre modalità e le difficoltà di attuazione hanno portato i beneficiari a decidere di non realizzare i progetti approvati o di terminarli in anticipo. La Corte ha poi precisato che in futuro i finanziamenti dovrebbero dipendere da una valuta-

aprendo così la possibilità a nuove trattative che al momento in cui scriviamo, tuttavia, non hanno ancora portato ad un risultato certo. Il 27 agosto si è tenuta una riunione straordinaria del Tir Executive Board (TIRExB) per valutare la situazione. Ritenendo la decisione della Russia non in linea con la convenzione Tir, il consiglio di amministrazione ha chiesto il ritiro delle misure o almeno un ulteriore ritardo fino alla fine dell’anno, in modo che gli organismi competenti possano avere il tempo di esaminare la questione e di ar-

zione d’impatto ex ante che mostri se, e in che misura, i progetti producano un valore aggiunto. La Commissione ha risposto che le azioni future si baseranno su una valutazione ex ante. Inoltre, è consapevole che il Programma ha mostrato diverse lacune, ma ha generato un significativo trasferimento modale. E poi farà il possibile per ridurre i tempi necessari alla selezione dei progetti e all’aggiudicazione dei contratti, e fornirà i dati in grado di dimostrare le prestazioni raggiunte dai progetti finanziati. Ma quali sono gli effetti di quanto esposto dalla Corte? Le raccomandazioni, che non hanno valenza di legge, valgono per i bandi futuri. A tal proposito, la Commissione potrà decidere di annullare i Programmi oppure di modificare i criteri di partecipazione del bando seguendo i suggerimenti della Corte. In generale se è già stato pubblicato un bando, questo può essere cambiato con una delibera della Commissione entro la data di scadenza per presentare le domande.

rivare a formulare una soluzione che possa essere accettabile da entrambe le parti. Ritorsione russa L’irrigidimento delle regole voluto da Mosca, secondo molti, sarebbe una ritorsione per la protesta avanzata da Bruxelles al Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, nei confronti di un’imposta stabilita da Mosca sull’importazione degli autoveicoli. Una misura introdotta a settembre del 2012, pochi giorni dopo l’ingresso della Russia nella Wto, per com-

pensare il calo delle tariffe all’import richieste dalle regole Wto. Secondo l’Unione europea si tratterebbe di una misura protezionistica, perché la tassa grava sui veicoli importati dall’Ue ma non su quelli prodotti in Russia, e allo stesso tempo discriminatoria. Poiché Kazakhstan e Bielorussia sono esenti in quanto membri dell’Unione doganale euroasiatica. Per questo l’Unione europea ha presentato ricorso formale al Wto il 9 luglio scorso, scatenando come conseguenza la ritorsione della Russia.

Autostrade per l’Italia punta alla crescita all’estero Sulla scia della vittoria in Francia, dove si è aggiudicata la gara per l’Ecotax, il pedaggio satellitare dei mezzi pesanti oltre 3,5 tonnellate (tema di grande interesse per gli autotrasportatori che approfondiremo sui prossimi numeri), Autostrade per l’Italia si prepara a crescere anche negli altri mercati internazionali. L’Ecotax è un successo che garantirà fino alla scadenza, fissata per il 2023, un ricavo di 250 milioni di euro l’anno. Inoltre, grazie alla tecnologia sviluppata da Telepass, permetterà ad Autostrade per l’Italia di ottenere tutte le certificazioni necessarie per fornire il servizio di pagamento anche dei pedaggi autostradali per i mezzi pesanti in Spagna, Portogallo e Belgio con il Tunnel de Liefkenshoek (1,5km). Grazie alla sua holding Atlantia, la so-

cietà è inoltre presente in Sudamerica dove fra Cile e Brasile controlla oltre 2mila km di rete gestiti con sistemi di pagamento assolutamente innovativi: pedaggio «free-flow» su portali telepass, cioè a rilevamento automatico. Il Sudamerica si somma all’India, un Paese strategico se si pensa che vanta la seconda rete stradale al mondo in termini di estensione ben 3 milioni di chilometri. Grazie alla joint venture con Tata, Atlantia è impegnata a realizzare 110 chilometri di autostrada, Pune-Solapur, di cui i primi 85km già entrati in esercizio. In realtà, il progetto PuneSolapur è più complesso e prevede l'ampliamento da due a quattro corsie, il pedaggiamento e la gestione della tratta per una durata complessiva di 21 anni.

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Politica

Tante le novità che hanno interessato nelle ultime settimane il mondo dell’autotrasporto. Sullo sfondo, la questione dei costi minimi di sicurezza ed il confronto aperto con la committenza per una soluzione mediata di Lucia Angeloni

PRONTI PER LA RIPRESA L

e aziende di autotrasporto possono riprendere le proprie attività con un certo ottimismo. Subito prima della pausa estiva, infatti, sono stati approvati dal Parlamento alcuni provvedimenti a favore degli autotrasportatori e una buona notizia è arrivata anche dall’Unione europea che ha sbloccato le risorse Ecobonus per il 2010. Rimane aperta invece la questione dei costi minimi di sicurezza: questo mese riprenderanno gli incontri presso il ministero dei Trasporti, che si sono susseguiti per tutto il mese di luglio, per cercare una soluzione tra associazioni di categoria e committenza che, come auspicato dal ministro Maurizio Lupi, eviti di lasciare a terzi la decisione su un argomento così importante per le parti interessate. Diventa legge il Decreto del fare Il 9 agosto è stato convertito in legge, dopo le modifiche di Camera e Senato, il cosiddetto “Decreto del fare”, che era stato varato a metà giugno dal Consiglio dei Ministri e che stabilisce le urgenze e i primi interventi di carattere economico del Governo. Un provvedimento ad ampio raggio, in vigore dal 21 14 TIR163-2013

agosto, che contiene due importanti novità per il settore dell’autotrasporto: la modifica all’articolo 202 del Codice della Strada, con il ripristino della parità di trattamento tra i vettori italiani e stranieri, e una riforma del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese che, come noto, contiene anche una sezione dedicata all’autotrasporto. Il decreto introduce anche tre miliardi di euro per investimenti in infrastrutture per il trasporto di merci e passeggeri, prevedendo sia la realizzazione di nuove opere, sia un programma di manutenzione di strade e ferrovie. Modifiche al Codice della Strada All’art. 20, il decreto modifica l’articolo 202 del Codice della Strada, prevedendo la possibilità per il trasgressore di beneficiare di una riduzione della sanzione del 30% se il pagamento viene effettuato entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notificazione. La riduzione tuttavia non si applica nel caso in cui sia prevista anche la sanzione accessoria della confisca del veicolo oppure della sospensione della patente di guida. Sull’argomento è intervenuto con una circolare an-

che il ministero dei Trasporti che ha chiarito gli ambiti di applicazione della norma per quanto riguarda l’autotrasporto (vedi articolo pag 29). Inoltre, la sostituzione di due semplici parole ha consentito l’eliminazione della disparità di trattamento tra i conducenti titolari di patente italiana e conducenti titolari di patente estera, in merito alla cauzione dovuta per evitare il fermo del veicolo quando vengono contestate, su strada, delle infrazioni al CdS previste al comma 2 bis, art. 202 del CdS, per le quali è obbligatorio il pagamento immediato (tra cui rientra anche la violazione dei tempi di guida e di riposo in misura superiore al 10%). Infatti, in caso di gravi violazioni al Codice della Strada, il vettore comunitario, in mancanza del pagamento della sanzione in misura ridotta, deve corrispondere una cauzione pari al minimo edittale mentre quello italiano, per le stesse violazioni, doveva fino ad ora corrispondere una cauzione pari alla metà del massimo. Ora, grazie alla modifica approvata, questa distinzione non esiste più e anche i conducenti italiani possono pagare il minimo edittale.


La Commissione europea ha dato parere favorevole all’erogazione del contributo al trasporto combinato strada-mare relativo all’anno 2012

Fondo di garanzia Un altro importante risultato per le aziende di autotrasporto �� l’incremento, sull’intero territorio nazionale, fino all’80% della misura massima della garanzia concessa dal Fondo di garanzia per le Piccole e medie imprese, per le “operazioni di anticipazione di credito, senza cessione dello stesso, verso imprese che vantano crediti verso la pubblica amministrazione e alle operazioni finanziarie di durata non inferiore a 36 mesi”. Per diventare operativa, questa norma deve però essere attuata da un decreto del ministero dell'Economia. Inoltre è stata ripristinata al 50% la quota riservata agli interventi fino ai 500mila euro del Fondo garanzia pmi e acquisto beni immateriali (vedi approfondimento a pag. 20). Ecobonus Intanto una buona notizia è arrivata dall’Europa. La Commissione europea ha infatti finalmente emesso il verdetto sull’erogazione del contributo al trasporto combinato strada-mare relativo all’anno 2010, autorizzando il Governo italiano a pagare il contributo alle imprese che hanno ottenuto il beneficio. Una vittoria per le associazioni di categoria, ma anche

per i governi e per i parlamentari che si sono spesi per arrivare ad un esito positivo della vicenda. Infatti, nonostante in una fase iniziale gli uffici della Commissione europea avessero dimostrato apertura nei confronti della proroga dell’Ecobonus, si sono poi susseguite richieste di chiarimenti ed informazioni supplementari, culminate, nel luglio dello scorso anno, nell’apertura di un’indagine formale per verificare che la proroga non si sostanziasse in un aiuto di Stato illegale. “Lo sblocco delle risorse Ecobonus 2010 da parte dell’Europa è il segno del buon lavoro svolto a Bruxelles dal ministro Lupi e dal sottosegretario Girlanda”, ha commentato Vincenzo Gibiino, capogruppo Pdl in commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato. “Il contributo per le autostrade del mare, voluto dal governo Berlusconi e negli ultimi anni sostenuto dall’ex sottosegretario Giachino, rappresenta una “best practice” che ha contribuito in maniera più che significativa a liberare le nostre strade dai tir dirottando il trasporto delle merci lungo le vie del mare. Con questa

decisione, l’Europa rende giustizia all’impegno degli autotrasportatori che sin dal 1997 hanno sostenuto ingenti investimenti per convertire i propri mezzi all’intermodale strada-mare - ha proseguito Gibiino. Adesso, come da me più volte ribadito in Aula, è necessario accelerare la definizione di un incentivo europeo per l’utilizzo delle autostrade del mare: dobbiamo ai cittadini strade più sicure e un ambiente più pulito”.

Dal 1° ottobre prossimo il sistema di tracciabilità dei rifiuti Sistri sarà obbligatorio per i gestori di rifiuti pericolosi

Sistri Una nota negativa arriva invece dalla ripresa del Sistri (vedi notizia a pag. 37). Dal 1° ottobre il sistema di tracciabilità dei rifiuti sarà obbligatorio per i gestori di rifiuti pericolosi, una decisione che ha scatenato le reazioni delle associazioni di categoria. “Non possiamo che esprimere tutto il nostro disappunto e la nostra perplessità nell’apprendere che dal 1° ottobre il Sistri tornerà operativo per

tutte quelle imprese di autotrasporto che trattano rifiuti pericolosi – ha sottolineato Giuseppina Della Pepa, segretario generale di Anita –, oltretutto senza aver contemplato l’inclusione delle dichiarate e condivise esigenze di superamento di un sistema che poco meno di un mese fa è stato definito inefficiente e inapplicabile proprio in sede ministeriale, in occasione della consultazione coordinata dal Prof. Edo Ronchi, su incarico del ministro Orlando”. E Paolo Uggè, presidente di Fai- Conftrasporto, ha aggiunto che “il Governo "del fare" ha scelto di non decidere a favore delle imprese e della sicurezza dei cittadini. Conftrasporto si è più volte dichiarata a favore di un sistema che consenta di assicurare la tracciabilità del trasporto dei rifiuti e lo ribadisce con forza. Il sistema deve però essere applicato a tutti (vettori esteri compresi); di semplice applicazione (per questo Conftrasporto e Assitel hanno avanzato una proposta); non essere penalizzante e ricadere solo sull'attività di trasporto. Queste condizioni – ha concluso - non ci pare siano presenti nel testo del Governo che, anzi decide di non attendere neppure il passaggio parlamentare. La data del primo ottobre, stabilita per l'avvio del sistema, anticipa di almeno 30 giorni la data di definitiva approvazione del decreto". Incontri tra associazioni, governo e committenza Restano inoltre da risolvere alcune questioni che interessano il settore, prima fra tutte quella dei costi minimi di sicurezza. Prima della pausa di agosto, presso il ministero dei Trasporti, si sono succeduti una serie di incontri tra associazioni di categoria, committenza e rappresentanti del Governo per cercare di arrivare ad una soluzione condivisa, che eviti di far risolvere l’empasse sui costi minimi all’Antitrust europeo, investito della questione. Sia le associazioni di categoria sia la committenza si sono dette disponibili al dialogo, che riprenderà nel corso di questo mese, e sono state presentate TIR163-2013 15


Politica una serie di proposte da entrambe le parti, non solo in merito all’articolo 83-bis della legge 133/2008 ma anche in merito ad altre criticità del settore. Cosa chiedono le associazioni Unatras ha presentato un documento di sette punti in cui, a proposito dei costi minimi di sicurezza, chiede di abolire la possibilità di stipulare accordi di settore tra le associazioni dell’autotrasporto e della committenza ma anche di definire nuove procedure legislative che assicurino un’adeguata attività di controlli per accertare le responsabilità della filiera e garantire l’applicazione delle sanzioni quando necessario. Inoltre, contro l’intermediazione, Una-

chiusura e della riapertura di aziende di trasporto. Infine, altri due punti riguardano la riforma dell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori: Unatras propone una riforma della governance del settore, con particolare riferimento alle competenze delle province per la tenuta degli albi, e la riforma del Comitato Centrale, al quale dovrebbe essere affidato un ruolo attivo in materia di controlli, anche alla luce dell’istituzione del REN- il Registro elettronico nazionale. Anche TrasportoUnito ha presentato le proprie proposte che, per quanto riguarda l’art.83-bis, propongono una revisione delle modalità di determinazione dei costi minimi di sicurezza, con l’affidamento dell’incarico a istituti di ricerca; il completamento del quadro delle attività non inserite nell’ambito delle specificità di trasporto; l’individuazione di modalità dirette sia nel sistema dei controlli e delle sanzioni, sia nelle azioni di rivalsa.

clausola penale; la tracciabilità dei pagamenti, per contribuire a contrastare le pratiche illecite; l’introduzione di limiti al ricorso alla sub-vezione, per evitare lo sfruttamento dell’ultimo anello della filiera; e la promozione di clausole di durata per stabilizzare i rapporti. Gli ultimi tre punti individuano invece il riconoscimento certo, non negoziabile, del costo del gasolio e dei pedaggi come costi fissi non dipendenti dalle capacità imprenditoriali; la semplificazione

ciazioni di categoria il loro parere sull’andamento degli incontri, in attesa di una nuova convocazione da parte del ministero dei Trasporti. Ma anche un commento per quanto riguarda l’importante risultato raggiunto in ambito europeo con l’approvazione dell’Ecobonus 2010. Anita “Nel mese di settembre si entrerà nel vivo della discussione, perché fino ad ora le parti hanno solo illustrato il proprio punto di vista.

Cosa chiede la committenza Ma anche Confindustria e Confetra hanno elaborato una serie di proposte, elencate in nove punti

A Torino l’Authority per i Trasporti L’estate ha portato con sé un’altra importante decisione. Dopo due anni – era stata istituita nel 2011 con il cosiddetto decreto Salva Italia - ha visto infatti la luce l’Autorità dei Trasporti, il cui compito sarà quello di garantire condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture ferroviarie, portuali, aeroportuali e alle reti autostradali e alla mobilità dei passeggeri e delle merci. Camera e Senato hanno approvato i nomi dei tre componenti della nuova Autorità – che avrà la propria sede a Torino - indicati da Governo: Andrea Camanzi a presidente e Barbara Marinali e Mario Valducci a consiglieri. "Sono molto contento che Camera e Senato abbiano approvato i nominativi indicati dal Governo. Si tratta di una questione fondamentale per completare il quadro regolatorio e perchè ciascuna delle funzioni preposte siano effettivamente operative. È ora fondamentale che si provveda ad un rapidissimo insediamento”, ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, alla notizia del via libera. Soddisfazione per la scelta di Torino è stata espressa anche dall’ex sottosegretario all’autotrasporto, il torinese Bartolomeo Giachino. “Dopo tante cose che sono andate via dalla città, dalla Rai alla moda, Torino ottiene un bellissimo risultato per il suo rilancio. L’Authority dei Trasporti sarà importante per Torino – ha sottolineato Giachino – perché oltre a mettere in moto assunzioni di professionalità qualificate farà di questa città la città per la mobilità”.

tras propone di incentivare il rapporto diretto tra committenza e aziende di trasporto che usano i propri veicoli per l’esecuzione del trasporto, attraverso l’introduzione di forme contrattuali che garantiscano il rispetto delle regole e della sicurezza. Altre misure riguardano il cabotaggio, con l’introduzione di strumenti più efficaci che possano garantire il rispetto delle norme, e anche l’introduzione di norme specifiche per combattere il fenomeno della 16 TIR163-2013

e avanzate come base di confronto con le rappresentanze vettoriali. Innanzitutto, la committenza chiede la forma scritta del contratto di trasporto, come elemento fondamentale di chiarezza nei rapporti tra le parti e di rendere possibile l’utilizzo, da parte del mercato, dei “rating di legalità” introdotti dalla legge “Cresci Italia” per la scelta del partner logistico-vettoriale. Altri punti riguardano la certezza dei tempi di pagamento, con l’introduzione contrattuale di una

delle controversie attraverso il tentativo di mediazione presso le associazioni di categoria o mediante clausole arbitrali; e la razionalizzazione del regime assicurativo della merce trasportata. La parola alle associazioni Nonostante la disponibilità al dialogo e al confronto espressa da entrambe le parti, raggiungere l’intesa non sarà certo facile. Per questo abbiamo chiesto ai rappresentanti delle principali asso-

Comunque andranno le cose abbiamo apprezzato l’iniziativa del ministero dei Trasporti, un’occasione unica per poter discutere su un tema così importante - ha commentato Giuseppina Della Pepa, segretario generale di Anita -. Tra l’altro questi incontri ci hanno dato la possibilità non solo di parlare dei costi minimi di sicurezza, ma di avviare una serie di ragionamenti volti a dare maggiore regolarità al mercato, che potrebbe essere raggiunta anche grazie ad un rinnovamento dell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori, al quale dovrebbero essere riconosciute funzioni di governance. L’idea da noi espressa – ha continuato – è quella di ricondurre al centro, quindi al Comitato Centrale dell’Albo, le competenze in materia di trasporto, ed al tempo stesso ridisegnarne la struttura. In questo modo si riuscirebbe ad evitare che un’azienda venga agevolata dal fatto di trovarsi in un determinato territorio e si riuscirebbe ad avere maggiore regolarità, perché non ci sarebbero più alibi per nessuno”. Soddisfazione di Anita anche per i risultati ottenuti per quanto


riguarda l’Ecobonus. “La pronuncia a favore dell’Ecobonus da parte della Commissione non era scontata – ha sottolineato Della Pepa – quindi non possiamo che essere contenti e dobbiamo anche ringraziare il governo che ha sostenuto questa misura in ambito europeo. Ora speriamo di poter continuare in questa direzione: le autorità comunitarie hanno dimostrato di apprezzare questo meccanismo e questo ci dovrebbe far riflettere e spingerci a im-

Resta aperta la questione dei costi minimi di sicurezza: a breve riprenderanno gli incontri al ministero per arrivare ad una soluzione

maginare qualcosa di più concreto a favore della modalità terramare”. Fai-Conftrasporto “Per quanto riguarda i costi minimi di sicurezza abbiamo dato la nostra disponibilità al confronto e al dialogo ma un punto resta per noi fondamentale, ossia la garanzia che chi va sulla strada debba avere il diritto di percepire i costi della sicurezza, che come abbiamo più volte ribadito non sono tariffe ma una norma a favore dei cittadini”, ha tenuto a precisare Paolo Uggè, presidente di Fai – Conftrasporto, che negli incontri al ministero ha sostenuto anche la necessità di dare all’Albo Nazionale degli Autotrasportatori maggiori poteri anche in termini di controllo. “Sarebbe interessante che l’Albo avesse un ruolo di coordinamento sui controlli, sull’esempio della BAG tedesca (Bundesamt für Gesundheit, un particolare dipartimento di controllo stradale di camion e bus NdR), così come bisognerebbe riportare i compiti dell’Albo all’unità e ad un coordinamento unico”.

CNA-Fita Sull’esito delle trattative sui costi minimi non si sbilancia Cinzia Franchini, presidente di CNAFita. “Per sapere l’esito degli incontri bisognerà aspettare che si attuino, mentre invece credo sia opportuno da parte di tutte le rappresentanze comprendere quanto sia urgente e improcrastinabile la necessità di trovare un punto d' incontro sul costo dei costi: il gasolio. Non mi risulta invece che vi siano all’ordine del giorno discussioni su un nuovo ruolo da assegnare all’Albo degli Autotrasportatori. La CNA-Fita, comunque, da tempo ha avanzato proposte di riforma rispetto ad un ruolo nuovo e più incisivo sui temi della legalità e del monitoraggio del mercato e anche rispetto ad una rivisitazione complessiva dell’oggettiva rappresentanza delle sigle associative presenti nell’Albo”. Buono il giudizio sullo sblocco dell’Ecobonus da parte dell’Unione Europea mentre è profondamente negativo quello sulla sigla del contratto nazionale spedizioni merci e logistica, che tra l’altro la CNA-Fita non ha firmato. “L’Ecobonus è stata una vittoria di tutte le associazioni che hanno fatto pressioni in Europa affinché si sbloccasse positivamente. Mi auguro si possa risolvere allo stesso modo anche il 2011. Riteniamo che in futuro, per continuare ad usufruire del bonus europeo, si debbano rivedere i meccanismi di ridustribuzione dei fondi. Il giudizio sulla firma del Ccnl invece non può che essere negativo dato che non abbiamo firmato, ritenendo che si debba fare di più soprattutto rispetto alla sezione artigiana e per questo abbiamo invitato le organizzazioni sindacali a riaprire le trattative sul tema specifico. A tal fine a settembre, presso la CNA- Fita, si riuniranno congiuntamente le associazioni del blocco artigiano per valutare il da farsi”. Confartigianato Trasporti “É ormai chiaro che la committenza resta ferma nelle proprie posizioni e non intende rivedere la norma dei costi minimi di sicurezza nonostante le sollecitazioni del ministro Lupi e del sottosegretario Rocco Girlanda – ha affermato Mauro Peruzzi Squarcia, presidente di Confartigianato Trasporti -. Il mondo delle associazioni, sin dal primo incontro con i rappresentanti del Governo, si era reso disponibile. Ma sia Unatras sia Confartigianato Trasporti, una vol-

ta realizzata la stagnazione della trattativa e l'intransigenza delle parti, ha chiesto al sottosegretario di sostenere e difendere la norma davanti alla Corte di giustizia”. Soddisfazione invece anche da parte di Squarcia per lo sblocco dell’Ecobonus. “Era uno dei punti fondamentali del documento presentato a febbraio da Unatras alle forze politiche in vista dell'ultima tornata elettorale, fortemente voluto da Confartigianato Trasporti. Lo sblocco del provvedimento per l'utilizzo delle autostrade del mare, rappresenta per le nostre imprese un importante volano di crescita e sviluppo. Nella mia qualità di presidente, ho voluto questo contributo certo che dirotterà gran parte del trasporto merci verso vie marittime, avviando una riconsiderazione complessiva degli strumenti comunitari di logistica e viabilità”. Il presidente si è espresso invece in maniera negativa verso un'altra recente novità, l’istituzione dell’Authority dei Trasporti. “È una sovrastruttura pesante, costosa e inadatta alla liberalizzazione e regolamentazione del settore – ha commentato -. Avevamo combattuto per avere la Consulta dell'Autotrasporto, ma è stata soppressa in un attimo dallo scorso Governo. Oggi non ci sono soldi, c'e la crisi, le aziende chiudono e lo Stato è in sofferenza. Non si sente dire altro. E allora, come farà il Governo a giustificare l'esborso di un milione di euro per le sole indennità dei tre componenti della nuova Autorithy? Quando la politica abdica all'economia è un pasticcio, ma quando l'economia si consegna ai burocrati è un disastro”. Fiap Scettico sul raggiungimento di un’intesa per quanto riguarda i costi minimi di sicurezza si è detto Silvio Faggi, segretario generale di Fiap. “L’atteggiamento di Confetra è teso più alla rottura che all’incontro. Siede al tavolo delle trattative con la convinzione che i costi minimi siano abrogati e con un atteggiamento non collaborativo. Diverso invece l’atteggiamento di Confindustria più portata verso il raggiungimento di qualche risultato. Vedremo come andranno avanti gli incontri ma nessuno può legittimamente pensare che Fiap sieda a quel tavolo per rinunciare ad una tutela di legge e ad una corretta applicazione della norma in favore di un rap-

porto tra le parti”. Al tavolo delle trattative, come riportato anche dagli altri rappresentanti delle associazioni, si è discusso anche di un ruolo diverso che potrebbe assumere l’Albo degli Autotrasportatori. “Una delle ipotesi che sono state fatte è stata quella di dare all’Albo un ruolo di controllo anche in funzione della legalità delle imprese – ha aggiunto Faggi – e noi non possiamo che essere favorevoli, anche perché è giusto che l’Albo assolva a funzione per cui era anche nato nel 1974, tutelare le imprese controllando e cacciando quelle che non rispettano le regole”. Soddisfazione a metà infine per quanto riguarda la vicenda Ecobonus. “Trovo molto positivo il fatto che abbiamo sbloccato l’erogazione dei fondi, quello che non capisco è perché abbiano sbloccato i fondi solo per il 2010 e non per il 2011. Bisognerà ancora lavorare per ottenere anche quest’altro risultato”. TrasportoUnito Anche Maurizio Longo, segretario di TrasportoUnito, non crede possibile che una soluzione sui costi minimi possa scaturire dal dialogo tra associazioni e committenza. “Ho detto più volte e continuo a ripeterlo che la soluzione deve essere trovata dal Governo. Il braccio di ferro tra associazioni e committenza continuerà, sarà compito del Governo quindi di trovare una proposta, che permetta di uscire fuori da un impianto legislativo confuso, e deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Ma i costi minimi di sicurezza – ha aggiunto Longo – non sono l’unica questione sul piatto delle trattative: è necessario rivedere anche le norme di accesso alla professione e al mercato, effettuare maggiori controlli nelle aziende committenti e sanzionare gli irregolari anche con sanzioni penali per regolare il mercato. E poi risolvere il problema della continuità territoriale in Sardegna e in Sicilia, perché l’Ecobonus è al momento una soluzione solo per il 2010. Occorre quindi individuare strumenti a carattere governativo che possano aiutare l’economia siciliana, non solo incentivi economici ma anche soluzioni tecniche-legislative per favorire l’uso, da parte delle imprese di autotrasporto, della modalità marittima”. TIR163-2013 17


In cifre

Secondo i dati aggiornati del Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori a luglio, su 142.675 imprese in Italia 47.283 si trovano tra Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Quasi 700.000 i veicoli totali in Italia di Andrea Pegoraro

Imprese autotrasporto: ecco come sono distribuite in Italia Q

uasi un terzo delle imprese di autotrasporto iscritte all’Albo Nazionale degli Autotrasportatori sono concentrate nell’Italia settentrionale tra Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Per la precisione si tratta di 47.283 aziende su un totale di 142.675: un dato aggiornato al 10 luglio 2013 e contenuto nelle tabelle realizzate dal Comitato Centrale. In particolare, le aziende con veicoli sono 101.308, mentre quelle che non possiedono automezzi arrivano a superare quota 40 mila vale a dire 41.367 (vedi box). Occorre specificare che nella categoria delle imprese con veicoli sono compresi i rimorchi. La gran parte delle ditte è rappresentata da padroncini e da realtà di piccole dimensioni: le aziende con un autoveicolo sono 36.438 mentre quelle che hanno una flotta da 2 a 5 tir sono quasi 40 mila (39.411). Proseguendo nella classifica, le imprese che possiedono da 6 a 10 mezzi raggiungono le 12.132 unità, seguite da quelle con un numero di veicoli da 11 a 50, che toccano la cifra di 11.692. Infine, le grandi aziende costituiscono una porzione molto ridotta rispetto alle altre, in quanto si attestano a 1.635. Ricordiamo che per iscriversi all’Albo Nazionale degli Autotrasportatori è necessario presentare una domanda all’amministrazione provinciale in cui l’impresa possiede la sede principale. I tre requisiti indispensabili ai fini dell’iscrizione sono l’idoneità professionale, la capacità finanziaria e l’onorabilità. La normativa comunitaria richiede anche il requisito dello stabilimento. Inoltre, l’azienda deve pagare la tassa di concessione governativa e avviare l’attività di autotrasporto presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio locale. 18 TIR163-2013

Lombardia al primo posto Ma torniamo ai dati. Nella suddivisione regionale, la Lombardia si piazza al primo posto per numero di imprese iscritte all’Albo. Sono 21.760, infatti, le ditte di autotrasporto, un dato ben più alto rispetto a quello di altre regioni presenti nei primi posti della graduatoria. Basti pensare che al secondo posto si classifica l’Emilia

Romagna, con 14.218 imprese. Subito dietro si trovano il Lazio, che conta 12.574 aziende, e la Campania, con 12.119. Nel gruppo di regioni che superano quota 10 mila imprese sono comprese anche il Veneto (11.305), la Sicilia con 11.240 e la Sardegna, che totalizza 10.166 ditte di autotrasporto. Numeri che si avvicinano a quelli appena elencati, sono quelli fatti regi-

Aziende senza veicoli: al lavoro per allineare Albo e REN Il Comitato Centrale, da numerosi anni, ha manifestato l’esigenza di avere un Albo che realmente contenga tutte le imprese che esercitano l’autotrasporto conto terzi. Il problema principale riguardava le imprese che, pur continuando ad essere iscritte, risultavano prive di veicoli. Per verificare la posizione di queste imprese ed essere di fattivo apporto alle Province (che detenevano, e detengono, la competenza, come stabilito dall’art. 105 comma 3 del decreto legislativo del 31 marzo 1998 n. 172, che attribuiva alle Province funzioni amministrative, fra cui la gestione degli Albi provinciali) il Comitato Centrale faceva attuare le verifiche tecniche e forniva un apposito elenco delle imprese da sospendere e/o cancellare dall’Albo alle Province competenti per territorio. Tuttavia la situazione, nonostante gli sforzi prodigati, non si è risolta, e negli elenchi provinciali risultano presenti ancora imprese prive di veicoli. La situazione si è complicata ancora di più con l’istituzione presso il ministero dei Trasporti del nuovo elenco elettronico delle imprese autorizzate al trasporto di cose e persone (REN - Registro Elettronico Nazionale Art.16 del Regolamento CE 1071/2011 e art.11 del Decreto Dirigenziale 25 novembre 2011 n. 291), poiché le imprese prive di veicoli non sono state inserite nel Registro stesso. Al fine di giungere ad una definizione della situazione, il Comitato Centrale dell’Albo unitamente alla Direzione Generale per il Trasporto Stradale e per l'Intermodalità e il Centro Elaborazione Dati delle Motorizzazione, ha istituito un gruppo di lavoro per la sistematizzazione e l’allineamento dei dati in possesso del Comitato Centrale e del CED. Attività che ovviamente non può prescindere dal lavoro di attuazione della cancellazione a carico delle Province. La sistematizzazione, deve pertanto essere attuata in tempi brevi per la tutela e la sopravvivenza delle imprese sul mercato. Gabriella Gamba Vice presidente del Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori


prov. di torino 4.705

prov. di milano 9.106

1.908 2.091 169 21.760

11.305

8.543

prov. di bologna 3.084

14.218

La cartina riporta il numero di imprese di autotrasporto iscritte all’Albo in ogni regione. Quasi un terzo del totale sono concentrate in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Inoltre, sono indicate le prime dieci province per numero di aziende.

2.753 La tabella in basso indica la suddivisione delle aziende per numero di veicoli

strare dalla Puglia, che raggiunge 9.656 im8.528 4.243 prese, dal Piemonte, con 8.543, e dalla Toscana, che annovera 8.528 ditte. 1.973 La metà delle regioni ha fatto segnare dati al di sotto delle 5 mila imprese. I risultati più significativi si riferiscono alle Marche, con 4.243 aziende iscritte all’Albo, alla 2.966 Calabria, con 3.865, all’Abruzzo, che sfioprov. di bari 4.305 ra le 3 mila ditte, e alla Liguria, con 2.753 ditte. Il contesto aziendale di Basilicata, Friu- prov. di roma 9.031 12.574 li Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Um716 bria si attesta intorno alle 2 mila aziende. Il Friuli Veneprov. di sassari 3.337 zia Giulia supera questa 12.119 cifra, mentre le altre re9.656 gioni hanno dei dati prov. di napoli 5.626 compresi tra 1.882 (Basilicata) e 1.973 (Umprov. di salerno 2.990 1.882 bria), passando per le 10.166 1.908 imprese del Trentiprov. di cagliari 4.902 no Alto Adige. Solo Molise e Valle d’Aosta non sieme ad altri nove territori provinciali che convanno oltre le mille ditte: tano più di 2 mila aziende. Si va dalle 2.574 di nel primo sono presenBergamo alle 2.035 di Treviso, passando per Pati 716 aziende, nella 3.865 dova (2.553), Firenze (2.499), Catania (2.495), seconda si arriva a 169. Brescia (2.443), Foggia (2.352), prov. di palermo 3.594 Verona (2.086), Vicenza (2.051). Le imprese per provincia Le restanti 90 province Il Comitato Centrale ha fornito anche la rihanno un numero di partizione delle imprese divise per provincia. Non imprese inferiore a 2 stupisce il fatto che ai primi due posti si trovimila unità. no Milano e Roma. Un dato curioso è invece 11.240 che tra le prime dieci province per numero di Quasi 700.000 mila veicoli aziende, due siano della Sardegna (Cagliari e In Italia sono 679.070 i veicoli delle Sassari) e quasi la metà del Meridione ovvero imprese imprese imprese iscritte all’Albo degli AutoNapoli, Bari, Palermo e Salerno. aventi veicoli * senza veicoli trasportatori. Anche in questo caso, il CoTornando alla graduatoria, il territorio pro101.308 41.367 mitato Centrale ha stilato una classifica divinciale milanese raggruppa 9.106 aziende di visa per regione. Da notare che le prime cinautotrasporto iscritte all’Albo, mentre la proImprese con numero di veicoli pari a: que regioni hanno insieme 366.549 mezzi, vincia di Roma ne conta poco oltre 9 mila 1 36.438 una cifra che è di poco superiore alla metà (9.031). Più staccata Napoli, che arriva a 5.626 da 2 a 5 39.411 del totale nazionale. ditte. Le altre province non hanno oltrepassada 6 a 10 12.132 In testa ancora una volta la Lombardia, con to quota 5 mila. Cagliari ci è andata vicina con da 11 a 50 11.692 108.518 mezzi, il cui risultato distanzia quel4.902 imprese, seguita da Torino che si è atoltre i 50 1.635 lo delle immediate inseguitrici. La Campania, testata a 4.705 e da Bari con 4.305 unità. Sotinfatti, arriva a 74.605 tir, mentre il Veneto suto la soglia di 4 mila ditte, rientrano la provin* Comprende i rimorchi pera quota 60 mila (63.144). Nel territorio delcia di Palermo, con 3.594, quella di Sassari, che l’Emilia Romagna ci sono 60.850 automezzi, degna ci sono esattamente 21 mila veicoli. raggiunge 3.337 imprese, quella di Bologna il Lazio va vicino, con 59.432. Scorrendo la graLe restanti regioni hanno fatto registrare nu(3.084) e la zona provinciale di Salerno, con duatoria, occorre registrare i dati di Piemonte meri più bassi: sette (Abruzzo, Calabria, Friu2.990 aziende. Questo gruppo, che rappresenta e Sicilia, entrambi sopra quota 50 mila veicoli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Trentino Alto le prime dieci province per numero di aziende, li: il primo ne totalizza 52.283, la seconda ragAdige e Umbria) si mantengono sotto quota arriva a 50.680 imprese di autotrasporto su un giunge 50.441 automezzi. Più indietro si col20 mila mezzi; le ultime tre (Basilicata, Molitotale di 142.675 imprese iscritte all’Albo. Imlocano la Puglia, con 37.832 veicoli, la Toscase e Valle d’Aosta) viaggiano al di sotto dei 5 mediatamente dopo la provincia di Salerno, si na, che sfiora quota 33.800, mentre in Sarmila veicoli. piazza quella di Modena, con 2.767 ditte, inTIR163-2013 19


Imprese

Importante successo per l’autotrasporto italiano: aumentata all’80% con la Legge del Fare la percentuale per la garanzia diretta in tutta Italia. Intanto arrivano i dati del primo semestre 2013

Fondo di Garanzia: aumenta il sostegno per il settore

20 TIR163-2013

80%

di garanzia diretta in tutte le banche d’Italia, e non solo in quelle del Mezzogiorno. Dopo una lunga battaglia condotta dalle associazioni di categoria dell’autotrasporto sono state uniformate in tutta Italia le agevolazioni per l’accesso al credito delle imprese di autotrasporto, pesantemente ridimensionate tra l’altro qualche mese fa. Il provvedimento è stato inserito con un emendamento al Decreto del Fare, diventato legge lo scorso 9 agosto. Entro la prima decade di settembre il ministero dello Sviluppo Economico dovrà emanare la relativa direttiva applicativa, sulla quale ora si concentra l’attività delle associazioni. “Il prossimo passo sarà quello di provare ad uniformare anche le regole che riguardano le imprese di autotrasporto che accedono al Fondo - spiega Gianluigi Bassi, rappresentante degli autotrasportatori nel Comitato di Gestione della Sezione Autotrasporto del Fondo -. È un grande successo della categoria ottenuto grazie all’impegno di tutti, dai massimi rappresentanti delle associazioni, che hanno vigilato affinché il provvedimento non si perdesse tra le stanze del Parlamento, ai funzionari del ministero dei Trasporti, che hanno fin da subito appoggiato e seguito la nostra battaglia”. Grazie all’aumento della garanzia diretta le banche sono quindi coperte fino all’80% dal Fondo, e quindi dallo Stato, in caso di insolvenza da parte dell’impresa di autotrasporto, condizione che dovrebbe ora dare una nuova spinta all’accesso al credito da parte delle aziende. “A questo punto le banche non hanno


più scuse – afferma Paolo Uggè, presidente di Unatras e di Conftrasporto, l’associazione che ha presentato l’emendamento poi approvato-. Noi vigileremo affinchè non si ripetano più episodi, come quelli che ancora in queste ore ci segnalano, di banche che rifiutano il credito o che dirottano in modo sbrigativo le imprese di autotrasporto verso i Confidi”. Una massima allerta nei confronti delle banche richiesta anche dall’Anita. “La speranza è che, così come faranno le associazioni dell’autotrasporto, anche l’Abi parta con una campagna di informazione e sensibilizzazione sulle banche in modo che i funzionari sul territorio siano correttamente informati su caratteristiche e sui vantaggi del Fondo”, afferma Giuseppina Della Pepa, segretario generale dell’associazione. Il ruolo del ministero dei Trasporti “È una soddisfazione anche per l’Amministrazione questa soluzione normativa – spiega Enrico Finocchi, Direttore Generale per il Trasporto Stradale e l'Intermodalità del ministero delle Infrastrutture e Trasporti -, perché è un riconoscimento dell’importanza della Sezione Speciale per l’Autotrasporto del Fondo (in cui l’Amministrazione è presente con un proprio dirigente, Camillo Lobina, NdR). Già nel luglio 2012 avevamo avuto un primo riconoscimento con l’approvazione di modalità di accesso al credito più semplici per la categoria, ma quel successo ha rischiato di essere vanificato dalla rideterminazione verso il basso delle percentuali di garanzia av-

venuta qualche mese fa. Ora, grazie all’aumento contenuto nella Legge del Fare, sarà sicuramente posNei primi sei sibile un ulteriomesi del 2013 le re rilancio di domande delle questo struimprese di autotrasporto mento”. si sono attestate al 3% Intanto, a del totale, con un metà luglio decremento sono stati predello 0,1% rispetto sentati i dati real 2012 lativi alle attività del Fondo nei primi sei mesi del 2013. Le domande accolte relative alle imprese di autotrasporto merci per conto terzi si sono attestate al 3% del totale, con un decremento dello 0,1% rispetto al 2012. Le imprese del settore ammesse alla garanzia hanno comunque registrato un aumento del 23,1% confrontato con il primo semestre dello scor-

Domande accolte 1° gennaio - 30 giugno 2013 N°operazioni Var. 2013/2012 Finanziamenti Var. 2013/2012 FONDO DI GARANZIA AUTOTRASPORTO

34.587 1.030

+28% 4.814.987.235 +23,1%

106.025.701

+38,4% +31,3%

so anno. Stesso discorso per i finanziamenti accolti, che hanno avuto una crescita del 31,3%, in entrambi i casi molto più bassa, comunque, rispetto all’andamento generale del Fondo. Un calo da tutti imputato al cambiamento delle regole di accesso degli scorsi mesi. Le nuove regole prevedevano infatti alcuni cambiamenti delle percentuali di copertura di finanziamento per entrambe le tipologie di intervento, ovvero la garanzia diretta e la controgaranzia (quando l’impresa si rivolge ai Confidi o ad altri fondi autorizzati). Le associazioni di categoria avevano contestato queste disposizioni, trovando il sostegno dei funzionari del ministero dei Trasporti che, già con il precedente Esecutivo, avevano sollecitato un intervento allo Sviluppo Economico.

I dati del settore Nel corso degli ultimi tre anni, le domande accolte relative alle imprese di autotrasporto merci per conto terzi hanno rappresentato valori crescenti sul numero totale. Sono passate, infatti, dal 2,3% nel 2010 al 2,6% del dato complessivo durante il 2011, fino ad arrivare al 3,1% dello scorso anno. Nel primo semestre di quest’anno, come detto, la percentuale è stata del 3%, (-0,1% rispetto al 2012). Considerando il primo semestre 2013, i dati positivi arrivano dalle imprese ammesse alla garanzia del Fondo e dai finanziamenti accolti. In sostanza, le operazioni accolte sono state 1.030 contro le 837 dello scorso anno, mentre i secondi sono arrivati a 106 milioni di euro rispetto ai quasi 81 milioni di euro del 2012. La dinamica generale delle operazioni e dei finanziamenti accolti mette in luce percentuali ancora più alte: le prime sono aumentate del 28% confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente, mentre per i secondi si è verificato un incremento del 38,4%. In termini di variazioni percentuali, il settore dell’autotrasporto ha avuto risultati inferiori rispetto ai dati generali. Un andamento opposto a quello riscontrato gli scorsi anni, quando la sezione speciale autotrasporto aveva raggiunto percentuali maggiori dello scenario generale. Tornando ai numeri, nel mese di giugno le domande accolte sono state 303, mentre l’importo del finanziamento ha raggiunto una cifra ben oltre i 24 milioni di euro. Il paragone con lo stesso mese del 2012 è positivo sia per le operazioni (+57,8%), sia per il finanziamento (+29,8%). Da quando è stata creata la sezione speciale riservata all’autotrasporto, sono state approvate 5.571 operazioni per un totale di 587.756.008 milioni di euro di finanziamento. Dopo la riunione del Comitato di Gestione del Fondo, che si è svolta il 18 luglio, la disponibilità residua della sezione speciale autotrasporto risulta di 23.476.080 milioni di euro. TIR163-2013 21


Porti

Nel documento “Porti e Mediterraneo”, Assoporti e SRM analizzano la situazione nel 2012. Mentre alcuni Paesi stanno vivendo uno sviluppo economico, l’Italia si propone come ponte tra l'Europa e la costa meridionale del bacino di Michele Latorre

Il Mediterraneo cerca la ripresa I

l Mediterraneo si sta stringendo, e non per il riscaldamento globale. Per ora, le dimensioni del mare restano invariate, ma aumentano i collegamenti marittimi e terrestri fra le coste, grazie all'incremento dei traffici commerciali. Dall'Europa partono semilavorati e beni di consumo diretti verso l'Africa settentrionale e il Medio Oriente, mentre queste ultime regioni spediscono al nord alcuni prodotti agroalimentari finiti. I due poli principali di questi flussi sono Marocco e Turchia sulla sponda meridionale e Italia, Francia e Spagna su quella settentrionale. In particolare, la posizione del nostro Paese è ideale per servire sia la parte orientale sia quella occidentale del Mediterraneo. Insomma, è quella “piattaforma logistica” di cui si parla in ogni convegno, ma il cui sviluppo procede al rallentatore, mentre le attività più significative sono avviate da operatori privati. Una fotografia della posizione dell'Italia nell'area del Mediterraneo è stata scattata da uno studio effettuato da Assoporti e da Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (SRM), che valuta in 29 miliardi di euro l'export e in 28,7 miliardi l'import tra la Penisola e l'area del Mediterraneo. Gran parte di tale interscambio – 40,6 miliardi, pari al 70% – avviene su rotte marittime di breve o media distanza. La ricerca individua tre grandi aree: il Mediterraneo meridionale (Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Tunisia), il Mediterraneo orientale (Israele, Libano, Siria e Turchia) e l'area adriatica (Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Croazia). La prima è quella dove si concentra la quota maggiore del commercio marittimo italiano (20,6 miliar22 TIR163-2013

di di euro), seguita dall'orientale (17) e dall'adriatica (3). La situazione in Italia In Italia, il Mezzogiorno si è dimostrato un’area particolarmente ricca a livello di traffici marittimi nel 2012 e la conferma arriva dal porto di Gioia Tauro, che ha visto aumentare le tonnellate di merci movimentate e si è classificato principale scalo italiano nel trasporto di container e tra i primi dieci del Mediterraneo, insieme a Genova e La Spezia. Dobbiamo però sottolineare che il porto di Gioia Tauro è dedicato principalmente al transhipment, quindi di fatto il porto più importante in Italia resta Genova, che tra l’altro, nel 2012 ha registrato un aumento del 12%. Lo scorso anno, rivela lo studio, sono state movimentate 466 milioni di tonnellate in Italia, una cifra in calo del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il segmento dei container, invece, ha raggiunto i 9,6 milioni di Teu con un aumento dello 0,9% rispetto al 2011. Lo studio analizza anche l’interscambio commerciale del nostro Paese e dell’Unione europea con gli Stati del Mediterraneo, il trasporto marittimo a corto raggio e l’andamento della flotta container mondiale, solo per citare alcuni esempi. Traffico merci Nella sua analisi, il documento fa riferimento a quattro macroaree: Nord Est, Nord Ovest, Centro e Mezzogiorno. Quest’ultimo è la zona che ha movimentato la maggiore quantità di merci, circa 221 milioni di ton-

nellate, con un decremento del 2,4% confrontato con il 2011. Qui si segnala il risultato positivo del porto di Gioia Tauro, che ha aumentato di molto il proprio traffico. Stesso discorso anche per Brindisi (+2,2%) e Augusta (+1,2%). La seconda macroarea è il Nord Est, che ha fatto segnare 103,3 milioni di tonnellate, meno della metà del Mezzogiorno ma con la riduzione più bassa (-1,4%) rispetto alle altre zone. Tre porti del Friuli Venezia Giulia hanno contribuito a questi numeri ovvero Trieste, che ha superato i 49 milioni di tonnellate, Porto Nogaro (+28%) e Monfalcone con un incremento del 7,2%. Nel 2012 il Nord Ovest ha avuto un traffico merci pari a 79 milioni di tonnellate e una riduzione di quasi il 4% rispetto a quello dell’anno precedente. Lo scalo di Genova ha mantenuto un andamento simile al 2011, precisamente 50,2 milioni con un calo dello 0,4%. Il Centro, invece, ha subito la regressione maggiore (-7,4%), movimentando 62,5 milioni di tonnellate. In particolare, i porti di Livorno e Civitavecchia hanno avuto una contrazione del traffico merci. Il primo ha perso il 7,6% con 27,4 milioni di tonnellate, mentre il secondo ha fatto registrare l’11,6% in meno con quasi 18 milioni di tonnellate. Lo scalo di Marina di Carrara è l’unico ad aver ottenuto un aumento pari all’1,3% e una movimentazione di merci di 3,2 milioni di tonnellate. Traffico container Il Mezzogiorno rimane al primo posto anche nel traffico di container. Nell’Italia meri-


Traffico di container nel 2012 2,7milioni +18%

oltre 2milioni oltre 1,2milioni +11,8% -4,6%

GIOIA TAURO GENOVA 5° porto del mediterraneo

dionale, infatti, si concentra il dato più elevato, con oltre 4,4 milioni di Teu e una crescita del 2,4% rispetto al 2011. Una performance raggiunta in buona parte grazie allo scalo di Gioia Tauro, che ha totalizzato 2,7 milioni di Teu, con un incremento del 18% confrontato con la cifra dell’anno precedente. Numeri incoraggianti sono anche quelli di Napoli (+4%) e Cagliari (+3%): lo scalo del capoluogo campano ha movimentato circa 547 mila Teu, mentre quello del capoluogo sardo ha superato quota 620 mila Teu. All’opposto, il porto di Taranto ha avuto una contrazione del 56,4%, totalizzando oltre 263 mila Teu. Il Nord Ovest ha avuto un La cartina innalzamento dell’1,9% evidenzia le tre aree d’interscambio marittimo tra l’Italia e i paesi del Mediterraneo. Albania, Libia e Turchia i Paesi capofila per area, in termini di traffico merci con l’Italia

7° porto del mediterraneo

rispetto all’anno precedente. All’interno di questa macroarea sono da annotare gli oltre 2 milioni di Teu del porto di Genova e 1,2 milioni di Teu dello scalo di La Spezia. Con una differenza sostanziale, in quanto Genova ha registrato un aumento del 12%, La Spezia ha visto calare il traffico container del 5%. Più distanziato il Nord Est, con un decremento dell’1,9% e oltre 1 milione di Teu movimentati. Non è bastato il miglioramento del 3,8% del porto di Trieste, che ha oltrepassato i 400 mila Teu. All’ultimo posto ancora una volta il Centro. Il calo, confrontato con il 2011, è simile a quello registrato per il traffico merci (-7,5%). Qui ha influito il risultato negativo dello scalo di Livorno, che ha riportato un -14%.

Interscambio con l’area mediterranea adriatic med CROAZIA, BOSNIA MONTENEGRO, ALBANIA

6,2% 83,3% del traffico marittimo albanese verso Ue è collegato allʼItalia (settore tessile)

eastern med TURCHIA, SIRIA, LIBANO, ISTRAELE

31,5% 21% del traffico marittimo turco verso Ue è collegato allʼItalia (macchinari)

southern med MAROCCO, ALGERIA,TUNISIA LIBIA, EGITTO

62,3% 37% del traffico marittimo libico verso Ue è collegato allʼItalia (prodotti energetici)

Nel grafico sono riportati i dati del traffico di container nei primi tre porti italiani. La percentuale indica la variazione rispetto al dato del 2011

LA SPEZIA 10° porto del mediterraneo

Tipologia di merce Nella loro analisi, Assoporti e centro studi SRM hanno considerato tre segmenti di merci: rinfuse solide, rinfuse liquide e merci varie. La maggioranza dei traffici è rappresentata dalle merci varie (44%) e dalle rinfuse liquide (39%), mentre le rinfuse solide detengono il 17%. Tutte le categorie, però, hanno subito una diminuzione durante il 2012. In testa le merci varie, che hanno raggiunto 205 milioni di tonnellate movimentate ma hanno avuto una riduzione del 2,3%. Subito dietro, si piazzano le rinfuse liquide con 182,4 milioni di tonnellate e una contrazione del 3,6% rispetto al 2011. Le rinfuse solide sono molto staccate dagli altri due segmenti perché sono arrivate a 78,4 milioni di tonnellate, un numero che è meno della metà di quello delle rinfuse liquide. E anche il decremento risulta il più alto (-4%), confrontato con il dato dell’anno precedente. Investimenti turchi in Italia La ricerca evidenzia la Turchia come il Paese mediterraneo che mostra il maggiore flusso di merci, con un valore di 11,3 miliardi di euro. L'interscambio commerciale con Ankara è aumentato del 24,3% tra il 2008 e il 2011 e oggi la Turchia è il terzo partner dell’Italia, dopo Cina e Stati Uniti. L'Italia rappresenta un elemento importante dello sviluppo estero turco, per due motivi: il porto di Trieste è diventato il terminale europeo delle autostrade del mare che trasportano i semirimorchi turchi all'interno del continente e nel nostro Paese si stanno insediando operatori logistici turchi che stanno investendo cifre significative. Sull'importanza del porto di Trieste, dove da anni approdano i traghetti con bandiera turca, basti segnalare che proprio recentemente la compagnia marittima turca UN RoRo ha acquisito il 60% del capitale della società triestina Samer Seaports&Terminals, che gestisce il terminal ro-ro di Riva Traiana, dove approdano le ro-ro che partono dagli scali di Pendik e Mersin. E sempre dal terminal giuliano, partono diversi convogli intermodali che rilanciano i semirimorchi turchi verso diverse destinazioni europee. Inoltre, dallo scorso luglio, UN Ro-Ro utilizza a Trieste il sistema di trasferimento di ISU, che permette il trasbordo di qualsiasi tipo di semirimorchio, anche quelli che non si possono sollevare con le attrezzature tradizionali. Il porto di Trieste viene utilizzato anche da una compagnia logistica turca che sta atTIR163-2013 23


Il mediterraneo cerca la ripresa tuando una strategia di espansione in Europa e che è direttamente presente nel nostro Paese. È la Ekol Logistics, che sta attuando una politica d'espansione a tutto campo: gestisce direttamente due navi ro-ro che trasportano semirimorchi e container, ma anche una flotta di veicoli industriali divisa in diversi Paesi europei, soprattutto in Romania, che quest’anno sarà ulteriormente incrementata con un investimento di venti milioni di euro. Al recente Salone Transport Logistic di Monaco di Baviera, il Ceo di Ekol Logistics ha esplicitamente dichiarato che la sua società intende diventare entro i prossimi cinque anni una delle prime imprese di logistica dell'Europa.

per questo gli imprenditori nostrani hanno rinunciato ad operare nel Paese nordafricano. Alcuni autotrasportatori hanno avviato collegamenti regolari, che utilizzano le autostrade del mare per l'invio di semirimorchi e perfino di autoarticolati accompagnati dall'autista. Due imprese, la Riboni e la Tipes, si sono alleate per rifornire di prodotti siderurgici il nuovo grande stabilimento che Renault ha impiantato alle porte di Tangeri, avviando un'innovativa soluzione intermodale che prevede l'uso della strada, della rotaia e della nave.

La crescita del Marocco Un caso diverso è quello del Marocco. Anche qui ci troviamo di fronte Turchia e ad un Paese in crescita, grazie alla Tunisia, nelle foto politica di modernizzazione voin alto e a destra, sono luta dal re Mohammed VI, che due dei più importanti ha capito l'importanza del traPaesi del Mediterraneo sporto e sta realizzando imcon cui l’Italia portanti opere infrastrutturali, intrattiene scambi come l'autostrada di 850 chicommerciali via Forti scambi lometri fra Tangeri e Agadir e il mare con la Tunisia nuovo porto di TangerMed – poFra Turchia e Marocco ci sto accanto allo Stretto di Gibilterra sono quattro importanti Paesi, che – dove opera già un terminal container vantano consistenti relazioni commerciali con ed uno ro-ro, mentre è in costruzione il sel'Italia ma che stanno soffrendo di una sicondo terminal container. Inoltre, il Governo tuazione politica incerta, che in concreto promarocchino ha costituito un'Agenzia per la voca il rallentamento dei flussi: Algeria, LiLogistica che entro il 2020 realizzerà ben setbia, Tunisia ed Egitto. Gli ultimi due sono tanta piattaforme logistiche situate nelle quelli che hanno i traffici più sviluppati con 18 città più importanti del Paese. L'interl'Italia e seguono, per valore, la Turchia. La scambio commerciale con l'Italia è in cresciTunisia sta ancora vivendo una fase di tranta, anche se in valore resta inferiore a quelsizione, dopo le rivolte che hanno portato alla lo con la più vicina Tunisia. L'Italia è uno dei caduta del vecchio regime. Un travaglio poprincipali partner commerciali del Marocco, litico che ha influenzato l'economia, che procon un interscambio che nel 2012 ha ragprio nel 2011 ha registrato un arretramengiunto 2,3 miliardi di euro e nel Paese si sono to, riducendo l'interscambio commerciale installate già 140 imprese italiane, alcune delcon l'Italia del 2,3%. La Tunisia esporta per le quali operanti nel trasporto. A differenza circa 13 miliardi di euro in diversi settori, daldella Turchia, però il Marocco non ha un'orl'agricolo all'industriale, dove opera in molganizzazione del trasporto in grado di peti casi come fornitore di imprese europee. Da netrare in Europa: non ci sono importanti questo punto di vista, il Paese è favorito dalcompagnie logistiche e l'autotrasporto è fral'accordo di libero scambio, siglato con zionato in numerose imprese di piccola e mel'Unione Europea nel 2008, che di fatto azdia dimensione. Piuttosto, sono i trasportazera i dazi di numerosi prodotti tunisini esportori spagnoli, che in poche ore di navigaziotati verso la Comunità e ha portato l'export ne attraverso lo Stretto di Gibilterra arrivano a 13 miliardi di euro. I due più importanti ima Tangeri, a considerare il Marocco una naportatori sono la Francia (con il 30,66% del turale espansione delle proprie attività. Lo totale) e l'Italia (21,64%). Per quanto riscorso giugno, il Consorzio della Zona Franguarda le importazioni, il valore rilevato dalca di Barcellona ha firmato un protocollo di l'Ice è di 17,5 miliardi di euro e si concentra collaborazione con la Zona Franca di Tangeri soprattutto su beni di consumo, strumentali per sviluppare il cabotaggio marittimo tra i e semilavorati. Anche in questo caso, i due due porti e utilizzare la piattaforma logistiPaesi più attivi sono Francia (18,35%) e Itaca dello scalo spagnolo come hub dei flussi lia (15,85%). Non sorprende quindi che il tratra i due Paesi. sporto italiano sia molto attivo sulla rotta per L'Italia è più lontana fisicamente, ma non 24 TIR163-2013

la Tunisia. E non parliamo a caso di rotta, perché il flusso di merci tra Italia e Tunisia avviene su nave, con una forte incidenza del trasporto accompagnato strada-mare che avviene in prevalenza attraverso l'invio di semirimorchi. In tale attività sono impegnate sia compagnie marittime sia imprese di autotrasporto situate lungo l'intera Penisola. Lo mostrano due notizie recenti: l'altoatesina Fercam ha aperto una filiale in Tunisia, mentre Interporto Servizi Cargo – società ferroviaria dell'Interporto di Nola – ha avviato una collaborazione con Grimaldi Lines per sviluppare traffico intermodale tra l'Europa e la Tunisia, utilizzando il porto di Salerno. Traffici difficili con Egitto e Libia L'Egitto sta rivivendo una fase di forti agitazioni che hanno portato il Paese a una recessione economica. Comunque, l'Italia resta uno dei Paesi più importanti nell'interscambio commerciale, che nel 2012 ha superato i 5 miliardi di euro. Inoltre, nel Paese operano numerose imprese italiane, tra cui colossi come Eni, Pirelli e Italcementi. Il trasporto avviene per nave, con una divisione dei porti per tipologia di unità di carico: Port Said si occupa dei container, mentre Alessandria serve il traffico dei rotabili. All'inizio del 2013, una delegazione di imprenditori egiziani operanti nell'industria alimentare ha chiesto di aumentare i servizi ro-ro tra i due Paesi, specialmente quelli dedicati al trasporto refrigerato. Ma proprio l'instabilità politica sta frenando le compagnie marittime, che in qualche caso hanno addirittura sospeso i servizi. Se l'Egitto soffre per l'instabilità interna, la Libia ha avuto un vero e proprio arresto a causa della guerra civile, da cui si sta lentamente riprendendo. Comunque, anche dopo Gheddafi, l'Italia resta il primo partner commerciale e l'interscambio tra i due Paesi ha toccato nel 2011 il valore di 4,585 miliardi di euro e nel 2012 emerge un'ulteriore crescita. Bisogna comunque tenere conto che una parte rilevante riguarda i prodotti energetici, perché l'export di petrolio produce il 95% del valore delle esportazioni libiche. Ovviamente, il trasporto segue tale tendenza, con una preponderanza di prodotti petroliferi e una quota di rotabili che viaggiano su rotte dirette o utilizzando i porti tunisini. Anche l'Algeria basa la sua economia sul petrolio, che rappresenta il 95% delle esportazioni e un terzo del Pil, mentre tra le altre attività prevale l'agricoltura. L'Algeria sta puntando molto allo sviluppo dei trasporti e il Governo ha programmato investimenti per 40 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni. Una quota rilevante è destinata alla ferrovia, dove è prevista una nuova linea tra Annaba ed El Tarf, e al mare, dove la compagnia di bandiera Cnan prevede di acquisire 25 cargo. E proprio nei trasporti, il Governo algerino ha firmato, lo scorso novembre, un accordo per sviluppare i collegamenti marittimi tra i due Paesi e per attivare nuovi voli di cargo aereo.


Tecnologie

Mentre l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori lavora sulla propria piattaforma telematica, ecco cosa succede in Europa e in Italia in ambito telematico per la logistica di Andrea Pegoraro

Arriva ALICE, piattaforma europea sulla logistica M

entre in Italia è in fase di implementazione la Piattaforma Telematica dell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori (vedi articolo a pag. 6) la Commissione europea ha lanciato, a Bruxelles, ALICE (Alliance for Logistics Innovation through Collaboration in Europe). Si tratta di una piattaforma tecnologica sulla logistica, creata grazie al sostegno della Commissione e di una serie di industrie italiane ed europee. ALICE supporterà il programma dell’Unione per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. La piattaforma è stata messa a punto al fine di sviluppare una strategia globale per la ricerca, l’innovazione e la crescita del mercato della logistica e della catena di distribuzione delle merci in Europa e si basa sulla pianificazione e sul controllo della supply chain (la catena di distribuzione), in cui gli spedizionieri marittimi e i fornitori dei servizi collaborano strettamente per raggiungere un’efficienza nelle operazioni logistiche. L’ambizione è quella di contribuire al miglioramento del 30% delle prestazioni del settore entro il 2030. La logistica è un settore chiave per l’economia europea. Non solo perchè contribuisce per quasi il 14% del PIL del Vecchio Continente (secondo le stime del Piano d’azione per la logistica del 2007), ma anche per il suo impatto sulla qualità della produzione e dei servizi europei. È stato calcolato che questo settore incida tra il 10 e il 15% sul costo finale dei prodotti finiti, determinando in tal modo la competitività europea nei confronti delle altre aree

mondiali. Un miglioramento dell’efficienza nel settore logistico tra il 10 e il 30% La logistica equivarrebbe ad alleviare i costi delè un settore chiave le aziende europee tra 100 e 300 per l’economia miliardi di euro. europea: contribuisce La Commissione ha accolto con per quasi il 14% del Pil e favore l’iniziativa del settore inha un profondo impatto dustriale e della ricerca, che ha sulla qualità di fatto della logistica e della supply produzione e chain il focus principale per ragservizi nelle operazioni dogiungere gli obiettivi di sostenibiliganali) e con autotratà e competitività europea. sportatori che aderiscono al sistema Uirnet. Il luogo esterno al In Italia sdoganamento porto deve essere autorizzato nell’ambito telematico nei porti di una procedura di domiciliazione, che In tema di tecnologie applicate ai traconsente a chi la ottiene di non essere obsporti, in Italia una novità arriva anche dal bligato a presentare le merci in dogana, di controllo delle merci nei porti. È stata inavere minori controlli prima dello svincofatti avviata la sperimentazione dello lo della merce, di ridurre i tempi di attesa sdoganamento telematico delle merci in e i costi di gestione e di facilitare gli scamarrivo via mare, verso luoghi esterni albi commerciali. l’area portuale attraverso corridoi conNel 2008 l’Agenzia delle Dogane ha sottrollati da Uirnet, la società che ha reatoscritto un accordo con Uirnet per amlizzato la Piattaforma Logistica Nazionapliare gli spazi portuali, utilizzando corle. Con una circolare, l’Agenzia delle ridoi controllati che colleghino il porto ai Dogane ha illustrato le istruzioni per atnodi logistici. Più in generale, l’obiettivo tuare la procedura di importazione dei è quello di costituire una rete di controlcontainer e delle merci verso luoghi lo in tempo reale per il monitoraggio fiesterni al porto e raggiungibili con autosico delle merci al fine di aumentare la rimezzi controllati da Uirnet. cettività portuale. In definitiva, grazie alLa procedura può essere attivata su inil’uso di nuove tecnologie si punta a ziativa delle direzioni territoriali delle Dosemplificare, razionalizzare e velocizzare gane, che poi sottopongono all’Agenzia un le operazioni doganali all’interno degli disciplinare di servizio. E può essere utiscali portuali, abbinando il tracciamento lizzata solo con operatori AEO (Operatoelettronico delle merci alla verifica docure Economico Autorizzato, una certificamentale delle procedure. zione che permette di avere agevolazioni TIR163-2013 25


Tecnica

Scegliere lo pneumatico giusto è fondamentale, sia per quanto riguarda la sicurezza sia per il contenimento dei consumi di carburante. Le principali marche offrono un’ampia possibilità di scelta: eccone un esempio di Ferdinando Tagliabue

Pneumatici salva consumi

I modelli Pirelli H:01 sono destinati agli impieghi di linea. Nella progettazione i tecnici si sono concentrati sullo sviluppo di elevati standard di sicurezza e comfort acustico

T

ra le varie componenti che possono incidere sensibilmente sul contenimento del consumo di carburante (e dei costi di trasporto), gli pneumatici rivestono sicuramente un ruolo di primaria importanza. E visto che il modo migliore per ottenere il massimo delle prestazioni dagli pneumatici è averne cura, questo aspetto si ripercuote anche su un altro importantissimo problema, quello della sicurezza. La scelta Innanzitutto è fondamentale scegliere lo pneumatico giusto, visto che le principali mar26 TIR163-2013

che offrono un’ampia possibilità di scelta in base al tipo di impiego: lunghe percorrenze, percorrenze extraurbane (o regionali), urbane, misto strada e sterrato, cava cantiere, invernali. Ovviamente, per ogni tipo di impiego i grandi costruttori dispongono di un’ampia offerta di modelli, per assi motore o sterzanti e anche per i rimorchiati. Questo vale per gli pneumatici di nuova fabbricazione ma anche per i ricostruiti. Il mercato offre anche pneumatici di basso costo (e dubbia provenienza) che non rispondono a requisiti di affidabilità, durata e sicurezza, e che quindi rappresentano una scelta solo apparen-

temente più economica. Un buon pneumatico dura di più, è ricostruibile, silenzioso e offre adeguate prestazioni. Se proprio si vuole risparmiare, meglio ricorrere ad un buon ricostruito o alle gamme di primo prezzo, che quasi tutti i maggiori costruttori hanno a catalogo e che, se da un lato richiedono una piccola rinuncia in termini di prestazioni, dall’altro possono contare su prezzi più vantaggiosi. Il buonsenso Se da parte dei costruttori di pneumatici c’è un grande impegno, il comportamento di chi sta al volante ha comunque un’importanza fondamentale. Una guida attenta e previdente, evitando inutili accelerazioni e frenate, aiuta a consumare meno, sottopone gli organi del veicolo a minori stress e fa risparmiare. Anche la pressione di gonfiaggio riveste un ruolo importantissimo sia nella durata dello pneumatico stesso sia nei consumi di carburante e nella sicurezza. La pressione deve essere quella corretta, e indicata dal costruttore, e deve essere controllata con regolarità. A questo proposito si devono segnalare le soluzioni introdotte dai maggiori costruttori, in particolar modo Pirelli e Continental, che permettono di monitorare costantemente il livello della pressione di ogni singolo pneumatico, segnalano eventuali sovra o sottopressioni a tutto vantaggio della durata dello pneumatico e della resistenza al rotolamento, che riveste un ruolo importante nei consumi di carburante. Pirelli: tanti chilometri poco carburante Con l’introduzione dei modelli ST:01 Neverending Energy, Pirelli ha completato la sua innovativa Serie 01, una linea di pneumatici truck che, nel pieno rispetto di contenimento costi, rispetto ambientale e sicurezza, abbraccia ogni segmento dell’autotrasporto, dall’invernale W all’H per il lungo raggio, con gli R per il medio lungo raggio, i G per il misto strada cantiere e gli ST per rimorchi e semirimorchi. Tutti i modelli che compongono la Serie 01 si caratterizzano per profili, strutture e materiali innovativi, che consentono elevata resa chilometrica, bassa resistenza al rotolamento (quindi riduzione dei consumi), ricostruibilità, efficienza energetica e rispetto dell’ambiente, grazie alla bassa rumorosità e all’impiego di materiali privi di olii altamente aromatici (HAOF). La gamma più recente, l’ST:01 Neverending Energy è destinata all’equipaggiamento di rimorchi e semirimorchi ed è la prima linea Pirelli ad aggiudicarsi la doppia classe “A” dell’etichetta europea per resistenza al rotolamento e aderenza sul bagnato. La mescola battistrada di ST:01 Neverending Energy ha una tecnologia bi-strato ad alto contenuto di silice, che ha lo scopo di ridurre la generazione di calore e la resistenza al rotolamento. É stata migliorata anche la resistenza alla lacerazione e si è ottenuta una maggiore resa chilometrica. Gli altri modelli della serie 01 sono gli invernali W:01, per assi sterzanti e motore che, rispetto alle gamme precedenti, assicurano un +20% di resa chilometrica, un +30% di ricostruibilità, un +30 di trattività su


neve e un +10% di aderenza su bagnato. La linea H:01 è destinata al lungo raggio ed è caratterizzata da elevati standard di sicurezza e comfort acustico. I modelli della linea R:01 sono destinati al medio-lungo raggio con superfici stradali moderatamente abrasive, strade tortuose o di montagna. Per gli impieghi misti strada cantiere c’è la Linea G:01 che, rispetto alle gamme precedenti, è migliorata del 25% in resistenza alle lacerazioni e del 10% in termini di ricostruibilità.

dente generazione valutabili in un +20% per gli anteriori e un +12% per gli pneumatici del rimorchio, con prestazioni costanti nel tempo. Secondo una serie di test effettuati dai tecnici Michelin, in una comparazione tra il nuovo X Line Energy e il precedente X Energy SaverGreen, risulta possibile un risparmio fino a 515 litri di carburante su una percorrenza di 130 mila km. Continental terza generazione Gli pneumatici della terza generazione hanno fatto la prima loro apparizione pubblica in occasione dell’IAA 2012 ma solo da quest’anno sono stati gradualmente introdotti sul mercato. Quello della terza generazione rappresenta per Continental un importantissimo passo in avanti nel segmento degli pneumatici per autocarro e, basandosi sulle

Goodyear: tanti chilometri pochi consumi Il crescente costo del carburante è sicuramente uno degli aspetti che maggiormente concorrono al costo del trasporto e di conseguenza l’efficienza degli pneumatici va sempre più crescendo di importanza. Goodyear, grande specialista mondiale nel settore truck ha promosso recentemente una indagine (rivolta ad un considerevole numero di flotte dei principali Paesi europei) dalla quale emerge con estrema chiarezza come le flotte privilegino nella scelta degli pneumatici le prestazioni rispetto alla tipologia di impiego. Secondo quanto emerso dall’indagine il 77% degli intervistati ritiene che la prestazione più importante sia la resistenza al rotolamento (è l’aspetto che influisce maggiormente sui consumi), seguita a breve distanza dal chilometraggio e dall’aderenza sul bagnato. Non è dunque casuale che le due recentissime gamme di pneumatici Goodyear KMAX e FUELMAX, rispondano a questi requisiti sempre più importanti ma senza che ciò pregiudichi altri importantissimi aspetti quali l’aderenza su fondi bagnati e la trazione. Le due nuove gamme Goodyear, frutto di una stretta collaborazione tra i tecnici della Casa e le flotte europee, vanno ad affiancarsi alle gamme esistenti, che contano più di 400 pneumatici diLa versi proposti in 55 dimensioni e potranno avnuova serie valersi dei numerosi servizi offerti dal coMichelin X Line struttore come il servizio di assistenza straEnergy (a destra l’X Line dale 24 ore su 24 ServiceLine, Mobility, Energy D e a sinistra l’X il sistema di gestione su Internet FleeLine Energy T), sono tOnlineSolutions e le Goodyear Retread destinati ai trasporti su Technologies.

L’etichettatura A partire dal 1/11/2012 è obbligatoria l’etichettatura degli pneumatici, nella quale vengono indicati i valori dello pneumatico per efficienza e consumo di carburante, aderenza su bagnato e rumore. L’etichettatura ha lo scopo di favorire risparmi di carburante, contenimento dei livelli di rumorosità, sicurezza ed efficienza. Vediamo ora come è fatta. Sul lato sinistro ci sono i riferimenti all’efficienza nei consumi. In questa parte sono riportate sette classi attraverso lettere alfabetiche che vanno dalla A (+ efficiente) alla G, negli autocarri fino alla F, (- efficiente). Sul lato destro ci sono i riferimenti che riguardano l’aderenza su fondi bagnati; anche in questo caso sono riportate sette classi dalla A (minor spazio di frenata) alla G (spazio di frenata più lungo). Nella parte inferiore dell’etichetta si trovano i riferimenti alla classe di rumore esterno da rotolamento. Sull’etichetta è riportato un numero che si riferisce al livello di rumorosità espresso in Decibel (dB(A) e accanto tre barre nere che corrispondono al livello di rumorosità.

lunghe distanze,

Gamma rinnovata per Michelin autostrade e strade Con la X Line Energy, Michelin ha adotprincipali tato una nuova denominazione più immediata e comprensibile per la destinazione d’uso. Da questi presupposti nascono la X Line per le lunghe distanze, la X Multi per trasporti su brevi e lunghe distanze su tutti i tipi di strada, la X Coach per autobus, la X Works per situazioni diverse, su strade, in cantieri e cave, la X InCity per pergià eccellenti caratteristiche dei modelli della secorsi urbani ed extraurbani e la X Force per veiconda generazione, apporta sensibili miglioracoli civili e militari, su strade non asfaltate e termenti soprattutto per quanto concerne la resa reni sconnessi. Per ragioni di spazio limiteremo chilometrica, la resistenza al rotolamento, la qual’approfondimento alla gamma X Line Energy, lità della carcassa e la ricostruibilità dello pneudestinata alle lunghe percorrenze, che assicumatico, a tutto vantaggio di un abbattimento dei ra una maggiore aderenza trasversale sul bacosti di gestione relativi agli pneumatici. Se si congnato, che incrementa la resistenza allo scivosidera la resistenza al rotolamento degli pneulamento per i rimorchi, maggiore efficacia in frematici di terza generazione, come ad esempio nata sul bagnato, maggior comfort e precisionel caso del modello Conti EcoPlus HT3, questa ne in curva. La carcassa, molto resistente, asrisulta ridotta ad un valore inferiore ai 4 kg per sicura un’elevata resa chilometrica e un’usura tonnellata, il che significa il raggiungimento delregolare con miglioramenti rispetto alla precela massima classe di efficienza energetica (la A)

nella classificazione europea degli pneumatici. Inoltre gli pneumatici della nuova generazione Continental, grazie alla qualità della carcassa, sviluppata ulteriormente, hanno consentito un considerevole incremento in termini di durata chilometrica e di robustezza, permettendo anche di accrescere considerevolmente le prestazioni raggiungibili con la ricostruzione e quindi con la seconda vita. Bridgestone Total Tyre Care In occasione di Autopromotec 2013, Bridgestone ha presentato il nuovo programma Total TIR163-2013 27


Pneumatici salva consumi

Visualizzatore per l’allineamento Anche i migliori pneumatici per trasporto di merci (o persone) nulla possono contro gli effetti di un errato allineamento delle ruote, che ha come conseguenza un notevole aumento del consumo di carburante. Per evitare questo problema, dovuto al disallineamento o ad un errato angolo di campanatura, Continental ha di recente messo a punto un pratico metodo di controllo, che consiste in un indicatore dell’usura del battistrada presente su ogni singolo pneumatico. Il sistema si chiama VAI e permette di verificare, senza dover fare ricorso a complesse misurazioni elettroniche, il corretto allineamento delle ruote di un autocarro o di un rimorchio già entro i primi millimetri di usura del battistrada. VAI è composto da una serie di lamelle di diversa profondità (1, 2,5 e 4 mm) collocate a specchio sulla spalla dello pneumatico. L’indicatore consente di rilevare visivamente se vi è un’usura irregolare dello pneumatico causata da un difetto di allineamento. È sufficiente qualche migliaio di chilometri (e pochissimi millimetri di usura del battistrada) per eseguire un confronto visivo fra gli indicatori posti sui fianchi degli pneumatici che si trovano sullo stesso asse e che può rivelare se il livello della gomma è lo stesso su entrambi gli pneumatici o se ce n’è uno in cui il consumo risulta maggiore, segno evidente di un disallineamento. In questo modo anche l'utente meno esperto è in grado di riconoscere un non corretto allineamento delle ruote dell’autocarro, rendendo visibili queste problematiche ancor prima che l’usura degli pneumatici sia evidente, prevenendone il danneggiamento. Tutto ciò si traduce in un evidente beneficio economico, non solo in termini di maggior durata degli pneumatici ma anche riducendo il consumo di carburante grazie alla minor resistenza al rotolamento. Il sistema VAI viene proposto come standard, senza alcun costo aggiuntivo, sugli pneumatici autocarro della Generazione 2 per lunghe percorrenze destinati ad assi sterzanti nelle dimensioni 315/70 R 22.5 – versione standard e XL – e 355/50 R 22.5.

Tyre Care, che si basa sull’integrazione nuovo e ricostruito: cuore del programma è il Total Tyre Life, l’approccio innovativo di Bridgestone volto ad accrescere la durata dello pneumatico e ridurre conseguentemente il costo per chilometro. Allo scopo di fornire un servizio completo e improntato alla massima efficienza, Bridgestone si affida ai professionisti dei suoi due grandi network: Truck Point, la rete di gommisti specialisti con oltre 2400 punti vendita in 29 Paesi europei e Bandag, la rete in franchising per la ricostruzione degli pneumatici forte di oltre 140 rivenditori in tutta Europa. Tra le più recenti proposte Bridgestone ricordiamo i modelli i R-Steer001 e R-Drive 001, che andranno a sostituire modelli R297 e M729 (rispettivamente per asse sterzante e trattivo). I nuovi modelli sono stati sviluppati per rispondere alle tipiche esigenze delle flotte che necessitano di prodotti versatili e in grado di adattarsi alle più diverse condizioni di utilizzo nelle applicazioni regionali, dalle percorrenze autostradali all’urbano. Per rispondere alle esigenze del mercato regionale, Bridgestone ha progettato questi pneumatici caratterizzati da una maggiore resistenza, versatilità e in grado di far fronte alla bassa pressione di gonfiaggio e ai sovraccarichi. Per questi nuovi modelli i tecnici hanno utilizzato nella mescola la tecnologia proprietaria NanoProTechTM , che permette di ridurre la dispersione di energia in fase di rotolamento diminuendo la resistenza, a tutto vantaggio della durata e della resistenza all’abrasione. I nuovi modelli Bridgestone, disponibili inizialmente nella misura per applicazioni regionali 28 TIR163-2013

315/80R22.5, sono ora proposti anche nelle misure 295/80 R 22.5 e 315/70 R 22.5, sia Steer sia Drive e 385/65 R 22.5 solo Steer.

le lunghe percorrenze e che sono rese possibili da speciali mescole. Il disegno battistrada del 106 ZS presenta sei ampi cordoli longitudinali, che conferiscono stabilità e resistenza durante la guida. Fra le nervature vi sono cinque profonde scanalature che hanno lo scopo di contrastare l’aquaplaning. I resistenti cordoli che costruiscono la fitta trama del battistrada di questo modello si presentano con una conformazione regolare, capace di ridurre il rumore da rotolamento e nel contempo garantire grande resistenza all’usura. Anche la spalla è stata rinforzata con speciali lamelle, che hanno anche la funzione di prevenirne l’usura irregolare. Le scanalature sono caratterizzate da una peculiare conformazione ondulatoria che, insieme a specifici evacuatori posti all’interno, favoriscono l’auto-pulitura dello pneumatico da sassi e pietre, nemici giurati della salute degli pneumatici visto che, anche se di piccole dimensioni, i sassolini possono incastonarsi fra gli intagli del battistrada e, sotto il peso dell’autocarro e con un’usura costante e impegnativa, possono minarne la salute, provocando tagli ed abrasioni. Da ricordare infine che la carcassa del 106ZS si caratterizza per una struttura molto forte e adatta alla ricostruzione.

Dunlpo SP224 per i rimorchi Tra le più recenti proposte Dunlop segnaliamo il modello SP244, uno pneumatico per rimorchi, ideale per medie e lunghe percorrenze, caratterizzato dal peso contenuto, chilometraggio elevato, usura uniforme, ridotta resistenza al rotolamento e una solida struttura della carcassa. Questo modello è disponibile nelle misure 385/55R22.5, 385/65R22.5 e 425/65R22.5. Della stessa famiglia fanno parte il modello SP344 22.5 per asse sterzante adatto a tratte lunghe e regionali e l’SP444 22.5 per asse motore. Yokohama 106 ZS: un L’FH:01 amico dell’ambiente Pirelli che assicura Tra la più recente produzione alti chilometraggi e Yokohama c’è il modello 106 bassa resistenza al ZS, uno pneumatico destinarotolamento. In alto i to all’asse sterzante per lunghe Bridgestone R-STEER 001 e percorrenze, disponibile nelle R-DRIVE 001 che misure 385/55 R 22.5 e sostituiranno i R297 385/65 R22.5. Si tratta di un (direzionali) e i M729 nuovo prodotto che appartiene (trattivi) alla gamma Zenvironment, ovvero pneumatici caratterizzati da grande durata, regolarità di usura e una resistenza al rotolamento minimizzata, caratteristiche che vanno a tutto vantaggio di una guida più efficiente ed economica, specialmente sul-


Sulla strada

La Legge del Fare prevede uno sconto del 30% delle sanzioni se pagate entro 5 giorni. Una circolare del ministero dell’Interno riporta alcune precisazioni per gli autotrasportatori di Andrea Pegoraro

Multe ridotte: ecco le nuove regole

S

i applicherà anche agli autotrasportatori lo sconto del 30% delle multe se pagate entro 5 giorni dalla notifica del verbale. Il provvedimento è inserito all’interno della Legge del Fare che, tra le varie misure, ha modificato ed integrato l’articolo 202 del Codice della Strada. Nel frattempo il ministero dell’Interno ha pubblicato una circolare che riporta alcune precisazioni per gli autotrasportatori. Il documento sottolinea che la Legge del Fare ha ridotto la cauzione dovuta dall’autotrasportatore che commette determinate violazioni, prevede l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronico e l’emanazione di un decreto interministeriale che stabilisca la notifica dei verbali tramite posta elettronica certificata (PEC), senza spese per il destinatario. Sconto del 30% della sanzione Il primo punto della circolare precisa che, in caso di sanzione amministrativa pecunia-

to, “applicando l’ulteriore riduzione del 30% sull’importo ottenuto dopo la riduzione ad un quarto”, sempre a condizione che il pagamento della sanzione avvenga entro 5 giorni dalla notifica del verbale. Lo sconto del 30% non è invece previsto per le violazioni non comprese nel Codice della Strada (cioè la disciplina giuridica della circolazione stradale), per tutte le violazioni in cui non è consentito il pagamento in misura ridotta e per le violazioni del Codice per le quali è prevista la sanzione accessoria della confisca del veicolo o della sospensione della patente di guida. Riduzione della cauzione Il secondo punto della circolare evidenzia che per il versamento della cauzione (nel caso il conducente faccia opposizione al verbale e quindi non si avvalga del pagamento immediato in misura ridotta), dovrà versare alle forze dell’ordine “una somma pari alla metà del minimo della sanzione pecuniaria prevista” come avviene per i conducenti di veicoli immatricolati all’estero, e non più “pari alla metà del massimo”. La circolare ha spiegato che “l’indicazione, a suo tempo, da parte del legislatore, di una somma pari alla metà del massimo, ha generato una disparità di trattamento rispetto a quel che riguarda il conducente di un veicolo immatricolato in uno Stato membro dell’Unione europea”, che invece era tenuto a versare, a titolo di cauzione, una somma pari alla metà del minimo della sanzione pecuniaria prevista. Ricordiamo che il pagamento immediato delle sanzioni amministrative pecuniarie avviene per alcune violazioni in tema di sicurezza stradale e sociale (in tutte le ipotesi di eccedenza del carico superiore al 10% della massa complessiva a pieno carico).

Pagamento elettronico e PEC La Legge del Fare ha poi affrontato ria, il trasgressore potrà altre questioni ovversare una somma rivero la possibilità dotta del 30% se il padi effettuare in gamento viene efmodo immediato Non fettuato entro cinil pagamento eletè prevista que giorni dalla tronico della sanriduzione per le contestazione zione mediante apviolazioni del CdS per del verbale. E positi strumenti, qualocui è prevista la poi specifica ra le forze dell’ordine siasanzione accessoria della che lo sconto no munite di idonee appaconfisca del veicolo o “deve riterecchiature. La circolare chiarisce della sospensione nersi applicainoltre che il ministro dell’Interno, sentito il della patente bile anche ai ministro dell’Economia, dovrà promuovere la casi di pagamenstipula di convenzioni con le banche, con le to immediato obPoste e con altri intermediari finanziari. bligatorio” per le violaInfine, entro 4 mesi dalla data di entrazioni commesse dai conducenti titolari di pata in vigore della Legge, un decreto intertente C e C+E nell’esercizio dell’attività di auministeriale dovrà stabilire le procedure per la notifica dei verbali tramite posta elettotrasporto. tronica certificata, nei confronti dei soggetti La riduzione del 30% è consentita anche abilitati al suo utilizzo e senza spese per i per le violazioni commesse dopo le ore 22 e destinatari. prima delle ore 7, e per il pagamento ridotTIR163-2013 29


COSA R ICOR DAR E

CON IL RA VVEDIMEN TO SP RIN T SI POSSON O SA NARE LE VIOLA ZION I COMMESSE NE I P RIMI 15 GIOR NI DALL A SC ADENZA DE L VE RSAMEN TO CON UN A P ERCE N TUAL E RIDO T TISSIMA.

Fisco

di Angelo Ciaravolo

CON QUEL LO BR E VE, E’ POSSIBILE SIS TE MA RE LA P ROP RIA POSIZ IONE VE RSANDO LE IMPOS TE DOVU TE DA L QUINDICE SIMO F INO AL TR EN TE SIMO GIOR NO DALLA SC ADENZA NA TURALE CON UNA SA NZ IONE DE L 3%

Ravvedimento operoso: come sanare i conti col fisco

CON IL RA VVEDIMEN TO LU NGO I VE RSAMEN TI DE VONO ESSE RE EF F E T TUAT I EN TRO IL TE R MINE DE LLA P RE SE N TAZ ION E DE LLA DIC HIARA ZION E RE LA TIVA AL L’A NN O IN CUI E’ S TA TA COMM ESSA LA VIOLA ZIONE. LA SA NZ IONE E’ DE L 3,75%

Eventuali violazioni fiscali, come omessi o carenti versamenti delle imposte, o la tardiva presentazione della dichiarazione dei redditi, possono essere sanate questo mese pagando una piccola sanzione

Q

uesto mese gli autotrasportatori potranno sanare, tramite il ravvedimento operoso, eventuali violazioni fiscali. Chi ha dimenticato di allegare il modello degli studi di settore alla precedente dichiarazione dei redditi (Unico 2012), per evitare controlli e sanzioni, potrà valutare la possibilità di presentare la comunicazione dei dati ai fini dell’applicazione degli studi. Va ricordato che il mancato invio o la comunicazione infedele dei dati potrebbero costare molto cari alle imprese di autotrasporto. L’omessa presentazione del modello, oltre ad un possibile accertamento induttivo, comporta, infatti, una sanzione fissa nella misura massima di 2.065,00 euro mentre, nel caso 30 TIR163-2013

in cui i dati compilati non siano corretti, si applica la maggiorazione delle sanzioni ordinarie del 10% previste nell’ipotesi di infedele dichiarazione. Tuttavia, con la dichiarazione integrativa, da presentare spontaneamente entro i termini per il ravvedimento operoso (entro la data di presentazione della dichiarazione successiva) si potrà beneficiare della riduzione delle sanzioni nella misura di un ottavo di 258,00 euro (in tal caso la regolarizzazione si perfeziona con il pagamento di 32 euro tramite il modello F24 – codice tributo 8911). E gli autotrasportatori potranno ravvedersi anche per sanare eventuali utilizzi del credito d’imposta (caro petrolio) non spettante o spettante in

misura inferiore. La regolarizzazione dovrà però avvenire entro determinati limiti di tempo e bisognerà versare le imposte dovute, sulle quali vanno calcolate le sanzioni ridotte. Va ricordato che con il ravvedimento operoso è possibile regolarizzare qualsiasi violazione di natura tributaria compiuta nell’assolvimento, in modo non fraudolento, degli adempimenti fiscali. In linea generale è possibile quindi rimediare all’omesso o insufficiente versamento di imposte e tributi (Irpef, Ires, Iva, imposte sostitutive, addizionali regionali e comunali, Imu, imposta sulla vidimazione sui libri sociali, ecc.), ad errori sostanziali che incidono sulla determinazione della base imponibile su cui si pagano le re-


Le vostre domande

lative imposte, alla mancata esposizione in dichiarazione di taluni redditi, all’omessa presentazione della dichiarazione, alle violazioni formali, agli errori relativi alla compilazione del modello di pagamento F24. Ravvedimento sprint, breve o lungo restano le tre strade che gli imprenditori possono percorrere per beneficiare della riduzione delle sanzioni amministrative. Ecco allora in dettaglio le conseguenze e i rimedi per sanare eventuali errori fiscali, tra quelli più frequenti.

TIR risponde ai vostri dubbi in materia di normativa fiscale ed amministrativa. Scrivete a redazione@rivistatir.it oppure TIR, Via Tevere 44 - 00198 Roma

Mancata comunicazione Pec Sono un padroncinoartigiano con due dipendenti. Lo scorso 30 giugno ho dimenticato di inviare la mia Pec alla camera di commercio. Rischio di essere sanzionato? Alessandro Guidi Livorno Le imprese individuali che non hanno comunicato, entro il termine del primo luglio, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) non saranno soggette ad alcuna sanzione. Per regolarizzare la propria posizione hanno tempo 45 giorni a decorrere da eventuali domande di variazioni. Cartelle esattoriali Per mancanza di liquidità non ho pagato diverse cartelle esattoriali, alcune delle quali le ho addirittura smarrite; altre invece le ho rateizzate. Volendo regolarizzare la mia posizione, cosa

Omessi o carenti versamenti delle imposte Con il ravvedimento sprint si possono sanare le violazioni commesse nei primi quindici giorni dalla scadenza del versamento con una percentuale ridottissima che aumenta di giorno in giorno (dal primo giorno di ritardo fino al quattordicesimo si pagherà una sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo). Con quello breve, è invece possibile sistemare la propria posizione versando le imposte dovute dal quindicesimo giorno fino al trentesimo dalla scadenza naturale. In tal modo la sanzione da pagare è pari al 3% (riduzione ad un decimo della sanzione ordinaria del 30%) del tributo omesso, oltre gli interessi nella misura legale

(dal 1° gennaio 2012 la misura è fissata al 2,5% in ragione d’anno). In alternativa, è possibile utilizzare il ravvedimento lungo. In tal caso i versamenti devono essere effettuati entro il termine della presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione. La sanzione è pari al 3,75% (riduzione ad un ottavo della sanzione ordinaria del 30%), oltre gli interessi legali. Tardiva presentazione della dichiarazione Sempre con il ravvedimento operoso, da utilizzare se il ritardo non supera i 90 giorni, è possibile sanare anche l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi. L’attuale sanzione, quando non sono dovute imposte, varia da 258,00 a 1.032,00 euro, aumentabili fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili. In tal caso, quindi, si regolarizza la propria posizione fiscale presentando nei 90 giorni la dichiarazione dei redditi e versando, entro lo stesso termine, una sanzione ri-

posso fare per conoscere la mia esatta situazione debitoria? Paolo Santini Parma Le conviene richiedere, via web, informazioni aggiornate sul suo debito complessivo, prima di decidere cosa fare. Per mezzo dell’estratto conto potrà inoltre controllare il piano di rateazione in corso e aggiornarsi sugli eventuali provvedimenti emessi (sgravi, sospensioni, fermi amministrativi, ecc). Mancato pagamento mutuo Esercito l’attività di autotrasporto con sei dipendenti. A seguito della forte crisi del settore non riesco più a pagare le rate del mutuo acceso su un piccolo capannone che utilizzo per parcheggiare i miei automezzi. Cosa rischio? Luciano Porro Biella

dotta pari a 32,00 euro per ogni dichiarazione presente nel modello unificato. Ricordiamo che, andando oltre i 90 giorni, non c’è più la possibilità di sanare l’omessa presentazione e, anche se dovesse essere presentata, l’amministrazione finanziaria la considererà nulla a tutti gli effetti, pur costituendo titolo per la riscossione delle imposte dovute in essa riportate. Utilizzo in compensazione di crediti inesistenti Anche i crediti d’imposta inesistenti utilizzati in compensazione possono essere sanati con il ravvedimento operoso. L’attuale sanzione va dal 100 al 200% se i crediti inesistenti sono di valore inferiore a 50 mila euro. Se sono di valore superiore, la sanzione è fissata nella misura del 200%. Con il ravvedimento sprint, se il ritardo non supera i primi quindici giorni (dal primo giorno di ritardo fino al quattordicesimo si pagherà una sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo). Con il ravvedimento breve la sanzione ridotta è pari a un decimo

Innanzitutto non va trascurato che chi non paga due o tre rate viene segnalato alla centrale rischi e perde la possibilità di ottenere prestiti. Tuttavia, l’attuale congiuntura economica negativa ha fatto aprire delle strade per dare sostegno a chi non riesce a far fronte al pagamento delle rate prima di arrivare al pignoramento dell’immobile o alla messa in vendita all’asta dell’immobile pignorato. Pensione anticipata Sono un autotrasportatore con dieci dipendenti. É vero che c’è la possibilità di mandare in pensione anticipata i dipendenti a cui mancano meno di quattro anni al raggiungimento dei requisiti pensionistici? Franco Tino Pordenone Sì, è vero. Ma non è applicabile nel suo caso. Le suddette agevolazioni riguardano solo le aziende con almeno 15 dipendenti.

del massimo (3%). Sale invece ad un ottavo del minimo (3,75%), se si utilizza il ravvedimento lungo. Regolarizzazione delle ritenute Gli autotrasportatori che hanno omesso di versare le ritenute operate, con il ravvedimento operoso possono sanare la propria posizione. Ricordiamo che la violazione comporta il pagamento della sanzione intera del 30%. Per evitare la misura piena, il sostituto d’imposta dovrà versare gli importi trattenuti, maggiorati degli interessi legali, e la sanzione ridotta (dal primo giorno di ritardo fino al quattordicesimo si pagherà una sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo) se si avvale del ravvedimento sprint; del 3%, se si utilizza il ravvedimento breve (dal quindicesimo al trentesimo giorno dalla scadenza naturale) oppure pagando la sanzione del 3,75% in caso di utilizzo del ravvedimento lungo (entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui ha commesso la violazione). TIR163-2013 31


Lavoro

di Mariangela Pagano

D

opo una lunga trattativa, durata circa un anno, le organizzazioni datoriali del settore del trasporto merci (Fai-Conftrasporto, Anita, TrasportoUnito, Fedit e Confetra) ed i sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno raggiunto, lo scorso 1° agosto, l’intesa per il rinnovo del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione scaduto il 31 dicembre 2012. Non hanno firmato il contratto invece Assologistica e le associazioni aderenti al mondo artigiano e cooperativo: alcune si sono

compreso tra gennaio e maggio 2013, si dovrà erogare, ai soli lavoratori in forza alla data di sottoscrizione dell’accordo di rinnovo, un importo lordo pari a 88 euro da corrispondersi in due rate pari a 44 euro ciascuna, l’una con le competenze del mese di novembre 2013 e l’altra a febbraio 2014. Tale una

che devono intercorrere tra un contratto e l’altro per poter stipulare un nuovo contratto a termine con lo stesso lavoratore e sono stati allungati i termini entro cui è consentito proseguire la durata del contratto a termine oltre la scadenza senza che ciò comporti la trasformazione a tempo indeterminato (30 e 50

tantum, come di consueto, dovrà essere riproporzionata in base al regime di orario di lavoro e in base ai mesi di servizio prestati nel periodo considerato e non inciderà né sul TFR né su tutti gli altri istituti contrattuali.

giorni contro i precedenti 20 e 30, rispettivamente per i contratti di durata fino a 6 mesi e per quelli di durata superiore). La percentuale del 25%, quale tetto massimo per poter stipulare contratti a tempo parziale è stata elevata al 38% rispetto al personale in forza al 31 dicembre dell’anno precedente a tempo pieno ed indeterminato; tale percentuale potrà essere altresì aumentata sino ad arrivare al 48% solo nel caso in cui l’orario di lavoro dei part-time sia almeno pari al 65% della prestazione lavorativa rapportata ad un lavoratore full-time. In tema di somministrazione di lavoro e distacco transnazionale è stata adeguata la normativa già in essere in ambito nazionale che impone di rendere specifiche informazioni al sindacato sull’at-

Rinnovo del contratto: raggiunto l’accordo L’intesa prevede un aumento economico medio a regime di 108 euro al mese, diviso in tre rate, di cui una già in corso dal 1° giugno 2013 e diversi interventi normativi. Specifiche anche per il personale viaggiante riservate di valutare in seguito l’accordo, altre, come Cna-Fita, si sono espresse in maniera decisamente critica. L’intesa si è strutturata, oltre nel naturale aumento economico, in interventi di carattere normativo con valenza generale, altri specifici per il personale impiegatizio ed altri, invece, riguardanti il solo personale viaggiante. Sul piano economico, per la durata del contratto (2013/2015), si è stabilito un aumento medio a regime di 108 euro mensili, parametrati sul 3° livello Super, suddiviso in 3 rate, pari a 35 euro già in corso dal 1° giugno 2013 (vedi Tir n° 162), 35 euro con decorrenza 1° ottobre 2014 e l’ultima tranche da corrispondere il 1° ottobre 2015. Inoltre, a titolo di una tantum, a copertura del periodo 32 TIR163-2013

Interventi di carattere generale Sul fronte del mercato del lavoro le percentuali ammesse per la stipula di contratti a termine, del 25% e 20%, rispettivamente valevoli per le aziende fino a 50 dipendenti e per quelle più grandi, sono state elevate al 35% rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato. Inoltre, sono stati adeguati a 20 e 30 giorni, rispettivamente in caso di contratti di durata fino a 6 mesi e di contratti di durata superiore, i termini


tivazione di tali contratti. Le parti hanno agito anche sull’istituto dell’apprendistato professionalizzante, andando ad uniformare rispetto a tutta la platea degli altri lavoratori il periodo di prova degli apprendisti, che in precedenza era fissato in mas-

   

ordinarie, ferma restando la "'2/*/:' *'2 °-+44'/5  '2 media settima */)+3(8+  nale di 39 ore ;3+ 4:5 9'2'8/'2+ 6'8/ '  +;8 da calcolarsi su 5 3+ 49/ 2/ 9;**/</9/ /4 :8+ 7;5:+:  +;8  due mesi con5 -/' +85-':/ *'2 °-/;-45   *'2 °5 secutivi. Sem::5(8+  +  +;85 *'2 °5 ::5(8+  pre all’interno dei 4 mesi le +83+995 8+:8/(;/:5 ( -/584' aziende, per un + 6+8 /2  '/ 2'<58':58/ <+8  :+): 6+8 /2  8' )58 periodo massi8/9 659 :' ;4' 9533' 6'8/ '2  % *+2 258 mo di 4 setti5 <'258+ 8'9,+8 :+ ('*+-;'3+4:5 /3658 :/ mane consecu-/584'2/+8/): tive, potranno ';3+ 4:5 */   +;85 *'2  5 -+4 articolare l’ora+ */ '2:8/   +;85 *'2 °-+4 4'/5  4'/5  rio normale di la2+<':+ '2  % 8/96+ ::5 '/ voro su 6 giorni 2 ' <58 ':5 8/ ' :+365 /4*+:+83/4':5 2+ 6+8)+ 4:; anziché su 5. :8'::/ ' :+83/4+ (<'2+<5 2/ 6+8'2/ 6+8 9:/6;2'8+ )54 Ai lavoratori 2+ '@/+4*+ ,/45 destinatari del '  */6+4*+4:/ + 6+8 7;+22+ 6/; -8'4*/) primo regime di flessibilità di cui sopra dovrà essere corrisposta un’indennità di 75 euro mensili e di 110 euro per coloro che vedranno distribuito il proprio orario di lavoro su 6 giorni. Dal punto di vista procedurale, ai fini dell’applicazione del regime di flessibilità, dovrà essere attivato un esame preventivo col sindacato da avviarsi con un anticipo di almeno 45 giorni, il quale in ogni caso non potrà pregiudicare l’applicazione di Adeguati tale regime di flessibilità. Altregli importi sì è stata elevata dal 15% al giornalieri delle 35% del personale dipendente indennità di trasferta la percentuale massima condei conducenti sentita per la stipula di contratincrementandoli ti interinali. di 0,60 euro dall’1 gennaio 2014

simo 4 settimane. Di conseguenza è stata incrementata dal 70% all’80% la percentuale di contratti di apprendistato scaduti nell’anno che l’azienda deve confermare a tempo indeterminato per poter essere legittimata a fare nuove assunzioni in apprendistato. Al fine di rispondere ai nuovi principi dettati dalla Riforma Fornero, le parti sono intervenute sui provvedimenti disciplinari, con la conseguenza di ampliare la casistica delle mancanze dei lavoratori sanzionabili con la sospensione dal servizio o con il licenziamento. Interventi specifici per il personale non viaggiante In parte si è risposto ad un’esigenza che le aziende manifestano da diversi anni, ossia in-

tervenire in maniera decisa per dare maggiore flessibilità nella gestione del lavoro, in modo da poter adattare la prestazione dei lavoratori in base alle effettive esigenze. A tal fine, è stato condiviso l’aumento, rispetto alle precedenti 5 settimane massime, a 4 mesi all’anno, anche non consecutivi, quale periodo massimo entro cui è possibile derogare, senza necessità di accordo sindacale, al regime dell’orario ordinario delle 8 ore giornaliere. Durante tale arco temporale le imprese potranno articolare l’orario di lavoro dei propri dipendenti in maniera non omogenea nell’arco dei 5 giorni lavorativi, con un minimo di 32 ed un massimo di 48 ore settimanali ed un minimo di 6 ed un massimo di 10 ore giornaliere

Interventi specifici per il personale viaggiante Sul fronte dell’autotrasporto, le parti si sono confrontate a lungo per trovare una definizione di cosiddette imprese virtuose alle quali riconoscere un regime di premialità. A tal fine, per tutta la durata contrattuale, le imprese di autotrasporto che dimostrino di essere in regola con gli adempimenti contributivi e di aver stipulato accordi sindacali di forfetizzazione degli straordinari e delle trasferte nonché in alternativa accordi di deroga al regime di orario di lavoro dei conducenti inquadrati al 3° livello Super, potranno godere di alcune misure premiali. Misure articolate in due modalità, ove alcune sono riconosciute in maniera automatica, a condizione che non siano stati effettuati licenziamenti collettivi nell’anno precedente, altre invece attivabili tramite specifici

accordi sindacali aventi come obiettivo la difesa dell’occupazione e il consolidamento delle attività aziendali in ambito nazionale. Le misure premiali automatiche consistono nell’aumento dal 35% al 40% della percentuale massima ammessa di contratti a termine e nell’introduzione di un nuovo livello 3° Super Junior a cui si applicherà la disciplina dell’orario discontinuo dell’art.11 bis del CCNL di settore. Le misure premiali, invece, da definire tramite accordi sindacali, potranno riguardare le materie degli orari del personale viaggiante e di quello impiegato in attività accessorie per la gestione del traffico, nonché i compensi per il lavoro straordinario e la trasferta. Esula dal concetto di virtuosità e premialità, invece, la possibilità, tramite accordi aziendali, di verificare la sussistenza delle caratteristiche della “discontinuità” per i conducenti inquadrati al livello 4° con conseguente applicazione di un orario ordinario di 44 ore settimanali rispetto alle attuali 39 ore. Sempre per rispondere, seppur parzialmente, ad una esigenza lamentata da diversi rinnovi contrattuali, le parti hanno introdotto dei meccanismi per contrastare i fenomeni di assenteismo anomalo dei conducenti prevedendo la possibilità di determinare, tramite accordi aziendali, penalizzazioni retributive nei confronti degli autisti. Per gli anni 2014 e 2015 le 4,5 giornate di permesso retribuito di cui all’art.11 del CCNL, spettanti ai conducenti, in luogo della loro fruizione dovranno essere obbligatoriamente monetizzate in ragione del 75% del valore corrispondente; il relativo importo dovrà essere corrisposto in via anticipata nel mese di febbraio di ciascun anno salvo eventuali conguagli. Infine, le parti hanno adeguato gli importi giornalieri delle indennità di trasferta dei conducenti, ormai fermi da diversi anni, incrementandoli di 0,60 euro dall’1 gennaio 2014 e di ulteriori 0,60 euro dall’1 gennaio 2015. Tali incrementi non varranno per le imprese di autotrasporto destinatarie del regime premiale, in quanto essi si considereranno automaticamente assorbiti nei valori forfetizzati delle trasferte stabiliti negli accordi aziendali. TIR163-2013 33


prattutto, numerose soppressioni in relazione alle norme oramai superate. I nuovi quiz e i casi concreti così aggiornati sono stati approvati con il decreto del Capo del Dipartimento trasporti terrestri 8 luglio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 167 del 18.7.2013, e sono stati riportati sul sito del ministero Infrastrutture e Trasporti e su quello dell’Albo degli Autotrasportatori. Essi verranno applicati a partire dal 1° gennaio 2014.

Normative

di Andrea Giuli

- l’eliminazione dei casi pratici inadeguati rispetto al contesto pratico del settore. Il numero totale dei quiz, da cui trarre i 60 costituenti la scheda d’esame, scende infatti dai 1.959 attuali a 1.650 per i nuovi. Anche il numero dei casi pratici è stato ridotto, dai 60 attuali ai nuovi 44 (di cui 30 di ambito nazionale e 14 internazionale), eliminando quelli attinenti alle norme ormai superate e introducendone alcuni sulle ultime novità del settore. Come per i precedenti, anche

Idoneità: aggiornati quiz e casi per l’esame I nuovi quesiti verranno applicati a partire dal 1° gennaio 2014. Scende a 1650 il numero dei quiz da cui trarre i 60 per la scheda d’esame: eliminati quelli su norme tecniche e merci pericolose

L

a Direzione Generale per il trasporto stradale, con il supporto del Comitato Centrale per l’Albo degli Autotrasportatori, ha provveduto ad aggiornare i quiz e i casi pratici per gli esami d’idoneità professionale dei soggetti che intendono esercitare l’attività di trasportatore su strada di merci per conto di terzi. L’aggiornamento è stato curato da una Commissione presieduta dalla vice presidente dell’Albo, Gabriella Gamba, e costituita da funzionari della Direzione Generale e da componenti del Comitato Centrale, che ha ripreso l’ultima edizione delle prove di esame risalente al 2008, apportando ai diversi quesiti che le componevano le necessarie modifiche richieste dalle normative nel frattempo intervenute e, so34 TIR163-2013

Dal 1/1/2014 le schede con i quiz e il caso pratico saranno fornite in via informatica dall’Albo degli Autotrasportatori

Le novità Rispetto ai precedenti, che continueranno ad essere somministrati a tutti coloro che svolgeranno gli esami nel corso del corrente anno (o addirittura nel 2014, in caso di ripetizione dell’esame per esito negativo), i nuovi quesiti si caratterizzano per: - la soppressione di tutti i quiz sulle norme tecniche e sulle merci pericolose, ritenuti troppo specialistici per coloro che devono ottenere la sola idoneità professionale per il trasporto generico delle merci (per chi trasporta merci pericolose sono previsti, infatti, il consulente obbligatorio e il patentino ADR per gli autisti); - la riduzione del numero complessivo dei quiz, con la soppressione di quelli ormai superati;

i nuovi quiz e i casi pratici sono stati individuati in modo univoco, con un codice di 6 caratteri alfanumerici: - il primo dei quali relativo all’area cui i quiz o i casi appartengono (C, per la parte comune; M, per il settore merci e V, per quello viaggiatori); - il secondo attinente alla materia del programma di esame definito a livello comunitario da Reg. Ue 1071/2009 (una S individuerà il caso pratico che, a differenza dei quiz, non attiene ad una sola materia ma almeno a due o più di due): A Elementi di diritto civile B Elementi di diritto commerciale C Elementi di diritto sociale D Elementi di diritto tributario E Gestione commerciale e finanziaria dell’impresa


Suddivisione finale dei nuovi quiz Diritto Civile Diritto Commerciale Diritto Sociale Diritto Tributario Gestione Commerciale Accesso al mercato Norme Tecniche Sicurezza Stradale TOTALI

238 113 312 221 171 223 281 91 1650

I nuovi casi pratici aggiornati Casi nazionali merci 30

Casi internazionali merci 14

F Accesso al mercato G Norme tecniche e gestione tecnica H Sicurezza Stradale - il terzo per distinguere l’ambito cui il quiz o il caso pratico appartiene: nazionale (N) da quello internazionale (I). Il decreto di approvazione dei nuovi quesiti detta poi disposizioni sulle diverse tipologie di esame per l’accesso alla professione (di cui all’articolo 8 del DD 25 novembre 2011), stabilendo che questo si articola: in un esame completo, per il conseguimento dell’idoneità per il trasporto nazionale ed internazionale, oppure in un esame integrativo internazionali, riservato a coloro che già possiedono l’attestato di capacità limitato ai nazionali e intendono ottenere quello completo.

Totale 44

Confermati i 60 quiz Vengono invece confermate le consuete modalità per lo svolgimento delle prove, con i 60 quesiti, suddivisi in 40 di ambito nazionale e 20 di aspetto internazionale, per la prova completa, e un caso pratico di qualsiasi ambito. Per l’esame integrativo internazionali si prescinde invece dalla ripartizione dei quiz per materia e al candidato viene somministrato un caso pratico tra i 14 previsti di ambito internazionale. Anche le modalità di somministrazione dei 60 quesiti sono analoghe alle precedenti, con 20 quiz per i diritti e 10 per ciascuna delle altre quattro materie. I quiz potranno essere sottoposti ai candidati anche cambiando l’ordine delle risposte.

Schede in via informatica Diposizioni nuove riguardano invece la fornitura delle schede d’esame alle diverse Commissioni provinciali. Dal prossimo 1° gennaio 2014 le schede con i quiz e il caso pratico saranno fornite direttamente da parte del Comitato Centrale per l’Albo degli Autotrasportatori in via informatica, con i relativi correttori per quanto riguarda i quiz. In tal modo la somministrazione delle prove di esame ai candidati sarà del tutto anonima e imparziale e anche la correzione potrà essere effettuata nella stessa giornata d’esame. Sulla valutazione dei quiz non si segnalano novità rispetto al passato. Il punteggio minimo sufficiente di 30 punti potrà essere ottenuto solo se il candidato abbia risposto esattamente ad almeno il 50% dei quesiti di ciascuna materia (ad esempio a 5 quiz su 10 di accesso al mercato). Per il punteggio minimo ottenibile al caso pratico, invece, il nuovo decreto ha disposto, in conformità al DD 25.11.2011, che questo sarà di 16 punti, che verranno riconosciuti a chi avrà affrontato in maniera sufficientemente corretta 2 problematiche su 4. Il punteggio minimo per superare l’esame rimane comunque fermo – come in precedenza – a 60 punti su 100 massimi ottenibili, con il rispetto dei punteggi minimi per ciascuna delle due prove.

Aggiornamento annuale Il provvedimento prevede infine la possibilità di aggiornare annualmente i quesiti e i casi pratici, da parte della Direzione Generale con il supporto del Comitato Centrale, e stabilisce delle precise disposizioni transitorie per l’applicazione dei quesiti aggiornati, tenendo conto che vi sono corsi in fase di svolgimento e molte persone che si presentano direttamente all’esame con una preparazione basata sui vecchi quesiti. Al riguardo il ministero ha stabilito che: - dal 1° ottobre 2013, la Direzione Generale trasporto stradale autorizzerà l’avvio di nuovi corsi esclusivamente se basati su programmi relativi ai nuovi quesiti e casi pratici approvati con il decreto in esame; - dall’1/1/2014 – come anticipato – le Commissioni d’esame applicheranno ai nuovi candidati (cioè a coloro che hanno frequentato corsi iniziati dopo il 1/10/2013 o che – senza aver fatto il corso – producano direttamente domanda d’esame dallo stesso 1/1/2014) i nuovi quesiti e casi pratici; - dall’1/1/2015 saranno abrogati i vecchi quesiti (e il relativo decreto di approvazione 14/1/2008) e scadrà la possibilità per i vecchi candidati (con corsi iniziati prima del 1.10.2013 o domanda diretta d’esame prodotta prima dell’1/1/2014) di chiedere di fare l’esame con i vecchi quesiti.

Incentivi investimenti: adesso prenotabili con la copia del contratto di acquisto Con la modifica al decreto per gli investimenti delle imprese di autotrasporto, attuata con DM 5 luglio 2013 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale prima delle ferie estive (G.U. n. 165 del 16 luglio 2013), gli incentivi per l’acquisizione dei nuovi veicoli Euro 6 di massa pari o superiore a 11,5 Ton, quelli per i rimorchi e semirimorchi per trasporto container o casse mobili, nonché quelli per semirimorchi per il trasporto combinato ferroviario, sono ora prenotabili anche solo con la copia del contratto di loro acquisizione, indipendentemente dalla trasmissione della fattura comprovante il pagamento del corrispettivo. In questo modo il ministero ha voluto agevolare la fruibilità dei benefici, previsti dal decreto investimenti (DM 21 marzo 2013) in favore delle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi, che – ricordiamo – sono pari a: - 7.000 euro per ogni veicolo Euro 6 acquisito (in proprietà o a leasing), con la maggiorazione del 10% per le imprese piccole o medie (cioè 7.700 euro); - al 20% del costo sostenuto (elevabile al 25% qualora il vei-

colo rimorchiato sia munito di sistema di controllo della stabilità) per l’acquisizione di rimorchi o semirimorchi per il trasporto di container o di casse mobili e contestuale radiazione di analogo veicolo rimorchiato con più di 10 anni di età; - al 20% del costo sostenuto (elevabile al 25% qualora il veicolo rimorchiato sia munito di sistema di controllo della stabilità) per l’acquisizione di un semirimorchio per il trasporto combinato ferroviario rispondente alla normativa UIC 596-5. La modifica apportata facilita quindi la prenotabilità degli incentivi in parola, che com’è noto sono limitati a 24 milioni di euro e sono erogabili fino ad esaurimento delle risorse. L’erogazione del beneficio viene peraltro subordinata, dal nuovo decreto, alla conclusione dell’investimento, cioè alla “dimostrazione dell’avvenuto perfezionamento dell’acquisizione, nonché all’avvenuta immatricolazione nel termine del 31 dicembre 2013, ovvero alla presentazione della relativa istanza, debitamente protocollata, all’Ufficio Motorizzazione Civile competente entro lo stesso termine”.

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Normative

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uovi requisiti per il rilascio delle autorizzazioni al trasporto internazionale di merci su strada. Con il decreto dirigenziale 9 luglio 2013 (su Gazzetta Ufficiale n. 168 del 19.7.2013) il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti modificato i requisiti necessari, abrogando espressamente il precedente decreto del 2006 (come modificato a luglio 2009). Ora il requisito indispensabile per richiedere le autorizzazioni al trasporto internazionale di merci su strada (au-

che le imprese abbiano in disponibilità veicoli di massa complessiva superiore a 6 Ton, a titolo di proprietà, leasing, usufrutto o vendita con riserva di proprietà. Il nuovo decreto riporta poi disposizioni differenti per quanto riguarda il rilascio delle autorizzazioni multilaterali CEMT e quello delle autorizzazioni bilaterali per il trasporto nei Paesi extra-comunitari. Autorizzazioni CEMT Giova ricordare che l’auto-

- l’innalzamento ad Euro 4 della categoria ecologica minima dei veicoli per i quali può richiedersi questa autorizzazione, con la conseguente esclusione dei mezzi più inquinanti (Euro 3 e inferiori). Per questi veicoli il punteggio assegnato è di 0,2 punti, lo stesso a cui davano diritto i veicoli Euro 3 con le precedenti disposizioni; - l’assegnazione di 0,4 punti per i mezzi Euro 5; - l’introduzione di un punteggio specifico (0,6) per i veicoli Euro 6.

rizzazione multilaterale CEMT è un permesso di tipo contingentato, istituito dal Consiglio dei Ministri dei Trasporti aderenti alla Conferenza Europea dei ministri dei Trasporti, che consente di effettuare l’autotrasporto internazionale di merci alle imprese stabilite in un Paese membro della Conferenza, tra Paesi membri della CEMT e/o in transito nel territorio di uno o più Paesi membri, con veicoli immatricolati in uno dei Paesi CEMT, compresi i tragitti a vuoto correlati a tali trasporti e che l’area geografica della C.E.M.T. comprende, oltre ai 28 Stati membri dell’Unione Europea, anche altri 18 Stati non comunitari. Ciò detto, le modifiche più importanti del nuovo decreto hanno riguardato:

I rimanenti punteggi, che concorrono alla formazione della graduatoria CEMT, non sono stati modificati dalle nuove disposizioni, e sono riportati nell’articolo 3 del nuovo provvedimento. Tutte le altre condizioni legate al rilascio e all’utilizzo dell’autorizzazione CEMT sono rimaste immutate. Tra le più importanti, ricordiamo le seguenti: - la partecipazione alla graduatoria è riservata alle imprese già in possesso di autorizzazione CEMT o che abbiano effettuato, con autorizzazioni bilaterali, almeno 11 viaggi nell’area CEMT al di fuori della zona UE/SEE, dal 1 gennaio al 30 novembre dell’anno di presentazione della domanda. La documentazio-

Autorizzazioni internazionali: ecco i nuovi requisiti Un decreto del 9 luglio 2013 ha stabilito le nuove condizioni: requisito indispensabile diventa l’iscrizione al Registro elettronico nazionale, oltre all’idoneità professionale completa torizzazioni bilaterali e di transito per Paesi extra-UE, autorizzazioni CEMT), diventa l’iscrizione al REN (Registro elettronico nazionale), fermo restando il fatto che l’impresa possieda l’idoneità professionale completa, cioè quella per effettuare anche trasporti internazionali. L’iscrizione al REN, quindi, costituisce una condizione necessaria per poter richiedere le autorizzazioni al trasporto, in quanto la nuova iscrizione al REN e la conseguente autorizzazione dell’impresa all’esercizio della professione presuppongono che l’impresa sia iscritta all’Albo degli Autotrasportatori. Altro requisito necessario e consueto per chiedere le autorizzazioni in esame è quello 36 TIR163-2013


ne che comprova questi viaggi deve pervenire al ministero entro il 14 dicembre dello stesso anno; - le domande di rinnovo e di graduatoria vanno presentate entro il termine perentorio del 31 ottobre dell’anno precedente a quello di riferimento; - per il rinnovo dell’autorizzazione CEMT l’impresa deve aver effettuato almeno 11 viaggi nell’area CEMT (con l’esclusione dei percorsi comunitari o tra due o più Pae-

si dello Spazio economico europeo) nei primi 11 mesi dell’anno; - l’utilizzo dell’autorizzazione CEMT è comprovato dal relativo libretto di viaggio allegato al titolo. A tal fine, le imprese sono obbligate a staccare e a restituire al ministero le copie dei fogli di viaggio utilizzate entro due settimane dalla fine di ogni mese di calendario; - le autorizzazioni CEMT sono attribuite seguendo l’ordine di inserimento in graduatoria, una per ciascuna impresa. Ulteriori autorizzazioni, eventualmente disponibili, vengono assegnate ripartendo dall’impresa collocata al primo posto a scendere, fino ad esaurimento del contingente disponibile.

Autorizzazioni bilaterali Per le autorizzazioni bilaterali sono state previste alcune modifiche per le assegnazioni a titolo precario. In particolare è stato disposto che: - le autorizzazioni a titolo precario possono essere chieste dalle imprese prive di assegnazioni fisse e da quelle che hanno utilizzato l’assegnazione fissa in misura non inferiore al 70% (in precedenza il 75%) nella relazione di traffico interessata; - il rilascio di ulteriori quote è condizionato alla restituzione di almeno il 40% (in precedenza il 50%) di quelle ottenute con l’ultima domanda e di tutte le altre precedentemente rilasciate sulla tratta interessata. Si fa notare che la riduzione delle autorizzazioni da restituire dal 50 al 40% della prima quota assegnata, per poter poi accedere alle rimanenti quote, è stata introdotta anche per le assegnazioni fisse. Per il resto, il nuovo provvedimento ha confermato le vecchie disposizioni in materia, quali: - la scadenza perentoria del 30 settembre dell’anno precedente a quello di riferimento, per le domande di rinnovo e di conversione in assegnazione fissa; - la necessità che l’impresa restituisca al ministero almeno due autorizzazioni utilizzate al mese, in media, nel periodo che va dal 1° ottobre dell’anno precedente al 30 settembre dell’anno di presentazione della domanda, ai fini del rinnovo dell’assegnazione fissa e della conversione in assegnazione fissa di quella precaria; - il rilascio dell’assegnazione fissa di autorizzazioni bilaterali in unica soluzione fino a numero 30 autorizzazioni, e in due quote per quantitativi superiori, fermo restando come già detto - che l’impresa deve aver restituito almeno il 40% della prima quota rilasciata. Da ultimo, il decreto ha modificato anche la norma sul trasferimento delle autorizzazioni internazionali per il trasporto delle merci su strada, stabilendo ora che il trasferimento è consentito in favore delle imprese iscritte al REN, a condizione che l’impresa cedente si cancelli dall’Albo e dal REN.

Proroga di due anni della CQC per documentazione Con provvedimenti diramati nella seconda metà di agosto – appresi appena prima di andare in stampa – il ministero Infrastrutture e Trasporti ha prorogato di due anni la validità delle carte di qualificazione dei conducenti per il trasporto di persone e di cose (CQC), ottenute per documentazione (cioè senza corso iniziale e successivo esame di merito). In particolare: - la scadenza delle CQC valide per il trasporto di cose è stata prorogata dal 9 settembre 2014 al 9 settembre 2016; - quella delle CQC per trasporto di persone, dal 9 settembre 2013 al 9 settembre 2015. Si tratta del decreto del Capo Dipartimento 6 agosto e della circolare della Motorizzazione n. 20630 del 7 agosto 2013, con cui l’Italia ha esercitato la possibilità della direttiva 2003/59 di prorogare il termine per la frequenza dei corsi di rinnovo CQC. La prerogativa, peraltro, era stata già realizzata da altri Stati comunitari ed il nostro Paese si è deciso ad utilizzarla al fine di evitare un peggioramento nei confronti dei nostri conducenti rispetto ai primi. Nel riservarci di approfondire le disposizioni dei provvedimenti nel prossimo numero di Tir, si conferma che la proroga si applica sia ai conducenti che hanno già frequentato i corsi di rinnovo, sia a coloro che non li hanno ancora seguiti, stabilendo che i corsi svolti saranno utili a rinnovare la carta di qualificazione fino al 9 settembre 2020 (per la CQC trasporto persone) e fino al 9 settembre 2021 (per la CQC trasporto cose). Nell’archivio nazionale degli abilitati alla guida del CED della Motorizzazione, inoltre, le date di validità dei documenti per la qualificazione CQC verranno automaticamente aggiornate come segue: Data di scadenza attuale 9.9.2013 9.9.2014 9.9.2018 9.9.2019

Data di scadenza aggiornata 9.9.2015 9.9.2016 9.9.2020 9.9.2021

Per cui i conducenti muniti di CQC con le attuali scadenze potranno regolarmente circolare in Italia fino alle nuove scadenze aggiornate sopra indicate, senza incorrere in alcuna sanzione per loro mancato rinnovo.

Sistri: dal 1° ottobre solo per i gestori di rifiuti pericolosi Dal 1° ottobre 2013 il Sistri, sistema di controllo di tracciabilità dei rifiuti, sarà obbligatorio per i gestori di rifiuti pericolosi, quindi 17 mila utenti. È quanto stabilisce un provvedimento del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, approvato durante il Consiglio dei ministri lo scorso 26 agosto all’interno del decreto legge sulla pubblica amministrazione. Per i produttori di rifiuti pericolosi il Sistri partirà invece il 3 marzo 2014 – così come per la Regione Campania - al fine di consentire ulte-

riori semplificazioni, con possibilità di ulteriore proroga di sei mesi nel caso in cui a quella data le semplificazioni non dovessero essere ancora operative. Per gli enti e le imprese di rifiuti non pericolosi verrà mantenuto, per ora, il sistema dei registri cartacei. Un decreto ministeriale, da adottarsi entro il 3 marzo 2014, stabilirà se ci saranno altre categorie che dovranno aderire al sistema. Contro il provvedimento si sono espresse molte associazioni dell’Autotrasporto (approfondimento a pag 14).

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D

Normative

opo l’entrata in vigore della nuova regolamentazione sulle autorizzazioni per i trasporti eccezionali contenuta nel D.P.R 31/2013 (che ha modificato alcuni articoli del regolamento di esecuzione del Codice della Strada – D.P.R 495/1992), il ministero dei Trasporti ha approfondito le novità più importanti con una direttiva del 1° luglio 2013. Sagoma e massa La direttiva ribadisce che la normativa sui trasporti eccezionali distingue, anche ai fini del loro uti-

zi indivisibili dello stesso genere merceologico autorizzato, trasportabili in eccedenza sia delle dimensioni sia della massa, va riferito all’intero trasporto e non alla presenza di un singolo pezzo che imponga l’utilizzo del veicolo eccezionale per massa. Un chiarimento importante che pone fine alla questione sulla possibilità di impiegare un veicolo eccezionale per massa anche se nessuno dei pezzi trasportati ne imponga l’utilizzo in quanto, presi singolarmente, hanno masse ordinarie.

ribadisce l’importanza, ai fini della corretta imputazione dell’indennizzo d’usura, che sulle carte di circolazione di questi veicoli venga riportata la classificazione quale “mezzo d’opera”. Per questi mezzi, l’autorizzazione al trasporto eccezionale non occorre quando circolino nel rispetto delle condizioni previste dal comma 7, art. 10 CdS: massa non superiore a quelle previste da successivo comma 8 (tra cui 54 Ton per le betoniere e 56 Ton per i complessi di veicoli a 5 o più assi; pagamento dell’indennizzo d’usura;

Trasporti eccezionali: istruzioni operative Il ministero dei Trasporti ha emanato una direttiva in cui approfondisce le novità introdotte dalla nuova regolamentazione sui trasporti eccezionali. Modificate anche le durate massime delle autorizzazioni lizzo, tra i veicoli eccezionali per massa e quelli per sagoma, per cui i primi non possono utilizzarsi per trasportare un pezzo eccezionale per sagoma. Tuttavia, questa regola vale limitatamente alle autorizzazioni periodiche ed esclude le autorizzazioni singole e le multiple con le quali è possibile eseguire la tipologia di trasporto prima citata. Altre eccezioni sono state previste per le fattispecie indicate dall’art. 10, comma 2, lett. a, b) e commi 3 e 7 del CdS. Una particolare attenzione meritano i trasporti in condizioni di eccezionalità di cui alla lett. b) dell’art. 10 del CdS (blocchi di pietra naturale, elementi prefabbricati compositi, apparecchiature industriali complesse per l’edilizia, prodotti siderurgici coils e laminati grezzi), rispetto ai quali la direttiva afferma che il limite dei sei pez38 TIR163-2013

Modificata la durata massima delle autorizzazioni che diventa di 12 mesi per le periodiche, di 6 mesi per le multiple e di 3 mesi per le sngole

Altra questione riguarda il rilascio dell’autorizzazione periodica per sagoma su complessi veicolari che, pur non essendo stati immatricolati come eccezionali, superano le masse limite previste dall’art. 62 del CdS. La direttiva ministeriale afferma che in mancanza di annotazioni specifiche sulle carte di circolazione sull’eccezionalità del veicolo, valori di massa complessiva inferiori a quelli minimi previsti nell’appendice I al titolo I del regolamento (35 Ton per i veicoli isolati, e 29 Ton per i rimorchi – per i semirimorchi, questo valore si riferisce alla massa che grava sugli assi a terra), non danno luogo ad eccezionalità per cui l’autorizzazione periodica per sagoma deve essere rilasciata. Mezzi d’opera Sui mezzi d’opera, la direttiva

circolazione sulle strade dichiarate percorribili ai sensi dell’art. 226 c. 2 del CdS, o non dichiarate non percorribili ai sensi del successivo comma 4 dello stesso articolo). Il percorso, viene identificato come un “itinerario collegante sempre la stessa origine e la stessa destinazione”, e che può essere modificato dagli enti proprietari secondo le esigenze di viabilità. Inoltre, il percorso si intende ripetitivo – prosegue la norma – “quando mantiene fisse le tratte stradali comprese tra origine e destinazione“. In relazione a queste definizioni, la direttiva prescrive che nell’autorizzazione vanno indicate le tratte stradali del percorso e le modalità (a vuoto o a carico) con le quali avviene il transito sulle medesime, potendo altresì autorizzarsi (sem-


   

pre tra la stessa origine e destinazione) viaggi di andata a carico e ritorno a carico. Durante ogni viaggio a carico, il numero dei pezzi trasportati e la configurazione del carico non devono subire modifiche. Autorizzazioni al trasporto La nuova normativa ha anche modificato la durata massima delle autorizzazioni al trasporto, fissandola in 12 mesi per le periodiche, 6 mesi per le multiple e 3 mesi per le singole. Si tratta, per lâ&#x20AC;&#x2122;appunto, di durate massime per cui lâ&#x20AC;&#x2122;ente proprietario della strada ben potrebbe rilasciare lâ&#x20AC;&#x2122;autorizzazione per una durata inferiore, purchĂŠ motivi adeguatamente questa sua decisione. Lâ&#x20AC;&#x2122;autorizzazione periodica diventa il titolo principale per eseguire il trasporto eccezionale per sagoma e per le tipologie di beni espressamente indicati nella successiva lettera B della disposizione; in mancanza dei presupposti previsti in queste norme, il trasportatore dovrĂ  munirsi dellâ&#x20AC;&#x2122;autorizzazione multipla o della singola. Per queste due tipologie di autorizzazioni, nel caso il trasporto fosse eccezionale per il peso, questâ&#x20AC;&#x2122;ultimo deve essere attestato con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietĂ  sottoscritta dal committente ai sensi dellâ&#x20AC;&#x2122;art. 14, comma 7, punto B), lett.b) del regolamento, utilizzando il modello allegato alla direttiva; questa dichiarazione può essere resa soltanto da cittadini italiani, ovvero comunitari residenti in Italia. Inoltre, per committente può intendersi il proprietario o il produttore della cosa da trasportare, oppure lâ&#x20AC;&#x2122;importatore o lâ&#x20AC;&#x2122;esportatore o lo spedizioniere. Va evidenziato che la direttiva si è soffermata su alcuni casi particolari legati alle autorizzazioni periodiche previste dallâ&#x20AC;&#x2122;art.13, comma 2, lett. B) del regolamento, tra cui: - I veicoli eccezionali al seguito delle autogru, adibiti al trasporto esclusivo di attrezzature ad esse complementari, per i quali è stato chiarito che gli stessi devono essere specificati sul titolo, possono circolare solo in convoglio con le autogru e non possono essere sostituiti visto che non sono ammesse riserve (lett. a). - Autotreni ed autoarticolati con rimorchio o semirimorchio destinato al trasporto esclusivo di macchine operatrici da cantiere, con massa complessiva a pie-

no carico non superiore a 72 Ton, o a 56 Ton se formati con motrice classificata mezzo dâ&#x20AC;&#x2122;opera o dichiarata idonea a formare autoarticolati mezzi dâ&#x20AC;&#x2122;opera (lett. b). In questo caso, lâ&#x20AC;&#x2122;autorizzazione al trasporto non occorre per i complessi veicolari classificati mezzo dâ&#x20AC;&#x2122;opera con una massa complessiva non superiore a 56 Ton e dimensioni contenute entro lâ&#x20AC;&#x2122;art. 61 CdS. - I trasporti di elementi prefabbricati compositi, apparecchiature industriali complesse per lâ&#x20AC;&#x2122;edilizia, coils e laminati grezzi (lett. f e g). La direttiva evidenzia che lâ&#x20AC;&#x2122;invariabilitĂ  prevista dallâ&#x20AC;&#x2122;art. 13, comma 7, lett. d) del regolamento si riferisce alla tipologia autorizzata e non ai diversi prodotti trasportabili nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito della stessa autorizzazione. Esempio: tra gli elementi prefabbricati compositi possono essere comprese le fattispecie indicate con i codici ATECO 42 â&#x20AC;&#x153;Ingegneria civileâ&#x20AC;?, mentre tra le apparecchiature industriali complesse per lâ&#x20AC;&#x2122;edilizia possono ricomprendersi quelle relative ai codici ATECO 41 â&#x20AC;&#x153;Costruzioniâ&#x20AC;?. Indennizzo di usura La direttiva è intervenuta anche sullâ&#x20AC;&#x2122;indennizzo dâ&#x20AC;&#x2122;usura: - per il trasporto di macchine operatrici da cantiere effettuato con mezzi non classificati mezzi dâ&#x20AC;&#x2122;opera, è dovuto lâ&#x20AC;&#x2122;indennizzo convenzionale determinato ai sensi dellâ&#x20AC;&#x2122;art. 18, comma 5 del regolamento. Se il trasporto viene effettuato con un complesso veicolare immatricolato mezzo dâ&#x20AC;&#x2122;opera, è dovuto soltanto lâ&#x20AC;&#x2122;indennizzo dâ&#x20AC;&#x2122;usura previsto dallâ&#x20AC;&#x2122;art. 34 CdS, per un importo pari alla tassa di possesso ed insieme al pagamento di questâ&#x20AC;&#x2122;ultima. - per il trasporto di blocchi di pietra naturale, elementi prefabbricati compositi e apparecchiature industriali complesse per lâ&#x20AC;&#x2122;edilizia, coils e laminati grezzi su percorsi ripetitivi e con sagome di carico sempre simili, lâ&#x20AC;&#x2122;indennizzo si determina in maniera convenzionale se il richiedente non è in grado di specificare una serie di informazioni (chilometraggio, itinerari ed il carico effettivo del singolo trasporto). Laddove questi trasporti

;8':' 3'99/3' *+22+ ';:58/@@ 6+8 2+ 6+8/5*/). + 3+9/ 6+8 2+'@/54/:  3+9/ 3;2:/62+ +  3+9/ 6+8 2+ 9/4-5 2+ 2 2/3/:+ */ 6+@@/ /4*/</9/(/2/ *+22' 9:+99' 3+8)+ (+))+*+4@' */ 3'99' + */3+49 /54 2â&#x20AC;&#x2122;/4:+85 :8'9658:5 (685*5 ::/ 9/* /) <' 8/,+8/:5 '2 -8+@@/ 3')). /4'8/ 6+8 +*/2/@/') +8;8-/)/ 2'3/4':/  /2'9)/5 ';:58/@@'@/54+ 6+8/5* /)' 6+8 9'-53' '/ <+/)52/ 454 /33':8/)5 2':/ )53 ).+ 9;6+8'45 2+ 3'99+ 2/3/:+ + +))+@/54'2/ 68+ </9:+ *'2 5*/)+ *+22' :8'*' +95 <+/)525 9;6+8/58+ ' 7;+225 /4*/)':5 4+22â&#x20AC;&#x2122;';:5 8/@@'@/54+: 3;2:' 9596+ 49/54+ *+ + *+22' )'8 :' */ )/8)52'@/54+ 9'4 22' 6':+4:+ @/54/ 6+ 4'2/ 6+8 /2 )533/::+ 4:+

debbano effettuarsi in autostrada, tenuto conto del divieto in tal caso di rilasciare lâ&#x20AC;&#x2122;autorizzazione periodica, occorre chiedere unâ&#x20AC;&#x2122;autorizzazione singola o multipla con indennizzo determinato in modo analitico, ai sensi dellâ&#x20AC;&#x2122;art. 18, comma 1 del regolamento. Vettori esteri Uno sguardo, infine, alle prescrizioni per i vettori esteri e ad alcuni aspetti sanzionatori chiariti dalla direttiva. Per i primi, viene stabilito che i dati tecnici devono essere desunti dal documento rilasciato dalla Motorizzazione generale, ai sensi dellâ&#x20AC;&#x2122;art.14, comma 2 del regolamento. Lâ&#x20AC;&#x2122;abbinabilitĂ  potrĂ  essere documentata dalla corrispondente autorizzazione dello stato dâ&#x20AC;&#x2122;origine o da altra autorizzazione in corso di validitĂ  e relativa al medesimo complesso, oppure da unâ&#x20AC;&#x2122;attestazione dello stato dâ&#x20AC;&#x2122;origine da allegare in copia alla domanda o da attestazione rilasciata da un servizio tecnico (come definito, questâ&#x20AC;&#x2122;ultimo, dallâ&#x20AC;&#x2122;art.3, n. 31 della direttiva UE 2007/46). In caso di provenienza extracomunitaria, tutti i documenti vanno tradotti in lingua italiana, mentre in caso di provenienza comunitaria occorre far tradurre soltanto i documenti diversi dal libretto di circolazione. Sanzioni In merito alle sanzioni, sono

state effettuate alcune precisazioni legate: - allâ&#x20AC;&#x2122;inesatta indicazione della massa nella dichiarazione sostitutiva di atto notorio del committente, quando il peso del veicolo riscontrato in occasione di un controllo su strada fosse superiore a quello specificato nellâ&#x20AC;&#x2122;autorizzazione singola o multipla. In tal caso, la direttiva (par.14) ricorda che in aggiunta alle sanzioni amministrative previste dallâ&#x20AC;&#x2122;art. 10 del CdS, comma 18 (somma da 772 euro a 3115 euro, sospensione della patente dellâ&#x20AC;&#x2122;autista da 15 a 30 giorni e della carta di circolazione del mezzo da 1 a 2 mesi) e dallâ&#x20AC;&#x2122;art. 167, comma 11 del CdS, nei confronti del committente dichiarante si applicano anche le sanzioni penali previste per le dichiarazioni mendaci fornite in una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. - Per i veicoli classificabili mezzi dâ&#x20AC;&#x2122;opera (che, quindi, non sono stati immatricolati come tali anche se, potenzialmente, hanno le caratteristiche tecniche idonee per far parte di questa categoria), il trasporto effettuato violando i limiti di massa dellâ&#x20AC;&#x2122;art. 62 deve essere sanzionato alla stregua di un trasporto eccezionale non autorizzato (con le sanzioni, prima viste, previste dallâ&#x20AC;&#x2122;art. 10, comma 18 del CdS), quando il veicolo trasportava le tipologie di beni previste per i mezzi dâ&#x20AC;&#x2122;opera dallâ&#x20AC;&#x2122;art. 54, c.1, lett.n) del CdS. Diversamente, in caso di trasporto di materiali diversi da quelli di cui sopra, si applicano le consuete sanzioni legate al sovraccarico, previste dallâ&#x20AC;&#x2122;art. 167, comma 2 del CdS. TIR163-2013 39


Costi minimi

Costi minimi di sicurezza L’attenzione degli imprenditori sui costi minimi di sicurezza non accenna a calare. Testimonianza le continue lettere di chiarimenti che arrivano alla redazione di Tir

“Vorrei avere da parte Vostra una spiegazione dettagliata su cosa sono i costi minimi di sicurezza e se il calcolo si basa solo sui km di andata oppure andata/rientro”. Paggiaro MG srl Le principali disposizioni sui costi minimi di esercizio e sulla sicurezza nella circolazione stradale sono contenute nel decreto legislativo 286/2005 e nell’art. 83 bis della legge 133/2008. L’art. 6 del DL stabilisce che “l’importo a favore del vettore deve essere tale da consentire almeno la copertura dei costi minimi di esercizio, che garantiscano comunque il rispetto dei parametri di sicurezza normativamente previsti”. Le norme stabilivano che i costi minimi venissero individuati attraverso accordi di settore, da stipularsi entro nove mesi dalla data di pubblicazione del DL. Qualora questi accordi volontari non fossero stati stipulati entro i tempi previsti, l’Osservatorio sulle attività di autotrasporto avrebbe determinato i costi minimi. L’Osservatorio ha quindi determinato due tipologie di costi: un costo che il vettore deve fatturare a fronte di soste eccedenti le due ore di franchigia per il carico e lo scarico e i costi di esercizio, riprendendo in parte quanto già elaborato dagli uffici del ministero dei Trasporti sulla materia. Infatti, una disposizione transitoria prevedeva che, fintanto

che non fossero state disponibili le determinazioni dell’Osservatorio, il ministero delle Infrastrutture e Trasporti avrebbe elaborato, con riferimento alle diverse tipologie di veicoli e alla percorrenza chilometrica, gli indici di costo del carburante per km e sulle relative quote di incidenza, sulla base dei dati in suo possesso e delle rilevazioni mensili del ministero dello Sviluppo economico sul prezzo medio del gasolio per autotrazione. L’intervento del ministero dei Trasporti si è concretizzato sia prima delle determinazioni dell’Osservatorio, sia dopo che questo organismo è stato soppresso. Ancora oggi, con cadenza mensile, gli uffici preposti provvedono ad elaborare gli aggiornamenti alle tabelle predisposte dall’Osservatorio. I costi minimi, pertanto, sono normativamente previsti e pienamente operativi e obbligatori. Pagamento dei corrispettivi Qualora dalla fattura risulti indicato un corrispettivo inferiore a quanto fissato, l’azione del vettore nei confronti del mittente per il

pagamento della differenza si prescrive in un anno, se il contratto di trasporto è stato redatto in forma scritta conformemente ai modelli ministeriali e con data certa, e in cinque anni se è stato stipulato in forma diversa o non conforme ai modelli previsti. L’importo del corrispettivo per le prestazioni di trasporto svolte in esecuzione di un contratto stipulato in forma scritta e conforme ai modelli ministeriali di cui al decreto dirigenziale 1/2/2006 è invece rimesso all’autonomia negoziale delle parti, ove le prestazioni siano effettuate entro il limite di cento km giornalieri. La normativa prevede anche che il termine di pagamento del corrispettivo non può, comunque, essere superiore a 60 giorni. É esclusa qualsiasi diversa pattuizione tra le parti, scritta o verbale, che non sia basata su accordi volontari di settore stipulati tra organizzazioni associative dei vettori e dei committenti. In caso di mancato rispetto del termine, il creditore ha diritto alla corresponsione degli interessi moratori, mentre oltre il novantesimo giorno è prevista anche una sanzione. Sicurezza stradale Infine, il vettore è tenuto al rispet-

fino a 3,5 t. km costo km incidenza carburante %

Quelle che seguono sono una sintesi delle tabelle approvate dalla Direzione Generale per il Trasporto Stradale.

da 7,5 a 11,5 t.

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150 0,612 22,179

to delle disposizioni poste a tutela della sicurezza stradale e sociale e risponde della violazione di tali disposizioni del Codice della Strada, di concerto con gli altri soggetti della filiera, in materia di: a) Art. 61 (sagoma limite); b) Art. 62 (massa limite); c) Art. 142 (limiti di velocità); d) Art. 164 (sistemazione del carico); e) Art. 167 (trasporto di cose); f) Art. 174 (tempi di guida e riposo). Quando dalla violazione delle disposizioni derivino la morte di persone o lesioni gravi e la violazione sia stata commessa alla guida di uno dei veicoli per cui è richiesta la patente di categoria C o C+E, è disposta la verifica presso il vettore, il committente, il caricatore e il proprietario della merce, del rispetto delle norme sulla sicurezza della circolazione stradale previste dall’art. 83 bis del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6/8/2008 n. 133 e successive modificazioni. Compresa, quindi, la verifica sul rispetto delle norme sui costi minimi di sicurezza.

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

0,662 20,520

0,744 18,257

0,832 16,315

1,013 13,405

costo km incidenza carburante %

0,903 23,046

1,041 19,977

1,146 18,156

1,370 15,178

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 0,552 0,632 incidenza carburante 24,588 21,495

0,694 19,573

0,752 18,049

0,923 14,712

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 0,742 0,803 incidenza carburante 28,050 25,918

0,921 22,580

1,016 20,481

1,220 17,043

da 3,5 a 7,5 t. km costo km incidenza carburante %

da 11,5 a 26 t.

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

0,821 23,627

0,951 20,407

1,030 18,835

1,239 15,654

costo km incidenza carburante %

1,066 23,850

1,210 21,013

1,318 19,290

1,581 16,080

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 0,664 0,731 incidenza carburante 29,202 26,535

0,851 22,806

0,920 21,087

1,099 17,647

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 0,870 0,936 incidenza carburante 29,226 27,162

1,070 23,763

1,168 21,768

1,411 18,018

40 TIR163-2013

0,744 26,064

0,832 25,014

0,990 25,683


Costi di sicurezzaluglio2013

Il costo chilometrico è dato dalla somma di voci quali: costo di acquisto del veicolo, manutenzioni, costo km del lavoro, costo km delle assicurazioni, costo km di pneumatici, pedaggi, costo km del carburante, costi di organizzazione.

superiore a 26 t. Collettame e messaggerie

superiore a 26 t. km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

1,316 28,975

1,628 23,422

1,788 21,324

1,916 19,898

costo km incidenza carburante %

1,230 31,001

1,378 27,672

1,489 25,604

1,765 21,611

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,087 1,166 incidenza carburante 35,071 32,702

1,438 26,516

1,588 24,009

1,706 22,347

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,017 1,090 incidenza carburante 37,484 39,983

1,228 31,052

1,319 28,903

1,565 24,374

costo km incidenza carburante %

1,227 31,070

superiore a 26 t. Trasporto in ATP

superiore a 26 t. Trasporto cisternato adr km

1,147 33,236

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,355 28,139

1,531 24,903

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,205 1,361 incidenza carburante 31,642 28,013

1,711 22,286

1,521 25,069

1,875 20,338

1,675 22,766

2,022 18,862

1,802 21,165

costo km incidenza carburante %

1,416 26,940

1,573 24,242

1,679 22,718

1,786 21,354

2,066 18,456

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,256 1,393 incidenza carburante 30,373 27,374

1,489 25,617

1,586 24,047

1,806 21,113

superiore a 26 t. Cisterna trasporto petroliferi superiore a 26 t. Trasporto cisternato alimentare km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,365 27,933

1,536 24,822

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,215 1,366 incidenza carburante 31,381 27,910

1,711 22,286

1,521 25,069

1,880 20,284

1,680 22,698

2,281 16,716

2,061 18,500

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,491 0,256

1,676 0,228

1,788 0,213

2,190 0,174

2,524 0,151

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,321 1,486 incidenza carburante 0,289 0,257

1,588 0,240

1,970 0,194

2,254 0,169

superiore a 26 t. Cassone ribaltabile superiore a 26 t. Trasporto mangimi in cisterna km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,309 29,141

1,473 25,897

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,159 1,303 incidenza carburante 32,914 29,277

1,622 23,505

1,432 26,623

1,759 21,685

1,559 24,468

2,204 17,304

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,280 29,786

1,474 25,873

1,537 24,812

1,781 21,406

2,404 15,860

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,130 1,314 incidenza carburante 33,739 29,024

1,367 27,897

1,591 23,962

2,134 17,866

1,954 19,518

superiore a 26 t. Sola trazione semirimorchio1 km

superiore a 26 t. Leganti idraulici sfusi in cisterna km costo km incidenza carburante %

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150 1,319 28,920

1,483 25,722

1,632 23,361

1,769 21,563

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante

1,442 26,438

1,569 24,312

1,964 19,419

1,081 35,283

1,153 33,060

1,359 28,069

1,612 23,663

1) che rientra nella disponibilità, ovvero nella proprietà del vettore-committente

2,214 17,226

superiore a 26 t. Sola trazione semirimorchio Adr 2 km

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,169 1,313 incidenza carburante 32,632 29,054

1,060 35,991

costo km incidenza carburante

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150 0,912 41,796

0,975 39,119

1,076 35,443

1,258 30,313

1,482 25,737

2) che non rientra nella disponibilità, ovvero nella proprietà del vettore-committente

TIR163-2013 41


Solidarietà

L’Albo degli Autotrasportatori ha devoluto all’associazione “Viva la Vita”, guidata da Erminia Manfredi, la somma ricavata dall’asta delle opere d’arte della VI Campagna per sicurezza stradale di Lucia Angeloni

TrasporTiAmo l’arte contro la sclerosi

Come ha accolto l’iniziativa promossa da TrasporTiAmo? Sicuramente si è trattato di un’idea più che positiva. In genere abbiamo paura di camion così grandi, invece il fatto che gli autotrasportatori portino l’arte in giro per tutta l’Italia manda un’immagine positiva, e procura un vantaggio sia per gli artisti, che così riescono a far conoscere le proprie opere, sia per la mia associazione. Stare su un tir e andare in giro per l’Italia è il sogno di tutti i malati di SLA, invece sono condannati ad avere un soffitto che incombe su di loro perché obbligati a letto. Avrebbe mai immaginato che proprio dagli autotrasportatori sarebbe arrivata un’iniziativa di questo genere? Sì. Me l’aspetto da tutte le persone che sanno cosa vuol dire vita, sacrificio e che cosa vuol dire aiutare gli altri. Io penso che gli autotrasportatori abbiano una vita molto dura e sappiano quanto è dura anche per gli altri.

Ci parli un po’ di più della vostra associazione… Il senso dell’associazione è fornire assistenza domiciliare agli ammalati, a meno che non abbiano bisogno del ricovero in ospedale. La SLA ad oggi è una malattia inguaribile ma curabile nei sintomi. Lo sforzo dell’associazione è quello di garantire alle persone malate la possibilità di vivere la propria vita senDa sinistra za l’ossessione della maErminia Manfredi, lattia. L’assistenza domiPresidente onorario di ciliare può restituire diViva la Vita e Rocco gnità al malato e offrirGiordano, responsabile gli una qualità della vita scientifico della adeguata. Ma devo apCampagna per la profittare per richiamasicurezza stradale re l’attenzione del Comune di Roma e della Regione, perché i nostri malati hanno tantissime difficoltà, sono costretti sulla carrozzina e diventa difficile portarli sulle strade di Roma, che nella maggior parte dei casi presentano barriere architettoniche e non sono agibili.

M

igliorare le condizioni assistenziali dei malati di SLA ma allo stesso tempo sostenere e promuovere la ricerca su questa malattia. Sono questi gli obiettivi di Viva la Vita, un’associazione onlus che si occupa di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) di cui fa parte Erminia Manfredi, presidente onorario e moglie dello scomparso attore, regista e sceneggiatore Nino. Uno scopo talmente importante che anche l’Albo degli Autotrasportatori ha voluto dare il proprio contributo, devolvendo all’associazione una considerevole somma, ricavata dall’asta delle opere d’arte di TrasporTiAmo, la campagna per la sicurezza stradale promossa dall’Albo stesso. Ricordiamo infatti che la campagna ha dato la possibilità a 30 artisti emergenti di rappresentare sulle fiancate di altrettanti tir le loro opere d’arte e di 42 TIR163-2013

farle circolare sulle strade di tutta Italia. Ma torniamo a Viva la Vita, che riunisce familiari e malati colpiti dalla SLA ed è formata da un gruppo di lavoro impegnato in varie attività: dall’informazione e dall’orientamento sulla malattia, ai progetti di modelli assistenziali e alle consulenze tecniche in tutta Italia fino ad arrivare ai servizi di intervento territoriale nella Regione Lazio. Erminia Manfredi si batte ormai da anni al fianco dell’associazione per difendere i diritti dei malati e migliorare le loro condizioni di vita, ed è stata presente alle numerose iniziative in cui si racconta come vivono queste persone. Le abbiamo posto alcune domande sul binomio arte - autotrasporto promosso dalla campagna TrasporTiAmo e sul legame con i malati di SLA.

Da quanti anni è presidente dell’associazione? Dalla morte di Nino, di cui il prossimo anno ricorrerà il decennale della morte. Nino è stato un grande esempio di professionalità, conosceva tutte le discipline del suo lavoro. Prima di morire ha passato 11 mesi terrificanti e io voglio fare il possibile per far si che agli altri malati non accada.

La vostra azienda ha promosso iniziative di solidarietà? É attiva in campo sociale e cooperativo? Volete raccontare la vostra storia, i vostri progetti di volontariato? Scrivete una mail all’indirizzo redazione@rivistatir.it



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