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ANNO 17 - N° CENTOSESSANTASEI - MAGGIO 2021 - € 3

SPEDIZIONE IN A. P. D.L 353/2003 (CONV. IN L.27/02/2004 N.46) ART.1, COMMA 1, DCB BERGAMO IN CASO DI MANCATO RECAPITO RESTITUIRE AL MITTENTE - EDITA PERIODICI S.R.L. VIA B. BONO, 10 BERGAMO 24121 - TASSA PAGATA BG CPO

BRESCIA MAGAZINE

IN COPERTINA

CMP BERGAMO

PHILIPPE LÉVEILLÉ

Ph. Nicolò Brunelli

IL TEATRO NON SOLO A TEATRO RIAPRE IL TEATRO GRANDE IL GRANDE CASTAGNO DI VOBARNO BRESCIA E LE FAMIGLIE AFFIDATARIE GOLF PER BENE AUDI E-TRON GT JANNONE CI AVEVA VISTO GIUSTO FESTIVAL PIANISTICO AL VIA SUMMER REVOLUTION ON THE BEACH: TUTTI AL MARE ALBERTO NACCI: SCUOLA E COVID HIP-POP EUROPA BY PORSCHE I MORONI RESTAURATI INDIMENTICABILE CELANT LA SCUOLA DI STEFANO BOERI LE FOTOGRAFE ITALIANE


Banca Valsabbina

Fotografia d'archivio — Ugo Allegri

Tutto cambia, tranne ciò che conta davvero. Banca Valsabbina, dal 1898.


Diciassette anni qui Era il maggio del 2004 e nella redazione di via Lechi, la nostra prima sede bresciana, era tutto un fermento per l’approssimarsi del debutto in edicola di qui Brescia. Il fatidico numero uno con in copertina Luisa Corna, bellissima madrina, usciva dalle offset della tipografia verso le edicole con un messaggio che rimane tutt’oggi più che mai attuale. Brescia amata, desiderata, conosciuta e affascinante. Brescia antica e giovanissima sempre nostra e sempre più del mondo. Uomini e donne, la loro vita, le imprese, le gioie, le aspirazioni. Città più che mai proiettata nel futuro ma assorbita e impegnata nel suo presente, tenacemente ancorata al suo splendido passato. Non più isola felice, chiusa dentro le mura della diffidenza e del conformismo provinciale, ma arcipelago aperto e disponibile al cambiamento consapevole e responsabile delle opportunità che questo comporta. Brescia città europea locomotiva di un’Italia che a volte fatica a tener dietro l’energia e la forza di volontà della gente di questa terra. Città della cultura, e non più soltanto quella del lavoro, città di grande vocazione sociale. Esempio per l’intero paese di civiltà e convivenza possibile fra esseri umani diversi, accomunati dallo stesso desiderio di sviluppo e di pace, nel segno di una solidarietà reciproca dalla quale è impossibile prescindere. Qui Brescia per tutto questo. Per ritrovarci intorno ai valori nei quali ci riconosciamo, per dare voce e immagine alla città più vitale, capace di attraversare anche questi tempi incerti a testa alta, orgogliosa di esserci e di essere così com’è. Per far parlare e far conoscere i suoi protagonisti con le loro idee, la loro capacità creativa, la loro gioia di vivere. Per riscoprire il meglio che questa città può esprimere, per promuovere il coraggio di chi sa affrontare le sfide dell’avvenire con speranza, serenità e forza d’animo.

Quindici anni trascorsi in un fiato e oggi, guardando la fila dei numeri usciti, non possiamo non provare un certo orgoglio e una rinnovata passione. Rileggo il nome dei collaboratori, alcuni ancora con noi, e a tutti loro rivolgo un grande grazie per aver reso possibile questo affascinante percorso nella vita della città. (V.E.Filì)

“LA PREMATURA DIPARTITA DI S.” L’idea per il secondo romanzo che non arriva, una ragazza misteriosa che dice di conoscerlo e una predizione infausta. La vita di Alessio è pronta ad essere stravolta. Il libro di Alessandro Bodei sarà ordinabile sul sito della casa editrice Edikit, su ibs.it, su Amazon e sarà disponibile in tutte le librerie che vorranno esporlo.


COMUNE DI BRESCIA PROVINCIA DI BRESCIA ASSOCIAZIONE ARTISTI BRESCIANI

LIEVI SUGGESTIONI ACQUERELLI

ALDINA BABONI LOREDANA VETTOR la mostra sarà aperta nella sede dell’aab in vicolo delle stelle 4 a Brescia dal 15 maggio al 2 giugno 2021 orario 16-19,30 dal martedì alla domenica www.aab.bs.it - e-mail: info@aab.bs.it


Pubblicità 035.270989

EDITA PERIODICI srl Via Bono, 10 - Bergamo Tel. 035 270989

Responsabile redazione: Tommaso Revera redazione@qui.bs.it

www.editaperiodici.it www.qui.bs.it Autorizz. Tribunale di Brescia n°18 del 22/04/2004 Direttore responsabile: Vito Emilio Filì Direttore editoriale: Patrizia Venerucci venerucci@editaperiodici.it

Redazione eventi: Valentina Colleoni redazione.chicera@qui.bg.it Hanno collaborato: Lorenzo Boccardini Glauco Boniforti Bruno Bozzetto Manuel Bonfanti Maurizio Maggioni

Giuseppe Mazzoleni Benito Melchionna Giorgio Paglia Camilla Peverelli Fotografie di: Paolo Stroppa Federico Buscarino Sergio Nessi Stampa: Euroteam, Nuvolera (Bs)

Pag. 4 Teatro non solo a Teatro

Pag. 8 Il Teatro Grande apre ai visitatori

Pag. 13 Il Grande Castagno di Vobarno

Pag. 11 ISFOR ai primi posti

Pag. 14 Angelo Bulgarini, Presidente CFA

Pag. 16 Golf per bene by Rotary Salò/Desenzano

Pag. 16 Audi e-tron GT

Pag. 24 Nanni Nember, torniamo a correre

Pag. 25 UBI: Giorgio Jannone aveva visto giusto

Pag. 28 Al via il Festival Pianistico Bs-Bg

Pag. 32 Politicando

Pag. 33 Summer Revolution tra Brescia e Bergamo

Pag. 35 #On the Beach con Intimo di Gio’

Pag. 40 Belli Ribelli

Pag. 43 Chicco Cerea, Chef ‘Da Vittorio’

Pag. 44 Alberto Nacci: gli studenti e il Covid

Pag. 46 Hi-pop culture by Porsche

Pag. 48 Fuochi di Paglia

Pag. 49 Le fotografe Italiane

Pag. 52 Moroni 500: i grandi resturi Fodazione Creberg

Pag. 56 Indimenticabile Germano Celant

Pag. 60 Com’è la scuola nuova di Stefano Boeri

Pag. 42 In copertina Philippe Léveillé, enogastronomia strategica per il 2023

Pag. 64 Milano, come cambia Piazzale Loreto

Pag. 65 La festa delle Guardie Giurate

Pag. 68 Il Pitbull nelle mani giuste

Pag. 70 Musei che hanno riaperto in Lombardia


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IL TEATRO NON SOLO A TEATRO AVVIATA LA STAGIONE ESTIVA DEL TEATRO GRANDE CHE COMPRENDE MOLTI SPETTACOLI IN SPAZI ESTERNI DELLA CITTÀ DA RISCOPRIRE


Il 9 maggio il Teatro Grande ha riaperto le sue porte

alla Città per l’attività di spettacolo con la gioia di voler nuovamente incontrare il suo pubblico, dopo più di sei mesi di chiusura. La Stagione della prima metà dell’anno si articolerà da maggio a luglio con un ricco cartellone che comprende appuntamenti d’Opera, concerti di musica da camera, di musica contemporanea, jazz, indie, rock e grandi nomi della danza nazionale e internazionale, oltre agli incontri e agli eventi speciali. Ove possibile, sono stati riprogrammati gli appuntamenti annullati nella precedente Stagione che si uniscono quindi alle nuove proposte del 2021. In questi anni il Teatro Grande ha sviluppato nuove modalità di interazione con il pubblico per proporre un’idea di Teatro che possa oltrepassare i consueti canoni del “luogo della rappresentazione” per confrontarsi con lo spazio urbano e il patrimonio architettonico. In quest’ottica, gli spettacoli in Stagione verranno realizzati non solo al Teatro Grande, ma anche in spazi esterni che consentiranno al pubblico di riscoprire sotto una nuova luce due tra i più suggestivi luoghi della nostra Città: il cortile di Palazzo Broletto e il Teatro Romano. La ricca programmazione, articolata in spazi interni ed esterni, è finalizzata a riattivare il dialogo costante con gli artisti e la comunità grazie a un palinsesto pluridisciplinare a prezzi calmierati in modo da favorire il ritorno del pubblico “in sala” e tornare a vivere gli spazi della città. Ogni evento verrà realizzato in sicurezza e nel totale rispetto delle normative legate al contenimento della diffusione del contagio da Covid-19. A tale proposito segnaliamo che, qualora dovessero intervenire nuove disposizioni normative legate al coprifuoco attualmente in vigore, gli spettacoli della Stagione potranno subire variazioni di orario.

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Il Teatro

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IL GRANDE RIAPRE ALLA GRANDE

Grande riapre gratuitamente a cittadini e visitatori che nei week end del mese di maggio vorranno ammirare gli affascinanti spazi del Ridotto, della Saletta Butterfly e della Sala del Teosa. Le porte del Teatro Grande si spalancheranno per accogliere piccoli gruppi di visitatori: con ingressi contingentati sarà infatti possibile ammirare gli affreschi del Ridotto recentemente restaurati e i documenti storici legati al debutto bresciano dell’opera Madama Butterfly. Oltre al manifesto originale del 1904, nella Saletta Butterfly sono infatti conservate anche l’immagine originale del cast e una lettera autografa scritta da Giacomo Puccini relativa alla prova generale dell’opera. I visitatori saranno poi accompagnati all’interno della Sala del Teosa, un vero e proprio scrigno affrescato e perfettamente conservato. Le visite si terranno nei giorni 22, 23, 29, 30 maggio a partire dalle ore 10.00, avranno durata di 30 minuti e saranno limitate a gruppi formati da massimo 15 persone. Per accedere è obbligatoria la prenotazione tramite la sezione dedicata sul sito teatrogrande.it. Le prenotazioni saranno aperte di settimana in settimana (attualmente sono già aperte quelle del 16 maggio) così da adeguare l’organizzazione degli accessi alla luce di eventuali variazioni delle normative Covid. L’ingresso è gratuito e le prenotazioni si chiudono 24 ore prima di ogni data. Per le modalità di visita al Teatro in queste specifiche giornata si rimanda al sito.


BRESCIA PHOTO FESTIVAL 2021

IL GRANDE CASTAGNO

DI VOBARNO Testo Renato Corsini

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“HUMUS” “HUMUS” IMMAGINI IN GRANDE FORMATO DEL FOTOGRAFO GIANNI PEZZANI BIBLIOTECA COMUNALE DI VOBARNO FINO AL 30 SETTEMBRE

Tra le eccellenze che il territorio bresciano può meritatamente vantare, il

grande castagno di Vobarno costituisce un patrimonio naturale di straordinaria valenza. Non tutti sono a conoscenza che, immerso nei boschi sopra Vobarno, vicino a una baita abbandonata ma ancora ricca di storia (la baita “Cargiù”), si erge uno degli alberi più grandi d’Europa. A 600 mt sul livello del mare, il grande castagno, battezzato localmente con il nome “Vrangina”, con la sua circonferenza di più di 8 mt e la sua data di nascita stimata in circa 300 anni fa, è pronto a stupirci e a farsi ammirare in tutta la sua imponenza.


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“HUMUS”

A rendergli omaggio, nell’am-

bito della quarta edizione del Brescia Photo Festival, che quest’anno propone come tema “patrimoni”, il Comune di Vobarno nella struttura della biblioteca comunale organizza, in collaborazione con il Ma.Co.f centro della fotografia italiana- e la Fondazione Brescia Musei, una mostra di notevole interesse iconografico e naturale. Si tratta di “Humus”, circa 20 immagini in grande formato del fotografo Gianni Pezzani, uno dei più conosciuti protagonisti della fotografia italiana della seconda metà del 900.

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L’esposizione, curata da

Andrea Tinterri, è visibile dal 15 Maggio fino al 30 Settembre negli orari di apertura della struttura bibliotecaria. Come scrive il curatore, “gli scatti di Pezzani, nella maggior parte dei casi, si concentrano sulle radici o comunque sulla parte che si àncora, che si aggrappa al terreno, che sembra mordere quel poco di sicurezza e stabilità concessagli dalla fortuna o dal caso.


“HUMUS”

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Gli

alberi di Gianni Pezzani sono i personaggi di un racconto, sono la metafora di un’appartenenza, sono storie centenarie che potrebbero sradicarsi da un momento all’altro cedendo alla morte. Gli alberi sono un inganno, una scrittura ambigua testimone di una solida vita solo apparente, di una tenacia e una resistenza temporanea. Come lo siamo noi. Ostinatamente aggrappati, irrimediabilmente vulnerabili”. Oltre alla visita della mostra, vale sicuramente la pena di affiancare una piccola gita organizzata per vedere il “grande castagno”. Ci si arriva lungo un sentiero di circa 3 chilometri percorribile a piedi.


IMPORTANTE RISULTATO RAGGIUNTO DA FONDAZIONE AIB:

ISFOR

AI PRIMI POSTI NELLA GRADUATORIA DI FONDIMPRESA

Tra i temi affrontati nei corsi, che riguardano le competenze oggi maggiormente richieste nel mondo del lavoro: INDICATORI DEL PROCESSO PRODUTTIVO (KPI) SUPPLY CHAIN MANAGEMENT MIGLIORAMENTO CONTINUO ELIMINAZIONE DI SPRECHI E INEFFICIENZE MONITORAGGIO E CONTROLLO ENERGETICO LEAN THINKING CHANGE MANAGEMENT BIG DATA E ANALYTICS INTERNET OF THINGS SMART WORKING RETHINKING ORGANIZZATIVO CUSTOMER CARE SERVICE

Fondimpresa, Fondo Interprofessionale promosso da Confindustria, CGIL, CISL e UIL che consente alle aziende aderenti di destinare una parte dei contributi obbligatori per finanziare la formazione dei propri dipendenti e migliorare le loro competenze professionali, ha recentemente pubblicato la graduatoria dei Piani formativi approvati nell’Avviso 1/2020 “Competitività”. Il Piano formativo presentato da Fondazione AIB ISFOR in qualità di capofila è arrivato in graduatoria con il secondo punteggio a livello nazionale e un finanziamento di oltre € 380.000. “Inutile dire che siamo orgogliosi di questo esito perché testimonia chiaramente la qualità della progettazione della formazione finanziata e, in generale del lavoro, di ISFOR. Panta Rei. Tutto scorre, diceva Eraclito, ma la corrente non è mai stata rapida come ora, ISFOR tiene il passo dell’innovazione nell’ambito della formazione, anzi, in molti sensi, la anticipa”. (Loretta Forelli - Presidente di Fondazione AIB)

“ISFOR lavora da 15 anni con Fondimpresa, sempre con ottimi risultati. Il posizionamento raggiunto quest’anno è particolarmente premiante e rappresenta uno sprone a continuare sulla strada dell’ascolto dei bisogni delle imprese e delle persone che, ai diversi livelli, operano nelle imprese.” (Cinzia Pollio - Direttore Generale di Fondazione AIB) “Siamo particolarmente soddisfatti del punteggio ottenuto che attesta la cura, la passione e l’impegno di ISFOR, in più di trent’anni di attività e radicamento nel territorio, nell’accompagnare la crescita professionale delle persone e i progetti di sviluppo delle aziende” (Francesca Conte, Respons. Piani Fondimpresa e Fondirigenti di ISFOR) Il Piano formativo si tradurrà in 90 corsi finanziati, per un totale di più di 2100 ore destinate alla formazione di oltre 250 dipendenti di aziende delle province di Brescia, Bergamo e Mantova nell’ambito dei processi produttivi e dei prodotti, dell’innovazione organizzativa e della digitalizzazione dei processi aziendali. La formazione del piano è altamente customizzata sulle esigenze delle aziende e dei lavoratori partecipanti ed è orientata a sostenere l’evoluzione dei fattori produttivi, organizzativi e digitali che si dimostrano più capaci di creare le condizioni per competere nel mercato globalizzato e di mettere in atto strategie di crescita facendo leva sul patrimonio più importante in un’organizzazione, cioè le persone che vi lavorano.


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ANGELO BULGARINI, PRESIDENTE DEL CFA DI BRESCIA

QUANDO UN BAMBINO VI CERCA AFFIDO E ADOZIONE: DUE MONDI CHE SI INCONTRANO Tommaso Revera - ph. Sergio Nessi


LA CRESCITA DI UN MINORE PUÒ ESSERE PREGIUDICATA SENZA IL SOSTEGNO DI UN AMBIENTE FAMILIARE SANO

Un grande gesto di solidarietà ed accoglienza: l’affido è accogliere, per un periodo di tempo limitato, uno o

più minori nella propria casa per fornire loro affetto e comprensione. È un complesso ma bellissimo gioco in cui entrano in scena cinque diversi attori: il minore, la famiglia naturale, la famiglia affidataria, i servizi sociali, il Tribunale dei Minori. Ciò che è importante ribadire in questi casi è che la famiglia naturale non sparisce dalla vita del minore ma, al contrario, viene incontrata periodicamente, secondo le indicazioni del Tribunale dei Minori e dei servizi sociali competenti sino a quando non si concretizzerà il ricongiungimento. Il ruolo del CFA, Coordinamento delle Famiglie Affidatarie,  è quello di facilitare e rendere più semplice e spedito questa complessa rete di relazioni, di compiti, di incontri, di aspettative, di ruoli come ci ha spiegato in questa intervista Angelo Bulgarini, Presidente del CFA di Brescia. Quando è nato il Coordinamento delle Famiglie Affidatarie (CFA) di Brescia? “È nato una quindicina di anni fa grazie ad un’intuizione di Fabrizia Quecchia che, sollecitando alcune associazione di famiglie affidatarie già esistenti sul territorio, piccoli gruppi di auto aiuto, è riuscita ad unirle al fine di riscoprire e rifondare il ruolo della famiglia affidataria nel suo percorso oltre a pensare all’erogazione di alcuni servizi che sostenessero l’affido e non fossero solo concepiti per farlo conoscere o per sensibilizzare l’opinione pubblica a riguardo”.  Qual è la vostra mission? “È rimasta coerente negli anni: far conoscere l’affido, sensibilizzando l’opinione pubblica sia a livello di cittadinanza che a livello istituzionale, e accompagnare nel migliore dei modi tutti coloro che si avvicinano a questo mondo”. Perché avete deciso di accompagnare le famiglie adottive? “Inizialmente eravamo titubanti nel cogliere questa nuova sfida perché l’adozione è riconosciuta e collocata socialmente, l’affido invece spesso è confuso e non compreso. Molte delle sollecitazioni raccolte però vengono da nostre famiglie affidatarie col tempo diventate adottive e da famiglie esterne che nei momenti informativi sul territorio ci hanno approcciato per palesarci anche il loro bisogno di non sentirsi soli. La nostra mission è essenzialmente rispondere ai bisogni delle famiglie accoglienti e quindi, dopo attenta analisi, avendo compreso che realmente questa esigenza era poco ascoltata, abbiamo scelto di mettere a disposizione le competenze acquisite nell’accompagnamento dell’affido facendo nascere uno specifico gruppo di mutuo aiuto condotto da figure professionali esperte che, con le dovute peculiarità distintive rispetto ai gruppi per affidatari, accompagna le famiglie adottive nel loro complesso ruolo genitoriale. Il gruppo, che finora, nonostante la pandemia è cresciuto col passaparola, è rivolto alle coppie che hanno già concluso la formazione con ASST e che già accolgono un minore o sono in attesa di una proposta di abbinamento. Ci tengo a specificare che la partecipazione è totalmente gratuita. Il CFA (Coordinamento delle Famiglie Affidatarie) è un’Associazione di Promozione Sociale formata da altri enti di Brescia, non è così? “Esattamente. Al momento sono 4 le associazioni che lo compongono: ABFA APS di Capriolo, l’Associazione ‘Famiglie Cana APS” di Lograto, l’Associazione ‘L’Affido’ di Carpenedolo e l’Associazione ‘Fa-Affido APS’ di Brescia. Da qualche mese è stato avviato un gruppo di mutuo aiuto per famiglie affidatarie residenti nella zona del Garda e, se il percorso lo consentirà, anch’essa si costituirà in Associazione. Anche per il gruppo famiglie adottive auspichiamo lo stesso percorso. Il CFA si basa prevalentemente sul volontariato ma si avvale anche di alcune collaborazioni professionali e di consulenti professionisti specificamente formati in diversi ambiti”. Al centro delle vostre attività c’è sempre il diritto del minore. Quali sono i servizi che proponente? “Sensibilizzazione, informazione e formazione. Chi si rivolge al CFA ha l’opportunità di seguire un percorso di crescita e formazione e, in seguito, di mettersi in contatto con alcuni professionisti per approfondire le motivazioni che lo spingono a diventare un genitore affidatario.

Dal 12 maggio il Coordinamento Famiglie Affidatarie, grazie anche ad un generoso contributo di Fondazione ASM, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per il Gruppo Famiglie Adottive, l’ultimo nato nella grande famiglia del CFA intitolata “Mano nella mano INSIEME adottiamo”


Oltre a questo, nel tempo, abbiamo perfezionato alcuni servizi per supportare al meglio le famiglie con le quali collaboriamo: una su tutti l’assistenza legale allo scopo di supportarli al meglio qualora, nel corso del loro percorso emergessero perplessità di questa natura. Anche l’accompagnamento delle famiglie fragili, soprattutto di questi tempi, è un servizio molto apprezzato per prevenire gli allontanamenti. L’affido, in fondo, ha anche un aspetto di cura del minore che ha subito un trauma e che deve, proprio per disposizioni di legge, mantenere il diritto di vivere in una famiglia serena fino a quando, almeno, non si risolvono le cose nella propria. Supportare questo genere di famiglie per evitare che arrivino al peggio, è un altro dei servizi che proponiamo. Ci accorgiamo sempre di più che anche in famiglie in apparenza ‘normali’, possono subentrare difficoltà minimamente pronosticatili vuoi per una malattia improvvisa, un lutto, la perdita di un lavoro o per sopraggiunte ed improvvise difficoltà relazionali; in questi casi può essere sufficiente un intervento tempestivo per ristabilire la situazione ed evitare una vera e propria crisi. Ed è per questo che con il progetto ‘Famiglie per mano’ offriamo l’opportunità alle famiglie in difficoltà di essere per un breve periodo affiancate da altre famiglie: lo scopo è scongiurare l’eventuale allentamento di un minore”.

Quali sono le motivazioni che potrebbero spingere un genitore a richiedere l’affido temporaneo del proprio figlio? “A volte ci sono genitori in una situazione talmente difficile da non essere in grado di potersene occupare. È il Tribunale dei Minori che, se lo ritiene, allontana il minore stesso dalla propria famiglia d’origine per il suo bene, per la sua crescita e lo sviluppo armonico della sua esistenza. Contestualmente al lavoro dell’autorità giudiziaria, c’è quello svolto dai servizi che devono prendersi cura della famiglia rimasta orfana del proprio minore allo scopo di riabilitarla e favorire conseguentemente il ricongiungimento”. Il CFA di Brescia assolve ai fabbisogni del nostro territorio o si spinge anche fuori confine? “In qualche caso abbiamo dato seguito a qualche richiesta giunta da fuori provincia però normalmente la nostra mission riguarda per lo più Brescia e il suo territorio provinciale. Per quest’ultimo, per esempio, abbiamo partecipato ad un progetto, denominato ‘La tua famiglia più grande’, grazie al quale, con l’ausilio di numerosi enti pubblici ed alcune realtà private, abbiamo promosso e sostenuto le reti per l’affido famigliare sul territorio della provincia di Brescia: un’iniziativa concepita per armonizzare le prassi sull’affido e ideata allo scopo di creare una banca dati, chiamata Unica, alla quale tutti i servizi afferiscono quando c’è l’esigenza di svolgere delle ricerche sulle famiglie disposte ad accogliere”.

Crede ci sia ancora un pregiudizio sul tema dell’affido o questo paradigma è stato finalmente scardinato? “Più che un pregiudizio, c’è ancora tanta ignoranza a riguardo. L’affido è ancora poco conosciuto rispetto, per esempio, all’adozione. L’affido, inteso come custodia temporanea di un minore che può essere richiesto anche da un single e che non prevede limiti d’età, non è poi così conosciuto.” Merita un richiamo anche la storia dell’immobile che oggi è diventato il vostro quartier operativo in via Aldo Moro 22, non è così? “Certamente. Siamo qui ormai dal 2013 grazie alla concessione in comodato d’uso gratuito da parte del Comune di Brescia con la finalità di riconvertire ad uso sociale i beni confiscati alla mafia. L’immobile, dove un tempo risiedeva un affiliato al clan di Raffaele Cutolo, che aveva scelto Brescia come base del narcotraffico, è stato intitolato a Padre Pino Puglisi, ucciso dalla mafia a Palermo nel 1993, e siamo felici di aver contribuito alla sua riconversione da ‘luogo criminale’ a ‘bene comune”. Con L’Associazione Libera spesso abbiamo creato momenti di incontro e condivisione con scolaresche e cittadinanza per promuovere congiuntamente i nostri temi. Cosa suscita maggior soddisfazione nella vostra attività quotidiana generando nuovi stimoli? “A livello personale, sapendo bene cosa significa essere una famiglia affidataria per esperienza diretta, il vedere rifiorire un minore è la cosa che maggiormente mi gratifica. A livello professionale, invece, le testimonianze delle famiglie che fanno parte del nostro circuito e che, in molti casi, rinnovano la propria disponibilità per ulteriori affidi e i numerosi riconoscimenti relativi al nostro operato che abitualmente riceviamo da professionisti ed enti istituzionali sono dimostrazioni che mi inorgogliscono profondamente”.


Il Gruppo Famiglie Adottive è un gruppo di mutuo aiuto avviato dal CFA Brescia, accompagnato da figure professionali con esperienza pluriennale nel settore. L'obiettivo è offrire alle famiglie adottive un ambiente di confronto e di crescita.

 334.3697025 -  adottivi@cfabrescia.it -  www.cfabrescia.it


GOLF PER BENE IL ROTARY CLUB DI SALÒ E DESENZANO DEL GARDA SUI BELLISSIMI GREEN DELLA GARDESANA PER DONARE SEI BORSE DI STUDIO AI MIGLIORI DIPLOMATI DELL’ISTITUTO ALBERGHIERO CATERINA DE’ MEDICI

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Potrebbe forse sembrare solo una goccia nel mare delle mille necessità di questi tempi, ma il mare è pur fatto di tante gocce. L’idea è di dare una mano sul versante dell’accoglienza turistica nel territorio gardesano che vive in larga parte di quella, è venuta a Franco Baratti, avvocato, rotariano, appassionato di golf e della buona tavola. Un mix di passioni che lo ha portato ad organizzare, con il supporto di Pietro Avanzi, Presidente del Rotary Club di Salò e Desenzano e grazie all’aiuto del main sponsor Saottini Auto e Centro Porsche Brescia, l’evento Golf per Bene, 4 gare sui campi da golf di Arzaga, Gardagolf, Chervò e Bogliaco grazie alle quali ricavare le somme necessarie per finanziare sei borse di studio in favore di altrettanti studenti maturandi all’Istituto Professionale di Stato per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera Caterina De’ Medici che ha sede a Gardone Riviera e a Desenzano. Sperando che ciò sia un viatico non solo per aiutarli ad inserirsi nel mondo del lavoro ma anche per supportare sei strutture ricettive e di ristorazione operanti sul territorio gardesano. Per annunciare questa iniziativa si è tenuta una breve conferenza stampa presso la sala riunioni di “casa” Saottini a Brescia presso la concessionaria di via Fenzi. “Già dal primo lockdown - ha raccontato l’Avv. Baratti - ci eravamo resi conto della grande sofferenza delle attività legate al turismo. Abbiamo pensato a cosa si potesse fare per dare una mano e si è pensato di sostenere i ragazzi che escono dall’Istituto Alberghiero De Medici ad inserirsi nel mondo del lavoro. Il secondo blocco delle attività ha poi peggiorato la situazione e l’idea di trovare delle risorse per creare queste borse di studio si è rafforzata e quindi concretizzata. Ci tengo a dire che se non fosse stata per la vicinanza di Alessandro Bettinoni, Direttore Generale di Saottini Auto, e di Manuele Piubeni, Brand Manager del Centro Porsche Brescia, sarebbe stato tutto molto più difficile: Saottini e il Centro Porsche Brescia infatti, in qualità di main sponsor, hanno reso possibile questo evento che, a sua volta, ci consentirà di raccogliere i fondi per finanziare le sei borse di studio (del valore ciascuna di 2.000 euro) che doneremo ai sei migliori allievi dell’Istituto Professionale di Stato per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera Caterina De’ Medici, tre per la sede centrale di Gardone Riviera e tre per la succursale di Desenzano del Garda. La scelta di questi ragazzi, due per ognuna delle tre specializzazioni (cucina, sala e receptionist), spetterà alla scuola. Abbiamo pensato di accostare le gare di golf un po’ perché io gioco a golf ma soprattutto perché pensiamo che questo sport possa essere un ottimo veicolo per quest’iniziativa e attrarre realtà commerciali importanti, anche territoriali, che ci danno una mano finanziaria per poter realizzare il budget necessario. Infine, conoscendoli, posso affermare che in genere i golfisti rispondono in modo caloroso ad iniziative di questo tipo. Abbiamo scelto i quattro campi più belli della provincia di Brescia che, casualmente, sono tutti in territorio gardesano. Quattro campi nei quali cercheremo di portare come sempre il messaggio di solidarietà del nostro Club”.

AVV. FRANCO BARATTI Oltre al Main Sponsor Saottini Auto, hanno accettato di supportare con entusiasmo il progetto molte altre realtà bresciane e non. Supporter della manifestazione saranno anche Immobiliare al Ponte di Salò, Mac Assicurazioni di Desenzano e Brescia, Performa.me di Brescia, il Ristorante (felliniano) La Sangiovesa di Sant’Arcangelo di Romagna, Perego tessitura italiana, l’azienda agricola F.lli Berlucchi e Srixon. Da ultimo va fatta una menzione alla sig.ra Silvia Corà di Vicenza che da rotariana ha dato un suo contributo personale.


“Ho subito sposato l’iniziativa del nostro Avv. Baratti che ne è stato ideatore, promulgatore e risolutore, perché è un’iniziativa che collima perfettamente con i principi di sostegno al territorio che ispirano da sempre l’operato dei Rotary in tutto il mondo” ha aggiunto Pietro Avanzi, attuale Presidente del Rotary di Salò e Desenzano del Garda, il quale ha concluso dicendosi speranzoso che a questa prima edizione della borse di studio per l’Istituto Caterina De’ Medici ne possano seguire altre nei prossimi anni. Per l’Istituto che avrà la possibilità di assegnare ai suoi studenti migliori questo ambito riconoscimento era presente la Dott.ssa Maria Palma Rossi, in sostituzione della dirigente dell’istituto Tecla Gaio, che ha dichiarato: “Abbiamo accettato di buon grado questa iniziativa. I nostri studenti in genere non trovano grandi difficoltà a collocarsi ma, in un periodo come questo, avere la possibilità di fare esperienza in una struttura di un certo livello interessa a tutti. Abbiamo stabilito un criterio per la valutazione dei candidati e speriamo di poter ripetere l’esperienza anche nei prossimi anni”.

A sinistra Alessandro Bettinoni, Direttore Generale di Saottini Auto In alto Manuele Piubeni, Brand Manager del Centro Porsche Brescia

Dopo aver fatto gli onori di casa al nostro arrivo, è Alessandro Bettinoni, Direttore Generale di Saottini Auto, che ha concluso la conferenza con il suo intervento. “Dal nostro punto di vista - ha dichiarato - è stato abbastanza facile accettare la proposta dell’amico Baratti perché, come azienda, ci sentiamo vicini ai giovani e siamo sensibili ai problemi dei ristoratori. Abbiamo due sedi sul Lago di Garda e anche noi sappiamo cosa significa la mancanza di turisti. Abbiamo quindi accettato con piacere di dare una mano per avviare alla professione dei ragazzi meritevoli che in questo modo avranno la possibilità di emergere. Abbiamo colto l’occasione anche per dare visibilità alla nostra azienda entrando in questi circoli prestigiosi per la qualità dei campi e dei frequentatori. Abbiamo programmato due tappe dedicate a Porsche, una ad Audi ed una esclusivamente alle vetture elettriche. Un mondo, quello delle auto ad emissioni zero, ancora un po’ sconosciuto ma che entrerà sempre più nella nostra quotidianità. Cosa di meglio dei i campi da golf per illustrare i nuovi modelli completamente “green” anche per dare un messaggio di attenzione alla mobilità eco-sostenibile. Siamo certi del successo di quest’idea e siamo ansiosi di conoscere i vincitori al fine di poterli seguire nel loro percorso professionale”. Il logo della manifestazione è stato realizzato da Giulia Baratti, Fashion Designer, attualmente Direttore Creativo presso Calzificio Facenti Srl, Responsabile del luxury brand Alto Milano


AUDI e-tron GT

GRANTURISMO A ELETTRONI Audi e-tron GT mostra quanto possa essere affascinante la mobilità elettrica. La coupé a quattro porte, sviluppata da Audi Sport,

costituisce l’apice dell’evoluzione sostenibile della sportività dei quattro anelli. Prodotta presso il sito carbon neutral Audi Böllinger Höfe, dove nasce anche la supercar Audi R8 e dove tecnologie d’avanguardia - come il ricorso alla realtà virtuale e il riciclo della plastica e dell’alluminio - si affiancano a lavorazioni realizzate con maestria artigiana, Audi e-tron GT è la prima Granturismo elettrica dei quattro anelli oltre che l’Audi più potente di sempre.

IL CONCETTO DI GRANTURISMO ENTRA NELL’ERA DELLA MOBILITÀ ELETTRICA LA NUOVA COUPÉ A QUATTRO PORTE, SVILUPPATA DA AUDI SPORT, È LA PRIMA GRANTURISMO ELETTRICA DEI QUATTRO ANELLI OLTRE CHE L’AUDI PIÙ POTENTE DI SEMPRE

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Audi e-tron GT, prima granturismo a elet-

troni del marchio, nonché l’Audi più potente di sempre: è un manifesto di quanto sarà emozionante e affascinante il futuro della mobilità. La coupé a quattro porte sviluppata da Audi Sport è in arrivo nelle concessionarie italiane in due versioni, Audi e-tron GT quattro e Audi RS e-tron GT, entrambe in grado di proiettare le caratteristiche distintive delle granturismo dei quattro anelli nell’era della mobilità a zero emissioni. Marc Lichte, Responsabile del Design Audi, nell’intervista che abbiamo pubblicato a marzo, ha definito la nuova coupé elettrica “l’auto più bella che abbia mai disegnato”. Alla ricerca della massima efficienza aerodinamica, un elemento cruciale nella definizione delle linee della GT, tanto da ottenere un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) di 0,24, si accompagna l’introduzione degli stilemi che caratterizzeranno i futuri modelli elettrici dei quattro anelli. L’abitacolo, anch’esso in stile granturismo, vede conducente e passeggero anteriore sedere in posizione ribassata, separati da un’ampia console, mentre le sedute posteriori garantiscono un’abitabilità tale da ospitare tre adulti.

Proporzioni sportive: cerchi di generose dimensioni, carreggiate ampie, silhouette bassa, passo lungo per la ricerca della massima efficienza aerodinamica, elemento cruciale nella definizione delle linee per un coefficiente di resistenza aerodinamica (CX) di 0,24. Prese d’aria attive, spoiler posteriore estraibile, sottoscocca carenato ed estrattore specifico. Design scultoreo con ampia griglia single frame, blister quattro pronunciati, montanti posteriori fortemente inclinati

Sportiva e performante, ma al tempo stesso confortevole e adatta anche ai lunghi viaggi, Audi e-tron RS GT può contare su una potenza massima sino a 646 CV in modalità Boost a fronte di un’autonomia che raggiunge i 487 chilometri WLTP grazie alla batteria ad alto voltaggio da 93 kWh. La ricarica a 800 Volt in corrente continua con potenze sino a 270 kW consente di ripristinare 100 chilometri di autonomia in soli 5 minuti. L’assetto, forte di un calibrato bilanciamento tra prestazioni e comfort, si avvale delle sospensioni pneumatiche adattive a tripla camera e del sistema di gestione della dinamica di marcia Audi drive select.

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AUDI e-tron GT Proiettori a LED Audi Matrix di serie per Audi RS e-tron GT. Disponibili su richiesta, proiettori a LED Audi Matrix con Audi laser light, in grado di raddoppiare la portata degli abbaglianti Gruppi ottici posteriori con banda luminosa trasversale.

Plancia orientata al conducente stile “monoposto” e generosa abitabilità con posizione di guida ribassata, ampia consolle e sedili posteriori adatti alla corporatura degli adulti. La sostenibilità sposa la sportività. A richiesta, rivestimenti realizzati facendo ricorso ai materiali riciclati.

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Trazione integrale quattro

elettrica: un motore sincrono a magneti permanenti in corrispondenza di ciascun assale. Trasmissione a due velocità. Potenza e coppia massime in modalità Boost: 530 CV e 640 Nm per Audi e-tron GT quattro, 646 CV e 830 Nm per Audi RS e-tron GT Da 0 a 100 km/h: in 4,1 econdi per Audi e-tron GT quattro, in 3,3 secondi per Audi RS e-tron GT. Velocità massima di, rispettivamente, 245 e 250 km/h


Batteria agli ioni di litio da 93 kWh (85 kWh fruibili) e tensione a 800 Volt; 396 celle pouch organizzate in 33 moduli Ricarica in corrente alternata (AC) con potenze sino a 22 kW. Ricarica in corrente continua (DC) con potenze sino a 270 kW. In 5 minuti è possibile ripristinare 100 chilometri di autonomia. Autonomia di 487 chilometri WLTP per Audi e-tron GT quattro Efficiente sistema di gestione termica con quattro circuiti e pompa di calore. Precondizionamento della batteria per la ricarica rapida (DC) durante i tragitti. e-tron Charging Service con oltre 200.000 punti di ricarica in Europa; integra - con tariffe agevolate - il network ad alta velocità Ioniti. In ambito domestico, Audi agevola la mobilità elettrica grazie alle partnership con Enel X e Alpiq.

Audi

e-tron GT condivide con gli altri modelli della gamma Audi e-tron la trazione integrale elettrica che regola permanentemente e in modo continuamente variabile la ripartizione della spinta fra gli assali, con rapidità cinque volte superiore a un sistema tradizionale. Un highlight tecnico cui si accompagnano ulteriori dotazioni volte a rafforzare le performance dinamiche quali il tetto in carbonio che contribuisce alla ripartizione dei pesi tra avantreno e retrotreno con un risprmio di peso di 12 kg, lo sterzo integrale - per la prima volta dedicato a una vettura elettrica dei quattro anelli - il bloccaggio elettronico del differenziale posteriore e la disponibilità dei freni carboceramici. Come ogni Audi, anche Audi e-tron GT è collegata in rete. L’infotainment, i servizi Audi connect e i sistemi di assistenza al conducente sono allineati ai modelli della gamma high-end. Che si tratti di qualità costruttiva, design o caratteristiche tecniche, Audi e-tron GT rappresenta la summa della passione Audi.   Baricentro basso e distribuzione dei pesi 50:50 tra gli assali. Ammortizzatori regolabili, molle pneumatiche adattive a tripla camera, bloccaggio elettronico del differenziale posteriore e sistema di controllo della dinamica di marcia Audi drive select.

A richiesta, sterzo integrale: per la prima volta disponibile per un modello della gamma Audi e-tron Dischi freno rivestiti in carburo di tungsteno di serie per Audi RS e-tron GT; a richiesta freni carboceramici Cerchi da 19 a 21 pollici in design aero.

Sistemi di sicurezza Audi pre sense e Audi pre sense front di serie; pacchetti Tour, City e assistenza per il parcheggio. Disponibile il sistema di assistenza alla guida adattivo. Sound elettronico sportivo esterno e in abitacolo, adattabile in funzione delle impostazioni dell’Audi drive select e in grado di “copiare” l’erogazione del powertrain. Audi virtual cockpit plus da 12,3 pollici e display MMI touch da 10,1 pollici di serie; comando vocale che riconosce le espressioni di uso comune, ricerca on-board e dal cloud. A richiesta, head-up display. Sistema di navigazione MMI plus di serie, trasferimento dati con velocità LTE, hotspot WLAN. Audi connect per molteplici servizi online, tra i quali il programma di pianificazione dei percorsi e-tron trip planner. Audi phone box e Audi smartphone interface di serie. Bang & Olufsen Premium Soundsystem 3D di serie per Audi RS e-tron GT.

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NANNI NEMBER CON V-ACTION:

SI TORNA A CORRERE CAMPIONATO BMW M2 CS RACING CUP ITALY

ANDREA NEMBER

NANNI NEMBER E TEAM V-ACTION PRESENTANO BMW M2 CS RACING LA STORIA DI SUCCESSO CONTINUA

22 Si fa un po’ attendere ma una signora così si

può anche aspettare. Poi il suo motore si fa riconoscere da distanza. È sinuosa e aggressiva, ruggisce come una belva. Bianca fasciata di blu e con un lato b da paura. Siamo all’interno della Concessionaria BMW Nanni Nember di Brescia tra i pochi invitati per la presentazione della vettura che correrà con i colori della casa. Si tratta della BMW M2 CS Racing con la quale BMW M Motorsport continua la sua tradizione di vetture customer racing derivate da auto di serie. Come i due modelli che l’hanno preceduta, la BMW M235i Racing e la BMW M240i Racing, l’ultima nata della gamma di prodotti BMW M Customer Racing, apre la strada a team e piloti ambiziosi che si dedicano all’automobilismo sportivo. Con questo spirito BMW Nanni Nember, peraltro in procinto di inaugurare la nuova sede di Desenzano, con il team V-Action, ha annunciato la partecipazione al campionato BMW M2 CS Racing Cup italy. Dopo un intenso periodo di test su importanti circuiti internazionali come Miramas, Portimão e Nürburgring, quest’anno si tiene infatti la prima stagione del campionato italiano BMW M2 CS Racing.


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Prestazioni di guida impressionanti e tecnologia da corsa all’avanguardia, combinate con l’esperienza decennale di BMW M Motorsport, fanno della M2 CS Racing un’auto da corsa purosangue in una classe a sé stante. Non è un caso: utilizzando la base perfetta della BMW M2 CS e lavorando in stretta collaborazione con i colleghi di BMW M GmbH, gli ingegneri di BMW Motorsport hanno utilizzato molte delle intuizioni dallo sviluppo della BMW M4 GT4 per stabilire standard totalmente nuovi nella classe entry-level con la BMW M2 CS Racing. La nuova vettura da corsa è spinta da un motore a sei cilindri in linea con tecnologia BMW M TwinPower Turbo che, con una cilindrata di 2.979 cc nella versione da corsa, raggiunge una potenza compresa tra 280 CV e 450 CV, a seconda del Balance of Performance (BoP) della classe della competizione. La coppia massima di 550 Nm viene trasmessa alle ruote posteriori tramite un cambio a doppia frizione a 7 rapporti che è stato configurato per le competizioni su pista. Un altro punto forte della BMW M2 CS Racing è la gestione del motore. Come per la BMW M4 GT4, sarà controllato tramite power stick, che consentono di programmare e attivare vari livelli di potenza a seconda del Balance of Performance stabilito. Gli ausili alla guida specifici per il settore motoristico, come l’ABS e il DSC, garantiscono la massima sicurezza. Di serie viene fornito anche un differenziale meccanico a slittamento limitato con precarico e raffreddamento separato, così come alberi di trasmissione appositamente lavorati. Cosa aspetti? Presso la concessionaria Nanni Nember di via Valcamonica puoi scoprire l’adrenalinica gamma BMW M!

V-Action Racing Team, di proprietà della famiglia Vernuccio, di cui Daniele è Team Manager, vanta 12 anni di attività con 18 titoli conquistati in varie categorie su tutti i circuiti europei, con ben 132 vittorie e 334 podi. Il primo pilota annunciato è Fabio Francia, 39 anni, driver di assoluto livello e figlio di Giorgio Francia, che verrà affiancato da Luigi Ferrara altro pilota professionista pluricampione in varie categorie. Sulla seconda vettura il giovanissimo (23 anni) Andrea Modanesi, con un passato nel Campionato Europeo Rally, che sarà affiancato da un pilota ancora in via di definizione. Il campionato, dopo l’avvio sulla pista di Monza, si disputerà sui principali circuiti italiani, quali Misano, Mugello, Imola e Vallelunga, con ultima gara dalla stagione ancora al Mugello nel weekend del 9 e 10 Ottobre.


DALLA PARTE DELLE DONNE, SEMPRE In Italia, nel 2020, sono stati diagnosticati 54.976 carcinomi alla mammella, pari al 14,6% di tutte le nuove diagnosi di tumore, risultando così essere la neoplasia più diagnosticata nelle donne. Anche se la maggior parte dei casi è una forma sporadica di tumore, il 5-7% risulta essere legato a fattori ereditari, infatti si ritengono ad alto rischio le donne con importante storia familiare di carcinoma mammario; Possedere un parente di primo grado, come la madre, una sorella o una figlia, con un tumore al seno, aumenta il rischio di poter sviluppare la malattia. Va prestata particolare attenzione ad alcuni campanelli d’allarme, ad esempio se il tumore è comparso prima dei 40 anni, se si è manifestato in entrambi i seni e se tra i familiari colpiti ci sono degli uomini. Detto questo, però, è importante ricordare che le donne che si ammalano ed hanno una storia familiare di tumore al seno sono solo il 15%.

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Per incentivare la prevenzione e salvaguardare la salute delle donne, ESA offre – con il Progetto Familiarità alle donne tra i 25 e i 49 anni, con parenti di primo o secondo grado che hanno ricevuto diagnosi di carcinoma mammario, la possibilità di eseguire gratuitamente un controllo senologico. L’obiettivo di ESA è, innanzitutto, quello di raggiungere i soggetti a rischio per impostare tipologia e frequenza di esami di prevenzione da eseguire in futuro. Nel 2020, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia di SARS-CoV-2, all’interno del Progetto Familiarità, ESA è riuscita a garantire 200 visite senologiche gratuite: un’attività di per sé già fondamentale in tempi non pandemici, poiché offre visite gratuite a chi non è coperto dai programmi di screening regionali, ma che è diventata strategica per la tutela della salute in periodo di emergenza sanitaria. Attualmente la legge prevede che tutte le donne tra i 50 e 69 anni di età, residenti in Italia, siano invitate ogni due anni a sottoporsi, gratuitamente, a una mammografia in centri di screening specializzati che rispettino dettagliate modalità organizzative e qualitative. Il Progetto Familiarità non si rivolge, pertanto, alle donne che sono già coperte dallo screening previsto dalla Regione, ma si rivolge a tutte quelle donne che, per storia familiare, sono maggiormente a rischio di sviluppare la malattia e che non rientrano ancora nel programma di prevenzione del Sistema Sanitario Nazionale. Il Progetto Familiarità è sostenuto da generose donazioni che l’associazione riceve da soci, amici e sostenitori: l’ospedale che eroga le prestazioni diagnostiche all’interno di questo progetto stipula una convenzione particolare con ESA per la copertura delle spese di erogazione del servizio diagnostico; in questo modo si assicura un percorso di prevenzione accessibile a tutte le donne, perché ESA è sempre dalla parte delle donne.

ESA Educazione alla Salute Attiva Sede operativa “Il Ronchettino” Via del Medolo 2, Brescia Tel e fax: 030 3385027 info@esa-salutedonna.org - www.esa-salutedonna.org

Per donazioni: IBAN IT43Q0623011201000030573912 Per devolvere il 5xmille: 02883270981


Cosa davvero ti ha spinto a condurre questa sfida ad uno dei poteri forti della città? “Dopo un mio intervento all’assemblea di UBI Banca, centinaia, anzi migliaia di azionisti, dipendenti e soci hanno iniziato a tempestarmi di mail, telefonate e missive in cui denunciavano episodi inquietanti. Ho un enorme locale segreto, in cui sono archiviati questi dossier. Io, allora, ho semplicemente chiesto ai vertici di UBI, anche nella veste istituzionale di presidente di commissione parlamentare, di rispondere alle gravissime accuse che emergevano da quella documentazione. Mi hanno riservato solo reazioni scomposte e tentativi di eliminarmi. Ho capito che avevo il dovere di arrivare fino in fondo”. Il momento più duro? “L’attacco alle mie aziende a cui sono stati immotivatamente ed improvvisamente cancellati gli affidamenti, le prese di posizione di taluna stampa locale, sempre e comunque supina e sodale con gli imputati, in ogni passaggio processuale. E certamente i tre assalti armati alla mia abitazione allorquando, nel corso della trasmissione “Report” di Rai Tre, ho trattato temi pericolosi come il riciclaggio di denaro, il commercio di armi e di petrolio con i terroristi dell’Isis. Ho temuto il peggio non tanto per me quanto per i miei cari”. Pensi che i bergamaschi ti saranno grati di questa pulizia? “Oggi, dopo gli 84 anni di condanne richiesti dal PM, e dopo i servizi di “Report”, credo che tutti abbiano compreso quanto fosse necessario troncare bruscamente un certo modo dinastico ed autoreferenziale di gestire la banca e di dominare talune istituzioni ad essa connesse. Ho agito da solo contro tutti per otto lunghi anni. Grazie al lavoro di una piccola squadra, composta da quattro giovani fedelissimi, ho smantellato un sistema governato con risorse umane e finanziarie gigantesche. Posso dire di aver rivoluzionato il sistema creditizio italiano. In questi giorni migliaia di persone mi hanno scritto e chiamato per ringraziarmi di questa pulizia. Ma, se dovessi considerare la mole di informazioni di cui dispongo, dovrei dire che siamo solo all’inizio”. Come si legge il passaggio di mano con Intesa Sanpaolo? “Senza la solidità di Intesa Sanpaolo gli azionisti di UBI avrebbero corso rischi di eccezionale portata.

Ho sposato da subito, e ancora una volta solo contro tutti, l’OPA di Intesa perché ero certo, ed ho avuto ragione, che la fusione avrebbe consentito di far recuperare agli azionisti, quindi anche alla nostra comunità, almeno una parte delle ingentissime perdite subite con il disastroso crollo del titolo UBI registrato con le precedenti gestioni”. Si è voluto proteggere la banca da un crollo totale? “Assolutamente sì, i dati erano considerati critici da tutte le istituzioni europee. Il PM ha parlato di 600 milioni di Euro di danni potenziali. Preferisco non indicare la cifra periziata dai miei esperti e dai miei legali…”. Lo rifarebbe? “Mille volte sì. Non ho mai avuto nemmeno un attimo di esitazione, nemmeno nei momenti più difficili, nemmeno quando mi sono sentito solo, senza il minimo sostegno, persino nel mio ambito famigliare. Avevo promesso alle centinaia di dipendenti e di azionisti, alle tante persone semplici che ho visto piangere e disperarsi per aver perduto i risparmi di generazioni, che sarei arrivato sino a qui. Questa immensa vittoria è per loro”. Hai paura di ritorsioni come già hai denunciato di aver subito in passato? “No, ora tutti hanno compreso la realtà dei fatti, è passato il periodo in cui ho dovuto affermare in assemblea, davanti a migliaia di soci: “Se dovessi suicidarmi, sappiate che non sono stato io!”. Aggiungo che un notaio è incaricato di rendere pubblico il mio archivio se dovesse accadermi qualcosa. E ho molta fiducia nelle Istituzioni, nella Guardia di Finanza e nella Magistratura, che hanno portato a termine un lavoro complesso, con grande coraggio e impegno, dovendo agire in contesti in cui erano coinvolte alcune tra le persone più potenti d’Italia. Non a caso, nel corso del processo e delle indagini, sono stati trasferiti tre altissimi ufficiali della Gdf e almeno tre magistrati”. Chiederai i danni per quando chiusero i rubinetti alla Pigna? “Ho accettato di sottoscrivere un accordo transattivo che mi ha ristorato, sinceramente, con piena soddisfazione, dei danni morali subiti. Nelle prossime settimane, con i miei legali, deciderò in merito ad ulteriori, rilevanti azioni che avevamo incardinato. Prevalentemente in ambito civile”. (V.E.Filì)

GIORGIO JANNONE CON LA FIGLIOLETTA LUNA

G.J. AVEVA

VISTO

GIUSTO GIORGIO JANNONE VINCE IL PRIMO ROUND DEL PROCESSO INTENTATO CONTRO I VERTICI DI UBI BANCA PER I QUALI IL PUBBLICO MINISTERO HA CHIESTO CONDANNE PER UN TOTALE DI 84 ANNI. TUTTI DENTRO: BAZOLI, ZANETTI MOLTRASIO, MASSIAH E POLOTTI. UNA GUERRA CHE DURA ORMAI DA ANNI CHE HA PORTATO A GALLA CASI DI MALVERSAZIONI DI VARIO GENERE NELLA GESTIONE DELLA BANCA DA POCO PASSATA SOTTO L’OMBRELLLO DI INTESA SANPAOLO COSA SIGNIFICA PER GIORGIO JANNONE E PER LA CITTÀ

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CONTRASTI

URBANI


La Bergamo del futuro sfreccia su tram elettrici modernissimi, quella del passato resta dimenticata preda del degrado e occasionale rifugio di ogni genere di sbandati. Siamo giustamente orgogliosi di aver riattivato la vecchia linea ferroviaria verso le valli e di vedere le silenziose navette scorrere su e giù da Bergamo fino ad Albino, ma si resta scioccati, appena partiti dal capolinea cittadino, attraversando un paesaggio spettrale. Antichi magazzini, opifici, torri... come una sorta di castello stregato, diroccato e misterioso, dal quale ti aspetti escano fantasmi e vampiri ma che invece sono sempre popolati da sbandati, tossici, senza casa e che trovano qui da decenni un posto dove stare. Invisibili fantasmi che vi giungono col buio e con il buio se ne vanno. Lasciano sporcizia, resti di cibo, bottiglie rotte, siringhe, preservativi... Di tutto di più. Mi chiedo perchè non si possa trasformare questo rudere in una attrazione per scolaresche in cerca di avventura. Poco lontano hanno realizzato un parco dove ragazzini e adolescenti si arrampicano tra alberi e ponti di corde. Questo sarebbe perfetto come castello degli orrori, tipo quello dei Luna Park. ;-)

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BRESCIA E BERGAMO

SI RIABBRACCIANO NEL FESTIVAL DEDICATO A CHOPIN IL PROGRAMMA DELLA 58^ EDIZIONE DEL FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE DI BRESCIA E BERGAMO IN SCENA DAL 24 MAGGIO ALL’11 LUGLIO CON IL RITORNO AL GRANDE E AL DONIZETTI

Il Festival Pianistico presenta la sua

58esima edizione, dedicata a Fryderyk Chopin. Il 2021 è quello che a tutti gli effetti si può definire l’anno dei ritorni: a partire dal periodo, dal 24 maggio all’11 luglio, fino agli ospiti internazionali e soprattutto alle sedi storiche della manifestazione. A Brescia la prima parte del cartellone sarà al Teatro Grande, a Bergamo il Festival fa il suo ingresso al Teatro Donizetti ristrutturato dopo 3 anni.

DANIELA GUADALUPI, PRESIDENTE DEL FESTIVAL PIANISTICO

“Quest’anno sarà un anno fuori

dal comune: nel mio primo Festival da presidente ritorniamo finalmente nelle nostre sedi storiche, al Teatro Donizetti, finalmente restituitoci in tutto il suo splendore, e al Teatro Grande - ha detto la nuova presidente Daniela Gennaro Guadalupi, fresca di nomina dopo 20 anni di presidenza di Andrea Gibellini – In un momento tanto difficile siamo orgogliosi di essere riusciti ad organizzare un Festival dal vivo. L’abbiamo fatto perché crediamo fermamente nei valori fondanti del lavoro e della cultura, valori che contraddistinguono da sempre le nostre terre tanto colpite dalla pandemia. Lanciamo questa 58esima edizione con lo sguardo già proiettato verso il 2023, anno che vedrà il Festival e le due Città protagoniste di un grande progetto culturale per le nostre comunità”.

PIER CARLO ORIZIO, DIRETTORRE ARTISTICO DEL FESTIVAL


JAN LISIECKI

“Siamo felicissimi di ripartire - racconta il Direttore artistico, M° Pier Carlo Orizio - stiamo lavorando da diversi mesi con incognite rilevanti, una su tutte la capienza delle sale. La nostra priorità è quella di poter garantire al numero maggiore possibile di spettatori di poter accedere in sicurezza ai concerti. Abbiamo voluto fare uno sforzo organizzativo per mettere in scena un Festival che artisticamente risenta il meno possibile dell’anno appena passato e che possa dunque soddisfare le aspettative del nostro pubblico”. UNA STRAORDINARIA ROSA DI INTERPRETI DI ALTISSIMO LIVELLO.

Inaugura, il 24 maggio al Grande e il 25 al Sociale di Bergamo, la Filarmonica del Festival diretta da Pier Carlo Orizio con solista Jan Lisiecki, venticinquenne canadese di fama internazionale, già ospite del Festival nel 2013, con in programma la Sinfonia n.2 di Beethoven e il primo Concerto per pianoforte e orchestra di Chopin. Jan Lisiecki è stato il più giovane artista della storia a ricevere un Gramophone “Young Artist” Award, oltre ad un Leonard Bernstein Award dal Festival Musicale dello Schleswig-Holstein.

ANNA KRAVTCHENKO

Un altro atteso ritorno è quello della pianista pugliese Beatrice Rana, considerata ormai una star del concertismo, che sarà protagonista in una duplice veste: in recital con un programma incentrato su Chopin il 15 giugno al Sociale di Brescia e il 16 al Donizetti; e in duo con Massimo Spada per un omaggio ad uno dei massimi compositori del secolo scorso, Igor Stravinskij, il 17 giugno al Sociale di Brescia e 18 in Città Alta al Sociale di Bergamo. Artisti di importanza storica quali Mikhail Pletnev (al Grande l’1 giugno e al Donizetti il 3) e Grigory Sokolov (al Donizetti il 9 giugno e al Grande l’11) si alterneranno con giovani ma affermati pianisti quali Federico Colli e Alexander Romanovsky (al Sociale Bs il 25 giugno e al Donizetti il 28). Torna, questa volta in entrambe le città, anche la talentosa pianista russa Alexandra Dovgan (al Donizetti il 7 giugno e al Grande il 9), ora quattordicenne, che il Festival presentò per primo in Italia nel 2019. Presente nel cartellone bergamasco il 12 giugno al Donizetti Pietro De Maria, primo pianista italiano ad aver eseguito pubblicamente l’integrale delle opere di Chopin in sei concerti.

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Per quanto riguarda le orchestre, Federico Colli è accompagnato dall’Orchestra della Toscana, diretto da Orizio con in programma Schumann e Mendelssohn al Grande il 13 giugno e al Donizetti il 14. Chiude il cartellone la La Fil – Filarmonica di Milano diretta da Marco Seco con la ‘Pastorale’ di Beethoven sabato 10 luglio al Teatro Sociale di Bergamo e il giorno successivo in Piazza Loggia a Brescia.

BRESCIA

Nella seconda parte del cartellone bresciano, al Teatro Sociale, il 21 giugno la pianista Gloria Campaner esegue l’integrale dei Preludi di Chopin, introdotti da un ospite d’eccezione, lo scrittore Alessandro Baricco. Chiude il cartellone nei teatri la Filarmonica del Festival diretta da Orizio con il Concerto n.1 di Šostakovič, solisti il pianista Giuseppe Albanese e il trombettista bresciano Omar Tomasoni.

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LO SCRITTORE ALESSANDRO BARICCO INTRODUCE GLORIA CAMPANER 21 GIUGNO TEATRO SOCIALE BRESCIA

GLORIA CAMPANER

ALEXANDER ROMANOVSKY

ALEXANDRA DOVGAN

BEATRICE RANA

OMAR TOMASONI

PIETRO DE MARIA

MARIANGELA VACATELLO

Non manca il tradizionale concerto in memoria delle Vittime di Piazza della Loggia il 28 maggio. La Filarmonica del Festival diretta da Roberto Misto si esibisce nella Chiesa di San Francesco con il coro I Piccoli Musici con solista Massimo Mercelli. In programma due prime assolute: Four emotions per flauto e orchestra di Cristian Carrara e lo Stabat Mater di Mauro Zuccante. A Brescia viene riproposta dal 20 al 23 giugno la rassegna off teatro dei Concerti nel Chiostro all’interno del Museo Diocesano. Tre appuntamenti en plein air per una vera e propria maratona dedicata a Chopin, in cui si alternano Mariangela Vacatello, Anna Kravtchenko e Theodosia Ntokou. Il Festival esce dai teatri anche nell’ambito degli eventi speciali in collaborazione con il Comune di Brescia per valorizzare la città con due appuntamenti ad ingresso gratuito. Oltre al concerto in Piazza Loggia de LaFil dell’11 luglio, sabato 26 giugno è in programma la conferenza-concerto dal titolo “Affetti e miti nella poetica di Chopin” con Piero Rattalino e Ilia Kim.

MIKHAIL PLETNEV


BERGAMO

Nella prima settimana di luglio la conferenza-concerto “Affetti e miti nella poetica di Chopin” di Piero Rattalino e Ilia Kim e il recital di Josef Mossali con musiche di Chopin e Stravinskij. Si conferma la collaborazione con il Conservatorio Donizetti nella rassegna dei Concerti con i giovani talenti. La Sala Tremaglia del Teatro Donizetti ospiterà 3 concerti dedicati a Chopin, tenuti dai migliori allievi, alle ore 18 di lunedì 21, mercoledì 23 e martedì 29 giugno.

ILIA KIM

Nella provincia di Bergamo torna Festival e dintorni per portare grandi interpreti nei comuni di San Pellegrino Terme,Vertova, Nembro, Mozzo e Cene.Tra gli artisti coinvolti Theodosia Ntokou, pupilla della ‘divina’ Martha Argerich, Mariangela Vacatello, Gloria Campaner, Anna Kravtchenko e Carlo Guaitoli. L’inizio di tutti i concerti è fissato alle ore 20. L’organizzazione non esclude la possibilità di poter posticipare l’inizio degli spettacoli in base alle prossime disposizioni che riguarderanno il coprifuoco. GIUSEPPE ALBANESE

MARCO SECO

CARLO GUAITOLI

FEDERICO COLLI

SOKOLOV

MASSIMO SPADA

ROBERTO MISTO

THEODOSIA NTOKOU

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POLITICANDO di Maurizio Maggioni

SUB LEGE LIBERTAS Ogni qual volta sento le persone e gli amici che mi stan-

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no accanto parlare di giustizia, magistratura, libertà, mi viene un pensiero atroce: ma dove stiamo andando? Sono cresciuto durante gli anni di piombo quando, molti della mia generazione, non vedevano di buon occhio i giudici e la magistratura in genere. Infatti, sia le Brigate Rosse che i Nuclei Armati Rivoluzionari, iniziarono a gambizzare e uccidere coloro che, secondo loro, erano spregevoli servi dello Stato. Servi, significa al servizio di qualcuno per cui, che piacesse o no, questi servitori dello Stato stavano dalla parte del diritto e sancivano con le loro inchieste prima e con le sentenze poi, il Diritto. Piste anarchiche, neofasciste, deviazione dei servizi segreti, azioni terroristiche filopalestinesi, intrighi internazionali, la lunga via verso la caduta del muro di Berlino nel 1989 e poi il 1992. La democrazia che si era rafforzata dal 1970 al 1989, passando dall’attentato a Papa Wojtyla (1980, giusto 40 anni fa), termina con l’arrivo dell’inchiesta illiberale di Mani Pulite. Azione anti-italiana post Sigonella di craxiana memoria? P2 sconfitta? Komunismo liberale in arrivo? Interessi internazionali per mangiare la nostra economia? Chi lo sa? La storia ha bisogno di ulteriori trent’anni per essere scritta, intanto Falcone e Borsellino ed il giudice Beato Livatino, si girano nella tomba. Adesso, anno 2021, un elemento di spicco del pool mani pulite di allora, certo dottor sottile (non Giuliano Amato del PSI) bensì Davigo da Milano il quale, dopo essere andato in pensione e non essere riuscito a rimanere ancora due anni nel CSM, si toglie qualche sassolino dalla scarpa ed inizia una guerriglia di retrovia per destabilizzare ulteriormente quanto già fatto da un certo Palamara, giudice a capo dell’Associazione Nazionale Magistrati, chiamato faccia di tonno da Cossiga, che tutto dispone secondo la logica massonico corporativa dell’amico al posto giusto. I “suoi” lo radiano addirittura dalla Magistratura colpendolo mortalmente ma liberandolo da vincoli specifici e pronto a…. Pensiamo solo un po’ a tutte le sue comparsate in tivù... Mai successo e non ha nemmeno la scorta e lo stipendio: di che vive? Mi sono letto in 4 giorni il libro inchiesta di Sallusti e poi quello di Giorgia Meloni. Entrambi interessanti e veloci da leggere: pongono molte domande, danno pochissime soluzioni, libri riflessivi, acquistateli-leggeteli e poi mi direte.

Sto riflettendo su cosa potrà succedere nel prossimo futuro, non proprio nel breve, ma prima della fine del settennato di Mattarella. Ritengo che la magistratura e la giustizia non siano mai cadute così in basso, nemmeno dopo il ventennio mussoliniano, mai come dopo il ‘68 e il terrorismo. Nemmeno Craxi pensò mai di denigrarla sino a tal punto ma, con i post-democristiani e l’arrivo dei 5 stelle, eccoci servita la polpetta avvelenata. Nulla si muove pur sapendo tutto, nessuna procura si attiva. Sarà perché si sta studiando la mossa favorevole e si aspetta il famoso diktat dall’Europa quando protremo muoverci con vere riforme oppure quando l’attuale Ministro della Giustizia passerà al Quirinale. Quindi cambierà tutto? Potrei sembrare qualunquista nelle mie considerazioni ma mi sforzo di capire bene le logiche delle parti in causa. È stata lasciata, tutta la questione, per troppo tempo senza soluzioni specifiche; la separazione delle carriere dei giudici, l’esame del profilo psicologico degli addetti al giudizio, la responsabilità civile personale degli stessi giudici, la lentezza della burocrazia e della mancanza di fondi (perché vengono distratti non perché non ci siano), l’eccessivo numero di leggi inutili, l’inquinamento del politicamente corretto e così via. Se la pandemia ha portato qualcosa di buono, nel male che ha fatto, ha messo a nudo la nostra mancata digitalizzazione,, l’incapacità reattiva del governo e delle istituzioni con la mancata applicazione dei protocolli, che sono risultati inesistenti, le cabine di regia che sono doppioni degli stessi ministeri, una sanità bulimica retta da un ministro incapace e senza autorevolezza. Che serva tutto ciò per poter cambiare in meglio in futuro? Speriamo che almeno i Giudici bergamaschi, bresciani, lombardi, si diano davvero da fare per trovare i colpevoli di tale disorganizzazione, a tutti i livelli. Questo potrebbe essere il piede di porco necessario per aprire la saracinesca del potere (aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno è già stato un fallimento, l’ignoranza e l’incapacità sono lì da vedersi). Sappiamo che la giustizia non è di questo mondo, ma se proprio dobbiamo trapassare per averla (e magari non c’è neppure nell’aldilà), allora è meglio tentare di modificarla ora quella Giustizia, maiuscola, che sentenzia: la legge è uguale per tutti, dura legge ma legge e, in nome del Popolo Italiano… emettiamo la sentenza per i posteri! Perchè tutto questo silenzio e passività nei procedimenti per coloro di cui abbiamo parlato prima? È in atto una rivoluzione silenziosa che ci troveremo una mattina riportata dai giornali vicino alle stanze dei bottoni? Mi auguro che ciò avvenga con proposte serie, magari per iniziativa popolare, come la Costituzione permette e vuole: una riforma scritta dal Popolo per il Popolo, ora e sempre.


R E V O L SUMMER T RBBERGAMO E I CS O AI N

LA CULTURA RIPARTE: FINO AL 19 SETTEMBRE IL PALINSESTO ESTIVO DI SPAZIO POLARESCO E CASA MOLLOY

MUSICA DAL VIVO, TEATRO, CINEMA, READING: 120 EVENTI ACCOMPAGNATI DA ESPERIENZE ENOGASTRONOMICHE PER RILANCIARE IL TESSUTO CULTURALE DEL TERRITORIO A LIVELLO NAZIONALE

Bergamo e Brescia ripartono. Dopo l’esperienza di successo del primo anno, si rinnova la collaborazione tra Spazio Polaresco (BG) e Casa Molloy (BS), due realtà di riferimento della scena culturale del nord Italia. Dall’8 maggio al 19 settembre 2021 musica dal vivo, teatro, cinema e sagre enogastronomiche riempiranno l’estate: 120 eventi per rilanciare il tessuto culturale del territorio a livello nazionale, con un occhio di riguardo al target giovanile, sul palco e in termini di pubblico. La rassegna, organizzata da Rete Doc e Yollom, si terrà a Bergamo allo Spazio Polaresco (dal 4 giugno), all’interno del progetto delle politiche giovanili del Comune di Bergamo, mentre a Brescia (dall’8 maggio) prenderà vita negli storici spazi di Latteria e Distilleria Molloy.

CALIBRO 35 MELANCHOLIA PAOLO BENVEGNU BOB ANGELINI CRISTIANO GODANO MODENA CITY RAMBLERS TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI VENERUS DUTCH NAZARI & MAX COLLINI NADA RICCARDO SINIGALLIA OMAR PEDRINI GIORGIO CANALI BIANCO VANARIN ISIDE GULINO CIMINI ORIETTA BERTI CHIAMAMIFARO


LIVE

Calibro 35, Melancholia, Paolo Benvegnù, Bob Angelini, Cristiano Godano, Modena City Ramblers, Tre Allegri Ragazzi Morti, Venerus, Dutch Nazari e Max Collini, Nada, Bianco, Giorgio Canali, Gulino, Omar Pedrini, Riccardo Sinigallia, Chiamamifaro. Sono solo alcuni dei nomi confermati per questa grande estate in musica, che segna la ripartenza di un settore colpito al cuore dalla pandemia. Una line up che coinvolge anche tanti giovani della scena musicale indipendente italiana, come Merifiore e Viadellironia, il cantautore bresciano Alessandro Sipolo, che aprirà la manifestazione dalla Latteria Molloy (BS) l’8 maggio, e ancora Alex Uhlmann, voce dei Planet Funk. Un calendario di concerti che proseguirà fino a metà settembre con le finali del concorso Musica Da Bere. PAOLO BENVEGNÙ

CARA CALMA

CINEMA, TEATRO, READING

Proiezioni cinematografiche, a cura di Lab 80, e stand up comedy si alterneranno agli appuntamenti di musica dal vivo: Luca Ravenna (Latteria Molloy, 16 maggio), Giorgio Montanini e Filippo Giardina sono tra i primi comici confermati. Da non perdere anche i reading. Il 25 maggio, in Latteria Molloy, Maura Gancitano e Andrea Colamedici, filosofi e ideatori di Tlon, progetto di divulgazione culturale, presentano “Prendila con filosofia” (Harper Collins Italia), mentre il 22 giugno, sempre in Latteria, Orietta Berti presenta “Tra bandiere rosse e acquasantiere” (Rizzoli) con Auroro Borealo, nelle insolite vesti di intervistatore. Tra gli altri appuntamenti di giugno da segnare in agenda, l’incontro con la giornalista Jennifer Guerra (Latteria Molloy, 24 giugno) che racconterà il suo “Il capitale amoroso”, edito da Bompiani e pubblicato nella collana “Munizioni” diretta da Roberto Saviano, e quello con Elisa Cuter (Latteria Molloy, 28 giugno), critica cinematografica residente a Berlino che, in uno dei pochissimi eventi in presenza in Italia, presenterà “Ripartire dal desiderio” (Minimum Fax). I reading proseguiranno in luglio con Teresa Ciabatti, il cui “Sembrava bellezza” (Mondadori) è candidato al Premio Strega 2021; Francesco Costa, giornalista, vicedirettore di “Il Post”, esperto di politica statunitense, che presenta “Una storia americana” (Mondadori), e infine Gianluca Gazzoli, celebre conduttore di Radio Deejay, che presenta “Scosse” (Mondadori).

SAGRE

Dalle polpette, alla pizza, dalla birra artigianale alla cucina tipica siciliana, dalla sangria al gin, dagli arrosticini allo gnocco fritto ce ne sarà per tutti i gusti. Sono i più gustosi appuntamenti enogastronomici che accompagneranno gli eventi per tutta l’estate bergamasco-bresciana, a cura di ristoratori locali, tra cui lo chef Sergio Nava e le sagre di Yuba.

34 LUCA RAVENNA

IL RACCONTO

Tutta la manifestazione verrà raccontata da una rivista cartacea, a periodicità mensile, a cura di Freecom HUB, che verrà stampata in 15.000 copie e distribuita gratuitamente nei territori di Brescia, Bergamo e Mantova. Le pagine avranno dei QRcode con rimandi a podcast, videointerviste, contenuti esclusivi di backstage, gallerie fotografiche, aftermovie dei weekend e tanto altro.

PREZZI E BIGLIETTERIA

BOB ANGELINI

Il 75% degli eventi sarà gratuito, il restante comporterà l’acquisto di biglietti di importo massimo 20€, un prezzo speciale per il territorio di Bergamo e Brescia. La biglietteria sarà gestita da DICE.FM Contatti e canali social ufficiali: www.giovani.bg.it Spazio Polaresco: www.facebook.com/spaziopolaresco Casa Molloy: www.facebook.com/LatteriaArtigianaleMolloy

ALEX UHLMANN

MERIFIORE

ALESSANDRO SIPOLO


Voglia di mare, sole e sabbia nei capelli. E delle nuove collezioni beachwear di Intimo di Gio’. Lo store di via Tasso per questa nuova stagione propone costumi e abiti dai toni jungle e dalle fantasie African. Senza dimenticare bagliori e i dettagli chic. Per un total look perfetto, essenziale le proposte eyewear di Ottica Cattozzo che, per questa stagione, punta su forme unconventional a tinte forti. Per stupire… on the beach e non solo.

#2021ON THE BEACH ACH Testo Valentina Colleoni Foto Paolo Stroppa

In alto Borsa in paglia con ricamo nero ad uncinetto ed applicazione fiori Becatò A sinistra Ciabattine mare stampa tiger Emanuela Biffoli

Si ringraziano per la collaborazione INTIMO GIO’ UOMO E DONNA Via Torquato Tasso, 85 Bergamo Tel. 035 242444 OTTICA CATTOZZO Via XX Settembre, 50 Bergamo TEL. 035 242576 www.otticacattozzo.it F: @otticacattozzo IG: otticacottozzo

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36 In alto a sinistra: copri costume con frange verdi

e rosa Connor & Blake (fatto a mano) con ricami in perle Montatura dandy fuxia con bacchette in tartaruga Vanni (Made in Italy) In alto a destra: bikini flower tinte brown Raffaella D’Angelo + copricostume fantasia Raffaella d’Angelo Occhiali rotondi gialli Vanni (Made in Italy) In basso a sinistra: bikini Argento glitter Pin Up stars Occhiali a specchio mascherina Fendi Qui sotto: abito San Gallo Bianco Pin Up Montatura in tartaruga Gemma


Bikini tinta African Miss Bikini Borsa mare Miss Bikini Lux Cappello in paglia Emanuela Biffoli

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Nella pagina accanto centralmente: abito fantasia African Miss Bikini A destra: abito San Gallo Bianco Pin Up Cerchietto Monchafou In store anche taglie e vestiti over Sotto: Ciabattine rosa L’estrosa

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La modella

è Ingrid bergamasca, fotomodella per gioco, nella vita è infermiera in prima linea contro il Covid.

Gli scatti

sono di Paolo Stroppa realizzati nel suo studio polifunzionale e attrezzato per riprese fotografiche e video.


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COLLEZIONE DISPONIBILE SULLO SHOP ON LINE


COLLEZIONE DISPONIBILE SULLO SHOP ON LINE

Belli & Ribelli

Via Piemonte, 105 Urgnano (Bg) - Tel. 035 896903 Facebook: @belliribelliabbigliamento Instagram: @bellieribelli www.bellieribellishop.com

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CAPITALI DELLA CULTURA... Interviste di Tommaso Revera

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Senza alberghi e ristoranti? Sono in molti i locali che non riusciranno a superare la crisi legata al Covid. Bar, ristoranti, pizzerie, ma anche alberghi, bed & breakfast e agriturismi. Insomma come sappiamo il settore dell’accoglienza, quello legato ai flussi turistici è in ginocchio ma deve per forza essere avviato alla rianimazione, anche in terapia intensiva, per trovarsi pronto con il grande appuntamento del 2023. Arriveranno molte risorse e saranno organizzati eventi che avranno un’attrattiva internazionale perché lo scopo di tutto un anno di “baldoria” culturale, è di rilanciare Bergamo e Brescia per portare turisti, tanti turisti, si spera tantissimi, a visitare le due città. Ci saranno occasioni per fermarsi sui territori delle due province per un anno intero, eventi di arte, musica e spettacolo riempiranno teatri e piazze. Il problema è che, oltre alla cultura, a tutti questi visitatori bisognerà dare degna accoglienza, cioè luoghi dove pernottare e dove mangiare. Nell’ultimo anno tantissimi ristoranti hanno chiuso per sempre e molti altri sono sull’orlo della rovina così come molti alberghi. Non potrà però esistere alcuna capitale della cultura che non sia anche capitale della buona tavola che sempre cultura è. Quindi il settore malato è da curare con potenti iniezioni di fiducia, leggi e finanziamenti per riaccendere tutti i fornelli spenti. Dalla riapertura in poi, speriamo il più presto possibile, bisogna escogitare un bonus ristorante, fruibile solo a Brescia e a Bergamo per incentivare la gente ad uscire e andare a mangiare fuori, per ravvivare tutte le attività di ristorazione e di accoglienza che saranno strategiche per la buona riuscita della grande opportunità che ci viene offerta. Nella speranza che tutti gli addetti a questi lavori ritrovino il coraggio e l’entusiasmo per ripartire perché in tanta parte è a loro che sarà affidato il successo di tutta l’operazione. Su questo tema abbiamo interpellato due stelle del firmamento gastronomico, due chef famosissimi uno di Bergamo, Chicco Cerea, Chef del ristorante Da Vittorio. e Philippe Léveillé, Chef del Miramonti l’Altro di Concesio (BS). Chi meglio di loro può ispirare progetti e percorsi che permettano di arrivare preparati al 2023 e che rendano la cucina e l’accoglienza di questi territori indimenticabile per tutti i visitatori?

E LA PAPPA?

Quanta importanza hanno la ristorazione e il settore alberghiero nell’anno in cui

Bergamo e Brescia saranno Capitali della Cultura italiane? “Rivestono un peso specifico molto significativo. Questo riconoscimento ritengo rappresenti una grande opportunità: non c’è bisogno di strafare ma semplicemente c’è da mettere in evidenza, valorizzare, ciò che già di buono abbiamo costruito. Più di un’altra cosa, va fatto uno sforzo economico: un’occasione del genere non può non essere sfruttata. Il 2023 è qui dietro l’angolo…”. Pensi che a livello locale dovrebbero essere investite maggiori risorse a favore di questi due settori anche alla luce delle conseguenze drammatiche legate al Covid-19? “Cosa posso dire rispetto a quanto già ampiamente detto?! Informazioni sbagliate producono disorientamento e non solo in Italia che, al contrario di altre nazioni, non ha sfigurato del tutto… Se a decidere ci sono persone inadatte, questi son i risultati. Se tagli i fondi per la sanità, cosa può fare un medico che già zoppica prima della ‘guerra’? Abbiamo la fortuna di avere operatori sanitari in gamba che non si sono mai risparmiati ma se non diamo loro gli strumenti necessari, come pensiamo possano risolvere i problemi? Una situazione metaforicamente paragonabile anche al mio lavoro: se venissi al mio ristorante e non ci fossero sedie o tavoli adeguati o non avessi in cucina le materie prime di qualità, che piatto vuoi che ti prepari?! Ciò che fatico a comprendere è la totale disorganizzazione che, a macchia d’olio ormai, investe ogni settore dell’industria italiana. La gente ha bisogno di leader competenti, ciascuno nella propria materia. Non abbiamo più il tempo di lasciarci guidare dall’improvvisazione: chi tratta un argomento, lo deve conoscere da cima a fondo e chi fa una cosa è perché lo merita e non perché la deve fare. Ci sono troppe persone capaci che non riescono ad emergere e questo è un grande dispiacere. La meritocrazia è il futuro. Dobbiamo cambiare non solo il modo di lavorare ma anche il modo di vivere, di respirare, di aver rispetto dell’ambiente perché altrimenti siamo fottuti! Stiamo massacrando tutto e c’è ancora chi non capisce che lo stiamo facendo contro noi stessi perché, per rovinarci, non abbiamo bisogno di nessuno, lo facciamo da soli con le nostre mani. Ognuno di noi, nel proprio piccolo, deve fare qualcosa: disponiamo di grandissime risorse e allora che aspettiamo?!”. Per rispondere in modo adeguato alla domanda che scaturirà dagli eventi, c’è bisogno di una resurrezione di questi due settori? “Siamo perpetuamente in ritardo su tutto per cui è ora di agire. Se parti in bicicletta per fare il Giro d’Italia o il Tour de France ma hai una ruota bucata, sarà difficile ottenere un buon risultato… Io sarò a disposizione per qualsiasi progetto, sia per il nome che porto che per l’azienda che rappresento, ma anche per far bella figura al territorio in cui lavoro, a patto, però, ci sia una programmazione e non si proceda improvvisando…”. Cosa si potrebbe fare concretamente per risollevare questi asset di importanza strategica nell’ottica di un rilancio dei nostri territori? “Non andrebbero rilanciati ma continuamente sostenuti. Non dobbiamo lasciare andare le cose e per questo occorrono capacità, metodo, programmazione. Occorrono profili giusti, persone in gamba e idee nuove da perseguire sino in fondo e non solo attraverso progetti abbozzati che finiscono nel dimenticato…”.


Philippe Léveillé, Chef Miramonti l’Altro ph. Nicolò Brunelli

Chicco Cerea, Chef Da Vittorio ph. Benedetta Bassanelli

Quanta importanza hanno la ristorazione e il

settore alberghiero nell’anno in cui Bergamo e Brescia saranno Capitali della Cultura italiane? “Per Bergamo e Brescia sarà una grandissima occasione per poter dimostrare al mondo quanto di buono sanno fare in tema di accoglienza, ospitalità e ristorazione e quanto si viva bene in questi territori. Bergamo e Brescia Capitali italiane della Cultura rappresenta un’occasione incredibile per organizzare qualcosa di buono, uno stimolo per fare ancora meglio e un auspicio per ripartire con ritrovato slancio dopo questo brutto periodo”.

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Pensi che a livello locale dovrebbero essere investite maggiori risorse a favore di questi due settori anche alla luce delle conseguenze drammatiche legate al Covid-19? “Assolutamente sì. Ovunque si svolga una manifestazione di questa caratura, sono necessarie risorse economiche, non solo per apportare delle migliorie al settore turistico/alberghiero ma anche per attirare il maggior flusso turistico proveniente da fuori confine. In questo senso sarà imprescindibile contare sull’aiuto delle autorità e delle risorse di cui dispongono”.

Non è stato corretto alla luce del fatto che, al contrario, quando c’è bisogno di rilanciare un territorio, siamo i primi a cui generalmente si appellano”.

Per rispondere in modo adeguato alla domanda che scaturirà dagli eventi, c’è bisogno di una resurrezione di questi due settori? “Da sempre accoglienza e ristorazione sono stati il volano per l’economia agroalimentare italiana e quindi lo saranno anche in questo caso. Ed è per questo motivo che il trattamento e la considerazione ricevuti in questi mesi ci ha deluso e sconfortato. Il criterio dei codici Ateco, in particolare, ci ha rovinato: siamo stati equiparati ad altri settori che non hanno nulla a che fare con noi.

Cosa si potrebbe fare concretamente per risollevare questi asset di importanza strategica nell’ottica di un rilancio dei nostri territori? “Per rilanciare il nostro settore con azioni concrete servirebbero innanzitutto degli sgravi fiscali importanti visto che, fino ad ora, abbiamo bruciato (tutto o in larga parte) il fieno che avevamo messo in cascina. In più credo sia fondamentale creare rete intrecciando vari comparti della nostra economia, dal settore turistico a quello commerciale e industriale, per far sì che il beneficio possa essere ripartito in ugual misura tra tutti. In che modo? Con investimenti mirati, progetti concreti e offrendo la possibilità di lavorare al nostro settore con regolamentazioni più semplici di quelle imposte sino ad ora”.


LA SCUOLA E IL COVID 44

È STATO PROIETTATO IN PRIMA NAZIONALE NELLE SCUOLE BERGAMASCHE ED È DISPONIBILE SU YOUTUBE, AFFINCHÉ TUTTE LE SCUOLE D’ITALIA LO POSSANO PROPORRE AI LORO STUDENTI, IL CORTOMETRAGGIO DEL REGISTA ALBERTO NACCI ‘LA PORTA VERSO IL FUTURO - UN FILM SU SCUOLA E COVID A BERGAMO

ALBERTO NACCI

Nel bergamasco, la visione collettiva del film darà il via a percorsi Il covid ha cambiato le nostre vite. Bergamo è stata travolta dal

di riflessione che proseguiranno con il progetto ‘Cerca la Luce in ogni cosà, elaborato da un gruppo di docenti dell’IISS Majorana di Seriate e promosso dalla Rete SPS ‘Scuole che promuovono Salute’ oltre che dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo.

Il progetto, che coinvolge studenti di ogni ordine e grado, si propone - viene spiegato - di favorire la consapevolezza e l’espressione di emozioni e vissuti a tratti traumatici attraverso elaborati differenziati per fasce d’età che saranno esposti l’ultimo giorno di scuola nei rispettivi istituti. “Dalla bergamasca, terra simbolo della tragedia del Covid, vogliamo lanciare uno sguardo di fiducia e speranza verso il futuro - spiega la Dirigente dell’Ufficio Scolastico di Bergamo Patrizia Graziani -, invitando tutte le scuole d’Italia a guardare questo cortometraggio come atto di memoria collettiva, non fine a sé stessa ma come stimolo e ‘pontè verso un futuro migliore”. PATRIZIA GRAZIANI, DIRIGENTE DELL’UFFICIO SCOLASTICO DI BERGAMO

virus e anche la comunità scolastica (gli studenti e tutto il personale della scuola) ha vissuto in modo drammatico i mesi in cui le sirene delle ambulanze erano la colonna sonora delle lunghe giornate in lockdown. La scuola è uno spaccato della società, il luogo in cui convivono persone provenienti da tutte le fasce sociali e su questo territorio il virus ha mietuto vittime in molte famiglie. Attraverso le voci di docenti, studenti e della DS dell’IISS Ettore Majorana di Seriate (BG) in 12 minuti ho cercato di raccontare come il mondo della scuola abbia vissuto questo terribile periodo in cui allievi e insegnanti hanno condiviso paure, ansie, preoccupazioni... ma anche la consapevolezza che questa esperienza abbia fatto scoprire cose nuove: una ragazza dice “...non avevo mai notato il volto stanco dei miei genitori, la sera, al ritorno dal lavoro; quante discussioni, quante liti in questi anni; se potessi tornare indietro li amerei e basta!”, e un docente “grazie agli studenti ho imparato a guardare in modo diverso la mia vita e questo mi fa sentire “in cammino”, alla ricerca di cose nuove, in un continuo ripensamento di me stesso...”. Il mondo della Scuola è rappresentativo della nostra società e con questo cortometraggio (nel mio ultimo anno di insegnamento di Matematica) voglio rendere omaggio a questa Istituzione con la speranza che la terribile esperienza che abbiamo vissuto offra nuove opportunità di cambiamento e di dialogo fra giovani e adulti. (Alberto Nacci)


“Non è facile parlare di Covid e scuola. L’età della formazione scolastica è una fase di vita talmente delicata per i ragazzi, che solo in punta di piedi se ne possono indagare le relazioni in un periodo di distacchi e di fratture come quello determinato dall’attuale pandemia. Alberto Nacci raccoglie in questo film testimonianze di persone e scorci di luoghi che appartengono al vissuto condiviso della comunità scolastica dell’IISS Majorana di Seriate (BG). Unendo la sua esperienza di docente e il suo occhio di regista, Nacci confeziona una toccante narrazione di volti, pensieri, note, interni ed esterni in bianco/nero, fatta di levità di atmosfere e di intensità di affetti. Parole e immagini catturate con la sua consueta sensibilità artistica ci restituiscono con pudore l’intimità del sentire degli studenti e dei loro insegnanti in merito agli effetti di lungo corso del contagio sulla loro vita di ogni giorno. Sogni e dolori si fondono nelle voci spontanee e negli sguardi degli adolescenti, senso di responsabilità e di riconoscenza si intrecciano nei contributi incisivi dei loro docenti, sul filo di un’emozione appena trattenuta. Tra i ritmi rock a tutto volume di un duo di studenti chitarristi e avvolgenti cadenze pianistiche toccate in background, scorrono in dissolvenza le corse in palestra dei ragazzi, flash delle attività di classe, istanti di trasferimento da un’aula all’altra, il consueto dis/ordine della scena scolastica - quotidiana cornice delle emozioni e degli apprendimenti in tempi di “normalità”. Nell’attesa che si possa tornare alla scuola, alle libertà e ai doveri di un mondo definitivamente post-covid, questo film ci parla, con poesia e concretezza, di come ripensare se stessi e provare ad attraversare strade non tracciate. Soprattutto, ci invita a ripartire dalla scuola per condividere l’ipotesi di una società migliore. E a capire che soltanto insieme si può andare avanti senza cedere alla tentazione dello sconforto e della rinuncia”. (Stefania Burnelli)

ALBERTO NACCI Nato a Trapani nel 1957, vive e lavora a Bergamo dal 1982. Già docente di Progettazione Sonora alle Accademie di Belle Arti di Bergamo e Brescia, dopo una lunga attività di musicista jazz con numerose produzioni discografiche e una ricca attività concertistica si é dedicato alla produzione di documentari di arte e cultura, filmati industriali e didattici e opere di videoarte con numerosi riconoscimenti in Europa, Usa e Asia. Ha realizzato numerose opere filmografiche in collaborazione con artisti fra cui Mario Benedetti, Philip Corner,Viveka Assembergs, Jill Mathis, Chris Gilmour,Trento Longaretti, Paolo Ghilardi, Dietelmo Pievani, Roberto Ciaccio, Maura Cantamessa, Giovanna Bolognini, Manuel Bonfanti e con gli architetti Mario Botta e Paolo Belloni. Il suo filmato Il Giardino della Pace é stato presentato nel Padiglione Italia nella 14^ Biennale Architettura di Venezia. Dal 1996 é titolare di ajpstudios specializzato nella produzione di docufilm di arte e cultura e progetti filmografici su temi sociali.


HIP-HOP CULTURE BY PORSCHE

Insieme al giornalista musicale #nikohuls, #porsche presenta un 46

nuovo libro: Hip-Hop Culture - A Road Trip through Europe. Parte della serie di contenuti “Back to Tape”, la guida turistica e culturale di 212 pagine è pubblicata come edizione Christophorus da Delius Klasing Verlag e fa luce sullo sviluppo della cultura giovanile hiphop urbana nelle città europee. Presenta 17 artisti provenienti da Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Francia, Spagna e Danimarca, che hanno tutti dato un contributo significativo allo sviluppo della cultura hiphop negli ultimi 25 anni. Il libro è disponibile online per 24,90 euro e #porsche e #nikohuls devolveranno tutto il ricavato delle vendite all’organizzazione no profit Viva con Agua.

“Questo libro è un invito a incontrare la cultura hip-hop europea con tutta la sua diversità in modo aperto e positivo”, ha affermato Hüls, editore della rivista hip-hop Backspin. Nel 2018 e nel 2020, ha intrapreso un viaggio con il produttore di auto sportive con sede a Stoccarda in Germania e in tutta Europa, approfondendo le scene creative di città come Berlino, Parigi, Barcellona, Copenaghen ​​ e Londra. L’approccio di storytelling integrato include due documentari cinematografici e contenuti di social media su misura su Instagram, Twitter, TikTok e Spotify. Finora, la collaborazione ha vinto più di 20 prestigiosi premi di comunicazione e media. Ora #porsche e #nikohuls iniziano il prossimo capitolo.


La guida turistica e culturale combina ritratti di star dell’hip-hop come Kool Savas (Berlino), Lord Esperanza (Parigi), Edson Sabajo (Amsterdam), Falsalarma (Barcellona), Lars Pedersen (Copenaghen) e Flying Steps (Berlino) con destinazioni che ogni appassionato di hip-hop e road trip in Europa dovrebbe visitare. Il libro è arricchito da interviste e storie sull’influenza della cultura giovanile sulla società europea, la lingua tedesca, gli stili di abbigliamento e il costante sviluppo del rap e dell’hip-hop come controparte del razzismo quotidiano e della xenofobia. Il libro si concentra sulla connessione con valori come il rispetto, lo spirito pionieristico e l’integrazione. “Hip-hop e #porsche: a prima vista, questa può sembrare una combinazione sorprendente”, afferma #sebastianrudolph, Vicepresidente Relazioni pubbliche, stampa, sostenibilità e politica di #porsche AG. “Ma questa coppia è sinonimo di diversità e valori culturali. Con il progetto Back to Tape condividiamo spunti interessanti sulla cultura hip-hop europea e sulle persone che ci stanno dietro”.

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2 FUOCHI DI PAGLIA di Giorgio Paglia www.fuochidipaglia.it

UN MONDO NUOVO

Quando si diventa anziani i ricordi prendono il sopravvento sui

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pensieri futuri. È normale, anche se l’esistenza dovrebbe essere radicata sempre nel presente, perché il passato è solo memoria e il futuro è pura immaginazione. Come è normale che sia, il mondo cambia ogni giorno, i costumi si evolvono e la tecnologia avanza inesorabile. Tra qualche decennio l’intelligenza artificiale (AI) supererà quella umana e forse i robot la faranno da padroni. Anche i sentimenti sembrano mutare e le relazioni interpersonali oggi sono diverse da quelle di qualche tempo fa. Molte sono le cose che hanno contribuito a farli cambiare. Di sicuro la più importante è stata l’apparenza che ha preso il posto dell’essenza. Oggi non è importante ciò che si è, ma ciò che si ha, a partire dal numero dei followers o dai cuoricini likosi sui vari social. Ma tutto sta evolvendo rapidamente e soprattutto stanno cambiando i costumi della nuova modernità. In passato se facevi un apprezzamento ad una bella donna eri un rubacuori, oggi sei tacciato di catcalling o di stalkeraggio. Ed è meglio non andare oltre, perché il rischio di essere denunciati per abuso sessuale in un attimo può diventare una dura realtà penale. Un consiglio perciò nasce spontaneo: meglio farsi rilasciare una dichiarazione scritta di consenso prima di ogni rapporto, soprattutto se occasionale. Per non parlare poi del problema razzismo, che in verità risale alla notte dei tempi. Oggi è stato così estremizzato che la parola “negro”, che vuol dire nero, è diventata addirittura impronunciabile, perché viene intesa come termine spregiativo e discriminatorio. Sembra diventare più interessante l’effetto sonoro che la sostanza dei fatti, quindi negro no, ma nero sì, poi poco importa come la si pensi realmente. Siamo ormai arrivati ai voli pindarici del politicamente corretto e tra poco un bianco sarà definito come un “non nero”. Provate a pensare al notissimo slogan “Black lives matter”, cioè le vite delle persone nere contano. Ma cosa significa un’affermazione così scontata? Perchè invece la vita delle persone bianche, gialle o rosse, non vale? In verità è l’esistenza di ogni uomo che conta, imprescindibilmente da quale sia il colore della sua pelle: questa è l’essenza.

Altrimenti in automatico si instaura un’altra forma di razzismo al contrario. Dicevo i costumi cambiano, e così esplode di pari passo la caccia all’omofobo. In pratica lo sta diventando ogni etero che esprima un pensiero meramente mascolino. Perciò, se dovesse capitare di litigare con un uomo, è meglio chiedergli anticipatamente se eventualmente sia gay. In caso affermativo ci potrebbero essere tutte le aggravanti previste dalla neonata legge Zan, che non è un cinese, ma semplicemente un deputato veneto. E concludo con una notizia incredibile di questo mese di maggio. Ve la ricordate Biancaneve, la bella fanciulla nata dalla penna e dalla fantasia di Walt Disney? Il noto parco divertimenti americano di Disneyland è stato appena rinnovato e ha da poco riaperto al pubblico dopo la pandemia. Ebbene, in una giostra c’è un pannello che raffigura il Principe che bacia Biancaneve, distesa senza sensi dopo aver mangiato la mela avvelenata. È il bacio dell’eterno amore, penserete voi, ma siamo in un mondo nuovo e allora apriti cielo. Infatti il The San Francisco Gate (www.SFGATE.com) ha lanciato i suoi strali contro la Disney per il cattivo insegnamento che dà alla gioventù. Infatti, essendo Biancaneve addormentata, il bacio non è consensuale e può trattarsi di vero amore solo se l’altra persona sa cosa sta succedendo, non se viene limonata mentre dorme. Secondo il vecchio Walt, il Principe la baciava timidamente per risvegliarla, ma il gesto non è politicamente corretto: avrebbe dovuto chiamare un medico rianimatore e poi procedere all’atto amoroso solo se autorizzato. E questo è uno dei tanti esempi dei nostri tempi moderni. Non so se ce ne rendiamo conto, ma di questo passo stiamo finendo nel labirinto della mente perversa, dove le maggioranze diventano minoranze, dove i diritti si trasformano in dittature e dove il rispetto ostentato diventa sopruso. Gente, forse è meglio guardare al passato, anche solo per la sua semplicità. Alla prossima e in alto i cuori. Anche su Twitter: @Fuochidipaglia


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LA PRIMA DOCU-SERIE DEDICATA ALLE FOTOGRAFE ITALIANE Guia Besana, Ilaria Magliocchetti Lombi, Sara Lorusso, Carolina Amoretti, Maria Clara Macrì, Roselena Ramistella, Zoe Natale Mannella, Simona Ghizzoni DA LUNEDÌ 24 MAGGIO ALLE 21.15 SU SKY ARTE DISPONIBILE ANCHE ON DEMAND IN STREAMING SU NOW

È

la nuova serie Sky Original che parte lunedì 24 maggio alle 21.15 su Sky Arte (canali 120 e 400) e disponibile anche on demand e in streaming su NOW. È la docu-serie, creata e diretta da Francesco G. Raganato e prodotta da Terratrema Film in collaborazione con Seriously, interamente dedicata a otto fotografe italiane che trattano temi legati al femminile. Ogni episodio è dedicato a una fotografa, al suo originale punto di vista e a un tema specifico - dall’amore alla sessualità, dal ruolo della donna nella società al body positivity - uniti dalla concezione della fotografia come strumento di indagine, di racconto e di espressione artistica.


MARIACLARA MACRÌ SIMONA GHIZZONI

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ROSELENA RAMISTELLA

GIULIA BESANA

Le protagoniste - Guia Besana, Ilaria Magliocchetti Lombi, Sara Lorusso, Carolina Amoretti, Maria Clara Macrì, Roselena Ramistella, Zoe Natale Mannella e Simona Ghizzoni - non affrontano solo temi strettamente femminili, ma svelano mondi complessi in cui ognuna porta avanti la sua ricerca, cresce nel suo lavoro, afferma la sua presenza nel contesto della cultura visiva, contribuisce a cambiare e arricchire l’immaginario fotografico italiano. LE FOTOGRAFE è una serie antologica, ma non retrospettiva: in ogni episodio le protagoniste sono ritratte nell’atto di creare qualcosa di originale, con uno sguardo rivolto sempre al presente e al futuro. Alcune di loro scattano l’ultima foto di un progetto lungo anni, altre ne cominciano uno nuovo, tutte, nel corso delle riprese, hanno prodotto fotografie che arricchiranno il loro portfolio. All’inizio di una carriera, in fase di crescita o già affermate, queste otto professioniste portano sullo schermo le loro specificità, umane e professionali.

ZOE NATALE MANNELLA


ILARIA MAGLIOCCHETTI LOMBI

Guia Besana mette in scena situazioni e problematiche delle donne contemporanee; Ilaria Magliocchetti Lombi, fotografa rock dei grandi della musica italiana e internazionale, racconta il ruolo delle donne nella società; la giovanissima ritrattista Sara Lorusso racconta la sua generazione, alla ricerca di un posto nel mondo; Carolina Amoretti ha creato Fantagirl, una community di donne che promuove la body positivity; Maria Clara Macrì con i ritratti a ragazze di mezzo mondo ambientati nella loro stanza, promuove l’importanza di indipendenza e autodeterminazione; Roselena Ramistella racconta la potenza delle donne della sua isola, la Sicilia; la giovane fotografa di moda Zoe Natale Mannella ritrae l’amicizia e l’intimità tra ragazze della sua generazione; Simona Ghizzoni usa l’autoritratto per raccontare con sguardo delicato, temi difficili come i disturbi alimentari o la violenza sulle donne. È una produzione Sky Original, creata e diretta da Francesco G. Raganato e realizzata da Terratrema Film in collaborazione con Seriously, in onda su Sky Arte dal 24 maggio.

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SARA LORUSSO

CAROLINA AMORETTI


‘MORONI 500’ - I GRANDI RESTAURI

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Con questi interventi salgono a 16 le opere moroniane recuperate nel corso degli anni: polittici, pale d’altare, opere per la devozione privata (per un totale di 30 dipinti, considerando le singole opere componenti i polittici)

Crocifisso con i santi San Bernardino da Siena e Antonio da Padova olio su tela, cm. 227x134 Chiesa di San Giuliano Martire, Albino

NELL’ANNO DEL 500° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI GIOVAN BATTISTA MORONI, LA FONDAZIONE CREDITO BERGAMASCO HA ANNUNCIATO 6 NUOVI “GRANDI RESTAURI” RIGUARDANTI IMPORTANTI DIPINTI DEL PITTORE ALBINESE

Monitoraggio, manutenzione e restauro sono operazioni fondamentali per assicurare una

accurata, adeguata ed efficace opera di salvaguardia del nostro patrimonio storico artistico. In un anniversario importante come i Cinquecento anni dalla nascita di Giovan Battista Moroni, tali attività diventano fondamentali nell’intento di consentire la corretta lettura delle opere da parte del pubblico che - pandemia permettendo - parteciperà agli eventi organizzati in occasione delle celebrazioni e si muoverà tra i vari luoghi che conservano le sue preziose testimonianze. Nell’ambito della risalente programmazione volta al ripristino di opere bisognose di cure,Angelo Piazzoli - Presidente di Fondazione Credito Bergamasco e Direttore del progetto


“Grandi Restauri” – e Marina Fratus, Vice Presidente di Fondazione Creberg e Amministratore Delegato di Nettuno srl, hanno annunciato oggi nuovi restauri su 6 importanti opere di Moroni. Gli interventi saranno conclusi entro il prossimo mese di settembre e porteranno a 16 le opere del grande pittore che la Fondazione ha recuperato negli anni sotto la guida delle rispettive Soprintendenze (se si contano singolarmente le opere dei polittici si arriva a 30 dipinti riportati all’originario splendore). “Moroni 500” - I nuovi interventi di Fondazione Creberg riguardanti Capolavori di Giovan Battista Moroni nell’ambito del progetto “Grandi Restauri” “Nella Sala Consiliare del Palazzo Storico, dal 2008 ad oggi sono transitate oltre venti opere d’arte bisognose di cure, ripristinate in modo rigoroso da professionisti qualificati sotto l’autorevole direzione dei funzionari della Soprintendenza preposta” […] Assunzione di Maria Vergine olio su tela, cm. 245x154 Chiesa di San Leone Papa, Cenate Sopra

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Le parole di Angelo Piazzoli – estrapolate dal testo di apertura del catalogo della mostra organizzata nel 2015 al Museo Bernareggi – inducono ad una riflessione: se dal 2008 al 2015 erano stati eseguiti 20 restauri su opere di autori diversi, ben si comprende quanto gli sforzi su questo versante siano stati incrementati in modo esponenziale negli anni successivi, considerando che oggi il numero delle opere restaurate e in corso di restauro è arrivato a 87 (123 dipinti se singolarmente considerati). La nuova campagna di restauri – programmata da Fondazione Creberg nel corso del 2021 – è rivolta al completamento del percorso virtuoso sulle opere di Giovan Battista Moroni che sfocerà nelle celebrazioni del cinquecentenario. Nell’iniziativa Fondazione Creberg è affiancata da Nettuno srl, che prosegue la sua collaborazione con la Fondazione iniziata nel 2017 con il ripristino di capolavori di Andrea Previtali, poi proseguita negli anni seguenti (2018/2019) con i restauri di monumentali opere di Antonio Campi e Simone Peterzano, tutti realizzati a Palazzo Creberg.

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“Per noi è motivo d’orgoglio supportare la Fondazione Credito Bergamasco in progetti di così significativo interesse culturale, volti alla conservazione del patrimonio artistico e alla diffusione della sua conoscenza” ha commentato Marina Fratus, nella sua qualità di Amministratore Delegato di Nettuno srl. “Crediamo nel valore dell’arte, e sostenerla significa anche restituire questa ricchezza al territorio di appartenenza, in una forma di responsabilità sociale che si declina in creazione di valore per la comunità tutta, non solo quella di riferimento”. Il sostegno di Nettuno è stato utilizzato dalla Fondazione per il restauro della Crocifissione di Bergamo (appartenente alla Congregazione delle Suore di Carità), dedicandolo alla memoria di un illuminato imprenditore bergamasco, Giancarlo Fratus, scomparso nel 2018. Le 6 opere, il cui restauro verrà completato nei prossimi mesi, provengono da chiese delle valli bergamasche, da Bergamo città e dal suo hinterland:•


‘MORONI 500’ I GRANDI RESTAURI

Nella pagina accanto in alto: Assunzione, olio su tela, cm. 313×200 Chiesa di San Giovanni Battista, Palazzago Centralmente: Crocifisso tra i Santi Francesco d’Assisi e Antonio da Padova olio su tela, cm. 240x170 circa Cappella della Congregazione delle Suore di Carità delle sante Capitanio e Gerosa, Bergamo Nella pagina accanto in basso: Crocifisso con i Santi Crisogono, Cristoforo, Francesco d’Assisi e un Santo martire, olio su tela, cm. 250×160 Chiesa del Santissimo Redentore, Seriate

• Madonna con il Bambino in trono tra i Santi Vittore e Fidenzio, Gaverina Terme, Chiesa di San Vittore martire (restauro affidato ad Andrea Lutti con la collaborazione di Sabrina Moschitta); • Assunzione di Maria Vergine, Cenate Sopra, Chiesa di San Leone Papa (restauro affidato ad Andrea Lutti con la collaborazione di Sabrina Moschitta); • Crocifisso con i Santi Crisogono, Cristoforo, Francesco d’Assisi e un Santo martire, Seriate, Chiesa del Santissimo Redentore (restauro affidato a Gianbattista Marco Fumagalli); • Assunzione, Palazzago, Chiesa di San Giovanni Battista (restauro affidato a Gianbattista Marco Fumagalli); • Crocifisso tra i Santi Francesco d’Assisi e Antonio da Padova, Bergamo, Cappella della Congregazione delle Suore di Carità delle sante Capitanio e Gerosa (restauro affidato a Delfina Fagnani – Sesti Restauri); • Crocifisso con i santi Bernardino da Siena e Antonio da Padova, Albino, Chiesa di San Giuliano martire (restauro affidato ad Antonio Zaccaria).

In attesa di scoprire novità e dettagli sulle opere di cui sono in corso gliinterventi in vista della consueta esposizione autunnale “Grandi Restauri” – che ci si augura si possa tenere, per parte, a Palazzo Creberg – è doveroso segnalare che l’esposizione verrà comunque attuata – nel rispetto delle normative di accesso ai luoghi, al tempo vigente – attraverso una specifica messa in luce di ciascun dipinto nel luogo di provenienza in una “esposizione diffusa” di tutte le opere moroniane restaurate nel tempo. La mostra – che consentirà di cogliere appieno, fisicamente, l’ampiezza di questa attività pluriennale di recupero dedicata a un grande artista delle nostre terre – toccherà teoricamente ben 13 luoghi d’arte (Sovere, Ranica, Roncola, Fiorano al Serio, Romano di Lombardia, Gaverina Terme, Cenate Sopra, Seriate, Palazzago, Albino, Bergamo Museo Bernareggi, Bergamo, Sant’Alessandro della Croce, Bergamo, Congregazione delle Suore della Carità) – vale ovviamente per gli Enti che vorranno aderire – e permetterà ai visitatori di contemplare le opere negli storici siti di appartenenza secondo gli orari e le modalità di apertura al pubblico degli stessi. Con questo e con gli altri progetti precedentemente solo accennati, Fondazione Creberg partecipa e sostiene, quale partner principale, il progetto di valorizzazione territoriale “MORONI 500. ALBINO 1521 – 2021”. L’iniziativa, promossa dal Comune di Albino – coordinata da PromoSerio – coinvolgerà l’intera comunità albinese, seriana, bergamasca e regionale da giugno 2021 alla primavera 2022, con una fitta programmazione che sarà a breve divulgata dagli Enti promotori e organizzatori.

Qui sopra: Madonna con il Bambino in trono tra i Santi Vittore e Fidenzio olio su tela, cm. 213x161 Chiesa di San Vittore Martire, Gaverina Terme

www.fondazionecreberg.it

Un’ulteriore novità, di cui Fondazione Credito Bergamasco è particolarmente fiera, sarà la presentazione, in autunno, del “Catalogo Generale” dell’opera di Giovan Battista Moroni, curato da Simone Facchinetti. Come ha sottolineato Angelo Piazzoli, “da tempo siamo impegnati su questa opera omnia che rappresenta una vera e propria prima assoluta, non esistendo infatti un lavoro così diffuso e analitico sul Moroni. La pubblicazione (edita da Officina Libraria di Milano) e l’attività di ricerca di Simone Facchinetti (curatore inoltre di due mostre internazionali dedicate al Moroni alla Royal Academy of Arts, Londra nel 2014 e alla Frick Collection di New York nel 2019) sono state sostenute dalla nostra Fondazione. Un’impresa che si è protratta nel corso di molti anni, necessari a raccogliere le informazioni relative alle oltre 200 opere del pittore, non solo conservate nel territorio bergamasco ma disseminate nei principali musei europei e statunitensi, oltre che in molte collezioni private. Abbiamo previsto la “prima assoluta” ad Albino, proprio per sottolineare il suo ruolo di “Capitale” moroniana”.

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M

ILANO VICINA

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INDIMENTICABILE CELANT

Germano Celant all’interno della mostra / Germano Celant in the exhibition Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943, Fondazione Prada, Milano, 2018 Photo by Ugo Dalla Porta

GERMANO CELANT THE STORY OF (MY) EXHIBITIONS

Ad un

anno dalla sua scomparsa Silvana Editoriale in collaborazione con Studio Celant pubblica uno degli ultimi lavori del celebre critico d’arte: un volume imponente, a cui stava lavorando da tempo, dedicato a 34 mostre da lui progettate e curate tra il 1967 e il 2018 562 pagine, oltre 300 immagini di cui molte inedite, una ricca raccolta di documenti e testi critici: The Story of (my) Exhibitions – uno degli ultimi imponenti lavori editoriali di Germano Celant, pubblicato da Silvana Editoriale in collaborazione con Studio Celant – testimonia il percorso storico e critico di 34 mostre da lui progettate e curate tra il 1967 e il 2018. “Celant stava lavorando da tempo a un progetto editoriale che fosse la sintesi della sua ampia indagine critica e questo volume, di cui ha seguito tutte le fasi di lavorazione, ne rappresenta l’esito. In ognuna delle mostre presentate al suo interno è possibile riconoscere il metodo curatoriale attraverso il quale, avvalendosi di diversi linguaggi e media differenti nell’accostare opere d’arte e materiale documentario, giungeva alla creazione del dispositivo ‘mostra’. Lo Studio Celant ha lavorato insieme all’editore Silvana Editoriale per fare in modo che la pubblicazione fosse realizzata seguendo la sua idea originale”. (Studio Celant)

Arte povera più azioni povere, Arsenali dell’Antica Repubblica, Amalfi, 1968.Veduta della mostra / Exhibition view, opere di Michelangelo Pistoletto Photo by Bruno Manconi Courtesy Archivio Lia Incutti Rumma © Archivio Pistoletto


Art or Sound, Fondazione Prada, Ca’ Corner della Regina,Venezia, 2014.Veduta della mostra / Exhibition view Photo by Attilio Maranzano Courtesy Fondazione Prada, Milano

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Il volume racconta la logica dell’esporre che ha caratterizzato il lavoro di Celant, la

metodologia della ricerca e le diverse tipologie di allestimento utilizzate di volta in volta, presentando una selezione di mostre in ordine cronologico che riflettono la complessità del suo contributo alla storia delle esposizioni. Si parte dal 1967 con la prima definizione dell’Arte Povera, per poi dedicarsi alle vicende contemporanee internazionali con Conceptual art Arte povera Land art (1970) alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, per approdare nel 1976 alla grande mostra sul tema Ambiente/Arte, alla Biennale di Venezia. L’excursus continua coprendo diversi ambiti di ricerca, presentati nelle più importanti sedi espositive e museali italiane e internazionali nei decenni successivi: dalla ripresa e rilettura in chiave storica dell’Arte Povera in mostre come Coerenza in coerenza (1984) alla Mole Antonelliana di Torino, The Knot Arte Povera at P.S.1 (1985) a New York, Arte Povera 2011 in varie sedi, alle vicende dell’arte italiana del Novecento in mostre come Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959 (1981) al Centre Georges Pompidou di Parigi, Arte Italiana. Presenze 1900-1945 (1989) a Palazzo Grassi a Venezia, Italian Metamorphosis 1943-1968 (1994-95) al Solomon R. Guggenheim Museum di New York. The Story of (my) Exhibitions rivela la ricchezza di uno straordinario percorso umano e professionale, in cui una costante tensione culturale, alimentata dal rigore scientifico, si risolve nella spettacolare messa in scena delle opere d’arte, capaci di suggestioni e sensibilità ad ampio spettro: una dicotomia che rivela la profondità del lavoro di Celant, traccia il perimetro della sua eredità scientifica e ne rappresenta un vivo testamento intellettuale.

Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959, Centre Georges Pompidou, Parigi, 1981. Veduta della mostra / Exhibition view, opere di Jannis Kounellis Photo by Nanda Lanfranco, Genoa © Estate of Jannis Kounellis

“Per cinquant’anni ho praticato diverse scritture: la teorica per la stesura saggi, l’editoriale per la costruzione di libri e di cataloghi, e infine l’espositiva [...]. The Story of (my) Exhibitions tenta di portare l’attenzione su quest’ultimo tipo di scrittura”. Germano Celant


INDIMENTICABILE CELANT

E ancora il tema della contaminazione tra linguaggi come arte e moda in esposizioni come Il Tempo e la

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Moda (1996) alla Biennale di Firenze, arte e architettura come in Arti & Architettura 1900-2000 (2004) a Genova, arte e musica in Art or Sound (2014) alla Fondazione Prada di Venezia, o ancora arte e cibo nella mostra Arts & Foods (2015) alla Triennale di Milano. Al tema del reenactment, infine, sono dedicati progetti espositivi come When Attitudes Become Form. Bern 1969/Venice 2013, alla Fondazione Prada di Venezia e Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943 (2018) alla Fondazione Prada a Milano. Una panoramica da cui emerge l’evoluzione della pratica curatoriale di Celant, dall’interpretazione personale all’attenzione per il documento storico, con lo sguardo sempre rivolto verso i media non tradizionali (libro, disco, fotografia) e verso gli sconfinamenti tra i diversi linguaggi (arte, architettura, design).

Art or Sound, Fondazione Prada, Ca’ Corner della Regina, Venezia, 2014.Veduta della mostra / Exhibition view Photo by Attilio Maranzano Courtesy Fondazione Prada Milano


Arte Povera International, 2012, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli Exhibition view with / veduta della mostra con opere di Luciano Fabro, Mario Merz Photo by Paolo Pellion Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino © Archivio Fabro

Nella Pagina accanto Arte Povera 1967-2011, 25 October 2011 29 January 2012, Triennale di Milano Exhibition view with / veduta della mostra con opere di Alighiero Boetti, Pino Pascali, Giovanni Anselmo, Photo by Marco Curatolo © Alighiero Boetti, by SIAE 2021 Courtesy Archivio Anselmo

IL VOLUME È DISPONIBILE IN LIBRERIA E ONLINE. GERMANO CELANT THE STORY OF (MY) EXHIBITIONS 20 X 24 CM 557 PAGINE 325 ILLUSTRAZIONI EDIZIONE BILINGUE ITALIANO/INGLESE

Studiò all'Università degli Studi di Genova, dove fu allievo di Eugenio Battisti. Nel 1967 coniò la definizione di “arte povera” per designare un gruppo di artisti italiani: Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali ed Emilio Prini, esposti nella prima mostra alla Galleria La Bertesca di Genova, destinati a riscuotere un grande successo internazionale negli anni successivi. Sempre alla Bertesca di Genova presentò in contemporanea Im-Spazio (Bignardi, Ceroli, Icaro, Mambor, Mattiacci, Tacchi). Questi artisti, secondo la presentazione del critico nel catalogo, operavano in una “nuova dimensione progettuale che mira ad intendere lo spazio dell’immagine, non più come contenitore ma come campo di forze spazio-visuali. Le loro opere presentano una strutturazione aperta di frammenti visivi, formano imspazio a circolo aperto, a tempo reale (...) che agisce con e sullo spettatore”. Celant delineò la teoria e la fisionomia del movimento attraverso mostre e scritti come Conceptual Art, Arte Povera, Land Art del 1970. Dopo la mostra Off Media, svoltasi a Bari nel 1977, iniziò a collaborare col Museo Guggenheim di New York, del quale divenne in seguito senior curator.

Sempre al Guggenheim allestì nel 1994 la mostra Italian Metamorphosis 1943-1968, nel tentativo di avvicinare l’arte italiana alla cultura americana. L’intendimento di internazionalizzare l’arte italiana aveva già caratterizzato le mostre al Centre Pompidou di Parigi (1981), a Londra (1989) e a Palazzo Grassi a Venezia (1989). Nel 1996 curò la prima edizione della Biennale di Firenze Arte e Moda, evidenziando un concetto di arte in costante evoluzione, strettamente connesso con la cultura contemporanea intesa come espressione dinamica di una creatività globale. Nel 1997 venne nominato direttore della 47ª Biennale d’Arte di Venezia. Collaboratore di note riviste fra le quali L’Espresso e Interni, Celant, dopo aver realizzato a Genova la grande mostra Arti & Architettura (2004), fu dal 1995 al 2014 direttore e successivamente sovrintendente artistico e scientifico della Fondazione Prada a Milano; dal 2005 curatore della Fondazione Aldo Rossi a Milano e dal 2008 della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova a Venezia. Inoltre organizzò la mostra Arts & Foods alla Triennale di Milano, in occasione di Expo 2015’. Nel 2016 fu Project Manager dell’opera di Christo The Floating Piers sul Lago d'Iseo.

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M STEFANO BOERI: ILANO VICINA

L’AULA DEL FUTURO

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ADATTABILITÀ DEGLI SPAZI, TECNOLOGIA E SICUREZZA: I TRE PRINCIPI CHIAVE PER LA RIPARTENZA. OBIETTIVO: INDIVIDUARE UNA FORMULA INNOVATIVA E SCALABILE SUGLI EDIFICI ESISTENTI PER GARANTIRE SPAZI MULTIFUNZIONALI E FACILMENTE ADATTABILI, NEL RISPETTO DEGLI STANDARD D’IGIENE. L’INIZIATIVA SI CONCRETIZZERÀ NELLA DONAZIONE DELL’AULA PENSATA DA STEFANO BOERI INTERIORS AD UNA DELLE 8.000 SCUOLE DEL PROGETTO “IGIENE INSIEME”

Ridisegnare il paradigma della scuola in Italia, ripensando gli spazi e adattandoli ad una nuova realtà nella quale le buone norme d’igiene apprese e diffuse nel periodo di pandemia e il rispetto dell’altro non potranno più essere dimenticate: è questa la ragione alla base della collaborazione tra Napisan e Stefano Boeri Interiors, nata nell’ambito dell’iniziativa “Igiene Insieme”, che porterà allo sviluppo di un progetto innovativo in grado di innestarsi fin da subito su una realtà esistente, quella degli edifici scolastici. Con l’obiettivo di individuare una formula concreta, applicabile e adattabile fin da subito a questa realtà, Napisan ha scelto Stefano Boeri Interiors elaborare il concept di una nuova visione di scuola che, attraverso il rispetto di standard di igiene sempre più rigorosi e non esclusivamente legati a Covid-19, potrà permettere alle persone di vivere spazi non più a sé stanti ma sempre più versatili, fondendo le attività didattiche con quelle ludiche e di intrattenimento e determinando un utilizzo continuo, anche oltre i classici orari d’insegnamento.


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Una vera e propria svolta, quindi, che punta tutto su un ambiente scolastico innovativo, multifunzionale e aperto, che permetterà agli studenti di vivere l’aula come mai prima d’ora. Una soluzione che garantirà vita continua alla struttura scolastica, nella quale tutti gli spazi potranno essere adattati in base agli usi e alle necessità e nella quale anche gli adulti, che di questo mondo non fanno più parte, potranno svolgere diverse attività, rendendo la scuola cuore sempre più pulsante della comunità. Il progetto vivrà una prima fase di applicazione nella seconda metà del 2021, con l’assegnazione del primo prototipo ad una delle 8.000 scuole italiane che hanno partecipato al progetto “Igiene Insieme”. IL PROGETTO DI STEFANO BOERI INTERIORS: I PRINCIPI CHIAVE Adattabilità dello spazio, per garantire diverse possibili configurazioni a seconda delle pratiche di insegnamento adottate e delle funzioni svolte; Tecnologia, per permettere l’espansione delle opportunità di apprendimento oltre i confini della classe; Sicurezza, per fornire uno spazio d’insegnamento sicuro e sano: sono questi i principi chiave del progetto pensato da Stefano Boeri Interiors. Un nuovo paradigma, quindi, nel quale sfruttare nuovi spazi, applicare diverse e sempre più dinamiche modalità di insegnamento e assicurare agli studenti un ambiente di crescita sano, sicuro e, appunto, igienizzato. Una nuova linfa per il panorama delle strutture scolastiche in Italia, che nell’incontro con la realtà odierna non possono più evitare di confrontarsi con le problematiche che l’hanno accompagnata negli ultimi decenni, ma che hanno invece il dovere, e la possibilità, di fare un passo in avanti, innovandosi per abbracciare un futuro migliore.


La realtà scolastica italiana, il suo patrimonio e lo stesso concetto di aula come luogo di apprendimento, ancora oggi non trovano spazio all’interno del dibattito pubblico: l’immagine dell’aula, infatti, rimane legata a quella dei banchi allineati di fronte alla cattedra dell’insegnante, rispecchiando il modello ormai superato della società industriale, focalizzata sull’individualità e su una metodologia di apprendimento esclusivamente passiva, in cui l’obiettivo era una scolarizzazione di massa. La sfida di Stefano Boeri Interiors consiste nel ragionare su modelli di ambienti educativi che permettano la sperimentazione e favoriscano la partecipazione. La luce, i colori, la tecnologia e gli arredi sono tra i protagonisti di questo nuovo modo di pensare i confini dell’apprendimento: spazi flessibili che cambiano e si adattano ad ogni esigenza, diventando all’occorrenza anche sale per la musica, laboratori artigianali e scuole di danza, modificandosi nel corso della giornata. Una scuola libera ed aperta ad ogni forma di apprendimento, al servizio della socialità e della comunità intera.

COME CAMBIA LA SCUOLA? L’IDEA DI STEFANO BOERI INTERIORS

“Stiamo ragionando su modelli di spazio educativo che permettano la sperimentazione. Stiamo immaginando spazi che possano essere adattabili a modelli di insegnamenti differenziati, magari nella stessa aula, con pareti mobili che permettano di modulare lo spazio su diverse esigenze”. Stefano Boeri, Co-Founder di Stefano Boeri Interiors L’aula del futuro è l’occasione per rendere noti e concreti questi principi, dimostrando che lo spazio della didattica può adattarsi al meglio ad un sistema scolastico in continua evoluzione. L’aula diventa uno spazio capace di espandersi verso il corridoio o verso l’esterno, dotato di sofisticati sistemi di pareti attrezzate che permettono di contenere il materiale scolastico e gli arredi stessi. “Credo sia doveroso ampliare il nostro sguardo, guardare in profondità ed avere un approccio integrale. L’aula del futuro è lo spazio dai molteplici paesaggi educativi, un luogo che concorre al benessere psicofisico e sociale di chi lo abita, che possa offrire tempi e modi d’uso di differenti funzioni”. Giorgio Donà, Founding partner & Director di Stefano Boeri Interiors. Ogni superficie concorre alla definizione di funzionalità e flessibilità: il pavimento facilita studenti e insegnanti nella configurazione dello spazio necessario, ricreando ogni volta il layout adatto allo specifico momento della giornata: lavoro a piccoli gruppi, lezione frontale, didattica informale, ecc. Un approccio progettuale utile anche per stimolare dei processi metacognitivi, dove lo studente è stimolato ad una riflessione autonoma sui propri processi di apprendimento.

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L’aula è inoltre dotata di sistemi tecnologici avanzati e studiati per migliorare la qualità della didattica a distanza, nonché la qualità dell’ambiente stesso, elemento fondante che concorre al miglioramento dei processi di apprendimento e di appartenenza. Educazione all’igiene, distanziamento sociale, dispositivi di pulizia dell’aria, attività di pulizia ordinarie e ricerca di materiali lavabili e antibatterici, sono temi cardine per una ripartenza consapevole e per ripensare il concetto di igiene e inquinamento indoor. “Scuola aperta significa, da un lato, permettere a chi impara di poter avere accesso a luoghi esterni, una scuola pubblica nel vero senso della parola. Ma anche permettere a chi lavora in questi luoghi esterni di tornare nello spazio della scuola e svolgere attività con riverbero sulla vita di quartiere”. Stefano Boeri, Co-Founder di Stefano Boeri Interiors

STEFANO BOERI: L’AULA DEL FUTURO

IL PROGETTO “IGIENE INSIEME” Con l’obiettivo di rendere sempre più diffuse le buone pratiche di igiene tra i più piccoli, il progetto “Igiene Insieme”, fortemente voluto da Napisan fin dai primi mesi della pandemia nel 2020, ha infatti visto il brand molto attivo al fianco del mondo della scuola, attraverso un nuovo e concreto impegno dettato dalla volontà di “essere presenti” e di portare un reale contributo ad un settore che forse più di tutti ha subito la diffusione della pandemia. Nel periodo compreso tra settembre 2020 e marzo 2021, infatti, il brand ha concretizzato il suo impegno attraverso la donazione alle scuole coinvolte finora nel progetto di materiale didattico e informativo realizzato con l’Università Vita-Salute San Raffaele, oltre a kit per l’igienizzazione personale e delle superfici, per un impegno economico superiore ai 2 milioni di euro. Inoltre, è stata offerta a tutti gli insegnanti coinvolti la possibilità di partecipare a un corso di formazione a tema igiene - sviluppato anche questo con la consulenza scientifica dell’Università Vita-Salute San Raffaele e distribuito ai docenti attraverso La Fabbrica – riconosciuto dal MIUR e utile all’assolvimento dell’obbligo formativo. Le iscrizioni al progetto, rivolto alle scuole d’infanzia e a quelle primarie, sono ad oggi ancora attive, e lo saranno anche nei prossimmesi, con l’obiettivo di garantire una sempre più crescente importanza e diffusione al tema dell’educazione all’igiene personale, che una volta appresa ha poi riflessi molto positivi nei contesti familiari.


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ILANO VICINA

TUTTO NUOVO PIAZZALE LORETO

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Andrea Boschetti

L’obiettivo

di Loreto Open Community, vincitore del bando, è quello di trasformare il più caotico snodo di traffico della città in uno spazio green destinato alla comunità, rendendolo allo stesso tempo nuovo simbolo della Milano olimpica del 2026 È stato presentato oggi Loreto Open Community, il progetto che si è aggiudicato la gara per il rinnovamento di Piazzale Loreto, e il cui obiettivo è quello di trasformare il più caotico snodo di traffico della città in una grande agorà verde, anello di congiunzione tra corso Buenos Aires e via Padova, rendendolo allo stesso tempo nuovo simbolo della Milano olimpica del 2026. Alla città verranno restituiti 24.000 metri quadrati di spazio pubblico pedonale, di cui oltre 12.000 nella piazza (69% dell’area), a fronte dei 2.484 mq utilizzabili oggi. Il masterplan è stato presentato da un team multidisciplinare con capofila Ceetrus Nhood e realizzato con Arcadis Italia, Metrogramma Milano, Mobility In Chain, Studio Andrea

MILANO, PRESENTATO IL PROGETTO PER IL NUOVO PIAZZALE LORETO: SARÀ UN’AGORÀ VERDE

Caputo, LAND, Temporiuso e Squadrati. I lavori prenderanno il via nel 2023. L’investimento previsto è stimato in 65 milioni di euro ed è stato calcolato un ritorno pari a 250 milioni.Vincitore della seconda edizione di Reinventing Cities, il bando internazionale indetto dal Comune insieme a C40 per la rigenerazione urbana in chiave sostenibile, LOC prevede la realizzazione a Piazzale Loreto di una grande agorà verde destinata alla vita di comunità. Un piano ribassato sarà la piazza anfiteatro, flessibile e adattabile a diversi usi temporanei pubblici come concerti, manifestazioni, mercati, attività sportive e occasioni di aggregazione. Il traffico verrà posto ai margini del piazzale per favorire gli spostamenti ciclabili e pedonali all’interno dell’area e la penetrazione tra i diversi assi stradali, la cui connettività sarà mantenuta. La circolazione verrà modulata secondo le nuove geometrie della piazza. Circa 300 alberi verranno piantati nel cuore del piazzale, lungo via Padova e viale Monza. I tetti degli edifici si configureranno come giardini rialzati aperti al pubblico e gestiti in sinergia con le attività commerciali sottostanti. Questo porterà la riduzione delle isole di calore in particolare nei picchi estivi e la creazione di un micro-clima con una temperatura di 6-7° inferiore alla temperatura percepita, contribuendo alla riduzione complessiva di C02 nell’area. Le architetture che si pongono ai lati della piazza sono realizzate con strutture ibride in legno e materiali eco-compatibili. Il progetto prevede infine interventi sulle vie che confluiscono a Piazzale Loreto, su tutte via Padova, ma anche via Porpora e via Doria.


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COME SAN GIORGIO CONTRO IL DRAGO SAN GIORGIO MARTIRE, LA GRANDE FESTA DELLE GUARDIE PARTICOLARI GIURATE

Sorveglianza Italiana Spa ringrazia tutti gli intervenuti: Lara Magoni, assessore regionale, i volontari della Croce Rossa Italiana sezione di Dalmine, i volontari della protezione civile di Dalmine, l’associazione paracadutisti di Bergamo, l’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo di Dalmine e Verdello, l’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, il Medagliere provinciale, i Bersaglieri della sezione di Dalmine e di Bergamo e le Guardie Venatorie del Parco del Brembo.

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Una celebrazione per festeggiare San Giorgio Martire, patrono delle Guardie Par-

ticolari Giurate. Una messa, quella che si è tenuta sabato 24 aprile presso la chiesa parrocchiale di Brembo di Dalmine, voluta e organizzata da Sorveglianza Italiana, l’istituto di vigilanza che da più di 100 anni tutela la sicurezza dei beni privati dei cittadini e quelli degli enti pubblici. Presenti alla funzione, presieduta nella parrocchia del “Sacro Cuore Immacolato di Maria” da Don Diego Berzi, molte autorità locali, civili e militari, che, insieme ai vertici e alla dirigenza di via della Clementina, hanno voluto rendere omaggio ad un corpo, quelle delle Guardie Giurate, che da sempre si spende a favore del bene comune. Tra gli intervenuti il questore di Bergamo Maurizio Auriemma - presente insieme a Mirella Pontiggia, vice Questore aggiunto e capo della Polizia Stradale di Bergamo - che nel suo intervento ha voluto ricordare un aneddoto relativo alla sua infanzia: “Questo Santo mi è molto caro – ha raccontato il Questore – perché la parrocchia che frequentavo da ragazzo era intitolata proprio a San Giorgio Martire. Quando ero in servizio a Trieste, tra i miei compiti, c’era anche quello di firmare i decreti e investire le guardie giurate della loro divisa, nel momento del loro giuramento. Ho sempre guardato con grande ammirazione e con affetto l’impegno, la dedizione, l’onore e la passione con cui recitavano la formula a memoria, come a sottolineare la grande serietà con cui si facevano carico dell’impegno e del ruolo che sarebbero andati a ricoprire. Grazie alla mia esperienza professionale ho potuto toccare con mano l’impegno che questi uomini impiegano quotidianamente nel loro operato: un contributo sostanziale, continuativo e significativo per garantire la sicurezza di tutti”.

SI NARRA CHE SAN GIORGIO FU PRIMA UN UFFICIALE DELL’ESERCITO E IN SEGUITO UN PROTETTORE DEI DEBOLI E IN QUESTA SUA VESTE SCONFISSE IL DRAGO


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GLI AGENTI DI VIGILANZA ITALIANA PREMIATI PER L’IMPEGNO DURANTE LA PANDEMIA

Anche Claudia Maria Terzi, assessore regionale alle Infrastrutture, dopo aver

portato i saluti del Presidente lombardo Attilio Fontana, ha voluto ribadire l’importanza del ruolo ricoperto dalle tante pattuglie che si spendono giornalmente sul territorio: “L’impegno e la dedizione delle guardie giurate è vivo e palpabile tutti i giorni. Ne ho avuto la prova in primis da cittadina e anche quando ricoprivo il ruolo di sindaco. Trasmettere e far percepire sicurezza, oltre che lavorare per garantirla, sono solo alcuni dei tratti principali della professionalità delle guardie giurate: l’hanno dimostrato negli anni, lo dimostrano oggi e sono certa lo faranno anche nel futuro. Il filo rosso che unisce il territorio a questo corpo è vivo e più che mai saldo, da sempre basato sul dialogo, sull’intesa e sull’unità di valori”. Il Sindaco di Dalmine Francesco Bramani ha rimarcato anche il senso del dovere dimostrato nel delicato periodo della pandemia: “A tutte le guardie giurate, e in particolare a quelle di Sorveglianza Italiana con cui l’amministrazione collabora, va il mio grazie. Grazie per l’instancabile lavoro e per la passione e la dedizione con cui ogni giorno si prendono cura della nostra sicurezza e dei beni comuni e per le tante ore che hanno dedicato, da volontari, al nostro territorio. Sono state le GPG di Sorveglianza Italiana ad organizzare volontariamente il presidio notturno al campo di sanificazione delle ambulanze allestito nell’area feste durante la prima ondata della pandemia e sono sempre loro, oggi, che monitorano giorno e notte l’hub vaccinale del Cus. Sapervi vicini è rincuorante e garantisce a me, come cittadino prima ancora che come sindaco, la sicurezza di essere tutelati e protetti”. Emanuele La Ferla, dirigente di Sorveglianza Italiana, a nome dell’azienda, ha chiuso la celebrazione, salutando i presenti con un caloroso ringraziamento: “Porto i saluti del prefetto Enrico Ricci e ringrazio tutti per questa bellissima celebrazione, nella quale cogliamo l’occasione per festeggiare anche i nostri 101 anni di vita. Il mio grazie va, in particolar modo, alle guardie particolari giurate Rossi, Cornelli, Benini e Battista per essersi prodigati, in collabiorazione con l’Arma dei Carabinieri di Dalmine, nel ritrovamento del giovane mancato da casa la scorsa settimana”.

MIRCO ROSSI, ANIMA DELLA FESTA

Nella home page del sito internet di Vigilanza Italiana c’è una sezione dedicata al profilo umano e professionale di questo indomabile personaggio arrivato per i suoi meriti al massimo grado tra gli agenti operativi: il Maresciallo Mirco Rossi del quale altre volte vi abbiamo narrato le gesta. Quando smetterà la divisa e deciderà di raccontare le sue memorie scopriremo di aver avuto accanto una specie di angelo custode, coraggioso e tenace, sempre dalla parte dei buoni e sempre a caccia dei cattivi. Ha sventato borseggi, furti nei negozi e nelle abitazioni, è intervenuto in casi di rapina e ha affrontato varie sparatorie. Sono in tanti a Bergamo che gli devono molto, qualcuno anche la vita. I suoi interventi in sella alla imponente moto erano tempestivi e quando c’era un’allarme che suonava lui era il primo a catapultarsi sul posto. La città ha avuto in lui un protettore, con le fisic du rol, uno a cui rivolgersi se ci si trovava nei guai. Lui c’era sempre e sapeva come muoversi e chi allertare. È nato per fare quel mestiere che lo ha portato a collezionare encomi e attestati di benemerenza per i tanti gesti di supporto alla popolazione e alle persone più deboli. Nel tempo libero (ma lui in realtà è sempre in servizio) fa volontariato spendendosi in questo periodo come supporter ai centri vaccinali. Ed è lui che ogni anno si prende cura di organizzare la festa di San Giorgio, patrono delle Guardie Giurate.

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NELLE MANI GIUSTE La campagna, che ha come ambassador l’autrice di Uomini e Donne Raffaella Mennoia, ha il fine di informare le persone su questo particolare cane, con una pagina dedicata e la possibilità di confrontarsi con il Dog Trainer LNDC specializzato in questi molossi, e adottare quelli disponibili nei rifugi LNDC in tutta Italia

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Il Pitbull è lo specchio del suo compagno umano, come accade per gli altri cani. Questo il concetto cardine della campagna di sensibilizzazione “Nelle mani giuste” lanciata da LNDC Animal Protection con due chiari obiettivi: da un lato fare chiarezza, e informazione, su chi sia davvero questo molosso per viverlo al meglio, dall’altro incentivare l’adozione, a casa o a distanza, di questa tipologia di cane per sgretolare, una volta per tutte, la cattiva ed erronea fama che troppo spesso lo precede. In questo anno LNDC ha soccorso 3.558 Pitbull, ne ha curati e accuditi nei propri rifugi 1.236 e ha impegnato in questo progetto oltre 600 volontari. Volto e testimonial del video teaser della campagna #nellemanigiuste quello della nota autrice tv Raffaella Mennoia, responsabile di redazione del programma di Maria De Filippi “Uomini e Donne”, di “Temptation Island”, di “C’è Posta per Te” e, ultimo ma non meno importante, compagna di vita innamorata del proprio Stanfordshire Bull Terrier di nome Saki, molosso molto simile al Pitbull nonché affettuosissimo protagonista, insieme a lei, del girato.

Sensibilizzare persone e opinione pubblica su un cane forte e fragile ghettizzato dalla cronaca nera e, al contempo, spingere l’adozione (anche a distanza) di quelli presenti nei rifugi della Lega Nazionale per la Difesa del Cane che, quest’anno, ne ha soccorsi oltre 3.500: questi i due obiettivi della campagna di sensibilizzazione #nellemanigiuste che porta il volto della storica autrice di Maria De Filippi. Attivata una speciale pagina dove scrivere al dog trainer LNDC o adottare uno dei molossi in cerca di casa

“Ogni cane assomiglia al proprio compagno umano», afferma l’autrice televisiva, «e se amato, rispettato ed educato, diventa a prescindere da razza o genere l’amico di vita più affidabile, generoso e amorevolmente attento che ci sia, come lo è il mio Saki”, ha spiegato la Mennoia: “Questa tipologia di cane ha certamente un temperamento energico, ma non necessita per questo di essere dominato, quanto piuttosto accolto, con responsabilità e autorevolezza. Liberiamo davvero i Pitbull, e ogni altro cane simile, da ogni pregiudizio. Possiamo essere attenti, premurosi, affettuosi ma il cane ci supererà sempre. Con il suo amore è capace di regalarci un sorriso inatteso, un conforto e un sostegno nelle giornate amare che la vita riserva. E se sapremo ascoltarlo davvero, se riusciremo a vincere la debolezza di volerlo dominare, farà di noi capitani coraggiosi, bambini stupiti, ingenui saggi. Al cane, a ogni tipo di cane, non manca la parola», conclude la Mennoia, «ma piuttosto ce la toglie. Perché davanti a lui non possiamo che rimanere in silenzio, colmi di pace, amore e meraviglia”.

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In occasione della campagna di sensibilizzazione “Nelle mani giuste” è stata attivata una landing page ad hoc sul sito LNDC Animal Protection, visibile a questo link, e sulla quale è possibile acquisire informazioni sul Pitbull, chiedere consigli, chiarire pensieri o sfatare idee scrivendo al dog trainer LNDC, specializzato in queste tipologie di cani. Al medesimo link, inoltre, è possibile conoscere le storie di cani salvati da abbandono e maltrattamenti, a oggi curati, assistiti e protetti dai volontari di LNDC, nei Rifugi di tutta Italia gestiti dall’associazione. Tanti di loro sono adottabili, pronti per essere accolti in casa, mentre tanti altri, quelli che ancora portano i segni delle sofferenze subite possono essere adottati a distanza. Per questi animali LNDC ha attivato dei percorsi rieducativi, in particolare modo per gli ex combattenti, seguiti da esperti e da volontari qualificati. “Questi sensibili e possenti animali sono tanto forti fisicamente quanto fragili caratterialmente”, ha spiegato infatti Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection, che approfondisce: “Si sottomettono completamente all’umano e, se nelle mani sbagliate, possono diventare davvero macchine da guerra. Chi conosce e ama gli animali sa che non esistono ‘cani cattivi’, esistono cattivi uomini, cattivi ‘padroni’ che usano il cane come uno status symbol e prendono i pitbull o il cane che gli assomiglia di più, senza distinzione, per sembrare dei duri e senza preoccuparsi di trattarlo con il rispetto e l’amore che merita. Questi cani, come gli altri ma forse più degli altri, non hanno bisogno di un padrone che li domini ma di una guida che li sostenga, non cercano un branco dove vige la legge del più forte ma una famiglia che sappia accoglierli. Con questa campagna», continua la presidente, «vogliamo dire alle persone che questo cane va conosciuto superando i pregiudizi che lo hanno attanagliato per troppo tempo, e noi ci stiamo impegnando per realizzare questo. Parliamo di un cane davvero affidabile e affettuoso se nelle mani giuste, come testimonia anche Raffaella Mennoia. Ora il compito spetta a noi”. Se il Pitbull è uno specchio del proprio compagno umano, quindi, il lavoro più importante sta davvero a noi.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane Milano www.legadelcane.org Facebook: facebook.com/legadelcane Youtube: youtube.com/c/legadelcane


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Orario di apertura al pubblico: venerdì 9.00-11.30 (ultimo ingresso alle 11.00), sabato e domenica 9.00-11.30 (ultimo ingresso alle 11.00) e 14.00-18.00 (ultimo ingresso 17.30) Chiusura: lunedì-giovedì Prenotazione obbligatoria nei fine settimana Max 20 persone ogni 30 minuti

CENACOLO VINCIANO (MILANO)

Orario di apertura al pubblico: martedì-sabato 9.45-19.00 (ultimo ingresso 18.45), domenica orario in via di definizione Chiusura: lunedì Prenotazione obbligatoria Max 15 persone ogni 15 minuti dal 4 al 9 maggio Max 18 persone ogni 15 minuti dall’11 maggio RIAPERTURA DALL’8/5

70 PARCO NAZIONALE DELLE INCISIONI RUPESTRI

LOC. NAQUANE (CAPO DI PONTE) Orario di apertura al pubblico: martedì-domenica 8.30-19.00 (ultimo ingresso 18.30) Chiusura: lunedì Prenotazione obbligatoria nei fine settimana Max 50 persone ogni 30 minuti

PARCO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DEI MASSI DI CEMMO (CAPO DI PONTE)

Orario di apertura al pubblico: martedì-domenica 8.30-19.00 (ultimo ingresso 18.30) Chiusura: lunedì Max 3 persone contemporaneamente nell’area di fronte ai massi

MUSEO NAZIONALE DELLA PREISTORIA DELLA VALLE CAMONICA (CAPO DI PONTE)

Orario di apertura al pubblico: venerdì-domenica 14.00-18.00 (ultimo ingresso 17.30) Chiusura: lunedì-giovedì Prenotazione obbligatoria nei fine settimana Max 14 persone ogni ora. Max 2 persone contemporaneamente nelle sale a piano terra


CASTELLO SCALIGERO (SIRMIONE)

Orario di apertura al pubblico: martedì-sabato 9.00-19.15 (ultimo ingresso 18.30), domenica 9.00-13.45 (ultimo ingresso 13.00) Chiusura: lunedì Prenotazione obbligatoria al link www.midaticket.it/garda Max 40 persone ogni 45 minuti Mastio e darsena chiusi

GROTTE DI CATULLO (SIRMIONE)

Orario di apertura al pubblico: martedì-sabato 8.30-19.30 (ultimo ingresso 18.50), domenica 14.00-19.30 (ultimo ingresso 18.40) Chiusura: lunedì Prenotazione obbligatoria al link www.midaticket.it/garda Max 60 persone ogni 20 minuti Antiquarium chiuso

VILLA ROMANA (DESENZANO DEL GARDA) Orario di apertura al pubblico: martedì-sabato 8.30-19.30 (ultimo ingresso 19.10), domenica 14.10 -19.30 (ultimo ingresso 19.10) Chiusura: lunedì Prenotazione obbligatoria al link www.midaticket.it/garda Max 20 persone ogni 20 minuti Antiquarium chiuso

PALAZZO BESTA (TEGLIO)

Orario di apertura al pubblico: martedì-sabato 10.15-12.45 (ultimo ingresso 12.15) e 14.10-16.50 (ultimo ingresso 16.15) Chiusura: domenica e lunedì Prenotazione obbligatoria nei fine settimana Max 12 persone ogni 30 minuti. Stua verde e sala della Creazione max 6 persone contemporaneamente

CAPPELLA REALE ESPIATORIA (MONZA)

Orario di apertura al pubblico: martedì-giovedì e domenica 9.00-14.00 (ultimo ingresso 13.30), venerdì-sabato 9.00-19.00 (ultimo ingresso 18.30) 2° e 4° giovedì del mese prolungamento dell’apertura fino alle 19.00 (ultimo ingresso 18.30) Chiusura: lunedì Prenotazione obbligatoria nei fine settimana Max 10 persone. Nel sacello max 3 persone contemporaneamente

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA LOMELLINA (VIGEVANO) Orario di apertura al pubblico: martedì-sabato 9.00-14.00 (ultimo ingresso 13.30) Chiusura: domenica e lunedì Prenotazione obbligatoria nei fine settimana Max 25 persone ogni 30 minuti

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FONDAZIONE A.R.M.R. AIUTI PER LA RICERCA SULLE MALATTIE RARE

DONARE È PIU’ BELLO CHE RICEVERE

Ing. Giuseppe Mazzoleni Fondazione ARMR

Donare significa “Dare ad altri liberamente e senza compenso cosa utile o gradita” (definizione tratta dalla Treccani) ma spesso il gesto del donare è mosso da molti sentimenti consci e inconsci che abitano l’animo umano. Secondo Erich Fromm nel libro l’Arte di Amare:“Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell’atto mi sento vivo.” È bello ricevere, perché vuol dire che qualcuno ti vuole bene, pensa a te, ti fa sentire importante; è bello anche donare, perché provi la gioia di far felici altri, perché così puoi dire con i gesti che vuoi bene ad una persona. Donare e ricevere sono due gesti molto frequenti nella vita quotidiana e forse, proprio per questo, non si riflette mai abbastanza sulla loro importanza e su quanto possano essere d’aiuto alle persone e al rapporto che s’instaura tra loro. Donare è un gesto semplice, spontaneo che rende felice chi lo fa ma anche chi lo riceve. Un regalo fatto ad un amico ci riempie di gioia al solo pensiero di quando lo scarterà, un gesto affettuoso, un sorriso ad una persona cara ci allarga il cuore e, allo stesso modo, un dono ricevuto, un aiuto di un amico ci dà piacere e ci fa star meglio. Da oltre 27 anni tantissimi volontari delle molteplici “Delegazioni” della Fondazione A.R.M.R. sparse su tutto il territorio nazionale donano tempo, capacità e denaro. Il loro impegno è divenuto un circolo virtuoso perché il loro “donare” diventa lavoro per i ricercatori e ritorna come “dono” ai malati di malattie rare. I numerosi soci e volontari che, attraverso le nostre Delegazioni da ogni parte d’Italia ci supportano e concorrono fattivamente con le loro donazioni e con loro impegno a raggiungere il nostro obiettivo, ci chiedono sempre di aumentare il numero di interventi a favore della Ricerca. Ora vorremmo continuare a far crescere le attività di ricerca anche con il tuo contributo del 5 per mille e questo è uno splendido modo di contribuire alle attività della Fondazione A.R.M.R. Onlus e che non costa nulla. La Fondazione A.R.M.R. Onlus per lo sviluppo di attività di ricerca dedicate, per l’acquisto di apparecchiature elettroniche e materiale da laboratorio, nell’ultimo triennio ha donato 720.000 euro.

SOSTIENI ANCHE TU LA FONDAZIONE A.R.M.R (AIUTI PER LA RICERCA SULLE MALATTIE RARE), SOSTIENI LA RICERCA DONANDO IL 5 X 1000 Carissimi Amiche e Amici chiediamo anche a voi di partecipare alla creazione di un futuro migliore devolvendo il 5 per mille nella propria dichiarazione dei redditi. Coinvolgi anche i tuoi amici per donare il 5 X 1000 alla Fondazione A.R.M.R. Non mancare a questo importante appuntamento! La Ricerca ti aspetta!!

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