Linea Terra Acqua Into the Nest

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VILLA BURI VERONA

I N T O

T H E

PARCO DI ARTE E NATURA

N E S T

2021 IV EDIZIONE

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI VERONA


VILLA BURI VERONA

2021 IV EDIZIONE

un progetto di Accademia di Belle Arti di Verona in collaborazione con Villa Buri onlus, Società Cooperativa sociale Biosphaera, Entaconsulta srl di Nicola Bussola a cura di Daniele Salvalai con Marta Ferretti, Daniele Girardi in collaborazione con Chiara Tosi, Nicola Bussola, Giovanni Claudio Zuffo con il patrocinio di Comune di Verona, Lipu Birdlife Italia, SIA Società Italiana d’Arboricoltura con il supporto di Quid Impresa Sociale residenza partner Mustarinda

INTO THE NEST

artisti Marco Chemello, Lorenzo Favaron, Davide Galandini, Chiara Marcon, Paola Monardo, Anna Ronchiato, Sara Zottarelli progetto grafico a cura di Alex Avanzi, Lucia Bernardi, Anela Celebic, Nicolò De Togni coordinamento di Giulia Ciliberto con Francesca Coluzzi fotografie di Davide Galandini

20 giugno 27 settembre inaugurazione domenica 20 giugno 2021 ore 18.30

PARCO DI ARTE E NATURA

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI VERONA

Parco Villa Buri Via Bernini Buri, n. 99 37132 Verona


MARCO GIARACUNI

Giunto alla quarta edizione, Linea Terra Acqua è diventato per l’Accademia di Belle Arti di Verona un appuntamento imprescindibile. Connotato da un carattere fortemente sperimentale, negli anni il progetto ha affrontato le principali urgenze del nostro tempo nei confronti dell’ambiente. Dalla prima manifestazione nel 2017 in cui si è voluto introdurre il complesso rapporto che intercorre tra l’uomo e la natura, passando per le successive edizioni in cui gli artisti si sono posti in ascolto dei suoni che la materia naturale può produrre (2018) e le forme labirintiche che l’essere umano ha costruito grazie ad essa (2019), Linea Terra Acqua si è rivelato uno spazio di confronto e di crescita collettiva sul ruolo e la posizione etica che dobbiamo necessariamente assumere verso il nostro pianeta. A maggior ragione in questa edizione, che giunge in un momento di profonda trasformazione sociale dopo che la pandemia ha investito ogni parte del mondo, la possibilità di confrontarci in primo luogo da cittadini con il tema del Nido

Presidente Accademia di Belle Arti di Verona

ci pone di fronte a numerose questioni che riguardano non soltanto il nostro modo di vivere insieme ma soprattutto la necessità di ricostruirlo su basi più solide, sostenibili ed inclusive. Rifugio, crescita, protezione, vulnerabilità, sono solo alcuni dei primi significati che il Nido incarna. Altri si aprono a un orizzonte di riflessioni in cui l’ambiente diventa il motore di un rinnovamento culturale, sociale ed economico dove l’uomo perde il suo ruolo centrale per acquisire una posizione interconnessa e in dialogo con la natura. I sette artisti di questa edizione hanno evidenziato con grande sensibilità come l’abitare in comune necessiti di cura e di conoscenza per costruire spazi e relazioni radicate e solidali. Non posso che ringraziare tutti i docenti, i partner, i collaboratori, i professionisti e gli studenti che con entusiasmo e nonostante le difficolta di questo tempo hanno portato avanti il progetto consolidando l’impegno civile che la comunità artistica rivolge alla società.


FRANCESCO RONZON

Direttore Accademia di Belle Arti di Verona

“Gimme Shelter!” (Rolling Stones) Il tema del nido lega questa edizione di Linea, Terra, Acqua all’opera di Charles Darwin in modo profondo e costitutivo. Quando nel 1859 lo studioso inglese presentò la sua teoria dell’evoluzione naturale ottenne infatti l’effetto di modificare non solo un’area delle scienze biologiche ma anche i modi e le forme culturali con le quali l’Occidente era in grado di pensare a se stesso: gli esseri umani non erano più creature uniche, elevate e privilegiate ma parti di un più ampio quadro naturale alla stessa stegua di topi, orchidee, pappagalli e così via. Quest’impostazione ha due impatti principali anche per quanto riguarda il tema del nido come oggetto di progettazione artistica. In primo luogo, pensare all’abitare muovendo dal nido e non dalla casa ci aiuta a inserire la specie umana all’interno di un’unica storia inter-specifica basata sulla comune “animalità”. Gli esseri umani sono animali e ogni animale crea in modo attivo attorno a sé un ambiente atto a garantire le funzioni base della sua esistenza (riparo, sicurezza, protezione, immagazzinamento ecc. ecc.). I ragni filano reti che

sfruttano in modo raffinato le leggi della fisica, i castori smontano e assemblano pezzi del proprio ambiente in elaborate strutture lignee, e gli esseri umani, infine, costruiscono un’infinita varietà di architetture sia mobili che sedentarie: tende, bunker, palazzi, villette, cattedrali. In quest’ottica, le azioni delle varie specie viventi non rappresentano più realtà parallele ma trovano posto all’interno di un unica scatola che è quella degli esseri viventi con le loro interazioni ordinarie di predazione, addomesticamenti, convivenze simbiotiche, comunicazioni trans-specifiche. In secondo luogo, l’idea di nido ci porta a riflettere sugli ecosistemi in quanto oikos (casa) degli esseri viventi. Non esiste una terra e delle creature che la abitano. Anche se può sembrare controintuitivo, la rete di interazioni biochimiche che permette l’esistenza della vita non presenta linee di confine al suo interno. La questione è stata posta in modo iconico nei primi anni ’70 dalla cosidetta “ipotesi di Gaia” di James Lovelock, poi ripresa e sviluppata in modo più sistematico da Lynn Margulis. Lovelock nominò tale ipotesi in onore a Gaia, la dea

primordiale che personificava la Terra nella mitologia greca. Secondo tale ipotesi gli organismi viventi sulla Terra interagiscono con le componenti inorganiche circostanti per formare un unico complesso sistema sinergico e autoregolante che aiuta a mantenere e perpetuare le condizioni per la vita sul pianeta. Nella sua formulazione, l’ipotesi Gaia rileva come gli oceani, i mari, l’atmosfera, la crosta terrestre e tutte le altre componenti geofisiche del pianeta Terra si mantengano in condizioni idonee alla presenza della vita proprio grazie al comportamento e all’azione degli organismi viventi, vegetali e animali. Ad esempio la temperatura, lo stato d’ossidazione, l’acidità, la salinità e altri parametri chimico-fisici fondamentali per la presenza della vita sulla Terra presentano valori costanti. Questa omeostasi è l’effetto dei processi di feedback attivo svolto in maniera autonoma dal biota. Inoltre tutte queste variabili non mantengono un equilibrio costante nel tempo, ma si evolvono in sincronia con il biota. Quindi i fenomeni evoluzionistici non riguardano solo gli organismi o l’ambiente naturale, ma l’intera Gaia.

A titolo conclusivo, si potrebbe dire che questa riflessione sugli aspetti ecosistemici della vita arrivi alle sue logiche conseguenze quando iniziamo a pensare che ad un certo punto il nido potrebbe anche essere vuoto. Come ben illustrato nelle analisi di Alan Weisman sulla ri-organizzazione naturale delle aree abbandonate dagli esseri umani, c’è un’enorme arroganza nel pensare che la terra esista ad uso e consumo esclusivo della nostra specie. Il ritorno delle varie specie animali e vegetali nelle zone radioattive di Chernobyl, nella terra di nessuno tra le due Coree, nelle varie aree insediate e poi abbandonate da Maya e Aztechi, e dalle numerose città fantasma in giro per il mondo testimonia che il nido ecologico in cui abitiamo non è nostro, non è garantito e non si cura affatto della nostra presenza al suo interno. Come notava Giacomo Leopardi, la natura cura, accoglie, protegge ma è capace allo stesso tempo di urtare, tagliare e rivoltarsi contro. Si raccoglie ciò che si semina.


Curatore del progetto e docente di Scultura Accademia di Belle Arti di Verona

DANIELE SALVALAI INTO THE NEST Visioni dentro o fuori dal nido Il percorso formativo preliminare alla quarta edizione di Linea Terra Acqua, al quale hanno partecipato quarantuno studenti dell’Accademia di Belle Arti di Verona, ha come oggetto l’analisi di una pluralità di visioni intorno al concetto di natura, con particolare riferimento al tema del nido. La scelta tematica è stata determinata, a monte, dall’incontro dell’Accademia di Verona con la L.i.p.u. (Lega Italiana Protezione Uccelli) Regione Veneto, dal quale è emerso l’intento di analizzare ed evidenziare, con l’ausilio delle arti visive, alcune criticità legate alla sopravvivenza e al ripopolamento di volatili nel territorio veronese. Le conferenze introduttive hanno approfondito diversi approcci al tema, dalla visione storico-artistica a quella antropologica, fino all’analisi ambientale-ecologica e tecnica. Il nido è associato per antonomasia al nucleo entro il quale la vita matura; è emblema di intimità e di dimora familiare; è inteso come spazio di rifugio, recupero, crescita e tutela, in riferimento tanto al mondo naturale quanto a quello umano. Spesso sinonimo di protezione, può altresì essere associato al pericolo se letto come contrapposizione fra ciò che sta dentro - il luogo del conforto - e ciò che può accadere fuori, che provoca terrore e angoscia.

Il nido è emblema dell’abitare e del nostro “Essere nel mondo” secondo la concezione di Martin Heidegger. Il filosofo tedesco, attraverso un’analisi condotta e condivisa con lo scultore Eduardo Chillida, adotta la metafora dell’abitare anche per definire il rapporto che lega la scultura con lo spazio. Utilizza l’immagine concettuale del sentiero e della radura, luoghi determinati attraverso le azioni umane del disboscare e dissodare e predisposti per un insediarsi e per un accadere delle cose, in riferimento sia alla collettività degli uomini, sia ad un’opera scultorea, che abita lo spazio, ma che può diventare essa stessa spazio di dimora. Il percorso ha coinvolto studenti delle Scuole di Decorazione, Pittura, Scultura e del biennio specialistico di Italian Strategic Design, che si sono misurati con l’approfondimento tematico e con il successivo sviluppo espressivo di opere visive originali, specificamente pensate per il contesto naturale di Villa Buri. Gli autori delle sette opere selezionate per la mostra finale sono entrati in relazione con il contesto paesaggistico del parco, non soltanto dialogando con la natura, ma cercando anche di riscoprire il legame con la storia, la cultura e le diverse attività svolte in questo luogo ospitale e ricco

di suggestioni. Si sono serviti di materiale di ogni tipo, dal materiale naturale del posto, a materiali lignei e tessili di riciclo, alle nuove tecnologie, agendo sempre nel rispetto della dimensione estetica della natura e del suo sistema vulnerabile. Le opere, grandi installazioni, sculture virtuali e performance, lasciano emergere visioni distinte e originali attraverso l’analisi del paesaggio, dell’ambiente e dell’ecologia ed in particolar modo dell’uomo in rapporto ad essi. Oggi la natura diviene un soggetto con cui relazionarsi alla pari. L’artista entra a farne parte attraversandola simbolicamente, come testimonianza della propria esperienza ed esprimendo il valore antropologico che lega l’Uomo alla Natura. L’artista contemporaneo non si può limitare a fornire copie imitative o rappresentative della natura, e tanto meno a utilizzare i suoi incantevoli spazi come un luogo di strumentalizzazione; è tenuto ad agire su un piano simbolico che riflette sul sociale e deve porre attenzione a ciò che spesso rimane inosservato, adottando un approccio culturale finalizzato ad una nuova comprensione della natura. Con la definizione “cultura della natura”, espressa da Vittorio Fagone agli albori di Art in Nature, non ci si riferiva a una concezione arcadica o contemplativa del mondo naturale, ma piuttosto a un’espressione at-

tiva e consapevole di tutti i rischi insiti nello sviluppo tecnico sfrenato, che non teneva conto dello spazio vitale dell’uomo e di tutte le specie viventi. Questo non implica che il modus operandi degli autori odierni debba essere necessariamente ostile alla tecnica: gli artisti oggi in mostra a Villa Buri testimoniano come ci si possa servire dell’ausilio di svariate tecniche, materiali e media, senza causare distruzione e creando una nuova consapevolezza della natura attraverso l’estetica. L’obiettivo estetico è determinato dall’interazione e dall’unità dell’arte e della natura; non si passeggia a Villa Buri per vedere opere d’arte inserite nella natura, ma per vedere la natura presentata come forma d’arte. Ancora una volta, le diverse sperimentazioni linguistiche proposte da Linea Terra Acqua offrono uno scorcio della vitalità di una nuova generazione di artisti sensibile alla natura e alle criticità che la minacciano.


DANIELE GIRARDI

Per una lontana associazione di pensieri l’esperienza del progetto “Into the Nest” mi ha ricongiunto all’epico protagonista del romanzo di Jon Krakauer che inoltrandosi nella natura selvaggia trova una propria verità espressa in queste poche ma significative parole: “La felicità è reale solo quando è condivisa”. Nei lunghi giorni di studio e allestimento dei lavori ho intravisto questa felicità collettiva nel veder crescere idee e progetti, e la stessa felicità nella soddisfazione degli studenti; come promettenti giovani artisti si sono messi alla prova in modo serio e professionale, rapportandosi in un contesto espositivo outdoor.

Curatore del progetto e tutor Accademia Belle Arti di Verona

Ma soprattutto felicità nella condivisione, denominatore comune di questa esperienza. Il risultato, oltre alla produzione di lavori per una mostra di alto potenziale poetico, è stato il principio e l’atto per nulla scontato di confronto e dialogo, di scambio e aiuto reciproco su ogni intervento, sovvertendo cosi lo stato solitario e autoreferenziale del singolo operato. Ad ora, lo spazio verde di Villa Buri, non è solo bosco ma cultura proiettata su alberi antichi, interventi site-specific, performance, nidi e suggestioni di una giovane condivisione creativa.


MAPPA

Opere edizione 2021 Opere edizioni precedenti


CENERE SONO Sara Zottarelli Treviso, 2001

Presente prima della nascita, il nido viene creato dai genitori per diventare un luogo sicuro e accogliente. Questa azione ricorre nei secoli a includere tutti i nostri antenati. Nel suo abbraccio, l’opera vuole essere un punto di contatto con i nostri avi, grazie alla materia di cui si compone e alle tinte del bianco albus e giallo luteus che richiamano le nicchie romane dedicate ai Lari, gli spiriti degli antenati protettori del focolare e della casa.

Installazione (cenere, gesso, cemento, metallo, legno, acrilico) 210 x 90 x 75 cm


MI ABITO Anna Ronchiato

San Donà di Piave, 2000 Come ogni animale protegge il proprio corpo, noi esseri umani, come primo rifugio cuciamo abiti che coprono la nostra pelle, ci difendono e diventano dispositivi per comunicare con gli altri. Viviamo all’interno di essi: li abitiamo. Composta da ritagli di stoffe di recupero che ricreano un ambiente naturale, l’opera è un abito che diventa abitazione.

La sua forma organica richiama quella di un fagiolo con il suo germoglio e al contempo un utero materno con il suo cordone ombelicale, entrambi ambienti di crescita e nutrimento. Le maniche presenti sulle pareti invitano il pubblico ad interagire, vestendosi di questo nido-abito.

Installazione (ferro e tessuto) 220 x 345 x 265 cm


INTRECCIO CAOTICO Davide Galandini Mantova, 1970

Traendo ispirazione dall’abilità degli uccelli nel costruire i nidi con quanto possono reperire intorno a loro, sospesa tra gli alberi, l’opera è prima di tutto funzione che si fa forma. A partire dall’assemblaggio di due pallet di legno quale elemento portante, la struttura si è sviluppata e stratificata nelle settimane precedenti la sua installazione per accogliere un carosello di mangiatoie per uccelli selvatici.

Da oggetto dello sguardo l’opera diviene suo veicolo e luogo privilegiato di osservazione e conoscenza della fauna ornitologica del bosco, contribuendo al contempo a sostentarla.

Installazione (varie tipologie di legno, ferro, plexiglass, semi di girasole striato) 220 x 280 x 150 cm


COMPLESSI IN SOSPENSIONE Marco Chemello Vicenza, 1998

“Complessi in sospensione” sono delle creature digitali che si librano nel cielo come apparizioni. Esse vivono attraverso la realtà aumentata fondendosi con l’ambiente. La forma animale e il nido coincidono in un’unica identità compiendo azioni senza soluzione di continuità.

Installazione multimediale


DEAR DIARY Chiara Marcon Treviso, 2001

Frutto di una performance realizzata in questo luogo il 20 giugno 2021, l’opera riflette una dimensione mentale, parla di intimità e di silenzi. Camminando per il parco, come un animale, l’artista si è adeguata all’ambiente che la circondava, mimetizzandosi in esso e isolandosi.

In quella dimensione ha intrapreso un dialogo con se stessa attraverso il telo che, come un diario, è diventato una superficie su cui registrare riflessioni personali, visioni e ricordi. Il suo nido, il luogo del suo conforto, è diventata lei stessa.

Installazione (tessuto, legno, telaio, erba) 160 x 90 cm chiuso, 160 x 320 cm aperto


TERRA MITE Paola Monardo

Bülach (CH), 1999 Ispirata dalle forme abitative presenti in natura, l’artista ha ricreato un nido di termiti terricole. Indagando la sua funzione primaria di rifugio, ne ha ribaltato la forma, rendendo fisicamente pieno lo spazio che naturalmente sarebbe vuoto in quanto abitato.

L’opera vuole essere un’esaltazione di un elemento della natura tanto elaborato e complesso e allo stesso tempo ci consente di vedere ciò che di norma non è visibile perché sotto la superficie.

Installazione (legno, argilla, terra e fibre tessili) 300 x 200 x 200 cm


MEMORIE Lorenzo Favaron Brescia, 1996

L’opera è frutto di un processo di trasformazione a cui l’artista ha dato avvio nel suo studio accumulando una serie di trochi che, coperti da uno strato di cemento, ha progressivamente bruciato. L’installazione conserva le tracce di questa metamorfosi, riportando in natura tre nuove dimore che rimandano all’archetipo del nido.

Installazione (calcestruzzo, laterizio, acciaio, legno, carta) Dimensioni variabili


MUSTARINDA

VILLA BURI

LIPU BIRDLIFE ITALIA

ENTACONSULTA

Mustarinda è un’associazione no profit fondata nel 2010 da artisti e ricercatori con l’obiettivo di promuovere la ricostruzione ecologica della società, la diversità della cultura e della natura e la relazione tra arte e scienza. Al centro dell’attività ci sono l’arte contemporanea, la ricerca transdisciplinare, la sperimentazione pratica, la comunicazione, la formazione e gli eventi. Attiva sia a livello internazionale che locale, Mustarinda mira a una cultura post-fossile coniugando conoscenza scientifica e attività artistica esperienziale. Le attività sono radicate nella casa Mustarinda ai margini della riserva naturale di Paljakka a Kainuu, Finlandia, dove l’associazione gestisce un programma di residenza. Oltre all’obiettivo generale, lo scopo della collaborazione con il progetto Linea Terra Acqua è accrescere la rete di collaborazioni in ambito formativo con diverse accademie e sostenere le relazioni internazionali degli studenti offrendo loro un periodo di residenza presso casa Mustarinda.

L’Associazione “Villa Buri Onlus” nasce nel 2003 dalla volontà di proseguire ed ampliare l’attività sociale, relazionale ed educativa, già da tempo svolta a Villa Buri. L’attività è stata promossa sia da parte dei precedenti proprietari, sia da parte di molteplici associazioni ed enti operanti nella provincia di Verona. L’Associazione nasce anche con lo scopo di rispondere alle necessità intrinseche del cittadino di considerarsi Persona e Soggetto sociale aperto all’altro. Data la natura e la storia di Villa Buri, è intenzione condivisa dei soci fondatori dare vita ad un progetto comune di formazione e di presa di coscienza rivolto alla collettività, ai giovani, alle scuole e ai soggetti svantaggiati. Tra i suoi scopi prioritari fin dalle origini si trova “…la salvaguardia dell’ambiente e del parco attraverso la conservazione ambientale e la promozione di interventi ed esperienze sulle tematiche dell’incontro, il confronto ed il dialogo interculturale ed interreligioso...un equilibrato rapporto tra la persona umana e la natura...”(dall’art. 4 dello statuto associativo).

L’importanza dei nidi e della loro protezione. Ci sono nidi visibili ad occhio nudo, come nel caso della gazza. Altri di pochi centimetri e nascosti pure nella vegetazione; si pensi al cardellino. E poi vi sono alcune specie che nidificano all’interno di cavità. La cinciallegra ne è un esempio. Tema di grande attualità quello della tutela dei nidi, spesso ignorato da potature selvagge o tagli indiscriminati degli Alberi nelle città. L’Accademia delle Belle Arti quest’anno lo ha scelto nella Rassegna Linea Terra Acqua. L’appello all’Amministrazione è di non tagliare gli alberi, se non in situazione di emergenza. Se viene abbattuto un albero l’uccello non sceglierà più quel luogo per nidificare. La distruzione dei nidi è poi un reato, poiché comporta il pericolo di un depauperamento della fauna selvatica, che è patrimonio indisponibile dello Stato.

Entaconsulta si occupa prevalentemente della cura, del rispetto e della cultura dell’albero e dell’ambiente naturale e si impegna nella diffusione delle corrette pratiche di cura e di gestione del patrimonio arboreo considerando anche l’ipotesi del non intervento.


QUID

BIOSPHAERA

In collaborazione con Progetto Quid è il brand di moda etica dell’impresa sociale Quid, un’idea imprenditoriale mossa dalla volontà di fare la differenza sul mercato del lavoro nazionale ed in uno dei settori di eccellenza italiana: la moda. Le collezioni di moda di Progetto Quid nascono dal recupero di eccedenze di tessuti provenienti sia da esperti tessutai italiani sia da noti brand internazionali della moda. Il modello di business di Quid vuole conciliare aspetti d’inclusione lavorativa e sociale con elementi d’economia circolare, offrendo opportunità d’impiego a coloro che si trovano in condizioni di fragilità lavorativa, con particolare attenzione alle donne. Dal 2013 ad oggi sono state impiegate più di 150 persone provenienti da 19 Paesi: di queste, il 70% appartiene a categorie protette o svantaggiate

Biosphaera è una cooperativa nata nel 2006 per promuovere il benessere sociale ed intende contribuire allo sviluppo equo e sostenibile della comunità. L’obiettivo principale è quello di costruire occasioni di conoscenza, condividere esperienze e sviluppare legami per promuovere la sostenibilità ambientale e la valorizzazione del patrimonio culturale attraverso il linguaggio e i mezzi della scienza. Realizza percorsi e proposte di educazione ambientale, outdoor education e didattica scientifica all’interno delle scuole, delle realtà museali e in ambiente naturale, sia per giovani che per adulti. La collaborazione con il progetto Linea Terra Acqua è dettata dall’esigenza di far conoscere ciò che ci sta attorno per meglio comprenderne e apprezzarne il valore, come l’utilizzo delle essenze vegetali impiegate nell’arte dell’intreccio.

Con il patrocinio di

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I N T O

T H E

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI VERONA

N E S T