Stone Light Streets

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MARMOMAC Marmomac, la più importante fiera internazionale dedicata all’intera filiera della produzione litica, torna al format in presenza. Dopo 15 mesi di lockdown dovuto all’emergenza sanitaria, ci riaffacciamo fisicamente sul mercato con la consapevolezza dei cambiamenti intervenuti e con l’evidenza del ruolo centrale che le fiere hanno e ancora avranno in futuro. In questa fase, tutti sentono forte il bisogno di ritrovarsi e Marmomac avverte questa responsabilità e il ruolo di ricompattare la community globale del marmo per ripartire, stimolare i mercati, l’import-export e lo scambio di conoscenze. Lo faremo in totale sicurezza, nel pieno rispetto di tutte le misure anti-Covid e dei più alti standard di prevenzione. Il successo di questa rassegna, cresciuta negli anni, va ricondotto principalmente alla vocazione del territorio veronese, da sempre polo d’eccellenza per la produzione e la lavorazione tecnologica del marmo. E proprio nell’ottica di valorizzare questi luoghi storici è nato il progetto Stone Light Streets, promosso dall’Accademia delle Belle Arti di Verona e da noi patrocinato. Una mostra diffusa delle opere degli studenti che, partendo da Marmomac, arriva fino ai laboratori di artisti della Valpolicella e Valdadige. L’esperienza degli ultimi anni ha, infatti, dimostrato come il collegamento tra atenei e territorio sia risultato vincente nel settore lapideo, grazie all’iniziativa di un gruppo di docenti di scultura, architettura e design impegnati nell’inserimento di questi materiali nei loro piani didattici, oltre che grazie all’interesse dimostrato da numerose aziende nei confronti della ricerca universitaria. Stone Light Streets vede le nuove generazioni entrare in contatto con la pietra naturale, conoscerla e rielaborarla, collocandola infine nel suo luogo originario di produzione. Sotto nuove forme e con nuovi significati, la pietra torna laddove ha avuto origine. Ed è proprio questo lo spirito che guida Marmomac in questa edizione post lockdown: sostenere la ripresa del settore, valorizzando il territorio, i luoghi storici di produzione del marmo e chi può aiutare a guardare al futuro con uno sguardo innovativo e ottimistico.

Marmomac, the most important international exhibition dedicated to the entire stone production chain, returns to the format in presence. After 15 months of lockdown due to the health emergency, we physically re-enter the market with the awareness of the changes that have taken place and with the evidence of the central role that fairs have and will still have in the future. In this period, everyone feels a strong need to get together and Marmomac feels this responsibility and the role of recompacting the global marble community to restart, stimulate markets, import-export and exchange of knowledge. We will do this in total safety, in full compliance with all anti-Covid measures and the highest standards of prevention. The success of this exhibition, which has grown over the years, is mainly due to the vocation of the Verona area, which has always been a center of excellence for the production and technological processing of marble. The Stone Light Streets project, promoted by the Academy of Fine Arts of Verona and sponsored by us, was born with the aim of enhancing these historical places. A widespread exhibition of the students’ works that, starting from Marmomac, arrives to the workshops of artists in Valpolicella and Valdadige. The experience of the last few years has, in fact, demonstrated how the connection between universities and the territory has been a winning one in the stone sector, thanks to the initiative of a group of sculpture, architecture and design professors committed to the inclusion of these materials in their teaching plans, as well as thanks to the interest shown by numerous companies in university research. Stone Light Streets sees the new generations coming into contact with natural stone, getting to know it and reworking it, finally placing it in its original place of production. In new forms and with new meanings, stone returns to where it originated. And this is precisely the spirit that guides Marmomac in this post-lockdown edition: to support the recovery of the sector, enhancing the territory, the historical places of marble production and those who can help look to the future with an innovative and optimistic outlook.

Maurizio Danese Presidente Verona s.p.a.

Maurizio Danese President of Verona s.p.a

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STONE LIGHT STREETS Alla sua prima edizione, il progetto Stone Light Streets prosegue la direzione intrapresa da alcuni anni dall’Accademia di Belle Arti di Verona verso un rapporto sempre più integrato tra la nostra Istituzione e il territorio in cui opera. Con l’obiettivo di valorizzare il made in Italy e la crescita professionale dei propri studenti, il progetto si pone al fianco di operatività continuative promosse dall’accademia - D.A.M.N. in primo luogo, quest’anno alla sua Terza edizione - integrando la ricerca e la sperimentazione dei linguaggi creativi contemporanei con la tradizione lapidea degli artisti e delle aziende che hanno reso Verona conosciuta in tutto il mondo per la qualità dei suoi marmi e delle sue lavorazioni. Non posso che essere orgoglioso delle sinergie e dell’impegno con cui tutti gli studenti, i docenti e i partners hanno collaborato per la realizzazione di quello che per l’Accademia è un ideale Fuorisalone di Marmomac, con la certezza che i prossimi anni Stone Light Streets si trasformi in un appuntamento costante. Marco Giaracuni Presidente Accademia di Belle Arti di Verona

At its first edition, the Stone Light Streets project continues in the direction it has taken over the last few years by the Academy of Fine Arts of Verona towards an increasingly integrated relationship between our institution and the territory in which it operates. With the aim of enhancing the made in Italy and the professional growth of its students, the project stands alongside the ongoing operations promoted by the academy - D.A.M.N. in the first place, this year in its third edition - integrating research and experimentation of contemporary creative languages with the stone tradition of artists and companies that have made Verona known throughout the world for the quality of its marble and workmanship. I can only be proud of the synergies and commitment with which all the students, teachers and partners have collaborated for the realization of what for the Academy is an ideal Fuorisalone of Marmomac, with the certainty that in the coming years Stone Light Streets will become a constant appointment. Marco Giaracuni President of the Academy of Fine Arts of Verona

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ESSERE E PIETRA “Time is on my side” (Rolling Stones) “L’Esserci è sempre in qualche modo diretto verso… in cammino.” (M. Heidegger, Essere e tempo) La pietra si lega alle nostre esperienze quotidiane come un aspetto fenomenologico per lo più chiuso, statico, e permanente. La riflessione sul rapporto fra la pietra e il tempo (cosmico, geologico e antropologico) alla base di questo progetto ci aiuta invece a ri-pensare questo materiale enfatizzando tre suoi aspetti posti usualmente ai margini dell’attenzione. Il primo è il ruolo simbolico svolto dall’opposizione tra il veloce fluire del tempo e la lunga durata della pietra. In quest’ottica gli esempi sono vari e molteplici. Un caso di studio classico è offerto dai menhir del noto complesso archeologico di Stonehenge. A quanto emerge dalle ricerche più aggiornate, questa articolata struttura circolare di pietre sembra nascere infatti come un luogo rituale di sepoltura dei morti (ormai eterni in quanto puro spirito) contrapposto all’analogo terrapieno rituale in legno di Durrington Walls posto qualche chilometro più a nord lungo il fiume Avon in cui le stesse strutture, associate al mondo dei vivi, erano realizzate in legno (effimero e deperibile in quanto materia organica). Un altro caso emblematico del nesso simbolico tra pietra e tempo è offerto anche delle narrazioni associate alle pietre e ai fossili nel corso della storia Europea. Inizialmente collezionati nelle Wunderkammern rinascimentali e poi raccolti in forme più ordinate nei musei di storia naturale, questi reperti minerali di lunga durata sono stati in vario modo fatti oggetto di narrazioni che ne enfatizzavano il loro rapporto con l’animismo della natura, con l’armonia del cosmo ipotizzata dall’alchimia e dal neoplatonismo, con i miti biblici della Creazione nella religione cattolica sino ad arrivare alle attuali teorie delle scienze geologiche contemporanee. Il secondo snodo chiave del progetto riguarda invece il tema del frammento. La scelta del progetto di non usare la pietra in modo classico come materia statica e pesante da lavorare ma di privilegiare il più possibile scarti di lavorazione, frammenti, o altre forme spurie, punta a far risaltare una relazione più intima, diretta e familiare di coinvolgimento con il materiale. Si tratta della nota opposizione rimarcata in antropologia da Claude Lévi-Strauss tra l’operare ingegneristico dell’Occidente e le logiche da bricoleur impiegate da larga parte delle culture tribali.

Ove il primo pianifica dall’alto un intervento radicale reso possibile dalle avanzate tecnologie a lui disponibili, il secondo invece si adatta a ciò che trova introducendo limitate modifiche e organizzando il proprio intervento a partire dai vincoli che gli vengono posti dal materiale al suo stato “naturale”. Da un lato, la visione occidentale di un homo faber che, come il Dio biblico, impone il suo marchio sul mondo esterno plasmandolo secondo il suo volere. Dall’altro, una relazione orizzontale con un mondo naturale pensato come un attore posto al proprio stesso livello e quindi come elemento attivo dotato di una propria intenzionalità (per quanto legata, in questo caso, alla sua materialità in quanto tale). Il terzo ed ultimo aspetto del progetto da sottolineare concerne infine una questione di ordine più metodologico. L’impiego di strategie estetiche importate dall’ambito artistico per sviluppare esposizioni museali e/o didattiche è un tema caldo del dibattito accademico degli ultimi vent’anni: a partire dagli storici musei all’aria aperta dei paesi scandinavi, passando per le ricostruzioni attoriali di eventi storici in area statunitense, sino ad arrivare all’uso di tecniche desunte dalla land art per valorizzare i siti preistorici in ambito inglese. Nel nostro caso, questo aspetto si è articolato soprattutto in base a due prospettive. Il ricorso a workshop laboratoriali chiama infatti in causa quel concetto di “hands on culture” che vuole enfatizzare il coinvolgimento attivo dei fruitori come una risorsa didattico-comunicativa indirizzata non solo al sapere teorico ma anche all’esperienza pratico-corporea delle realtà in oggetto. Il rapporto con l’arte in quanto risorsa didattico-espositiva è stato invece toccato dal ricorso all’uso dei luoghi, alle sculture e all’illuminotecnica come strategie estetiche di focalizzazione dell’attenzione del pubblico su aspetti dei materiali e degli ambienti di lavoro che sarebbero andati persi o poco valorizzati in condizione di fruizione ordinari. In un certo senso si potrebbe anche dire che è proprio il lento, tacito e continuo lavoro che il tempo esercita sulla pietra a rappresentare forse il modo più iconico per rendere visibile la sua esistenza. Francesco Ronzon Direttore Accademia di Belle Arti di Verona

“Time is on my side” (Rolling Stones) “L’Esserci è sempre in qualche modo diretto verso… in cammino.” (M. Heidegger, Essere e tempo) Stone binds to our daily experiences as a phenomenological aspect that is mostly closed, static, and permanent. The reflection on the relationship between stone and time (cosmic, geological, and anthropological) at the basis of this project helps us instead to re-think this material by emphasizing three of its aspects usually placed at the margins of attention. The first is the symbolic role played by the opposition between the fast flow of time and the long life of the stone. From this point of view, the examples are various and multiple. A classic case study is offered by the menhir of the well-known archaeological complex of Stonehenge. According to the most recent research, this articulated circular structure of stones seems to be born as a ritual place of burial of the dead (now eternal as pure spirit) as opposed to the similar ritual wooden embankment of Durrington Walls located a few miles north along the Avon River in which the same structures, associated with the world of the living, were made of wood (ephemeral and perishable as organic matter). Another emblematic case of the symbolic connection between stone and time is also offered by the narratives associated with stones and fossils throughout European history. Initially collected in the Renaissance Wunderkammern and then gathered in more orderly forms in natural history museums, these long-lived mineral specimens have in various ways been the subject of narratives that emphasized their relationship to the animism of nature, to the harmony of the cosmos hypothesized by alchemy and Neoplatonism, to the biblical myths of Creation in the Catholic religion, and even to the current theories of contemporary geological sciences. The second key point of the project concerns the theme of the fragment. The project’s choice not to use stone in the classical way as a static and heavy material to be worked, but to privilege as much as possible scraps, fragments, or other spurious forms, aims to bring out a more intimate, direct and familiar relationship of involvement with the material. This is the well-known opposition pointed out in anthrpology by Claude Lévi-Strauss between the engineering operations of the West and the bricoleur logic employed by a large part of tribal cultures.

Where the former plans a radical intervention from above, made possible by the advanced technologies available to him, the latter instead adapts to what he finds by introducing limited changes and organizing his intervention from the constraints that are placed by the material in its “natural” state. On the one hand, the Western vision of a homo faber who, like the biblical God, imposes his mark on the outside world, shaping it according to his will. On the other hand, a horizontal relationship with a natural world thought of as an actor placed at the same level and therefore as an active element endowed with its own intentionality (although linked, in this case, to its materiality as such). The third and last aspect of the project to be emphasized concerns a more methodological issue. The use of aesthetic strategies imported from the artistic field to develop museum and/or didactic exhibitions is a hot topic in the academic debate of the last twenty years: starting from the historical open-air museums in the Scandinavian countries, passing through the actors’ reconstructions of historical events in the United States, up to the use of techniques derived from land art to enhance prehistoric sites in England. In our case, this aspect was articulated mainly on the basis of two perspectives. In fact, the use of laboratory workshops calls into question the concept of “hands on culture” that wants to emphasize the active involvement of users as a didactic-communicative resource addressed not only to theoretical knowledge but also to the practical-body experience of the realities in question. The relationship with art as a didactic-exhibitive resource has been touched by the use of places, sculptures and lighting as aesthetic strategies to focus the attention of the public on aspects of materials and working environments that would be lost or little valued in ordinary conditions of fruition. In a way, we could also say that it is precisely the slow, silent, and continuous work that time exerts on stone that represents perhaps the most iconic way to make its existence visible. Francesco Ronzon Director of Academy of Fine Arts of Verona

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STONE LIGHT STREETS IL PROGETTO E L’EVENTO

THE PROJECT AND THE EVENT

“Questo Paese è geologia di giorno e astronomia di notte” (Cit. John Bointon Priestley). Stone Light Streets è un progetto promosso dall’ Accademia di Belle Arti di Verona in collaborazione con l’architetto Andrea Yachy Lavezzi e con gli artisti Alessandro Guardini, Oscar Sandri e Matteo Cavaioni che, in occasione della Fiera Internazionale di Marmomac (Verona, 30/9-2/10/2021), hanno ospitato nei loro Studi di Scultura le opere degli studenti dell’Accademia, chiamati a riflettere su un tema specifico in relazione al Padiglione fieristico Italian Stone Theater: TIME IN STONE - Il Tempo nella Pietra.

“This country is geology by day and astronomy by night.” (Cit. John Bointon Priestley). Stone Light Streets is a project promoted by the Academy of Fine Arts of Verona in collaboration with the architect Andrea Yachy Lavezzi and the artists Alessandro Guardini, Oscar Sandri and Matteo Cavaioni who, on the occasion of the International Marmomac Fair (Verona, 30/92/10/2021), hosted in their Sculpture Studios the works of the students of the Academy, called to reflect on a specific theme in relation to the Italian Stone Theater exhibition pavilion: TIME IN STONE - Il Tempo nella Pietra.

Dieci studenti selezionati sono stati guidati in un percorso di confronto con la materia-pietra e il luogo dell’esposizione (sit specific) che li ha portati alla progettazione di un’opera/istallazione/performance frutto della riflessione sul rapporto fra il Tempo (cosmico, geologico e antropologico) ed il materiale Lapideo, utilizzando il più possibile scarti di lavorazione, frammenti, o altre forme materiche che li hanno portati a distaccarsi dal concetto di pietra-blocco statico. Stone Light Streets si sviluppa in una mostra diffusa, un percorso lungo la Via del Marmo in cui è nata la Fiera Marmomac, fra la Valpolicella e la Val d’Adige, che oggi più che mai vogliamo far riscoprire alla Community Internazionale del Marmo: qui ancora si cela il cuore pulsante della pietra a livello mondiale, qui oggi si incontrano Arte, Storia, Innovazione Tecnologica e Ricchezze Paesaggistiche in un dialogo sempre rinnovato. La correlazione, intuitiva ed audace allo stesso tempo, fra le strade del territorio della pietra e le costellazioni, che uniscono fra loro fulgide stelle come il percorso della mostra unisce fulgidi Laboratori di Arte e Tecnologia, custodi di quel know-how tutto italiano, è la chiave di lettura che più ci sta a cuore e che abbiamo voluto enfatizzare creando un evento serale in cui sia il percorso nel territorio che le opere degli studenti sono stati valorizzati da istallazioni luminose, un allestimento curato dalla docente di Light Design Ing. Elena Pedrotti.

Ten selected students were guided in a path of confrontation with the material-stone and the place of the exhibition (sit specific) that led them to the design of a work/ installation/performance resulting from reflection on the relationship between Time (cosmic, geological and anthropological) and the material Stone, using as much as possible scraps, fragments, or other material forms that led them to detach themselves from the concept of stone-static block. Stone Light Streets develops into a diffused exhibition, a path along the Marble Route in which the Marmomac Fair was born, between Valpolicella and Val d’Adige, which today more than ever we want to rediscover in the International Marble Community: here lies the beating heart of stone at a global level, where Art, History, Technological Innovation, and Landscape Richness meet in an ever-renewed dialogue. The correlation, intuitive and bold at the same time, between the streets of the territory of the stone and the constellations, which join together shining stars as the path of the exhibition joins shining Laboratories of Art and Technology, custodians of that all-Italian know-how, is the key to reading that is closest to our heart and that we wanted to emphasize by creating an evening event in which both the path in the territory and the works of the students have been enhanced by light installations, an installation curated by the teacher of Light Design Eng. Francesca Piccolino Boniforti.

Francesca Piccolino Boniforti.

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COLLABORAZIONI COLLABORAZIONI PROFESSIONALI TRA GIOVANI ED IMPRESE Gli storici ci insegnano che da sempre le persone considerano la propria epoca come soggetta a declino, fase terminale di una precedente e rimpianta età dell’oro in cui tutto andava bene. Questa felice considerazione dovrebbe dunque condurci ad un ridimensionamento dei nostri timori ed incertezze, dal momento che, fino a prova contraria, questa presunta spirale ininterrotta di peggioramento non ci ha tuttora condotti alla fine della società che conosciamo. E’ pur vero, tuttavia, che il periodo storico che stiamo vivendo, porta con sé un aspetto di grande novità rispetto al passato, ovvero la dimensione su scala planetaria delle trasformazioni in atto. Trasformazioni che si protraggono di crisi in crisi ormai da decenni, ma che hanno subito una brusca accelerazione in periodo pandemico e che, per la prima volta, comportano in contemporanea conseguenze sull’aspetto sanitario, ambientale, sociale ed economico di tutte le nazioni, con importanti ed evidenti ricadute sul territorio. La situazione pandemica ha dato slancio per una risposta forte e corale da parte di organismi sovranazionali, ma perché il processo di concretizzazione dei principi, espressi in teoriche linee guida, trovi infine riscontro in azioni concrete sul territorio, c’è bisogno di tempo. E non è detto che una nazione come l’Italia, di tempo se ne possa concedere ancora molto. Ad oggi il nostro sistema imprenditoriale, e il settore del marmo ne è un esempio, si basa ancora su un sistema di micro e piccole imprese; proprio quei soggetti economici che sono stati più fortemente colpiti dalle trasformazioni di cui sopra. Dunque risulta indispensabile applicarsi immediatamente, e in prima persona, nell’attivare processi virtuosi che possano contribuire ad un rinnovo delle imprese e un loro conseguente rafforzamento strutturale.

PROFESSIONAL COLLABORATIONS BETWEEN YOUNG PEOPLE AND ENTERPRISES Dismettendo generici e astratti artifici retorici, quali proclami e slogan, bisogna impegnarsi nel significare concretamente importanti concetti chiave quali valorizzazione del territorio e identità culturale, cercando di riattivare il tessuto imprenditoriale di zona. E’ in quest’ottica entusiastica che si è deciso l’evento Stone Light Streets: una stretta collaborazione tra giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Verona e alcuni laboratori del marmo della Valpolicella. L’energia viva, vibrante, vulcanica di questi ragazzi, in sinergia con le consolidate capacità di artisti e artigiani dei laboratori, possono generare lo slancio necessario per superare quei limiti di innovazione – del prodotto, processo, organizzazione - e digitalizzazione che sono spesso la causa, o per lo meno l’aggravante, di un’impossibilità di sviluppo dell’attività economica. L’evento si pone l’obiettivo di sensibilizzare tutti gli operatori coinvolti sul territorio, offrendo testimonianza ed esempio di collaborazione tra figure professionali, strumento utilissimo insieme alla rete d’impresa, per far fronte a difficoltà che interessano un intero comparto economico. Ricerca e innovazione devono tornare ad essere pilastri portanti delle imprese, e queste non si possono intraprendere senza la presenza dei giovani, vero cuore pulsante del nostro paese. Andrea Yachy Lavezzi

Historians teach us that people have always considered their own era as subject to decline, the terminal phase of a previous and regretted golden age when everything was going well. This happy consideration should therefore lead us to a re-dimensioning of our fears and uncertainties, since, until proven otherwise, this alleged uninterrupted spiral of deterioration has not yet led us to the end of the society we know. It is also true, however, that the historical period we are living, brings with it an aspect of great novelty compared to the past, namely the size of the planetary scale of the transformations taking place. These transformations have been going on from one crisis to another for decades, but they have undergone a sudden acceleration during the pandemic period and, for the first time, they simultaneously have consequences on the health, environmental, social and economic aspects of all nations, with important and evident repercussions on the territory. The pandemic situation has given impetus to a strong and choral response from supranational bodies, but because the process of concretization of the principles, expressed in theoretical guidelines, is finally reflected in concrete actions on the ground, it takes time. And it is not said that a nation such as Italy can still allow a lot of time. As of today, our entrepreneurial system, and the marble sector is an example, is still based on a system of micro and small businesses; precisely those economic subjects that have been most strongly affected by the transformations mentioned above. Therefore, it is essential to apply oneself immediately, and personally, in activating virtuous processes that can contribute to the renewal of companies and their consequent structural strengthening. Dismissing generic and abstract rhetorical devices, such as proclamations and slogans, it is necessary to commit ourselves to concretely signify important key concepts such as the valorization of the territory and cultural identity, trying to reactivate the entrepreneurial fabric of the area.

It is in this enthusiastic perspective that the Stone Light Streets event was decided: a close collaboration between young artists from the Academy of Fine Arts of Verona and some marble workshops in Valpolicella. The lively, vibrant, volcanic energy of these young people, in synergy with the well-established skills of artists and craftsmen of the workshops, can generate the momentum needed to overcome those limits of innovation - of product, process, organization - and digitization that are often the cause, or at least the aggravating factor, of an inability to develop economic activity. The event aims to sensitize all the operators involved in the territory, offering testimony and example of collaboration between professional figures, a very useful tool together with the business network, to cope with difficulties that affect an entire economic sector. Research and innovation must go back to being pillars of business, and these cannot be undertaken without the presence of young people, the true heart of our country. Andrea Yachy Lavezzi

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LIGHTING DESIGN LIGHTING DESIGN e valorizzazione del territorio L’illuminazione di un ambiente, che sia interno o esterno, non si limita a rendere fruibile tale luogo durante le ore serali, trasmettendo un senso di sicurezza agli eventuali visitatori, ma anche ad esaltarne le qualità artistiche, architettoniche e naturalistiche. Redigere un progetto di luce significa, quindi, definire gli effetti luminosi e la distribuzione delle luminosità superficiali (luminanza e brillanza) che consentano di rendere al meglio il soggetto di interesse: la luce può infatti offrire interpretazioni diverse della realtà, mettendo in risalto certi dettagli e celandone altri. Sulla base di tali indicazioni si provvederà poi ad individuare le sorgenti luminose (ma oramai si utilizzano prevalentemente le sorgenti LED) e gli apparecchi illuminanti più idonei ed a determinare le relative posizioni di installazione per raggiungere l’obiettivo finale. L’importanza del progetto di luce, inteso soprattutto come concept della scenario luminoso da ricreare, appare evidente se si pensa a come la luce, emessa o riflessa, e gli oggetti fisici che interagiscono con essa abbiano un forte impatto estetico sull’ambiente in cui sono inseriti e quanto l’illuminazione di un luogo costituisca un elemento imprescindibile per garantire la sicurezza e il comfort visivo. [crf. UNI 11630:2016] Per questo motivo si è ritenuto necessario introdurre una norma apposita che regolamenti la stesura di un progetto illuminotecnico: la norma UNI 11630:2016 specifica il processo di elaborazione e la documentazione di cui deve essere composto un progetto di luce, riconoscendo che “la progettazione illuminotecnica è da ritenersi un compendio tra arte e scienza capace di illuminare l’ambiente umano” [cfr. UNI 11630:2016]. La corretta illuminazione di un elemento naturale presuppone il mantenimento e l’enfatizzazione dell’equilibrio costituito da luci ed ombre che rendono la natura armoniosa durante il giorno: un’illuminazione troppo diffusa ed uniforme può smorzare o addirittura cancellare tali contrasti rendendo l’ambiente piatto ed insignificante, l’uso esagerato della luce colorata oppure effetti scenografici troppo drammatici possono costituire una forzatura ed alterare pesantemente la lettura e l’interpretazione del luogo. Non si deve dimenticare poi che la luce è una fonte vitale: non solo scandisce il trascorrere del tempo durante la giornata, ma è anche in grado di condizionare il ritmo della vita dell’uomo e di influire sullo sviluppo della vegetazione e dell’ambiente naturale.

LIGHTING DESIGN and territory valorization Numerosi sono gli studi scientifici in corso per verificare come la luce inibisca o stimoli la produzione di melatonina, l’ormone del sonno, con successive conseguenze sul ciclo sonno-veglia delle persone (ciclo circadiano). Effetti analoghi si riscontrano anche negli altri esseri viventi, quali animali e piante, sia a livello semplicemente fisiologico (metabolismo, ritmo sonno-veglia), sia a livello comportamentale in quanto talune specie utilizzano la luce per orientarsi o per regolare i cicli riproduttivi tanto che già da diversi anni si usano LED monocromatici nel campo dell’orticoltura per influenzare la crescita delle piante ovvero per stimolare determinati stati di sviluppo. Appare quindi evidente che, se non correttamente progettata, l’illuminazione di un’area esterna può avere influenze negative, tanto sull’uomo quanto sull’ecosistema locale, modificando i delicati equilibri tra le varie specie, tra i predatori e le prede, tra il mondo animale e quello vegetale. Per non parlare poi degli effetti negativi sul lungo periodo e che non si limitano alla singola area ma possono estendersi all’intero pianeta: lo sperpero di luce dovuto ad impianti sovradimensionati, per taglie di potenze oppure per numero di punti luce, o con puntamenti sbagliati, si traduce in uno spreco di energia elettrica necessaria a produrla con conseguente aumento dell’effetto serra e variazioni climatiche. Infine, un’eccessiva illuminazione artificiale delle aree esterne ha ripercussioni anche livello culturale: l’uomo ha ormai una limitata visione notturna del cielo ed ha quindi perso il contatto diretto con la volta celeste e tutta la sfera onirica e mistica che questa portava. All’interno del progetto “Stone Light Streets” la luce non vuole solamente rendere visibili le opere esposte, ma si propone di farle dialogare tra loro e con il visitatore stesso. La disposizione dei manufatti e dei relativi sistemi di illuminazione consente a chi si accosta alla mostra di avere una prima unica visione di insieme, per poi seguire la scia di luce e soffermarsi ad esaminare una alla volta le singole sculture. Il dosaggio delicato di ombre e penombre, unitamente all’utilizzo di filtri colorati per adattare la cromaticità della luce alle caratteristiche cromatiche della pietra, esalta e ravviva ogni pezzo della mostra.

The lighting of an environment, whether internal or external, is not limited to making it usable during the evening hours, transmitting a sense of security to any visitors, but also to enhance its artistic, architectural and natural qualities. Drawing up a light project means, therefore, defining the luminous effects and the distribution of surface brightness (luminance and brilliance) that allow to render at best the subject of interest: light can in fact offer different interpretations of reality, highlighting certain details and hiding others. On the basis of these indications we will then identify the light sources (but nowadays we mainly use LED sources) and the most suitable lighting fixtures and determine the relative installation positions to achieve the final objective. The importance of the lighting project, intended above all as a concept of the lighting scenario to be recreated, is evident if you think about how the light, emitted or reflected, and the physical objects that interact with it have a strong aesthetic impact on the environment in which they are placed and how the lighting of a place is an essential element to ensure safety and visual comfort. [crf. UNI 11630:2016] For this reason it was deemed necessary to introduce a special standard that regulates the drafting of a lighting design: the UNI 11630:2016 standard specifies the process of elaboration and documentation of which a lighting design must be composed, recognizing that “lighting design is to be considered a compendium between art and science capable of illuminating the human environment” [see UNI 11630:2016]. The correct lighting of a natural element presupposes the maintenance and the emphasis of the balance made up of lights and shadows that make nature harmonious during the day: a too diffuse and uniform lighting can dampen or even cancel these contrasts making the environment flat and insignificant, the exaggerated use of colored light or scenographic effects too dramatic can be a forcing and heavily alter the reading and the interpretation of the place. We must not forget that light is a vital source: not only does it mark the passing of time during the day, but it is also able to condition the rhythm of human life and influence the development of vegetation and the natural environment.

There are numerous scientific studies underway to verify how light inhibits or stimulates the production of melatonin, the sleep hormone, with subsequent consequences on the sleep-wake cycle of people (circadian cycle). Similar effects are also found in other living beings, such as animals and plants, both at a simple physiological level (metabolism, sleep-wake rhythm), and at a behavioral level as some species use light to orient themselves or to regulate their reproductive cycles, so that for several years now monochromatic LEDs are used in the field of horticulture to influence plant growth or to stimulate certain states of development. It is therefore clear that, if not properly designed, the lighting of an outdoor area can have negative influences, both on humans and on the local ecosystem, changing the delicate balance between the various species, between predators and prey, between the animal world and the plant one. Not to mention the negative long-term effects that are not limited to a single area, but can extend to the entire planet: the waste of light due to oversized systems, in terms of power or number of lighting points, or with wrong aiming, results in a waste of electricity needed to produce it, with a consequent increase in the greenhouse effect and climatic variations. Finally, excessive artificial lighting of outdoor areas also has repercussions at the cultural level: man has now a limited night vision of the sky and has therefore lost direct contact with the vault of heaven and all the dreamlike and mystical sphere that this brought. In the “Stone Light Streets” project, light is not only intended to make the works on display visible, but also to make them communicate with each other and with the visitor himself. The arrangement of the artifacts and their lighting systems allows those who approach the exhibition to have an initial single view of the whole, and then follow the trail of light and pause to examine the individual sculptures one by one. The delicate dosage of shadows and penumbras, together with the use of colored filters to adapt the chromaticity of the light to the chromatic characteristics of the stone, enhances and enlivens each piece of the exhibition. Elena Pedrotti

Elena Pedrotti

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SCUOLA TECNICA DEL MARMO SCUOLA TECNICA DEL MARMO - Settore Arte e Automazione, nella Formazione e nel Territorio.

MARBLE TECHNICAL SCHOOL - Art and Automation Sector, in Training and Territory.

Il settore Arte e Automazione del Marmo nasce a Sant’Ambrogio di Valpolicella nel 1986 per volontà dell’amministrazione comunale e degli imprenditori del territorio che, allora come oggi, hanno l’esigenza di investire su personale altamente qualificato. Oltre alla formazione iniziale di base triennale, il settore Arte e Automazione del marmo si apre anche alla formazione superiore nel restauro rivolta ai neo diplomati o ai neo laureati e alla formazione continua per persone adulte che necessitano di aggiornare o approfondire le proprie competenze. Un’offerta formativa che può contare su diverse partnership con importanti aziende del territorio e su laboratori tecnologicamente all’avanguardia. La stretta sinergia con Verona Stone District, con il Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella, con le principali Associazioni di categoria ed Ordini professionali, e in collaborazione con le principali aziende del settore, La Scuola Tecnica del Marmo svolge per il territorio un ruolo di costante informazione, promozione ed aggiornamento sull’evoluzione tecnologica e normativa del settore. La scuola punta a trasmettere ai giovani competenze sulle più innovative tecnologie e una conoscenza approfondita delle tecniche di finitura artistica e artigianale, per assicurare una professionalità sempre più all’avanguardia per il mondo del lavoro. Grazie anche ai continui investimenti nell’aggiornamento delle strumentazioni didattiche. Molto significativa è la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Verona che prosegue ormai da quattro anni e permette ai nostri studenti di confrontarsi attivamente con la produzione in marmo di progetti ideati dagli studenti dell’accademia. Questo lavoro collettivo confluisce ogni anno in un’esposizione durante la manifestazione fieristica di Marmomacc. Altra importante partnership è quella relativa alla mostra diffusa Stone Light Streets che ci vede coinvolti sia come partner che come tappa nel percorso di visita dei laboratori artistici sul territorio della Valpolicella.

The Marble Art and Automation sector was born in Sant’Ambrogio di Valpolicella in 1986 by the will of the municipal administration and the entrepreneurs of the area who, then as now, needed to invest in highly qualified personnel In addition to the initial three-year basic training, the Marble Art and Automation sector is also open to higher training in restoration aimed at new graduates and continuing education for adults who need to update or deepen their skills. A training offer that can count on several partnerships with important companies in the area and on technologically advanced laboratories. In close synergy with Verona Stone District, with the Municipality of Sant’Ambrogio di Valpolicella, with the main Trade Associations and Professional Orders, and in collaboration with the main companies in the sector, the Marble Technical School plays a role of constant information, promotion and updating on the technological and regulatory evolution of the sector. The school aims to transmit to young people skills on the most innovative technologies and a thorough knowledge of artistic and craft finishing techniques, to ensure an increasingly advanced professionalism for the world of work. Thanks also to the continuous investments in the updating of teaching tools. Very significant is the collaboration with the Academy of Fine Arts of Verona, which has been going on for four years now and allows our students to actively confront themselves with the production in marble of projects conceived by the students of the academy. This collective work flows every year into an exhibition during the fair event of Marmomac. Another important partnership is the one related to the diffused exhibition Stone Light Streets that sees us involved both as a partner and as a stage in the visit path of the artistic workshops in the Valpolicella area. Dario Marconi

Dario Marconi

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ALESSANDRO GUARDINI ALESSANDRO GUARDINI è uno scultore creativo nato a Negrar in provincia di Verona nel 1975. Lavora nella propria bottega d’arte dal 1998 a Monte di Sant’Ambrogio di Valpolicella realizzando a mano libera sculture ed ornati in marmo di ogni stile. Le commissioni di opere artistiche e monumenti presto arrivano da parrocchie, Comuni, Musei, studi di architettura ed illustri Artisti internazionali. Nipote d’arte e stretto collaboratore di grandi Maestri scultori non tralascia il “ bel composto” frequentando la scuola d’arte Paolo Brenzoni, Liceo artistico Buonarroti ed Accademia di belle arti a Verona. Il proprio percorso artistico nella statuaria classica lo stimola alla continua ricerca personale ed identificativa per la quale oggi sente la necessità di interpretare l’arte a sua maniera senza comunque trascurare la collaborazione con molte aziende italiane ed estere offrendo la figura di consulente artistico, performer ed installation art. In contemporanea alle proprie ricerche creative ha collaborato come docente presso l’Istituto Salesiano San Zeno (sezione scuola del marmo) ed ai corsi promossi dalla Regione Veneto per operatori di restauro lapideo. Nel 2016 nella sede dell’ Accademia di Belle Arti di Verona riceve il premio “Aldo Tavella d’oro” con il patrocinio del comune di Verona. Nel 2019 su commissione dell’Associazione Culturale LA PIANURA e la Regione Veneto e’ presentatore di un documentario con lo scopo di promuovere e valorizzare il territorio della bassa veronese. www.sculturemarmo.com

ALESSANDRO GUARDINI is a creative sculptor born in Negrar in the province of Verona in 1975. He has been working in his own art workshop since 1998 in Monte di Sant’Ambrogio di Valpolicella, creating freehand sculptures and ornaments in marble of all styles. Commissions for artistic works and monuments soon arrive from parishes, municipalities, museums, architectural firms and famous international artists. Grandson of art and close collaborator of great sculptors Masters does not neglect the “beautiful compound” attending the school of art Paolo Brenzoni, Buonarroti High School and Academy of Fine Arts in Verona. His artistic path in the classical statuary stimulates him to the continuous personal and identification research for which today he feels the need to interpret the art in his own way without neglecting the collaboration with many Italian and foreign companies offering the figure of artistic consultant, performer and installation art. At the same time of his creative research he has collaborated as a teacher at the Salesian Institute San Zeno (school of marble section) and at the courses promoted by the Veneto Region for stone restoration operators. In 2016 in the seat of the Academy of Fine Arts in Verona he received the award “Aldo Tavella d’oro” with the patronage of the municipality of Verona. In 2019 on commission of the Cultural Association LA PIANURA and the Veneto Region and ‘presenter of a documentary with the aim of promoting and enhancing the territory of the lower Verona. www.sculturemarmo.com

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OSCAR SANDRI OSCAR SANDRI è nato in Svizzera nel 1966; a 14 anni comincia a lavorare nel laboratorio del padre Leonello a Rivoli Veronese, dove impara i principi del mestiere che si tramandano da cinque generazioni. “Non ho mai conosciuto i miei bisnonni e poco i miei nonni, ma nonostante ciò ringrazio di cuore mio padre che aprendomi al loro mondo, ha fatto nascere in me una grande passione per la scultura”. All’inizio del 2000 Oscar prende le redini dell’azienda paterna, rinnovando la concezione di scultura in stile contemporaneo. Partecipa a fiere ed eventi internazionali e alla collaborazione con architetti, studi di design e altri scultori, portando le sue opere in tutto il mondo: Europa, Giappone, paesi arabi, Russia, America. Grazie agli studi ed alle collaborazioni professionali con l’Accademia è entrato in contatto con le nuove correnti artistiche, allargando i propri orizzonti creativi e specializzandosi come scultore professionista. https://www.oscarsandri.it/

OSCAR SANDRI was born in Switzerland in 1966, at the age of 14 he began working in his father Leonello’s workshop in Rivoli Veronese, where he learned the principles of the trade that have been handed down for five generations. “I never knew my great-grandparents and little about my grandparents, but despite this I thank my father from the bottom of my heart, who by opening me to their world, gave birth to a great passion for sculpture in me.” At the beginning of 2000 Oscar takes the reins of his father’s company, renewing the concept of sculpture in a contemporary style. He participates in international fairs and events and collaborates with architects, design studios and other sculptors, bringing his works all over the world: Europe, Japan, Arab countries, Russia, America. Thanks to his studies and professional collaborations with the Academy, he has come into contact with new artistic currents, broadening his creative horizons and specializing as a professional sculptor. https://www.oscarsandri.it/

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MATTEO CAVAIONI MATTEO CAVAIONI è nato a Negrar nel 1975, vive e lavora nei Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella e Dolcè. Ottiene il diploma presso il C.F.P. per il marmo di Sant’Ambrogio e nel 1990 consegue la qualifica in restauro nella medesima scuola. Successivamente nel 2003 consegue il diploma all’Accademia di Belle Arti di Carrara (MS) e nel 2009 il diploma del biennio di specializzazione in scultura presso l’Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona. Lavora presso lo scultore Giovanni Fasoli all’interno della ditta Fidia e contemporaneamente collabora con la ditta Decorart a vari restauri a Verona e nelle Marche (Jesi, Osimo, Ancona). Tra il 1996 e il 2002 collabora con diversi scultori nel comprensorio marmifero di Carrara (Neelgard, Cremoni, Massari, Balocchi). Dal 2002 è insegnante di tecniche della scultura presso la scuola d’arte P. Brenzoni di Sant’Ambrogio di Valpolicella. Dal 1999 partecipa a Mostre collettive nazionali (Carrara, Firenze, Messina, Pisa, Verona) e internazionali (Belgio, Austria) oltre a simposi di scultura (Italia, Germania, Austria, Croazia, Bosnia Erzegovina). http://matteocavaioni.it/

MATTEO CAVAIONI was born in Negrar in 1975, he lives and works in the municipalities of Sant’Ambrogio di Valpolicella and Dolcè. He obtains the diploma at the C.F.P. for the marble of Sant’Ambrogio and in 1990 he obtains the qualification in restoration in the same school. Then in 2003 he got the diploma at the Academy of Fine Arts in Carrara (MS) and in 2009 the diploma of the two-year specialization in sculpture at the Academy of Fine Arts Cignaroli in Verona. He works with the sculptor Giovanni Fasoli in the company Fidia and at the same time collaborates with the company Decorart in various restorations in Verona and Marche (Jesi, Osimo, Ancona). Between 1996 and 2002 he collaborates with several sculptors in the marble district of Carrara (Neelgard, Cremoni, Massari, Balocchi). Since 2002 he has been teaching sculpture techniques at the art school P. Brenzoni in Sant’Ambrogio di Valpolicella. Since 1999 he has participated in national (Carrara, Florence, Messina, Pisa, Verona) and international (Belgium, Austria) collective exhibitions as well as sculpture symposia (Italy, Germany, Austria, Croatia, Bosnia Herzegovina). http://matteocavaioni.it/

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INDICE OPERE 1. Valentina Bertoldo, CONNESSIONE 2. Laura Angela Gelsomini, CONTATTO 3. Francesca Maccari, PROCESSO INVOLUTIVO 4. Nicolò Marchetto, 24 ORE 5. Chiara Marcon, MANIFESTO DELL’ABITARE 6. Sara Massole, IL TEMPO DI RITROVARSI 7. Eleonora Mutto, INCERTEZZA 8. Ehsan Shayegh, IL VERSO DEL MAGMA 9. Sicily Spica, LA FATA DEI DENTI 10. Sara Zottarelli, IL PRIMO UOMO NELLO SPAZIO 11. AA.VV., DALLA MATERIA ALL’ANIMA

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CONNESSIONE CONNESSIONE Valentina Bertoldo 2021 Calcare nembro veronese, tessuto, albero.

CONNECTION Valentina Bertoldo 2021 Installation, Veronese nembro, fabric, tree.

Le ammoniti, sono dei fossili facilmente reperibili e sono la traccia delle più antiche forme viventi. La pietra, ha la meravigliosa capacità di cristallizzare e catturare al proprio interno la vita e per tale ragione essa, con quest’opera, viene indagata come una conservatrice della memoria passata. L’albero e la rete, sono degli elementi aggiuntivi che ho voluto incorporare nell’elaborato finale, per la loro simbologia e rafforzarne il concetto. Essi infatti contribuiscono all’unione ciclica (ripresa anche nel significato della forma a spirale dell’ammonite) e unica tra la pietra, l’uomo e la natura. Queste entità, legate assieme, danno forma ad una composizione energica e dinamica, rappresentativa di un’unione universale.

Ammonites are easily found fossils and are the trace of the most ancient living forms. Stone has the wonderful ability to crystallize and capture life within itself and for this reason, with this work, it is perceived as a keeper of past memories. The tree and the net are additional elements that I wanted to incorporate in the final work, for their symbolism and reinforcement of the concept. In fact, they contribute to the cyclical union (also taken up in the meaning of the spiral shape of ammonite) and the unique relationship between stone, man ,and nature. These entities, linked together, give shape to an energetic and dynamic composition, representative of a universal union.

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CONTATTO CONTATTO Laura Angela Gelsomini 2021 Marmo bianco perlino, rosa atlantide, arenaria limestone, nastro di raso nero.

CONTACT Laura Angela Gelsomini 2021 White Perlino marble, rosa atlantide, limestone sandstone, black satin ribbon.

Il connubio tra la solidità del marmo e la leggerezza della carta si unisce nella fragilità dell’insieme. Questa situazione che ci lega da ormai più di un anno, tra la costrizione e il mancato contatto, ci lascia questa libertà:la parola e i suoi segreti celati all’interno di queste lettere.

The union between the solidity of the marble and the lightness of the paper joins in the fragility of the whole. This situation that has binded us for more than a year now, between constriction and lack of contact, leaves us this freedom:the word and its secrets hidden within these letters.

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PROCESSO INVOLUTIVO PROCESSO INVOLUTIVO Francesca Maccari 2021 Pietra di fiume, marmo apuano, carta, vetro e legno.

INVOLUTIVE PROCESS Francesca Maccari 2021 River stone, Apuan marble, paper, glass and wood.

La lettura dell’opera procede lungo la linea del tempo. A sinistra il passato è rappresentato metaforicamente da una roccia grezza. Ad essa seguono due versioni sintetiche e rielaborate in marmo e carta. Come i cristalli creano un pattern ordinato e periodico all’interno del reticolo cristallino, solidificazione di ciò che prima era fluido, dopo un tempo lunghissimo, così anche i miei modelli rielaborati rappresentano un tentativo, vano, di trasformare il disordine e la pesantezza della roccia in qualcosa di leggero, omologato, ordinato, velocemente comprensibile, e pertanto, più facilmente accettabile. Ma di fatto, a cambiamento compiuto, ci si rende conto di aver attuato una destrutturazione delle complessità della roccia originale, e di un cambiamento non più reversibile e fruibile, inutile come un foglio di carta stropicciato. La mia opera vuole ironizzare sul processo evolutivo dell’uomo, destinato all’autodistruzione.

The work is read as if proceeding along a timeline. On the left, the past is metaphorically represented by a rough rock. It is followed by two synthetic and reworked versions in marble and paper. Just as the crystals create an ordered and periodic pattern within the crystal lattice, solidification of what was previously fluid, after a very long time, so too my reworked models represent a vain attempt to transform the disorder and heaviness of the rock into something light, homologated, orderly, quickly understandable, and therefore, more easily acceptable. But in fact, once the change is complete, we realize that we have implemented a deconstruction of the complexities of the original rock. A change that is no longer reversible and usable, is now as useless as a crumpled sheet of paper. My work mocks the evolutionary process of man, destined for self-destruction.

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24 ORE 24 ORE Nicolò Marchetto 2021 Calcare nembro rosato, bianco perlino, sorgenti luminose. Fermati. Cosa vedi? Una serie di immagini si ampliano ai vostri occhi e la sottile barriera che regola la realtà e il tempo si infrange. Vi siete mai chiesti come sarebbe vedere all’infinito lo stesso momento congelato nel tempo? 24 ORE ricrea le condizioni astrologiche della giornata del 22 Febbraio attraverso il rapporto tra posizione del Sole e assi cartesiani; essa vi farà assistere al giorno in cui tutto è iniziato, il giorno in cui sono nato.

24 HOURS Nicolò Marchetto 2021 Nembro rosato, bianco perlino, light sources. Stop. What do you see? A series of images expand to your eyes and the subtle barrier that regulates reality and time is shattered. Have you ever wondered what it would be like to see the same moment frozen in time over and over again? 24 HOURS recreates the astrological conditions of the day of February 22 through the relationship between the position of the Sun and the Cartesian axes; it will make you witness the day it all began, the day I was born.

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MANIFESTO DELL’ABITARE MANIFESTO DELL’ABITARE Chiara Marcon 2020 Acqua, ossido ferrico, pietra Video performance - 3’9’’

MANIFEST OF LIVING Chiara Marcon 2020 Water, ferric oxide, stone Video performance - 3’9 ‘’

Abitare un luogo, un momento, un oggetto. Abitare tracce invisibili. Abitare mediante la mia presenza e la mia esistenza.

Living in a place, a moment, an object. Living invisible traces. To live by my presence and my existence.

Manifesto dell’abitare parla del passaggio dell’uomo sulla terra, dell’essere umano come presenza che lascia delle tracce lungo il suo percorso. Tracce che possono essere oggetti che abbiamo toccato, luoghi che abbiamo vissuto, persone che abbiamo incontrato.

Manifesto of Living speaks of the passage of man on earth, of the human being as a presence that leaves tracks along the path with him. Traces that can be objects we have touched, places we have lived, people we have met.

Una presenza reale ma impercettibile, che appartiene ad una dimensione eterna, andando oltre la nostra esistenza fisica sulla terra.

A real but imperceptible presence, which belongs to one eternal dimension, going beyond our physical existence on earth.

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IL TEMPO DI RITROVARSI IL TEMPO DI RITROVARSI Sara Massole 2021 Performance, pietra ardesia, stoffa.

TIME TO GET BACK Sara Massole 2021 Performance, slate stone, stoffa.

“Niente pareva troppo umile, troppo assurdo, troppo abietto, ai suoi occhi niente era indegno di essere filato. Riuscì a trarre dalla materia la sua parte migliore.” Carole Martinez, Il cuore cucito, 2009, ed. Mondolibri

“Nothing seemed too humble, too absurd, too abject, in his eyes nothing was unworthy of being spun. He managed to get the best part of him out of matter. “ Carole Martinez, Il cuore cucito, 2009, ed. Mondolibri

Due mondi che si incontrano: la pietra e il ricamo. Due mondi che convivono nella mia terra d’origine: la Sardegna. Due mondi che raccontano una storia e che dialogano tra loro. Due mondi che hanno a che fare con la lentezza, con lo scorrere del tempo. Il ricamo ha sempre fatto parte della mia vita, in Sardegna il ricamo è parte della vita: come le pietre, le pietre dei Nuraghi, delle tombe, delle miniere. Un legame profondo con la mia terra, una terra lacerata dalle miniere e ricucita dal legame rassicurante con il ricamo.

Two worlds that meet: stone and embroidery. Two worlds that coexist in my homeland: Sardinia. Two worlds that tell a story and that communicate with each other. Two worlds that have to do with slowness, with the passing of time. Embroidery has always been part of my life, in Sardinia embroidery is part of life: like stones, the stones of the Nuraghi, tombs, mines. A deep bond with my land, a land torn by mines and stitched up by the reassuring bond with embroidery.

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INCERTEZZA INCERTEZZA Eleonora Mutto 2021 Marmo giallo di Siena.

UNCERTAINTY Eleonora Mutto 2021 Siena yellow marble.

Se un giorno ci svegliassimo e tutto ciò che consideriamo da sempre saldo e duraturo si stesse sciogliendo?

What if one day we wake up and everything we have always considered solid and lasting is melting away?

Nell’ opera mi allontano dal concetto di «pietra» come materiale duro e pesante, inserendo in una situazione insolita un parallelepipedo marmoreo/ colonna, il quale non avrà più la sua funzione di sostegno e continuità del tempo, ma al contrario trasmetterà instabilità e fragilità sciogliendosi.

In this work, I move away from the concept of “Stone” as being a hard and heavy material, by placing it in an unusual situation. Amarble parallelepiped / column, which will no longer have its support function and continuity of time, will transmit instability and fragility by melting.

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IL VERSO DEL MAGMA IL VERSO DEL MAGMA Ehsan Shayegh 2019 Pietra lavica smaltata.

THE VERSE OF MAGMA Ehsan Shayegh 2019 Enameled lava stone.

Vengo da mille corridoi annidati Alla ricerca della luce Vengo dal punto più misterioso Dell’universo, non dal mondo superiore, che da un posto sotto i tuoi piedi Dall’inferno, dal mondo inferiore Ma oggi sono il fluido più fermo non sono andato a letto con nessuno e Sembro così nudo, spoglio e vuoto Ma oggi sono il fluido più puro. Fammi compagnia in questo viaggio e Ti mostrerò il sapore di un insieme Dell’acqua e del fuoco.

I come from a thousand nested corridors In search of light I come from the most mysterious point Of the universe Not from the upper world, from a place under your feet From hell, from the lower world But today I’m the steadiest fluid I haven’t slept with anyone and I look so naked, bare and empty But today I am the purest fluid. Keep me company on this journey and I’ll show you the taste of a whole Of water and fire.

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LA FATA DEI DENTI LA FATA DEI DENTI Sicily Spica 2021 Marmo apuano, acqua, vetro.

THE TOOTH FAIRY Sicily Spica 2021 Marble Apuano, water, glass.

Il concetto che ho scelto è quello dell’interpretazione letterale della pietra attraverso il tempo; la durata effettiva della decomposizione della materia. Quanto tempo impiega la pietra a degradarsi attraverso gli elementi terrestri? Questo mi fa pensare alle ossa e al periodo di degradazione. Noi studiamo le ossa degli animali preistorici e i loro resti hanno resistito alla prova del tempo. Quindi, per rendere la cosa più personale, ho scelto di guardare le ossa di noi umani. Sono un grande fan dei film horror e i denti sono un grande pezzo di discussione quando si tratta di questo genere di arte. I denti sono così essenziali non solo nella vita ma anche nella morte. Poiché sono ossa, non si decompongono come il resto del corpo. Possono anche essere usati per identificare un corpo, cosa che trovo molto affascinante. I denti sono alcune delle parti più strane e interessanti del corpo umano. Usiamo piccole ossa per scomporre il nostro cibo e loro stessi non si scompongono. Così questo a sua volta sarà un memoriale per onorare la mia impronta dentale.

The concept I have chosen is that of the literal interpretation of stone through time; the actual length of degradation taken place. How long does stone take to break-down through the earthly elements? This makes me think of bones and the degradation period. We study bones of prehistoric animals and their remains have stood the test of time. So to make this more personal, I chose to look at the bones of us humans. I am a big fan of horror movies and teeth are a big discussion piece when it comes to this genre of art. Teeth are so essential not just in life but in death as well. Since they are bones, they don’t decompose like the rest of the body. They can also be used to identify a body which I find very fascinating. Teeth are some of the strangest most interesting parts of the human body. We use tiny little bones to break down our food and they themselves do not break down. So this in turn will be a memorial to honor my own set of teeth.

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IL PRIMO UOMO NELLO SPAZIO IL PRIMO UOMO NELLO SPAZIO Sara Zottarelli 2021 Pietre e acciaio.

THE FIRST MAN IN SPACE Sara Zottarelli 2021 Stones and steel.

L’opera ruota attorno al tempo metafisico, ossia il legame intimo che nel corso dei secoli si è formato fra il materiale lapideo, considerato eterno, e l’essere umano. Essa riprende forme e modalità del primo approccio dell’uomo nei confronti di questo materiale, ovvero le schegge di Selce, mettendo in collegamento diretto il passato dell’uomo al suo futuro, in particolare all’enigma che accompagna oggi la scienza astronomica, ovvero la materia oscura.

The work revolves around metaphysical time, that is, the intimate bond thatover the centuries it was formed between the stone material, considered eternal, and being human. It takes the forms and methods of man’s first approach towards this material, that is the flint splinters, putting man’s past in direct connection to his future, in particular to the enigma that accompanies astronomical science today, namely dark matter.

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DALLA MATERIA ALL’ANIMA AA.VV. DALLA MATERIA ALL’ANIMA Opera collettiva 2019-2021 Pietre e marmi. Il processo di apprendimento della forma umana, la sua trasposizione immortalata nella materia pietra, passa attraverso la disamina delle sue mille sfaccettature, espressioni, voci che diventano conoscenza, fatica, passione.

FROM MATTER TO SOUL Collective work 2019-2021 Stones and marbles. The process of learning the human form, its transposition immortalized in the stone material, passes through the examination of its thousand facets, expressions, voices that become knowledge, effort, passion.

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PREMIO DONATONI PREMIO DONATONI

DONATONI PRIZE

Nata nel 1959 come “Officina Donatoni”, azienda specializzata nell’assistenza di mezzi e di macchine per la pietra, nel tempo la Donatoni Macchine è diventata leader e punto di riferimento nella produzione di tecnologie all’avanguardia per la lavorazione del marmo e della pietra.

Donatoni Macchine è felice di accogliere la prima tappa della mostra StoneLightStreets, nella quale verrà assegnato il “Premio Donatoni” all’opera che è riuscita a trasmettere nel migliore dei modi, con creatività e originalità, il tema portante di The Italian Stone Theatre – Time in Stone presentato a Marmomac 2021.

Nel 2008, la vicinanza al distretto del marmo di Verona e l’attenzione alle problematiche quotidiane che tutti i giorni affrontano le aziende del settore, hanno spinto Giorgio Donatoni a concentrare l’attività sulla produzione di macchine e tecnologie per la lavorazione del marmo e a sviluppare soluzioni innovative allineate alle richieste dei clienti. Dal 2015, Donatoni collabora con successo con Intermac e Montresor: insieme queste tre eccellenze hanno unito capacità, tecnologia e capillarità della rete distributiva con l’obiettivo di affiancare i propri clienti nella realizzazione della fabbrica intelligente e offrire un servizio customer care a 360°.

https://www.donatonimacchine.eu/it/

Per Donatoni, essere innovativi significa soddisfare le esigenze del cliente attraverso nuove soluzioni e servizi: l’azienda porta avanti questo obiettivo mediante il miglioramento continuo, la ricerca costante e l’utilizzo di nuove tecnologie che, affiancati a precisione e affidabilità, permettono di offrire una gamma di prodotti caratterizzati da una qualità costante nel tempo. Da sempre l’azienda si dedica alla formazione tecnica dei propri clienti e per questo motivo ha recentemente istituito l’Academy interna estendendo l’offerta formativa a studenti, neo-diplomati e aziende del settore della pietra e differenziando i corsi in varie tematiche tecniche, gestionali e artistiche per supportare a 360° la crescita del settore. Con l’avvio del progetto Donatoni Academy ha avuto inizio anche una importante collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Verona allo scopo di far conoscere ai giovani artisti il mondo della pietra e la sua lavorazione attraverso tecnologie avanzate.

Founded in 1959 as “Officina Donatoni”, a company specializing in the assistance of means and machines for stone, over time Donatoni Macchine has become a leader and a reference point in the production of advanced technologies for the processing of marble and stone. In 2008, the proximity to the marble district of Verona and the attention to the daily problems faced by companies in the industry, led Giorgio Donatoni to focus on the production of machines and technologies for processing marble and to develop innovative solutions aligned with customer requirements. Since 2015, Donatoni has been successfully collaborating with Intermac and Montresor: together these three excellences have combined capacity, technology and capillarity of the distribution network with the aim of supporting their customers in the realization of the smart factory and offering a 360° customer care service.

Donatoni Macchine is happy to welcome the first stage of the StoneLightStreets exhibition, in which the “Donatoni Award” will be assigned to the work that has managed to convey in the best way, with creativity and originality, the main theme of The Italian Stone Theatre - Time in Stone presented at Marmomac 2021. https://www.donatonimacchine.eu/it/

For Donatoni, being innovative means satisfying the customer’s needs through new solutions and services: the company pursues this goal through continuous improvement, constant research and the use of new technologies that, together with precision and reliability, allow to offer a range of products characterized by a constant quality over time. The company has always been dedicated to the technical training of its customers and for this reason it has recently established the internal Academy extending the training offer to students, new graduates and companies in the stone sector and differentiating the courses in various technical, managerial and artistic themes to support the growth of the sector at 360°. With the start of the Donatoni Academy project, an important collaboration with the Academy of Fine Arts of Verona has also begun, with the aim of introducing young artists to the world of stone and its processing through advanced technologies.

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PERFORMANCE IN LIGHTING PERFORMANCE IN LIGHTING IL GRUPPO PERFORMANCE iN LIGHTING La luce è la nostra materia prima e la nostra fonte d’ispirazione. Da 40 anni sviluppiamo progetti nel campo dell’illuminazione professionale capaci di creare per l’uomo spazi di benessere. Per offrire soluzioni illuminotecniche perfettamente integrabili in ciascun ambito applicativo. Con passione, esperienza e competenza tecnica. Con sede a Colognola ai Colli, in provincia di Verona e con importanti unità produttive in Germania, Belgio e Stati Uniti, PERFORMANCE iN LIGHTING si attesta tra le principali realtà industriali nel comparto dell’illuminazione professionale confermando un’eredità di competenze unica e al contempo un’effervescenza e una sperimentazione continua che hanno permesso al Gruppo di diventare un solido riferimento nel mondo del design e dell’architettura a livello globale. conoscere ai giovani artisti il mondo della pietra e la sua lavorazione attraverso tecnologie avanzate. MISSIONE “Alla ricerca della prestazione perfetta: offrire apparecchi illuminotecnici tecnologicamente innovativi e con la massima sicurezza e durata nel tempo”. 40 anni di innovazione nella luce sono la nostra forza per spingerci costantemente verso un futuro sempre più tecnologico e sempre più orientato al benessere delle persone. Tecnologia e benessere, un binomio che nella luce ci offre la possibilità di non smettere mai di ricercare, innovare e sperimentare per ottenere apparecchi illuminotecnici all’avanguardia, in ottica di risparmio energetico, durata nel tempo e di utilizzo di materiali sempre più sostenibili e riciclabili.

VISION “Siamo un Gruppo globale con un’attitudine locale”. Il mondo di oggi è sempre più focalizzato su globalizzazione e mercato unico. La nostra azienda negli anni è diventata un gruppo internazionale con più sedi in tutto il mondo, ma non ha mai dimenticato il legame con il territorio e con la comunità, coltivandolo e favorendone lo sviluppo in ognuno di paesi dove opera. Le collaborazioni sono fondamentali per un’azienda che desidera crescere, condividere e arricchire il proprio know-how. È per questo che le nostre partnership sono molte e sono focalizzate su ricerca, sviluppo e formazione, come con l’Accademia di Belle Arti di Verona. Infatti, crediamo nella formazione e sosteniamo la crescita e l’inserimento professionale dei giovani di oggi per renderli i professionisti del futuro. https://www.performanceinlighting.com/it/it/

PERFORMANCE IN LIGHTING PERFORMANCE iN LIGHTING GROUP Light is our raw material and our inspiration source. For 40 years, we have been developing projects in the field of professional lighting that can create comfort spaces for man. Offering lighting solutions that are perfectly integrated into each setting. With passion, experience, and technical expertise. Headquartered at Colognola ai Colli, in the province of Verona, and with important production units in Germany, Belgium, and the United States, PERFORMANCE iN LIGHTING has established itself amongst one of the main industrial entities in the sector of professional lighting, confirming its unique heritage of skills whilst at the same time maintaining a continuous enthusiasm for innovation, enabling the Group to become a solid global reference in the world of design and architecture.

VISION “We are a global Group with a local attitude”. Today’s world increasingly emphasises globalization and the single market. Over the years our company has become an international group with multiple offices around the world, but our connection with the territory and community has never been forgotten. Instead, its development has been cultivated and promoted in each of the countries where we operate. Collaborations are essential for a company that wants to grow, share and enrich its know-how. This is why we have many partnerships focused on research, development and training, for example with Verona Fine Arts Accademy. In fact, we believe in training and we support the growth and professional integration of today’s young people to develop professionals of the future. https://www.performanceinlighting.com/it/it/

MISSION “In search of perfect performance: to offer technologically innovative lighting fixtures with maximum safety and durability over time”. 40 years of innovation in lighting are our strength and what keeps us towards an increasingly technological future oriented more and more towards the well-being of people. Technology and well-being, in lighting this combination represents the opportunity to never stop researching, innovating and experimenting to obtain cutting-edge lighting fixtures, that also save energy, are durable and use increasingly sustainable and recyclable materials.

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— ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI VERONA Presidente Marco Giaracuni Direttore Francesco Ronzon — PROGETTO Organizzazione e produzione Accademia di Belle Arti di Verona in collaborazione con Alessandro Guardini Scultore, Oscar Sandri Scultore, Studio M Matteo Cavaioni, Donatoni Macchine s.r.l., Scuola del Marmo Istituto Salesiano San Zeno Settore Marmo di Sant’Ambrogio di Valpolicella. In collaborazione con/ With: Alessandro Guardini Artista, Studio M di Matteo Cavaioni, Oscar Sandri Scultore, SèMarble Company di Andrea Yachy Lavezzi, Donatoni Macchine s.r.l Con il patrocinio di/Under the patronage of: Verona Fiere, Marmomac, Verona Stone District, Istituto Salesiani San Zeno settore marmo, Comune di Verona, Comune di Sant’Ambrogio Valpolicella, Comune di Dolcè. A cura di/ Curated by: Francesca Piccolino Boniforti with Andrea Yachy Lavezzi (Sémarble Company) and Elena Pedrotti. Con il supporto di/ Supported by: Performance in Lighting S.p.A. Sponsor tecnici/ Technical sponsors: Castaldi Illuminazione., Marmi Regina s.r.l., Montemarmi s.r.l. Artisti/ Artists: Valentina Bertoldo, Laura Angela Gelsomini, Francesca Maccari, Nicolò Marchetto, Chiara Marcon, Sara Massole, Eleonora Mutto, Ehsan Shayegh, Sicily Spica, Sara Zottarelli progetto grafico e Catalogo studenti Edoardo Granzotto e Isam Sadikoski coordinati da Andrea Yachy Lavezzi Cura e coordinamento catalogo Francesca Piccolino Boniforti Comunicazione e ufficio stampa Marta Ferretti (responsabile progetti) e Veronica Sinardi (ABAVR) Testi Maurizio Danese Marco Giaracuni francesco Ronzon Dario Marconi Francesca Piccolino Boniforti Andrea Yachy Lavezzi Elena Pedrotti Fotografia e Video Carlo Tombola con gli studenti Giulia Borriero, Anna Perrotta, Andrea Zanchetta, Sara Blanca, Federico Baltieri, Matteo Corsi, Pietro Valcanover, Sara Pistore Traduzioni Studentessa Sicily Spica Ringraziamenti / Thanks to: Andrea Cavaioni, Karima Oustadi, Louis Pierelli